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LOGICA DEDUTTIVA II

IL SILLOGISMO I. DEFINIZIONE E STRUTTURA

Premessa: le diverse forme del sillogismo


Abbiamo detto che il linguaggio ha diverse funzioni. Solo quella dichiarativa
ci serve per fare asserzioni sulle cose del mondo o sugli stati di cose. Una
preghiera, un ordine, una domanda, non sono vere o false (anche se possono
essere strategie argomentative): perch un enunciato sia vero o falso
necessario che contenga una dichiarazione circa il mondo:
Nella mia biblioteca ci sono diecimila volumi.
Il sillogismo si compone solo di enunciati dichiarativi. Dal punto di vista
formale il sillogismo lunione di pi enunciati (chiamati premesse), dai quali
deriva con necessit, secondo regole ben precise, un ulteriore enunciato
(conclusione). Se i concetti sono adeguati o inadeguati, e se gli enunciati sono
veri o falsi, il sillogismo sar invece corretto o scorretto (purch le regole siano
rispettate). Se gli enunciati (premessa maggiore e minore) sono veri, sar
impossibile che lenunciato che funge da conclusione sia falso, purch le regole
dellinferenza siano state eseguite correttamente. Se si rispettano le regole del
processo di inferenza e se le premesse sono vere, un ragionamento deve
necessariamente pervenire a una conclusione vera. Studieremo quali siano
queste regole dopo aver analizzato la struttura del sillogismo.
PREMESSA MAGGIORE: Ogni animale mortale.
PREMESSA MINORE: Ogni uomo animale.
CONCLUSIONE: Ogni uomo mortale.

Se osserviamo la struttura del ragionamento constatiamo che ci sono tre


enunciati. Il sillogismo, nella sua veste classica, deve avere tre parti: due
premesse e una conclusione (illustreremo in seguito il senso di maggiore e
minore). Se vero che in linea di massima la conclusione figura al terzo
posto, nei testi scritti o nei ragionamenti orali (come abbiamo gi constatato
negli esercizi preliminari) questo ordine non viene sempre rispettato. Inoltre, il

sillogismo standard composto da tre termini, e solo tre (nellesempio citato:


animale, uomo e mortale).

I.1. Le classi e il sillogismo


giunto il momento di occuparci del sillogismo categorico. Qual la
funzione del sillogismo? Come risulta dalla sua definizione (vedi lesergo
aristotelico di questo capitolo) il sillogismo deve provare una conclusione.
Come arriva a tale esito? Attraverso enunciati che negano o affermano che una
classe inclusa (del tutto o in parte) in unaltra. Possiamo farlo considerando i
termini come classi, e gli enunciati come rapporti tra insiemi.
Riformuliamo in termini di classi il sillogismo visto sopra:

La classe degli animali inclusa in quella dei mortali.


Quella degli uomini inclusa in quella degli animali.
Dunque la classe degli uomini inclusa in quella dei mortali.
ESSERI
MORTALI
ANIMALI

ANIMALI

ESSERI
MORTALI

UOMINI

UOMINI

Ma se come seconda premessa avessimo: le pietre non sono animali


avremmo ovviamente una conclusione diversa, espressa dal secondo sillogismo,
che rappresentiamo di seguito.

La classe degli animali inclusa nella classe degli esseri mortali.


Le pietre non sono incluse nella classe degli animali.
Le pietre non sono incluse nella classe dei mortali.

ESSERI

ESSERI
MORTALI

ANIMALI

MORTALI
ANIMALI
PIETRE

PIETRE

I.2. La struttura del sillogismo


Il sillogismo dunque unargomentazione che si snoda in tre proposizioni. E
solo tre.
Si caratterizza per la presenza di due premesse (le premesse sono gli
enunciati sui quali si fonda linferenza) e di una conclusione (senza di esse il
sillogismo non esiste).
Ogni enunciato che compone il sillogismo ha inoltre la forma quantificatoresoggetto-copula-predicato.
I termini soggetto e i termini predicato (atleti, sani, ciclisti), compaiono due
volte ciascuno.
Dobbiamo ora imparare alcuni nuovi vocaboli, indispensabili per formulare
le regole che ci permetteranno di riconoscere un sillogismo valido.
Il termine medio (che indicheremo con M) esprime il termine che,
affinch il sillogismo sia valido, deve comparire in entrambe le
premesse (atleti presente in entrambe).
Il termine maggiore (che indicheremo con P) sempre costituito dal
predicato della conclusione (nellesempio: sani); si trova anche
nella prima premessa del sillogismo, che perci sar definita premessa
maggiore ( il termine che ha maggiore estensione: la classe dei
sani, nel sillogismo dato, la pi estesa, quella che comprende un
maggior numero di membri rispetto a ciclisti e atleti).
Il soggetto della conclusione il termine minore (che indicheremo
con S), che compare anche nella seconda premessa, la quale sar detta
premessa minore proprio in virt della presenza di questo termine (il
termine minore il meno esteso).
Se prendiamo in considerazione lesempio seguente possiamo rappresentare
la struttura del sillogismo.

PREMESSA MAGGIORE

Tutti gli atleti (M) sono sani (P).

PREMESSA MINORE

Tutti i ciclisti (S) sono atleti (M).

CONCLUSIONE

Tutti i ciclisti (S) sono sani (P).

I.3. Le figure del sillogismo


In base alla posizione assunta dal termine medio nelle premesse
possibile distinguere quattro figure (cio schemi tipici del sillogismo).
Aristotele (negli Analitici) e famosi logici medievali come Petrus Hispanus
(autore delle Summulae logicales) ne distinsero invece tre, la prima e la quarta
essendo per loro indifferenziate.
Lo schema riassuntivo (delle premesse) delle quattro figure dunque il
seguente (sub indica che la posizione occupata dal medio quella del termine
soggetto; prae, invece, che il medio occupa la posizione del predicato):

SECONDA FIGURA (PRAE-PRAE)

PRIMA FIGURA (SUB-PRAE)

Il medio :
soggetto della maggiore
predicato della minore
MP
SM
-------SP

Il medio :
predicato di entrambe le premesse

Ogni animale (M) mortale (P)


Ogni uomo (S) un animale (M)
Quindi, ogni uomo (S) mortale (P)

Nessun albero (P) un animale (M)


Ogni cane (S) un animale (M)
Quindi, nessun cane (S) un albero (P)

PM
SM
------SP

QUARTA FIGURA (PRAE-SUB)

TERZA FIGURA (SUB-SUB)

Il medio :
soggetto di entrambe le premesse
MP
MS
-------SP
Ogni uomo (M) compassionevole (P)
Ogni uomo (M) un animale (S)
Quindi, qualche animale (S)
compassionevole (P)

Il medio :
predicato della maggiore
soggetto della minore
PM
MS
-------SP
Tutti gli attori (P) sono bugiardi (M)
I bugiardi (M) sono fantasiosi (S)
Quindi, alcuni uomini fantasiosi (S) sono
attori (P).

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LA PALESTRA DELLA MENTE SILLOGISMO I


Esercizio 1. Identifica i termini medi (M), maggiori (P) e minori (S) nei seguenti
sillogismi. Indica anche le loro premesse maggiori e minori, e la loro figura:
a) *Tutti gli uomini sono persone razionali; Giovanni uomo; quindi Giovanni
una persona razionale.
b) Alcuni infermieri sono scortesi; nessuna persona scortese gentile; quindi
alcuni infermieri non sono gentili.
c) *Tutti i cavalli sono mammiferi; nessuna stella mammifero; quindi nessun
cavallo una stella.
Esercizio 2. Indica la figura dei seguenti sillogismi (eventualmente disponi
nellordine: premesse e conclusione).
a) Alcuni sempreverdi sono oggetti di culto, perch tutti gli abeti sono
sempreverdi e alcuni oggetti di culto sono abeti.
b) Alcuni conservatori non sono sostenitori di elevate tariffe fiscali, infatti tutti i
sostenitori di alte tariffe per le imposte sono repubblicani e alcuni repubblicani
non sono conservatori.
c) *Tutte le proteine sono composti organici, quindi tutti gli enzimi sono proteine
in quanto tutti gli enzimi sono composti organici.
d) *Tutti i dirigenti di imprese commerciali si oppongono attivamente
allaumento delle tasse per le societ, infatti tutti quelli che si oppongono
attivamente allaumento delle tasse per le societ sono membri della camera di
commercio, e tutti i membri della camera di commercio sono dirigenti di
imprese commerciali.
e) Nellanno 2003 tutti i presidenti del Milan erano presidenti del consiglio,
infatti il presidente del Milan era Silvio Berlusconi, che era anche presidente
del consiglio.

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II. LE REGOLE DI VALIDIT DI UN SILLOGISMO

Perch uninferenza sillogistica sia valida necessario che vengano rispettati


tre tipi di regole. In caso contrario linferenza possiede solo una parvenza di
conclusione (Boniolo & Vidali 2002: 26-27; Copi & Cohen 1999: 275 segg.,;
Thiry 1998: 104-106). Esamineremo:

(1) le regole strutturali,


(2) le regole della quantit,
(3) le regole della qualit.

II.1. Regole strutturali


Se non sono rispettate le regole strutturali il sillogismo non sussiste.
PRIMA
REGOLA

IL SILLOGISMO, FORMATO DA TRE PROPOSIZIONI,


COMPOSTO DA TRE (E SOLO TRE) TERMINI:
MAGGIORE, MINORE, MEDIO. OGNI TERMINE
PRESENTE DUE VOLTE E SOLO DUE VOLTE).

Violazione della prima regola: la fallacia della quaternio terminorum


Se prestiamo attenzione al numero dei termini possibile che ci accorgiamo
della presenza di termini equivoci (venendo presi in pi di un significato sono
due termini diversi con lo stesso aspetto): essi rendono invalidi i sillogismi.
Maggiore
Minore
Conclusione

Tutto ci che raro caro.


Un pianoforte a 5 euro raro.
Un pianoforte a 5 euro caro.

Questo sillogismo, la cui conclusione evidentemente falsa, , meno


evidentemente, non valido, perch ha pi di tre termini (cio quattro), infatti se
prestiamo attenzione possiamo osservare che il termine medio raro preso in
due sensi differenti. Nella maggiore significa aver valore, nella minore
significa che non si trova spesso.
Nellesempio seguente la fallacia pi evidente (Boniolo & Vidali 2002:
101):

12

Ogni pesce nuota.


Qualche costellazione pesce.
Qualche costellazione nuota.
evidente che anche in questo caso abbiamo a che fare con quattro termini, e
non con tre, infatti il termine pesce, che funge da medio, usato in due sensi
diversi: animale e costellazione.
SECONDA
REGOLA

IL TERMINE MEDIO DEVE COMPARIRE IN ENTRAMBE


LE PREMESSE MA MAI NELLA CONCLUSIONE.

Violazione della seconda regola: la fallacia del medio incluso


Il termine medio non deve mai comparire nella conclusione.
Maggiore
Minore
Conclusione

Tutti i malati hanno bisogno di cure.


Tutti gli uomini depressi sono malati.
Tutti i malati sono uomini depressi

Se prendiamo in considerazione lesempio ci rendiamo conto che non ha la


forma corretta, in quanto occorrerebbe concludere Tutti gli uomini depressi
hanno bisogno di cure.
Lo stesso problema si presenta nel sillogismo seguente:
Tutti i napoletani sono italiani
Alcuni napoletani sono filosofi
Alcuni filosofi sono napoletani
La conclusione corretta sarebbe invece: Alcuni filosofi sono italiani

II.2. Regole della quantit


Le tre regole della quantit concernono la distribuzione dei termini (3 e 4)
e la quantit degli enunciati (5).
Prima di continuare ricordiamo che un termine si dice distribuito quando
preso in tutta la sua estensione, e questo si ha se il termine soggetto di un
enunciato universale oppure se predicato di un enunciato negativo.
TERZA
REGOLA

IL

TERMINE
MEDIO
DEVE
ESSERE
DISTRIBUITO IN ALMENO UNA PREMESSA.

Violazione della prima regola della quantit: fallacia del medio non
distribuito

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La prima regola della quantit dice: il termine medio deve essere distribuito
in almeno una premessa.
Tutti i docenti (P) sono impiegati dello Stato (M).
Tutti i carabinieri (S) sono impiegati dello Stato (M).
Quindi i carabinieri (S) sono docenti (P).
Se il termine medio non fosse distribuito (come in effetti accade
nellesempio) non ci sarebbe una relazione tra S e P: perci non sarebbe
possibile alcuna conclusione (e in effetti non lo ).
Insieme degli IMPIEGATI DELLO STATO (M)

DOCENTI

(P)

CARABI
-NIERI

(S)

In questo sillogismo il medio esseri umani, che in entrambe le premesse


il termine predicato. Poich entrambe le premesse sono di tipo A (universale
affermativa), in nessuna delle due il predicato distribuito. Il risultato che le
due premesse non sono connesse tra di loro ( la fallacia del medio non
distribuito: vero che uomini e donne sono esseri umani, ma in nessuna delle
due premesse uomini o donne costituiscono lintera classe degli esseri umani).
Occorre anche osservare che, se pure il sillogismo fallace, le premesse sono,
ci nonostante, vere. Ma da premesse vere, non connesse tra loro in forma
corretta, possono derivare conclusioni false. La validit di un sillogismo non
dipende dunque dalla verit delle premesse, ma dal rispetto delle regole del
ragionamento.
Un sillogismo pu inoltre presentare anche premesse e conclusioni vere e
non essere valido, se il termine medio non distribuito. Nel caso seguente la
verit della conclusione potrebbe trarci in inganno.
Tutti i toscani sono mortali.
Tutti gli italiani sono mortali.
Quindi tutti i toscani sono italiani.

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QUARTA
REGOLA

SE UN TERMINE NON DISTRIBUITO NELLE


PREMESSE NON PU ESSERLO NEMMENO NELLA
CONCLUSIONE; SE UN TERMINE DISTRIBUITO
NELLA CONCLUSIONE DEVE ESSERLO ANCHE
NELLE PREMESSE.

Violazione della seconda regola della quantit: la fallacia del latius hos
La seconda regola della quantit afferma che un termine non pu essere pi
esteso nella conclusione di quanto lo sia nelle premesse. Ecco un esempio di
sillogismo che non la rispetta.
Tutti i leoni sono carnivori.
Nessuna iena un leone.
Quindi nessuna iena carnivora.
Lerrore consiste nel diverso uso del termine carnivoro, che nella premessa
maggiore (A) non distribuito, mentre distribuito nella conclusione (E). La
conclusione del sillogismo fornisce pi informazioni di quante siano ricavabile
dalle premesse. Il termine carnivoro, nella conclusione, distribuito, si
riferisce allintera classe, non cos nella premessa maggiore: carnivori sono i
leoni. Largomento sarebbe valido se potessimo inferire che tutti i carnivori
sono leoni, ma questo non lo sappiamo, dalla premessa.
A livello terminologico abbiamo qui due tipi di fallacie: il trattamento illecito
del termine maggiore e il trattamento illecito del termine minore. Come
osservano per Boniolo & Vidali (2002: 102) si tratta sempre di una fallacia di
quaternio terminorum, in quanto il termine delle premesse e quello della
conclusione non sono pi il medesimo.
QUINTA
REGOLA

DA DUE PREMESSE PARTICOLARI NON


SEGUE ALCUNA CONCLUSIONE.

Violazione della terza regola della quantit: la fallacia delle premesse


particolari.
Da due premesse particolari non possibile ricavare alcuna conclusione. Se
lo si fa, si cade nella fallacia delle premesse particolari, come nellesempio
seguente:
Qualche mammifero vive nellacqua.
Qualche volatile mammifero.
Quindi, qualche volatile vive nellacqua.

15

La conclusione non possibile. Connettendo le premesse del sillogismo


attraverso il sistema delle classi non otterremmo infatti alcuna connessione tra
gli animali acquatici e i volatili (le premesse non ci autorizzerebbero a ci).

ANIMALI

MAMMIFERI

VOLATILI

CHE
VIVONO
NELLACQUA

Se la prima premessa fosse invece universale (Tutti i mammiferi vivono


nellacqua), avremmo una conclusione corretta (a prescindere dalla verit o
falsit delle premesse): Qualche volatile vive nellacqua.

ANIMALI CHE VIVONO NELLACQUA


MAMMIFERI

VOLATILI

III.3. Regole della qualit


Il sillogismo, per essere valido, deve inoltre seguire le 3 regole della qualit
delle proposizioni.
In generale la conclusione (quando questa possibile) contiene sempre la
parte peggiorativa delle premesse (o particolare o negativa).
La prima regola della qualit afferma che nessuna conclusione si pu
ricavare da un sillogismo che abbia le due premesse negative.
SESTA
REGOLA

DA DUE PREMESSE NEGATIVE NON


SEGUE ALCUNA CONCLUSIONE.

Violazione della prima regola della qualit: fallacia delle premesse


negative.
Infatti se entrambe le premesse sono negative, non possiamo stabilire alcuna
connessione tra i termini. Di conseguenza in questo caso il sillogismo, che per
definizione una catena di ragionamenti strettamente collegati tra loro, non
valido.

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Nessun genio conformista.


Nessun giornalista genio.
Quindi nessun giornalista conformista.
GENI

GIOV

CONF

GENI

?
?

La fallacia consiste nel fatto che non c connessione tra i termini; per
dimostrare la conclusione dovremmo volgere in positivo la premessa minore: I
giornalisti sono geni.
GENI

GIOV

GENI
GIOV

CONF

CONF

O, in sintesi:
GENI

CONF

GIOV

La seconda regola della qualit afferma che se una delle due premesse
negativa, deve esserlo anche la conclusione.
SETTIMA
REGOLA

SE UNA DELLE PREMESSE


NEGATIVA, TALE DEVE ESSERE ANCHE
LA CONCLUSIONE

Violazione della seconda regola della qualit: fallacia del peggiorativo.


Tutti i cannibali sono incivili.
Alcuni primitivi non sono incivili.
Quindi alcuni primitivi sono cannibali.

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La fallacia consiste nel fatto che la seconda premessa negativa, ma la


conclusione affermativa. Se fosse invece: Alcuni primitivi non sono
cannibali il sillogismo sarebbe corretto.
INCIV
CANN

PRIM

PRIM
INCIV

CANN

La terza regola della qualit afferma che da due premesse affermative non
pu derivare una conclusione negativa.
OTTAVA
REGOLA

DA DUE PREMESSE AFFERMATIVE SEGUE


SEMPRE UNA CONCLUSIONE AFFERMATIVA.

Violazione della terza regola della qualit: fallacia delle premesse


affermative
Tutti gli uomini sono mortali.
Tutti i mortali sono felici.
Quindi alcuni esseri felici non sono uomini.
Ma noi sappiamo dalle premesse che tutti gli uomini sono felici. Di pi non
ci lecito dire. Il sillogismo fallace: va oltre quanto contenuto nelle premesse.

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LE OTTO REGOLE DEL SILLOGISMO SINOSSI


I IL SILLOGISMO, FORMATO DA TRE ENUNCIATI, COMPOSTO DA
TRE (E SOLO TRE) TERMINI: MAGGIORE, MINORE, MEDIO. OGNI
TERMINE PRESENTE DUE VOLTE E SOLO DUE VOLTE)
II IL TERMINE MEDIO DEVE COMPARIRE IN ENTRAMBE LE
PREMESSE MA MAI NELLA CONCLUSIONE
III IL TERMINE MEDIO DEVE ESSERE DISTRIBUITO IN ALMENO
UNA PREMESSA
IV SE UN TERMINE NON DISTRIBUITO NELLE PREMESSE NON
PU ESSERLO NEMMENO NELLA CONCLUSIONE; SE UN TERMINE
DISTRIBUITO NELLA CONCLUSIONE DEVE ESSERLO ANCHE NELLE
PREMESSE
V DA DUE PREMESSE PARTICOLARI NON SEGUE ALCUNA
CONCLUSIONE
VI DA DUE PREMESSE NEGATIVE NON SEGUE ALCUNA
CONCLUSIONE
VII SE UNA DELLE PREMESSE NEGATIVA, TALE DEVE ESSERE
ANCHE LA CONCLUSIONE
VIII DA DUE PREMESSE AFFERMATIVE SEGUE SEMPRE UNA
CONCLUSIONE AFFERMATIVA

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LA PALESTRA DELLA MENTE SILLOGISMO II


Stabilisci la validit o meno dei seguenti sillogismi. Qualora non fossero validi
indica dove si trova lerrore.
1. *Nessun pittore imprenditore; alcuni poeti sono pittori; alcuni poeti non sono
imprenditori.
2. *Tutti i medici sono giocatori di pallone; tutti i ragazzi sono giocatori di pallone;
tutti i medici sono ragazzi.
3. *Tutti i calciatori sono ricchi; alcuni studenti non sono calciatori; alcuni studenti
non sono ricchi.
4. Tutti i leoni sono mammiferi; nessun cavallo leone; nessun cavallo
mammifero.
5. *Socrate un essere umano. La donna un essere umano. Socrate una donna.
6. Tutte le automobili nuove sono mezzi di trasporto economici e tutte le automobili
nuove sono status symbol; quindi alcuni mezzi di trasporto economici sono status
symbol.
7. *Nessuna persona di carattere debole un dirigente sindacale, perch nessuna
persona di carattere debole un vero progressista e tutti i dirigenti sindacali sono
veri progressisti.
8. *I russi erano rivoluzionari. Gli anarchici erano rivoluzionari. Ergo, gli anarchici
erano russi.
9. Nessun attore tragico un idiota. Alcuni commedianti non sono idioti. Quindi
alcuni commedianti non sono attori tragici.
10. *Tutte le azioni criminali sono atti malvagi. Tutti i processi per assassinio sono
azioni criminali. Quindi tutti i processi per assassinio sono atti malvagi.
11. Nessun animale da salotto un insetto nocivo, poich alcuni pappagalli non sono
insetti nocivi e tutti i pappagalli sono animali da salotto.
12. Tutti i banana split sono cibi che ingrassano, perch tutti i banana split sono dolci
ricchi di calorie e alcuni cibi che ingrassano non sono dolci ricchi di calorie.
13. Tutti i sostenitori del governo popolare sono democratici, cos tutti i sostenitori
del governo popolare sono oppositori del partito repubblicano, nella misura in cui
tutti i democratici sono oppositori del partito repubblicano.
14. *Tutti gli oppositori dei grandi cambiamenti politici ed economici sono critici
dichiarati degli esponenti liberali del Congresso, e tutti gli estremisti di destra
sono oppositori dei grandi cambiamenti politici ed economici. Ne segue che tutti
i critici dichiarati degli esponenti liberali del Congresso sono estremisti di destra.
15. Ogni gatto un animale. Ogni uomo che si comporta male un animale. Ogni
uomo che si comporta male un gatto.
16. Ogni uomo che si comporta male un cane, perch ogni uomo che si comporta
male un animale e i cani sono animali.

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III. I MODI DEL SILLOGISMO

In breve
Poich le premesse del sillogismo possono essere espresse solo in forma
affermativa o negativa (qualit), universale o particolare (quantit), si avranno
varie combinazioni possibili, o modi del sillogismo. Il modo del sillogismo
determinato dai tipi degli enunciati che lo compongono (A, E, I, O) e si indica
con tre lettere. La prima rappresenta la premessa maggiore, la seconda la
minore, la terza la conclusione, per esempio: EIO
Premessa maggiore: Nessun eroe bugiardo (E)
Premessa minore: Alcuni soldati sono bugiardi (I)
Conclusione: Alcuni soldati non sono eroi (O)
Se iniziassimo a enumerare i modi validi attraverso un calcolo combinatorio,
a partire da AAA, AAE; AAI; AAO; AEA; AEE; AEI ecc., avremmo 64 modi
possibili, se poi consideriamo che le figure sono 4, avremmo 256 modi
possibili. Ma quelli validi (concludenti) sono solo 19, di cui 4 indeboliti,
ovvero tali da dire meno di quanto si potrebbe (conclusione particolare anzich
universale), ma tuttavia validi in quanto rispettano le regole date (anche se non
per tutte le logiche lo sono, cfr. per esempio Copi & Cohen 1999: 281 segg.):
grazie alle regole (condizioni di validit) indicate nel paragrafo precedente che
siamo in grado di individuarli pi agevolmente. La trasgressione di una
qualunque delle regole indicate rende infatti fallace (invalido) il sillogismo.
Da due premesse precise non pu che esserci una sola conclusione, perci
abbiamo a che fare con 64 modi. Inoltre, alcuni modi sono da eliminare
rapidamente, per esempio quelli con premesse EE, EO, OE, OO, perch da due
premesse negative non si pu concludere alcunch. Parimenti, da due premesse
particolari non si pu derivare alcuna conclusione, quindi andranno eliminati i
modi con premesse II, IO, OI. Al posto di sottoporre tutti i modi al vaglio delle
regole di validit presentiamo qui un modo pi rigoroso, quello adottato dai
logici medievali: studiare ogni figura e definire le regole proprie a ogni figura,
selezionando cos i 19 sillogismi validi (cfr. Thiry 1998: 108 segg.).
Quanto detto sufficiente per una prima introduzione.

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III.1. I sillogismi della prima figura: SUB-PRAE

Maggiore
Minore
Conclusione
A
A
A

A
E

A
I

MP
SM
SP
A
O

E
A
E

E
E

E
I

E
O

I
A

I
E

I
I

I
O

O
A

O
E

O
I

O
O

1. La minore deve essere affermativa. Infatti, se fosse negativa lo sarebbe


anche la conclusione (cfr. regole della qualit). Il termine maggiore (P) sarebbe
allora, nella conclusione, universale (il predicato di una proposizione negativa
universale). Ma il termine maggiore (P) nella premessa maggiore particolare,
poich la maggiore deve essere affermativa, se supponiamo che la minore sia
negativa (infatti da due negative, come sappiamo, non deriva alcuna
conclusione, cfr. regole della qualit). Se la minore fosse negativa, dunque, la
regola Latius hos, che prevede che i termini abbiano la stessa estensione
(distribuzione) nelle premesse e nella conclusione, non sarebbe rispettata.
2. Inoltre, la maggiore deve essere universale, perch altrimenti, visto che la
minore affermativa (regola precedente), e che quindi il medio, che ivi svolge
funzione di predicato, non distribuito, il medio della maggiore deve essere
distribuito (in caso contrario non sarebbe rispettata la regola del medio
distribuito), e lo solo in una universale.
Queste due regole ci permettono di eliminare 12 modi della prima figura.
Restano perci AAA (BARBARA), AII (DARII), EAE (CELARENT), EIO
(FERIO). Facciamo alcuni esempi:
BARBARA
Maggiore: Tutti i logici sono perspicaci (A)
Minore: Ogni studente logico (A)
Conclusione: Ogni studente perspicace (A)
Persone perspicaci

logici
studenti

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CELARENT
Maggiore: Nessun africano sudamericano
Minore: I tunisini sono africani.
Conclusione: Nessun tunisino sudamericano
africani

sudamericani

tunisini

DARII
Maggiore: I cittadini italiani sono europei
Minore: Alcuni cittadini arabi sono italiani
Conclusione: Alcuni cittadini arabi sono europei
europei
italiani

Cittadini arabi

FERIO
Maggiore: Nessun italiano americano
Minore: Alcuni studenti sono italiani
Conclusione: Alcuni studenti non sono americani

italiani

studenti

americani

utile sottolineare come questi quattro siano i sillogismi fondamentali, a cui


tutti i sillogismi validi delle altre tre figure sono riconducibili. Le lettere dei
nomi sono unindicazione mnemotecnica. Gi sappiamo cosa significhino le
vocali (A,E,I,O). Illustreremo in seguito la funzione delle consonanti.

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III.2. I sillogismi della seconda figura: PRAE-PRAE

Maggiore
Minore
Conclusione
A
A

A
E

A
I

PM
SM
SP
A
O

E
A

E
E

E
I

E
O

I
A

I
E

I
I

I
O

O
A

O
E

O
I

O
O

1. Una delle premesse deve essere negativa, infatti se le due premesse fossero
affermative i due predicati sarebbero particolari, dunque i medi non sarebbero
mai distribuiti (in palese violazione della regola del medio distribuito).
2. La maggiore deve essere universale, infatti se una delle premesse
negativa, la conclusione deve essere negativa (regola della qualit). Se la
conclusione negativa, il predicato della conclusione universale, e con ci
distribuito, perch, siccome esso anche il soggetto della maggiore, se questa
non fosse universale si avrebbero termini con diversa distribuzione in premesse
e conclusione (Latius hos).
Applicando queste regole non restano che AEE (CAMESTRES), AOO
(BAROCO), EAE (CESARE), EIO (FESTINO).

III.3. I sillogismi della terza figura: SUB-SUB

Maggiore
Minore
Conclusione
A
A
I

A
E

A
I
I

MP
MS
SP
A
O

E
A
O

E
E

E
I
O

E
O

I
A
I

I
E

I
I

I
O

O
A

O
E

O
I

O
O

1. La minore deve essere affermativa per le stesse ragioni della prima regola
della prima figura, infatti se fosse negativa il termine minore (S) sarebbe
universale, cos come il soggetto della conclusione, che dovrebbe essere
negativa (se una delle premesse negativa, la conclusione negativa). Il
soggetto della conclusione, per, il predicato della maggiore: per rispettare la
regola della distribuzione dei termini il predicato della maggiore dovrebbe
essere perci distribuito, e lo sarebbe solo in una premessa negativa. Ma con ci
avremmo due negative, e da due negative non si conclude.
2. In secondo luogo la conclusione deve essere particolare, perch se fosse
universale avremmo che il termine minore (S) sarebbe distribuito, ma dovrebbe
esserlo anche nella minore, e lo sarebbe solo se questa fosse negativa, cosa che
la prima regola di questa figura ha gi escluso.
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Restano i sillogismi seguenti: AAI (DARAPTI), AII (DATISI), EAO


(FELAPTON), IAI (DISAMIS), OAO (BOCARDO).

III.4. I sillogismi della quarta figura: PRAE-SUB

Maggiore
Minore
Conclusione
A
A

A
E

A
I

PM
MS
SP
A
O

E
A
O

E
E

E
I

E
O

I
A

I
E

I
I

I
O

O
A

O
E

O
I

O
O

1. Se la maggiore affermativa, la minore deve essere universale, infatti se


la maggiore affermativa il medio (in posizione di predicato) non distribuito.
Siccome deve essere distribuito almeno una volta, e siccome nella minore in
posizione di soggetto, la minore deve essere universale.
2. Se la minore affermativa, la conclusione deve essere particolare, infatti
se la minore affermativa il termine minore (S), in posizione di predicato, non
distribuito, e tale dovrebbe essere nella conclusione (i termini devono avere la
stessa estensione nelle premesse e nella conclusione), che perci sar
particolare.
3. Se una delle premesse negativa, la maggiore deve essere universale,
infatti se una delle premesse negativa la conclusione negativa, e quindi il
termine maggiore (P) distribuito nella conclusione; siccome deve per esserlo
anche nelle premesse, allora la maggiore deve essere universale, visto che l
esso svolge la funzione di soggetto.
Ci restano allora cinque sillogismi: AAI (BAMALIP), AEE (CAMENES),
EAO (FESAPO), EIO (FRESISON), IAI (DIMARIS).
ELENCO COMPLETO DEI MODI VALIDI
I FIGURA

II FIGURA

III FIGURA

IV FIGURA

BARBARA
CELARENT
DARII
FERIO

CESARE
CAMESTRES
FESTINO
BAROCO

(DARAPTI)
(FELAPTON)
DISAMIS
DATISI
BOCARDO
FERISON

(BAMALIP)
CAMENES
DIMARIS
(FESAPO)
FRESISON

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III.5. I metodi di riduzione ai modi della prima figura


Abbiamo segnalato che i 4 sillogismi della prima figura sono quelli di base,
rappresentano infatti lapplicazione diretta del principio della deduzione
dictum de omni dictum de parte (ci che si dice del tutto si dice anche della
parte). I 15 sillogismi delle tre altre figure possono essere ricondotti a uno di
essi.
Per molti secoli fu pratica comune presentare, durante le dispute, lunghe
catene di ragionamenti in forma sillogistica, esibendo la solidit del
ragionamento menzionando i nomi delle forme di sillogismo volido su cui tali
ragionamenti si basavano. Un esperto di logica doveva conoscerli e saperli
riconoscere allistante, esibendo una catena sillogistica senza interruzioni. Una
volta apprese le abilit di base connesse alle regole sillogistiche possibile
dilettarsi con questa tecnica.
Di fatto i nomi attribuiti ai sillogismi sono un codice. Le vocali (A,E,I,O),
come sappiamo, indicano il tipo di proposizione, sicch la maggiore, la minore
e la conclusione del sillogismo FELAPTON sono E, A, O. La consonante
iniziale (B, C, D, F) indica a quale sillogismo riconducibile, cos FELAPTON
riconducibile a FERIO, CESARE a CELARENT e cos via. Le consonanti
non iniziali indicano le operazioni da effettuare per la riduzione (loperazione si
riferisce alla proposizione che precede la consonante: A, E, I, O).

S indica una conversione semplice


P una conversione per accidente
M indica una trasposizione di premesse
C indica una riduzione per assurdo (il caso di BOCARDO E
BAROCO).

Facciamo alcuni esempi, rimandando allo schema delle obversioni, delle


conversioni e delle contrapposizioni.
Il sillogismo CAMESTRES (II figura) riducibile a CELARENT (I) tramite
una trasposizione di premesse (M).

Il sillogismo DISAMIS (III figura) riducibile a DARII (I) tramite una


conversione semplice della premessa maggiore e della conclusione e una
successiva trasposizione di premesse

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La riduzione per assurdo riguarda i sillogismi BAROCO e BOCARDO.


Si tratta di dimostrare la validit del sillogismo mostrando per assurdo che le
due premesse devono condurre alla conclusione proposta in quanto prendendo
la contraddittoria della conclusione e dandole lo statuto di premessa si ottiene
come conclusione una contraddizione rispetto alla premessa iniziale, il che
significa che occorre mantenere la conclusione iniziale
Il seguente sillogismo in BAROCO riconducibile per assurdo a
BARBARA:

La conclusione di questo sillogismo in palese contraddizione con la


premessa sostituita, perci il sillogismo di partenza valido. La riduzione, in
questo caso, deve essere intesa come verifica di validit del sillogismo dato.

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