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Cultura

Pablo Echaurren, l'arte 'contro'


In 200 opere l'impegno sociale e politico, dal 20/11 alla Gnam

- Nicoletta Castagni - ROMA


20 novembre 2015 12:25 - NEWS

Quadratini, fumetti, collage, grandi tele, murales, bozzetti e disegni mai visti, che riemergono per
la prima volta e raccontano anni controversi, creativi, vitali, disperati: la grande mostra dedicata
all'opera di Pablo Echaurren allestita da domani al 3 aprile negli spazi della Galleria Nazionale
d'Arte Moderna. Esposti circa 200 lavori, che consentono di ripercorrere l'intera produzione
dell'artista, dagli esordi ispirati al Dadaismo alle serie pittoriche realizzate negli anni '90 e 2000,
riletta alla luce del filo rosso dell'impegno sociale e politico che contraddistingue la cifra stilistica
di Echaurren senza soluzione di continuit.
Presentata dalla direttrice della Gnam Cristiana Collu, alla sua prima uscita dopo la recente
nomina, e dalla curatrice Angelandreina Rorro, la rassegna rappresenta una novit anche per
Echaurren, che approda nell'importante istituzione museale, di valenza nazionale, proprio con
'Contropittura', un percorso interamente puntato sugli aspetti di rottura, di contestazione e sulla
ricerca di un linguaggio in grado di esprimere tutta l'arte che c' nella vita. Dirompente,
spiazzante, ironica, satirica, tormentata, mai piegata al mercato, l'opera dell'artista conferma
ancora una volta quella coerenza poetica che non mai venuta meno n con un successo davvero
precoce n con i travagli generati dall'attivit politica nei movimenti degli anni '70, n tantomeno
con quella che il maestro chiama 'damnatio memoriae' che accompagna un passato ingombrante e
che, dice, " il carburante del mio lavoro".
E d'altra parte questa bella mostra nasce appunto dalla riscoperta di bozzetti, disegni, taccuini in
cui si raccoglieva l'attivit svolta nel quotidiano 'Lotta continua' (ma non solo), rinvenuti da
Echaurren pochi anni fa, nella casa al mare, e acquisiti dalla Beinecke Rare Book & Manuscript
Library dell'Universit di Yale con altre carte dell'artista. "Per capire cosa ci fosse scritto, il

responsabile Kevin Repp ha voluto imparare l'italiano", racconta Echaurren sottolineando


l'impegno dell'ateneo americano a reperire e acquisire archivi di artisti e letterati attivi nei
movimenti europei della contestazione giovanile. Per il momento sembra non esserci interesse nel
vecchio continente, ma, aggiunge Repp, "quando si torner a studiare quel periodo, dovranno
chiedere a noi quelle carte". Opere nuove, sconosciute, che permettono di approfondire il lavoro
di un artista omaggiato non ancora ventenne con un disegno, esposto per la prima volta al
pubblico, di Cy Twombly, che si sentiva in sintonia con il giovane Pablo e i suoi primi piccoli
dipinti dal segno lieve e rarefatto.
Una serie di disegni, anch'essi mai esposti, dove sono evidenti i rimandi al linguaggio dadaista
usato al fine denunciare, nel '77, il mondo illusionistico dei media e la retorica politica, mettendo
cos a nudo i meccanismi del consenso. Un figlio d'arte (il padre il pittore cileno Roberto
Sebastian Matta Echaurren) che rinuncia alla pittura per l'impegno politico e che, dopo
l'assassinio Moro, si ritira e inizia una lunga riflessione accompagnata dalla passione
collezionistica per il movimento futurista. Ecco quindi i bellissimi collage ad esso ispirati e
quindi il ritorno alla pittura, in cui si palesa sotto altre forme quella tensione sociale e critica,
sempre intellettualmente lucida, tipica della produzione di Echaurren.
Di grande impatto le tele disseminate di grafismi, dedicate al Piazza Tienanmen o alla caduta del
muro di Berlino, affollate di richiami al mondo del fumetto, che in Pablo era stato dominante
negli anni '70, in una continua, caparbia contaminazione tra alto e basso, tra segno artigianale e
arte.
"Io ho sempre creduto - conclude Echaurren - in un'arte moltiplicata, per la quale ho abbandonato
il mondo asfittico della cultura". (ANSA).
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