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DIRITTO PRIVATO 10-04-2015

(10:44)
Laltra volta ci siamo occupati dello scioglimento del contratto, ce ne siamo occupati in
un primo momento trattando la rescissione, poi la risoluzione e poi il recesso. Oggi
facciamo un po un passo indietro, perch facciamo un passo indietro? Perch
torniamo a occuparci, in una parentesi, degli elementi del contratto. Mi spiego meglio:
noi abbiamo parlato, abbiamo elencato gli elementi del contratto che sono quelli
contenuti nellart. 1325 del codice civile, abbiamo parlato delloggetto e abbiamo
parlato della forma. Non abbiamo parlato dellaccordo. Laccordo che viene concluso,
che viene raggiunto dalle parti del contratto, quindi da due soggetti: dal proponente e
dalloblato. Chi il soggetto? Del soggetto non abbiamo fino a questo momento
parlato, abbiamo fatto degli accenni. Del soggetto ci dobbiamo occupare con
riferimento ad alcuni istituti del contratto ed in particolar modo con riferimento alla
rappresentanza, alla simulazione , alla divergenza tra volont e dichiarazione e cos
via.
IL SOGGETTO
Quindi, chi il soggetto? Quando si parla di soggetto bisogna fare una distinzione tra il
soggetto e la parte del contratto. Il soggetto la parte in senso formale o la parte in
senso sostanziale.
La parte in senso formale lautore dellatto volitivo, quindi lautore dellatto di
volont, lautore della dichiarazione, colui che manifesta la volont. Generalmente
deve avere la capacit di agire, quindi la capacit di contrarre, di stipulare contratti.
La parte in senso sostanziale il titolare dellinteresse, ed il soggetto nei cui
confronti latto produce degli effetti.
Generalmente questa distinzione irrilevante, perch parte in senso formale e parte in
senso sostanziale coincidono. Cio generalmente il titolare dellinteresse anche
anche colui che manifesta la volont, colui che dichiara la volont, che esterna la
volont, che volto a realizzare i suoi interessi.
Questo per non avviene sempre, cio questa coincidenza po in alcuni casi non
esserci. In questo caso entra in gioco un fenomeno particolare che quello della
rappresentanza.
LA RAPPRESENTANZA
Quando si ha la rappresentanza? Quando parte in senso formale e parte in senso
sostanziale non coincidono, non sono rappresentati dallo sesso soggetto. Che cosa
significa questo? Che, pu accadere, che la volont contrattuale venga espressa non
direttamente dal soggetto interessato, quindi non direttamente dal soggetto portatore
dellinteresse, cio non dal DOMINUS dellaffare, ma da un terzo soggetto che viene
incaricato di fare questo. E perch questo pu accadere? Le ragioni possono essere
svariate. Normalmente gli atti giuridici, ve lo ribadisco, vengono posti in essere
dallinteressato. Per pu accadere che linteressato debba trattare pi affari in luoghi
diversi, quindi incarichi qualcuno di trattare alcuni di questi affari; oppure pu
accadere che linteressato non sia in grado di tutelare i propri interessi e quindi non sia
in grado di manifestare la propria volont per varie ragioni che ora vedremo.

La rappresentanza quindi, un istituto importante ed un istituto che viene


disciplinato dal nostro codice civile in maniere dettagliata negli art. che vanno dal
1387 e seguenti. Il capo VI intitolato proprio della rappresentanza.
Come la possiamo definire? La rappresentanza pu essere definita appunto come
quella figura, quellistituto d sostituzione ( figura pi corretto) quindi la figura di
sostituzione per cui un determinato soggetto, detto rappresentante, ha il potere di
agire in nome e per conto (cio nellinteresse significa) di un altro soggetto che il
rappresentato. Quando il rappresentante agisce in nome e per conto del
rappresentato, gli effetti giuridici della sua attivit, quindi degli atti che pone in essere,
si produrranno direttamente nella sfera giuridica del rappresentato. Quindi noi stiamo
parlando della RAPPRESENTANZA DIRETTA.
La rappresentanza diretta si ha quando il rappresentante agisce in nome e per conto
del rappresentante, quindi tutti gli effetti degli atti da lui posti in essere si produrranno
nella sfera giuridica del rappresentato.
State attenti: la rappresentanza ammessa esclusivamente per i negozi di tipo
patrimoniale, non ammessa per i negozi di carattere personale(mi riferisco al
matrimonio per esempio, o al riconoscimento del figlio naturale o alle cos dette
convenzioni matrimoniali di cui abbiamo parlato qualche lezione fa). Quindi in questi
casi la rappresentanza non ammessa. In alcuni casi per ammesso lintervento di
un terzo. Quando in questi negozi di carattere di carattere personale ammesso
lintervento di un terzo per il compimento per esempio di un atto di diritto familiare,
che potrebbe essere il matrimonio per procura, il terzo che interviene non un
rappresentante, un NUNCIUS. Che significa? Significa che soltanto un portavoce,
un portatore, colui che riferisce una specifica volont del titolare dellinteresse, ma
non rappresenta il titolare dellinteresse, cio non agisce in nome e per conto del
titolare dellinteresse. Quindi un nuncius, un messo, un portavoce( cos avviene il
matrimonio per procura che voi avete studiato). In quel caso il procuratore un mero
portavoce e non un rappresentante. Perch questo? Perch mentre il rappresentante
collabora nella formazione della volont del rappresentato, invece il nuncius si limita a
trasmettere la volont di altri, quindi soltanto ( penso che sia il termine pi adatto)
un portavoce, un portatore della volont di un altro soggetto.
Dicevamo, quella che noi abbiamo definito ora la rappresentanza diretta, cio
quando un soggetto detto rappresentante agisce in nome e per conto di un altro
soggetto detto rappresentato. Per generalmente voi trovate nei vostri manuali una
differenza tra rappresentanza diretta e RAPPRESENTANZA INDIRETTA.
La rappresentanza indiretta si ha quando il rappresentante agisce per conto del
rappresentato ma in nome proprio. Quindi sar obbligato a trasmettere gli effetti
giuridici che si produrranno nella sua sfera giuridica, nella sfera giuridica del
rappresentato.
Ora se voi leggete il vostro manuale, il prof. Gazzoni ritiene che la rappresentanza
indiretta non sia unipotesi di rappresentanza, che la concezione unitaria sostenuta da
una parte della dottrina( dal fondatore della scuola messinese di diritto privato, da
Pugliatti), la teoria unitaria della rappresentanza non sia fondata, perch la
rappresentanza deve avere delle caratteristiche ben precise, cio la rappresentanza
deve essere caratterizzata da due elementi che sono: il potere rappresentativo, cio il
potere di compiere unattivit nellinteresse altrui; ma anche la spendita del nome, la
cos detta CONTEMPLATIO DOMINI. Questi sarebbero i due elementi fondamentali della
rappresentanza. Se manca la spendita del nome (dice il prof Gazzoni) in realt non

siamo in presenza della rappresentanza perch questo tipo di rappresentanza indiretta


non rileva nei rapporti con i terzi, ma rileva soltanto nei rapporti tra il DOMINUS(quindi
il titolare dellinteresse, il rappresentato) e il rappresentante.
Quindi mentre voi siete abituati a studiare, a parlare di rappresentanza diretta e
indiretta, i vostri manuali differenziano la rappresentanza diretta da quella indiretta,
ma considerandole entrambe. Forse, ora, qualche manuale sottolinea questa
differenza. Per siete abituati a considerarle entrambe ipotesi di rappresentanza ma in
realt la dottrina su questo non unita. Perch si dice( Gazzoni un sostenitore della
differenza che bisogna fare tra questi due tipi di rappresentanza) sostiene che la
rappresentanza vera e propria sia la rappresentanza diretta, cio quella in cui vi la
spendita del nome( contemplatio domini). Se manca questo elemento, non siamo in
presenza di rappresentanza ma siamo in presenza di unINTERPOSIZIONE REALE DI
PERSONA. Perch il soggetto (il rappresentante) compie unattivit nellinteresse di un
altro soggetto ma gli effetti si produrranno nella sua sfera giuridica. Per cui sar
costretto poi a trasferire questi effetti nella sfera giuridica del rappresentato. Con
uneccezione: quando latto ha ad oggetto beni mobili o il diritto su beni mobili, il
trasferimento del diritto immediato, cio avviene contemporaneamente. Nel
momento in cui viene compiuto latto, il diritto si trasferisce nella sfera giuridica del
rappresentante e contemporaneamente in quella del rappresentato. C un doppio
trasferimento del diritto contemporaneamente.
Quindi, quando si parla di rappresentanza indiretta, questa viene anche definita
interposizione reale di persona. (per tenete presente la differenza tra interposizione
reale e fittizia di persona di cui parleremo quando faremo la simulazione).
Cominciamo ad analizzare gli art del codice per renderci conto meglio della disciplina
in tema di rappresentanza. Io vi ho detto che la rappresentanza disciplinata dagli art
1387 e seguenti. Lart 1387 in particolare si occupa delle fonti della rappresentanza.
Che significa? Significa che la rappresentanza pu essere LEGALE se trova la sua fonte
nella legge. Cio qual la rappresentanza legale che voi avete studiato? Chi il
rappresentante legale? E quello degli incapaci, quello dei minori in quel caso la
legge che stabilisce che il soggetto incapace( incapacit intesa in senso generale)
abbia bisogno di un rappresentante, di un soggetto che agisca in nome e per conto
dellincapace.
Poi abbiamo la rappresentanza VOLONTARIA (che quella che a noi interessa di pi in
questo momento)cio la rappresentanza che trova la sua fonte nella volont del
dominus. E necessita di un negozio particolare che la PROCURA.
LA PROCURA
La procura un atto giuridico unilaterale che rivolto ai terzi. Cio un negozio con
cui il rappresentato attribuisce al rappresentante il potere di compiere determinati atti.
La procura pu essere speciale, se riguarda degli atti individuati, se riguarda un
particolare affare o una categoria di affari che devono essere compiuti dal
rappresentante; oppure pu essere generale, quando riguarda tutti gli affari del
rappresentato. Per in questo caso deve trattarsi normalmente. Generalmente si tratta
di atti di ordinaria amministrazione quando la procura generale; la procura speciale
invece riguarda atti di straordinaria amministrazione.
La procura pu essere espressa quando indica in maniera specifica la categoria degli
atti che il rappresentante pu compiere e deve essere necessariamente espressa
quando riguarda gli atti di straordinaria amministrazione.

La procura, io vi ho detto, un atto unilaterale( anche se ci sono voci discordanti)


rivolto ai terzi e attribuisce al rappresentante dei poteri. Cio il potere di compiere
determinati atti in nome e per conto del rappresentato. Molto spesso la procura
inserita nel contratto di mandato ( ma anche nel contratto di agenzia, di societ).
Il contratto di mandato il contratto che rileva nei rapporti interni tra rappresentante
e rappresentato. Generalmente la rappresentanza volontaria nasce da un contratto di
mandato. Quindi, mentre il mandato un contratto, la procura un atto unilaterale; la
procura inserita allinterno del contratto di mandato, la procura serve ad attribuire al
rappresentante i poteri di cui ha bisogno per compiere determinati atti. Il contratto di
mandato invece il cos detto rapporto interno o di gestione che serve proprio a
organizzare i rapporti tra rappresentante e rappresentato, nel caso specifico tra
mandante e mandatario.(colui che d l incarico di compiere gli atti e colui che riceve
questo incarico).
Distinguiamo la procura come atto unilaterale dalla procura intesa come documento.
La procura intesa come documento serve soltanto a provare lesistenza del negozio di
procura. La procura non ha sempre la stessa forma perch, e questo ve lo dice il
codice nell art 1392: la procura deve avere la forma prescritta per il contratto che il
rappresentante deve concludere. La forma che si richiede per la procura quella che
si richiede per il contratto che sta per concludere. Se non si richiede nessuna forma, la
procura potrebbe anche non avere una forma specifica. Quindi dobbiamo distinguere
la procura come atto dalla procura come documento.
Cessati i poteri del rappresentante, il rappresentante dovr restituire il documento. La
modifica o la revoca dei poteri del rappresentante devono essere portati a conoscenza
dei terzi con mezzi idonei a far conoscere ai terzi queste modifiche o queste revoche.
Si possono verificare una serie di situazioni:
1) Pu accadere che il rappresentante agisca o senza poteri o eccedendo i poteri
che gli sono stati attribuiti dal rappresentato. Parliamo del cos detto FALSUS
PROCURATOR. Che succede a questo punto? Come vengono tutelati i terzi? Il
terzo pu vantare dei diritti nei confronti del rappresentato? NO, non pu
vantare dei diritti, ma non neanche parte del contratto il rappresentante che
ha agito senza poteri se ha agito come falsus procurator. Che succede? Il
rappresentante che ha agito in eccesso di poteri o senza poteri dovr risarcire il
danno al terzo ma non sar parte del contratto. Il terzo per ha il cos detto
POTERE DI INTERPELLO cio pu chiedere al dominus dellaffare cio al
rappresentato ( state attenti perch su questo avete spesso difficolt in sede
desame) di ratificare latto. Che vuol dire ratificare un atto? La ratifica una
cosa diversa dalla convalida. Perch la convalida serve a sanare EX TUNC un
vizio intrinseco dellatto. Quindi un vizio preesistente allatto. (per es. la stipula
del contratto). La ratifica invece sana EX TUNC sempre, la mancanza di poteri
da parte di chi ha compiuto latto. Cio con la ratifica il dominus dellaffare fa
suo latto per cui latto valido e il terzo potr vantare dei diritti nei confronti
del dominus, ma soltanto perch c stata la ratifica.
2) Pu capitare che il rappresentante compia un atto in conflitto di interessi col
rappresentato. Che cosa si intende per conflitto dinteressi? Il rappresentante,
deve curare gli interessi del rappresentato e quindi non deve creare conflitti tra i
propri interessi e quelli del rappresentato. Lart. 1394 si occupa di questa
specifica situazione; per il legislatore non spiega cosa si intende per conflitto
dinteressi. Per questo motivo la definizione che noi diamo di conflitto di
interessi quella che viene data dalla dottrina della giurisprudenza, cio la

definizione in parole molto semplici vi ho dato prima: si ha quando il


rappresentante persegue dei fini propri ma anche di altre persone, fini che sono
appunto in conflitto con quelli del rappresentato. Dobbiamo puntualizzare che la
definizione di conflitto di interessi non del codice civile, una definizione che
stata data dalla dottrina della giurisprudenza. Che pu succedere in questi
casi? Che dal contratto derivi un vantaggio per il rappresentante o il terzo e un
danno per il rappresentato. Cio e latto compiuto dal rappresentante
vantaggioso per lui o per unaltra persona a lui vicina ed dannoso per il
rappresentato, c il conflitto di interessi. In questo caso, dice il legislatore : il
contratto annullabile su domanda del rappresentato e sempre che il conflitto
di interessi sia conosciuto dal terzo. Deve essere tutelato anche il terzo che
viene coinvolto. Quindi se il conflitto di interessi conosciuto dal terzo, il
contratto pu essere annullato su richiesta dellinteressato. Lart. 1394: il
contratto concluso dal rappresentante in conflitto di interessi col rappresentato,
pu essere annullato su domanda del rappresentato se il conflitto era
conosciuto o riconoscibile dal terzo.
3) Unaltra situazione che si pu venire a creare quella del contratto concluso
con s stesso. Cio il rappresentante ritiene che quel determinato affare pu
giovargli e quindi decide di concludere il contratto in nome e per conto del
rappresentato con s stesso. Questo possibile? Bisogna vedere se c stata
lautorizzazione da parte del rappresentato e il problema non si pone, il
contratto perfettamente valido. Se invece non c stata lautorizzazione, il
contratto concluso con s stesso annullabile. Ma non sempre, annullabile
solo se sorge un conflitto di interessi. Se non c questo conflitto il contratto
valido quindi non annullabile. Lart. 1395: annullabile il contratto che il
rappresentante conclude con s stesso proprio o come rappresentante di
unaltra parte, a meno che il rappresentato lo abbia autorizzato
specificatamente, ovvero il contenuto del contratto sia determinato in maniera
tale da escludere la possibilit di conflitto di interessi. Limpugnazione pu
essere proposta solo dal rappresentato.
Come si estingue la rappresentanza? La rappresentanza si estingue con la revoca
della procura, con la rinunzia del procuratore, con la morte del rappresentante o
del procuratore.
State attenti: quando si parla di sostituzione si parla anche di rappresentanza
organica, che voi avete studiato quando avete studiato le persone giuridiche. Ma la
rappresentanza organica( che riguarda i rapporti tra la persona giuridica stessa)
non un ipotesi di rappresentanza disciplinata dagli art. 1387 e seguenti, anche
se spesso viene utilizzata questa espressione perch la rappresentanza presuppone
lesistenza di due soggetti distinti: rappresentante e rappresentato. Nel caso della
rappresentanza organica invece succede che gli organi sono elementi della
struttura della persona giuridica quindi non siamo in presenza di rappresentante e
rappresentato, ma di soggetti che generalmente sono persone fisiche, definite
organi, che agiscono nellinteresse della persona giuridica ( quindi dellente
pubblico o privato). Quindi non possiamo parlare di rappresentanza perch non
siamo in presenza di due soggetti, siamo in presenza di un soggetto che agisce
nellinteresse della persona giuridica di cui fa parte.
LETTURA SCHEMI (51:14)
(57:15)DIFFERENZE TRA PROCURA E MANDATO

La procura diversa dal mandato. La procura disciplinata dallart 1392. Il


mandato invece disciplinato nella parte speciale in materia di contratti, cio un
vero e proprio contratto ed disciplinato dagli art 1703 e seguenti. La normativa in
materia di rappresentanza(questo non ve lho detto prima) quindi gli art 1387 e
seguenti, deve essere integrata con la normativa in materia di mandato cio con gli
art 1703 e seguenti ( leggetevi questi articoli).
ALTRA LETTURA
Il contratto di mandato non un atto unilaterale, ma c un accordo raggiunto tra
due parti. Allinterno del contratto di mandato c la procura perch c lincarico
che izio ha dato a caio di comprare quellappartamento.
LA VOLONTA
In questa seconda parte della lezione, continuiamo a occuparci del soggetto e in
particolar modo ci occupiamo della volont del soggetto che pone in essere latto
negoziale. Abbiamo detto pi volte che ormai, quando si parla di volont, si intende
la volont della dichiarazione. Non la volont effettiva del soggetto, ma la volont
che viene manifestata.
La legge per tale ragione, cerca di fare in modo che il processo interno di
formazione della volont e quello di manifestazione esterna della volont stessa,
non venga intaccato, non subisca linfluenza di elementi perturbatori o esterni.
Perch la dichiarazione dovrebbe rappresentare ci che le parti vogliono. Quando
questa corrispondenza tra ci che le parti vogliono e ci che viene manifestato non
c, il negozio invalido.
Le ipotesi di non coincidenza tra volont e dichiarazione vengono distinte in
divergenze volute e divergenze non volute.

LA SIMULAZIONE
Tra le ipotesi considerate VOLUTE di divergenza tra volont e dichiarazione c la
SIMULAZIONE( anche se oggi la dottrina non parla pi di divergenza vera e
propria).
La simulazione unipotesi di divergenza voluta. La dichiarazione non seria
unipotesi di divergenza voluta( dichiarazione fatta per scopi didattici, teatrali e
cos via) in questo caso il contratto non c, perch nullo. Non c nessun
elemento che possa far considerare valido questo contratto.
Un discorso simile quello della riserva mentale, simile ma inverso nello stesso
tempo ad es: se io dico di voler comprare un motorino, ma nella mia testa voglio
acquistare una macchina, la volont non manifestata allesterno non ha valore.
Esistono delle ipotesi di divergenza tra volont e dichiarazione NON VOLUTE (per es
caso violenza fisica: io manifesto una volont che in realt non la mia volont
esempio dellasta pubblica: qualcuno mi forza ad alzare il braccio per comprare
loggetto allasta- in questo caso il negozio nullo perch manca un elemento
essenziale del contratto cio la volont, perch la volont viziata).
ERRORE OSTATIVO

Unaltra ipotesi lerrore ostativo cio lerrore compiuto nel momento in cui viene
trasmessa la volont, lerrore che viene compiuto nella dichiarazione, nel momento
in cui viene manifestata la volont o viene trasmessa. Questo caso potrebbe essere
per es un errore di trasmissione dallufficio che viene incaricato. Quindi il contratto
annullabile. Quindi lerrore ostativo unipotesi di vizio del consenso. Per sono
anche delle ipotesi che vengono considerate di divergenza tra volont e
dichiarazione.
Quella di cui noi ci occuperemo pi nel dettaglio la simulazione.
LA SIMULAZIONE
La simulazione sempre un istituto tradizionalmente considerato di divergenza tra
volont e dichiarazione, disciplinato dagli art 1414 e seguenti del codice civile. La
simulazione si ha quando le parti fingono di stipulare un negozio che in realt non
vogliono. Questo presuppone lesistenza di un accordo, detto SIMULATORIO, tra
colui che fa la dichiarazione e colui che la riceve. Generalmente accanto a questa
dichiarazione non voluta le parti si scambiano unaltra dichiarazione, quindi una
controdichiarazione nascosta in cui esprimono una volont diversa. Le parti si
accordano per non volere la produzione degli effetti del contratto che stanno
stipulando, ma nello stesso tempo si accordano affinch da quel contratto
scaturiscano alcuni effetti diversi cio stiamo parlando del CONTRATTO SIMULATO e
CONTRATTO DISSIMULATO .
La simulazione assoluta quando le parti fingono di stipulare un contratto
apparente o anche detto simulato, ma non vogliono produrre alcun effetto.
La simulazione relativa quando le parti fingono di stipulare un contratto, ma
vogliono che da quel contratto scaturiscano effetti diversi di un negozio nascosto
anche detto dissimulato.
Un contratto diverso pu essere diverso per: i soggetti che vi prendono parte, per
il tipo di negozio che viene stipulato o per loggetto che pu essere diverso da
quello inserito nel contratto simulato.
Una particolare forma di simulazione relativa quella di PERSONA. Questa
lipotesi dellinterposizione FITTIZIA di persona ( e non reale come abbiamo visto
per la rappresentanza indiretta). fittizia di persona perch laccordo simulatorio
un accordo tra tre persone e serve a nascondere la vera persona con cui si vuole
contrattare.
Questi contratti, nella maggior parte dei casi, vengono stipulati per fini illegali.
La disciplina del nostro codice riguarda soprattutto gli effetti che la simulazione
produce. Lart 1414 dice: il contratto simulato non produce effetti tra le parti.
Significa che se io e tizio stipuliamo un contratto di compravendita per stabiliamo
anche che da questo contratto non debbano scaturire effetti, dice la legge il
contratto simulato (quindi la compravendita) non produce effetti tra le parti.
Quindi laccordo simulatorio produce effetti tra le parti, ma il contratto simulato no
perch le parti si sono accordate in questi termini. Se le parti hanno voluto
concludere un contratto diverso da quello apparente, cio un contratto dissimulato,
ha effetto tra le parti il contratto dissimulato.
Laccordo simulatorio fa si che il contratto simulato non produca effetti, ma che
produca effetti il contratto dissimulato se ha i requisiti di sostanza e di forma.

Il legislatore dice: le precedenti disposizioni si applicano anche agli atti unilaterali


destinati a una persona determinata che siano simulati per accordo tra il
dichiaratore e il destinatario. Qui il legislatore specifica che le disposizioni in
materia di simulazione si applicano anche agli atti unilaterali. Per quanto abbiamo
detto quindi, nei rapporti tra le parti, la simulazione opponibile. Le parti possono
far valere laccordo che hanno stipulato sulla base del principio che abbiamo
studiato: il contratto produce effetti tra le parti anche se un contratto simulato,
cio laccordo simulatorio produce effetti sulle parti, quindi la simulazione
opponibile.
Quindi questo per quanto riguarda i rapporti tra le parti che sono semplici perch
c un accordo basato sullart 1382: le parti possono decidere il contenuto del
contratto.
Il problema pi complesso se guardiamo ai rapporti con i terzi. Di questo si
occupa lart 1415. Laccordo fra le parti, questo significa che la simulazione non
pu essere opposta dalle parti contraenti n dagli eventi causa delle parti
contraenti, ai terzi in buona fede. I terzi invece, se sono danneggiati dallaccordo,
possono opporre la simulazione alle parti. Stiamo attenti per perch il nostro
legislatore fa una distinzione tra i terzi e i creditori. Lart 1415 dice: la simulazione
non pu essere opposta n dalle parti contraenti n dagli eventi causa o dai
creditori del simulato alienante ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti
dal titolare apparente, salvo gli effetti della trascrizione della domanda di
simulazione. La domanda di simulazione pu essere anche trascritta, pu essere
opposta ai terzi che in buona fede hanno acquistato dei beni da chi risulta essere in
apparenza il titolare del bene, lacquirente simulato del bene. I terzi invece possono
far valere la simulazione in confronto delle parti quando essa pregiudica i loro
diritti. Quindi le parti, a meno che non abbiano trascritto la domanda di
simulazione, non possono opporre ai terzi in buone fede lesistenza della
simulazione( in particolare a chi ha acquistato dei beni da chi era in apparenza il
titolare), mentre i terzi danneggiati dalla simulazione possono far valere lesistenza
di questa simulazione.
Il nostro legislatore fa una differenza nei rapporti coi creditori, in parte nellart 1415
e in parte nellart 1416. Considerate differenziati il creditore del simulato
acquirente dal creditore del simulato alienante. Il creditore del simulato acquirente
dalla simulazione vede arricchire il patrimonio del proprio debitore; il creditore del
simulato alienante vede impoverire il patrimonio del proprio debitore. Da qui nasce
la differenza e tutto il ragionamento che ha fatto il nostro legislatore. Nel senso che
la simulazione non opponibile dalle parti ai creditori del simulato acquirente se
hanno compiuto in buona fede atti di esecuzione sui beni fittiziamente acquistati;
mentre i creditori del simulato alienante possono opporre la simulazione alle parti
perch si vedono danneggiati dalla simulazione.
Lettura art 1415( vedi prima)
Lettura art 1416: la simulazione non pu essere opposta dai contraenti ai creditori
del titolare apparente cio da chi ha acquistato in apparenza il bene che in buona
fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto
simulato.
Il ragionamento come quello di prima: i creditori del simulato alienante possono
far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti e nel conflitto con i creditori del
simulato acquirente sono preferiti a questi, se il loro credito anteriore allatto

simulato. I creditori del simulato alienante se vedono impoverire il patrimonio del


loro debitore, possono far valere la simulazione; i creditori del simulato acquirente
vedono aumentare il patrimonio e quindi ad essi non si pu opporre lesistenza
della simulazione.
COME SI PROVA LA SIMULAZIONE? I terzi e i creditori possono provare la
simulazione come vogliono: non hanno limiti probatori. Le parti invece possono
provare la simulazione, provando lesistenza dellaccordo. Per possono ricorrere
alla prova per testimoni soltanto per dimostrare che il contratto dissimulato
illecito; altrimenti devono usare gli atri strumenti di prova( ad es la prova scritta)
ma non la prova per testimoni.

TEORIE SULLA DEFINIZIONE DI SIMULAZIONE


1)Premesso che negli art. precedenti non c alcuna definizione di simulazione, noi
abbiamo cercato di definirla. La dottrina e vari studiosi (prof Bianca) hanno cercato
di dare una definizione pi dettagliata. stata definita come il fenomeno
dellapparenza contrattuale creata intenzionalmente che ricorre quando le parti
stipulano un contratto con laccordo che questo contratto non corrisponda alla
realt del loro rapporto. Quindi unapparenza contrattuale voluta dalle parti. In
base a questo accordo simulatorio, le parti stipulano un contratto con lintesa che
questo non corrisponda alla realt del loro rapporto.
2)Poich non esiste una definizione di simulazione nel codice civile, le elaborazioni
fornite dalla dottrina sono svariate. Io prima vi ho detto che unipotesi
tipicamente considerata di divergenza tra volont e dichiarazione, ma questa la
teoria pi risalente, quella che normalmente si trova gi nei manuali. Perch si
ritiene tradizionalmente che la simulazione consista in una divergenza tra ci che si
vuole e ci che si dichiara, per non cos in realt. Si vuole tutto (laccordo
simulatorio, il contratto simulato, dissimulato) quindi non c divergenza perch io
non sto dichiarando ci che non voglio, sto dichiarando tutto ci che voglio. Quindi
questa concezione di simulazione tradizionale, sembra essere superata. Perch
come dice il prof Gazzoni nel vostro manuale, in realt le parti vogliono lintero
congegno simulatorio per cui non si pu parlare di divergenza tra volont e
dichiarazione.
Queste sono solo due delle teorie.
3)Secondo unaltra teoria non c divergenze tra volont e dichiarazione, ma una
divergenza tra due dichiarazioni. Cio la dichiarazione manifestata allesterno e
quella sottostante.
4)Altri ancora dicono: in realt quello che rileva non la divergenza tra volont e
dichiarazione ma quello che rileva il profilo causale cio si dice che nel contratto
simulato pi che la volont manca la causa. Quindi mancando la causa il contratto
simulato nullo. Valido laccordo simulatorio ed eventualmente il contratto
dissimulato se ha i requisiti di forma e sostanza.
In realt agli altri autori non sembrato corretto parlare di assenza della causa
perch il contratto non nullo. Il contratto simulato non produce effetti. Quindi non
corretta secondo limpostazione teorica pi recente, n la teoria tradizionale( che
parla di divergenza tra volont e dichiarazione) n la teoria secondo cui
mancherebbe la causa perch questo comporterebbe la nullit del contratto. Il

contratto simulato invece strutturalmente perfetto, ha tutti gli elementi di un


contratto e questo lo desumiamo dal fatto che il contratto simulato produce effetti
nei confronti di alcuni terzi (i creditori del simulato acquirente possono far valere la
simulazione, ai terzi danneggiati non pu essere opposta la simulazione). Quindi in
realt il contratto simulato non nullo pu produrre effetti nei confronti di alcuni
soggetti per inefficace tra le parti e nei confronti di alcuni terzi.
NATURA GIURIDICA DELLACCORDO
Altro problema si pone con la natura giuridica dellaccordo simulatorio perch:
-alcuni ritengono che sia un negozio giuridico.
-altri che sia una mera dichiarazione di scienza cio lintesa simulatoria sarebbe
rivolta a esprimere la consapevolezza del carattere simulato delle dichiarazioni
prese. Quindi sarebbe soltanto una manifestazione di consapevolezza.
Secondo la teoria maggioritaria laccordo simulatorio no una dichiarazione di
scienza ma un vero e proprio accordo e a questo accordo quindi si pu applicare
tutta la disciplina in materia di contratti.
VIZI DEL CONSENSO
Quando si parla di vizi del consenso non si fa riferimento ad unipotesi vera e
propria di divergenza tra volont e dichiarazione. I vizi del consenso riguardano le
ipotesi in cui la volont si formata in maniera viziata, non corretta. Perch fatti ed
azioni hanno inciso sulla determinazione della volont da parte dei contraenti.
Quindi non c divergenza, c una formazione scorretta della volont in seguito a
fatti esterni. Tradizionalmente il contratto viziato quello affetto da errore,
violenza, dolo e quindi come tale un contratto annullabile. Quindi i vizi del
consenso sono delle cause di annullamento del contratto insieme allincapacit.
Tradizionalmente sono ipotesi tassative, cio non ce ne possono essere di nuove.
Non cos per la nullit perch la nullit pu essere non individuata
specificatamente dal legislatore. Possono individuarsi ipotesi nuove di nullit : le
nullit virtuali.
Per chiedere lannullamento del contratto per vizi del consenso, non bisogna
dimostrare di aver subito un danno ma che esiste un vizio del consenso. Per nel
XX sec lintera disciplina dei vizi del consenso ha subito unevoluzione. Una volta i
vizi classici del consenso erano dolo, violenza, errore, ma anche incapacit
naturale. Erano concepiti in maniera molto rigida cio erano rigidi sia i presupposti
di applicazione di questi vizi, sia le cause di annullabilit del contratto. Le cose
sono cambiate e noi ce ne siamo occupati quando abbiamo parlato dellart 1337 e
dellobbligo di comportarsi secondo buona fede durante le trattative nella fase
precontrattuale. Abbiamo detto che il principio cardine del contratto quello della
buona fede. In particolar modo con lart 1337 si ha avuto unapplicazione pi ampia
di questo principio della buona fede per cui si arrivati ad individuare i cos detti
vizi incompleti del contratto (lerrore sui motivi, lerrore determinante un
essenziale, la reticenza, il mendacio, il raggiro colposo del codice civile). Il rimedio
lobbligo a risarcire il danno.
Lart 1440 parla del dolo incidente: se i raggiri non sono stati tali da determinare il
consenso, il contratto valido. Il contratto senza questi raggiri sarebbe stato
concluso ma a condizioni diverse. In questo caso il contraente in mala fede
risponde dei danni.

In base al combinato disposto di questi due art( 1337, 1440) stata rivista tutta la
disciplina dei vizi del consenso. Se si integrano gli estremi del dolo, della violenza e
dellerrore, il contratto annullabile. Se questi estremi non vengono integrati ma
vengono integrati gli estremi dei vizi incompleti del contratto, comunque il
contratto viziato ma non siamo in presenza di dolo, errore o violenza. Il
contraente in malafede deve risarcire il danno. Il contratto valido per perch
vige quel principio cardine in materia contrattuale dellobbligo di comportarsi in
buona fede per cui il contratto valido ma risarcibile in danno. ( LA PROF DICE
CHE FA RIFERIMENTO ALLA BUONA FEDE OGGETTIVA).
LERRORE
Il legislatore non d una definizione di errore. Possiamo parlare di errore in termini
di falsa conoscenza, di ignoranza, di circostanze rilevanti per la stipula del
contratto. Quindi si cade in errore quando non si conoscono alcuni elementi
rilevanti per stipulare quel contratto. Distinguiamo lerrore vizio e lerrore ostativo.
ERRORE VIZIO: riguarda il processo di formazione della volont.
ERRORE OSTATIVO: riguarda la trasmissione della volont.
Il primo consiste in una falsa rappresentazione della realt che ha indotto il
soggetto a stipulare quel contratto, a dichiarare una volont che in realt se avesse
conosciuto quelle determinate circostanze, non avrebbe dichiarato. Lerrore
ostativo invece che disciplinato dall art 1433, un errore nella manifestazione
della volont, nella dichiarazione o nella trasmissione.
Ora sono equiparati perch il legislatore dice: le disposizioni degli art precedenti si
applicano anche al caso in cui lerrore cade sulla dichiarazione, o in cui la
dichiarazione stata inesattamente trasmessa dalla persona o dallufficio che ne
era stato incaricato.
Nel codice precedente a quello nostro (quello del 1942) quindi il codice del 1865,
non era cos perch errore vizio ed errore ostativo comportavano delle
conseguenze diverse. Lerrore ostativo era considerato pi grave e comportava la
nullit assoluta del contratto, non lannullamento. Ora entrambi portano
allannullamento del contratto.
Lerrore per essere causa di annullamento del contratto deve essere: essenziale e
riconoscibile dallaltro contraente. A questo punto a noi non resta che capire che
cos lerrore essenziale e lerrore riconoscibile per capire cos lerrore.
essenziale nelle 4 ipotesi previste dallart successivo 1429: non tutti gli errori che
determinano il consenso sono essenziali. Lerrore determinante non sempre
essenziale. Affinch lerrore porti allannullamento del contratto deve essere sia
essenziale che determinante.
LE 4 IPOTESI:
1) essenziale quado cade sulla natura o sulloggetto del contratto. ERROR IN
NEGOZIO- : errore che ricade sul tipo di contratto che viene stipulato.
quellerrore che impedisce alle parti di avere la consapevolezza degli effetti che
produrr.
2) Identit delloggetto di prestazione o della qualit dello stesso che secondo il
comune apprezzamento o in relazione alle circostanze deve ritenersi
determinante del consenso. ERROR IN CORPORE-: identit delloggetto della
prestazione; -ERROR IN SUBSANTIA-: qualit delloggetto.

Si pone un problema: non facile stabilire quali sono le qualit rilevanti che
incidono sulla validit del contratto, questo poi compito del giudice accertarlo di
volta in volta.
3) Identit o sulla qualit della persona dellaltro contraente. Sempre che le una e
le altre siano determinanti del consenso.
4) ERRORE DI DIRITTO: quando stato la ragione unica e principale del contratto.
E deve quindi trattarsi di un errore determinante per il legislatore guarda a
questo come ad un errore su un fatto giuridicamente rilevante. Cio lerrore di
diritto rileva se si traduce in un errore di fatto sulla natura del contratto. Non
rileva lerrore sulla denominazione di un contratto o sulla qualificazione giuridica
del contratto.
Abbiamo poi altri tipi di errori che non danno luogo allannullamento del contratto
come lerrore per motivi o lerrore di calcolo (art 1430) che d luogo a
rettifica( tranne che, concretandosi in un errore sulle quantit ,sia stato
determinante del consenso).
Lerrore essenziale deve essere anche riconoscibile (art 1431) anche se non
chiaro che cosa si debba intendere per riconoscibilit( se in astratto o in concreto)
e deve essere anche determinante.