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Cecilia

Quagliana 2012
La vita: fenomeno dell'interdipendenza
I caratteri ecologici della vita:equilibrio e cooperazione .
La missione del bambino nel mondo. Il bambino cittadino del mondo. I caratteri e le finalit
dell'educazione cosmica. Natura e supernatura
Alcuni spunti dai testi:
- da Il Metodo Lunit del mondo attraverso il bambino 40 pagg.
- da Educazione e Pace Limportanza delleducazione per la realizzazione della pace 35 pagg.

1) Visione olistica Montessori:
Attraverso i 4 piani di sviluppo di M. Montessori si coglie il progetto educativo nella sua
completezza, dalla nascita, e addirittura prima della nascita come si vede dal cartellone
denominato Il bulbo, fino allet adulta. E la visione olistica montessoriana intesa in modo
orizzontale e verticale, lessere umano considerato nella totalit delle sue caratteristiche,
biologiche e psichiche con tutte le articolazioni del caso, ma anche considerato nella totalit del
suo percorso di sviluppo fino alla maturit.
Tuttavia la forza del pensiero montessoriano nasce non solo dallaver trattato con completezza gli
aspetti della natura umana nel suo svolgersi, ma anche, con egual valore, dal non aver mai
separato la complessit e lo sviluppo dellessere umano dal mondo circostante. Ella stata una
donna affascinata dal mondo in cui questo essere si trova a vivere. Montessori ha osservato la
natura, i fenomeni fisici, atmosferici, geologici, ma anche sociologici. Ha sempre sentito il
neonato, il bambino, il fanciullo, il ragazzo e infine ladulto come parte attiva e costitutiva di un
grande mondo ricco e complesso.
C una duplice riflessione sul concetto di ambiente da parte di Montessori: da un lato c
lambiente che accoglie il bambino, potremmo definirlo un microambiente: quellambiente che
pu rispondere pi o meno ai bisogni dellessere umano in ciascuna fase dello sviluppo.
Ma c anche unaltra interpretazione dellambiente che rientra nel pensiero montessoriano, un
macroambiente: lambiente mondo, con tutti i fenomeni che lo caratterizzano: una visione
olistica anche del mondo: anche qui, come per lessere umano, possiamo parlare di visione
olistica verticale del mondo e visione olistica orizzontale del mondo.

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Visione olistica verticale del mondo: ossia i mutamenti nel tempo, lo sviluppo e la storia del
nostro pianeta dalle origini ad oggi sia dal punto vista organico che inorganico, sia dal punto di
vista sociologico: quindi si parla di storia del pianeta e storia delluomo.
Visione olistica orizzontale del mondo: il mondo visto nella sua enorme articolazione di
componenti, fisiche, chimiche, biologiche ma anche sociologiche in ogni momento del suo
esistere. Luomo fa parte di questo enorme complesso, come soggetto attivo. Lattenzione che la
Montessori riserva allambiente quindi non soltanto la visione di una pedagogista che chiama il
mondo degli adulti a rispondere ai bisogni di quel bambino inascoltato, non soltanto colei che
afferma con instancabile energia, la necessit di dar voce ai diritti del bambino quello che lei
definisce soggetto muto. Non una donna spinta solo dallamore e dallo slancio di protezione
verso let infantile. C dellaltro in questo suo potente messaggio. C una forza concettuale ed
espressiva che va oltre e conduce la riflessione in ambiti prettamente filosofici sul senso della
natura umana, sul ruolo degli individui, sul nostro essere agenti nel mondo, inteso come soggetti
che agiscononel mondo e sul mondo.
In una conferenza di qualche anno fa Augusto Scocchera, uno studioso e profondo conoscitore di
Maria Montessori afferm paradossalmente che la Montessori era talmente affascinata dalla
Natura e dallUomo con la sua importanza nel Cosmo, che ha finito per occuparsi di bambini in
quanto futuri uomini, come se occuparsi dei bambini fosse un passaggio imprescindibile per
potersi occupare degli uomini.
Maria Montessori nasce nel 1870. In questepoca giungono a maturazione molte scoperte
scientifiche, Darwin, Mendel , Ampere, Faraday,lo stesso Einstein, che nasce nel 1879. E un
periodo cruciale per le scienze, si diffonde una trasversale fraternit nel mondo scientifico, che
come tratto comune aveva la fede comune per luomo e la ricerca della verit.
Montessori era un medico che poi si dedic soprattutto allaspetto pedagogico, Einstein era un
fisico: entrambi per spinsero le loro riflessioni ben pi lontano dal loro specifico mondo
scientifico. Tutto il percorso di Einstein pervaso da una costante ammirazione, sorpresa, per
lordine universale che contraddistingue il creato. E come se il grande spettacolo dellevoluzione
umana, dello svolgersi della vita, fosse sempre davanti agli occhi del grande fisico. Nel cogliere il
senso della Natura Einstein non disgiunge mai la riflessione razionale, il pensiero,
dallimmaginazione: questa una dote umana irrazionale, che si alimenta di suggestione, di
sensibilit, di percezioni invisibili.
Montessori molto vicina ad Einstein in questo senso: ella sente il respiro del Cosmo e sente
luomo come parte costituente di questo respiro. C un legame tra ogni aspetto della natura, sia

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esso organico o inorganico; ci sono legami tra animali e animali, tra animali e piante tra piante e
terreno e cos via si potrebbe a lungo proseguire. Possiamo spostare la riflessione sulluomo:
anche luomo fa parte di questa fitta rete di relazioni: niente e nessuno pu essere capito in uno
stato di isolamento: questo uno stato astratto che in natura non esiste. E luomo non sfugge a
questa legge.

1) Linterdipendenza - la visione olistica del mondo secondo la fisica moderna e le filosofie
orientali. Dal Brahman alla Teoria delle Stringhe: il pensiero orientale e la fisica moderna

Linterdipendenza nel pensiero scientifico
Le moderne interpretazioni della realt dimostrano quanto le leggi della fisica siano divenute
talmente complesse da sfuggire ormai alla nostra capacit di comprensione.

Si prenda ad esempio il concetto di Universo introdotto dalla Teoria della Relativit dove oltre
alle tre dimensioni spaziali se ne considera anche una quarta, il tempo: unulteriore dimensione
lontana dalla nostra percezione ma fisicamente necessaria per la descrizione della realt.

Oppure si consideri il mondo subatomico dove le regole della fisica classica (per noi ancora
intuibili) cessano di essere applicate per lasciare posto ai comportamenti apparentemente illogici
delle particelle. Eppure nella meccanica quantistica sembra risiedere la vera essenza di tutto ci
che vediamo: un mondo in continuo movimento.
In meccanica quantistica il comportamento delle particelle risulta essere non solo assai complesso
ma anche imprevedibile, tanto da richiedere uninterpretazione probabilistica riguardo la loro
posizione e il loro comportamento.

Estendendo nel generale, si pu dire che la fisica moderna tende a considerare in misura sempre
maggiore una quantit plurima di elementi che determinano un evento; se dapprima un
fenomeno veniva considerato isolatamente, oggi essa costretta a tenere presenti sempre
maggiori correlazioni. Come dice il fisico danese Niels Bohr: Le particelle materiali isolate sono
astrazioni, poich le loro propriet sono definibili ed osservabili solo mediante la loro interazione
con altri sistemi.

Lesigenza di interpretare il mondo attraverso le interazioni tra sistemi stata introdotta anche in
astronomia gi nellottocento attraverso il moto dei pianeti. Ci che precedentemente veniva

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interpretato in maniera semplicistica attraverso la legge di gravitazione di Newton divenuto un
sistema complesso di interazioni gravitazionali che modificano il moto e i tempi di rivoluzione dei
corpi celesti. Il sistema solare cos viene considerato come una sorta di campo gravitazionale
interpretabile attraverso le reciproche perturbazioni tra pianeti e corpi minori.

Linterdipendenza nelle filosofie orientali
Le religioni e le filosofie orientali da sempre muovono la loro conoscenza verso il concetto di unit
delle cose, dove luomo oltre ad essere parte dellUniverso ne direttamente compartecipe; un
Universo dove tutto essenziale, tutto legato ed unito da ununica essenza coagulante.
Per lInduismo questa essenza il Brahman ossia lunit cosmica da cui tutto procede;
Nel Taoismo esso prende il nome di Tao
Nel Buddismo il Dharmakya. Nella religione buddista infatti ogni azione che luomo compie
determina un effetto nel Karman e dunque sullUniverso.

Il filosofo e monaco buddista indiano Avaghoa diceva: Quando non si riconosce lunicit nella
totalit delle cose, allora nasce lignoranza come pure la particolarizzazione, e di conseguenza si
sviluppano tutte le fasi della mente corrotta

La scienza ci dimostra quanto luomo senta la necessit di classificare e distinguere gli oggetti, ci
si manifesta in tutte le scienze umane. In occidente sorta una netta cesura tra ragione e corpo,
tra mente e spirito, allontanando tutta una serie di conoscenze possibili. La realt quindi (sempre
secondo le dottrine orientali) appare come una creazione mentale che luomo costruisce per
trovare sicurezza in se stesso. In effetti ad ogni nuova scoperta la proiezione mentale che
luomo pone del cosmo viene modificata e tutto prende nuova vita.

Si pensi alle rivoluzioni scientifiche e a come si passati da un universo aristotelico (attraverso il
geocentrismo, le sfere dei pianeti, le stelle fisse e il tempo assoluto newtoniano), sino alla
relativit del tempo in base allosservatore e alla sua velocit... La realt quindi nella sua
evoluzione conoscitiva sembra essere illusoria e misteriosa, interpretabile di volta in volta
dalluomo in base alla cultura e alla tecnologia.

Ma non solo, lUniverso per gli orientali in continuo movimento, un movimento che i buddisti
chiamano sasra e che si lega al ciclo della vita e alle reincarnazioni. Sia nel microcosmo che nel
macrocosmo fisico ci che regna il movimento. Dalle particelle subatomiche giungendo sino alle
galassie e lintero Universo in espansione, tutto un continuo movimento senza sosta.

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In un testo taoista si afferma che: La quiete in quiete non la vera quiete. Soltanto quando c
quiete in movimento pu apparire il ritmo spirituale che pervade cielo e terra.

Un mito ind parla addirittura del ciclo cosmico del Brahaman ossia il Lila, una sorta di gioco
ritmico secondo cui Brahman crea lUniverso ad intervalli regolari chiamati Kalpa, attraverso
espansioni e contrazioni. Un Kalpa (cio un giorno di Brahman) dura 4,5 miliardi di anni, che poi
allincirca let stimata della Terra! Nel Lila quindi lUniverso viene creato e poi distrutto,
determinando periodicamente un nuovo ciclo.


Uno dei molteplici attributi del dio induista Shiva quello di danzatore o Signore della danza,
cio di una divinit la cui danza cosmica simboleggia il ritmo di vita e morte, ma anche i cicli
cosmici di creazione e distruzione. Il mito racconta che quando Shiva danza estende una
vibrazione in tutto lUniverso intervenendo direttamente nella creazione e nella distruzione;
lUniverso cos si dissolve nel Bindu un punto dove si concentra tutta lenergia universale e da cui
successivamente torner a rinascere tramite una grande esplosione.

Sicch non pu sfuggire come i ritmi di creazione e distruzione appena citati somiglino alla
moderna Teoria del Big Bang e del Big Crunch. In esse si afferma che lUniverso sia nato da una
singolarit, un punto da cui avvenuta la grande esplosione che ha creato il tempo e la materia.
Per alcuni scienziati inoltre lUniverso non sarebbe destinato ad unespansione eterna (e
accelerata come quella accertata negli ultimi anni) ma ad un futuro rallentamento e a
uninversione del suo moto che lo riporti alla condizione iniziale di singolarit.

Il parallelismo con la danza cosmica di Shiva per, si accosta anche a quello delle particelle
virtuali che nascono e si annichilano in un tempo brevissimo, e per alcuni aspetti persino
alla Teoria delle Stringhe. Nellinterpretazione quantistica della Teoria delle Stringhe le particelle
elementari sarebbero in realt piccolissime stringhe o membrane in vibrazione: in base alla
tensione e alla frequenza di vibrazione verrebbero prodotte e sostenute le particelle elementari.

Questa chiave di interpretazione filosofica della scienza, cos vicina ad una visione olistica del
mondo contenuta allinterno della Teoria del bootstrap (parola inglese che significa tirante di
stivale) sostenuta dal fisico statunitense Geoffrey Chew e spiegata molto bene nel coinvolgente
libro di Fritjof Capra Il Tao della fisica.

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Secondo questa teoria la natura non pu pi essere interpretata secondo i componenti e le leggi
elementari della materia, in quanto il legame stretto tra tutti gli elementi naturali a determinare
tutto ci che esiste. In questo modo cessano di avere importanza le costanti, le leggi e le
equazioni matematiche, perch nessuna di esse possiede unimportanza primaria rispetto ad
altre; tutta la nostra ricerca verrebbe vanificata dalla presenza delle grandi connessioni tra sistemi
che reggono lintera struttura dellUniverso. Questo approccio radicale alla scienza trova
ovviamente molti oppositori in quanto lo studio scientifico verrebbe risucchiato nellinsondabilit
del creato. Sicch la Teoria del Bootstrap potrebbe trovare una spiegazione legittima solo
attraverso una legge sufficientemente vasta tale da spiegare tutti i fenomeni universali.

Questa via spirituale della fisica, per quanto ardua, potrebbe contenere un aspetto
fondamentale fino ad oggi trascurato, quello secondo cui la ricerca scientifica non andrebbe
confinata solo in ambiti di mera conoscenza razionale; essa dovrebbe avviare un processo di
valutazione della cosiddetta coscienza umana e universale, la cui esclusione potrebbe limitare la
comprensione profonda degli eventi. D'altronde fa riflettere limbarazzante consapevolezza che
luomo fino ad oggi conosce solo il 10% della massa dellUniverso, mentre il restante 90%
(composto da materia ed energia oscura) sembra non essere direttamente rilevabile dai nostri
strumenti.

Conclusioni
Riassumendo sommariamente questo breve excursus sulla storia del pensiero scientifico, nel
corso degli ultimi decenni si giunti ad esprimere unintuizione condivisa: i costituenti della
materia e i fenomeni fondamentali ai quali essi prendono parte sono tutti in rapporto reciproco,
interconnessi e interdipendenti; non possono essere compresi come entit isolate ma solo come
parti integranti del tutto. La fisica quantistica ha definitivamente cancellato la possibilit di
analizzare il mondo in parti separate ed indipendenti.
Secondo la fisica classica le parti elementari sono la realt fondamentale e i vari sistemi sono le
forme e disposizioni di tali parti. Tale concezione si rovescia: la realt fondamentale,
linseparabile interconnessione quantistica di tutto luniverso e le parti che hanno un
comportamento indipendente sono solo forme contingenti dentro questo tutto.
Quindi mentre la scienza approda solo recentemente a queste osservazioni, lesperienza mistica
da sempre comprende il concetto di partecipazione. Non si pu avere conoscenza completa e
profonda senza partecipazione. Fisica atomica e pensiero orientale sembrano sovrapporsi.

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2) Equilibrio e cooperazione: concetto di ecologia indirizzi e principi
Ecologia
L'ecologia lo studio scientifico del rapporto tra organismi viventi e ambiente circostante e delle
relative conseguenze sull'equilibrio degli ecosistemi. Il termine ecologia deriva dal greco oikos
(casa) e logos (discorso). E' stato coniato nel 1866 dal biologo tedesco E. Haeckel.
Nel corso del Novecento l'ecologia ha assunto una crescente importanza nelle discipline
scientifiche, come risposta della societ ai problemi ambientali, all'inquinamento industriale.
Possiamo distinguere l'ecologia in quattro distinti indirizzi scientifici:

autoecologia : relazioni tra gli organismi biologici e gli elementi non biologici in un
determinato ambiente.

sinecologia : rapporti e sulle relazioni tra le specie in un determinato ambiente.

ecologia applicata : risposte e comportamenti pi idonei per ridurre l'impatto ambientale


delle attivit umane.

ecologia umana: rapporto di interdipendenza tra l'uomo e l'ambiente in cui vive.


PRINCIPI di ORGANIZZAZIONE degli ECOSISTEMI (PRINCIPI FONDAMENTALI DELLECOLOGIA)
1) PRINCIPIO di INTERDIPENDENZA
Tutti i membri di una comunit ecologica sono interconnessi in unimmensa e intricata RETE di
RELAZIONI: essi traggono le loro propriet essenziali e, di fatto, la loro stessa esistenza dalle
relazioni con gli altri membri.
Le relazioni fra i membri di una comunit ecologica essendo NON LINEARI coinvolgono anelli di
retroazione multipli: una perturbazione non rester limitata a un singolo effetto ma si diffonder
in configurazioni che si estendono in ogni direzione.
Promuovere la comunit significa promuovere le relazioni fra i suoi membri.
La trama della vita fatta di RETI allinterno di RETI: gli organismi possono essere considerati
come RETI di cellule, gli ecosistemi come RETI di organismi. (Capra, 1996)

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2) PRINCIPIO DI CICLICITA
Tutti gli organismi di un ecosistema producono rifiuti, ma ci che materiale di scarto per una
specie cibo per unaltra, cosicch i rifiuti vengono completamente riciclati e lecosistema nel suo
complesso rimane privo di materiali residui. Gli ecosistemi utilizzano energia rinnovabile (energia
solare) per alimentare gran parte dei cicli ecologici.

3) PRINCIPIO DI COOPERAZIONE O PARTNERSHIP
Gli scambi ciclici di energia e di risorse in un ecosistema sono sostenuti da una cooperazione
diffusa. La tendenza ad associarsi, a stabilire legami, a vivere luno dentro laltro o luno attaccato
allaltro una caratteristica dei sistemi viventi.

4) PRINCIPIO DI FLESSIBILITA
La flessibilit di un ecosistema una conseguenza dei suoi anelli di retroazione multipli, che
tendono a riportare il sistema in equilibrio ogniqualvolta ci sia una deviazione dalla norma, dovuta
al cambiamento delle condizioni ambientali. Poich nellambiente le perturbazioni avvengono di
continuo, le variabili di un ecosistema (densit delle popolazioni, disponibilit di nutrienti, ecc)
fluttuano continuamente, mantenendo il sistema dinamico e flessibile nonch capace di adattarsi
alle condizioni ambientali che cambiano.
Tutto questo vale per entro i limiti di tolleranza propri di ciascun ecosistema.

5) PRINCIPIO DI DIVERSITA
Negli ecosistemi la complessit della RETE una conseguenza della sua biodiversit. Una
comunit ecologica eterogenea una comunit elastica, capace di resistere e adattarsi alle
perturbazioni, poich contiene molte specie le cui funzioni ecologiche si sovrappongono e si
integrano.


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LECOSISTEMA E UNA RETE AUTOPOIETICA
Ogni componente ha la funzione di partecipare alla produzione o alla trasformazione di altri
componenti nella RETE. In tal modo, lecosistema costruisce continuamente se stesso:
prodotto dai suoi componenti e li produce a sua volta. Lessere e lagire (dei sistemi viventi)
sono inseparabili, e ci costituisce la (loro) modalit specifica di organizzazione. (Maturana e
Varela, 1987)

LECOSISTEMA E UNA SOCIETA SOSTENIBILE
Nel corso di oltre tre miliardi di anni di evoluzione gli ecosistemi del pianeta si sono organizzati
per vie ingegnose e complesse in modo da raggiungere la massima sostenibilit. Questa
saggezza della Natura costituisce lessenza delleco-competenza.
Una societ sostenibile una societ che soddisfa i propri bisogni senza ridurre le prospettive
delle generazioni future.(Lester Brown, 1981)

Quindi anche lapproccio ecologico manifesta una marcata connotazione olistica, e in modo pi
specificatamente scientifico sistemico. La Terra un sistema.
Il primo che ha parlato di Terra come un Sistema stato il biologo Lawrence Henderson,
contemporaneo di Montessori: egli ha usato il termine Sistema per indicare tanto gli organismi
viventi quanto i sistemi sociali.
Del resto la parola sistema deriva da sunstanai = porre insieme, porre con. Capire le cose in
maniera sistemica significa letteralmente porle in un contesto, stabilire la natura delle loro
relazioni.
SIAMO GIUNTI AD UNENUNCIAZIONE NETTISSIMA DEL CONCETTO DI INTERDIPENDENZA: ESSO
NON E UN CONCETTO IDEATO DALLA MONTESSORI
LA VITA COME FENOMENO DELLINTERDIPENDENZA E DA SEMPRE UNINTUIZIONE MISTICA DI
TANTA PARTE DELLUMANITA, MA DAL SECOLO SCORSO HA UNA VERA E PROPRIA
AFFERMAZIONE SCIENTIFICA.

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Questo sappiamo
Che tutte le cose sono legate
Come il sangue
Che unisce una famiglia
Tutto ci che accade alla terra
Accade ai figli e alle figlie della terra
Luomo non tesse la trama della vita
In essa egli soltanto un filo.
Qualsiasi cosa fa alla trama,
luomo la fa a se stesso.
Capo Indiano SEATTLE 1852

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3) Ecologia sociale: linterdipendenza tra gli uomini
LA RIFLESSIONE SUL SENSO DELLA VITA UMANA - QUAL E IL RUOLO DELLESSERE UMANO IN
QUESTO SISTEMA?
Quando la Montessori esprime il suo pensiero sul senso della presenza umana, sul ruolo della
nostra specie, il dibattito su questi temi molto acceso: c stato un grande rivoluzionario
Charles Darwin (1809 1882) che ha scritto Lorigine delle specie 1859 e Lorigine
delluomo 1871 e questi libri avevano sconvolto e sovvertito molte convinzioni dellepoca. Per
noi ormai alcuni concetti sono familiari, e quasi scontati: evoluzione delle specie, adattamento,
selezione naturale; tutto questo oggi a noi pu sembrare ovvio. Allepoca le obiezioni pi dure
vennero dalla religione che sosteneva la teoria creazionista: Dio ha creato le varie specie di
viventi, e luomo a sua immagine: quindi luomo non pu essere frutto di variazioni casuali e di
selezione naturale.
Ma oltre a grandi polemiche, lopera di Darwin suscit anche un rapido, diffuso ed enorme
consenso (Lorigine della specie si esaur in un giorno, e fu necessario ripubblicarlo subito con
ampie tirature). Lidea di evoluzione (e quindi di progresso) si adattava perfettamente col
positivismo e la sua mentalit e il naturalista inglese ne divenne presto, suo malgrado, una
bandiera. Inoltre la teoria dellevoluzione, uscendo dallambito della biologia, si prestava,
applicata alla societ umana, a diverse interpretazioni, anche molto contrastanti tra loro, e dalle
conseguenze molto importanti nel 900.
Lo stesso Marx ne fu entusiasta: Il suo materialismo ne risultava confermato; il suo sistema
dialettico (la lotta di classe) rinforzato. Infatti Darwin parla di dialettica che si attua
incessantemente tra individuo ed ambiente, e tale modello delle scienze naturali era molto simile
al modello sociale elaborato da Marx (il prevalere di una classe sullaltra e lestinguersi del
capitalismo per le crisi cicliche di sovrapproduzione e per le lotte del proletariato) Per questa
ragione egli voleva dedicare a Darwin la sua maggiore opera Il capitale (Darwin comunque non
accett la dedica).
Ma la Montessori, che pure era non solo a conoscenza, ma anche affascinata dalle rivoluzionarie
teorie evoluzionistiche di Darwin, rapidamente lo volle superare. C qualcosa di pi nellessenza
umana che un semplice istinto alla sopravvivenza: c quello che lecologia e la fisica stavano per
codificare scientificamente: ogni elemento della rete opera con un fine superiore; viventi e non
viventi interagiscono al fine di mantenere lequilibrio. Luomo fa parte di questo sistema ma
possiede una caratteristica che nessuna altro elemento vivente ha: ne possiede la consapevolezza.

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La Montessori quindi si inserisce in un significativo superamento rispetto alle teorie classiche
dell'evoluzione e quindi nei confronti di Darwin: "Lo scopo dei viventi non soltanto quello di
sopravvivere, di vincere nella lotta per l'esistenza, cercando di conquistare dall'ambiente il meglio
che pu servire al proprio benessere, come spiegava l'evoluzionismo darwiniano... Neanche il
perfezionamento il vero fine dell'evoluzione. Gli scopi dei viventi sembrano piuttosto in
rapporto con funzioni necessarie per l'ambiente... L'armonia della natura raggiunta con lo
sforzo dei viventi, che eseguiscono ciascuno il proprio compito finalizzato alla costruzione e al
mantenimento di comunit sostenibili. I comportamenti corrispondono anche a questo scopo:
essi sono estesi al di l dei puri bisogni vitali della specie" (La mente del bambino).

La missione del bambino nel mondo. Il bambino cittadino del mondo.

I caratteri e le finalit dell'educazione cosmica. Natura e supernatura


E proprio sulla consapevolezza che Maria Montessori insiste nel suo testo Educazione e pace
uno dei libri della maturit di Montessori, il dramma della guerra segna profondamente lumanit
e ovviamente Montessori ne rimane coinvolta come essere umano e come pedagogista. La guerra
non che il deterioramento psichico delluomo. Nel primo capitolo del libro Montessori paragona
la guerra alla peste: la malattia non il frutto di uomini maligni e malvagi che spargono veleni:
essa la conseguenza ovvia di una situazione igienicamente insostenibile. E cos la guerra: luomo
la cui anima, il cui spirito non ha avuto n cure n attenzione, degenera. La pace per contro non
soltanto lassenza della guerra: un lungo percorso che contempla uninfinit di elementi. Ma a
fondamento di tutto questi c leducazione come percorso di crescita che costruisce societ
consapevoli, responsabili, armoniche.
Evitare la guerra compito della politica, costruire la pace opera delleducazione - Educazione
e pace
Luomo ha fatto tanta strada nel progresso tecnologico, nella creazione di strumenti, di macchine
che domina e governa. Tante risorse impiega per proseguire su questa strada, ma non dedica
alcuna risorsa a chi sar il creatore e il governatore di queste macchine: luomo.
Luomo non si fa dal nulla: luomo il frutto del lavoro del bambino, un lavoro lunghissimo, lento,
addirittura occulto per molto tempo. Eppure non c attenzione, non c cura. come se si

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auspicasse una comunit sociale di individui che miracolosamente, improvvisamente tra loro
collaborano e convivono.
Ecco lattenzione di Montessori alleducazione come costruzione della societ civile: questo le
interessa, uneducazione che supera i confini della scuola, uneducazione che sia unopera
universale.
Nel 49 Montessori scriveva: Oggi a scuola si insegna a non aiutarsi lun laltro, a non suggerire, a
preoccuparsi solo della promozione, a conquistare un premio nella competizione con i compagni. E
questi poveri egoisti, stanchi mentalmente, si trovano poi nel mondo luno accanto allaltro come
granellini sabbia nel deserto: ciascuno isolato dallaltro e tutti sono sterili. Educazione e pace
Leducazione deve invece valorizzare listinto sociale, deve rendere consapevoli del valore della
collaborazione, della relazione, deve far sentire parte attiva della comunit a cui si appartiene,
deve far comprendere il senso profondo della collaborazione, e da questo insieme di valori
scaturir un profondo rispetto della comunit.
E Il concetto di societ per coesione.
Ogni et ovviamente ha dei gradi di applicazione:
3 -6 il piano dellinfanzia: la vita pratica
- La scuola dellinfanzia gi si chiama casa dei Bambini: gi il nome dice molte cose la casa offre
protezione, ma anche il tuo luogo, ti appartiene, ti senti a tuo agio, ne hai cura e ed essa
risponde ai tuoi bisogni. La vita prtaica il primo passo verso il far parte della societ per
coesiomne.
- Questa la reale socializzazione dei bambini piccoli: non costruiscono consapevolezza e gioia sociale
nel gioco organizzato dalla maestra, nel lavoro di gruppo eterodirettpo, il vero contenuto della
socialit un altro.
6 - 12 il piano della fanciullezza: leducazione cosmica
12 -18 lerdkinder



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MONTESSORI E LINDIA 1939 -1946
19391946: Montessori in India
In India linteresse per Montessori nasce dal 1913 dopo che uno studente indiano frequent il
primo corso di formazione a Roma e altri arrivarono dal 1920 al 1930. Essi poi rientrarono nel loro
paese diffondendo ci che avevano visto ed imparato. Nel 1926 in India fu fondata la Montessori
Society e nel 1927 fu tradotto Il Metodo in lingua Hindi e Gujarati. Nel 1929 il poeta Tagore
diede vita a molte scuole Montessori e la la Societ Teosofica che voleva agire con lo scopo di
educare i poveri dellIndia, adott come strumento il metodo Montessori.
Montessori visse in India dal 1939 quando fu invitata a tenere un corso per insegnanti indiani. Qui
rest a lungo perch ad un certo punto fu arrestata insieme al figlio Mario, nel 1940, dagli Inglesi,
dal momento che lItalia si era schierata dalla parte di Hitler. Sicuramente la filosofia orientale
influenz profondamente Maria Montessori e fu proprio infatti negli ultimi anni della sua vita che
diede forma al suo autentico Piano cosmico. Tuttavia la sua forte visione del mondo come un
tutto era senzaltro gi presente, probabilmente a diretto contatto con la filosofia orientale tale
visione ha preso pi concretamente corpo. Inoltre fu proprio in India che M Montessori si trov a
contatto di bambini di razze diverse: tamil e inglesi e di estrazione sociale diversa. Fu qui che
entr a diretto contatto con una natura particolarmente rigogliosa e preponderante e senza mezzi
si mise a far scuola a bambini tanto diversi.
Qui Maria Montessori sent quanto luomo, prodotto dellevoluzione del bambino, faccia
assolutamente parte di questo universo di cui si sente un unico respiro, e quindi luomo sia uno
dei tanti elementi del cosmo che in esso agiscono. A differenza di tutte le altri componenti per
luomo ha in pi la responsabilit della coscienza. Egli sa di far parte, sa di dover in qualche
modo contribuire al processo della vita. Una vita che in costante evoluzione ma che deve
rispettare le regole dellequilibrio e dellarmonia per non sbilanciare quel tutto che sempre
assolutamente totalmente interrelato. Come tutti gli agenti delluniverso, luomo ha un compito
da portare avanti, luomo fa parte del piano cosmico.
Per varie vicissitudini Montessori ebbe modo di osservare bambini di et diverse e di nazionalit e
cultura diverse che manifestavano caratteristiche simili, con pochissimi mezzi e quasi casualmente
nacque una piccola scuola indiana con bambini piccoli e pi grandicelli; il materiale era quasi
inesistente ma cera molto ambiente naturale da esplorare: si faceva scuola allaperto, si
osservava la natura e dalle osservazioni si ricavavano criteri di classificazione e comprensione:
cera il materiale del mondo!

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Lesperienza indiana che Maria Montessori fece con alcuni collaboratori fu la conferma di ci che
gi pervadeva il suo sistema pedagogico: per prima cosa era necessario che gli adulti stessi
sentissero la passione e la magia per il mondo circostante, poi era necessario che i bambini
sperimentassero, scoprissero e ricavassero dal loro esplorare la meraviglia del mondo.

EDUCAZIONE COSMICA COME INTERRELAZIONE
Leducazione cosmica sotto forma di immagine concreta: laula del corso di Camillo Grazzini
Nel 1956, Camillo Grazzini si trovava a Perugia insieme ad altri maestri per seguire un corso,
destinato agli insegnanti della scuola elementare, tenuto da Mario Montessori.
Inizialmente fece un lungo lavoro sulle caratteristiche del bambino della fascia di et 6/12,
approfond la discussione sui vari aspetti inerenti limmaginazione, la sete di cultura e la moralit,
lesse agli studenti le favole cosmiche (6 favole).
Divise poi tutti gli allievi in gruppi: vennero formati tanti gruppi quante potessero essere le aree
disciplinari: geografia, geologia, storia, biologia, fisica, chimica, arte, musica, linguaggio,
matematica Mario Montessori chiese quindi ai gruppi di realizzare del materiale per ogni area
disciplinare, agli studenti furono forniti libri, denaro per acquistare ci che potesse essere
necessario, tempo per uscire ad effettuare ricerche presso biblioteche o musei. Lo scopo finale
era allestire una sorta di laboratorio come quello dove avrebbero dovuto lavorare i bambini.
Alla fine ogni gruppo present il risultato del proprio lavoro, Mario Montessori chiese poi ad ogni
gruppo di collegare con un nastro colorato il loro angolo laboratorio con una schematizzazione
della Terra al centro della stanza. Limmagine che ne risult era allincirca una raggiera di nastri
che uscivano tutti dalla Terra. Poi chiese ancora ai gruppi di collegarsi tra di loro per visualizzare
eventuali relazioni tra i diversi aspetti disciplinari.
Il risultato finale fu una stanza quasi impraticabile a causa dellintrico di nastri che si era venuto a
creare: era limmagine viva, tridimensionale della rete di relazioni che appartengono al mondo
della conoscenza. Si era evidenziato concretamente come tutte le aree disciplinari erano aspetti
diversi di un unico sistema vivente.

Tale esperienza fu poi riassunta in un cartellone sul quale vennero scritte due frasi che vennero
scelte come slogan per riassumere il senso della conoscenza.

Cecilia Quagliana 2012


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Let us give the world to the child

Let us sow the seeds of all the sciences



Sono tratte dal testo di Maria Montessori Dallinfanzia alladolescenza e comprendono
laspetto del tutto e laspetto delle singole discipline.

Ci che riusc a fare Mario Montessori fu trasmettere lidea che i vari argomenti di studio sono
soltanto un modo per comprendere il mondo nella sua totalit e gli stessi insegnanti avrebbero
dovuto cancellare dalla loro mente ogni rigida divisione.
Linteresse dei bambini verso il mondo motivato solo se colgono il senso complessivo, altrimenti
sar probabile che per un argomento singolo, separato dal resto, senza collegamenti, il bambino si
chieda quale possa essere il senso di approfondirlo

C uninteressante racconto che si legge nel testo scritto dal nipote Mario Montessori Jr.:

- Ricordo che una volta M.Montessori stava sbucciando delle patate e mentre faceva ci le
osservava con estrema attenzione, guardandole come se potessero rivelare qualche profondo
segreto, come se nascondessero una verit sconosciuta ai pi. Mentre continuava nella sua
operazione, si domandava a voce alta come avesse potuto luomo capire il valore di quella pianta
che si mostrava come poco pi che unerbaccia che produceva fiori insignificanti per di pi con
frutti velenosi. Cosa ha fatto s che luomo andasse oltre tutto ci e cogliesse che tutto ci che
della pianta della patata era visibile non serviva e ci che invece non era visibile era la parte pi
interessante di quella pianta per luomo? Come ha fatto a capire che il tubero era la parte
commestibile?
Il modo con cui Montessori parla della patata ci induce facilmente a capire quale fosse il suo piano
di riflessione sulla realt. Emergeva sempre unindissolubile connessione tra mondo organico,
inorganico e uomo. Ella era affascinata dal percorso umano, non tanto dalla storia come
successione di battaglie o alternanza di poteri, quanto dalla storia delluomo come essere vivente
facente totalmente parte del mondo.


Cecilia Quagliana 2012


DEFINIZIONE INTRODUTTIVA DI EDUCAZIONE COSMICA
LEducazione Cosmica non una disciplina in s e per s; non paragonabile alleducazione
musicale, alleducazione stradale, alleducazione fisica, alleducazione artistica, alleducazione alla
salute ecc
Invece, e soprattutto, meglio intenderla come la libert di passare da una materia allaltra e ad
unaltra ancora al fine di comprendere pienamente un fenomeno della realt; inoltre bene
intenderla come la consapevolezza del lavoro o del ruolo cosmico dei vari agenti cosmici che
operano nel mondo.

ANCORA SULLA DEFINIZIONE DI EDUCAZIONE COSMICA
Camillo Grazzini, fondatore nel 1961, del Centro Internazionale Studi Montessori di Bergamo,
stretto collaboratore di Mario Montessori, ha approfondito molto il tema dellEducazione Cosmica
e diceva che non facile darne ununica definizione, piuttosto preferiva elencare sei aspetti,
egualmente significativi:
E.C. (Educazione Cosmica) lacquisizione della visione cosmica del mondo, una visione

unitaria e finalistica sia in senso storico/evoluzionistico, sia in senso orizzontale/ecologico.


E.C. lesplorazione, lo studio delluniverso considerato sia dal punto di vista della sua

complessit e globalit, sia dal punto di vista dei vari agenti cosmici con il loro lavoro organizzato.
E.C. la scoperta di vari tipi di relazioni di dipendenza e interdipendenza, sia tra i vari agenti

cosmici, sia allinterno dello stesso agente cosmico.


E.C. la consapevolezza del compito cosmico, sia conscio (uomo) sia inconscio, di ogni

elemento, vivente e non vivente.


E.C. determina lesperienza di una nostra nuova vita, un modo di vivere diverso che ci vede

consapevoli e partecipi dello viluppo dei fenomeni umani e naturali.


E.C, ladozione di uno specifico approccio educativo, dove noi passiamo dallintero, dal

tutto, al dettaglio, ma dove ogni dettaglio o pu essere, riferito allintero; lintero un set di
parti ordinate e dove la specializzazione della conoscenza e linterdisciplinarit crescono insieme,
integrandosi e completandosi.

Educazione Cosmica quindi lo strumento per offrire al bambino la visione cosmica: una visione
di unit e finalit del mondo: tale visione consente di vedere lo scopo del mondo e consente di
tenere unite la dimensione spaziale e quella temporale: le comprende entrambe.

Cecilia Quagliana 2012


Dal punto di vista educativo possiamo dire che i bambini imparano a comprendere il mondo da
due punti di vista: quello evoluzionistico, seguendo la dimensione temporale e quello ecologico,
seguendo la dimensione spaziale.
Nella comprensione delle relazioni strette tra i vari aspetti, nella percezione dellimportanza di
ogni elemento per il buon andamento del sistema, si costruisce la consapevolezza della
gratitudine verso tutto ci o tutti coloro che concorrono allo stesso unico grande fine.


Visione cosmica, piano cosmico e missione cosmica
Tutte e tre le definizioni hanno in comune laggettivo cosmico, termine derivato dalla lingua
greca che significa intero ma anche ordinato, il termine che si contrappone a caos con il
significato di indifferenziato, mostruoso.

Visione cosmica: un modo preciso di guardare e capire il mondo, un modo cosmico, nel senso
che comprende tutto, dal mondo inorganico a quello organico a quello psicologico; comprende
anche le relazioni tra questi mondi.
Tali relazioni sono viste sia in senso orizzontale - relazioni ecologiche di equilibrio tra le varie parti
delluniverso con i loro meccanismi di funzionamento, sia in senso verticale relazioni storiche tra
i vari avvicendamenti umani.
Si tratta di una visione unitaria e finalistica del mondo, una visione sostanzialmente ecologica
che vede nella conservazione della specie, con i suoi adattamenti, una collaborazione sensata
con la natura e dentro la natura.

Piano cosmico: ma che cosa dunque il cosmo? Un grande laboratorio dove fervono
numerosissime attivit che costituiscono una struttura integrata, dove ogni aspetto concorre e
lavora per uno scopo comune (finalismo).
Soggetti che lavorano in questa struttura integrata:
-

agenti inorganici ( acqua, terra, aria) litosfera, idrosfera, atmosfera

agenti organici ( piante, animali) - biosfera

Cecilia Quagliana 2012


esseri umani - psicosfera

Missione cosmica: ognuno, ogni agente cosmico ha il suo lavoro cosmico da compiere, il suo
ruolo, una sorta di mandato, tuttavia la riuscita dipende anche dal lavoro di altri agenti; in altre
parole c unorganizzazione cosmica basata sulla specializzazione del lavoro che si articola in un
complesso rapporto di interdipendenza.
Anche luomo fa parte di questo contesto, ma Maria Montessori distingue tra il compito cosmico
delluomo e il compito cosmico del bambino.
Il primo, luomo, contribuisce allo sviluppo della terra, modificando lambiente e pu farlo sia in
modo positivo che in modo negativo. Introduce tra gli agenti cosmici, la psicosfera che per essere
positiva, deve avere una sua linea etica; a questo riguardo sar importante definire,
comprendere, analizzare, quale bambino ha generato quelluomo.
Il bambino viene quindi visto come agente cosmico di straordinaria importanza, come colui che ha
il compito cosmico di costruire se stesso, di formare la propria personalit, crearsi come soggetto
di pace, adattabile al mondo in cui vive.

Educazione cosmica si identifica con il secondo piano di sviluppo
Al di l di tutto ci, non va dimenticato che leducazione cosmica soprattutto la risposta al
naturale sviluppo del bambino. Leducazione cosmica soddisfa la fame di conoscenza, il bisogno di
esplorare la moralit, il desiderio di agire insieme, la tendenza verso limmaginazione
caratteristiche del bambino che vive il secondo piano di sviluppo.
Non bisogna in alcun modo direEducazione Cosmica per la scuola elementare, in quanto
Educazione Cosmica pu essere soltanto per la scuola elementare, non c unaltra educazione
cosmica per gli altri piani di sviluppo, in quanto lofferta educativa costruita sulle caratteristiche
del bambino: la sete di cultura e il potere dellimmaginazione non sono caratteristiche della prima
infanzia, n delladolescenza.
Il contributo che pu dare la Casa dei Bambini alleducazione cosmica normalizzare il bambino,
fornirgli i mezzi, gli strumenti psichici per essere spontaneamente ben disposto verso la
conoscenza del mondo esterno a lui.
Non si tratta quindi di particolari contenuti culturali, piuttosto la preparazione della Casa dei
Bambini ha a che fare con la formazione del carattere, dellumana natura in se stessa.

Cecilia Quagliana 2012


LEducazione Cosmica, nella Casa dei Bambini in fondo lecologia della persona e riguarda
soprattutto la dimensione interiore della persona, laddove negli anni successivi diventa ecologia
del mondo e riguarda soprattutto la dimensione esterna dellessere umano.
Fino ai tre anni i bambini accumulano una enorme quantit di sensazioni e di impressioni che
tuttavia ancora non assumono caratteri organizzati; proprio durante il periodo dai 3 ai 6 anni
che avviene un importantissimo lavoro di perfezionamento costruttivo della persona che passa in
gran parte dallorganizzazione delle esperienze e dalla loro classificazione attraverso un
progressivo e instancabile desiderio di arricchimento del linguaggio.
Per queste ragioni, per la natura stessa del bambino tra i 3 e i 6 anni il lavoro legato alla
conoscenza del mondo non pu essere altro che la pi grande esperienza possibile del mondo. Il
mondo va portato dunque dentro la scuola, i bambini devono poter osservare il pi possibile la
natura, devono poter guardare foglie, fiori, piante, animali, devono poter conoscere le parti,
devono poter accedere agli strumenti linguistici di classificazione perche ora il bambino
interessato ad ascoltare nomi, anche i pi difficili. E attraverso losservazione dei dettagli, dalla
conoscenza delle nomenclature delle parti, dallesattezza e dalla precisione che devono essere
adottate per prendersi cura delle piante che nasce lamore per la natura e per il mondo. Non
andiamo cercando lerudizione di un bambino che deve saper ripetere le pi svariate nozioni,
vogliamo offrire metodi e materiali che rispondano alle sue esigenze pi profonde.
Gli aspetti pi significativi quindi del lavoro di preparazione indiretta alleducazione cosmica
possono sintetizzarsi cos:
cercare il pi possibile di favorire il contatto diretto con la natura
mantenere sempre il livello sensoriale delle esperienze
offrire la possibilit di osservazioni ripetute, prolungate e ravvicinate
fornire nomenclature esatte e precise per rispondere alla sete di arricchimento del linguaggio e
per favorire la spontanea tendenza alla classificazione
la maestra deve suscitare linteresse del bambino attraverso lesperienza diretta
utilizzo adeguato del Materiale Montessori

Cecilia Quagliana 2012


MARIA MONTESSORI AMBASCIATRICE DI PACE
Il pensiero di Maria Montessori contiene un forte e convincente messaggio di pace.
Lei auspica la nascita di un mondo nuovo, per il quale richiesta una educazione specifica nuova,
che costruisca uomini e donne di pace.

La parola pace va intesa come relazione armonica, solidale e nel pensiero di M.Montessori si
riconoscono due tracce di solidariet:

-

una orizzontale: solidariet nello spazio

una verticale: solidariet nel tempo




LA SOLIDARIETA NELLO SPAZIO
E un concetto che fa riferimento alla rete della vita e ai legami di reciprocit che sono instaurati
tra gli agenti cosmici, legami non auspicati da M. Montessori, ma constatati come esistenti in
natura
Luomo di pace dotato di unintelligenza che pu sovrapporsi alla natura, purch non le faccia
violenza.


La Montessori sostiene limportanza di costruire uomini consapevoli del valore del lavoro, sia esso
manuale, sia esso intellettuale. In realt nel suo pensiero sottolinea che non esiste lavoro
manuale ben fatto che non contenga consapevolezza del senso generale del suo significato, ma
nemmeno pu essere attribuito valore ad un lavoro intellettuale che non comprenda la
consapevolezza del fare e dellagire.
Se luomo non avesse agito e costruito con le mani, il patrimonio trasmissibile da una
generazione allaltra potrebbe essere soltanto orale.

Da La mente del bambino cap. 14:Lintelligenza e la mano
Si direbbe che lo scopo dellintelligenza sia il lavoro delle mani, poich se luomo avesse ideato
solo il linguaggio e la sua sapienza si fosse espressa soltanto con le parole, nessuna traccia
sarebbe rimasta delle stirpi umane che ci precedettero: grazie alle mani che hanno accompagnato
lintelligenza si creata la civilt: la mano lorgano di questo immenso tesoro dato alluomo.

Cecilia Quagliana 2012


M. Montessori tiene sempre legate intelligenza e mano, tutto il suo pensiero pedagogico si fonda
sullimportanza del fare del bambino, un fare che deve essere legato a ci che il bambino
sceglie con la propria mente, esercitando la propria volont, guidato quindi dal pensiero o, se
molto piccolo, dalla sua vita psichica. Quello stesso fare costruir attivamente unulteriore parte
del suo patrimonio psichico e intellettivo.


LA SOLIDARIETA NEL TEMPO
Luomo pu modificare la natura, agente cosmico che costruisce una supernatura che
consente agli uomini di vivere in societ organizzate, grazie al lavoro di ciascun individuo, la
solidariet delluomo con luomo.
Questa solidariet deve essere trasmessa e resa accessibile ai bambini, in modo che possano a
loro volta essere educati a diventare uomini, membri di una societ.

M. Montessori, mentre era in India, ovviamente si accorse delle differenze di standard di vita tra i
bambini indiani, che vivevano in condizioni di estrema povert e i bambini inglesi che avevano
condizioni molto pi agiate di vita. Il rimedio che proponeva per non aveva a che fare con una
filantropia limitata nello spazio e nel tempo, che difficilmente avrebbe avuto esiti positivi se non a
breve termine: Maria Montessori sostenne con forza la sua idea di uneducazione in cui ogni
bambino in grado di cogliere il proprio compito cosmico, in unottica pi ampia di una visione
cosmica costruttiva e positiva.

Maria Montessori sottolinea che si tratta di seminare le scienze nel periodo sensitivo
dellimmaginazione, per poi svilupparle anche nel dettaglio.
A questo bambino si pu dire: Luomo vive su questa terra e deve conquistare il mondo -
Dallinfanzia alladolescenza.
Tale conquista, secondo Maria Montessori deve avvenire attraverso il lavoro, ma un lavoro ben
definito e determinato allinterno di una visione cosmica finalistica.
Da questo pensiero trapela un senso spirituale e religioso di percezione del cosmo, che tuttavia
supera i limiti di una precisa confessione religiosa, ma si pone piuttosto come principio spirituale
universale, luomo di Maria Montessori cittadino del mondo. In questo senso possibile
identificare una volta di pi il messaggio di pace di Maria Montessori, nella sua straordinaria
attualit.

Cecilia Quagliana 2012


IL BAMBINO E IL PIANO COSMICO LADULTO INVISIBILE
Il bambino trova nelleducazione cosmica un modo per far parte di questo modo di pensare. Come
pu fare? Deve essere libero di sperimentare, di osservare, di agire, di esplorare, mentre ladulto
si deve fare invisibile.
Non assente, bens invisibile. Maria Montessori non vuole certo affermare un pensiero
pedagogico che preveda labbandono dei bambini, piuttosto ladulto deve osservare i bambini che
dovranno lavorare nellambiente, che va preparato in modo adeguato, dovr pensare cosa
mettere a disposizione e come metterlo a disposizione, e se avr agito bene vedr che i bambini
lavoreranno, tanto e con interesse, con concentrazione e amore senza fatica, perch la fatica
nasce l dove non c passione, dove non c interesse.

E estremamente importante che i bambini sperimentino la curiosit personale, che esplorino
autonomamente, guidati dalle loro iniziative: se hanno a disposizione le cose giuste le loro
iniziative saranno efficaci, i bambini saranno soddisfatti e spinti ad esplorare ancora, saranno a
poco a poco sempre pi consapevoli e affascinati dalla natura, con le sue regole, e le sue leggi.
Soltanto sperimentando la grandiosit del creato e la sua perfezione, i bambini potranno
costruirla in loro stessi.
Soltanto cogliendo limportanza della vicenda umana, il valore delle scoperte di chi ci ha
preceduto, i bisogni delluomo nellavvicendarsi della storia, che il bambino potr percepire il
senso del proprio lavoro cosmico ed esserne orgoglioso.
Il conoscere gli altri ci fa essere meglio disposti, nemici della solidariet sono lindifferenza e la
diffidenza. La solidariet nasce dalla consapevolezza dei fattori che ci accomunano,
dallidentificazione dei sentimenti, che sono caratteristici di tutto il genere umano.

Maria Montessori, gi molti anni fa, comprese limportanza di tenere uniti due aspetti delluomo:
-

limmaginazione: ( le ragioni del cuore)

lesattezza: ( le ragioni della conoscenza)



Questa capacit di tenere uniti, sia nella visione del mondo che nella visione pedagogica, i due
aspetti costituitivi dellessere umano, la porta ad essere portatrice di un convincente messaggio di
pace. Perch educare significhi un messaggio di pace, necessario che affettivit e mente siano
mobilitate insieme. In tal modo si costruisce un senso di responsabilit graduale, che fa
dellessere umano un soggetto attivo, libero e consapevole della propria responsabilit.

Cecilia Quagliana 2012


Ogni bambino alla nascita uguale agli altri, potrebbe crescere in ambienti anche molto diversi e
assorbirne le caratteristiche; in tal senso il bambino pi di chiunque altro davvero lagente
cosmico pi potente: pu diventare ogni cosa! Ecco da dove nasce il senso della responsabilit
delladulto verso il bambino: nella non fatalit del destino di ciascuno di noi, Maria Montessori
vede limportanza del messaggio educativo, del criterio pedagogico, del compito difficile e
delicatissimo di chi si vuole fare educazione.


MARIA MONTESSORI: UNA FILOSOFIA DELLA VITA
Einstein diceva: molto raramente penso usando parole. Ho come unimmagine complessiva,
come se vedessi. La visione cosmica di Montessori richiama queste parole: un pensare per
immagini, un modo di pensare che vede con gli occhi dellanima, che vede ci che invisibile agli
occhi. C una profondo sentire di quel kosmos greco che significa ordine, quellordine che vince
sul caos primordiale. Da quellordine scaturisce uno sviluppo guidato da regole eterne, universali
che volta per volta si coniugano con la contingenza storica. Il pensiero umano deve volgersi
proprio a cogliere le relazioni tra luniversale e il particolare, tra il tutto e le parti, tra limmutabile
e il contingente.
Cogliere le relazioni di interdipendenza non significa per soltanto formulare pensieri, significa
anche sentire il sentimento che ci lega al creato una sorta di religiosit cosmica.
Maria Montessori forse non pu essere definita un filosofo anche se ha studiato anche per un
certo periodo filosofia alluniversit, e la sua formazione in sostanza profondamente scientifica.
Tuttavia nella sua ricerca essa finisce per coniugare scienza, ispirazione cristiana e filosofia. Non
procede sistematicamente ma partecipa al dibattito culturale dellepoca, mantiene vivi i
fondamenti del positivismo scientifico ma non rimane indifferente alle scoperte freudiane.
Riassume in s molte correnti filosofiche e culturali dellepoca coniugandole sempre con lattivit
diretta di pedagogista, la sua esperienza di educatrice non mai disgiunta dalla speculazione di
pensiero.
La scoperta del bambino una continua fonte di riflessione sulluomo e sulla societ, sui compiti
delleducazione mai chiusi in se stessi ma sempre inseriti in una visione della vita e del mondo che
pone al suo fondamento la dignit delluomo.

Cecilia Quagliana 2012


Come Einstein, la Montessori ha sempre sentito la bellezza del lato misterioso della vita, quel
sentimento di stupore e sorpresa di fronte alla natura che ha alimentato tante ricerche
scientifiche e filosofiche. Quel sentimento di profonda consapevolezza che anche ci che non si
conosce esiste alimenta una religiosit profonda, non tanto dogmatica quanto spirituale che cerca
unarmonia continua con la contingenza della vita umana, nel suo svolgersi nel tempo storico e
nel tempo contingente.
La visione cosmica montessoriana senzaltro una visione ottimistica: in essa c una risposta ai
molti fallimenti della societ e forse alla sua stessa vicenda di vita come madre.
La fede nel bambino corrisponde alla profonda fiducia in unevoluzione positiva della societ
umana.

Causalit e finalit
La visione cosmica di Maria Montessori alla fine pu forse essere definita come una nuova scienza
dello sviluppo umano, in cui si coniuga pedagogia e filosofia, cosmologia e sociologia, una sintesi
di pensiero che conduce a una sorta di nuova ecologia. E quindi il piano pi alto delleducazione,
una visione trasversale che domina e traspare in ogni aspetto del suo messaggio educativo.
La sua pedagogia si pone quindi come mediazione tra causalit e finalismo. La Montessori rifiuta
la pedagogia per obiettivi ritenendola troppo legata allo stimolo, alla costrizione, alla particolarit,
questa una pedagogia riduttiva che si limita a fornire al bambino risposte immediate a uno
stimolo programmato, se pu essere efficace sul breve periodo sicuramente risulta insufficiente e
inadeguata nel lungo periodo.
Luso dei test, dei questionari, delle verifiche dirette pu quindi essere utile soltanto in termini di
misurazione del sapere ma non offre nessun supporto al sistema di pensiero del bambino. Un
progetto educativo e i suoi effetti nel tempo difficilmente possono essere misurati, ma questa
impossibilit non pu condurre gli educatori a identificare la loro abilit educativa con ci che pu
essere misurato. Il progetto pedagogico montessoriano, che vuole essere un aiuto alla vita, ben
lontano da quello che ancora oggi, a parecchi decenni di distanza si vede nella scuola. I bambini
vengono sottoposti a continue verifiche del loro sapere, che spesso stato loro imposto senza
dare alcuna importanza al loro agire attivamente come soggetti interessati alla conoscenza.
Il finalismo di cui parla Maria Montessori invece quella insita capacit del bambino di
incuriosirsi, di assorbire il mondo, di catturare pi esperienze possibili, il bambino vuole essere
attivo, non passivo ascoltatore. La gran parte delle facolt cerebrali ancora poco nota alla
scienza, luomo pu essere capace di grandi cose, pu essere davvero sapiens. Ma pu anche

Cecilia Quagliana 2012


agire diversamente, pu scegliere di agire negativamente, in modo da ostacolare lo sviluppo verso
una societ migliore. E questo fattore di libert e intelligenza che contraddistingue lagire umano
che rende tanto delicato il compito delleducatore. Egli deve fornire ai bambini gli strumenti per
poter utilizzare libert e intelligenza in modo armonico, partecipando allo sviluppo positivo della
societ umana, deve fornire ai bambini gli strumenti perche diventino adulti che agiscano con
saggezza e sapienza.

Maria Montessori porta un messaggio di grande attualit agli educatori di oggi che non possono
non sentire la responsabilit del loro operato, consapevoli che sono i semi dellinfanzia che
crescono gli alberi del mondo adulto.