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SIGNIFICATO DEL TERMINE LAVORO

Si possono registrare due accezioni del termine lavoro.


Il lavoro viene definito sostanziale quando esso viene inteso come attivit
indipendente dal quadro formale di riferimento,cio come insieme di attivit
che vengono svolte per sopravvivere (escluse le attivit di cura e di svago).
Diversamente,il lavoro viene detto astratto (o formale) nel momento in cui il
contesto formale di riferimento assume rilievo, ovvero quando il termine
lavoro pu essere sostituito dal termine occupazione. Nel lavoro astratto,
secondo Marx, lintermediazione del salario spezza il legame diretto di senso
tra le attivit e i bisogni: il lavoro prescinde dallutilit immediata. E il caso del
lavoro degli operai nelle grande fabbriche industriali. E da tener presente che
tale lavoro non mai stato maggioritario, ma impiegava circa un terzo del
totale della popolazione occupata. Esso comunque oggetto delle scienze
sociali per il fatto che ha comportato delle profonde modifiche nella societ.
LA MODERNIT PRODOTTA DALLE TRASFORMAZIONI INDUSTRIALI
Tra i prodotti delle trasformazioni industriali e capitalistiche possono essere
rintracciati due aspetti fondamentali, ovvero la mercificazione e la
specializzazione delle attivit lavorative.
Per mercificazione si intende un processo che distacca il lavoratore dal
controllo e dalluso diretto del prodotto, il quale diventa parte di unopera
collettiva, qualcosa che viene immesso nel mercato come merce e non
consumata direttamente dal produttore.
La specializzazione invece legata allabilit di compiere operazioni parziali
con macchine sempre pi costose e tecnologicamente avanzate.
Inoltre, mentre laumento della produttivit e lintroduzione di
innovazioni tecnologiche ha coinvolto anche il lavoro autonomo, il lavoro
domestico e le forme di autoconsumo, la stessa estensione non pu essere
applicata al concetto di subordinazione dei lavoratori, la quale rimasta
prerogativa del capitalismo e dellindustria.
Al concetto di mercificazione collegato il concetto di alienazione di Marx: un
lavoratore astratto non ha controllo, infatti, n sul prodotto finale, n sulle
modalit di organizzazione del processo lavorativo.
Secondo Marx e Weber la rivoluzione industriale oltre alla liberazione del
lavoratore dai vincoli delle societ preindustriali, abolendo la schiavit e la
servit della gleba, aveva portato ad una trasformazione nascosta: gli
individui venivano per la prima volta costretti a vendere liberamente le proprie
energie ad un datore di lavoro.

Capitalismo, individualismo e lavoro astratto hanno ridisegnato il rapporto tra


lavoro e societ, sostituendo i parametri tradizionali, una volta tipicamente
locali, non trasferibili ad altre comunit (quali la lealt familiare, la divisione di
censo e limportanza dei saperi locali) con criteri di razionalit sorti per
incrementare la produttivit. Laumento di questultima era prioritaria e doveva
avvenire anche al costo di sconvolgere le abitudini pi radicate in una
comunit.
Tali trasformazioni avvengono comunque con modalit e tempi diversi in base
ai contesti. Ad esempio nelle enclosures britanniche stata registrata una
violenta abolizione della coltivazione per consumo alimentare degli abitanti con
una conseguente fuga nelle citt di individui che talvolta son divenuti sbandati,
vagabondi Nelle colonie, invece, le terre sono state strappate agli abitanti e
sono state trasformate in colture di tipo estensivo in cui i locali venivano
obbligati a lavorare. Nel secondo caso perci linnovazione non ha comportato
una reale abolizione della schiavit ma una sostituzione di questa con una
forma nuova di sfruttamento.
Oggi probabilmente il processo in atto un processo di
deindustrializzazione, in quanto i rapporti di lavoro, sempre meno stabili,
pi differenti e pi precari, hanno nuovamente modificato il rapporto tra
societ e lavoro.
DIVISIONE DEL LAVORO E IDENTITA SOCIALE
Il lavoro industriale ha comportato dei cambiamenti allinterno della societ.
Durkheim afferma che la divisione del lavoro ha essenzialmente assunto i
connotati della specializzazione, nel senso che gli individui si son diversificati
tra di loro per le capacit lavorative che la industrializzazione ha richiesto. A ci
ha seguito il fatto che i lavoratori, perdendo il controllo sulle modalit di
organizzazione del processo produttivo, hanno faticato sempre di pi a
comprendere il contributo degli altri individui. Lintegrazione tra individui
specializzati, e quindi diversi tra loro, consentita non attraverso
lorganizzazione in quelle che Durkheim chiama corporazioni, ma grazie allo
Stato nazionale moderno che garantisce lequit nei rapporti di cooperazione.
Lindividuo specializzato e individualista si rapporta con associazioni
professionali per difendere i propri interessi (cooperazione nella sfera pubblica,
non mera solidariet organica=legami sociali tra individui della stessa
organizzazione).
Per Marx la divisione del lavoro una divisione tecnica, ma vige
ununiversale rottura tra lavori esecutivi ed intellettuali, tra proletari e
capitalisti. I lavoratori sono distaccati dal processo produttivo, sfruttati e a loro
viene strappato il plusvalore. Essi sono per accomunati dalla stessa condizione
sociale e per tale motivo sviluppano una coscienza di classe che coinvolge
persino individui sconosciuti tra loro. Per Marx dunque le associazioni dei
lavoratori sono a stampo necessariamente conflittuale.

In ogni caso il lavoro e la sua organizzazione producono identit sociale.


Questa identit si sviluppa proprio con la nascita del lavoro astratto e si
differenzia dallidentit precedente generata dal lavoro concreto, sostanziale.
Nel caso del lavoro concreto, il lavoratore, lartista si identifica con il suo
prodotto, in quanto ne ha il controllo a livello di prodotto finito e di processo
produttivo.Ha importanza lorigine sociale, ovvero il clan, la trib, la
collocazione ascritta allinterno di una discendenza familiare).
Lidentit del lavoratore astratto, invece, sorge dal sentirsi simili ai propri
colleghi, per essere sprovvisti della possibilit di esercitare un controllo sul
processo produttivo. In Marx i lavoratori si identificano con chi condivide la
stessa esperienza (coscienza di classe), per Durkheim i lavoratori si
identificano con chi ha le stesse abitudini o gli stessi interessi.
Il lavoro tende a sostituire lorigine sociale come fattore principale che
conferisce identit. La collocazione professionale del capofamiglia il fattore
centrale di strutturazione della societ dal consolidamento dei regimi salariali
avvenuto a inizio XX secolo fino allultimo quarto di quello stesso secolo.
Per quanto riguarda oggi si pu affermare che sia avvenuta la fine del lavoro
nella sua potenza regolatrice sullidentit. Pi che con il lavoro, oggi
attraverso il consumo che ci si rappresenta.
La questione dellidentit non sollevata esplicitamente dai due autori ma nelle
loro opere si rintracciano tali tematiche: in Marx centrale il tema
dellalienazione e della coscienza di classe,in D. sono fondamentali i
concetti di solidariet, socializzazione e anomia.
A questi due autori vengono attribuite due grandi utopie, rispettivamente
quella della societ giusta in Marx e quella della societ ordinata in
Durkheim.
Per Marx una societ basata sulla divisione del lavoro non pu essere
migliorata pi di tanto e perci indispensabile che i lavoratori si mobilitino per
re-impadronirsi del controllo sul prodotto e sul processo produttivo, attraverso
il rafforzamento della loro coscienza di classe.
In Durkheim uno Stato interventista, che si faccia promotore di un controllo
sociale consentendo la costruzione di associazioni professionali per la diffusione
della solidariet (istituzioni di socializzazione)pu contrastare lincertezza sulle
regole sociali (anomia), dovuta alle rapide trasformazioni del lavoro e della
produzione.
STATUTO DEL LAVORO E APPROCCI TEORICI
Oggi il lavoro nelle societ occidentali costituisce :
Il principale mezzo per acquisire un reddito;

Un rapporto sociale fondamentale;


Un modo per esprimere la propria individualit ( negli ultimi tempi il
lavoro viene sostituito dal consumismo;il comprare,lindossare certe
cose,il frequentare alcuni locali ci permette di rappresentarci).
Secondo la tradizione cristiana e del socialismo realizzato, il lavoro permette la
realizzazione di s ed alla base del legame sociale: il lavoro fonte di
integrazione sociale.
Gli antropologi Mauss e Sahlins affermano invece che il lavoro una
categoria storica il cui significato si modifica sulla base dei cambiamenti nella
societ e che quindi non omogeneo n tra i paesi n nelle diverse epoche
storiche (societ primitive, antica Grecia, Medioevo, rivoluzione industriale).
STORIA,LAVORO E SOCIET
La prospettiva storica ci aiuta a capire come la trasformazione del lavoro non
sia stata un processo lineare che dovunque ha comportato la stessa sequenza.
Il cambiamento si realizzato in modalit diverse e che hanno comportato
differenze significative nelle culture lungo tre diverse fasi storiche:

la prima caratterizzata dalla diffusione del lavoro astratto e dal declino


delle economie di sussistenza;
la seconda dallavvento delle societ manifatturiere ad alta produttivit e
del consumismo;
la terza, caratterizzata da globalizzazione e flessibilizzazione.

Danno prova di questa variet storica dei cambiamenti nel lavoro, ad esempio,
lInghilterra, dove si pass dallartigianato domestico ai cottage industries,
mentre le tradizioni locali vennero spazzate via dalla grande industria. Nel
1811 si registra la rivolta contro la meccanizzazione da parte dei luddisti, i
quali distrussero macchine utensili a cui imputavano il peggioramento delle
condizioni di lavoro. Gli intellettuali della Fabian Society denunciarono le
pessime condizioni di lavoro degli operai, proponendo riforme.
Nei Paesi ritardatari la storia della transizione industriale diversa. La
rivoluzione industriale sembra meno potente: la attivit di artigianato e di
piccola industria si trasformano lentamente in imprese industriali, sussistendo
una dose di autoconsumo. Gli artigiani specializzati, ancora molto richiesti,
creano il movimento sindacale.
Questo ci fa capire come la diversit dei modelli di sviluppo ha inciso sui modi
di lavorare e di impostare i rapporti sociali.
IL LAVORO NELLE SOCIET PREINDUSTRIALI
Dopo le comunit di caccia e pesca, i regimi agricoli sono stati adottati dai
nomadi quando si sono stabiliti nelle terre conquistate. Il lavoro era un

obbligo,che fa parte dei vincoli sociali e viene esercitato per mostrarlo agli altri.
Era connesso a logiche sacrali e sociali e soddisfaceva bisogni
immediati,non legati ad una accumulazione.
Nellantica Grecia (X-I secolo a.C.) il lavoro era riservato agli schiavi e vi era
un gap tra le attivit penose e le opere umane; mentre luomo libero esercitava
lintelletto (antropologia della distanza Aristotelica),i lavori manuali,degradanti
e inferiori,vengono riservate agli schiavi.
Con SantAgostino e nel Medioevo il lavoro poteva in qualche modo contribuire
alla vita della sociale. Per S. Tommaso il lavoro una caratteristica delluomo
ed utile alla comunit. Vengono per valorizzate solo alcune attivit.
Alla vigilia della rivoluzione industriale, nella seconda met del XVIII
secolo, la modalit prevalente di lavoro era quella agricola e le modalit di vita
dipendevano fortemente dallagricoltura. Artigiani e commercianti non
superavano un decimo del totale dei lavoratori. Leconomia dei villaggi agricoli
era autarchica per lo pi e il lavoro seguiva ritmi stagionali, la professione si
tramandava da padre in figlio, la casa e i campi adiacenti erano luogo di lavoro
e di vita. La produzione era bassa nonostante il duro lavoro; si registrano lotte
dei contadini magari costretti a dai proprietari terrieri a produrre un surplus
maggiore.
Con la Riforma protestante si assiste ad una valorizzazione del lavoro come
strumento per il riscatto individuale. Il lavoro era inteso come segnale di
salvezza. Inoltre, anche se non si predestinati il lavoro umano incrementa
comunque la gloria di Dio. Weber scrive un opera intitolata letica protestante
e lo spirito del capitalismo. Sottolinea come la convinzione protestante del
fatto che la produttivit sia sintomo della predestinazione alla salvezza, porti
inevitabilmente ad una propensione verso il capitalismo.

Smith, Marx e Ricardo considerano il lavoro come unico elemento che


conferisce valore aggiunto alla merce. In Smith tale valore aggiunto ha radici
prettamente meccanicistiche. La ricchezza viene creata da chi lavora,mentre
re,preti e buffoni risultano improduttivi. Per Marx il lavoro , invece,
espressione dell individualit e della socialit, oltre che un mezzo di
dominio(approccio anche politico-ideologico).
Il Novecento conosciuto come il secolo del lavoro in quanto loccupazione
assume un ruolo centrale; si pensi al periodo che va dagli anni 30 fino al
secondo dopoguerra. Si diffonde il culto del lavoro; questultimo viene
considerato obbligatorio nei paesi del socialismo realizzato. Anche il
cattolicesimo si esprime a favore del lavoro,in quanto esso permette di
aggiungere valore al mondo oltre che alla persona che opera: luomo, mediante
il lavoro, deve procurarsi il pane quotidiano e contribuire al continuo progresso
delle scienze e della tecnica, e soprattutto allincessante elevazione culturale e

morale della societ, in cui vive in comunit con i propri fratelli (Papa
Giovanni II).
I costumi vengono trasformati: si assiste ad una interiorizzazione di
comportamenti operosi e di una certa morigeratezza. Ci possibile attraverso
prediche, sermoni, proverbi, massime. Risparmio e diligenza vengono
considerate le caratteristiche essenziali del bravo lavoratore, come
testimoniano le retoriche sindacali riguardo limportanza di svolgere bene le
proprie mansioni. Si sviluppa unetica del lavoro, legata allorgoglio
professionale. Si diffonde il concetto di lavoro occidentale anche se in ogni
societ permane una concezione diversa del lavoro, frutto della combinazione
di diversi fattori sociali.
DALLE COMUNIT AUTOSUFFICIENTI ALLA MANIFATTURA
La trasformazione imputabile a due aspetti:

razionalit: coincide con la capacit di calcolo dei costi e dei benefici


della cooperazione

reciprocit: volont di ripagare una gentilezza con unaltra gentilezza,


un tradimento con una vendetta. Ne esistono varie forme :

gratuita di lungo periodo e il ritorno pu non esserci (es.


sacrifici dei genitori per i figli);

bilanciata: dare a cui corrisponde un ricevere nel breve


periodo (es. regali);

negativa.

Lequilibrio di tali due principi ha permesso lo sviluppo di relazioni sociali basate


sulla fiducia. Tale fiducia ingloba non solo le persone connesse allindividuo per
mezzo di legami di sangue.
Inizialmente nella comunit non avvenivano scambi con lesterno. Pensiamo a
due modelli estremi:

comunit autosufficiente in cui non vi sono scambi;

societ mercantile in cui gli scambi sono mediati dal denaro.

Nella societ moderna e contemporanea stato adottato un ulteriore modello;


gli scambi che avvengono sono sia di tipo monetario sia di tipo non monetario.
Vi sono sia spinte verso la mercificazione,sia spinte verso la
demercificazione.

La mercificazione ha riguardato il petfood, lassistenza degli anziani che prima


era in mano alle figlie o alle donne ora affidata alla figura professionale della
badante, il lavoro domestico dalla met degli anni 90 e le festivit.
Lacqua stata invece demercificata in quanto con il Referendum ne stata
abolita la privatizzazione.
Lo scambio non avviene da sempre nella forma che conosciamo. Vi era una
diffusa resistenza al commercio e alla figura del mercante nelle prime societ.
(mercuriorappresenta i ladri). Furono gli Arabi ad iniziare il commercio a
lunghe distante, il quale era basata sulla fiducia sulle parola data.
Si delinea lidea della MERCE, di un prodotto che viene realizzato
esclusivamente per lo scambio,indipendentemente da bisogni immediati; ed
proprio la figura del mercante a rompere il sistema di autosufficienza.
Progressivamente la firma del produttore si occulta. Il legame di fiducia con il
produttore viene scemando. Oggi spesso non si conoscono i rapporti lavorativi
che vi stanno alle spalle.
IL DENARO
Il denaro chi permette di scambiare merci. Secondo Simmel il denaro tende ad
omogeneizzare. E un mezzo neutro,di scambio che libera gli individui dai
rapporti del feudalesimo e appiattisce gli individui.
Secondo Viviana Zelizer (the social meaning of money) il denaro viene
marchiato e non uguale ovunque. Il valore del denaro dipende da come uno
lo ha guadagnato (soldi facili/soldi guadagnati con il sudore della fronte. Inoltre
nel momento in cui il denaro impiegato per spese diverse,assume significati
diversi. Sono centrali perci secondo la Zelizer la fonte e la destinazione del
denaro.
Nella societ uno degli scambi pi importanti quello tra denaro e
lavoro/capacit lavorativa e la fiducia che gli individui hanno nei confronti di
questo strumento la dice lunga sui rapporti sociali.

SMITH
Smith propone un modello di organizzazione del lavoro innovativo, che ha lo
scopo di aumentare la produttivit.
Il modello mira alla specializzazione dellindividuo, intesa come un aumento
di destrezza da parte del soggetto.
Con tale organizzazione viene messa in luce dunque la possibilit di
superamento del sistema del putting out, ovvero della distribuzione del lavoro
ai singoli artigiani.

Si registra cos indubbiamente una riduzione dei tempi di lavoro.


In ogni caso, nonostante la specializzazione, nel modello proposto da Smith il
lavoratore mantiene una certa autonomia.
COMMERCIO TRIANGOLARE E FORME DI RESITENZA
Il commercio che prese piede dal 1492 tra Europa(in particolare Inghilterra),
Africa e America port con s la grande piaga della tratta degli schiavi.
Individui provenienti dallAfrica occidentale (i Portoghesi ad esempio erano
interessati alla zona dellAngola) venivano impiegati in America per la raccolta
del cotone,del tabacco. Questa forza lavoro veniva tenuta in catene. Dopo la
rivoluzione francese ci fu ad Haiti la prima rivolta degli schiavi .In 12 anni dal
1802/03 gli schiavi si organizzarono e liberarono Haiti secondo i principi di
uguaglianza,fraternit e libert cari alla rivoluzione francese.
Napoleone stesso fu inviato ad Haiti per la riconquista.
DIFESA NEL PERIODO DELLA MANIFATTURA E DELLE PRIME FABBRICHE
Probabilmente la spinta di Smith a meccanizzare e parcellizzare in lavoro fu
dettata dalla volont di abbassare i costi del lavoro,che era aumentato con la
scomparsa della schiavit.
Ma la precariet in ambiente manifatturiero rende possibile la strutturazione di
una classe operaia che non coincide con il proletariato o con linsieme dei
lavoratori subordinati, ma fu presente al suo farsi??? Riprende la storia del
radicalismo plebeo, ovvero della cultura prodotta dalla plebe.
Venivano rivendicati da figure diverse i principi di solidariet e di senso
collettivo.
Il concetto di classe per Thompson (pensiero di matrice marxista ma entr in
conflitto con il partito social comunista da cui fu cacciato) un fenomeno
storico che unisce una variet di fatti disparati e apparentemente sconnessi.
Non si tratta di una categoria ma di qualcosa che avviene nella realt,nei
rapporti umani. E un processo sociale. Non tiene conto di donne ed ex schiavi
(che insieme costituivano il 6-7% della popolazione a Londra).
Per Marx la classe una semplificazione meccanica di processi sociali e politici
pi complessi.
Una delle prime associazioni la London Corresponding Society,la quale
richiedeva:

Produzione in vista dei bisogni e non del profitto;


Diritto di voto;
Abolizione della schiavit;

Regolamento giornata lavorativa.

Il concetto di classe non si evoluto con linearit ma stato in continua


costruzione per decenni. Le principali tappe:

1802: factory act documento che stabilisce alcuni vincoli per quanto
riguarda il lavoro nella manifattura. Viene introdotta una
regolamentazione della giornata lavorativa;
1833/1834: factory act (2 leggi):si delinea l idea di una scuola
professionale che garantisca agli individui di scrivere, leggere e far di
conto. Tale iniziativa fu sostenuta anche dal clero protestante;
1844: ci fu un importante sciopero di minatori inglesi.

Con la seconda rivoluzione industriale e lintroduzione del motore a scoppio si


pass alla grande industria,che comport cambiamenti ulteriori dal punto di
vista del lavoro e della societ.

TAYLOR
Nel modello di organizzazione proposto da Taylor non viene assegnato solo il
compito che meglio il lavoratore pu svolgere, ma tale compito viene suddiviso
in parti singole, dettagliate, ovvero semplici ripetitive e monotone
operazioni.
Lautonomia, che era ancora presente nel modello di Smith, viene da Taylor
strappata dalle mani del lavoratore.
Infatti secondo Taylor tale discrezionalit incide sulla produttivit. Eliminando la
discrezionalit del lavoratore questo modello rende gli operai altamente
sostituibili.
In particolare i principi su cui si basa il taylorismo sono i seguenti:

la conoscenza del processo produttivo viene unicamente affidata alla


direzione;
le nozioni riguardanti il processo vengono trasformate in formule e
leggi: il lavoro delloperaio viene interamente programmato dalla
direzione (formulazioni appese su bacheche) e si parla di pianificazione
anticipata delle mansioni;
si assiste ad una separazione tra direzione ed esecuzione, in quanto
il lavoro intellettuale viene completamente tolto dallofficina.
Taylor assume inoltre lesistenza della one best way, che coincide con lunico
e solo modo per realizzare la massima produzione nel minimo tempo possibile.
Formula inoltre i principi dello Scientific Management insistendo
sullorganizzazione dello spazio e del tempo, puntando sulla

razionalizzazione del lavoro per ovviare ogni forma di lavatismo,sia esso


naturale,sia sistematico.
Taylor fa del cronometro il suo strumento principe e introduce il cottimo
differenziale.

FORME DI RESISTENZA AL TAYLORISMO: HOBO E IWW (WOBBLIES)


Hobo
Erano lavoratori comuni, mobili e con scarsa interiorizzazione della disciplina
del lavoro. I principi per loro fondamentali sono lautoregolazione e lautonomia
nella propria vita.
Questo movimento formato nel 1905 da circa 500 mila persone per i tre
quarti giovani dai 16 ai 21 anni. Nei primi anni Venti a Chicago si moltiplicano
in quanto Chicago una citt in cui si sono concentrati emigranti tedeschi,
irlandesi, svedesi, e successivamente anche polacchi, cecoslovacchi e italiani.
Dal 1900 iniziano anche a incrementarsi gli afro-americani provenienti dal sud
degli Stati Uniti.
Tra gli elementi riconducibili a coloro che erano considerati hobo vi sono:
lavoro stagionale e disoccupazione
disadattamento al lavoro nellindustria
difetti della personalit
problemi nella vita privata
discriminazione di razza o di nazionalit
smania di viaggiare
American Federation of Labor
American Federation of Labor, la Federazione dei sindacati di mestiere.
Lespressione dellarroccamento degli operai specializzati che vedono nei nuovi
immigrati il nemico principale. Non ha assunto alcuna posizione politica ma si
occupa di aspetti legati al salario e alle condizioni di lavoro. LAFL (American
Federation of Labor) fu uno dei maggiori antagonisti degli IWW.
GLi IWW (Industrial Workers of the World)
Gli IWW tentano di unire le esigenze e gli obiettivi di qualificati e non qualificati
in un unico sindacato: La classe operaia e quella dei padroni non hanno nulla
in comune. Gli Wobblies :

Erano lavoratori a giornata, boscaioli, minatori, braccianti


Non riconoscono differenze di razza, credo, sesso e precedenti condizioni
di schiavit;
Erano Poco interessati al voto politico (perch molti sono migranti)
Lottarono (1909 a Spokane) per la Libert despressione
Erano contrari alla contrattazione/mediazione e pi favorevoli al
sabotaggio/boicottaggio

FORD
Con il termine Fordismo si fa riferimento ad un insieme di innovazioni realizzate
nellindustria introdotte con lo scopo di garantire la produzione un vasta
scala di un prodotto standardizzato.
Il Fordismo incorpora i principi del Taylorismo in quanto lingresso della catena
di montaggio nelle fabbriche costituisce la pi completa applicazione della
parcellizzazione delle mansioni.
Come nel taylorismo, in Ford la dimensione del tempo e dello spazio
fondamentale,in quanto la catena di montaggio mirava proprio a ridurre i tempi
morti dovuti agli spostamenti.
Il modello fordista era perci caratterizzato da unelevata meccanizzazione,
che spersonalizzava ancora di pi il lavoro svolto dagli operai.
Il Taylorismo, a differenza del Fordismo non necessitava di un elevato sviluppo
tecnologico, in quanto lorganizzazione proposta da Taylor mirava s a ridurre i
tempi dovuti agli spostamenti ma comunque senza limpiego di mezzi
meccanici, quali la catena di montaggio.
Ford ha introdotto unulteriore novit, ovvero ai lavoratori vengono alzati gli
stipendi, ovvero vengono loro dati degli incentivi economici,materiali(aumento
dello stipendio del 5%).
Tale scelta stata ritenuta dallo stesso Ford il pi grande risparmio realizzato
dallazienda in quanto ora gli operai divenivano anche consumatori di quei
prodotti qualora riuscissero ad affrontare la spesa. In realt Ford aveva
lobiettivo di ridurre il pi possibile il turnover (ricambio del personale il pi
delle volte dovuto al licenziamento) che era assai alto nella sua fabbrica.
I livelli di controllo nei confronti del lavoratore erano comunque elevati nel
modello fordista; Ford cerca di trattenere con laumento del salario i suoi
lavoratori, indaga sulla vita privata della sua forza lavoro formulando
domande biografiche, economico-finanziarie e sui comportamenti tenuti
durante la vita quotidiana privata. Tutto ci perch Ford non avrebbe mai
voluto confrontarsi con i sindacati o con lavoratori iscritti a questi. (i 5 dollari
furono dati ai lavoratori che accettavano di essere controllati ed indagati dal
dipartimento di sociologia istituito da Ford allinterno dellindustria).
Ford ha assunto afroamericani, ma solo alcuni di loro hanno ricevuto un
aumento. Queste persone son state inserite i particolar modo nelle fonderie e
per la selezione spesso si basava su pareri raccolti da lui presso le Chiese, dai
pastori, i quali suggerivano soggetti pi tranquilli e soprattutto non interessati
alliscrizione al sindacato.
Successivamente, quando i dipendenti afroamericani hanno realizzato di essere
stati inseriti in posizioni faticose e pesanti, hanno cominciato anchessi a
sindacalizzarsi.

Il modello fordista viene bloccato in caso di sciopero in quanto anche solo


lassenza di pochi lavoratori poteva compromettere tutto il sistema basato sulla
catena di montaggio;daltro canto per i lavoratori, dedicandosi a mere singole
e ripetitive operazioni, erano altamente sostituibili.
Il modello fordista scompare nel 1941 e non si potr pi parlare di questo
nelle grandi fabbriche.
Dopo la crisi del 29 iniziava infatti a cambiare laria soprattutto negli USA. Tra
il 1932 e il 1933 iniziano a formarsi organizzazioni sindacali che si fanno
promotrici di unidea diversa del lavoro.
Comincia a svilupparsi lidea di richiedere lintervento dello Stato in economia,
ovvero lintervento pubblico, per dare dei sostentamenti a
disoccupati,invalidi,infortunati
Secondo J.M. Keynes necessario lintervento dello stato in economia.
Il salario nominale e quello reale cominciano ad essere alla base della
contrattazione collettiva. Per salario nominale (o monetario) si intende la
quantit di moneta che viene data al lavoratore dipendente, periodicamente, in
cambio della sua prestazione. Per salario reale si intende, invece, il potere
d'acquisto del salario nominale, cio la quantit di beni e servizi che il
lavoratore pu ottenere con esso. (inflazione)
Il salario nominale non pu essere ridotto in quanto questo genererebbe
conflitti.

IL LAVORO NELLA TRANSIZIONE INDUSTRIALE ITALIANA


LItalia era caratterizzata da un ritardo sviluppo e da differenze agrarie dovute:

ad una variet climatica (che causava una differenza colturale tra


Mediterraneo/Centro-Sud e Liguria e la zona continentale del Nord e
delle pianure cerealicole del Sud);
a regimi diversi: una forte vocazione commerciale si contrapponeva
allassenteismo fondiario;
alla variet dei sistemi feudali e ai cambiamenti delle classe
possidenti.

Non era caratterizzata solo da una cronica frattura tra Nord e Sud ma essa
coincideva con una mappa articolata di regimi fondiari ed agrari che
comportava diverse modalit di lavorare e di organizzare la vita sociale.
Non vi era perci una una divisione tra 2 o 3 Italie ma ci si trovava di fronte ad
un mosaico complicato di condizioni di lavoro e di vita.

Basti pensare alla Lombardia;a Milano prevale unagricoltura irrigua e


commerciale, nelle povere aree montane prevale la pastorizia. Ancora,in
Sicilia, nella zona occidentale vi erano feudi spezzettati, mentre Messina e
Catania sono zone commerciali.
Per quanto riguarda il Centro-Nord si erano diffusi contratti di mezzadria o
colonia e lagricoltura presente unagricoltura appoderata, ovvero i contadini
risiedono nella terra.
La vocazione commerciale,come gi detto, si contrappone va allassenteismo
dei grandi proprietari terrieri. Proprio su tale vocazione si innesta la transizione
industriale dellItalia Unita. Il Nord,industriale di tipo paternalista/padronale
(Pirelli,Falk,Fiat), era trainato da una borghesia industriale e in particolare la
Lombardia e la Boemia vengono definite insieme il polmone industriale
dellImpero Austro-ungarico. Lindustrializzazione rimane confinata per circa un
secolo al triangolo industriale Milano-Torino-Genova. Borghesia industriale al
nord e borghesia latifondista al Sud sono le classi dirigenti nel sistema sociale
italiano dallUnit allItalia del Fascismo.
Un diverso modello di crescita industriale comporta una diversa formazione
della classe operaia.
Gli operai che vivono nel triangolo industriale provengono dallentroterra
agricolo,mantenendo comunque il contatto e gli scambi con le terre dorigine.
Gli operai erano ex contadini, ma anche operai con qualificazioni artigiani,
di orgine urbana. Gli operai industriali coinvolgono perci operai comuni e
operai contadini e operai con qualifiche professionali/ artigiane.
Nella pianura padana si sviluppa una classe operaia agricolo-bracciante che
svolgono attivit di bonifica.
Si registrano emigrazioni transoceaniche dalla Campania, dal Veneto (non
solo dal Sud),mentre nel sud persiste lassenteismo dei proprietari terrieri e la
razionalizzazione rimane bloccata e si sviluppano piuttosto figure di braccianti
a giornata.
ITALIA NEL SECONDO DOPOGUERRA
Secondo Bagnasco si pu parlare di 3 Italie, ovvero di tre diverse formazioni
socio-economiche:

marginale: regione del Mezzogiorno dopo la guerra si assiste alla


battaglia del grano che dimostra la vera Italia agricola ormai impoverita
e nel 1951 litalia ancora un paese prevalentemente agricolo.
centrale: aree di sviluppo industriale (Nord Ovest); la classe operai
prevalentemente di origine meridionale dopo 20 anni di lavoro nel
triangolo industriale si mobilita nellautunno del 1969;come scenario
abbiamo quartieri di edilizia popolare in cui i lavoratori hanno solo in

parte libero accesso al consumismo di massa e ormai sono individui


diversi dei contadini di anni prima;
periferica (CentroNordEst NEC) caratterizzata da piccole
imprese,industrializzazione diffusa; vengono qui poste le premesse per
la costruzione dei distretti industriali.

Nel Sud vi sono alcuni decentramenti di aziende petrolchimiche settentrionali.


Doria nel descrivere le aree costiere confrontandole con le zone
interne,introduce la metafore dell osso (polpa/osso).
Nonostante la mancanza di un pieno sviluppo industriale nel Sud, si sviluppa
una forma lieve di consumismo e prende piede un esercito di edili.

Negli anni dopo il secondo conflitto mondiale si registra una crescita


delloccupazione e una contrazione della disoccupazione. Negli anni 50
sono in auge prodotti come la lambretta i frigoriferi, non lautomobile in
quanto essendo costosa,se la potevano permettere solo gli impiegati,non
gli operai. Lindustria si sviluppa fortemente nel triangolo GenovaMilano-Torino ;circa 25milioni di italiani cambiano residenza tra il
1955 e il 1985. Inizialmente si cerca di ottenere il benessere nella
propria zona dorigine ,solo poi si valuta di migrare. Meridionali,Veneti e
Friulani migrano verso il triangolo industriale e verso
Germania,Svizzera,Francia e Belgio (lemigrazione ha seguito un modello
rotatorio). Nel 1961 viene abolita la legge 6 contro linurbamento che era
stata emanata durante il periodo fascista. Lorganizzazione di tipo Taylorfordista che era sorta negli anni 20 si sviluppa nel secondo dopoguerra
(piano Marshall) e tra il 1945 e il 1980 si assiste ad una progressiva
industrializzazione della grande fabbrica intergrata ad economia
snella. La produzione di massa abbassa i costi in quanto le merci sono
poco differenziate se non completamente standardizzate. Rilevante
anche il processo di managerializzazione,ovvero linserimento dei
manager. Il vecchio datore di lavoro non aveva competenze per fare la
selezione,perci si diffondono figure nuove ed importanti allinterno delle
grandi fabbriche.
Nei primi anni 60 la situazione di precariet esplode e nel 1962 prezzo
piazza Statuto aTorino si registra il preambolo di quello che sar poi il
68.
Negli anni 70 con la ristrutturazione e la crisi delle aziende
petrolifere(1973) c stata unaccelerazione della terziarizzazione e una
riduzione delle migrazioni verso lestero.Il n immigrati supera il n di
emigrati nel 1973 e la maggior parte dei fllussi migratori ha origine da
Tunisia,Filippine,Capo Verde,Corno dAfrica,Somalia,Eritrea,
Etiopia,ovvero dalle ex aree del colonialismo italiano. Nel Nord si
consolidano le piccole industrie. Vi un incremento dei ceti professionali
della piccola borghesia urbana e si riducono notevolmente i coltivatori
diretti. Ha inizio invece il fenomeno dellimmigrazione dal Sud e dallEst
per cercare occupazione nei servizi, nelle industrie e nelledilizia.

Oggi invece abbiamo assistito allesplosione di esperienze lavorative


sempre meno stabili ed eterogenee. Non vi sono infatti certezze per
quanto riguarda la collocazione allinterno di classi. Oggi presente il
processo di de verticalizzazione (Benetton de localizza,mantiene in sede
madre solo il controllo qualit).

MODELLO GIAPPONESE
FABRICA INTEGRATA E PRODUZIONE FLESSIBILE
Dagli anni 50 le grande imprese che puntavano alle economie di scala
vennero sostituite dalle industrie che seguivano un economia di tipo snello.
Leconomia snella era basata su standard qualitativi pi elevati e allo stesso
tempo la produzione non era standardizzata ma differenziata.
Tale riconversione postbellica fu emblematica nel caso Toyota. Lungo la stessa
linea venivano prodotti modelli differenziati.
Il modello giapponese parte dallosservazione compita da Taiichi Ohno dei
supermercati,ovvero osservando ci che viene venduto si sceglie cosa
produrre. Per tale motivo uno dei principi fondamentali del toyotismo il
paradigma dello just in time.
Si assiste ad una progressiva disintegrazione verticale nel senso che viene
acquistata la quantit di semilavorati necessaria a rispondere alla richiesta del
mercato in un determinato momento.
I prodotti semilavorati vengono acquistati da societ esterne e lorganizzazione
produttiva non avviene pi allinterno della stessa fabbrica e i semilavorati
vengono sempre pi prodotti da pi suppliers o fornitori. (sfiducia nella via
gerarchica). Perci la piccola impresa torna con una nuova vitalit e in questa
si incrementa loccupazione.
Con Toyota non si pu ancora parlare di rete globale ma di rete locale in
quanto i semilavorati venivano acquistati in zone limitrofe.
Harrison consider tale struttura tanto snella e agile quanto miserevole nel
senso che vi era una centralizzazione finanziaria e del potere senza un
corrispettivo accentramento della produzione e della forza lavoro; in tal modo
Toyota non doveva contrarsi con migliaia di lavoratori.
Nel corso degli anni 80 il sistema fu addottato anche da USA, Gran Bretagna
e Italia.
I principi base del Toyotismo sono perci 2:

1. Just in time: si produce quello che serve nel momento in cui serve;
ci implica una centralit del cliente e non del lavoratore;
2. Autonomazione: si instaura un nuovo tipo di rapporto tra l uomo e
la macchina; vi una maggior responsabilizzazione del lavoratore e i
macchinari polivalenti devono diversificare rapidamente la produzione.
Per quanto riguarda la produzione just in time il sociologo Kanban parla di un
pensare allinverso, da valle a monte. Infatti vi una progressiva
sincronizzazione tra richiesta di mercato e produzione (diversamente da quanto
avveniva col taylorismo). Questo aveva lobiettivo di eliminare gli sprechi e
attraverso la rete di produzione e la numerosit dei suppliers le scorte
venivano ridotte al minimo.
Non solo la produzione ma anche i lavoratori divengono Just in time. Tale
sistema tende infatti ad essere ancor pi pesante per la forza lavoro in
quanto era necessario produrre quanto richiesto e in tempi ridotti.
Per ridurre i tempi morti necessario riorganizzare la catena e preparare
velocemente i macchinari. Il lavoratore diviene plurimansione in quanto
necessario predisporre alla svelta i macchinari polivalenti in modo da
avviare altrettanto rapidamente la produzione.
Sempre per rispondere al criterio del just in time stato necessario per Toyota
costruire un sistema logistico, dei trasporti efficiente per larrivo dei
semilavorati dentro la fabbrica e la spedizione dei prodotti finiti ai clienti.
Un concetto fondamentale quello della qualit totale: tutti coloro che
prendono parte al processo produttivo,dalloperaio al top manager, ha il
compito di assicurare la qualit di ci che viene prodotto,in modo da ridurre i
difetti legati ad errori del processo produttivo.
Si parla di unideologia della partecipazione nel senso che al contrario di
quanto avveniva nel taylorismo,nel toyotismo vi uno scambio di informazioni
e conoscenze tra officina e direzione.Si forma cos una specifica identit
aziendale.
Allo stesso tempo per viene ridotto il potere degli operai professionali,non
con la parcellizzazione come in Taylor e in Ford,ma con il sovraccarico dei
compito.
Viene meno la conflittualit che vi era nel modello taylor-fordista e si diffonde
un senso di appartenenza e di partecipazione, una vera e propria
cittadinanza di fabbrica.
Vengono ripresi i vecchi schemi del socialismo reale e del Welfare aziendale.
Si sviluppa il SINDACATO GIALLO che si caratterizza per uno schieramento
molto vicino al datore dellazienda nella contrattazione.

Per evitare linsorgere di forme di protesta non controllabili il modello


giapponese impiega alcuni strumenti: per controllare la conflittualit alcuni
lavoratori vengono confinati,isolati in reparti specifici; chi si iscrive al
sindacato giallo ha delle tutele aggiuntive; un ruolo fondamentale nella
riduzione della conflittualit stata la diffusione dellideologia
dellappartenenza.
Per Fabbrica snella si intende :
Zero stock( no standardizzazione prodotto ma differenziazione);
Zero difetti (partecipazione lavoratori);
Zero conflitti (scambio info tra officina e direzione e sindacato
giallo);
Zero tempi morti (grazie a collaborazione lavoratori);
Zero attesa per il cliente (just in time);
Zero cartacce (sistemi informativi e riduzione burocrazia).
FORME DI RESISTENZA AL TOYOTISMO
A posteriori il Toyotismo stato criticato per il martellamento ideologico che
avveniva allinterno della fabbrica. Veniva esercitata una pressione eccessiva
sui lavoratori.
Le forme di protesta venivano combattute nel campo della logistica, che non
permetteva alla merce di essere ricevuta dal cliente nei tempi desiderati .E
proprio la logistica il punto debole del modello Toyota ed essa intesa come
parte del ciclo produttivo ed fondamentale nel processo di valorizzazione.
Nel 1966 alla General Motors 3000 operai ne bloccano altri 1000 000.
Pi recentemente nel 2007 vi stato lo sciopero degli autotrasportatori che
hanno bloccato luscita del casello autostradale di Padova Est.
Altre criticit sono da ricondurre al sub-appalto,ovvero alle cooperative spurie
che talvolta non sono altro che una copertura per labbassamento dei prezzi
accompagnata da una contribuzione pi bassa. Spesso il salario viene
abbassato per aumentare il capitale sociale della cooperativa.(spesso quando
una cooperativa perde lappalto subentra una seconda cooperativa;i soci della
prima cooperativa,pur di non perdere il posto, si vedono costretti ad accettare
di lavorare per un compenso pi basso)

MERCATO DEL LAVORO


Il mercato del lavoro un contesto ideale allinterno del quale avviene la
compravendita di una merce sui generis, la forza lavoro o capacit lavorativa.
Si tratta di un mercato particolare in quanto :

la merce trattata non pu essere fisicamente separata dal suo


proprietario(non mai una merce anonima);

la relazione sociale tra le parti non si esaurisce al momento dello


scambio;

la forza lavoro, al contrario di altre merci,non nasce storicamente con


lo scopo di essere venduta.

Le scelte della forza lavoro non sono mai libere e razionali, subentrano
altre componenti (es. politiche sociali, Welfare state).

Lapplicazione del concetto di mercato al mercato del lavoro sotto questo punto
di vista alquanto inappropriata. Si pu parlare di mercato del lavoro nel
momento in cui si interpreta il lavoro come lavoro astratto. Quando con la
rivoluzione industriale vengono stravolte le strutture produttive tradizionali,
ovvero si assiste al compimento dl processo di mercificazione del lavoro.
Il lavoro una merce sui generis perch in grado di contrattare il proprio
prezzo. La contrattazione riguarda sia il salario (ovvero il valore attribuito
alla prestazione lavorativa) sia le condizioni di lavoro. Tale merce crea le sue
rappresentanze che hanno un ruolo rilevante nel mercato del lavoro stesso.
Secondo Solow si tratta di un istituzione sociale: infatti il mercato del
lavoro governato anche dalla politiche sociali del Welfare State, non solo da
puri rapporti economici.
Per questi motivi il MdL riflette aspetti e tendenze generali della societ.
Il mercato del lavoro al giorno doggi non globale, ma nazionale. Coincide con
un insieme di meccanismi che regolano lincontro tra posti di lavoro vacanti e
persone in cerca di occupazione. Questi meccanismi dovrebbero regolare i
salari e le condizioni di lavoro. La black list tendono a suddividere il mercato
del lavoro.
In particolare essendo il mercato del lavoro una costruzione sociale essa
sempre in trasformazione; si registrano tre grandi riforme:

pacchetto TREU (1997);

D.Lgs. Biagi 276/2003 ;

Riforma del lavoro Fornero (2012).

Le riforme del governo sono dunque determinanti per il Mercato del Lavoro
(esempio articolo 18) e perci il MdL una costruzione sociale,anche politica.
Quando si parla di Mercato del Lavoro ci sono due elementi da considerare

Le preferenze di ogni individuo

lavoratore;

Azioni delle comunit dei


lavoratori

datori di lavoro (confindustria,conf-artigianato);

Preferenze di ogni singolo


datore di lavoro.

Azioni delle comunit dei

Azioni del governo.

VARIABILI CHE STRUTTURANO IL MERCATO DEL LAVORO

1. LIVELLO SALARIALE GENERALE E PARTICOLARE DI QUEL POSTO DI


LAVORO:
2. PRESTIGIO O MENO DELLOCCUPAZIONE
3. SFORZO LAVORATIVO
4. POSSIBILITA DI ALTRE OCCUPAZIONI O SALARI O IDENTITA
5. STRATEGIE FAMILIARI E STRATEGIE INDIVIDUALI
6. MODI DI VITA E LIVELLO DI BISOGNI
7. LEGISLAZIONE VIGENTE

Tra gli elementi centrali per un lavoratore o una lavoratrice vi il


fatto che questo/a vede la sua capacit lavorativa come una
contrattazione continua (voice),ovvero una volta che viene assunto il
lavoratore tende a contrattare il salario o le condizioni di lavoro. In
secondo luogo,il lavoratore ha sempre la possibilit di vendere le proprie
capacit lavorative ad un datore di lavoro diverso (exit).

Per quanto riguarda il datore di lavoro,invece, egli pu assumere e


licenziare chi gli pare (vincolato dalla normativa) ma allo stesso tempo
ha la necessit di disporre di una determinata quantit e qualit della
forza lavoro.

TEORIA DUALISTICA DEL MERCATO DEL LAVORO

La teoria dualistica del mercato del lavoro (pubblicizzata da Gordon)


nasce negli Stati Uniti e afferma che per motivi riconducibili alla struttura
delleconomia e della societ americana,una parte dei lavoratori rimane
esclusa dalle conquiste fatte relative alle condizioni e alla stabilit del
lavoro. Allorigine del dualismo vi una sorta di compromesso tra i
lavoratori delle grande imprese a carattere monopolistico e i loro
datori di lavoro. Questultimi garantiscono ai lavoratori maggior stabilit,
migliori condizioni di lavoro a patto che essi producano di pi e che tali
agevolazioni restino prerogativa di questa componente del mercato del
lavoro nella grande fabbrica. Si parla in questo caso di mercato del
lavoro primario.
20

Nel mercato del lavoro secondario, ovvero quello delle piccole


imprese spesso a conduzione familiare, l occupazione resta
caratterizzata da precariet,e le garanzie sindacali a livello di salario e
condizioni di lavoro sono basse. Su questo mercato si concentrano
donne e immigrati e ci riflette le forme di discriminazione esistenti
nella societ.

Pensiamo al Golfo Persico, in cui ai lavoratori locali sono riservate


mansioni impiegatizie anche a livello pubblico,mentre gli extracomunitari
si occupano principalmente di cura assistenziale ed edilizia.

TEORIE DELLA SEGMENTAZIONI

Tali teorie pongono laccento sulle caratteristiche della domanda di lavoro


provenienti dalle grandi imprese e sui mercati del lavoro interni. Nella
teoria di Edwards i mercati interni del lavoro sono divisi in 3 aree in cui i
lavoratori non competono tra loro.

I due segmenti primari del mercato interno sono :

Segmento dei lavoratori professionalizzati e specializzati;

Occupazione qualificata di massa e ad alta produttivit.

Questi sono caratterizzati da una certa stabilit in quanto risultano


impermeabili alla concorrenza ed hanno un certo grado di stabilit.

Il segmento secondario ( cittadini a bassa scolarit o a bassa


specializzazione professionale o immigrati) non gode ,invece, di stabilit
e certezze in quanto costantemente esposto alla concorrenza.

Perci unabbondate offerta di lavoro non indebolisce le condizioni di


lavoro o di reddito del segmento primario,ma enfatizza le differenze tra
le condizioni dei lavoratori dei segmenti primari da quelli del segmento
secondario.

ANALISI DEL MERCATO DEL LAVORO

Lanalisi del mercato del lavoro non si limita solo alla questione del
prezzo della merce ma anche dei livelli di occupazione e di
disoccupazione oltre che di quanta parte della popolazione presente nel
mercato del lavoro.

Gli indicatori del mercato del lavoro sono molteplici:

Popolazione attiva (forza lavoro)


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Tasso di occupazione

Tasso di disoccupazione

Tasso di attivit

Dal mercato del lavoro sono esclusi i soggetti privi di capacit


lavorativa,quali gli anziani e i bambini(pi di 65 anni e meno i 15),che
rientrano nella popolazione non attiva o nelle non forze di lavoro. Tale
esclusione stabilita su criteri non meramente fisiologici,ma sociali. I
soggetti in et pensionabile e i bambini sotto la soglia di et che coincide
con lobbligo scolastico vengono esclusi. Questi due gruppi non sono gli
unici che rientrano nella popolazione non attiva; necessario sommarvi
coloro che non costituiscono parte della popolazione attiva per scelta
personale( anche se a volta non libera).

E il caso della casalinghe,dei giovani in obbligo di leva,del clero e dei


benestanti che non necessitano di lavorare.

I passaggi che avvengono allinterno del mercato del lavoro tra una
categoria e laltra(occupati,disoccupati,)ma anche tra forze di lavoro e
non forze di lavoro sono diversi, e variano nei diversi contesti nazionali e
nelle diverse fasi di sviluppo.

La popolazione attiva costituita dagli occupati e dai


disoccupati,ovvero da tutti gli individui che agiscono nel mercato del
lavoro lavorando o cercando unoccupazione. Lincidenza percentuale
della popolazione attiva sulla popolazione totale si definisce tasso di
attivit (tasso lordo se viene fato riferimento al totale della
popolazione,o tasso netto se viene fatto riferimento soltanto allet tra i
15 e i 65anni).

Il tasso di occupazione si calcola tra il numero di occupati e la


popolazione attiva o in et attiva.Tale indicatore costituisce un indice non
solo del livello della domanda di lavoro ma anche del grado di benessere
economico.

Per occupati si intendono i soggetti dai 15 anni in su che nella settimana


di riferimento nellindagine (ISTAT ogni tre mesi,poi dati aggiunti al
censimento fatto ogni 10 anni):

Hanno svolto almeno 1 ora di lavoro in cambio di un corrispettivo in


denaro o in natura;

Sono assenti dal lavoro temporaneamente per un periodo massimo di tre


mesi (ferie/malattia) o se durante lassenza percepiscono almeno il 50%
della retribuzione (cassa integrazione,maternit)
22

Il tasso di disoccupazione si calcola come incidenza percentuale dei


disoccupati sulla popolazione attiva, non sulla popolazione generale!!! I
disoccupati comprendono gli individui dai 15 ai 74 anni.

Il mercato del lavoro caratterizzato da bassi tassi di attivit, forti


differenze regionali,elevati tassi di occupazione giovanile e molti selfemployed( individui che no trovando lavoro dievengono lavoratori
autonomi).

Dati italiani

60milioni di abitanti,4/5 milioni sono extracomunitari

Disoccupazione giovanile(dai 15 ai 25 anni) pari al 40%

Occupati 23/24 milioni

Disoccupati 3milioni

Inattivi 34 milioni

In Italia si pu parlare di sottosistemi occupazionali in quanto tra


Centro Nord e Sud sussistono profonde differenze riguardo tali indicatori.

Perci se confrontati a livello europeo tali dati risultano distorti in quanto


le articolazioni delle zone del centro nord risultano molto diverse da
quelle del Sud.

Es. occupazione femminile al nord 55% al sud31%;disoccupazione


giovanile al nord 13,7% al sud 32,3%;disoccupazione al nord 4%,al sud
11%.

COSA SI INTENDE PER FLESSIBILITA

In primo luogo si deve chiarire quale connotazione si d al termine


flessibilit.

Possiamo considerare flessibili le condizioni che risultano malleabili


rispetto alle esigenze di un certo tipo di impresa,oppure rispetto agli
interessi di gruppi diversi di lavoratori che non possono intraprendere
carriere standardizzate o che si adattano meglio alle esigenze di un ciclo
economico attanagliato dalle tensioni contrapposte della competizione
globale e della iperterziarizzazione. Ancora essa potrebbe essere
associata alla polivalenza delle macchine impiegate.

In realt le argomentazioni correnti semprano alludere alla terza


connotazione che per quasi impossibile da definire con riferimenti alla
realt concreta.
23

La caratteristiche di una flessibilizzazione su scala globale variano a


seconda dei diversi contesti in connessione con due questioni :

come sono strutturate le organizzazioni produttive;


come le potenzialit lavorative sono accompagnate da diversi tipi di
supporti economici e sociali.

La flessibilizzazione dunque ha un impatto ambiguo sulla segmentazione


del mercato del lavoro:viene praticata allo scopo di spostare forme
lavorative dai segmenti primari verso larea secondaria,ma sconvolge
lintero impianto di strutturazione dei mercati del lavoro verso forme di
frammentarizzazione sempre pi difficili da controllare

AREE INTERESSATE ALLA FLESSIBILITA

Orario
- cambiamenti turni di lavoro (statica); straordinari o monte
ore(dinamica)
Numerica
- Vincoli legati a licenziamenti e assunzioni
- Possibilit di assunzione di forza lavoro a termine
- Possibilit di appaltare ad altre aziende parti del ciclo produttivo
Funzionale (od organizzativa)
- Possibilit di spostare i lavoratori allinterno dellimpresa
- Possibilit di variare la mansione dei lavoratori
Salariale
- strutturale (differenze legate ai livelli di produttivit, settore,
territorio,qualifica, et)
- congiunturale (macro, cio capacit di adeguamento alle variazioni
cicliche del mercato; micro connessione con landamento a livello di
singola impresa. Premi di produttivit)

ALCUNE TIPOLOGIE DI LAVORATORI ATIPICI

Staff leasing (gruppi di lavoratori assunti a t.i. da agenzie private che


lavorano nellorganizzazione di una impresa committente: subappalto di
manodopera)
Lavoro accessorio (voucher; buoni lavoro orari: non oltre 30 giorni
allanno; stagionali nella vendemmia)
Lavoro interinale
Tempo determinato
Apprendistato
Stage
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Lavoro intermittente o job-on-call (tempo indeterminato, ma si lavora


solo quando serve)

SOMMINISTRAZIONE DEL LAVORO

E caratterizzata da una scissione fra datore di lavoro di fatto e datore di


lavoro di diritto: il lavoratore assume la qualifica di dipendente
temporaneo (almeno di solito) di dipendente di unorganizzazione privata
(lagenzia) per poi prestare la propria opera professionale presso un'altra
impresa (limpresa utilizzatrice). E un rapporto tra tre parti in cui vi un
contratto di lavoro(tra agenzia e lavoratore) e un appalto di servizi o
dopera(tra limpresa utilizzatrice e lagenzia); tra il soggetto che utilizza
la prestazione di lavoro e il lavoratore temporaneo non intercorre alcun
rapporto contrattuale anche se non mancano obbligazioni di carattere
giuridico (vengono inseriti nellorganizzazione)

SOGGETTI COINVOLTI

Lagenzia per il lavoro affitta un lavoratore ad una impresa utilizzatrice


attraverso un contratto di somministrazione di manodopera.
85 agenzie con 9 mila dipendenti, 160-170 mila lavoratori interinali
Durata media delle missioni: due mesi
Imprese medio grandi dell industria manifatturiera(metalmeccanica)
Regioni settentrionali (ma talvolta lavoratori meridionali)
Mansioni operaie, giovani, ma adulti in crescita;
Giovani, scuola secondaria, migranti, un modo per trovare un posto fisso

VANTAGGI

Strategia just-in-time: impresa flessibile con un centro e periferia


Riduzione dei costi (selezione e reclutamento)
Esternalizzare i rischi associati alle assunzioni dirette
Periodo di prova
A livello internazionale: dal paese di origine al
posto di lavoroLAVORATORE AUTONOMO
Unaltra categoria importante che nei contratti non standard quella che
inerisce al lavoratore autonomo.

Si tratta di quei lavoratori che sono indipendenti ed hanno una partita


IVA.Questi lavoratori autonomi solitamente non hanno dipendenti,o ne
hanno 1 o 2.
25

Infine spesso la strada del lavoratore autonomo un ripiego per ovviare


al fatto che magari come subordinato non si trova lavoro in un
determinato lavoro ,(es. infermiere con partita IVA ricava circa 2900
euro,tassati se giovani al 5% ;come lavoratore dipendente un infermiere
prende tra i 1300-1700).

LAVORATORE PARASUBORDINATO

Un lavoratore parasubordinato pu avere uno o pi committenti e tra


questi ne fanno parte anche giovani e donne;la concentrazione pi alta di
queste figure Roma,Milano e nella Terza Italia e riguarda profili
professionali medio/alti.

Si trovano i parasubordinata i sia nel pubblico che nel privato.Gli orari


dovrebbero essere liberi invece talvolta son fissati a priori dal
committente.

Formalmente per spesso sotto la figura del lavoratore parasubordinato


si celano diverse caratteristiche del lavoratore subordinato. Al fine di
qualificare un rapporto di lavoro come subordinato piuttosto che
parasubordinato si utilizza il metodo tipologico secondo cui sufficiente
che siano presenti alcuni indici di subordinazione. Se tra diversi indici di
subordinazione,pi di qualcuno viene condotto al rapporto di lavoro in
analisi, si afferma che il nomen iuris del contratto non corrisponda poi
alla realt concreta del rapporto.

Nel corso degli ultimi 20 anni c stato un declino dei livelli salariali e vi
sono tanti disoccupati che rimangono tali a lungo e una grande quota di
persone continua ad entrare ed uscire dal mercato del lavoro.

Il livello di stabilit basso e i lavoratori divengono fortemente


sostituibili.

Linstabilit determinata da diversi fattori e dipende da:

Et e genere
Studi
Sostituibilit da macchine o altri individui
Innovazione
Settore e tipo di professionalit
Dimensione dellimpresa.

LA PRECARIETA
26

Per trovare lavoro abbiamo bisogno di costruire relazioni e ogni rete


relazionale cambia in base a nazionalit,provenienza sociale,genere

Mark Granowetler fece una ricerca su come si cerca e si trova lavoro. Egli
sostiene che per trovare lavoro di solito ci si affida a due tipi di
legami,diversi tra loro:

Legami forti: famiglia,gli amici pi stretti (raccomandazione); di solito


questi tendono ad indirizzare lindividuo nello stesso settore di
appartenenza delle persone a cui sono legati e forze danno qualche
possibilit in pi ma i
Legami deboli
offrono possibilit pi differenziate luna
dallaltra.
Ad incidere sulla precariet un ruolo non da poco assunto dal Welfare
State a cui si accompagnano una debolezza contrattuale e una debolezza
delle organizzazioni sindacali. In Italia gli iscritti al sindacato sono meno
del 20% (4/5 milioni di cui anche immigrati).

PRECARIET

INSTABILE E INSICURO?
Solo una grande giostra? Lavoro instabile come trampolino o come
destino?
Inferiori livelli salariali (diretti e indiretti) nellarco della propria vita
lavorativa
Societ del rischio?
Affacciarsi della disoccupazione strutturale
Insicurezza del lavoro:
cognitiva (percezione probabilit di perdere il lavoro);
del mercato del lavoro (la percezione delle possibilit di reperire unaltra
occupazione);
affettiva (conseguenze della perdita del lavoro e delle difficolt a
reperirne un altro).
Limportanza della famiglia
Le stime sui lavoratori con contratto precario sono oggetto di dibattito
politico, ma si pu dire che il fenomeno in espansione,una condizione
abbastanza condivisa (dai tre ai sei milioni circa di persone).Si tratta di
un insieme disomogeneo.
La precariet produce effetti sul piano individuale e collettivo:
Estrema individualizzazione: si vuole essere sempre pi
indipendenti e prima di essere famiglie siamo individui che vogliono
intraprendere una carriera,un percorso professionale);
Senso di isolamento
27

Ricattabilit (nel senso che oggi difficile aver il coraggio di


abbandonare un lavoro che non valorizza in quanto non vi sono
certezze e si spera sempre nel rinnovo del contratto in un contratto
a tempo indeterminato)
Scarsa attenzione per i contenuti del lavoro
Abbassamento livello dei redditi

PER ESSERE PRECARI BASTA SOLO ANALIZZARE IL CONTRATTO


DI LAVORO?
Per stabilire se il soggetto si trova in una situazione di precariet bisogna
anche analizzare il reddito e patrimonio familiare,oltre che lo stato
sociale (sostegno ai disoccupati),la
situazione individuale ( se giovane, migrante, breadwinner,con
ampia/limitata rete familiare,alcuni elementi sono ascritti),la rete e il
capitale sociale e larea di residenza.
A partire dalla met degli anni Novanta si registra la progressiva
erosione del potere dacquisto dei salari con un ampliamento delle
disuguaglianze di reddito.Tale rischio pi elevato per:
- giovani, donne e migranti
-sogetti con bassi livelli di istruzione
- individui assunti con contratto a tempo determinato in mansioni
razionalizzate e nelle piccole imprese delle aree rurali
- lavoratori autonomi
- adulti/e non anziani, specialmente se sono donne con prole a carico

FAMIGLIA E ISTRUZIONE

In Italia vi sono pi matrimoni civili che religiosi e let duscita dei figli
dalla casa dei genitori alquanto ritardata rispetto ad esempio la
Germania o lEuropa in genere. Spesso le figlie escono di casa prima dei
maschi e a 30 anni circa hanno il primo figlio (tasso pi alto dEuropa).

Oggi c ancora un legame tra titolo di studio dei genitori e titolo di


studio del figlio.

In Italia vi sono poche mansioni che richiedono il conseguimento di una


laurea,e spesso ad un colloquio si viene rifiutati perch troppo
qualificati.In Italia i laureati sono il 19% della popolazione ord est i
laureati non sono moltissimi e anche la disoccupazione bassa,infatti
dopo il diploma si cerca linserimento nel mondo del lavoro.

28

RIEMERSIONE DEL LAVORATORE POVERO

La riemersione del fenomeno inizia negli Stati Uniti negli anni Ottanta
e si espande in Europa a partire dalla fine degli anni Novanta. Da una
fase di tendenziale perequazione dei salari si passa ad una sostanziale
sperequazione.
Le caratteristiche del lavoratore povero riguardano vari elementi sia
individuali sia familiari sia infine macrostrutturali.
E importante sottolineare che un basso salario di per s non
necessariamente porta alla povert se, ad esempio, nella famiglia vi sono
altri percettori di reddito o se, ad esempio, il welfare particolarmente
generoso.
Nel 2010 in Italia l11,0% delle famiglie relativamente povero (cio
circa 8,3 milioni di individui).
Le famiglie in povert assoluta sono invece il 4,6% (3,1milioni di
individui).
Nel 2010 secondo lIstat il 9,3% degli occupati incondizioni di povert
relativa e tra gli operai tale valore arriva al 15,1%.
In una situazione di povert assoluta vi invece il 3,5% degli occupati e
ben il 6,4% degli operai.

Nel 1992-1993 viene superato il meccanismo della scala mobile, una


procedura automatica che faceva aumentare ogni anno il salari in base
allinflazione.Tale meccanismo aveva senso nei casi in cui linflazione era
alta. Linflazione viene calcolata sullaumento dei prezzi di un paniere di
beni ma individuare tale paniere non semplice.Quali sono oggi i beni
fondamentali?(tecnologia,non solo beni primari oggi).

In italia oggi linflazione circa del 0.5.

La condizione di precariet e lo sforzo continuo dellindividuo nel


raggiungimento di condizioni di lavoro stabili, mette in secondo piano
altri obiettivi,che divengono marginali.Secondo Sennet il fatto di
cambiare continuamente mansione ovvero la frammentazione lavorativa
nelle carriere individuali demolisce e non ci permette di costruirci
unidentit lavorativa definitiva,che parte dellidentit in generale.

29

PUN NGAI, CINA. LA SOCIET ARMONIOSA. SFRUTTAMENTO E


RESISTENZA DEGLI OPERAI MIGRANTI, MILANO: JACA BOOK,
2012,

Il paese recentemente divenuto il maggior produttore mondiale di


prodotti elettronici, mentre il fatturato del
suo mercato del lusso ha superato quello giapponese.
La trasformazione della Cina nella celebrata fabbrica globale avvenuta
per mezzo (e sulle spalle) di una nuova classe operaia. Essa formata
dagli oltre 200 milioni di operai-contadini (nonmingong), che a partire
dalla fine degli anni 70 hanno lasciato le campagne e sono andati a
lavorare nelle aree manifatturiere della costa1. Ed esattamente questo
il punto di osservazione a partire dal quale
Pun Ngai descrive le trasformazioni in corso in Cina.
I saggi di Pun Ngai e degli altri autori, analogamente,
focalizzano lattenzione sulle le sofferenze dei corpi ai mutamenti imposti
a ritmi frenetici dallincontro con capitalismo globale.
Pun Ngai mostra come i nonmingong stiano vivendo un processo di
proletarizzazione singolare, che soltanto per alcuni aspetti assimilabile
al fenomeno tipico delle fasi nascenti dello sviluppo capitalistico.
La composizione sociale della nuova classe operaia costituisce una prima,
evidente, peculiarit. La nuova generazione di operai-migranti, i nati tra
la fine degli anni 70 e linizio degli anni 90, mostra attitudini ed
30

aspettative verso il lavoro assai differenti rispetto alla generazione


precedente, quella che aveva cominciato a sperimentare il dagong (il
lavoro in fabbrica) nel primo decennio successivo allavvio delle riforme.
Meglio disposta verso la cultura consumistica urbana, pi incline
allindividualismo ed al raggiungimento della realizzazione personale,
nonch dotata di un livello di istruzione pi elevato rispetto a quello della
generazione precedente, la nuova generazione non si considera pi come
rurale.
La seconda forte peculiarit evidenziata nel volume - i lavoratori migranti
sanno bene che le loro aspettative sono destinate a rimanere
insoddisfatte.
Le citt nelle quali essi lavorano negano loro il diritto di acquisire lhukou
urbano (3 Lhukou il permesso di residenza permanente introdotto da
Mao nel 1958 come strumento di pianificazione economica. Ogni cittadino
ha lobbligo di registrarsi come residente urbano o rurale; la legge
impone che i servizi sociali siano fruibili soltanto nel luogo in cui si ha la
residenza e di conseguenza di fruire delle prestazioni sociali destinate ai
residenti (accesso allistruzione, alle cure mediche, ad abitazioni in affitto
a prezzi ragionevoli). Linaccessibilit della residenza determina una
sostanziale disconnessione tra sfera della produzione e ambito della
riproduzione, e costringe gran parte degli operai migranti a vivere nei
dormitori allestiti dalle fabbriche. Allo stesso tempo soltanto pochi tra
coloro che tentano di intraprendere la via della migrazione di ritorno
riescono a ristabilirsi con successo nelle aree di origine, e ci sia a causa
delle ridotte opportunit di sostentamento disponibili nelle aree rurali, sia
perch molti di questi lavoratori hanno ormai perduto (o non hanno mai
posseduto) le competenze lavorative richieste dal lavoro agricolo.
(marginalizzazione istituzionalizzata).
A partire dagli anni 90, in parallelo al processo di proletarizzazione
incompiuta appena descritto, cresciuta esponenzialmente la
conflittualit operaia.
Tale crescita rilevabile sia dal numero dei cosiddetti incidenti di
massa4, sia dal diffondersi delle vertenze
lavorative (rese possibili da una disposizione del Consiglio di Stato del
1993). Lanalisi dei caratteri prevalenti di queste forme di mobilitazione
particolarmente interessante, perch ne evidenzia il carattere
tendenzialmente spontaneo, legato alle concrete condizioni di lavoro
(mancato pagamento dei minimi salariali o dello straordinario, mancato
versamento dei contributi, ritmi di lavoro esasperati). In un contesto
segnato dalla presenza di sindacati formalmente attivi ma in realt privi
di qualsiasi effettiva funzione negoziale (le cosiddette rappresentanze
dei lavoratori sono strettamente legate ai quadri locali del partito ed al
management delle imprese5), con il trascorrere del tempo queste
mobilitazioni tendono a trovare nei dormitori un ambiente favorevole alla
loro diffusione (al sistema dei dormitori, ed al nuovo regime di spazialit
prodotto dalle fabbriche-dormitorio, del tutto peculiare rispetto anche ad
altre esperienze storiche precedenti.
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I risultati delle mobilitazioni sono spesso positivi. Pun Ngai ritiene che sia
stata proprio laccresciuta forza
contrattuale dei lavoratori a determinare lincremento notevole del salario
minimo legale verificatosi negli ultimi anni ed a sollecitare la crescente
attenzione rivolta dalla dirigenza del Partito Comunista Cinese al tema
del riequilibrio delle distorsioni prodotte dallapertura al capitalismo
globale. A questo proposito bisogna per far notare che la quota dei
salari sul Pil cinese drammaticamente scesa tra linizio degli anni 90 ed
il 2008,
mento del bonus demografico e della riserva di manodopera dalle
campagne.
Il volume mette in evidenza anche il ruolo fondamentale svolto
dallapparato statale, sottolineando come le
trasformazioni in atto non sono state determinate dalla sola azione del
mercato. Per quanto certa pubblicistica
ne esalti le caratteristiche di attore pragmatico e flessibile nellindirizzare
le sue scelte strategiche lo stato costituisce secondo Pun Ngai lattore
chiave della globalizzazione capitalistica cinese. Ci reso evidente
evidente sia dallintenzionale ritiro dellattore pubblico dalle politiche
sociali, sia dallindefessa opera di promozione della mobilit della forzalavoro a basso costo messa in atto da una molteplicit di uffici
governativi.
Il caso della Foxconn, riassume e per certi versi estremizza gli aspetti
salienti dellalleanza tra governi locali ed espansione capitalistica. La
Foxconn limpresa di prodotti elettronici pi grande al mondo, con una
quota di mercato prossima al 50%, oltre un milione di dipendenti ed
impianti produttivi distribuiti in tutta la Cina .
I governi locali competono tra loro per ospitare i nuovi insediamenti
produttivi, ed a tal fine offrono allimpresa vantaggi di ogni tipo
(amministrativi, tecnologici, di reclutamento della manodopera). E
tuttavia questo gigante anche la realt produttiva nella quale, tra il
2010 e la fine del 2011, venti operai (tutti tra i 17 ed i 25 anni di et e
tutti migranti dalle regioni interne
della Cina) si sono suicidati, la maggior parte di essi gettandosi dal tetto
degli edifici produttivi.
La descrizione del funzionamento dellimpresa tanto accurata quanto
drammatica, perch rende chiare le
ragioni che inducono i ricercatori a interpretare i suicidi come una
manifestazione estrema dellesperienza del
lavoro migrante. Alla Foxconn lorganizzazione del lavoro fortemente
gerarchizzata, la divisione delle mansioni rigidissima, i turni assai lunghi
(mediamente di 12 ore), i ritmi insostenibili (dal 2010 uno degli impianti
pu produrre fino a 137.000 iPhones in 24 ore, pi di 90 al minuto). Gli
operai si descrivono come un ingranaggio della macchina e dichiarano
di venire dopo le macchine che li consumano. Si tratta di un desolato
panorama fordista.

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