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DIDATTICA

SAPERI DELL'INSEGNAMENTO
La didattica la teoria e la pratica dellinsegnamento, la scienza della comunicazione e della
relazione educativa. Ci che fin da subito assume rilevanza nella didattica la complessit,
ovvero il punto di vista individuale, infatti il soggetto organizza ricostruisce produce il
mondo attraverso lesperienza condotta in interazione con gli altri, con ambienti di vita e le
relative culture; fa propri questi stimoli e modifica le sue conoscenze per adattarle ai
cambiamenti di situazione. Inteso anche come un sistema di rappresentazione del reale, che
scaturisce dalla relazione dinamica tra individuo e ambiente, la costante ricerca di un equilibrio
con lambiente ( Interazionismo simbolico ). Questa forma di adattamento tradizionale
viene definita Schema Input Output, in cui si considerano le risposte dellindividuo come
output e le stimolazioni dellambiente come input. Ben presto per ci si resi conto che non
era cos semplice come per la fisica; come azione reazione, invero lindividuo essendo un
sistema auto poietico ( in grado di autoregolarsi ) metabolizza gli stimoli e si adatta in maniera
pi articolata, piuttosto che ad un semplice meccanismo di stimolo risposta. Quindi un
individuo non solo agisce \ reagisce ( Modello Comportamentista ) ma soprattutto agisce e
interagisce con il mondo che gli si presenta in tutta la sua complessit ( Modello
Interpretativo ). Da questultimo modello teorico nata e concepita la possibilit di
intervenire intenzionalmente dallesterno nel processo di adattamento\ apprendimento del
soggetto nel cos detto processo di formazione, inteso anche come Concetto di
Educabilit. Proprio in questa delicata fase di accrescimento e miglioramento del bagagliaio
tecnico didattico del soggetto nasce un rapporto tra chi insegna e chi apprende che si colloca
su un continuum che va dallesclusiva eteronomia del docente alla totale autonomia del
discente. Per quanto riguarda la pedagogia del docente il pi antico tipo di insegnamento, si
centra sulla figura del Maestro, secondo cui viene considerato possessore di un sapere di tipo
lha detto lui ( ipse dixit ), esempio di saggia sapienza e di indiscussa autorevolezza e,
quindi il sapere viene accettato solo in virt di chi lo presenta. In tale modello di insegnamento,
il docente veniva concepito come un trasmettitore di conoscenze. La manifestazione pi tipica
di tale modello pedagogico la lezione frontale considerati come gli strumenti principali di
trasmissione del sapere e di verifica degli apprendimenti, quindi lapprendimento si verifica a
ridosso del lavoro di insegnamento. Questo modello di insegnamento porta un vantaggio,
ovvero una didattica a basso costo del tipo uno tanti ( proprio una sola figura da guida a
tanti soggetti in ascolto ) tra docente e tanti alunni. Questultimi invece fanno parte
palesemente della pedagogia del discente, che sostiene il focus della formazione sul
soggetto e sulla sua autonomia, con uno schema pi articolato, del tipo stimolo organismo
risposta ( SOR ) in cui il soggetto capace di produrre risposte autonome e autoguidate, di tipo
intenzionale e funzionale, in grado quindi di modificare il senso e la direzione della risposta
apprenditiva. I punti essenziali su cui si poggia lattivismo pedagogico possiamo sintetizzarli in
6 punti :
Il Puerocentrismo = ovvero invece di rendere il bambino adulto il prima possibile, diviene
opportuno concentrarsi sullinfanzia.
Il valore della psicologia = che sostiene la pedagogia riguardo lapprendimento e lo
sviluppo.
Linsegnante come guida = insegnante non solo per trasmettere conoscenza, ma anche nel
processo della scoperta del bambino facendogli da guida.
Il legame tra interessi e bisogni = sono gli interessi e i bisogni del bambino a guidare
linsegnamento.
Il legame tra insegnamento e vita = la scuola non parte separata della vita ma serve per
la vita.
Lintelligenza operativa = il bambino va stimolato ad usare la propria intelligenza attraverso
dei laboratori ( scultura, pittura, ecc )

C un forte rapporto tra insegnamento e apprendimento con una relazione tra chi insegna e
chi apprende ( Logica delleco etero autonomia ). C questo scambio docente
discente dove entrambi sono attori della relazione che si caratterizza per autonomia e per
proprie caratteristiche psicofisiche, quindi ognuno deve andare incontro allaltro in base ai
bisogni e alle modalit apprenditive. Il soggetto, si colloca in una posizione, in un continuum
di continuo ed esclusivo ascolto perch attraversa trasversalmente questi 3 principali
orientamenti riguardo al progetto formativo e quindi rispetto alla relazione di insegnamento
apprendimento. Da parte degli insegnanti tuttavia indispensabile prevenire ad una cultura
della qualit della didattica che si costruisce su le buone pratiche che sono 3 :
Modularit = al fine di far maturare capacit di analisi e sintesi per la disciplina affrontata.
Flessibilit = ovvero passare da un percorso formativo allaltro diversificando i testi di studio
al fine di far sviluppare abilit autoriflessive e critiche sul materiale selezionato.
Personalizzazione = possibilit di scegliere le modalit di apprendimento e di verifica.
Queste 3 categorie caratterizzano le azioni formative di tipo formale ( la scuola),
diversamente da quelle di tipo informale che avvengono spontaneamente in qualsiasi contesto
di vita; familiare, sociale, lavorativo, e di tempo libero, proprio perch nei contesti formalizzati
si va a valutare il se e il come, c un impegno cognitivo sul percorso di sviluppo.Ed qui che
entra in gioco il processo di rielaborazione del sapere (Mediazione Didattica), lungo 3
direzioni :
Loggetto culturale = le materie disciplinari affrontate
Il soggetto in apprendimento = la conoscenza del sistema cognitivo ed emozionale
dellalunno
Linsegnante = il proprio stile didattico nel metodo utilizzato
La didattica deve rispondere alle 3 domande:
cosa \ a chi \ come insegnare ?
I contesti sociali dellinsegnamento apprendimento sollecitano anche il rapporto tra
aspettativa e rendimento. Infatti se gli insegnanti credono che un soggetto sia meno
dotato o allopposto molto dotato sul piano intellettivo, questi tendono a trattarlo anche
inconsciamente, in modo diverso dagli altri a seguito della rappresentazione mentale
dellinsegnante, il soggetto a questo punto tender ad interiorizzare tale giudizio e si
comporter di conseguenza. Questa dinamica in altre parole, tende ad instaurare un circolo
vizioso per cui il soggetto tender a maturare alternativamente o in senso di estrema
adeguatezza o di totale impotenza e quindi a divenire, nel tempo, proprio come
linsegnante lo aveva immaginato. Il modo di guardare lalunno, da parte dellinsegnante, pu
influenzare significativamente la prestazione dellallievo e quindi, il suo rapporto con
lapprendimento. In particolare, se si pensa alla prima socializzazione in et pre
adolescenziale, il rapporto tra pari un delicato terreno nel quale si gioca, ancora una volta, il
peso della rappresentazione sociale; attribuire una scomoda etichetta, pu rappresentare un
ostacolo allespressione del S in modo stabile, libero ecc.
Peraltro si ritiene necessario un analisi previsione dellincidenza che pu avere litinerario
didattico stabilito, del suo svolgimento e della sua verifica.
Progettazione, Programmazione non solo una questione di terminologia. Diviene
quindi molto utile analizzare i termini per non avere confusione; notiamo subito delle
importanti differenze :
Progettare = criterio generale di lavoro, anche un indicazione di massima su come
procedere.

Programmare = lavorare per lacquisizione di conoscenze per la revisione critica di quelle


possedute.
Qui possiamo anche tenere a mente il fatto che la Programmazione didattica
individualizzata fa parte della Programmazione didattica in generale ed entrambi fanno
del ciclo della Progettazione educativa.
Queste delucidazioni hanno aperto ben presto la strada per un analisi maggiore della scuola,
facendone risaltare delle differenze,ovvero un passaggio da una scuola del programma alla
scuola della programmazione :
Coordinare i fattori educativi e formativi in sede locale.
Tenere presente le materie e le discipline di studio di una scuola e usarle nel contesto di vita
sociale e culturale.
Quindi costruire un curricolo vagliato con un concetto di trasferibilit delle conoscenze in altri
contesti similari considerando fattori, situazioni, esigenze dei vari aspetti economici, sociali e,
culturali della realt scolastica e formativa.
Bisogna considerare 3 aspetti della realt scolastica, e la programmazione didattica
il dispositivo regolativo centrale :
La scuola nella sua organizzazione
Conoscenza e problemi del Territorio di appartenenza della scuola
Gli alunni facenti parte di entrambi i fattori e quindi valutarne gli esiti formativi
A coadiuvare tutto lo sviluppo tecnico didattico dellalunno, inizialmente si ponevano al centro
solo gli obiettivi da perseguire. In questo caso il curricolo personale dellalunno un obietto
di per s.
Vi sono delle teorie cui far riferimento in questo caso e possono essere raggruppate in :
1 ) Percorso formativo
2 ) Progetto educativo nazionale a livello formale
3 ) Attivit di programmazione ( da parte del docente, del team ecc )
4 ) Gestione dellattivit di programmazione ( lavoro di controllo valutazione correzione
degli obiettivi )
Il delicato compito di contestualizzare il programma ministeriale dare
intenzionalit ai percorsi formativi dei singoli gradi scolastici. Contestualizzare il
programma dare significato alle finalit traguardo, pedagogico e didattico, al viaggio
dellinsegnamento apprendimento, costruendo cos una scuola del progetto, e non una
scuola del caso. La scuola necessita di delineare degli obiettivi; che il fattore di regolazione
delle successive fasi del curricolo stesso.
Comunque per i docenti, qualunque sia il criterio adottato per classificare gli obiettivi, un
compito abbastanza impegnativo, sarebbe utile infatti presentare agli studenti obiettivi
secondo un criterio di complessit crescente, dei livelli di capacit, da acquisire in
relazione alle grandi aree di apprendimento e sviluppo. Per questo difficile compito
bene far riferimento alla Tavola tassonomica madre che prevede:
1 ) Apprendimenti elementari = Obiettivi cognitivi generali :
Memorizzare
Automatismi disciplinari
Automatismi cognitivi
2) Apprendimenti intermedi = Obiettivi cognitivi generali :
Descrivere le conoscenze
Applicare e controllare le conoscenze
3) Apprendimenti superiori convergenti = Obiettivi cognitivi generali :

Analisi
Sintesi
Metodo
4) Apprendimenti superiori divergenti = Obiettivi cognitivi generali :
Intuizione
Invenzione
Questo tutto ci che concerne la Programmazione per obiettivi.
Invece altro tipo di programmazione didattica a mio parere molto pi valida la
Programmazione per mappe concettuali. Si fonda sulla convinzione che i curricoli vadano
centrati non sugli obiettivi ma sui contenuti, ossia sui concetti portanti delle discipline. E
necessario far riferimento ad una serie di fasi scandire, ovvero :
1) Elaborazione delle mappe concettuali di base : il docente indica i percorsi didattici
da realizzare, utile per la conduzione della conversazione clinica.
2a) Conversazione clinica : I docenti, con particolare attenzione nellosservazione e con
capacit di interazione verbale formulando domande opportune sulla base delle risposte dei
soggetti, devono aiutare questi ultimi a tirar fuori i concetti inerenti al programma didattico
sollecitandoli e aiutandoli nel percorso formativo.
2b) Ricostruzione della matrice cognitiva : Sulla base dei concetti emersi dalla
conversazione clinica si inizia a costruire la matrice cognitiva degli alunni rendendosi conto
approssimativamente come continuare il programma.
3) Elaborazione della rete concettuale dellunit didattica : Pu essere definita la
fase della formulazione degli obiettivi che scaturiscono dalla lettura incrociata tra mappa
concettuale e matrice cognitiva degli alunni.
4) Esecuzione : esecuzione dellunit didattica in s.
Riguardo la conduzione delle attivit didattiche importante quindi :
Offrire a tutti i soggetti le informazioni utili a piccoli passi.
Far concettualizzare i soggetti con domande mirate.
Rappresentare i concetti in maniera esemplificata ( con schemi, immagini, disegni, schizzi ecc )
Organizzare i concetti di tipo percettivo anche in tipo logico simbolico.
5) Valutazione :
Dingresso = dopo la conversazione clinica
Intermedia = sulluso degli organizzatori
Finale = in riferimento al percorso generale della tassonomia
Le prestazioni finali vanno cos controllate sul fatto che lalunno deve aver strutturato abilit
di :
Generalizzazione
Definizione
Discriminazione
Applicazione
Transfer scolastico
Transfer extrascolastico
Transfer analogico ( cio in senso metaforico o figurato )
Competenza meta concettuale
E possibile realizzare insieme agli alunni una mappa concettuale su qualsiasi argomento
seguendo alcune facili indicazioni :
1) Introducendo una PAROLA OGGETTO ( sostantivo ) come diretta esperienza ( sedia,
scuola, cane ecc) Disponendo i bambini con le sedie in cerchio per comunicare meglio.
2) Chiedere di pensare delle PAROLE EVENTO ( VERBI ) ossia delle situazioni legate a quella
parola oggetto ( se la parola scuola si chiede che cosa si pu fare a scuola ?

3) Si chiede ai bambini di chiudere gli occhi e dire se nella loro mente compaiono figure quando
vengono pronunciate parole oggetto e parole evento familiari. Ai bambini viene cos
presentato il termine CONCETTO ( ossia una parola usata quando ci si riferisce alle immagini
mentali di oggetti o eventi ).
4) A questo punto si avvia il riconoscimento delle PAROLE CONCETTO ( ossia non solo cose
concrete ma anche astratte ad es :
scuola = parola oggetto
giocare = parola evento
divertimento = parola concetto
Quindi far distinguere queste ultime Parole oggetto \ evento \ concetto.
5) Linsegnante invita i bambini a stabilire legami e relazioni tra parole evento e parole
concetto(tra bambini ).
Giungiamo ora in maniera schematica alle Differenze tra il modello di programmazione
per obiettivi e quello per mappe concettuali.
PROGRAMMARE PER OBIETTIVI :
Linsegnamento causa dellapprendimento.
Gli obiettivi specificano i modelli di insegnamento.
Gli obiettivi vengono individuati in assenza del soggetto.
Assimilazione per via tendenzialmente trasmissiva dei contenuti.
Genera apprendimenti lineari con percorsi cognitivi univoci e rigidamente determinati.
PROGRAMMARE PER MAPPE CONCETTUALI :
Dagli schemi apprenditivi del soggetto si costruisce linsegnamento.
I modelli di insegnamento sono formulati dagli schemi di apprendimento del bambino e dalle
sue esperienze.
Gli obiettivi vengono desunti dallincrocio della mappa concettuale di base con la matrice
cognitiva del soggetto.
Costante operazione di co adattamento tra la costruzione cognitiva soggettiva e le
organizzazioni concettuali.
Prospetta percorsi aperti in cui sono possibili itinerari plurimi, divergenti e creativi in coerenza
con le strutture.
Ma cosa rende unazione didattica efficace ?
Cosa fa della didattica un processo rilevante ?
Lindicatore della partecipazione appare inoltre un aspetto centrale anche per la formazione
degli studenti:
Attivare e valorizzare i saperi soggettivi.
Facilitare lesplicitazione degli stili cognitivi dei soggetti e larricchimento dei modelli
mentali.
Valorizzare la cultura dellapprendimento.
Facilitare la partecipazione e il coinvolgimento dei soggetti in formazione.
Offrire attivit formative da far svolgere ai soggetti in prima persona.
Sollecitare situazioni di apprendimento di gruppo
Valorizzare la dimensione relazionale nel processo di formazione.
E anche da considerare la modificazione del soggetto, ovvero :
Sostenere i processi di cambiamento del soggetto.
Alimentare la crescita di conoscenze, competenza e atteggiamenti.
Consentire il controllo del rapporto tra livelli formativi di ingresso, obiettivi formativi e risultati
raggiunto.
Sostenere la crescita di abilit auto valutative e cretiche.
Facilitare i processi di responsabilizzazione e di costruzione da parte dei soggetti.
Agevolare i processi di autoconoscenza della propria cultura in relazione alle culture altre.

Ricordarsi di far sempre contestualizzare ovvero migliorare lapprendimento con la creazione


di ambienti migliori che lo facilitano, dare loro compiti ai problemi reali, far imparare
individualmente e in gruppo.
Nellepoca contemporanea anche definita spesso epoca della conoscenza, dei lavoratori
della conoscenza, dellinformazione e della conoscenza diffusa bene tenerne conto, in
quanto tutto ci va connesso al fatto che di conseguenza maggiormente con la possibilit
odierna, tramite lutilizzo dei nuovi mezzo tecnologici, soprattutto in seguito alla rivoluzione
digitale, si pu ricevere molte informazioni ( Internet ), piuttosto che con quella della
maturazione di competenze, la quale richiede lapporto di scienze umane, oltre che
allesperienza e principalmente delle scienze della formazione e delleducazione. Questo
sapere condiviso nasce proprio dalla comunicazione: cio uno scambio tra soggetti regolato
sia da un bisogno intrinseco, sia da una necessit sociale e culturale; significa Mettere in
comune qualcosa. E comunque Comunicare e Comunicazione sono legati ai termini
trasmissione, linguaggio, informazione.
Comunicazione trasmissione di informazioni e alla base di questo c pura
intenzionalit.
La trasmissione tra soggetti avviene sempre tramite un medium ovvero un canale che
funge da supporto.
La comunicazione anche definita vera in quanto appunto un fenomeno intenzionale.
La comunicazione fa da guida alla trasmissione, la comprende e, pertanto, la orienta.
Tutto ci che non si realizza nella comunicazione non esiste.
Lattenzione per luso delle tecnologie digitali e della comunicazione nella vita di tutti i giorni si
andata nel tempo sempre maggiormente affermando con la diffusione di strumenti sempre
pi aggiornati e potenti e lo sviluppo della rete Internet.
Ma cosa si intende per comunicare ?
E dato dalla stretta relazione tra la figura dell Emittente, quindi il messaggio, il ricevente e
quindi il canale ( ad es. la voce ) pi il medium ( 2 persone che parlano al telefono = medium )
pi il cos detto Codice ( ad es. la stessa lingua ).
Distinguiamo anche vari tipi di Comunicazione Telematica :
di tipo Serbatoio = banche, siti Web ( P2P )
di tipo Postale = posta elettronica \ SMS ( persone note )
di tipo Chat = chat line, forum di discussione in rete ( quindi maggiore possibilit di
conoscenze, discussioni ecc. )
Si apprende per vivere con la scelta e gli stili di vita che spesso vengono sacrificati alle
esigenze economiche, sociali e culturali del momento storico, tuttavia apprendimento e
conoscenza sono termini basilari per la formazione del soggetto, lapprendimento la base di
partenza per lacquisizione della conoscenza, che poi maturata nel tempo si traduce in abilit e
competenze nel corso della vita culturale e professionale. Comunque dallinformazione ( e
dalla qualit di essa ) che si fa via via facendo la conoscenza, utile nella realt in cui si vive e
per i problemi avvenire. Da ricordare che le conoscenzE si riferiscono agli ambiti disciplinari
specifici, in tanti settori.
Ma cosa si intende per intelligenza pertinente ?
Lintelligenza, potrebbe tradursi nella capacit di comprendere la realt, ma anche di
collocare il sapere nel contesto. Per questo lo sviluppo linsieme delle conoscenze
mirate che portano ad un risultato positivo.
Con la diffusione delle modalit di comunicazione mediate dagli strumenti informatici, dalla
rete, si venuta determinando la progressiva creazione di nuovi ambienti comunicativi e
collaborativi caratterizzati da modalit di interazione e, possono diventare unopportunit o un

problema a seconda delle competenze dellutilizzatore, del contesto in cui sono inserite e degli
obiettivi che si vogliono raggiungere. Fa parte delle nuove forme del comunicare anche la
Formazione a distanza = corsi on line ecc.
Tutto ci importante da capire, perch atto a valutare nellinsieme tutti i processi
formativi e di conseguenza anche la valutazione scolastica, che stata storicamente
connessa a quella di selezione, invece che a quello di programmazione e di sperimentazione,
come di fatto dovrebbe essere. La valutazione in ambito formativo un aspetto fondamentale
dellintero percorso didattico. Riferisce in che misura gli obiettivi sono stati raggiunti e se il
programma formativo stato efficace, come acquisizione di conoscenze, abilit e competenze.
Affrontare il tema della valutazione non pu per ridursi alla sola certificazione della
performance dei soggetti in formazione, vanno considerati i contesti del quale esso si
sviluppa e quali sono le finalit della valutazione, quindi ognuno va valutato per diversi
percorsi di crescita. Al termine valutazione non pu essere associato un semplice momento
selettivo e \ o certificatorio, ma bens con una serie di strumenti generativi del potenziale
educativo di ciascuno. Latto di valutare pu considerarsi come un attribuzione di valore a
fatti, eventi, in relazione agli scopi da perseguire. In un primo momento potremmo procedere
alla valutazione secondo le temporalit, in 3 momenti, ovvero :
Valutazione iniziale ( predittiva ) = fase in cui si va a misurare ( osservazione,
questionari, interviste,colloqui, prove ecc. ) e poi si va a definire quelle che sono le aspettative
dello studente rispetto allintervento formativo.
Valutazione intermedia ( formativa ) = un momento valutativo importante per gli
insegnanti sia per gli studenti il feedback in ordine a quanto si distanti con riferimento agli
obiettivi prefissi, coscch si vada a rivalutare obiettivi, metodi e strumenti che potrebbero
permettere di superare delle possibili difficolt.
Valutazione finale ( di prodotto ) = momento in cui si verificano conoscenze, abilit
acquisite e competenze maturate, dai soggetti in formazione.
Detto ci possiamo prendere in considerazione anche un 2 modello di valutazione,
propriamente sui soggetti, il che significa che nellottica del docente, il percorso di
valutazione uno step dellintero percorso progettuale che, dal punto di vista formativo indaga
il cosa linsegnamento ha prodotto, ma come linsegnamento apprendimento ha
funzionato nel suo complesso; cio come i soggetti hanno recepito la formazione in relazione
allorganizzazione e alla selezione dei programmi e dei contenuti del sapere, ai metodi e alle
tecniche adoperate. In questa fase importante il Self evaluation ovvero darsi un voto alla
performance come processo certificatorio, fare riflessione sul risultato ottenuto e sulla
condizione che ne hanno permesso la maturazione; una funzione essenziale
dellapprendimento, perch la consapevolezza delle proprie abilit legata alla motivazione
dellapprendimento che riguarda la padronanza e lo sviluppo della conoscenza, ma da parte
di tutti ( allievi, insegnanti, istituzioni, famiglie, societ ecc ) che si dovrebbe
acquisire competenze auto valutative atte alla crescita individuale e non, stimolando
proprio questa specie di cultura della valutazione.
In conclusione Valutare non significa registrare, certificare il risultato, ma piuttosto
apprendere esperienza attraverso lanalisi della stessa, la maturazione di competenze auto
valutative, sapere riconoscere gli elementi caratterizzanti della propria performance, sono il
vero valore aggiunto del processo di valutazione. Ad es. una scuola tutta quiz costerebbe
meno allo Stato, ma limiterebbe le intelligenze, portando gli allievi alla formazione di un
pensiero unico e unilaterale e indebolendo il potenziale mente plurale.
ABITARE LA CORPOREITA'
Parte prima: Corporeit e movimento nella ricerca pedagogica

Nel corso dei secoli lattenzione rivolta al corpo sempre stata modesta. Questultimo stato
messo sempre in contrapposizione alla mente. Al tempo dei filosofi sofisti, di Socrate, di
Platone, si prediligeva uneducazione incentrata sul sapere a discapito della dimensione
corporea. Concezione che continuata nel tempo ( Romani, Medioevo (corpo come strumento
di martirio, perdizione, seduzione e peccato) monachesimo (corpo oggetto di riprovazione e
condanna)). Nellumanesimo lattenzione al corpo cresce, perch c la riscoperta di una
cultura a misura duomo. Ma durante il fascismo che si afferma la cultura del corpo. In questo
periodo si assiste ad unattenta educazione fisica nella formazione dei giovani, forgiando questi
ultimi nel fisico e nella mente, per prepararli e addestrarli alla guerra. Anche le donne in epoca
fascista furono spinte allattivit sportiva. Con la fine del fascismo e della Costituzione
Repubblicana, e quindi il ripudio verso la guerra, fa si che leducazione del corpo si spogli di
qualsiasi significato addestrativo e militaresco. Durante gli anni 50, si afferma la disciplina della
psicomotricit, per superare la costante contrapposizione mente corpo. Studi sullarto
fantasma avvalorano lesistenza di uno schema corporeo (rappresentazione del corpo nella
mente. Sono due strutture interdipendenti e intrecciate. Negli anni 60 il corpo viene analizzato
nella sua variabile sessuale. influenzato dalla Body Art, ovvero il sistema artistico viene
scavalcato attraverso lutilizzo del proprio corpo. negli anni 90 che si assiste ad una grande
riappropriazione della corporeit. Trend articolati della societ che investe su stili di vita,
atteggiamenti culturali, comportamentali e di consumo. Si ha una rivoluzione di qualit su
alcuni aspetti (alimentazione pi salutare, cure pi naturale e pratiche terapeutiche
alternative). Il benessere legato a un pi bilanciato rapporto mente corpo, realizzabile
attraverso un ecologia della mente e uno stile di vita in cui i diversi aspetti dellesistenza
trovano un migliore equilibrio BIO- ENERGETICO. In questi anni il corpo utilizzato come veicolo
per esplorare nuovi linguaggi (piercing tattoo) . il corpo e la sua rappresentazione si trovano
al crocevia tra un oggettivit legata alla percezione di avere un corpo, e una soggettivit
legata alla consapevolezza che io sono il mio corpo. Leducazione del corpo quindi nasce e
trova spazio anche allinterno di programmi e riforme scolastiche. Negli ultimi anni il legame
sport ed educazione stato riconsiderato, e sono autorevoli i riconoscimenti scientifici e
istituzionali che attestano tale relazione. Nella societ attuale il corpo rappresenta unicone
prevalente che si impone su tutte le altre caratteristiche psicologiche e di personalit del
soggetto. Il mondo della moda consacra modelli estetici poco attrezzati sul piano identitario.
Grande importanza viene data al corpo a discapito della personalit. Il corpo viene usato come
linguaggio che si impone su tutti gli altri. Un seducente aspetto fisico corrisponde alla chiave
del successo mediatico. Il bellaspetto si impone nei diversi contesti mediatici (reality show,
talent show), che corrispondono a contenitori mediatici in cui le persone provano a diventare
dei personaggi. Va ricordato che questi non sono luoghi, spazi reali, ma allinterno di questi
ambienti le emozioni, percezioni, i processi cognitivi sono enfatizzati e amplificati sotto locchio
vigile di una webcam. Chi si pone come educatore dei giovani deve porsi come mediatore tra
queste dinamiche pseudo- esistenziali e la consapevolezza della vita reale. Spesso infatti i
giovani hanno difficolt a trovare una propria IDENTITA , che da sempre si fatta riferire alla
propria immagine, corporeit e fisicit. E qui si pone un interrogativo di non facile soluzione
nella lettura del rapporto corpo- identit. Il sesso con il quale si nasce in genere definito come
fattore discriminante lappartenenza a un genere diverso. Ora non pi cos. Abbiamo ad
esempio la figura del metrosexual (uomo che oggi si preoccupa molto dellaspetto fisico,
molto curato). Altro problema del rapporto corpo-identit si sviluppa in relazione alle nuove
tecnologie. Negli ambienti virtuali infatti, lidentit sganciata dalla corporeit, creando un

rapporto instabile tra corpo, identit e AUTOSTIMA, altro passaggio essenziale, per la
costruzione dellidentit, fondamentale per gli adolescenti.
Il corpo e le sue modificazioni
Linvecchiamento in passato era considerato come un processo degenerativo. Lattenzione a
questa stagione della vita, va ricercato in un generale cambiamento negli stili di vita,
nellorganizzazione della famiglia. Possiamo parlare di 3 figure di anziano:
Pater- familiars (anni 50), lanziano rappresentava una guida morale per lintera
famiglia, colui che tutti ascoltavano e rispettavano. Aveva quindi un ruolo centrale.
Negli anni 60, con il declino della struttura familiare di tipo patriarcale, lanziano viene
ridimensionato, fino a scivolare in una condizione di soggetto non attivo, economicamente non
produttivo. Si ha quindi una perdita di identit personale, autonomia fisica.
Attualmente la terza et viene vista come let del riscatto e del benessere. Dopo la
sistemazione dei figli, gli anziani ritrovano la perduta libert, ridiventano attivi e riscoprono
vecchi interessi abbandonati. Si moltiplicano quindi le iniziativi rivolte agli anziani sia in ambito
culturale, che in quello della socializzazione (ballo, ginnastica leggera doppio obiettivo
(salute, socializzazione)).
Altro settore di interesse quello della formazione, con la cosiddetta universit della 3 et.
Questo avviene per esaudire il desiderio di conoscenza, acquisizione di nuovi aspetti del
sapere. Non si parla pi quindi di declino fisico e mentale, infatti molte funzioni cognitive
possono continuare a migliorare a patto che siano esercitate. Alcuni studi (Goldberg),
affermano che invecchiando si acquistano maggiori capacit di risolvere problemi complessi,
attraverso il riconoscimento dei modelli cognitivi sviluppati nel corso della vita (saggezza).
Affinch le funzioni cognitive si conservino, necessario assumere comportamenti e stili di vita
adeguati, che ne rallentino linvecchiamento (cognitive fitness, brain fitness), ovvero esercizi
che puntino a sviluppare capacit di cogliere un messaggio o di svolgere operazioni abituali con
strategie inusuali.
Ci sono casi in cui la corporeit di una persona risulta alterata, come quando sono presenti
delle malattie:
- Cronico degenerative(Parkinson,SLA)o evolutive(tumori),assistiamo ad una trasformazione
della fisicit tradizionale.
- Disturbi alimentari Anoressia, Bulimia (disturbi immagine corporea), ma anche Ortoressia
(rapporto rigido e schematico con lalimentazione, alla costante ricerca di cibo salutare.
Lindividuo si estranea). Ulteriore disturbo quello della Bigoressia o anoressia inversa, cio
unalimentazione sbilanciata per assicurare un volume muscolare sempre maggiore, talvolta
usando integratori o steroidi.
- Disabili (deficit fisici o mentali), corpo malato, malfatto, deformato, talvolta non guidato da
una mente sana,
Gli attributi maschili e femminili determinano quello che generalmente viene definito il sesso
con cui un individuo viene al mondo e quindi appartiene a quel determinato genere. Parliamo
quindi di identit di genere. Ma lappartenenza ad un sesso non una condizione immutabile.
Parliamo quindi di processo trans attivo, verso un genere diverso da quello di partenza. Si
apre cos il dibattito verso il transgenderismo (cambiamento non solo di caratteristiche fisiche,
ma un vero e proprio processo politico). La relazione identitaria diventa pi incerta se
includiamo nella relazione IO- mondo, anche le tecnologie. Con i progressi verso lintelligenza
artificiale, cibernetica e robotica, luomo pu contare su ricambi tecnologici. Parliamo quindi di
cyborg (forma umanoide, organi artificiali e biologici).

Passiamo ora a parlare del corpo come strumento di costruzione- espressione- manifestazione
identitaria. Il nostro corpo ininterrottamente comunica messaggi, in maniera naturale e
involontaria, anche se molte volte lo fa in maniera volontaria con il modo di vestirsi, ornamenti,
trucchi, profumi, fino ad arrivare a sofisticate forme di alterazioni estetiche e visuali, come nel
caso del tatuaggio, tecnica adoperata gi in et primitiva, che con il passare del tempo ha
assunto significati diversi anche a seconda del contesto in cui veniva eseguito. Macchiarsi la
elle ancora nella nostra epoca, assume un significato iniziatico, soprattutto quando a sceglierlo
sono i giovanissimi che, praticandolo spesso contro il parere dei genitori lo vivono come atto di
disobbedienza per marcare il passaggio dalladolescenza allet adulta. Immutata nel tempo
per resta la sua funzione comunicativa.
Altro modo attraverso il quale il corpo comunica messaggi, rappresentato dalla motricit. Una
disciplina specifica, la prossemica, orientata a interpretare il significato delle distanze che
luomo pone tra s e i suoi interlocutori. Secondo la teoria di Hall, la distanza emotiva e sociale
tra le persone correla con la distanza fisica.
Un terzo modo attraverso cui il corpo si esprime si riferisce allambito della gestualit.
Desmond Morris ha elaborato una sorta di mappa dei gesti, che evidenzia forti differenze nel
linguaggio del corpo delle diverse culture. Possono nascere dei fraintendimenti quando una
cultura entra in contatto con unaltra. Prendiamo ad esempio la lingua come linguaggio non
verbale:
Mettere la lingua tra i denti, un gesto che indica concentrazione, ed riscontrabile in
tutto il mondo.
Toccarsi la lingua con lindice piegato, indica pettegolezzo ed usato principalmente in
sud America. Lo stesso gesto in Arabia Saudita vuol dire sbrigati.
Ogni cultura possiede le sue pratiche corporee che si riferiscono ad es a salutare, sorridere,
mangiare.
La specie umana sembrerebbe lunica specie capace di integrare il linguaggio delle parole con
il linguaggio del corpo e sarebbero proprio tali forme espressive miste responsabili di una pi
efficace comunicazione, con un contesto comunicativo maggiormente attivo e partecipativo.
Ma questa capacit di comunicare in questo modo non risulta una capacit innata n
tantomeno facilmente acquisibile. Il contesto comunicativo si dimostra efficace, quando tutti i
comunicanti percepiscono la necessit di impegnarsi in maniera complessiva attraverso
lutilizzo integrato da diversi linguaggi:
Componente verbale; aspetto linguistico della comunicazione, come la capacit di
trasmettere e recepire contenuti. Leducatore pu favorire questo processo adeguandosi alle
capacit dellinterlocutore, talvolta semplificando il lessico, per renderlo pi comprensibile.
Componente non verbale; riguarda gli aspetti corporei, gestuali, mimico espressivi
della comunicazione. Utilizzare i gesti pu rilevarsi indispensabile a sottolineare ci che si va
affermando, come pure utilizzare i gesti pu rilevarsi indispensabile a sottolineare ci che si va
affermando, come pure atteggiamenti e posture possono veicolare segnali di attenzione alla
persona e confermare apertura e disponibilit alla relazione.
Componente paraverbale, che riguarda sia gli aspetti verbali che non verbali della
comunicazione: (timbro, tono, volume, ritmi), che costituiscono le caratteristiche vocali di
ciascun individuo. Un messaggio quindi pu rischiare di rimanere inascoltato,
indipendentemente dalla bont del suo contenuto, perch magari stato trasmesso con
modalit inefficaci. Leducatore nel contesto della corporeit si confronta con persone con
problemi. importante quindi istaurare con la persona un rapporto di fiducia e comprensione,
utilizzando ad esempio lascolto attivo. Fondamentale risulta quindi creare atteggiamenti

motivanti linterlocutore a parlare. Modalit definite probes , ovvero una serie di


comportamenti mimici, di pause e silenzi, nonch di brevissime interazioni verbali, utili a
inviare segnali di assenso e comprensione che incoraggiano la narrazione.
Una visione del soggetto come entit bio- psichica integrata, trova riscontro anche nei recenti
studi di PSICONEUROIMMUNOLOGIA, che stanno approfondendo la conoscenza dei rapporti
di influenza reciproca fra sistema nervoso, sistema immunitario e sistema endocrino. La mente
non appare connessa al solo cervello, ma allintero organismo. Mente e corpo vengono quindi
considerate una sola entit, sottolineando la necessit di promuovere e sostenere azioni
formative per il corpo. Fratture e dissonanze che si realizzano nel soggetto possono portare a
produrre comportamenti incoerenti e incongruenti (esprimere la sofferenza nella rabbia, il
desiderio damore nella violenza, il sentirsi gruppo nella devianza). importante quindi educare
alla comunicazione corporea. opportuno che loperatore- educatore realizzi su di s alcune
condizioni relazionali allazione della comunicazione stessa, come quelle suggerite
nellapproccio centrato sulla persona (rogers):
Accettazione incondizionata, accogliere e non giudicare laltro nella sua individualit,
anche se manifesta valori ed esperienze destramente diverse. Laccettazione non significa
approvazione incondizionata.
Congruenza, cio per loperatore saper essere autentico significa pensare
intensamente tutto ci che si prova e si dice. Lautenticit significa apertura, disponibilit, che
funge da stimolo all attivazione della comunicazione del soggetto.
Empatia, significa comprendere il mondo soggettivo dellcon il corredo di emozioni,
dolore, speranze senza mai dimenticare che si tratta di esperienze ed emozioni altrui. Se
questultima condizione non sempre vigilata possono scattare fenomeni di identificazione, o
attribuzione allaltro di uno stato emotivo precedentemente esperito in situazioni analoghe.
Lesplorazione delle emozioni risulta centrale nella formazione delle professioni di ambito psicosocio- educativo, per questo motivo diviene necessario ipotizzare anche per loperatore un
percorso di formazione favorendo lo sviluppo di determinate competenze per promuovere
attivamente processi di autoaffermazione e autorealizzazione. Il richiamo al coinvolgimento
attivo e alla responsabilit delloperatore nei processi di cambiamento nei soggetti. Evidenzia
quanto complesso appaia tale compito, cui possibile far fronte solo grazie un incessante
lavoro di apprendimento nel quale, anche le competenze delloperatore, vanno sviluppate in
sistemi di competenze chiave per lazione, che abbiamo carattere di flessibilit a qualsiasi
livello. Finora abbiamo analizzato le diverse forme della corporeit,e il versante espressivo e
comunicativo della soggettivit. La sintesi di queste 2 prospettive consente di considerare il
corpo stesso come strumento didattico, provando cio ad educare il corpo attraverso il corpo.
Significa quindi riflettere su una teoria pedagogica della corporeit. Il significato
delleducazione in ambito corporeo, stato tradizionalmente ancorato a unidea di educazione
del corpo come educazione del fisico. Ancora oggi continua a sopravvivere lidea di
potenziamento del corpo, attraverso un allenamento sportivo forzato. Il corpo viene di fatto
trattato come una macchina, che deve essere portata al massimo delle sua prestazioni, la
mente resta libera di offrirsi in preda alle ossessioni. Una teoria pedagogica in et
contemporanea, va invece sicuramente orientata verso obiettivi di sviluppo armonico del fisico,
rispettosi di traiettorie di vita di ciascuno, conducendo ad una cultura della corporeit fondata
sulla valorizzazione piena del significato costruttivo del corpo come abilit cognitiva e vitale di
incorporare le esperienze di rapporto con gli oggetti del mondo e con se stessi, dando loro
significato allinterno di contesti abituali di azione. Lintelligenza molteplice e ciascun
soggetto usa in modo prevalente unintelligenza o una combinazione di pi intelligenze. Nello

spettro delle 7 intelligenze che Gardner propone nella sua teoria, possibile evidenziarne 3 in
particolare, la cui combinazione determina quella che possiamo definire INTELLIGENZA DELLA
CORPOREITA. Il corpo il ricettacolo del senso individuale del s, dei propri sentimenti.
Lintelligenza del corpo quindi scaturisce dalle seguenti intelligenze:
-Intelligenza spaziale; consente di collocare e di collocarsi nello spazio, di prevedere le
proprie mosse e i propri spostamenti nello spazio.
-Intelligenza musicale; connessa al ritmo, alla percezione del tempo, ai timbri , alle
tonalit.
-Intelligenza relazionale; cio la capacit di percepire se stesso sia la capacit di relazionarsi
agli altri.
Stenberg, formula la teoria tripolare dellintelligenza. Si esprimerebbe attraverso 3 modalit:
-Analitica, capacit di analizzare, valutare, esprimere giudizi, operare confronti tra elementi
diversi.
-Creativa, scoprire, immaginare, ipotizzare, affrontare con successo situazioni insolite, per le
quali conoscenze e abilit esistenti si mostrano inadeguate.
-Pratica, capacit di usare strumenti, applicare procedure e porre in atto progetti, saper
organizzare e pianificare.
La disciplina che si occupa di spiegare i meccanismi alla base del comportamento intelligente
quella dellembodied cognitive science. Lobiettivo principale quello di fornire un modello
interpretativo in grado di considerare la corporeit quale condizione necessaria per lo sviluppo
dei processi cognitivi e sociali. Tale ricerca lavora su 3 assi prevalenti:
- Modellizzazione dei sistemi psicologici e biologici considerando la mente e il corpo
come ununica entit.
-Formazione di un insieme comune di principi generali di comportamento
intelligente.
-Sperimentazione limpiego di agenti robotici in ambienti controllati.
Lo stretto legame esistente tra lapparato della razionalit e quello postato alla base delle
emozioni e dei sentimenti viene confermato anche dalla pratica neurologica (Damasio). A tale
riguardo i teorici dellembodied postulano lesistenza di un sistema simulativo. Secondo questa
teoria quindi, ogni forma di cognizione umana sempre profondamente ancorata al corpo, in
rapporto al quale assume valore e significato. Non esiste cognizione umana che non sia
radicata allesperienza corporea. Risulta importante incrementare attivit educative di tipo
ludico intrattenitivo come il teatro, la musica, la danza, lo sport, ecc., in cui il corpo si
compenetra fortemente nella rappresentazione della mente, per lo star bene psichicamente
quale elemento indispensabile per la crescita armonico, lo sviluppo integrato e il benessere
globale del soggetto. La teoria dellembodied cognition avvalora unaltra recente scoperta: i
neuroni specchio, ovvero particolari neuroni che si attivano sia quando si compie una data
azione in prima persona, sia quando la stessa azione la vediamo eseguita dagli altri. Sono
quindi una popolazione di cellule nervose, deputate a svolgere funzioni cognitive del sistema
motorio. Lattivazione dei neuroni specchio. Pu essere considerata condizione di facilitazione
del movimento osservato, proprio mediante linteriorizzazione delle sequenze motorie
necessarie per un certo movimento che in futuro verr eseguito. Gli stimoli pi significativi per
lattivit dei neuroni specchi sono di natura visiva. Lo stretto legame tra le risposte visive e
quelle motorie, sembra indicare che losservazione compiuta dagli altri, evochi nel cervello
dellosservatore, un atto motorio potenzialeanalogo a quello spontaneamente attivato
durante lorganizzazione e leffettiva esecuzione di quellazione. Gli esseri umani, dotati di
questi neuroni specchio, tuttavia non sono in grado di attivarlo efficacemente. Lobiettivo

quello di migliorare la modalit di attivazione di tali neuroni mediante larricchimento del


vocabolario di atti motori. Se gli atti osservati, sono inseriti nel nostro vocabolario, li
comprendiamo immediatamente. Per molti anni le aree motorie della corteccia celebrale sono
state associate sempre a funzioni attuative, operative e mai funzioni cognitive. Ogni azione era
la risultante generata da un modello del tipo PERCEZIONE COGNIZIONE MOVIMENTO. In
seguito alla scoperta dei neuroni specchio, il modello viene riformulato nella
sequenza CONOSCENZA MOTORIA COGNIZIONE. Quindi processi attribuiti a sistemi di tipo
cognitivo, possono essere rimandati al sistema motorio. Il significato di benessere in poco pi di
un secolo i Occidente radicalmente mutato. Ai primi del 900 coincideva con la condizione di
essere benestante. A partire dagli anni 70 con la crisi definitiva del modello economico
produttivo, lidea di benessere di lega ad altri aspetti dellesistenza. Lo stato di benessere pu
essere infatti definito come una continua tensione al riequilibrio delle diverse dimensioni
dellesistenza, non solo in termini intrapersonali, ma anche in rapporto alla comunicazione
interpersonale. Il benessere nellet contemporanea, assume un significato che va al di l delle
condizione di benessere fisico ed economico, ma si sostanzia di diverse componenti
(multicomponenziale), fisiche e psichiche, e naturalmente sociali, emozionali, psicologiche, in
quanto si configura come un fenomeno complessivo, facendo riferimento sia alla valutazione
biologico- clinica delle condizioni fisiche dellindividuo, sia dellauto percezione soggettivo
emozionale di salute da parte del soggetto. Lattenzione al benessere fisico va intesa, come
acquisizione di corretti stili di vita, attraverso sane abitudini alimentari e una attivit motoria e
sportiva quali requisiti per la ristrutturazione dellimmagine corporea nel corso delle diverse et
della vita. In benessere fisico quindi non disgiungibile da quello emotivo, soprattutto quando
ci si riferisce alla gestione dei livelli di stress, ansia, emotivit, che talvolta finiscono per
condizionare anche il benessere sociale, che dovrebbe caratterizzarsi per una soddisfante
comunicazione e un gratificante scambio interpersonale. I concetto assume quindi una
connotazione sempre pi psichica, sociale, in unepoca se non il benessere, ma almeno
laspettativa diviene pi legittima, mediante lesercizio di un vero e proprio diritto a stare
bene, diritto che pu essere conquistato quanto pi i soggetti vengono aiutati a ricorrere a
fare leva sulle proprie potenzialit. La convinzione che imparare a stare bene possa essere
insegnato viene perseguita attraverso la formazione dei diversi professionisti che gestiscono
relazioni di cura, sostegno, aiuto soprattutto in ambito psicomotorio e corporeo. Insegnare a
star bene e imparare a star bene, consiste nel riuscire a innescare un processo in cui lo star
bene essenzialmente un sentirsi bene, vivendo con maggiore consapevolezza la
dimensione soggettiva della propria vita. Lindividuo impara cos ad apprendere e a progettare
il proprio benessere.
Parte seconda: Strategie e pratiche psicopedagogiche nelle attivit motorie e sportive
Un gran numero di ricerche si occupata delle modalit in cui si sviluppano le diverse qualit
motorie, allo scopo di definire tempi e modi per organizzare la pratica motoria. La letteratura
colloca intorno ai 6 anni let pi consona per cominciare unattivit sportiva. Di regola,
lattivit sportive praticata durante linfanzia non sottopongono i bambini a dei carichi di lavoro
elevati, ma hanno la funzione di stimolare uno sviluppo armonico dellorganismo e prepararlo
alle fasi successive dellallenamento.
Se si considera la pratica sportiva in tutto larco della carriera di un atleta, si notano 5 tappe
progressive in cui i passaggi si fondono senza che di ciascuno di essi possa notare un vero
inizio e una sicura conclusione:
Principiante e ludica

Formazione dei fondamentali


Seguono 3 fasi tipiche dello sport agonistico
Allenamento giovanile
Allenamento specialistico
Allenamento dei potenziali campioni
La formazione fisica di base il paradigma sistemico a cui fa presa la formazione motoria di un
ragazzo e un adolescente. Gli esercizi fisici utili ed efficaci sono dati da un ampio campionario
di gesti casuali, ma di fatto rispondenti ad una ben chiara necessit: quella di tonificare la
preparazione attraverso un disegno centrato sulla motricit multilaterale. La multilateralit
uno strategia di ampliamento della gestualit in funzione dello sport ad alto livello. Si adopera
dopo alcuni anni di formazione fisica, dai 14 ai 16 anni, ed finalizzata allapprendimento di
tutte le qualit motorie che un giovane in grado di assorbire. La scelta dei carichi di lavoro
un essenziale punto di partenza per questa fase: selezionare e assegnare a ciascun soggetto
carichi di lavoro diversi, affinch la risposta educativa e formativa sia commisurata alle
caratteristiche proprie del singolo individuo. La fase successiva dai 17 ai 19 anni quella della
preparazione specialistica, mentre lultima fase quella dellallenamento in funzione di elevate
performance. Ogni tappa pu essere per taluni pi breve, per altri pi lunga o stazionaria, ma
sempre in linea progressiva. Affinch lapprendimento continui il suo iter, indispensabile la
spinta psicologica allazione, attivata da fattori ambientali ed educativi esterni o da forme
interne di autonomia cognitiva quali, la MOTIVAZIONE. Questultima considerata una parte
preziosa della macchina atletica, per cui limpegno di un insegnante o di un trainer quello di
impedir il venir meno della motivazione tra i giovani che la possiedono. Gli allenamenti
dovrebbero fondarsi sulla creativit, la variet ed il divertimento. La motivazione in ambito
sportivo pu configurarsi in varie forme e ed essere rinforzata con metodi e criteri diversi.
-Motivazione introspettiva, propria dei soggetti adulti. Il superamento delle prove delinea
un valore che potenzia la consapevolezza dei propri mezzi. Chi cerca insegnamento dai propri
errori, diventer protagonista dei propri successi.
-Motivazione estrinseca, connessa al rinforzo (positivo o negativo) attraverso cui si
prolunga o si restringe lazione. Il rinforzo pu essere un trofeo, un premio in denaro, un
encomio pubblico, ma anche la scienza e la tecnica a servizio dello sport. Per pi si ottengono
queste ricompense e meno valore gli verr attribuito.
Nella motivazione un ruolo fondamentale giocano:
-Lidentificazione, allinterno del quale la motivazione deriva dal rapporto relazionale tra
discente e docente, atleta e allenatore. Sar fondamentale lascendente che listruttore avr
sugli atleti. Linfluenza e lautorevolezza trovano radici nel processo comunicativo che
lemittente filtra attraverso, emozioni, attitudini, esperienze passate, aspettative.
-Linteriorizzazione, mira al valore di una giusta espansione del donare. Con questo metodo il
coach mostra allatleta tutta la sua stima prima dei risultati di gara, al fine di rinforzare e
aumentare la motivazione per una efficace competizione.
La scienza e la tecnica hanno creato materiali interessanti applicabili, alle numerose discipline
sportive. Questi strumenti consentono di osservare in ogni dettaglio i fenomeni coinvolti
nellesecuzione di una prestazione sportiva ad alto livello e permettono di modellizzarla, in un
contesto dalle molte variabili, prendendo in considerazione tutto ci che un fattore propulsivo
e tutto ci che a esso si oppone. Es. Micheal Phelps, 7 medaglie doro a Pechino, attraverso
lapporto di un nuovo costume fatto di fibre fastskin, simile alla pelle di uno squalo,
consentendo allatleta un vantaggio del 3& in velocit.

Lansia per sua natura si manifesta in soggetti che non sanno come affrontare situazioni
incerte. A volte per lallarme nei confronti di situazioni percepite come pericolose, pu
rappresentare un segnale positivo utile in chiave di sopravvivenza; tuttavia la linea di confine
che separa una sana reazione di allarme ad uno stato dansia permanente va osservata dal
comportamento. Possiamo distinguere 2 principali forme dansia:
-Ansia sana, la risposta correlata sia a stimoli interni, sia a fattori esterni. Essa ha una
durata limitata e produce blande sofferenze. Non interferisce sulle competenze operative,
sullefficienza personale e non intacca la sfera relazionale.
-Ansia patologica, allinterno, a risposta comportamentale dura un tempo indeterminato: il
soggetto perde il controllo volontario e razionale della personalit e ha una sensazione intensa
ed estesa del tormento. Si svolgono con scarso impegno le mansioni di lavoro e la vita
relazionale diminuisce drasticamente.
Nello sport, quando il corpo deve effettuare una performance, entra in gioco una funzione
psicofisiologica che prende il nome di AROUSAL. Si tratta di una risorsa appropriata e molto
simile allansia produttiva e sana. un super carburante fisiologico, fornito dal sistema
neurovegetativo per il potenziamento del motor skill; lansia buona ne lomologa. Gli studi sui
comportamenti degli atleti hanno fatto registrare che unansia disagevole, patologica, capace
di produrre effetti indesiderabili prolungati sulla performance dellatleta. Ci ci dimostra quanto
luomo sia influenzato da eccessi o mancanza di energia.
Esistono poi altre forme dansia:
Ansia pregara, fondata su 2 tendenze a. allenarsi per il primato dopo che latleta ha
avuto consapevolezza delle proprie capacit, o aspettare nuove opportunit per ricevere
proposte pi allettanti. b. allenarsi con scrupolo e impegno da solo, o con la squadra e
lallenatore.
Ansia da trauma. La abbiamo nel caso:
-Subire un infortunio, allontana latleta dagli allenamenti, dalle gare e dagli obiettivi
programmati. Il soggetto tende a vivere in un continuo stato di allarme, e a costruirsi una
corazza emotiva di difesa da cui derivano difficolt relazionali.
-Assistere ad un incidente, pu far rivivere allatleta aspetti traumatici delle sua esperienza di
degenza, generando incertezza sul proprio stato defficienza fisica.
-Leggere notizie negative o offensive di giornali, prima di affrontare una gara particolarmente
impegnativa, pu scatenare una reattivit, da cui pu scaturire un atteggiamento chiuso,
ritirato.
Ansia postgara, anche se una vittoria pu generare una risposta gioiosa, essa non ha
alcuna influenza pratica sullatteggiamento consolidato di esperienze sportive dellatleta,
infatti un fenomeno brevissimo. Dopo una sconfitta, la reazione isterica compulsiva e di alto
contenuto emotivo e gli atleti rispondono con un atteggiamento di chiusura e riservatezza,
oppure con agitazione e aggressivit. Il tutto si trasforma in ansia collettiva che minaccia
direttamente la fiducia del s.
Per contrastare gli stati dansia sono efficaci delle tecniche:
Training autogeno di Shultz, si traduce in allenamento delle potenzialit e attitudini
presenti in noi, canalizzandole verso lequilibrio psichico e il riposo del corpo.
Rilassamento progressivo di Jacobson, si basa sul principio che ogni irrigidimento
muscolare correlato a un indice ansioso. Per Jacobson, bisogna azionare le parti snodabili del

corpo, al fine di ottenere una scioltezza corporea e mentale, azioni considerate supporti efficaci
contro lansia.
Biofeedback, invece una tecnica per controllare e autoregolare lattivit biologica
circuitale, alfine di monitorare alcune funzioni quali la tensione muscolare, la temperatura
cutanea, la frequenza cardiaca, mediante un opportuna strumentalizzazione elettronica.
Lapproccio di co -costruzione e co- elaborazione tra coach e cliente si fonda sulla tesi, secondo
cui il cliente possiede risorse inedite da cui possono scaturire efficaci attivit per approdare a
obiettivi. In questo piano il coach scioglie le energie del cliente convogliandole verso spazi pi
agevoli e produttivi attraverso le sue virt magnetiche. necessario che il coach creda alle
potenzialit attitudinali del cliente poich ci stimola un rapporto relazionale che andr a
stabilirsi tra i 2 interlocutori. La pratica del coaching di recentissima acquisizione. Nel campo
diagnostico dello spazio sportivo, il coaching si snoda su 2 piani: quello dellorganizzazione e
quello della persona.
Allandamento della preparazione e alla prestazione bene dare un senso di omogeneit
tramite lordine metodico di varie esecuzione:
-Allenamenti graduali in rapporto alle prestazioni e alla gara
-Correlazione tra abilit atletiche di base e prestazione fisica
-Allenamento su misura dellatleta per osservarne levoluzione
-La periodizzazione dellallenamento; un complesso di adempimenti per la messa a
punto di una preparazione tecnica in vista degli obiettivi che si vogliono
raggiungere.
-La regolazione del carico di allenamento attraverso la diversificazione di 2 termini:
dose ed energia.
Esistono delle situazioni in cui dei soggetti provano una sensazione di inadeguatezza, che entra
a pieno titolo nella sintomatologia depressiva, con un senso di insofferenza, fastidio,disistima
personale. Il senso di inadeguatezza si pu riscontrare su comportamenti che possono essere
esemplificati attraverso eventi che si verificano spesso: un giovane di 17 anni, impiegato in un
meeting di atletica leggera, adduceva a scusante dolori muscolari per evitare di partecipare
alle corse a ostacoli. In realt egli simulava: il suo vero problema era una fobia sociale: il
ragazzo mostrava un ansia allarmante in situazioni in cui si sentiva valutato dagli altri: temeva
di essere messo a disagio,di essere irriso o che gli altri si facessero una inadeguata opinione di
lui. Lo stato opposto al senso di inadeguatezza la sensazioni di prevalenza: si tratta
dellatleta che non impegna commisuratamente le sue energie e il suo talento dinanzi ad
avversari in genere meno forti:,su un piano personale il senso di prevalenza per di pi
cagionare un temibile abbassamento delle condizioni atletiche in situazioni in cui i soggetti
gareggiano con categorie inferiori. Questa sensazione pu determinare due tipi di effetti :a.
demoralizzazione e scoraggiamento;b. disaffezione dellattivit atletica,che pu
trasformarsi in negligenza e conseguente mente in possibili infortuni e senso di avversione
mirato. Eventi frustanti nellattivit sportiva possono essere: il rapporto conflittuale con
lallenatore; il rimpiazzo a vantaggio di un rincalzo; lo sminuire le prestazioni assegnando ruoli
gregari; una sgridata nel gruppo da parte di un tecnico; i fischi e il malcontento della tifoseria e
altro. Sta di fatto che,sia in positivo che in negativo, le difficolt sono percepite
dalladolescente in modo oscuro e inammissibile:egli avverte limpressione di trovarsi tra
persone superficiali ed egoiste, perci pu mostrare cenni di oppositivit, oppure eccedere
nella preparazione fisica-atletica,creando il problema del surmenage dovuto sia a un
superallenamento,sia a un piano di esercizi non adeguati. Con questa esuberanza,il giovane

pu di fatto avere un ridimensionamento del livello prestazionale e di conseguenza potr


constatare il limite psicofisico che non gli consente di raggiungere le mete prefissate. Quanto
risulti propizio lintervento psicologico dato dalla complessivit provocata dallansia di
realizzazione delladolescente. Lo scompenso psicologico di ciascuno notevole in svariate
circostanze. nello sport certi squilibri si riflettono per un verso nella preparazione atletica
limitandone lefficienza. Lentit dei sintomi pu generare risposte ansiose , assai disturbanti
appena prima della gara, sia essa dilettantistica che professionistica, tali da far sorgere nel
giovane apprensioni di perdita della propria capacit di lottare. Va detto, tuttavia, che
qualsivoglia sia linteresse per la gara e comunque sia la propria performance, latleta che
soffre di disturbi ansiogeni pre-agonistici non muta la propria condotta il giorno che precede la
gara. Lansia pre-agonistica conserva quasi sempre sintomi che la caratterizzano, alterazione
dell umore e comportamento impulsivo; inoltre il soggetto sembra privo di discernimento,
come se la competizione che deve affrontare sia lontana nel tempo. Tra i sintomi somatici vi
sono, invece, i disturbi del sonno, il risveglio precoce, il capovolgimento del ritmo del sonnoveglia, la riduzione dello stimolo della fame, le anomalie nellazione digestiva, il parziale
controllo sfinterico. Soprattutto quando loperatore-istruttore interagisce con soggetti disabili
bene avvalersi di una formazione specifica sia in chiave pedagogica sia tecnica. Nei disabili
lincapacit di adattarsi a una nuova situazione non pi a loro misura, pu dar luogo ad
atteggiamenti di passivit e di dipendenza. Superabili attraverso una pratica sportiva
riabilitativa, cercando di valorizzare le abilit esistenti svincolando il disabile dallarea
dellinutilit e inserendo in un contesto interattivo attraverso lazione terapeutica dello sport.
Gli aspetti psichici che vengono favoriti dalla pratica sportiva in generale sono:
formazione e integrazione dellIO, approfondimento dellautoconsapevolezza,
potenziamento delle capacit sensoriale;
sviluppo dellidentit, della consapevolezza del s;
conquista della stabilit;
elaborazione della personalit
strutturazione spaziale
La funzione dellattivit sportiva facilita lincontro con il proprio S allo stesso modo in cui i
normodotati prendono coscienza della propria Identit. Figura chiave in questa
rideterminazione del proprio s quella dellallenatore-istruttore. I due termini lasciano
intendere una duplice mansione: quella di tecnico e di educatore.
Sono irrinunciabili sia la competenza tecnica sia la capacit di entrare in rapporto empatico con
il soggetto; mentre il peggior difetto quello di non dare ascolto agli atleti. Solo attraverso la
conoscenza dellaltro possibile fornire a ciascuno lintegrazione penetrando nellanimo
delluomo atleta.
ESPERIENZE E BUONE PRATICHE NELLE ATTIVITA MOTORIE
La danza una forma di espressione artistica che appartiene alla storia delluomo dai tempi pi
antichi. Essa iscritta nel profondo di ciascuno di noi con la sua carica simbolica del linguaggio
del movimento. Pochi per, considerano la danza importante nella formazione del bambino. La
parola infatti, prende il sopravvento, anche laddove non pu arrivare o insufficiente a
comunicare. In seguito per il soggetto sentir un senso di vuoto, perch nessuno ha educato
la sua creativit. Importante quindi uneducazione attraverso il movimento e attraverso la
danza che la forma espressiva del movimento. infatti attraverso il movimento libero del
corpo, che egli inizia a elaborare quelle informazioni che gli permetteranno di strutturare
autonomamente la realt delle cose, dei sentimenti, delle idee, in relazione a s e agli altri.
Danzando il bambino impara a conoscere il proprio corpo e a usare il movimento come mezzo

di comunicazione con gli altri, impara a scoprire che la qualit del proprio movimento varia a
seconda delle emozioni e delle sensazioni provate ed strettamente collegata allo spazio
usato, alla musica, al ritmo, e no ultimo alle persone che li circondano. Il termine danza
educativa, indica la danza come educazione della persona. Utilizza forme pi libere del
movimento, che trovano nel loro libero organizzarsi e strutturarsi, lo spazio adatto alla nascita
di un codice personale di comunicazione. Il corpo considerato una scelta comunicativa
ausiliaria, ritenuta rappresentativa solo quando risponde a precisi canoni estetici e stilistici: un
corpo brutto spesso ritenuto no adatto a comunicare. La danza inserita in un contesto
educativo, pu contribuire ad un riavvicinamento fra corpo e pensiero, soltanto prendendo le
distanze da una visione educativa della corporeit a orientamento fisico- motorio, per aprirsi a
una prospettiva legata alla dimensione artistica ed espressivo del corpo. Larte pu divenire
area delleducazione che unisce lesperienza pratica a quella concettuale attraverso una serie
di esperienze didattiche sia di tipo produttivo, concreto, visibile, sia di tipo ricettivo,
impalpabile, astratto. Le arti sono modi per avere idee, per creare idee, per fare esperienze e
modellare la nostra conoscenza in forme nuove. La danza in particolare, capace di unire e
conciliare lo sviluppo motorio con quello espressivo ed emozionale, in quanto il corpo
conduttore del messaggio artistico, e diviene al tempo stesso, strumento e oggetto del suo
stesso agire. Si po allora pensare alla danza come ad un sistema articolato si corporeit
espressiva capace di dar forma, rigenerare e trasformare quanto stato percepito ed esperito
attraverso un uso anche strumentale del movimento. Attraverso la danza il soggetto diviene
consapevole di un diverso modo di conoscere. Tutta la danza quella dei bambini, e degli adulti,
acquista cos il potere di trasformare il movimento in linguaggio senza usare la parola e di
plasmare le immagini in forme senza riprodurre la realt. Possiamo indicare la vera essenza
educativa della danza che si pu definire : larte di usare e organizzare il movimento per
esprimersi, comunicare e inventare. Tra l800 e il 900, la danza oltre a non essere reputata
educativa, non era neppure considerata unarte nobile. Per guadagnare la dignit artistica, fu
necessario rinnovarla profondamente, definendola forma di intrattenimento. Si ridefinirono
canoni e linguaggi estetici, i corpi furono liberati da abbigliamenti costrittivi e innaturali che
condizionavano il movimento e la ricerca di un flusso armonico in sintonia con la natura e il
sentire individuale. Trasformazione di quella che poi fu chiamata DANZA MODERNA. Partendo
dalla convinzione che il movimento avesse origine dallinteriorit, si arriv di conseguenza a
elaborare lipotesi pedagogica che leducazione del movimento potesse rappresentare una
sensibile modalit per educare la sensibilit. In Europa Rudolf Laban, e in America Margaret
HDoubler , gettarono le basi della moderna visione della Danza educativa. Si deve a Margaret
HDoubler, la nascita e linserimento della danza in ambito accademico negli Stati Uniti: suo
infatti, il primo corso di danza attivato nelluniversit di Madison nel Wisconsin nel 1917.
Svilupp una personale filosofia dinsegnamento caratterizzata da un forte impianto teorico e
scientifico: era profondamente convinta del valore formativo della danza, intesa come
strumento di scoperta dellindividuo e che il luogo pi idoneo per assicurare a tutti
lopportunit di praticarla fosse quello scolastico. Defin una serie di esercizi da lei
chiamati Fundamentals. Attraverso la ripetizione di questi esercizi lallievo poteva migliorare
sensibilit cinestetica e coordinazione. Defin in maniera particolare, non solo la pratica, ma
tutti gli aspetti teorici di una lezione di danza nella scuola: durata, pianificazione, parametri di
valutazione, musiche da usare , abbigliamento da indossare, caratteristiche dellaula di lezione
e cos via. Il testo di Rudolf Laban, propone un metodo dinsegnamento, prescrittivo e
formalizzato in esercizi, ma con una cornice di lavoro declinata in 16 temi di movimento,
suddivisi in elementari e avanzati, su argomenti relativi, fra laltro,allo spazio, alle azioni, alla

dinamica, al ritmo, alla relazione. Lascia allinsegnante il compito di scegliere e anche


combinare tra loro, quelli che in base allet, alle competenze e alle caratteristiche sociali del
gruppo, sono da ritenersi pi adatti ad avviare la ricerca motoria. Per vedere risolta la
dicotomia fra modello tecnico- professionale e modello creativo-educativo. Tale modello messo
a punto da Jacqueline Smith- Autard , chiamato art model, presentato sulla triplice matrice
del creating, performing, appreaciating. Il modello rivendica e contestualizza un ruolo
della danza, inserito nellambito delleducazione delle arti e finalizzato ad una pi ampia
educazione estetica e culturale. Nel processo di apprendimento di ogni educazione artistica,
vengono cos identificate 3 principali modalit che diventano ampi obiettivi generali:
una legata al fare, , relativa allesecuzione e allacquisizione di specifiche capacit.
Nella danza, ampliando lesperienza di movimento e di danza, e imparando ad acquisire una
corrette impostazione fisica.
una legata al creare, relativa alla produzione artistica individuale e di gruppo. Nella
danza, sviluppando capacit di esplorazione, invenzione, originalit, acquisendo strumenti che
permettano di reinventare.
una legata allosservare, relativa alla capacit di risposta nei confronti di un prodotto
artistico. Nella danza, realizzando situazioni, nelle quali attraverso la visione, il confronto e
lapprezzamenti di vari tipi di danza , sia possibile acquisire chiare regole di osservazione e
analisi del movimento.
Lintreccio di questi 3 elementi, pu creare una sorte di filigrana che attraversa lesperienza, e
a poco a poco, po diventare cornice di apprendimento per chi la compie, facendo divenire la
danza un linguaggio formativo della persona.
Con il termine Danza educativa , ci si riferisce a forme pi naturali di movimento. evidente
che il movimento naturale, ha bisogno di una griglia di riferimento, e di una guida
interpretativa. importante ricordare che fare molte volta non significa anche capire e la
soluzione ideata dagli allievi, deve trovare un momento di confronto e discussione con
linsegnante, in cui le regole applicate possono essere estrapolate, enunciate in modo
comprensibile per tutti e resi cos disponibili per nuove apllicazione di ricerca. Danzando
assieme ai propri compagni lallievo imparer ad osservare e a ripensare in termini di
comparazione analitica il proprio movimento e quello degli altri, acquisendo, inoltre strumenti
iniziali di visione critica della danza come forma artistica. Lapproccio ai contenuti avviene a
partire dallanalisi di ampi concetti motori. Fare esperienza, osservare e analizzare che cosa si
sta muovendo significa puntare lattenzione sul corpo, sulla sua struttura e sulle principali
funzioni motorie. Analizzare dove e verso dove si pu muovere, significa considerare lo spazio
utilizzato e utilizzabile. Il come della danza determina le caratteristiche qualitative e dinamiche
del movimento. legato al senso del peso e del tempo, al flusso, allo spazio, alla musica.
Considerare le relazioni che si instaurano fra le parti del corpo, o con altre persona, o con
oggetti, significa fare esperienza di quanto il rapporto fra diversi agenti modifichi, ridefinisca e
influenzi la danza. Ci comporta anche una modifica della struttura della lezione, che
pianificata intorno a un elemento scelto, che costituir largomento della lezione in termini di
movimento. A mano, a mano che questo approccio diventa familiare e questi elementi esplorati
andranno a costituire un vocabolario comune di conoscenze condivise, sar possibile raffinare e
ampliare la proposta didattica: gli elementi esplorati potranno essere combinati.
possibile distinguere 4 elementi base della Danza educativa:
il corpo, lo strumento primario per danzare, muoverlo importante tanto quanto
sentirlo muovere. Per questo va conosciuto nelle sue parti principali e nel suo funzionamento.
Le azioni di movimento possono coinvolgere tutto il corpo: spostarsi, saltare, girare, spostare il

peso; oppure coinvolgere anche solo singole parti del corpo: estendere, inclinare, gesticolare,
piegare, torcere.
-Lo spazio, la cui percezione strettamente collegata allacquisizione o al risveglio della
percezione corporea. Una volta che la percezione dello spazio stata estesa globalmente a
tutto il corpo, diventer possibile sperimentare su 2 differenti zone dazione: spazio generale e
spazio personale. Entrambi possono essere indagati rispetto la direzionalit: verticale,
orizzontale, sagittale. Ma anche su 3 diversi livelli: alto, medio, basso. I primi esercizi da
proporre sono relativi alla consapevolezza della direzione rispetto al nostro corpo. Se si
conosce, cio il punto verso cui il movimento indirizzato, si esprimer questa intenzionalit
direzionale con lo sguardo, con tutto il corpo e con parti del corpo. Questo particolare
atteggiamento spaziale del corpo detto focus.
-La dinamica, cio il come del movimento, cio la particolare qualit del movimento. La
dinamica essenziale nella danza, in quanto un gesto che non riveli una spinta emotiva
interiore , o che non comunichi alcuna sensazione, soltanto un esercizio corporeo. Uno stesso
movimento pu cambiare a seconda della qualit che scegliamo di evidenziare attraverso la
modifica delle sue componenti principali: peso, flusso, spazio, tempo.
-La relazione, lelemento che definisce con chi e con cosa ci stiamo muovendo, e quindi, in
questo caso danzando. Pu riferirsi al legame di corpi, o parti del corpo con oggetti, persone o
gruppi.
La formazione specifica di chi svolge lintervento didattico risulta determinante ai fini della sua
qualit. Con riferimento alla metodologia da utilizzare nella strutturazione delle lezioni, vanno
tenuti presenti alcuni principi fondamentali che regolano lattivit motoria quali:
-Principio della gradualit; si ottiene proponendo agli allievi compiti motori che siano
superiori alle loro capacit attuali, ma adeguati alle loro capacit potenziali. Da una parte
laccessibilit del compito deve consentirne la riuscita, dallaltra la sua difficolt, deve rendere
gratificante la riuscita stessa.
-Principio della continuit strutturale; si basa sulla concentrazione degli esercizi in una
sequenza studiata, in modo tale che lapprendimento degli esercizi precedenti, faciliti
lassimilazione di quelli nuovi.
-Principio della partecipazione attiva, si attua motivando gli allievi allattivit, evitando il
lavoro monotono ed eccessivamente ripetitivo, lasciano loro la possibilit di intervenire
criticamente sul lavoro dei compagni.
Le lezione strutturata in fasi:
-Accoglienza, una sorte di rituale di inizio, che ha lobiettivo di contestualizzare le esperienze
allinterno di uno spazio- tempo determinati, e riconoscere il gruppo.
-Riscaldamento, ovvero conoscenza corporea, parti, totalit, coordinazione. Ha lobiettivo di
riconoscere e controllare le diverse parti del corpo, riconoscere il messaggio sonoro e la
percezione ritmico- motoria e associata al movimento, migliorare le capacit di osservazione e
imitazione.
-Esplorazione, ovvero la libera esplorazione del movimento, ha lobiettivo di stimolare la
creativit e la fantasia, percepire la musica come stimolo emozionale ed espressivo,
comunicare con linguaggi non verbali, riconoscere gli elementi di base della danza. Vero nucleo
della lezione.
- Composizione, ovvero esercizi compositivi, che come obiettivo, lapprendimento di strutture
di movimento.
-Distacco, ovvero rituali di commiato, che hanno lobiettivo di favorire il distacco e segnalare
la fine della lezione.

Va ricordato che la musica, serve a fornire il tempo e il ritmo alla danza, a intensificare le
emozioni trasmesse dal movimento, a facilitare la percezione corporea: vanno quindi scelte
musiche capaci di sottolineare quel particolare tipo di movimento. Concludendo si pu quindi
affermare che la Danza educativa risulta essere funzionale a:
-Stimolare e consolidare i modi dellapprendere e del percepire del bambino che
sono in prima istanza corporei e sensoriali.
-Realizzare forme di apprendimento nelle quali gli allievi siano osservatori, creatori
ed esecutori della materia del proprio conoscere, sviluppando cos la creativit,
lautodisciplina e la socializzazione.
-Promuovere capacit di trasformazione delle esperienze percettive, sensoriali,
emozionali, visive in forme coscienti e intenzionali di movimenti espressivi.
- Collegare il movimento allacquisizione di abilit relative al rapporto tra musica e
movimento, alla danza, alla comunicazione gestuale, alla drammatizzazione.
-Potenziare ed educare la creativit espressiva, rafforzando il confronto tra contesti
comunicativi diversificati.
- Trasmettere lattenzione per i diversi modi di pensare, esprimere e dar forma alle
idee di ciascuno, crescendo nel rispetto della creativit individuale e artistica ed
educati al gusto del fare e delleducare.
Judo educativo
Le arti marziali non significano violenza, ma conoscenza di se stessi. Il Judo unarte marziale
che nasce intorno alla fine del XIX secolo, ed basata sul principio della flessibilit, contenuto
nel vocabolo ju. Di fronte a un avversario pi forte, normalmente si avrebbe la peggio, se alla
sua superiore energia, si opponesse resistenza. Invece di resistere, meglio assecondare la sua
stessa forza fino ad assorbirne lo slancio e a fargli perdere lequilibrio una volta esaurita la
spinta. Il judo non pu essere semplicemente considerato un tipo di lotta sportiva o una tecnica
di autodifesa, ma assume significati e calori pi profondi, che comportano un esercizio di
educazione mentale e fisica. La diffusione del Judo si deve principalmente al professor Jigoro
Kano, che fa conoscere la disciplina in Europa, quando nel 1936, si reca per perorare lingresso
di Judo tra gli sport praticati alle Olimpiadi in quella data Jigoro Kano, aveva gi intravisto la
grande opportunit educativa del suo metodo che escludeva ogni aspetto di violenza dalla
pratica di tale disciplina: purtroppo durante il viaggio di ritorno mor,e il suo progetto sub un
brusco arresto. Subito dopo la guerra, si ebbe in tutto il mondo un evidente sviluppo della
disciplina, e nacquero cos palestre e scuole e si organizzarono campionati di tutti i tipi, fino ad
arrivare al 1964, quando alle olimpiadi di Tokio , il Judo entr finalmente a far parte degli sport
olimpici. A seguito i tale evento il Judo si trasforma e diventa competizione dove il risultato
diventa fondamentale per laffermazione del maestro e degli atleti, dove la vittoria diventa
prevaricazione sullavversario, mettendo in secondo piano, laspetto educativo della disciplina.
Le 8 qualit fondamentali, sulle quali si poggia il codice morale del fondatore, alle quali ogni
judoista dovrebbe mirare sono: leducazione, il coraggio, la sincerit, lonore, la
modestia, il rispetto, il controllo di s, lamicizia. Il Dojo, i luogo dove avviene la pratica
del Judo, quasi sempre un locale sobrio, dove lattrezzo fondamentale il tatami: un tappeto
alto 4 cm e grande almeno 60 m . compito del Maestro facilitare negli allievi processi di
sviluppo tesi a consolidarne lautostima e il senso di autoefficacia che li porteranno, sempre di
pi a credere nelle loro possibilit, oltre che ad approcciarsi, significativamente, del proprio
corpo. Tutto questo naturalmente, avviene intervenendo in gruppo, ma anche individualmente,
mediante specifiche attivit che vanno a stimolare, continuamente lattenzione, la
concentrazione, il controllo soprattutto dellambiente e naturalmente della situazione che pu

essere. Possono essere indirizzati al Judo educativo, tutti i bambini gi a partire dai 4 anni.
opportuno infatti che nella fascia det compresa tra i 4 e gli 11 anni, i bambini siano avviati
alla pratica di unattivit motoria in cui la dimensione educativa sia sempre preponderante. Il
piccolo atleta, messo di fronte a una situazione che muta continuamente, costretto a
costruire, decostruire e ricostruire nuovi schemi di azione e di movimento, in cui la flessibilit
cognitivo- motoria, costituisce la cifra connotante, stimolando cos il bambino a produrre
sempre pi capacit di osservazione, comprensione, ragionamento, simulazione, e precisione
del comportamento avversario. Il Judo educativo perci una continua scoperta di condizioni
capaci di determinare nel soggetto,uninfinit di atteggiamenti psico- fisici efficaci. Il Judo
favorisce lo sviluppo dellautostima, condizione indispensabile per la formazione della
personalit. Rappresenta quindi un valido mezzo di socializzazione e condivisione di spazi,
creando iniziative e interessi comuni tra i praticanti. Lo stretto contatto con gli altri, durante le
fasi della lotta a terra, aiuta a superare diffidenze e preconcetti verso che ci sta vicino. Il
rispetto delle regole e delle gerarchie legate alla pratica fa si che, sin dalla giovane et, si
apprenda a essere responsabili nei confronti degli altri, accettando sconfitte, controllandosi
nella vittoria, aiutando i compagni pi giovani e inesperti e mettendo in essere il motto del Judo
amicizia e muta prosperit. Il Judo, in ultima analisi, una disciplina sportiva che forma i
giovani rendendoli consapevoli delle loro intenzioni e dei loro mezzi, del loro corpo tonico e
atletico, del loro coraggio e della loro personalit; il tutto attraverso uno straordinario controllo
delle proprie azioni. Tutto ci possibile a patto che si trovi un vero Maestro.
La capoeira
La capoeira una lotta danza nata in Brasile dalla creativit degli schiavi africani che,
impossibilitati a usare armi per lottare a favore della loro libert, mascheravano la pratica e
lesercizio delle loro lotte tribali con musiche e balli in modo da ingannare i loro padroni bianchi.
Si ha una nuova concezione di lotta, non pi diretta ma nascosta, mascherata, a seconda del
ritmo imposto dagli strumenti si poteva sviluppare un linguaggio corporeo, assumendo un
linguaggio non verbale. Nella capoeira sono presenti quindi, varie dimensioni: quella
musicale, quella poetica (nei testi dei canti popolari), della danza (con i movimenti
a ritmo), quella delle arti marziali tutti i movimenti di attacco e difesa combinati tra
loro). La roda un cerchio di persone che si trasforma in un mondo dove il vissuto interno la
capoeira. Tutti sono vestiti di bianco. Il rituale inizia con una parte musicale in cui i berimbau
cominciano a suonare , tutte le persone in cerchio cominciano a battere le mani a ritmo e il
maestro intona delle canzoni dando inizio al jogo. 2 compagni si avvicinano ai piedi degli
strumenti principali, si salutano toccandosi le mani ed entrano con unacrobazia allinterno del
cerchio, cominciando il gioco. Si muovono agilmente con movimenti sinuosi ed eleganti figure,
tirano calci e li evitano senza mai toccarsi, e in tanto uno dei due o entrambi eseguono
unacrobazia per dimostrare per mostrare la propria libert. Quando sono stanchi o ritengono di
aver esaurito il loro gioco, si salutano toccandosi le mani o abbracciandosi al centro della roda
ed escono per permettere ad altri due giocatori di entrare mentre la musica continua ipnotica il
suo ritmo. Lelenco dei giochi e dei ritmi molto esteso e varia anche di gruppo in gruppo,
seguendo levoluzione che i vari maestri hanno imposto ai loro allievi. Gli strumenti musicali
hanno la funzione di trasmettere le emozioni allinterno della roda. Sono costruiti con materiali
poveri. I ritmi, la musica, le canzoni sono di natura popolare e narrano del vissuto comune e
della storia dei popoli che li hanno creati, costituendo quindi una memoria storica di tipo orale.
Il caporeista, colui che non solo gioca a capoeira, ma suona tutti gli strumenti, canta le
canzoni in roda, partecipa e fa partecipare gli altri agli eventi, amico di tutti gli altri capoeristi
e non si offende e scappa se il gioco diventa pi concitato e aggressivo; on perde calma e sa

farsi rispettare. Nella capoeira vincono tutti coloro che partecipano, perch limportante non
vincere ma partecipare. La tratta degli schiavi neri in Brasile cominci, quindi, per la richiesta di
manodopera a basso costo nelle piantagioni di canna da zucchero gi nel 1550. Si sceglievano
appositamente africani di etnie diverse per rendere difficile la comunicazione e lunione, in
modo da prevenire ribellioni sia in mare, durante la traversata, sia che nelle fazendas. Ma per
contrastare questa difficolt nel comunicare, spesso gli schiavi socializzavano attraverso il ballo
e la musica. Molti di loro erano guerrieri fisicamente dotati e preparati anche dal duro lavoro;
cominciarono allora a esercitarsi fisicamente anche in attesa del momento buono per la fuga.
Per mascherare i loro allenamenti, suonavano e lottavano al ritmo delle percussioni, attenti
allarrivo del padrone; in sua presenza i ritmi cambiavano e gli schiavi danzavano, ingannando
il fazendeiro. I primi documenti che usano il termine capoeira riferiti a una forma di lotta, sono
del 1630: gli schiavi fuggiaschi si rifugiano nella capoeira (vegetazione bassa) per poi
aggredire i Capitaes do Mato che vanno a riprenderli con calci, testate e rasteiras (colpi
disequilibranti). Il 25 maggio 1888 la regina Isabella decret la fine della schiavit in Brasile, e
un anno dopo nel codice penale brasiliano, comparve un articolo in cui si dichiara che fare
nelle strade, e nelle pizze pubbliche esercizi di agilit e destrezza corporale conosciuta con la
denominazione di capoeiragem, comportava la pena dai due ai sei mesi di prigione, aggravata
se fatta in gruppi o bande. Fu linizio dellemarginazione della Capoeira; il capoerista veniva
equiparato a vagabondi e ladri. Diversa si presentava la situazione nello stato di Bahia ,dove
lalta percentuale di ex-schiavi di origine africana consent la conservazione di molti riti e
tradizioni a favor il nuovo corso della capoeira. Fu da questo momento, e in questa regione,
che gli strumenti tipici della capoeira, entrano a far parte stabilmente nella vita della capoeira
stessa. Il cerchio per la cerimonia degli orixas divenne la roda di capoeira, i vestiti e il giorno
dedicati ai santi,i anti celebranti le feste e gli spiriti del candombl. Tutto contribu a diminuire il
carattere violento e trasformare il caporeista in un artista. Gli stranieri di passaggio,
cominciarono ad appassionarsi a questi esercizi di abilit e di agilit con accompagnamento
musicale, disposti anche a pagare per poter assistere di nascosto alle loro esibizioni. Ma la
capoeira era ancora proibita e i vari praticanti, venivano gi chiamati maestri, dovevano agire
in clandestinit. Nel 1934 il presidente Getulio Vargas, insieme alla promulgazione di altre leggi
liberali, quali il diritto di voto per le donne, gli analfabeti e i soldati, abol la norma del codice
penale che proibiva la capoeira. Obblig la pratica della stessa nel recinto fechado, in luogo
chiuso, non pi per le strade ma per le accademias (accademie). Mestre Bimba, n
personaggio fondamentale della capoeira perch cre il primo metodo di insegnamento
dellarte. La modifica dei rituali e delle tecniche utilizzate, crearono malcontento tra gli altri
capoeiristi. Molti di essi, tra cui un altro noto maestro, Vincent Ferreira, detto Pastinha,
rifiutarono i cambiamenti e , approfittando della possibilit di poter aprire anche loro delle
accademie di Capoeira, formarono un movimento di capoeira detta angola pi legata alla
tradizione, che si contrapponeva alla capoeira regional creata da Maestre Bimba. Pastinha
lamentava la perdita della sua natura africana con la trasformazione in uno sport di natura
agonistica e la perdita dei suoi valori culturali. La questione fondamentale, fu per la
liberalizzazione della capoeira che ricominci a diffondersi in tutto il Brasile,e negli anni 70
anche al di fuori del Brasile. Le rivalit tribali furono superate dagli intenti comuni e dalla
formazione dei gruppi sociali. In sociologia e in psicologia sociale si definisce gruppo uninsieme
di persone che interagiscono le une con le altre in modo ordinato sulle aspettative condivise
riguardanti il rispettivo comportamento. Secondo le teorie della percezione sociale relative al
tema delle social cognition, esisatono varie motivazioni in base alle quali si percepisce la
propria appartenenza a un gruppo:

Per vicinanza, intesa come vicinanza fisica, che molte volte rappresenta il primo
motivo di contatto per la scelta di appartenere a un gruppo spontaneo.
Per somiglianza, in quanto in base alle proprie opinioni e idee ci si sente attratti da chi
le condivide. Non si intende in questo caso somiglianza fisica, ma affinit di pensiero, interesse
e stile di vita.
Per identificazione. Si pu appartenere a un gruppo anche quando non c
somiglianza nelle idee o nei bisogni, ma con una motivazione per lo pi inconscia di
identificazione dellaltro. Si intende anche il processo di strutturazione della propria personalit
e identit societ, attraverso linterdipendenza con il gruppo.
In base a queste teorie si pu tracciare un parallelo su quanto accaduto con la nascita e lo
sviluppo della capoeira e dei gruppi di capoeira allinterno del tessuto sociale al fine di
sviluppare ipotesi e idee. Come abbiamo visto nelle teorie precedentemente esposte, la
vicinanza tra gli uomini favorisce il crearsi di gruppi e nelle senzalas, la vicinanza fisica era
obbligata, gli schiavi si raccoglievano insieme per mangiare, celebrare riti. Un altro fattore che
li avvicinava e li spingeva a creare gruppi era anche la loro comunanza razziale. Altro motivo
che spingeva gli schiavi ad unirsi, era la possibilit di fuga per sfuggire al lavoro massacrante
delle fattorie prima e delle miniere poi. Una volta formatosi e riconosciuti come gruppi,
venivano a crearsi, cos, identit di gruppo e di status che aumentavano la coesione e la
leadership dei capi riconosciuti. Grazie a questi gruppi nacquero le prime fughe di massa. La
spinta socializzante si ebbe con le rivolte negre, nellintento di combattere il padrone bianco e
di riconquistare la libert. Unaggregazione sociale si ebbe con lintuizione di Mestre Bimba. Chi
apparteneva a quel gruppo doveva seguire determinate regole, sia fuori che dentro la vita della
scuola. Bimba adott anche delle cerimonie per il riconoscimento sia dellappartenenza al
gruppo, sia per la successiva scalata delle posizioni gerarchiche. Pastinha si propose di
preservare, insegnare e divulgate la capoeira nella sua accezione di arte del dialogo, ma
soprattutto come tradizione africana con i suoi rituali e aspetti originali. I due movimenti
cominciarono a coagulare attorno ai 2 maestri tanti allievi che erano attratti dai 2 concetti. Uno
pi dinamico e proiettato al futuro, laltro pi statico, che ricercava le origini della capoeira e
degli schiavi africani in Brasile: leffetto principale fu la nascita e la crescita dei gruppi di
capoeira e lidea nuova di capoeira come progetto sociale. Bimba rifiutando di insegnare la sua
lotta a vagabondi e perdigiorno, pretendeva che i suoi allievi, imparassero a legger e scrivere
per non trovarsi in difficolt nella vita. Con il suo impegno sociale orient lingresso della
capoeira nelle universit e nelle scuole. Lo stesso progetto fu elaborato dal maestro Pastinha.
La differenza era nellapproccio metodologico. Negli anni seguenti moli furono i programmi
elaborati e poi realizzati sullinserimento della capoeira nelle scuole e nelle universit. Anche in
Italia sono stati proposti dei progetti a sfondo sociale per limpiego della capoeira. Lesperienza
nellistituto Berlinguer, partita da un progetto della regione Campania, denominato a scuola
di teatro, per lattuazione di un piano integrato per sostenere linclusione sociale. Le attivit
integrative dei piani di offerta formativi scolastici, propongono moduli relativi a tematiche
sportive, musicali, teatrali e percorsi di ricerca e approfondimento sulle culture locali e
straniere. Inoltre stata proposta leducazione alla socializzazione attraverso tali linguaggi
artistico- espressivo. La strategia usata stata quella del learning by doing, letteralmente
imparare facendo. In tutti i laboratori le attivit sono state incentrate sulla fase pratica alla
quale, in un secondo momento, seguita la teoria. Cos per la musica, la prima fase dedicata
allutilizzo del corpo come strumento, in modo da arrivare gradualmente alluso degli strumenti
musicali della Capoeira. Per rendere pi interessante la lezione, sono state proposte anche
delle piccole storie e aneddoti per mantenere alta lattenzione e la concentrazione.

Limpostazione dei moduli dedicati allattivit corporea stata basata quasi esclusivamente sul
gioco, creando cos un clima positivo e di grande energia, che ha reso i bambini attenti e
concentrati durante tutte le attivit. Uno dei giochi proposti stato proprio il classico guardie
e ladri. Per adeguarlo allesigenza di trasmettere contenuti sulla capoeira, il gioco stato
variato nelle regole; la cattura di un ladro da parte della guardia, comportava il rimanere fermi
in una posizione di capoeira, in attesa di essere liberati da un altro compagno che eseguiva
unaltra tecnica di capoeira. Un momento molto stimolante del progetto p stato
linteressamento che hanno dimostrato i bambini nei confronti degli strumenti musicali.
Notando questattenzione, si proposta la costruzione di stumenti da parte dei bambini. Il
progetto prevedeva una presentazione finale, sottoforma di spettacolo teatrale da parte degli
allievi, con la dimostrazione pratica di quello che avevano appreso. stato anche unoccasione
per la verifica dei contenuti trasmessi e recepiti. Gli allievi hanno dimostrato grande
entusiasmo, e questo progetto stato molto stimolante per gli insegnanti.
GYROTONIC: Per avere una visione sana e logica della relazione tra mente e corpo occorre
andare indietro di oltre 2000 anni nel tempo, e spostarsi di non pochi chilometri verso est,
siamo in Cina energie regolate da diverse forze, uno maschile yang, laltro femminile, yin.
Oggi in occidente, il compito di stabilire una relazione scientifica tra corpo e mente spetta, tra
le altre, alla psicopatica, una branca della psicologia medica che negli ultimi anni riscuote
molto seguito nel mondo scientifico, e che trova nella psiconeuroendocrinoimmunologia,
suo ultimo indirizzo, un campo interdisciplinare di ricerca vastissimo. Vantaggi a livello di
equilibrio psichico, derivanti da un lavoro sul corpo.A Juliu Horvarth, si deve lo sviluppo
del Gyrotonic Expansion, System, un sistema di esercizi fisici, tra i pi significati per
efficacia e completezza, che coniuga aspetti occidentali e principi orientali con insospettabile
naturalezza e semplicit. Attraverso movimenti circolari, della spina prima e degli arti poi,
eseguiti con distensione a musicalit, il corpo viene guidato da un lato a decomprimere le
articolazioni e riequilibrare le catene cinetiche muscolari, dallaltro vengono stimolati i centri
energetici della tradizione indiana, i chakra. Horvarth era un ballerino, ma in seguito ad un
infortunio, si allontan dal palcoscenico, ma si avvicin alla pratica dello Yoga e del Taijiquan.
La pratica e lo studio di queste discipline, lo conducono a recuperare la completa fisiologia del
movimento e lo inducono a introdurre nella danza i principi acquisiti. Nasce cos lo yoga for
dancers, una modalit di danza, che sfrutta le caratteristiche dello yoga per aumentare la
libert e la fluidit del movimento. Per estendere i benefici della tecnica oltre i confini della
danza, Horvarth sviluppa per tappe successive la Gyrokinesis, un sistema di esercizi a corpo
libero, strutturato in famiglie di esercizi tra loro propededeutici. Horvarth progetta e costruisce
la Pulley Tower Combination, unattrezzatura composta da una panca, che corredata da 2
maniglie regolabili in ampiezza e resistenza che consentono movimenti circolari e fluidi, ed una
torre, che grazie ad un sistema di corde, pesi e carrucole, consente di eseguire movimenti sia
contro resistenza, sia in scarico. Il Gyrotonic basato, sulla modalit del personal training.
Listruttore prima mostra gli esercizi e poi guida e supporta la persona nellesecuzione dei
movimenti. Il sistema prevede un primo livello di esecuzione, da percorrere raggiungendo 6
progressioni, composte da step. Il tutto da personalizzare, in base delle condizioni di partenza,
il percorso da seguire. Il gyrotonic riconduce a schemi motori naturali, aiuta a renderli semplici
e fluidi, senza interruzioni. Crea continuit a livello muscolare tra estensione e contrazione,
suggerisce continuit a livello intenzionale tra il farsi avanti e il ritirarsi, lascia esplorare la
continuit questa volta a livello emotivo tra il dare e il ricevere. Il movimento per non deve
essere caotico, ma guidato dallintenzionalit. Lintenzione per Horvarth, la forza che guida il
corpo nel movimento, partendo dalla presa di coscienza del proprio s corporeo. Lintero

processo si svolge in una successione di coreografie circolari e spiraliformi, supportate da


schemi respiratori, che restituiscono al corpo una dimensione tridimensionale nello spazio e un
senso di espansione e di crescita nel tempo. Per diventare trainer di Gyrotonic, occorre
intraprendere un percorso articolato che prevede diversi momenti formativi, e che dura circa
12 mesi. Liter generalmente, predilige un intenso lavoro sul proprio corpo. Successivamente si
intensifica il lavoro di contatto con il trainee, che lascia intendere il lavoro manuale. Vengono
insegnate le tecniche di supporto al movimento, indispensabili per essere efficaci senza violare
la corporeit dellaltro. Il percorso termina, dopo un consistente periodo di apprendistato
supervisionato. Linsegnamento del Gyrotonic, parla dallo stimolo visivo e linguistico, e si
sviluppa, sfruttando imitazione motoria. Con questi presupposti, il trainer, per poter insegnare
gli esercizi, deve saperli eseguire senza esitazione. Occorre che egli trasmetta la propria
consapevolezza come una guida, lasciando intravedere una direzione e non un traguardo.
Appare evidente come la formazione di un trainer di Gyrotonic , non debba essere
esclusivamente mirata alla conoscenza tecnica degli esercizi, ma diventa un vero e proprio
percorso di studio e crescita. Percorso caratterizzato da una forte impronta educativa:
laccoglienza dellaltro, la propensione allincontro, lascolto. Lavorar con il corpo quello proprio
e quello di altre persone, consente laccesso a chiavi di lettura che svela connessioni e dettagli
di tanti modi di dire tradizionalmente acquisiti dalla cultura, ma poco indagati analiticamente.
La mente e il corpo altro non sono che due manifestazioni della stessa identit, dove luna
espressione dellaltra. Accettando queste premesse, diventa inevitabile considerare il lavoro
corporeo come parte rilevante nella ricerca di una migliore qualit della vita.