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Cari Schmitt

Amleto o Ecuba

dramma

del

nel gioco

del tempo

L’irrompere

Galli

Presentazione di Carlo

desiderano iniormarsi

che

  • I letiori

della

delle attivi1

sui libri

sull’insieme

e

Mulino

Soeieta editrice il

Internet:

Mulmo

il

Società editrice il

sito

consultare

possono

www.mulino.it

113N

978-88-15-23995-2

Liizionc orloinale: JIao,/c/ uJcr Hckjt/ja De, Lioh,nc/ 1cr ZezI IO Jas

Spie!.

Licn Dicierichs \erla. Dusseldort-kòln. 1956. Copyright © 1956. 1985

Klctt

i

z’tta

ghi

i’

1(3. Cottasche l3iiehhandlung Naehtolger

GmbH.

Stuttgart.

1983

2012 bv Soclet editrice il

Mulino, Bologna

Traduzione

di Simona Forti. Revisione ed edizione italiana a cura di Carlo Calli.

Tntri i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere

fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa in qualsiasi forma

o mezzo elettronico, meccanico. reprografieo. digitale se non nei termini previsti dalla legge che tutela il Diritto d’Autore. Per altre informazioni si

\c,lii

1 si lo www.muIino.tJedizioni/fotocopie

Indice

Presentazione. Il trauma dell ‘indecisione

di Carlo Galli

 

p

7

Premessa

 

39

Introduzione

41

I.

li tabù della regina

 

47

lI.

La figura del vendicatore

 

III.

La fonte del tragico

 

71

Conclusione

 

Excursus

 

I.

Amleto come erede al trono

101

TI. Sul carattere barbarico del dramma sha

 
 

kespeariano. A proposito del Dramma

barocco tedesco di Walter Benjamin

109

Post scripturn. Che cosa ho fatto?

 

119

Indice dei nomi

12i

 

)

Presentazione

Il trauma dell’indecisione

Quando parla di letteratura (come in questo caso,

ma anche in molti altri) Schmitt è spesso illuminante

per Romanticismo politìco glielo riconobbe un lette

rato di statura europea come Curtius

1

ma è anche da

maneggiare con cura. Il testo letterario è sempre, per

lui, un pretesto per parlare di sé, e del suo principale

oggetto di riflessione: la presenza ubiqua, imprendibile

ed efficacissima, del ‘politico’ e dcll”immane potenza

del Negativo’ che gli pertiene e che non puo essere

misurata, dialettizzata o esorcizzata ovvero, gli eftctti

delle catastrofi epocali che distruggono e ri-orientano

gli ordini politici —. Le opere artistiche e letterarie in

teressano a Schmitt in quanto in esse il SUO sguardo di

  • 2 Giano

sa vedere ie potenze che rendono smisurata la

loro misura, che deformano la loro forma: sa vedere,

insomma, l’Origine e la Fine di un’epoca.

11 teorico del decisionismo, nell’affrontare in Amleto

la figura emblematica dell’indecisione, si cimenta in pro

blematiche e in polemiche il cui peso e la cui pregnanza

si lasciano cogliere nell’Excurszis lI (infra, pp. 109-118),

che (insieme al Post scrzptum, che lo colloca nelle co

ordinate storico-politiche della Germania degli anni

Cinquanta) orienta la comprensione teoretica di tutto il

libro. Così, fra romanticismo e Benjarnin, fra teologia e

geopolitica, fra letteratura e filosofia, in Amleto o Ecuba

il sapere politico schmittiano si dimostra intessuto di

rimandi, di allusioni e di prese di distanza: un affondo

conoscitivo che è anche un gioco di specchi.

‘TCV(’ltdZlOfriC

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I

 

Quindi,

come Romanticismo politico è

uno

studio

sul

nesso

fra

intellettuale e politica,

così

in

Amleto o

Ecuba

Schmitt

interseca il

problema dello

Stato,

nella

situazione

storica del

dissolversi

dell’ordine

tardo-me

dievale e

del

difficile

affermarsi

del

nuovo

nomos,

del

moderno

ordinamento giuridico e

spaziale

della terra

e

del

mare.

L’analisi

delle

modalità

con

cui

quest’e

poca

(gli

inizi

del

Seicento)

si

autocomprende e si

au

torappresenta

in

inghilterra veicola questioni quali

il

rapporto fra rappresentazione

e

realtà,

i

nessi

fra

cul

tura e politica,

fra

arte e

storia,

fra gioco e

serietà,

che

Schmitt

sviluppa

attraversando la strada di Benjarnin e

confrontandosi,

sia

pure in modo ellittico,

con la grande

discussione tedesca intorno all’essenza

del

tragico e alla

funzione del gioco.

Così, il

tema del

rapporto fra realtà

politica e forme

della

rappresentazione,

già

impostato

implicitamente in

Teologia politica

ed

esplicitamente

(ma non

analogamente) in

Czttoliceszno romano e forma

politica,

in

questa

sede viene

riformulato da un’ottica

ancora differente,

cioè a

partire

dalle

acquisizioni

della

stagione

aperta

dal Nomos

della

4.

Terra

 

Amleto

o

Ecuba

non

si

vuole

proporre

come

un

libro

a

tesi

(almeno,

Schmitt

lo

esclude,

nel

Post

scriplum;

cfr.

 

in/ra,

pp.

119-J24);

nell’ermeneutica

schrnittiana

per

molti

versi

l’opposto

di

quella

di

c;adamer,

come

si

vedrà

l’oggetto

stesso

(Amleto)

viene lasciato

parlare:

è

nell’autonomia della sua lingua

che l’interprete individua un punto

cieco,

un’afasia

ri

velativa.

L’opera d’arte

è

per Schmitt un’immediatezza,

un

unicum:

e

Amleto

un

dramma col

protagonista

sbagliato,

come

si

è

detto,

ma

anche

un

dramma dalla

trama

incompleta e

incomprensibile

parla

da

sé,

e

parlando

di

parla

(anzi

tace)

dell’immediatezza e

dell’unicità

di

una

situazione

storica contingente.

 

8

 

i

/

rrau,,,,

dd/

inLcjsioue

 

Si

potrebbe

dire che

Schrnitt,

 

che

pure

non

ama

addentrarsi nell’in gens

silva

delle

 

interpretazioni di

Amleto,

comincia là dove finisce Thomas

Stearns Eliot

(richiamato,

come

un

segnale,

nella

Preìnessa

ui/ra,

p.

39),

il

quale in

Il bosco sacro,

aveva

affermato,

con

riguardo

ad Amleto,

che

il

vero

problema,

piuttosto

che

il

personaggio,

è il

dramma stesso

la

stesura

sha

kespeariana

si

è

infatti

sovrapposta

a

un

«materiale

molto più

crudo»,

intrattabile

e

originario

(per lui,

re

 

dazioni precedenti

di

altri

autori)

—.

Amleto,

per Eliot

è

indeciso perché

il

suo

debole

carattere non

trova

il

«correlativo oggettivo»

dei

suoi

sentimenti:

perché la

madre non giustifica

il

disgusto

che Amleto

prova per

lei.

E

Shakespeare,

da parte

sua,

nel

personaggio

Am

leto ha

affrontato

un

sentimento

che

non ha

saputo

esprimere in

arte,

ovvero

un

problema

oggettivo

che

lo

trascende,

e

che è più

grande di lui,

«un’esperienza

che eccede

i

fatti»’.

 
 

Anche

Schmitt si

colloca

davanti

ad

Amleto

per

studiarne

la

sto’,

 

per

capire

dove

e

perché

que

sta

perda la

sua

«sicura e lineare

semplicità».

Anche

Schmitt giunge

alla

constatazione

che la parola

dram

matica,

in Amleto,

si

inceppa

e

viene

meno

di

fronte

a

qualcosa che

non

riesce

a

dire:

il

poeta

si

trova

da

vanti

a

un

qziid ineffabile,

coperto

 

da

tabù,

a

un

ec

cesso

(rispetto

alla

forma

drammatica)

che

non

può

essere raccontato

 

(e

da

questo

 

punto

di

vista Amleto

è

dunque

il

contrario

di

un

romanzo

storico,

in

cui

la

narrazione

pretende

di

esaurire l’evento).

Questo

scacco

dell’espressione,

questa cosa

tanto

irrimedia

bilmente

distante

 

dal

discorso.

è

la

fonte

dell’incom

prensibilità

del

dramma:

dal

testo

 

di

Aìnleto

non

è

possibile

spiegare

perché in Amleto

sia

lasciata

inso

Iuta la questione

essenziale

per lo

 

svolgimento

della

storv

della

colpevolezza o

dell’innocenza della regina,

9

nJi

dc

11011,’

Gertrude,

potrà render conto di

non

da

storia

contingente

contemporanea,

una

scaturisce

ciò

che

Schrnitt

definisce

«arnletizzazione

dell’eroe»,

quindi trascendente rispetto

dramma stesso

alla

cioè

della

trasformazione dell’eroe di un

dramma di

sua logica

interna:

l’irruzione ha

sulla

effetti

vendetta in un

struttura

intellettuale malinconico

dubbioso,

dell’opera,

determina

l’esistenza

ma

non

ne

come

incapace di

che

azione,

proprio

quanto tale

«dramma».

dramma non

rispecchia compiutainen

rotagonista del dramma.

storia,

anzi,

proprio

quanto

autonoma,

Nella

dell’opera

trama

un’ombra,

una lacuna,

drammatica non riesce

rola

esprimere

direttamente

che

può

spiegata

non

dall’interno

essere

dell’opera

durezza specifica

della

realtà

storica

che ie

di

sta

stessa,

soltanto col fare riferimento

ma

nucleo

fronte (<the

un

conclude Amleto morente).

rest

di

esenti

storici

contemporanei:

vissuto

ma

non

un

tabù

tale

perche

dato

appunto

non

psicologico di

esterno

Shakespeare,

sembrava

come

dicibile né

accennare

benché

rappresentabile,

ben

compreso

alla cui

interpretazione «soggettiva»

(nel

tanto dall’autore quanto

senso

dal

pubblico,

La

esterna

clic

l’elemento

oggettivo

che

trascende

Shakespeare

dal

autonoma

questo da quella):

testo

unico

mm

artista),

molte

come

da un lato l’irruzione,

rapporto

dall’altro

cicatrice,

altre,

Sclìmitt

contrappone

propria interpretazione

segno di

cioè

l’amietizzazione

questa,

questo

caso

«oggettiva»,

politica.

Che

Shakespeare

abbia

dell’eroe,

non

inspiegabile dall ‘interno

del

dramma.

potuto

della colpevolezza

tema

dietro

Ma

Gertrude/Maria Stuarda

dietro

dell’innocenza

fatto

che

per lui

un

leto/Giacomo

irrompe

dramma un

nei

duro

nucleo

sconde,

negativo,

fra

di

nesso

di

realtà

livello

epocale,

qualcosa

che

nella

storia

madre di Amleto

regina di

Scozia,

Maria Stuarda,

contemporanea dà

destino degli

Swart una

anza

anch’essa

violente discussioni

relazione

epocale.

E

spiegazione sta nel fatto che

storia,

per

alla

implicazione

nella

sua

del

marito.

morte

Inoltre,

Schmitt,

distesamente progettuale

progressiva,

non

che

Shakespeare

abbia

non

saputo

contrario

rende riconoscibile

fare

potuto

di

solo

per scarti,

Amleto un tipico eroe,

sicuro di

della sua missione

tastrofi,

contrapposizioni

rotture,

che

fanno

concrete,

in Amleto

agisce

dall’esterno

epoca;

queste

una

gativo,

fra

Amleto

figura

storica coeva di

glie

epocali

sia

colta

da

di

vista

punto

pure

un

difensore del

diritto divino dei re,

Giacomo

precedente

laterale

tempo

rispetto

alla

nascita

un

dannato

la

concezione del mondo

sua

dello

Stato moderno

che qui

ricostruita

secondo

trasformata

propria origine

—,

proprio

coordinate sistematizzate

punto

nomus

potere regio

fantasma.

un

di

precipitazione delle

ricerche

schmittianc

iniziate

di

cui

un’allegoria,

non

nei primi

una

anni

Quaranta

sui

rapporto terrai

mai

in

vrapposizione

significati,

né istituisce un

rapporto

breve:

sistema europeo

degli

Stati

continentali

chiusi

diretto

nell’au

sovrastruttura;

(caratterizzati dalla neutralizzazione

rana del

«poli

tononna del

dramma

dei

suoi personaggi

irruzione

tico»)

comprensibile, per Schmitt.

solo

partire

non

(Litibrucui)

problematicità

una

politica

che

umana

dall esperienza

delle

civili

di

religione

dalla

guerre

Pri ,c’niaziwn

e, soprattutto,

si

e

c’è

in

e

è

Llmot

agmrehbe sulla sua soggettività

la

di

o voluto trattare

il

di

Gertm’ude

è

e insieme rivela,

in

e

la

al centro

di

a

è

a

il

in

o

na

la

o

sé e

di vendetta, nasconde e rivela, ancora una volta

il flesso

e

la

I,

il

a veder crollare

e

a vedere

in

la

e

il

Il flesso

si parla

di

è

e univoco fra struttura

e

in ne

con

so

e

fa

e

li)

1/ti

diWìd

il

ci

e

la

la

Il

è

il

al

e

e

Il

in

a

è

la

te

pa

è

è

is

silence>,

(e

in

il

sia

realtìì

il

la

è

e

Am

e

al

la

è

si

al

il

è

e

in

Il

è

ia

e

rile

ca

di

so

a

cIIL

Ji’rni,

le

e.

so

a

e

I

soluzione

decisionistico-barocca di

queste;

alla

chiave

interpretativa teologico-politica

si

aggiunge

la

grande

dicotomia

fra

terra

e

mare,

nonché quella

fra

terre

eu

ropee

ed

extraeuropee.

Schmitt

avverte

insomma

che

la nascita degli Stati europei

è

determinata da un

ele

mento

non

statuale,

statualizzabile,

che

consiste nel

passaggio

dell’Inghilterra

a

una

forma

di

potere non

orientata

alla

terraferma,

come

è lo

Stato,

ma marittima

e imperiale. L’ordine mondiale moderno,

il

moderno

nomos della

Terra,

è

l’equilibrio fra

la

Seenahme inglese

(la presa del mare’)

e la

Landnahrne degli

Stati

euro

pei

(la

presa della terra’)

questo

equilibrio

produce

anche

attraverso

 

le

linee

«agonali»

d’amicizia

la

distinzione fra

spazi

in cui la

guerra interstatale

è

limi

tata

e

resa

convenzionale,

 

e

spazi

extraeuropei

in

cui

invece

la

guerra

è

illimitata.

Il

nome di

questo nomos

moderno

è

Jus

Publicum

Europaeurn,

europeo

male ma garantito da elementi non europei nè

e

sta

statuali;

la sua origine

è

una

catastrofe

epocale

le

guerre

di

religione

e,

in

parallelo,

il

passaggio

dell’inghilterra

all’esistenza

marittima.

 

Il

grande

evento

storico

in

cui

si

trova

coinvolto

Shakespeare

e

che

determina

il

destino

degli

Stuart

è

dunque

questo:

il

formarsi

del

moderno

nomos

della

terra,

cioè

la

nascita dello

Stato

attraverso

le

guerre di

religione,

e

attraverso

l’opposizione

di

terra

e

mare;

in

somma,

la

fine

della

virtù

umanistica,

come

anche

alla

fine

del

potere divino

dei

re

(ecco

le

figure

storiche

e

determinate

degli

Stuart,

e in

particolare

di

Giacomo

h.

Questo

evento

è

disorientante:

Giacomo

ha

per

duto

un

ordine,

quello

tradizionale,

 

e

non

ha

capito

che

occorre,

per un

 

nuovo

ordine,

una decisione;

il

ri

orientamento

dell’

Inghilterra verso

un ‘esistenza marit

tima

non

verrà

infatti

dagli

Stuart,

invece dall’inizia

tiva

privata,

e

gli

Stuart resteranno

travolti nel

difficile

12

 

I I /r.

iiìi.i

//iij/c LIsm1U

trapasso

inglese

verso

la

modernità.

Siamo

alla

fine

dell’autocomprensione dell’epoca

pre statuale,

ma non

ancora

alla

rappresentazione politico/statuale

chiusa

in

sé:

l’essenza

di

Amleto

è la

percezione

del

catastrofico

disassamento

del

mondo:

«Il

mondo

è

fuor di

sesto.

Oh maledetto

dispetto

che

io sia

dovuto

nascere

per

rimetterlo

a

posto!».

com’egli

esclama verso

la

fine

del

primo

atto,

portando nella storia

moderna

il

tema mi

tico

della

sfasatura del perno

dell’unl\ erso,

oggetto del

grande libro di De

Santillana che

Schmitt non poteva

conoscere ma

che

si

adatta

sostanzialmente

alla

sua

interpretazione

di

Amleto.

 
 

Si

tratta ora

di

capire

attraverso

 

quale

sofisticato

meccanismo

interpretativo

Schmitt

riconosce

all’o

pera,

in

Amleto,

l’irruzione

di

questa

tematica

p0-

litica

epocale.

E

a

questo

proposito

si

deve

notare

che

in

questo

libro

Schmitt

indllJdua

in

Shakespe

are

una terza

modalità della

rappresentazione,

oltre

a

quella

cattolica fondata

sull’eccesso

della

sostanza

e

sulla

coinplexio

oppOsitorzim. e

oltre

anche

a

quella

pienamente

politico-statuale.

fondata

sul

Nulla

della

decisione

teologico-politica

la

cui

efficacia

epocale

che va

dall’incivilimenio

delle

buone

maniere

alla

costruzione psicologica

del

suddito

alla

diffusione

del

controllo

di

polizia

ne

fa

una

soluzione

transitoria

ma

efficace

del

problema dei

controllo

del

5.

politico

La

rappresentazione

di

Shakespeare.

in

Amleto,

non

coincide

con

nessuna

di

quelle.

perche

si

colloca

in

un

contesto

ancora

di

erso:

il

contesto in

cui

la

fine

dell’ordine tradizionale.

e

anche

del

sogno

umanistico.

si avvia

verso

una

direzione

non

statale

ma marittima.

Così Amleto

o

Ecuba,

che

tratta di questo

livello

«bar

banco»

della rappresentazione,

distinto

da

quello

po

litico-statuale,

non

costituisce una

ariazione

sul

tema,

piuttosto

determina

l’arretramento

e lo

spostamento

13

 

Prc.

c,,t

:,o,Ic

 

i //la Je!1znd,’Llsm,ie

laterale

del

punto

di

vista,

che permettono

a Schmitt

 

dell’autorappresentazione

del potere

assoluto

(in

cui

il

di

allargare

il campo

d’osservazione.

 

mondo

è rappresentato come

se fosse visto dall’occhio

 

La rappresentazione

shakespeariana

prestatuale

 

del

sovrano),

si

tratta dello

sguardo

dietro

le quinte

 

e

non

ancora

classjcarnente

chiusa

in

 

se

stessa

si

del teatro

sociale dell’Ottocento.

sì invece

dello spetta

riferisce a

un

mondo

che

 

si

Concepisce

come

teatro,

colo

stesso,

davanti

alle quinte,

che

risulta

un

vero

po

ma.

afferma

 

Schmitt,

in modo elementare;

la categoria

tenziamento

della realtà capace

di

accogliere

la serietà

critica

che

interpreta

l’autorappresentazione

dell’in

tragica esterna

al

dramma,

pur restando dranmia

auto-

ghilterra

nei primi

anni

del

Seicento non

è

il

barocco,

nonio.

Attraverso

il

dramma nel

dramma non

si

realizza

ma

la Elizabethan

World Piciure,

un

compromesso

 

che

il

massimo

di

artificio ma

si

apre la via all’irruzione del

cerca

d’integrare i

residui

elementi

della visione me

massimo

di

realtà.

C’è

invece

una

teatralizzazione

del

dievale

del

mondo

e

della

concezione

divina

del po

mondo

che

Schmitt

assume nel

titolo

di

questo

libro

teri-

regio.

Ora, il

punto

è

che

in

una

situazione

sto

coi nome di «Ecuba»

riferendosi

alla recita del lamento

rica

(l’cui

elisabettiana)

in

cui

la rappresentazione può

di

Priamo,

nel

Il

atto,

che

programmaticamente

non

essere

definita

pel,

Schmitt

vuole

dimostrare

 

che

«comprende»

la realtà contemporanea

extradramma

proprio

quando

questo

si

complica

e

si

 

raddoppia in

tica,

una rappresentazione

che

è

pura

arte

benché

meta-teatro,

 

il

dramma

vivente

(la

rappresentazione)

proprio

attraverso

di essa Amleto

entri

in

contatto

con

non

si

separa

dal

dramma

presente

(la

societa),

 

che

il

nucleo tragico

dell’assassinio del padre

e del

matrimo

può ìrronipere

immediatamente

in

esso.

Questa irru

nio

della madre con

l’omicida:

quando

Amleto guarda

zione

della

 

realtà

nella rappresentazione

è insomma

l’attore piangere

per Ecuba

(della

quale

nulla

gli

im

i.ercepibile

non

tanto

nella

tragedia

classico-statuale

porta),

piange

per

il

proprio

padre

e

la

propria

ma

di

Corncillc

e

di

Racitie,

quanto

in

una

situazione non

dre,

e medita piani

di vendetta

—.

Amleto,

insomma,

e

ancora statuale

come appunto

quella elisabettiana,

 

che

messo

davanti

alla tragica serietà della propria sorte

da

consente a

Schmitt

di usare,

per indicare

la rappresen

due rappresentazioni:

una finta

e

una sera.

Entrambe

lo

iazioflc,

uno

 

stesso

ocabolo,

Sp/ei,

sia per riferirsi

al

scuotono,

e

al

tempo

Stesso

lo paralizzano.

 

dramma

teatrale

sia per indicare

il

contesto

sociopoli

 

Ed

ecco

il

cuore dell’argomentazione

schmitmiana:

neo

iii

cui

il

dramma

è

rappresentato.

Sp/cl

\

ale

qui.

insomma,

quello

che

se

riferito

     

non

è

pensabile

che

Shakespeare,

 

in

-I,,’’et.

avesc

 

a

un’epoca

più

avan-

zata

Schmitt

avrebbe

dovti

(al

livello

mo

nominare

(listintarnen

politico)

come

e

come

Reprtveutatio,i

Iraòdie

al

livello propriamente

dramrnatjco),

Cosi,

il

teatro

nel

teatro

del

[Il

atto

di

Amleto

te

(la

unica intenzione

di fare del

suo Amleto un’Leuba,

di

farci

piangere

su

Amleto

come

l’attore

Troia.

Ma noi

finiremmo

davvero

piange

sulla

co1

piangere

regina

di

allo

stesso

modo per Amleto

realtù

come per Ecuba,

se

olessimo

separare la

della nostra esistenza presente dalla

rappresentazione

rappresentazione del

cosiddetto t1svissizi

di Gonzago,

teatrale.

Le

nostre

lacrime

sarebbero

in

tal

caso

laerim

di

la Aloztsctrap

 

è

il

passaggio

in

cui

massimamente

Sha

attori.

Non

avremmo più

nessuna

..

ausa

e

nessuna

mis,ione.

kespeare

aderisce

alla vita

(di

Amleto):

e

non

 

si

tratta

e

le

avremmo

sacrificate

per

godere

del

nostro

interesse

dcl

gioco

di

specchi e di

raddoppianienti che

sarà tipico

estetico

al gioco

del

dramma

(in/i’a,

cap.

III,

pp

83-84).

1!

/1

izoii

Nell’ipotesi di

Sdbmitt,

Amleto è

scosso e

lità»

che ne

prodotti

(la

trascendenza del tempo

sono

tizzato

non in

quanto personaggio

teatrale

(come se

del

tempo dello

Sp/ei);

nomos

la

«scoperta»

come

egli,

lettori,

fosse

analogo

«Ecuba»,

per

in

del

ma

«politico»

poneva fine

discorso sul potere,

alla

Amleto

quanto

Shakespeare lascia che nel

attraverso

tilosofia

politica

nella

forma

classica,

così

sua

dramma

irrompa

Giacomo I,

l’attardato

difensore del

leto

Ecuba,

per accenni

in

forma non

sistematica,

diritto

divino

dei

incapace

di

raccapezzarsi

nel

re,

inserisce nel

pensiero

schmittiano come l’evidenza

mondo

post-tradizionale;

nuovo

attraverso le

come

propria del pensiero

negativo

dello

scarto fra rcaltà

due

rappresentazioni

in

per Amleto,

entrava

la

scena,

rappresentazione,

della loro

e

sconnessione

di

serietà

tragica,

in

così

il

nei

suoi

interni

mieto,

pio;

l’evidenza

della

contingenza

ovvero

con

della

doppiamenti

che

chiudono ma

non

attraverso

aprono,

cogente necessità che epocalizza.

sua

cioè

sospende,

Amleto-personaggio,

tragico

irruzione

scosso, fa

l’in

ritmo

del iogos.

significativo

E

che

e

senso

Sdhmitt

decisione

di

Giacomo,

che

genera l’indecisione

di

Am

dica che Amleto

partecipato,

non letto

goduto

va

e

leto

(altrimenti incomprensibile),

che la

spiega.

E

e

privatamente (che cioè

rispettata

distanza fra

va

indecisione

trauma

storico-politica,

lo

leto

smar

ed

Ecuba).

che

rifugga

dal

di

ma

concetto

arte

rimento del filo della

storia,

dell’orizzonte del

mondo,

«impegnata»:

sarebbe infatti per

questa

lui la

pretesa

da

parte degli

Stuart,

ciò

spiega l’indecisione,

che

la

di

dire l’origine,

l’esterno,

nella

rappresentazione,

strana malinconia di

Amleto,

l’eroe

della vendetta che

dunque

risolverebbe

in

propaganda

in

Kitsb

che

invece di

agire gira

vuoto.

appunto l’esito

dello

sforzo di

«autenticità»).

Insomma,

Shakespeare

dramma

col

nel

come

dramma rivela

non-detto

destino tragico

del

un

Se in

politica

Schmitt

Joiogia

colto l’origine

aveva

dre

di

Amleto),

così

Schmitt

sua

non-detta dello

Stato

nella

decisione

sul

d’ecce

caso

sveia

nell’indecisione di

Amleto un

non-detto:

l’inca

zione,

approfondendo genealogicamente

le

logiche

pacita di

Giacomo

Stuart di

decidersi

per la moder

terne della statualità moderna,

in

questo saggio

Sha

su

nità

in

per la conversione

questo

dell’Inghil

caso,

kespeare

Schmitt coglie

dunque l’origine

-—

della

moder

alla

politica

moderna,

in

modalità

lei

marittima

ra

(la

nità dal punto di vista

barbarico,

precedente

esterno

Seenihme)

ovvero di