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Lavventurismo del senso comune
marted, 20 ottobre, 2015 13:16 0 commenti
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Autore:
Redazione
rete fili

Pi di ventanni di politica italiana sono ricondotti, nellultimo libro di Michele Prosp


ro (Il nuovismo realizzato. Lantipolitica dalla Bolognina alla Leopolda, Roma, Bordea
2015, pp. 418, euro 26) al filo conduttore dellantipartitismo, e in generale dellant
ipolitica che nei partiti ha avuto la propria testa di turco.

Unantipolitica solo parzialmente spontanea generata da una rivolta etica contro il s


ema politico degenerato e in gran parte indotta dallalto, da agenzie di senso e da po
teri mediatici (a loro volta riconducibili a forze economiche) interessati al risul
llantipolitica: non solo distruggere i partiti esistenti (un disegno di lungo periodo
della storia dItalia, prevalentemente connotato a destra, da Minghetti a Maranini
o), realizzando una discontinuit radicale (unidea a cui non si sottrassero per n i
cchetto n i Girotondi, e che fu il cavallo di battaglia del primo Berlusconi), ma scre
itare la forma partito in quanto tale (sintende, il partito pesante, organizzato, che
spazio di confronto e di partecipazione dialettica, ovvero di mediazione). E aprire
strada al Nuovo, che un miscuglio di ideologia (la societ liquida, lindividualismo p
ostpolitico, limmediatezza) e di solida realt, tanto istituzionale (il partito legg
democrazia dinvestitura, lo spostamento del potere verso lesecutivo, il leaderismo
o-carismatico) quanto economica (la fine della politicit del lavoro, la sua precarizz
ne e la sua subalternit) quanto infine sociale (laumento delle disuguaglianze, il decl
ino programmato del ceto medio).

Prospero, per questa via, incontra (convocando un grande materiale analitico in chiav
revalentemente politologica) una contraddizione strutturale dellintero processo
co preso in esame, ossia le due crisi di sistema del 199394 e del 201314, tutta la
seconda repubblica e linizio della terza: da una parte vi in questa storia un dato
di occasionalit, di contingenza, e quindi vi preponderante lagire di una persona
, Renzi) e anche il suo dire, il suo narrare, il suo raffigurare per il popolo un al
tro mondo, ricco di speranza e di ottimismo e quindi ben diverso da quello di cui l
a maggior parte dei cittadini fa esperienza. Questo livello spiegato con frequenti r
imenti a Machiavelli, non tanto perch lautore sostenga che Renzi incarna il Principe n
ovo anzi, spesso attraverso Machiavelli si mettono in rilievo debolezze e fallacie d
suo agire, la sua propensione alla fuga nellirrealt, al romanticismo politico, a un
ismo fatto di annunci quanto piuttosto per il peso inusuale (rinascimentale) che l
a del singolo ha nella vicenda politica contemporanea.

Daltra parte, nondimeno, questa figura di Principe immaginario e dopo tutto incapace
are una forma alla repubblica, impegnato com a gestire continue emergenze in continu

abulazioni, contraddetta dalla robustissima realt delle profonde trasformazioni


gire produce: veramente il partito sul punto di estinguersi e di divenire un corteo d
obbedienti seguaci, in perenne lotta tra loro (soprattutto attraverso lo strumento
delle primarie, che doveva essere di apertura alla societ civile e che invece una le
va per i conflitti interni), mentre nei territori le cordate di potere prendono il pos
to della partecipazione; veramente le istituzioni (e il parlamento in primo luogo) s
ndebolite dalla personalizzazione della politica, e trovano energia politica solo
che erano state pensate come posizioni di garanzia (Quirinale e Consulta); veramente
a politica ormai competizione fra leader populisti extraparlamentari per la con
lettorato sempre pi passivo (anche se in parte estremizzato); veramente questi proc
sono sviluppati coinvolgendo tanto la destra quanto la sinistra fino allattuale forma
si, non casuale, di un partito di Centro la cui forza di gravit spappola ogni altra f
ormazione politica; veramente sono stati varati il jobs Act e la legge elettorale per
la camera ed in corso di approvazione la riforma della Costituzione; veramente il sin
acato stretto nellangolo e gli viene sottratta la contrattazione nazionale; veramen
sinistra fatica (ed un eufemismo) a trovare una base sociale, una chiave di lettura
del presente, una missione politica; veramente lastensione e il populismo assorbono e
utralizzano le energie che potrebbero essere di protesta; veramente lanalisi strutt
lla realt passa in secondo piano rispetto alla traduzione emotiva dei problemi e alla
questione della legalit.

Loccasionalismo produce un ordine, quindi; lavventura personale costruisce forma polit


ca, la chiacchiera largamente performativa; limmediatezza anche mediazione. Un or
erto, non inclusivo ma escludente che espelle da s le contraddizioni, perch non le
(e in ci il Pd ben diverso dalla Democrazia Cristiana, pur riprendendone il ruolo cen
ale di pivot e di diga) e che cerca una base di consenso nel livello pi semplice de
l senso comune (molto bene interpretato), eludendo o smorzando ogni tema controverso e
d escludendo il pensiero critico (i gufi, i professoroni); una forma contradditt
dalla conflittualit fra quel che resta del vecchio partito e il nuovo leader, fra anti
i professionismi e il nuovo populismo mite che la cifra ideologica del Capo (tutt
dilettante, in verit). Eppure, con queste contraddizioni, Renzi non solo un problema
a anche una soluzione; non solo un coacervo di azzardi e di provvisoriet ma anche un f
attore di stabilit; non solo un produttore dannunci e dirrealt ma anche un fabbric
ealt e di processi.

una realt condizionata dal populismo (Berlusconi il populismo nichilistico-azie


Grillo il populismo aggressivo dal basso, Renzi il populismo mite del potere), fun
ale, in quanto implica una societ disgregata che non deve essere letta politicamente,
alla presenza onnipervasiva di logiche e valori liberisti, rispetto ai quali la sini
a (il Pd) , non certo da oggi, del tutto interna. Ma realt, o almeno fascio di pot
ere efficace. vano pensare che il tempo breve, lattimo, delloccasione e della decisio
ne non abbiano la forza di reggere lassetto della politica; anzi, ne sono capaci, s
i dilatano in uneccezione permanente che il tempo lungo in cui si presentano oggi il
otere e la libert che esso concede.

La risposta a ci della sinistra, secondo Prospero, il partito organizzato, capace di


primere ripoliticizzazione della societ, partecipazione popolare e leadership a
pulista). Pi facile a dirsi che a farsi, naturalmente. Certo che la sinistra avr un
uro solo se sapr pensarsi a questa altezza, e se a partire dalle contraddizioni del pr
ente, ben identificate, sapr proporre un modello di societ che combini in s, con la s
sa forza, unanaloga e opposta capacit di tenere insieme limmaginario e il reale.
Carlo Galli - Il Manifesto