Sei sulla pagina 1di 16

CON LE MONDE DIPLOMATIQUE + EURO 2,00

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46)
art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C/RM/23/2013

ANNO XLV . N. 253 . VENERD 23 OTTOBRE 2015

EURO 1,50

INCHIESTA SU APPALTI PILOTATI E VOTO DI SCAMBIO

Corruzione quotidiana,
dieci arresti allAnas
L

a sensazione deprimente, vista proprio la


quotidianit della corruzione, dice sconfortato il procuratore capo di Roma Giuseppe
Pignatone a proposito della nuova inchiesta
sullAnas. Trentuno le persone coinvolte, tra cui lex
sottosegretario ai trasporti del governo Prodi Luigi
Meduri, dieci gli arresti gi effettuati.
Tra le carte degli inquirenti un giro di appalti pilotati, presunto voto di scambio, favori su penali e pratiche di pagamento. Il tutto in cambio di mazzette e voti, con tanto di pizzini di stile mafioso e un linguaggio
in codice spregiudicato. In un vortice di feste e legami che si snodano tra Roma e la Calabria a guida democratica.
MESSINETTI |PAGINA 5

DE MAGISTRIS

Il sindaco: Renzi stai sereno,


nessuna prescrizione: sono
stato assolto. Se avessi mollato
Napoli sarebbe stato golpe
ADRIANA POLLICE |PAGINA 4

TASSE

Il castello
sfatato
Marco Bascetta

eanche Gulliver, nei suoi


straordinari viaggi, si mai
imbattuto in un paese in
cui scontrini e castelli occupassero il centro del dibattito politico.
Del resto quando si procede lungo binari obbligati e compatibilit
senza varianti trovare oggetti di disputa richiede un sempre maggiore sforzo di fantasia.
Cos il premier avrebbe fatto
marcia indietro sulla detassazione
dei primi castelli. Non laveva mai
prevista? Si lasciato convincere?,
si interroga la stampa pi maliziosa.
CONTINUA |PAGINA 3

Regioni da vendere

IRAQ/GUERRA ALLISIS

Il Kurdistan
in rivolta
contro Barzani,
scontri e morti
Migliaia di manifestanti, 5 morti, 200 feriti. il bilancio di giorni di proteste nel Kurdistan iracheno contro limmortale presidente Massoud Barzani. Il suo
mandato scaduto il 20 agosto ma le attese elezioni non si
sono mai tenute: il Ministero
della Giustizia ha prolungato la
sua presidenza fino al 2017.
CRUCIATI|PAGINA 7

TERRITORI OCCUPATI

morto ieri
Hashem
Azzeh, medico
pacifista
morto ieri a Hebron il dottor
Hashem Azzeh. Per comprendere i
Territori occupati bisognava ascoltare i racconti di questo medico
palestinese colto e dai modi gentili, contrario alla violenza: morto
a 54 anni mentre cercava di raggiungere lospedale dopo un malore al petto, tra laria impregnata di
gas lacrimogeni degli scontri in
corso.
GIORGIO |PAGINA 7

PORTOGALLO

Il governo va
al centrodestra
Sinistre
sulle barricate

Meno tasse per tutti, anzi no. Il sottosegretario Zanetti smentisce Renzi: possibile aumento di Irpef e Irap per gli
enti locali indebitati. Il Piemonte (insieme ad altre regioni) rischia la bancarotta e il presidente della conferenza
Stato-Regioni, Chiamparino, si dimette. Intanto nessuna legge di stabilit in parlamento PAGINE 2,3
BIANI

GRECIA | PAGINA 6

ARGENTINA

Domenica
le presidenziali
Tommaso Nencioni

ue se vayan todos! Era il dicembre


del 2001, e lintera classe dirigente
argentina sprofondava nel grado zero della sua credibilit. Il Presidente De la
Ra aveva appena scatenato una selvaggia
repressione nel tentativo di porre un freno
ai tumulti sociali che scuotevano il Paese,
giunto al culmine della stagione della grande espropriazione neoliberista. Le ingenti
privatizzazioni avviate da Menem negli anni Novanta sotto lombrello del Washington consensus avevano gi destrutturato
lapparato produttivo e finanziario nazionale a vantaggio dei centri metropolitani
CONTINUA |PAGINA 8-9

Dopo venti giorni di stallo


post-elettorale il presidente portoghese Carvaco Silva ha sciolto la riserva: lincarico per il
nuovo governo va al centrodestra di Passos Coelho. Sar di
minoranza ma lEuropa pu
tirare un sospiro di sollievo prima del voto in Spagna. La sinistra giura: cadr allaprima occasione
ADINOLFI|PAGINA 6

TEMPLI DEL PRESENTE

Quel privilegio
di essere Maxxi
ALESSANDRO MONTI l PAGINA 10

UN CONVEGNO A LECCE

Liberiamo Gramsci
dalla propaganda
LEONARDO PAGGI l PAGINA 11

Sulle frequenze tv
il governo Tsipras
sfida gli oligarchi
Il governo greco ha anche chiesto le dimissioni
della responsabile dellAgenzia fiscale del paese

pagina 2

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

REGIONI DA VENDERE

Sanit

Polemiche con il governo Renzi e grandi incertezze: le regioni ignorano se


1 mld per i Lea, i contratti e farmaci sono fuori o dentro il fondo nazionale

Lo strappo
delle Regioni

MATTEO RENZI FOTO ANSA

Conferenza degli enti locali, Chiamparino lascia


la presidenza: Il governo dica se laumento del
Fondo sanitario vincolato. Spunta laumento
del ticket per gli enti in disavanzo sanitario
Roberto Ciccarelli

o strappo con il governo


forte, anche se ingentilito da
parole di circostanza. Le dimissioni di Sergio Chiamparino da
presidente della Conferenza delle
Regioni sono irrevocabili e sono
state congelate fino alla conclusione delle trattative sui tagli alla sanit contenuti nella legge di Stabilit. A pesare, certo, c' il disavanzo
da 5,8 miliardi di euro della sanit
piemontese accertato dalla Corte
dei Conti, ma i motivi sono profondamente politici e confermano
l'esistenza di una forte tensione
con Palazzo Chigi.
Una delle poche cose certe della
finanziaria, ancora ieri in corso di
limatura e data sulla strada verso il Quirinale, il taglio al fondo
sanitario nazionale dai 113 miliardi promessi a luglio ai 111 miliardi
confermati da Renzi. Chiamparino
ha specificato che una parte dei tagli da 2,2 miliardi sono stati neutralizzati: in pratica, ha ottenuto
uno sconto da 1,3 miliardi, portando il taglio a 900 milioni di euro. C' un lavoro - ha aggiunto da fare utilizzando il fondo per il
riacquisto dei bond, la possibilit'
di riutilizzare il disponibile per coprire una parte dei tagli. Se va in
porto questo la parte extra sanit
in parte coperta. In mancanza del
testo ufficiale i presidenti delle
regioni ieri ignoravano se gli 800
milioni dei nuovi Livelli essenziali
di assistenza (Lea) sono compresi
nei 111 miliardi del fondo sanitario nazionale. In caso affermativo,
l'aumento di un miliardo del Fondo promesso dal governo solo
qualche giorno fa sarebbe neutralizzato. Il gruzzoletto per la sanit di cui ha parlato Renzi diventerebbe addirittura incapiente
se il contratto dei medici (400 milioni) e la spesa per i farmaci innovativi o per combattere l'epatite C
(600 milioni) fosse addebitato al
Servizio Sanitario nazionale.
Una risposta da parte del governo non irrilevante per capire se
questo miliardo in pi messo in
legge di stabilit nel fondo sanitario sufficiente o no ha detto
Chiamparino.
Questa era ieri la fotografia del
caos provocato dall'annuncite di

Renzi. Altri nodi sono arrivati al


pettine delle regioni: il divieto imposto dal governo di aumentare le
tasse locali, ad esempio. L'annuncio di Renzi ha preso in contropiede le regioni al punto da portare
Chiamparino ad escludere una simile misura: Non credo sia possibile, al massimo pu arrivare una
moral suasion ha detto - Certamente la nostra intenzione non
mettere nuove tasse. Ma questo
non affatto detto. Dipende
dall'entit dei tagli in arrivo alla sanit. Nel profluvio delle voci incontrollate ieri spuntata una clausola fatale: l'aumento automatico
delle addizionali Irpef e Irap. Per
evitarlo, le regioni potranno aumentare i ticket sanitari. Lo ha sostenuto Massimo Garavaglia, coordinatore degli assessori regionali
al Bilancio il quale, in poche parole, ha riassunto le conseguenze dei
tagli in una politica dell'austerit.
Il disavanzo in Sanit non sempre
frutto di malgoverno ha aggiunto ma anche di un'eccessiva riduzione del Fondo sanitario. Tale riduzione ha messo nei guai molte
regioni. Ancora oggi sono otto in
piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria. Lazio, Abruzzo,
Calabria, Molise, Sicilia, Calabria,
Piemonte, Puglia potrebbero essere costrette ad aumentare il ticket
per pagare i tagli del governo al
fondo nazionale. Questo il circolo vizioso dellausterit. E poi c il
dato politico di fondo: la gestione
della sanit deve tornare allo Stato? Oppure le regioni devono continuare ad averla in esclusiva? La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha definito un errore fatale la
delega della sanit alle regioni.
L'uscita non piaciuta alle regioni.
E infatti ieri Chiamparino ha risposto a Lorenzin (e a Enrico Rossi della Toscana): Se il governo ha lo
stesso giudizio si prenda la sanit
e la gestisca. Tra cinque anni faremo un confronto e vedremo se la
sanit della Toscana, del Veneto o
dell'Emilia saranno gestite meglio
con una gestione centralizzata.
Sullo sfondo emerge un problema comune a molte regioni: il
mancato varo del decreto Salva
Regioni da parte del governo.
Bloccato da Mattarella per un trucco contabile, il decreto fonda-

GOVERNO Aumento delle tasse in regioni in deficit

aumento delle tasse non ci sar, a meno che i governatori delle regioni in defict sanitario decidano altrimenti. Sembra essere questa la linea del governo confermata ieri dal sottosegretario alleconomia Enrico Zanetti: Il blocco all'aumento delle tasse locali varr per tutti fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all'addizionale regionale per le Regioni in
eventuali disavanzi sanitari. L'aumento delle tasse qualcosa che non deve
succedere. Quanto al rischio di un rincaro effettivo nelle Regioni che pi soffriranno della revisione delle risorse destinate alla sanit, questo uno spazio
che deve essere lasciato aperto - ha spiegato ancora - ove ci siano problemi di
gestione della sanit. Tutte le altre imposte - ha aggiunto Zanetti - sono bloccate. A questo si aggiunge anche il rischio dellaumento della tassazione sulle
seconde case, per compensare il taglio di quelle sulla prima. Il percorso della
legge di stabilit pieno di incognite. E tutto in salita per Renzi.

mentale per coprire 20 miliardi di


euro di fondi per i creditori degli
enti locali. una conseguenza della restituzione dei crediti della Pa.
Da quando la Corte costituzionale
ha imposto di contabilizzarli nei bilanci regionali i governi hanno fatto ricorso al fondo Salva Crediti
per erogarli. Ora che il provvedimento bloccato, gli enti locali vedono rosso.

Bilancio/ UN BUCO CATASTROFICO EREDITATO DALLA GIUNTA DI ROBERTO COTA

I debiti del Piemonte, il gelo con il premier


e lasse con il governatore toscano Rossi
Marco Vittone
TORINO

primi segni di debolezza dellapparentemente monolitico centrosinistra renziano arrivano dal Piemonte. Il governatore Sergio Chiamparino ha ieri dato le
dimissioni dalla guida della Conferenza
delle Regioni, ufficialmente a causa della
difficilissima situazione del bilancio del
Piemonte, che ha un disavanzo da 5,8 miliardi. Lo stesso Chiamparino ha spiegato
in una nota che una Regione in queste
condizioni non pu stare in testa alle altre.
Devo dedicarmi di pi al Piemonte.
Il buco di bilancio della Regione, in assenza di decreto del governo denominato
salva Piemonte, genera un piano di rientro draconiano: ottocento milioni di rata a
copertura del debito per sette anni, a fronte di una disponibilit di risorse di appena
quattrocento milioni.
Le origini del debito del Piemonte sono
note: Chiamparino eredita buchi di bilancio catastrofici generati dalla giunta del leghista Roberto Cota che, a sua volta, incolpava la precedente legislatura guidata da
Mercedes Bresso.
Inoltre, circa tre miliardi dei quasi sei
che compongono lattuale buco sono imputabili allinterpretazione del decreto 35
che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima. Se non avessimo questo problema - ha dichiarato lassessore regionale al
bilancio Aldo Reschigna - il debito sarebbe di 1,3 miliardi di euro e la rata annuale
di 230 milioni, che comunque, nonostante

le difficolt, abbiamo previsto di restituire. Il Piemonte in questo primo anno di


amministrazione Chiamparino ha dovuto
affrontare dure polemiche relative alla riorganizzazione del settore sanitario, ovviamente non indolore.
E forse le dimissioni, poi congelate,
dellex sindaco di Torino derivano proprio
dal nuovo imprinting privatistico che il governo vuole portare avanti sulla sanit. Le
tensioni tra regioni e governo sono molto
forti perch le prime si troverebbero di fatto a dover fronteggiare lennesimo taglio
delle risorse. Da qui, lo strappo del presi-

dente del Piemonte, il cui malessere pare


abbia una origine nel rapporto ormai gelido con il governo e, in particolare, alla lacunosa interlocuzione con il presidente
del consiglio Matteo Renzi. Chiamparino
e lattuale segretario del Partito democratico hanno sempre avuto un buon rapporto, ma la deriva mercatista in campo sanitario del premier sarebbe indigeribile.
Le Regioni potrebbero subire un salasso
insostenibile: il Fondo sanitario nazionale
scenderebbe alla soglia di sopravvivenza
di 111 miliardi (ne erano stati promessi oltre 113 solo in luglio). Non solo, lintera gestione da parte delle Regioni del settore sanitario stata ieri attaccata dal governo,
nella persona del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dellNcd, secondo cui la sanit delegata alle Regioni stata un errore
fatale. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha risposto che se il governo ha
lo stesso giudizio della Lorenzin bene si
prenda il settore e lo gestisca.
Lasse apparentemente anti renziano
che prende corpo tra Toscana e Piemonte trova conferma in una successiva dichiarazione, sempre di Sergio Chiamparino: Io sposo in pieno queste parole,
tra cinque anni faremo un confronto e
vedremo se la sanit della Toscana,
dellEmilia-Romagna o del Veneto saranno gestite meglio con una gestione centralizzata. Queste parole sono la cartina
di tornasole del giudizio che si ha sulle
regioni e un chiarimento serve a questo
punto anche sul ruolo che si pensa che
le regioni debbano avere

VENERD 23 OTTOBRE 2015

il manifesto

CASTELLO ELETTORALE

Manovra

Testo fantasma fino a sera. Problemi sulle coperture. Ma Renzi


annuncia trionfante: le chiacchiere stanno a zero, leconomia non pi
28 (O 48) MLN DI TAGLI AI PATRONATI: LA DENUNCIA
Tagli ai patronati da 28 a 48 milioni di euro nella legge di stabilit che si aggiungono
ai 35 gi effettuati. Ancora unindiscrezione sulla manovra finanziaria-fantasma. Lha
rilanciata lInas Cisl. L'attuale bozza del DDL stabilit -aggiunge Ital Uil- porta complessivamente il taglio annuo a 82 milioni, cio a pi del doppio di quello gi attuato
lo scorso anno. Il taglio delle risorse a Caf e patronati nella legge di stabilit non ci
permetter di fornire i servizi ai cittadini e allora il sindacato cambier: diventeremo
guide che accompagnano le persone in visita negli uffici pubblici ironizza il segretario
generale della Cgil, Susanna Camusso - Forse cambieremo mestiere e diventeremo
guide negli uffici pubblici. Lallarme serio e lo lancia lInca Cgil: Negli ultimi mesi,
da pi parti, si sta portando avanti una campagna denigratoria contro le associazioni
estere convenzionate con i patronati. Una campagna fatta di illazioni campate in aria
e insinuazioni fumose, che hanno il solo scopo di gettare fango sull'attivit degli istituti di patronato, imputando loro comportamenti fraudolenti a danno del bilancio dello
Stato italiano. L'Inca non ci sta.

GOVERNO Tagli per i dipendenti pubblici: tetto di spesa ridotto del 25%

Mannaia sul turn over


Andrea Colombo

rriva, arriva, questione di


ore, anzi di minuti. Da giorni
il governo, coerente con la
sua eterna strategia dellannuncio,
continua a garantire limminente
invio del testo reale della manovra
al Parlamento, senza che poi venga recapitato niente. Il ministro
delleconomia Pier Carlo Padoan,
che fa il possibile per adeguarsi
allinimitabile stile del suo presidente del consiglio, aveva assicurato ieri mattina dai microfoni di Radio anchio che di l a pochi attimi
il sospirato testo sarebbe quanto
meno stato inviato al Colle. Invece
a sera non sera visto niente se
non, secondo voci accreditate nel
primo pomeriggio dal malizioso
forzista Renato Brunetta, un brogliaccio pieno di buchi e privo di
tabelle, e probabilmente neppure
quello. Mentre alle 19 viene informalmente preannunciato dal governo larrivo al Quirinale, entro la
serata, del testo ufficiale della legge corredato dalle tabelle e dagli
allegati previsti.
A questo punto due sole cose sono certe. La prima che il Senato
inizier a discutere la legge di stabi-

lit con immenso ritardo sui tempi


imposti dal frettoloso Matteo quando si trattava di accampare scuse
per impedire che si discutesse della riforma costituzionale. Se tutto
va bene la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama calendarizzer marted prossimo, ma baster
un soffio di ulteriore ritardo, magari dovuto allesigenza di leggere bene la legge da parte del presidente
della repubblica Sergio Mattarella,
e la sessione slitter ancora.
La seconda certezza che le cose sono molto meno semplici di
quanto Matteo Renzi e Pier Carlo
Padoan cerchino di far credere. Le
misure saranno anche state definite, nellora renziana delle decisioni irrevocabili, ma quanto a coperture la faccenda sta messa ben diversamente.
La promessa del gran capo nota: eliminazione della tassa sulla
prima casa ma senza nessun taglio
n sforbiciate ai comuni. Tutto lascia pensare che si tratti, tanto per
cambiare, di una di quelle balle in
cui il fiorentino supera persino il
bugiardissimo di Arcore. I tagli ci
saranno. Colpiranno la sanit, come ha di fatto denunciato ieri il governatore del Piemonte Sergio

Lo zero assoluto tra scontrini e manieri


DALLA PRIMA
Marco Bascetta
Nel secondo caso la sinistra dem
avrebbe inferto un colpo mortale al
feudalesimo solo 226 anni dopo la Rivoluzione francese. In entrambi i casi evidente che la questione conta meno di zero. Ragion per cui occupa da giorni editoriali, commenti, vignette, indignate dichiarazioni su gran
parte dei media italiani. Insomma sta in buona
compagnia, quanto a rilevanza effettiva, con
tutti gli altri successi conseguiti dalla sinistra
del Pd sotto il regno di Matteo Renzi.
Intanto la legge di stabilit striscia nellombra verso lapprovazione garantita dalla fiducia. Furbetta, a volte roboante, nei confronti
delle severe regole europee, ma tutto sommato piuttosto obbediente. Bruxelles potr anche storcere il naso sulla detassazione della
prima casa (che essendo un bene di consumo, contrariamente ad altre rendite da capitale, figura tra i bersagli prediletti dallideologia
fiscale liberista dedita a garantire laccumulazione del capitale) ma sa bene che il terreno
perso potr essere recuperato tra tagli, privatizzazioni e tassazioni indirette. Queste ultime,
causa scatenante di innumerevoli rivolte nel
corso della storia, godono oggi di un certo anonimato e scarsa attenzione. In fondo nessuno
ti chiama a pagare per nome e cognome. Mal
comune mezzo gaudio. Su questo piano siamo tutti ampiamente mitridatizzati e non c
governo che non lo sappia.
Dunque, insiste Bruxelles e Roma recepisce, bisogna detassare il lavoro. Lo sgravio si
sdoppia per in due voci: favorire i profitti
dimpresa o la busta paga dei dipendenti, o entrambi in determinate proporzioni. Il risparmio fiscale delle imprese si suppone indirizza-

pagina 3

to agli investimenti e dunque a nuova occupazione. Si suppone perch trattasi di un risultato del tutto aleatorio. In primo luogo e nel migliore dei casi gli investimenti possono essere
indirizzati alla sostituzione di lavoro vivo con
lavoro morto. In secondo luogo, cos come le
enormi somme di denaro immesse nelle casse
delle banche, i risparmi fiscali possono prendere la via del circuito finanziario. Infine, tasse
o non tasse, se il mercato e cio i consumi non
tirano, gli imprenditori si guarderanno bene

Il falso scontro sulle case


di lusso nasconde lunica
vera posta in gioco: la
rinegoziazione del debito
e delle regole europee
dallassumere nuovo personale, come hanno
pi volte dichiarato. Consumi che dovrebbero
invece crescere grazie al ridotto carico fiscale
sulle buste paga, ma che, se fortemente tassati
a loro volta come prescritto dalla dottrina liberista, non produrrebbero alcun effetto espansivo. C naturalmente la scommessa sul primato dellexport. Ma chi ci crede nellattuale congiuntura globale? O nelle retoriche del facciamo meglio della Germania?
A forza di vantarci di non essere come i
Greci, sembra che lo stratosferico debito
pubblico italiano sia completamente scomparso. Sono lontani i tempi in cui il signor
Spread era pi popolare delle star del calcio
e oggetto di accalorate discussioni in ogni
bar del paese. Compiti fatti, problema risolto.
Questa lorgogliosa narrazione governativa.
Occupatevi, se vi garba davvero litigare, di
manieri e scontrini.

E se, invece, fosse proprio lesame e la rinegoziazione di quel debito e le regole di rientro stabilite dalle istituzioni europee il tema
principale da affrontare quanto alla pressione fiscale e ai suoi effetti recessivi?
Certo non facile, dopo aver sbeffeggiato
Atene e sacralizzato gli interessi dei creditori,
immaginando di poter rosicchiare in cambio
qualche margine di tolleranza a Francoforte
e Bruxelles. Magari sulla pelle dei migranti.
Quali tasse e quali tagli, lo decidiamo noi!,
tuona il premier. Ma evidente che non affatto cos, che la decisione sia imposta per via
diretta o indiretta. N prima, n durante, n
dopo la crisi greca vi stato alcun discorso serio sullEuropa e le sue politiche economiche
e finanziarie da parte del governo di Roma,
impegnato, semmai, in una gestione meschina (e perdente) del vantaggio nazionale. Cosicch la questione fiscale ci viene riproposta
in termini assolutamente arcaici, quando
non interessatamente banali, prescindendo
allegramente dal peso della rendita finanziaria e dal dumping fiscale allinterno dellUnione. Come una partita che possa risolversi
allinterno dei singoli paesi o nella loro autonoma e furbastra contrattazione con Bruxelles. E il paradosso di quelleuropeismo nazionalista che ha disgraziatamente occupato il
campo del progetto di integrazione europeo.
Il governo di Atene ha appena licenziato la
direttrice dellagenzia delle entrate sulla quale sono state aperte due delicate inchieste giudiziarie. Si temono veementi reazioni da Bruxelles perch lautonomia dellorganismo tributario dal governo ne risulterebbe minacciata. Organismo che si suppone debba, invece,
sottostare alle ragioni indiscusse dellausterit e dunque a quelle dei creditori. Ma non il
caso di preoccuparsi: Noi non siamo mica la
Grecia!

Chiamparino, che non precisamente uno scamiciato a cinque


stelle ma lesponente della vecchia
guardia Pd forse pi culturalmente
vicino alla svolta di Renzi. Colpiranno i Comuni, anche se solo
quelle in deficit. Lo spiega, come
se nulla fosse, il sottosegretario
allEconomia Enrico Zanetti, anche lui via radio. S certo c il blocco delle tasse, fatta eccezione per
situazioni straordinarie. E i tagli
colpiranno, quasi certamente, la
Pubblica amministrazione.

Cosa pi di sinistra,
litigare su mille euro
di contante o mettere
finalmente le risorse sul
sociale e sulla povert?
Secondo le numerose indiscrezioni, la mazzata sul turn-over dei
dipendenti per il prossimo triennio dovrebbe essere micidiale,
con un tetto di spesa fissato al
25% di quello dellanno procedente, contro previsioni che fissavano
il medesimo tetto al 60% nel 2016,
all80% per il 2017 e al 100% per il
2018. La replica dellAnci, affidata
al vicepresidente con delega al
Personale Di Primio, stata immediata e tuttaltro che positiva: La
riduzione sarebbe ingiustificata e
particolarmente critica per i Comuni, che metterebbe in grave difficolt. Il drastico restringimento
delle capacit assunzionali sarebbe anche in controtendenza rispetto alle scelte strategiche fatte
solo un anno fa.
Renzi, dunque, prosegue con il
metodo degli annunci trionfali, a
copertura di realt molto meno rosee. Del resto anche la fragorosa
promessa di non tagliare le tasse
su ville e castelli potrebbe essere,
se non proprio lennesima bugia,
solo una mezza verit. LImu verrebbe mantenuta, ma limitata
allaliquota standard del 4 per mille e con una sostanziosa detrazione di 200 euro per consolazione.
Per evitare che siano in troppi a
verificare lo scarto tra promesse e
realt, non c niente di meglio che
rilanciare aggiungendo annunci e
sommando trionfalismo a trionfalismo. Matteo Renzi promette di limitare il numero delle sale da gioco, alla faccia di chi lo immagina
premier-biscazziere: I punti gioco
saranno ridotti a 15mila e i bar con
le macchinette potranno essere al
massimo mille. Noi stiamo combattendo lazzardo e chi dice il contrario mente.
Ma soprattutto il sincerissimo si
lancia in un applauso dedicato a se
stesso quasi senza precedenti: Le
chiacchiere stanno a zero, leconomia non pi. Mentre i gufi dicevano e dicevano, noi facevamo. Poi,
rivolto alla sinistra Pd, quella che
contesta sempre, a prescidere:
Cosa pi di sinistra, litigare su
mille euro di contante o mettere finalmente le risorse sul sociale e sulla povert?. La seconda che ha detto. Se fosse vera...

UNIVERSIT

Anche per i rettori


non basta lo spot
sui 500 ricercatori

o spot di Renzi-Giannini
sui 500 ricercatori ad alta velocit da importare
dallestero nelluniversit italiana non convince i rettori della
Crui. I paludati ermellini definiscono la trovata del governo un
segnale positivo per i giovani
studiosi ma limitato a quest'anno. Quanto alle mille assunzioni di ricercatori precari nei
prossimi tre anni (150 milioni
complessivi) nel deserto degli
atenei sono briciole anche per i
rettori, rispetto alle 10 mila uscite avvenute negli ultimi 8 anni.
Il presidente della Crui Gaetano Manfredi chiede un piano
pluriennale e poi si sofferma
sul grande assente della manovra economica: il diritto allo
studio. Chiesta anche unattenta verifica del sistema di calcolo degli indicatori Isee che
escludono migliaia di studenti
beneficiari di borse di studio.
La battaglia degli studenti
(Link e Udu) ha dunque inciso
anche nelle alte sfere. I rettori
considerano positivo lannuncio dello sblocco degli scatti stipendiali richiesto da una mobilitazione in corso da parte di
una rete di docenti. A Renzi e
Padoan si chiede anche di avviare il ripristino del Fondo di
Finanziamento Ordinario al livello del 2009 quando fu tagliato da Tremonti di 1,1 miliardi
di euro.
Oggi e domani si terr a Udine (palazzo Garzolini di Toppo
Wassermann) la Leopolda
delluniversit del Partito democratico. Prevista la contestazione dei ricercatori precari e
degli studenti. In un comunicato che sta girando in rete in questi giorni, la protesta contro
lannunciata riforma sulla
Buona universit ha preso un
registro ironico. Buona Universit ad alta velocit? Stop that
train! Noi non siamo capitale
umano!. Il riferimento al titolo scelto per la Leopolda friulana: Pi valore al capitale
umano. Universit, ricerca e alta formazione motori di sviluppo. Espressioni da convention
aziendale o per un ritrovo di appassionati di gestione delle risorse umane.
Il Coordinamento degli assegnisti, borsisti di ricerca e dottorandi Ricercatori non strutturati critica lannuncio sullo
sganciamento degli atenei dalla pubblica amministrazione e
sostiene che le assunzioni dei
mille ricercatori sarebbero
usa e getta. Una volta scaduti i loro contratti, gli atenei
non avrebbero le risorse per farli diventare di ruolo. Ci chiediamo in che modo verranno
definiti i criteri e le modalit di
reclutamento di questi 500
lonely heroes della ricerca scrivono nel documento - ma
sospettiamo gi che si tratti di
una logica escludente e differenziale, tipica del dispositivo
meritocratico.
Scarso credito tra i precari ha
anche lannuncio sul Jobs Act
dei ricercatori. Con buona
probabilit - scrivono - si andranno ad aggiungere alle altre
forme contrattuali precarie e in
via di espulsione (ma di corsa!)
dalluniversit pubblica. Lidea
della neo "Renzi University"
semplice: assumere con fini
meramente di propaganda elettorale 500 futuri Premi Nobel
per nascondere la deliberata
scelta di puntare sul precariato, trasformando il corpo docente in unenorme distesa di figure precarie usa e getta. ro. ci.

pagina 4

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

POLITICA
La soddisfazione del
sindaco: Se allora
avessi mollato
il comune ci sarebbe
stato un golpe,
la violazione della
sovranit popolare

NAPOLI De Magistris: nessuna prescrizione, e ora spiegher cos stato il processo Why not

Renzi stai sereno, sono assolto

Adriana Pollice
NAPOLI

ercoled ha incassato il
giudizio favorevole del
Tribunale di Roma in
merito al secondo grado del processo Why not, ieri mattina il sindaco di Napoli Luigi de Magistris
ha dato appuntamento alla stampa per tirare le somme sulla sua
vicenda processuale. Matteo
Renzi, negli studi di La7, aveva
commentato lesito del processo: Non so se de Magistris stato assolto perch il fatto non costituisce reato o per la prescrizione. La prima stoccata per lui:
Voglio informare il presidente
del Consiglio, dato che ieri lho visto incerto: stai sereno, il sindaco di Napoli stato assolto. Voglio rassicurare anche il sottosegretario Gozi, uno degli elementi
di punta del governo, ho visto incerto anche lui: non mi sono avvalso della prescrizione.
Il riferimento a Sandro Gozi
non casuale: secondo linchiesta Why not, il politico democratico sarebbe stato il tramite con
Romano Prodi del faccendiere
Antonio Saladino, personaggio
al centro di un gruppo di potere
tenuto insieme da una loggia
massonica coperta, La Loggia di
San Marino (vicina alla Compagnia delle opere), e politici di pri-

mo piano per gestire appalti pubblici e assunzioni in Calabria. Gozi e Clemente Mastella, dopo la
condanna in primo grado di de
Magistris per abuso dufficio,
hanno ottenuto il pignoramento
di un quinto dello stipendio del
sindaco poich si erano visti riconoscere un risarcimento di 20mi-

la euro ciascuno per danni. Cifra


che dovranno restituire.
Lex pm ce lha anche con la
stampa: Ho letto dei titoli che
non mi sono piaciuti. Non mi sono avvalso della prescrizione, se
lavessi fatto ludienza sarebbe
durata un minuto, e non ho mai
intercettato nessuno, queste mi-

Cose rosse/UN LIBRO MILITANTE SUL NUOVO CANTIERE

Sinistra, una battaglia a volto scoperto


senza la liturgia del buonismo unitario
Maria Teresa Accardo

uando vivi in un luogo a lungo, diventi


cieco perch non osservi pi nulla. Io
viaggio per non diventare cieco. Parte
da queste parole di Josef Koudelka, il coraggioso fotografo dellinvasione sovietica di Praga, il saggio
A fattor comune (Edizioni Bordeaux, da luned in
libreria) unincalzante e partigiana riflessione sulla
sinistra che si misura con il fare, e cio il governo,
a qualsiasi latitudine: dal cortile di casa nostra allaltro mondo; dai comuni di Madrid, Barcellona e Milano alla cruciale Grecia di Tsipras, allUruguay di
Mujica, ai curdi di Kobane, eroici solitari combattenti sul fronte dellEuropa contro lIsis. Perch, come dice appunto Koudelka, bisogna guardare altrove per poter vedere davvero quello che c a casa nostra. E
che labitudine, la pigrizia - e le
incrostazioni ideologiche - spesso non fanno pi vedere.
Si tratta di un catalogo ragionato delle esperienze compiute,
pratiche sociali e amministrative della sinistra del si pu fare.
Lautore, Massimiliano Smeriglio (oggi vicepresidente della
Regione Lazio e scrittore noir, ieri assessore alla provincia di Roma, laltro ieri militante di Sel,
prima di Rifondazione e prima
ancora della sinistra radicale romana), lo compila con orgoglio
di parte, ma anche provando a
non tacerne i limiti. In alcuni casi, vedremo poi, persino facendo
profonda autocritica.
Premessa una lunga analisi
sullEuropa, sul renzismo e sui
populismi, il core business del ragionamento il
confronto ruvido in corso a sinistra. Nel quale lautore entra a gamba tesa e con parole esplicite. Perch, il senso, la sinistra fatta di tante culture
spesso in dissenso fra di loro, ma stucchevole
lipocrisia ecumenica di chi mette tutte le militanze
sullo stesso piano: Sel, il partito in cui Smeriglio milita e di cui dirigente, ha un patrimonio di nessi
amministrativi, militanti, gruppo parlamentare e
centomila cittadini che hanno deciso di finanziarla
con il due per mille. Oggi per la sinistra finito il
tempo dei sani propositi e quello dei cattivi esempi: non pi il momento della liturgia buonista e
unitaria. E per Sel ora si tratta di decidere collettivamente e in fretta quale ruolo giocare.
Una scelta guidata dal filo di Arianna delle esperienze internazionali e nazionali. Un filo che si di-

pana in un percorso non facile fra apocalittici integrati, e cio gli arresi che accettano le compatibilit e si muovono nel solco della riduzione del danno e apocalittici disintegrati, quelli che constatata limpraticabilit di campo, alludono a rotture
rivoluzionarie, tifano per i riot e le rivolte metropolitane. I riferimenti ai protagonisti e alle analisi in
circolazione sono evidenti.
In mezzo, fra gli uni e gli altri, ci sono i popoli, i
corpi intermedi, i conflitti, gli urti, i progetti sostenuti dalla coscienza di luoghi. E i sindaci di tante
citt grandi e piccole appunto Madrid, Barcellona,
Milano, Genova, Cagliari, Rieti e le altre. Lunica
strada per comporre le differenze il vincolo di popolo: pi la sinistra ferma,
ideologica, lontana dal vincolo
di popolo, quindi in sostanza elitaria, (...) e pi fratture e scissioni sono dietro langolo. la
chiave per ogni decisione del
percorso unitario in corso: la prima, la pi vicina - e diciamolo,
la miccia accesa sotto il tavolo
della cosiddetta cosa rossa - il
voto di primavera. Chi pensa di
utilizzare le amministrative per
contarci in un processo a freddo
di antagonismo al Pd anzich misurarci con un progetto citt per
citt sbaglia, alle amministrative si misura linternit alla comunit locale e la credibilit delle
persone e del progetto politico,
scrive lautore rispondendo a
unintervista del manifesto allegata al saggio. la cultura politica loggetto pi delicato della
contesa nel nuovo cantiere.
E al capitolo cultura politica
apriamo una parentesi su unautocritica destinata a suscitare malumori anche nel
suo partito. Lautore torna sul 98, anno cruciale
per la sinistra italiana, quando la Rifondazione di
Bertinotti si intest orgogliosamente la caduta del
governo Prodi. Smeriglio, allepoca giovane dirigente e tifoso della rottura, oggi la pensa diversamente: Un errore drammatico (...) in una societ fragile come quella italiana, quel governo era unopzione vera di costruzione di un campo democratico in
cui la sinistra poteva svolgere la sua funzione. Una
riflessione su ieri che parla alloggi, forse anche a
domani. Anche per questo il saggio piacer ad alcuni e dispiacer ad altri, e parecchio. Ma una riflessione che ha il pregio di essere esplicita perch ormai, vi si legge, c bisogno di chiarezza senza tatticismi. C bisogno di una battaglia politica a volto
scoperto, sana e dispiegata.

Una riflessione
partigiana ma
anche autocritica
dal 98 al futuro
governo delle citt

lioni di intercettazioni non esistono. Il collegio difensivo non ha


chiesto di avvalersi della prescrizione volendo il giudizio nel merito, ma anche vero che non c
stata la rinuncia.
Il secondo punto tecnico: il
consulente Gioacchino Genchi
non ascolt le telefonate ma acquis i tabulati di varie utenze,
tra cui otto poi ricondotte a parlamentari. Mi auguro - ha proseguito de Magistris - che qualcuno apra unindagine sul processo contro di me a Roma. Nelle
prossime settimane andr in tv a
spiegare coserano le inchieste
Why not e Poseidone, far nomi
e cognomi. Il sindaco tira fuori
anche il primo slogan della campagna elettorale post assoluzione per le comunali 2016: Chi
contro il sistema e chi il sistema. una questione di resistenza. E ancora: Se avessi mollato
dopo la sospensione, seguendo
quello che molti sostenevano,
Napoli avrebbe subito un golpe,
ci sarebbe stata una violazione
della sovranit popolare. Invece
sar il popolo a decidere con il
voto.
Qualche nome lex pm lo ha
fatto gi ieri. Ad esempio Roberto Mercuri, imprenditore fermato nellambito dellinchiesta Poseidone del 2004 con 3milioni400mila euro, mentre due settimane fa finito nelle indagini su
Matteo Messina Denaro, Unicredit e affari immobiliari in Toscana. Oppure Paola Severino, avvo-

cato di Prodi e poi ministro del


governo Monti, colei che inser
nella legge che ha provocato la
sospensione di de Magistris il reato di abuso dufficio, per cui era
indagato a Roma.
E ancora lex presidente della
repubblica Giorgio Napolitano e
Nicola Mancino, che da vicepresindente del Csm lo rimosse dalla procura di Catanzaro, poi tirato in ballo per la trattativa stato-mafia. Il sottosegretario alle
Infrastrutture Luigi Meduri, anche lui nellinchiesta Poseidone,
da ieri indagato per appalti truccati allAnas. Marted la Corte costituzionale ha dato torto allex
pm, sancendo la legittimit della
legge Severino, il sindaco replica:
Va cambiata, non tutta da buttare, ci sono cose valide, ma si
rivelata un po ad personam.
Per de Magistris la Severino
non avr pi conseguenze, sono un presentabile scherzava
ieri. Finalmente giustizia fatta il commento di Antonio Ingroia, che lo aveva difeso davanti
al Csm. Telefonate al sindaco sono arrivate anche dal governatore pugliese Michele Emiliano e
da Vincenzo De Luca, su cui si
spostata lattenzione: il governatore campano esercita in regime
di sospensione della sospensiva
dopo la condanna in primo grado per il termovalorizzatore di
Salerno, il suo ricorso contro la
Severino non stato ancora calendarizzato dalla Corte costituzionale.

RENZI A CASA CON LELICOTTERO BLU


USCIRONO LE FOTO: MILITARI
PUNITI CON LA CONSEGNA DEL
RIGORE
Si faceva fotografare mentre prendeva il treno Roma-Firenze. Ma poi Matteo Renzi - a
causa di un atterraggio imprevisto nei pressi
di Arezzo per il maltempo - fu beccato mentre tornava a casa con lelicottero di Stato.
Uscirono foto e video, le opposizioni protestarono per luso dellelicottero blu, battezzato
dalla rete Renzicottero. Ieri dallM5S arrivata la denuncia uninterrogazione scritta a
risposta immediata al ministero della difesa:
i militari che erano allora presenti nella sala
operativa dellAeronautica sono stati severamente puniti. Il governo conferma: due militari sanzionati con 5 e 2 giorni di consegna del
rigore. Un terzo provvedimento al momento
sospeso. Motivi delle punizioni, negligenza,
allontanamento senza autorizzazione durante il servizio e inosservanza delle norme in
tema di sicurezza e di prevenzione. Provvedimenti disciplinari, scrive la Difesa, dovuti alla
diffusione di materiale video che in presenza di una adeguata azione di vigilanza non si
sarebbe verificata. Una diffusione grave,
costituendo una palese lesione di profili di
sicurezza nazionale e di tutela finalizzata alla
protezione di personalit particolarmente
esposte al rischio. E sono tuttora in corso
indagini per individuare i responsabili della
illecita divulgazione delle notizie in questione. Per il 5 Stelle Luca Frusone, Renzi si
rivelato un satrapo nordcoreano che usa voli
abusivi e poi punisce, senza prove, tre militari che avrebbero fatto opera di trasparenza.

LA PRESUNTA MALATTIA DEL PAPA


SI DISSOCIA DAL DIRETTORE DI QN
LA REDAZIONE: ORA VESPA VADA VIA
A Porta a Porta aveva preso decidamente le
distanze dal Quotidiano nazionale, il giornale
di cui direttore editoriale, a proposito dello
scoop sulla (presunta) malattia del papa. Ieri i
Comitati di redazione della Poligrafici Editoriale hanno chiesto le dimissioni di Bruno Vespa.
Quella dissociazione dal direttore Andrea Cangini, presente in studio, non andata gi ai
giornalisti che si sono chiesti, date le difficolt
economiche del gruppo, perch si debba
continuare a spendere denaro per mantenere
una figura che non porta nessun contributo
positivo ai nostri giornali e che anzi ne prende
le distanze. Immediata la reazione di Vespa
che ha rassegnato le dimissioni senza fare
una piega. Ma anche senza cambiare idea:
Sarebbe stato molto grave se avessi inquinato la mia figura terza di conduttore di una trasmissione del servizio pubblico con una presa
di posizione influenzata dal mio ruolo di direttore editoriale della Poligrafici, ha risposto.
Ma a strettissimo giro Andrea Riffeser Monti,
editore del Qn, ha respinto le dimissioni.

ROMA La richiesta firmata da dodici consiglieri, verso lo showdown

Lopposizione chiama Marino in aula


ROMA

ultima bordata del Pd al


sindaco di Roma dimissionario, Ignazio Marino, arriva via Twitter, firmata Matteo Orfini, commissario dei dem nella capitale: A giudicare dalle nomine last
minute, la grande guerra ai poteri
forti si fermata davanti ai cancelli
dellAuditorium. Il riferimento
alla nomina, nel cda della Fondazione Musica per Roma, di Aurelio
Regina, ex vice presidente di Confindustria e numero uno degli industriali del Lazio, e di Azzurra Caltagirone.
Dal canto suo, se il sindaco ancora non prende una decisione definitiva, sono le opposizioni a fare
un passo avanti presentando una
formale richiesta scritta: sia convocata lassemblea capitolina. A firmare la richiesta, 12 consiglieri di
tutte le opposizioni, tranne Altra
destra e Fratelli d'Italia.
L, nellaula Giulio Cesare del
Campidoglio, dovrebbe dunque es-

sere scritto lultimo capitolo della


vicenda, prima del 2 novembre,
quando scadranno i 20 giorni entro i quali il primo cittadino potrebbe decidere di ritirare le dimissioni. I capigruppo si riuniranno la
prossima settimana per procedere
alla convocazione della seduta.
Mentre i consiglieri del Pd sono

Il marziano vorrebbe
lasciare con un suo
discorso in assemblea e
con il Pd che lo ringrazia
per il lavoro svolto
pronti a dimettersi tutti, anche se
da soli non hanno i numeri sufficienti a far decadere il consiglio.
La tensione sale, ma lassessora
Alessandra Cattoi, la pi vicina a
Marino, chiede ancora un confronto: Penso che non si debba arrivare a uno scontro. Il Pd il partito
del sindaco. La cosa pi auspicabi-

le che ci sia un dialogo. Mi auguro pi un confronto politico che


uno scontro in aula. Perch il sindaco spererebbe di lasciare almeno con un qualche riconoscimento da parte del partito. Secondo
questo piano, Marino dovrebbe poter andare in aula almeno a spiegare la sua posizione ottenendo in
cambio dal Pd tanti complimenti
per il lavoro svolto in due anni e
mezzo, e tante grazie, ma non ci
sono pi le condizioni per proseguire. Fine.
Ieri Marino ha incontrato il forzista Francesco Giro e poi ha scritto
una nota parlando della severa
preoccupazione del senatore azzurro e della sua determinata richiesta di non spiegare le ragioni
delle mie dimissioni in stanze chiuse, ma nei luoghi deputati a questo
dalle regole democratiche. E domenica il sindaco potrebbe intervenire alla manifestazione in Campidoglio dei sui sostenitori. La sua
idea sarebbe quella di scaldarsi per
laula tenendo un discorso.

VENERD 23 OTTOBRE 2015

il manifesto

ITALIA

A DESTRA, LUIGI
MEDURI. NELLA
FOTO GRANDE
CANTIERE DI
UNA SOCIET
COINVOLTA
NELLE INDAGINI
A PALERMO.
SOTTO, FOTO DI
ANTONELLA
ACCROGLIAN
DIFFUSA DALLA
POLIZIA
LA PRESSE

Silvio Messinetti

Italia si fa strada recita lultimo slogan di


Anas spa. In realt a
farsi largo in questi anni, sfrecciando negli uffici romani di via Montebello, sarebbero state per lo pi
mazzette e prebende. Tanto che il
procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone dice che di fronte alle risultanze dellinchiesta la sensazione deprimente vista la quotidianit della corruzione.
In tutto sono trentuno gli indagati coinvolti in quella che, per la
procura di Roma, sarebbe una vera e propria cellula criminale, costituita da dirigenti e funzionari
corrotti di Anas, che, abusando
dei propri poteri, riuscita ad ottenere utilit e provviste corruttive
da imprenditori, titolari di societ
di rilievo nazionale, in alcuni casi
con lintervento di un colletto
bianco (un avvocato del foro di
Catanzaro) e un politico.
proprio la politica il cemento
di questinchiesta che ha terremotato Anas. Un po perch permea tutta la vita di Gigi Meduri, il
nome pi altisonante tra quelli
coinvolti. Un po perch, sullo
sfondo dellarresto della principale indagata, Antonella Accroglian detta dama nera, ci sarebbe
una richiesta specifica: voti in
cambio di favori. Voti da indirizzare al fratello, Galdino Accroglian, candidato non eletto (ha riportato circa 1.300 preferenze) alle regionali dello scorso novembre nella lista Udc a sostegno
dellattuale presidente calabrese,
Mario Oliverio (Pd). Un sistema
criminogeno, specializzato e consolidato da anni, avrebbe gestito
un ufficio dellAnas. Con al centro una vera e propria cricca di calabresi guidata da Antonella Accroglian, dirigente responsabile
del coordinamento tecnico amministrativo di Anas, deus ex machina del sodalizio.
I reati contestati vanno dallassociazione per delinquere, alla
corruzione per l'esercizio della
funzione e per atto contrario ai doveri di ufficio, dallinduzione indebita a dare o promettere utilit al
voto di scambio. La condotta illecita si sarebbe concretizzata, secondo l'accusa, nello sblocco di
contenziosi con lAnas, nella velocizzazione delle pratiche inerenti
i relativi pagamenti, nella disapplicazione di penali e, ancora, nel favorire lottenimento di fondi illecitamente maggiorati. In altre parole, secondo le indagini i dipendenti pubblici si sarebbero esclusivamente occupati di favorire linteresse particolare di imprenditori
con cui, per ragioni d'ufficio, si interfacciavano, a completo discapito dell'interesse generale, riguardante la corretta edificazione di

CALABRESI Linchiesta parla di voto di scambio, favori alle ditte delle ndrine, appalti gonfiati

Tangenti allAnas, dieci arresti


Il nome pi altisonante nello scandalo
quello dellex sottosegretario Meduri
Sconforto del procuratore Pignatone:
la corruzione come pane quotidiano
opere pubbliche strategiche per la
collettivit. E gli imprenditori
non erano gente qualunque. Ma
lintero gotha delledilizia italiana:
Vidoni spa, Ricciardello Costruzioni srl, Tecnis spa, De Santis Costruzioni srl, Cogip infrastrutture
spa. Pienamente coinvolto nel
meccanismo corruttivo , secondo laccusa, Meduri, arrestato ieri
allalba.
Gi presidente della Calabria
dal gennaio 1999 allaprile 2000,
ex deputato della Margherita e sottosegretario alle Infrastrutture del
governo Prodi dal maggio 2006 a
giugno 2008, quando ministro era
Di Pietro, Meduri viene rappresentato dalla Gdf come un oscuro
faccendiere che, da un lato, sosteneva le illecite richieste degli imprenditori e dallaltro, si interessava per la corresponsione di indebite provviste di denaro da parte di
questi ultimi in favore dei dipendenti pubblici investigati.
Sempre secondo laccusa Meduri sarebbe stato linterfaccia politica nella raccolta di pacchetti di
voti per sostenere la candidatura
del fratello della dama nera: la
contropartita della mancata elezione sarebbe stato un importante incarico in una partecipata della Regione. E qui tra le carte spunta anche il nome di Oliverio. Perch Meduri in un incontro con gli
Accroglian, intercettato dagli investigatori, chiese a Galdino di
scegliere nel Burc (Bollettino ufficiale della Regione Calabria) lincarico che pi gradiva, perch
della questione - appuntano gli
investigatori - (Meduri, ndr) affermava di aver gi parlato con tale
Mario che potrebbe identificarsi,

con ragionevole certezza, in Mario Oliverio. governatore della Regione Calabria.


Unipotesi che sarebbe confermata sottolineano in procura
da una telefonata intercettata
qualche settimana dopo, quando

Meduri telefon alla dama nera


per chiederle un appuntamento
urgente, perch mercoled ci dobbiamo vedere che viene Mario.
Non dato sapere se e in che
misura la richiesta avanzata a
Mario abbia avuto corso. Quel
che emerge per lassoluta disinvoltura con cui un ex sottosegretario dispone della res publica e degli incarichi a essa connessi come
se fossero cosa privata. Daltronde, per gli inquirenti si trattava di
una vera e propria cellula criminale che aveva un diffuso rap-

porto di connivenza in tutta Italia e che avrebbe utilizzato metodi tipici dei contesti mafiosi, come i pizzini, per scambiarsi le informazioni tra imprenditori e funzionari pubblici corrotti, in modo da non lasciare traccia di quelli
che erano gli accordi corruttivi. E
che utilizzava un linguaggio criptico nei passaggi di denaro: le tangenti erano chiamate a turno ciliegie, antinfiammatori e topolini. Insomma, un sistema collaudato e scientifico, a quanto pare
tuttaltro che episodico.

pagina 5

OPERAZIONE STACHANOV
COMUNE DI SANREMO, RETATA
DI DIPENDENTI ASSENTEISTI
C il vigile urbano che timbra il cartellino in
mutande e ciabatte per tornare subito a
dormire nella casa adiacente allufficio, limpiegato in giacca col casco in testa che va
alla macchinetta dei badge, ne timbra cinque, per lui e qualche collega, e esce dalla
porta di dietro, c quello che in orario di
ufficio viene immortalato mentre fa canotaggio, quello che timbra in costume, pi classica la dipendente che va a fare la spesa
invece di stare dietro la sua scrivania. C
qualcosa di esilarante nel video costato ore
di appostamenti, pedinamenti e videosorveglianza agli uomini della Guardia di Finanza
che ieri hanno tirato le fila di quella che
hanno battezzato operazione Stachanov al
comune di Sanremo. I 150 finanzieri agli
ordini della Procura di Imperia che hanno
lavorato due anni per questa maxi operazione contro lassenteismo hanno monitorato
la fedelt al proprio lavoro di 271 dipendenti del Comune di Sanremo (soltanto 271 su
528 totali, circa la met) e ne hanno trovati
196 in posizione di irregolarit rispetto
alluso del cartellino e il rispetto dellorario
di lavoro, cio il 72 percento dei controllati.
Il che fa pensare che i furbetti siano stati
molti di pi. Ieri, quando sono scattati arresti e perquisizioni firmati dalla sostituta procuratrice Maria Paola Marrali sono finiti agli
arresti domiciliari 35 tra dipendenti e funzionari comunali, per altri 8 il provvedimento
restrittivo si limitato allobbligo di firma
mentre 71 sono stati colpiti da denuncia a
piede libero per irregolarit di minore entit.
Quelle pi gravi riguardano reati che vanno
dal falso in atto pubblico, alla truffa ai danni dello Stato, al peculato. Dai fotogrammi
- commentano gli inquirenti - si comprende
come timbrare fosse concepito solo come
una scocciatura. Non cera - dicono - nemmeno la percezione del disvalore, n alcuna
remora di coscienza. Il sindaco di Sanremo
Alberto Biancheri, del Pd, probabilmente
dovr fare nel futuro nuove assunzioni.

La dama nera/ FESTE E MAZZETTE TRA ROMA E LA CALABRIA

Antonella Accroglian, la dirigente


al centro della cricca dellasfalto
Regione, sempre dietro richiesta di Antonella. Pronto lo scambio: per un fratello che entra, due geomentonella Accroglian, nata a Cefal ma ben adtri, molto vicini a Meduri, sarebbero entrati in Anas.
dentro alla comunit calabrese di Roma e non
Fra la dama nera e lex presidente della Calabria
solo. Di giorno tesseva la rete dei favori clientelacera un rapporto stretto: sempre Meduri secondo la
ri, in ufficio nei panni di dirigente dove va tutti i giorprocura fece da intermediario tra la stessa Accrogliani ma il suo principale lavoro gestire il flusso di corrun e due imprenditori catanesi - Concetto Bosco Lo
zione, trattar male chi ritarda i pagamenti, dice il proGiudice e Francesco Costanzo - che avrebbero ritarcuratore Pignatone, di notte con labito pi scintillane
dato il pagamento di una tangente.
e via, alle feste mondane coi vip nelle case romane.
Mazzetta per un appalto da 145 milioni per la reaUna donna potente e ammalizzazione della cosiddetta Vanigliata. Amministrava appalti
riante di Morbegno in LombarallAnas, dove era entrata
dia. Lappalto, infatti, era stato
trentanni fa, in una posizione
vinto dai due imprenditori cataapicale che le permetteva di
nesi che, attraverso Meduri,
muoversi indisturbata ai vertici
avrebbero chiesto allAnas, e
della catena.
dunque allufficio della dama
E si muoveva con spregiudicanera, lautorizzazione alla cestezza, la dama nera. Tanto da
sione di un ramo dazienda. In
consigliare ai titolari di
realt, dicono gli investigatori,
unazienda vincitrice di un apsi trattava di una vera e propalto in Calabria di subappaltapria cessione del contratto dapre alcune opere a ditte di impalto, pratica normativamente
prenditori contigui ai clan reggiillecita.
ni. La vicenda riguarda una serie
Per queste pratiche gli invedi opere pubbliche nel comune
stigatori hanno documentato aldi Palizzi in cui la donna avrebmeno sei passaggi di denaro, dal
Nelle carte della procura dicembre 2014 allagosto 2015,
be da un lato chiesto lassunzione di operai e geometri alla ditta
per un totale di circa 150 mila euun linguaggio in codice:
vincitrice dellappalto e, dallalro. Soldi, molti dei quali la dama
i soldi erano medicine, nera avrebbe portato a casa deltro, avrebbe esercitato pressioni inequivoche affinch la fornila madre, un modo intelligente
le mazzette ciliegie,
tura del calcestruzzo e il moviper occultare tracce comprola banda la squadra
mento terra, attivit notoriamenmettenti in caso di perquisizioni
te di interesse quasi esclusivo
domiciliari. Un giorno fu coo la scuola
delle cosche in quei territori, vestretta a nasconderli, molto pronisse affidato ad una persona di
babilmente perch temeva un
fiducia, che avrebbe cos garantito la sicurezza del
controllo da parte delle Fiamme Gialle, cos chiam
cantiere da interventi o pressioni di gruppi criminali
la madre: Mamma, ti porto i medicinali si sente diegemoni in quella zona.
re nelle intercettazioni. Perch? Sei matta? Io sto beQuando aveva bisogno di agganci nei Palazzi sapene! risponde la madre senza capire che i medicinava a chi rivolgersi. Il suo presunto referente politico
li sono soldi. Daltronde Antonella, che agli altri arreera Luigi Meduri, Gigi per gli amici, che al ministero di
stati chiedeva di fare scuola o squadra, per ogni
piazza della Croce Rossa era uomo potente e scaltro.
cosa aveva un nome. Il denaro erano o i medicinali
Sebbene non pi sottosegretario ai Trasporti (lo
o la ciliegia.
fu dal 2006 al 2008) lo scorso anno avrebbe messo a
Lattuale presidente di Anas Gianni Vittorio Armani
disposizione il suo bel pacchetto di voti per far elegieri, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano delgere il fratello della dama nera, candidato alla regiolo scandalo, ha detto di non aver mai conosciuto lex
ne Calabria nelle liste dell'Udc nel centrosinistra.
sottosegretario Luigi Meduri e sulla dama nera, ha diFratello che, le elezioni, le perse: e cos Meduri
chiarato: Accoglian? Lho incontrata una volta. Era
avrebbe brigato per fargli ottenere un importante
stata sottoposta a una valutazione esterna ed era stata
incarico allinterno di una societ partecipata della
valutata non adeguata, in base a criteri manageriali.
S.Mes.

DA CALTANISSETTA A MILANO
CARCERE MINORILE BECCARIA
ARRESTATA LA DIRETTRICE
finita agli arresti la direttrice dellistituto penale minorile Beccaria di Milano, Alfonsa Miccich, gi direttrice
dellanalogo istituto di Caltanissetta.
La donna stata arrestata insieme
con altre quattro persone tra cui la
figlia Federica Fiorenza e il fidanzato
di questultima, Emiliano Maria Longo,
per concussione e corruzione. Laccusa dice che la direttrice avrebbe favorito associazioni a lei gradite a cui affidare le attivit interne al carcere per i
ragazzi detenuti. Le altre due misure
cautelari sono scattate infatti per due
rappresentanti della onlus Araba Fenice di Catanzaro: Giuseppe Focaccio,
presidente, e Gaetana Rosaria Migali,
sua assistente. Tutti sono finiti agli
arresti domiciliari. Il meccanismo di
scambio di favori stato ricostruito
attraverso un'indagine che da un anno
alimentata da un giro di intercettazioni. L'inchiesta ha portato alla luce un
cumulo di interessi a cui sarebbe asservita la funzione pubblica di rieducazione dei giovani ristretti negli istituti.
Gli investigatori lo definiscono un illecito accordo che cominciava con la
presentazione dei progetti per lo svolgimento di attivit culturali ma anche
per corsi di pizzaiolo o di allevatore di
cavalli. L'importo chiesto per ogni iniziativa non superava di solito i 40
mila euro: il tetto oltre il quale sarebbe stata necessaria una gara di
appalto. I casi presi in considerazione risalgono a un periodo compreso
tra il 2013 e il 2015 quando Alfonsa
Miccich era alla guida dell'istituto
penitenziario minorile di Caltanissetta. Oltre ai cinque arrestati, il gip del
tribunale di Caltanissetta ha inviato
tre avvisi di garanzia per soggetti coinvolti in singoli episodi e ha ordinato
altre perquisizioni nelle sedi di altre
tre associazioni che potrebbero anchesse far parte del sistema creato
da Alfonsa Miccich.

pagina 6

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

EUROCRACK

TSIPRAS NEGLI STUDI TELEVISIVI, A DESTRA LA CANDIDATA SZYDLO IN POLONIA /LAPRESSE

ATENE

Chieste le dimissioni
alla responsabile del fisco
Il ministro delle finanze greco Esklidis
Tsakalotos ha chiesto, in accordo con il
primo ministro Alexis Tsipras, le dimissioni
della Segretario Generale Responsabile
per le entrate fiscali dello stato, Katerina
Savvaidu. Savvaidu stata sollevata
dallincarico perch come riporta la stampa greca, risulterebbe aver chiesto di congelare una multa di 78 milioni di euro elevata ad unazienda privata. In merito, sono in corso una serie di indagini mentre la
stessa interessata in un suo comunicato,
sottolinea di essere stata rimossa per aver
concesso una proroga al versamento delle
tasse legate agli spot pubblicitari televisivi. Savvaidu, ribatte, inoltre, che il governo
ha deciso di concedere una proroga simile
anche alle scuole private. La decisione di
Alexis Tsipras, tuttavia, mostra lestrema
attenzione e sensibilit dellesecutivo ellenico sul tema delle entrate fiscali e pi in
generale sulla questione dellevasione, in
un momento particolarmente delicato per
il paese. (Teodoro Andreadis Singhellakis)

Frequenze tv, Tsipras


sfida gli oligarchi
Teodoro Andreadis Synghellakis

yriza ha voluto fare un comunicato


ad hoc, per precisare che il disegno
di legge che stato presentato in parlamento, rappresenta il passo necessario
per la regolamentazione del settore radiotelevisivo, poich, dopo venticinque anni, arriveranno delle regole trasparenti,
capaci di garantire realmente il funzionamento delle tv e delle radio del paese.
Alexis Tsipras era stato chiaro, in campagna elettorale aveva promesso che questa
sarebbe stata una delle priorit del governo, ed ora non vuole smentirsi.
Nel nuovo provvedimento che dovrebbe essere votato entro domani dal parlamento di Atene, vengono poste le basi
per dei limiti reali riguardo al possesso di
canali televisivi privati. Per assicurarsi le licenze, i proprietari dovranno pagare delle
cifre corrispondenti ai prezzi di mercato,
e non contributi simbolici come avvenuto sino ad ora.

Prima quanto dovuto alla Stato


Le emittenti televisive potrebbero essere, a quanto si apprende, da cinque a otto, e le licenze verranno concesse dal Consiglio Nazionale Radiotelevisivo, tramite
un concorso internazionale. Vi potr partecipare solo chi ha versato quanto dovuto allo stato. Particolare non trascurabile,
dal momento che molti canali televisivi
greci sono seriamente esposti, sia verso le
banche, che nei confronti del ministero
delleconomia. Il governo pronto ad applicare quanto promesso, a creare una realt chiara e trasparente, ha dichiarato la
portavoce del governo, Olga Jerovassli, la
quale ha aggiunto che il numero dei permessi sar certamente limitato, proporzionato a quella che la realt del mercato ellenico.
La garanzia di trasparenza, secondo il
governo, verr data dallobbligo, per gli
azionisti che deterranno pi dell1% del
capitale complessivo, di poter acquistare
solo delle azioni nominali. Allo stesso tem-

In parlamento la legge
del governo sul settore
televisivo, segnato
da caos, concentrazioni
di propriet
e conflitti dinteresse
po, la diffusione del segnale digitale, smetter di essere un vantaggio esclusivamente in mano ai privati, e la tv pubblica ERT
acquister, in questo settore di fondamentale importanza, piena autonomia.
Molto verr definito in seguito dai ministri competenti, ma lintenzione primaria
del governo non permettere agli oligarchi del sistema mediatico, di continuare a
creare un do ut des non chiaro e difficilissimo da controllare, attraverso appalti pubblici, societ di costruzioni, il possesso di
flotte e squadre di calcio. Lo scopo, cio,
riuscire a scardinare un sistema di potere
che ha garantito favori reciproci, comodi
silenzi e sostegni, a volte assai inspiegabili. Prova ne la decisione della quasi totalit del sistema dellinformazione, nel luglio scorso, di schierarsi a favore del s
al referendum, contrastando duramente
la linea del governo Tsipras, che chiedeva
di dire no ad una austerit sempre pi
selvaggia.

I carrozzoni bancari e politici


La radice di gran parte dei problemi si
trova in carrozzoni non sostenibili, nei
prestiti, in un groviglio sotterraneo di interessi e di scambi col sistema bancario e
politico, ha dichiarato il ministro alla presidenza Nikos Papps, uno dei pi stretti
collaboratori di Alexis Tsipras.
Il Quotidiano dei Redattori (Efimerida
Syntakton) sottolinea che ci potranno finalmente essere dei controlli reali sulla

GUERRE/MOVIMENTI DI PACE

Luned convegno internazionale No Nato


a Roma, con partecipanti da tutta Europa
Convegno internazionale contro la Guerra, per unItalia neutrale, per unEuropa indipendente: questo il titolo programmatico dellincontro internazionale organizzato dal Comitato No Guerra No Nato. Si svolger a Roma, presso
il Centro Congressi Cavour, in Via Cavour 50/al, luned 26 ottobre, dalle ore 10:30 alle 17:30.
Parteciperanno molti esponenti parlamentari e dei movimenti contro la guerra provenienti da tutti i Paesi europei, in particolare da Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Cipro, Norvegia, Lettonia, Usa, Libano. Sono attesi messaggi da Jeremy Corbyn e Yanis Varoufakis. Saranno presenti senatori e deputati del Parlamento italiano. Gli esponenti parlamentari e i movimenti contro la guerra dEuropa denunciano in particolare la mega-esercitazione Nato Trident Juncture attualmente in corso nel Mediterraneo in preparazione di nuove aggressioni
dellAlleanza atlantica in Africa, in Asia e in Europa.
La Nato sottolinea il Comitato responsabile di guerre che hanno causato milioni di morti, milioni di profughi e immani distruzioni. Chiama quindi a unalleanza tra tutte le forze democratiche, di pace, per la sovranit
dei popoli, contro le guerre volute da uninfima minoranza di cinici profittatori.
Il programma del Convegno, compresa la lista degli interventi, si trova nella pagina su Change dove il Comitato raccoglie le adesioni (finora circa 15mila) alla Petizione per luscita dellItalia dalla Nato. Vedi
https://www.change.org/p/la-pace-ha-bisogno-di-te-sostieni-la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale

provenienza dei capitali investiti nel settore radiotelevisivo, garantendo anche i diritti di chi lavora nella varie imprese del
settore. In un momento in cui, tra laltro,
tutte le grandi reti televisive del paese,
stanno chiedendo coni insistenza ai propri dipendenti di accettare nuovi tagli agli
stipendi, che rispetto a cinque anni fa
(per chi riuscito a mantenere il proprio
posto di lavoro) sono stati decurtati di pi
del 30%.

arrivato il presidente francese


Ieri, nel frattempo, arrivato ad Atene
per una visita di due giorni, il presidente
francese Francois Hollande. stato accolto da Alexis Tsipras allaeroporto Elefthrios Venizlos e subito dopo ha incontrato il presidente della repubblica, Prokpis Pavlpoulos. Come noto, la Francia ha sostenuto attivamente Atene nel
corso delle trattative con i creditori, mandando in Grecia anche dei propri tecnici
per aiutare il governo ellenico a formulare le controproposte finali.
Nel nuovo incontro di oggi con Tsipras
e nel corso del suo intervento al parlamento di Atene, ci si attende che Hollande ribadisca il suo sostegno alla necessit di
un alleggerimento del debito pubblico
greco, e che faccia anche dei riferimenti
di sostanza alla necessit di un Europa
pi democratica e solidale.

POLONIA Domenica si vota per le politiche

Elezioni, corsa tra donne


Favorita lestrema destra
Giuseppe Sedia
VARSAVIA

oltanto 100 minuti a disposizione per gli otto candidati al ruolo


di premier in Polonia durante il
dibattito televisivo di luned scorso.
Ne scaturita una vetrina priva di
mordente in cui hanno prevalso i soliti proclami sullabbassamento delle
tasse e dellet pensionabile che la favorita del partito di estrema destra
Giustizia e Libert (PiS) Beata Szydlo
vorrebbe riportare a 60 anni per le
donne e 65 per gli uomini.
I media sono riusciti a mantenere la
par condicio ma le regole del dibattito
sono state fissate dai grandi partiti come la formazione liberale di Piattaforma civica (Po) sconfitta in primavera
alle presidenziali e dato ora al 26,3%.
stata una passerella televisiva poco incisiva che non sembra aver spostato
gli equilibri. In uno sketch televisivo
del Kabaret Moralnego Niepokoju cabaret dellinquietudine morale dedicato alle elezioni, Szydlo stata presentata in toni satirici e merkeliani.
Sarebbe lei la responsabile dellaccudimento simbolico del collega di partito e presidente polacco Andrzej Duda
(PiS). Allo stato attuale Szydlo mantiene un vantaggio di almeno 5 punti percentuali sulla premier uscente Ewa Kopacz del Po. La sfida tutta al femminile
una novit assoluta a Varsavia che
potrebbe mettere fine alla fugace coabitazione tra il partito dellex Tusk e
Duda, insediatosi questanno al Palazzo del Belweder.
Il Po non sembra essersi ripreso dallo scandalo del waitergate, nonostante il repulisti voluto da Kopacz
che aveva portato alle dimissioni forzate di mezzo governo. Il PiS ha continuato a sfruttare leffetto sullopinione pubblica di alcune registrazioni
scomode catturate di nascosto da alcuni camerieri in due ristoranti della
capitale frequentati dal Po. Chi invece pensava che la strage aerea di Smolensk sarebbe scomparsa dal dibattito pre-elettorale si dovuto ricredere: Szydlo preme infatti per la creazione di una nuova commissione di inchiesta internazionale sul modello di
quella istituita per la tragedia del Boeing malese precipitato in Ucraina.
Unopzione praticabile soltanto con
il consenso di Mosca che difficilmente potrebbe arrivare.
Un tema sempre caldo dunque che
potrebbe scatenare una nuova guerra
polsko-polska tra i due maggiori partiti polacchi. Se il PiS dovesse conquistare la maggioranza anche in questa
tornata elettorale, c il rischio di tornare alle vecchie teorie del complotto
e a quella stagione della lustracja an-

ti-comunista che aveva marcato lo


scorso decennio linterregno dei fratelli Kaczynski. Il PiS confida molto voti
della diaspora polacca allestero. Non
a caso, il falco Antoni Macierewicz si
reso protagonista di una tourne americana grazie ai suoi agganci nel milieu teo-con per presentare limmagine di un paese in rovina, diventato un
condominio russo-tedesco durante il
governo del Po.
Pi incerta la lotta per diventare la
terza forza del paese. Da un lato, la lista degli zmieleni letteralmente, i giovani frantumati, capitanata dal rocker Pawel Kukiz, reduce da un buon risultato alle presidenziali.
Dallaltro, lalleanza di Sinistra Unita (Zl) guidata dalla giovane Barbara
Nowacka che raccoglie anche Verdi ed
esponenti del partito liberale radicale
dellimprenditore Janusz Palikot. Questa volta la Sinistra ha deciso di puntare tutto su Nowacka dopo la disfatta di
Marta Ogrek privata nel momento
clou della scorsa campagna presidenziale del sostegno finanziario e politico da parte dei suoi colleghi di partito.
Nowacka che vorrebbe eliminare le
lezioni di religione dalla scuola pubblica e liberalizzare laborto ha cercato di
ricucire lo strappo decennale con alcune sigle sindacali del paese. Zl ha promesso una politica pi verde ma anche la riduzione della pressione fiscale
sulle societ di gestione delle miniere
e percorsi di riqualificazione professionale per i lavoratori in uscita.
Una sfida difficile, se non impossibile, per la sua coalizione, visto che i
maggiori sindacati del paese quali Solidarnosc
restano
appannaggio
dellelettorato di destra del PiS. Secondo il quotidiano Gazeta Wyborcza, Jaroslaw Kaczysski avrebbe offerto al
presidente polacco Duda, una posizione di rilievo nelle liste elettorali
del proprio partito.

Portogallo/ IN TARDA SERATA LANNUNCIO E LINCARICO AL CENTRODESTRA

Il presidente ha deciso,
il governo di Passos Coelho
Goffredo Adinolfi
LISBONA

inalmente, dopo giorni di attesa,


ieri in tarda serata il presidente
della repubblica portoghese Annibal Cavaco Silva ha annunciato quella che, molto probabilmente, stata la
decisione pi difficile del suo doppio
quinquennato. Non stupisce, date le
incognite e la delicatezza della decisione, ci siano voluti quasi venti giorni. Alla fine il nome : Pedro Passos Coelho.
Molte le ragioni alla base dei tentennamenti del presidente e, peraltro,
molte sono state le opzioni sul suo tavolo. Va anche specificato che, contrariamente a quanto succede in Italia, in
Portogallo il governo non ha bisogno
della fiducia esplicita del parlamento
per entrare in funzione.
Dal 1976 a oggi vari sono stati i governi di minoranza, tra cui uno nominato
dallo stesso Cavaco Silva: quello del socialista Jos Socrates (2009-2011).
Come abbiamo visto le pressioni interne e internazionali sono state fortissime. Molti membri del Partito Popolare Europeo, riunito in questi giorni a

congresso a Madrid, hanno accusato i


socialisti di lavorare per costruire una
alleanza di perdenti e di estremisti. Come sempre si minaccia lo spettro della
recessione, della crescita dei tassi di in-

teresse e della fuga degli investitori,


ma in realt si teme il contagio di quella che si annuncia essere una nuova
formula politica. Gi, evidentemente
lo spettro lusitano si aggira per tutto il
continente. Tra i pi preoccupati c sicuramente il premier spagnolo Mariano Rajoy e infatti i media spagnoli hanno seguito gli avvenimenti del loro vicino con grandissima attenzione. Con le
elezioni politiche alle porte evidente
come il vento esquerdista possa facilmente spirare da ovest verso la Spa-

gna. Intanto si riunir questa mattina


per la prima volta il plenario della tredicesima legislatura. I numeri esatti su
cui possono contare i partiti sono questi: Coligao (lalleanza di centro destra Partido Social Democrata Psd e
Centro Democrata e Social Partido Popular Cds-Pp) 107 deputati su 230 (-9
dalla maggioranza di 116), Partido Socialista (Ps) 86, Be 19 e Pcp 17 (+8).
Laccordo tra Partido Comunista
Portugus (Pcp), Bloco de Esquerda
(Be) e Ps stato sostanzialmente concluso.
Anche se, al momento,
i dettagli non sono ancora noti, si sa che i tre
hanno dovuto cedere
molto sui rispettivi programmi.
Lunica cosa di cui si
certi che il primo
obiettivo quello di
controbilanciare politiche che in questi anni hanno fortemente pregiudicato i ceti pi deboli del paese.
Il fatto che la scelta sia ricaduta sul
centro-destra non significa che tutte le
trattative siano state inutili, anzi.
I tre leader della sinistra, Catarina
Martins, Jeronimo de Sousa e Antonio
Costa hanno gi avvertito che sfiduceranno il nuovo esecutivo non appena
possibile obbligando quindi il capo dello stato a nominare un nuovo primo
ministro.

VENERD 23 OTTOBRE 2015

il manifesto

INTERNAZIONALE

TERRITORI OCCUPATI Lacrimogeni e posti di blocco, muore il medico palestinese pacifista

IRAQ/GUERRA ALLISIS

Hashem Azzeh, una vita resistente

Kurdistan in rivolta
contro Barzani,
scontri e vittime

Intifada: decine
i giovani arrestati
da esercito
e polizia israeliani
nelle ultime 48 ore.
Oltre 800
dallinizio di ottobre

Chiara Cruciati

Michele Giorgio
GERUSALEMME

hiunque volesse capire cosa significa vivere a Hebron


sotto occupazione, circondato da posti di blocco militari e
da coloni israeliani decisamente
poco amichevoli, doveva andare a
casa del dottor Hashem Azzeh nel
quartiere di Tel Rumeida. Per
comprendere quella realt doveva ascoltare i racconti di vita quotidiana di questo medico palestinese colto e dai modi gentili, contrario alla violenza, divenuto nel corso degli anni lincarnazione nella
sua citt del sumud, la resilienza palestinese nelle condizioni
pi dure.
Non me ne vado, non riusciranno a cacciarmi da casa mia, ripeteva. La sua stessa esistenza
stata un atto di resistenza.
Hashem Azzeh, 54 anni, se n andato due giorni fa, morto mentre cercava di raggiungere lospedale tra lo sgomento della famiglia e degli amici, palestinesi e
stranieri. Mercoled Azzeh aveva
accusato forti dolori al petto. Ha
capito subito che doveva correre
allospedale pi vicino. La sua famiglia ha chiamato unambulanza che non stata in grado di raggiungere labitazione a causa dei
posti di blocco dellesercito, ancora pi rigidi dopo linizio della
nuova Intifada. Il medico non ha
avuto scelta. Si incamminato
verso Bab Zawiyeh, che divide il
settore H1 palestinese dal settore
H2 controllato dai militari israeliani. L ha trovato i soldati che sparavano lacrimogeni verso i giovani
che lanciavano sassi, in protesta
per luccisione di due ragazzi palestinesi avvenuta la sera prima.
In quellaria satura di gas lacrimogeni mio zio, gi molto debole,
ha avuto una crisi respiratoria.
crollato perdendo conoscenza,
raccontava ieri Sundus, la nipote.
Soccorso, il dottor Azzeh giunto

IL MEDICO PALESTINESE AZZEH E PROTESTE DEI PALESTINESI PALESTINESI, A DESTRA IRAQ, SOTTO HILLARY CLINTON /LAPRESSE

allospedale in condizioni disperate. I medici hanno potuto fare ben


poco per salvarlo. difficile stabilire quanto i lacrimogeni abbiamo
contribuito alla morte del medico
palestinese, con ogni probabilit
colpito da un infarto. Certo un
contributo alla sua morte venuto da quei posti di blocco che da
oltre venti anni circondano la sua
abitazione, dai controlli asfissianti attuati a Hebron anche nei confronti del personale sanitario palestinese. Se fosse stato portato subito in ambulanza allospedale, Azzeh avrebbe avuto qualche possibilit in pi di salvarsi.
Ieri in tanti lo hanno accompagnato nellultimo viaggio. Gente
in lacrime, volti segnati dal dolore, palestinesi e stranieri. Tutti uniti nel ricordare la sua ferma decisione di non abbandonare la sua
abitazione, anche se ogni giorno
solo per andare a comprare il latte
alla bottega accanto casa, la sua famiglia era (e sar ancora) costretta a passare per metal detector e
controlli. Ogni volta, ad ogni passaggio. Un trattamento al quale
non devono sottoporsi i vicini, i
coloni che vorrebbero vedere questa famiglia palestinese lasciare
Tel Rumeida. Gli avevano offerto
soldi per andare via ricorda

DOCUMENTI Materiali del 2008 su torture e Iran

Wikileaks rilascia le mail


del direttore della Cia

n nuovo colpaccio di
Wikileaks, che comincia a
pubblicare alcune mail
del direttore della Cia. Si tratta di
documenti passati attraverso laccout di Brenna nel 2008, quando
ancora non era a capo dellintelligence americana (ruolo che assumer dal 2013).
Come preannunciato, Wikileaks ha pubblicato documenti
che includono un questionario
compilato da Brennan, una nota
della Cia sullIran indirizzata al
presidente ed una lettera dellex
senatore Christopher Bond ai
suoi colleghi della Commissione
Servizi Segreti sul ricorso alla tortura contro i presunti terroristi.
Il memo sullIran analizza un
paese ritenuto di grande importanza dal punto di vista geostrategico, tale per cui gli Stati uniti
non hanno altra scelta se non
quella di andare daccordo con
Teheran.
La vicenda dellhacking ha assunto contorni polemici il giorno
dopo luscita delle prime mail.
Pochi giorni fa il New York Post
aveva riferito di essere stato contattato da un hacker, un teenager
che sosteneva di essere riuscito
ad avere accesso allaccount

pagina 7

email Aol di Brennan e ad uno


del segretario alla sicurezza del
territorio nazionale Jeh Johnson.
Un portavoce della Cia ha parlato di reato commesso ai danni
della famiglia Brennan, chiarendo per che apparentemente
non era stata compromessa alcuna informazione secretata.
Lazione di hacking ai danni
della famiglia Brennan un reato, e la famiglia Brennan la vittima, ha affermato il portavoce
che ha parlato di saccheggio
dei contenuti di posta elettronica
della famiglia Brennan fatto con
intento criminoso e che ora
vengono diffusi attraverso il
web.
Si tratta, ha aggiunto, di un attacco che poteva capitare a
chiunque e che dovrebbe essere
condannato, non incoraggiato.
Imbarazzo e no comment anche
da Aol, provider mail del direttore della Cia nel 2008.
Ad ora sono stati pubblicati sei
documenti, ma Wikileaks ha gi
lasciato intendere che altri ne seguiranno. E chiss che alcuni
non possano riguardare le missioni di Brennan, come ad esempio
quella a Kiev durante la Majdan
e la fuga di Yanukovich.

Jawad, un giovane attivista di Hebron -Hashem per aveva sempre


rifiutato. Ripeteva che se tutti i palestinesi partissero o accettassero
di vendere casa ai coloni, sarebbe
la fine per Hebron e per il nostro
popolo.
Azzeh organizzava visite guidate per giornalisti e attivisti, durante le quali con toni mai accesi spiegava cosa avviene a Hebron e intorno alla sua abitazione. Con filmati amatoriali ha raccontato gli
abusi subiti dai figli e dalla moglie, da tutta la sua famiglia, ai

quali il medico ha sempre risposto con le parole, senza violenza,


pronunciando la stessa frase
Non me ne vado. E con quelle
parole risponderanno in futuro la
moglie e i quattro figli, il maggiore
ha 17 anni, il pi piccolo appena
cinque.
Ieri a Bet Shemesh un israeliano stato ferito con una coltellata
da un palestinese, poi ammazzato
dalla polizia. Prima un ebreo era
stato ucciso da una guardia di sicurezza, dopo aver cercato di
prendere larma a un soldato, per-

ch scambiato per un palestinese.


Decine i giovani arrestati da polizia ed esercito a Gerusalemme Est
e in Cisgiordania, oltre 800 dallinizio di ottobre secondo fonti palestinesi. Questa crisi non sarebbe
scoppiata se i palestinesi avessero
avuto la speranza di un proprio
Stato ha detto ieri al Consiglio di
Sicurezza il vice segretario generale dellOnu, Jan Eliasson Se i palestinesi non vivessero sotto
unoccupazione soffocante e umiliante che dura da quasi mezzo secolo.

Stati uniti/ AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE

Hillary Clinton sulla Libia: stato


giusto lintervento americano
Luca Celada

illary Clinton ha passato la giornata di ieri sotto i riflettori della commissione parlamentare che indaga sullattacco dell 11 settembre
2012 alla base diplomatica americana di Bengasi. La
vicenda che cost la vita allambasciatore Usa Christopher Stevens, al suo assistente Sean Smith e a due
contractor impiegati dalla Cia, Tyrone Woods e Glen
Doherty, stata gi oggetto di sette inchieste.
perfino la terza volta che
lex segretario di stato viene indagata a riguardo, ma la prima
volta da quando candidata per
la Casa bianca. Per Clinton
ludienza davanti ad un plotone
di parlamentari ostili ha offerto
lopportunit di mostrarsi in atteggiamento pacato e composto
e rispondere imperturbabile anche agli attacchi pi diretti degli
inquirenti; in altre parole, di apparire presidenziale in diretta
Tv, ancora pi di quanto fatto
nel recente dibattito di candidati democratici. Il presidente della commissione, il repubblicano
Trey Gowdy ha ricordato ieri i
punti chiave della tesi di accusa secondo la quale un segretario di stato incompetente avrebbe inviato un diplomatico in
una regione ad alto rischio senza adeguate precauzioni, ignorato le sue ripetute richieste di rafforzare la sicurezza e, consumata la tragedia, addossato la responsabilit dellaccaduto a subordinati e pubblicamente attribuito i fatti ad una rivolta imprevedibile scatenata dal video satira su Maometto che
in quei giorni aveva provocato sommosse popolari
in varie capitali nord africane.
Secondo i repubblicani la Clinton daccordo con
Obama avrebbe pubblicamente sostenuto questa tesi poich la verit di un attacco terrorista avrebbe
vanificato la narrazione della dottrina Clinton-Obama sulla Libia come success story di democrazia
esportata in un momento alquanto inopportuno:
due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2012.
Gowdy che ieri ha esordito con linevitabile omaggio
agli eroi americani che a Bengasi hanno dato la vita ha affermato in apertura di udienza che il loro sa-

crificio esige giustizia e una verit che la Clinton e i


democratici sono tuttora reticenti nel rivelare, sottolineando come un importante risultato dellattuale inchiesta sia stata la scoperta delle famose email pi o
meno riservate custodite sul computer di casa della
Clinton.
La deposizione di ieri ha avuto uno svolgimento
prevedibile, con le solite interrogazioni dei repubblicani ammantati di sacra quanto insincera, indignazione a cui Hillary Clinton ha ribattuto secondo il copione apparentemente ben ripassato dallo staff della sua campagna. Ma se sugli scanni repubblicani abbondava lipocrisia, in
definitiva era forse sulla coscienza di Hillary che pesava la colpa
pi grave, quella dellintervento
libico per cui i repubblicani con
disinvolta malafede ora la criticano.
E molta della sua difesa verteva sullaffermazione dellinterventismo americano. Quello a
fianco e su richiesta degli alleati
arabi ed europei contro il sanguinario dittatore Gheddafi in
una Libia poi presto abbandonata a se stessa. E in generale alla
politica di ingerenza e nation
building, specificamente nello
scacchiere medio orientale a difesa dei soliti interessi nazionali.
La sua difesa stata la difesa
della politica di presenza diplomatica americana di cui il mio
amico Stevens, lambasciatore
ucciso, era fervente fautore. Stevens era stato a Bengasi dal marzo al novembre del 2011 come
inviato presso le forze ribelli allora impegnate nella rivolta contro Gheddafi, prima di
venire nominato di li a qualche mese, ambasciatore
a Tripoli dalla Clinton. Le sue iniziative erano diplomazia di ventura, come quella del diciannovesimo
secolo ha affermato a pi riprese ieri Hillary. Il suo
ritorno a Bengasi era una missione di avanscoperta
per sondare e stabilire rapporti con forze moderate e favorire il ruolo cruciale Usa nelle prime elezioni democratiche di quel paese. Un esercizio di nation building gestito da un avamposto della Cia, insomma, che malgrado gli esiti disastrosi - per le vittime di quel giorno e per lintera Libia Hillary Clinton non ha accennato a sconfessare.

La candidata
alla presidenza non
sconfessa lattivit
dellintelligence
a Bengasi

igliaia di manifestanti, 5 morti, 200 feriti. il bilancio di


giorni di proteste nel Kurdistan iracheno contro limmortale presidente Massoud Barzani. Il suo mandato scaduto il 20 agosto ma le attese elezioni non si sono mai tenute: il
Ministero della Giustizia ha prolungato la sua presidenza fino al 2017. Uno
schiaffo per i tanti kurdi iracheni che
ne volevano la testa, ritenendolo il colpevole della crisi economica nella regione. Gli stipendi del milione di dipendenti pubblici non vengono pagati da tre mesi, gli scioperi si moltiplicano con gli attacchi alle sedi del partito
di Barzani, il Kdp. E la polizia reagisce
con la forza: 5 manifestanti sono stati
uccisi durante scontri di piazza. La ragione dietro la crisi va cercata, dice
lesecutivo, a Baghdad. Da mesi, approfittando dellavanzata dellIsis, Erbil vende il petrolio in autonomia, violando gli accordi con il governo centrale. Che reagisce rifiutandosi di versare
i finanziamenti statali. Con il prezzo
del greggio in calo, lexport non basta

pi. E a poco serve il sostegno di Europa e Usa, ora alle prese con ben altri
problemi: i pruriti di Baghdad che vuole volare verso altri lidi.
Il caos regna nelle stanze dei bottoni iracheni: il partito di governo, Alleanza Nazionale, sta facendo serie pressioni sul premier al-Abadi perch chieda lintervento aereo russo contro
lIsis. A monte sta linteresse degli sciiti iracheni nel rafforzare lappartenenza allasse sciita, guidato dallIran e sostenuto da Mosca, che oggi gestisce la
battaglia contro il califfato.
Ma le pressioni maggiori giungono
dalle milizie sciite (Badr, Ahrar
al-Haq, Ketaib Hezbollah) che sul terreno ottengono risultati molto pi
consistenti di quelli dellesercito. Contano 100mila uomini, gestiscono ufficiosamente il Ministero della Difesa,
danno ordini diretti ad almeno una
delle cinque alle unit dellesercito.
Diversa la posizione delle fazioni
sunnite che vedono nellavvicinamento alla Russia lindebolimento della loro posizione nel futuro dellIraq, gi seriamente compromessa dallinvasione Usa. Nel post-Saddam, la Casa
Bianca ha marginalizzato la comunit
sunnita, epurando istituzioni ed esercito dei fedelissimi del rais. Un errore
grave che ha provocato linnaturale
crescita di al Qaeda e ladesione di
molti sunniti iracheni. Gli stessi che
oggi vedono nellIsis una nuova opportunit per uscire dallangolo in cui il
governo Maliki imposto dagli Usa li
ha relegati. Non sono pochi i sunniti
che hanno sostenuto loccupazione
delle proprie comunit da parte
dellIsis, n pochi gli ex membri del
partito Baath che sono entrati nelle file del califfato, da usare come piede di
porco per scardinare lautoritarismo
sciita.
Oggi questi settarismi passano per
gli equilibri mondiali. Al-Abadi
schiacciato tra le richieste sciite di un
maggior coinvolgimento russo (pressioni che giungono forti anche da
Teheran, che sul campo ha generali e
pasdaran a guidare le milizie sciite) e
la volont di mantenere lalleanza con
gli Stati uniti. Non per una sterile fedelt alla Casa Bianca, ma per il timore di
punizioni: Washington ha speso 20 miliardi di dollari in Iraq in 12 anni e ha
il potere di aprire e chiudere i borsoni
del Fondo Monetario Internazionale.
Se Baghdad lasciasse i suoi cieli ai jet
russi, non improbabile una riduzione dei finanziamenti internazionali.
Di nuovo, gli Usa sono ciechi: ostinandosi a chiudere la porta alle milizie sciite (come la chiudono ad Assad
in Siria e alle proposte russe di coordinamento militare) rischiano di ritrovarsi con un Medio Oriente diverso da
quello desiderato.

pagina 8

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

ELEZIONI

AMERICA LATINA

UN MURALE A BOGOT.
IN ALTO, LA PRESIDENTE
USCENTE IN ARGENTINA,
CRISTINA KIRCHNER. IN
BASSO, IL CANDIDATO
SCIOLI. A DESTRA IN
ALTO, ELEZIONI IN
GUATEMALA LA PRESSE
IN BASSO, CAMPAGNA
ELETTORALE AD HAITI E
IN COLOMBIA

Quattro paesi
alle urne affrontano
passaggi determinanti
Geraldina Colotti

rne calde nelle Americhe: perch i


quattro paesi che vanno al voto domenica Argentina, Guatemala,
Colombia e Haiti riflettono e proiettano
scenari globali, la cifra dell'azzardo e quella del possibile.
Secondo i dati dell'Onu, le politiche sociali portate avanti dai governi progressisti
o socialisti eletti a partire dal 98, hanno abbassato l'indice di povert dell'America latina e dei Caraibi. Nell'ultima decade, 51
milioni di latinoamericani sono entrati a
far parte della classe media. Questo non
vale per Haiti, ancora in pieno disastro:
esposto sia alle catastrofi naturali e alle
conseguenti crisi alimentari (una situazione simile si riscontra in Centroamerica),
sia agli appetiti internazionali.
Per un insieme di 18 paesi in cui si concentra il 90% della popolazione complessiva dell'America latina e dei Caraibi, gi tra
il 2000 e il 2012 la povert scesa di oltre
16,4 punti percentuali, con l'eccezione della Repubblica dominicana, dove la classe
media diminuita di quasi quattro punti e
sono aumentate sia la povert che la vulnerabilit. Progressi possibili grazie all'avanzata de los de abajo (quelli che stanno in
basso) e all'arretramento de los de arriba
(quelli che stanno in alto), per riprendere
un'espressione frequentata in America latina. Il Latinoamerica diventato, nelle sue
punte pi avanzate, il continente della democrazia partecipata e del potere popolare, e ha spogliato le tornate elettorali del
carattere di mera ritualit. E cos, anche se
nei parlamenti a composizione pi moderata pesa il ricatto dei grandi interessi, anche la voce della piazza conta. La presenza
dei movimenti popolari, eredi delle spinte
altermondialiste contro il neoliberismo
degli anni '90, ormai una costante in tutti
i grandi vertici e gli appuntamenti internazionali.
La richiesta di un'assemblea costituente, sul modello di quelle che hanno cambiato il volto del Venezuela, dell'Ecuador e
della Bolivia, preme sulle scadenze elettorali di quei paesi che, come la Colombia e
il Guatemala, vivono momenti di passaggio determinanti e in cui i movimenti spingono per cambiamenti strutturali.
Ma sono circa 216 milioni i latinoamericani che si trovano in situazione di vulnerabilit e potrebbero tornare in povert. Laddove non vi sono governi progressisti, su
quasi 600 milioni di abitanti, 73 milioni vivono in povert estrema. Su chi peseranno
ora i costi dell'annunciata diminuzione
della crescita economica?
Le forze conservatrici premono per scardinare i governi in due paesi chiave: il Brasile, determinante anche per l'economia
argentina, e il Venezuela, grande riserva petrolifera, al centro delle nuove relazioni solidali con l'America latina e i Caraibi. Il Fondo Monetario internazionale sta gi cercando di pattuire il costo della pelle dell'orso prima di averlo ammazzato: in Venezuela con l'imprenditore miliardario Lorenzo
Mendoza, in Brasile incitando i suoi mastini fuori e dentro gli alleati del Pt, in Argentina tirando pesantemente per la giacca l'imprenditore kirchnerista Scioli. E lui lancia
messaggi ai mercati circa un cambiamento della politica economica gradito ai
poteri forti.
Il peso dell'Argentina all'epoca di Nestor
Kirchner fu determinante nell'affossare
l'Accordo di libero commercio per le Americhe (Alca) proposto nel 2004 dagli Usa. E
nacque l'Alleanza bolivariana per i popoli
della nostra America (Alba), ideata da Cuba e Venezuela. Ma ora gli Usa hanno realizzato lo storico Trattato di libero scambio
trans-Pacifico, il Tpp: nuovamente all'insegna del neoliberismo e della presenza militare. Dove star il nuovo presidente dellArgentina? Anche il probabile post-conflitto
in Colombia costituisce una torta appetibile in cui gi si evidenziano gli scontri di interessi e aumentano le pressioni contrarie
dei sempiterni nemici della pace come Alvaro Uribe.
E intanto, mentre le piazze premono per
imporre svolte sostanziali, gli Usa provano
a disinnescare la polveriera centroamericana, suggerendo un cavallo vincente pi
moderno e appetibile.

DALLA PRIMA
Tommaso Nencioni

Il vento nuovo
corre sul filo
Dellaccumulazione,
mentre lo Stato perdeva
la propria autonomia
monetaria con lancoraggio fisso del peso al dollaro. Nonostante un iniziale boom economico dovuto allafflusso di capitali esteri, il Paese fu travolto
dal contagio delle crisi finanziarie che scossero la met del decennio, dal Messico allIndonesia alla Russia. Il FMI concesse
un prestito ponte al Paese, imponendo per una severa cura austeritaria che condusse alla paralisi bancaria e ad una disoccupazione esorbitante: lArgentina costitu in breve il de te fabula narratur per lEuropa di oggi.
Que se vayan todos! Il movimento dei piqueteros bloccava
le strade, e dalle assemblee di
quartiere e dalle fabbriche occupate e autogestite iniziava a
prendere corpo lalternativa popolare. E cos, uno dopo laltro,
caddero gli esponenti di punta
del clan neoliberale che aveva
condotto il Paese alla catastrofe. Cadde De La Ra (del quale
si ricorder una sintomatica
candidatura al selettivo club
dellUlivo Mondiale, animato da DAlema, Clinton, Blair e
dal capo della destra brasiliana, Cardoso); cadde dopo di
lui il successore ad interim
Duhalde; e cadde, con le Presidenziali convocate per il marzo del 2003, il vecchio Menem,
che alla pratica delle relaciones carnales con gli Stati Uniti
aveva dato il primo input, per
poi infeudare il Paese alle vestali dellausterit. Ma non se ne
andarono tutti. Rimase in sella
Nstor Kirchner, un avvocato
sureo gi impegnato nella difesa dei diritti civili, con alle
spalle una lunga militanza nel
peronismo oppositore alla dittatura, vissuta in simbiosi con
la moglie Cristina Fernndez.
Il kirchnerismo, fin dalla prima elezione di Nstor, e poi
con i mandati di Cristina, ha significato innanzi tutto unimponente opera di ri-definizione dello Stato-nazione, in piena sintonia con quanto sperimentato in questo scorcio di
millennio in altre realt latinoamericane. Rispondendo a differenti tradizioni politiche e retaggi culturali, il neopopulismo ha saputo guidare con successo il contro-movimento dallo Stato prima dittatoriale e poi
aparente (Alvaro Garcia Linera) allo Stato post-neoliberale:
la costruzione dello Stato bolivariano in Venezuela, dello Stato Integral in Bolivia e dello Stato nacional-popular in Argentina si retta su di un processo
convergente di riequilibrio tra
il potere della lite mercatista a
quello dei movimenti popolari.
Il kirchnerismo ha promosso la
riappropriazione da parte dello Stato della propria sovranit
in materia monetaria, energetica, assistenziale, educativa e in-

Il movimento
dei piqueteros bloccava
le strade, mentre dalle
assemblee di quartiere
e dalle fabbriche
occupate e autogestite
iniziava a prendere
corpo lalternativa
popolare argentina

Un voto per quatt


frastrutturale. Accentuato interventismo statale, ingenti aumenti salariali e ristrutturazione del commercio estero lungo lasse sud-sud hanno costituito il volano delleconomia
nazionale, accanto ad un rigido controllo sui capitali. Lultimo grande atto della Presidenza di Cristina stato lapprovazione di una legge che impone
un consenso parlamentare dei
2/3 per poter avviare processi
di privatizzazione nei settori
strategici. Nonostante le minacce provenienti dai fondi
speculativi avvoltoio, le politiche anticicliche messe in

campo hanno permesso di saldare il debito rinegoziato a seguito del default. Se vero che
lassidua ricerca del partenariato commerciale cinese ha
eccessivamente legato le sorti
del Paese al traino del gigante
asiatico, gli impulsi diretti
allallargamento del mercato
interno sembrano aver fornito
un parziale correttivo al raffreddamento della domanda
estera.
Al contempo stata avviata
una grande operazione culturale volta a ri-significare in termini progressivi lo spazio patriottico e la cultura naziona-

le. Il movimento popolare si


potuto riappropriare, nellarena del senso comune, della parola patria, dopo che per oltre
un quarantennio le classi dirigenti tradizionali avevano agevolato il saccheggio da parte
dei centri metropolitani dellaccumulazione capitalistica in
nome dellesigenza della difesa
della nazione dalla minaccia
rossa. Il lascito originale del peronismo stato oggetto di rivalutazione critica in senso nazional-popolare da parte degli intellettuali organici allo spazio
kirchnerista. La memoria storica dei martiri della dittatura e

lazione di Madres de Plaza de


Mayo hanno piena cittadinanza nellArgentina di oggi, mentre i responsabili del Plan Condor sono perseguiti con una solerzia che non ha pari in tutto
il Cono sur.
La costruzione dello Stato nacional-popular proceduta di
pari passi con il protagonismo
argentino nei vari processi di
integrazione
regionale
e
sub-continentale. Latto che
forse pi di ogni altro ha innescato il rinascimento politico
della Patria Grande fu il no al
progetto di integrazione continentale ALCA opposto a Bush

ARGENTINA Cristina Kirchner non pu pi ricandidarsi

Scioli favorito, e gi le destre


lo stanno tirando per la giacca
Ge. Co.

hi sar il successore di Cristina Kirchner? La presidente argentina termina


il suo secondo mandato con un gradimento che supera il 50%, ma non pu pi ricandidarsi. Gli elettori 32 milioni di aventi
diritto con pi di sedici anni votano domenica. Scelgono il presidente fra sei candidati,
vincitori delle Paso, le primarie Aperte, simultanee e obbligatorie che si sono svolte il
9 agosto scorso. Oltre al vicepresidente, i cittadini eleggono 24 senatori, 130 deputati e
43 parlamentari del Mercosur, il Mercato comune del sud. In base ai sondaggi, tre sono i
candidati alla presidenza con maggiori possibilit: Daniel Scioli, del governativo Frente
para la victoria (Fpv), che alle primarie ha ottenuto il 38%. Il candidato dell'opposizione
conservatrice, Mauricio Macri, di Cambiemos (30%) e un rappresentante di centro-destra, Sergio Massa, del partito Unidos por
una Nueva Alternativa (Una), con il 20%. In
campo vi sono anche Margarita Stolbizer
(Progresistas), Adolfo Rodriguez Saa (Compromiso Federal) e il candidato del Frente
de Izquierda, Nicolas Cano.
Per passare al primo turno, il futuro presidente deve ottenere almeno il 45% dei voti o

arrivare al 40% con dieci punti di differenza


dal rivale pi vicino, altrimenti si va al ballottaggio, il 22 novembre. Il vincitore assumer
l'incarico il prossimo 10 dicembre. Per le legislative, gli argentini rinnovano la met dei
membri del parlamento per il periodo
2015-2019 e un terzo del senato (24) per il periodo 2015-2021. Si eleggono i senatori delle
province di Catamarca, Chubut, Cordoba,
Corrientes, La Pampa, Mendoza, Santa Fe e
Tucuman. La sicurezza affidata alle forze
armate, che schierano 96 mila effettivi.
Kirchner lascia un paese molto diverso da
quello che ha portato alla vittoria del suo defunto marito, il 25 maggio del 2003. Un paese allora stremato dal default del 2001 in cui
oltre il 50% della popolazione viveva in povert. I Kirchner hanno da allora invertito la
tendenza applicando un modello di sviluppo basato sull'inclusione sociale, sulla sovranit nazionale e sull'integrazione latinoamericana e caraibica. Dopo la morte del marito, Cristina stata la prima donna ad arrivare alla presidenza nella regione: Se nel 2003
mi avessero detto che saremmo stati tutti
uniti negli organismi di integrazione regionale, avrei detto che questo era impossibile.
E tuttavia stato possibile, grazie a Chavez e
alla sua capacit di trasformare le cose, ha

Il rappresentante del Frente


para la victoria (Fpv), alle
primarie ha ottenuto il 38%.
Quello conservatore,
Mauricio Macri, il 30%
dichiarato nel 2014 a proposito della Celac,
il vertice della Comunit degli stati latinoamericani e caraibici che comprende tutti gli
stati delle Americhe tranne Stati uniti e Canada. Ed stata la prima donna a denunciare alle Nazioni unite e al Vertice delle Americhe, a Panama, l'ingerenza degli Usa in America latina. In quelloccasione, ha accusato
Washington di proteggere la spia Stiuso, ex
capo dell'intelligence, teste chiave nel giallo

VENERD 23 OTTOBRE 2015

il manifesto

LATINOAMERICANE

pagina 9

GUATEMALA Secondo turno tra il comico legato ai militari e la progressista

Morales e Sandra Torres


una sfida contro i corrotti
O

cchi puntati anche sul Guatemala, che domenica va al


ballottaggio per decidere chi
sar il nuovo presidente. Due i candidati, il comico Jimmy Morales,
del Frente de Convergencia Nacional (Fcn-Nacion), appoggiato dai
circoli militari pi reazionari, e la
progressista Sandra Torres, della
Unidad Nacional de la Esperanza,
che promette riforme e piani sociali. I sondaggi danno vincente Morales, che si imposto al primo turno
del 6 settembre e avrebbe 35 punti

Dopo il grande
scandalo La Linea,
che ha portato
in carcere Molina,
si cerca il cambio

ttro
Jr., nel corso del vertice di Mar
del Plata del 2005, da Chvez,
Kirchner, Lula e Tabar
Vzquez. Da allora in poi, non
senza crisi e contraddizioni, la
solidariet latinoamericana ha
ricevuto un impulso crescente
verso la creazione di un blocco
compatto in grado di fronteggiare la sfida egemonica di
Washington, fino a creare le
condizioni per la Canossa statunitense nei confronti della
Cuba socialista.
Lazione di governo del kirchnerismo ha interagito con un
vasto fronte popolare nella societ, composto da movimenti

sociali tradizionali e sorti nel


fuoco della grande rivolta del
2001, dalla militancia degli anni Settanta rianimata dopo la
notte della dittatura e lemarginazione dellet neoliberale,
dallattivismo giovanile, oltre
che da un dosato e non sempre facile compromesso con il
notabilato peronista locale.
Questultimo versante forse il
fomite delle principali contraddizioni. Se da un lato laver raccolto lintera eredit del peronismo ha permesso al kirchnerismo di stabilizzare il proprio
ruolo nazionale e di contare su
di una struttura organizzativa

della morte del procuratore Alberto Nisman, che indagava sullattentato alla mutua ebraica Amia e voleva portarla in tribunale.
Nessuno si aspetta che limprenditore
Scioli, candidato kirchnerista benvoluto da
papa Bergoglio, qualora riuscisse a imporsi
e a tessere le necessarie alleanze si esponga
fino a quel punto. Anzi. I messaggi che ha finora inviato tendono a rassicurare i mercati. In un incontro con i grandi imprenditori,
ha detto di comprendere le loro preoccupazioni. Ha inviato il governatore di Salta,
Juan Manuel Urtubey, probabile ministro
degli esteri, a spiegare agli investitori Usa
che si potrebbe trovare un accordo con i fondi avvoltoio e che le condizioni potrebbero
tornare a loro favorevoli se i contraccolpi della crisi internazionale si faranno sentire in
Argentina. Per ora, ha ricevuto il pubblico sostegno del miliardario Francisco de Narvaez, uno dei grandi oppositori del kirchnerismo, che fino a giugno correva per Massa.
Continuit nel cambiamento stato lo
slogan di Scioli: una sintesi della natura composita e plasmabile del peronismo, che ha
dominato la democrazia argentina, e ha consumato al suo interno battaglie politiche e
ideologiche. E se Macri il pi chiaro rappresentante del neoliberismo che tornerebbe
con la sua elezione, Massa si definisce un peronista, per conservatore. Molti temono
che Scioli, portato alla politica dallex presidente Menem (ora inquisito per lAmia)
nellepoca neoliberista del peronismo, ceda
al ricatto dei poteri forti. Ma le sinistre confidano sulla maturit dei ceti popolari e spingono sul pedale della Campora, il movimento che ha Cristina Kirchner come referente.

di riferimento per lintero Fronte, dallaltro la filiazione diretta


dal menemismo di gran parte
del gruppo dirigente Justicialista lascia cadere pi di qualche
ombra sul futuro del movimento. Il candidato scelte dalle primarie, lex governatore della
provincia di Buenos Aires Daniel Scioli, stato spesso freddo nei confronti delle pi incisive mosse di governo di Cristina, ed riconosciuto come il
pi sensibile, tra gli esponenti
del Frente para la Victoria, ai richiami allordine delle lites
tradizionali. A bilanciare la figura di Scioli stato perci scelto
come suo vice Carlos Zannini,
espressione della militanza kirchnerista pura. Ma il futuro
dellArgentina nacional-popular rimane legato soprattutto
alla capacit di tenuta del blocco sociale evocato dal kirchnerismo nellultima decade, e
dalla non dismessa leadership
di Cristina.

di vantaggio sulla sua avversaria.


N corrotto n ladro stato lo
slogan elettorale di Morales, forte di
un grande scandalo per corruzione
- La Linea - che ha portato in carcere lex presidente Otto Prez Molina, un ex generale detto Manodura.
Nei suoi comizi, il comico televisivo
ha abbozzato qualche fumosa promessa per combattere la fame, la disoccupazione e per favorire leducazione. Il recente confronto televisivo con lavversaria, ha per reso evidente il vuoto di proposta di Morales e il segno della sua politica neoliberista, benedetta da Washington
durante il suo viaggio elettorale negli Usa.
Per le organizzazioni che difendono i diritti umani e che hanno molti
conti aperti con il tremendo passato guatemalteco in cui si contano
36 anni di guerra civile, Morales
un commediante razzista verso i
popoli indigeni, legato mani e piedi
alla stessa gente che ha foraggiato
Molina. Non a caso lex capitano
Byron Lima Oliva, uno dei personaggi coinvolti nellassassinio del vescovo Juan Gerardi e per questo condannato a ventanni di carcere, durante unudienza in tribunale ha
detto che Morales sar il miglior

COLOMBIA Alle regionali, si presentano le organizzazioni popolari

La pace al voto con prudenza

unattenzione particolare, in America latina e fuori, per le prossime elezioni regionali, che si
svolgono in Colombia domenica e in cui si eleggono i governatori dei 32 dipartimenti
del paese. Non perch i meccanismi istituzionali presentino novit sostanziali, capaci
di garantire una reale partecipazione politica in sicurezza
alle forze del cambiamento.
Nonostante forti mobilitazioni popolari e unopposizione
armata che dura da oltre cinquantanni, il sistema non
andato oltre alcune riforme
spinte al Congresso da settori
progressisti.
Le elite politiche incastonate nel potere si oppongono alla possibilit di accesso istituzionale da parte delle rappresentanze popolari. Il sistema
politico colombiano stato
gestito da governi di destra
che rispondono alle oligarchie del paese, al clientelismo politico, alle mafie elettorali, alla corruzione, al paramilitarismo e allabbandono

dei contadini poveri e dei ceti


meno favoriti.
Fra le tante chiusure, una
legge elettorale consente la
partecipazione alle urne solo
alle formazioni che abbiano
una personalit giuridica. Per
ottenerla, occorre tra laltro
aver partecipato a precedenti
elezioni. Per questo, alcune
organizzazioni nuove come il
movimento Marcha Patriotica, il Congreso de los Pueblos
e altre che formano il Frente
unido por la Paz, non possono presentarsi direttamente

alle elezioni. Hanno dovuto


cos trovare un accordo con
la sinistra moderata del Polo
democratico, che "prester"
il proprio simbolo in alcuni
collegi e circoscrizioni ai candidati del Frente, sia di Marcha Patriotica che di altre organizzazioni popolari alleate.
Ma questa sperimentazione il principale sintomo di
un cambiamento alle porte,
nellambito del processo di
pace in corso allAvana tra la
guerriglia marxista Farc (quella dellEln che ha avviato trattative in Ecuador) e il governo di Manuel Santos. La partecipazione popolare del
Frente unido por la Paz viene
considerata una prima palestra per quella che potrebbe
portare alla partecipazione
delle guerriglie alla vita politica. La riforma del sistema
elettorale peraltro uno dei
punti affrontati nei dialoghi
dellAvana. Si spera che in caso di un accordo definitivo
tra le parti, venga integralmente sostituito da un sistema nuovo. (ge.co.)

presidente che ha avuto il Guatemala.


Se vince, Morales assumer lincarico il 14 gennaio del 2016, il giorno
dopo entreranno in parlamento i
158 deputati eletti, e cos sar per i
sindaci e i deputati del Parlacen (il
parlamento centroamericano).
Secondo recenti inchieste, la maggioranza dei cittadini riconosce lassenza di proposta del comico, ma
apprezza la sua capacit di aver saputo approfittare della crisi di rigetto nei confronti del sistema politico
tradizionale dovuta allesplodere
del grande scandalo per corruzione.
Nonostante la sfiducia nelle istituzioni, il 6 settembre si recato a votare oltre il 70% degli aventi diritto.
Domenica, sono attesi alle urne oltre 7,5 milioni di cittadini: 4.74.450
donne, e 3.482.423 milioni uomini.
Sono gi presenti sul territorio gli osservatori internazionali dellOrganizzazione degli stati americani
(Osa).

Ma in uno dei paesi pi violenti al


mondo, e in cui lindice di disuguaglianza si situa tra il 60 e il 70%, non
si ferma la repressione degli oppositori, che continuano a morire nella
pi completa impunit. Sabato scorso stato ucciso lattivista Edwin
Alexander Reynoso, che ha subito
un attentato nel municipio di Mataquescuintla, dipartamento di Jalapa. Con lappoggio della popolazione, si batteva contro il progetto minerario di el Escobal, propriet
dellimpresa San Rafael e della multinazionale canadeseTahoe Resources Inc. Oltre 500 attivisti e dirigenti
comunitari della zona subiscono la
repressione e molti sono in carcere.
Tra giugno e settembre, il paese
centroamericano stato scosso da
costanti proteste di piazza, scoppiate a seguito del processo a 27 funzionari dellesecutivo che hanno lucrato e sottratto soldi pubblici. Ma gli
oltre 1500 imprenditori coinvolti,
non sono dietro le sbarre. (ge.co.)

HAITI

Un paese nel baratro


sceglie il presidente

a alle urne per le presidenziali, domenica, anche Haiti: senza


troppe speranze di risollevarsi dal baratro per merito dei
quattro candidati pi accreditati nella corsa alla presidenza,
su 54 in totale. Si tratta delloppositore Jude Celestin, della Lega alternativa per il progresso e lemancipazione haitiana (Lapeh), primo nelle intenzioni di voto (un po pi del 30%). Promette di creare posti di lavoro, promuovere le attivit agricole, risolvere il drammatico problema dei bambini di strada e migliorare la cultura del
paese. E seguito da Jovenel Moise che rappresenta il partito di governo del presidente Michel Martelly. E poi c un
candidato di sinistra, Jean
Charles Moise, e Marysse
Narcisse. Con molta probabilit, per, ci sar un secondo turno, il 27 dicembre. Lo scorso 9 agosto, a
causa di brogli e violenze,
sono state sospese le parlamentari in 10 dipartimenti
dellisola, ancora stremata dal terremoto del 2010, poi dal colera e
sempre sotto una doppia tutela: della miriade di ong che proliferano sui proventi della ricostruzione e della Minustah, la missione
Onu, prorogata di un anno. Le difficolt di spostamento di una popolazione poverissima complicano ulteriormente il quadro.
Uno dei candidati alla presidenza, Jean-Baptiste Chavannes,
che correva per unorganizzazione equivalente a Via Campesina, si
ritirato, denunciando un golpe elettorale giudato dal Core
Group, unorganizzazione ideata dalle Nazioni unite e composta da
organizzazioni internazionali e paesi stranieri (Usa, Canada, Ue,
Osa, Onu e anche Brasile). Chavannes ha il sostegno di 60.000 contadini di Via Campesina, che chiedono un processo elettorale scevro
da interferenze anche dei paesi amici . In questi anni, i paesi progressisti dellAmerica latina, hanno cercato di spingere Martelly ad
adottare progetti sociali e a svincolarsi dagli aiuti condizionati. Ma
per Haiti non ancora il momento di voltare pagina.

pagina 10

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

CULTURE

TEMPLI DEL PRESENTE


UNA PERFORMANCE NEL MAXXI, 2009. SOTTO,
LESTERNO DEL MUSEO FOTO REUTERS

so di offerta culturale nel contemporaneo rispetto a una domanda calante alimenta una
lotta spietata nella cattura di
visitatori e di risorse per la sopravvivenza. In questa logica si
colloca
la
sponsorizzazione
dellEnel di 600mila euro annui
in cambio di un posto nel Cda
del Maxxi. Non dato sapere se
sia lesito di una gara rispettosa
delle regole Ue sulla concorrenza per la scelta di sponsor di soggetti pubblici. Certo uno scippo al Macro che perde il tradizionale sostegno dellEnel.

Alessandro Monti

a riorganizzazione del governo dei grandi musei statali


varata dal Ministero dei beni
e delle attivit culturali (Mibact)
non ha finora investito il modello
fondazione scelto per la gestione
del Museo Nazionale delle Arti del
XXI Secolo che ha avuto esiti controversi e sollevato critiche da pi
parti, da ultimo anche dalla prestigiosa rivista Storia dellArte
(n.40/2015) diretta da Maurizio
Calvesi. Eppure tra i punti qualificanti la riforma avviata dal governo Renzi-Franceschini (Dpcm
171/14) figura la concessione, sia
pure sotto vigilanza e coordinamento ministeriale, di autonomia
operativa la cui carenza aveva motivato ladozione legislativa di forme di gestione esternalizzata che
si sono rivelate inadeguate. Spetta
ora al Parlamento rimuoverle e ripensare il ruolo del Maxxi che, nel
corso di un decennio, ha beneficiato di una spesa dinvestimento
amplificatasi a dismisura fino a triplicarsi: da 55 a 180 milioni di euro. Vediamo perch.

I derivati della Fondazione


Nonostante la ritrosia informativa
di Maxxi e Mibact, il ricorso ad altre fonti ha permesso di enucleare
le anomalie che hanno caratterizzato la nascita e il funzionamento
della Fondazione Maxxi (legge
n.69/09, governo Berlusconi-Bondi) e di quantificarne flussi finanziari. Alla Fondazione stata affidata la gestione di una struttura assai costosa per lerario (11,7 milioni di euro i trasferimenti nel 2014,
di cui 6,5 milioni di contributi),
pi scenografica che funzionale
(appena 10mila mq larea espositiva su un totale di oltre 21mila
mq), sede di due musei sovrapposti alle attivit della Galleria nazionale darte moderna e contemporanea (Gnam) della quale lasciato in abbandono lampliamento
di ottomila mq. (Ala Cosenza)
Prospettata per conseguire
semplificazione burocratica ed
elasticit operativa, la fondazione si rivelata uno strumento
utile ad ampliare al massimo la
discrezionalit e ridurre al minimo la trasparenza nei processi
decisionali. Cos la scelta di far
amministrare un museo statale
da un ente privato ha portato
prima a squilibri di bilancio e
al commissariamento nel 2012;
poi, con il nuovo Cda, alla nomina di un segretario generale
privo di esperienze museali e
del cinese Hou Hanru, esperto
di mostre, a direttore artistico, figura non prevista dallo Statuto e
sovraordinata ai due direttori responsabili. Ne derivata unabnorme moltiplicazione di mostre ed eventi, con lo svuotamento del museo dalle collezioni permanenti per un anno. Si deve invece a insufficiente vigilanza ministeriale la querelle sulla retribuibilit dei membri del Cda della
Fondazione che, ricevendo contributi pubblici, non potrebbe
erogare emolumenti agli amministratori, tenuti a svolgere lincarico a titolo onorifico.
Con un escamotage il presidente del Cda, applicando la deroga
prevista per gli enti di ricerca cui il
Maxxi stato arditamente equiparato, gode di un compenso che si
accresce allaumento di sponsor e
visitatori sapientemente adescati da mostre, eventi a getto continuo e da intere pagine a pagamento sui maggiori quotidiani.
Lambiziosit della mission assegnata alla fondazione (rappresentare in Italia il punto di eccellenza della creativit artistica contemporanea e internazionale...),
lapertura al pubblico nel 2010 prima di completare lallestimento
del museo progettato nel 1998
dallarchistar Zaha Hadid e linter-

Vie duscita

Quel privilegio
di essere Maxxi
mittenza dei finanziamenti, hanno dilatato i nodi gestionali di un
museo nato a tavolino, rallentandone il decollo.
Le pressioni dellalta burocrazia
ministeriale su governo e parlamento, prima per imporre la presenza del nuovo museo in posizione dominante, poi per sostenerne
il difficile rilancio dopo il flop da
commissariamento, hanno finito
per incidere sulla stessa funzionalit dellassetto museale preesistente. La costruzione del Maxxi si
cos rivelata unoperazione funzionale pi a soddisfare un intreccio di interessi imprenditoriali per
lucrose commesse, aspirazioni
professionali e ambizioni politiche, che a colmare pretese lacune
strutturali per il contemporaneo.

La Fondazione ha una missione


ambiziosa, ma lo Stato
si trasformato da garante
a competitor. Mentre a Roma
manca un museo della scienza
e anche un luogo per la Storia

Non si tratta solo di trasferimenti indiretti (come la concessione in


uso gratuito dellimmobile, di
importanti collezioni darte e
architettura contemporanea, di
personale ministeriale) e dei
contributi diretti, elevati di fino
a 5 milioni annui (legge
112/2013). Ad assumere valore
discriminante la riserva del
50% che la legge stabilisce a favore del Maxxi sugli stanziamenti del Piano per larte contemporanea per sostenere lacquisto di nuove opere darte e
attivit di gestione. Ne risulta
squilibrata la distribuzione delle risorse disponibili a danno
delle altre istituzioni che si vedono menomate le potenzialit
operative.

Luoghi eccedenti

I tic della gestione

Numerosi sono infatti gli spazi per


larte del Novecento e/o contemporanea di nuova istituzione o ristrutturati di recente. Non solo
nei grandi centri urbani, come Milano (Museo del Novecento, Triennale, Pac, Galleria darte modena,
Hangar Bicocca, Fondazione, Museo delle culture...), Torino (Castello di Rivoli, Gam), Venezia (Biennale Arte e Architettura, Giam a
Ca Pesaro, Pinault Foundation a
Palazzo Grassi e a Punta della Do-

N il sito, n il Rapporto annuale


del Maxxi offrono dati puntuali
del bilancio di esercizio, n si conosce numero degli ingressi gratuiti e introito di quelli a pagamento (non trasmessi al Mibact),
indicatori non esaustivi ma necessari a valutare gli esiti della
gestione. Il volume dichiarato
delle presenze del 2013 (294mila), cos come quello del 2014
(353mila), appaiono tuttora
lontani dal livello registrato
nel 2011 (450mila) prima del
commissariamento. Il preteso
boom di visitatori nel 2013
drasticamente ridimensionato
nel confronto con realt museali
ed espositive similari.
La graduatoria, costruita con i
tassi medi di affluenza del pubblico alle mostre allestite nelle otto
sedi esaminate, evidenzia come il
Maxxi, malgrado il forte sostegno
pubblico e la professionalit dei
curatori, sia al di sotto di Hangar
Bicocca, Palaexpo, Castello di Rivoli, Mart e al di sopra soltanto di
Mambo, Madre, Gnam e Macro.
Quanto al 2014, nonostante il pi
che raddoppio delle mostre (da
18 a 37) e degli eventi (da 180 a
380) i visitatori al Maxxi si sono
accresciuti appena del 20%
(+62mila). Il protrarsi di un ecces-

LAUTORE

Alessandro Monti, gi professore ordinario di Teoria e politica dello sviluppo


presso la facolt di Giurisprudenza
dellUniversit di Camerino, dove stato
docente di Scienza dellamministrazione
e ha presieduto il corso di laurea in
Scienze politiche, ha insegnato negli atenei di Roma La Sapienza, Viterbo, Ferrara e Kyoto e fatto parte del consiglio universitario nazionale. Tra le sue pubblicazioni in materia di economia e politica
dellarte e della cultura: Assetti organizzativi e strumenti normativi per la gestione e lo sviluppo sostenibile dei musei
pubblici (2006) e il recente pamphlet
Il Maxxi a raggi X, Indagine sulla gestione privata di un museo pubblico, Johan
& Levi Editore, 2014

gana, Guggenheim Collection,


Fondazione Prada a Ca Corner),
Bologna (Mambo), Napoli (Madre, Pan), ma anche in centri minori come Rovereto (Mart), Bolzano (Museion), Lucca (Center of
Contemporary Art).
Tuttavia a Roma ubicato il nucleo museale ed espositivo pi nutrito e prestigioso. Accanto a istituzioni consolidate (Gnam, Istituto
Nazionale per la Grafica, Quadriennale), ruotano altre strutture
pubbliche (due sedi del Macro, Palaexpo, Mlac-museo Laboratorio
dellarte contemporanea alla Sapienza, Scuderie del Quirinale,
Museo Bilotti, Ara Pacis...), grandi
spazi privati variamente motivati
(dalla Gagosian Gallery alla Fondazione Museo Roma, al Maam-Museo dellAltro e dellAltrove di Metropolis di Via Prenestina) e una
miriade di piccole gallerie.
Poche per sono le istituzioni
realmente in condizioni di favori-

re una creazione artistica genuina e contribuire allaffinamento


del gusto e allo sviluppo culturale. Prevale invece un approccio
che punta allo sfruttamento commerciale di opere gi esistenti accrescendone il prezzo di mercato
con mostrifici che il Maxxi non
ha contrastato. Va condiviso, dunque, quanto sostiene lo storico
dellarte Tomaso Montanari: Non
riusciamo ancora a costruire veri
luoghi del contemporaneo, come
prova il fallimento del Maxxi (Repubblica, 2 agosto).

Risorse anti-crisi
A ben vedere lo Stato ha perduto il
ruolo di garante per trasformarsi
in competitor, sia pure per interposta persona: la Fondazione Maxxi che ha poi svolto una propria politica espositiva utilizzando in modo disinvolto i privilegi istituzionali e il patrimonio conferitole.

Per superare le attuali incongruenze la soluzione di first best labrogazione delle leggi istitutive del
Maxxi riportandone i musei
nellambito della Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea, ora dotata di autonomia gestionale. La Gnam dovrebbe cedere le collezioni dellottocento e riprendersi le opere dellultimo quarto del novecento in
poi conferite al Maxxi ed esporle nella retrostante Ala cosenza, interrompendone cos il progressivo degrado. Una soluzione ragionevole che risponde
allesigenza di testimoniare la
continuit storica delle creazioni contemporanee nonch di
contenere i costi e assicurare il coordinamento ministeriale. Quanto alledificio di Zaha Hadid, con
adattamenti da combinare con la
prospiciente area dismessa di
30mila mq dellex Stabilimento
Militare Materiale Elettrico di Precisione, potrebbe essere destinato
a sede di uno dei tanti musei nazionali che effettivamente mancano a Roma: quello della scienza,
quello della Shoah, quello storico.
In attesa che il legislatore decida, servono interventi di tipo
strategico e riorganizzativo. A
esempio, anzich privilegiare
mostre temporanee ed eventi di
altalenante qualit e spessore
culturale, si dovrebbero valorizzare le collezioni permanenti. Innanzitutto consentendone la
completa visione al pubblico (dopo un anno di chiusura nei depositi, non basta esibirne dal 10 ottobre solo una piccola parte in
ununica sala) e migliorandone
la fruizione: visite guidate e pannelli didattici ovunque.

Qualche proposta
Poi sviluppandone la consistenza, favorendo la maggiore presenza di artisti allopera e la
creazione di installazioni site specific. Nella politica degli acquisti,
nella definizione della programmazione delle attivit e dei relativi
servizi di supporto, andrebbe poi
sollecitato il contributo propositivo dei visitatori e del personale
che dovrebbe essere rappresentato nel Cda della Fondazione. Per
valutare lopportunit di un rilancio su nuove basi, decisiva
resta comunque una maggiore
trasparenza nella gestione.
Aiuterebbe a capire se gli ingenti finanziamenti che lo Stato,
nonostante i tagli generalizzati,
eroga al Maxxi sia per la spesa
corrente che per gli investimenti
(la legge n.133/14, Sblocca Italia, gli assegna nel 2015 altri
3,5 milioni di euro per un parcheggio sotterraneo di ben mille posti) siano pi proficui di altri impieghi sociali come la costruzione/manutenzione
di
scuole, ospedali... Ladozione di
un sistema open data, che renda liberamente accessibili e utilizzabili tutte le informazione
relative agli esiti delle varie attivit, e la pubblicazione sul sito
ufficiale di un bilancio sociale, che calcoli il valore aggiunto netto della produzione culturale del Maxxi, offrirebbero i necessari elementi conoscitivi.

VENERD 23 OTTOBRE 2015

CULTURE

oltre

CHARLES SIMIC ALLAQUILA


Charles Simic, poeta tra i pi importanti al mondo (di origine
serbe, ma residente negli Stati Uniti), sar ospite del Premio
letterario internazionale L'Aquila dedicato alla scrittrice
aquilana Laudomia Bonanni. Simic del quale in Italia sono

tutto

pubblicati Il mondo non finisce (Donzelli), Zoo


(L'Obliquo), Hotel Insonnia, Il cacciatore di immagini.
L'arte di Joseph Cornell, Club Midnight, Il mostro ama il
suo labirinto (questi ultimi pubblicati da Adelphi), interverr
alla premiazione della sezione speciale del concorso

SEMINARI Leredit del teorico e dirigente politico comunista in un recente convegno

La prassi vivente ostaggio


del partito della nazione
Si osservato che nei Quaderni
del carcere non c una descrizione
del regime fascista, analoga a quella contenuta nelle Lezioni di Palmiro Togliatti del 1935. Ma non colpa della censura. La ricerca di
Gramsci orientata da un diverso
interrogativo forse cos riassumibile: per quali vie si estingue la rappresentazione politica del conflitto
sociale? In effetti la crisi della democrazia passa tutta, per Gramsci,
attraverso lentropia del politico.
Qui sta la sua rinnovata attualit. La
rottura tra rappresentanti e rappresentati, con cui si apre sempre una
crisi organica, lascia spazio ai poteri
che si sottraggono, egli dice, al controllo dellopinione pubblica.
Sul filo di una geniale attualizzazione del 18 Brumaio di Luigi Bonaparte di Karl Marx, Gramsci vede assai precocemente( gi nellautunno del 1920 con la crisi fiumana) la possibilit del colpo di stato
inteso non nella sua tradizionale teatralit ma come processo di sostituzione dello Stato/burocrazia allo
Stato/ sistema politico. Nel carcere
la tensione tra il burocratico e il politico diventa anche il filo conduttore della analisi della esperienza sovietica, in questo senso tutta segnata dalla involuzione statolatrica.

Leonardo Paggi

un luogo comune sottolineare con stupore il contrasto


tra la caduta degli interessi
per lopera di Antonio Gramsci in
Italia(anche se fa eccezione un vero boom di pubblicazioni sulle vicende carcerarie) e il fiorire degli
studi nel mondo. Si finge cos di dimenticare, con un po di filisteismo, che c di mezzo la sconfitta
subita dallo schieramento politico
che nella sua opera si era riconosciuto. Gramsci potr tornare ad
essere parte della cultura italiana
solo se riuscir ad essere nuovamente intrecciato con una lettura
del presente.
Sta qui linteresse del seminario
organizzato recentemente a Lecce
da un gruppo di giovanissimi studiosi pugliesi, organizzati da Enrico Consoli e Alfredo Ferrara, su
Gramsci, i partiti e la crisi della democrazia , con la presenza di Guido Liguori in rappresentanza della
International Gramsci Society.
Mettendo da parte una lettura un
po circolare e ripetitiva tutta interna ai Quaderni, i pezzi costitutivi
della teoria politica gramsciana sono stati messi direttamene a confronto con gli scenari della nostra
vita quotidiana: da facebook e la rete (relazioni di Marco Zanantoni e
Riccardo Cavallo) allantipolitica,
dai populismi (analizzati da Giuseppe Montalbano) alla nuove tendenze autoritarie che avanzano
con la crisi della costituzione, alla
domanda canonica (di cui si fatto carico Alfredo Ferrara): quale
nuovo blocco storico?

In nome della nazione


Vero che i giovani pugliesi non sono soli in questa ricerca. Ci si misurato di recente anche il presidente della Fondazione Gramsci e della Edizione Nazionale dellOpera
di Gramsci, Giuseppe Vacca, in
una intervista alla nuova Unit di
Renzi del 21 agosto: Gli elettori
del Pd si riconoscono nelle riforme
del governo. Vacca come Verdini
un fervente sostenitore del partito della nazione, ma rispetto al parlamentare ex berlusconiano il presidente della Edizione Nazionale
ha una marcia in pi: si piegato a
lungo sugli scritti di Gramsci. Se
Verdini porta i voti, Vacca porta la
teoria del moderno principe. Il partito della nazione risponde a un
concetto forte di partito emancipato dalle povere riduzioni sociologiche pi o meno inconsapevolmente introiettate, in seguito allegemonia culturale economicista impostasi nel dibattito sulla crisi della
democrazia Cos un partito politico se non un punto di vista sulla
storia e il destino di una nazione?
Qui la teoria di Gramsci entra in
presa diretta con la politica fino a
diventare propaganda. Con un rispetto maggiore della filologia i giovani pugliesi si sono avvalsi delle

il manifesto

Legittimit perdute
sollecitazioni del presente per rimettere in evidenza un dato ermeneutico a mio avviso estremamente importante, ossia che tutta la
teoria politica gramsciana centrata sulla lettura dei processi involutivi che dopo la prima guerra
mondiale colpiscono le democrazie liberali, in modo pi precoce
in Italia, e poi con vari gradi di intensit nel resto dEuropa.

Populismo, crisi
della democrazia,
la comunicazione
su Facebook.
I temi dellincontro
UNIMMAGINE POP DI ANTONIO
GRAMSCI

Nel convegno di Lecce lattualit


delle analisi sul cesarismo, che
pu avanzare dice Gramsci anche
senza solenni forme cesaree, e anche nella permanenza di istituti
parlamentari, stata finemente
proposta da Francesca Antonini.
Gaetano Bucci si invece avvalso
di categorie gramsciane per descrivere come, sempre nella logica della entropia del politico, la crisi della democrazia si sviluppi oggi in

dedicata ai componimenti dei detenuti degli istituti di pena


italiani, organizzato in collaborazione con il Ministero di
Giustizia, che si terr all'interno del Casa circondariale di
massima sicurezza dell'Aquila venerd 23 ottobre alle ore
15.30, con la partecipazione dei detenuti.

Europa parallelamente al consolidamento del potere sovranazionale rappresentato dalla moneta unica. La governance il politico senza stato che, non creando nuove
istituzioni, ma avvalendosi di tecnologie e dispositivi di potere,
aggira gli stati nazionali e li sottomette, trasformandoli, con la sussidiariet, in strumenti esecutivi dei
propri indirizzi.
Politica dellausterit e crisi della
democrazia avanzano mano nella
mano, non solo per i contenuti sociali ma anche per la introduzione
di nuove procedure di potere, che
aggirano il politico e che sembrano voler prefigurare una legalit
sempre pi sganciata e autonoma
da ogni forma di legittimit. Insomma, il presidente della Edizione Nazionale dovrebbe spiegare come il
presunto nuovo principe di Renzi
possa convivere con la piena sottomissione alla dittatura fiscale della Bce, che non in alcun modo in-

La polemica sulluso
di Gramsci a sostegno
della necessaria
disciplina imposta
dai mercati alla politica
teressata a regnare, ma vuole invece sorvegliare e punire, avvalendosi di quella che Jens Weidmann
presidente della Bundesbank con
linguaggio inconsapevolmente foucaultiano chiama la disciplina del
mercati. Per altro verso i movimenti populisti ripropongono lentropia del politico a partire della
sua rinascita caricaturale nella forma di un carisma sempre pi inventato e di carta pesta.
Non ho pi spazio a disposizione. Concludo accennando a un tema strategico degno a mio avviso
di riflessione: la grande superiorit
teorica che nella raffigurazione del
moderno il politico ribelle Antonio
Gramsci ha nei confronti del professor Max Weber (la Sardegna versus Heidelberg), sta nella capacit
di sostituire il disincanto con la
ricerca costante dei contro movimenti, muovendo dallassunto di
natura ontologica che la vita, la
prassi, finir sempre per scompaginare i piani predisposti dalle tecnologie e dai dispositivi.

AUTORI Fiston Mwanza Mujila, esordio con Tram 83, comincer il tour italiano a Bookcity

Una caleidoscopica umanit al bancone del bar


Francesca Giommi

spite a Bookcity 2015 questo sabato e poi in numerosi altri eventi e appuntamenti nellambito del Festival della Narrativa Francese e dellottobre africano, il giovane autore
congolese Fiston Mwanza Mujila
presenter in Italia il suo romanzo desordio Tram 83, gi vincitore di importanti riconoscimenti
(tra cui il Gran Premio della Sgdl Socit des gens de lettres di Parigi) nelledizione in lingua originale francese. Nato a Lubumbashi nella Repubblica Democratica del Congo nel 1981 e qui laureatosi in Lettere e Scienze Umane, Mujila vive attualmente a
Graz, in Austria, dove sta studiando per un dottorato in lingue romanze, partecipando in contemporanea a concorsi, performances e laboratori di scrittura tra
lAfrica e lEuropa. Non solo romanziere ma anche poeta e drammaturgo, le sue opere esplorano
le turbolenze politiche e umane
che travagliano il Congo post-indipendenza e il clima di incertezza che queste provocano nella vita quotidiana dei suoi abitanti.
Tram 83 altri non che il nome
dellunico locale notturno a luci
rosse di una non meglio definita
citt-paese governata da un Generale dissidente e megalomane

(che potrebbe identificarsi tanto


con Kinshasa quanto con la nativa Lubumbashi), dove la notte
lunga e popolare e dove sfila
una carrellata di personaggi tragici che si aggrappano alla vita, approfittando di ogni istante senza
n ieri n domani. Tram 83 bar,
discoteca, ristorante e bordello al
tempo stesso, luogo di perdizione
e contrabbando tutto qui si compra e si vende, dalla carne di cane

Il libro trasmette
lenergia di un paese
reinventato, dove gli
abitanti desiderano
solo sopravvivere
al sesso, dalla droga alla felicit a
buon mercato - unica terra di sopravvivenza per unaccozzaglia disperata di avventori di diversa
provenienza, lingua e nazionalit
minatori alcolizzati, studenti in
sciopero, prostitute di ogni et, ragazze madri, ribelli spregiudicati,
turisti e uomini daffari in cerca di
fortuna nello sfruttamento minerario, politici corrotti e persino
bambini soldato - che per tutta la
notte vi cercano e trovano lunica
possibile fuga dalle loro miserie
quotidiane. Da questa umanit reietta emergono le figure apparen-

temente antitetiche di Lucien,


scrittore idealista che pensa di poter salvare il mondo con la sua letteratura e di poter resistere
alledonismo tendente al nichilismo che lo circonda, e dellamico
di giovent Requiem, sorta di gangster locale ambizioso e corrotto
che tenta di sfruttare a proprio
vantaggio il caos politico e morale che avvolge la citt-paese, conducendo loschi e pericolosi affari.
E attorno a loro, una coralit di
voci che li disturbano e travolgono, unumanit energica e resiliente, animata da desideri primordiali universali, che possiede
soltanto il proprio corpo poich,
come ci ricorda lautore quando
uno stato cessa di esistere, il tuo
corpo diventa il tuo paese, il solo
e unico paese che possiedi. Nelle
lunghe notti al Tram 83, Mujila induce il lettore a unimmersione totale nella lingua, con un ritmo
jazz sincopato al quale non ci si
pu sottrarre. Il jazz tuttavia non
pi ormai la storia dei neri... innanzitutto un terreno dirupato,
una scogliera che puoi scalare solo se hai uninfarinatura sulle sue
origini segno di nobilt, la
musica dei ricchi e dei nuovi ricchi, di quelli che costruiscono
questo bel mondo a pezzi e si
mescola qui inscindibilmente
con una rumba pi sporca, primitiva e inadatta allorecchio,

pagina 11

ma ben pi adatta a trasmettere


lenergia di un paese reinventato,
retto da una totale mancanza di
regole, se non da un insopprimibile desiderio e slancio alla sopravvivenza, ad ogni costo e con ogni
mezzo.
Cinico e comico al tempo stesso, esotico e spesso allucinato,
Tram 83 ha suscitato paragoni lusinghieri con Fitzgerald, Cline e
Garca Marquez, cos come con la
pittura di Bosch e le sonorit di
Coltrane. Distanziandosi dalla
narrativa di alcuni coetanei scrittori africani, da Chimamanda
Ngozi Adichie a Teju Cole e Okey
Ndibe, pi incentrati su una narrativa tradizionale, basata sulla
trama e dunque pi fruibile da un
pubblico mainstream, Mujila sperimenta una composizione pi libera e fluttuante, tenuta assieme
da lingua e ritmo in una ciclicit
di ripetizioni e ossessioni, come
in un ininterrotto flusso di coscienza collettivo, o semplicemente in una danza tragica della vita
che va vissuta appieno, poich
ogni momento potrebbe sempre
essere lultimo.
Fiston Mwanza Mujila incontrer il pubblico a Milano sabato
presso lInstitut Franais, a Parma il 25 presso La Feltrinelli Village, e poi a Torino (Circolo dei lettori, 26 ottobre) e Roma (Bibliocaff Letterario, 28 ottobre).

COMMIATI

Gamal al Ghitani,
ruvido cantore
della vita egiziana
Elena Chiti

amal al-Ghitani era uno dei


pi noti e acclamati scrittori egiziani degli ultimi decenni. Un classico, anche se aveva
solo settanta anni. I suoi libri, tradotti in tante lingue, sono capolavori della letteratura araba. In Zayni Barakat, pubblicato nel 1974 e
ambientato nel sedicesimo secolo,
la rappresentazione di un potere
mamelucco corrotto e declinante
diventa metafora dellindividualismo dei potenti e dellipocrisia delle riforme nellEgitto di Nasser. E
c chi sostiene che con questa denuncia politica, che si legge come
un romanzo storico, al-Ghitani si
sia imposto come il degno erede di
Nagib Mahfuz.
Nel Libro delle illuminazioni
(Kitb al-tajliyyt), la morte del
padre diventa il punto di partenza
per un viaggio interiore il cui scopo trascendere se stessi. E questa
opera autobiografica, che si legge
come un trattato filosofico, ha trasformato al-Ghitani nellerede di
tutto un patrimonio narrativo, in
cui la mistica sufi cos presente
da essere vita vissuta.
Scrittore prolifico, poliedrico, Gamal al Ghitani lascia unopera ambiziosa e variegata, che possiede le
sfaccettature dellEgitto contemporaneo. Eppure, nel suo ambiente,
niente lo predisponeva a diventare
una voce di spicco e nemmeno
uno scrittore tra i tanti. Approdato
al Cairo dallAlto Egitto, al-Ghitani
veniva da una famiglia modesta.
Dopo una scuola professionale,
aveva iniziato a lavorare come tessitore di tappeti. E forse questo passato di artigiano, di uomo che si alzava allalba per lavorare con le
sue mani, aveva forgiato unumilt
che poteva apparire anche ruvida.
proprio grazie a questo piglio
che lautore ha improntato la sua
vita allazione. Ha cominciato a
pubblicare racconti, ma poi una
sua critica a Nasser gli costata
mesi di prigione, tra il 1966 e il
1967. Assunto nel 1969 come inviato di guerra dal quotidiano Akhbr
al-yawm, nel 1970 stato interdetto dalla possibilit di pubblicare
per aver criticato Sadat. Reintegrato al giornale, si fatto strada fino
a prendere le redini dellintera sezione letteraria.
Nel 1993 ha fondato un supplemento letterario, Akhbr al-adab,
che si imposto come rivista culturale di prestigio in tutto il mondo
arabo. Lha diretta fino al 2011. Ha
seguito con passione febbrile e
puntiglio giornalistico le rivolte in
Egitto, celebrando la caduta di Mubarak come lo spiraglio di una nuova era di libert. Insieme ad altri intellettuali e alluomo daffari Nagib
al-Sawiris, ha contribuito alla fondazione del Partito degli Egiziani
Liberi, che si proponeva di fermare
lavanzata dei Fratelli musulmani
in vista delle elezioni presidenziali
del 2012.
In una delle sue tribune politiche su Akhbr al-yawm, il 18 settembre 2012, al-Ghitani ha chiarito per di non voler essere membro di alcun partito, per salvaguardare il suo ruolo di intellettuale indipendente. Ci non gli ha impedito di sostenere pubblicamente
al-Sisi, in cui diceva di riconoscere
le caratteristiche del leader.
Ci piace infine ricordarlo con le
parole di un altro scrittore egiziano, Youssef Rakha: Gamal al-Ghitani era unautorit culturale, ma
unautorit vicina allarte e lontana dalla corruzione. Uno dei maggiori esponenti della generazione
degli anni Sessanta. E anche se
non ero daccordo con tutto quello
che faceva come personalit pubblica, la sua presenza nel suo campo, e nella vita, era rassicurante.

pagina 12

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

VISIONI

Cinema La scoperta della commedia sovietica, grazie alle Giornate di Pordenone,

ha rivelato dei capolavori, tra cui Il tardo muto di una regista donna, Antonina Kudriavtseva
A DESTRA,
RAZBUDITE
LENOCHKU
DI ANTONINA
KUDRIAVTSEVA;
A SINISTRA,
PEREPOLOKH;
E SOTTO DIE
PUPPE DI
LUBITSCH

Sergio M. Germani

n susseguirsi di capolavori
e film rivelatori ha percorso
lultima edizione delle Giornate del cinema muto diretta da
David Robinson, la cui direzione
ha trascurato lesigenza di rassegne pi ampie dei massimi autori
del muto ma ha saputo disseminare i programmi di molte scoperte
che le facevano desiderare. Perch
qui mai un tutto Dwan, McCarey,
Ford, Walsh...? E questanno si potrebbe aggiungere: a quando un
tutto Fescourt o LHerbier, registi
dei due capolavori proposti, Les
misrables e Linhumaine?
Il festival si proietta ora verso il
futuro, con il passaggio di testimone al nuovo direttore Jay Weissberg che allenandosi questanno con alcune presentazioni si
gi rivelato di simpatica comunicazione. Tra le sue prime dichiarazioni si nota lintelligenza che non si
tratta di porre barriere tra cinema
muto e cinema tout-court, e che
un festival italiano (e ce lo dice un
angloamericano!) deve occuparsi
con particolare attenzione di cinema italiano. Si tratta di una giusta
sfida: il muto italiano ha oscillato
tra sopravvalutazioni e sottovalutazioni, oggi ne vanno abbandonati i
falsi canoni perch le vere grandezze non vi mancano. Molto lavoro
ci attende come diceva Dreyer .
Una rassegna pi ampia e addirittura pluriennale c stata, quella
della commedia sovietica, e ha confermato linesauribile splendore di
quella cinematografia. Tra le riscoperte russe, accanto ai relativamente conosciuti Nikolai Petrov, Aleksei Popov, Ivan Pyriev, Viktor Shestakov, sono apparsi ben tre film
da porre tra i sommi della storia
del cinema. Il tardo muto (1934) di
Antonina Kudriavtseva (unaltra
donna regista sovietica da riscoprire), Razbudite Lenochku con Yanina Zheimo, tra i capolavori mondiali dello slapstick, da porre accanto a Keaton e al qui ritrovato The
Battle of the Century supervisionato da McCarey e fotografato da Ge-

Umorismo e slapstick
contro la censura
I tagli non frenano la scatenata Yanina Zheimo n oscurano il disagio
del contadino le cui cure mediche infinite diventano metafora del socialismo
orge Stevens, il film in cui la coppia
Laurel & Hardy ai primi passi ma
appare gi come la coppia per eccellenza, oltre i sessi; e pi ancora
che la battaglia di torte della seconda parte il mai visto match
pugilistico della prima a essere
grandioso, con Ollio che per due
volte indica a Stanlio il punto debole della ciccia, puro private joke senza seguiti di finzione, che solo un genio assoluto come McCarey poteva ideare.
La scatenata Zheimo del film russo non stata da meno, in questo
correre al risveglio per non arrivare
in ritardo, che gli interventi pedagogico-censori sulledizione hanno
invano frenato. Del cinema sovietico non cessa di meravigliarci lincontrollabilit ideologica. Altro capolavoro, Kinokariera zvonaria
(1927) di Nikolai Verkhovskii, forse addirittura il pi bel film su un
set cinematografico, e sappiamo a
quali vette lo paragoniamo. Infine
Perepolokh (1928) di Aleksander
Lovshin, unica regia superstite di
chi divent propagandista, memorialista, aiutoregista dei maggiori,
film ritrovato in un 16mm americano (!) intitolato genialmente Sentenced to Health giacch il contadino protagonista sottoposto a un
trattamento medico in cui sintravede la metafora assoluta del socia-

lismo; catalogato dagli archivi per


errore col titolo Inquietudine che
ben rivela il punto interrogativo
del film, stato presentato in anteprima mondiale a Pordenone in
una proiezione-unicum perch
per errore digitalizzato a una velocit rallentata che rendeva lincubo
del film pressoch insostenibile.
Credo che la proiezione irripetibile di questo Lovshin sia lemblema di come il muto possa irrompere nel XXI secolo ben oltre le realizzazioni mimetiche viste negli ultimi anni nella rassegna intitolata ap-

punto Muti del XXI secolo in cui tuttavia questanno si sono visti i notevoli film danimazione Prologue di
Richard Williams e liraniano
omaggiante Tim Burton Junk Girl
di Mohammad Zare e Shalale Kheiri (con corollari Picture di Cherchi
Usai e Amore tra le rovine di Massimo Ali Mohammad, rispettivamente coprodotto e interpretato da Livio Jacob).
I migliori muti visti qui sono stati davvero film del XXI secolo, che
parlano agli spettatori doggi da
contemporanei che possono inten-

derli meglio degli antenati coevi. Si


pensi solo ai due brevi Allan Dwan
presenti nella rassegna sulle origini
del western (che includeva anche
Curse of the Redman di e con Hubert Bosworth, allepoca rifiutato
dai nativi ma che oggi si rivela adeguatamente cupo).
The Poisoned Flume (1911) e soprattutto The Vanishing Race
(1912), il cui pogrom di indiani
il giudizio storico pi spietato sulla
storia americana (che il regista
compir nel finale The Most Dangerous Man Alive), confermano in
Dwan il vero ponte tra Griffith e
Dreyer. Ma si pensi anche ai programmi sulla grande guerra, come
quello di Luca Comerio, speriamo
solo introduttivo a una rassegna
pi ampia, che rivela ormai in Comerio il maggior erede europeo di
Lumire. Ma stato inquietante anche il film americano On the Firing
Line With the Germans con cui nel
1915 Wilbur Henry Durborough
auspicava unalleanza americano-germanica. Opera di propaganda che oggi diventa di storia parallela, dove appaiono sia le uniche
immagini della Lega internazionale delle donne per la pace e la libert, sia gli atroci atti di guerra germanici sul fronte polacco e russo, veri
prologhi al rovesciamento leniniano della storia, pi che allinterven-

to di Wilson nel conflitto europeo.


E gli stessi film postbellici italo-tedeschi di Luciano Albertini, vero
cineasta pi che uno dei tanti attori-forzuti (lo intu bene il cofondatore delle Giornate Mario Quargnolo), sono atti di fiducia nel corpo degni di Verginit indifesa di
Makavejev.
Ma un festival si rivela essenziale quando anche i piccoli film brillano della luce dei grandi anzich
apparirne noiose o banali cadute.
Era facile prevedere che i due Lubitsch Die Puppe e Romeo und Julia
in Schnee si sarebbero confermati
dei capolavori. Molto meno ovvio
scoprire film tedeschi degli anni
20 del tutto sregolati come gli Albertini di Obal e Malasomma. O,
nel cinema americano, una rarit
come Show Girl di Alfred Santell
con Alice White, film medio ma vitale scoperto dalla Cineteca Italiana nella versione con didascalie italiane distribuita dal grande Pittaluga, e che forse tra i film le cui didascalie furono editate da Mario
Camerini.
E, se LHerbier seppur insufficientemente ammirato (Linhumai-

Nei programmi sulla


Grande guerra, Luca
Comerio appare
lerede europeo
dei Lumire
ne vale davvero un grande film),
un cineasta francese come Fescourt, che persino Lourcelles e
Vecchiali sminuiscono, ci d nella
sua versione di Victor Hugo (superiore a quella di Freda vista lanno
scorso a Bologna) un grande film
sui fallimenti rivoluzionari, degna
eco non solo della sua storia recente (con un momento persino dovzhenkiano),e con una commovente Nivette Saillard allesordio che
mai diventer diva protagonista.
Fescourt un grande rabdomante
di presenze attoriali, degno della
scuola di Feuillade.

VENERD 23 OTTOBRE 2015

il manifesto

VISIONI
ADELE
Confermata per il 20 novembre la pubblicazione del terzo album della pop star britannica.
25 - il titolo - viene anticipato oggi dalluscita di Hello, uno degli undici pezzi che
compongono il disco, disponibile allacquisto e in streaming. Sempre oggi il video della
canzone, girato in Canada e diretto dal giovane regista Xavier Dolan.

pagina 13

CORY WELLS
A 74 anni si spento in circostanze non chiarite Cory Wells, il cantante dei Three Dog Night.
Con Danny Hutton stato il fondatore della band vocale losangelina di grande successo dal
1969 fino al 1976 con ben 21 singoli piazzati nella top 40 di Billboard. Nel 2000 la band
entrata nella Hall of Fame dei gruppi vocali.

INCONTRI Todd Haynes, il mio Carol una storia damore oltre il gender

NETFLIX Promettiamo una rivoluzione

Lesplosione del desiderio


nel color fuoco di un rossetto

attiva da ieri anche in Italia il re dei provider on demand, la tv in streaming di


Netflix. Il colosso americano - presentato ufficialmente a Milano - propone una
trentina di serie originali in produzione che saranno fruibili a partire dal 2016 e
almeno venti gi pronte. Stiamo crescendo - ha dichiarato Reed Hastings, ceo e
co-fondatore della multinazionale - che punta ad arrivare in ogni Paese nei prossimi anni. Abbiamo la possibilit di portare nel mondo della televisione una rivoluzione come non si vedeva dai tempi dellavvento del colore. Sono gi fruibili
Narcos, Marvel-Daredevil, Marco Polo Orange is the new black. Si scommette sullo streaming opposto al download: Il download qui ancora molto popolare e diffuso ma noi scommettiamo sulla diffusione dello streaming grazie a
reti sempre migliori. Hastings intende: sprovincializzare lItalia rivolgendosi a
produttori cinematografici e televisivi: Con noi c la possibilit di rendere globali
nuove produzioni e contenuti. Suburra - la serie - gi annunciata per il 2017.
Si parte con lofferta lancio, primo mese gratuito: e poi con 7,99 euro diamo
acesso - chiosa Hastings - a una grande variet di contenuti.

JAZZ LAACM celebrata al Festival dAutomne

Chicago a Parigi, gli anni creativi


dellavanguardia post free
Marcello Lorrai
PARIGI

TODD HAYNES E CATE BLANCHETT SUL SET DI CAROL, A DESTRA HENRY THREADGILL

Giovanna Branca
ROMA

herese Belivet ( Rooney Mara)


vorrebbe diventare una fotografa e per pagare laffitto fa la
commessa da Frankenberg nel periodo delle vacanze di Natale. cresciuta in un orfanotrofio e sotto la
frangetta scura coltiva fantasie e sogni sul futuro. Un pomeriggio di folla pre-natalizia, davanti al bancone
dei giocattoli di Therese appare Carol (Cate Blanchett) alla ricerca di
un regalo per la sua bambina. Elegantissima, capelli platino, gli occhi
azzurri che la scrutano profondamente tra le due donne, la ragazza timida e laffascinante signora upper
class pi grande di lei, scorre subito
una tensione palpabile, una danza
di sguardi e di erotismo.
Carol, il nuovo film di Todd Haynes che era in concorso al Festival
di Cannes, Palma doro a Rooney
Mara per la migliore attrice- e che la
Festa di Roma ha presentato prima
della sua uscita nelle nostre sale il
prossimo 11 febbraio - tratto dal romanzo di Patricia Highsmith, The
Price of Salt, racconta un amor fou
lesbico che sfida le convenzioni del
tempo, lAmerica degli anni Cinquanta, i suoi tab le sue crudeli regole di facciata.
una storia damore che va oltre
la questione dellorientamento sessuale - dice Todd Haynes - Tutte le
pi belle storie damore hanno bisogno di una repressione, di ostacoli
da superare, qualcosa che ci faccia
desiderare che i due amanti possano stare insieme. Non la prima

volta che il regista racconta una love


story che sfida le regole sociali: in
Lontano dal paradiso metteva al
centro un amore impossibile - perch interrazziale - negli Stati Uniti
degli anni Cinquanta. In realt si
tratta di lavori molto diversi, in Lontano dal paradiso siamo nella pro-

Cate Blanchett e
Rooney Mara, Palma
doro a Cannes, sono
protagoniste di un
amor fou lesbico
vincia americana patinata e domestica dove la repressione pi evidente. La mia ispirazione per quel
film erano stati soprattutto i melodrammi di Douglas Sirk. Carol invece ambientato in una New York
scintillante , e per Haynes il riferimento piuttosto Breve incontro di
David Lean: Unaltra storia damore che ci fa parteggiare per gli amanti, e ci colloca allinterno del loro fragile stato mentale.
Uno stato mentale vissuto in soggettiva, quella di Theresa, come nel
romanzo di Highsmith e come anche nei thriller della scrittrice, che
secondo lautore di Carol non sono
poi cos diversi: C un legame tra
la sovraeccitazione di una mente criminale e di chi innamorato. Anche se nel film di Haynes questo stato qualcosa in divenire e in continuo cambiamento, non solo per
levoluzione del personaggio di Therese nel corso della sua formazione

sentimentale, ma anche perch il


punto di vista si sposta, specie nel finale sulloggetto del desiderio: Carol. lei che diviene la pi fragile, e
guarda Therese attraverso un vetro
che amplifica il desiderio.
Il gioco di schermi tra le due
amanti scorre cos lungo tutto il
film: Aiuta a sottolineare latto di
guardare - spiega Haynes - Quando
niente ostacola la vista non ci rendiamo conto di stare vedendo, del
desiderio di vedere, della necessit
di capire chi sta guardando chi. Ed
questo un scambio che prende forma anche nella recitazione, specialmente per il personaggio di Cate
Blanchett il quale, dice ancora il regista, ha due aspetti: Lapparenza impeccabile di una donna benestante,
privilegiata e di prestigio e il fardello
che ci comporta, la complessit e il
dolore dietro la superficie. Per questo Cate mi chiedeva sempre girando una scena di chi fosse il punto di
vista: a Therese lei appare perfetta,
quando invece il suo sguardo non
in campo pi vulnerabile.
Carol, primo film del regista non
scritto da lui - la sceneggiatura di
Phyllis Nagy - la storia di un amore che si consuma per sottrazione:
poche parole, lunghi silenzi, la macchina da presa che non si muove frenetica da unattrice allaltra e lascia
che linterprete viva nellinquadratura. Quadri monocromatici sui toni del grigio e del beige, in cui occasionalmente spunta un colore forte
e acceso - dice ancora Haynes - come il rosso della sciarpa e del rossetto di Carol o unimprovvisa esplosione di desiderio.

un ristorante dove dagli anni settanta che vado sempre: quarantanni fa lo gestivano
i genitori, poi i figli e adesso ho
conosciuto anche i nipoti: siamo al cocktail offerto ai musicisti e agli addetti ai lavori dal Festival dAutomne al termine di una
serata speciale, Chicago Paris/Jazz Chicago/50 ans de
lAACM, tenutasi nella cornice
dello Chtelet in occasione del
cinquantesimo compleanno della cruciale Association for the
Advancement of Creative Musicians, e Henry Threadgill sceglie
una chiave scherzosa per dire
del profondo e continuativo legame dei musicisti dellavanguardia di Chicago con la capitale
francese. Se nel 69 non fossimo
venuti qui saremmo morti, ha
detto invece subito prima di lui
Wadada Leo Smith: sembra una
battuta, ma Wadada ne profondamente convinto, in un senso
neanche tanto metaforico: e ricorda i nomi di Christopher Gaddy e di Charles Clark. Fra 66 e
68 Roscoe Mitchell, Muhal Richard Abrams, guru dellAACM,
e Anthony Braxton registrano a
Chicago album fondanti della
nuova prospettiva post-free
dellAACM. Ma la morte per malattia fra 68 e 69 a 25-26 anni di
Gaddy e Clark, una scossa: i giovani dellAACM capiscono che la
vita breve e va vissuta, che degli album (poi considerati capolavori di una nuova scuola) non
basteranno a mettere in circolo
delle nuove idee e a salvarli dalla
condanna allisolamento in una
dimensione locale. Chi rompe
gli indugi e ha lintuizione di saltare New York e puntare sullEuropa una testa come Roscoe
Mitchell. in Francia nel 69 che

nasce la fortunata intestazione


Art Ensemble of Chicago per il
gruppo di Mitchell: nellestate diversi degli uomini di punta
dellAACM sono a Parigi, e partecipano allepocale serie di registrazioni della Byg Actuel.
Il clima quello del dopo-maggio, ideale come ricorda Wadada parlando allo Chtelet per
una musica con valenze sociali
quale la loro. Parigi il trampolino di lancio per una tendenza
che caratterizzer profondamente lavanguardia degli anni settanta. Ma a Parigi e allEuropa i
chicagoani riconoscono di essere stati non solo determinanti
per il decollo, ma anche una
sponda decisiva nei decenni successivi, per unonda lunga della
musica creativa dellAACM, che
con personaggi come Mitchell,
Braxton, Smith, Threadgill , come una volta di pi si potuto
constatare allo Chtelet, nella
prima linea della ricerca ancora
oggi. Col nome di Double-Up, la
formazione di Threadgill qui
comprendeva due sax alti, due
pianoforti, violoncello, tuba e
batteria: ma quale che sia il non
convenzionale organico che
Threadgill qui non in veste di

INTERVISTA Il decennale dei Bachi da Seta celebrato con Necroide, canzoni pacifiste tra underground e heavy metal

Noi contro la guerra. Il nostro Dylan erano i Black Sabbath


Marco De Vidi

antautorato heavy metal, una definizione possibile? Pare di s, ascoltando il nuovo album dei Bachi da
Pietra, band che unisce due eccellenze
dellunderground italico, Giovanni Succi
che gi coi Madrigali Magri si distingueva
per lapproccio intimamente oscuro dei testi, e Bruno Dorella, attivissimo polistrumentista allopera con Ovo e Ronin. Questo 2015 un anno ricco, se vero che i Bachi festeggiano i dieci anni di vita. E il nuovo album Necroide in realt la seconda
uscita dellanno, a cinque mesi di distanza dallep Habemus Baco. Saranno molte
anche le date che i Bachi faranno su e gi

per lItalia da qui alla fine dellanno, in pi


di un concerto accompagneranno Il Teatro degli Orrori. Fin dal primo pezzo le intenzioni sono chiare: Black metal il mio
folk, come a ribadire che anche la violenza sonora pu essere la base di canzoni
che parlano in modo esplicito dei problemi del nostro tempo.
La mia vuole essere una fotografia del
presente, il richiamo alla situazione attuale chiarissimo spiega Succi, e mi piaceva lidea di scrivere delle canzoni che sono profondamente pacifiste nelle intenzioni, ma attraverso un linguaggio musicale
portato allestremo, che ben rappresenta
la contemporaneit, che si adatta perfettamente allutilizzo del metal. Negli anni

Sessanta le canzoni erano scritte attraverso il folk, formula che funziona ancora oggi. Io ho voluto rifarmi alle mie radici, il
mio Bob Dylan erano i Black Sabbath.
Lheavy metal un linguaggio popolare
come qualsiasi altro. Limpatto del duo,
divenuto sempre pi potente con le ultime uscite, descrive bene latmosfera dei
nostri tempi. Gi nellep di pochi mesi fa
Succi reinterpretava un testo di Giovanni
Papini, Amiamo la guerra, che metteva in
evidenza la seducente retorica interventista, pezzo fatto uscire non a caso nel centenario del 1915, anno in cui per lItalia cominciava la Prima Guerra Mondiale. Necroide riparte da qui per volgere per lo
sguardo al presente, ad un tempo carico

strumentista ma solo di direttore-compositore di volta in volta sceglie, la sua cifra sempre


inconfondibile. Per lo pi senza
sviluppo narrativo, con un ineffabile pulsare che ne fa qualcosa
di sottilmente da ballo, la musica come in una perenne sospensione dinamica, in una dimensione di attesa, ma piena di
vita, di energia, di humour, di disponibilit.
I musicisti seguono delle partiture, ma Threadgill, in una forma di direzione non ortodossa, a
tratti interviene con indicazioni,
arrangiando in tempo reale.
Qualche rischio di retorica, da
un po di tempo, nei quartetti di
Wadada, in quello scolpire il suo
solismo alla tromba nel silenzio.
Secco e bruciante, invece, in due
implacabili soli al soprano e al
sopranino Mitchell, in duo col
batterista Mike Reed, generazione pi giovane dellAACM di cui
stato vicepresidente. Reed intelligente, fluido, dinamico, e
non proprio colpa sua se quasi
non ci si accorge pi di lui mentre Mitchell, non pago di mezzo
secolo di improvvisazione, non
d tregua col sopranino, ironico,
beffardo, ipnotico.

dodio e di spaventate reazioni di chiusura alla diversit. Necroide cerca di fare da


specchio alla contemporaneit continua
Succi, spesso mi capita di sentire discorsi
al bar, in cui tutti ucciderebbero qualcuno. C una violenza che pervade tutto e
abbiamo cercato di raccontarla. Il
rocknroll ti porta a concentrarti su quello che ti accade attorno e in qualche modo fare arte gi prendere una posizione.
Lalbum ambivalente tuttavia, e se da
un lato affronta le conseguenze estreme
di una societ richiusa su se stessa, dallaltro, giocando sui temi della morte, del nero, apre prospettive nuove, anche musicali. Alle sfuriate metal si alternano inserti di
black music ad esempio, e se ci pensi tutti i primi chitarristi heavy metal, dagli Iron
Maiden, ai Saxon, a Lemmy dei Motorhead, erano tutti grandi fan di Jimi Hendrix, il primo a usare la chitarra in modo
cos estremo; e cosa c di pi nero della
negritudine di Hendrix?.

pagina 14

il manifesto

COMMUNITY

Venerd 23 ottobre
SPORT La nuova dimensione dello sport passa
per lAssemblea congressuale nazionale Uisp,
(23-25 ottobre). Un appuntamento nazionale
nel quale sono chiamati a raccolta circa quattrocento dirigenti Uisp del territorio per chiedere alle istituzioni politiche e sportive di riconoscere il valore sociale dello sport. Info e programma completo: 0643984340/316
Montesilvano (Pescara)

EMILIA ROMAGNA

Sabato 24 ottobre, ore 17


IL TRUCCO Presentazione del libro di Ida
Dominijanni Il trucco. Sessualit e biopolitica
nella fine di Berlusconi (Ediesse, 2014). Interventi di Ida Dominijanni e Raffaella Lamberti.
Libreria delle Donne, via S. Felice,
16/a, Bologna

FRIULI VENEZIA GIULIA

Mercoled 28 ottobre, ore 20.45


ACCOGLIENZA POSSIBILE Il Circolo Arci
Tina Merlin promuove un incontro dal titolo
Per unaccoglienza possibile. Si parler del
fenomeno delle migrazioni e dei progetti nazionali e locali in fatto di accoglienza.
Sala Menocchio, via Ciotti, 1, Montereale Valcellina (Pordenone)

LAZIO

Venerd 23 ottobre, ore 17.30


GAZA La Rete Romana di Solidariet con il
popolo palestinese invita a discutere del libro:
Gaza e lindustria israeliana della violenza
con Wasim Dahmash, Maurizio Torrealta e gli
autori Alfredo Trardardi e Enrico Bartolomei.
Salone della Chiesa Metodista, via
Firenze 38, Roma

LOMBARDIA

Venerd 23 ottobre, ore 18


STATO SOCIALE Presentazione del Rapporto
sullo stato sociale 2015. La grande recessione
e il welfare state a cura di Felice Roberto
Pizzuti (Edizioni Simone). Coordina Ferruccio
Capelli, introduce Roberto Romano. Gli autori
illustrano il Rapporto Roberto Artoni e Felice
Roberto Pizzuti, discutono Daniele Checchi,
Elena Lattuada, Lorenzo Sacconi.
Casa della Cultura, via Borgogna, 3,
Milano
Venerd 23 ottobre, ore 11
PATTO PER LA LETTURA LAssociazione
Italiana Biblioteche aderisce con entusiasmo al
Patto di Milano per la lettura che sar presentato oggi alla presenza di Filippo Del Corno,
Assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Auditorium allinterno del Cortile delle Armi del Castello Sforzesco, Milano

TOSCANA

Sabato 24 ottobre, ore 16


KOBANE Giornata di solidariet informazione,
dibattito e sostegno alla Rojava, il Kurdistan
occidentale in territorio siriano.
Centro sociale Next Emerson, via di
Bellagio, Firenze
Sabato 24 ottobre, ore 18
QUEERBOOK Presentazione di Venere vendicami di Vanessa West. Insieme allautrice la
danzatrice Gloria Fenzi.
Ireos, via de' Serragli, Firenze

VENETO

Venerd 23 ottobre, ore 18


CAMBIO ANAGRAFICO Sat Pink invita allincontro a tema: Cambio anagrafico senza intervento chirurgico: quali modifiche alliter con la
nuova sentenza della Cassazione?
Circolo Pink, via Cantarane 63c, Verona
Tutti gli appuntamenti:
eventiweb@ilmanifesto.it

le lettere

ABRUZZO

VENERD 23 OTTOBRE 2015

INVIATE I VOSTRI COMMENTI SU:


www.ilmanifesto.info
lettere@ilmanifesto.it

Marino agnello sacrificale


La vicenda Marino mi ha
lasciato un tantino perplesso.
L'opposizione (M5S, estrema
sinistra, ecc.) ha fatto il suo
dovere e dunque nulla da
ridire, ma il Pd che cosa ha
fatto?! Prima con le primarie
ha legittimato la candidatura di
Marino, poi, quasi da subito, lo
ha scaricato: perch??
L'impressione, e direi pi
propriamente il sospetto, che
ci siano degli interessi molto
importanti a Roma e che
l'indole ed il carattere di
Marino siano poco conciliabili
con questi.
Ma allora siamo ancora
prigionieri della logica del
magna-magna che tanto ha
rovinato il paese!? E non mi si
venga a dire che il funerale
spropositato dei Casamonica e
qualche cena di troppo siano
stati motivi sufficienti per le
sue dimissioni perch non
siamo ingenui!!!
Non vorrei difendere Marino
ma mi parso l'agnello
sacrificale voluto dal Pd per
distogliere l'attenzione dai suoi
malaffari: dunque stata
un'operazione gattopardesca.
Ora con il Giubileo alle porte
gli interessi si sono scatenati.
Ammiro papa Francesco ma
sinceramente gli consiglierei di
lasciar perdere con il Giubileo
perch nell'epoca attuale mi
pare che ci sia ben poco da
giubilare! O forse (anzi, direi
sicuramente) c' la volont di
far affluire a Roma altri capitali
ed il giubileo ne
l'examotage... ma allora, se
potessi rivolgermi direttamente
a papa Francesco, gli direi:
caro Papa Francesco, tu sei

Missiva per il premier

Pentito di aver votato Pd


Esimo Presidente del Consiglio
Matteo Renzi, Le vorrei rappresentare, come dipendente pubblico (Vigile del Fuoco) monoreddito e con famiglia a carico, tutto
il disappunto per linefficace politica economica e sociale nei confronti di chi in questo paese sta
peggio e soffre pi di tutti.
Il Governo da Lei presieduto elargisce 8 miliardi di euro per garantire 80 euro al mese a tutti i
fruitori di reddito con un imponibile al di sotto dei 26.000
euro annuo, anche se il proprio
convivente o coniuge percepisce un reddito imponibile annuo doppio, triplo, quadruplo e
cos via, senza calcolare minimamente il quoziente familiare,
che dire, un trattamento di diseguaglianza inaccettabile senza precedenti dallinizio della
storia repubblicana.
Ma la questione non era difendere la situazione economica di chi
in questo paese sta peggio? Una
vera abnorme digressione delle
riforme da Lei annunciate dei di-

ritti di eguaglianza sociale e economica. Come pure labolizione


delle tasse sulla prima casa per
tutti, a prescindere, anche per i
possessori di ville e castelli del
valore di milioni di euro. La povert in Italia ha il volto di 15
milioni di indigenti. Unemergenza che va ben oltre le cifre ufficiali. Oltre le statistiche
dellIstat, che contano quasi 7
milioni e mezzo di persone. Ve
ne sono altrettante che vivono
con 500-600 euro al mese, la
met del reddito medio nazionale. Un italiano su quattro povero. E il Sud il punto dolente, e
Lei caro Presidente Renzi ha avuto la spregiudicatezza di elargire
80 euro a pioggia senza calcolare minimamente il quoziente familiare, come pure eliminare la
tassa della prima casa anche ai
ricchi e ricchissimi.
Ammetto di aver vergogna per
aver votato il Pd alle passate elezioni europee, perch Lei Esimo
Presidente, non potr mai rappresentare i mie valori e i miei senti-

menti politici.
Io, lunica ripresa che conosco,
in Italia, come lavoratore monoreddito con moglie e figli a carico, sono gli sfratti per morosit,
a causa dei canoni elevati, dei
licenziamenti di lavoratori precari, e i tagli al welfare, penalizzando sempre di pi i lavoratori dipendenti monoreddito, costretti,
loro malgrado, a pagare tasse
per oneri previdenziali e assistenziali nellordine del 43%.
Sono pi che certo, che in questo contesto socio-economico, lo
stato deve darsi un ruolo comportamentale moralistico sulla necessit del risparmio per migliorare il benessere di tutti i
cittadinicontribuenti equamente, evitando riforme strumentali
e populistiche, che offendono la
dignit dellindividuo. Per uscire
dalla crisi servono persone che
amano il proprio paese insieme
alla gente che ci abita... per davvero...
Salvatore Spavone, Lavoratore Vigile del Fuoco, Napoli

persona autorevolissima e
stimata da tutti, ma,
modestamente, ti consiglierei
di fare attenzione a non
prestarti a questi giochi!
Enrico Del Vescovo Frascati
Le battaglie della Barracciu
A commento del suo rinvio a
giudizio nella rimborsopoli
sarda, ha chiosato di essere
serena e pronta a fare la sua
battaglia. Secondo alcuni
calcoli comparsi sulla stampa la
signora in base ai rimborsi
richiesti percorreva ogni giorno
circa 1500 km in Sardegna.
Oppure elargiva somme al suo
fidanzato per prestazioni mai
avvenute. Oppure incassava
rimborsi per somme
importantissime senza
rendicontare. Oppure mentre
girava la Sardegna in lungo e in
largo come un corriere Bartolini,
era anche presente nei lavori
consigliari e nelle commissioni.
Era ubiqua insomma.
Questo magnifico esemplare
del Pd, era stata la prescelta
per la carica di Governatore in
Sardegna e poi, a mo di
risarcimento, portata in
parlamento (un posto poco
raccomandabile) e nominata
addirittura Sotto qualcosa. Per
questa gente lo Stato o meglio
ci che ne resta roba loro.
Ecco la nuova classe politica
del Pd cosa intende per
battaglia.
Ai miei tempi facevamo
battaglie per il lavoro, contro lo
sfruttamento, per i diritti
sociali, per il diritto allo studio,
per la parit tra i sessi, per una
Rai liberata dai partiti, per il
rispetto dell'ambiente e contro
ogni abusivismo e intervento
speculativo sul territorio. Altre
sono oggi le battaglie. Questo
il vero problema.
Enzo Cuccagna

Mafia balneare a Ostia


Qualora Ignazio Marino
confermasse le sue dimissioni,
unaltra questione di non poco
conto e tuttaltro che locale
riguarder il litorale della
Capitale, cio Ostia.
Il X municipio, infatti, sciolto
per infiltrazioni mafiose e
quindi commissariato per
almeno 18 mesi, non potr
eleggere un nuovo Consiglio
insieme al resto della citt.
Questo significa, tra le altre
cose, che rischiano di
congelarsi per un tempo
indeterminato tutte le
promesse del duo
Marino-Sabella

sullabbattimento del
lungomuro e sulla revoca
delle concessioni balneari
illegali, proprio laddove si
annida, cio, un altro sistema
mafioso, da Mafia Capitale
appunto, e/o Balneare.
E mentre lo Stato ha gi
approvato una legge per
sdemanializzare un po di
Belpaese (6 agosto 2015),
lunica carta istituzionale che
rimarrebbe sul tavolo del
ripristino della legalit a Ostia
la Regione Lazio, cui alcuni
di noi Radicali stanno infatti
chiedendo che faccia in fretta
a entrare nella partita, facendo
rispettare la propria recente

legge sul demanio (30 giugno


2015).
Insomma, se Marino se ne va
davvero, anche le spiagge di
Ostia rischiano di rimanere
allombra per parecchio tempo.
E non solo
meteorologicamente.
Paolo Izzo
Il Governo gioca coi cittadini
Il Governo nella Legge di
Stabilit finanzia l'apertura di
22.000 sale da gioco. Lo
Stato ci guadagner molto e
facendo cos incentiva i
cittadini a farsi del male.
Voglio ricordare le tante
battaglie che si stanno
facendo contro l'uso delle
macchine da gioco nei bar. La
ludodipendenza pericolosa
per i cittadini, molti mettono
in pericolo anche le loro
famiglie, lo Stato facendo cos
la incentiva. La mafia
sicuramente non si far
scappare questa opportunit e
star gi contando i soldi che
far con questa scelta che il
Governo far.
Davide Nardi Rimini
File assurde allExpo
Sono stato all'Expo, e
malgrado fosse mercoled
(suppongo che nei weekend
sia peggio) c'erano code in
quasi tutti i padiglioni, talora
persino di quattro ore ed oltre,
che ovviamente significa non
poter vedere pi di un paio di
padiglioni importanti in un
giorno. Sar strano io, dato
che la mia sembra essere una
voce isolata, ma una cosa
che trovo assurda e
vergognosa. Per inciso, ero
stato alle Esposizioni
Universali di Hannover e
Saragozza, e non mi ricordo
proprio di simile attese.
Possibile che allalba del
2015 le cose non si potessero
gestire un pochino meglio,
quanto meno con un
erogatore di tagliandini
numerati - come si usa
persino nei negozietti - invece
di lasciare marcire la gente in
coda?
Maurizio Pastore Verona
Rettifica
Gentilissimo Direttore,
l'articolo pubblicato il 22
ottobre a pagina 8 de Il
Manifesto, dal titolo Salta
l'accordo farsa, si sfila anche
Tobruk, contiene un passaggio
che doveroso rettificare. Nel
testo si legge: Fin qui si
manifestata solamente
l'ingerenza indebita dell'Ue che
con Eunavfor Med ha concesso
alle sue navi di violare le
acque territoriali libiche.
Questo non corrisponde al
vero; le unit e il personale di
Eunavfor Med - Sophia non
sono mai entrati in acque
territoriali libiche. La missione
opera solo in acque
internazionali in base al
mandato dell'Ue per la
seconda fase dell'operazione,
avallato anche dalla
Risoluzione del Consiglio di
Sicurezza dell'Onu nr. 2240 del
9 ottobre.
Antonello de Renzis Sonnino
Capitano di Vascello, Portavoce
e Capo Ufficio Stampa

VENERD 23 OTTOBRE 2015

il manifesto

COMMUNITY

Perch legare i contratti


alla produttivit non funziona

opo il Jobs act, nella legge di Stabilit il governo intende intervenire ancora sul mercato del lavoro; contestualmente allintroduzione del salario minimo, sostituendosi alle parti sociali (ma trovando consenso
in Confindustria), intende modificare
il modello delle relazioni industriali,
spostando il baricentro della contrattazione dalla sfera nazionale a quella
aziendale (dove dovrebbe svilupparsi
anche il welfare integrativo privato).
Il decentramento contrattuale viene
motivato sostenendo che le dinamiche
salariali dovrebbero essere connesse a
quelle della produttivit rilevate in ciascun posto di lavoro. Tuttavia, questa
proposta priva di solide argomentazioni analitiche, accentuerebbe il nostro
declino economico e sarebbe socialmente dannosa.
Non v dubbio che la crescita del Pil
di un paese sia legata alla dinamica della produttivit, ma si badi bene - a
quella del suo complessivo sistema produttivo. La crescita della produttivit
particolarmente legata al progresso tecnologico; tuttavia: a) esso si applica in
modo disomogeneo nei diversi settori
produttivi e nelle singole aziende; b) i
suoi effetti sulla produttivit non necessariamente sono rilevabili la dove esso
si genera; c) le variazioni di produttivit
rilevate in unazienda comunque trascendono limpegno dei suoi lavoratori;
d) in ogni caso, anche storicamente, le
dinamiche salariali dei lavoratori di diversi settori non dipendono molto
dallevoluzione delle produttivit misurate in ciascuno di essi.
Ricordando che la produttivit un
concetto fisico, cio il rapporto tra la
quantit prodotta e la quantit di lavoro impiegato, le tendenze storiche mostrano che in alcuni settori (specialmente in quelli industriali che maggiormente hanno incorporato il progresso tecnico) la produttivit cresciuta relativamente molto. In altri (specialmente nei
servizi dove prevale il capitale umano)
cresciuta relativamente poco. Per

Felice Roberto Pizzuti


esempio, per produrre un chiodo oggi
prezzi aumentano pi che in un altro, il
occorre un impiego di lavoro infinitasuo fatturato per addetto risulter magmente inferiore rispetto a 2500 anni fa,
giormente accresciuto, indipendentema il tempo necessario a un docente
mente dalla produttivit fisica. Ma i
per spiegare il teorema di Pitagora ad
prezzi relativi e il valore della produziouno studente non cambiato molto.
ne di ciascun settore e azienda dipendoSe le dinamiche salariali nei due settono da fattori anche indipendenti dalla
ri dipendessero dallevoluzione relativa
produttivit.
delle rispettive produttivit, negli ultimi
In primo luogo, i prezzi sono influenzasecoli i lavoratori metallurgici dovrebbeti proprio dalla distribuzione del reddito
ro aver goduto di una crescita delle retri(cosicch il nesso causale tra produttivit
buzioni infinitamente superiore a
e distribuzione del reddito sinverte) la
quella dei docenti. Naturalmente non
quale, a sua volta, dipende dalla forza ecostato cos.
nomico-contrattuale-politica dei titolari
Daltra pardi profitti, rente, il forte audite e salari.
Collegare i salari alla produttivit
mento della
Ma gli equilibri
oltre che problematico
produttivit
socio-politici
nella produnon sono omo economicamente sbagliato.
zione dei chiogenei nei diverE decentrare la contrattazione
di dipeso ansi settori, azienche dal fatto
de e territori,
occulterebbe i collegamenti
che in altre
anche in uno
profondi
e
ineludibili
parti del sistestesso paese.
tra lavoratori di settori diversi
ma produttivo
In secondo
(e sociale) conluogo, i prezzi
tinuava ad essere insegnato e applicato
sono influenzati anche da altre circoil teorema di Pitagora senza aumenti di
stanze come le condizioni di mercato
produttivit.
(pi o meno concorrenziali) e anche
Il ruolo di settori come quelli dove si
queste sono diverse nei differenti settoproduce ricerca di base, innovazione,
ri e territori di produzione.
istruzione e formazione fondamentaDunque, pensare che i salari pagati in
le per gli incrementi di produttivit
ciascuna azienda debbano dipendere
dellintero sistema, ma in essi la misuradalla produttivit dei rispettivi lavoratozione della produttivit fisica e la sua
ri, non solo non corrisponde alla realt
specifica attribuzione a chi vi lavora per
consolidata del modo di funzionamento
determinarne i salari anche pi prodei sistemi economici, ma comunque
blematica.
non costituirebbe un legame tra retribuDunque, gli aumenti di produttivit
zioni e meriti produttivi dei lavoratori.
non si rivelano necessariamente nei setIl valore monetario creato da unimtori dove vengono generati. Collegare
presa dipende molto parzialmente dalla
ad essi le dinamiche salariali probleproduttivit fisica dei suoi lavoratori, la
matico anche se la produttivit misuquale, peraltro, pi che dalla loro capacirata in termini monetari, ad esempio,
t e disponibilit al lavoro, dipende
in termini di fatturato per addetto; infatdallorganizzazione produttiva e dalle
ti la produttivit viene a dipendere antecnologie fornite dallimprenditore, e
che dallevoluzione dei prezzi relativi.
dalla ricettivit verso il progresso tecnico
Per il solo fatto che in un settore i
del settore in cui opera lazienda.

La proposta di legare i salari alla produttivit aziendale e di privilegiare la


contrattazione decentrata, oltre che carente analiticamente, presenta due gravi controindicazioni per la crescita e gli
equilibri sociali, specialmente nel nostro paese.
In primo luogo, il legame tra produttivit aziendale e salari accentuerebbe la
frammentazione del sistema produttivo:
facendo perdere di vista che laumento
della produttivit riguarda lintero sistema produttivo e non singole sue parti;
premiando i settori dove la produttivit
si rivela ma non quelli dove effettivamente origina; comunque contrapponendo
ci che invece va integrato.
La segmentazione contrattuale celerebbe ulteriormente che la competitivit
da recuperare nel nostro sistema produttivo riguarda essenzialmente la sua qualit e capacit innovativa, le quali non dipendono dal costo del lavoro aziendale
che comunque incide relativamente
poco sui prezzi - ma dal prevalere di una
logica e di un progetto dassieme, intersettoriale, di societ e di lungo periodo
che necessariamente deve coinvolgere
le tre parti che ne hanno responsabilit:
linsieme delle imprese, i rappresentanti
dei lavoratori e il governo.
In secondo luogo, i lavoratori impiegati nei diversi settori produttivi convivono in una stessa societ e hanno bisogni simili cosicch, se le dinamiche
delle produttivit aziendali e settoriali
come emergono dalle misurazioni possibili fossero fortemente disomogenee
(come normale che accada) e se le dinamiche retributive fossero corrispondentemente diverse (come si vorrebbe
che fosse), si creerebbero maggiori disparit e problemi di coesione sociale,
a cominciare da conflitti e divisioni interni agli stessi lavoratori.
Alimentare queste tendenze disgreganti non gioverebbe allo sviluppo del
Paese; tuttavia, per quanto miope, potrebbe essere lobiettivo politico non
secondario associato alla proposta del
decentramento contrattuale.

pagina 15

SHOAH E TERRITORI OCCUPATI

Le parole di Benyamin
Bibi Netanyahu
e la rivolta palestinese
Carlo Tagliacozzo

el 2000 Norman Finkelstein, storico e


scrittore ebreo americano e figlio di sopravvissuti allo sterminio, scrisse LIndustria dellOlocausto, un libro provocatorio,
apprezzato da Noam Chomsky ma di alterna
fortuna e scontro, dichiaratamente scritto
contro ogni forma di speculazione, economica e politica, sulla memoria della Shoah. Egli
rispondeva cos alle domande sul perch della
sua provocazione e indignazione: La risposta
pi ovvia che stato usato per giustificare la
politica criminale dello Stato di Israele e il sostegno americano a tale politica.
Le dichiarazioni di Benyamin Netanyahu
sulle responsabilit del Gran Muft di Gerusalemme come principale responsabile della Soluzione finale ne sembrano ora una diretta testimonianza. La fondatezza storica delle affermazioni di Netanyahu stata per fortuna gi
confutata dagli storici, israeliani e non. Ma
qual la ragione di questa affermazione, in
questo particolare contesto? Netanyahu non
stupido, ma arrogante, dice e fa quello che ritiene utile per i suoi fini infischiandosi delle reazioni che pu provocare.
A mio parere lo scopo del suo discorso duplice. Intanto siamo di fronte al paradosso che
il premier israeliano rischia di confermare proprio le tesi provocatorie di Finkelstein.
Imputando al Gran Muft di Gerusalemme
la responsabilit nello sterminio gli ebrei, Netanyahu cerca di giustificare storicamente
quello che la propaganda governativa israeliana sostiene da sempre: gli arabi ci odiano e
ci vogliono distruggere perch antisemiti. Israele, dopo la Shoah, legittimata a difendersi a
qualunque prezzo. La pulizia etnica, il furto
delle terre, lo strangolamento delleconomia, il
razzismo e le politiche di apartheid non sono
la causa della disperata rivolta dei palestinesi
di questi giorni. Le aggressioni allarma bianca
colpiscono gli ebrei in quanto tali, poco importa che siano soldati di un esercito di occupazione o coloni che rubano la terra ed attaccano i
villaggi palestinesi.
Dare la colpa al Gran Muft ha un secondo fine: scagionare lOccidente delle proprie colpe
storiche. Significa porsi dalla parte della civilt
europea contro la barbarie orientale, rappresentata dallIsis. Non a caso Israele ed i suoi sostenitori insistono sul parallelo tra i gruppi della resistenza armata di ispirazione islamica e
gli attacchi palestinesi di questi giorni, con lo
Stato Islamico. Destoricizzare e decontestualizzare quanto avvenuto nel XX secolo e quanto
avviene in Palestina, assolutizzare il ruolo degli ebrei, incarnati nello Stato di Israele, nel
ruolo di vittime distoglie lattenzione sulle cause profonde del conflitto. Cos inutile indagare sulle caratteristiche del carnefice del popolo
ebraico: tutti gli altri popoli lo sono stati o lo
possono diventare in qualunque momento.
Ora quello che conta dimostrare che chi sta
praticando lantisemitismo sono i musulmani,
i palestinesi.
evidente quanto ci sia di immorale, di
pornografico nel discorso di Netanyahu. A
chiunque abbia vissuto, anche indirettamente, la tragedia delle persecuzioni razziali e
dello sterminio, a chiunque abbia a cuore la
memoria delle vittime (di tutte le vittime),
queste dichiarazioni non possono che ripugnare. Come durante Margine protettivo,
non mancheranno sicuramente le prese di
posizione nette da parte di sopravvissuti e discendenti di sopravvissuti allOlocausto contro questa volgare mistificazione. Ma ci vuole una forte mobilitazione internazionale, sopratutto della societ civile, per porre fine ad
un regime che tenta, speculando persino sulla memoria dei morti, di legittimare un sistema di dominazione nei confronti del popolo
palestinese.

il manifesto
DIR. RESPONSABILE Norma Rangeri
CONDIRETTORE Tommaso Di Francesco
DESK
Matteo Bartocci, Marco Boccitto, Micaela Bongi,
Massimo Giannetti, Giulia Sbarigia
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri,
Silvana Silvestri

IBAN: IT 30 P 05018 03200 000000153228


COPIE ARRETRATE 06/39745482 arretrati@redscoop.it
STAMPA litosud Srl via Carlo Pesenti 130, Roma litosud Srl via Aldo Moro 4, 20060 Pessano con Bornago
(MI)
CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PUBBLICIT poster
pubblicit srl E-MAIL poster@poster-pr.it
SEDE LEGALE, DIR. GEN. via A. Bargoni 8, 00153
Roma tel. 06 68896911, fax 06 58179764

il nuovo manifesto societ coop editrice


REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, 00153 Roma via A.
Bargoni 8 FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
E-MAIL REDAZIONE redazione@ilmanifesto.it E-MAIL
AMMINISTRAZIONE amministrazione@ilmanifesto.it
SITO WEB: www.ilmanifesto.info

TARIFFE DELLE INSERZIONI


pubblicit commerciale: 368 e a modulo (mm44x20)
pubblicit finanziaria/legale: 450e a modulo
finestra di prima pagina: formato mm 65 x 88, colore
4.550 e, b/n 3.780 e
posizione di rigore pi 15%
pagina intera: mm 320 x 455
doppia pagina: mm 660 x 455

iscritto al n.13812 del registro stampa del tribunale di


Roma autorizzazione a giornale murale registro tribunale
di Roma n.13812 ilmanifesto fruisce dei contributi statali
diretti di cui alla legge 07-08-1990 n.250

DIFFUSIONE, CONTABILIT. RIVENDITE,


ABBONAMENTI: reds, rete europea distribuzione e
servizi, v.le Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 06 39745482, fax 06 83906171

ABBONAMENTI POSTALI PER LITALIA annuo 320e


semestrale 180e versamento con bonifico bancario
presso Banca Etica intestato a il nuovo manifesto
societ coop editrice via A. Bargoni 8, 00153 Roma

certificato n. 7905
del 09-02-2015
chiuso in redazione ore 22.00

tiratura prevista 38.588

pagina 16

il manifesto

VENERD 23 OTTOBRE 2015

LULTIMA

storia
Federico Gurgone

austera libreria della famiglia


Bizzocchi, incastrata nel Palazzo Vescovile alle spalle del Duomo e del Municipio di Reggio Emilia,
vende bibbie, madonne e bandiere dal
1907. Il tricolore ufficiale in poliestere,
buono da appendere alla finestra quando gioca la Nazionale, costa appena
cinque euro. La bandiera cispadana,
cento centimetri per cento, in moella
di seta con stemma ricamato a macchina e frangia dorata ai bordi, vale trenta
volte tanto per la lavorazione artigianale che richiede. A comprarla sono soprattutto le istituzioni: la Camera di
Commercio, il Comune, le Associazione Industriali, spiega Giancarlo Bizzocchi, orgoglioso dei suoi manufatti
perfino negli impercettibili difetti.
Le bandiere risorgimentali erano
tessute di notte nei campi dalle donne:
non potevano essere perfette, amava ripetermi Ugo Bellocchi, il giornalista
che per primo parl delle origini reggiane della bandiera italiana. Le dedic
un volumetto dal sapore di favola, non
a caso pubblicato come strenna natalizia, nel 1963, dalla Lombardini Motori.
Otello Montanari ha 89 anni ed entra zoppicando nella Sala del Tricolore. Non per l'et: nel capodanno del
1945 i fascisti gli spararono a una gamba perch militava nelle fila dei Gap. Il
partigiano un simbolo di Reggio. Nel
1960, da deputato, partecip agli sconIN ALTO, IL
tri di piazza contro il governo TambroPRIMO
ni. Negli anni Ottanta ha fondato il CoTRICOLORE,
mitato Primo Tricolore, finendo per
NATO A REGGIO
scontrarsi aspramente con il premier
EMILIA NEL
meneghino Craxi, che spingeva per
1797.
una primogenitura milanese dei colori
A DESTRA
nazionali.
LITALIA
Il bianco, il rosso e il verde furono inTURRITA CON
vece stabiliti in Emilia, dentro una sala
LA BANDIERA
pensata per ospitare larchivio generaSABAUDA
le del Ducato estense di Modena e che,
prima di diventare la sede del consiglio comunale, fu aula scolastica, deposito della legna, alloggio per i carri
spazzaneve.
La Repubblica Reggiana nacque il 26 agosto 1796,
racconta Montanari mentre conta le poche novit
dell'ambiente rispetto alla fine del XVIII secolo: microfoni e impianto elettrico, i parapetti e le sedie, inchiodate al pavimento per evitare che fossero lanciate durante i furiosi consigli comunali. Al tempo della Prima
Repubblica, la politica sapeva scatenare discussioni
forti nella terra di Don Camillo e Peppone.
Due giorni dopo fu costituita la Guardia Civica, che
doveva essere composta da tutti i cittadini, anche se
ebrei e membri delle classi popolari, purch atti a portare i fucili. Aveva il compito di difendere lordine
pubblico e fu costruita sulla base delle parrocchie: erano i preti i depositari della cultura e gli studenti legati
al seminario erano spesso anche giacobini.
Il popolo aveva preso a protestare con maggior vigore per lavvicinarsi dei francesi, vedendo in loro i
portatori di uguaglianza e libert. Il 20 agosto si era scatenata una rivolta in Piazza San Prospero, capeggiata
dallortolana Rosa Manganelli. Chi laiut fu Carlo Ferrarini, il futuro capitano della Guardia Civica che capeggi i reggiani il 4 ottobre nella battaglia di Montechiarugolo, dove cittadini in armi sconfissero gli austriaci fuoriusciti da Mantova attirandosi le lodi di Ugo
Foscolo. La Repubblica Reggiana dur altre due settimane, finch Napoleone non cre la Cispadana, riunendo 110 deputati in rappresentanza di Modena, Bologna, Parma e Reggio. Fu questo congresso, in questa sala, il 7 gennaio 1797 a decidere laspetto della prima bandiera tricolore, approvando una mozione di
Giuseppe Compagnoni. Tre strisce orizzontali: il rosso
in alto, il bianco in mezzo, in basso il verde. Al centro
una faretra con quattro frecce, a simboleggiare l'unione dei quattro popoli; ai lati le iniziali RC.
Montanari, nel 1955, accompagn Alcide Cervi in
Unione Sovietica. Quando il grande vecchio mor, qua-

Pi rossa

CHE BIANCA E VERDE


si centenario, la salma venne esposta
nella Sala del Tricolore e al funerale,
dove lorazione fu tenuta da Ferruccio
Parri e Giorgio Amendola, partecipano
oltre 200 mila persone. La storia della
famiglia raccontata dal Museo Cervi,
ospitato a Gattatico tra le mura della
casa colonica abitata dai sette fratelli
fucilati dai fascisti nel dicembre del
1943.
Qui i visitatori sono accolti allinsegna dellinternazionalismo. Un globo
poggiato su un trattore, che i Cervi
comprarono nel 1939. Fu uno dei primi nella bassa reggiana; la sua missione era alleggerire la vita dei contadini.
Perci Aldo chiese al venditore, in
omaggio al valore dell'investimento,
un regalo da scegliere tra i suoi oggetti
personali. Parlarono e il commerciante, capito chi aveva di fronte, gli lasci
prendere un mappamondo. Perch il
progresso doveva essere universale.
Quattro anni dopo Aldo e i suoi fratelli furono uccisi dalla Repubblica Sociale di Sal, un fantoccio svenduto ai
nazisti vanaglorioso gi nelleffige: un
tricolore con al centro, su campo bianco, laquila che artiglia un fascio littorio. Per contrasto, aggiungendo la variante di una stella rossa, il distaccamento partigiano Fratelli Cervi torn
al tricolore orizzontale della Cispadana. Un grido di indipendenza da chi
stava infamando la patria, con voce giacobina; il marchio di una lotta popolare per la liberazione nazionale.
Reggio si apre a chi vuole ascoltarla,
rivelandosi un fiero sussidiario della
storia italiana. Fu fondata tra le paludi
dal console Marco Emilio Lepido,
allinizio del II secolo a.C., per agevolare il passo marziale dei legionari. Il Rubicone e lItalia restavano allora a sud.
Presso il comune, una statua e una targa visualizzano lossimoro che accompagn la seconda unificazione della penisola, dopo lunico precedente di epoca romana. Enrico Cialdini modenese
e Giuseppe Lamberti reggiano: il flagello del Mezzogiorno e il mazziniano
protoeuropeista.

Nel recente Leredit della Resistenza di Philip Cooke, professore di storia italiana allUniversit di Glasgow,
leggiamo come la citt emiliana sia stata fondamentale anche per il recupero
di unonesta storiografia sulla Resistenza, che ancora fatica per diventare una
narrazione condivisa. Il 7 luglio 1960 i
reggiani manifestarono pacificamente
contro il governo Tambroni, formato
grazie allappoggio esterno del Msi. Immotivata la reazione delle forze dellordine, che uccisero cinque operai comunisti sotto i portici di San Rocco. Fu
quel sacrificio a rendere urgente la discussione che avrebbe sdoganato la Resistenza, al di l dei revisionismi di comodo e della retorica del 25 aprile.
La bandiera un oggetto parlante. A
svelarla il Museo del Tricolore, inaugurato nel palazzo comunale dal presidente Ciampi. Reperti e documenti ripercorrono le sue vicende fino al 1897,
quando Reggio organizz le celebrazioni del primo centenario, chiuse da un
pomposo discorso di Giosu Carducci,
attento a lamentarsi della nostra - evidentemente cronica - smemoratezza.
Con la Restaurazione i colori nazionali finirono al bando. I carbonari preferirono il nero, il rosso e il turchino; fu
Mazzini a imporre la ripresa del tricolore classico, che torn sulle barricate
nel Quarantotto. Carlo Alberto vi sovrappose allora lo scudo savoia. Perfino a Roma comparvero fazzoletti con
fasce tricolori, inframmezzate da in-

Il tricolore ovunque
bandiera di libert e di
indipendenza, riassunto dei
valori del 700. Adottato da
decine di paesi del mondo,
in Italia nato a Reggio
Emilia il 7 gennaio 1797,
e dopo la Resistenza contro
il nazifascismo diventato
un simbolo molto potente
ma delicato, che non pu
essere certo lasciato
al solo patriottismo
quietanti icone di Pio IX. Il 25 marzo
1860 un decreto fiss le caratteristiche
della bandiera dellimminente Regno
dItalia, simile a quella albertina. Con
questi connotati, pressoch immutata,
sarebbe rimasta in vigore fino al referendum del 1946.
Il 7 gennaio dellanno successivo, alla presenza di Enrico de Nicola, Luigi
Salvatorelli sottoline a Reggio come il
tricolore fosse stato riconsacrato da
chi aveva combattuto contro il nazifascismo.
Mario Luzi tenne il discorso per il bicentenario, nel 1997. Il vessillo della
nazione sovrast le cariche delle truppe impiegate a reprimere scioperi, rivendicazioni, proteste, disse invitan-

do a riflettere sulle derive autoritarie


mascherate dal patriottismo. Ma salvaguard quel rivolo di continuit e di
legittimit che sostenne e talora esalt
la Resistenza.
Cos non sorprende che siano stati
due partigiani, Montanari e Bellocchi,
a volere lAssociazione Nazionale Comitato Primo Tricolore, promotrice
trentanni fa della ricostituzione della
Guardia Civica. La riportarono in vita
sessanta volontari, indossando uniformi tessute dopo aver consultato larchivio dellesercito francese, collocato nel
castello parigino di Varennes.
A dirigere questi volontari, tra cui
tanti ragazzi, oggi Claudio Prati, che
ha organizzato diverse rievocazioni storiche a Montechiarugolo e Reggio. Il
tricolore la bandiera universale della
libert e dell'indipendenza, dice. Gli
stessi colori della nostra li ritroviamo
nelle bandiere di altre nazioni fondate
sui principi rivoluzionari del 700 e
dell800. E la Guardia Civica? Sono
concordi, tutti: Era frutto di un concetto nuovo. Noi cittadini abbiamo una
Res Publica da difendere, non possiamo affidarla a mercenari. Il loro un
gioco intelligente portato avanti con
passione, che all'improvviso diventa
serio. Quando indossiamo i costumi e
tiriamo fuori flauti e tamburi ci divertiamo - conclude Claudio - ma mai dimentichiamo che riflettere sulla nostra
identit nazionale la strada maestra
per capire il senso dell'Europa.