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NO GLOBAL:

LOTTA CONTRO LA
GLOBALIZZAZIONE

TESINA INTERDISCIPLINARE
Istituto Tecnico Commerciale L.Paolini
Angela Caratozzolo
Classe: 5M

SOMMARIO

CHI SONO I NO GLOBAL?


STORIA
Dai movimenti del 58 ai primi no global

INGLESE
Naomi Klein and No logo
Multinationals and its disadvantages

FRANCESE
Le commerce equitable

ECONOMIA E GEOPOLITICA
Fatti del G8 di Genova

INTRODUZIONE :CHI SONO I NO GLOBAL?


Nel novembre del 1999 nella tranquilla cittadina americana di Seattle,
sulloceano Pacifico, si riuniscono i membri del Wto, lOrganizzazione Mondiale
del Commercio, per prendere importanti decisioni sulleconomia mondiale. In
quelloccasione sono scese in piazza molte persone che non credevano che le
leggi del mercato venissero prima di ogni altra cosa e che fosse necessario
invece difendere i diritti dei pi poveri. Erano circa 40.000 persone. Chi erano?
Pacifisti, ambientalisti, esponenti di Organizzazioni non governative, membri di
associazioni di volontariato.
Si trattava, insomma, di persone che non appartenevano a un determinato
partito politico e non aderivano a una ideologia o a un credo religioso. Questi
uomini e donne cos diversi tra loro avevano per unidea comune: possibile
realizzare un mondo pi giusto, una
economia pi equa, una "equo-nomia".
Allinizio a questo movimento stato
dato il nome di "no global", e cio di
persone "contro la globalizzazione".
Una definizione che per non
corrisponde del tutto alle intenzioni di
questi manifestanti che, al contrario, si
battono per una globalizzazione pi
giusta, non imposta dallalto, dalle
logiche delle industrie multinazionali o dei governi degli stati pi ricchi e
potenti. Una globalizzazione che parta dal basso, dalle piccole realt locali dei
lavoratori del Sud del mondo, affinch anche a loro sia data una possibilit per
sopravvivere, per non essere schiacciati dal motore in folle corsa delleconomia
globale.

La rete di attivisti impegnati in questa battaglia viene oggi definita, in maniera


pi appropriata, "new global", ovvero "nuova globalizzazione", e cio
globalizzazione non della produzione e del commercio di merci, ma dei diritti
umani, in nome di valori alternativi a quelli oggi dominanti. Valori come
solidariet, sviluppo, rifiuto del consumismo, recupero delle tradizioni locali.
Dopo Seattle, il movimento ha continuato a far sentire la sua voce in occasione
di eventi internazionali o attraverso i "Social Forum", appuntamenti mondiali
per discutere insieme e per confrontarsi su queste tematiche. Il pi recente si
svolto a Porto Alegre, nel sud del Brasile, dove nel 2003 si sono radunati pi di
100.000 persone da tutto il mondo. Gli attivisti manifestano perlopi in maniera
pacifica, ad eccezione di alcune frange violente, i cosiddetti "black block" che,
nel corso del Social Forum di Genova, nel luglio 2001, furono responsabili del
clima di tensione che indusse le forze dellordine a reagire in maniera violenta.

INGLESE: NAOMI KLEIN

Naomi Klein was born in Montreal, Quebec, and


brought up in a Jewish family with a history of peace
activism.
Her parents moved to Montreal from the U.S. in 1967
as war resisters to the Vietnam War.
Naomi Klein is a Canadian author, social activist, and
filmmaker known for her political analyses
and criticism of corporate globalization and
of corporate capitalism.
She is best known for No Logo, a book that went on
to become an international bestseller.

NO LOGO NAOMI KLEIN


No logo is considered one of the main reference texts.
In 2000, Klein published the book No Logo, which for many
became a manifesto of the anti-corporate globalization
movement. In it, she attacks brand-oriented consumer
culture and the operations of large corporations.
In this book, you can also find a strong critique of
multinationals and their diffusion in developing countries,
which do not allow the development of these countries

A MULTINATIONAL AND ITS DISADVANTAGES


A multi-national is a company which not only sells but also produces its goods
or services in more than one country.
They usually have a central holding company, based in their headquarters,
which owns subsidiary companies located around the world.

Multinational companies produce many disadvantages to the States where they


establish their business, for example:

Local companies close their activities because multinationals are


usually more efficient and have lower costs;

Multinational companies often use non-renewable resources;

They may have a large influence both on government and the


country's economy;

local interests can be ignored.

STORIA: DAI MOVIMENTI DEL 68 AI NO GLOBAL

Verso la fine degli anni 60, si ebbero in tutto il mondo movimenti di


contestazione giovanile.
Il primo movimento inizi negli Stati Uniti, dove, a partire dal 1964, alcuni
studenti dei campus universitari espressero il loro rifiuto del sistema,
schierandosi al fianco di quanti erano esclusi dal benessere come le minoranze
entiche oppresse, i popoli del Terzo
mondo privati
delle loro risorse a
vantaggio dei Paesi Occidentali e coloro
che erano ai margini della societ per
condizioni di povert.
Nei Paesi dellEuropa capitalista il
movimento studentesco, rispetto al
movimento cresciuto negli Stati Uniti,
assunse una connotazione spiccatamente
politico-ideologica.
I giovani europei combinarono la radicale critica sociale svolta dai loro colleghi
statunitensi con il progetto di una trasformazione rivoluzionaria della societ.
Centri organizzativi furono e sedi universitarie, che in seguito alla
scolarizzazione di massa si erano aperte a una scolarizzazione pi ampia e
composita rispetto al passato.
Avviata inizialmente in forma pacifica, la protesta degli studenti si estremizz
,affiancando alla contestazione ideologica veri e propri episodi di guerriglia
urbana, scontri con le forze dellordine, sabotaggi e attentati, azioni
dimostrative contro luoghi e simboli del potere politico-economico.
Gli studenti cercarono anche alleanze con la classe operaia, suscitando cos in
alcuni Paesi, come ad esempio lItalia, movimenti operai di base.
In alcuni settori della classe operaia torn lipotesi di mutamento rivoluzionario
della societ.
Se gli anni 60 furono importanti per le contestazioni, fra gli anni Settanta e
Ottanta, leconomia occidentale venne investita da un processo detto
globalizzazione .
Questo processo port ad un estensione dei servizi e delle attivit finanziare e
facilit i commerci tra i vari stati.
Le multinazionali spostarono intere unit produttive in zone del globo dove il
costo della manodopera era inferiore e dove i controlli sulle condizioni
lavorative erano ridotti.

Inoltre, questo processo port ad uniformare i modelli istituzionali e gli stili di


vita.
Ma se gli anni Ottanta sono stati anni di crescita economica, che hanno portato
allestensione del sistema capitalistico a livello planetario, verso linizio del
secolo si ebbero crisi di forte entit.
Una di queste crisi, cominci subito dopo lepisodio dell11 settembre 2001.
Quel giorno si verific un gravissimo
attentato , messo in atto da appartenenti
allorganizzazione terroristica islamica Al
Qaeda contro uno dei simboli del potere
economico occidentale, il World Trade Center
di New York.
Lattentato gener uno stato dallarme
internazionale.
I mercati subirono una battuta darresto e
divenne palese una netta contrapposizione fra
il mondo occidentale e quello islamico.
Si parl di un vero e proprio scontro di civilt, per rimarcare la profonda
differenza dei rispettivi valori di riferimento.
Questo momento di crisi port allo scoperto i conflitti fra le diverse aree del
mondo, dissimili per religioni, tradizioni culturali, sistemi di governo, gradi di
ricchezza.
Inoltre, dal 1999, le riunioni del Wto diedero origine a vaste manifestazioni di
protesta da parte di un movimento internazionale, genericamente definito no
global.
Allinterno del movimento convivono numerose anime, da quelle pi violente e
radicali nel rifiuto della globalizzazione a quelle che intendono aprire un
dibattito a livello mondiale sui caratteri e soprattutto sulle evidenti disparit
economiche e sociali che la globalizzazione comporta.

FRANCESE: LE COMMERCE EQUITABLE

Le commerce quitable est un partenariat commercial fond sur le dialogue,


la transparence et le respect, dont lobjectif est de parvenir une plus grande
quit dans le commerce mondial. Il contribue au dveloppement durable en
offrant de meilleures conditions commerciales et en garantissant les droits des
producteurs et des travailleurs marginaliss, tout particulirement au Sud de la
plante.
Les organisations du commerce quitable (soutenues par le consommateurs)
sengagent activement soutenir les producteurs, sensibiliser lopinion et
mener campagne en faveur de
changements dans les rgles et
pratiques du commerce international
conventionnel.
Dfinition donne pendant la
confrence des Nations Unies pour le
commerce et le dveloppement en
1964 Geneve.

L'ide de ce type de commerce alternatif est n dans les annes 70 et il est


bas sur des relations d'affaires diffrentes, bases sur le concept de la
solidarit et de justice.
Le mcanisme du commerce quitable est trs simple: au Brsil ou en
Amrique latine, petits agriculteurs de caf (ou banane, cacao, sucre, mais
aussi artisans) sont organiss en coopratives qui vendent directement
d'autres qui sont localiss au Nord du monde .
En cette manire, le prix d'un produit est dtermin par les producteurs , ou les
cultivateurs et pas par les commerants.
En plus, ce mcanisme permet de faire sans la mdiation des multinationales,
qui font monter le prix des produits, mais pas en faveur des travailleurs.
Le commerce quitable a pour but de lutter contre ce foss grandissant des
ingalits Nord/Sud via des actes commerciaux plus justes.
Les paysans du Sud se regroupent en coopratives sur le principe que lunion
fait la force.
Faire partie du commerce quitable, cest :
Respecter la condition sine qua non que les producteurs reoivent un
salaire plus juste ;

Amliorer les conditions de travail ;

Pas de travail illgal des enfants ;

Sauvegarde de la sant et de lenvironnement

GEOPOLITICA: I FATTI DEL G8 DI GENOVA

I fatti del G8 di Genova sono una serie di eventi avvenuti nella citt a partire da
gioved 19 luglio sino a domenica 22 luglio 2001, contestualmente allo
svolgimento della riunione del G8.
Durante la riunione dei capi di governo dei maggiori paesi
industrializzati svoltasi
nel capoluogo ligure da venerd
20 luglio a domenica 22 luglio e
nei giorni precedenti, i
movimenti no-global e le
associazioni pacifiste diedero vita
a manifestazioni di dissenso,
seguite da gravi tumulti di piazza,
con scontri tra forze dell'ordine e
manifestanti. Durante uno di
questi trov la morte il
manifestante Carlo Giuliani.
Nei sei anni successivi, lo Stato italiano sub alcune condanne in sede civile per
gli abusi commessi dalle forze dell'ordine. Nei confronti di funzionari pubblici
furono inoltre aperti procedimenti in sede penale per i medesimi reati
contestati. Altri procedimenti furono aperti contro manifestanti per gli incidenti
avvenuti durante le manifestazioni.
Circa 250 dei procedimenti, originati da denunce nei confronti di esponenti
delle forze dell'ordine per lesioni, furono archiviati a causa dell'impossibilit di
identificare personalmente gli agenti responsabili; la magistratura, tuttavia, pur
non potendo perseguire i colpevoli, ritenne in alcuni casi effettivamente
avvenuti i reati contestati.

Quanto compiuto dalle forze dell' ordine italiane nell'irruzione alla


Diaz il 21 luglio 2001 deve essere qualificato come tortura.
Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia non
solo per quanto fatto ad uno dei manifestanti, ma anche perch non ha una
legislazione adeguata a punire il reato di tortura.

All'origine del procedimento c' il ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, nato


nel 1939, che si trovava all'interno della scuola al momento dell'irruzione delle
forze dell'ordine. All'epoca dei fatti l'uomo aveva 62 anni: fu picchiato pi volte,
e in seguito al pestaggo riport fratture multiple.
Cestaro sostiene che le persone colpevoli di quanto ha subito,sarebbero dovute
essere punite adeguatamente ma che questo non mai accaduto perch le
leggi italiane non prevedono il reato di tortura o reati altrettanto gravi.
Oggi i giudici della Corte europea dei diritti umani gli hanno dato pienamente
ragione. Non solo hanno riconosciuto che il trattamento che gli stato inflitto
deve essere considerato come "tortura". Nella sentenza i giudici sono andati
oltre, sostenendo che se i responsabili non sono mai stati puniti, soprattutto a
causa dell'inadeguatezza delle leggi italiane, che quindi devono essere
cambiate. Inoltre la Corte ritiene che la mancanza di determinati reati non
permette allo Stato di prevenire efficacemente il ripetersi di possibili violenze
da parte delle forze dell'ordine.
I giudici hanno quindi deciso all'unanimit che lo Stato italiano ha violato
l'articolo 3 della convenzione sui diritti dell'uomo, che recita: "nessuno pu
essere sottoposto a tortura n a pene o trattamenti inumani o degradanti".
La Corte di Straburgo, nella sentenza, stigmatizza anche il fatto che non
essendoci una legge specifica sulla tortura i responsabili di questo reato - i
celerini che hanno materialmente picchiato Cestaro e gli altri manifestanti non sono mai stati identificati: in Italia, infatti, manca anche l'obbligo del
numero identificativo sulle divise degli agenti.
Per questo motivo, scrivono i giudici, stato impossibile indagarli e dunque
"sono rimasti sostanzialmente impuniti": "La
mancanza di identificazione degli autori dei maltrattamenti in questione deriva
dalle difficolt oggettive dei procuratori di procedere all'identificazione".
Gli organi di polizia, sempre secondo la Corte, sono stati poco collaborativi: "La
Corte si rammarica che la polizia abbia potuto impunemente rifiutarsi di fornire
alle autorit competenti la collaborazione necessaria per l'identificazione di
agenti che potrebbero essere coinvolti in atti di tortura".
In generale, l'intero Stato italiano a non aver voluto fornire una
collaborazione alla magistratura: "La Corte ritiene che la risposta" delle autorit
italiane stata "insufficiente rispetto alla gravit dei fatti". Inoltre, "in casi di
tortura o maltrattamenti da parte di funzionari statali, i procedimenti penali
non dovrebbero essere estinti per effetto di prescrizione, cos come amnistia e
grazia non devono essere tollerate in questo settore".