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Steve Biddulph

Il segreto dei bambini felici

ISBN 8850207085

PREFAZIONE
Perch tanti adulti sono infelici?
Pensate a tutte le persone che conoscete, le quali hanno problemi come la mancanza di fiducia in
se stesse, oppure l'incapacit di prendere decisioni, o di rilassarsi, o di fare amicizia. Oppure pensate
a quelle che sono aggressive, che umiliano gli altri, che ignorano le loro necessit; o ancora a quelle
che tirano avanti soltanto grazie agli alcolici o ai tranquillanti.
[...]
Semplicemente, l'infelicit di molte persone deriva da un condizionamento. Durante l'infanzia,
queste persone sono state inconsapevolmente condizionate all'infelicit, e durante l'et adulta si sono
comportate di conseguenza. Leggendo questo libro scoprirete forse che, senza volerlo, state
ipnotizzando i vostri figli in maniera tale da indurli a disprezzare se stessi, e state creando cos, in loro,
molti problemi che forse li affliggeranno per tutta la vita. Nondimeno, ci non affatto inevitabile.
Potete insegnare ai vostri figli a essere ottimisti, affettuosi, valenti, felici, e ad avere la possibilit di
condurre una lunga vita prospera.
Cominciamo...

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Steve Biddulph

Il segreto dei bambini felici

ISBN 8850207085

CONDIZIONAMENTO - IPNOTIZZATE I VOSTRI FIGLI OGNI GIORNO. TANTO


VALE CHE LO FACCIATE COME SI DEVE.
Alle nove di sera, sono seduto nel mio ufficio insieme a una ragazzina di quindici anni. [...] In
seguito, guidando per tornare a casa, non riesco a dimenticare questa frase: Me lo hanno sempre
detto, che non avrei mai combinato niente di buono nella vita! Mi capitato spesso di conoscere
genitori che parlano in questo modo ai figli.
Sei un caso disperato.
Quanto sei noioso!
Te ne pentirai: aspetta e vedrai!
Sei come lo zio Mario (che in prigione)
Sei come la zia Eva (che alcolizzata)
Sei, pazzo! Te ne rendi conto?
questo il genere di condizionamento che viene imposto a molti bambini da genitori stressati e
inconsapevoli, e che si tramanda per generazioni nell'ambito famigliare come una maledizione. Viene
definito self-fulfilling prophecy, una profezia che si realizza da sola, perch se viene ripetuta
abbastanza spesso si avvera. Di solito i bambini, che sono tanto intelligenti e perspicaci, non
tradiscono le nostre aspettative!
Questi sono esempi estremi, che chiunque riconoscerebbe subito come distruttivi. Molti
condizionamenti negativi, nondimeno, sono molto pi insidiosi. Immaginiamo alcuni bambini che, per
gioco, si arrampicano su un albero in un prato incolto, e la madre ansiosa che, dal recinto, grida:
Attento! Scivolerai e cadrai!
Dopo una stanca discussione, la madre esce di casa, sbuffando, per andare a comprare le
sigarette, e il padre, mezzo ubriaco, dice al figlio: Hai visto, ragazzo? Non bisogna mai fidarsi delle
donne. Sono tutte sfruttatrici! II fanciullo di sette anni alza solennemente la testa a guardarlo, e
annuisce, come per dire: S, papa: hai proprio ragione.
Nei soggiorni e nelle cucine di tutto il mondo, i coniugi litigano, e i genitori mortificano i figli:
Pigrone!
Egoista!
Smettila, idiota!
Stupido!
Lascia fare a me, incapace!
Non essere pestifero!
I discorsi di questo genere non si limitano a mortificare momentaneamente i figli, bens esercitano una
sorta di effetto ipnotico e agiscono a livello inconscio come un condizionamento, il quale modella
l'immagine che il bambino ha di se stesso fino a diventare parte della sua personalit.
Come ipnotizziamo i nostri figli?
Le tecniche d'ipnosi e di suggestione risultano affascinanti, [...] Ci di cui la maggior parte delle
persone non si rende conto, tuttavia, che l'ipnosi un evento quotidiano. Ogni volta che utilizziamo
determinate forme di discorso, accediamo all'inconscio dei nostri figli e lo programmiamo, anche
senza averne l'intenzione.
La concezione antica secondo cui l'ipnosi richiede uno stato alterato di coscienza, ossia la trance,
stata ormai abbandonata. Questa era soltanto una delle forme di apprendimento inconscio. La
verit, piuttosto inquietante, che la mente umana pu essere condizionata durante il normale stato di
veglia senza che il soggetto ne sia consapevole. Negli Stati Uniti, molti venditori, pubblicitari e
avvocati imparano ad applicare le tecniche ipnotiche durante le normali conversazioni di lavoro. Tutto
ci spaventevole, ma fortunatamente il soggetto pu contrastare l'ipnosi se diviene consapevole di
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subirla. Comunque, l'ipnosi involontaria parte della vita quotidiana. Senza rendersene conto, i
genitori trasmettono messaggi alle menti dei figli, e questi messaggi, se non vengono
contestati risolutamente, esercitano il loro influsso per tutta la vita.
[...]
I messaggi tu sei
La mente del bambino piena di domande, le pi importanti delle quali sono forse le seguenti:
Chi sono io? Che tipo di persona sono io? Qual il mio ruolo? Sono domande relative alla
definizione di se stessi, o dell'identit, su cui ciascuno di noi basa la propria vita di adulto e le proprie
decisioni fondamentali. La mente del bambino notevolmente influenzata dalle affermazioni che
iniziano con le parole: Tu sei.
Quale che ne sia il contenuto (Tu sei molto pigro, oppure Tu sei un ragazzo in gamba), queste
affermazioni da parte dei grandi, che per il bambino sono molto importanti, influenzano
profondamente e potentemente il suo inconscio. [...]
A questo punto, immagino la vostra obiezione: Ma i bambini possono non essere d'accordo con i
messaggi tu sei che ricevono.
vero che i bambini riflettono sui discorsi che sentono e che ne verificano la validit, per
possibile che non abbiano elementi di confronto. [...]
Gli adulti sanno tutto: possono persino leggere nella mente. Questi sono i pensieri dei bambini.
Perci, quando si sente dire Sei goffo, un bambino ne rimane turbato, e diventa goffo, un bambino a
cui dicono Sei una peste, si sente respinto, prova un desiderio disperato di rassicurazione, e diventa
pestifero. Quello a cui viene detto Sei uno stupido, pu manifestare violentemente il proprio
disaccordo, ma nell'intimo costretto a concordare tristemente, perch convinto che l'adulto, in
quanto tale, non possa non avere ragione.
I messaggi Tu sei... agiscono sia a livello conscio sia a livello inconscio. Come terapeuta, chiedo
spesso ai bambini di descrivermi come si considerano, e allora mi sento rispondere Sono cattivo,
oppure Sono insopportabile.
Altri, invece, appaiono confusi: Mamma e papa dicono di volermi bene, ma non credo che sia
cos. A livello conscio percepiscono le parole, mentre a livello inconscio sentono/vedono/fiutano uno
stato d'animo che non vi corrisponde.
Tutto dipende dal modo in cui ci esprimiamo. Senza avere motivo di temere alcuna conseguenza
duratura, possiamo dire a nostro figlio Sono arrabbiato con te e voglio che tu rimetta a posto i
giocattoli... subito! Se invece diciamo Razza di moccioso disordinato! Perch non ubbidisci mai? e
ripetiamo questo tipo di messaggio ogni volta che sorge un conflitto, allora le ripercussioni negative
non risulteranno affatto sorprendenti.
Non fingetevi soddisfatti o affettuosi quando non vi si sentite tali, perch cos create
confusione: il bambino pu diventare insicuro e pu sviluppare, a lungo andare, un disturbo grave.
Possiamo esprimere sinceramente i nostri sentimenti senza mortificare i bambini. I figli sono in grado
di accettare che un genitore dica: Sono molto stanco oggi, oppure: Adesso sono troppo arrabbiato,
soprattutto se il discorso corrisponde alle sensazioni che provano. Ci li aiuta a comprendere che
anche il genitore umano, e questo senz'altro positivo.
[...]
La vostra mente ricorda tutto ci che vi successo
[...] Le ricerche compiute in seguito confermarono questa notevole scoperta: tutto - ogni
immagine, ogni suono, ogni parola - rimane perennemente archiviato nel cervello, insieme alle
emozioni che hanno accompagnato le singole esperienze. Anche se spesso difficile recuperarlo, il
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ricordo presente ed esercita i suoi effetti. Sulle circonvoluzioni del nostro cervello, insomma, la
nostra vita registrata nella sua interezza!
L'ascolto inconscio un altro fenomeno di cui quasi sicuramente avete avuto esperienza [...]
Anche se non ne siete consapevoli, il vostro udito filtra ogni conversazione che capta, e il
dispositivo di commutazione del vostro cervello, se individua una parola, o una frase, che ha
l'importanza particolare, la trasmette all'attenzione conscia. Di sicuro non potete essere consapevoli
di tutte le conversazioni contemporaneamente, nondimeno una sorta di filtro le analizza tutte per
individuare i messaggi importanti. Questo processo ci noto sia grazie a numerosi esperimenti sia
grazie al fatto che, sotto ipnosi, le persone rammentano cose di cui non erano consapevoli nel
momento in cui sono accadute [...]
Se vi state chiedendo che cosa pu mai avere a che fare tutto ci con l'educazione dei figli,
pensate a tutto quello che dicono gli adulti quando pensano che i bambini non stiano ascoltando, e poi
ricordate quanto sensibile il loro udito: sentono strappare l'involucro di un lecca-lecca a cinquanta
metri di distanza! Non possiamo trascurare neppure le ore del sonno, perch vi prova che i rumori e
i discorsi vengono registrati anche mentre si dorme e mentre si sogna.
E non bisogna escludere nemmeno il periodo in cui il bambino non ha ancora imparato a parlare,
oppure ha deciso di non farvi sapere che ha ormai imparato. Gi diversi mesi prima d'incominciare a parlare,
il bimbo in grado di comprendere la sostanza dei discorsi che sente, anche se non tutte le singole parole.
Spesso rimango sorpreso da quei genitori che litigano aspramente da anni, o che sono per qualche
ragione profondamente infelici, e mi dicono: Naturalmente, i ragazzi non ne sanno niente. Invece, i bambini
sanno quasi tutto di tutto. Possono nasconderlo, o possono limitarsi a manifestarlo indirettamente bagnando
il letto o picchiando il fratello o la sorella, per sanno. Quando parlate ai vostri figli, dunque, accertatevi di dire
ci che volete davvero esprimere, perch anche cos accedete direttamente alla loro mente.
Potreste anche dire ad altri adulti ci che apprezzate davvero nei vostri bambini, mentre questi
ultimi possono sentirvi! Ci risulta benefico soprattutto a quelle et e in quelle fasi in cui le lodi dirette li
mettono in imbarazzo.
[...]
Rafforzare l'efficacia del messaggio
Gli scienziati hanno costatato che un messaggio s'imprime pi profondamente nella memoria se
accompagnato da altri segnali che lo rafforzano, quali il tatto, il contatto visivo, o il vigore della voce.
Il procedimento molto semplice.
Se qualcuno vi dicesse: Sei una peste! probabilmente vi dispiacerebbe. Se parlasse ad alta
voce e se fosse accigliato, l'effetto sarebbe ancora pi sgradevole.
Se gridasse, avvicinandosi minacciosamente, come se fosse sul punto di perdere il controllo,
allora comincereste a impaurirvi. Se l'individuo in questione fosse tre volte pi grosso di voi e se fosse
un vostro famigliare, dal quale dipende il vostro benessere probabilmente l'episodio vi rimarrebbe
impresso nella memoria per il resto della vostra vita.
Nella societ moderna gli adulti tendono a comportarsi, nella vita quotidiana, in maniera innaturale e
forzata: in altre parole, tendiamo ad agire e a parlare senza lasciar trapelare le emozioni, a nascondere i
nostri sentimenti, e a sopportare il fardello delle sofferenze e delle avversit senza manifestarlo.
dunque possibile che i nostri figli si trovino a vivere in una situazione in cui i messaggi
quotidiani sono vaghi e indiretti: Suvvia, cara, non fare cos...; oppure: Ecco, s, bravo. Sia i
messaggi positivi sia quelli negativi sono di solito accidentali (e di scarso impatto.
Poi, un giorno, quando mamma o papa sono sopraffatti dalle frustrazioni, arriva un'esplosione violenta:
Vuoi stare zitto, piccolo impiastro? All'improvviso, il genitore urla, con gli occhi stralunati, minacciosamente
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vicino, tremante di collera, suscitando nel bambino la sensazione che sia sul punto di perdere il controllo.
Ebbene, tale sensazione gli rimarr indelebilmente (impressa nella memoria. Il messaggio
inequivocabile, bench falso: Ecco che cosa mamma, o papa, pensa davvero di me!
[...]
Non sbagliato arrabbiarsi con i figli, o in loro presenza. Al contrario, i bambini devono imparare
che talvolta ci si arrabbia e si scarica la tensione, magari gridando, ma senza che ci comporti alcun
pericolo per loro. Elizabeth Kbler Ross ha dichiarato che la collera autentica dura una ventina di
secondi e si sfoga soprattutto con le urla. Il problema sorge quando i messaggi positivi tipo Sei bravo,
Ti vogliamo bene, Ti proteggiamo non vengono espressi con altrettanto vigore o non appaiono
altrettanto convincenti. Spesso non riusciamo a comunicare questi sentimenti, anche se sono sinceri.
Quasi tutti i figli sono amati, ma molti non ne sono consapevoli, e numerosi adulti muoiono
persuasi di essere stati un peso e una delusione per i loro genitori. Uno dei momenti pi commoventi
della terapia famigliare quello in cui si riesce a cancellare questo fraintendimento tra genitori e figli.
Allorch un figlio attraversa un periodo difficile, come quando nasce un fratellino, oppure fallisce il
matrimonio dei genitori, o lui stesso viene bocciato a scuola, o ancora, da adolescente pieno di speranze,
non riesce a trovare lavoro, importante esprimere messaggi positivi, posandogli affettuosamente e
saldamente una mano su una spalla e guardandolo negli occhi, in modo da assicurargli che, qualsiasi
cosa succeda, lui speciale ed molto importante per i suoi genitori, i quali sanno quanto vale.
Finora abbiamo considerato il condizionamento inconscio, in conseguenza del quale i bambini
diventano adulti infelici. Ma esistono anche molte forme di condizionamento consapevole!
Cosa non si deve fare
Se volete che il bambino faccia qualcosa, non ricorrete alla mortificazione: basta una richiesta.
Non ricorrete alla mortificazione neppure in forma affettuosa fisica, come, ad esempio,
usando un soprannome.
Niente paragoni! Non fate paragoni ad esempio con i fratelli o parenti o amici... Date l'esempio!
Non parlate mai ad altre persone dei difetti dei vostri figli mentre questi ultimi possono sentire.
Non siate orgogliosi di comportamenti che in seguito potrebbero avere conseguenze
spiacevoli o gravi.
Non sfruttate il senso di colpa per dominare i figli.
Escludete dichiarazioni di questo tipo mi distruggi!; sono cos stremato che mi sembra di
morire; guarda cosa stai facendo a tua madre dal vostro repertorio educativo, ne
beneficerete voi stessi non meno dei vostri figli.
Come condizionare positivamente i vostri figli
A volte necessario che parliate ai bambini in maniera esplicita e severa, guardandoli negli occhi
e trattenendoli affinch vi ascoltino senza distrarsi. Altre volte, invece, preferibile che parliate loro
con noncuranza, in modo che assimilino il messaggio facilmente e spontaneamente.
sorprendente quante occasioni di condizionare positivamente i figli si presentano.
Quando bisogna insegnare loro l'autodisciplina: Sei troppo intelligente per comportarti cos.
Perch non pensi a condividere le caramelle?. Sei troppo grande e intelligente per arrabbiarti cos
con la tua sorellina. Come potresti fare per andare pi d'accordo?.
Quando stanno passando un brutto momento: E' difficile diventare subito amici, ma sei simpatico e di
sicuro piacerei molto ai tuoi nuovi compagni di scuola quando cominceranno a conoscerti. Sei sano e
robusto, con un po' di riposo guarirai in fretta. Casualmente, quando s chiacchiera. (vedi figura seguente)

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Ecco alcuni consigli: non ricorrete alla lode


per superare i dubbi o le paure dei figli;
ascoltateli; non lasciatevi intenerire troppo;
scegliete il momento adatto e siate decisi; se una
cosa non vera, non fingete.
Il modo di esprimersi: l'espressione positiva
produce sicurezza.
Non sono soltanto la lode o la mortificazione
a determinare nei figli il loro grado di sicurezza in
se stessi: li condizioniamo anche attraverso le
parole che scegliamo, cio attraverso il modo
negativo o positivo in cui ci esprimiamo.
Da
adulti,
orientiamo
il
nostro
comportamento e i nostri sentimenti mediante il
dialogo che intratteniamo mentalmente con noi
stessi, pensando ad esempio: Devo ricordare di
fare benzina; Accidenti! Ho dimenticato il
portafoglio! Dev'essere la vecchiaia che
avanza...; e cos via. Il dialogo interiore si
apprende dai genitori e dagli insegnanti. Con i
figli, avete la grande opportunit di fornire
informazioni utili di ogni genere, che essi
potranno interiorizzare, costruendo una parte
della loro personalit su cui potranno contare per
tutta la vita, traendone incoraggiamento.
Ad esempio, possiamo dire a un bambino
Non litigare,: oggi, a scuola! Oppure possiamo
dire Passa una bella giornata, oggi, a scuola, e
gioca soltanto con i compagni con cui vai
d'accordo.
Com' possibile che una differenza apparentemente minima possa risultare tanto importante? Tutto
dipende dal funzionamento della niente umana. Se scommetteste un milione di dollari che siete in grado di
non pensare a una scimmia azzurra per due minuti... perdereste! E se ne dubitate, provateci subito! Se un
bambino si sente dire: Non cadere dall'albero! pu pensare due cose: non e cadere dall'albero. La
nostra mente immagina subito ci che le parole suggeriscono: provate a pensare di mordere un limone, ad
esempio, e constatate che subito immaginate l'azione e la sensazione! Ebbene, un bambino che
immagina vividamente di cadere da un albero, ha molte probabilit di cadere davvero! dunque di gran
lunga preferibile esprimersi in maniera positiva: Cerca un appoggio sicuro.
Ogni giorno capitano decine di opportunit per esprimersi positivamente. Anzich dire Non
correre in mezzo al traffico, preferibile, oltre che pi semplice, dire Resta sul marciapiede accanto
a. me, in modo che il bambino capisca che cosa deve fare, e non che cosa non deve fare.
In breve, preferibile spiegare chiaramente ai bambini il modo corretto di agire e di comportarsi. Poich
spesso non sanno come evitare il pericolo, bene essere precisi. Dire Aggrappati al bordo della barca con
entrambe le mani, pi utile che dire Non sporgerti e non cadere o, peggio ancora, Come credi che mi
sentirei se tu annegassi? Si tratta di cambiamenti minimi, che implicano per conseguenze enormi.
Esprimendovi in maniera positiva aiutate i vostri figli a pensare e ad agire positivamente,
nonch a sentirsi capaci di affrontare una grande variet di situazioni: in tal modo, penseranno
e immagineranno di riuscire, e riusciranno. Le nostre parole d'incoraggiamento li
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accompagneranno e li sosteranno per tutta la vita.


Ti faccio impazzire!
Vi mai capitato di prestare attenzione a come parlate con i vostri bambini, e a rimanerne
sgomenti? Molte delle cose che diciamo ai nostri figli sono... be', sono folli, assurde!
In uno dei suoi spettacoli, il comico scozzese Billy Connolly ironizz su questo modo di
esprimersi: Mamma! Posso andare al cinema? Al cinema?! Te lo do io, il cinema!
Molti di noi ricordano diversi esempi delle frasi prive di senso che gli adulti ci dicevano quando
eravamo bambini: Se non rimetti la testa a posto...; Ti cancello quel sorriso dalla faccia!; T'insegno
io a prenderti gioco di me!; e cos via. Non c' da meravigliarsi se qualche bambino si confonde, e
poi, crescendo, rimane confuso.
[...]
Non sempre necessario spiegare una cosa per filo e per segno a un bambino, o discutere
interminabilmente, fino a diventare paonazzi. Talvolta sufficiente asserire Perch lo dico io. Per non
mai proficuo spaventare i bambini se non assolutamente necessario. Quando torna tuo padre..., Non
ti sopporto pi!, Ti manderemo in collegio... Sono i messaggi di questo genere che turbano e
ossessionano i bambini. Nella loro prima infanzia, la principale fonte d'informazione per i nostri figli siamo
noi, e in seguito, appena possono accedere ad altre fonti con cui confrontarci, la nostra credibilit viene
messa alla prova. Il nostro compito consiste nel fornire loro un'immagine del mondo che sia realistica, e
persino un po' troppo positiva, sulla quale possano basarsi nel crescere, diventando interiormente solidi e
sicuri. Prima o poi si scontreranno con la malizia e con la disonest, ma allora sapranno che il mondo non
tutto cos, perch almeno alcune persone, inclusi mamma e papa, sono fidate e sincere.
Perch i genitori mortificano i figli?
A questo punto, possibile che vi sentiate colpevoli per il modo in cui vi esprimete con i vostri figli.
Ebbene, vi prego di non sentirvi cos: non affatto troppo tardi per cambiare. Potete fare molto per
cancellare il condizionamento gi subito se i vostri figli sono ancora bambini, e persino se sono gi adulti.
Il primo passo consiste nel comprendere voi stessi e nel capire perch avete fatto ricorso alla
mortificazione: quasi tutti i genitori, di quando in quando, vi ricorrono senza che sia necessario. Tre
sono le ragioni principali per cui questo avviene.
1. State ripetendo quello che vi stato detto!
Anche se l'educazione dei figli non vi stata insegnata a scuola, avete avuto un esempio chiaro a
cui riferirvi: i vostri stessi genitori. Sono certo che vi capitato di pensare, mentre, in preda alla
collera, stavate mortificando i vostri figli: Santo cielo! E proprio quello che mi dicevano sempre i miei
genitori! E io non lo sopportavo! Queste vecchie registrazioni, infatti, sono il vostro pilota
automatico: occorre molta presenza di spirito per controllarsi e per esprimersi in maniera diversa [...]
2. Pensavate semplicemente che fosse giusto
Un tempo si credeva che i bambini fossero fondamentalmente cattivi e che fosse necessario far
capire loro quanto lo fossero, in modo che la vergogna li inducesse a comportarsi meglio! Forse anche
voi siete stati educati cos. Come genitori, semplicemente non avete considerato l'autostima, n la
necessit di aiutare i bambini ad acquistare fiducia in loro stessi. Se cos, mi auguro che ci che
state leggendo vi persuada a cambiane comportamento. Sono certo che non vorrete pi ricorrere alle
mortificazioni, una volta che vi sarete resi conto, di quanto possano danneggiare i vostri figli.
3. Siete stressati
Nei momenti di difficolt economica, di lavoro eccessivo, di solitudine o di noia, molto pi
probabile che vi esprimiate in maniera distruttiva con i vostri figli [...] Spesso ce la prendiamo con i
nostri figli, perch pi facile che prendercela con nostra moglie, o con nostro marito, o col datore di
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lavoro, o con chiunque altro [...] Quando ci si trova in una situazione del genere, d'importanza
fondamentale trovare un modo innocuo per sfogarsi. La tensione pu essere scaricata in due modi:
Ci si pu abbandonare a un'azione violenta, come percuotere un materasso, eseguire un lavoro
faticoso, uscire a camminare speditamente. E una scelta importante: molti bambini si sono salvati
perch erano chiusi in camera mentre un genitore sconvolto faceva il giro dell'isolato per sfogarsi;
Si pu parlare con un amico o con un'amica, oppure cercare l'affetto di una compagna o di
un compagno, se si ha la fortuna di averne una, o uno, o ancora dedicarsi a un'attivit,
come lo yoga, lo sport, il massaggio, che consenta di scaricare lo stress e di rilassarsi.
In sostanza, dovete imparare, in quanto genitori, ad avere cura non soltanto dei vostri figli, bens
anche di voi stessi. Dedicando un po' di tempo ogni giorno al vostro benessere e al vostro
rilassamento, eserciterete sui vostri figli un'influenza pi benefica che non dedicandovi esclusivamente
a loro ogni secondo della giornata. Questo argomento verr ripreso nel Capitolo 8.
[...]

COSA DESIDERANO VERAMENTE I BAMBINI


E' meno costoso del videogame e pi salutare del gelato!
Il problema che maggiormente affligge ogni giorno milioni di genitori pu essere riassunto, con
una sola parola: PERCHE?
Perch i bambini combinano guai? [...]
I bambini combinano guai per un'unica ragione: hanno necessit insoddisfatte. Adesso vi
chiederete: Ma quali possono essere le necessit dei miei figli che rimangono insoddisfatte? Li nutro
e li vesto, li mantengo caldi e puliti, non faccio loro mancare i giocattoli...
Tuttavia, oltre a queste necessit fondamentali, i bambini ne hanno altre, che per fortuna
possono essere soddisfatte facilmente [...] per vivere, i bambini hanno bisogno di amore.
[...]
Il contatto fisico frequente da parte di due o tre persone che avessero con loro un rapporto
privilegiato: un movimento gentile, ma vigoroso, come essere portati in braccio, saltellare
sulle ginocchia, e cos via;
Il contatto visivo, il sorriso, un ambiente vario e vivace;
Suoni gradevoli, come quelli prodotti dal cantare, conversare, scherzare, e cos via.
Oltre al contatto fisico, vi sono altri modi per esprimere O scambiare affetto: il pi ovvio la parola.
Abbiamo tutti bisogno di essere notati, apprezzati, e di ricevere lodi, preferibilmente sincere.
Desideriamo essere coinvolti nelle conversazioni, essere ascoltati mentre esprimiamo il nostro
pensiero, e persino essere ammirati.
[...]
Da tutto ci emerge un quadro interessante. Se ci limitiamo a soddisfare le esigenze fisiche
primarie dei nostri figli, non assolviamo alla nostra funzione di genitori. I bambini hanno anche
necessit psicologiche, semplici ma essenziali. Hanno bisogno di ricevere stimoli specificamente
umani: non basta parcheggiarli davanti alla televisione. Per essere felici, hanno bisogno che i genitori
parlino con loro ogni giorno, esprimendo affetto e anche lodi. Se questo bisogno viene soddisfatto
spontaneamente, sinceramente e non di malavoglia, stirando o leggendo il giornale, allora non
occorre neppure dedicarvi molto tempo!
A questo punto, forse, molti lettori che hanno figli gi cresciuti, magari adolescenti, penseranno:
Ma hanno gi imparato modi scorretti per attirare l'attenzione... Come posso rimediare?
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[...] Ci conduce al principio tre, che davvero molto importante in relazione ai bambini: gli
esseri intelligenti, come i topi (e i bambini), preferiscono gli eventi spiacevoli o (non
eccessivamente) dolorosi all'assenza di eventi.
In altre parole, qualunque stimolo, anche se doloroso, preferibile all'assenza di stimoli.
Dal punto di vista dei bambini, cosa pensate che preferisca un bambino costretto a scegliere fra
essere ignorato ed essere rimproverato, o persino picchiato? Che cosa scelgono i vostri figli? [...]
A riprova di ci, quando i bambini hanno combinato una marachella perch vogliono attirare
lattenzione, e vengono sgridati per tale marachella, esprimono una [...] piccola e strana smorfia: una
espressione che divenuta famosa e che gli psicologi chiamano il sorriso della Gioconda...
Gli psicologi dell'infanzia hanno compreso che questo sorrisino un messaggio segreto, che significa:
Dovrei sentirmi in colpa e mi sto sforzando di
sembrare pentito, ma... be', il fatto che mi sto
divertendo! I genitori non se ne rendono
conto, ma vi reagiscono inconsapevolmente
con la loro famosa frase: Cancellati quel
sorrisino dalla faccia, quando; ti parlo!
Nello sgridarli, il padre dedic loro pi
attenzione di quanta ne avessero ricevuta per
tutto il giorno, e cos i due fratelli dovettero
sforzarsi per non tradire la loro soddisfazione.
[...]
In conclusione, possiamo riassumere
tutto il discorso come segue...
I bambini combinano guai perch sono annoiati.
Chiedetevi se vi sia possibile fare
qualcosa per offrire ai vostri figli pi stimoli,
come accompagnarli al parco a giocare a
palla, invitare alcuni amici a casa, iscriverli a un
gruppo di gioco, prendere in prestito presso
una ludoteca qualche gioco, regalare loro una scatola piena di oggetti vari da utilizzare nei giochi
d'immaginazione, in modo che n loro, n voi, vi sentiate in gabbia.
I bambini combinano guai perch si sentono indesiderati.
Chiedetevi se potete riservare un po' di tempo ogni giorno a offrire ai vostri figli un'attenzione
completa e positiva, insieme al contatto fisico, e se siete abbastanza rilassati e sereni per suscitare in
loro una sensazione di sicurezza.
I bambini combinano guai per non essere ignorati.
Badate a riconoscere il sorriso della Gioconda: vi segnala che dovete prestare un poco della
vostra attenzione per stimolare un comportamento corretto.

LE PAROLE SONO CIBO PER LA MENTE DEI BAMBINI


[...]
Come potete aiutare i vostri figli a sviluppare le capacit verbali? E quali sono le cause delle
differenze nello sviluppo?
[...]
Di seguito sono illustrate le fasi fondamentali dell'apprendimento.
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1. Durante la gravidanza dovreste parlare molto col vostro bambino. Potete cominciare
cantando o cantilenando quando ne avete voglia, e ascoltando musica (anche ad alto volume
va benissimo). Se siete il padre, avvicinatevi e parlate al nascituro! In tal modo il bambino
imparer a riconoscere la vostra voce maschile, se ne sentir rassicurato, e dopo la nascita
sar per voi pi facile confortarlo. La ripetizione e la consuetudine aiutano; [...]
2. Con i neonati continuate a parlare, a cantare e ad ascoltare musica [...], durante le attivit
quotidiane, trasportare il bambino con il portinfante. Spiegategli che cosa state facendo, usando
un linguaggio semplice, ma non inarticolato. Ripetete le parole che dice, in modo da insegnargli
a pronunciarle correttamente e a esprimersi in maniera sempre pi precisa e articolata;
3. Quando i bambini cominciano a parlare potete aiutarli ripetendo e perfezionando ci che
dicono, in modo che siano incoraggiati dalla risposta e che imparino a comprendere e a
pronunciare correttamente le parole. [...]
[...] Quando stato domandato ai genitori come siano riusciti ad allevare figlie tanto geniali, [...]
Semplicemente, spieghiamo loro tutto quello che sappiamo... Poi ha raccontato che, ad esempio,
nell'eseguire le pulizie di casa, con una bimba in spalla, era solita spiegare tutto ci che faceva, che il
rumore dell'aspirapolvere era prodotto dal motore all'interno, che era elettrico e girava molto
rapidamente, e che anche il passaggio dell'aria era molto rumoroso, e cos via...
[...]
La paternit: fare le cose insieme
[...] La fiducia e la confidenza si sviluppano a poco a poco, mentre si accatasta la legna, o si
ripara l'automobile, o si lavora in giardino.
Noterete che alcune delle attivit cui alludo sono rurali.
[...]
Per i padri, fare qualcosa insieme ai figli vitale, perch permette alla confidenza di svilupparsi
spontaneamente: le conversazioni si approfondiscono, gli argomenti emergono senza preavviso.
Quando fate qualcosa insieme ai vostri figli, seguite alcune regole semplici.
1. Non aspettatevi di ottenere alcunch! Soprattutto con i bambini piccoli, come nell'esempio
della passeggiata all'ufficio postale, lo scopo cessa di essere tale. Per fare un altro esempio, se
insegnerete a vostro figlio a usare il cacciavite, non riuscirete a montare la porta in breve tempo.
Dunque, rinunciate subito. Quando il bambino si distrarr, potrete recuperare il tempo perduto.
2. Condividete un'attivit soltanto quando potete farlo serenamente. Se vi farete aiutare
nella semina da un bambino, non avrete un giardino perfetto. Dovete decidere che cosa fare:
dedicarvi alla compagnia del bambino, oppure occuparvi esclusivamente del compito da
svolgere. Se tenterete di combinare le due attivit, rimarrete inevitabilmente insoddisfatti.
Prefiggetevi di spazzare; un po' delle foglie secche, ma soprattutto di divertirvi insieme a
vostro figlio. In questo modo, sistemare il giardino con papa sar per lu un divertimento, e
dieci anni dopo si offrir spontaneamente di tosare il prato!
3. Godetevi la paternit: non dura in eterno! [...]

CONFORTARE MEDIANTE L'ASCOLTO


Come aiutare i figli ad affrontare un mondo difficile.
[...]
Talvolta, il mondo ingiusto e difficile per i bambini, e noi genitori, anche se lo vorremmo, non
possiamo smussare tutte le asperit. In verit, non dovremmo farlo affatto, perch proprio
affrontando le difficolt che i bambini diventano adulti maturi e indipendenti.
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Steve Biddulph

Il segreto dei bambini felici

ISBN 8850207085

[...]
Dato che siamo il loro rifugio sicuro, spesso i bambini ci sottopongono i loro problemi per
scoprire se possiamo aiutarli. Il nostro modo di rispondere a tali richieste di aiuto ci apre la porta a una
maggiore fiducia, oppure innalza una barriera che in seguito difficile da abbattere. Esistono tre
tipiche modalit di risposta da parte dei genitori che innalzano la barriera:
Essere iperprotettivi Oh, poverino... Lascia che ci pensi io.
Ammonire Beh, sei stato proprio stupido a cacciarti in questo guaio. Adesso ti spiego io che
cosa devi fare. Ascoltami bene...
Distrarre Ah, capisco... beh, non importa... andiamo fuori a giocare!
Qual il vostro stile? Correte al soccorso, impartite saggi consigli, oppure cambiate argomento?
Analizziamo ciascuna di queste tre modalit.
Ammonire
Com' andata oggi?
Male!
Sei proprio un bel tipo, a lamentarti! Mi piacerebbe essere al tuo posto, e poter dedicare tutta la
giornata a studiare, senza avere altri problemi!
Beh, un problema ce l'ho... Abbiamo un nuovo insegnante di matematica, uno stupido...
Non parlare cos dei tuoi professori! Se starai pi attento durante la lezione te la caverai molto
meglio, caro mio! Sembri convinto di dover ottenere tutto senza fatica!
Mmm...
Distrarre
Com' andata oggi?
Male!
Suvvia! Non pu essere tanto grave... Vuoi un panino?
Grazie. Sono un po' preoccupato per matematica...
Capisco... Non sei certo un Einstein, ma del resto non lo sono neppure mamma e pap... Vai ad
accendere la televisione, e non lasciarti abbattere.
Okay...
Essere condiscendenti/iperprotettivi
Com' andata oggi?
Male!
Oh, poverino... Spiegami che cosa successo...
Abbiamo un nuovo insegnante di matematica, e io rimango indietro.
Mmm... proprio un problema... Vuoi che ti aiuti a fare i compiti, pi tardi?
Oggi non ne ho.
Allora vuoi che domani telefoni a scuola per parlare con il preside?
Oh, non saprei...
Penso che il problema debba essere affrontato e risolto subito, prima che si aggravi. Non credi anche tu?
Ehm... Beh...
Non voglio che il tuo rendimento scolastico diminuisca
Gi...
Come potete notare, in tutti e tre gli esempi succede la stessa cosa: soltanto il genitore parla; la
conversazione breve; il bambino non ha la possibilit di spiegare quale sia il vero problema. Cos, i
sentimenti del figlio vengono trascurati, il genitore risolve il problema, o crede di averlo risolto, e il
bambino si esprime sempre meno.
Esaminiamo ora una modalit diversa dalle precedenti.
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Steve Biddulph

Il segreto dei bambini felici

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Ascolto attivo
Com' andata oggi?
Male!
Mi sembri dispiaciuto... Che cosa successo?
Bah... Abbiamo un nuovo insegnante di matematica, che spiega troppo in fretta.
Hai paura di rimanere indietro?
S. Quando gli ho chiesto di spiegarmi di nuovo una cosa che non ho capito, ha risposto che
devo stare pi attento.
Mmm... E tu come hai reagito?
Mi sono arrabbiato! Gli altri ragazzi mi prendono in giro, ma anche loro sono in difficolt!
Dunque sei arrabbiato perch pensi di esserti messo nei guai a parlare per primo?
S! Non mi piace essere rimproverato davanti a tutti.
;
Cosa intendi fare?
Non saprei... Forse dovrei chiedere di nuovo aiuto al professore, magari dopo la lezione...
Pensi che andrebbe meglio?
S, mi sentirei meno imbarazzato. E penso che anche lu sia un po' nervoso... Forse per
questo che spiega troppo in fretta.
Riesci a metterti nei suoi panni?
S, credo che sia un po' preoccupato.
Non c' da stupirsi, visto che deve insegnare ad allievi intelligenti come te!
Sicuro!
Questo l'ascolto attivo. In questo caso, il genitore non rimane certo in silenzio: interessato, lo dimostra
confermando i sentimenti del bambino, e lo aiuta a riflettere sul problema. Applicando questo metodo i genitori:
di rado propongono rimedi o corrono al soccorso (Telefono a scuola) a meno che sia
evidentemente necessario;
di rado offrono consigli (Dovresti chiedere aiuto), a meno che il bambino ne abbia
davvero bisogno;
di rado distraggono il bambino dal problema (Va beh, mangia un panino...), a meno che
sia incline ad angosciarsi troppo.
La capacit dell'ascolto attivo si sviluppa con la pratica. In Australia viene insegnata nei corsi per
la formazione di genitori efficaci, in cui si applica il metodo descritto in un libro del dottor Thomas
Gordon (si veda la Bibliografia).
Per molti genitori l'ascolto attivo ha portato un grande sollievo. Non devono sforzarsi di fare in
modo che i figli siano sempre felici e non devono neppure sostituirsi a loro nel risolvere i loro I
problemi: possono aiutarli lasciando a loro la responsabilit, e la soddisfazione, di risolverli. Il trucco
consiste nel domandarsi possibile che mio figlio, alla lunga, tragga beneficio dal risolvere
autonomamente questo problema?. Offrendo disponibilit all'ascolto, chiarezza e comprensione,
potete trasformare una difficolt in una esperienza di apprendimento.
[...]
In casi come questo, in cui i figli non hanno la possibilit di difendersi da soli, i genitori debbono
intervenire per difendere loro e i loro diritti. Vi sono casi, invece, in cui i bambini NON desiderano
l'aiuto dei genitori, ma soltanto il loro sostegno: intervenire sarebbe dunque sbagliato.
Limitarsi ad ascoltare un rimedio molto efficace. Se riusciamo ad astenerci dall'applicare
immediatamente un cerotto su ogni ferita, possiamo accedere al mondo interiore dei nostri figli.
[...]
Talvolta i bambini vogliono che interveniate: in tal caso, dovrebbero chiederlo esplicitamente.
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Un giorno, all'et di quattordici anni, Jonathan, mostrandosi molto a disagio, si aggir intorno alla
cucina per parecchio tempo, prima di decidersi a confidare alla mamma, con un certo imbarazzo, che
un'amica pi grande gli aveva chiesto di trascorrere una notte con lei, in albergo! Seppure con sforzo
notevole, la mamma si astenne dall'ordinargli quello che avrebbe dovuto fare. Rispose invece:
Accidenti! E tu che cosa intendi fare? Mi sembri piuttosto indeciso... Beh, non saprei... non vorresti
proibirmi di andarci, mamma? Per favore...
La mamma fu ben lieta di vietargli di accettare l'invito, e Jonathan ne fu molto sollevato, perch
ci gli permise di salvare la faccia sia con gli amici sia con la ragazza. In seguito, sua madre mi
confid che non gli avrebbe permesso comunque di trascorrere la notte con la ragazza, ma che prima
aveva voluto lasciargli la possibilit di decidere autonomamente. davvero una mamma in gamba!

I BAMBINI E LE EMOZIONI
Cosa succede realmente?
Questo probabilmente il momento pi opportuno per fare una confessione: il titolo di questo
libro, Il segreto dei bambini felici, piuttosto idealistico!
Nel mondo degli adulti, nessuno mai, o vorrebbe mai essere; perennemente felice. Per i nostri
figli, dunque, uno scopo del genere sarebbe sbagliato. Se tenterete di rendere i vostri bambini
eternamente felici, non otterrete altro che di rendere infelici loro e voi stessi! Ci che desideriamo
davvero che i nostri figli sappiano accettare, controllare e apprezzare i numerosi sentimenti della
vita. L'obiettivo la gioia, ma saper sperimentare serenamente tutte le emozioni il modo per
conseguirlo pi spesso.
Nella nostra cultura, una comprensione adeguata delle emozioni mancata fino a tempi recenti.
Abbiamo appena superato l'epoca in cui s'insegnava che i bambini grandi non piangono e che le
vere signore non si arrabbiano. Attualmente, poche cose sono tanto necessarie e utili quanto la
comprensione della vita emotiva. Fortunatamente, attingendo alle conoscenze che sono state
acquisite negli ultimi tempi possiamo aiutare noi stessi e i nostri figli a sviluppare la tranquillit e la
vivacit interiori che assicurano il benessere emotivo.
Che cosa intendiamo per emozioni?
[...]
Esistono quattro emozioni fondamentali: la rabbia, la paura, la tristezza e la gioia. Tutte le altre
sono combinazioni di queste. [...]
[...]
Perch proviamo emozioni?
la rabbia - ci mantiene liberi;
la paura - ci mantiene incolumi;
la tristezza - ci mantiene in contatto con le persone e col mondo.
Le conseguenze di questi tre sentimenti, sono essenziali per la nostra felicit. La gioia, la quarta
emozione fondamentale, ci che proviamo quando queste necessit (la libert, l'incolumit e il
contatto col mondo) son soddisfatte.
Insegnare ai bambini a capire la rabbia
Potete insegnare ai vostri figli come comprendere e come affrontare ciascuna delle tre emozioni
negative. Incominciamo, dalla rabbia.
Il primo impulso che i bambini provano quando si arrabbiano quello di picchiare: un
comportamento naturale, ma deve essere modificato per esigenze di convivenza sociale.
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[...]
Aiutare i bambini a controllare la rabbia
1. Insistete affinch esprimano la rabbia verbalmente anzich per mezzo dell'azione: devono
dire risolutamente che sono arrabbiati, e, se possibile, spiegare perch.
2. Aiutateli a interpretare i sentimenti attraverso la ragione. Parlate con loro per scoprire quali
sono i motivi dello sfogo. A volte, i bambini piccoli hanno bisogno di essere guidati per
ricostruire ci che andato male.
Sei arrabbiato con Giuseppe perch ti ha preso l'automobilina?
Ti sei stancato di aspettare che finissi di parlare?
In breve, impareranno a dirvi che cosa andato male, e perch, anzich abbandonarsi a
reazioni impulsive.
3. Mostrate loro che prestate attenzione ai loro sentimenti, e che li accettate, anche se non
sempre ci pu modificare la situazione.
Hai ragione a essere arrabbiato con me. Non ti stavo ascoltando. Adesso, per, ti ascolto.
Oppure:
So che eri stanco di aspettare, al negozio, e lo ero anch'io, ma cos che si fa. Cosa
potresti fare per distrarti, anzich litigare con tuo fratello?
4. Spiegate chiaramente che picchiare non un modo accettabile di esprimere la rabbia. Se si
verifica un episodio di violenza, evidenziatene subito le conseguenze negative, e insistete
affinch il bambino si esprima come avrebbe dovuto fare immediatamente: di solito, parlando!
5. Aiutate i bambini a dire che cosa vogliono. Spesso incominciano piagnucolando e lamentandosi
di ci che non vogliono. Hanno bisogno del vostro aiuto per essere pi positivi...
Mi picchia Digli, con decisione, che non deve farlo
Moira mi ha preso la bicicletta! Vai a chiederle di restituirtela subito. Dille che tua e che la rivuoi
Insegnate loro attraverso il vostro esempio personale. Alla fin fine, molto pi
probabile che imitino quello che fate, anzich eseguire ci che dite. Badate dunque a
offrire loro i modelli dei comportamenti che desiderate che adottino. Quando voi siete
arrabbiati, ditelo, e risolutamente. Manifestate subito la rabbia, prima di rischiare di perdere il
controllo. Poi rilassatevi, in maniera che i bambini imparino che la rabbia, una volta espressa,
si dissolve. Esprimetevi in maniera semplice e decisa:
Sono arrabbiato!
Mi stai facendo arrabbiare!
Smettila d'interrompere!
Sono molto irritato che tu non abbia mantenuto l'impegno, che cosa successo?
I bambini imparano molto meglio ad affrontare la rabbia da un genitore che la esprime
con moderazione, anzich da uno che sempre dolce, ragionevole e contenuto: hanno
bisogno di constatare che anche i genitori sono umani.
Potete manifestare molto decisamente la rabbia con i bambini senza ricorrere alla mortificazione
o alle percosse. Badate di esprimere in maniera diretta i sentimenti e le loro cause. Ai bambini occorre
tempo per imparare a controllare la rabbia. Ritenetevi soddisfatti se mostrano qualche segno di
controllo: per esempio, se si astengono dall'aggredire fisicamente il coetaneo, o il genitore, con cui
sono arrabbiati, o se dicono decisamente: Sono arrabbiato! Significa che state facendo progressi:
molti adulti non hanno imparato neppure questo.
Insegnare ai bambini a capire la tristezza.

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[...]
Talvolta, piangere tanto necessario e naturale quanto respirare. Se ci si impedisce di piangere, non ci si
rafforza affatto, anzi, si diventa nervosi, si tende a vivere nel passato e ad avere scarso contatto col presente,
ad avere timore delle emozioni altrui, o di qualunque cosa che sia associata alla morte o alla perdita. Se si
capaci di piangere e di sfogare la tristezza, invece, si in grado di affrontare qualsiasi avversit.
Gli scienziati hanno appurato che quando si piange, il corpo libera una sostanza chimica appartenente
alla famiglia delle endorfine, la quale inibisce i recettori del dolore e produce una sorta di anestesia in grado
di rendere sopportabili anche le pi gravi fra le angosce causate dalla perdita di qualcosa. Questa sostanza
chimica presente persino nelle lacrime, simile, alla morfina, ed altrettanto potente.
Aiutare i bambini ad affrontate la tristezza.
La tristezza scompare a poco a poco se offriamo sostegno e comprensione. Non dobbiamo fare
altro che essere presenti, rimanere calmi, e restare cos accanto al bambino che piange, il quale
talvolta desidera il contatto e l'abbraccio, talaltra no. Se ne intuite l'opportunit, potete dire che non c'
nulla di male nel piangere: Va bene... Sfogati pure...; Sono davvero triste per il nonno; Anch'io mi
sento triste. Se il bambino confuso o imbarazzato, potete fornire qualche semplice spiegazione:
Antonio era un tuo buon amico. giusto che tu sia triste.
[...]
Aiutare i bambini ad affrontare la paura
La paura un'emozione d cui tutti abbiamo bisogno. vitale i bambini imparino a essere prudenti
e a non andare incontro ai pericoli. Bisogna che sappiano riconoscerli ed evitarli: [...]
D'altronde, essere troppo timorosi uno svantaggio grave: i bambini hanno bisogno anche di
saper parlare con gli adulti, a scuola e altrove, sia per poter esprimere le loro esigenze, sia per
socializzare. Hanno bisogno di vedere il mondo come un luogo sostanzialmente sicuro, se affrontato
nella maniera adeguata. Desideriamo che siano abbastanza coraggiosi per affrontare nuove
esperienze: attivit sportive e creative, nuove amicizie, e cos via.
[...]
Tutto ci che i bambini debbono imparare per poter affrontare la paura si pu riassumere in una sola
parola: pensare. mediante il pensiero che analizziamo le nostre paure e progettiamo ci che occorre
fare. In un periodo in cui ero costretto, per esigenze di lavoro, a viaggiare spesso in aereo, mi resi
conto che volare mi preoccupava sempre pi: dubitavo della sicurezza dei velivoli. Cos, fui costretto a
riflettere: nessun aeroplano australiano si era mai schiantato; viaggiare in aereo era meno pericoloso
che viaggiare in automobile; in tutto il mondo volavano perennemente migliaia d aviogetti. Scoprii che
razionalizzare funziona, e questo appunto il metodo che uso con i bambini.
Quattro suggerimenti per aiutare i bambini ad affrontare la paura:
1. Siate sinceri e concreti. Spesso, all'et di tre O quattro anni, i bambini cominciano a
riflettere maggiormente sul mondo in cui vivono, e dunque sviluppano numerose
preoccupazioni: in alcuni testi questa fase denominata delle paure dei quattro anni.
Parlate con i bambini delle loro paure, con pazienza, e allo stesso tempo con noncuranza [...]
2. Discutete delle paure. Se un bambino sviluppa una paura fondata, anche se l'evento temuto non
incombente, spiegategli che improbabile che si realizzi, ma prospettate un piano d'azione per
affrontarlo, immaginando insieme a lui ci che sarebbe necessario fare per riacquistare la sicurezza.
3. Se i bambini sviluppano una paura infondata, spiegatene l'inconsistenza. Non andate a
cercare mostri sotto il letto, se non vivete a Komodo, o in qualche altro posto del genere!
4. Scoprite i motivi delle paure. Se i bambini sono sempre spaventati, ascoltateli, cercando di
capire se siano preoccupati da qualcosa che hanno difficolt a esprimere. Talvolta una paura
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ne nasconde un'altra, pi difficile da manifestare.


[...]
Nel corso di addestramento ai comportamenti protettivi s'insegnano due regole ai bambini: Non
c' nulla di tanto brutto che tu non ne possa parlare con qualcuno; Hai il diritto di sentirti sempre al
sicuro. (Se soltanto questo fosse vero dovunque!) [...]
Un punto di forza del corso che affronta soprattutto i pericoli di ogni giorno, come prendere
l'autobus sbagliato, oppure tornare a casa e scoprire che non c' nessuno e che la porta chiusa a
chiave. Questo corso offre dunque una risposta equilibrata, differenziandosi da quelli che si limitano a
spaventare i bambini senza informarli, e anche dall'assenza d'iniziative, che li lascia impreparati e
indifesi. Dai corsi come quello di addestramento ai comportamenti protettivi possiamo imparare come
insegnare ai bambini a riconoscere i pericoli, a riflettere su di essi, a essere prudenti, a proteggersi.
In conclusione, i bambini devono avere un po' di paura per sapersi difendere. Non devono per
essere sopraffatti dalle paure degli adulti, che compito vostro combattere. Nell'insegnare loro a
pensare in modo da saper affrontare le situazioni pericolose, una buona tecnica consiste nel
coinvolgerli attivamente, rispondendo alle loro domande o discutendo dei pericoli da cui volete che
imparino a guardarsi: Che cosa faresti se...?
Estorsioni emotive: quando i sentimenti sfuggono al controllo
[...]
I sentimenti che vengono simulati in questo modo dai bambini vengono definiti estorsioni
emotive (anche se stiamo cercando una definizione pi gentile).
La rabbia, quando viene simulata come estorsione emotiva, definita capriccio.
La tristezza, quando viene simulata come estorsione emotiva, definita broncio.
La paura, quando viene simulata come estorsione emotiva, definita timidezza.
Queste tre estorsioni emotive pongono alcune delle sfide pi difficili ai genitori, perci
esamineremo, di seguito, alcuni metodi per affrontare praticamente ciascuna di esse...

SOPRAVVIVERE AL CAPRICCI!
Il ricorso ai capricci s'impara per caso. Fra i diciotto mesi e i due anni di et, il bambino ha spesso
occasione d'imparare ad affrontare la frustrazione, ad aspettare per ottenere ci che vuole, ad
accettare risposte negative. Cos, la prima volta che fa un capriccio, semplicemente perch viene
sopraffatto da un impeto di collera e perde il controllo in una maniera che non ha precedenti, sia per
voi, sia per lui stesso. Talvolta la reazione tanto improvvisa che il bimbo stesso si spaventa! Che
cos'era, quello? E poi piange e ha bisogno di essere rassicurato. Successivamente, per,
consapevole di quello che fa e controlla il proprio comportamento. Ecco... guarda un po'... strillo con
tutta la mia voce... adesso mi rotolo per terra... sbavo... cos che s fa!
Quali sono le ragioni di questo comportamento? In parte, esso motivato dal sollievo che lo sfogo
della frustrazione accumulata procura, ma soprattutto causato dall'effetto che esercita sugli adulti!
Questi ultimi ne sono imbarazzati, spaventati, innervositi, e talvolta soddisfano il desiderio del
bambino! Dunque i capricci possono diventare una tecnica consueta di estorsione emotiva.
Ecco alcuni suggerimenti su come contrastarle...
1. Smettete di cedere. Il primo passo essenziale consiste nel decidere di non soddisfare pi il
desiderio che il bambino esprime con i capricci: anche se in passato lo avete fatto per
ritrovare la quiete, non dovete farlo mai pi.
2. Stabilite una reazione. Alcuni genitori reagiscono ai capricci andandosene, altri ignorandoli
(anche se molto difficile), altri tirando scapaccioni, altri ancora chiudendo il bambino nella
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sue stanza: la decisione spetta a voi, e dipende dalla situazione. Ci che pi importa la
prevenzione: scoraggiare il bambino a fare i capricci ogni volta che pretende qualcosa. E
questo ci conduce alla fase successiva...
3. Non lasciate perdere. Quando il bambino ha smesso di fare i capricci, non fate finta di niente,
bens spiegategli che manifestare la rabbia in quel modo inutile e inappropriato. Il momento
adatto all'insegnamento quello in cui voi e vostro figlio vi siete calmati. Rimanete con lui, o
aspettate di essere rincasati dal supermercato, poi affrontate l'argomento: dite che vi
dispiace, chiedetegli che cosa lo abbia irritato, fategli capire che avrebbe dovuto agire
diversamente. E se si comportato molto male, o se non era la prima volta che faceva i
capricci, infliggetegli una punizione lieve: ad esempio, privatelo di un giocattolo, oppure
proibitegli di guardare la televisione per il resto della giornata.
4. Migliorate la situazione. Spesso i capricci indicano che i genitori e i figli vivono in una
condizione che li sottopone a uno stress eccessivo. Se volete vivere pi serenamente,
rendetevi conto che certe situazioni sono frustranti per voi e per i bambini, e dunque cercate
di modificarle o di eliminarle. Potete affidare i bimbi a qualcuno quando un'attivit v'impegna
per molte ore; oppure potete condurli con voi quando vi dedicate ad attivit di minore durata,
in modo da abituarli gradualmente a rimanere in vostra compagnia senza ricevere molta
attenzione. Organizzatevi in maniera tale che abbiano qualche cosa da fare anche loro, o che
qualcuno si occupi di loro, quando dovete dedicarvi a un'attivit che vi assorte interamente.
[...]
Come scongiurare il broncio
[...] Il broncio efficace soltanto se i genitori si; sentono gi in colpa e se il bimbo ha imparato ad
approfttarne. [...] Se un bambino mi tiene il broncio, gli spiego che non sono indifferente e che
desidero aiutarlo, ma che lui deve riflettere su ci che vuole veramente. Gli annuncio che io, intanto,
vado in cucina, e poi lo lascio solo. Di solito mi segue e si esprime in maniera diretta. Allora sono lieto
di aiutarlo. Il broncio noioso, quando non c' nessuno a cui tenerlo! Ecco cinque indicazioni
fondamentali per una campagna antibroncio...
1. Chiunque, bambino o adulto, sa che cosa vuole: ha soltanto bisogno di riflettere fino a
rendersene conto con chiarezza.
2. I bambini possono imparare a chiedere ci che desiderano, esprimendosi direttamente e
verbalmente.
3. Le necessit delle persone sono davvero poche: cibo, rifugio, aria, affetto, esercizio fisico.
4. Tutto il resto ci che si desidera, e non sempre possibile ottenerlo!
5. La felicit o l'infelicit di ciascuno di noi non influisce affatto su ci che avviene nel mondo,
quindi tanto vale essere felici.

IL MITO DELLA TIMIDEZZA


[...]
Ecco come si pu insegnare ai bambini a superare la timidezza...
1. Insegnate ai vostri bambini a essere socievoli. Questo molto semplice. Quando qualcuno
parla a vostro figlio, o lo saluta, e voi siete presente, spiegate al bimbo che deve:
guardare la persona che gli parla;
salutarla, e aggiungere il nome della persona stessa. Potete presentare le persone dicendo:
Questi Peter (oppure il dottor Brown, o quale che sia il nome): salutalo, per favore! II bimbo lo
guarda, dice: Ciao, Peter!, ed fatta! Con i bambini che hanno fino a quattro anni, limitatevi a
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questo. Non devono rimanere al centro dell'attenzione per pi di pochi istanti, altrimenti si sentono
spinti a trasformarsi in piccoli intrattenitori. Salutare e cercare il contatto visivo un buon inizio.
2. Insistete che lo facciano! [...] L'unica ragione per cui la timidezza permane che alcuni adulti vi
prestano troppa attenzione: ne sono commossi e tentano vistosamente di aiutare il bambino ad
aprirsi. Cos, egli riceve pi attenzione di quella che riceverebbe se si comportasse disinvoltamente.
Le uniche occasioni in cui i vostri figli dovrebbero avere paura degli altri sono quelle in cui voi
stessi non siete presenti, oppure quelle in cui qualcuno si comporta in modo insolito: per esempio,
quando un adulto assume un atteggiamento minaccioso, oppure ubriaco, o trasmette una minaccia
sessuale che il bambino riconosce o intuisce. Queste persone non dovrebbero avere la possibilit di
avvicinarsi ai vostri figli. Siate attenti a percepire eventuali reazioni estreme da parte dei bambini, e a
scoprirne la causa il pi rapidamente possibile.
In realt, la socievolezza dipende dal primo approccio, dalla cordialit e dalla disponibilit: poi
tutto avviene spontaneamente. Se insegnerete loro a salutare, a guardare in viso gli altri e a
presentarsi, i vostri figli non avranno difficolt a fare amicizia e a godere della compagnia altrui.
Svilupperanno le loro capacit e avranno maggior successo nella vita sotto ogni aspetto: nelle
relazioni sociali, a scuola, sul lavro. Vale la pena affrontare e risolvere subito il problema.
Alcuni bambini e alcuni adulti sono d'indole pi quieta e riservata. Non forzate i vostri figli a essere
estroversi: accertatevi soltanto che possano essere socievoli quando occorre.
Il genitore assertivo. Fermezza. Fallo subito!
All'inizio del mio lavoro con le famiglie mi stupivo spesso. Una delle prime, grosse sorprese fu
scoprire che alcuni dei bambini pi equilibrati e pi felici erano stati educati da genitori che erano
(almeno a mio parere) estremamente severi. Il segreto sembrava essere che questi genitori erano duri
ma affidabili: erano tanto coerenti che i figli conoscevano esattamente le regole e sapevano come
restare fuori dai guai. Per questo venivano puniti molto raramente.
Ci che pi importava, questi bambini sapevano di essere amati e stimati incondizionatamente; la
possibilit della reiezione non esisteva. Talvolta avevano paura, per non erano mai terrrizzati e non si
sentivano mai abbandonati. In breve, alla severit delle regole si aggiungeva la positivit dell'affetto.
Riuscire sarebbe stato impossibile, credo, se uno dei due aspetti fosse mancato.
In opposizione ai bambini che appartenevano a queste famiglie severe ma leali, ne incontrai molti
di pi che disponevano di una estrema libert e che potevano comportarsi male quanto volevano
senza subire alcuna conseguenza; eppure erano infelici. Era evidente che questi ultimi cercavano
qualcuno che li controllasse. I loro genitori, invece, fraintendevano i loro segnali: credevano che i figli
desiderassero ancora pi spazio e maggiore libert, mentre era vero il contrario.
Il bisogno di limiti avvertito dai bambini uno dei segreti di cui i genitori debbono essere a
conoscenza. Gli assistenti sociali hanno imparato che, quando affidano un bambino ai genitori adottivi
dopo che la sua famiglia si disgregata, devono avvertirli:
Questo bambino si adatter abbastanza facilmente alla nuova situazione, per, con tutta
probabilit, nei primi mesi sar molto indisciplinato, allo scopo di mettere alla prova voi e il vostro
nucleo famigliare: vorr scoprire se siete abbastanza forti da controllarlo, e se il vostro matrimonio, il
vostro equilibrio mentale, il vostro affetto e la vostra disciplina sono abbastanza solidi. Poi forse si
tranquillizzer e ricomincer a crescere. In breve, vorr assicurarsi che la nuova famiglia non rischi di
disgregarsi com' accaduto alla precedente: per questo vi metter alla prova!
L'adozione un esempio estremo. Ma tutti i bambini hanno la necessit di sapere che qualcuno
in grado di controllarli.
La ricerca ha dimostrato che esistono tre modalit principali di risposta da parte dei genitori
all'aggressivit dei figli: quella aggressiva, quella passiva e quella assertiva. I genitori aggressivi
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cercano di reprimere i bambini con discorsi o azioni violente. Quelli passivi permettono ai figli di
calpestarli e riprendono il controllo soltanto quando non ne possono pi, e lo fanno con scoppi di
veemenza inaspettata. I genitori assertivi sono del tutto diversi. Lasciate che vi descriva pi
dettagliatamente queste tre modalit...
Il genitore aggressivo
I genitori aggressivi sono quasi sempre arrabbiati coi figli, anche se, di solito, la loro rabbia non
provocata dal comportamento dei bambini stessi. Sono in collera col coniuge, o con l'ambiente di
lavoro, o con la specie umana, oppure non vorrebbero essere genitori (e di questo non hanno certo
colpa i bambini). Dunque sfogano la frustrazione mortificando i figli.
Alcuni bambini reagiscono in una maniera molto interessante. Rendendosi conto che i genitori
manifestano una sorta di amore, ragionano cos: Almeno sono abbastanza interessati a me da in-sultarmi,
e dato che urlano forte, vuoi dire che ci tengono molto a me! Talvolta, il bambino reagisce aggressivamente
(per ricambiare l'amore), e cos il litigio diventa la modalit principale di relazione all'interno della famiglia, che
spesso rimane coinvolta interamente. Quella che a un estraneo pu sembrare una rissa pericolosa in
realt una sorta d'intimit, di cui tutti i partecipanti sentirebbero la mancanza, se si smettesse di litigare!
Altri bambini, intuendo che le mortificazioni da parte dei genitori hanno in realt un intento
distruttivo, si chiudono in se stessi e sviluppano turbe psicologiche.
Per quanto concerne l'ubbidienza, i genitori aggressivi ottengono risultati incutendo paura. Tuttavia,
provocano anche ribellione: prima o poi, molti genitori violenti si trovano ad affrontare un adolescente
abbastanza robusto da difendersi rispondendo per le rime. Cos, i genitori aggressivi finiscono per avere figli
che sono timorosi e remissivi, oppure turbolenti e facinorosi... o una commistione di tutte queste caratteristiche!
II genitore passivo
[...]
I genitori passivi sono moltissimi!
[...]
necessario che i bambini si comportino correttamente non per soddisfare un capriccio dei
genitori, bens per potersi adattare alla vita sociale.
[...] succede, che sia dopo un'ora di disubbidienza o dopo una settimana di disastri, la loro
pazienza si esaurisce all'improvviso, e cos, travolti da una rabbia spropositata, infliggono al bambino
una punizione eccessiva: hanno perduto il controllo e se ne rendono conto, come se ne rende conto il
bimbo stesso.
[...]
Mi preoccupa molto che qualcuno di voi lettori possa riconoscersi in alcune delle caratteristiche
che ho descritto, e che dunque possa sentirsi in colpa o spaventarsi. Se la vostra modalit di rapporto
con i figli di questo tipo (sopportare, sopportare, sopportare... esplodere), allora avete bisogno di
alcune informazioni.
Circa un terzo dei genitori utilizza questa modalit, soprattutto quando ha i figli piccoli e
scarsa esperienza educativa.
Non un grosso problema: semplicemente, state utilizzando le vostre energie in modo
sbagliato, e potete rimediare.
In conclusione, la modalit aggressiva e quella passiva sono ugualmente fallimentari, o
perniciose. Che cosa-rimane? Possiamo finalmente presentare (con l'accompagnamento della
fanfara!) IL GENITORE ASSERTIVO!
Il genitore assertivo
I genitori assertivi si esprimono in maniera chiara, ferma, risoluta, e interiormente sono fiduciosi e calmi.
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Il segreto dei bambini felici

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I loro figli imparano che mamma e pap impongono la disciplina, ma senza ricorrere alla mortificazione.
Il comportamento assertivo non si osserva tutti i giorni, quindi possibile che abbiate pochi
esempi a cui ispirarvi. Se i vostri genitori erano aggressivi, allora per voi risulter forse particolarmente difficile essere assertivi. Ci che importa considerare il comportamento assertivo come
qualcosa che non innato, ma che si apprende. Questo significa che avrete bisogno di pi o meno
tempo per imparare. Insomma, c' ancora speranza!
Le basi primarie del comportamento assertivo sono dentro di voi, nel vostro carattere.
Contrassegnate le caratteristiche che meglio vi descrivono.
I genitori duri apprezzano correttamente se stessi

Sono importante quanto, il resto della famiglia.


I bambini sono importanti ma non devono prevalere sugli altri. [...]
La frustrazione fa parte della crescita: i ragazzi non possono fare sempre a modo loro.
Per essere un buon genitore devo essere sano e felice: devo occuparmi anche di me stesso.
Mia moglie (mio marito) e il nostro matrimonio sono molto importanti. I ragazzi lo sono altrettanto.
La vita impegnativa, e spesso difficile, ma procura soddisfazioni.
La vita famigliare pi serena se i bambini imparano a comportarsi bene. Come adulto, la
responsabilit mia.

I genitori teneri sminuiscono se stessi

Sono il meno importante della famiglia.


Se non faccio in modo che i ragazzi siano sempre felici sono un cattivo genitore.
Non devo frustrare la loro creativit.
lo non sono nessuno, ma forse, un giorno, i miei ragazzi diventeranno importanti.
Mia moglie (mio marito) importante, ma non quanto i ragazzi.
La vita una dura lotta.
Voglio soltanto mantenere la tranquillit: cedo ai ragazzi per avere un po' di pace. Peccato
che non duri a lungo.

Le basi secondarie del comportamento assertivo sono nel vostro modo di agire effettivo. Di
seguito sono presentate alcune indicazioni su come educare un bambino disubbidiente o recalcitrante
a comportarsi correttamente.
1. Siate risoluti. Ci che chiedete al vostro bambino di fare non suscettibile di discussione:
un comportamento che avete il diritto di esigere, e il bimbo trae vantaggio dall'imparare a
svolgere i compiti che gli sono assegnati.
2. Assicuratevi completa attenzione. Sospendete l'attivit alla quale vi state dedicando,
avvicinatevi al bambino, e inducetelo a guardarvi. Non impartitegli l'ordine se non quando vi
guarda.
3. Siate chiari. Dite: Voglio che tu faccia come ho detto... subito! Hai capito? Assicuratevi di
ottenere una risposta positiva o negativa.
4. Se non siete ubbiditi, ripetete l'istruzione. Non discutete, non spiegate, non arrabbiatevi, non
spaventatevi. Respirate lentamente e profondamente, in modo da mantenere o riacquistare la
calma. Dovete far capire al bambino che siete decisi a insistere e che non intendete alterarvi.
un comportamento fondamentale, e ci che pi conta ci che non fate. Non accettate alcuna
discussione, non arrabbiatevi: semplicemente, ripetete l'ordine o la richiesta.
5. Rimanete vicini al bambino, se esiste la possibilit che non porti a termine il suo
compito (per esempio, rimettere a posto i giocattoli). Quando lo ha concluso, non
accentuatene l'importanza; Dite semplicemente, con un breve sorriso: Bravo!
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Questa sequenza viene definita procedimento di rieducazione. Pu darsi che richieda parecchio
tempo, all'inizio, tanto da indurvi a pensare: Accidenti! Tanto vale che li rimetta a posto io, i giocattoli! Ma
il tempo che dedicherete al procedimento sar ripagato abbondantemente dai risultati della rieducazione.
Il segreto consiste semplicemente nell'insistere. Quando il bambino si rende conto che non avete
nessuna intenzione di cedere, n di abbandonarvi a una spettacolare crisi di nervi, e neppure di
lasciarvi distrarre, allora semplicemente ubbidisce.
Dopo breve tempo vi accorgerete di avere sviluppato un tono di voce e una postura che
comunicano decisione inflessibile al bambino. Si tratta di un tono di voce completamente diverso da
quello che utilizzate per discutere, scherzare, lodare o giocare. Vostro figlio impara a riconoscerlo
come quello che significa: Fallo subito! E allora ubbidisce! una grande soddisfazione!
[...]

UN MODO PER ESSERE IRATI, E AL TEMPO STESSO CALMI: FINGERE!


[...]
Negli anni Cinquanta e Sessanta, i bambini sono diventati speciali. Come sempre avviene con le
innovazioni, si un po' esagerato, tanto che i bambini si sono trovati a sopportare il fardello di essere
le persone pi importanti della famiglia. inutile dire che neppure loro hanno tratto grande beneficio
da questa condizione. Oggigiorno si trovato un equilibrio: noi adulti stiamo imparando ad amare sia
con tenerezza sia con severit, mentre i bambini stanno cominciando a trovare l'armonia e la serenit.
Questa dunque la storia dell'educazione assertiva, la quale si fonda sulla consapevolezza che i
genitori hanno i loro diritti e che i bambini hanno bisogno di disciplina (anche se forse non sono d'accordo);
comporta, come conseguenza, una vita pi serena per tutti; e lascia molto pi tempo allo svago.
Assertivo: non minacciato dal conflitto; patteggia sempre pi man mano che il figlio cresce e
sviluppa le sue capacit. Infligge percosse positive; pone richieste e impartisce ordini in maniera
chiara e decisa; stabilisce regole e le applica.
Manipolatore: sfrutta il senso di colpa, la sofferenza, ecc. per condizionare il comportamento;
paragona il figlio agli altri, ecc.
Passivo: si chiude in se stesso; cede a tutte le richieste tollera i comportamenti scorretti.
Aggresivo: ricorre alla mortificazione per condizionare il comportamento; grida; picchia con rabbia.
Questi sono i quattro comportamenti fondamentali tra cui i genitori debbono scegliere per
rapportarsi ai figli. Ma non usate questo schema per alimentare i vostri sensi di colpa!
Usatelo per ricordare a voi stessi: Posso scegliere!

RESPONSABILIT PATERNA: SOSTEGNO ALLA VOSTRA COMPAGNA


Molti compiti si svolgono pi facilmente con il sostegno altrui: uno di questi l'educazione dei figli.
Senza alcun dubbio, educare i figli richiede determinazione e fermezza nell'imporre la disciplina.
In questi casi, nulla pi utile per la madre che sapere di avere il sostegno del padre (o viceversa).
Molte madri diffidavano del sostegno paterno perch desideravano evitare l'educazione all'antica.
Ebbene, in che cosa consisteva l'educazione all'antica? Lo si pu riassumere in una frase: Aspetta che torni
a casa tuo padre! Non era un metodo gradevole, e non era neppure efficace: la mamma, sola e sopraffatta
dal lavoro, delegava la disciplina al babbo, il quale, quando tornava a casa, voleva soltanto rilassarsi, ma
finiva col'assumere il ruolo del cattivo nei confronti dei figli, che a loro volta, per rivalsa, ne combinavano di
tutti i colori appena rimanevano di nuovo soli con la mamma, cos che tutto ricominciava ogni volta.
Il sostegno importante, ma deve essere prestato in maniera adeguata. Esiste un'unica regola, che
per giunta semplice: quando il padre offre il proprio sostegno alla madre, non deve sostituirsi a lei.
Le relazioni diventano molto pi facili se le persone si rapportano direttamente. Se intervengono
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mediazioni, o se si coinvolgono pi di due persone, si crea confusione. Ecco un esempio di come


offrire il proprio sostegno in maniera semplice ed efficace:
Peter, che ha tredici anni, sta discutendo con la madre perch non vuole togliersi gli indumenti
sporchi, che lei vorrebbe lavare. Comincia a gridare e a imprecare, diventando troppo aggressivo. II padre
sente e interviene, dicendo a Peter: Ehi! Smettila di gridare, e risolvi subito il problema con tua madre,
senza litigare. Poi guarda il ragazzo dritto negli occhi: D'accordo? E Peter risponde: Mmm...
Il padre si allontana, ma non tanto da non poter ascoltare il seguito della discussione. In questo
modo, Peter costretto a cambiare atteggiamento, e appiana il contrasto.
Il principio questo: il figlio che ha un problema con la madre deve risolverlo con lei stessa.
L'intervento del padre deve limitarsi a garantire che il figlio sia rispettoso e conduca la discussione con
calma. In questo modo si evitano complicazioni.
La necessit di sostegno pu essere maggiore quando si hanno fratelli o sorelle. Sembra che in
certi periodi i figli, soprattutto i maschi, si alleino fra loro contro la madre, per metterla alla prova. Allora
lei gradisce che arrivi la cavalleria, cio il padre. Comunque, il sostegno dovrebbe essere reciproco.
Inoltre, entrambi i genitori devono trovare un equilibrio tra severit e dolcezza. Non corretto
rimediare all'arrendevolezza o all'irremovibilit dell'uno o dell'altro: ciascun genitore deve mostrarsi ai
figli come una persona completa.
Un altro metodo all'antica che sembra essere stato diffusissimo una trentina d'anni fa quello del
genitore buono e del genitore cattivo, in cui l'uno tenta con la propria tenerezza di bilanciare la
durezza dell'altro. Se papa ti manda a letto senza cena, di nascosto arriva mamma a portarti pane e
marmellata! Ebbene, questo metodo non efficace, perch il bambino non percepisce come
equilibrato nessuno dei due genitori.
Come per tutto ci che concerne la responsabilit dei genitori, troverete un metodo che vi si
adatti, e capirete di agire in maniera corretta quando vostro figlio dir: Non giusto! Siete tutti e due
contro di me! Ma la maggior parte delle volte non ne parr troppo preoccupato!

I BAMBINI E LE FACCENDE DOMESTICA: COME INSEGNARE LA RESPONSABILIT


Vi propongo ora un buon metodo per liberarvi, in parte, del fardello delle faccende domestiche, e
al tempo stesso per preparare i vostri figli ad affrontare la vita adulta.
Nel mondo occidentale i ragazzi hanno la vita molto facile. Spesso rimaniamo stupiti
nel]'apprendere che giovani di quasi trent'anni, gi adulti, vivono in famiglia e si lasciano cucinare i
pasti e lavare i panni dai genitori anziani! Molti ragazzi, dunque, non crescono (cio non si assumono
la responsabilit di assolvere ai propri bisogni fondamentali) fino a quando non hanno superato i
trent'anni. Questo vero soprattutto per i maschi. Forse, gentile lettrice, ne hai sposato uno!
In tutto il mondo, dal Nepal, alla Nuova Guinea, al Nicaagua, normale che i giovani si assumano le loro
responsabilit. Di solito sono sorvegliati dagli adulti (e non trascurati, come molti ragazzi occidentali benestanti),
ma sono responsabili di una serie di compiti che svolgono ogni giorno volentieri, con soddisfazione e con fierezza.
Naturalmente, hanno anche il tempo di giocare. La conseguenza che in quasi ogni cultura diversa dalla nostra il
passaggio dalla fanciullezza alla vita adulta graduale e fluido. Come mai abbiamo sviluppato la concezione
secondo cui la fanciullezza una sorta di sala d'attesa prima che incominci, di colpo, la vita reale?
Possiamo essere pi efficienti nellaiutare i nostri figli a prepararsi a conseguire l'autosufficienza
che caratterizza la vita adulta? Naturalmente s, e un metodo consiste nell'assegnare loro compiti da
svolgere. Potete cominciare presto, gi quando hanno due anni, assegnando loro piccole faccende da
sbrigare: ad esempio, portare le posate in tavola per aiutarvi ad apparecchiare.
Di mese in mese, i compiti diventano pi impegnativi. Scegliete quelli che sono semplici e quotidiani,
che implicano la cura di se stessi e che contribuiscono al benessere di tutta la famiglia. Cos, a quattro anni, i
bambini sono in grado di apparecchiare la tavola e di riportare i loro piatti in cucina. Via via che crescono,
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potete affidare loro gradualmente un maggior numero di compiti. Rammentate loro che devono dedicarvisi,
seguiteli in maniera che li svolgano, e poi, a poco a poco, limitatevi ad aspettarvi che vi provvedano
autonomamente. Lodateli, mostrate di essere orgogliosi di: ma senza esagerare: fate loro capire che non si
tratta alcunch di straordinario, ma soltanto di quello che ci si aspetta da loro.
Oggigiorno si accorda grande importanza all'autostima, l'importanza di lodare e di stimare i bambini
e i loro sforzi, tuttavia pi importante ricordare che l'autostima autentica proviene dal contribuire alla
vita famigliare e sociale. Senza essere consapevoli del loro ruolo e del dovere di fornire il loro contributo,
i bambini corrono il rischio di considerarsi eccezionali, di sviluppare di se stessi un'immagine distorta,
che la societ, meno compiacente della famiglia amorevole, non tarder a correggere.
Con questo metodo semplice e graduale, le fasi successive dell'educazione risultano pi semplici.
Gli adolescenti che sono abtuati da sempre ad aiutare i genitori non rifiutano di assumersi la loro parte
di responsabilit famigliare: semplicemente la consuetudine. Il vostro scopo dovrebbe essere quello di
formare un giovane che, all'et di diciotto anni, sia in grado di svolgere all'interno del nucleo famigliare
una funzione equivalente a quella di ciascun genitore: ad esempio, cucinare un pasto per la famiglia
almeno una volta alla settimana, o assumersi la responsabilit di svolgere una determinata funzione
famigliare. Se dividete i compiti tra i figli, assegnate a ognuno alcuni di quelli che preferisce, ma anche
alcuni di quelli che trova meno piacevoli. Anche in questo caso, si tratta di essere pratici e realistici,
proprio come nella vita adulta. E quanto concerne lo studio? Sar necessario introdurre i cambiamento
nei periodi in cui lo studio impone ai giovani un particolare impegno, ad esempio durante la
preparazione per un esame. In generale, per, lo studio e i compiti non sono attivit quotidiane, e non
devono impedire ai figli di contribuire alla vita domestica. Ricordate che il vostro obiettivo dovrebbe
essere quello d'insegnare ai figli a svolgere abilmente i compiti fondamentali della vita: cucinare, pulire,
accudire gli animali domestici, gestire il bilancio famigliare, e anche collaborare sul lavoro!

STRUTTURA FAMIGLIARE
Papa? Chi pap?
[...] Oggi, la famiglia media spesso include un solo genitore, oppure formata da due adulti
divorziati e dai figli che uno di essi o entrambi hanno avuto dalle unioni precedenti. Tutto ci non
necessariamente negativo, tuttavia comporta un modo di vivere del tutto diverso da quello delle
famiglie di un tempo.
Come e in quale misura tutto ci influisce sui vostri figli? Ebbene, si scoperto che la struttura della
famiglia molto importante, e che potete modificarla in maniera positiva. Dunque, continuate a leggere!
[...]
Viene fatto lesempio di una famiglia allargata di una volta, con numerosi fratelli, zii, nonni e
parenti vari
I ventiquattro componenti di questa famiglia ipotetica non vivono insieme, anzi, sono distribuiti in
sei diverse abitazioni, ma raro che passi una settimana senza che si riuniscano. Cos, la famiglia ha
potuto affrontare e superare le guerre, le malattie, i decessi, l'amante misterioso di Enid, come pure
diversi errori e fallimenti: nessuno stato trascurato, tutti si sono sentiti parte di essa.
Bench fosse un periodo difficile, vi erano minori incertezze. E questo, per i genitori, presentava
notevoli vantaggi. La distinzione fra giusto e sbagliato era netta. Se non sapevate soddisfare tutte le
esigenze dei vostri figli, altri intervenivano a sopperire. Non eravate mai soli. Potevate ricevere consigli,
aiuti ed esempi in abbondanza. Potevate accumulare notevole esperienza con i figli altrui, e anche con le
vostre sorelle e i vostri fratelli minori. Potevate persino scegliere di non avere figli senza sentirvi troppo soli.
vero che all'epoca della famiglia allargata bisognava anche sopportare numerose restrizioni e
avversit, tanto che pochi di noi, anche se potessero, tornerebbero indietro. Ma possiamo recuperare
almeno i vantaggi che allora esistevano per i genitori? Io credo di s, e vorrei spiegarvi come si pu fare.
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Non dovete esser imparentati: basta che siate impegnati.


Consideriamo il nucleo famigliare moderno che implica maggiore solitudine: un genitore, con uno
o due bambini.
[...]
Spesso, i nonni non vivono vicino, e neppure gli altri adulti che potrebbero accudire i bambini: gli zii e le
zie.
Spesso, se la famiglia composta da una mamma che vive sola, manca una figura paterna che
giochi con i bambini e che offra sostegno nell'imporre la disciplina e nel prendere le decisioni.
Spesso, se la famiglia composta da un pap che vive solo, non c' una donna che si occupi
delle cose da femmine, che si rechi a scuola durante il giorno per incontrare gli insegnanti, o che
offra sostegno nell'imporre la disciplina e nel prendere le decisioni.
[...]
D'altronde, il fatto che tutto ci non sia subito disponbile non significa che non si possa mai
ottenere. Ad esempio, esistono persone anziane che amano davvero i bambini. Non potreste trovare
tra i vostri vicini alcuni anziani che potrebbero diventare parte della vostra famiglia come nonni
aggiunti? Voi imbiancate e pulite loro il soffitto, e loro si occupano dei vostri bambini!
[...] Allo stesso modo, esistono altri genitori che sarebbero felici di conversare con voi.
Potete informarvi sui gruppi che sono stati organizzati nella vostra zona. I gruppi di gioco sono
come le domeniche pomeriggio dalla nonna: i bambini possono giocare e i genitori possono
partecipare ai giochi, oltre che conversare fra loro. I corsi gestiti dai centri per l'istruzione degli adulti
sono molto accoglienti, adatti a fare amicizia. La scuola, l'asilo, la palestra, la chiesa, le associazioni:
potete scegliere ci che pi vi si adatta.
Non facile, e se cambiate la zona di residenza dovete cominciare daccapo. Nondimeno, avete
la possibilit di formarvi una famiglia allargata, se non per voi, per i vostri figli.
molto importante un altro aspetto della struttura famigliare, anche se il vostro nucleo quello
classico, costituito da due adulti e da due o pi bambini.
Quando avete iniziato la vostra vita di coppia, la situazione era semplice: eravate soltanto voi due,
e probabilmente vi siete .divertititi.
Poi, quando sono attivati i bambini, tutto diventato pi complicato. Molte famiglie si trovano
intrappolate in una di queste strutture: Probabilmente avete sperimentato, una volta o l'altra, tutte e
tre le situazioni. E se i figli sono pi di uno, le condizioni possono diventare ancora pi ardue.
Queste alleanze sono naturali, di quando in quando, ma risultano dannose se si trasformano
nella struttura famigliare normale.
Ci che abbiamo scoperto mediante centinaia di famiglie che hanno chiesto assistenza stato che
l'affetto e l'armonia fra i genitori, in quanto coppia, molto importante. Sembra che i bambini crescano pi
serenamente e pi felicemente quando mamma papa manifestano l'affetto che li unisce e l'interesse
reciproco, al punto che neppure i figli potrebbero dividerli, nemmeno se ci provassero (e Io fanno!).
Un esperto divenne famoso affermando che la forma di educazione sessuale migliore in assoluto che
papa dia un pizzicotto alla mamma, mentre lei gli passa accanto nell'andare in cucina, e che la mamma se ne
mostri contenta! Tutto il resto, a parere di quell'esperto, era in pi! Per scoraggiare il maschilismo, aggiungo che
sono sicuro che andrebbe benissimo anche il contrario, cio se la mamma desse un pizzicotto a papa!
In verit, pare che i bambini si sentano rassicurati se i genitori si dedicano l'uno all'altro, e se
quando lo fanno non accettano di essere interrotti. Se non avete mai adottato questa consuetudine
(cio, i bambini per voi vengono sempre prima, anche se state conversando con la vostra compagna,
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o con il vostro compagno), allora dovreste subito provvedere a rimediare.


Sembra che sorgano problemi ogni volta che si presenta una delle seguenti condizioni:
1. un genitore si schiera di frequente con un bambino contro l'altro genitore;
2. un genitore cerca l'affetto e l'approvazione di un bambino a preferenza, o in sostituzione, di
quello del coniuge; un bambino costretto troppo spesso ad assumere il ruolo di un genitore,
per esempio per occuparsi dei fratelli o partecipare alle decisioni che dovrebbero spettare
interamente ai genitori.
[...]
Ogni persona diversa, quindi nessun consiglio pu essere del tutto giusto. Non posso fare altro
che esporvi le regole generali che abbiamo scoperto: forse potrete applicarle nell'ambito della vostra
famiglia.
In una famiglia in cui presente un solo genitore, i bambini sono pi felici quando il genitore ha
una relazione intima e affettuosa con un altro adulto. Non ha grande importanza che si tratti o meno
del loro genitore naturale, o che l'altro adulto sia o non sia del sesso opposto: ci che conta che il
genitore benefici del sostegno di almeno un altro adulto speciale.
I bambini soffrono in conseguenza dei conflitti permanenti, ma anche in conseguenza delle
separazioni: a questo proposito, la ricerca scientifica estremamente chiara. Le coppie hanno il dovere,
verso se stesse, di cercare di ottenere consigli e aiuto per risolvere le loro difficolt. Tutti i matrimoni hanno
i loro strappi e i loro rattoppi, quindi... non spaventatevi. A meno che il vostro compagno, o la vostra
compagna, sia violento, tossicomane, criminale, o che rifiuti totalmente di comunicare, avete ottime
probabilit di risolvere i conflitti e di migliorare la situazione, Tuttavia, occorrono tempo e dedizione.
E se siete una mamma sola?
Essere genitori soli presenta vantaggi e svantaggi. I vantaggi sono che non dovete sopportare
abitudini diverse, conflitti e cos via: il capo siete voi! La vita delle madri separate, come loro stesse ci
hanno detto spesso, molto pi semplice. D'altronde, numerosi compiti, come quello d'imporre la
disciplina, sono assai pi difficili da svolgere se si soli. Esaminiamo questo problema...
Talvolta, quando i bambini diventano grandi, necessario essere severi e tenaci. Vi rendete conto
che, per il bene loro e altrui, necessario imporre la disciplina ai figli; per faticoso. A certe et, i
maschi, in particolare, sono difficili da controllare per le madri sole. Sembra che per alcuni maschi sia
una necessit biologica creare conflitti accentuati e subire un controllo risoluto e frequente, fino a
quando imparano a moderare l'irruenza e l'istinto di ribellione, e a non essere conflittuali nei rapporti.
Pi semplicemente, sembra che desiderino lo scontro, ma quando lo accettate, si rilassano e
rinunciano. In questi periodi, un padre sarebbe utile.
A quanto pare, il padre e la madre svolgono ruoli differenti, esercitano influssi diversi, e i bambini, per
crescere bene, hanno bisogno di entrambi. Se necessario, la madre pu svolgere anche la funzione
patema, e il padre pu svolgere quella materna. La lezione del femminismo chiara: le donne e gli uomini
non sono tanto diversi. La donna pu svolgere funzioni maschili, e viceversa (con alcune evidenti
eccezioni biologiche!). La differenza che per l'uomo pi facile, pi naturale, essere duro con i figli.
La madre che si occupa da sola dell'educazione dei figli pu essere dura quando occorre, ma ci
le richiede molte energie, perch tale capacit si fonda sulla propensione maschile alla combattivit,
che nelle donne meno accentuata. La madre sola deve allenarsi per sviluppare questo tipo
d'inflessibilit, senza perdere le sue facolt di compassione e di conciliazione.
Molti genitori soli ci hanno detto che, una volta pervenuti a tale consapevolezza, tutto diventa pi
chiaro e pi semplice: imparano semplicemente a cambiare marcia.
Il momento della coppia! I dieci minuti che possono salvare il vostro matrimonio.
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Vorreste che il peggior momento della giornata si trasformasse nel migliore? Vorreste avere
amore, intimit, amicizia e serenit? Allora sperimentate la tecnica descritta di seguito. Se la
applicherete ogni giorno, oppure ogni volta che se ne presenta la necessit, potrete migliorare le
vostre serate e mantenere felice il matrimonio. Non sto scherzando!
Quando voi e/o il vostro compagno, o la vostra compagna, rincasate la sera avete l'abitudine,
forse, di occuparvi subito delle faccende da sbrigare e dei bambini, prima di concedervi una pausa per
rilassarvi un po'. Questo pu andare benissimo quando i bambini sono piccoli, e alle sette vanno a
dormire. Ma, via via che crescono, il periodo che precede la pausa in cui potete riposare e godere
della compagnia reciproca si allunga sempre pi.
Ai vecchi tempi, mariti e mogli erano spesso insieme e riuscivano ad armonizzare i loro ritmi di
vita. Oggigiorno, la separazione e la diversit di ritmi di vita imposte dal lavoro implicano che quando
ci riuniamo a casa, sembriamo trottole che roteano a velocit diverse. difficile, dunque, sentirsi uniti.
Ecco perch, in molte coppie, i conflitti nascono la sera, e si risolvono pi tardi, quando si comincia a
ritrovare la sincronia, se si ancora abbastanza motivati o se si possiedono ancora energie sufficienti!
Perci, dobbiamo essere certi di riuscire a sincronizzarci al pi presto possibile. Una tecnica per riuscirci questa:
1. Incontratevi! Appena siete rincasati entrambi, sedetevi e dedicate qualche minuto a voi stessi. E intanto...
2. Mangiate! Concedetevi uno spuntino leggero ma sostanzioso: affettato, frutta secca,
formaggio, dolci. Insomma, qualcosa che plachi un poco la fame e che v'infonda
istantaneamente un po' di energia. La fase successiva ...
3. Allontanate i bambini! I bambini, che spesso sono gli unici a ottenere tempo e attenzioni
prima di sera, devono rimanere in disparte Se riescono a non disturbarvi rimanendo nella
stessa stanza, tanto meglio... Altrimenti, mandateli nella loro camera: arriver anche il loro
momento. A questo proposito, siate inflessibili! Si tratta soltanto di dieci minuti.
4. Bevete. Se avete l'abitudine di bere alcolici, riservateli per questo momento. Un bicchiere di
vino, o una birra, per accompagnare lo spuntino, vi aiuta ad allentare la tensione accumulata
durante il giorno e a segnalare al vostro organismo che arrivato il momento di rilassarsi.
5. Conversate soltanto se ne avete voglia. In tal caso, trattate argomenti gradevoli, evitando
assolutamente le vecchie discussioni tipiche delle coppie, che potrebbero essere raggruppate
sotto l'intestazione: Chi Ha Avuto la Giornata Peggiore? Se non avete temi piacevoli di
conversazione, rimanete in silenzio e godetevi la pausa e la compagnia.
In breve vi sentirete pronti per affrontare le faccende da sbrigare in serata: potrete cucinare con calma la
cena, dato che non siete pi attanagliati dalla fame, oppure dedicarvi un poco ai bambini, se siete il genitore
che rimasto assente per tutta la giornata. Scoprirete che tutto va meglio, perch i vostri ritmi, incluso quello
cardiaco, sono abbastanza sincronizzati con quelli del vostro compagno, o della vostra compagna.
Questo rituale quotidiano molto semplice, eppure esercita un effetto profondo. E pu salvare un
matrimonio. Non c' altro: provate!
Volete dire che questo normale?
Con la crescita, i bambini cambiano. Ci che giusto dire a un bimbo di tre anni potrebbe essere
sbagliato per uno di sette, e diverso da quello che si vorrebbe, o si dovrebbe, dire a un adolescente.
La conoscenza delle diverse fasi di sviluppo vi aiuta a capire che cosa succede di solito a una certa
et, e come reagire nel modo migliore.
La descrizione delle fasi di sviluppo che trovate in questo caso derivata da un libro di Jean
Hisley-Clarke (si veda la Biografia). Ne ho discusso con migliaia di genitori, e la risposta pi frequente
che ho ricevuto stata: Sii! E proprio cos! Talvolta mi stato risposto anche: Se soltanto l'avessi
saputo!
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Le fasi di sviluppo del bambino


0 - 6 mesi: Posso fidarmi di queste persone?
6 - 18 mesi: Esplorare
18 mesi - 3 anni:Imparare a pensare.
3 - 6 anni:Altre persone
6 - 12 anni: Ho fatto a modo mio.
12 - 18 anni:Prepararsi all'autonomia.
Esaminiamo ciascuna di queste fasi.
Posso fidarmi d queste persone? (O - 6 mesi)
Il bambino, subito dopo la nascita, come un essere appena arrivato da un altro pianeta. I suoi
primi pensieri e sentimenti sono piuttosto confusi, per hanno molto a che fare con gli interrogativi
seguenti... Sono al sicuro? Chi mi nutrir? Dov' il mio letto nell'acqua?
[...]
inutile esigere qualcosa da un neonato o criticarla, perch sta attraversando una fase in cui pu
soltanto assorbire tutto. Ha bisogno che voi indoviniate le sue necessit (vale a dire essere
cambiato, nutrito, coccolato, tenuto in braccio), dato che non ha modo di esprimersi.
importante che non ignoriate le sue grida d'aiuto, perch se verr trascurato a lungo imparer a
diventare passivo e depresso. altrettanto importante lasciare che cominci a piangere, e che pianga
per qualche istante, in modo che impari di poter fare qualcosa affinch le sue esigenze siano
soddisfatte e le sue grida ottengano come risposta l'aiuto desiderato. Un bambino che viene sempre
nutrito prima di manifestare la fame potrebbe avere difficolt, ih seguito, a capire che cosa vuole.
Massaggiare e coccolare il bambino, vezzeggiarlo con rumori buffi e allegri, guardarlo in viso e
sorridergli: sono azioni che contribuiscono a renderlo pi felice e pi perspicace, nonch in grado,
successivamente, di dormire, di nutrirsi e d'imparare con maggiore facilit. Si scoperto che il
massaggio guarisce i bambini costipati con una rapidit sorprendente! (Ma state a distanza!)
Avete mai notato che i bambini appartenenti a molte delle culture pi sagge vengono trasportati con vari
tipi di portinfante? Una tradizione balinese celebra la prima volta che un neonato viene posato al suolo:
soltanto quando il bimbo ha sei mesi avviene la celebrazione, prima della quale egli rimane sempre in braccio a
qualcuno! Per noi sarebbe piuttosto difficile adottare e rispettare questa usanza, per vale la pena riflettervi.
Esplorare il mondo (6-18 mesi)
Questo il periodo in cui, senza coinvolgere i genitori, il bambino incomincia a educare se stesso!
Esplora il mondo, che gli appare grande e bello, assaporando, afferrando, spingendo, sollevando,
tirando, addentando tutto ci che trova.
Potete evitare il dispendio di enormi quantit di energia creando in casa una zona sicura e a prova di
bambino, in modo da non dover sempre dire no. Mettete lo stereo fuori dalla portata del bambino, rinunciate
ad applicare la carta da parati nuova, e il vostro piccolo sar libero di vagare in pace (la vostra pace!).
La fase esplorativa fallisce
[...]
Nel ritornare a casa in automobile, mi sentii furibondo e frustrato. Quella madre era convinta che
un bambino bravo dovesse stare zitto e fermo! Sapevo che anche quel bambino, privo di giocattoli e
per nulla incoraggiato a giocare, e men che meno a sfogliare libri illustrati o ad ascoltare favole, entro
pochi anni, a scuola, sarebbe stato inserito nell'elenco degli studenti da sottoporre a test psicologico
perch, afflitto da presunta deficienza mentale.
A questa et, non si deve pretendere che i bambini manifestino certi comportamenti, come sedere
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composti o fare i bisogni sul vasino (i muscoli dello sfintere che controllano l'evacuazione non sono
ancora abbastanza sviluppati per consentire una padronanza completa).
Occuparsi dei bambini di questa et pu essere fisicamente sfibrante, quindi per voi genitori il
periodo adatto per cominciare a concedervi pause di qualche ora, da dedicare al riposo e la vostra
esplorazione del mondo.
Imparare a pensare (18 mesi - 3 anni)
A questa et il bambino incomincia a ragionare. il periodo giusto per fornirgli spiegazioni
semplici: La gattina si spaventa quando la stringi forte. Ti mostro come devi fare per accarezzarla
gentilmente.
Inoltre, il bambino sfrutta la rabbia e impara a dire: No, non voglio!; oppure: Non m'interessa. questa
l'et dei terribili due, come la chiamano alcuni. necessario che i genitori stabiliscano limiti chiari e precisi.
Il bambino li metter alla prova e i genitori dovranno essere irremovibili, ancora irremovibili, e
sempre irremovibili.
Per risparmiare energia, distinguete ci che indispensabile da ci che superfluo, e organizzatevi
in anticipo per provvedere alle necessit. Talvolta, il bimbo desidera essere indipendente, poi tornare a
essere molto dipendente, soprattutto se arriva un fratellino, o una sorellina. Questo naturale, e il
bambino ricomincia presto a crescere se le sue esigenze vengono soddisfatte.
Altre persone (3 - 6 anni)
Questa l'et in cui il bambino passa chiaramente dal giocare tanto al giocare con gli altri bambini.
Il processo facilitato se ha compagni insieme ai quali imparare. anche il periodo deIle domande
infinite: quando? Perch? Come? Che cosa succederebbe se?.. perch no? Perch ancora?
Quando i bambini chiacchierano tanto da stremarvi, pensate che stanno attraversando un periodo
di sviluppo delle capacit espressione verbale, e pensate a quanto state risparmiando, perch vi
costerebbe caro se foste costretti, successivamente, a ricorrere all'istruzione privata per recuperare
eventuali ritardi nell'apprendimento!
La derisione da parte dei genitori, che non mai una buona idea, risulta particolarmente dannosa
a questa et, in cui il bambino, che sta imparando a entrare a far parte della specie umana, pu
facilmente chiudersi in se stesso.
[...]
Ho fatto a modo mio (6 -12 anni)
Ci che permette al bambino, fra i sei e i dodici anni, di navigare nel mondo della scuola, degli
amici e della vita in generale, la sua conoscenza di come vanno le cose: delle regole della vita.
Queste regole possono essere di qualsiasi genere, da Se le permetto di giocare con i miei giocattoli
diventer mia amica, a Se non mettessi l'impermeabile, potrei bagnarmi, prendere l'influenza, e
perdere l'occasione di andare a pattinare sul ghiaccio.
I genitori possono essere di aiuto al bambino mostrandosi irremovibili sulle regole importanti, ma
accettando il dialogo e il compromesso su quelle che sono suscettibili di essere poste in discussione.
Cos il bambino sviluppa quella capacit di dare e prendere che tanto importante nella vita adulta.
Provocare e discutere, soprattutto se non siete autoritari, ma genuinamente interessati, aiuter il
bambino a perfezionare le proprie capacit di riflessione e a comprendere meglio le necessit altrui.
Prepararsi all'autonomia (12 -18 anni)
Per quanto possa sembrare duro (o forse ne siete contenti?), questa l'et in cui i figli si
allontanano dalla famiglia, per poi riavvicinarsi, e allontanarsi di nuovo, preparandosi a compiere il
balzo definitivo nella vita adulta. Anche se il ragazzo non lascia effettivamente la famiglia, i suoi
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interessi e le sue energie si orientano sempre pi verso l'esterno.


[...]
In questo periodo succdono tre cose importanti.
L'adolescente si sviluppa in una maniera che pu essere paragonata all'alternarsi del flusso e del riflusso
della marea: prima indipendente, poi vuole essere nutrito e accudito; prima, manifesta una ragionevolezza
impressionante, poi si mostra ribelle e polemico. Saperlo, consente di affrontarlo pi facilmente. Nonostante il
flusso e il riflusso, la marea monta. la sessualit sboccia. I giovani hanno bisogno di sapere che essa una
cosa positiva, bella e sana, e che comporta la capacit di prendere decisioni e di assumere responsabilit. I
genitori non devono comportarsi in maniera seduttiva, n rispondere al comportamento seduttivo del giovane. Il
distacco si profila. Alcuni giovani si separano dalla famiglia spontaneamente e gradualmente... altri invece no!
bene tenere conto, ed essere disposti a riconoscere, che il giovane pu sentire la necessit di creare e di
mantenere un conflitto allo scopo di produrre l'energia necessaria al distacco. In tal caso, non interpretate
questo contrasto come rancore personale: permettere a un giovane adulto di lasciare la famiglia o piuttosto
doloroso, proprio come il parto, per ne vale assolutamente la pena.
Il periodo della confusione
Intorno ai tredici anni, molti adolescenti attraversano una fase di sorprendente confusione.
L'improvvisa esplosione ormonale della pubert turba il loro sistema nervoso. Siate attenti a coglierne i
segnali: un ragazzo normalmente molto attento rovescia la zuccheriera; una ragazza si reca a scuola
indossando una sola calza; spesso i ragazzi si aggirano per la casa come intontiti, senza sapere che cosa
stanno facendo?
In breve, un dodicenne molto capace si trasforma all'improvviso in un tredicenne goffo e incapace.
Se non siete consapevoli del fatto che vostro figlio sta attraversando questa fase, possibile che
vi irritiate molto, o che pensiate che tutti gli sforzi che avete fatto per educarlo sono stati sprecati!
Tuttavia, dovete essere pazienti e gentili: i ragazzi non possono farci niente. Di solito, questo periodo
dura soltanto pochi mesi, e voi non potete fare altro che guidarli e assisterli nelle loro attivit. Non
rimproverateli troppo. Questa fase, inoltre, propizia alle manifestazioni di affetto: godetevela, finch
dura, perch il ragazzo non tarder a entrare nel periodo bellicoso dei quattordici anni:
I bambini e la televisione: il grande dibattito
[...]
L'esposizione alla violenza e a valori di vita infimi la causa pi frequente di preoccupazione nei
confronti del rapporto dei bambini con la televisione. Un altro dei principali motivi di preoccupazione
che la televisione li distoglie da numerose altre attivit: nei periodi in cui la guardano, non corrono, non
saltano, non giocano, non conversano, non leggono, non si dedicano ad attivit creative; ma lo
farebbero, se non subissero il fascino ipnotico della televisione.
[...] mai, in nessun'altra situazione, vedrete i bambini altrettanto ricettivi e altrettanto passivi. [...]
Ma guardando la televisione non tardano ad avere lo sguardo fisso e vacuo, mentre i processi attivi
del loro cervello vanno in vacanza. [...]
I bambini piccoli sono particolarmente influenzati da quello che vedono sul teleschermo [...] I
bambini pi grandi, invece, assistono alle scene d'orrore senza reazione apparente. Sono forse
desensibilizzati? una cosa negativa? Naturalmente s.
Indicazioni generali
Se siete piuttosto allarmati e se volete vigilare sugli spettacoli a cui assistono i vostri figli, ecco
alcuni suggerimenti per valutare le trasmissioni televisive [...] seguono una serie di consigli e criteri
con cui valutare i programmi televisivi, ma sono cose di puro buon senso su cui non dovrebbe esserci
bisogno nemmeno di parlarne.
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In breve
Esistono numerosi programmi televisivi dedicati ai bambini che possono essere giudicati
positivamente: ad esempio, quelli in cui i presentatori parlano ai bambini, non in modo da ridurli al
silenzio e alla passivit, bens in modo da stimolarli, spesso tanto efficacemente da indurli a dialogare
con la televisione! Spesso i programmi devono il loro successo al fatto di avere fra i protagonisti
bambini intelligenti e pieni d'iniziativa, come ad esempio, Inspector Gadget.
Molti genitori, ormai, limitano sia nella quantit sia nella qualit l'accesso dei bambini alla televisione:
ad esempio, stabilendo gli orari e la durata, e concordando la scelta dei programmi. Ci incoraggia i
bambini a pianificare le loro attivit, a essere selettivi, e ad apprezzare i loro programmi, anzich limitarsi
ad assimilare nella maniera pi passiva un flusso ininterrotto e indifferenziato di trasmissioni. Un numero
sempre crescente di genitori decide di rinunciare al possesso della televisione fino a quando i bambini
giungono all'et scolare, oppure decide di permettere loro di vedere soltanto pochi documentaci
selezionati, in occasioni speciali, per concedere qualche tregua supplementare a mamma e papa!
Come fare in modo che i bambini smettano di frignare
Avete notato che alcuni adulti hanno una voce molto gradevole, e che alcuni bambini l'hanno
molto melodiosa, limpida, piacevolissima da ascoltare? Avete notato, inoltre, che non c' nulla di pi
sgradevole all'udito di un bambino che non fa altro che frignare e piagnucolare Maammmaaa...?
Sapevate che il tono di voce che usiamo, sia da adulti sia da bambini, semplicemente
un'abitudine? E non soltanto un'abitudine della voce, ma anche un atteggiamento nei confronti della
vita! L'abitudine di frignare proviene dalla parte indifesa di noi stessi, la quale desidera che siano gli
altri a sistemare tutto, non mai soddisfatta, e ama lagnarsi. Ogni volta che parliamo cos, ci sentiamo
cos. I bambini frignoni, se non vengono corretti, diventano adulti frignoni. Dietro a ogni marito
brontolone e dietro a ogni moglie lamentosa c' un genitore che ha ceduto a un frignone. Ma smettere
di frignare in breve tempo possibile! Ecco in che modo...
Innanzitutto dovete capire come si sviluppa l'abitudine. abbastanza semplice. Un bambino chiede
qualcosa, dapprima in tono pacato, poi gridando. Noi rispondiamo di no, oppure lo ignoriamo. Allora il
bambino passa alla seconda fase: frignare. Probabilmente la prima volta questo avviene per caso:
scopre accidentalmente un tono di voce che non possiamo ignorare! Spesso, infatti, cediamo soltanto
per riavere la quiete. E cos, senz'accorgercene... ci ritroviamo un figlio che frigna e piagnucola!
Ebbene, che cosa potete fare per rimediare?
1. Avvertitelo. La prossima volta che il bambino incomincia a frignare, guardatelo negli occhi, poi
chiedetegli esplicitamente: Usa un tono di voce normale, per favore.
2. Insegnategli come fare. Appurate se sia davvero in grado di parlare in un tono di voce meno
stridulo: un tono fermo, pi profondo. Fatelo esercitare fino a quando trova il tono giusto.
Mostrategli un esempio, in modo che possa capire cosa intendete e che abbia un riferimento.
3. Inducetelo a perseverare. Insistete nell'opera di correzione. Ogni volta che il bambino frigna per
qualcosa, ditegli: Usa un tono di voce normale. Cos cominciate a fargli capire che frignare
non normale: n per lui, n per nessun altro. Accertatevi che ottenga ci che desidera
soltanto se lo chiede in maniera positiva.
Se non opportuno, naturalmente, non dovete accontentarlo neppure se parla come la Regina
d'Inghilterra quando pronuncia il discorso inaugurale del Nuovo Anno! Deve imparare anche a ricevere
risposte negative: Mi piaciuto il modo in cui mi hai chiesto un biscotto, per mi dispiace: dovrai
aspettare l'ora di cena.

LE ENERGIE, E COME ECONOMIZZARLE


Buone notzie: per i vostri figli necessario che siate sani e felici
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Per un periodo della mia vita ho vissuto in un villaggio papua, la costa della Nuova Guinea, dove i
bambini non vivono insieme ai genitori, ma si trasferiscono da una famiglia all'altra, a loro piacimento!
L si possono vedere i fanciulli di dieci anni che si occupano dei bambini pi piccoli e dei fuochi per
cucinare. A quattordici anni, i ragazzini lavorano come adulti, fieri e sicuri di se stessi. In quanto
straniero e ospite, ero la persona pi interessante del villaggio, perci dieci o dodici bambini
dormivano nella mia veranda: quando uscivo nel cuore della notte, in preda a un attacco di dissenteria
tropicale, dovevo badare a non calpestare quel tappeto di corpicini bruni!
Questa esperienza mi ha convinto che la cultura papua propizia ai genitori, perch tanto le
fatiche quanto le soddisfazioni della cura dei figli sono condivise dalla comunit intera: anzi,
qualunque adulto presente un genitore.
Nella nostra societ, il compito dei genitori non condiviso, e per i bambini piccoli non affatto
sicuro lasciare la famiglia. dunque facile sentire il dovere di diventare supergenitori, e soddisfare
da soli, in qualche modo, tutte le necessit dei figli connesse al divertimento, all'istruzione, all'amore e
all'affetto, al sostentamento, alla sicurezza, all'abbigliamento, alla pulizia. Se siete i genitori che
rimangono a casa coi figli, vi sentite oppressi dalla vita domestica, confinati alla casa, e desiderate la
compagnia degli adulti. Se siete i genitori che provvedono al sostegno finanziario della famiglia, allora
vi sentite cavalli da tiro, che possono dedicare troppo poco tempo alla casa, ai coniugi, ai figli. Non
affatto sorprendente, dunque, che molti di noi, soprattutto se hanno due o pi figli sotto i cinque anni,
siano quasi permanentemente esausti, irritabili, e in condizioni di salute precarie.
Quando ci sentiamo bene, sani e riposati, e godiamo di buona compagnia, possiamo dedicarci
molto ai figli e trarne grandi soddisfazioni. Ma quando ci sentiamo stanchi e malati, soli, oppressi dal
lavoro e dalle responsabilit, arriviamo al punto di considerare i bambini come una minaccia: rivali
nella lotta per la sopravvivenza. Questa condizione pu facilmente diventare pericolosa, per voi stessi,
per il vostro rapporto di coppia e per la sicurezza dei vostri figli.

IL SEGRETO DEI BAMBINI FELICI


I genitori stressati finiscono per valicare il limite oltre il quale non possono pi essere genitori,
fondamentale che impariate a occuparvi di voi stessi: soltanto cos potrete svolgere correttamente la
vostra funzione di genitori. Per i vostri figli necessario che siate sani e felici. Questo capitolo spiega
come esserlo, o come diventarlo, e come rimanerlo.
Tutti abbiamo bisogno di carburante
Spesso incontro genitori i quali non comprendono i motivi per cui non riescono a svolgere i loro
compiti. Si aspettano da se stessi prestazioni sovrumane senza tenere conto che tutti noi siamo esseri
umani, e che, in quanto tali, abbiamo bisogno di carburante, il cibo non sufficiente: abbiamo
bisogno di ricevere energia sotto forma di amore, stima, contatto fisico e dialogo.
Tutte le persone che incontrate o con cui parlate vi sottraggono o vi cedono energia. Ecco perch
diciamo di alcune persone che ci prosciugano. Sempre per questa ragione, di alcune persone
temiamo perfino che ci telefonino, mentre siamo lieti di affrontare un'ora di viaggio in automobile
soltanto per incontrare un amico caro, che ci fa sentire bene.
I bambini possono infonderci energia, ma nella maggior parte dei casi giusto che siamo noi a
ricaricare loro. Nondimeno, quando costituiamo la loro unica fonte di energia e ci prosciughiamo per
loro, le ripercussioni sono inevitabili.
Riflettete un momento... Adesso, mentre state leggendo questo libro, quanto carburante contiene
il vostro serbatoio?
E' questa l quantit che contiene solitamente? Siete sempre quasi a secco?
Spesso trattiamo il nostro organismo allo stesso modo in cui trattiamo la nostra automobile:
diecimila lire di benzina alla volta, pneumatici consunti, e il tagliando rinviato ormai da troppo tempo!
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Provate a considerare le persone che frequentate e a valutare riforniscono o se prosciugano le


vostre riserve di carburante. Talvolta le persone si rendono conto che i loro amici semplicemente
prosciugano le loro energie, senza cedere nulla in cambio. Ebbene, arrivato il momento di trovare
nuovi amici! [...] ecco alcuni suggerimenti validi.
Assumete una baby-sitter.
Imparate ad annoiare i bambini, in modo da essere lasciati in pace per un poco.
Trascorrete una decina di minuti col vostro compagno, o con la vostra compagna, quando rincasa
dal lavoro, scambiando buone notizie o semplicemente godendo della reciproca compagnia (se i
bambini stanno tranquilli, lasciate che rimangano, altrimenti mandateli in un'altra stanza).
Dedicate mezz'ora di attenzione completa ai bambini ogni giorno, anzich ore di attenzione
parziale, svogliata o risentita. Lasciate che siano i bambini a progettare e a desiderare ci
che vogliono fare con voi nella loro mezz'ora.
Conversate, discutete, risolvete i problemi, elaborate i progetti insieme al vostro compagno,
o alla vostra compagna, seduti l'uno di fronte all'altra in soggiorno, senza i bambini. Bandite
le preoccupazioni dal letto, che dovrebbe essere riservato ad attivit pi piacevoli.
Imparate a staccare la spina, in maniera da potervi rilassare e dedicare a pensieri
gradevoli, mentre sbrigate le faccende domestiche, o vi recate al lavoro, o in qualsiasi altro
momento che lo consenta.
Di quando in quando, cucinate come preferite, anzich limitarvi sempre e soltanto ai cibi
pi adatti ai bambini.
Ascoltate la vostra musica.
Trascorrete molto tempo con altri genitori;
Siate chiari riguardo a ci che desiderate dalla vostra compagna, o dal vostro compagno;
affetto, sesso o semplicemente compagnia. Cercate di assecondare e di comprendere a
vicenda le necessit l'uno dell'altra, via via che si presentano. Se quando siete tesi siete
soliti limitarvi a conversare, provate ricorrere al massaggio.
Imparate che disordinato bello e rinunciate per qualche anno all'ideale della casa
ordinata. Potete sempre lasciar un aspirapolvere vicino alla porta e accogliere i visitatori di
cendo: Ehi! Stavo proprio per fare le pulizie! Riservate ai bambini alcune zone della casa,
in cui non si trovino oggetti da preservare e in cui i mobili e le superfici siano facili da pulire:
in questo modo risparmierete di sprecarci energia ripetendo mille volte al giorno: Non
farlo! Impedite ai bambini di accedere alle zone della casa che devono rimanere pulite e
ordinate, anche se si tratta soltanto della vostra camera da letto: in questo modo avrete
sempre a disposizione un rifugio accogliente [...]
Ma non ho pi tempo per me
I genitori pi stressati sono quelli che impongono a se stessi livelli di qualit e modelli di efficienza
molto elevati, trascurando le loro necessit: [...] In verit, come genitori avete tre semplici
responsabilit, elencate di seguito in ordine d'importanza:
occuparvi di voi stessi;
occuparvi del vostro rapporto di coppia;
occuparvi dei vostri figli.
Un tempo si riteneva comunemente che per essere bravi genitori fosse necessario compiere grossi
sacrifici, fino ad annullare se stessi. Non certo sorprendente se oggi molte persone scelgono di non avere
figli. Coloro i quali sono persuasi che essere genitori consista nel negare se stessi sono soliti pronunciare,
quando arrivano alla mezza et o alla vecchiaia, frasi quali: Dopo tutto quello che ho fatto per te!; oppure:
Per te abbiamo rinunciato agli anni migliori della nostra vita. In tal modo cercano di estorcere mediante il
senso di colpa il risarcimento che pensano sia loro dovuto. Invece essere genitori qualcosa che si fa per se
stessi.
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Ne consegue che occuparvi di voi stessi e del vostro rapporto di coppia non affatto disgiunto
dall'occuparvi dei vostri figli. Occupandovi di voi stessi, vi rendete pi felici, e questo vi consente di
offrire di pi ai vostri bambini, per libera scelta e da una posizione di appagamento.
[...]
Il cibo e il comportamento dei bambini
Cambiereste la dieta dei vostri figli, se sapeste che ci migliorerebbe il loro rendimento scolastico
e li renderebbe calmi e felici, nonch compagni molto pi gradevoli? Naturalmente lo fareste. Lo
sapevate che la povert della dieta considerata una delle cause principali della criminalit giovanile?
E lo sapevate che i cambiamenti nella dieta possono aiutare voi stessi a sentirvi meglio, ad avere pi
energia, e forse a evitare di essere sovrappeso pur senza mangiare meno?
Talvolta importante tornare ai fondamenti, e non esiste nulla di pi fondamentale del cibo. Gli
alimenti che somministriamo ai nostri bambini, e la scelta dei momenti della giornata in cui vengono
consumati i pasti, esercitano un'influenza profonda.
Ecco alcune semplici indicazioni per organizzare la dieta tenendo conto degli effetti psicologici del cibo.
1. Scegliete i cibi che assicurano un apporto costante di energia. [...] importante fornire
anche i cibi adatti a infondere energia: quelli che contengono proteine e carboidrati, i quali
garantiscono una produzione costante di energia per tutta la giornata. Questo tipo di dieta
previene la fatica, favorisce la concentrazione mentale, e aiuta a sentirsi equilibrati e sereni. In
particolare, i bambini necessitano di alimenti che contengono carboidrati (cibo integrale) e
proteine, e magari anche di cibi freschi, come la frutta: hanno bisogno di mangiarne ogni
giorno, a colazione.
2. Mangiate prima di sentirne la necessit. Avete letto bene: la colazione! Il pasto che fornisce
energia per tutta la giornata la colazione. I pasti consumati nel pomeriggio o la sera sono
nutrienti, ma l'energia che producono va sprecata. Inoltre, consumare il pasto principale prima
di iniziare le attivit della giornata evita l'obesit, perch le sostanze vengono subito assimilate
e trasferite nel sangue, dove sono necessarie. Quando i bambini o gli adulti consumano un
pasto sostanzioso la sera, per poi restare seduti o andare a dormire, allora le sostanze si
depositano nelle riserve di grasso. Se si consumano sempre le stesse quantit di cibo, ma si
cambia il quando, cio il momento in cui si consuma il pasto, si scopre che si ingrassa meno.
Vi, suggeriamo di tentare un esperimento. Ogni giorno, per due settimane, a colazione,
somministrate ai vostri bambini cibi che contengono proteine quali uova, zabaione, carne o
affettati. (Se la mattina protestano di non avere fame, preparate loro una cena pi leggera la
sera!) Scoprirete cos che saranno pi equilibrati e pi sereni tanto a casa quanto a scuola.
3. Evitate i cibi ad assimilazione rapida. Lo zucchero e i cibi a base di zucchero raffinato
influiscono molto spiacevolmente sul comportamento dei bambini. Molti subiscono
semplicemente un sovraccarico di energia poco dopo avere consumato cibi ad assimilazione
rapida: diventano nervosi, iperattivi, sgarbati, disubbidienti. L'analisi ematica dimostra che, in
questi casi, la produzione di energia giunge rapidamente al culmine, poi la quantit di zuccheri
presenti nel sangue diminuisce fino a scendere al di sotto del livello iniziale, imponendo
all'organismo un grosso sforzo di compensazione. Cos, a met mattina, i bambini subiscono
un calo energetico che li rende indolenti, confusi, incapaci di concentrazione.
4. Evitate i prodotti chimici, i coloranti e i conservanti. Il provvedimento pi semplice e pi
efficace che potete; prendere consiste nel somministrare ai vostri figli un pasto di buona qualit
all'inizio della giornata, in modo che a pranzo non abbiano mai tanta fame da diventare golosi di
schifezze. Ugualmente, se i vostri figli devono partecipare a una festa presso amici i cui genitori
seguono ancora la dieta degli anni Cinquanta (bibite gasate, torte, gelati e lecca lecca), allora
fateli pranzare prima che vi si rechino, in modo da minimizzare il danno!
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