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TECNICHE DI STUDIO

Gli studi perfezionano la natura, e sono perfezionati dallesperienza


F.Bacon

Un altro compito gravoso ma utile che attende linsegnante quello di insegnare agli alunni a
sapere studiare, memorizzare, prendere appunti, fare schemi, riassumere, saper comporre un tema o
risolvere problemi.
Spesso ci si dimentica che i ragazzi rendono molto meno, rispetto alle proprie capacit, per la
mancanza di strategie efficaci di studio. Ci permettiamo, pertanto, di proporre alcune tecniche di
studio per agevolare lapprendimento dellalunno.
Lo facciamo rivolgendoci direttamente allo studente, dandogli del tu e trasportandolo in un viaggio
tra i meandri delle tecniche.
Trappole durante le lezioni:
- Lalunno che sta attento alle spiegazioni dellinsegnante, che interviene e partecipa attivamente
alle lezioni, risparmia pi del 40% di fatica, quando a casa si metter a studiare. Si tratta di un
consiglio troppo spesso disatteso, nonostante la sua indubbia efficacia.
- Partecipare alle lezioni con dei preconcetti negativi nei riguardi dellinsegnante e della materia,
come scavarsi la fossa prima di morire.
- Non sforzarsi a comprendere concetti complessi o parole astruse, limita lalunno ad essere
passivo; chiedendo spiegazioni, capir di pi e far contento anche linsegnante che si percepir
utile.
- Stare a scuola con mille pensieri che distraggono o sotto effetto di emozioni negative, fa sentire
come un pesce fuor dacqua.
- Lassenza di interesse per gli argomenti trattati, far appartenere alla categoria degli
scaldabanchi e a quelli che a casa dovranno sudare di pi per capire e memorizzare.
- Prestando attenzione agli aspetti formali delle lezioni o ai calzini degli insegnanti, si perde la
concentrazione, la comprensione dei contenuti e si vive come un uomo che annaspa in mare aperto.
- Evitare di canalizzare la propria attenzione sugli aspetti marginali delle lezioni e concentrarsi,
invece, su quelli rilevanti. Linsegnante, infatti, caratterizza i contenuti pi importanti con
riferimenti diretti, ripetizioni, cambio di volume di voce, pause, modifica della postura, maggiore
tensione e forza.
- Interrompere spesso linsegnante si spezzetta la spiegazione e si fa pi fatica a capire globalmente
il contenuto.
- Farsi distrarre o sedurre dal Lucignolo di turno, si diventa competente nella costruzione degli aerei
di carta e non nelle materie di studio.
Trappole nello studio di casa
A casa ogni scusa buona per rimandare il momento dellimpegno nello studio e per farsi distrarre
da telefonate, cd musicali, frigoriferi e merendine varie.
- Bisogna darsi delle priorit, iniziando dalla materia che piace meno e finendo con quella con la
quale abbiamo meno difficolt.
- Evitare di passare da un libro allaltro, da una materia allaltra senza il necessario
approfondimento.
- Stabilire dei tempi per ogni materia, onde evitare di arrivare alla fine della giornata con diverse
materie non ancora studiate.
- Studiare per qualche ora e permettersi un intervallo di dieci minuti per ricaricare le batterie.
Studiare in continuazione, infatti, non facilita lapprendimento in quanto il nostro cervello ha
bisogno di ossigenarsi e di riposarsi per riprendere con pi efficacia.
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- Non scoraggiarsi di fronte a qualche difficolt; riprendere passo dopo passo largomento e se
ancora non si capito, chiedere aiuto e supporto a qualcuno.
- La mancanza totale di interesse brucia tutte le energie e fa sprecare forze e tempo.
- Portarsi addosso insonnia, stress ed emozioni irrisolte, provocano sicuri effetti negativi sullo
studio. E opportuno che il tempo dello studio sia il meno impegnato in situazioni affettive e psicofisiologiche.
In genere bisogna distinguere tra il fare i compiti e lo studiare. Questultimo richiede un impegno
costante, una concentrazione e una motivazione alla crescita culturale.
Bisogna anche ripassare, seppur brevemente, quello che stato spiegato al mattino in classe. In
questo modo si memorizza pi facilmente e si comprendono di pi i concetti.

PAURA DEGLI ESAMI


La paura un presagio inquietante di un pericolo reale e specifico, come un qualcosa di temuto o
sconosciuto che possa succedere.
Essa mobilita il nostro organismo mettendolo nella condizione daffrontare qualsiasi emergenza con
due modalit denominate fight flight (lotta o fuga).
Gli effetti della paura sono a livello :
1) Fisiologico (palpitazioni,sudorazioni, pressione al torace, respirazione aritmica ed affannosa,
dilatazione delle pupille etc.).
2) Mentale : con alterazioni dei processi visivi, perdita di memoria, annebbiamento di idee.
3) Comportamentale : si attua la risposta di evitamento. Ma pi si evita, pi aumenta la paura.
4) Comunicazionale : (verbale e non verbale) Si avr difficolt ad esprimere concetti, si salter di
palo in frasca e a livello paralinguistico si noteranno tremori della voce, pause,
silenzi,balbettii.

Cosa ti pu succedere durante linterrogazione, quando lansia supera i limiti della accettazione/
sopportazione?
1) black-out mentale. Abbiamo la risposta sulla punta della lingua, ma non ci viene fuori.
2) Non avendo la risposta appropriata se ne spara una a casaccio nella speranza di impressionare
favorevolmente linsegnante.
3) Esporre in maniera disordinata tutto il materiale appreso.
Cosa fare per detendere lansia?

A) Respirare pi lentamente e profondamente.


B) Contare il numero dei tuoi respiri e tentare di diminuirli.

C) Attuare una qualsiasi forma di rilassamento che conosci (training autogeno , rilassamento di
Jacobson, yoga).
D) Osservare un oggetto qualsiasi e allontanare i pensieri.
E) Attuare la desensibilizzazione sistematica con la quale, mentalmente,
rivedi le situazioni dalle meno ansiogene alle pi ansiogene, e a ogni sequenza esegui una
respirazione profonda e calma che faccia da contro altare alle tue preoccupazioni.
F) Imponiti per mezzora di esagerare le paure di uninterrogazione e queste , ala fine,
diminuiranno per effetto paradossale.
G) Collega le interrogazioni ad esperienze positive.
Se non trovi giovamento da nessuno di questi suggerimenti, sappi che si pu vincere lansia
eccessiva, facendosi aiutare da un bravo professionista del settore.

PRENDERE APPUNTI

Tale abilit deve seguire dopo un buon ascolto delle lezioni o dopo una buona lettura del testo.
Labitudine a prendere appunti fa evidenziare i principali argomenti trattati dallinsegnante e questo
render spedito lo studio a casa.

Lezione

Testo

Predisporre il
testo

Identificare le
informazioni
importanti

Trascrivere gli
appunti

Organizzare

Organizzare gli
appunti e
condensare

Condensare

Memorizzare

Memorizzare

Per prendere gli appunti dalle lezioni, consiglio di predisporre il foglio in modo da prevedere : nella
parte superiore largomento; nella parte centrale trascrivere gli appunti; sul lato sinistro domande o
dubbi sulla lezione; sul lato destro le riflessioni e i propri pensieri sullargomento. Questa struttura
del foglio permette di riempire i vuoti dellattenzione durante le lezioni e di completarle con
personali osservazioni o punti interrogativi.
Eccone un esempio :

A casa bene organizzare gli appunti secondo proprie personali modalit, tenendo presente che si
pu seguire unorganizzazione tradizionale che prevede:
sulla parte centrale e alta la tematica: gli argomenti pi rilevanti saranno contrassegnati da numeri
romani; quelli di secondaria importanza da numeri arabi e gli altri da lettere.

Per gli appunti dal testo: si devono estrarre le principali informazioni, si classifichino, si
organizzino come descritto precedentemente e cos si agevolato nella memorizzazione.
Lorganizzazione che ognuno fa del materiale facilita ,di gran lunga, lapprendimento e rende pi
semplice la memorizzazione di esso. Ecco perch molto importante saper classificare od
organizzare per concetti, figure, immagini o avvenimenti. Dopo il tutto sar pi facilmente appreso
e ricordato.
SCHEMI PER TUTTI GLI USI
Gli schemi servono a far risaltare e a organizzare, in maniera visiva, i contenuti da elaborare o
memorizzare. Essi facilitano lapprendimento, in quanto permettono allo studente di avere
visivamente presente in maniera globale, sintetica e scalare, tutto ci che riguarda un concetto,
tematica, situazione, problema. Esistono diversi schemi, ma il loro utilizzo dipende dalle proprie
preferenze e dai contesti dapprendimento.
Eccone alcuni (Longefeld p.71-73):

ABBREVIAZIONI PER APPUNTI

>
<

c/

s/
sig.
=
es.
def.
ns.
v.s.
xch

imp.

aumento
diminuzione
perci
ha causato, ha portato a
con
diverso
senza
individuale
significativo
uguale
esempio
definizione
nostro
vedi sopra
perch
identico a
importante

Omettere le vocali
6

prnc = principale bkgd = background intl = inutile

Inventate le vostre abbreviazioni secondo la vostra disciplina:


subc
= subconscio
sftwr = software
est
= estensione
gram
= grammaticale
crm
= cromosomi

= cambiare
ato
= cambiato
ando = cambiando
mento
=
cambiamento
-

IMPARARE A LEGGERE CON EFFICACIA


TECNICA : LE 3R = Leggi, Esplora, Rileggi, Rielabora, Ripassa. (Gasperoni,1999)
-

LEGGI : La prima cosa da fare avere una visione dassieme e scoprire cosa ti aspetta. Ti potrai
porre delle domande o confrontare su quello che gi conosci.

ESPLORA: Annota, sottolinea, evidenzia, organizza quanto reputi importante. Potrai porti delle
domande da chiarire o a cui rispondere.

RILEGGI : Rivedi analiticamente tutto il capitolo soffermandoti su quanto evidenziato e sulle


sintesi fulminanti ai margini della pagina.

RIELABORA : Appropriati dei contenuti masticando e digerendo secondo il tuo stile


cognitivo.

RIPASSA : In questo modo memorizzi di pi e stabilizzi quanto appreso.

Questa tecnica si pu usare sia nel leggere un libro, un capitolo o un testo. In questo modo si
comunicher pi lentamente, ma si raggiunger lobiettivo pi speditamente.

EFFICACIA NEL FARE UN RIASSUNTO

A) Leggere attentamente il testo

B) Identificare i concetti principali


C) Usare periodi brevi
D) Usare parole proprie
E) Non aggiungere considerazioni personali
F) Non inventare
G) Dividere in capoversi.

Il riassunto non un elaborato di fantasia, ma una sintesi fedele del testo. Attento! Pi sintetico e
preciso sei, meglio riuscirai ad esprimerti.

IL TEMA DITALIANO

la composizione del tema si compone di sei parti:


- analisi della traccia
raccolta del materiale
prima stesura
organizzazione del testo
revisione
presentazione
1) Nellanalisi della traccia si deve tenere conto dellargomento, della parola limite e della parola
chiave. Esempio : Descrivi le cause dellinquinamento della terra. Argomento = inquinamento;
parola limite = cause e terra; parola chiave = descrivi.
2) Nella raccolta del materiale si pu utilizzare uno schema che possa agevolare nella visione
dassieme dellargomento.
3) La prima stesura deve prevedere : introduzione, esposizione, conclusione. Lintroduzione deve
essere concisa e deve attirare lattenzione di chi legge; lesposizione deve seguire una scaletta di
idee, un percorso logico; la conclusione deve essere breve, non in contrasto con lintroduzione e
serve per chiudere in bellezza.
4) Lorganizzazione del testo deve privilegiare la logica e lincedere della trattazione
dellargomento
5) Nella revisione finale si deve pulire il testo da ripetizioni, frasi comuni, espressioni esagerate,

tautologie, periodi troppo lunghi o corti,


eventuali errori di distrazione.
6) Prima di presentare il compito meglio curare la trascrizione dello stesso in bella copia. Una
buona presentazione grafica ,facilita lottima impressione.

Il tema d'italiano, generalmente, si sviluppa attorno a questo genere di argomenti:


1) DESCRIZIONI di persone, animali, cose, ambienti,
2) ESPOSIZIONE di situazioni/informazioni
3) RACCONTO di fatti
4) INTERPRETAZIONE E VALUTAZIONE di testi, racconti, romanzi.
5) ARGOMENTARE o sostenere opinioni
Ecco alcune possibili scalette :
1) DESCRIVERE = delineare a parole, indicando caratteristiche e qualit.
Per descrivere persone o animali
a) CHI E'
- come si chiama
- sesso
- et
- razza
- provenienza
- parentela
b) ASPETTO FISICO
- voce
- suono
- modo di presentarsi
- vestito

c) COMPORTAMENTO
- cosa fa
- come si comporta
- abitudini
- pregi/difetti
- carattere

per descrivere luoghi o ambienti

A) COSA E'
- dove si trova
- elementi percettibili sotto i sensi
- parti che lo compongono
B) QUALITA'
- pregi/difetti
- destinato a
- chi sono le persone o gli animali che vi abitano
C) STORIA
- com' cambiato nel tempo
- analogia con
- cosa suscita a livello emotivo

2) ESPORRE = fornire dati o notizie riguardanti :


a) Argomenti oggetto di studio
b) Risultati di una ricerca
c) Dati in ordine a fenomeni scientifici, sociali, politici.
D) Esperienza personale
3) RACCONTARE = narrare un fatto vero o immaginario con
personaggi principali o secondari.
Esso si articola in :
1) Antefatto : Nel villaggio c'era il problema dell'inondazione
2) Esordio o situazione iniziale : Regnava il principe You.
3) Fatto centrale : Quell'anno l'inondazione del fiume Giallo fu
devastante per il villaggio.
4) Peripezie : Difficolt e traversie del popolo e del principe.
5) Epilogo : Il villaggio fu salvato dal principe You.
6) Conseguenze : Si pens a scavare gli argini per evitare una nuova
inondazione.

Per narrare una cronaca puoi seguire, invece, questa scaletta :


a) chi : persona
b) che cosa : fatto
c) quando : tempo

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d) dove : luogo
e) perch : spiegazione

4) INTERPRETARE O VALUTARE = spiegare il significato, dando


una valutazione.
Necessita di :
- Parte informativa

= Testo o spettacolo

- Parte descrittiva

= Presentazione dell'oggetto in forma riassuntiva

- Parte interpretativa = Contiene l'analisi sul piano del contenuto.


- Parte valutativa

= Contiene il giudizio.

5) ARGOMENTARE = sostenere con prove le proprie opinioni.


La struttura di base :

PROBLEMA
TESI
ARGOMENTI A FAVORE DELLA TESI
CONCLUSIONE

Oppure :

PROBLEMA
TESI
ARGOMENTI A FAVORE DELLA TESI
ANTITESI
ARGOMENTI A FAVORE DELL'ANTITESI
CONFUTAZIONI DEGLI ARGOMENTI (ANTITESI)
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CONCLUSIONE

MIGLIORARE IN MATEMATICA

In matematica si deve fare molta attenzione alle regole, perci il consiglio :

- copiare i teoremi, regole e definizioni, esattamente come sono formulati.


riscrivere in ordine tutti i tuoi appunti
rifare i problemi e gli esempi dellinsegnante
non tralasciare nessuna lezione
ripetere ad alta voce per spiegare ogni passo della regola, del processo di risoluzione del problema
chiedere aiuto, se sei confuso. Pi a lungo ti senti perso, pi probabile che rimarrai in questa
situazione
studiare qualche ora in pi nei momenti cruciali.
Si dice che la matematica non sia unopinione. Per questo motivo non si ha tanto spazio per
sbizzarrirsi a cambiare le cose. In matematica ci vuole un certo ordine, spirito di organizzazione e
una precisione non trascurabile. Non so se questi consigli saranno utili, ma sicuramente non
danneggeranno.

SAPER MEMORIZZARE
A ognuno si addice un metodo di studio a secondo del tipo di memoria che si sviluppato durante
gli anni di apprendimento.
- Memoria visiva-fotografica:
Si caratterizza per la prevalenza di guardare TV,film,mostre fotografiche,immagini, cartine. Si
preferisce vedere, leggere, visualizzare. E il modo usuale che appartiene al 65% della popolazione.
Per queste persone sono utili la tecnica dei loci, le mappe mentali, gli schemi, i diagrammi e le foto.
- Memoria uditiva:
Si caratterizza per la preferenza ad ascoltare racconti, storie pi che leggerli. Si ascolta ben
volentieri musica o radio. Tale memoria appartiene al 30% della popolazione; si studia ben
volentieri con un compagno, si ascoltano le interrogazioni e le lezioni. E utile ripetere ad alta voce,
usare filastrocche, rime e anagrammi.
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- Memoria cinestesica:
Essa appartiene al 5% della popolazione e si caratterizza per il gusto delle percezioni, sensazioni,
movimento, toccare, scrivere. La si pu incrementare e sfruttare prendendo appunti, utilizzando le
sottolineature, schizzi, ripetendo camminando e interpretando personaggi storici.

Il processo di memorizzazione consiste nel coordinare e legare insieme una serie di dati e
informazioni, in caso contrario si farebbe molto pi fatica nella ritenzione o nella rievocazione di
essi, in quanto slegati o privi di significato. Da ci emerge quanto sia importante comprendere e
coordinare il materiale, non solo per lo studio, ma come condizione necessaria per ricordare.
Tutti abbiamo la possibilit di migliorare la nostra memoria. Per poterla sfruttare occorrono
applicazione, pratica ed esercizi.
La memoria si distingue in :
-

Memoria Immediata (sensoriale).

Memoria a Breve Termine (MBT),detta anche memoria di lavoro. Essa trattiene, codifica
informazioni, dati che successivamente passano in quella a lungo termine. Il materiale non
archiviato si perde nelloblio.

Memoria a Lungo Termine (MLT). Essa archivia e fa rimanere tutto il materiale che poi viene
rievocato o utilizzato dalla persona.
La memoria, quindi, non un deposito , fisso e statico, ma un processo di rete complessa di
attivit che ristruttura il passato alla luce del nuovo materiale appreso e che ,a sua volta, ne
viene influenzato.

Il processo di memorizzazione regolato dallinteresse nei riguardi del materiale da apprendere


e dalla frequenza delluso che facciamo delle informazioni apprese.
Si deve sapere, inoltre, che quanto pi colpito il nostro emisfero destro, tanto pi forti e
duraturi sono i ricordi.
Soffermati un attimo a visionare queste tabelle per una migliore comprensione di quanto detto
finora.

Segnali sici

Traduzione
sensoriale

Memoria
immediata

perdita

Riconoscimento
percettivo

Memoria a lungo termine

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Memoria a
breve termine

perdita

I TIPI DI MEMORIA
Memoria ecoica: 0.25 2

Memoria immediata

Memoria iconica

Memoria
a breve
B
termine

Pochi secondi: 7+2 item: 10 30

Memoria a lungo
C termine

Minuti - anni

Per facilitare la memorizzazione proponiamo queste strategie:

STRATEGIE PER UNA MEMORIA MIGLIORE

Utilizzare tutti i
sensi

Rendere la
memorizzazion
e unabitudine
2

Usare degli
interventi
calibrati di
apprendimento

Organizzare la
logica delle
informazioni

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1) Quanto pi interesse e motivazione c, tanto meglio e rapida lapprendimento.


2) Il coinvolgimento dei nostri cinque sensi attiva di pi il nostro cervello.
3) Studiare concedendosi delle pause salutari, aiuta di pi lapprendimento. Il materiale, ripassato
prima di andare a letto o studiato subito dopo alzati al mattino, rimane pi impresso.
4) Dare una struttura logica a tutto ci che deve essere memorizzato, facilita lapprendimento.
5) Esercitarsi nei vari tipi di memorizzazione, rende pi spedito e semplice latto mnestico.
Si deve sapere, inoltre, che nellatto della memorizzazione subentra anche leffetto primacy e
recency. In una lista di parole senza significato, ricordiamo pi facilmente le prime e le ultime.
Prova tu!
FUR, CHIM, ADOF,LAM, POD, NEC FET, SUN, GAL, TUC, VOM, LEN.
In unaltra lista di parole dove ce n una evidenziata o cerchiata, questa sar ricordata con pi
facilit. Questo fenomeno si chiama effetto von Restorff dal nome della psicologa che per prima lo
ha indagato.
Quando si deve memorizzare delle parole come : sedia, pisello, profumo, fagiolo, tavolo, boccetta,
banco, spinaci, forchetta, odore, lenticchie, con molta probabilit formerai dei raggruppamenti
semantici ES: SEDIA , verr in mente come seconda parola una che appartiene allo stesso
raggruppamento semantico (tavolo, banco) e cos di seguito. In questo modo si usato la memoria
in maniera intelligente e non meccanica. Questo fenomeno noto come effetto Bousfield.

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LE MNEMOTECNICHE
Tali strategie migliorano i nostri sforzi per ottenere una facile memorizzazione.

LE MNEMOTECNICHE

Le tre caratteristiche di base

sensorialit

associazione
emozione

Uso dei cinque


sensi nella
immaginazione

Informazioni
nuove con
informazioni

Creare
emozioni
usando

Chiunque pu imparare a memorizzare pi velocemente e con pi efficacia. Passando


concretamente ai fatti, ecco dei chiarimenti.
1) Quando si dovr ricordare delle parole o degli eventi, opportuno che si utilizzi una sinestesia
di sensorialit e questo permette di immagazzinare meglio il dato. Es: ombrello , consideralo
con tutti i cinque sensi: come lo vedi, come lo senti al tatto, che odore ha, che suono pu dare se
lo agiti, e che gusto potrebbe avere se lo mangiassi.
2) Coinvolgiti emotivamente con lombrello per sentire che effetto ti fa; utilizza la tua
immaginazione nel cambiarlo di colore o di funzione. Questo ti aiuter, ulteriormente, a
memorizzarlo.
3) Produci associazioni con lombrello le pi disparate, le pi strane e le pi umoristiche. Es:
vedilo come un cono gelato, o come un bastone alla Charlot. Pi alteri vistosamente alcuni
elementi pi ti verr facile la memorizzazione.
4) Quando sono diverse parole da memorizzare in ordine, produci delle associazioni tra di loro
secondo questaltra tabella

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Luso della tecnica associativa

Creare unimmagine multisensoriale della prima parola nella sequenza

Ideare un passaggio creativo dalla prima alla seconda parola

Ripetere la procedura fino allultima parola

Provare a riscrivere lintera lista di parole riaccendendo, ove occorra, alle immagini interne

Rivisualizzare interamente lintera sequenza come se si trattasse di un film

Es: computer, anatra, figlio, pesce-rosso, sdraio, pantaloni, lampadina, mare, delfino ,barca.
Esempio di associazione : Il signor computer spos la signorina anatra ed ebbero un figlio che
chiamarono pesce-rosso. Costui se ne stava su
uno sdraio, con i pantaloni che sembravano una lampadina, e guardava
il mare dove cera un delfino che seguiva una barca.
Produrre una concatenazione tra le parole stimolo sulla base di un racconto fantasioso, creativo,
vistoso, ti aiuta non solo a memorizzare pi velocemente, ma anche a ricordarlo dopo molto tempo.
Devi solo esercitarti, altrimenti tutto rimarr come prima, pi di prima!
Prova anche tu con queste altre parole : televisore, medico, libro, scatola, divano, cinema, atleta,
carota, mollusco.

LA TECNICA DEI LOCI

E la tecnica pi antica utilizzata anche da Cicerone. Consiste nel fissare nella memoria la
successione dei luoghi conosciuti della casa, o percorso concreto, collegando le informazioni da
ricordare.
Si pu sperimentare con gli idilli leopardiani: A Silvia, Le ricordanze,
La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, Il passero solitario, Il canto notturno di un
pastore errante per lAsia.
Ti do un esempio : Laltro giorno, aprendo la porta di casa, vedo mia sorella Silvia ( A Silvia) che
tutta incavolata mi ricorda (Le Ricordanze) di non sporcare il corridoio. Dopo la sua sfuriata ( La
quiete dopo la tempesta) mi dirigo nella mia camera e noto che il calendario segnava sabato (Il
sabato del villaggio); guardo fuori dalla finestra e scorgo un uccellino ( Il passero solitario), poi
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vado in cucina per vedere e ascoltare le canzoni di Sanremo ( Canto notturno di un pastore errante
per lAsia).
IL SISTEMA NUMERICO-CONSONANTICO

Permette di memorizzare numeri di qualunque tipo. Alla base c labbinamento di una o pi


consonanti con ciascuna delle 10 cifre. Tale abbinamento deve essere imparato perfettamente per
diventare automatico (Gasperoni p.126).

1 diventa t (d) perch la t formata da un solo tratto;


2 diventa n (gn) perch la n ha due gambe;
3 diventa m;
4 diventa r perch la r scritta a mano pu somigliare a un 4;
5 diventa L (gl) perch il numero romano 50;
6 diventa c (g) dolce (cena, gelato) per somiglianza;
7 diventa c (g, qu) duro: cassette;
8 diventa f perch la f scritta a mano somiglia a un 8;
9 diventa p (b) perch la p rivolta all'indietro somiglia a un 9;
0 diventa z (s, sc), che l'iniziale di zero.
Le doppie consonanti valgono una sola cifra (puffo = 98).
Una volta assimilate queste regole, facile trasformare qualunque numero in una parola. Esempi di
date di nascita e di morte (l'uno del millennio si trascura):
Leopardi (1798-1837), Che puffo/ fu! Macch!
Dante (1265-1321), Nocciolo minuto
Per richiamare alla memoria puoi, inoltre, usare termini a cui agganciarti, paole-chiave e frasi in
rima.
ACRONIMI. Per ricordare i grandi laghi italiani uso : MaGICo =
Lago Maggiore, Garda, Iseo, Como.
FRASE : ma con gran pena le reca gi, comprende tutti i nomi delle alpi da occidente a oriente.
Prova a trovarli!
Rime : Trenta d conta settembre con april giugno e novembre etc. _
Come vedi, si hanno a disposizione diverse tecniche per memorizzare. Ci si deve solo esercitare.

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TIPOLOGIA DI STUDENTI

Gasperoni (1998)ci invita a considerare una serie di studenti tipo che possiamo incontrare nella vita
della classe. Essi sono:
1) Il farfallone estroverso
Ama lidea di studiare, ma non lo studio. E dedito alla ricerca di nuovi materiali didattici che
fanno tendenza, ma rimanda con facilit linizio dello studio. Si fa distrarre da qualsiasi cosa in
quanto, alla base di tutto, c una mancanza di volont. In questo modo rischia di avere poco
successo non solo negli studi ma anche nella vita.
2) Il secchione angosciato
Si tormenta e si angoscia continuamente. Studia come un condannato ai lavori forzati senza
alcuna gioia ma con la costante paura di non essere allaltezza della situazione, di non arrivare
in tempo a ultimare tutte le materie e di non possedere tutte le conoscenze del caso.
Il punto debole di questi studenti la mancanza di serenit interiore e del distorto sistema
percettivo-reattivo tra s e s, tra s e gli altri e tra s e il mondo.
3) Il secchione ingordo
A lui piace studiare e non soffre; anzi contento quando gli insegnanti assegnano parecchi
compiti. Studia molto, ma si tratta dun lavoro fine a s stesso. Per questo motivo si prende tutte
le maledizioni dei compagni.
4) Il narcisista
Sa sfruttare bene le potenzialit del suo cervello, ma tronfio di s, innamorato della sua
intelligenza come Narciso della sua bellezza. Ama mostrarsi agli altri per la sua cultura e vive
come il culturista per plasmare, lustrare, gonfiare ed esibire i propri muscoli.
Il narcisista malvisto dai compagni e ha scelto di privilegiare il cervello rispetto a tutta la sua
personalit.
5) Lo studente modello
Studia con raziocinio e impegno. Non angosciato dallidea di fare bella figura, n ingordo.
Studia con impegno ci che gli interessa anche al di fuori delle materie perch spinto da un
sano piacere della conoscenza e dellacculturazione . E critico nei confronti delle cose ed
assertivo nel modo di esporle.
6) Lo studente normale
E impegnato nello studio per realizzarsi. Non ha tutta la spinta dello studente modello, n si
sbizzarrisce in letture o studi al di l delle materie scolastiche. Segue preferibilmente il suo stile
cognitivo sia che abbia un approccio globale che analitico.
7) Il creativo
Ha particolare sensibilit nella percezione delle cose, capacit di produrre idee divergenti,
capacit di sintesi e analisi in modo nuovo e inusuale. E sempre pronto a cercare nuove vie e
nuove soluzioni. Non sempre apprezzato, spesso viene trascurato. La creativit unita a un
costante impegno allo studio la chiave del successo.

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BIBLIOGRAFIA SPECIFICA
1) Cornoldi, De Beni; Imparare a studiare, Erickson. (1993).
2) Gasperoni; I segreti dello studente di successo, Angeli. (1998)
3) Meazzini; Paura desame, Angeli. (1996)
4) Lengefeld; Imparare a studiare, Angeli.(1995)
5 Aa.Vv; La memoria e i suoi segreti, Studi previsioni analisi. (pag.4,9,10,13)
6) Pozzi; Tecniche di memoria, Angeli.(1995)
7) Cornoldi; Le difficolt dapprendimento a scuola, Mulino,(1999).
8) Legrenzi; Prepararsi agli esami, Mulino,(1999).

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CONCLUSIONE
Il lettore, giunto alla fine di questo volume, avr capito che per noi non esiste una situazione
definitiva, stabile e immutabile, ma delle tappe intercorrelate tra di loro che permettono di crescere,
svilupparsi ed emanciparsi.
Concludere come morire, ma la morte linizio di un nuovo cammino di idee, propositi,
comportamenti, emozioni che ci guidano nellarte dellinsegnare/apprendere.
Abbiamo voluto far riflettere il lettore sulle stereotipie, senso comune di affrontare gli avvenimenti
della vita della classe, sulla corresponsabilit di tutto ci che avviene nellambito delle relazioni
umane e dellapprendimento, sulle strategie da porre in atto a secondo del contesto e delle persone.
Abbiamo condiviso con Marcel Proust che la vera scoperta non sta nel vedere nuovi mondi, ma
nel cambiare occhi; cosa difficile a farsi sia perch si tesi a voler cambiare gli altri, sia perch si
crede di possedere delle verit inoppugnabili.
Ma ahim! luomo talmente perfettibile e corruttibile che pu divenire pazzo mediante la sua
ragione (Lichtenberg). Basta assistere a dei consigli di classe per accorgersene, per toccare con
mano di come le proprie credenze condizionano le percezioni, che a loro volta influenzano
lemozioni e i comportamenti.
Laugurio che rivolgo al lettore, interessato e desideroso di ampliare le proprie
conoscenze/competenze, quello di rendere il migliore possibile ogni istante della vita, da
qualsiasi mano del destino ci sia inviato: in ci consiste larte del vivere (Lichtenberg) e di
insegnare.
Il lettore si sar reso conto che linsegnante o leducatore deve essere come un ballerino che danza
armoniosamente su ogni nuvola che incontra. Egli passa,facilmente, da unonda allaltra, come da
un alunno allaltro con la magia di un cantastorie, lincanto di un paesaggio nuovo e la solidit di
unantica montagna. Egli, cavalcando la complessit delle relazioni con gli studenti, manifesta una
sapiente combinazione di caratteristiche di personalit, conoscenze aggiornate, abilit strategiche
innovative, comunicazione persuasiva e interesse al rapport con laltro.
Per meglio focalizzarne le sue peculiarit, ci piace schematizzarne alcune che reputiamo
fondamentali, ma che non vogliono essere esaustive, non fosse altro perch sono operate nella
limitazione dellosservazione, riflessione e operativit.
1) Eretico. Lapproccio alle ideologie deve essere basato sul paradosso di essere sicuro della
propria insicurezza, di essere un eretico del sapere ufficiale per immergersi nel flusso della
ricerca.
A ben riflettere, in ogni periodo storico ci sono delle ideologie, teorie pedagogiche,
movimenti psicologici che pretendono di possedere lultima verit e assurgono ad essere
assolute nei riguardi delle persone. Simpatica la prassi pedagogica di alcuni anni fa che
consigliava alle neo-mamme di far dormire i propri bambini in camere diverse dalle proprie
gi fin dal primo giorno di vita. Ci era propinato con lintenzione di aiutare il bambino
nello sviluppo dellautonomia. La prassi venne abbandonata dopo che si verificarono delle
morti bianche nelle prime settimane di vita.
Non c cosa peggiore che assolutizzare una teoria, una conoscenza o una prassi.
Linsegnante che vuole essere efficace, deve comportarsi come un eretico delle teorie, nel
senso che li deve usare senza farsi ingabbiare; deve conoscere il pluralismo teorico per
sapere scegliere. Egli deve sentirsi sicuro nella sua precariet di uno che non pu mai
vivere in un equilibrio statico. Se fosse cos, sarebbe una mummia, un elefante nel suo
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cimitero. Lassoluto delle teorie o ideologie rassicura e protegge dalle paure, ma ci


impedisce di scoprire nuovi mondi, nuove strade. Si pu soltanto aumentare la propria
consapevolezza operativa; nel senso che man mano interagiamo con gli alunni, scopriamo e
costruiamo realt prima insospettabili, che ci fanno approfondire le stesse conoscenze che, a
loro volta, ci stimolano sempre pi alla ricerca operativa. Il processo degli interventi efficaci
non si snoda con: prima conosco e poi opero; ma prima intervengo operativamente e man
mano che intervengo, conosco sempre meglio ci che ho sperimentato.La qual cosa mi
induce a risperimentare, operando sulla realt e approfondendone le conoscenze. In poche
parole, io conosco meglio intervenendo e non solo pensando o sposando una teoria. Si deve
avere,perci, lo spirito del ricercatore che ad ogni momento pu cambiare strada e mappa
per seguire delle tracce, degli indizi freschi e nuovi che conducono al tesoro.
2) Tollerante. Ernest Von Glasersfeld (1981) distingue tra ladattarsi alla realt (to fit) e
corrispondere (to match) pienamente alla realt. Noi possiamo soltanto adattarci in maniera
pi funzionale possibile alla realt che percepiamo, ma mai la nostra percezione pu essere
identica alla stessa realt. Da questa distinzione, linsegnante deve essere una persona
tollerante, che sa mettersi nei panni daltri per scoprire i loro significati. Egli evita di
irrigidirsi su aspetti e posizioni che lo allontanerebbero dallessere efficace; evita di
considerare gli alunni che gli creano difficolt, come dei cattivi o degli stupidi, come pure
evita di considerarsi incompetente. Egli,semmai, sar orientato a trovare le soluzioni efficaci
per instaurare rapporti significativi o per rompere dei comportamenti disfunzionali,
3) Responsabile. Come abbiamo espresso in tutto il volume, linsegnante lartefice della
propria realt, della propria classe, dei propri comportamenti. Egli non pu attribuire alcuna
colpa agli altri per tutto quello che succede nella sua classe; egli ne lartefice principale.
Essere responsabile di tutto ci, lo investe di un sano ottimismo basato sempre sulla
disillusione di quello che conosce o percepisce. Egli sa che in qualsiasi momento pu, con
efficacia e strategie oculate, mutare e cambiare landamento dellintera classe. Basta che lui
cambia qualche comportamento che contribuir a far cambiare quello degli altri. Non serve
lamentarsi o disperarsi di qualche cosa; dovr solo liberare la propria competenza per
costruire responsabilmente la vita e la storia della propria classe.
4) Flessibile. Linsegnante deve essere elastico mentalmente, non deve affezionarsi
rigidamente ad alcuna teoria per evitare di autoimmunizzarsi e inforcare degli occhiali
deformanti la realt varia e complessa. Egli deve,inoltre, lasciarsi una libert di manovra per
operare compiutamente nelle relazioni interpersonali e nella gestione della risoluzione delle
problematiche della classe. La sua una partita a scacchi con lintera classe degli alunni,
dove la sua vittoria deve corrispondere alla stessa vittoria degli alunni. Il suo un gioco a
somma diverso da zero, che lo porta a cercare obiettivi pratici, minimi, realizzabili. Egli
deve adeguare la propria conoscenza e strategie a ci che trova, incontra nella sua strada di
co-educatore e di uno che insegna/apprende.
La ricerca costante del modo come apprendono gli alunni, quale sistema preferenziale
utilizzano, quale visione del mondo esibiscono, quale stile comunicativo prediligono, quali
comportamenti manifestano, lo porter a modellare il proprio stile di insegnare/apprendere
per essere efficace e propositivo nella classe.

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