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One time tanks, now banks!

In unottica semplicemente economica un eccesso di accumulazione finanziaria sembrerebbe


inutilmente improduttivo, e controproducente persino sullo strumento del credito. Insomma indebitarsi
il sale delleconomia reale, ed il credito deve muovere debito, solvibile, altrimenti salta tutto (sarebbe
come prestare qualcosa a qualcuno che sappiamo non la restituir mai). Eppure in presenza di un
totale disallineamento tra credito ed attivit produttive (a meno di distruggere il pianeta e le forme di vita
che lo abitano) il debito deve essere onorato, adesso, e restare indefinitamente non pi solvibile. E il
caso Grecia.
Prendiamo ad esempio le richieste che, con una pistola puntata alla tempia, sono state imposte alla
Grecia per allentare il cappio della stretta della liquidit: 3,5 di avanzo primario per i prossimi 10 anni,
50 miliardi di fondo di garanzia per privatizzare, smantellare e mettere da parte le risorse per ripagare il
debito.
Una banale logica economica e contabile, condita con matematica elementare, ci potrebbe mostrare
che tale obiettivo non potr mai essere perseguito. La spiegazione sempre la stessa: se vuoi ridurre
un rapporto (in questo caso il rapporto debito/Pil) pu sembrare logico intervenire sul numeratore
(quindi riduzione della spesa pubblica e aumento delle tasse ma solo quelle regressive in modo da
non penalizzare troppo i ceti pi ricchi). Ma se leffetto collaterale ridurre anche il denominatore, cio il
Pil, in modo pi che proporzionale (in seguito al demoltiplicatore del reddito), chiaro che il rapporto
non potr mai diminuire.
Non economia pura (ma possibile uneconomia senza un rapporto sociale? Non proprio questo un
approccio metafisico?) ma potere quindi, potere economico che fa presa sul corpo, sui corpi.
Quanto potere e quali corpi, quali le resistenze?
Dalla sovranit monetaria che si circoscrive dentro i confini degli stati nazioni siamo oramai transitati ad
un potere sovrano sovraterritoriale che per semplicit chiamiamo mercato finanziario globale.
La prima espressione (il debito sovrano e la moneta degli stati) ha esercitato (ed esercita) una forza
che si impone come legittima in un vis--vis con la violenza da cui deve, e non pu, distinguersi; in
questo caso si riscrive sul corpo del monarca la volont di un dio che pianta la croce (il colono che alza
un recinto su un pezzo di terra deve solo dire io lo voglio al posto di un dio lo ha deciso); il volere di
Dio, il volere libero del popolo, il potere di un parlamento sovrano sono regolamentati da regimi di segni
che permettono ai corpi di riconoscersi, dirsi, tramandarsi e tradirsi: il sovrano che traccia le marche di
confine e assegna i feudi lascer il seggio a un notaio, un giudice, un parlamentare, un questurino:
qualcuno che scrive e assegna i nomi e i domicili, ridistribuisce quella vita che non gli appartiene
producendola come rischio, come cattivit, devianza, miseria.
Cosa cambia con la globalizzazione finanziaria? Ci si libera dal corpo della terra, dal socius di un
divenire che passa dal singolo alla famiglia, dalla persona allo stato, dalla sicurezza dellinterno alla
guerra allesterno. Laccumulazione (il numeratore finanziario) si sgancia dal denominatore che lo
produce (il PIL) e per farlo deve distruggerne il rapporto sociale (quel che ne resta) che continua a
produrlo.
Se devi aumentare le plusvalenze (se vuoi godere del rapporto puramente speculativo di capitale) non
devi avere un futuro; anzi lo hai ma nella forma di un debito smisurato contratto non con un Dio o un
collettivo naturale, ma proprio con quel mostro che credevi morto (lo Stato, che si trasformato in
governance, pura matematica e fisica ad dimensioni n-1) e che ti spunta dal petto come Alien.
Cosa un fondo salva stati? Allalba del capitalismo e degli stati nazionali avremmo avuto un potere
che garantisce il ciclo produttivo e la ricchezza fornendo tutele in cambio di disciplina e soggezione.
Oggi la tutela unastrazione pura, che si registra non su uno spazio, non si riflette in una volont. Il

numeratore incredibilmente pi ampio del denominatore che viene costantemente eroso; il rapporto
sociale e la resistenza dei corpi su cui viene scritto il presente, ma questo oggi come ieri un esercizio
di potere. Non equo, nel rimettere a noi i nostri debiti.
La distruzione del sistema pensionistico, la privatizzazione delle risorse energetiche, la
aziendalizzazione dei saperi, il proliferare dei marchi (certificazioni): debito versus credito, numeri e
formule al posto degli affetti, presente che calcola un futuro ipotetico mentre evidentemente ne fa a
meno.
Perch il futuro di questa macchina adesso, capitalizzato in liquidit che ritorna miracolosamente in
forma solo attuale, ipotecando ogni orizzonte di agire collettivo virtuoso. Solo elucubrazioni teoriche
confuse e senza ricadute pratiche? Non lo penso ovviamente, anzi In questi passaggi malamente intesi
vedo il rischio, e la complicit della sinistra che ha contrabbandato ancora welfare e postkeynesismi
come possibili compromessi fordisti prima e chiss come li chiameranno domani: assistenza, sussidi,
bonus non sono metadone, non riducono il danno, qui sono proprio la dipendenza.

Michele Ambrogio, luglio 2015