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UNO SGUARDO DINSIEME SUL VERBO GRECO

uesto Sguardo dinsieme, che riprende e amplia nozioni che avete gi imparato
(v., nel I volume, le Anticipazioni delle p. 252-253), serve a darvi unidea generale del sistema del verbo greco, del modo in cui si formano le diverse voci verbali che
lo compongono e del valore di tempi, modi e forme (o ditesi): sar un primo inquadramento, al quale opportuno che dedichiate una certa attenzione ora e che vi converr tener sempre presente in sguito.
Niente paura dunque: per il momento non dovete affatto imparare a memoria le
voci verbali che trovate alle p. XVI-XVIII. Ma potrete sempre ricorrere a queste tabelle per consultazione.
Prima di tutto, trovate nelle tabelle delle p. XVI-XVII le voci verbali che gi conoscete, perch le avete gi studiate, e ripassatene la formazione e il valore (traducetele).
Queste voci sono: anzitutto, 1) il presente indicativo attivo; 2) limperfetto (indicativo)
attivo; 3) le seconde persone, singolare e plurale, del presente imperativo attivo; 4) il
presente infinito attivo; 5) il presente participio attivo; poi, 6) le voci medie corrispondenti a quelle attive appena elencate (il presente indicativo medio, limperfetto medio
ecc.); ancra, 7) laoristo indicativo attivo; 8) le seconde persone, singolare e plurale,
dellaoristo imperativo attivo; 9) laoristo infinito attivo; 10) laoristo participio attivo; e infine, 11) le voci medie corrispondenti a quelle attive dellaoristo che abbiamo
ora rammentato (laoristo indicativo medio, le seconde persone dellaoristo imperativo medio ecc.)
Gi nelle Anticipazioni del I volume (a p. 253) v stato detto che il futuro si forma
con un elemento caratteristico (suffisso) -s-; osservando ora, nella tabella di p. XVI,
le voci del futuro attivo e medio di lw, potete facilmente notare che, tranne per il
fatto di contener questelemento -s-, esse sono affatto uguali alle voci corrispondenti
del presente, attivo e medio: le terminazioni sono identiche.
Sarete contenti di sapere che avete gi imparato circa la met delle voci contenute
nelle tabelle.
Quanto al perfetto (attivo), vi ripetiamo qui quel che vi dicemmo a p. 253 del I
volume: esso si forma aggiungendo al tema del presente raddoppiato (le-lu-) il
suffisso -ka; il raddoppiamento consiste nel premettere al tema del presente la sua
consonante iniziale seguita dalla vocale e (a dire il vero, in le-lu- la vocale u
breve, mentre nel tema del presente l$- la vocale lunga; ma, per il momento, possiamo non dar peso a questa differenza): l-lu-ka. Per questi due caratteri formali, il
raddoppiamento allinizio e il suffisso -ka, le voci del perfetto sono riconoscibili senza nessuna difficolt: trovatele nelle tabelle.

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Uno sguardo dinsieme sul verbo greco


Riguardo al valore del perfetto (che, insieme col piucchepperfetto, a esso affine,
sar trattato nei capitoli 27 e 28), baster per ora dire che a questo tempo corrisponde
di regola il nostro passato prossimo: lluka, ho sciolto.
Notate che, nelle tabelle delle p. XVI-XVIII, le diverse voci di lw sono assegnate
a tre grandi categorie: lattivo, il medio e il passivo, che sono le tre forme del verbo
greco.
Del valore delle forme del verbo, e particolarmente della forma media (lunica che
per voi era veramente nuova, perch lattivo e il passivo esistono anche in italiano, in
latino e nelle lingue moderne che studiate), abbiamo parlato nel I volume, alle
p. 124-126; qui vi ricordiamo solo che le forme si chiamano anche, con un grecismo,
ditesi, cio (da diqesij) disposizioni, perch esprimono appunto la diversa disposizione, o posizione, del soggetto rispetto allazione significata dal verbo: 1) se il
soggetto compie lazione, il verbo attivo (in latino, verbum ctvum da agere, agire,
fare, compiere): La madre lava il bambino (lava un verbo attivo transitivo,
perch regge il complemento oggetto il bambino), Il bambino corre (corre un
verbo attivo intransitivo, perch non regge nessun complemento oggetto); 2) se il
soggetto subisce unazione compiuta da qualcun altro, il verbo passivo (in latino,
verbum passvum da pat, subire, patire): Il bambino lavato dalla madre; 3)
infine, in greco, il verbo medio se il soggetto compie lazione, ma la compie per s,
ossia in rapporto a s stesso; in altre parole, il verbo medio per il significato attivo,
perch il soggetto compie lazione, ma il medio si distingue dallattivo perch lazione
compiuta dal soggetto rientra nella sua sfera dinteresse (in senso largo): loomai,
compio lazione di lavare in rapporto a me stesso, nel mio interesse, quindi mi
lavo.
Studierete la forma passiva nei capitoli 23 e 24. Notate per fin dora che nel
presente, nellimperfetto, nel perfetto e nel piucchepperfetto le stesse voci possono
aver valore medio o passivo: lomai, per esempio, pu significar sia io sciolgo per
me, medio, sia io sono (vengo) sciolto (liberato), passivo. Si parla quindi di voci
mediopassive, che cio possono essere, secondo i casi, medie o passive; naturalmente,
il contesto risolve di solito lambiguit, anche perch molto spesso il verbo passivo
accompagnato da un complemento dagente, espresso specialmente con p, da,
pi il genitivo: O nqrwpoi p to M"nwtarou sqontai = Gli uomini son
mangiati dal Minotauro.
Solo nel futuro e nellaoristo le voci del medio e del passivo son nettamente distinte: confrontatele nelle tabelle, e notate, nellaoristo passivo di lw, lelemento caratteristico (suffisso) -qh-, a cui, nel futuro passivo, si somma laltro suffisso -s-, tipico
del futuro.
Dei modi del verbo, conoscete gi lindicativo e limperativo. Ricordate che il
modo verbale indica, come dice la parola stessa, il particolar modo in cui chi parla (o
scrive) considera lazione espressa dal verbo: cos, se lazione semplicemente costatata
nella sua oggettivit, senza che chi parla ci aggiunga nessuna sua considerazione soggettiva, il verbo di modo indicativo: parlo; se invece essa oggetto dun comando
(oppure duna preghiera, dun consiglio, dun permesso ecc.), il verbo di modo im-

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perativo: parla! Ma queste nozioni non presentano per voi nessuna difficolt, perch lindicativo e limperativo hanno gli stessi valori anche in italiano, in latino e nelle
principali lingue straniere. Notate per che, mentre in italiano limperativo ha solo le
seconde persone, singolare e plurale (parla [tu]!, parlate [voi]!), in greco esso ha
anche voci di terza persona, singolare e plurale, con cui il comando espresso in
forma indiretta: in altre parole, non si comanda a una o pi persone di fare una cosa,
ma si comanda che una o pi persone facciano una cosa. In italiano, a queste voci
corrisponde il cosiddetto congiuntivo esortativo: parli [egli]!, parlino [essi]! Le
terze persone dellimperativo saranno trattate nel capitolo 31.
In questo II volume vi saran poi presentati gli altri due modi del verbo greco, che
ancra non conoscete: il congiuntivo e lottativo. Rimandando ai capitoli 21 e 25 un
discorso pi preciso, vi diciamo fin dora che:
1) nelle proposizioni principali, il congiuntivo serve a esortare (congiuntivo
esortativo), come in italiano e in latino, o, come in latino, a esprimere un dubbio,
unincertezza pi o meno angosciosa sul da farsi (congiuntivo dubitativo): esso si trova dunque in frasi come Brindiamo, amici! (congiuntivo esortativo) e in frasi del
tipo di Dove scappare? (o Dove possiamo [potremmo] scappare?, Dove scapperemo? ecc.: congiuntivo dubitativo); sempre nelle proposizioni principali, lottativo
esprime un desiderio (ottativo propriamente detto 1: confrontate il congiuntivo
desiderativo latino, con utinam) oppure, accompagnato da n, una possibilit (ottativo
potenziale), come il congiuntivo potenziale del latino: lottativo propriamente detto
ricorre dunque in frasi del tipo di Possa la patria salvarsi! (o Magari la patria si
salvi!, Oh, se la patria si salvasse! ecc.), lottativo potenziale in frasi come la seguente: Potresti morire in guerra;
2) nelle proposizioni subordinate, il congiuntivo ricorre nelle finali o, con n, esprime unidea deventualit (congiuntivo eventuale, come in italiano e in latino): Aspetter finch non venga il mio amico; sempre nelle subordinate, lottativo assai frequente, e molto spesso non ha un valore preciso: hanno infatti molte volte questo
modo (detto allora ottativo obliquo) le proposizioni subordinate le cui reggenti hanno
il verbo in un tempo storico: imperfetto, aoristo o piucchepperfetto.
Come vabbiamo detto, ritorneremo su tutto questo; per il momento, queste nozioni son servite a darvi unidea degli usi principali di questi due modi verbali, per voi
nuovi. Riguardo alle voci, osservate chesse si distinguono per avere, prima delle
terminazioni: nel congiuntivo una vocale lunga (w o h anzich o o e: confrontate lwmen,
congiuntivo, con lomen, indicativo), nellottativo uno i (confrontate loimen, ottativo,
ancra con lomen, indicativo).
Non modi, ma forme nominali del verbo sono linfinito e il participio, che gi
conoscete. Linfinito propriamente un sostantivo: cos, per esempio, Amo studiare
ha lo stesso significato di Amo lo studio; in quanto sostantivo, esso pu prender
larticolo: t lgein, il dire. Il participio un aggettivo, tant vero che concorda in
caso, genere e numero col sostantivo: T6j gunakaj lalos!j r = Vedo le

Propriamente detto, perch ottativo deriva dal latino optre, desiderare.

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Uno sguardo dinsieme sul verbo greco


donne che parlano; pur essendo una forma del verbo, esso appartiene perci alla
flessione nominale, o declinazione. Come in genere gli aggettivi, pu esser sostantivato: pensate, in italiano, a lamante, il perdente, i non vedenti.
A prima vista, le tabelle delle p. XVI-XVIII possono incutere un po di timore
reverenziale, anche perch le voci che un verbo greco dispiega nella sua coniugazione
son molte di pi di quelle dun verbo italiano o latino. Ma in realt la coniugazione
greca un sistema molto razionale e compatto, che ubbidisce a poche e assai semplici
regole di formazione: se farete un piccolo sforzo di riflessione su quelle regole, potrete
dunque ricavar facilmente da voi stessi le diverse voci verbali; e lo sforzo mnemonico,
comunque necessario per fissar le nozioni, dovr seguire, non precedere, la comprensione, e sar allora incomparabilmente meno faticoso e pi redditizio (perch sar
difficile che scordiate quel che avrete imparato).
Non questo il momento, a ogni modo, di veder nei particolari queste regole di
formazione: lo faremo un po per volta, colla necessaria gradualit.
Ricordate per che, per coniugare un verbo, necessario (almeno per i cosiddetti
verbi irregolari) conoscere alcune sue voci fondamentali, che ne costituiscono il
paradgma (dal greco t pardeigma, il modello o lesempio dellintera coniugazione). Il paradigma dun verbo greco comprende sei voci: la I singolare del presente indicativo attivo: lw; la I singolare del futuro indicativo attivo: lsw; la I singolare dellaoristo indicativo attivo: l$sa; la I singolare del perfetto indicativo attivo:
lluka; la I singolare del perfetto indicativo mediopassivo: llumai; la I singolare
dellaoristo indicativo passivo: lqhn.
Da queste sei voci fondamentali si ricavano tutte le altre. In particolare: 1) limperfetto, attivo e mediopassivo, deriva dal tema del presente: -l$-on, -l$-mhn; 2) le
voci mediopassive del presente e le voci medie del futuro e dellaoristo si ricavano
facilmente da quelle attive corrispondenti: l-omai, ls-omai, -l$s-mhn; 3) il
piucchepperfetto, attivo e mediopassivo, si forma dal tema del perfetto: -lel-kh,
-lel-mhn; 4) il futuro passivo deriva dal tema dellaoristo passivo: luq-somai.
Nel caso dei verbi regolari, che sono numerosissimi, il paradigma non necessario: basta infatti conoscer la I singolare del presente indicativo attivo (ch poi la voce
in cui i verbi son citati in questo libro, come in genere nelle grammatiche e nei vocabolari) per ricavarne, applicando poche regole rigorose, che in parte gi conoscete e che
son comunque molto semplici, le altre cinque voci fondamentali (e da queste, poi,
tutte le altri voci della coniugazione). Ci sono per in greco anche parecchi verbi
irregolari, alcuni duso molto frequente: per essi il paradigma necessario, perch dal
presente non si possono ricavare, con regole facili, le altre voci fondamentali (naturalmente, queste possono essere spiegate, ma la spiegazione richiede la conoscenza di
lggi di fonetica storica non sempre semplicissime per un principiante). Faremo subito
lesempio dun verbo regolare (t"mw) e dun verbo irregolare (lepw).
In maniera un po empirica, si posson distinguere diversi temi temporali, che, restando normalmente invariati, servon di base alla formazione di tuttuna serie di voci:

XIV

Uno sguardo dinsieme sul verbo greco


cos, diremo che l$- il tema del presente di lw, perch l$- lelemento comune
che si trova in tutte le voci del presente (e dellimperfetto) di lw; la parte finale,
variabile, delle diversi voci (-w, -eij, -ei ecc.) si chiama terminazione.
I diversi temi temporali possono poi esser ricondotti tutti a un elemento unico, che
chiameremo tema verbale, da cui essi derivano collaggiunta di suffissi e prefissi e con
qualche altra modificazione di forma.
Cos, considerando per esempio le voci verbali t"mmen (< t"m-omen: onoriamo, presente), t"ms-omen (onoreremo, futuro), t"msa-men (onorammo,
aoristo), tet"mka-men (abbiamo onorato, perfetto), diremo chesse derivano da
t"ma- (tema del presente), t"mhs- (tema del futuro), t"mhsa- (tema dellaoristo),
tet"mhka- (tema del perfetto) rispettivamente. Ma anche facile osservare che tutti
questi temi temporali possono esser fatti risalire a una forma unica t"ma-, che, senza
variazioni, d il tema del presente, mentre negli altri tre casi si presenta colla vocale
finale cambiata (da a in h), e collaggiunta inoltre: nel futuro del suffisso -s-,
nellaoristo del suffisso -sa- e del prefisso - (laumento), nel perfetto del suffisso
-ka- e del prefisso te- (il raddoppiamento). Diremo allora che t"ma- il tema verbale di t"mw.
Nel caso dunque di t"mw, il tema verbale ha una forma unica (t"ma-), da cui i vari
temi temporali possono esser dedotti facilmente, collapplicazione di regole sempre
uguali.
Ma non sempre cos: per esempio, abbiamo gi osservato di passaggio che lw
forma alcuni suoi tempi da un tema verbale l$-, con vocale lunga, altri da un tema
verbale lu-, con vocale breve, senza che questo si possa sapere prir; e le differenze possono essere anche maggiori, come nel caso di lepw, lascio, il cui tema verbale ha le tre forme leip-, loip- e lip-. Per questo motivo, quandera necessario abbiamo, nei prossimi capitoli, aggiunto ai paradigmi dei verbi lindicazione del tema verbale: lw, t. v. l$-/lu-; lepw, t. v. leip-/loip-/lip-; ecc.
Come ricorderete, nel I volume vabbiamo dato, a partir dal capitolo 11, il presente
e laoristo della maggior parte dei verbi; dellaoristo vi davamo, oltre allindicativo,
anche il participio, per farvi riflettere sullaumento, mostrandovi una forma collaumento e una senza. In questo II volume vi daremo, nelle liste di vocaboli (lexica),
lintero paradigma di diversi verbi importanti (per i verbi composti con preposizioni,
si sottintende che seguono il paradigma dei semplici: kata-banw, per esempio, quello di banw); non vi daremo pi participi, mentre vi faremo osservare, occasionalmente,
altre forme degne di nota. Anche in una speciale rubrca (I verbi greci) troverete i
paradigmi dalcuni verbi notevoli, che spesso gi conoscete: essi saranno raggruppati,
capitolo per capitolo, non a caso, ma perch sono tra loro simili, dimodoch vi sar
anche pi facile impararli.

XV

Uno sguardo dinsieme sul verbo greco


PRESENTE

FORMA ATTIVA

Indicativo
lw
lomen
leij
lete
lei
lousi(n)

IMPERFETTO
l$on
l$ej
l$e(n)

lomen
lete
l$on

FUTURO
lsw
lseij
lsei

lsomen
lsete
lsousi(n)

lsoimi
lsoij
lsoi

lsoimen
lsoite
lsoien

Congiuntivo
lw
lwmen
lVj
lhte
lV
lwsi(n)
Ottativo
loimi
loij
loi

loimen
loite
loien

Imperativo
le
lete
l$tw
l$ntwn
(o l$twsan)
Infinito
lein

lsein

Participio
lwn, lousa, lon

lswn, lsousa, lson

Indicativo
lomai
l$meqa
lV (o lei) lesqe
letai
lontai

l$mhn
lou
leto

l$meqa
lesqe
lonto

lsomai
lsV
lsetai

l$smeqa
lsesqe
lsontai

FORMA MEDIA

Congiuntivo
l$meqa
lwmai
lV
lhsqe
lhtai
lwntai

XVI

Ottativo
l$omhn
loio
loito

l$omeqa
loisqe
lointo

l$somhn l$someqa
lsoio
lsoisqe
lsoito lsointo

Imperativo
lou
lesqe
l$sqw l$sqwn
(o l$sqwsan)
Infinito
lesqai

lsesqai

Participio
l$menoj, -h, -on

l$smenoj

Uno sguardo dinsieme sul verbo greco


AORISTO

PERFETTO

l$sa
l$saj
l$se(n)

lsamen
lsate
l$san

lluka
llukaj
lluke(n)

lelkamen
lelkate
lelk!si(n)

lsw
lsVj
lsV

lswmen
lshte
lswsi(n)

lelukj
lelukj j
lelukj

leluktej men
leluktej te
leluktej si(n)

lsaimi
lsaij
(o lseiaj)
lsai
(o lseie[n])

lsaimen
lsaite

lelukj ehn
lelukj ehj
lelukj eh

leluktej e men
leluktej e te
leluktej e en

lsate
lelukj sqi
l$sntwn
lelukj stw
(o l$stwsan)

leluktej ste
leluktej ntwn

lson
l$stw

PIUCCHEPPERFETTO
lelkh
(o lelkein)
lelkhj
(o lelkeij)
lelkei(n)

lelkemen
(o lelkeimen)
lelkete
(o lelkeite)
lelkesan
(o lelkeisan)

lelmhn
lluso
lluto

lelmeqa
llusqe
llunto

lsaien
(o lseian)

lsai

leluknai

ls!j, ls!sa, lsan

lelukj, -ua, -j

l$smhn
lsw
lsato

l$smeqa
lsasqe
lsanto

llumai
llusai
llutai

lelmeqa
llusqe
lluntai

lswmai
lsV
lshtai

l$smeqa
lshsqe
lswntai

lelumnoj
lelumnoj j
lelumnoj

lelumnoi men
lelumnoi te
lelumnoi si(n)

l$samhn
lsaio
lsaito

l$sameqa
lsaisqe
lsainto

lelumnoj ehn lelumnoi e men


lelumnoj ehj lelumnoi e te
lelumnoj eh lelumnoi e en

lsai
l$ssqw

lsasqe
lluso
l$ssqwn
lelsqw
(o l$ssqwsan)

lsasqai

lelsqai

l$smenoj

lelumnoj

llusqe
lelsqwn
(o lelsqwsan)

XVII

Uno sguardo dinsieme sul verbo greco


FORMA PASSIVA

XVIII

AORISTO

Indicativo
luqsomai luqhsmeqa lqhn
luqsV
luqsesqe lqhj
luqsetai luqsontai lqh

lqhmen
lqhte
lqhsan

Congiuntivo
luq
luqmen
luqj
luqte
luq
luqsi(n)
Ottativo
luqhsomhn luqhsomeqa luqehn
luqsoio luqsoisqe luqehj
luqsoito luqsointo luqeh

luqemen
luqete
luqeen

Imperativo
lqhti
lqhte
luqtw
luqntwn
Infinito
luqsesqai

luqnai

Participio
luqhsmenoj

luqej, luqesa, luqn

PERF. PIUCCHEPPERF.
Le voci passive sono uguali a quelle medie (v. p. XVII).

FUTURO

Le voci passive sono uguali a quelle medie (v. p. XVII).

Le voci passive sono uguali a quelle medie (v. p. XVI).

Le voci passive sono uguali a quelle medie (v. p. XVI).

PRES. IMPERF.