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Inquinamento microbiologico degli ambienti marino-costieri

Per la matrice ACQUA quello che noi andiamo a valutare grazie a


batteri indicatori sar la QUALITA IGIENICA (e non ecosistemica
perch non vi sono metodi standardizzati). Per il SUOLO abbiamo
valutato la QUALITA ECOSISTEMICA (ovvero la possibilit di
chiudere i cicli biogeochimici) grazie a:
Mesofauna e macrofauna (QBSar; QBSc; nematodi; lombrichi)
Microflora (CO2, qCO2, biomassa microbica, enzimi)
Per lacqua come vedremo possiamo valutare anche la qualit
ecosistemica attraverso IBE (popolazioni di macroinvertebrati
bentonici)
Per qualit igienica intendiamo la valutazione di idoneit di
balneazione e quello che valuteremo praticamente sar la
contaminazione
fecale.
Ma quali sono le fonti di contaminazione???
Fiumi che sono utilizzati come scarichi
Scarichi fognari non trattati che si riversano a mare contenenti
batteri e virus
Acque di dilavamento
Agglomerati urbani
Navi mercantili che caricano la zavorra in luoghi altamente
contaminati e riversano questa in altre zone
Gli indicatori che utilizziamo sono: Coliformi totali, Coliformi fecali,
Streptococchi fecali, Salmonella. Nel 2006 una normativa Europea
ha definito per la classificazione delle acque di balneazione due
parametri microbiologici ovvero: E.coli e Enterococchi. Ovviamente
quello che a noi interessa sono i patogeni ma per valutare tutti
questi i costi sarebbero elevati quindi quello che noi andiamo a fare
valutare ad esempio E.coli che un batterio enterico, la cui
presenza ci indicher unalta probabilit di presenza di patogeni. Il
ruolo ecologico dei microrganismi quello di mineralizzare la
sostanza organica, la quale in alcuni ecosistemi non viene
consumata del tutto da ad esempio carnivori e erbivori, e quindi
questa si aggiunger al pool del detrito, il quale verr demolito
dallattivit microbica. In molti ecosistemi la produttivit primaria o
scarsa o nulla (in particolare in quelle zone dove non vi luce,
ovvero zone afotiche). In questi ambienti lintera comunit biologica

sostenuta
soltanto
dalla
catena
del
detrito.

I microrganismi patogeni veicolati dalle acque sono numerosissimi,


esempi sono:
Virus (meccanismo dazione: virus entra nella cellula ospite,
espugna il materiale cellulare per far si che avvenga la propria
riproduzione e lisano la cellula) -> Poliovirus; Reovirus;
Adenovirus
Batteri -> Salmonella, Shighella, E.coli, Vibrio
Funghi -> Candida
Protozoi -> Giardia lamblia
Lambiente marino, in particolar modo quello costiero, rappresenta
un ecosistema estremamente dinamico in quanto non confinato e
non omogeneo nel tempo e nello spazio. Quello costiero quello pi
sottoposto ad un ingente carico di inquinanti a causa della forte
antropizzazione
(insediamenti
civili
ed
industriali).
La contaminazione microbiologica degli ambienti acquatici (acque
interne, di transizione, marine ) un fenomeno potenzialmente
imputabile a vari fattori come reflui non trattati, scarichi di
depuratori,
dilavamento
etc..
Quello che ci interessa far si che la popolazione non entri a
contatto con i patogeni del tratto gastro-intestinale, o agenti
eziologici di malattie infettive. Le concentrazioni di queste negli
ambienti acquatici dipendono dalla salute della popolazione,
dallefficacia
dei
sistemi
di
trattamento,
capacit
di
autodepurazione dei corpi idrici. Luomo elimina con le feci sia
organismi saprofiti (batteri litici la cui presenza normale) e sia
organismi patogeni (la cui presenza non normale e dipende dalle
condizioni epidemiologiche della popolazione). Quando questi
organismi (sia saprofiti e sia patogeni) da varie fonti raggiungono le
acque marine per fattore di diluizione diminuiranno sicuramente in
concentrazione e inoltre saranno soggetti a fattori inattivanti come:
quantit di ossigeno, temperatura, salinit, predatori di batteri,
nutrienti dispersi e non reperibili, luce solare. Il problema che non
tutti sono sensibili a questi fattori inattivanti, anzi risultano essere
autoctoni allambiente marino, un esempio potrebbe essere il
genere VIBRIO (comprende bacilli flagellati, ossidasi positivi, gram
negativi, aerobi facoltativi). Questi possono essere quindi presenti
anche in sedimenti e molluschi filtratori anche in assenza in quel
momento di contaminazione fecale. (Si ricorda che Vibrio Cholerae
O1

lagente
eziologico
del
colera).
I molluschi bivalvi ma in particolare Mytilus galloprovincialis viene

considerato un ottimo bioindicatore per la capacit propria di filtrare


e quindi rappresenta una matrice autointegrante nel tempo in grado
di fornire indicazioni sul grado di contaminazione. (La cozza la
possiamo
paragonare
al
lichene
nella
matrice
Aria).
A riguardo, la normativa italiana riconosce tre tipi di acque:
Recluse (I MITILI NON POSSONO ESSERE COLTIVATI E
COMMERCIALIZZATI)
Condizionate (I MITILI DEVONO ESSERE DEPURATI PRIMA DI
ESSERE COMMERCIALIZZATI)
Libere
(I
MITILI
POSSONO
ESSERE
DIRETTAMENTE
COMMERCIALIZZATI)
Le cozze vengono depurate inserendoli in acqua pulita per diluire i
patogeni e sottoponendoli allazione battericida dellacqua marina
per farli morire, cosa che purtroppo non succede per un vibrio.
Ovviamente per considerare il mitile potenzialmente pericoloso
per la salute si deve trovare un indicatore (o un set) che lo affianchi
nellanalisi. Ma come vengono scelti questi indicatori?
Il batterio indicatore dovrebbe essere adatto all'analisi di ogni tipo
di acqua: acqua di rubinetto, di fiume, di falda, di bacino, per scopi
ricreativi, di estuario e di mare.
Il batterio indicatore dovrebbe essere presente ogni volta che sono
presenti patogeni enterici.
Il batterio indicatore dovrebbe sopravvivere pi a lungo dei
patogeni enterici pi resistenti.
Il batterio indicatore non dovrebbe riprodursi nell'acqua
contaminata per non dare valori sovrastimati.
Il saggio per l'indicatore dovrebbe avere una elevata specificit,
non si dovrebbero avere falsi positivi dovuti a batteri diversi
dall'indicatore.
Il saggio dovrebbe avere alta sensibilit, deve rilevare gli indicatori
anche se presenti in quantit ridotte.
Il test dovrebbe essere veloce da eseguire.
L'indicatore dovrebbe essere innocuo per l'uomo.
La concentrazione del batterio indicatore nell'acqua contaminata
dovrebbe avere una relazione diretta con il grado di contaminazione
fecale.
Alla fine per dobbiamo considerare il fatto che comunque questa
una sorta di semplificazione del problema in quanto nessun
indicatore pu fornirci la sicurezza dellassenza di microrganismi
patogeni, e specialmente di quelle forme ad alta resistenza e ad

alto potere infettante.


LART.1 DELLA DIRETTIVA CEE RELATIVA ALLA QUALITA DI
BALNEAZIONE ATTESTA:
Il presente decreto ha per oggetto i requisiti chimici, fisici e
microbiologici delle acque balneazione. Il presente decreto non si
applica alle acque destinate ad usi terapeutici ed a quelle di
piscina. ad usi terapeutici ed a quelle di piscina. ALLEGATO 2
(DPR 470/82) NORME TECNICHE GENERALIT

o
o
o
o
o
o

la distanza tra due punti di prelievo adiacenti non dovr


superare i 2 km salvo a ridurla opportunamente nelle
zone ad alta densit di balneazione.

i prelievi dovranno essere, durante il mese,


opportunamente distanziati nel tempo ed essere
effettuati ad una profondit di circa 30 cm sotto il pelo
libero dellacqua ad una distanza dalla battigia tale che il
fondale abbia una profondit di 80-120 cm;
i prelievi dovranno essere effettuati a non pi di metri
cinque dalla scogliera o dalla battigia; per gli oli minerali,
i prelievi vanno effettuati in superficie.
I prelievi dovranno essere effettuati dalle ore nove alle
ore quindici e non dovranno essere effettuati durante e
nei due giorni successivi allultima precipitazione
atmosferica di rilievo ed allultima burrasca.
I campioni per le analisi microbiologiche dovranno essere
prelevati con le comuni bottiglie sterili in uso per i
campioni di acque, incartate e successivamente
sterilizzate. La bottiglia dovr essere immersa aperta e
trattenuta tramite una pinza od altro idoneo sistema.
I campioni dovranno essere trasportati in idoneo
contenitore frigorifero e sottoposti ad esame al pi presto
e comunque entro le 24 ore.
Per ogni prelievo dovranno essere rilevati:
La posizione del punto di prelievo;
Data ed ora del prelievo;
Temperatura dellaria e dellacqua;
Vento: direzione (provenienza in funzione dei punti cardinali) e
intensit (debole, medio, forte);
Stato del mare o del lago (calmo o mosso);
Corrente superficiale: direzione ed intensit.

Una volta scelti questi indicatori devo valutare il fatto che i


miei indicatori devono essere pi resistenti dei patogeni
perch se il nostro indicatore muore io penser che lacqua
non sia contaminata nonostante ci sia il patogeno.
I patogeni enterici non resistono allesposizione allambiente
marino quindi se non ci sar apporto continuo di materiale
fecale io non li trover. Il problema sorge sempre per Vibro i
quali sono anche problematici per la commercializzazione dei
mitili, i quali potranno non presentare salmonella ma
presentare Vibrio e quindi potenzialmente potrebbero essere
commercializzati. Quando facciamo una valutazione con i
nostri indicatori, inseriamo anche il sedimento per
inquinamento particolato specialmente quando ci troviamo
in un contesto in cui avremo scarichi non trattati; infatti il
sedimento rappresenta anchesso una matrice auto-integrante
nel
tempo.

DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2008 n. 116


Attuazione della DIRETTIVA 2006/7/CE del 15
FEBBRAIO 2006 relativa alla GESTIONE DELLE
ACQUE DI BALNEAZIONE e abrogazione della
DIRETTIVA
76/160/CE
Articolo 1 - Finalit e campo di applicazione.
Il presente decreto stabilisce disposizioni in materia di: a)
monitoraggio e classificazione della qualit delle acque di
balneazione; b) gestione della qualit delle acque di
balneazione; c) informazione al pubblico in merito alla
qualit delle acque di balneazione.
Il presente decreto si applica alle acque superficiali o
parte di esse nelle quali l'autorit competente prevede
che venga praticata la balneazione e non ha imposto un
divieto permanente di balneazione. NO!!! - piscine e
terme - acque confinate soggette a trattamento o
utilizzate a fini terapeutici - acque confinate create
artificialmente.
ARTICOLO 2

stagione balneare: il periodo di tempo compreso fra il


1 maggio e il 30 settembre di ogni anno, salvo eccezioni
dovute a motivi climatici, in cui le acque di cui all'articolo
1, comma 3, vengono utilizzate per la balneazione;
permanente/permanentemente: in relazione al divieto
di balneazione, della durata almeno di un'intera stagione
balneare; Art. 2. Definizioni
inquinamento:
la
presenza
di
contaminazione
microbiologica o di altri organismi o di materiale/sostanza
di cui agli articoli 11 e 12 e all'allegato I, colonna A, che
influiscono sulla qualit delle acque di balneazione e
comportano un rischio per la salute dei bagnanti;
inquinamento di breve durata: la contaminazione
microbiologica di cui all'allegato I, colonna A, le cui cause
sono chiaramente identificabili e che si presume
normalmente non influisca sulla qualit delle acque di
balneazione per pi di 72 ore circa dal momento della
prima incidenza e per cui l'autorit competente ha
stabilito procedure per prevedere e affrontare tali episodi
come indicato nell'allegato II;
misure di gestione: 1) istituzione e aggiornamento di
un profilo delle acque di balneazione; 2) istituzione di un
calendario di monitoraggio; 3) monitoraggio delle acque
di balneazione; 4) valutazione della qualit delle acque di
balneazione;
5)
classificazione
delle
acque
di
balneazione; 6) identificazione e valutazione delle cause
dell'inquinamento che potrebbero influire sulle acque di
balneazione e nuocere alla salute dei bagnanti; 7)
informazione al pubblico; 8) azioni volte ad evitare
l'esposizione dei bagnanti all'inquinamento; 9) azioni
volte a ridurre il rischio di inquinamento; 10) azioni volte
alla rimozione delle cause di inquinamento ed al
miglioramento
delle
acque
di
balneazione
proliferazione
cianobatterica:
un
accumulo
di
cianobatteri sotto forma di fioritura, stratificazione o
schiuma;
punto di monitoraggio: la stazione di monitoraggio
localizzata all'interno di ciascuna acqua di balneazione,
nella quale si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il

rischio pi elevato di inquinamento in base al profilo delle


acque di balneazione.
Articolo 3 - Competenze statali
Funzioni di indirizzo promozione consulenza e coordinamento
indirizzo, promozione, delle attivit; Aggiornamento ed
integrazione tabelle e norme tecniche; Elaborazione dati di
monitoraggio e trasmissioni alla Commissione Europea;
Informazione al pubblico.
Articolo 4 Competenze regionali
Classificazione delle acque di balneazione (entro 30/11);
Azioni volte alla rimozione dellinquinamento ed al
miglioramento delle acque (entro 30/11); Comunicazione dei
risultati dellattivit di monitoraggio (entro 30/11);
Individuazione delle acque di balneazione e dei punti di
monitoraggio (entro 01/03); Istituzione ed aggiornamento
profilo acque balneazione (entro 01/03); Istituzione
programma di monitoraggio prima della stagione balneare
(entro 01/03); Ampliamento o riduzione della stagione
balneare (entro 01/03); Aggiornamento dell elenco delle
acque di balneazione (entro 01/03); Informazioni al
pubblico!!!
L'elenco il risultato del monitoraggio Arpac condotto durante
la scorsa stagione balneare.
Due i tipi di siti interdetti: aree off-limits per inquinamento
aree decretate non idonee ai bagnanti per motivi diversi
dallinquinamento (porti e strutture militari).
Pubblicato il provvedimento della Giunta regionale (Campania)
che individua le aree idonee alla balneazione per linizio della
prossima stagione balneare. Sul Burc n. 10 del primo febbraio
sono disponibili lelenco e la cartografia, dei tratti di costa che i
Comuni dovranno vietare ai bagnanti.
Articolo 5 - Competenze comunali
Delimitazione, prima dellinizio della stagione balneare, delle
acque
non
adibite
a
balneazione
e
delle
acque
permanentemente vietate;
Delimitazione delle zone vietate alla balneazione qualora nel
corso della stagione balneare si verifichi una situazione
inaspettata;
Eventuale revoca dei provvedimenti adottati;

Apposizione di segnaletica adeguata indicante i divieti di


balneazione in zone facilmente accessibili;
Segnalazione ai cittadini di previsioni di inquinamento di
breve durata.
La sospensione del programma di monitoraggio deve essere
comunicata, indicandone le ragioni, al Ministero competente
D.Lgs n. 116/2008 Articolo 6 - Monitoraggio
Regioni e Province Autonome individuano, entro il 31 dicembre
di ogni anno, le acque di balneazione. Il primo programma di
monitoraggio dei parametri indicati nell'allegato I, colonna A,
avviene a decorrere dalla stagione balneare 2009.
Per ciascuna acqua di balneazione fissato un punto di
monitoraggio (maggior afflusso di bagnanti e/o maggior rischio
per lutenza) e un programma di campionamento, prima
dellinizio della stagione balneare.
Il campionamento deve essere effettuato non oltre quattro
giorni dalla data programmata.
In caso di situazioni anomale, il programma di monitoraggio
pu essere sospeso e viene ripreso appena possibile, dopo il
termine della situazione anomala, prelevando nuovi campioni
in sostituzione di quelli mancanti a causa della situazione
anomala.
Articolo 7 - Valutazione della qualit delle acque di
balneazione
La serie di dati sulla qualit delle acque di balneazione e'
ottenuta attraverso il MONITORAGGIO DEI PARAMETRI
E POSSIBILE RAGGRUPPARE LE ACQUE DI BALNEAZIONE SE:

sono
contigue
hanno ricevuto valutazioni simili nei quattro anni precedenti
hanno profili con fattori di rischio comuni o assenti
LE VALUTAZIONI DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE VENGONO
EFFETTUATE: in relazione a ciascuna acqua di balneazione;
al termine di ogni stagione balneare; sulla base della serie di
dati relativi alla stagione balneare in
questione e alle
3 stagioni balneari precedenti (in totale 4)
La serie di dati sulla qualit delle acque di balneazione
utilizzati per effettuare le relative valutazioni comprende
almeno 16 campioni, o nelle circostanze particolari di cui
all'allegato IV, punto 2, 12 campioni.
Se le acque di balneazione risultano gi valutate ai sensi del
DPR 470/82, i parametri 2 e 3 di cui all'allegato I del DPR

470/82, sono ritenuti equivalenti ai parametri 2 e 1


dell'allegato I, colonna A, del presente decreto.
COLIFORMI TOTALI
COLIFORMI
FECALI
<->
ESCHERICHIA
COLI
STREPTOCOCCHI FECALI <-> ENTEROCOCCHI FECALI
Articolo 8 Classificazione e stato qualitativo delle
acque di balneazione
A seguito della valutazione sulla qualit delle acque di
balneazione, ai sensi dellarticolo 7, le Regioni e le Province
Autonome classificano tali acque in 4 classi di qualit:
SCARSA SUFFICIENTE
BUONA
ECCELLENTE
Per le acque di qualit scarsa devono essere adottate
misure adeguate; Entro il 2015 tutte le acque devono essere
almeno
sufficienti;
dopo 5 anni consecutivi di qualit scarsa si passa al divieto
di balneazione permanente.
La prima classificazione conformemente alle prescrizioni
del presente decreto legislativo e completata entro la
fine della stagione balneare 2015.
Le regioni e le province autonome assicurano che, entro
la fine della stagione balneare 2015, tutte le acque di
balneazione siano almeno sufficienti. Esse adottano
inoltre misure appropriate per aumentare il numero delle
acque di balneazione classificate di qualit eccellente o
buona.
Le
acque
di
balneazione
possono
essere
temporaneamente classificate come acque di qualit
scarsa. In tale caso le regioni e le province autonome
assicurano che:
a) per ciascuna acqua di balneazione classificata scarsa,
sono adottate le seguenti misure, che hanno effetto a
decorrere
dalla
stagione
balneare
successiva
alla
classificazione: 1) adeguate misure di gestione, inclusi il
divieto di balneazione, per impedire l'esposizione dei bagnanti
all'inquinamento; 2) individuazione delle cause e delle ragioni
del mancato raggiungimento dello status qualitativo
sufficiente; 3) adeguate misure per impedire, ridurre o
eliminare le cause di inquinamento; 4) avvertire il pubblico
mediante un segnale chiaro e semplice ed informarlo delle

cause dell'inquinamento e dei provvedimenti adottati sulla


base del profilo delle acque di balneazione;
se le acque di balneazione sono classificate di qualit scarsa
per cinque anni consecutivi, e' disposto un divieto permanente
di balneazione.
Articolo 9 Profili delle acque di balneazione
Le regioni e le province autonome predispongono PER LA
PRIMA VOLTA ENTRO IL 24 marzo 2011 i profili delle acque di
balneazione:
Descrizione delle caratteristiche fisiche, geografiche e
idrologiche delle acque di balneazione e di altre acque di
superficie nel bacino drenante delle acque di balneazione
interessate, che potrebbero essere una fonte di inquinamento;
Identificazione e valutazione di potenziali cause di
inquinamento; Valutazione del potenziale di proliferazione
cianobatterica, di macroalghe e/o fitoplancton; previsione
eventuale rischio di inquinamento di breve durata;
ubicazione
del
punto
di
monitoraggio.
Art. 11. Rischi da cianobatteri 1. Qualora il profilo delle
acque di balneazione indichi un potenziale di proliferazione
cianobatterica, le regioni e le province autonome provvedono
ad effettuare un monitoraggio adeguato per consentire
un'individuazione tempestiva dei rischi per la salute.
2. Le autorit competenti, qualora si verifichi una
proliferazione cianobatterica e si individui o si presuma un
rischio per la salute, adottano immediatamente misure di
gestione adeguate per prevenire l'esposizione dei bagnanti.
P.S -> IL CIANOBATTERIO E UN PROCARIOTA FOTOSINTETICO
DA NON CONFONDERE CON LE ALGHE FOTOSINTETICHE CHE
SONO
EUCARIOTICHE.
ALLEGATO III Profilo delle acque di balneazione
Descrizione delle caratteristiche fisiche, geografiche, ed
idrogeologiche delle acque di balneazione; Identificazione e
valutazione delle cause di inquinamento che possono influire
sulle acque di balneazione; Valutazione del potenziale di
proliferazione cianobatterica; Valutazione del potenziale di
proliferazione di macroalghe e/o fitoplancton; Ubicazione del
punto di monitoraggio; Ulteriori e pi dettagliate informazioni
se prevista la possibilit di un inquinamento di breve durata.
Per la qualit scarsa il profilo deve essere rivisto ogni 2 anni.

Per la qualit sufficiente ogni 3 anni. Per la qualit buona


ogni 4 anni.
ALLEGATO IV Monitoraggio delle acque di balneazione
Prelievo di un campione prima dellinizio della stagione
balneare;
Prelievi (almeno 4) distribuiti nellarco di tutta la stagione
balneare e comunque con intervalli minori di un mese;
Prelievo aggiuntivo, che non fa parte della serie di dati sulla
qualit delle acque, in caso di inquinamento di breve durata
per confermare la fine dellevento;
Se necessario sostituire un campione scartato, deve essere
prelevato un campione aggiuntivo 7 giorni dopo la conclusione
dellinquinamento di breve durata.
Allegato V NORME PER LA MANIPOLAZIONE DEI
CAMPIONI PER LE ANALISI MICROBIOLOGICHE
1. Punto di campionamento. Laddove possibile, i campioni
devono essere prelevati 30 centimetri sotto la superficie
dell'acqua e in acque profonde almeno 1 metro.
2. Sterilizzazione dei contenitori dei campioni. I contenitori dei
campioni sono: sterilizzati in autoclave per almeno 15 minuti a
121C, o sterilizzati a secco a una temperatura compresa tra
160C e 170C per almeno un'ora, o contenitori per campioni,
forniti irradiati direttamente dal fabbricante.
3.
Campionamento.
Il
volume
del
contenitore
di
campionamento dipende dalla quantit di acqua necessaria
per verificare ciascun parametro; in genere il volume minimo
e' 250 ml. I contenitori sono di materiale trasparente, non
colorato (vetro, polietene o polipropilene).
Per evitare la contaminazione accidentale del campione, chi
effettua il prelievo impiega una tecnica asettica per garantire
la sterilit dei contenitori.
Se il campionamento viene effettuato correttamente, non sono
necessarie altre attrezzature sterili (come guanti chirurgici
sterili, pinze o tubo di campionamento).
Il campione e' identificato chiaramente con inchiostro
indelebile sul contenitore e sul verbale di campionamento.
4. Stoccaggio e trasporto dei campioni prima dell'analisi.
In tutte le fasi del trasporto i campioni di acqua sono protetti
contro l'esposizione alla luce, ed in particolare alla luce solare
diretta. Il campione e' conservato ad una temperatura di 4C
circa in una borsa frigo o, in base alle condizioni climatiche, in
un mezzo refrigerato fino all'arrivo in laboratorio.
Se il

trasporto fino al laboratorio pu durare pi di quattro ore e'


necessario conservare il campione in frigorifero. Il lasso di
tempo che intercorre tra il campionamento e l'analisi e' ridotto
al minimo. Si raccomanda di analizzare i campioni nello stesso
giorno; se non fosse possibile per motivi pratici, i campioni
sono esaminati al massimo entro 24 ore. Nel frattempo sono
stoccati in un luogo buio a una temperatura di 4C 3C

Le Guidelines for safe recreational water environments dellOMS


rappresentano la base scientifica sulla quale stata elaborata la
nuova Direttiva Europea (2006/7/CE del 15 febbraio 2006), relativa
alla gestione della qualit delle acque di balneazione.
Soltanto due parametri microbiologici per la classificazione delle
acque di balneazione
Escherichia coli enterococchi intestinali E
NON
INCLUDE
ALGHE
TOSSICHE
MARINE.
CONCLUDENDO:Una cosa importante riconoscere i limiti degli
indicatori biologici e le problematiche che questo comporta. Questi
limiti sono dati da organismi alofili autoctoni come Vibrio e
Aereomonas. Inoltre si ricorda che vibrio colera ha un ruolo
fondamentale nei cicli biogeochimici perch libera azoto dalla
chitina dei crostacei (chitinolitico) quindi fondamentale per la
chiusura dei cicli biogeochimico dellazoto. (n-acetil-glucos-ammina)
Oltre a questo enzima ha la mucinasi, enzima che degrada la
mucina delle alghe. Quando degradano la chitina in monomeri la
portano nel citoplasma e cercano poi altra chitina secondo un
meccanismo di chemiotassi positiva.