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Corsodiaggiornamentosulcalcolostrutturale

EurocodiceEC3eTestoUnico(D.M.14.1.2008)

ing. A. Perenthaler
gi responsabile Ufficio Calcolo Strutturale LEITNER S.p.A. Vipiteno (BZ)
cert. International Welding Engineer n. 070046A
dipl. International Welding Inspector IWI-C n. IT 080131A

a.perenthaler@rolmail.net


il calcolo di base dei


GIUNTI strutturali BULLONATI e SALDATI
secondo gli Eurocodici EN 1993-1-8 EN 1993-1-9 ed EN 1090-2
e le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14.1.2008)

rev.2e - giugno 2012























.

Corsodiaggiornamentosulcalcolostrutturale
EurocodiceEC3eTestoUnico(D.M.14.1.2008)

ing. A. Perenthaler

il calcolo di base dei


GIUNTI strutturali BULLONATI e SALDATI
secondo gli Eurocodici EN 1993-1-8 EN 1993-1-9 ed EN 1090-2
e le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14.1.2008)

prima parte: i collegamenti strutturali

la classificazione dei collegamenti


le componenti di base
la rigidezza rotazionale
seconda parte: i giunti bullonati

le categorie di collegamenti
i criteri normativi di progettazione
i modelli semplificati di verifica dei bulloni e delle flange
gli esempi applicativi
terza parte: i giunti saldati

le tipologie di giunti saldati


la sezione di gola
i cordoni dangolo
le saldature di testa
le tensioni caratteristiche
la distribuzione delle forze
le resistenze di progetto e la verifica delle saldature
il calcolo a fatica
gli esempi applicativi

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SDJ

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Presentazione del corso


Nellambito della progettazione strutturale, la parte dei Collegamenti bullonati e
saldati assume un importanza fondamentale, coinvolgendo aspetti del progetto
della natura pi varia, e che vanno dalla sicurezza alleconomia, passando per la
fabbricazione, il trasporto e il montaggio (e lo smontaggio!).
Il corso proposto si colloca perci come naturale prosecuzione e completamento di
quello tenuto in precedenza sulla nuova Bulloneria strutturale.
Nei tre incontri programmati viene approfondito il calcolo dei collegamenti
strutturali, sia bullonati che saldati e con relative applicazioni numeriche, sulla
base dellattuale normativa europea, Eurocodice 3, parti 1-8 e 1-9, che, nella
sostanza, stata in seguito recepita in Italia dalle Norme tecniche per le
Costruzioni, D.M. 14.1.2008 e successive circolari esplicative.
La prima parte del corso inquadra nel contesto normativo i collegamenti
strutturali in generale, li classifica dal punto di vista di rigidezza e resistenza,
per poi analizzare e calcolarne la rotazione flessionale.
La seconda parte riguarda il calcolo dei giunti bullonati.
Rispetto a quanto prescriveva la oramai archiviata UNI CNR 10011, la
trattazione e il calcolo di questo tipo di giunti sono ora molto pi articolati e
completi, con riferimento anche alle diverse categorie di collegamenti.
La vecchia CNR si limitava a fornire indicazioni di calcolo per i soli bulloni,
trascurando altri elementi altrettanto importanti sia del giunto (flange,
coprigiunti), sia delle strutture collegate (ali, anime).
Nella filosofia dellEurocodice (e delle NTC) il collegamento bullonato ora visto
come l insieme di pi componenti di base che possono collassare, esplodendole
sia dal giunto in senso stretto, sia dalla struttura collegata cui si connette.
Delle diverse componenti di base sono analizzati poi il comportamento e
l influenza sulla resistenza e sulla deformabilit.
Ognuna di tali componenti pu esser vista come l anello in serie di una catena
in trazione, nella quale il pi debole di questi anelli diventa dimensionante ai
fini della resistenza (di progetto del giunto nel suo complesso), mentre ognuno
di essi dar il proprio contributo all allungamento totale (rotazione del
collegamento e della struttura).

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UHYH

SDJ

Dopo aver riorganizzato e approfondito la parte teorica contenuta nelle norme,


viene sviluppato un esercizio numerico, guidato all applicazione delle regole, e le
verifiche di altri tipi di giunti, ricorrenti nella pratica progettuale.
La terza parte ha per tema il calcolo dei giunti saldati.
Nell incontro, dopo aver analizzato i vari tipi di saldature che a loro volta compongono le diverse tipologie di collegamenti saldati, si passa allesame dei criteri
di distribuzione delle forze nel giunto, per calcolare quindi la capacit resistente
della saldatura, finalizzata in questa fase alla verifica statica del giunto.
Viene poi approfondito un aspetto essenziale dei giunti saldati, spesso prevalente
e quindi dimensionante, cio quello della fatica in presenza di spettri dei carichi
variabili ciclicamente.
La saldatura costituisce notoriamente lintaglio strutturale per eccellenza, e come
tale far la parte del leone tra i particolari di riferimento tabulati nella norma
(Eurocodice3, parte 1-9).
Il cordone di saldatura, se da una parte persegue la continuit strutturale,
dallaltra costituisce apparente paradosso! - un punto di discontinuit locale
del flusso delle forze che da esso, e in diversa misura, vengono deviate.
Ma il processo di saldatura, in aggiunta a tale ostacolo fisico, anche motivo di
discontinuit metallurgica a causa della diversa storia termica del materiale,
innescata dall operazione di saldatura nella zona del giunto e in quella
adiacente.
Insorge per questo uno stato tensionale coattivo, che sar tarato anche sul grado
di vincolo che il materiale circostante esercita sul giunto.
In presenza dei fenomeni di fatica, la normativa propone per il giunto dettagliate
modalit di verifica, mettendo a disposizione i numerosi particolari strutturali,
allo scopo di poter valutare la pericolosit del caso specifico.
Nella parte applicativa si analizzano infine alcuni esempi di verifica, dagli
schemi semplici ma rappresentativi e familiari al progettista, in ambito sia di
carico statico che di fatica, curando l approfondimento di alcuni aspetti teorici
prima analizzati.

marzo 2012
relatore: ing. A. Perenthaler
gi responsabile Ufficio Calcolo Strutturale LEITNER S.p.A. di Vipiteno
International Welding Engineer IWE
International Welding Inspector IWI-C

Gli argomenti

prima parte

i collegamenti strutturali

STATO NORMATIVO attuale

13

COLLEGAMENTI STRUTTURALI e COMPONENTI di BASE

14

Rigidezza flessionale dei giunti


Classificazione dei giunti in base alla resistenza
Le componenti di base del giunto

14
15
18

RIGIDEZZA rotazionale

19

Rigidezza flessionale e componenti di base


Analisi e metodi di calcolo
Capacit rotazionale

19
24
26

seconda parte

i giunti bullonati

Le CATEGORIE dei collegamenti bullonati


Valori nominali della resistenza allo snervamento e della resistenza ultima
Planarit delle piastre (flange) - Flessioni secondarie

I CRITERI di PROGETTAZIONE dei giunti


Criteri generali di ripartizione delle forze sul collegamento
Distribuzione dei momenti e del taglio
Collegamenti di nodo di controventi e di strutture reticolari
Carichi dinamici sui collegamenti
Geometria della foratura
Passi e distanze dai bordi dei fori
Diametri di foratura
Bulloni precaricati a serraggio controllato
Bulloni non precaricati non a serraggio controllato
Bulloni calibrati

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
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31
33
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39
39
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43
43

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RESISTENZE di PROGETTO dei BULLONI


Resistenza a taglio
Resistenza a trazione
Taglio e trazione concomitanti
Resistenza al punzonamento
Resistenza al rifollamento
Resistenze di progetto allo scorrimento per bulloni in classe 8.8 e 10.9
Collegamenti misti (bulloni+saldatura)
Resistenza di progetto per tranciamento a blocco
Resistenza di progetto per angolari
Resistenza a fatica
Tabelle per il calcolo delle rigidezze relative

RESISTENZE di PROGETTO degli elementi PIASTRA


Modellazione con elementi T equivalenti (T-stub)
Resistenza di progetto degli elementi strutturali tipici
Ali di colonne irrigidite o non irrigidite
Flange di estremit inflesse o tese
Angolari di flangiatura di estremit
Resistenza di progetto dellanima delle colonne

RESISTENZA di PROGETTO del COLLEGAMENTO


La resistenza a flessione: centro delle compressioni e braccio dazione
Le altre indicazioni di calcolo della norma
Flessione biassiale e geometria complessa

RESISTENZE di PROGETTO degli ANCORAGGI di BASE


Elemento T equivalente a compressione
Piastra caricata da forza assiale e momento flettente
Tirafondi

Studio analitico guidato di un giunto


Calcolo del momento resistente di un giunto bullonato trave-colonna
con lo studio delle sue componenti di base

Esempi applicativi - Calcolo di giunti bullonati ricorrenti


1) Verifica di un giunto senza/con precarico
nodo aste-corrente di struttura reticolare
2) Giunto a taglio e rifollamento
nodo trave-traversa a doppio T
3) Giunto flangiato di testa precaricato
unione continua di due travi a doppio T
4) Giunto a coprigiunti semplici
unione continua di due travi a doppio T
3) Giunto di base colonna con tirafondi
prima parte: verifica di resistenza
6) Giunto di base colonna con tirafondi
seconda parte:verifica rigidezza flessionale

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
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45
45
46
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47
48
50
50
51
53
53

57
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63
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73
76
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79
79
81
82

85
85

95
95
99
102
104
108
111

SDJ

terza parte

i giunti saldati

TERMINOLOGIA della saldatura

117

TIPOLOGIE di giunti saldati

118

Giunti testa a testa, a T, a L, a croce, dangolo, a sovrapposizione

TIPOLOGIE di saldature
Saldature a cordoni dangolo
Saldature di testa
Saldature entro fori
Saldature entro scanalature convesse
Saldature con piastre di spessoramento
Le tipologie di saldature nei giunti

CLASSIFICAZIONE funzionale dei giunti saldati


Giunti di forza
Giunti di connessione
Giunti di fissaggio
Giunti di accessori

118

119
120
122
122
123
124
125

127
127
127
127
128

II FLUSSO delle FORZE nei giunti saldati

129

RESISTENZE di PROGETTO delle saldature

133

Saldature a cordoni dangolo


Saldature di testa a completa penetrazione
Saldature di testa a parziale penetrazione
Saldature di sezioni cave (cenni)
Saldature a punti (cenni)

133
137
137
139
140

LIMITAZIONI normative particolari

140

Giunti di piastre con ali/piattabande non irrigidite


Collegamenti lunghi
Saldature in zona di piegatura a freddo
Angolari saldati su un solo lato
Strappi lamellari

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

140
142
142
143
144

SDJ

Il CALCOLO a FATICA dei giunti

147

Curve di resistenza a fatica


Cicli variabili. Spettri di carico
Storia del carico. Metodo del serbatoio
Sicurezza a fatica.Verifica
Categorie dei particolari
Metodo hot spot (cenni)

148
149
151
152
158
171

Esempi applicativi - Calcolo di giunti saldati ricorrenti

175

1) Giunto a cordoni dangolo


trave-colonna a flessione e taglio

175

2) Giunto a cordoni dangolo


cassone a torsione, flessione e taglio

180

3) Giunto di testa a piena penetrazione


nodo tra profilato UPN e profilo tubolare

184

4) Dimensionamento di cordoni dangolo a fatica


trave composta a doppio T (HSL 650/173)

188

5) Giunto a cordoni dangolo a fatica


fazzoletti di base di colonna irrigidita

193

6) Giunto a cordoni dangolo a fatica


rotaia di scorrimento saldata su via di corsa a cassone
con carroponte da 25t / 18 m

198

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
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SDJ

prima parte
i collegamenti strutturali

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

,,

Il quadro generale dellattuale


STATO NORMATIVO europeo e italiano

din
e

Or

JM0 = JM1 = 1,05 secondo NTC




rs

con meno rigore e coerenza, i soli


criteri di calcolo).

con riferimento in particolare


al valore dei coefficienti parziali di sicurezza (ved. Nota
alla fine).
Le differenze tra i valori di JMi
raccomandati da EC3 e quelli
previsti dal Testo unico che
riguardano anche i collegamenti bullonati sono le seguenti

mentre non cambiato quello


relativo ai collegamenti

JM2 = 1,25

no

co

Le NTC contengono i parametri


da utilizzare in ambito nazionale

JM0 = 1,0 raccomandato da EC3

LEurocodice 3 - Progettazione
delle strutture di acciaio dedica la parte 1-8 alla Progettazione dei collegamenti, in particolare i bullonati e i saldati.
EC3 costituisce il supporto applicativo riconosciuto dalle nuove Norme tecniche per le
Costruzioni, emanate con D.M.
14.1.2008, le quali assumono
anche il ruolo di norme nazionali
che implemenano gli Eurocodici ( limitandosi per a trattare,

ing
eg
ne
ri
T

pe

rs

olo

us

int

er

Coefficienti parziali di sicurezza sec. EN1993-1-8 prospetto 2.1

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Componenti di base di un collegamento (rif. 6.2.6)


e rispettive resistenze di progetto
Anima colonna a compressione trasversale

ri

Pannello danima colonna a taglio

ing

eg

ne

(6.9)

din

(6.7)

Ala colonna a flessione

co

rs

Or

Anima colonna a trazione trasversale

er
no

(6.15)

Angolare bullonato a flessione

us

int

Piastra di estremit a flessione (locale)

rs
olo

leff = 0,5 ba

pe

Ala e anima di trave o colonna


a compressione

(6.21)

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

Anima trave a trazione

(6.22)

SDJ

ri

TN

RIGIDEZZA rotazionale

ne

Rigidezza flessionale e componenti di base

eg

da EN 1993-1-8 6.3 e 6.4

rs

Or

din

ing

I collegamenti sono stati classificati prima in base alla rigidezza flessionale, poi in base alla loro resistenza.
I due criteri sono tra loro distinti, ma presentano delle caratteristiche
comuni: ad es. un giunto rigido dal punto di vista della rotazione, sar
pi facilmente in grado di ripristinare la resistenza, mentre se incernierato tale sar, come tendenza, anche strutturalmente.
Si possono allora sovrapporre le due classificazioni in un unico diagramma M-)come rappresentato nel riquadro sottostante (escluso il
caso di colonna-fondazione  5.2.2.5.(2)).

co

Diagramma complessivo di classificazione dei collegamenti

er
no

da EN1993-1-8 5.2.2 e 5.2.3

rs
olo

us

int

Kb = 8 (telai controventati 80%) o Kb = 25 (telai non controventati)

giunti a
ripristino parziale
giunti
incernierati

rigidezza flessionale iniziale del collegamento

pe

Sj,ini

giunti a
completo ripristino

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Analisi globale elastica

Or

din

ing

eg

ne

ri

TN

Come semplificazione ammessa dalla norma ( 5.1.2 (4)), la rigidezza


rotazionale Sj del giunto in campo elastico si pu assumere come in a)
( uguale a quella iniziale) o come in b) ( una frazione di quella
iniziale), a seconda che Mj,Ed sia minore o maggiore di 2/3 .Mj,Rd.

co

rs

Il fattore di correzione K(*) della rigidezza iniziale Sj,ini tabulato nel


prospetto 5.2 della norma dove, semplificando, risulta
K= 2 per i collegamenti trave-colonna
K= 3 per i collegamenti trave-trave (3,5 se con angolari)

er
no

Giunti di profili a doppio T ( 6.3.1(6)): Sj dalla (6.27) gi esaminata.

int

Analisi globale rigido-plastica: si rimanda al 5.1.3 della norma (si


formano cerniere plastiche deformabili, collegate per da aste rigide,
da analizzare tutti i meccanismi cinematicamente ammissibili).

Analisi globale elasto-plastica

rs
olo

us

Si pu usare la relazione semplificata bi-lineare di fig. 5.2 dove Ksemplificando dal prospetto 5.2, vale 2 per collegamenti
saldati o bullonati trave-colonna
e 3 per quelli trave-trave.

pe

Nota

Il momento resistente di progetto Mj,Rd per profili a doppio T da calcolare con i criteri visti, e per profili a sezione cava con il metodo del 7.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
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ri
TN
ne
eg
ing
e
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Or
o
rs
co
no
er
int
o
us
olo
rs
pe
,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
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ri
TN

ne

seconda parte

pe

rs

olo

us

int

er

no

co

rs

Or

din

ing

eg

i giunti bullonati

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Le CATEGORIE dei collegamenti bullonati

eg

ne

ri

Nei collegamenti a taglio o trazione, i componenti del giunto, bullone in


primis, sono da verificare con i criteri di lavoro seguenti, riportati dal
prosp. 3.2. di EC3-1-8 (non per formalmente ripresi dal Testo Unico).

TRAZIONE

Or

din

Categoria D
collegamenti non precaricati
classi da 4.6 a 10.9
(*) Ft,Ed  Ft,Rd
 Bp,Rd
(*) Ft,Ed deve tener conto delle
eventuali forze di contatto)

rs

co

Categoria A
collegamenti a contatto
(a rifollamento)
classi da 4.6 a 10.9
bulloni non precaricati
superfici grezze
Fv,Ed  Fv,Rd
 Fb,Rd

ing

TAGLIO

Categoria E
collegamenti precaricati
classi 8.8 e 10.9
Ft,Ed  Ft,Rd (*)
 Bp,Rd
(*) la verifica convenzionale
(ved. Note)

us

int

er
no

Categoria B
collegamenti ad attrito allo
stato limite di esercizio SLE
classi 8.8 o 10.9
bulloni precaricati
.Fv,Ed,ser  Fs,Rd,ser
Fv,Ed  Fv,Rd
 Fb,Rd

pe

rs
olo

Categoria C
collegamenti ad attrito allo
stato limite ultimo SLU
classi 8.8 o 10.9
bulloni precaricati
Fv,Ed  Fs,Rd
 Fb,Rd (*)
 .Nnet,Rd

(*) cautelativa in assenza di scorrimento

NOTE sulle Categorie


(A) sono ammessi assestamenti, purch non
incidano sulla funzionalit strutturale
(B) lavorano ad attrito per solo in esercizio,
mentre allo stato ultimo lavorano a taglio,
ammettendo quindi degli assestamenti
(C) lavorano ad attrito anche allo stato ultimo
(D) senza precarico non assicurato il contatto
tra le flange accoppiate
(E) i bulloni sono del tipo alta resistenza (AR)
precaricati; da notare che la verifica convenzionale, e il carico esterno confrontato
con quello resistente a trazione (si prescinde
cio dal precarico)

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
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SDJ

ri

TN

I CRITERI di PROGETTAZIONE dei giunti

eg

ne

Criteri generali di ripartizione delle forze sul collegamento

din

Or
o

co

rs

x rispetta l equilibrio con i carichi esterni applicati


x il flusso delle forze interne segue il percorso di maggior rigidezza relativa, da individuare
e rispettare in fase di progetto
x considera, per i modelli di
analisi elasto-plastica che si
sono adottati, rotazioni rigide

e deformazioni nel piano che


siano fisicamente possibili
x i modelli assunti sono in conformit con i risultati dei test
(EN 1990 Alleg. D)
x in presenza di sforzo di taglio
da trasmettere con collegamenti di rigidezze diverse (ad
es. giunti d ala e di anima di
trave a I), si dovr farlo tutto
assorbire da quello di maggior
rigidezza( 2.4 p.to.3)
..

ing

La distribuzione interna assunta


per le forze sui bulloni si ritiene
razionale quando

er
no

Distribuzione dei momenti e del taglio


(EN 1993-1-8 3.12)

pe

rs
olo

us

int

La distribuzione interna delle


forze di reazione alle azioni
esterne (agli SLU), pu essere
o lineare elastica o plastica,
questultima con pi soluzioni
possibili, purch rispettino l equilibrio e i limiti di resistenza dei
vari componenti, e si accerti la
presenza di sufficiente duttilit.
La distribuzione elastica tipica
dei giunti a taglio, dove in genere la rigidezza della piastra nel
piano autorizza la ripartizione
lineare delle azioni tra i bulloni.

La norma raccomanda inoltre di


utilizzare la distribuzione lineare
elastica nei casi di giunti
x ad attrito categoria C
x a taglio con Fv,Rd< Fb,Rd
x soggetti a urti, vibrazioni o
inversione del carico
Si pu invece scegliere la distribuzione plastica quando prima
del cedimento a taglio interviene quello per rifollamento, con

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

Fb,Rd < Fv,Rd

SDJ

pe

rs
olo

us

int

er
no

co

rs

Or

din

ing

eg

ne

ri

TN

Di seguito alcuni schemi (ripresi e adattati dalla precedente versione di


EC3), con distribuzioni lineari e plastiche delle forze sul giunto.

Per collegamenti soggetti a sforzi di taglio centrati, si pu assumere la distribuzione uniforme

del taglio fra i bulloni, a condizione che non cambino diametro e classe.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

ne

ri

TN

Passi e distanze dai bordi


dei fori asolati

eg

Diametri di foratura

12

14
+1

(do-d) per fori maggiorati

+3

lung. asole corte (**)

18

22

24

27 e >
+3

+4

+6

+8

10

1,5 d

rs

lung. asole lunghe (**)

20
+2

(do-d) per fori normali (*)

16

Or

misura bullone M, d

din

ing

Nella norma EN 1090-2 (cui rimanda EC3) sono previste due tipologie di fori ( normali e maggiorati) e due di asole ( corte e lunghe).
I diametri dei fori circolari (do) e le lunghezze delle asole (centro-centro)
per le diverse misure dei bulloni (M, d) devono rispettare i limiti - intesi
come massimi - segnati nella sottostante tab. 11, 6.6.1 della norma.

er
no

co

(*) La CNR 10011, in presenza di inversione degli sforzi, prevedeva accoppiamenti di precisione
in fori calibrati con gioco limitato a 0,3 mm fino a M20 e 0,5 mm oltre, oppure sempre 0,5 mm in
assenza inversione (regola pratica di buona tecnica non in conflitto, e che ancora applicabile).
La stessa CNR non ammetteva invece fori maggiorati o asole.
(**) il gioco trasversale deve invece rispettare i limiti dei fori normali

EN 1993-1-8 3.6.1 punto 5)

us

int

Il gioco normale foro-bullone per le misure M12 e M14 pu anche essere portato a
2 mm (ad es. per facilitare le operazioni di montaggio) purch la resistenza al
rifollamento del gruppo di bulloni - ora penalizzata dal maggior diametro foro resti almeno uguale a quella a taglio dello stesso gruppo di bulloni e in aggiunta,
per le classi 4.8 - 5.8 - 6.8 - 8.8 - 10.9 la resistenza a taglio Fv,Rd (definita pi
avanti) venga ridotta all 0,85%.
EN 1090-2 6.6.2 e 6.6.3

rs
olo

La tolleranza dei fori punzonati (ammessi per spess.< d0)


sul diametro D 0,5 mm. Nelle classi EXC 3 e 4,
2 mm di diametro sono da ripassare con punta.
EN 1090-2 8.2.4

pe

Con fori maggiorati o asole, si devono usare apposite piastrine, di materiale e


dimensioni adeguati, e di spessore minimo 4 mm.
NTC 2008
Le norme italiane (CNR 10011 compresa) prevedono giochi pi ristretti (1 mm fino a
)20; 1,5 oltre), per ammettono deroga se eventuali assestamenti sotto i carichi di esercizio non comportino il superamento dei limiti di deformabilit e di servizio.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Or

din

ing

eg

ne

ri

sione, chiudendo fino all inizio


del tipico martellamento.
Si deve prestare particolare attenzione a non eccedere con il
serraggio delle classi pi basse,
dei bulloni corti e degli M12 (che
la prima misura di bulloni strutturali prevista).
Nella pratica pu essere applicata una coppia di chiusura da 1/3
e non oltre 2/3 della coppia dei
corrispondenti bulloni precaricati.
A serraggio completato, deve
restare libero almeno un filetto
completo oltre il dado dalla parte del pacco serrato, e un altro
dalla parte opposta.

co

rs

Si tratta dei bulloni del sistema


SB (structural bolting) previsto
dalla EN 15048-1-2.
Come gi precisato, anche nei
collegamenti non precaricati si
deve per norma realizzare nella
zona centrale un buon contatto
tra le piastre (con eventuali spessori di aggiustamento).
Anche se non sono precaricati,
questi collegamenti sono comunque da chiudere genericamente
a mano, applicando cio lo
sforzo che una persona normale in grado di esercitare su
chiave senza prolunga, o servendosi di una chiave a percus-

TN

Bulloni non precaricati non a serraggio controllato

er
no

Bulloni calibrati
EN 14399-8 e EN 1090-2

us

int

La parte 8 della norma di prodotto


contiene i bulloni calibrati HV in
cl.10.9 con fori in tolleranza, prevedendo un diametro del gambo calibrato 1 mm pi grande di quello del
filetto (che cos non lavora a taglio).

pe

rs
olo

Possono essere usati sia come bulloni


precaricati che non precaricati e si
calcolano come i bulloni normali, ma
bisogna fare attenzione che il tratto filettato non contenga
piani di taglio, e che
la lunghezza della
porzione filettata
interna alla piastra
non oltrepassi 1/3
del suo spessore.

Per i fori richiesta tolleranza H11 (EN


1090-2 6.6.2).

Nota
Come gi precisato nella nota precedente, la CNR 10011 prevedeva dei
giunti di precisione con bulloni normali in fori calibrati, aventi un gioco
minimo (3/10 fino a M20, 5/10 oltre).

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

RESISTENZE di PROGETTO dei BULLONI

ferite a fori normali e filettatura


rullata.
Per filettatura tornita (partendo
da tondo) le resistenze si riducono all85%.
( EN1993-1-8 3.6.1 p.to 3).

ing

eg

ne

ri

Le singole resistenze di progetto dei bulloni, sia a trazione


e taglio, che a rifollamento e
punzonamento, sono espresse
in funzione del carico ultimo a
rottura fub e in genere sono ri-

din

da EN1993-1-8 prospetto 3.4

co

rs

Or

Resistenza a TAGLIO

er
no

con

int

(valida di norma per bulloni in

fori normali o calibrati - 3.6.1.(4))

per le meno duttili classi


4.8; 5.8; 6.8 e 10.9
(aventi maggior rapporto
fyb/fub) se sollecitate a
taglio sul gambo filettato As
sez. del gambo cilindrico
o resistente As del gambo
filettato

1,25

us

Note

in generale

pe

rs
olo

da EN 1993-1-8 3.6.1 p.ti 12 e 13


In presenza di piastre di spessoramento con sp. tp > 1/3 d,
che trasmettono sforzi di taglio,
la resistenza di progetto a taglio
deve essere ridotta del fattore

( le piastre grosse penalizzano!)

Nei giunti a doppia sovrapposizione, tp deve essere lo spessore della piastra pi grossa
(EN 1993-1-8 3.8).

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

tipo di fori
normali

0,85

maggiorati

0,85

asolati corti

ne

ri

1,0

eg

 con asse asola perpendicolare forza

0,76

ing

0,70

parallelo forza

asolati lunghi  con asse asola perpendicolare forza

0,63

din

parallelo forza

trattamento superfici

classe

Or

sabbiate, con completa rimozione della ruggine

0,40

sabbiate e metallizzate a spruzzo base Al o Zn


sabbiate e rivestite con vernice al silicato alcali-zinco
spessore da 50 a 80 Pm

0,30

spazzolate o pulite alla fiamma, con completa


rimozione della ruggine

0,20

allo stato di laminazione

int

er
no

co

rs

0,50

(ved. anche inserto per superfici zincate a fine capitolo)

rs
olo

us

La resistenza di progetto a scorrimento viene ridotta in presenza di


forze di trazione, che possono scaricare il collegamento - attenuando
cos leffetto del precarico - sottraendo allo stesso precarico l 80%
della forza di trazione esterna, come nelle formule seguenti ( 3.9.2).

Connessioni di categoria B

pe

Connessioni di categoria C
Nota La norma CNR 10011 sottraeva a Fp,C il 100% di Ft,ED anzich l 80%.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Resistenza a FATICA

eg

ne

ri

La tab. 8.1 della norma EN 1993-1-9 assegna alla vite il particolare


50, che piuttosto pesante, senza in realt distinguere tra filetto ottenuto per rullatura o tagliato ( la bulloneria EN 14399 ed EN 15048
classificata strutturale per di norma solo con filettatura rullata).
a) viti a trazione (categoria del particolare 50 - prospetto 8.1)

din

ing

La componente alternata 'Ft,Ed della forza sulla


vite deve essere valutata tenendo conto
x delle azioni globali
x delle flessioni secondarie, ad es. dovute a
superfici sotto testa vite e sotto dado non parallele
x degli effetti leva
.

Or

Il 'Vsi calcola con riferimento allarea resistente a trazione.




- Valore di riferimento della resistenza a fatica a 2106 cicli

rs

'VC = 50 N/mm

co

- Valore corretto per d > 30 mm per effetto dimensionale tramite un


fattore di riduzione ks


er
no

'VC,red = 'VC ks 
ks = (30 d)1/4

dove

us

int

- Delta di tensione generico




'Vi = ) Ft,Ed/As

.)
.

con

= 1 per viti non precaricate


< 1 per viti precaricate, in base alla
rigidezza relativa bullone/flangia

rs
olo

- Delta di tensione equivalente riferito a 2106 cicli

'VE,2 = [('V13N1 +'V23N2 + 'V33N3 +)/2106]1/3


- Verifica a fatica ( 8.2)
'VE,2  JFf 'VC,red JMf dove i coefficienti parziali valgono

pe

JMf  11,35 (cfr. tab 3.1)


JFf  1

'V 1,5 fy calcolato con i carichi frequenti \1 Qk ( 8(1))

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

di PROGETTO
degli elementi PIASTRA

ne

ri

TN

..RESISTENZE

eg

Modellazione con elementi T equivalenti (T-stub)

ing

da EN 1993-1-8 6.2.4 e 6.2.5

er
no

co

rs

1) Ali/piattabande non irrigidite/irrigidite di colonne,


inflesse al nodo con la
traversa da parte dei bulloni in trazione del collegamento

Or

din

La norma prevede lutilizzo dellelemento T equivalente sollecitato a


trazione (T-stub) quale modello di calcolo della resistenza delle flange
nelle connessioni bullonate pi usuali e tipiche, come sono le seguenti,
qui riportate solo in termini generali (ma pi avanti esaminate nel dettaglio).

pe

rs
olo

us

int

2) Piastre della flangiatura di


estremit di travi, inflesse
dai bulloni in trazione del
collegamento

3) Angolari della flangiatura


di estremit di travi, inflessi dai bulloni in trazione del collegamento

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

ing

eg

ne

ri

TN

.modo 1: collasso dellala

int

er
no

co

rs

Or

din

modo 2: concomitante rottura dei bulloni e plasticizzazione dellala

pe

rs
olo

us

modo 3: rottura dei bulloni con flangia elastica

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

spess. piastre + rondelle +1/2 testa


+1/2 dado

ri

din

ing

eg

ne

resistenza di progetto a trazione ala elemento T-stub


da considerare distribuita come in figura

Or

forza di contatto

rs

co

=
=

( sembra dimenticato nella vers. italiana!)

er
no

con

resistenza di progetto a trazione di un bullone

int

somma delle resistenze di tutti i bulloni del T-stub

pe

rs
olo

us

riferita al modo 1

ew

dw

riferita al modo 2
ved. quotatura figure varie precedenti
snervamento materiale contropiastre
spessore contropiastre

=
diametro rondella/diametro cerchio di testa o dado

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN
ri
ne
eg
ing
e
din
Or
o
rs
co
er
no
int
o
us

pe

rs
olo

prospetto 6.4 -

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Resistenze di progetto dellanima delle colonne

TN

da EN 1993-1-8 6.2.6

trazione trasversale
( 6.2.6.3)

ne

compressione trasversale
( 6.2.6.2)

din

ing

eg

taglio
( 6.2.6.1)

ri

I pannelli danima dei profili laminati (o saldati) sono da verificare in corrispondenza dei collegamenti, sollecitati come schematizzato nel riquadro.

rs

Or

I pannelli danima con rapporti di parete altezza/spess. ( snellezza)


oltre certi limiti (rispettati nei profili laminati unificati) sono da verificare a
taglio, compressione ( ev. instabilit) e trazione trasversale se non
sono adeguatamente irrigiditi e rinforzati da piastre o diaframmi.

pe

rs
olo

us

anime
compresse
non irrigidite

int

er
no

co

anime
rinforzate
con piastre

Compete alla sensibilit del progettista valutare e se lanima della colonna


in zona giunto sia o meno adeguata, e comunque si rimanda
sia alla norma che allesercizio didattico proposto pi avanti.
Per ognuna delle tre modalit di lavoro (taglio, compress.,trazione trasvers.),
la norma fornisce le resistenze di progetto,
in base ai vari parametri geometrici che le influenzano.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

...

ne

ri

TN

RESISTENZA di PROGETTO
del COLLEGAMENTO

ing

eg

La resistenza a flessione:
centro delle compressioni e braccio dazione

flettente, che le forze di taglio e


assiali di progetto eventualmente concomitanti.

din

Il collegamento bullonato nel


suo insieme, deve essere in grado di trasmettere sia il momento

co

rs

Or

La resistenza a flessione del giunto, oltre che dalla


resistenza di progetto dei bulloni in trazione
e, in generale, dallelemento T-stub, dovr dipendere
anche dal lorobraccio dazione rispetto al centro di pressione
della zona compressa. E quindi fondamentale saper individuare
con buona approssimazione il centro delle compressioni nel giunto.

er
no

Il momento resistente di progetto


dato dalla sommatoria

int

dove

Ftr,Rd la resistenza a trazione

pe

rs
olo

us

di progetto efficace della r-fila di


bulloni
hr il braccio della stessa r-fila
di bulloni rispetto al c.d.c.
r il totale delle file di bulloni
Per il momento
applicato
al giunto si deve poi verificare

La sovrapposizione con un
eventuale sforzo assiale produce effetti solo se supera il 5%
della resistenza plastica di
progetto
, e allora se ne
sommano linearmente gli effetti
con M con la formula

Vengono di seguito esaminati gli schemi di due collegamenti tipici


x trave-colonna
x trave-trave (collegamento di continuit)

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

da c.d.c. ( centro
ala compressa)
a mezzeria delle
due file di bulloni in
trazione

ne

ri

TN

2 file

eg

Per calcolare il tiro


nei bulloni, la zona
tesa della piastra
estesa pu essere
schematizzata
come T-stub.
Se le file di bulloni
sono circa equidistanti dallala trave
si assume

ing

F1,Rd = F2,Rd
FRd = 2 F1,Rd
condizione

din

FRd  3,8 Ft,Rd

c.s.

Or

(cfr. prospetto 6.2)

2 file

us

int

er
no

co

rs

c.s.

da c.d.c ( centro
ala compressa)
a mezzeria delle
due file di bulloni in
trazione

2 file

pe

rs
olo

in corrispondenza
di met spessore
dellala compressa

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN
ri
ne
eg
ing
e
din
Or
o
rs
co
er
no
int
o
us
rs
olo
pe
,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

int

coefficiente di giunto, da assumere pari a 2/3 se la resistenza caratteristica


della malta (strato espansivo) almeno il 20% di quella del calcestruzzo della
fondazione e lo spessore almeno il 20% del lato minore della piastra;
se spess. > 50 mm, la resistenza deve essere 100% di quella del calcestruzzo.

Ej

er
no

co

rs

Or

din

ing

eg

ne

ri

TN

Le forze trasferite attraverso il T-stub sono distribuite uniformemente


con i criteri contenuti nelle figure seguenti, con superficie reagente
estesa di c attorno allala compressa (fig. a sin), eventualmente
limitata (ved. esercizio 5) se le piastre sono pi strette (fig. a dx).

pe

rs
olo

us

FRdu la resistenza dello strato ai carichi concentrati secondo EN 1992


FRdu = Ac0 fcd (Ac1/Ac0)1/2 con il limite (Ac1/Ac0)1/2  3,3
per cui FRdu  3,3 Ac0 fcd con

e Ac1 superficie plinto

Nota

Nel caso di colonna a doppio T


solo compressa, le due ali e
lanima formano altrettanti T-stub
contigui (1, 2 e 3 in figura).

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Tirafondi

TN

da EN 1993-1-8 3.3

I materiali di costruzione dei tirafondi sono acciai strutturali della norma EN 10025

eg

ne

ri

x al C-Mn (parte 2)
x resistenti alla corrosione
atmosferica (parte 5)
x microlegati a grano fine (parte 3)
x strutturali bonificati (parte 6)
x termomeccanici (parte 4)
oltre che acciai per bulloneria (EN 898) e per barre di armatura (EN 10080).

din

ing

Limititazioni del carico di snervamento


< 900 N/mm2 in generale
< 640 N/mm2 nei tirafondi sollecitati anche a taglio
< 300 N/mm2 se piegati a uncino

(o altri dispositivi o elementi di distribuzione


del carico adeguatamente
testati ed approvati)

pe

rs
olo

us

int

er
no

co

rs

Or

fig. 6.14 Ancoraggiodeitirafondi

Il braccio della coppia resistente dei tirafondi da valutare adeguatamente, mai


superiore per la distanza tra il centro delle compressioni e la fila dei tirafondi tesi.
Occorre verificare analiticamente che lo sfilamento dei tirafondi a uncino non avvenga
prima della loro plasticizzazione.
Nel calcolo dei tirafondi con piastra (o altri dispositivi) non bisogna tener conto della
aderenza: lintero carico da trasferire attraverso la piastra ( si presume perci che
abbia rigidezza di ordine di grandezza superiore).

La resistenza di progetto non potr in ogni caso superare la resistenza alladerenza di


acciaio-calcestruzzo (cfr. EN 1992-1-1).

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Studio analitico guidato di un giunto

us

int

er
no

co

rs

Or

din

Disegno del giunto

ing

eg

ne

ri

Calcolo del MOMENTO RESISTENTE


di un giunto bullonato trave-colonna
con lo studio delle sue COMPONENTI di BASE

rs
olo

Dati di progetto

fu = 355 N/mm2

materiale profili e piastra: acciaio S235 - EN 10025-2


bulloni M20 cl.10.9 fub = 1000 N/mm2
.
A = 314 mm2
As = 245 mm2

pe

piastra di estremit mx = 50 0,8 7 2 = 42 mm


ex = 50 mm (> mx) e = 40 mm

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

d0 = 22 mm

w = 120 mm

SDJ

TN

f) Anima trave soggetta a trazione


rif. 6.2.6.8

ne

ri

La resistenza di progetto dellanima della trave in


zona tesa superiore si calcola con la formula
(6.22)

eg

ing

din

Lunghezza efficace (prospetto 6.6)

leff,cp = 2Sm = 2S 50,6


dalla fig. 6.11 per O1 e O2
leff,nc = Dm = 5,5 50,6

meccanismi di rottura
circolare (cp) non circolare (nc)

nella quale la larghezza efficace beff,t,wb dev essere quella del T-stub a modello della flangia di
estremit (cfr. 6.2.6.5).
La trazione viene trasmessa allanima della trave
unicamente attraverso i due bulloni tesi della fila
superiore interna 2 (il T-stub orizzontale).

1
2

= 318 mm

D = 5,5

Or

= 278 mm

Resistenza di progetto dellanima (beff,t,wb = leff,nc)

m = 60-7,5/2-0,852 = 50,6 mm
e
.= 40 mm
m2 = 50-0,872
= 42,1 mm
O1 = m/(m+e)
= 0,56
Approfondimento
. = 0,46
Con le esatte lunghezza efficace e resistenza di O2= m2/(m+e)
progetto dellanima relative ai bulloni fila 2 calcolate
Lb
si pu risalire anche alla pertinente resistenza di
progetto dei bulloni stessi, che in prima analisi e
per semplificare si sono fatti lavorare come la fila 1.

rs

= 465 kN

er
no

co

Ft,wb,Rd = 278 7,5 235/1,05 /103

int

Controllo tratto di allungamento (prospetto 6.2)

us

La lunghezza del tratto di allungamento del bullone, misurata fra i piani medi di testa e dado com la classe 10.9 richiede una ronprese le due rondelle, risulta
= 58 mm
= 172 mm > Lb

rs
olo

Lb = 16+20+4+4+12,5/2+16/2
Lb* = 8,8 m3As/(6leff tf3)

Momenti resistenti plastici (prospetto 6.2)

della anche sotto la testa


pu richiedere una vite lg. 80
condizione affinch si sviluppino
forze di contatto (per tf si assume
(16+20)/2 = 18)

pe

Mpl,1,Rd = 0,25 6leff,1tf2 fy/JM0


= 0,25 278 202 235/1,05/103 = 6620 Nm  contro 4475 Nm della prima fila
lato estensione
Mpl,2,Rd = Mpl,1,Rd
= 6620 Nm
Forze resistenti di progetto nei modi (fila 2)

FT,1,Rd = 4 Mpl,1,Rd /m = 4 6,62/0,0506 = 520 kN

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Ft,wb,Rd

FT,1/2/3,Rd

Ft,wc,Rd

470

(510)

700
490

us
rs
olo

Vwp,Rd

410

375

anima
colonna

Fc,fb,Rd

565

int

zona
ala infer.
trave

er
no

425
(213+300=)

Fc,wc,Rd

Or

213+213=

fila (1+2)

g)
anima
colonna
a taglio

rs

465

co

213
(300)

e)
ala e
anima
trave
soggette
a
compress.

240
350

fila 2

ne

FT,1/2/3,Rd

b)
anima
colonna
soggetta
a
compress.
laterale

eg

d)
anima
colonna
soggetta
a
trazione
laterale

fila 1

anima
colonna

ing

c)
ala
colonna
non
irrigidita
inflessa
dai
bulloni

f)
anima
trave
soggetta
a
trazione

din

a)
piastra
di
estremit
(T-stub
semplif.)

213

325

Analisi dei risultati

Si pu notare che, nel caso esaminato, le


penalizzazioni pi forti sono dovute all
anima della colonna, sia come taglio nel
pannello (325 kN), che - anche se meno
vincolante - in termini di compressione
laterale (375 kN).
Se in fase di proporzionamento del
giunto fossero stati anche previsti degli
irrigidimenti in pratica delle piastre sal-

pe

zona inferiore in
compressione

ri

zona superiore in
trazione

TN

Tabella riassuntiva delle resistenze di progetto


delle componenti di base significative

date sull anima o dei diaframmi in linea


con le ali della trave IPE - il giunto
sarebbe stato in grado di trasmettere un
momento maggiore.
Una volta calcolato, il momento trasmissibile dal giunto di testa comun-que
da confrontare con il massimo momento
resistente del profilo della trave, con le
modalit del riquadro seguente.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN
ri

Esempi applicativi
Calcolo di giunti bullonati ricorrenti

rs
olo

us

int

er
no

co

rs

Or

din

Disegno del giunto

ing

eg

ne

1) Verifica di un giunto senza/con precarico


nodo aste-corrente di struttura reticolare

Dati di progetto
materiale profili e piastre: acciaio S275 - EN 10025-2
(12+12)M24 cl. 10.9 fub = 1000 N/mm2 A = 452 mm2

fu = 430 N/mm2
As = 353 mm2

pe

d0 = 26 mm
FEd = +600 kN

FEd,ser = +450 kN

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

b) Categoria B:
collegamento ad attrito allo SLE

 si lavora adesso su un

giunto precaricato allo


SLE

ne

ri

rif. prospetto 3.9

ks = 1,0

con

Fp,C = 0,7 fub As

P= 0,3

n = 1,0

JM3,ser = 1,1
As = 353 mm2

fub = 1000 N/mm2

= 247 kN

Fs,Rd,ser = 1,0 1 0,3 247/1,1

= 67,3 kN

fori normali (prosp. 3.6);


per P ved. prospetto 3.7

din

Fp,C = 0,7 1000 353

 ks = 1,0 per bulloni in

ing

Fs,Rd,ser = ksnPFp,C JM3,ser

eg

Resistenza di progetto a scorrimento allo SLE

Or

Resistenza di progetto dellinsieme dei 12 bulloni

6Fs,Rd,ser = 12 67,3

= 808 kN

Verifica

rs

FEd,ser <6Fs,Rd,ser

 ad attrito allo SLE il col-

450 < 808 kN

er
no

co

legamento molto pi
penalizzato rispetto ai
gi verificati taglio e
rifollamento

c) Categoria C:
collegamento ad attrito allo SLU

int

 giunti precaricati allo


SLU

Resistenza di progetto a scorrimento allo SLU

Fs,Rd = ksnPFp,C JM3 con

Fp,C = 224 kN

us

. JM3

rs
olo

Fs,Rd,ser = 1,0 1 0,3 247/1,25

= 1,25
= 59,3 kN

Resistenza di progetto dellinsieme dei 12 bulloni

6Fb,Rd = 12 59,3

= 711 kN

pe

Verifica

FEd <6Fs,Rd,ser
600 < 711 kN

 allo SLU il margine

ancora pi contenuto

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

ne

ri

2) Giunto a taglio e rifollamento


nodo trave-traversa a doppio T

TN

int

er
no

co

rs

Or

din

ing

eg

Disegno del giunto

Dati di progetto

us

materiale profili: S275 - EN 10025-2

fub = 400 N/mm2

A = 452 mm2

As = 353 mm2

rs
olo

(6+4) M24 cl. 4.6

fu = 430 N/mm2
d0 = 26 mm

pe

VEd = 200 kN

con eccentricit e = 55 mm
 rispetto asse IPE 500

MEd = 200 0,055 = 11 kNm

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

b) Giunto angolari-trave principale IPE 500

ri

Verifiche forature angolari con IPE 500

p1 = 120 > 2,2 d0 = 2,2 26


p1 = 102,5 > 2,4 d0

= 31 mm
= 31 mm

in direzione vert. (// forza)


in direzione orizz. ( forza)

= 57 mm
= 62 mm

passo fori
passo file

ing

IPE 500

eg

e1 = 60 > 1,2 d0 = 1,2 26


e2 = 45 > 1,2 d0

L 100x100x10

ne

rif. prospetto 3.3

Forze di taglio di progetto cad. bullone 16

Fv,Ed = VEd/6 = 200/6

din

= 33,3 kN

Or

rif. prospetto 3.4

Resistenza di progetto a taglio bullone M24/4.6

Fv,Rd

= 86,7 kN

rs

Resistenza di progetto a rifollamento bulloni M24/4.6

co

Fb,Rd = k1Db fu d t JM2 = k1Db 430 24 10,2/1,25


= k1Db 84,2 [kN]

k1

Db

int

posizione

er
no

In tabella sono raccolti i valori dei parametri k1 e Db per i


sei bulloni del giunto, e quelli calcolati della resistenza.

Fb,Rd

3; 4
2,5
0,93

162

196

us

(> Fv,Rd = 86,7)

1; 2; 5; 6
2,5
0,77

6Fv,Rd > Fv,Ed


686,7 = 520 > 200 kN

Su ogni bullone agisce la


stessa quota parte di carico
a taglio, ma ognuno pu
avere una diversa resistenza a rifollamento.
i 4 bulloni di estremit sono
trattati in maniera analoga
dalla norma
(trazione/compressione)
Db=Dd=e1/3d0=60/3/26=0,77
Dd = min(p1/3d0-1/4; fub/fu;1)
= 102,5/3/26-1/4; 400/430;1
= 1,06; 0,93;1,0 = 0,93
k1 = 2,5
 risulta anche qui dimensionante la resistenza di
progetto a taglio

pe

rs
olo

Verifica a taglio-rifollamento del collegamento

Nota

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

a) Forze agenti sui coprigiunti

Aw  5200 mm2
.

ing

A = 2 Af + Aw= 11600 mm2

I = 48200 cm4

df = 242 mm

din

Parametri di sollecitazione

Or

coprigiunto dala superiore

Ns = (NEd / A MEd df /I) Af

= (60/11600 -150242/48200/10) 3200

= - 225 kN

rs

Ni = (NEd / A + MEd df /I) Af

= 258 kN

co

= (60/11600+150242/48200/10) 3200

er
no

Nanima = NEd Ns Ni = 60 - (- 225) - 258


Vanima = VEd

df = (500-16)/2 = 242 mm

coprigiunto dala inferiore

coprigiunti danima

ne
eg

Grandezze geometriche sezione trasversale trave

Af  200 16 = 3200 mm2

ri

Le sollecitazioni agenti alle estremit delle travi, in zona


giunto, vengono trasmesse da un troncone all altro
della trave passando dalle piastre di coprigiunto e dalla
bullonatura di ali e anime.

27 kN

14 kN

Manima= MEd (NEdAf /A)2 df

int

= 150 (258 + 225) 0,242

= 33,1 kNm

us

b) Forze agenti sui bulloni

rs
olo

Bullonatura coprigiunti dala (f)

pe

Le forze assiali arrivano ai coprigiunti trasmesse dalla


bullonatura, composta da (7+7) bulloni M20.
Data luguale conformazione dei coprigiunti dala, dei
due diventa dimensionante quello inferiore maggiormente caricato.
La forza di taglio di progetto relativa a ogni bullone (ce
ne sono 7) risulta

Fv,Ed,f = Ni /7 = 258/7

= 37 kN

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

 su una sezione

resistente

SDJ

TN

Resistenza di progetto a trazione FT,Rd

ne

ri

Non sono presenti tirafondi allineati con lanima del


profilo che la sollecitino, quindi non applicabile la
verifica di resistenza dellanima in zona ala tesa.

ing

eg

Dimensionante diventa perci la resistenza Ft,pl,,Rd del


T-stub piastra di cui si calcolano di seguito i parametri
w = 200 mm
caratteristici.
e = 55 mm ex = 65 mm
1) larghezza efficace leff,cp
- modello circolare leff,cp

individuale

mx = 50 - 0,862

2Smx = 2 S 43

= 270 mm

Smx + w = S 43 + 200
Smx + 2e = S 43 + 255

= 335 mm

din

43 mm

= 245 mm

Or

in coppia

modello non circolare leff,nc

4mx + 1,25 ex = 443 + 1,25 65

= 253 mm

co

rs

0,5 w + 2mx + 0,625 ex


= 0,5 200 + 2 43 + 0,625 65
= 226 mm
0,5 bp = 0,5 310
. = 155 mm
e + 2mx + 0,625 ex = 65 + 2 53 + 0,625 65 = 211 mm

er
no

Per il modo 1 e il modo 2 risulta rispettivamente

2) T-stub

int

leff,1 = leff,nc = 155 mm ( leff,cp = 245 mm)


leff,2 = leff,nc = 155mm

Le forze di contatto sono in grado di svilupparsi quando


Lb  Lb*

us

827 + 50 + 30 + 5 + 24/2  8,8 m

rs
olo

(8 ) +sp.malta+tf+sp.rondella+ dado)

As /(6leff,1tf3)

 prospetto 6.11
 Lb * = 8,8433459/155/303
= 77 mm

313  77 mm
non verificato no forze di contatto!

Momenti resistenti plastici per i modi 1 e 2 (coincidenti)

pe

Mpl,1,Rd = 0,25 6leff,1tf2 fy /JM0


Mpl,2,Rd = Mpl,1,Rd

= 15600 Nm
= 15600 Nm

Forza resistente di progetto totale

FT,1,2,Rd = 2 Mpl,1,Rd / m = 15600/0,043

 0,25 (2155)302 235/1,05


(per i due T-stub)
 tirante solo da un lato!

= 360 kN

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

 modi 1-2 senza forze di


contatto

SDJ

ne

ri

TN

6) Giunto di base colonna con tirafondi


seconda parte: verifica rigidezza flessionale

eg

Coefficienti di rigidezza delle componenti di base

ing

rif. prospetto 6.11


- calcestruzzo compresso + malta
= (310114)1/2 /7/1,275

21 mm

E/Ec = ~7
leff = 310 mm
beff = 114 mm
tp = 30 mm
m = 43 mm

din

k13 =

- piastra di base inflessa (bulloni in trazione)

(senza contributo delle forze di contatto)

k16 =

= 2,9 mm

co

rs

= 2459 /313

- tirafondi tesi

= 44,7 mm

Or

= 0,425310303/433

k15 =

Bracci della coppia

 ved.

prima parte

lg di allungamento tirafondo
Lb = 8d+sporg. fino a dado
= 827+50+30+5+24/2
= 313 mm

er
no

rif. prospetto 6.12 (prima riga)


e fig. qui a fianco

int

zT,l = 300/2 + 50
zC,r = 300/2 - 18/2
z = zT,l + zC,r = 200 + 141

= 200 mm
= 141 mm
= 341 mm

us

Coefficienti di rigidezza del collegamento

- a trazione kT parte sin

lato sinistro
teso

lato destro
compresso

rs
olo

rif. 6.3.4

kT,l = k15 + k16 = 44,7 + 2,9

= 47,6 mm

- a compressione kC parte dx

pe

rif. 6.3.4

kC,r = k13

21 mm

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

.dissertando di duttilit

ne

ri

dei collegamenti bullonati

Or

din

ing

eg

Il concetto di duttilit dei giunti, nel caso si scelga una distribuzione plastica delle forze, un aspetto
fondamentale nella progettazione delle connessioni; per garantire tale requisito necessario, oltre che
rispettare lequilibrio, garantire una sufficiente duttilit dei componenti, tale da permettere la
ridistribuzione delle forze ipotizzate sugli elementi di giunzione.
Tale concetto (teorema statico) ben riportato a pag. 19 della dispensa delling. Perenthaler.
Prendendo come esempio i casi di distribuzione plastica a pagina 20 della dispensa, leurocodice impone di
avere una resistenza a taglio del bullone maggiore di quella a rifollamento; in questo modo, il limite
raggiunto dal bullone pi esterno sar appunto per rifollamento e, plasticizzando, permetter di
ridistribuire le forze anche agli altri componenti; in caso contrario (resistenza a taglio minore di quella a
rifollamento) si giungerebbe a rottura per taglio del bullone, violando quindi uno dei concetti base del
teorema statico; tale rottura sarebbe evidentemente fragile e non compatibile con le ipotesi di calcolo.

co

rs

Per quanto riguarda le flange di testa dei nodi trave-colonna,


ipotizzando sempre una distribuzione plastica delle forze, necessario,
ad esempio, calcolare gli elementi T-Stub evitando la modalit di collasso 3
(rottura dei bulloni a trazione) che non permetterebbe, come nel caso precedente,
di ridistribuire le sollecitazioni alle altre componenti del giunto.

er
no

Altre indicazioni necessarie a garantire la duttilit sono riportare nelle normative (NTC Eurocodice),
ma in generale il concetto base rimane quello di evitare, in caso di distribuzioni plastiche delle forze, le rotture fragili dei
singoli componenti, che pregiudicherebbero il corretto funzionamento dellintero giunto.

rs
olo

us

int

Relativamente alla sismica abbastanza complicato chiarire tutti i concetti in poche righe
Il problema pi consistente relativo alle connessioni riguarda pi la resistenza che la duttilit (che rimane sempre un
aspetto da considerare); scegliendo di calcolare una struttura dissipativa (q>1) bisogna garantire che le connessioni riescano
a sopportare (7.5.3.3 delle NTC) una sollecitazione di circa 1,3 volte la resistenza plastica dellelemento collegato, in modo
da permettere la plasticizzazione dellelemento stesso e la dissipazione dellenergia sismica in modo ciclico.
Questo significa che, se si sceglie di far dissipare energia alla trave incastrata alla colonne, il giunto dovr portare circa 1,3
volte il momento plastico della trave stessa e permettere la formazione di una cerniera plastica a valle del collegamento
(non prevista dalla norma italiana la dissipazione allinterno della connessione).

pe

Per gli aspetti relativi alla sismica, le norme con relativa circolare (2 febbraio 2009) spiegano in modo abbastanza chiaro
quello che deve accadere alla struttura quando deve fare i conti con lazione sismica.
uncontributosultemadelling.ManuelSommariva
StahlbauPichlerBolzano

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

ne

ri

terza parte

pe

rs
olo

us

int

er
no

co

rs

Or

din

ing

eg

giunti saldati

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

eg

ne

ri

TERMINOLOGIA della saldatura

din

ing

Cordone dangolo
singolo/doppio

facce di
fusione

rs

Or

superficie del cordone


concava piana convessa

altezza
di gola

radice teorica (o vertice)

us

int

er
no

co

lato del
cordone

rs
olo

..kk

pe

cordone dangolo a
forte penetrazione

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

ne

ri

TN

TIPOLOGIE di SALDATURE

eg

da EN 1993-1-8 4.1 e 4.2

ing

La parte 1-8 di Eurocodice 3 tratta le saldature tra acciai aventi le


seguenti caratteristiche

x acciai strutturali saldabili


x spessori min. 4 mm (per gli spessori inferiori si deve far riferimento
a EN 1993-1-3: Regole supplementari per limpiego dei profilati e delle la-

din

miere sottili piegati a freddo ( saldatura a punti, a sovrapposizione, ecc.)

Or

x profilati cavi di spessore min. 2,5 mm (specifiche indicazioni  7)

Alcuni fenomeni tipici che coinvolgono i giunti saldati sono i seguenti.

Fatica

co

rs

Le saldature sollecitate a fatica devono essere verificate con i criteri


della EN 1993-1-9, che tratta il fenomeno per le strutture di acciaio.
Strappi lamellari (dovuti a solfuri di Mn plastici e allungati e silicati di Mn e Al)

er
no

Il loro manifestarsi, in presenza di sollecitazioni al traverso corto, viene


contrastato seguendo le indicazioni precisate nella EN 1993-1-10.
Materiale dapporto

int

Le caratteristiche dei consumabili devono essere conformi alle relative


norme EN (es. EN ISO 14555, EN ISO 13918, EN 288-3 ..).

us

Livelli di qualit delle imperfezioni

pe

rs
olo

Sono fissati nella EN ISO 5817 che, in assenza di altre indicazioni,


richiede il livello C, intermedio tra i livelli B (elevato) e D (moderato).
Il Testo unico prevede per le strutture soggette a fatica il livello B.
Le indicazioni della norma non hanno un carattere vincolante: la pericolosit dei difetti stata stabilita infatti sulla base dellesperienza.
I difetti sono da rilevare tramite Controlli non distruttivi.
Il giudizio di conformit del giunto, quindi i livelli di accettabilit in relazione allo specifico tipo di controllo, sono poi esposti in unaltra norma
(la EN 12062), che fornisce anche utili indicazioni per la scelta e lapplicabilit dei vari metodi di controllo.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

tipologie di saldature nei giunti

pe

rs
olo

us

int

er
no

co

rs

Or

din

ing

eg

ne

ri

TN

.Le

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

CLASSIFICAZIONE funzionale dei giunti saldati

ne

ri

,,

ing

Giunti di forza
testa a testa di trave a doppio T

tra le anime e tra le ali

Or

din

I giunti saldati possono in genere avere


ruoli di importanza anche molto diversa
nellambito della costruzione, nel senso che
alcuni possono ritenersi in prima linea per
trasmettere direttamente tra i vari componenti le forze esterne principali, mentre altri
possono essere coinvolti solo da carichi
marginali e secondari.
In base a questa filosofia, i giunti si
possono classificare come di seguito.

eg

Classificazione funzionale dei giunti saldati

rs

1) Giunti di forza

er
no

co

Sono quelli direttamente interessati dal


flusso delle forze, e hanno il compito di,
altrettanto direttamente, equilibrarle.
Tipici casi sono i giunti testa a testa, sia
di ali che di anime, di due spezzoni
accostati di travi a doppio T (senza questi

Giunti di connessione
ad angolo tra ali e anima
di trave a doppio T

int

giunti infatti, la resistenza della trave si azzera


- ved. fig. a fianco).

2) Giunti di connessione

pe

rs
olo

us

In questi, il compito di equilibrare i


carichi non direttamente assegnato
alla saldatura, bens ai componenti che
il giunto saldato connette, blocca e
rende solidali tra loro, facendone un
corpo unico.
Riesaminando la stessa trave saldata a
dop-pio T, i giunti dangolo longitudinali
anima/ali sono da vedere come giunti di
connessione.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

 senza di essi la resistenza della trave


diminuisce, anche molto, ma non si
annulla per del tutto

SDJ

segua la plasticizzazione dei


componenti collegati

eg

( ved. approfondimento pi avanti).

Or

din

ing

I giunti progettati devono presentare sufficiente e adeguata


deformabilit, ma non per
previsto tener conto della duttilit delle saldature.
In tema di duttilit dei giunti saldati, essa sar migliore in quelli
a cordoni longitudinali

rs

La distribuzione delle forze nel


giunto saldato pu essere basata sull ipotesi di comportamento o di tipo elastico o di tipo
plastico.
E anche ammessa, e anzi prevista, una distribuzione semplificata (ved. EN 1993-1-8 4.9).
Le tensioni sui cordoni devono
essere solo quelle dovute ai carichi esterni, non si devono quindi sovrapporre loro quelle residue di saldatura, e nemmeno le
tensioni normali parallele all asse della saldatura (V//).

ne

ri

TN

Il FLUSSO delle FORZE nei giunti saldati

rispetto ai cordoni trasversali.

rs
olo

us

int

er
no

co

Se prevista la formazione di
una cerniera plastica in corrispondenza del giunto, la sua resistenza sar almeno eguale a
quella della membratura collegata pi debole (ved. anche approfondimento a fine capitolo).
Se al giunto viene richiesta elevata capacit rotazionale plastica, ad es. per adattarsi a delle deformazioni imposte importanti, da accertarsi che il collasso del giunto non preceda ma

Adottare ambedue i tipi di cordone sullo stesso giunto soluzione poco pulita e perci da
evitare per quanto possibile,

Anime colonne

pe

In un giunto trave-colonna lala


della trave inflessa (e in parte
anche lanima) esercita in genere uno sforzo di compressione

sullanima della colonna, con


conseguente trasmissione di
sforzi tra due componenti piani,
tra loro incrociati a 90.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

ing

Altezza di gola efficace a da EN 1993-1-8 4.5.2

eg

Saldature a cordoni dangolo

ne

ri

RESISTENZE di PROGETTO
delle saldature

Corrisponde alla normale dalla


superficie di saldatura (riportata
a quella piana inscritta quando
convessa o concava), misurata
fino al vertice teorico di saldatura.

er
no

co

rs

Or

din

quella teorica ( punto dincontro


delle facce di fusione), ammesso
fare riferimento alla nuova posizione, a condizione che questa
venga accertata con dei test preliminari sul procedimento.

Il valore minimo che pu assumere per norma amin = 3 mm.

int

Le norme DIN e CNR prevedono dei


limiti anche in base agli spessori
( ved. sviluppo dell esercizio n. 4).

rs
olo

us

Nel caso di forte penetrazione,


in grado cio di spingere la radice pi in profondit rispetto a

Volendo realizzare una forte penetrazione si pu utilizzare il processo ad arco sommerso, in grado di fornire un elevato apporto
termico specifico (24 kJ/mm).

Lunghezza efficace leff da EN 1993-1-8 4.5.1

pe

Deve corrispondere alla lunghezza del cordone a sezione


piena, quindi depurato di eventuali difetti di estremit, valutan-

doli forfetariamente pari a unaltezza di gola a per ciascuna estremit


leff = l - 2a

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Metodo direzionale

da EN 1993-1-8 4.5.3.2
La tensione normale viene inoltre limitata a

ri

TN

Rispetto allasse del cordone, le


tensioni tangenziali possono a
loro volta avere una componente in direzione parallela ( )
e una in quella ortogonale ( ).
Oltre alla principale componente
normale alla sezione di gola ( ),
le tensioni normali possono interessare il cordone in direzione
parallela ( ), ora per in qualit
di elemento della struttura.
Questa componente di norma
da trascurare nella verifica di resistenza del giunto (il cordone si

ne

Nella formula il limite ultimo fu


viene diviso per il coefficiente

eg

Ew  1,0

din

ing

in funzione della qualit dellacciaio strutturale (ved. tab. sotto).


Il coefficiente Ew favorisce gli
acciai pi dolci rispetto a quelli
pi resistenti.
Questo criterio normativo si pu
da collegare ai maggiori problemi di saldabilit che presentano
gli acciai duri (aventi un pi alto

Or

pu infatti vedere come un poco rigido


elemento strutturale in parallelo).

La resistenza del cordone allora verificata se la tensione ideale

carbonio equivalente CE).

co

rs

E anche da ricordare che gli


elettrodi - per norma di qualit
(e resistenza) non inferiori (ma
in genere superiori) rispetto al
materiale base comportano, in
termini relativi, cordoni migliori,
negli acciai meno resistenti (nella

er
no

non supera la tensione limite

pratica questi acciai vengono saldati


con gli stessi consumabili usati per
quelli pi resistenti).

int

e quindi si deve verificare

us

Metodo semplificato da EN 1993-1-8 4.5.3.3

pe

rs
olo

Con questo procedimento alternativo, di tipo conservativo,


x si calcola la risultante
delle forze agenti sul cordone
( come detto si trascura)
x la si trasforma in forza lineare
[N/mm]

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Saldature di testa
a completa penetrazione

ne

ri

Giunti testa a testa - Giunti a T e a croce

eg

da EN 1993-1-8 4.7.1

Giunto testa a testa

e
din
o

Or

Giunto a T

co

rs

Il materiale dapporto ( 4.2)


deve garantire snervamento,
rottura, allungamento e
resilienza
di valori almeno uguali
a quelli del materiale base.

ing

La norma, per il caso di completa penetrazione dello spessore e con riferimento alla qualit del materiale dapporto (ved.
riquadro) eguaglia la resistenza
del giunto a quella della pi debole delle due parti collegate (t1
o t di figura).

er
no

(da testare su provini ricavati


dal materiale di saldatura).

us

int

Saldature di testa
a parziale penetrazione

rs
olo

da EN 1993-1-8 4.7.2

pe

In queste saldature la penetrazione non coinvolge lintero


spessore della lamiera.
Nella parziale penetrazione, laltezza della sezione di gola da
considerare (e quindi l affondamento della radice teorica) deve

essere compatibile e testato (e


quindi raggiungibile in pratica)
con lo specifico processo di
saldatura in uso, che deve quindi
essere previsto, e dal quale il
Progettista non potr prescindere in fase di dimensionamento.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

e
din
Or
o

co

rs

La saldatura di una piastra (o


dellala di un secondo profilato)
sullala non irrigidita di un profilato IPE o HE o sulla piattabanda (pure non irrigidita) di una secassone comporta una distribuzione delle tensioni non uniforme lungo il cordone, per la diversa rigidezza tra la zona centrale anima e i bordi dellala.

ing

da EN 1993-1-8 4.10

eg

Giunti di piastre con ali/piattabande non irrigidite

ne

ri

TN

LIMITAZIONI normative particolari

Nel caso di sezioni a cassone o


a C si usa la formula

dove

rs
olo

us

int

er
no

La norma permette per di trattarla come uniforme, a patto comunque di diminuire la resistenza di progetto, da valutare su
una lunghezza efficace ridotta
.
ai lati (lato) dellanima.
Nel caso di doppio T laminati o
saldati si calcola con la formula

oppure

(pedici f e p riferiti rispettivamente


ad ala e piastra).

pe

Per non irrigidire anche da


accertare che la lunghezza efficace raggiunga un valore min.

In ogni caso, qualora anche sia


, la forza di progetto della saldatura limitata da quella della piattabanda o dellala,
quindi secondo la relazione

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Strappi lamellari

TN

da EN 1993-1-10 3
Nei prodotti laminati piani (lamiere), il fenomeno degli strappi
lamellari - quando ne sussistono
i presupposti metallurgici (la pre-

ne

ri

pi lamellari (ved. tabella).


Qualora non sia possibile agire
sul fronte del giunto, si dovranno
scegliere degli acciai insensibili
al fenomeno; il riferimento alle
cosiddette lamiere Z (a ridotto

ing

contenuto di inclusioni, trattate con


Ca o terre rare, in grado di legarsi a
S formando solfuri, con effetto
globulizzante e indurente), le quali

Or

din

presentano migliori qualit ( la


strizione Z sec. EN 10640) nella
direzione del traverso corto.
In base al tipo di giunto si calcola un valore di progetto di Z,
da confrontare poi con quello resistente della lamiera scelta

er
no

co

rs

essere innescato dal ritiro di saldatura nella direzione del traverso corto ( senso dello spess.).
Occorre quindi una speciale attenzione in fase di progetto, in
modo che il giunto a trazione
non venga sollecitato proprio in
quella direzione in fase di ritiro.
Se la saldatura invece coinvolge
lo spessore della lamiera genera
un effetto bloccante sugli strap-

eg

senza cio di sulfuri di Mn, silicati di


Mn e Al come residui della disossidazione, la presenza di H come
fragilizzante, ecc.) e tecnologici
(poche passate di laminazione, quindi
nelle lamiere pi grosse) - pu

La tabella 3.2 della norma (con

int

riferimento anche alle figure a fianco).

rs
olo

us

fornisce gli elementi per comporre il valore di ZEd dello specifico giunto saldato in esame
Se i contributi alla formazione
di Z - che possono essere di
segno negativo - portano a dei

.
valori attorno allo zero, non
serve passare a lamiere Z.

pe

Dalla tabella che segue si rileva che gli elementi che regolano il fenomeno
sono - oltre al tipo di saldatura - la sezione di gola (che influisce sul ritiro), lo
spessore del laminato (per la presenza di inclusioni), lo stato di sollecitazione, il preriscaldo della saldatura (la cui presenza o meno pu anche
fare la differenza tra lamiera normale e lamiera Z15), eventuale carico
esterno di compressione al traverso corto.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

ne

ri

TN

Il CALCOLO a FATICA dei giunti

int

ing
e
din
Or
o

er
no

co

rs

Le verifiche a fatica dei giunti


saldati sono trattate nel dettaglio nella parte 1-9 di EC3.
E raccomandato di calcolare le
tensioni di fatica agli stati limite
di servizio, con riferimento ( 5)
alle tensioni nominali (combinate, ricavabili dallo stesso modello eventualm. adottato per
lanalisi statica), oppure alle tensioni geometriche (hot spot).
Per le saldature a cordoni dangolo, in particolare, la procedura
di calcolo delle tensioni nei cordoni differisce dalla verifica di
resistenza allo SLU: si calcolano
infatti le tensioni dimensionanti
; ;
(rif. figure a fianco).
nella sezione ribaltata.
Si definiscono poi le tensioni
risultanti (convenzionali) trasversali e tangenziali al cordone

eg

da EN 1993-1-9 5

us

x trasversale

rs
olo

x tangenziale

(NB: sono comunque orientate rispetto alla sezione di gola minima!)

pe

Importante: non permessa la


ridistribuzione plastica!
I carichi di collasso a fatica
restano infatti in campo elastico

Importante
Nella fatica determinante la
variazione della tensione,
e non tanto il suo modulo.
Fondamentale per le scelte del
progettista il livello di gravosit
dell intaglio o particolare
strutturale costituito
dalla saldatura:
cordoni dangolo
a sovrapposizione
saldature di testa e a T

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Limitazioni di norma (EC3-1-9 8)

TN

La parte 1-9 non applicabile alla fatica oligociclica (caratterizzata


da un basso numero di cicli) e, pi in generale, valida per
(EC3-1-9 8 (1))

ing

eg

ne

ri

IIW raccomanda inoltre che le tensioni di hot-spot risultino < 2 fy.


La temperatura non deve superare i 150C e lambiente non dovr
essere corrosivo (solo normale corrosione atmosferica).
Anche gli urti eccessivi sono da escludere.
Metodo alternativo della tensione modificata (EC3-1-9 7.1 fig. 3)

rs

Or

din

Alcuni particolari costruttivi sono posti dalla norma nella categoria inferiore,
per evitare situazioni non conservative, non corrispondendo esattamente
secondo le sperimentazione alla categoria superiore, e contraddistingue
queste categorie con un asterisco.
E consentito salire di una categoria, spostando per il limite a fatica a cicli
costanti 'VD da 5 a10 mil., dove la curva cambia pendenza da m=3 a m=5
e il limite 'VD globalmente si riduce (cfr. tabella), mentre si era alzato di una
categoria quello a 2 mil. 'VC. Vedere al riguardo anche lesercizio n. 5.
curva modificata alternativa

'VC

'VD a 5 mil.

'VL

'VC

'VD a 10 mil.

'VL

36
45
56

26,5
33,2
41,3

14,6
18,2
22,7

40
50
63

23,4
29,2
36,8

14,6
18,2
22,7

er
no

categoria
36*
45*
56*

co

curva standard

int

Nodi di travature reticolari (EC3-1-9 6.4)

rs
olo

us

Si pu tener conto dei momenti secondari di nodo nelle travature reticolari


a profili tubolari saldati, rispetto al nodo incernierato semplificato, tramite
un fattore di amplificazione k1 (prosp. 4.1 e 4.2) per mezzo della formula

Cicli variabili. Spettri di carico

pe

Il caso di cicli costanti - quindi tra loro tutti uguali - piuttosto raro nella pratica, mentre pi spesso i cicli sono tutti diversi tra loro, oppure suddivisi a
blocchi, quando la storia del carico in esercizio si ripete.
La norma riconduce i cicli variabili a un ciclo equivalente costante e ripetuto
lo stesso numero di volte, tale da avere la stessa gravosit in termini di fatica, o calcola la quota di danno provocato da ogni ciclo o blocco di cicli.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

din

ing

eg

ne

ri

pe

rs
olo

us

int

er
no

co

rs

Or

Tabelle dei cicli ricavati


dalla regola del serbatoio
e relativo spettro

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Note sui prospetti dei particolari e sul calcolo delle tensioni

TN

ri

Sono invece da conteggiare le eccentricit strutturali e locali (disallineamenti, distorsioni, tolleranze di fabbricazione) e gli effetti
secondari, cos come le deformazioni imposte e le rigidezze reali.
Se non diversamente specificato, le tensioni sono calcolate nella
sezione netta.
La ripartizione dei carichi deve considerare eventuali concentrazioni
locali e curvature.
Il calcolo in base alle tensioni nominali pu essere modificato per
tener conto tramite il coefficiente kf di concentrazione delle tensioni
(SCF) analogo a quello visto per i nodi di travature reticolari - degli
effetti di intagli geometrici, come fori, disallinea-menti, eccentricit,
ecc.

int

us

ove i fattori Oi sono i coefficienti di danneggiamento equivalente dipendenti dagli spettri, ev. ricavabili dallAppendice A.
Il fattore kf, quando non fornito dalla norma, reperibile in direttive e a
letteratura specialistica, talora scisso nelle due componenti assiale e
flessionale della tensione (e del delta).
Anche l effetto dimensionale (che vede la fatica penalizzata, come
noto, dai maggiori spessori/diametri) si pu considerare tramite un
coefficiente ks, previsto nei prospetti, ad esempio ks = (25/t)1/5

er
no

co

rs

Or

din

ne

eg

Le tensioni nominali nel metallo base si devono calcolare con la teoria


elastica e non prevista e ammessa alcuna ridistribuzione plastica,
rimanendo le tensioni di fatica in campo appunto elastico.
Il calcolo delle tensioni (nominali) deve essere eseguito nella direzione delle frecce - quando presenti nei singoli particolari dei prospetti
- e nel piano ad esse  (e parallelo al piano di sviluppo della cricca).
Le tensioni residue di saldatura (e con esse i fenomeni legati alla
triassialit) e i vari difetti metallurgici sono implicitamente considerate
nei particolari, come pure gli effetti locali e di concentrazione delle
tensioni, senza quindi doverli introdurre appositamente nel calcolo.

ing

I particolari strutturali non dipendono dal tipo di acciaio (si riferiscono

rs
olo

pe

infatti a tutti gli acciai strutturali delle EN 10025 da S235 a S700, ma anche
EN 10149, EN 10210, EN 10219, e inox EN 10088, purch rispettino la
EN 1993-1-10).

La resistenza dellacciaio, se ha la sua influenza nel ritardare


linnesco della cricca (interessa i pezzi meccanici non saldati), non
influisce invece sulla sua propagazione, determinante per la durata a
fatica dei pezzi saldati: in essi linnesco infatti gi presente, a
meno che le saldature non siano molate e sottoposte a distensione.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

II - Giunti trasversali testa a testa

TN

Nei cordoni con piatti di estremit asportati e molati, linnesco della rottura si verifica preferibilmente al piede di saldatura,
per poi propagarsi allinterno del materiale base. In presenza di piatto di supporto linnesco dovrebbe avvenire alla radice,
per poi propagarsi nel piatto.

5) saldature trasversali di lamiere o piatti


6) giunti completi di testa di travi laminate senza slot
7) giunti trasversali di lamiere o piatti gradualmente
rastremati in larghezza e spessore  1:4

90
0.724'Vc
0.641'Vc

0.405'Vc

ing

prescrizioni e note

din

Saldature eseguite da entrambe i lati


Sovrametallo < 10% larghezza del cordone, ben
raccordato con la superficie
Talloni di estremit da rimuovere a fine saldatura
Molatura bordi // forza
Saldature 5) e 7) da eseguire in posizione piana
CND (Nota: Livello di qualit B)


0.2

Or

t > 25 mm  ks = (25/t)

IIW
'Vc

2
5
10
100

particolare strutturale 211

'Wc

saldatura trasversale di forza piena penetrazione (a X o a V)


rasata
senza piatto di sostegno

106

rs

112
0.641'Vc
0.405'Vc






er
no

prescrizioni e note

co

0.724'Vc

CEN/TS 13001
'Vc
'Wc

o
us
90

particolare strutturale A.3 n.2


giunto di testa simmetrico
forza normale al cordone



0.724'Vc

rs
olo

2
5
10
100

100% CND

int

Saldatura ambo i lati


Molatura cordone in direzione della forza
Talloni di estremit da asportare
Rasatura bordi in direzione forza
La qualit della saldatura non pu
essere verificata solo con CND, ma con
procedimenti qualificati in Produzione.

106

0.641'Vc








0.405'Vc

prescrizioni e note

Condizioni base


x disposizione simmetrica
x piena penetrazione
x saldatura manuale o semiautomatica
x presenza di tensioni residue modeste
x disallineamento < 1
Condizioni speciali
x tensioni residue rilevanti (es. giunti di pezzi
fortemente vincolati): una classe inferiore

pe

ne

2
5
10
100

'Wc

eg

'Vc

particolare strutturale 5, 6, 7 - tab. 8.3

ri

EC3

106

Piatto di sostegno metallico


Qualit livello C


,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Esempi applicativi
Calcolo di giunti saldati ricorrenti

ri

TN

us

int

er
no

co

rs

Or

din

Disegno del giunto

ing

eg

ne

1) Giunto a cordoni dangolo


trave-colonna a flessione e taglio

rs
olo

Dati di progetto
Materiale profili e diaframmi: S275 EN 10025-2 fu = 430 N/mm2

pe

Cordoni di saldatura con sezione piena a tutta lunghezza

NEd = + 300 kN
VEd = 250 kN
MEd = 150 kNm

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

a) Ai cordoni danima viene assegnato il compito


di assorbire tutto il taglio, uniforme lungo la
lunghezza verticale dei cordoni di saldatura.

ne

ri

b) La flessione si fa assorbire ai cordoni sia


delle ali che delle anime, con distribuzione
elastica lineare degli sforzi.
c) Lo sforzo normale va sullintera sezione.

Calcolo delle tensioni

din

Sulla base delle assunzioni fatte, le tensioni di riferimento sui cordoni si calcolano come di seguito.

ing

eg

La figura a fianco la rappresentazione schematica.

Vf = MEd 18/Iy = 15010318/16300

= 166 N/mm2

Or

Vw = MEd 14,25/Iy = 15010314,25/16300 = 131 N/mm2

= 40 N/mm2

Ww = VEd/Av = 250103/ 2850

= 88 N/mm2

rs

VN = NEd /A = 300103/7610

co

Le tensioni cos calcolate si scompongono rispetto


al piano a 45 della sezione di gola, come previsto
nel metodo direzionale.

er
no

Si ritiene significativo farlo solo per i punti 1 e 2


della sezione, essendo quelli maggiormente sollecitati, come immediato verificare.

int

Cordoni dala - punto

= 146 N/mm2

= 146 N/mm2

us

Vid,a =

= (Vf + VN) /2 = (166+40)/2

= 292 N/mm2

pe

rs
olo

Cordoni danima punto

= (Vw + VN) /2 = (131+40)/2

= 121 N/mm2

= 121 N/mm2

= Ww

Vid,b =

88 N/mm2

= 286 N/mm2

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Verifica di resistenza

= 117 

= 367 N/mm2

ne

= 453 N/mm2

eg

Vid,f = 272  fw,d

ri

cordoni orizzontali

= 453 N/mm2

= 117 

= 367 N/mm2

347/453 = 77% di utilizzo

Vid,w = 347  fw,d

ing

cordoni verticali

Or

din

Considerazioni

 la componente tensionale pi
forte quella normale, che verrebbe trattata dal metodo semplificato come la pi gravosa tangenziale

rs

Nel caso esaminato il fattore di utilizzo non risulta


eccessivamente elevato (77%), ma non comunque
scontata la verifica anche con il metodo semplificato.

er
no

co

Le sezioni di gola hanno unaltezza (8 e 6 mm) abbastanza pi piccola dello spessore delle rispettive
pareti del cassone (piattabande da 12 mm e anime
da 7 mm) e inoltre il materiale base acciaio S355, Ew = 0,9
con caratteristiche quindi analoghe a quelle del
 con metallo base invece acmetallo dapporto.
ciaio S235, quello dapporto quasi

int

Si pu quindi ritenere che la resistenza di progetto dei sicuramente ancora S355, per
cordoni sia senzaltro inferiore a quella della sezione cui il divario reale di resistenza
dovuto agli esigui cordoni pi
base del cassone.
attenuato

pe

rs
olo

us

Questo, salvo pi approfondite analisi, rende improponibile che in zona nodo possa attivarsi una cerniera
plastica.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Parametri di sollecitazione

ne

ri

La sezione saldata a piena penetrazione gravata da


momento flettente, forza assiale e forza di taglio.

= 2400 Nm

MEd,h = F3 0,12/2 = 90103 0,06

= 5400 Nm

Forze di taglio
=

90 kN

VEd,y = F1

40 kN

din

VEd,z = F3

ing

MEd,v = F1 0,12/2 = 40103 0,06

eg

 nei piani verticale e orizzontale


con riferimento alla struttura

Momento flettente

Forza assiale

NEd = -F2

Or

= -130 kN

Distribuzione dei carichi

 di compressione

co

rs

I carichi esterni, come ammesso dalla norma ( 4.9),


vengono ripartiti in maniera semplificata sul giunto in
 assi riferiti alla sezione UPN
base alla seguente schematizzazione:

er
no

taglio verticale VEd,y


assorbito dalla saldatura delle ali del profilo UPN
taglio orizzontale VEd,z
assorbito dalla saldatura dellanima del profilo

UPN 140

int

momento flettente MEd e forza normale NEd


distribuiti sullintera saldatura

us

Grandezze geometriche e statiche

rs
olo

La norma stabilisce che la verifica del giunto a piena


penetrazione corrisponda a quella della pi debole
delle due parti collegate nel nostro caso il profilo
UPN 140 di cui si riportano le caratteristiche.

pe

A
Az = A - 2btf + (tw + r1)tf
Ay = A - Az
Ix = 605 cm4
Wy
Wz,s = 14,8 cm3

= 2040 mm
= 1010 mm2
= 1030 mm2
Iy = 62,7 cm4
= 86,4 cm3
Wz,i = 35,8 cm3

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

h = 140 mm
b = 60 mm
ey = 17,5 mm
tf = r1 = 10 mm
tw = 7,0 mm

SDJ

TN

Dimensionamento del cordone a tratti

ing

Fissata quindi laltezza di gola (appunto quella


minima a = 5 mm) si tratta a questo punto di dimensionare lunghezza e passo dei tratti, in coerenza
con il calcolo e la normativa (ved. figg. a fianco).

eg

ne

ri

Se i richiamati motivi economici portassero a scartare  la trave potrebbe essere molto


lunga e magari pi travi uguali
i cordoni continui - volendo rispettare i limiti DIN
dovrebbero avere infatti altezza di gola minima di
5 mm (e lato z = 7 mm) contro i 3 mm del calcolo si potrebbe optare per cordoni a tratti sfalsati da
eseguire con un altezza di gola secondo DIN.

din

Si fa riferimento al 4.3.2.2 di EN1993-1-8.

L < 12 tw (=120); 0,25 b (=75); 200

= 75 mm

 applicabile se i tratti opposti


non sono sovrapposti

rs

Or

Fissato questo limite (oltre a quello dell altezza di


gola) si pu calcolare il valore del tratto l.
Per le saldature a tratti la norma richiede di amplificare la forza lineare Fw,Ed con un fattore (1+ e/ l), per
cui si verifica, con riferimento al singolo cordone

co

(1+ e/ l)Fw,Ed  a fvw

(1+ e/ l)700  5208

er
no

da cui si ricava il rapporto fra tratto libero e tratto saldato (uguale anche al rapporto tra le altezze di gola
minima di calcolo 3,5 mm e min. di norma 5 mm)

e/l  0,49

int

e comporta tratti opposti tra loro sovrapposti, per cui


perde di significato limitare L dato che risulta e < l.

Si pu cos fissare

us

e = 100 mm

l = 220 mm

rs
olo

Verifica a fatica

pe

Per la verifica a fatica si deve far riferimento allo stato


di tensione flessionale (la flessione pulsante dallo
zero), calcolando il delta di tensione agente sul lato
interno dellala.

'VE = ('MEd /Iy )(h/2-tf)


= (400-100)103/169054 29,3

= 52 N/mm2

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

ri

5) Giunto a cordoni dangolo a fatica


fazzoletti di base di colonna irrigidita

us

int

er
no

co

rs

Or

din

ing

eg

ne

Disegno del giunto

rs
olo

Dati di progetto

pe

Materiale profilo HE300B e lamiere: S275 EN 10025-2 fu = 430 N/mm2

Fv,ED = 300 kN (valore massimo, posizionato come nel disegno)


'Fv = 60 kN

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Limiti di fatica
A norma, il limite di fatica 'VD ad ampiezza
costante alzato da 108 a 5 106 cicli.

ne

ri

= 26,5 N/mm2

eg

= 36 N/mm2

ing

Per la cat. 36* la norma consentirebbe di


passare a quella superiore (40) spostando
per il limite ad ampiezza costante da 5106  il 'VD diminuisce da 26,5 a 23,4, resta
l unico vantaggio di una maggior
a 107 (cfr. 7.1 - fig. 7.3 e pag. 151).
6

resistenza a 2 10 cicli (con pochi cicli)

Or

Le formule di verifica proposte riferiscono il


delta di tensione a 2106 cicli

din

Verifica

= 27,1 N/mm2

'WE,2 = 'W// (5/2)1/5

= 18,0 N/mm2

rs

 per la categoria superiore 40 diventa


'VE,2 = 'VWf (10/2)1/3 = 34,2 N/mm2
con incremento del 1,26, che non copre
lincremento di categoria 40/36 1,12
(serie di Renard R20)

er
no

a) JFf 'VE,2  'VC / JMf

co

per cui risulta

con 'VE,2 = 'VWf (5/2)1/3

b)JFf 'WE,2  'WC / JMf

JFf = 1,0

int

Si assumono come fattori parziali

JMf  1,35

e perci

a) JFf 'VE,2  'VC / JMf

us

127,1  36 /1,35 = 26,7 N/mm2

rs
olo

b) JFf 'WE,2  'WC / JMf


118  80/1,35 = 59,2 N/mm2

La verifica per le tensioni normali non soddisfatta, anche se per poco.

pe

Con la categoria superiore il limite di fatica


scende ulteriormente (cfr. pag. 151) per cui
per rientrare bisogna agire sugli altri parametri di fatica.

 si pu anche rivedere il valore assunto


per JMf, e anzich assumere il massimo
1,35 previsto dalla norma scendere (se
permesso) a valori inferiori (es.1,25)

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

TN

Premesse di calcolo

ne

ri

Viene richiesta la verifica della saldatura a cordoni dangolo di giunzione della rotaia di scorrimento - allineata sulla verticale di una delle due
anime del cassone - sulla piattabanda.

eg

Carichi di progetto per la verifica di resistenza

M = 1,2

din

coefficiente dinamico

Senza approfondire in questa sede, si assume


per i carichi verticali

ing

I carichi sono dati da catalogo, per cui si devono


amplificare in base alle caratteristiche della gru,
 EN1991-3
come previsto dalla normativa.

e, indistintamente per tutti i carichi,

J =1,35

Or

fattore parziale di sicurezza

Tratto collaborante

er
no

co

rs

Il carico/ruota, attraverso i cordoni, si trasmette


allanima sottostante agendo su un tratto collaborante valutato con lipotesi di diffusione a 45 del
carico, come previsto dalla normativa specifica
CEN/TS 13001-3-1:2004 e EN 1993-6 (da cui la
figura riportata a fianco).

= 2501+ 0,2315/2

> 130 mm

int

Eccentricit del carico/ruota

us

La ruota non lavora perfettamente in asse rotaia,


per cui stabilita per norma una certa
.  EN 1993-3 fig. 2.2
eccentricit
e = b/4 = 60/4 = 15 mm
Carichi a fatica

pe

rs
olo

Ai fini della verifica a fatica del giunto


x si introduce un coefficiente dinamicoM = 1,1
x il carico orizzontale Ph non affaticante
x il numero dei cicli previsto per la gru viene
raddoppiato considerando il passaggio della
testata del carroponte con due ruote: ci equivale a passare alla classe superiore S5
x non si tiene conto della eccentricit e del
carico/ruota

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

N
ing
eg
ne
ri
T

Nota sulla normativa

pe

rs

olo

us

int

er

no

co

rs

Or

din
e

A tuttoggi manca ancora la pubblicazione sulla G.U. degli


Annessi nazionali degli Eurocodici cui il T.U. fa riferimento, gi
approvati dal Consiglio superiore LL.PP. e resi disponibili per gli
addetti ai lavori.
Gli Annessi tecnici sono indispensabili anche formalmente per
poter applicare il T.U. che in Italia ha valore cogente di legge e
non solo direttivo o di buona regola di progettazione come ad
esempio sono le DIN o le -Norm in ambito tedesco.
Nel frattempo gi partito ed a buon punto liter di correzione
di errori e incongruenze delle norme, ma anche di verifica di
applicabilit e impatto, per poter approdare a una loro
revisione/modifica.
Allo scopo sono stati appositamente istituiti sia una Commissione ministeriale che dei Gruppi di lavoro sul campo (con
le rappresentanze delle Associazioni e degli Ordini coinvolti).
Sul fronte pi ampio e - per le ovvie difficolt ed i vincoli
legislativi - a pi lungo termine, si sta anche procedendo a una
razionalizzazione delle legislazione tecnica vigente la quale,
mano a mano che stata emanata pu aver assunto aspetti di
incongruenza se non di conflittualit.
Il riferimento alle leggi n.1086 del 1971 e n. 64 del 1974, al
DPR 380 del 2001, non dimenticando il forte impatto che sta
avendo la EN 1090 (entrata in vigore al termine del periodo di
coesistenza prorogata a luglio 2014) nei confronti di costruzione
e commercializzazione delle strutture in acciaio e alluminio.

,OFDOFRORGHL&ROOHJDPHQWLVWUXWWXUDOLVHF(&
UHYH

SDJ

Letteratura e documentazione tecnica utilizzate e di consultazione:


Owczarzak- Stracke, Seminarunterlagen DIN EN 1993 Teil 1-8 Verbindungen, 2005
P.Pozzati, Teoria e tecnica delle Strutture, Utet, 1977
G.Wagenknecht, Stahlbau Praxis nach Eurocode 3, Bauwerk, 2011
C.Seelberg, Kranbahnen, Bauwerk, 2009
B.Cordova, Costruzioni in acciaio, Hoepli, 2011
G.Hnersen-E.Fritzsche, Stahlbau in Beispielen, Werner Verlag, 2001
A.Nussbaumer-L.Borges-L.Davaine, Fatigue Design of Steel and Composite Structures, Ernst&Sohn, 2011
G.Ballio-F.M.Mazzolani, Strutture in acciaio, Mondadori, 1979
U.Carputi-M.Locatelli, Collegamenti chiodati e bullonati, Cisia, 1977
G.F.Costa-I.Daddi-F.M.Mazzolani, Collegamenti saldati, Cisia,1973
VDI 2230, Systematische Berechnung hochbeanspruchter Schraubenverbindungen, 2003
Documentazione consultabile in internet
Alcune fotografie sono state riprese dai testi
Collegamenti chiodati e bullonati, CISIA, 1973
Kranbahnen, Bauwerk, 2009
Catalogo V.AR.VIT SBE
Per i disegni ha collaborato p.i. Carlo Prestopino