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Literatura y cultura italiana II

-Examen: 3 preguntas a elegir 2


-Examen de lectura.
Das que no estar: viernes 25 de septiembre, viernes 23 de octubre, mircoles 4 y viernes 6 de
noviembre
Tema 1: Cultura Barroca
I libri di storia ci dicono che lo spartiacque (frontera) fra il modo del rinascimento e quello dell'et
sucesiva fu la pace detta di Catto Cambresis del 1559, perche essa (pace) chiuse la serie di guerre
quasi una sola interminabile guerra iniziata nel 1494 con la dicesa in italia di carlo viii e apr i lungo
periodo della preminenzia espagnola in europa e della dominazione straniera in italia.
La spagna essercita una notevole influenzia sull'italia sia con posseso diretto della lombardia con un
governatore e del regno di napoli, la sicilia e la Sardegna, con vicere, dunque 3 vicere, sia con un'
indiretta trama di relazioni e di interessi.
Paralelamente, il concilio di Trento (1542 fino al 1563), fissa le norme della restaurazione catolica
(che in italia resulta pi rigida perch la sede del papato esegna l'inizio della controfensiva
catolica di fronte al dilagare delle varie confesioni originate dalla protesta di lutero fisando lo stesso
tempo le linie di fondo di una politica culturale della chiesa che incider profondamente nella
produzione letteraria e artistica e anche nella organizacione della cultura fino al ultimo seicento.
Con il tratatto di catto cambresi si definisce un assetto politico di italia caratterizado dalla
dominazione spagnola che durer un paio di secoli.
Le spreszione artistiche hanno una fisonomia prima manieristica poi barroca che un denominatore
comune a Roma, a Torino, per esempio, nel drama pastorale del Guarini, nel poema del Tasso, nella
lirica del marino
antefatti (antecedentes): per le sorti erano state decise gia una trentina di anni prima, quando gli
spagnoli erano insediati a napoli nell'antico regno di Sicilia. Poi nel venticinque la bataglia di pavia
con il re di francia, francesco primo, clamorosamente sconfitto e fatto prisioniero comport il
passagio sotto la dominazione spagnola anche dell ducato di milano.
Nel 1527 ebbe luego, il sacco di roma un evento enorme: la citt con il suo carico di passato
splendore con i suo antico impero e pi tardi il sacro romano impero, la citt di san pietro, centro
del cristianesimo, uno dei focolari della vita artistica e letteraria del renacimento fu per giorni e
giorni abandonata al sachegio di soldati tedeschi (barbari, come aveva contato petrarca e ripetuto
machiavelli) perdi pi l'utenari e furono violence estupri rapine stregi. l'italia ne fu scomvolta.
Poi fu la volta dell'asegno di firenze che alla notizia del sacco aveva scagiato i medici, come nel
1494. questi ritornarono nella loro citt con l'aggiuto delle trope spagnole e tedesche. con il ritorno
di medici non pi signori ma principi cominci la storia del ducato poi granducato di firenze, cos
gia negli anni trenta (1530) l'italia era tutta o quasi in parte sotto il dominio diretto della spagna:
firenze con i medici, ferrara con i stensi, mantova con i gonzaga: anche si erano governale da queste
famiglie, erano per protetorati spagnoli.
E in tanto asieme al quadro politico mutava quello religioso. con clemente vii, morto nel 34,
cominci l'ett della controriforma e fu l'abandono di una concezione di pensiero e di vita ormai
secolare. faliti nel 1541 alla dieta di radisbona i tentativi di ecordo fu il catolicesimo e la nuova
confesione luterana la chiesa pas al contrataco per difendere la sua ortodosia: impedire la
penetrazione n'italia del elegia ristabilire il suo controlo sul pensiero e sul costume. Nel 1542
comencio a operare l'inquisizione. nel 1543 fu istituita la censura su la stampa. Dal 42 al 45 si apr il
concilio di trento e fiss il nuovo asseto della chiesa. Nel 1540 uno spagnolo ignazio di Loyola
aveva fondato l'ordine dei jesuiti : un mondo nuovo: i rinascimento, esaltatore della libert dello
spirito e del pensiero, ceLebratore della belleza del uomo finito. cominziata un'altra stazione.

Sinopsis:
1. la civilt del comune durata pi o meno un secolo e mezzo dal i anni venti del duecento agli
anni setanta del trecento, che sarebbe la data di morte di petrarca e boccaccio.
2. La civilt della signoria e del principato quella della corte del umanesimo e del rinascimento
durata poco di pi dagli anni settanta del trecento agli anni trenta del cinquecento.
3. Questa che le sucede sar pi lunga, dagli anni trenta del cinquecento (1530) alla mett del
setecento (poco pi di due secoli).
In questi due secoli acader in europa tante cose importante: per lungi anni la potenzia dominante
ed egemone fu la spagna, il paese si dise allora in qui il sole non tramontava mai (datto che quando
il giorno moriva in europa albegiava nei lontani domini d'america). poi la potenzia spagnola
declin, dopo il siglo de oro, fu il secolo d'Oro della francia (Richelieu, Mazzarino) luigi XIV. la
grande letteratura del seicento. poi anche la potenzia francese cominzio a declinare e favoriti dallo
spostarsi delle vie comerziali del meditterranio al atlantico spiegarono le velle con le loro flote
linglilterra e il portogallo, i paesi bassi. in tanto in america nelle colonie fondate da europe i
maturavano le condizioni per la proxima nascit nel secolo setecento di un nuovo stato, gli Stati
uniti d'america, che sarebe diventato un elemento esenziale della vita politica e della vita tutta del
mondo. A questi importanti avenimenti di storia politica sociale ed economica se intracialono altri
no meno importanti di storia religiosa. La seconda mett del cinquecento e gran parte del seicento
furono scomvolti la guerre religiose e i confliti fra stati correnti o partiti catoligi stati mentre i turchi
divagavano nel cuore di europa arrivando fino alle porte di Viena.
Anche la cultura chiede il suo condutto importante con una folla di architetti, pitori, scultori, con
una fioritura intensa di opere teatrali (fra esse le tragedie di Shakespeare, il drama spagnolo di tirso
da molina, calderon de la barca, lope de vega)
con loslancio impetuoso della musica, sia lirica sia da cemera e da concerto, con il romanzo il don
chigiote di cervantes
e nanche la ciencia moderna: Il secolo esplendido che si apre in italia con galilei e si chiude in
inguilterra con newton suonvolgiendo la concezione del mondo mentre i filosofi ne tragono
consecuencie ardite e fondano l'empirismo inglese e il razionalismo francese. Tanto del mondo del
pensiero e del arte, tanto del patrimonio intelletuale e morale di qui ancora oggi vediamo fu
concepito in quei secoli dei quei mondo era parte anche in italia ma quasi sempre in un secondo
piano, anche se cre il melodrama e gener una folla di grandi musichisti anche seghiede a la scena
la comedia dell'arte, anche serebbe (dopo i luminosi escrittori del secondo cinquecento autisti di
genio anche se alla ciencia contribu con galileo e con la scuola, non fu pi come negli anni
dell'umanesimo e del rinascimento, centro propulsore.
Alla fine degli anni trenta, il rinascimento era gi morto: la soggezione alla spagna e l'inizio di quel
periodo che chiamamo controriforma.
Manierismo: progresivamente le cose mutano su molti versanti contemporaneamente e comincia un
periodo d crisi.

I tentativi di conciliacione del conflitto religioso che era scopiato (explotar) quando
l'intelletuali rinascimentali erano ormai gia formati mostrano la propria inconsistenzia e l'europa si
divide profondamente da una parte l'istati dove la confesione catolica domina preso che
incontrastata dall'altro l'istati dove si contrapongono diverse confesioni anche tragicamente o
dominano quelle riformate.

Anche altri dati della nuova cultura e de la nuova scenza introducono motivi di crisi: la
concepcione copernicana del universo (l'uomo posto al centro del universo, l'uomo fine l'ultimo
della creazione apare ora spotato a la periferia del sistema incerto della propria colocazione
nell'universo).

Anche sul piano sociologico per l'intelletuali le cose mutano: muta il raporto fra letterati e
potere esengialmente perche il potere si mostra meno incline a favorire le altri e le corti soto la

spinta di pi concrete esistence perdono progresivamente il conotato displendidi gendi di


meceratismo (con le devite marare esecioni). L'inteletuali dalto canto parano pi inclini a acetare
pasivamente il ruolo su valterno che viene loro conceso. Lideale del cortegiano ad esempio diventa
pi modestamente quello del segretario del esecutore pasivo dei principi.
Questi e molti altri fatori agiscono in vallo modo sul inteletuali determinando una crisi d'ideali,
valori, ruoli, epaci ocupacionali, ecc., che non manca di riverderarsi su la produzione letteraria la
quale a partire degli anni centrali del cinquecento si alontana siempre di pi da quelle che erano
state le caratteristiche del rinascimento. Il culto del pasato si converte a diritura in culto della
modernit e del efimero. Il aporti con i clasici tra crisi del clasicismo rinascimentale e suoi fito si
fondano su la base di una nuova e diversa conciencia della modernit.
Per esegnare la crisi del rinascimento e del sistema estetico letterario del clasicismo nel secondo
cinquecento si proposta una nuova categoria storiografica: quella del manierismo.
Cosa il marienismo:

un insieme di fenomini literari che partecipa del vecchio senza conservare lo spirito ma
tende anche al uovo senza istituirlo al sistema e si manifesta in una variet strema di temi, modi e
forme (ora Platone debe ecedere il paso al Aristotele)

il rifleso literario di una profonda crisi storica e culturale che non trova una forma
autonoma e originale di espresione (come sar quella barroca) e deve fare i conti con i codici e i
modeli di un passato invadente e admirato che in parte come i proprio e in parte borebe ripudiare
senza poterlo ripudiare del tutto

una et di crisi che si coloca tra quelle che sul piano letterario ed estetico molti
considerano due sintesi organiche quella rinascimentale e quella barroca.
Una prima generazione d'iscrittore quella che comincio a scribire negli anni quaranta era per
resciuta in una atmosfera ancore renascimentale e fu essa a inventare e ad cogliere il nuovo sul
vecchio prendendo lentamente conciencia un paso dopo l'altro delle sue nove inclinazione, si
capisce dunque perch il secondo cinquecento abbia prodoto tanti scritori. L'uomini che sentivano il
bisogno di chiarire asistersi le razioni del proprio innovare difendendosi dagli adversari e qualche
volta anche dasestersi dalle obiesioni e dai ipentimenti che essi per primi avertivano di fronte a le
loro opere. Fu il caso del Tasso e anche Giambatista giraldi vincendo maldi, giargiorno trisino,
speron speroni, lodovico castrelveco, alesandro piccolomini: autori di poemi tragedie, comedie,
speso inventorio perfecionatori di generi nuovi e in tanto teorichi e polimisti o codificatori.
Fu una letteratura in movimento in un alontanarsi costante del rinascimento e in un progresivo
definirsi di tendense de regole nuove. Il gusto muta e si perdi il senso profondo di l'armonia e
dell'ichilibrio che ispiravano il grandi di rinascimento la visione del mondo si fa pi forte e anche
piu forte l'esigencia di introspezione piu acuta la sensibilit per i confliti interiori morali e
esistenziali pi neto senso della dramaticit del vivere e pi intensi diventano la aspirazione in
apagata del eroico, il senso di frustacione, il tormento religioso, l'orrore del nula.
E questo in definitiva il sintomo che la crisi si fata pi acuta e controrabile inchietudine di sidio
interiore motivati sui diversi piani sociologico culturale, etico, religioso, esistenciale, ecc.
Sentimento pi o meno consciente della crisi .. che trovano le loro espresioni leterarie informe
artificiose non pi clasiche questa la realt letteraria del tardo cinquecento e la poetica del
marienismo.
Il sistema dei generi:
La tendenza di masima del marienismo scolastico e regolistico fu la definizione di un sistema
lettario che comprendese tutti i generi magiori e minori elaborati dalla letteratura clasica precisando
per ogni genere le norme obligate da seguire inconsonanza con lo spirito della poetica di Aristotele,
ma a lo stesso tempo in sintonia rispetosa con le existense religiose e morali di quella loro
particolare et. Un clasicismo controriformistico che voleva conciliare .. temi di aristotele con lo
spirito contemporaneo nella aspirazione a una letteratura che secondo l'expresione d'orazio fondese
il diletevole e l'utile. Questa volta erano le existencie del stato assoluto e della controriforma.
1.
Nelle poetiche: c' il trionfo di una precetistica cristaliciando da un lato il regole pedanti,

prassi clasicistica del deicendi precedenti e producendo dal altro lato un poderoso esforso di analisi
e razionalizacione che getta (pone) per lo svirupo della moderna teoria e critica leteraria.
2.
Nella lirica: ancora in gran parte petrachistica un genere in cui il gusto manieristico per la
artificiosita el lenguacio raggiunge force i suoi limite estremi segnando il parciale declino del
petrarchismo bembiano e cui bratto e armonicistico e viceversa i recuperi vigiorni marcinali
(artifizionse e gotiche) del canzioniere petrachesco.
3.
Nella narrativa: si indirigia anche per questa via con lo snaturamento progresivo del modelo
de cameroniano, e poi con il lento declino del intero genere della novela e daltro canto con la
recerca di un poema eroico di gusto moderno che dopo .. tentativi trova nella jerusalem liberata il
suo capo lavoro. propio il tasso con la sua traviagliata vigenda umana e contuta l'opera sua (che
spagia dalla lirica alla tragedia, dalla tratatistica ed epistolografia al poema eroico quello filosofico)
a incarnare esemplarmente inchietudini, tensioni, incertese e aspirazioni psicoogiche, morali,
idiologiche ed estetiche di questo secolo ed il Tasso in particolare con la jerusalem deliberata a
fornire un modelo di narrazione atenta ai pi sotini moti dello spirito. virgola al espropezione
psicologica virgola alla rapesentrazione quasi simbolistica del paesagio che si proprorr a deritura
alla atenzione delle generazioni di letterati romanzisi.
4.
Nel teatro: il teatro si coloca anche deniamente esemplarmente in questo contesto con
l'abandono da parte dei letterati della comedia (con tutto gio che essa aveva significato per la
cultura rinascimentale, laica e espreciudicata) nelle mani diabili mestieranti che darano vita tra
cinquecento e seicento al imponente e importante fenomeno della comedia dell'arte e con la
conversione della tenzione e del impegno dei migliori insegni verso la tragedia il genere pi
consono pi simile asieme al poema eroico al gusto e all'aspirazioni del tempo.
5.
Nel melodrama: bisogna a ricordare anche lo svirupo autono del melodrama genere in gran
parte nuovoe la tragicomedia che a partire del pastor fido di guarini segna un prima e un dopo
perche ebbe un suceso enorme italiana ed europeo. L'aminta una delle opere pi intensamente
poetiche del manierismo letterario italiano
Drama pastorale: melodrama.
Ma agli l (mas all) del valore dei singoli componimenti il drama pastorale nel suo compleso fu
erresta una manifestagione significativa in quanto rapresent un genere di compromeso: uno
sporggio colletivo di acordare in un genere nuovo il regolismo dei manierismo scolastico con
l'erotismo prude (prudente) e patetico a qui tanti inclinavano obbiamente il drama pastorale
offendeva sia il regolistici piu rigidi sia il moralisti piu severi, come opera letteraria non rispondeva
ai precetti della poetica di aristotele che non predeveva componimenti misti. I moralisti non
potevano non condanare quella pasionalit sensuale e patetica collocata in un mitico mondo fuori
della storia ma non per questo meno pericolosa: come accetare il coro del primo atto della minta
cuando celebra un amore svincolato da cualsiasi comprisione, cert era minta della disimulazione
onnesta o no etasso non era ne meno negli anni giovannili della Minta uno sproveruto, perci il coro
rimpiangge l'amore svincolato da legi ma la fine a minta esilia cuando scomprono da marsi e vlersi
degidono disposarsi e corrono a chiedere la senso dei genitori di lei. Siamo non pi nel rinascimento
ma nella controriforma, l'amore anche se fra ninfe e pastori deve essere comandato esando.
Il Guarini per difendersi delle critiche spieg che il drama pastorale una tragicomedia un genere
nuovo misto de tragico e comico aristotele si ma conggiudizio adattandolo alla sensibilit in un
epoca de crisi e dunque di contrasti e confliti interiori alla recerca di un arte che permetesse di
conciliare le esigiense religiose e moralistiche con quell in sieme di incinazioni che tanti artisti
probavano e tanti lettori con di vivevano, e qua l'ora la tesi dell'arte-gioco: un altro compromeso, un
altro gesto di disimulazione. L'arte si dise una attivit seria e quindi non pu non essere sotto
posta al controllo e al freno della morale, sia di quella sociale sia di quella religiosa, ma l'arte pu
essere anche un gioco e in questo caso l'artista pu abandonarsi liberamente alle sue imaginazione.
Fu questo il sofismo ingenioso con qui negli anni dificili della controriforma si rusci a salvare la
posibilit di un'arte che desevoce a Pulsioni che altrimenti si sarebbero dovute reprimere.
Paradosamente per salvare a l'arte la sua libert disognava negarle libert o al meno nergarle la

seriet rigorosa a qui sono ottenute le attivit atimenti alla sfera della morale e della fede. Fu un
sofismo, un compromeso che govern il mondo dell'arte per oltre un secolo, e alla fine come sucede
provoc una reaccione violenta e l'arte fu posta di nuovo sotto il controllo e il freno della raggione.
Il drama pastorale dunque nacque nella seconde met del cincocento ed era non i prodoto gratuito
de alcuni letterati ma un genere profondamente radicato nella sensibilit nel costume e nelle
poetiche della sua et. Questa sua storicit convalidata anche della nascit parallela di un altro
genere con qui ebbe una forte affinit: il melodrama.
Il melodrama un genere anche esso misto (di parola e di musica) destinato a una difusione
inmensa fra tutti i geti sociali (clase social) ed una vitalit a sai maggiore, una delle glorie
dell'arte italiana lunga al meno tre secoli. Il melodrama, cio la representazione teatrale di un testo
poetico (il libreto) meso il musica e cantato a una data precisa a di nascit non molto posteriore a
quella del drama pastorale nacque nel 1600.
nel coro del Cincocento vari fatt sociali e culturali avevano messo in crisi non la conggiunzione
della parola con la musica ma il modo di concepirla nel corteciano, per esempio, publicato nel 1528
ma ideato e cominciato una ventina di anni prima il Catiglione aveva l'icato fra le virt del suo
cortigiano anche la conoscenza e la prattica della musica. Al meno un paso baggitato quello in qui si
dice che el cortigiano debe non solo esser sicuro a libro, cio sapere leggere e sapere suonare vari
strumenti. La musica dunque l'ornamento naturale delle corti, una dote necesaria al cortigliano
una attivit anche mondana ma di quella mondanit ideale che era propria del pi alto rinascimento.
Infatti il Castiglione si riff a platone sottolineando la affinit naturale tra il mondo composto di
musica il animo umano formato con la medesima raggione il modo e con norme i formi e in
sintonia con lo spirito che pervade tutto il suo libro esalta determinati strumenti (la viola ad arco per
esempio) e la voce umana, mettendo in primo piano tra gli effeti della musica la capacit di
muovere l'animo del ascoltatore.
Nel corso del secolo la musica sub tutti il contracolpi delle evoluzione generale della societ
italiana, fu praticata largamente nelle corti principesche e aristocratiche. Si laicizz sempre pi
uscendo delle chiese e aquistando a canto ai suoi compiti religiosi anche altre finalit conmuovere
gli animi diletandoli. Divent sempre pi proprio questo suo laicizzarsi aderente a l'evoluzione della
sensibilit sorser numerose academie asociaciones musicali patrocinate da un megenate. Potremo
dire sinteticamente que segu lo stesso camino che estavano percorrendo la lirica e l'egloga
pastorale nel loro trapaciare dal linacimentali a manieristiche.
Anche intorno alla musica ebbe uovo un divantito serio e intelligente. Linie direttive del divantito
furono il richiamo anche qui ai clasici ai greci a questa volta, a platone. Dopo la tendenza a una
progresiva teatralizacione della musica dopo la tesi della preminenza della parola su la musica,
dopo la tribuzione alla musica del compito di sotto lineare gli afeti, cio le emocioni che la parola
del poeta chiude in se; la atenzione a un publico largo alla corte e alla citt che alla musica chiedeva
emozioni e diletto.
Sottotitulo: Poema.
Alla base della discuzione sul poema di fu il distaco da quel genere cavaleresco il romanzo come lo
dise il giraldi che nato dalla letteratura medievale aveva raggiunto il suo masimo con l'Orlando
furioso. Per capire stati d'animo e travagli del gusto doveroso tener presente alcuni episodi.
Francesto Berli, un poeta rapresentanti tipico di alcune correnti rinascimentali rescribe l'orland
enamorto del boiardo ritenendolo troppo dialettale e perci bisognoso di una peste che lo avviginase
al gusto della letteratura di corte.
L'Orlando furioso invece aveva ottenuto subito e a lungo un suggeso enorme di publico in tutti
l'istrati sociali perch la diosto aveva saputo fondere felicemente una libert di fantasia e di
rapconto con una eleganza tanto perfetta da dare all'opera una sua aggevole legetimit.
Ebbene i regolisti del manierismo rifiutarono la libert del romanzo e a modelo proposero il poemi
homerici l'idiale e l'odisea e sopra tutto l'eneide di virgilio frutto di un clasicismo artificiale.
La formula con qui si sintetizzarono le nuove aspirazioni fu ripresa da horacio. Il poema deve essere
simplex et unum, posedere anche unit d'accione per la preminenza di un protagonista si qui

concentrare le luci, semplicita d'estruura estoricieta dei fatti narrativi. Poema heroico, l'ovisero
fundato sul raggionevole e sul decoro in sintonia con la tendenza geneale a una serieta grave e
composta. Il primo esempio lo diede Giangiorgo Trisino (1478-1550) con l'italia liberata dai gothi
dopo un lavoro di venti anni (1527-47). trisino e un letterato fra piu operosi che sar anche teorico e
iniziatore del teatro tragico controriformistico, ma il capolavoro lo scrisse alla fine del secolo
torquato tasso con la gerusalem liberata.
Conclusione:
La polemica entorno al poema interessante e significativa ma forse non tanto quanto quella
intorno al teatro. Il poema se siecetua la gerusalem liberata aparteneva a un genere riservato ai
literati se le composeno molti ma nessuno divent popolare e rest vivo nella memoria poetica.
Teatro:
Il teatri invece fu nel Seicento e poi nel Settecento una fra le espressioni pi e spesso pi alte di
quella civilt e perci il divatito su esso fu un altro fatto capitale per la cultura e la civilt
occidentale. I punti di forsa del nuovo modelo furono due: il primo era la legge della cosidetta unit:
di accione di tempo e di luogo. Un opera teatrale pu mettere in scena un intrecio anche complicato
ma facilmente comprensibile costazione deve esvogersi in un lasso di tempo quanto mai breve che a
rigor di logica dovreve coincidere con la durata effetiva dello spetacolo ma che venne poi a lungato
fino alla durata del giorno. Deve in fine svolgliersi in un medesimo luogo. Ai molti opositori di
questa teoria fu repicato per confutarme le obbieggioni que queste preschigioni avevano lo scopo di
salvaguardare la verosimilianza dello spetacolo: per potersi identificare con la accione lo spetatore
doveva avere l'iliusione da asistere a una accione che realmente avese l'uogo sotto i suoi occhi e
questa ilusione sarebbe stata distruta se lazione forse durata troppo a lungo o si forse svolta in pi
luogi mentre lui lo spetatore restava seduto al medesimo posto.
30/09/2015
Seconda preocupazione di fondo fu lo scopo (objetivo) o funzione da ansegnare come a ogni altra
opera d'arte anche per questo problema si risal ad aristotele, e precisamente a un paso della poetica
in cui si aferma che la tragedia con i suo fine luttuoso provoca nello spetatore un sentimento misto
di piet e di terrore da cui si genera la catarsi, un senso interiore di liberazione e purificazione. Lo
spetatore coi volto in passioni violente e spesso pecaminose costretto dalla forza coi volgente della
poesia aviverle simpateticamente se en libera di fronte a lo svoco tragico a cui esse conducono.
L'idea di tragedia che queste regole generavano rispondeva manificamente alle essigenze di quella
eta. Gi nel secoli precedenti, moralisti e teologi cristiani avevano messo in dubbio la legitimit
morale del teatro non riuscendo a giustificare una attivita che presenta passioni travolgenti e vizi. Il
finecatartico parde poter venire in contro alle richiestre moralistiche della controriforma. Lo spirito
della poetica ne usci stravolto aristotele non aveva enteso sporre e tanto meno imporre prescrizioni
inverrogabili con un geniale sforzo di sintesi aveva tratto dal teatro del suo tempo i caratteri che lo
distinguevano e aveva costruito un modelo: uno squema struturale che si potese ritrovare in tutte le
opere. I tratatisti dei cincocento e dei seicento lo rapresentarono invece come un compleso di norme
che dovevano esse rispetate sempre in cualsiasi opera per non rischiare di ofendere la morale e
l'arte. A un certo momento la bataglia contro le regole divenne un fatto rinovatore dell'attivit
teatrale la premesa necesaria per la nascit del teatro moderno.
Tutto quello visto fino allora riguardante la tragedia vale anche per la comedia, anche essa pote
aparire legitima (cio in sintonia con le essigenzie sociali e morali) a patto a condizione di aver uno
schema unitario; di rispettare anche se con minor rigore le unit di tempo e di spazio di offrire al
letore e a lo spetatore una storia esemplare che metesse sotto gli occhi un vizio unito, non grandi
personagi eroici come richiedeva la tragedia , non grande pasioni che convolgliesero le sorti di un
popolo, ma modesti vizi cotidiani di uomini nelle clase medie e popolare, e quindi non esiti tradici
ma la scomfita atraverso in ridicolo l'insegnamenri nirale che su pu trarre dallo spetacolo de vizio
unito. In un paso famosisimo della sua ars poetica horacio aveva scritto che niente e nessuno dieta
di corriegere i costumi col riso.la comedia poeteva come nesun altro altro genere letteraria adempire

questo compito e dunque in suo schema ideale rimase inalterato per due secoli durante i quali
furono generate tante pacotigia e tanto opere geniali fino quando una mentalit nuova a met del
setecento ennise in crisi i presuposti dando vita a una nuova idea di comedia, la Commedia
dell'Arte.
Conclusione dei manierismo: il manierismo ormai dovrebbe essere chiaro. Fu et di crisi, cio
disgregazione e tentativi di ricomposizione. Si cerca e ognuno va per la sua strada accacia di una
soluzione. In quelli anni tra cincocento seicento su l'onda ancora viva della rivoluzione intelletuale
indotta dal umanesimo nacque un'idea nuova della scelsa e dello scensiato. Nel 1603 cuatro giovani
aristocratici fondarono a roma la academia dei lincei (lince) (cio degli uomini dalla vista
acudisima come quella della lince)e ne fu presidente fino a la morte nel 1630 il principe federico
Cesi (1585 1630) una grande figura di organizatore culturale che in un suo discorso essalt il
natural desiderio di sapere proprio dell'uomo e poemiz contro la consueta figura dello scensiato, lo
scensiato accademico (ligato ai maestri o a un principe mirando non al saper ma ai soldi e alla
comodit) e lo scensiato cortigliano (servilmente parasita bufone o adulatore).
Adesso cesi delignia una figura nuova: lo scensiato che lavora per aqcuistare e difondere il sapere e
unito ai coleghi in una congregazione o seminario ci sono i profisori, scrittori sperimentatori in
fiosofia e matematica, per sensa l'ornamento di filologia.
Centri simili sorsero allora d'appertutto in italia e fuori nel 1557 nacque a firencia l'accademia del
cimento a opera degli alumni e seguaci di Gallilei. Di questa nuova ciencia al servizio della umanit
galilei fu una nuova e la sua vicenda itteletuale e gli ostacoli contri i quali dovrete combatere sono
esemplari per la conoscencia di quell'et.
Studente di medicina e poi di matematica incontr ostilit nella corte e nel 1592 pas allo studio di
padova dove rimasce fino al 1612. scorpeti i satelliti di giove gli vateggio pianeti medicei in onore
del gran duca di toscana, cossimo secondo che lo chiam a firenze come matematico e filosofo
primario. Sinceramente creiente era convinto che le sue scoperte cientifiche non solo non
contrastasero con i principi della fede ma anzi li convalidasero, eppure fu avversato non solo da
versati di filosofi ma anche da teologi e a un gerto momento dalla chiesa officiale e dallo steso papa
urvano ottavo che intentareno un progeso di eregia e lo condanaron. Il fatto e che gli scritti di
galileo erano implicitamente e naturalmente rivoluzionari e gallilei era uno di quei scienciati che
aldil delle singole ricerche scoperte tendono ad analizare e riesaminare i problemi di metodo che
sono la base di ogni ricerca.
Mettere in dubbio il potere della chiesa in quel particolare momento storico era pericoloso, era l'et
della controriforma e la chiesa con lappoggio interessato degli statti cattolici intendeva ristabilire il
principio di autorit sotto il suo magistero e questo comportava la direzione della cultura. Galilei
non traeva le conseguenze estreme delle nuove dottrine ma era fermissimo nel rifiutare il principio
di autorit nella ricerca scientifica e quindi di fatto emancipava la scienza della fede attribuendole
nel suo campo una piena autonomia cos la scienza si emancipava dalla tutela dalla teologia come
gi con Machiavelli si era emancipata la politica e come nella concezione rinascimentale si era
emancipata l'arte e Galilei appariva un pericolo sovvertitore dell'ordine pubblico
Gallilei scriveva in toscano esponendo le sue tesi intratati di dialodici secondo lo schema clasico e
rinascimentale rivoldiendozi a la corte e alla cit. Vere e proprie opere letterarie gli scritti di gallilei
predevano la loro natura di scritti scientifici rivolgi a un publico ristretto e diventano manifesti che
potevano conquistare facilmente i lettori educarli a un pensare cientifico rigoroso libero di
preconcetti: gallilei, daltra parte era un gran scrittori e ogni la sua pagina respira inteligenzia la
persona e l'opera de gallilei sono importanti anche per lo storico della letteratura perche intorno a
lui si costitu una vera e propria scuola licensiati litterati che la arrich: la letteratura scientifica.
Sono letterarie perche i loro autori erano per natura e per educazione dei letterati e scrivevano
letterariamente di scienza come altri di filosofia di problemi riguardanti di amore, la dona, il
comportamento, la politica. Lo scenciato di allora posedeva certo una sua cultura specifica e
strumenti di lavoro, ma la sua cultura e cosfu fino gran parte del setecento era quella di un
itteletuale e la sua scrittura ubidiva (obedeca) alle legi retoriche che reggevano cualsiasi prosa
volese esporre e persuadere per dire sciencia si diceva: filosofia naturale. Gallilei perci s'interes

anche di letteratura: scrisse lezioni circa la figura, il sito e la grandezza del inferno di dante, delle
considerazioni sul tasso, delle costiglie a lo orlando furioso, intervenendo in polemiche allora
vivisime dimostranso una scarsa simpatia per il tasso e un aceso conseso per l'ariosto.
Per disimulazioni molti accentuarono la letterariet della loro scritura: una maschera onesta a
coprire i veneni nascosti in quelle loro opere suscitando dubi.
07/10/2015
Il barroco costituisce l'exito del trabajo del modelo classicistico nell'eta del manierismo. I modelli
classici sono ora francamente negati e ripudiati. l'estetica e la poetica si fondano su nuove basi: non
pi sintesi di diletto e giovamento, ma meraviglia come fine dell'arte; non pi semplici imitazioni
della natura, ma sua ricreazione fantastica; non pi equilibrio, armonia, proporzione, ma ricerca di
effeti sorprendenti, disproporzione, sfrenato metaforismo, sontuoso decorativismo; non pi naturale
semplicit ma copiosa artificiosit; non pi senso del inmutabile .. dell'arte, ma volont di
imgergersi nel nuovo e nel efimero. Stanno ancora quasi tutti i fatori di crisi idiologica, etica,
culturale. A la base del Barroco c' la crisi della civelt rinascimentale, c' il .. di un consolidato
sistema di certese etiche e conoscitive: una filosofia di crisi quella che st alla base di questa
cultura.
Se la civilt del medioevo aveva nella sua sicura volont di reductio at unum una sua direzione
ben determinata in dio trascendente, se la cultura del rinascimento aveva nel principio del uomo
autonomo, libero e creatore, il motivo centrale in cui trovano unit e spiegazione i suoi vari temi e
ateciamenti, la civilt barroca al contrario nona una sua fede e una sua certeza, la sua unica fede
quella nella varibilt di una tecnica sempre pi perfezionata. La sua unica certeza nella coscienzia
del incertenza di tutte le cose del instabilit del reale, della relativit dei rapporti fra le cose.
Il barroco trova le sue sperienze letterarie:
Nella lirica fa scuola il marino capo di una ricca corrente di poeti che si diranno apunto
marienisti oltre che barrochi.
Nella narrativa con La donne il poema mitologico, pure del marino (poema il realt poco
narrativo secondo parametri di giudizio tradizionali). E con l'efimera ascesa (subida) di un
romanzo che trova la sua cifra (xito) nella machinosit del trezio (argumento), nella recerca
di artificiose simetrie e di continui colpi di scena, di infrasioni e aplicati a dicende di
personaggi per lo pi grandi le cui peripecie si colocano su lo sfondo di confliti
internazionali di intrighi cortiziani e di esordici scenari secondo una precisa tendenza del
gusto dell'epoca.
Il teatro: che prosegue la recerca di una tragedia che possa competere con grandi modeli
antichi e ormai anche stranieri afilandosi ora sopra tutto al gusto senectiano per l'orido e i
trupulento.
La tratatistica (los tratados): ad esempio, politica e morale o pseudocientifica.
Marinismo: inoltre il barroco continuando el manierismo elegante e intelletualistico del secondo
cinquecento contribu alla difusione e alla preminenza di un gusto che in letteratura viene deto
genericamente concetismo (concepto) e specificamente marinismo dal nome di Giambatista
Marino, il suo rapresentante pi famoso. Il concettismo fu un fenomeno no solo italiano ma europeo
e anci le sue manifestazioni pi alte di maggiore tensione intelletuale estilistica non sono italiane:
nessuno raggiunsce allora la potenza dello spagnolo Luis de Gngora (1561-1627), o megglio
ancora dell'inglese William Shakespeare (1564-1616), come naturale il concettismo vene teorizato
pi volte, in italia il suo descrittore teorizatore maggliore fu il gesita Emmanuele Tesauro, autore
nel 1624, di un trattato intitolato I cannochialle aristotelico, l'opera di poetica pi importante del
seicento italiano.
Il concettismo fu in un certo senso un'altra soluzione di compromeso. lo scrittore concettista rifiuta
la limpida sobria eleganza dell'arte rinascimentale fondata a di lettura su acordi e legi matematiche.
Leonardo gi aveva parlato di proporzioni armoniche in grado di fondere in unit tutte le parti di
un opera. Il concettismo invece tende a un'arte che nasca dal confluire di elementi diversi si che

per la sua nobilt colpisca e susciti meraviglia, per e de un punto esenziale questa poetica del
anticlasicismo si richiamava (se remontaba) anche essa ai clasici. E le sue legi erano dedote ancora
dai aristotele, non della poetica, ma della retorica, il suo tratato su lo stile. E suoi modelli di stile
furono nomi poeti latini dell'et augustea ma quelli dell'et imperiale. L'eta argentea come stata
chiamata: Ovidio sopra tutto e poi Seneca, sia per le tragedie che per suoi scriti in prosa. L'arte del
concetismo e del marinismo si fond quindi su la nobilt, su la meraviglia, su la stravaganza, ma
una meraviglia, una nobilt e una stravaganza analizate e regolate con molto intelletualismo. Il fine
supremo dell'arte parve ancora come nelle poetiche clasicistiche il delectare, il suscitare piacere, ma
il delectrare atraverso lo stupore, servendosi di tutto ci che strano (raro), meraviglioso,
sorprendente, misterioso, ecc. Un'arte quindi che programaticamente si preficeva non di imitare la
natura (come voleva aristotele), ma di avedirla con studiati artifici.
In letteratura in versi o in prosa si composer poemi o liriche o prediche, e si ricopr una serie di
simboli inscrivibili tutti in una cerchia (conjunto) ristreta di alusioni, per esempio: Circe, la maga,
che nella mitologia mutava gli uomini in animali, simbolo della metamorfosi; Il Pavone, cio
l'ostentazione, la magnificenza, un altro aspetto esenziale di quella civilt; Narciso era fenice, cio
ancora la metamorfosi, il consumarsi e il renascere, la perdida e la recerca della idealit e si cre
tutta un arte o dei cosi : disegna aligorici acompagnati da deserti che concetosamente en
dichiaravano il senso. Un arte di questo genere doveva necesariamente essere retorica. I
concettisti ripreser tutte le posibili figure retoriche e ne inventareno di nuove. Un antologia della
letteratura di allora un bello e proprio manuale di retorica aplicata, ma la figura per ecelenza fu la
metafora. Il concetismo dunque la prattica portata al stremo ma calcolata di un metaforizare che
investe (abarca) il mondo entero.
Giambatista Marino: come tanti letterati artisti di quel tempo ebbe vita aventurosa. Fu segretario di
vari signiori, si quenchisto posti di riliego alle corte vitorino e parigi, ebbe cosa non facile le lodi
dei maggiori scritori del suo tempo. Obtene sucesi enormi diventite e se ne glori. Marino apodado
come il Paganini della lirica. fu il poeta che diede al suo publico quello cue esso voleva: nei loro
versi trovano realizate le proprie esicense comprese quelle che anno ma non sano di avere. Per
riuscire poeta o scrittore necesario il concorrere di pi circonstanze e pi doti. Bosogna avere una
figura ferma in se stessi e bisogna avere soprattuto la sincerit della retorica, un arte dificile, la
capacit di identificarsi con la parte che si st recitando e con le cose che si estano scrivendo,
credendoci o facendo come se Marino queste doti... e disfrut afondo. Il mondo per lui un
deposito inmesauribile di particolari da catalogare e godere.
14/10/2015
L'Arcadia -TEMA QUE LE ENCANTANel 1654 Cristina regina di Svezzia figlia del grande Gustavo Adolfo, il creatore della potenza si
convert al catoligiesimo addic laso il suo paese el anno dopo di stabil a Roma. Integlicente, colta,
aveva ospitato alla sua corte di Intelletuali famosi tra cui Cartesio (Descartes). A Roma racoscie
intorno a se un cenacolo (un grupo di litterati e artisti che preser laditudine di reunirsi
periodicamente come in un academia). Morta Cristina nel 1689 continuarono ai incontrarsi per
leggere e discutere publicamente il propi lavori. In una seduta in 1690 si suseguirono vai
componimente poetici tutti di argomento pastorale e si raconta che uno dei presenti esclam che
pareva di essere in Arcadia. Si costitu cos una vera e propria academia che f bategiata Arcadia
con cariche sociali e un solemne statuto in latino redato da Gian Vicenzo Gravina, un giurista e
letterato. La sua famo dilab per tutta l'italia, in citt e cittadine di ogni regione, facendo de la
Arcadia il pi importante centro di agregazione e promozione culturale.
Ecco ci cos di fronte a un all'altra di quele parole con qui si designano fatti diversi: una scuola
poetica e quindi un certo gusto in cui per un certo numero di anni letterati e intelletuali italiani ci
sono reconosciuti. L'Arcadia una reggione de la Grecia che nella antichit aveva fama di essere
terra di pastori. Si che i greci e i latini vi avevano ambientato conmenzionalmente i loro
componimenti letterari di carattere bucolico e pastorale: Arcades ambo. Siamo tutti e due arcadi,

canta il protagonista di un egloga di Virgilio, perci la parola era arrivata alla letteratura italiana e
agli altri neolatine carica di riferimente precisi: i bucolici greci (Teocrito soprattuti); i bucolici latini
(in particolare Virgilio); la tradizione medievale romanza; l'Arcadia di Giacoco Sannazaro. Quando
quel tale quel giorno del 1690 esclam che pareva di essere in Arcadia il presenti intelletuali del
tardo seicento capirono bene cosa volesse dire: pareva di essere non a Roma ma nella antica
Arcadia. Fra pastori e pastorele.
Per Arcadia aveva gi anche un'altra carica significativa semantica, la stancheza della vita, la
nausia delle lotte, a cui costringono la ambizione e la politica, il sogno alternativo di un mondo
naturale di semplicit e di inociencia sono motivi che soniecano il ogni uomo, e in certe et si
esvegliano. La Academia di Arcadio ha rapresentato un fato importante nella vita lettararia e sociale
del settecento, gi nell'et del umanesimo le academie erano state centri di organizacione della
cultura fuori del studi universit, importanza sempre maggiore avevano avuto poi a mano a mano
che si era costituito un ceto (un gremio) abastanza numeroso di profesionisti (giuristi, medici,
insegnanti, religiosi) che aprezavano la letura e amorezavano con la leteratura, si ricordi che gli
studi (qualsiasi profesione si vogliese seguire) avevano una larga base comune fondata sulle le
leteratura clasiche e su quella italiana. Sorte numerosisime nel seicento queste academie erano
battegiate con i nomi pi strani: i trasformati, i gendi (los congelados), i frigidi, i fervidi, i flematici.
E grande era la loro importanza sociale. Vi si incontravano uomini di ceti diversi: uno dei pochi
luoghi dove nobili, sacerdotili, leterati, artisti e pi tardi anche done potessero discutere insieme,
ospitati nei palazzi patrici nelle sale d'istituzioni laiche o religiose, nei caff una istituzione
settecentesca.
Le varie academie avevano pi o meno un'estenzione e un importanza cittadina o regionale
l'Arcadia raggiunge presto un relievo nazionale e diviene l'ostrumento con cui la chiesa cerc
nuovamente di assumere il controlo della cultura. Religiosi e sacerdoti di ogni genere e grado
furono fra i suoi promotori e suoi membri per insegna (emblema) l'Arcadia la zampognia la gaita e
ricorda cos il suo legame la poesia pastorale e su posta sotto la protezione di Ges Bambino. Si
capisce che cosa si stata a l'arcadia quali aspetti di quelli anni (dei ultimi del seicento e i primi del
settecento) essa aiuti a mettere in luce i contemporanei la celebrarono quasi forse una rivoluzione
ma non lo f. Fatti rivoluzionari o almeno scombolggienti per l'aspeto politico sociale ed economico
del italia e del'europa ce ne furono molti in quelli anni nella carta georafica cambio volto. In Italia la
supremazia e l'egemonia pasarono dalla spania al austria e alla francia e molti stati cambiarano
padrone, ma tanti intelletuali pensarono che niente forse pi importante della fondazione di quel
Academia.
Alesandro Guidi un letterato pavese visuto lungamente a Parma e poi a Roma uno dei fondatori
della Arcadia compose in colaborazione con cristina di svezia e public nel 1681un drama pastorale
L'endimione che susit molte polemiche perche parve nuovo e riuscito il tentativo di acordare la
grandeza eroica propria del barroco con la semplicit pastorale. Una decina di anni dopo, nel 1692
Cristina de Suecia ( Gravina) scrise per difenderlo un intero discorso discorsi sull'endimione.
Che in un senso il primo manifesto della nuova academia: un panegirico, come se il guidi che ogni
nesuno pi legge fuose un Dante o un Petrarca.
Il Guidi era nato nel 1650, il gravina nel 16.. e tutti e due furono fra i fondatori del'Arcadia. Uesta
dunque non ascque nel 1690 da una ribelione di giovanisimi e di novisimi, ma a fondarla fuorono
uomini se non ancora ansiami al meno maturi che avevano gi scrito ed erano conosciuti: Guidi era
gi conosciuto per aver scrito la maniera di Marino e Gravina (non poeta anche se compose alcune
tragedie) fu giurista fomoso, storico del dritto e teorico della letteratura. Lungo gli ultimi deceni del
sicento c'era stato un lento ma continuo slittare (devenir) della cultura e del gusto, un graduale venir
meno delle simpatie per i concetismo per la poetica della meraviglia per Marino e il marinismo
atraverso la riscoperta dei clasici di Petrarca e in generale del Petrarchismo cinquencetesco.
16/10/2015

Quei letterati residente a Roma ma provenienti da tutta italia che si diser arcadi e fondarono
l'Academia. Andarono in contro a una esciciencia difusa che ormai era nel aria, un periodo di
cambiamenti (Cartesio il fundatore dil raggionalismo, il principe di filosofi , i grupi da
vanguardia, che si erano avicinati a cosi detto libertinismo). La gestazione de l'Arcadia, la sua
nascit e poi la sua vita, furono acompagnate da un succedersi e intreciarsi di fati di ogni genere che
non rivoluzionarono la societ italiana, ma la modificarono e soprattuto prepararono il terreno per
mutamenti suggesivi asai pi importanti, intanto la spanga era stata stromesa sostituita dall'Austria
y dalla Francia.
La lombardia era diventata un vicerreame astriaco. Una volta estinti medici, i lorena -una familia
tedesca- erano diventati grandi duchi di Toscano, il ducato di Parma era pasato ai borboni poi
all'Austria poi d nuevo ai borboni. Napoli e il suo regno furono governati dagli austriaci dal 1707 al
34 e la Sicilia dal 20 al 34. La sardenga era stata annessa allo stato savaudo, cio, al Piemonte dei
Sabolla. Furono mutamenti dinastici e politici ma inciser anche sulla mentalit e sul costume.
Avenimenti che hanno luego nella sfera della politica si rifleto poi nel costume e nella lingua
influenzando cos la letteratura. La lontamento degli spangoli e l'arrivo dei francesi avevano avuto
una grande influenza su la vita sociale. La societ francese era aperta alle done asai pi di quella
spangola e quindi la dona riprese in italia imposto que aveva avuto nel renascimento e la sua
presenza ebbe un ecco anche nella produzione teatrale. Ugualmente mentre nel cinquencento e nel
seicento la lingua italiana era stata infarcita di parole e forme linguistiche spagnole (l'introduzione
dei pronomi e delle forme verbali di terza persona: il lei come forma di cortesia). Nel setecento si
verific una francesizzazione di vocabuli molti dei quali sono caduti dal uso mentre altri sono
rimasti. Nel 1747 Scipione Maffei un altro famoso intelletuale e poligrafo del primo setecento
scrisse didiritura una comedia il Rague per dinunciare l'abuso di francedisimi. Un abuso espeso
sconsiderato e innutile come oggi avienne pper i americanismi.
Cambiamento dunque di padroni (Franza o Spanga pur che se mangia). Era stato il ritornelo ville
ripertuto speso nel seicento e quindi di modelli nel costume: le done partecipano alla vita sociale,
vanno a teatro, tengono corte casa linga; i loro cortegiatori i cavalier serventi o cicisbei, come gli
diser sono riconosciuti dalla familia e dai mariti autorizati ad acompagnare la dama a far spese e
visite a pranzo, al gioco, cualque volta anche ad asistere alla toleta. La lingua si riempe di calchi e
prestiti dal francese. Il manichini con l'ultima moda francese campeciano nelle letrine, questo ma
non solo questo dificilmente un uomo di oggi riesce a imaginare quanto in quel settecento
viaggiarono e comunicarono i loro anni. Ogni giovanne di un certo livelo sociale compiva la sua
educazione culturale e mondana con un giro per le grandi citt di Roma: Le grand tour (il gran
ciro in milano, venezia, firenze, roma, napoli, pariggi, londra, cualque cit svizzera e tedesca,
salpietroburgo, viena. Si partiva con lettere di representazione si era riscevuti dai grandi della
politica, della letteratura, della scienza dell arte della societ mondana, si estringevano raporti di
studio e damicisia e l si manteneva poi per lettera. Inteletuali di riguardo e ne sono molti nel primo
e nel secondo settecento scrisser e receveter montagne di lettere e scambiarano idee e progecti
con messa europa. Se nel cinquecento c'era stata una societ culturale nazionale ora genera una
internazionale: quando nel 1737 L'Algaroti scrisse in Franza il suo neutognianismo per le dame
corsia a presentarlo a Voltaire; quando Becaria public ne 1764 il suo dei deliti e delle pene si
rec un Francia e in Ingliterra con Alessandro Verri e conobbe il fior fuore della cultura francese;
Goldoni incontr Diderte fu correspondenza con Voltaire, ecc.
Que si disse vorticare di uomini e lettere? Si dice que caduta la muralla che l'aveva inssolata per
tanti anni e in Italia rientata nel giro della culura europea. Possiamo concludere dicendo che in
italia negli anni dell'incubazione dell'Arcadia e della sua espansiano a fenomeno nazionale,
cominciava a uscire dal inmobilismo dell'et della controriforma per partecipare al proceso
economico e culturale che investiva tutta l'europa. Si cominciano a vedere il primi segni della
ripresa dopo una lunga stanazione (pausa): incremento demografico, svirupo delle comunicazioni,
riorganizazione del credito delle finanze, espansione delle terre coltivate, e incremento di alcune
industrie come quella della seta e della lana, aumento della produzione del lino, fenomeni che non
producevano ancora effeti incisivi ma che erano comunque il segno di una encoragiante inversione

di tendenza.
AUTORES
PIETRO METASTASIO (1698-1782) il pi dotati fra i poeti che rappresentano lo spirito e le
concenzione dell'Arcadia e quello che conobbe pi alti riconoscimenti essendosi dedicato ad un
genere letterario destinato a un vivo contacto con il publico il melodramma di cui seppe fare una
sostanziale forma f Pietro Trapassi detto Metastasio.
Nato a Roma nel 1698 da familia ungra di modeste condizione e fin da giovanisimo noto e apreziato
per le virtuosistiche doti di improvisatore diversi. Si guadann la paterna protezione di Gian
Vincenzo Gravino che lo prese con se e ne cur personalmente l'educazione e la formazione
letteraria e fiosofica (cartesiana) mutandoli il cognome in quella forma Metastasio (l'equivalento
greco di Trapasi) che sustituir l'originaria. Rimasto a vent'ani privo del suo protectore (che
morendo gli aveva lasciato una popiscua eredit) Metastasio si trasfer a Napoli per avviarsi a la
carriera forense e l su comisione del vicer compose per un'ocasione mondana il testo di una
rappresentazione teatrale musicata del 1721 che determin l'incontro decisivo per suo futuro con la
cantante Mariana vulgarei, interprete di quel opera e dall'ora sua amica protettrice e ispiratrice.
Il melodramma era divenuto un genere di spetacolo pi apreziato durante il seicento dopo che la
fiorentina Camerata de'Bardi (di cui aveva farto parte anche Vicenzo Galilei, padre di Galileo)
aveva definito le caratteristiche di questo tipo d'azione scenica recitata e cantando, e Ottavio
Rinuccini (1564-1621) aveva creato due opere di grande suceso come la Dafne e l'Euridice, ma
sempre pi il testo era stato relegato a un ruolo secondario, per il prevalere del'aparato scenico
grandioso in grado di crearne scene di grande feto sul publico secondo il gusto barroco del
meraviglioso nonch per la virtuosistica brabura in cui gareciavano i cantanti.
Nei melodrami che Metastasio prese a comporre il testo diveniva elemento centrale grazie alla
musicalit intrinseca ai versi quella delle parole che conservava il suo rilievo entro la partitura
musicale vera e propia. Mentre alle situazioni inverosimili al intrecci complicati o incongruenti alla
psicologia dei personaggi si sostituivano una tenta linealit della trama e una credibile dinamica dei
sentimenti rapresentati.
Dopo il primo melodrama che si titola Didone abandonata in 1724 che ricosce un enorme suceso
comunche fu rappresentato i sucesivi melodrammi procurano a loro autore un fama presto europea e
la nomina di poeta cesareo (imperiale) a la corte di Viena dove si trasfer nel 1730 stimato e
benvoluto dagli asburgo
Il illuminismo (la ilustracion)
1. In inglaterra John Locke aveva tiorisciato il literatismo: uno stato di eguadiancia in cui
ogni potere e.. nessuno dopo
2. In Francia: nel primo settecento: uno dei grandi della nuova cultura. Montesquieu
insegn che la legge non pu essere che la ragione umana in quanto governa tutti poteri
della terra
Nel secondo settecento un altro francese Roseau appelandosi alla natura pi che alla
raggione avebre visto lo stato come i fruto di un contratto opato sociale che gli uomini
sotto scrivono liberamente alla fine di questo proceso non gli francesi vegliarono ..
dobunque .. lo stato assoluto scedete il paso a forme di governo diverse: la monarchia
costitucionale di ingliterra, la republica in francia nel statuto unichi.
3. Una strada ancora diversa fu perseguita dal austria: quella del assolutismo illuminato che
f sistema caratterisciante del et del iluminismo. Lassolutismo illuminato era in certo
senso una soluzione di compromeso: era lo sfoncio di alcuni sovrani per conciliare il
proprio potere con gi interesi generali dei subiti a secoltando abitura .. e fomentando le
spinte al amodernamento che derivano dal proceso storico. Il principe intendeva ancora
governare solto da ogni vincolo: niente corpi eletti e niente istituti non soggetti a le sue
diretive e al suo controllo ma anche per lui lobblig di esercitare il potere in funzione
della pubblica utilit, perci la formula de Luis XIV non funzionava pi e riassumere
la nuova concezione dello stato furono le parole di Giuseppe ii: tutto per il popolo niente

con il popolo o meglio ancora laffermazione di essere il primo servitore dello stato,
lo stato di polizia (pubblica e amministrazione): lo stato visto come una enorme
machina amministrativa a cui vertice c il sovrano solto Luis solo da ogni vincolo; lo
stato ha il diritto e il dovere dintervenire in tutte le manifestazioni della vita che
religiosa e privata fino a regolare il culto lo svolgimento del matrimoni e dei funerari
4. In Italia: in tanto lItalia era passata dal dominio e dal egemonia spagnola a quella
austriaca e perci nella seconda met del settecento la maggior parte del stati che la
componevano erano governati secondo i principi del assolutismo illuminato. Da legittimi
sovrani o dai ministri che governavano dalla loro piena firugia, perci la politica del
assolutismo illuminato doveva incontrare il consenso di quanti si riconoscevano nella
nuova cultura scientifica e filosofica tanto pi che i sovrani illuminati per riformare lo
stato avevano bisogno di funzionari moderni aperti a una concezione nuova della vita
sociale e quindi potevano offrire a tutta una generazione di intellettuali cariche e onori e
dovevano trovare il consenso dei ceti borghesi sempre pi larghi, pi ricchi, pi coscienti
di se e de la propria forza. Lilluminismo italiano non fu un movimento filosofico nel
senso stretto e tecnico della parola e quindi non fu un moto fortemente unitario. fu pi
toso una tendenza
Fu una cultura che ognuno se la costru a modo suo secondo le esigenze dei vari stati italiani
secondo i suoi propri interessi professionali secondo la sua diversa natura dei uomo, ma il risultato
di questi voci fu un coro solo, un movimento quanto mai nel suo complesso uniforme contratti che
lo distinguono nettamente degli anni precedenti della arcadie e dalle et seguenti quando anche nel
Italia fu vestita da ciclone della rivoluzione francese e delle vicende che poi ne seguivano.
Lessico o parole degli anni del illuminismo:
Il francesi si costruiscono con lespressione lage des lumieres e gli italiani contemporanei la
tradussero con let dei lumi, e pi tardi diserr rischiaramento e in fine inventarono il termine
che si usa oggi illuminismo.
Le parole come si vede sono diverse, ma tutte varianti di una spesse immagine metaforica: let che
quelli uomi vivevano era vista come una stagione felice in cui la ragione jugava le tenebre che
prima avvolgevano il mondo e faceva luce. Limmagine variata in tutti modi possibili dagli uomini
dellilluminismo pass a quelli della rivoluzione francese, il suo punto pi alto lo tocc forse in quel
Patro magico che Mozart compose nel 1791 la nosteso della sua morte quando gi la revoluzione
era in corso. Nela chiusa la regina della note sprofondo con i suoi sottoterra nelle tenere e il tempo
dei sole splendente appare e si alza comincia luminosa unet nuova, un mondo libero da servizio e
da ignoranza, alcuni storici parano di un mito solare della rivoluzione. La metafora racchiudeva un
modo di coscieti esperance. Racchiudeva una filosofia della storia, collegandosi a tesi che si erano
affacciate gi con lumanesimo (la distinzione tra let antica, la media quella della rinascita) e
durante il seicento nella polemica tra i antichi e moderni. Ma ora anche il rinascimento e parte dei
seicento veniva inglobati nel et delle tenere, let della luce cimciava con Galilei, con Niunton e
con le filosofie del settecento: raggionalismo, impirismo, ecc. Cera la volont di raggionarizare la
vita degli uomini e le loro istituzioni sociali alla luce stantante della ragione, pi tarde nel pieno
della revoluzione il francesi in alzarono un tempio alla ragione e nel nome di essa e della natura
proclamarono il diritti del uomo: di tutti gli uomini al dir di ogni diversit di razza e nascita, di
colore e di fede.
Un'altra parola chiave fu filosofia era nata in Grecia secoli prima di cristo per definire lamore e la
ricerca della cultura e di quella verit che della cultura matrice e fine. Nel seicento e settecento la
parola aveva assunto un significato non pi strettamente intellettuale per indicare non limpegno in
una particolare disciplina, ma lattivit intellettuale nel suo complesso. Ora con gli illuminismo la
parola stesse il suo ambito e filosofo divenne il uomo che il secolo si poneva come il modelo quale
pi forse la sua condizione sociale.
Mercante fu un'altra delle parole chiave della cultura e della societ dellilluminismo. La societ dei

cumini aveva idealizzato il laico contrapponendolo al chierico, quella del rinascimento, il


corteggiano che poi era diventato il inceltelman diutto lEuropa aristocratica; il illuminismo
idealizz il mercante, il grande importatore e esportatore, operoso, attivo, onesto, fonte della
rechesa di una nazione contrapponendolo al aristocratico orgulloso della sua nascita, cultore dello
spagnolesco .. onore galan di scortecciatore di dame ma socialmente unitile con lui scrisse parini
che da tutti servito annulla serve
CARLO GODONI
Carlo Goldoni (1707-1793): Il gran teatro del mondo aveva definito Metastasio in una sua lettera la
manirit e il engagni di uomini e i due termini di teatro di mondo ritornano insieme, ma in un
rapporto diverso nella pervasione del autore alla prima raccolta delle commedie 1750 nel pi
grande commediografo della .. Carlo Goldoni.
Nato a Venezia nel 1707 aveva compiuto gli studi nelle vari citt, in cui il padre esercitava la sua
professione di medico fino laurearsi in gidisprudenza a Padova. Una vivace e precoce per il teatro
(che giovanissimo laveva spinto a invarcarsi da rimini a Chioggia con una compagnia di attori) si
era manifestata mentre apprendeva la carriera di avogato con la composizione di tragedie,
tragicommedie, melodrammi, per il teatro veneziano di salsa muere siretto dallatore Giuseppe
irme. Di questo periodo sono anche alcune commedie tra cui la donna di Garavo de 1743
interamente scritta contro la consuetudine della commedia dellarte che lasciava i dialogo al
improvvisazione degli attori. Problemi .. familiari lo indussero a lasciar Venezia per Pisa dove
rimase fino al 1748 facendo lavocato e continuando ascrivere per il teatro: Il servitore di due
padroni e i due .. veneziani. Rientrato a Venezia diviene scrittore del teatro Santangelo, in questi
casi compose commedie sempre pi svincolate dalle forme tradizionali: La puta onorata, La
famiglia del antiquario, La pamela (in cui per la prima volta non appaiono le masche, il teatro
comico, il bugiardo, la bodega del caffe, la serva amorosa, e in fine la locandiera.
Si sottopose addunvero tour de force con gli impegno di presentare per la stagione (1750-51)
sedici commedie nuove e daffrontare la concorrenza dungani vace come il. Pietro Phiari.
28/10/2015
Alcuni della fama e della maturit de artistica, laci per culcuni periodi Venezia per lavorare nei
teatri di parma e di Roma. Tra 1756-1759 citt in cui trov lispirazione per Gli innamorati, scritta a
bologna nel 1759 in una sosta del viaggio di ritorno, le sue innovazione tematiche, lestrazione
pleblea dei personaggi i ambienti e le situazioni messi in scena gli avevano attirato le critiche dei
reazionario Carlo Godzi che lo accus di proporre dei contenuti sovversivi e immorali e con le sue
chiave teatrali ebbe il favore del pubblico in questi anni Goldini aveva comunque ormai conquistato
il suo teatro realizzando con libert e sicurezza capolavori come La trilogia della villeggiatura: les
manie per la villeggiatura; le aventure della villeggiatura; il ritorno della villeggiatura. Mastanco di
contrasti di polemiche suscitate dai suoi rivali si trasfer a parigi dove era stato invitato a dirigire la
commed italie. La rapresentazione di Una di le ultime sere di carnavale del 1762 segn il concelo
della sua citt e del suo pubblico a parigi a mani in cuore dovete tornare inicialmente al linguaggio
della commedia dellarte che il pubblico francese essigeva da un teatro italiano. Realiz ancora un
capolavoro con Il ventaglio di 1764 e scrisse in italiano il burbero benefico.
Dal 1784 prese a scrivire le sue memorie in francese (Memories, 1787). Insegnante di italiano delle
figlie di Luigi XV e vete a re una penzione che la converzione di torse del 1792, ripristinandola
lanno dopo proprio al indomani della sua morte (6 febraio 1793).
Sono circa 250 le opere teatrali di boldoni delle quali le commedie superano il centinaio, una
produzione pressoch esterminata comprendente non pochi capolavori in un gran numero di testi
comunque notevoli qui ebbe un enorme sucesso attestato dalle frequentisime rappresentazione una
produzione che se articola nei vari periodi della attivit goldoniana:
1) Gli anni della collaborzione con Giuseppe Imer, per il teatro sansamuele, (1734-1743)
2) La parentesi pisana 1743-1748

3) Quelli del contrato Medebach preso il teatro santangelo (1748-1753)


4) Quelli del tetaro san Luc (1753-1762)
5) Quelli parigini atraversi i quali e posibile siguire un percorso biografico e letterario.
Goldoni avvocato scrittore di teatro fino al 1748 quindi scrittore di teatro a tempo pieno in fine
autore di teatro riconosciuto che pu permetersi libert di movimento di scelta e di azione
assumendose piana responsabilit e quindi sponendose anche alle critiche, anche se non scrise mai
opere de tipo teorico, Goldoni si soferm pi volte su la propria idea della commedia analizando le
sue intenzioni e risultati conseguiti negli introduzioni che acompagnano le vari pubblicazioni
succesive delle commedie, indicazioni annaloge sono presenti anche in alcune pagine del
Memories, che in oltre ci informano sulla cultura letteraria teatrale del autore. comunque certo che
fu vivacemente attento alle discusioni che si esvolgievano intorno alla commedia del arte e apperto
a quanto avveniva del teatro europeo, ma il tempo estesso vicino esensibile allesperienza
militante degli attori e sopra tutto alle reazioni del pubblico, al centro di questa sorta di dialettica
del teatro fu appasionato indagatore e conoscitore come nessunaltro degi intreci interni della
commedia che penetr.
Lui il riformatore del teatro delle maschere non disdegno di dare allspectattori gli arlechini i
pantaloni le colombine le rosaure il brigella, lui attacato per il suo realismo per fino materiale e
triviale si conoscese escrusione essotiche (come nella sposa persinana) e port in scena personaggi
dellidentit esclusivamente letteraria come la pamela di Richard Son. Se il caminno dellariforma
goldoniana in realt chiaro nelle sue linie principali dellimproviziazione al testo scritto (Goldoni
considerava la donna di garvo la sua prima commedia) dagli scenari della commedia dellarte alla
verit di certi ambienti delle commedie corali o di certi comportamenti (linammorati) dalla fisit
delle maschere ai caratteri peronaggi esemplari di una tipologia psicologica con le loro infiniti
variazioni il suo percorso non lineale: Goldoni non rifiuta nessuna delle forme del teatro
predeggiudizialmente ma ricava da ognuna di esse al momento oportuno elementi e aspetti utili alla
realizzazione scenica che persegue. in questo senso che va intesa la afermazione ricordate della
prefazione alledizione del 1750 delle sue commedie: i due libri sul quali o pi meditato e di cui
non mi pentir mai di essermi servito furono il mondo e il teatro. Ma aggiungendo subito che per
Goldoni il teatro su cui medita a sua volta mondo fedelmente rappresentato (quanto si
rappresenta sul teatro non deve essere se non la copia di quanto accade nel mondo) e il mondo e
gi pronto a tale rappresentazione (mi mostra tanti e poi tanti vari caratteri di persone meli dipinge
cos al naturale che paiono fatti a posta per soministrarmi abondantissimi argomenti di graziose ed
istrutive commedie). Se il punto i partenza lantibarochismo comune a tutta la cultura di quel
tempo del conseguente e complementare al magistero dei classici non c traccia ed questo un
ulteriore motivo della versione di Carlo Godzi perch la prodo di Goldoni sembra essere pi tosto la
concezione di vita come il teatro, dalla commedia del arte Goldoni conserv gli elemnti piu vivi del
linguaggio teatrale: il ritmo scenico la costruzione del dialogo che ha assimilato gli attori
convertendoli in su reale deformazione comica per esempio: i due gemeli veneziani, sono un
canovazio che vive soto la comedia scrita.
Del dialeto che era di norma asociato alle laschere Goldoni si servito in tutte le sue possibile
funzione puramente individuazione dei personaggi plebei a contrasto con queli borghesi, realistica
ed evocativa come ella mirabile sinfonia delle baruffe delle bozotte dove la paralata dei percatori di
Chiozia lelemento che garantisce lintima solidariet di quel grupo umano diviso da ferozi e
numerosi contrasti, da litigi che lautore, giovane coatore della cancelleria criminale di Chiozia
aveva conoscuto nel 1729 e che qui riproduze con affeto.
30/10/2015
Le lemorie La seconda parte di 46 capitoli occupata quasi interamente dalle informazioni sulle
commedie del autore e su sui rapporto cui pubblico e col mondo del teatro e arriba fino le partenza
dei parini del 1762 in fine la terza parte di 40 capitoli describe il periodo trascorso in francia e
fornise una vivace descrizione del mondo del teatro fancese e della corte.

GLI INNAMORATI: 3 actos: 1 acto 11 escenas, 2 acto 15 escenas, 3 13 escenas.


Acto primo: Fiamina esorta la sorella Eugenia a non continuare a tormentare con la sua gelosia il
promesso sposo il giovane Fulgencio, ma Eugenia persiste, cerca di capire segreti della vita del
fidanzato al servitore chiede e fade le domande attribuendo spropositata importanza alle attenzioni
que egli dedica alla cognata Clolinda acerta che la sorella Flamigia scriva in sua vece (en su lugar)
una lettera a Fulgencio e poi la strappa in tanto arriva a casa il vecchio Fabricio, ci e tutore di
Eugenia con un amico, Roberto di cui fa molte lodi e per il quale d ordine al servo Succianespole
di preparare un gran pranzo. Fulgencio che aveva prima meditato di rompere la sua relazione con
Eugenia affilando la comunicazione di questa decisione al amico Ridolfo ora si pente e arriva in
casa di Eugenia con la quale ha un colloquio in cui reciproche profferte da amore e dispettose
ripicche si alternano.
Atto segundo: Flaminia cerca di rimediare al comportamiento di Eugenia accordandosi con Ridolfo,
lamico di Fulgencio, in tanto il vecchio Fabrizio ritorna in casa con le provviste per il pranzo e
continua lorare tutto (lospite Roberto Ridolfo, le vivande), e poi obbliga Eugenia a conservare con
Roberto il quale dopo aveva preso che fa il due innamorati c qualche screggio dichiara la sua
disponibilit verso di lei dal momento che non si possono prevedere i casi. Arriva in tanto
Fulgencio si succederono alcune scene nelle quali il dialogo generale (al interno del quale il due
innamorati inseriscono le loro reciproche punzecchiature) interrotto dalle apparizioni del vecchio
Fabrizio e dai suoi dialoghi con sugianespole che mettono a nudo la miseria della casa dove non ci
sono posate sufficienti per tutti gli invitati (oltre allospite Roberto anche Ridolfo e Fugencio).
Senza darsi pensiero di so, invita anche Clorinda, la cognata di Fulgencio, che proprio loggetto di
celosia da parte di Eugenia, finalmente Fulgencio e Eugenia rimasti soli hanno modo di chiarire il
loro sentimenti e di esprimersi la reciproca intensit damore, ma larrivo di Clorinda provoca fra i
due innamorati un nuovo scontro.
Atto terzo: il pranzo si risolve in un litigio tra Eugenia e Clorinda e in un generale visaggio Eugenia
disperata confortata esagamente consigliata dalla sorella. Al arrivo di Fulgencio i due innamorati
prima alla presenzia di Framinia e dopo da soli cercano di chiarire la situazione, ma quando
Fulgencio non permette che la cognata torni a casa da sola e decide da accompagnarla di nuovo
litigio: Eugenia diventa sarcastica ma poi da sola si abbandona alla disperazione dopo sollecitata del
tutore Fabrizio finisce concedere alle insistenze di Roberto (signore disponete di me) che per
immediatamente esige la dote che il vecchio tutore non per altro in grado di dare: da ci lulteriore
disperazione di Eugenia ma ecco che arriva Fulgencio e ha luogo una dei soliti dialoghi fra i due
alla notizia che Eugenia si promessa da Roberto, Fulgencio imprecandola la abbandon, ma
vedendo che la sviene invoca aiuto. Ripresi i sensi Eugenia ha come una nuova consapevoleza di se
e della sua situazione: ammette il suoi torti e dichiara senza riserve il sentimento che stato alla
base dei suoi comportamenti: lamore per Fulgencio, la commedia termina con qualche battuta
ironica e con la morale annunziata da Eugenia.
LA LOCANDIERA:
Tra le pi celebri commedie del teatro i tutti i tempi la locandiera fu rappresentata per la prima volta
nel 1753 al teatro sant angelo di Vnezia dalla compagnia medeva di cui Goldoni era poeta stabile.
Goldoni la defin: fra tutte le commedie da me sinora composte la pi morale la pi utile la pi
istruttiva anche e soprattutto assumere perch essa svella di quali arti sopraffine si servano le
donne per innamorare gli uomini. Al di l per lopinione del autore La locandiera fonda la propria
originalit tematica sul ruolo inconsueto che la donna assume nella vicenda e che certo di notevole
audacia nel settecento il personaggio di Migrandolina sub notevoli evoluzioni interpretative nel
ottocento fu vista come la civetteria e la vivacit affascinante fatte persona. Nel novecento si tende a
privilegiarne il carattere concreto non senza tratti evidenti di frigidit.
La locandiera ha nelle vicende del teatro de nostro secolo un importanza particolare: fu in solo
avesti mento nel 1952 con la regia di Cino Biscondi sulle scene la rilettura critica del teatro
goldoniano, strapandolo al limitativo giudizio del teatro ottocentesco che nel Goldoni vedeva
soltanto piacevolezza e dimostrando invece il concreto e disincantato spirito realistico.

Resumen: la locanda di Mirandolina a Firenza molto ben frequentata medito del buon trattamento
ma anche delle grazie della locandiera: una giovane donna vivace e intraprendente che ha ereditato
del padre la locanda e che invece di maritarsi e di lasciare a dun uomo la conduzione degli affari se
ne assunta la gestione con decisione. Tutti si innamorati di lei, molti arrivano al punto di chiederne
la mano, ma Mirandolina non si lascia incantare. Suo padre su letto di morte, certo preoccupato del
suo avvenire le aveva raccomandato disposare Fabrizio, il fedele cameriere che la iuta nella Locana,
ma per questo c tempo. La disinvoltura di Mirandolina piace poco a Fabrizio che non solo
devoto e vuole bene a Mirandolina, ma sa anche che sposare la padrona lo sistemerebbe per sempre.
Fabrizio si avventura in qualche timido invito alla prudenza ma Mirandolina fatta cos civetta
senza farsi cuoi compungere. A disputarsi le grazie di Mirandolina sono il marchese di Fornipopoli
e il conte dAlba Fiorita, il primo un nobile decaduto che ha venduto il marchesato il secondo un
borghese archito che si comprato un titolo di conte ambe due la corteggiano offrendole ci che
hanno: il marchese da sua protezione il conte il suo denaro ma poich essa rimane differente i due
passano il tempo a polemizzare con la cordiale antipatia dei due opposti mondi che essi
rappresentano a complicare le cose arriva un giorno a locanda un terzo gentil uomo, il cavaliere di
Riprafatta che un nemico di chiarato delle donne.