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Paper Anthology

Fluidodinamica, Meccanica, Elettromagnetismo

I quaderni dellinnovazione

Innovabook 2015

Curatore dellopera: Paolo Colombo


Redazione: Laura Di Teodoro
Progetto Grafico e Copertina: Matteo Ligato
Impaginazione: Matteo Ligato, Raffaele Damiano
Hanno collaborato: Federica Ballerini, Silvia Cappia

Innovabook 2015
Paper Anthology
Fluidodinamica, Meccanica, Elettromagnetismo

Responsabile della collana: Mauro Milesi

Copyright 2015 Cobalto Srl - Bergamo - Italy


Prima edizione: maggio 2015
ISBN: 978-88-905591-2-9

COLLANA
I quaderni dellinnovazione

Lopera, comprese tutte le sue parti, tutelata dalla legge sui diritti dautore, sono vietate e sanzionate la
riproduzione con qualsiasi mezzo, formato o supporto comprese le fotocopie (queste ultime consentite
solo se per uso personale di studio, nel limite del 15% di ciascun volume o fascicolo e alla condizione che
vengano pagati i compensi stabiliti), la scanzione, la memorizzazione elettronica, la comunicazione e la messa
a disposizione al pubblico con qualsiasi mezzo (anche online), la traduzione, ladattamento parziale e totale.

Sommario

Introduzione 09

Analisi Fluidodinamica

12

Use of the CFD for the analysis


of the gas exhaust trajectory

15

The Eulerian-Eulerian approach


for reactor design: a case study

19

Comportamento dinamico di valvole

45

Analisi Meccanica

58

Progettazione virtuale di dispositivo di bloccaggio innovativo


per lavorazioni combinate con simulazione non lineare

61

Modeling and optimization


of a Wave Energy Converter using ANSYS AQWA

81

Analisi Elettromagnetica

90

Computational Electromagnetic design


of the Squarax Spatial Power Combiner

93

Simulazione delle emissioni condotte


e ottimizzazione del filtro EMI di un carica
batterie ad alta tensione per batterie al litio

109

Dalle grandi idee ai prodotti eccellenti


a cura di Paolo Colombo

Quando parliamo di innovatori e di imprenditori che hanno fatto dellinnovazione la base del
loro successo facile pensare al nome di Steve Jobs. Il fondatore di Apple amava ripetere che c
una incredibile quantit di lavoro tra una buona idea e un grande prodotto, sottolineando il fatto
che lidea solo linizio di una catena di attivit che deve riuscire a trasformare il sogno in realt.
Questo ancora pi vero oggi, dove i prodotti sono complessi sistemi con parti meccaniche ed
elettroniche, governate da migliaia o milioni di linee di software. Forse venti anni fa, quando i
prodotti erano prevalentemente meccanici o elettrici, un ingegnere esperto poteva attingere alla
sua conoscenza per bilanciare opportunamente i requisiti tecnici nella sua mente, o con pochi altri
ausili. Negli anni questo diventato sempre pi difficile. La simulazione numerica rappresenta lo
strumento con cui gli ingegneri possono trasformare le idee in prodotti, esplorando migliaia di
ipotesi, trovando i giusti compromessi per garantire prestazioni, affidabilit, economia. ANSYS
ha creato una piattaforma multidisciplinare senza pari per supportare chi pensa al futuro: analisi
multifisiche e di sistema, ottimizzazione, preparazione delle geometrie integrata, progettazione e
generazione automatica di software embedded certificato secondo i rigorosi standard aerospace
e automotive. Come ogni anno, ne parliamo alla conferenza annuale CONVERGENCE, e come
ogni anno raduniamo alcuni dei casi pi interessanti in un libro dedicato a chi ha grandi idee, e le
trasforma in prodotti eccellenti.
www.ANSYS.com

INNOVABOOK 2015

ANSYS User Meeting

L'ANSYS User Meeting: la "social" innovation


Appuntamento ormai divenuto un "must"

bile, su cui si progettano i prodotti di domani.

nell'agenda degli innovatori italiani, l'Ansys User

per questo che ANSYS, realt leader nel mon-

Meeting nell'edizione ha sottolineato un'impor-

do della simulazione, favorisce e promuove im-

tante evoluzione di scenario. Infatti, per affron-

portanti momenti di aggregazione e confronto,

tare e superare le sfide innovative di domani

proprio come lo User Meeting.

non sufficiente dotarsi delle tecnologie pi

La condivisione rappresenta il terreno fertile per

avanzate; sono importanti, fondamentali, ma da

lo sviluppo di idee e soluzioni che divengono

sole non bastano. Servono anche collaborazi-

realt attraverso sinergie tra attori diversi e com-

one, pi menti che lavorano ad un unico pro-

plementari. E la simulazione numerica offre la

getto, una sinergia costante e proficua di com-

piattaforma perfetta per rendere l'intero proces-

petenze. Perch linnovazione oggi viene dalla

so d'innovazione pi snello, efficace, ma soprat-

community, non solo dal singolo, essa diviene

tutto concreto. Uno strumento fondamentale

social and shared. Sono il dialogo, il confronto e

che offre potenzialit straordinarie e favorisce

la convergenza, uniti alla simulazione numer-

la ricerca scientifico-tecnologica, ma anche lo

ica, i pilastri su cui si rende possibile limpossi-

sviluppo delle imprese nel sempre pi comp-

lesso scenario competitivo. Un perfetto circolo

dere possibile ci che finora stato impossibile.

virtuoso che unisce idee, confronto, convergenza, soluzioni e applicazione. La sintesi di tutto

Best Paper Award

questo si pu respirare e vivere proprio allo

Allinterno dellANSYS User Meeting si svolge

User Meeting di Ansys che ogni anno regala oc-

il Best Paper Award, un concorso dedicato agli

casioni importanti di crescita e aggiornamento

studiosi, alle aziende e alle istituzioni che si

mettendo a confronto storie dinnovazione, casi

sono distinte per la capacit di fare innovazione.

di successo e nuovi sviluppi tecnologici. Uno

Realt provenienti dal mondo dellimpresa,

spazio in cui esperti, ingegneri, studiosi e ricer-

delluniversit e della ricerca che attraverso la

catori possono ritrovarsi e fare squadra. Una

piattaforma ANSYS hanno saputo, ognuno in

formula collaudata in cui la community trova

modo diverso, dar vita alle proprie idee. Questo

sempre maggiore consapevolezza rafforzando

libro raccoglie i paper di maggior interesse

la propria identit nella continua ricerca di ren-

presentati alla Convergence 2014.

Seduta plenaria dellANSYS User Meeting 2014, Grand Hotel Villa Torretta di Sesto San Giovanni (MI).
Nella pagina a fianco: momenti di networking (in alto); particolari delle attivit congressuali (in basso).
10

11

Analisi Fluidodinamica

Quando si parla di fluidodinamica allinterno della piattaforma ANSYS bisogna sempre ricordare
che questa deriva dallintegrazione di prodotti che hanno avuto la leadership mondiale di mercato
come Fluent e CFX, due golden standard in moltissime applicazioni: combustione, aerodinamica,
turbomacchine. I prodotti ANSYS sono tra i pi usati nei settori aerospaziale, automotive,
energetico, medicale, petrolifero ed universitario per la loro affidabilit e scalabilit su CPU e
GPU. Non mancano codici sviluppati per applicazioni particolari come AQWA (piattaforme off
shore) e POLYFLOW (lavorazione delle materie plastiche e della gomma).
La recente acquisizione di REACTION DESIGN ha ancor di pi rafforzato la leadership di
prodotto nel settore della combustione, permettendo lanalisi dettagliata con tutte le reazioni
chimiche del processo per una accuratezza senza pari.

13

Fluidodinamica

1. Use of the CFD for the analysis


of the gas exhaust trajectory
G. Lombardi, F. Cartoni, M. Maganzi
Department of Civil and Industrial Engineering - Aerospace Section, University of Pisa
E. Cardile
Ferrari S.p.a., Maranello, Italy

Submitted abstract
The problem of the evaluation of the trajectory of the gas exhaust is important in a car project,
because its particular impact on the comfort level. For the high performance cars the problem
could be critical, because the high level of deceleration of the car during the braking phase.
From the computational point of view the problem appears really challenging. In fact, it is necessary to made an unsteady evaluation, following the car in its velocity history. Furthermore, the
geometry representation must be very refined, because the problem is highly related to the small
details, and a corrected representation of all the geometrical elements is necessary to avoid an
uncorrected analysis of the resulting flow. This imply really high requirements in computational
capabilities, and HPC appears essential.
In order to make an assessment of this problem, a numerical procedure, be presented in the
present paper, was settled. The numerical procedure is based on the CFD code Ansys-Fluent
14.5, by using a RANS approach with a realizable k- model and non-equilibrium wall function.
The reference car is the Ferrari production one. The geometry representation is very refined, and
the volume grid is represented by about 60 millions of cells.
Both the time history of the car velocity and the gas mass flow rate are given, defined by means
of user-defined functions, and the evaluation was made following them.
The total time of the simulation was 20 s, with a time step of 0.01 s and 10 internal iterations.
In order to analyse the trajectory of the exhaust gas a particle tracking technique was used, by
activating the discrete phase model. The injection zone was coincident with the exhausts. As an
example, the particle traces at a given time step is shown in fig. 1.
The evaluation was made on a 512 cores cluster in about 4 days.
The results of the numerical evaluation has been confirmed by the analysis of the real behaviour,
15

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 1

and the presented results given an important support to define a geometrical set-up suitable to
avoid the problem of the interference between the car and the gas exhaust, with a consequent
improvement in the comfort level.

Fig. 1 Example of particle traces (coloured by Residence Time) t = 9 s

16

Fluidodinamica

2. The Eulerian-Eulerian approach


for reactor design: a case study
Giorgio Besagni*, Gael Guedon, Fabio Inzoli
Politecnico di Milano, Dipartimento di Energia, Via Lambruschini 4a, 20156, Milano, Italia
*giorgio.besagni@polimi.it

Abstract
Counter-current two-phase flow is met in several industrial plants in the chemical, nuclear and
oil industry fields. This paper presents recent experimental and numerical results obtained in a
circular column of 240 mm diameter with two inner pipes. An upward flow of air and downward
flow of water at ambient conditions is considered. Superficial air velocities up to 23 cm/s and
superficial water velocities up to 11 cm/s are analyzed, corresponding to global void fractions up
to 28.7%. Global void fraction data are obtained using the gas disengagement technique while local
data are acquired from a double optical probe. A numerical model has been developed within the
commercial code ANSYS Fluent Release 14.5.7. This part is divided into two phases. In the first
phase, a literature benchmark is studied and different interfacial closures are compared. In the
second phase, experimental facility is simulated. Numerical results are compared with experimental
data for an air superficial velocity in the bubble column configuration. The relative influence of
different interfacial interphase forces is investigated and suggestions for future simulations are given.

Introduction
Two-phase flow in vertical pipes occurs in a wide variety of industrial applications in chemical,
petroleum and energy engineering. The chemical industries utilize vertical pipes in bubble columns and in fluidized bed for heat and mass transfer operation. Petroleum industries uses large
diameter pipe in pumping systems and in oil and gas extraction wells. In the nuclear industry a
typical example is the natural circulating flow in the chimney region of Boiling Water Reactor. In
the broader framework of two phase flow we focus on vertical counter current flow in a large
diameter pipe with two inner pipes. The ability to predict the flow pattern and flow properties
at the operating conditions of interest is essential for the correct design and operation of the
19

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

component. Figure 1 illustrates the phenomena that affect a two phase reactor performance.

pipe with an inner diameter of 26.4 mm. The cross-sectional void fractions were calculated using

Such information can be obtained using either an experimental or a Computational Multi Fluid

a wire conductivity probe technique. This experiment was carried out in slug, churn and annular

Dynamics (CMFD) approach.

regimes, including the flooding condition


On behalf of Computational Multi Fluid Dynamics (CMFD), studies on counter current flow,
they are mostly focused on PWR hot leg [9]. We are studying counter current flow in a vertical
pipe with low liquid superficial gas velocity (up to 0.04 m/s). In this framework, bubble column
studies can be used as the basis of our investigation. In order to simulate gas-liquid bubble column
flows in large diameter columns an Eulerian two-fluid approach is usually applied [10-13]. In this
framework, a proper solution of the flow field depends on the correct modeling of bubble diameter, turbulence model and on the interface exchange terms in the momentum balance equations
[14, 15]. In particular, the momentum exchange at the interface is determined by interfacial forces
i.e., drag, lift, turbulent dispersion, wall lubrication and virtual mass. A large amount of studies has
been performed in improving the knowledge and the modeling of these terms.

Figure 1 Variables affecting two phase reactor phenomena and performance

Even with the several progresses made in the field of two-phase flow, there is still little knowledge

On behalf of experimental studies, void fraction in counter current flow have been investigated

of counter-current flow in large diameter pipes. In addition, studies involving also the presence of

by many researchers. Yamaguchi and Yasaburo [1] investigated cross-sectional void fractions of

inner pipes are rare and we focus on a layout never studied in the literature. The present study is

co-current and counter-current airwater flow in vertical pipes with inner diameters of 40 and 80

aimed at providing insights into such flow configuration through a coupled experimental-numerical

mm. The cross-sectional void fraction was measured by a quick-closing valve method. The exper-

investigation. Firstly, the flow phenomena are investigated using global void fraction data and local

iments were carried out in bubbly and slug flow regimes. Hasan et al. [2] investigated cross-sec-

flow properties obtained from a double optical probe. Secondly, an Eulerian-Eulerian CMFD approach

tional void fractions of airwater co-current and counter-current flow in a vertical pipe with an

is presented using the commercial code ANSYS Fluent Release 14.5.7. This phase is divided into

inner diameter of 127 mm. The cross-sectional void fraction was calculated using a pressure drop

two parts. In the first part, a literature benchmark is studied and different interfacial closures and

technique. This experiment was carried out in bubbly and slug flow regimes. Aritomi et al. [3-5]

numerical results are compared with experimental data [16]. Compared to previous works found in

investigated the behaviors of counter-current flow in a rectangular channel. Local void fraction

literature, the proposed study suggests a thorough analysis of the various interfacial closures and

was measured by an ultrasonic technique. The experiments were carried out in bubbly flow regime.

their relative coupled influences. Six drag laws are compared and six closures for the lift force are

Fuangworawong et al. [6] investigated local void fractions of airwater counter-current flow in a

tested. The influences of wall lubrication forces, turbulent dispersion (with different coefficients)

vertical pipe with an inner diameter of 50 mm. The local void fractions were calculated using a

and the virtual mass force are investigated. In the second part, the full scale experimental facility

wire mesh tomography technique. This experiment was carried out in bubbly flow regime. Ghosh

is simulated and the bubble column configuration is analyzed, i.e., the water superficial velocity is

et al. [7, 8] investigated cross-sectional void fractions of airwater counter-current flow in a vertical

null. In such conditions, the effects and coupling of various interfacial forces are studied.

20

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

2.1 The Eperiment


2.1.1 Experimental facility and experimental procedure

2.1.2 Measurement techniques

The experimental facility (Figure 2) consists of a non-pressurized vertical pipe made of Plexiglas

involves measuring the change of liquid height when air is introduced in the column. The global

with dinner = 240 mm and Hcolumn = 5.3 m.

void fraction is then obtained using:

The gas disengagement technique is adopted to measure the global void fraction. The procedure

air= (V _ Vwater)/V

(1)

Where V and Vwater are the volume of the liquid column after and before aeration, respectively.
The change in liquid height is measured after a steady averaged liquid level is reached. An average
value from four measurements is used in the calculation. Double fiber optical probe is used [16,
17]. It is inserted, via an access port, into the flow at a height of 2.3 m from the bottom (Figure 3).

Figure 2 Schematic of the experimental facility

An internal pipe, made of PVC with an external diameter of 65 mm, is centrally positioned, while
another internal pipe, also made of PVC with an external diameter of 77 mm, is positioned asymmetrically. A pump, controlled by a by-pass valve, provides water recirculation. A rotameter (3)

Figure 3 Position of the double optical probe within the pipe cross-section

measures the water flow rate. A compressed air line a pressure p = 10 bar supplies the compressed

Optical probes distinguish the gas and liquid phases by measuring the intensity of a laser light

air. A pressure redactor controls the pressure upstream the rotameters (1) and (2), used to measure

that is reflected at the probe tip when submerged in either phase. The laser is reflected and/or

the air flow rate. The air distributor, which is positioned asymmetrically, is made of a stainless

refracted at varying intensities depending on the probe tip geometry and the refractive indexes of

steel tube with 70 mm external diameter and 340 mm height. Various hole diameters ranging

the probe tip (ntip 1.6), gas (nair 1), and liquid (nwater 1.33) phases. The response time of the

from 1 mm to 5 mm were investigated and it was found that the hole diameter has no influence

cell is 0.51 s, thus local phase interfaces are detected instantaneously. All the acquisitions are

on the bubble Sauter mean diameter. In this study, a distributor with dholes = 5 mm is used. Due to

performed using a 1000 s period. This measurement period is large enough to produce reliable

the nature of the observed flow phenomena and their sensitivity to surface tension forces, clean

time-averaged values. It should not escape that there are some potential sources of errors when

filtered deionized water was used. Furthermore, the system was flushed beforehand for long pe-

characterizing bubbles using optical probes. Among the various effects we may state:

riods of time to remove contaminants and to avoid the presence of surfactants. Throughout the

(i) the improper dewetting at the probe tip (blinding effect);

experiment, the air was maintained at atmospheric pressure at the outlet of the test section by an

(ii) the alteration of bubble trajectory prior to or during the piercing process (drifting effect);

open reservoir, and the air and water temperatures were maintained constant.

(iii) bubble deformation and/or deceleration at the probe tip (crawling effect).

22

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

2.2 CFD model


2.2.1 Governing equations

2.2.2 Numerical settings

An Eulerian two-fluid approach is adopted for the present numerical simulations. Within such

2.2.3 Common settings to all cases studied

framework, two set of Navier-Stokes equations are ensemble-averaged and the effects of turbu-

In all the analyzed case, following considerations are used, Table 1 summarizes some settings for

lence and interfacial exchanges are taken into account using closure models. For an isothermal

the cases studied and in following paragraphs some details are outlined.

Herein numerical settings are detailed for both the literature benchmark and the full scale facility.

flow without mass transfer, the governing equations for the k-th phase are:
(2)
(3)

Solver. A 3D segregated solver is used and the coupling between pressure and velocity is guaranteed by a Phase Coupled SIMPLE algorithm. The under-relaxation factors are set to 0.3 for the
pressure, 0.7 for the momentum, 0.4 for the volume fraction and 0.6 for k and .

The terms on the right hand side of Eq. (4) are representing the stresses, the pressure gradient,

Mesh discretization. A basic requirement imposed by the Eulerian two-fluid approach is that

the gravity acceleration and the momentum exchanges between the phases. In particular:

the control volume size is large enough to encompass the entire interfaces between the phases
(4)

(e.g., an entire bubble). This is the intrinsic assumption in the derivation of the Eulerian two-fluid model equations, and strictly has to be satisfied at the discrete level as well. Furthermore, the

The drag force is due to the resistance experienced by a body moving in the liquid:

Milelli criteria needs to be satisfied [19]. It concerns the mesh resolution necessary for a correct
(5)

large eddy simulation. He derived a criterion that the mesh size has to be larger than 1.5 times the
bubble size. In this study, turbulence is treated in an URANS approach, but the Milelli criterion

The lift force arises from the net effect of pressure and stress acting on the bubble surface:
(6)
The turbulent dispersion force is based on the analogy with molecular movement. It approximates a turbulent diffusion of the bubbles by the liquid eddies:

is taken as a reference for the discretization of the geometry.


Time discretization. An estimate of the time step size can be obtained via the CFL number.
Indeed, to resolve the transient phenomena, a CFL number of the order of unity is generally

(7)

advised. Defining the CFL number as CFL = |w|t/z, with |w| the absolute value of the

where k is the liquid turbulent kinetic energy per unit of mass. The wall lubrication force is due

vertical velocity component and z the vertical dimension of a control volume, an indicative

to the surface tension and prevents the bubbles from approaching the solid wall closely:
(8)

time step size can be expressed as t = z/|w|. The reference maximum vertical velocity considered is of 1 m s-1.
Table 1. Numerical settings.

The virtual mass effect is caused by the relative accelerations between the phases:
(9)
For the details on the mathematical formulation of these terms please refer to [17] and [18].

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

a slightly varying density from the bottom to the top of the column, both fluids are considered
as incompressible. At the inlet, the gas velocity is calculated using the superficial gas velocity and
the area:

(10)

2.2.4 Literature benchmark: square bubble column


The Deen et al. [16] experimental set-up (Figure 4) consists of a square column with 0.150.15 m

Where vg,s is the superficial gas velocity, WD is the cross-sectional area of the column and Ain

cross-section, filled with distilled water up to the height of 0.45 m. A distributor plate composed

is the gas inlet area. The gas inlet area Ain (0.03m0.03 m) is implemented in a central area of

of 49 holes with diameter of 1 mm was placed in the middle of the base of the column. The flow

33 grid cells for the coarse grid and 66 grid cells for the fine grid. A superficial gas velocity

is dominated by the energetic, large-scale structures in the core of the flow, with wall effects hav-

of 0.0049 m/s leads to vg,in = 0.12 m/s for both the grid spacing. At the outlet, a degassing

ing a smaller impact on the overall flow field. The experimental data consist in PIV measurements

condition is used. Along the walls, wall functions are applied. The first node has y+ of 120 and

of liquid and gas axial velocity at different column heights and transversal positions.

70 for the coarse and fine grids, respectively.


Closures investigated. Following closures for interphase forces have been considered. On
behalf of the drag law: Tomiyama [20], Grace [21], Morsi and Alexander [22], Schiller and Naumann [23], Symmetric [24] and Universal [25] models. On behalf of the lift law: Tomiyama [20],
Saffman Mei [26], Legendre-Magnaudet [27] models and lift coefficients (CL = 0.1, 0.2 and 0.5).
On behalf of the wall lubrication force: Antal et al. [28], Tomiyama [29], Hosokawa [30] and
Frank et al. [31] models. On behalf of the turbulent dispersion force: Lopez de Bertodano [32],
Simonin [33] and Burtns et al. [34] models. Each model is implemented with two coefficients:

Figure 4. Case studied: square bubble column and counter current column

Numerical settings. An unsteady formulation, using a second order Euler implicit temporal

CTD = 0.2 and 0.5. The virtual mass is implemented with a coefficient of 0.5. For the mathematical description of these closures the reader should refer to the above references, for their
implementation the readers should refer to [24] and [35].

discretization scheme, is adopted. The gradients are estimated by the least squares cell based
method and a third order accurate MUSCL scheme was used for the discretization of the ad-

2.2.5 Full scale facility: counter current column

vection terms. A time step size of 0.005 s has proven to be a good compromise between compu-

This numerical investigation is a follow-up of a previous investigation.

tational time and convergence of the results. Finally this choice would satisfy the CFL criterion:

Following results were obtained:

tCFL = z/|w| = 0.01 s.

(i) accounting for additional interfacial forces (not only drag force) may increase the accuracy
of the predictions;

Materials, boundary and initial conditions. The density of air and water are 1.37 kg m-3 and

(ii) bubble diameter measured from double optical probe is to be used;

1000 kg m-3 , respectively. The dynamic viscosity of air and water are 1.810-5 Pa s and 1.110-3

(iii) a mesh accounting for Milelli condition should be used.

Pa s respectively. The surface tension coefficient is set to 0.072 N m-1. Despite the air phase has

The present investigation took in account all the previous results.

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

Numerical settings. An unsteady formulation, using a first order Euler implicit temporal di-

2.3 Experimental results

scretization scheme, is adopted. Gradients are estimated using a least squares cell based method.

Herein the experimental results on the full scale facility are presented. At first considerations on

A second order upwind interpolation scheme is used to discretize the convection term of each

behalf of flow behavior are described. At second global void fraction results are presented and,

scalar solved, except for the volume fraction where a QUICK scheme is chosen. A time step

at last, local data from optical probe are detailed.

size sensitivity analysis has been performed for the time step sizes of 0.01 s, 0.005 s, 0.001 s and
0.0005 s. A time step size of 0.001 s has proven to be a good compromise between computa-

2.3.1 Flow behavior

tional time and convergence of the results, and is thus used in the simulations presented in this

One of the first qualitative considerations that can be expressed is the fact that the two-phase

study. Finally this choice would satisfy the CFL criterion: tCFL = z/|w| = 0.01 s.

flow dynamics in the counter-current flow configuration is very similar to the bubble column configuration. Large periodic eddies accompanied with flow recirculation are observed all along the

Materials, boundary and initial conditions. The density of air and water are 1.37 kg m-3 and

vertical development of the pipe, which is typical of circular bubble columns of large diameter.

1000 kg m-3, respectively. The dynamic viscosity of air and water are 1.810-5 Pa s and 1.110-3

We also recall that in large diameter pipes, the flow and bubble characteristics are dominated by

Pa s respectively. The surface tension coefficient is set to 0.072 N m-1. Despite the air phase has

turbulence, which is verified in the present experiments. Indeed, an analysis of different distribu-

a slightly varying density from the bottom to the top of the column, both fluids are considered

tor hole diameters and configurations did not influenced the flow dynamics and bubble diameters.

as incompressible. A hydrostatic pressure variation of 0.3 bar is expected from the air distributor

The turbulence intensity is also such that bubble coalescence and break-up constantly occur.

until the free surface, thus the air density is taken at the averaged conditions p = 1.15 bar and

A second observation is that the flow field rapidly becomes developed due the high flow mixing.

T = 20 C. Bubble column configuration is studied, i.e., the water superficial velocity is null. In

A distance of about 5 to 7 D is generally required for the flow to develop downstream the air

such configuration, the analysis of the relative effects of the various interfacial forces is easier

distributor. Accordingly, the double optical probe measurements are taken at 1.9 m (about 8 D)

because the inlet and outlet of the water phase will certainly have no influence on the solution,

from the air distributor.

which may not be the case in the counter-current configuration. Velocity inlet boundary condi-

A third observation concerns the effects of the inner pipes on the two-phase flow behavior. At

tion is assigned at the air distributor such that the air superficial velocity is 0.89 cm s-1. No-slip

the present state, it is not clear if (and how) the inner pipes may influence the flow characteristi-

conditions are applied at the walls. The relative pressure at the top of the pipe is set to 0 Pa. The

cs. As noted previously, the flow is governed by turbulence, thus the presence of the inner pipes

initial height of water is set to 3.55 m and the initial velocity of the phases to 0 m s-1. The bubble

may affect the turbulence intensity and the size and frequency of the turbulent eddies. If such

mean diameter db of the simulations, is set to the bubble Sauter mean diameter obtained from

modulation is significant, the flow characteristics will vary accordingly. A dedicated analysis is

the experimental local data measured using the double optical probe, which is 6.31 mm.

planned and is the object of future studies.

Materials, boundary and initial conditions. Following closures for interphase forces have

2.3.2 Global void fractions

been considered. On behalf of the drag law: Tomiyama [20]. On behalf of the lift law: Tomiya-

Global void fraction data have been measured for four water superficial velocities and several air

ma [20]. On behalf of the wall lubrication force: Frank et al. [31] models. On behalf of the

superficial velocities (Figure 5, left). The data taken in the bubble column configuration are com-

turbulent dispersion force: Lopez de Bertodano [32] with three different CTD values (0.1, 0.2

pared with three correlations for global void fraction in bubble column reactors (Figure 5, right):

and 0.5).
28

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

2.3.3 Local data


The time averaged local flow properties measured using the double optical probe are the local
void fraction, bubble vertical velocity, bubble size distribution and interfacial area concentraFor low air superficial velocities, the correlation of Joshi and Sharma best predicts the expe-

tion. Three to four measurements were performed at low air superficial velocities while two

rimental data while for higher air superficial velocities, the correlation of Hughmark gives the

measurements were taken at moderate and high superficial air velocities. These measurements

closest predictions. The correlation of Reilly et al. gives a similar trend to the experimental data;

were performed for the four water superficial velocities investigated in the global void fraction

however a constant shift of 3 to 4 % of volume fraction is noted. We should recall that the inner

analysis. A summary of the data obtained is given in Fig. 4 and Fig. 5. The values of local void

pipes may influence the trend of the global volume fractions, thus further investigations without

fractions (Figure 6, left) are in agreement with the global void fraction data. It is however possi-

the presence of the inner pipes is required to verify the validity of the correlations. Analysing

ble that these values are slightly underestimated since otherwise it would mean that the local void

more closely Figure 5 (left), an initial linear trend is observed at low air superficial velocities

fraction profile is almost flat along the cross-section of the pipe. An increase in air superficial

followed by a change in tendency. This phenomenon is particularly pronounced for the case

velocity leads to an increase in bubble vertical velocity (Figure 6, right) as one would expect.

with the higher water superficial velocity. From flow visualizations, a progressive change in flow

However, an increase in water superficial velocity, which we recall flows downward, also leads to

regime is observed in correspondence to this phenomenon, i.e., the flow turbulence starts to

increase in bubble vertical velocity. This indicates that the velocity in the recirculation cells may

increase significantly and large deformed bubbles starts to appear. A flow regime transition from

become higher. Another explanation may arise from the bubble Sauter mean diameter, which

homogeneous bubbly flow is thus identified. At higher air superficial velocities, another pheno-

also increases as the water superficial velocity is increased (Figure 7, left). The increase in bubble

menon is identified when the counter-current flow configuration is considered.

Sauter mean diameter can be due to the increase turbulence when the water flows faster. Finally,

Above 17 % of volume fraction, the water superficial velocity has no influence on the global

the interfacial area concentration (Figure 7, right) shows an increasing trend with the increase

void fraction data. At such conditions, a churn-turbulent regime is clearly identified from flow vi-

of water superficial velocity at low air superficial velocity and an opposite trend at higher air

sualization. This phenomenon also supports the fact that the two-phase flow dynamics is mainly

superficial velocity. This means that as the diameter of the bubble increases, the interfacial area

dominated by turbulence in large diameter pipes, as noted previously.

concentration decreases after some point.

Figure 5. Global void fractions. Left: experimental data at various water


superficial velocities. Right: comparison with bubble column correlations
30

Figure 6. Local probe data. Left: local void fraction. Right: bubble vertical velocity
31

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

Lift force. Not only a correct drag model and lift model are required, but a correct coupling of
these models. The Legendre and Magnaudet [27] model accounts of induced circulation inside
bubbles and showed good results. The Tomiyama model [20], which accounts for larger-scale
deformation of bubbles, showed good results. Saffman and Mai model [26] was formulated for
rigid particle and is not suitable. On behalf of lift coefficients, CL = 0.5 showed better results for
both axial liquid and gas velocities. Whereas the axial velocity of the liquid phase can be qualitatively predicted, the axial gas velocity is always overpredicted. This may come from the fact that
all these models predict lower drag forces. It seems that the lift force stabilizes the flow: bubbles
Figure 7. Local probe data. Left: bubble Sauter mean diameter. Right: interfacial area concentration

are more equally distributed over the column cross-section.

2.4 Numerical results

Turbulent dispersion. In these simulations, the Tomiyama drag [20] and lift [20] models are

Herein the numerical results for the literature benchmark and the full scale experimental facility

used. Three turbulent dispersion models have been compared. In each model the turbulent di-

are presented and detailed.

spersion coefficient CTD has to be set with two different values: 0.2 and 0.5. Indeed, its range is
recommended between 0.1 and 0.5 [15]. InFigure 10, only the case of CTD = 0.2 are presented.

2.4.1 Square bubble column

Indeed, CTD = 0.5 leds to worst results. On behalf of the Lopez de Bertodano [32] model, the

Drag force. When drag is used as the only interphase force, axial profiles cannot be predicted

results are non-physical, On behalf of the other models, axial velocity was greately under predi-

correctly. Even in the upper region, where profiles should be better captured, the correct flow

cted. This is a matter of further investigation: at the present state it is not clear if this depends

behavior cannot be predicted (Figure 8). However, the drag models have a significant effect on

upon the models used, the case studied or to the turbulence modeling approach. For the case

global hydrodynamics. The introduction of a lift model (Tomiyama [20]) improves the results.

of CTD = 0.2, all the three models tested led to similar results. Although the gas axial velocity
is overpredicted, the results show an improvement with respect to the case with drag and lift
only. Furthermore, the results improve also for the lower sections of the column. The model of
Lopez de Bertodano [32] led to slightly better results. The application of a turbulent dispersion
model enhances the prediction of a non symmetric axial velocity profile.
Wall lubrication force. In these simulations, the Tomiyama drag [20] and lift [20] models are
used along with Lopez de Bertodano [32] model with CTD =0.2. Before discussing the results it is
useful to summarize the physical basis of the models used. Antal et al. [28] derived their model
from a theoretical consideration assuming spherical bubbles and irrotational flow. Both assumptions are most likely violated for situations of practical interest. The models of Tomiyama [29]

Figure 8. Drag force model comparison and influence of lift force y=0.35 z=0.075m
32

and Hosokawa [30] are based on an experimental investigation. The main difference between
33

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

these models is the range of Morton number. The Tomiyama model requires as input a diameter.
In the present case, the hydraulic diameter is used. The model of Frank et al. [31] removes the
dependence on pipe diameters in the Tomiyama model [29]. In the present case, the addition
of a wall lubrication force causes an overestimation of the axial liquid velocity profiles in the
bottom and middle part of the column similar to the case with turbulent dispersion force. This
overestimation, beside from drag and lift modeling, may come from the fact the wall lubrication
force predicted constrains the bubble plume to meander mainly in the central region of the
column. This accelerates the flow in this region, resulting in the overestimation of the velocity
profiles. However, the overestimation is lower than the one predicted by drag and lift only. This
suggests that the wall lubrication force can slightly improve results.The asymmetric velocity profile predicted is due to the prediction of liquid recirculation in the column Figure 9. In further
studies, a finer grid should be employed for enhancing near wall prediction of these models.
Furthermore, the constant of these models were developed and validated for bubbly flow in
vertical pipe. A calibration for the case of bubble columns should be considered.
Virtual mass force. The addition of virtual mass force leads to minor effects on the profiles.
This may attribute to the fact that the effect of the acceleration and deceleration of the liquid is
restricted to small end regions of the column. An effect of the virtual mass force seems to be

Figure 9. Lift force model comparison.

an amplification of the discrepancies in axial velocity profiles (Figure 12). The case of virtual
mass along with turbul5ent dispersion force is not presented because of convergence problems.

Figure 10. Turbulent dispersion force model comparison y=0.35 z=0.075m

34

35

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 2

Fluidodinamica

2.4.2 Full scale facility


Table 2 summarizes results for the simulation of the full scale facility. Drag law only is unable to
correctly reproduce global gas hold up. The addition of a lift law is unable to enhance prediction
capability. The inclusion of a turbulent dispersion force seems to enhance model performance.
Indeed, facility is dominated by turbulent structure and local data from optical probe seems to
suggest that void fraction is uniformly distributed over the cross section. This can be reproduced
using a correct calibration of the turbulent dispersion coefficient. In future studies a calibration
of CTD will be performed. At the present state, the CMFD approach is not fully validated.
Table 2. Global void fraction results with relative error

Figure 11. Wall lubrication force model comparison

2.5 Conclusions and outlooks


In this paper, airwater counter-current flow is studied using both experimental and numerical
techniques. The main goal of this study is to provide a first assessment of a coupled experimentalnumerical investigation of counter-current flow in vertical pipe. It is important to remark
that the experimental facility consists of a pipe with two inner pipes. This facility layout has
never been studied.
An upward flow of air and downward flow of water at ambient conditions is considered. Superficial air velocities up to 23 cm/s and superficial water velocities up to 11 cm/s are analyzed,
Figure 12. Effect of virtual mass y=0.35 z=0.075m D: drag; L: lift; W: wall force; VM: virtual mass
Dragl law: Tomiyama Lift law: Tomiyama Wall force: Antal et al.

corresponding to global void fractions up to 28.7%. The experimental investigations concerns (i)
local data from a double optical probe and (ii) global void fraction data. Data obtained from the
double optical probe are used to study local flow characteristics and to provide numerical model
boundary conditions. Global void fractions data have been compared with existing correlations.
Results from experimental investigation have been critically outlined.
On behalf of the numerical investigation, a literature benchmark and the full scale experimental
facility have been simulated. In the first case, different interphases closures were tested. Althou-

36

37

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Fluidodinamica

gh the effect of the drag force on the flow pattern is higher than other closures, when the drag

References

is used as the only interfacial force, simulation cannot predict flow phenomena. The inclusion

[1] K. Yamaguchi, Y. Yamazaki, CHARACTERISTICS OF COUNTERCURRENT GAS-LI-

of a lift force is found to be necessary to obtain a local axial distribution that is consistent with

QUID TWO-PHASE FLOW IN VERTICAL TUBES, Journal of Nuclear Science and Tech-

the experimental measurements. The turbulent dispersion force is found to improve the results

nology, 19 (1982) 985-996.

accuracy and a CTD = 0.2 is found to provide better agreement. The Lopez de Bertodano [32]

[2] A.R. Hasan, C.S. Kabir, S. Srinivasan, Countercurrent bubble and slug flows in a vertical

model leds to slightly better results. The wall lubrication force improves the numerical results

system, Chemical Engineering Science, 49 (1994) 2567-2574.

and enhances the predictions of the recirculation pattern. In the second case, none of the in-

[3] M. Aritomi, S. Zhou, M. Nakajima, Y. Takeda, M. Mori, Y. Yoshioka, Measurement system of

terfacial models employed led to satisfactory results. The turbulent dispersion force is found to

bubbly flow using ultrasonic velocity profile monitor and video data processing unit, Journal of

be fundamental in predicting experimental facility flow phenomena. Indeed, optical probe data

Nuclear Science and Technology, 33 (1996) 915-923.

revealed that the local void fraction profile is almost flat along the cross-section of the pipe and

[4] M. Aritomi, S. Zhou, M. Nakajima, Y. Takeda, M. Mori, Measurement system of bubbly flow

local and global void fraction is almost equal. This can be numerically modeled using the turbu-

using ultrasonic velocity profile monitor and video data processing unit, (II) flow characteristics

lent dispersion force. CTD value should be calibrated within a range of 0.2 and 0.5.

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42

Fluidodinamica

3. Comportamento dinamico di valvole


Felice Sfravara, Fabio Manfrone, Luca Montanelli,
Massimo Schiavone, Andrea Raggi
Dott. Ing. Mario Cozzani S.r.l.
Universit degli Studi di Genova

Riassunto
La conoscenza della dinamica allinterno di un assieme cilindro-valvola necessaria per capire il
comportamento di ogni elemento meccanico che lo costituisce. Le valvole automatiche per
compressori alternativi funzionano grazie ad una differenza di pressione tra monte e valle della
valvola. Scopo del presente studio la realizzazione di un intero ciclo di compressione attraverso
simulazioni ANSYS CFX non stazionarie che tengano conto delle interazione fluido-struttura.
Le variabili dinamiche del sistema sono gestite tramite CEL expressions e regolate dalle leggi della
meccanica classica. La simulazione prende in esame anche gli impatti sui fine corsa dellotturatore
della valvola. Leccessiva deformazione della griglia di calcolo non pu essere trattata solo con lo
smoothing presente in CFX. Per evitare elementi di bassa qualit e quindi pregiudicare i risultati,
stata utilizzata la tecnica del remeshing, in modo da ottenere un nuovo calcolo della mesh ad ogni
intervallo di simulazione definito dallutente.

Introduzione
Nei compressori alternativi le valvole dei cilindri rappresentano uno dei componenti pi importanti
della macchina. Il miglioramento dei compressori, sia in termini di prestazione che di affidabilit,
gioco forza deve passare dal miglioramento delle valvole.
Lutilizzo di ANSYS CFX, software in grado di eseguire simulazioni virtuali su assiemi, offre ai
progettisti di valvole uno strumento importante per capire al meglio cosa accade allinterno della
valvola stessa istante per istante. Il paper descrive lattivit di analisi fluidodinamica non stazionaria
svolta su un assieme cilindro-valvola-condotto di mandata durante un intero ciclo di compressione
che comprende sia la fase di apertura che quella di chiusura della valvola.

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 3

Fluidodinamica

3.1 Descrizione problema fisico

il flusso attraversa le valvole, esse causano una perdita di carico nel gas. Per questo motivo in

Per meglio comprendere il problema fisico studiato, riportiamo brevemente la descrizione dei

realt la pressione del gas nel cilindro quando si apre la valvola di mandata pi alta di quella di

componenti che costituiscono il sistema.

mandata. Analogamente, la pressione che si ha quando si apre la valvola di aspirazione in realt


inferiore a quella di aspirazione. Inoltre occorre tenere presente l'inerzia delle valvole. Il ritardo

3.1.1 Compressore alternativo

nell'apertura della valvola di aspirazione provoca un picco di depressione in prossimit dell'aper-

In un compressore alternativo il gas da comprimere aspirato nel cilindro dal condotto di as-

tura, mentre il ritardo nell'apertura della valvola di mandata provoca un picco di sovrapressione

pirazione, mentre quello compresso espulso dal cilindro verso il condotto di mandata.

in prossimit della stessa apertura.

Il compressore alternativo costituito dalle seguenti parti principali.

3.1.2 Valvole

Pistone: lorgano deputato a comprimere il gas, che si muove di moto

Una valvola automatica di mandata composta da quattro componenti fondamentali: sede, con-

alternativo grazie ad un motore, al quale collegato mediante un mec-

trosede, otturatore e molle (Figura 2).

canismo biella-manovella.

Lotturatore lelemento mobile allinterno della valvola, esso ha la funzione di aprire e chiudere

La superficie attiva del pistone (quella a contatto con il gas) si muove

le luci di efflusso praticate nella sede, al fine di far fluire o defluire il gas nel cilindro.

tra il top dead center (TDC) ed il bottom dead center (BDC), la distan-

La controsede ha la funzione di fine corsa per lotturatore e le molle agiscono da elemento di

za tra i due punti morti detta corsa del pistone.

richiamo per questultimo, riportandolo a contatto con la sede.

Cilindro: la sede entro cui scorre il pistone.


Valvola di aspirazione: la valvola che mette in comunicazione il condotto di aspirazione ed il cilindro
Valvola di mandata: la valvola che mette in comunicazione il cilindro
ed il condotto di mandata.
Normalmente le valvole sono di tipo automatico, ovvero si aprono automaticamente per differenza di pressione. Quando il pistone si allontana dal TDC il volume della camera aumenta, la
depressione che si crea determina lapertura della valvola di aspirazione, il flusso di gas inizia a
fluire allinterno del cilindro. Al BDC si ha la chiusura della valvola di aspirazione e linizio della

Esistono in letteratura [1] delle formulazioni che consentono di calcolare lo spostamento, di sola

fase di compressione. Durante lavvicinamento al TDC la pressione allinterno del cilindro au-

traslazione, dellotturatore, tali formule si basano sulla conoscenza di una serie di coefficienti

menta, quando il valore raggiunto superiore a quello del condotto di mandata si ha lapertura

empirici, funzione delle grandezze geometriche pi importanti riportate in Figura 3.

della valvola di mandata ed il gas inizia a defluire allesterno del cilindro. Al TDC si ha la chiusura
della valvola di mandata e linizio della successiva fase di aspirazione.

In generale, il problema fisico quello di un sistema massa-molla-smorzatore forzato esterna-

Il ciclo descritto sopra un ciclo ideale, mentre quello reale presenta delle differenze. Quando

mente da un gradiente di pressione.

46

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 3

Fluidodinamica

3.2 Geometria & Meshing


3.2.1 Geometria

elementi per ogni coppia di volumi interfacciati. Da sottolineare la presenza del gap di 0.1mm

La geometria stata realizzata con un software di modellazione CAD esterno ad Ansys e ripro-

non possibile avere creazione di elementi di mesh, quando lotturatore si discosta dal fine corsa.

necessario per avere un volume fluido sotto lotturatore. Tale espediente indispensabile poich

duce fedelmente i volumi presenti nellimpianto in esame. Il 3D stato suddiviso in tre volumi
(vedi figura 4): il volume del cilindro (in nero), quello del sottovalvola (in grigio) e la zona di
mandata in cui inserita la valvola stessa (in bianco).

3.3 Problematiche affrontate


3.3.1 Movimento pistone e otturatore
Pistone
La simulazione stata eseguita prevedendo un movimento del pistone in accordo con la legge
della meccanica classica di un sistema biella-manovella [2], legge riportata nellespressione di
Dal modellatore CAD sono stati impostati due parametri per poter gestire il loop di remeshing

seguito (1).

allinterno di CFX: la posizione del pistone e la posizione dellotturatore.

3.2.2 Meshing
La procedura di meshing stata realizzata allinterno di Ansys-Meshing. La mesh stata ottimizzata nelle zone di maggior interesse e dove i gradienti di pressione e velocit risultano pi elevati.
Per ogni blocco di geometria stato attivato il corrispettivo parametro. Lotturatore stato posizionato ad una distanza di 0.1 mm dal fine corsa inferiore e questo sottile gap fluido obbliga

La gestione dello spostamento stata affidata allo smoothing di Ansys CFX, settando nel miglior

ad utilizzare un sizing della mesh molto ridotto. stata utilizzata (vedi Figura 5) una mesh prev-

modo possibile i parametri di rigidezza dal menu del mesh motion e definendo in maniera opportuna

alentemente tetraedrica, eccezion fatta per il cilindro dove stata realizzata una mesh esaedrica.

le condizioni al contorno delle superfici del cilindro. La fase di compressione a valvola chiusa

Dalla procedura di meshing sono stati derivati tre corpi separati da due interfacce, in queste due

stata garantita dalla definizione di una interfaccia condizionale, in modo da far fluire il flusso solo

zone stata messa particolare attenzione al sizing, in maniera da avere la stessa dimensione degli

quando il salto di pressione tra monte e valle dellotturatore raggiungere un valore predefinito.

48

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 3

Fluidodinamica

Otturatore

ottenuto tramite CFD e quello reale misurato sperimentalmente utilizzando una speciale valvola

Il problema pi complesso stato la gestione della dinamica dellotturatore allinterno della val-

equipaggiata di prossimetri.

vola. Per poter simulare la dinamica completa della valvola, con i relativi impatti dellotturatore
sui due fine corsa, stato necessario trovare un metodo che permettesse, istante per istante, di
garantire un completo accesso alle variabili cinematiche del corpo rigido.
Per questa ragione sono stati analizzati e scartati diversi metodi. Il metodo Rigid Body , che avrebbe consentito di monitorare in modo semplice ogni parametro cinematico con le variabili rbState,
stato scartato, poich non consentiva la modifica dei parametri durante la simulazione.
Il metodo delle Multi configurations, rappresenta il metodo pi utilizzato in letteratura per applicazioni simili. Tale metodo avrebbe consentito di interrompere la simulazione modificando
instabilit del problema e ad errori di divergenza del solutore a causa dei fenomeni di impatto

3.4 Qualit della mesh


3.4.1 Remeshing

presenti tra una configurazione e laltra.

Durante la simulazione stato necessario monitorare il degrado della mesh. Il gap iniziale di 0.1

Dopo varie considerazioni, stato deciso di gestire il moto dellotturatore, imponendo dallester-

mm produce una mesh molto fitta. La relativa deformazione comportava un notevole degrado

no le equazioni della dinamica, tramite CEL expressions, definendo istante per istante lo sposta-

della griglia e di conseguenza leventuale comparsa di elementi negativi, che inducevano la diver-

mento dellotturatore [3]. Cos facendo si potuto aver a disposizione tutte le variabili del prob-

genza del solutore. Non essendo stato possibile ovviare a questo problema da CFX solo con la

lema al time-step attuale e a quello precedente.

gestione dei parametri di rigidezza dello smoothing, stato deciso di adottare un processo di remesh-

automaticamente le condizioni al contorno, ma stato scartato perch portava ad unelevata

ing. Non avendo a disposizione ICEM stata utilizzata la metodologia User Defined [4]. Attraverso
la realizzazione di opportune funzioni in linguaggio Python stato possibile rigenerare la mesh
ad intervalli di simulazione stabiliti. Questo ha permesso di collegare la variazione geometrica e
Lotturatore procede nella sua dinamica fin quando raggiunge un fine corsa (rester un gap di

la relativa mesh, in modo tale da garantire griglie di calcolo di qualit ottimale per lintero ciclo

0.1 mm tra lotturatore e i suoi fine corsa); a questo punto intervengono delle condizioni definite

di simulazione (Figura 7).

da CEL expressions sulla velocit del disco: questa viene cambiata di segno e moltiplicata per un
coefficiente di restituzione, gi studiato dallazienda. La nuova condizione di velocit influenzer
lo spostamento del disco tramite la formula (2). Esiste inoltre una condizione sul modulo della
velocit che permette allotturatore di rimanere appoggiato sui fine corsa (completa apertura o
chiusura della valvola).
Sfruttando tutte le potenzialit delle CEL expressions (operatori logici e funzioni predefinite)
stato possibile gestire tutto il ciclo di funzionamento della valvola senza interruzioni. Per mostrare la validit del metodo utilizzato, in Figura 6 riportato un confronto tra il moto dellotturatore
50

51

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 3

Fluidodinamica

3.4.2 Script Python e Monitor Point

mato alla forza esercitata dalla molle di richiamo. In Figura 8 riportato landamento delle pres-

Ogni operazione in Workbench pu essere lanciata tramite un Journal File, che utilizza il linguag-

sioni durante il ciclo di compressione.

gio di programmazione Python. Lo script, che stato realizzato per il Remeshing, stato lanciato
quando si attiva lInterrupt Control allinterno del solutore.
Lo script schematicamente stato suddiviso in quattro parti principali:
1) recupero della directory di lavoro e tramite il comando cfxmondata estrapolazione e salvataggio di tutti i Monitor Point presenti nella simulazione (nome del Monitor Point e valore);
2) lettura e memorizzazione, nello script, di tutti i parametri presenti nel progetto Workbench;
3) confronto tra i nomi dei parametri ed i Monitor Point, in caso di corrispondenza aggiornamento del parametro e della relativa geometria CAD (tramite il plug-in per Pro Engineer). Ri-

Poich il modellatore CAD genera volumi separati, sono state utilizzate interfacce di tipo GGI.

calcolo automatico della mesh e salvataggio del file .mshdb nella directory definita al punto 1;

stato impostato linterrupt control per il remeshing in base alla posizione dellotturatore.

4) interruzione momentanea dello script e tramite il comando DOS lmutil, si verifica se la

stato definito, durante la fase di compressione, un time-step variabile, passando da valori iniziali

licenza stata liberata da Ansys Meshing. Liberata la licenza, chiusura dello script e lancio

ampi e riducendoli durante le fasi di apertura dellinterfaccia e durante le fasi di spostamento

del solutore CFX. Questultima parte dello script necessaria quando si ha a disposizione

dellotturatore.

ununica licenza di Ansys.


stato fondamentale impostare nel Pre-Processing dei Monitor Point con nome uguale a quello

3.6 Risultati

dei parametri definiti nel modellatore CAD. Inoltre stato importante prestare attenzione nella

Conoscere istante per istante tutti i parametri consente di investigare e capire quali sono le critic-

definizione allinterno delle CEL expressions delle boundary con spostamento imposto funzione del

it allinterno di un assieme cos complesso. Tutti i risultati sono stati confrontati con i dati sper-

time-simulation visto che questultimo si azzera ogni volta che si ha un loop di Remeshing.

imentali, come precedentemente mostrato in Figura 6, permettendoci di capire quanto la simulazione CFD fosse precisa. La Figura 9 evidenzia come lapertura della valvola generi unonda
di pressione allinterno del cilindro, che si propaga trasversalmente rispetto allasse del cilindro.

3.5 Simulazioni e risultati


3.5.1 Impostazione della simulazione
Pre-Processing e simulazione
La gestione del Pre-Processing stata impostata in maniera da poter gestire tutti i parametri dalle
CEL expressions. Linterfaccia condizionale separa due regioni di fluido: il volume a monte della
valvola alla pressione di aspirazione e il volume di mandata la cui pressione impostata ad un
valore iniziale costante (quello della pressione di mandata). Lapertura dellinterfaccia avviene
quando la pressione allinterno del cilindro raggiunge il valore della pressione di mandata som52

53

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 3

Fluidodinamica

Un altro elemento importante la stima della perdita di pressione tra monte e valle della valvola,

Si riporta inoltre in Figura 14 landamento dei flussi allinterno di tutto lassieme analizzato e in

come evidenziato in Figura 10. Questo tra i contributi principali per quanto riguarda le perdite

Figura 15 le zone a pi alta turbolenza presenti allinterno dellassieme.

allinterno del ciclo lavoro.

Landamento delle velocit non simmetrico (Figura 11) evidenzia gli effetti che i sottovalvola non
simmetrici o non posizionati in asse con il moto del pistone producono sulla valvola. La presenza

Conclusioni

di una distribuzione di pressione non simmetrica (Figura 10) determina forze sbilanciate agenti

Lanalisi computazionale permette di ottenere risultati efficienti in pochissimi giorni di lavoro,

sullotturatore, causando fenomeni di pitching e rolling dello stesso.

cosa che non possibile sperimentalmente considerando la messa a punto di un banco prova in
azienda; senza tener conto dei vantaggi logistici ed economici. Spesso le analisi CFD vengono
realizzate per confrontare e validare prove sperimentali. In realt una corretta simulazione fluidodinamica consente di eliminare i numerosi errori di acquisizione (spesso seriali e quindi moltiplicativi), connaturati in una qualsiasi acquisizione al test bench.
Inoltre il miglior sistema di sensoristica, non permetter mai di conoscere con precisione il valore
di ogni variabile nellintero domino di lavoro.

Lanalisi consente, istante per istante, di monitorare sia la forza agente sullotturatore (vedi Figura

Una simulazione non stazionaria come quella descritta nel paper, permette di conoscere in det-

12) che la velocit dello stesso in ogni istante della simulazione e soprattutto di stabilire quando

taglio tutti i fenomeni fisici sviluppati allinterno di un assieme cilindro-valvola, durante la fase di

e con quale intensit impatta contro i rispettivi fine corsa (Figura 13).

compressione e scarico del compressore.


Lintero ciclo di funzionamento stato realizzato sfruttando le potenzialit delle CEL expressions
in Ansys CFX. La simulazione adattabile a qualsiasi tipo di configurazione cilindro-valvola,
semplicemente importando una nuova geometria e modificando le impostazioni dei parametri
direttamente tramite le CEL expression. Linterfaccia Workbench-Python ha permesso di realizzare cicli di Remeshing ogni qualvolta la mesh risultasse troppo distorta. Mantenendo unadeguata

54

55

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 3

qualit della griglia di calcolo possibile ottenere risultati affidabili. Il paper evidenzia le potenzialit di Ansys CFX per unanalisi FSI (Fluid Structure Interaction) in quasi la totalit dei suoi aspetti. Dopo aver importato la geometria e computata la mesh, possibile impostare il problema
da foglio dati (CEL expression), dopodich lanalisi proceder senza interruzioni, discontinuit,
n ulteriori interventi da parte dellutente.

3.7 Sviluppi futuri


Una prima implementazione al programma riguarder lintroduzione di alcuni gradi di libert
nello studio del moto dellotturatore. Infatti la simulazione descritta in questo articolo stata eseguita considerando lotturatore perfettamente guidato nel suo movimento di apertura e chiusura.
Questo ha permesso di studiare il moto come se si trattasse di una traslazione assiale. Questa
una condizione puramente ideale e nella realt saranno presenti anche movimenti attorno ad assi
perpendicolari a quello della valvola detti di pitching e rolling (la rotazione dellotturatore intorno
allasse valvola impedita meccanicamente). Sar pertanto necessario introdurre questi ulteriori
gradi di libert nello studio del moto dellelemento di tenuta agendo sulle CEL expression e
modificando lequazione del moto, lasciando inalterate le altre impostazioni fisiche.
Un ulteriore sviluppo potr essere quello di estendere lanalisi allintero ciclo di lavoro del compressore (lattuale studio si occupato della sola fase di compressione e scarico) aggiungendo
anche la fase di espansione del gas e di aspirazione di nuovo fluido. Unanalisi completa permette
di analizzare le dinamiche allinterno del cilindro e le eventuali interazioni fra valvola di aspirazione e valvola di mandata.

Riferimenti
[1] Analysis of the Movements of the Valve Sealing Elements, 8th Conference of the EFRC,
Dsseldorf.
[2] Lezioni di meccanica applicata alle macchine, E. Funaioli, Vol 1, 180 (6.3), (1998).
[3] Tutorials Release 11 Tutorial 20, Ansys Inc, Ansys CFX.
[4] Mesh morphing e remeshing, Ansys Germany presentation (2011).

56

Analisi Meccanica

ANSYS ha le sue radici nel mondo del calcolo meccanico strutturale. I primi solutori sono stati
sviluppati nel 1970 e si sono evoluti per includere tutte le analisi necessarie per i moderni calcoli
su strutture e materiali, inclusi i compositi grazie allacquisizione e allintegrazione delle soluzioni
dello specialista EVEN TECHNOLOGIES.
La modularit del sistema permette di dimensionarlo a seconda della complessit dellapplicazione,
la preparazione tecnica delloperatore, la piattaforma hardware disponibile, il carico di lavoro
aziendale, consentendo una rimodulazione (anche temporanea) al variare di questi fattori.
Lintegrazione nellambiente Workbench (fornito gratuitamente con il software) consente
di affrontare facilmente problemi multifisici, includere parametri per automatizzare calcoli di
sensitivit ed ottimizzazione, rendere pi veloci i processi e pi produttive le persone, sfruttare le
interfacce bidirezionali con il CAD, attivare lanalisi multiprocessore su CPU e GPU.
ANSYS rappresenta una soluzione completa e veloce per i calcoli meccanico strutturali,
predisposta per lintegrazione con lanalisi fluidodinamica, termica, elettromagnetica per lanalisi
di fenomeni molto complessi.

59

Meccanica

4. Progettazione virtuale di dispositivo di bloccaggio


innovativo per lavorazioni combinate
con simulazione non lineare
L. Landi, S. Lucertini
Dipartimento di Ingegneria, Universit degli Studi di Perugia
Perugia, Italia
Email: luca.landi@unipg.it

Riassunto
Lespansione del mercato delle macchine utensili prodotte in Italia verso i mercati esteri porta
i costruttori del nostro paese di progettare macchinari sempre pi innovativi che possano confrontarsi con successo con le alternative concorrenziali dei produttori esteri.
In questo documento, si affronta la problematica di rendere una fresatrice in grado di compiere
anche operazioni di tornitura in modo autonomo ossia senza la necessit di ulteriori attrezzaggi o interventi da parte di operatori.
Lo scopo quello di realizzare un macchinario che sia competitivo sul mercato, potendo svolgere autonomamente lavorazioni che normalmente dovrebbero essere svolte tramite luso di due
distinte macchine, ampliando cos enormemente le possibilit operative. In questa memoria
affrontato quindi il problema della progettazione e validazione virtuale di un dispositivo innovativo che permetter lo sviluppo di questa macchina combinata per tornire-fresare.
Le due lavorazioni che dovranno essere garantite dalla macchina hanno delle necessit progettuali molto differenti e lapproccio tipico della progettazione di una macchina utensile effettuata
con logiche di worst case non utilizzabile.
In questo documento, in particolare, si mostrer la progettazione del gruppo meccanico di commutazione delle lavorazioni. Trattasi di un dispositivo azionato per via oleodinamica, atto a bloccare lalbero del mandrino durante le operazioni di tornitura (in cui sar il pezzo a ruotare) ed
a sbloccarne la rotazione per le operazioni di fresatura (in cui il grezzo in lavorazione fisso).
Il funzionamento del dispositivo, nelle due operazioni (innesco e disinnesco) stato simulato
tramite FEM allo scopo di verificare il corretto campo di spostamento e la distribuzione delle
tensioni, oltre al determinare la pressione dellolio necessaria allattuazione.
La modellazione e successiva simulazione sono state compiute allinterno del codice Ansys
61

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

Workbench v.14 nellambito di una attivit di ricerca condotta in collaborazione fra il PEAR di
Firenze e il Dipartimento di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Perugia. La ricerca stata
finanziata con il Bando Unico R&S 2008 della Regione Toscana.
Figura 1: Esempi di pinze commerciali per il bloccaggio utensile

4.1 Progettazione concettuale del dispositivo


Lalbero mandrino, in cui sono alloggiati portautensile ed utensile, dovr essere ragionevolmente

Impiegando unarchitettura simile, sarebbe possibile fissare la rotazione dellutensile, erogando

libero di ruotare nel caso di lavorazioni per fresatura, mentre andr bloccato per tutte le oper-

una forza assiale che faccia chiudere la pinza verso lalbero in fase di tornitura o al contrario che

azioni di tornitura.

lo renda libero alla rotazione nelle operazioni di fresatura. Lo schema delle forze, risulterebbe in
prima analisi disposto come nella figura seguente:

4.1.1 Obiettivi e vincoli


Tornitura e fresatura sono operazioni simili nel processo, ma a cui corrispondono esigenze progettuali nettamente differenti, poich lentit e la localizzazione delle sollecitazioni differisce
in maniera sostanziale. Inoltre chiaro come per loperazione di fresatura sia indispensabile
ottenere il bloccaggio del pezzo in lavorazione, ed avere nel contempo la rotazione dellalbero e
dunque dellutensile per permettere il taglio, mentre per le operazioni di tornitura, la rotazione sia
Figura 2: Forze di tornitura e reazioni sulla pinza, Fz uscente dal foglio

da attribuire al pezzo stesso, e per lutensile siano da assolvere quindi solo moti planari.

Nel nostro caso sarebbe lutensile ad essere afferrato nellelettro mandrino e non il pezzo come
Per la fase di fresatura, in particolare, si desidera quindi avere una serie di vincoli allalbero che

nella figura precedente. La forza assiale Ft (in verde nella figura a sinistra, pari alla Fx) quindi

permettano il moto rotazionale fornendo un appoggio adeguato a sostenere le forze trasmesse tra

legata alla Fn che si desidera riuscir ad ottenere, in funzione delle sollecitazioni di tornitura mas-

pezzo ed utensile, senza tuttavia penalizzare lo scorrimento e quindi minimizzando gli effetti di at-

sime prevedibili, che saranno individuate in seguito.

trito. Per la tornitura, lalbero dovr bloccarsi in maniera efficiente ed al contempo senza generare

Con:

spostamenti indesiderati che possono portare dunque lutensile a compiere lavorazioni imprecise.

Fn: forza di serraggio


Ft: forza di attuazione

Globalmente, in conclusione, come obiettivo primario occorre che il macchinario sia in grado di

: angolo di semi apertura della pinza

variare le condizioni di vincolo dellalbero in funzione della lavorazione. Le condizioni di proget-

1: coefficiente dattrito tra pinza e sostegno, 2: coefficiente dattrito tra pinza e pezzo

to, in questo caso, risultano essere quelle di precisione elevata della lavorazione in entrambe le

Mx: momento torcente indotto

modalit, costo contenuto ed ingombri e geometrie compatibili con le esigenze del costruttore.

D1: diametro di afferraggio

Per eseguire il bloccaggio dellalbero, si pensa di impiegare un sistema a pinza derivato da quello

D2: diametro in lavorazione

in uso in molti sistemi di tornitura per il bloccaggio diretto dellutensile come mostrato in figura1.

CS: eventuale coefficiente di sicurezza

62

63

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

Si trova che la forza Fn necessaria per il mantenere serraggio durante la lavorazione :


Tale valore sar dunque quello imposto come carico esterno per i calcoli analitici e numerici
(1)

espressi in seguito. Per una maggior sicurezza, nelle analisi FEM seguenti, la forza assiale Fx sar
abbondantemente sovrastimata e considerata di valore:
Fx = 300 [N], a fronte dei circa 95[N] valutati, per tener conto di eventuali operazioni addizionali

La prima esprime il legame fra le componenti delle forze della pinza, la seconda il legame fra

di foratura. Le forze di foratura risultano, anche in condizioni peggiorative, meno imponenti di

la Fn e gli sforzi di lavorazione. Con semplici calcoli si ottiene anche che sono di particolare

quelle sopra valutate, e quindi si omettono in questa tesi i valori numerici.

interesse angoli

Dallo studio dei materiali e componenti esistenti sul mercato si suppone, di avere:

piccoli, che consentono quindi consentire forze di serraggio elevate e minori

componenti assiali.
Nel presente studio i momenti delle forze assiali sono trascurati in quanto durante le lavorazioni
di tornitura le forze assiali risultano con buona approssimazione in asse e pertanto i bracci sono
considerati nulli.

4.2Valutazione delle forze effettive


Si procede quindi alla valutazione delle forze in gioco in fase di tornitura (posto che la struttura

4.3 Principio di funzionamento

di partenza sia gi perfettamente funzionale per le esigenze di fresatura, essendo derivazione di

Il dispositivo, si basa sullidea di impiegare un elemento elastico intagliato come mezzo di bloc-

una fresatrice collaudata).

caggio per lalbero. Tale componente, avr quindi caratteristiche di deformabilit che consentano

In particolare, occorre valutare le tre componenti della forza scambiata tra utensile e pezzo in

spostamenti radiale, e che permettano quindi di attivare o disattivare il contatto meccanico

lavorazione, nel caso peggiore, note le lavorazioni che ci si aspetta dallo specifico macchinario.

con lalbero della macchina utensile. In seguito, si far sempre riferimento a tale componente col
termine di pinza, e si discuter ampiamente in seguito sulla sua conformazione.

4.2.1 Dati forniti dal costruttore


La condizione di maggior sollecitazione si ha nel caso di lavorazione su acciaio da bonifica, ot-

Il funzionamento del complesso sar inoltre esaustivamente descritto in seguito in ogni fase di

tenendo la terna di forze riepilogata in seguito (si veda la figura 2 a sinistra):

attuazione, si faccia riferimento per una prima comprensione, alla Figura 3.


Per il momento, basti pensare che, al fine di attuare la deformazione richiesta e quindi il bloccaggio, necessario interporre a contatto con la pinza un elemento coassiale ad essa, in grado di
spostarsi traslando in entrambi i versi, in maniera controllabile. Tale componente sar di seguito

La forza di tornitura nel piano perpendicolare allasse dellalbero, che dovr quindi essere sorret-

chiamato cuneo. Al fine di imporre dunque tale moto al componente, si opta per un sistema di

ta dal dispositivo di bloccaggio, pari alla somma vettoriale della componenti y e z:

attuazione combinato meccanico ed oleodinamico. In questo modo, lolio in pressione, pu es-

64

65

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

sere veicolato contro elementi striscianti di tenuta che a propria volta possano trasmettere la pres-

ponenti, si dovr attuare una nuova condizione di vincolo, con il compito di equilibrare almeno

sione al cuneo per via meccanica. A sua volta questo, per contatto, trasmette una forza alla pinza,

parzialmente la forza di lavorazione senza far subire allalbero una flessione elevata, che compor-

inducendone la contrazione verso lalbero e quindi provocando il serraggio per compressione e

terebbe ovvi problemi in condizioni dinamiche.

dunque per attrito. Due flange infine avranno lo scopo di evitare lo scorrimento assiale eccessivo
della pinza. Nello schema seguente riportato il concetto del meccanismo in forma grafica.

4.3.1 Circuito oleodinamico


Per garantire lo spostamento del cuneo ed il conseguente serraggio della pinza sullalbero, viene
fornita una forza assiale mediante un circuito oleodinamico integrato nella testa della macchina.
La pressione dellolio, va quindi a contrastare le tenute traslanti poste ad interconnessione tra il
fluido e le superfici superiore ed inferiore del cuneo, il quale per contatto trasmette pressione e
dunque forza alla pinza che pu serrarsi sullalbero.
In questa trattazione, il circuito oleodinamico e le tenute vengono omessi dal CAD e dallanalisi
FEM in quanto componenti di secondario interesse. Si andr a considerare per le prime valutazioni e calcoli, che la pressione massima disponibile sia: Pmax = 80[bar].

4.4 Calcoli analitici


In prima analisi, si va a disporre uno schema semplificato del dispositivo, ove si possano stimare
per via analitica e geometrica le forze interne ed esterne in gioco durante le fasi di lavoro del
dispositivo. In particolare, i risultati ottenuti da questo tipo di studio, sebbene affetti da errori,
Figura 3: schema principio di funzionamento dispositivo di bloccaggio

saranno la base di verifica della correttezza dei risultati ottenuti per via numerica dalle successive
analisi F.E.M. Le ipotesi in questo modello, sono:

La progettazione di massima del meccanismo di bloccaggio, viene eseguita in accordo con

corpi rigidi

pressioni di contatto

uniformirigidezza lineare pinza

PEAR, al fine di rispettare tutte le esigenze tecniche dellazienda, in particolar modo geometrie e
dimensioni globali. Prendendo come funzionamento standard quello di fresatura, per ottenere il

4.4.1 Fase di carico

passaggio alle lavorazioni di tornitura si devono operare due attuazioni fondamentali:

La pressione viene erogata al fine di causare la chiusura

1. Il bloccaggio della rotazione dellalbero,

della pinza sullalbero. Si tratta dunque della fase neces-

2. Il distacco automatico della coppia di cuscinetti prossimi allutensile dellelettro mandrino.

saria per il passaggio fresatura - tornitura. Tutti i corpi sono


approssimati come rigidi e la cedevolezza della pinza in

La seconda operazione indispensabile, poich nella fase di tornitura le forze sullalbero sono

direzione radiale, rappresentata tramite molle concen-

circa 10 volte maggiori che in fresatura e le reazioni, esplicate tramite cuscinetto comportereb-

trate. Le azioni sono riportate in forma semplificata, nella

bero il danneggiamento dello stesso. Al posto quindi dellappoggio fornito da questi due com-

figura 4.

66

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

Si pu, data la cedevolezza del vincolo assiale dellalbero, ipotizzare che sia: VfVa e che quindi

Imponendo ad esempio:
P = pressione disponibile

= 80 [bar] max

la flangia sorregga la maggior parte della forza F imposta.

A = area di distribuzione della pressione = 565 [mm2]


F = PA = forza imposta al cuneo

Risulta che:

= 4520 [N]

Dalle equazioni si ricavano la forza scambiata tra pinza e cuneo e tra cuneo e vincolo:

(2)

4.4.3 Fase di lavorazione, equilibrio globale del sistema


In questa fase si applica la forza di lavorazione alla punta dellutensile, considerando il dispositivo
come appoggio:

Entrambe le forze, rappresentano quelle attese nel caso di erogazione di tutti gli 80 bar di pressione disponibili e quindi rappresentano il caso peggiore dal punto di vista dellentit delle forze.

4.4.2 Fase di bloccaggio stabile


Nella seconda fase, la pinza raggiunge la superficie dellalbero e si innesca il contatto. Tra la pinza
e questo dunque si genera una azione H in direzione normale ed una componente di attrito
fH. La componente verticale delle forze, non pi esclusiva della flangia, ma viene ripartita
anche al vincolo dellalbero Va (sebbene questo sia di fatto relativamente cedevole) in quanto
Figura 6: schematizzazione semplificata forze esterne e reazioni

precaricato attraverso molle, come anticipato.

in cui si ha:

In cui:
H = reazione normale albero pinza
Vf= reazione verticale flangia

da queste si ricavano le due reazioni:

Va= reazione verticale albero.

Figura 5: schema semplificato delle forze a bloccaggio ottenuto

68

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

4.4.4 Sbloccaggio del sistema

una reazione verticale e quindi la pressione esterna andr interamente a facilitare la separazione

Lultima fase prevede lo sbloccaggio del dispositivo per successive operazioni di fresatura o, in

tra cuneo e pinza.

generale, la cessazione delle lavorazioni della macchina. In questa fase, la pressione viene azzer-

Supponendo che le aree di erogazione della pressione siano uguali nel cuneo, la pressione che

ata. Lattrito tuttavia, pu mantenere in posizione il cuneo rispetto alla pinza e di fatto il gruppo

permette lo sbloccaggio dei corpi valutabile in:

pu rimanere serrato anche senza forze attive imposte. Per consentire il sicuro sbloccaggio, e
quindi lo scorrimento relativo tra cuneo e pinza, occorre fornire una pressione al lato opposto
del cuneo. Si ipotizza che la pinza sia in contatto con lalbero, mentre la battuta sulle flange si
attivi solo in corrispondenza del primo eventuale atto di moto. Supponendo che il bloccaggio sia

Come in seguito sar spiegato, per effetti plastici locali, imperfetta uniformit di lubrificazione

avvenuto con le modalit ed i valori descritti nelle sezioni precedenti, si valuta la forza verticale

e a causa dellattrito statico, maggiore di quello dinamico, possibile che sia necessaria una

che permette il mutuo distacco tra albero e pinza e tra pinza e cuneo.

forza e dunque una pressione anche abbondantemente maggiore di quella qui valutata (fenomeno dello sticking).

4.5 Analisi numerica agli elementi finiti


Per analizzare in dettaglio il dispositivo nella fase di bloccaggio e carico, sono creati 3 differenti modelli modelli:

Senza attrito (frictionless) e pressione 80 bar (nominali disponibili) per determinare il comportamento limite del dispositivo

Con attrito e pressione di 92 bar (considerato limite massimo disponibile dalla centralina
idraulica.

Con attrito e pressione 45 bar (che risulter un ottimo compromesso).

Per brevit riporteremo solo questi risultati che hanno permesso lottimizzazione del dispositivo stesso

Figura 7: condizione di carico dopo la cessazione della pressione di serraggio e della forza di tornitura

4.5.1 Geometria
Si effettuano le seguenti accortezze:

Semplificazione delle small features dellalbero, quindi rimozione di raccordi e smussi

Risulta evidente che la forza statica di attrito che permette la separazione dei corpi sia minore

non rilevanti al fine dellanalisi, ma che comporterebbero una discretizzazione troppo fine

per il collegamento tra pinza ed albero, e quindi applicando la pressione questo contatto sar il

e quindi una soluzione inutilmente lunga e dispendiosa.

primo a muoversi. Ci significa che la pinza scorrer leggermente nella direzione assiale andando
a battuta con la flangia, nella zona indicata in rosso nella figura. In questa situazione si svilupper
70

Omissione della flangia inferiore ossia di quella pi prossima al punto di lavorazione,


poich, questa non interviene nella fase di bloccaggio e lavorazione del dispositivo.
71

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

Vengono quindi effettuate delle simulazioni imponendo uno spostamento equivalente al cuneo
(1,20 mm circa per 46 bar di attuazione) ed andando a verificare che la forza che si scarica sulla
flangia superiore sia quella prevista dalla forza di attuazione (a 46 bar 2599N).
Dallo step 1 al 4 viene quindi gradualmente imposto il carico di attuazione, nello step 5 e 6 vengono introdotte le forze di lavorazione massime previste.

4.6.1 Carichi e spostamenti imposti


I carichi in lavorazione di tornitura sono quelli massimi precedentemente discussi ed applicati
dopo il passo 4 della simulazione.

Figura 8: geometria 3D per analisi FEM

Dalla figura si possono notare i quattro componenti principali distinti per colore. I marker D
ed E indicano il punto remoto impiegato per lapplicazione delle forze di tornitura, connesso
rigidamente allalloggio del portautensile nellalbero.
Nelle analisi seguenti, sar preso come riferimento il sistema cartesiano mostrato nelle figure, per forze e sposta-

Figura 9: load-steps spostamento cuneo e relativi valori

menti (salvo casi esplicitamente menzionati)

4.6.2 Reazioni vincolari


Direzione X

4.6 Ottimizzazione del modello, contatti con attrito, pressione a 46 bar


Si va in questo paragrafo a verificare la possibilit di innescare il serraggio attraverso pressioni
moderate, mantenendo la presenza dellattrito ai valori precedentemente adottati. In particolare,
se il serraggio risultasse sufficiente anche con pressioni modeste, sarebbe possibile garantire il
distacco dei componenti nella fase di disinnesco del dispositivo, contrastando quindi i fenomeni
di sticking di cui discusso precedentemente.
Siccome la pinza risulta essere libera e sottoposta soltanto a vincoli di contatto non risulta essere
possibile far convergere la soluzione imponendo delle forze di attuazione in quanto la posizione
della pinza molto instabile anche imponendo per step molto graduali le forze stesse.
72

Figura 10: andamento delle reazioni vincolari in direzione X


73

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

Nelle varie analisi si nota che in funzione della pressione di attuazione le reazioni sul cuscinetto

4.7 Spostamenti

e sul cuneo cambiano, ed in particolare le reazioni sul cuscinetto divengono minori aumentando

Pinza. Da questi spostamenti radiali si pu verificare la congruit e luniformit della defor-

la pressione agente sul cuneo (rigidezza del collegamento pinza-albero crescente) per una differ-

mazione della pinza in tutti i suoi settori.

ente distribuzione delle pressioni Hertziane.


Direzione Y
La forza equivalente imposta tramite spostamento, risulta essere pari a circa 2600[N] (load-step
4), che corrispondono a 46 [Bar]. Quando viene imposta lintera forza di lavorazione si ha uno
spostamento globale dellalbero che tende a diminuire il precarico del sistema di bloccaggio e
quindi le reazioni vincolari sulla flangia superiore in questa direzione.

Figura 13: spostamento radiale pinza. Step 6, vista isometrica

Albero. Risulta fondamentale valutare lo spostamento sullalbero per validarne la possibilit di


avere una tornitura con finitura adeguata.

Figura 11: andamento delle reazioni vincolari in direzione Y

4.6.3 Tensioni
Per brevit, si riportano
nell'immagine a fianco
i risultati della sola pinza.
Questa tensione massima
al disotto del limite di fatica
Figura 14: campo di spostamento dell'albero. Coordinate cartesiane assolute

per il materiale della pinza stessa

Gli spostamenti assoluti dellalbero, naturalmente risultano leggermente maggiori che nel caso
Figura 12: distribuzione delle tensioni
equivalenti di Von Mises nella pinza.
Step 5, vista isometrica

con pressione di 92 bar. Si ottiene in questo caso un massimo pari a 0.101[mm] contro gli
0,089[mm] ottenuti in nellaltro caso.
74

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Meccanica

4.7.1 Punto di lavorazione

Conclusioni
Il presente lavoro ha riguardato la progettazione virtuale di un dispositivo innovativo che permetter limmissione sul mercato di una macchina per la fresatura e tornitura combinate.
Tramite tre modelli differenti di un disegno preliminare di pre progetto stato possibile validare
la soluzione tecnica ipotizzata senza la costruzione di alcun prototipo che avrebbe richiesto un
investimento consistente.
In particolare dopo uno studio teorico dl meccanismo sono stati effettuati 3 analisi non lineari
principali:
Frictionless: un modello di primo approccio, in ipotesi di assenza di attrito. Tale modello rappresenta dunque un caso ideale per la fisica in gioco.

Figura 15: andamento dello spostamento assoluto del punto di lavorazione

In tale modello, si applicata una pressione di 80[Bar] a fronte dei 100[Bar] disponibili come
limite massimo.

Si ottiene un valore massimo di 205[m] invece di 195[m], quindi solamente 1.05 volte superiore al caso precedente.

Frictional 92[Bar]: in questa seconda analisi FEM stato introdotto leffetto di attrito, con un
coefficiente di 0.15.

4.7.2 Risultati di contatto

La mesh stata raffinata, per ottenere risultati precisi anche localmente. Rispetto al caso prec-

Si riportano i valori della pres-

edente, la pressione stata aumentata per recuperare parzialmente le dissipazioni per attrito.

sione di contatto tra pinza ed


albero, ricavate per lo step 6

Frictional 46[Bar]: nella terza analisi, svolta con lo stesso setup della precedente, si impone una

cio con la forza di lavorazi-

pressione che risulta la met della precedente.

one massima. Come si nota il

Lo scopo valutare la sensitivit del meccanismo ed al contempo verificare se possibile

contatto stabile anche du-

operare con margini di sicurezza rispetto alla pressione massima disponibile, per avere una

rante la lavorazione.

riserva di forza in grado di contrastare possibili problemi di apertura del meccanismo.

Figura 16: Pressione di contatto


tra pinza ed albero. Vista isometrica, step 6

Di seguito si riporta una immagine della differenza di tensione tra gli ultimi i due casi di carico.
Per meglio comprendere quali siano le differenze, sono state evidenziate solo le zone in cui la differenza di tensione risulta superiore a 5[MPa].

76

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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 4

Meccanica

Riferimenti
[1.] Marco Santocchi, Francesco Giusti. tecnologia meccanica e studi di fabbricazione. s.l. : casa
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[8.] Grimaldi, F. manuale delle macchine utensili s CNC. s.l. : hoepli, 2007.

Si deduce dunque che la distribuzione delle tensioni varia globalmente molto poco e solo in

[9.] Saba, Giovanni. sistemi ed automazione industriale. s.l. : Jackson, 1995.

prossimit dei fori maggiormente sollecitati, ossia quelli corrispondenti alla direzione di tornitura.

[10.] Guadagni, Alessandro. Sviluppo di sistemi automatici di limitazione dell'accelerazione del

Il meccanismo ottimizzato stato infine costruito e i risultati preliminari di funzionamento con-

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fermano in toto quanto previsto dalle simulazioni.

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integrati di progettazione. XXXVII Convegno Nazionale AIAS - Universit di Roma la Sapienza. 10-13 settembre 2008.

78

79

Meccanica

5. Modeling and optimization of a Wave Energy


Converter using ANSYS AQWA
G. Bracco*, A. Cagninei, M. Casassa*, E. Giorcelli*, G. Giorgi*,
G. Mattiazzo*, B. Passione*, D. Poggi, M. Raffero*, G. Vissio*
*: DIMEAS Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale
: DIATI Dipartimento di Ingegneria dellAmbientale, del Territorio e delle Infrastrutture
Politecnico di Torino,
C.so Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino, Italia
Email: giovanni.bracco@polito.it

Abstract
In the framework of renewable energy, Wave Power represents a highly promising resource for
the production of green energy as it is characterized by very high power density values. Moreover,
Marine Energy is currently still an open field, even though the amount of research investments
and patents in this field has been rising in the past 40 years.
Real waves are not monochromatic and are in fact a classical example of stochastic phenomena. As
such, real waves are highly complex and can be studied by means of statistical frequency domain
analysis. Devices able to transform this kind of energy in a more usable form, i.e. electricity,
are called WECs (Wave Energy Converters). In 2009 Politecnico di Torino started studying and
designing ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter) to be deployed in Pantelleria Island, one
of the most powerful sites in Italy. The core of the system is a one degree of freedom gyroscope
enclosed in a sealed floating hull: the spinning motion of the flywheel, combined with the motion
of the floating hull, produces a gyroscopic torque that can be exploited by means of a generator
called PTO (Power Take Off). The gyroscope motion unloads an inertial reaction on the hull that
combined with the waves, allows power absorption.
The geometry of the hull and the hydrodynamic description of the system are key factors in
designing such a device. The team in Politecnico di Torino chose ANSYS AQWA to tackle the
hydrodynamic subproblem. The software capability that allows for the calculation of the hydrodynamic of the floating system, was fundamental in determining the most suitable geometry of
ISWEC hull. The article presents and explains the results obtained using the software for the
following tasks. As a first step, a parametric analysis comparing numerous geometries was carried
out with AQWA-LINE. Furthermore, it was possible to use ANSYS AQWA as the core software
81

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 5

Meccanica

for dynamic simulation of the whole system, implementing the gyroscope model and the dynamic

5.1.1 Gyro dynamics

interaction between the spinning gyroscope and the floating hull by means of a DLL developed

Referring to Figure 1, the hull contains a one degree of freedom gyroscope, constrained to the

in Fortran environment.

hull by means of a bedframe, which transfers the pitching motion delta along the hull y-axis to
the gyro frame. When the flywheel is spinning with angular velocity , the wave induced pitching

Introduction

velocity gives rise to a gyroscopic torque T along the spinning axis of the PTO (Power Take

Wave power has been carefully studied since the first oil crisis and an increasing number of pat-

Off) that is used to transform wave power into electricity. The mathematical formulation of the

ents have been submitted in recent years [1]-[2]. From the prototyping standpoint, many WECs

torque acting on the PTO is nonlinear:

already underwent tank testing phases, moving towards bigger scale devices, with some systems

(1)

reaching pre-commercial stages [3]. Most of the research is design to exploit ocean waves. In

As soon as the generator starts rotating with angular velocity , a second gyroscopic torque

order to extend the application field of wave technology to close basins as well, a system called

originates from the combination of this motion and the spinning flywheel. The most important

ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter) has been designed at Politecnico di Torino [4]-[5].

component of such torque is T:

In this work a 60 kW rated power system is presented, to be installed at the Island of Pantelleria.

(2)

ANSYS AQWA has been used throughout the prototyping process from the pre-design to choose

This is a reaction torque which is discharged on the hull along the pitching direction, which will

the optimal system layout to the final stages to fine tune the definitive configuration.

influence the dynamics of the floating body, allowing power absorption. It is now clear that the
two phenomena are deeply interconnected.

5.1 ISWEC model


It is composed by a floating hull slackly moored to the seabed, allowing it to align in the direction

5.2 Hull shape analysis

of the incoming wave. The system functioning involves two strongly coupled phenomena: the

The hydrodynamic model currently used for ISWEC is a linear model. ANSYS AQWA proved

mechanics of the gyroscope and the hull hydrodynamics.

to be a powerful resource in solving this subproblem, which can be expressed in the frequency

Figure 1: ISWEC Layout

domain by the following equation:

82

83

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 5

Meccanica

ANSYS AQWA evaluates the coefficients of the previous equation by using the Potential Flow
theory solved with a 3D panel method. During the ISWEC design process two of the many
subroutines provided by the software were used: AQWALINE and AQWA-NAUT.
The hull features are a key aspect in the system design, as they are responsible for the stability
of the ISWEC system as well as determining the main parameters able to tune the system on
the incoming wave frequency for maximum power extraction. AQWA-LINE is able to evaluate
the matrices on the right side of Eq.(3), as well as the wave forcing function that depends on the
Froude-Krylov coefficients. This subroutine was therefore used to define the optimal shape for
the hull: some geometry examples are reported in Figure 2. In order to choose the most suitable
floater, each solution was evaluated with reference to wave climate of the Island of Pantelleria.

Figure 3: Floater hydrodynamic parameters as a function of the wave period and floater width
Figure 2: Hull geometry solutions

5.3 Time domain simulation

In addition to this, it was possible to obtain parameterization maps, which were used to evaluate

The design phase of a WEC is vital in order to avoid unforeseen criticalities in bigger scale testing

the effects on the hull hydrodynamic behavior with reference to a number of variables, such as

and deployment stages that imply much higher costs for problem resolution. A performing and

length, width, mass and inertia properties. Figure 3 presents the results obtained by varying the

reliable simulation tool is therefore of major importance and allows researchers to have a better

hull width. The definitive hull solution is the one represented in Figure 2-c). The hull hosts two

understanding of the system dynamics and interaction with the resource, as well as being funda-

gyroscopic units. The characteristics of the system are reported in Table 1.

mental for control strategies testing. Reliable performance analysis also leads to project feasibility

Table 1: System main quantities

evaluations from technical and economical standpoints. Real sea dynamics is characterized by
irregular waves, which imply a spectrum of frequencies. In order to analyze the behavior of the
system and the floating body interactions with waves and with the gyroscope, a time domain analysis
is needed. AQWA-NAUT is able to simulate a time history response of the motion of a floating
body, with both regular and irregular waves. The team therefore decided to use this ANSYS
AQWA subroutine to perform this task.

84

85

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 5

Meccanica

5.3.1 DLL (Dynamic-Link Library)


A DLL, developed in Fortran environment, was used to estimate the forcing function applied
from the gyroscope to the hull and influencing its motion for all six degrees of freedom. It is
important to recall that the motion of the hull determines the gyroscopic torque that implies
the motion of the generator axis. The angular velocity in turn prompts a gyroscopic torque
discharged back on the hull that influences its motion. In order to introduce the gyro reaction
on the hull in the AQWA-NAUT simulation, it is necessary to add it to the external force vector
in correspondence to the pitch degree of freedom. Looking at the right-hand side of Eq.(3), the
hull is therefore subjected to wave forces and gyroscopic reaction, while the contribution due to
the mooring line was modeled as a linear stiffness. At each integration step, the DLL reads a file
containing the following quantities calculated at the previous timestep tn-1:

Figure 5: Pressure field on the hull

Conclusions
In the development of a WEC, the interaction between the waves and the device structure deterBy integrating the differential equation of motion of the gyroscopic system over the chosen the

mines the operating regime of the whole system. For what concerns the specific application ana-

time step, the DLL evaluates all the variables at the current time tn. The DLL also is able to eval-

lyzed in this work, ISWEC, the hull contains all the device components and its pitching motion

uate torque acting on the PTO axis and consequently the power generated by the device, proving

is necessary for energy extraction. Therefore, the choice of the floating body characteristics was

to be a powerful tool for productivity estimation too. System constrains are crucial in evaluating

essential to meet stability requirement and guarantee an optimal tuning of the device with the

realistic performances of a device. For what concerns ISWEC, the maximum PTO torque is a

wave condition of the chosen deployment location. ANSYS AQWA subroutine AQWA-LINE

very important constrains, that determines the generator cost as well. The DLL includes torque

proved to be a powerful tool in tackling this crucial aspect.

limit, splitting the time step and integrating two separate equations of motion when the maximum torque value is reached.

Once the system features were finalized, simulation was needed to study the interaction of the
float with the non-linear gyroscopic system. The forces due to waves and mooring lines are calculated by AQWA-NAUT, while the gyro effect was simulated by mean of a DLL that was called
by AQWA at each time step. In this way, the team was able to obtain a fully integrated simulation
of the system in ANSYS environment, allowing for the gyro-hull energy interaction.
ANSYS AQWA was therefore used both to finalize the ISWEC configuration and develop a
comprehensive tool for performance assessment.

Figure 4: Full scale complete system a) and hull mesh b)


86

87

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 5

References
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(ICOE10), Bilbao (SP), 6-8 Oct.2010, pp. 1-6.

88

89

Analisi Elettromagnetica

Le acquisizioni di ANSOFT prima e di APACHE TECHNOLOGY dopo hanno posizionato


ANSYS tra i maggiori player mondiali nel campo della simulazione elettromagnetica.
Quello che la rende unica la completezza dei workflow di sviluppo dedicati a motori elettrici,
PCB, Chip, antenne. I solutori sono risultati, in tutti i benchmark, i pi accurati e veloci, tanto da
consentire non solo di individuare una direzione di sviluppo del prodotto, ma anche di ridurre o
eliminare la lunga e costosa fase della prototipazione fisica.
La modularit della piattaforma le consente di crescere con lazienda, adattandosi di volta in volta
alla complessit e allestensione dei problemi di sviluppo che si vogliono affrontare, fino ad uscire
dal puro ambito elettromagnetico e prendere in considerazione con facilit anche componenti
fluidodinamiche, strutturali, termiche.
Linterfaccia del software stata pensata per gli ingegneri che operano nellambito elettronico,
spesso non familiari con queste tecnologie: meshing automatico, importazione diretta del modello
dal CAD ed altre funzioni li aiutano a velocizzare e a semplificare le fasi di setup e pre-processing,
per lasciare loro il tempo di concentrarsi sullanalisi dei risultati e sullottimizzazione del progetto.

91

Elettromagnetismo

6. Computational Electromagnetic design


of the Squarax Spatial Power Combiner
Davide Passi, Alberto Leggieri, Franco Di Paolo
Universit degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria Elettronica
Via del politecnico,1 00133 Roma, Italia
Email: davide.passi@uniroma2.it , alberto.leggieri@uniroma2.it , franco.di.paolo@uniroma2.it

Abstract
A broad-band transmission line spatial power combiner (SPC) is proposed in this paper, which
uses a square coaxial (Squarax) transmission line (TL). This structure has some advantages over
the traditional circular coaxial spatial power combiner, which have been described in this paper.
Fin Line to microstrip transitions are inserted into the Squarax TL, in order to allow an easy
integration of Monolithic Microwave Integrated Circuit (MMIC) Solid State Power Amplifier
(SSPA). The Squarax SPC geometry allows the feeding of an higher number of MMIC than in a
Waveguide SPC, so that this structure ensures high power outputs and small sizes, together with
theoretical DC frequency cut-off. In this work, the design and simulation of a passive 4-18GHz
Squarax SPC are reported.

Introduction

HIGH POWER MICROWAVE AMPLIFIERS are typically based on travelling wave tube amplifiers (TWTA's), in order to provide high power levels which SSPA's cant. However, instead
of TWTA's, SSPA's need a short warm-up time, presents a little standby mode power consumption and a less size [1]. This makes the SSPA's the best candidate where high redundancy
and device density are requested. The traditional approach to obtain a significant power output
using SSPA's is the binary combining of many transistors through microstrip Transmission
Lines [2,3]. This solution is limited to the losses which each printed transmission-line combiner
inserts. Binary combining, in addition, limits the number of devices to a power of two, and
the designer may be forced to combine more than the necessary devices. A complete different
approach is the Spatial Power Combiner Amplifier [1,4-10]. In this case, power dividing and
combining is performed in a parallel way and losses are rather independent with the number of
used PA's. Comparing to the binary combining, SPC approach offers several advantages, as high
93

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

Elettromagnetismo

device compactness, low combining losses, higher available power outputs.


In this paper an innovative solution for SPC PA is shown. The proposed system is based on a
Squarax TL [18], and uses Fin-Line [11] to microstrip (FLuS) transitions to convert the energy
of a Square coaxial TEM fundamental mode to a microstrip quasi-TEM mode, which is then
amplified by a SSPA. Many SSPAs outputs are recombined by the same principle.
In order to maximize the useful space for energy dividing and combining in the SPC, the Squarax TL configuration has been adopted. Since the FLuS cards can be placed all around the inner
conductor of Squarax TL, a high number of such structures can be driven: this provide a high
power output when MMIC PA's will be employed. In order to hold up the inner conductor of
the Squarax several metal cards are used, each one holding FLuS transitions, as will be shown
later. A practical important aspect is the straightness of the Squarax SPC profile, which allows to
be connected to a simple square or rectangular heat-sink devices, easily available in the market:
it is completely different from the case of a Circular Coaxial SPC which needs apposite circular
heat-sinker that require a custom production.
Similarly, using a Circular Coaxial SPC there is the need of FLuS cards with a circular section
of the lateral profile and with not planar faces, more expensive than simple rectangular cards as
in the case of Squarax SPC.
Several circuital and technological solutions have been adopted. In order to reduce the combining loss and size, exponential FLuS transitions have been considered, using antipodal configuration. In order to improve the operative band, a parasitic void has been implemented by inserting
an anti-resonance metal in the antipodal FLuS transition profile [12]. In this work, the design
and simulation of a 4-18 GHz Squarax SPC are shown. The simulation of the structure give
an insertion loss of less than 2.5dB using 16 cards, a gain variation of 0.5 dB and return loss
better than 10dB in the whole bandwidth.
This paper is organized as follows. In section II the general concept of Spatial Power Combining will be revisited. In section III, the Squarax approach to the SPC is described, together
with some mechanical CAD example of the final device. In section IV, the theory and design
of selected FLuS transition is described. In section V, the simulated result of 16 cards Squarax
SPC are reported, together with the adopted simulation strategies. Finally, the Conclusions will
summarize this work.
94

6.1 The Transmission Line Spatial Combining Concept


In TL active SPC architecture each amplifier is connected to a probe, in order to couple its input
port mode with the energy of the TL propagating mode. Several amplifiers, usually MMIC's, are
mounted in metallic cards containing their related functional circuitry, like probes, transitions,
biasing: such cards are placed in parallel inside the TL. Input probes, printed on each card, receive a portion of the input power so that many lower amplitude signals are obtained, which are
then amplified by PA's and routed to output probes. As much, these outputs are recombined
coherently in an output TL by using the same principle, so the circuit consists of a backtoback configuration of splitting and combining structure used as through elements.
In TL SPC architecture, the energy is distributed in low loss electromagnetic modes and combined in the TL dielectric, for example in a closed waveguide and, above all, using a single stage
of power combining; this reduces the ohmic combining losses and makes it quite independent
to the number of devices [9]: this general concept is shown in figure 1.
The independent coupling of individual devices within the
TL makes a little sensitivity to single-point failures, ensuring graceful degradation of output power. With a constant
target output power, combining many devices by using the
spatial approach allows to reduce size, weight, power draw,
and cost. Since the loss is rather constant to the number of
amplifiers, their size limits the combiner area with both the
contributions of the active devices, the bias distribution and
heat sink systems, which are especially important in order to
avoid performance degradation and even device failure.

Fig. 1
The general concept
of SPC Amplifier

6.2 The Squarax SPC Solution


The Squarax TL is a coaxial line having square inner and outer conductors. Its cross section is
described calling b the external side of the inner conductor and a the internal side of the outer
conductor [15]. In order to maximize the useful space of mode combining of the SPC, the same
FLuS structures can be implemented to couple a quasi TEM mode driven by a microstrip to a

95

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

Elettromagnetismo

portion of the TEM mode of the Squarax. Circular Coaxial Transmission Lines (CCTL's) have
been used extensively in the past, but square coaxial lines may be preferable since the presence of
flat rather than circular surfaces offers mechanical advantages [13]. The Squarax SPC Amplifier
proposed in this work is represented in [18].
This Squarax used in this SPC is composed of three parts: the input and output parts, which are
identical, make a transition from the input and output connector, a N type in the actual case,

Fig. 3 The carrier, holding FLuSs and two MMIC-PAs

to the central part of the Squarax, which holds the FLuS transitions. The biasing of MMICs and

In the actual case, FLuS uses the rigid Al2O3 substrate, brazed on Cu carrier. The square profile

control of the whole unit is made through a dedicated board.

of the Squarax determines the defined plane of polarization and the wave can travel down to the
FLuS transitions to coherently couple their energy to the microstrips. Since such transitions can

The input and output parts of the SPC will be simply referenced as terminal parts: they consist

be placed all around the inner conductor of the Squarax, a higher number of FLuS transitions

of a tapered Squarax transmission line, needed to match the 50 source and load to the central

can be illuminated than in other TL, for example a rectangular WG [1,8,10]. Therefore a high

part of the SPC. The central part of the Squarax SPC has no tapering, and it holds the FLuS

power output can be reached, because the power output of a SPC amplifier increases with the

transitions: the case with 16 cards is represented in a simplified view in figure 2:

number of its internal coupled active devices. Due to the straightness of its profile, the Squarax
SPC can be connected to a simple square or rectangular heatsink devices, which is easily available
with a low cost. A classical circular CCTL needs a heat-sink with a semicircular cross section
which has to be specially designed, requiring higher cost.
Moreover, when using a CCTL as a SPC, cards with a circular section of the lateral profile of the
substrate are required; this further increases the manufacturing costs.
In a Squarax TL, in addition to the TEM fundamental mode, higher order modes can propagate.
The higher order mode spectrum of circular coaxial lines is very well known [13]. As explained
below, a Squarax TL can be used alternatively to a CCTL with its technological advantages, main-

Fig. 2 16 carriers, each with two FLuS's, inside the central part of the Squarax SPC

taining great wave-guiding properties as for the CCTL.


A method for the determination of the lowest (TE10 or TE01) eigenvalues of transmission lines

More cards can be inserted by proper impedance matching between the central section and the

having square inner and outer conductors has been performed by L. Gruner [13]. As described

input/outputs ports. Each cards is composed with input and output dual FLuS transitions, two

there, the TE10 mode is the dominant higher order mode which may propagate in addition to

MMICs, together with their bias circuitry, and a carrier holding all these components. The carrier

the TEM mode. The degeneracy of the TE01 and TE10 modes is preserved in the sense that the

is made with copper, to assure high thermal conductivity, and an interface sheet composed with

dependence of their cutoff wavelengths on the aspect ratio b/a is the same; the field distribution

CuMo compound, is placed under the MMIC to assure thermo-mechanical compatibility between

of the TE01 mode is shifted by 90 relative to that of the TE10 mode, its form being otherwise

GaAs MMIC and the carrier. A picture of the carrier is reported in figure 3.

identical. It can be noted that the cutoff wavelengths of the TE10 and the TE01 modes increase

96

97

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

Elettromagnetismo

monotonically as the aspect ratio b/a is increased.

a portion of incident energy, being initially in TEM mode inside the Squarax, is efficiently con-

The outer and inner radii of the circular line are assumed to be equal to 2b/ and 2a/, respec-

verted into Fin-Line mode. Obviously the taper efficiency varies with its profile. The microstrip

tively, thus making the mean circumferences of the corresponding square coaxial and circular

tapers have meandering shapes so that the taper lengths and the resulting phase differences

coaxial lines the same and equal to 2(a + b) in both cases [13]. For low values of the index n, the

remain the same among them.

characteristics of the TEn,l (n = 0,1,2, . ..) modes in the square coaxial lines can be estimated
by reference to the respective TEn+1,1 modes of a circular coaxial line having the same mean

6.3.1 Fin Taper Profile

circumference [13]. The Squarax TL normally has a constant ratio of the outer to inner con-

In order to reduce the combining loss, the shape of the antenna taper has to be chosen pro-

ductors along the line of the tapered and uniform sections. The ratio was chosen to 3:1 so that

perly so that return loss can be minimized within the frequency band of interest. Several spatial

the characteristic impedance of the line is as close as possible to the 50, that is, approximately

profiles of FL can be implemented: exponential, parabolic, sine, sine squared, cosine and cosine

60 or 63 [14-15].

squared taper [11]. The former is chosen to ensure the smoothness of the taper, whereby very

Note the analytical characteristic impedance Zc of the coaxial line of inner and outer square

good matched-load is readily available for the Squarax, because this transition indeed reflects a

conductors of sizes 2a and 2b is given by (1):

small amount of incident power.


(1)

The spatial profile of an exponential Fin taper is given by (2):

(2)
where w0 stands for initial taper width, and wf for the final one. L is the total length of the tran-

6.3 FLuS: Fin-Line to Microstrip Transition

sition [11].The position dependent impedance of an exponential Fin taper is given by (3):

The Squarax TL considered in this paper has a constant ratio b/a along its uniform section. In
order to connect this TL to a coaxial connector, a tapered transition is used. From a standard co-

(3)

axial connector, in this case a type "N" connector, a tapered Squarax section is required to adapt
the smaller cross section near the connector to the larger cross section of the Squarax which

where Z2 is the impedance to match, such as 61 in the actual case, Z1 is the matching im-

contains the FLuS cards. However, the ratio varies continuously in the tapered section of the

pedance, generally 50, and z is the coordinate of the longitudinal axis. By applying the small

line. Subsequently, the characteristic impedance of the tapered section also varies. By choosing

reflections theory, the spatial profile w(z) can be taken as the uniform TL characteristic impe-

to 3:1 the ratio of the outer to inner conductor dimensions, the characteristic impedance of the

dance Z(z). From Riccati's equation it is possible to find the reflection coefficient trend [16] with

SCTL line is approximately 61 [14,15].

respect the product l, given by (4).


(4)

A microstrip taper can be used as a broad-band impedance transformer between the tapered-slot
antenna and MMIC amplifier, since the characteristic impedance at the taper end of the probe
can be different to the impedance required by the PA input port matching condition. Therefore
98

Microstrip Lines were designed following Hammerstad formulas reported in [17].


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INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

Elettromagnetismo

6.3.2 Antipodal Configuration

6.4 Design And Simulations Of A 16 Cards Squarax SPC

In order to obtain great system integration, Antipodal configuration of Fin-Line to microstrip

Return loss characteristic of the passive structure SPC depends also on the number of inserted

transition is an attractive solution [12], since transitions are in line with the direction of propa-

cards. In order to meet the operating power goals with the fewest possible devices, to minimize

gation and can be easily manufactured on inexpensive soft substrates or hard substrates, using

the insertion loss and to maximize the return loss, the better configuration can be found select-

standard printed circuit board techniques or sputtering techniques. This configuration expects

ing the profile shape of the FLuS (including the microstrip transformer and the anti-resonance

two metal FL transition sheets placed among a dielectric substrate to lead hot and the ground

circular section) which allows to accommodate the optimum number of cards and the number

planes. The profile of one sheet is the dual mirrored of the other.

of devices per card to insert in the target Squarax.

In figure 4 top metal sheets


are in green, bottom ones

A 16 cards Squarax SPC in the operative bandwidth 4-18GHz has been designed, able to account

are in yellow and the MMIC

for 32 MMIC SSPAs. The inner part has the cross sections a=13.524mm b=33.524mm, while

Amplifiers places are in blue.

Fig. 4 Fin line taper

the tapered transition from coaxial input and output sections to the inner part is 60mm long.
Exponential tapered FL transitions are mounted on 16 cards placed at each side of the Squarax.

6.3.3 Band widening

The FLuS are made on Al2O3 substrate, with a gold thickness of 0.254mm.

The problem with using the antipodal configuration is the difficult to obtain broadband re-

Each card contains two FLuS connected back to back with double asymmetrical QWT sections.

sponse, since the transition creates a set of resonant modes which limit its useful bandwidth [12].

The Squarax conductors have been considered as copper, which has excellent thermal con-

Near the terminal microstrip section of Antipodal FLuS transition, where quasi TEM mode are

ductivity. Simulation of the proposed device has been performed, using HFSS version 15 of

being generated, TE10 mode tends to cutoff, and evanescent modes are being created, storing

Ansys-Ansoft. The 3D simulated structure is shown in Figure 8.

inductive energy. The Fin-Line discontinuity appears to the evanescent modes as a parasitic slot
in a bisecting metal sheet. In this region electric field will be created, storing capacitive energy.

Simulation setup has been developed in order to reach the desired high performances which

When the capacitive energy created by the slot equals the inductive energy stored in the evanes-

distinguishes the proposed device from the classical spatial power combiner-dividers.

cent modes, a resonance will occur. In order to avoid this resonance, the Fin-Line discontinuities

Since the Squarax SPC is willing to be interfaced with external devices, such as front-end, back

can be designed so as to break the slot electric field lines. An useful solutions has been applied;

end modules or phase shifter, isolator and other passive devices, commonly with circular coaxial

it consists to model a circular section through the metal sheet in the area where the parasitic slot

ports, two wave ports with such shape have been needed.

might create. To improve the return loss, a dielectric Quarter Wave Transformer (QWT) may be

Circular coaxial ports have been been assigned to the Squarax model by defining two integration

provided. This device helps fields to adapt themselves to substrate load, in according to the small

lines: one for each port, like a circular coaxial. Since the Squarax is a TEM structure, ports are

reflections theory.

introduced by employing an Electric Filed Arrow, from inner conductor to outer one.
Ports have been assumed as matched with interconnected outer devices, thus a port renormalization hasnt been necessary.
No special mesh operations have been adopted because this SPC hasnt complex geometry but
Fig. 5 Fin line taper with resonance absorption
100

some particular settings have been employed. Losses of copper metallization, of the square co101

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

Elettromagnetismo

axial line and of the alumina slabs, have been considered. The Squarax internal volume is filled
by air, in such medium the stationary solution of the wave equation in the frequency domain (5)
[16] has been solved with HFSS.
(5)
Where r is the magnetic permeability, r the electrical permittivity
and the electrical conductivity of the material; 0 is the electrical
permittivity of the vacuum, k0 the wave number in free space,
the wave angular frequency and E the electric field. Driven modal

Fig.8. Simulated Transmission coefficient, in dB, of the Squarax SPC

analysis has been performed with a 18GHz solution frequency and

We note that the Squarax SPC ensures a maximum insertion loss of 2.3 dB and a minimum

a standard 0.02 Maximum Delta S has been adopted. In the adap-

Return Loss of 10 dB in the whole 4-18 GHz.

tive options tab a 20% maximum refinement per pass has been

Several problems were solved, such as a large amount of tetrahedras in meshing steps and sev-

choice, in order to reduce probability to get an unneeded large

eral resonance occurrences. At last about 980 thousands tetrahedras versus 8 million ones have

amount of tetrahedras. Moreover, in order to ensure a good solu-

been obtained, resulting in a reliable modeling which has ensured correct results.

tion quality, a minimum converged passes has been set to 2 and an


iterative solver with mixed order basis function has been employed.
The simulated S-parameters are given in figures 7, s11, and 8, s21.

Fig. 9. Solved Elements VS Adaptive Passes of the SPC simulation

This improvement was achieved by employing the useful feature belonged by HFSS, that is the
Perfect H boundary condition. By defining two Perfect Magnetic Condition boundaries (PMC)
within the Squarax SPC, it has been possible to simulate only one octave of the entire device.
Furthermore, since a good discretization of the Fin taper profile was of fundamental importance, the exponential profile was approximated with a discrete number of points such that the
Fig.7. Simulated reflection coefficient, in dB, of the Squarax SPC

102

different segment obtained were smaller than /20 at the highest frequency of the operative
band. In this way the discretization doesnt affect the performance but reduces the computation103

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

Elettromagnetismo

al complexity. Also circular slot profile was discretized at the same way.

A Squarax SPC has been designed with great performance: the model presents gain variation of

By adopting these strategies 9.7 GB of memory have been employed, instead of 32 GB ones

0.4 dB, and 10 dB minimum for Return Loss for the whole 4-18 GHz. The structure offers 14

necessary without this reduction. In the figures below they have been reported results of the

GHz of Operative Band with about 230 cm3 of volume.

mesh generation and in particular, in the red circle, you can see a tetrahedras thickening caused
by the ending transition from TE mode to quasi-TEM mode.

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also designed. A next 32 cards Squarax SPC can be designed, able to account 64 MMIC SSPAs

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available power outputs and low cost. By using this solution, optimal results have been achieved.

Spatially Combined Solid-State Amplifier, IEEE Transactions On Microwave Theory And

104

105

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 6

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[16] D. M. Pozar: Microwave Engineering, John Wiley & Sons, 1998, ISBN 0-471-44878-8.
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2000, ISBN 0-8493-1835-1.
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C, Vol. 45, p43-55, 2013.

106

Elettromagnetismo

7. Simulazione delle emissioni condotte


e ottimizzazione del filtro EMI di un carica
batterie ad alta tensione per batterie al litio
Daniel Grossi, Paolo Montanari
Meta System S.p.A
Reggio Emilia, Italia
Email: daniel.grossi@metasystem.it
Web: www.metasystem.it

Riassunto
Il lavoro svolto ha avuto come obbiettivo quello di analizzare, con lutilizzo dei software di simulazione elettromagnetica Ansys Designer e SIwave, alcuni aspetti di compatibilit elettromagnetica
su un carica batterie ad alta tensione, per batterie al litio, utilizzato a bordo di veicoli totalmente
elettrici, concepito progettato e realizzato da Meta System. In particolare sono state simulate le
emissioni condotte sulla rete AC, nellintervallo di frequenza 150kHz 30MHz, con particolare
attenzione allottimizzazione del filtro EMI.
Le caratteristiche principali di questa tipologia di carica batterie sono:
potenza 3,5kW, efficienza fino al 95%, tensione DC duscita da 250V a 400V, tensione AC in ingresso da 110V a 230V, convertitore LLC per luscita, PFC per lingresso e raffreddamento ad acqua.
Il carica batterie composto da tre schede; IMS, potenza e controllo.
IMS un PCB a layer singolo che include il ponte di MOSFET del convertitore LLC; nellottica
di aumentare le prestazioni meccaniche ed elettriche del carica batterie IMS realizzato su una
piastra di alluminio e presenta una bassa resistenza termica tra il layer e la piastra. Se dal punto
di vista termico e meccanico questa soluzione vantaggiosa non lo dal punto di vista della
compatibilit elettromagnetica; infatti le sorgenti principali di rumore sono poste sullIMS che
presenta, per la sue caratteristiche geometriche, un elevata capacit parassita.
Il primo obbiettivo dellanalisi stata la progettazione di un filtro EMI, quindi ottimizzarne lattenuazione e prevedere eventuali risonanze. Questanalisi, eseguita con SIwave e Designer, considera la geometria del PCB, il reale comportamento, in funzione della frequenza dei componenti
109

INNOVABOOK 2015 - Capitolo 7

Elettromagnetismo

(Condensatori Cx e Cy, Bobine di modo comune e di modo differenziale) e limpatto del set-up

Il grafico delle emissioni condotte mostra come:

di misura costituito dal cablaggio e LISN; componenti e set-up di misura sono stati considerati
attraverso la misura e la creazione di modelli a parametri di scattering.
Una volta scelta la tipologia di filtro e validato il risultato, attraverso il confronto con risultati
sperimentali, si eseguita una simulazione transient, che tenesse in considerazione il reale segnale
in ingresso al filtro EMI, misurato nel dominio del tempo, e gli effetti del PCB e dei componenti

in bassa frequenza (fino a 2 MHz) ci sia un buon accordo tra misura e simulazione; le armoniche
sonotutte evidenziate.
Tra 2 e 4MHz la curva simulata non segue landamento della misura, probabilmente sono
necessarie altre analisi sullimpedenza della sorgente.

reali. Le seguenti figure mostrano il confronto tra simulazione e misura per:

Tra 4 e 10MHz i risultati sono ben previsti dalla simulazione.

lattenuazione dl filtro

Per frequenze maggiori di 10MHz la simulazione non segue landamento della misura; infatti

le emissioni condotte nellintervallo 150kHz-30MHz

gli effetti radiati diventano importanti e non trascurabili gi da 10MHz.


La fase successiva si pone lobbiettivo di ricostruire lo spettro del segnale in ingresso al filtro;
ricoprono un ruolo fondamentale i parametri parassiti (del PCB e dei componenti) e le commutazioni dei componenti attivi. Il primo step ha riguardato la simulazione in SIwave; utilizzando la
tecnica del PCB merging si considerata la reale geometria che prevede le schede sovrapposte.
Successivamente sono state considerate le commutazioni attraverso la simulazione in Designer
combinata con i parametri S estratti da SIwave.
I seguenti risultati mostrano limpedenza e la forma donda della tensione ai capi del circuito LLC.
Sono presenti fenomeni di risonanza ad alta frequenza e spike sulla forma donda della tensione,
importanti per risalire allo spettro di emissione. Questa parte ancora allo studio e sono mostrati
solo alcuni risultati parziali; per la conferenza verranno mostrati gli ultimi aggiornamenti del lavoro.

110

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Notes

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Notes

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