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L'interpretazione gnostica dell'Antico Testamento Posizioni ermeneutiche e tecniche esegetiche* lNTRODUZIONE Sul

L'interpretazione gnostica dell'Antico Testamento

Posizioni ermeneutiche e tecniche esegetiche*

lNTRODUZIONE

Sul problema dell'utilizzazione gnostica dell'AT gli studi specifici non sono numerosi. A differenza del problema pa- rallelo - quello dell'utilizzazione gnostica del NT, a proposito del quale non mancano né gli studi analitici né i tentativi di sintesi o di comprensione globale 1 - questo ha ritenuto meno l'attenzione degli studiosi. Sono stati tentati, a varie riprese, a mano a mano che il corpus dei documenti gnostici disponibile si arricchiva - soprattutto per la pubblicazione dei testi di Nag Hammadi, conclusasi, per quanto riguarda l'edizione foto- tipica, soltanto nel 1977 2 ·- dei bilanci in cui si cercava di fare il punto sul problema dei rapporti tra gnosticismo e AT

* G. Filoramo ha

1 Cf.

redatto

i §

2 e

3, C;

C. Gianotto i

§

1 e

3, A e

B.

p. es.

R. McL. Wilson, Gnosis and

the New Testament,

Oxford

1968; E. H. Pagels, The Johannine Cospel in Gnostic Exegesis. Heracleon's

Commentary on John, Nashville 1973; Ead., The Gnostic Paul, Philadelphia

1975. Si tenga inoltre presente che alcuni scritti della biblioteca di Nag Hammadi presentano forti analogie con certi scritti del NT: basti pen- sare ad un'opera come il Vangelo di Tommaso {NHC II, 2} e all'impor- tante contributo che essa ha fornito nell'ambito degli studi sui logia

di Gesu. Per una bibliografía piu completa sugli studi relativi all'utilizza-

zione gnostica del NT si veda: D. M. Scholer, Nag Hammadi Bibliography 1948-1969, Leiden 1971 {e successivi Supplementa pubblicati annualmente

sulla rivista Novum Testamentum), sez. New Testament and Gnosticism;

non esiste per contro una sezione parallela su AT e gnosticismo.

2 The Facsímile Edition of the Nag Hammadi Codices, published under

the auspices of the Dept. of Antiquities of the Arab Republic of Egypt

in conjunction with the United Nations Educational, Scientific and

Cultural Organisation, 10 voll., Leiden 1972-77; ai volumi gia usciti, che riportano le fotografíe delle singole pagine dei XIII Codices, vanno ag-

giunti altri due volumi: uno, relativo alle copertine dei codici, gia pub- blicato {Cartonnage, Leiden 1979) e uno di introduzione generale (storia e descrizione delle scoperte ecc.}, in preparazione.

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G.

FILORAMO -

C.

GIANOITO

sulla scorta della documentazione al momento disponibile 3 Si· trattava, pero, inevitabilmente, di bilanci parziali e provvi- sori 4 • Il problema, tuttavia, data la sua indiséutibile impor- tanza per lo studio di alcune tematiche centrali della dottrina gnostica (p.es. la cosmogonia e l'antropogonia, che dipendono strettamente dai racconti biblici della Genesi), merita senz'altro uno studio piu approfondito.

Il nostro contributo, che si inserisce in una piu vasta ti-

cerca di gruppo volta a studiare in modo globale e sistematico

il problema dell'utilizzazione gnostica dell'AT, vuole essere an-

ch'esso- un primo .bilancio che abbracci, ora che la pubblica-

zione dei testi di Nag Hammadi si e conclusa, l'intero com- plesso della documentazione disponibile, sia eresiologica sia diretta. Esso comprende tre parti. La prima, che e un'indagine

quantitativa di tipo statistico, si propone di presentare un pa- norama generale dei passi veterotestamentari utilizzati dagli gnostici, rilevandone gli indici di frequenza. La seconda mira

a mettere in luce i presupposti ermeneutici che comandano le

diverse letture dell'AT. La terza, infine, di carattere piu tecnico, vuole, attraverso l'analisi di alcuni esempi significativi, affron- tare il problema dei diversi tipi di interpretazione gnostica del- l'AT con la correlata varieta delle tecniche esegetiche utilizzate 5

1. Rilevamenti statistici.

A questo proposito abbiamo utilizzato lo schedario del

« Lessico Gnostico », confezionato, col contributo del C.N.R., da

3 Ricordiamo, a titolo di esempio, quello del Prof. M. Simonetti,

Note sull'interpretazione gnostica dell'AT, VetChr 9 (1972) 331-59; 10 (1973)

103-26.

4 Un primo tentativo di studiare l'interpretazione gnostica dell'AT sulla scorta di una base documentarla pii:t vasta, comprendente cioe !'in- tero corpus degli scritti di Nag Hammadi, e rappresentato dal volume:

K. W. Troger {Hrsg.), Altes Testament, Frühjudentum, Gnosis, Gütersloh

1980 (in particolare la la sezione: Altes Testament und Gnosis, pp. 37-152). s Il nostro tentativo di presentare in modo schematico alcuni filoni caratteristici dell'interpretazione gnostica dell'AT dovra di necessita con- centrarsi su certi aspetti, lasciando da parte problemi pur centrali, come la natura e la composizione del « canone » gnostico, con l'annessa que- stione dell'utilizzazione di fonti apocrife; o i meccanismi e la funzione dell'ispirazione nel guidare e promuovere la particolare esegesi di gruppi o autori gnostici; per non dire di pii:t generali e, allo stadio attuale del- l'indagine, difficilmente risolubili questioni come la collocazione dei vari tipi di interpretazione all'int~rno di una mappa chiara e sicura delle varie scuole.

·

L'IN1ERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

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un gruppo di ricercatori dell'Universita di Torino. La base do- cumentaría copre le fonti eresiologiche, le fonti capte scoperte prima di Nag Hammadi e la biblioteca di Nag Hammadi (ad esclusione dei trattati piu frammentari). Le citazioni e i riferi- menti all'AT nei testi gnostici sano stati rilevati in base alle segnalazioni dei vari editori e commentatori delle singole opere.

Ci e stato quindi impossibile, a questo stadio del lavoro, distin-

guere tra citazioni vere e proprie e semplici allusioni. A questo

fine, sarebbe stato necessario uno studio diretto e sistema- tico delle fonti, che e appunto quanto ci proponiamo di fare

in una seconda fase della ricerca. Tenuta canto dei limiti im-

posti dai criteri di schedatura, il numero complessivo dei rife- rimenti all'AT nei testi gnostici e risultato di circa 600. Ci e sembrato che questo blocco di circa 600 rilevamenti costituisse comunque una base documentaría sufficientemente ampia sia per confermare alcune ipotesi interpretative gia formulate in passato, sia per aprire nuove piste di ricerca.

Delle 600 schede prese in esame, piu del 50% si riferisce

ai libri storici, il 25% circa ai libri profetici e ancora il 25%

circa ai libri sapienziali. Per quanto riguarda il primo gruppo, i riferimenti si concentrano quasi tutti sul Pentateuco; prati· camente assenti risultano gli altri libri storici. Nel secando gruppo risultano del tutto assenti i cosiddetti « profeti minori » (ad eccezione di Osea). Infine nel terzo gruppo i riferimenti sano concentrati quasi tutti sui Salmi e sui Proverbi: pratica- mente assenti gli altri sapienziali. Se prendiamo in esame in modo piu analítico i riferimenti al Pentateuco, notiamo che delle oltre 300 schede circa il 70% si riferisce al libro della

Genesi, circa il20o/o all'Esodo e il restante 10% al Deuteronomio,·

praticamente assenti i rimandi a Levitico e Numeri. Delle circa 230 schede che si riferiscono alla Genesi, quasi 200 (vale a dire, poco meno del 90%) si concentrano sul blocco di Gen 1-116. I passi piu sfruttati sano senz'altro quelli relativi alla creazione dell'uomo (Gen 1,26-27 e Gen 2,7) 7 Ma, fatta eccezione per questi due passi, i riferimenti alla Genesi si distribuiscono in modo abbastanza uniforme su tutto il blocco dei capitoli 1-11,

1-11, cf. l'articolo di P. Nagel,

Die Auslegung der Paradieserziihlung in der Gnosis, in K. W. Troger,

op. cit.,

7 Cf. J. Jervell, !mago Dei. Gen 1,26 f. im Spiitjudentum, in der Gnosis und in den paulinischen Briefen, GOttingen 1960.

6 Tra gli studi relativi al blocco Gen

pp. 49-70.

.

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G.

FILORAMO - C. GIANO'ITO

senza concentrarsi in modo significativo su altri capitoli o versetti particolari. Per quanto riguarda i profeti, si nota una certa predilezione per Isaia (circa il 60% delle scpede) e in particolare per i famosi passi di Is 45,6 e 46,9, riferiti all'igno- ranza orgogliosa del demiurgo 8 , che da soli assorbono il 25% delle schede relative. Oltre ai passi sopracitati, non si notano altri blocchi preferenziali. Quanto ai libri sapienziali, vi si ri- leva una utilizzazione massiccia dei Salmi (75% dei riferimenti) 9 che copre in modo abbastanza uniforme tutto il salterio, senza preferenze per salmi o gruppi di salmi particolari.

2. Presupposti ermeneutici della lettura gnostica dell'AT.

Prima della scoperta e della pubblicazione dei testi della biblioteca copta di Nag Hammadi, le molteplici posizioni delle varie sette e scuole gnostiche potevano schematicamente essere fatte rientrare nell'alveo di tre principali correnti interpre-

tative.10.

Un primo filone era costituito da quei gruppi che negavano valore alle profezie veterotestamentarie. E' il caso dei simo- niani 11 come del Basilide della notizia di .Ireneo 12 e di altri capiscúola gnostici 13 • Il presupposto ermeneutico di questa po- sizione era evidente: lo spirito profetico che avrebbe parlato attraverso i libri dell'AT altri non e che lo << spirito » del De- miurgo, uno spirito contraffatto di un principio totalmente negativo, che, anche attraverso i suoi arconti, puo unicamente trasmettere falsita e menzogne 14.

Gottingen

1962, pp. 87-92. Piu in generale, sul problema delle citazioni dei profeti maggiori nei testi gnostici in lingna copta si puo vedere: R. Kasser,

Citations des grands prophetes bibliques dans les textes gnostiques captes, in M. Krause (ed.), Essays on the Nag Hammadi Texts, Leiden 1975, pp. 56-64.

Pistis

bisher

Sophia, cf. A. Kragerud, Die Hymnen der Pistis Sophia, Oslo 1967. 10 Cfr. M. Krause, Aussagen über das Alte Testament in z.T.

unveroffentlichten gnostischen Texten aus Nag Hammadi, in Ex Orbe Religionum. Studia Geo Widengren oblata I, Leiden 1972, pp. 449 ss.

a Cf.

H. M.

Schenke,

Der Gott

« Mensch » in

der

Gnosis,

9 Per

uno

studio

generale

sull'utilizzazione

dei

Salmi

nella

11 Ir., Adv. haer. I, 23,3.

12 Ir., Adv. haer. I, 24,5. 13 Cerdone (ap. Hipp. Re:f. VII, 37,1; Epiph. Pan. 41,1,6); Cerinto (Epiph. Pan. 28,1,3); Saturnino {Ir., Adv. haer. I, 24,3); Carpocrate (Praed. haer. VII); Apelle (Hipp. Re:f. VII, 38,2).

14 Cfr.

C.

Barth,

Die Jnterpretation

des

Neuen

Testaments

in

der

valentinianischen Gnosis, Leipzig 1911, pp. 96 ss.

L'INTERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

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Sull'altra sponda si collocava una fonte originale, ritrovata alla fine del '700 e resa accessibile al pubblico degli studiosi sul finire del secolo scorso grazie ai lavori di Carl Schmidt, la Pistis Sophia 15 Nota e la singolare posizione di questo testo, databile nelle sue parti piu antiche al III sec. d.C. e dunque tipico rappresentante, secando molti, di una fase di vera e propria involuzione del movimento gnostico 16 Kragerud, in un importante studio, ha messo in luce con acribia e acutezza i principi di questo tipo di esegesi pneumatica 17 • Per l'autore del nostro trattato attraverso i profeti e il salmista (i soli testi, in questo caso, presi in esame) in realta ha parlato lo spirito di Cristo, di quel rivelatore, cioe, che ora, alla cerchia dei discepoli raccolti intorno a lui nel momento della suprema e definitiva rivelazione, comunica in modo aperto, senza parabole, il senso profondo di alcuni salmi. Come si vedra meglio in seguito, questi testi alludevano in modo cifrato, insieme prefi- gurandolo, al mistero degli erramenti di Sophia, ora definitiva- mente svelato da Gesu. Attraverso gli autori dell'AT ha dunque parlato lo Spirito Santo, quello spirito che ora il rivelatore perfetto trasmette agli eletti, rendendoli capaci a loro volta di intervenire nell'agone esegetico 18 Tra queste due sponde interpretative era possibile indivi- duare varie posizioni intermedie, ora piu sfumate ora piu appro- fondite 19 , che trovavano la loro piu compiuta espressione nel-

15 C. Schmidt, Koptisch-gnostische Schriften. 1 Bd. Die Pistis Sophia - -

Jeu

Unbekanntes altgnostisches Werk [GCSJ,

Die beiden Bücher des

3a ed. rivista da W. Till, Berlin 1959. Gli scritti dei codici Askew (Pistis

Sophia) e Bruce {J due

libri

di

Jeu

e Il

trattato gnostico sconosciuto)

sano stati recentemente riediti (testo e traduzione inglese} da Violet

IX e XIII, Leiden

McDermot nella serie « Nag Hammadi

Studies "• vol.

1978. Il testo

riportato

e quello curato

da Schmidt nella sua edizione:

Pistis

Namen Register, [Coptica 2],

Sophia

neu

herausgegeben

mit

Einleitung und koptischen

Copenhagen 1925.

Wort-

16 Cfr.

17 V. nota

F. C.

n.

Burkitt,

Cambridge 1932, pp. 63 ss.

8 e cfr. i rilievi critici di G. Widengren, Die Hymnen

Church and Gnosis,

der Pistis Sophia und die gnostische Schriftauslegung, in Liber amicorum. Studies in honour of C. J. Bleeker, Leiden 1969, pp. 269 ss.

18 Sulle analogie tra questo tipo di esegesi e quello della Grande

Chiesa cfr. Widengren, art. cit., p. 280.

19 Una posizione analoga anche nel Libro di Baruch dello gnostico

Giustino: Baruch viene inviato a Mosé {Hipp. Ref. VII, 25,24 ss.), poi

agli altri profeti (tra gli incirconcisi Eracle} perche attraverso lo spirito dei profeti « lo spirito che sta negli uomini ascoltasse e fuggisse Eden e la creazione malvagia, come l'aveva fuggita il padre Elohim »; v. anche gli Ofiti di Ir., Adv. haer. I, 30,11, in cui i profeti vengono distribuiti

secando i sette arconti; ma « per

mezzo loro anche Sophia ha detto

58

G.

FILORAMO -

C.

GIANOTTO

l'ermeneutica veterotestamentaria della scuola valentiniana, piu precisamente del ramo italico rappresentato da Tolomeo e da

alla famosa E pistola a Flora 20 , bastera qui

ricordare un passo decisivo della Grande Notizia di Ireneo:

Eracleone. Accanto

« affermano (se. i valentiniani) che le anime che hanno avuto il seme di Achamoth sono migliori delle altre; percio piu delle altre sono amate dal Demiurgo, che pur ne ignora il motivo e da lui sono ritenute tali (se. migliori): percio le ha ripartite in profeti, sacerdoti, re. Ritengono che molte cose sono state rivelate per mezzo dei profeti da questo seme, che e di natura superiore; molte cose sulle realta su- periori ha detto anche la Madre, ma anche per mezzo del demiurgo e delle anime nate da lui. Percio dividono le pro- fezie, sostenendo che alcune sono state dette dalla Madre, altre dal seme, altre dal demiurgo» 21.

Questo passo tradisce un presupposto ideologico che guida e organizza il modo in cui gli gnostici si accostavano, nella loro esegesi, al testo dell'AT. Questo e infatti riconducibile ad una particolare intenzione teologica e, piu precisamente, al tipo di

antropología caratteristico, di volta in

La rivalutazione dell'elemento psichico ad opera di Tolomeo, ad esempio, comporta parallelamente un modo diverso di con- cepire la natura, le funzioni, lo stesso destino escatologico del demiurgo 23 : rivalutazione che finisce cosi per investire anche il giudizio sull'economia salvifica veterotestamentaria 24 Se le profezie risalenti a Sophia e al seme spirituale preannunciano, in questo modo, l'economia del salvatore spirituale, anche quelle del demiurgo, che si riferiscono al Cristo psichico, avran- no una loro sia pur modesta funzione come simboli ed imma- gini della realta spirituale, ma anche come mezzo di educazione

volta, dei vari sistemi 22

molte cose intorno al Primo Uomo, all'Eone incorruttibile e al Cristo

superiore

ten, Giessen 1900, pp. 70 ss.; R. M. Grant, The Letter London 1957, pp. 67 ss.

»: cfr. E. Preuschen, Die apokryphen gnostischen Adamsschrif-

and

the

Spirit,

2o Epiph. Pan. 33,3-7.

21 Ad11. haer. I, 7,3.

22 Come

dimostra

i1

caso

ben noto

di

Eracleone:

cfr.

D.

Devoti,

Antropología e storia della salvezza in Eracleone, Memorie Acc. Se. di

Torino, Ser. 5,2, Torino 1978.

.

23 Cfr. Ir. Adv. haer. I, 7,1; v. D. Devoti, Temí escatologici nello gno- sticismo valentiniano, Aug 18 (1978) 47 ss. 24 Cfr. H. I. Marrou, La théologie de l'histoire dans la gnose valenti- nienne, in Le origini dello gnosticismo, a cura di U. Bianchi, Leiden 1967,

pp. 215 SS.

L'INTERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

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e preparazione propria dell'elemento psichico nei confronti del-

l'economia pneumatica. I testi di Nag Hammadi confermano l'esistenza presso gli gnostici, nei confronti dell'AT, di una posizione articolata e sfumata, che non pub essere ricondotta né al prevalere di un'unica e centrale intenzione teologica, né, tanto meno, al (supposto) conseguente predominio di una tecnica esegetica a

spese delle altre. Troviamo una posizione di rifiuto radicale nella polemica

di un testo come Il secando trattato del Grande Seth (NHC

VII, 2). Vi si narra il modo in cui il rivelatore Gesu Cristo, che parla ad un'assemblea di eletti, ripercorre le tappe prin- cipali della sua missione, dalla chiamata celeste alla discesa in terra, cui segue l'incontro con i poteri di questo mondo, l'apparente crocifissione e il ritorno al pleroma. Durissimo e il giudizio nei confronti dei vari protagonisti della storia sacra veterotestamentaria, da Adamo ad Abramo, da Isacco e Gia- cobbe a Davide e Salomone, fino ai dodici profeti: tutti castora sano zimbelli, oggetti di derisione, perché contraffazioni della vera realta celeste, opere dell'Ebdomade e cioe del Demiurgo

e dei suoi arconti:

fu infatti Adamo, che fu formato dal-

l'Ebdomade secando il marchio di una figura umana, come uno che e divenuto forte sopra di me e i miei fratelli; noi siamo nei suoi confronti senza malvagita, noi non abbiamo peccato. Oggetto di derisione furono Abramo, Isacco e Gia- cobbe: i padri li denominarono secando il marchio grazie all'Ebdomade, come uno che e divenuto forte sopra di me e i miei fratelli; noi siamo nei suoi confronti senza malvagita, noi non abbiamo peccato. Oggetto di derisione fu Davide:

suo figlio ricevette il nome di Figlio dell'Uomo: su di lui si e agito attraverso l'Ebdomade, come se fosse divenuto forte sopra di me e i miei compagni di stirpe. Ma noi siamo nei suoi confronti senza malvagita, noi non abbiamo peccato. Oggetto di derisione fu Salomone, pioché penso di essere un unto. Egli si inorgogli a causa dell'Ebdomade, come se fosse divenuto forte sopra di me e i miei fratelli. Ma noi siamo nei

suoi confronti senza malvagita, noi non abbiamo peccato. Oggetto di derisione furono i dodici profeti, che entrarono in scena come imitatori dei veri profeti. Essi divennero se- cando il marchio a causa dell'Ebdomade, come se egli fosse divenuto forte sopra di me e i miei fratelli. Ma noi siamo nei suoi confronti senza malvagita, noi non abbiamo peccato. Oggetto di derisione fu Mosé, un fedele servitore, che fu de-

« oggetto di derisione

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G.

FILORAMO - C.

GIANOTTO

nominato « l'amico ,, ; nei suoi confronti si reca testimonianza in .ostili~a; ~gli non mi ha mai riconosciuto, né egli né quelli prrma di lm, da Adamo a Mosé a Giovanni il Battista nessuno di questi ha riconosciuto me né i miei fratelli » 25~

'

Un'interpretazione di segno opposto pare invece essere of- ferta da un testo come l'Esegesi dell'anima (NHC II, 6). Anche in questo caso, come nella Pistis Sophia, testi profetici ven- gono citati a riprova del fatto che sulle vicende dell'anima gnosticamente reinterpretate, lo spirito santo avrebbe gia par~ l~to attraverso l'AT, seppure in forma ancora velata e dunque btsognosa di un'interpretazione típicamente prefigurativa 26. Tra questi due poli interpretativi si potrebbe collocare la concezione - anche se lungi dall'essere cosi sviluppata e ap-

profondita come quella valentiniana- di un testo come Noema (NHC VI, 4) n. Questo trattato divide la storia dell'umanita in tre eoni - carnale, psichico, pneumatico 28 - e, seppure in modo allusivo e cifrato, pare ripercorrere hi Heilsgeschichte veterotestamentaria in alcune delle sue principali tappe. Dopo alcuni accenni iniziali alla creazione del mondo e dell'uomo, troviamo chiare allusioni a Noé, descritto come un uomo pio

e degno di essere salvato dal diluvio 29 Manca in questo testo

una critica, almeno esplicita, all'AT: parallelamente allo schema valentiniano, alcuni periodi della sua storia sacra ricadono sotto un influsso unicamente negativo, altri rientrano invece piu chiaramente nello schema di un'economia psichica che

prepara quella spirituale 30. Molte valutazioni sull'interpretazione gnostica dell'AT sono state sino ad oggi in varia misura ispirate dalla famosa tesi di Jonas sulla natura e la funzione dell'allegoria gnostica come capovolgimento paradossale e aggressivo di valori, una Pro- testexegese ignota al mondo antico 31. Essa troverebbe i suoi

25 NHC VII, 2, p. 62,27 ss.; v. anche ParSem, NHC VII, 1, p. 28,14-19;

EyTh, .Iog. 52;. cfr. K. Koschorke, Die Polemik der Gnostiker gegen das ktrchltche Chrzstentum, Leiden 1978, pp. 91 ss.

26 Cfr. dopo, pp: 65-67.

ZT Cfr.

Krause, art. cit., p. 451.

28

Rispettivamente, ·p. 38,13 ss.; 39,16 ss.; 40,23 ss.

29

P. 38,22 SS.

30 .Cfr. in genere H.-G. Bethge, Die Amoivalenz alttestamentlichen Gesc~tchtstraditionen in der Gnosis, in Altes Testanient-Frühjudentum-

Gnosts, pp. 89-109.

•. 3~ H. Jonas, Gnosis und spiitantiker Geist. l: Die mythologische Gnosis,

GOttmgen 1934, pp. 219 ss.

L'INTERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

61

tipici er01 m certi personaggi, dal serpente a Caino, che dalle ombre in cui li colloca il racconto bíblico assurgerebbero ai fasti di padri fondatori, di antenati mitici se non di veri e propri eroi culturali: e cio ad opera di alcuni gruppi gnostici che sarebbero vissuti ai margini del giudaismo ufficiale. Questa tesi, per quanto suggestiva e stimolante, necessita oggi, alla luce della nuova documentazione, di alcune integrazioni, corre- zioni o restrizioni.

d'elezione

parrebbe ·dover essere costituito da quei gruppi che si acco- stano all'AT in una posizione di piu o meno radicale rifiuto 32 Questo tipo di protesta pare trovare la sua sede piu adatta in una serie di scritti appartenenti al cosiddetto ·gruppo ofi- tico-sethiano. E' il caso - naturalmente con sfumature di- verse - oltre al gia citato 2 Trattato del Grande Seth, di

scritti come il Testimone di verita, l'Apocrifo di Giovanni, l'Apocalisse di Adamo, l'lpostasi degli arconti e lo Scritto senza

titolo 33 • Cio che colpisce, nel rapporto di questi testi con l'AT, e il fatto che essi ricorrano a tecniche diverse, non pero al- l'allegoria, - comunque si voglia interpretare questo variegato universo esegetico - per costruire la particolare reinterpre- tazione di quei complessi narrativi della Genesi (cosmogonia, antropogonia, racconto paradisiaco e genesi della morte, di- luvio), che stanno loro particolarmente a cuore 34 In secondo luogo, non puo non stupire la constatazione che a questa posi- zione negativa di testi sethiani influenzati dal cristianesimo faccia da contraltare l'assenza in genere ~ a parte l'ovvio rife- rimento a Seth e alla sua stirpe - di accenni all'AT in quei testi sethiani come Zostriano o Marsanes, che pur paiono rien-

ideologica 35

Questo contrasto si chiarisce, almeno in parte, se teniamo pre-

sente un'ipotesi che recenti rice~che hanno avvalorato proprio

trare in una medesima costellazione se non famiglia

Ancor oggi, suo luogo, per

cosi

dire, naturale

il contributo di Jonas in J. P. Hyat (ed.), The Bible in Modern

S9hol~rshtp?.NasJ:ville-New York 1965, pp. 252-293 e v. in generale il

bilanc10. cnt~~o di W. C. van Unnik, Gnosis und Judentum, Fes~chrzft fur Hans lonas, GOttingen 1978, pp. 65-86.

32 Cfr

in

Gnosis.

Cfr

H. M:

Schenke, Das sethianische System nach Nag Hammadi

Ha.nd~c~~tften_, m P. N~ge~ (Hrsg.), .studia coptica, Berlin 1974, pp. 165-172.

Sm lin;uti e 1 vantagg¡ di questa mterpretazione cfr. G. Filoramo e gnost, Roma 1980, p. 43, n. l.

Luce

'

34

V. quanto osserva Nagel, art. cit., pp. 51 ss.

35 Cfr. Bethge, art.

cit.,

p.

108.

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G.

FILORAMO - C.

GIANOTIO

a proposito di quei testi, come il Testimane della verita 36 , in cui pii:t chiaramente si manifesta una posizione di radicale ri- fiuto: e precisamente, il fatto che questi gnostici cristiani, esterni in ogni caso alla vita della Grande Chiesa, trovino in questa loro posizione un ulteriore strumento e, insieme, sti- molo e verifica della loro dura polemica contro una tradi- zione, quella appunto della Grande Chiesa, che si costruiva anche sul legame profondo e ininterrotto con il testo dell'AT. La tesi di Jonas va pero rivista non solo per quello che riguarda la collocazione e !'origine della esegesi protestataria ma anche per quanto attiene ai mezzi con cui, nel campo del- l'esegesi dell'AT, questa protesta si sarebbe espressa. Esami- neremo meglio in seguito le diverse tecniche con cui quest'ope- razione - pur alla luce di dati parziali e provvisori - sembra

tuttavia essersi realizzata. Occorre pero sin d'ora tener pre- sente che l'allegoria, in quanto tale, fu solo uno tra i diversi metodi cui si fece ricorso; cio che pii:t conta, in questo caso, e il tentativo di individuare di volta in volta le differenti inten-

zioni teologiche soggiacenti

A costo di un'eccessiva semplificazione e consapevoli che solo una analisi pii:t sistematica e in profondita potra (o meno)

confermare la validita di questo schema, ci sembra pero di poter scorgere sin d'ora nella scelta della strumentazione tecni-

alle varie

scelte tecniche 37

ca

due posizioni di fondo. Da una parte troviamo un tipo

d'interpretazione propria

in

genere di quei testi sethiani che in vario modo e grado

negano comunque valore al testo sacro. La sua caratteristica

essenziale e di partire da un racconto mitico per sfociare in

un nuovo mito. Idealmente, essa si colloca dunque sulla sponda

opposta dell'allegoria. Alla successione narrativa rifiutata si sostituisce un récit caratterizzato dal mutamento dei ruoli (po-

sitivita del serpente o di Caino, ad esempio), dall'intervento

di nuove entita (l'Anthropos dei racconti antropogonici), dal

36

Cfr. Koschorke, op. cit., pp. 109 ss.

37 Cfr. Nagel, art. cit., p. 63. Si tratta di un punto metodologicamente

importante anche in relazione al problema dei rapporti tra giudaismo e gnosticismo. Non e infatti sufficiente, a dimostrare una relazione di dipendenza, se non di causa-effetto, nell'annosa questione delle origini, che i materiali siano di origine giudaica o che lo siano certe tecniche interpretative. Infatti, cio che canta, in ultima analisi, e l'intenzione teologica che guida questi utilizzi: come ha dimostrato Koschorke, I'obiet- tivo polemico puo non essere il giudaismo ma l'interpretazione dell'AT propria della Grande Chiesa.

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GNOSTICA

DELL'AT

63

variare di segno di certe funzioni o complessi narrativi, come sara illusttato pii:t ampiamente in seguito. A differenza dell'in- terpretazione allegorica, che interviene sui dettagli di un testo il cui senso puo essere tranquillamente travisato ma le cui funzioni narrative permangono identiche e in un'identica suc- cessione, i mutamenti interpretativi ricordati operano chirurgi- camente sul testo - ora asportando, ora aggiungendo o abbel- lendo, comunque mutando -, sugli eroi del racconto, sui loro compiti, sulla natura degli ostacoli che incontreranno, talara anche sulla stessa successione degli eventi. In questo modo, al racconto genesiaco, rifiutato nelle sue radici, si sostituisce un nuovo mito, destinato a fondare e spiegare la particolare storia sacra del gruppo. Intorno all'altro polo delle tecniche interpretative si coagula una varieta di metodi ed accostamenti che solo per comodita potremmo definire di tipo allegorico. L'elemento ad essi co- mune e fornito dal particolare rapporfQ con i1 testo. Cio che qui interessa e il dettaglio, il particolare, portato a conferma delle proprie dottrine o spia di un mondo di credenze estranee al testo originario. I vari modi in cui questo movimento inter- pretativo si realizza - profondamente differenti, al punto da mettere in dubbio, almeno per i testi copti, la legittimita di un termine globalizzante come « allegaría » - hanno tuttavia in comune sia il presupposto che il testo sacro e comunque ispirato in modo positivo, sia procedimenti di tipo demitologiz- zante, sia infine tentativi di estensione dell'oggetto interpre- tato- si pensi ai Naasseni di Ippolito o all'Esegesi dell'an1.ma- fino ad inglobare testi pagani e appartenenti a diverse tradizioni religiose, in uno sforzo espansionistico ed annessionistico certo típico della tradizione allegorica antica.

3. Alcuni tipi di interpretazione gnostica dell'AT

A. Interpretazione allegorica

A scanso di eqllivoci, precisiamo che useremo il termine di allegoria in senso ristretto 38 , ad indicare quel processo ínter-

.38 Il teTinine, infatti, viene anche inteso in una accezione piu vasta, ad indicare non tanto una determinata tecnica interpretativa quanto

piuttosto

di carattere generale: in questo

ultimo caso, esso indica genericamente ogni tipo di interpretazione che

colga,

al di la del senso letterale del testo, un altro senso {cf. l'etimo-

logia di &XA'I)yope:tv).

un presupposto

ermeneutico

64

G.

FILORAMO -

C.

GIANO'ITO

pretativo che, partendo dal presupposto che il significato pro- fondo dei testi biblici sia come nascosto dietro il velo del signi- ficato letterale, individua in ogni parola del testo bíblico un rimando ad una realta del mondo spirituale, attraverso asso- ciazioni e accostamenti di vario tipo. Non si tratta quindi sol- tanto di applicare il passo dell'AT cosl. com'e ad un referente diverso da quello presupposto dal contesto, ma di smontare, per cosl. dire, il testo nei suoi vari elementi, per individuare dietro ogni termine le relative corrispondenze. Questo metodo, molto diffuso nel mondo antico sia in ambienti pagani sia in ambienti giudaico-ellenistici e cristiani, e documentato, per quanto riguarda lo gnosticismo, soprattutto dalla letteratura eresiologica. Citiamo un esempio,· tratto dalla Megale Apophasis dei Simoniani, riportata da Ippolito nelle sue Refutationes. Descrivendo la creazione di Adamo, assunta come prototipo della creazione di ogni uomo, sulla base del passo di Is 44,2 ( « sono io che ti plasmo nell'utero di tua madre ») l'autore della Megale Apophasis sviluppa una simbologia minuziosa, dove il paradiso e comparato all'utero materno in cui Dio plasma ogni uomo:

l'uomo?

Nel paradiso, come egli crede. Il paradiso dunque sia l'utero, e che la cosa sta cosi insegna la Scrittura quando dice:

'Sono io che ti plasmo nell'utero di tua madre'. Vuole infatti che questo sia il senso del passo. Mose per mezzo dell'allegoria del paradiso ha significato l'utero, se bisogna prestar fede alla parola. Se Dio plasma l'uomo nell'utero della madre, cioe nel paradiso, come egli ha detto, il paradiso sia l'utero,

Eden la placenta, il fiume che scorreva da Eden per irrigare il paradiso sia il cordone ombelicale. Questo, egli dice, si divide in quattro capi: infatti da ambedue le parti del cor- done sono tese di lato due arterie che portano il soffio e due che portano il sangue ,, 39.

« Come e in che modo - egli dice - Dio plasma

vene

La descrizione prosegue minuziosa ad illustrare, sempre sulla scorta delle corrispondenze con la presentazione del pa- radiso genesiaco, l'intero apparato genitale femminUe e le mo- dalita in cui la madre nutre il feto; Si osservi come le associa- zioni siano molto precise e ricercate fin nei minimi particolari, attraverso la scomposizione del testo bíblico nei suoi vari ele-

39 Hippol.

Ref.

VI, 14,7-&; tr.

it.

di

M.

cristiani, Bari 1970, pp. 15-16).

Simonetti {in Testi

gnostici

L'INTERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

65

menti. Accanto all'esempio che abbiamo citato, si potrebbero ricordare le speculazioni aritmologiche di Marco il Mago, e molti altri esempi ancora. Per quanto riguarda le fonti gnostiche in lingua capta 40 , il metodo allegorico, nel senso ristretto in cui lo abbiamo in- teso, vi e scarsamente rappresentato. I casi che si potrebbero citare {per fare un esempio, l'interpretazione dell'Egitto come simbolo del carpo e della materia, ai quali lo gnostico si deve

sottrarre, che e presente gia in Filone 41 e che ritroviamo nel-

docu-

mentano un'applicazione piuttosto sporadica del metodo alle- gorico; una utilizzazione sistematica di questo tipo di interpre- tazione sembra assente.

l'Esegesi dell'anima

[NHC II, 6]

e nella Pistis Sophia)

B. Interpretazione prefigurativa e attualizzante

Si tratta di quella interpretazione dell'AT che considera il testo bíblico come il prodotto dell'attivita profetica dello Spirito: esso ha parlato a varie riprese nel corso della « storia della salvezza », prima in forme piu oscure, parziali e incom- plete, poi in forme via via piu chiare, fino a giungere a quella rivelazione destinata allo gnostico, che ne rappresenta la forma definitiva. Il testo dell'AT, in cui i termini conservano il loro significato letterale, viene quindi inteso come figura, come testi- monianza embrionale di una rivelazione che raggiungera la sua pienezza soltanto nel tempo finale. Un classico esempio di questo tipo di interpretazione tra i testi di Nag Hammadi e rappresentato dall'Esegesi dell'anima (= EA) 42 Il trattato esordisce raccontando le dolorose vicende dell'anima, da quando essa, perduta la sua condizione divina, fu ,precipitata in un carpo. Si tratta di una serie di esperienze dolorose {perdita della verginita, fornicazione, inganno, ver-

40 Gli scritti dei codici Brucianus, Askewianus, Berolinensis Gnosticus

8502 e in particolare i testi di Nag Hammadi.

41

Cf.

migr.

77;

Leg. alleg. II, 77. L'Egitto e identificato con

il corpo

p. es. De (criii¡.r.a:)

20 volte;

con le passioni (?t&-&7¡) 25 volte;

con ambedue

17 volte;

cf. F. H. Colson

(ed.), Philo [Loeb Classical Library], X, indice

Colson (ed.), Philo [Loeb Classical Library], X, indice s. V. Egypt. 42 Nell'analisi di questo trattato

s. V. Egypt.

42 Nell'analisi di questo trattato abbiamo utilizzato lo studio di M. Seo-

pello, L'Esegesi dell'anima {Nag Hammadi JI, 6)., Introduzione, traduzione

e note, Torino 1976 (tesi di laurea in Storia del Cristianesimo, dattilo- scritta). Questo lavoro, opportunamente rivisto e completato, e in corso di pubblicazione presso l'editore Brill (Leiden) nella collezione << Nag Hammadi Studies "·

66

G.

FILORAMO •

C.

GIANOTTO

gogna, ecc.) attraverso le quali l'anima deve passare prima di iniziare, grazie all'illuminazione della gnosi, il lungo cammino a ritroso che la riportera alla sua condizione originaria. Dopo questo racconto iniziale 43 , l'autore passa ·ad illustrare quanto ha affermato ricorrendo ad una serie di citazioni bibliche ed omeri~he. E' interessante notare come sono introdotte le cita- zioni dell'AT. Vediamo alcuni esempi:

« Quanto alla prostituzione dell'anima, profetizza in molti luoghi lo Spirito Santo. Dice infatti per bocea del profeta

Geremia

<< Inoltre sta , scritto nel profeta Osea

di Os 2,4-9)45

<< Inoltre dice in Ezechiele

23-26)46.

» (segue la citazione di Jer 3,1-4)44

>> (segue la citazione

>> (segue la citazione di Ez 16,

AJtre VOlte la citazione e introdotta COn: << percio (3LOC -ro\h·o) il profeta disse » 47 ; « percio egli disse attraverso lo spirito del

utilizzate per

illustrare un enunciato dottrinale típicamente gnostico. Si os- serví inoltre che AT, NT e Omero sono posti sullo stesso piano per dimostrare come il complesso di idee e di dottrine che stanno alla base del sist~ma teologico gnostico non sia spuntato dal nulla, non sia il frutto della fantasía sfrenata di qualche visionario, ma si colleghi, senza soluzione di continuita, ad una rivelazione che si e progressivamente affermata, chiarita e pre- cisata nel corso della storia. I passi citati vengono quindi inter-

profeta>> 48 • Le citazioni bibliche vengono quindi

pretati in riferimento all'enunciato dottrinale gnostico, del quale sono in qualche modo prefigurazione. Siamo sulla linea delle interpretazioni prefigurative o tipologiche, ainpiamente docu- mentate sia nel NT sia nei piu antichi autori cristiani 49 Ma si tratta di una tipología particolare. In realta, nel nostro caso per esempio, la vicenda di Osea, evocata dalla citazione del brano

di 2,4-9, non << prefigura » la caduta dell'anima e il suo doloroso

peregrinare nel mondo della materia, perché questo evento

si situa alle origini, e in realta costituisce il « modello » della

43 NHC U, 6: 127,18-129,5.

44 NHC II,6:

129,6 SS.

45 NHC

U, 6:

129,22 SS.

46 NHC U, 6: 130,11 SS.

47 NHC U, 6: 134,16. Segue la citazione di Ps 102,2-5 {LXX). 4& NHC U, 6: 135,30. Segue la citazione di Apocrifo Ezech. e di Is 30,

15.19-20.

49 Cf. p. es. Giustino, Ireneo, ecc.

L'INTERPRIITAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

67

vice¡;:tda di Osea. Quindi il brano profetico non annuncia una realta che dovra venire, bensl. richiama un evento che gia si e verificato al tempo delle origini. Di prefigurazione e di anti-

cipazione si puo parlare non in riferimento a realta o avveni- menti, ma soltanto in riferimento alla rivelazione: la rivelazione definitiva di cui lo gnostico e fatto partecipe e stata prefigurata da altre rivelazioni, parziali e imperfette, tra le quali si colloca anche la rivelazione contenuta nell'AT. E' pero anche vero che, proprio per il suo carattere di esemplarita, il mito della caduta dell'anima viene rivissuto dalla gnostico nell'esperienza di ogni giorno. Quindi, in un certo senso, la vicenda di Osea « pre- figura » effettivamente la vicenda dell'anima, cosl. come lo gno- stico la sperimenta nel presente. Si assiste dunque ad un com- plesso gioco di specchi: il passo dell'AT che viene citato da un lato richiama un evento delle origini {caduta e prostituzione dell'anima, suo pentimento e ritorno al Padre), mentre dall'al- tro prefigura l'esperienza presente dello gnostico, che tale evento rivive. Interpretazione prefigurativa, quindi, e anche attualizzante. L'autore dell'EA non interviene con tecniche par- ticolari sul testo bíblico dell'AT per modificarlo o adattarlo alla sua particolare prospettiva; si limita a citare i passi che lo interessano e a metterli in relazione con il dato dottrinale

gnostico nel modo

che abbiamo descritto so.

Sulla stessa linea interpretativa dell'EA si situa anche la Pistis Sophia {= PS) s 1 , che riferisce alle vicende prima dolo- rose (peccato, perdita delle prerogative divine, persecuzione da parte degli arconti, prigionia, ecc.) e poi gioiose (liberazione, salvezza, reintegrazione nella condizione originaria all'interno del Pleroma) di Sophia vari Salmi (e alcune delle Odi di Salo- mane), interpretati figurativamente {rispettivamente salmi peni- tenziali e salmi di ringraziamento) 52 L'autore non si limita a

50 I raggruppamenti di citazioni veterotestamentarie che utilizza gli vengono con ogni probabilita da raccolte di testimonia. 51 Per le edizioni e le traduzioni della PS, cf. supra, nota 15. Aggiun- giamo che una traduzione italiana della PS, a cura di L. Moraldi, e in corso di pubblicazione nella collana « Classici delle Religioni , presso le edizioni UTET di Torino. Per una introduzione di carattere generale all'opera, dove siano affrontati in modo analítico i problemi della tra- smissione del testo, del contenuto, dell'autore, della data di composi-

zione, ecc., cf. C. Schmidt, Pistis Sophia. Ein gnostisches Originalwerk des dritten Jahrhunderts aus dem Koptischen übersetzt, Leipzig 1925,

pp.

IX-XCI.

52 Per un'analisi dettagliata dell'interPretazione dei Salmi nella Pistis

Sophia, cf. A. Kragerud, Die Hymnen der PS, cit.

68

G. FILORAMO • C. GIANOITO

citare per esteso i vari Salmi,· ne redige anche una parafrasi (che ricorda un po' le parafrasi targumiche), introducendo una terminología che orienta in senso specificamente, gnostico il salmo stesso. I procedimenti tecnici che stanno alla base di questa operazione sono vari. Si va dall'introduzione di glosse 53 , alla sostituzione di alcuni termini con altri 54 , alle vere e proprie

aggiunte al testo ss, e ancora ad altri interventi redazionali di

vario tipo. Alcune volte la parafra.si precede il Salmo. In questi casi, il rapporto tra testo biblico e interpretazione e, per casi dire, rovesciato. La parafrasi viene introdotta come un discorso pronunciato da Pistis Sophia e sono precisamente le parole di Sophia, cioe l'affermazione dottrinale gnostica, ad essere presentate .come MYCTHPION, che ha bisogno di essere inter- pretato 56, non il Salmo, che invece viene introdotto come inter- pretazione, come soluzione delle parole di Sophia, quasi che queste potessero essere pienamente comprese soltanto alla luce della loro prefigurazione SI. Altre volte, la parafrasi segue il Salmo. In questi casi, il Salmo viene introdotto come anticipa-

53 Cf. p. es. Ps 68,8 (LXX): « Sono diventato un estraneo per i miei

« Sono ~ventato un

I rim.andi sono alle

pagine dell'edizione di C. Schmidt del 1925 (cit. alla n. 15), riprodotta con la stessa impaginazione nel vol. IX dei « Nag Hammadi Studies » (Leiden 1978), con una traduzione inglese a fronte a cura di V. McDermot. 54 Cf. p. es. Ps 24,2: « Non lasciare che i miei nemici mi deridano » (p. 82), che diventa in P: «Non lasciare che gli Arconti dei dodici Eoni, che mi odiano, si prendano gioco di me » (p. 79). ss Cf. p. es. Ps 129,8: « E salvedt. Israele da tutte le sue colpe » (p. 77), che diventa in p: « E salvera tutte le potenze del Chaos a motivo della mia trasgressione, poiché ho abbandonato il mio posto e sono scesa nel Chaos » (p. 76). 56 Il termine tecnico in copto e BWA(EBOA) che significa « sciogliere »,

« risolvere "·

fratelli » (p. 53), che diventa nella parafrasi. (= P):

estraneo per i miei fratelli, gli invisibili » (p. 48).

« PS pianse molto. Pianse rivolgen-

dosi alla Luce delle Luci che aveva contemplato fin dall'inizio, nella

quale aveva riposto la sua fiducia, e pronuncio questo discorso di penti-

mento dicendo

l'enunciato dottrinale gnostico e si presenta come una parafrasi del Ps 68.

Al termine, prende la parola Maria e, rivolta a Gesi.t; dice: « Ascolta ora

quello che io diro a proposito del pentimento di Sophia, che essa ha pronunciato raccontando del proprio peccato e di tutto quanto le era

accaduto. La tua forza luminosa ha profetato un tempo per bocea del

profeta David nel Salmo 68

». Segue l'inno penitenziale di Sophia, che contiene

SI Cf.

p. es.

il

cap.

32 {p.

46 ss.):

"· Segue per intero il testo del Salmo, che

si

pone in corrispondenza, versetto per versetto, con l'inno di pentimento

di

Sophia (parafrasi). Dopo aver recitato il Salmo, Maria esclama: Signore,

questa e l'interpretazione del mistero (ilBWA MnMYCTHPION) del penti- mento di Pistis Sophia ».

L'INTERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

69

zione in forma velata della rivelazione trasmessa dal Salvatore; segue poi la parafrasi del Salmo stesso, ripreso e spiegato ver- setto per versetto, con un procedimento che ricorda da vicino

i pesharim di Qumran ss. Abbiamo allora una sequenza di que-

sto tipo: 1) enunciato dottrinale gnostico, rappresentato dalle parole di rivelazione del Salvatore; 2) citazione del Salmo, considerato come una prefigurazione di questa rivelazione; 3) interpretazione del Salmo (parafrasi), che ne esplica il con- tenuta dottrinale gnostico, percepibile soltanto in forma velata nel testo bíblico. In ambedue i casi, pero, l'atteggiamento nei confronti della Scrittura rimane lo stesso: la parola dell'AT 59 ha carattere profetico, e quindi esprime la rivelazione in modo ancora germinale {a volte la citazione dell'AT e presentata come discorso in parabole) 60; ad essa si contrappongono le parole di Gesu e le interpretazioni dei discepoli, che sano rivelazione esplicita e diretta 61. Interpretazione prefigurativa dell'AT, dun- que, come nell'EA; e anche attualizzante, per il carattere di esemplarita della vicenda di Sophia, che lo gnostico rivive nella propria esperienza 62.

C. Reinterpretazione o riscrittura del racconto bíblico

E' questo un tipo di reinterpretazione che, tra i testi di Nag Hammadi, si ritrova soprattutto nei trattati del cosiddetto « gruppo Sethiano », che presentano una rilettura in chiave gnostica dei racconti biblici della creazione del mondo e del-

58 Cf. p. es. il cap. 67 (p. 142 ss.): « Giacomo si fece avanti e disse:

1 Mio Signore, a proposito dell'interpretazione delle parole che tu hat detto, la tua forza luminosa un tempo profeto per bocea di David dicendo

' ». Segue la citazione del Salmo per intero. Giacomo

quindi riprende la parola e dice: " Questa, o Signore, e l'interpretazione

(nBWA) delle parole che tu hai pronunciato. Ascolta, ché io parlero in modo chiaro. La parola che la tua forza ha pronunciato per bocea di

David: 1 Colui che si trova sotto la protezione dell'Altissimo sara sotto l'ombra del Dio del cielo', significa che Sophia ebbe fiducia nella luce; essa fu sotto la luce del flusso di luce che e sceso dall'alto per mezzo tuo.

E la parola che la tua forza pronuncio per bocea di David

». La parafrasi

prosegue in questo modo per ciascun versetto del Salmo. 59 Lo stesso discorso vale per il NT, come gia nell'Esegesi dell'anima.

Cf. p. e8. p. 90,1.11 (2Ñ OYnAPABOAH) p. 27,1.20 (2Ñ OYnAPABOAH MnNATIKH).

61 Cf. p. es. p. 8,1.24; p. 26,1.18; p. 183,1.13; p. 234,1.18 (IIIANEPWC); (AXÑ nAPABOAH)

nel Salmo 90

60

p. 27,1.1 (2Ñ OYnAP2HCIA) ;P· 150,1.24;

p.

9,1.2;

p.

202,1.5;

p.

204,1.19-20

62 Dichiarazione esplicita in PS, libro II, cap. 100, pp. 247-53.

70

G.

FILORAMO -

C.

GIANOTIO

l'uomo. Il testo bíblico in questi casi non e piu direttamente riconoscibile nella sua organizzazione originaria, roa e com- pletamente rifuso all'interno di un nuovo racconto, che pretende di essere il « vera » racconto, che integra, corregge e completa quello bíblico, considerato come una falsificazione. In realta, questo tipo di procedimento tradisce un bisogno ed un fá.tto che, agli occhi dello studioso, non lasciano dubbi:

riscoprire quel « mito » delle origini che spieghi e al tempo stesso fondi la vera natura dello gnostico. Questo processo di ritrascrizione e sostituzione di un racconto mítico gnostico al pasto del mito genesiaco puo essere messo in luce nei suoi procedimenti esseni:iali se soffermiamo per un momento la nostra attenzione sul modo in cui in un gruppo di testi si presenta il racconto della creazione dell'uomo 63 Nelle varie versioni dell'Apocrifo di Giovanni, nell'lpostasi degli arconti e nello Scritto senza titolo la creazione dell'uomo

si presenta, .a prima vista, come un'esegesi, svolta a roo' di

parafrasi, di Gen 1,26 e 2,7. Piu precisamente, i vari testi- met- tendo per ora tra parentesi le pur rilevanti differenze 64 - rein-

seriscono i due passi genesiaci all'interno di una successione narrativa a prima vista simile. Il racconto antropogonico ha in genere inizio come contro-

reazione del mondo pleromatico all'autoesaltazione del De- miurgo 65 : proprio nel momento in cui il Dio dell'Antico Testa- mento ritiene di aver concluso la sua opera, qualcosa rompe dall'esterno questo precario equilibrio. Ha cos1 inizio un pro- cesso che portera alla creazione dell'uomo. Questo momento

di messa in crisi della creazione demiurgica coincide e si rea-

lizza con il ricorso al tema della voce dall'alto fXl. Questa voce, che in genere proviene da Sophia 61 , ha la funZione di ricor~

63 Cfr. per un'analisi dettagliata e un confronto puntuale G. Filoramo,

Aspetti del mito della creazione dell'uomo nello gnosticismo del 11 secolo

[Memorie Acc. Se. di Torino 1977.

64

Si

pensi

Se. St., Mor., Filol., serie 4a, no :)5],

solo alle differenti versioni dell'ApJoh: cfr. Filoramo,

Torino, Cl.

Aspetti, pp. 3 ss.

65 .Esegesi gnostica di 1s 40,6 e par.;

fXl Aploh,

BG; p.

47,14 s

(cfr

4,

p.

135,1 S.

cfr. nota n.

8.

NHC

II,

voce giunge a Sophia {cfr. NHC III, 1, p. 21,16) mentre nella recensione piit lunga (NHC II, 1, p. 14,13) questa precisazione manca: « ed una voce

venne dal cielo dell'Eone eccelso: 'Esiste l'Uomo ed il Figlio dell'Uomo '.

E l'udl. il protarconte Jaldabaoth e penso che la voce provenisse da sua

In BG, p. 47,14 s. la

NHC II, 1, p. 14,13s.);

HypArch,

61 L'Apocrifo di Giovanni conosce due varianti.

L'INTERPRETAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

71

dare al Demiurgo l'esistenza di una realta a lui superiore, quella stessa realta (Uomo - Figlio dell'Uomo) 68 che si porra poi come lo stesso modello dell'operazione antropogonica. Il tema della voce dall'alto si configura cos1 in questo particolare universo mítico come il tentativo di mediare tra due mondi dualisticamente contrapposti e apparentemente irriconciliabili. Al motivo della voce dall'alto fa seguito quello dell'epifania luminosa dell'immagine di Anthropos fE. Questo tema svolge nei testi in questione una duplice funzione. Intanto, materializza visivamente il contenuto stesso della voce e precisamente quel- l'Anthropos che si colloca all'inizio della scala gerarchica degli esseri divini; parallelamente, esso si pone come il modello concreto cuí gli arconti guarderanno nella plasmazione del- l'uomo (ilico o psichico, qui non importa) 70 Il tema dell'epi- fania luminosa e strategicamente decisivo, al punto da confi- gurarsi, in contrapposizione al modello offerto dal racconto genesiaco, come il momento piu significativo di questo pro- cesso di ritrascrizione. E cio per piu motivi. Alla base, come ricorda un passo della 1postasi degli arconti 71 , vi e il dualismo gnostico: l'epifania luminosa sulle acque fa s1 che gli arconti colgano le belle forme dell'Anthropos solo indirettamente, in forma mediata. Ma, nel momento stesso in cui il mondo supe-

madre e non riconobbe donde veniva "· Per una possibile spiegazione di questa variante cfr. Filoramo, Aspetti, pp. 8 s. In HypArch, NHC II, 4,

p.

135,1 s., la voce proviene direttamente dall'Incorruttibilita; di contro,

in

ScrsTit, NHC II, 5, p. 103,16 s., proviene dalla Pistis. 68 Sul tema in generale cfr. Schenke, Gott « Mensch », cit. 69 In Aploh, BG, p. 48,8 s., gli arconti « videro nell'acqua la forma

dell'immagine » del Primo Uomo ( = NHC II, 1, p. 14,24 s. « E tutte le po- tenze e il protarconte si stupirono e guardarono tutta la parte della facciata che e sotto, la quale faceva luce; e attraverso la luce videro in basso nell'acqua il tipo dell'immagine »). Parallelamente, in HypArch, NHC II, 4, p. 135,11 s., « l'Incorruttibilita guardo in basso alle regioni delle acque, la sua immagine divenne manifesta nelle acque ». Il tema compare poi nello Scritto senza titolo {NHC II, 5, p. 156,8.12) all'interno

di una vera e propria concezione dell'epifania del divino: cfr. G. Filoramo,

Aspetti del dualismo gnostico [Memorie Acc. Se. Torino, serie Sa, no 2],

Torino 1978, pp. 264 ss. 70 In effetti, a seconda delle esigenze del sistema, l'epifania luminosa dell'immagine pub servire come modello, per quanto mediato dalle acque

inferiori, ora alla formazione di un'ipostasi psichica {Aploh, BG, p. 49,11 s. = NHC II, 1, p. 15,14 s.) ora dell'uomo di fango {HypArch, NHC II, 4,

p. 135,26-27). Piit complessa la situazione dello Scritto senza titolo, su

cuí cfr. M. Tardieu, Trois mythes gnostigues, Paris 1974, pp. 85-139. '71 HypArch, NHC II, 4, p. 134,17-18, su cui cfr. U. Bianchi, A Peculiar

Theory About the Ambivalence of the Presence of the Divine, in Myths and Symbols. Studies in honour of M. Eliade, Chicago 1969, pp. 266-267.

7 2 G. FILORAMO - C. GIANO'ITO riore pare sottrarsi a quello inferiore, esso in

72

G.

FILORAMO -

C.

GIANO'ITO

riore pare sottrarsi a quello inferiore, esso in qualche modo, seppur sotto forma di « riflesso » 72 , gli si concede. I redattori gnostici si sforzano cosi di rappresentare miticamente il nucleo teologico del processo antropogonico: l'Anthropos, con le sue belle forme, e solo causa formale della creazione, mentre gli arconti ne sono la causa strumentale al tempo stesso fornendo

la sostanza materiale. Il mondo superiore si limita dunque a

fornire il modello esterno dell'uomo: principio che, se tradisce

lo sfondo antropomorfico del sistema, ci ricorda anche che il

principio demiurgico di per sé non potrebbe mai raggiungere, perla sua natura bestiale, l'idea delle pure forme dell'Anthropos

originario 73

Nell'Ipostasi degli arconti, poi, e nello Scritto senza titolo

a questo tema e strettamente collegato un altro motivo caro

agli gnostici: gli arconti sono presi dal desiderio di possedere

le belle forme dell'Anthropos 74 L'episodio serve in sostanza

a confermare la natura bestiale e corrotta di quel principio

demiurgico, che e posseduto unicamente da una libido sfrenata,

la sua vera essenza destinata a essere trasmessa anche all"uomo. Solo a questo punto i vari redattori inseriscono la eitazione

questa fase

del racconto, il versetto genesiaco e ora chiamato a svolgere una funzione ben precisa. A differenza che nella esegesi patri- stica, esso sottolinea come tra « immagine » e « somiglianza » non esista, in armonia con l'unita del Creatore e del suo piano provvidenziale, un rapporto di progresso, ·bens'i. gnosticamente

di contrapposizione pii:t o inéno radicale. 76

diretta di Gen 1,26 75 : e cío non a caso. Collocato in

72 Cfr. Heg. Act. Arch. 67,8-10 con il commento di A. Orbe, Hacia la

primera teología de la procesión del Verbo, Roma 1958, pp. 246 ss.

73 Tendenzialmente, viene cosi rovesciata quella che sara poi invece la linea dominante dell'esegesi patrística, in cui tra « immagine » e « somi- glianza » si stabilisce un rapporto di progresso, di avanzamento etico come religioso: cfr. R. McL. Wilson, The Early History of the Exegesis of Gen. I, 26, in Studia Patrística I, Berlín 1957, pp. 420-437. Per gli gnostici in questione la « immagine » e il principio formale fornito dall'Anthropos,

mentre la

« somiglianza » rimanda al principio materiale fornito dagli

arconti. 74 E' il tema della « seduzione degli arconti », secando l'immagine di

F. Cumont, Recherches sur le manichéisme. I: La cosmogonie manichéenne,

Bruxelles 1908, pp. 54 ss. Cfr. per i testi gnostici A. Orbe, El pecado de

proposito del racconto dello 144 s.

p.

75 Aploh, BG, p. 48,11-14 = NHC, Il, 1, p. 15,2-4; HypArch, NHC II, 4,

los arcontes,

EstEccl 43 (1968} 345-379 e, a

pp.

Scritto senza titolo, Tardieu, op. cit.,

135,24-26; ScrsTit, NHC II, 5, p. 160,32 s.

76 Cfr. nota

n.

11.

L 'INTERPREfAZIONE

GNOSTICA

DELL'AT

73

degli arconti suggella

allora opportunamente questa prima fase del racconto antro-

corpo,

ilico o psichico, in cui dovra essere immesso il principio spi- rituale 77 Possiamo arrestare a questo punto la nostra breve analisi. Gli elementi sin qui raccolti, infatti, ci paiono sufficienti a trarre alcune conclusioni. I testi presi in esame non sono che in senso lato esegesi del testo bíblico. Di fatto, essi si presen- tano come un racconto nel e del racconto, un récit mitico che si costruisce a partire dal modello limitandosi a mantenerne alcuni elementi narrativi, che, nel nuovo contesto, sono pero destinati a mutare di significato. Il redattore, sia inserendo nuove unita narrative sia ricorrendo ad alcuni procedimenti stilistici e. formali, persegue lo scopo di (ri)costruire il vero

mito delle origini. E, a questo fii:te, decisiva si rivela l'utilizza- zione parallela e strutturalmente simile di due temi come la voce dall'alto e l'epifania luminosa dell'immagine. Questi temi,

grazie' ·alla loro plasticita e

cosi come l'ossatura su cui erigere quel nuovo racconto alter- nativo e sostitutivo di quello genesiaco accettato dalla Grande Chiesa.

I1 successivo tema del

Esso

si

conciliabolo

pogonico.

conclude nella

formazione

di

quel

ricchezza simbolica, si presentano

Conclusioni

A conclusione di questa analisi delle posizioni ermeneutiche pii:t caratteristiche delle varie scuole gnostiche e delle relative tecniche esegetiche, i punti salienti della nostra ricerca possono essere cos'i. riassunti:

, l. L'indagine statistica sull'insieme della documentazione gnostica in nostro possesso (compresi i testi di Nag Hammadi) ha confermato che l'attenzione degli gnostici nei confronti del- l'AT si concentra essenzialmente su alcuni blocchi di citazioni che riguardano soprattutto la storia delle origini (Gen 1-11); 2. I presupposti ermeneutici delle letture gnostiche dell'AT riflettono posizioni sfumate e articolate, non riconducibili ad una intenzione teologica unitaria. In particolare, i casi di ri- fiuto radicale dell'AT sembrano essere collegati alla posizione

77 Si inserisce a

questo punto l'esegesi gnostica di Gen 2,7:

es., A.

48 (1967) 567 s. a proposito dell'esegesi valentiniana.

Orbe, La definición

del

hombre

en

la

teología del

s.

cfr., ad

Greg

II,

74

G.

FILORAMO -

C.

GIANOTIO

di violenta polemica che certi gruppi di gnostici cristiani con-

ducevano

. 3. La sceltá delle varie tecniche interpretative pare stretta- mente collegata alle diverse posizioni teologiche. Da una parte, l'utilizzazione dell'interpretazione allegorica (peraltro scarsa- mente documentata nei testi: di Nag Hammadi)·e prefigurativa dell'AT e collegata ad una valutazimie in qualche modo positiva del carattere ispirato del testo sacro; dall'altra,· la posizione di rifiuto piu o meno radicale si' traduce in tentativi di ritrascri- vere il testo biblico che sfociano nella redazione di racconti mitici alternativi. Questi risultati, per quanto parziali e provvisori, se da un lato invitano ad approfondire. ulteriormente lo studio analitico sia di singoli versetti sia di blocchi .narrativi in funzione delle specifiche intenzioni teologiche dei vari sisteini, dall'altro la- sciano aperte ulteriori ed interessanti prospettive·'di ricerca:

Chiesa.

contro l'unita 'dei due Testamenti difesa 'dalla Grande

.1 •

dai problemi posti dal « canone » gnostico a quelli relativi alla natura dell'ispirazione dell'esegeta; e ancora alle diffiéoWi che solleva ogni tentativo di collocare sociologicamente i vari tipi

di interpretazione.

·

''

GIOVANNI

FILORAMO

CLAUDIO GIANOTTO

·universita di Torino

.•(!"';

'\:

esempi

Protologia ed encratismo:

di

esegesi

encratita

di

Gen. 1-3*

Quando Ireneo, nel I libro dell'Adversus haereses denuncia come eretici hoi kaloumenoi enkrateis, i quali proclamano

l'agamia e l'apoché ton empsychon 1 , si delinea la cristallizza-

zione in una specifica categoria eresiologica di una serie com- plessa e varia di atteggiamenti e di tendenze che percorrono

con diversa intensita le comunita cristiane del II sec., essendo

del

Se, alla maniera di Ireneo, si definiscono Encratiti quanti accol- gono il postulato della condanna delle nozze (spesso accom- pagnata dall'astensione dai cibi carnei) come incompatibili con

resto emerse vivacemente gia nelle prime generazioni 2

la

condizione del cristiano, rimangono da individuare e definire

le

motivazioni specifiche di tale postulato, le quali di volta in

volta lo qualificano e lo situano nell'ambito piu vasto dei pecu-

liari contesti religiosi e ideologici di cui partecipano i suoi portatori.

di encratismo gnostico 3 , pur nella molte-

plicita delle formule e delle affabulazioni mitiche in cui si .esprimono nei diversi contesti e nell'uso piu o meno ampio

di materiale antico- e neo-testamentario, risultano tutte acco-

munate dalla tematica ontologica della distinzione e contrap- posizione dei livelli, rispettivamente divino, spirituale e tra-

Le varie forme

* Una redazione piu ampia di questo testo e in corso di stampa nel nostro volume Varia Patrística, Roma 1982.

1 Adv. Haer.

I, 28

edd.

A. Rousseau- L.

Doutreleau,

Irénée

de

Ly01_1.

Contre les Hérésies I, 2 [SCh 264], París 1979, pp. 354-357.

2 Cfr. P. F. Beatrice, Continenza e matrimonio nel cristianesimo pri- mitivo (secc. I-II), in Etica sessuale e matrimonio nel cristianesimo delle

origini, Milano 1976, pp. 3-68. 3 Cfr., ad esempio, l'affermazione dei

seguaci di Saturnino, secando

i quali nubere et generare a Satana (est) (Iren. Adv. Haer. I, 24,2, p. 324).

Per le premesse dualistico-anticosmiche della enkrateia marcionita ivi I, 27,2-4, pp. 350-355; Clem. Alex. Strom. III, III, 12,1-3 e III, IV, 25,1 (GCS II, 200,28-201,11 e 207,6-8).