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L'IDENTITA' DELL'UOMO NEL '900

ITALIANO : Eugenio Montale (accenni alla vita, sviluppo dell' ideologia e della poetica,
confronto con Elliot)

FILOSOFIA: Heidegger e l'esistenzialismo

SCIENZE: genetica

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INTRODUZIONE

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L'uomo da sempre si interroga per rispondere ad una domanda apparentemente semplice,


ma che in realt cela un quesito complesso e irrisolto :Chi sono io? Perch esisto?
Nel corso della storia a provare a rispondere a tale domanda sono stati in molti : gli antichi
poeti epici, filosofi, religiosi, letterati, scienziati e molti altri, ma nessuno mai riuscito a
fornire una risposta completa ed esaustiva che fosse in grado di mettere d'accordo tutti.
Per questa ragione col trascorrere dei secoli l'umanit ha generato dibattiti, conflitti e guerre
che hanno profondamente segnato la storia.
Giunti al '900 sono molteplici le prospettive con cui possibile affrontare il tema della
ricerca esistenziale, infatti il XX secolo fu caratterizzato da eventi di enorme portata che
ebbero un forte impatto culturale.
Lo sviluppo tecnologico,scientifico e industriale, la nascita dei nazionalismi, le politiche
imperialiste di alcuni paesi come gli USA, la prime e la seconda guerre mondiali e il lungo
periodo noto come Guerra fredda, segnarono profondamente l'epoca contemporanea e la
mentalit dell'uomo.
Molti poeti e letterati agli inizi del '900, avvertirono un senso di crollo culturale e morale
della civilt e reagirono distaccandosi dalla societ e mettendosi alla ricerca di quelle intime
verit esistenziali che siano in grado di colmare i sentimenti di vuoto, noia e angoscia che
definiscono la triste condizione umana.
In questo clima di smarrimento e in contrapposizione agli ideali futuristi, a partire dagli anni
'20 si svilupp una ristretta corrente chiamata Ermetismo, di cui E.Montale faceva parte.
E.Montale
Montale, nato a Genova nel 1896, esprime attraverso i propri versi tutto il disagio e il
pessimismo che caratterizzavano gli anni successivi alla I Guerra mondiale.
A differenza di Ungaretti, per cui la poesia l'unico strumento per conoscere la realt, per
Montale essa non pu aiutare in nessun modo l'uomo, pu essere solo ricerca, ma mai
raggiungimento della verit. Nonostante ci, la poesia per Montale ha la capacit di
rasserenare l'uomo e trasmettere una volont che si opponga al mal di vivere.
Montale esplora la dimensione interiore dell'uomo attraverso l'utilizzo del correlativo
oggettivo, un concetto poetico elaborato da Thomas Stearns Eliot, che lui stesso
definisce :una serie di oggetti, una situazione, una catena di eventi pronti a trasformarsi
nella formula di un'emozione particolare.
Montale sfrutta le associazioni tra cose ed emozioni per riflettere sui problemi esistenziali
e sulla drammatica condizione dell'uomo.
Nella sua raccolta Ossi di seppia, il cui titolo allude metaforicamente all' aridit della vita
stessa e a sensazioni di morte, egli afferma che la poesia puo' solo dire ci che non siamo,
cio' che non vogliamo(Non chiederci la parola).
L'uomo costretto a vivere in un mondo soffocante, obbligato a sopportare immense fatiche
e costretto ad un senso di solitudine provocato dall'assenza di legami e certezze; perfino la
natura e le divinit si mostrano insofferenti al disagio umano, ma in questo contesto cos
drammatico il poeta intravede uno spiraglio di luce, una debole speranza, un breve momento
di dolcezza in grado di donare vitalit : la ricerca di un varco,l'anello che non tiene(I
Limoni), ossia un evento miracoloso che sia in grado di trasmettere all'uomo una nuova
consapevolezza di s stesso e il senso profondo dell'esistenza.
La ricerca del varco prende forma nello stato d'animo della Divina Indifferenza, che

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permette di guardare al male e alle difficolt della vita con superiore distacco.
Montale giunge alla conclusione che la debole speranza dell'uomo di penetrare il mistero
della vita e uscire dal proprio stato di isolamento e dolore, sia vanificata dalla muraglia che
ha in cima cocci aguzzi di bottiglia(Meriggiare pallido e assorto),simbolo delle difficolt,
dell'incomunicabilit dell'isolamento che gravano sull'uomo.
La muraglia segna il confine invalicabile tra ci a cui l'uomo tende e lo spazio arido in cui
vece e' costretto a vivere, tra felicit e sofferenza, tra consapevolezza e vuoto interiore.
L'esistenza per Montale dunque un lungo e assurdo cammino di dolore, che non apre
nessun varco e che non rivela la sua finalit.

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IL DNA e l'identit biologica


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Nel '900, anche nel mondo della scienza vennero fatti molti passi avanti nell'ambito della
ricerca sull' identit dell'uomo e in generale degli organismi viventi.
La genetica appunto quella branca della biologia che si sviluppa nel XX secolo e che si
occupa di studiare i geni, l'ereditariet e la variabilit genetica, pi in generale potremmo
dire che essa studia tutte le sostanze e i meccanismi che complessivamente determinano i
caratteri dell'individuo, ossia il fenotipo.
Nel 1953, dopo anni di studi e ricerche da parte di numerosi scienziati, vennero definite in
modo piuttosto accurato la struttura e la funzione del DNA, grazie agli studi di James
Watson e Francis Crick.
La scoperta dell'acido desossiribonucleico fu un evento che fece molto scalpore, poich fino
ad allora si era creduto plausibile che fossero le proteine a definire il patrimonio per via
della grande variet delle loro unit costituenti, ossia gli amminoacidi.
Il DNA una molecola polinucleotidica di forma spiralizzata costituita generalmente da due
filamenti complementari e orientati.
I nucleotidi sono le unit che formano il DNA e la loro sequenza determina il genotipo
dell'individuo, ossia l'insieme di tutti i geni che contribuiscono a determinarne l'identit.
I geni contengono le informazioni necessarie per la sintesi proteica, che si raggiunge
attraverso i processi di trascrizione e traduzione ad opera dell' RNA (una molecola a singolo
filamento complementare al DNA).
In conclusione, il valore miracoloso della vita, risiede nell'unicit di ciascun individuo, non
solo per quanto riguarda l'aspetto fisico, ma anche e soprattutto per la capacit di raccogliere
segnali e dati ed articolarli in pensieri innovativi ,che poi possono tradursi in azioni anche
queste originali e nuove per ognuno. In definitiva ogni persona "unica" perch deriva dai
propri geni, dal proprio ambiente di vita, da un preciso contesto storico/culturale e dalle
relazioni con gli altri individui, ma soprattutto, dal rapporto con s stessa.

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