Sei sulla pagina 1di 2

www.gliamicidellamusica.

net
Pubblicato il 18 Novembre 2015

La memoria per il chitarrista ferrarese ancora viva oggi nel 30 anniversario della scomparsa

Ricordo di Giorgio Balboni


servizio di Edoardo Farina
FERRARA - La figura del chitarrista Giorgio Balboni (Ferrara, 7 settembre 1911 - 15 febbraio 1985) si
colloca nellambito dei pionieri della chitarra classica, appartenente ad una generazione senza la
quale la moderna didattica e il concertismo oggi raggiunto probabilmente non sarebbero esistiti.
Tralasciando i grandissimi nomi, quali ad esempio Andrs Segovia o il suo diretto e miglior
discendente Alirio Diaz che hanno concretizzato la storia dello strumento sottraendolo dal concetto di
dilettantismo a cui stato ingiustamente associato per oltre due secoli, Giorgio Balboni ha agito
prevalentemente in una realt locale, quella della Ferrara del Novecento, laddove lunica alternativa
musicale era rappresentata quasi esclusivamente dalla ancora oggi attiva e centenaria Orchestra a
Plettro Gino Neri.
Perfezion lo studio della chitarra in massima parte in modo autonomo frequentando inizialmente negli anni 30 a Bologna il
chitarrista liutaio e compositore Luigi Mozzani, da cui apprese diverse lezioni. Fece amicizia con i familiari e soprattutto
Carmen Lenzi Mozzani, Alfonsina e Lina, rimanendone legato attraverso unamicizia profonda che continu per molti anni.
Per il resto proveniva dalle forme autodidatte quasi assolute non avendo mai pi avuto la possibilit di imparare
concretamente, anche per via del successivo trasferimento di Mozzani con il suo laboratorio a Rovereto di Trento e la
conseguente mancanza totale di altre scuole musicali chitarristiche poste nelle vicinanze. E stato allievo e maestro di se
stesso raggiungendo ragguardevoli risultati dove probabilmente lo stupire lascoltatore attraverso virtuosismi tecnici
velocissimi al limite del possibile, allora contava pi della vera interpretazione e musicalit espressiva che sarebbe emersa
in Italia definitivamente soltanto ventanni dopo lavvento di Segovia, quando negli anni cinquanta venne a tenere i corsi
allAccademia Musicale Chigiana di Siena.
Nonostante ci, Balboni intendeva praticamente tutto il repertorio classico romantico della chitarra, la tecnica per renderlo
laveva acquisitae non poca.
Le sue esecuzioni erano impressionanti, talvolta la manualit dei passaggi sullo strumento richiedeva un affaticamento
incredibile di studio ed esercizio ignorando quanto le stesse e diverse posizioni da adottare si potessero realizzare in
maniera molto pi semplice e funzionale attraverso la conoscenza di una didattica formativa che a lui mancava. Sub
addirittura ben due interventi chirurgici alla mano sinistra a seguito di una paralisi causata da sforzi dovuti a tensioni errate
sviluppate sulla tastiera della chitarra, continue e non controllate.
Era nato a Ferrara il 7 settembre del 1911, da ragazzo visse con la famiglia in via Porta dAmore 1, pieno centro storico, in un
ambiente artistico. Infatti il padre Attilio, liutaio per passione, costruiva chitarre e strumenti a plettro molto apprezzati a
quellepoca, suonando anchegli la chitarra che insegn a molti appassionati, Giorgio in primis. La sorella Vittoria fece invece
linsegnante musica e violinista di professione pur non giungendo a livelli tali da riuscire a sfondare nel concertismo e nella
grande notoriet. Le condizioni sociali poco abbienti di allora non consentivano a tutti i giovani di frequentare al completo le
scuole di base e come tale anche Giorgio non and oltre il sesto anno di istruzione.
Nel 1932 si spos, and ad abitare in via Argine Ducale sempre nel comune estense, ebbe successivamente due figlie che
perirono in un bombardamento aereo nel 1943 durante il conflitto bellico.
Come per tutti i chitarristi del periodo era difficile vivere materialmente con la chitarra, pertanto per mantenersi occorreva
avere un altro lavoro; infatti nel dopo guerra accett, e per diverso tempo, di svolgere la mansione di custode alla Maserati di
Modena, poi negli anni settanta entr come musicista alla Farfisa di Osimo nellanconetano, celebre fabbrica di vari
strumenti, soprattutto fisarmoniche, ove ottenne lincarico di specialista nel controllo qualit delle chitarre prodotte.
Fu parte integrante e primo chitarrista dellOrchestra a Plettro G. Neri di Ferrara e della scuola annessa in qualit di
insegnante del suo strumento, rappresentandolo attivamente attraverso i numerosi concerti ed intrattenimenti tra gli anni
cinquanta e i primi ottanta.
Visse in continuo antagonismo e rivalit con laltro chitarrista ferrarese Leonida Squarzoni, sempre secondo a lui, tra laltro
stesso allievo alcuni decenni prima, tant che in orchestra vi fu una continua alternanza di presenze in quanto i due nella
medesima fila di chitarre non potevano coesistere.
Ha avuto molti studenti tra cui i fratelli Edoardo e Gianluca Nannetti, Franco Sartori, Maurizio Pagliarini poi Alberto Vingiano e
numerosi altri divenuti successivamente chitarristi professionisti a tempo pieno.
Gli ultimi anni della sua esistenza furono caratterizzati da una vita sgretolata, senza fissa dimora, ospite regolarmente presso
amici e parenti, fintanto che a seguito dellinteressamento del Sen. Mario Roffi, (1912-1995) presidente per decenni
dellOrchestra Gino Neri, gli venne concessa una stanza ammobiliata presso uno studentato universitario sito in via Luigi
Borsari, adiacente il centro cittadino.
Dal carattere austero e mentalmente autarchico, generoso ma al tempo stesso assai litigioso, poco socievole ed incline
allintroversione, provato da una vita segnata da lutti e restrizioni, abbandonato dalla moglie dalla quale si separ molto
tempo prima tra laltro a causa dei sopraggiunti numerosi problemi economici, mor in solitudine il 15 febbraio del 1985 nella
sua citt dovera nato 73 anni prima.

Gi nel 1937 si scriveva di lui: distinto chitarrista contemporaneo ed insegnante di chitarra dimorante a Ferrara. stato per
molto tempo maestro del chitarrista Leonida Squarzoni di Ferrara dimostrando unabile capacit didattica. (Dizionario dei
Chitarristi Italiani , Rivista La Chitarra, Bologna, 1937-XV).
Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Foto in basso: Giorgio Balboni con una chitarra mezzalyra