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Polonia Sacra 18 (2014) nr 1 (34) s.

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Baej Strzechmiski OFMCap

Il fenomeno della sofferenza


di padre Pio da Pietrelcina...

descritto nelle lettere


al direttore spirituale padre Benedetto
Nel presente articolo voglio presentare ifenomeni della sofferenza,
descritti da Padre Pio da Pietrelcina nelle lettere al suo direttore spirituale padre Benedetto da San Marco1 in Lamis. Usando il metodo teologico, cercer di cogliere dallEpistolario di padre Pio itratti distintivi
del dolore fisico edella sofferenza spirituale omorale per analizzarli.
Questa tematica nuova, perci non ci sono ancora istudi dedicati
escluivamente ad essa. Piano del lavoro sequente. Nel primo paragrafo presenter, come una sorta di base letteraria, labreve caratteristica dellEpistolario I, ponendo lattenzione ai tre elementi: lautore
eil destinatario dellepistolario ela corrispondenza tra di loro. Nel secondo paragrafo mostrer il fenomeno della sofferenza, come lanozione generale, da due prospettive: idolori fisici ela sofferenza spirituale
omorale. Vorrei descrivere le sfumature dei dolori fisici, raggruppandoli in classi: la prima, della causa naturale, cio le malattie ela seconda,
1
Padre Benedetto Nardella (18721942), cappuccino italiano della Provincia di Foggia.
E stato scelto come direttore spirituale da stesso padre Pio nel 1905 elo rimasto fino al 1922.
Altre notizie su padre Benedetto si trovano nel presente articolo nel 1.2. Padre Benedetto, il destinatario delle lettere.

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della causa sopranaturale, dellorigine diabolica, come le vessazioni


diaboliche edellorigine divina come la transverberazione del costato
edel cuore ed anche le stimmate. Alla fine caratterizzer la sofferenza
spirituale omorale in genere, epur particolare, conseguendo con la
descrizione della notte oscura ed indicando alcune cause dellesofferenze spirituali, come timori etentazioni.
1. Epistolario I: lautore, il destinatario ela corrispondenza
LEpistolario I.Corrispondenza con idirettori spirituali (19101922) unvolume chiave per la conoscenza di padre Pio, un volume-base per scriverne lavita emettere in debita evidenza le eccezionali ricchezze della
sua anima2. La corrispondenza epistolare la buona testimonianza della sua propria edistintiva personalit, proiettando una luce pi divina
che umana, sulla figura spirituale del protagonista, perch contiene la
rivelazione di esperienze mistiche sopranaturali3 emanifesta le sue caratteristiche psico-fisiologiche. Lepistolario ha evidenziato in padre Pio
una notevole capacit di scrittore. Lumile frate da Pietrelcina si far apprezzare come lo scrittore con lo spirito delletterato, lanimo dellartista, il cuore del poeta4 facendo apparire la ricchezza dei suoi pensieri
ela profondit delle esperienze mistiche. Sul cammino spirituale il mistico sofferente sar accompagnato da padre Benedetto, che rimane il
suo direttore spirituale, il maestro pi autorevole edecisivo, acui sono
indirizzati personalmente iresoconti di coscienza pi importanti epi
minuziosi. La corrispondenza epistolare ci mostrer il modo ela frequenza dei rapporti intercorsi tra padre Pio epadre Benedetto ece ne
chiarir anche imotivi.
2
Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario I.Corrispondenza con idirettori spirituali (19101922),
acura di M. da Pobladura eA. da Ripabottoni, SanGiovanni Rotondo 19953.
3
L. Ciappi, Padre Pio alla luce del suo epistolario, in Congregatio de Causis Sanctorum,
Sipontina, Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Pii aPietrelcina, sacerdotis professi OFM Cap.
(Francesco Forgione. Pietrelcina 1887San Giovanni Rotondo 1968), Positio super virtutibus, Biografia
documentata, III/2, Romae 1997, p.246.
4
A. DErrico, Padre Pio scrittore, acura di G.Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1984, p.85.

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Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

1.1. Padre Pio autore dellEpistolario I

Voglio esordire con un passo tratto dalla presentazione di padre Pio


come lautore dellEpistolarioI. Nel primo paragrafo descrivo la personalit delreligioso cappuccino mediante le caratteristiche psico-fisiologiche, quelle che fanno emergere la sua ricchezza affettiva, dimostrando
lesteriorizzazione deisentimenti amorevoli ele manifestazioni scostanti, che testimoniano il suo sistema nervoso molto sensibile enotevolmente delicato, elencando alcune caratteristiche della sua sfera fisiologica epsichica. Nel secondo paragrafo, invece, faccio un abbozzo del
suo carattere come scrittore. Vorrei esaminare le lettere di padre Pio,
sotto laspetto di scrittore, indicando iseguenti elementi: laconoscenza delle varie lingue, le norme generali nello scrivere le lettere, ledifficolt ad esprimere lesperienza mistica, gli eidola lessicali, il tono, lo stile ela sensibilit poetica.
Prima voglio considerare, in modo generale, tutto ci che costituisce
il carattere personale di padre Pio come mistico ecome autore dellEpistolario I.Supponiamo che non sia possibile conoscere il suo carattere mistico, se non lo si studia nella sua concretezza, tenendo conto delle sue doti edeisuoi difetti naturali:
Il mistico, nella sua concretezza enei suoi stati particolari, non si spoglia, ndelsuo
temperamento, n delle sue infermit fisiche, n dei suoi nervi, ndellasua cultura intellettuale omorale, n della sua recettivit rispetto agliinflussi ambientali, in
una parola, n della sua fisiologia, n della sua psicologia5.

La corrispondenza ricca di rilievi esfumature, che riecheggiano,


daunaparte, le caratteristiche umane di padre Pio, svelando parzialmente il suo carattere etemperamento6 e, dallaltra, il lento lavorio della
grazia che perfeziona la natura. Vi sono varie classificazioni dei tempe5
J. Marchal, tudes sur la Psichologie des Mystiques, vol. I, Paris 1938 (trad. it. acura di
E.Balducci), p.173.
6
Cf. Marcozzi V., Considerazioni sui fatti straordinari diPadre Pio, in Congregatio De Causis
Sanctorum, Sipontina, Beatificationis etCanonizationis Servi Dei Pii aPietrelcina, sacerdotis professi
OFM Cap. (Francesco Forgione. Pietrelcina 1887San Giovanni Rotondo 1968), Quaestiones selectae, vol.
IV, Bari, 1997, p.221.

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ramenti. Cercho distudiare le caratteristiche psico-fisiologiche del religioso cappuccino, manifestate nellEpistolario I.Corrispondenza con idirettori spirituali (19101922).
La ricchezza affettiva di padre Pio superiore alla norma: lo dimostra, sianellesteriorizzazione dei sentimenti amorevoli, sia, nonostante il freno che impiega, alle volte, nelle manifestazioni aggressive,
scostanti7. Le manifestazioni amorevoli si riscontrano nelle espressioni affettive aidirettori spirituali, per esempio: non vi mando un bacio poich troppo poco per le fatiche sostenute per me, ma sibbene
vi mando tutto quello che ho nel cuore per voi ossia una tenerezza infinita8 enel modo in cui manda gli auguri per lonomastico ele feste
pasquali enatalizie ai direttori, manifestando la sua cordiale amicizia
egratitudine9. Conosciamo gli atteggiamenti scostanti attraverso la
loro descrizione fatta da padre Pio equando egli si rammarica, nonostante ipersistenti sforzi, di non riuscire acontrollarsi: Mi rammarico che, senza volerlo esenza avvertirlo, qualche volta mi accade di alzare un po la voce in ci che riguarda la correzione10 oppure confessa
con sincerit: senza che lo voglia, vado soggetto ad atti dimpazienza11. Il religioso si presenta anche come uomo impetuoso, ma questi
scatti dira non erano colpevoli, perch causati spesso, se non sempre,
da motivi sopranaturali. Scrive al padre Benedetto:
Il tutto si compendia in questo: sono divorato dallamore di Dio edallamore delprossimo. [] Credetemi pure, padre, delle sfuriate, che alle volte ho fatto, sono causate
proprio da questa dura prigionia, chiamiamola pure fortunata12.

A una forte emotivit, padre Pio accompagnava un sistema nervoso


molto sensibile enotevolmente delicato, risentendo di alcuni effetti poco
desiderabili, sianella sfera fisiologica che in quella psichica13. Nella sfe

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Cf. V.Marcozzi, Considerazioni sui fatti straordinari di Padre Pio, in QS, 221.
Epist. I, 256.
Cf. Epist. I, 344; 491; 1250.
Epist. I, 1170.
Epist. I, 883.
Epist. I, 1247.
Cf. V.Marcozzi, Considerazioni sui fatti straordinari di Padre Pio, in QS, 224.

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ra fisiologica si notano: prostrazioni edebolezza14, mal di capo con frequenza15, intensi sudori16 evomiti17. Questargomento lo vogliamo sviluppare nella seconda parte di questo capitolo, nel paragrafo dedicato
alle malattie di padre Pio. Nella sfera psichica frequente lansia olangoscia18 elo scrupolo19. Vediamo queste affermazioni neisuccessivi paragrafi che trattano delle differenti cause della sofferenza spirituale. Le
caratteristiche psico-fisiologiche di padre Pio con la sua ricchezza affettiva econ il suo sistema nervoso molto sensibile enotevolmente delicato
sievidenziano dalla corrispondenza ai direttori spirituali. Ci siamo fermati brevemente su ciascuna di esse, ponendo lattenzione allesteriorizzazione deisentimenti amorevoli ealle manifestazioni scostanti, ed
elencando alcuni effetti nella sfera fisiologica enella psichica.
Insequito rivolgeremo lattenzione sugli elementi della sua produzione letteraria come: la conoscenza delle varie lingue, le norme generali nello scrivere le lettere, le difficolt ad esprimere lesperienza mistica, gli eidola lessicali, il tono, lo stile ela sensibilit poetica. Dobbiamo
anche ricordare che la sua attivit letteraria abbraccia soltanto dodici anni, dal 1910 al 1922. Questi sono iprimi della sua vita sacerdotale erappresentano una piccola parte della sua vita naturale espirituale
durata ottantuno anni. Allinizio, voglio accennare alla conoscenza delle varie lingue da parte dellautore dellEpistolario I.Nelliter scolastico
padre Pio non aveva studiato nfrancese, n greco, noi non sappiamo
come equando egli da autodidatta studi queste lingue, ma, proprio negli anni 19121915, padre Agostino gli scriveva lelettere ora in francese, ora in greco20. Il religioso riferisce che il suo angelo custode gli traduceva il greco egli faceva anche da maestro nella spiegazione di altre
lingue21 ein qualche lettera risponde addirittura in francese corret

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Cf. Epist. I, 230; 483; 490; 495.


Cf. Epist. I, 381; 583; 797.
Cf. Epist. I, 180.
Cf. Epist. I, 190.
Cf. Epist. I, 756759.
Cf. Epist. I, 185186; 278.
Cf. Epist. I, in nota (2), 302; 304.
Cf. Epist. I, 304.

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to22. Padre Pio conosceva bene il latino elo deduciamo non soltanto
dalla quantit equalit delle citazioni edei riferimenti, ma anche dalla
lettura delle sue lettere, dove questa lingua fu il punto di riferimento
mentale, quanto atermini, moduli eimpianti strutturali della sua prosa: il suo italiano risente esa di latino23.
Nelle lettere di padre Pio troviamo le espressioni tolte dal dialetto parlato eitalianizzate. Egli amava esprimersi talora nel suo dialetto
elitaliano che scriveva era agile esemplice. La norma che segue generalmente nello scrivere le sue lettere realizzare chiaro elimpido con
la tensione necessitante del sentimento, senza retorica, senzaintenzionalit celebrarli deffetti24. Cos, la lettera del 7aprile 1915 apadre
Benedetto dominata da fervido rigore logico econoscenza della terminologia dellalogica, in una forma che appare severamente controllata: dalluso degliaggettivi (se non con animo ilare, almeno con animo
forte; cordialissimi ringraziamenti ed infinite benedizioni, con solenne promessa) acerti costrutti cui sottostanno strutture latine (questa di lui assistenza; veggo inferiore essere il mio amore)25. Imistici
di tutti tempi hanno lottato sempre con linsufficienza delvocabolario
per esprimere le loro mistiche elevazioni ela straordinaria esperienza
dellunione con Dio. Le idee eipensieri oltrepassano ilimiti della parola edella penna. Padre Pio aveva lo stesso problema. Quando, nelle lettere ai suoi direttori spirituali, deve esprimere la sua esperienza mistica, egli avverte elamenta linsufficienza del vocabolario e, comunque,
dellumano linguaggio: Mi vaggo quasi nellassoluta impossibilit di poter esprimere loperazione del diletto26.
In ogni scrittore ricorrono termini con alto indice di frequenza.
Questitermini, gli eidola lessicali, costituiscono la chiave pi sicura per
scoprire ipi riposti sentimenti che vibrano nellanimo di colui che li
adopera. NellEpistolarioI di padre Pio tra itermini che presentano il pi
alto indice di frequenza troviamo: Ges, Dio, il celeste Padre, Croce, de

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Cf. Epist. I, 275; 284; 300; 301; 315.


Cf. A. DErrico, Padre Pio scrittore, 20.
Cf. A. DErrico, Padre Pio scrittore, 25.
Cf. A. DErrico, Padre Pio scrittore, 3031; Cf. Epist. I, 555558.
Epist. I, 1112; Cf. Epist. I, 265.

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solazione, agonia, trafiggere, martirio, sofferenza, pene, dolore, amore,


carit, notte (alta, tetra, oscura: dellanima), buio, tenebre, lamenti, lacrime, fiat27. Questi termini punteggianti lEpistolario Igli venivano indubbiamente con immediatezza eda soli bastano afare luce profonda
sulle tormentose eamare sofferenze della sua anima oltre delsuo fisico.
In molte lettere che hanno tutta laria di essere delle esposizioni omeglio delle confessioni, dal tono semplice, improvvisi, scattano sovente
il colpo dala elimpennata lirica. Ad esempio, nella lettera del 6gennaio 1917 apadre Benedetto, il cui tessuto generale di tono assai umile,
improvvisamente la prosa seleva alta eardita, in una descrizione realistica edrammatica:
Fitte tenebre coinvolgono il mio spirito, ed altro non veggo se non buio esempre buio,
altro non vi scorgo se non il movimento di fiere, che minacciano di farmi loro preda;
altro non ascolta il mio udito se non il continuo ruggito di dette fiere, che mifanno
morire itutti imomenti per lo spavento28.

Le lettere sono scritte in stile piano esemplice, alle volte anche disadorno enon privo di errori grammaticali elessicali. Anche se avolte stende la minuta evidente che non lima letterariamente quanto ha
scritto. Per isuoi scritti non sono privi dimmagine ed espressioni eleganti epoetiche. Padre Pio nelle sue lettere adopera immagini semplici,
estratte dallaconcreta esperienza edalla viva realt della vita edella natura, coloro che compaiono spesso le suggestioni poetiche29. LEpistolario
Ipresenta il tessuto dellesposizioni punteggiato da suggestive immagini liriche, autentici aliti di poesia, ora delicati ora vibranti30. Padre
Pio, nella lettera del 20 giugno 1915 apadre Agostino, presenta una definizione della fede cristiana:
[] fiore che Iddio pietoso fa sbocciare tra le spine del dolore, innaffiato dallelagrime dellanima che pazientemente soffre, che umilmente ai divini voleri siuniforma
eche caldamente efervidamente prega31.


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A. DErrico, Padre Pio scrittore, 50.


Epist. I, 858.
Cf. A. DErrico, Padre Pio scrittore, 73; Cf Epist. I, 773; 1057.
Cf. A. DErrico, Padre Pio scrittore, 73; Cf Epist. I, 312; 328; 356; 358; 384; 572; 842; 1089.
Epist. I, 595596.

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Le lettere del religioso, come quella gi presentata prima, mostrano


sempre un tono di vivo eprofondo calore umano sulle sofferenze altrui
esono dettate davivo slancio damore. Padre Pio, sotto laspetto di scrittore, viene acollocarsi tra igrandi scrittori di ascetica edi mistica non
soltanto per il contenuto dei suoi scritti, ma anche per quelle possibilit espressive32. Possiamo aggiungere che nellEpistolario Ivi ungruppo di lettere di una straordinaria bellezza letteraria espirituale, degne
di comparire in una antologia di spiritualit. Questo gruppo degli scritti
contiene ipi complessi stati della vita mistica descritti con meravigliosa limpidezza di linguaggio econ comune chiarezza di concetti.
Condivido pienamente igiudizi del prof. Alfonso DErrico che presenta il religioso cappuccino sotto laspetto di scrittore, riportando ilseguente brano dalsuo libro Padre Pio scrittore, che raccoglie in sintesi il
pensiero dellautore:
Padre Pio non esercit il mestiere del letterato edellartista, pur non mancandogliene, come ho dimostrato, possibilit emezzi, in particolare acutezza diosservazione, intensit di sentimento, sensibilit poetica eil necessario possesso delmezzo
espressivo. Ed una magnifica realt che apadre Pio, che tutte le sue ore impegnava
in dolorosa esofferta opera di corredenzione, piaceva anche lespressione precisa,
fiorita, letterariamente solida, dignitosamente artistica: equesti dotti, da lui possedute, confluivano tanto pi spontanee eimmediate nellapagina, quanto pi intenso era il suo sentimento, pi acuti imoti che sagitavano nellanima. Il che vuol dire
che padre Pio aveva lo spirito del letterato, lanimo dellartista, il cuore del poeta33.

Padre Pio scrittore con lo spirito del letterato, lanimo dellartista


eil cuore del poeta ci mostra la ricchezza dei suoi pensieri ela profondit delle esperienze mistiche. In questo paragrafo, dedicato apadre
Pio autore dellEpistolario I, abbiamo seguito la personalit del religioso
attraverso le caratteristiche psico-fisiologiche, accennando alla sua affettivit eal suo sistema nervoso e, poi, abbiamo fatto unabbozzo del
suo carattere come scrittore. Padre Pio, con la sua produzione letteraria, stato esaminato sotto iseguenti aspetti: la conoscenza delle varie
32
Questo il giudizio che presenta padre Gerardo di Flumeri eprof. Alfonso dErrico; Cf.
A. DErrico, Padre Pio scrittore, 1718.
33
A. DErrico, Padre Pio scrittore, 85.

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lingue, le norme generali nello scrivere le lettere, le difficolt ad esprimere lesperienza mistica, gli eidola lessicali, il tono, lo stile ela sensibilit poetica. Il nostro scrittore si fa vedere come un letterato, un artista eun poeta esoprattutto un mistico che mediante le lettere intime
espirituali cerca laiuto ed iconsigli dei direttori spirituali.
1.2. Padre Benedetto34, il destinatario delle lettere

Prima di proseguire aconoscere dellEpistolario Idi padre Pio necessario tracciare una breve presentazione di padre Benedetto da San Marco
in Lamis, che ha avuto molta importanza esvolto un ruolo delicato, qualche volta quasi determinante, in alcune vicende della vita del mistico di
Pietrelcina. Padre Benedetto Nardella nato aSan Marco in Lamis il 16
marzo 1872. Allet di diciotto anni entr nellOrdine dei cappuccini vestendo labito religioso nel convento di Morcone, alcuni anni prima di
padre Pio. Ordinato sacerdote nel 1898 si dedic con passione allinsegnamento ealleducazione dei giovani. Aveva una preparazione non comune in filosofia ein teologia, ma coltivava anche la poesia ela letteratura. Eccelleva nellarte dello scrivere sia in prosa sia in poesia; aveva un
gusto naturale del bello esi dilettava di pittura edi scultura. Predicava
con facilit di parola ed eleganza di stile. Possedeva il dono particolare
della direzione spirituale delle anime. stato nellOrdine dei cappuccini superiore provinciale per 11 anni (dalfebbraio 1908 al luglio del 1919)
aFoggia, visitatore apostolico di altre province, delegato per capitoli generali, vicedirettore edirettore spirituale delCollegio Internazionale San
Lorenzo da Brindisi aRoma. Ha conosciuto padre Pio il 25 aprile 1903, in
visita aMorcone elha avuto come studente nel convento di San Marco
la Catola durante lanno scolastico 19051906. E stato scelto come direttore spirituale da padre Pio stesso nel 1905 elo rimasto fino al 1922,
quando ha dovuto troncare qualsiasi rapporto sia verbale siaepistolare
34
Per altre notizie su padre Benedetto. Cf. Analecta Ord. Fr. Min. Cap., 58 (1942) p.127s; In
morte del M.R.P. Benedetto da S.Marco in Lamis, LAmico del Terziario, 1516 (19411942) pp. 121
136; Cipriano da Serracapriola, Necrologia dei Frati Minori Cappuccini della provincia monastica di
Foggia, Foggia, 1969, p.457; R.Fabiano, Padre Benedetto Nardella aS. Severo, Studi su Padre Pio,
5/2 (maggioagosto 2004), pp. 193205.

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con il suo discepolo, per ordini superiori del SantOffizio. morto aSan
Severo il 22 luglio 1942.
Le loro relazioni diventano frequenti dopo che padre Benedetto stato eletto provinciale ed ha iniziato ad occuparsi della situazione di padre Pio, costretto avivere fuori convento. Il provinciale continua afare
ladirezione spirituale, cominciata nel 1905. Alla direzione iniziale equasi esclusiva di padre Benedetto si aggiunge, in seguito, quella di padre
Agostino. Per circostanze pi favorevoli di tempo edi luogo proprio
padre Agostino35 che occupa il primo posto per un periodo. La direzione diventa collegiale. Per lintervento di padre Benedetto rimane
sempre pi autorevole edecisivo; alui sono indirizzati personalmente
iresoconti di coscienza pi importanti epi minuziosi. Irapporti di padre Pio con idirettori spirituali sono improntati ad uno spirito di fede
incrollabile. La loro voce per lui la voce di Dio. Idirettori, senza venir
meno al loro compito di guide edi maestri, sentono linflusso trascendente del loro diretto e, aloro volta, diventano suoi discepoli. Non per
iniziativa personale ma dietro richiesta esplicita eripetuto intervento,
il religioso assume le parti di maestro edi direttore dei suoi direttori. Il
nuovo, delicato ed imbarazzante incarico inizia quasi contemporaneamente, verso il 1915, rispetto ai due direttori.
LEpistolario Idimostra il modo ela frequenza dei rapporti intercorsi tra idue religiosi. Le lettere di padre Benedetto da San Marco in
Lamis, letterariamente sono elaborate bene36. Padre Pio era consapevole che il Signore voleva servirsi di lui per svegliargli isuoi divini disegni eil modo concreto di attuarli ed anche per confermarlo sia sulla
realt dei fenomeni sia sul modo di comportarsi neimomenti sofferenti della via verso la cima della perfezione. La scelta di lui, come direttore, era la volont di Ges, come afferma nel contenuto della lettera
35
Padre Agostino nato aSan Marco in Lamis il 9gennaio 1880. Il 19 agosto 1897 entr
nellOrdine dei cappuccini. Elessero pi volte superiore conventuale, per 24 anni consigliere del
superiore della provincia di Foggia, per 9anni ministro provinciale la stessa provincia. Durante
iquasi sette anni di permanenza di Padre Pio in famiglia aPietrelcina, gli fu angelo consolatore, sia attraverso le lettere di direzione esia con frequenti visite personali. Poi, fu collaboratore di padre Benedetto nella direzione spirituale del Stigmatico.
36
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 52.

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del 4giugno del 1918, in cui padre Pio scrive: Rammentatevi che avoi
il Signore miaffid per guida, conforto esalvezza37. Padre Benedetto,
guida spirituale delreligioso, ci tiene ad essere regolarmente informato
dei suoi bisogni edeiprogressi, come pure delle esigenze di Dio asuo
riguardo. Nella sua direzione esigente, alquanto autoritario ed alle
volte sembra poco espansivo equasi staccato, senza indulgere al sentimentalismo38. Testimone convinto dei doni mistici del suo discepolo, li mantenne segreti finch gli fu possibile, enon fu affatto credulo
nellaccettarli. Nonostante certe passeggere difficolt eincomprensioni, lui godette sempre la stima, lavenerazione ela incondizionata adesione di padre Pio. Fu il suo vero maestro nelle vie dello spirito eil suo
autorevole direttore. Padre Benedetto da San Marco in Lamis, mostrato come autorevole ministro provinciale, esperto nella direzione delle anime, acquista presso il suo confratello di Pietrelcina un tale prestigio da diventare la sua guida, il suo maestro eperci ildestinatario
della sua corrispondenza spirituale.
1.3. Epistolario Ila caratteristica generale

Voglio adesso presentare il breve studio della corrispondenza letteraria di padre Pio con padre Benedetto da SanMarco in Lamis, esaminando le sue lettere sotto iseguenti aspetti: lorigine, lautenticit del
contenuto, la frequenza ela lunghezza delle sue lettere. La lettura delle lettere di padre Pio, in modo chiaro, ci mostra lorigine eimotivi per
cui sono state scritte. Non giungendo amanifestare per iscritto la sua
vita intima eisuoi rapporti con la divinit n da capriccio n dalla vana
compiacenza, n da qualunque altro motivo umano, se scrisse fu solo
per compiere la volont di Dio eper soddisfare alle impellenti necessit dello spirito, assetato di luce edi conforto39.
Ha un valore programmatico ci che egli scriveva apadre Benedetto
ginellottobre del 1910: Mi scriva, poich mi fanno tanto bene isuoi
Epist. I, 1029.
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 53.
39
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 58.
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consigli emi dica ancora ci che Dio vuole da questa ingrata creatura40. Epochi giorni pi tardi questa ingrata creatura, come egli stesso si chiamava, aggiunge: Se non le dispiace mi scriva, poich mi fanno
tanto bene le sue lettere41. La direzione spirituale di padre Benedetto
attraverso la corrispondenza, come assicura padre Pio, gli fa tanto
bene egli rivela la volont di Dio. Desidera lettere lunghe dal suo direttore spirituale, ma egli piuttosto breve nei suoi resoconti di coscienza, ameno che non fosse stato espressamente richiesto il contrario. Perci padre Benedetto per stimolarlo, ecome reazione al desiderio
di ricevere lettere lunghe, quasi come una minaccia, gli scrive di non
essere breve solo quando tu sarai lungo42. Dal conto suo anche padre
Benedetto desidera che il suo discepolo gli scriva pi spesso epi lungo eil motivo di tale esigenza era duplice: da una parte, vuole essere
informato tempestivamente dello stato dellanima per rendere pi efficace ladirezione; edallaltra, anche egli ha bisogno dei suoi consigli eorientamenti43.
Possiamo anche confermare lautenticit dellEpistolario I.Le lettere
sia quelle di padre Pio che quelle deisuoi direttori sono state trascritte
dagli autografi, quindi ogni sospetto ariguardo sarebbe infondato44. Al
religioso non competeva conservare le lettere spedite aidirettori, iquali
si premuravano di farlo di propria iniziativa. Invece egliconservava le
lettere dei suoi direttori per duplice motivo: per il vantaggio spirituale che ricavava dalla lettura delle medesime eperch cos gli era ordinato invirt dellobbedienza45. Il testo autografo delle lettere si conserva attualmente nellarchivio dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo.
Aquesto criterio siaggiunge il criterio di valore interno del contenuto edella dottrina.

Epist. I, 200.
Epist. I, 203.
42
Epist. I, 1217.
43
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 60; Cf.
Epist. I, 1149; 1231; 1235.
44
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 64.
45
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 64.
40
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Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

Adesso passiamo al contenuto dellEpistolario I.Vogliamo accennare


che largomento delle lettere uno ed allo stesso tempo vario. E uno,
perch lelettere non hanno altro scopo che di rendere un esatto resoconto ai direttori dellostato presente della sua anima, manifestando loro
isegreti dello spirito per trovare sicurezza nel cammino, orientamenti nei dubbi esostegno nelle perplessit ma altres varia la tematica,
perch varie sono le fasi dellattuazione dei disegni divini, varie manifestazioni della grazia, varie le difficolt ele lotte della natura eleinsidie di satana, varie le aspirazioni ed ibisogni dellanima, varia lafenomenologia mistica, che punteggia litinerario dellanima verso Dio46.
LEpistolario Icontiene le pagine traboccanti di dolore eamarezza, che
traducono, intermini approssimativi, aspetti inediti opoco noti della
vita dolorosa del Calvario che conduce alle delizie dellunione trasformante del Tabor47.
In questa parte del paragrafo vogliamo descrivere il contenuto
dellEpistolario I, elencando le lettere in esso raccolte, sia quelle di padre Pio, siaquelle di padre Benedetto. Complessivamente lEpistolario
I.Corrispondenza con idirettori spirituali (19101922) riporta il testo autografo di 633 lettere, cio 334 del padre Pio, 197 di padre Agostino e102
di padre Benedetto. Il carteggio conta 162 lettere di padre Pio indirizzate apadre Benedetto e172 lettere indirizzate apadre Agostino. La corrispondenza epistolare dimostra il modo ela frequenza dei rapporti intercorsi tra padre Pio epadre Benedetto. Complessivamente abbiamo
264 lettere (162 di padre Pio e102 di padre Benedetto). Le lettere di padre Pio sono giunte anoi, invece la corrispondenza di padre Benedetto
pi lacunosa, come apparir dalle note api di pagina48. Molto probabilmente le lettere mancanti furono distrutte, in un secondo tempo,
dallo stesso autore, perch in esse aveva descritto ilsuo mondo interiore come quasi confessione.

Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 72.


Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 77.
48
Cf. Epist. I, in nota (1), 220; in nota (1), 229; in nota (1), 245; in nota (1), 308; in nota
(2), 370.
46
47

145

La scala sullasse degli anni di corrispondenza da 1a13, sia sul diagramma sia sul grafico, denoter uno dopo laltro gli anni dal 1910 al 1920.
Il paradigma annuale del carteggio il seguente:
1910: 25.padre Pio 16, padre Benedetto 9.
1911: 21.padre Pio 14, padre Benedetto 7.
1912: 11.padre Pio 8, padre Benedetto 3.
1913: 17.padre Pio 10, padre Benedetto 7.
1914: 10.padre Pio 7, padre Benedetto 3.
1915: 21.padre Pio 12, padre Benedetto 9.
1916: 13.padre Pio 8, padre Benedetto 5.
1917: 33.padre Pio 20, padre Benedetto 13.
1918: 33.padre Pio 21, padre Benedetto 12.
1919: 16.padre Pio 10, padre Benedetto 6.
1920: 14.padre Pio 7, padre Benedetto 7.
1921: 38.padre Pio 22, padre Benedetto 16.
1922: 12.padre Pio 7, padre Benedetto 5.
Grafico annuale del carteggio tra padre Pio epadre Benedetto
negli anni 19101922

Grafico annuale del carteggio tra padre Pio e padre Benedetto negli anni 19101922

25

quantit di lettere

tit di lettere

Baej Strzechmiski OFMCap

20

15

10

6
7
anni di corrispondenza

10

11

anni di corrispondenza
La quantit delle lettere

La quantit delle lettere di padre Pio

di padre Pio

Polonia Sacra 33 strona 1 z 2

146

La quantit delle lettere

La quantit delle lettere di padre Benedetto

di padre Benedetto

12

13

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

Grafico annuale del carteggio tra padre Pio epadre Benedetto


negli anni 19101922
25

quantit di lettere

20
15
10
5
0
Padre Pio

Padre Benedetto

9 10 11 12 13

5 13 12 6

16 14 8 10 7 12 8 20 21 10 7 22 7

7 16 5

anni di corrispondenza

Infine, ci proponiamo di ricordare eanalizzare alcuni fattori soltanto,


che spiegano egiustificano la condotta di padre Pio circa la frequenza ela
lunghezza delle sue lettere apadre Benedetto. Spesso il suo abituale stato
cagionevole di salute non gli permette di sbrigare la corrispondenza tempestivamente ed il primo asoffrirne proprio lui. Non mancano sgorbi
di penna specialmente quando scrive tormentato da altissime febbri, da
emicranie lancinanti ocon la vista indebolita. Siaggiungano le suggestioni elintervento di satana per ostacolare la regolare corrispondenza con il
suo direttore spirituale. La frequenza ela lunghezza dellelettere condizionata anche dalle assillanti occupazioni di ministero (si vedano sul diagramma esul grafico gli anni 19191920), soprattutto apartire dal 1919, quando le folle cominciavano ariversarsi al convento di San Giovanni Rotondo.
Il dirigere per iscritto, da parte di padre Benedetto, non era cos intenso efrequente, invece, il suo discepolo scrive tanto di pi (Cf. diagramma
egrafico) elo sollecita afarlo presto elungamente. Padre Benedetto alle
147

Baej Strzechmiski OFMCap

volte fa il sordo esenza volerlo rende pi difficile il cammino. Sia il diagramma che il grafico mostrano la frequenza del carteggio tra padre Pio
epadre Benedetto negli anni 19101922. La ampiezza sul diagramma riporta agli importanti fatti di natura religioso-disciplinare edi natura spirituale nella vita di padre Pio, sottolineando lintensificata corrispondenza:
negli anni 19101911, per ladifficolt di ricevere la dispensa per lordinazione sacerdotale ela sua prolungata permanenza fuori dal convento;
negli anni 19171918, acausa del servizio militare aNapoli edellimpressione delle stimmate enel 1921, per lintensit della caligine della notte
oscura edella direzione spirituale, che fa per padre Benedetto.
2. Il fenomeno di sofferenza
LEpistolario Iuna letteratura sulla sofferenza che offre un itinerario spirituale, indicando alluomo che va acercare Dio per capire evivere la sofferenza salvatrice il cammino da seguire. Le lettere, tendono
aparlare, con notevole frequenza, dei dolori, delle sofferenze edei tormenti intimi di padre Pio. La sofferenza unesperienza umana fondamentale, che interpella vivamente luomo ai vari piani della conoscenza:
psicologico, filosofico, religioso ele forme eigradi di questa esperienza si presentano oggi molto numerosi evariati atutti ilivelli: spirituale, psichico, somatico49. Noi intendiamo la parola sofferenza secondo il concetto generale, dividendolo in due gruppi: il dolore fisico eil
dolore spirituale, seguendo lo stesso schema di Antonio Queralt50, specialista eprofessore di ascetica emistica presso la Pontificia Universit
Gregoriana. Il male, come presenza eesistenza della sofferenza sia fisica che spirituale quale conseguenza del peccato, produce tanti problemi dal punto di vista dellafilosofia edella teologia. Il nostro studio non
pretende di approfondire questa tematica, ma analizza il fenomeno del49
F. Ruiz, Sofferenza, [in:] Dizionario enciclopedico di spiritualit, vol. III, acura di E.Ancili,
Roma 1990, pp. 23342335.
50
Cf. A.Queralt, El dolor: su valor cristologico. Estudio teologico-spiritual del autotestimonio
del P.Pio de Pietrelcina, O.F.M.Cap., in QS, 127.

148

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

la sofferenza, come nozione generale, dalpunto di vista degli effetti che


produce. Vogliamo, per quanto possibile, fino ad un certo grado, usare
come sinonimi le parole sofferenza edolore. La sofferenza fisica si
verifica quando inqualsiasi modo duole il corpo, mentre la sofferenza spirituale dolore dellanima.
2.1. Idolori fisici

La sofferenza implica il sentimento di un dolore, il male che apporta


alsoggetto, unesperienza forte ediretta come sensazione prevalente
di tutta lesistenza in vasti settori. Noi vogliamo chiamare dolori fisici quei patimenti, sofferenze, tormenti, che per una causa immediata
emateriale, si possono considerare localizzati in un organo ouna parte del corpo vivo etrasmessi attraverso il sistema nervoso. Attendendo
alla testimonianza di padre Pio possiamo raggruppare questidolori in
classi. La prima comprender tutti idolori che sono dovuti acause naturali, infermit odisfunzione di qualche organo, producendo le diverse sofferenze edando il patimento achi lo soffre. Nella seconda raccoglieremo, attraverso le prove oculari, idolori che sono stati attribuiti
auningerenza diabolica oaltres, acausa delle prove che si devono attribuire aun particolare intervento diDio.
La salute fisica

Quasi tutti imistici trovarono difficolt non indifferenti riguardo


allacostituzione ealla salute. La nostra breve esposizione vuole mostrare
questedifficolt, che accompagnarono padre Pio. Cominciamo dal raccogliere idati sulla salute fisica del mistico da Pietrelcina. NellEpistolario
Iappare la cagionevolezza della salute ele conseguenze della sofferenza, che il religioso sopporta man mano. Tante volte, padre Pio descrive lo stato fisico della sua salute, dicendolo di solito, informa il suo direttore spirituale, padre Benedetto, allora il ministro provinciale, delle
sue spese mediche51:
51

Cf. Epist. I, 178; 182; 184; 197; 451; 479; 483.

149

Baej Strzechmiski OFMCap

Mi dispenso di parlare della mia salute, poich le continue infermit, che non vogliono lasciarmi, anzich diminuire la fiducia nella mia madre celeste enel suo figliuol
Ges []52; Vari giorni li ho passati pi male del solito colla salute53.

Alcune lettere parlano pi concretamente della sua salute, come questa del 20 dicembre 1913 apadre Benedetto, nella quale appare il suo cattivo stato di salute ela giustificazione per la sua permanenza in famiglia:
Voi che mi conoscete afondo ed acui tante volte ho aperto il cuore, voi potete immaginare con quanta gioia volerei in convento; ma poich la mia malattia si va sempre accentuando eche astento mi trascino, sarei di peso edingombro allacomunit, senza apportare nessuno aiuto ed affrettando al mia fine54.

Per padre Pio il fenomeno rimane alquanto misterioso, ma egli non


dubita mai dellintervento divino riguardo allorigine aallo sviluppo della malattia, icui laceranti effetti solo lui conosce:
Io sono convintissimo, dietro che ella me ne ha assicurato, che la malattia, essendo
una speciale permissione di Dio equindi non esservi bisogno di medici55.

Il religioso, che sente tanti dolori fisici, mai si fa illusione di guarigione, anche se per esigenze umane contingenti oper motivo dobbedienza alle volte sisottomette acerte cure mediche:
Lidea della guarigione, dietro tutte queste tempeste che lAltissimo da su mimanda,
sembrami un sogno, anzi una parola priva di senso56; Io ne ignoro lacausa di ci ed
in silenzio adoro ebacio la mano di colui, che mi percuote57.

La salute di padre Pio non solo non fu florida, ma and sempre peggiorando con gli anni.



54

55

56

57

52
53

150

Epist. I, 185.
Epist. I, 199.
Epist. I, 444.
Epist. I, 241.
Epist. I, 180.
Epist. I, 182.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

Le malattie

La sintomatologia, anche se non in termini tecnici, variamente descritta nellepistolario epresenta un quadro clinico assai complesso dei
malanni che affliggevano il fragile organismo: febbri altissime ed assai
frequenti, affezioni polmonari, strazianti dolori al petto, indebolimento
della vista, reumatismi paralizzanti, intensi sudori, vomito eemicranie
fortissime58. Le malattie di padre Pio sono state fatte oggetto di attento
studio da parte deldottore Michele Capuano, il medico di San Giovanni
Rotondo. Nel seguente capitolo vogliamo seguire il suo studio, confrontarlo con le lettere indirizzate apadre Benedetto da San Marco in Lamis.
La diagnosi di bronco-alveolite nel primo stadio59 allapice sinistro,
fattadai medici apadre Pio nel 1909, era la prima opinione medica ufficiale, che trattava sulla sua misteriosa malattia. Nellospedale aNapoli,
nel 1915, la visita collegiale della commissione medica ancora una volta
riconosce la malattia di padre Pio, comeinfiltrazione polmonare60. Nel
1917, la solita diagnosi dinfiltrazione polmonare gli viene confermata altre sei volte presso lOspedale napoletano dellaTrinit, edue volte
allUniversit nella Clinica Medica, dov andato inosservazione, insieme acatarro bronchiale emali minori61. Il religioso, nellalettera apadre
Benedetto, descrive il suo stato fisico con le parole drammatiche: Tutto
il mio corpo, un corpo patologico. Catarro bronchiale diffuso, aspetto
ischeletrito, nutrizione meschina etutto il resto62. Padre Pio contrae
pi volte anche infezioni broncopolmonari63. Forse per talune di queste
broncopolmoniti rimane il dubbio che finirono ignorate, perch confuse con attacchi acuti dinfluenza vera, ocon manifestazioni da raffreddore pi forti del solito.
58
Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, in Epist. I, 22; Cf.
G.Saldutto, Un tormentato settennio (19181925) nella vita di Padre Pio daPietrelcina, Roma 1974, p.91.
59
M. Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da un medico), [in:]QS,17.
60
Cf. Epist. I, 699.
61
Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da un medico), [in:]QS,
20; Cf. Epist. I, 853; 931.
62
Epist. I, 937.
63
Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da un medico), [in:]QS, 30.

151

Baej Strzechmiski OFMCap

Dallepistolario indaghiamo che nei primi mesi del 1910 il vomito saggiunse ai sintomi broncopolmonari, ma in una maniera cos violenta, da
indurlo adisperare della guarigione, opaventandogli perfino la morte:
Lo stomaco, grazie al cielo, quasi da Natale [lanno 1909] che non rigetta pi nulla,
mentre per lo innanzi riteneva appena la sola semplice acqua. Anche le forze me le
sento alquanto ritornate, tanto da poter camminare per un po senza tanto incomodo. Ma ci che non vuol lasciami si la febbre, che quasi tutti igiorni, verso sera, viene afarmi visita, seguita da copiosi sudori. La tosse poi ed idolori del torace edella
schiena sono quelli che pi mi martirizzano continuamente64.

Nel luglio del 1910, il dolore acuto al polmone sinistro cos forte, che
eglinon pu parlare65. In autunno ritornano la tosse edei dolori al torace. La tosse talmente forte ed insistente che poco manca da non spezzarsi il petto66, scrive il religioso ammalato apadre Benedetto. Padre
Pio, in questo tempo, ha la febbre tutti igiorni fino alla met di aprile
dello stesso anno67 eaumentano nei mesi seguenti anche le fitte al torace68. Lafebbre di padre Pio diventata cronica ed chiamata dai medici
la febbre apermanenza, perch non accenna adecadere69. Questa diagnosi motivo per lesonero definitivamente dal servizio militare. La lettera da Foggia del 13 agosto 1916 indirizzata apadre Benedetto accenna
alle febbri malariche, ed una diagnosi non fatta dai medici, ma da padrePio stesso, in base al freddo, cio ai brividi, che gli venivano di sera70.
Probabilmente quelle erano febbri reumatiche. Nelle sue lettere parla tante volta di vomito, edi uno stomaco che sera ridotto anon ritenere pi
niente71. Il 19 settembre del 1917, continua ascrivere apadre Benedetto,
che: Lo stomaco si va sempre pi ostinando anon reggere cibo alcuno
egiorni fa ebbi anche unemottisi di sangue72.
Epist. I, 180.
Cf. Epist. I, 186187.
66
Epist. I, 205.
67
Cf. Epist. I, 181.
68
Cf. Epist. I, 182; 197; 205.
69
Epist. I, 1005.
70
Cf. Epist. I, 798.
71
Cf. Epist. I, 853.
72
Epist. I, 942; Il dottor Michele Capuano vede in questi sintomi lulcera gastrica ola gastropatia cronica da farmaci; Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da un medico), [in:] QS, 3338.
64
65

152

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

Il religioso cappuccino, nel 1912, si lamenta del dolore acutissimo


albraccio destro73, egi nel 1914 cominciano fin da gennaio ireumatismi. PadrePio confessa nella lettera indirizzata apadre Benedetto:
Da vari giorni inqua, oltre alle solite ed ordinarie molestie, alle quali
vado soggetto colla mia salute, si aggiunta quella di sentirmi tutto
il corpo reumatizzato74. Questa malattia, in aggiunta alle fitte toraciche preesistenti, gettano il religioso in grande egenerale prostrazione75, fino ad impedirgli quasi di scrivere edi celebrare lamessa. Il 1915
lanno delle fitte edei dolori alla testa che continuano, fino aspaccargli la fronte, easottrarlo, aqualsiasi applicazione76. La cefalea,
che era la manifestazione pi inquietante, passava dal forte al fortissimo eal violentissimo, trasformando la sua vita in un crudele martirio77. Le emicranie di non minore violenza erano spesso cos tremende, da diventare insoffribili78.
La cecit79 di padre Pio pi volte ricordata nellepistolario ed
probabile che cominciasse ad averla nel 1911. Egli non vede le righe della carta da lettera ein pratica va storto quando scrive, tuttavia padre Benedetto gli raccomanda di scrivere lo stesso, per non
privarlo della consolazione di ricevere sue notizie80. Idisturbi agli
occhi di padre Pio non migliorano lanno seguente, enel gennaio
del 1912, ladeficienza visiva la stessa81. Questo problema si trascina alungo, tra alti ebassi. Nel 1915 non ancora scomparso, tanto
da indurlo praticamente asostituire lUfficio con la recita del rosa73
Cf. Epist. I, 297; Il dottor Michele Capuano, nel dolore al braccio destro di padre Pio, afferma lasindrome spalla-mano dello Steinbrocker; Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Lemalattie di padre Pio viste da un medico), in QS, 45.
74
Epist. I, 451.
75
Epist. I, 483.
76
Epist. I, 583.
77
Cf. Epist. I, 217; 383; 797.
78
Cf. Epist. I, 591.
79
Probabile, questa specie di cecit di padre Pio una rara forma di cecit transitoria
oppurecome vogliono chiamare inglesi Shafer eHollanders: blindness episodic benign (cecit episodica benigna); Cf.M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da
un medico), [in:] QS, 61.
80
Cf. Epist. I, 248.
81
Cf. Epist. I, 250.

153

Baej Strzechmiski OFMCap

rio edopo pi di tre anni, la vista, come per miracolo, gli si schiarisce atal punto, da fargli desiderare di tornare al breviario82. C poi
unsilenzio di quattordici anni83, durante iquali non si hanno pi notizie relative alla vista.
I sintomi accennati nelle lettere affermano che il fatto patologico
evidente. Vale la pena annotare che nessun medico fu mai in grado
di offrire una diagnosi soddisfacente econvincente enessuno specialista riusc aspiegare scientificamente la presenza latente ela causa proporzionata dei sintomi pi sconcertanti, con la loro improvvisa ed altrettanto sconcertante scomparsa84. La scienza si dichiarava impotente,
anzi vinta ela terapia applicata inutile, perci padre Pio scrive:
Il medico mi ha suggerito queste parole: non ho che farti!85 Le medicine che hoprese, come se lavessi gittate in un pozzo86; Presentemente poi dietro lemoltissime medicine che ho preso eche sto prendendo, massime di iniezioni ipodermiche, che ne
ho fatto tante che non ho quasi pi dove bucare87.

Niente esaltazioni dei suoi dolori fisici, come qualcuno ha tentato dinsinuare, attribuendogli uno stato generico diperestesia viscerale emuscolo-cutanea, condizionato asua volta da una psiche malata, al
contrario, padre Pio minimizzava il dolore fisico, nascondendolo, perfino ai medici, enon apprezzava lecure affatto, ma nello spirito di ubbidienza edi umilt era sottomesso al consiglio dei medici88. La verit
che padre Pio amava il dolore, che lo sopportava con rassegnazione,
anzi con gioia, minimizzandolo quasi sempre senza dargli importanza,
pur di sfuggire, come diceva, alla cecit dellanima89.
82
Cf. Epist. I, 523; Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste daun
medico), in QS, 59.
83
Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da un medico), [in:]
QS, 59.
84
Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, [in:]Epist. I, 21.
85
Epist. I, 224.
86
Epist. I, 225.
87
Epist. I, 230.
88
Cf. M.Capuano, Padre Pio uomo di dolore (Le malattie di padre Pio viste da un medico),
[in:]QS, 63.
89
Cf. Epist. I, 246.

154

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

2.2. Idolori fisici soprannaturali

Dopo aver presentato idolori fisici naturali, sullo sfondo delle malattie dipadre Pio, voglio delineare il quadro delle sofferenze fisiche
soprannaturali, seguendo lo stesso schema di Antonio Queralt90.
Proviamo adividerle in due classi opposte tra loro: di origine diabolica edi origine divina. Le prime le denominiamo vessazioni ele seguenti grazie speciali. Queste classi le consideriamo dal punto di vista del dolore fisico.
Le vessazioni diaboliche

Lintervento demoniaco nella vita degli uomini especialmente dei


santi ben documentato nella letteratura degli autori spirituali enella
Bibbia. La nostra presentazione ci vuole mostrare gli interventi diabolici soprattutto sotto laspetto deldolore, indicando quelli che producono principalmente dolori fisici, come ilcombattimento. Gli interventi
del diavolo che portano sofferenza morale, come tentazione ealtre varie forme di suggerimenti che allontanano da volont di Dio, lipresenteremo nel capitolo riguardante alcune cause della sofferenza spirituale. Ilriferimento ai testi scelti dellEpistolario I, ci permetter di seguire
levoluzione della componente diabolica nellesperienza di padre Pio edi
mostrare la modalit dellazione del diavolo. In questo paragrafo, voglio
presentare isegni prolettici, come lintroduzione alla nostra tematica,
ed iviolenti attacchi diabolici alla persona dipadre Pio.
I s e g n i p r o l e t t i c i . Lesperienza mistica di padre Pio si caratterizza, tra laltro, per un particolare accanimento diabolico contro la sua persona, il suo operato, il suo cammino spirituale, mediante la continua opera infestatrice edevastatrice del demonio, esplicatasi nei seguenti termini:
dalle suggestioni alle apparizioni, dalle minacce allepercosse, dallattacco diretto aquello indirettosi pensi alle calunnie, aglistrani ed improv90
Cf. A.Queralt, El dolor: su valor cristologico. Estudio teologico-spiritual del autotestimonio
del P.Pio de Pietrelcina, O.F.M.Cap., [in:]QS, 134.

155

Baej Strzechmiski OFMCap

visi impedimenti nellapostolato enel ministero dellariconciliazione91.


Sappiamo che le prime apparizioni diaboliche, apadre Pio, cominciarono allet di cinque anni esi protrassero per quasi venti anni, prevalentemente in forme oscene92; tuttavia, padre Benedetto indica nellet di circa
quattro anni linizio delle vessazioni diaboliche: il diavolo si presentava
in figure raramente laide, spesso minacciose, orribili, spaventose. Era tormento, anche di notte non lolasciavano dormire93.
I Cenni autobiografici nellEpistolarioI contengono una lettera94, in cui
padre Pio racconta di una visione avuta pochi giorni prima di entrare
in convento. Iltesto, che si fa prolettico eper certi aspetti programmatico, racchiude questi elementi: lo scontro personale, sproporzionato
tra le due parti, senza esclusione dicolpi, con un sorprendente risultato, cio la vittoria del debole ela sconfitta delforte. La visione gli prospetta tutto larco della sua futura esistenza, vista come una continua
ed accanita lotta contro il demonio. Vediamo ora lintensit egli effetti
delle dolorose vessazioni ed icostanti, violenti emirati attacchi diabolici sulla persona di padre Pio.
I l c o m b a t t i m e n t o . Nelle lettere di padre Pio troviamo molteplici accenni enon poche descrizioni colorite delle lotte sostenute contro satana eisuoi alleati. Iracconti pi numerosi epi drammatici dei
combattimenti con il diavolo sono trasmessi apadre Agostino, ma non
mancano neanche nella corrispondenza con padre Benedetto, laquale
sar la base per le nostre considerazioni. LEpistolario Ici suggerisce due
periodi delle lotte: il primo quello che va dal 1910 al 1916, esi caratterizza cogli assalti che colpiscono la sfera empirica delfrate cappuccino mediante il mascheramento, prevalentemente, sotto mentite spoglie corporali, incrudendone isensi; il secondo che va dal 1916 al 1922,
vede ildemonio impegnato nellattaccare le facolt delluomo, lintellet91
Cf. L.Lavecchia, Litinerario di fede di Padre Pio da Pietrelcina nellEpistolario, SanGiovanni
Rotondo 2004, pp. 7273.
92
Cf. Agostino da San Marco in Lamis, Diario, 2a ed., acura di G.Di Flumeri, San Giovanni
Rotondo 1975, p.58.
93
Cf. Fernando da Riese San Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, crocifisso senza croce, 3a ed., San
Giovanni Rotondo 1987, p.44.
94

Cf. Padre Pio Da Pietrelcina, Cenni autobiografici di Padre Pio, [in:] Epist. I, 12801281.

156

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

to, la volont, per giungere alle virt teologali ed inibirle95. La frequente


presenza diabolica nella vita del religioso tale da assumere addirittura itoni ironici, sarcastici nei riferimenti al demonio, come dimostrano
idiversi epiteti, pur sempre dispregiativi, con cui padre Pio lo indica96. Il
primo riferimento sul demonio lo incontriamo nella lettera datata 6luglio 1910, padre Pio scrive:
Una nuova guerra mi va muovendo il principe delle tenebre. Questi essendo rimasto
vinto da una parte per averla ubbidito, confesso certamente non esser mio merito,
unaltra battaglia non meno accanita dellaltra mi va facendo97.

In questa prima relazione il religioso rivela che lazione del demonio


non gli una novit, ma il suo nuovo accanito attacco. Lobbedienza
diventa per lui una delle armi vincenti contro le insidie diaboliche.
Gli attacchi del demonio sono costanti. La costanza della presenza
diabolica motivata dalle finalit che il demonio vuole perseguire nella vita di padre Pio per strapparlo dallamicizia con Dio per sterminarlo98. Spesso ritorna nelle lettere langoscia causata dal persistere dei costanti attacchi diabolici:
Anche durante le ore del riposo il demonio non lascia di affliggermi lanima in vari modi99;
[...] il nemico della nostra salute talmente arrabbiato che non mi lascia quasi un
momento in pace, guerreggiandomi in vari modi100;
Ho assiduo satana preso di me colle sue vivaci suggestioni. [] perch me lo veggo
sempre dintorno esempre ritorna allassalto101.
95
Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, [in:]Epist. I, 128
129; Questo secondo periodo delle lotte, come la crudele tentazione diabolica, sarpresentato
nel paragrafo Le tentazioni.
96
Ecco la lunga sfilza degli epiteti usati da padre Pio nellEpistolario Iper nominare il demonio: baffettone, baffone, barbabl, birbaccione, infelice, spirito maligno, cosaccio, brutto cosaccio, brutto animalaccio, triste cosaccio, brutti ceffoni, impuri spiriti, quei disgraziati, malvagio spirito, bestiaccia, maledetta bestia, apostata infame, impuri apostati, facce patibolari,
fiere che ruggiscono, insidiatore maligno, principe delle tenebre; Cf. Melchiorre da Pobladura
eAlessandro da Ripabottoni, Introduzione, [in:] Epist. I, 129.
97
Epist. I, 187.
98
Cf. Epist. I, 219.
99
Epist. I, 203.
100
Epist. I, 205206.
101
Epist. I, 1074.

157

Baej Strzechmiski OFMCap

Dalla lettera del gennaio 1912 padre Pio rivela che alle antiche metodologie demoniache si sono aggiunte le percosse102. Il dolore fisico nasce dagli
attacchi violenti del demonio, martellanti, intensi ed efficaci. La violenza
fisica si manifesta attraverso isegni tangibili sia nei trattamenti crudeli del
demonio, sia nelle ferite enei lividi rilasciati sul corpo della vittima. Nella
lettera datata 8aprile 1913, padre Pio descrive al suo direttore spirituale
unodi questi attacchi diabolici, da cui traspare la drammaticit dei fatti:
Quei cosacci non cessano di percuotermi edi sbalzarmi alle volte anche dal letto,
giungendo fino atogliermi la camicia epercuotermi in tale stato. Ma ormai non mi
fanno quasi pi timore103.

Unaltra lettera racconta del furore di satana, che lo attacca nel giorno enellanotte:
Ancora una volta il Signore mi ha esposto al furore di satana. Idi lui assalti sono violenti ed assidui []. Mi assale di giorno in tutte le ore; mi amareggia il sonno nelle
ore della notte104.

Da tanto tempo il religioso bastonato dal demonio esuoi alleati, coloro che raddoppiano ipropri sforzi per distruggerlo, perci confessa: mi
sento pi abbattuto nel corpo105. Il 15 aprile 1915 sostiene, che troppo debole in confronto della potente forza del demonio: Veramente
vi sono dei momenti, equesti non sono troppo rari, nei quali mi sento come schiacciato sotto la potente forza di questo triste cosaccio106.
Alfine vogliamo presentare una lettera, questa volta indirizzata apadreAgostino, per sottolineare la violenza pi furibonda del diavolo, diretta sulla persona di padre Pio:
Ed allorch videro andare in fumo iloro [cosacci] sforzi, mi si avventarono addosso, mi
gittarono aterra, emi bussarono forte, buttando per aria guanciali, libri, sedie, emettendo in pari tempo gridi disperati epronunziando parole estremamente sporche107.


104

105

106

107

102
103

158

Cf. Epist. I, 252.


Epist. I, 353.
Epist. I, 966967.
Epist. I, 325.
Epist. I, 562563.
Epist. I, 330.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

NellEpistolario Isi fa menzione diretta allaspetto fisico del conflitto, colorando, cos, di ulteriore drammaticit lo sfondo del duello. Il demonio fa uso della violenza fisica attraverso le vessazioni egli attacchi
ammaccando realmente il corpo di padre Pio. La presenza costante dei
cosacci nella vita quotidiana delreligioso aggiunge, dunque, il nuovo
elemento: il dolore fisico.
2.3. La sofferenza fisica acausa di graziespeciali

Altro tipo di dolore ci sono le sofferenze fisiche acausa delle grazie speciali. Questa particolare sofferenza sar divisa in tre fattori distinti: latransverberazione del fianco, la transverberazione del cuore ele stimmate. Tra le diverse grazie, che riceve padre Pio durante
la sua vita, c la grazia speciale della transverberazione. Questa piaga
damore108, come il segno dellaconformit con il Cristo crocifisso, sar
esaminata nel presente paragrafo allaluce del dolore sperimentato.
La teologia cristiana, nel corso dei tempi, ha cristallizzato il concetto
dellatransverberazione intendendola come un particolare fenomeno mistico, checonsiste in una ferita prodotta nellanima con una piaga fatta al costo oal cuore oin tutte due [...] lelemento formale edeterminante del fenomeno lamore diDio109. Padre Pio riceve da Dio
tutte le due grazie speciali: la piaga al costato elapiaga al cuore. Ci
interessa osservare come la transverberazione si prodotta inpadre
Pio, seguendo il contenuto delle lettere scritte apadre Benedetto da
SanMarco in Lamis. Inizieremo presentando la prima specie della piaga damore, lapiaga al costo.

108
Nellitinerario mistico dellEpistolari I, la transverberazione stata classificata come la
piaga dellamore oppure assalto del Serafino. Cf. Melchiorre da Pobladura eAlessandro da
Ripabottoni, Introduzione, [in:]Epist. I, 148.
109
G. Di Flumeri, La transverberazione di padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo 1985,
12. Il padre Gerardo Di Flumeri nel suo libro presenta uno studio sullatransverberazione di padre Pio, in cui affronta la problematica alla luce dellesperienza mistica di santa Teresa dAvila
ed il pensiero di san Giovanni della Croce, per evidenziare leattualizzazioni, le affinit ele differenze fenomenologiche esistenti.

159

Baej Strzechmiski OFMCap

La transverberazione del costato

Il fenomeno della transverberazione del costato si verifica nel religioso neigiorni dal 5al 7agosto del 1918. Padre Pio fa un racconto al
suo direttore spirituale nella lettera del 21 agosto 1918:
Io non valgo adirvi ci che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne
stavo confessando inostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi sipresenta
dinanzi allocchio della intelligenza. Teneva in mano una specie diarnese, simile ad
una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, eche sembrava da essa
punta che uccise fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza ilsuddetto arnese nellanima, fu tutto una cosa sola. Astento
emisi un lamento, misentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perch mi
sentivo male enon sentivo pi la forza di continuare. Questo martirio duro, senza
interruzione, fino al mattino del giorno sette. Cosa iosoffrii in questo periodo s luttuoso io non so dirlo. Persino le viscere vedevo che venivano stappate estiracchiate dietro di quellarnese, ed il tutto era messo aferro efuoco. Da quel giorno in qua
io sono stato ferito amorte. Sento nel pi intimo dellanima una ferita che sempre
aperta, che mi fa spasimare assiduamente110.

La contestualizzazione della transverberazione di padre Pio evidenzia


due elementi particolari: il primo attiene alla prova mistica delle notte
oscura, che datempo sta vivendo eva attualmente portandosi verso gli
ultimi stadi; il secondo riguarda il momento puntuale in cui viene adeterminarsi: durante il ministero dellaconfessione111. Il religioso mistico
descrive la transverberazione, attraverso itermini pirealistici, come il
periodo di superlativo martirio riempito di un estremo terrore dal
motivo di un personaggio celeste cui scaglia nellanima con tutta violenza la lunghissima lamina di ferro, facendo la luttuosa sofferenza.
La ferita prodotta di natura spirituale, nel pi intimo dellanima, ma
chiaramente visibile anche sul corpo, con manifestazione inconfutabili, come scrive il religioso nellalettera del 5settembre dello stesso anno:
Io mi veggo sommerso in un oceano di fuoco, la ferita che mi venne riaperta sanguina esanguina sempre. Dessa sola basterebbe adarmi mille
110
111

160

Epist. I, 1065.
L. Lavecchia, Litinerario di fede di Padre Pio da Pietrelcina nellEpistolario, 175.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

epi volte la morte112. Il testo tratta di una dolorosa113 ferita fisica al costato114 che sanguina esanguina sempre, rimanendo aperta.
Altra lettera indirizzata apadre Benedetto, del 17 ottobre del 1918,
ove siscopre il dolore fisico emateriale della ferita della transverberazione al costato115, come le piaghe antiche, che non vogliono cicatrizzarsi. Padre Pio fa la domanda esistenziale:
Sar necessario che io pronunzi il fiat nel mirare quel misterioso personaggio che mi
impiag tutto enon desiste dalla dura, aspra, acuta epenetrante operazione, enon
d tempo che venga arimarginare le piaghe antiche, che gi su di queste neviene ad
aprire delle nuove con infinito strazio della povera vittima?116.

La risposta asiffatta domanda giunge presto. Il sofferente religioso confessa: In mezzo atanto strazio sento la forza di pronunziare il
Epist. I, 1072.
Padre Pio scrive nella lettera del 5settembre 1918: Leccesso del dolore che mi cagiona la
ferita che sempre aperta; Epist. I, 1073.
114
Esiste una documentazione anatomica ad opera del prof. Amigo Bignami, in vista ufficiale apadre Pio per conto del SantOffizio, nel giugno del 1919: Nel torace asinistra, tra la linea
ascellare anteriore ela ascellare media, si osserva una figura di croce, la cui branca pi lunga, disposta obliquamente va dalla 5a alla 9a costola, raggiungendo il brodo costale, mentre labranca trasversale dalla met circa pi breve. La cute non infiltrata in modo riconoscibile, non sanguina durante lesame. La relazione del Dr. Giorgio Festa, inseguito alla visita fatta il 15 luglio 1920,
porta le informazioni del simile contenuto; Cf.G.Cruchon, Le stimmate di Padre Pio, in Convegno I,
119; 122123; Ilpadre Gerardo Di Flumeri nel suo libro La transverberazione di padre Pio da Pietrelcina
presenta lopinione la quale spiega che dalla testimonianza dellEpistolario Inon sia possibile avere una risposta sicura edefinitiva alle domande: 1. La lettera del 21 agosto 1918 parla dellaferita
nel cuore onel costato oin tutte due? 2. La lettera del 5settembre 1918, seguendo il suo contesto, afferma il significato fisico osimbolico, metaforico della ferita che sanguina? Tuttavia, lautore del libro sulla transverberazione di padre Pio, finalmente, vede in queste lettere linscrizione
della transverberazione del costo, uguale come Antonio Queralt. Noi seguiamo la stessa opinione,
fondandosi la testimonianza di padre Paolino daCasacalenda della piaga al costato, che ha la forma quasi di una Xda che si deduce che sono due le ferite (Paolino da Casacalenda, Le mie memorie intorno aPadre Pio, acura di G.Di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1978, p.173). Questa testimonianza fatta dopo la transverberazione edopo la stimmatizzazione di padre Pio, suggerisce che c
unaseconda piaga al costato, che stata aggiunta aquella gi esistente dopo latransverberazione.
115
Probabilmente padre Pio nella sua lettera del 17 ottobre del 1918 scrive in plurale, le
piaghe antiche, perch non solamente era trafitto il suo costato ma anche il mistero personaggio stappava estiracchiava le sue viscere.
116
Epist. I, 1090.
112
113

161

Baej Strzechmiski OFMCap

doloroso fiat. Oh fiat!, quanto sei dolce ed amaro insieme117! Il corpo


del religioso partecipa nella dura, aspra eacuta sofferenza fisica, mala
stessa grazia speciale della piaga al costato manifesta allesterno la sofferenza spirituale. Il dolore fisico ela sofferenza spirituale si penetrano reciprocamente.
La transverberazione del cuore

Alla transverberazione dellanima con ferita al costato aggiunge la


grazia della transverberazione dellanima con ferita fisica al cuore118.
NellEpistolario Itroviamo una testimonianza su questo argomento, nella lettera del 20 dicembre 1918, scritta apadre Benedetto:
Da pi giorni avverto in me una cosa simile ad una lamina di ferro che dalla parte bassa del cuore si estende sino asotto la spalla destra in linea trasversale. Micausa dolore acerbissimo enon mi lascia prendere un po di riposo. Cosa mai questo? Questo
fenomeno nuovo incominciai ad avvertirlo dietro unaltra apparizione diquel solito
misterioso personaggio del cinque esei agosto edel 20 ottobre [sic!], di cui vi parlai,
se vi rammentate, in altre mie lettere119.

Lautore della lettera, padre Pio, parla della transverberazione fisica


del suo cuore, questa volta una lamina di ferro che dalla parte bassa del cuore si estende sino asotto la spalla destra in linea trasversale,
portando un dolore acerbissimo econtinuo. La lettera tratta dello stesso personaggio misterioso edi un fenomeno nuovo in stretta connessione con quello dellagosto precedente, che indica allatransverberazione del cinque esei agosto ela stimmatizzazione del 20 ottobre
[sic!]120. Il fenomeno nuovo perch fino allora non si era mai verifi Epist. I, 1103.
Carmelitano, Padre Roberto Moretti, prof. dellIstituto Pontificio di Spiritualit del
Teresianum in Roma, conferma che esiste qualche testimonianza della transverberazione del
cuore dipadre Pio, ma questi testi, secondo lui, parlano del dolore spirituale, della ferita dellanima, perci confessa che personalmente non convinto della sua realt fisica; Cf.R.Moretti,
La transverberazione di Padre Pio, [in:] Atti del 1 Convegno di studi sulla spiritualit diPadre Pio (San
Giovanni Rotondo, 16 maggio 1972), acura di G.Di Flumeri, SanGiovanni Rotondo 1973, p.317.
119
Epist. I, 1106.
120
Evidentemente si riferisce al 20 settembre del 1918.
117
118

162

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

cato inpadre Pio ela ferita possiede la natura fisica121 non spirituale, di
cui, precedentemente, parecchie volte egli aveva parlato122.
Non facile avere descrizione dettagliate sulla configurazione fisica dellatransverberazione, anche se si rende visibile nella carne, data
la natura intima del fenomeno. Generalmente non oggetto dosservazione diretta, ma si pu affermare che indubbiamente il corpo partecipa al dolore della piaga sia al costato, sia al cuore. Il protagonista del
mirabile fenomeno del transverberazione sente fortemente il dolore fisico causato dalle piaghe sul suo corpo. Egli usa la terminologia che non
solamente spirituale, simbolica ometaforica, ma viene dal vocabolario delleespressioni realistiche. Il dolore fisico reale eha un valore di
conformazione al Cristo crocifisso.
Le stimmate

Dopo aver presentato la transverberazione del costato edel cuore


di padre Pio, possiamo passare ad analizzare unaltra grazia speciale, la
stimmatizzazione. Il fatto notevole che scienza psichiatrica eteologica convengono sul fatto che le stimmate sono un singolare linguaggio
del corpo123, che sinserisce neicomplessi rapporti tra anima ecorpo. La
stimmatizzazione il fenomeno mistico che ha reso noto padre Pio elo
haportato alla ribalta della cronaca del tempo edella popolarit, daltronde era ildono mistico pi scomodo, alla luce dei provvedimenti
ecclesiastici edellesofferenze causategli per umiliazione epregiudizi,
manifestazioni fanatiche di vario tipo eprovenienza, incomprensioni ed
isolamenti124, come abbiamo gi scritto nel paragrafo sul SantOffizio.
La stimmatizzazione di padre Pio ha avuto luogo in due tempi, tra gli
anni 19101918: la prima in modo invisibile ela seconda in modo visi121
Padre Gerardo Di Flumeri afferma che la ferita, che noi riteniamo fisica, dovette spaccare ilcuore da parte aparte, in due, iniziando da sinistra (in basso) eandando verso destra
(inalto), G.Di Flumeri, La transverberazione di padre Pio da Pietrelcina, 53.
122
Cf. Epist. I, 300; 366; 522; 1103.
123
Cf. Introduzione, [in:] Padre Pio. Le mie stimmate. Le lettere del santo diPietrelcina, acura di
G.Pasquale, Milano 2002, p.17.
124
Cf. L.Lavecchia, Litinerario di fede di Padre Pio da Pietrelcina nellEpistolario, 179.

163

Baej Strzechmiski OFMCap

bile. Il religioso d la testimonianza del primo tipo di stimmatizzazione nella lettera apadre Benedetto l8 settembre del 1911, riportandola
nei seguenti termini:
Ieri sera poi mi successo una cosa che io non so n spiegare en comprendere. In
mezzo alla palma delle mani apparso un po di rosso quasi quanto la forma diun
centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo aquel po di
rosso. Questo dolore era pi sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura
ancora. Anche sotto ipiedi avverto un po di dolore. Questo fenomeno quasi da
un anno che si va ripetendo, per adesso era da unpezzo che pi non si ripeteva125.

Padre Pio parla del fenomeno in modo immediato, semplice epuntuale. Ladescrizione mostra che le mani eipiedi sono interessati da un
certo dolore, che pi acuto nelle mani, ove visibile un po di rossore,
quasi quanto la forma di uncentesimo, non costantemente avvertito
nellarco di un anno: era da un pezzo che pi non si ripeteva.
Le stimmate invisibili diventano visibili perennemente dal 20 settembre 1918. Padre Pio nella lettera del 22 ottobre successivo, indirizzata al suo direttore spirituale, fa lampio resoconto di questo fenomeno:
Cosa dirvi ariguardo di ci che mi dimandate del come sia avvenuta la mia crocifissione? [] Era la mattina del 20 dello scorso mese in coro, dopo lacelebrazione della
santa messa, allorch venni sorpreso dal riposo, simile adundolce sonno. [] Ementre tutto questo si andava operando, mi vidi dinanzi un misterioso personaggio, simile aquello visto la sera del 5agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed ipiedi ed il costo che grondava sangue. [] La vista del personaggio si
ritira ed io mi avvidi che mani, piedi ecostato erano traforati egrondavano sangue.
Immaginate lo strazio che esperimentai allora eche vado esperimentando continuamente quasi tutti igiorni. La ferita del cuore gitta assiduamente del sangue, specie dal
gioved asera sino alsabato. Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio, non il dolore perch loveggo impossibile ed io sento di volermi inebriare di dolore []. Il personaggio di cui intendevo parlare nellaltra mia precedente non altro che quello stesso dicui vi parlai in unaltra mia, visto il 5agosto. Egli segue la sua operazione senza
posa, con superlativo strazio dellanima. Io sento nellinterno un continuo rumoreggiare, simile ad una cascata, che gitta sempre sangue126.

Il religioso stigmatizzato, in modo molto suggestivo, descrive la sua


mistica crocifissione, avvenuta nel coro sopraelevato alla porta din125
126

164

Epist. I, 234.
Epist. I, 10931095.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

gresso della chiesa, divenerd, davanti al crocifisso Seicentesco, dopo


la celebrazione della messa nellachiesa di Santa Maria delle Grazie del
convento aSan Giovani Rotondo. Loperazione tutta divina ed posta
in continuit con quella del 5agosto, per via della presenza dello stesso personaggio misterioso: Egli segue la sua operazione senza posa.
Il racconto di padre Pio relativo alla stimmatizzazione del 20 settembre 1918 evidenzia iseguenti elementi: apparizione di un personaggio
misterioso grondante sangue; riscontro delle mani edei piedi perforati; dolore etimore; invocazione dellascomparsa dei segni, ma non del
dolore. Le ferite dolorose egrondanti sangue alle mani, ai piedi, al costato eal cuore sono la conformazione crocifissa aCristo elassociazione alla sua passione, per la vocazione-missione corredentrice127. Lasofferenza interiore di padre Pio si accompagna con piaghe esterne, come
lestimmate autentiche128. Il fenomeno delle stimmate chiude la nostra
riflessione sul tema del dolore fisico sopranaturale. In conclusione,
nella prima parte del secondo paragrafo del presente capitolo ci siamo interessati al fenomeno del dolore fisico di padre Pio in vari settori.
Allinizio abbiamo presentato idolori fisici naturali, mettendo in rilievo la salute ele malattie del religioso; in seguito, abbiamo considerato
idolori fisici sopranaturali, provandoli adividere in due classi: quelli dorigine diabolica, con ildolore delle vessazioni demoniache equelle dorigine divina, con il dolore dellatransverberazione del costato, del
cuore equello delle stimmate.
2.4. La sofferenza spirituale omorale

La sofferenza oil dolore spirituale omorale un patire che non lascia tracce esterne, mache disegna un cammino invisibile che possiamo chiamare via crucis. Le dichiarazioni che ci offre padre Pio delle
Cf. L.Lavecchia, Litinerario di fede di Padre Pio da Pietrelcina nellEpistolario, 182.
In merito allautenticit delle stimmate, disponiamo di diverse deposizioni lasciateci
da testi autorevoli, che spaziano della medicina, sino a, quel gerarchico religioso ed ecclesiastico, perterminare con quello affettivo ed occasionale. Idottori interpellati nellimmediato manifestarsi delle stimmate furono: Luigi Romanelli, Amigo Bignami eGiorgio Festa; Cf.BD I, 169
174; Cf. G.Cruchon, Le stimmate di Padre Pio, in Convegno I, 101129.
127
128

165

Baej Strzechmiski OFMCap

sue passioni morali non sono soltanto descrittive, ma esprimono tutto


un lungo itinerario di perfezionamento interiore. Parte dalle tentazioni pi sensibili, quelle dei dubbi egli scrupoli, passando per quelle pene
pi amare come itimori di essere un illuso edi poter essere allontanato da Dio, finendo poi con le lotte per la difesa della sua fede elafiducia
in Dio. Tutto questo quadro oscuro del dolore edella sofferenza spirituale di padre Pio senza dubbio illuminato attraverso le consolazioni
ele grazie speciali, puressendo preso dalla notte oscura che prevaleva
nel mistero della sua vita. Il presente paragrafo accanto alla descrizione
di sofferenza spirituale ingenere ci fa vedere la sofferenza spirituale
particolare, cio la notte oscura edalcune cause delle sofferenze spirituali come timori etentazioni.
I fenomeni descritti idolori fisici sopranaturali, le vessazioni diaboliche, la transverberazione del costato edel cuore ele stimmate, causano la sofferenza morale, quella spirituale oppure entrambe insieme.
Le sofferenze morali come le tentazioni diaboliche lepresenteremo nel
capitolo seguente, mentre delle sofferenze spirituali delle ferite damore abbiamo accennato qualcosa precedentemente, discutendo il dolore
fisico dei fenomeni mistici. Vogliamo quindi indicare la notte oscura
come uno dei pi importanti sintomi della sofferenza spirituale. Il nostro compito non per ladisquisizione sul fenomeno della sofferenza,
che consta di tre specie differenti, ma provare adescriverle eclassificarle. Il presente paragrafo illustra il vocabolario inerente la sofferenza
spirituale di padre Pio in genere.
Allinizio trattiamo del religioso che soffre fisicamente espiritualmente dolori ormai non pi sopportabili, peraltro pi intensi nello spirito: Le lotte spirituali, in paragone di ci che vado soffrendo nel corpo, sono assai superiori, sebbene anche le sofferenze corporali si vanno
rendendo sempre maggiori129. Lapartecipazione del corpo alle sofferenze spirituali meglio precisata inunalettera del 24 febbraio 1911 indirizzata apadre Benedetto: Riguardo alleafflizioni eguerre spirituali,
lassicuro che vanno di pari passo con lafflizioni corporali. Al moltipli129

166

Epist. I, 212213.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

carsi di queste succede laumento di quelle130. Il testo mostra la simultanea esistenza ela reciproca infiltrazione del dolore fisico edellasofferenza spirituale.
Padre Pio quando parla di sofferenza spirituale, come il dolore dellanima, lo fa distinguendola da quella fisica, presente nella sua vita, esi riferisce aqualcosa di intimo, di profondo. Egli scrive apadre Benedetto:
Padre mio, aiutatemi, perch il dolore tutto spirituale, che sento troppo intimo, troppo sottile, consumante131. La parola dolore qui indica la sofferenza spirituale, madisolito, il religioso spiegando lo stesso
tipo di sofferenza, usa il termine pena132. Un altro gruppo di espressioni, utilizzate da padre Pio nel descrivere ilfenomeno della sofferenza spirituale, sono gli aggettivi: tormento amaro (amarezza)133, afflizioni oltremodo134, sommamente afflitto135, afflizioni estreme136, crudele martirio137.
Egli impiega metafore come nubi oscure etenebrose138, outilizza una terminologia bellica parlando di lotte eguerre spirituali139, spada didolore
elagrime di dolore. Dopo aver descritto il fenomeno della sofferenza spirituale in genere, attraverso ivocaboli utilizzati, passiamo allanalisi particolare della sofferenza spirituale emorale di padre Pio.
La notte oscura140

Il presente paragrafo ci introduce il fenomeno della notte oscura di


padre Pio, cos come traspare dal suo Epistolario I.Il primo volume delle Epist. I, 214.
Epist. I, 428.
132
Epist. I, 367; 384; 421; 469.
133
Epist. I, 427, 469.
134
Epist. I, 185; 203; 226.
135
Epist. I, 394.
136
Epist. I, 469.
137
Epist. I, 383.
138
Epist. I, 469.
139
Epist. I, 212; 214.
140
l termine notte oscura non inventato da Giovanni della Croce, anche se lui afornirgli diffusione efama, ma ripreso dalla tradizione mistica, in particolare da Gregorio Nisseno,
dallo Pseudo-Dionigi eda Taulero. Tuttavia fu Giovanni della Croce ad attribuirgli quel valore
centrale che ne fa lespressione sintetica dellesperienza mistica. Su di essa ci sono vari frainten130
131

167

Baej Strzechmiski OFMCap

pistolario abbraccia soltanto dodici anni (19101912), per il noto decreto del SantOffizio, che proibiva al religioso stigmatizzato di rispondere
alle lettere ricevute, perci ilraccolto delle lettere ci rivela alcune tappe della sua vita mistica. Le dure prove dello spirito che accompagnano
il religioso ela purificazione passiva dellanima nella via della perfezione portano la forte sofferenza spirituale. Si tratta di aridit, desolazioni
edi dolorosissime operazioni che Dio compie nellanima, alle quali per
non manca di parteciparvi, intensamente, anche il corpo. Eda questa
prospettiva nelle lettere di padre Pio appare un dolore profondo che sale
prima aDio epoi al padre spirituale.
Le prime lettere contenute nellEpistolario Inon riguardano immediatamente la notte oscura, per, con la lettera del giugno 1913, lo scenario cambia esipercepisce chiaramente linaugurazione di una nuova
fase mistica. Dice padre Pio:
Lanima mia che sempre pi va ricevendo favori da Dio non soddisfatta, che anzi
geme sempre esospira perch sempre le si raddoppia il dolore. Di giorno in giorno
alei si scoprono sempre pi le grandezze del suo Dio ed atale luce, che sempre pi
viva in lei si va facendo, arde dal desiderio di alui unirsi con vincoli indissolubili.
Vede in questa luce quanto questo adorabile Signore merita dessere amato esisente sempre pi infiammata per lui. Ma, oh Dio!, questo stesso desiderio diunirsi alui,
di amarlo quanto ne pu una creatura, le producono una gran pena vedendo sempre pi quanto lei separata elontana dal possederlo senza timore diperderlo141.

Il testo evidenza un contrasto tra ifavori ricevuti da Dio, la scoperta delle sue grandezze eil dolore determinatosi per il desiderio dellanima di unirsi alui convincoli indissolubili, che rimane deluso acausa
della separazione edellincapacit di possederlo senza timore di perderlo. Questa dinamica, ove dauna parte vi la comunicazione di Dio
dimenti, il pi frequente dei quali quello di identificare notte oscura con sofferenza enientaltro, allorch lanima si unisce aDio trasformata dallamore. Inoltre questa notte ha due modalit, che sono lattiva ela passiva, la prima fatta di opportuni sforzi da parte dellinteressato,
la seconda data per grazia. Si tratta dunque di una progressiva trasformazione, che una purificazione del soggetto, il quale perde uno dopo laltro isuoi attaccamenti ai sensi ealle facolt
psichiche (intelletto, immaginazione edesiderio). Cf. San Giovanni della Croce, Salita del Monte
Carmelo, [in:]Opere, 6a ed., Roma 1991, pp.410411; Cf. H.U. von Balthasar, Gloria. Una estetica teologica. Stili laicali (Volume terzo), Milano 1985, pp. 99107.
141
Epist. I, 366.

168

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

edallaltra la lontananza da Dio, conduce gradualmente nella sua evoluzione alla notte dello spirito142. Vedere lapplicazione di tutto ci in
padre Pio significherebbe analizzare molte lettere, da parte nostra opereremo una selezione, privilegiando quelle che cisono sembrate pi paradigmatiche, in cui appare la sofferenza spirituale eche sono indirizzate apadre Benedetto.
Con chiarezza di concetti il religioso spiega apadre Benedetto il fenomeno che ormai si andava sviluppando nella sua anima. Nella lettera
del 4maggio del1914, scrive:
E laltra notte per lanima. Lanima viene posta in afflizioni estreme epene interiori di morte. La divina bont viene rappresentata allanima in tal modo, danon poter
la poverina godere di tanta bont con possedimento di amore, maglielo lascia sospirare solo da lunghi un tal possesso con desideri estremamente penosi; lanima posta
in questo stato anela aDio, fonte di ogni bene, esolo con un profluvio di lacrime palesa la pena delle sue brame. [] lanima stessa sembra che si sia votata acongiurare contro se stessa servendosi atal fine della fantasia edella immaginazione. Ibelli
giorni passati col dolcissimo Ges spariscono del tutto dalla mente. Non pu lanima, posta in talstato, fare ameno di esclamare: Per me tutto perduto!. Lo strazio che prova la poverina tale che non saprei differenziarlo dalle pene atrocissime
che soffrono idannati nellinferno143.

Padre Pio fa capire che si trova nellalta notte oscura per lanima
enespiega le manifestazioni: estrema sofferenza spirituale, vivo edoloroso desiderio di Dio determinato dalla rappresentazione della sua bont nellanima, incapacit ad avere un contatto, fantasie eimmaginazioni disturbanti, sensazioni didisperazione uguali alle pene che soffrono
idannati nellinferno144.
Cf. L.Lavecchia, Litinerario di fede di Padre Pio da Pietrelcina nellEpistolario, 30.
Epist. I, 469.
144
Padre pio fa il richiamo alle pene infernali come termine di paragone delle sofferenze che stasoffrendo. Linsistenza di questa componente spiegata da san Giovanni della Croce,
quando dice: La maggiore sofferenza provata dallanima in questo stato dovuta al fatto che
ella convinta che Dio labbia riprovata e, aborrendola, labbia gettata nelle tenebre; per lei infatti grave edolorosa pena il pensiero di essere abbandonata dal Signore [] sente molto vivamente [] idolori dellinferno, che consistono nel sentirsi senza Dio [] Tutto questo lanima sente in tale stato, tanto pi gravemente, poich le pare che ci debba durare per sempre.
Cf. San Giovanni della Croce, Salita del Monte Carmelo, [in:] Opere, 6a ed., Roma, 1991, p.410411.
142
143

169

Baej Strzechmiski OFMCap

Le pagine dellEpistolario I, che vanno dal 1916 al 1922 sono dense ditestimonianze della terribile prova che si intensifica edi descrizioni dellesofferenze spirituali emorali che continuano ad essere le coordinate
dellanuova tappa. La lettera successiva, indirizzata apadre Benedetto,
che andiamo adanalizzare porta la data del 6settembre 1916. Ne presentiamo un corto brano:
Sono messo alla prova di tutto. Vivo in una perpetua notte equesta notte non accenna affatto di ritirare le sue folte tenebre per dar luogo alla bella aurora. Iddio lo sento nel centro dellanima mia, ma non saprei dirvi il come lo sento. Questa di lui presenza, lunghi dal consolarmi, accresce allinfinito il mio martirio, che in ogni istante
mi fa cadere in un deliquio estremamente penoso. [] loggetto da contemplare si va
sempre pi ingrandendo, tenendosi sempre pi nascosto145.

Questa descrizione dello stato spirituale dellanima di padre Pio indica che lanotte diventa perpetua, per, il religioso sente Iddio nel
centro dellanima, ma la percezione molto confusa, al punto che si
fa apportatrice di martirio ecausa di deliquio estremamente penoso.
La grazia che riceve ela sofferenza che sperimenta mettono in rilievo
quello che dice alla fine: loggetto da contemplare siva sempre pi ingrandendo, tenendosi sempre pi nascosto. Dio vuole realizzare in padre Pio questo progresso spirituale, attraverso la sofferenza che produce il suo nascondersi.
Tale stato di fatto si ripete ed pi sottolineato nella lettera datata
4dicembre 1916. In essa padre Pio scrive cos:
Sento tutto il peso della solitudine, vorrei trovare una persona capace di ricevere tutte le ambasce, che si vanno aggirando nel mio animo. Ma, padre mio, dovetrovarla? Io mi sento solo acombattere, di giorno edi notte, enon miaccorgo di altro se
non che della mano di Dio, che si va sempre pi aggravando sopra di me. Ame sembra che Iddio si sia ritirato completamente enon mi fa esperimentare altro, se no la
mia estrema miseria. Il nemico mi tenta su tutto evuol darmi acredere che tutto sia
finalmente finito per me146.

Lautore della lettera si lamenta, perch sente la forte solitudine enon


pu trovare neppure una persona su cui riversare le sue ambasce. Egli,
145
146

170

Epist. I, 817818.
Epist. I, 849; Cf. Epist. I, 858; 873; 882; 904; 947; 978; 992993.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

allo stesso tempo, sente la crudele tentazione del demonio. Lesperienza


dellabbandono, lintervento diabolico ela gi descritta sofferenza delle pene che soffrono idannati nellinferno hanno il senso purificatore. Proseguendo cronologicamente nellindagine sullEpistolario Idel nostro autore giungiamo alla lettera del 4giugno del 1918, scritta apadre
Benedetto. Inessa leggiamo:
Da gioved al giorno mi sento pi che mai riempito lanima di unestrema turbazione. Sento che la mano del Signore si aggravata su di me, sento che ilSignore va addimostrando tutta la sua potenza nel punirmi, ecome foglia rapita dal vento, egli mi
rigetta emi perseguita. [] Mio Dio, sono smarrito eti ho perduto, ma ti ritrover?
Oppure ti avr smarrito per sempre? Mi hai condannato avivere eternamente lontano dalla tua faccia? Padre mio, mi vado addentrando come posso in questa oscura prigione, ma arduo lavanzare tra il fuoco buio di queste fitte tenebre, tra luragano edilrimestar di vessazione nemica, che approfitta della tempesta per farmi
prevaricare evincermi. [] La mia preghiera poi, padre mio, laculeo di dolori edi
pene mortali, orribile aripensarsi. Io non raccapezzo pi nulla, non so se le mie preghiere siano tali, oppure forti risentimenti che il cuore rivolge al suo Dio nella piena del suo dolore. Sento un abbandono di vuoto in me, orribile aripensarsi quando
si in esso. Nulla, il perfetto nulla, fuori dei lampi rarissimi guizzanti di luce incerta,
tra le forte tenebre in cui si immerso, che dicono allo spirito: Dio nel bene. Ma Dio
sempre occulto allattento spirito, che si consuma vegliando in affannose, masempre necessarie ricerche: ed il povero spirito si va consumando in tanti timori di offenderlo, dato che solo in solitudine desolatissima147.

Il tenore della lettera, sottolineando la drammaticit del momento, ci


d ladescrizione di uno scenario pi calcato nelle tinte oscure epi arricchito deglielementi di sofferenza. Lo stato di desolazione, il senso di
abbandono elidea chiara del rifiuto di Dio sono pi accentuati. Padre
Pio vive la caligine delnascondimento di Dio edel suo smarrimento,
acui fa eco una sorta di elegia per lamore perduto148. La notte oscura
nel cammino di perfezione viene vissuta da padre Pio come un sentirsi
avvolti da dense etormentose caligini, che impediscono la visione ela
comprensione edeterminano smarrimento, timore, ansia, pianto esoprattutto sofferenze spirituali. Questi elementi creano una notte dentro
eattorno al dolente religioso, che con la fiducia ela nuda fede proce147
148

Epist. I, 1027129; Cf. Epist. I, 1033141; 1049; 10501053; 10621065.


L. Lavecchia, Litinerario di fede di Padre Pio da Pietrelcina nellEpistolario, 37.

171

Baej Strzechmiski OFMCap

de in questa oscurit profonda senza interrompere il suo cammino spirituale. Le cause che provocavano le sofferenze spirituali di padre Pio
erano dappertutto itimori ele tentazioni. Certi timori in s stessi vengono considerati anche tentazioni, nella misura incui si percepisce che
sono il frutto delle suggestioni diaboliche.
Itimori

La prima causa della sofferenza spirituale di padre Pio che ci appare


iltimore. LEpistolario Ici rivela imotivi dei suoi timori, che noi raggruppiamo in due tipi: timori verso le sue confessioni esuoi peccati; timore di
essere ingannato oppure di ingannare. Nel gruppo delle lettere, dal 20 giugno del 1910 al 4maggio del 1914, itimori che soffre padre Pio hanno le
proprie caratteristica dellanima, cheprogredisce decisamente sul cammino della perfezione149. Allinizio, mettiamo in luce il dolore che sente Padre
Pio per aver detto unabugia. Il timore tocca il peccato, in cui crede di esser caduto. Egli scrive nelsettembre del 1911 al suo direttore spirituale:
Mio caro padre, col sangue agli occhi scrivo la presente. Sappia, padre mio, chegiorni or sono ho avuto il coraggio di nuovamente offendere Ges con unabugia. Mio
Dio che vergogna150.

In questo stadio purgativo incontriamo itimori ogli scrupoli sulla validit delle confessioni, dei rimorsi per la sua vita passata eil timore che
quello che gli succede non sia di natura sopranaturale, ma pura illusione.
Padre Pio sente itimori pi forti verso le sue confessioni eisuoi peccati quando si converte al Signore. Egli ne d la testimonianza, quando
scrive apadre Benedetto:
Ascolti, padre mio. Da vari giorni mi sento un continuo turbamento di coscienza per
la mia vita passata, spesa cos malamente. Ma ci che in particolare pi mi martirizza
il cuore emi affligge oltremodo si il pensiero di non essere certo diaver confessati
tutti ipeccati della mia vita passata equello ancora di averli ono confessati bene151.
149
Cf. A.Queralt, El dolor: su valor cristologico. Estudio teologico-spiritual del autotestimonio
del P.Pio de Pietrelcina, O.F.M.Cap., in QS, 153.
150
Epist. I, 235.
151
Epist. I, 185.

172

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

Egli si sente martirizzato eafflitto oltremodo acausa dei rimorsi per non aver confessati tutti ipeccati della vita passata enon sa se
averli ono confessati bene. Il tema della confessione si ripete: padre
Pio chiede al suo direttore spirituale il permesso di una bella confessione generale152. La risposta, che scrive padre Benedetto negativa153,
enella seguente lettera, del 7maggio del 1911, lo afferma:
Mio carissimo Pio, tu non pecchi, hai capito? Eperci non sei tenuto aconfessarti necessariamente delle tentazioni. Solo per spirito di umilt le puoi rivelare enon ti devi
confondere asapere econoscere se hai acconsentito ono. Ripeto dunque che non vi
peccato alcuno in queste battaglie, ma solo palme ecorone []154.

Per, la categorica risposta del direttore spirituale con la sua garanzia che ilsuo discepolo non ha peccato, non toglie il timore. Padre Pio
scrive di nuovo. Inuna lettera datata il 2settembre 1911 egli confessa:
Alle volte mi viene una disperazione grande perch mi sembra quasi impossibile che
Ges debba perdonarmi tanti peccati; il pi delle volte sembrami impossibile che
Ges voglia perdonarmi155.

Il timore, nato dal dubbio che ipeccati siano stati perdonati da Ges, paralizza il religioso. Egli si batte tra il timore ela speranza di essere perdonato, oppure quello di rimanere nella riprovazione del Signore. La successiva risposta categorica di padre Benedetto, cui afferma che egli non pecca,
non gli d pace interiore. Il direttore scrive: Caro Pio, non vero che pecchi; non vero che dai disgusto al Signore eperci non vero che il Signore
non ti perdoner. La grazia divina con te emolto tu sei caro al Signore156.
Oltre tutto, nel 1912 appare ancora la stessa domanda: egli chiede se
deve confessare tutti ipeccati dubbi157. In questo quesito si percepisce langoscia propria di padre Pio che sottomesso agli scrupoli. Altro
tipo di timore del religioso da Pietrelcina quello di essere ingannato


154

155

156

157

152
153

Epist. I, 219.
Epist. I, 221.
Epist. I, 222.
Epist. I, 231.
Epist. I, 232.
Epist. I, 278.

173

Baej Strzechmiski OFMCap

dal Signore evivere una pura illusione; enon soltanto di essere ingannato, ma anche di ingannare isuoi direttori spirituali. Nella lettera, del
1novembre del 1913, apadre Benedetto confessa:
Mi assale una profonda tristezza ed un pensiero atroce mi attraversa per la mente,
quello cio di poter essere un illuso senza conoscerlo. Dio solo sa che tormento questo per me! Forse che il Signore, mi penso, in pena delle mie infedelt non potr permettere che io, senza saperlo, ingannassi me stesso ed idirettori del mio spirito158.

Lautore della lettera tristemente scrive del suo tormento che sente
acausa della possibilit di essere illuso. Intuisce il possibile fondamento di questa situazione permessa dal Signore, come una forma per punire isuoi peccati ecome castigo degli stessi. Aquesti timori aggiunge anche quello di essere ingannato dal demonio. Padre Pio comunica al suo
direttore spirituale: Temo fortemente linganno delnemico echi sa, me
ne vado pensando, che non sia io veramente nella rete delnemico159. Con
questo riferimento allintervento demoniaco, che padre Pio collega alsuo
timore di essere illuso, passiamo alla causa seguente della sofferenza spirituale: le tentazioni.
Le tentazioni

Non abbiamo le definizioni precise delle tentazioni, ma un vocabolario generico che esprime queste situazioni, che possiamo ritrovare
nellEpistolario I.Padre Pio spiega che le tentazioni sono pi che mai accanite contro di me160, cheil nemico lo angoscia con fantasmi espauracchi emette veleno nella sua vita con infernali insidie161. Il religioso
da Pietrelcina si trova sottomesso atensioni interiori forti, soprattutto
quelle causate dalle tentazioni paradossalmente dovute alle grazie speciali ricevute, sebbene sia consapevole delle limitazioni delle sue forze
per resistere operseverare. Questa sua debolezza fisica emorale. Fisica
come conseguenza della sofferenza provocata dalle tentazioni.


160

161

158
159

174

Epist. I, 424.
Epist. I, 590.
Epist. I, 203.
Epist. I, 314.

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

Nella lettera del 9aprile del 1911 indirizzata apadre Benedetto, il religioso descrive la sofferenza delle tentazioni:
Quindi sono solo acombattere emi trovo col cuore ripieno di spavento. Che mi accadr non lo so. Mi sento debole assai di anima edi corpo, padre mio, ma mi abbandono
in Dio. Se ci volere di Dio voglio patire esempre pi per dargli gusto162.

Lo spavento del quale si sente pieno poich ignora che accadr,


loindebolisce nel corpo enellanima. Primo scopo del demonio, in questa lotta spietata, quello di generare nellanima uno stato di diffidenza
edi sfiducia nella misericordia divina. Nellalettera del 17 agosto del 1910
padre Pio scrive cos: anche vero per che il demonio non pu darsi requie per farmi perdere la pace dellanima escemare inme quella tanta fiducia, che ho nella divina misericordia163. In questo periodo soffre per
bruttezza econtinua ostilit delle tentazioni, che mostrano meglio ilruolo di Satana nel rapporto di comunione instauratosi tra Dio elui.
Padre Pio non indietreggia n si d per vinto. La sofferenza pi atroce causata dalla incertezza di rigettare veramente le lusinghe diaboliche. Nella lettera datata il 6luglio 1910 confessa: Dietro le innumerevoli tentazioni, alle quali vado soggetto di giorno in giorno, un dubbio da
sconvolgermi anche la mente mi rimane: se veramente le ho discacciate164. Il religioso sperimenta il dubbio elo scrupolo: questi sono ipungoli diabolici nel suo processo della purificazione. In questa fase il nemico cerca di far perdere la speranza apadre Pio, evuole strapparlo
dalle braccia di Dio, ma il religioso, invece, fa forte resistenza alle sue
tentazioni. Possiamo dire che questa disperazione viene causata dal ricordo dellasua vita passata.
La lettera che segue spiega il modo con cui il demonio mette in crisi
il cuore del cappuccino. Era il 19 marzo 1911.
Le tentazioni che riguardano la mia vita secolare son esse che pi mi toccano ilcuore, mi offuscano la mente, mi fanno sudar freddo esarei per dire mi fanno tremare da capo apiedi. In tali momenti gli occhi solo mi rimangono per piangere; emi
Epist. I, 219.
Epist. I, 196.
164
Epist. I, 187.
162
163

175

Baej Strzechmiski OFMCap

vado confrontando ed incoraggiando solo pensando aci che lei mi va suggerendo


nelle sue lettere165.

Le tentazioni che fanno pi presa nel cuore del religioso sono quelleriguardanti la vita secolare che, accanto alla sofferenza morale, mostrano glieffetti della sofferenza fisica: fanno sudar freddo efanno
tremare da capo apiedi. Unaltra lettera indirizzata apadre Benedetto,
del 9aprile dello stesso anno, ci informa che:
[] il nemico anche in questi giorni santi fa tutti isuoi sforzi per indurmi adacconsentire ai suoi empi disegni; ed in ispecial modo questo spirito maligno cerca con ogni
sorta di fantasmi dintrodurmi nel cuore pensieri dimmondezza edidisperazione166.

Padre Pio pi precisamente parla di introduzione di pensieri dimmondezza edi disperazione. E provato dal nemico dellanima nei sensi enello spirito. Attorno allanno 1915 le tentazioni si rafforzano, aumentando anche il suo timore di essere vinto. Nello stesso anno lui
sottolinea il dolore del quale vittima eche lo fa arrivare ai suoi limiti,
un dolore fortissimo, quello che gli fa desiderare lamorte come sollievo167. Vedeva cosi la morte come rimedio alla sua sofferenza, come una
liberazione, echiede che il Signore disponga della sua vita168. Il religioso nello stesso tempo soffre tentazioni contro la fede epensieri dibestemmia. Scrive al suo direttore spirituale: Ci sono poi certi momenti
che vengo assalito da violente tentazioni contro la fede169, ein unaltra lettera: Pensieri di bestemmie mi attraversarono di continuo la mia
mente170. Attraverso il primo tipo di tentazione, il demonio vuole distruggere la fiducia in Dio efa considerare ilpeccato come un fatto dilettevole; ed attraverso le tentazioni di bestemmie cerca dinserirsi nel
rapporto damore, di profonda lode ed adorazione esistente tra padre
Pio ed il suo Signore.
Epist. I, 215216.
Epist. I, 219; Cf. Epist. I, 224; 226.
167
Cf. Epist. I, 521522.
168
Cf. A.Queralt, El dolor: su valor cristologico. Estudio teologico-spiritual del autotestimonio
del P.Pio de Pietrelcina, O.F.M.Cap., [in:] QS, 161.
169
Epist. I, 910.
170
Epist. I, 838.
165
166

176

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

NellEpistolario Iviva la voce silenziosa del rapporto vita emorale.


Latotalit che riempie lanima anche una forza morale, per la quale lanima percepisce nella pienezza la propria miseria escopre la divina misericordia. Allesofferenze fisiche di padre Pio acausa degli assalti del demonio, che abbiamo gi presentato sopra, si aggiungono le tentazioni, come
la dura prova ecome lasofferenza spirituale nel processo di purificazione dei sensi edello spirito. Ildemonio attraverso le tentazioni avrebbe voluto portare il cappuccino alladistruzione della pace, della fiducia edella comunione con Dio. Nel confronto col diavolo si evidenzia da parte del
religioso la virt della fede che ha sempre funto da sua propria opzione
fondamentale afronte di ogni proposta diabolica. Con questa paragone finisce la nostra riflessione sul tema della sofferenza spirituale emorale di
padre Pio. Concludendo la seconda parte del paragrafo sul fenomeno della sofferenza, possiamo dire che questa realt, cio la sofferenza spirituale emorale, di cui abbiamo trattato molto ricca einsieme pi difficile da
presentare. Nel nostro studio siamo riusciti amostrare tre tipologie di sofferenza: il primo, la sofferenza spirituale in genere; il secondo, la notte oscura eil terzo, alcune cause dellasofferenza spirituale.
***

Possiamo ora formulare alcune nostre conclusioni cercando di riassumere ilquadro della sofferenza di padre Pio, come ci mostra lEpistolarioI.Corrispondenza con idirettori spirituali (19101922). In primo luogo lEpistolarioI un volume chiave per la conoscenza di padre Pio, perci, la
buona testimonianza della sua propria edistintiva personalit, le sue caratteristiche psico-fisiologiche, che ci mostrano la sua ricchezza affettiva, cipresentano il suo sistema nervoso molto sensibile enotevolmente delicato, esoprattutto le sue sofferenze, cos spesso presenti nelle sue
lettere. Lepistolario evidenzia la notevole capacit di scrittore di padre
Pio, eglipossiede lo spirito del letterato, lanimo dellartista, il cuore
del poeta ecimostra la ricchezza dei suoi pensieri ela profondit delle esperienze mistiche.
La corrispondenza epistolare tra il cappuccino eil destinatario delle
sue lettere, padre Benedetto da San Marco in Lamis, rivela il ruolo delica177

Baej Strzechmiski OFMCap

to emolto importante, avolte quasi determinante, del direttore spirituale


di padre Pio. Lepistolario contiene anche informazioni sul modo, sui motivi delle lettere stesse ela frequenza dei rapporti intercorsi tra di loro.
LEpistolario I, come abbiamo gi detto, una letteratura sulla sofferenza che
offre un itinerario spirituale di padre Pio. La sofferenza dal punto di vista
deglieffetti che produce si manifesta nelle lettere del cappuccino come
dolore fisico edolore spirituale. Il dolore fisico ha due cause: una naturale euna sopranaturale. La prima riguarda linfermit ola disfunzione di
qualche organo, producendo lediverse sofferenze. Nella seconda idolori sono attribuiti auningerenza diabolica oaun particolare intervento di
Dio per mettere alla prova la sua fede. Molte sono le lettere nelle quali il
malato religioso informa il suo direttore spirituale, padre Benedetto, delle
infermit che non gli daranno tregua per tutta lavita. Padre Pio, con tutti
ilimiti derivanti dalle malattie edal dolore che esse glicausano, nel senso letterale un corpo patologico. Come concetti conclusivi possiamo
dire che quelle malattie furono reali, le loro cause furono quelle comuni
della patologia umana: ifattori fisici eambientali (freddo, caldo, umidit, ecc.), come nelle bronchiti enei reumatismi; cariche batteriche di varie entit, come degliocchi; isintomi clinici, quindi, non furono diversi,
sul piano pratico, dallemanifestazioni edai segni oggettivi riscontrabili,
per gli stessi mali, in ogni altra persona, ma si pu discutere sulla durata
esullintensit di ciascuno diqueisintomi.
Nella scala dei dolori, proposta dal Mantegazza, possiamo affermare
che padre Pio, negli ottantuno anni della sua vita, ne ha saliti praticamente tutti igradini. Solamente negli anni 19101922 aveva: le algie fredde
dellartrosi generalizzata, idolori bruschi epungenti della polmonite,
le manifestazioni corrodenti dellulcera gastrica ed idolori tensivi
delle emicranie, ma in tutto lEpistolario Ipossiamo ancora trovare: il dolore bruciante della cistite emorragica, il dolore conquassante delle coliche renali, il dolore contusivo dellecaviglie edei polsi, il dolore
corrosivo dellepitelioma auricolare, le fitte laceranti dellernia irriducibile, il dolore lancinanti delle emorroidi trombizzate, il dolore gravativo della sinusite frontale, il dolore terebranti della pleurite essudativa, il dolore pruriginoso della pediculosi ed anche idolori pulsanti
degli ascessi passeggeri. Il dolore era, come s visto, la componente pi
178

Il fenomeno della sofferenza di padre Pio da Pietrelcina...

illuminante della sua vita: esso non lo condizionava, n gli faceva paura.
LEpistolario Imostra gli interventi diabolici che producono idolori fisici,
come il combattimento eche portano la sofferenza morale, come le tentazioni ealtre varie forme di suggerimenti che allontanano dalla volont
di Dio. Il demonio ha avuto un ruolo importante nella vita di padre Pio,
si dato molto da fare per fronteggiare la volont del religioso, votata al
Cristo edisposta al martirio, pur diconservare integra la fedelt econfermare ed accrescere la comunione damore.
La descrizione dei dolori fisici sopranaturali, come la transverberazione del costato edel cuore ole stimmate, anche presente nelle lettere di padre Pio indirizzate al suo direttore spirituale. Il protagonista dei
mirabili fenomeni sente fortemente il dolore fisico delle piaghe nel suo
corpo. Il dolore fisico reale eha unvalore di conformazione al Cristo
crocifisso. La transverberazione di padre Pio duplice: transverberazione dellanima con effetto fisico al costato etransverberazione dellanima
con effetto fisico al cuore. La transverberazione delcostato del 57 agosto
serve apreparare il corpo di padre Pio alla seguente stimmatizzazione,
mentre la transverberazione del cuore del mese di dicembre unsuggello damore per fare irruzione piena edefinitiva dellAmore nel suo cuore. La sofferenza oil dolore spirituale omorale una sofferenza che non
lascia tracce esterne per che disegna un cammino invisibile di perfezionamento interiore di padre Pio. Parte dalle tentazioni pi sensibili, quelle dei dubbi edegli scrupoli; passa per quelle pene pi amare come il timore di essere un illuso edi poter essere allontanato da Dio; continua con
le lotte per la difesa della sua fede ela fiducia inDio, soffrendo la notte
oscura che prevale nel mistero della sua vita. Nella vita dei santi appare
con tutta evidenza che Dio si serve dellasofferenza, fisica espirituale, per
operare in loro il distacco dai beni terreni, lospogliamento della volont,
la purificazione dellanima eper preparare in loro ilprocesso della cristificazione oaffidare aloro la missione di corredenzione con Cristo. La vita
del santo padre Pio da Pietrelcina ha questo carattere.

179

Baej Strzechmiski OFMCap

Fenomen cierpienia Ojca Pio zPietrelciny opisany wlistach do


jego kierownika duchowego ojca Benedykta.

Autor artykuu prbuje przedstawi zjawisko cierpienia, opisane przez o. Pio wjego
korespondencji skierowanej do o. Benedetto zSan Marco in Lamis. Analizuje je zdwch
perspektyw: jako bl fizyczny ijako cierpienie duchowe lub moralne. Wychodzc od nakrelenia bazy literackiej Epistolario I, przechodzi do opisu blu fizycznego, klasyfikujc
go ze wzgldu na przyczyn jego powstania, albo jako bl naturalny (choroby), albo bl
nadprzyrodzony, czyli taki, ktrego pochodzenie jest bd diaboliczne (drczenie demoniczne), bd Boe (transwerberacja boku lub serca czy stygmaty). Na koniec opisuje
cierpienie duchowego imoralne, ktre wystpuj podczas tzw. nocy ciemnej iwskazuje na niektre zprzyczyn jego powstawania (boja, pokusy). Artyku nie daje filozoficznych czy teologicznych odpowiedzi dotyczcych natury cierpienia, ale analizuje
fenomen cierpienia przez pryzmat efektw, jakie ono wywouje. Jest prb nakrelenia
swoistego itinerarium duchowego o. Pio, ktre ksztatowao si wszkole niezwykle bolesnego cierpienia, ktrym posuy si Bg dla oczyszczenia, upodobnienia izjednoczenia go zJego wasnym Synem, Jezusem Chrystusem.
Sowa kluczowe: cierpienie, choroba, kierownik duchowy, korespondencja, noc ciemna,
pokusa, stygmaty, transwerberacja, wizje diaboliczne, zdrowie fizyczne

The Fenomenon of Padre Pio`s suffering in the correspondence


with his own spiritual director.

Padre Pios letters to his spiritual adviser Padre Benedetto from San Marco in
Lamis provide aunique window into the spiritual life and struggle of the Saint. Into
the spiritual life and struggle. Padre Pio suffered both body and spirit. In the Epistolario
Ihe described his physical pains of different kind. He felt the natural pains caused by
illness or supernatural i.e. demonic torments and of the Divine origin (transverbation,
stigmata). Describing his sufferings during the Dark Night of the Soul he pointed out
some reasons of his anxieties and temptations. In this paper, Ididn`t give any theological or philosophical explanation of the nature of sufferings. Idlike only to sketch aspecific itinerary of Father Pio`s spiritual life. All those sufferings allowed him to purify his
soul and to reach God.

Keywords: suffering, illness, spiritual director, correspondence, the dark night, temptation,
stigmas, transverberation, diabolic visions, health