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nella cazzador - specializzandi VII ciclo

STRATEGIE DIDATTICHE ATTIVE (fonte: AAVV, Le interazioni educative, Armando,


2002
Sono quelle attivit che coinvolgono l'allievo in azioni che consentono la sua elaborazione
attiva e costruttiva dei contenuti di apprendimento, lo sviluppo del pensiero procedurale e
la sua integrazione col pensiero dichiarativo e teorico. Non sono mere tecniche perch
richiedono atteggiamenti fondamentali da parte del docente, che riguardano la comunicazione
e la relazione con gli allievi: la sua disponibilit ad ascoltarli, l'uso sapiente delle pause e del
silenzio, la capacit di favorire la comunicazione e di sostenere le interazioni sia sul piano
affettivo, sia cognitivo.
Esse comprendono alcune attivit normalmente usate dai docenti, come la conversazione
guidata, la correzione reciproca di una esercitazione svolta da coppie di allievi che assumono
l'uno rispetto all'altro il ruolo del docente, l'esercizio del ruolo di tutore di un allievo pi
esperto rispetto ad un compagno. Ma ce ne sono anche altre: il brain storming, il gioco dei
ruoli, lo studio di caso, l'incident critico.
Qui si vuole sottolineare il valore di due di queste strategie.
La strategia della conversazione guidata intesa come "indagine" nel gruppo e con il
gruppo e richiede all'insegnante un attento controllo sui propri atteggiamenti e sulle
proprie relazioni con il gruppo classe. Posto un problema o una situazione conoscitiva in
un certo ambito disciplinare, l'insegnante invita gli allievi a esprimere quello che sanno su
un certo argomento, i loro punti di vista, le osservazioni, a "investigare" sulle possibili
soluzioni. Si pu dire che si ispiri allo "stile socratico-maieutico", che poi l'esempio pi
classico di "approccio trasformativo" (Gardner, 1992, p. 34). L'avvio sempre
caratterizzato da opportune, brevi, domande-stimolo. Pu essere promosso "un giro di
idee", che permette a tutti gli allievi di intervenire secondo una modalit vicina a quella
del brain-storming, al quale segue un'interazione di gruppo, che rende possibile il
confronto tra i saperi degli allievi. (Necessari: la sospensione del giudizio, dare la parola
tutti, sollecitare, rinunciare al "no, non va", rilanciare un'idea, fissare le parole-chiave su
cartellone o su foglio o alla lavagna, fermarsi quando si sente che l'interessa sta
calando) In tutti questi casi, l'interazione verbale diventa una modalit formativa;
inoltre la presenza attiva dell'insegnante essenziale nell'aiutare gli allievi a cogliere i
tratti emergenti del modo di apprendere e annotarli: quello impulsivo, intuitivo,
sistematico, analitico, globale, verbale, visuale E' indicata nella fase dei "saperi
naturali", perch sostiene l'insegnante nel far emergere le conoscenze gi possedute dagli
allievi e nel farle interagire con quelle degli altri all'interno del gruppo; per utilizzabile
anche in altre fasi.

Il brain-storming un'attivit di gruppo ed una tecnica speciale per stimolare /


provocare / generare le idee. Poich esse provengono all'individuo dall'esterno, possono
servirgli per stimolare le proprie, sulla base di una vera e propria "fecondazione
incrociata". La strategia si esplicita come un insieme di processi di comunicazione
opportunamente stimolati e indirizzati per far scaturire il massimo di idee utilizzabili nel
minor tempo possibile. E' un ausilio per l'attivit immaginativa individuale e un mezzo
didattico per migliorare il pensiero creativo. Pu contribuire a far emergere
comportamenti pi tolleranti e produttivi, nonch a sviluppare la pluralit e l'ampiezza del
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processo mentale. Il b-.s. tende a recuperare le potenzialit nell'elaborazione e
nell'apprendimento del pensiero "laterale".Nella tradizione viene privilegiato il pensiero
logico ("verticale"), indubbiamente potente e fecondo, ma occorre anche attenuarne la
rigidit favorendo il pensiero creativo ("laterale"), che implica un processo intenzionale,
volto a produrre sempre nuove informazioni, rivoluzionare le vecchie idee e crearne di
nuove. ( Operativamente: accettare tutte le idee, sospendere giudizi/valutazioni, non
necessario sviluppare le idee per esteso, il conduttore - o un verbalizzatore- verbalizza
/annota le idee, collegate ad una pi centrale, si individuano grappoli di idee, si
identificano le relazioniecc)
I punti di contatto con la tecnica precedente sono dati dalla dimensione cooperativa, protese
come sono entrambe alla produzione in gruppo di idee e saperi. Si pu anche evidenziarne
una certa complementariet : la seconda parte del brain-storming pu svolgersi in forma di
conversazione guidata; viceversa, il brain -storming pu essere inserito all'interno di una
conversazione guidata. Funziona molto bene nella fase di ingresso del compito, ma anche
nella fase di transfer. Nel momento di associazione di dee sembra essere favorito lo stile
intuitivo rispetto a quello sistematico, lo stile impulsivo rispetto a quello riflessivo e, al tempo
stesso, essi vengono sollecitati negli allievi di tendenza opposta. Nel momento di interazione
per la progettazione della mappa dei saperi del gruppo, vengono invece favoriti e sollecitati
gli stili opposti primi citati.
MEDIATORI DIDATTICI
E. Damiano, La lingua nel sistema dei mediatori didattici, in Didattica ed educazione
linguistica, a cura di F. Camponovo e A. Moretti, La Nuova Italia, 2000
"Mediatore pertanto ci che agisce da tramite tra soggetto e oggetto nella produzione di
conoscenza, sostituisce la realt perch possa avvenire la conoscenza, ma non si sostituisce
alla realt esautorandola, pur richiedendo di essere trattato come se fosse la realt,ma semprein quanto mediatore - conservando lucidamente la consapevolezza che la realt non
esauribile da parte dei segni, quali che essi siano. " (Damiano, p. 230) Elencati in ordine di
distanziamento da essa, i mediatori vengono classificati in quattro categorie:

ATTIVI (fanno ricorso all'esperienza diretta) es. l'esperimento scientifico


ICONICI (utilizzano le rappresentazioni del linguaggi grafico e spaziale) fotografie, carte
geografiche, schemi, diagrammi, mappe concettuali - gli ultimi 3 sono di tipo nonfigurativo e quindi pi prossimi alla rappresentazione astratta ANALOGICI (si rifanno alle possibilit di apprendimento insite nel gioco e nella
simulazione)
SIMBOLICI (utilizzano i codici di rappresentazione convenzionali e universali, come
quelli linguistici) es la lezione verbale dell'insegnante.

E' ovvio che "la complementariet il carattere comune a tutti i mediatori" e che sia
necessaria la loro INTEGRAZIONE