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Regione

MESSAGGERO VENETO GIOVED 5 NOVEMBRE 2015

Eterologa: Gigli attacca con un tweet


Finzione ipocrita, compravendita
Il deputato friulano contrario alla decisione del Fvg: stop allo sfruttamento delle donne
Dubbi anche dal settimanale diocesano La Vita Cattolica soprattutto sullacquisto dei gameti
di Donatella Schettini
UDINE

Donare gratuitamente difficile come dicono gli esperti, e


la scelta di aprire un mercato la
si copre con il nome di donazione, creando confusione con
la vera donazione. Allindomani dellannuncio dellavvio
della pratica della fecondazione eterologa anche in regione,
Roberto Pensa, direttore del
settimanale cattolico della diocesi di Udine La Vita Cattolica,
esprime
perplessit
sullacquisto
dei
gameti
dallestero. Anche il deputato
friulano dei Popolari per lItalia Gian Luigi Gigli concorda e
parla di una finzione ipocrita
che non fa vedere la compravendita. A giorni, nel reparto
di fisiopatologia della riproduzione umana di Pordenone guidato dal dottor Francesco Tomei, saranno effettuati i primi
interventi di fecondazione eterologa. Da superare il problema della donazione, soprattutto degli ovociti: la donna, infatti, deve sottoporsi ad una stimolazione ovarica e a un piccolo intervento di prelievo. Il nostro sistema nazionale non ha
previsto un rimborso, come accade invece in altri Paesi. Donazioni, quindi, in Italia per
ora non ce ne sono.
Medici e tecnici, non solo
pordenonesi, si sono trovati di
fronte alla necessit di reperire
i gameti e si deciso di rivolgersi allestero: sono stati acquistati in Spagna e stoccati alla
banca del seme dellospedale
di Pordenone.
Ma proprio questo aspetto,
lacquisto allestero, a fare sorgere dubbi. E una questione
complessa - afferma Pensa -,
ma mi lascia molto perplesso il
fatto che siano stati acquistati
ovociti allestero, in Spagna e

Una biologa estrae da un contenitore di azoto liquido gli embrioni congelati

Volontariato verso un nuovo piano sociale per la regione


Sabato alle 9.30,
nellauditorium della Cultura
Friulana a Gorizia, si terr la XV
assemblea
regionale delle organizzazioni di
volontariato Verso un nuovo
Piano sociale per il Fvg.
Insieme al Comitato regionale
del volontariato - ha spiegato
lassessore regionale alla
Cultura, Sport e Solidariet,
Gianni
Torrenti - abbiamo pensato di
dedicare lannuale

Repubblica Ceca, perch in Italia la donazione inesistente


come ammettono i professionisti che operano in questo settore. Ma il ricorso allestero pone un problema perch spesso
sono previsti dei compensi alle
cosiddette donatrici. E questo

mi pare un controsenso rispetto al nostro sistema che guarda


alla donazione come un atto
gratuito, pensiamo al sangue o
agli organi, e non ammette
commercializzazione.
Ricorda che anche da parte
di associazioni di donatori di

appuntamento a
questo importante tassello delle
riforme che la Regione sta
realizzando e che riguarda, e
tocca da vicino, le realt del
volontariato e i cittadini attivi e
solidali della nostra
regione. Questa riflessione oggi
sempre pi urgente e ci
interpella per costruire, tutti
insieme, una strategia verso
lintegrazione piena di tutti i
cittadini, a partire dai pi
fragili.

sangue, alla notizia dellacquisto allestero dei gameti, era


stata espressa una forte perplessit: Anche le stesse associazioni che si occupano di donazione - prosegue - sono state
molto critiche rispetto a questa situazione di opacit, che

mi pare una finzione. Secondo il sacerdote altra cosa la


cultura del dono, cos radicata
in regione, e lontana dal concetto di lucro. Sulleterologa la
posizione di contrariet della
chiesa chiara, ma Pensa evidenzia anche un altro aspetto:
Adesso non se ne parla - afferma - ma c il fatto che la fecondazione eterologa usata dalle
coppie omosessuali per avere
figli, e questo apre una serie di
problemi,
come
laffitto
dellutero e lavvio di un mercato lucroso per permettere questo tipo di fecondit che non
sarebbe possibile in natura. In
Italia non permesso, ma guardando a quello che succede nel
mondo un elemento di preoccupazione per chi ha a cuore il
fatto che non ci siano donne
costrette per bisogno a affittare il proprio utero.
Il deputato Gianluigi Gigli,
presidente nazionale del Movimento per la vita, ha espresso
con un tweet il suo pensiero:
Fvg attiva leterologa - ha scritto - senza porsi dubbi su gratuit donatrici spagnole. Italiane
egoiste? Stop a sfruttamento
donne. Qualcuno mi deve
spiegare - spiega - perch le
donne spagnole sono generose nel donare gli ovuli e le donne italiane non lo sono. E una
diversit morale oppure una
ipocrisia, una funzione ipocrita che ci porta a non vedere la
compravendita di gameti che
avviene allestero sfruttando il
bisogno delle donne e mettendo a rischio la loro salute?. Se
non ci sono donazioni - conclude - vogliamo avviare lo
sfruttamento estero? In Italia
vietato comprare sangue o organi e noi riteniamo che sia un
principio di civilt, ma per rispettarlo ci rivolgiamo allestero.
RIPRODUZIONERISERVATA

beni culturali

Affanni torna a Roma, Soprintendenze senza coordinatore


La dirigente che aveva preso il posto di Maria Giulia Picchione rientrata dopo pochi mesi nella capitale
di Marco Ballico
TRIESTE

stata per qualche mese la sostituta di Maria Giulia Picchione nel ruolo di soprintendente
dei Beni culturali del Friuli Venezia Giulia. Incarico ad interim, da marzo ad agosto
(quando si insediato Corrado Azzollini), per Anna Maria
Affanni, aggiuntivo a quello di
capo del Segretariato regionale del ministero, lufficio di coordinamento delle soprintendenze con il quale la riforma
del ministro Dario Franceschini ha sostituito la Direzione regionale dei Beni culturali. Da
met ottobre, per, Affanni
rientrata a Roma, lasciando un
vuoto nella guida del Segretariato. Il dopo Picchione, la discussa soprintendente entrata
in rotta di collisione con istituzioni e imprese del Friuli Venezia Giulia, e pure indagata dalla Procura, con conseguenti
procedimenti
disciplinari
dellIspettorato centrale del

La dirigente Affanni tornata a Roma: Soprintendenze senza coordinatore

ministero, per presunti affidamenti di cantieri senza gara e


missioni facili, si arricchisce
di una poltrona vacante. Lattivit non interrotta, assicura lassessore regionale alla
Cultura Gianni Torrenti. Ma, a

quanto risulta, la stazione appaltante, e cio bandi e contratti, vive una fase di stallo. In
giornata a Roma lassessore far presente ai Beni culturali
lopportunit di stringere i
tempi, ma vanno ancora rac-

colte le manifestazioni di interesse a occupare quel posto tra


i dirigenti nazionali (linterpello bandito dal ministero in
scadenza proprio oggi, e dunque qualche altra settimana
passer).
A inizio primavera Affanni,
architetto di 62 anni, dirigente
ministeriale di lungo corso,
era stata designata prima responsabile dellufficio di coordinamento delle soprintendenze (l dove, in passato, avevano operato i vari Martines,
Dorsi e Soragni) e, a stretto giro, si era vista affidare pure il
ruolo pi strategico di soprintendente dei Beni architettonici e paesaggistici, una volta trasferita Picchione a LAquila. A
fine estate, per, il riassetto
post riforma si completato.
Azzollini ha occupato a titolo
definitivo il posto di Picchione, lasciando ad Affanni la sola
funzione di coordinamento,
mentre le altre caselle sono
ora riempite da Luca Caburlotto, direttore del Polo museale,

Pierpaolo Dorsi, soprintendente allArchivistica, e Luigi Fozzati, allArcheologica. Il giro di


valzer ripartito in autunno.
Per motivi personali, lo scorso
16 ottobre, Affanni si reinsediata allIspettorato centrale e
in Friuli Venezia Giulia il coordinatore delle soprintendenze
non c pi. A Roma scattata
la procedura dellinterpello,
ma non affatto detto che
qualcuno risponder (Caburlotto, per i musei, stato lunico a farlo). A quel punto il ministero dovr optare per un
non dirigente. Oppure per un
incarico a scavalco di qualche
burocrate veneto. Senza il pericolo allorizzonte di un accorpamento macroregionale delle soprintendenze, Torrenti
non pare pi di tanto preoccupato: Non mi sembra ci siano
state particolari interruzioni
del servizio. Al ministero chieder comunque garanzie su
una rapida sostituzione di Affanni.
RIPRODUZIONERISERVATA

a trieste

Il contenzioso
sulle Uti
approda
oggi al Tar
di Maura Delle Case
TRIESTE

Dopo mesi di braccio di ferro il


contenzioso sulle Unioni territoriali intercomunali approda
oggi al Tar. Fissata dal presidente dellufficio giudiziario per le
10, ludienza prender in esame il ricorso presentato lo scorso mese di aprile da 56 Comuni
contro il Piano di riordino territoriale preliminare. Prima mappa delle Uti ne individuava 17
di fatto superata dalla nuova
geografia delle Unioni che la
giunta regionale ha ridisegnato
nel piano definitivo facendole
lievitare a 18. Va da s che latto
oggetto dellimpugnativa dei
Comuni da ritenersi superato,
anche alla luce del nuovo ricorso presentato dagli stessi 56 municipi la scorsa settimana e relativo appunto al piano territoriale definitivo. Cosa attendersi
dunque dalludienza di oggi?
Difficile pronosticarlo. Potrebbe accadere di tutto, vista la bufera sollevata giorni addietro
dallincontro informale convocato dal presidente del Tar, Umberto Zuballi, e ospitato nel suo
ufficio alla presenza dei legali
della Regione e di alcuni Comuni. Un vis vis che ha fatto parlare di s. Al punto da spingere
il centrodestra regionale a interrogare la presidente Debora
Serracchiani sui contenuti e le
finalit di un incontro quantomeno irrituale secondo il leader di Forza Italia in consiglio,
Riccardo Riccardi. E questo il
clima che accompagner la prima udienza di stamattina. In assenza di sospensiva e distanze
di prelievo, il ricorso arriva in
aula a distanza di 7 mesi dalla
sua iscrizione al ruolo. Superato sia sotto il profilo meramente pratico (vista la mutata geografia delle Unioni) che giuridico, ma non per questo meno
importante sullo scacchiere della partita che vede opporsi la
Regione e il plotone dei 56 amministratori anti-Uti. Piccolo
esercito che potrebbe anche decidere di presenziare in forze alla prima udienza. Unipotesi
tuttaltro che remota se si considera che i sindaci di Tarvisio,
Forgaria e Talmassons, leader
della class-action, assieme a
molti colleghi sono scesi in
campo pi volte, fasciati nel tricolore, presenziando al Consiglio delle autonomie, a incontri
ospitati in Provincia a Udine,
sostando davanti alla Regone e
s, anche al Tar quando gli avvocati hanno notificato il secondo
ricorso. E dunque possibile
che oggi siano a Trieste per il
debutto giudiziario del contenzioso sulla legge Panontin. Riforma che al di l dellaula continua il suo iter, bench dilatato
alla luce dellemendamento approvato dal consiglio regionale
che ha posticipato di 120 giorni
tutte le tappe di attuazione della riforma. A partire dalla costituzione delle Uti, spostata dal
31 ottobre alla fine di febbraio.
Un periodo che la Regione spera sia sufficiente a dirimere il caso giudiziario cos da poter proseguire con tranquillit il percorso riformatore, fin qui oltremodo accidentato. Possibilmente avendo deposto le armi.
Una speranza che per s'infrange contro la determinazione dei
ricorrenti, che nello slittamento hanno invece intravvisto una
manovra diversiva della Regione.