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LA RIVISTA DI RIFERIMENTO PER CHI SCRIVE

Writers
magazine

ITALIA

www.writersmagazine.it

TECNICA

La punteggiatura nei dialoghi


l Il narratore onnisciente
l Scrivener
l

REPORTAGE
l

Festival di Berlino

MILLER GORINI

Il vincitore del 35 Premio WMI


DELOSBOOKS

43

Anno X I
6 euro

La rivista
di riferimento
per chi scrive

NUMERO 43 Maggio 2015 - Anno 11

Editoriale

n redazione abbiamo fatto un rapido check dei racconti che ci vengono spediti per una valutazione. Negli ultimi sei mesi ne sono arrivati ben 687! Un numero
enorme, soprattutto pensando che per pubblicarli tutti
ci vorrebbero quasi cento anni, visto che la WMI trimestrale e non pu pubblicare
pi di cinque o sei racconti a fascicolo, ma che fa riflettere anche per un altro dato:
oltre il 90% degli autori che ci hanno mandato i racconti non ha mai acquistato la
Writers Magazine Italia. Non parlo di essere abbonati, ma almeno aver preso un
fascicolo della rivista, prima di inviare la propria opera. Quando ero ragazzo e desideravo pubblicare i miei primi scritti, era cos che agivo: acquistavo tutte le riviste
che pubblicavano racconti, me le studiavo e verificavo che tipo di opere pubblicassero, prima di mandare qualcosa. Adesso, invece, centinaia di autori vengono a sapere
dellesistenza della WMI dal web, trovano una mail della redazione e spediscono le
loro opere. E pensare che se tutti questi aspiranti scrittori acquistassero e leggessero
la WMI, forse avremmo molti pi autori consapevoli e professionali. E la nostra
rivista sarebbe cos florida da potersi permettere la periodicit mensile, e magari
anche lagognato salto in edicola
Franco Forte

Writers Magazine Italia

La rivista di riferimento per chi scrive


Direttore responsabile: Franco Forte
Caporedattore: Vincenzo Vizzini
Redazione: Laila Cresta, Delia Mazzocchi
Hanno collaborato a questo numero
Edda Biasia, Patricia Blasi, Patrizia Debicke,
Luca Di Gialleonardo, Antonino Fazio, Teresa
Franceschini, C-Side Writer
Redazione: redazione@writersmagazine.it
Racconti: racconti@writersmagazine.it
Forum: www.writersmagazine.it/forum

Associazione Culturale Delos Books


Piazza Bonomelli 6/4 20139 Milano
www.delosbooks.it staff@delosbooks.it
Presidente: Silvio Sosio
Direttore editoriale: Franco Forte
Pubblicit: Delos Network Pubblicit
Tel: 392/9972326 Fax: 02/700439394
pubblicita@delosbooks.it
Stampa: Universal Book (Rende CS)
Una copia euro 6. Registrazione del Tribunale di Milano 264 del
4/4/2005. Vietata la riproduzione di testi e foto senza lesplicita
autorizzazione delleditore. La Direzione lascia liberi e responsabili dei loro scritti e delle loro affermazioni i singoli autori. Testi
e illustrazioni, anche quando richiesti, non vengono restituiti.

Sommario
4

Passioni romantiche
Progetti editoriali
di Redazione

70

Bang
Narrativa
di Diego Lama

Molto prima del calcio


di rigore
Libri da scoprire
di Teresa Franceschini

75

12

Nella mente dellipnotista


Lintervista
di Patrizia Debicke

Tecnica
Narratore onnisciente
di Antonino Fazio

82

18

Ordinarsi per mantenere


Narrativa
di Fosco Taccini

Tecnica: Scrivener
Un investigatore a portata
di mano
di Luca Di Gialleonardo

91

Tecnica
Punteggiatura nei dialoghi
di Antonino Fazio

Simonetta Brambilla
Lintervista
a cura di C-Side Writer

96

Giulio Leoni
Lintervista
di Patrizia Debicke

Editori da scoprire
Edizioni Cento Autori
di Redazione

102

Festival di Berlino
Reportage
di Edda Biasia

Autori da scoprire
Elisa Bertini
di Redazione

108

I racconti vincitori del


35 Premio WMI
I primi tre classificati
1 - Miller Gorini
2 - Mario Pacchiarotti
3 - Marco Ischia

24

34

40

52

Una orrenda macchinazione


Narrativa
di Emanuela Locori

SCUOLA DI SCRITTURA

(su www.delosstore.it)

Un compendio indispensabile per ogni aspirante scrittore


La grammatica fondamentale

Come
si scrive
un film

Litaliano
una lingua
complessa
e crea non
pochi dubbi
ortografici,
grammaticali
e sintattici. Per chi scrive pu essere
un problema: occorre quindi basarci
su un codice comune per far capire
la nostra lingua a chi legge. Questo
codice comune la grammatica. Una
grammatica proposta a chi scrive. Un
libro indispensabile per ogni scrittore.

Che cosa significa scrivere


un film? Solo
mestiere o
anche passione, voglia di
raccontare, di
trasmettere emozioni? Ecco quali sono
le tecniche per rendere le vostre idee e le
vostre storie adatte a essere portate sul
grande e sul piccolo schermo. Con molti esempi pratici di soggetti, trattamenti
e sceneggiature per lavori effettivamente
portati su piccolo e grande schermo.

Show, dont
tell

Il viaggio
dello scrittore

Come
possiamo
catturare
lattenzione
del lettore? Come
rendere
tridimensionale e accattivante la nostra scrittura?
Come combattere noia e infodump?
Semplice, seguendo la regola che
dice: mostra, non spiegare! Ecco
il comandamento principale della
buona narrativa, il primo passo verso
uno stile efficace e coinvolgente.

Come recita il
sottotitolo di
questo agile
ma completo
ebook sui
segreti della
scrittura, tutti
sanno scrivere,
ma... solo pochi riescono a farsi pubblicare. Perch? Di solito perch scrivono
solo per passione, senza conoscere i
meccanismi, i trucchi e le strategie che
trasformano chi scrive in veri scrittori,
riuscendo a farsi pubblicare Uno strumento fondamentale per chi scrive.

Progetti editoriali

PASSIONI ROMANTICHE
dal respiro internazionale
Nella collana romance di Delos Digital, arrivano scrittrici anglosassoni di grande spessore, sempre ai piani
alti delle classifiche del New York Times e del gradimento delle lettrici in tutto il mondo
di Redazione

ary Jo Putney e
Jo Beverly hanno
due cose, almeno,
in commune: il nome Jo e la
passione per la scrittura romantica. Ma a ben guardare
hanno anche altre affinit,
come per esempio la permanenza ai piani alti delle classifiche dei
bestseller in tutto il mondo e, da qualche tempo, lapprodo alla collana Passioni Romantiche di Delos Digital,
curata da Isabella Fracon. Un risultato

di grande spessore, che segnala alle


lettrici italiane la qualit delle proposte di questa collana, e lintenzione di
rendere Passioni Romantiche sempre pi internazionale, con la tradu-

zione di alcune delle migliori scrittrici romance del mondo, questo senza
mai dimenticare le bravissime autrici
italiane che gi abbiamo pubblicato e
che continueremo a sostenere.
Di May Jo Putney, dopo luscita del
racconto lungo Il demone danzante
(The Demon Dancer, Passioni Romantiche n. 29), che appartiene alla
serie dei Guardiani, Delos Digital ha
pubblicato anche unaltra novella di
questa serie, dal titolo Tuesday Night
Enchantress at the Deli, distribuita su
tutti gli store da marted 21 aprile. Di
Jo Beverly invece uscito in collana
il bellissimo racconto La sposa perfetta (The Marrying Maid, Passioni
Romantiche n. 30) e Delos Digital
prevede di acquistare a breve altre
opere di questa autrice, considerata
da Publisher Weekly la scrittrice contemporanea pi dotata nel campo del
romanzo storico.

Il demone danzante
di Mary Jo Putney

lui appartiene alla stirpe dei Guardiani, uomini e donne dai poteri straordinari che vegliano sullumanit. Il
loro nemico subdolo e potente e li
spinger a mettere a rischio non solo i
loro corpi, ma inaspettatamente anche
i loro cuori, per ottenere una ricompensa che va al di l di ogni immaginazione, ma non dellamore.

Una scia di morti misteriose e inspiegate fa sospettare al detective David


Owens che il colpevole non sia un
serial killer, bens qualcosa di molto
pi pericoloso. Per scoprire la verit si
rivolge a una delle migliori cacciatrici
del paese, Bethany Sterling, che come

Lautrice
Autrice di bestseller del New York Times, del Wall Street Journal, e di USA
Today, Mary Jo Putney nata nella
stato di New York con una dipendenza dalla lettura, una condizione
per la quale non c cura conosciuta.

La sposa perfetta
di Jo Beverly

I suoi romanzi, tra i pi celebrati del


genere romance, si caratterizzano per
profondit psicologica e per intensit
e spaziano dallo storico al contemporaneo, dal paranormale allo young
adult fantasy. Vincitrice di numerosi premi, tra cui due Rita e due Romantic Times Career Achievement,
per sei volte i suoi libri sono rientrati
nei primi cinque romanzi dellanno
secondo il Library Journal, e per tre
volte i suoi romanzi sono apparsi nei
primi dieci nella classifica di Booklist, la rivista della American Library
Association. In Italia tutti i suoi titoli
sono stati pubblicati da Mondadori,
compresa la serie Guardian a cui
collegata questa novella.

Rob Loxsleigh ha cercato la sua


sposa perfetta per tutta la sua
vita adulta e gli rimangono solo
pochi giorni per trovarla prima
che Oberon, il signore delle Fate,
possa vantare una terribile vittoria
sulla sua famiglia e sulla sua linea
di sangue. Alla fine lei l, davanti
ai suoi occhi nel parco di St. James,
ma Martha Darby non vuole avere
niente a che fare con un libertino
londinese in raso e pizzi. Lei la figlia di un rispettabile Decano della
Cattedrale di York, e non appena
Rob cerca di corteggiarla, si dirige risolutamente verso nord. Cos
Rob costretto a inseguirla, determinato a convincerla, incantarla
e sedurla con il suo fascino, se necessario, mentre Titania e Oberon
spingono per utilizzarli come loro
pedine nella guerra secolare che
combattono luno contro laltra.
Lautrice
Publishers Weekly ha affermato che Jo
Beverley La scrittrice contemporanea pi dotata nel campo del romanzo
storico. Il suo lavoro viene descritto
come Eccellente! da Booklist e Romantic Times la definisce come Uno
dei pi grandi nomi del genere.

Per il New York Times lautrice pi


venduta di oltre trenta romanzi storici rosa, tutti ambientati nella natia
Inghilterra in epoca medioevale,
georgiana e reggenza. I suoi romanzi hanno vinto il RITA, il premio al
miglior romanzo rosa, per cinque
volte, ed membro della Romance
Writers of Americas Hall of Fame
(Associazione americana degli
scrittori di genere rosa).
Unaltra autrice internazionale che
presto approder sulle pagine elettroniche di Passioni Romantiche (che
ricordiamo una collana distribuita
esclusivamente nel formato ebook
su tutti gli store online) la spagnola
Olivia Ardey, tradotta in tutto il mondo, di cui Delos Digital ha acquistato
le novelle intitolate Tu di menta io di
fragola (T de menta y yo de fresa), e

Come una tempesta (Como una tormenta), che sono uscite rispettivamente il 7 aprile (numero 32 della collana) e il 19 maggio (come numero 35
di Passioni Romantiche).

Narrativa

Bang
di Diego Lama

he fai con quella


pistola, Laura?
Nulla di serio,
come al solito. Ti ammazzo.
Sempre iperbolica.
Sempre accademico.
Perch non spegni la luce e vieni a
letto anche tu?
Perch voglio spararti un colpo
alla testa.
Pensa alle conseguenze del tuo
gesto.
Lunica conseguenza sar la tua
assenza.
Andrai in galera.
Mi sentir libera.
Ne uscirai tra ventanni e sarai
considerata da tutti unassassina.
Meglio che una povera scema,
come ora.
Tu mi ami, Laura.
vero, non lho mai negato.
Lamore non pu essere ammazzato.

No?
Muore solo di morte naturale.
Lamore, ma non lamante: lamante pu morire con un colpo di pistola alla testa!
Non fila, Laura.
Ti sembra irragionevole?
Mi sembra assurdo, come te.
Perch alla testa, poi?
Perch la parte del corpo a cui
pi tieni.
Ci tengono tutti. Alla testa e alla
vita.
Addio, Filippo.
Aspetta, Laura!
Adesso farai di tutto per convincermi.
E se ti dicessi solo una cosa?
Cosa?
Che avevo previsto anche questo?
Tu prevedi sempre ogni cosa.
Guarda.
Hai anche tu una pistola!
Solo per difendermi, Laura.

Nascosta sotto il letto! Bravo,


Filippo.
Abbassa la tua, per favore.
Non labbasso.
Se non labbassi sar costretto a
sparare.
Non labbasso, spara!
Smettila, Laura.
Se non spari, sparo io.
carica, Laura.
Anche la mia, Filippo.
Laura. Io ti amo.
Non ci credo.
Sono vecchio. Tutto ci che ho fatto lho fatto per amore.
Bugiardo.
Per non perderti. Ma ti amo in
modo disperato, Laura.
Basta con le menzogne. Sono
esausta.
Sei solo stanca.
E tu hai paura.
Non ho paura, ma non voglio morire.
Bugiardo, come sempre.
Laura...
Al tre sparo.
Laura.
Uno.
Laura.
Due.
Laura, non costringermi.
Tre.
Bang!

Diego Lama

fa larchitetto. autore di libri


di architettura come Cemento
Romano (2010, Clean Edizioni),
Storie di cemento (2007, Clean
Edizioni). Ha
fondato e
diretto la
rivista di
architettura
Ventre
(1995,
Libria;
2004, Cronopio Edizioni),
editorialista per il Corriere del
Mezzogiorno (Corriere della
Sera Campania), autore del
blog Byte di Cemento per
Corriere.it/Corrieredelmezzogiorno.it. autore di racconti e
di vignette pubblicate in riviste e
antologie. Ha pubblicato tre libri
illustrati, Citt di China (1993,
Libria), Cose di China (1992,
Libria), Case di China (1991,
Libria). Dal 2012 socio fondatore dellassociazione Made
In Earth, unorganizzazione
no profit che realizza progetti
umanitari nei paesi in via di
sviluppo. Per Delos Digital ha
pubblicato alcuni racconti in
ebook nelle serie The Tube,
Delos Crime e Chew-9.

EBOOK DA LEGGERE

Gli autori del gruppo Facebook Scrittori promuovete i vostri ebook


IL PREZZO
DEL REQUIEM
di Marco
Fanucci
1992. Italia
al tempo di
Mani Pulite. Auro Ponchio, assistente di laboratorio in un istituto
scolastico e autore di un romanzo
di scarso successo, viene contattato
da un vecchio compagno di scuola,
divenuto deputato, che gli chiede di
diventare il suo ghostwriter. Come
cambier il suo destino?
IL VOLO
DEL
LEONE
di Paolo
Ninzatti
Risorgimento nel
Rinascimento.
In un Cinquecento alternativo,
unorganizzazione segreta pianifica lunione dellItalia usando le
macchine di Leonardo da Vinci
spinte dal vapore. Ma forze oscure
la vorrebbero sottomessa a un
dispotico imperatore

LA BAMBINAIA
di Marco
Tiano
Quando Giorgia e Simone
arrivano a
Siracusa, la
fine dellestate.
Hanno comprato una casa che un
gioiello isolato tra le campagne. Ma
tra gli anziani di paese girano vecchie
storie di sangue, e la coppia non tarder a scoprire che Villa Teresa non
un luogo come tutti gli altri.
CI VEDIAMO SU FB
di Lavinia
Brilli
Superati i
quaranta e
con una vita
monotona,
Lisa decide di
inventare una rutilante vita virtuale
sperando di trasferirla nella realt.
Tra divertenti equivoci e messe in
scena, Lisa rischier di compromettere anche quello che ha. Essere e apparire? Capire ci che conta davvero
sar una scoperta.

UN PICCOLO
GRANDE
DRAGO
di Diletta
Tinti

LALBA DI
UN NUOVO
GIORNO
di Carmine
Cantile

Fiammifero, a differenza degli


altri membri della sua famiglia,
un drago piccolo, imbranato e
senza amici. Deriso dai fratelli,
passa la maggior parte del tempo
chiuso nella sua camera, nella
torre pi alta di un grande castello. La sua vita cambia con larrivo
di un cavaliere fantasma...

Quando un
uomo, al risveglio, intuisce di essere
rinchiuso
in una cassa da morto, avr inizio
per lui uno fra i peggiori incubi
in cui ci si potrebbe imbattere da
vivi: il seppellimento prematuro.
Ma siamo proprio sicuri che non
esistano cose peggiori dellessere
seppelliti vivi?

CORSO DI
LETTURA
CREATIVA
di Franco
Mimmi

PRIGIONIERO DEL
SOGNO
di Lino Lavorgna

I corsi di
scrittura
creativa
proliferano,
ma si pu insegnare a scrivere in
modo creativo? Risponde Corso
di lettura creativa: corso ma anche
romanzo e indagine letteraria
su un iperromanzo, e il lettore si
trasforma in detective del testo che
diviene corso di scrittura. Solo per
veri scrittori.

Un novello
Parsifal alle
prese con la
realt della
vita, che risulta insopportabile a coloro che
non riescono ad accettarne le regole, sempre malsane, perch retaggio delle tante ombre dellanimo
umano e non delle poche luci.
Leterno conflitto tra bene e male e
una stupenda storia damore.

12

Lintervista

Nella Mente dellipnotista


Dopo quattro anni dallapparizione nelle librerie italiane de Lipnotista Longanesi pubblica il quinto episodio
di questa saga noir nordica, un ottima occasione per
incontrare Lars Kepler, o meglio gli autori che stanno
dietro a questo pseudonimo
di Patrizia Debicke

opo quattro anni


dallapparizione nelle librerie
italiane de Lipnotista e
un grande successo di
vendite, il personaggio
inventato da Lars Kepler,
pseudonimo di Alexander Ahndoril e di Alexandra Cohelo Ahndoril,
inossidabile coppia di coniugi svedesi, torna in libreria. Dopo i tre romanzi collegati al primo, Lesecutore,
La testimone del fuoco e Luomo della
sabbia, Longanesi pubblica il quinto
episodio di questa saga noir nordica
dal titolo Nella mente dellipnotista,

un thriller duro e incisivo che lascia


poco spazio allimmaginazione.
Con unintensa narrazione al presente e una trama serratissima, riporta in primo piano Erik Maria
Bark, lipnotista, il protagonista cult
del primo e famoso romanzo della

coppia, tradotto e letto in 35 paesi,


senza contare che nel 2012 stata
tratta dal romanzo una versione cinematografica, per la regia di Lasse
Hallstrm. Di un thriller sarebbe
delittuoso svelare la trama e quindi io, rispettando la regola, vi dir
ben poco. Qualche assaggino tipo:
tornano i personaggi principali del
primo libro dei Kepler, lipnotista e
il poliziotto finlandese, e c la new
entry di Margot Silvermann, commissario investigativo con il pancione (incinta al nono mese, gay,
la sua compagna segue la casa e le
figlie), che ha occupato incarico e
scrivania di Joona Linna, disperso e
dato per morto da un anno. Stavolta
Erik Bark, lipnotista, coinvolto in
un gioco pericoloso, forse pi grande di lui e che rischia di travolgerlo,
perch un mostro, uno spaventoso
killer, sta terrorizzando Stoccolma e
continua a uccidere implacabilmente giovani donne. Il commissario di
polizia Margot Silvermann sollecita
il suo aiuto per ricostruire i particolari dellultimo delitto e Bark scoprir con angoscia che, in un certo
senso, legato al suo passato. La
morte colpisce ancora. Solo Joona
Linna pu aiutarlo.
Riusciranno a fermare la mano assassina del killer pronta a uccidere
ancora implacabilmente?

13

Ho fatto qualche domanda a Alexander Ahndoril e Alexandra Coehlo Ahndoril, una bella, giovane
e simpatica coppia, vestita in modo
informale, venerd 30 gennaio 2015
prima dellapertura del Nono Festival Nebbia Gialla di Suzzara.
Che mi dite di questo ritorno in
scena dellipnotista? E soprattutto, cosa ne pensano i vostri lettori?
Un ritorno promesso e atteso. Perch dopo il secondo, terzo e quarto
romanzo, dove il protagonista era
sempre e solo Joona Linna, i lettori

14

che, leggendo Lipnotista, avevano


imparato a conoscere Erik Barck,
volevano sapere dove fosse finito.
Per accontentarli abbiamo pensato
a questa indagine in cui la polizia,
per scoprire le modalit di uno spaventoso delitto seriale, deve necessariamente ricorrere a un esperto di
ipnosi. Abbiamo dunque riportato
in scena Erik Barck e labbiamo rimesso nel cast.
Avete dichiarato in unintervista
che descrivete la violenza in tutto il suo orrore. Purtroppo tutti
noi siamo gli impotenti testimoni
di cruenti accadimenti mondiali
che, insanguinando network e pagine dei giornali, rischiano di far
apparire la violenza di Nella mente dellipnotista solo un antipasto
prima dei quotidiani telegiornali.
Quanto la violenza riesce a calamitare i lettori e perch, secondo voi?
Nella mente dellipnotista non un
libro per bambini. Le nostre descrizioni sono sempre crude ed esplicite
in tutto il loro orrore, piene di sangue e di spaventosi colpi di scena.
Ma una realt documentata, confermata anche dalla polizia di Stoccolma e dagli esperti di medicina legale. Sappiamo che un buon thriller
per interessare i lettori deve cercare
di colpire a distanza la fantasia in

modo quasi voyeuristico. E riprodurre la violenza insita nella realt


delloggi, nei fatti di cronaca nera e
nel fallimento di parte della societ, portando il lettore ad assistere a
situazioni estreme, spesso riesce a
provocare una reazione liberatoria.
reale questo clima perverso e
noir svedese nelle vicende di Nella
mente dellipnotista o nel libro domina la necessaria immaginazione legata alla fiction?
Non abbiamo i paraocchi e guardiamo con occhio critico noi stessi
e il nostro paese. Esiste davvero un
hotel a Stoccolma con una stanza
nascosta dedicata alle orge e si fanno i saturnalia, ma tutto convive
al fianco di una sana normalit. E
comunque latmosfera del romanzo
necessariamente esasperata ai fini
della fiction, con un piede nella realt e laltro nella fantasia.
Alla fine anche in questo romanzo
ci sar giustizia, ma le strade della
giustizia Klepperiana sono costellate di spine. Perch?
La trama deve sempre essere imponderabile e piena di colpi di scena per
riuscire a coinvolgere veramente il
lettore. Per questo maltrattiamo i
nostri personaggi, perch attraverso
gli orrori e la sofferenza raggiunge-

ranno una sorta di


purificazione... Ma
comunque alla fine,
bene o male, la giustizia avr sempre
lultima parola.
La reazione dura e
incontrollata della
polizia nel vostro
romanzo pare denunciare che oggi
latmosfera in Svezia diversa.
Cosa cambiato in questi ultimi
anni in questo stato felice dove
tutto girava come un orologio?
vero. Oggi latmosfera diversa. I
socialdemocratici non sono pi al
governo. Ora in Svezia comanda la
destra. Tutto pi caro da comprare La vita diventata pi difficile.
Trovare un appartamento in affitto a un prezzo ragionevole sembra
quasi impossibile. La criminalit
in aumento. Ci si aspetta sempre il
peggio e, di conseguenza, la polizia,
quando ha paura, spara.
In questo vostro libro quasi tutti i
personaggi si muovono e agiscono
come superuomini. Soprattutto
Joona Linna. Questa vostra scelta influenzata dalla necessit di
una narrazione cinematografica?
Erik Bark pieno di difetti, intro-

15

verso, complessato, si fida solo delle


sensazioni della sua pelle, ci nondimeno riesce a superare e vincere le
sue paranoie. Linna molto diverso.
Non beve, non ha un matrimonio
fallito dietro le spalle. un uomo
tranquillo, di solidi affetti, un macigno che d sicurezza. Un superuomo
forse no, ma certo qualcuno che si
dedica agli altri con tutto se stesso,
anche oltre i limiti fisici, come se
fosse una missione e, giustamente,
i lettori fanno sempre il tifo per lui.
Una scelta influenzata dalla necessit
di una narrazione cinematografica?
Se si intende visiva e diretta, s. E la
riteniamo cos importante che sperimentiamo sempre le armi e tutte le
mosse di combattimento che descriviamo nei nostri libri.
Continuate a far patire tutti i vostri protagonisti, e in particolare

16

Joona Linna ma, dopo stavolta,


per un po dovr restare allangolo. Per nel 2010 mi avevate promesso otto episodi e, visto che siamo solo al quinto, senza togliere
la suspence per i lettori, chi sar
leroe del prossimo? Oppure come
riuscirete a riportare in azione il
vostro commissario con laccento
finlandese?
Joona Linna? Mah. Chiss? Forse ci
riserver qualche sorpresa. Magari
riuscir a condurre il gioco anche
per interposta persona, facendo
muovere dei burattini al suo comando. E comunque a questo punto ci sentiamo di promettere dieci
romanzi nel pieno rispetto della
collaudata tradizione delle saghe
giallo/thriller svedesi di Maj Sjwall
e Per Wahl.
Il titolo originale di questo vostro
quinto noir Stalker. E quindi nel
libro si parla del reato di stalking.
Quanto lo giudicate pericoloso?
Molto pericoloso, perch una minaccia incontrollabile. Perch in
nessun paese la legislazione dispone di sufficienti armi per prevenirlo
e combatterlo. Sappiamo che uno
stalker qualcuno che con i suoi
atteggiamenti e il suo comportamento persecutorio affligge unaltra
persona braccandola e, provocando

ansia e paura, riesce persino a comprometterne la vita quotidiana.


Purtroppo la polizia pu intervenire solo di fronte a gravi incidenti, a
delitti, e si trova con le mani legate,
finch uno stalker non commette
un reato. I dati dimostrano che in
Svezia il nove per cento della popolazione ha subito atti di stalking. E
i dati dimostrano anche che le caratteristiche mentali di uno stalker
sono le stesse di quelle riscontrate
nei serial killer. Alcune famose voci
radiofoniche svedesi sono vittime di
atti di stalking. Anni fa sono stata
oggetto di stalking (Ndr a parlare
Alexandra) lho scioccamente sottovalutato, sono stata seguita e aggredita dentro casa e mi sono salvata
solo grazie a una durissima reazione
che fortunatamente ha avuto successo. Questa spaventosa esperienza, al
momento della stesura di Nella mente dellipnotista, mi ha consentito di
descrivere in presa diretta le mie impressioni di allora.

Che cosa aspetti?


Partecipa al Premio WMI
www.writersmagazine.it/
premio

17

Letti per voi


GIOCHI E DELIZIE
di Silvia Forte e Claudia Graziani
Ebook 1,99
Delos Digital (Senza Sfumature)

oemi, una donna come tante, spesso


in contrasto con se stessa e con il
proprio corpo, pian piano cresce e riesce
a vedersi come mai aveva fatto: si vede
donna. Il gioco una spirale che si svolge
sempre in senso sinistroide verso il fulcro, lorigine: lUno. Luno
lenergia e il principio unico poich ogni cosa nasce dalluno e a esso
si unisce. Non pi un corpo imperfetto ma una donna che cerca di
amarsi e accettare le proprie imperfezioni. Un labirinto coinvolgente
fatto di passione che fa emergere questa donna dal suo involucro con
il rischio di perdere ci per cui ha lottato. Lerotismo mentale e fisico,
un gioco di sguardi e complicit. Desideri, passioni, si mostrano naturali nelle loro sfaccettature. Un romanticismo che si tramuta in canto:
la passione, il desiderio sono gi poesia dellanimo umano. Queste
due autrici portano alla luce e lo fanno emergere con intelligenza e
naturalezza il desiderio, attraverso la forma stilistica del linguaggio e
una narrazione coinvolgente che seduce il lettore. Una partita a scacchi che nel suo significato universale rappresenta lesistenza mentre il
quadrato di gioco diventa campo dazione, le influenze misurate dal
movimento, dove ogni azione avr una conseguenza. In questo caso
i protagonisti giocano entrambi e Noemi diventa artefice del suo destino ribellandosi alla sua fragilit e riconoscendosi donna, decidendo
la direzione che dovr prendere la propria vita. Una scrittura, quella
delle autrici, fluida, che resta coerente e riesce a coinvolgere il lettore
descrivendo i personaggi nel loro vivere.
Patricia Blasi

18

Narrativa

Ordinarsi per mantenere


di Fosco Taccini

nno Domini Millesimo D


LIX. Die IV mensis septembris, dicti anni fatta registratio in presenti memorialis.
Havendo V. E. Illustris. ASCANIO
DELLA CORGNA che io le dia in
iscritto relatione delle cose nel termine delle cose che si trovano et
quello che passa in Castillionis Lacus et Clusii.
Lo territorio assai grande, ogni jorno lo vo ad esaminare con proteo
militare, fazzo elencatione de la
estenzione: a oriente del Laco di
Peroscia, a me mezzojorno de lo
fiume Tresa, a ponente de la palude de la Chiana, a settentrione de lo
territorio Cortonese e da lo castello
de Valjano.
Enviati Capitano Tancio da Cortona et Capitano Alberto di Waldburg, unitamente a piccolo squadrone di archibuseri e cavalli, di 2

d 1 per havere lingua certa de lo


che passa.
La rocca di Castiglione incominciato a trattare per mettere migliori
condizioni nella difesa. Rivolto a
ostro-garbino un ricetto capace di
circa 200 homini, da una porticina
se accede in bastioncelli ritorti. A
greco-ponente cortina che unisce
le due torri mezzane con parapetto. Lo mastio, da lo che se domina
nel modo assoluto lo territorio et
se vede bene lo castello della Isola
Majore et molte altre rocche e ville,
gagliardo sendo ultima e strenua
difesa de la piazza. Gran quantitade di contro-mine e vie sotterranee che rendono la rocca forte non
solo al sito ma etiandio quanto alla
struttura sua. Una porta, rivolta alla
quarta di ponente-garbino rimurata, fatta per potere ne bisogni introdurre dentro homini. Vi sono 20
buoi da lavorare, altre tante bestie

bovine da mangiare, pecore e capre, oltre a molti porci che sono de


la campagna et cerqueti. Vi sono 15
muli e somari e giumenti da soma.
Vi buona quantit di frumento
et item tra li habitatori particolari
delle mura tra grano et orzo. Buona quantit de vino, aceto, oglio et
altra vittuvaglia. Vi sono tre cannoni et un mezzo, quattro mezze
colubrine et un moschetto, tutti
con buone ruote, et 7 para di ruote
di riguardo et un paro di carri con
ruote massicce. Vi sono alli cannoni 100 palle per ciascheduno, et 200
al mezzo, et 150 per colubrina. Item
gli altri piccioli facciamo di piombo con dadi di ferro. Vi polvere
grossa, fina e 100 pignatte da fuoco
lavorate. Vi sono 40 zappe, 50 pale,
300 casse, 20 picconi et altri ferramenti. Nel lato mancino delle mura
hemo trincee, tamen alle spalle a
ponente. Questo quanto apparato
in Castiglione che non ha punto
da invidiare qualsivoglia altra piazza di Santa Chiesa.
Dentro le mura diponemo di pozzi con acqua bona, et strade strette.
La porta volta verso la chiesa dei S.
Apostoli Giacomo e Filippo difesa da baluardo gagliardo, tamen la
porta principale, et le strade per accesso alla piazza regolate da catene.
V. E. Illustris. mi domanda nuove

de lo palazzo et io vo a dire: non


lo si pu chiamare buono, perch
senza quelle comodit che si ricercano, le stanze sono piccole, et le
finestre male esposte.
Per consiglio de lo maestro ingegnario se valuta bono la dislocatione di una chiocana, ben murata da
la parte propria de lo promontorio
entro le mura.
I poderi del Chiugi, quello che rendono V. E. Illustris. lo sa, molte terre hanno che le copre lacqua, et se
deve usare diligentia con fosse.
Da lo laco gran quantitade de some
de pesce bono.
Vi gran abundantia de selvaggina:
quaglie, starne, lepri; item scrofe e
porchetti, uccelli de passo. quanFosco
Taccini

Nato a Perugia
nel 1979, adora
spaziare in molti
generi letterari,
sia come scrittore
che come lettore.
Nel 2010 vince il premio Giallolatino con il racconto Giallo come la
notte e la prima edizione di Nero
Giallolatino. Ha partecipato alle
antologie 365 Racconti di Natale
e 365 Racconti destate, edite da
Delos Books.

19

20

to di bello vi .
Vi relationo, padron mio, che gli homini darme sono gagliardi, in buon
numero da lo principio ateguardibattaglia da Cortona, dal Monte S.
Savino, item da lo territorio vicino
di terre tosche. Vi sono cavalli, archibusieri, arcieri, uno squadroncello con picche e corsaletti.
V. E. Illustris. Sa quanto sopportamo ogni fatica et dispreziamo ogni
mollizia, dovendo avere dua paura:
una dentro per conto di habitatori
del Chiugi, laltra di fuora per conto
dei potentati esterni. A parere mio,
in questi tempi necessita Fortezza et
virt nella condotta sottile, per cui
conviene governarsi per arte e scienza, et procedere per piccoli passi.
Die V septembris: messo alcuno
homo in arte de spia per havere
sempre nuove da: Pozzolo, Petrignano, posta Sancti Fatucchi, Panicarola, Piana, et Giojella. Havere de
le spei in loco importante quelli
pagare bene per un servizio et un
uso.
Lo alloggiamento dei fanti, passato
uno quasi mese da lo engresso de
V. E. Illustris. en la piazza, molto
migliore , et tutte le genti darme
animati in fare da bene in meglio.
Et meglio comandare loro, adestrare cos adforzare lo che sia facto a li
bisogni che pare uno solacto. Cia-

scheduno seguire deve la sua virilit con la propria arma.


Die VI septembris: Pervemi il caso
suo bene forgiato, consiglio sopra
lo predicto caso seguitando lo stile,
item ambasciata de doi massari e
gran fascio de lettere.
Offittiali de guardia me riferiscono
alcuno haver vededuto raminghi.
Alla terza hora controllo del biado,
quantit et approvigionare lo necessario.
Alla dodicesima hora, dopo lo Vespro, predisponemo guardie con
torce. Corpo de guardi con porte
chiuse. Scripto : Chi male fa odia
la luce.
Die VII septembris: questa mattina
giunte nuove per bocca di homo inviato da V. E. Illustris. Che me reletationa che lo Scacro Collegio ha
iniziato i sua lavori lo die V septembris, per lo volere di Iddio noi tutti
confidiamo in bene.
Die VIII septembris: Sono molti
per dare da ridere tamen se sforzano dire et piacere, pero questi offitii
li devino fare li buffoni e non homini dabbene. Lo parlare se usa volere
fare quando la necessit lo porta,
ma ascoltare cosa bona assai, pure
siano cose che non se volino udire.
Conciocosasiach tucta volte a non
tucti se vole dare credito. Mirare
alla bisogna di fino in diverse hore,

per coprire tutti li lochi che sono


circumstanti.
Die IX septembris: messa nella
chiesa di S. Maria Maddalena fuori
le mura di Castiglione. Detta chiesa semplice e piccola, a tetto et
manca lo pavimento. Vi bel Fonte Battesimale. Presenti allo officio
homini della campagna in buon
numero.
Lo sergente Ieronimo delle Chiane
me relationa di strani fochi provenienti dal boschetto in direzione
del molo.
Gli homini sono adusi per lordinario delle azioni del mondo loro,
spesso fanno errori gravissimi, et
tanto maggiori in quelle che hanno
pi dello proprio interesse agire.
Die XI: allincomincio del boschetto del molo havemo trovato un cadavero di homo, vestito con abito
lungo da viaggiare, morto per una
archibugiata sotto lorecchio di dritta. Lo cirugico messer Donati me
ha dicho che, avendo ben guardato e diligentemente osservato, vi
estravatione di sangue universale
nel terreno vecino detto cadavero;
questo importante. Con lo strenuo Capitano Tancio da Cortona
concordamo che lo fatto homicidiario avvenuto in luogo essere. Et
inquirire in tale senso. Inquirimo
che: lo homo doveria essere a caval-

lo, anco per la positione della ferita di esito mortale, non habbiamo
trovato alcuno cavallo. Lhomo non
aveva seco lui denari o alcuno bene
prizioso.
Lo meglio, come potr intendere V.
E. Illustris., che la iustizia si acconcia et desiderante stendere el suo
braccio en gli auctore de lo homicidio.
Disponemo quanto necessario
per punire lo delinquente: lo notaio Gaspare di ser Angelo me ha
dicho che lo nome de lo morto
Bernardo di mastro Antonio, homo
da bene, habitatore a Castello della
Pieve. Dispongo la nomina di messer Gaspare di ser Angelo a giudice
in causa criminale et fare lo possibile per portare a giusto iudizio lo
crimine.
Die XII septembris: questi sono
tempi tristi, padron mio, lo homicidio me appare obscuro, perch
un habitatore di Castel della Pieve
nuto a trovare sua morte sotto la
rocca di Castiglione. Potrebbe essere uno qualche tipo de congiura de
qualche scherano dei caraffeschi?
Sono alcune false esecuzioni che
puotono confondere latione con
accelerarla fuori del tempo suo.
Prosegue a enquirire lo Capitano
Tancio con suoi famiglii per trovare alcuno testimonio de veduta e le

21

22

conietioni de la ragione del fatto.


Item ho mandato homini de assoluta fiducia a inquirire ne lo postribolo de Barbara di Giuliano di Stiria
Alemania alta, donna di malafare,
tenutaria de luogo di luogo di incontro di molte favelle. A lo ingresso testa de cervo con fiocchi gialli,
il segnale essere.
Udite voci de domanda de sangue.
Porlotanto disponemo che non sia
lecito alcuno punire per cagione de
malefitio overo delicto, n alcuna
cognjutione de sangue havere, n
per la dicta cagione alcuno prendere overo fare prendere, et quegnunque habitatore contrafar a lo
disposto se punir. Denari ovvero
tormenta per nome de pena pagare sia tenuto lo habitatore portante
larme contra forma degli ordenamenti propri desse.
Die XIII septembris: messer Lemosina, homo mandato per haver
lingua da Panicarola, me relationa
che li raminghi hanno campo in un
boschetto nei pressi di un tal massaro. Dipoi mandato lo Capitano
Tancio con uno squadroncello de
archibuseri a fare lume sulla faccenda: i due tristi figuri hanno fama
di nomarsi Lippo da Diruta e Rolfo
di Vannuccio noti bestemmiatori
de Iddio, de la Gloriosa Vergine e
altri santi e sante della corte celeste,

usi al gioco de cricca e trich-trach.


Minacciati del cappio che gli spetta, dicono essere inocenti e di non
haver visto cosa strana alcuna, pero
solo lo beccaio macellare de luned.
Un forestiero, mercante de panni
espezie, enquirito ne lo postribolo
giura lo medesimo. Questa cosa
strana assai, lo beccaio doveria fare
lo lavoro suo de macellare el gioved, per quello che me se dice da li
habitatori dentro le mura.
Die XIV septembris: De lo habitatores de Castel della Pieve non proviene accusato overo inquirito, overo denuntiato alcuno che ne loro
volere difendere se vorr.
Ponemo lo da che fare per avere
favella dal comuno de Peroscia et
contado, et borgo, etiandio su alcuno che non pi relegato per homicidio en lo carcere.
Lo strenuo capitano Tancio da Cortona, et el Capitano Alberto di Waldburg espertissimo artigliere, me
relationano che possibile che: lo
sparo non udito notte tempo perch lo boschetto e le ondate de lo
laco diminuire o colorare lo rumore de lo archibuso.
Volendo de lo Considerando io, oltre alle cose soprascritte, fermo una
volta lo intendimento de la cosa, e
deliberato quanto sia da eseguire,
in facil cosa sarma lo meglio. Come

V. E. Illustris. Ben sa, con lassalto


del levriero, la difesa del cinghiale
et la fuga del lupo.
Lo bene enquirire arte che non
la se impara per scola, n per libro,
ma solo per practica.
Die XV septembris: a hora prima
preso el beccaio Panzettoni en la
sua bottega. Portato en una stanza
sotto le scuderie de lo Palazzo. Dati
alcuni tratti di corda. Di malagrazia lo beccaio diche di haver solo
macellato lo cavallo de Bernardo di
mastro Antonio. Continuato lo giusto suplitio con altri tratti di corda.
Messer Panzettoni rivela di esser lo
homicida, perch Bernardo haveva offeso lo onore della sua figliuola Isabetta. La giovane ingannata
con matrimonio pi de bocca che
de fatto, si era vista ritirare ogni
promessa. Et hora la poverella, la si
dice pregna, non poteva che essere
data in isposa a Taddeo lo sciorno o
ai raminghi.
Lo cadavero lasciato nel sito del fatto perch potevasi credere opera de
malfattore o de forestiero delinquente. Item chiarito lo misterio de li fochi: essere lo segnale che la giovene
donna facea per lo incontro con
Bernardo. Con lo medesimo sistema, lo beccaio ingann Bernardo
per ucciderlo a sua comodit con
una archibusata.

Dopo gran consulto et su indicatione de lo notaio Gaspare di ser


Angelo homo de altissima iustitia
(grande et stimato conoscitore de
tutti li habitatori de Castiglione) dispononemo che la giovine Isabetta
venga inviata in convento et lo beccaio Panzettoni, dopo lo suplitio di
buona corda, rifornisca la guarnigione de la rocca con bona carne
sine die.
Perch gli meglio, in questi tempi,
sendosi la cosa condotta in termine, ordinarsi per mantenere.
Non restandomi altro da dirle, le
raccomando noi tutti che facciamo
professione dessere suoi servidori,
et ella se ne puote servire quando le
torner comodo.
Baciole dunque umilmente le mani,
pregando nostro signore Iddio che
mi conceda gratia di poterlo fare
in questa rocca de Castiglione. Le
comodit chhaver da me, quando
sar de ritorno, saranno un eccellentissimo cavallo da fazione, letto
ben apparecchiato e da mangiare
bene et vino per la sua bocca.
Et per maggior fede delle predette cose sottoscritte di mia propria
mano, sigillo tutto con lo mio solito
sigillo.
Di V. S. Illustrissima obbligatissimo
servidore.
Capitano Ercole Merescotti

23

24

Tecnica

La punteggiatura nei dialoghi


La punteggiatura parte della sintassi, cio della
struttura logica del linguaggio, e dunque non pu
mai essere arbitraria. Ecco le principali regole da
seguire per non commettere errori
di Antonino Fazio

a punteggiatura che si usa nei


dialoghi, o comunque nel parlato, soggetta a regole particolari, che hanno la caratteristica di variare
a seconda delleditore e, di conseguenza, delleditor che si occupa del testo.
Tuttavia, dal momento che la punteggiatura parte della sintassi, cio della
struttura logica del linguaggio, essa
non pu mai essere arbitraria (anche
se pu variare per motivi stilistici).
Proveremo dunque a elencare le varie
regole che vengono seguite, fornendo
per ciascuna di esse la motivazione,
anche se basterebbe leggere un po di
libri per averle ben chiare davanti agli
occhi, in tutte le loro varianti.

Le tre varianti
Il discorso diretto viene segnalato essenzialmente in tre modi: le virgolette
alte (o inglesi, dette semplicemente
virgolette), le virgolette basse (o francesi, dette caporali o sergenti) e il trattino lungo. Per una frase come quella
che segue esistono dunque tre varianti:
(1)
Vieni qui disse la mamma.
(2)
Vieni qui disse la mamma.
(3)
Vieni qui disse la mamma.

Alcuni editori raccomandano di


non usare il doppio apice () al posto delle virgolette (e lapice al posto
dellapostrofo, come ho appena fatto
io). Sfortunatamente, alcuni sistemi di scrittura (come Open Office)
hanno solo i tasti degli apici.
La frase precedente presenta due
ulteriori varianti per ognuno dei tre
segni di dialogo usati, poich qualcuno usa la virgola, prima o dopo il
secondo segno di dialogo, cos:

di dialogo usati (da qui in avanti


user di preferenza il trattino lungo, ma ci che dir vale anche per le
virgolette e i caporali):

(4)
Vieni qui, disse la mamma.

(12)
Vieni qui , disse la mamma che
ti do una ravviata ai capelli.

(5)
Vieni qui, disse la mamma.
(6)
Vieni qui, disse la mamma.
Oppure cos:
(7)
Vieni qui, disse la mamma.
(8)
Vieni qui, disse la mamma.
(9)
Vieni qui , disse la mamma.
La frase seguente pu avere dunque
pi versioni per ciascuno dei segni

(10)
Vieni qui disse la mamma che
ti do una ravviata ai capelli.
(11)
Vieni qui, disse la mamma che
ti do una ravviata ai capelli.

(13)
Vieni qui, disse la mamma,
che ti do una ravviata ai capelli.
(14)
Vieni qui , disse la mamma,
che ti do una ravviata ai capelli.
(15)
Vieni qui disse la mamma, che
ti do una ravviata ai capelli.
La (10) usa i trattini per inserirvi
linciso. La (11) mantiene la virgola
che separa le due frasi del parlato.
La (12) fa la stessa cosa, ma sposta
la virgola dopo il trattino senza un
motivo evidente. La (13) e la (14)

25

26

inseriscono linciso tra due virgole e


fra due trattini. La (15) sposta dopo
linciso la virgola che separa la due
frasi del parlato.
La decisione su quale variante usare
dipende, come ho detto, dalleditore
con cui avete a che fare. Ciascuna
delle varianti ha una spiegazione,
che ho appena dato, ma ha anche
una motivazione specifica.
La (10) rispetta la regola di non
usare due segni dinterpunzione
uno dietro laltro. La (11) e la (12)
sono pi precise a livello sintattico.
La (13) e la (14) sono pi chiare,
ma pleonastiche (sia le virgole che
i trattini indicano una pausa). La
(15) sembra arbitraria, ma non lo .
Vediamo perch.
Una frase come la seguente ha solo
tre varianti:
(16)
Vieni qui, disse la mamma.
Voglio darti una ravviata ai capelli.
(17)
Vieni qui , disse la mamma.
Voglio darti una ravviata ai capelli.
(18)
Vieni qui disse la mamma. Voglio darti una ravviata ai capelli.
Come si pu vedere, la (16) segue

la linea della (11), la (17) segue la


linea della (12) e la (18) analoga alla (15). Siccome non c altro
modo di scrivere questa frase, la
(11), la (12) e la (15) sono le uniche
varianti che mantengono una qualche uniformit rispetto al secondo
tipo di frase. Tuttavia, la somiglianza tra la (11) e la (16), e quella
tra la (12) e la (17), solo apparente. Infatti, mentre nella (11) e nella
(12) la virgola quella presente tra
le due frasi del parlato, nella (16) e
nella (17) la virgola stata aggiunta
per separare la prima frase dallinciso, quindi pleonastica.
La (16) e la (17) possono anche essere intese come forme analoghe
alla (13) e alla (14). La virgola separa la prima frase dallinciso (anche se c gi il trattino) mentre il
punto separa linciso dalla seconda
frase. Queste due frasi sono dunque
pleonastiche, sotto il profilo della
punteggiatura. Inoltre, siccome il
punto separa anche la prima frase
dalla seconda, finiscono con lessere
delle varianti inutilmente complicate della (18).
In definitiva, fatte salve le abitudini
delle case editrici (che naturalmente
tendono a mantenere luniformit
delle loro scelte iniziali), la formulazione pi concisa e coerente appare
essere quella della (15) e della (18).

Questo perch, quando le frasi del


parlato sono separate non da una
virgola ma da un punto, esso non
pu essere ignorato, perch la frase
successiva va in maiuscolo.
Nella consuetudine delle case editrici, la formula che va per la maggiore sono proprio la (15) e la (18),
e dunque forse conviene utilizzare
questa, se non altro per adattarsi a
quanto gi fanno i nostri editori di
riferimento.
Riassumendo: la forma (10) che
ignora la virgola non coerente,
perch nel passaggio alla frase successiva non pu eliminare il punto e
finisce col coincidere con la forma
della (18).
La forma (11) e la (12) che mettono la virgola prima dellinciso non
sono coerenti, perch nella frase
successiva il punto dopo linciso e, siccome mantengono anche
la virgola, finiscono col coincidere
con la forma pleonastica della (16)
e della (17).
La forma (13) e la (14), che usano
virgole e trattini per linciso, sono
coerenti ma pleonastiche, e rimangono tali anche nella frase successiva, dove aggiungono ai trattini interni dellinciso virgola e punto per
separare le tre frasi una dallaltra.
La forma (15) sposta dopo linciso
la virgola interna al dialogo e la sua

analoga (18) sposta dopo linciso il


punto interno al dialogo, perci la
pi coerente.
Maiuscole e minuscole
Si potrebbe pensare che, in una frase come la seguente, la prima lettera
dellinciso debba essere maiuscola,
ma non cos:
(19)
Dove vai? chiese la mamma.
Devo ancora ravviarti i capelli.
Questa frase ha una sola formulazione. Si noter che il punto viene
aggiunto in fondo allinciso, perch
la seconda frase deve iniziare in
maiuscolo, dato che la prima frase
finisce con un punto interrogativo o
esclamativo. Linciso invece in minuscolo, perch vanno in minuscolo
tutti i verbi che si possono usare per
introdurre il discorso diretto (come:
dire, esclamare, osservare, dichiarare, affermare, mormorare, e cos
via) anche nel caso in cui la seconda
frase del parlato inizia in maiuscolo.
Questo perch linciso in cui si usa
un verbo di questo tipo non una
frase staccata, ma una precisazione
aggiunta alla frase che lo precede.
Con gli altri verbi, se la seconda frase del parlato inizia col maiuscolo,
anche linciso va in maiuscolo (ma

27

28

non se linciso interrompe una frase


che prosegue, in minuscolo, dopo
linciso stesso). Ad esempio:
(20)
Dove vai? La voce della mamma
la blocc. Devo ancora ravviarti i
capelli.
Anche questa frase ha una sola formulazione, a parte ovviamente la
possibilit di usare, al posto del trattino, le virgolette o i sergenti che (a
differenza del trattino) richiedono
la chiusura finale:
(21)
Dove vai? La voce della mamma
la blocc. Devo ancora ravviarti i
capelli.
(22)
Dove vai? La voce della mamma
la blocc. Devo ancora ravviarti i
capelli.
Qui per interviene unaltra variante, perch alcuni editori mettono il
punto finale (ma non il punto interrogativo o i puntini di sospensione)
dopo la chiusura delle virgolette o
dei sergenti, cos:
(23)
Dove vai? La voce della mamma

la blocc. Devo ancora ravviarti i


capelli.
(24) Dove vai? La voce della
mamma la blocc. Devo ancora
ravviarti i capelli.
Altri ancora mettono il punto dopo
la chiusura, come in (23) e (24), solo
quando poi c un a capo. Viceversa, se non c a capo, il punto viene
messo prima, come in questo caso:
(25)
Dove vai? La voce della mamma
la blocc. Devo ancora ravviarti i
capelli. Le sorrise con tenerezza.
Mi piace pettinarti aggiunse.
da notare che, nella (25), alcuni
editori mettono una virgola in coda
alla terza frase del parlato, in modo
analogo alla (5) e alla (8):
(26)
Dove vai? La voce della mamma
la blocc. Devo ancora ravviarti i
capelli. Le sorrise con tenerezza.
Mi piace pettinarti, aggiunse.
(27)
Dove vai? La voce della mamma
la blocc. Devo ancora ravviarti i
capelli. Le sorrise con tenerezza.
Mi piace pettinarti, aggiunse.

Vocativi e a capo
Tra gli errori pi comuni ci sono
luso del maiuscolo con i verbi che
possono introdurre il discorso diretto, luso del minuscolo negli altri casi, la mancanza di uniformit
(cio mescolare a casaccio le varie
forme) e lassenza di virgole nel vocativo, come in questo caso:
(28)
Dove vai tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
La forma corretta questa:
(29)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
C poi la questione degli a capo. Gli
a capo sono spesso una questione di
stile personale, ma a volte ci sono
regole da seguire. Battute di personaggi diversi richiedono un a capo:
(30)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
Arrivo, mamma.
Anche il seguente scambio richiede

un a capo:
(31)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
La bambina sbirci fuori dalla finestra, poi si volt. Arrivo, mamma.
Volendo, se ne possono mettere
due:
(32)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
La bambina sbirci fuori dalla finestra, poi si volt.
Arrivo, mamma.
Questa sequenza pi lunga pu
essere scritta con uno, due o tre a
capo:
(33)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
La bambina sbirci fuori dalla finestra, poi si volt. Arrivo, mamma.
Torn indietro e si sedette sul lettino, di fronte alla donna.
(34)
Dove vai, tesoro? chiese la mam-

29

30

ma. Devo ancora ravviarti i capelli.


La bambina sbirci fuori dalla finestra, poi si volt. Arrivo, mamma.
Torn indietro e si sedette sul lettino, di fronte alla donna.
(35)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
La bambina sbirci fuori dalla finestra, poi si volt.
Arrivo, mamma.
Torn indietro e si sedette sul lettino, di fronte alla donna.
Unaltra variante questa (con due
a capo):
(36)
Dove vai, tesoro? chiese la mamma. Devo ancora ravviarti i capelli.
La bambina sbirci fuori dalla finestra, poi si volt.
Arrivo, mamma. Torn indietro
e si sedette sul lettino, di fronte alla
donna.
Come si vede, esiste una certa libert. Limportante che, nellimpostazione complessiva, il testo appaia
regolare ed equilibrato. inutile
affastellare troppo alcune sequenze

per poi usare molti a capo, ma anche sbagliato andare continuamente


a capo, o non andarci quasi mai.
Pu sembrare che queste precisazioni non abbiano a che fare con la
punteggiatura, ma non cos.
Il punto, infatti, ha una valenza
diversa se usato solo come punto fermo, rispetto a quando viene
usato come punto e a capo. Se, ad
esempio, confrontiamo la (34) con
la (36), possiamo notare che nella
(34) la bambina risponde subito ma
ci mette un attimo a tornare indietro; nella (36), invece, risponde un
attimo dopo ma torna indietro subito. Questo, almeno, ci che suggerisce il testo.
C anche il caso in cui il parlato
abbastanza lungo da richiedere uno
o pi a capo.
In questo caso occorre segnalare il
fatto che un discorso prosegue. In
teoria ci servirebbe solo quando si
usa il trattino, perch con le virgolette e i sergenti basterebbe il fatto
che non ci sia stata chiusura.
Ci malgrado, abitudine diffusa
che, quando il discorso di un singolo personaggio prosegue senza interruzioni, ogni eventuale capoverso successivo venga introdotto dalle
virgolette in apertura (di solito alte,
ma anche basse).
Ecco un esempio:

(37)
Mentre pettinava la figlia la donna
cominci a parlare, come se le raccontasse una storia.
Devi sapere che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce. Gli uomini per impararono presto a costruire pettini di osso e di avorio. Questo avvenne per solo quando furono disponibili arnesi per intagliare.
Devi anche sapere che pettinare
qualcuno, come io sto facendo con
te, un gesto di affetto. Ma questo
gi lo sapevi, vero?
La presenza di un a capo indica,
ovviamente, che nel discorso della
donna ci sia stata una pausa un po
pi lunga. Come dicevo, la regola
permane anche se si usano le virgolette o i sergenti:
(38)
Mentre pettinava la figlia la donna
cominci a parlare, come se le raccontasse una storia.
Devi sapere che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce. Gli uomini per impararono presto a costruire pettini di osso e di avorio. Questo avvenne per solo quando furono disponibili arnesi per intagliare.
Devi anche sapere che pettinare

qualcuno, come io sto facendo con


te, un gesto di affetto. Ma questo
gi lo sapevi, vero?
(39)
Mentre pettinava la figlia la donna
cominci a parlare, come se le raccontasse una storia.
Devi sapere che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce. Gli uomini per impararono presto a costruire pettini di osso e di avorio.
Tuttavia, questo avvenne solo quando furono disponibili arnesi per intagliare.
Devi anche sapere che pettinare
qualcuno, come io sto facendo con
te, un gesto di affetto. Ma questo
gi lo sapevi, vero?
Come ho gi precisato, quando si
usano i trattini o i sergenti il capoverso pu anche essere introdotto
dai sergenti:
(40)
Mentre pettinava la figlia la donna
cominci a parlare, come se le raccontasse una storia.
Devi sapere che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce. Gli uomini per impararono presto a costruire pettini di osso e di avorio.

31

32

Tuttavia, questo avvenne solo quando furono disponibili arnesi per intagliare.
Devi anche sapere che pettinare
qualcuno, come io sto facendo con
te, un gesto di affetto. Ma questo
gi lo sapevi, vero?
(41)
Mentre pettinava la figlia la donna
cominci a parlare, come se le raccontasse una storia.
Devi sapere che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce. Gli uomini per impararono presto a costruire pettini di osso e di avorio. Questo avvenne per solo quando furono disponibili arnesi per intagliare.
Devi anche sapere che pettinare
qualcuno, come io sto facendo con
te, un gesto di affetto. Ma questo
gi lo sapevi, vero?
da notare che, pur usando il trattino, in caso di a capo qualcuno
chiude le virgolette alla fine dellultimo capoverso (come se passasse
dalluso del trattino a quelle delle
virgolette) cos:
(42)
Mentre pettinava la figlia la donna
cominci a parlare, come se le raccontasse una storia.

Devi sapere che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce. Gli uomini per impararono presto a costruire pettini di osso e di avorio. Questo avvenne per solo quando furono disponibili arnesi per intagliare.
Devi anche sapere che pettinare
qualcuno, come io sto facendo con
te, un gesto di affetto. Ma questo
gi lo sapevi, vero?
In chiusura ricordo la gi enunciata
regola generale sugli incisi, secondo la quale i verbi che si possono
usare per introdurre il discorso diretto vanno in minuscolo anche nel
caso in cui il dialogo prosegue con
il maiuscolo. Gli altri verbi, invece,
vanno in minuscolo solo se linciso
interrompe una frase che poi prosegue in minuscolo. Ad esempio:
(43)
Devi sapere la donna fiss la
bambina, che una volta i pettini non esistevano, perci venivano
usate delle lische di pesce.
Questione di logica interna
In generale, come ho cercato di mostrare, queste regole sono molto variabili e dipendono dalle preferenze
dei singoli editor o dalle scelte delle
case editrici. Potreste perci chie-

dervi a cosa serva un articolo che ne


parla. La risposta che importante
conoscerle e coglierne la logica interna.
Sul piano pratico, potreste pensare
che, quando scrivete, tanto vale fare
come meglio vi aggrada, tanto poi
in caso di pubblicazione gli editor
sistemeranno tutto come vogliono
loro.
In realt non cos.
Ricordatevi che, prescindendo dal
suo valore, un testo impeccabile ha
molte pi probabilit di essere preso
in considerazione di un testo sciatto, che rischia in misura maggiore
di non essere affatto valutato.
Quindi, in ogni caso, non potete certo usare la punteggiatura in
modo casuale.
Se sapete gi a quale editore volete

sottoporla, vi conviene andare a vedere quali regole ha scelto di usare,


in modo da adeguarvi. Questo sar
pi facile da fare, se conoscete gi
i vari modi in cui la punteggiatura
viene usata.
Se invece non sapete ancora a chi
invierete il vostro scritto, dovrete
comunque scegliere una delle varianti canoniche, codificate dalluso,
e attenervi a essa senza mescolare le
varie modalit (un errore molto comune nei principianti).
Naturalmente, per poter scegliere la
modalit che preferite, avete bisogno di sapere quali siano.
Questi sono i motivi che mi hanno
spinto a scrivere un articolo sulla
punteggiatura nei dialoghi. Se lo
troverete interessante, ne sar valsa
la pena.

33

34

Lintervista

La sindone del Diavolo


Quattro domande sul suo diavolo a Giulio Leoni...
a cura di Patrizia Debicke

n Dante un po invecchiato,
oppresso e piegato dal lungo
esilio, ma al quale la fiamma di battersi contro il male ridona
novello e quasi sovrumano vigore.
Un Dante costretto ad affrontare un
lungo e pericoloso viaggio verso un
suo personale e diverso Inferno veneziano.
Straordinariamente inquietante latmosfera demoniaca, arrossata dalle
fiamme, che Giulio Leoni ha saputo
creare per una insolita e malefica Venezia, con il suo diavolo che imperversa tra i canali.
Un diavolo dominatore, squisitamente carnale e umano, a impersonare il fascino del male puro, ma pi
angelo caduto che non il mostruoso
demonio del XXXIV Canto della

Commedia, e allora parliamone con


Giulio Leoni.
Esoterismo e simbologia dominano la scena: la laguna gelata (cos
simile al Cocito, il lago di ghiac-

cio che imprigioner Satana nella


Commedia) che gli stranieri attraversano per raggiungere linvisibile taverna del Doge Zanni (il
diavolo secondo i veneziani) il traghettatore dei morti, retta da Alichino ecc. possibile che Dante/
Giulio Leoni, come Milton nel suo
Paradiso perduto, subisca il fascino perverso del diavolo, dellArcinemico?
Il Diavolo una figura onnipresente nellimmaginario umano. Dalle
carte da gioco al teatro dei burattini, dalle leggende popolari alle sacre scritture non c praticamente
un solo ambito dellesistenza in cui
non facciano capolino le sue corna
e il piede biforcuto. E proprio come
le varie circostanze della vita, la sua
natura sempre duplice: terribile
e ridicola, liberatoria e oppressiva,
raggelante e sensuale. E soprattutto orrenda e bellissima. Del resto
anche il suo nome viene dal greco
diaballo, ovvero mettersi di traverso, ostacolare. E tutta la nostra vita
piena di continui ostacoli.
Per gli ostacoli sono anche occasioni per salire, e ci che ci attraversa
la via pu anche essere unavventura
inaspettata, un amore improvviso e
affascinante, il tesoro nascosto dove
termina larcobaleno.
Insomma, il diavolo un compagno

35

di strada da cui difficile separarsi, che ci costringe a continui e imprevedibili detour. E che non a caso
ritorna in tante opere letterarie,
portando ossessivamente sempre lo
stesso messaggio: Datemi ascolto e
sarete come dei. Che poi lambizione segreta di ogni scrittore, dar
vita a dei piccoli mondi grazie alla
propria creativit. S, direi proprio
che il diavolo il miglior amico dello scrittore, come i diamanti lo sono
delle ragazze.
Anche Giulio Leoni dunque subisce
il suo fascino e mette il suo Dante

36

in caccia delle lacrime del diavolo,


panacea di ogni morbo, per guarire
Arrigo VII, il suo imperatore, lalto
Arrigo, cha drizzare Italia verr in
prima chella sia disposta.
Ma stava per finire la sua utopica
avventura italiana, fallita a causa
dei troppi interessi in campo che difficilmente potevano ritrovarsi in un
governo e un progetto universalistico.
Una missione inquietante, quella
di Dante, fin dallinizio permeata
di mistero e di paura. Un incontro
casuale con un galeotto, seguito dal
richiamo, o forse meglio dal grido

di aiuto, di Arrigo VII, Enrico VII,


limperatore, disteso ammalato e impotente a Pisa su quello che rischia
di diventare il suo letto di morte. E
lui, il poeta, non pu, non deve supinamente accettare la condanna a
morte del suo faro, dellunico che
forse potrebbe permettergli di tornare a calpestare le strade di Firenze, la
sua citt.
Dante non ha scelta, deve accollarsi
uninquietante missione impossibile: la ricerca delle lacrime del diavolo, panacea pare per ogni morbo
e, con cose, persone e il tempo stesso
tutti alleati contro di lui, partire per
un lungo e periglioso viaggio da solo,
attraversando contrade ostili, fino a
Venezia. Ma troppo tardi. Una blasfema Sindone pronta a sbarrargli
il cammino e a nulla varr lannientamento della personificazione del
male. Il Diavolo ha gi steso le sue
mortifere ali anche sul prode Arrigo.
Continuiamo dunque con le domande a Giulio Leoni, su Dante e il suo
diavolo.
Il male o, forse meglio, il maligno
vento del diavolo, domina La Sindone del diavolo fin dalle prime
pagine. Perch hai scelto Venezia
come scenario?
Mi piaceva lidea di immaginare le
reazioni del poeta in un contesto

dissonante da quelli suoi abituali.


Ho gi tentato qualcosa di simile
nella Crociata delle Tenebre, che ruota intorno allambasceria di Dante
presso la corte di Bonifacio VIII a
Roma. In quel caso lo spaesamento
derivava dallimprovviso precipitare in una dimensione architettonica
gigantesca: il passaggio da una citt
piccola, che si pu percorrere tutta
con poche centinaia di passi e in cui
ledificio pi maestoso il Battistero,
a una metropoli di pietra dagli spazi
e dagli edifici sconfinati.
Nella Sindone, invece, linstabilit che viene a turbare il poeta: lui,
uomo di terra, si trova improvvisamente gettato in una realt in cui
tutto mobile, a cominciare dalle
strutture pericolanti su cui sorgono
gli stessi edifici della citt. E poi un
luogo in cui tutto sembra rovesciato: un luogo senza profondit, senza
sotterranei, in cui il male anzich
nel sottosuolo si annida sopra le teste, in un rovesciamento straniante
di ogni prospettiva.
Perch tutti coloro che Dante incontra sanno di lui e della sua
Commedia?
Storicamente la Commedia conobbe un successo e una diffusione abbastanza immediata, come sappiamo dai numerosi versi ritrovati in

37

contratti e testamenti, secondo luso


del tempo di riempire con citazioni
di poeti o con passi delle sacre scritture i tratti bianchi dei documenti.
E la prova di un grande interesse,
per cui non implausibile che le
prime voci sui contenuti dellInferno avessero cominciato a circolare
gi prima della sua pubblicazione.
Soprattutto se, come ritengono alcuni critici, i primi otto canti siano stati composti ancora a Firenze
prima dellesilio. Ed facile che, tra
tutti i temi trattati, fosse soprattutto
la figura del diavolo a colpire limmaginazione dei lettori o anche dei
semplici curiosi. Una figura questa
che per di pi rappresentava una

38

presenza costante negli incubi e nelle coscienze degli uomini del medio
evo, una presenza sentita come reale nella vita quotidiana.
Chi Ahmet, il Grande Turco che
domina la piazza che d accesso
alla Locanda del Doge Zanni? Un
simbolo della depravazione che i
cristiani attribuivano agli infedeli? Oppure...?
Si parla di unepoca che non conosceva la correttezza politica, e in cui
il nemico era tale senza scrupoli e
senza sconti. LIslam era semplicemente il Male, anche se si dava gran
credito alla scienza e alla filosofia
dei miscredenti.
Ma era unammirazione simile a
quella che veniva nutrita per i filosofi greci e romani, monumenti di

saggezza ma comunque pagani, e


incapaci di indicare una vera via di
salvezza al cristiano. Questa strana
scissione, questa compresenza di
ammirazione e disprezzo singolare, ma si riproporr anche nel secolo appena trascorso, con i gerarchi
nazisti che perseguitavano gli ebrei
ma poi si avvalevano di loro come
medici o artigiani. Ahmed un alchimista arabo, nativo di Bassora,
giunto a Venezia in seguito dalla
condanna dalla sua stessa religione
per idolatria e commercio con i djin
del deserto. Ma anche il simbolo di
un potere sconosciuto, di un sapere
figlio delle tenebre, che si teme ma di
cui si ha un disperato bisogno. E per
ottenerlo si pu scendere a patti con
le convenzioni, e anche scendere fino
ai confini dellInferno.

39

Letti per voi


FUGA DAZZARDO
di Franco Forte
LArcobaleno - 12.00
Edizioni CentoAutori

oche implacabili
pennellate di Franco
Forte, gran maestro del
narrare, seduttivo affabulatore di romanzi storici doc, che si permette
di spaziare nella fantascienza e nel fantasy horror e che pubblica oggi
una storia thriller aspra e acre, un noir duro e senza esclusione di colpi ma venato di perfida ironia dove il bottino la droga. O, per meglio dire: una valigia piena zeppa di droga, pi precisamente di eroina
purissima. Ma cosa diavolo centra Cremona, la bella sonnolenta citt
di provincia del nord Italia con i mafiosi giochi di droga, potere e
denaro di Los Angeles? Due realt agli antipodi? Se volete scoprirlo
dovrete comprare Fuga dazzardo, in libreria dal 25 marzo per Cento
Autori nella collana Arcobaleno, dove Kimberly, leroina delle storia, una strana ragazza, disillusa e incasinata, solo per sfuggire dalla
squallida ma dorata prigione itinerante e trasgredire e rompere con
i rigidi schemi familiari, ha fatto sparire un tesoro, ficcandosi in una
spaventosa spirale di violenza e di morte. E, rischiando l tutto per
tutto, dovuta fuggire da Los Angeles per andarsi a rintanare in un
appartamentino da quattro soldi a Cremona. Lo sapeva anche Kurt
Hoffgauer, emissario della malavita organizzata tedesca che si era
recato a Los Angeles per trattare della merce preziosa. Lo sa Mirko
Sladek, il suo ex amante, luomo di fiducia del boss La Cocca, che
detiene il controllo dello spaccio sulla costa Ovest degli Stati Uniti.
Dopo un attacco degno del pi classico hard boiled di oltremanica,
si passa a Cremona, immergendoci in un hard pulp allitaliana con
brutalit e sangue quanto basta.
Patrizia Debicke

40

Reportage

Berlino vetrina internazionale


Tedesco che si alterna al francese, inglese, italiano,
spagnolo e tante altre lingue in un mix in cui pi o
meno giovani si confrontano. Questo il clima effervescente che si respira a Berlino ogni anno in occasione
del Festival Internazionale di Letteratura
di Edda Biasia

sempre emozione e attesa


nella Haus der
Festspiele, la sede principale nel centro della
Berlino Ovest che accoglie ogni anno il Festival
Internazionale di Letteratura. Latrio, ampio e
luminoso, aperto su un giardino
che pullula in continuazione di un
pubblico misto e variegato, in tono
con lo spirito della citt: persone vestite in modo elegante si alternano
ad altre abbigliate in modo eccentrico, frasi in tedesco si alternano
ad altre in francese, inglese, italiano

e spagnolo e altre lingue ancora e,


nonostante Berlino sia considerata
la citt dei giovani con il 43% sotto
i trentacinque anni, numerosi sono
gli attempati che discutono in
modo effervescente.
Dal 10 al 20 settembre si svolto il
quattordicesimo Festival Interna-

zionale di Letteratura.
Trecento
manifestazioni sparse in tutta
la citt, con centocinquantotto autori, provenienti da cinquantotto paesi: Junot Diaz,
Joshua Cohen, Jhumpa
Lahiri, Stewart ONan,
Priya Basil e altri. Articolato in pi sezioni, che a prima vista
hanno poco in comune tra di loro,
formano in realt un contesto unico, a cui partecipano, nella sezione
Reflections, storici e scienziati oltre a scrittori e giornalisti. E come
segno che nella Letteratura non ci
sono confini e distinzioni nazionali,
il discorso ufficiale di inaugurazione, con il titolo LEuropa e il nuovo
disordine nel mondo, stato tenuto
dallo scrittore indiano Pankaj Mishra (vincitore del premio del Libro
di Lipsia per lintesa europea con il
romanzo Sulle rovine dellimpero)
con una conferenza sullEuropa attuale, sul suo ruolo e soprattutto su
quello della Germania in questo periodo di crisi.
Il progetto Cultura della fiducia,
invece, si rivolge ai conflitti che
esistono nelle diverse regioni del
mondo, in Ucraina, Siria, Corea del

41

Nord, il fondamentalismo nei paesi


arabi e nel continente africano. Per
questo progetto sono stati invitati
scrittori e poeti di questi paesi.
Danny Morrison, giornalista e addetto stampa nordirlandese, a raccontare, il primo giorno, il lungo
e difficile percorso di mediazione
fatto tra Loyalisten e Repubblicani
per arrivare nel 1998 al trattato di
pace nel suo paese e del ruolo che la
letteratura e la cultura hanno avuto per il raggiungimento di questo
risultato.
La fiducia di solito non tema di discussione nellambito politico e culturale, ma poich il conflitto politico si rispecchia nel quotidiano e nel
personale, i romanzi degli scrittori
invitati ne sono un esempio. E proprio perch attualmente le religioni
sono viste con diffidenza, e la fiducia in Dio diminuita, sono stati

42

scelti come luoghi di Lettura anche


edifici religiosi: chiese, moschee,
templi buddhisti e induisti.
In questo contesto il libro La piroga
stato presentato nella Chiesa Marthin Luther (anche Lutero ha a che
fare con la fiducia), in occasione del
prossimo cinquecentesimo anniversario della Riforma che avverr nel
2017.
Grazie allinvito del Festival, lo
scrittore Senegalese Abasse Ndion
ha avuto loccasione di uscire per la
prima volta dallAfrica.
Il suo libro parla di quaranta persone, tra le quali un ragazzino di
quindici anni, che si procurano una
barca per affrontare, dal Senegal, il
viaggio in mare verso lEuropa. La
pesca, il loro sostegno economico
pi importante, in crisi perch pescherecci europei, asiatici, russi, dotati di moderni sistemi tecnologici,
svuotano il loro mare pescando in
un giorno quello che un pescatore
raccoglie in un mese. Lo stesso per
lagricoltura: nessun regolamento
da parte dello Stato, spesso corrotto,
e quando le famiglie, lunico sostegno in uno Stato assente, non sono
pi in grado di aiutarli, lunica speranza la fuga verso lEuropa, vista
in modo idealizzato.
Nel viaggio in piroga, acquistata
con grandi sforzi economici, alcu-

ni saranno inghiottiti dalle onde,


mentre altri, stremati dalla fame
dalla sete e dal freddo, verranno salvati da una barca della croce rossa.
Nonostante il finale a lieto fine per
alcuni dei personaggi, alla domanda su chi ripone la propria fiducia,
lautore risponde di averla solo nella
propria moglie.
Nel Festival le opinioni e le interpretazioni su quello che fiducia sono
varie e molteplici. Per la storica Ute
Frevert la fiducia interessata, sottintendendo che chi si ha di fronte,
agisca e pensi come noi; il rischio
che invece agisca in un altro modo,
e di essere cos delusi, sempre
presente, cos ci troviamo costantemente, sia nei rapporti personali
che in quelli economici e politici, in
una crisi di fiducia.
Lo scrittore ucraino Andrej Kurkow
dice di avere fiducia solo nei suoi
dubbi. In famiglia, o in relazioni
damore, la fiducia il collante che
tiene insieme il tutto, una volta tradita difficile ricrearla. Sul piano
politico la rivolta sulla piazza Maidan stata la dimostrazione di sfiducia di fronte al governo corrotto
in Kiew. NellUcraina c una cultura
della sfiducia, ribadisce, e per lui le
generazioni future di ucraini e russi
saranno come stranieri.
Per la scrittrice e giornalista Christi-

ne Eichel solo la perdita


o la mancanza rende
consapevoli di quello
che si perso. Il modo
migliore per verificare
se puoi avere fiducia in
qualcuno dargli la tua
fiducia.
New Level, laltro
progetto che si collega
allAnno della Scienza
2014 centrato sulla societ Digitale, dedicato a Videogiochi e Letteratura e il videogioco viene visto
come forma contemporanea di
narrazione. Nel contesto sono state presentate idee di scrittori per i
videogiochi e discussioni con programmatori e scienziati per verificarne la realizzazione e dimostrare
come il mondo del computer annulli il confine tra finzione e realt.
Lo scrittore Vladimir Kaminer ha
progettato un gioco con tema prevenzione per i giovani, in cui un assassino ammazza con unascia una
vecchia signora avida e piena di soldi, per usarli a fini umanitari. Lassassino continua il suo tour di omicidi in tutta la Germania, fino ad
arrivare a Il Boss dei mostri: Angela
Merkel. Sente come una missione
il doverla fare fuori, per liberare
lo spirito pi vivo e genuino della

43

Germania. chiaro il riferimento


al romanzo di Dostoevskji Delitto e castigo e, nella discussione che
ne scaturita, ci si chiede perch, se
nei romanzi si ammazza, non lo si
possa fare nei giochi, soprattutto, si
aggiunge in modo ironico, se c un
fine terapeutico.
Nello stesso ambito, molto originale stato il Vernissage Please
close your eyes. Imagine a invisible
city, tratto da Canzoni Invisibili dei
nostri connazionali Luca Lagasch
Saporiti, bassista della famosa Marlene Kuntz Band, e Alessandro Cremonesi, coautore di Canzoni Invisibili. Ispirati dal libro Le citt invisibili, di Italo Calvino, hanno scritto
10 testi e creato una performance
con lo scopo di eliminare la gerarchia tra il visivo, laudio e il testo,
cos da mettere le arti in comunicazione tra di loro. La frase alla pare-

44

te, Per favore chiudete gli occhi e


immaginatevi una citt invisibile,
voleva incitare il pubblico a entrare
nellatmosfera e a usare la fantasia,
invece di essere contenitori passivi
di tante informazioni da Internet. Il
progetto aperto a tutti, e ognuno
pu parteciparvi con testi, musiche,
fotografie e altro (per informazioni:
10canzoni@gmail.com).
Ma il Festival Internazionale di Letteratura di Berlino non solo questo. Fra le tante manifestazioni segnaliamo il tema del riscaldamento
della terra che stato trattato nel
progetto Weathaer Stations, durante il quale scrittori internazionali hanno espresso nei loro libri idee
per nuovi modi di vita.
Per gli amanti dei versi, invece, il
Poetry Nights, dove oltre agli autori anche gli attori hanno recitato
sotto le stelle, o in luoghi suggestivi,

versi di poeti internazionali.


Unaltra sezione ha riguardato la
Letteratura per bambini e ragazzi.
Fra gli ospiti italiani Alessandro
Sanna, autore veronese. Alessandro
ha presentato, per la prima volta in
Germania, il suo libro Fiume Lento,
un viaggio lungo il Po, con discussioni con il pubblico.
Lorganizzazione
Ma come viene organizzato un
Festival cos sfaccettato e famoso
per la sua ricchezza e variet? Per
capirlo ho incontrato il capo programmatore del Festival, Thomas
Bhm, nella famosa Literatur Haus,
dove stato ospitato, allinizio del
900, Vladimir Nabokow e a pochi
passi dal palazzo in cui Robert Musil scrisse il suo libro Luomo senza
Qualit.
Cos che ama di pi del Festival?
Il confronto con unaltra
cultura e realt, perch
indispensabile per capire la mia. E poi leggere un libro che piace,
e incontrarne lautore,
la continuazione del
sogno, del fascino della
lettura. Le informazioni che si ricevono dai
media sono limitate,

semplici descrizioni di avvenimenti, lapproccio alla realt della letteratura diverso, crea un ponte tra
le culture, e una base per parlare di
altri temi: politica, religione.
Come vengono scelti gli scrittori
che invitate?
Abbiamo una lista di autori conosciuti nei Festival di Letteratura
in tutto il mondo, molti di questi
non sono ancora tradotti in tedesco, circa un terzo, poi lavoriamo
su un tema: questanno la fiducia e
i giochi al computer. Facciamo una
ricerca sugli autori che si occupano
del tema e contattiamo le case editrici per sapere quali libri verranno
pubblicati, cos spesso abbiamo la
fortuna di avere lautore in anteprima in Germania o nel mondo. Indispensabile che lautore abbia gi
pubblicato nel proprio paese.
Un esempio il vostro autore Luca
Giordano, presente al Festival nella
categoria scritture giovani. Labbiamo conosciuto tramite il Festival
della letteratura di Mantova dove,
su un tema specifico, Serajevo,
giovani scrittori emergenti di ogni
paese hanno elaborato racconti brevi. Tre sono stati gli autori selezionati tra i quali Luca Giordano, con
il suo racconto Lelastico.
I racconti sono stati letti nei Festi-

val di Wales, Mantova e Berlino. A


Berlino Luca ha poi presentato nella
Libreria Mondolibro il suo nuovo
Romanzo Qui non crescono i fiori.
Invece Luca Lagasch Saporiti, e
Alessandro Cremonesi, artisti che
apprezziamo molto, li abbiamo conosciuti tramite lIstituto di Cultura
Italiano di Berlino.
Vi mettete quindi voi in contatto
con le case editrici, o vi chiamano
loro?
Entrambe le cose. Le visitiamo direttamente alle fiere librarie, studiamo i loro programmi, a volte ci
chiamano le case editrici stesse e, se
uno scrittore in Europa, ci chiedono se vogliamo sfruttare lopportunit per una lettura, il contatto con
loro continuo. I cosiddetti Bestseller comunque non ci interessano,
non importante che lautore sia conosciuto, ma che parli di temi scottanti e attuali.
Da dove lidea di tenere le letture
in luoghi religiosi?
Spesso non siamo mai stati in una
moschea o in un tempio induista o
buddista, quindi la vista di un luogo
del genere ha a che fare con la fiducia, ci mettiamo in contatto con luoghi e persone dove esiste apertura e
sensibilit sul tema. La Chiesa Mar-

45

46

tin Luther, per esempio, ha contatti


con comunit indiane, coreane, turche, e a Berlino esiste la comunit
turca pi numerosa della Germania.
A riprova del fatto che sia una struttura aperta, sullaltare non c nessun cristo o croce, ma una donna
turca in un paesaggio fertile.
Per queste serate di Lettura non
viene richiesto nessun biglietto per
dare la possibilit al pubblico di
spendere i soldi nellacquisto del libro e per creare un pubblico potenziale nelle persone che abitualmente
visitano la chiesa. Lanno scorso, per
esempio, quando uno dei temi era
La terza et, le manifestazioni erano alle ore 16.00 o al mattino, per
dare la possibilit agli anziani di
spostarsi senza problemi.
Come si finanzia il Festival?
Riceviamo soldi da un Fondo Cultura, poi chiediamo ai Ministeri,
alla Comunit Europea, a Fondazioni. Questo lanno della Scienza,
che ha come tema la societ digitale, ci siamo allacciati al loro progetto e cos abbiamo raccolto pi
di 700.000 euro, poi lavoriamo con
le ambasciate, gli istituti di cultura.
Paghiamo le spese di soggiorno di
ogni invitato e in pi diamo un piccolo compenso, duecento euro per i
meno conosciuti, pi alto per i pi

famosi. Sono invitati non solo per il


giorno della presentazione, ma per
quattro o cinque giorni, e cos diamo loro la possibilit di conoscere
la citt.
Qual la difficolt pi grande?
Invitare autori extra-comunitari.
Ottenere il visto difficilissimo. Ho
capito perch la Comunit europea
viene definita una fortezza, a volte
si vieta lingresso persino a un autore africano candidato per il premio
Nobel.
Un po dItalia a Berlino
Per toccare con mano lemozione di
essere stato scelto per questo Festival cos speciale, mi incontro con
Luca Giordano la sera della presentazione del suo Libro Qui non crescono i fiori allinterno della libreria
portoghese e brasiliana Mondolibro, nel quartiere di Mitte, con uno
spazio dedicato ai libri in lingua italiana. Questa libreria si interessa di
piccoli editori e dei vari premi letterari in Italia.
Ciao Luca. Ieri hai presentato il
tuo racconto lElastico sulla guerra a Serajevo (il racconto leggibile in Internet) alla Haus der Festspiele. Com andata?
Emozionante, anche se parlare di

Serajevo difficile, se non si vissuto quel periodo di guerra. Quando


ci sono stato, solo un anno fa, ho visto i buchi di pallottole dappertutto,
sulle facciate delle case, nei cimiteri,
nei giardini, nei parchi giochi per
bambini e sono partito da questa
immagine. E poi mi hanno chiesto
come va in Italia dopo Berlusconi
(Luca scuote la testa). Prima di Berlino sono stato a Wales, bellissimo:
un Woodstoock della Letteratura,
poi al Festival di Mantova, dove
tutta la citt si mobilita per lavvenimento. Berlino cosmopolita e varia. Esperienze molto belle, diverse
tra di loro.
Ti sei diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, sei
finalista del Premio Solinas-Storie
per il cinema nel 2009, hai scritto
la sceneggiatura di Il terzo tempo e di altri cortometraggi, qual
la differenza tra scrivere una sceneggiatura e scrivere un romanzo
o un racconto?
Sono mondi molto diversi, la sceneggiatura un lavoro collettivo,
si scrive con il regista, si litiga sulle
idee, si ride, ci si arrabbia; nel romanzo si da soli. Lo scrivere d
possibilit maggiori di espressione,
ma in Italia difficile sia una cosa
che laltra. Dal punto di vista econo-

47

mico fare cinema molto difficile,


mi sono spostato nella letteratura,
ma difficile anche l.
Com nata lidea del libro Qui non
crescono i fiori?
Qualche anno fa ho letto che due
fratelli avevano nascosto un cane
per istruirlo per i combattimenti,
un giorno il cane non riconosce uno
dei ragazzini e lo aggredisce. Allinizio avevo scritto una sceneggiatura,
che per era difficile da realizzare,
troppo cruda, e cos si trasformato
in un romanzo, diventando qualcosaltro. Il problema sono state le

48

case editrici, non lhanno accettato,


dopo tanti tentativi la Isbn edizioni
mi ha contattato.
Qual la storia del libro?
Salvatore e Damiano sono due fratelli senza madre che non si sopportano. Il padre, molto burbero, li ha
cresciuti nascondendogli quello che
successo alla madre. Il pi piccolo,
Salvatore, trova affetto in un cane
randagio che tiene nascosto in una
cascina che il padre gli impedisce di
frequentare.
Il romanzo ambientato nellisola

di Lampedusa, perch?
La storia violenta, e la violenza ha
a che fare con Lampedusa, la natura
ostile, unisola di confine, lontana dal continente, lisola non solo
popolata da uomini, ma anche da
cani randagi, e quando uno vi arriva non esce, come una prigione,
solo quando escono con la barca e si
tuffano nel mare i fratelli e il padre
si sentono liberi.
Gli immigrati che arrivano in cerca
di libert o con grandi aspettative
arrivano in realt in una prigione.
Ognuno dei fratelli cerca di fuggire
in modo diverso, per esempio Damiano vuole partecipare al Grande
fratello. un romanzo con il tema
della fuga e dellevasione.
C una parte autobiografica?
Da bambino avevo paura dei cani,
perch a sei anni, mentre giocavo a
calcio con amici, il pallone finito nel giardino di una grande villa.
Essendo il pi mingherlino, hanno
mandato me a prenderlo. Ho scavalcato il cancello e nel ritornare
un cane San Bernardo mi ha inseguito. Ho superato il cancello a fatica, ma una scarpa rimasta impigliata: da quel momento ho avuto
il terrore dei cani, e i miei genitori,
per aiutarmi a superare la paura,
mi hanno regalato un cucciolo dal

quale poi non potevo pi


separarmi.
Quali sono gli scrittori
che ti hanno ispirato?
Racconti dellOhio di
Scherwood Anderson, Oltre il confine di Mc Carthy,
Il giardino di cemento di
Mc Ewan, e poi Pavese che
uno dei miei autori preferiti, Faulkner
Progetti futuri?
Ho quasi finito la stesura
di un altro romanzo, e poi
ancora progetti nel cinema.
Da non dimenticare che
oltre a Luca il Festival ha
ospitato, Andrea Bajani
con il romanzo Mi riconosci, dove racconta la sua
amicizia con Andrea Tabucchi. Pubblicato anche
in lingua tedesca, grazie
allILB, Bajani considerato uno degli autori contemporanei italiani pi interessanti.
Scrittori e scrittrici giovani, e non coraggio! La
Letteratura Internazionale
vi aspetta

Qui non crescono i fiori


di Luca Giordano
Salvatore e il fratello Damiano sono nati
nellisola di Lampedusa. Non si sopportano, vivono con il padre, un uomo burbero, che spesso cede al vizio del bere e
che, con fatica, gestisce una piccola officina meccanica. La madre, di cui non
hanno ricordi, morta quando loro erano bambini, il padre non racconta niente
di lei. Il paesaggio brullo e desolato, lafa
spossante, fanno da cornice alla loro vita
triste e monotona, dove gli unici momenti di felicit sono rappresentati dalluscita
con una barca in mare. I fratelli cercano
in modo diverso di evadere dallisola sentita come una prigione. Salvatore tenta di
fare amicizia con un cane randagio che
vive in una vecchia cascina abbandonata, dove il padre gli ha proibito di andare.
La cascina e il cane diventeranno invece
il suo mondo segreto, nel quale rifugiarsi, senza sapere che invece quella cascina
racchiude un segreto orribile, dal quale il
padre ha cercato di proteggerlo. Damiano invece vuole andare a Roma e partecipare al Grande Fratello.
In un fash-back il libro racconta poi la
storia del padre e i misteri racchiusi nella cascina abbandonata, che diventer, in
modo drammatico per Salvatore, il luogo
in cui metaforicamente Non crescono i
fiori.

49

EBOOK DA LEGGERE

Gli autori del gruppo Facebook Scrittori promuovete i vostri ebook


IL PASSO
DEL
RAGNO
di Gabriella
Grieco
Vieni disse il Ragno
alla mosca.
Non correrai alcun rischio: c la rete... Ne
Il passo del ragno solo una cosa
chiara: il Ragno un assassino, la
mosca la sua vittima. E lombra?
Lombra fumo...

IL
RIFUGIO
di Linda
Bertasi
Possono
vite diverse
incontrarsi
e confondersi
al punto da somigliarsi, nella
medesima esperienza di sofferenza
e di felicit? Dimensioni temporali
opposte che tornano a viaggiare
sulla stessa frequenza. Un romanzo al confine tra il sogno e il reale,
tra mistero e rivelazione.

LACRIME
DI CENERE
di Davide
De Boni
Il primo passo
in unapocalisse zombie
tutta italiana.
Leonardo
pensa di dover affrontare lennesima
giornata di lezioni universitarie, ma
non ha idea di ci che lo aspetta. Oltre a sopravvivere, dovr lottare per
conservare la propria umanit.

LULTIMA
NOTTE
di Tiziana
Cazziero
Rose pronta
a legarsi per
tutta la vita
con George,
ma un uomo
misterioso irrompe ogni notte nei
suoi sogni regalandole emozioni
nuove e inattese. Chi quelluomo
e perch lo sogna? Rose ha tutto
quello che una donna desidera, poi
quelluomo misterioso irrompe nei
suoi sogni e tutto cambia.

DOVE
SCORRE
IL MALE
di Fabio
Mundadori
Dieci
anni fa. In
una notte
destate, un
intero quartiere viene spazzato
via. Oggi. In una piovosa mattina
dautunno due writer vengono
giustiziati alle porte della capitale.
Il commissario Sammarchi
lunico in grado di svelare lenigma che lega i due eventi.
Sempre se riuscir a sopravvivere.
PICCOLI
SEGRETI
DI FAMIGLIA
di Mara
Locatelli
Pu un
pranzo
cambiare il
corso dellesistenza di una famiglia
borghese di provincia? Piccoli segreti di famiglia offre uno spaccato
su incomprensioni, invidie, amori
e tradimenti che legano le relazioni
tra i parenti. Un delicato equilibrio
che allimprovviso si rompe. E tutto
sembra precipitare

GUIDA AL
CINEMA DI
STEPHEN
KING
di Marcello
Gagliani Caputo
Una guida
sul cinema
tratto dalle opere di Stephen King.
Con le interviste al regista Mick
Garris e allattrice Dee Wallace (Cujo), il volume racconta
la genesi di film come Carrie,
Shining, It, Misery non deve
morire, Il miglio verde, la serie tv
Under the Dome e tanto altro.
A MEZZOGIORNO
DEL MONDO
di Maria Cristina Sferra
Un viaggio
itinerante a
Cuba, una
giovane donna sola, un uomo misterioso, un incontro casuale e una
camera dalbergo da condividere.
Una settimana pi un giorno per
indagare le sfaccettature segrete di
un sentimento che nasce con uno
sguardo tutto femminile sulle mille
emozioni di un amore.

52

Narrativa

Unorrenda macchinazione
di Emanuela Locori

Estate 1938, cittadina ligure


Venerd, dopo il tramonto

Benedetto
quellora di solito la cosa pi
difficile era scendere i tre
gradini alluscita dellosteria: per fortuna il vecchio paletto di
ferro col segnale di precedenza gli
serv, come tutte le sere, a reggersi
in equilibrio, in attesa di compiere
limpresa pi ardua.
Benedetto raccolse tutte le forze per
affrontare la scalinata della chiesa,
unico riferimento per ritrovare la
via di casa.
Barcollando, si mosse lento lungo il
carugio ormai buio, senza fermarsi,
perch ripartire sarebbe stato ancora pi difficile, fino a quando qualcosa lo fece inciampare.
Imprec allindirizzo dellimbecille che aveva abbandonato sulla sua
strada dei rifiuti cos pesanti, e pro-

v ad allontanarli con un calcio.


Rimase pietrificato quando il fagotto si mosse: un braccio ricadde verso di lui con il pugno che stringeva
ancora unarma. Un randello.
Riconobbe subito quelloggetto, che
aveva avuto modo di assaggiare di
persona in passato, pi di una volta, e si svegli improvvisamente dal
torpore etilico: si chin per osservare da vicino afferrando per le spalle
il corpo inerte prono sul selciato.
Labbigliamento del cadavere e i tratti del viso, deformati da una smorfia
di dolore, gli diedero la conferma:
Armando Gallesi, fra le pi esagitate camicie nere del paese, giaceva
esanime in una pozza di sangue con
uno squarcio sul collo.
Si rialz di scatto, guardandosi intorno senza sapere cosa fare, lasciando vincere la paura.
Si allontan pi in fretta che poteva
camminando rasente i muri e aiu-

tandosi con le mani per mantenersi


in equilibrio.
Raggiunta la fontanella in cima alla
scalinata immerse il capo sotto il
getto ghiacciato, che gli diede una
parvenza di lucidit. Appoggiatosi
al muro pi vicino, ritrov pian piano la calma e prov a riflettere.
Non aveva scorto nessuno nelle vicinanze, ma non poteva giurare di
non essere stato visto, magari da
una finestra.
Poteva essere molto pericoloso fuggire senza avvisare nessuno o chiedere aiuto a qualcuno delle case
vicine: sarebbe stato lui il primo a
essere sospettato.
Doveva dare subito lallarme, sperando che nessuno si fosse accorto
di niente: la cosa migliore a quel
punto era avvertire le forze dellordine.
Si avvi quindi verso la caserma dei
carabinieri.
Santini
La serata pi calda del solito, appena mitigata da un leggero vento di
ponente, non invitava certo a prolungare il lavoro dopo una giornata
che non era stata fra le pi tranquille: lestate si preannunciava molto
calda, non solo dal punto di vista
meteorologico.
Sauro Santini appoggi la cornet-

ta sulla forcella, immaginando una


serie di parole gentili come risposta
allultima delle duecento telefonate
che aveva ricevuto nel pomeriggio.
Le direttive del comando gruppo
negli ultimi giorni si erano fatte
Emanuela
Locori

Ex-insegnante, Emanuela Locori


ha sempre avuto la passione di
raccontare
storie. Non
appena ha
avuto del
tempo libero
per se stessa,
si dedicata
alla lettura,
finch non si
resa conto
che leggere
non le bastava pi, e che voleva
comunicare qualcosa di suo. Cos
ha deciso di intraprendere lavventura di scrivere. Ha frequentato un
corso di scrittura creativa, e alcuni
suoi racconti sono stati selezionati
per essere pubblicati su antologie
della casa editrice Delos Books.
Un suo racconto selezionato per il
contest Ira Domini apparso nel
numero 42 della WMI. Con Delos
Digital ha pubblicato il racconto
storico Un tramonto a Thera (Passioni Romantiche).

53

54

sempre pi pressanti e spesso contraddittorie: riuscire a interpretarle


correttamente stava diventando una
lotteria. Lennesima interruzione
per non lo fece irritare, anzi, gli
sfugg un sorriso.
Signor tenente, agli ordini, c qui
il Pellegri, stavolta dice che ha visto
un morto!
Il tono ironico del brigadiere
Castelli non preannunciava niente
di buono: unaltra notte a rintuzzare
le proteste di quel povero ubriacone che non aveva mai fatto niente
di male al di fuori di qualche schiamazzo per non si era mai spinto
cos in l con la fantasia!
Castelli, portatemelo qui: sentiamo cosha visto, stavolta.
Allora, Pellegri, cosa ti succede?
A me niente, signor tenente, ma al
Gallesi gli hanno fatto la pelle!
Cosa? Hai esagerato col vermentino, stasera?
Ah, pu essere, signor tenente,
ma lui proprio steso l con la gola
aperta!
Castelli, andiamo subito a vedere.
Tu vieni con noi e indicaci il luogo
esatto disse prendendo Benedetto
per un braccio.
Giunsero in fretta alla fine della scalinata dove il povero Benedetto suo
malgrado aveva fatto lo spiacevole

incontro: non cera dubbio, questa


volta non era stato leffetto del vino
a farlo straparlare; il tenente e il brigadiere non poterono che confermare le sue parole. Fatti i rilievi del
caso il tenente decise che sarebbe
subito tornato in caserma per chiamare ambulanza e medico legale,
lasciando il brigadiere Castelli di
guardia con lincarico di esaminare
con attenzione il luogo in cerca di
eventuali indizi, in attesa dellarrivo
del fotografo e degli esperti dellistituto di medicina legale.
Si doveva aspettare lesito dellesame dellanatomo-patologo, cos nel
frattempo Santini inizi a preparare il rapporto da inviare subito ai
comandi superiori: un omicidio,
quello, che meritava particolare
attenzione, a causa delle gravi implicazioni politiche che avrebbe di
certo potuto suscitare.
In quelle giornate poi, dopo lapprovazione delle nuove norme razziali, per Sauro Santini il lavoro stava
diventando, ogni giorno di pi, un
obbligo amaro.
Si era congratulato con se stesso
quando aveva ottenuto il tanto atteso trasferimento: il suo primo
comando, per una fortuna tanto
pi esaltante, quanto pi insperata,
proprio nella sua regione di nasci-

ta. Ben pochi dei suoi colleghi ci


erano riusciti, ma lui lo doveva al
suo ottimo piazzamento al corso di
applicazione per transitare nellArma dei Reali Carabinieri dopo aver
frequentato, sempre con prestigiosi risultati, lAccademia Militare di
Modena.
Ma lentusiasmo aveva preso in fretta a scemare al seguito delle voci,
sempre pi insistenti, provenienti
dallestero, di misure antisemite che
il governo italiano sembrava stesse
elaborando. Se da una parte voci
discordi provenivano da alcuni ambienti cattolici, durante tutta lestate
del 38 tutta la stampa italiana andava pubblicando articoli diffamatori contro gli ebrei per preparare
lopinione pubblica alla normativa
razziale. Le previsioni pi nere si
erano avverate il 1 settembre 1938,
quando era stata emanata la legge:
tutti gli ebrei italiani erano messi al
bando dalla vita pubblica; perfino
le scuole erano precluse ai bambini
ebrei.
Ormai anche nellambiente militare
si cominciava a temere il peggio: rischiare di perdere il lavoro a causa
del proprio cognome poteva portare alle reazioni peggiori.
In questo clima dincertezza e di
confusione si doveva comunque
continuare a far rispettare la legge.

Mentre stilava il rapporto, la sua


mente cominci a rincorrere i ricordi dei compagni del corso daccademia: amicizie che non avrebbe
mai potuto dimenticare, avventure
e sacrifici vissuti e sofferti insieme,
gioie condivise. Invece ora tutto diventava precario, fragile, diretto e
distrutto da incomprensibili volont altrui.
Cerc di concentrarsi sul contenuto del messaggio, mai una riga
o un nome di troppo, mai una parola di meno: fra i destinatari della
comunicazione cerano enti presso
cui quel contenuto avrebbe di l a
poco scatenato un pandemonio indescrivibile. Doveva fare in fretta.
Le indagini dovevano partire subito, prima che si scatenassero le loro
reazioni, prevedibili, ma che non gli
avrebbero lasciato un attimo di tregua, che gli era indispensabile per
lavorare serenamente.
Fece partire il messaggio e ritorn
immediatamente sul luogo del delitto, che voleva esaminare di persona.
Castelli, abbiamo la conferma
dellidentit della vittima?
Sissignore, trattasi di Gallesi
Armando, capo squadra dellaMilizia Volontaria per la Sicurezza
Nazionale. Ben conosciuto come
individuo facile alla lite e alla prepotenza.

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Una camicia nera Il medico legale ha gi fatto qualche commento?


Solo un esame superficiale, ci far
avere quanto prima un rapporto
scritto. Ha parlato di ferita profonda, lasciata da una lama molto affilata.
Nientaltro?
Per ora no. Fra poco arriveranno
gli addetti per il trasporto allistituto
di medicina legale dove si faranno
esame approfondito e autopsia.
Castelli
Quel cadavere era orribile. La
gola aperta da un lato allaltro.
Tuttattorno il sangue coagulato
aveva formato un lago nero come
catrame. Intorno non cera traccia di
lotta. La faccia del morto, per, non
appariva atterrita, non esprimeva
sorpresa, meraviglia, paura: nulla!
Castelli guard il suo capo con meraviglia contenuta: era proprio un
caso grave, quello. Grave, certo, per
quel disgraziato che avevano conciato in quel modo; forse si trattava
di un qualsiasi delitto di teppaglia.
Castelli pensava che il tenente, certo impressionato dallatrocit del
delitto, doveva aver perduto un po
della sua freddezza abituale. Quale
mistero ci poteva essere l dietro?
Tuttal pi qualche donna di mezzo
o un regolamento di conti da parte

di qualche scalmanato contrario al


regime.
Santini sera messo le mani in tasca
e aveva il volto stranamente concentrato.
Ma come hanno fatto a ridurlo in
quel modo? chiese.
Santini sussult e si volt a fissarlo.
Qual la vostra idea, Castelli?
Averne una! Per ridurre un uomo
cos occorre lodio. Una vendetta...
Ma Santini non lo ascoltava: forse
aveva fatto la domanda meccanicamente per il desiderio spontaneo
di mostrarsi cortese col suo subalterno, che per lui era diventato un
amico e un compagno. Ma sera
di nuovo assorto a contemplare il
morto. Eppure Castelli sapeva che
avevano operato con metodo e con
perfetta tranquillit: nelle tasche e
tuttintorno, nulla. Tutto era sparito,
anche il fazzoletto, il portafogli, il
borsellino. Castelli seguiva i movimenti di Santini.
Niente?
Niente.
Dopo che furono arrivati gli addetti
per il trasporto allistituto di medicina legale, Santini pens che il suo
compito sul luogo del delitto fosse
terminato e prima di rientrare lasci a Castelli un ultimo incarico:
Esplorate attentamente tutta la zona

circostante, fatevi aiutare da altri


due uomini che vi mander al pi
presto, e vedete di capire se il fatto
successo qui e se c una minima
traccia dellarma del delitto.
Non fece in tempo a rientrare in ufficio che, ancora sulla soglia, sent
squillare il telefono.
Scommetto di sapere chi mormor alzando gli occhi al cielo.
Tenente Santini, agli ordini signor
maggiore! Sissignore, anche se senza documenti la vittima stata riconosciuta dal brigadiere Castelli, non
ci sono dubbi. Armando Gallesi
persona ben nota al nostro personale Certamente, andr di persona ad avvertire la moglie, scusate, la
vedova No, per ora nessun indizio
preciso, qualche discussione in passato ma niente di recente che possa
attirare la nostra attenzione. Certo
per il suo modo di fare non era ben
visto, magari qualche antipatia, ma
non si pu parlare di nemici veri e
propri. Sospir. Stiamo facendo
accertamenti sul luogo del delitto...
no, larma non ancora stata trovata. State tranquillo, con la massima
prudenza, me ne incarico io. Agli
ordini, signor maggiore.
Posata la cornetta sedette alla scrivania con la testa fra le mani.
Si prospettava una notte molto lunga e le prossime giornate non sareb-

bero state da meno.


La prima cosa da fare era avvisare
la vedova Gallesi, il compito pi ingrato che, era inevitabile, sarebbe
toccato a lui.
Si fece accompagnare dal brigadiere, che nel frattempo era rientrato in
caserma.
Venite, Castelli, per strada mi informerete sul lavoro che avete svolto, ora non c tempo da perdere,
non vorrei che la signora avesse la
notizia da altri. Trovato nulla di utile?
Abbiamo esplorato attentamente tutta la via, i portoni, le facciate
dei caseggiati e le finestre che si affacciano sulla strada: nulla, non un
passante, nessuno che abbia sentito
un rumore, pare proprio che nessuno fosse sveglio, a quellora. Godono
tutti di un sonno molto profondo in
quel vicolo, a quanto pare.
Nemmeno un grido, un rumore
qualsiasi?
Niente di niente.
Mi sembra impossibile!
Signor tenente, la moglie della vittima vive in una bella villetta non
molto lontano dal luogo dove stato trovato il corpo del marito, sulla
collina.
Bene, dobbiamo raggiungerla al
pi presto, sarebbe opportuno riu-

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scire a parlare con lei da sola disse


Santini segnandosi un appunto.
Ah, signor tenente, lungo la strada del delitto oltre alle abitazioni ci
sono anche alcuni negozi.
Quindi Gallesi potrebbe essere
stato visto o seguito da qualcuno
che si era attardato nel negozio oltre
lora di chiusura, anche se improbabile. Ma non dobbiamo escludere
nulla osserv Santini.
Apr la porta una giovane donna in
vestaglia dallespressione indecifrabile, che prese a osservarli in silenzio.
Sauro Santini, comandante della Tenenza Carabinieri di Rivalba.
Vogliate perdonarmi, signora, devo
chiedervi notizie di vostro marito.
La donna ebbe un lieve sussulto.
Mio marito? A dire il vero non
ancora rincasato, immagino sia a
giocare a carte con gli amici, come
al solito. Ma perch questa domanda?
Vi fu una pausa. Non traspariva sicurezza da quel viso pallido, ma il
tono della voce rimaneva gelido,
quasi assente.
Santini avanz, avvicinandosi.
Signora, devo darvi una cattiva
notizia
Lei lo fiss e si affrett rispondere:
Non capisco.
Mi dispiace, accaduta una di-

sgrazia, signora.
Una disgrazia? ripet lei, appoggiandosi alla parete vicina come se
stesse per cadere.
Santini fece un gesto per aiutarla,
ma lei lo respinse.
Non importa. Ditemi tutto.
Vostro marito stato ferito
Ditemi la verit. Che cosa gli hanno fatto, alla fine?
Santini e Castelli sussultarono, a
quella domanda. Dunque, sapeva
che il marito era minacciato. Ma a
che cosa e a chi intendeva alludere,
precisamente?
Ditemi tutto mormor ancora.
morto?
I due uomini tacquero.
La donna emise un gemito e stava
per cadere, se Santini non lavesse
afferrata per deporla sulla vicina
poltrona. Ma si riprese quasi subito:
morto? chiese fissando Santini,
dopo aver seguito il movimento del
tenente.
Santini tacque. Il volto di lei immobile.
Lo hanno ucciso?
Santini azzard: Un delitto efferato: stato ucciso probabilmente
a tradimento. Non si sa se sia stato
derubato perch non abbiamo ritrovato i documenti Una vendetta,
forse.
La donna ascoltava immobile.

Bisogna che troviate tutto il vostro coraggio, signora, poich solo


voi potete aiutarci e fornirci qualche
indizio prezioso.
Certo, a vostra disposizione.
Voi capirete che ogni istante perduto pu essere irreparabile.
Il caposquadra Gallesi stato trovato stanotte ferito da unarma da
taglio intervenne Castelli.
Dovrei porvi qualche domanda
continu Santini, sar brevissimo.
Dite pure.
A che ora ieri sera vostro marito
uscito di casa?
Saranno state le ventuno, ventuno
e trenta.
E non pi rientrato?
No. Da un po di tempo aveva
preso labitudine di tornare a casa
molto tardi, alle tre, alle quattro del
mattino. Si recava a giocare a carte
con amici.
Si alz. Fece qualche passo verso
la finestra poi si rivolse di nuovo a
Santini.
Dove si trova, ora?
Sar trasportato tra poco al gabinetto di medicina legale, allobitorio,
secondo la legge. Adesso dobbiamo
tornare al lavoro, voi comprenderete Non c nessuno che vi possa
far compagnia, un parente?
Non vi preoccupate, grazie, i vicini mi aiuteranno, andate pure.

Santini salut toccando con la mano


la visiera del berretto e richiuse la
porta dietro di s.
Sabato
Le prime luci del mattino rischiaravano la strada.
Santini, pensieroso, si avvi in silenzio, ma la sua attenzione fu attratta da una figura maschile che si
dirigeva a passi rapidi verso la casa
di Gallesi: alto, folta chioma rossa
seminascosta da un cappello a tesa
larga, sembrava non curarsi di essere visto da qualcuno e buss pi
volte con decisione alla porta, che si
apr quasi subito mostrando il viso
sempre pallido e affranto della vedova. Santini si ferm a osservare la
scena e attese che i due scomparissero allinterno, poi ordin: Castelli,
voglio sapere tutto su quelluomo, al
pi presto.
Al rientro in caserma li attendeva una sorpresa: un gruppo di camicie nere e simpatizzanti si stava
radunando nel piazzale antistante,
mentre ad attenderli nellufficio del
tenente trovarono il comandante della milizia cittadina Amedeo
Corradini che gli si rivolse con tono
imperioso, come se parlasse a un
suo sottoposto.
Caro tenente, voi avete una grave

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60

responsabilit, consegnare alla giustizia gli autori di questo efferato


delitto: noi contiamo su di voi e sui
vostri uomini, ai quali naturalmente daremo fin da subito tutto il supporto necessario nellespletamento
delle dovute operazioni.
Santini si fece scuro in volto, assumendo un tono di voce calmo e
freddo.
Vi ringrazio, comandante rispose ma fino a questo momento
i miei uomini hanno sempre dimostrato di saper assolvere degnamente i compiti a loro assegnati, senza
alcun supporto esterno, e sapranno
comportarsi altrettanto bene per il
futuro.
Il comandante Corradini alz la
mano gridando il saluto fascista,
al quale Santini rispose, come sua
abitudine, toccando rapidamente la
visiera del berretto: Buongiorno
a voi, comandante e fece segno
a Castelli, che era rimasto indietro
vicino alla porta, di accompagnarlo
alluscita.
Venite qui, Castelli, approfittiamo
di questi attimi di calma per fare il
punto della situazione.
Agli ordini.
Siete riusciti a raccogliere qualche
testimonianza?
Nossignore, nessuno in zona

che abbia visto o sentito qualcosa.


Almeno nelle abitazioni.
Cio?
In effetti non lontano dal punto
del ritrovamento c un negozio di
barbiere. Pare che succeda spesso
che costui si attardi a lavorare quando ha qualche cliente che non vuole
scontentare, soprattutto in estate,
quando ci sono forestieri, i turisti insomma. Ma non reperibile.
Sembra strano, ma oggi il negozio
chiuso.
Come si chiama il barbiere?
Abramo Sarfatti.
Scopriamo dove abita e andiamo
a parlare con lui. Non tralasciamo
nessuna possibilit di reperire informazioni o notizie. Bisogna appurare anche perch il negozio oggi
rimasto chiuso.
Agli ordini.
Andate pure, Castelli, e portatemi presto le informazioni che vi ho
chiesto.
Santini si avvicin alla finestra
dellufficio; il panorama del golfo
azzurro, in quella splendida mattinata di fine estate, gli consentiva di
rilassarsi e riflettere con calma.
Il caso non era per niente facile.
Chi poteva aver commesso un delitto cos atroce, un gesto cos crudele,
disumano?
Forse una vendetta? Doveva essere

stata mossa dallodio, quella mano.


Dovevano averlo atteso sapendo
che di solito passava di l per recarsi
a giocare a carte con gli amici. Poi
cera quel volto senza espressione,
senza terrore n meraviglia: forse il
morto conosceva il suo assassino e
si fidava di lui. O di lei. Perch no?
Poteva anche essere una donna.
Occorreva non perdere di vista il
luogo del delitto: nessuno gli toglieva dalla testa che l era la chiave di
tutto: perch era stato scelto proprio
quel luogo? Non lontano da casa di
Gallesi, vicino allosteria. S, doveva
esserci un legame.
Per mancava larma del delitto: doveva sentire al pi presto il parere
del medico legale.
Si fece accompagnare subito allistituto di medicina dove ebbe la conferma dei suoi primi sospetti: la ferita era senzaltro riconducibile alla
lama di un rasoio, il classico rasoio
da barbiere, affilatissimo e letale.
Rientrato in caserma convoc subito il brigadiere Castelli.
Dobbiamo scoprire tutto il possibile sul conto del barbiere: che tipo
, carattere, idee politiche, soprattutto se conosceva Gallesi e che rapporti aveva con lui.
Il negozio ancora chiuso, ma lo
troveremo senzaltro a casa. Siamo

riusciti a sapere da alcuni negozianti vicini che pare abbia avuto pi di


una discussione con la vittima, in
passato, per motivi futili, sempre
diversi. Una volta addirittura avrebbe espresso apprezzamenti sul conto della moglie di Sarfatti. Sembra
proprio che Gallesi lo avesse preso
di mira.
Non c un minuto da perdere.
Andate subito da lui e portatemelo
qui.
Il brigadiere si avvi salutando.
Dopo pochi minuti rientr agitatissimo.
Signor tenente, avevate ragione
voi! Al collega Rampini venuto un
dubbio, dopo il rapporto del medico
legale, ed andato a rovistare anche
nei bidoni della spazzatura lungo la
strada dove abbiamo trovato il cadavere. Provi a dire cosha trovato!
Castelli, ci mettiamo a giocare a
indovinala grillo?
Scusatemi, non volevo. Insomma,
sono stati ritrovati il portafogli con
i documenti di Gallesi insieme a
un rasoio da barbiere macchiato di
sangue.
Facciamo portare subito i reperti al laboratorio di medicina con la
richiesta di esaminare tutto al pi
presto. Voglio sapere se il sangue
sul rasoio pu essere rapportato
a quello della vittima e se si riesce

61

62

a individuare qualche impronta.


Sappiamo niente del misterioso visitatore di casa Gallesi?
Per ora abbiamo appurato che
si tratta di un giornalista straniero, pare lavori qui da alcuni mesi
come corrispondente per varie
testate estere. Devo controllare i
miei appunti: ah s, ecco, secondo
quanto affermato dalla domestica dei Gallesi che abbiamo sentito
stamattina si chiamerebbe Lynch.
Non ha saputo dirci altro, se non
che frequenta la famiglia da qualche
tempo.
Bene, vediamo di scoprire tutto il
possibile sul conto di questo Lynch.
E rintracciate al pi presto Sarfatti!
Nel tardo pomeriggio il brigadiere
accompagn nellufficio di Santini
il barbiere.
Buonasera, signor Sarfatti, parlare
con voi stata unimpresa non da
poco.
Mi dispiace, signor tenente, ma
sa, noi non attiviamo il campanello, quindi non apriamo la porta durante lo shabbat, secondo le nostre
tradizioni
Certo, capisco. Ma ora mi dica:
voi conoscete il signor Armando
Gallesi?
S, di vista
Non un suo cliente?

venuto qualche volta, non


proprio un cliente fisso. Ma perch
questa domanda?
Voi non sapete nulla di quel che
successo?
Io e la mia famiglia siamo rimasti in casa dallinizio alla fine dello
shabbat. Poi sono venuti i vostri uomini a prelevarmi. Non saprei dire
di pi.
Armando Gallesi stato trovato
ucciso nella via in cui si trova il vostro negozio!
Ucciso? Oh, che disgrazia! Ma
come, cos successo?
Il delitto avvenuto presumibilmente ieri sera fra le 21 e le 23. Lei
era in negozio, ha sentito nulla?
Come vi ripeto al tramonto inizia
lo shabbat e io non posso continuare
a lavorare: quindi a quellora ero gi
rientrato a casa da un pezzo, perci
non potevo sentire nulla!
Bene, passiamo ad altro: avete notato qualcosa di strano, nei giorni
passati, vi siete accorto se dal vostro
negozio manca qualcosa?
Adesso che ci penso s, non ricordo esattamente quando, ma due
o tre giorni fa mi sono accorto che
mancava un vecchio rasoio, ma non
ci ho fatto molto caso, era uno di
quelli che usavo di meno e ho pensato che mia moglie facendo le pulizie per sbaglio lavesse buttato nel-

la spazzatura. Sapete come sono le


donne, sempre con la testa per aria,
ad ascoltare le canzonette alla radio:
mia moglie quando canta Rabagliati
non capisce pi niente. Ma scusi,
cosa centra il mio rasoio?
Vedete, Sarfatti, la gola di
Armando Gallesi stata attraversata da un lato allaltro da una lama
affilatissima: un taglio compatibile
con la lama di un rasoio, proprio
come il suo.
Sarfatti impallid e si accasci sulla
sedia.
Io vi giuro che non ero l, a
quellora, e non ho la pi pallida
idea di che fine possa aver fatto quel
mio vecchio rasoio.
Voi ci confermate che non avevate
alcun motivo di odio nei confronti
di Gallesi?
Odio una parola grossa. Qualche
discussione, quello s, ma il suo
modo di fare , ve lo possono confermare in tanti, era fatto apposta per
attirare le antipatie.
Magari anche qualche apprezzamento non gradito riferito a vostra
moglie, vero?
S, cos, mi aveva infastidito, ma
la cosa non mai andata oltre un
certo limite, non fino al punto di ucciderlo. Io ero a casa mia, ieri sera,
non sono pi uscito fino a quando,
oggi, sono arrivati i vostri uomini!

Controlleremo. Per ora andate


pure, ma rimanete a disposizione.
Sarfatti usc, accompagnato dal brigadiere.
Santini si appoggi allo schienale
della poltrona con gli occhi socchiusi.
Nei giorni prima dellomicidio di
Gallesi i suoi uomini trovavano il
tempo di preparare la schedina del
totocalcio, potevano leggere i quotidiani senza sentirsi in colpa, le
pratiche venivano evase senza ansia. Ora quella tranquillit era stata
sconvolta: il centralino era sempre
occupato, i militari avevano pile di
pratiche da svolgere e nellatrio cera
sempre qualche giornalista che sperava nella notizia bomba, ma se ne
doveva andare senza neanche una
piccola indiscrezione.
Nel via vai del corridoio Santini
scorse un volto che gli ricordava
qualcosa: ma certo, luomo dai capelli rossi!
Infatti ecco che, inaspettatamente,
lo avvicin.
Tenente! Permettete? Patrick
Lynch, corrispondente dallItalia
per varie testate straniere gli disse
porgendogli un biglietto da visita.
Vedo che siete molto indaffarati
e non voglio disturbare, ma vi prometto che mi lever di torno al pi
presto. Come va? Siate gentile, date-

63

64

mi qualche notizia!
Cosa volete che vi dica? Stiamo
indagando! Non vedete che confusione, qui?
Per fortuna gli comparve come a
monito la faccia del maggiore che
gli intimava di non farsi nemica la
stampa.
Sentite, Lynch prosegu cambiando tono, facciamo cos: vi
prometto che appena verr fuori
qualcosa di importante voi sarete il
primo a saperlo.
Il giornalista lo fiss dubbioso.
In genere non mi fido dei poliziotti disse ridendo, ma per voi...
far uneccezione.
Non ve ne pentirete.
Mi date la vostra parola? azzard Lynch.
Parola di carabiniere. A proposito,
visto che siamo in argomento, vorrei farvi qualche domanda.
A me? E su che cosa?
Proprio su di voi e sui vostri rapporti con Gallesi, anzi, per meglio
dire, con i coniugi Gallesi. So che li
frequentate da tempo.
S, li ho conosciuti in occasione di
una cerimonia, eravamo entrati subito in confidenza, lui un carattere
un po sbruffone, io mi divertivo a
stuzzicarlo
E la signora?
Molto gentile, piuttosto formale

ma sempre molto accogliente.


Voi vi recavate spesso a casa loro?
S, qualche volta ero stato invitato per un caff, due chiacchiere: sapete com, nel mio mestiere non si
deve scartare nessuna occasione per
raccogliere notizie, e i Gallesi frequentavano personaggi in vista, le
loro conoscenze mi potevano essere
molto utili.
Capisco. Ma voi eravate solito recarvi a casa loro a qualsiasi orario?
Che cosa intendete, tenente?
Parliamoci chiaro, Lynch: che cosa
ci facevate di primo mattino a casa
dei Gallesi? Non provate a negare
perch vi abbiamo visto in due, stamattina, mentre la vedova Gallesi vi
apriva la porta.
Ma s, certo, avevo appena saputo
della disgrazia, mi era sembrato opportuno, anzi doveroso, portare un
minimo di conforto alla signora.
Gi, ovvio va bene, andate
pure, per adesso basta cos.
Lynch si rimise il cappello che aveva
sempre tenuto in mano durante la
conversazione e si allontan rapidamente.
Era ormai buio quando dal laboratorio arrivarono gli esiti degli esami sul reperto: il rasoio era, come
previsto, pieno di impronte del barbiere. Anche il gruppo sanguigno

risultava corrispondente alle caratteristiche del sangue della vittima.


Castelli, me laspettavo: un buco
nellacqua. Il rasoio apparteneva
a Sarfatti, era logico che si ritrovassero le sue impronte. Abbiamo
ununica certezza: larma del delitto per via delle macchie di sangue,
presumibilmente della vittima, ma
nessun altro indizio. Siamo al punto
di partenza. Lalibi del barbiere stato controllato, qualcuno pu testimoniare che si trovava a casa allora
presunta del delitto?
Abbiamo sentito alcuni vicini di
casa di Sarfatti: stato visto rientrare intorno alle 19, forse anche
un po prima. Poi pare che nessuno
della famiglia sia pi uscito, hanno
sentito le loro voci fino a tarda ora.
Parrebbe un alibi inattaccabile.
A parte il fatto che dubito che il
barbiere sia cos stupido da gettare
larma nei bidoni della spazzatura
vicino al suo negozio, nel caso che
sia davvero lui lautore del delitto.
Lho pensato anchio, signor tenente: sembra proprio che lo vogliano incastrare. Di questi tempi,
poi si stanno accanendo tutti
contro di loro.
Bene, andate a mangiare un boccone, Castelli, poi andiamo a fare
quattro chiacchiere con la vedova
Gallesi.

La porta si apr con una sorpresa:


Buonasera, tenente, ormai voi e io
siamo di famiglia, si direbbe!
Vedo che lo spirito non vi manca,
Lynch, come mai ancora da queste
parti?
Come vi accennavo prima, sto
cercando di fare del mio meglio per
confortare la signora Gallesi che,
come voi potete notare, davvero distrutta: vorrei convincerla a mangiare qualcosa, sono ormai quasi ventiquattrore che non tocca cibo, non la
voglio vedere lasciarsi andare cos.
La vedova gli lanci uno sguardo
che appariva infuriato, ma si volse
subito dopo verso Santini con tono
sommesso: Accomodatevi, tenente, c qualche novit?
S, stata ritrovata larma del delitto
Ah, e di cosa si tratta?
Un rasoio, di quelli che normalmente usano i barbieri. Le risulta
che suo marito avesse avuto motivo
di discussioni o addirittura di litigi
con qualcuno?
Io non ricordo esattamente, ma
mi pare che in passato ci fosse stato
un forte diverbio fra mio marito e
Sarfatti, il barbiere che ha il negozio
proprio
S, questo risulta anche a noi, vero
Castelli? Il brigadiere rispose con
un cenno affermativo. Volevo sa-

65

66

pere se in seguito ci sono state minacce, avvertimenti, magari anche


da altre persone.
No, non mi pare, comunque io
non ne so nulla.
Per caso vi ricordate se durante la
discussione che avvenne fra vostro
marito e il barbiere erano presenti
altre persone?
Io non cero, non saprei dire: sapete, mio marito non parlava volentieri con me di questioni politiche.
Politiche? Fatemi capire, voi sapete con sicurezza qual era largomento della discussione?
A quel punto la donna lanci uno
sguardo carico dansia verso Lynch,
che prese a passeggiare per la stanza
con aria indifferente.
Ecco, io non sono sicura di sapere
cosa si siano detti, per credo che
sia partito tutto da qualche frase
che riguardava lorigine israelita del
barbiere.
Ma s, tenente, mi pare evidente
che la signora non sa niente di pi
di quanto non abbia gi detto, inutile tormentarla ancora!
Lynch, non sapevo che foste anche
avvocato.
Vorrei solo evitarle ulteriori traumi, dopo quello che ha passato! E
comunque a questo punto la posizione del barbiere mi sembra abbia
assunto un aspetto molto chiaro.

Adesso anche investigatore e giudice: i miei complimenti. Voi siete davvero poliedrico. Per ora vi
saluto, signora, vi far sapere se ci
saranno altre novit concluse toccandosi la visiera e usc.
Lungo la strada del ritorno Santini
prese a ricapitolare il contenuto della conversazione appena terminata
con laiuto del brigadiere: Prima
di tutto una novit: non si trattava
di apprezzamenti sulla moglie del
barbiere, ma di qualcosa di molto
pi grave.
Eh s, a quanto pare si tratta di
razzismo, e sappiamo bene che reazioni possa scatenare questo atteggiamento.
Per io non sono ancora convinto.
Sarfatti mi parso tuttaltro che un
individuo violento.
Certo, inoltre anche i vicini di
casa confermerebbero il suo alibi.
Infine un altro elemento: secondo
voi, proprio nel periodo che stiamo
attraversando, Sarfatti penserebbe
di compiere un qualsiasi gesto per
attirare lattenzione su di s, considerato quello che sta succedendo
in Italia e quello che gi successo
in Germania? Poi, come gi avevate fatto notare voi, mettere il rasoio
incriminato nella spazzatura nei
pressi del negozio appare come un
gesto compiuto a bella posta, pro-

prio per incastrare il barbiere. No,


Castelli, non ci siamo. Non lui il
colpevole. Dobbiamo ricominciare
da capo.
Posso farvi una domanda, signor
tenente?
Certo, dite.
Non vi sembra che ci sia, come
dire, del tenero fra la vedova Gallesi
e il giornalista?
S, sembrerebbe. A proposito, mi
ero dimenticato di chiedervi: cosa
sappiamo di lui?
Intanto che non inglese come
si pensava in un primo momento,
ma irlandese. Niente di particolare
sul suo conto, in Italia da qualche
mese, dopo aver lavorato per alcuni
anni in giro per lEuropa. Prima di
approdare in Italia viveva a Berlino.
Interessante. Ne riparliamo domani, quando ci saranno i funerali
di Gallesi. Occhi aperti, non voglio
disordini.
Alla cerimonia funebre Santini
pot vedere schierati tutti i maggiori esponenti del fascismo locale:
in testa il federale, dietro una terna
di vicefederali. Quindi il segretario
del fascio cittadino, il podest, il comandante della milizia.
Vicino alla vedova Gallesi, gomito a
gomito, limmancabile Lynch.
Il dubbio di Santini si faceva sem-

pre pi forte: non era una semplice


amicizia, fra i due, ma qualcosa di
diverso, una complicit malata, ma
fino a che punto?
Li osservava mentre si scambiavano
sguardi muti, lei col pallore accentuato dallabito nero, lui che ostentava sicurezza mantenendo per tutto
il tempo unespressione di gelo indecifrabile.
Santini venne distolto dalle sue riflessioni dallarrivo improvviso del
brigadiere Castelli.
Agli ordini, signor tenente, c un
fatto grave: hanno buttato allaria
e mezzo distrutto il negozio di
Sarfatti.
Si sa chi stato?
Pare che sia arrivata una squadra di camicie nere che al grido di
sporco ebreo ha abbattuto la serranda, penetrata nel negozio e ha
preso a colpi di ascia e di bastone
tutti gli arredi e le suppellettili del
negozio, approfittando del fatto che
lattenzione di tutti era rivolta ai funerali.
Nessun ferito?
No, per fortuna in negozio non
cera nessuno, essendo giorno festivo.
Bisogna subito controllare se sono
andati anche a casa di Sarfatti.
Me ne occupo subito, signor tenente.

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Alla fine della cerimonia funebre il


tenente si avvicin a Lynch e lo condusse con s in ufficio.
Il giornalista si accomod e con aria
spavalda esord: Allora, ditemi,
avete qualche novit per me come
mi avevate promesso?
La stessa domanda che ho gi fatto alla vedova Gallesi: mi sapete dire
che rapporti cerano fra la vittima e
Sarfatti?
In realt non credo che si frequentassero, e riguardo allepisodio di cui
vi ha riferito la signora io non ero
presente, ma credo che il barbiere si
sia davvero infuriato e lo abbia minacciato di fargliela pagare.
Voi mi date una versione del tutto diversa da quella della signora, il
fatto sembra molto pi grave.
Sono sicuro che stava gi meditando una vendetta da quella
gente c da aspettarsi di tutto!
Come una rasoiata alla gola, per
esempio?
Certo! Lui si attardava spesso in
negozio, avido com, per non perdere neanche un cliente. Laltra sera
lo deve aver visto passare e, colto da
un impeto dira, lha affrontato col
suo vecchio rasoio e, dopo averlo
ferito, lo ha abbandonato morente
sulla scalinata e ha gettato larma
nella spazzatura.
Molto strano

Non vi convince la mia ricostruzione?


No
Perch? A me sembra logica.
Per il semplice fatto che io non vi
ho mai detto che larma stata ritrovata nella spazzatura, inoltre ho
proibito ai miei uomini di parlarne
con chiunque, giornalisti compresi.
Voi non potevate saperlo, se non
foste stato proprio voi a compiere il
delitto!
Non mi fate ridere, tenente: perch mai avrei dovuto uccidere il
mio amico Gallesi? rise Lynch
senza riuscire per a nascondere un
tremito nella voce.
Proprio perch voi siete tuttaltro che un amico: mi pare evidente
che i vostri rapporti con la vedova
vanno ben al di l dellamicizia.
Inoltre, contrariamente a quanto
mi avete appena dichiarato, sapevate benissimo della lite col barbiere e, dopo aver rubato il rasoio
dal negozio, avete costruito una
macchinazione prendendo due
piccioni con una fava: liberarsi del
marito scomodo e far incolpare di
un delitto atroce il povero Sarfatti,
al fine di sollevare lopinione pubblica contro gli ebrei. questo
che vi hanno insegnato a Berlino?
Voi siete in arresto per omicidio!
Castelli, portatelo via!

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Letti per voi


LA LOCANDA DEI FIORAI
di Federico Torresan
Ebook 1,99
Delos Digital
(collana History Crime)

n tulipano freddo come


la morte e letale come la
peste. Scontroso perch simbolo di unepoca difficile che
versava sotto la dominazione
spagnola. Repubblica delle
Sette Province Unite, 1637:
un fiore dallorgogliosa bellezza fa vaneggiare gli uomini
e tinge di rosso le strade di Muiden mentre il cuore si veste a lutto.
Un mugnaio e un illustre agente della borsa di Amsterdam muoiono.
Gli indizi trovati accanto ai loro corpi portano nella stessa direzione:
un tulipano. Un male oscuro rende questo fiore splendido e nefasto. Il
tulipano il simbolo dellincostanza, emblema di un momento della
storia in cui fu necessario moderarne il costo perch divenuto eccessivo. Trovare gli assassini era difficile. Quei fiori, il loro profumo, la
passione per essi avrebbe condotto in miseria leconomia gi vessata.
Il desiderio di possederlo era pi forte di qualsiasi verit. Morte e
bramosia si alternano in un gioco difficile del destino. Sar Chrispijn,
il giovane cronista della Gazzetta di Haarlem, a risolvere il caso. Una
lotta contro il tempo e i momenti. Un racconto intenso e scritto in
modo fluido che descrive unepoca che ha segnato la nostra storia per
sempre. Un resoconto storico che va vissuto attraverso i personaggi e
un intreccio giallo costruito magnificamente.
Patricia Blasi

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Libri da scoprire

Molto prima del calcio di rigore


Il sogno della serie A sfiorata dal Latina e dai tifosi
nerazzurri raccontato in un appassionante e ironico romanzo di Gian Luca Campagna
di Teresa Franceschini

n cronista, precario negli affetti e nel lavoro, alla ricerca


di se stesso. Una facoltosa
commercialista alla ricerca dellassassino della sorella. Un detective scalcinato alla ricerca della scomoda verit.
attorno a questi tre personaggi che
si snoda la trama di Molto prima del
calcio di rigore, il romanzo desordio
del giornalista di Latina Gian Luca
Campagna. E lo sfondo il mondo
del calcio, ripercorrendo quella grande avventura che stato il campionato
scorso del Latina, arrivato a un passo
dalla serie A. Eh gi, perch il primo
romanzo di Campagna un noir urbano dalla trama avvincente e dallesi-

to nientaffatto scontato.
Sfido a trovare lassassino afferma
Campagna durante le presentazioni
del suo libro in giro per lItalia. Am-

metto che non semplice, ma nello


stendere la trama ho seguito tutte le
regole del giallo codificate da S.S. Van
Dine sorride.
Perch un romanzo noir ambientato
nel calcio?
Non ambientato nel calcio ma ha
come sfondo quel mondo e come possa influenzare la vita di chi fa altro. Il
calcio qui viene visto come linguaggio
universale tra genti di posti diversi, di
come esso possa accorciare le distanze della comunicazione e di come sia
comunque una sorta di religione, in
alcune parti dItalia. Si entra nel sociale quando si parla di Latina e di come
ha sfiorato la A, coinvolgendo le sue
classi e una tifoseria ritrovata: da qui,
ecco il grande processo di democrazia perfetta, cio quando una donna
ammessa in una cerchia maschile a
parlare di pallone.
La scelta del titolo?
Il titolo sembrerebbe mutuato dal fortunato Prima del calcio di rigore dello
scrittore austriaco Peter Handke, ma
quando ho scoperto questo titolo vi
ho aggiunto un altro avverbio. Poi il
caso ha voluto che veramente lultimo atto della stagione calcistica di
quel Latina giungesse con un calcio
di rigore. Col romanzo di Handke vi
lanalogia del personaggio principale:

71

l un ex portiere che se ne va in giro


senza meta per la citt a uccidere, qui
un cronista che, altrettanto alienato e
depresso, svolge il suo mestiere e vive
le sue storie di amore clandestino senza pi sentimento, cos trova nelle vittorie del Latina una riscossa interiore
e sociale.
Per accanto a questo personaggio
negativo ce n un altro, completamente diverso.
Calvisani non propriamente un personaggio negativo: un uomo semplicemente depresso, ma che ha delle
ambizioni, seppure soffocate, un disilluso, anche se apparentemente non
commette reati. Il suo contraltare
invece Giuseppe Cavalcanti, un uomo
che ha reagito alla crisi economica
globalizzata a modo suo, trasforman-

procci poco soft per sbrigare le faccende, e poi tutto e il contrario di


tutto: cinico e romantico, ironico e
sarcastico, impegnato e disimpegnato, caustico e sfrontato, impertinente
e accomodante.

72

Tu sei pi Calvisani o Cavalcanti?


(ci pensa) Forse sono tutti e due. Ma
alla fine sono anche come Mwepu
Ilunga, a cui il romanzo dedicato.
do il suo pied terre milanese in un
ristorante durante le pause pranzo e
in un ufficio da investigatore privato
negli orari dufficio. Inoltre, per un
beffardo gioco del destino, in giovent stato costretto dagli eventi a tifare
Pro Patria mentre oggi per una scommessa enogastronomica tifa Sassuolo.
Alle avversit del destino reagisce con
ironia e metodi spicci, oltre che poco
ortodossi, mentre Calvisani con rassegnazione e fatalismo.
Il nome Giuseppe Cavalcanti dice
qualcosa, a chi mastica di gialli.
S. un omaggio al mio personaggio
letterario preferito: il Pepe Carvalho
di Montalbn, a sua volta gi omaggiato da Andrea Camilleri nel suo
Montalbano. E in parte ci somiglia:
amante delle donne, della tavola, delle
buone compagnie, non disdegna ap-

Gi, tu fai riferimento a questo giocatore dello Zaire passato alla storia
non per una rete al Mondiale del 74
ma per unammonizione guadagnata per aver calciato lui una punizione al posto dei brasiliani che ne usufruivano.
S, un prezzo del riscatto per chi per
decenni stato perculato da tutto il
mondo. Il suo gesto stato visto alla
stregua del fardello delluomo bianco
applicato al calcio, invece quel ragazzo
viveva al pari dei compagni le minacce del sanguinario dittatore Mobutu.
Quello che racconti per non soltanto il mondo del Latina, ma proprio il concetto di calcio.
Ci sono molti episodi poco reclamizzati del mondo del calcio che vengono narrati dai protagonisti, proprio a
testimoniare di come questo sport appartenga indissolubilmente alla fran-

chigia delle emozioni. E i protagonisti


parlano tutti senza peli sulla lingua,
senza miele che possa far equivocare.
E non sei tenero nemmeno con Latina, la tua citt.
Chiaramente parte della trama del
romanzo si svolge a Latina, unaltra in
tutte le citt dItalia in cui il Latina gioca in trasferta e a Milano, il quartiere
generale del nostro detective. Su Latina dico quello che penso e penso quello che dico: resta una citt avvitata su
se stessa, con un elenco di opportunit
perse e smarrite da far impallidire anche un vampiro albino, senza futuro,
con un presente da conquistare tutti i
giorni come se fosse una lotta per la
sopravvivenza da parte di un operaio
cassaintegrato. Alcune metafore molto crude espresse nel romanzo rendono bene il concetto.
Ecco, il linguaggio che utilizzi: fortemente diretto.
Resto dellopinione che in un romanzo, dove tutto lecito per bocca di
personaggi inventati, debba esserlo.
Perch dovrei contenere pensieri e riflessioni o far parlare i miei protagonisti con un linguaggio diverso dalla
loro appartenenza sociale? Sarebbero
poco credibile agli occhi del lettore. Ad esempio i miei delinquenti si
esprimono attraverso un linguaggio

volgare, violento, scurrile, non possono conversare come fossero appena


usciti da una lezione di Oxford. Anni
fa un cortometraggio tratto da un mio
racconto fu bocciato da un festival
perch il linguaggio era infarcito di
cazzo e idiota: cerano tre rapinatori
che stavano ripassando il piano di un
colpo in banca a unora dallo stesso,
evidentemente era pi politicamente
corretto farli esprimere come delle pie
vergini.
Tu definisci il tuo romanzo politicamente e calcisticamente scorretto.
S, perch Calvisani e Cavalcanti
non fanno sconti a nessuno. Nel loro
modo di vedere il mondo e nel modo
di comportarsi, sono due puri. Non
che loro non abbiano difetti, ma conoscono bene la linea di confine che non
va oltrepassata. E non tollerano lipocrisia. O meglio, Calvisani ci convive,
lo chef detective la allontana perch ha
dalla sua la libert.
Dici anche che lItalia una Repubblica nel pallone.
Totalmente. Se conosci la storia di
questo paese non puoi amarlo. Puoi
amarlo per il clima, per i territori,
per la tavola, per la genuinit di certa
gente, non per la sua classe amministrativa e politica e per gli indirizzi e
le scelte. E non mi riferisco soltanto a

73

74

questultimo periodo. Nel romanzo si


abbraccia il terrorismo, la deindustrializzazione decisa dal governo e le vergogne della Montedison di Crotone o
della Fibronit di Bari: ogni citt ha una
sua stortura, e sono tutte volute.
Qual la trama?
A Padova viene uccisa Katia, che probabilmente una donna di vita. La
sorella, una facoltosa e sospetta commercialista di Milano, affida il caso a
Cavalcanti, con i delitti che si susseguono a un ritmo impressionante. Il
fil rouge che collega gli omicidi sono
dei filamenti di tessuto neri e azzurri,
ritrovati sul corpo delle vittime, tutte
strangolate e mai violentate. Soltanto
Cavalcanti vede dei collegamenti tra
i delitti, fino a quando - smettendo di
indagare dal pc di casa collegandosi
sul web - decide di recarsi nei luoghi

degli omicidi, muovendo il culo dalla


sedia proprio come non fanno i giornalisti di oggi. Accortosi del nesso esistente fra i delitti e il Latina calcio, dato
che ogni volta che i nerazzurri hanno
giocato in trasferta risultano strangolate delle donne, comincia anche lui a
seguire le gesta del Latina in giro per
lItalia, appassionandosi alla squadra
di Breda, finch il cerchio verso lassassino si restringer sempre di pi.
Qual il finale?
Che il calcio, pur con le sue plus valenze, resta un fenomeno sociale che
difficilmente pu essere scalfito. Lo
dimostra il fatto che dai cicloni delle
scommesse ne esce sempre. E poi su
questo ha ragione Jos Luis Borges:
L dove ogni volta un bambino prende a calci qualcosa, ricomincia la magia del calcio.

Tecnica

75

Narratore onnisciente
e narratore inaffidabile
Narrare una storia non solo questione di Punto
di Vista, ma anche di come si vuole accompagnare
il lettore nel nostro viaggio narrativo
di Antonino Fazio

n un precedente articolo (Il narratore invisibile, WMI n. 41) ponevo una differenza tra il concetto anglosassone di Point of View, che
riferito al narratore, e il concetto di
Punto di Vista, che invece riferito al
personaggio usato dal narratore per
raccontare una storia.
Dal momento che lespressione Point
of View significa in italiano Punto di
Vista, per evitare equivoci occorre
specificare ogni volta se per Punto di
Vista si intende quello di un personaggio o quello del narratore, oppure si devono diversificare in qualche
modo i due concetti, per esempio
mantenendo la dizione in inglese

(Point of View) per riferirsi al Punto di Vista del narratore (cosa che ho
appunto fatto nellarticolo citato).
Nel precedente articolo distinguevo
anche tra autore e narratore, specificando che lautore esterno alla
storia, mentre il narratore interno.
Nella teoria classica, pur differenziando tra autore e narratore, si dice
che, rispetto alla storia, il narratore
pu essere interno (omodiegetico)
o esterno (eterodiegetico). Con questo si intende che il narratore pu
fare parte oppure no della vicenda
raccontata. Per evitare equivoci con
la terminologia corrente, preciser
dunque che nel mio articolo inten-

76

devo dire che il narratore sempre


interno rispetto al testo scritto.
Quando un narratore esterno alla
storia, mostra di sapere tutto della
vicenda e dei personaggi, parla in
terza persona e interviene magari
con considerazioni personali, viene
chiamato Narratore Onnisciente.
Il Narratore Onnisciente chiaramente lesatto contrario di quel che
io definisco narratore invisibile, in
quanto la sua presenza (pi o meno
ingombrante) del tutto evidente nel
testo (e in qualche modo anche nella
storia, bench non ne faccia parte).
Partiamo da zero
Il Narratore Onnisciente corrisponde a una delle tre focalizzazioni
previste dalla teoria classica (zero,
interna, esterna) e precisamente alla
focalizzazione di grado zero. Nella focalizzazione zero il narratore
(letteralmente) dappertutto, perci
non adotta di fatto alcuna focalizzazione (il suo Punto di Vista illimitato). Nella focalizzazione interna, il
narratore adotta il Punto di Vista di
uno dei personaggi, perci racconta
di volta in volta solo ci che noto
al personaggio relativo al Punto di
Vista prescelto. Quando il narratore
adotta invece la focalizzazione esterna, rinuncia a leggere i pensieri
dei personaggi, per cui di fatto ne sa

meno di quanto ne sappiano loro. La


focalizzazione esterna sembra dunque essere, a prima vista, lesatto contrario del Narratore Onnisciente.
In realt, la questione pi complessa. Un narratore esterno alla storia,
che parla in terza persona e adotta la
focalizzazione esterna (quindi non
entra nella mente dei personaggi),
pu tuttavia inserire delle considerazioni sue, oppure no, e quindi
rendersi visibile oppure occultare la
propria presenza. Nel caso in cui decida di nascondersi, descriver tutte
le scene dallesterno, come una macchina da presa.
Bench, secondo la teoria classica,
ladozione dalla focalizzazione esterna nasconda la presenza del narratore, io ritengo che il lettore non possa
fare a meno di rendersi conto che le
scene a cui assiste sono raccontate da
qualcuno. Perci, a mio avviso, nella
focalizzazione esterna il narratore
comunque presente, seppure in maniera implicita (mentre la presenza
del Narratore Onnisciente esplicita
e dichiarata).
Pensieri comuni
Come dicevo nellarticolo citato, il
modo migliore (se non lunico) che
il narratore ha per rendersi invisibile
quello di adottare il Punto di Vista di uno dei personaggi, cosa che

sembra corrispondere alladozione


della focalizzazione interna. Questo,
tuttavia, non del tutto esatto, perch adottare il Punto di Vista di un
personaggio non obbliga necessariamente il narratore a leggerne i pensieri. Perfino quando si usa la prima
persona, non scontato che i pensieri del personaggio vengano esplicitati. Ci che obbligatorio, se si usa
il Punto di Vista di un personaggio,
di non raccontare nulla che il personaggio non conosca. Non invece
detto che si dica al lettore tutto ci
che il personaggio sa.
Un cultore della teoria classica mi farebbe notare, suppongo, che rinunciare a leggere i pensieri dei personaggi equivale alladozione della focalizzazione esterna, ma non cos.
Infatti, nella focalizzazione esterna
non si pu utilizzare la prima persona, cosa che si pu fare quando si
adotta il Punto di Vista di un personaggio (anche se i suoi pensieri non
vengono riferiti). Ma c di pi, perch, quando il narratore usa la focalizzazione esterna, le scene vengono
descritte a prescindere dal fatto che
qualcuno dei personaggi, eventualmente presenti in quel momento,
le possa osservare. Tanto vero che
la focalizzazione esterna pu essere
utilizzata anche in una scena in cui di
personaggi non ce ne sono (in effetti,

in assenza assoluta di personaggi, si


possono usare solo la focalizzazione
zero e quella esterna).
Daltra parte, evidente che una focalizzazione esterna la quale descriva
una scena come pu essere percepita da un personaggio corrisponde
alladozione del Punto di Vista di
quel personaggio (anche se i pensieri
non vengono rappresentati).
Ne deriva che la vera alternativa al
Narratore Onnisciente (cio alla
focalizzazione di grado zero) non
coincide necessariamente con la focalizzazione esterna, ma piuttosto
ladozione del Punto di Vista di un
personaggio (che a sua volta non
coincide necessariamente con la focalizzazione interna). Questo perch
a dar fastidio nel Narratore Onnisciente non , come potrebbe sembrare, la sua onniscienza, bens la
sua ingombrante presenza. Di conseguenza, nella focalizzazione esterna
il narratore non nascosto meglio di
quando adotta uno specifico Punto
di Vista, solo perch ne sa di meno.
Questione di identificazione
Di fatto, non si tratta di ci che il
narratore mostra di sapere. La vera
questione che il raccontare una
storia dal Punto di Vista di un personaggio (la qual cosa succede in
genere anche con la focalizzazione

77

78

interna) permette al lettore di identificarsi con questo personaggio, e di


dimenticarsi lesistenza del narratore.
Luso di un Punto di Vista specifico
(ovvero, il che quasi la stessa cosa,
luso della focalizzazione interna)
proietta il lettore allinterno della
storia in maniera molto pi efficace
di quanto possano fare il Narratore
Onnisciente e la focalizzazione esterna. Che si usi la prima o la terza persona, ladozione del Punto di Vista di
un personaggio permette al lettore di
vedere le scene attraverso gli occhi (e
gli altri sensi) di questo personaggio,
e in definitiva di vivere la storia insieme a lui (o lei).
Naturalmente, ove si usi la terza persona, occorre fare attenzione a non
rappresentare nulla che il personaggio in questione non sappia o possa
percepire. Questo vale ancora di pi
se si segue la teoria classica, nella
quale il concetto di Punto di Vista
ha una trattazione diversa perch
sempre riferito, innanzitutto, al narratore. Se si adotta una focalizzazione interna, non si tratta solo di riferire i pensieri del personaggio e non di
altri, ma anche di evitare intrusioni
da parte del narratore.
Prima di tutto il lettore
Come si pu vedere, ladozione del
Punto di Vista di un personaggio

un modo per occuparsi del lettore,


anzich del narratore, dato che il
narratore far spesso un lavoro tanto
migliore, quanto pi riuscir a farsi
da parte e a rendersi, virtualmente,
invisibile. Come ho gi detto, infatti,
il problema la presenza del narratore, piuttosto che la sua onniscienza.
Tuttavia, la focalizzazione interna e
luso di un Punto di Vista specifico
produrranno, come ci si pu aspettare, un qualche effetto nel tipo di
informazioni che vengono fornite al
lettore.
Per lesattezza, quando tutte le informazioni provengono solo da ci che
un personaggio sa, pensa o percepisce, il lettore esposto al rischio che,
tutte o in parte, tali informazioni
possano non corrispondere alla realt dei fatti (i fatti di cui composta la
vicenda narrata, sintende). Questa
particolare situazione narrativa corrisponde alla presenza, in una storia, di uno o pi narratori cosiddetti
inaffidabili. In altre parole, le cose
potrebbero essere diverse da come
appaiono.
Un nuovo modo di raccontare
Lemergere del Narratore Inaffidabile
certo la conseguenza del declino
subito dalla figura del Narratore Onnisciente. Non ci si stupir, quindi,
di scoprire che lutilizzo di narratori

inaffidabili una delle innovazioni


introdotte da Bram Stoker che, nel
suo romanzo Dracula (1897), abbandona il Narratore Onnisciente in
terza persona in favore di personaggi
che raccontano le varie parti del romanzo sotto la forma di diari, resoconti, articoli di giornale e simili.
Non difficile vedere come tale scelta narrativa elimini una certa dose di
oggettivit dalla storia, producendo
di fatto unincertezza sulla veridicit
delle vicende narrate. Questa incertezza rende il Dracula un romanzo
di genere fantastico, piuttosto che un
semplice gotico, in quanto permane
in esso unoscillazione tra le spiegazioni razionali e quelle soprannaturali, ed in questa oscillazione, appunto, che si insedia la categoria del
fantastico, almeno secondo Todorov.
Filtro interno
Come ho gi detto, il contrario del
Narratore Onnisciente non , come
potrebbe sembrare, la focalizzazione
esterna, bens ladozione del Punto di Vista di un personaggio, cio
(semmai) la focalizzazione interna.
Questo perch non la quantit di
informazione a disturbare il lettore
(infodump) bens la qualit dellinformazione e il modo in cui essa viene fornita.
Il Narratore Onnisciente fornisce

informazioni che provengono direttamente dallautore, il che interferisce nella relazione del lettore con
la storia. Dato che una descrizione
oggettiva pu contenere informazioni inutili o mal scritte, la focalizzazione esterna non evita, di per s,
linfodump. Anche la focalizzazione
interna, daltra parte, pu contenere infodump, perci nessuna delle
tre focalizzazioni ne immune. Ne
deriva che la preferenza per luna o
per laltra non riguarda il problema
di quanta informazione viene fornita
al lettore, ma una questione del tutto
diversa.
Ho gi detto che le informazioni fornite direttamente dallautore disturbano il lettore perch non gli permettono di dimenticarsi che sta leggendo un libro. Nella focalizzazione
esterna lautore sembra sparire, perch la narrazione diventa oggettiva
e impersonale. Tuttavia, non usando
il Punto di Vista di un personaggio
(se no, secondo la teoria classica, saremmo nella focalizzazione interna),
anche il lettore rimane distanziato,
rispetto alle scene descritte.
Nella focalizzazione interna, invece,
tutte le informazioni sono filtrate da
un personaggio, il che avvicina il lettore alle vicende raccontate, in quanto lo pone nella stessa posizione del
personaggio focalizzato. Allo stesso

79

80

tempo, il concetto di narratore inaffidabile rende queste informazioni


non cos conclusive come quelle
fornite dal Narratore Onnisciente e
lascia al lettore una quota maggiore
dincertezza.
In ogni caso, come ho gi fatto notare, la scelta di utilizzare il Punto di
Vista di un personaggio non coincide necessariamente con luso della
focalizzazione interna. Che si usi la
prima o la terza persona, non indispensabile mettere a nudo i pensieri del personaggio, sufficiente che
tutto venga raccontato dal suo Punto
di Vista, cio a partire da ci che il
personaggio sa e percepisce.
Ne consegue che, nei paragrafi in
cui i pensieri non vengono mostrati,
luso di uno specifico Punto di Vista pu essere di fatto virtualmente
indistinguibile dalla focalizzazione esterna, purch venga rispettata
la regola che ho appena enunciato,
vale a dire che tutte le informazioni che vengono fornite al lettore
devono essere note anche al personaggio. In questo modo risulta abbastanza evidente che, nella tecnica
della scrittura, il concetto di uso del
Punto di Vista di un personaggio
in definitiva qualcosa di diverso
dalla differenza che la teoria classica
pone tra focalizzazione interna e focalizzazione esterna.

Letti per voi


LENA DELLE FARFALLE
di Ilaria Tuti
Ebook 1,99
Delos Digital
(collana Delos Crime)

ena delle farfalle lultimo


racconto nato dalla creativit di questa scrittrice per Delos
Crime, un racconto narrato con
delicatezza nella sua tragicit. Un
titolo particolare che sinsinua nella mente e cattura. Lena, un nome
che ha un significato profondo:
sospiro come lultimo alito esalato
dalla piccola vittima, respiro come
quello soffocato dalla morte, poi
ancora le farfalle che simboleggiano non soltanto la fase evolutiva
ma anche il pensiero, limmaginazione creativa tipica di questa
fascia di et a met tra linfanzia e
ladolescenza, simbolo della grazia
femminile, dellanima che si libra
in volo, della morte e della resurrezione, nel caso specifico trovare
il predatore che ha offeso e violato
la bambina, ma vuol dire anche
ridargli la vita, riconsegnare la sua
anima a Dio. Una trama, quella
dellautrice, ordita con eleganza
e armonia che sincastra perfet-

tamente con tutti gli elementi del


filo narrativo, senza mai perdere
coerenza. Tre indizi per Thomas:
un fiore scarlatto, un seme e alcuni
graffi. Da unanalisi approfondita di
questo racconto emergono simbologie studiate con dovizia di particolari: scarlatto il fiore, simbolo del
ricordo doloroso, nellimmaginario
collettivo delle fiabe classiche chi
raccoglier il fiore si trover di
fronte la bestia, un mostro senza
cuore che priver dellanima la sua
vittima. Il seme che rappresenta
non soltanto lovulo fecondato ma
anche linizio, la rinascita. Sono
molti gli spunti che questa scrittrice offre al lettore catapultandolo
in una realt agghiacciante quanto
reale e quotidiana. Elementi come
il disegno di un lupo che a prima
vista potrebbero sembrare insignificanti acquistano tuttavia significato di appartenenza al branco.
Altro elemento importante la
notte simbolo delloscuro, del buio
degli inferi, non a caso lautrice
sceglie come luogo di ritrovamento
del corpicino un lago, che simboleggia la femminilit ma anche gli
inferi, bench sia fatto dacqua e
questa di per s significa purezza;
lacqua del lago stagnante, sporca,
violata come il corpo della vittima.

81

Una scrittura accattivante, quella di


Ilaria Tuti, che conquista il lettore
gi dallincipit, trascinandolo fino
alla fine creando mistero, suspense
e desiderio di sapere. Un racconto
scritto con intelligenza e grazia,
dove lautrice d prova delle sue
capacit creative; non credo sia un
caso la scelta del numero tredici,
il cui significato porta al demonio,
alla sfortuna, mentre per i cristiani
esso rappresenta la vergine e la
sua lotta contro il demone. Questo
numero, nel racconto, entra in
relazione non soltanto con la croce
ma anche con la famiglia, rappresentando limmortalit dellanima.
Patricia Blasi

82

Tecnica e tecnologia

Un ispettore a portata di mano


Scrivener un software molto utile per scrivere, che se
ben sfruttato pu diventare uno strumento imprescindibile per chi deve costruire una storia
di Luca Di Gialleonardo

ccoci al secondo appuntamento con Scrivener, uno dei


migliori programmi creati
per chi deve produrre documenti
strutturati e complessi come un romanzo.
Nellarticolo precedente abbiamo
visto le caratteristiche principali di
Scrivener e i suoi punti di forza rispetto a Word o ad altri programmi
dedicati agli scrittori. Abbiamo poi
fatto i primi passi nel programma,
analizzando linterfaccia e spiegando la differenza tra i documenti di
testo e le cartelle, vedendo come in
effetti differenze non ve ne siano, se
non da un punto di vista puramente
di funzione che noi vogliamo dare al

singolo brano che stiamo scrivendo.


In questo articolo tratteremo un
altro elemento dellinterfaccia di
Scrivener, che ben complementa
lorganizzazione del Binder e la forza dellEditor, uno strumento potentissimo per non dimenticare nulla quando scriviamo un testo molto
complesso. Nella versione inglese
del programma conosciuto come
Inspector, mentre nella traduzione italiana ha assunto il nome di
Pannello di controllo. Useremo indifferentemente entrambi i termini
(preferendo per la versione inglese). Si tratta di una sezione laterale
che compare sulla destra delleditor
e che contiene una lunga serie di

informazioni relative al singolo documento che stiamo visualizzando.


Per fare apparire lInspector premete il tasto che riporta una i in un
cerchio blu. Limmagine qui accanto
mostra il contenuto di base dellInspector, che come vedremo ha una
miriade di funzionalit. Le descriveremo una per una, cercando di
dare alcuni esempi di utilizzo, per
calare al meglio le nozioni nella vita
quotidiana di uno scrittore.
Sinossi, etichette e stato
In prima istanza possiamo distinguere tre sezioni. In alto abbiamo
la scheda che abbiamo visto lultima
volta quando abbiamo visualizzato
i nostri documenti sotto forma di
bacheca. La scheda contenente la sinossi (o Riassunto) quindi disponibile anche nellInspector, comodo
per avere sempre sottocchio il contenuto della scena che stiamo scrivendo. Nella parte alta della scheda
trovate due tasti. Il primo, con la
doppia freccia, consente di cambiare funzione alla sinossi: da piccolo
riassunto, possiamo usarla per caricare unimmagine esplicativa. Ci
pu tornare utile se ci piace lavorare
con una sorta di storyboard o se il
documento che stiamo scrivendo
una scheda personaggio. S, perch
tutto quello che diremo sullInspec-

83

tor non vale solo per i documenti


di testo, ma anche per quelli che saranno raccolti nella Ricerca. Di soli-

84

to creo una cartella nel gruppo della


Ricerca dove inserisco le schede dei
personaggi, un documento per ogni
soggetto di una certa rilevanza (i
personaggi minori li gestisco tutti
in un unico documento). Se decido
di ispirarmi a una persona realmente esistente per le fattezze dei miei
eroi, nella scheda della sinossi inserisco una foto che lo ritrae. Cos,
visualizzando la cartella dei personaggi in modalit Bacheca (abbiamo visto nello scorso articolo come
fare), ho tutta una bella sequenza
di foto dei protagonisti del mio romanzo. Molto suggestivo! La stessa
cosa si pu fare per i luoghi.
Il secondo tasto serve per creare
in automatico il testo della sinossi
prendendo a prestito le prime righe
del documento.
La sezione sottostante dedicata
ai Meta-Dati, ossia a informazioni
specifiche del singolo documento
che possono essere utili in diverse
circostanze.
La prima voce Etichetta. Ed
di questo che si tratta. Letichetta
serve per categorizzare i documenti. Di base, il sistema offre
due opzioni: Concetto e Capitolo.
Personalmente, non ho mai usato le
etichette in questo modo, per questo
vi invito a premere la voce Modifica
nella parte bassa del menu.

Si apre la schermata di personalizzazione. Come ho detto nel precedente articolo, la forza di Scrivener
quella di adattarsi alle esigenze dello scrittore. Per prima cosa, quindi,
cambiamo il nome delle etichette.
Per quanto mi riguarda, spesso le
uso per definire il personaggio
punto di vista della singola scena. Per questo cambiamo il nome
da Etichette a PdV e inseriamo
la lista dei nostri personaggi attraverso cui racconteremo la storia.
Usando i tasti + e - aggiungiamo e
togliamo voci. Cliccando due volte
sul quadratino colorato possiamo
personalizzare il colore associato.
Avremo modo nei prossimi articoli
di comprendere lutilit del colore.
Sotto Etichetta, pardon, PdV, abbiamo un altro menu: Stato. Questo
menu ci serve per definire a che
punto siamo con la stesura della
scena. Le voci pre-impostate ci consentono di dire se la scena deve essere ancora scritta, se siamo ancora
in fase di prima stesura o se possia-

mo ritenerla conclusa. Come per le


etichette, anche lo stato pu essere
personalizzato come pi ci piace.
Vogliamo meno fasi o ne vogliamo
di pi? Non ci piace la classificazione gi presente? Tutto pu essere
cambiato come ci piace, allo stesso
modo visto per le etichette. Non
serve che vi dica che, se vogliamo,
possiamo usare questo menu per
classificare il documento in
modo del tutto diverso. Per
esempio, potremmo usare
le etichette per indicare il
luogo in cui si svolgono i
fatti e lo stato per dire se la
scena di transizione, una
scena di battaglia, di indagine, di svolta e cos via.
Perch categorizzare? Per poter
avere meglio sottocchio quello che
succede nel romanzo. Vedremo diverse modalit con cui Scrivener ci
consente di capire a colpo docchio
la struttura del romanzo sulla base
delle informazioni inserite come
abbiamo spiegato. Facciamo subito un esempio. Alla fine del precedente articolo vi avevo lasciato con
un esercizio: scrivere un racconto
con Scrivener, dividendolo in documenti. Ora riprendete quel racconto e aggiungete a ogni singolo
documento etichette e stato, personalizzandoli come preferite. Fatto?

Adesso selezionate nel Binder la


voce Bozza o un documento cartella che contenga degli altri documenti. Nelleditor troverete le schede associate ai singoli documenti.
Avete gi visto come le schede sono
cambiate? Ora trovate un angolo
colorato che rappresenta letichetta
associata e uno stamp con evidenziato in rosso lo stato.

E questa solo una delle cose che


possiamo ottenere con un corretto
uso di etichette e stato, ma avremo
modo di approfondirlo pi avanti.
Le ultime tre voci, da spuntare, nella
sezione dei Meta-Dati fanno riferimento alla fase di compilazione,
ossia il processo con cui possibile
esportare tutti i nostri documenti in
un unico file (Word, PDF, addirittura ebook!) che potremo distribuire
in giro.
Dato che tratteremo della compilazione unaltra volta, per ora non
approfondiamo queste tre voci.
Lasciate spuntata solo la prima e

85

86

non dimenticate di essere presenti


alle prossime lezioni!
Note e riferimenti
La terza parte dellInspector quella variabile sulla base del tasto che
premiamo nella parte pi bassa della sezione (tranne gli ultimi due,
che prendono possesso di tutto lInspector). La prima ha licona di un
taccuino e consente di aggiungere
delle note al documento. In questa
finestra gialla possiamo scrivere
qualsiasi cosa che possa essere utile
per il documento che stiamo scrivendo. Possiamo usarlo come una
to-do list, oppure per avere sotto
mano delle informazioni che bene
non dimenticare. Spesso uso le note
per copiare e incollare frasi tratte da
altri documenti. Pi spesso lo uso
per gestire al meglio le successive
fasi della programmazione. Nel racconto giallo che sto scrivendo ora
ho usato le schede per decidere le
scene in cui si divider la storia. Ho
quindi scritto brevi sinossi di due
righe descrittive, in una prima fase.
Come secondo step sto esplodendo
le sinossi in riassunti pi corposi,
prima di scrivere il testo finale.
Accanto alla voce Note documento troviamo una doppia freccia.
Premendola, possiamo passare dalle note del documento alle note del

progetto. Queste ultime sono note


richiamabili da qualsiasi documento dellintero progetto. Per esempio,
per un romanzo le ho usate per ricordare a me stesso il nome di un
personaggio molto secondario, che
quindi non meritava una scheda
dedicata, ma che era bene non sbagliare a scrivere. In altre circostanze, ho usato le note progetto per segnare eventuali controlli da gestire
in fase di rilettura, man mano che
mi venivano in mente (Controlla
se hai mai detto il colore degli occhi
di Tizio!). Anche in questo caso, le
note progetto possono essere usate
per scrivere una scaletta dettagliata
del romanzo e non perderci lungo il
percorso.
Il secondo tasto, con dei libri affiancati, cambia la sezione delle note
in quella dei Riferimenti documento. In questa sezione possiamo collegare il singolo documento
ad altri documenti, premendo il
tastino + e scegliendo il riferimento interno che ci interessa. Perch
collegare i documenti tra loro? Per
tanti motivi. Ve ne propongo uno.
Nella scena che state scrivendo, un
personaggio ricorda una frase pronunciata in precedenza da unaltra
persona. Potremmo sfruttare questa
sezione per legare il documento a
quello in cui questa frase compare.

Il collegamento aggiunto vale per


entrambi i documenti. Cos, se un
giorno andremo a modificare la
frase ricordata, potremo saltare al
volo al documento che la richiama
e non doverla ricercare per tutto il
progetto. Oppure, in un giallo, potremmo collegare tra loro la scena
in cui compare un indizio con quella in cui questo indizio diventa importante. Dimenticavo, potete collegare anche elementi presenti nella
Ricerca, funzionalit utile per legare
una scena a un file PDF o unimmagine utile per la scrittura. Allo stesso
modo possiamo collegare un documento anche a una risorsa esterna.
Come per le note, possiamo inserire collegamenti utili anche allintero
progetto e non solo al singolo documento.
Giusto come aneddoto, una volta ho
usato i link per scrivere un librogame! Quel libro non mai stato concluso, ma mi stava venendo davvero
bene.
Parole chiave e meta-dati personalizzati
Terzo tasto, con limmagine di
una chiave. Questa sezione ci
consente di associare al documento tutta una serie di parole
chiave, o tag. La differenza con
le etichette che non abbiamo

limiti al numero di parole chiave associabili a un documento. Si tratta


di una funzionalit molto versatile.
Potreste usare le parole chiave per
indicare i personaggi che appaiono
nella scena o i sentimenti che pi
sono forti nel passaggio che abbiamo scritto. O tutto quello che preferite. Lutilit delle parole chiave
emerge in fase di ricerca nel documento. Vedremo questo aspetto pi
avanti, ma posso anticiparvi che
usando a dovere la finestra di ricerca, potremo chiedere a Scrivener di
mostrarci tutte le scene associate a
una determinata parola chiave (e
quindi, per esempio, dove compare
un personaggio).
Nella schermata delle parole chiave, premendo sulla ghiera in alto,
Mostra parole chiave del documento, potete visualizzare tutte
le parole chiave usate nel progetto
(ebbene s, la traduzione non stata
impeccabile). Questo vi consente di
vedere quali parole avete gi usato,
per poterle riapplicare. Con i due

87

88

tasti in basso a sinistra della finestra


delle parole chiave, potrete aggiungere voci nuove, anche come livelli
secondari di altre parole.
Passiamo al prossimo tasto, con
limmagine di una etichetta. Si
tratta della sezione che consente di
associare al documento dei metadata personalizzati. Etichette e stato
non vi bastano? Potete aggiungere altri campi di informazioni utili
al vostro documento. Potreste per
esempio aggiungere un campo per
specificare la data e lora in cui si
svolge la scena, cos da non perdere
di vista lelemento tempo. Una cosa
simile lho fatta con il mio racconto
storico Trenta baiocchi. Dato che i
capitoli avevano come titolo la data
in cui si svolgevano i fatti secondo il calendario della Rivoluzione
Francese, ho usato i meta-dati per
riportare anche la data secondo il
nostro calendario. Il campo non
veniva riportato nel racconto, ma
almeno io riuscivo a seguire pi facilmente questo aspetto.
Premiamo il tasto Definisci Campi
Meta-Dati. Nella finestra che si
apre premiamo il tasto +, indichiamo il nome del campo in MetaData Title, per esempio scriviamo
Data. Possiamo spuntare la casella
Wrap text se vogliamo poter andare a capo nel contenuto del cam-

po e spuntare la casella per definire


un colore per il testo. Premiamo ok
e ora abbiamo un nuovo campo che
possiamo valorizzare come ci pare.
Istantanee
Il quinto tasto ha limmagine di una
macchina fotografica. Serve per
scattare unistantanea (snapshot)
del documento visualizzato nelleditor.
Si tratta di una copia di sicurezza.
Mettiamo che vogliate apportare
una modifica al documento, ma
senza perdere quanto scritto finora, nel caso cambiaste idea. Vi basta
premere il segno + in alto per creare
una nuova istantanea del documento. Potete creare quante istantanee
volete e indicare un nome per identificarle. Selezionando la singola
istantanea, il testo apparir nella
finestra in basso. Potete ripristinare
unistantanea quando volete, vi basta premere il tasto apposito, magari
dopo aver scattato una nuova istantanea dellultima versione. Non si
sa mai che sia necessaria! Comodo,
no?
Oppure, potreste decidere di riscrivere una scena, ma partendo comunque dal testo gi scritto. Fate
una bella fotografia al documento e
visualizzatela nella finestra in basso
della sezione. Poi cancellate tutto il

testo e iniziate a scrivere.


In passato le snapshot mi sono state
molto utili nella scrittura di un romanzo giallo. Dato che era la mia
prima esperienza con un romanzo
di questo tipo, ero terrorizzato dalla possibilit di perdermi lungo la
strada. Cos ho deciso di usare un
approccio diverso dal solito. Ho
scritto tutto il romanzo velocemente, abbozzando i dialoghi e senza dilungarmi in descrizioni. Una sorta
di scheletro molto completo, che mi
ha permesso di capire se una scena
poteva funzionare, dove inserire i
vari indizi, come gestire i rapporti
tra i personaggi e cos via. Ho fotografato le scene e cancellato tutto
il testo. E mi sono messo a scrivere
come si deve, in bella copia. Da un
lato il testo striminzito, nella finestra delleditor lo spazio per scrivere
il testo corretto.
Nella versione Mac di Scrivener, le
snapshot consentono anche di confrontare diverse versioni del documento, evidenziando aggiunte, modifiche e cancellazioni. Speriamo
che anche la versione Windows
guadagni presto questa funzionalit.
Commenti e note
E passiamo allultimo tasto dellInspector, quello con un fumetto e

una n.
Questa sezione raccoglie i nostri
commenti e le note a pi di pagina.
I commenti possono essere utili per
prendere appunti, in generale rivolti a se stessi, ma anche a eventuali
persone con cui ci si scambia il file.
Quando ho scritto Big Ed, i commenti mi sono stati molto utili per
i documenti raccolti su internet.
Per esempio, avevo incollato in un
documento una lunga intervista
fatta a Kemper, ovviamente in inglese. Con i commenti evidenziavo
le parole che non conoscevo e in un
commento scrivevo la traduzione,
cos da non dover tornare a cercare il significato per colpa della mia
poca memoria. In altri frangenti,
usavo un commento per indicare
quei passaggi che non mi convincevano, cos da ricordarmi di lavorarci
ancora sopra.
Aggiungere un commento molto semplice. Selezionate il testo a
cui volete applicarlo. Selezionate
la voce Commento nel menu
Formattazione, o il + nellInspector, una volta aperta la sezione dei
commenti. Vedrete apparire una
sorta di post-it giallo nellInspector
con il vostro nome, la data e lora
dellinserimento. Scrivete pure nel
post-it quello che volete. Il testo su
cui si trova un commento sar evi-

89

90

denziato in giallo. Vi baster portare il cursore del mouse sul testo per
vedere apparire un popup giallo con
il commento o cliccare per aprire
direttamente la sezione commenti.
Quando esporteremo il documento
in un formato word o rtf, il commento sar esportato come se fosse
un commento di Word.
Linserimento di una nota molto
simile. Ovviamente cambia la funzione del testo che inseriremo, non
pi un commento per noi, ma una
nota che sar inserita a pi di pagina nel documento. Per inserire una
nota basta premere il tastino +fn
in alto a destra o selezionare la voce
Nota a pi di pagina nel menu
Formattazione. In fase di esportazione, la nota sar numerata correttamente e riportata a pi di pagina,
come siamo abituati a vedere.
Conclusioni
In conclusione altre due piccole
cose. Se nella versione Mac, quando visualizzate un documento
nellEditor i tasti nella parte bassa
dellInspector mostrano anche degli asterischi, perch state utilizzando le funzionalit di quel tasto.
Per esempio il documento ha una
nota, oppure gli avete applicato
delle parole chiave o avete scattato
una istantanea.

A destra dei tastini vedete anche un


lucchetto. Non mi mai capitato di
usarlo. Se nelleditor state visualizzando due documenti contemporaneamente (basta premere liconcina
quadrata divisa in due rettangoli in
alto a destra dellEditor), chiudendo
il lucchetto lInspector mostrer le
informazioni del documento visualizzato anche se selezionerete quello
nellaltra sezione dellEditor.
Come abbiamo visto, lInspector
uno degli strumenti pi potenti di Scrivener. La gran parte delle
funzionalit, almeno allinizio, non
saranno utilizzate, ed normale.
Tuttavia, bene che le conosciate,
perch quando meno ve lo aspettate, il caro Ispettore Scrivener potrebbe aiutarci a portare a termine
la nostra missione con maggior
controllo. Personalmente, ho avuto
modo di utilizzare, con maggiore
o minore frequenza, ogni singola
voce dellInspector.
Anche stavolta vi lascio con un
compito per casa. Riprendete il
solito racconto, diviso in diversi
documenti. Provate a immaginare
come potreste usare tutte le funzioni dellInspector che abbiamo
visto. Il modo migliore per imparare provare.
Buona scrittura!

Lintervista

91

La donna dei ghiacci


Intervista a Simonetta Brambilla, autrice dellebook
Spirali di ghiaccio uscito nella collana Chew-9 di
Delos Digital
a cura di C-Side Writer

iao Simonetta, benvenuta.


Il tuo racconto Spirali di
ghiaccio sinserisce nella
saga di fantascienza Chew-9 ideata da Franco Forte. Ci racconti
qualcosa su entrambi?
Volentieri. Franco Forte scrittore, sceneggiatore, nonch editor
Mondadori e curatore di questa e
altre collane Delos Books e Delos
Digital. Lidea fantascientifica che
vive in ogni racconto, il Chew-9,
ovvero la droga del benessere, sua.
Questa collana inizia proprio con i
suoi racconti scritti e raccolti in una
antologia anni fa e ripresi e rivisti
appositamente per la collana, cos
che noi autori potessimo prenderne
spunto e ampliare gli scenari della

serie. Ed proprio questo che mi


ha affascinato di pi: la possibilit
di prendere unidea forte e trovare il
modo di renderla ancora pi forte.
Questa stata la vera sfida. Spirali
di ghiaccio questo, per me, e molto
di pi: Anja in primis, protagonista
di questa storia, che si lancia allav-

92

ventura per tenere a bada la rabbia,


non pensare e scrivere (cit.), il Comandante Barrows, Kye, Uria e tutti gli altri personaggi che fanno da
contorno; il mondo che ho creato
fatto di ghiaccio, natura, Chew-9,
intrighi e Robotica.
Con la saga Chew-9 nato un contest letterario. Cosa ne pensi di
iniziative del genere e, pi in generale, dei concorsi letterari?
Sono un ottimo esercizio per chi si
appresta a scrivere e vuole pubblicare. Ci sono contest e concorsi di
tutto rispetto e si impara tantissimo,
non solo sulla scrittura, ma anche
sullambiente letterario e sulle case
editrici. Si scrive, si soffre e si combatte, ma lo scambio reciproco con
gli altri partecipanti mi aiuta a crescere ogni volta di pi. E non ultimo
e di minore importanza, i contest
sono serviti a crearmi un curriculum, indispensabile per presentarmi a una casa editrice.
Credo di non sbagliare se affermo che sei unautrice agli esordi.
Quale consiglio ti senti di dare
a un autore esordiente prima di
pensare di diventare appunto un
esordiente?
No, non sbagli. Spirali di ghiaccio
il mio primo racconto lungo,

la mia prima pubblicazione in cui


corro da sola, ed essere qui a presentarlo un onore grandissimo.
Quanto a consigli, che dire: leggete
tantissimo, tutto quello che scritto bene, di qualsiasi genere si tratti,
mirate un contest o una casa editrice, scrivete ogni volta che potete,
seguite tutte le direttive del caso e
lanciatevi!
In un racconto come questo che
riprende un genere ben preciso,
quanto conta documentarsi prima
della stesura del testo?
Importantissimo! Non puoi scrivere del Chew-9 se non sai cos, quali
effetti ha e fin dove ti puoi spingere.
Ma credo che documentarsi faccia parte del lavoro dello scrittore, qualsiasi genere e storia voglia
scrivere. Internet la mia miniera e

penso quella di molti altri. Bisogna


solo digitare le parole giuste, leggere, memorizzare, archiviare A
volte le cose le trovo per caso: cerco
una cosa e ne intravedo unaltra o
spunta unidea, senza nessun senso
logico. bellissimo.
Quale potrebbe essere secondo te
il lato C della scrittura?
Scoprire lalieno che c in te e che
mai avresti sospettato potesse esistere. Non esiste noia nella scrittura.
Entusiasmo, frustrazione, felicit e
lacerazione sono solo alcuni dei sentimenti che provo mentre scrivo e
ogni storia una nuova avventura in
cui accompagnare i miei personaggi
finch non arrivo alla parola Fine.
Esiste una chiave di lettura, un approccio che vorresti che il lettore
avesse con il tuo libro?
Alzati e datti da fare, qualcosa poi succeder (nel bene e nel male). A parte
questo leggere per molti soprattutto svago e io spero che con Spirali di
ghiaccio si possano divertire quanto io
mi sono divertita a scriverlo.
Dopo questa avventura nel mondo
di Chew-9 ci anticipi un tuo progetto per il futuro?
Non faccio mai progetti a lungo termine. Al momento, sto scrivendo

93

un altro racconto lungo per la serie Chew-9 e intendo lavorare bene


su questo. Nuovo mondo, nuovi
personaggi e nuove idee, e spero
che piacer. Ma nel mio computer
(sono disordinatissima!) ho una
miriade di appunti che aspettano di
essere presi in considerazione e non
solo di fantascienza.
Grazie per essere stata con noi con
un frammento del mondo fantascientifico di Chew-9. Ci regali un
C-saluto dallo spazio profondo?
C-Chew-9 be C-Continued. C-Arrivederciii!

EBOOK DA LEGGERE

Gli autori del gruppo Facebook Scrittori promuovete i vostri ebook


ARTE
EXTREMIS
di Simone
Messeri

SANGUE
ALIENO
di Monica
Serra

Sublime
piacere
artistico.
Questo
Matter
quando plasma la materia delle
sue opere. Lartista supremo della
galassia, fino a quando lingiusta
condanna per un gesto altruistico
segna la sua sorte per sempre.

Sulla stazione
orbitale OSS,
lofficina di
Roland il
posto in cui i
viaggiatori intergalattici si fermano
quando hanno bisogno di pezzi di ricambio. Dopo tanti anni Lyna Konor
vi sbarca con un passato che ancora
brucia nel cuore e nellanima.

IN VOLO
CON TE
di Jessica
Maccario

MEDIOEVO
IN GIALLO
di Marcella
Nardi

Un romance contemporaneo
che vuole
far riflettere
su un tema attuale come quello
dellomosessualit. Una donna che
si aggrappa alla figlia per restare
a galla. Un uomo che per anni ha
rinunciato alla libert e sceglie di
seguire finalmente la sua strada.
Una bambina che li unisce.

Thriller,
cospirazioni
e tradimenti
tra realt
e fantasia.
Nelle suggestive atmosfere dellItalia
medievale tra il XII e il XIV secolo,
predomina la figura femminile:
donne deboli, ma forti nello spirito.
E ancora uomini belli e dannati.
Il tutto racchiuso in uno scrigno di
quattro brevi racconti.

LA CENTESIMA
FINESTRA
di Morena
Fanti
La centesima finestra
quella
che si apre
allimprovviso sullo schermo del
pc e attraverso cui entra un ospite
inatteso.... un evento imprevisto, quello che entra nelle vite
di Annalisa, Dario e Fabio, che li
spinger a prendere decisioni che
modificheranno la loro vita e le loro
percezioni.
CHI HA
DETTO
CHE NON
POTR
MAI
ESSERE
FELICE?
di Rosalba
Serra
Damiano e Amelia, pur non conoscendosi, hanno molto in comune.
Afflitti da circostanze avverse, lottano con coraggio per risollevarsi. Si
sfiorano, si incrociano, si guardano
senza mai incontrarsi. Per loro la
ricerca della serenit sembra la
promessa di una duratura felicit.

LA STELLA
DORO
di Barbara
Risoli
Lei, tradita
da Dio nel
furore della
guerra. Lui,
che Dio non
lo ha mai pregato, confuso nelle
pieghe di unideologia emergente.
Sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale e della Rivoluzione
Russa, Maria e Fajzrahman vivono
il cambiamento. Un amore grande
che emerge dalla furia delle masse
in rivolta.
LE PAROLE
E IL GESTO
INASPETTATO
di Simone
Ceccarelli
Trovo nel
racconto,
scaturito da
un profondo dolore, unoccasione di
riflessione sulla mia interiorit riuscendo allo stesso tempo a svolgere
un importante ruolo sociale: penso
che il dolore sia veramente un segno
tangibile che radicato nellessere
umano. Il dolore una possibilit
per iniziare a pensare.

96

Editori da scoprire

La carica dei Cento Autori


Una piccola casa editrice di Napoli, Editrice Cento
Autori, si sta ritagliando uno spazio sempre pi
ampio nel mondo delleditoria di qualit, con collane ben curate che puntano al meglio della narrativa italiana. Ne parliamo con Carmine Treanni,
curatore della collana LArcobaleno
di Redazione

on facile fare editoria, nel


nostro paese. Soprattutto se
si punta sugli autori italiani,
cercando di proporre al pubblico volumi attentamente curati e selezionati,
che sugli scaffali delle librerie devono
lottare con i giganti tradotti da tutto il
mondo, e con le case editrici pi importanti che possono contare su una
spinta distributiva impressionante. Ma
se si lavora bene, con intelligenza e a
piccoli passi, allora si possono ottenere
risultati incoraggianti, proprio come
ha fatto la casa editrice Cento Autori
di Napoli, che libro dopo libro si sta

imponendo allattenzione del pubblico


per la capacit di offrire testi di valore in volumi curati sotto ogni profilo,
da quello estetico (qualit della carta,
grafica delle copertine) a quello dei
contenuti, sempre di altissimo livello.

Ne parliamo con Carmine Treanni,


che per Edizioni Cento Autori cura
la collana LArcobaleno, in cui sono
usciti autori del calibro di Maurizio
de Giovanni, Stefano Di Marino, Cinzia Tani, Franco Forte, Andrea Carlo
Cappi e molti altri, e che non sembra
intenzionata a fermarsi qui.
Carmine, prima di tutto i nostri
complimenti. Sappiamo quanto sia
complicato farsi largo nella giungla
delleditoria italiana. Come vi venuto in mente di azzardare questa
impresa?
Grazie per i complimenti. Fanno sempre piacere, soprattutto quando arrivano da unautorevole rivista quale
la Writers Magazine Italia. Lazzardo
di Pietro Valente, un imprenditore
di Villaricca, in provincia di Napoli.
Valente, che un farmacista, era stanco di sentir parlare dellarea a nord di
Napoli quasi esclusivamente per fatti
di cronaca nera. Villaricca, per capirci, a una manciata di chilometri da
Scampia, il quartiere dove c stata,
qualche anno fa, la cruenta faida di
camorra descritta da Roberto Saviano
in Gomorra. Valente ha cos fondato,
nel 2002, lAssociazione Libera Italiana onlus (ALI), attraverso la quale ha
posto in essere una serie di iniziative
culturali, tra le quali la pi importante il premio letterario nazionale per

97

scrittori emergenti Il Racconto nel


cassetto, che ogni anno premia sei
autori, nelle due categorie Racconto
e Fiabe per bambini, distribuendo
complessivamente un montepremi
di diecimila euro. Nel 2006, per dare
a questi scrittori emergenti la possibilit di essere pubblicati, ha dato vita
alla Cento Autori che, a piccoli passi,
diventata oggi una casa editrice nazionale, ritagliandosi il suo spazio nel
mercato editoriale.
Quali sono gli obiettivi che si propone Edizioni Cento Autori? E
come vi siete strutturati per reggere limpegno?

98

Lobiettivo della casa editrice quello


di pubblicare opere stimolanti, che
potenzialmente possano trovare lettori interessati a leggere storie fuori
dal comune. Abbiamo due collane
principali, una di narrativa e una di
saggistica. LArcobaleno la collana di
narrativa, dove accanto a scrittori di
indubbia fama, pubblichiamo anche
alcuni esordienti, mantenendo cos
fede alle origini della casa editrice.
Nella collana abbiamo pubblicato, tra
gli altri, scrittori quali Maurizio de
Giovanni, Cinzia Tani, Franco Forte, Peppe Lanzetta, Pino Imperatore,
Andrea Carlo Cappi e Stefano Di Marino. Senza dimenticare alcuni autori
stranieri, come lamericano Raymond
Benson e lo spagnolo Andreu Martin.
Fatti e Misfatti , invece, la nostra collana di saggistica, curata dal giornalista Nico Pirozzi, dove trovano spazio
il giornalismo dinchiesta, con le vicende pi scabrose dei personaggi e
dei partiti politici italiani, e la cronaca,
con i fatti di attualit pi clamorosi e
discussi del panorama nazionale.
Per mantenere limpegno di pubblicare circa 24 titoli lanno, ci siamo dati
una struttura agile, con pochi collaboratori fissi e altri che partecipano
come free lance.
Tutti, per, siamo animati dalla volont di dare vita a un progetto culturale
in cui crediamo fortemente e che spe-

riamo incontri sempre pi linteresse


dei lettori.
Fra i vostri autori ci sono scrittori di
razza, che tu stesso hai citato. Come
siete riusciti a strapparli alla grande
editoria che gi li pubblica?
Strapparli alla grande editoria
unespressione forse troppo forte. Diciamo che, con alcuni scrittori, abbiamo iniziato insieme un percorso
di crescita. Maurizio de Giovanni, ad
esempio, ha cominciato la sua carriera anche pubblicando per Edizioni
Cento Autori dei racconti incentrati
sul calcio e sulla squadra del Napoli, la
sua grande passione, prima di diventare uno dei pi importanti scrittori
italiani di gialli.
Siamo fieri di aver proseguito questa
collaborazione, pubblicando la sua
narrativa breve con le due antologie
Lomicidio Carosino. Le prime indagini
del commissario Ricciardi e Le mani
insanguinate. Anche lumorista Pino
Imperatore ha pubblicato con noi le
sue prime opere, per approdare poi
alla Giunti. Con altri autori, invece,
avevo un rapporto personale o di collaborazione, che mi sembrato naturale proseguire con Edizioni Cento
Autori. Penso a Franco Forte, di cui
appena uscito un bellissimo thriller
contemporaneo dal titolo Fuga dazzardo, e Andrea Carlo Cappi, di cui
abbiamo pubblicato un titolo della

saga di Nightshade e il romanzo Martin Mystere. Lultima legione di Atlantide, tratto dallomonimo personaggio
a fumetti della Sergio Bonelli Editore.
Infine, altri ancora, come Cinzia Tani
e Stefano Di Marino, sono persone
stupende, prima che scrittori di primo
livello, ed stato molto semplice coinvolgerli nel progetto editoriale della
casa editrice.
Credi convenga puntare sugli autori
italiani? Non sarebbe pi facile, vista
lesterofilia dei lettori nazionali, acquistare opere straniere e tradurle?
Sarebbe di certo meno faticoso...
Io credo molto negli autori italiani.
Non sono, a mio avviso, inferiori agli
scrittori stranieri, europei e statunitensi in testa. A volte siamo noi italiani troppo esterofili e perdiamo di
vista la bellezza della nostra lingua e
la bravura di tanti autori che sanno
filtrare, con la loro sensibilit, anche
generi letterari che non sono propriamente nati nel nostro paese. Ti faccio
un esempio concreto.
A luglio pubblicheremo unantologia
curata da Franco Forte di thriller storici, dal titolo History Crime.
Oltre al suo romanzo breve Amore e
sangue, da cui ha poi preso vita il bestseller I bastioni del coraggio edito da
Mondadori, Franco ha coinvolto altri
quattro autori che sono, a mio avviso,

99

tra i pi interessanti del panorama italiano: Manuela Costantini, Claudio


S. Costa, Salvo Figura e Marco Phillip
Massai.
Certo, tradurre autori stranieri meno
faticoso, ma non detto che in termini
di vendite sia sempre una mossa vincente.
Tu curi una collana di noir, thriller e crime, eppure sei un grande
appassionato ed esperto di fantascienza, visto che curi la rivista Delos Science Fiction e sei fra
i pregiurati del Premio Urania
Mondadori. Come mai la scelta di
puntare su thriller e sul noir?

100

In realt la collana LArcobaleno segue


quattro filoni, identificabili anche da
un preciso colore. Con le copertine
di colore giallo siamo nel filone per
lappunto del giallo, thriller e noir, in
tutte le loro sfumature; con il blu pubblichiamo romanzi di spy-story, tra
cui sono usciti Sopravvivere alla notte
di Stefano Di Marino e Il colonnello
Sun di Robert Markham della serie di
James Bond; poi con il rosso identifichiamo romanzi non classificabili se
non per la spiccata personalit degli
scrittori; infine, il verde identifica lavventura. E qui mi piace sottolineare

che ho ripescato Il sotterraneo della


morte di Emilio Salgari, un piccolo
gioiello che mancava da molti anni
in libreria. I gialli sono, comunque, la
colonna portante della collana, sia per
qualit sia per quantit di opere che
abbiamo pubblicato. La fantascienza
certamente la mia grande passione che, poi, con il tempo diventata
anche unattivit professionale, soprattutto grazie a Silvio Sosio, editore della Delos Books e direttore della
rivista Robot, che ben otto anni fa mi
chiese se volevo curare Delos Science
Fiction, la rivista di approfondimento
che sul portale Fantascienza.com, a
cui gi collaboravo dal 2003. Un piccolo sogno che si avverava. Anche i
gialli e soprattutto i noir, per, sono da
sempre una delle mie letture preferite,
ecco perch in parte ho deciso di puntare su questo genere di romanzi per la
collana LArcobaleno.
Che cosa ne pensi delleditoria digitale? Lebook potr aiutare gli editori
a reggersi in piedi, nonostante la crisi e la penuria di lettori?
Gli ebook sono, a mio giudizio, il futuro delleditoria. C ancora spazio, oggi,
per il libro cartaceo, ma tra non molto accadr quello che gi successo
nellindustria discografica, con la prevalenza degli Mp3 e quindi di un file
su qualsiasi altro supporto fisico per

la diffusione della musica. Una delle


prime cose che ho fatto quando sono
diventato direttore editoriale delle
Edizioni Cento Autori stata proprio
quella di convertire parte del catalogo
storico in ebook e oggi possiamo disporre di un discreto numero di titoli
elettronici. Chi partito a inserire nel
proprio catalogo libri digitali si trova
avvantaggiato e sicuramente la loro
vendita gi un supporto per gli editori, soprattutto per quelli piccoli. Le
nuove generazioni nascono, per dirla
con una battuta, con il digitale gi in
testa e quindi sar naturale per loro
leggere libri elettronici. La mia generazione ha dovuto, invece, adattarsi al
cambiamento, e non la stessa cosa.
Visto che questa una rivista diretta
agli autori esordienti, la domanda
dobbligo: Edizioni Cento Autori
esamina opere di scrittori alle prime
armi? E se s, quali sono i passi per
potervi raggiungere e proporre le
proprie opere?
Come ho detto qualche domanda fa,
le Edizioni Cento Autori sono nate
per dare spazio agli esordienti e per
molti anni questa stata la mission
editoriale della casa editrice. Da quando siamo diventati editori con una distribuzione nazionale abbiamo dovuto modificare questa linea editoriale.
Se prima pubblicavamo il 90% degli

esordienti e il 10% di autori noti, oggi


le cifre si sono invertite, ma siamo
sempre alla ricerca di nuovi autori e
romanzi che ci stupiscano per originalit e scrittura. Il nostro sogno poter
lanciare noi un autore che poi finisca
per pubblicare con i colossi delleditoria. difficile, ma non impossibile.
Basta lavorare ed essere al servizio
dei lettori che alla fine sono quelli che
hanno sempre lultima parola.
Grazie di essere stato con noi e auguri di buon lavoro a Edizioni Cento
Autori!
Grazie a voi di questa piacevole chiacchierata.

Vieni a trovarci sul forum


della Writers Magazine
Italia. Troverai molti altri
scrittori con cui confrontarti, la possibilit di far
leggere e valutare i tuoi
dattiloscritti e soprattutto
potrai partecipare alle
selezioni per le nostre
collane di narrativa.
www.writersmagazine.it

101

102

Autori da scoprire

Dorian Gray investigatore


Una nuova scrittrice ci porta nellInghilterra di
Dorian Gray, e ci presenta questo straordinario
personaggio sotto una veste nuova
di Redazione

rmai si visto di tutto, nel


campo del giallo e del thriller. Per, ancora non ci era
capitato di incontrare un personaggio
ambiguo e affascinante come Dorian
Gray come protagonista di un romanzo. Per di pi di un romanzo giallo,
ambientato nellInghilterra del 1890.
Come tutti sanno, Dorian Gray il
protagonista del magnifico romanzo
di Oscar Wilde intitolato Il ritratto di
Dorian Gray, e tutta la forza e la caratura di questo personaggio emergono dal libro di Elisa Bertini con forza
dirompente, riuscendo a consolidare
non solo tutti gli aspetti caratteriali
che Oscar Wilde ha voluto dare al suo
personaggio, ma aggiungendone altri,
come la spiccata propensione per lindagine e linvestigazione.

Ma sentiamo che cosha da dirci in


proposito lautrice di questo Dorian
Gray e il week end con delitto, pubblicato da Delos Digital nella collana
Odissea Digital.

Ciao, Elisa. Spiega ai nostri lettori


come ti venuta lidea di sfruttare
questo straordinario personaggio
della letteratura inglese per confezionare un giallo.
dalladolescenza che ogni anno, nello stesso periodo, rileggo Il Ritratto di
Dorian Gray, confrontando di volta
in volta come cambiano le mie emozioni e riflessioni a riguardo: la mia
forma personale di terapia, un letterario tirar le somme dellevolversi della
mia vita interiore, in sintesi. Perci,
diciamo che Dorian Gray una sorta
di amico di lunga data, per me. Lidea,
dunque, probabilmente sempre stata
l, ma spuntata fuori come capita di
solito: improvvisamente! Volevo cimentarmi nella scrittura di un giallo, e
mi arrovellavo sui cosiddetti Grandi
Investigatori: come inventarne uno
nuovo, che non sfigurasse al pari degli
illustri predecessori e non si perdesse
nelloblio dellanonimato? E poi, lilluminazione: resuscitare, molto egoisticamente, il mio personaggio letterario preferito! Se ci si pensa, Dorian
Gray perfetto per il genere giallo: a
parte lintrinseco, torbido fascino che
lambientazione della sua Inghilterra
vittoriana ha da offrire, lui stesso la
perfetta incarnazione del puro desiderio dindagine. Dorian, per sfuggire
lo spleen che bracca la sua dannata
anima immortale, sempre in cerca,

103

sempre affamato di novit, curioso


di esplorare tutto e tutti, bramoso di
toccare e manovrare anche quegli ingranaggi oscuri e misteriosi che spingono la mente umana a commettere
un delitto. E la cosa che mi sembrava pi esaltante, liberatoria, era che
Dorian, contrariamente ad altri suoi
colleghi investigatori, non avrebbe
operato per giustizia, per compenso o
per altro, ma solo per pura, edonistica
e totalmente amorale curiosit. Fantastico, mi sono detta. E ho cominciato
a scrivere.
Sar un libro stand alone o intendi
proporre al pubblico altre avventure

104

con Dorian Gray protagonista?


Intendo proseguire, mi sono divertita troppo a scrivere la prima delle
sue avventure! Nei prossimi romanzi,
voglio portare Dorian e Lord Henry
in nuovi, eccitanti luoghi: li vedremo
nella torbida New Orleans ossessionata dalloccultismo, nella stravagante
Francia del redivivo Des Esseintes di
Huysmans, nel misterioso, classicheggiante e ossessivo mondo dellarte Preraffaellita
Quanto hai lavorato su questo difficile personaggio creato dalla mente
geniale di Oscar Wilde, per renderlo
adatto ai tuoi scopi narrativi?
In primis, stato doveroso fare tante ricerche: dallanalisi minuziosa di

tutti i testi di Wilde ai libroni sulle


pietanze, le bevande, le consuetudini
sociali, labbigliamento e ogni altro
aspetto della vita inglese nellepoca
Vittoriana, fino alla divertente quanto folle costruzione fisica di un modellino cartaceo che replicasse il pi
possibile la villa in cui ambientato
il romanzo. Ovviamente, questo mio
piccolo lavoro non altro che un
tributo a quel grande, grandissimo
genio di Oscar Wilde, cui ho cercato di ispirarmi fedelmente senza
snaturare il personaggio di sua creazione. Posto questo, senza le restrizioni dellepoca in cui Wilde stesso
scrisse Il Ritratto, ho avuto dunque
un discreto spazio di manovra: nel
mio romanzo, Dorian libero di fare
quasi tutto Lho semplicemente
liberato dai legacci della censura letteraria vittoriana, e ora pu andarsene in giro e vivere nuove avventure,
nelle quali il non detto e il tra le
righe del romanzo wildiano originario diviene espresso e reale.
Conosci bene i luoghi in cui ambienti il romanzo, immagino
S, anche se non sono mai sazia di
esplorarli. Vivo nel Regno Unito insieme al mio compagno, che lavora
come Astrofisico per lUniversit
di Portsmouth, proprio di fronte
allIsola di Wight. Entrambi divora-

tori di libri, adoriamo visitare posti


nuovi, insoliti e pieni di storie, cibi
e atmosfere nascoste. LInghilterra,
per questo, offre tanti scenari differenti: dalla grande Londra al piccolo paesino abbarbicato sulle colline
del Galles, amo respirare e toccare
in prima persona tutti gli elementi
che intendo mettere nelle mie storie. Non ancora arrivato il giorno
in cui, osservando il pi piccolo dei
dettagli, io non senta quel brivido
che mi percorre ogni volta che sento
nascere unidea.
Che cosa ne pensi della pubblicazione del libro nel formato ebook?
Rimpiangi unuscita su carta?
Ammetto di essere cresciuta facendo un feticcio dei libri cartacei: toccavo la grana rugosa delle copertine
di quelli antichi, annusavo le pagine di quelli nuovi li consideravo
porte tangibili e magiche che conducevano in mille mondi: stringere
un libro in mano impareggiabile.
Ma lebook, innegabile, la nuova frontiera del libro: si pu portare
con s ovunque, il prezzo pi accessibile e raggiunge il lettore con
un click, in una maniera molto pi
immediata e, dunque, pi diretta.
Perci sono entusiasta e piuttosto
curiosa di pubblicare per la prima
volta in questo formato.

105

Chiusura dobbligo: su cosa stai lavorando? Quale sar il tuo prossimo romanzo?
Sto gi iniziando a lavorare alla
prossima avventura di Dorian: ho
un elenco pieno zeppo di posti da
visitare, cibi e vini da assaggiare, e
una pila di libri da leggere per le dovute ricerche. Sto lavorando anche
ad altri due progetti: un romanceerotico a quattro mani, che sto scrivendo con Giulia Ottaviani, la coautrice del mio ultimo romanzo (I
Diari di Seaport, Castelvecchi) nonch mia migliore amica, e una serie
horror per ragazzi, sempre ambientata nel Regno Unito.

EBOOK DA LEGGERE

Gli autori del gruppo Facebook Scrittori promuovete i vostri ebook


PIETRE
di Carlotta
Balestrieri
Dopo una misteriosa pioggia
di meteoriti,
un tranquillo
paese di
provincia viene trascinato in un
vortice di follia. Un bimbo a caccia
di alieni, un bancario che culla una
pietra, una signora che ritrova il
marito morto: personaggi di un
dramma grottesco sempre in bilico
tra sogno e incubo.
HEARTKILLER
di Alessia
Braione
Una serie di
efferati omicidi sta sconvolgendo la
vita tranquilla
di una Helsinki imbiancata dalla
neve. Per cambiare le sorti della
sua amata citt, Marko Holkeri
dovr scendere a patti non solo
con se stesso, ma anche con un
lontano passato che pensava di potersi lasciare alle spalle. Baster?

SENZA
RESPIRO
di Gioia Monte
Forse per la
tensione, o per
la delusione
precedente, la
bella Gemma
crede di amare
Sandro, un amico affezionato che
lha aiutata a superare una crisi. Poi
incontra Luca e la passione li travolge. Quale dei due uomini potrebbe
renderla felice? Ascoltando il cuore, e
non la mente, lo scoprir.
SARAJEVO
COME STAI?
di Marzio
Biancolino
La Guerra
distruzione
degli oggetti
e degli affetti:
Sarajevo,
Mostar, Kotorsko. Marzio Biancolino immortala in un vivo reportage
fotografico e lirico insieme il folle e
salvifico viaggio umano dalla distruzione alla rinascita: questa cura per
la memoria, unica possibile speranza
per il futuro.

MEDAGLIE
di Marco
Bertoli
Dopo la
conquista
di un nuovo mondo,
lUnit Recupero Caduti scende sul pianeta
per svolgere il proprio compito:
un orrore terrificante e inatteso
si cela nelle profondit. Lintero
gruppo viene eliminato, non prima di aver comunicato il pericolo
allastronave madre, meritando
cos una medaglia.
LORIGINE
DELLA
NOTTE
di Salvatore
Stefanelli
Il giovane
Ilya ritorna
a casa dopo
anni. Il padre morente, Signore di Klyuvyi
e dei Draugupyr, custodisce il
segreto sulla morte di sua madre.
Lincontro loccasione per
rispolverare gli antichi dissapori e spogliare la verit dellodio
reciproco. E lamore potr mai
resistere allorrore?

IL VATE
DELLEROS
di Fabio
Novel
Chi
Pietropaolo
Delizia? Un
eccentrico
narratore?
Un poeta,
erede dOvidio? Un letterato? Un
moderno Casanova? Un improbabile politico? Uno studioso del sesso?
Un... Profeta? O solo un eclettico e
astuto erotomane, capace di reinventarsi in ogni situazione pur di
raggiungere i suoi, ehm... scopi?
LA CALDA
ESTATE DI
LINDA
di Luisa
Lajosa
Pu bastare
una stagione
per scoprire
se stessi? Per
Linda Versi
sar cos: prover il tradimento, la
passione e la trasgressione in un
vortice di emozioni mai vissute.
Il sole caldo dellestate riscalder
i suoi sensi, ma metter a dura
prova la sua coscienza. Fino a che
punto si spinger Linda?

108

Narrativa

Emma e i
papaveri volanti

Racconto
vincitore
del 35 Premio
WMI

di Miller Gorini

mma aveva una bambola di


pezza.
Non le aveva dato un nome
ma quando le parlava la guardava
dritto negli occhi cerulei dipinti.
Emma le sistemava i lunghi capelli
castani e le raccontava dei figli della lupa, della loro divisa di seta. Dei
corpi che si muovevano sincronizzati, delle scarpe di vernice nera che
luccicavano col sole destate, delle
calze bianche fra le onde nere della
gonna, della M sulla camicia bianca. E le pettinature sempre ordinate.
Emma di emme ne ha due, ma
quellunica M era penetrata nella
vita, lanciando la sua lunga ombra
nera nei pensieri di tutti.
un maleficio sussurrava
allorecchio della bambola. Un maleficio che colpiva i sentimenti delle
persone. I suoi sentimenti. Provava,
infatti, sensazioni contrastanti: gli

umori, le parole e i gesti della sua


famiglia divergevano col suo stato
danimo di quando indossava la divisa. Chi le stava attorno odiava la
M cucita sul petto, eppure Emma
ammirava i vestiti di seta. La gioia

Il commento
Quasi una favola, questa di
Miller Gorini, un modo diverso di raccontare la vita dei pi
piccoli durante il ventennio.
Occhi che osservano quello
che gli succede intorno senza
capire bene. Combattuti tra
ammirazione e paura, ma comunque un mondo visto dalla
parte dei bambini, un mondo
dove il gioco impera.
Vincenzo Vizzini

scorreva sul tessuto pregiato insieme alle dita. E quando la indossava


e la seta solleticava la pelle, sentiva
pizzicori sulla bocca dello stomaco.
Emma portava la bambola di pezza anche a scuola. La nascondeva
nella cartella di cartone, la baciava
e la rincuorava prima di depositarla
sul fondo, perch sarebbe rimasta
nel buio fino alluscita. Doveva fare
cos, non cerano altre soluzioni, se
i maestri si fossero accorti
della bambola, glielavrebbero sequestrata e avrebbe
preso diverse sferzate di
bacchetta sui dorsi delle
mani. Un suo compagno,
per essersi dimenticato di
fare il saluto romano al rientro in classe, ne ricevette
una decina. Il sibilo della
verga e lo schiocco sulle
nocche erano cadenzate
dai lamenti soffocati del
compagno. Le labbra strette nella morsa del dolore e
della vergogna.
I banchi erano rovinati ed
era facile prendere qualche scheggia. I calamai allarrivo dei bambini erano gi pieni di inchiostro.
A Emma piacevano gli esercizi di
calligrafia, tracciava segni e linee
pulite armeggiando con precisione
il pennino. Ammirava le curve del

corsivo, un disegno armonioso di


lettere e le asciugava con la carta
assorbente per non sporcare i fogli.
Aveva solo due quaderni e li teneva
con cura. Li usava da entrambe le
parti per differenziare le materie e
controllava i fogli vuoti che divideMiller Gorini

Romagnolo, nasce a Ravenna nel


1977. Architetto, vive e lavora a
Forl. Ha pubblicato
il racconto Tac su un
volume de Il Giallo
Mondadori. Con
Corpi chetonici e Il male
liquido arrivato finalista a due edizioni del
Premio Gran Giallo
di Cattolica. Il figlio
dispari tra i cinque
racconti finalisti al
Premio Stella Doppia
bandito da Urania e
Fantascienza.com. Per
Delos Books ha pubblicato diversi racconti
nelle antologie della
serie 365 racconti e,
sulla WMI, Tac, Anomalia Rossa,
Rapsodia romagnola e Nel sottosuolo. Il racconto Senza Indecisioni
uscito nella raccolta Il magazzino
dei mondi. Skyscraping stato
inserito nellantologia I racconti del
Laboratorio edita da NeroPress.

109

110

vano i due fronti di scrittura, e fantasticava sul loro incontro. Parole e


pensieri, che non si appartenevano,
confluivano in un unico rigo. Eliminando il vuoto che li separava.
Sul frontespizio del quaderno a righe aveva scritto con perizia Credere, Obbedire, Combattere. Solo
lintervento della madre fece s che
le pagine non fossero strappate dal
padre, scosso da impeti dira. La
stessa rabbia che riapparve nel leggere sulla pagella che sua figlia era
fascista. Eppure sapeva che cerano
padri che sinorgoglivano e lodavano i propri figli.
Emma aveva una bambola di pezza
e le ripeteva i messaggi di Radio
Londra. Erano speciali e carichi di
mistero. Emma rideva perch sembravano scritti da un bambino e letti
da un adulto apparivano ancora pi
divertenti.
Emma diceva: Felice non felice.
E sorrideva.
Emma intonava: cessata la pioggia!
Emma solleticava la bambola: La
mucca non d latte!
Emma si stendeva sul letto con
lamica di pezza e inventava messaggi: I papaveri volano! E poteva
andare avanti per ore.
La paura era una cappa pesante, una
foschia perenne. Lalito di una pre-

senza. Emma la raffigurava come


una megera, vecchia ma agile e dagli
occhi di pece e piccoli come spilli.
La vedeva avanzare e cambiava
forma, poteva manifestarsi come
un aereo che solca i cieli, come il
rumore dei cingoli di un carro armato, come il fuoco delle bombe
e dei proiettili. Al suono dellallarme Emma scappava e si rifugiava
dentro al baule ai piedi del letto
dei nonni. E stava l per ore con la
bambola stretta al petto, il suono
sordo dei battiti ad animare il buio.
E attendeva che la vecchia strega se
ne andasse, sperando che la sua lunga sottana nera non portasse via la
casa e gli affetti. Stringeva gli occhi
e li riapriva quando dalle palpebre
filtrava la luce e la voce della nonna
la esortava a uscire. La teneva per
mano, dicendole che avrebbe avuto
tutto il tempo per restare chiusa in
una cassa di legno. Emma non capiva e lasciava scorrere le parole nella
valle dellinconsapevolezza.
Emma aveva una bambola di pezza
piccola e sorridente.
Emma la riponeva dentro una scatola di latta per proteggerla.
Cosimo si arrampicava sugli alberi e faceva la vedetta, corrugava le
labbra e imitava i canti degli uccelli. Ogni suono aveva un significato

diverso, cera lallarme e cera il via


libera ma li sapeva distinguere soltanto lui.
Cosimo aveva un fucile di legno
che sparava con lelastico piccoli
sassi. Giocava alla guerra con gli
altri bambini del paese, si ergeva
sopra un sasso per sovrastare tutti e
dallalto impartiva le regole e i ruoli.
Emma lo ascoltava. Le bambine facevano a gara per essere davanti e
attirare la sua attenzione. E quando
intercettavano i suoi occhi, squittivano e davano di gomito, gioiose
di essere guardate e, in cuor loro
speravano, ammirate. Emma era
convinta che fosse tutto inutile quel
prodigarsi, perch in realt Cosimo
non le vedeva. Cos come non vedeva il mondo davanti a s. Sembrava
che Cosimo non mettesse a fuoco
chi aveva davanti ma che i suo occhi
puntassero un oltre distante. E forse
immaginario.
Cosimo narrava delle sue gesta, di
come lui e altri tre valorosi compagni avessero sfidato i tedeschi. Erano diversi giorni che le camionette e
i carri armati attraversavano la statale in direzione nord, avevano atteso il passaggio di unaltra colonna di
veicoli nascosti nel fosso a ridosso
di un vigneto. Al sopraggiungere rimasero schiacciati al suolo fra lerba
alta e trattennero il fiato. Cosimo

aspettava lattimo giusto per dare il


via alla rappresaglia. Verso la fine
della colonna, alz il braccio e cominciarono a tirare i sassi e a spararli con i fucili di legno. Cosimo
enfatizzava il racconto con ampi
gesti delle braccia e i giusti silenzi.
Emma sapeva che la realt era diversa ma rimaneva affascinata
dallatmosfera che si creava, dal brivido e dallo stupore che serpeggiava
tra loro.
Il crepuscolo avanzava e come consuetudine giocarono a nascondino.
Lultimo saluto prima di rincasare.
Emma stava attraversando il grano
alto circondata dai primi bagliori
delle lucciole. Ne insegu un paio fra
le spighe allontanandosi dalle corse
e dalle urla dei primi stanati. Dove
il grano si apr, la lucciola galleggi
nellaria con piccoli spostamenti
verticali. Emma la osserv, la bocca
dischiusa in una piccola o. Allungo
le mani a coppa e racchiuse linsetto. Port il pugno al volto e sbirci
dentro aprendo una piccola fessura
tra i pollici. La volta di dita appariva
e scompariva. La leggerezza lattravers e sospir al mondo.
Un sibilo squarci laria e un baleno accese il cielo. Il boato riverber dentro Emma. Allimprovviso
si sent sola, si volt su se stessa da
una parte e poi dallaltra, i capelli

111

112

frustavano il grano. Inizi a correre,


pi veloce delle urla che le morivano in gola. Sapeva che stava arrivando, il maleficio travestita da megera,
la veste lunga della M. Sapeva che
dove passava la gonna lasciava solo
orrore e morte. Sentiva il sospiro
della vecchia. Sentiva tra i boati delle bombe che la chiamava. Emma.
Emma. Strascicando il suono pi
del dovuto.
Le gambe conoscevano la strada ed
Emma si affidava a loro, il suo corpo
tagliava la notte e la sua anima era
stropicciata come i petali di papavero dentro il bocciolo.
Oltrepass laia e si infil nel portone di casa. Prov a chiamare i suoi
genitori e i nonni ma non ricevette nessuna risposta. Forse non li
aveva neanche chiamati. Forse era
pi rapida delle loro voci. Le scale
scomparivano sotto le lunghe falcate, svolt sul pianerottolo verso la
camera matrimoniale dei nonni e si
rinchiuse nel baule.
Conosceva quel buio. Conosceva
quellodore. Si strinse nelle ginocchia e cerc tra le mani una figura amata. Il vuoto la travolse. La
bambola di pezza non cera, laveva
lasciata dentro la scatola di latta
nascosta sotto il guanciale. Si fece
coraggio e sollev il coperchio. Il
respiro della megera vagava nelle

stanze, sent lo strusciare della gonna fra le pareti.


Emma ritorn alloscurit, si scus
con la bambola promettendole che
lavrebbe salvata. E che tutto sarebbe
andato bene. Le parole scorrevano
nel cuore senza sosta. Arriv il silenzio, quello beffardo, quello creato dal cacciatore quando nei pressi della preda. La vecchia era nella
camera. Emma lo percepiva. E cap
che entrambe sapevano di essere l,
vicine. Il respiro crebbe, impetuoso
come il Rabbi in piena. Le arriv il
tocco delle lunghe dita nodose della megera sul baule. Il legno emise
dei sottili tonfi. Il coperchio emise
un suono, uno spiffero daria si fece
spazio nel pertugio.
Emma sent lalito pesante della
vecchia. Un bagliore accecante la
invase e il rumore sembrava che le
sgorgasse da dentro fuoriuscendo
da tutti i pori.
Poi il silenzio.
Quello reale.
Di una fine e di un inizio.
Emma era intorpidita, si massaggi le gambe per riacquistare sensibilit. Non poteva uscire in quelle
condizioni, se fosse stata costretta a
scappare doveva farsi trovare pronta.
Il sangue si impossess del suo
corpo e decise che era arrivato il

momento. Schiuse il baule e il sole


destate la scald. Dapprima pens
che una bomba avesse squarciato le
mura e che tutta quella luce provenisse da una breccia.
E invece.
Quando le pupille si abituarono
scopr di essere in mezzo a un campo. Un sconfinato campo di papaveri rossi.
Forse lo spostamento daria laveva
sbalzata fin l e per un qualche miracolo era atterrata illesa.
Eppure nei pressi della casa non

cera un posto del genere.


Emma si trovava in piedi dentro al
baule e abbracciava il mondo con
lo sguardo. Pos incerta il piede sul
manto erboso, fece qualche passo
e fu attirata da un luccichio. Era
la scatola di latta, catapultata fuori
dal letto chiss in qual modo. Lapr
col timore di trovare la bambola di
pezza distrutta. O di non trovarla
affatto.
E invece era l. Sorridente.
Emma le parl. E i papaveri incominciarono a volare.

113

114

Narrativa

Dente
per dente

Racconto
secondo classificato
al 35 Premio WMI

di Mario Pacchiarotti

l rumore mi colpisce, con pi


violenza di quanto avrebbe potuto fare la testa di legno del
martello con cui il giudice ha sigillato la mia condanna.
assurdo come un oggetto cos antico sia utilizzato per assegnare la
pi moderna delle punizioni. Sar il
primo a subirla ed un primato che
davvero non avrei voluto.
Vengono le guardie per portarmi
via. Feroci i flash continuano a divorarmi, non hanno smesso un attimo
di colpire: ogni ruga, ogni minuta
espressione, ogni goccia di sudore
sul volto, ogni accenno di lacrima
mi viene rubata, strappata via per
essere data in pasto ai benpensanti
affamati. Saranno contenti, avranno
la loro razione di emozioni stasera
nei loro telegiornali. Io lo so bene,
ero uno di loro.
Lesecuzione sar immediata.

La tecnologia lo consente, la burocrazia lo permette, la rabbia e la vendetta lo esigono.


Se non mi avessero iniettato a forza una delle loro droghe ora me la
farei di sicuro nei pantaloni. Anche
cos comunque avverto un senso di

Il commento
Potrebbe essere una storia di
SF, quella che ci ha proposto
Mario Pacchiarotti, ma solo
un modo per confrontarsi con
uno dei sentimenti pi forti
che animano luomo: lodio. La
vendetta una conseguenza
inevitabile, la giustizia fantascienza. Il finale il giusto
coronamento.
Vincenzo Vizzini

paura.
Mentre le guardie mi portano via, la
gente intorno grida. Colgo fin troppo bene le frasi. Cerco di ignorarle,
non capisco il loro odio, ma penso
che ci sia sempre qualcuno pronto a
sbranarti, solo per il gusto di farlo.
Forse nella natura delluomo.
Questa droga un disastro, invece di
morire di paura faccio filosofia.
Quando entriamo nella stanza vedo
subito luomo a cui ho sparato, disteso su di un letto. Mi guarda con due
occhi colmi di rabbia e di odio. Mentre puntavo la pistola non lo odiavo
in quel modo, avevo solo paura. Ho
fatto un errore ma non sono capace
di odiare. Non ne sono mai stato capace. Non cos comunque, non cos,
di questo sono sicuro.
Intanto lui continua a bucarmi con
uno sguardo feroce. Fa paura, eppure immobile in quel letto, paralizzato e vincolato a quella macchina
infernale che lo tiene in vita, se cos
si pu chiamare la sua.
Si fatto sistemare in modo da potermi vedere per tutto il tempo,
mentre eseguono la mia condanna.
evidente che vuole godersi ogni
secondo, ogni singolo istante mentre subisco la mia pena. Vuole scrutare il terrore nei miei occhi, gli piacerebbe di certo sentirmi imprecare

o pregare. Ora mi legheranno al letto. Lui invece non pu parlare, non


pu muoversi, non pu fare niente.
Per colpa mia bloccato in un corpo
martoriato dal dolore e del tutto inutile, anche se cosciente.
Con orrore guardo la macchina che
pompa, filtra il suo sangue, raccoglie
il suo piscio.
Basta! Mi sento mancare, ma braccia forti mi sorreggono per portarmi
fino al mio posto, proprio di fronte a
lui, dove faranno quello che devono
fare.
giusto cos, in fondo. Ognuno responsabile delle sue azioni. Ho sparato, in qualche modo devo pagare.

Mario
Pacchiarotti

Romano, esperto di
sicurezza informatica, marito e padre.
Avido lettore da
sempre, quasi un
esordiente nella
narrativa, ha pubblicato in proprio
la raccolta Madre Terra e recentemente in e-book con Gainsworth
Publishing il racconto Occhi di
Drago nellomonima antologia.

115

116

Questo, tra tutti i modi di scontare


la mia colpa, forse il peggiore, ma
nella vita c sempre un bilanciamento, un equilibrio. Cos spero, almeno
non sar stato tutto vano.
Mentre ci sistemano, collegano gli
elettrodi, preparano le flebo, nellaula si star svolgendo il secondo atto
di questo dramma. Non posso sapere come finir, se le mie speranze
saranno disattese o se mio nipote otterr quello che chiede. Non dovr
attendere molto a lungo. Di tempo
me ne rimane poco, o forse, pensando a quello che sar di me, fin
troppo.
Guardo ancora laltro uomo, immobile e impotente. Che vita quella?
Come si pu sopportarla? Sono io
che lho ridotto cos, non posso biasimarlo per la richiesta che ha fatto.
Capisco il suo punto di vista: occhio
per occhio. la sua vendetta, il suo
risarcimento, e forse sar anche la
sua fine.
Siamo quasi pronti, tra poco qualcuno attiver la macchina e le nostre
coscienze verranno scambiate. Io
continuer a vivere nel suo corpo e
lui nel mio, oppure moriremo se la
procedura, ancora sperimentale, fallir. Pur nellorrore della cosa percepisco un senso di giustizia in tutto
questo: chi ha fatto il danno ne subisca le conseguenze. Questo rende

la prospettiva della pena pi sopportabile, o forse a sostenermi solo la


speranza che mio nipote vinca la sua
battaglia nellaula dallaltra parte del
muro.
Lui mi fissa tutto il tempo con quegli occhi carichi di rabbia e risentimento. Uno sguardo insopportabile.
Nessuno dovrebbe odiare in questo
modo, nessuno. Neanche una vittima.
Poi il tecnico avvia la macchina e il
mondo scompare.
buio. Un buio indescrivibile, totale, silente. Nessuna luce, nessun rumore. Niente.
Sono morto? questo il limbo, lanticamera dellinferno?
Nessuna sensazione. Caldo, freddo,
dolore, la consapevolezza stessa del
mio corpo, tutto scomparso. Niente, niente, niente, sono niente. Il nulla mi abbraccia, impalpabile. Non
buio, non silenzio, assenza. Nulla, nulla, nulla, sono nulla.
Eppure sono.
Come un soffio. Il nulla che si cambia in buio, in nera presenza. Il soffio
ha un ritmo, regolare, lento. Piano si
trasforma, diviene lintuizione di un
battere e soffiare. Come uno stantuffo. Il nero diventa scuro. Il battere

un rumore. La presenza si fa premonizione di dolore.


Capisco che non sono morto e attendo. Il processo lento, per fortuna. Piano piano lo scuro si fa sensazione di colore e infine luce. Il coro
indistinto di battere e soffiare diventano il mio cuore, il sangue nelle
mie vene, lo spingere e aspirare della
macchina che mi tiene in vita. Comprendo che il processo ha funzionato, sono nel corpo della mia vittima
e lui nel mio. Non sento la presenza del mio nuovo corpo se non degli
occhi. Uso il coraggio che mi rimane
e li spalanco. Io sono l, di fronte a
me. No, non io, il mio corpo lo , il
mio corpo e la sua anima. ancora
legato ma mi guarda gi con quegli
stessi occhi pieni di odio. E di soddisfazione, ora. Il suo odio in quelli
che erano i miei occhi, uno spettacolo che non posso sopportare.
Ora il mio turno allinferno. Non
posso muovermi, posso solo guardare, girare intorno gli occhi e poco
pi. La mia mente spara ordini a raffica cercando obbedienza da arti e
bocca che non ascoltano, completamente tagliati fuori dal mio cervello.
Non un effetto del trasferimento
di coscienza in questo corpo, ma il
risultato ottenuto per mezzo di una
pallottola. Sparata da me.
Langoscia, finora solo immagina-

ta, diventa realt. In pochi istanti


le mille cose che non potr mai pi
fare, le sensazioni che mi sar negato
provare, attraversano la mia mente
come una piena inarrestabile. Delle pi preziose cerco di trattenere
almeno il ricordo, mentre soffoco
nel terrore di poter smarrire persino
quello.
Come perfetta questa nuova punizione. Prendere il posto della vittima, quale nemesi migliore per chi
ha fatto il danno? Potevo rifiutare,
la legge lo consentiva e nessuno si
aspettava che io accettassi questa
possibilit, cos nuova e mai utilizzata, che la mia vittima stata ben lieta
di proporre. Ora tocca a me stare qui
immobile, alla merc di questa macchina, mentre lui potr godersi il
mio corpo per il resto della sua vita.
O almeno cos crede...
Finalmente domina il suo nuovo
corpo, riesce a parlare e mi insulta,
mi deride. Mi chiama folle e stupido.
Con amarezza e sollievo constato
che almeno le orecchie mi funzionano bene. Occhio per occhio, urla,
occhio per occhio.
Forse ha ragione, anche se il nostro
piano non funzionasse, anche se tutto finisse cos, sento che in fondo in
qualche modo sarebbe giusto comunque, anche se cosa sia giusto e
cosa sia sbagliato in questa storia io

117

118

non sono sicuro di saperlo.


Non riesco a odiarlo, anche se un
rapinatore, anche se ha ammazzato mio fratello. Ammetto che dopo
averlo disarmato sparargli in bocca
non era la cosa giusta da fare. Anche se non stato per odio, anche
se forse era solo paura, confesso di
aver provato un macabro piacere
nel farlo. Comunque sia, va bene
cos, occhio per occhio.
Ora luomo che abita il mio corpo
sbraita contro i medici e chiede che
lo sleghino, non vede lora di camminare e anche se sono su questo
letto da pochi minuti riesco a comprendere il suo desiderio. Una delle
tante cose che non potr pi fare.
Tuttavia, prima che lui possa provare questa gioia, la scena viene interrotta dalla porta che si apre. Ne
entrano il giudice seguito da mio
nipote, figlio di mio fratello e mio
avvocato.
Niente martello di legno per lui,
solo una breve e secca formula giudiziaria. L per l non capisce, non
pu capire, non conosce la verit
che abbiamo tenuto ben nascosta.
Mio fratello non morto. Non proprio. Non esattamente. Mio nipote
ha invocato un cavillo, si aggrappato a una parola, ha dimostrato
il merito e lurgenza. Ha vinto. Sul

rapinatore il giudice ha applicato la


stessa condanna che stata inflitta a
me: prendere il posto della sua vittima. Ha sparato a mio fratello, dovr
subirne il danno. Ha gi accettato di
avvalersi della legge per prendere il
mio posto, non pu pi rifiutarla,
ora che viene usata contro di lui.
Alla fine comprende ci che sta per
accadere. Urla che non possibile,
che lui lo ha ucciso mio fratello, che
non pu prendere il posto di un
morto. Ma si sbaglia. Non morto,
non ancora, non del tutto.
Mio nipote mi guarda e sorride tristemente mentre il contenitore criogenico che contiene suo padre viene
portato nella stanza. Ci sar appena
il tempo di fare il trasferimento, poi
quel corpo morir e dentro di esso
morir il suo assassino.
Luomo piange mentre gli infermieri lo legano meglio per impedirgli
di danneggiare il corpo che era mio
e che presto sar di mio fratello. Mi
fa un po pena, ma non abbastanza. colpevole almeno quanto me
e ha accettato la legge del taglione.
Occhio per occhio, chiedeva; che la
vittima prenda il posto del carnefice, pretendeva. Ebbene, quello che
ha avuto, quello che avr, fino in
fondo.
Occhio per occhio.
Dente per dente.

Narrativa

Il vento
del mare

119

Racconto
terzo classificato al
35 Premio WMI

di Marco Ischia

uando il vento tirava forte,


dalla terra verso il mare, la cicatrice sulla gamba sembrava
scavare in profondit, come se volesse
entrargli nellanima, come se la memoria di quella ferita in qualche modo
saggrappasse alla carne nel timore di
poter essere portata lontano. Quando
invece il vento spirava dal mare, tutto
sembrava tornare al suo posto, tutto
tranne il ricordo di Clelia.
Martino poggi la mano sulla ferita e
zoppicando vistosamente scese dalla
piccola barca. Il porto era come sempre indaffarato a scaricare il pesce appena pescato, i clienti abbarbicati alla
rinfusa lungo il molo per cercare di
accaparrarsi il pezzo migliore. Martino
aveva gi dato via la sua parte, tranne
quella che riservava a suo cugino An-

drea che, strizzandogli locchio, gli stava facendo cenno di raggiungerlo.


Come va la gamba?
Come sempre quando il vento tira

Il commento
In questo caso non la
vendetta o la giustizia a
dare forza al racconto, ma la
pace con le proprie ferite del
passato. Marco Ischia esplora
con tenerezza un sentimento
che viene tenuto in scarsa
considerazione nelle cronache fatte di delitti e processi
interminabili, spesso senza
un colpevole certo.
Vincenzo Vizzini

120

dalla parte sbagliata.


Ce lhai?
Eccolo gli disse allungandogli la
borsa di plastica con il miglior pesce
che aveva pescato.
Andrea aveva un piccolo ristorante sul
lungomare, un sogno che era riuscito a
realizzare senza laiuto di nessuno, cos
come Martino si era fatto da solo la sua
piccola barca. Quando laveva presa era
soltanto un relitto rifiutato dal mare.
Aveva sentito la capitaneria di porto ed
era pure riuscito a rintracciare il legittimo proprietario. Il vecchio pescatore
laveva preso a male parole.
Quella barca maledetta, neppure il
mare la vuole.
Allora Martino laveva presa, proprio
come vuole la legge del mare, e laveva
chiamata Azzurra, come il colore degli occhi di Clelia.
E una fortuna amore le aveva detto. Un segno del destino, un segno
del mare.
Martino e Clelia erano innamorati, si
sarebbero presto sposati. Erano giovani, senza una casa, senza un lavoro
stabile, lui sognava di fare il pescatore,
e lei sarebbe rimasta a casa a badare ai
figli. Perch avrebbero avuto dei figli,
almeno due se non di pi. Per quello
ci avrebbero pensato man mano, vedendo come andavano le cose. E poi
cera Andrea con il suo sogno di aprire
il ristorante. Clelia sarebbe potuta an-

dare a dargli una mano, e lui avrebbe


fornito il miglior pesce da servire ai
clienti. Sarebbero diventati il miglior
ristoratore e il miglior pescatore di tutta la costa nel raggio di almeno cento
chilometri.
Questo se la realt inseguisse i sogni
che si fanno prima dei ventanni.
Martino aveva lavorato sodo. Zitto
e mosca gli diceva il pescatore che
lo aveva preso come mozzo sulla sua
barca. E lui, zitto e mosca, cercava di
rubare i segreti del mestiere, e quando
tornava sulla terra ferma correva dalla
sua Clelia, correva dalla sua barca, che
con laiuto di alcuni amici aveva portato in secca per rimetterne assieme i
pezzi.
Il vento dalla terra falci laria e una
smorfia sul viso di Martino rivel una
fitta. Non cos facile rimettere in sesto
i pezzi quando sono sparsi dal vento.
Fermati a mangiare gli disse Andrea. Sapeva che se lo avesse detto
come una domanda Martino avrebbe
rifiutato.
Il mare grigio gli rispose guardando lontano.
Un motivo in pi per non stare da
solo.
Alla fine Martino era diventato un
pescatore e Andrea sullinsegna aveva
scritto, sotto al nome del locale, Il mi-

glior pesce nel raggio di cento chilometri. Una frase che resisteva come uno
di quei ricordi che ti porti dietro, che
un po ti fa sorridere, ma che ogni volta
che lumore non quello giusto, sinfila
fra le viscere e ti rigira lo stomaco.
Ciao Giulia.
Ciao Martino. Hai pescato bene?
chiese prendendo in consegna la borsa
con il pesce.
Giulia era la moglie di Andrea. Giulia
era la migliore amica di Clelia. Anzi
era stata la migliore amica di Clelia.
Perch quando qualcuno se ne va in
quel luogo, dove prima o poi tutti ci
tocca andare, non sai pi se puoi parlare al presente dicendo che sei amico
del defunto oppure se devi parlare al
passato. Lamicizia finisce con la morte? A questa domanda Martino si era
risposto che di sicuro lamore non
finiva, o almeno il suo non era finito
quando il corpo di Clelia era stato ritrovato senza pi vita.
Ti va di pulirlo? riprese Giulia mettendo il contenuto della borsa sul piano inox della cucina.
Martino inizi a lavorare senza parlare, e lei non sera certo aspettata che lo
facesse. Quando il vento spirava dalla
parte sbagliata sapeva che non doveva
aspettarsi molte parole.
Per il suo ristorante Andrea aveva scelto la classica versione della locanda,
con le tovaglie a quadri bianchi e rossi.

Marco Ischia

Trentino doc, nato per puro caso


sulle sponde del lago Maggiore,
si diletta con la
scrittura da tempo.
Ha visto alcuni suoi
racconti premiati,
ha visto qualcuno
emozionarsi leggendo ci che scrive.
Ha sperimentato
ideando e conducendo una trasmissione radiofonica,
ha sperimentato scrivendo apocrifi,
fumetti, enigmistica, ma la sua
passione il giallo. Oggi continua
a sperimentare e scrivere, e anche
per questo ha creato C-Side Writer,
il blog che cerca a suo modo di
svelare laltro lato della scrittura,
il lato C che ancora nessuno ha
saputo svelare.

E aveva avuto ragione, perch attirava


i villeggianti e creava allo stesso tempo
unatmosfera familiare. Con lavanzare
della mattinata il vento sera affievolito. Il traghetto di linea aveva scaricato
alcune decine di turisti sul molo, ma,
con il vento che tirava dalla parte sbagliata, anche il suo locale era rimasto
con met dei tavoli vuoti.
Martino si affacci nella sala, si sedette
a un tavolo defilato, e aspett che Giulia gli servisse la zuppa di pesce che

121

122

le aveva aiutato a cucinare. Si mise a


mangiare con il gusto di quelle ricette
che nessuno conosce, che sono nascoste nei riti di chi le ha affinate con
lesperienza, e che immancabilmente
assumono un sapore tutto loro.
Il vicolo affianco al ristorante sibil
ostile, come se quel vento malevolo
volesse in qualche modo avvisarlo che
stava accadendo qualcosa di spiacevole. Poi comparve sulla porta Salvatore,
un anziano pescatore che pi che lavorare, tutti sapevano facesse il contrabbandiere. Era raro vederlo nel locale di
Andrea, ma se doveva capitare, quello
era il giorno perfetto.
Il pranzo pass con lingombrante presenza della voce sguaiata di Salvatore
che, fra una forchettata e laltra, non
mancava di rivolgergli uno sguardo
indecifrabile, cacciava una risata al suo
compagno di tavola e tracannava dalla
fiaschetta un liquore di sua produzione. Il tutto in una sequenza che si ripeteva come una cantilena stonata.
Martino sentiva di averne abbastanza,
salut Giulia e suo cugino per andare
sulla spiaggia a guardare il mare.
Cammin a lungo, guidato dal ricordo malinconico che in giorni come
quello sera ormai rassegnato a portarsi
addosso. Non tornava spesso in quel
posto, in quellinsenatura maledetta. A
volte capitava ancora che si chiedesse
per quale motivo Clelia ci fosse anda-

ta quel giorno. Oggi era una di quelle


volte, ma, anche oggi, la sua era una
domanda destinata a rimanere senza
risposta. Saccorse di stare a guardare
lorizzonte da ore, solo quando la luce
nel cielo divent pi cupa, quando la
luce riflessa nellacqua inizi a tingersi
di nero. Era incredibile come il mare
assumesse sfumature di colori che non
pensavi neppure potessero esistere.
Azzurro come gli occhi di Clelia, blu
profondo come la sua infinita estensione, nero come quella voragine che
raccoglie i ricordi e i dolori di chi si
trova a salparne le acque per dimenticare il passato. Ma il vento era calato e la cicatrice iniziava a distendersi.
Assapor la salsedine mista allaria che
ora spirava timorosa dal mare. Rimase
cos ad aspettare le prime stelle nel cielo. A casa non cera nessuno ad aspettarlo, e ora quellinsenatura sembrava
un po meno maledetta. A rompere il
silenzio solo il motore lento e ritmato
di un peschereccio, vicino, sempre pi
vicino, stranamente vicino.
Lo riconobbe subito, era la barca di
Salvatore. Era troppo vicino alla costa per pescare, forse stava dando un
passaggio a qualche turista o forse
era semplicemente troppo ubriaco.
Limbarcazione rallent fino a fermarsi. Simmagin di vederlo incagliarsi
negli scogli, sarebbero stati in molti
a non dispiacersi. Poi vide il segnale.

Tre brevi lampeggi verso il largo. Le


stelle avanzavano nel cielo assieme
alloscurit, ma per un pescatore come
Martino, abituato al buio della notte in
mezzo al mare, non sfuggirono le strane increspature provocate da unaltra
barca che si stava avvicinando.
Sembrava lennesima beffa del destino. Neppure quel luogo sperduto era
rimasto inviolato. Quello in cui lui
aveva raccolto il corpo esanime della sua promessa sposa, quello in cui,
scivolando sugli scogli con il corpo di
lei in braccio sera squarciato la carne
fino allosso. Neppure quel luogo che
Martino considerava sacro era stato
risparmiato.
Alcuni uomini iniziarono a trasferire
la merce da una barca allaltra. Le operazioni avvenivano in silenzio, tranne
per la voce di Salvatore.
Quel coglione ancora l che pesca
il suo cazzo di pesce sibil parlando
con lombra di un uomo. Con la sua
barca potremmo fare dei buoni affari.
Lo sai benissimo che non spetta a te
decidere.
Solo perch ha perso la donna non
merita un trattamento di favore.
Lascialo stare, Lo sai che non questo il punto, una questione di rispetto
per il lutto. E poi non ha mai capito chi
stato.
Nessun lutto. Non erano sposati.
Devi scontare lerrore che hai fatto.

Se una minaccia, non ho paura dei


capi.
Dovresti averne.
Io sono troppo prezioso per voi.
Questo il punto.
Il punto che lhai uccisa tu con il rischio di mettere in giro troppi curiosi.
Quella folle conversazione venne chiusa dallombra delluomo che sembrava
non avere paura di Salvatore. Mancavano solo il suo nome e quello di Clelia
in quelle parole rubate alloscurit. Ora
sapeva cosa non gli era mai piaciuto
di Salvatore. Era il modo in cui aveva
sempre guardato Clelia.
La barca sconosciuta si scost da quella di Salvatore, mentre i pensieri di
Martino iniziavano a mettere assieme i
pezzi che il vento per tanto tempo aveva portato con se.
Un bagliore nelloscurit illumin la
barca del vecchio contrabbandiere.
Una scia proveniente dalla barca fantasma. Qualcuno ne aveva avuto abbastanza. Qualcuno aveva deciso che
era il momento di pareggiare i conti.
Martino rimase a guardare in silenzio,
e mentre il mare si tingeva del rosso
del fuoco, il vento prese a spirare dalla
parte che rimetteva a posto le cose. La
ferita ora faceva meno male, ma sarebbe rimasta per sempre a ricordargli che
il mare a volte assume colori che non
pensavi potessero esistere.

123

EBOOK DA LEGGERE

Gli autori del gruppo Facebook Scrittori promuovete i vostri ebook


UNABOMBER
di Emiliano Grisostolo
Luomo lavora
nel proprio
bunker alle sue
creature esplosive. Donne e
bambini sono
il suo obiettivo. Spettro
tra la gente, che osserva, cammina
nelle vie dei paesi, nelle spiagge, nei
negozi. Una figura che non ha un
volto, unidentit. Che ha portato
dolore dal Friuli al Veneto orientale.
UN GOLFINO BLU
RACCONTA
di Ramona
Corrado
La normalit
che non fa notizia: medici e
infermieri empatici, che si dibattono in quesiti etici senza risposta,
con la responsabilit della vita
altrui nelle mani. Le riflessioni di
uninfermiera qualunque, lumanit di una professione, piccole
grandi storie aggrappate al golfino
blu della divisa.

CODICE
SORGENTE
di Eva Serena
Pavan
Milano, facolt
di Informatica. Fulvio ha
un obiettivo:
laurearsi, creare
videogames, conoscere una ragazza.
Programma esaltante, s ma se la
realt non segue i programmi, pi
facile chiudersi in casa e fingere di
aver dato gli esami. Una storia vera,
dallesito imprevedibile.
CICERONE
di Maria
Caterina
Mortillaro
Un romanzo
picaresco
dellera spaziale narrato
dal gatto Cicerone che si avventura con Myrina,
disinibita avventuriera, e Benedetto
Ventitreesimo, capo di una religione
ormai estinta, tra aracnidi giganti
carnivori ma amanti della famiglia,
esseri gelatinosi con un piede in
faccia, amebe senzienti...

IL TRIBUNO PRETORIANO
di Pino Campo

ARECIBO: storia di un errore


di Davide De Vita

I servizi di
Livio, tribuno pretoriano, sono
richiesti
in oriente,
ma prima
che possa
rendersi conto della sua vera missione si ritrova coinvolto in una
guerra contro i barbari, innamorato della bella Dacia, alla quale il
destino nega la felicit, e a dover
smontare un complotto contro
lImperatore!

Unantica
maledizione
giunta fino ai
giorni nostri.
Un software
scritto da un
geniale adolescente, rubato
e copiato in
segreto da una
multinazionale giapponese. Una
ricercatrice, il sogno della sua vita.
Giornalisti a caccia di una scomoda
verit, omicidi, santeria intorno al
grande radiotelescopio.

LA PIAVE
di Diego
Bortolozzo
Nellinferno delle
trincee
i soldati
italiani
lottano
contro i Crucchi e le loro macchine a vapore. A pochi chilometri
di distanza, nellaerodromo di
Treviso, i piloti sorseggiano t
caldo, in attesa che il tempo
migliori. La guerra non fatta per
i gentiluomini e il destino gioca
sempre sporco.

OSCURE
VISIONI
di Miriam
Palombi
Diciassette
piccole porte
sullabisso,
scorci dincubo che tra
case infestate,
acque profonde, demoni e viaggi
nellaldil ci offrono una panoramica completa sullorrore letterario
in tutte le sue declinazioni. Di tanto in tanto, mentre state leggendo,
scrutate guardinghi dietro le vostre
spalle.

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