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Clarinetto a Tasto Diatonico di Priamo Dall'Argine

Storia di un Brevetto mai usato

Digitando su di un Motore di Ricerca qualunque, le parole “Dall'Argine Priamo”, in


sostanza vengono fuori nella maggior parte poche notizie come riportate sotto da una
ricerca fatta con il Motore Google:

DALL'ARGINE Priamo, clarinettista


(Parma, 31 mar. 1846 - Milano, 28 dic. 1934)

Rinomato strumentista, ignoriamo dove compì i suoi studi, probabilmente nella Scuola di
musica della Banda della Guardia Nazionale, di cui non disponiamo degli elenchi. Suonò
in molte orchestre in Italia (Teatro alla Scala 1891-92) e all'estero. Nel 1888 presentò
all'Esposizione musicale di Bologna un clarinetto diatonico da lui costruito e intorno al
quale lavorò fino agli ultimi giorni per perfezionarlo. Per illustrarlo scrisse anche un
opuscolo, Nuovo clarinetto a tasto diatonico (Pr: Battei, 1888). Il 19 mar. 1912 fu accolto
nella Casa di Riposo per musicisti Giuseppe Verdi di Milano.

BIBLIOGRAFIA: Schmidl/Suppl.
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Qui finisce la ricerca “generica” relativa all'inventore e alla sua invenzione, il Nuovo
Clarinetto a Tasto Diatonico che per la sua epoca fu considerato Nuovo, oggi a 120 anni
dalla presentazione del Prototipo non può rimanere tale e forse andrebbero indagati i motivi
per cui questo strumento non può entrare a far parte della grande famiglia di strumenti a
Fiato quali es. l'Oboe e il Flauto ed avere la stessa facilità esecutiva e intonazione.

Circa 2 anni fa mi misi ad approfondire questo aspetto e in particolare se c'era la


possibilità o fattibilità di costruire lo strumento. All'inizio lo spunto mi venne da un
opuscolo di A. Gabucci (“Origine e Storia del Clarinetto” ed. Carisch) dove si parla (e
sotto riporterò la pagina) dell'inventore nonché compositore del Clarinetto a sistema
razionale o tasto diatonico Priamo Dall'Argine.

Leggendo che l'inventore era di Parma, illustre città di cultura e di tradizione internazionale
in campo di prodotti DOC conosciuta in tutto il mondo, approdai attraverso diversi altri
tentativi falliti, direttamente al comune della cittadina dal quale ebbi l'informazione che
esisteva in seno all'Assessorato alla Cultura una sottocommissione adibita esclusivamente
alla Musica per l'appunto denominata La Casa della Musica.

Mi dissi tra me e me che finalmente avevo trovato il posto adatto a tutti i miei interrogativi.

(di seguito allego la pagina in originale dell'opuscolo di A. Gabucci pp. 21/22)


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Per tornare di qualche passo indietro, riuscii da subito ad avere informazioni relative agli
indirizzi della CASA ED. BATTEI – (BORGO S. BRIGIDA 1, 43100 – PARMA) e delle
Librerie: BATTEI (STRADA CAVOUR – PARMA) e LA PILOTA (STRADA
GARIBALDI, 21/A – PARMA). Sapevo altresì che l'inventore aveva scritto un Libro
(Trattato) sulla costruzione del Clarinetto a Tasto Diatonico in dotazione della Biblioteca dal
titolo Nuovo clarinetto a tasto diatonico (Pr: Battei, 1888) comunale di Parma, dove
parlando con la Segretaria dell'Associazione “La Casa della Musica” feci riferimento ma poi
dovetti fare una richiesta al Presidente per avere ulteriore informazioni o insomma avere una
qualche risposta inerente al Brevetto del Dall'Argine che di certo era stato registrato dato
che attraverso la Ditta Giuseppe Barlassina di Milano venne prodotto e più tardi esposto in
occasione dell' Esposizione Musicale di Bologna nel 1888.

A questo punto della mia ricerca mi fermai dato che se un Presidente di una Associazione
Musicale dello stesso paese dell'inventore in questione non risponde, allora non vedo come
personalmente potessi essere oltremodo insistente nel voler a tutti i costi che una invenzione
di questa portata possa venire alla luce dato che semmai i benefici andrebbero a carico di
Associazioni, Cittadinanze, Strumento e non in ultimo alle Case Costruttrici.

Apro una parentesi dicendo che fino a quel momento il discorso sempre ascoltato dei
“cervelli italiani” che sono costretti ad emigrare non mi interessava più di tanto e non avevo
elementi per valutare una simile affermazione. Ora invece constatavo che ahimè in Italia si
fatica anche soltanto nel portare alla luce una scoperta, figuriamoci per i “cervelli”.
Dopo diversi mesi mi passò l'amarezza di aver dovuto constatare l'indifferenza e proseguii
le ricerche anche grazie alla sollecitazione di un mio alunno e allora pensai “se nessuno dei
concittadini del Dall'Argine sembra interessato così come soprattutto le Istituzioni, allora
rivolgerò le mie ricerche altrove partendo dalle Case Costruttrici Italiane”.

E infatti presi un elenco delle Case Costruttrici Italiane e incominciai a scrivere tramite
email una lettera del genere:

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All' Att. ne della Ditta Costruttrice .............................

Oggetto: Costruzione di un Clarinetto a Sistema Razionale con Tasto Diatonico.

Preg. ma Ditta ..........................


innanzi tutto volevo sapere se è questo l'indirizzo della Fabbrica di strumenti , oppure devo
inviare questa lettera ad altro indirizzo, cmq le allego lo stesso la missiva.

E' con piacere che mi rivolgo a lei in qualità di Docente di Clarinetto per esporle un progetto
da me pensato in merito alla costruzione è commercializzazione di un Clarinetto a Tasto
Diatonico e Intonazione Razionale ideato dall'inventore nonché compositore P. Dall'Argine
di Parma.
Conoscendo le difficoltà e i limiti del Clarinetto, uno strumento che ha fermato la sua
evoluzione storica con le innovazione del Klosé per quanto riguarda il sistema Boehm e del
Muller per quanto riguarda il sistema Tedesco, pur essendoci vari modelli in commercio che
ovviano agli inconvenienti di tali strumenti non si è mai posto termine all'annoso problema
dell'intonazione e delle difficoltà tecniche riscontrate in tali strumenti.
Circa un anno fa, leggendo le pagine dell'opuscolo scritto dal Gabucci, sulle Origini e
Storia del Clarinetto, la mia attenzione cadde sulle pagine 21 e 22 dello stesso (come
allegato) e notai subito la grande possibilità offerta dall'inventore Dall'Argine di
rivoluzionare il mondo del Clarinetto.
A fine diciannovesimo secolo questo strumento a Tasto Diatonico e con Sistema Razionale
venne costruito dalla ditta Giuseppe Barlassina di Milano, ora però a questa invenzione e
ideazione non ha fatto seguito la commercializzazione su larga scale.
Le ipotesi possono riguardare essenzialmente, o la tipologia di strumento che pensato,
ideato e realizzato, non diede poi adito ad effettivo riscontro pratico, in sostanza le alte
qualità descritte non vennero poi messe in pratica oppure la messa in oblio di uno strumento
dalla grandi potenzialità di intonazione e di facilitata esecuzione che si scontravano con
Sistemi consolidati ormai da qualche secolo.
A supporto di questa ultima ipotesi è il fatto che il Dall'Argine, finì i suoi giorni nella Casa
di Riposto per Musicisti “Verdi” a Milano, essendo di Parma e come spesso si dice “nessuno
è profeta in patria sua”, già da tempo aveva interrotto i rapporti di cittadinanza.

In merito a questo ho potuto constatare di persona il poco interesse riservato all'inventore


dai suoi concittadini, presi contatto con il Comune di Parma e con l'Assessorato alla Cultura,
il quale mi indirizzo finalmente ad una struttura all'interno di tale Assessorato che si
occupava del settore specifico della Musica, la “Casa della Musica di Parma”.Parlai con la
Segretaria dell'Associazione, la quale mi disse di fare una email al Presidente e aspettare la
sua risposta.
E' passato un anno e la risposta tarda ad arrivare e dato che io non sono un cittadino di
Parma l'unico appello possibile penso che debba essere indirizzato verso quelle realtà
industriali e artigianali che vogliono e possono impiegare se non altro un ora di tempo per
valutare il progetto, dopo di che dare una risposta o di conferma o di dissenso.
Già sapere se esiste una fattibilità concreta al progetto (ovvero se analizzando il testo del
Dall'Argine sulla costruzione dello strumento e rintracciare il brevetto) personalmente
sarebbe già una grande soddisfazione e se all'epoca (1888) la ditta G. Barlassina costruì tale
Clarinetto, allora oggi che siamo nel 2007 immagino che possa essere più fattibile che
allora.

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DESCRIZIONE-DELL'INVENZIONE :

Clarinetto a tasto diatonico costruito dalla ditta Giuseppe Barlassina di Milano, e inventato
da Priamo Dall'Argine (nato a Parma 1846, morto a Milano nella Casa Verdi 1934). Merita
come novità di essere illustrato questo tipo nuovissimo di Clarinetto a sistema razionale. Lo
strumento ha l'estensione, bocchino, ancia, e cameratura del Clarinetto Sib, e discende sino
al secondo Do di effetto reale, sotto le righe, quindi chiamato in Do e così scritto al posto
del Sib. Pure oltrepassando il limite di estensione del Clarinetto in La ha la digitazione
affatto diversa dai clarinetti in uso a tutt'oggi. Questo Clarinetto ha la possibilità di dare tutte
le note intonatissime.
Tutte le difficoltà di digitazione risultanti nei Clarinetti attuali, vengono eliminate col
meccanismo solido e speciale che permette ad un solo dito di azionare al posto di nove dita,
mediante un unico tasto che riesce con la sua singolare proprietà a far chiudere tutte le
chiavi dei mezzi toni indipendenti l'uno dall'altro a seconda delle esigenze, in modo che
sollevando progressivamente le dita dal basso all'alto, tenendo compresso il detto tasto, si
ottiene la scala diatonica, nel mentre con le identiche posizioni, alzando il dito del tasto
sopra ciascun tono naturale, si ottiene il corrispondente tono sopra, diesis o bemolle. Questo
tasto viene chiamato Tasto Diatonico dal suo ideatore e inventore M° Priamo Dall'Argine.
La digitazione dello strumento è semplice e comoda poiché con 14 posizioni si esegue tutta
la scala in estensione senza ricorrere a nessuna posizione e combinazioni di forcelle. Così
suonando con facilità in qualunque tonalità, in avvenire si potrà scrivere la musica per un
unico Clarinetto in Do come si fa per il Flauto, l'Oboe ed altri strumenti, restando così
evitati anche per questo strumento gli inconvenienti di meccanismo risultanti dall'uso scritto
per i tre Clarinetti: Sib, La e Do. L'intonazione generale è perfetta, poiché essendo tatti i fori
della medesima ampiezza, e calcolati scientificamente al loro posto esatto, tutte le note
vengono limpide e simpatiche, già intonate a fusto nudo, con speciale congegno che regola
pure l'esatta voluta apertura dei tamponi. Questo serve anche per gli acuti e sopracuti, tutti
cromaticamente in scala. Quando lo strumento è in riposo, tutti i fori o chiavi rimangono
aperti.
I Clarinetti in uso a tutt'oggi derivano dalla secolare invenzione di Cristoforo Denner di
Norimberga, ed è pur vero che furono apportate modificazioni varie ed utili, ma, in generale
furono tutte per quanto riguarda le chiavi supplementari o doppie (Vedi il Clarinetto
Boehm), ma è pur sempre vero che nessuna modifica è apparsa a base acustica razionale, né
a calcoli scientifici atti ad ottenere la perfetta intonazione e omogeneità di voce nei rispettivi
registri, che se bene si osserva attentamente, risultano di tre specie. Tutte queste
imperfezioni non esistono, in detto Clarinetto, perché é appunto a sistema razionale. Questa
razionalità di fori è ben riuscita al punto che neppure una pressione di labbro più o meno
normale, riuscirebbe in alcun modo ad alterare la perfetta intonazione. Questo tasto
diatonico è applicabile anche al Clarinetto Basso e ad altri strumenti cilindrici, meno che al
Flauto, dato il numero esiguo dei suoi fori in proporzione al numero che necessita per i
Clarinetti, ed anche perché esso è già teoricamente razionale..

(Tratto dal volume di A. Gabucci “Origine e Storia del clarinetto” - le Pag. 21/22)

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Dati utili:
1.L'inventore del Clarinetto a sistema razionale e tasto diatonico scrisse un libro
appositamente su tale Clarinetto da titolo “Dall'Argine Priamo, Nuovo Clarinetto a Tasto
Diatonico–Parma, Battei, 1888”.
2.Casa Editrice Battei – Borgo S. Brigida1, 43100 – Parma
3.Librerie: (Battei, strada Cavour s/c Parma) – (La Pilota, strada Garibaldi 21/a, Parma)
4.Casa della Musica di Parma ( si tratta di una associazione che fa capo all'Assessore alla
Cultura) – N°.052/231... (Segretaria)

Nel Salutarla le auguro un Felice Natale.

Tarquinia (VT), 24 Dicembre 2005

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E quindi proseguii questa ricerca che ormai si stava dimostrando interessante dato che le
Ditte iniziavano a rispondere e se arrivavano tutte risposte negative, pensavo, alla fine
arriverà pure una positiva. Così non è stato e sono giunto al termine di questo capitolo
affannoso e infruttuoso (per ora) constatando che se non ci sono Sponsor, purtroppo i
Capitali non li investe nessuno.

Cmq voglio riportare come ultimo messaggio la risposta di un dipendente di una Ditta nota
senza ulteriori commenti, c'è poi una mia risposta alla stessa, rimasta a tutt'oggi senza lettera
morta.

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Oggetto: Fattibilità costruzione Clarinetto a tasto diatonico e sistema razionale

Salve sono Francesco Stella il titolare del Centro Riparazione Strumenti Musicali a Fiato
"Lo Strumento"le rispondo a riguardo la Costruzione di un Clarinetto a Sistema Razionale
con Tasto Diatonico, parlando con il titolare della ditta Prof. Romeo Orsi della sua richiesta
mi a detto che in ditta hanno il brevetto dello strumento e che l'inventore P. Dall'Argine è
stato un collaboratore della stessa.
Si potrebbe realizzare il clarinetto ma avrebbe un costo elevato e se qualcuno fosse
interessato non ci sarebbero problemi, per quanto riguarda il metterlo in produzione mi anno
detto che al momento non sono interessati per vari motivi.

Per qualsiasi informazione mi può contattare telefonicamente durante l'orario di lavoro al


numero 0773353716

Cordiali saluti Prof. Francesco Stella

www.lostrumento.it

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La mia risposta.

Ringrazio della sollecita risposta e sono felicemente sorpreso di scoprire che il brevetto del
Clarinetto a tasto diatonico del Dall'Argine sia in vostro possesso, se ho ben capito
l'impossibilità del progetto consisterebbe nel non avere poi un riscontro economico nella
commercializzazione, che forse è stato anche il problema dell'inventore a suo tempo.
Quindi si dovrebbe ricorrere a "sponsor" diciamo privati che possano ammortizzare la spesa.
Se posso essere di qualche aiuto, soprattutto per quanto riguarda ricerche da fare su internet
sarò più che lieto di dare una mano.
Eventualmente un' altra soluzione forse potrebbe essere quella di cedere il brevetto a chi
invece può trarne profitto oppure anche avendo sempre la proprietà dello stesso farlo
realizzare all'estero?

Saluta e ringrazia
Prof. C. Nicoletti

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Ad oggi non ho ricevuto altre risposte, quindi ricapitolando il brevetto ce lo abbiamo noi in
ITALIA ma di PRODUZIONE non se ne parla. Come mai non si può fare? E perchè non
andare all'Estero dato che sarebbe una produzione a carattere Internazionale?

Chi si vuole interessare e crede di potere dare una fattiva spinta al progetto è il benvenuto,
per il momento mi sono “arreso” alle nostre evidenze credo tutte ITALIANE o sbaglio?

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