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LA RICONVERSIONE A CAR FLUFF DELL’IMPIANTO DI ANAGNI:


RISULTATI DELLE SPERIMENTAZIONI EFFETTUATE DALL’ISPRA E
SOLUZIONI IMPIANTISTICHE

L’accordo di L’imprescindibile necessità di ridurre in maniera significativa i quantitativi


programma tra di car fluff conferiti allo smaltimento in discarica, e l’esigenza di
Marangoni e il recuperare l’alto potenziale energetico proprio di questa tipologia di
Ministero rifiuto, sono alla base degli accordi di programma promossi dal Ministero
dell’Ambiente dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per sviluppare
soluzioni tecnologiche finalizzate alla valorizzazione energetica del car
fluff.
Tra questi l’accordo siglato il 21 aprile 2006 con MAIND, società del
Gruppo Marangoni proprietaria del termovalorizzatore di pneumatici fuori
uso di Anagni.
In base all’accordo, l’attuale impianto verrà adeguato tecnologicamente
per consentire il recupero del car fluff, nel rispetto di quanto previsto dal
D.Lgs. 22/1997, “senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare
procedimenti e metodi che potrebbero recare pregiudizio dell’ambiente”.
Il termovalorizzatore di Anagni, in regola con le disposizioni e i criteri di
adeguamento del D.Lgs. 133/2005, con le opportune modifiche e
ampliamenti, potrà effettuare il recupero e il riciclo di circa 30.000
tonnellate l’anno di car fluff.
L’efficienza del sistema di termovalorizzazione scelto permetterà di
ottenere 1 kWh di energia elettrica per ogni kg di car fluff combusto e
quindi, complessivamente, considerando l’obiettivo finale di trattare
30.000 tonnellate di rifiuto gassificandone almeno 25.000 tonnellate,
circa 25.000 MWh di energia elettrica all’anno, con un risparmio di
energia primaria di 2.150 TEP corrispondenti a 15.700 barili
equivalenti di petrolio.
La sperimentazione In base a quanto previsto dall’accordo siglato con il Ministero
dell’ISPRA dell’Ambiente, l’ISPRA ha condotto presso l’impianto Marangoni di
Anagni dei test di combustione finalizzati a valutare l’idoneità della
tecnologia al trattamento del fluff di frantumazione degli autoveicoli.
Le prove sono state effettuate nel periodo compreso tra il 28 luglio e
il 6 agosto 2008, dopo l’apposita autorizzazione rilasciata all’impianto da
parte del Commissario delegato per l’emergenza ambientale della
regione Lazio.
Da un punto di vista operativo le prove sono state condotte in regime
di combustione continuativa del car fluff così da valutare in maniera
esaustiva il comportamento del processo in condizioni di trattamento
prolungato di questa tipologia di rifiuto e di marcia continuativa
dell’impianto.
I risultati dei test risultano particolarmente significativi, soprattutto
per quanto riguarda le emissioni monitorate e l’efficienza energetica
complessiva del processo.

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I risultati: le emissioni Le analisi delle emissioni monitorate in continuo non hanno evidenziato
superamenti dei valori limite: le concentrazioni per i diversi parametri,
compresi quelli relativi a diossine e furani (PCDD/PCDF) e IPA
(Idrocarburi Policiclici Aromatici), si attestano sempre ben al di sotto
dei limiti fissati dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 133/2005).

Emissioni misurate Valori in mg/Nm


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all’impianto Vs limiti di
Sostanza Valori D.Lgs. 133/2005
legge
Impianto
(Direttiva 2000/76/CE)
CO 5 50 media g
100 media semi h
Polveri totali 1–2 10 media g
30 media h
Sostanze organiche < 10 10 media g
20 media semi h
HCI <5 10 media g
60 media semi h
HF <1 1 media g
4 media semi h
SO2 10 50 media g
200 media semi h
NOX 80 – 100 200 media g
400 media semi h
Cd + TI < 0,01 0,05 media g
Hg < 0,02 0,05 media g
Sb + As + Pb + Cr + Co + < 0,1 0,5 mg/m3 media somma oraria
Cu + Mn + Ni + V + Sn
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PCDD + PCDF (in ng/Nm ) < 0,05 0,1 ng/m3 somma 8 h
IPA <0,001 0,01 ng/m3 somma 8 h

I risultati: l’efficienza In base ai dati forniti, l’efficienza energetica calcolata è risultata pari
energetica al 67,5%, superiore al 65% previsto dalla nuova Waste Framework
Directive (2008/98/CE) per gli impianti autorizzati dopo il 31 dicembre
del 2008.
L’adeguamento Ma come funzionerà in concreto il processo di trattamento del car fluff?
tecnologico
Un volta giunto all’impianto, il materiale verrà analizzato per
dell’impianto: come
verificarne l’esatta composizione ed autorizzare o meno lo scarico
avverrà il trattamento
all’interno dell’apposita fossa di stoccaggio, completamente sigillata e
del car fluff
tenuta in depressione per impedire all’aria, e con essa a polveri e odori,
di fuoriuscire. Prima dello stoccaggio il materiale in ingresso sarà
sottoposto a un’ulteriore selezione e vagliatura separando eventuali
1 - L’arrivo del car fluff
componenti ancora recuperabili attraverso l’utilizzo di sistemi di
e il recupero del
vagliatura meccanica e sfruttando le differenze di peso tra le
materiale riciclabile
diverse tipologie di materiali.
Questa fase di pretrattamento, grazie all’utilizzo di tecnologie

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specifiche, permetterà di recuperare quelle frazioni per le quali esiste un


mercato del recupero (essenzialmente metalli e plastiche). La tecnologia
di gassificazione utilizzata infatti ha dimostrato la sua capacità di trattare
perfettamente il fluff tal quale e una flessibilità tale da consentire un
adeguato trattamento anche quando vi fosse un vantaggio ambientale ed
economico nel recuperare alcune frazioni riciclabili.
2 - La combustione nel Il car fluff verrà quindi avviato a termo combustione all’interno del forno
forno rotante: le rotante dell’impianto. La tecnologia a forno rotante è particolarmente
maggiori garanzie di idonea a trattare materiali con pezzature e densità diverse, è
abbattimento degli caratterizzata da elevata efficienza di combustione e quindi di
inquinanti trattamento degli inquinanti e consente, infine, di adottare
preabbattimenti di inquinanti già nella fase di combustione.
La flessibilità della tecnologia consente, infatti, di variare la velocità di
rotazione del forno da 0,2 a 2 giri al minuto, variando il tempo di
permanenza in camera di combustione per garantire il perfetto
incenerimento di qualsiasi carico.
Per l’abbattimento dei composti organici clorurati (diossine e
furani) che possono formarsi durante la combustione, è prevista una
fase di post combustione. I composti clorurati sono infatti instabili alle
alte temperature. La fase di post combustione è molto importante:
spesso, infatti, nel car fluff il contenuto di cloro può superare l’1%. In
questo caso – prontamente rilevato in fase di analisi del materiale in
ingresso all’impianto – la camera di post combustione viene
dimensionata per raggiungere e mantenere per almeno 2 secondi la
temperatura di 1.100 C°.
Ovviamente l’intera linea di combustione viene mantenuta in depressione
per impedire la fuoriuscita di gas nell’ambiente. Per rendere più efficace
l’abbattimento degli inquinanti dei fumi, è prevista, inoltre, l’iniezione di
una miscela di idrossido di sodio in camera di combustione o post
combustione.
3 – L’arrivo dei gas nel Una volta usciti dalla camera di post combustione, i gas vengono fatti
turbofeneratore confluire in un’apposita caldaia per la produzione di vapore (convogliato
poi al turbogeneratore per la produzione di energia elettrica) e
successivamente alla sezione di trattamento e filtrazione
4 - Il trattamento finale La fase finale del processo è quella attorno a cui si concentrano le
dei fumi e il maggiori attenzioni. Per garantire la qualità delle emissioni a camino, in
monitoraggio delle conformità alle normative vigenti, sono previsti:
emissioni gassose
• un ciclone con iniezione di calce idrata
• un primo filtro a maniche per l’abbattimento delle polveri;
• l’iniezione di reagenti (bicarbonato o calce idrata) e carboni attivi;
• un secondo filtro a maniche per il recupero delle polveri dei prodotti
della reazione.
Sul camino è già presente un dispositivo automatico di monitoraggio
continuo delle emissioni in atmosfera con controllo dei parametri di NOx,
SOx, CO, polveri, HCl, temperatura. Per metalli pesanti e altri inquinanti
(PCDD etc…) il monitoraggio dovrà essere effettuato con cadenza
quadrimestrale, come impone la normativa.
Si tratta di una tecnologia molto sofisticata e precisa che ha dimostrato,
attraverso le prove finora effettuate, di rispettare i più ristrettivi parametri
imposti dalla normativa relativamente agli inquinanti di incenerimento.

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5 - La raccolta, lo I residui solidi prodotti dalla termovalorizzazione del car fluff saranno
stoccaggio e lo raccolti, convogliati e stoccati all’interno dell’impianto attraverso sistemi
smaltimento dei automatici ed ermetici per evitare dispersione nell’ambiente. Anche il
residui trasferimento su mezzi di trasporto per il conferimento nei siti di
smaltimento sarà previsto con sistemi chiusi e in depressione.