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RICORDO DI ROSANGELA IRALDO

Fissiamo lo sguardo verso il mistero della morte e di ciò che la segue, nella luce di Cristo che tutto
rischiara e perciò con serena fiducia.
Avvertiamo la Verità che per noi si è sempre riflessa da questo mistero e ringraziamo il Vincitore della
morte per averne fugate le tenebre e svelata la luce.
Dinanzi perciò alla morte, al totale e definitivo distacco da Rosangela, sentiamo il dovere di celebrare
il dono, la fortuna, la bellezza, il destino della sua stessa esistenza.
Ringraziano la SS. Trinità che l’ha chiamata alla vita e ancor più che, facendola cristiana, l’ha
rigenerata e destinata alla sua pienezza.
Sentiamo il dovere di ringraziare e benedire chi a lei fu tramite dei doni della vita elargitili da Dio, chi
nella via l’ha introdotta.
Siano benedetti e lodati i suoi degnissimi genitori, chi l’ha educata, benvoluta, beneficata, aiutata,
circondata di buoni esempi, di cure (ricordiamo il dr. Spinoglio), d’affetto, di fiducia, di bontà, di
cortesia, d’amicizia, di fedeltà, di ossequio.

Guardiamo con riconoscenza ai rapporti naturali e spirituali che hanno dato origine, assistenza,
conforto, significato alla sua esistenza: quanti doni, quante cose belle ed alte, quanta speranza ha
ricevuto in questo mondo.
Ricordiamo, fra i tanti, l’orionino don Luigi Pattaro che poco più di tre anni fa benedisse le sue nozze
e don Emanuele Rossi che fu il suo ultimo confessore.
Si sposò non più giovane ponendo a fondamento e facendo termine di paragone del suo matrimonio
l’esempio d’amore dei suoi genitori.
Un aspetto su tutti prevalente del suo matrimonio fu la fedeltà che visse a 360 gradi, non solo senza
distrazioni ma neppure senza alcun genere di tentazioni.
Ora che la sua giornata è tramontata e tutto è finito e si è sciolto in questa drammatica e stupenda
scena temporale e terrena ringraziamo la SS. Trinità, dopo quello della vita naturale, del superiore
dono della fede e della grazia in cui alla fine unicamente si rifugiò il suo essere superstite.

Ricevette volontariamente e lucidamente il Sacramento dell’Unzione degli infermi.


Ringraziamo ancora la SS. Trinità per aver inserito Rosangela, appena entrata nel mondo, in quello
della Cattolicità e per aver avuto e vissuto per trenta anni la gioia, che per lei era immensa, di servire i
giovani per mezzo del mondo scout.

Siano benedetti tutti coloro che Rosangela ha incontrato nel suo pellegrinaggio terreno, coloro che le
furono collaboratori, consiglieri ed amici, e tanti furono.

Benedetti coloro che accolsero il suo servizio nel mondo scout e che le furono amici, fratelli e sorelle
nel Signore.
Siamo certi, davanti alla morte, maestra della filosofia della vita, che l’avvenimento fra tutti più grande
per Rosangela, come lo è per quanti hanno pari fortuna, fu l’incontro con Cristo.
Tutto qui sarebbe da rimeditare con la chiarezza rivelatrice che la lampada della morte dà a tale in-
contro.
A nulla infatti ci sarebbe valso il nascere se non ci avesse servito ad essere redenti.

Questa è la scoperta del preconio pasquale e questo è il criterio di valutazione d’ogni cosa riguardante
l’umana esistenza ed il suo vero ed unico destino che si determina se non in ordine a Cristo.

In questa occasione vogliamo altresì brevemente ricordare e riaffermare ci ò in cui lei e noi crediamo.
Gesù verrà nuovamente nella gloria per giudicare i vivi e i morti, ciascuno secondo i propri meriti,
sicchè andranno alla vita eterna coloro che hanno risposto all’Amore e alla Misericordia di Dio e
andranno nel fuoco inestinguibile coloro che fino all’ultimo vi hanno opposto il loro rifiuto.

E il Suo Regno non avrà fine.


Noi crediamo nella vita eterna.

Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbano essere
ancora purificate in Purgatorio, sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da
Gesù in Paradiso, come Egli fece per il buon ladrone, costituiscono il suo Corpo mistico nell’aldilà
della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della Resurrezione, quando queste
anime saranno riunite ai loro corpi.
Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite intorno a Gesù e a Maria in Paradiso, e
fra le quali osiamo fortemente sperare vi sia già Rosangela, forma la Chiesa trionfante, dove esse nella
beatitudine eterna vedono Dio così come Egli è, Essere ed Amore, come ce l’ha insegnato l’Apostolo
Giovanni; e dove sono anche associate, in diversi gradi, con i santi Angeli, al governo divino esercitato
da Cristo glorioso, intercedendo per noi e aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna
sollecitudine.
Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra,
dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del Cielo, i quali tutti insieme formano
una sola Chiesa.

Noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi Santi ascolta
costantemente le nostre preghiere, secondo la parola di Gesù: Chiedete e riceverete (Lc. 10, 9-10).

E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Sia benedetto Dio, tre volte Santo. Amen.