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Associazione Culturale
Librerie Storiche e antiquarie dItalia
FONDATA a milano NEL 2004

E kecheiria

Anno VIII - Numero 10


novembre 2015

P E R I O D I C O D I I N F O R M A Z I O N E D E L L A S S O C I A Z I O N E
Ekecheiria organo dinformazione dellAssociazione Culturale Librerie Storiche e Antiquarie dItalia a diffusione gratuita - Registrazione Tribunale di Milano n. 9098 del 31/3/2004
Direttore: Andrea Bondanini - Segretaria di Redazione: Drina Xhoga - Progetto grafico: Donatella Bertoletti - Sede: Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano - e.mail: drina.ekecheiria@tiscali.it -

Contro tutte le apparenze


le librerie hanno un futuro luminoso
Giorgio Lodetti, titolare della storica Libreria Bocca in Galleria, Luogo del cuore FAI
intervistato da Andrea Bondanini

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GIORGIO LODETTI
Molte librerie chiudono, i libri si vendono nelle edicole e nei supermercati e
possono sostituirsi con quelli digitali.
Esiste ancora un ruolo per i librai?

Andrea Bondanini

Mi sono trovato con Giorgio Lodetti della


Libreria Bocca di Milano, la pi antica dItalia
e il discorso si avviato proprio sugli epocali cambiamenti che viviamo attualmente,
in particolare nel mercato del libro.
E in effetti Giorgio Lodetti ha confermato
che il suo ruolo profondamente cambiato. Da una libreria che vendeva qualunque
libro, pressoch unica in Milano che faceva
arrivare una pubblicazione da qualsiasi parte del mondo, si specializzata in arte: cataloghi di mostre a diffusione spesso molto limitata, monografie di pittori frequentemente a bassa tiratura e molto costose.
In aggiunta a questa attivit, che abbastanza simile alla precedente, vi la ricerca di
libri esauriti, ma importanti per studiosi o
semplici collezionisti, uno studio di volumi
pi o meno antichi per capirne linteresse
e il valore prima di offrirli sul mercato.
Un campo assolutamente esclusivo per le
librerie quello dei libri dartista, dove la tipografia si incrocia con disegno, acquarello
e incisioni originali. L il libraio insostituibile perch sono opere che vanno viste e
toccate, amate e non basta una semplice
foto o una mail. La competenza del libraio
importante per la selezione della qualit
che deve riflettere anche il gusto dellacquirente. Una libreria incentrata sulla cultura
e la conoscenza del libro mi dice
Giorgio porta con s una clientela di alto livello, a sua volta sorgente di conoscenze, necessarie a una libreria darte dove esiste un continuo affluire di ricerche e novit.Tutto ci fonte di grande soddisfazione soprattutto alla Libreria Bocca punto
di riferimento di artisti.
La porta dingresso unopera darte di
Nico De Sanctis e il pavimento di vetro, costituito da centodue dipinti di altrettanti artisti fanno della libreria un unicum, a cui si
aggiungono i quadri al soffitto, una versione contemporanea degli studioli rinascimentali di Urbino e Mantova.

INTERVISTATO DA ANDREA BONDANINI

Lesperienza nel mondo dei libri cominciata per gioco. Figlio di librai ho sempre
frequentato il negozio dei miei genitori sin
da piccolo. Allet di dodici anni, andavo a
trovare i miei. Alle volte passavo intere giornate al piano superiore per fare i compiti.
Una volta terminati gli studi superiori, mi
sono sempre pi catapultato in questo
mondo. Una cosa tira laltra e oggi da quarantenne gestisco la libreria che una volta
frequentavo per svago e studio.
Il mondo editoriale si profondamente rivoluzionato in brevissimo tempo. In questo
nuovo assetto le librerie indipendenti sono
sempre pi emarginate. Lasse editore-distributore-libraio si profondamente destabilizzato, completamente scollegato, ogni
anello di questa catena va per conto proprio. I grandi editori si sostituiscono ai distributori, vendendo in proprio. I distributori, chi pu e non soccombe per le regole di
mercato, comprano piccoli e medi editori
per avere lesclusiva del prodotto e i librai?
Chiudono. Oggi esiste una nuova forma di
libreria nata dalla trasformazione del sistema, quella editoriale, prevalentemente monomarca, o quella supermercato del libro
di grandi superfici. Chi perde in tutto questo? Il consumatore, che non si pu neanche pi definire cliente e cultore, perch rimane ben poco da leggere o comprare!
Il rapporto libraio-editore mai esistito?
Non mi sembra o almeno non da quando
faccio il libraio. Un rapporto vero e autentico sarebbe che leditore utilizzasse il libraio per identificare il prodotto libro mancante o desiderato dal compratore, ma c
mai stato questo rapporto tra chi produce e chi vende? Non mi pare, in passato leditore era anche libraio. Oggi chi sceglie?
Chi paga? Chi rischia? Raramente leditore
spesso gli sponsor! E chi sono questi sponsor? Una volta istituzioni importati come le
banche. Oggi? Lidea di alcuni illuminati imprenditori che con il pubblico hanno un
rapporto prevalentemente basato sulla numerologia: cio? Si parte con lanalizzare un
prodotto che venda un certo numero di
copie. Con quale risultato? Un libro che si
vende per tre mesi, e dopo si deprezza nel
secondo mercato! Arriva lo stocchista! Questo ciclo quando ho cominciato a lavorare
durava in media due anni, oggi in tre/cinque mesi avviene sull80% dei titoli editi!
Le Associazioni, sono una delle armi difensive di questa trasformazione non solo a livello nazionale. come in mare, piccoli pesci formano grandi banchi per non soccombere al predatore. Poi in realt in ogni attacco si salva il gruppo ma soccombono i
pi deboli e i pi emarginati. La storia insegna il dialogo la panacea di tutti i mali, ma
molte Associazioni hanno scopi e interessi
da tutelare a volte contrastanti tra loro e

quindi il dialogo viene meno!


Il rapporto libraio-lettore pressoch inesistenze nella grande distribuzione; di fiducia, o damicizia nelle piccole realt. Ma
a farla da padrona la pubblicit, che regna e imperversa nella formazione o meglio nella determinazione del gusto. Sono
convinto che alla base, di buona parte delle campagne pubblicitarie, ci sia un discorso quantitativo individualista e non qualitativo-divulgativo che non agevola nessun
rapporto e non comporta alcun miglioramento nel sistema editoriale in generale.
Il ruolo della politica dovrebbe essere
quello di modificare e rivedere tutti i programmi scolastici ancora risalenti al 1923.
Pi sensibile a un preparazione dinsieme
delle fasi storiche che alla nozionistica. Non
una data che ci rende consapevoli o eruditi, ma comprendere perch in unepoca
sono successe determinate cose. Utilizzare
le nuove tecnologie per non appesantire
un bambino di sei anni con chili di carta da
portare ogni giorno sulla schiena. Un semplice tablet da 300/400 grammi sostituisce
numerose risme di carta. Perch non si utilizzano rapidamente le nuove tecnologie
dove serve? Perch mantenere un carro
obsoleto e lobbistico a spese delle future
generazioni? In questo modo si cambierebbe drasticamente, come corretto, il
rapporto famiglie-libri, quelli veri, scritti e
fatti per durare nei secoli e non un trimestre (best-seller) o 10 mesi (scolastica e
derivati). Sostenere con campagne mirate
la lettura di libri veri-autentici, magari classici. Con i risparmi, pubblici e privati, creare un fondo a tutela delle librerie indipendenti e dei piccoli editori. Premiare il merito e non sempre il business! Ripristinare
con regole lasse editore-libraio e in casi
particolari editore-libraio-distributore se
necessario. A ognuno il suo compito per
un fine unico: il Libro!
Sulle nuove tecnologie sono molto aperto e favorevole ma ritengo ci si muova su
settori diversi o non riguardi lintero sistema editoriale. Sicuramente potrebbe, anzi
dovrebbe, sostituirne o meglio modernizzarne uno o pi settori, ingiustamente e
impropriamente nomenclati nel mondo
editoriale, soprattutto per una questione
di sprechi e consumi. Si usa la macchina,
ma chi ha voglia, ancora oggi, fa una bella
cavalcata nei boschi o su una spiaggia. La
macchina non ha sostituito il cavallo, sono
due cose differenti e grazie ad una usiamo
in modo diverso laltro, Sul fatto poi che
grazie alle nuove tecnologie si possano risparmiare fortune, basti pensare solo alla
carta, allinchiostro, al trasporto e allenergia oltre che alle schiene di milioni di giovani studenti: un progredire non un regredire.

e-mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 3452886546

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IL CROCEVIA DEL MONDO


Il fascino della Galleria, primo centro commerciale della storia oggi la pi alta concentrazione di botteghe storiche di Milano, dal
Camparino, luogo storico per
Campari, simbolo dellaperitivo
nel mondo, famoso per i mosaici di dAndrea, alla Libreria Bocca, punto di riferimento per appassionati darte, bar, caff, ristoranti da Biffi a Savini, a Prada a
Centenari, stampe darte, per finire a Borsalino, copricapo per
antonomasia, mantiene intatto
nel tempo e gode, fin dal suo
nascere, di una particolare attrattiva. Percorrendo, ancora oggi, quei famosi musicali Quater
pass in Galleria continua meta per appuntamenti. Milano
la sua emblematica Galleria: un incrocio di
quattro strade-emporio, coperte da un
cielo di vetro. Un insieme archetipo del
centro commerciale: shopping e convivialit allinsegna
dellincontrarsi. Monumento
di nota riconoscibilit architettonica, fu fra le prime a
mescolare strutture in ferro e vetro a vista ed di
ventanni pi giovane dellaltrettanto famosa icona internazionale, la parigina Tour
Eiffel del 1889.
La natura e la maniera milanese di essere un crocevia del mondo, testimoniata nelle centrali Lunette
della Cupola dellOttagono,
infatti, queste simboliche pitture (trasformate in mosaici nel 1921) rappresentano le Allegorie di
Europa, Asia, Africa ed America.
Una tradizione mediolanense di antica origine, come il simbolo della scrofa semilanuta: questa area di territorio vide ed ospit
Liguri, Etruschi, Insubri, Celto-Galli e Romani,
finch non arriveranno francesi, spagnoli e
austriaci. Unaltra simbolica testimonianza,
delle attivit e del pensiero dei milanesi, la
si trova sulle vele dei due Archi dei bracci
brevi, con le allegorie di Agricoltura, Arte,
Industria e Scienza. Le tele originali di queste due ultime, restaurate nel 2010, sono
arrotolate nella Galleria dAr te Moderna.
Nel giugno del 1859, fine della seconda
Guerra di Indipendenza, Milano si annette
al Piemonte, liberata dal dominio austriaco
da Napoleone III, infatti, nel Cortile di Brera
riappare il Napoleone I bronzo di Canova,
rinchiuso in una cassa dal 1814 e cos il
Consiglio Municipale dedica al re Vittorio
Emanuele II questa innovativa Strada coperta, gi pensata, con molti progetti a partire dal 1857, in onore dellImperatore au-

striaco per collegare il Teatro alla Scala con


il Duomo.
Lincarico venne affidato al geniale architet-

to bolognese Giuseppe Mengoni che cadendo dallimpalcatura del Grande Arco


dingresso non ne vedr linaugurazione uf-

ficiale il 24 febbraio 1878.


La posa della prima pietra, nellarea dellOttagono, del 7 marzo 1865. Nel 1867,
mancava il solo Arco dIngresso, a lavori finiti viene aperta la Galleria con linsedia-

mento di locali storici quali: Biffi, Camparino, Ramazzotti, Birreria Stocker (poi Savini)
e la prima sede redazionale del Corriere
della Sera. Dellilluminazione a
gas (1865-1885) resta la memoria storica del Rttin, geniale
macchinetta a molla che correndo su un binario, alla base della
Cupola, accendeva 600 fiammelle (un progetto de Il Salotto di
Milano, storica associazione dei
commercianti della Galleria, lo
vorrebbe scenograficamente riattivare).
Si pass alla luce elettrica con la
Centrale Edison nel 1882 (con
sede nella adiacente via santa
Radegonda) come bene raccontato in Milano si accende di Andrea Colombo. Una preziosa e ricca documentazione di tutti i lavori della sua costruzione, conservata nel Civico Archivio Fotografico del Castello
Sforzesco. I gravi danni dei
bombardamenti del 1943 si
ripararono con restauri dal
1948 al 1955. Dalla Galleria
e dal Teatro alla Scala ripart il riscatto della Milano del
dopoguerra. In perfetta e
calcolata anteprima per
lExpo 2015, la Galleria, nellaprile 2015, rinata e tornata a risplendere nel suo
aspetto originario, con i colori ottocenteschi, dopo circa venti anni. Il restauro delle Navate, dei due Portici e
delle facciate con i Mosaici
dellOttagono (Gasparoli e
Formica, Estia) era iniziato nel marzo 2014,
correndo con ponteggi davanguardia su
binari mobili (Percassi), per garantire sempre laccesso a negozi e passanti. Un progetto milionario promosso dal Comune e
realizzato con la collaborazione ed il sostegno di privati: Prada, Versace e il contributo di Feltrinelli.
Con la preziosa collaborazione della Soprintendenza, il restauro stato curato dagli architetti Daniela Fiocchi e Roberto Baciocchi per conto dellAssessorato Lavori
Pubblici ed Arredo Urbano, Maria Carmela
Rozza: Siamo orgogliosi di questo impegno e progetto davanguardia che restituir bellezza ed attrattiva per i visitatori ad
un luogo simbolo della citt e celebre nel
Mondo e dellAssessorato Casa e Demanio, Daniela Benelli: Un modello nel richiamare i privati alla conservazione e valorizzazione dei beni storici ed architettonici della citt.

e-mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 3452886546

Pietro Sergio Mauri

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PAESAGGISTI VENETI DEL 600


Linteressantissima monografia si pone
lobbiettivo di illustrare in modo organico il panorama pittorico della Serenissima
rispetto ad un genere ancora poco approfondito nella sua complessit di aspetti e figure. Oltre agli artisti pi noti al grande pubblico la Spadotto approfondisce
personalit trascurate se non del tutto dimenticate dalla critica. Loperazione condotta nel volume non si limita alla classificazione stilistica e formale dei dipinti, ma
mira ad inquadrare i loro artefici nel ricchissimo macrocosmo artistico e sociologico legato ai cosddetti generi minori
della Venezia settecentesca.
Da Francesco Aviani (Vicenza, 1662/631715) a Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, 1762-Milano, 1844), il volume si
propone, per la prima volta, dillustrare la
genesi e lo sviluppo del paesaggio in Veneto, cui segue la definizione critica dei
suoi interpreti nel secolo doro della
Serenissima. Viene infatti strutturato un
esauriente profilo biografico di ventitr
personalit, oltre ad un ricco compendio
di opere, in gran parte inedite, tese ad illustrare la maniera di ogni singolo pittore lo svolgersi della propria biografia artistica. Oltre ai nomi pi noti, come Francesco Zuccarelli (di cui lautrice ha pubblicato la monografia nel 2007), Marco

F. Zuccarelli, Caccia al toro

Ricci, Giuseppe Zais, emergeranno dalloblio figure inedite (Il pensionante zaisiano), quasi del tutto ignote alla storia dellarte (Flaminio Grapinelli, Francesco
Maggiotto) oppure conosciute in altri versanti (Antonio Visentini) o trascurate in
vir t dellappartenenza geografica (Domenico Pecchio,Tomaso Porta). Grazie a
fondamentali scoperte, si potranno inoltre definire i profili talvolta ancora sfumati di quei pittori dediti al genere campe-

DANTE GUARNERIANO
NellAuditorium Alla Fratta
di San Daniele del Friuili, ha
avuto luogo un evento scientifico e culturale di primordine. stata presentata al pubblico ledizione fedelissima in
fac-simile del prezioso manoscritto Fontaniniano 200 custodito nella Biblioteca Guarneriana che tramanda una delle copie pi antiche al mondo
dellInferno di Dante Alighieri.
Ledizione stata curata da Angelo Floramo, direttore scientifico della Biblioteca.
Il prezioso traguardo editoriale, che porta i tipi di Roberto Vattori, editore friulano raffinato e non nuovo a imprese di
questo tipo, gode del sostegno, fra gli altri, di Turismo FVG e del Consorzio Prosciutti di San Daniele.
Un progetto interdisciplinare di altissimo
livello scientifico volto a valorizzare uno
degli esemplari pi antichi dellInferno dantesco, arricchito da splendide miniature
nonch da ben due commenti, uno in latino, di Graziolo de Bambaglioli, autore
considerato fra i pi importanti glossatori del Poeta, e laltro, in volgare, compo-

stre nei territori marciani durante il XVIII


secolo, epurandone il corpus da opere di
emuli, seguaci ed imitatori. A fare da cornice ai maestri presi singolarmente in esame nei rispettivi capitoli, giunge un affascinante affresco della societ contemporanea, sia veneziana, sia afferente agli altri
capoluoghi gravitanti sul leone di San Marco, con particolare attenzione ai meccanismi del mercato ed alle specificit fisiologiche della rispettiva committenza.
Ne sortisce un complesso mosaico di dialoghi, echi, suggestioni pi o meno evidenti tra culture e modelli di riferimento in
un ambiente spesso molto lontano dalle
luci della ribalta: a tratti spietato, a tratti
boccaccesco, come rivelano alcuni curiosi aneddoti sui pittori presi in esame.
Francesco Aviani, Giuseppe Bernardino
Bison, Pietro Brancaleone, Luca Carlevarijs,
Giovan Battista Cimaroli, Antonio Diziani,
Gaspare Diziani, Flaminio Grapinelli,
Francesco Guardi, Il pensionante zaisiano,
Francesco Maggiotto, Antonio Marini,
Domenico Pecchio, Bartolomeo Pedon,
Andrea Porta,Tomaso Porta, Marco Ricci,
Antonio Stom, Andrea Urbani, Antonio
Visentini, Gaetano Zais, Giuseppe Zais,
Francesco Zuccarelli.
Federica Spadotto

DI ROBERTO VATTORI

sto fra il 1324 e il 1334, che sta riservando molte sorprese per quanto concerne
la sua attribuzione, configurandosi come
un inedito assoluto mai prima trascritto
n debitamente studiato. Il Codice stato riproposto sia nella fedele riproduzione fotografica integrale di ogni sua carta,
rispettandone dimensioni e formato, sia
nellesame delle sue parti operato secondo un principio di analisi stratigrafica e tesa ad evidenziarne tutte le peculiarit pi
rilevanti e degne di nota. Mario DAngelo
si occupato della descrizione del manoscritto da un punto di vista tecnico, sia codicologico che paleografico, offrendo una
utile disamina del manoscritto inteso co-

me laboratorio testuale totale. Angelo Floramo ha studiato il commento latino di


Graziolo de Bambaglioli, di cui
il codice depositario assieme ad altri due manoscritti al
mondo soltanto, offrendone
una traduzione in lingua italiana, affinch ci si possa accostare alla bellezza di un testo ricco di fascino e di vivace erudizione. Fabio Valerio, che ha
riprodotto fotograficamente il codice ad
altissima definizione, ha infine curato la trascrizione semidiplomatica di tutti i testi assieme alla comparazione delle varianti grafiche fra i versi di Dante tramandati dal
codice Fontaniniano e la versione universalmente accreditata come testo della
Divina Commedia. Limpaginazione della
trascrizione stata fedelmente speculare
alla mise en page del manoscritto, in modo da rendere godibile il raffronto con la
copia anastatica. Nella sua veste grafica
definitiva lopera contenuta in un cofanetto di cui fanno parte la riproduzione
anastatica del manoscritto e la raccolta di
studi monografici daccompagnamento.

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IL RITORNO DEL PADRE: GIOTTO A MILANO


Giotto lItalia in senso pittorico:
da qui il titolo di una magnifica mostra, che tale in quanto esibisce
pubblicamente opere raccolte allo scopo, ma dal nostro punto di
vista poich refrattari alla mostrite vogliamo vedere con intenzione diversa.
Giotto fu attivo a Milano sul finire
della sua vita, in qualit di artista
prestato allalleato Visconti dalla
Repubblica fiorentina: si sa cosa
realizz, purtroppo poco rimane
e quel poco tenuto a guisa di reliquia. La sosta milanese fu lultimo
viaggio di lavoro di un professionista, abituato a muoversi con casa e bottega per soddisfare le necessit dimmagine di committenti ambiziosi.
Ebbene, dove si fermato, l ha seminato:
nel solco lasciato dal suo aratro di naturalit e realt crebbe rigogliosa quella pianta,
che poi stata la pittura italiana; il suo operato riconosce lo stesso seme, nuovo e forte, che fu della scultura di Giovanni Pisano
e della lingua di Dante. Validi collaboratori
ne ebbe, seguaci validi in numero minore;

Giotto, Il bacio di Giuda

in un certo senso, il Giottismo banalizz la


straordinariet giottesca, la quale in forma
di eredit spirituale e tecnico-formale fu
davvero raccolta solo da chi venne non poco tempo dopo ma si port verso il mestiere dellarte con analogo decisionismo
rivoluzionario: Masaccio.
La mostra allestita a Palazzo Reale nelle

stesse sale in cui egli affresc per


Azzone signore di Milano: e gi
questa una prima emozione. Le
opere visibili sono solo 13 ma di
qualit altissima, riunite qui per la
prima volta; esse documentano
per fasi consequenziali una carriera lunga quarantanni.
Grazie allimpiego di appropriate
tecnologie ed alla perizia di esperti riconosciuti, lesposizione completata dalla modalit di visione ravvicinata dei dipinti murali che
Giotto realizz nella Cappella
Peruzzi in Santa Croce a Firenze. Al
ciclo, rovinatissimo per ragioni numerose e diverse, stato recentemente dedicato un progetto diretto dal fiorentino Opificio delle
Pietre Dure e sostenuto da Villa I
Tatti The Harvard University Center for Italian Renaissance, che ha svolto indagini assai sofisticate e precise ed ha consentito,
nonch consentir al visitatore della mostra
milanese, di vedere il maestro di tutti dare
prova della sua abilit professionale rara.
Paola Rapelli

DA RAFFAELLO A SCHIELE

Canaletto, Molo a Dolo

Unincomparabile serie di settantasei capolavori giunta a Palazzo Reale di Milano dal


Museo di Belle Arti di Budapest grazie a
uninteressante nuova linea espositiva decisa dallistituzione milanese.
Saranno cos esposte, a Palazzo Reale, le
collezioni dei pi importanti musei europei, un risultato di relazioni che listituzione
milanese intrattiene con almeno cinquecento di essi.
Dobbiamo ricordare che gli ottimi rapporti con lUngheria ci hanno permesso, nel
passato, di avere prestiti della massima qualit di cui La Madonna Esterhazy, di Raffaello
ne lesempio.

Lo scorso Natale a
Palazzo Marino, oggi in
questa mostra che propone, in nove splendide
sale, altrettanti periodi dellarte: dal Rinascimento
italiano fino alle Avanguardie post impressioniste. Curata con perizia da
Stefano Zuffi in collaborazione col Museo di Belle
Arti di Budapest, la rassegna segue larticolazione
del grande museo ungherese e il corpus delle opere racconta, sala dopo sala la grande bellezza dellarte, offrendo al pubblico un museo ideale. Colpisce la
straordinaria qualit della collezione che propone autentici capolavori. Leonardo con Teste di soldati,
Tintoretto con Cena in Emmaus,
Canaletto con Molo a Dolo,Tiepolo
con Lapparizione di San Giacomo,
Parmigianino con Venere che disarma Cupido, Caracci con Cristo e la
Samaritana, Artemisia Gentileschi
con Giaele e Sisara, Segantini e molti altri per parlare degli italiani.
E ancora Rembrandt, Rubens con

Testa duomo, El Greco con Maddalena penitente, Lukas Cranach Il vecchio con Salom
con la testa del Battista, Goya,Velasquez con
Il pranzo, Drer con Ritratto di giovane, Murillo, Rodin con Sirene,Van Dyck con Ritratto
di coniugi, Ripple-Ronai con Donna con gabbia, Manet con Donna con ventaglio, per finire appunto con Schiele. Impossibile citarli tutti ed elencare tutti le impareggiabili
opere anche se si avrebbe il desiderio di
descrivere ogni quadro fin nei dettagli.
Alluscita dalla mostra, un vero scrigno, si
viene invasi da un inebriante afflato di bellezza che permane a lungo.
Da vedere.
Clara Bartolini

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Claud Monet, Le tre barche

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IL CAPRICCIO ARCHITETTONICO
IN ITALIA NEL XVII E XVIII SECOLO

Il Capriccio architettonico un termine


che compare gi nella terminologia critica
del Seicento, per indicare una o un insieme
di architetture, siano essi templi, palazzi,
chiese o edifici vari, prevalentemente ispirati, pi o meno realisticamente allantico,
quasi sempre animati da figure e spesso in
connubio con elementi naturali paesaggistici. Una composizione in cui la realt sintreccia alla fantasia, al fine di generare una
suggestione emotiva, oltre a una gratificazione per la giustezza prospettica e tridimensionale della inventiva rappresentata,
direttamente o parzialmente collegata a dati realistici. Infatti sin dalle sue prime esemplificazioni autonome, o almeno circoscritte o focalizzate sulle succitate tematiche,
questo genere sintrecci con
quello della veduta, mediante linserzione di un nucleo realistico
principale in un contesto fantasioso, o allopposto unarchitettura
fantasiosa in unambientazione realistica. Da cui un succedersi e un
alternarsi di sollecitazioni in cui realismo e fantasia, ragione e sentimento, finalit decorative ed interpretative sono coinvolte allunisono. Comunque nellexcursus che
mi sono prefisso in questa pubblicazione, per seguire levoluzione
in Italia di tale genere o filone durante il Sei e Settecento, si possono fissare due apici emblematici,
oltre che qualitativi, allinizio e alla
fine di tale processo, in Viviano
Codazzi e Gian Paolo Panini.
Parallelamente Roma colle sue vestigia architettoniche ed anche
scultoree ne costituisce natural-

mente lepicentro, concreto ed


ideale allo stesso tempo, quale fonte delle sue pi dirette stimolazioni. Tuttavia mi sono subito reso
conto che non era possibile circoscrivere la mia trattazione alle specifiche realizzazioni attuatesi nellUrbe, dato che molti furono i protagonisti che operarono al di fuori di tale sede, ad iniziare
dallo stesso Codazzi, la cui
attivit documentata inizi
a Napoli dove lavor per almeno due decenni, prima
di continuare finire la sua
carriera a Roma.
Cos pure Giovanni Ghisolfi
che costitu un tramite essenziale tra i due succitati
protagonisti, veniva da Milano dove ag di certo pi
assiduamente, pur avendo
tratto da Roma, dove soggiorn due
volte, la linfa vitale della sua ispirazione. Le antichit romane, esaltate
ulteriormente dalla crescente passione archeologica europea, continuarono naturalmente nel Settecento ad essere il fulcro dei nuovi
cultori, specializzati o solo indirettamente coinvolti con le tematiche, fulcro di questa trattazione.
Baster ricordare gli interessi, solo momentanei o parzialmente ad esso collegati ma
estremamente significativi dei grandi maestri veneti, dal Canaletto, sicuramente attivo a Roma intorno al 1719 quale scenografo teatrale, rimasto affascinato dalle sue
vestigia, cos come lo erano stati preceden-

temente Luca Carlevarjis e Marco Ricci, anche se una loro presenza a Roma non
documentata.
Da Venezia la mia ricerca si inesorabilmente allargata a Bologna e allEmilia, coinvolgendo i miei interessi sullascendente
esercitato dalla famiglia dei Bibiena, con le
sue correlate esplicazioni anche sul terreno pittorico, con il Paltronieri, anchegli ini-

zialmente attratto dal fascino dellUrbe, e il


Bigari quali maggiori esponenti, contornati
da un nutrito stuolo di pittori coniuganti la
lezione dei Bibiena con il genere del
Capriccio.
DallEmilia e da una sicura prima educazione di timbro scenografico proveniva pure
il piacentino Panini, col quale il filone delle
architetture divenne specificatamente romano, assumendo per una dimensione
europea, come attesta il suo seguito internazionale, particolarmente vivo in Francia,
che ho seguito solo in alcuni pittori pi significativi. Da Venezia venne infine a Roma,
dove si plasm ed oper, Gianbattista
Piranesi, ultimo apporto pi determinante
al genere incentrato sulle antichit classiche
in generale, e romane in particolare, delle
quali egli si fece un strenuo paladino.
Ma la sua opera fu esclusivamente incisoria, esulando quindi dal compito che mi ero
prefisso.
acdr
Capriccio architettonico
nellItalia del XVII e XVIII secolo
Giancarlo Sestieri
3 volumi cartonati in cofanetto
pp. 400, ill. 500
Italiano/Inglese
Prezzo 560

e-mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 3452886546

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LIBRERIA MALAVASI
ESOPO Le favole.
Stampate in latino con la versione italiana di Accio Zucco e le figure delledizione veronese del MCCCCLXXIX di nuovo incise in legno e colorate
Officina Bodoni, Verona, 1973.
2.900
In 8o grande, legatura editoriale in mezzo marocchino rosso, piatti in pergamena con cornice e titolo oro sul piatto anteriore, tagli superiori dorati, astuccio con
cuffie in marocchino, pp. 277, (5), con 68
xilografie colorate a mano in pochoir da
Daniel Jacomet, secondo lesemplare del
British Museum.
Ristampa delledizione impressa da Giovanni Alvise nel 1479. Segue un epilogo
di G. Mardersteig con uno studio su Esopo, ledizione del 1479, Liberale da
Verona e le edizioni italiane nel 400 delle favole. Cfr.: Catalogo Mardersteig,181.
Tiratura di 150 esemplari numerati con
xilografie colorate e 10 con xilografie in
SOFOCLE
Edipo re.
Versione italiana di Manara Valgimigli.
Acquaforti di Manz.
Officinae Bodoni, Verona, 1968.
5.500
In-folio piccolo (mm 380x280), legatura
editoriale in mezzo marocchino rosso,
piatti in Linson avorio con al centro la testa di Edipo (eseguita da Manz) impressa a secco, pp. 100 a fogli sciolti. Il volume contenuto in una scatola in Linson
rosso con etichetta in carta Ingres avorio e titolo in nero, applicata sul quadrante anteriore. Tragedia greca nella traduzione di Manara Valgimigli, con 7 acqueforti originali di Giacomo Manz. Cfr.
Catalogo Mardersteig,154. Pregevole edizione di 114 esemplar inumerati. Il noI Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca,
Giovanni.
Officina Bodoni, Verona, 1963.
2.700
In 4o piccolo, legatura editoriale in pieno
marocchino oasis verde con titolo e contorno in oro sul piatto anteriore, sovracoperta trasparente protettiva, tagli superiori dorati, astuccio originale con cuffie in pelle, pp. 345, (5), frontespizio inciso da Reynolds Stone, ornato da 114 xilografie, tratte da Epistole et Evangelii del
1495, create da Bartolomeo di Giovanni,
nuovamente incise da Bruno Bramanti.
I quattro Vangeli sono stati tradotti dal
greco dal Pontificio Istituto Biblico.

DI MILANO

b.n., su carta a mano Magnani di Pescia.


Il nostro, 119, in perfetto stato.
Esopo visse nel VI secolo avanti Cristo allepoca di Creso e Pisitrato ed era un
grande scrittore di favole le sue opere
ebbero una grandissima influenza sulla
cultura occidentale. Della sua vita si conosce pochissimo e alcuni studiosi hanno messo in dubbio che il corpus di favole a lui attribuito fosse di un unico autore. La favola consiste nella narrazione
agevole di una semplice vicenda, i cui protagonisti sono generalmente animali, tavolta anche uomini, per lo pi identificati attraverso la loro professione: vasaio,
pescatore, pastore etc. Nei brevi quadri
che mostrano grande naturalezza evocativa e profonda conoscenza delle passioni umane, dove gli animali sono caratterizzati attraverso una tipologia psicologica convenzionale, la favola si conclude secondo i canoni di etica pratica. Esopo, dallo spirito argutissimo e geniale compose

numerose favole di animali, ma con trasparenti allusioni al mondo degli uomini.

stro, 6, fa parte della tiratura di 105 su


carta a tino Magnani, con firma autografa di Manz. In perfetto stato.
LEdipo re ritenuto il capolavoro di Sofocle, nonch il pi paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca.
La data di rappresentazione ignota, ma
si ipotizza che possa collocarsi al centro
dellattivit artistica del tragediografo
(430-420 a.C.). Lopera si inserisce nel ciclo tebano, storia mitologica della citt di
Tebe, e narra come Edipo nel breve volgere di un solo giorno venga a conoscere lorrenda verit sul suo passato. Senza
saperlo ha ucciso il proprio padre per poi
generare figli con la propria madre. Sconvolto da queta rivelazione che fa di lui un
uomo maledetto dagli dei, reagisce accecandosi, perde il titolo di re e va in esilio.
Cfr. Catalogo Mardersteig,130:Ledizione
delle Epistole et Evangelii, stampata a
Firenze nel 1495 per Piero Pacini da
Pescia da parte di Lorenzo de Morgiani
e Giovanni di Magonza, uno dei pi rari e pi belli incunaboli illustrati con xilografie. Edizione stampata con torchio
a mano, in tiratura di 275 esemplari su
carta a mano Magnani di Pescia.
Il nostro, 31, fa parte dei 250 numerati 1250. In perfetto stato.
Sono libri che raccontano la vita e la predicazione di Ges, la base su cui si fonda
il cristianesimo, la parola deriva dal greco
e significa: Lieto annunzio. Tra i Vangeli
giunti fino a noi questi sono i canonici.

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11 ekecheiria n. 10

LIBRERIA LATERZA
Laterza, con le poche librerie storiche indipendenti sopravvissute,
continua da oltre un secolo a rappresentare un punto di riferimento culturale costante, grazie ad una
instancabile attivit di promozione del libro e della cultura.
VALERIO MAGRELLI
Lo sciamano di famiglia Omeopatia, pornografia, regia, in 77 disegni di Fellini.
Bari, 2015
18,00
Valerio Magrelli trasforma in opera il suo
inatteso rapporto con Fellini il Tolemaico.
Un libro disegnato e raccontato, biografico
e autobiografico: aneddoti, corsi e ricorsi,
infanzia, maturit, omeopatia e cultura misterica. Su tutto, la prosa di uno fra i nostri
pi apprezzati poeti. Fellini era omeopatico, mia madre era un medico omeopata,
il fondatore dellomeopatia italiana era il
medico di Fellini e il maestro di mia madre.
Morale: io ho vissuto ventanni sotto il segno dellomeopatia, e fu proprio grazie ad
essa che ebbe luogo il mio incontro col
sommo regista, sul set di Casanova
Non era affatto facile, in pieni anni Sessanta, invitare a pranzo un compagno di
classe, o almeno non era facile per me. Il
motivo presto detto. Accadde un paio di
volte. Non appena lignaro suonava il campanello, mia madre si precipitava ad aprirgli, cos, sovrappensiero. Dico sovrappensiero, perch, evidentemente, labitudine le
impediva di ricordarsi del suo stato, o meglio, della sua mise. Allieva di un noto agopuntore, la praticante usava saggiare la stessa tecnica su di s. E allora, dinnanzi agli occhi atterriti dellamico, sorgeva da dietro la
soglia circonfusa di strali, come un radiante, immenso mostro psicanalitico: Medusa
omeopatica, Madonna dei Sette Dolori,
Signora delle Spade. A quel punto, era mio
ingrato compito cercare di convincere il
povero innocente che quella fosca epifania
domestica, la fronte zigzagante di barbagli,
rappresentava solo il tentativo di una cura
contro la sinusite. Simili esperimenti di agopuntura in famiglia mi alienarono ben presto le simpatie dellintera scuola. Ma anni
dopo fu proprio la lobby terapeutica a potere ci che nessun curriculum mi avrebbe mai consentito: avvicinarmi al Sovrano.
Valerio Magrelli ordinario di Letteratura francese allUniversit di Cassino, collabora a La
Repubblica ed inoltre autore di Profilo del
dada (Lucarini 1990); ha pubblicato sei raccolte di versi e quattro di prose tra cui Nel
condominio di carne (Einaudi 2003); Addio
al calcio (Einaudi 2010); Geologia di un padre (Einaudi 2013).

DI BARI

JAN ZIELONKA
Disintegrazione. Come salvare lEuropa
dallUnione europea.
Bari, 2015
16,00
LUnione Europea prometteva di assicurare la prosperit attraverso lintegrazione
Bruxelles non pare capace di guidare
lEuropa verso un futuro migliore. Berlino
non sembra disposta a farlo. Lalternativa
alla disintegrazione unEuropa ricostruita dal basso. LUnione Europea prometteva di assicurare la prosperit attraverso lintegrazione, ma diventata simbolo di austerit, di conflitto, di perturbazioni sociali
e politiche scaturite dalla crisi economica
che non riuscita ad arginare. Pensare un
nuovo modello di integrazione che guardi
oltre le regole di bilancio e i problemi di
leadership unesigenza che non possiamo pi rinviare. Se lUnione Europea pu
fallire, lintegrazione deve proseguire.
Zielonka ci incita a pensare con coraggio
e creativit ununit radicalmente diversa
da quella attuale. La sua proposta un nuovo modello di integrazione: funzionale, polifonico, democratico, efficace. Un libro
provocatorio, ricco di idee, che arriva nel
momento cruciale per il futuro dellintegrazione europea Lionel Barber, Financial
Times. Un libro affascinante, che fa pensare. Cambier la nostra visione dellUnione
Europea. Josef Joffe, Die Zeit.
Jan Zielonka insegna Politiche europee alla
University of Oxford ed Ralf Dahrendorf
Fellow al St Antonys College. Le sue aree di
ricerca sono i media, la democrazia, le istituzioni politiche e la storia delle idee politiche.
GIANRICO CAROFIGLIO
Con parole precise.
Bari, 2015
15,00
Nel recensir esser dovr avveduto ed, affinch niuna parola foriloco dimori ed allo
titolo dellopera in primis oltraggio io non
arrechi, lo intero mio intelletto adoprer.
Ridicolo, non trovate? Eppure non del tutto condannabile, perch nel campo della
scrittura umanistica, creativa e soprattutto
poetica, la decisione del registro linguistico
spetta solo allautore, che non ha alcun obbligo verso il lettore. Ma se catapultassimo
questa insalata di paroloni e latinismi condita di arcaismi e neologismi dallambito
letterario a quello giuridico o politico, la situazione cambierebbe immediatamente,
poich imprescindibili sono i doveri etici e
sociali che queste categorie di persone dovrebbero rispettare: chiarezza e comprensibilit nei confronti di tutti, concretezza e
limpidit nellesposizione scritta o parlata;
in altre parole, giudici e politici non possono permettersi il lusso di utilizzare un lin-

guaggio inaccessibile a coloro i quali rivolto. questo il tema che Gianrico Carofiglio affronta nel suo nuovo libro appena edito da Laterza, un saggio chiaro ed
esaustivo che si sviluppa in due parti: la prima, in cui lautore illustra la sua teoria costellandola di citazioni eminenti (da Leopardi a Calvino a Boris Vian), e la seconda,
costituita da un concreto prontuario di
scrittura comprensibile contrapposta a
quella incomprensibile delle leggi e dei giudici (dei quali leggeremo stralci ai limiti dellinverosimile). Quando avrete terminato
la lettura di questo libro, magistralmente
scritto dal noto scrittore a lungo magistrato, non vi rester pi nulla da imparare sullargomento.
PAOLA MASTROCOLA
Studiare ancora inevitabile.
Bari, 2015
14,00
Se le mie parole giungono alla vostra mente, vuol dire che i vostri occhi cadono su
queste pagine; e se le vostre mani sfogliano questo periodico, vuol dire che, molto
probabilmente, voi appartenete a quelli
che Paola Mastrocola definisce indefinibili marziani che abitano per sbaglio questo
pianeta, ribelli invisibili, a cui dedicato
questo libro; insomma a coloro i quali studiano ed amano studiare. A detta dellautrice, siamo rimasti in pochi, instancabilmente innamorati del sapere, della conoscenza, dellarte: chiavi che aprono nella
nostra mente infinite porte che affacciano
su meravigliosi mondi; la societ non veste
pi la nostra taglia, siamo giganti in un mondo fatto di cose piccole: Lo studio sparito dalle nostre vite, con queste dure parole lautrice d inizio al suo libro, ed innumerevoli saranno le prove che fornir a sostegno della sua tesi: ad esempio lo studio scomparso dalla scuola, definita anzi
il tempio della finzione dello studio, un
mezzo il cui solo scopo portare a termine la carriera scolastica che preceder quella lavorativa; daltro canto, una scuola figlia del suo tempo, ovvero costretta a
(in)seguire una societ sempre pi globalizzata, tecnologica, frenetica, economo-centrica, che richiede una trasformazione radicale del sapere al fine di una specializzazione professionale imperante. Ma chi
sono i colpevoli (o perlomeno gli imputati) di questa inarrestabile dipartita dello studio dalle nostre vite? Non vi resta che scoprirlo in questo irriverente e vivace saggio,
scritto dalla Mastrocola alle soglie del pensionamento dal suo lavoro di insegnante,
che per pi di trentanni ha svolto parallelamente allattivit di scrittrice.
Consigliatissimo.
Giovanni Lombardo

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12 ekecheiria n. 10

BIENNALE DI VENEZIA
Dal 1998 la Biennale veneziana darte fondata su due pilastri: i Padiglioni Nazionali
ciascuno con un suo curatore proposto dalla propria nazione e il Direttore della Biennale che anche curatore della mostra darte internazionale al Palazzo
delle Esposizioni e nei Giardini, sceglie il tema delle esposizioni che dovrebbe
essere seguito dai curatori
dei Padiglioni Nazionali.
Questo ha ulteriormente
arricchito la Biennale che
comunque listituzione internazionale di maggior
prestigio perch Basilea
legata al mercato e Documenta di Kassel non ha la
tradizione pi che secolare di Venezia. La Serenissima sempre stata immagine dellestablishment dei
suoi tempi, dalla borghesia
al fascismo, al dopoguerra
e al secondo Novecento,
ed ora ai tormenti degli inizi del secondo Millennio.
Ma ha sempre saputo superare i limiti del
passato per cui quanto di importante fu fatto dalla fine Ottocento ad oggi stato presente a Venezia. Il tema della precedente
Biennale del 2013 Il Palazzo Enciclopedico
del direttore Massimiliano Gioni intendeva
mostrare la totalit delle conoscenze umane, ovviamente non nei suoi particolari specifici, ma nella loro percezione psicologica
e sentimentale. Doveva essere immagine
della totalit delle conoscenze che ognuno
di noi porta in s. Nel 2015 il direttore nigeriano Okui Enzewor ha scelto All the
Worlds Futures che non ha la pretesa di scoprire i futuri nel cristallo di una zingara, ma
esporre un magma di opere scelte da tutti i campi dal quale si plasmeranno le realt future. Un tema totalizzante che non
ignora la realt socio economica del mondo, tanto che troviamo esposti Du contract
social ou, Principes du droit politique di
Rousseau e Il Capitale di Marx, che ha lonore di venireletto nella sala dellArena al
Palazzo delle Esposizioni, ex Padiglione Italia
ai Giardini. Dunque una Biennale che non
seleziona i pi bei quadri da appendere in
salotto, ma presenta quanto si fa nel sistema delle arti per lanciare larte nel mondo.
il lato del concetto che aumenta il suo
peso nellarte contemporanea talvolta a
scapito del bello, dellestetica, contrariamente al Rinascimento che invertiva questo ordine. I Padiglioni Nazionali che mi sono sembrati pi attinenti al tema di Enzewor sono
lAmericano, lo Spagnolo, lIsraeliano e lInglese. LAmerica , come sempre, tecnologicamente perfetta e si affida ad un solo ar-

DI ANDREA BONDANINI

tista: Joan Jones che con la sua opera They


Come to Us without a Word occupa tutto il
padiglione. Il racconto avviene attraverso
una sequenza di video realizzati con una
serie di workshop con bambini dai cinque

Padiglione di Israele

ai sedici anni, che interagiscono e si relazionano a fondali girati in massima parte


in paesaggi canadesi. Le storie si animano
nel costante riferimento a ci che resta.
Siamo abitati da fantasmi, le stanze sono
abitate da fantasmi (Joan Jones). La Spagna
propone tre artisti attivi sotto la presenza
non del Dal artista, ma delluomo Dal. Cos
c chi si interessa alla identit cangiante e
alle sue potenzialit come posizione politica, chi filma processi coinvolgenti personaggi nel loro retroterra, chi adopera un
vocabolario che suppone un atteggiamento emotivo complesso e si rivela gradualmente, chi invece usa i fumetti per inscenare la comparsa di personaggi gay nei media mainstream e ledicola come luogo dove indagare una societ che, allo stesso
tempo, vuole spiegarsi e nascondersi.
Israele, come sempre, tra i migliori padiglioni a rispondere al tema, presenta, come lAmerica, un solo artista: Tsibi Geva
che ha ricoperto lintero edificio di pneumatici usati, posizionati in verticale, allesterno, realizzando una maglia aderente ai
muri e alle finestre, rendendoli visibili.
Allinterno oggetti trovati, abbandonati e
modificati legati al concetto di casa.
Listallazione elimina le distinzioni gerarchiche tra oggetti e suscita interessi autoriflessivi e questioni epistemologiche, insieme a dibattiti politici e culturali che riguardano localit e immigrazione, identit ibrida, ansia esistenziale, transitoriet ed esistenza in unepoca di instabilit. Anche la
Gran Bretagna presenta solo lopera di
Sarah Lucas, una serie di sculture chiama-

te Penetralia e NUD, del 2008 e 2009. Una


grande complessit di forme e dimensioni, dove il colore giallo predomina in modo violento e assoluto, fortemente evocative di membra umane senza forma naturalistica, ma dotate di notevole carica sensuale.
Radicate nel Surrealismo,
le sculture sono provocatorie e familiari, astratte per
concezione ma diventano
figurative per la capacit di
relazionarsi con le membra umane. La scelta degli
artisti e delle opere al
Palazzo delle Esposizioni
(ex Padiglione Italia) stata affidata al direttore artistico del settore Arti Visive
e Curatore della 56a Esposizione Internazionale dAr te, Okvui Enwezor. Un posto donore stato riservato a Fabio Mauri (19262009) artista poliedrico, relativamente poco noto in
vita malgrado esposizioni a
New York, Amsterdam e le Biennali del
1954, 1974 e 1978. Le mostre postume
del 2012 a Documenta 13 a Kassel e aa
Palazzo Reale a Milano ed ora alla 56
Biennale lo pongono tra i protagonisti del
secondo Novecento Italiano. Le sue performance Ebrea (1971), Oscuramento, Muro
di Europa, Muro Occidentale o del Pianto
(1993), sono alcuni titoli dei suoi multiformi lavori. Da qui si comprende il forte coinvolgimento della dimensione socio economica nellarte, voluta e sollecitata anche
da Enwezor, superato nella realt effettuale di oggi nelle sue deduzioni teoriche e
futuristiche, ma ben vivo nelle radici profonde dei problemi di una societ troppo
differenziata nel godimento di beni naturali e non. Se le Biennali hanno da tempo
abbandonato lidea di scegliere le opere
con criteri estetici per proporre invece
unarte non puramente estetica, accessibile solo alla parte pi evoluta della popolazione, il fatto contraddittorio, ma fecondo come innovazione sorgente di forza e
successo dellumanit. Il bilancio del secondo dopoguerra sicuramente molto positivo soprattutto dopo la citata riforma.
Non cos per i cataloghi diventati di complessa consultazione e di insufficiente documentazione delle opere presenti. Ultimamente sembra che la pubblicazione sia concepita pi per fare unopera darte tipografica che per documentare storicamente un evento importante. Questo, forse, fidando sulla consultazione e conservazione del sito www.labiennale.org, ben strutturato in questa edizione 2015.

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13 ekecheiria n. 10

LIBRERIA BOCCA

DI MILANO

Venaria Reale, Palazzo di Piacere e di Caccia ideato dallAltezza Reale di Carlo Emanuele II
Duca di Savoia, Re di Cipro etc. disegnato e descritto dal conte Amedeo di Castellamonte

Tra le pi importanti iniziative


editoriali del XVII secolo, il pi
bel libro a stampa del barocco.

battute di caccia, e che, nel contempo,


apparisse cos grandiosa da contendere
alle altre Ville di corte europee il primato quanto ad ampiezza e
stile. Era desiderio del duca, infatti, edificare una dimora che conferisse prestigio politico a s e alla
consorte, la Duchessa Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours.
Mediante questo lavoro
editoriale, larchitetto del
Duca, pur onorando le attese del suo principe, intendeva, non di meno, celebrare la propria creazione architettonica. Lopera, tra le
pi importanti iniziative
Maria Giovanna Battista Duchessa di Savoia-Nemours, in abito
editoriali del XVII secolo
di Diana cacciatrice. Incisione di Antoine de Pienne su disegno
anche, non a torto, la pi
di G.F. Sacchetti
prestigiosa dal punto di viLa Biblioteca Nazionale di Torino, pren- sta tipografico del Barocco in Italia, dedendo spunto dalla riapertura della resi- scrive nei dettagli il palazzo e il borgo deldenza sabauda, rende omaggio alla Reggia la Venaria. Lo splendido corredo di imdella Venaria attraverso preziose testimo- magini che arricchisce il volume contienianze delliconografia barocca, sulle pri- ne, nella prima parte, le suggestive tavome fasi della sua edificazione e su scene le incise da Georges Tasnire e disegnadi vita di corte tra il
XVII e il XVIII secolo. A
tal fine si sono individuati, tra i volumi posseduti, lopera di Amedeo Castellamonte. Il
Castellamonte fa ricorso allartificio letterario
del dialogo per descrivere la Reggia a un immaginario interlocutore, Lorenzo Bernini. La
pubblicazione fu realizzata dal tipografo
Bartolomeo Zapatta
nel 1674. Negli anni
precedenti, intorno al
1658, il duca Carlo Emanuele II aveva affidato allarchitetto regio,
conte Amedeo di Castellamonte, il pro- te da Francesco Baroncelli, e rappresengetto per una residenza che fosse in con- ta il complesso della Venaria con i suoi
dizione di ospitare la Corte durante le giardini impreziositi da sculture, tempiet-

ti e splendide fontane; la seconda parte


include le tavole, disegnate da Giovan
Battista Brambilla su dipinti di Jan Miel,

Charles Dauphin e i fratelli Dufour: questi capolavori dellarte barocca decoravano gli appartamenti ducali e la Reggia
di Diana, secondo regole iconografiche suggerite da Emanuele
Tesauro, umanista e rtore di corte. Il Duca aveva concepito il piano editoriale con il preciso intento di presentare la residenza sabauda alle altre Corti europee,
dedicandolo alla consorte, seconda Madama Reale e madre di
Vittorio Amedeo II. La vicenda
editoriale si era conclusa nel
1679, dopo una pausa per la morte di Carlo Emanuele II. Lesemplare posseduto dalla Biblioteca
fu pubblicato a Torino da Bar tolomeo Zapatta nel 1674: questa edizione di cui si mostrano alcune incisioni, si presenta con legatura in pergamena del XVIII secolo, impressioni e fregi in oro,
labbri decorati. Sul piatto anteriore sinistro presente lex libris ONeill.
12.000

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GONZAGA I VOLTI DELLA STORIA

Tra splendori e miserie, con netta prevalenza dei primi, i Gonzaga hanno regnato
su Mantova per quattrocento anni. Bastano
i capolavori di Pisanello, Mantegna, Alberti
e Giulio Romano a segnalare la citt come
una capitale del nostro rinascimento, non
a caso inclusa dallUNESCO nel patrimonio mondiale dellumanit. Quei grandi mecenati, insieme con altri celebri componenti della dinastia condottieri, cardinali, letterati, intraprendenti spose sono rivissuti nella mostra Gonzaga. I volti della storia,
svoltasi presso il Museo diocesano Francesco Gonzaga. Unottantina di ritratti, quasi tutti inediti, costituiti da tele e medaglie,
integrate da tre suggestivi alberi genealogici dellepoca, nonch da oggetti ceramiche, uno scrigno prezioso, una colubrina,

LETTRES JUIVES
Les Lettres juives ou Correspondance philosophique, historique et critique entre un
Juif voyageur en differens Etats de lEurope
et ses correspondans en divers endroits,
connues sous le nom de Lettres juives, sont
un roman pistolaire de Jean-Baptiste Boyer
dArgens paru en 1738. Paupie Pierre,
1738. In-16mo. pagine 363 + 363 + 382 +
335 + 480 + 100. Quelques planches dillustrations en noir et blanc hors-texte.
Bandeaux, lettrines et culs-de-lampe.

un forziere da viaggio e altri


che esemplificano la raffinatezza della corte. La mostra trovava una sua naturale integrazione nel museo che la ospita, dove sono numerose opere di vario genere dipinti, sculture, rarissime armature, grandi arazzi
e fiabesche oreficerie appartenute o commissionate dagli
antichi Signori. La mostra stata curata dallo storico Giancarlo Malacarne, e si correda di catalogo, conferenze di
approfondimento e visite guidate in citt e
nelle residenze delle linee cadette.
IL CATALOGO DEL MUSEO FRANCESCO GONZAGA DI MANTOVA
Una raffinata edizione, con splendide immagini e schede documentarie dovute agli
storici dell'arte Paola Venturelli, Renato
Berzaghi e Stefano LOccaso: cos si presenta iN quattro (per ora) volumi editi il catalogo generale di un museo, balzato, dopo il
recente riordino, allattenzione internazionale. il diocesano di Mantova, intitolato a
Francesco Gonzaga, ricchissimo di opere,
spesso veri capolavori, che spaziano dall'antica Roma ai giorni nostri. Il primo volume,
Epidermures et coins frotts. Entre un Juif
Voyageur en diffrens Etats de lEurope et
ses correpondants en divers endroits.
Augmente de XX Nouvelles Lettres, de
Quantit de Remarques. Les Lettres juives
consistent en une correspondance de deux
cents lettres entre Aaron Monceca, en visite en France, Jacob Brito, juif gnois et
Isaac Onis, rabbin de Constantinople. Dans
les secondes, cest plus de la philosophie
du bon sens quil est question et lescepticisme quy rpand Boyer dArgens tout au
long de loeuvre sapparente plus, et de
loin, lesprit dun Bayle qu celui de

Gli smalti dipinti Limoges, dedicato alla pi


nutrita collezione esistente di un genere artistico poco noto in Italia, costituito da composizioni sacre e profane targhe e trittici devozionali, piatti e cofanetti e altri oggetti d'uso di stupefacente bellezza.
Il secondo, Ori e avori, riguarda tutta la superstite fiabesca oreficeria dei Gonzaga, la
dinastia che domin Mantova per quattro
secoli; inoltre, le migliori realizzazioni degli
arredi liturgici della diocesi, e una straordinaria collezione di avori comprendente
opere bizantine, islamiche, indiane, medievali e rinascimentali. Il terzo e il quarto trattano della pittura, dal 1430 al 1630 e dal
1630 al 1866, comprendente affreschi di
Mantegna e Correggio, arazzi francesi del
Cinquecento, tele del primo barocco romano (Fetti, Baglione) e la pi corposa serie di Bazzani, il pittore mantovano riconosciuto un caposaldo del Settecento europeo. I prossimi volumi in programma avranno per oggetto altri tesori (sculture, la celebre collezione di armature, mobili e dipinti del 900) che sono gi ammirabili, nel
museo di piazza Virgiliana 55; per un'anticipazione, si pu consultare il sito museodiocesanomantova.it.
Roberto Brunelli
Montesquieu.
Les Lettres Juives sinspirent dun voyage
en Turquie que fit Boyer dArgens en compagnie de lambassadeur de France dAudrezel, un ami de son pre.
Boyer dArgens dans ces Lettres reste audessous de son modle. Elles attirrent en
particulier lattention de Voltaire et de
Frdric II qui lui donnrent le surnom de
frre Isaac.
Sei tomi rilegati in piena pelle marrone
coeva, Fregi e titolo ai dorsi in oro
1000

DIPINTI SENESI 1N UNGHERIA


Questo attesissimo volume, primo di una
serie di tre sui dipinti senesi presenti nelle
collezioni pubbliche e private ungheresi,
presenta 33 opere databili fra il 1420 e il
1510. Il catalogo, costituito da schede riccamente illustrate e corredate di biografia
aggiornata degli artisti, bibliografia specifica
e accuratissime informazioni su provenienza, committenza, attribuzioni precedenti,
iconografia e datazione di ciascun dipinto,
accompagnato da un ampio saggio dellautrice, direttrice del Dipar timento di
Pittura Antica del Museo di Belle Arti di
Budapest, sulla storia del corpus, la conservazione e la collocazione dei dipinti.

Dra Sallay
gi curatrice presso il Keresztny Mzeum
di Esztergom, oggi, oltre che direttrice
del Dipartimento di Pittura Antica del Szpmuvszeti Mzeum di Budapest, curatrice
della collezione di dipinti italiani dello stesso museo. Il suo ambito di ricerca si concentra sui dipinti italiani delle origini, in particolare di scuola senese, e sulla storia del
relativo collezionismo in Ungheria.
Corpus of Sienese Paintings in Hungary
1420 - 1510
Edizioni Centro Di
130

e-mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 3452886546

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15 ekecheiria n. 10

LIBRERIA GOZZINI

DI FIRENZE

MANZONI Alessandro
Lettera manoscritta autografa, firmata,
indirizzata ad Antonio Rosmini.
datata: Milano, 27 settembre 1842
4.500
Rosmini Veneratissimo e Carissimo, Il Sig.re
Paschond, ministro protestante, e uno di
quelli a cui si pu dire:Talis cum sis utinam
noster esses! desidera di conoscere, passando di cost, l'Istituto della Carit, e il suo
fondatore. questa per me una fortunata
occasione per rammentarmi a Lei e alle sue
preghiere, ed esprimerle que' sentimenti di
viva, affettuosa profonda, inalterabile venerazione [...].
Il suo Manzoni.
PALLADIO Andrea
I quattro libri dellarchitettura.
In Venetia, appresso Bartolomeo Carampello, 1616 (in fine: in Venetia, appresso
Bartolomeo Carampello, 1616).
In-folio, leg. settecentesca in mezza pelle
con punte dorso a 5 nervi con titolo e fregi in oro, piatti in carta marmorizzata (consunzioni), tagli rossi, pp. 67, [1], 78, [2], 46,
[2], 133, [1].
2.400
Ne quali, dopo un breve trattato de' cinque ordini, & di quelli avertimenti, che sono piu necessarij nel fabricare; si tratta delle case private, delle vie, de i ponti, delle
piazze, de i xisti, & de tempij. Con 158 xilografie a piena pagina, e 62 intercalate n.t.
Gore marginali, sempre lievi, ma un poco
pi pesanti alle ultime tre carte
COPPA DEL MONDO
Cronistoria del II campionato mondiale
di calcio. 1934. A. XII E.F. [A.c.d. B. Zauli].
Roma, 1936.
In-4, tela edit. (cop. ant. decorata a tre colori), pp. [4], 230, [2]. Con centinaia di ill. in
b.n. comprese nella paginazione.
3.500
Esemplare eccezionale, della tiratura di lusso con legatura in tela, donato dal curatore, Bruno Zauli, al marchese Luigi Ridolfi,
durante le Olimpiadi di Berlino del 1936:
"Berlino, 9 ago 1936 - XIV. Al Marchese
Luigi Ridolfi, con molta stima e simpatia.
Bruno Zauli". Conservati all'interno del volume, due importanti documenti: 1) un
grande invito (impresso a stampa, in-4, formato album, pp. 4), indirizzato al Ridolfi ad
personam, del ministro della propaganda
Goebbels, a partecipare in occasione delle Olimpiadi alla festa destate del 15 agosto 1936 alla Pfaueninsel; 2) un invito a
stampa del Presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi, Hans von

Tschammer und Osten, indirizzato ancora al Ridolfi, per presenziare a un evento


celebrativo in occasione delle Olimpiadi.
Ottime condizioni. Abbastanza incredibilmente questa prima edizione non risulta
censita in ICCU.

La libreria antiquaria Gozzini


una delle librerie pi antiche
dItalia. Aperta nel 1850 da Oreste
Gozzini, era dapprima situata in piazza del Duomo. Nel 1887 aveva una
succursale a Roma, in via SantIgnazio,
44. In seguito, dopo vari trasferimenti nel 1959 lattivit si sstabil in via
Ricasoli, di fronte alla Galleria del David
di Michelangelo dove si trova attualmente. Gli arredi attuali risalgono al
1959 e furono realizzati allepoca del
trasferimento nella nuova sede. La libreria si sviluppa su tre piani. Un percorso fra arte, storia e scienza, la libreria antiquaria aperta al pubblico
e lingresso libero. costituita da 23
ambienti, alcuni con soffitto a volta,
disposti su tre piani, che circondano
un ampio giardino. Essi accolgono oltre 150.000 volumi di pregio (oltre
due Km di libri), che vanno da opere
del XV secolo fino alla letteratura contemporanea del Novecento.
Visitare le stanze come percorrere
un viaggio nel tempo.
Le migliaia di titoli sulle coste multicolori dei libri si affollano sugli scaffali gremiti. I grandi poemi, romanzi, libri darte, della letteratura italiana e straniera si alternano a trattati di geografia,
chimica, guide, saggistica, architettura,
musica, scienze, poesia e quantaltro
possa destare lattenzione di ricercatori, bibliofili curiosi o semplicemente
amanti dei libri. Apprezzare un libro
antico non lunica esperienza che
pu accadere infatti dello stesso titolo si possono trovare differenti edizioni ed ammirarne le caratteristiche
in relazione allo stile delleditore, del
traduttore o del redattore.

Libreria antiquaria
Gozzini
dal 1850
per la Libert
della Cultura

e-mail: drina.ekecheiria@tiscali.it - cell. 3452886546

IMPAGINATO 2015 OK_IMPAGINATO 2009 OK 02/11/15 11:33 Pagina 16

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