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ISE MONOGATARI.

I racconti di Ise.
A cura di Michele Marra.
Trascrizione elettronica per i non vedenti curata da: Ezio Galiano.
Introduzione.
I racconti di Ise (Ise monogatari) sono una raccolta di centoventicinque aneddoti che hanno come occasione la composizione e recitazione di poesie. Essi comparvero anonimi agli albori della letteratura giapponese, tra la fine del secolo nono e l'inizio dell'undicesimo, un periodo che vide un enorme rigoglio artistico
crescere nella capitale Heian, l'attuale citt di Kyoto. Sin dal
momento della loro comparsa, I racconti di Ise destarono un
enorme scalpore nell'ambiente dei letterati giapponesi, in quanto rappresentavano la liberazione della letteratura giapponese
dall'asservimento alla lingua cinese. L'importazione degli ideogrammi cinesi e la creazione di un alfabeto sillabico che ben s'adattava alla lingua giapponese permisero, infatti, la creazione di
una letteratura autoctona a cominciare proprio dal secolo nono.
Monogatari letteralmente significa dire cose ossia narrare, ed il
termine che accompagna l'intera produzione narrativa giapponese dai tempi del
primo breve romanzo Racconto di un tagliabamb (secolo nono, anonimo) sino ai
giorni nostri.
La fama dei Racconti di Ise rimase inalterata attraverso i secoli, tanto da essere citati in gran parte delle opere maggiori di
letteratura giapponese e da diventare fonte di parodia nel secolo XVII, quando una letteratura di carattere popolare non esit a prendersi gioco delle tradizioni di corte. Oggi non c' studente in Giappone che non conosca I racconti di Ise, in quanto
questi costituiscono materia d'esame nelle scuole d'ogni ordine e grado.
Il problema del genere.
La prima grave difficolt inerente alla trattazione della letteratura giapponese nasce dal tentativo spesso sfortunato di volerne catalogare i generi. Non essendoci stata nella cultura giapponese una figura corrispondente all'Aristotele della Poetica,
che sapesse organizzare le forme narrative in un originale sistema esigenze della letteratura del tempo, si costretti ad utilizzare categorie occidentali per comprendere un vasto
materiale difficilmente catalogabile proveniente dall'Oriente.
il caso di questo volume che rappresenta uno dei primi esempi
di narrativa giapponese, anche se intreccia prosa e poesia.
Vediamo quali sono gli elementi che giustificano il titolo Racconti di Ise, facendo immediatamente pensare ad un'opera di
narrativa. Innanzitutto la presenza di una prosa che, per quanto scarna, spiega le circostanze dei vari avvenimenti e le occasioni in cui le poesie furono recitate. In secondo luogo, il carattere unitario dell'opera raggiunto presentando tutti gli aneddoti, veri e falsi, come episodi appartenenti alla biografia del funzionario e poeta di corte Ariwara no Narihira (825-880).
estremamente importante sottolineare la struttura biografica di
quest'opera, in quanto essa fornisce il modello alla successiva
produzione narrativa. Due tra i maggiori romanzi giapponesi ne
sono una prova inconfutabile: la Storia di Genji (Genji monogatari, inizio del secolo XI) di Murasaki Shikibu (973-1014) si
sviluppa interamente intorno alla figura del principe di sangue
imperiale Genji, cos come Yonosuke domina incontrastato ogni
scena del romanzo di Ihara Saikaku (1642-1693), Vita di un libertino (Koshoku ichidai otoko, del 1686). Ovviamente, la prosa dei Racconti di Ise molto pi scarna di quella dei romanzi
citati, ma non per questo va ignorata. Essa lo sviluppo che

deriva dall'abitudine dei poeti giapponesi di chiarificare il protagonista dell'azione, il tempo in cui l'azione avvenne e l'occasione dell'azione medesima mediante una breve frase preposta
alla lirica (kotobagaki). Questa tendenza ravvisabile sin dal
tempo della prima raccolta di poesie giapponesi, la Raccolta delle diecimila foglie (Man'yoshu, del 756), dove alle poesie sono
preposte talora brevi talora lunghe introduzioni. Dunque, la prosa dei Racconti di Ise altro non che il naturale ampliamento di
queste introduzioni, il frutto dello sviluppo di cinquecento anni
di attivit poetica. Allo stesso tempo essa rappresenta, dal punto di vista artistico, un superamento di quelle introduzioni. Prova ne il fatto che, al tempo dei Racconti di Ise, comparve un'altra opera identica nella struttura, ma molto meno nota ed apprezzata: i Racconti di Yamato (Yamato monogatari, anonimo).
In quest'opera, infatti, la prosa si limita a fungere da semplice
introduzione alle poesie, come nel caso delle introduzioni citate, creando una sorta di pettegolezzi di corte in cui si spiega l'occasione di determinati scambi di poesie d'amore. I Racconti di
Yamato giungono al punto di diventare semplici giochi di societ di cui essi osservano esclusivamente la natura esteriore. Per
contro, la prosa dei Racconti di Ise dirige la sua attenzione verso la natura interiore dei suoi personaggi. Questo spiega l'assenza di descrizioni non intimamente legate ai personaggi presentati, della cui natura esteriore sappiamo sempre ben poco. Ci
che interessa l'autore non l'incidente che porta ad una relazione d'amore suggellata da uno scambio di poesie, ma il valore
simbolico di questa relazione d'amore, la capacit che una semplice, comune relazione ha di assumere un carattere universale.
Ciononostante, la prosa non ha ancora un carattere di individualit; essa costruisce un'impalcatura che sostiene e protegge al
tempo stesso le poesie, fulcro vitale dell'opera. Nella sapiente
mistione di prosa e poesia, la prosa rimane pur sempre asservita
alle duecentosette poesie contenute. Questo fu chiaro agli stessi
letterati giapponesi del secolo x che considerarono I racconti di
Ise un romanzo fatto di poesie (uta-monogatari), differenziandoli cos dal solito genere di racconto o romanzo a cui fa
riferimento il termine monogatari.
Il poeta Ariwara no Narihira.
Circa la met delle poesie contenute nei Racconti di Ise sono
attribuite al poeta Ariwara no Narihira ( 825, 880), della cui vita
e delle cui idee molto sappiamo grazie proprio a questo testo.
L'opera storica Gli annali veritieri dei tre regni (Sandai jitsuroku, completato nel 901 ci informa che Narihira era di discendenza imperiale, essendo figlio del principe Abo, che era a sua
volta figlio dell'imperatore Heizei (regnante dall'806 all'809), e della
principessa Ito, figlia dell'imperatore Kammu (regnante dal 78I all'806). La
sorte di Narihira fu simile a quella di molti altri discendenti imperiali che
si scontrarono con il crescente potere della famiglia Fujiwara, incontrastata
dominatrice della politica di corte dal secolo VIII al XII. La sfortuna di
Narihira, privato dei titoli imperiali e costretto ad assumere il nome di
famiglia Ariwara, coincide con il declino del nonno Heizei, vittima delle
trame di due rami della famiglia Fujiwara, il cosiddetto ramo del cerimoniale
(Shikike) e quello del nord (Hokke). Il ramo del cerimoniale si avvalse
dell'aiuto dell'imperatore Heizei per consolidare il proprio potere, desiderando mantenere come capitale la citt di Nara ed opponendosi al trasferimento della capitale a Heian, roccaforte delle speranze del ramo del nord. La politica di Heizei non riscontr
il favore del suo successore, imperatore Saga (regnante dall'809
all'823), il quale, temendo il potere che Yasuko, concubina di
Heizei e membro del ramo del cerimoniale, aveva sull'ex imperatore, mosse guerra contro questo ramo dei Fujiwara. Il ri-

sultato fu la distruzione del ramo del cerimoniale, il consolidamento del potere del ramo del nord che aveva sostenuto
Saga in questa impresa, ed il declino di Heizei, costretto a farsi
monaco, e dei suoi figli, tra cui Abo, il padre di Narihira. Pare
che Abo mor in un complotto tramato da Fujiwara no Yoshifusa (804-872) per far ottenere la carica di principe erede al nipote, futuro imperatore Montoku (regnante dall'850 all'858). Yoshifusa fu il primo grande stratega di un'accorta politica matrimoniale che leg sempre pi strettamente la famiglia Fujiwara
a quella imperiale. Egli, infatti, fece della figlia Meishi la moglie
dell'imperatore Montoku, assicurandosi, come nonno del futuro
imperatore Seiwa (regnante dall'858 all'876), un potere indistruttibile. Sappiamo dai paragrafi 3, 4 e 76 dei Racconti di Ise
che Narihira ebbe una relazione con Fujiwara no Koshi, figlia
del fratello di Yoshifusa, Nagara. Conoscendo il carattere di Yoshifusa, non ci si stupir della continua opposizione incontrata
da Narihira. Yoshifusa, infatti, si serv della nipote per aumentare il proprio potere e quello della sua famiglia, facendo di Koshi la moglie dell'imperatore Seiwa. Alla nascita del futuro imperatore Yozei (regnante dall'876 all'884), Yoshifusa poteva
vantarsi d'essere cognato, suocero, nonno, prozio e bisnonno di
quattro diversi imperatori.
Narihira, dunque, faceva parte di una nobilt decaduta, desiderosa di recuperare l'antico prestigio attraverso una brillante
carriera burocratica, ma ostacolata dalla politica nepotistica di
una potente famiglia. La carriera di Narihira fu assai modesta,
ed egli spesso se ne lamenta come, per esempio, nel paragrafo
87. La sua insofferenza nei confronti dell'arroganza di Yoshifusa e del figlio adottivo Mototsune (836-891) compare talora in
parole velate, quali quelle di cattivo auspicio che fanno della
poesia del paragrafo 97 una lirica assai pericolosa. Talora la critica molto pi evidente ed imbarazzante, come nel caso del paragrafo 101, in cui si rimprovera l'opportunismo dei burocrati
di corte sempre pronti a schierarsi con il pi forte. Nei Racconti
di Ise si susseguono le disillusioni della famiglia Ariwara, il cui
destino parve migliorare alla nascita del principe Sadakazu ( 875916), figlio dell'imperatore Seiwa e di Ayako, nipote di Narihira (paragrafo 79). Ma furono speranze di breve durata, poich
Sadakazu non riusc a salire sul trono a causa dell'opposizione di
Mototsune il quale, alla morte di Yozei, spalleggi l'imperatore
Koko (regnante dall'884 all'887). Gli Ariwara persero l'ultima
battaglia quando fallirono nel tentativo di far salire sul trono il
principe Koretaka (844-897), figlio dell'imperatore Montoku e
di Ki no Shizuko, sorella della moglie di Narihira. Ancora una
volta Yoshifusa ebbe la meglio, sostituendo il nipote Seiwa a
Koretaka, il quale fu costretto a ritirarsi a vita monacale. Tra
Narihira e Koretaka si svilupp una profonda amicizia, come
stanno a dimostrare i paragrafi 82, 83 e 85. Pare che Narihira
ebbe una relazione con la sorella di Koretaka, la principessa Tenji (?-913), che serv come sacerdotessa presso il tempio shintoista di Ise, durante il regno di Seiwa (paragrafi 69-74). Nonostante questa relazione non sia stata provata, l'amore proibito
di Narihira per la Vestale di Ise, cos come quello per la futura
imperatrice Koshi, aliment la fantasia dei contemporanei, entrando a far parte della leggenda che circonda Narihira.
L'autore.
interessante notare che tutti i personaggi che compaiono
nei Racconti di Ise, ad eccezione ovviamente dei Fujiwara, condividono il medesimo triste destino di Narihira. Questo vero
in particolar modo per tre famiglie decadute a causa del potere

dei Fujiwara, quella degli Ariwara, quella dei Ki, di cui Ki no


Aritsune (815-877)suocero di Narihira, il rappresentante pi
accorato (paragrafi 16 e 38) e quella di Minamoto no Toru (822 895) che, pur godendo di una ricchezza e notoriet di gran lunga
superiori a quelle godute da Narihira, fu costretto ad abbandonare la vita politica e a ritirarsi nella lussuosissima villa del Sesto Rione (paragrafo 81). Questa considerazione ha aperto la
strada ad una recente ipotesi secondo cui I racconti di Ise, attribuiti in passato ad autori diversi senza per raggiungere una
conclusione soddisfacente, sarebbero opera di poeti diversi accomunati da una crescente insofferenza nei confronti dell'arroganza di Yoshifusa e discendenti, ed operanti nel circolo che
s'era venuto formando sotto il patronato di Minamoto no Toru.
Questo spiegherebbe la presenza di una famosa lirica di Toru
nel paragrafo d'apertura, quasi una dedica all'influente mecenate. Sappiamo, per, dalla presenza di poesie composte molto
tempo dopo la morte di Narihira, che I racconti di Ise subirono
vari ampliamenti e rielaborazioni sino a trovare una forma non
lontana dall'attuale agli inizi del Mille, data in cui essi furono
citati in diverse opere letterarie tra cui la Storia di Genji, e a
raggiungere la forma definitiva nel secolo XIII, grazie all'accurato studio dei manoscritti fatto da Fujiwara no Teika (1162,
1241)il quale ricostruil testo che a lui pareva pi prossimo
all'originale. Soltanto poeti estremamente familiari con l'opera
di Narihira e consapevoli del piano sottostante l'opera - quasi
una vendetta culturale di chi non ha potere nei confronti di chi
il potere detiene -, avrebbero potuto ampliare il testo senza distruggerlo n sul piano stilistico, n su quello del contenuto.
Considerata l'enorme importanza data in Giappone alla tradizione segreta delle arti, una trasmissione che esclude qualsiasi
rapporto che non sia tra padre e figlio, lecito pensare che i
rielaboratori dei Racconti di Ise appartenessero alle medesime
famiglie dei poeti che a quell'opera lavorarono per primi. I nomi pi probabili sarebbero, dunque, Ariwara no Shigeharu, figlio di Narihira, Ariwara no Motokata (883-953) nipote di
Narihira, Ki no Tsurayuki (884-946) e Minamoto no Shitago
(911-983). In particolare, Tsurayuki e Shitago furono grandi
conoscitori dell'opera di Narihira e contribuirono largamente
alla sua fama, includendo molte poesie di Narihira nelle raccolte
da loro compilate su ordine imperiale, rispettivamente la Raccolta di poesie di ieri e di oggi (Kokinshu, del 905) e la Raccolta
di poesie successivamente scelte (Gosenshu, del 95I). Tsurayuki fu il primo a dare un giudizio critico sullo stile di Narihira,
dicendo nella Prefazione alla Raccolta di poesie di ieri e di oggi
che nelle sue poesie c' troppa ispirazione e non abbastanza
parole, come un fiore morente il cui colore svanito ma la cui
fragranza rimane inalterata. Questo commento, che mette in
evidenza il carattere personalistico e lirico della poesia di Narihira, fece del poeta un immortale, dandogli un posto tra i Sei
Geni Poetici (Rokkasen) della letteratura giapponese.
I racconti di Ise sarebbero, dunque, il risultato degli sforzi
comuni delle famiglie Ariwara, Ki e Minamoto.
Il messaggio dell'opera.
I racconti di Ise sono molto pi di un semplice canzoniere
d'amore; essi sono il manifesto di un nuovo codice estetico corrispondente alle esigenze della giovane nobilt che, a partire
dall'epoca Heian (794, 1185) prende coscienza della propria
indipendenza dal peso culturale cinese. Si tratta del codice della
raffinatezza (miyabi) che ogni nobile deve possedere, un vero e
proprio linguaggio compreso da poche persone il cui orizzonte

ristretto alle mura della corte. Il testo va letto da questa prospettiva, evitando di vedere in Narihira una sorta di Don Giovanni attento a collezionare nuove imprese d'amore. Quando si
parla della posizione che Narihira ebbe nei confronti dell'amore,
si intende essenzialmente l'eleganza e la raffinatezza che accompagnano simili imprese. N ci potrebbe essere nulla di carnale
nelle liriche di Narihira, data l'ampia libert sessuale esistente
al suo tempo. Il sentimento d'amore non viene mai ossessionato
dal desiderio di possedere la donna, come avverr, invece, nel
secolo XVII quando, a causa della severa morale confuciana, prolifer un immenso numero di romanzi d'amore molto pi vicini
alla pornografia che all'arte. Narihira interessato non alla relazione d'amore in s, quanto piuttosto al modo con cui essa
condotta e ai sentimenti suscitati dall'estetica visione della bellezza femminile fusa nella bellezza della natura e del passato.
Basti pensare al paragrafo I che, lungi dall'essere uno scambio
amoroso tra Narihira e le due sorelle, canta la stupita scoperta
della bellezza da parte di un ragazzo inesperto. Che il poeta non
sia interessato alla relazione d'amore in s ulteriormente dimostrato dal paragrafo 10 dove Narihira, nello scambio di poesie d'amore, non si rivolge alla donna amata, bens alla madre di
lei. Questo perch la madre una nobile Fujiwara che, pur essendo maritata ad un uomo comune e pur vivendo in campagna,
lontano dalla capitale, ancora detiene lo spirito di raffinatezza in
cui stata originariamente educata. Dunque, Narihira, pi che
dall'amore per la giovane donna, spinto dal desiderio di comunicare con una persona con cui condivide i modi raffinati della capitale. , pertanto, la madre a recitare la poesia d'amore della
figlia .
Alla raffinatezza dell'uomo della capitale contrapposta la
rusticit (hinabi) dell'uomo di campagna, a cui preclusa la comprensione del linguaggio criptico di corte. Dunque, non stupisce
che una donna di una provincia sperduta nel nord del Giappone
fraintenda la poesia di Narihira, considerandola la prova finale
dell'amore del poeta, laddove altro non che il rifiuto mosso da
un cortigiano nei confronti di una natura troppo campagnola
(paragrafo I4). N sarebbe stato facile per la povera donna interpretare correttamente la poesia, in quanto si tratta in apparenza di una semplice poesia di commiato, scritta secondo l'etichetta del tempo, sotto cui si paluda un sarcasmo molto sottile.
Il finale comico, difficile da riprodurre in traduzione, nasce dall'errore che la donna fa, scambiando pura formalit per sincera devozione.
L'atteggiamento dell'uomo giapponese moderno di fronte alla magia della citt, portatrice di cultura, contrapposta alla rusticit della vita di campagna rimane inalterato dai tempi di Narihira. Questa contrapposizione molto pi accentuata che in
Occidente, dove una costante letteratura arcadica ha riconciliato l'uomo con la campagna. interessante notare l'influenza che
I racconti di Ise hanno avuto sul costume giapponese. Ma essi
sono stati tramandati sino ad oggi essenzialmente poich, nonostante l'influenza delle tecniche poetiche e narrative cinesi,
I racconti di Ise rappresentano in campo linguistico ed estetico
il primo manifesto della letteratura autoctona.
ISE MONOGATARI. I racconti di Ise.
A cura di Michele Marra.
Alla memoria dell'amico fraterno Nagoshi Yukinobu.

1 Il raggiungimento della maggiore et.


Tempo fa un uomo, vestiti i panni della maggiore et, si rec a caccia in un
suo podere nel villaggio di Kasuga, vicino alla capitale Nara. In quel
villaggio vivevano due giovani e splendide sorelle che l'uomo scrut di
nascosto attraverso lo steccato della casa. Poich la triste, antica capitale
mal s'adattava a tale splendore, l'uomo si sent assorbito da quella vista.
Allora, strappatosi un lembo dell'abito da caccia, lo invi loro, accompagnato
da una poesia. Quell'uomo indossava un abito da caccia dalla trama intricata.
Oh, campi di Kasuga
delle cui giovani erbe
quest'abito tinto!
Limiti non conosce
l'intrico del mio cuore.
Cos' scrisse, imitando gli adulti. Chiss, avr pensato a quell'altra poesia
composta con il medesimo intento:
Come la trama
dell'abito di Shinobu
l'intrico del mio cuore.
Io non l'ho tessuto
con tale intricato colore.
2 Le lunghe piogge di primavera.
Tempo fa c'era un uomo. Nel tempo in cui la capitale Nara era stata
abbandonata ma in questa nuova capitale le abitazioni non erano ancora state
portate a termine, nel quartiere occidentale della citt viveva una donna.
Costei eccelleva tra le donne del suo tempo, distinguendosi nell'aspetto e,
ancor pi, nell'indole. Non pareva che fosse sola. L'uomo, che s'apprestava
alle imprese d'amore con sincera devozione, si leg a lei di un nodo nuziale
e, tornato a casa, - quali pensieri avranno mai affollato il suo capo? all'inizio del terzo mese, tra una fine pioggerella, le invi una poesia:
La notte finita
senza poter n vegliare
n dormire.
Il giorno trascorro con il pensiero vagante
nelle lunghe piogge di primavera
non era riuscita ad accattivarsi le simpatie del compagno.
3 L'imperatrice del Secondo Rione.
Tempo fa un uomo invi ad una donna di cui era innamorato, un'alga a cui
aggiunse la seguente poesia:
Se tu m'amassi,
anche in una casa coperta d'erbacce
con te dormirei.
Anche se, invece della manica del kimono
dovessi usare come giaciglio un'alga '.
Questo risale al tempo in cui l'imperatrice del Secondo Rione, non servendo
ancora l'imperatore come consorte, era una semplice cittadina.
4 L'imperatrice del Secondo Rione 2.
Tempo fa, nell'ala occidentale del palazzo in cui risiedeva
l'imperatrice madre, nel Quinto Rione, viveva una donna. Un
uomo che, sebbene senza intenzione, s'era innamorato profon-

damente di lei, si recava spesso a farle visita ma, verso il decimo


giorno del primo mese, la donna si trasfer in un altro luogo .
L'uomo, sebbene conoscesse il luogo della nuova residenza, poich si trattava di un posto a cui gli uomini comuni non potevano
avvicinarsi, trascorreva il tempo a pensare con amarezza alla sua
miserevole situazione. Nel primo mese dell'anno successivo, al
tempo della fioritura dei susini, l'uomo, andando con i ricordi
ai fatti dell'anno passato, si rec nell'ala occidentale del palazzo. Per quanto scrutasse ogni angolo ora stando in piedi, ora
sedendosi, l'aspetto che si mostrava ai suoi occhi non poteva
certo somigliare a quello dell'anno precedente. Allora l'uomo,
giacendo in lacrime e con aria assente sul pavimento della triste
stanza fino a che la luna fu bassa nel cielo, compose, sprofondato
nei ricordi, una poesia:
Non la stessa luna?
La primavera
non la primavera di un tempo?
Soltanto il mio corpo
rimane quello di sempre .
5 L'imperatrice del Secondo Rione 3.
Tempo fa un uomo soleva recarsi nella zona orientale del
Quinto Rione, celandosi all'attenzione altrui. Non volendo essere notato, non poteva entrare dal portone; passava pertanto
attraverso una breccia del muro di cinta da dove solevano passare i ragazzini. Non furono in molti ad accorgersene ma, poich
le sue visite erano piuttosto frequenti, il fatto venne alle orecchie della proprietaria del palazzo, la quale fece mettere delle
guardie notturne sul luogo '. A causa della sorveglianza, l'uomo,
per quanto s'avvicinasse al palazzo, era costretto a ritornare senza poter incontrare la donna. Allora compose la seguente poesia:
Oh, se infine
ogni notte dormissero
queste guardie
poste sul mio cammino
ad altri ignoto! .
La donna, udita la poesia, ne prov una tale pena che la proprietaria del palazzo permise i loro incontri.
La diceria delle visite all'imperatrice del Secondo Rione indusse i fratelli della donna a farla sorvegliare .
6 L'imperatrice del Secondo Rione 4.
Tempo fa un uomo, nonostante corteggiasse da anni una donna, non riusciva ad ottenerla; infine, rapitala, fugg con lei nell'oscurit l Dopo aver attraversato il fiume Akutagawa , la donna, avendo scorto una goccia di rugiada sull'erba, domand all`uomo di che si trattasse. La destinazione era ancora lontana e
la notte avanzava tra il terribile rombo del tuono e una pioggia
ostinata. L'uomo fece, pertanto, entrare la donna in una capanna abbandonata, ignaro che era infestata di demoni. Armatosi
di arco e imbracciata la faretra, egli si mise di guardia sull'entrata. Intanto che attendeva ansiosamente il sopraggiungere dell'alba, un demone, ad un tratto, fece un boccone della donna. A
nulla valse il suo grido di terrore, coperto dal rombo del tuono.
All'alba, I'uomo gett uno sguardo all'interno della capanna ma
non trov pi la donna. N trov conforto nel pianto disperato.

Ella mi chiese
se erano perle
o cosa fossero.
Oh, se rispondendo Sono gocce di rugiada>
anche io fossi svanito! .
Si dice che l'imperatrice del Secondo Rione, per la sua sorprendente bellezza, fosse stata rapita e portata via a spalle da
un uomo, intanto che si trovava a servizio dalla cugina, consorte
imperiale. I due fratelli della rapita, il ministro di Horikawa e
il primogenito Kunitsune, i quali detenevano ancora posizioni
minori, udirono qualcuno piangere disperatamente intanto che
si dirigevano verso il palazzo imperiale. Fermarono cos l'uomo
e riportarono a casa la sorella. A loro si riferisce l'autore quando
parla di demoni. A quel tempo l'imperatrice era ancora giovanissima e una semplice cittadina.
7 Un viaggio nelle province orientali.
Tempo fa un uomo, essendogli divenuto penoso vivere nella
capitale, decise di recarsi nelle province orientali. Intanto che
stava superando la costa che divide le province di Ise e di Owari, fu colpito dal lucore delle onde. Allora compose una poesia:
Cresce la nostalgia
di chi tanto lontano
dalla capitale.
Cresce l'invidia per le onde
che liberamente tornano al largo .
8 Un viaggio nelle province orientali 2.
Tempo fa c'era un uomo al quale probabilmente era divenuto
difficile vivere nella capitale. Decise, pertanto, di dirigersi verso
le province orientali alla ricerca di una nuova residenza, accompagnato da un paio di amici.
Scorgendo il fumo levarsi dal monte Asama, nella provincia
di Shinano', egli compose la seguente poesia:
Sale il fumo
dalla cima del monte Asama
in Shinano.
Lo possono forse ignorare
coloro che al monte s'avvicinano o da esso dipartono? ,
9 Un viaggio nelle province orientali 3.
Tempo fa un uomo aveva l'impressione di non essere utile e,
non volendo rimanere nella capitale, pens di cercare una nuova
abitazione nelle province orientali, verso cui si incammin con
un paio di vecchi amici. Poich nessuno conosceva la strada,
procedettero con esitazione, finch giunsero in un luogo chiamato Yatsuhashi, nella provincia di Mikawal. Quel luogo era
chiamato Yatsuhashi - Otto Ponti - poich il corso d'acqua si
divideva in otto rami simili a zampe di ragno e ciascun ramo era
solcato da un ponte.
Scesi da cavallo, si sedettero all'ombra di un albero, nei pressi di quella palude e fecero uno spuntino di riso bollito. Nei dintorni c'erano iris meravigliosamente fioriti. Osservandoli, uno
del gruppo si rivolse all'uomo, esortandolo a comporre una poesia che avesse per tema ci che prova in cuor suo il viaggiatore e
che avesse a capo di ogni verso le lettere della parola iris 2. Allo-

ra l'uomo recit la poesia che dice:


In terra lontana vaga il mio pensiero
Rotto dal pianto per questo lungo viaggio.
Io ricordo la donna che nella capitale attende
Simile a quest'abito cinese che da sempre m'accompagna 1.
Nessuno riusc a trattenere le lacrime che scesero abbondanti
sul riso bollito.
Rimessisi in cammino, giunsero nella provincia di Suruga'.
Dopo aver raggiunto il monte Utsu, la strada si fece scura e stretta, circondata da una densa macchia di edera e aceri. Si sentivano
ormai profondamente scoraggiati dalla dura esperienza alla quale stavano sottoponendosi, quando, d'improvviso, comparve lor o dinanzi un asceta errante, il quale domand loro dove stessero
andando per una simile via. Osservatolo, l'uomo comprese che
si trattava di un volto conosciuto in precedenza nella capitale.
Pens pertanto di inviare un messaggio nella sua citt e, scritta
una lettera, l'affid al religioso. La lettera conteneva una poesia:
Presso il monte Utsu
nella provincia di Suruga
son giunto.
Non nella veglia e neppure in sogno
riesco ad incontrarti 5.
Quando scorsero il monte Fuji, s'accorsero che una bianchissima neve era caduta sul monte, nonostante si fosse alla fine del
quinto mese .
Non conosce stagione
il monte Fuji.
Che mese mai sar?
La neve cade
sul monte chiazzato '.
Se si fa un paragone con il monte della capitale, si devono accatastare venti monti Hiei Y per raggiungere l'altezza del Fuji, la
cui forma simile a quella del cono di sabbia usato nella fabbricazione del sale.
Proseguendo ulteriormente il loro viaggio, essi giunsero nei
pressi di un grande fiume, sito tra le province di Musashi e Shimotsufusa; quel fiume era noto come Sumidagawa9. Fermatisi
lungo la riva, presero a lamentare la loro distanza dalla capitale.
Subito, per, furono interrotti dal traghettatore che li esort a
far presto a salire sulla barca, in quanto stava per fare buio. Salirono immediatamente e, intanto che stavano per attraversare
il fiume, tutti furono presi da un'immensa tristezza poich non
c'era nessuno che non avesse lasciato nella capitale una persona
amata. Proprio in quell'istante, un uccello bianco dal becco e
dalle zampe rosse, grosso come un beccaccino, sorvol la superficie dell'acqua ed afferr un pesce. Poich si trattava di un uccello che non s'aveva occasione di vedere nella capitale, nessuno
seppe riconoscerlo. Domandarono perci al traghettatore di
quale uccello si trattasse e questi rispose che era l'uccello della
capitalel~. Allora, uno del gruppo recit:
Se ben s'addice a te
il nome che porti,
dimmi,

ueeello della eapitale,


eome sta la donna che amo? ".
Udita la poesia, tutti i passeggeri scoppiarono in lacrime.
Nella provincia di Musashi.
Tempo fa un uomo giunse sino alla provincia di Musashi, dove prese a corteggiare una donna che abitava in quella zona. Il
padre pensava di maritare la figlia ad un altro uomo, ma la madre avrebbe guardato con piacere ad un nobile. Il padre era un
uomo comune, la madre una Fujiwara; per questo costei aveva
pensato di legare la figlia ad un nobile. Ella invi una poesia a
chi avrebbe voluto per genero. La famiglia viveva nel villaggio
di Miyoshino del distretto di Iruma'.
Nelle risaie di Miyoshino
l'oca selvatica
si rifugia.
Il suo grido dice
che nella tua direzione si dirige 2.
Allora egli rispose:
Il suo grido dice
che nella mia direzione si dirige.
Quando potr dimenticare
l'oca selvatica
che nelle risaie di Miyoshino si rifugia? 3.
Neppure nelle province egli seppe rinunciare ai modi che soleva usare trattando con le donne.
l L'attuaie prefettura di saitama.
2 Miyoshino no I tanomu no kari mo I hitaburu ni I kimi ga kata ni zo I yoru
to
naku naru .
3 wa ga kata ni I yoru to naku naru I Miyoshino no I lanomu no kari o I itsu
ka
wasuremu .
Nella provincia di Musashi II
Tempo fa un uomo, giunto nelle province orientali, invi ad
alcuni amici una poesia composta lungo il cammino:
Anche se siamo lontani
come dal regno delle nuvole
non dimenticatemi!
Non fino a che ci incontreremo di nuovo
come la luna che ripercorre il cielo '.
' wasuru na yo I hodo wa kumoi ni I narinu tomo I sora yuku tsuki no I
meguriau
made .
Nella provincia di Musashi III
Tempo fa un llomo a~Tev.l tarit-l l a firli<1 (1i lln t~le. Men~te la
stava portando verso la piana di Musashi`, e~,li venne arrestatccome rapitore dal governatore della provincia. Abbandonata la

donna in una macchia, si diede alla fuga. Il rapitore sicuramente nella piana! , gridarono gli inseguitori, che avevano ormai deciso di dare fuoco alla piana. Allora la donna, terrorizzata,
Non appiccate oggi il fuoco
alle giovani erbe
della piana di Musashi.
L si nasconde il mio diletto compagno
e l pure io mi nascondo 2.
Gli uomini, uditala, la catturarono, scortandola con il suo
compagno.
I La piana di Musashi si trova nella parte orientale della provincia omonima.
2 Musashino wa I kyo wa na yaki so I wakakusa no I tsuma mo komoreri I ware
mo
komoreri .
Le giovani erhe (wakakusa) sono un chiaro riferimento alla giovane coppia che
si
nasconde nella piana. Questa PotSia ritenuta un'antica ballata cantata in
occasione
della bruciatura delle erbacce all'inizio di primavera. Quest'usanza offriva
ai giovani
l'occasione di incontri che spesso sfociavano in matrimoni.
In questo paragrafo la ballata stata usata fuori di contesto, rendendo
ques~o racconto molto simile a quello del paragrafo 6. Ma sarebbe azzardato dire che ci
troviamo
ancora una volta di fronte alla relazione tra Narihira e l'imperatrice del
Secondo
Rione.
I3Nella provincia di Musashi IV
Tempo fa un uomo che abitava ne]]a provincia di Musashi
scrisse ad una donna della capitale: ~;e ti scrivorancamente,
plovo ver~ogllit,e noll lo faccio provo angusliLt. Aggiunse
inoltre sulla busta la scritta le staffe di Musashi 2 e la invi alla donna; in seguito non ci furono altre missive da parte dell'uomo. Allora, la donna scrisse dalla capitale:
Per chi,
sospesa alle staffe di Musashi
chiede la tua attenzione
doloroso il tuo silenzio
e ancor pi dolorosa una tua parola 3.
L'uomo, al quale era difficile sopportare un tale pensiero, rispose:
Chi sospesa alle sta~e di Musashi
dice che doloroso il silenzio
e dolorosa una mia parola.
Non in occasioni come queste
che gli uomini muoiono di pene d'amore? 1.
Evidentemente poich significherebbe che l'uomo ama una donna della piana di

2 Si tratta di un famoso prodotto origin2rio della provincia di Musashi,


fabbricato da
armaloli coreani in stile coreano.
Il poeta fa riferimento a questo strano oggetto per una semplice associazione
di idee
accorglmento alquanto comune nella poesia giapponese. Le stafte, infatti
pendono
~kakaru) dalla sella cos come il poeta pende dal cuore (kok~ro ni kakaru)
della
donlla, ossla legato dallo stato d'animo e oalle decisioni d~lla donna
amata. Si
tratta. dunque, dl un puro gioco verbale, lontano dalle associazioni
romantiche che
n l~ttoro~ck:tnntr~nrl-rchhc
i iLlul ug. ;.IL~'LlL.lll~)lllU lli.1 OW.lllLI 111~) LsUrd )u 111~)
ossia, per chi ti ama doloroso non ricevere tue letterc, ma ancor pi
dolorosa
sdrehbe la notizia che ti sei innamorato di un'altra conna.
oeba i~l I tov.~aneL 2lraml) I M~lsachi ah~lmi kakanl ori ni va ! hito
wahinllran >~.
I4 Nella provincia di Michinoku
Tcmpo fa un utnmo vagava sen~a meta nella provincia di Michinoku 1. Una donna che viveva in quella zona e che non aveva
mai visto una persona della capitale, innamoratasi profondamente di quell'uomo, gli invi una poesia di gusto campagnolo:
Piuttosto che morire
dopo un lungo amore non riuscito,
meglio sarebbe
vivere come il baco da seta,
anche se breve la sua vita 2.
L'uomo, probabilmente mosso da piet nei confronti di quella donna, si rec da lei dove trascorse la notte. Dopo che egli aveva abbandonato la casa ancora a notte fonda3, la donna recit:
Come non gettare
nella cisterna
il gallo
il cui canto prematuro
all'alba ti fa allontanare? J.
L'uomo, dicendo che sarebbe tornato alla capitale, le invi
la seguente poesia:
All'annoso pino
che da sempre
a Kurihara attende
vieni con me alla capitale , vorrei dire,
e l portarlo come ricordo 5.
A1 che la donna, felice, andava dicendo che quell'uomo mostrava proprio d'amarla6.
IRACCONTIDIIS~

Questa provincia comprende l'intera parte nord-orientale dell'isola di


Honshu. ll
poeta, dunque, si spinto dalla capitale Kyoto sino all'estremit
settentrionale delI 'isola .
2 nakanaka ni I koi ni shinazu wa I kuwako ni zo | narubekarikeru I tama no o
bakari .
Il riferimento al baco da seta richiama un'antica credenza popolare che vedeva
in
una coppia di bachi chiusa nel medesimo bozzolo un esempio di perfetto amore
coniugale .
In epoca l leian il baco da seta era ancora ben lungi dall'entrare nel
vocabolario dei
raffinati poeti di corte giapponesi. Soltanto gli ahitanti delle province
avrebbero po3 Lasciare la casa dell'amata nel me77o della nott signi~ca~a che Iklomo,
delllso di
quell'incontro, non vi avrebbe pi fatto ritorno.
J yO mo akeba I kitsu ni hamenade I kutakake no I madaki ni nakite I sena o
yaritsuru .
Di solito l'uomo lasciava la donna con c~li aveva trascorso la notte al
primoanto
del gallo. Evitava, cos, lo sguardo indiscreto dei vicini che, a quell'ora,
non s'erano
ancora alzati.
g Kurihara no I aneha no matsu no I hito naraba I miyako no tsuto ni I iza to
iwamashl o.
6 La donna fraintende il significato della poesia precedente con cui il poeta
la respinge.
Paragonando la donna ad un annoso pino che non pu essere allontanato dal
luogo
in cui stato piantato, il poeta insinua che sarebbe ben difficile sradicare
la donna
dal suo paese di campagna e portarla alla capitale.
Nella pro~7incia di Michinoku II
Tempo fa, nella provincia di Michinoku, un uomo fece visita
alla moglie di una persona comune. Quando scopr con sorpresa
che quella donna era assai diversa dal marito, l'uomo le invi
una poesia:
Oh, come vorrei conoscere
una via
agli altri ignota,
cos da penetrare
nel pro~ondo del tuo cuore! 1.
La donna, per quanto in cuor suo fosse estremamente felice,
Che accadr, pens, quando egli si accorger che si tratta del
cuore di una semplice campagnola? 2.
shinobuyama I shinobite kayou I michi mo gana I hito no kokoro no I oku mo

mirubeku .
2 A di~erenza della donna del paragrafo precedente, questa donna, conscia
della propria situazione, mostra una sensibilit che il poeta non nega neppure alle
persone di
campagna. E la donna stessa a riconoscere in s l'assenza della ramnatezza
insita
nell'educazione dell'uomo della capitale (miyabi), e la presenza della
rusticit tlplca
dell'uomo di campagna (hinabi).
L'abito celeste
Tempo fa c'era un uomo di nome Ki no Aritsune, il quale
aveva servito tre imperatori l. Costui era stato potente ma, in
seguito al cambiamento degli imperatori e dei tempi, si trov
ben presto a dover vivere peggio di un uomo comune. La sua
natura era magnanima e amava le cose di gusto raffinato; non
pareva certo un uomo qualunque. Sebbene la sua vita fosse povera, mantenne, tuttavia, il cuore di un tempo, non preoccupandosi affatto dei problemi quotidiani. La moglie, dopo essere stata legata a lui per lungo tempo, decise di dormire sola e, in fine,
fattasi monaca, and a vivere con la sorella maggiore che l'aveva
preceduta nella vita religiosa. Nonostante il loro non fosse stato
un grande amore, allorch, al momento della partenza, la moglie
venne a salutarlo, egli ne fu profondamente addolorato e al tempo stesso vergognoso poich, a causa della sua povert, non poteva neppure offrirle un dono di commiato. Non sapendo cosa
fare, scrisse ad un amico con il quale era da lungo tempo in stretti rapporti di amicizia2. Poich andata cos, ella ha dunque
deciso di lasciarmi; non posso sopportare il pensiero di non poterle offrire neppure un piccolo dono . Alla lettera aggiunse una
poesia:
Se piego le dita
per contare
gli anni passati insieme
e ne calcolo le decadi
m'accorgo che ne son trascorse quattro 3.
L'amico, pietosamente toccato dalle sue parole, gli invi alcuni indumenti ed altri oggetti per la notte, accompagnati da una
poesia
Calcolando le decadi passate insieme
ti sei accorto
che ne son trascorse quattro.
Quante volte in questi anni e]la sar venuta
aer~-are iluo aiuto! J.
Allora, Aritsune rispose:
L'abito da te inviato
certamente l'abito di piume
degli esseri celesti.
Per te stato tessuto
tale splendore 5.
E, non riuscendo a contenersi dalla gioia, aggiunse un'altra
poesia:
E forse arrivato l'autunno

o la rugiada ha sbagliato stagione?


Me lo fanno pensare
e lacrime di gioia
che scendono sulle mie maniche 6.
Ki no Aritsune (81~-877) fu imparentato con la famiglia impetiale in quanto
sua sorella Shizuko divenne concubina dell'imperatore Montoku. Aritsune ricopr
cariche
di corte sotto gli imp~ratori Nimmyo, Montoku, e Seiwa. Il declino della sua
fama
a corte dipese dal fatto che il Gglio di Shizuko, Koretaka, non riusc a
diventare imperatore a causa della potenza di un altro figlio di Montoku, Seiwa, che aveva
come
madre un membro della inlquentissima famiglia Fujiwara. Seiwa divenne,
pertanto,
;mperatore mentre Koretaka, in seguito ad una malattia, si fece monaco
nell'872.
Ki no Aritsune era il suocero del poeta Narihira, il quale ne aveva sposato la
hglia.
Da questo matrimonio nacque il figlio maggiore di Narihira, Muneyana.
2 Molto probabilmente il genero Narihira.
l te o orite | aimishi koto o l kazoureba I to o iitsutsu I yotsu wa
henikeri .
4 t~shi dani mo I to tote yotsu wa I henikeru o I ikutabi kimi o I tanomi
kinuran>~.
5 kore ya kono I ama no hagoromo I mube shi koso I kimi ga mikeshi to I
tatematsurikere .
La tradizione vuole che gli abitanti della luna viaggino in cielo grazie ad un
abito
decorato di piume. Nel romanzo Raccon~o dinagliabamb~, risalente agli albori
della letteratura giapponese, la protagonista fa ritorno alla luna dopo una
breve esistenza terrena grazie ad un abito di piume (hagoromo) procuratole da altri
esseri
celesti
In questo paragrafo il poeta si riferisce all'abito da monaca che la moglie
dovr ben
presto indossare.
6 aki ya kuru I tsuyu ya magau to I om(lu made I aru wa namida no | furu ni
zo
arikeru .
L'uomo che di rado viene a contemplare i ciliegi
Un tale che per lungo tempo s'era trattenuto dal fare visita ad
una certa casa, vi si present per ammirarne i ciliegi in fiore. La
padrona di casa compose una poesia:

Hanno fama
d'essere effimeri
i fiori di ciliegio!
Eppure hanno atteso l'uomo
che ben di rado durante l'anno li contempla l.
L'uomo rispose:
Se oggi non fossi venuto,
domani, come neve, sarebbero caduti
i fiori di ciliegio!
Anche se non fossero del tutto scomparsi
potremmo forse lodare quei rimanenti fiori? 2.
ada nari to I na ni koso tatere I sakurabana | toshi ni mare naru | hito mo
machlken .
2 kyo kozu wa I asu wa yuki to zo I furinamashi I kiezu wa ari tomo | hana
to mimashi ya.
Il poeta teme la volubilit della donna ed il fatto che, se oggi non l'avesse
visitata
molto presto qualcun altro avrebbe preso il suo posto.
Una donna inesperta
Tempo fa c'era una donna senza esperienza nelle cose d'amore, nei pressi della cui casa viveva un uomo. Trattandosi di un
poeta, la donna volle saggiarne il cuore, cos che gli invi una
poesia accompagnata da un crisantemo dal colore ormai sbiadito:
Dov' scomparso
il color rosso brillante
del crisantemo?
Mi ricorda il lucore della neve
pesante sui rami l.
L'uomo, fingendo di non capire, le rispose con la seguente
poesia:
Il lucore di questo crisantemo
nasconde tracce
di color rosso brillante.
Non ricorda forse la manica
della persona che lo colse? 2.
kurenai ni I niou wa izura I shirayuki no I eda mo too ni I furu ka to mo
miyu .
La donna si chiede dove sia finita la fama di amante appassionato che circonda
il
poeta.
2 kurenai ni I niou ga ue no I shitagiku wa I orikeru hito no I sode ka to
mo miyu .
Le donne dell'epoca Eleian solevano indossare un numero variabile di kimono le
cui
maniche si susseglfivano formando una vasta gamma di colori. Questa lirica
pare
suggerire che il poeta, biasimato dalla donna per la sua freddezza, celi

nell'intimo
una natura di amante appassionato.
I9.
Una donna ignorata
Tempo fa un uomo ebbe una relazione amorosa con una dama d'onore di una concubina che serviva a palazzo; la relazione,
per, termin ben presto. Poich entrambi prestavano servizio
nel medesimo luogo, l'uomo compariva spesso dinanzi alla donna, ma si comportava come se ella non esistesse. Allora, la donna
gli invi una poesia:
Freddo e lontano
tu vaghi
come una nuvola in cielo.
Eppure, quante volte appari
dinan~i ai miei occhi l.
L'uomo rispose:
Trascorro i giorni
vagando, freddo e lontano,
come una nuvola in cielo.
Un forte vento soffia
sul monte che quella nuvola copre 2.
Si diceva che un altro uomo era entrato nella vita di quella
donna.
amagumo no I yoso ni mo hito no I nariyuku ka I sasuga ni me ni wa | miyuru
mono kara .
2 amagumo no I yoso ni nomi shite I furu koto wa I wa ga iru yama no I kaze
hayam;
nari .
L'acero di primavera
Tempo fa un uomo, colpito da una donna che viveva nella
provincia di Yamato, prese a corteggiarla e si un a lei. Dopo
breve tempo, l'uomo dovette tornare alla capitale dove prestava servizio. Lungo il cammino, egli not con sorpresa che le foglie di un acero erano rosse come d'autunno, sebbene si fosse
soltanto nel terzo mese l. Spezzatone un ramo particolarmente
rigoglioso, lo invi alla donna, accompagnato da una poesia:
Nonostante sia primavera,
questo ramoscello
che per te ho spezzato
infuocato
come acero d'autunno 2.
La risposta giunse dopo che egli aveva ormai fatto ritorno
alla capitale:
Come presto
svanito
il colore dell'acero!
Pare che il tuo villaggio
non conosca primavera 3.

Il lerZo mese, nel calendario lunare, cadeva abitualmente tra il 20 marzo ed


il 20
aprile .
2 kimi ga tame I taoreru eda wa I haru nagara I kaku koso aki no I momiji
shinikere .
3 itsu no ma ni I utsurou iro no I tsukinuran I kimi ga sato ni wa I haru
nakarurashi .
La donna accusa il poeta di volubilit. Dicendo che l'uomo non conosce la
primavera ma soltanto l'aulunno, I'autore costruisce un gioco di parole basato sul
termine
aki che, oltre ad autunno, significa stancarsi di qualcuno. Secondo la
donna,
dunque, il poeta si sarebbe gi stancato di lei.
Una relazione fallita
Tempo fa un uomo e una donna s'amavano reciprocamente
di un tenero amore, senza che il loro cuore avesse mai un attimo
di esitazione. Ciononostante, per un motivo assai banale, la donna, stancatasi di questa relazione, decise di abbandonare la casa,
e lasci scritta la seguente poesia:
Ora che lascio questa casa
diranno:
com' volubile quella donna!
Ma loro non conoscono
la nostra relazione '.
E cos ella abbandon la casa dopo aver composto questa lirica. L'uomo, leggendo questo messaggio, rimase profondamente stupito, non riuscendo a ricordare nulla che avesse potuto ferire la donna. Egli pianse amaramente, chiedendosi invano quale ragione l'avesse indotta a tale passo. Pens a lungo a dove la
donna potesse essersi rifugiata; si mise in cammino, scrutando
in ogni dove, ma senza avere la minima idea di dove dirigersi.
I;ece, pertanto, ritorno alla sua casa dove recit:
E dunque stata
una relazione vana?
Per mesi e anni
sar dunque vissuto
a te vanamente legato? 2.
Sommerso da tristi pensieri, egli recit un'altra poesia:
Avrai tempo
di pensare qualche volta a me?
In sogno
il tuo volto dinanzi mi compare,
un nastro di gemme luminoso 3.
Dopo lungo tempo la donna, non potendo probabilmente pi
sopportare questa lontananza, invi all'uomo la seguente poesia:

E troppo tardi ormai.


Come vorrei
non aver seminato
nel tuo cuore
il seme dell'erba dell'oblio! '.
L'uomo rispose:
Poich udii
che, per dimenticarmi, tu stavi seminando
l'erba dell'oblio
come potevo immaginare
che tu ancora mi pensavi? 5.
Cominciarono, cos, a scambiarsi poesie con pi ardore di prima. L'uomo le scrisse:
Il dubbio
che tu possa avermi dimenticato,
lacerandomi il cuore,
mi rende ancor pi triste
del giorno che mi lasciasti 6.
La donna rispose:
Come le nuvole che,
indugiando in cielo,
scompaiono senza lasciare traccia,
cos dilegua questa donna
che su nessuno pu ormai contare 7.
Dopo di che, ognuno si costru la propria vita, diventando
completamente estranei uno all'altro.
I idete inaba I kokoro karushi to I ii ya sen I yo no arisama o I hito wa
shiraneba.
2 omou kai I naki yo narikeri I toshitsuki o I ada ni chigirite I ware ya
sumaishi.
3 hito wa isa I omoi ya suran I tamakazura I omokage ni nomi | itodo
mietsutsu.
ima wa tote I wasururu kusa no I tane o dani I hito no kokoro ni I makasezu
mo
gana .
L-erba dcll`oblio (u~asur~gr~sa) una specie di giglio (f~r/cro~a//is fla~a)
che si riteneva avesse la propriet di far dimenticare tutto.
5 wasuregusa I uu to dani kiku I mono naraba I omoikeri to wa | shiri mo
shinamashi >~.
6 wasururan to I omou kokoro no I utagai ni I arishi yori ke ni I mono zo
kanashiki .
' naka70ra ni I tachiir mno I ato mo nak~l I mi no hakanaku mo | wariniker~
kana .
L'odio e l'amore di una donna
Tempo fa un uomo e una donna ruppero la loro relazione per

un futile motivo. La donna, non riuscendo probabilmente a dimenticare il passato, invi all'uomo una poesia:
Per quanto crudele
tu sia stato con me
non posso dimenticare.
E un sentimento d'odio
e d'amore al tempo stesso 1.
Come previsto!, pens l'uomo che, a sua volta, le invi
una poesia:
Vorrei che, dopo la nostra relazione,
i nostri cuorl 5i riunissero
senza pi lasciarsi,
come il corso del fiume
che, spezzato da un'isola, si ricompone 2.
Sebbene l'uomo avesse appena inviato la sua risposta, decise
di recarsi dalla donna la medesima notte. Parlarono di cose passate e future, poi l'uomo recit la poesia:
Anche se di mille notti
una sola lunga notte d'autunno
potessi fare
e con te ottomila notti giacere
potrei forse ritenermi soddisfatto? 1.
La donna rispose:
Anche se di mille notti
una sola lunga notte d'autunno
facessimo,
yuante parole non dette
resterebbero al canto del gallo! '.
Da allora l'uomo le fece visita con pi devozione.
uki nagara | hito o ba e shi mo I wasureneba I katsu uramitsutsu I nao zo
koishiki .
2 aimite wa I kokoro hitotsu o I kawashima no I mizu no nagarete I taeji to
zo
omou .
3 aki no yo no | chiyo o hitoyo ni I nazuraete I yachiyo shi neba ya I aku
toki no
aran .
aki no yo no | chiyo o hitoyo ni I naseri tomo I kotoba nokorite I tori ya
nakinan.
23 Il pozzo
Tempo fa, i figli di due venditori ambulanti di campagna solevano giocare nei pressi di un pozzo. Divenuti adulti, sebbene
entrambi provassero un po' di vergogna a stare insieme, l'uomo
volle sposare quella donna. Anche lei stava pensando di prendere come marito quell'uomo, nonostante il padre avesse deciso di
maritarla ad un altro. Ma lei non volle sentirne ragione. Allora,
l'uomo le invi una poesia:

La mia statura
solevo comparare
all'altezza del muro del pozzo.
Ha superato ormai quel muro
mentre tu eri assente 1.
La donna rispose:
Anche i miei giovani capelli
che ai tuoi solevo comparare
hanno ormai superato le mie spalle.
Se non per te
per chi altro dovrei acconciarli? 2.
Si scambiarono molte poesie e, infine, si sposarono, com'era
nei loro desideri.
Alcuni anni dopo, i genitori della donna morirono, lasciandola, cos, senza alcun sostegno. Il marito, temendo di dover
d'ora in poi vivere miseramente, cominci a frequentare un'altra donna che viveva nel distretto di Takayasu della provincia
di Kochi1. Nonostante tutto, la moglie non faceva le visa d'essere inquieta con lui, cos che l'uomo cominci a dubitare che la
moglie amasse un altro. Fingendo di recarsi a Kochi, l'uomo si
nascose nella macchia del giardino. La donna, truccatasi con cura, recit, con lo sguardo fisso nel vuoto:
Alte s'ergono al largo
le bianche onde battute dal vento.
I)a solo o~crai valicare,
nel cuore della notte
il monte Tatsuta che alto si erge? '.
L'uomo, uditala, prov una tristezza indefinibile e, da allora,
cess di recarsi nella zona di Kochi.
Nelle rare occasioni in cui ancora volle recarsi a Takayasu,
egli prov una gran ripugnanza per quella donna che un tempo
soleva mostrarsi ordinata e ben truccata e che ora, trasandata,
non esitava a prendere il mestolo con le proprie mani e riempire
stracolme le ciotole di riso; per cui egli decise di interrompere
del tutto le sue visite. Allora la donna, con lo sguardo fisso nella
direzione della provincia di Yamato, compose una poesia:
Oh, monte Ikoma!
Lasciami scrutare il luogo
dove il mio uomo vive.
Non lo nascondano le nuvole
neppure in giorni di pioggia 5.
Intanto che seguitava a tenere l'occhio fisso nella medesima
direzione, le fu annunciata una visita da parte dell'uomo della
provincia di Yamato. Ella l'attese felice, ma l'uomo non comparve. Allora, gli invi una poesia:
Mi dissero
che tu saresti venuto
ma le notti passarono invano.
Su te pi non posso contare,
sebbene lo desidererei davvero 6.
tsutsui tsu no I izutsu ni kakeshi I maro ga take I suginikerashi na I imo
mizaru

ma nl .
2 kurabekoshi I furiwakegami mo I kata suginu I kimi narazu shite I tare ka
agubeki .
3 Nella parte sud-orientale dell'odierna prefettura di Osaka.
Non deve stupire il fatto che la morte dei genitori della donna determini la
rovina
della famiglia. Ancora oggi, in Giappone, un uomo pu essere adottato dalla
famiglia della moglie e assumerne il nome, specialmene quando la moglie
economicamente pi agiata del marito.
kaze fukeba I okitsu shiranami I Tatsutayama I yowa ni ya kimi ga I hitori
kouran .
Valicare il monte Tatsua era reso pericoloso dalla presenza di numerosi
briganti che
solevano attaccare i viaggiatori.
5 kimi ga atari I mitsutsu o oran I Ikomayama I kumo na kakushi so | ame wa
furu
tomo .
6 kimi knm~l to I iichi-ogoto ni I inllr~h3nom.lnll n~ono no I koit~llto
furu.
24
Tre anni di lontananza
Tempo fa un uomo viveva in un remoto paese di campagna.
Dovendo andare a prestare servizio nella capitale egli part, nonostante esitasse ad accomiatarsi dalla moglie. Trascorsero tre
anni senza che lui tornasse, e la donna, a cui l'attesa era divenuta
insopportabile, promise ad un altro uomo, che la corteggiava
con ardore, di unirsi a lui quella notte. Ma, proprio quella notte, il marito fece ritorno'. Egli buss, invitando la moglie ad
aprire la porta, ma la donna, che esitava ad aprire, gli fece avere
dal]'interno una poesia:
Tre nuovi, lunghi anni
invano struggendomi
t'attesi .
Proprio questa notte
con altri il guanciale divido 2.
L'uomo rispose:
Che sia un arco di betulla
o di altro legno, poco importa.
Possa tu avere cura di quell'uomo
per un numero d'anni pari
a quelli in cui io ebbi cura di te 3.
Poich l'uomo stava per andarsene, ella recit:
Sia che il tuo cuore
sia stato o no rivolto a me

da sempre,
come corda d'arco,
verso te il mio c~lore stato teso 1
Ma l'uomo fece ritorno alla capitale. La donna, estremamente triste, lo rincorse senza, per, riuscire a raggiungerlo. Cadde
prostrata nei pressi di una fonte d'acqua pura dove, con il sangue sgorgatole da un dito, scrisse una poesia su una roccia vi36
Non possO trattenere
l'uomo che fugge
lncurante del mio amore.
Sento che questa povera vita
sta per svanire 5.
E, in quel luogo, cess di vivere.
' In base al codice Taiho, redatto nel Zna donna con figli il cui marito non
avesse fatto ritorno alla propria abitazione entro cinque anni dal giorno della
sua partenza, acquisiva il diritto di risposarsi. Il periodo di attesa era ridotto a
tre anni
qualora la coppia non avesse avuto figli, come nel caso di questo paragraf(~.
2 aratama no I toshi no mitose o I machiwabite I tada koyoi koso I niimakura
sure.
azusayumi I mayumi tsukiyumi I toshi o hete I wa ga seshi ga goto I
uruwashimi
seyo .
azusayumi I hikedo hikanedo I mukashi yori I kokoro wa kimi ni I yorinishi
monoo.
5 aiomowade | karenuru hito o I todomekane | wa ga mi wa ima zo | kiehatenumeru .
25 Una notte di solitudine
Tempo fa un uomo invi ad una donna che, pur non dicendo
di non volerlo incontrare, non si decideva ad incontrarlo, questa
poesia:
Pi che dalla rugiada
che l'erba dei campi autunnali imperla
le mie maniche
di lacrime sono impregnate,
poich la notte trascorro senza incontrarti l.
Quella donna civettuola rispose:
Non sa forse
che non ci sono alghe
in questa baia
il pescatore che qui i suoi piedi trascina

incurante della fatica? 2.


aki no no ni I sasa wakeshi asa no I sode yori mo I awade nuru yo zo I
hijimasarikeru .
2 mirume naki I wa ga mi o ura to I shiraneba ya I karenade ama no I ashi
tayuku
kuru .
26.
27.
La nave straniera
Tempo fa un uomo, lamentandosi di non poter ottenere una
donna che abitava nei pressi del Quinto Rione, invi in risposta
ad un amico che l'aveva consolato una poesia:
Non posso fermare
le lacrime che scrosciano
sulle mie maniche.
Paiono onde mosse da una nave straniera
che nel porto si dirige 1.
Omoezu I sode ni minato no I sawagu kana I morokoshibune no I yorishi bakari
ni.
Il pianto delle rane
Tempo fa un uomo che aveva trascorso una sola notte in casa
di una donna, non vi fece ritorno una seconda volta. Ella, rimossa a lato la cortina di bamb che ricopriva la tinozza dove soleva lavarsi le mani, scrut il suo volto riflesso nell'acqua e recit tra s:
Quando pensai
che nessuno poteva essere
tanto triste quanto me,
vidi che sotto quest'acqua
qualcuno lo era 1.
L'uomo, che pure aveva cessato le sue visite, ud questa lirica e rispose:
Me stesso
puoi vedere in quella pozza.
Anche le rane,
sotto l'acqua,
accompagnano i nostri lamenti 2.
ware bakari I mono omou hito wa | mata mo araji | to omoeba mizu no I shita
ni
mo arikeri .
2 minakuchi ni I ware ya miyuran I kawazu sae I mizu no shita nite I morogoe
ni
naku .
Il canestro di paglia
Tempo fa un uomo che era stato abbandonato da una donna
volubile scrisse:
Perch mai
sar diventato cos difficile

incontrarti ?
Eppure eravamo tanto legati
come paglia di canestro da cui acqua non filtra 1.
nadote kaku I au go katami ni | nariniken I mizu morasaji to | musubishi mono
o.
Il carattere rustico di questa poesia fa pensare che si tratti di un antico
canto popolare .
Il banchetto di primavera
Tempo fa un uomo che era stato invitato ad un banchetto
negli appartamenti della madre del principe ereditario, durante
la fioritura dei ciliegi lcompose la seguente poesia:
Per quanto ogni anno
si ripeta il lamento di chi
la vista dei ciliegi non sazia,
mai come questa notte
il lamento s' fatto acuto 2.
In un giorno di ogni stagione si solevano festeggiare a corte particolari
compleanni
quali il raggiungimento del quarantesimo, cinquantesimo, sessantesimo,
settanteslmo, ottantesimo e centesimo anno di et. In questo paragrafo assistiamo ad un
banchetto primaverile offerto, molto probabilmente, dall'imperatrice del Secondo
Rione,
Koshi .
2 hana ni akanu I nageki wa itsu mo | seshikadomo I kyo no koyoi ni I niru
toki wa
nashi .
Questa poesia pu essere interpretata sia come un semplice ringraziamento
dell'ospite verso l'ospitante, oppure come un lamento clel poeta che, invano, ha
cercato l'amore dell'imperatrice.
30.
Una donna difficile
Tempo fa un uomo invi ad una donna, che si lasciava incontrare assai di rado, una poesia:
triste vedere
che i nostri incontri sono brevi
quanto lo spazio che passa tra le perle di una collana,
e che la tua freddezza
dura cos tanto a lungo 1.
au koto wa I tama no o bakari I omoete I tsuraki kokoro no I nagaku miyuran
.
Il filo d'erba
Tempo fa un uomo passava di continuo davanti agli appartamenti di una dama del palazzo imperiale. In seguito al sorgere
di una qualche inimicizia, la donna l'apostrof, dicendo: Bene,
filo d'erba, staremo a vedere come andr a finire! l. L'uomo ri-

spose con una poesia:


Se tu maledici
l'uomo che non ha colpa,
il tuo corpo
finir col coprirsi
dell'erba dell'oblio 2.
Anche le compagne di quella donna provarono rancore verso
quell'uomo.
' L'uomo, di cui la donna biasima la volubilit, paragonato ad un filo
d'erba destinato ben presto ad avvizzire.
2 tsumi mo naki I hito o ukeeba I wasuregusa I ono ga ue ni zo I ou to iu
naru .
Illo
Tempo fa un uomo invi ad una donna, con cui aveva avuto
una relazione parecchi anni prima, la seguente poesia:
Oh, se del passato
potessimo fare presente,
come il filo che,
intessendo l'antico vestito,
ripete il consueto cammino! 1.
Ma non sort alcun effetto sulla donna, la quale non invi risposta .
I inishie no I shizu no odamaki I kurikaeshi I mukashi o ima ni I nasu yoshi
mo
g.lna .
Una donna di campagna
Tempo fa un uomo soleva far visita ad una donna che viveva
nel distretto di Mubara della provincia di Settsul. Poich egli
ebbe l'impressione che quella donna disperasse dal poterlo nuovamente incontrare, l'uomo compose una poesia:
Come l'onda
che, giungendo sulla spiaggia,
sl riversa impetuosa sui canneti,
tale l'impeto dell'amore
che nutro per te 2.
La donna rispose:
Come potr
scandagliare un cuore
simile ad un'invisibile baia
e riuscire a guidare
il remo che dirige la barca? 3.
Non so se si possa ritenere buona questa poesia le cui parole
provengono da una donna di campagna.
I Si tratta dei dintorni dell'odierna citt oi Ashiya, non lontano dal porto
di Kobe.
2 ashihe yori I michikuru shio no I iyamashi ni I kimi ni kokoro o l
omoimasu kana .

3 komorie ni I omou kokoro o l ika de ka wa I une sasu sao no I sashite


shirubeki .
Un uomo che non prova vergogna
Tempo fa un uomo invi ad una donna che gli si mostrava indifferente la seguente poesia:
Quando vorrei parlare
non esce parola, quando parlo
il mio cuore agitato.
i~: un tempo questo in cui non vive
che il lamento del mio cuore 1.
Doveva proprio trattarsi di un uomo senza vergogna!
I ieba eni | iwaneba mune ni | sawagarete | kokoro hitotsu ni I nageku koro
kana )~.
35
Illo di perle
Tempo fa un uomo invi ad una donna, con cui aveva involontariamente interrotto una relazione, la poesia:
Simili al filo
che lega le perle di una collana
sono le nostre vite.
Per quanto le si sciolga
potremo certamente legarle di nuovo 1.
tama no o o I awao ni yorite I musubereba I taete no nochi mo | awamu to 20
omou .
36.
La vite
Tempo fa un uomo invi una poesia ad una donna che lamentava d'essere stata dimenticata:
Mai ho pensato
che la nostra relazione
possa spezzarsi.
Come una vite che in una stretta valle
s'arrampica sino alla cima del monte 1.
tani sebami | mine made haeru | tamakazura | taemu to hito ni | wa ga omowanaku nl .
La fascia del vestito
Tempo fa un uomo s'un con una donna voluttuosa. Essendo
probabilmente preda di una forte ansia, le invi la seguente poeSe non per me
la fascia del tuo vestito
non slacciare
tu, simile al fiore di vilucchio
che non attende la luce del tramonto 1.
La donna rispose:
Quella fascia

che in due legammo


da sola
non scioglier,
fino a che non t'incontrer di nuovo 2.
ware narade I shitahimo toku na | asagao no I yiikage matanu | hana ni wa ari
tomo .
2 futari shite | musubishi himo o I hitori shite I aimiru made wa I tokaji to
zo
omou .
Questa lirica, di chiara natura erotica, un antico canto popolare incluso
nella prima
raccolta dl poesle glapponesi, la Raccolta delle d:iecimila foglie.
38.
Una de~ni~ione di amore>~
Tempo fa un uomo fece visita a Ki no Aritsune. Questi, che
era uscito, torn a casa tardi, per cui l'uomo, non avendolo trovato, gli invi una poesia:
Grazie a te
l'ho finalmente imparato:
che ci che nel mondo
si chiama amore
il desiderio di vedere qualcuno 1.
Aritsune rispose:
Come potrei
insegnarti tali cose
io che
sempre ebbi a chiedere agli altri
cos' amore? 2.
I kimi ni yori I omoinarainu I yo no naka no | hito wa kore o ya I koi to
iuran.
2 narawaneba I yo no hitogoto ni I nani o ka mo I koi to wa iu to I toishi
ware shi
mo.
I RACCONTI DI I SE

5I

39La lucciola nella lettiga


Tempo fa c'era un sovrano noto come l'imperatore del Palazzo Occidentale, il quale aveva una figlia di nome Takaiko l. Costei mor e, la notte del funerale, un uomo che abitava nei pressi
del palazzo, desiderando prendere parte alla cerimonia, usc nella medesima lettiga su cui era salita una donna. Pass lungo
tempo prima che apparisse la bara. L'uomo, sparse molte lacrime, stava per prendere congedo dal corteo, quando un tale di
nome Minamoto no Itaru 2noto per la sua galanteria, avendo
anche lui preso parte alla cerimonia, not la donna nella lettiga
e, avvicinatosi, prese a corteggiarla. Egli cattur una lucciola, e
la fece scivolare nella lettiga della donna la quale, temendo d'essere scorta a quella luce, si precipit a spegnerla. Allora l'uomo
che era nascosto nella lettiga, recit:

Quando quella bara apparir


non c' dubbio
sar per l'ultima volta.
Ascolta le voci che piangono
una luce spentasi troppo presto 3.
Itaru rispose:
Ben odo quei pianti,
davvero pietoso!
La luce s' spenta,
eppure non so
se si tratti di buio eterno.
Da un uomo che amava quel tipo d'avventure non ci si poteva
attendere una risposta diversa.
Itaru era il nonno di Shitago. Probabilmente il suo comportamento non sarebbe piaciuto alla principessa scomparsa.
Takaiko mor diciannovenne nell'anno 848. Era figlia dell'imperatore Junna e
nipote di Kammu, l'imperatore che trasfer la capitale a Heian. Junna chiamato
l'imperatore del Palazzo Occidentale (Saiin no Mikado) dal nome del palazzo Saiin
in
cui egli si trasfer dopo l'abdicazione.
2 Nipoe dell'imperatore Saga, Minamoto no Itaru fa parte di una famosa
famiglia di
funzionari e poeti di corte. Basta pensare allo zio, Minamoto no Toru,
famosissimo
poeta e proprietario di una delle pi spettacolari ville del tempo (si veda il
paragrafo 81), e al nipote Minamoto no Shitago, uno dei pi grandi autori giapponesi
di
poesie cinesi.
3 idete inaba I kagiri narubemi I tomoshi kechi | toshi henuru ka to I naku
koe o
kike .
Questa poesia, di natura buddhista, trae ispirazione dal S~tra del loto della
b~ona
legge (Hokkeky~), la sacra scrittura buddhista maggiormente nota in Giappone,
dove si legge che quella notte il Buddha s'estinse come la fiamma dopo che
bruciata
la legna )~.
4 ito aware I naku zo kikoyuru | tomoshi kechi I kiyuru mono to mo | ware wa
shirazu na .
Anche questa lirica trae spunto dall'Hokkekyo che dice: Sebbene io proclami
il
Nirvana non si tratta di vera estinzione. Ma la teoria buddhista che, nella
fase pi
avanzata, arriva a negare ogni possibile definizione della dottrina, messa
in ridicolo da Itaru il quale da una sfera ultra-terrena passa ad una sfera molto pi
mon-

dana. Infatti, la sua poesia implica che la donna, nonostante abbia spento la
lucciola,
finir presto col cedere alle sue proposte.
I giovani di un tempo
Tempo fa un giovane si incapricci di una ragazza di cui non
si poteva dire nulla di male. I vanagloriosi genitori di lui, temendo che la relazione si trasformasse in una cosa seria, decisero di
allontanare la ragazza da casa loro ma, per quanto lo ripetessero
spesso, rimandavano di giorno in giorno la loro decisione. Il giovane, che dipendeva dai genitori, non aveva l'animo di opporsi,
cos che nulla poteva fare per trattenerla; n poteva opporsi loro
la donna che era di umili originil. Intanto, l'amore dei due giovani si faceva ogni giorno pi intenso, costringendo improvvisamente i genitori di lui a cacciare di casa la ragazza. Il giovane
sparse lacrime di sangue, senza per riuscire a trattenerla. Poich la ragazza era stata portata lontana da casa, egli compose tra
i singhiozzi:
Se tu te ne andassi da te stessa
chi penserebbe che si tratta
di una dolorosa separa~ione?
Oggi il mio dolore aumenta
rispetto a quello del passato 2.
Dopo di che il giovane svenne. I genitori ne furono sconvolti;
siccome pensavano di aver agito per il bene del figliolo, mai si
sarebbero attesi un simile risultato. Accortisi che si trattava di
un vero mancamento, essi iniziarono ad invocare gli dei. Il giovane, che aveva perduto i sensi al tramonto, non torn in s sino
all'ora del cane3 del giorno successivo.
Di tali profondi sentimenti erano capaci i giovani di un tempo!
Donde mai proveniva questa forza a quei giovani i cui capelli
oggi sono ormai canuti?
l Con molta probabilit si tratta di una domestica della casa.
2 idete inaba I tare ka wakare no I katakaran I arishi ni masaru I kyo wa
kanashi
mo"
4I .
La pianta murasaki
Tempo fa c'erano due sorelle di cui una aveva sposato un
pover'uomo di rango inferiore e l'altra un nobile. La donna maritata all'uomo di basso rango lav e mise ad asciugare da s l'abito da cerimonia del marito; nonostante l'avesse fatto con molta cura, non essendo abituata a tali lavori, tir troppo la stoffa,
finendo con l'aprire uno squarcio nella spalla. Non rimanendole
null'altro da fare, scoppi a piangere amaramente. L'uomo d'alto rango, venuto a conoscenza dell'incidente, prov una grande
pena per la cognata. Si procur, pertanto, un elegante abito verde da cerimonial che invi alla donna insieme con una poesia:
Quando la pianta mttrasaki

raggiunge il suo pieno colore,


l'occhio
che sulla piana lontana vaga
altre erbe non vede 2.
Componendo questa poesia, egli deve aver avuto in mente
quell'altra sulla piana di Musashi~>3.
Che il marito della donna ricoprisse una modesta funzione a corte risulta
chiaro dal
colore verde del vestito ricevuto. Il colore degli abiti dei funzionari di
cotte era,
infatti meticolosamente stabilito a seconda della carica da loro ricoperta.
Funzionari
del pr;mo grado indossavano abiti di colore viola, quelli del secondo e terzo
usavano
il viola chiaro, quelli del quarto lo scarlatto, quelli del quinto lo
scarlatto chiaroquelli del sesto il verde scuro; quelli del settimo il verde chiaro- quelli
dell'ottavo
l'azzurro. Evidentemente il verde ben s'addice al basso rango del marito
povero.
2 murasaki no I iro koki toki wa | me mo haru ni | no naru kusaki zo |
wakarezarikeru .
Siccome il poeta ama profondamente la moglie, non pu restare estraneo a ci
che
alla moglie le~ato. Dunque egli non pu ignorare le ansie della cognata.
3 Qui l'autore si riferisce ad una poesia inclusa nella prima raccolta
giapponese di
versi scritti11 ordine imperiale, la Ra~olta di poesie di ieri e di oggi. La
poesia,
di ispirazion olto simile a yu~lla precedente, dice:
m~rasaki no A causa
hitomoto yue ni di una sola pianta murasaki
musashino no allorch il mio sguardo
kusa wa minagara vaga sulle erbe della piana di Musashi
auJare to zo mirl non posso che rimanere in~Rntato.
Un dubbio nel cuore
Tempo fa un uomo prese ad amare una donna che non gli
dispiaceva affatto, sebbene ne conoscesse la natura voluttuosa.
Per quanto la visitasse molto spesso, egli era costantemente
preoccupato della leggerezza della donna; proprio per questo
non poteva trattenersi dal farle visita. Incapace di rompere quella relazione, in seguito ad un impedimento che lo tenne lontano
per due o tre giorni, le invi questa poesia:
Da quando lasciai la tua casa
le mie orme
non sono ancora svanite.
Chi mai ora percorrer
quel medesimo cammino? 1.
Egli compose questa poesia con il solito dubbio nel cuore.
I idete koshi | ato dani imada | kawaraji o | ta ga kayoiji to | ima wa
naruran>~.

Il cuculo
Tempo fa un principe di nome Kaya I si innamor di una donna e le dimostr la sua particolare benevolenza prendendola a
servizio con s. Un secondo uomo s'incapricci di quella donna,
pensando d'essere il solo. Un terzo, che era venuto a conoscenza di questa strana situazione, scrisse una lettera alla donna, inviandole una poesia accompagnata dal disegno di un cuculo:
Poich molti
sono i villaggi dove suoli cantare,
oh cuculo,
nonostante tutto
non posso che sentirmi da te negletto 2.
La donna, volendolo assecondare, rispose:
Canta questa mattina
il cuculo
la cui fama non risponde a realt.
Se tanti sono i suoi rifugi
perch da tutti egli negletto 3.
Si era allora al quinto mese. L'uomo replic:
Avr fiducia
nel cuculo
che in molti rifugi canta,
almeno sin tanto che udr
la sua voce nel mio villaggio.
Kaya Shinno (794-871) il settimo figlio dell'imperatore Kammu e fratello,
dunque
degli imperatori Junna e Saga. Egli era, al tempo stesso, zio e pro-7.io del
poeta Narihira, la cui madre, Ito nai Shinno, era una figlia dell'imperatore Kammu, ed
il cui
padre, Abo Shinno, era figlio dell'imperatore Heizei che, a sua volta, era
figlio di Kadillu.
Il mantello
Tempo fa, un uomo che aveva deciso di organizzare un banchetto di commiato per un tale che stava per partire per le province, lo invit a casa sua e, poich non si trattava di un estraneo, gli fece servire un bicchiere di vino dalla moglie e gli o~r
in dono un mantello. Il padrone di casa compose una poesia che
fece legare alla cintura di quell'abito:
Di questo mantello
mi sono spogliato
per donarlo a te che parti.
Da ogni afflizione ormai
saremo entrambi liberi S
Trattandosi di una poesia che si distingue tra le poesie del
tempo, la si deve leggere con attenzione, meditandola senza attendersi una poesia in risposta.
idete yuku I kimi ga tame nito I nugitsureba | ware sae mo naku | narinubeki
kana .

In q~lesta poesia si usa il termine mo con il doppio significato di mantello


e di
afflizione. Cos che, in questo caso, togliersi il mantello significa
rimuovere ogni
sorta di calamit. E, dunque, una poesia che vuole essere di buon augurio per
chi parte verso terre lontane.
Una noiosa visita di condoglianze
Tempo fa c'era un uomo. Una ragazza che era stata allevata
con cura dai genitori, desiderava in qualche modo incontrare
quell'uomo per rivelargli il suo amore. In seguito alle probabili
angustie derivanti dall'impossibilit di esprimere i suoi sentimenti, ella fin con l'ammalarsi e, dopo aver dichiarato il suo segreto, alla f~ne spir. Il padre, venuto a conoscenza dell'accaduto, inform tra le lacrime l'uomo il quale, pur essendosi precipitato a casa della ragazza, non pot far altro che piangerne la
scomparsa per pura forza di circostanze. Si era verso la fine del
sesto mese, un periodo estremamente caldo l. La sera, venne eseguita della musica~; la notte si fece profonda e un fresco vento
raggiunse la citt. In cielo volavano molte lucciole. L'uomo che,
standosene prostrato, le osservava attentamente, recit due poesie:
Oh, lucciole danzanti!
Se sino alle nuvole
vi leverete,
annunziate all'oca selvatica
che ormai soffia la brezza d'autunno 3.
Perduto dietro vani pensieri
trascorro questa giornata estiva
senza fine.
Una tristezza m'assale
che non conosce ragione J.
I La fine di giugno.
2 Si credeva che la musica richiamasse lo spirito del defunto e lo consolasse.
L'oca selvatica, dopo essere migrata al nord in primavera, torna sulle coste
giapponesi in autunno. Poiche' fanciulla scomparsa in primavera, questa poesia un invito affinch il suo spirito
faccia ritorno.
Il poeta probabilmente annoiato dal fatto di dover prendere parte al lutto
per una persona sconosciuta.
Un carissimo amico
Tempo fa un uomo aveva un carissimo amico; i due non si
perdevano di vista neppure per un istante ma, poich l'amico
dovette trasferirsi in un'altra provincia, essi si lasciarono con
estremo rimpianto. Dopo un po' di tempo, l'amico gli invi una
lettera:
Sono meravigliato di non averti potuto vedere in tutto questo tempo, e addolorato al pensiero che tu possa avermi dimenticato. Il cuore degli uomini, quando ci si allontana dagli
occhi, non pu che dimenticare .

Allora, l'uomo rispose con una poesia:


Non posso pensare
che noi si sia lontani dagli occhi.
Poich non c' stato
tempo per dimenticarti
il tuo volto in sogno sempre m'appare.
I sacri rami
Tempo fa un uomo desiderava ardentemente di incontrare
una donna ma costei, che aveva udito che si trattava di un uomo
volubile, col passare del tempo si mostr sempre pi fredda nei
suoi confronti. Alla fine decise di inviare all'uomo la seguente
poesia:
Poich molte
sono le mani
che i sacri rami sfregano,
nonostante a te pensi
su di te non posso certo contare 1.
L'uomo rispose:
Dicono che io sia simile
ai sacri rami.
Anche questi,
scorrendo nel fiume,
trovano secche in cui arenarsi 2.
onusa no I hiku te amata ni | narinureba | omoedo e koso | tanomazarikere.
I sacri rami citati nella poesia appartengono all'albero sacro di sakaki
(Cleyera japonica). Ad essi venivano attaccate strisce di carta o stoffa, ed erano usati
come strumenti purificatori nelle cerimonie shintoiste. Dopo la cerimonia, i fedeli
solevano
sfregare i loro corpi contro i rami, per trasferire su questi le impurit di
cui si erano
macchiati. Infine, per disperdere le impurit, i rami venivano gettati in un
fiume.
In questa poesia la donna accusa l'uomo d'essere simile ai rami sacri toccati
da
troppe mani, di appartenere, cio, a troppe donne.
2 onusa to I na ni koso tatere I nagarete mo I tsui ni yoru se wa I ari to iu
mono o.
L'uomo replica, dunque, con una professione di fedelt verso la donna.
Un'attesa penosa
Tempo fa un uomo organizz un banchetto per un tale che
doveva partire, ma la sua attesa fu vana. Poich l'ospite non si
present, l'uomo gli invi una poesia:
Ora so

quanto penosa sia l'attesa.


D'ora in poi
sen~a indugio visiter
il villaggio della donna che m'attende 1.
ima zo shiru I kurushiki mono to | hito matamu | sato o ba karezu |
toubekarikeri .
La giovane erba
Tempo fa un uomo, colpito dalla bellezza della sorella minore, compose una poesia:
E ben triste
vedere che altri
si legher
a questa giovane erba
su cui sarebbe dolce dormire 1.
La ragazza rispose:
Perch usi
parole s strane
come la prima erba di primavera?
Dimentichi forse
la mia costante innocenza? 2.
ura wakami I neyoge ni miyuru I wakakusa o I hito no musubamu I koto oshi zo
omou .
2 hatsukusa no | nado mezurashiki | koto no ha zo I ura naku mono o |
omoikeru
kana .
Non chiaro il rapporto esistente tra questi fratello e sorella. Qualcuno ha
sollevato
l'ipotesi che si tratti di fratelli provenienti da madri diverse. Comunque
stiano le
cose interessante notare gli sforzi dei commentatori giapponesi medievali
che, costretti dalla morale buddhista, cercarono disperatamente di assolvere il poeta
Narihira dall'accusa di incesto.
so.
Un alterco
Tempo fa un uomovolendo rimproverare una donna dalla
quale era stato rimproverato, compose la seguente poesia:
Anche se, per dieci volte
dieci uova, uno sull'altro,
sapessi accatastare
come potrei colei che non mi ama
amare? 1.
La donna rispose:
Una goccia
di rugiada mattutina
pu rimanere,
ma chi, in questo mondo,

potrebbe su di te contare? 2.
Allora, l'uomo recit:
Anche i fiori di ciliegio
dell'anno scorso, ai soffi del vento
possono durare,
ma chi potrebbe
nel tuo cuore confidare? 3.
La donna ribatt:
Pi che sull'acqua corrente
scrivere,
sarebbe assurdo,
amando chi non t'ama,
vivere.
L'uomo concluse con la poesia:
L'acqua che scorre,
il tempo che passa,
i fiori che avvizziscono,
forse che l'ordine di fermarsi
odono.`.
Costoro, che facevano a gara nel compararsi a cose effimere,
dovevano per certo essere ben volubili!
tori no ko o l to zutsu to wa I kasanu tomo I omowanu hito o l omou mono ka
wa .
Accatastar le uova metafora cinese per azione pericolosa. L'uomo, dunque,
dice
che, anche per qualcuno estremamente coraggioso, una relazione con la oonna
sarebbe molto rischiosa.
2 asatsuyu wa | kienokorite mo I arinubeshi I tare ka kono yo o l
tanomihatsubeki .
fuku kaze ni I kozo no sakura wa I chirazu tomo I ana tanomigata I hito no
kokoro
wa
yuku mizu ni | kazu kaku yori mo I hakanaki wa I omowanu hito o I omou narikeri .
5 yuku mizu to I suguru yowai to I chiru hana to I izure mate cho I koto o
kikuran.
Ossia, come si pu contare su cose talmente ef~imere?
Il crisantemo
Tempo fa un uomo piant un crisantemo nel giardino di un
tale, e compose una poesia:
Poich fermamente piantato al suolo,
soltanto in un anno senza autunno
rimarr senza fiori.
Essi certo cadranno
ma come potranno avvizzire le radici? 1.
ue shi ueba I aki naki toki wa I sakazaran I hana koso chirame I ne sae
kareme ya .

Di chiara natura congratulatoria, questa poesia un augurio di lunga vita e


prosperit .
Il fagiano
Tempo fa un uomo, avendo ricevuto in dono da un tale alcuni dolci di riso avvolti in foglie di calamo, fece pervenire a costui
un fagiano, accompagnato da una poesia:
Tu t'aggirasti
tra le paludi
a mietere il calamo,
ed io tra i campi uscii a mieter la preda.
E triste che non fossimo insieme l.
ayame kari I kimi wa numa ni zo I madoikeru | ware wa no ni idete I karu zo
wahishiki .
I dolci di riso che il poeta riceve in dono sono avvolti in foglie di ayame
(Acorus
calamus o angustatus), il Caiamus aromaticus usato dai farmacisti medievali
europei.
Questi dolci, noti in Giappone con il nome di cl~imaki, erano una leccornia di
origme cinese, e venivano solitamente consumati il giorno della Festa dei
ragazzi
(tango no sekku), il quinto giorno del quinto mese.
La poesia un gioco di parole costruito sul termine karu che significa sia
tagliare>,
sia cacctare>.
Il gallo
Tempo fa un uomo incontr una donna che era stato difficile
avvicinare. Poich stavano ancora parlando d'amore quando il
gallo prese a cantare, l'uomo recit:
Perch mai
il gallo canta
quando la notte ancora profonda,
come il mio amore
agli altri ignoto? l.
Una donna fredda
Tempo fa un uomo invi una poesia ad una donna che si mostrava alquanto fredda nei suoi confronti:
Sulla manica
che confida nella via del sogno
che non rlesco a percorrere
si posa la rugiada
probabilmente caduta dal cielo 1.
yukiyaranu I yumeji o tanomu | tamoto ni wa I amatsusora naru I tsuyu ya
okuran .
Il poeta angustiato dal terrore che, non riuscendo a vedere la donna neppure

in
sogno, ella non lo pensi affatto.
55
Una donna impossibile
Tempo fa un uomo al quale pareva sempre pi impossibile
ottenere la donna di cui era innamorato, recit:
Sebbene possa darsi
che tu neppure pi mi pensi,
ogni istante,
in ogni tua parola
come confido! 1.
omowazu wa I ari mo suramedo I koto no ha no I orifushi goto ni I tanomaruru
kana .
56.
Il rifugio della rugiada
Tempo fa un uomo, sia che fosse a letto sia che rimanesse alzato, era tormentato dal pensiero di una donna. Non potendo
sopportare pi a lungo tale ossessione, scrisse:
Sebbene la mia manica
non sia un rifugio
dal tetto di paglia,
al calar della notte
la rugiada vi si rifugia 1.
wa ga sode wa I kusa no iori ni I aranedomo I kurureba tsuyu no I yadori
narikeri .
I,a rugiada attecchisce volentieri ad un umido tctto oi paglia. La manica,
evidentemente, tbagnata oi lacrime.
La caprella
Tempo fa un uomo era segretamente afflitto da pensieri d'amore. Scrisse pertanto alla donna che gli si mostrava indifferente:
Mi taglia il cuore
quest'amore,
simile all'alga
della caprella
tagliata dal pescatore 1.
<( kolwahinu I .Im.l no karu mo ni Iadoru cho I warekara mi o mo I kudakitsuru
k.llld .
Le spigolatrici
Tempo fa un uomo galante costru una casa nei pressi di Nagaoka dove and ad abitare 1. Alcune affascinanti ragazze che
prestavano servizio nelle vicinanze, presso la casa di una principessa, videro l'uomo intento alla raccolta del riso.
davvero un lavoro adatto ad un simile libertino! , esclamarono, radunandosi nel prato.
L'uomo fugg e, intanto che si nascondeva all'interno di una
casa, una donna compose una poesia:

Oh, pietosa casa in rovina


di quante generazioni
sei stata rifugio!
A te pi non fa ritorno
l'uomo che t'abitava 2.
Poich le donne s'erano radunate intorno alla casa, l'uomo rispose loro:
Oh, quanta piet ispira
questa casa in rovina
coperta d'erbacce!
Ora anche i demoni
intorno le si son radunati 3.
Andiamo a raccogliere le spighe cadute ! , gridarono le donne. Allora, l'uomo rispose:
Se, intanto che vagavo col pensiero,
avessi udito che andavate
a raccogliere le spighe cadute,
anch'lo sarel venuto
sui campi a spigolare 5.
La citt di Nagaoka, sita nella provincia di Yamashiro, fu capitale del
Giappone dal
784 al 794.
2 arenikeri I aware ikuyo no I yado nare ya I sumiken hito no I otozure mo
senu.
3 mugura oite I aretaru yado no I uretaki wa I kari ni mo oni no I sudaku
narikeri .
Si riteneva, infatti, che i demoni solessero apparire nelle case disabitate.
4 Le spighe cadute erano lasciate nei campi per la povera gente.
5 uchiwabite I ochibo hirou to I kikamaseba I ware mo tazura ni I yukamashi
mono
o.
Le gocce di rugiada
Tempo fa un uomo - non si sa che cosa avesse pensato della
capitale - decise di andare a vivere nella zona di Higashiyama 1.
E difficile
vivere nella capitale.
Ora un luogo cercher
in un villaggio montano
per nascondermi al mondo 2.
Dopo aver recitato questa poesia, egli cadde preda di una terribile malattia. Siccome pareva morto, gli venne spruzzata dell'acqua in volto. Ritornato in s, recit:
Pare che
la rugiada terga il mio volto.
Sono forse gocce
provenienti dal remo della nave
che attraversa il Fiume del Cielo? 3.

Higashiyama (Colline Orientali) e il nome di una caena di c~lline sita ad est


del
lume Kamo, che scorre nella Cittd di Kyoto. Sebbene oggi l ligashiyama si
trovi nel
centro di Kyotl~, nel decimo secolo era un luogo isolato, in aperta campagna.
2 sumiwabinu I ima wa kagiri to I yamazato ni I mi o kakusubeki I yado motometen .
3 wa ga ue ni I tSUy~lo oku n~ru I ama no gaw~l I twataru fune no I kai no
shizuku ka .
I! Fiume del Cielo (~lmalo Rawa) la Via Lattea dove, sec(lnclo un'antica
leggenda
clnese, due amantl, Hlkoboshi (la stella del Pastore) e Orihime (la stella
Tessitrice),
hanno occaslone dl Incontrar~l per una sola notte clurante l'anno, la notte
oel settimo giorno del settimo mese Questa leggendha ddto origine in (Ji~ppone acl una
festa nota con il nome di Tanaba~a. per lll cui ricorrenza pare che sia stata
composta
la seconda poesia cli questo paragrafo.
La moglie di un tempo
Tempo fa c'era un uomo molto impegnato nel servizio a corte
e non troppo devoto alla moglie. Essa, avendo deciso di seguire
un altro uomo che le aveva promesso d'amarla, si trasfer nel
paese di costui. Il primo marito venne come messaggero imperiale al tempio di Usal. Avendo udito che la moglie era diventata la sposa del funzionario che doveva dargli il benvenuto in
quel paese, egli ordin ad un servo: Fammi portare una coppa
di sak dalla padrona di casa, altrimenti non la berr.
Quando la donna si present, egli, preso un mandarancio dai
cibi che accompagnavano le bevande, recit una poesia:
I ntanto che odoro
la fragranza dei fiori di mandarancio
che il quinto mese attendono
ricordo il profumo delle maniche
della donna di un tetnpo 2.
La donna ricord il passato e, fattasi monaca, entr in un ritiro montano.
Si tratt.l del t~mpio shintoista cledicato al dio Hachiman, sito nel distretto
di Usa
della provincia di Buzen l'attudle citt di Usa dell'isola di Kvilshu. A
cominciare
dall'833, un me~saggero ;mperiale veniva invi~to a questo tempio
nell'occasione di
ogni nuova accessione al trono.
satsuki matsu I hanatachibana no I ka o ka/eeba I mukashi no hito no I sode
no ka
zo s~lru ,
Si solevdno profumare le maniche del kimono, impregn~noole del profumo
oell'incen~o bruclato.

Il ISume dell'amore
Tempo fa un uomo, giunto sino a Tsukushi 1, ud una donna
che, nascosta da un paravento di bamb, diceva ad altri: Costui gode di una gran reputazione di libertino. Allora egli recit:
Chi attraversa
il Fiume del Colore
come pu
non bagnarsi
della tinta dell'amore? 2.
La donna rispose:
A portare tale nome
dev'esser ben volubile
l'Isola Licenziosa!
Delle sue acque
fradicio il tuo vestito 3.
Tsukushi corrisponde all'attuale prefettura di Fukuoka, ma qui sta ad indicare
l'isola di Kyushu in generale.
2 Somegawa o I wataramu hito no | ika de ka wa | iro ni naru cho I koto no
makaran .
Il Fiume del Colore (Somegawa) scorre nel distretto di Tsukushi della
prefettura di
Fukuoka, nei pressi di Dazai-fu. La poesia costruita sul doppio significato
dell'espressione iro ni naru, colorarsi ed innamorarsi .
3 na ni shi owaba I ada ni zo arubeki I Tawarejima | nami no nureginu | kiru
to iu
narl .
L'Isola Licenziosa (Tawarejima) una piccola isola al largo della costa del
distretto
di Uto, nella prefettura di Kumamoto, in Kyushu
Un ramo senzaori
Tempo fa una donna che, probabilmente a causa della sua
noncuranza, da lungo tempo non riceveva pi visite da parte del
suo amante, prest fede alle lusinghe di un uomo non certo degno di fede, e and a servizio da un tale che viveva in un'altra
provincia. Ora, un giorno, le comparve dinanzi il suo primo
amante al quale ella dovette servire del cibo. Fattasi notte, egli
domand al padrone di casa di chiamare la donna che l'aveva appena servito. Allorch questa si present, l'uomo le domand se
non lo conosceva e recit una poesia:
Dov'
la bellezza di un tempo,
fiori di ciliegio?
E emaciato
quel ramo senza fiori 1.
La donna prov una profonda vergogna e non riusc a rispondere. L'uomo le domand perch non rispondesse, ed ella, fat-

tasi forza, disse: Poich le lacrime scendono sul mio volto, non
riesco a vedere nulla n ho la forza di parlare. Allora l'uomo
Tu hai voluto
abbandonare
i nostri incontri.
Sebbene siano trascorsi mesi ed anni,
non certo migliorato il tuo destino 2.
Bench l'uomo si fosse tolto il mantello e l'avesse donato alla
donna, ella, gettatolo via, fugg. N si seppe dove.
I inishie no I nioi wa izura I sakurabana I kokeru kara to mo I narinikeru
kana .
2 kore ya kono I ware ni au mi o I nogaretsutsu I toshitsuki furedo |
masarigao
naki .
Una donna dai capelli sottili
Tempo fa una donna licenziosa desiderava a tutti i costi incontrare un uomo che l'amasse; poich non aveva occasione di
esprimere questo suo desiderio, ella prese a raccontare ai suoi tre
figli un sogno che in realt non aveva mai fatto. Due figli non risposero, non prendendo a cuore la faccenda, ma il terzo, desideroso di interpretare il sogno della madre, disse che stava per presentarlesi un buon marito; la donna si sent pertanto rinfrancata.
Gli altri uomini non hanno un cuore sensibile! Voglio proprio far conoscere alla mamma il capitano Zaigo 1, pens il figliolo.
Egli lo incontr un giorno in cui Narihira era uscito a caccia.
Afferratagli la briglia del cavallo, il ragazzo gli narr la sua idea.
Mosso a piet, l'uomo si rec presso quella donna e con lei trascorse la notte. Ma, poich in seguito egli evit di mostrarsi, la
donna s'avvicin alla sua casa e lo scrut attraverso lo steccato.
L'uomo, dopo averla sfiorata con lo sguardo, recit la poesia:
Un anno manca
alla donna dai capelli sottili
per raggiungere l'et di cento.
Il suo fantasma m'appare
e mi guarda con amore 2.
La donna s'accorse che l'uomo s'accingeva a lasciare la sua
abitazione; si affrett verso casa col cuore agitato e, inciampando tra rovi e rose selvatiche, riusc in~ne a raggiungere la sua
camera, adagiandosi immediatamente sul letto. L'uomo, che l'aveva seguita, scrut la donna di nascosto. La vide prepararsi per
la notte e recitare una poesia, accompagnata da sospiri sconso]~Itl .
Anche questa notte
sulla stretta stuoia
una sola manica stender
e~ncora una volta. s~lla dormir,
SellinCoilir lIIIILo .

L'uomo, mosso a compassione, trascorse quella notte con lei.


Nelle relazioni tra uomo e donna, gli uomini sogliono amare
le donne per cui provano interesse, senza badare a quelle per cui
tale interesse non provano; ma il cuore di quell'uomo, sia che
provasse interesse sia che no, non faceva nessuna differenza.
Questo un raro riferimento diretto al pocta Ariwara no Narihira che qui
viene
chiamato con il nome di famiglia (Ariwara) nella pronuncia cinese (Zaigo).
Egli nel1'877 ricopr la carica di capitano delle guardie imperiali della destra.
2 momotose ni l hitotose taranu I tsukumogami I ware o kourashi I omokage ni
mlyu .
3 samushiro ni I koromo katashiki I koyoi mo ya I koishiki hito ni I awade
nomi
nemu .
Il paravento
Tempo fa un uomo si chiese dove potesse essere quella donna
che, pur avendogli inviato alcune lettere, non aveva mai cercato di incontrarlo segretamente. Le invi, dubbioso, una poesia:
Se potessi trasformarmi
in un soffio di vento
cercherei
una fessura nel tuo paravento,
e accanto a te giungerei 1.
La donna rispose:
Anche se tu fossi il vento
che non mi pu catturare
chi ti permetterebbe
di cercare quella fessura
nel mio paravento?
Una cerimonia di puri~;cazione
Tempo fa c'era una donna di cui s'era invaghito l'imperato'; a costei era stato permesso di indossare i colori proibiti2.
Si trattava della cugina della madre dell'imperatore, la quale si
trov coinvolta in un'avventura con un uomo della famiglia Ariwara che serviva a palazzo imperiale, nonostante fosse ancora
molto giovane 3. Egli aveva libero accesso anche alle camere delle dame di corte, per cui soleva recarsi nella camera di costei,
sedendolesi di fronte. La donna fece notare al giovane che il suo
comportamento era indecente e che li avrebbe presto condotti
alla rovina. Lo preg, pertanto, di interrompere quelle visite.
Alle sue preghiere l'uomo rispose:
Non sono riuscito
a mantenere il segreto
nei nostri incontri.
Sia quel che sia,
purch possa sempre vederti 4.

Quando la donna si ritirava nel suo appartamento, l'uomo,


come sempre, la seguiva, incurante degli sguardi altrui. Perci
ella, alquanto preoccupata, si rifugi nella casa della propria famiglia.
L'uomo, che l'aveva seguita sino alla sua nuova abitazione
tra le risa di tutti coloro che udivano la storia, pens che si trattava di una fantastica occasione. Prese, perci, a trascorrere la
notte con la donna, tornando a palazzo il mattino tra gli sguardi
divertiti degli intendenti; per, prima di entrare, faceva ben attenzione a mettere le scarpe davanti a quelle degli altri s. Poich
questo comportamento sconveniente and protraendosi nel tempo, l'uomo, temendo d'essere privato della sua posizione, e pensando all'inevitabile rovina, trascorreva il tempo ad invocare
kami e Buddha. Li pregava di fargli dimenticare quella donna.
Ma il suo amore ctesceva di giorno in giorno, aumentando senza
ragJione a dismisura, tanto che egli decise di chiamare esorcisti e
sacerdotesse6. Questi si avviarono verso il fiume con gli strumenti per l'abluzione, promettendogli che egli non avrebbe pi
amato quella donna. In realt il suo amore si fece ancora pi grande, molto pi grande di prima. Fece ritorno a casa, dopo aver
recitato una poesia:
Scesi
nel fiumc della Purificazione
dicendo
che non avrei pi amato
ma gli di non hanno voiuto ascoltarmi 7.
L'imperatore era d'aspetto piacevole. La donna, che aveva
udito la sua dignitosa voce pronunciare con zelante devozione il
sacro nome del Buddha, pianse amaramente.
Deve certo trattarsi di un karma cattivo il destino che mi
lega a quell'uomo, impedendomi di servire un tale sovrano! ,
disse tra le lacrime. Nel frattempo, l'imperatore, venuto a conoscenza di questa relazione, esili l'uomo8. La cugina della donna, madre dell'imperatore, fece allontanare la ragazza e, desiderando punirla, la fece rinchiudere in un magazzino. La donna
pianse la sua reclusione con una poesia:
Sola,
come l'alga della caprella
tagliata dal pescatore,
non sparger lacrime.
Con altri non potr inquietarmi 9.
L'uomo, abbandonando ogni notte il suo luogo d'esilio, si
recava nei pressi della donna, sonando appassionatamente il flauto e cantando con voce dolcissima in modo toccante. La donna,
per quanto riconoscesse quel suono, non aveva possibilit di incontrarlo, essendo chiusa nel magazzino. Allora ella pens la
poesia che dice:
itriste
ch'egli s'illuda
di potermi un giorno incontrare.
Egli nol s~t cllc,cbbcnc io Csistl,
io non vivo 10.
L'uomo, sebbene non potesse incontrarla, continuava le sue
visite, sonando e cantando. Tornando al SllO ]uogo d'ecilio, egli
rc to:

Poich inutilmente
vado
ed inutilmente torno,
sempre sono invitato
dal desiderio di vederti 11,
Questo presumibilmente accadde al tempo dell'imperatore
Mino. La madre dell'imperatore era l'imperatrice Somedono,
oppure l'imperatrice del Quinto Rione'2.
' Si tratta dell'imperatore Seiwa, noto pure con il nome di imperatore Mino,
in quanto, dopo la sua abdicazione, egli si ritir a vita religiosa nel villaggio di
Mino dcl
distretto di Kadono, nella provincia di Yan~ashiro dove fu, infine, sepolto.
Z Sono i colori degli abiti indossati da membri della famiglia imperiale o da
grandi
ministri di stato. A costoro, a partirdal secolo x, fu riservato il colore
porpora.
3 (,i troviamo di fronte ad un ennesimo riferimento alla relazione tra Koshi,
cugina
della madre dell'imperatore Seiwa, e Ariwara no Narihira che viene qui
indicato con
il nome di famiglia. Si vedano, a questo proposito, i paragrafi 3-6.
{ omou ni wa shinoburu kot(l zo makenikeru I au ni shi kaeba I sa mo araba
are.
5 Cos, dava l'impressione di nonssere maiIsCitO dal palazzo.
6 Gli esorcisti erano funzionari dell'Ufficio delle Divinazioni che, nella
burocrazia
giapponese d'epoca ileian, faceva parte del Ministero degli Affari Centrali.
Le sacerdotesse erallo sciamani attraverso cui s'udivano le parolc della divinit.
Il fiume della Purificazione il corso d'acqua che scorre nella zona
antistante il tempio shintoista, dove i fedeli si purificano mani e bocca.
` Si tratta di finzione letteraria in quanto nessun documento registra
l'esilio di Narihira in seguito alla sua relazione con l'imperatrict: del Secondo Rione.

L'imperatrice Somedono F~ljiwara Meishi, cos chiamata dal nome della villa
del
padrc. L'imperatrice del Quinto Rione Fujiwara Junshi la quale, per,
sarebbe zia
di Koshi e non cugina come si dice all'inizio di questo paragrafo. Per
l'identificazione di questi personaggi si vedano le note ai paragrah 3, 4 e 6.
Le barche
Tempo fa un uomo, che aveva un possedimento nella provincia di Tsu, si rec nei pressi di Naniwa ', insieme con fratelli e
amici. Mentre stava scrutando la costa, egli not le barche che
giacevano col, e recit:

Stamane
finalmente sono giunto
nella baia di Naniwa.
Oh, povere barche
costrette a solcare tanti mari! 2.
Profondamente commossi, gli altri fecero ritorno senza comporre nessuna poesia.
I L'odierna Osaka.
Z Naniwazu o | kesa koso mitsu no I ura goto ni I kore ya kono yo o I umi
wataru
fune>.
Gli alberi in l';ore
Tempo fa un uomo, volendo fare una scampagnata con un
gruppo di amici, si rec, verso il secondo mese', nella provincia
di Izumi. Allorch essi scorsero il monte Ikoma, nella provincia di Kochi, in cielo c'era un incessante movimento di nuvole
che lo rendevano ora coperto ora sereno. Sebbene in mattinata
fosse stato nuvoloso, verso mezzogiorno ci fu una schiarita. La
neve, recentemente caduta, era rimasta sulla cima degli alberi.
Allora, uno della compagnia, osservando il paesaggio, recit:
Da ieri
il monte si cela
dietro nuvole vaganti.
Gli triste mostrare
i suoi alberi in fiore Z.
' Questo mese oorrisponde, approssimativamente, alla stagione della fioritura
dei ciliegi, fine marzo, inizio aprile.
Z kino kyo I kumo no tachimai I kakurou wa I hana no hayashi ol ushi to
narikeri .
La fioritura metafora per gli alberi coperti di neve.
La spiaggia di Sumiyoshi
Tempo fa un uomo si rec nella provincia di Izumi. Giunto
sulla spiaggia di Sumiyoshi, nel villaggio di Sumiyoshi del distretto omonimo ', egli fu profondamente colpito dal paesaggio
e, sceso da cavallo, decise di proseguire per un tratto a piedi. Un
tale gli propose di comporre una poesia che contenesse l'espressione la spiaggia di Sumiyoshi.
Allora l'uomo recit:
Nonostante sia bello l'autunno
con !'oca sevatica che grida
e I crlsantemi In fiore,
e placevole vivere in primavera
sulla spiaggia di Sumiyoshi Z.
Gli altri non osarono comporre altre poesie.
' (,orrisponde alla parte meridionale della citt di Osaka dove, ancor oggi,
si pu visitare il tempio di Sumiyoshi.
Sumiyoshi signihca luogo piacevole in cui vivere.

La Vestale di Ise
Tempo fa un uomo giunse nella provincia di Ise come Messaggero di Caccia'. La madre della Vestale di IseZ ordin che
questi venisse trattato meglio dei soliti messaggeri. Ubbidiente
alla richiesta materna, la Vestale bad a lui con estrema cortesia;
lo tratt con ogni riguardo, assistendolo il mattino, allorch s'accingeva ad uscire per la caccia, e alloggiandolo nella sua residenza, allorch egli faceva ritorno la sera.
La seconda notte che era suo ospite, l'uomo le fece pervenire
un messaggio, chiedendole un incontro. Sebbene la donna non
pensasse certo di evitarlo, i due non poterono vedersi, a causa
della presenza di troppi occhi indiscreti. L'uomo era a capo del
gruppo di messaggeri, per cui la sua residenza non era lontana
dagli appartamenti della donna, la quale, approfittando della vicinanza della sua camera da letto, verso mezzanotte, dopo che
tutti s'erano addormentati, si rec nella stanza dell'uomo. Questi, non potendo dormire, se ne stava supino ad osservare il paesaggio esterno; d'improvviso egli la vide avanzare alla luce della pallida luna, preceduta da una giovinetta3. Estremamente felice in cuor suo, l'uomo fece entrare la principessa nella sua camera ma, bench fossero rimasti insieme per tre ore, ella fece
ritorno senza riuscire a rivelare i suoi sentimentiJ. L'uomo non
riusc a prendere sonno a causa di tali pensieri. Il mattino successivo, la sua depressione aument al pensiero di non poter inviare un messaggero personale alla donna; attese, pertanto, con
impazienza, finch, immediatamente dopo il sopraggiungere dell'alba, venne da parte della donna una poesia non accompagnata
da lettera alcuna.
Non so ricordare
se fosti tu a venire
<) sf ui i~
se sia stato so~no o realt,
se dormivo od ero desta `.
L'uomo rispose tra lacrime amare:
Nelle tenebre
vagava il mio cuore
agltato.
Decidiamo questa notte
se sia stato sogno o realt 6,
Dopo aver recitato questa poesia, l'uomo usc a caccia.
Vagando distrattamente nella piana, egli pensava che avrebbe incontrato la donna quella stessa notte, appena tutti gli uomini della casa fossero stati a letto. Purtroppo il governatore della
provincia, che sovrintendeva pure agli affari della Vestale, venuto a conoscenza della presenza del Messaggero di Caccia, volle
dare un banchetto in suo onore che fin col durare l'intera notte.
Poich egli, all'alba, doveva ripartire per la provincia di Owari 7~
si vide sfuggire l'occasione di poter incontrare quella donna. Non
gli rimase che spargere di nascosto lacrime di sangue.
Stava albeggiando, quando giunse da parte della donna una
coppa di sak sul cui piattino era stata scritta una poesia. L'uomo, presala in mano, lesse:

Fu una relazione poco profonda,


simile alla baia che non bagna
la manica del viaggiatore.
Alla poesia mancava il verso finale che egli aggiunse sul piattino, servendosi del tizzone di una torcia di pino:
Ancora una volta per certo
attraverser la barriera di Osaka 9.
All'alba l'uomo part alla volta di Owari.
Quella donna era la Vestale di Ise che serv durante il regno
di Mino; ella era figlia dell'imperatore Montoku e sorella minore del principe Koretaka l0
' I Messaggeri di Caccia erano funzionari del quinto grado che, con il
pretesto di procurare selvaggina alla corte, erano inviati nelle province per controllare la
politica
dei governatori.
2 La Vestale di Ise era una principessa imperiale che fungeva da sacerdotessa
presso
il tempio interno del Gran Tempio di Ise, il principale tempio shintoista,
dedicato
alla dea del sole Alllaterasu Omikami. La principe,sa veniva scelta tra le
figlic non
maritate di imperatori e principi imperiali, in occasione dell'inizio del
regno di ogni
nuo~o i~lpcriuor~. Qu~sto c~stullle cbbe inizio con il rcgno dcll'impcr3tore
Soijin
(regnante dal 230 al 258) e si protrasse sino al regno dell'imperatore
Go-Daigo (regnante dal I3I8 al I339). Si ritiene che la Vestale menzionata in questo
paragrafo
sia la principessa Tenji nai Shinno figlia dell'imperatore Montoku e di
Shizuko,
sorella minore di Ki no Aritsune (si veda il paragrafo 16). Tenji ricopr
questa carica durante il regno del fratellastro Seiwa, dall'8sg all'8g6. Mor nel 9I3.
3 Una ragazza a servizio della sacerdotessa.
Questa frase contraddice una nota diceria del tempo secondo cui, in quella
notte,
Tenji avrebbe concepito il figlio di Narihira, Takashina Morohisa.
5 akimi ya koshi I ware ya yukikemu I omoezu I yume ka utsutsu ka I nete ka
samete ka .
5 kakikurasu I kokoro no yami ni I madoiniki I yume utsutsu to wa I koyoi
sadameyo .
7 L'odierna prefettura di Aichi.
3 kachibito no I wataredo nurenu I e ni shi areba.

9 mata Osaka no I seki wa koenan .


La barriera di Osaka (lett. Ia barriera dell'incontro) si trova tra Kyoto e
Ise, a sud
dell'odierna citt di Otsu, nella prefettura di Shiga. Questa barriera, a
causa del suo
nome, ebbe molta fortuna nella poesia giapponese. Non c' viaggiatore che,
amitto
dal dolore della separazione, non abbia sparso lacrime in questo luogo.
0 Per l'identificazione di questo personaggio si veda il paragrafo 8z.
70.
La Vestale di Ise II
Tempo fa un uomo, tornando da una missione come Messaggero di Caccia, si ferm nella zona di Oyodo ', dove recit una
poesia ad una giovanetta che prestava servizio presso la Vestale
di Ise:
Mostrami
con ll remo
barca di pescatori
la spiaggia
in cui l'alga si nasconde 2,
' oyodo la zona costiera a nord del Gran Tempio di Ise. Era, a quel tempo,
il probabile punto di attracco ad Ise delle imbarcazioni provenienti da Owari. Nella
baia
omonima soleva purificarsi la Vestale di Ise.
2 mirume karu I kata ya izuko zo | sao sashitc | ware ni oshie yo I ama no
tsuribune .
La Vestale di Ise III
Tempo fa, quando un uomo si rec presso il Grande Tempio
di Ise come messaggero imperiale, una donna licenziosa che prestava servizio col, volle inviare personalmente una poesia a
quell'uomo:
Dovr attraversare
il sacro recinto
del dio possente,
poich tale il mio desiderio
di rimirare l'uomo deila capitale.
L'uomo rispose:
Se io desideri
vienmi ad incontrare,
poich il dio possente
non vieta
la via dell'amore 2,
chihayaburu I kami no i~aki mo I koenubeshi | omiyabito no I mimaku hoshisa
nl",
Il sacro re~into indica, all'interno, la presenza della divinit shintois~a.
2 koishiku wa I kite mo miyo kashi I chihayaburu I kami no isamuru I n~ichi
nara-

naku ni.
92
La Vestale di Ise IV
Tempo fa un uomo, non potendo riincontrare una donna che
risiedeva nella provincia di Ise, era alquanto risentito nei suoi
confronti, poich egli doveva partire per la provincia vicina. A1lora la donna recit:
Il pino di oyodo,
che da sempre attende,
non certamente senza cuore.
A provar risentimento sono le onde
che indietro si ritraggono, appena scorgono la baia 1
oyodo no | matsu wa tsuraku mo I aranaku ni I uramite nomi mo I kaeru nami
kana .
La donna, dunque, biasima l'uomo che, essendo egli stesso causa della propria
ira,
non vuole recarsi presso di lei che invano l'attende.
73 La Vestale di Ise V
Tempo fa un uomo compose una poesia pensando ad una donna che non poteva incontrare e a cui non poteva neppure inviare
una missiva, nonostante ne conoscesse l'abitazione:
Possono vederti gli occhi
ma non toccarti le mie mani,
tu,
simile al cinnammo
che cresce sulla luna 1
me ni wa mite I te ni wa tararenu | tsuki no uchi no | katsura no gotoki |
kimi ni
zo arikeru .
Una leggenda cinese dice che sulla luna cresce un enorme albero katsura
(Cinnamomum cassia), magicamente resistente ai continui attacchi delle scuri di un
uomo.
La Vestale di Ise VI
Tempo fa un uomo, essendo estremamente risentito nei confronti di una donna', le scrisse:
Sebbene sul nostro cammino
non s'ergano
alte montagne,
molti sono i giorni in cui non posso incontrarti,
per yuanto costante sia il mio amore 2,
11 medesimo stato d'animo del paragrafo z2 riproposto anche in questo
paragrafo
che molto probabilmente, da leggere in connessione con gli episodi
concernenti
la relazione di Narihira con la Vestale di Ise
2 iwane fumi I kasanaru yama ni I aranedomo I awanu hi oku I koiwataru kana.

Un'altra donna difficile


Tempo fa, un uomo propose ad una donna di andare ad abitare con lui nella provincia di Ise. La donna rispose con una poesia:
Osservare le alghe
sulla spiaggia di oyodo
rinfranca il mio cuore,
cos come quando te osservo,
anche senza scambiare voti d'amore '.
Poich la donna s'era mostrata inaspettatamente fredda, l'uomo recit:
E triste vedere
le maniche inzuppate del pescatore
che taglia le alghe,
cos come vedere te senza poterti incontrare.
Hai dunque deciso di rinunciare al nostro amore? 2,
La donna rispose:
Se avranno pazienza
le alghe
che crescono tra gli scogli
non potranno, forse, un giorno
accogliere la conchiglia portata dalla marea? 3.
L'uomo replic:
Storco le mie maniche
bagnate di lacrime,
chiedendomi
se il tuo freddo cuore
non si trasformer in una di queste gocce 4.
Effettivamente si trattava di una donna assai dificile da avvicinare.
I oyodo no | hama ni ou cho I miru kara ni I kokoro wa naginu I
katarawanedomo .
2 sode nurete I ama no karihosu I watatsuumi no I miru o au nite I yamamu to
ya
suru .
3 iwama yori I ouru mirume shi I tsurenaku wa I shio hi shio michi I kai mo
arinan .
Ossia, se l'uomo pazienter, avr la possibilit di ottenere la donna.
namida ni zo I nuretsutsu shiboru I yo no hito no I tsuraki kokoro wa | sode
no
shizuku ka .
L'imperatrice del Secondo Rione V
Tempo fa l'imperatrice del Secondo Rione, quando era ancora nota come la madre del principe ereditario, si rec in pellegrinaggio al tempio degli antenati della propria famiglia '. Allora, un anziano uf~ciale che serviva nel corpo della Guardia Imperiale 2intanto che tutti i presenti stavano ricevendo dei regali,
si vide offrire un dono direttamente dalla lettiga dell'imperatrice, per la quale egli recit una poesia:

Anche il monte Oshio


di Ohara
oggi
ricorda i fatti
accaduti all'et degli di 3.
Deve essere stato triste in cuor suo, anche se non sappiamo a
che cosa abbia pensato in quell'occasione.
Il principe ereditario in questione il principe Sadaakira, nato nell'868 da
Fujiwara
no Koshi e dall'imperatore Seiwa. Sadaakira regn dall'876 all'884 con il nome
di
Yozei .
Originariamente, il tempio della famiglia Fujiwara era il tempio di Kasuga, a
Nara.
Dopo il trasferimento della capitale ad Heian, i Fujiwara presero ad adorare i
propri
antenati presso il tempio di Oharano, sito ai piedi del monte Oshio, non
lontano
dalla capitale.
2 Si tratta del poeta Narihira il quale, a 51 anni, divenne capitano delle
guardie interne di palazzo, divisione di destra.
3 Ohara ya I Oshio no yama mo | kyo koso wa | kamiyo no koto mo |
omoiizurame .
Questa poesia fa riferimento ad una leggenda citata nel Kojiki (Cronaca di
Antichi
Eventi, 7I2), il primo documento giapponese giunto sino a noi. Secondo questa
leggenda, la divinit tutelare dei Fujiwara accompagn il nipote della dea del
sole Amaterasu nella sua discesa dal cielo alla terra.
Questa lirica, oltre a voler essere di buon auspicio nei confronti della
potente famiglia dei Fujiwara, un invito che il poeta Narihira rivolge a Koshi affinch
ella
ricordi la relazione di un tempo.
Un rito funebre
Tempo fa c'era un imperatore, noto come imperatore Tamura, alla cui corte serviva, come consorte imperiale, una donna di
nome Takakiko l Poich costei venne a mancare, si tenne un
rito funebre presso il tempio Ansho 2dove tutti i presenti offrirono doni votivi, di cui presto se ne contarono pi di mille. Queste numerosissime offerte deposte dinanzi al tempio erano state
legate a rami di albero, cos che pareva che intere montagne boschive si fossero mosse fin l.
Il capitano maggiore delle guardie di palazzo della divisione
di destra, Fujiwara no Tsuneyuki3, il quale aveva preso parte
alla cerimonia, al termine della lettura dei sutra, fece radunare i
poeti presenti, invitandoli a comporre poesie che avessero per
tema la triste cerimonia del giorno ed evocando, nello stesso
tempo, l'atmosfera della primavera. Un anziano comandante della scuderia della divisione di destral compose una poesia, scam-

biando quell'ammasso di offerte per un vero e proprio monte:


Tutti i monti
oggi si son mossi
per attendere a questa cerimonia.
Sono venuti a piangere
la dipartita della primavera 5.
A giudicarla oggi, non pare una cos gra bella poesia. Forse,
in quella circostanza, risult migliore delle altre e, pertanto,
commosse tutti i presenti.
eratore Montoku clliamato Iamura dal nome del villaggio in cuiita la s~la
toml~a .
Fujiwara no Takakiko (?-858) figlia di F~ljiwara no Y~,shisuke (813-867) e so
T~uneyuki (#16-875) divcnne consorte imperiale nell~s~o~
2 ll tempio Ansho fu fattt. costruire daunshi nell'8.~8 nell'odicrno distretto
di I lig3shi,~min K~oto.
3 Questo un esempioli come letteratura e storia non vadano sempre d~accordo.
11 morte dcll.l sorclla.
Nell 858 anno della morte di TakaklkNOajrlhpra aSSUnse la carica nlenzionata
nell 865
po glovane per essere chiamato un anziano comandante. si tratta,
evidentemente
dl finzione letteraria.
S yama no mina I ulsurite kyo ni I au koto wa I haru no wakare o I tOU tO
narubeshl .
La fonte di questa lirica di probabile natura buddhista. Nell~ultima parte
del Mahapanr~rtvar~a-st~traInfatti, si dice che quando il suddha entr in nirvana le
monlagne 5i aprirono e le due foreste di sa~a divennero una sola foresta.
78.
Una poesia incisa nel muschio
Poich, tempo fa, una consorte imperiale di nome Takakiko
venne a mancare, in occasione del quarantanovesimo giorno dalla scomparsa, venne celebrato un rito funebre nei pressi del tempio Anshol. Il capitano maggiore delle guardie di palazzo della
divisione di destra, Fujiwara no Tsuneyuki, il quale aveva preso
parte alla cerimonia, si ferm, sulla via del ritorno, presso il palazzo di Yamashina di un principe imperiale che si era fatto monaco. Il palazzo era finemente decorato ed era abbellito da un
giardino i cui ruscelli creavano meravigliose cascate.
Tsuneyuki fece sapere al principe con quale devozione egli
aveva pensato a lui in tutti quegli anni, nonostante non l'avesse
mai servito, e lo preg di accettarlo come servitore almeno per
quella notte. Il principe gliene fu assai grato e cominci a fare
preparativi per poter intrattenere l'ospite. Nel frattempo il capitano, uscito all'esterno, prese a consultare i suoi attendenti,
dicendo: Se ci mettiamo al servizio del principe, come possiamo presentargli un semplice, comunissimo dono? Quando l'im-

peratore venne a fare visita al Terzo Rione Z, qualcuno promise


di offrire a mio padre un'elegantissima pietra proveniente dalla
baia di Chisato, della provincia di Kii 3 ma, poich questa giunse
soltanto dopo la visita imperiale, noi deponemmo la pietra in un
canale su cui s'affacciavano gli appartamenti di una dama di corte. Visto che questo principe ama l'architettura dei giardini, sar
una buona idea dargli quella pietra in dono!
Invi, pertanto, alcuni uomini della guardia ed altri attendenti a prelevare quella pietra che, in un momento, giunse a destinazione; a vederla era ancora pi splendida di come ci si sarebbe attesi udendo le parole del capitano.
Sarebbe troppo rozzo offrirla cos com', senza aggiungerci
nulla, disse il capitano, invitando i presenti a comporre poesie.
Avendo scelto quella del comandante della scuderia della divisione di destra, egli volle inciderla come se fosse stato il disegno
di un vaso laccato, raschiando il muschio che ricopriva la pietra '.
La poesia diceva:
E inadeguato, lo so,
ma questa pietra ti invio
invece del mio cuore.
Non c' altro modo, infatti,
per mostrartene l'ardore 5.
Secondo la dottrina buddhista, i quarantanove giorni che seguono la morte sono
considerati un periodo di esistenza inermedia, di preparazione alla
rinascita, durante i quali le preghiere possono aiutare lo scomparso a diventare Buddha.
Takakiko scomparve il quattordicesimo giorno clell'undicesimo mese dell'8s8;
il suo
quarantanovesimo giorno fu, pertanto, celebrato il secondo giorno del primo
mese
dell'8sg.
2 Nell'866 l'imperatore Seiwa fece visita al ministro della destra, Fujiwara
no Yoshisuke, nella villa che questi possedeva nella parte occidenta!e del Terzo
Rione. Si
noti per, che anche questo episodio avvenne sette anni dopo la commemorazione
funebre di Takakiko.
3 Nell'odierna prefettura di Wakayama.
Si voleva, dunque, far credere che il muschio fosse cresciuto naturalmente
nella forma degli ideogrammi, cogliendo il suggerimento di un famoso verso di Po Chu-i
poeta cinese del secolo Vlll assai noto in Giappone: Ho bruciato foglie
d'autunno
per riscaldare il vino; ho raschiato il muschio dalla pietra per formare le
lettere dei
poemi .
5 akanedomo I iwa ni zo kauru I iro mienu I kokoro o misemu I yoshi no
nakereba.
Un principe imperiale in casa
Tempo fa, nella famiglia Ariwara, nacque un principe imperiale l Nel banchetto tenuto in occasione della nascita, molti fu-

rono coloro che composero poesie, tra cui un vecchio, imparentato con il nonno 2il quale recit:
Alla nostra porta
un bamb han piantato
che fa un'ombra lunga mille metri.
Chi, d'estate e d'inverno,
a quell'ombra non cercher riparo? 3.
Si trattava del principe Sadakazu. Gli uomini di quel tempo
dicevano che questi era figlio del capitano stesso~; in realt, il
bimbo era nato dalla figlia del fratello del capitano, il consigliere
Yukihira.
Si tratta del principe Sadakazu (875-916), ottavo figlio dell'imperatore Seiwa
e di
Ariwara no Ayako. Ayako era la nipote del poeta Narihira, essendo figlia di
Yukihira, fratello di Narihira.
2 Narihira. fratello del nonno Yukihira.
3 wa ga kado ni | chihiro aru kage o | uetsureba I natsu fuyu tare ka |
kakurezarubeki .
Ossia di Narihira stesso.
Il glicine
Tempo fa un uomo piant dei fiori di glicine in una casa la cui
fortuna era in declino. Un giorno piovigginoso della fine del terzo mese, egli ne tagli un ramo per inviarlo in dono ad un tale,
accompagnato da questa poesia:
Nonostante mi sia dovuto tutto bagnare,
per te ho voluto tagliare questo ramo.
Penso, infatti,
che a quest'anno non rimangano ormai
molti giorni di primavera 1
nuretsutsu zo I shiite oritsuru I toshi no uchi ni I haru wa ikuka mo | araji
to
omoeba .
Questa lirica, nata originariamente come una squisita espressione della
sensibilit
Heian, assume in questo contes~o un carattcre di chiara natura politica. Il
fatto che
essa sia, infatti, legata adIn ramo di glicine (fuji) spiega che il
destinatario doveva
necessariamente essere un Fujiwara (lett. campo di glicini). Questa lirica
altro non
che una preghiera di Narihira rivolt3 ad un potente Fujiw~ra per poter
ottcnere
un eventuale avanzamento nella sua lellta carriera.
8I.
La baia di Shiogama
Tempo fa un Ministro della Sinistra viveva in un'elegantissima villa costruita nei pressi del fiume Kamo, nel Sesto Rione l

Verso la fine del decimo mese 2quando i colori ormai dileguanti


dei crisantemi mostrano la loro pi sfolgorante bellezza e gli aceri si tingono di tinte variegate, egli invit alcuni principi. Dopo
aver trascorso la notte a banchettare a suon di musica, al far dell'alba, essi composero poesie, lodando l'eleganza di quella casa.
Allora, un vecchio mendicante3, avanzando ricurvo da sotto la
veranda, recit una poesia, dopo che tutti avevano ormai recitato la loro:
Quando mai sar giunto
nella baia di Shiogama?
Oh, come vorrei
che, nella calma mattutina,
comparissero le barche dei pescatori!.
Molti sono i luoghi estremamente famosi nella provincia di
Michinoku. Fra le sessanta e pi province del nostro paese non
c' luogo che eguagli in bellezza la localit chiamata Shiogama.
Perci, quel vecchio recit questa poesia con l'intenzione di lodare quella villa.
Si tratta di Minamoto no Toru, dodicesimo figlio dell'imperatore Saga e di
Ohara no
Matako. Famosa la sua lussuosissima villa nota con il nome di Kawara20 in,
sita
nel Sesto Rione di Heian, lungo il fiume Kamo. Il giardino della villa era una
copia
della baia di Shiogama l'attuale baia di Matsushima che richiama ancor oggi
migliaia di turisti. Si dice che Toru avesse fatto riemp;re lo stagno del
giardino con
acqua salata trasportata da Naniwa, per poter allevare pesci di mare e
crostacei. Pare
inoltre, che alcuni servi fossero addetti alla produzione del sale.
2 Corrisponde all'inizio dell'inverno.
3 I'robabile espressione di umilt che Narihira riferisce se st~sso.
Shiogama ni I itsu ka kinikemu I asanagi ni I tsuri suru fune wa I koko ni
yoranan .
Il principe Koretaka
Tempo fa un principe imperiale di nome Koretaka possedeva
una villa nel luogo chiamato Minase, oltre Yamazaki, dove si recava ogni anno durante la fioritura dei ciliegi l In quell'occasione egli soleva farsi sempre accompagnare dal comandante della
scuderia della divisione di destra, di cui ho scordato il nome,
tanto il tempo trascorso da allora2. Nonostante non fossero
particolarmente interessati alla caccia, entrambi amavano bere
sak e comporre versi giapponesi.
La villa di Nagisa, nella regione di Katano 3dove s'erano recati a cacciare, era circondata da ciliegi meravigliosi; smontati
da cavallo, si posero a sedere sotto quegli alberi, dove tutti gli
uomini del seguito s'adornarono il copricapo con alcuni ramoscelli d'albero e composero versi senza preoccuparsi del proprio
grado. kllora il comandante recit:
Oh, se nel mondo

non esistessero affatto


i fiori di ciliegio!
In primavera ogni cuore
si sentirebbe sollevato 5.
Uno del gruppo compose la seguente poesia:
Proprio perch cadono,
ci attraggono
i fiori di ciliegio.
Cosa pu, infatti, durare
in questo mondo fluttuante? 5.
Il sole tramont dopo che tutti si furono allontanati da quegli
alberi. Essi furono presto raggiunti da un altro intendente il quale sbuc dai campi, accompagnato da alcuni servi addetti al trasporto del sak. Intanto che cercavano una zona adatta per berlo, giunsero in un luogo chiamato Amanoga~va 7.
Il comandante della scuderia della divisione di destra offr
una coppa di sak al principe, il quale gli ordin di recitare una
poesia che avesse per tema la loro venuta ad Amanogawa, durante la battuta di caccia in Katano. Allora il comandante recit:
Un'intera giornata
abbiamo trascorso a cacciare.
Chiediamo dunque
rifugio alla Tessitrice
poich siamo giunti sull'argine del Fiume del Cielo 8,
Il principe ripet diverse volte questi versi, non riuscendo
per a trovare una risposta adatta. Allora, Ki no Aritsune 9che
faceva parte del gruppo, offr una risposta al posto del principe:
Ella attende
quel principe che in un anno
una sola volta viene.
Non certo ad altri
ella offrir rifugio IU,
Fecero ritorno alla villa, continuando a bere e a narrare storie
sino a notte fonda, finch il principe s'accinse ad andare a letto
tra i fumi dell'alcool. Poich anche la luna stava per tramontare,
il comandante recit:
Cos presto si nasconde
questa luna, sebbene non sia ancora
luna piena?
Oh, se il crinale del monte fuggisse,
impedendo alla luna d'immergersi! Il,
Ki no Aritsune replic ancora una volta al posto del principe:
Oh, come vorrei
che tutte le cime dei monti
s 'appiattissero !
Non ci sarebbero crinali
e la luna non potrebbe immergervisi 12,

' Come s' visto nel paragrafo 16, il principe Koretaka (844-897) si fece
monaco buddhlsta nell'872, con il nome di San'en. Egli pure noto con il nome di
principe di
Ono, dal nome della localit in cui visse, nell'attuale rione Sakyo di Kyoo.
Il villa>ggio di Minase si trova nell'att~lale prefettura di Osaka L'interLI
regionc
Yamazaki-Minase era una propriet di caccia della famiglia imperiale.
2 A quel temPo la stretta relazione tra il principe Koretaka ed il poeta
Narihira era
talmente nota che l'autore poteva tranquillamente celare il nome di Narihira
senza
alcun timore d'essere frainteso.
3 Nell'odierna citt di Hirakata della prefettura di Osaka. Si dice che il
tempio di
K,lnnnn dc!l.cittdi Hir.lk,lt,l ito sul hlnto (li clu~s. .lrtct.IlI'i
peratore Montoku e, successivamente, al principe Koretaka.
Cos da trasmettere a se stessi la forza dell'albero, attraverso una sorta di
incante5 yo no naka ni | taete sakura no I nakariseba | haru no kokoru wa I
nodokekaramashi >~.
6 chireba koso I itodo sakura wa I medetakere I ukiyo ni nani ka I
hisashikarubeki>.
7 Amanogawa (Fiume del Cielo) designa una zona della citt di I lirakata, pure
nota
come la Piana Proibita (Kin'ya), essendo una riserva di caccia della
famiglia imperlale .
8 karikurashi I tanabatatsume ni I yado karamu I ama no kawara ni I ware wa
kinikeri>.
Questa poesia fa riferimento alla leggenda delle due stelle che si incontrano
una
volta all'anno nella Via Lattea, iliume del Cielo. Si veda il paragrafo 59.
9 Si veda il paragrafo 16.
~ hitotose ni I hitotabi kimasu I kimi mateba I yado kasu hito mo I araji
to zo omou .
Ki no Aritsune canzona il genero Narihira, dicendo che la stella Tessitrice
(Tanabata) sta attendendo la stella Pastore (13Tikoboshi) e non altri. Allo stesso
tempo, il
poeta, paragonando il principe Koretaka a Hikoboshi, non perde occasione di
lodare
il principe.
akanaku ni I madaki mo tsuki no I kakururu ka I yama no ha nigete I ire~u mo
aranan.
Narihira desidera trattenere il principe, paragonato alla luna, cos da poter
prolun-

gare la notte e contmuare a bere sak.


12<oshinabete I mine mo taira ni I narinanamu I yama no ha naku wa I tsuki mo
iraJI o.
83Il principe Koretaka II
Tempo fa il principe Koretaka si rec, come sempre, a cacciare nei pressi della sua villa di Minase, accompagnato dall'anziano comandante della scuderia della divisione di destra. Dopo
alcuni giorni, egli fece ritorno alla sua villa della capitale. Il comandante aveva pensato di accomiatarsi dal principe subito dopo averlo accompagnato a casa, ma costui non lo lasci andare,
dicendo di voler bere con lui e di volergli offrire una ricompensa. Il comandante, che era impaziente di ritornare a casa, recit
la poesia:
Non affasteller erbe
per farne qui
un giaciglio.
Non confidererei neppure
in una lunga notte d'autunno 1
Si era verso la fine del terzo mese. Il principe trascorse la notte senza chiudere occhio.
Il comandante continu a servire il principe finch questi,
inaspettatamente, decise di prendere gli ordini monastici. Il comandante volle porgere di persona i suoi omaggi e, pertanto,
durante il primo mese, egli si diresse verso il villaggio di Ono;
trattandosi di un villaggio sito ai piedi del monte Hiei, la neve
era molto alta. L'uomo si diresse a fatica verso l'eremitaggio del
principe, il quale era molto triste, non avendo nulla da fare. I
due stettero insieme a lungo, andando con la memoria agli eventi dei tempi passati. L'uomo avrebbe desiderato trattenersi ancora pi a lungo ma, non potendo indugiare oltre, a causa del lavoro che l'attendeva a corte, egli fece ritorno al calar della notte.
In lacrime recit la poesia:
Dimenticando che si trattava di realt
mi sono chiesto se non fosse
un semplice sogno.
Mai avrei p ensato di valicare cumuli di rlf
per vedere il mio signore 2,
makura tote I kusa hikimusubu I koto mo seji I aki no yo to dani I
tanomarenaku
ni.
Guanciale d'erbe una metafora comune nella letteratura giapponese per il
viaggiatore costretto a trascorrere la notte all'addiaccio. Evidentemente, il poeta
non vuole
trascorrere un'altra notte fuori casa, tanto pi che, trattandosi di fine
primavera, la
notte sar ancora pi corta di una d'autunno. Narihira desidera congedarsi il
pi
presto possibile dal principe, per poter trascorrere la notte con la persona
amata che
a casa l'attende.
2 wasurete wa I yume ka tO ZO omou | omoiki ya | yuki fumiwakete I kimi O

mimu
to wa .
84
Una separazione inevitabile
Tempo fa c'era un uomo il quale, bench ricoprisse una carica
inferiore, eraglio di una principessa imperiale che viveva in
un luogo detto Nagaoka '. Poich prestava servizio presso la capitale, egli non poteva visitare la madre tutte le volte che lo desiderava, nonostante fosse figlio unico 2 e la madre provasse per
lui un affetto particolare. Intorno al dodicesimo mese gli venne
recapitata una lettera della madre da parte di un messaggero, il
quale gli disse che si trattava di una questione urgente. L'uomo
osserv la lettera con meraviglia e lesse la poesia contenuta:
Poich dicono
che, quando si invecchia,
I'inevitabile separazione si avvicina,
il mio desiderio di vederti
cresce di giorno in giorno '.
Il figlio rispose tra le lacrime:
Oh, se nel mondo
non esistesse
I'inevitabile separazione
e la preghiera dei figli che i genitori
possano vlvere mille anni fosse esaudita! .
I Narihira era figlio della principessa Ito, ottava figlia dell'imperatore
Kammu.
2 Non sappiamo se Yukihira, fratello di Narihira, fosse nato dalla stessa
madre o da
madre diversa.
3 oinureba | saranu wakare no | ari to ieba I iyoiyo mimaku I hoshiki kimi
kana.
yo no naka ni I saranu wakare nu I naku mo gana I chiyo mo to inoru I hito no
ko no tame .
85
Il principe Koretaka III
Tempo fa c'era un uomo il cui signore, ch'egli aveva servito
sin da bambino, s'era dato alla vita monastica '. Durante il primo
mese, quell'uomo volle fargli visita come sempre; nonostante
non lo facesse spesso a causa del lavoro che lo tratteneva a corte,
egli si rec dal suo signore con gli stessi sentimenti di un tempo.
Lo trov circondato da molti laici e monaci che l'avevano servito in passato. Poich si trattava di una circostanza particolare,
l'inizio dell'anno, il signore offr loro del sak. La neve continu
a cadere fitta per l'intera giornata; nonostante fossero ormai tutti alticci, essi decisero di comporre poesie che avessero per tema
l'accumularsi della neve. L'uomo recit:
Per quanto sempre pensi a te,
non posso dividermi in due.

Senza posa
s'accumula la neve,
com'era nelle mie speranze 2,
Il principe, particolarmente toccato da quella poesia, si tolse
il mantello e gliene fece dono.
Ci troviamo di fronte ad un altro esempio di finzione letteraria: alla nascita
del principe Koretaka (844) Narihira aveva ormai diciannove anni.
2 omoedomo | mi o shi wakeneba | mekare senu I yuki no tsumoru 201 wa ga
kokoro
naru .
Il poeta, lamentando l'impossibilit di essere allo stesso tempo a corte e
presso il
principe Koretaka, felice alla vista dei cumuli di neve che gli impedisclmo
di far
ritorno alla capitale.
86.
Una glovanlsslma coppla
Tempo fa un uomo molto giovane scambi parole d'amore
con una giovanissima ragazza ma, a causa della presenza dei rispettivi genitori, di cui erano entrambi timorosissimi, decisero
di troncare la relazione. Trascorsi alcuni anni, l'uomo, desiderando forse ricostruire l'antica amicizia, invi una poesia alla
ragazza:
Come si possono ancora
ricordare
i fatti di un tempo,
quando ognuno, col passare degli anni,
per la sua strada andato? '.
In questo modo termin la loro relazione, sebbene non fossero lontani l'uno dall'altro; entrambi, infatti, prestavano servizio nel medesimo palazzo.
ima made ni I wasurenu hito wa I yo ni mo araji I ono ga samazama I toshi no
henureba .
87
La cascata di Nunobiki
Tempo fa un uomo viveva in una sua tenuta nel villaggio di
Ashiya del distretto di Mubara, nella provincia di Tsu '. E il villaggio che si ritrova nell'antica poesia:
Non hanno tempo
le pescatrici addette ai fuochi di sale
del mare aperto di Ashiya
neppure ad acconciarsi i capelli
con un pettine di bosso 2
Poich quell'uomo era stato promosso al nuovo grado di assistente capitano dell'ufficio delle guardie, i suoi colleghi approfittarono dell'occasione per radunarsi nella casa del neo-assistente, il cui fratello era capitano del medesimo ufficio. Intan-

to che stavano vagando di fronte alla casa di quell'uomo, lungo


la costa del mare, un tale propose di visitare la cascata di Nunobiki, sita su di un monte vicinoJ.
Saliti sulla cima del monte, comparve loro dinanzi una cascata che ben si distingueva da quelle ch'erano soliti vedere; quella
cascata aveva l'aspetto di una roccia alta sessanta metri e larga
quindici, avvolta in una cortina di seta lucente. Dal punto pi
alto della cascata sporgeva un masso della grandezza di una
stuoia, contro il quale l'acqua corrente si infrangeva, ricadendo
nel vuoto sotto forma di bolle grandi quanto mandarini e castagne. L'uomo propose a tutti i membri del gruppo di comporre
poesie sulla cascata. Il capitano delle guardie recit per primo:
Vanamente
ogni giorno attendo
d'avanzare nel mondo.
Mi domando se siano pi alte queste
o le cascate delle mie lacrime 5.
Allora, il padrone di casa compose questa poesia:
Pare che qualcuno abbia sciolto
queste bianche gemme
che cadono senza posa,
ma le mie maniche
sono troppo strette per prenderle 6,
Gli uomini che gli stavano vicino, sogghignando in cuor loro,
]odarono il collega, trattenendosi dal comporre altri versi.
La via del ritorno era lunga e il tramonto li colse davanti alla
casa dello scomparso ministro della casa imperiale, Mochiyoshi.
Volgendo lo sguardo verso la sua casa di Ashiya, l'assistente capitano not i lumi delle barche dei pescatori7, e recit la poesia:
Sono forse le stelle
ad illuminare la notte,
o sono le lucciole sull'argine del fiume?
Oppure i lumi accesi dai pescatori
vicino alla mia abitazione? 8,
Dopo di che tutti fecero ritorno alla casa di quell'uomo.
Quella notte il vento soffi da sud e le onde s'abbatterono furiose sulla spiaggia. Il mattino seguente, alcune domestiche uscirono a raccogliere le alghe fluttuanti scagliate sulla costa dalla
marea, e le portarono a casa; la padrona di casa le depose su di
un vassoio e le offr agli ospiti dopo averle ricoperte con una foglia di quercia. Sulla foglia era scritta la poesia che dice:
Con queste alghe
il dio del mare
s'adorna i capelli.
A voi generosamente
le concede 9.
Per essere opera di una donna di campagna, potremo ritenerla una buona poesia oppure no?

' Si veda il paragrafo 33.


2 Ashinoya no I nada no shioyaki I itoma nami I tsuge no ogushi mo I sasazu
kinikerl .
3 Narihira fu promosso ad assistentcapitano nell'863. Suo fratello Yukihira
raggiunse il grado di capitano l'anno successivo.
La casc~a di Nunobiki si trova ncll'ooierno parco Nullobiki del quar~i~re di
Fukiai, nella citt di Kobe.
s wa ga yo o ha I kyo ka asu ka to I matsu kai no I namida no taki to I i2ure
takaken )>.
r nukimidaru | hito koso arurashi | shiratama no I ma naku mo chitu ka |
sode no
sehaki ni.
Anchc questa lirica, comc la preccdente, un lamellto per una carriera che si
sla
dimostrando troppo lenta. Alle proteste di Yukihira che spera d'ottenere un
avanzamento oi carriera, fa seguito il pianto di Narihira che ricopre una carica
ancora
inferiore a quella ricoperta dal fratello.
Le maniche strette indicano l'appartenenza ad un rango piuttosto basso.
7 Nella pesca notturna i pescatori solevano radunare le barche con i lumi
accesi per
attirare il maggior numero possibile di pesci.
8 haruru yo no I hoshi ka kawabe no ! hot~ru kamo I wa ga sumu kata no | ama
no
taku hi ka~>.
9 watatsumi no I kazashi ni sasu to I iwau mo mo I kimi ga tame ni wa I
oshima7arikeri .
88.
Una protesta contro la luna
Tempo fa un gruppo di amici non pi giovanissimi si radun
per osservare la luna. Uno di loro recit:
Non loderemo pi
la luna
come si soliti fare,
poich, mentre lei muove nel cielo
gli uomini invecchiano '.
okata wa I tsuki o mo medeji I kore zo kono I tsumoreba hito no I oi to naru
mono .
89.
L'ingiusto biasimo
Tempo fa un uomo, che proveniva da un ceto sociale non cer-

to basso, corteggi per molti anni una donna di condizione superiore.


Se morissi
di un amore
di cui nessuno al corrente,
a quale dio
l'ingiusto biasimo s'imputerebbe? '.
hito shirezu I ware koishinaba I aiiki naku I izure no kami ni I naki na
osen.
Ossia la donna l'unica causa dello struggersi d'amore dell'uomo. Alcuni
pensano
che questo paragrafo sia da mettere in relazione a quelli concernenti Narihira
e l'imperatrice del Secondo Rione.
Una donna ritrosa
Tempo fa un uomo trascorreva il tempo a struggersi d'amore
per una donna ritrosa, la quale, forse mossa da compassione, accett infine di riceverlo dietro a un paravento. L'uomo, nonostante fosse estremamente felice, prov un forte dubbio e le invi, pertanto, una poesia accompagnata da un meraviglioso ramo di ciliegio:
Oh, fiori di ciliegio,
oggi cos splendidamente
fioriti !
E difficile contare su di voi
sino a domani notte '.
N la sua ansiet sarebbe potuta essere minore.
sakurabana | kyo koso kaku mo I niou tomo I ana tanomigata I asu no yo no
koto .
I1 rimpianto per lane della primavera
Tempo fa un uomo che si lamentava anche del trascorrere del
tempo ', alla fine del terzo mese compose una poesia:
Per quanto lo si possa rimpiangere
anche !'ultimo giorno di primavera
Oggl e giunto.
Verso il tramonto
stiamo ormai volgendo 2,
' Alcuni spiegano la presen~a dell'anche facendo l'ipotesi che l'uomo, oltre
alla
fuga del tempo, lamenti l'impossibilit di incontrare la donna amata.
Altriedono
nel lamento dell'uomo il dispiacere per la hne della primavera.
2 oshimedomo I haru no kagiri no | kyo no ni no I yugure ni sae I narinikeru
kana.
La piccola barca
Tempo fa, un tale che invano faceva la spola tra la sua casa e
quella della donna di cui era innamorato, non poteva neppure
farle avere una sua lettera. Allora egli recit:
Nessuno sa
quante volte

la piccola barca
spinta a remi tra le canne
la sua via percorra e ripercorra '.
ashibe kogu I tananashiobune I ikusotabi I yukikaeruran I shiru hito mo
nami.
Pare che anche questo paragrafo, analogamente al paragrafo 89, sia collegato a
quelli
concernenti la relazione tra Narihira e l'imperatrice del Secondo Rione.
Una relazione impossibile
Tempo fa un uomo di umile posizione sociale s'innamor di
una nobile senza pari. Sperando in cuor suo di poter vedere realizzato il suo sogno, egli trascorreva il tempo a pensare di continuo a quella donna, sia dormendo, sia da sveglio, finch non
pot pi sopportare l'ossessione dei suoi pensieri. Allora egli
recit:
Gente del proprio rango
si deve amare
evitando di fare paragoni.
Una relazione tra nobili e servi
porta soltanto dolore '.
Dunque, anche in tempi antichi si riscontravano simili relazioni !
onaona | omoi wa subeshi I nazoe naku I takaki iyashiki I kurushikarikeri.
Una artista
Tempo fa, un uomo cess di fare visita ad una donna per qualche ignoto motivo. Sebbene costei avesse un altro uomo, egli,
che da quella donna aveva avuto un bambino', continu a scriverle di tanto in tanto, nonostante il loro legame fosse ormai
assai superficiale.
Un giorno, egli domand alla donna, la quale era una artista,
un suo dipinto, ma questa, dopo avergli fatto sapere che si trovava con il suo nuovo marito, fece trascorrere un paio di giorni
senza inviargli nulla. Allora l'uomo le scrisse che il suo contegno, nonostante fosse naturale, rimaneva pur sempre deplorevole, e che egli si sentiva profondamente inquieto con lei; alla
lettera aggiunse una poesia dal tono sarcastico. Si era allora in
autunno.
Le notti d'autunno
t'hanno forse fatto dimenticare
i giorni di primavera?
La nebbia vince forse mille volte
la foschia? 2,
La donna rispose:
Come potranno
mille notti rivaleggiare
con una sola primavera?
Eppure, sia le foglie d'acero, sia i fiori di ciliegio
sono entrambi destinati a cadere 3.
Narihira ebbe il figli(l Shigeharu da una relazione con la f;glia di Fuiiwara

no Yoshlsuke Pare, per, che costei si sia successivamente legata a Minamoto no


Yoshiari,
qulnto hgho dcll'lmper~ttore Montoku.
.Iki no yo wa I hdr~lhi wa~ururu ' mono nare ya ' kasumi lli kil-i ya I
ch!mdSdruran .
Le llotti o`autunno sono metatora per il nuovo marito mentre il poeta si
paragona
ai giorni di primavera. La nebbia associatall'autunno la foschia alla
primavera.
3 chiji no aki I hitotsu no haru ni I mukawame ya I momiji mo hana mo I tomo
ni
koso chire .
L'arguzia della donna sta nell'adulare il primo marito, assicurandogli che
nessuno
L0 gll uolllilli, ill t, tl t~nti inte~l~li.
Un altro paravento
Tempo fa, un uomo al servizio dell'imperatrice del Secondo
Rione corteggi per lungo tempo una donna che soleva vedere
ogni giorno, in quanto anche costei serviva nel medesimo palazzo. Poich l'uomo le dichiar il suo amore, pregandola di concedergli un incontro, pur se divisi da un paravento, la donna accett di incontrarlo, nascondendosi da sguardi indiscreti dietro ad
un paravento. Dopo aver scambiato poche parole, l'uomo recit:
Il mio amore
ancora pi grande
di quello della stella Pastore.
Togli, ora, la barriera che ci separa
la Via Lattea ! ' .
Commossa da questa poesia, la donna accett di incontrarlo.
Hikoboshi ni I koi wa masarinu I ama no gawa I hedatsuru seki o I ima wa
yameteyo .
Il poeta lamenta d'essere ancora meno fortunato della stella Pastore (I
likoboshi), il
quale pu incontrare la stella Tessitrice (Orihime) almeno una volta all'anno.
Egli
prega, pertanto, la donna di togliere il paravento. Per la leggenda cinese
alla base
di questa poesia si veda il paragrafo 59.
Un ricorso alla magia
Tempo fa, un uomo corteggi una donna per giorni e mesi,
finch anche questa, non avendo il cuore n di pietra n di legno '
e mossa forse da compassione per quell'uomo, cominci gradualmente a contraccambiare il suo amore. Poich si era verso la met del caldissimo sesto mese, sulla pelle della donna comparvero
un paio di foruncoli. Ella fece, pertanto, sapere all'uomo che,
nonostante non avesse nulla contro di lui, non avrebbe potuto
incontrarlo a causa della presenza di quei foruncoli e della stagione troppo calda. Promise, per, di incontrarlo non appena

avesse iniziato a soffiare il vento d'autunno.


Intanto che ci si avvicinava all'autunno, cominciarono a circolare voci di biasimo nei confronti della donna che veniva accusata di voler fuggire con quell'uomo. Allora, il fratello della
donna si precipit da lei per portarla via. Ella fece raccogliere le
prime foglie di acero della stagione, alle quali un una poesia:
Nonostante sia giunto
l'autunno,
la mia promessa non ho mantenuto.
Ha avuto vita breve la nostra relazione
simile alle foglie cadute sulla via 2,
Dopo aver dato ordine di consegnare le foglie e la poesia appena fosse giunto un messaggero di quell'uomo, ella abbandon
la sua abitazione.
Da allora non s' pi saputo nulla di lei, n si seppe in seguito
se la sua vita fu fortunata o sfortunata, e neppure il luogo dove
si era rifugiata. Si dice che l'uomo ricorse a gesti dell'antica magia, imprecando contro di lei. Che sensazione orribile! Chiss se,
effettivamente, hanno effetto le imprecazioni contro gli altri?
Staremo a vedere!>, fu il commento dell'uomo.
' Influenza di un verso cinese di Po Chu-i: Gli uomini non sono di legno o di
pietra,
tmti l~rov.lno en-zioni .
2 aki kakete I iishinagara mo I aranaku ni I ko no ha furishikll I e ni
kosarikere.
La vecchiaia
Tempo fa c'era un tale noto come il ministro di Horikawa '.
In occasione della festa tenuta per celebrare il quarantesimo
compleanno del ministro, nella sua residenza del Nono Rione,
un anziano capitano recit:
Oh, fiori di ciliegio,
spargetevi ed oscurate
la via
lungo la quale dicono
ci si avvicini alla vecchiaia! 2,
11 ministro di Horikawa Fujiwara no Mototsune, per il quale si veda il
paragrafo 5.
2 sakurabana I chirikaikumore I oiraku no I komu to iu naru I michi magau ga
ni .
La presenza nella poesia di parole quali spargersi, oscurare,
vecchiaia~>, fa
pensare ad una posizione anti-E;ujiwara da parte del poeta Narihira.
Il ramo artificiale di susino
Tempo fa viveva un tale noto come il gran ministro '. Durante il nono mese, un uomo al suo servizio2 attacc un fagiano ad
un ramo artificiale di susino, con l'intenzione di farne un dono
al suo signore, insieme con una poesia:
Per il signore
in cui confido

ho colto questi fiori.


Essi non conoscono certo
il mutar delle stagioni 3.
Il gran ministro fu estremamente colpito dalla abilit del poeta, e diede, pertanto, una ricompensa al messaggero.
Fujiwara nYoshifusa 804-872) assunse nell~8s7 la carica di gran ministro
Dajo
daijin), la pi alta posizione nella burocrazia di corte del tempo. Questa
carica era
rimasta vacante dal z70 all'8s7 e, dopo la morte di Yoshifusa, non ci fu altro
gran
ministro sino all'8#o, quando il Ggliastro di Yoshifusa Mototsune, riusc a
succedere al padre ad~ttivo. Yoshifusa padre di Meishi e nonno materno
dell'imperatore
Seiwa .
2 Probabile riferimento a Narihira, per quanto questi non fu mai al servizio
di Yoshifusa .
wa ga tanomu I kimi ga tame ni to I oru hana wa I toki shi mo wakanu I mono
ni
zo arikeru.
Dunque, il ramo artihciale di susino metafora per l'immutabile fedelt del
poeta
nei confronti di Yoshifusa.
La gara dell'arco
Tempo fa, nel giorno della gara del tiro all'arco da cavallo tenuta presso il galoppatoio del corpo delle guardie interne di palazzo della divisione di destra, un tale, che ricopriva la carica di
capitano mediano, intravide un volto di donna attraverso le tende di una portantina che era stata messa di fronte al galoppatoio.
Egli recit, pertanto, la seguente poesia:
Trascorrer dunque
il giorno
sprofondato in pensieri d'amore
per una persona che non vedo
n posso dire di non vedere? '.
La donna rispose:
Che differenza pu fare
il fatto che
tu mi conosca o no?
Facciamoci guidare
soltanto dalla fiamma dell'amore 2,
Alla fine, egli venne a sapere chi era quella donna.
mizu mo arazu I mi moenu hito no | koishiku wa I aya naku kyo wa I nagamekuras~n .
2 shiru shiranu I nani ka aya naku I wakite iwan I omoi n~mi koso I shirube
narikere .

L'erba dell'oblio e l'erba del ricordo


Tempo fa, una nobile donna offr ad un uomo che passava tra
la residenza delle consorti imperiali e quella dell'imperatore un
ramo di pianta dell'oblio, e gli chiese se egli solesse chiamarla <~pianta del ricordo '. Dopo averla ricevuta, l'uomo recit:
Sebbene i prati
paiano coperti
dell'erba dell'oblio
in effetti si tratta di erba del ricordo.
Ricordando, confido nel futuro 2,
Per l'erba dell'oblio (wasuregusa) si veda il paragrafo 21. La pianta del
ricordo
(shinobugusa) il Polypodium lineare, una felce sempreverde simile
all'emerocallide
con cui viene spesso confusa.
2 wasuregusa I ouru nobe to wa I miruramedo I ko wa shinobu nari I nochi mo
tanoman .
Siccome la parola shinobu combina i due significati di nascondere e
ricordare
il poeta dice di non recarsi dalla donna, nonostante egli sempre la ricordi,
soltanto
per nascondersi da sguardi indiscreti.
L'ombra del glicine
Tempo fa, c'era un tale chiamato Ariwara no Yukihira, capitano delle guardie della divisione di sinistra '. Alcuni cortigiani
s'erano radunati nella casa del capitano, avendo saputo che sarebbe stato servito del buon sak; Yukihira, infatti, aveva organizzato un banchetto a cui aveva invitato come ospite d'onore
il sovrintendente della divisione di sinistra, Fujiwara no Masachika2, uno dei pochi che avevano libero accesso al palazzo imperiale. Yukihira, che era un uomo di gusti raffinati, dispose in
un vaso alcuni fiori, tra cui un meraviglioso grappolo di fiori di
glicine lungo pi di un metro. Gli ospiti composero liriche che
avevano per tema i fiori di glicine; stavano proprio per finire
quando giunse il fratello minore del padrone di casa3, il quale
aveva saputo del banchetto. Fu immediatamente richiesto di
comporre una poesia e, dopo essersi schermito in un primo tempo col pretesto di non conoscere quell'arte, alla fine si ritrov
costretto a cedere, e recit i versi:
Molti sono coloro
che si nascondono sotto questi fiori
splendidamente fioriti.
Dunque, I'ombra del glicine
grande pi che in passato.
I cortigiani presenti gli domandarono perch egli avesse voluto recitare questa poesia. Egli rispose, pertanto, di averla composta con il pensiero rivolto al pieno splendore del gran ministro 5 e alla prosperit della famiglia Fujiwara. A questa risposta
non gli furono mossi ulteriori rimproveri 6
' Yukihira (818-893) fratello del Poeta Narihira e, come abbiamo visto nel
paragrafo
79, padre di Ayako, concubina dell'imperatore Seiwa.

2 Fonti storiche ci informano che Masachika era di maniere eccellenti e che


riusc a
percorrere una brillante carriera politica, nonostante non possedesse una gran
cuInlra,
;drihird
saku hana no I shita ni kakururu I hito o omi I arishi ni masaru I fuji no
kage
kamo .
5 11 p(~tente Fujiwara no Yoshifusa incontrato nel paragrafo 98.
6 La poesia recitata, infatti, ambigua. Sebbene in apparenza sia una lode
rivolta
alla famiglia Fujiwara, come si pu osservare dai riferimento ai glicine
(fuji), la presenza della parola ari (abbreviazione del nome di famiglia Ariwara) nel
termine
arisht (passato) rende la poesia estremamente pericolosa. La poesia, infatti,
assume
un t~mo sarcastico nei confronti di coloro che non hanno esitato a radunarsi
nella
casa degli Ari~vara, nonostante la loro opportunistica prontezza nel cercare
rifugio
all'ombra dei Fujiwara.
Una parente monaca
Tempo fa c'era un uomo, il quale ben conosceva le emozioni
umane, nonostante non componesse poesie '. Una nobil donna
s'era fatta monaca; stanca delle cose del mondo, non volendo pi
vivere nella capitale, ella s'era ritirata in un lontano villaggio di
montagna. Poich quella donna faceva parte della sua famiglia,
l'uomo le invi una poesia:
Dicono che tu abbia volto
le spalle al mondo.
Le relazioni con gli uomini
sono dunque diventate cos penose,
nonostante tu ancora non cavalchi le nuvole? 2
Quella donna era la Vestale di Isel.
Come nel paragrafo precedente, si dice di proposito ci che Narihira non ,
come se
si volesse celare ci che ovvio.
somuku tote I kumo ni wa noranu I mono naredo I yo no uki koto zo | yoso ni
naru cho.
La poesia fa riferimento alla credenza taoista che gli immortali potessero
sfuggire
completamente al mondo sensibile cavalcando le nuvole.
Si tratta di aggiunta posteriore. Non sappiamo se la principessa Tenji sia mai
diventata monaca. Per bisogna riconoscere che tra Narihira e Tenji esiste una
lontana
parentel~. I,a madre di Tenji infatti, Shizuko, cra sorella di Ki no Aritsune

e, dunque, zia della moglie di Narihira.


I03.
I04.
Una notte simile ad un sogno
Tempo fa un uomo serio, onesto, il cui cuore non conosceva
frivolezze, prestava servizio presso l'imperatore Fukakusa ' . Forse in seguito a qualche malinteso, egli trascorse la notte con una
delle favorite di un principe imperiale. Il mattino seguente le
invi una poesia:
La notte trascorsa insieme
stata evanescente
come un sogno.
No, molto pi evanescente
di un sogno 2,
Che squallida poesia! 3.
I si tratta dell'imperatore Nimmyo, terzo figlio dell'imperatore Saga.:
chiamato l'imperatore Fukakusa in quanto la sua tomba si trova sul monte Fukakusa, una
collina
sita nel quartiere Fushimi di Kyoto.
2 nenuru yo no I yume O hakanami I madoromeba I iya hakana ni mo I
narimasar~t
kana .
3 E: difficile comprendere questo giudizio finale, in quanto questa poesia
una delle
composizioni pi lodate di Narihira. Pu darsi che sia stato dettato da
considerazioni
morali vista l'illiceit dell'amore di Narihira verso una principessa
imperiale. Oppure, si tratta del solito atteggiamento di Narihira costretto a giudicare con
umilt la
propria produzione.
Una monaca
Tempo fa una donna si fece monaca pur non avendone una
ragione particolare. Sebbene si fosse ormai esiliata nei panni da
religiosa, mossa forse da curiosit, ella volle assistere alla festa
Kamo', durante la quale un uomo le invi una poesia:
Osservo colei
che, stanca del mondo,
si fece monaca.
Chiss se ancora potr confidare
in un suo sguardo .
Si dice che quella donna fosse la Vestale di Ise la quale, dopo
aver udito la poesia stando nella portantina su cui s'era recata
alla festa, smise improvvisamente di guardare e fece ritorno a
casa.
I Questa festa veniva celebrata ogni anno durante il quarto mese, in onore dei
due
templi Kamo di Kyoto. Ad essa partecipavano, oltre ai funzionari di corte, la
Vestale di Kamo ed un messaggero imperiale.

2 yo O umi no | ama tO shi hito O | miru kara ni I me kuwaseyo tO mo |


tanomaruru
kana .
I05.
I06.
Un'inesperta dichiarazione d'amore
Tempo fa un uomo invi ad una donna una lettera in cui si
lamentava che, andando avanti cos, egli sarebbe morto. La donna rispose con una poesia:
Se vuole svanire,
svanisca pure
la bianca rugiada.
Se non svanisce, nessuno vorr fare
di quelle gemme una collana di perle '.
L'uomo, nonostante la considerasse una risposta assai scortese, prov un desiderio ancora maggiore nei confronti di quella
donna .
shiratsuyu wa | kenaba kenanan I kiezu tote I tama ni nukubeki I hito mo
araji o.
2 La rude risposta della donna motivata dalla poco abile dichiarazione
dell'uomo.
Il f~ume Tatsuta
Tempo fa un uomo, dopo aver raggiunto alcuni principi imperiali che stavano facendo una passeggiata, recit una poesia
nei pressi del fiume Tatsuta':
Neppure al tempo
degli di possenti
s'era udita una tale meraviglia:
di un colore scarlatto tinta
l'acqua del fiume Tatsuta 2
' Il fiume Tatsuta corrisPonde al tratto inferiore del fiume Ikoma che scorre
nella prefettura di Nara. E un fiume noto nella poesia giapponese per la vista degli
aceri che
nell'acqua del fiume riflettono i loro vivaci colori.
2 chihayaburu I kamiyo mo kikazu I Tatslltagawa I karakurenai ni I mizu
kukuru to
wa.
Un utile aiuto
Tempo fa, un nobile era servito da una ragazza che era corteggiata da un segretario privato di nome Fujiwara no Toshiyuki'. Poich la ragazza, essendo giovane, non sapeva scrivere
correttamente una lettera n conosceva l'uso esatto delle parole
d'amore e, tanto meno, avrebbe potuto comporre una poesia, il
suo signore scrisse per lei la minuta di una lettera che le fece ricopiare e inviare al segretario. Costui prov una profonda ammirazione e rispose con una poesia:
Perduto
in pensieri d'amore, cresce
il fiume delle mie lacrime.
Le mie maniche, sprofondando nel fiume

sono troppo pesanti per poterti incontrare 2,


Allora il signore compose una poesia per la ragazza:
E poco profondo
il fiume delle tue lacrime
se soltanto le maniche bagna.
Allorch scorrer su di te
allora potr in te confidare 3.
Si dice che Toshiyuki rimase cos colpito da questa poesia che
volle conservarla nel suo archivio dove rimane tuttora.
In seguito, essendo finalmente riuscito a conquistare la fanciulla, le invi una lettera in cui manifestava la sua preoccupazione a causa del cielo coperto che pareva promettere pioggia e
la speranza in un tempo benigno. Allora il signore scrisse ancora
una volta una poesia per la ragazza e la fece recapitare a Toshi.,ki:
E dimcile
chiederti
se tu m'ami oppure no.
l.a p io g ia, conoscendt il mio des~int,
cil~lc scmprci tta, comc Ic mic lacrillle 4.
Agitatissimo, il segretario si precipit dalla donna senza neppure avere il tempo di prendere il cappotto S o il cappello, ed arriv da lei completamente bagnato.
Fujiwara no Toshiyuki (?-907) appartiene ad un ramo minore della potente famiglia Fujiwara. Si distinse come poeta, tanto da essere consideratu uno dei
Trentasei
Geni Poetici del Giappone. Come segretario privato, aveva il compito di
redigere
i decreti imperiali e di compilare i certificati dei ranghi.
2 tsurezure no | nagame ni masaru | namidagawa I sode nomi hijite I au yoshi
mo
nashi .
3 asami koso I sode wa hizurame I namidagawa I mi sae nagaru tO I kikaba
tanomamu .
4 kazukazu ni I omoi omowazU I toigatami I mo o shiru ame wa I furi zo
masareru .
Dunque, I'uomo non esiter a bagnarsi se veramente ama la donna.
s Si tratta di una giubba di paglia intreCciata, usata nei giorni di pioggia
(mino).
Una donna amareggiata
Tempo fa una donna, amareggiata dall'incostanza di un uomo, soleva ripetere come frase preferita la poesia seguente:
8imile aila roccia

sommersa dalle onde


battute dal vento
ia mia manica
che non rimane asciutta neppure un attimo '.
L'uomo, che aveva capito di essere la causa di tale amarezza,
rispose:
Ogni notte
nella risaia piangono in coro
le rane.
L'acqua continua a crescere
sebbene non cada una goccia di pioggia 2,
kazfukeba I towa ni nami koso I iwa nare ya I wa ga koromode no I kawaku
toki
nakl .
Il vento e le onde rappresentano la volubilit dell'ul)mo.
2 yoj gOto ni I kawazu no amata I naku ta ni wa I mizu koso masare | ame wa
furanedo .
Le lacrime di questa poesia possono sgorgare sia dalla donna che piange sen7a
motivo, sla dall'uomo che piange l'impossihilit di incontrarla, sia,
eventualmente, da
quegll uominl che plangono a causa dell'incostanza della donna. Quest'ultima
ipotesi
ritorcerebbe sull'uomo l'amarezza provata dalla donna.
IO9.
Una donna e i fiori di ciliegio
Tempo fa un uomo invi una poesia ad un amico che aveva
perduto la donna amata:
Pi degli stessi fiori di ciliegio
stata effimera
la sua vita.
Di chi avresti mai pensato
di dover piangere prima la scomparsa? '.
hana yori mo | hito koso ada ni I narinikere I izure o saki ni I koin to ka
mishi.
Tempo fa un uomo visitava segretamente una donna, la quale gli fece sapere che, quella notte, ella l'aveva visto in sogno.
L'uomo, allora, rispose con una poesia:
Sar lo spirito
fuggito dal corpo di chi
a te pensa troppo spesso?
Se questa notte comparir di nuovo
legalo e tienlo presso di te '.
' omoiamari I idenishi tama no I aru naran I yo fukaku mieba I tamamusubi
seyo.
La lirica assume un carattere comico, un invito da parte dell'uomo a
trattenere il suo
spirito finch non sar giunto lui stesso a riincontrare la donna.

Tempo fa, un uomo invi una poesia ad una donna di nobile


origine, volendo condolersi per la morte di una sua dama:
Pu darsi
che sia capitato in passato,
ma soltanto ora comprendo
d'amare
chi non ho mai incontrato '.
La donna rispose:
Non si slaccia
la mia fascia come dovrebbe
se davvero fossi amata.
Si vede che tu non m'ami
come pur dici 2,
L'uomo, allora, ribatt:
Non pronuncer pi
parole d'amore.
Quando la fascia
naturalmente si slaccer,
ne capirai la ragione '.
' inishie wa I ari mo ya shiken I ima zo shinu I mada minu hito o I kouru
mono to
wa.
Pi che piangere la donna scomparsa, il poeta dichiara il suo amore alla nobil
donna
che non ha mai incontrato.
2 shitahimo no I shirushi to suru mo I tokenaku ni I kataru ga goto wa I
koizu zo
arubeki .
In base ad un'antica credenza popolare, la fascia del vestito della donna si
slaccia
n,lturalmente allorchiquista iprofonddmente amata dd qualcuno.
3 k~ishi tova I sara ni mo iwaji I shitahimo no I tokemu o hito wa I sore to
shiranan .
Il fumo dei fuochi di sale
Tempo fa, una donna che aveva scambiato ardenti parole d'amore con un uomo, si innamor di un altro. Allora l'uomo recit:
Sospinto dal vento,
il fumo dei fuochi di sale
dei pescatori di Suma
in una direzione inaspettata
si dirige '.
Suma no ama no I shio yaku keburi I kaze o itami I omowanu kata ni I
tanabikinlkerl .
Il fumo metafora per la donna, il vento indica il rivale. Suma il nome di

un villaggio della provincia di Settsu, incorporato oggi nella zona occidentale


della citt
di Kobc.
II3~
Un cuore piccolo
Tempo fa, un uomo che era stato abbandonato da una donna,
e viveva pertanto solo, recit la poesia:
Come dev'essere piccolo
il cuore di chi
dimentica
in uno spazio cos breve,
come la vita ! ' .
nagakaranu I inochi no hodo ni I wasururu wa I ika ni mijikaki | kokoro
naruran.
Il vecchio falconiere
Tempo fa l'imperatore Ninna, durante una visita nei pressi
del fiume Serikawa', diede ad un tale l'incarico di falconiere2,
incurante dell'et avanzata di quell'uomo che aveva gi sostenuto parecchie volte quella mansione negli anni precedenti.
Costui scrisse una poesia sulla manica del suo vestito da caccia 3:
Non biasimate
questo vecchio
per l'abito sgargiante che indossa.
Oggi l'ultimo giorno
come ultimo il grido della gru.
All'imperatore questa poesia non piacque poich anch'egli
non era pi giovane e, nonostante il falconiere l'avesse composta pensando alla propria et, egli ebbe l'impressione che il poeta si fosse rivolto a lui.
L'imperatore Koko (regnante dall'884 all'88z) noto con l'appellativo di
Ninna dal
nome dell'era (885-889) adottato durante il suo breve regno. Egli era figlio
dell'imperatore Nimmyo e fratello di Montoku.
Sebbene oggi non rimangano tracce del fiume Serikawa, sappiamo che questo
nasceva dal monte Ogura e scorreva in ci che oggi il quartiere Fushimi di Kyoto.
Fonti
storiche ci informano che l'imperatore Koko si rec nei pressi del fiume
Serikawa
l'undici gennaio 886, sette anni dopo la morte di Narihira. Dunque, nel
vecchio falconiere si deve ravvisare il fratello Yukihira che, allora, aveva 68 anni.
La caccia con il falcone era molto popolare presso gli imperatori dell'epoca
Heian.
C'era una caccia invernale nota con il nome di otagakari (grande caccia) in
cui si
usavano le femmine dell'astore per cacciare gru oche selvatiche, anatre,
aironi, fa-

giani. La caccia autunnale era nota con il nome di kotagakari (piccola


caccia)- in
essa si faceva uso degli astori maschi dalle ali pi corte per la caccia di
quaglie allc~dole e altri piccoli uccelli. Occ3sionalmente si cacciava in prima~er3, ma
m3; in
estate in quanto si trattava principalmente di sport invernale.
Si tratm di lln ahitl) che poto illdossilrtLlnto i flln~ionLlrihe ric(lpri~dno
llnLI
carica superiore a quella di consigliere. Probabilmente il falconiere aveva
ottenuto
un permesso speciale.
okinasabi I hito na togame so I karigoromo I kyo bakari to zo I tazu mo naku
naru .
Il poeta domanda d'essere Perdonato se ha indosso un vestito che non si addice
alla
c~me l'llltimo giorno di vi~a della grll il Q~i de~tino orm3i seen3to.
Una triste separazione
Tempo fa, un uomo e una donna vivevano nella provincia di
Michinoku. Poich l'uomo annunzi di voler tornare alla capitale, la donna, profondamente triste, lo preg di rimanere almeno per un banchetto d'addio. Nel luogo chiamato Okinoite
Miyakojima' ella gli serv il vino, recitando una poesia:
Pi dei carboni ardenti
brucia nel mio cuore
la tristezza della separazione
ora che tu parti per la capitale
ed io rimango su una costa solitaria 2
Luogo non identificato. Questo nome geografico usato dal poeta in quanto
incorpora il significato di carboni ardenti. Mivakojima significa letteralmente
isola
della capitale, ed un chiaro riferimento all'uomo che ha ormai deciso di
fat ritorno alla oapirale.
2 oki no ite | mi o yaku yori mo | kanashiki wa | miyako shimabe no | wakare
narikeri .
I16.
Nella provincia di Michinoku III
Tempo fa, un uomo si diresse verso la provincia di Michinoku senza una meta particolare. Egli invi una poesia alla sua
amata che viveva nella capitale:
Lontani tra le onde
vedo gli alberi che svettano
sulla costa dell'isola.
E da tanto
che pi non ti vedo '.
E aggiunse: Come sono cambiato in meglio! 2
I namima yori I miyuru kojima no I hamabisashi I hisashiku narinu I kimi ni

aimide .
2 L'uomo pretende d'essere diventato meno incostante.
II7Il dio di Sumiyoshi
T~mnrrlln imnf r~tnrf- ciet~iin visita al tempio di Sumiyoshi ',
Quanto tempo passato
dall'ultima volta che ti vidi !
Di quante generazioni
stato testimone il pino
che cresce sulla costa di Sumiyoshi! 2
Allora il dio si manifest attraverso quel pino e recit la poeForse tu non conosci
lo stretto legame che a te mi lega,
ma da tempo immemorabile
ti sto proteggendo
da questo sacro recinto 3.
' Non sappiamo di quale imperatore si tratti. Ancora oggi si pu visitare il
tempio di
Sumiyoshi nella parte meridionale di Osaka. Il dio di Sumiyoshi era una
divinit
marina ma, in epoca I leian, fu pure noto come dio della poesia.
2 ware mite mo I hisashiku narinu I Sumiyoshi no I kishi no himematsu I ikuyo
henuran .
matsumashi to I kimi wa shiralla.ni I mizugaki no I hisashiki yo yori I
iwaisometeki .
Un uomo che si rif vivo dopo Iungo tempo
Tempo fa, un uomo fece sapere ad una donna, alla quale da
lungo tempo non aveva scritto neppure una lettera, che non l'aveva dimenticata e che sarebbe presto venuto a trovarla. La donna recit:
Poich molti
sono gli alberi su cui s'arrampica
la vite,
non sono troppo felice
di quel cuore che dice d'amarmi '.
tamakazura I hau ki amata ni I narinureba I taenu kokoro no I ureshige mo
nashi .
Si tratta di una canzone popolare usata dalla donna pi come tattica per
convincere
l'uomo che come semplice rifiuto.
II9,
Il ricordo di un uomo volubile
Tempo fa una donna, osservando degli oggetti lasciati come

ricordo da un uomo volubile, recit:


Oh, se ora
questi oggetti non ciossero
a ricordarmi quell'uomo volubile!
Per lo meno ci sarebbe un po' di tempo
per dimenticare '.
' katami koso I ima wa ada nare I kore naku wa I wasururu toki mo | aramashi
mono o
I20.
La festa di Tsukuma
Tempo fa un uomo, essendo venuto a sapere che la donna che
egli aveva ritenuto inesperta del mondo dell'amore aveva avuto un'avventura segreta con un altro uomo, recit dopo lungo
tempo:
Spero
che giunga presto
la festa di Tsukuma in Omi.
Allora conteremo le pentole
che porta in capo quella donna senza cuore '.
Omi naru I Tsukuma no matsuri I toku senan I tsurenaki hito no I nabe no kazu
mimu .
Nel tempio shintoista di Tsukuma della provincia di tomi (odierna citt di
Maibara)
ll prlmo giorno del quarto mese, si soleva celebrare una festa in cui le donne
dovevano portare sul capo tante pentole quanti erano stati i loro amanti e mariti.
Si
credeva che le donne che avessero cercato di ingannare i presenti mostrando un
numero di pentole Inferiore alle loro reali relazioni, sarebbero state
immediatamente
punlte dal dlo. Questa cerimonia si proponeva di scoraggiare eventuali seconde
I2I .
Il copricapo di ISori di susino
Tempo fa un uomo, vedendo una donna inzuppata di pioggia
che stava lasciando la residenza delle consorti imperiali, recito
la poesia:
Oh, se avessi uno di quei copricapi
che l'usignolo fa
intrecciando fiori di susino!
Subito lo farei indossare
a quella donna fradicia di pioggia 2,
La donna rispose:
Non ho bisogno di quel copricapo
che l'usignolo fa
intrecciando fiori di susino.
Potr tranquillamente asciugarmi
al fuoco della tua passione 3.

' Si tratta del Palazzo dei Susini (Umetsubo), cos chiamato dagli alberi del
giardino.
uno dei cinque edifici riservati alle consorti imperiali.
2 uguisu no I hana o nuu cho I kasa mo gana | nurumeru hito ni |
kisetkaesan.
3 uguisu no | hana o nuu cho | kasa wa ina | omoi o tsukeyo | hoshite kaesan
.
I22.
L'acqua pura di Ide
Tempo fa un uomo scrisse ad una donna che aveva rotto la
sua promessa d'amore:
Avevo confidato
nella pura acqua di Ide '
in Yamashiro,
ma invano ho posto
la mia fiducia 2,
La donna non rispose.
' Il villaggio di Ide si trova nella provincia di Yamashiro, nell'attuale zona
meridionale della prefettura metropolitana di Kyoto.
2 Yamashiro no I Ide no tamamizu I te ni musubi I tanomishi kai mo I naki yo
nankerl .
I23 .
Il grido della quaglia
Tempo fa un uomo invi una poesia ad una donna che viveva
a Fukakusa I e di cui, forse, cominciava a stancarsi un poco:
Se abbandonassi
questo villaggio dove
per anni ho vissuto,
non diverrebbe forse
una prateria coperta d'erbacce? 2,
La donna rispose:
Se diverr prateria
mi trasformer in una quaglia
ed emetter il S~10 grido.
Non verrai qualche volta
neppure a caccia? 3.
L'uomo rimase profondamente commosso e non ebbe cuore
di partire.
~: l'attuale parte settentrionale del quartiere Fushimi di Kyoto. In epoca
Heian,
questa zona era aperta campagna a sud-est della capitale. Fukakusa,
letteralmente,
significa erba profonda .
2 toshi o hete I sumikoshi sato o I idete inaba I itodo fukakusa | no to ya
narinan .

3 no to naraba I uzura to narite I nakioran I kari ni dani ya wa I kimi wa


kozaramu.
Si noti la dolcezza della donna che invece di mostrarsi indignata nei
confronti dell'uomo che sta per abbandonarla, r;sponde con una profonda tristezza, pronta a
morire come la quaglia pur di rivedere il suo uomo.
Una rinuncia a fare poesia.
Tempo fa un uomo, spinto da chiss quali pensieri e in chiss quale occasione,
recit la poesia:
D'ora in poi
cesser di comunicare
i miei pensieri
tanto, non c' altra persona
con il mio stesso cuore.
L'ultima via.
Tempo fa un uomo s'ammal e sent d'essere ormai sul punto
di morte. Allora recit la sua ultima poesia:
Da tempo
avevo udito di quella via
che tutti dobbiamo percorrere,
ma mai avrei pensato
di doverla raggiungere ieri, oppure oggi.
FINE.