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La sinistra di governo una via senza sbocco

- Fausto Bertinotti, 07.08.2015


C' vita a sinistra. Ieri i rivoluzionari come i riformisti sispiravano al paradigma della riformabilit
del sistema, arrivando finanche a pensare una possibile fuoriuscita. Oggi, al contrario, deve essere
illuminato dalla consapevolezza dellirriformabilit del sistema dal suo interno. Ma allora il tema
della soggettivit critica, della forza necessaria per conquistare il soddisfacimento di bisogni e
desideri, diventa quello della rottura e del prodursi dellevento
Il vuoto drammatico lasciato dalle sinistre in Europa suggerisce di guardare ad ogni tentativo di ricostruirne una con attenzione e cura. In Italia in particolare un atteggiamento diverso sarebbe ingeneroso e del resto non si vede chi se lo potrebbe permettere. La trama di temi che, accompagnando il
nuovo tentativo che si annuncia, Norma Rangeri ha indicato, costituisce un campo di ricerca assai
impegnativo e in ogni caso ineludibile. Ma, come si sa, il dubbio accompagna ogni fede profonda.
Il grande navigatore ha sintetizzato la sua impresa con il famoso buscar el levante por el poniente.
Ma s trattato di unimpresa cos eccezionale da non essere ripetuta.
Se lobiettivo della ricostruzione di un soggetto politico della sinistra capace di essere protagonista
della vita del Paese venisse perseguito per questa via, dubito che raggiungerebbe la meta.
La politica istituzionale non mai stata cos screditata. Mai stato cos grande lo iato tra il popolo
e le istituzioni, tra il popolo e i partiti. Mai cos devastato stato il campo della sinistra politica.
Dopo il fallimento del comunismo nelle societ postrivoluzionarie e dopo la sconfitta storica del
movimento operaio in Occidente, una rivoluzione capitalistica ha instaurato in Europa un nuovo
ordine sulle macerie del compromesso democratico conquistato dalla lotta di classe in seguito alla
vittoria contro il nazifascismo.
Il capitalismo finanziario globale ha riconquistato una vocazione totalitaria e rivela ogni giorno la
sua incompatibilit con la democrazia, con i diritti dei lavoratori e della persona, fino a proporsi
lambizione della creazione di una nuova antropologia: luomo della concorrenza e della competitivit. Emerge qui subito una domanda capitale: la soggettivit politica di cui c bisogno deve porsi
il problema della liberazione del lavoro e della persona contro il nuovo capitale, riacchiappando il
filo perduto dei vinti giusti del Novecento? E se s, come?
Sento tutta limmensit del problema, ma penso che senza porselo non ci sia n salvezza n resurrezione per la sinistra in Europa.
LEuropa in cui viviamo ha tradito tutte le sue promesse. Oggi lEuropa reale oligarchica e fondata
sulla disuguaglianza. Le politiche di austerit non sono il frutto soltanto di una miopia delle classe
dirigenti, bens sono la loro riforma strutturale permanente. La costruzione europea esposta
allinstabilit e alla crisi, che sono provocate sia da fattori esterni (gli sconvolgimenti geopolitici nel
mondo, i germi della terza guerra mondiale) che da fattori interni (le contraddizioni sociali, quelle
tra le diverse aree economiche e lincertezza sulla sorte del dollaro), ma anche da fattori che
potremmo chiamare esterni-interni (lepocale problema dellimmigrazione).
Linstabilit costantemente bloccata dal sistema politico-istituzionale prodotto dalla costituzione
materiale affermatasi in questo ultimo quarto di secolo. In essa la democrazia e la sovranit popolare
sono state sostituite da un sistema funzionalistico che nega lesistenza di ogni alternativa alle scelte
del governo e che legge il conflitto sociale come una patologia.

Le istituzioni, i partiti, le rappresentanze sociali sono sussunti a questo sistema in cui la statualit
produttrice dellideologia dominante e il concerto dei suoi governi il luogo della decisione politica.
La rinascita di una forza di sinistra deve allora essere pensata in questo quadro tuttaffatto nuovo,
non potendo pi darsi il compito di traghettare al di qua della linea di confine ci che resiste del
lungo dopoguerra e che ormai quasi niente. Il che vuol dire, secondo me, cambiare proprio il paradigma dellagire politico.
Ieri, per i rivoluzionari come per i riformisti, questo paradigma era ispirato dalla riformabilit del
sistema, arrivando finanche a pensare una possibile fuoriuscita.
Oggi, al contrario, deve essere illuminato dalla consapevolezza dellirriformabilit del sistema dal
suo interno.
Ma allora il tema della soggettivit critica, della forza necessaria per conquistare il soddisfacimento
di bisogni e desideri, diventa quello della rottura e del prodursi dellevento.
C del resto ormai unintera letteratura politica che cresciuta su questi temi e che costituisce
unutile base per lo sviluppo di questa ricerca. Il tema la conquista delle democrazia, della costruzione di quella che un tempo si chiamata la democrazia piena. Se le cose stanno cos, una via
senza sbocco quella della sinistra di governo. Quando immaturo, il tema del governo per la
sinistra diventa tossico.
Oggi in tutta Europa si vota per scegliere il governo, non pi per sceglierne le politiche che per
lessenziale sono pre-ordinate e garantite dalloligarchia dominante.
Di fronte allimpossibilit che si determina di governare con il consenso le politiche di austerit, il
sistema vi supplisce con ladozione di sistemi elettorali che consentono di governare anche in minoranza. I partiti, quando pure si presentino diversi in campagna elettorale, una volta andati al
governo si omologano sul fronte della governabilit. Clamoroso il caso di Hollande in Francia. Se si
d uneccezione (come accade con la Grecia, dove nasce, vive e vince una nuova forza politica di sinistra radicale e maggioritaria, mentre crolla il sistema precedente fondato sullalternanza), allora
sar il vincolo esterno, cio lEuropa reale, a impedirle luscita dal modello economico, sociale e istituzionale dominante.
Di nuovo si ritorna alla questione cruciale, che quella dei rapporti sociali, dei rapporti di forza tra
le classi, dei rapporti tra i popoli e le classi dirigenti in tutta la realt europea. La scomparsa della
contesa politica tra destra e sinistra (per inabissamento della sinistra), ha polarizzato il conflitto tra
il basso e lalto della societ.
La cinica rivincita delle lite, il rovesciamento del conflitto di classe e la mutazione genetica dei partiti della sinistra lhanno promossa e alimentata. Ora impossibile saltare il problema. Ci che viene
chiamato populismo in Europa d luogo a formazioni politiche dai profili molto differenti tra di
loro, ed una realt di massa. Lattraversamento di questo fenomeno diventato un banco di prova
ineludibile, nella costruzione di una nuova soggettivit di sinistra che si ponga lobiettivo della
massa critica e dellefficacia del suo agire, ma questo richiede un progetto politico e una prassi
sociale adeguati alla nuova situazione.
Le esperienze di Syriza e di Pomedos sono ci che vive della nuova generazione della sinistra in
Europa, e ci dicono chiaramente che essa non pu pi nascere n per scissione n per ricomposizione delle forze di sinistra del ciclo precedente. Al contrario, la rinascita della sinistra ora suscitata da un evento, da una rottura (il lungo ciclo di lotte sociali in Grecia o lirruzione degli indignados in Spagna).

Al levante assai pi prossima la problematica orizzontale della politicizzazione e della socializzazione del conflitto a cui allude ad esempio la coalizione sociale che quella verticale della
costruzione del nuovo partito. La strada certamente assai difficile, data la scomposizione dei soggetti sociali, la loro frantumazione e spesso la solitudine dei conflitti, ma lunica promettente.
Nel nuovo ciclo sociale e politico la piazza, le esperienze di autogoverno, il rinascere del conflitto
sociale, se pure in luoghi diversi e mai unificati, le azioni dirette, le campagne referendarie sono ci
che resta fuori dal nuovo ordine oppressivo, come restano fuori antiche culture, quando sono investite da una testimonianza forte come quella di Papa Francesco nel mondo cattolico.
Alain Badiou ha scritto, per indicare la rottura necessaria, dell evento che genera lesistenza degli
inesistenti. La storia del movimento operaio, occupando lintera scena della politica, laveva reso
non necessario. Ma ora, dopo la sua sconfitta, il levante torna a riaffacciarsi da l. E l allora
dovrebbe collocarsi il lavoro politico per la rinascita della sinistra.
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