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Correlati EEG dellattivit proiettiva spontanea su stimoli visivi non strutturati

Susanna Bonanni (Universit Sapienza di Roma)

Abstract
La proiezione un meccanismo di difesa in cui lindividuo attribuisce allaltro vissuti emotivi o
impulsi di tipo spiacevole che egli rifiuta in se stesso. Dati recenti suggeriscono limplicazione di un
pattern neurale fronto-parietale durante la proiezione di stati mentali interni su stimoli visivi non
strutturati (Luciani et al., 2013). Ad oggi, nella comunit scientifica, non ancora chiaro se la
proiezione sia un meccanismo indotto dalla specificit della consegna assegnata durante la
somministrazione di test proiettivi, quali il test di Rorschach, oppure sia un fenomeno spontaneo
elicitato dalla natura ambigua dello stimolo. Lobbiettivo del presente studio quello di esplorare il
ruolo della consegna valutando lattivit neuronale di un campione di soggetti durante la
presentazione di stimoli visivi strutturati e non strutturati (ambigui). A tal fine, sono stati
confrontati due gruppi di partecipanti: ad un gruppo veniva assegnata una consegna specifica,
viceversa, laltro gruppo non riceveva istruzioni specifiche. I dati EEG sono stati registrati in modo
continuo a 250 Hz utilizzando NetStation 4.5.1 HydroCel Geodesic Sensor Net a 256 canali.
Successivamente, stata svolta unanalisi dei potenziali evento correlati (ERP) ed una tomografia
elettromagnetica a bassa risoluzione (sLoreta). Dai risultati ottenuti stato riscontrato un pattern di
attivazione fronto-parietale nel campione di soggetti con consegna specifica, in accordo con lo
studio di Luciani e collaboratori (2013). Inoltre, le analisi comparative tra i due gruppi mostrano
unattivazione significativa della corteccia entorinale (BA28-sinistra) e peririnale (BA25-sinistra;
BA36-sinistra) nel gruppo di soggetti senza consegna specifica. Tali risultati mostrano che la
specificit della consegna gioca un ruolo cruciale nel determinare la qualit della proiezione e
dellattivit neuronale ad essa sottostante. In particolare, in assenza di una consegna specifica ci
che viene messo in atto dai soggetti, posti di fronte alle figure non strutturate, potrebbe non essere
un fenomeno proiettivo, bens una strategia di disambiguazione percettiva dello stimolo supportata
da un pattern temporo-mesiale.
Projection is a defence mechanism in which a person refuses his own unpleasant impulses by
attributing them to others. Recent data suggest the involvement of a fronto-parietal neural pattern
during projection of internal mental states on non-structural visual stimuli (Luciani et al., 2013).
Nowadays, in the scientific community, is still not clear if projection is a mechanism induced by
specific instructions given during projective tests, like Rorschach test, or it is a spontaneous
phenomenon elicited by the ambiguity of stimuli. The aim of the present study was to explore the
role of instructions by assessing neural activity of a sample of subjects during the presentation of
structural and non-structural (ambiguous) visual stimuli. In order to achieve this aim two groups
were compared: one group received specific instructions and the other one didnt. EEG data were
recorded continuously at 250 Hz using NetStation 4.5.1 with 256-channels HydroCel Geodesic
Sensor Net. Event related potential (ERP) components and low-resolution electromagnetic
tomography (sLoreta) were analyzed. The relevance of a fronto-parietal pattern regarding the
group with specific instructions was found, supporting the results of Luciani et al. (2013).
Moreover, comparative analysis between the two groups show a greater activation of the entorhinal

cortex (left-BA28) and the perirhinal cortex (left-BA35, left-BA36) in the group without specific
instructions. Findings show that specificity of instructions plays a crucial role in determining the
quality of projection and the neural activity below. In particular, subjects without specific
instructions may respond to the non-structural stimulus with a perceptive disambiguation strategy
supported by a middle-temporal pattern, rather than a projective phenomenon.

Parole chiave: Test di Rorschach, Proiezione, Correlati neurali, EEG, aree tempo-mesiali

1.

Introduzione

La proiezione un meccanismo di difesa in cui lindividuo attribuisce allaltro vissuti o impulsi di


tipo spiacevole che egli rifiuta in se stesso.
Poich le difese sono oramai considerate elementi centrali nellambito della psicologia clinica,
nellultimo secolo si cercato di indagare in modo empirico larea dei meccanismi di difesa al fine
di fornire approfondimenti e riscontri oggettivi. Studi di correlazione, nellambito della psicologia
clinica, mostrano che la proiezione diminuisce con laumentare dellet (Cramer, 1991), facilita
lespressione dellaggressivit (Wilson, 1982), significativamente correlata con lincapacit di
regolazione, espressione e comprensione delle esperienze emotive (American Psychiatric
Association, 2000; Segal, Coolidge e Mizuno, 2007; Vaillant, 2000), pi utilizzata dagli uomini
rispetto alle donne ed significativamente correlata con alti livelli di ansia (Ihilevich e Gleser,
1995). Negli ultimi decenni, la psicologia sociale ha messo a punto studi comportamentali con lo
scopo di rilevare in maniera oggettiva lesistenza delle difese, indagando nello specifico la
proiezione intesa sia come meccanismo di difesa (Sherwood, 1981; Agostinelli, Sherman, Presson e
Chain, 1992; Newman, Duff e Baumeister 1997) che come bias cognitivo (Ross, Green e House,
1977; Krueger e Clement, 1994; Davis, Conklin, Smith e Luce, 1996). Infine, grazie ai progressi
ottenuti negli ultimi decenni dalle Neuroscienze affettive e cognitive, i ricercatori si sono spinti
verso la ricerca delle basi neuro-anatomiche di costrutti psicodinamici come le difese psichiche,
aprendo la strada ad un nuovo, promettente, campo di indagine. In particolare Northoff e Boeker
(2006) definiscono i meccanismi di difesa modalit complesse di interazioni affettivo-cognitive e
propongono una spiegazione basata sul concetto di integrazione neuronale, distaccandosi dalle
teorie localizzazionistiche. Feinberg (2011), a partire dalle osservazioni effettuate su pazienti
neuropsicologici con neuropatologie del s conseguenti a lesioni dellemisfero destro, suggerisce
che le difese immature, tra cui la proiezione, potrebbero essere lateralizzate nellemisfero sinistro e
che lemisfero destro potrebbe essere implicato nella soppressione di tali difese favorendo
lemergere di meccanismi pi maturi. Secondo lautore, il core comune di queste patologie sarebbe
unalterazione dei confini del s che si traduce in una regressione verso stati di funzionamento
psicologico precoci, causando il riemergere di pattern di pensiero primitivi e difese psicologiche
immature, tra cui la proiezione; funzioni silenti nel cervello adulto normale che sembrano riattivarsi
in seguito a lesioni neurologiche a carico dellemisfero destro. Infine, uno studio recente di Porcelli,
Giromini, Parolin, Pineda, e Viglione (2013) ha indagato lattivit neuronale di soggetti sottoposti
al test di Rorschach rilevando limplicazione del sistema dei neuroni specchio.

Allo stato dellarte, quindi, sono state avanzate diverse ipotesi circa le basi neuroanatomiche dei
meccanismi di difesa come la proiezione, tuttavia, solamente uno studio ha indagato nello specifico
i circuiti neurali della proiezione intesa come attivit mentale complessa responsabile
dellattribuzione soggettiva di significati (Luciani et al., 2014). Lo studio stato svolto presso il
Dipartimento di Psicologia Clinica e Dinamica dellUniversit Sapienza di Roma. Gli autori
hanno registrato lattivit elettroencefalografica di un campione di soggetti, ai quali venivano
presentati stimoli strutturati e stimoli non strutturati, chiedendo loro di attribuire un significato agli
stimoli. I risultati dello studio mostrano la presenza di un pattern fronto-parietale che si attiva
durante la presentazione degli stimoli non strutturati. Nello specifico, ci osservabile a partire dai
300-400 ms dalla presentazione dello stimolo. Nelle componenti precoci dellelaborazione (fino a
200 ms), invece, si osservava un pattern differente, con un'implicazione specifica di aree temporali,
cingolate e limbiche. Secondo gli autori, questo effetto di inversione sta ad indicare che i soggetti
compiono due processi mentali differenti in presenza delle due tipologie di stimolo.
Alla base della proiezione sembra esserci un processamento complesso dello stimolo, che si
differenzia dal semplice meccanismo di riconoscimento delloggetto visivo supportato da
componenti pi precoci dellelaborazione. Inoltre, gli autori ipotizzano che linteressamento
specifico delle cortecce somatosensoriali e motorie potrebbe essere dovuto al fatto che i soggetti,
nel tentativo di interpretare lo stimolo ambiguo, ricorrono alla generazione di rappresentazioni
inter-modali servendosi di una modalit di elaborazione sinestesica dello stimolo.
Ad oggi, nella comunit scientifica, non ancora chiaro se la proiezione sia un meccanismo indotto
dalla specificit della consegna assegnata durante la somministrazione di test proiettivi, quali il test
di Rorschach, oppure sia un fenomeno spontaneo elicitato dalla natura ambigua dello stimolo.
Partendo dai risultati sopracitati, il presente studio ha lobbiettivo di indagare la natura del
meccanismo proiettivo definendo il ruolo della consegna nel determinare tale fenomeno. A tal fine
stato replicato lo studio di Luciani e collaboratori reclutando un campione di soggetti a cui venivano
presentati gli stimoli in modo passivo, in assenza di una consegna specifica, e confrontando
successivamente i risultati ottenuti con quelli inerenti il gruppo di soggetti con consegna. Secondo
la nostra ipotesi dal confronto tra i due campioni (Campione con consegna vs Campione senza
consegna) non sarebbero emersi dati contrastanti.

2. Metodo
2.1 Partecipanti
Lo studio stato svolto presso il laboratorio del Dipartimento di Psicologia Clinica e Dinamica dell
Universit Sapienza di Roma. I partecipanti allo studio sono stati suddivisi in due campioni.
Campione con consegna [Il campione coinvolge gli stessi soggetti reclutati nello studio di Luciani e
collaboratori (2014)]:
Venticinque studenti universitari di psicologia hanno preso parte allo studio volontariamente
firmando un consenso informato per la partecipazione. Tutti i soggetti erano provvisti di una visione
normale o corretta al normale.
Dopo aver svolto la pulizia dei dati EEG (affrontata successivamente), i dati di venti partecipanti
sono stati inclusi nelle analisi (4 maschi e 16 femmine; et: M= 25.15 6.3 anni).

Campione senza consegna:


I partecipanti sono stati selezionati in base ad una scarsa conoscenza della psicologia, cercando di
individuare soggetti che non avessero conoscenze relative al test di Rorschach. Ventinove
partecipanti hanno preso parte allo studio volontariamente ed hanno firmato un consenso informato.
Tutti erano provvisti di una visione normale o corretta al normale.
Dopo aver svolto la pulizia dei dati EEG, dodici soggetti sono stati esclusi dallo studio a causa della
presenza di artefatti che rendevano non analizzabili i tracciati. I dati dei restanti diciasette soggetti
sono stati inseriti nelle analisi (6 maschi e 11 femmine; et: M= 25 4.95 anni).

2.2 Disegno sperimentale e materiali


Lo studio stato costruito su un disegno 2x2 within-subjects, con due condizioni sperimentali:
figure strutturate vs. figure non strutturate.
Gli stimoli selezionati erano 20, venivano presentati in scala di grigio su uno sfondo bianco. Di
questi, 10 stimoli erano costituiti da immagini di figure geometriche regolari e fungevano da stimoli
strutturati; gli altri 10 stimoli erano costituiti da 3 tavole raffiguranti le macchie del test di
Rorschach ed erano utilizzati come stimoli non strutturati.
Le immagini sono state realizzate con Corel Photo-paint 12, eliminando ombre e linee di contorno
in modo tale che corrispondessero per grado di contrasto, luminanza e luminosit. La misura delle
immagini sullo schermo era di circa 520x400 px.

2.3 Procedura Sperimentale


I partecipanti venivano posizionati ad una distanza di 80 cm dallo schermo di un PC (27 cm, 75-Hz,
104x768). Gli stimoli erano presentati usando E-Prime v.2.0.8.90 (Psychology Software Tools, Inc.;
Pittsburgh, PA). Ogni prova iniziava con un punto di fissazione visualizzato per 1500 ms, seguito
da unimmagine, che consisteva in una delle figure strutturate o delle non strutturate, presentata per
10 secondi. La prova terminava con uno schermo bianco che compariva per un tempo di 1500 ms.
Ad ogni soggetto venivano mostrati un totale di sessanta stimoli (10 immagini per ogni condizione,
ognuna delle quali ripetuta per tre volte) in ordine random.
La consegna era differente per i due campioni: ai partecipanti del Campione con consegna veniva
richiesto di prestare attenzione alle immagini cercando di attribuire un significato ad ognuna di esse;
ai partecipanti del Campione senza consegna, al contrario, non veniva fornita alcuna indicazione
specifica, se non quella di prestare attenzione alle immagini. La durata dellesperimento era di circa
20 minuti. Durante la prova veniva registrata lattivit neuronale dei soggetti.
Una seconda parte dellesperimento prevedeva unintervista, nella quale al partecipante veniva
riproposto, in forma cartacea, il materiale presentato precedentemente sullo schermo, invitandolo a
riportare il significato attribuito ad ogni stimolo durante la fase di registrazione. Questa procedura
era necessaria affinch il ricercatore potesse registrare, da un punto di vista strettamente
comportamentale, se il soggetto avesse messo in atto o meno un processo proiettivo durante il
compito. La durata dellintervista era di circa 20 minuti. La durata dellintera procedura
sperimentale era di circa 40 minuti.

2.4 Registrazione e analisi EEG


I dati EEG sono stati registrati in modo continuo a 250 Hz, utilizzando NetStation 4.5.1 HydroCel
Geodesic Sensor Net a 256 canali con riferimento ai vertici. Limpedenza era mantenuta al di sotto
dei 40 K . I dati sono stati filtrati in modalit offline digitalmente (con un filtro passa basse a 30
Hz). Le impostazioni della NetStation per la detezione degli artefatti sono state fissate a 200 V per
i bad channels (canali sporchi), a 150 V per gli eye blinks (ammiccamenti), e a 100 V per i
movimenti oculari. Erano esclusi i segmenti che contenevano eye blinks, movimenti oculari, o pi
di 15 bad channels. Dopo aver applicato le procedure di modifica EEG, sono stati esclusi i dati di
cinque partecipanti nel campione con consegna e di dodici partecipanti nel campione senza
consegna, in quanto contenevano pi del 25% di segmenti con artefatti.
Lepoca di segmentazione era di 100 ms prima e 3000 ms dopo la presentazione dello stimolo, con
una correzione della baseline a -100 ms dallo stimolo. Successivamente allispezione visiva, stata
eseguita lanalisi dei potenziali evento correlati (event related potential, ERP) nel modo seguente:
stata selezionata una finestra temporale da 50 a 130 ms per la componente P100, le analisi ERP sul
picco di ampiezza e latenza della P100 sono state condotte sugli elettrodi Occipitali (O1 e O2); Per
la componente N170 stata selezionata una finestra temporale da 130 a 202 ms, le analisi ERP per
ampiezza e latenza sono state eseguite sui montaggi Temporo-Parietali (emisfero sinistro: 76, 84,
85, 88, 97, 99; emisfero destro: 153, 162, 170, 171, 172, 179); Per quanto riguarda le componenti
tardive (Late Component; LC1, LC2, LC3), sono stati selezionati 3 intervalli di 100 ms in un arco di
tempo che andava da 200 a 500 ms dalla presentazione dello stimolo, le analisi delle medie dell
ampiezza di ogni componente tardiva sono state eseguite su diverse regioni di interesse (Regions of
Interests; ROIs); nello specifico, per i montaggi Temporo- Parietali (vedi sopra), per i montaggi
Centrali (emisfero sinistro: 44, 52, 53, 59; emisfero destro: 144, 183, 185, 196); per i montaggi
Frontali (emisfero sinistro: 28, 29, 34, 35, 36, 39, 40, 48; emisfero destro: 3, 4, 12, 13, 222, 223,
224).

2.5 Analisi delle sorgenti (sLORETA)


Le sorgenti cerebrali, descritte dalle fonti neurali dei potenziali misurati sullo scalpo, sono state
stimate tramite il software per immagini delle sorgenti elettriche GeoSource v.2.0 (EGI, Eugene,
OR, USA). Sono state ottenute immagini di risonanza magnetica (Magnetic Resonance Imaging;
MRI) per ogni soggetto. La localizzazione delle sorgenti stata estrapolata a partire dalla mappa
probabilistica delle medie del MNI305 (Montreal Neurological Institute, 305 soggetti). Sulla base
della mappa probabilistica, il volume delle materia grigia stato suddiviso in voxel di 7 mm; ogni
voxel, definito da tre vettori di orientamento ortogonale, serviva da fonte di localizzazione. In
questo modo, sono state ottenute 2447 triplette di sorgenti, le aree anatomiche corrispondenti sono
state calcolate attraverso lutilizzo di Talairach daemon. Per ognuna delle due condizioni (figure
strutturate vs figure non strutturate), sono state ottenute lintensit massima e lintensit media per
ogni componente ERP su ogni area di Broadmann (Broadmann Areas; BA), calcolando la radice
quadrata della somma dei tre dipoli usando il Metodo dei Minimi Quadrati (EGI GeoSource
Technical Manual, 2007).
Per ognuna delle componenti ERP stata calcolata lintensit media sulle aree Frontali (BA: 4-6-810-11-25-44-45-46-47), sulle aree Parietali (BA: 1-2-3-5-7-39-40-43), sulle aree Temporali (BA:

20-21-22-37-28), sullarea del giro del Cingolo (BA: 23-24-29-30-31-32-33), e sulle aree Limbiche
(amigdala, ippocampo, BA: 13-28-34-35-36). La sorgente cerebrale identificata come quella con
la maggiore intensit comparata a tutte le altre BA per ogni condizione.

2.6 Analisi Statistiche


Per le analisi dei potenziali evento correlati (ERP) stata svolta un ANOVA 2x2 a misure ripetute,
in cui Condizione (figure strutturate vs figure non strutturate) ed Emisfero (sinistro vs destro)
servivano da fattori within-subject sullampiezza e la latenza delle cinque componenti (P100, N170,
LC1, LC2, LC3).
Per le analisi delle sorgenti within-subject sono stati svolti dei Paired t-Test (con correzione di
Bonferroni) tra lintensit media di attivazione di ogni BA in risposta alle due Condizioni (figure
strutturate vs figure non strutturate). Questo stato effettuato per ogni componente (P100, N170,
LC1, LC2, LC3).
Successivamente, stata svolta unanalisi between-subject svolgendo dei Paired t-Test (con
correzione di Bonferroni) tra lintensit media di attivazione di ogni BA in risposta alle due
Condizioni e confrontando i risultati del Campione con consegna con quelli del Campione senza
consegna.
Tutte le analisi statistiche sono state svolte con il software Statistica 8 (StatSoft Inc., 1994-1997).

3.

Risultati

3.1 Analisi ERP


Risultati Campione con consegna
Le analisi ANOVA degli ERP svolte sui dati del Campione con consegna mostrano un effetto
significativo di interazione Condizione (figure strutturate vs figure non strutturate) per Emisfero
(sinistro vs destro) (F(1,19)=5.52; p=.0296) solamente per la componente LC3. Le analisi post-hoc
mostrano unampiezza positiva maggiore per lemisfero sinistro durante la presentazione degli
stimoli non strutturati rispetto agli stimoli strutturati. Lampiezza del potenziale maggiore per le
componenti tardive sui montaggi frontali e centrali dellemisfero sinistro durante la presentazione
degli stimoli non strutturati. Ci sta ad indicare che lattivit proiettiva maggiore si ha durante la
presentazione degli stimoli non strutturati.
Risultati Campione senza consegna
Le analisi ANOVA degli ERP svolte sui dati del Campione senza consegna mostrano, per la
componente N170, un effetto di interazione significativo (F(1,16)=8,69; p=.009) sui montaggi
Temporali; le analisi post-hoc mostrano unampiezza positiva maggiore a livello dellemisfero
sinistro. Per quanto riguarda le componenti tardive, sono stati riscontrati due effetti di interazione:
per le componenti LC2 e LC4 stato rilevato un effetto principale di interazione (LC2:
F(1,16)=5,79; p=.028; LC4: F(1,16)=6,58; p=.021) sui montaggi Frontali; i risultati delle analisi

post-hoc mostrano unampiezza maggiore positiva dellattivit frontale durante la presentazione


degli stimoli strutturati rispetto ai non strutturati.

3.2 Analisi delle Sorgenti (sLoreta)


Risultati Campione con consegna
Le analisi tramite paired t-test effettuate sui dati del Campione con consegna mostrano i seguenti
risultati: per le componenti precoci (P100 e N170) appaiono significativamente attive Amigdala
sinistra (p=.000000), Amigdala destra (p=.000000), BA1 destra (p=.000000), BA3 sinistra
(p=.000000); queste aree risultano maggiormente attive durante la presentazione degli stimoli
strutturati rispetto a quelli non strutturati; per le componenti tardive (LC1, LC2, LC3 e LC4) si
assiste ad un effetto di inversione per cui le aree che si attivano maggiormente sono associate alla
presentazione degli stimoli non strutturati rispetto agli strutturati; nello specifico risultano
significative BA2 sinistra (p=.0001) e BA7 sinistra (p=.0011) per la componente LC1; Amigdala
sinistra (p=.000001), Amigdala destra (p=.000000), BA2 sinistra (p=.000000), BA2 destra
(p=.000000), BA3 destra (p=.000000), BA4 sinistra (p=.000000), BA4 destra (p=.000000), BA6
sinistra (p=.000000), BA7 sinistra (p=.000000), BA9 sinistra (p=.000000), BA9 destra (p=.000000),
BA11 sinistra (p=.000000) per la componente LC2; Amigdala destra (p=.0096), BA2 sinistra
(p=.000000), BA2 destra (p=.000000), BA3 destra (p=.00012), BA4 sinistra (p=.000000), BA4
destra (p=.000000), BA6 sinistra (p=.00005), BA7 sinistra (p=.000000), BA9 sinistra (p=.000000),
BA9 destra (p=.000000), BA11 sinistra (p=.000000) per la componente LC3; Amigdala destra
(p=.0049), BA2 sinistra (p=.000000), BA2 destra (p=.000000), BA4 sinistra (p=.0015), BA7
sinistra 39 (p=.000000), BA9 sinistra (p=.000000), BA9 destra (p=.000000), BA11 sinistra
(p=.000000) per la componente LC4; (tabella 1). Le aree in questione coinvolgono il sistema
limbico (Amigdala), la corteccia somatosensoriale primaria (BA1, BA2 e BA3) e secondariaassociativa (BA7), la corteccia motoria primaria (BA4) e premotoria (BA6), la corteccia prefrontale
dorso-laterale (BA 9) e la corteccia orbitofrontale (BA11).
Risultati Campione senza consegna
Le analisi tramite paired t-test effettuate sui dati del Campione senza consegna mostrano i seguenti
risultati: appare significativamente attiva BA20 sinistra (p=.005) per la componente P100; BA47
sinistra (p=.0019) per la componente LC2; entrambe sono maggiormente attive durante la
presentazione degli stimoli non strutturati rispetto a quelli strutturati. Le aree corrispondono nello
specifico al giro temporale inferiore (BA20) e al giro frontale inferiore, parte orbitale (BA47).
Risultati Between-subject
Dalle analisi effettuate confrontando i risultati dei due campioni, sono risultate significative le
seguenti aree: BA35 sinistra (p=.0067) per la componente P100, durante la presentazione degli
stimoli non strutturati; BA35 sinistra per la componente LC1, durante la presentazione sia degli
stimoli strutturati (p=.007) che non strutturati (p=.0024); BA28 sinistra (p=.0033) e BA35 sinistra
(p=.0019) per la componente LC2, entrambe durante la presentazione degli stimoli non strutturati;

BA35 sinistra per la componente LC3, sia con la presentazione degli stimoli strutturati (p=.0039)
che non strutturati (p=.0027); BA28 sinistra, BA35 sinistra e BA36 sinistra per la componente LC4,
sia con la presentazione degli stimoli strutturati (rispettivamente, p=.003; p=.001; p=.0086) che non
strutturati (p=.004; p=.00044; p=.0027); Ogni area sopra elencata, per ognuna delle condizioni
specificate, appare attiva con unintensit maggiore nel Campione senza consegna rispetto al
Campione con consegna (tabella 2). Le regioni in questione costituiscono il giro paraippocampale
nella sua parte pi anteriore; nello specifico BA28 rappresenta la corteccia entorinale, mentre BA35
e BA36 la corteccia peririnale. Lattivazione preponderante del giro paraippocampale nel campione
senza consegna particolarmente evidente nella figura 1.

4. Discussione
Considerando i risultati ottenuti nel Campione senza consegna, il coinvolgimento delle aree frontotemporali (BA47; BA20) sinistre, durante la presentazione degli stimoli non strutturati, potrebbe a
prima vista far pensare ad unattivazione pi debole del pattern riscontrato nel campione con
consegna (circuito fronto-parietale con interessamento di aree temporali e limbiche). Tuttavia,
alcune evidenze non avvalorano tale inferenza. In primo luogo, non presente la componente
parietale del circuito ascrivibile alla proiezione; le cortecce somatosensoriali (BA2; BA7), infatti,
particolarmente attive nel Campione con consegna, non appaiono significative in quello senza
consegna. In secondo luogo, non presente leffetto di inversione riscontrato sui risultati ERP
relativi al Campione con consegna, associato alla capacit dei soggetti di compiere unanalisi
differente a seconda della tipologia dello stimolo (con unelaborazione tardiva complessa per lo
stimolo non strutturato).
Inoltre, in relazione a quanto ottenuto dal confronto tra i due Campioni, ci che si osserva
limplicazione di un pattern particolarmente attivo nel Campione senza consegna, che coinvolge,
nello specifico, la corteccia entorinale (BA28) e la corteccia peririnale (BA35; BA36) del lobo
temporale mesiale. Appare oramai appurato il ruolo delle aree temporo-mesiali (ippocampo e
cortecce paraippocampali, entorianali e peririnali) nel supportare la memoria dichiarativa.
Lattivazione del lobo temporo-mesiale potrebbe, quindi, rispecchiare il coinvolgimento del sistema
cognitivo della memoria durante lo svolgimento del compito. La corteccia entorinale e quella
peririnale sembrano attivarsi con la messa in gioco della working memory e fornire il substrato per
la formazione di memorie episodiche a lungo termine (Newmark, Schon, Ross e Stern, 2013). Nello
specifico, secondo Newmark e collaboratori, la corteccia entorinale svolgerebbe un ruolo chiave
nellapprendimento spaziale e la corteccia peririnale nellapprendimento temporale. Inoltre Stern,
Sherman, Kirchhoff e Hasselmo (2001) suggeriscono il ruolo della corteccia peririnale nel
mantenimento online di stimoli nuovi. Tuttavia, tali aree non sono solamente implicate nel sistema
mnestico ma anche nellorganizzazione percettiva di stimoli complessi, come sostenuto da diversi
autori (Bussey e Saksida, 2005; Newmark et al., 2013; Kivisaari, Tyler, Monsch e Taylor, 2012).
Secondo la teoria percettivo-mnemonica di Bussey e Saksida (2005), il sistema visivo ventrale (la
via del what) ha unorganizzazione gerarchica che procede in direzione postero-anteriore con
unelaborazione dello stimolo via via pi complessa: le regioni pi caudali si occupano
dellelaborazione delle caratteristiche semplici dello stimolo, mentre le aree pi rostrali sono
coinvolte nellelaborazione delle caratteristiche congiunte complesse. In particolare la corteccia

peririnale potrebbe occupare una posizione apicale nel processo percettivo mediato dalla via
ventrale (Kivisaari et al., 2012); lattivazione di questa area sembra essere indispensabile affinch
avvenga una corretta percezione di oggetti con caratteristiche ambigue e sovrapposte (Lech e
Suchan, 2013) e affinch possano essere discriminati concetti con unambiguit percettiva e
semantica (Kivisaari et al., 2012). Per quanto riguarda la corteccia entorinale, Newmark e
collaboratori (2013) hanno dimostrato che tale area sembra contribuire al mantenimento a breve
termine di stimoli sovrapposti rispetto a stimoli ben distinti tra loro. Inoltre stato osservato un
aumento del firing neuronale a livello della corteccia entorinale durante compiti di disambiguazione
di percorsi spaziali sovrapposti (Lipton, White e Eichenbaum, 2007).
Dunque, lattivazione significativa della corteccia entorinale e della corteccia peririnale durante la
presentazione degli stimoli sia strutturati sia non strutturati, nella condizione senza consegna, oltre a
permettere lattivit mnestica, ad esempio consentendo il mantenimento online degli stimoli e
permettendo la formazione della memoria dichiarativa, potrebbe sostenere il tentativo da parte dei
soggetti di disambiguazione degli stimoli non strutturati.
Riassumendo, in base ai risultati ottenuti sui due campioni possibile affermare che la proiezione di
stati interni su materiale di natura ambigua potrebbe non essere un fenomeno spontaneo, dal
momento che lassenza di una consegna specifica influenza in modo significativo la risposta
neuronale dei soggetti. Ci avvalora limportanza di una consegna standardizzata durante la
somministrazione di tecniche proiettive al fine di indurre il soggetto a servirsi di questo
meccanismo inconscio. La consegna un indizio che stimola il soggetto a ricorrere alle sue risorse
interne per dare un senso al materiale non strutturato. Lattivit proiettiva che si verifica sembra
avere uno specifico correlato, che in qualche modo in sintonia con ci che accade da un punto di
vista comportamentale: il soggetto posto di fronte alla macchia, la interpreta facendo riferimenti a
diverse modalit percettive, attribuendo allo stimolo caratteristiche non solo visive ma anche tattili e
motorie; questo riflette lattivazione di un pattern che coinvolge aree somatosensoriali e motorie,
suggerendo limplicazione dei neuroni specchio durante lattivit proiettiva come ipotizzato da studi
precedenti (Pineda, Giromini, Porcelli, Parolin e Viglione, 2011; Porcelli et al., 2013), ma anche il
coinvolgimento di connessioni inter-modali, in una sorta di elaborazione sinestesica.
Il sistema limbico sembra giocare un ruolo importante nel fenomeno proiettivo chiamando in causa
la componente emotiva durante linterpretazione dello stimolo. Tale risultato sottolinea la presenza
di un pattern di integrazione neuronale tra aree corticali ed aree limbiche, fornendo valore
aggiuntivo allidea di meccanismi di difesa come modalit complesse di interazioni affettivocognitive proposta da Northoff e Boeker (2006).
Inoltre, la presenza di unattivazione preponderante dellemisfero sinistro, lascia pensare ad una
specializzazione emisferica e sostiene la teoria della lateralizzazione dei meccanismi di difesa di
Feinberg (2011).
In assenza di una consegna specifica, invece, ci che viene messo in atto dal soggetto, posto di
fronte alle figure non strutturate, potrebbe non essere un fenomeno proiettivo, bens una strategia di
disambiguazione percettiva dello stimolo supportata da un pattern temporo-mesiale che coinvolge la
corteccia entorinale e la corteccia peririnale.
Concludendo, importante sottolineare che lindagine sui correlati neurali del meccanismo
proiettivo, oltre a portare un contributo notevole alla conoscenza del costrutto stesso di proiezione,
potrebbe fornire uno strumento utile a guidare e verificare lefficacia del trattamento psicoterapico
in una prospettiva di incontro tra la psicodinamica e le neuroscienze in cui la biologia pu essere il
mezzo attraverso il quale lesplorazione psicoanalitica della mente possa essere rinvigorita.

Riferimenti bibliografici

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Tabella 1: Risultati Paired t-test (con correzione di Bonferroni) tra lintensit media di attivazione delle BA nelle due
Condizioni; Campione con consegna (Whitin subject)
Intervalli

BA

Condizione

P100

Amigdala(sx)
;
p=.000000
Amigdala(dx)
; BA1(dx)p=.000000 ;
p=.000000
BA3(sx)

N170

Amigdala(sx)
;
Amigdala(dx)p=.000000 ; BA1(dx)p=.000000 ;
p=.000000
BA3(sx)

Strutturata > Non Strutturata

LC1
(200-300 ms)

BA2(sx)p=.0001 ; BA7(sx)p=.0011

Non Strutturata > Strutturata

LC2
(300-400 ms)

Amigdala(sx)p=.000001;
Amigdala(dx)p=.000000;
BA2(sx)p=.000000;BA2(dx)p=.000000;
BA3(dx)p=.000000;BA4(sx)p=.000000;
BA4(dx)p=.000000;BA6(sx)p=.000000;
BA7(sx)p=.000000;BA9(sx)p=.000000;
BA9(dx)p=.000000;BA11(sx)p=.000000

Non Strutturata > Strutturata

LC3
(400-500 ms)

Amigdala(dx)p=.0096; BA2(sx)p=.000000;
BA2(dx)p=.000000; BA3(dx)p=.00012 ;
BA4(sx)p=.000000; BA4(dx)p=.000000;
BA6(sx)p=.00005; BA7(sx)p=.000000;
p=.000000
p=.000000
BA9(sx)
; BA9(dx)
;BA11(sx)p=.000000

Non Strutturata > Strutturata

LC4
(500-1000 ms)

Amigdala(dx)p=.0049; BA2(sx)p=.000000 ;
BA2(dx)p=.000000; BA4(sx)p=.0015 ;
BA7(sx)p=.000000 ; BA9(sx)p=.000000 ;
BA9(dx)p=.000000 ; BA11(sx)p=.000000

Non Strutturata > Strutturata

p=.000000

p=.000000

Strutturata > Non Strutturata

Tabella 2: Risultati Paired t-test (con correzione di Bonferroni) tra lintensit media di attivazione delle BA nelle due
Condizioni; Confronto Campione con consegna vs Campione senza consegna (Between-subject)
Intervalli
P100

BA e Condizione
BA35(sx) p=.0067 cond: Non Strutturata

Campione
Campione senza consegna >
Campione con consegna

N170

LC1
(200-300 ms)

BA35(sx)

p=.007

cond: Strutturata

BA35(sx)

p=.0024

cond: Non Strutturata

LC2
(300-400 ms)

BA28(sx)

p=.0033

cond: Non Strutturata

BA35(sx)

p=.0019

cond: Non Strutturata

LC3
(400-500 ms)

BA35(sx)

p=.0039

cond: Strutturata

BA35(sx)

p=.0027

cond: Non Strutturata

LC4
(500-1000 ms)

BA28(sx) p=.003

cond: Strutturata

BA35(sx)

p=.001

cond: Strutturata

BA36(sx)

p=.0086

cond: Strutturata

BA28(sx)

p=.004

cond: Non Strutturata

BA35(sx)

p=.00044

cond: Non Strutturata

BA36(sx)

p=.0027

cond: Non Strutturata

Campione senza consegna >


Campione con consegna
Campione senza consegna >
Campione con consegna
Campione senza consegna >
Campione con consegna
Campione senza consegna >
Campione con consegna

Figura 1: Attivazione del giro paraippocampale anteriore (corteccia entorinale e peririnale) nel campione con consegna
(in alto) e senza consegna (in basso) durante la presentazione di figure strutturate (a sinistra) e non strutturate (a
destra) a 500 ms dalla comparsa dello stimolo.