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IL POPOLO VENETO

.Giornale italiano fondato nel 1921 - Anno 94 N5 - 2015. www.ilpopoloveneto.it.

LA VIOLENZA NON E UNO SPORT


A meno di un anno dalle Olimpiadi di Rio 2016 arriva un duro attacco da parte del
Comitato Onu sui diritti dellinfanzia nei confronti della polizia brasiliana, accusata di
uccidere bambini e adolescenti per "ripulire" le citt, e soprattutto Rio de Janeiro, in
vista dei Giochi Olimpici. Secondo il Comitato Onu, le forze dell'ordine sono
direttamente coinvolte nell' "elevato numero di esecuzioni sommarie di bambini" in
Brasile, accompagnate da impunit generalizzata.
In base a informazioni raccolte dai media brasiliani, tra cui il quotidiano "Estado de
S.Paulo", il Comitato con sede a Ginevra ha appena pubblicato un allarmante
rapporto sulla condizione della giovent nel Paese sudamericano, all'indomani della
divulgazione del nono Annuario brasiliano di pubblica sicurezza, che ha mostrato >

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editoriale

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un crescente aumento degli omicidi nel 2014: 58.559, contro i 55.878 registrati nel
2013.
"Abbiamo gi visto episodi simili durante i Mondiali del 2014 e ora chiediamo che il
fenomeno venga subito corretto per evitare che si ripeta", ha affermato il perito
Onu, Gehad Madi, mentre la consulente ecuadoregna Sara Oviedo, ha dichiarato
che le stragi di bambini in Brasile non sono una novit. Ma abbiamo ricevuto
informazioni concrete sul fatto che ora si tratta di un modo di 'migliorare l'aspetto'
del proprio territorio per poter ricevere manifestazioni internazionali.
Per l'Onu esiste una "violenza generalizzata" da parte della polizia, specialmente
contro i "meninos de rua" e quelli che vivono nelle "favelas". I membri del Comitato
si sono detti seriamente preoccupati e hanno chiesto al governo brasiliano
l'approvazione immediata di leggi che proibiscano la detenzione arbitraria dei
bambini di strada.
In risposta le autorit locali hanno affermato che Rio il secondo Stato brasiliano
ad aver ridotto maggiormente il tasso di omicidi di bambini e adolescenti tra il 2000
e il 2013, secondo quando illustrato dall'ultima Mappa della violenza realizzata su
richiesta del governo federale.
Quello che pi vergognoso ed agghiacciante il fatto che dei bambini vengano
uccisi senza motivo dalla polizia, e ancora pi allucinante che si usino termini come
ripulire le citt in vista delle Olimpiadi 2016 per giustificare questi atti di inaudita
violenza. Che colpa hanno questi bambini, quella di essere poveri, di vivere nelle
favelas in condizioni igieniche precarie, di crescere in mezzo al narcotraffico e alle
sparatorie? Sono vittime innocenti che vanno protette, perch i bambini sono il >>

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editoriale

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futuro del mondo e troppo spesso le loro vite vengono sacrificate per la follia degli
uomini. Ma soprattutto possibile che ogni volta che si organizzano le Olimpiadi
(vedi quelle di Pechino 2008 quando
a migliaia di contadini sono state
espropriate le loro terre per fare
spazio ai siti olimpici), debbano
accadere fatti cos assurdi,
invece di puntare ad ottenere
visibilit, introiti e sistemare le
cose che non vanno nel
Paese ospitante, grazie anche
allo sport, che da sempre
un veicolo di aggregazione?
Vengono in mente film come
La Citt di Dio o Tropa de
Elite, che descrivono il lato
pi negativo, pericoloso e
violento del Brasile, ma
anche Trash di Stephen
Daldry, che in un contesto cos
difficile racconta come una
favola a lieto fine le avventure di
tre ragazzini delle favelas di Rio
de Janeiro in una specie di caccia
al tesoro, che porter a galla la
corruzione della politica, la violenza della polizia, ma soprattutto il coraggio e la
speranza di questi ragazzi, che sognano una vita migliore. S perch il Brasile ha
citt meravigliose e la Foresta Amazzonica, il Paese della gioia, del Carnevale,
del samba, la patria del calcio, e tanto altro. Se si vuole dare unimmagine positiva
del Paese basterebbe puntare sulle sue bellezze e provare a migliorare le
condizioni di vita degli abitanti delle favelas, rispettando i diritti umani e le persone,
senza emarginarle e soprattutto senza ricorrere alla violenza e agli omicidi.

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anniversario

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71ECCIDIO DI VILLAMARZANA

Di seguito il discorso tenuto dall'on. Diego Crivellari del Partito Democratico in


occasione del Settantunesimo Anniversario in ricordo delle vittime dell'eccidio di
Villamarzana.
Villamarzana 18 Ottobre 2015
Signor Prefetto, Eccellenza Mons. Vescovo, Onorevoli Parlamentari, Signor
Presidente della Provincia, Signor Sindaco di Villamarzana, Signori Sindaci delle
Citt e dei Comuni del Polesine, Autorit Civili e Militari, Cittadine e Cittadini,
con viva, grande emozione che abbiamo raccolto linvito a prendere parte a
questa cerimonia e ad intervenire per celebrare i martiri di Villamarzana. Un evento
che dura e che continua a pesare, non potrebbe essere altrimenti, sul nostro
presente.
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Villamarzana: monumento vivente, nodo inaggirabile, punto di partenza e luogo di


approdo solenne, per tutti noi. La nostra storia passa da qui. La nostra storia e il
nostro futuro passano da qui, a pi di settant'anni di distanza.
Villamarzana un nome che ogni anno rinnova la nostra memoria, la nostra
coscienza di donne e di uomini, di cittadini della Repubblica, di democratici, di
antifascisti.
Villamarzana un luogo, una storia, una tragedia marchiata dal segno indelebile
dalla barbarie fascista: un paesaggio reale eppure immediatamente simbolico,
morale, civile, un luogo della mente, un groviglio di sentimenti che torna ad
interrogarci, ancora una volta, che riaffiora puntualmente e obbliga tutti noi a
ricordare e a riannodare il filo di una memoria condivisa. Una memoria condivisa
soltanto se e perch radicalmente fondata sui valori della democrazia e della
convivenza civile, dell'uguaglianza e della libert.
Villamarzana un ricordo vivo, lancinante, un dolore che rimane pi attuale che
mai, una ferita, un crimine che non conosce prescrizione. Villamarzana il nome
dei suoi 43 martiri, il nome delle vittime innocenti che non cessiamo di scandire e di
onorare. A sei a sei furono fatti uscire i patrioti, legati ed oltraggiati, stato
scritto e raccontato dagli storici: i colpi di grazia annunciavano ai prigionieri, di l
dal muro, che era giunto il momento per altri sei......
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anniversario

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Eccoci dunque in questa piazza, in questo luogo del dolore e della memoria, eccoci
a coltivare il dovere della memoria e il dovere della testimonianza civile. Ricordare
e testimoniare un impegno a favore della nostra democrazia, che deve vederci uniti
e consapevoli: un impegno a favore dell'antifascismo e dei valori sempre attuali su
cui si fonda la nostra democrazia repubblicana, perch la verit storica - vogliamo
ribadirlo, dobbiamo ribadirlo - deve essere custodita e tramandata alle nuove
generazioni e non pu mai passare in secondo piano, n perdere la propria
essenziale valenza, magari nel nome di qualche malintesa riconciliazione o
concordia nazionale. Non esistono revisionismi o scorciatoie politiche che
possano attenuare o relativizzare il peso e l'importanza di quanto accaduto a
Villamarzana in quella giornata del 15 ottobre 1944.
Ricordare per dare nuova linfa al nostro presente e al nostro futuro. Non si tratta di
retorica. Non si tratta di pensare soltanto ad una cerimonia che esaurisca la propria
valenza e il proprio significato nello spazio di un mattino o di una giornata di festa.
L'attualit di Villamarzana l'attualit del sacrificio. La democrazia vive di questi riti
e vive della propria memoria, la democrazia un racconto, una grandiosa
narrazione collettiva e continua, trasversale, che ritrova nelle sue pagine pi
dolorose la ragione pi profonda del proprio esistere, la propria necessit. La
democrazia culto della vita e di una sempre ritrovata volont di vivere, che
rinasce dalle ceneri della guerra, dell'odio, del conflitto che divide fratello da fratello.
La lotta antifascista rimane ancora oggi il migliore fondamento del nostro vivere
civile.
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anniversario

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Come ha ricordato opportunamente qualche anno fa lo storico Sergio Luzzatto nel


suo libro La crisi dellantifascismo, molti, troppi sono stati in questi anni i tentativi,
venuti da pi parti, di consegnare lantifascismo ad un passato polveroso e sempre
pi lontano, i tentativi - spesso subdoli, talora frutto di interessate elaborazioni
intellettuali - di rendere lantifascismo una sorta di reperto archeologico o meglio
ancora di delineare i tratti di una democrazia post-antifascista: ecco, allora, il rifiuto
di riconoscere alla parola fascista una qualsiasi rilevanza politica o comunque di
relativizzarne la portata; lemergere di una ideologia della memoria che si propone
di parificare il vissuto degli italiani nelle drammatiche vicende della guerra civile del
1943-1945, inun abbraccio che cancella le identit contrapposte, le differenze, e in
definitiva livella pericolosamente i valori per i quali combattevano gli uni e gli altri; la
proposizione di un pacifismo a-storico che, in nome del rifiuto della violenza, mette
sullo stesso piano partigiani e repubblichini di Sal; il rifiuto di riconoscere la guerra
partigiana quale elemento identitario del nostro paese; l'esaltazione della "zona
grigia", cio della maggior parte degli italiani, che si sarebbero limitati ad assistere,
senza parteciparvi, alla guerra civile combattuta dagli estremismi rossi e neri.
Potremmo continuare, ma ci fermiamo qui. Gli esempi sono tanti e ad ognuno
potremmo collegare nomi e sigle diversi.
Scriveva Sergio Luzzatto: "La qualit etica dei valori in nome dei quali le brigate
partigiane (anche le Garibaldi) fecero la Resistenza risiede precisamente nella loro
incompatibilit con i valori in nome dei quali le brigate nere spalleggiarono la
Wehrmacht e le SS nellopera di repressione del banditismo antifascista".
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E cos prosegue: "Dobbiamo rimpiangere che operai comunisti delle citt italiane si
siano fatti gappisti e abbiano reso la vita impossibile agli occupanti tedeschi,
mentre lesistenza di Hitler e dei capi nazisti non stata minacciata, fino allentrata
dellArmata rossa a Berlino, se non da una trama putschista di alti ufficiali
aristocratici?". E ancora, per concludere: "Mi riesce pi gradito riconoscere nella
guerra partigiana la carta di identit del paese in cui sono nato - afferma lo storico e mi riesce necessario pensare allItalia della Resistenza come al terreno dove gli
Italiani devono tracciare ora e sempre i confini non negoziabili della loro identit, la
soglia del non rinunciabile da s". Parole e chiare illuminanti, che invitano a
riconoscere la necessit di tenere viva la memoria storica, ma nel contempo di
alimentare la ricerca, la critica, le fonti di conoscenza e le sedi di discussione,
senza ambiguit n reticenze strumentali, senza cadere o ricadere nelle facili
tentazioni autoassolutorie tipiche di certi settori della stampa e della politica, senza
attenuare le responsabilit di coloro che si sono macchiati di atrocit e di coloro
che, magari ancora oggi, tenderebbero a giustificare anche in parte simili
comportamenti, nel nome di aberranti concezioni dellordine e dellonore.
I segnali incoraggianti tuttavia non mancano. Nella societ italiana e nella societ
polesana sono molteplici le esperienze, le presenze, i presidi che conducono in
parallelo un prezioso lavoro di scavo e di ricerca della nostra storia recente e che
trovano nel secolo appena trascorso, nelle vicende che hanno tragicamente
segnato lultima guerra mondiale e la lotta partigiana il proprio principale orizzonte
di riferimento. Un insieme di realt esteso e articolato. Esistono gli studi
accademici, i saggi, le miscellanee, le riviste, che si rivolgono a cerchie di lettori pi

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o meno specializzati, ma esiste - bene ricordarlo - un ampio ventaglio di


esperienze che si arricchisce anno dopo anno e che comprende opere letterarie,
teatrali, film documentari, iniziative pubbliche di vario segno, progettualit
innovative radicate nella memoria delle comunit locali. Un caso emblematico, che
voglio citare, quello del film La lunga marcia dei 54 del regista rodigino Alberto
Gambato, opera che ha consentito a molte persone, fuori dalla nostra provincia, di
conoscere meglio la vicenda di Villamarzana e il suo significato per le genti del
Polesine, attraverso voci per noi significative come quelle di Elios Andreini e Gianni
Sparapan.
Nel volume dello storico britannico Philip Cooke, "L'eredit della Resistenza", da
poco tradotto nella nostra lingua, ci si interroga sulla portata del revisionismo e
sulla rinnovata attualit della Resistenza, della lotta al fascismo nel nome di una
nuova Italia: "Il successo dei libri di Pansa sulla questione della violenza del
secondo dopoguerra dimostra in modo lampante che, nonostante i numerosi
tentativi di affrontare il problema, non si fatto abbastanza, e che ogni sforzo
mirante a creare un'identit comune attorno alla Resistenza ha incontrato e
incontrer sempre ostacoli, fino a che non si sar riusciti a spiegare e a
concettualizzare adeguatamente questo particolare fenomeno. Ma se si riuscisse a
inquadrare il problema della violenza nel contesto di una narrazione condivisa,
sarebbe con ci possibile creare un senso d'identit nazionale (ammesso che ci
sia desiderabile) attorno alla Resistenza? Se lidentit nazionale troppo
complicata da conseguire, che dire delle identit locali o regionali, soprattutto in
considerazione della natura spiccatamente regionale dellidentit della Resistenza?

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E quale dovrebbe essere, semmai, il ruolo degli storici in tale processo? La mia
opinione, che ho espresso in questo libro - cos conclude lo storico britannico -,
che gli storici italiani dovrebbero assumere un ruolo pi attivo nella spiegazione del
passato italiano, e che le loro considerazioni dovrebbero essere accessibili a un
pubblico pi vasto di quello che finora si riusciti a coinvolgere.
Anche in questo caso si tratta di una diagnosi chiara, che sembra non lasciare
spazio a interpretazioni ambivalenti. Abbiamo appena sentito, seppur sintetizzate
per ovvi motivi, le ragioni di uno storico italiano e quelle di uno storico straniero. Un
dato su tutti. La lezione della Resistenza non pu essere accantonata o sminuita, a
meno di non voler annacquare la qualit della democrazia in Italia. Emerge in
primo piano, da queste parole, lesigenza - per tutti noi - di testimoniare e di
veicolare i valori dellantifascismo nella realt quotidiana, di tradurli in pratica e
adattarli ad un mondo mutevole e complesso: una scelta che appare quanto mai
doverosa e necessaria, se davvero vogliamo contribuire a consolidare limpianto
non soltanto materiale della nostra democrazia e se davvero vogliamo trasmettere
ai pi giovani linestimabile patrimonio politico e civile rappresentato dalla lotta
partigiana e il suo originale contributo alledificazione della Repubblica. Il dovere
quello della cultura, della formazione, delleducazione del cittadino.
E questo obiettivo chiama in causa lintera nostra comunit, come abbiamo visto,
dai livelli istituzionali e dal mondo della scuola fino alle realt sociali, politiche,
sindacali, culturali localmente pi avvertite e sensibili. I bisogni sono tanti. Le
urgenze sono indifferibili. Qualche esempio: connettere memoria e storia;
coinvolgere le persone e attivare percorsi di partecipazione alla vita pubblica; far >>

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crescere e maturare una rinnovata consapevolezza delle nostre radici; promuovere


una cultura della comunit. Un modo di pensare e di agire, questo, che pu e deve
tradursi immediatamente in un programma concreto, in un progetto politico e
culturale di ampio respiro, per salvaguardare la memoria di Villamarzana, per
proiettarla nel futuro, per farla conoscere maggiormente fuori dai nostri confini, per
esaltarne lunicit e la centralit nellidentit del Polesine contemporaneo.
LItalia e lEuropa devono tenere alta la guardia. Si tratta di un obbligo morale e
politico. E questa la nostra agenda per i prossimi anni, lavorare per costruire una
Europa politica, una Europa democratica e pluralistica, realmente dei popoli, che
avvicini finalmente istituzioni e cittadini e respinga i miti sempre nefasti dei localismi
chiusi, delle piccole patrie, della purezza del sangue. Il nostro continente tuttora
percorso da tentazioni isolazionistiche, autoritarie, come in Ungheria, ma ormai
terreno fertile un po ovunque, purtroppo, per il radicarsi di neo-razzismi, per neofascismi, per populismi che, dietro slogan di facile presa emotiva e dietro il
cosiddetto sciovinismo del benessere, che si impone nei Paesi nordici, tornano ad
agitare con insistenza lo spettro pericoloso eppure seducente del nazionalismo.
Come abbiamo visto nei giorni scorsi in Turchia, vicino a casa nostra, anche il fatto
di scendere in piazza, anche manifestare pacificamente per i diritti e per la
democrazia pu diventare rischioso, rischiosissimo, come testimoniano le tragiche
immagini del recente attentato e le decine e decine di giovanissime vittime di
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12
anniversario

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Ankara, colpite per aver


creduto nella forza delle
idee e della politica, colpite
per aver creduto alla
possibilit di uno stato
laico, plurale, interetnico,
realmente inclusivo, aperto
alle istanze progressive
della societ civile e delle
nuove generazioni. Lo
scenario drammatico che
abbiamo
qui
descritto
conferma lattualit della
lezione resistenziale e ci
dice che lantifascismo non
pu essere argomento
consegnato ad un - per
quanto glorioso - passato.
Esso un patrimonio del
presente. Questi valori,
che ci uniscono - che
devono unirci - oggi come
europei, potranno essere la base, il fondamento solido di una Italia e di una Europa
costruttrici di pace e di progresso per i prossimi decenni. Ci si salva, ci si pu
salvare, tutti insieme!
Non sottovalutiamo chi si propone di predicare apertamente lodio, la supremazia di
una parte, il disprezzo per i pi deboli. Pensiamo alla questione dei migranti, che
oggi assume una valenza paradigmatica. Un nodo che pu essere affrontato e
risolto dalla politica, con misura, responsabilit, dialogo, aprendo alla solidariet,
chiamando in causa le nostre migliori energie e chiedendo a gran voce un disegno
comune, una strategia veramente europea, capace di arginare vecchi e nuovi
razzismi, vecchi e nuovi fascismi. Per qualcuno, invece, una vicenda epocale come
quella che riguarda i flussi migratori da un continente allaltro solo un buon
argomento per ravvivare il fuoco di una permanente campagna elettorale. Per altri,
addirittura, il punto su cui cercare di coagulare gli istinti peggiori delle nostre
comunit e riportarci indietro, ai tempi della Difesa della razza.
In Polesine, nelle scorse settimane, sono ricomparsi simboli e fraseologie
ampiamente condannati dalla storia e che forse si credevano del tutto residuali: si
tratta di parole dordine, bandiere, emblemi che probabilmente non erano mai
spariti del tutto e che anche oggi paiono attecchire preferibilmente laddove
lignoranza colpevole del passato e la crisi della rappresentanza democratica si
saldano con la paura del diverso, con la mancanza di strumenti culturali, con il venir

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anniversario

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Posizione del Comune di Villamarzana nella Provincia di Rovigo

meno di tradizionali riferimenti politici e ideali. E il caso di un movimento di estrema


destra come Forza nuova e dei suoi reiterati tentativi di inserirsi nella mobilitazione
contro i migranti e i richiedenti asilo, ricercando interlocuzione con soggetti ritenuti
presentabili, fomentando un clima di continua emergenza, alternando
sapientemente toni e dichiarazioni e, infine, richiamando - specialmente nelluso dei
social media - le tristi vestigia di un fosco e indifendibile passato.
Il nostro invito, rivolto veramente a tutti, questo: non voltiamoci dallaltra parte,
non cediamo allindifferenza, non sottovalutiamo quanto si muove in certi settori
della nostra societ. Nella nostra provincia, ne siamo convinti, ci sono gi gli
anticorpi che possono sconfiggere i germi di ogni potenziale deriva estremista e
ribadire il nesso indissolubile tra Polesine e antifascismo, tra memoria delle
comunit e storia nazionale, cos fortemente testimoniato qui a Villamarzana.
Frassinelle, centro della nostra provincia, a pochi chilometri da dove stiamo
parlando, diventata un po un luogo simbolo, il terreno dove negli ultimi mesi si
sono confrontate paure, proteste, aspettative divergenti, ma anche idee, spunti
concreti per la costruzione di pratiche e iniziative rivolte alla creazione di una
possibile convivenza. Sono gi allopera, qui come altrove, volontari, operatori,
associazioni e reti di associazioni, un insieme variegato di soggetti di differente
orientamento, eppure uniti dalla volont di sostenere i pi deboli
indipendentemente dalla loro provenienza, dalla volont di non cedere al ricatto
della paura, di quella guerra tra poveri sempre funzionale al restringimento degli
spazi di partecipazione e di crescita collettiva. Non retorica, doveroso
confrontarsi con i timori e le preoccupazioni legittime delle persone, non dobbiamo
lasciare da sole queste comunit, ma dobbiamo nello stesso tempo avere il
coraggio e la capacit di favorire il dialogo, di far sentire la presenza delle istituzioni
e di spiegare e ribadire che esiste un dovere di accoglienza verso chi scappa dalle
guerre e dalla fame. Lo dice la nostra Costituzione, lo dicono le leggi dellumanit,
lo ha ricordato con parole molto chiare il segretario delle Nazioni unite
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14
anniversario

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Ban Ki-moon, celebrando gioved


nellaula
di
Montecitorio
il
sessantesimo
anniversario
dellentrata dellItalia nellOnu.
Il Parlamento, pur allinterno di una
vivace e spesso non facile dialettica
tra le diverse posizioni, sta cercando
di intervenire, di trovare utili
correttivi, difendendo la nostra
memoria storica da aberrazioni
come quelle del negazionismo e
sostenendo
alcune
iniziative
legislative che si pongono l'obiettivo
di accompagnare il cambiamento
che attraversa la nostra societ. Nei
giorni scorsi si provveduto ad
estendere, con il voto alla Camera, il
diritto di cittadinanza ai 'nuovi italiani'. Un fatto di civilt, lintroduzione dello ius soli,
segnato dall'adesione di una larga maggioranza parlamentare. Parallelamente,
poi arrivata la scelta di punire come aggravante il negazionismo, dando un chiaro
segnale a chi propaga pubblicamente l'odio per l'altro, l'odio per il diverso,
l'antisemitismo e non solo. Il negazionismo - nel caso della Shoah, ma esso
purtroppo applicabile a diversi genocidi e crimini contro lumanit - cos
riconosciuto come una forma di vero e proprio antisemitismo, rappresentando di
per s una grave lesione alla tutela della dignit della persona.
Mettere in campo le strategie migliori per arginare e per sconfiggere il diffondersi di
simili teorie rimane davvero un compito essenziale delle istituzioni democratiche
che, al tempo stesso, per loro intrinseca natura, hanno il dovere di salvaguardare il
pieno diritto alla libert di opinione, sanzionando piuttosto quei comportamenti,
condotte, attivit che utilizzano lodio come motore per la propria propaganda
ideologica e si rifanno quasi sempre ad un vergognoso passato che non pu e non
deve tornare.
Esiste davvero, allora, una continuit ideale tra la testimonianza eloquente dei
martiri di Villamarzana e il cammino della nostra democrazia, il cammino della
civilt italiana ed europea. Non dimentichiamolo! Vogliamo ripensare brevemente a
quei terribili momenti, allattesa, alla paura e al terrore che hanno accompagnato
leccidio dei 43 martiri, che vedevano improvvisamente sparire con il bene pi
prezioso affetti, sogni, speranze. Ai caduti di Villamarzana, ma anche di
Castelguglielmo, di Villadose, di Stienta, del Polesine e dellItalia, vada il nostro
pensiero e la nostra pi alta riconoscenza, per questo tremendo sacrificio. Viva
lItalia, viva la Repubblica, viva la memoria dei caduti per la libert e per la patria!

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expo

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LEXPO SI E COLORATA DI ROSSO


PER IL SAVE THE CHILDREN DAY

A cura di Francesca Monti


Abbiamo lavorato per consentire a milioni di bambini nelle aree pi difficili del
mondo di sopravvivere, ma c ancora tanto da fare e noi non molliamo, ha
dichiarato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia, ricordando
limpegno profuso dagli oltre 300 volontari che durante i sei mesi dellEsposizione
Universale hanno animato lattivit allinterno del padiglione, durante il Save the
Children Day, che si svolto oggi a Expo Milano 2015, con il rilancio della
campagna internazionale Every One contro la mortalit infantile.
Una giornata interamente dedicata allAssociazione e alla sua presenza
allEsposizione Universale con il Villaggio esperienziale, uno spazio diventato punto
di riferimento per migliaia di bambini, famiglie e visitatori interessati a comprendere

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expo

IL POPOLO VENETO N5-2015

il tema della malnutrizione e della


sicurezza alimentare nei paesi in
via di sviluppo o in emergenza.
Expo si colorato di rosso, grazie
ai palloncini allestiti lungo il
Decumano, issati anche da diversi
padiglioni amici delliniziativa
(Eataly,
USA,
UE,
Belgio,
Uruguay,
Lindt,
Brasile,
Azerbaijan, Austria, Angola, UK,
Turchia,
Spagna,
Svizzera,
Germania, Algida, Fratelli Beretta),
con sullo sfondo dei ritratti
fotografici dei testimonial di Save
the Children realizzati dal fotografo
Riccardo Ghilardi.
Ad aprire la giornata unallegra parata di volontari di Save the Children, bambini,
famiglie, artisti della Scuola di Arti Circensi e Teatrali, i PIC-Pronto
Intervento Clown, e oltre 100 alunni delle scuole elementari di Torino, che hanno
percorso il Decumano, tra canti, suoni e bolle di sapone, fino a raggiungere il
Villaggio Save the Children. AllOpen Plaza sono poi intervenuti, tra gli altri,
Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia, Valerio Neri, Direttore
Generale Save the Children, e Giuseppe Sala, Commissario Unico delegato del
Governo per Expo Milano 2015.
Oggi loccasione per riconfermare limpegno dellorganizzazione nel contrasto
alle morti infantili prevenibili e alla malnutrizione, rilanciando, per il settimo anno, la
campagna Every One, contro la mortalit e la malnutrizione infantile, con il
Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha detto Claudio Tesauro,
Presidente di Save the Children Italia. Il nuovo traguardo che non possiamo
mancare al 2030, data entro la quale i leader del mondo si sono impegnati con gli
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) sottoscritti nei giorni scorsi a New York, a
sconfiggere povert, disuguaglianze e a cancellare la mortalit infantile e la fame.
un traguardo possibile ma a una condizione: raggiungere i bambini pi
emarginati e poveri, perch tra loro che la mortalit e malnutrizione infantile
colpiscono con pi intensit. Per questo Save the Children indirizzer con ancora
pi determinazione i suoi interventi sui bambini e le comunit in maggiore
svantaggio affinch nessuno resti indietro e non molleremo di un centimetro
limpegno in programmi di salute e nutrizione materno-infantile. DallItalia e dal
Governo ci aspettiamo unattenzione prioritaria alla tutela dei diritti di tutti i bambini,

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expo

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nessuno escluso, attraverso


il sostegno finanziario e
politico alla nuova Strategia
Globale per la salute delle
donne, dei bambini e degli
adolescenti.
Tra i padiglioni del sito
espositivo,
Save
the
Children senza dubbio uno
di quelli che meglio ha
interpretato il tema Nutrire il
Pianeta, Energia per la vita ha dichiarato Giuseppe Sala
-. Save the Children
riuscita a permeare la sua
presenza
di
tematiche
sociali connesse al cibo, con un obiettivo ben preciso: educare la gente, soprattutto
le giovani generazioni.
Se prepari gli operatori,
come fa Save the Children,
fermare
la
mortalit
infantile meno difficile ha concluso Valerio Neri,
ricordando i 4 milioni di
bambini tra 0 e 5 anni che
ogni anno muoiono nel
mondo per il freddo, la
dissenteria e tante altre
cause: una vera e propria
strage degli innocenti.
La giornata, che ha visto la
partecipazione
e
gli
interventi, tra gli altri, di Erasmo Palazzotto, Vicepresidente della Commissione
Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, Pierfrancesco Maiorino,
Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Daniele Prad, Direttore
sportivo della Fiorentina, il Gruppo Elica con Deborah Care Brand Communication
Manager, Elena Gamba, studentessa italiana che ha partecipato allAssemblea
delle Nazioni Unite con una delegazione di adolescenti in rappresentanza
dellAssociazione, e Rose Sakala, studentessa del Malawi, si conclusa con il
saluto dei testimonial della campagna Every One: le attrici Anna Valle, Irene Ferri

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expo

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e Randi Ingerman, nonch il gruppo musicale PlanetFunk, che ha deciso di


devolvere alla campagna il ricavato del nuovo singolo We-People.
Al termine centinaia di persone si sono riunite in un abbraccio comune a
simboleggiare la volont di non mollare milioni di bambini a rischio di
sopravvivenza nel mondo.
Come stato ricordato in occasione del Save the Children Day, sono 39 milioni i
bambini che in 5 anni sono stati raggiunti dagli interventi dellassociazione e da
programmi di nutrizione; 95 milioni le mamme e i bambini che hanno beneficiato di
interventi di salute.
Purtroppo, i dati rimangono allarmanti, visto che 69 milioni di bambini rischiano di
morire entro il 2030 se non si agir adeguatamente ed in maniera repentina.
Ad oggi infatti sono 5,9 milioni i bambini sotto i 5 anni che continuano a morire ogni
anno per cause banali e curabili: il 45% entro il primo mese dalla nascita e nella
met dei casi a causa della malnutrizione, documenta il nuovo rapporto di Save the
Children #IoNonMollo. Vecchie sfide e nuovi traguardi per combattere la mortalit
infantile.

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expo

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Grazie alle precedenti edizioni di Every One, Save the Children ha potuto operare
in favore di ben 40 paesi al mondo tra i pi colpiti dalla fame.
Ma limpegno andato anche oltre grazie alla formazione di circa mezzo milione di
operatori sanitari, per portare cure e assistenza medica anche nelle comunit pi
lontane.
Nonostante gli importanti progressi registrati in diversi paesi, per, in molti dei
paesi dove il problema pi acuto, lObiettivo 4 di Sviluppo del Millennio, che
fissava al 2015 la riduzione di 2/3 della mortalit infantile, non stato raggiunto.
Basterebbero solo 5 dollari in pi a persona per salvare milioni di vite, come
documenta #IoNonMollo.
Infatti, nei 75 paesi pi poveri e dove si concentra il 95% delle morti infantili, 5
dollari basterebbero per evitare, gi nellarco di una generazione, oltre 100 milioni
di morti infantili e produrre benefici sociali ed economici 9 volte superiori rispetto ai
costi sostenuti.
Ad essere maggiormente colpite lAfrica subsahariana e lAsia meridionale dove i
tassi di mortalit infantile registrano rispettivamente 83 bambini su 1.000 nati vivi e
51 su 1.000 a fronte di 6 su 1.000 nei nostri paesi sviluppati.

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expo

IL POPOLO VENETO N5-2015

Nellarea sub sahariana la situazione pi drammatica interessa Niger (96 ogni


1.000 nati vivi) e Costa dAvorio (93), mentre in Asia Meridionale lIndia a
registrare ancora un tasso molto alto di mortalit infantile, con 48 bambini morti su
1.000 nati vivi.
Tra le cause di mortalit troviamo polmonite (17%), complicazioni per nascite
pretermine (16%), complicazioni
da
travaglio
e
parto
(11%), diarrea (8%), sepsi (7%), malaria (5%), a cui nella met circa dei casi si
aggiunge la malnutrizione: 161 milioni di bambini sotto i 5 anni si stima siano colpiti
da stunting, una forma di malnutrizione cronica.
Sono morti che avvengono in contesti poveri dove si vive con meno di 2 dollari al
giorno procapite, non vi accesso a servizi igienici adeguati, ad acqua potabile, a
strutture e operatori sanitari.
Fino al 1 novembre 2015 sar attivo il numero unico solidale 45505; sar possibile
donare 2 euro inviando un sms dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile,
CoopVoce e Tiscali o chiamando lo stesso numero da rete fissa Vodafone e TWT.
La donazione sar di 2 o 5 euro chiamando il 45505 da rete fissa TIM, Infostrada,
Fastweb e Tiscali.
I fondi raccolti in Italia durante la campagna 2015 saranno destinati alla
realizzazione di progetti in Egitto, Etiopia, Malawi, Mozambico, e Nepal.
Con i fondi raccolti finora Save the Children Italia sta operando in 8 Paesi (Egitto,
Etiopia, India, Malawi, Mozambico, Nepal, Pakistan e Uganda), promuovendo
interventi salva-vita e contribuendo al rafforzamento dei servizi sanitari.

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expo

IL POPOLO VENETO N5-2015

Nel 2014 in Malawi, per esempio, oltre 484.000 bambini hanno ricevuto dosi di
vitamina A e trattamenti vermifughi. In Egitto pi di 34.000 madri, donne incinte e in
allattamento, coppie appena sposate e bambini sotto i 2 anni hanno potuto contare
su visite domiciliari di operatori sanitari.
In Uganda pi di 63.000 bambini sono stati curati per diarrea, polmonite e malaria.
In Etiopia oltre 51.000 bambini e in Mozambico quasi 18.000 in aree spesso di
difficile accesso e svantaggiate, hanno ricevuto cure e assistenza da operatori
sanitari formati da Save the Children.
In due distretti periferici di Nuova Delhi, in India, 100.000 bambini e adulti sono stati
raggiunti dalle cliniche mobili di Save the Children, che forniscono cure e screening
medici di base.
E disponibile online anche un percorso interattivo multimediale basato sul nuovo
rapporto, con foto, video, e mappe, per esplorare le gravi disparit tra mamme e
bambini che sono nati nel contesto di un paese occidentale o in un contesto di
difficolt in un paese in via di sviluppo, su:www.savethechildren.it/iononmollo

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IL POPOLO VENETO N5-2015

cultura

LA MORALE DEL TORNIO

di Emanuele Bellato
Ho sempre giudicato il valore di un libro in base alle connessioni con altri libri, ai
rimandi ad altre letture, alle citazioni pertinenti (non fatte solo per sfoggio culturale),
alla possibilit di aprire nuove conoscenze. In base a questi parametri La morale
del tornio. Cultura dimpresa per lo sviluppo (Universit Bocconi Editore, 2015) di
Antonio Calabr si colloca allapice delle mie preferenze.
Un libro scritto al momento opportuno, dopo il fallimento delleconomia di carta e il
ritorno alleconomia reale. Sulle macerie della turbofinanza e del terziario si
ricostruisce solo riscoprendo la centralit dellindustria manifatturiera come cardine
dello sviluppo italiano in chiave europea.

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

Se siamo sopravissuti alla grande crisi iniziata nel 2007 grazie alle quattro
eccellenze industriali italiane (4 A): agroalimentare, arredamento, abbigliamento,
automazione meccanica.
Sopravvissuti come il Sopravvissuto-The Martian Mark Watney (Matt Damon) su
Marte, al cinema in questi giorni, riduzione del romanzo di Andy Weir, per la regia
di Ridley Scott. Dagli USA, ed in particolare dalla settimana arte, provengono i
segnali pi significativi del cambiamento dei tempi in atto.
Lastronauta, creduto morto dopo una violenta tempesta, viene lasciato solo sul
pianeta rosso. Lipotesi di una morte certa concreto, ma il protagonista non si
lascia sopraffare dallo sconforto. Con una buona dose di ottimismo, ironia e grazie
alle conoscenze tecniche e di botanica (prepara un orto di patate) riuscir a farcela.
Hi-tech e green, capacit di risoluzione dei problemi ed umorismo, ma non solo.
Lavoro di squadra e valorizzazione delle diversit. Nel film una donna: Melissa
Lewis (Jessica Chastain) a guidare la missione spaziale e a mettere a rischio la
propria vita per salvare Mark ed sempre lei a ribellarsi all autorit costituita per
portare a termine la missione di salvataggio: La NASA non autorizza il progetto
quindi il nostro sarebbe un ammutinamento. Il vero leader deve saper ascoltare
tutti e decidere. Una collaborazione che si estende a livello globale. Il film non cede
al facile patriottismo, tipico di molte pellicole a stelle e strisce, ma coinvolge i
nemici cinesi, anche loro in ansia per lesito della missione.
La stessa lezione di Calabr: la Germania non deve essere considerata un
avversario, ma un prezioso alleato. Unendo il metodo tedesco e la creativit italiana

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015


si pu puntare alla ripresa europea.
Competere, spiega lautore, una
parola di derivazione latina cumpetere e significa stare insieme,
ovvero andare avanti insieme verso
un obiettivo di sviluppo.

Dopo gli anni bui dellausterit, c


la necessit di crescere, non solo di
pi, ma meglio. Spiega Calabr: Se
si compete sulla qualit, bisogna
stare l dove ci sono radici,
intelligenze, saper fare, in uno slogan agire locale e pensare globale, o meglio:
riscoprire i territori ed aprirsi ai mercati internazionali, nel solco della continuit ed
allo stesso tempo del mutamento. Non un caso se molte aziende sono tornate
indietro, dopo aver delocalizzato allestero per abbattere i costi del personale.
Questi imprenditori hanno scoperto che senza anima, senza identit e senza le
competenze necessarie il prodotto ne risente.
Poi, un gravissimo ostacolo alla crescita
costituito dalla presenza delle mafie e della
corruzione. Queste piaghe distorcono il mercato,
falsano la competizione, frenano gli investimenti
internazionali, alterano le relazioni con i
dipendenti ed i rapporti con i fornitori. In una
recente intervista allUnit (Venerd, 9 Ottobre
2015, pag.11) Raffaele Cantone, presidente
dellAnac (Autorit Nazionale Anticorruzione) alla
domanda A cosa fa male soprattutto la
corruzione? risponde Al futuro. La corruzione
blocca il sistema, le persone non hanno
interesse a migliorare e a migliorarsi. La fuga dei
cervelli figlia di tutto questo.
La morale del tornio quella di dare
alleconomia una dimensione etica, una
responsabilit. Le imprese creano ricchezza ma
anche lavoro e solidariet sociale. Gi don Luigi
Sturzo ammoniva: leconomia senza etica diseconomia. Appelli per
uneconomia giusta e solidale sono lanciati frequentemente da Papa Francesco.
Se per la Chiesa occuparsi dei pi deboli pi che una novit una riscoperta
dellattuale pontificato, sentire queste parole da Calabr, esponente di quella che
una volta veniva definita la classe dei padroni o peggio dei suoi servitori

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

davvero un segnale di speranza straordinario. Non conosco le idee politiche


dellautore ma sicuramente, volente o nolente, pi progressista dei vari Landini,
Camusso, etc
Contro i pessimisti, i disfattisti, i pregiudizi verso il mondo dell'impresa ed i
conservatorismi di ogni specie, penso sia efficace la definizione del premier Matteo
Renzi, impegnato in un nuovo Rinascimento (destino dei fiorentini) industriale: la
sinistra che non cambia, si chiama destra.

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

LA MACCHINAZIONE. PASOLINI,
LA VERITA SULLA MORTE

di Emanuele Bellato
Ricorderete sicuramente tutti il bellissimo film LAttimo fuggente (Dead Poets
Society, 1989, di Peter Weir) in cui Robin Williams, nei panni del professor Kitting,
invitava gli studenti a strappare e gettare nel cestino la prefazione dellemerito
professore J. Evans Prichard: Continuate a strappare ragazzi. Questa una
battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. []
Armate di accademici avanzano misurando la poesia. No! Non lo permetteremo.
Basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare
con la vostra testa. Imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa
si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. [] Ho un segreto da
confessarvi, avvicinatevi. Avvicinatevi. Non leggiamo e scriviamo poesie perch

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015


carino: noi leggiamo e scriviamo
poesie perch siamo membri della
razza umana, e la razza umana
piena di passione. Medicina,
legge, economia, ingegneria sono
nobili professioni, necessarie al
nostro sostentamento, ma la
poesia,
la
bellezza,
il
romanticismo,
l'amore,
sono
queste le cose che ci tengono in
vita. Ebbene Pasolini faceva,
nella vita reale, proprio questo:
invitava a dissacrare i dogmi, a
liberarsi
dalle
catene
del
conformismo. Pochi mesi prima
della tragica morte, in una sorta di
trattato pedagogico, scriveva ad
un interlocutore ideale: Sappi che
negli
insegnamenti
che
ti
impartir, non c il minimo
dubbio, io ti sospinger a tutte le
sconsacrazioni
possibili,
alla
mancanza di ogni rispetto per ogni
sentimento istituito. Tuttavia il
fondo del mio insegnamento
consister nel convincerti a non
temere la sacralit e i sentimenti,
di cui il laicismo consumistico ha
privato gli uomini trasformandoli in
brutti e stupidi automi adoratori di
feticci. (Album Pasolini, Oscar
Grandi Classici Mondadori 2005).

Io e Pasolini. Personalmente mi sono avvicinato alla figura e allopera di Pasolini


durante il periodo degli studi universitari a Bologna. Ho immaginato di vederlo nella
sua magrezzacamminare lungo via Zamboni o muoversi tra i banchi della Facolt
di Lettere. Spesso, in forma di libro, mi ha tenuto compagnia. Avvalendomi della
prescrizione posso affermare di aver dedicato pi tempo alla lettura dei testi
pasoliniani, con una particolare predilezione per gli Scritti corsari, di quello dedicato
agli studi accademici. Non me ne pento, anzi lo consiglio. I risultati positivi sono
arrivati lo stesso.
La mia affinit elettiva con Pasolini proseguita dopo la laurea e la scelta di
intraprendere il mestiere di giornalista. E risaputo che la gavetta di quasi tutti i >>

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

giornalisti - non raccomandati


- comincia con la cronaca
nera. Ore e ore passate in
grigi tribunali come un cane
randagio alla ricerca di un
brandello di notizia da
azzannare. E poi gli incidenti
stradali e sul lavoro, quelli di
minore
entit
sintende,
perch le luci della ribalta
illuminano solo i colleghi
senior sempre pronti a
cannibalizzare tutti i grandi
eventi e con una ipocrita
lacrima di coccodrillo sulla
punta della penna. Ultima
ruota del carro, per ero
riuscito a ritagliarmi, o meglio
a conquistare, uno spazio
sulle
pagine
culturali
nazionali, naturalmente senza
firma.
Purtroppo
nella
maggior parte delle redazioni i giovani praticanti, umanamente parlando, non
valgono niente, sono dei quidam (un qualche cosa, dei tali) come si usa dire alle
infime matricole in goliardia. Dunque, persa per colpa mia la possibilit di scrivere
di politica, visto che riportavo con estrema fedelt fatti e parole, suscitando spesso
le vibranti proteste degli interessati, per esempio onorevoli (di entrambe le fazioni)
che organizzavano convegni epocali dove gli oratori erano pi numerosi del
pubblico intervenuto, o peggio sottolineavo la palese ignoranza del potere,
sembrava prossima una promozione alle pagine culturali, dove ad onor del vero mi
sentivo pi a mio agio e godevo di maggiore libert, finch non scrissi un articolo su
Pasolini e il suo testo teatrale I Turchi in Friuli. Passavano i giorni ed il mio articolo
non veniva pubblicato. E risaputo, da quando non c pi la terza pagina la
cultura spesso serve a coprire i buchi, per questo inizialmente non mi preoccupai
pi di tanto, ma quando lattesa cominci a scontrarsi contro ogni logica mi decisi a
chiedere spiegazioni al direttore circa la mancata pubblicazione, anche a costo di
ferire il mio orgoglio, poich i giornalisti sono permalosi (ma non ditelo in giro).
Ormai ero pronto al peggio. Sapere di aver scritto un brutto articolo mi avrebbe
comunque permesso di comprendere gli errori e di conseguenza di migliorarmi. Il
Direttore, di provata fede montanelliana, iscritto allUcsi (Unione Cattolica Stampa
Italiana), rispose, alquanto imbarazzato, che larticolo era ben fatto, ma non gli
piaceva Pasolini. Vabb, pensavo tra me, persino lo stesso Pasolini a proposito
degli italiani scriveva: L'intelligenza non avr mai peso, mai nel giudizio di questa
pubblica opinione. Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai da uno dei milioni >>

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

d'anime della nostra nazione, un


giudizio
netto,
interamente
indignato: irreale ogni idea,
irreale ogni passione, di questo
popolo ormai dissociato da secoli
[]. (La Guinea, Poesia in
forma di rosa, in "Bestemmia",
volume primo, Garzanti, Milano
1993). Potevo stare tranquillo, non
ero io quello sbagliato ma
Pasolini, troppo complicato per i
lettori degli oroscopi e della
rubrica dei cuori solitari. Mass
dai, quella del direttore in fondo
era una scelta discutibile, ma
legittima.
Arrivai
quasi
a
giustificarlo, finch aggiunse: e
poi diciamola tutta: era un
omosessuale,
un
marchio
dinfamia, ieri come oggi, da
allontanare, da espellere, da
censurare, capace dimpedire alla
voce di Pasolini di alzarsi alta e
dindicarci la giusta via da seguire.
Per quanto mi riguarda, dopo il
suddetto episodio, scelsi di non
scrivere pi sotto padrone e
cercai
altre
forme
di
comunicazione, forse meno visibili
ma allinsegna della libert, contro
tutte le forme di intolleranza, sessismo, razzismo e xenofobia. Allepoca anche per
Oriana Fallaci il caso Pasolini rappresent una cesura con il mondo del
giornalismo: questa faccenda [] ha aperto la strada della mia disistima per il
giornalismo, la polizia, la legge, soprattutto dei magistrati, del sistema giudiziario e
di chi lo amministra.
Ho raccontato del mio rapporto con Pasolini perch ho particolarmente
apprezzato laffermazione di David Grieco nel suo libro di fresca pubblicazione dal
titolo La macchinazione. La frase la seguente: Pasolini appartiene a tutti,
soprattutto a coloro che non hanno avuto la fortuna di incontrarlo, e in particolare a
coloro che sono nati dopo la sua morte ma hanno voluto interessarsi, spesso anche
appassionarsi, alle sue opere e al suo pensiero. Pu sembrare scontata, ma non
cos, soprattutto per chi, come Grieco, Pasolini lha conosciuto per davvero
essendone stato amico e collaboratore. In secondo luogo ho citato lepisodio del >>

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

mio ex direttore, per far capire quanto siano ancora radicati i pregiudizi omofobi nel
nuovo millennio. Mi sembra di sentirli commentare la morte del poeta: Se l
andata a cercare. La stessa linea diffamatoria sostenuta dai giornali reazionari
dellepoca. Finalmente Grieco sottrae il caso Pasolini dalla sfera del delitto a sfondo
sessuale maturato in un ambiente di degrado e prostituzione per denunciare che: fu
un omicidio politico, compiuto da pi persone, dove il ruolo di Pelosi risulta
marginale (tesi sostenuta nel processo di primo grado dal giudice Carlo Alberto
Moro).
In questo libro non vengono esaltate tesi
complottiste, ma si ricompone il puzzle di tutte le
incongruenze, i depistaggi, lincerto cammino della
giustizia, i ripensamenti di Pelosi, le verit, le bugie,
i nuovi indizi, le testimonianze ascoltate e quelle
ignorate (per esempio le rivelazioni di Sergio Citti),
dopo quarantanni dalla morte del poeta. Un lavoro
di ricerca, vivisezione, approfondimento e
ricomposizione teso a togliere la parola fine ad un
caso tuttaltro che chiuso.
Nella cerchia degli amici pi cari di Pasolini fu
chiara sin dallinizio la matrice nera dellomicidio.
Ricostruisce Grieco: Nel salotto di casa Pasolini,
Moravia
sta
ripetendo
ossessivamente,
mugugnando come fa lui: Sono stati i fascisti, non c alcun dubbio, sono stati i
fascisti. Difficile dargli torto leggendo i nomi di chi in un modo o nellaltro stato
sfiorato dallombra dellefferato delitto. Questi nomi e cognomi si ripetono, nella >>

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

vicenda e nel tempo, in maniera ossessiva ed inquietante. Certo faceva pi


letterario (ed era pi comodo) incolpare i ragazzi di vita del sottoproletariato
romano cantati dal poeta e poi era una ghiotta occasione da non perdere abbinare
lomosessualit alla violenza e alla prostituzione.
Se quella stagione va sotto il nome di anni di piombo, leggere il delitto Pasolini in
chiave politica appare quasi doveroso. Il golpe cileno del 1973, mentre la dittatura
dei colonnelli in Grecia dura formalmente fino al 74 proseguendo in forme diverse,
velate di finta democrazia, negli anni seguenti. Il politico e poeta greco Alexandros
Panagulis (Pasolini scrisse la prefazione al suo libro Vi scrivo da un carcere in
Grecia. Rizzoli, 1974) fu ammazzato nel 1976, ma gi nel suo esilio italiano sub
minacce e pedinamenti da individui orbitanti nella galassia neofascista. Ma senza
andare lontano, basti ricordare lorganizzazione criminale, operante nel Lazio,
denominata Banda della Magliana, e poi la presenza della P2, loggia massonica
deviata con finalit criminali ed eversive. Fino ad arrivare alla cosiddetta strategia
della tensione con le bombe e gli eccidi di massa, dalla strage di piazza Fontana
del 1969, alla strage di Piazza della Loggia del 1974, a quella dellItalicus sempre
nel 1974, alla strage di Bologna del 1980. Sono passati quarantanni ma ancora in
questi giorni Roma deve fare i conti con la fascio-mafia, ovvero quellintreccio
>

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

perverso tra politica ed affari sporchi che


tiene sotto scacco la Capitale e lintero
Paese. Ben venga dunque il coraggioso
libro di David Grieco. Se la Giustizia non
vuole fare luce sugli anni bui della nostra
storia il dovere degli intellettuali quello di
non voltarsi dallaltra parte.
Grieco individua la matassa da sbrogliare
attorno allo strano furto delle bobine del
film Sal o le 120 giornate di Sodoma e
la stesura del libro Petrolio (uscito
postumo nel 2005 senza l Appunto 21:
Lampi sullEni) sullascesa di Eugenio
Cefis alla presidenza dellEni ed il suo
presunto coinvolgimento nellattentato ad
Enrico Mattei per neutralizzare la politica dindipendenza energetica di questultimo.
Stessa indagine che provoc il rapimento e la scomparsa del giornalista siciliano
Mauro De Mauro.
In un intervento su La Lettura (n101, Domenica 4 Ottobre, pag. 6), Grieco
associa giustamente lassassinio di Pasolini a quello di Giacomo Matteotti. Infatti il
socialista polesano, oltre a denunciare in Parlamento le violenze squadriste e i
brogli elettorali, stava per rendere pubblico un dossier sullo scandalo Sinclair Oil
con il coinvolgimento affaristico di importanti esponenti del regime fascista. Per il
delitto furono arrestati solo gli esecutori materiali ma mai i mandanti politici.
Ha ragione il giallista Carlo Lucarelli, in un suo scritto appena uscito PPP. Pasolini,
un segreto italiano (Rizzoli, 2015) a parlare, su suggerimento di Paolo Bolognesi,
presidente dellAssociazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna, di
segreto anzich di mistero italiano, il mistero attiene alla fede, mentre il
segreto qualcosa di conosciuto ma non rivelato.
Per fortuna i segreti non possono durare in eterno soprattutto quando ci sono
persone determinate al raggiungimento della Verit come David Grieco e lavvocato
Stefano Maccioni, impegnati uno sul fronte intellettuale ed artistico ( in
preparazione anche una riduzione cinematografica del libro) e laltro sul fronte
giudiziario e di sensibilizzazione presso lopinione pubblica e la politica con il lancio
di una petizione per listituzione di una commissione di indagine sullomicidio
Pasolini.
I cittadini italiani vogliono consapevolmente sapere
Indirizzo per firmare la petizione: https://www.change.org/p/il-parlamento-deve-indagaresull-omicidio-pasolini-montecitorio-senatostampa?recruiter=false

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cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

40 PIER PAOLO PASOLINI


Presentazione del programma delle attivit per commemorare
il 40 Anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini

Roma - A quaranta anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore,
pittore, autore e regista cinematografico e teatrale, tra i maggiori artisti italiani del
XX secolo - il Ministro dei beni e delle attivit culturali e del turismo, Dario
Franceschini, ha illustrato il programma delle iniziative che testimoniano la grande
forza intellettuale di Pasolini e che costituiscono uno strumento vivo e utile per
valorizzare, ancora oggi, la complessit e la profondit di questo grande
intellettuale italiano.
Un cartellone ampio e vario che spazia dalle mise en espace ai concerti, dai
reading ai film, dalle installazioni alla street art, per celebrare ogni aspetto della
produzione di un Artista eclettico, presente e necessario ora, forse pi di ieri, in
grado di stimolare, provocare, spingere ad una riflessione profonda.

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IL POPOLO VENETO N5-2015

cultura

Il programma stato cofinanziato dal MiBACT


ed

stato
realizzato
dal Comitato
celebrativo che, costituito dal Ministero,
presieduto da Dacia Maraini e composto
da artisti, studiosi ed esponenti di varie
istituzioni.
Le manifestazioni si svolgono in tutta Italia ma
il cuore degli eventi si terr nelle citt
maggiormente legate allArtista: Bologna, citt
natale e degli studi liceali e universitari, dove il
Comune e la Fondazione Cineteca, reduce dal
Leone doro a Venezia per il restauro di Sal,
hanno promosso il progetto Pi moderno di
ogni moderno, sei mesi di eventi; Casarsa
della Delizia, in Friuli, luogo delle radici,
dimora della famiglia materna e sua abitazione
dal 43 al 49, incui il Centro Studi in suo nome
presenta numerose iniziative; Pordenone dove
avr luogo, tra gli altri eventi, il Concerto
Omaggio a Pasolini; Firenze che ospita al
Gabinetto Vieusseux la Biblioteca Pasoliniana,
costituita in massima parte dal Fondo di
Manoscritti di Pier Paolo Pasolini; e poi
Ciampino e naturalmente Roma, dove il Poeta
si trasfer dopo la guerra negli anni '50 e dove
rimase fino alla morte. In particolare nella
Capitale, oltre all'omaggio della Festa del
Cinema, il Comune mette in campo diverse
istituzioni cittadine - le Biblioteche di Roma ma soprattutto il Teatro di Roma che,
coordinatore anche di altri eventi sul territorio,
intitoler a Pasolini unarea del Teatro India di
Roma, e sar promotore di un progetto
teatrale, uno spettacolo, un festival ed altre
messe in scena anche in provincia.
Un progetto ad hoc nasce alla Biblioteca
Nazionale Centrale di Roma che allestisce la
mostra Ragazzi leggeri come stracci nella
quale si presentano per tipologia i luoghi,
ricreati e raccontati attraverso lopera
narrativa, politica, critica e cinematografica di
Pasolini.

35

cultura

IL POPOLO VENETO N5-2015

Il
Ministero
dellIstruzione,
della
Universit
e
della ricerca
ha indetto un
concorso per
gli
studenti
delle
scuole
superiori.
Anche la RAI
costruisce un
palinsesto
ricco
e
documentale,
proponendo
nella
programmazione nelle reti generaliste e nei suoi canali tematici - Rai5, Rai Cultura
e Rai Storia - un'ampia gamma di film, documentari, interviste, letture di brani e
poesie.

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IL POPOLO VENETO N5-2015

solidariet

#SAVERUMMO
La campagna per aiutare il pastificio Rummo,
gravemente danneggiato dallalluvione
Dopo lalluvione che ha colpito
Benevento e le zone del Sannio,
sono ingenti i danni alle abitazioni e
alle industrie. Tra queste c il
pastificio
Rummo,
una
delle
eccellenze italiane con il suo metodo
di Lenta lavorazione artigianale della
pasta che dal 1846 fa scuola con il
classico packaging di carta bianco e
blu.
Dai primi rilievi effettuati, sono andate
distrutte le derrate per la produzione
di autunno/inverno, i magazzini sono
inagibili e i macchinari seriamente
compromessi.
Durante
la
notte
precedente
lalluvione gli operai (sono circa 1500
i dipendenti del pastificio) hanno
lottato contro lacqua e grazie ai Vigili
del Fuoco di Napoli, le persone
intrappolate
allinterno
nello
stabilimento sono state salvate.
Ora inizia per il pastificio unaltra sfida, quella per la ripresa delle attivit
normali. Cos nato lo slogan: Rummo: lacqua non ci ha mai rammollito, un
motto di speranza che invita a rialzarsi pi forti di prima.
La rete si subito mobilitata per aiutare lazienda a riprendere la propria attivit: su
Facebook stato organizzato un evento che ha raccolto in pochissimo tempo
migliaia di iscritti mentre su Twitter nato lhashtag #saveRummo con linvito ad
acquistare un pacco di pasta e a pubblicarne la foto, per dare un aiuto concreto al
pastificio.

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N5-2015

E ARRIVATA LA FELICITA
INTERVISTA CON PAOLO MAZZARELLI

di Francesca Monti
Abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Paolo Mazzarelli, affascinante e
bravissimo attore di cinema, fiction e teatro, protagonista della nuova serie
EArrivata la Felicit, in onda il gioved sera su Raiuno, in cui interpreta il facoltoso
Vittorio Raimondi.
Paolo Mazzarelli ci ha parlato del suo personaggio, dei tratti di Vittorio che gli
somigliano maggiormente, della Compagnia teatrale MusellaMazzarelli
>>

38
tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N5-2015


(www.musellamazzarelli.it),
che ha fondato nel 2009
insieme a Lino Musella, dei
prossimi progetti e di tanto
altro.
Paolo, tra i protagonisti
della nuova fiction di Raiuno
E Arrivata la Felicit, in
cui
interpreta
Vittorio
Raimondi. Pu presentarci il
suo personaggio?

Vittorio

un
uomo
benestante, pacato, amabile.
Ha un passato da seduttore,
ma da quando
incontra
Angelica (il personaggio di
Claudia Pandolfi) crede di aver
trovato la donna della sua vita
e la soluzione a tutti i suoi
desideri. Con lei pronto a
programmare il futuro. Solo
che la parola programmare
non si addice tanto all'animo
della sua bella moglie. E forse non si addice nemmeno tanto alla vita. Quindi, le
loro vite subiranno una serie di deviazioni dal percorso previsto, che per sar per
entrambi, alla fine, un percorso di arricchimento umano.
Ci sono dei tratti di Vittorio in cui si rivede?
Diciamo che anche io sono un costruttore, uno che cerca di pianificare le cose
secondo un piano. Ma poi mi rendo conto, vivendo, che le mie costruzioni
puntano in realt ad uno strano stato di disordine, in cui paradossalmente sto bene.
Lui no. Lui davvero sogna di costruirsi un futuro ordinato. E' la vita che si mette di
mezzo, e glielo impedisce. Siamo assai diversi, in definitiva, ed per questo che
interpretarlo stato divertente.
Pu raccontarci qualche aneddoto divertente accaduto sul set?
Non c' un episodio particolare, tutta la lavorazione stata divertente. Sia con
Claudia Pandolfi che con Claudio Santamaria ci sono stati vari momenti in cui era
difficile andare avanti perch ci veniva da ridere. E di solito, se ci si diverte su un
set, un buon segno.

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N5-2015

Cos per lei la felicit?


Sono quelle domande a cui io non so rispondere. La felicit qualcosa di molto
profondo e che diverso, credo, dalla semplice gioia. E' qualcosa di pi delicato e
indefinibile...Credo di sapere cos' l'infelicit per: per me l'infelicit quando sento
che il miracolo del vivere, dell'essere al mondo, perde di senso. Oppure quando la
paura mi sovrasta. Allora forse, di riflesso, posso dire che la felicit deve essere la
capacit di rinnovare un senso alla vita, essendo pi forti della paura. Ma si finisce
a usare paroloni, parlando di queste cose...
Lei un attore versatile, ha preso parte a famose fiction tv (Rossella 2,
Lassalto), a film di successo come Vallanzasca - Gli angeli del male e
La grande bellezza di Paolo Sorrentino, premiato con lOscar, e a tanti
spettacoli teatrali. Tra tutti i personaggi finora interpretati, ce n uno a cui
pi legato?
Tutti i lavori a cui ho preso parte sono come dei figli, per me. Anche quelli pi
faticosi, o meno affascinanti, sono stati dei passaggi importanti. Sicuramente ai
personaggi che ho interpretato a teatro ho dato di pi di me, anche perch, negli
ultimi anni, ho scritto io stesso, insieme a Lino Musella, i personaggi su cui
lavoravo. A teatro l'incontro con un personaggio pi intimo e pi pericoloso,
paradossalmente ci sono meno maschere. Almeno credo, ecco.
Com nata la sua passione per la recitazione?
A diciotto anni non sapevo che fare nella vita. Ho iniziato a fare cose che mi
permettessero semplicemente di prendere tempo, come studiare Filosofia
all'Universit o fare un corso di teatro. Piano piano poi ho visto che il teatro era una
strada che mi permetteva di incontrare persone, arricchirmi umanamente, trovarmi
una dimensione nel mondo. E' un lavoro che ti costringe a cercare e a cercarti per
tutta la vita, e non credo esista fortuna maggiore di poter giocare esplorando. Poi
col tempo questo gioco esplorativo diventato anche un mestiere, diventato il
mio lavoro. Nonostante le infinite difficolt dell'essere attore, specialmente a teatro,
mi ritengo molto fortunato a poter vivere di un mestiere cos lontano dalla noia e
dalla routine.
Un regista con cui le piacerebbe lavorare
Matteo Garrone. Mi affascina infinitamente il suo modo di vedere il cinema, il suo
modo di scegliere le sceneggiature. E poi gira da Dio.
Insieme a Lino Musella ha fondato la Compagnia teatrale MusellaMazzarelli, e
avete prodotto interessanti spettacoli, da ultimo La Societ

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tv - cinema - teatro

IL POPOLO VENETO N5-2015

E'
sicuramente
la
parte
pi
affascinante
della
mia
vita
professionale. In due scriviamo e
mettiamo in scena i nostri testi.
Inventare storie e poi trasformarle in
spettacoli una cosa cos bella,
difficile, ricca di bellezza, che
ricompensa di tutti gli infiniti sacrifici
che comporta. A fine novembre
debutter Strategie Fatali, il nuovo
spettacolo della compagnia. Siamo 7
attori, un cast meraviglioso, lo
spettacolo sar ad Ancona, Napoli,
Firenze, Bari...e poi in tourne l'anno
prossimo.
Cosa ne pensa della situazione
attuale del teatro italiano?
Ci vorrebbero pagine e pagine. Penso
tante cose. Innanzitutto penso che ci
sia tanto talento sprecato, in giro.
Talento che viene lasciato morire di
stenti, di inedia, di indifferenza. E'
quasi impossibile fare teatro in Italia,
oggi. Il teatro in mano alla politica e questo soffoca sul nascere ogni possibilit.
Penso che il teatro debba tornare in mano agli artisti (e ci metto anche gli
organizzatori fra gli artisti. Ma non ci metto i politici, nemmeno i pochi buoni). Poi
penso che da decenni un equivoco rispetto al nuovo e al vecchio teatro stia
distruggendo il teatro italiano, e che questo equivoco colpa di tutti quelli che se ne
sono serviti per esistere: artisti mediocri, critici mediocri, organizzatori mediocri.
Non esiste un teatro vecchio e un teatro nuovo. Esiste solo un teatro buono (a volte
ottimo) e un teatro cattivo (a volte pessimo). Troppo spesso dietro alla pretesa di
fare teatro nuovo si nasconde del teatro pessimo. A teatro la scrittura sempre
stata e rimane la cosa centrale, e anche la pi difficile, e per me non pu esistere
del buon teatro senza una buona scrittura (scrittura non vuole dire per forza parole,
ma vuol dire narrazione, eventi, senso, vuol dire qualcosa da dire).
In quali progetti sar prossimamente impegnato?
Sto girando in queste settimane Squadra Antimafia 8, che andr in onda l'anno
prossimo. Poi ci sar da fare la seconda serie di E' arrivata la felicit. In mezzo
tanto teatro: il 25 novembre debutta ad Ancona Strategie Fatali, il nuovo
spettacolo della mia compagnia, mentre il 26 Aprile debutto a Roma con un mio
nuovo monologo intitolato Fatelo a pezzi per i suoi brutti versi.

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cinema

IL POPOLO VENETO N5-2015

10^ EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

Angry Indian Goddesses di Pan Nalin vince il Premio del Pubblico BNL della
decima edizione della Festa del Cinema di Roma, assegnato in collaborazione
con lo storico Main Partner della Festa, BNL Gruppo BNP Paribas. Gli spettatori
hanno votato online tramite un sistema elettronico realizzato da Xaos.
Il primo Buddy movie indiano al femminile - firmato dal regista di Ayurveda: Art of
Being, il documentario indiano di maggior incasso - un ritratto fresco e spigliato
delle donne nellIndia di oggi.
La decima edizione della Festa del Cinema di Roma stata prodotta
dalla Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Piera Detassis. Nel suo lavoro
di selezione, il direttore artistico Antonio Monda stato supportato da Mario Sesti
(coordinatore artistico del comitato di selezione), Richard Pea, Giovanna Fulvi,
Alberto Crespi, Alessia Palanti, Francesco Zippel.

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cinema

IL POPOLO VENETO N5-2015

Le donne in India - ha dichiarato Luigi Abete, Presidente di BNL Gruppo BNP


Paribas - costituiscono uno dei principali motori dellevoluzione del Paese
riuscendo, grazie al loro impegno e dinamismo, ad abbattere barriere culturali e
sociali. Il Gruppo BNP Paribas aveva gi percepito questa realt tanto che nel
2010 aveva raccontato - attraverso la mostra fotografica Women Changing India i differenti ruoli e i contributi che esse danno al cambiamento della societ del
continente indiano. Anche l, come nel film Angry Indian Goddesses, le donne
vengono raccontate nella loro caleidoscopica energia creativa facendoci vivere
emozioni universali. Ci fa molto piacere che il pubblico della Festa del Cinema di
Roma abbia scelto questo, tra i tanti film di valore presentati in questa edizione,
perch testimonia lattenzione verso temi e storie lontane dal nostro quotidiano che
ci consentono di riflettere e di conoscere meglio realt differenti. Per BNL la
diversit un valore che va salvaguardato e incoraggiato in una societ sempre pi
globale e multietnica.
Sono particolarmente lieta che un film coraggioso, rivelatorio, in grado di far luce
sulla condizione femminile in India, anche attraverso un genere solitamente al
maschile, abbia ricevuto il massimo gradimento da parte dei nostri spettatori ha
spiegato Piera Detassis, presidente della Fondazione Cinema per Roma - Il
risultato ci mostra come il pubblico della Festa sia sempre pronto a leggere e
premiare le proposte pi interessanti, innovative e al tempo stesso popolari,
provenienti dal miglior cinema internazionale.
Nel corso di questi giorni gli spettatori hanno apprezzato il ricco programma di
questanno, sono orgoglioso e soddisfatto che la qualit dei film sia stata sempre >

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cinema

IL POPOLO VENETO N5-2015

lodata anche dalla stampa estera, oltre che da quella italiana - ha detto Antonio
Monda, direttore artistico della Festa del Cinema di Roma - La vittoria di questo
film mi rende particolarmente felice perch uno degli obiettivi che mi ero prefissato
era proporre al pubblico pellicole di qualit provenienti da tutto il mondo: lindustria
cinematografica indiana fra le pi avanzate e il film di Pan Nalin uno dei suoi
prodotti pi stimolanti, energetici e provocatori. Spero che Angry Indian
Goddesses arrivi presto nelle sale italiane e possa godere dello stesso successo
ottenuto alla Festa del Cinema.
La giovane giuria di Alice nella citt, invece, ha assegnato il Premio come Miglior
Film del concorso Young/Adult a Four Kings di Theresa Von Eltz, seguito da The
Wolfpack di Crystal Moselle come Miglior Opera Prima e da una menzione
speciale per Mustang di Deniz Gamze Erguvem.

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cinema

IL POPOLO VENETO N5-2015

ARRIVA AL CINEMA TEATRO ALLA


SCALA. IL TEMPIO DELLE MERAVIGLIE
Un film di Luca Lucini, Silvia Corbetta, Piero
Maranghi. Il 24 e 25 novembre arriva nelle sale
italiane il film evento che porta su grande
schermo la storia, la vita e le anime che hanno
abitato uno dei pi grandi teatri del mondo
Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie il
film evento dedicato a uno dei templi pi esclusivi
della musica e dello spettacolo mondiale, un
luogo dove larte si costruisce, si rappresenta, si
vive.
Il film, che arriver nelle sale italiane il 24 e 25
novembre nellambito del progetto della Grande
Arte al Cinema di Nexo Digital (elenco delle sale
su www.nexodigital.it), racconta la storia del
Teatro che pi di ogni altro ha catturato e legato
a s indissolubilmente i pi grandi nomi della
scena musicale di tutti i tempi. Giuseppe Verdi,
Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Maria Callas, Luchino Visconti hanno fondato il
mito di un luogo, animato in anni pi recenti da artisti come Claudio Abbado e
Riccardo Muti, che ancora oggi suscita un senso di sacralit: nel film ce lo
raccontano tra gli altri i direttori dorchestra Daniel Barenboim e Riccardo Chailly, i
cantanti Mirella Freni e Plcido Domingo, i ballerini Carla Fracci e Roberto
Bolle oltre ai Sovrintendenti Pereira, Lissner e Fontana.
Inaugurato nel 1778, il Teatro alla Scala di Milano il luogo dove nata la
tradizione della grande opera italiana. Le emozioni assorbite dalle tende di velluto,
dal legno del palcoscenico, dalle poltrone in platea sono vive ancora oggi e
riemergono ogni notte, nel momento stesso in cui le luci si abbassano, il pubblico
ammutolisce e inizia lo spettacolo. Cos le videocamere, accompagnate dalla voce
narrante di Sandro Lombardi, percorrono i corridoi e ci fanno respirare 237 anni di
storia: una delizia per lo spettatore in un maestoso susseguirsi di scoperte e
rivelazioni.
Gli autori Luca Lucini e Silvia Corbetta hanno dichiarato: Immediatamente stato
chiaro che se avessimo voluto carpire i segreti di quasi 250 anni di storia del Teatro
alla Scala di Milano, avremmo dovuto narrare ci che la Scala : una fabbrica di

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cinema

IL POPOLO VENETO N5-2015

emozioni e un luogo unico al mondo, dove si concentrano passione, sacrificio,


talento e dedizione. Abbiamo abbandonato la rigidit del racconto prettamente
cronologico e ci siamo lasciati trasportare dalle rapide di un fiume fatto di luci,
musiche, immagini, silenzi.
Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie vede anche la fotografia di Luca
Bigazzi e la partecipazione straordinaria di Bebo Storti nel ruolo di Domenico
Barbaja, Francesca Inaudi nel ruolo di Marietta Ricordi, Filippo Nigro nel ruolo di
Bartolomeo Merelli, Giuseppe Cederna nel ruolo dellIngegnere Giuseppe
Colombo, Andrea Bosca nel ruolo del concierge del Grand Hotel et de Milan, Gigio
Alberti nel ruolo di Luigi Illica e Pia Engleberth nel ruolo di Biki.
Tra le location deccellenza che compaiono nel film anche il Museo Nazionale della
Scienza e della Tecnologia con la centrale termoelettrica Regina Margherita, che fa
da sfondo alla ricostruzione di una scena in cui lingegner Colombo attiva la luce
elettrica alla Scala.
Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie, distribuito nel mondo da Nexo
Digital, prodotto da Skira Classica, Arte France, RAI Com e Camera Lucida e
realizzato in associazione con Intesa Sanpaolo S.p.A. ai sensi delle norme sul Tax
Credit.
Ecco il trailer: https://youtu.be/Y5OQ_Rh5stM
Luca Lucini nasce a Milano nel 1967. Inizia la sua carriera di regista con piccole produzioni sperimentali
autoprodotte. Gira numerosi video musicali per diversi artisti, fra cui Ligabue, Giorgia, Laura Pausini, e
approda quindi alla regia pubblicitaria, lavorando per diversi brand, sia nazionali che
internazionali. Dopo il primo corto Il sorriso di Diana, avvia una carriera di regista cinematografico che
assomma gi sei lungometraggi, dove lavora con tutti i pi conosciuti attori italiani: Tre metri sopra il
cielo (2004) e Luomo perfetto (2005) con un esordiente Riccardo Scamarcio; le commedie corali
Amore, bugie & calcetto (2008) con Claudio Bisio, Claudia Pandolfi e Angela Finocchiaro, e Oggi
sposi (2009) con Filippo Nigro e Michele Placido; il dramma Solo un padre(2008) e La donna della
mia vita (2010), con Luca Argentero e Alessandro Gassman. Nel 2010 fonda assieme a Raffaello
Rianigiani e Mauro Belloni la casa di produzione Maremosso, specializzata in documentari e film
indipendenti.
Silvia Corbetta nasce a Monza nel 1978. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e si diploma in
pianoforte al Conservatorio di musica di Brescia. Nel 2009 pubblica il saggio Olivier Messiaen: Saint
Franois dAssise. Cammino verso la joie parfaite per Zecchini Editore e nello stesso anno inizia a
lavorare per il canale televisivo Classica come consulente musicale e presentatrice. Nel 2010
coordinatrice di redazione nella stesura di cataloghi musicali per la Carisch S.p.A. Dal 2013 collabora
anche con la RSI presentando le dirette radio della Stagione concertistica Celebrating trasmesse su
Rete Due. autrice del documentario Arena 100. Un secolo di musica, del volume dedicato a
Rigoletto di Giuseppe Verdi per la collana La grande opera italiana al Teatro alla Scala realizzata in
collaborazione con il Corriere della Sera e pubblicata da Skira Classica, di un numero speciale Music
& Book Gallery sulla storia di Aida di Giuseppe Verdi allArena di Verona e curatrice del libro 19132013 I Arena di Verona pubblicato per i cento anni del Festival dellArena di Verona.

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

di20 IL NUOVO DISCO DI


FRANCESCA MICHIELIN

A cura di Francesca Monti


Dopo il successo dei singoli Lamore esiste (certificato platino), Battito di ciglia e
Lontano, Francesca Michielin torna con un nuovo album di inediti dal titolo di20.
Un disco dalle sonorit elettro-pop e dal respiro internazionale, frutto di un lungo
lavoro di ricerca, di scrittura e di produzione, che mette in luce una nuova
Francesca, la sua maturit artistica e le sue grandi doti cantautorali e musicali. Il
risultato un album centrato che mette al centro tutte le sfaccettature della
cantautrice, come ben rappresenta il prisma raffigurato sulla copertina, ma anche le
cose pi nascoste e profonde.
di20 racchiude molto della giovane cantautrice di Bassano del Grappa: venti
come la sua et, ma anche diventare, ovvero il percorso di crescita in musica, la >>

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

sua visione della vita e del mondo circostante. Il disco contiene 11 tracce, tra cui le
tre hit Lamore esiste, Battito di ciglia e Lontano, due brani in inglese
Amazing, che fa parte della colonna sonora del colossal Spider-Man 2 - Il Potere
di Electro e Sons and Daughters, pezzi autobiografici come Divento e 25
febbraio, cui si affiancano altre bellissime canzoni come Almeno tu, Tutto questo
vento, Un cuore in due e Io e te.
AllUnicredit Pavilion di Milano stato presentato in anteprima alla stampa il nuovo
disco di20, introdotto da Andrea Rosi, presidente di Sony Music Italia: Abbiamo
lavorato con Francesca a questo progetto per tre anni. In questi anni ha studiato,
lavorato, ha commesso qualche errore come giusto che sia, ha fatto esperienza.
E una cantautrice giovane dotata di un grande talento e noi crediamo molto in lei.
I dischi si fanno con calma, pensando, ragionando, importante lavorare bene
finch non si capisce cosa si vuole dire veramente attraverso le canzoni, ha
esordito Francesca Michielin. Quando ero piccola volevo fare la pediatra per
>>

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

aiutare i bambini, adesso sto studiando Beni Culturali allUniversit ma come piano
B eventuale farei la musicoterapeuta. Ho iniziato a suonare pianoforte, poi altri
strumenti, ho scritto le prime canzoni a dieci anni. Avendo un fratello di dieci anni
pi grande di me sono cresciuta con la musica dei Led Zeppelin, dei Nirvana
Lalbum che mi ha fatto venire voglia di cantare stato 19 di Adele. Non avevo
mai scritto un testo in italiano, la prima volta stata con Cigno Nero, cantata con
Fedez. Ho iniziato a fare la cantante quattro anni fa e ho vissuto in maniera
traumatica questo inizio. Dopo X Factor mi sentivo cambiata, diversa. La strategia
vincente alla fine quella di non vedere la crescita come uno sradicamento
progressivo, ma come un evolversi ogni giorno. Hegel afferma che la tesi, lantitesi
e la sintesi si succedono logicamente e ogni giorno necessario contraddirsi.
Penso che la forza degli artisti risieda proprio nel fatto di essere inquieti.
DAnnunzio diceva Ama il tuo sogno seppur ti tormenta, la cosa che riesco a fare
meglio, nonostante tutto, la musica.
Per quanto riguarda il titolo e la copertina del disco: Abbiamo scelto di20 per
esprimere il concetto di diventare. Poi c licosaedro con venti facce, venti lati di
me, che rappresentano le mie tappe da 0 a 20 anni. E un disco ricco di simboli,
dallocchio di Battito di ciglia al prisma di Lamore esiste, che c anche sulla
copertina, alla donna che esce dalluovo che rappresenta la nascita di 25
febbraio. Insieme a Marta Don abbiamo cercato di esprimere quella che sono
attraverso le immagini. Le illustrazioni sono state realizzate da Anna Neudecker in
arte LaBigotta.
Un disco che stato prodotto da Michele Canova Iorfida e che vanta le
collaborazioni di Fortunato Zampaglione, Ermal Meta, Fausto Cogliati, Matteo
Buzzanca, Federica Abbate, Colin Munroe, April Bender, Viktoria Hansen e Negin
Djafari: Allinizio ero un po spaventata dovendo lavorare con un team cos
importante, soprattutto nei confronti di Michele Canova, in realt ho trovato una
persona meravigliosa, che ha preso con entusiasmo questo progetto, ci siamo
confrontati, mi sono messa in gioco con i testi e lui mi ha dato ancora pi voglia di
portare avanti questo lavoro. Anche con la Sony e con Marta Don abbiamo avuto
subito una grande intesa. Non ho cancellato niente di quella che ero, in questo
disco ci sono anche gli errori che ho fatto. E un album sincero, coerente, credo
molto nelle canzoni che ho scritto ma anche in quelle che sono state scritte per me
da altri autori, come Fortunato Zampaglione che ha firmato tre brani. Penso che la
musica sia sempre qualcosa di primordiale. Quando ho fatto il primo disco ero una
bambina ed ero pi inconsapevole. Credo per sia importante conservare sempre
una certa freschezza nel vedere le cose. Ho inserito dei pezzi in inglese perch
secondo me la sfida essere sempre originali ma comprensibili. Ci sono delle
canzoni che suonano bene in inglese, altre in italiano. Fare questo lavoro anche
una responsabilit, a me non piace la gente che istiga alla violenza o alla rivolta, mi
piace dare dei messaggi positivi, provo a trasmettere la felicit attraverso le
canzoni. Ognuno ha anche il dovere di cercare di rendere felici gli altri.
>>

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015


Questo album un featuring con me
stessa, a me piace fare duetti perch
ti permettono di crescere e ampliare
la visione della musica. Ma voglio far
conoscere anche quello che faccio e
che ho fatto prima dei featuring. Non
sono state inserite nellalbum le
versioni estese di Cigno nero,
perch non ho ancora scritto il testo
giusto e di Magnifico, di cui esiste
invece una versione che sembra la
risposta della ragazza a quello che
canta Fedez nel suo brano. Penso
che non bisogna sovraesporsi ma
essere educati ad ascoltare la
musica. Bisognerebbe avere una
maggiore coscienza musicale e
andare avanti per la propria strada.

Il disco si chiude con 25 febbraio:


E un pezzo complesso, una sorta
di dialogo tra la me stessa nella
pancia della mamma e quella me
stessa che sono adesso. E lunica canzone che ho scritto interamente ed
intitolata come il giorno del mio compleanno.
Dopo la conferenza, alle ore 21 si tenuto sempre allUnicredit Pavilion un
concerto speciale in cui Francesca Michielin ha presentato al pubblico le canzoni
del nuovo disco.
Il 23 novembre partir linstore tour di Francesca Michielin che incontrer i fan nelle
principali citt italiane. Queste le date:
23/10 Roma, Discoteca Laziale
24/10 Bassano del Grappa, Media World c/o il Grifone
25/10 Venezia, Mondadori
26/10 Milano, Mondadori
27/10 Torino, La Feltrinelli
03/11 Marcianise (Ce), Mondadori
04/11 Catania, La Feltrinelli
05/11 Palermo, Mondadori
07/11 Curno (Bg), Media World
08/11 Brescia, Mondadori
09/11 Bologna, Feltrinelli

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

UNIVERSO FANTASIA
INTERVISTA CON ROBERTO BINETTI

di Francesca Monti
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Roberto Binetti, versatile autore,
arrangiatore e produttore di musiche originali, che nel corso della sua carriera ha
spaziato dalla musica classica ai concerti jazz-fusion negli storici locali milanesi
(Capolinea, Tangram, Scimmie) con proprie formazioni, dalle registrazioni televisive
(Canale 5, quale pianista di Rossana Casale) a concerti in teatri e festival (concerti
di Gloria Gaynor a Nizza e a Montecarlo), dalla composizione di musiche per
spettacoli teatrali (Teatro San Babila Milano, regia di Alberto Ferrari) alla
partecipazione in trasmissioni televisive Rai e Mediaset, dove ha collaborato con i

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015


Maestri Pippo Caruso e Peppe
Vessicchio. E da poco uscito il suo
album desordio di piano solo dal
titolo Universo fantasia, che
contiene
dieci
emozionanti
composizioni inedite.
In questa intervista che ci ha
gentilmente concesso (grazie a
Sara Bricchi di Parole & Dintorni),
Roberto Binetti ci ha parlato di
Universo Fantasia, ma anche
della sua collaborazione con il coro
Ensemble
Vocale
Ambrosiano
Onlus (diretto da Mauro Penacca)
e dei prossimi progetti.

Questa la tracklist dellalbum Universo Fantasia: Intimate Affresco, Universo


Fantasia, In Front of Winter Sea, What a strange place, It rains outside,
Energy for life, Sweet Melancholy, Gnom, Friends of Mine, The Fleeting
Thought.
Roberto, Universo fantasia un concentrato del suo mondo musicale, con
dieci composizioni inedite per piano solo. Com nato questo disco?
Dalla volont di proporre una musica che fosse la corretta espressione della mia
musicalit ed anche della mia personalit, dove fare confluire le mie esperienze ed
il mio modo di intendere la musica: in Universo Fantasia ho voluto proporre la
mia parte di musicalit pi melodica ed armonica, lasciando volutamente in disparte
il jazz, che laltro mio aspetto musicale. Un altro aspetto importante
rappresentato dalle improvvisazioni: la mia musica non mai uguale in ogni
esecuzione ma assume ogni volta una veste nuova. Nei dieci brani proposti ho
voluto creare un equilibrio tra melodia, armonia ed improvvisazione, per una
musica cantabile calma e contemplativa oppure incalzante e dinamica, in
unalternanza di colori e suggestioni, anche con il meraviglioso suono del
violoncello di Marco Decimo su quattro composizioni.
Il tema di Universo fantasia un mondo fantastico dove potersi rifugiare,
poter sognare, immaginare, fuggire dalla realt
E una fuga dalla realt intesa in modo positivo, il suonare cercando di dare delle
emozioni musicali che possano far creare in chi ascolta il proprio mondo di fantasia,
dove ognuno possa volare con le emozioni, per una nota, un pensiero, un
momento, un colore. Penso che il musicista debba suggerire una chiave di lettura
musicale che ognuno possa elaborare ed interpretare in modo personale secondo il

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

proprio istinto ed il proprio modo di essere di quel momento, fino ad arrivare a


creare quel mondo parallelo fatto di suoni e fantasie che solo la musica riesce e far
vivere: la frase che ho scritto sulla copertina del cd dedicato a chi si emoziona con
gli occhi chiusi rivolta a tutti coloro sono capaci di volare con la fantasia.
A cosa si ispirato per comporre i brani del disco?
Alcune composizioni sono nate come libere improvvisazioni, ad esempio il brano
che d il titolo al disco; mentre altri brani sono frutto di una scrittura musicale
pensata e ricercata. La composizione un momento speciale, un punto dove la
musica incontra il musicista, ma questo non avviene per caso; vero, ci sono delle
volte in cui naturalmente affiorano nuove melodie pronte per essere colte, ma
penso che il processo creativo sia condizionato da tutto il proprio vissuto musicale

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015


e personale, e coinvolge tutte
le esperienze fatte. Quindi
direi che non ci sono
particolari situazioni alle quali
mi sono ispirato, ma ho
lasciato scorrere naturalmente
il mio mondo musicale e le
sue sonorit.

Nella sua carriera ha suonato negli storici locali milanesi, stato il pianista di
Rossana Casale, ha preso parte ai concerti di Gloria Gaynor, ha composto
musiche per spettacoli teatrali e ha collaborato con i Maestri Peppe
Vessicchio e Pippo Caruso in alcuni programmi televisivi. Quale tra tutti
questi bellissimi lavori, le rimasto pi nel cuore?
Le collaborazioni che ha citato sono sicuramente tra quelle a cui sono pi legato,
ma sinceramente sono convinto che ogni concerto, ogni registrazione, ogni
momento musicale, dal pi importante a quello minore, abbia concorso a formare il
mio gusto musicale e quindi anche la realizzazione di Universo Fantasia.
Collabora anche con il coro Ensemble Vocale Ambrosiano Onlus
E una collaborazione che va avanti da molti anni e che mi permette di condividere
un po del mio tempo e della mia musicalit per dei progetti umanitari e di
beneficenza, che coinvolgono enti e associazioni attive nellaiuto a chi pi
sfortunato di noi. Entro Natale uscir il nuovo cd del coro, per ogni informazione
sui progetti dellassociazione www.ensemblevocale.org
Cosa ne pensa della scena musicale odierna?
Il mondo della musica negli ultimi anni ha subito un grandissimo cambiamento,
esiste un vastissimo catalogo musicale di alto livello, mentre la fruibilit della
musica sta conoscendo sempre nuove strade ed opportunit, seppur con squilibri
dovuti anche alle nuove tecnologie: il rischio di essere omologati oppure di fare
musica fine a se stessa. A mio parere il musicista deve saper offrire allascoltatore
delle emozioni, deve suggerire una chiave di lettura musicale in modo che ognuno
possa ritrovarsi e fortunatamente ci sono molti musicisti che riescono ad arrivare al
pubblico.
Quali sono i prossimi progetti in programma?
Innanzitutto degli eventi live nei quali proporre Universo Fantasia ed il mio modo
di suonare, poi continuare la collaborazione con altri musicisti per vestire la mia
musica di altri colori, ed anche la composizione di colonne sonore: il tutto sempre
con la gioia di fare musica e di condividere le emozioni.

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musica

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FRANCESCO GUCCINI RITORNA


CON UNA RACCOLTA ED UN LIBRO

Il meglio dagli studio album, inediti riscoperti, collaborazioni e rarit, live introvabili,
book con foto e introduzioni ai brani scritte dallo stesso Guccini tutto in unopera
monumentale. In box Deluxe da 4 CD e in edizione Super Deluxe da 10 CD e
inoltre Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto. Il nuovo LIBRO di
Francesco Guccini in libreria dal 3 novembre
Il 27 novembre esce Se io avessi previsto tutto questo - Gli amici, la strada, le
canzoni (Universal), la prima opera monumentale che racconta, attraverso inediti
riscoperti, rarit, duetti, collaborazioni, grandi successi e live mai pubblicati prima
dora, oltre quarantanni di carriera di Francesco Guccini a cui proprio in questi
giorni dedicato il Premio Tenco.
Un racconto in musica, un viaggio nella scrittura di uno dei nostri cantautori pi
rappresentativi, dal suo debutto ufficiale nel 1967 fino allultimo album studio del >>

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

2012. Un lavoro di ricerca e valorizzazione di un patrimonio musicale vasto e


sfaccettato racchiuso in un cofanetto in due versioni, Deluxe e Super Deluxe:
Il cofanetto Super Deluxe si compone di un libro di 100 pagine con foto e note
introduttive ai brani scritte dallo stesso Francesco e 10 CD: 5 CD con il meglio in
studio arricchito da Allora il mondo finir, brano inedito tratto dalle registrazioni
del suo primo album Folk Beat n.1 del 1967 e una versione alternativa di Eskimo
registrata nel 1978.
4 CD con il meglio live, registrazioni mai pubblicate prima dora tratte da alcuni dei
suoi migliori concerti dal 1974 al 2010, tra cui emozionanti interpretazioni
acustiche e il brano inedito LOsteria dei Poeti registrato al Folk Studio di Roma
nel 1974.
1 CD di rarit, duetti, collaborazioni e 2 brani strumentali per la prima volta su
supporto digitale.

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015


Il Box Deluxe racchiude
una
selezione
della
versione Super Deluxe e si
compone di un libretto di
48
pagine
ricco
di
fotografie
e
note
introduttive ai brani scritte
dallo stesso Guccini e 4
CD: 2
CD con
una
selezione del meglio in
studio
compreso
linedito Allora il mondo
finir e
una
versione
alternativa di Eskimo
registrata nel 1978.
1 CD con quindici tracce
dal vivo mai pubblicate
prima
compreso
linedito LOsteria
dei
Poeti registrato al Folk
Studio di Roma nel 1974. 1
CD di rarit, duetti e
collaborazioni e 2 brani
strumentali per la prima
volta su supporto digitale.

Francesco Guccini sar


inoltre
protagonista
in
veste di scrittore grazie alla
sua seconda riuscitissima
vocazione.
Il 3
novembre uscir, infatti, in
libreria Un matrimonio, un
funerale, per non parlar del gatto (Mondadori). Nel suo nuovo libro Guccini
si conferma, ancora una volta, uno dei pi interessanti cantori della nostra
provincia e del nostro passato pi autentico, raccontando in modo esilarante e a
tratti malinconico, alcune delle figure e delle situazioni pi strambe che ha
incontrato nella sua lunga vita.
Il funerale del mitico Gigi dellOrbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico
appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, luomo che era convinto di dover
reggere il cielo diventano vere e proprie istantanee colme di ironia di un universo
sempre sospeso tra Storia e leggenda.

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

IRENE GHIOTTO VINCITRICE DELL11^EDIZIONE DEL FESTIVAL


DELLA CANZONE AL FEMMINILE BIANCA DAPONTE

Irene Ghiotto, 31 anni, talentuosa artista di Vicenza, la vincitrice dellundicesima


edizione del Festival della canzone al femminile Bianca DAponte, dedicato alla
cantautrice aversana scomparsa a soli 23 anni. Irene, conosciuta dal pubblico per
aver partecipato al Talent Show Star Accademy e a Sanremo 2013, dove si
presentata con Baciami?, si aggiudicata la vittoria con la canzone La filastrocca
della sera, con la quale ha ottenuto anche il riconoscimento come Migliore
composizione musicale ed il premio Musica e Dintorni, assegnato da Mara
Maionchi e Alberto Salerno.
Circa cinquanta tra giornalisti e addetti ai lavori componevano la giuria del premio
al Teatro Cimarosa di Aversa per lundicesima edizione del festival.
Il premio della critica andato a Helena Hellwig di Milano con Come Marylin
morr (suoi anche i riconoscimenti come migliore interprete e miglior testo).
Mariella Nava con la sua etichetta discografica Suoni dallItalia ha invece proposto
un contratto discografico a Priscilla Bei di Roma con Ulisse.

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

Sul palco Fausto Mesolella degli Avion Travel,


direttore artistico del Premio, Raiz, Andrea Mir e
Mariella Nava. Ginevra di Marco, madrina di
questa edizione, si esibita in un inedito
quartetto formato con Elena Ledda, Brunella Selo
e Fausta Vetere della Nuova Compagnia di canto
popolare.
La novit del Premio Bianca dAponte 2015
listituzione di una sezione internazionale, per la
quale si classificata la cantautrice catalana
Silvia Comes che ha proposto un proprio brano e
un pezzo di Bianca dAponte cantato in catalano.
Tutti i brani della cantautrice aversana tradotti e
interpretati in questa edizione sono raccolti
nellalbum Estensioni.

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

TUTELA DELLA MUSICA DAL VIVO: LE PROPOSTE DI


ASSOMUSICA PER UN SETTORE DA VALORIZZARE

Il presidente Vincenzo Spera protagonista al convegno di Musica Viva a Milano Un


patto per la musica live nelle citt del futuro
Lindustria della musica contemporanea popolare deve essere sostenuta,
valorizzata, promossa e agevolata al pari dellindustria cinematografica o teatrale,
considerata inoltre la comprovata valenza turistica, nazionale e internazionale. I
luoghi in cui sono organizzati spettacoli musicali dal vivo, devono essere valutati
come luoghi della cultura, sia al chiuso sia allaperto. Lo ha affermato il presidente
di Assomusica Vincenzo Spera nel corso del suo intervento al Convegno
nazionale di Musica Viva intitolato Un patto per la musica live nelle citt del
futuro, che si tenuto a Palazzo Reale di Milano.
La politica - ha proseguito Spera - dovrebbe imparare a conoscere il mondo
dellarte a 360 gradi. C troppa attenzione del sistema dedicata ai beni culturali del

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musica

IL POPOLO VENETO N5-2015

passato, purtroppo molto poca a quelli del futuro. Oggi abbiamo bisogno di
strumenti reali affinch le attivit culturali siano considerate al pari di beni e servizi
essenziali. Lo Stato deve legiferare tenendo conto delle peculiarit e le
caratteristiche proprie del settore. La collaborazione con il Comune di Milano ha
portato, ad esempio, enormi benefici. Questo dimostra limportanza della sinergia
tra le istituzioni.
Il presidente dellassociazione dei produttori e degli organizzatori degli spettacoli
dal vivo ha poi analizzato il caso Milano, una citt cruciale per il mondo della
musica a livello mondiale: Il numero di spettacoli musicali nel 2014 rilevati da
Assomusica in Italia di 3217 - ha sottolineato - circa un terzo sono stati realizzati
nella sola provincia di Milano. Oltre a svolgere attivit importanti dal punto di vista
culturale e sociale, infatti, viene creato un indotto imponente nella realizzazione del
concerto. Purtroppo, per, lordinamento nazionale non concede alcun sostegno e
questo molto preoccupante.
Ma il lavoro di Assomusica da sempre finalizzato alla ricerca di soluzioni
concrete. Vincenzo Spera ha elencato tre dei punti chiave dai quali
ripartire: Innanzitutto occorre riformare listruzione e la formazione, prevedendo
corsi di musica fin dalla tenera et, che abbia un approccio moderno, basato sia
sullo studio della musica, ma soprattutto sullascolto, e sullutilizzo pi esteso di
strumenti. Favorire la formazione professionale dei musicisti. Ed infine istituire la
formazione professionale delle varie figure coinvolte nella filiera, dalle figure
tecniche, a quelle organizzative (responsabili, direttori, assistenti di produzione), a
quelle amministrative, a quelle addette alla promozione e comunicazione, fino alla
figura di organizzatore di spettacoli dal vivo europeo, con conseguente
riconoscimento delle categorie in appositi albi o elenchi certificanti, tramite il
coordinamento con le Regioni.
Oggi, per - ha concluso - non basta lItalia: tutto deve passare attraverso lUnione
Europea. Grazie al lavoro svolto negli ultimi due anni con la Direzione Generale
Educazione e Cultura della Commissione Europea cominciano a maturare i primi
frutti con la realizzazione di un Forum dedicato al settore, che si aprir ufficialmente
al Midem di Cannes, gi dalla prossima edizione e con la realizzazione di un
progetto che prevede l'istituzione di un fondo destinato alla musica come avviene
gi per il cinema. Per questa ragione la nostra associazione si attivata in questa
direzione da qualche anno e proseguir il proprio lavoro al Medimex di Bari il 29 e
30 ottobre con due appuntamenti, cui parteciperanno i pi importanti rappresentanti
di Enti, Istituzioni e associazioni Europee del settore dello spettacolo dal vivo,
nonch i cosiddetti Sindaci della Notte di Reykjavk e Groningen. fondamentale
cambiare rotta al pi presto. Riprendo una frase del nostro Papa Francesco che mi
trova pienamente daccordo. Non c futuro per le giovani generazioni senza
creativit e senza la possibilit di esprimerla liberamente. Solo con la creativit si
crea innovazione e internazionalizzazione. Musica viva, live is life.

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lutto

IL POPOLO VENETO N5-2015

ADDIO A MARIA GRAZIA CAPULLI,


GIORNALISTA E VOLTO NOTO DEL TG2

Un grave lutto ha colpito il mondo del giornalismo e della televisione. Maria Grazia
Capulli, giornalista, scrittrice e volto noto del Tg2 scomparsa oggi a soli 55 anni, a
causa di una malattia contro cui combatteva da tempo. A darne la notizia stato il
direttore del telegiornale Rai, Marcello Masi. Maria Grazia Capulli era nata a
Camerino nel 1960, e aveva frequentato il Liceo Classico. Poi si era laureata con
lode in lettere classiche presso lUniversit di Macerata. Inizi a lavorare in Rai alla
fine degli anni Ottanta. Nel 2004 stata corrispondente da Parigi, poi inviata
speciale e conduttrice del TG2 delle 13 e delle 20,30. Ha curato rubriche culturali,
tra cui Costume e societ, Salute, Tg2 Neon Libri e Achab Libri. Era stata chiamata
a presentare importanti Premi letterari come Strega, Campiello, Viareggio, Scanno.
Nel 2001 le era stato attribuito il Premio Marchigiana dellanno e recentemente il
XXIX Premio Collevario. Lattestazione pi gradita le era arrivata dai
radioascoltatori che lhanno votata per diversi anni quale migliore presentatrice Tv.

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015

NUOVO RECORD DEL MONDO DI VOLO


IN PARAPENDIO: 514 CHILOMETRI

Tre piloti brasiliani, Frank Thoma Brown (foto), Marcelo Prieto e Donizete
Baldessar Lemos hanno stabilito il nuovo record mondiale di distanza di volo in
parapendio, ben 514 chilometri.

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015

Il
precedente, 503
chilometri toccati in
Sud Africa da Nevil
Hulett, resisteva dal
2008. Teatro
dellimpresa il nord
est
del
Brasile,
esattamente dove si
trova la punta pi
orientale
delle
Americhe, con le
citt di Natal e
Fortaleza affacciate
sullAtlantico.
Parapendio
e
deltaplani per reggersi in aria sfruttano le masse daria ascensionali scaturite
dallirraggiamento solare del territorio e le correnti dinamiche provocate dallazione
del vento sui rilievi montani. Seguendo queste leggi inviolabili del volo libero, cio

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015

senza motore, i tre piloti sono decollati uno dopo laltro alle 7 e 45 da Tacima, un
paesino nellentroterra dello stato di Paraba, circa 100 km da Natal, per dirigersi
verso nord ovest. Hanno toccato terra nei pressi di Lagoa do Mato nello stato del
Cear dopo undici ore di volo.
Il terzetto era equipaggiato con ali perforanti che sfiorano i 70 km/h di velocit
massima, sellette integrali, GPS ed altra strumentazione. Due auto li seguivano da
terra ed un elicottero era in allerta nel caso di atterraggi in zone non raggiunte da
strade. Infatti, nel volo libero pu accadere che il pilota non trovi condizioni
favorevoli per guadagnare quota e, con essa, proseguire il volo. In tal caso sar
obbligato ad atterrare dove si trova, suo malgrado.
Se il record mondiale maschile di distanza in parapendio passa ai piloti verde-oro,
resiste in azzurro quello femminile, 377 chilometri, stabilito dalla friulana Nicole
Fedele nel 2013, ancora una volta in Brasile, salvo che riesca a migliorarlo in questi
giorni, visto che tornata con questo intento nel paese sud americano, a Quixad.

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015

Nel frattempo, anche loro con il proposito di battere il nuovo record, il 30 ottobre
altri sette italiani attraverseranno loceano. Lavventura passa sotto il nome di
Project +500 ed nata dalla mente di Moreno Palmesan, pilota trentino che ha
coinvolto i compagni Luigi Grandi, Giulio Michelin, Paolo Grigoletto di Vicenza,
Lorenzo Zamprogno e Claudio Mancino di Treviso e Eric Galas anchegli di Trento.
Anche loro hanno scelto Tacima come base di partenza e da l seguire i rilievi verso
nord ovest. Oltre ad attrezzatura adeguata, per il successo sono fondamentali
preparazione fisica e mentale, alimentazione appropriata, i liquidi in particolare,
ampiamente consumati durante le lunghe permanenze in volo ed infine il favore
della meteo.

Il Popolo Veneto (Giornale Italiano Fondato nel 1921). Anno 94 N5-2015


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Direttore Responsabile: Emanuele Bellato Vice-Direttrice: Francesca Monti
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Tribunale di Rovigo N25/04. Stampa in proprio (31 Ottobre 2015). Giornale gratuito. Non
riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015

SI CONCLUDE IL MONDIALE DI GIUSY VERSACE

Giusy Versace chiude al sesto posto, con il tempo di 15"16, la batteria dei 100
metri disputata questa mattina a Doha, in Qatar. Torno a casa da questo mondiale
comunque molto soddisfatta della prestazione sui 200 metri. La gara di oggi la
interpreto come un punto di partenza per migliorarmi e allenarmi con pi intensit
ll Mondiale di Giusy Versace si ferma con la batteria dei 100 metri. La velocista
paralimpica, che pochi giorni fa si era ben comportata sui 200 metri raggiungendo
la finale, questa mattina a Doha non riuscita a superare il turno di qualificazione
dei 100 metri. La Versace ha tagliato il traguardo in sesta posizione con il tempo
di 1516, in una gara condizionata dal forte vento contro (-2.5 m/s).
Con oggi (29 Ottobre, ndr) si chiude una stagione che comunque ha regalato a
Giusy un primato italiano sui 200 metri (2885 - Lodi, 10 maggio 2015), due titoli
italiani sui 100 e 200 metri (Grosseto, 13-14 giugno) e una finale mondiale sui 200
metri (8^ in 27"77- Doha 24 ottobre). In questo caso per, malgrado Giusy avesse
corso pi forte del suo record, il vento soffiava a favore (+2.3 m/s) ed era superiore

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015


al limite consentito dei 2
metri al secondo, per cui non
stato possibile omologare il
tempo.
Sono dispiaciuta per come sia
andata oggi - commenta a
caldo la Versace - ma il forte
vento che soffia in faccia mi ha
dato molto fastidio e ha
compromesso un po la
prestazione di tutte. Questa
volta per, a differenza delle
batterie dei Mondiali di Lione
del 2013 dove fui settima in
1533, non ho nulla da
recriminarmi. Di testa ero
pronta, la finale dei 200 di
sabato mi aveva dato fiducia e
quindi ho corso dando il
massimo. Il livello agonistico
comunque molto pi alto
rispetto a due anni fa. Oggi per
entrare in finale avrei dovuto
correre in 1448, ovvero solo 4
centesimi pi piano rispetto al
mio personale di 1444, e
sinceramente, con questo
vento era impossibile.

Torno a casa da questo mondiale comunque molto soddisfatta della prestazione


sui 200 metri e la gara di oggi la interpreto come un punto di partenza per
migliorarmi e allenarmi con pi intensit e pi grinta in vista della stagione 2016, e
soprattutto in vista dei Giochi Paralimpici di Rio. Adesso mi prendo qualche
settimana di pausa, volo a New York dove, in qualit di Ambasciatrice di Save the
Dream, sar presente sabato 31 ottobre alla partenza della NYRR Dash to the
Finish Line 5K , luned 2 novembre prender parte alla Securing Sport
Conference organizzata da ICSS (International Center of Sport Security) e marted
3 novembre baller, assieme a Raimondo Todaro, sul palco di Time Square per la
grande festa di ICSS. Domenica 8 rientro in Italia e sar di nuovo al fianco di
Alessandro Antinelli nella conduzione della Domenica Sportiva.
I mondiali di Doha sono stati anche loccasione per promuovere i valori dello sport
soprattutto tra i giovani. Nella giornata di domenica scorsa, a margine delle

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sport

IL POPOLO VENETO N5-2015

competizioni Giusy, in qualit di ambasciatrice di Save the Dream (l'organizzazione


internazionale che promuove i valori dello sport tra i giovani ) assieme alla
compagna di squadra Martina Caironi
hanno incontrato 800 giovani studenti
qatarini sugli spalti del Qatar Sport
Club. Erano 800 bambini che giocavano
con le mie gambe - commenta con un
sorriso la Versace - e si sono passati le
mie protesi da corsa di mano in mano un
po tutti, facendomi mille domande. E
stato davvero molto divertente e
sicuramente molto costruttivo per loro.
Inoltre, una bella sorpresa ha accolto
Giusy nei giorni scorsi. A Doha andata a trovarla una ragazzina di Manchester,
Sophie Crock, conosciuta tre anni fa al meeting di Birmingham e che dopo
quellincontro ha iniziato anche lei a correre. Queste sono le vere vittorie dello
sport - conclude Giusy - stimolare negli altri la voglia di correre per iniziare un
nuovo percorso di vita.

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