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CENNI DI STORIA

Bisogna partire da un dato di fatto: esistono molteplici versioni mitiche e leggende sull'origine delle arti marziali
cinesi, sviluppatesi in luoghi e periodi molto diversi tra loro; quindi, molto difficile essere precisi su date o sui
nomi di coloro che le crearono; inoltre, non esistono testi completi di storia cinese, bisogna rifarsi a frammenti o
a scritti di epoche pi recenti, che riportano notizie sugli avvenimenti passati.

Le prime rappresentazioni artistiche di uomini in posa marziale risalgono al periodo preistorico (oltre
5000 anni fa). Di sicuro, le origini del Kung Fu sono molto antiche. Huang Ti, soprannominato l Imperatore Giallo,
una figura mitica che si suole collocare intorno al terzo millennio a.C.; egli avrebbe personalmente messo a punto
un sistema di combattimento chiamato Go Ti che vedeva di fronte due avversari, uno munito di un elmo con corna
metalliche e laltro a capo scoperto. Il combattente senza elmo doveva parare gli assalti dellavversario e a sua
volta contrattaccava cercando di metterlo fuori combattimento. La caratteristica fondamentale di questo metodo
era la corta distanza tra i due contendenti, che si trovavano a combattere corpo a corpo.

Durante la dinastia dei Chou (XI - III secolo a.C.), visse Confucio (VI - V sec. a.C.), che esortava i
giovani a praticare, insieme agli esercizi spirituali e allo studio, anche arti marziali denominate Wu I oppure Chi

Chi. Sempre nel corso di questa dinastia (tra V e III secolo a.C., periodo detto degli "Stati Combattenti", in cui la
Cina era divisa in diversi stati), visse Sun Tzu (Maestro Sun), autore de "L'arte della guerra", testo fondamentale
per larte marziale cinese. Si narra inoltre che, sempre nel periodo degli Stati Combattenti, vi fossero Otto
Immortali, i leggendari ubriachi del taoismo, cavalieri erranti mercenari, esperti di arti marziali, che agivano con
estrema decisione ma anche con sincerit ed onest, detti Yu Hsieh. Le Arti Marziali progredirono proprio grazie a
queste figure eroiche.

Durante la dinastia Han (220 a.C. 220 d.C.) con il grande maestro Kwook Yee / Kwook I nacque il
primo stile moderno di Kung Fu, chiamato Chang Chang Shu/Shou, metodo della Lunga Mano, per la sua
caratteristica di combattere non pi a corpo a corpo ma con una boxe di calci e pugni, con tecniche lunge di spalla e
di anca, e posizioni basse. Altri stili importanti di questo periodo furono anche il Chuei Ti, un tipo di lotta corpo a
corpo, lo Shou Pa/Shui Po, una scherma di braccia e gambe, ed il Tao Ying, una ginnastica interna terapeutica
molto importante, usata ancora ai nostri giorni. Sempre durante la dinastia Han visse un Maestro, noto come

Huo/Hua To; costui avrebbe messo a punto una serie di esercizi ispirati ai movimenti della Tigre, del Drago, della
Scimmia, dellAquila e del Cervo. Hua To raccolse il suo saper in un manuale, noto come Wu Qing Xi. Sembra,

inoltre, che egli gi praticasse operazioni chirurgiche e che avesse creato un sistema di anestesia medica o in
ogni caso avesse contribuito in modo rilevante al suo sviluppo.

Attorno al 520 d.C., durante la dinastia Liang, troviamo una grandissima figura, un personaggio
chiave, fondamentale sia per il suo apporto alle arti da combattimento che per il suo contributo alla conoscenza del
buddismo in Cina. Sulla vita di questo personaggio esistono numerose leggende, che gli attribuiscono doti
straordinarie e capacit impensate. Conosciuto con il nome di Ta Mo in cinese, Bodhidharma in indiano e Daruma in
giapponese, egli era figlio di un re indiano di nome Sugandha, ed allievo del grande maestro Prajnatra da cui
apprese le arti da combattimento indiano, la filosofia e la religione buddista. Fu costretto, a causa delle
persecuzioni contro i seguaci di Buddha, ad intraprendere un lungo viaggio verso la Cina, passando attraverso le
montagne del Tibet. In Cina si scontr con limperatore Liang Wu Ti . Scacciato dal regno, Ta Mo err ancora per la
Cina, fino a giungere al monastero di Shaolin (Giovane Bosco), nella regione dellHonnan. Qui i monaci si
dedicavano alla meditazione, nella quale avevano raggiunto livelli altissimi, trascurando per completamente
lesercizio fisico. Ta Mo insegn loro prima gli esercizi di ginnastica da lui imparati in India, poi le tecniche di
combattimento. Ta Mo inoltre considerato il portatore del Buddismo Mahayana in Cina, dove prender il nome di

Chan (dal termine sanscrito dhyana = meditazione; dal Chan cinese deriver lo Zen giapponese). Il principio su cui si
basava la sua dottrina era lunione dello spirito con il corpo. Grazie ai suoi insegnamenti, i monaci Shaolin divennero
abili combattenti e svilupparono numerosi sistemi di combattimento, per la maggior parte basati sullo studio degli
animali.
Tra lanno 840 e lanno 846, dopo una riunione di imperatori, venne deciso di attaccare i monasteri che nel
frattempo si erano moltiplicati e sparsi per tutta la Cina, perch si riteneva che avessero acquistato un potere
troppo grande, capace di influenzare le politiche imperiali. Nellarco di sei anni furono distrutti circa 4500
monasteri, di tutte le religioni. Ne segu un grave periodo di crisi per discipline ed arti di ogni genere. In
quelloccasione fu distrutto anche il monastero Shaolin della regione del Fukkien, che era il pi grande monastero

Shaolin del Sud della Cina. Solo il monastero Shaolin dellHonnan resistette agli attacchi dei soldati imperiali e
pot continuare i suoi studi.

Nei secoli successivi nacquero altri metodi di combattimento, che andranno ad arricchire
ulteriormente il numero dei sistemi gi esistenti. Un momento fondamentale stato, intorno al 1550 d. C., il
periodo dellUnificazione degli stili dei vari animali che fino a quel momento erano stati studiati separatamente: i
circa trenta metodi precedenti furono ridotti a soli cinque animali, con opportuni accorpamenti ed eliminazione
delle ridondanze: Tigre, Drago, Gru, Leopardo, Serpente. Nasce cos quella che conosciamo come lArte di Shaolin.

Anno cruciale il 1642, anno della totale distruzione del tempio di Shaolin per opera dei

Manchu con a capo limperatore Kang Hsi; la loro invasione port alla caduta dei Ming ed allo stabilizzarsi della

dinastia Ching. Uno dei motivi principali della distruzione del tempio fu proprio latteggiamento lealista dei monaci,
i quali offrivano spesso ospitalit e rifugio anche a chi era considerato, dal potere dominante, come fuorilegge,
oltre al fatto che il monastero era diventato una vera e propria fortezza, sia per la sua postazione strategica, che
per la grande abilit di lotta e di difesa dei monaci che lo abitavano. Dopo la distruzione, gruppi di simpatizzanti,
fedeli alla vecchia dinastia, con a capo i monaci scampati dalla distruzione, alcuni dei quali sono ricordati con il loro
nome: Nui Mg, Miu Hin, Fong Sai Yuk, Miu Tsui Fa, Luk Ha Choi, si riunirono e formarono delle sette segrete,

conosciute con il nome di Scuole Ming (Triade, Loto Bianco, ed altre);

in queste sette lallenamento

paramilitare, con lo scopo dichiarato di addestrare il popolo per una sollevazione contro i Ching, determin presto il
fiorire di nuovi sistemi di lotta, che andranno ad arricchire larte del Kung Fu di Shaolin. Questo perch i monaci
scampati alla strage presero la consapevole decisione di divulgare il Kung Fu, per educare il popolo a difendersi ed
incitarlo alla rivolta: questa la fase della prima divulgazione delle arti marziali cinesi, che fino a quel momento
erano state tenute quasi del tutto segrete. Di conseguenza nacquero, intorno al XVIII secolo, le altre principali
scuole di Kung Fu.

Il Kung Fu fu a lungo perseguitato nella Repubblica popolare cinese, perch ritenuto espressione di una
cultura retrograda e pericolosa per il regime; pertanto, un buon numero di maestri scapp a Taiwan, aprendo la
divulgazione anche agli occidentali. La repressione si inaspr particolarmente nel periodo della Rivoluzione Culturale:
le guardie rosse, legate alla banda dei quattro, cercarono letteralmente di distruggere i vari stili di Kung Fu.
Specialmente le scuole pi "esoteriche" rischiarono di essere cancellate, in quanto erano viste come un retaggio
dell'epoca imperiale, e considerate estremamente sovversive; esse sopravvissero di nascosto, ai margini della
legalit, laddove non furono inglobate in quel vasto movimento di revisione che tendeva a porre le arti tradizionali,
svuotate del loro aspetto marziale, sotto il controllo diretto del governo, con la creazione del moderno Wu Shu,
inteso proprio come attivit puramente sportiva, controllata e coordinata da un organismo centrale. In quel periodo
molti film si girarono sulle arti marziali orientali, ma erano assai pi conosciute quelle giapponesi, derivate
comunque da quelle cinesi. Solo con Bruce Lee gli stili di lotta cinesi sono stati portati allattenzione dellOccidente,
aprendosi ad una divulgazione di massa.