Sei sulla pagina 1di 6

LA MATERIA DELLA LINGUISTICA: LINGUE E LINGUAGGIO

LINGUE E LINGUAGGIO
La LINGUISTICA lo st udio scient ifico del linguaggio e delle lingue. Da quest a affer m azione
si possono gi osservare quali siano i diversi ogget t i di st udio di quest a disciplina:
linguaggio e lingue. Da una part e infat t i la linguist ica st udia in generale il funzionam ent o
del linguaggio, dallalt ra descrive e osserva il com port am ent o linguist ico com e si realizza
nelle lingue esistenti.
Il LINGUAGGIO una facolt int esa in senso generale e possedut a in pot enza da t ut t i gli
esseri um ani ( in quest o senso viene da alcuni det t a universale, da alt ri innata) . quel
qualcosa che perm et t e a un bam bino di apprender e una specifica lingua a seconda della
comunit sociale e delladdestramento linguistico cui sottoposto.
Le LINGUE sono invece le specifiche e diverse m anifest azioni at t ualizzat e di quest a facolt
generale ( it aliano, inglese, r usso, cinese sono lingue, non linguaggi) , di quest e si occupa
specificat am ent e la linguist ica ( m ent r e il linguaggio anche logget t o privilegiat o della
filosofia del linguaggio, oltre che della linguistica generale).
Le lingue sono diverse t ra loro, com e vedrem o, sot t o diversi aspet t i, t ut t av ia quest e
differenze sono essenzialm ent e culturali ( non genet iche, nel senso che dipendono dal
carat t ere sociale, non biologico dei sogget t i parlant i, pur essendo influenzat e nella loro
st rut t ura da cost rizioni proprio di t ipo biologico) . I n quest o senso non si pu dir e che
esist ano lingue m igliori o peggiori di alt r e, pi sem plici o pi difficili, pi razionali o pi
ambigue. Tut t e le lingue possiedono le st esse pot enzialit espressive ( nel senso che in
pot enza possono espr im ere qualsiasi cont enut o sem ant ico al di l della sua com plessit ) ,
vero per che essendo essenzialm ent e st rum ent i di specifiche com unit linguist iche
sot t ost anno ai bisogni espr essivi delle singole societ . difficile im m aginare il m ondo cos
come lo viviamo senza le lingue e ci che le lingue ci permettono di fare.
Le

lingue

sono

det t e

STORICO- NATURALI

poich

sono

inev it abilm ent e

sogget t e

ai

m ut am ent i nel t em po e possono essere st udiat e nella loro evoluzione ( st udio diacronico) ; e
sono det t e naturali poich le lingue com e lit aliano, il russo o il cinese si sono sviluppat e in
modo spontaneo e non sono state costruite artificialmente come lesperanto2 per esempio.
La LINGUISTICA dunque la scienza che st udia le lingue st orico- nat urali, il loro
funzionam ent o, i loro usi nelle com unit linguist iche che le parlano. Secondo una
ripart izione propost a dal linguist a ginevrino Ferdinand de Saussure, la linguist ica si dice
SINCRONICA

quando st udia un det erm inat o st adio o st at o di una lingua ( per esem pio

lit aliano cont em poraneo) , m ent r e si dice DIACRONICA o STORI CA , quando st udia la sua
evoluzione nel t em po. Vi sono dunque le lin gu ist ich e pa r t icola r i ( la linguist ica spagnola,

La dicit ura lingue storico- nat urali si deve al filosofo t edesco Wilhelm Von Hum boldt , aut ore di st udi
nel campo della linguistica e della filosofia del linguaggio.
2
Lesperant o una lingua art ificiale, creat a per facilit are la com unicazione t ra persone di paesi e lingue
diverse, si t rat t a quindi di una lingua int ernazionale. Lesperant o st at o creat o in m odo da facilit are
luso e lapprendim ent o della lingua st essa, elim inando alcune carat t erist iche che rendono com plesse
( m a anche pi pot ent i e flessibili) le lingue st orico- nat urali, ossia lasim m et ria t ra grafia e pronuncia, la
presenza di om onim ie e sinonim ie, ecc. Se volet e saperne di pi consult at e inizialm ent e il sit o
http://www.esperanto.net/info/index_it.html. Per vedere invece pi in det t aglio il funzionam ent o
linguist ico
dellesperant o
at t raverso
un
breve
corso
online
pot ret e
visit are
il
sit o
http://www.esperanto.stm.it/Prima_corso.htm.

Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo di Roma

francese, ger m anica) che prendono in esam e le carat t erist iche specifiche delle lingue
analizzate, e vi una linguistica generale, che invece studia le propriet e i meccanismi,
le leggi e le forze com uni alle div erse lingue ( non necessariam ent e a t ut t e, m a anche a
gruppi di lingue) , per indiv iduarne i t rat t i generali, le carat t er ist iche pi ast rat t e e in alcuni
casi le propriet universali ( la disciplina che st udia quest e ult im e si chiam a st udio degli
univ ersali

linguist ici) .

In

quest o

senso

la

linguist ica

si

occupa

anche

di

alcune

m anifest azioni concret e della facolt del linguaggio, elaborando t eor ie che per m et t ono di
individuare e spiegare alcune propriet generali del linguaggio. La linguist ica si int r eccia
cos con quella che viene chiam at a FI LOSOFI A D EL LI N GUAGGIO, che una disciplina che si
occupa della riflessione sulle carat t erist iche del linguaggio e delle lingue in un senso pi
astratto e teorico.

Linguaggio

Lingue storico- naturali

(universale)

specifiche

capacit o facolt potenziale (non

particolari

mutevole)

legate a singole comunit linguistiche

di tutti gli esseri umani

e soggette a mutamenti nel tempo

I l linguaggio e le lingue t ut t avia non sono solo ogget t o di st udio della linguist ica, v i sono
infat t i num erose alt r e discipline che st udiano i rappor t i t ra luom o e il suo parlare. La
biologia st udia gli organi e i processi che ci per m et t ono di produrre e r iconoscere i suoni;
la neurologia st udia com e il linguaggio sia connesso con det erm inat e aree cerebrali e
com e le infor m azioni vengano t rasm esse e r icevut e; lantropologia e la sociologia
spiegano le int erazioni t ra societ , individuo e linguaggio; la psicologia osser va il
com port am ent o linguist ico associat o a fat t ori com e il bisogno, il desider io, laspet t at iva, le
relazioni int erpersonali, ecc.; la filosofia riflet t e sul ruolo del linguaggio t ra le alt r e facolt
delluom o; la letteratura st udia il prodot t o linguist ico sot t o diversi aspet t i, dallo st ile
allappr ezzam ent o est et ico; la semiologia, com e vedr em o m eglio pi avant i, m et t e in
relazione le lingue verbali con alt ri sist em i di segni. Non vi disciplina o scienza che in
qualche modo non si misuri con il fatto che noi siamo circondati e pervasi di parole.
La linguist ica, in un cer t o senso, raccoglie e valor izza gli apport i for nit i da secoli di st udio
da t ut t e quest e discipline e li unifica in una visione globale che vede la lingua al cent ro di
t ut t a una serie di com plesse relazioni con luom o e il suo m ondo. Dalla linguist ica generale
si dipar t ono cos la sociolinguist ica, la psicolinguist ica, la neurolinguist ica, la biosem iot ica,
la filosofia del linguaggio, la teoria del testo, la statistica linguistica, la geografia linguistica
e molte altre linguistiche specialistiche.
LA VARIABILITA DELLE LINGUE
Non bisogna pensar e t ut t avia che una lingua sia unent it unifor m e sem pre uguale a se
st essa, che segue regole inv alicabili e nella quale per esprim ere ci che vogliam o dire vi
un solo m odo neut ro. Gli enunciat i che produciamo sono sempre diversi a seconda di chi ci
ascolt a, di dove ci t roviam o, della sit uazione com unicat iva, della nost ra ist ruzione, e di
innum erevoli alt r i fat t or i. Com e sot t olinea il linguist a Tullio De Mauro le nost re produzioni
linguist iche sono carat t erizzat e da una infinit a variabilit . A quest o pr oposit o egli cit a il

LINGUISTICA GENERALE Isabella Chiari

fam oso passo del filosofo greco Eraclit o in cui si affer m a che im possibile bagnarsi due
volt e nello st esso fium e , cos com e vedrem o im possibile produrre la st essa frase nello
stesso modo due volte.
Quest a afferm azione vera in due sensi diversi: da un lat o ogni occor renza anche della
st essa frase o parola

sem pre div ersa sia sul piano del contenuto, sia per quant o

riguarda lespressione, com e vedrem o pi avant i. Ma le nost re produzioni linguist iche sono
sem pre diver se anche in un m odo pi ev ident e: poich ogni enunciat o viene prodot t o in
uno

specifico

spazio,

t em po,

sit uazione,

con

uno

specifico

int erlocut ore

(o

pi

int erlocut ori) , ben difficile che le st esse suddet t e circost anze si ripet ano ident iche pi di
una volta, anzi impossibile.
Le lingue sono carat t erizzat e da una inelim inabile variazione, secondo diverse dim ensioni.
Si dice va r ie t di lin gu a

la propr iet di ogni lingua st orico- nat urale di essere

differenziat a al proprio int er no, ent ro i lim it i post i dalla generale st rut t ura del proprio
sist em a ( Berr ut o, 1980,

p. 18) . Ogni lingua non unent it om ogenea, m a present a al

suo int erno diversi sot t o- universi linguist ici che fanno r iferim ent o ai diversi usi e alle
diverse com unit che par lano una st essa lingua. Ogni parlant e ha dunque a disposizione
diversi m odi di adeguarsi alle circost anze in cui si t rova. Quest o lo pu fare in relazione a
fat t ori et erogenei: lappar t enenza sociale, let , list ruzione, la part icolare situazione
comunicativa, larea geografica di provenienza, e altri fattori.
In ogni momento ognuno di noi sceglie il tipo di espressione adeguata alla situazione in cui
si t rova ( sceglie una part icolare im post azione fonet ica pi o m eno affet t at a o sciolt a; un
part icolar e set t ore lessicale pi o m eno t ecnico pi o m eno form ale pi o m eno
dialet t ale; uno st ile gram m at icale) . Quindi riassum endo una VARI ET D I LI N GUA : ogni
insiem e di m odi div ersi e det erm inat i di usare una lingua, riconoscibile per una cer t a serie
di t rat t i di t ut t i o di alcuni livelli di analisi ( fonologia, m orfologia, sint assi, lessico,
t est ualit ) che lo qualificano e differ enziano da alt ri insiem i di m odi, e dot at o di una cer t a
om ogeneit di ricorrenza in concom it anza con cert i t rat t i sociali e/ o diverse classi di
situazioni (Berruto, 1980: 25). Vediamo dunque come variano le lingue.
LE VARIAZIONI DIACRONICHE
La variazione nel tempo D I M EN SI ON E D I ACRON I CA quest a variazione int eressa i
cam biam ent i che la lingua subisce nel t em po, cam biam ent i nel lessico ( le parole del
vocabolar io) e nella st rut t ura della gram m at ica. Ogni lingua at t rav er sa inevit abilm ent e
diversi st adi evolut ivi, si m odifica sot t o diversi aspet t i nel cor so della st or ia. Bisogna
ancora una volt a sfat are il luogo com une secondo il quale una lingua com e lit aliano si sia
degradata da uno st at o di quasi perfezione che carat t er izzava il lat ino. Nient e di pi privo
di fondam ent o linguist ico. Ogni lingua cam bia e i suoi cam biam ent i non possono essere
valut at i com e posit iv i o negat iv i. I l m ut am ent o linguist ico r iflet t e il m ut am ent o della
societ e rispecchia i nuovi bisogni com unicat ivi che si det er m inano nel t em po,
abbandonando dist inzioni e usi oram ai inut ili. Lit aliano secent esco diverso da quello
cont em poraneo, m a guardando ancora pi da lont ano; lit aliano diver so dal volgare, che
a sua volta diverso dal latino, che a sua volta diverso dal proto- indoeuropeo.
Se oggi leggiamo il primo indovinello scritto e tramandato in volgare (volgare veronese del
IX

secolo, una delle form e dellit aliano) , non riusciam o im m ediat am ent e a capire t ut t o e a

ricondurlo a forme familiari, dobbiamo applicarci alla ricostruzione:

Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo di Roma

SE PAREVA BOUES, ALBA PRATALIA ARABA, ALBO VERSORIO TENEBA, NEGRO SEMEN SEMINABA.

somigliavano a buoi, aravano un campo bianco,


tenevano un aratro bianco, spargevano seme nero3

Per esem pio, nel passaggio dal lat ino ai volgari, che poi hanno dat o vit a anche alla lingua
it aliana, alcune parole sono m ut at e leggerm ent e LUPUS> lupo, alt r e sono st at e sost it uit e
(al latino OS, si affiancato un pi popolare BUCCA, che poi in italiano ha dato il definitivo
per quest o st at o di lingua bocca) ; m ut at o il sist em a gram m at icale dei casi, sost it uit o
dalle preposizioni: LUPI ( lupus al caso genit ivo singolare ) > del lupo ( preposizione +
sostantivo).
La lingua it aliana com e t ut t e le lingue andat a quindi sogget t a alle leggi del t em po. Ha
subit o num erosi cam biam ent i e soprat t ut t o ha una st oria di fram m ent azione polit ica e
linguist ica m olt o diversa dalla m aggior par t e delle alt re lingue europee. Com e lo spagnolo,
il francese, il r um eno, il cat alano ( par lat o in alcune zone della Spagna) , il port oghese e il
sardo, anche litaliano una lingua che deriva direttamente dal latino (lingua neolatina o
romanza) , che sot t o la spint a popolare e at t raver so i cont at t i e la diffusione t errit oriale si
lent am ent e t rasform at a e differenziat a. A sua volt a il lat ino era legat o da rapport i di
parent ela linguist ica con num erosi alt ri gruppi di lingue parlat e nellEuropa e nellOrient e.
Le lin gu e ge r m a n ich e ( di cui fanno part e linglese, il t edesco, il danese, islandese,
svedese e nor vegese e il fiam m ingo- nederlandese parlat o in Olanda e Belgio) , le lin gu e
celtiche ( t ra cui lirlandese, il gaelico, il gallese) , le lin gu e sla ve ( t ra cui il russo, il
polacco, il ceco, lo slovacco, lo sloveno e il bulgaro) , le lingue dei pa e si ba lt ici ( let t one e
lit uano) e il greco e lalbanese, appart engono insiem e alle lingue neolat ine a una st essa
fam iglia di lingue, la cui or igine geografica si fa risalire ad alcune zone dellI ndia, e che si
chiama FAM I GLI A I N D OEU ROPEA . Non ci sono t ut t av ia docum ent i scrit t i nella lingua che ha
dat o origine in t em pi e m odi diver si a quasi t ut t e le lingue dellEur opa occident ale e
orient ale, per cui si hanno solo ricost ruzioni ipot et iche delle form e di unant ica lingua
chiamata proto- indoeuropeo comune.
Le uniche t re lingue parlat e in Europa che non appart engono a quest a fam iglia
linguist ica sono il basco ( parlat o in una piccola zona al confine t ra Spagna e Francia) ,
lungherese ( che pur t rovandosi in una zona circondat a da parlat e del gruppo slavo, non
presenta nessuna affinit con questa famiglia), il finlandese (che in area scandinava invece
present a affinit proprio con lungherese, definendo la fam iglia delle lingue uraliche) e
lestone.
LA VARIAZIONE DIATOPICA
La variazione nello spazio dim e n sion e dia t opica la lingua cam bia anche nello spazio
com e

dim ost r ano

dialetti,

le

diver se

lingue

che

per

esem pio

si

or iginano

dallindoeuropeo ( neolat ine, slave, ger m aniche, celt iche, balt iche) . Dal punt o di vist a
st ret t am ent e linguist ico non vi differ enza t ra un dialet t o e una lingua, poich ent ram bi
hanno un loro lessico proprio una loro gram m at ica e una loro com unit di parlant i. Si pu
dire che la lingua sia com e dice il linguist ica Louis- Jean Calvet un dialet t o riuscit o o con
le parole del linguist a Giulio Lepschy la lingua un dialet t o che ha le sue forze arm at e .
In generale tuttavia una lingua gode di un prestigio letterario, politico o giuridico maggiore
3

La soluzione dellindovinello com e avranno int uit o i pi argut i la m ano che scrive , i buoi sono le
dita, il campo bianco il foglio, laratri la piuma doca e il seme nero la traccia dellinchiostro.

LINGUISTICA GENERALE Isabella Chiari

( in alcuni casi i dialet t i non hanno neppure una t radizione scrit t a, e hanno un lessico
specifico pi povero e lim it at o a det er m inat i set t ori dellesper ienza sarebbe difficile
t radurre la Crit ica del Giudizio di I m m anuel Kant in venet o o in sardo, anche se
probabilm ent e non im possibile) . Sono dunque fat t ori esterni alle realt dei sist em i
linguist ici ( fat t ori sociali, econom ici, polit ici, let t erar i, religiosi ecc.) che det erm inano ci
che com unem ent e chiam iam o lingua o dialet t o. sbagliat o e fuorviant e il luogo com une
che t ram anda che i dialet t i non sono lingue a t ut t i gli effet t i e sarebbero una sor t a di
piccola e pover a form a di com unicazione fr a pochi. I dialet t i sono ricchi quant o le lingue e
possono esser e parlat i anche da gruppi num erosissim i di persone. Le principali differenze
lessicali t ra le diverse zone linguist iche riguardano spesso parole che t occano il cam po
degli alim ent i, della veget azione, della fauna: quest o poich si t rat t a di t erm ini m olt o usat i
nelle diver se r egioni e che spesso r iflet t ono anche differ enze nellam bient e carat t erist ico
del luogo. La difficolt linguist ica a differenziare lingue e dialet t i si riflet t e spesso nella non
coincidenza t r a lingua e nazione: una nazione com e la Spagna possiede sul suo t errit orio
ben t re lingue, il cast igliano, che quello che oggi chiam iam o spagnolo, il cat alano, che
la lingua parlat a nella zona sulle cost e orient ali della penisola iberica ( int or no a
Barcellona), e il basco, lingua non indoeuropea parlata in una zona a nord al confine con la
Francia.

Esem pi

di

var iazioni

lessicali

present i

nei

dialet t i

sono

bacherozzo

per

scarafaggio in area cent ro m er idionale; burino che in area rom ana significa v illano,
zot ico ; sem pr e di area rom ana caciara per chiasso ; intruppare per ur t are qualcosa ; in
venet o gli schei sono i soldi; in napolet ano scheggia la ruot a dellaut om obile; in
veneziano la moretta la m ascher ina nera che copr e gli occhi; in ligure il camallo lo
scaricatore di porto.
LA VARIAZIONE DIAFASICA
La variazione nelle circostanze dimensione diafasica la lingua viene modificata anche
rispet t o alle circost anze in cui ci si t rova: user un linguaggio div erso se par lo al
frut t ivendolo, che se parlo a un m inist ro, cam bieranno le form e, i m odi, e anche la
gram m at ica: al frut t ivendolo posso dire m i d delle pesche! oppure diret t am ent e
quat t ro m ele rosse! , al m inist ro dir Sua eccellenza, pot rebbe fornirm i il prospet t o della
relazione sulla criminalit in Italia, gentilmente?.
La variazione di afasica mi permette di adeguare il livello di formalit degli atti linguistici. A
livello fonetico si possono adottare stili pi attenti e sorvegliati (iperarticolati) o pi rapidi e
inform ali ( ipoart icolat i) . A liv ello lessicale posso scegliere t er m ini pi alt i, pi colloquiali o
fam iliar i. A liv ello sint at t ico si possono scegliere diver se cost r uzioni ( si dir, per esem pio,
Se fossi venuto, ti avrei dato il libro, o Se venivi ti davo il libro).
LA VARIAZIONE DIASTRATICA
La variazione nella st rat ificazione sociale dim e n sion e dia st r a t ica le lingue si
differenziano anche rispetto alla stratificazione sociale. Il modo di parlare di una persona di
un cet o basso, con poche possibilit di st udiare o accedere al sapere, sar diver so da
quello di chi ha avut o la possibilit di una cult ura univer sit ar ia e laccesso a libr i, art e e
cultura in genere.
LA VARIAZIONE DIAMESICA
La variazione nel m ezzo di t rasm issione o canale dim e n sion e dia m e sica la lingua
m ut a le sue carat t er ist iche anche secondo il m ezzo o canale nel quale viene t rasm essa. La

Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo di Roma

lingua scr it t a ( che usa un canale visivo) ha convenzioni e regole diverse da quella par lat a
( che usa un canale fonico- acust ico) , per esem pio. un alt ro luogo com une da sfat ar e
quello che le lingue non scrit t e non abbiano gram m at ica: t ut t e le lingue hanno una
gram m at ica, poich la gram m at ica non un

ogget t o fisico che si consult a per saper e

com e si scriv ono o non si scrivono le parole;

la gram m at ica r acchiude t ut t e le

carat t erist iche che det er m inano la st rut t ur a, la fonologia, la m orfologia, la sint assi e la
semant ica di unent it linguist ica. Tut t e le lingue scr it t e, parlat e, segnat e hanno il loro
lessico e la loro gram m at ica e sono egualm ent e degne dal punt o di vist a linguist ico. La
gram m at ica di una lingua qualcosa che viene sem plicem ent e descrit t o nei libri di
gram m at ica, m a non qualcosa che spiega o dice com e si parla o com e si scriv e
correttamente: la grammatica registra gli usi dei parlanti.
LE LINGUE PIDGIN, CREOLE E SABIR
Unalt ra t est im onianza del fat t o che le lingue sono ent it dai confini poco definit i ( in
francese si dir ebbe flou) lesist enza di part icolar i lingue dat e dallincont ro di div er se
realt linguist iche. I n luoghi in cui a una lingua or iginaria se ne sovrapponga unalt r a
lingua di colonizzazione e si renda necessaria lint er com prensione t r a parlant i di lingue
diverse, abit ant i nelle st esse regioni, nascono le cosiddet t e lingue pidgin

],

ossia

lingue

da

una

ibr ide,

usat e

per

esem pio

scopi

com m er ciali,

carat t erizzat e

semplificazione e commistione della grammatica e del lessico delle due lingue. Quando una
lingua pidgin divent a la lingua di com unicazione in ogni am bit o per una comunit
linguist ica e divent a lingua m at erna o nat iv a per m olt i par lant i allora quest a lingua si dice
creola. I sabir invece sono lingue sim ili ai pidgin, le quali sono usat e com e lingue seconde
da una com unit di parlant i che le ut ilizza in m odo spesso im proprio o deform at o; i sabir
hanno un lessico m olt o pover o e un am bit o duso m olt o rist ret t o, sono essenzialm ent e dei
pidgin im pover it i. Tut t i quest i t re casi di realt linguist iche sono il prodot t o di un cont at t o
prolungat o t ra com unit linguist iche che abit ano lo st esso t errit or io. Vi sono pidgin e creoli
negli St at i Unit i, in Sud Africa t ipicam ent e e in Cina, dove esist e il cosiddet t o pidginEnglish, commistione tra la struttura grammaticale del cinese e il lessico dellinglese.