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111Equation Chapter 1 Section 1CEDIMENTI DIFFERENZIALI DI

STRUTTURE DI FONDAZIONE
Quello trattato qui di seguito un argomento molto delicato. In particolare si
concentra lattenzione su travi di fondazione posate su terreni elastici.
Prima, tuttavia, utile studiare il comportamento di plinti isolati in presenza di
cedimenti differenziali (caso che capita abbastanza frequentemente).
chiaro che, in presenza di tali fenomeni, anche le travi, i tramezzi i solai ecc.
subiranno degli spostamenti (differenziali o assoluti); tuttavia, mentre le
strutture in cemento armato hanno una certa tolleranza rispetto alle
deformazioni causate da detti cedimenti, le summenzionate componenti
edilizie hanno un comportamento molto pi fragile. In particolare murature e
tramezzi, in presenza di cedimenti differenziali presentano sicuramente delle
lesioni.
6.4.2.2 Verifiche agli stati limite di esercizio (SLE)
Si devono calcolare i valori degli spostamenti e delle distorsioni per
verificarne la compatibilit con i requisiti prestazionali della struttura in
elevazione ( 2.2.2 e 2.6.2), nel rispetto della condizione (6.2.7).
Analogamente, forma, dimensioni e rigidezza della struttura di fondazione
devono essere stabilite nel rispetto dei summenzionati requisiti prestazionali,
tenendo presente che le verifiche agli stati limite di esercizio possono risultare
pi restrittive di quelle agli stati limite ultimi.
Tutte le fondazioni subiscono dei cedimenti perch nessun materiale
perfettamente rigido. Alcuni lo sono pi di altri (esempio: la Torre di Pisa poggia
su un terreno molto argilloso che presenta caratteristiche di compressibilit
diverse nei vai punti, che hanno portato allinclinazione della torre stessa).

Il criterio per il progetto di una fondazione quello di limitare i cedimenti in


modo che gli edifici non subiscano danni.
Primo passo fondamentale quello di capire che rapporto c fra la rigidezza

della struttura superiore e la rigidezza del terreno sul quale poggiano le


fondazioni. Nelle figure seguenti riportato un esempio di una struttura avente
la parte superiore molto rigida (parte tratteggiata); come struttura di
fondazione viene utilizzata una normale trave rovescia.

Nel caso a), in cui il carico centrato, proprio grazie allelevata rigidit della
struttura in elevazione, i punti di contatto della fondazione con il terreno
subiscono dei cedimenti (w) ma rimangono sicuramente allineati: si ha una
traslazione di corpo rigido. In questo caso i cedimenti differenziali non
riguardano i pilastri, ma si hanno fra una sezione e laltra della trave.
Nel caso b), invece, in cui il carico eccentrico, oltre al cedimento verticale w 0
si verifica una rotazione dellintero corpo di un angolo 0. Anche in questo caso,
tuttavia, i punti di contatto della struttura con il suolo rimangono allineati; i
cedimenti assoluti sono molto pi grandi del caso precedente.

In questo secondo caso si pu osservare il diverso comportamento di una

struttura di fondazione se essa infinitamente rigida a) o infinitamente


flessibile b) rispetto alla sovrastruttura. Nel primo caso la struttura in
elevazione trasmette i carichi alla fondazione senza interferire nella sua
deformazione; gli spostamenti relativi o assoluti sono ridotti proprio al minimo:
ci significa che la struttura superiore non risente (o risente in minima parte) di
spostamenti assoluti o relativi. Normalmente questa la soluzione migliore da
adottare perch, in questo modo, la sovrastruttura subisce solo una traslazione
di corpo rigido. Tuttavia bisogna tener conto che i carichi, in questo caso,
devono essere simmetrici (altrimenti si verificherebbe una rotazione rigida
dellintera struttura).
Riassumendo, ai fini del calcolo degli spostamenti e di conseguenza delle
sollecitazioni agenti sulla struttura, giocano un ruolo fondamentale il rapporto
di rigidezza fondazione/terreno e il rapporto rigidezza
fondazione/sovrastruttura. Bisogna sempre cercare di ricondursi quanto pi
possibile al caso a).
Ci sono, poi, diversi tipi di cedimento:

Nel caso (a) rappresentato un cedimento uniforme, che, come detto, pu


presentarsi, ad esempio, quando la fondazione infinitamente rigida rispetto
alla struttura soprastante o rispetto al terreno. Quando il carico eccentrico il
cedimento non sar pi costante (caso (b): Tilt), ma si presenter anche una
rotazione; la struttura sar afflitta da un cedimento minimo (min) su un lato e
da uno massimo (max) sullaltro. Ai fini di questi studi, tuttavia, non molto
importante distinguere il caso (a) dal caso (b), in quanto si tratta sempre di
cedimenti assoluti (il secondo caso, infatti, pur presentando una Distorsione
angolare /l, rappresenta sempre un moto di corpo rigido).
I problemi nascono quando si presenta un cedimento disuniforme (caso (c)),

che si verifica quando non possibile assicurare linfinita rigidezza della


fondazione. La struttura superiore subisce deformazioni. In questo caso giocano
un ruolo fondamentale i cedimenti differenziali, cio, sostanzialmente, la
differenza =
- e, ancor pi significativo, il rapporto /l, che detto
max

min

anche qui distorsione angolare, e che rappresenta la pendenza della retta


punto per punto tangente alla deformata (vedi figura).

Definita questa grandezza possibile ricavare qual la massima differenza


ammissibile per la struttura oggetto di studio.
Di seguito riportata una tabella che indica gli ordini di grandezza dei vari
cedimenti (assoluti o differenziali) che possono causare problemi alle strutture:

I cedimenti ammissibili possono essere riportati anche in funzione delle


distorsioni angolari:

In conclusione, lo scopo da prefissarsi durante il dimensionamento delle


fondazioni su terreni molto cedevoli, quello di avvicinarsi quanto pi possibile
alla condizione ideale di fondazione infinitamente pi rigida della sovrastruttura
(o del terreno) e di carichi centrati. Oltre alle verifiche di sicurezza gi viste,
quindi, bisogna eseguire limportantissima verifica di deformabilit della
struttura; in tutte le normative, infatti, oltre allo SLU di verifica per le fondazioni
presente anche lo SLE: bisogna assicurarsi che le deformazioni non vadano
oltre un certo limite.
TRAVI DI FONDAZIONE
In presenza di terreni molto cedevoli ovvio che non pi consigliabile
progettare fondazioni su plinti isolati, ma bisogna, quanto pi possibile,
aumentare la base di fondazione. Se una prima ipotesi potrebbe essere quella
di aumentare le dimensione di base dei plinti, si capisce subito che, in tal
modo, aumentano anche gli sbalzi rispetto ai fili dei pilastri; per mantenere
lipotesi di plinto rigido, quindi, bisogna aumentarne laltezza, ma, cos facendo,
si potrebbe arrivare a disegnare plinti con dimensioni improponibili (ad esempio
con altezze dellordine di 2m) e quindi anti-economici.
In alternativa si adottano diversi tipi di fondazione, come le travi rovesce,
oppure ancora, se il terreno molto deformabile o molto poco resistente, si
creano dei reticoli di travi rovesce (travi nelle due direzioni), o, infine, si
predispongono le cosiddette platee, ovvero delle piastre continue ampie
quanto limpronta delledificio. Se anche in questo caso, poi, le verifiche agli
SLU e SLE non dovessero risultare soddisfatte, necessario passare alle
fondazioni indirette.
Il problema ora diventa pi complesso rispetto al precedente, perch, se prima,
adottando la soluzione a plinti rigidi, landamento nel terreno era lineare e
risolvibile riferendosi semplicemente alle equazioni cardinali della statica, nel
caso di travi rovesce molto difficile ottenere una fondazione infinitamente
rigida; essa ammetter sempre possibilit di deformarsi.
Una trave di fondazione collega le basi di tutti i pilastri e, quindi, pu essere
schematizzata come una trave sulla quale, a distanze corrispondenti alle luci

dei pilastri, agiscono carichi concentrati o momenti flettenti (trasmessi dai


pilastri). I vincoli che stabiliscono lequilibrio di questa trave sono rappresentati
dal terreno: i carichi verticali puntiformi saranno equilibrati direttamente dalla
reazione del terreno.
In prima analisi, quindi, risulta molto importante (e anche difficile) studiare il
comportamento di questa trave rispetto al terreno: bisogna capire se il
comportamento sar rigido o flessibile, se landamento delle tensioni sul
terreno hanno andamento lineare o generico ecc.
Trave su suolo elastico (suolo alla Winkler)
Per risolvere questi problemi stato ideato un metodo di progettazione delle
fondazioni valido e molto usato a tuttoggi: la trave su suolo elastico (suolo alla
Winkler). Si ipotizza, appunto, che il terreno su cui poggia la struttura di
fondazione abbia un comportamento elastico. Questo procedimento si dimostra
valido se le tensioni agenti sul terreno non superano un certo limite.
Le ipotesi formulate da Winkler (e poi corrette da Hetenyi) sono le seguenti:

il terreno in grado di reagire nelle due direzioni verticali, ovvero sia agli
abbassamenti che agli innalzamenti.
la reazione del terreno in ciascun punto proporzionale allo spostamento
verticale del punto stesso (t = K) secondo una specifica costante di
sottofondo K che si assume indipendente dalle dimensioni e dalla
rigidezza della fondazione, indipendente dalla pressione esercitata e
uniforme in tutti i punti dellarea dimpronta.
K rappresenta la forza da applicare allunit di superficie per produrre un
abbassamento unitario (Kg/cm3) ed dipendente dal tipo di terreno in
esame.
lo spostamento in un punto indipendente dagli spostamenti in tutti gli
altri punti, il che vale a dire che si suppone nulla la coesione del terreno
(ovvero che non trasmette sollecitazioni taglianti).

Un terreno di questo tipo lo si pu, quindi, immaginare come un sistema di


molle elastiche (di rigidezza K e indipendenti luna dallaltra) al di sotto la trave
di fondazione.
Questo schema teorico, tuttavia, non esente da limiti: ad esempio, in
prossimit delle estremit della trave, si crea una discontinuit nella deformata
del terreno (se si immagina che lo spostamento di ogni punto indipendente,
infatti, come se sotto lestremit fosse posizionata una molla di rigidezza nota
e, immediatamente affianco, non ci sia niente); in ultima analisi, per, questo
un errore accettabile.
Di seguito riportata una tabella che riporta lordine di grandezza di K per i tipi
di terreno pi comuni:

la formula per ricavare la costante di sottofondo ,


invece, la seguente:
K

Es
IwB 1 2s

dove:

Es il modulo di elasticit longitudinale del terreno


s il coefficiente di Poisson del terreno
Iw il fattore di forma della fondazione (variabile da
0.83 per base quadrata a 3.58 per trave infinitamente
lunga)
B la dimensione minima della base della fondazione

N.B. Commettere un errore nella valutazione di K incide poco


sui risultati di dimensionamento della trave.

Nella figura seguente riportato lo schema del


funzionamento della trave su suolo elastico: sono
presenti dei carichi puntuali (P1 e P2) in corrispondenza dei pilastri, un carico
distribuito q(x) (tutto avente risultante Q) e, nel terreno, per ragioni di
equilibrio, la reazione totale r(x) (con risultante R = Q) sviluppata dalle molle.
L

Q P1 P2 q(x)dx
0

R r(x)dx
0

Q R 0
N.B. Sempre per ragioni di equilibrio
R deve avere lo stesso punto di
applicazione di Q, altrimenti non ci
sarebbe equilibrio alla rotazione della trave di fondazione.

Si suppone inizialmente che la trave di fondazione abbia una larghezza


costante di valore B; moltiplicando tale valore per la rigidezza K si ottiene il
carico reattivo del terreno per unit di lunghezza della trave di fondazione :

kB
Come accennato il terreno ha un comportamento elastico, quindi, chiamando
(x) labbassamento del generico punto dellarea di impronta, la reazione del
terreno sar data da:

r(x) (x)
e ancora si avr:

q(x) r(x) q(x) (x)


si pu esprimere anche lequazione indefinita di equilibrio della trave (equilibrio
di un elemento infinitesimo) con questa relazione:

EJIV q
N.B. in genere il carico q(x) che agisce sulla trave di fondazione non di
grande entit (i carichi della sovrastruttura, infatti, vengono trasmessi alla
trave dai pilastri; q(x) pu essere un carico dovuto alla pavimentazione del
piano pi basso, o dei tramezzi che poggiano direttamente su di essa) e, in
ultima analisi, pu essere anche considerato uniformemente distribuito; se
sulla trave, quindi, agisse solo questo carico q(x) uniformemente distribuito e
costante, la trave subirebbe uno spostamento costante per tutta la lunghezza:
ne deriva che q(x) non incider sul proporzionamento della trave, ma, al
massimo, andr ad incrementare il valore delle tensioni sul terreno. Di
conseguenza si ipotizza, inizialmente, di trascurare il carico distribuito e
prendere in esame solamente i carichi concentrati.
Dal punto di vista matematico ci significa che al posto di considerare la
precedente equazione differenziale del quarto ordine, si utilizza lomogenea
associata, ovvero si annulla il termine noto; si ottiene:

IV 4 4 0
KB 4 3K

4EJ
EH3 , con H altezza della trave; osservando i
EJ , cio
dove
termini dellequazione si capisce che ha le dimensioni dellinverso di una
1
lunghezza (1/m), quindi, ovviamente la grandezza avr le dimensioni di una

4 4

lunghezza

1
4EJ 4 EH3

KB
3K

N.B. dipende dalla radice quarta di K; ci implica che, pur commettendo errori molto grossi
su K, linfluenza su minima: ad esempio, se si sceglie un valore di K 16 volte pi grande di
quello che in realt, la variazione di sar solo del doppio; ma, dato che impossibile
sbagliare di cos tanto il valore di K, linfluenza di un eventuale errore su sar davvero
minima: se si prende un valore di K pari al doppio di quello reale, si commette un errore di circa

il 10% su

2 1.1

Ricordando, poi, che per avere la soluzione generale dellequazione


differenziale, bisogna aggiungere alla soluzione dellomogenea associata,
indicata con (0), la soluzione dellintegrale particolare, indicata con (1), si ha:

(0) (1)

(1)

per q = cost

dove la soluzione dellomogenea associata data da:


(0) ex(C1senx C2 cosx) ex(C3senx C4 cosx)

Nota: gli spostamenti (0) sono dati dalla somma di due contributi, uno
dipendente da e-x e laltro dipendente da ex; si capisce, quindi che, se il primo
sar tanto minore quanto maggiore sar la coordinata x rispetto allorigine, il
secondo, al contrario, crescer allaumentare della stessa distanza x.
Una volta calcolati gli spostamenti (0) (conoscendo le costanti C1, C2, C3 e C4),
inoltre, si possono ricavare le rotazioni , i valori del momento M e i valori del
taglio T:

M EJII

T EJIII

Travi di lunghezza infinita con carico verticale


Immaginando di avere una trave di lunghezza
seminfinita sulla cui sezione destremit vi siano
una forza e un momento generici, ne consegue
che, allaltra estremit, posta a distanza infinita,
le sollecitazioni e gli spostamenti tendano a 0; il
ragionamento lo stesso per travi di lunghezza
infinita con carico centrato. Tuttavia nellespressione di (0), per x = , il
secondo termine tende a e, quindi, anche le sue derivate, e di conseguenza i
valori delle sollecitazioni, tendono a . Per fare in modo che questo non accada
le costanti C3 e C4 devono essere pari a 0; lequazione della linea elastica si
semplifica notevolmente:
(0) ex(C1senx C2 cosx)

Nota: in molti libri di testo questa equazione si pu trovare anche in


questaltra forma:

exCsen(x )
C1 Ccos

dove posto

C2 Csen

In sostanza basta conoscere due costanti (C1 e C2) per ricavare landamento
degli spostamenti. Per ricavare tali costanti basta imporre le condizioni al
contorno:

I 0

T EJIII

P0
2

ne deriva che le costanti hanno valgono:

C1 C2

P
2

andando a sostituire nellequazione della linea elastica si ottiene:

ex

P
2P

sen x
cosx senx ex
2
2
4

Come si pu notare in figura


il fattore e-x un fattore di
smorzamento; ci significa
che al crescere della
distanza x dallorigine 0,
diventa sempre pi piccolo.
Si possono ricavare anche i
valori di spostamento e
momento massimi che
saranno pari a:

max

P
2
Mmax

P
4

Conoscendo lo spostamento massimo e moltiplicandolo per la costante di


sottofondo si pu ottenere il valore massimo della tensione:

max K max

kg
kg
K 3
cm 2
cm
cm , che proprio
Come possibile riscontrare anche dalle unit di misura:
lunit di misura di una tensione.

Travi di lunghezza infinita con coppia


Lo stesso procedimento visto in precedenza pu essere adottato nel caso in cui,
al posto di un carico P0, fosse applicata una coppia. Partendo sempre
dallequazione della linea elastica
(0) ex(C1senx C2 cosx)

si impongono come condizioni al


contorno, per x = 0

M EJII

M0
2

se ne ricavano i valori delle due


costanti
C1

M02

C2 0

e lespressione degli spostamenti


x

M02
senx

anche in questo caso, infine, si possono ricavare i valori massimi di


spostamento e sollecitazione tagliante:
max

M02

Tmax

M0
2

In questo caso la sezione di applicazione della coppia diventa una sezione di


emisimmetria; in figura sono riportati deformata, grafico degli spostamenti,
delle rotazioni, del momento flettente e del taglio. A differenza del caso
precedente lo spostamento massimo non si avr pi in corrispondenza
dellorigine, ma sar pi spostato verso destra (positivo) e verso sinistra
(negativo). Analogamente il taglio massimo, essendo la sezione di
emisimmetria, non si attinger pi in mezzeria, ma immediatamente dopo.
Ritornando allesempio precedente di trave di lunghezza infinita con carico
concentrato si possono fare delle considerazioni importanti.
Come detto il grafico dello spostamento assume un andamento man mano

smorzato quanto pi ci si allontana dallasse di simmetria (passante per


lorigine 0); pi precisamente si dice che landamento di descritto da una
funzione sinusoidale smorzata avente fattore di smorzamento pari a e-x.
Essendo una funzione sinusoidale, se ne pu definire la lunghezza donda,
indicata con . Nel caso in esame la lunghezza donda (che una distanza) pu
essere ricavata tramite:

(x ) x 2

da cui si ricava che

Si pu introdurre, quindi, una nuova grandezza detta lunghezza caratteristica


della trave che sar data da:

L*

Nota: anche in questo caso si pu ottenere un riscontro dal punto di vista delle unit di misura:
se, infatti, come detto, ha come unit di misura 1/m, L* avr proprio le dimensioni di una
lunghezza.

La lunghezza caratteristica L* rappresenta la distanza fra le sezioni della trave


in figura in cui lo spostamento circa la met di quello massimo max. Per
farsi unidea dellordine di grandezza di L*, basta notare che equivale
praticamente a un terzo di .
Il fattore di smorzamento, inoltre, vale
1
23

1
535

ex

per

per

il che d la misura del rapido abbattimento degli effetti generati dal carico
allallontanarsi della sezione di applicazione dello stesso.
A distanze superiori a /2 dalla sezione di applicazione del carico, la trave
rimane praticamente inerte e, pertanto, in pratica, se una trave di lunghezza
finita ha gli estremi distante sezione di almeno /2 i risultati della trave di
lunghezza infinita o seminfinita sono applicabili anche ad essa.
W L* 2

L* /

Rigidezza relativa fra trave e terreno


Hetenyi, nel suo famosissimo libro Beam on elastic foundations, definisce la
deformabilit e la rigidezza della trave; ci utile per capire qual il
comportamento della stessa rispetto al terreno e rispetto alla struttura
superiore.
Si introducono due grandezze fondamentali:
D=L/L* deformabilit relativa trave-terreno
W=L*/L rigidezza relativa trave-terreno (sar quella utilizzata nella
trattazione di seguito)
REM: La grandezza L* non correlata alla lunghezza L della trave

A seguire sono riportati alcuni casi fondamentali:

L* / 8

2.5
L
L

a)
TRAVE RIGIDA
2L
D L
L* 4
ovvero
In questo caso la trave allincirca 2.5 volte pi piccola di L* (grandezza
ricavata rispetto alla trave di lunghezza infinita). Le sue dimensioni,
quindi, sono molto piccole e, di conseguenza, lo saranno anche gli
spostamenti dei quali sar affetta. Un carico applicato alla trave fa in
modo che gli abbassamenti siano praticamente gli stessi, qualsiasi punto
si prenda in esame. Ci significa che la trave, rispetto al terreno, ha un
comportamento rigido. Gli spostamenti seguono la legge lineare, quindi
sono sufficienti solo equazioni di equilibrio per risolvere il problema.
Nel caso in cui sia presente un carico eccentrico la situazione non cambia
di molto: il diagramma non pi uniforme, ma, essendo la trave molto
corta, esso si mantiene lineare. La tensione risulta pi grande ad
unestremit rispetto ad unaltra, ma il problema pu essere risolto
comunque utilizzando solamente equazioni di equilibrio.
Risulta chiaro a questo punto che, per far si che i cedimenti siano ridotti
al minimo, bisogna progettare la fondazione in modo tale che il carico sia
centrato e che essa sia circa 1/3 della lunghezza caratteristica (questa
dipende da , la quale, a sua volta, funzione delle dimensioni della
trave); importante, quindi, dare delle dimensioni adeguate alla trave in
W

modo che la lunghezza caratteristica risulti 2.5 volte maggiore della


lunghezza L ( chiaro che questo, tuttavia, va ad influire sui costi di
realizzazione).

b)

0.32 W

L*
2.5
L
TRAVE DEFORMABILE DI LUNGEZZA FINITA

D
ovvero 4
In questo secondo caso la lunghezza della trave varia da 1/3 a 3 volte la
lunghezza caratteristica; ci significa che la trave una trave di
lunghezza finita, il che equivale a dire che qualunque sia il carico
applicato sulla stessa, gli effetti sono risentiti su tutta la trave ed essa
risulta deformabile (gli effetti di un carico applicato ad unestremit non
sono trascurabili sullaltra estremit). Gli abbassamenti , inoltre, non
seguono la legge lineare.

L*
0.32
L
c)
TRAVE DEFORMABILE DI LUNGHEZZA INFINITA
D

ovvero
La lunghezza della trave maggiore di tre volte la lunghezza
caratteristica L*. In queste condizioni la trave pu essere considerata di
lunghezza infinita, nel senso che unazione applicata ad un estremo
produce effetti trascurabili allaltro estremo. Si verificheranno dei forti
cedimenti differenziali fra una sezione e laltra.
W

In conclusione, dato che la lunghezza L dettata dal progetto strutturale


delledificio (distanza fra i pilastri), per ottenere delle condizioni ottimali il
progettista deve intervenire sulle dimensioni della sezione della trave (altezza
e profondit).
N.B. Quanto detto finora, per, non va preso pedissequamente alla lettera; si
possono verificare delle condizioni di carico tali da cambiare il comportamento
della trave: il modello preso in esame, infatti, costituito da una trave soggetta
ad un solo carico concentrato, quando, nella realt progettuale, i carichi
applicati sono svariati. Lapplicazione di pi carichi non pi importante tanto
la lunghezza totale della trave, ma diventa fondamentale la distanza fra i punti
di applicazione delle forze (Lm).
Dimensionamento di una trave continua di fondazione

Il diagramma di riportato in figura pu, con buona approssimazione, essere


ricondotto ad un diagramma lineare, in modo tale che lo studio sia molto pi
semplice. Nel caso di carichi tutti uguali e luci Lm uguali con L*/ Lm = 1 (ovvero
Lm = L*) si ottiene un diagramma costante della reazione del terreno (esclusi gli
sbalzi). Se si approssima la campana degli abbassamenti con un triangolo di
base 2/ = 2 L* ed altezza pari a max si ottiene il diagramma di figura
(tensione costante esclusi gli sbalzi). In questo modo la trave di fondazione
risulta infinitamente rigida, perch, appunto, presenta un diagramma lineare
costante (tranne che per gli sbalzi laterali). Il problema pu essere risolto con
sole equazioni di equilibrio.
Si capisce allora come, mentre nel caso di carico isolato fondamentale la
lunghezza della trave, nel caso di pi carichi concentrati diventa preminente
linterasse fra gli stessi per capire se la trave pu avere un comportamento
rigido o meno.
Nel caso di carichi tutti uguali e luci uguali con L*/ Lm < 1, si ottiene un
diagramma della reazione del terreno non pi uniforme. Se si approssima la
campana degli abbassamenti con un triangolo di base 2/ ed altezza pari a
max con L*/ Lm = 0.5, ossia Lm = 2L*, i carichi, a differenza del caso precedente,
non si influenzano fra di loro.

La trave pu essere, quindi, assimilata ad una trave di lunghezza infinita


sottoposta a carico P. Anche in questo caso la soluzione nota.
Lespressione della tensione massima la seguente:
1.15PSd
(Sd)max 2
Rd
BLm
dove si assume il coefficiente 1.15 per tenere conto del peso proprio della trave e il coefficiente
2 perch landamento del diagramma triangolare.

2

N.B. Come accennato in precedenza si capisce quanto L* sia una
grandezza fondamentale. Bisogna ricordare sempre che, tanto pi piccolo ,
tanto pi sar grande L* e, tanto pi grande L*, tanto pi la trave sar rigida.
il progettista che diventa artefice della rigidezza della trave, decidendone
le dimensioni e di conseguenza il rapporto L*/L. Ne consegue che, in tal modo,
si possono controllare i cedimenti assoluti e relativi che possono affliggere la
struttura di fondazione.