Sei sulla pagina 1di 29
capitolo 1 Le derivate 1. Introduzione 1 2. Definizione di derivata e suo significato geometrico
capitolo 1 Le derivate 1. Introduzione 1 2. Definizione di derivata e suo significato geometrico

capitolo 1

Le derivate

1.

Introduzione

1

2.

Definizione di derivata e suo significato geometrico Rapporto incrementale, 4 Derivata in un punto, 5 Derivata destra e derivata sinistra, 8 Punto angoloso, 8 Rapporti incrementali divergenti, 10 Derivabilità in un intervallo, 12

4

3.

Continuità delle funzioni derivabili

12

4.

Derivate di alcune funzioni elementari Derivata di una costante, 13 Derivata della funzione identica, 14 Derivata della funzione sen x, 14 Derivata della funzione cos x, 14 Derivata della funzione logaritmica, 15 Derivata della funzione esponenziale, 15

13

5.

Regole di derivazione Derivata della somma, 16 Derivata del prodotto, 17 Derivata della potenza con esponente naturale, 18 Derivata della funzione reciproca, 19 Derivata della potenza con esponente intero, 19 Derivata del quoziente, 20

16

6.

Derivata della funzione composta Derivata di [ f(x)] g(x) , 22 Derivata della potenza a esponente reale, 23

20

7.

Funzione derivata prima e funzioni derivate successive

24

8.

Derivate di funzioni pari e dispari

25

9.

Derivata della funzione inversa Derivate delle funzioni inverse delle funzioni circolari, 28

26

10.

Primitive di una funzione

29

Ricerca di una primitiva che soddisfa una con- dizione iniziale, 30

11.

Differenziale di una funzione

32

Significato geometrico del differenziale, 33 Approssimazione lineare di una funzione, 34 Differenziali e calcoli approssimati, 35

12.

Significato fisico della derivata Velocità e accelerazione in un moto rettilineo, 36 Intensità di corrente, 38

36

Indice

Forza elettromotrice indotta, 38 Derivate fondamentali e regole

di

derivazione

40

Lettura Applicazioni economiche:

l’analisi marginale

41

La palla di neve

41

Quesiti di verifica

43

Laboratorio di informatica

44

1. Il rapporto incrementale, 44 – 2. La retta tangen-

45 –

4. Sperimentare con la Random, 45 – 5. Le derivate

prime, seconde…, 46 – 6. Le re gole di derivazione, 46 – 7. Esercizi, 47 – 8. Programmi, 47

te, 44 – 3. Il limite del rapporto incrementale,

48

Rapporto incrementale, 48 – Definizione di deriva- ta, 50 – Re gole di deri vazione, 51 – Deri vata della funzione composta, 59 – Derivata della funzione in- versa, 64 – Derivate succesive, 65 – Significato geo- metrico di deri vata, 67 – Deri vata destra e deri vata sinistra, 74 – Studio della continuità e della deri va- bilità, 75 – Differenziale. Calcolo approssimato, 80 – Significato fisico di derivata, 83

Esercizi

VERSO LA MATURITÀ, 88

capitolo 2

I teoremi del calcolo differenziale

1. Massimi e minimi

93

2. Teoremi di Rolle, di Cauchy,

di

Lagrange

98

Significato geometrico del teorema

di Rolle, 98

Un’applicazione del teorema di Rolle, 100 Significato geometrico del teorema

di Lagrange, 104

Interpretazione cinematica del teorema

di Lagrange, 106

Funzioni crescenti, 106

3. Forme indeterminate. Teorema di de L’Hôpital

109

Forma indeterminata

0

, 109

0

Forma indeterminata

, 111

4. Limiti notevoli

114

V
V

Indice

5.

Punti a tangente orizzontale

115

9.

Raggio di curvatura.

6.

Uso delle derivate successive

117

Centro di curvatura

220

7.

Osservazioni sui massimi e minimi locali

123

10.

Evoluta 221

8.

Concavità, convessità, flessi

124

Lettura La quantità ottimale

223

9.

Una proprietà delle funzioni convesse

128

Quesiti di verifica

224

10.

Studio dei punti di non derivabilità

130

Laboratorio di informatica 227

Punti angolosi. Cuspidi. Flessi a tangente

1. I grafici con GEOGEBRA, 227 – 2. Proprietà di un

verticale, 130

grafico, 227 – 3. I graf

ici con D ERIVE, 228 – 4.

Lettura Un problema di minimo

134

Curve parametriche, 229 – 5. Visualizzare file nu- merici con EXCEL, 229 – 6. Visualizzare la curvatu-

Quesiti di verifica

135

ra, 230 – 7. Esercizi, 231 – 8. Programmi, 231

Laboratorio di informatica

137

1. I punti di Lagrange,

137 – 2. I punti di Cauchy ,

Esercizi

232

138 – 3. Esercizi, 139 – 4. Programmi, 139

Studio del grafico di una funzione, 232 – Grafici di

polinomi, 232 – Grafici di funzioni r azionali fratte,

Esercizi

140

233

– Grafici di funzioni con modulo, 235 – Grafici

Massimi e minimi,

140 –

Teoremi di Rolle,

di

di

funzioni irrazionali, 236 – Grafici di funzioni go-

Cauchy, di Lagrange, 140 – Teorema di Rolle, 140 – Teorema di Cauc hy, 142 – Teorema di La grange,

144 – Interpretazione cinematica del teorema di

Lagrange, 146 – Studio dei punti di non derivabilità,

niometriche, 239 – Grafici di funzioni esponenziali,

241 – Grafici di funzioni logaritmiche, 244 Grafici

di funzioni in verse delle funzioni cir colari, 247

Discussione graf ica di un’equazione parametrica,

146

– Funzioni crescenti e decrescenti,

147 –

250

– Numero delle radici reali di un’equazione,

Invertibilità, 150 – F orme indeterminate. Teorema

252

– Studio di un moto rettilineo,

253 – Curv e in

vi,

159 – Esercizi con parametri, 161 – Concavità, con-

vessità, flessi, 164

di de L ’Hôpital, 152 – Massimi e minimi relati

forma parametrica, 256 – Curve in un riferimento di coordinate polari, 264 – Curvatura, 268 – Raggio e centro di curv atura, 269 – Problemi di riepilogo,

VERSO LA MATURITÀ, 170

271

– Problemi geometrici con studio di funzioni,

279

– GRAFICI SOLUZIONE, 285

capitolo 3

Grafici di funzioni

1. Studio del grafico di una funzione Polinomi, 173 Funzioni razionali, 177 Funzioni algebriche irrazionali, 181 Funzioni goniometriche, 186 Funzioni esponenziali, 188 Funzioni logaritmiche, 189 Funzioni oscillanti, 191

173

2. Dal grafico di f al grafico di f

195

3. Discussione grafica di un’equazione

196

4. Numero delle radici reali di un’equazione Unicità della soluzione, 199

198

5. Studio di un moto rettilineo

200

6. Studio di curve in forma parametrica Interpretazione cinematica, 203 Retta tangente, 207 Un’interpretazione del teorema di Cauchy, 210

203

7. Curve in coordinate polari

211

Equazioni polari delle coniche, 214 Angolo tra retta tangente e raggio vettore, 215 Angolo tra due curve, 215

8. Curvatura 217

VI
VI

VERSO LA MATURITÀ, 290

capitolo 4

Massimi e minimi assoluti

1. Massimi e minimi assoluti

295

A. Funzione continua in un intervallo

chiuso e limitato, 295

B. Funzione continua in un intervallo limitato

e aperto e dotata di limiti (finiti o infiniti) agli estremi di tale intervallo, 297

C. Funzione continua in un intervallo

illimitato e dotata di limite (finito o infinito) per x →∞, 297

2. Massimi e minimi di alcune funzioni composte 299

3. Problemi di massimo e minimo assoluto

301

4. Massimi e minimi per via elementare di funzioni in due o più v ariabili

306

5. Programmazione lineare Utilizzazione di modelli geometrici per la programmazione, 315

311

Lettura Il volume della botte

317

Quesiti di verifica

319

© RCS Libri S.p.A. - Divisione Education, Milano

Laboratorio di informatica 320

1. Il massimo e il minimo, 320 – 2. Massimo e mini-

mo. Derivata, 321 – 3. Un problema di minimo: la ri- flessione, 323 – 4. Esercizi, 323 – 5. Programmi, 323

Esercizi

324

Massimi e minimi assoluti,324 – In un intervallo chiu-

so e limitato, 324 – In un intervallo aperto limitato o

, 329

Massimi e minimi assoluti per via elementare, 331 –

Problemi di massimo e minimo assoluti,

Problemi di massimo e minimo assoluti applicato alla geometria piana, 332 – Problemi di massimo e minimo

assoluti applicati alla g

Problemi di massimo e minimo assoluti applicati alla

geometria analitica, 342 – Problemi di riepilogo, 347

– Programmazione lineare, 349

VERSO LA MATURITÀ, 352

illimitato, 327 – Nel dominio della funzione

332 –

337 –

eometria solida,

capitolo 5

L’integrale indefinito

1. Funzioni primitive di una funzione data Significato geometrico dell’integrale indefinito, 357 Proprietà dell’integrale indefinito, 358

355

2. Integrali indefiniti immediati

359

3. Integrazione delle funzioni razionali

365

4. Integrazione di funzioni con moduli

369

5. Integrazione per sostituzione

373

Sostituzioni con funzioni goniometriche, 375 Sostituzioni con funzioni iperboliche, 376

6. Integrazione per parti

377

Quesiti di verifica

382

1. La tendina Calcola in DERIVE, 382 – 2. Le primiti-

ve con G EOGEBRA, 383 – 3. Dalla funzione alla pri-

mitiva, 384 – 4. Esercizi, 385 – 5. Programmi, 385

Laboratorio di informatica

380

386

Integrali indefiniti immediati, 386 – Funzioni iperbo-

liche, 395 – Integrazione delle funzioni razionali, 395

– Inte grazione di funzioni con moduli,

Integrazione di funzioni def inite in più modi, 401 – Integrazione per sostituzione, 402 – Integrazione per parti, 404 – Esercizi di riepilogo,407 – Problemi, 411

VERSO LA MATURITÀ, 413

Esercizi

399 –

capitolo 6

L’integrale definito

Indice

Il caso del trapezio, 422 Il caso della parabola, 424 Il caso dell’esponenziale, 425

4.

427

Integrale definito Approssimazione di un inte

grale def inito.

Somme integrali generalizzate, 428 Proprietà dell’integrale definito, 429 Significato geometrico, 429

5.

Il teorema della media Significato geometrico, 430

430

6.

La funzione integrale:

il teorema di Torricelli-Barrow Integrazione delle funzioni a scala, 434 Derivata di una funzione integrale composta, 435

431

7.

Integrazione per sostituzione

435

8.

Grafico della funzione integrale

437

9.

Calcolo di aree di domini piani Area del segmento parabolico, 441

440

Area della regione delimitata dall’ellisse, 441

10.

Volumi dei solidi:

metodo delle sezioni normali Volume della piramide e del cono, 444

443

11.

Volumi dei solidi di rotazione

444

12.

Lunghezza di un arco di curva Forma cartesiana, 448 Forma parametrica, 450 Forma polare, 451

448

13.

Il teorema di Guldino Superficie di rivoluzione, 451 Il baricentro, 453 Volumi di rivoluzione, 454

451

14.

Significato fisico dell’integrale definito Moto rettilineo, 455 Quantità di carica, 456 Lavoro di una forza, 456 Lavoro della forza gravitazionale, 458 Lavoro della forza elettrostatica. 460 Energia di una corrente alternata, 460

455

15.

Integrali impropri

461

16.

Criterio dell’integrale per una serie Serie armonica generalizzata, 467

466

Quesiti di verifica

468

Laboratorio di informatica

470

1.

Somme inferiori e superiori,

470 – 2. Inte grale

definito, 471 – 3.

Aree di domini piani,

472 – 4.

Lunghezza di una curv a, 472 – 5. Il teorema della

media, 473 – 6. Integrazione per sostituzione, 473 –

7. Esercizi, 474 – 8. Programmi, 474

 

Esercizi

475

1. Introduzione

417

Calcolo di inte grali definiti, 475 – Teorema della

2. Misura di un insieme del piano

418

media, 478 – La funzione integrale, 479 – Funzioni

3. Area del trapezoide

420

a scala,

483 – Deri vata della funzione inte

grale

Somme integrali per difetto e per eccesso, 420

composta, 484 – Calcolo di aree, 488 – Calcolo di

VII
VII

Indice

volumi, 494 – Lunghezza di un arco di curv a, 497 – Teorema di Guldino, 501 – Superfici di rivolu-

zione, 501 – Significato fisico dell’integrale, 505 – Integrali impropri, 508 – Criterio dell’integrale per

una serie,

510 – Esercizi di riepilogo,

GRAFICI SOLUZIONE, 533 VERSO LA MATURITÀ, 534

512 –

capitolo 7

Zeri di funzione

1.

Introduzione

2.

Metodo di bisezione

3.

Radici di polinomi dispari

4.

Stima degli errori per il calcolo

di

uno zero di funzione

5.

Metodi di linearizzazione

6.

Metodo delle tangenti o di Newton

7.

Metodo delle secanti

8.

Stima degli errori del metodo di Newton

9.

Metodo delle approssimazioni successive o del punto fisso

10.

Stima degli errori nelle approssimazioni successive

537

538

539

539

541

541

545

547

549

552

Quesiti di verifica Laboratorio di informatica

1. Radici con precisione asse gnata, 555 – 2. Il me-

todo delle tangenti,

Erone e il comando ITERATES, 557 – 4. Somme in- tegrali, 557 – 5. Esercizi, 558 – 6. Programmi, 558

554

555

556 – 3. La successione di

Esercizi

559

Metodo grafico, 559 – Metodo di bisezione,

559 –

Metodo delle tangenti, 560 – Metodo delle secanti,

562 – Metodo delle approssimazioni successi

562

ve,

capitolo 8

Approssimazioni di funzioni

1.

Introduzione 565

2.

Il

polinomio di Taylor

3.

Massimi, minimi e flessi a tangente orizzontale

4.

Interpretazione geometrica

dell’approssimazione

delle funzioni mediante il polinomio

di

Taylor

Tabella dei polinomi di Taylor, 577

5.

Serie di Taylor

6.

Sviluppo in serie di alcune funzioni elementari Serie del seno e del coseno, 579 Serie esponenziale, 580

VIII
VIII

566

572

574

578

579

7.

Polinomi interpolatori di Lagrange Interpolazione lineare, 580 Interpolazione quadratica, 581

580

Il

caso generale, 583

8.

Formula di Newton Generalizzazione, 585

584

9.

Stima degli errori di interpolazione. Approssimazione uniforme

586

10.

Polinomi di Fourier Coefficienti di Fourier, 590

588

Quesiti di verifica

592

Laboratorio di informatica

594

1. DERIVE: il comando TAYLOR, 594 – DERIVE: il co-

mando POLY_INTERPOLATE, 595 – 3. I polinomi di

Fourier, 596 – 4. Il comando FIT di D ERIVE, 598 –

I polinomi di Lagrange, 599 – 6. Esercizi, 600 – Programmi, 601

5.

7.

Esercizi

602

Formula di Taylor, 602 – Polinomi interpolatori di

Lagrange,

Polinomi di Fourier, 607

605 – F

ormula di Ne

wton,

606 –

capitolo 9

Calcolo approssimato di un integrale

Premessa, 609

1. Metodo dei rettangoli Stima dell’errore nel metodo dei rettangoli, 610

609

2. Metodo dei trapezi

612

Stima dell’errore nel metodo dei trapezi, 613

3. Metodo di Cavalieri-Simpson Stima dell’errore nel metodo

615

di

Cavalieri-Simpson, 616

4. Metodo Montecarlo

618

Quesiti di verifica

620

Laboratorio di informatica

622

1. Il metodo dei rettangoli,

Cavalieri-Simpson, 623 – 3. Il metodo Montecarlo,

624 – 4. Esercizi, 625 – 5. Programmi, 625

622 – 2. Il metodo di

Esercizi

Metodo dei rettangoli,

626

626 – Metodo dei trapezi,

627 – Metodo di Cavalieri-Simpson, 629

capitolo 10

Equazioni differenziali

1. Introduzione 631 Nozioni generali, 631 Rendita dei capitali, 632

2. Problemi lineari del primo ordine

634

Indice

L’equazione lineare y′ = ay + b, 634 L’integrale generale dell’equazione differenziale, 636 Equazioni omogenee e non omogenee, 637

 

Valore medio o atteso, 698 Varianza, 700 Deviazione standard, 701 Valore atteso e varianza nel caso binomiale, 702

3. Applicazioni: problemi del primo ordine Legge di caduta dei gravi, 639 Un circuito elettrico, 639 Gestione di un prestito, 641

639

8.

Variabili binomiali e variabili normali La formula di Stirling, 703 Approssimazione normale della variabile binomiale, 705

703

Raffreddamento di un corpo, 642

9.

La legge dei grandi numeri

707

Dinamica di popolazioni, 643

10.

Il

teorema di Bienaymé-Tchebycheff

708

4. L’equazione lineare y== a(x)y ++ b(x) 643

Tavola dei valori di ΦΦ(x) 710

5. Problemi lineari del secondo ordine

648

Oscillazioni del pendolo, 648

Quesiti di verifica

711

Equazioni lineari del secondo ordine

Laboratorio di informatica

713

omogenee, 650

1.

Variabili uniformi con G

EOGEBRA,

713 – 2.

Equazioni lineari del secondo ordine non omogenee, 652

Costruire v ariabili normali con D Esercizi, 716 – 4. Programmi, 716

ERIVE, 713 – 3.

6. Applicazioni:

problemi del secondo ordine

654

Esercizi

717

Carrello sottoposto a una forza elastica, 654 Circuiti elettrici, 656 Oscillazioni forzate, 657 Risonanza, 657

7. Complementi Equazione logistica, 658 Equazioni a variabili separabili, 660

658

Quesiti di verifica

663

665

Laboratorio di informatica 1. Equazioni lineari di primo ordine,

665 – 2. Una

famiglia di problemi, 665 – 3. Rendita dei capitali,

666 – 4. Strate gia di un alle

Equazioni lineari di secondo ordine, 667 – 6. Le so-

vamento, 667 – 5.

luzioni della logistica, Programmi, 669

668 – 7. Esercizi,

668 – 8.

Esercizi

670

Introduzione, 670 – Equazioni lineari del primo or- dine, 670 – L’equazione lineare y= a(x)y + b(x), 673 – Equazioni lineari del secondo ordine omoge- nee, 674 – Equazioni lineari del secondo ordine non omogenee, 675 – Applicazioni alla f isica, 678 – Equazioni a variabili separabili, 682

capitolo 11

Variabili aleatorie continue

1. Introduzione

683

2. Variabili aleatorie continue

685

3. Distribuzioni cumulate

688

4. Variabili uniformi su un intervallo

690

5. Variabili esponenziali

692

6. Variabili normali Standardizzazione, 696

693

7. Valore medio e varianza

698

Funzione densità di probabilità e funzione di riparti- zione, 717 – Variabili uniformi, 718 – Media e varian- za, 720 – Variabili esponenziali, 721 – Variabili nor- mali, 721 – F ormula di Stirling. Distrib uzione bino- miale, 723 – Teorema di Bienaymé-Tchebycheff, 723

capitolo 12

Geometrie non euclidee

1.

La geometria euclidea e i postulati

 
 

di

Euclide

725

 

I

cinque postulati di Euclide, 726

2.

Possibili geometrie non euclidee

727

3.

Geometria sulla sfera:

geometria ellittica riemaniana Un modello non euclideo, 728 La superficie sferica e il piano, 729

728

I

triangoli sferici, 730

Eccesso sferico, 731

 

4.

Trigonometria sferica Triangolo rettangolo, 732 Triangoli sferici qualsiasi, 734

732

5.

La geometria di Lobacevskij Introduzione storica, 736

736

Gli assiomi della geometria, 736

I

modelli, 737

6.

Il

modello di Klein:

 

geometria iperbolica Punti e rette, 738 Assiomi, 738 Trasformazioni proiettive, 739 Il birapporto, 739

738

La metrica del piano di Klein, 741

7.

Il

modello di Poincaré

743

Il modello del semipiano, 743 Un’interpretazione fisica, 744 Il modello del disco, 746

IX
IX

Indice

8. Il metodo ipotetico deduttivo Concetti primitivi, assiomi, teoremi, 748

748

4.

Algoritmi matematici

5. Funzioni calcolabili

6. La tesi di Church

Lettura Klein e il

7. Complessità e calcolo

“Programma di Erlangen” 750

8. Automi finiti

Quesiti di verifica

751

9. Problemi decidibili

Laboratorio di informatica

752

1. DERIVE: la geometria sulla sfera, 752 – 2. Il disco di Klein con GEOGEBRA, 754 – 3. CABRI e il disco di Poincaré, 754 – 4. GEOGEBRA e il disco di Poincaré,

756 – 5. Esercizi, 759 – 6. Programmi, 759

Esercizi

760

Geometria sferica, 760 – Il piano di Klein, 761 – Il piano di Poincaré, 762 – Il disco di Poincaré, 763

capitolo 14

capitolo 15

Preparazione all’Esame di Stato

Temi assegnati all’Esame di Stato

capitolo 13

Informatica

1. Algoritmi: visione intuitiva

2. Le macchine di Turing

3. Le operazioni aritmetiche

 

Soluzioni

765

Formulario

766

768

Indice analitico

770

771

774

776

777

778

781

811

851

856

864

I seguenti capitoli possono essere consultati e integralmente scaricati dal sito internet dell'Editore, all'in- dirizzo: www.etas-scuola.it/lamberti.html

WEB 6
WEB 6

Statistica inferenziale

WEB 7
WEB 7

Programmi

1. Introduzione 1 Controllo sulla regolarità di una moneta, 1

1.

Le derivate Rapporti incrementali

Previsione sul contenuto di un’urna, 2 Un sondaggio, 4

2.

I teoremi del calcolo differenziale Punti di Cauchy

2. Teoria dei campioni

4

3.

Grafici di funzioni

3. Medie e varianze campionarie

5

Tabelle di grafici

Le variabili campionarie, 5

4.

Massimi e minimi assoluti

4. Distribuzione di una statistica

8

Massimi e minimi

Equivalenza tra distribuzioni statistiche e variabili aleatorie, 8

5.

L’integrale indefinito Funzioni primitive

Distribuzioni normali standard, 9

6.

L’integrale definito

5. Il teorema del limite centrale

12

Somme integrali

6. Teoria degli errori

14

7.

Zeri di funzione

7. Intervalli di confidenza

16

Metodo di bisezione

8. Verifica statistica delle ipotesi

18

8.

Approssimazioni di funzioni Metodo di Newton

Quesiti di verifica

21

9.

Calcolo approssimato di un integrale

Laboratorio di informatica

22

Metodo di Cavalieri-Simpson

Esercizi

26

10.

Equazioni differenziali Calcolo di un mutuo

 

11.

Variabili aleatorie continue Variabili normali

12.

Geometrie non euclidee Metriche iperboliche

X
X

WEB 6 Statistica inferenziale Il limite centrale

Le derivate capitolo 1 1 Introduzione Concentriamo la nostra attenzione su due tipi di funzioni,

Le derivate

capitolo

1

Le derivate capitolo 1 1 Introduzione Concentriamo la nostra attenzione su due tipi di funzioni, quelle
1
1

Introduzione

Concentriamo la nostra attenzione su due tipi di funzioni, quelle lineari e… tutte le altre; sono lineari per esempio le funzioni:

f : x 5 x + 3 mentre non è lineare la funzione:

ϕ : x x 2

La diversità, oltre che ovviamente nei grafici (i grafici delle funzioni lineari sono rette), appa- re evidente non appena si compila una tabella numerica, come per esempio la tabella 1.1 rela- tiva alle funzioni considerate.

g : x 1 – 2 x

x

 

5x ++ 3

1 – 2x

   

x

2

 
 

03

1

0

1

8 =

3 + 5

1 = 1 2

1

= 0 + 1

2

13

=

8 + 5

3 =

1

2

4

= 1 + 3

3

18

= 13 + 5

5 =

3

2

9

= 4 + 5

     
      Tabella 1.1

Tabella 1.1

Indicando con Δx la differenza tra un valore di x e il precedente e con Δf, Δg , Δϕ le corri- spondenti differenze per le funzioni, si nota che, per Δx = 1, si avrà Δf = 5 e Δg = −2 costan- temente, mentre Δϕ varia di volta in volta. Aumentando cioè il valore di x di 1, la prima fun- zione lineare aumenta ogni volta di 5 e la seconda diminuisce ogni volta di 2; la funzione non lineare subisce invece variazioni ogni volta diverse. Costruiamo ora una seconda tabella, considerando valori più fitti per la x (tab. 1.2).

x

 

5x ++ 3

 

1 – 2x

 

x

2

0

3

1

0

0,5

5,5 =

3 + 2,5

0 = 1 1

0,25

= 0

+ 0,25

1

8

=

5,5 + 2,5 8 + 2,5

1

=

0 1

1

= 0,25 + 0,75

1,5

10,5

=

2

=

1

1

2,25

= 1

+ 1,25

2

13

= 10,5 + 2,5 = 13 + 2,5

3

=

2

1

4

= 2,25 + 1,75

2,5

15,5

4

=

3

1

6,25

= 4

+ 2,25

3

18

= 15,5 + 2,5

5

=

4

1

9

= 6,25 + 2,75

Tabella 1.21 6,25 = 4 + 2,25 3 18 = 15,5 + 2,5 − 5 = −

1
1

capitolo

1 Le derivate

capitolo 1 Le derivate Ora Δ x = 0,5 e per le funzioni lineari si ha
capitolo 1 Le derivate Ora Δ x = 0,5 e per le funzioni lineari si ha

Ora Δx = 0,5 e per le funzioni lineari si ha Δf = 2,5 e Δg = −1. Ancora una volta le due fun- zioni lineari variano di quantità uguali: la prima aumenta ogni volta di 2,5, la seconda dimi- nuisce ogni volta di 1; la funzione non lineare, invece, presenta ancora variazioni diverse. Avendo dimezzato la differenza tra i valori di x, la funzione che aumentava di 5 aumenta ora di 2,5 e quella che diminuiva di 2 diminuisce ora di 1. Sembra credibile a questo punto affer- mare che per le funzioni lineari il rapporto tra la variazione del valore della funzione e la varia- zione della variabile x rimane costante.

Nella tabella 1.1 abbiamo infatti trovato che:

Δ f 2 , 5 = Δ x 0 , 5
Δ f
2 , 5
=
Δ x
0 , 5

nella tabella 1.2 si ha ancora che:

=

5

e

Δ

g

Δ

x

=

Δ

f

5

Δ

x

1

=

=

5

Δ

g

Δ

x

=

2

1

1

0 , 5

e

= −

2

== − 2

È questa un’importante proprietà delle funzioni lineari: la loro variazione è proporzionale alla variazione di x . D’altronde questo risultato era prevedibile. Infatti (figg. 1.1, 1.2, 1.3, 1.4) il rapporto tra la variazione della funzione e quella della x non è altro che il coefficiente ango- lare delle rette grafico delle funzioni.

y 8 f : x → 5 x + 3 Δx = 1 Δ f
y
8
f : x → 5 x + 3
Δx = 1 Δ f = 5
Δf
3
Δ x
O
1
x
– 2

→ 5 x + 3 Δx = 1 Δ f = 5 Δf 3 Δ x

Figura 1.1

y f : x → 5 x + 3 11 –– 2 Δ x =
y
f : x → 5 x + 3
11
––
2
Δ x = 0,5 Δ f = 2,5
Δ f
3
Δ
x
0,5
O
x
0,5 1
2
2

2 Δ x = 0,5 Δ f = 2,5 Δ f 3 Δ x 0,5 O

Figura 1.3

y g : x → 1 – 2 x Δx = 1 Δg =–2 Δx
y
g : x → 1 – 2 x
Δx = 1
Δg =–2
Δx
1
Δg
O
1
x
2
3
– 1
– 3

Δx = 1 Δg =–2 Δx 1 Δg O 1 x 2 3 – 1 –

Figura 1.2

y g : x → 1 – 2 x Δx = 0,5 Δg = –1
y
g : x → 1 – 2 x
Δx = 0,5 Δg = –1
2
Δx
1
Δg
x
O
1
0,5

1 x 2 3 – 1 – 3 Figura 1.2 y g : x → 1

Figura 1.4

© RCS Libri S.p.A. - Divisione Education, Milano

capitolo

1 Le derivate
1
Le derivate

Occupiamoci ora della funzione non lineare ϕ : x x 2 . Abbiamo già notato che le sue varia- zioni sono ogni volta diverse: esaminiamole ora più in dettaglio, calcolando direttamente i rapporti tra variazione della funzione e variazione della x (tab. 1.3). In questo caso, per Δx = 1 si ha:

ϕϕ

12

Δ xx

Δ

Δ

Δ

3

ϕ

135

==

Δ

Δ

x

=

Δ

4

ϕ

Δ x

=

7

Tabella 1.312 Δ xx Δ Δ Δ 3 ϕ 135 == Δ Δ x = Δ 4

Costruiamo ora la tabella 1.4, con valori di x più vicini tra loro. In questo caso, per Δx = 0,5 si avrà che:

Δ

1

ϕ

Δ x

=

0 5

,

ϕϕ

23

Δ

1 5

= ,

Δ

xx

Δ

Δ

== 2, 5

Si osserva che tali rapporti variano notevolmente da punto a punto: i valori calcolati esplicitamente nelle due tabelle fanno per esempio prevedere che i rapporti considerati aumentano all’aumentare di x .

Tabella 1.4i rapporti considerati aumentano all’aumentare di x .     ( x ++ 1) 2 −−

   

(x ++ 1)

2

−− x

2

x

 

1

0

 

1

0 = 1

 

1

4

1 = 3

2

9

4 = 5

3

 

18 9 = 7

 

(

x ++

0,5)

2

−− x

2

x

 

0,5

 
 

0

, 25 0

 

0

0 , 5

= 0 , 5

1

0 25

0,5

,

0 , 5

= 1 , 5

 

1

2

, 25 1

= 2 , 5

0 , 5

1,5

4

2, 225

= 3 , 5

0 , 5

2

6

, 25 4

= 4 , 5

0 , 5

 

9

6 25

2,5

,

0 , 5

= 5 , 5

La particolare semplicità di calcolo della funzione ϕ permette di proseguire nell’esperimento numerico: così, presi due valori x 0 e x 1 , confrontiamo la variazione:

Δϕ = x

2

1

x

2

0

con la variazione della variabile x , cioè con:

x 0

È utile per eseguire i calcoli scrivere: x 1 = x 0 + Δx

Δx = x 1

dove la differenza Δx = x 1 x 0 non deve essere pensata necessariamente positiva. Si ha:

e quindi:

Δϕ= x

2

1

x

2

0

=

(

x

Δ

0

ϕ

+ ΔΔx

)

x

0

= x

0

+

2

0

2

2

2

x

2

1

2

2 xx Δ

x

0

0

+

(

Δ x

)

2

(

Δ

x

=

x

1

x

0

=

 

Δ

x

xx + Δx

)

2

=

2 x

0

x

2

0

== 2

+

Δ

x

xxΔ

0

+

( Δx )

2

Quest’ultimo risultato è, in un certo senso, conclusivo: il rapporto tra le variazioni della fun- zione e della variabile, che per le funzioni lineari si manteneva costante, varia sia a seconda del valore x 0 da cui si parte sia a seconda della differenza Δx. Per valori di Δx non molto gran- di, tuttavia, il rapporto considerato è un numero abbastanza vicino a 2 x 0 . Così, se per esempio si prende x 1 abbastanza vicino a x 0 , si ha:

x

2

1

2

−≅ 2 (

x

0

xx

01

x

0

)

3
3

capitolo

1 Le derivate

capitolo 1 Le derivate Vedremo nei prossimi paragrafi procedimenti simili a quello svolto per la funzione
capitolo 1 Le derivate Vedremo nei prossimi paragrafi procedimenti simili a quello svolto per la funzione

Vedremo nei prossimi paragrafi procedimenti simili a quello svolto per la funzione ϕ : x x 2 , volti a determinare stime del quoziente:

fx

()

1

fx

(

0

)

per una qualunque funzione, ovvero a determinare il numero c più adatto ad approssimare l’in- cremento:

f (x 1 ) – f (x 0 )

con l’espressione:

c ( x 1 x 0 )

x

1

x

0

2
2

Definizione di derivata e suo significato geometrico

Rapporto incrementale

Sia f una funzione definita in un intervallo aperto. Siano x 0 e x = x 0 + h (fig. 1.5) due punti dell’intervallo. La differenza:

Δx = x x 0

= ( x 0 + h ) – x 0 = h

si dice incremento della variabile indipendente x al passaggio dal valore x 0 al valore x 0 + h . La differenza:

Δy = Δf = f ( x ) – f ( x 0 ) = f (x 0 + h ) – f ( x 0 )

si dice incremento della variabile dipendente y o della funzione f relativo all’incremento h

e

al punto x 0 .

Il

rapporto:

y P f ( x 0 + h ) Δy = Δf P 0 f
y
P
f ( x 0 + h )
Δy = Δf
P 0
f ( x 0 )
Δx = h
x 0 + h
x
O x 0
Figura 1.5
Δ y
Δ f
fx
()
− fx
(
fx
(
+
h
)
fx
(
)
0 )
0
0
=
=
=
(
h
≠ 0))
Δ x
Δ x
x
− x
0 h

[1.1]

prende invece il nome di rapporto incrementale della funzione relativo al punto x 0 e all’in- cremento h .

4
4

Le derivate

capitolo

1

Le derivate capitolo 1   sempi Δ f f (1 + hf ()1 ) −  
Le derivate capitolo 1   sempi Δ f f (1 + hf ()1 ) −  
  sempi Δ f f (1 + hf ()1 ) −   [(1 + h
  sempi Δ f f (1 + hf ()1 ) −   [(1 + h
  sempi Δ f f (1 + hf ()1 ) −   [(1 + h
 

sempi

Δ

f

f

(1

+

hf ()1

)

 

[(1

+

h

)

3

+− 23]

 

hhh

+

3

+

3

3

2

 

hh

2 + 3 + 3

h

 

Δ

x

=

h

=

h

=

h

=

 

x

+ 2

x + 1

 

relativo al punto x 0 = 0 e all’incremento h 0 è:

 

Δ

f

fh

()

f

() 0

 

h

h

+ 2

+ 1

2

h

 

1

Δ

x

=

 

h

=

h

=

(

hh

+

1 )

= −

h + 1

 
2 − h   1 Δ x =   h = h = ( hh +
2 − h   1 Δ x =   h = h = ( hh +
 

Il rapporto incrementale della funzione f : x → x 3 + 2 relativo al punto x 0 = 1 f : x x 3 + 2 relativo al punto x 0 = 1 e all’incremento h 0 è:

Il rapporto incrementale della funzione f : x → f : x

0 è: Il rapporto incrementale della funzione f : x → Significato geometrico del rapporto incrementale

Significato geometrico del rapporto incrementale

Osservando la figura 1.5 e ricordando che il coefficiente angolare della retta passante per i punti P 0 (x 0 ; f ( x 0 )) e P ( x 0 + h ; f ( x 0 + h )) è:

possiamo affermare che

m =

fx

(

0

+ ) ()

0

h

fx

h

il

rapporto incrementale della funzione f relativo al punto x 0 e all’incremento h è il coeffi-

ciente angolare della retta passante per i punti P 0 (x 0 ; f ( x 0 )) e P ( x 0 + h ; f ( x 0 + h )).

Fissato x 0 , il rapporto incrementale varia al variare di h; pertanto risulta essere una funzione di h.

Derivata in un punto

DEFINIZIONE

Una funzione f si dice derivabile nel punto x 0 se il limite del rapporto incre-

mentale nel punto x 0 , cioè:

lim

fx ()

fx (

)

0

= lim

fx (

0

+

h

)

fx ()

0

 

x

x

x

h

x

0

 

h

 

esiste ed è finito.

 

0

0

Il

valore di tale limite si chiama derivata della funzione f nel punto x 0 .

La derivata della funzione f nel punto x 0 viene indicata con uno dei seguenti simboli:

f

(

x

0

)

()

fx

D

x

=

x

0

⎡⎡

df

dx

x = x 0

e quindi si avrà che:

f

(

 

0 )

= lim

fx

(

0

+

h

)

fx

()

0

x

 

h 0

h

 

Affinché una funzione f sia derivabile nel punto x 0 occorre quin- di che si verifichino le seguenti condizioni:

1. la funzione sia definita in un intorno del punto x 0 ;

2. per h tendente comunque a zero (da destra e da sinistra) esi- sta il limite del rapporto [1.1];

3. tale limite sia finito.

[1.2]

df

dx

per indicare la deri-

vata della funzione f (x) è dovuta a Leibniz (Lipsia 1646 – Hannover 1716) che la introdusse nella sua me- moria Nova methodus pro maximis et minimis itemque tangentibus, etc., et singulare pro illis calculi genus, pub- blicata nel 1684.

La notazione

5
5

capitolo

1 Le derivate

capitolo 1 Le derivate sempi       te a zero del rapporto incrementale   2
capitolo 1 Le derivate sempi       te a zero del rapporto incrementale   2
capitolo 1 Le derivate sempi       te a zero del rapporto incrementale   2
sempi  

sempi

sempi
 
sempi  
   

te a zero del rapporto incrementale

 

2

=++h

3

h

3 .

Poiché esiste ed è finito il limite:

 

Δ

x

lim (

h

2

+

3

h

33

)

+=

 

h

0

 
 

il valore trovato è la derivata della funzione f nel punto x 0 = 1. Possiamo allora scrivere:

 
 

f (1) = 3

 
 

lim

h0

h

1

+ 1

⎞ = − 1

 

Poiché tale limite esiste ed è finito, la funzione f è derivabile nel punto x 0 = 0 e risulta:

 
 

f (0) = − 1

 
la funzione f è derivabile nel punto x 0 = 0 e risulta:     f
la funzione f è derivabile nel punto x 0 = 0 e risulta:     f
 

Riprendiamo in esame la funzione f : x → x 3 + 2 dell’esempio 1 e calcoliamo il limite per f : x x 3 + 2 dell’esempio 1 e calcoliamo il limite per h tenden- Δ f

Riprendiamo in esame la funzione dell’esempio 2 e calcoliamo il limite del rapporto incrementale:1 e calcoliamo il limite per h tenden- Δ f Significato geometrico di derivata Riferiamoci ora

Significato geometrico di derivata

Riferiamoci ora alla figura 1.6; fissato P 0 , consideriamo la retta secante P 0 P, che ha equazione:

y

fx

(

0

)

=

fx

(

0

+

h

)

fx

() (

0

h

x

x

0

)

Al tendere di h a zero, il punto P si muove sulla curva avvicinandosi a P 0 . Se f è derivabile in x 0 , esiste ed è finito:

fx ( + h ) − fx () 0 0 lim = f ′ (
fx (
+
h
)
fx ()
0
0
lim
= f
′ (
x
0 )
h
h → 0
y
t y = f ( x)
P (x 0 + h; f (x 0 + h))
P 0 ( x 0 ; f ( x 0 ))
α
O
x 0 + h
x
x 0
Figura 1.6

La retta per P 0 ( x 0 ; y 0 ) di coef- ficiente angolare m ha equa- zione y y 0 = m ( x x 0 ).

quindi il coefficiente angolare della retta P 0 P tende a quello della retta t di equazione:

t : y f( x 0 ) = f (x 0 )(x x 0 )

[1.3]

La posizione della retta t è, in un certo senso, il limite delle posizioni delle rette secanti con- dotte per