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 È ora di cambiare modo di pensare. Possiamo farlo tutti, e si può cominciare subito, per
esempio a partire dalla nostra prossima visita in un supermercato.

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mventi meteorologici estremi, scomparsa dei ghiacciai, gas serra che accrescono la
temperatura dell¶atmosfera, previsioni allarmanti, accordi internazionali per porre un freno
all¶eccessivo riscaldamento della Terra, e dall¶altra parte scetticismo, incredulità, convinzione
che tanto la natura metterà tutto a posto e non c¶è da preoccuparsi più di tanto per la condotta
umana nei confronti dell¶ambiente. Del clima si parla ogni giorno, ma l¶informazione è spesso
contraddittoria, confusa e non permette una valutazione critica e limpida. [««] oggi il clima,
con la sua storia, è diventato oggetto di una scienza precisa, che cerca tracce e risposte
soprattutto nei remoti archivi naturali [««] oltre che nelle consuete serie di misure
meteorologiche strumentali che però non superano i 250 anni di estensione temporale. Di
fronte ai ghiacciai che arretrano (sulle Alpi il 40% di superficie in meno nell¶ultimo secolo con
un aumento di temperatura di circa 1°C), è inevitabile domandarsi come sia cambiato il clima
del passato per comprendere come cambierà quello del futuro.

Il mosaico che si va componendo, frutto di migliaia di ricerche locali e di vasti progetti


internazionali, consente di giungere fino a circa 420.000 anni fa [««]

ja convinzione popolare che l¶attuale fase calda si inserisca in una normale ciclicità naturale,
alla quale, presto o tardi, seguirà un nuovo episodio freddo, non è condivisa dai 3000
climatologi dell¶IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, ww.ipcc.ch), ormai persuasi
che l¶attuale cambiamento porti anche la firma dell¶uomo. je variazioni climatiche del passato
sono state attivate da fenomeni naturali, alcuni ciclici, come quelli legati all¶attività solare e alla
geometria dell¶orbita terrestre, alcuni casuali, come la presenza più o meno massiccia di
polveri vulcaniche nell¶atmosfera, altri forse dalle profondità stellari dove viene modulata la
radiazione cosmica.

Il delicato equilibrio della macchina climatica, dove oltre all¶atmosfera entrano in gioco anche
oceani, foreste, alghe e batteri, deve fare i conti con l¶aumento rapidissimo dei gas serra, la
coperta chimica invisibile che regola la temperatura terrestre impedendo la dispersione del
calore solare verso lo spazio. In poco più di 15 0 anni, l¶anidride carbonica prodotta dalla
combustione di petrolio e carbone è passata da 280 375 parti per milione in volume, e ogni
anno ne scaricano nell¶aria oltre 26 miliardi di tonnellate, soprattutto ad opera dei paesi
industrializzati. j¶Italia fa parte a pieno titolo delle nazioni che producono elevati tassi di CO 2,
ogni italiano ha un carico pendente di oltre 9000 kg di CO 2 all¶anno, contro 1 kg di un abitante
del Ciad. m oltre all¶anidride carbonica ci sono altri potenti gas serra come i clorofl uorocarburi e
il metano.

Un complesso accordo internazionale, il Protocollo di Kyoto, tenta di ridurre l¶uso dei


combustibili fossili e privilegiare quello delle energie rinnovabili, ma la sua applicazione è in
stallo, per il timore che le sia pur modeste limitazioni proposte possano ridurre la crescita
economica mondiale. Ma l¶economia vuole crescere all¶infinito e non tiene conto dei limiti
imposto dalle leggi della termodinamica. I costi attuali per mitigare l¶inquinamento sono ben
poca cosa se paragonati ai potenziali danni futuri. [««] pur nell¶incertezza, il segnale che
emerge è che se continueremo ad alterare così pesantemente il delicato equilibrio climatico
naturale, dovremo attenderci delle sorprese.

[««] Tutto è già stato detto e scritto, in pro posito, si tratta solo di cominciare a tirare il freno a
mano su questo treno lanciato sul binario morto della crescita economica infinita. je risorse
terrestri, infatti, non sono infinite.

È ora di cambiare modo di pensare. Possiamo farlo tutti, e si può cominciare subito, per
esempio a partire dalla nostra prossima visita in un supermercato.

Tratto da'$ %()$*+)! Ê),--.)#/00!#


m y Correre sempre di più, accumulare sempre di più, dimenticarsi di guardare le
nuvole.