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Care Compagne e Cari Compagni

Vi inviamo la bozza della direttiva predisposta dalla Conferenza Stato Regioni in attuazione dellart.
14, comma 1, della Legge 30 ottobre 2014 n. 161.
Innanzitutto va evidenziato che appare del tutto improprio che sia la Conferenza ad intervenire su
una materia di pertinenza dei Ministeri della Funzione Pubblica e del Lavoro, di concerto con il
Ministero della Salute.
Ad una primissima lettura sono da rimarcare evidenti punti critici; di fatto verrebbero consentite
ancora delle deroghe al verificarsi di alcune specifiche situazioni, tali, a nostro parere, ancora in
contrasto con le Direttive Europee e le Sentenze della Corte di Giustizia Europea.
E ben vero che la giurisprudenza comunitaria ha riconosciuto carattere eccezionale alle deroghe,
ma stabilendo che esse devono essere interpretate in modo che la loro portata sia limitata a
quanto strettamente necessario alla tutela degli interessi che tali deroghe permettono di
proteggere.
A puro titolo esemplificativo, il punto D) stabilisce che .le tipologie di fattispecie ricorrendo le
quali pu essere consentita la deroga alle disposizioni in materia di riposo giornaliero; in
particolare dovranno essere consentiti riposi inferiori ad undici ore in presenza di eventi
eccezionali e non prevedibili, o assenze improvvise , determinati, ad esempio, da prolungamenti di
interventi chirurgici, malattie o infortuni, situazioni di urgenza, etc.
Sappiamo bene come gli organici siano ridotti allosso e lincidenza del blocco del Turn-Over (in
particolare per le Regioni sottoposte ai piani di rientro), va da se che assenze prolungate di
lavoratrici e lavoratori in malattia o infortunio non sostituite, incidono pesantemente nella
programmazione di turni e, stante quanto viene disposto dalla Conferenza, in questi casi
possibile derogare.
E per evidente il non rispetto di quanto esprime lEuropa sulla possibilit di deroghe limitate nel
tempo e di carattere eccezionale.
Unulteriore previsione attiene il rinvio alla Contrattazione Nazionale di indicare la possibilit da
parte della contrattazione integrativa di elevare da quattro mesi fino a sei mesi, ovvero fino a
dodici mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti allorganizzazione del lavoro, il limite di
quattro mesi, previsto come periodo di riferimento per il calcolo della durata media di quarantotto
ore settimanali dellorario di lavoro.
Poich, come sappiamo, la contrattazione per il rinnovo dei CCNL non ancora avviata, si
suggerisce allARAN di attivarsi per la definizione di un decreto con cui definire le deroghe
possibili e, in tal modo pregiudicando di fatto il ruolo della contrattazione.
Vi terremo informati degli eventuali sviluppi della situazione che stiamo attentamente monitorando,
e seguiranno commenti pi approfonditi.