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POLITECNICO DI MILANO

Scuola Master Fratelli Pesenti

Master universitario di secondo livello in Progettazione delle strutture in calcestruzzo armato

in Progettazione delle strutture in calcestruzzo armato CONCEPT DESIGN E PROGETTAZIONE DI UNA TORRE A SAN

CONCEPT DESIGN E PROGETTAZIONE DI UNA TORRE A SAN PAOLO - BRASILE

Relatore:

Prof. Ing. Alberto Franchi

Correlatori:

Ing. Francesco Iorio Ing. Diego Bruciafreddo

Tesi di Master di:

Luca Manzoni

A.A. 2012 - 2013

matr. 803181

Indice

Introduzione

V

Abstract

VI

1 Oggetto di studio

1

1.1

Descrizione dell’edificio

1

2 Analisi climatica

5

2.1 Metodo dettagliato per la valutazione della velocità di riferimento

5

 

2.1.1 Acquisizione della base dati (velocità media e direzione del vento)

5

2.1.2 Condizioni di riferimento

8

2.1.3 Analisi probabilistiche

8

2.2 Rappresentazione matematica della velocità del vento

11

2.2.1 Profilo logaritmico

11

2.2.2 Valutazione della rugosità del terreno

15

2.3 Analisi dei dati anemometrici

18

2.3.1 Localizzazione della stazione meteorologica

19

2.3.2 Base dati iniziale

20

2.3.3 Controllo e correzione della base dati

21

2.3.4 Analisi probabilistica del massimo annuale

23

2.3.5 Studio della direzionalità del vento

24

2.3.6 Studio dell’esposizione

26

2.4 Valutazione della velocità nel sito di progetto

30

2.4.1 Analisi

della rugosità

30

2.4.2 Fattori di trasposizione legati alla rugosità e all’altezza

32

2.4.3 Interferenza

33

2.5 Sintesi delle analisi

35

2.5.1 Velocità di progetto

35

2.5.2 Effetto combinato di direzionalità e rugosità

36

2.5.3 Confronto con la normativa brasiliana

37

2.5.4 Profilo delle velocità

38

3 Modelli di calcolo

39

3.1 Modello globale

39

3.2 Modelli parziali

40

4 Azioni sulla costruzione

41

4.1

Azione del vento

41

4.1.1 Azioni aerodinamiche globali e locali

43

4.1.2 Pressione cinetica di picco

44

4.1.3

Coefficienti di pressione

47

4.1.4 Pressione esercitata dal vento

4.2 Azione sismica

54

64

4.2.1 Pericolosità sismica

65

4.2.2 Spettro di risposta elastico

67

4.2.3 Fattore di struttura

69

4.2.4 Spettro di progetto

71

4.2.5 Analisi statica lineare

73

4.3 Analisi dei carichi

75

4.3.1 Peso proprio strutturale (G 1 )

75

4.3.2 Peso proprio non strutturale (G 2 )

75

4.3.3 Variabili (Q)

75

4.4 Combinazioni delle azioni

5 Materiali strutturali

76

79

5.1 Calcestruzzo

79

5.2 Acciaio per calcestruzzo armato

79

5.3 Acciaio per strutture metalliche

79

6 Azioni interne e verifiche

81

6.1 Programmi di calcolo

81

6.2 Solaio a piastra

82

6.2.1 Azioni interne

 

82

6.2.2 Verifica a Flessione (SLU)

84

6.2.3 Verifica a Taglio (SLU)

91

6.2.4 Verifica al Punzonamento (SLU)

92

6.2.5 Verifica di Deformabilità (SLE)

94

6.2.6 Verifica

di

Fessurazione (SLE)

101

6.2.7 Verifica delle Tensioni di esercizio (SLE)

102

6.3 Colonna composta acciaio-calcestruzzo

103

6.3.1 Elementi strutturali “secondari”

103

6.3.2 Azioni interne

105

6.3.3 Verifica a Compressione (SLU)

107

6.3.4 Verifica dei requisiti di rigidezza flessionale, snellezza e contributo meccanico dell’acciaio

108

6.3.5 Analisi dimensionale ed economica della sezione resistente

109

6.4 Pareti estese debolmente armate

114

6.4.1 Limitazioni geometriche e di armatura

114

6.4.2 Azioni interne

115

6.4.3 Verifica di Stabilità (SLU)

117

6.4.4 Limitazione dello sforzo normale nel calcestruzzo (SLU)

118

6.4.5

Verifica a Presso-flessione (SLU)

118

6.5

6.4.6 Verifica a Taglio (SLU)

123

6.4.7 Verifica a Scorrimento (SLU)

125

6.4.8 Verifica delle Tensioni di esercizio (SLE)

127

Struttura facciata vetrata

129

6.5.1 Classificazione della sezione

129

6.5.2 Azioni interne

131

6.5.3 Verifica di Instabilità (SLU)

132

6.5.4 Verifica a Flessione e Taglio (SLU)

133

6.5.5 Verifica degli Spostamenti (SLE)

136

7 Normativa di riferimento

137

8 Bibliografia

139

9 Allegati

141

Introduzione

Il presente documento ha come primario obiettivo quello di descrivere le fasi

principali della progettazione strutturale di una torre a San Paolo, Brasile. L’edificio oggetto di studio, caratterizzato da una struttura portante in

calcestruzzo armato, ha una sezione in pianta pressoché rettangolare di dimensioni massime pari 16.2 e 20.8 metri, si eleva per 40 metri dal piano

campagna ed è composto da 10 piani fuori terra e da 2 piani interrati adibiti

ad autorimessa.

Uno degli aspetti su cui si è prestata particolare attenzione è stato quello

relativo alla valutazione delle azioni e degli effetti del vento sulla costruzione,

in quanto, nel caso in esame, più restrittivi rispetto a quelli dovuti al sisma.

A tal scopo è stata condotta una accurata e approfondita analisi atta alla

determinazione della velocità del vento di progetto attraverso un metodo

ingegneristico dedotto da letteratura specialistica internazionale.

Il metodo adottato è articolato in una serie di fasi sequenziali tra cui

l’acquisizione, il controllo e la correzione delle misure della velocità media e

della direzione del vento rilevate dalla stazione anemometrica analizzata, la trasformazione dei dati misurati in valori coerenti con la definizione di velocità

di

riferimento del vento tramite uno studio specifico della rugosità del terreno

e

infine l’analisi probabilistica dei dati trasformati per la successiva

determinazione della velocità di progetto. Determinate le azioni sulla costruzione dovute alla pressione del vento, ricavate tramite un’analisi dettagliata dei relativi coefficienti di pressione, è stato effettuato un confronto con le azioni sismiche di progetto al fine di valutare il valore massimo delle azioni sollecitanti di calcolo su cui basare le relative verifiche strutturali. Infine sono state condotte le necessarie verifiche, sia agli Stati Limite Ultimi (SLU) che agli Stati Limite di Esercizio (SLE), dei principali elementi strutturali, quali il solaio a piastra in calcestruzzo armato, la colonna composta di acciaio-calcestruzzo, le pareti estese debolmente armate, costituenti gli elementi resistenti principali alle azioni orizzontali e infine i montanti e i traversi costituenti la struttura portante in acciaio della facciata vetrata.

Abstract

The main aim of this paper is to describe the essential steps of the structural design of a tower situated in São Paulo, Brazil. The building, characterized by a reinforced concrete structure, has a rectangular plan section of about 16.2 x 20.8 meters, rises 40 meters from ground level and consists of 10 floors above ground and 2 underground floors used as garage. A special attention has been paid about the evaluation of the wind actions and wind effects on the building, because the analysis has shown that they are more restrictive than seismic ones. For this reason, a careful and detailed analysis was conducted to be able to determine the design wind speed through an engineering method derived from international specialized literature. The adopted method is articulated into a series of sequential steps including:

the acquisition, control and correction of the climate data about average speed and wind direction measured by the analyzed anemometer station; the transformation of the measured data through a specific study about the terrain roughness in consistent values of the reference wind speed; the probabilistic analysis about the transformed data in order to determinate the design wind speed. The wind pressure actions, obtained through a detailed analysis about pressure coefficients, has been compared to the seismic actions in order to evaluate the maximum value on which to base the further checks. At last but not least, the required structural checks have been carried out, for the Ultimate Limit States (ULS) and the Serviceability Limit States (SLS), about the main structural elements such as reinforced concrete flat slab, composed steel-concrete column, large lightly reinforced walls, representing the main resistant elements to horizontal actions, and glass façade’s steel structure elements.

1 Oggetto di studio

1.1 Descrizione dell’edificio

1. Oggetto di studio

L’edificio oggetto di studio è caratterizzato da una sezione in pianta pressoché rettangolare di dimensioni massime pari 16.2 e 20.8 metri, si eleva per 40 metri dal piano campagna ed è composto da 10 piani fuori terra, di cui l’ultimo adibito a showroom esterno caratterizzato dall’essere a cielo aperto, e da 2 piani interrati adibiti ad autorimessa.

cielo aperto, e da 2 piani interrati adibiti ad autorimessa. Figura 1.1 Vista Sud-Ovest dell’edificio oggetto

Figura 1.1 Vista Sud-Ovest dell’edificio oggetto di studio

L’edificio è costituito da una struttura in calcestruzzo armato composta da tre estese pareti che si sviluppano lungo il perimetro dell’edificio ad esclusione del lato che si affaccia a Ovest, un vano scala, colonne composte in acciaio- calcestruzzo e solai a piastra. Sul lato Ovest dell’edificio, e parzialmente anche sui lati Nord e Sud, si eleva una estesa facciata vetrata sorretta da una

1.1 Descrizione dell’edificio

struttura in acciaio caratterizzata da traversi e montanti il cui comportamento strutturale verrà discusso in seguito. Di seguito si riporta una sezione trasversale dell’edificio che mostra le caratteristiche principali sopra descritte.

dell’edificio che mostra le caratteristiche principali sopra descritte. Figura 1.2 Sezione trasversale dell’edificio 2

Figura 1.2 Sezione trasversale dell’edificio

1. Oggetto di studio

Infine si sottolinea che l’edificio oggetto di studio sorge a Campinas, città brasiliana situata nell'area interna dello Stato di San Paolo. La città, che si estende su una superficie di circa 795.7 km 2 , consta di una popolazione di 1 080 999 abitanti, concentrati al 98% nella zona urbana.

Campinas San Paolo
Campinas
San Paolo

Figura 1.3 Localizzazione geografica del sito di progetto

2 Analisi climatica

2. Analisi climatica

2.1 Metodo dettagliato per la valutazione della velocità di riferimento

L’approccio adottato per la valutazione della velocità di riferimento per il sito

di progetto è stato dedotto dalle indicazioni fornite nell’Appendice B della

CNR-DT207/2008 “Istruzioni per la valutazione delle azioni e degli effetti del vento sulle costruzioni” che definisce l’applicazione di un metodo articolato in

tre fasi sequenziali:

- acquisizione, controllo e correzione di misure della velocità media e della direzione del vento, rappresentative del sito ove sorge la costruzione;

- trasformazione dei dati misurati in valori coerenti con la definizione di velocità di riferimento del vento;

- analisi probabilistica dei dati trasformati.

Il metodo suggerito dalla CNR-DT207 è stato sviluppato implementandone i passaggi basandosi, come indicato dalla stessa norma, su letteratura specialistica. Nei paragrafi successivi si riportano, in modo dettagliato, i principali passaggi del metodo adottato.

2.1.1 Acquisizione della base dati (velocità media e direzione del vento)

La prima fase prevede:

1. l’individuazione delle stazioni meteorologiche opportunamente ubicate al fine di poter essere considerate rappresentative del sito di progetto;

2. l’acquisizione delle misure della velocità media e della direzione del vento relative ad un periodo di acquisizione sufficientemente lungo;

3. il controllo e correzione della base dati per verificare che i dati registrati siano omogenei e privi di errori.

Questo permette di ottenere una base dati corretta che può essere considerata rappresentativa, affidabile ed omogenea e che quindi può essere sottoposta alle successive analisi probabilistiche.

2.1 Metodo dettagliato per la valutazione della velocità di riferimento

2.1.1.1 Individuazione delle stazioni meteorologiche rappresentative

Come definito dalla CNR-DT207, una stazione meteorologica può essere

considerata adeguatamente ubicata se vengono rispettate le seguenti condizioni:

- la sua distanza dalla costruzione è limitata (non oltre 50-100 km);

- i regimi di vento presso la stazione sono analoghi a quelli nel sito della costruzione (ad esempio se il sito e la stazione non siano separati da catene montuose);

- gli strumenti sono istallati correttamente (ad esempio siano posti a un’altezza sul suolo non inferiore a circa 10 m, e non siano prossimi a corpi che perturbano il vento, compresi quelli sui quali gli strumenti sono posti).

vento, compresi quelli sui quali gli strumenti sono posti). Figura 2.1 Installazione di strumenti in vicinanza

Figura 2.1 Installazione di strumenti in vicinanza di corpi perturbativi (tratta da (1))

strumenti in vicinanza di corpi perturbativi (tratta da (1)) Figura 2.2 Installazione di strumenti in condizioni

Figura 2.2 Installazione di strumenti in condizioni orografiche complesse (tratta da (1))

2.1.1.2 Scelta del periodo di acquisizione delle misurazioni

La scelta del periodo di acquisizione delle registrazioni è influenzata da una serie di parametri quali, principalmente, il periodo di ritorno in corrispondenza del quale si vuole valutare la velocità di riferimento e il metodo probabilistico applicato per l’analisi.

2. Analisi climatica

Affinché le analisi svolte forniscano risultati attendibili è necessario utilizzare banche dati costituite da registrazioni relative ad un numero di anni maggiore

di 1/5 del periodo di ritorno di progetto e comunque almeno maggiore di 5

anni.

2.1.1.3 Controllo e correzione della base dati

La base dati iniziale, pur essendo considerata rappresentativa dato che è stata

ottenuta mediante un corretto procedimento di scelta, deve essere sottoposta

ad un processo di controllo e correzione in quanto può contenere dati potenzialmente errati dovuti principalmente ai seguenti fattori:

- malfunzionamento strumentale;

- misure esterne all’intervallo di lettura quali calme di vento (valori nulli possono corrispondere ad assenza di misurazione) e fenomeni eolici di eccezionale intensità (perturbazioni o temporali di breve durata);

- eventi estranei al problema trattato quali atterraggio o decollo di veicoli;

- perdita di dati per arresto strumentale dovuto a eventi naturali o interventi di operatori;

- errori di registrazione dei dati quali dati fisicamente errati (velocità negative) o direzioni fuori dall’intervallo di misura.

La fase di controllo, correzione o eliminazione dei dati errati è necessaria per

ottenere una base dati omogenea (con valori medi sullo stesso intervallo temporale) e corretta (priva di errori sistematici o casuali) e deve quindi essere basata su procedimenti affidabili e adeguatamente giustificati. Il metodo adottato a tale scopo si articola in due fasi principali:

- individuazione dei valori potenzialmente sbagliati: la base dati iniziale viene sottoposta ad un controllo preliminare per evidenziare ed estrarre i dati potenzialmente errati;

- validazione dei valori potenzialmente sbagliati: i dati vengono posti a confronto con quelli immediatamente anteriori e posteriori e con le velocità medie e di picco registrate nel medesimo periodo, sono assunti corretti i dati omogenei con tali misure e errati e quindi eliminati quelli disomogenei.

2.1 Metodo dettagliato per la valutazione della velocità di riferimento

2.1.2 Condizioni di riferimento

La determinazione della velocità di riferimento richiede la trasformazione dei

dati misurati in valori coerenti con specifiche condizioni di riferimento,

essendo la velocità di riferimento il valore massimo della velocità media del

vento su un intervallo di tempo di 10 minuti riferita a determinate condizioni

standard (ad esempio valutata a 10 m di altezza sul suolo, su un terreno

pianeggiante e omogeneo con una determinata lunghezza di rugosità z 0 ).

Nella seguente tabella si riportano le condizioni di riferimento di due dei

principali documenti tecnici che trattano in modo dettagliato le azioni del

vento.

 

CNR DT207

ESDU 82026

Altezza z

10 m

10 m

Lunghezza di rugosità z 0

0.05 m II categoria di esposizione

0.03 m open country terrain

2.1.3 Analisi probabilistiche

2.1.3.1 Analisi probabilistica della popolazione dei dati

L’analisi dei dati relativi alla popolazione delle misure viene effettuata

utilizzando il modello ibrido di Weibull (1)(2), la cui distribuzione può essere

impiegata per effettuare una regressione della totalità dei dati

indipendentemente dalla direzione di provenienza (analisi adirezionale)

oppure per ogni settore di provenienza del vento e successivamente

ricostruendo la distribuzione di probabilità dell’intera popolazione (analisi

direzionale). Nel caso in esame si è affrontata un’analisi direzionale in cui

sono stati impiegati 12 settori, corrispondenti a un’ampiezza di 30° le cui

direzioni sono calcolate in senso orario ponendo 0° in corrispondenza di vento

proveniente da Nord.

Denominati con il numero delle coppie dei valori medi della velocità e della

direzione di provenienza del vento ( , ) che costituiscono la base dati

preventivamente corretta e il numero delle coppie dei valori nulli relativi

alle calme di vento, = è il numero delle coppie dei valori non nulli.

Dalle coppie dei valori non nulli di ( , ) possono essere estratte sottobasi

dati, la j-esima delle quali comprende gli valori di velocità associati al j-

esimo settore di provenienza del vento; tale settore risulta ampio = 360°/

e centrato sull'angolo = ( − 1⁄2)Δ .

2. Analisi climatica

La probabilità che il vento provenga dal j-esimo settore è data dalla formula:

( ) =

( )

> 0; = 1, … ,

dove è la variabile di stato di e rappresenta la probabilità, condizionata

a > 0, che il vento provenga dal j-esimo settore ed è perciò vincolata dalla

relazione

= 1 ; infine ( ) è la funzione di densità della velocità media

del vento proveniente dal j-esimo settore, che risulta espressa nella forma

proposta da Weibull come (3):

=

> 0; = 1, … ,

dove e sono i parametri, rispettivamente, di forma e di scala del modello.

Si considerano limitatamente affidabili le distribuzioni calcolate sulla base di

un numero di valori minore dell'1% del numero di valori non nulli

disponibili.

Sotto questa condizione, la funzione di densità ( ) e la funzione di

distribuzione ( ) della popolazione dei dati sono fornite, rispettivamente,

dalle espressioni:

( ) = ( ) + ( )

( ) = 1 −

≥ 0

≥ 0

nelle quali è la distribuzione di Dirac e è la probabilità di velocità nulla,

vincolata perciò alla relazione = (1 − ) .

In alternativa alle equazioni precedenti, la funzione di densità e la funzione di

distribuzione possono essere espresse in forma adirezionale mediante le

formule:

( ) = ( ) +

( ) = 1 −

≥ 0

≥ 0

nelle quali e sono i parametri della distribuzione di Weibull della base dati

globale e = 1 − .

2.1 Metodo dettagliato per la valutazione della velocità di riferimento

2.1.3.2 Analisi probabilistica del massimo annuale

Nello studio delle basi dati anemologiche l’analisi della distribuzione di

probabilità dei valori estremi riveste un ruolo importante, specialmente perché

permette di effettuare un’analisi dei rischi correlati ai venti intensi e di

stabilire i periodi medi di ritorno di tali fenomeni. Tale studio è normalmente

riferito alla distribuzione del massimo valore annuale della velocità.

Diversi modelli sono stati proposti (4), quali le distribuzioni asintotiche di I, II

e III tipo (5), l’analisi di processo (6) o la distribuzione di Pareto (7).

Ricordando che la ESDU 82026 definisce che per la velocità media del vento la

funzione di distribuzione dei valori estremi ha dimostrato di essere asintotica

alla distribuzione Fisher-Tippett (I tipo), nel presente studio la distribuzione di

probabilità del massimo valore annuale di è calcolata applicando sia l’analisi

asintotica del I tipo sia l’analisi di processo, in quanto la prima tende a fornire

stime più prudenti (8), mentre la seconda offre stime che sono generalmente

intermedie tra quelle dell’analisi asintotica e quelle ottenute attraverso la

distribuzione generalizzata di Pareto (7).

Analisi asintotica del I tipo

Il procedimento per l’analisi asintotica del I tipo assegna ai primi massimi

annuali di la distribuzione di Gumbel (5). La funzione di distribuzione del

massimo valore annuale di è data dalla formula:

( ) = ( )

≥ 0

dove è la variabile di stato di ; e sono i parametri del modello che

rappresentano rispettivamente l’inverso del parametro di scala e il parametro

di posizionamento.

Invertendo l’equazione precedente si ottiene l’equazione che permette di

determinare il massimo valore di velocità ad un assegnato periodo di ritorno:

= 1 −

1

1

> 1

dove è il periodo medio di ritorno, cioè il tempo che mediamente intercorre

fra il ripetersi di eventi di intensità maggiore o uguale a , ed è pari a:

( ) =

1

1 − ( )

2. Analisi climatica

Analisi di processo L’analisi di processo assume il vento come un processo stazionario e stocastico (9), la funzione di distribuzione del massimo è data dalla formula

(8)(6):

( ) = ( )

0

nella quale il prodotto ( ) rappresenta il numero medio di attraversamenti

di soglia; ( ) è la funzione di densità della popolazione dei dati; è il

parametro di modello stimato enumerando gli attraversamenti di soglia. L’equazione precedente sottintende che la soglia sia sufficientemente alta da

poterne considerare gli attraversamenti come eventi rari e indipendenti (ovvero come un processo poissoniano).

2.2

Rappresentazione

vento

matematica

della

velocità

del

2.2.1 Profilo logaritmico

Lo sviluppo verticale della velocità media del vento è caratterizzato da un

profilo logaritmico espresso mediante una funzione deterministica della scabrezza del suolo e della sua topografia, al quale si sovrappone, per effetto dell’attrito, una fluttuazione tridimensionale della velocità a media nulla, detta turbolenza atmosferica, massima in prossimità del terreno e tendente a zero in prossimità di una determinata quota detta altezza del gradiente. L’altezza del gradiente rappresenta la quota z g sopra la quale il vento non risente della forza d’attrito del suolo, essa varia in funzione della velocità del vento e della scabrezza del suolo, espressa dalla lunghezza di rugosità z 0 . Tale configurazione è influenzata, come mostrato nella figura successiva, dalla presenza di due fasce atmosferiche aventi differenti proprietà:

- atmosfera indisturbata, fascia atmosferica che si estende sopra l’altezza del gradiente: la velocità del vento nell’atmosfera indisturbata, detta velocità geostrofica V g , ha uno sviluppo costante parallelo alle isobare, con intensità tanto maggiore quanto più le isobare sono ravvicinate;

- strato limite atmosferico, fascia atmosferica che si estende fra la superficie terrestre e l’altezza del gradiente: nello strato limite

2.2 Rappresentazione matematica della velocità del vento

atmosferico l’aria risente della forza d’attrito esercitata dal suolo,

opposta alla velocità del vento V, tale forza è nulla all’altezza del

gradiente e aumenta in direzione del suolo causando una riduzione

della velocità.

direzione del suolo causando una riduzione della velocità. Figura 2.3 Profilo della velocità media del vento

Figura 2.3 Profilo della velocità media del vento e turbolenza atmosferica (tratta da (10))

2.2.1.1 Indicazioni CNR

La velocità media del vento , su un intervallo di tempo T=10 minuti,

dipende dall’altezza z sul suolo, dalla ventosità della zona in esame, dal

periodo di ritorno di progetto e dalle caratteristiche locali del sito ove sorge la

costruzione.

La velocità media del vento è fornita, per altezze al suolo non maggiori di

z=200m, dalla relazione seguente:

( ) = ( )

dove

è la velocità di riferimento di progetto;

è il coefficiente di profilo medio del vento fornito dalla relazione:

( ) = ( )

( ) =

( )

>

dove

, , sono, rispettivamente, il fattore di terreno, la lunghezza di rugosità

e l’altezza minima in funzione della categoria di esposizione del sito;

2. Analisi climatica

è il coefficiente di topografia in funzione delle caratteristiche topografiche e orografiche del sito. La figura seguente mostra i diagrammi di ( ) per le diverse categorie di

esposizione, nel caso

( ) = 1.

le diverse categorie di esposizione, nel caso ( ) = 1 . Tabella estratta da CNR-DT

Tabella estratta da CNR-DT 207

2.2.1.2 Indicazioni ESDU Il profilo logaritmico adottato da ESDU, rispetto a quello adottato da CNR, ha come principale vantaggio quello di ammettere la possibilità di avere una variazione della rugosità lungo lo sviluppo del settore di traversia rispetto al quale si considera spirante il vento. Per la determinazione della velocità media oraria del vento in corrispondenza di una o più variazioni della lunghezza di rugosità lungo il percorso del vento in un dato settore di direzione, si è utilizzato il modello di Daeves e Harris del Atmospheric boundary layer, come definito nella ESDU 82026, di cui si riportano di seguito i principali aspetti.

82026, di cui si riportano di seguito i principali aspetti. Figura 2.4 Sviluppo del profilo del

Figura 2.4 Sviluppo del profilo del vento secondo ESDU 82026 (tratta da (11))

2.2 Rappresentazione matematica della velocità del vento

Considerando il caso esemplificativo in cui lungo il percorso del vento vi sia

una singola variazione della rugosità, si ha che in corrispondenza di tale

variazione si sviluppa un nuovo strato interno (internal layer) in cui la velocità

del vento dipende da x ed è pari a = . Sopra questo strato si può

supporre che la velocità del vento sia indipendente da x e risulti essere pari a

, valore (alla stessa altezza) appena sopravento del cambio di rugosità. Ad

altezze intermedie vi è una transizione della velocità del vento tra e ,

tuttavia si può supporre che il profilo di velocità del vento sia costituito da un

segmento inferiore dove la velocità del vento è data da = e un tratto

superiore dove = . I due segmenti si intersecano l'altezza in cui

= .

velocità media oraria del

vento a

quota z

sul

sito in questione con

variazione di rugosità del terreno a distanza x sopravento dal sito:

=

velocità media oraria del vento a quota z sul sito in questione assumendo

che la rugosità del terreno si estenda uniformemente sopravento per

almeno 100 km (cioè nelle condizioni di equilibrium boundary layer):

=

velocità di attrito (o di taglio):

=

fattore di rugosità del terreno relativo alla velocità del vento in siti

caratterizzati da terreni con diversa rugosità:

=

(10 (10

)

)

=

fattore di altezza che rappresenta l’effetto di z su :

=

= 2.5 + 34.5 /

fattore di correzione della velocità per effetto della variazione di rugosità a

una distanza x sopravento del sito in questione;

2. Analisi climatica

fattore di direzionalità che da una distribuzione settoriale della velocità estrema del vento al sito ipotizzando che terreno sia uniforme in tutte le direzioni; fattore che rappresenta gli effetti topografici sulla velocità del vento.

2.2.2 Valutazione della rugosità del terreno

2.2.2.1 Indicazioni CNR La rugosità secondo CNR si ottiene mediante una tabella che in funzione della posizione geografica del sito e della classe di rugosità del terreno definisce tale parametro.

geografica del sito e della classe di rugosità del terreno definisce tale parametro. Tabelle estratte da

Tabelle estratte da CNR-DT 207

2.2 Rappresentazione matematica della velocità del vento

2.2 Rappresentazione matematica della velocità del vento Tabella estratta da CNR-DT 207 Tabella estratta da CNR-DT

Tabella estratta da CNR-DT 207

della velocità del vento Tabella estratta da CNR-DT 207 Tabella estratta da CNR-DT 207 2.2.2.2 Indicazioni

Tabella estratta da CNR-DT 207

2.2.2.2 Indicazioni ESDU La trasformazione dei dati misurati nelle condizioni di riferimento e la successiva valutazione della velocità nel sito di progetto presuppongono l’analisi dettagliata della rugosità del terreno (z 0 , z 01 , z 02 , ecc) e le corrispondenti lunghezze di percorso (x, x 1 , x 2 , ecc) sopravento del sito in esame, considerando anche la possibile presenza di variazioni laterali di rugosità del terreno. Si riporta di seguito la tabella tratta dalla ESDU 01008 (12) contenente i valori dalla rugosità per le principali categorie di terreno.

2. Analisi climatica

TYPICAL VALUES 0F THE TERRAIN ROUGHNESS PARAMETER, z 0

 

BUILT-UP AREAS

Centres of large towns and cities:

Centres of small towns:

Suburbs, villages:

Airports; runway area:

z 0

(m) =

0.7

0.5

0.3

0.03

WOODED LAND

Forests, large wooded areas:

Wooded countryside:

   

z 0

(m) =

1

0.5

FARMLAND

Many trees, hedges, few buildings:

Many hedges, some trees:

Hedges, few trees:

Open country with isolated trees:

z 0

(m) =

0.2 to 0.3

0.08

0.05 - 0.01

0.03

GRASS

Long grass, crops:

Uncut grass:

Grass plains, stubble (no trees or hedges):

Cut grass (<3 cm):

z 0

(m) =

0.05

0.02

0.01

0.006

SNOW SURFACE

Snow-covered open

Snow-covered plains (no trees or hedges):

   

country:

z 0

(m) =

0.006

0.0001

DESERT

Flat desert:

     

z 0

(m) =

0.005

ICE

Pack ice:

Arctic sea ice:

Sea ice with wind normal to snow ridges:

Sea ice with wind

parallel to snow ridges:

z 0

(m) =

0.03

0.005

0.003

0.0003

FLAT ICE, MUD FLATS

       

z 0

(m) =

0.00001

Valori tipici del parametro di rugosità del terreno, z 0

Facendo riferimento a quanto indicato nella ESDU 01008 e alla figura riportata di seguito, le variazioni laterali di rugosità (z 0a , z 0b e z 0c ) possono essere valutate considerando una rugosità efficace stimata calcolando la media

delle sollecitazioni individuali a taglio generate a terra da ciascuna categoria di rugosità e quindi calcolando il valore di che genererebbe la stessa

tensione media a taglio.

= + + + ⋯ =

dove , , sono frazioni dell’area totale, è la densità dell’aria e è il

valore efficace della velocità di taglio

∗ è il valore efficace della velocità di taglio Figura 2.5 Variazione laterale di rugosità del

Figura 2.5 Variazione laterale di rugosità del terreno (tratta da (12))

2.3 Analisi dei dati anemometrici

2.3 Analisi dei dati anemometrici

L’analisi degli aeroporti circostanti il sito di progetto, ha evidenziato che l’area è coperta da numerosi aeroporti, sia internazionali che locali. Nell’immagine seguente si riportano le stazioni anemometriche aeroportuali contenute ad una distanza dal sito di progetto pari a 50 e 100 km, in quanto considerate adeguatamente ubicate secondo le indicazioni della CNR-DT207. Si è evidenziata in arancione la stazione anemometrica che verrà analizzata in seguito in quanto, per la distanza limitata rispetto al sito di edificazione e per le caratteristiche topografiche dell’area in cui si colloca, è stata valutata essere la più rappresentativa tra quelle di cui si dispongono i dati meteorologici.

tra quelle di cui si dispongono i dati meteorologici. Legenda: Sito di progetto Figura 2.6 Aeroporti

Legenda:

quelle di cui si dispongono i dati meteorologici. Legenda: Sito di progetto Figura 2.6 Aeroporti ubicati
quelle di cui si dispongono i dati meteorologici. Legenda: Sito di progetto Figura 2.6 Aeroporti ubicati
quelle di cui si dispongono i dati meteorologici. Legenda: Sito di progetto Figura 2.6 Aeroporti ubicati

Sito di progetto

Figura 2.6 Aeroporti ubicati ad una distanza non superiore a 50-100km dal sito di progetto

Aeroporto

Aeroporto analizzato

2. Analisi climatica

Si riporta di seguito la sintesi delle analisi svolte per tale stazione e successivamente le operazioni effettuate per ottenere il profilo della velocità del vento attesa nel sito di riferimento.

2.3.1 Localizzazione della stazione meteorologica

La stazione meteorologica è ubicata in prossimità dell'aeroporto internazionale di Viracopos-Campinas, terzo aeroporto per ordine di importanza e transiti tra quelli che servono San Paolo del Brasile, situato a soli 14 km dal centro della città di Campinas.

Viracopos Airport
Viracopos Airport

Figura 2.7 Anemometro dell’Aeroporto Viracopos-Campinas (altitudine 661 m slm)

USAF

ICAO ID

Station name

Country

Lat.

Long.

Elev.

837210

SBKP

Viracopos-Campinas

Brazil

-23.000

-47.123

661

2.3 Analisi dei dati anemometrici

2.3.2 Base dati iniziale

La frequenza di campionamento dell’anemometro dell’aeroporto di Viracopos varia durante il periodo del quale si dispongono i dati (1951-2012). I dati si riferiscono alla velocità media del vento sui dieci minuti precedenti la registrazione e includono velocità medie registrate nella maggior parte dei casi ogni ora (o dopo 15 min, 30 min e 45 min dopo l’ora) e in alcuni casi ogni tre ore nelle ore sinottiche (00, 03, …, 21).

12 000 11 000 10 000 24 mis/gg 9 000 8 000 7 000 6
12
000
11
000
10
000
24 mis/gg
9
000
8
000
7
000
6
000
5
000
4
000
8 mis/gg
3
000
2
000
1
000
0
Numer o di campioni
1951
1952
1953
1954
1955
1956
1957
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1969
1970
1971
1972
1973
1974
1975
1976
1977
1978
1979
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012

Figura 2.8 Numero di campioni 1951-2012

La scelta della base dati da utilizzare è stata effettuata operando un conteggio

totale delle registrazioni sull’anno e confrontando tale valore con quello che si sarebbe dovuto avere se esse fossero state registrate con frequenza costante

di 8 registrazioni al giorno (una registrazione ogni tre ore nelle ore sinottiche)

ovvero 24 registrazioni al giorno (una registrazione ogni ora).

Per le successive analisi si è scelto di utilizzare il periodo 1973-2012 in quanto

si dispone di misurazioni pressoché continuative e presenti in numero di

almeno 8 al giorno e comunque tendenti a 24 misurazioni al giorno. Sono stati comunque effettuati test di compatibilità tra i risultati ottenuti al

variare del periodo di riferimento per gli anni di registrazione per valutare l’affidabilità e robustezza della base dati ottenuta.

La figura successiva riporta sinteticamente il criterio adottato.

12 000 11 000 10 000 9 000 24 mis/gg 8 000 7 000 6
12
000
11
000
10
000
9
000
24 mis/gg
8
000
7
000
6
000
5
000
4
000
8 mis/gg
3
000
2
000
1
000
0
Numer o di campioni
1973
1974
1975
1976
1977
1978
1979
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012

Figura 2.9 Numero di campioni 1973-2012

2. Analisi climatica

Per maggior chiarezza si riporta di seguito un estratto della base dati disponibile con una sintetica spiegazione dei principali parametri registrati. Tali dati sono stati forniti dall’ente spaziale NOAA, attivo nel settore dei programmi per satelliti meteorologici, che si occupa dello studio del clima a livello planetario e che in particolare consta di un archivio con i dati meteorologici del passato relativi a numerose stazioni meteorologiche presenti nel mondo (http://www7.ncdc.noaa.gov/CDO/cdo).

 

WIND

 

GUST

Station

USAF

NCDC

Yr

Mo

Da

Hr

Mn

I

Type

Dir

Q

I

Spd

Q

Spd

Q

VIRACOPOS

837210

99999

1998

10

19

7

0

4

FM-15

150

1

N

6.2

1

12.3

1

VIRACOPOS

837210

99999

2002

8

4

6

0

4

FM-15

999

9

C

0

1

999.9

9

VIRACOPOS

837210

99999

2009

11

1

15

0

4

FM-15

999

9

V

0.5

1

999.9

9

DIR:

Angolo, misurato in senso orario, tra il nord e la direzione da cui soffia il vento.

I:

999: mancante. Se il tipo di codice I = V, 999 indica che la direzione del vento è variabile. Codice che denota il carattere del vento.

SPD:

C: Calma N: Normale V: Variabile Velocità del vento misurata in m/s

Q:

Codice che denota la qualità

dell’osservazione riportata

1: Passed all quality control checks 9: Passed gross limits check if element is present

2.3.3 Controllo e correzione della base dati

Sulle Base dati iniziale è stato effettuato un processo di controllo e correzione dati per individuare i valori potenzialmente sbagliati dovuti a errori riconducibili a malfunzionamento strumentale, misure esterne all’intervallo di lettura quali calme di vento o fenomeni eolici di eccezionale intensità, eventi estranei al problema trattato quali misure aeroportuali concomitanti con operazioni di atterraggio o di decollo, perdita di dati per arresto strumentale o errori di registrazione dati. Il metodo di controllo applicato consiste nell’identificare ed estrarre le velocità del vento che risultano essere maggiori di un determinato rapporto sia rispetto al dato precedente che a quello successivo. La tecnica descritta consente di individuare i valori potenzialmente sbagliati e su di essi effettuare un controllo specifico per una eventuale rimozione dalla base dati. Per valutare la robustezza della procedura si sono adottati due valori filtro (di seguito denominato filter ratio) pari a 1.5 e 2.

2.3 Analisi dei dati anemometrici

2.3.3.1 Indice di qualità Come indicatore della qualità della base dati si è adottato il criterio di rapportare il numero di misure valide e quello di misure totali per ogni anno analizzato. Si è considerata affidabile una banca dati in cui si abbia almeno il 50% dei dati validi rispetto al totale. Nel seguente grafico si riporta l’indice di qualità della base dati analizzata a cui è stato applicato un filter ratio pari a 1.5 e 2.

100%

90%

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20%

10%

0%

50% 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986
50%
1973
1974
1975
1976
1977
1978
1979
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012

Misure valide filter ratio 1.52003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Misure valide filter ratio 2 Figura

Misure valide filter ratio 22008 2009 2010 2011 2012 Misure valide filter ratio 1.5 Figura 2.10 Indice di qualità relativo

Figura 2.10 Indice di qualità relativo alle misure valide 1973-2012

2. Analisi climatica

2.3.4 Analisi probabilistica del massimo annuale

Sulla base dati corretta è stata eseguita un’analisi asintotica del I tipo, prima con un filter ratio pari a 1.5 e successivamente pari a 2.

Si riportano di seguito i relativi cartogrammi attraverso i quali si è ricavato tramite regressione lineare i parametri propri della distribuzione di Gumbel adottata nell’analisi, come decritta precedentemente. Considerando un periodo di ritorno T R =50 anni a cui è associata una probabilità P=0.980, si è ottenuta una velocità omnidirezionale v=21.2 m/s nel caso di f.r.=1.5 e v=24.7 m/s nel caso di f.r.=2.

4.0 Base dati Ratio 1.5 3.0 Regressione lineare 2.0 1.0 0.0 0 5 10 15
4.0
Base dati Ratio 1.5
3.0
Regressione lineare
2.0
1.0
0.0
0
5
10
15
20
25
-1.0
-2.0
-ln[-ln(P)]

V [m/s]

Figura 2.11 Analisi asintotica del I tipo - Filter ratio = 1.5

4.0 Base dati Ratio 2 3.0 Regressione lineare 2.0 1.0 0.0 0 5 10 15
4.0
Base dati Ratio 2
3.0
Regressione lineare
2.0
1.0
0.0
0
5
10
15
20
25
-1.0
-2.0
-ln[-ln(P)]

V [m/s]

Figura 2.12 Analisi asintotica del I tipo - Filter ratio = 2.0

2.3 Analisi dei dati anemometrici

2.3.5 Studio della direzionalità del vento

Sulla base dati corretta con un filter ratio pari a 1.5 è stata inoltre applicata l’analisi di processo che ha permesso di definire la variazione della velocità massima attesa in relazione alla direzione del vento considerata. Si riportano di seguito i fattori di direzionalità e i cartogrammi relativi ai diversi settori analizzati, attraverso i quali si sono ricavati tramite regressione lineare i parametri propri della distribuzione di Weibull adottata nell’analisi e descritta precedentemente.

2.3.5.1 Fattori di direzionalità Il grafico successivo riassume i fattori di direzionalità del vento ottenuti con l’analisi appena descritta e permette di evincere come la massima intensità del vento sia da attendersi in direzione Sud-Est. L’indicazione ottenuta è sintomo di buon esito delle analisi in quanto viene indicata la direzione maggiormente interessata da movimenti ventosi a livello macrometeorologico nella zona di interesse.

0

1.0 330 30 0.8 0.6 300 60 0.4 0.2 270 0.0 90 240 120 210
1.0
330
30
0.8
0.6
300
60
0.4
0.2
270
0.0
90
240
120
210
150

180

Figura 2.13 Fattori di direzionalità Viracopos-Campinas

2. Analisi climatica

2.3.5.2 Cartogrammi analisi di processo Di seguito si riportano per completezza i grafici relativi alla precedente analisi e le relative regressioni lineari ottenute per i vari settori analizzati.

Dir. 0 Dir. 30 3.0 3.0 Serie dati Serie dati 2.0 2.0 Regressione lineare Regressione
Dir. 0
Dir. 30
3.0
3.0
Serie
dati
Serie
dati
2.0
2.0
Regressione lineare
Regressione lineare
1.0
1.0
0.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-1.0
-2.0
-2.0
-3.0
-3.0
ln(V)
ln(V)
ln[-ln(P)]
ln[-ln(P)]

Dir. 60

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

Dir. 120

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

Dir. 180

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

Dir. 90

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

Dir. 150

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

Dir. 210

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

2.3 Analisi dei dati anemometrici

Dir. 240 Dir. 270 3.0 3.0 Serie dati Serie dati 2.0 2.0 Regressione lineare Regressione
Dir. 240
Dir. 270
3.0
3.0
Serie
dati
Serie
dati
2.0
2.0
Regressione lineare
Regressione lineare
1.0
1.0
0.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-1.0
-2.0
-2.0
-3.0
-3.0
ln(V)
ln(V)
ln[-ln(P)]
ln[-ln(P)]

Dir. 300

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

Dir. 330

3.0 Serie dati 2.0 Regressione lineare 1.0 0.0 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0
3.0
Serie
dati
2.0
Regressione lineare
1.0
0.0
0.0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
3.5
-1.0
-2.0
-3.0
ln[-ln(P)]

ln(V)

2.3.6 Studio dell’esposizione

La determinazione della velocità di riferimento per il sito di progetto presuppone, come precedentemente esposto, la trasformazione dei dati misurati nelle condizioni di riferimento attraverso l’analisi dettagliata della rugosità del terreno e delle corrispondenti lunghezze di percorso sopravento del sito circostante la stazione anemometrica.

2.3.6.1 Analisi della rugosità Per l’individuazione delle lunghezze di rugosità da associare ai settori di traversia individuati con l’analisi di direzionalità, si è effettuata una suddivisione del sito in esame in zone a rugosità omogenea considerando, per lo studio della rugosità, un’estensione rispetto al sito in esame pari a circa 20 km. Tale analisi viene riportata nella successiva mappa sinottica in cui si individuano le zone a rugosità omogenea e i settori di traversia analizzati.

2. Analisi climatica

2. Analisi climatica Legenda Centres of large towns and cities: z 0 = 0.70 m Suburbs:

Legenda

Centres of large towns and cities:2. Analisi climatica Legenda z 0 = 0.70 m Suburbs: z 0 = 0.30 m Many

z 0 = 0.70 m

Suburbs:Legenda Centres of large towns and cities: z 0 = 0.70 m z 0 = 0.30

z 0 = 0.30 m

Many hedges, some trees:towns and cities: z 0 = 0.70 m Suburbs: z 0 = 0.30 m z 0

z 0 = 0.05 to 0.2 m

Centres of small towns:= 0.30 m Many hedges, some trees: z 0 = 0.05 to 0.2 m z 0

z 0 = 0.50 m

Few buildings, many trees and hedges:= 0.05 to 0.2 m Centres of small towns: z 0 = 0.50 m z 0

z 0 = 0.20 to 0.3 m

Many trees and wooded countryside:buildings, many trees and hedges: z 0 = 0.20 to 0.3 m z 0 = 0.3

z 0 = 0.3 to 0.5 m

Figura 2.14 Mappa sinottica della rugosità - Viracopos-Campinas (km)

Si riporta di seguito la tabella in cui si riassumono, per ogni settore di traversia, i valori della lunghezza di rugosità del terreno (z 0 , z 01 , z 02 , ecc) e le rispettive lunghezze di percorso (x, x 1 , x 2 , ecc) sopravento al sito in esame in cui si sono considerate anche le variazioni laterali della rugosità del terreno.

2.3 Analisi dei dati anemometrici

 

30°

60°

90°

120°

150°

180°

210°

240°

270°

300°

330°

z 0

[m]

0.2

0.2

0.2

0.2

0.1

0.01

0.1

0.1

0.3

0.3

0.01

0.2

x

[m]

2900

1700

9500

4400

5300

1700

2300

6200

1100

1400

1700

1700

z 01

[m]

0.5

0.5

0.41

0.3

0.3

0.3

0.15

0.2

0.1

0.1

0.3

0.5

x 1

[m]

5400

15400

6500

9600

3000

2400

4300

4300

3500

3100

z 02

[m]

0.33

0.4

0.5

0.5

0.1

0.2

0.25

0.2

0.15

0.25

x 2

[m]

2500

6300

9200

11.7

7100

z 03

[m]

0.2

0.3

0.1

0.1

0.3

x 3

[m]

 

8000

z 04

[m]

 

0.2

2.3.6.2 Metodo di calcolo La trasformazione dei dati misurati dalla stazione anemometrica in quelli relativi alle condizioni di riferimento, è stata condotta attraverso l’implementazione del metodo di calcolo descritto nella ESDU 82026 in un foglio di calcolo automatizzato tramite un listato in VBA compilato dallo scrivente, di cui si riporta di seguito la schermata principale.

di cui si riporta di seguito la schermata principale. Figura 2.15 Estratto del programma in VBA

Figura 2.15 Estratto del programma in VBA

Tale foglio di calcolo automatizzato permette di ottenere, partendo dalle caratteristiche geografiche e dall’analisi dettagliata della rugosità del terreno e delle corrispondenti lunghezze di percorso sopravento del sito di riferimento,

2. Analisi climatica

la velocità attesa nel sito di progetto indicando di quest’ultimo le medesime

caratteristiche.

2.3.6.3 Fattori di trasposizione legati alla rugosità

Di seguito si riportano i fattori di trasposizione che permettono di ottenere il

passaggio dai valori misurati dall’anemometro analizzato alle condizioni di riferimento.

0

1.4 330 30 1.2 1.0 0.8 300 60 0.6 0.4 0.2 270 0.0 90 240
1.4
330
30
1.2
1.0
0.8
300
60
0.6
0.4
0.2
270
0.0
90
240
120
210
150

180

Figura 2.16 Fattori di trasposizione da anemometro a sito di riferimento

2.4 Valutazione della velocità nel sito di progetto

2.4 Valutazione della velocità nel sito di progetto

L’edificio analizzato si eleva per 40 metri dal piano campagna ed è ubicato in una zona mediamente soggetta a forte urbanizzazione pur avendo alcuni settori caratterizzati dalla presenza di una scabrezza inferiore o da una condizione di rugosità eterogenea che richiede uno studio di dettaglio.

Sito di progetto
Sito di progetto

Figura 2.17 Localizzazione del sito di progetto (altitudine 652 m slm)

Target site

Country

Lat.

Long.

Elev.

Campinas

Brazil

-22.897

-47.047

652

2.4.1 Analisi della rugosità

Come esposto precedentemente, la determinazione della velocità nel sito di progetto presuppone la valutazione della velocità di riferimento, attraverso la trasformazione dei dati misurati nelle condizioni di riferimento definita nei precedenti paragrafi, e la successiva trasposizione al sito di progetto attraverso l’analisi dettagliata della rugosità del terreno e delle corrispondenti lunghezze di percorso sopravento nel sito in esame. Per l’individuazione delle lunghezze di rugosità da associare ai settori di traversia individuati con l’analisi di direzionalità, si è effettuata una suddivisione del sito in esame in zone a rugosità omogenea considerando, per lo studio della rugosità, un’estensione rispetto al sito in esame pari a circa

2. Analisi climatica

20km. Tale analisi viene riportata nella successiva mappa sinottica in cui si individuano le zone a rugosità omogenea e i settori di traversia analizzati.

a rugosità omogenea e i settori di traversia analizzati. Legenda Centres of large towns and cities:

Legenda

Centres of large towns and cities:omogenea e i settori di traversia analizzati. Legenda z 0 = 0.70 m Suburbs: z 0

z 0 = 0.70 m

Suburbs:Legenda Centres of large towns and cities: z 0 = 0.70 m z 0 = 0.30

z 0 = 0.30 m

Many hedges, some trees:towns and cities: z 0 = 0.70 m Suburbs: z 0 = 0.30 m z 0

z 0 = 0.05 to 0.2 m

Centres of small towns:= 0.30 m Many hedges, some trees: z 0 = 0.05 to 0.2 m z 0

z 0 = 0.50 m

Few buildings, many trees and hedges:= 0.05 to 0.2 m Centres of small towns: z 0 = 0.50 m z 0

z 0 = 0.20 to 0.3 m

Many trees and wooded countryside:buildings, many trees and hedges: z 0 = 0.20 to 0.3 m z 0 = 0.3

z 0 = 0.3 to 0.5 m

Figura 2.18 Mappa sinottica della rugosità - Campinas (km)

Si riporta di seguito la tabella in cui si riassumono, per ogni settore di traversia, i valori della lunghezza di rugosità del terreno (z 0 , z 01 , z 02 , ecc) e le rispettive lunghezze di percorso (x, x 1 , x 2 , ecc) sopravento al sito in esame in cui si sono considerate anche le variazioni laterali della rugosità del terreno.

2.4 Valutazione della velocità nel sito di progetto

 

30°

60°

90°

120°

150°

180°

210°

240°

270°

300°

330°

z 0

[m]

0.5

0.5

0.5

0.5

0.5

0.5

0.5

0.66

0.7

0.7

0.7

0.5

x

[m]

6800

4200

1700

1900

1700

5700

5400

2000

2200

1700

1400

3500

z 01

[m]

0.1

0.1

0.3

0.3

0.24

0.4

0.32

0.5

0.5

0.5

0.5

0.32

x 1

[m]

 

1800

2000

3300

3100

3200

3400

5900

5400

2100

3100

z 02

[m]

 

0.1

0.2

0.2

0.27

0.23

0.25

0.42

0.27

0.1

0.1

x 2

[m]

 

4500

5500

3900

4300

6800

4700

6800

2800

3800

1300

z 03

[m]

 

0.15

0.5

0.3

0.24

0.2

0.27

0.2

0.25

0.27

0.3

x 3

[m]

 

1900

4500

4000

11900

11800

z 04

[m]

 

0.5

0.2

0.08

0.08

0.1

2.4.2 Fattori di trasposizione legati alla rugosità e all’altezza

Di seguito si riportano i fattori di trasposizione che permettono di ottenere il passaggio tra i valori relativi alle condizioni di riferimento al sito di progetto

relativamente ad un’altezza pari a z=40 m.

0

1.4 330 30 1.2 1.0 0.8 300 60 0.6 0.4 0.2 270 0.0 90 240
1.4
330
30
1.2
1.0
0.8
300
60
0.6
0.4
0.2
270
0.0
90
240
120
210
150

180

Figura 2.19 Fattori di trasposizione da sito di riferimento a sito di progetto

2. Analisi climatica

2.4.3 Interferenza Per completare l’analisi del vento nel sito di progetto è necessario tenere in considerazione i fenomeni di interferenza, ovvero quei fenomeni in grado di modificare il comportamento che una costruzione avrebbe alle azioni del vento se fosse isolata e che, in relazione alle differenti circostanze, possono dare luogo rispettivamente a un incremento o a una riduzione della velocità del vento, delle azioni aerodinamiche, della risposta dinamica e dei fenomeni aeroelastici. Per quanto concerne la velocità del vento, l’interferenza ha effetto principalmente quando l’altezza della costruzione oggetto di studio è paragonabile a quella degli ostacoli che la circondano e che complessivamente danno luogo alla rugosità del terreno. Chiamando l’altezza media degli elementi di rugosità che costituisco l’intorno dell’edificio considerato, si definisce strato limite superficiale la fascia atmosferica a contatto del terreno, tale fascia avrà spessore pari a:

≈ 1,5

Si può considerare che l’impiego del profilo logaritmico della velocità media del vento sia corretto al di sopra tale fascia, mentre al suo interno, il campo di velocità dipende dalla disposizione e dalle proprietà degli elementi di rugosità e può essere pertanto valutato soltanto con prove sperimentali o simulazioni numeriche. La normativa di riferimento suggerisce di adottare una forma di parziale cautela imponendo che il campo di vento si conservi uniforme sotto una quota convenzionale di riferimento chiamata altezza minima , funzione principalmente della categoria di esposizione del sito ove sorge la costruzione, considerando che in nessun caso ciò tenga conto della riduzione o dell’aumento locale della velocità in concomitanza di particolari distribuzioni degli ostacoli e di specifiche direzioni del flusso incidente. Nel caso dell’edificio oggetto di studio si ritiene opportuno, per incrementare il margine di sicurezza in fase preliminare, imporre che il campo di vento si conservi uniforme sotto la quota come mostrato nella figura seguente.

2.4 Valutazione della velocità nel sito di progetto

2.4 Valutazione della velocità nel sito di progetto Figura 2.20 Profilo della velocità del vento in

Figura 2.20 Profilo della velocità del vento in corrispondenza dello strato limite superficiale

Si è pertanto condotta un’accurata analisi del contesto circostante l’edificio attraverso la quale si sono rilevate le altezze degli edifici per un raggio di circa 1.5 km, i risultati di tale analisi sono riportati nella seguente tabella.

 

Nord

Sud

Est

Ovest

z h [m]

7.2

6.8

6.8

11.2

z s [m]

10.8

10.2

10.2

16.8

Sito di progetto
Sito di progetto

Figura 2.21 Vista aerea del contesto limitrofo all’area di progetto

2. Analisi climatica

2.5 Sintesi delle analisi

I risultati ottenuti attraverso l’analisi svolta sulla stazione anemometrica analizzata e sul sito di progetto, sono di seguito confrontati per trarne le indicazioni progettuali relative a:

- velocità di progetto;

- indicazioni sulla variazione della velocità di progetto al variare dell’angolo di attacco del vento;

- indicazioni sulla variazione della velocità di progetto al variare della rugosità del sito;

- indicazioni complessive per i settori di traversia analizzati.

2.5.1 Velocità di progetto

A valle delle analisi svolte il valore di velocità di riferimento del vento da utilizzare, preso in via conservativa pari al massimo ottenuto, è di 26.5 m/s. Per la determinazione dell’effettiva velocità di progetto del vento, come riportato nei successivi paragrafi, tale valore va corretto con i fattori relativi all’effetto combinato della direzionalità e della rugosità del sito di progetto.

40 35 30 25 20 15 10 5 0 0 5 10 15 20 25
40
35
30
25
20
15
10
5
0
0
5
10
15
20
25
30
z [m]

v m [m/s]

N

S

E

W

Figura 2.22 Profilo della velocità del vento

2.5 Sintesi delle analisi

2.5.2 Effetto combinato di direzionalità e rugosità

Come sintesi delle analisi svolte, il diagramma successivo riporta un confronto

tra:

- curva relativa ai fattori di direzionalità specifici del sito in cui sorge la stazione anemometrica analizzata (z=10 m, rugosità specifica per ogni settore);

- curva relativa ai fattori di direzionalità rappresentativi della condizione di riferimento (z=10 m e z 0 =0.05 m);

- curva relativa all’effetto combinato della direzionalità e della rugosità del sito di progetto. Tale curva è stata determinata moltiplicando la variabilità della velocità del vento per effetto della rugosità dei vari settori per l’effetto della direzionalità, al fine di valutare l’effetto complessivo dello studio svolto (z=10 m, rugosità specifica per ogni settore).

0

1.4 330 30 1.2 1.0 0.8 300 60 0.6 0.4 0.2 270 0.0 90 240
1.4
330
30
1.2
1.0
0.8
300
60
0.6
0.4
0.2
270
0.0
90
240
120
210
150
180
Airport analisys
Open country
Campinas z=10m

Figura 2.23 Confronto dei risultati ottenuti dall’analisi della velocità del vento

2. Analisi climatica

Dall’analisi del precedente grafico si nota come la curva relativa al sito di progetto risulti essere fortemente influenzata dal contesto urbano in cui sorge l’edificio, questo dimostra come le condizioni eterogenee al contorno dell’edificio oggetto di studio giochino un ruolo non secondario nella definizione della velocità di progetto. È possibile inoltre notare che anche la vicinanza dell’Aeroporto di Viracopos al centro della città di Campinas influenzi notevolmente la velocità registrata dalla stazione anemometrica, che risulta come nel caso del sito di progetto, notevolmente ridotta rispetto alla condizione di riferimento Open country, pur mantenendo una velocità prossima a quella di campo aperto in direzione Sud- Est, in quanto caratterizzata dalla presenza della pista di decollo e atterraggio.

2.5.3 Confronto con la normativa brasiliana

La velocità di progetto , fornita dalla normativa brasiliana in materia di

azioni dovute al vento ABNT NBR 6123:1988, corrispondente alla velocità media su 10 minuti a 10 m di altezza dal suolo per un terreno di categoria II (campo aperto), è pari a:

= 0.69 · · ·

dove:

è la velocità di base del vento corrispondente alla velocità di una raffica di 3 s a 10 m dal suolo in campo aperto con periodo di ritorno T R =50 anni; è il fattore topografico, che nel caso di terreno piano o parzialmente accidentato può essere assunto pari a 1.0; è il fattore statistico che considera il grado di sicurezza richiesto e la vita utile del fabbricato, che nel caso in esame risulta essere pari a 1.0.

Nel caso in esame la velocità di progetto è pari a:

= 0.69 · 40 / = 27.6 /

Si può osservare che, coerentemente con quanto si poteva attendere, il valore della velocità di progetto fornito della normativa risulta essere più conservativo rispetto a quello dedotto dalle analisi svolte.

2.5 Sintesi delle analisi

2.5.4 Profilo delle velocità

Di seguito si riportano i profili della velocità di progetto del vento al variare

dell’altezza di riferimento, tali profili tengono in conto di tutte le analisi di dettaglio svolte, in particolare dell’effetto combinato della direzionalità e della

rugosità specifica del sito di progetto. Nel caso dell’edificio oggetto di studio si è ritenuto opportuno, per

incrementare il margine di sicurezza in fase preliminare, imporre che il campo

di vento si conservi uniforme sotto la quota , come riportato nel paragrafo

precedente. Si può osservare che i profili della velocità del vento risultano essere pressoché omogenei, non risentendo in modo eccessivo della variazione di direzionalità, questo è dovuto al fatto che l’edificio sorge in un contesto urbano sufficientemente esteso e caratterizzato da una densità urbana e una altezza media degli edifici tali da mitigare la variazione di direzionalità del vento che si riscontrerebbe in campo aperto.

40 35 30 25 20 15 10 5 0 14 16 18 20 22 24
40
35
30
25
20
15
10
5
0
14
16
18
20
22
24
26
28
z [m]

v m [m/s]

N

S

E

W

Figura 2.24 Profilo della velocità di progetto del vento

3. Modelli di calcolo

3 Modelli di calcolo

I modelli di calcolo, sia quello globale che quelli parziali, sono stati elaborati con il programma di calcolo ad elementi finiti (lineari, piani, tridimensionali) in ambito lineare e non lineare per geometria e materiale Straus7 ® sviluppato da G+D Computing e distribuito in Italia da HSH.

3.1 Modello globale

Il modello di calcolo tridimensionale dell’intero edificio comprende i solai a piastra modellati con elementi plate a quattro nodi, le colonne modellate con elementi beam a due nodi, i setti modellati con elementi plate a quattro nodi e la struttura della facciata vetrata modellata con elementi beam a due nodi.

con elementi plate a quattro nodi e la struttura della facciata vetrata modellata con elementi beam

3.2 Modelli parziali

3.2 Modelli parziali

Di seguito vengono riportati i due modelli parziali a complemento di quello

globale.

Il primo, relativo al piano tipo, è modellato con elementi plate per effettuare

verifiche più approfondite sulle azioni interne e sul comportamento del solaio

a piastra. Il secondo, relativo ad un modello semplificato delle pareti in C.A., è
a
piastra.
Il
secondo, relativo ad un modello semplificato delle pareti in C.A., è

modellato con elementi beam connessi da rigid link, che simulano il comportamento di piano rigido rappresentato dai solai a piastra, per effettuare un controllo dei risultati del modello globale, avere un riscontro immediato sul comportamento strutturale globale e sullo sviluppo delle azioni interne lungo le pareti.

un riscontro immediato sul comportamento strutturale globale e sullo sviluppo delle azioni interne lungo le pareti.

4 Azioni sulla costruzione

4. Azioni sulla costruzione

4.1 Azione del vento

Considerando un corpo fisso e indeformabile immerso in un campo di vento si può osservare che da un lato sulla superficie del corpo stesso nasce una pressione P differente dalla pressione statica P 0 del flusso indisturbato e dall’altro il corpo modifica il flusso alterandone la configurazione locale.

modifica il flusso alterandone la configurazione locale. Figura 4.1 Corpo tridimensionale in un campo di vento

Figura 4.1 Corpo tridimensionale in un campo di vento (tratta da (10))

La superficie del corpo investita dal flusso è pertanto sottoposta a un’azione aerodinamica legata, nel suo complesso, alla variazione della pressione sulla sua superficie p=P-P 0 . In particolare sulla superficie del corpo esposta al flusso incidente si realizza un sottile strato limite di natura laminare o turbolenta che risulta essere funzione del numero di Reynolds e della scabrezza superficiale del corpo. Nei corpi con spigoli vivi la configurazione del flusso è invece indipendente dal numero di Reynolds e dalla scabrezza della superficie, infatti essi danno luogo alla separazione dello strato limite poiché se il flusso riuscisse a contornare lo spigolo da un lato la velocità esterna allo strato limite sarebbe molto alta e la pressione molto piccola e dall’altro subito dopo lo spigolo si avrebbe un gradiente avverso di pressione tanto elevato da essere insostenibile senza separazione.

4.1 Azione del vento

4.1 Azione del vento Figura 4.2 Separazione del flusso da corpi a spigoli vivi (tratta da

Figura 4.2 Separazione del flusso da corpi a spigoli vivi (tratta da (10))

La figura precedente rappresenta il flusso nell’intorno di un corpo a sezione rettangolare e mostra la separazione di scia che si realizza presso gli spigoli della faccia frontale. Dalla figura si può inoltre notare che i corpi allungati nella direzione del flusso spesso danno luogo, dopo la separazione dagli spigoli frontali, alla formazione di bolle di separazione, a valle di queste il flusso tende a riattaccarsi alle pareti laterali del corpo per poi separarsi di nuovo in corrispondenza degli spigoli della faccia posteriore del corpo.

Noti tali principi è possibile definire che le azioni aerodinamiche del vento su un generico corpo fisso e indeformabile dipendono differentemente dal flusso incidente che agisce attraverso la velocità media e la sua fluttuazione e dalla scia vorticosa che genera azioni legate alla turbolenza prodotta dal corpo. Tali azioni possono essere quantificate attraverso specifici parametri adimensionali chiamati coefficienti aerodinamici che comprendono i coefficienti

di

pressione, i coefficienti di forza e di momento e i coefficienti di attrito.

In

particolare si definisce coefficiente di pressione il parametro:

dove:

=

1

2

∙ v

è la densità dell’aria;

 

v

è

un

valore medio o

di

picco della velocità, indipendente dal tempo,

caratteristico del flusso indisturbato e valutato a una quota convenzionale di riferimento;

è la pressione esercitata dal vento.

4. Azioni sulla costruzione

4.1.1 Azioni aerodinamiche globali e locali

Il vento esercita sulla costruzione e sui singoli elementi della costruzione stessa due differenti tipi di azioni aerodinamiche che dipendono dalla forma, dalla dimensione e dall’orientamento della costruzione e dei suoi elementi

rispetto alla direzione del vento, nonché dalla velocità media e dalla turbolenza del vento:

- azioni aerodinamiche d’insieme sulla costruzione, valutate considerando singolarmente, come direzioni di provenienza del vento, quelle corrispondenti a ciascuno degli assi principali della sezione della costruzione stessa;

- azioni aerodinamiche locali sui singoli elementi, strutturali e non strutturali, che compongono la costruzione, valutate considerando, fra tutte le possibili direzioni di provenienza del vento, quelle che causano le azioni più intense, soprattutto in prossimità dei bordi e degli spigoli delle costruzioni in quanto solitamente molto maggiori di quelle applicate sui singoli elementi per valutare l’azione d’insieme del vento sulla costruzione.

valutare l’azione d’insieme del vento sulla costruzione. Figura 4.3 Azioni locali del vento sui singoli elementi

Figura 4.3 Azioni locali del vento sui singoli elementi che compongono la costruzione

Le azioni aerodinamiche di picco che insistono sulla costruzione e sui singoli elementi sono valutate considerando i valori attesi delle azioni massime del vento su un intervallo di tempo pari a 10 minuti trascurando gli effetti riduttivi dovuti alla non contemporaneità delle massime pressioni locali e quelli amplificativi prodotti dalle vibrazioni strutturali.

4.1 Azione del vento

Tali azioni sono rappresentate dalla pressione esercitata dal vento su ciascuna

faccia delle superfici della costruzione o dei suoi elementi e si traducono in:

- sovrapressioni, definite convenzionalmente positive, tipiche delle

superfici frontali esposte al vento incidente e, più in generale, delle

zone dove lo strato limite resta aderente alla superficie del corpo;

- depressioni o suzioni, definite convenzionalmente negative, agenti

normalmente alle superfici stesse e tipiche delle superfici laterali e

sotto vento e, più in generale, delle zone sede di separazione di scia.

Tale pressione risulta proporzionale alla pressione cinetica di picco del vento

q p e viene definita pressione esterna p e quella agente sulle facce esterne della

costruzione e pressione interna p i quella agente sulle facce interne:

( ) = ( ) ∙

( ) = ( ) ∙

dove

è la pressione cinetica di picco del vento;

, sono i coefficienti di pressione esterna ed interna definiti

convenzionalmente positivi o negativi a seconda che la faccia corrispondente

della superficie considerata si trovi in sovrapressione o in depressione;

, sono altezze di riferimento, associate alla definizione di e .

4.1.2 Pressione cinetica di picco

La pressione cinetica di picco del vento q p è il valore atteso della pressione

cinetica massima del vento nell’intervallo di tempo T = 10 minuti; essa

dipende dall’altezza z sul suolo, dalla ventosità della zona in esame, dal

periodo di ritorno di progetto, dalle caratteristiche locali del sito ove sorge la

costruzione e dalla densità dell’aria ed è data dalla seguente equazione:

1

( ) = 2 ∙ v (z)

dove:

è la velocità di picco del vento;

è la densità dell’aria;

4. Azioni sulla costruzione

La velocità di picco del vento v p è il valore atteso della velocità massima del vento nell’intervallo di tempo T = 10 minuti, mediato su un intervallo di tempo τ pari convenzionalmente a 3 secondi. Il valore massimo v max di v

nell’intervallo di tempo T = 10 minuti è una variabile aleatoria la cui funzione

di densità f(v max ) è in generale stretta e appuntita come mostrato nella figura

seguente.

stretta e appuntita come mostrato nella figura seguente. Figura 4.4 Densità di probabilità della velocità del

Figura 4.4 Densità di probabilità della velocità del vento e del suo valore massimo

Come la pressione cinetica di picco, anche la velocità di picco del vento dipende dall’altezza z sul suolo, dalla ventosità della zona in esame, dal periodo di ritorno di progetto e dalle caratteristiche locali del sito ove sorge la costruzione ed è fornita dalla seguente equazione:

( ) = ( ) + ( ) ∙ ( ) = ( ) ∙ ( )

dove:

è la velocità media del vento; è il fattore di raffica della velocità del vento, espresso dalla formula:

( ) = 1 + ( ) ∙ ( ) ∙ ( )

in cui:

è il fattore di picco della velocità del vento;

4.1 Azione del vento

è l’intensità della componente longitudinale della turbolenza espressa come:

( ) = ( ( ) )

è il coefficiente che tiene conto della riduzione dell’intensità della turbolenza

a causa del periodo di tempo τ sul quale è mediata la velocità di picco.

I coefficienti e sono forniti dalle relazioni:

0.5772 ( ) = 2 ∙ ln ( ) ∙ + 2 ∙ ln (
0.5772
( ) = 2 ∙ ln ( ) ∙ +
2 ∙ ln ( ) ∙
) .
( )
( ) = 0.032 ( ( ) ) ∙
∙ (

( ) =

1

1 + 0.56 ∙ ( )

( )

.

dove:

è la frequenza attesa della turbolenza;

è la scala integrale della turbolenza.

L’intensità della turbolenza può essere espressa come:

(