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Gianni Silei

2.
TERRORISMO E COMPLOTTI
LINCUBO DELLA RIVOLUZIONE

Dopo qualche secondo di silenzio, sentirono levarsi oltre


il fiume a una distanza di circa tre chilometri, nel quartiere pi ricco, una terribile esplosione. Un attimo dopo
udirono una detonazione mentre unimmensa nuvola di
fumo saliva al cielo. Infine laria di riemp di un impercettibile brusio, formato dal clamore di migliaia di uomini. Grida risuonavano nella piazza.
Cos scoppiato? []
esploso il trust dellacciaio []
Lo sapevate? Eravate in attesa?... Siete stato voi a
Rispose calmissimo:
Questa citt deve scomparire.

Anatole France
Lisola dei pinguini (1907)

Sabato 16 gennaio 1926 alle 7.40 un programma radiofonico trasmesso dagli studi di Edinburgo della BBC, dal titolo Broadcasting
from the Barricades, scaten il panico tra gli ascoltatori inglesi. Il paradosso che si trattava di una trasmissione satirica ideata da un
bonario pastore anglicano, padre Ronald Knox. Nel corso del programma, veniva effettuata la concitata radiocronata di una manifestazione popolare naturalmente immaginaria che si trasformava in un vero e proprio tumulto di piazza. Chi si fosse sintonizzato
con lemittente britannica avrebbe appreso dai toni sempre pi concitati di uno speaker che un corteo di disoccupati si era radunato in
piena Trafalgar Square. E che subito dopo aveva preso la parola un
certo signor Popplebury, segretario di un improbabile Movimento
Nazionale per lAbolizione delle Code a Teatro (National Movement
for Abolishing Thatre Queues) il quale aveva scaldato a tal punto gli
animi dei facinorosi da convincerli a prendere dassalto e saccheg-

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giare prima la National Gallery, poi il Parlamento, infine, a radere al


suolo il Big Ben1 .
Nonostante lintento satirico fosse stato pi volte dichiarato nel
corso del programma, gli effetti della trasmissione (venti minuti in
tutto) furono dirompenti. Molti ascoltatori, soprattutto fuori Londra,
si precipitarono ai posti di polizia locale per avere la conferma della
notizie dette alle radio. Le redazioni dei giornali furono prese dassalto da cittadini angosciati. La domanda pi ricorrente era: Ma
vero che la Camera dei Comuni crollata?.
Lepisodio, scarsamente ricordato (mentre viceversa assai nota
la trasmissione radiofonica di Orson Welles del 1938, che inscenava
una finta invasione aliena degli Stati Uniti), mette in luce innanzitutto la straordinaria influenza e persuasivit di un mezzo di comunicazione di massa nuovo quale, appunto, la radio. Nel contempo, esso evidenzia il sacro terrore che lInghilterra borghese del primo dopoguerra nutriva nei confronti di un possibile evento rivoluzionario2 .
La paura del drago rosso, cio della diffusione della rivoluzione bolscevica oltre i confini della Russia era lincubo di tutti i ceti
moderati e conservatori e delle cancellerie occidentali e non solo di
quelli britannici che, per inciso, pochi mesi dopo la trasmissione dovettero assistere al Grande sciopero generale nazionale, stavolta reale, organizzato dalla Trade Unions. E neppure il terrore rosso era
una novit. Era semplicemente il riemergere di una paura pi antica:
quella della rivoluzione sociale.
Nellottica borghese di fine Ottocento-inizio Novecento, se dallesterno erano i nuovi barbari di turno a minacciare la cristianit, i valori della civilt occidentale, il suolo o anche semplicemente
gli interessi patrii, sul piano interno a minare lordine costituito e
soprattutto il diritto di propriet cerano i sovversivi. Sotto la voce
sovversione rientravano idealmente il terrorismo politico e la rivoluzione sociale di matrice anarchica o socialista ma anche i vari
complotti orditi nellombra da inafferrabili congiurati massoni, ebrei
e altri nemici dello Stato.
1
Il quarto canale radiofonico della BBC ha recentemente trasmesso una
riedizione del testo di quella trasmissione, sotto il titolo The Riot that Never
Was. A priest and a panic che consultabile in rete allindirizzo <http://
www.bbc.co.uk/radio4/factual/the_riot_that_never_was.shtml>.
2
Lintero episodio, inserito nel contesto dellInghilterra degli anni Venti, scossa dai brividi della lettera Zinovev e dai fantasmi della rivoluzione
bolscevica ricostruito in Joanna Bourke, Fear, cit., pp. 165-178.

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Queste minacce altro non erano che diverse varianti del timore
del collasso del Potere pubblico e della conseguente perdita di sicurezza dei cittadini inermi, un sentimento particolarmente vivo in
periodi di transizione o di crisi3 . In determinati momenti e per una
serie di concause, questa e altre paure ad essa legate possono sfociare infatti in vere e proprie ondate di isteria collettiva. Riprendendo alcune delle riflessioni di Guglielmo Ferrero su potere e paura
ed applicando allindagine storica i criteri interpretativi propri della psicanalisi, lo storico ungherese Istvn Bib aveva fornito a met
degli anni Quaranta alcune chiavi interpretative attorno ad eventichiave della storia europea tra Otto e Novecento facendo ricorso
alle categorie di isteria politica o isteria comunitaria4 .
Secondo questa interpretazione, una particolare esperienza collettiva o un evento storico traumatico e il senso di smarrimento da
essi derivante sono in grado di innescare comportamenti devianti
che, al pari della patologia individuale, finiscono con laffliggere
intere comunit. Secondo Bib,
la vera, grande isteria collettiva [] quella che dellisteria presenta
simultaneamente tutti i sintomi caratteristici: lallontanarsi della comunit dalla realt effettiva, lincapacit di risolvere i problemi posti dalla vita,
linsicurezza o la sopravvalutazione di se stessa, le reazioni irrealistiche e sproporzionate verso gli influssi del mondo circostante5 .

In questottica, le isterie collettive nascono per leffetto congiunto di stati psichici individuali, ma coinvolgono tutta la comunit quindi operano attraverso meccanismi che le rendono difficilmente estirpabili anche nel caso in cui vengano sconfessati o messi
a tacere coloro che se ne fanno palesi sostenitori:

3
Dino Pasini, Paura anarchica e paura organizzata, in Id. (a cura di),
La paura e la citt, 1 Simposio Internazionale di Filosofia della Politica, Atti, vol.
III, Relazione introduttive, Roma, Astra, 1987, p. 11.
4
Istvn Bib, Isteria tedesca, paura francese, insicurezza italiana, cit., Bologna, Il Mulino 1996. Lo stesso Bib teneva tuttavia a precisare come occorresse comunque guardarsi da ogni tipo di metafisica che attribuisca alla
comunit stessa una specie di psiche e di disturbo psichico. Sulle peculiarit del metodo dindagine dello studioso ungherese e linfluenza su di lui
degli scritti di Ferrero si veda la Presentazione di Federigo Argentieri, in apertura del volume di Bib, pp. 7-15.
5
Ibidem, p. 29.

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vano annientare tutti i cattivi: i principi sbagliati e le reazioni


falsate dallisteria continueranno a vivere in pacifici capifamiglia, in
madri (di famiglia) con sei figli, in persone serie che non farebbero male
a una mosca e in personalit dallo spirito nobile, sublime ed elevato e,
nel giro di una generazione, la comunit provveder a generare nuovamente i folli, i profittatori e i boia dellisteria6 .

Secondo questa interpretazione, questi fenomeni possono essere il frutto di condizioni di paura duratura che seguono alcuni
grandi sconvolgimenti storici che investono le comunit (crollo di
autorit politiche, rivoluzioni, domini stranieri, sconfitte belliche ecc.) e che si manifestano nel continuo timore di congiure,
rivoluzioni, aggressioni, coalizioni e nella persecuzione accanita di
avversari politici reali o ritenuti tali7 . Le fasi di isteria collettiva
terminano nel momento in cui si attenuano gli sconvolgimenti iniziali che ne sono allorigine quando si risolve la falsa situazione
che ne costituisce lessenza o quando la paura duratura viene
attenuata o eliminata8 .
La Grande Paura del 1789, londata di panico collettivo che
pervase la Francia allo scoppio della Rivoluzione, rappresent, sotto questo aspetto, un episodio emblematico:
Com possibile che un tale evento possa scatenare il panico? Certo, la rivoluzione, nella misura in cui dichiara guerra al vecchio mondo, non pu non riempire di paura le classi privilegiate. Ma il punto
che la Grande Paura del 1789 non colp solo la nobilt e il clero: fu un
fenomeno di massa, una specie di inondazione che sommerse, stravolgendone la vita, lintera societ francese []. E i contemporanei non riuscirono a individuarne la genesi, o, pi precisamente, non seppero fare altro
che spiegare la cosa ricorrendo alla teoria della cospirazione: per i partigiani
dellAntico Regime, essa era il risultato della sediziosa azione dei rivoluzionari; per questi ultimi, invece, era stata organizzata dallaristocrazia. Tutti rifiutavano che la Grande Paura potesse essere un fenomeno
spontaneo, non voluto da nessuno9 .
6

Istvn Bib, Isteria tedesca, paura francese, insicurezza italiana, cit., p. 31.
Ibidem, p. 29.
8
Ibidem.
9
Luciano Pellicani, La paura della rivoluzione, in Le paure del mondo industriale, cit., p. 175. Sulla Grande Paura e sulle dinamiche delle paure collettive nella Francia rivoluzionaria si veda il gi citato lavoro di Georges Lefebvre, La grande paura del 1789, Torino, Einaudi 1973 [1a ed. 1933] ma anche
Guglielmo Ferrero, Le due Rivoluzioni francesi, Milano, SugarCo 1986.
7

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Furono proprio gli eventi provocati dalla Rivoluzione francese


ad riportare prepotentemente in primo piano terrore e complotto.
Radicatisi nellimmaginario collettivo, questi sentimenti riemersero periodicamente in ambito letterario, divenendo gradualmente,
se non un genere, comunque uno spunto narrativo al quale si attinse ampiamente per tutto il secolo. Nella seconda met dellOttocento, la borghesia liberale europea era letteralmente ossessionata dal
timore di uno stravolgimento sociale. Eppure era stato anche grazie alla Rivoluzione francese che essa era assurta definitivamente a
classe dirigente. Che cosa era cambiato nel frattempo?
Rispetto alla rivoluzione del 1789 erano cambiati gli obiettivi
politici e gli artefici. Dopo la dittatura giacobina e il Terrore, il fallimento del tentativo insurrezionale di Babeuf e gli avvenimenti del
1848 rivoluzione era divenuto sinonimo di violenze, disordini, stravolgimento dellordine sociale, accesso al potere di gruppi politici e
sociali alternativi e antagonisti rispetto al mondo e agli ideali del
mondo moderato e liberale. Rivoluzione, per i ceti medi di tutta
Europa, non era pi sinonimo di progresso ma semmai di ansia e
paure10 .
La Comune di Parigi rappresent, sotto questo aspetto, uno
spartiacque decisivo. Di fronte ai provvedimenti adottati dai comunardi, la borghesia francese, che aveva preso parte attivamente
a tutti i precedenti fermenti rivoluzionari, mostr di non avere alcuna intenzione di mettere a repentaglio i privilegi acquisiti, n,
soprattutto, di intaccare il principio della inviolabilit della propriet
privata. La figura del rivoluzionario divenne un tuttuno con quella del criminale e nel clima di caccia alle streghe che segu la fine
della Comune parigina, bast il pi flebile sospetto persino quello
di essere disoccupati o avere laspetto del criminale per essere
condannati ai lavori forzati o addirittura alla pena capitale11 .
Le dinamiche imprevedibili e terrificanti del contagio rivoluzionario emergono tra le righe di un racconto fantastico di Alfred

10

Sul caso tedesco relativamente agli eventi del 1848 cfr. Edward Shorter, Middle-Class Anxiety in the German Revolution of 1848, in Journal of Social
History, Vol. 2, No. 3, (Spring 1969), pp. 189-215.
11
Vic (V.A.C.) Gatrell, Bruce Lenman, Geoffrey Parker (eds.), Crime and
the Law. The Social History of Crime in Western Europe since 1500, London, Europa Publications Limited 1980, p. 4 e soprattutto Robert Tombs, Crime and
the Security of the State: The Dangerous Classes and Insurrection in NineteenthCentury Paris, in Vic (V.A.C.) Gatrell, Bruce Lenman, Geoffrey Parker (eds.),
Crime and the Law, cit., pp. 214-237.

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Franklin di qualche anno posteriore alla Comune, intitolato emblematicamente Le rovine di Parigi. Ambientato nel futuro in una capitale distrutta da un cataclisma, lammiraglio Qusitor, inviato in
esplorazione dal Ministro della Marina dello Stato polinesiano di
Noumea, informa il proprio governo che le truppe al suo seguito,
influenzate dalla popolazione parigina, si sono ammutinate:
Uno spettacolo desolante mi si offr agli occhi. La maggior parte
degli uomini si erano rifiutati di indossare luniforme e portavano la
tenuta da lavoro. Mescolatisi agli indigeni ridevano, cantavano, fumavano la pipa, si passavano di mano in mano delle bottiglie che, una
volta vuote, scagliavano lontano. Al mio arrivo, gli ufficiali entrarono
nei ranghi, ma rimasero muti ed impassibili. Sin dai primi passi che
feci nella strada, fui accolto dagli hurr, dalle esclamazioni, dalle grida
confuse di cui potevo cogliere il senso. Sembrava che quegli infelici
fossero stati colti da vertigini. Provai a parlare ma le grida raddoppiarono e potei distinguere queste esclamazioni: Viva la Repubblica! Libert di stampa! Diritto di riunione! Abbasso il capitale! Suffragio universale! Organizzazione del lavoro! Basta con lo sfruttamento delluomo sulluomo!
Allora capi tutto.
Capi lerrore che avevo commesso nel lasciare che le mie truppe
frequentassero gli indigeni. Ma le chimere politiche di questi barbari
erano cos ingenuamente insensate che il contagio di simili follie mi
pareva impossibile. Purtroppo, ora ne sono convinto, gli eruditi che
sostengono che Noumea fosse un tempo una colonia francese non si
sbagliano. La voce del sangue si fatta sentire. bastata una scintilla
per risvegliare istinti sopiti da quasi trenta secoli!12

A met degli anni Ottanta, in concomitanza con la riorganizzazione del movimento operaio e socialista, alla paura generica del
tumulto rivoluzionario si somm il timore della violenza terroristica, soprattutto di matrice anarchica. La riorganizzazione della componente libertaria, seguita alla scomparsa di Mikhail Bakunin (1876),
segn in effetti una ripresa dellinsurrezionalismo, riaccendendo le
paure. Fu in questi anni che nellimmaginario collettivo nacque e si
consolid limmagine del folle attentatore anarchico e che nel contempo si manifestarono i primi esempi di quella paura dei ceti medi
che, dopo il 1917, sarebbe passata alla storia come terrore rosso.
12
Alfred Franklin, Les ruines de Paris en 4875. Documents officiels et indits, Paris, LEcho de la Sorbonne 1875, pp. 93-95.

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Ad influenzare lemergere di questa paura sociale furono alcuni episodi che ebbero un notevole impatto sullopinione pubblica.
Tra questi, figurano sicuramente i cosiddetti fatti di Haymarket.
Nel maggio 1886, alcune tra le pi importanti associazioni operaie
di Chicago organizzarono alcune manifestazioni nellambito della
mobilitazione per la giornata lavorativa di otto ore. Il 3 maggio 1886,
uno scontro tra la polizia e gli scioperanti di fronte alla fabbrica di
mietitrici McCormick si concluse con un pesante bilancio di morti e
feriti. Anarchici e socialisti organizzarono allora per il giorno successivo una manifestazione di protesta contro la brutalit della polizia. Apertosi pacificamente, il presidio di Haymarket Square ben
presto degener. La polizia, presente in forze, inizi a premere sulla folla, intimando di sciogliere lassembramento. Un ordigno esplosivo venne lanciato contro i poliziotti provocando una strage. A quel
punto segu la reazione degli agenti: vi fu una violenta sparatoria
che aument ulteriormente il numero di morti e feriti.
Gli scontri di Haymarket scatenarono unondata di odio nei confronti degli anarchici, dei socialisti, delle organizzazioni sindacali e
del movimento operaio in genere, compresi i Knights of Labor. I giornali popolari avanzarono immediatamente lipotesi del complotto
anarchico. Vennero diffuse raccapriccianti ricostruzioni grafiche dellattentato: la piazza venne disegnata circondata da fiamme altissime
e costellata dei corpi degli agenti morti, con in primo piano le inquietanti figure barbute degli attentatori anarchici in fuga. Dietro la spinta emotiva di questa campagna di stampa, part una vera e propria
caccia alluomo che si concluse il 5 maggio con larresto, con laccusa
di omicidio e cospirazione, di otto esponenti anarchici:
La polizia perquis la sede dellArbeiter Zeitung, lorgano degli agitatori socialisti e anarchici, trovando della dinamite, bandiere e stampa
sovversiva, materiali che furono presentati al processo come prova.
August Spies, un tedesco, era il direttore della Zeitung e il capobanda
degli anarchici. A.R. Parsons, americano, era il direttore dellAlarm.
Samuel Fielden, di nazionalit inglese, operaio. Oscar Neebe, tedesco.
Adolph Fischer, un tedesco. Louis Lingg, un carpentiere tedesco. George Engel, tedesco e Michael Schwab. Questi sono i nomi di coloro che
sono stati accusati di omicidio e anarchia. Parsons fugg la notte successiva ai tumulti e di conseguenza non fu arrestato subito. In un secondo tempo si consegn agli agenti, probabilmente ritenendo che questa parvenza di onore impressionasse la corte della sua innocenza e gli
valesse lassoluzione13 .
13

George N. McLean, The Rise and Fall of Anarchy in America. From Its

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Nonostante nel corso del dibattimento non venisse provata la


responsabilit degli arrestati, il processo si concluse con la condanna di tutti gli imputati14 .
Il cosiddetto Haymarket Affair consegn definitivamente allimmaginario collettivo il ritratto-tipo del rivoluzionario anarchico: un
individuo ispido, sporco, con i capelli lunghi, lo sguardo diabolico
e selvaggio, armato di rivoltella fumante e di bombe per non parlare del pugnale che talvolta serrava tra i denti15 .
Il progressivo allontanamento tra le posizioni e la strategia del
movimento anarchico e quello socialista e la parlamentarizzazione
dei partiti socialisti, realizzatasi negli anni che seguirono la nascita
della Seconda Internazionale, contribu a fugare solo in parte la
paura della rivoluzione sociale. Per certi versi, anzi, laver ricreato
un organismo sovranazionale che riuniva le varie componenti del
socialismo accrebbe, in molti, il timore di un complotto dei sovversivi su scala mondiale. Secondo queste interpretazioni, la scelta del
socialismo riformista poteva in ogni istante rivelarsi soltanto una
tattica momentanea. E se poi fosse stata davvero una scelta sincera,
sostenevano alcuni, allinterno del movimento operaio restavano
nettamente maggioritarie le correnti che inneggiavano alla violenza e alla rivolta antiborghese.
Lo spettro della rivoluzione come risultato delle trame congiunte di nemici interni ed esterni venne cos agitato dalla stampa conservatrice e moderata in occasione delle sempre pi frequenti agitazioni operaie dellultimo scorcio dellOttocento. Ci avvenne in
egual misura nei paesi che, come il Regno Unito, avevano da tempo
intrapreso la via del sistema di produzione di fabbrica e in quelli
che viceversa erano di pi recente industrializzazione. Ad esempio, in occasione dei moti dei Fasci siciliani, che pure nascondevano motivazioni di ordine sociale ben pi complesse, vi furono fogli

Incipient Stage to the First Bomb Thrown in Chicago. A Comprehensive Account of


the Great Conspiracy Culminating in the Haymarket Massacre, May 4th 1886. A Minute Account of the Apprehension, Trial, Conviction and Execution of the Leading
Conspirators, Chicago & Philadelphia, R.G. Badoux & Co. 1888, pp.20-21.
14
Fischer, Engel, Parsons e Spies furono impiccati in carcere l11 novembre 1887. Lingg si suicid prima dellesecuzione. Quanto a Schwab e
Fielden, la loro condanna alla pena capitale fu commutata con il carcere a
vita, mentre Oscar Neebe fu condannato a quindici anni.
15
Henry David, The History of Haymarket Affair: A Study in the American
Social-Revolutionary and Labor Movements, New York, Farrar & Rinehart 1936,
p. 528.

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come Il Popolo Romano che denunciarono lopera dei sobillatori, i


quali, per personali intenti ed ambizioni soffiano nel fuoco e attizzano gli odii di classe, chiedendo unazione energica e risoluta
per parte del governo16 . Come scrisse nel gennaio del 1894 Enea
Cavalieri sulle pagine della Nuova Antologia, la paura dei notabili locali nei riguardi delle combriccole di novatori rappresentate dai
socialisti e dagli anarchici, manifestata sin dagli anni post-unitari,
non era stata sufficiente a scongiurare la diffusione dellidea rivoluzionaria:
Le classi dirigenti della Sicilia vivevano in tanto timore di uninvasione delle dottrine socialiste, che allepoca della Esposizione di Palermo, nel seno del Comitato ordinatore, tra le obiezioni alla proposta di
far coincidere colle gare del lavoro qualche Congresso di Societ operaie e di Societ cooperative, fu sollevata anche quella della facilit colla
quale, in siffatti convegni, le dottrine socialiste giungono ad affermarsi
e far proseliti. Eppure linvasione era gi avvenuta17 .

In Italia, la paura della congiura fu usata anche dagli ambienti


clericali conservatori per giustificare il rifiuto di ogni collaborazione
con la monarchia sabauda e con la Setta rappresentata dalla classe
dirigente liberale. Il tema del complotto massonico, puntualmente
riportato sulla stampa clericale in occasione di ogni evento di particolare gravit, penetr fortemente non solo negli ambienti borghesi
ma anche, grazie alla capillarit della presenza della Chiesa, nellimmaginario popolare.
Lincubo della cospirazione anarchica torn invece a popolare i
sonni della borghesia e della classe dirigente di mezza Europa e di
oltre Oceano tra la met degli anni Novanta e il primo Novecento.
Nellarco di neppure un decennio, infatti, caddero vittime di attentati alcuni tra i pi importanti capi di Stato. Nel 1894, per mano di

16
Lagitazione agraria in Sicilia, Il Popolo Romano, 22 ottobre 1893, cit.
in I fasci siciliani dei lavoratori, a cura di Santi Fedele, Soveria Mannelli, Rubbettino 1994, p. 169. Disgraziatamente si leggeva in un altro articolo
ci che si temeva accaduto. I sobillatori del popolo siciliano raccolgono
oggi il frutto del loro lavoro fratricida di dissoluzione, che hanno preparato, La situazione in Sicilia, Il Popolo Romano, 6 gennaio 1894, cit. in cit. in
I fasci siciliani dei lavoratori, a cura di Santi Fedele, cit., p. 173.
17
Enea Cavalieri, I Fasci dei Lavoratori e le condizioni della Sicilia, in Nuova Antologia, serie terza, volume XLIX, 1 gennaio 1894, cit. in in I fasci
siciliani dei lavoratori, a cura di Santi Fedele, cit., p. 260.

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Sante Caserio, venne assassinato il presidente della Repubblica Sadi


Carnot. Nel 1898, Luigi Luccheni uccise limperatrice Elisabetta
dAustria. Nel 1900, re Umberto I di Savoia pag con la vita lonorificenza concessa a Bava-Beccaris in occasione dei moti milanesi di
due anni prima. Infine, il 6 settembre 1901, il presidente degli Stati
Uniti, William McKinley, cadde ferito a morte dallanarchico di origini polacche Leon Czolgosz. Lassassinio di McKinley, avvenuto il
14 settembre riaccese nel pubblico medio paure mai sopite nei confronti del terrorismo e degli immigrati, alle quali si rispose come
di consueto con ladozione di una legislazione speciale18 . Le immagini della solenne cerimonia e del corteo funebre con il feretro
del presidente furono filmate dalla Thomas Edison, che poi, secondo la moda dellepoca, cur anche la ricostruzione filmata dellesecuzione di Czolgosz, sulla sedia elettrica, avvenuta nella prigione
di Auburn19 .
Da questi atti violenti si trasse la conclusione che si sarebbe
dovuto convivere a lungo in compagnia dellincubo del terrorismo.
La stessa letteratura di anticipazione consider il terrorismo (perlopi anarchico) una minaccia probabile anche in un futuro relativamente lontano. Nel romanzo A.D. 2050, pubblicato nel 1890, John
Bachelder immagin una societ del futuro razzista, dominata da
ariani. Questa societ, che pure dispone di incredibili armi da guerra, tra cui degli aerei dotati di un potentissimo esplosivo (leurokite),
deve ancora difendersi da aggressioni esterne e, soprattutto, dalla
minaccia del comunismo e dellanarchismo20 . In apertura del suo
romanzo La fine del mondo, in parte ambientato nel XXV secolo, Camille Flammarion descrive le bellezze architettoniche di una Parigi
che per stata ricostruita sulle rovine lasciate dalla grande rivoluzione sociale degli anarchici internazionali21 .

18
Sullassassinio di McKinley e le sue ripercussioni cfr. Sidney Fine,
Anarchism and the Assassination of McKinley, in The American Historical Review, vol. 60, No. 4, July 1955, pp. 777-799.
19
Alcune delle sequenze dei funerali di McKinley e il filmato Electrocution of Czolgosz, appartenenti al Catalogo della Thomas Edison Inc., sono conservati presso la Biblioteca del Congresso di Washington (Library of Congress Motion Picture, Broadcasting and Recorded Sound Division Washington, D. C. 20540 USA) e consultabili in rete, allindirizzo web <http://
rs6.loc.gov/ammem/papr/mckhome.htm>.
20
John Bachelder, A.D. 2050, cit.
21
Camille Flammarion, La fin du monde, Paris, Ernest Flammarion 1894,
p. 3.

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Il profilo di un vile dinamitardo che tuttavia rinuncia a lanciare il suo ordigno mortale per salvare la vita di un bambino innocente al centro di un caustico racconto di Grant Allen pubblicato
in quello stesso periodo22 . Qualche anno dopo, il protagonista di
un romanzo di Salgari risvegliatosi dopo un sonno lungo cento
anni assiste ad uno straordinario video-notiziario incentrato sulla
cronaca di un terribile attentato:
Gravi avvenimenti sono avvenuti ieri nella citt di Cadice. Gli
anarchici della citt sottomarina di Bressak, impadronitisi della nave
Hollendorf, sono sbarcati nella notte, facendo saltare parecchie case,
con bombe. La popolazione fuggita e gli anarchici hanno saccheggiata la citt. Si chiamano sotto le armi i volontari di Malaga e di Alicante
che verranno trasportati sul luogo dellinvasione con flotte aeree. Si
dice che Bressak sia stata distrutta e che molte famiglie anarchiche siano rimaste annegate [].
Guardate la scena.
Nel medesimo istante il dottore vide illuminarsi un gran quadro
che occupava la parete di fronte al letto e svolgersi una scena orribile e
duna verit straordinaria.
Degli uomini erano comparsi in mezzo a delle case e correvano
allimpazzata, lanciando delle bombe che scoppiavano con lampi vivissimi.
I muri si sfasciavano, i tetti crollavano; uomini, donne e fanciulli
precipitavano nelle vie, mentre larghe lingue di fuoco si alzavano sopra quegli ammassi di macerie, tingendo tutto il quadro di rosso.
Gli anarchici continuavano intanto la loro opera di distruzione,
e le scene si succedevano alle scene con vertiginosa rapidit e senza
la minima interruzione. Era una specie di cinematografo, duna perfezione straordinaria, veramente stupefacente, che riproduceva con
meravigliosa esattezza la terribile strage annunciata poco prima dal
giornale.
Per dieci minuti quel rovinio continu, poi fin con una fuga disordinata di gente, che si rovesciava verso una spiaggia, mentre il cielo
rifletteva la luce degli incendi23 .

La sovversione non minacciava lordine costituito solo attraverso la violenza o lo spettro della rivoluzione, ma anche con mezzi

22

Charles Grant Blainfindie Allen, The Cowardly Dynamiter, in Lloyds


Weekly Newspaper, August 9th, 1896.
23
Emilio Salgari, Le meraviglie del Duemila, Firenze, Bemporad 1907.

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ancor pi disumani. Come immagin Herbert George Wells in un


breve racconto del 1895, i cospiratori avrebbero potuto causare una
vera e propria strage di civili innocenti sfruttando proprio il progresso scientifico. Descrivendo il furto di una provetta del bacillus
del colera asiatico da parte di un anarchico, che poi ne ingerisce il
contenuto per diventare lui stesso un vettore di contagio per la citt
di Londra, Wells porta a conoscenza dei suoi lettori una nuova e
terribile minaccia: quella degli agenti biologici. Nonostante il lieto
fine, il racconto insinua nel lettore, che aveva ben presente la triste
fama del colera, langoscia delle possibili conseguenze di un atto
terroristico batteriologico:
S, qua dentro imprigionata unepidemia. Basta spezzare una piccola provetta come questa in un impianto per la distribuzione di acqua
potabile; basta dire a queste minuscole particelle di vita, tanto minuscole che solo per vederle, con tutta la potenza di un microscopio, occorre la tintura, e di cui non si ha modo di sentire n lodore n il sapore basta dir loro andate, crescete e moltiplicatevi, riempite i serbatoi
dellacqua; e la morte, misteriosa, inafferrabile, una morte rapida e
orribile, dolorosa e degradante, si scatenerebbe su questa citt, vagolando qua e l in cerca di vittime. Strapperebbe in un posto il marito
alla moglie, in un altro il figlio alla madre, qua luomo di Stato alle sue
incombenze, l il lavoratore ai suoi guai. Si espanderebbe per le condutture idriche, strisciando lungo le strade, colpendo ora questa ora
quella casa ove non si fa bollire lacqua da bere, sgusciando nei pozzi
dei fabbricanti dacque minerali, finendo nellinsalata quando viene
risciacquata, e stando acquattata nei gelati. Aspetterebbe con pazienza
di farsi bere dai cavalli agli abbeveratori e dai fanciulli ignari alle fontanelle pubbliche. Affonderebbe nel suolo per riapparire nelle sorgenti,
nei pozzi e in mille posti imprevisti. Basta dare il via al morbo nelle
condutture per lacqua potabile e, prima che noi lo si possa circoscrivere, avr gi decimato la metropoli24 .

Dietro lo spettro della rivoluzione non cera per solo la paura


della distruzione materiale, delle violenze terroristiche o del rovesciamento dellordine sociale ed economico. Si nascondeva anche

24
Herbert George Wells, Il bacillo rubato [1895], in Id., La macchina del
tempo e altre avventure di fantascienza, Torino, Mursia 1980, p. 170. Il protagonista scoprir che la provetta rubatagli contiene in realt bacilli sostanzialmente innocui, che si limitano a colorare di macchie blu la pelle di chi ne
viene a contatto.

84

un timore che, proprio negli anni a cavallo tra Otto e Novecento,


stava raggiungendo il suo acme: la paura della folla25 .
Quelle masse che sempre pi numerose andavano popolando i
principali centri urbani e che si stavano prepotentemente affacciando sullo scenario politico e sociale dei paesi pi avanzati, in particolari situazioni potevano scatenarsi, trasformarsi e generare un
tumulto irrazionale ed inarrestabile.
Anche escludendo i moti popolari, le jacqueries, le varie forme
di ribellismo o le ondate rivoluzionarie dellOttocento, culminate
nella gi citata Comune di Parigi, le cronache del tempo registrarono un numero considerevole di disordini e moti di piazza.
I tumulti del pane, da quello di Richmond del 1863 ai moti
italiani per il macinato del 1869, fino alla protesta dello stomaco,
sempre italiana, del 1898, non rappresentavano una novit, ma semmai confermavano, agli occhi degli ambienti conservatori, la perdurante pericolosit dei poveri e la necessit di non abbandonare del
tutto lapproccio che tendeva a considerare il fenomeno del pauperismo una questione innanzitutto di ordine pubblico pi che sociale.
A queste proteste spontanee, frutto della fame piuttosto che di
pericolose trame eversive che peraltro sarebbero puntualmente
riesplose anche nel Novecento in particolari momenti di acuta crisi
economica e sociale26 se ne aggiunsero tuttavia altre ben pi gravi, che si caratterizzavano non tanto per i saccheggi, le distruzioni o
le violenze quanto piuttosto per la ricerca di capri espiatori appartenenti a particolari confessioni religiose o gruppi etnici.
Quello dello straniero risulta tradizionalmente una categoria vuota che pu pertanto essere riempita delle paure pi varie27 . Negli Stati Uniti, lafflusso di manodopera di origini irlandesi fece ad esempio nascere sin dal primo Ottocento una crescente
tensione con gli yankee, i nativi americani. Nel 1837 queste tensio-

25
Su questi temi cfr. Joanna Bourke, Fear, cit., p. 54. Per un caso specifico, si veda inoltre Susanna Barrows, Distorting Mirrors. Vision of the Crowd in
the Late Nineteenth Century France, New Haven, Yale University Press 1981.
26
Solo per citare il caso italiano, si pensi ai moti annonari del primo
dopoguerra, riedizione, in chiave novecentesca, dellassalto ai forni di
manzoniana memoria ma anche preludio ai fermenti del diciannovismo e
del biennio rosso. Cfr. Roberto Bianchi, Bocci Bocci. I tumulti annonari nella
Toscana del 1919, Firenze, Olschki 2001, cui si rimanda anche per ulteriori
riferimenti bibliografici.
27
Carlo Mongardini, Le dimensioni sociali della paura, Milano, Franco
Angeli 2004, p. 58.

85

ni sfociarono nei disordini di Boston, che coinvolsero ben 15.000


persone. La creazione della societ segreta irlandese dei Molly Maguires fu un nuovo motivo di disordini nel 1844. La Grande carestia
del 1846-1849, determinando un vero e proprio esodo di immigrati
irlandesi in direzione del Nord America, peggior ulteriormente la
situazione. Cos, i disordini che nel 1863 misero a ferro e fuoco per
una settimana la citt di New York (i Draft Riots) per quanto originati dalla protesta di piazza contro la legge sullarruolamento votata dal Congresso nellambito della guerra di secessione, di fatto sfociarono in una vera e propria battaglia tra etnie che coinvolse gli
irlandesi (in maggioranza), ma anche gli italiani e i tedeschi. Anche
se, a fare le spese della furia cieca dei dimostranti, furono principalmente gli afro-americani. La folla inferocita prese di mira lorfanotrofio per bambini neri sulla Quinta strada:
Lorfanotrofio per bambini di colore stato raggiunto dalla folla
intorno alle quattro []. Centinaia, forse migliaia di dimostranti, la
maggior parte donne e bambini, entrarono nello stabile e in preda alleccitazione cominciarono con violenza a mettere a soqquadro e saccheggiare ledificio dalla cantina alla soffitta [].
Quando fu chiaro che la folla intendeva distruggere lorfanotrofio, dallaltra parte del marciapiede fu sventolata una bandiera bianca, e i direttori dellistituto fecero appello invano alla plebaglia
eccitata. Sembrerebbe incredibile, eppure la verit: dozzine di uomini, o meglio di figuri, in mezzo alla folla rincorrevano i poveri bambini gridando Morte alle m [maledette] scimmie, tiriamo il collo
ai d [dannati] Lincolniani, e cos via. Se non fosse stato per la condotta coraggiosa [di alcuni pompieri] non c alcun dubbio sul fatto
che molti, forse tutti quei poveri bambini sarebbero stati assassinati a
sangue freddo28 .

Raso al suolo lorfanotrofio, segu una selvaggia sequenza di


violenze, saccheggi, aggressioni per le vie della citt contro persone
di colore. In un caso la folla fece irruzione in una casa: tutti gli occupanti furono uccisi a bastonate, compreso un bambino di tre anni
che fu poi scaraventato fuori dalla finestra del primo piano. Un altro bambino, di sei anni, fu bastonato a morte e finito con il calcio di
una pistola. Un giovane, sorpreso dai manifestanti per strada, fu
picchiato, impiccato e poi fatto a pezzi. Un uomo, che rientrava a
casa con del pane sotto braccio, fu inseguito, catturato e poi appeso
28

86

The Riots in New York, in Harpers Weekly, August 1st 1863, p. 494.

ad un albero di Clarkson Street. Non contenti, i suoi aggressori,


mentre lo impiccavano, appiccarono il fuoco ai suoi vestiti riducendone il corpo in cenere. Tra le vittime nere furono conteggiate
anche una donna bianca, sposata con un afro-americano, morta per
le ustioni riportate dopo che aveva inutilmente cercato di salvare il
figlio, e un sessantatreenne indiano Mohawk, veterano della Guerra messicana, scambiato per un negro e perci bastonato a morte
per via della sua carnagione scura29 . Alla fine, dopo una settimana di scontri e di violenze si contarono, ma il bilancio resta approssimativo, un centinaio di morti e almeno trecento feriti.
Lefferatezza di certi episodi colp fortemente lopinione pubblica anche se il linciaggio non rappresentava certo un evento inconsueto per molte zone degli Stati Uniti. Uno studio pubblicato
tra le due guerre stim che tra il 1889 e il 1930 erano state linciate
4.724 persone, il 75% delle quali afro-americane30 . Nonostante solo
un sesto di queste persone fossero state accusate di stupro, negli
Stati del Sud era opinione diffusa che non si fossero periodicamente linciati i negri come esempio, le donne bianche non sarebbero
state al sicuro da violenze sessuali31 . La paura della rivolta dei neri,
che in realt era una delle cause recondite che alimentavano questi
episodi, fu spesso argomento della letteratura popolare. In una sorta di romanzo-pamphlet dal titolo The Next War, King Wallace scrisse
la storia di una cospirazione, ordita dalla popolazione di colore, per
sterminare con il veleno tutti i bianchi. Alla fine, scoperta e costretta
alla fuga, lintera popolazione di colore degli Stati Uniti viene prima
circondata e poi sterminata, un po comera successo con gli indiani
Sioux Lakota a Wounded Knee due anni prima32 , per mano dei sol-

29
David M. Barnes, The Draft Riots in New York. July 1863. The Metropolitan Police: their Services during Riot Week. Their Honorable Record, New York,
Baker & Godwin 1863.
30
Arthur F. Raper, The Tragedy of Lynching, Chapel Hill, University of
California Press 1933.
31
Ibidem, p. 20.
32
Il 29 dicembre 1890, presso la localit di Wounded Knee Creek, il 7
cavalleria, con il supporto di reparti dellartiglieria leggera, attacc un accampamento di Lakota Sioux che, dopo la rottura da parte dei bianchi del
precedente trattato, si erano riufiutati di accettare una ulteriore riduzione dei
territori e il trasferimento coatto presso una nuova riserva. Nellarco di unora,
150 indiani, compresi donne, vecchi e bambini, furono sterminati. Molti, probabilmente altrettanti, lasciati in mezzo alla neve, morirono assiderati. I soldati morti furono venticinque. Lepisodio, che pose fine alle Guerre indiane,

87

dati bianchi nuovamente affratellati dopo la Guerra di Secessione


degli Stati del Nord e del Sud. La trama, assicurava lautore, era solo
in parte frutto della sua fantasia, in quanto, a suo dire, la minaccia
negra non era da scartare, dal momento che un piano simile, orchestrato da alcuni ribelli, sarebbe davvero dovuto scattare al momento
del passaggio al nuovo secolo33 .
Disordini di natura etnica o razziale si susseguirono, sempre
negli Stati Uniti, con tragica periodicit. Oltre agli afro-americani
(bersaglio dei disordini di Memphis e New Orleans del 1866 di quelli
Vicksburg del 1874, di Bloomington del 1903, fino a quelli terribili
di Chicago del 1915 e di Omaha del settembre 1919), questi episodi
si indirizzarono anche contro gli immigrati: i cinesi (Los Angeles,
1871), gli italiani (New Orleans, 1891) e persino i greci, in occasione
dei fatti di Omaha del 1909, scoppiati semplicemente perch un
immigrato ellenico aveva avuto un rapporto sessuale con una donna bianca.
La paura dellimmigrato sovversivo, che in parte spiega la successiva drammatica vicenda di Sacco e Vanzetti, fu poi alimentata e
diffusa, ad uso dei ceti medi, dalla variante nordamericana del romanzo catastrofico e apocalittico in voga in Europa in questi anni.
Nel 1889, John Ames Mitchell, con la consolidata tecnica del flashback dal futuro, predisse la fine degli Stati Uniti bianchi, anglosassoni e protestanti per mano delle moltitudini di immigrati cattolici
irlandesi che, dopo essere insorti ed aver fatto tabula rasa dellordine costituito, finivano per dare vita ad una sorta di dittatuta iberniana34 . Lalleanza antiamericana tra plutocrazia ebraica e il sottoproletariato costituito dagli immigrati italiani erano invece al centro di Cesars Column, scritto sotto pseudonimo dal politico populista Ignatius Donnelly. La storia si concludeva con lo sterminio di
massa degli americani, attuato con luso di gas venefici o per mano
delle orde di delinquenti italiani (i Demoni) comandate dal brutale Caesar Lomellini, che alla fine celebra il suo trionfo sui cumuli
dei corpi delle sue vittime. Lepitaffio che compare su questo terribile monumento alla distruzione della civilt rappresenta un duro
fu commentato entusiasticamente dai principali organi di stampa e numerose decorazioni furono attribuite ai militari che presero parte alloperazione.
33
King Wallace, The Next War: A Prediction, Washington, Martyn Publishing, 1892.
34
John Ames Mitchell, The Last American: A Fragment from the Journal of
Khan-Li, Prince of Dimph-Yoo-Chur and Admiral in the Persian Navy, New York,
Frederick A. Stokes & Brother 1889.

88

atto di accusa che Donnelly rivolge ai suoi compatrioti benpensanti, che non solo si sono dimostrati incapaci di evitare la rivoluzione
ma che anzi lhanno addirittura inconsapevolmente provocata, dando fiducia ad una classe dirigente egoista e incapace, che ha coltivato e favorito corruzione e vizio, consentendo il diffondersi della
delinquenza e del disordine:
Questo Grande Monumento stato eretto da
Caesar Lomellini
Comandante Generale della Compagnia della Distruzione
A memoria imperitura della fine della moderna civilt
composto dai corpi di un quarto di milione di esseri umani, che
un tempo erano i governanti o i cittadini di questa un tempo potente
ma, ahim, adesso distrutta citt.
Sono stati guidati da capi assolutamente incapaci.
Hanno corrotto i giudici, le giurie, i giornali, le assemblee e i parlamenti, le urne elettorali, i cuori e le anime del popolo.
Hanno formato giganteschi cartelli per rapinare i poveri, per rendere ancor pi miseri i miserabili, per sottrarre a quelli che hanno di
meno per dare a quello che hanno di pi.
Hanno usato le libere istituzioni come strumento di oppressione.
Si sono fatti beffe della libert e zimbello delle tradizioni. Hanno cacciato la giustizia dal paese e al suo posto hanno messo crudelt, ignoranza, ingiustizia e vizio.
I loro cuori sono stati pi duri delle pietre dei mulini. Hanno degradato lumanit e offeso Dio []
Essi sono periti per mezzo degli stessi strumenti che aveva creato
la loro malvagit e adesso giacciono qui, sepolti sotto queste pietre e
dispersi in mille pezzi dallo scoppio delle granate. Esecriamo i loro vizi
e piangiamo per la loro sorte. Hanno vissuto al culmine di secoli di
malgoverno e hanno pagato a durissimo prezzo le colpe di generazioni
di antenati imprevidenti ed egoisti e le loro crudelt e vizi.
Questo monumento, o Uomo, posto a perenne ricordo35 .

Donnelly dava in qualche modo voce allanima populista e xenofoba dellAmerica bianca che guardava timorosa ai crescenti flussi
migratori e tremava allidea di una contaminazione razziale e cultu-

35
Edmund Boisgilbert [Ignatius Loyola Donnelly], Caesars Column. A
Story of the Twentieth Century, Chicago, Schulte & Co. 1890.

89

rale con i nuovi venuti. Ma neppure lEuropa fu immune da questi


sentimenti. Escludendo i pogrm, di cui venivano fatti periodicamente oggetto gli ebrei nellEuropa centro-orientale, disordini xenofobi
scoppiarono periodicamente nelle zone dove maggiore era il flusso
di immigrati stranieri.
Nel corso dellestate del 1893, in Francia, ad esempio, proprio la
paura irrazionale generata dal terrore anarchico, sommata ai pregiudizi e alle diffidenze xenofobe, fu alla base di violenti disordini. In
quel frangente, limmagine stereotipata dellanarchico italiano, se
non addirittura quella del criminale si sald a quella, altrettanto
consolidata, dello strimpellatore di mandolino, e culmin in una
strage di operai italiani immigrati. La caccia allitaliano scatenatasi
nella localit di Aigues-Mortes, nelle vicinanze di Marsiglia, si concluse con un bilancio tragico36 . Quel che paradossale, ma sintomatico del fatto che lepisodio non era frutto soltanto di una paura cieca
ed irrazionale, che queste violenze furono compiute anche da operai francesi che sventolavano la bandiera rossa cantando orgogliosamente la Marsigliese.
La foba per gli immigrati, in particolare quelli provenienti dallItalia, fu richiamata pochi anni dopo, sempre in Francia, nel romanzo mediterraneo di Louis Bertrand che si intitolava significativamente Linvasione. Il libro conteneva una durissima requisitoria
nei confronti della politica sullimmigrazione del governo francese
ma soprattutto una raccolta di stereotipi sugli italiani appartenenti
alle classi pericolose di Marsiglia. Collusi con gli anarchici e i sovversivi, violenti, incuranti delle tradizioni del paese in cui trovavano asilo, stipati allinverosimile sui piroscafi, gli italiani erano assunti a simbolo della minaccia alla civilt francese e pi in generale
alla cultura continentale37 .
Una viariante dei disordini contro gli immigrati appartenenti a
nazionalit o etne ritenute pericolose fu rappresentata dagli scontri provocati dal nazionalismo, come quelli di Belfast del 1886 o quelli
antiamericani di Valparaiso del 1891. Alcuni di questi furono persi-

36
Alla fine, si contarono 20 morti e 50 feriti secondo fonti francesi, 50
moti e 150 feriti secondo il Times di Londra. Sui fatti di Aigues-Mortes, sulle
reazioni della stampa dellepoca e sulla identificazione tra forza-lavoro italiana e sovversione si veda Robert Paris, LItalia fuori dItalia, in Storia dItalia.
DallUnit a oggi, vol. IV, tomo I, pp. 535-541 e pp. 541-559.
37
Louis Bertrand, Linvasion, roman contemporain, Paris, Fasquelle 1907.

90

no causati da eventi sportivi, come quelli di Sydney del 1879, scoppiati a margine della partita di cricket tra la rappresentativa inglese
e quella del Nuovo Galles del Sud38 . Il test match fu interrotto per
invasione di campo provocata da una controversa decisione arbitrale: ne segu una durissima polemica sulla stampa che lasci a
lungo pesanti strascichi nei rapporti tra inglesi ed australiani.
Nel 1891, Scipio Sighele, allievo di Enrico Ferri, con La folla
delinquente, inaugur una serie di studi pionieristici sulla psicologia collettiva39 . Le complesse dinamiche dellanima collettiva
che emergeva prepotentemente in manifestazioni politiche e sindacali, disordini e moti di piazza ma anche in molte altre, e meno
cruente, situazioni rappresentarono anche il fulcro delle riflessioni che Gustave Le Bon fiss nel suo celebre studio sulla Psicologia
delle folle. Il libro divenne immediatamente uno dei pi letti e citati, al punto che, nel 1906, era gi giunto alla dodicesima edizione.
Il lavoro di Le Bon traeva spunto dalle idee di Bergson e, pi in
generale, dalle dottrine che, proprio sul finire del secolo, criticavano la cieca fiducia nel razionalismo. Con la Psicologia delle folle
di Le Bon, ancor pi che con gli scritti di altri pionieri dello studio
dei comportamenti collettivi come Gabriel Tarde o Pasquale Rossi40 , lirrazionale e linconscio entravano nella storia. Ma soprattutto vi entravano le masse:
Lepoca attuale costituisce uno dei momenti di quei momenti critici, durante il quale il pensiero umano si trasforma.
Due fattori fondamentali stanno alla base di tale trasformazione.
Il primo la fine delle credenze religiose, politiche e sociali da cui
derivano tutti gli elementi della nostra civilt.

38

I disordini a margine di manifestazioni sportive non erano certo una


rarit. In Italia, ad esempio, il popolare gioco del pallone degenerava spesso
in scontri, obbligando le autorit a disciplinare con estrema severit lo svolgimento delle partire. Cfr. Stefano Pivato, I terzini della borghesia. Il gioco del
pallone nellItalia dellOttocento, Milano, Leonardo 1991.
39
Scipio Sighele, La folla delinquente. Studio di psicologia collettiva, Torino,
Bocca 1891. Si veda inoltre Id., Lintelligenza della folla [1a ed. 1903], a cura di
Mirella Pasini, Genova, Name 1999, che contiene una introduzione e una
nota bio-bibiografica con ulteriori richiami alla nascita di una scienza sullo
studio dei fenomeni collettivi.
40
Gabriel Tarde, Les Crimes des Foules, Lyon, Storck 1894; Pasquale Rossi, Lanimo della folla, Cosenza, Riccio 1898 e Id., Psicologia collettiva, Milano,
Battistelli 1900.

91

Il secondo la nascita di condizioni di vita e di pensiero interamente nuove, che risultano prodotte dalle moderne scoperte delle scienze e dellindustria.
Dato che le idee del passato, sebbene meno salde, sono ancora
molto forti, mentre quelle che devono sostituirle sono ancora in via di
formazione, let moderna rappresenta un periodo di transizione e di
anarchia.
Al momento non facile dire che cosa potr nascere un giorno da
questepoca piuttosto caotica. Su quali idee saranno fondate le societ
che si succederanno alla nostra? Ancora lo ignoriamo, e tuttavia fin
dora possiamo prevedere che, nella loro organizzazione, queste societ dovranno fare i conti con una potenza nuova, la pi recente sovrana
moderna: la potenza delle folle. Sulle rovine di tante idee, ritenute un
tempo ed oggi defunte, e di tanti poteri successivamente infranti dalle
rivoluzioni, tale potenza la sola che continui a crescere e che paia
destinata ad assorbire le altre. Mentre le antiche credenze barcollano e
spariscono, e le vetuste colonne delle societ si schiantano ad una ad
una, la potenza delle folle la sola che non subisca minacce e che veda
crescere di continuo il suo prestigio. Let che inizia sar veramente
lera delle folle41 .

Le formulazioni di Le Bon, anche se probabilmente non aggiungevano come sostenne Freud qualche anno dopo elementi di
novit rispetto a quanto espresso da altri suoi contemporanei42 ,
ebbero comunque una notevole influenza in una societ che, democratizzandosi, si stava aprendo proprio alle masse. Il rapporto tra
sentimenti quali paura e panico e il comportamento delle folle in
particolari situazioni, messo in evidenza da Le Bon, fu infatti og-

41
Gustave Le Bon, La psicologia delle folle, Milano, Longanesi 1980 [1a ed.
1895], pp. 32-33.
42
Il disprezzo con cui egli parla delle manifestazioni dellanima della
folla avrebbe scritto Freud nel 1921 gi stato espresso, con altrettanta
forza ed ostilit ed in termini quasi identici, da pensatori, uomini politici e
poeti di tutti i tempi e di tutti i paesi. Le due proposizioni che contengono le
pi importanti concezioni di Le Bon, quelle relative allinibizione collettiva
della funzione intellettuale ed allesasperazione dellaffettivit delle folle, sono
state formulate poco prima di lui da Sighele. Le cose pi originali in Le Bon,
sebbene anche per queste abbia dei precursori, sono la sua concezione dellinconscio ed il confronto con la vita psichica dei primitivi (Sigmund Freud,
Psicologia collettiva e analisi dellIo, pubblicato per la prima volta in Internationale Psychoanalytischer Verlag, Leipzig, Wien, Zurich 1921, adesso in
Sigmund Freud, Opere. 1905-1921, Roma, Newton Compton 2004, p. 1147).

92

getto dellattenzione, oltre che dello stesso Freud, di numerosi altri


studiosi43 .
In questi anni, in una sorta di frenetica alternanza, la paura della
rivoluzione continu ad essere incarnata ora dagli scioperi e dalle
manifestazioni di massa, ora dallazione isolata, ma frutto di macchinazioni compiute nellombra, di singoli attentatori. Nel 1894, losservatorio di Greenwich, il simbolo della potenza imperiale britannica, fu fatto oggetto di un clamoroso attentato dinamitardo. Il gesto dellennesimo attentatore anarchico, successivamente romanzato da Joseph Conrad nellAgente segreto e da qui poi trasposto per
il grande schermo44 , riaccese la sottile inquietudine del cittadino
della grande citt che temeva per la propria incolumit e soprattutto si sentiva indifeso nei confronti di una forma di lotta politica che
colpiva alla cieca, senza curarsi delle eventuali vittime innocenti
che poteva mietere. Proprio per il modo con il quale agivano tipi
come Verloc, il protagonista della storia di Conrad, non potevano
essere considerati alla stregua di coloro che in passato avevano combattuto per un ideale. I terroristi erano dei criminali. Del resto, si
pensi al concetto di delinquenza elaborato dalla scuola del socialismo giuridico, la figura del criminale non era soltanto quella del
delinquente nato, ma anche quella chi, proprio come lattentatore isolato o il dimostrante violento, compiva i propri delitti vigliaccamente, mescolandosi alla folla e facendosene scudo, per poi scomparire in mezzo ad essa45 .
Le violenze e i disordini che aprirono la strada alla Rivoluzione
russa del 1905, originata dalla sconfitta militare patita dallImpero

43
Wilfred Trotter, Instincts of the Herd in Peace and War, London 1910;
William McDougall, Psychology. The Study of Behaviour, London 1912 e Id.,
The Group Mind. A Sketch of the Principles of Collective Psychology with Some
Attempt to Apply them to the Interpretation of National Life Character, Cambridge 1920 cit. in Joanna Bourke, Fear, cit., pp. 65-67. Un quadro sul dibattito nel
primo Novecento attorno al tema della psicologia della folla anche in Francesca A.M. Caruso, Panico collettivo. Mito popolare, teoria sociale, indagine empirica, Milano, F. Angeli 2007, pp. 26-29.
44
Joseph Conrad, LAgente segreto, Milano, Mursia 1990 [1a ed. 1907]. Il
personaggio di Verloc sarebbe stato riportato da un giovane Alfred Hitchcock
nel film di produzione inglese LAgente segreto (Sabotage), del 1936.
45
Cfr. Mario Proto, La parabola del socialismo giuridico, in Filippo Turati,
Lo Stato delinquente. Delitto, questione sociale, corruzione politica. Scritti di sociologia radicale (1882-1884), a cura di Mario Proto, Manduria-Bari-Roma, Lacaita 1999, pp. 39-40.

93

zarista in Corea, rappresent, agli occhi dellopinione pubblica


moderata di tutta Europa, una sorta di campanello dallarme e la
definitiva conferma della necessit di affrontare e risolvere la questione operaia prima che avvenisse lirreparabile, ovvero un generale stravolgimento dellordine costituito. Sulla scia degli eventi russi
del 1905 e dietro linfluenza delle riflessioni sulla crisi del marxismo e della dirigenza moderata socialista che Georges Sorel aveva
inizialmente affidato al Mouvement Socialiste e poi raccolto nelle
Rflexions su la violence (1908), questi anni videro le componenti dellala rivoluzionaria e radicale riprendere vigore in tutta Europa.
Dietro linfluenza di Sorel, questa sinistra sostitu nel proprio lessico le parole dordine blanquiste: barricate, fucili, attacchi, assalti
con una parola dordine che per molti non suonava meno inquietante: lo sciopero generale insurrezionale. Dietro questo romanticismo rivoluzionario, vi era la fede nellapprossimarsi della rivoluzione, una catastrofe che si diceva pu scoppiare domani e
per la quale bisogna prepararsi oggi46 . E proprio la catastrofe
provocata dai continui attentati, il clima di paura, nemico invisibile divenuto padrone della citt costituiscono il tema dominante
dellottava ed ultima parte della caustica storia degli abitanti di
Pinguinia che Anatole France pubblic nel 1907. Il futuro dellIsola
dei Pinguini, metafora neppure troppo velata dellOccidente e della
Francia, caratterizzato da instabilit e disordini. I capitalisti sono
divenuti il bersaglio di una guerra sociale combattuta attraverso
continui attentati compiuti da dinamitardi anarchici47 che mietono tuttavia vittime innocenti anche tra i ceti pi umili. Violenza e
morte dilagano:
La citt era immersa per tutta la notte nelloscurit, per cui vi si
commettevano violenze inaudite. Solo i quartieri popolari, meno colpiti, si difendevano ancora. Volontari dellordine pattugliavano le strade
fucilando i ladri: a ogni angolo ci si imbatteva in un cadavere immerso
in una pozza di sangue, le ginocchia piegate, le mani legate dietro il
dorso, il fazzoletto sul viso e un cartello sul petto.

46
douard Dollans, Storia del movimento operaio. II. 1871-1920, Firenze,
Sansoni 1977, p. 33.
47
Si chiamavano cos puntualizza ad un certo punto Anatole France
con una vecchia parola che male si adattava loro, giacch per quei chimici
famosi, la dinamite era una materia innocente, buona soltanto per distruggere formicai (Anatole France, Lisola dei Pinguini. Storia fantastica e funesta
delle miserie dOccidente, Milano, Isbn edizioni 2006 [1a ed. 1907], p. 302.

94

Era diventato impossibile sgombrare le vie e seppellire i morti. Ben


presto il fetore che emanava dai cadaveri divenne insopportabile. Scoppiarono epidemie che provocarono uninfinit di decessi e lasciarono i
sopravvissuti deboli e inebetiti. La carestia uccise quasi tutti quelli che
erano rimasti48 .

Uno scenario analogo, provocato da uno sciopero generale protratto per giorni su tutto il territorio degli Stati Uniti, popola invece
il Sogno di Debs, un racconto di Jack London pubblicato nel gennaio
del 1909 sulla International Socialist Review:
Duecentomila persone erano fuggite da San Francisco e avevano
distrutto ogni cosa sul loro passaggio, peggio di una invasione di cavallette, portando via tutto ci che poteva servire, rubando e aggredendo senza ritegno49 .

Anche se in realt si trattava principalmente di una allegoria sul


cristianesimo, Luomo che fu Gioved di Chesterton, pubblicato in quello stesso anno, esasperava volutamente le conseguenze della foba
del complotto e dellossessione per la sicurezza, mostrando gli esiti
paradossali a cui poteva giungere il clima di sospetto e di paura. Il
protagonista del romanzo, infatti, il poeta Gabriel Syme, viene ingaggiato da Scotland Yard (con il nome in codice Gioved) allo scopo
di infiltrarsi in una cellula di terroristi anarchici e spiarne le mosse. In
un crescendo di situazioni surreali, Syme riesce a scalare i gradi della
rete terroristica, scoprendo tuttavia, prima della resa dei conti finale
con il capo supremo dellorganizzazione (nome in codice: Sunday,
Domenica), che il tanto temuto Consiglio Anarchico Supremo in
realt tutto composto da poliziotti sotto copertura:
Signor Syme, credo che non capisca quale sia la sua situazione: la
dichiaro in arresto in nome della legge
Della legge? disse Syme lasciando andare il suo bastone.
Certo! disse il Segretario. Sono un detective di Scotland Yard,
e tir fuori dalla tasca un tesserino blu.
E le chi crede che siamo? chiese il Professore alzando le mani.
Voi? rispose freddamente voi siete, come so per certo, membri
del Consiglio Anarchico. Fingendomi uno di voi, io

48

Ibidem, p. 306.
Jack London, Il grande sogno di Debs, in Id., Il Morbo Scarlatto, Milano,
Editrice Nord 1996, pp. 161-190.
49

95

Il dottor Bull butt la sua arma in mare.


Non esiste alcun Consiglio Anarchico Supremo. disse Siamo
solo un branco di stupidi poliziotti che si controllano a vicenda50 .

Al di l delle fobe immaginarie verso il sovversivismo, gli avvenimenti rivoluzionari in Russia del 1905 avevano ribadito come
il contagio rivoluzionario stesse concretamente diffondendosi. La letteratura stava quindi dando corpo e rilanciando le pi pessimistiche visioni del confronto tra movimento operaio e ordine costituito. Anche se colpiva nel profondo i sentimenti e richiamavano situazioni ed immagini ben radicate nellimmaginario collettivo, si
trattava pur sempre di finzione romanzesca, pensata il pi delle
volte semplicemente per avvincere ed impressionare il lettore medio. Ma un evento rivoluzionario reale, si chiedevano sgomenti alcuni lettori moderati, sarebbe davvero stato molto diverso?

50
Gilbert Keith Chesterton, The Man Who Was Thursday. A Nightmare,
Whitefish MT, Kessinger Publishing 2004 [1a ed. 1908].

96

IL COMPLOTTO EBRAICO

Gli Ebrei hanno gi raggiunto la posizione di Super-governo mondiale ed ora si tolgono la maschera
[] La fine delle libert nazionali prossima, e quindi anche la libert individuale cesser []
Coloro che hanno orecchie ascoltino!
Sergej Nilus
Epilogo ai Protocolli
dei Savi anziani di Sion (1905)

La paura dellimmigrato o del diverso, per religione, cultura


o razza, capace di segnare i limiti della domus e lidentit di un
gruppo51 , fu il motivo scatenante di periodiche ondate di violenza. Il gioco e i meccanismi dellalterit, che i totalitarismi novecenteschi avrebbero utilizzato e portato alle estreme conseguenze52 si
indirizzarono in modo particolare nei confronti di un idealtipo
ampiamente radicato nellimmaginario collettivo occidentale: quello
dellebreo.
Per tutto lOttocento, una causa ricorrente di ondate di isteria
collettiva e di violenze contro gli ebrei fu la cosiddetta accusa del
sangue. A partire dal I secolo, nel mondo cristiano si and diffondendo la voce dellesistenza di un oscuro rituale ebraico che, in
talune circostanze o in prossimit di certe ricorrenze, imponeva
di versare il sangue innocente di bambini cristiani. Questa mostruosa cerimonia si concludeva con la morte della vittima per dissanguamento, al termine di atroci sevizie. Laccusa trov particolare diffusione in quelle regioni dove maggiore era la presenza di
una comunit ebraica, ripresentandosi ogni qual volta si verifica51
52

Roberto Escobar, Metamorfosi della paura, cit., p. 144.


Cfr. Lucian Boia, Pour une histoire de limaginaire, cit., p. 133.

97

vano eventi delittuosi che avevano per vittime bambini o giovani


donne53 .
A met Ottocento, dopo quasi un secolo di oblo, laccusa di
omicidio rituale riemerse in pi di una circostanza, nel Vicino Oriente e in Russia54 . Essa si radic progressivamente in molti strati sociali, anche in quelli della nascente piccola e media borghesia continentale, e, per i suoi risvolti raccapriccianti, dette certamente forza
alle argomentazioni alle nascenti dottrine razziste. Di pi: laccusa
del sangue contribu a far s che lantigiudaismo, originato da
motivazioni religiose e tradizionalmente presente nel mondo cristiano, si trasformasse in antisemitismo, assumendo connotazioni
pi spiccatamente laiche e politiche.
Lomicidio rituale fu del resto una delle motivazioni pi utilizzate per scatenare o giustificare i pogrm, le ricorrenti ondate di violenze contro gli ebrei che si susseguirono in Russia e in molti paesi
dellEuropa orientale che, convogliando odi, infondendo diffidenze, rancori e paure verso gli ebrei, servivano anche come valvole di
sfogo attraverso le quali convogliare il crescente malcontento delle
masse contadine.
Sempre dalla Russia sarebbe giunta una versione moderna e
secolarizzata dellantigiudaismo destinata a radicarsi con tale pro-

53
Il tema stato oggetto, nel corso del 2007, di una dura polemica, seguita allannuncio della pubblicazione del volume di Ariel Toaff, Pasque di
sangue. Ebrei dEuropa e omicidi rituali, Bologna, Il Mulino 2007, poi ritirato.
Questo tema, proprio per la sua rilevanza, vanta una letteratura considerevole. Tra questa, si veda: Ruggero Taradel, Laccusa del sangue: storia politica di
un mito antisemita, Roma, Editori Riuniti 2002; Catherine Brice, Giovanni
Miccoli (sous la direction de), Les racines chrtiennes de lantisemitisme politique
(fin de XIXe-XXe sicle), Rome, cole Franaise de Rome 2003; Massimo Introvigne, Cattolici, antisemitismo e sangue. Il mito dellomicidio rituale. In appendice
il voto del cardinale Lorenzo Ganganelli O.F.M. (poi papa Clemente XIV) approvato
il 24 dicembre 1759, Milano, SugarCo 2004; Furio Jesi, Laccusa del sangue. La
macchina mitologica, Torino, Bollati Boringhieri 2007.
54
I casi furono quelli di Veli (1823) e di San Pietroburgo (1831), in Russia, di Rodi e Damasco (entrambi del 1840), e, di nuovo in Russia, di Saratov
(1852 e 1853). Il Damascus Affair, lepisodio che ebbe maggiore eco di tutti gli
altri, fu originato dalla misteriosa scomparsa di un frate francescano e del
suo servitore attribuita ad un omicidio rituale compiuto dagli ebrei. Cfr. Jonathan Frankel, The Damascus Affair. Ritual Murder, Politics, and the Jews in
1840, Cambridge, Cambridge University Press 1997 e Ronald Florence, Blood
Libel. The Damascus Affair of 1840, Madison Wis., University of Wisconsin Press
2004.

98

fondit nellimmaginario collettivo: quella del complotto ebraico.


Delineatasi nel corso dellOttocento, lidea dellesistenza di una rete
occulta dellebraismo internazionale avrebbe infatti costituito una
delle idee-guida dellantisemitismo moderno diventando il nucleo fondante delle argomentazioni dei grandi partiti totalitari ed
autoritari di massa del Novecento.
Questo sentimento si and manifestando intorno alla met del
XIX secolo, traendo spunto dalla ricerca di un nuovo Adamo,
avviata in seguito alla diffusione delle idee di Darwin, e dalle varie
teorie sulla superiorit razziale che proprio dalla teoria dellevoluzione trassero le loro argomentazioni55 . Al centro degli strali della
pubblicistica antisemita furono posti tutti quegli aspetti dellebraismo che si prestavano ad interpretazioni esoteriche o complottistiche: il Talmud, la Kabbalah e il Kahal, una sorta di autorit suprema
dellintera comunit ebraica. Fu proprio la Kniga Kagala, il Libro del
Kahal, pubblicato in russo nel 1869 e poi tradotto nelle principali
lingue europee ad individuare in questo organismo lelemento fondante del governo mondiale segreto degli ebrei56 .
Tra la met degli anni Settanta ed i primi anni Ottanta dellOttocento, le teorie del complotto mondiale ebraico furono alimentate
da innumerevoli contributi, come quelli del musulmano convertito
Osman Bey, Gli ebrei alla conquista del mondo (1873) e La sottomissione
del mondo da parte degli ebrei (1874). La tesi di un complotto giudaico-massonico, contro la Russia cristiana, fu poi ribadita in un libello anonimo del 1883, lo Smascheramento del gran segreto dei framassoni. A queste pubblicazioni a carattere politico si affianc poi la nutrita produzione letteraria dei romanzi antinichilisti e antisemiti57 .
Nel frattempo, nel 1882, nella localit ungherese di Tiszaeszlr,
la scomparsa di una contadina quattordicenne, Eszter Solymosi,
aveva riacceso lincubo dellomicidio rituale. Basandosi sulle false
confessioni estorte ai figli, si giunse allarresto di un ebreo, Jzsef
Scharf, di sua moglie e di altre tredici persone58 . Gli esponenti del
movimento antisemita approfittarono del clamore per fomentare la
55
Cfr. Lon Poliakov, Il mito ariano. Storia di unantropologia negativa,
Milano, Rizzoli 1976, pp. 199 e ss.
56
Sulle origini e gli sviluppi della subcultura antisemita in Russia cfr.
Cesare G. De Michelis, La giudeofobia in Russia. Dal libro del kahal ai Protocolli dei savi di Sion, Torino, Bollati Boringhieri 2001.
57
Cesare G. De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., pp. 27-28.
58
Uno dei figli di Scharf, la cui testimonianza fu usata per incolpare i
genitori, allepoca aveva cinque anni.

99

rabbia della popolazione, trovando dei validi alleati in molte delle


autorit locali, tra cui lo stesso giudice istruttore incaricato di svolgere le indagini. Sullaltro versante, si mobilitarono importanti esponenti della cultura e della politica, tra cui Lajos Kossuth. Nonostante il clima intimidatorio nel quale si tenne il dibattimento, il verdetto finale decret il proscioglimento degli imputati da ogni accusa.
Per gli ambienti antisemiti, la sentenza di assoluzione venne per
giudicata come lultimo atto, anzi la riprova, di una macchinazione
organizzata dagli ambienti dellebraismo per scagionare un correligionario59 .
Neppure dieci anni dopo, un altro episodio di cronaca fece nuovamente gridare allomicidio rituale. Il 29 giugno 1891, nella localit tedesca di Xanten, Johann Hegemann, un bambino di cinque anni,
venne ritrovato morto con la gola tagliata. I sospetti, formulati con
insistenza sulla stampa locale, si indirizzarono su Adolf (Wolff)
Buschoff, il macellaio della locale comunit israelita, la cui stalla
era vicina al luogo del ritrovamento del corpo. A met ottobre, al
culmine di una violenta campagna antisemita, Buschoff venne arrestato, salvo poi essere scarcerato per mancanza di prove. La notizia del rilascio di Buschoff scaten una nuova ondata di proteste: le
autorit locali furono accusate di aver ceduto alle pressioni degli
ebrei, di essere state corrotte per liberare lautore di un odioso delitto. Il fatto assunse presto una valenza politica, arrivando fino ai
banchi della Dieta Prussiana. Gli ultraconservatori chiesero la riapertura delle indagini, con il risultato che Buschoff venne nuovamente arrestato. Il processo ebbe una vasta eco anche fuori dai confini della Germania, mobilitando autorevoli testate come il New York
Herald e il Corriere della Sera. Anche in questo caso, il verdetto fu di
assoluzione60 .

59
Anche a distanza di anni, questa convinzione era talmente salda da
essere rilanciata da Arnold Leese, esponente del movimento fascista e razzista inglese, in un suo libello pubblicato nel 1938. La sintesi del caso Scharf
che Leese forn in quella occasione, riprende infatti tutte la argomentazioni
sollevate dai colpevolisti, allindomani del proscioglimento. Al di l dei riferimenti al caso specifico, il senso delle accuse era chiaro: la potente Internazionale ebraica aveva comprato il processo. Arnold Spencer Leese, My
Irrelevant Defence. Being Meditations Inside Gaol and Out in Jewish Ritual Murder, London, I.F.L. Printing and Publishing Co. 1938.
60
Lomicida non fu mai individuato, anche se nel corso del dibattimento non venne neppure esclusa la possibilit che il piccolo fosse rimasto vittima di un tragico incidente.

100

Secondo meccanismi analoghi a quelli psicologici individuali,


in determinate circostanze, frutto di condizioni (e condizionamenti) ambientali, stati prolungati di ansia ed insicurezza provocati da
minacce reali o solo presunte, alcuni settori sociali si abbandonano
allisteria collettiva61 . Per quanto riguarda lantisemitismo, in un
pamphlet dedicato alla Francia, Gabriel Terrail, individu in due
eventi sconvolgenti i motivi della rinascita di questo sentimento:
un evento finanziario, la catastrofe dellUnion gnrale e uno politico, la catastrofe del boulangismo62 .
Nel gennaio 1882 i titoli dell istituto di credito cattolico Union
Gnrale, collocati perlopi tra laristocrazia, lalto clero e la borghesia
conservatrice, subirono un clamoroso tracollo. Quello che ne segu fu
lennesimo scandalo della giovane Terza Repubblica francese che coinvolse il mondo del credito e della finanza e gli ambienti politici e di
governo che, a diverso titolo, erano intervenuti per salvaguardare i
loro interessi. Nel clima di incertezza seguito al crac, gli investitori andarono alla ricerca di un responsabile della loro rovina. La Banca, si
disse, era stata fatta fallire intenzionalmente dalla finanza ebraica per
eliminare una pericolosa rivale.
La diffidenza e lostilit verso gli ebrei si accrebbe ulteriormente durante la convulsa fase politica del boulangismo. Nel 1889, il
generale Boulanger, in previsione della imminente campagna elettorale, avvi dei contatti con il barone de Billing, diplomatico di
origini alsaziane legato alla famiglia Rotschild. Attraverso Billing,
Boulanger intendeva finanziare e sostenere i propri candidati in
Algeria, dove operava una comunit ebraica forte ed influente. Gli
stessi ambienti boulangisti, contrari a questo accordo, decisero per
di decretarne il fallimento. La notizia venne passata alla stampa e il
progetto Billing fall63 . Sulla scia di queste rivelazioni, londata di
antisemitismo mont ulteriormente. Gli ebrei francesi furono accusati di complottare contro le istituzioni e di aver creato un partito
occulto64 .

61
Su questi meccanismi del comportamento collettivo in chiave storica
cfr. Istvn Bib, Isteria tedesca, paura francese, insicurezza italiana, cit.
62
Gabriel Mermeix [Gabriel Terrail], Les antismites en France. Notice sur
un fait contemporain, Paris, Dentu 1892.
63
Alla fine, gli ebrei di Algeria votarono contro il candidato boulangista.
64
Nel 1890 douard Drumont decise di sfruttare questo sentimento
dando vita alla Lega Nazionale Antisemita di Francia. Alla fine, gli interessi
della destra conservatrice e antisemita, in parte rappresentati dal movimento di Drumont, si saldarono con il populismo dei boulangisti, dando vita ad

101

Negli anni Ottanta in Francia, lostilit nei confronti degli ebrei


aveva cos assunto la connotazione di un diffuso antisemitismo
popolare65 . Come scrisse Bernard Lazare, lantisemitismo non solo
era di nuovo fortemente presente, ma si avvaleva di nuove argomentazioni rispetto a quelle utilizzate in passato66 . La Grande paura dei benpensanti, per parafrasare il titolo di uno scritto di Georges Bernanos incentrato, tra laltro, sul leader dellantisemitismo
Drumont67 , e questo antisemitismo popolare si saldarono in occasione del caso di spionaggio che coinvolse il capitano Alfred
Dreyfus.
LAffaire Dreyfus scoppi nel settembre 1894, quando il controspionaggio francese entr in possesso di un documento contenente
un elenco dettagliato (bordereau) di materiale segreto consegnato
nelle mani delladdetto militare presso lambasciata tedesca di Parigi, il colonnello Max von Schwartzkoppen. Il bordereau, contenente specifiche su armamenti in dotazione allartiglieria francese coperti da segreto militare e conservati presso lo Stato maggiore, era
stato scritto da un agente al soldo del nemico. Ulteriori indagini
rivelarono alcuni possibili indizi sullidentit della spia. Emerse che
un certo uomo dei forti della Mosa o sua madre avevano ricevuto 300 franchi come ricompensa per il tradimento. Venne quindi
intercettata una comunicazione riservata tra Schwartzkoppen e il
colonnello Panizzardi (attach militare presso lambasciata dItalia,
allepoca alleata della Germania), nella quale si parlava di documenti forniti dal furfante D.. Riassumendo: il traditore lavorava
nello Stato maggiore; aveva accesso a documentazioni riguardanti
larma dellartiglieria; aveva qualche legame con la regione della
Mosa o comunque con lAlsazia. Di lui si conosceva la calligrafia e,
soprattutto, liniziale del nome o del cognome: la lettera D.
In un primo momento, i sospetti ricaddero su un impiegato
dellIstituto di cartografia che per venne presto scagionato. La spia,
infatti, era con tutta probabilit un ufficiale che doveva aver acces-

una alleanza politica che dette i suoi maggiori frutti soprattutto in provincia.
65
Cfr. Michael Robert Marrus, Antisemitismo popolare, in LAffare Dreyfus.
La storia, lopinione, limmagine, a cura di Norman L. Kleeblatt, Torino, Bollati
Boringhieri 1990, pp. 95-107.
66
Cfr. Bernard Lazare, LAntismitisme. Son histoire et ses causes, Paris,
Lon Challey 1894. Per un quadro dellantisemitismo in Francia in questi
anni cfr. Michael Robert Marrus, Les Juifs de France lpoque de lAffaire Dreyfus,
Paris, Calmann-Levy 1972.
67
Georges Bernanos, La grande peur des bien-pensants, Paris. Grasset 1931.

102

so alle varie sezioni comprese quelle riservate del ministero.


Secondo le regole organizzative interne dello Stato maggiore ci
significava che doveva trattarsi di un ufficiale ancora in attesa di
assegnazione. Il colonnello Jean Sandherr, incaricato di investigare,
si fece consegnare la lista degli ufficiali in servizio provvisorio tra le
cui iniziali vi fosse la lettera D: immediatamente venne fuori il
nome di Alfred Dreyfus. Furono predisposte delle perizie calligrafiche: le scritture si somigliavano. Per Sandherr era pi che sufficiente: avevano trovato la spia. Il 15 ottobre 1894, il capitano Dreyfus
ricevette la notifica dellordine di arresto per alto tradimento e fu
trasferito nel carcere militare di Cherche-Midi.
La notizia che era stato compiuto un arresto usc sui giornali il
29 ottobre. In un clima di germanofobia e di paranoia spionistica, il
31 ottobre, grazie alle indiscrezioni del maggiore Hubert-Joseph
Henry, zelante accusatore di Dreyfus, i giornali resero finalmente
di pubblico dominio il nome dellarrestato. Per laccusa tutto combaciava: Dreyfus aveva accesso al tipo di documentazione trafugata, era capitano di artiglieria, era alsaziano (dunque parlava fluentemente il tedesco) e la sua calligrafia somigliava a quella del traditore. Aveva un carattere spigoloso (che contribuiva a renderlo inviso a molti colleghi) e, soprattutto, era ebreo, il che lo rendeva automaticamente sospetto di scarso patriottismo.
La campagna di stampa colpevolista fu capeggiata da giornali
come la Libre Parole, da fogli clericali come la Croix e il Peuple Franais,
dallIntransigeant di Henri Rochefort e dal giornale realista La Gazette de France. Questa corrente dopinione trov il sostegno degli
ambienti aristocratici, clericali e conservatori e soprattutto della piccola borghesia, stanca dei continui scandali, delusa ed insoddisfatta della classe politica. Gli stessi ambienti militari, desiderosi di chiudere al pi presto lo scandalo, favorirono ulteriori fughe di notizie
che confermavano e anzi aggravavano le accuse68 . Addirittura, il
ministro della Guerra, il generale Auguste Mercier, si affrett a dichiarare a giornali autorevoli quali Le Figaro e Le Matin che Dreyfus
era stato per lungo tempo in contatto con una potenza nemica della
quale non poteva rivelare il nome, ma che non era n lAustria-Ungheria, n lItalia. Alcuni giornali scrissero che Dreyfus si era venduto
alla Germania per pagare i debiti di gioco; altri perch si era invaghito di una femme fatale di origini italiane che in realt era un agen68
Su questi aspetti e pi in generale sulle posizioni dellesercito durante il caso cfr. Andr Bach, Larme de Dreyfus. Une histoire politique de larme
franaise de Charles X lAffaire, Paris, Tallander 2004.

103

te nemico; altri ancora che aveva rapporti con circoli ebraici dediti
allo spionaggio. Ad un certo punto circol addirittura la notizia
poi smentita che il il miserabile indegno ufficiale avesse confessato.
Quando si riun la corte marziale, Dreyfus, oggetto di un vero e
proprio linciaggio mediatico, era di fatto gi stato giudicato dallopinione pubblica. Nonostante non esistessero prove concrete, fu
condannato alla degradazione, al congedo con infamia e allergastolo, da scontare nel penitenziario della terribile Isola del Diavolo,
al largo della Guyana francese. Le immagini di Dreyfus privo delle
mostrine e dei gradi circolarono ovunque e la cerimonia della degradazione, immortalata dagli illustratori nel momento in cui la sua
spada da ufficiale veniva spezzata in due davanti ai suoi occhi,
mentre era fisso sugli attenti, fin su tutti i giornali popolari. Non
si trattato della degradazione di un singolo uomo, macchiatosi di
un crimine individuale, scrisse La Libre Parole stata messa a
nudo linfamia di unintera razza69 .
Il caso pareva chiuso. Il processo e la condanna ebbero delle
pesanti ripercussioni. Negli ambienti dellesercito francese, innanzitutto, il clima di diffidenza ed ostilit nei confronti dei pochi ufficiali ebrei divenne insostenibile. Considerati traditori, molti furono
indotti ad abbandonare il servizio. Le teorie del complotto ebraico
si alimentarono di nuove argomentazioni e proliferarono non soltanto in Francia ma anche oltre i suoi confini, soprattutto in quei
paesi dove pi forti erano i sentimenti antisemiti. In Russia, tra i
vari libelli che riprendevano il tema della cospirazione ebraica, ebbe
ad esempio una discreta diffusione uno intitolato Il segreto degli ebrei
(1895). Secondo lanonimo estensore, era la formula rivoluzioneebraismo-massoneria a costituire il pericolo mortale per i fautori
del partito dellordine in Russia e, pi in generale, per lintera cristianit europea:
Nella politica rivoluzionaria di base nella massoneria ebraica in
Russia si cela una curiosa doppiezza, e precisamente una solidariet
organica, contemporaneamente, con i due antipodi del movimento antigovernativo, in linea teorica inconciliabili tra loro, e solo con essi: a.
quello moderato, liberal borghese; b. quello dei socialisti estremisti.
Linvisibile mano massonica guida con uguale sollecitudine entrambi i gruppi summenzionatim malgrado la piena inconciliabilit, par69
Cit. in William L. Shirer, La caduta della Francia. Da Sedan alloccupazione nazista, Torino, Einaudi 1971, p. 44.

104

rebbe, dei loro fini ultimi: mentre i progetti del primo tendono solo a
una modesta Costituzione, il secondo sogna la catastrofe da incubo della
demolizione completa di tutto lordine sociale esistente70 .

Nel marzo 1896, proprio quando le polemiche sulla condanna


a Dreyfus sembravano sul punto di sopirsi, il nuovo capo della sezione statistica del ministero della Guerra, il maggiore Georges Picquart, giunse in possesso di una lettera spedita per posta pneumatica (comunemente chiamata petit bleu). Il documento provava senza ombra di dubbio che il maggiore Esterhazy, assegnato allo Stato
maggiore, passava regolarmente informazioni al colonnello Schwartzkoppen. Unanalisi pi attenta del petit bleu mise in evidenza un
elemento sconcertante: la calligrafia di Esterhazy era la stessa di quella
del bordereau. Il traditore era quindi sempre stato Esterhazy, il quale, da accanito giocatore dazzardo e tombeur de femme, era ricorso
allo spionaggio per ripianare i propri debiti.
Picquart inform immediatamente il vicecapo di Stato maggiore, il generale Gonse, ma ricevette lordine esplicito di non rendere
pubblica la cosa, per evitare di coinvolgere lesercito in un nuovo
scandalo. Picquart non gli dette ascolto: nel novembre 1897, il caso
fu riaperto con lavvio di una indagine nei confronti di Esterhazy.
La pubblicazione su Le Figaro di un articolo di Zola a difesa di
Dreyfus riaccese anche lo scontro tra innocentisti e colpevolisti. In
un clima di isteria collettiva che non aveva conosciuto eguali in
passato, lintera societ francese partecip a questo dibattito. Vi furono sottoscrizioni e raccolte di finanziamenti per sostenere luna e
laltra causa, dimostrazioni, disordini di piazza, perfino duelli. Scrittori, artisti, intellettuali, politici e gente comune: tutti presero posizione e si scontrarono duramente. La battaglia si gioc anche sul
terreno della caricatura e della satira, impegnando le matite e le
penne pi famose di Francia e dEuropa71 . Ad un certo punto, i colpevolisti parvero prevalere: Zola, in prima fila tra coloro che chiedevano la riabilitazione di Dreyfus, fu condannato ed esiliato per
avere scritto articoli giudicati diffamatori (come il celebre Jaccuse,
70

Il segreto degli ebrei, cit. in Cesare D. De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., p. 74.
71
Cfr. John Grand-Carteret, LAffaire Deryfus et lImage. 266 caricatures
franaises et trangres, Paris, Flammarion 1898; Dreyfus-Bilderbuch. Karikaturen aller Vlker uber die Dreyfus-Affre, Berlin, Eysler 1899. Un quadro complessivo in Norman L. Kleeblatt, LAffaire Dreyfus: una testimonianza visiva, in
LAffare Dreyfus. La storia, lopinione, limmagine, cit., pp. 3-61.

105

pubblicato sullAurore nel gennaio 1898). Esterhazy, ritenuto dagli


antisemiti oggetto di una vergognosa campagna diffamatoria orchestrata dalla cospirazione ebraica, venne scagionato dalle accuse.
Tutto cambi nel corso dellestate del 1898, quando il ministro
della Guerra, Cavaignaic, colpevolista, per un eccesso di zelo commise lerrore di rendere per la prima volta di pubblico dominio i
documenti sulla base dei quali si era giunti allincriminazione e alla
condanna di Dreyfus. Picquart, che nel frattempo aveva lasciato
lesercito, ebbe cos modo di dimostrare pubblicamente che quei
documenti in parte non si riferivano a Dreyfus e in parte erano un
falso marchiano. Una macchinazione cera effettivamente stata,
dunque, ma non ad opera della Internazionale nera del sionismo,
come sostenevano molti antidreyfusards, ma, semmai, per mano dei
militari. A costruire il falso era tra laltro stato proprio Henry, colui
che in aula aveva teatralmente indicato Dreyfus, dandogli del traditore. Esterhazy, definitivamente messo alle strette, fugg allestero allinizio di settembre. Vi furono nuove tensioni, con scontri e
disordini che addirittura culminarono in un tentativo di colpo di
Stato ad opera del poeta Paul Deroulde, colpevolista e fondatore
della Ligue des Patriotes. La riapertura del processo fu decisa nella
primavera del 1899.
Un primo processo, a Rennes, si concluse con una nuova condanna di Dreyfus a dieci anni, anche se con il riconoscimento delle
circostanze attenuanti. Il 19 settembre 1899, pochi giorni dopo la
sentenza, giunse comunque la grazia presidenziale. Dreyfus la accett ma chiese comunque una piena riabilitazione che sarebbe giunta soltanto nel luglio del 190672 . Il caso era comunque ormai chiuso
e uno dei maestri del cinematografo doltralpe, Georges Mlis ne
ripercorse le fasi pi salienti, secondo la consuetudine dellepoca,
in un film-documentario, primo di numerosi altri adattamenti73

72
Dreyfus fu reintegrato nellesercito con lantico grado di capitano e
ricevette la Legion donore. Picquart, fu anchegli reintegrato nellesercito
col grado di generale e divenne pochi mesi dopo ministro della Guerra. Zola,
uno dei pi accaniti sostenitori dellinnocenza di Dreyfus, non visse tanto da
assistere a questa piena riabilitazione. Mor infatti nel 1902.
73
LAffaire Dreyfus di Georges Mlis, cortometraggio, naturalmente muto,
di 10 minuti del 1899 fu poi ripercorso nel 1908 da unaltra pellicola, dallo
stesso titolo, di Lucien Nonguet. La storia di Dreyfus fu poi rievocata negli
anni Trenta da tre pellicole, una tedesca, Dreyfus (1930) di Richard Oswald,
una inglese di F.W. Kraemer e Milton Rosmer, Dreyfus the Case (1931) e, indirettamente, in una statunitense di William Dieterle, The Life of Emile Zola (1937).

106

Lo spettro del complotto ebraico e, pi in generale, lantisemitismo emersi durante laffaire avevano rappresentato, come concludeva Henri Dagan in un libro-inchiesta del 1899, il supremo sforzo tentato dalla coalizione fatta di rimasugli di partiti politici di
mantenere unite le sue mille anime74 . Il caso, insomma, era stato
volutamente gonfiato per finalit che nulla avevano a che vedere
con la vicenda spionistica in s. E Dreyfus, colpevole o innocente
che fosse, rappresentava il capro espiatorio ideale per una simile
operazione. Lanno successivo alla sua definitiva riabilitazione,
Anatole France chios causticamente su quanto era avvenuto in alcuni passi del romanzo Lisola dei Pinguini. Il malcapitato Pyrot (alter ego di Dreyfus), accusato di aver trafugato ottantamila balle di
fieno finisce al centro di un intrigo pi grande di lui, che cela incredibili trame e giochi di potere e che costituisce un impietoso atto
di accusa contro lopinione pubblica ed i benpensanti di Pinguinia
(la Terza Repubblica francese):
Che Pyrot avesse rubato le ottantamila balle di fieno, nessuno esit un attimo a crederlo. Non vi furono dubbi, perch il mistero che
circondava lo scandalo non permetteva al dubbio, che ha bisogno di
motivi, di sorgere: non si dubita senza ragione come si crede senza ragione. Non nacquero dubbi, anche perch il fatto era sulle bocche di
tutti e per il popolo tanto bastava per stabilire la verit. Inoltre non
sorsero dubbi perch si desiderava che Pyrot fosse colpevole, e facilmente si crede ci che si desidera, e infine, perch la facolt di dubitare
rara fra gli uomini: solo un numero molto limitato di intelletti ne porta in s i germi, che non si sviluppano senza cultura. una facolt rara,
raffinata, filosofica, immorale, trascendente, mostruosa, piena di malizia, pericolosa per le persone e le propriet, ostile alla polizia degli stati
e alla prosperit degli imperi, funesta per lumanit, negatrice dei princpi divini, disprezzata dal cielo e dalla Terra. La massa dei pinguini
ignorava il dubbio; credeva nella colpevolezza di Pyrot e quella fede
divenne subito uno dei capisaldi dellopinione pubblica nazionale e
una delle verit essenziali del suo credo patriottico75 .

74
Henri Dagan, Enqute sur lAntismitisme, Paris, P.V. Stock 1899, p. 95.
Nella prima parte, il libro di Dagan si avveleva dei contributi sul tema dellantisemitismo, raccolti in forma di intervista o di intervento scritto, di personaggi quali mile Zola, Georges Renard, Cesare Lombroso, mile Durkheim, Achille Loria.
75
Anatole France, Lisola dei Pinguini, cit., pp. 190-191.

107

Proprio mentre il caso Dreyfus stava per giungere al suo epilogo, nellEuropa dellEst gli antisemiti aprivano un altro fronte. Il 29
marzo 1899, la diciannovenne Anezka Hruzov, che lavorava come
rammendatrice nella cittadina boema di Poln, scomparve in circostanze misteriose. Tre giorni dopo, il suo corpo fu rinvenuto in un
bosco vicino con la gola tagliata e le vesti lacerate. Questi particolari e il fatto che quel giorno coincidesse con la Pasqua ebraica fece
immediatamente gridare allomicidio rituale. Le voci crebbero quando si diffuse la notizia che sul luogo del delitto era stata rinvenuta
una corda che, si disse, era servita a strangolare la giovane se non
addirittura, come asserirono poi i colpevolisti, a sollevarne il corpo
in modo tale da poter meglio compiere le sevizie che la cerimonia
imponeva. Le autorit fermarono tutti i possibili sospetti. Tra questi, cera un ebreo: Leopold Hilsner.
Hilsner, che allepoca aveva ventidue anni, era un vagabondo
con disordini mentali che afferm un testimone il giorno della
scomparsa di Anezka si aggirava in compagnia di altri due ebrei
proprio nei pressi del bosco in cui sarebbe poi stato trovato il cadavere. Un altro teste disse di averlo visto il pomeriggio del giorno
del delitto visibilmente alterato. Sui suoi pantaloni vennero rinvenute delle macchie che potevano essere di sangue. Reso ancor pi
fragile psicologicamente dalle minacce ricevute durante gli interrogatori, il giovane non fu in grado di discolparsi e di produrre un
alibi credibile. La necessit degli inquirenti di chiudere celermente
il caso per evitare che la tensione crescesse ulteriormente, fece il
resto: Hilsner, che comunque negava disperatamente ogni coinvolgimento, venne arrestato con laccusa di omicidio.
Durante il processo, tenutosi in un clima di acceso antisemitismo che certamente ebbe una pesante influenza sulla corte, emerse
con una certa chiarezza che limputato non poteva essere stato in
grado, da solo, di compiere un crimine cos complesso ed atroce. La
sentenza finale lo riconobbe cos colpevole di concorso in omicidio,
senza che fossero tuttavia identificati gli altri responsabili. Convinto della innocenza di Hilsner e allo scopo di ottenere un giudizio
pi equo, Tom Masaryk, futuro presidente della Cecoslovacchia,
present ricorso ed ottenne che un nuovo processo si svolgesse altrove, a Psek. Nel frattempo, per, mentre si trovava in carcere,
Hilsner venne pi volte minacciato di morte se non avesse indicato
i suoi complici. Le minacce e la sua fragilit psicologica lo indussero a fare i nomi di altri due ebrei, anchessi senza fissa dimora: Joshua Erbmann e Solomon Wassermann. Per i colpevolisti il caso era
chiuso. Non solo il delitto era stato risolto ma anche lesistenza dei

108

crimini rituali degli israeliti era confermata. In tutto il paese e anche allestero, in particolare nellEst, presero a circolare libelli che
agitavano lo spauracchio dellomicidio rituale e cartoline illustrate
con la terribile ricostruzione del delitto: una povera ragazza cristiana tenuta ferma sopra un bacile da due aggressori mentre un terzo,
armato di coltello, le recideva la gola.
I due presunti complici di Hilsner non solo negarono ogni addebito ma riuscirono a produrre degli alibi inattaccabili (uno di loro,
il giorno del delitto si trovava addirittura in carcere). Interrogato
nuovamente dal giudice, Hilsner ammise di aver fatto quei nomi
perch minacciato. Ma proprio mentre la sua posizione pareva nuovamente alleggerirsi, Hilsner venne accusato dellomicidio di unaltra ragazza, avvenuto nel luglio del 1898 nel medesimo luogo. Un
nuovo processo, stavolta con un duplice capo dimputazione, si tenne dunque nellautunno del 1900. Nonostante la sostanziale mancanza di prove, Hilsner venne ritenuto colpevole di entrambi gli
omicidi (oltre che di calunnia nei riguardi di Erbmann e Wassermann) e quindi condannato a morte. Pur respingendo le numerose
richieste di una revisione del processo promosse dagli innocentisti,
limperatore dAustria commut la condanna nel carcere a vita. Il
24 marzo 1918 gli fu poi conferita la grazia.
Assai pi che dellaccusa del sangue, comunque, nel corso dellultimo scorcio dellOttocento la paura del complotto giudaico trasse
nuova linfa soprattutto dalla nascita del movimento sionista. La
pubblicazione da parte di Theodor Herzl del controverso libro Lo
Stato ebraico (1896) e la sua attivit politico-organizzativa, culminata nella convocazione, a Basilea, del primo Congresso sionista (1897),
forn il destro alle accuse di coloro che da tempo asserivano lesistenza di un complotto giudaico di dimensioni mondiali. Fu per
avvalorare questa tesi, dunque, che cominciarono a circolare documenti e scritti dai contenuti fortemente accusatori nei confronti degli ebrei. La summa di queste ipotetiche evidenze certamente rappresentata dai Protocolli dei Savi di Sion, un documento segreto che
si diceva conteneva nei dettagli un piano per la conquista e il dominio del mondo da parte degli ebrei.
Lesistenza di questi documenti fu sostenuta per la prima volta
in un articolo di Mikhail Menikov pubblicato nel 1902, dal titolo
Complotti contro lumanit. Secondo Menikov, in Francia, a seguito
di eventi fortunosi, un giornalista era riuscito ad entrare in possesso dei verbali (Protokoly) delle sedute della Alleanza mondiale dei
framassoni e dei savi di Sion:

109

Fin dal 929 a.C., sotto re Salomone, a Gerusalemme venne ordinato da lui e dai savi ebrei un complotto segreto contro tutto il genere
umano. I verbali di questo complotto, con le spiegazioni del caso, sono
stati conservati nel mistero pi assoluto, tramandandosi di generazione in generazione. Negli ultimi tempi vennero nascosti a Nizza, che da
tempo era stata scelta come capitale segreta dellebraismo. Ma [] questi
protocolli furono rubati. Capitarono cos nelle mani di un giornalista
francese, e da lui in qualche modo alla mia raffinata padrona di casa
[]. Spaventato dalla lettura, le chiesi di raccontarmi in breve il nocciolo della cosa. Venni a sapere cose tremende []
Fu stretta unalleanza segreta per dominare anzitutto il commercio e lindustria di tutti i popoli. Una volta dispersi per terra, gli ebrei si
son messi a minare il benessere materiale e morale dei popoli, a concentrare nelle loro mani i capitali di tutti i Paesi al fine di spremere fino
in fondo con essi, come con tentacoli, le masse popolari e asservirle.
Con unastuzia davvero diabolica, pi che gesuitica, gli ebrei si sono
messi a minare le fondamenta dellordine e della cristianit con la propaganda del liberalismo, del cosmopolitismo, dellanarchia; poi, quando avessero definitivamente raggiunto il potere, avrebbero dovuto soggiogare lumanit intera nel dispotismo pi crudele che il mondo abbia
mai visto. occorso un millennio e mezzo per distruggere gli antichi
regni pagani; adesso prossima la fine anche della cristianit.
Lebraismo [] proprio quel Serpente che stato predetto nellApocalisse, e questo Serpente striscia da un Paese allaltro. Nelle sue
spire gi soffocano Francia, Germania e Inghilterra. Attualmente la testa del serpente si trova proprio su Pietroburgo. Tutti gli avvenimenti
degli ultimi anni attentati, disordini, la valuta aurea, la rivolta cinese
[dei Boxer] tutto ci stato ispirato e messo in pratica dalle forze di
questessere tremendo, le forze dellebraismo che striscia per la terra.
Quando raggiunger di nuovo Gerusalemme, lumanit sar infine
presa in una cattivit eterna. Gli ebrei consolideranno il loro regno
mondiale che non avr mai fine76 .

Nel 1903, in concomitanza con una nuova ondata di pogrm, in


una nota anonima ma attribuibile al direttore Pavolaki Kruevan
il giornale antisemita Znamja annunciava la pubblicazione a puntate della traduzione, sia pure approssimativa e parziale, dei Protocolli77 . In questa prima versione erano gi presenti tutti gli elementi
76
Mikhail Menikov, Complotti contro lumanit, in Novoe Vremja, 7
(20) aprile 1902, cit., in Cesare D. De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., pp.
78-79.
77
Cfr. Cesare D. De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., pp. 32-37, cui

110

di un complotto che, nellottica dei presunti estensori, si ramificava


in pi direzioni e ricorreva ai mezzi pi disparati, dallassassinio
politico al terrorismo anarchico; dal rivoluzionarismo socialista fino
al controllo, diretto o indiretto (attraverso il denaro) delle scelte
politiche ed economiche di molte grandi potenze78 .
Passati praticamente inosservati, questi documenti, riapparvero in una nuova versione nellautunno del 1905, proprio mentre
londata rivoluzionaria in Russia provocata dalla sconfitta nella
guerra con il Giappone aveva raggiunto il culmine. Fu Sergej Nilus, che si definiva un prete mistico a trascrivere i Protocolli come
appendice allo scritto Il grandioso nellinfimo e lAnticristo come prossima possibilit politica. Come lo stesso Nilus ammetteva in apertura alledizione del 1905 dei Protocolli, i temi trattati nel documento
non contenevano argomentazioni originali. Tuttavia, il fatto che
per la prima volta trovassero conferma scritta quelle che fino ad
allora erano state solo voci e che fosse finalmente svelato tutto
lodio degli ebrei verso i gentili rappresentava, a suo parere, il vero
elemento di novit:
Chi esamina questi appunti pu, a prima vista, riportarne limpressione che essi contengano, ci che di solito chiamiamo assiomi; vale
a dire delle verit pi o meno conosciute, quantunque espresse con
unasprezza ed un sentimento dodio che di solito non accompagnano
le manifestazioni di simili verit. Ribolle fra le righe quellarrogante e
profondo odio di razza e di religione che per lungo tempo riuscito a
nascondersi; ora questo odio gorgoglia, si riversa e sembra che trabocchi da un recipiente colmo di furore e di vendetta, odio pienamente
conscio della meta agognata che si avvicina!79

Nonostante i toni apocalittici e la capillare diffusione (oltre venti


edizioni tra il 1905 e il 1917), la supposta prova del complotto ebraico non ottenne, almeno in Russia, il successo sperato. Del resto,
emersero da subito dubbi consistenti sullattendibilit del documento. Unindagine riservata da parte del primo ministro Stolypin mise

si rimanda anche per la traduzione di questa prima versione dei Protocolli


(Ivi, pp. 81-143).
78
La traduzione di questa prima versione dei Protocolli in Cesare G.
De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., pp. 82-143.
79
Introduzione del prof. Sergej Nilus (1905) in Sergej Nilus, LInternazionale ebraica. Protocolli dei Savi anziani di Sion. Versione italiana con appendice,
Roma, La Vita Italiana 1921.

111

in evidenza il coinvolgimento di agenti della polizia segreta russa,


lOkhrana, nella stesura o comunque nella diffusione del documento. I ventiquattro Protocolli erano effettivamente un falso, persino
marchiano. Anche se le teorie sulla paternit della loro redazione
ancora oggi divergono, la loro fonte di ispirazione ma in taluni
passi si rasentava il plagio era uno scritto del francese Maurice
Joly del 1864, dal titolo Dialogo agli Inferi tra Machiavelli e Montesquieu80 . Che si fosse in presenza di un falso, ipotesi confermata nel
corso degli anni Venti, era convinzione gi di molti contemporanei,
compresi autorevoli esponenti della destra conservatrice russa81 .
Eppure, lidea dellesistenza di un piano per la conquista del mondo da parte degli ebrei rimase viva negli ambienti del radicalismo
antisemita, antimoderno e antisocialista. Il complotto dei Savi di
Sion sarebbe cos riemerso, con fortune decisamente superiori, allindomani della rivoluzione bolscevica del 1917, divenendo parte
integrante delle argomentazioni che alimentavano la paura del pericolo rosso.
Allinizio del Novecento, nuovi episodi di cronaca nera riportarono intanto di attualit laccusa del sangue. Una nuova ondata
di giudeofobia si scaten nel 1911 a Kiev. Il 12 marzo di quellanno
il tredicenne Andrej Jucinskij scomparve mentre si stava recando a
scuola. Il suo corpo, orrendamente mutilato, venne ritrovato otto
giorni pi tardi dopo nei pressi di una fabbrica di mattoni. Il cadavere presentava innumerevoli ferite da arma da taglio, molte delle
quali parevano inflitte allo scopo di dissanguarlo.
Lefferatezza del delitto scaten immediatamente lo sdegno
della popolazione. I funerali del piccolo Andrijua degenerarono in
una dimostrazione antisemita: al passaggio del corteo funebre spuntarono cartelli e striscioni che chiedevano vendetta per il piccolo
^

80
Secondo lipotesi pi diffusa, i Protocolli furono redatti intorno al 1897
da agenti della sezione francese della polizia segreta russa e poi trasmessi in
patria a Sergej Nilus per screditare alcuni ambienti della corte dello zar. Secondo altre ipotesi i Protocolli furono invece redatti in russo (e non in francese) tra il 1902 e il 1903 in Russia, probabilmente a Pietroburgo, anzich in
Francia, da esponenti del movimento antisemita russo. Su queste diverse
interpretazioni cfr. Cesare D. De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., pp. 3233 ma anche Ben B. Fischer, Okhrana. The Paris Operations of the Russian Imperial Police, Washington, History Staff Center for the Study of Intelligence,
Central Intelligence Agency 1997.
81
Su questi aspetti cfr. Cesare D. De Michelis, Il manoscritto inesistente. I
Protocolli dei savi di Sion: un apocrifo del XX secolo, Venezia, Marsilio 1998.

112

martire cristiano, mentre pi volte si levarono grida contro gli ebrei,


accusati di aver torturato a morte un innocente. A seguito di una
testimonianza che asseriva che il rapitore era un ebreo i sospetti
si indirizzarono su Menahem Mendel Bejlis, un impiegato presso la
fabbrica di mattoni Zaitsev dovera stato rinvenuto il corpo. Arrestato il 21 luglio 1911, Bejlis, nonostante la sostanziale inconsistenza delle accuse, rimase in attesa di processo per oltre due anni, mentre intorno a lui si scatenava una campagna di stampa che, per toni
e partecipazione, ricord quella dellAffaire Dreyfus. A suo favore si
mobilitarono alcune tre le pi importanti figure della cultura e della politica come Maxim Gorkij e Pavel Miljukov. I colpevolisti puntarono a presentare lomicidio come lennesimo tassello del complotto giudaico:
La Russia diventata la terra promessa per gli ebrei e noi russi
siamo caduti nella condizione dei cananei [].
Lebraismo si gettato sulle ricchezze russe come una cavalletta
vorace, e una tenebra dEgitto ha coperto la Russia da un estremo
allaltro. Il cupo dio dIsraele, il dio dellattivit predatoria, dellestorsione, del profitto, il dio dellinganno, del tradimento, del cinismo, di
ogni menzogna e falsit, questo oscuro dio della violenza, del rancore e
della vendetta procede davanti al suo popolo prediletto, ci consegna
allesorcismo giudaico e ci infonde un sonno senza risveglio, un terrore
inaudito []
Furbi, adulatori, servili, ipocriti, ci sottomettono senza colpo ferire, noi pigri, sbadati, arrendevoli, creduloni. Per vie oblique, per i cantoni di ogni falsit gli ebrei si intrufolano nei tesori della nazione e se
ne impossessano. E la natura degli slavi retrocede docilmente davanti
agli incantesimi del demonio di Sion []
Ed ecco i frutti dellincanto giudaico. Il credito, il commercio, la
produzione, i mestieri, le scienze, la letteratura, le arti, tutta leconomia
nazionale, tutto il capitale spirituale il corpo e la mente del popolo
sta nella cabala, nella corruzione, sotto lesorcismo degli ebrei. Stanno
in mano loro la borsa, le banche, i negozi, le fabbriche, le officine; in
mano loro sono i giornali, i teatri, le case editrici; hanno in pugno pane
e denari, giustizia e istruzione; tutto si appiccica a loro, tutto da loro
profanato! []
Sta avvenendo un grande assassinio rituale del popolo russo, una crudele molatura del suo sangue, delle sue forze, dei suoi sentimenti, un esaurimento estremo dellorganismo della nazione. La sanguisuga-parassita delluniverso si infiltrata a fondo in Russia. Mina la nostra compagine statale e
sociale, indebolisce la nostra potenza politica ed economica, succhia le nostre
energie spirituali.

113

Linfelice ragazzo Jucinskij il simbolo della Russia intera, il segno del


suo essere in balia dei giudei, della sua sorte cananea82 .

Sin dalle prime battute del dibattimento, apertosi alla fine di


ottobre del 1913, si cap che il processo non era tanto contro Bejlis
quanto contro gli ebrei. Nonostante laccanimento del procuratore,
le accuse dimostrarono ben presto la loro infondatezza. Anzich
sullimputato, tutti gli indizi, si indirizzavano infatti su una banda
di giovani criminali. Il testimone chiave ritratt, confessando di aver
subito pressioni dalla polizia segreta. Alla fine, la giuria popolare
assolse Bejlis83 . Pur nella sua sua drammaticit, che avrebbe ispirato anche a distanza di anni opere letterarie e cinematografiche84 , il
caso Bejlis si concluse con la totale sconfessione delle tesi dei circoli reazionari russi, per i quali come scrissero autorevoli fogli
internazionali come il Times e il Daily News esso rappresent una
seconda Tsushima.
Tuttaltro esito ebbe invece la vicenda che coinvolse un ebreo
di Atlanta: Leo Frank. Il 27 aprile 1913, il giorno dopo la parata del
Confederate Memorial Day, una festa molto sentita nel Sud degli Stati
Uniti, Newt Lee, guardiano notturno presso la National Pencil Company, una fabbrica di matite, rinvenne nel seminterrato delledificio
un corpo senza vita reso quasi irriconoscibile dalla polvere. Il cadavere era quello di Mary Phagan, impiegata presso quello stabilimento. La ragazza, non ancora quattordicenne, aveva al collo un

82
Aleksej Smakov, In balia dei giudei, in Novoe Vremja, 26 maggio 1912,
cit. in Cesare De Michelis, La giudeofobia in Russia, cit., pp. 190-194 (il corsivo
nostro).
83
Minacciato di morte, Bejlis lasci la Russia insieme alla sua famiglia e
si trasfer dapprima in Palestina e, qualche anno pi tardi, negli Stati Uniti,
dove mor nel 1934. Da indagini successive, emerse come il piccolo Andrej, il
giorno della sua scomparsa, si fosse recato a casa del suo compagno di giochi, Zenja Ceberjak, fratello di Vera, a capo della banda di criminali che verosimilmente aveva compiuto lomicidio.
84
Una trasposizione del caso Bejlis per il cinema venne realizzata gi
nel 1917 con la pellicola diretta da Josef Soiffer e scritta da Nikolaj BrekoBrekovsky Il caso Bejlis (Delo Bejlisa). Nel 1966, Bernard Malamud si ispir al
processo Bejlis per il racconto The Fixer (Luomo di Kiev, Torino, Einaudi 1997),
che vinse il Premio Pulitzer lanno successivo. Dal racconto di Malamud venne
poi tratto, nel 1968, il film Luomo di Kiev (The Fixer). Diretta da John Frankenheimer, la pellicola, che aveva tra i suoi interpreti Alan Bates, Dirk Bogarde, Ian
Holm, ottenne la nomination ai premi Oscar.
^

114

nodo scorsoio e presentava dei segni tali da ipotizzare un omicidio


a sfondo sessuale. I funerali della dolce Mary, la piccola operaia dai biondi riccioli alla Mary Pickford, si svolsero in un clima di
forte tensione emotiva, alla presenza di una folla imponente. La
comunit di Marietta, la localit nella Contea di Cobb dove la giovane viveva, e quella di tutto lo Stato rimase profondamente colpita dalla vicenda. Nella cultura popolare bianca del Sud degli Stati
Uniti, lomicidio aveva infatti una valenza doppiamente orribile:
da un lato si era violato quanto di pi sacro, la vita e la virt di una
fanciulla innocente; dallaltro, esso si era consumato in un ambiente ritenuto degradato e disdicevole per una donna, come quello di
una grande fabbrica. Lepisodio non era purtroppo una novit.
Anche negli Stati Uniti, analogamente a quanto avveniva in Europa, infatti, le giovani anche quelle di famiglie relativamente agiate venivano avviate precocemente a lavori esterni o di collaborazione e aiuto domestico (in campagna ma anche nei centri urbani)
che spesso le esponevano al rischio di aggressioni sessuali85 .
Proprio per lefferatezza del crimine, la polizia di Atlanta, che
poco tempo prima non era riuscita a risolvere delitti analoghi di cui
erano state vittime ben diciotto donne della comunit nera, ricevette forti pressioni soprattutto dai giornali. In quel momento, infatti,
si stava tenendo una serrata competizione tra i due principali quotidiani locali, lAtlanta Constitution e lAtlanta Georgian, questultimo recentemente acquistato dal magnate delleditoria Randolph
Hearts. Per soddisfare la sete di notizie ma anche blandire la morbosa curiosit del pubblico furono stampate un numero impressionante di edizioni speciali. I giornalisti posero gli investigatori sotto
assedio. Vennero promessi compensi per coloro che avessero fornito alla stampa informazioni utili ad individuare il colpevole, con il
risultato che le false notizie, le indicazioni di mitomani o di personaggi senza scrupoli, pronti a tutto pur di ottenere denaro, si moltiplicarono.
In un primo momento, i sospetti si indirizzarono su un giovane
amico di Mary e poi sullo stesso guardiano che aveva rinvenuto il
cadavere. Il rinvenimento di due biglietti si disse scritti da Mary
in punto di morte nei quali si parlava di un long negro black e il
ritrovamento, nella casa di Lee, di una camicia macchiata di sangue

85

Cfr. Anne-Marie Sohn, Loltraggio al pudore sulla persona delle bambine e


la sessualit nella vita quotidiana (Francia, 1870-1939), in Alain Corbin (a cura
di), La violenza sessuale nella storia, Roma-Bari, Laterza 1992, pp. 63-104.

115

parvero infatti evidenti indizi della sua colpevolezza. La stampa


popolare annunci a caratteri cubitali che il responsabile era stato
assicurato alla giustizia. La disperata difesa di Lee, che nonostante
i duri interrogatori in carcere continuava a dichiararsi innocente, e
un pi attento esame delle prove, indussero per gli investigatori a
battere altre piste.
Dai riscontri emerse cos un nuovo nome, quello di Leo Frank.
Originario di New York, dopo aver frequentato la Cornell University, Frank si era trasferito ad Atlanta ed aveva trovato impiego proprio come dirigente nella fabbrica di matite.
Leo era piccolo, fragile, occhialuto. I suoi occhi scuri erano vivaci
ed attenti; le mani magre e sottili. Probabilmente non pesava pi di 120
libbre [poco pi di 54 chilogrammi]. Era presidente del locale circolo
del Bnai Brith [il Ben Berith, associazione culturale, religiosa e umanitaria ebraica fondata a New York nel 1843], popolare nella sua piccola
comunit ebraica e generalmente apprezzato dai suoi dipendenti. Molti di questi erano giovani donne bianche. Sebbene alcune di esse venissero citate per illustrare il carattere di Leo, la gran parte di esse testimoniarono il rapporto gioviale ed inoffensivo che avevano con lui in fabbrica.
Tra questa gente cera anche Mary Phagan []. Il suo lavoro consisteva nelloperare ad una macchina che fissava lanello di metallo che
fissa le piccole gomme da cancellare in fondo alle matite. Era un lavoro
semplice e il suo stipendio era proporzionato a questo compito [20 centesimi lora per 10 ore al giorno]86 .

Il giorno dellomicidio, Frank era una delle poche persone a


trovarsi nelledificio in cui si era consumato il delitto. Un amico
della vittima, il quindicenne George Epps, dichiar che Frank, poco
tempo prima, aveva molestato la piccola Mary. Era forse lui il responsabile?
Queste notizie giunsero in possesso della stampa, che le amplific a dismisura. Frank venne presentato come un perverso che aveva
le pareti dei suoi uffici tappezzate di immagini di ballerine seminude
e che usava i locali della fabbrica per intrattenersi clandestinamente
con le sue amanti, molte delle quali alle sue dipendenze. Venne descritto come un abituale frequentatore dei bordelli di Atlanta, dove
indulgeva in pratiche sessuali disgustose e proibite dalla legge dello
86
Sidney Sutherland, The Mystery of the Pencil Factory, in Ten Real Murder
Mysteries Never solved!, London-New York, G.P. Putnams Sons 1929.

116

Stato. Addirittura, si insinu che avesse una dolce relazione con un


giovane impiegato87 . Nella campagna contro Frank si distinse il Jeffersonian, giornale di propriet di Thomas Edward Watson, esponente populista, notoriamente razzista e antisemita che sfrutt il caso
Phagan come cassa di risonanza per i propri scopi politici:
La nostra piccina nostra, per lEterno! stata condannata ad una
morte atroce e in una maledetta tomba da questo sporco ebreo perverso di New York88 .

Interrogato dalla polizia, Frank si mostr reticente, facendo


convergere su di s i sospetti degli inquirenti. Cos, mentre la posizione di Lee si alleggeriva, il nome di Frank venne sistematicamente associato allepiteto di mostro, strangolatore. Il suo ritratto
(Frank era tuttaltro che fotogenico) riprodotto in tutte le prime pagine rafforz lidea che fosse proprio lui il maniaco assassino a cui
si dava la caccia:
Le foto di Frank furono il suo peggior nemico. Cera qualcosa che
non andava, di repellente nella sua immagine, era losservazione pi
frequente. Sembrava un pervertito, dichiar un osservatore che per
il resto non manifest particolare ostilit nei confronti di Frank. Questa
impressione rese ancor pi facile ritenerlo responsabile di aver aggredito Mary Phagan. Un altro osservatore [in questo caso tuttaltro che
obiettivo], Tom Watson [] defin Frank un lascivo pervertito e a
chiara conferma di questa sua perversione portava i suoi gonfi occhi
da satiro le sue labbra sensuali, spaventosamente sporgenti; e anche
la mascella animalesca89 .

Il 1 maggio, Jim Conley, un nero che lavorava come portiere


presso la National Pencil Company, venne sorpreso da un caporeparto mentre cercava di togliere delle macchie rossastre da una camicia. Interrogato, rispose in modo confuso ma fece in ogni caso capire stava agendo su richiesta di Frank per cancellare alcune prove

87
Cit. in Leonard Dinnerstein, The Leo Frank Affair, New York, Columbia
University Press 1968, p. 19.
88
Cit. in Christopher Powell Connolly, The Frank Case, in Colliers. The
National Weekly, vol. 54, No. 15, 26 December 1914.
89
Albert S. Lindemann, The Jew Accused. Three Anti-Semitic Affairs.
Dreyfus, Beilis, Frank 1894-1915, Cambridge, Cambridge University Press 1991,
pp. 244-245.

117

del delitto. Queste dichiarazioni furono rilanciate dai giornali, contribuendo ad aggravare ulteriormente la posizione di Frank e facendo paradossalmente passare sotto silenzio indizi che invece erano proprio a carico del portiere90 . Il dibattimento ebbe inizio il 28
luglio in unatmosfera plumbea. Fuori dallaula, Fiddlin (Violino) John Carson, una delle voci pi note ed amate del Sud della
musica country, intonava per la folla assiepatasi la Ballata di Mary
Phagan, da lui composta per loccasione. Anche solo le prime strofe
del testo riportato nello spartito, che un ragazzo vendeva ai presenti a 10 cents al foglio, la dicevano lunga su quale fosse lopinione
comune su Frank:
La piccola Mary Phagan
Un giorno usc di casa
And alla fabbrica di matite
Per vedere la Parata
Usc di casa alle undici
Salut la mamma con un bacio
La povera bimba non sapeva
Che stava andando a morire
Leo Frank la incontr
Lui, cuore di bruto,
Le sorrise, e le disse: Piccola Mary,
A casa non ritornerai91 .

90

Almeno due testimoni dichiararono che Conley, il giorno dellomicidio era visibilmente ubriaco ed aveva manifestato lintenzione di derubare
una ragazza. Addirittura, ad uno di essi, con il quale aveva avuto un diverbio, Conley aveva detto: ho gi ucciso una volta, oggi, e non voglio farlo di
nuovo. I due testimoni non furono convocati al processo.
91
Fiddlin John Carson, The Ballad of Mary Phagan. Il testo, riportato da
F.B. Snyder in The Journal of American Folklore, 1918 quello citato in
Russell Aiuto, The Leo Frank Case, allindirizzo internet <http://
www.crimelibrary.com/notorious_murders/not_guilty/frank/1.html>,
dove inoltre ricostruita lintera vicenda. Del testo della ballata, come in
ogni canzone folk, esistono differenti versioni. Una di queste, interpretata
dalla figlia di John Carson, Rosa reperibile presso il sito web Documenting
the American South, curato dalla University of North Carolina at Chapel Hill,
allindirizzo internet <http://docsouth.unc.edu/nc/littlemary/menu.html>.
Nel 1925, Carson incise unaltra canzone dedicata al caso Frank, intitolata La
tomba della piccola Mary Phagan (The Grave of Little Mary Phagan).

118

In unaula di tribunale stipata allinverosimile, il pubblico ministero e futuro governatore della Georgia Hugh Dorsey descrisse Frank come un pericoloso maniaco omicida. In un crescendo di tensione, con un pubblico minaccioso allinterno dellaula e
una folla assiepata allesterno che urlava Hang him!, Hang the
Jew! (Impiccatelo!, Impiccate lebreo!), la corte, emise infine il
suo verdetto: condanna a morte. Come riport lAtlanta Constitution, lannuncio della sentenza, fu accolto con manifestazioni di piazza e al procuratore Dorsey fu riservato un vero e proprio trionfo:
Un alveare umano sciamava per le strade da Whitehall a Central
Avenue, poi ad Hunter Street, e da Alabama fino a Mitchell e Pryor.
Uomini e donne si accalcavano lungo i muri degli edifici e si fermavano di fronte ai portoni. Le finestre erano stipate di donne, ragazze e
bambini. Come si immaginava, una vera folla si era radunata per assistere ad un probabile corteo. I secchi comandi della polizia a cavallo si
alzavano sui mormorii della folla. Quando i reporter al telefono gridarono il verdetto alle loro redazioni, la parola si ud dalla finestra e fu
accolta con un grido. Lurlo colpevole si alz di labbra in labbra come
un crepito di fucileria. Quindi divent un unico grido che si lev al
cielo. Il caos regnava: i cappelli volarono in aria, le donne piangevano e
gridavano a turno. Quando il procuratore Dorsey sbuc sulla porta del
palazzo di giustizia, proprio mentre la folla manifestava tutta la sua
reazione al verdetto Frank, ci fu un enorme ruggito. Il pubblico ministero non riusciva a raggiungere il marciapiede. Mentre i poliziotti a
cavallo si spostavano come Cosacchi in quella marea, tre uomini robusti si presero Mr. Dorsey sulle spalle e lo fecero passare sopra le teste
della folla, attraverso la strada, fino al suo ufficio. Con il cappello levato e con le lacrime a rigargli il volto, il vincitore della pi famosa battaglia criminale della Georgia fu gettato in aria da una folla urlante che
proclamava la sua ammirazione. Pochi vivranno tanto a lungo da vedere unaltra dimostrazione del genere92 .

Nonostante i festeggiamenti per le strade, opportunamente presidiate dalla Guardia Nazionale, a pochi sfugg il fatto che la sentenza era stata in larga parte il risultato di forti condizionamenti
ambientali. Periodici popolari a grande tiratura come il Colliers
Weekly, antesignano del giornalismo dinchiesta e scandalistico, analizzarono nuovamente il caso, mettendo in luce incongruenze ed
omissioni. Dubbi vennero espressi anche da fogli inizialmente osti92
Cit. in Christopher Powell Connolly, The Frank Case, in Colliers: The
National Weekly, vol. 54, No. 14, 19 December 1914.

119

li a Frank, come lo stesso Atlanta Journal. Gli innocentisti e la comunit ebraica organizzarono comitati (dando vita alla Anti-Defamation League tuttoggi operante) e raccolsero oltre 100.000 firme per
chiedere un provvedimento di clemenza e la revisione del processo. Anche se ad una analisi pi attenta il verdetto nei confronti di
Frank appariva non suffragato da elementi di prova decisivi quindi
sussisteva un ragionevole dubbio sulla sua colpevolezza le varie
richieste di appello presentate dal collegio della difesa vennero respinte. Come scrisse in un editoriale il Daily Telegraph, quotidiano
di Macon:
Se stato compiuto un errore nei confronti di una singola vita
umana, sarebbe deplorevole. Ma preferibile aver commesso un errore
simile, piuttosto che screditare il nostro intero sistema giuridico93 .

Dal canto loro, le organizzazioni razziste operarono per mantenere alta la pressione sulle autorit locali. Il 31 maggio 1915, proprio mentre ad Atlanta si riuniva la Commissione incaricata di vagliare la richiesta di grazia della difesa, si tenne una vera e propria
marcia alla quale parteciparono migliaia di persone giunte anche
dai centri vicini.
Due giorni prima dellesecuzione, Frank present un ultimo
appello al governatore della Georgia, John M. Slaton il quale, il 20
giugno 1915, commut la pena di morte nel carcere a vita. I gruppi
antisemiti reagirono furiosamente. Tom Watson si scagli con rabbia contro la decisione, parlando di vergognosa provocazione e
di nuovo stupro nei confronti del popolo del Sud. Il denaro degli
ebrei del Nord, disse, era servito per comprare il governatore. La
gente del Sud, concluse, avrebbe dovuto tornare al vecchio sistema
del linciaggio, perch questo metodo, per quanto brutale, era sempre meglio dellarbitrio.
Questo esplicito invito di Watson, non tard ad essere messo in
pratica. Il 18 luglio 1915, Frank fu aggredito in prigione da un altro
detenuto, William Creen, che gli recise la gola con un coltello. Solo
il tempestivo intervento del medico della prigione evit il peggio. Il
tragico destino di Leo Frank era per segnato. La notte tra il 16 e il
17 agosto 1915, un gruppo di circa trenta persone, denominatesi i
Cavalieri di Mary Phagan (Knights of Mary Phagan) lo prelevarono
con la forza dalla cella, lo caricarono su un furgone e, dopo aver
percorso indisturbati quasi 200 chilometri, lo impiccarono nelle vici93

120

Cit. in Christopher Powell Connolly, The Frank Case, cit.

nanze della cittadina di Marietta. Tra gli organizzatori e gli esecutori


del linciaggio, preparato per settimane alla luce del sole senza che
nessuno intervenisse, cerano personaggi di primo piano dello Stato
della Georgia, che con questo gesto intendevano dare un segnale ben
preciso allopinione pubblica e ai loro potenziali elettori94 .
Il corpo martoriato di Frank venne lasciato appeso per ore circondato dalla folla radunatasi per assistere al linciaggio. Vi fu persino chi conserv come macabri trofei i pezzi dellalbero e della corda serviti per impiccarlo. Di fronte a questa barbarie, tutti i giornali, tranne il foglio locale di Marietta, lorgano battista The Christian
Index (che parl di giusto verdetto) e il Jeffersonian di Watson (che
lod il linciaggio), espressero condanna ed orrore, definendo lepisodio una vergogna per Atlanta, lo Stato della Georgia e il Sud in
generale. Il nome di Leo Frank, tuttavia, fu a lungo ricordato solo
attraverso le parole della Ballata di Mary Phagan. Venne riabilitato
solo negli anni Ottanta, grazie alle rivelazioni di un testimone rimasto in silenzio per tutti quegli anni95 .
Nonostante limmagine dellebreo fosse stata per certi versi
abbondantemente codificata sin dal Medioevo e in et moderna,
nel corso dellultimo scorcio dellOttocento e dei primi del Novecento, essa assuse per molti settori dellopinione pubblica occiden-

94
Tra i capi, successivamente identificati, figuravano lex governatore
Joseph Mackey Brown, il giudice Newton Morris, lex sindaco di Marietta, e
figlio di un senatore, Eugene Herbert Clay, gli avvocati John Tucker Dorsey e
Fred Morris. Presero parte al linciaggio anche il futuro sindaco di Marietta,
Gordon Baxter Gann, e persino un ex sceriffo della contea di Cobb. Molti dei
Cavalieri di Mary Phagan sarebbero entrati a far parte, sempre nel corso
del 1915, nel ricostituito Ku-Klux-Klan.
95
Nel 1982, Alonzo Mann, allepoca del delitto poco pi che tredicenne,
impiegato nellufficio di Frank, rivel che il giorno del delitto aveva sorpreso Jim Conley mentre trascinava il corpo di Mary Phagan. Conley lo vide e lo
minacci di morte se avesse parlato a qualcuno della cosa. Terrorizzato, Mann
non rivel a nessuno quanto aveva visto. La sua testimonianza indusse le
autorit della Georgia, sollecitate dai movimenti per i diritti civili, a scagionare ufficialmente Frank da ogni accusa. Era l11 marzo 1986. Il responsabile
dellassassinio non fu ma individuato ufficialmente ma, alla fine, verosimile ipotizzare che ad assassinare Mary fosse stato proprio Conley. Questultimo, successivamente arrestato per tentata rapina, fu poi condannato a venti
anni di carcere. Da notare che nel 1987, a seguito della riabilitazione di Frank,
una pronipote di Mary Phagan, sua omonima, pubblic un libro in cui si
ribadiva la colpevolezza di Leo Frank (Mary Phagan, The Murder of Little
Mary Phagan, Far Hills N.J., New Horizon Press 1987).

121

tale nuovi e pi inquietanti risvolti. Accuse antiche, come quella


dellomicidio rituale, vennero riportate alla luce e adattate ad una
societ che si andava secolarizzando ed assumendo i connotati di
societ massa. Lebreo divenne cos non tanto il ripugnante deicida,
leretico asociale dedito a sordidi rituali ma un maniaco criminale,
spinto da un inconscio e mai sopito odio anticristiano. Soprattutto
(e in ci attingendo, spesso rozzamente, alle argomentazioni del
darwinismo sociale delleugenetica e del razzismo scientifico),
lebreo venne descritto come mosso da una propensione biologica alla corruzione, alla perversione, al delitto. Lemergere del movimento sionista amplific unaltra paura gi presente nellimmaginario occidentale: quella del complotto ebraico. Questo antisemitismo politico, di matrice laica, emerse in modo eclatante in casi
come quello di Dreyfus o quello dei Protocolli dei Savi di Sion, elaborando criteri interpretativi e contribuendo a diffondere quelle
paure collettive sulle quali, tra le due guerre, avrebbero fatto leva il
nazismo e quei partiti e movimenti che alla sua dottrina avrebbero
tratto ispirazione.

122

INDICE

Introduzione

pag.

1. SCONTRO DI CIVILT
Il pericolo giallo
Invasioni

19
19
45

2. TERRORISMO E COMPLOTTI
Lincubo della rivoluzione
Il complotto ebraico

73
73
97

3. VAGABONDI, CRIMINALI, ASSASSINI


Classi pericolose
Il brivido del delitto

123
123
141

4. MALATTIA E MORTE
Pandemie
Laldil

163
163
191

5. LINCONOSCIBILE
Magnetizzatori, maghi e occultisti
Altri mondi

217
217
239

6. LE VERTIGINI DEL PROGRESSO


Il vaso di Pandora
Jihad antimacchinista

265
265
295

7. LINCERTEZZA DEL FUTURO


Viandanti in un mare di nebbia
Un uomo nuovo per un secolo nuovo

313
313
327

8. CATASTROFI E APOCALISSE
Disastri
Fine del mondo o fine di un mondo?

355
355
387

INDICE DEI NOMI

415

435

Questo volume
chiuso in tipografia
nel mese di marzo 2008
stato impresso
negli stabilimenti delle Edizioni Pugliesi s.r.l.
in Martina Franca
per conto di Piero Lacaita Editore
in Manduria e in Roma

440

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