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Il libro

Luomo col cappuccio stava entrando in azione e io ne ero completamente


ammaliato. Pareva un emissario della morte che, incurante del massacro
intorno a lui, avesse aspettato solo loccasione buona per colpire.

Allinizio del Settecento, nellet delloro della pirateria, il Nuovo Mondo


una meta irresistibile per tutti.
Per Edward Kenway lesuberante, giovane figlio di un mercante di lana
che desidera con tutte le sue forze diventare molto ricco rappresenta il
coronamento di un sogno. Quello di conquistare la gloria in una vita
avventurosa, solcando gli oceani su inaffondabili velieri.
Il momento per andare incontro al suo destino, lasciandosi alle spalle
unesistenza troppo banale, arriva quando la tenuta della sua famiglia
attaccata da misteriosi nemici. Non passer molto tempo prima che
Kenway diventi uno dei pi terribili corsari dei suoi tempi, una vera
leggenda al pari del pirata Barbanera.
Ma il successo, la fama e il potere risvegliano sempre avidit, ambizione e
malvagit.
Anche Kenway, allora, deve fare i conti con una viscida congiura ai suoi
danni e, una volta ottenute le prove schiaccianti sui traditori che
minacciano tutto ci che gli caro, non ha scelta.
I colpevoli devono essere puniti.
Per questo viene trascinato nella guerra che da secoli fa scorrere il sangue
tra Assassini e Templari, e che potrebbe distruggere tutto ci che i pirati
hanno costruito.

Lautore
Oliver Bowden lo pseudonimo di un affermato scrittore ed esperto del
Rinascimento italiano. La serie dei romanzi tratti dal videogame di culto

Assassins Creed un successo internazionale.

OLIVER BOWDEN

ASSASSINS
CREED
BLACK FLAG

PARTE PRIMA

1
1719 (o gi di l)
UNA volta ho tagliato via il naso a un uomo. Non ricordo bene quando
stato, nel 1719 o gi di l. N dove. Ma successo durante il saccheggio di
un brigantino spagnolo. Volevamo le provviste che trasportava,
ovviamente. Mi faccio vanto di mantenere il Jackdaw ben rifornito. Ma loro
avevano anche qualcosaltro, qualcosa di cui avevamo bisogno. Qualcuno,
per lesattezza. Un cuoco di bordo.
Il nostro era morto e cos anche il suo aiuto. Costui si era fatto pescare a
pisciare nel cassone di zavorra, cosa che io non permetto, e perci era stato
punito secondo tradizione, facendogli bere un boccale di piscia della
ciurma. Devo ammettere che non mi era mai accaduto che il boccale di
piscia punitiva ammazzasse qualcuno, ma quello che gli era successo.
Quella notte era andato a dormire e non si era pi svegliato. Per un po il
cuoco se lera cavata da solo, ma gli piaceva farsi un cicchetto di rum e dopo
prendere una boccata daria notturna sul cassero di poppa. Io lo sentivo
ballare sul tetto della mia cabina. Fino alla notte in cui prima lho sentito
ballare, poi gridare. E infine un tonfo.
Qualcuno ha dato lallarme suonando la campana e la ciurma corsa in
coperta, abbiamo gettato lancora e acceso lanterne e torce, ma del cuoco
nessun segno.
Cerano gli sguatteri, naturalmente, ma erano solo ragazzini, nessuno che
sapesse fare niente di pi gastronomico che rimestare una pignatta o
sbucciare un po di patate, cos da allora ci eravamo nutriti di roba cruda.
Non sapevamo neanche far bollire una pentola dacqua.
Dunque, avevamo giusto preso questo veliero armato, un manofwar.
Un gustoso piccolo diversivo grazie al quale ci eravamo procurati una
batteria da murata nuova di zecca e un buon bottino di armamenti:
sciabole dabbordaggio, lance, moschetti, pistole, polvere e palle. Da uno dei
marinai catturati, che divent poi un mio marinaio, avevo saputo che gli

spagnoli avevano una speciale nave appoggio sulla quale lavorava un cuoco
particolarmente abile. Girava voce che avesse cucinato a corte ma avesse
offeso la regina e per questo fosse stato cacciato via. Io non credevo a una
sola parola di questa storia, ma non per questo non la ripetei, assicurando il
mio equipaggio che prima della fine della settimana avrebbe preparato i
pasti per noi. Ci facemmo dunque un dovere di dare la caccia a questo
particolare brigantino e, appena scovato, lo attaccammo senza pensarci due
volte.
La nostra nuova batteria da murata ci tornata utile. Abbiamo affiancato
il brigantino e lo abbiamo crivellato di cannonate stracciandogli le vele e
facendogli finire in acqua il timone ridotto in pezzetti.
Si stava gi inclinando quando i miei uomini lo hanno agganciato e
arrembato, arrampicandosi per la sua fiancata come topi nellaria pesante
dellodore di polvere da sparo e nel sottofondo dei colpi di moschetto e
delle sciabolate che gi cominciavano a volare. Io ero in mezzo a loro come
sempre, sciabola in una mano e lama segreta pronta a scattare, il
coltellaccio per la mischia, i pugnali per i colpi di grazia. Si fecero sotto in
due e io mi sbarazzai del primo calandogli la sciabola sulla testa e
fendendogli il tricorno, con la lama che gli spaccava praticamente il cranio
in due. caduto in ginocchio con la mia lama tra gli occhi, ma il problema
che lavevo affondata troppo e quando ho cercato di estrarla, venuta su
con tutto quanto il corpo che ancora si contorceva. A quel punto mi
piombato addosso il secondo con gli occhi pieni di terrore, evidentemente
non avvezzo al combattimento, e con un colpo saettante gli ho tagliato via il
naso, ottenendo leffetto desiderato di rispedirlo allindietro con il sangue
che schizzava dal buco rosso, mentre io usavo entrambe le mani per
disincagliare finalmente la mia sciabola dal cranio del primo aggressore e
riprendevo la lotta. finita presto, con perdite minime nellequipaggio del
brigantino e nel rispetto delle istruzioni speciali che avevo dato perch per
nessun motivo si facesse del male al cuoco: qualunque cosa succeda, avevo
detto, dobbiamo prendere il cuoco vivo.
E mentre il brigantino scompariva sottacqua e noi riprendevamo il mare
lasciandoci dietro i fumi ancora densi della battaglia e onde disseminate di

relitti, abbiamo radunato in coperta la ciurma prigioniera per tirarne fuori


il cuoco e non cera uno tra noi che non sbavasse, che non avesse brontolii
nel ventre, poich tutti avevano notato il loro aspetto ben pasciuto.
stata Caroline a insegnarmi ad apprezzare la buona tavola. Caroline, il
mio unico vero amore. Nel fin troppo breve tempo che passammo insieme
raffin i miei gusti e credo proprio che avrebbe approvato la mia politica
riguardo ai pasti e allimpegno con cui avevo trasmesso alla ciurma lamore
per i buoni piatti, ben sapendo, in parte grazie a lei, che un uomo ben
nutrito un uomo felice e un uomo felice un uomo meno incline a
mettere in dubbio lautorit della nave, che la ragione per cui in tanti anni
di mare non ho mai subito un solo tentativo di ammutinamento. Non uno.
Eccomi, disse facendosi avanti. Solo che era sembrato piuttosto:
Beccami, per via delle bende che aveva in faccia, dove qualche imbecille
gli aveva tagliato via il naso.

2
1711
ALLORA, dovero finito? Caroline. Volevi sapere come lho conosciuta.
Ebbene, c dietro una storia, come si suol dire. C dietro una storia. Per
raccontarla devo tornare a molti anni fa, quando ero un semplice allevatore
di pecore, prima che sapessi di Assassini o Templari, di Barbanera, di
Benjamin Hornigold, di Nassau o dellOsservatorio, tutte cose di cui sarei
rimasto probabilmente alloscuro per sempre senza quellincontro casuale
avvenuto allAuld Shillelagh in una calda giornata destate del 1711.
Ero uno di quei giovani focosi a cui piaceva mandar gi un sorso, a costo
di finire in qualche baruffa. Un discreto numero di incidenti, se vogliamo
chiamarli cos, dei quali non vado troppo fiero. Ma la croce che sei
costretto a portare se hai un piccolo debole per lalcol; difficile trovare un
bevitore con la coscienza pulita. A molti di noi prima o poi viene da
pensare di farla finita, imboccare la retta via e rivolgersi magari a Dio o
cercare di combinare qualcosa di buono. Ma poi viene mezzogiorno e senti
che quel che ti serve un altro bicchiere e allora te ne vai alla taverna.
Le taverne di cui parlo erano a Bristol, sulla costa sudoccidentale della
cara vecchia Inghilterra, dove eravamo abituati a inverni feroci ed estati
gloriose, e quellanno, quellanno particolare, lanno in cui la conobbi, il
1711, come ho detto, avevo solo diciassette anni.
E, s, certo, quando successo ero ubriaco. Bisogna dire che a quei tempi
lo ero spesso e sovente. Forse be, adesso non esageriamo, non voglio che
ti faccia unidea troppo negativa di me. Ma forse met del tempo. Magari
un po di pi.
Casa mia era ai margini di un villaggio che si chiamava Hatherton, a una
decina di chilometri da Bristol, dove gestivamo un piccolo allevamento di
pecore. Mio padre aveva testa solo per il bestiame. Cos era sempre stato e
poter contare su di me lo aveva scagionato da quellaspetto del suo lavoro
che pi detestava, cio andare in citt con la merce, trattare con compratori

e grossisti, discutere, accordarsi. E appena fui abbastanza cresciuto, cio


intendo appena fui abbastanza uomo da guardare negli occhi i nostri clienti
e parlare con loro alla pari, be, ben quel che feci. E mio padre ne fu fin
troppo felice.
Mio padre si chiamava Bernard. Mia madre, Linette. Erano originari di
Swansea, ma erano giunti nella West Country quando io ero sui dieci anni.
Avevamo ancora un accento gallese. Non credo che mi desse molto fastidio
che ci segnasse come diversi. Io ero un allevatore, non una pecora.
Pap e mamma dicevano sempre che avevo una bella parlantina e la
mamma in particolare mi ripeteva che ero un bel giovanotto e che sapevo
come rendermi irresistibile, ed vero, anche se quel che dico io non pu far
testo, che con le signore avevo un notevole successo. Mettiamola cos: le
trattative con le mogli dei mercanti erano un terreno di caccia pi proficuo
di quelle con i loro mariti.
Come trascorrevo le giornate dipendeva dal periodo dellanno. Da
gennaio a maggio era stagione di nascite, il nostro momento di lavoro pi
intenso, quando mi ritrovavo negli ovili al sorgere del sole, con o senza un
cerchio alla testa, a vedere se qualcuna delle femmine aveva partorito
durante la notte. In tal caso, veniva trasferita in una delle stalle pi piccole e
chiusa in un recinto, dove allattare lagnellino, e da l in avanti se ne
occupava mio padre, mentre io pulivo le mangiatoie, le riempivo, cambiavo
il fieno e lacqua, e la mamma prendeva meticolosamente nota dei nuovi
nati su un registro. Io allepoca non sapevo scrivere. Adesso s,
naturalmente, mi ha insegnato Caroline, insieme con tante altre cose che
hanno fatto di me un uomo, ma a quei tempi ancora no, perci il compito
ricadeva sulla mamma, che non era un granch meglio, ma ne sapeva quel
tanto da poter almeno compilare un elenco.
Amavano lavorare insieme, pap e mamma. Altro buon motivo per cui a
mio padre piaceva che ad andare in citt fossi io. Lui e mia madre erano
come una cosa sola. Non avevo mai visto due persone cos innamorate e
che avessero cos poco bisogno di mostrarlo. Era chiaro come il sole che si
sostenevano a vicenda. Era una cosa che faceva bene allanima.
In autunno portavamo i montoni al pascolo a brucare con le femmine, in

modo che avessero loccasione di fare quel che dovevano per produrre altri
agnelli nella primavera seguente. E cera da star dietro anche ai pascoli,
costruire e riparare recinzioni e muretti.
Dinverno, se il tempo si metteva veramente al brutto, portavamo le
pecore al chiuso, le tenevamo al sicuro e al caldo in attesa che in gennaio
cominciasse la stagione degli agnelli.
Il mio momento per veniva durante lestate. Stagione di tosatura. Se ne
occupavano soprattutto mamma e pap, mentre io mi recavo pi spesso in
citt, non con carni da macello, ma con il carro carico di lana. E destate,
avendo ancor pi occasioni, mi ritrovavo a frequentare pi spesso le
taverne locali. Si pu dire che nelle taverne fossi diventato una figura
familiare nel mio lungo panciotto abbottonato, i calzoni alla zuava, le calze
bianche e quel tricorno marrone un po malconcio che consideravo il mio
marchio di fabbrica, perch mia madre diceva che andava bene con i miei
capelli (che avevano sempre bisogno di una spuntata, ma erano di un
impressionante color biondo sabbia, se mi permesso dirlo).
stato nelle taverne che ho scoperto che la mia parlantina migliorava
dopo qualche birra bevuta allora di pranzo. leffetto tipico dellalcol, no?
Scioglie la lingua, le inibizioni, le remore morali Non che da sobrio fossi
proprio un tipo timido e riservato, ma di sicuro la birra mi dava quel certo
spunto in pi. O almeno cos dicevo a me stesso. E dopotutto i soldi
guadagnati con le vendite supplementari in conseguenza della mia
aumentata abilit di venditore coprivano abbondantemente il costo della
birra stessa. O almeno cos dicevo a me stesso.
E, a parte la pretesa un po sciocca che Edward brillo fosse un venditore
migliore di Edward sobrio, cera anche qualcosaltro ed era il mio stato
danimo.
Perch la verit che pensavo di essere diverso. Anzi, no, sapevo di
essere diverso. Cerano volte in cui la sera me ne stavo per conto mio e
sapevo di vedere il mondo in un modo che era tutto personale. Ora so cos
ma a quei tempi non avrei saputo spiccicare una parola, oltre a dire che mi
sentivo diverso.
E grazie a quella sensazione, o nonostante essa, avevo deciso di non voler

fare il pecoraio per tutta la vita. Lo avevo capito il primo giorno, quando
avevo messo piede alla fattoria come impiegato e non come figlio e avevo
visto me stesso, poi avevo guardato mio padre e avevo intuito che non ero
pi l per giocare e per poi tornare a casa a sognare un futuro di vele
dispiegate ai venti degli oceani. No, era quello il mio futuro, e avrei passato
il resto della vita ad allevare pecore, a lavorare per mio padre, per poi
sposare una ragazza del posto, mettere al mondo figli a cui insegnare come
diventare pecorai, come aveva fatto il loro padre, come aveva fatto il loro
nonno. Avevo visto il resto della mia vita spianata davanti ai miei occhi,
come vestiti da lavoro puliti stesi sul letto, e invece di sentire crescere
dentro di me una calda sensazione di felicit e appagamento, ne ero stato
terrorizzato.
Dunque la verit e non c modo di metterla in altro modo, ti chiedo
scusa, padre, che Dio abbia cura della tua anima era che detestavo il mio
lavoro. E dopo qualche birra, be, la sola cosa che posso dire che lo
detestavo di meno. Annegavo nellalcol i miei sogni pi arditi?
Probabilmente. Allepoca non ci ho mai pensato. So solo che, appollaiato
sulla mia spalla, come un gatto rognoso, incancreniva un risentimento per
il modo in cui si andava sviluppando la mia esistenza, o, peggio ancora, si
era gi sviluppata.
Forse ero un po indiscreto riguardo ai miei veri sentimenti. possibile
che talvolta abbia dato ai miei amici bevitori limpressione di pensare che il
mondo avesse in serbo per me cose migliori. Cosa posso dire? Ero giovane
e spaccone ed ero un ubriacone. Una combinazione letale anche nelle
migliori circostanze. E quelle circostanze non erano decisamente le
migliori.
Tu ti ritieni superiore a tutti noi, eh?
Erano parole che sentivo spesso. In questa forma o simili.
E forse sarebbe stato pi diplomatico da parte mia dare una risposta
negativa, ma non lo facevo, e per questo mi ritrovavo a scazzottare pi del
normale. Forse era per dimostrare che ero meglio di loro in tutte le cose,
scazzottature comprese. Forse a modo mio difendevo il nome di famiglia.
Bevitore, questo s. Donnaiolo. Arrogante. Inaffidabile. Ma vigliacco no.

Oh, no. Se cera da menar le mani, non ero certo io a tirarmi indietro.
Ed era durante lestate che la mia spericolatezza raggiungeva il suo
culmine; quando ero pi che mai ubriaco e pi che mai presuntuoso e nel
complesso pi che mai un gran fastidio. Daltra parte per anche molto pi
incline ad aiutare una fanciulla in difficolt.

3
ERA allAuld Shillelagh, una taverna a met strada tra Hatherton e Bristol,
che era un posto che frequentavo regolarmente e in certi periodi destate,
quando mamma e pap erano alle prese con la tosatura e io mi recavo pi
spesso in citt, tanto regolarmente da andarci pi di una volta al giorno.
Confesso che allinizio non ci avevo fatto molto caso, cosa per me
insolita, perch mi piace vantarmi di sapere sempre dove si trovano tutte le
belle donne dei paraggi e inoltre lo Shillelag non era il genere di locale dove
ti aspetti di trovare una bella donna. Una donna, s. Un certo tipo di donna.
Ma questa ragazza che vedevo non era cos: era giovane, pressoch mia
coetanea, con veste e cuffia bianche. Mi dava limpressione di essere una
domestica.
Ma non furono i suoi vestiti ad attirare la mia attenzione. Fu la potenza
della voce, che devo dire era in assoluto contrasto con laspetto. Sedeva con
tre uomini, tutti e tre pi vecchi di lei, che riconobbi allistante: Tom
Cobleigh, suo figlio Seth e un certo Julian, di cui mi sfuggiva il cognome,
ma che lavorava con loro, tre uomini con cui avevo gi scambiato parole se
non cazzotti, che mi guardavano dallalto in basso perch pensavano che lo
facessi io e a cui non ero pi simpatico di quanto non lo fossero a me, che
non era molto. Sedevano protesi dai loro scanni a guardare quella ragazza
con occhi voraci e concupiscenti che tradivano propositi inquietanti,
sebbene fossero tutti sorrisi, a battere i pugni sul tavolo incoraggiandola a
tracannare una caraffa di birra.
No, non aveva laspetto di una delle donne che frequentavano di solito la
taverna, ma sembrava decisa a comportarsi come una di loro. La caraffa era
praticamente grande quanto lei e quando si asciug la bocca con il dorso
della mano e la piant sul tavolo, gli uomini risposero con grida di
ammirazione chiamando a gran voce perch gliene portassero unaltra e
senza dubbio fece loro piacere vederla barcollare un po sul suo sgabello.
Probabilmente stentavano a credere a tanta fortuna. Un bel bocconcino
come quello.

Li guardai lasciare che la ragazza bevesse altra birra salutando il successo


della sua impresa con un altro chiassoso tumulto e poi, quando lei si pass
nuovamente la mano sulla bocca come in precedenza, ma con un dondolio
ancor pi pronunciato, li vidi scambiarsi unocchiata. Unocchiata che mi
parve dicesse: fatta.
Tom e Julian si alzarono e cominciarono, in parole loro, ad
accompagnarla alla porta, perch: Hai bevuto troppo, tesoro, ti
portiamo a casa noi.
A letto, mormor con un sogghigno Seth, pensando daver parlato
sottovoce quando invece lo sent tutta la taverna. Lascia che ti portiamo a
letto.
Incrociai lo sguardo con il barista, che abbass gli occhi e us il
grembiule per soffiarsi il naso. Un cliente seduto al banco si gir dallaltra
parte. Bastardi. Tanto sarebbe valso chiedere aiuto al gatto, pensai, poi
posai con forza il mio boccale sul tavolo, feci un sospiro alzandomi e seguii
i Cobleigh in strada.
Socchiusi gli occhi uscendo dal buio nella forte luce del sole. L fuori
cera il mio carretto ad arrostire, accanto a un altro che pensai dovesse
essere quello dei Cobleigh. Sul lato opposto della strada cera il cortile di
una casa che sorgeva un po pi indietro, ma nessun segno di abitanti.
Eravamo soli sulla strada, io, i due Cobleigh, Julian e naturalmente la
ragazza.
Ma guarda un po, Tom Cobleigh, dissi, a cosa capita di assistere in un
bel pomeriggio. Tu e i tuoi degni compari che si ubriacano e ubriacano
ancor di pi una povera fanciulla indifesa.
Tom Cobleigh lasci andare il braccio della ragazza, che si accasci per
met, e si gir verso di me con il dito gi alzato.
Tu vedi di starne fuori, Edward Kenway, moccioso buono a nulla. Sei
ubriaco quanto me e sicuramente non pi virtuoso, non sei certo tu a
potermi venire a dare lezioni di buona creanza.
Si erano girati anche Seth e Julian. La ragazza era imbambolata, come se
la sua mente fosse andata a nanna anche se il suo corpo era ancora sveglio.
Be, risposi sorridendo, non sar un uomo virtuoso, Tom Cobleigh,

ma non ho certo bisogno di versare birra in corpo a una ragazza prima di


portarla a letto e di certo non ho bisogno che mi aiutino altri due uomini a
farlo.
Tom Cobleigh arross. Dico a te, piccolo bastardo intrigante, quello che
sto per fare metterla sul mio carro e portarla a casa.
Non dubito che la tua intenzione sia di metterla sul tuo carro e portala
a casa. quello che hai in programma di fare tra quando la metti sul carro
e quando arriverai a casa sua a preoccuparmi.
questo che ti preoccupa? Se non ti fai gli affari tuoi, avrai da
preoccuparti di un naso rotto e un paio di costole incrinate.
Socchiudendo gli occhi guardai in fondo alla via, dove gli alberi che
fiancheggiavano la sterrata brillavano doro e di verde nel sole e in
lontananza cera una figura solitaria a cavallo, tremolante e indistinta.
Avanzai di un passo e se mai nei miei modi cera stata benevolenza o
buonumore, a quel punto scomparve quasi per volont propria. Quando
parlai di nuovo, la mia voce aveva assunto la durezza dellacciaio.
Lascia in pace quella ragazza, Tom Cobleigh, o non sar responsabile
delle mie azioni.
I tre uomini si guardarono lun laltro. In un certo senso avevano fatto
come avevo chiesto. Avevano lasciato andare la ragazza che era sembrata
quasi contenta di accovacciarsi sui talloni, posando una mano per terra. Da
l ci guardava con gli occhi vacui, chiaramente incapace di rendersi conto
della discussione che la riguardava.
Io intanto tenevo docchio i Cobleigh e soppesavo la situazione. Ne avevo
mai affrontati tre in una volta? Be, no. Perch se combatti contro tre in una
volta, allora pi che combattere le stai prendendo di santa ragione. Ma dai,
Edward Kenway, mi dissi. S, da una parte erano tre uomini, ma uno di loro
era Tom Cobleigh, non certo di primo pelo, dellet pi o meno di mio
padre. Un altro era Seth Cobleigh. E se sapete immaginare il tipo di
persona che aiuterebbe il proprio padre a farsi una ragazza ubriaca, be,
allora potete immaginarvi che genere di persona fosse Seth, vale a dire un
vermiciattolo infido, pi propenso a scappare con le mutande bagnate che
ad affrontare un avversario in una rissa. E soprattutto erano ubriachi.

Daltronde ero ubriaco anchio. E poi con loro cera anche Julian, che,
almeno a giudicare dallaspetto, sapeva il fatto suo.
Ma io avevo unaltra idea. Il cavaliere solitario che vedevo in lontananza.
Se fossi riuscito a reggere i Cobleigh fino al suo arrivo, era probabile che la
situazione volgesse in mio favore. Se fosse stata una persona perbene, di
sicuro il cavaliere solitario si sarebbe fermato per darmi una mano.
Tom Cobleigh, dissi, un fatto che sei in vantaggio, sotto gli occhi
di tutti, ma, sai, non potrei pi guardare negli occhi mia madre sapendo di
aver permesso a te e ai tuoi compari di rapire questo bel cosino.
Lanciai unocchiata in fondo alla strada dove vidi che il cavaliere solitario
si stava avvicinando. Avanti, pensai. Non tirarla per le lunghe.
Quindi, continuai, anche se alla fine mi lascerete sul ciglio di questa
strada ridotto a una carcassa sanguinante e vi porterete via comunque
quella fanciulla, dovr fare tutto quello che posso per rendervela il pi
difficile possibile. E adoperarmi magari perch ve ne andiate via con un
occhio nero e un paio di palle gonfie di calci.
Tom Cobleigh sput e mi sbirci dalle fessure grinzose che aveva per
occhi. cos, eh? Allora, hai intenzione di startene l a cianciare tutto il
giorno o intendi mettere in pratica quello che hai detto? Perch il tempo
non aspetta Fece un sorriso maligno. Ho faccende da sbrigare, gente
da sistemare.
Come no e pi ritardi, pi aumentano le possibilit che quella povera
ragazza si riprenda dalla sbornia, giusto?
Lascia che ti dica, Kenway, che mi sto stufando di tutto questo parlare.
Si rivolse a Julian. Perch non impartiamo una lezione a questo piccolo
bastardo? Oh, e una cosa ancora prima che cominciamo, signorino
Kenway, tu non sei buono nemmeno a lustrare le scarpe di tua madre,
capito?
La presi malissimo, non mi vergogno ad ammetterlo. Che uno come
Tom Cobleigh, che aveva tutta la statura morale di un cane con la bava alla
bocca e s e no met della sua intelligenza, mi infilasse la mano nellanima
e, se il mio senso di colpa fosse stata una ferita aperta, ficcasse il pollice in
quella piaga e mi provocasse un dolore ancor pi acuto, be, se non altro

consolid certamente la mia determinazione.


Julian spinse il petto in fuori e venne avanti con un ringhio. A due passi
da me alz i pugni, inclin la spalla destra e men, e io non so con chi
Julian fosse abituato a fare a cazzotti davanti alle taverne, ma doveva essere
qualcuno meno esperto di me, per forza, perch avevo gi preso nota che
era destro, e nemmeno a provarci avrebbe potuto rendere pi evidenti le
sue intenzioni.
Nelle nuvole di polvere che sollevai da sotto i piedi, schivai facilmente il
colpo mentre portavo il mio in un movimento brusco dal basso verso lalto.
Lo presi sotto il mento strappandogli un grido di dolore. E se lo scontro
fosse stato solo fra lui e me, la battaglia sarebbe finita l. Ma Tom Cobleigh
mi era gi addosso. Lo vidi con la coda dellocchio ma fui troppo lento nel
reagire e in un istante fui rintronato dalle sue nocche che mi si piantavano
in una tempia.
Barcollai un po ruotando su me stesso per affrontarlo, sventagliando i
pugni assai pi alla rinfusa di quanto avrei desiderato. Speravo di piazzare
un colpo fortunato perch dovevo abbattere almeno uno di loro per
pareggiare le forze in campo. Ma nessuno dei miei pugni entr in contatto
con Tom Cobleigh che indietreggiava, mentre Julian si andava riprendendo
a una velocit allarmante e si preparava ad assalirmi di nuovo.
Il suo destro mi colse al mento, facendomi girare come una trottola in
procinto di perdere lequilibrio. Mi vol via il cappello e mi ritrovai
scarmigliato, con i capelli negli occhi. E indovinate chi tentava di tirarmi
calci? Quel verme di Seth Cobleigh, che contemporaneamente gridava
incoraggiamenti al padre e Julian. E and bene, a quel figlio dun cane, mi
colp al ventre e io, gi in equilibrio instabile, lo persi del tutto. E caddi.
La cosa peggiore che si pu fare in una rissa cadere. Quando cadi sei
fatto. Attraverso le loro gambe scorsi il cavaliere solitario, che ora era la mia
unica possibilit di salvezza, forse la mia unica speranza di uscirne vivo. Ma
ci che vidi mi provoc una stretta al cuore. Non era un uomo a cavallo, un
mercante, che sarebbe smontato per soccorrermi. No, il cavaliere solitario
era una donna. Montava a cavalcioni, non allamazzone, ci nondimeno si
vedeva che era una donna. Indossava una cuffia elegante e un vestito estivo

a colori chiari e lultima cosa che pensai prima che gli stivali di Cobleigh mi
oscurassero la visuale e cominciasse la gragnola di calci, fu che era
bellissima.
E allora? Non sarebbe stata lavvenenza a salvarmi.
Ehi, udii. Voi tre. Smettete subito quello che state facendo.
Si voltarono a guardarla e si tolsero il cappello, riordinandosi su ununica
fila in modo da nascondere me che tossivo per terra dietro di loro.
Cosa sta succedendo qui? volle sapere. Dal suono della sua voce
giudicai che era giovane e, se non di alto lignaggio, decisamente di buona
famiglia troppo buona, di sicuro, per andarsene in giro a cavallo non
accompagnata.
Stavamo solo insegnando le buone maniere a questo giovanotto,
rispose ansimando Tom Cobleigh che aveva il fiato corto. Un lavoro
spossante, quello di tramortirmi a pedate.
Be non c bisogno che siate in tre per una cosa cos, giusto? ribatt lei.
Ora la vedevo, due volte pi bella di come avevo pensato prima,
contemplare con occhi severi i Cobleigh, che per parte loro mi sembravano
profondamente mortificati.
Smont. Venendo meglio al dunque, cosa state facendo con questa
fanciulla? Indic la ragazza, che se ne stava ancora accovacciata, mezza
intontita e mezza ubriaca.
Oh, signora, vi porgiamo le nostre scuse, ma questa una nostra
giovane amica che ha bevuto troppo.
La faccia della signora si fece pi scura. Quello che sicuro che non
una vostra giovane amica, visto che una serva, e se non la riporto a casa
prima che mia madre scopra che si allontanata di nascosto, sar una ex
serva senza pi un impiego.
Li guard a uno a uno. Io vi conosco e credo di capire benissimo che
cosa stava succedendo qui. Ora voi lascerete in pace questo giovane e ve ne
andrete di buon grado prima che mi venga voglia di occuparmi pi a fondo
di questa incresciosa situazione.
In un gran trambusto di scalpiccii e inchini, i Cobleigh saffrettarono ad
arrampicarsi sul loro carro e prendere il largo. La donna intanto si chin

per parlare a me. La sua voce era cambiata. Ora era dolce. Sentii una nota
di preoccupazione. Il mio nome Caroline Scott, la mia famiglia vive a
Bristol, in Hawkins Lane, lasciate che vi porti a casa mia e medichi le vostre
ferite.
Non posso, mia signora, risposi alzandomi a sedere e tentando un
sorriso. Ho del lavoro da fare.
Lei si raddrizz corrucciata. Capisco. E avevo valutato bene la
situazione?
Io recuperai il mio cappello e cominciai a spazzolarlo. Adesso era ancor
pi malconcio. S, mia signora.
Allora vi devo i miei ringraziamenti e altrettanto ve li dovr Rose,
quando sar di nuovo sobria. una ragazza caparbia, non sempre la pi
trattabile dei domestici, tuttavia non voglio vederla soffrire per la sua
avventatezza.
In quel momento decisi che era un angelo e dopo aver aiutato entrambe
a montare sul cavallo e vidi Caroline reggere Rose, che dondolava non del
tutto presente sulla groppa dellanimale, ebbi un pensiero improvviso.
Posso rivedervi, mia signora? Per ringraziarvi nella maniera giusta
quando sar un po pi presentabile, magari.
Lei mi rivolse uno sguardo rammaricato. Temo che mio padre non
appRoverebbe, disse e con questo scroll le redini e part.
Quella sera al calar del sole sedetti sotto il tetto di paglia della nostra
casa a contemplare i pascoli che si perdevano ondulati in lontananza. Di
solito i miei pensieri sarebbero stati su come fuggire dal mio futuro.
Quella sera pensai a Caroline. Caroline Scott di Hawkins Lane.

4
DUE giorni dopo fui svegliato da grida. In fretta e furia minfilai le brache e
corsi fuori con la maglia sbottonata, gli stivali sui piedi scalzi. Conoscevo
quella voce. Era di mia madre. Pochi istanti dopo i suoi strilli si spensero in
un singhiozzo, sostituiti dalle imprecazioni di mio padre. Gli improperi
pacati di un uomo a cui i fatti hanno dato ragione.
Dopo il mio scontro allAuld Shillelagh ero rientrato nella taverna per
fare qualcosa per i tagli e i lividi. Per soffocare il dolore, come dire. E quale
modo migliore di farlo se non con un bicchiere o due? Cos, quando
finalmente ero arrivato a casa, ero in uno stato. E quando dico stato,
intendo stato, nel senso di un uomo che aveva laspetto di un reduce da
una guerra, come in realt ero, con la faccia e il collo gonfi di botte, gli abiti
sporchi e stracciati. Ma stato anche nel senso di un uomo che ha bevuto
peggio che troppo.
Sarebbe bastata una sola di queste classificazioni a far infuriare mio
padre, cos avevamo litigato, e mi vergogno di dover dire di aver usato
qualche parola meno che educata al cospetto di mia madre. E naturalmente
mio padre si era infuriato ancora di pi e io avevo assaggiato il dorso della
sua mano. Ma quello che veramente lo aveva adirato era il fatto che la rissa,
come la chiamava lui (perch non voleva accettare che stessi proteggendo
lonore di una signora e che nella mia situazione avrebbe fatto lo stesso
anche lui) avesse avuto luogo durante le ore lavorative. Per come la vedeva
lui, da una parte cerano loro due, sfiniti dal duro lavoro, e dallaltra io, che
mi ubriacavo e facevo a cazzotti, infangando il buon nome dei Kenway, e in
questo caso particolare fomentando guai peggiori per il futuro.
I Cobleigh, aveva esclamato spalancando le braccia in un gesto di
esasperazione. Quel paniere di uova marce. Proprio loro, vero? Non
lasceranno perdere, lo sai anche tu, no?
E infatti quella mattina uscii di corsa nellaia e l cera mio padre nei suoi
abiti da lavoro a consolare la mamma, che, in piedi, gli nascondeva la faccia
contro il petto singhiozzando piano, con la schiena rivolta a quello che cera

per terra.
Vedendo che cosa avevano trovato uscendo di casa mi portai
involontariamente la mano alla bocca: due pecore sgozzate, adagiate fianco
a fianco sul terreno scuro di sangue. Erano state messe l perch sapessimo
che non erano vittime di una volpe o di un cane selvatico. Perch sapessimo
che quelle pecore erano state uccise per una ragione.
Un avvertimento. Una vendetta.
I Cobleigh, dissi con odio, sentendo la collera salirmi dentro come
acqua che comincia a bollire. Con essa avvertii una dolorosa fitta di senso
di colpa. Sapevamo tutti che erano state le mie reazioni a provocare quel
gesto.
Mio padre non mi guardava. Sul suo volto cera tutta la tristezza e lansia
che mi ero aspettato. Come ho detto, era un uomo rispettato, e godeva dei
vantaggi di quel rispetto, i suoi rapporti con il prossimo, anche con i suoi
rivali in affari, erano condotti con cortesia e rispetto. I Cobleigh non gli
piacevano, questo evidente, non piacevano a nessuno, ma con loro non
aveva mai avuto screzi. Quella era la prima volta che la mia famiglia si
faceva dei nemici. Era una cosa nuova per noi.
So cosa stai pensando, Edward, disse. Non sopportava di guardarmi,
notai, se ne stava l a tenere fra le braccia la mamma con gli occhi fissi su
un punto lontano.
Che cosa sto pensando, padre?
Stai pensando che sei stato tu a tirarci questo addosso. Stai pensando di
presentare il conto ai Cobleigh.
Perch? Voi cosa pensate? Di lasciare che la facciano franca? Indicai le
due pecore nella loro pozza di sangue. Buon bestiame ucciso. Buon
bestiame andato perso. Hanno il dovere pagare.
Non si pu fare, disse semplicemente lui.
Come sarebbe che non si pu fare?
Due giorni fa sono stato contattato perch entrassi in unorganizzazione
commerciale, la Trade Organization.
Quando lo guardai, mi domandai se stessi vedendo una versione pi
anziana di me stesso e possa Dio fulminarmi per averlo pensato, ma sperai

con tutto il cuore che cos non fosse. Una volta era stato un uomo piacente,
ma adesso la sua faccia era smagrita e rugosa. Lampia tesa del suo cappello
di feltro copriva occhi sempre abbassati e stanchi.
Volevano che vi entrassi anchio, continu, ma ho risposto di no.
Come molti degli altri produttori della regione i Cobleigh hanno detto di s.
Godono della protezione della Trade Organization, Edward. Altrimenti
perch secondo te si sarebbero azzardati a fare una cosa cos malvagia?
Sono protetti.
Chiusi gli occhi. C niente che possiamo fare?
Continueremo come prima, Edward, sperando che con questo sia una
questione chiusa, che i Cobleigh ritengano di aver cos ristabilito il loro
onore. Pos su di me per la prima volta i suoi vecchi occhi stanchi. Non vi
ci lessi niente, n collera n rimpRovero. Solo sconfitta. Adesso posso
fidarmi che pulirai qui fuori mentre io penser a tua madre?
S, padre, risposi.
E lui e la mamma sincamminarono verso il cottage.
Padre, chiesi prima che entrassero, perch non vi siete iscritto alla
Trade Organization?
Un giorno lo capirai, rispose lui senza voltarsi, se mai diventerai
grande.

5
INTANTO i miei pensieri tornarono a Caroline. La prima cosa che feci fu
scoprire chi fosse e, chiedendo in giro in Hawkins Lane, venni a sapere che
Emmett Scott, suo padre, era un facoltoso mercante di t, che senza dubbio
sarebbe stato considerato un nuovo ricco dalla maggior parte dei suoi
clienti, ma che tuttavia sembrava avesse trovato il modo di guadagnarsi un
posto di rilievo in societ.
Ora, un uomo con una testa meno dura della mia, uno meno
presuntuoso, per arrivare al cuore di Caroline avrebbe probabilmente scelto
una via diversa da quella che presi io. Del resto suo padre riforniva di t le
famiglie agiate della West Country; i soldi non gli mancavano, ne aveva
abbastanza da pagarsi una discreta servit in una casa di buone dimensioni
in Hawkins Lane, non era certo un modesto allevatore che si alzava alle
cinque per dar da mangiare alle bestie. Era un uomo di mezzi e influenza.
Quello che avrei dovuto fare, anche sapendolo inutile, sarebbe stato cercare
di conoscerlo. E molto di quello che avvenne in seguito, moltissimo, avrei
potuto evitarmelo se ci avessi almeno provato.
Ma non and cos.
Ero giovane, vedi. E non cera da meravigliarsi se quelli come Tom
Cobleigh mi odiavano, visto quanto ero arrogante. A dispetto del mio ceto
sociale, il mio amor proprio mi vietava di cercare di ingraziarmi i favori del
mercante di t.
Ora, una cosa che so che se ami le donne come le amo io, e non ho
vergogna di confessarlo, trovi qualcosa di bello in tutte loro, che sia o no
quello che si definisce una bellezza classica. Ma con Caroline la mia
sfortuna era stata di innamorarmi di una donna la cui bellezza esteriore era
pari a quella interiore ed era solo naturale che il suo fascino attirasse
lattenzione di altri. Cos la cosa che scoprii subito dopo su di lei era che le
aveva messo gli occhi addosso Matthew Hague, figlio di sir Aubrey Hague,
il pi grande proprietario terriero di Bristol e pezzo grosso della
Compagnia delle Indie Orientali.

Da quel che ero venuto a sapere, il giovane Matthew aveva la mia et ed


era un tipo borioso. Gli piaceva darsi arie da astuto uomo daffari come era
suo padre, quando era evidente che del talento del genitore non possedeva
nemmeno un briciolo. Ma peggio ancora gli piaceva considerarsi una
specie di filosofo e spesso dettava i suoi pensieri a un segretario che lo
accompagnava dovunque andasse armato di penna e inchiostro per
trascrivere in qualunque circostanza le elucubrazioni del suo principale,
come per esempio: Una barzelletta un sasso gettato nellacqua, le risa
sono le increspature che produce.
Pu anche darsi che le sue esternazioni fossero profondissime. So solo
che non mi sarei curato molto di lui, se non forse per unirmi alla generale
derisione che sembrava innescare la menzione del suo nome, se non per il
fatto che aveva mostrato interesse per Caroline. E forse nemmeno quello
mi avrebbe preoccupato pi che tanto, non fosse stato per due altri fattori.
Per prima cosa Emmett Scott, il padre di Caroline, aveva a quanto pareva
promesso la figlia al giovane Hague; in secondo luogo il giovane Hague,
forse per via della sua strafottenza, la sua tendenza a commettere errori
madornali anche nelle transazioni daffari pi banali e la sua propensione a
innervosire il prossimo, era dotato di una guardia del corpo, un certo
Wilson, un bruto mezzo analfabeta, grande e grosso e con un occhio
semichiuso, di cui si diceva che fosse un gran brutto ceffo.
La vita non una battaglia, perch le battaglie sono da vincere o
perdere. La vita va sperimentata, si dice che Matthew Hague avesse dettato
al suo esangue scrivano.
Ma naturalmente il bravo Matthew Hague non aveva un granch da
battagliare, sia perch era il figlio di sir Aubrey Hague, sia perch aveva un
bestione bipede che lo seguiva dappertutto.
Comunque sia mi adoperai per scoprire dove sarebbe stata Caroline un
certo pomeriggio di sole. Come? Ecco, possiamo dire che quello era un
caso in cui valeva la pena riscuotere un credito. Ricordi Rose, la domestica
che avevo contribuito a salvare da un destino peggiore della morte?
Ebbene, le rammentai quella circostanza un giorno quando la seguii da

Hawkins Lane al mercato e poi, quando sinoltr tra le bancarelle con una
cesta sottobraccio evitando con destrezza le grida dei venditori, colsi il
momento giusto per presentarmi.
Naturalmente non mi riconobbe.
Non ho proprio idea di chi voi siate, signore, disse facendo guizzare di
qua e di l gli occhietti spaventati come se sperasse di veder arrivare in suo
soccorso i suoi datori di lavoro dai varchi tra le bancarelle.
Io invece so esattamente chi sei tu, Rose, risposi. E sono stato io a
prendermi una pestata per tuo conto la settimana scorsa davanti allAuld
Shillelagh. Ubriaca comeri, spero ricorderai la presenza di un buon
samaritano.
Allora annu con riluttanza. S, forse non proprio da gentiluomini
usare le sfortunate circostanze di una fanciulla in un modo cos prosaico,
per be, non arriverei a dire estorcere, ma diciamo pure sollecitare
informazioni, ma cos fu. Mi ero preso una cotta e visto che la mia abilit
nel mettere nero su bianco non era precisamente raffinata, avevo deciso che
il miglior modo per avviare la mia campagna di conquista del suo cuore
fosse un incontro faccia a faccia con Caroline.
Ammaliatore? Be, il mio fascino funzionava sui commercianti e sulle
giovani donne che mi capitava di conoscere nelle taverne. Perch non
provarci anche con una signorina di buona famiglia?
Da Rose appresi che a Caroline piaceva scendere il marted pomeriggio
al porto di Bristol a prendere una boccata daria. Per, aggiunse con una
rapida occhiata a destra e a manca, che mi guardassi dal signor Hague. Da
lui e dal suo domestico Wilson. Il signor Hague era molto affezionato a
Caroline, mi disse Rose, e nei suoi confronti era pi che mai protettivo.
Cos fu che il mattino seguente massicurai di avere impegni in citt,
sbrigai i miei affari il pi velocemente possibile e quindi scesi al porto.
Laria era densa dellodore di salmastro e letame e pece messa a bollire e
risuonava dei gridi dei gabbiani, nonch come sempre delle voci di coloro il
cui posto di lavoro sui pontili: equipaggi che si chiamavano lun laltro
caricando e scaricando vascelli i cui alberi dondolavano pigramente in una
brezza leggera.

Capii perch a Caroline piaceva quel luogo. Il porto era un caleidoscopio


di vita. Dagli uomini con ceste di mele appena colte o fagiani agganciati a
un fil di ferro appeso al collo, ai venditori ambulanti che posavano
semplicemente le loro ceste sui moli e richiamavano a gran voce i portuali,
alle donne che cercavano di piazzare stoffe persuadendo i marinai che
stavano facendo un affare. Cerano bambini che vendevano fiori o
stoppacci, o che passavano di corsa tra le gambe dei marinai e schivavano i
venditori, anonimi quasi quanto i cani che annusavano le pile di
immondizie e cibi marci spazzati contro i muri il giorno prima.
In mezzo a tutta quella gente cera Caroline con un fiocco nella cuffia e
un parasole, seguita a rispettosa distanza da Rose. Lincedere era in tutto e
per tutto quello di una signora, eppure notai, mantenendomi a mia volta a
distanza di sicurezza in attesa del momento opportuno, che non guardava
con alterigia lattivit intorno a s come tanto facilmente avrebbe potuto
fare. Dal suo atteggiamento vedevo che anche lei, come me, amava
contemplare la vita in tutte le sue forme. Mi domandai se, come me, anche
lei spaziava con lo sguardo sul mare che scintillava di tesori, con gli alberi
delle navi dolcemente inclinati, i gabbiani che volavano verso laddove aveva
inizio il mondo e si chiedeva che storie avessero da raccontare gli orizzonti.
Io sono un uomo romantico, vero, ma non uno stupido romantico, e
cerano stati momenti dopo quel giorno davanti alla taverna in cui avevo
dubitato che il mio crescente affetto per Caroline fosse qualcosa di pi di
uninvenzione della mia mente. In fondo era stata la mia salvatrice. In quel
momento tuttavia, mentre camminavo per il porto, minnamorai
nuovamente di lei.
Avevo pensato di rivolgere la parola a Caroline nei miei vestiti da
pecoraio? Certamente no. Quindi avevo preso la precauzione di cambiarmi.
Al posto delle scarpe grosse e infangate avevo un paio di calzature con la
fibbia dargento, immacolate calze bianche e brache scure, un panciotto
fresco di bucato sulla camicia e un tricorno dello stesso colore invece del
mio fidato copricapo marrone. Avevo proprio laspetto di un gentiluomo, se
posso dirlo: ero giovane, di bellaspetto e sicuro di me, il figlio di uno
stimato mercante della zona. Un Kenway. Il cognome almeno era dignitoso

(nonostante i miei tentativi di macchiarlo) e avevo anche con me un


giovane scapestrato di nome Albert, che avevo pagato perch facesse un
lavoretto per conto mio. Non ci vuole molta materia grigia per indovinare
la natura del lavoretto: doveva aiutarmi a far colpo sulla bella Caroline. Una
rapida transazione con una fioraia ed ecco che ebbi anche il mezzo con cui
farlo.
Bene, dunque hai capito tutto, dissi ad Albert, che mi guard da sotto
la tesa del suo cappello con occhi che erano molto pi vecchi dei suoi anni
e unannoiata espressione di ormailosoamemoria sul volto.
Darai questo mazzo di fiori a quella bella signora che c laggi. Lei si
fermer. Ti dir: Ah, giovanotto, per quale ragione mi fai dono di questi
fiori? e tu indicherai qui, e gli mostrai dove mi sarei piazzato, tronfio
come un pavone. Forse Caroline mi avrebbe riconosciuto dallaltro giorno,
ma come minimo avrebbe almeno desiderato ringraziare il suo misterioso
ammiratore e avrebbe dato istruzione ad Albert di invitarmi ad avvicinarmi
a lei, al che io avrei dato inizio alla mia offensiva di seduzione.
E a me cosa viene? chiese Albert.
Cosa viene a te? Perch non ritenerti fortunato che non ti faccia venire
un orecchio come un cavolfiore?
Lui arricci il labbro superiore. E se tu ti facessi un bel tuffo dal molo?
E va bene, dissi io, riconoscendo quando ero sconfitto, c mezzo
penny per te.
Mezzo penny? il meglio che riesci a fare?
Se vuoi saperlo, amico, il meglio che posso fare e per muovere due
passi e consegnare un mazzo di fiori a una bella donna anche il lavoro da
mezzo penny pi facile che ti sia mai capitato.
Ma non ha un corteggiatore con s? Albert allung il collo per
guardare meglio.
E naturalmente sarebbe diventato presto evidente perch Albert volesse
sapere se Caroline aveva una scorta. Ma in quel momento particolare
scambiai il suo interesse per innocente curiosit. Tanto per parlare. Tanto
per spettegolare. Cos gli dissi che, no, non aveva un corteggiatore, e gli
diedi il mazzo di fiori e il suo penny e lo spedii a svolgere il suo incarico.

Avviandosi si mise ad armeggiare con qualcosa che teneva nellaltra


mano e fu allora che mi accorsi dellerrore che avevo commesso.
Era una minuscola lama. E i suoi occhi erano fissi sul braccio di
Caroline, al quale con un nastrino era appeso il suo borsello.
Mio Dio, mi dissi. Un borseggiatore. Il giovane Albert era un
borseggiatore.
Piccolo bastardo, ringhiai e partii immediatamente allinseguimento.
Ormai era a met strada fra me e lei, ma poich era piccolo riusciva a
sgusciare in mezzo alla gente pi in fretta. Vidi che Caroline era ignara del
pericolo che si stava avvicinando, un pericolo al quale lavevo
involontariamente esposta io stesso.
Subito dopo scorsi tre uomini che a loro volta procedevano in direzione
di Caroline. Tre uomini che riconobbi: Matthew Hague, il suo smunto
scrivano e Wilson, la sua guardia del corpo. Mi venne male. Ancor pi
quando vidi gli occhi di Wilson passare da Caroline ad Albert e ritorno. Era
in gamba, si capiva subito. In un batter di ciglia aveva visto cosa stava per
accadere.
Mi fermai. Rimasi per un secondo in uno stato di confusione totale. Non
sapevo cosa fare.
Oi, grid Wilson in un tono brusco che tagli di netto il cicaleccio di
voci e starnazzi che riempiva il giorno.
Oi, tu! e si fece avanti. Ma Albert aveva raggiunto Caroline e in un
gesto fluido e di quasi impossibile sveltezza la sua mano scatt, il nastro fu
tagliato e il piccolo borsello di seta cadde di preciso nellaltra mano del
ladro. Caroline non si accorse di lui, ma non pot fare a meno di vedere
limponente sagoma di Wilson che le piombava addosso e lanci un
gridolino di sorpresa mentre lomone le passava accanto e afferrava Albert
per le spalle.
Questo giovane furfante ha qualcosa che le appartiene, signorina,
rugg Wilson scuotendo Albert con tanta violenza che il borsello cadde per
terra.
Gli occhi di Caroline si spostarono dal borsello su Albert.
vero? chiese pur avendone la prova davanti agli occhi, per la

precisione posato davanti ai due uomini su una montagnola di sterco di


cavallo.
Raccoglilo, raccoglilo, stava dicendo Hague al suo sparuto compagno.
Era appena arrivato e gi cominciava a comportarsi come se fosse stato lui
ad acchiappare il giovane criminale e non il suo gigantesco angelo custode.
Dai la lezione che si merita a quel giovane ruffiano, Wilson, ordin
agitando la mano come per tentare di scacciare una flatulenza
particolarmente nauseante.
Con piacere, signore.
Io ero ancora a qualche metro di distanza da loro. Wilson impediva ad
Albert di muoversi, ma gli occhi del ladruncolo smisero di fissare
terrorizzati il gigante per cercare me, fermo nella folla, e guardarmi
implorante.
Serrai i denti. Quel piccolo bastardo, pensai, era stato sul punto di
rovinare tutti i miei piani e adesso pretendeva che fossi io ad aiutarlo. Che
faccia tosta.
Ma poi Wilson, reggendolo con una mano per il colletto, gli piant un
pugno nello stomaco e tanto per me fu sufficiente. Riaffior lo stesso senso
di ingiustizia che avevo provato alla taverna e in un attimo sgomitavo tra la
gente per correre in suo soccorso.
Ehi, gridai. Wilson si volt verso di me e, sebbene mi sovrastasse per
taglia, ma anche per bruttezza, lo avevo appena visto colpire un ragazzino e
mi era montato il sangue alla testa. Non un modo particolarmente leale di
condurre un duello, ma dalla mia esperienza sapevo che non cera modo
pi veloce ed efficace per abbattere un uomo, cos lavorai di ginocchio. Con
un colpo nei testicoli, per la precisione. Cos rapido e cos forte che il
Wilson che un attimo prima era un bestione ringhiante in attesa di
sostenere il mio attacco, un attimo dopo era un ammasso duomo
miagolante che cascava in terra con le mani strette tra le gambe.
Incurante delle oltraggiate proteste di Matthew Hague, io afferrai Albert.
Chiedi scusa alla signora, gli ordinai puntandogli un dito in faccia.
Scusate, signorina, disse ubbidiente Albert. E adesso sparisci, gli
intimai io indicandogli la via di uscita dal porto. Non ebbe bisogno di

sentirselo ripetere due volte e in un attimo scomparve suscitando proteste


ancor pi vivaci di Matthew Hague, e io ringraziai Iddio che almeno lui era
uscito di scena e non era pi in grado di smascherarmi.
Avevo evitato ad Albert una punizione peggiore ma la mia vittoria fu di
breve durata e di sicuro non ebbi tempo di gustarla. Wilson si era gi
rialzato e anche se doveva soffrire di un dolore bestiale alle palle, in quel
momento non sentiva nientaltro che furore. Ed era anche svelto e prima
che avessi tempo di reagire mi aveva preso e bloccato. Cercai di
divincolarmi abbassando una spalla e tirandogli un pugno al plesso solare
ma non avevo slancio e lui stava usando il suo corpo per non darmi spazio,
grugnendo tanto di soddisfazione quanto per lo sforzo di trasportarmi di
peso in mezzo alla gente che saffrettava a lasciargli il passo. In uno scontro
leale avrei avuto qualche possibilit, ma lui si giov della sua forza
superiore e dellimprovvisa velocit alimentata dallira e pochi istanti dopo
scalciavo nellaria mentre precipitavo da una banchina del porto.
Be, avevo sempre sognato di prendere il mare e nel coro di risa che mi
rintronavano le orecchie maggrappai alla scaletta di corda pi vicina e
cominciai a salire. Caroline, Rose, Hague e i suoi due accompagnatori
erano gi andati via, ma io vidi una mano che sallungava verso di me per
aiutarmi a risalire.
Ehi, amico, lascia che ti aiuti, disse una voce. Io guardai su con
gratitudine, pronto ad appendermi alla mano del mio samaritano, ma solo
per trovare la faccia beffarda di Tom Cobleigh che mi guardava da oltre il
ciglio della banchina.
Se ne vedono davvero delle belle ad andarsene in giro senza
moschetto, comment e nulla potei fare per impedire che il suo pugno mi
arrivasse in faccia e mi rispedisse gi per la scaletta nellacqua del porto.

6
TOM Cobleigh si era dileguato, ma Wilson doveva essere tornato indietro.
Probabile che si fosse accertato che Hague e Caroline fossero al sicuro per
poi tornare velocemente al porto e trovarmi seduto su un gradino a
leccarmi le ferite. Mi oscur il sole e io alzai gli occhi e nel riconoscerlo mi
si strinse il cuore.
Se sei tornato per riprovarci, dissi, questa volta non te la render
altrettanto facile.
Non ne dubito, rispose lui senza batter ciglio. Ma non sono qui per
ributtarti in mare, Kenway.
A quelle parole lo fissai pi attentamente.
Eh, gi, ragazzo, ho le mie spie e le mie spie mi dicono che un giovane
gentiluomo di nome Edward Kenway ha fatto domande in giro su Caroline
Scott. Questo stesso giovane gentiluomo che fa di nome Edward Kenway la
settimana scorsa rimasto coinvolto in una lite davanti allAuld Shillelag.
Quello stesso giorno sulla strada per Hatherton cera anche la signorina
Scott perch la sua domestica si era assentata senza licenza e la signorina
Scott ha avuto motivo di parlarti in occasione della tua zuffa.
Mi venne cos vicino che sentii lodore di caff che aveva nellalito. A
dimostrazione, se mai ce nera bisogno, che non era minimamente
intimidito, n da me n dalla mia pessima reputazione.
Vado bene fin qui, signorino Kenway?
Pu darsi.
Annu. Come pensavo. Quanti anni hai, ragazzo? Facciamo diciassette?
Pi o meno let della signorina Scott. Io penso che tu nutra una
passioncella per lei, dico bene?
Pu darsi.
Io credo di s. Ora te lo dir una volta e una volta sola, ma la signorina
Scott promessa al signor Hague. Questa unione ha la benedizione dei
genitori Mi iss in piedi imprigionandomi le braccia contro i fianchi.
Troppo bagnato, troppo sudicio, troppo stanco per opporre resistenza,

aspettai gi sapendo che cosa stava per arrivare.


Dunque, se ti vedo di nuovo a ronzare intorno a lei o a tentare qualche
altro stupido espediente per attirare la sua attenzione, non finir solo con
una puccia in acqua di mare, mi sono spiegato bene?
Io annuii. E per la ginocchiata nei sacrosanti che stai per darmi?
Fece un sorriso torvo.
Quella? Ah, quella personale.
Mantenne la parola e ci volle del tempo prima che fossi in grado di
rialzarmi in piedi e tornare al mio carretto. Non erano solo i miei attrezzi a
essere feriti. Anche il mio orgoglio si era preso una bella legnata.

7
QUELLA notte, a letto, la passai a maledire la mia sorte. Mi ero giocato
Caroline. Lavevo perduta. Tutto per colpa di quellavido furfantello di
Albert, per non parlare di Hague e soci; ero stato nuovamente umiliato da
Tom Cobleigh e, quandero rincasato un po pi tardi del solito e, sebbene
mi fossi nel frattempo cambiato, un po pi trasandato, mio padre mi aveva
fissato con disprezzo.
Sei stato di nuovo in quelle taverne? mi aveva domandato in tono di
rimpRovero. Perch, che Dio massista, se vengo a sapere che hai
disonorato il nostro buon nome
No, padre, niente del genere.
Si sbagliava, non ero entrato nella taverna tornando a casa. Dicevo a me
stesso che laver conosciuto Caroline aveva avuto su di me un effetto
benefico. Quello di spingermi letteralmente alla sobriet.
Ora per non ero pi tanto sicuro. Cominciavo ad avere dei dubbi, forse
era l la mia vita, davanti alle caraffe piene di birra e ai sorrisi svenevoli di
donnine facili con pochi denti e ancor meno principi morali, e ora che
fosse giunta la mia trentesima estate a trasportare lana al mercato di Bristol
ne sarei diventato insensibile, avrei dimenticato le speranze che avevo avuto
un giorno di conoscere il mondo.
Poi accaddero due cose che cambiarono tutto. La prima si manifest
nelle sembianze di un gentiluomo che in un solatio pomeriggio venne a
sedersi al banco accanto a me al George and Dragon di Bristol. Un tipo
elegante con polsini sgargianti e una cravatta variopinta, che si tolse il
cappello, lo pos sul banco e indic il mio bicchiere.
Posso offrirvene unaltra, signore? mi chiese.
Una novit rispetto a figliolo, giovanotto o ragazzo. Gli epiteti che
dovevo sopportare a cadenze giornaliere se non orarie.
E chi devo ringraziare per la mia birra? E che cosa desidera in cambio?
ribattei io in guardia.
Forse solo la possibilit di scambiare due chiacchiere, amico, mi

sorrise il damerino. Poi mi porse la mano perch gliela stringessi. Mi


chiamo Dylan Wallace, piacere di fare la vostra conoscenza signor
Kenway, giusto?
Per la seconda volta nel giro di pochi giorni mi si presentava una
persona che conosceva il mio nome senza che io avessi idea del perch.
Oh, s, disse continuando a sorridere, (era almeno di modi pi cortesi
di Wilson, pensai), so come vi chiamate. Edward Kenway. Un nome
abbastanza popolare da queste parti. Per la verit, vi ho visto in azione con i
miei occhi.
Davvero? lo guardai con sospetto.
Davvero, conferm lui. Ho saputo dalle persone con cui ho parlato
che non disdegnate di menar le mani, ma in ogni caso non potete aver
dimenticato il vostro scontro dellaltro giorno davanti allAuld Shillelagh.
Non credo che mi sia consentito dimenticarlo, sospirai.
Parler chiaro, signore, e quando vi esporr la cosa lo far senza mezzi
termini, perch vedo in voi un giovane che sa cosa vuole. Dunque andr
dritto al contenuto. Avete mai pensato di andar per mare?
Be, visto che siete voi a parlarne, signor Wallace, la risposta s, una
volta ho considerato di lasciare Bristol in quella direzione.
E che cosa ve lo impedisce?
Scossi la testa. Questa s che una gran bella domanda.
Voi sapete cos un corsaro, signor Kenway?
Prima che potessi rispondere, gi me lo diceva lui. Sono bucanieri
provvisti di unautorizzazione ottenuta dalla Corona che si chiama lettera di
corsa. Spagnoli e portoghesi saccheggiano i tesori del Nuovo Mondo, con
cui riempiono i loro forzieri, e il compito dei corsari di fermarli o di
prendere loro il maltolto. Mi seguite?
So cos un corsaro, grazie mille, signor Wallace. E che non pu essere
processato per pirateria se non attacca navi appartenenti alla propria
bandiera, non cos?
Cos , signor Kenway, annu Dylan Wallace sorridendo. Cosa
succederebbe se ora allungassi la mano e mi servissi di un boccale di birra?
Sarebbe un furto, no? Il barista potrebbe tentare di fermarmi, ma se lo

stessi facendo impunemente? Se il mio furto avesse il sigillo


dellapprovazione reale? di questo che stiamo parlando, signor Kenway.
Loccasione di solcare gli oceani e prendersi tutto loro e il tesoro che la
vostra nave sia in grado di trasportare. E cos facendo non solo lavorare con
lapprovazione di sua maest la regina Anna, ma addirittura aiutarla. Avrete
sentito parlare del capitano Christopher Newport, di Francis Drake,
dellammiraglio sir Henry Morgan, tutti corsari. Cosa ne dite di aggiungere
il nome di Edward Kenway a questa lista illustre?
Cosa state dicendo?
Vi sto proponendo di diventare un corsaro, signore.
Lo fissai con maggior attenzione. E se vi prometto di pensarci, che cosa
ci guadagnate?
Una commissione, naturalmente.
vostro costume esercitare pressioni sugli uomini per indurli a
imboccare questa via?
Non uomini del vostro calibro, signor Kenway. Non uomini di cui
considereremmo che abbiano la stoffa da ufficiale.
Solo perch vi sono sembrato promettente in una rissa?
Per il modo in cui vi siete destreggiato in quella vicenda, signor
Kenway, in tutti i suoi aspetti.
Annuii. Se prometto di pensarci vuol dire che non c bisogno che vi
restituisca lofferta di una birra?

8
ANDAI a letto quella sera sapendo di dover annunciare a mio padre che il
mio destino non era nellallevamento delle pecore ma nelle avventurose
bravate di un corsaro.
Ne sarebbe stato deluso, ma forse anche risollevato. S, da una parte
avevo contribuito al benessere della famiglia sviluppando buone doti da
negoziatore e mettendole a buon frutto. Ma dallaltra parte cerano le
bevute, le scazzottate e naturalmente gli attriti con i Cobleigh.
Passati pochi giorni da quando le carcasse delle due pecore sgozzate
erano state depositate davanti alla nostra porta, si era verificato un altro
brutto episodio, quando, alzatici una mattina, avevamo trovato che durante
la notte il gregge era uscito dallovile. Mio padre pensava che il recinto fosse
stato danneggiato volontariamente. Io non gli avevo rivelato quello che era
successo al porto, ma era evidente che Tom Cobleigh covava ancora
rancore nei miei confronti, un rancore che non si sarebbe spento molto
presto.
Quelli erano guai che avevo procurato io a mio padre e tolto di mezzo
me, forse gli atti di vendetta sarebbero finiti.
Perci quella notte posai la testa pensando a nientaltro che al modo in
cui dargli la notizia. E a come mio padre avrebbe potuto trasmetterla a mia
madre.
Fu allora che sentii qualcosa alla finestra, un ticchettio.
Guardai fuori con non scarsa trepidazione. Cosa mi aspettavo di vedere?
Non ne ero sicuro, ma erano ancora vivi nella mia mente i ricordi dei
Cobleigh. Invece ci che vidi, a cavalcioni del suo cavallo nella pallida luce
della luna, quasi che fosse la lanterna di Dio in persona a illuminare la sua
bellezza, fu Caroline Scott.
Era vestita come per andare a scuola di equitazione. I suoi abiti erano
scuri. Indossava un cappello alto e una giacca nera su una camicia bianca.
In una mano reggeva le redini e laltra era alzata, in procinto di scagliare
sulla mia finestra una seconda manciata di ghiaia.

Di me stesso era nota labitudine di ricorrere a quello stratagemma per


richiamare lattenzione di unamica e ricordavo bene il terrore che avevo di
svegliare tutta quanta la famiglia. Cos quando lanciavo sassolini a una
finestra, di solito lo facevo da dietro un muro di pietra. Non Caroline. Tale
era la differenza tra i nostri ceti sociali. Lei non aveva paura di essere
scacciata con una pedata nel sedere e una strigliata. Lei era Caroline Scott
di Hawkins Lane, Bristol. Era corteggiata dal figlio di un alto dirigente della
Compagnia Delle Indie Orientali. Che la sua fosse o no una missione
clandestina, e non cera dubbio che ci fosse della clandestinit in gioco,
nascondersi dietro i muri di pietra non era da lei.
Allora bisbigli. Vidi i suoi occhi danzare nel chiaro di luna. Avete
intenzione di lasciarmi seduta qui fino a domani?
No. In pochi attimi ero nellaia al suo fianco a prendere le redini della
sua cavalcatura e a condurla lontano da casa mentre parlavamo.
Le vostre azioni dellaltro giorno, disse lei. Vi siete esposto a un
grande pericolo solo per proteggere quel giovane ladruncolo.
S, s, so cosa state pensando. E s, s, mi sentivo un po in colpa per
quello.
Ma non troppo in colpa.
Nulla odio di pi al mondo che un prepotente, signorina Scott, dissi
io. La qual cosa aveva almeno il vantaggio di essere vera.
Lo immaginavo. Ed cos che per due volte ho avuto modo di essere
particolarmente colpita dalla galanteria delle vostre azioni.
Allora sono state due le occasioni in cui ho avuto il piacere di avervi
come testimone.
Voi mi interessate, signor Kenway. E linteresse che mostrate voi verso
di me non passato inosservato.
Io rimasi in silenzio. E camminammo per un po. E sebbene non ci
scambiammo parole, il nostro silenzio aveva un significato. Come se
stessimo prendendo coscienza dei nostri sentimenti reciproci. Io percepivo
la vicinanza del suo stivale da cavallerizza. Nellodore e nel calore del
cavallo, mi sembrava di cogliere laroma della cipria che si era messa. Mai in
vita mia ero stato cosciente di una persona, della vicinanza di una persona.

Immagino che vi abbiano detto che sono promessa a un altro, mi


disse.
Ci fermammo. Cerano muri di pietra a fiancheggiarci su entrambi i lati e
il verde dei pascoli di l da essi era punteggiato dal bianco delle pecore.
Intorno a noi laria era tiepida e asciutta, non una bava di vento a disturbare
gli alberi che crescevano a lambire il cielo. Da non so dove giunse il verso
di un animale, di nostalgia o di dolore, ma certamente selvatico, e un
fruscio improvviso nei cespugli ci colse alla sprovvista. Ci sentimmo come
due intrusi. Ospiti non invitati nel regno della natura.
Mah, io non credo
Signor Kenway
Potete chiamarmi Edward, signorina Scott.
E voi potete continuare a chiamarmi signorina Scott.
Ah s?
Oh, andiamo, chiamami Caroline.
Grazie, signorina Scott.
Lei mi guard di traverso, come per accertarsi se la stessi canzonando.
Dunque, Edward, riprese, so benissimo che hai fatto domande in giro
su di me e anche se non ho la pretesa di sapere di preciso che cosa ti stato
detto, credo di conoscerne il senso. Che Caroline Scott stata promessa a
Matthew Hague, che Matthew Hague la bombarda con le sue poesie
damore, che questa unione ha ricevuto la benedizione del padre di
Matthew Hague e ovviamente anche del padre di lei. Dico bene?
Ammisi che tanto mi era stato riferito.
Posso arguire che nei brevi contatti che abbiamo avuto hai avuto modo
di intuire quali siano i miei sentimenti in proposito?
Preferirei non azzardare congetture.
Allora te lo spiegher io. Lidea di sposare Matthew Hague mi fa
rivoltare lo stomaco. Pensi che io voglia passare la mia vita nella casa degli
Hague? A trattare mio marito come un re, a chiudere un occhio sulle sue
scappatelle, a dirigere la casa, a sgridare la servit, a scegliere i fiori e
ricamare merletti, a far visita alle altre mogli con cui bere t scambiando
pettegolezzi?

Credi che voglia nascondermi cos in profondit sotto lossessione delle


buone maniere da non riuscire pi a riconoscere me stessa? Al momento
vivo tra due mondi, Edward, e potendoli vedere entrambi, capisco bene
dalle mie visite al porto che quello per me il mondo pi reale. Quello che
vive di vita pi vera. Quanto a Matthew Hague, Edward, lo disprezzo quasi
tanto quanto le sue poesie.
Non considerarmi una povera fanciulla prigioniera di una situazione
disperata, Edward, perch non lo sono. E non sono qui a chiedere il tuo
aiuto. Sono venuta ad aiutare me stessa.
E sarebbe con me che aiuteresti te stessa?
Se lo desideri tu. La prossima mossa spetta a te, ma se la farai, falla
sapendo bene una cosa: qualunque sia il rapporto che ci sar tra me e te,
non avr la benedizione di mio padre, ma avr la mia.
Scusami, ma non di tuo padre che mi preoccupo pi che tanto,
quanto del padre di lui.
E la prospettiva di inimicarti Hague ti induce a rinunciare?
In quel momento sentii che nulla mi avrebbe trattenuto. No, Caroline,
questo no.
Era quanto speravo.
Ci separammo con laccordo di vederci di nuovo. Dopodich la nostra
relazione si consolid. Fummo capaci di conservare il segreto. Per la verit
per qualche mese i nostri convegni furono tenuti nel segreto pi assoluto,
momenti rubati che trascorrevamo nei viottoli di campagna tra Bristol e
Hatherton, in mezzo ai pascoli.
Finch un giorno mi annunci che lindomani mattina Matthew Hague
aveva in animo di chiederla in matrimonio e mi si ferm il cuore.
Ero deciso a non perderla. Per lamore che provavo per lei, perch non
pensavo ad altro che a lei, perch quando eravamo insieme assaporavo ogni
istante, ogni parola, ogni gesto che Caroline faceva per me era come
nettare; amavo di lei ogni cosa, ogni curva e profilo, il suo profumo, le sue
risa, i suoi modi raffinati, la sua intelligenza.
E tutti questi pensieri mi scorrevano nella mente mentre mi
inginocchiavo e le prendevo la mano, perch quello che mi stava dicendo

forse non era un invito ma un addio e, se cos era, che la mia umiliazione
non fosse almeno di dominio pubblico, bens riservata agli uccelli sugli
alberi e alle vacche che nei campi ci guardavano con gli occhi assonnati
ruminando lentamente.
Caroline, mi vuoi sposare? chiesi.
Trattenni il fiato.
Durante tutto il corteggiamento, tutte le volte che ci incontravamo, tutte
le volte che rubavamo un bacio, ero perseguitato dalla sensazione di non
poter credere alla mia fortuna. Era come se qualcuno mi stesse facendo uno
scherzo orrendo e quasi maspettavo che da dietro un muro saltasse fuori
Tom Cobleigh a grugnire risate. E se cos non fosse stato, se non fosse stato
un brutto scherzo vendicativo, allora forse per Caroline ero solo un
diversivo, un ultimo capriccio prima di consegnarsi al suo vero destino,
prima di convolare a doverose nozze.
Ah, Edward, sorrise. Credevo che non me lavresti mai chiesto.

9
ANCORA non riuscivo ad accettarlo, per, cos lindomani mi ritrovai a
scendere in citt e a finire in Hawkins Lane. Sapevo solo che Matthew
Hague aveva intenzione di farle visita quella mattina e mentre risalivo la via
e passavo davanti alla fila delle case tra le quali cera quella di lei, mi
domandavo se Hague non fosse gi arrivato e non le stesse presentando
proprio in quel momento la sua proposta.
Sapevo che Caroline era una donna coraggiosa, la pi coraggiosa che
abbia conosciuto, ma anche cos stava rinunciando alloccasione di
trascorrere il resto dei suoi giorni nella pi lussuosa agiatezza; ma
soprattutto avrebbe scandalizzato suo padre e sua madre. Conoscevo fin
troppo bene i crucci e gli sforzi di compiacere un genitore, quanto potente
fosse la tentazione di intraprendere quella strada. Unanima inappagata o
unanima tormentata dal senso di colpa: qual era la croce pi pesante da
portare?
Avendo lei di fronte e al cospetto dellamore che ero sicuro provava per
me era forse pi facile prendere una decisione. Ma di notte, quando
venivano a trovarti i dubbi e le remore facevano i loro giri di ronda? Forse
aveva gi semplicemente cambiato idea durante la notte e proprio in quel
momento arrossiva nellaccettare la proposta di Matthew Hague mentre
mentalmente mi scriveva una lettera.
E se cos doveva accadere, be, cera pur sempre Dylan Wallace.
Ma poi con la coda dellocchio vidi aprirsi la porta dingresso e apparire
Wilson, presto seguito dallo scrivano e, dietro costui, Matthew Hague, che
offriva il braccio a Caroline, mentre a chiudere la fila spuntava Rose.
Tenendomi a una certa distanza li seguii fino al porto curioso di quale
potesse essere il suo piano. La destinazione non poteva essere il porto in s,
quel luogo sudicio e maleodorante e pieno di gente, con il suo tanfo di
sterco e di pece messa a bollire e di pesce appena scaricato e di uomini che
tornavano dopo essere stati per mesi in mare senza mai lavarsi una sola
volta.

Si stavano dirigendo verso quella che sembrava una goletta attraccata a


un molo, intorno alla quale si erano radunati degli uomini. Non era facile
distinguere il vascello perch un telo appeso a poppa ne nascondeva il
nome. Ciononostante, quando vidi che era l che stavano andando, credetti
daver capito di cosa si trattava. Pensai daver intuito le sue intenzioni.
Si fermarono infatti davanti alla nave e sempre da lontano guardai gli
occhi di Caroline muoversi nervosamente tra Matthew Hague e la goletta e
immaginai che anche lei avesse capito qual era lo scopo della loro visita.
Ed ecco che Hague si inginocchi e il personale della goletta, Wilson e lo
scrivano, si disposero in fila con le mani dietro la schiena pronti ad
applaudire alla domanda del pretendente: Mia cara, esclam Matthew
Hague, vuoi farmi lonore di diventare mia moglie?
Caroline deglut. Matthew, balbett, dobbiamo proprio farlo qui?
Lui la contempl con unespressione piena di condiscendenza e con uno
svolazzo della mano ordin che venisse tolto il telo dalla poppa della
goletta. L, scolpito in lettere doro, cera il nome del vascello: Caroline.
Quale luogo migliore di questo, mia cara?
E non fosse stato per la situazione, mi sarei forse addirittura divertito
alla vista di Caroline sperduta. Proprio lei, che era sempre cos sicura di s.
Il dubbio e il quasi panico che le vidi negli occhi, sospettai che fossero una
novit per lei quanto lo erano per me.
Matthew, devo dire che mi stai mettendo in grande imbarazzo.
Mia cara, cara Caroline, mio fiore prezioso rispose lui e rivolse un
piccolo gesto al suo segretario, che si mise immediatamente a frugare in
cerca della penna con cui registrare le poetiche parole del suo padrone.
Ma in quale altro modo avrei potuto svelarti il mio dono di nozze? Ora
devo pregarti di darmi la tua risposta. Per favore, al cospetto di tutta questa
gente
E, s, guardandomi intorno ebbi limpressione che tutti i presenti al porto
si fossero fermati, che tutti pendessero dalle labbra di Caroline, in attesa
delle sue parole che furono
No, Matthew.
Hague si rialz cos bruscamente che il suo scrivano fu costretto a

indietreggiare precipitosamente e per poco non ruzzol per terra. Scuro in


viso, spinse involontariamente le labbra in fuori nello sforzo di ritrovare
compostezza e abbozzare un sorriso.
Uno dei tuoi piccoli scherzi, forse?
Temo di no, Matthew, sono promessa a un altro.
Hague si drizz in tutta la sua statura come per intimidirla. Io, nascosto
in mezzo alla gente, sentii il sangue che mi montava alla testa e cominciai a
spingere per avanzare.
Ha un altro, gracchi Hague. E chi sarebbe questo altro, di grazia?
Io, signore, annunciai sbucando dalla schiera dei curiosi e
fermandomi davanti a lui.
Mi guard da occhi come fessure. Tu, disse come sputando.
Dietro di lui Wilson si era gi mosso e nei suoi occhi vidi quanto era
infuriato perch non avevo dato retta al suo ammonimento. E come vivesse
ci come una sua mancanza.
Hague lo ferm protendendo il braccio. No, Wilson, disse. Non qui,
volle sottolineare con intenzione, non ora. Sono sicuro che la signora
vorr riconsiderare
I presenti erano stati percorsi da un fremito di sorpresa e, secondo me,
anche un po di divertimento, che si rianim una seconda volta quando
Caroline disse: No, Matthew, io ed Edward ci sposiamo.
Lui sinalber. E tuo padre lo sa?
Non ancora, rispose lei, poi aggiunse: Ma ho la sensazione che sar
presto messo al corrente.
Per un momento Hague rimase l dovera a tremare di collera e per la
prima volta, che il destino avrebbe voluto non fosse lultima, provai sincera
compassione per lui. Un istante dopo abbaiava ai curiosi che si erano
fermati perch tornassero al loro lavoro, quindi urlava allequipaggio della
goletta di nascondere nuovamente il nome con il telo e infine richiamava
allordine Wilson e il suo scrivano perch gli si accodassero, voltava con
puntiglio la schiena a Caroline e mi gratificava di unocchiata traboccante
dodio. Quando mi pass davanti, Wilson mi guard dritto negli occhi.
Lentamente si pass un dito davanti alla gola.

Non avrei dovuto farlo, Wilson non era uomo da provocare, ma non
seppi trattenermi e ricambiai il suo gesto di morte con una maliziosa
strizzatina docchio.

10
E COS fu che Bristol venne a sapere che Edward Kenway, un pecoraro che
non valeva pi di settantacinque sterline lanno, avrebbe sposato Caroline
Scott.
E che scandalo fu: Caroline Scott che sposava un uomo a lei inferiore
sarebbe bastato ad alimentare non pochi pettegolezzi. Che cos facendo
avesse respinto Matthew Hague gener un certo clamore e io mi chiedo se
alla fine quello scandalo non abbia agito in nostro favore, perch per
quanto mi preparassi a pagarla cara, tant che per qualche tempo mi
aspettavo di veder sbucare Wilson da dietro ogni angolo e il mio primo
sguardo dalla finestra ogni mattina era pieno di apprensione, non accadde
nulla. Non vidi mai Wilson, non mi giunse allorecchio nulla su Matthew
Hague.
In definitiva la minaccia al nostro matrimonio non venne dallesterno.
Non dai Cobleigh, non da Emmett Scott, da Matthew Hague o Wilson.
Venne da dentro. Da me.
Ho avuto tutto il tempo per meditare su quali ne fossero le ragioni,
naturalmente. E il problema era che tornavo in continuazione al mio
incontro con Dylan Wallace e alla sua promessa di ricchezze nelle Indie
Occidentali. Volevo partire e ripresentarmi a Caroline nelle vesti di uomo
facoltoso. Avevo cominciato a vederla come la mia sola possibilit di avere
successo. La mia sola possibilit di rendermi degno di lei. Perch, certo, s,
cera stata la gloria immediata, o si potrebbe addirittura parlare di conquista
sociale, per aver fatto di Caroline Scott la mia consorte, soffiandola da sotto
il naso di Matthew Hague, ma lentusiasmo fu presto seguito da una sorta
di be, riesco a descriverla solo come stagnazione.
Emmett Scott aveva calato il suo colpo di scure alle nozze. Immagino che
dovessimo sentirci grati del fatto che lui e sua moglie si degnassero di
presenziare. Anche se per parte mia non ero affatto grato. Avrei preferito
che se ne stessero alla larga. Mi fer vedere mio padre con il cappello in
mano inchinarsi umiliandosi davanti a un uomo, che in fondo non era un

nobile ma solo un mercante, diviso da noi non da un lignaggio aristocratico


ma solo dai quattrini.
Per Caroline per ero contento che fossero venuti e non era certo perch
approvassero il matrimonio, mai pi, ma come minimo non erano disposti
a rinnegare la figlia per quello.
Vogliamo solo che tu sia felice, Caroline, sentii dire da sua madre, ben
sapendo che quelle parole erano dirette solo a me. Negli occhi di Emmett
Scott invece non vidi brillare un analogo desiderio. Vi vedevo lespressione
di un uomo a cui era stata negata la possibilit di arrampicarsi molto pi in
alto sulla scala sociale, un uomo a cui erano stati soffocati i sogni di una
grande influenza. Venne al matrimonio malvolentieri, ma forse per
togliersi il piacere di pronunciare la sua sentenza sul sagrato subito dopo
celebrate le nozze.
Emmett Scott aveva capelli neri spazzolati in avanti, scure guance
infossate e una bocca permanentemente raggrinzita nella forma dellano di
un gatto. Lespressione del suo volto in effetti era costantemente quella di un
uomo che affonda i denti nella polpa di un limone.
Eccetto che in quelloccasione, quando le sue labbra si compressero in un
sorriso sottile e disse: Non ci sar nessuna dote.
Sua moglie, la madre di Caroline, chiuse con forza gli occhi come se
quello fosse un momento che aveva profondamente temuto, che aveva
sperato non si avverasse. Cerano stati diverbi in famiglia, intuii, e lultima
parola laveva avuta Emmett Scott.
Cos ci stabilimmo in un annesso della fattoria di mio padre. Lavevamo
allestito alla meglio, ma, alla fine del giorno, restava quello che era, una
baracca con muri di legni e fango e un tetto di paglia che aveva urgente
bisogno di riparazioni.
La nostra vita coniugale aveva avuto inizio in estate, quando
naturalmente la nostra abitazione era un fresco rifugio dal sole cocente, ma
in inverno, nella pioggia e nel vento, non era per niente confortevole.
Caroline era abituata a una casa di citt in mattoni, circondata dalla vita di
Bristol, con dei domestici a servirla, personale che si occupava delle sue
necessit, di ogni suo capriccio. Qui non era ricca. Era povera. Ed era

povero suo marito. Senza prospettive.


Io ripresi a far visita alle taverne, ma non ero pi quello di prima, non
come ai tempi in cui ero scapolo, lallegro, giocoso spaccone sempre brillo.
Ora avevo sulle spalle il peso del mondo e me ne stavo seduto con le spalle
girate alla sala, ingobbito, a rimuginare sulla mia caraffa, con la sensazione
che tutti parlassero di me, che tutti dicessero: Quello l Edward Kenway,
che non sa provvedere a sua moglie.
Ne avevo parlato con Caroline, naturalmente. Delleventualit di fare il
corsaro. E sebbene non avesse detto no, e del resto era pur sempre mia
moglie, non aveva detto s e nei suoi occhi avevo letto dubbio e ansia.
Non voglio lasciarti sola, ma posso partire da qui povero e ritornare
ricco, le dissi.
Dunque se fossi partito, lo avrei fatto senza la sua benedizione. Lavrei
lasciata in una baracca di fattoria e suo padre avrebbe detto che lavevo
abbandonata e sua madre mi avrebbe disprezzato per aver reso Caroline
infelice.
Ero senza vie duscita.
pericoloso? mi chiese una sera che si parlava dellargomento.
Non garantirebbe simili ricchezze se non lo fosse, le risposi e lei, a
malincuore, prese in considerazione lidea che partissi. Era mia moglie, del
resto, che alternativa aveva? Ma io non volevo lasciarla a casa con il cuore
spezzato.
Una mattina, svegliatomi dallintontimento di una sbornia accecato dalla
luce del sole, trovai Caroline gi vestita di tutto punto per la giornata che
lattendeva.
Non voglio che tu parta, disse. Si gir e usc dalla stanza.
Una sera sedevo al Livid Brews. Mi piacerebbe poter dire che non ero
lEdward di sempre, giacch sedevo con la schiena rivolta al resto della
taverna, curvo sul mio boccale, a ingollare lunghi sorsi tra cupi pensieri e a
guardar scendere il livello della birra.
Ma il fatto triste che ero lEdward di sempre. Il giovane di un tempo,
quello che aveva sempre pronti la battuta e un sorriso, era scomparso. Al
suo posto ce nera un altro, sempre giovane, che ora portava sulla schiena le

pene del mondo.


Alla fattoria Caroline aiutava mia madre, che sulle prime aveva accolto
con orrore questa prospettiva, sostenendo che era troppo signora per i
lavori di una campagnola. Caroline aveva semplicemente riso, insistendo
per volerlo fare. Allinizio quando la guardavo attraversare lo stesso cortile
dove lavevo vista la prima volta sul suo cavallo, ora in una fresca cuffia
bianca, in veste da lavoro e grembiule, con le scarpe grosse ai piedi, mi ero
sentito orgoglioso di lei. Ora mi ricordava solo il mio fallimento di uomo.
A rendere tutto ancora pi difficile era limpressione che a Caroline non
importasse; sembrava che fosse lei lunica in tutta la regione a non rendersi
conto della sua attuale posizione su un gradino pi basso della scala sociale.
Lo vedevano tutti gli altri e nessuno lo percepiva pi acutamente di me.
Posso offrirti unaltra birra? Riconobbi subito la voce che giungeva da
dietro e mi girai a guardare Emmett Scott, il padre di Caroline. Lultima
volta che lavevo visto era stata alle nozze, quando aveva negato la dote a
sua figlia. Ora offriva da bere allodiato genero. Ma cos che va con il bere.
Quando ci sei dentro come me. Quando guardi il livello della tua birra
scendere e ti chiedi da dove possa arrivare la prossima, accetti un nuovo
boccale da chiunque. Persino da Emmett Scott. Il tuo nemico giurato. Un
uomo che ti odia quasi quanto tu odi lui.
Cos accettai la sua offerta di una birra e lui port la sua avvicinando
uno sgabello che scricchiol sul selciato del pavimento quando si sedette.
Ricordi lespressione di Emmett Scott? Quella di un uomo che succhia un
limone. Ora, mentre parlava a me, lodiato Edward Kenway, bisognerebbe
dire che sembrava ancor pi sofferente. Latmosfera della taverna era quella
in cui io mi sentivo perfettamente a casa mia, un ambiente in cui potevo
lasciarmi andare, ma che non si addiceva per niente a lui. Di tanto in tanto
si lanciava unocchiata dietro una spalla, poi dietro laltra, come se temesse
di essere improvvisamente aggredito.
Non credo che abbiamo mai avuto occasione di parlarci, esord. E io
risposi con una risatina sommessa.
Una questione chiusa con la vostra apparizione al matrimonio, no?
Naturalmente la birra mi aveva sciolto la lingua, mi aveva dato coraggio.

Quello e il fatto che nella battaglia per sua figlia a vincere ero stato io. In
fondo il suo cuore apparteneva a me. E non cera prova pi evidente della
devozione che mi portava del fatto che avesse rinunciato a tanto pur di
stare con me. Una cosa che non poteva non vedere anche lui.
Siamo entrambi uomini di mondo, Edward, riprese lui come se niente
fosse e si vedeva che si sforzava di mostrarsi padrone della situazione. Ma
io gli leggevo dentro. Vedevo che cosera in realt: un uomo cattivo e
impaurito, un prevaricatore in affari, che prendeva a calci chi stava sotto di
lui, che probabilmente picchiava servi e moglie, che dava per scontato che
quelli come me dovessero strisciare ai suoi piedi, come avevano fatto i miei
genitori al matrimonio (e mi punse uno spino di rabbia nel ricordarlo).
Che ne dici se facciamo un accordo come due uomini daffari?
Tracannai un lungo sorso dal mio boccale e sostenni il suo sguardo.
Che cosa avete in mente, suocero?
La sua espressione sindur. La abbandoni. La ripudi. Fai come
preferisci. La lasci libera. Me la restituisci.
E quindi?
Io faccio di te un uomo ricco.
Scolai il resto della mia birra. Lui la indic con lo sguardo e io dissi di s,
attesi che andasse a prenderne unaltra e quindi la bevvi praticamente tutta
dun fiato. La stanza intorno a me cominciava a girare.
Be, sapete che cosa potete fare della vostra offerta, vero?
Edward, disse lui sporgendosi verso di me, sai meglio di me che non
puoi provvedere a mia figlia. Sai meglio di me che te ne stai seduto qui
disperato perch non puoi provvedere a mia figlia. Tu la ami, questo lo so,
perch sono stato anchio come te, un uomo senza qualit.
Io lo fissai a denti stretti. Senza qualit?
Ah, gi, mi schern lui raddrizzandosi. Tu sei un allevatore di pecore,
ragazzo.
Che fine ha fatto Edward? Credevo che mi parlaste da pari.
Da pari? Non ci sar mai un solo giorno in cui tu sarai pari a me e lo
sai.
Vi sbagliate. Ho dei progetti.

Ho sentito dei tuoi progetti. La corsa. Diventare ricco per i mari. Non
ce lhai dentro di te, Edward Kenway.
Ce lho s.
Non hai la tempra morale. E io ti sto offrendo una via per uscire dalla
buca che hai scavato per te stesso, ragazzo, ti suggerisco di pensarci molto
bene.
Io finii la mia birra. Cosa ne dite se ci penso bene davanti a unaltra
birra?
Come vuoi.
Sul tavolo davanti a me si materializz un altro boccale e io mindustriai
a consegnarlo alla storia, mentre contemporaneamente riflettevo con
alacrit. Aveva ragione. Era questo laspetto pi devastante dellintera
conversazione. Emmett Scott aveva ragione. Io amavo Caroline ma non ero
in grado di provvedere a lei. E se fossi stato un marito sincero e devoto
avrei accettato la sua offerta.
Lei non vuole che io parta, dissi.
E tu invece vuoi?
Voglio che sostenga il mio progetto.
Non lo far mai.
Ho il diritto di sperare.
Se ti ama come dice, non lo far.
Anche nel mio stato di ebbrezza non potevo confutare la sua logica.
Sapevo che aveva ragione.
Ti sei fatto dei nemici, Edward Kenway. Molti nemici. Alcuni dei quali
potenti. Perch secondo te questi nemici non hanno riscosso la loro
vendetta?
Perch hanno paura? Cera la boria dellubriaco nella mia voce.
Sbuff. Ovvio che non hanno paura. Ti lasciano stare per Caroline.
Dunque se io non accettassi la vostra offerta non ci sarebbe pi niente a
impedire che i miei nemici mi aggrediscano?
Nientaltro che la mia protezione.
Io non ne ero cos sicuro.
Mandai gi unaltra birra. Lui sprofond pi gi nel suo sconforto. Era

ancora l alla fine della serata e la sua presenza non faceva che ricordarmi
fino a che punto si fossero assottigliate le mie alternative.
Quando cercai di alzarmi per andarmene, per poco non mi cedettero le
gambe e dovetti aggrapparmi al tavolo per tenermi in piedi. Il padre di
Caroline, disgustato, mi soccorse e, prima che capissi cosa stava
succedendo, mi stava portando a casa, non perch volesse vedermi arrivarci
sano e salvo, ma perch voleva assicurarsi che Caroline constatasse con i
propri occhi in che stato ero come in effetti fu, quando io varcai la soglia
barcollando e ridendo ed Emmett Scott gonfi il petto e disse: Questa
spugna un uomo rovinato, Caroline. Inadatto alla vita sulla terra, meno
che mai in mare. Se va nelle Indie Occidentali, sarai tu a soffrire.
Padre padre.
Caroline piangeva sconvolta, e poi, quandero gi sdraiato sul letto, vidi
gli stivali di suo padre allontanarsi e scomparire.
Quella vecchia carogna, biascicai. Si sbaglia su di me.
Lo spero tanto, comment lei.
Io mi lasciai trasportare dallimmaginazione annegata nella birra. Tu mi
credi, vero? Non mi vedi eretto sul ponte di una nave che entra lentamente
in porto. E io sono lass, un uomo di qualit con mille dobloni che gli
cascano dalle tasche come gocce di pioggia? Io mi vedo.
Quando la guardai, scuoteva la testa. Lei non mi vedeva.
E lindomani, quando fui di nuovo sobrio, non mi vidi pi nemmeno io.
Era solo questione di tempo, suppongo. La mia mancanza di prospettive
si consolid in unaltra presenza nel nostro matrimonio. Riesaminai le mie
alternative: Elmett Scott che mi offriva del denaro se in cambio gli
restituivo sua figlia. I miei sogni di imbarcarmi per mari lontani.
Entrambe avrebbero spezzato il cuore a Caroline.

11
IL giorno dopo andai a trovare Emmett Scott, tornando in Hawkins Lane
dove bussai alla porta per chiedere udienza. E ad aprirmi fu nientemeno
che Rose.
Signor Kenway, esclam sorpresa e arrossendo un poco. Ci fu un
momento dimbarazzo, dopodich fui invitato ad attendere e poi, non
molto tempo dopo, fui accompagnato nello studio, una stanza dominata da
una scrivania al centro, in unatmosfera resa tetra e seria dai pannelli di
legno che rivestivano le pareti. Lui era in piedi, davanti alla sua scrivania, e
nella penombra, con quei capelli scuri, laspetto cadaverico e le ombre che
gli riempivano gli incavi delle guance, mi sembr un corvo.
Hai ripensato alla mia offerta, dunque? chiese.
Lho fatto, risposi, e ho ritenuto che fosse meglio che vi esponessi al
pi presto possibile la mia decisione.
Lui incroci le braccia sul petto e la sua faccia sincresp in un
sogghigno trionfale. Sei venuto a porre le tue condizioni, allora? Quanto
vale mia figlia?
Quanto sareste stato disposto a pagare?
Sarei stato?
Tocc a me sorridere, sebbene attento a non esagerare. Era un uomo
pericoloso, Emmett Scott. Stavo giocando una partita pericolosa con un
uomo pericoloso.
Infatti. Ho deciso di andare nelle Indie Occidentali.
Sapevo dove raggiungere Dylan Wallace. A Caroline avevo gi dato la
notizia.
Capisco.
Parve riflettere, battendosi le une con le altre le punte della dita.
Ma non hai intenzione di restare via per sempre.
Infatti.
Dunque non sono queste le condizioni che poni alla mia offerta.
Non proprio, no, confermai. In effetti si tratta di una controfferta.

Una decisione che spero possa incontrare i vostri favori. Io sono un


Kenway, signor Scott, e ho il mio amor proprio. Credo che questo lo
capirete anche voi. Capirete anche che io amo vostra figlia, per quanto
possa addolorarvi, e non desideri per lei meno del meglio. Torner dai miei
viaggi da uomo ricco e con il mio patrimonio garantir a Caroline la vita
che merita. Quella che desiderereste anche voi per lei.
Lui intanto annuiva, sebbene le labbra raggrinzite tradissero il suo
completo disprezzo per quel che dicevo.
E?
Vi do la mia parola che non torner su questa sponda del mare prima
desser diventato ricco.
Capisco.
E vi do la mia parola che non riveler a Caroline che avete cercato di
ricomprarvela.
Sincup. Capisco.
Chiedo solo che mi sia concessa lopportunit di fare la mia fortuna, di
provvedere a Caroline nel modo in cui stata abituata.
Sarete ancora suo marito, non quello che volevo.
Voi mi considerate un buono a nulla, indegno di essere suo marito.
Spero di dimostrarvi che vi sbagliate. Mentre sar via fuor di dubbio che
vedrete Caroline pi spesso. Forse se il vostro odio verso di me cos
profondo, ne approfitterete per inimicarmela. Il fatto che ne avrete ampia
occasione. Inoltre io potrei morire lontano dalla patria, nel qual caso lei
tornerebbe da voi per sempre, vedova giovane e ancora in et da marito.
Questo il mio patto. In cambio vi chiedo solo di concedermi di provare a
far fortuna senza ostacolarmi.
Lui annu, valutando la mia offerta e forse assaporando la prospettiva
che morissi dallaltra parte del mondo.

12
DYLAN Wallace mi assegn allequipaggio del mercantile Emperor,
ormeggiato nel porto di Bristol e in partenza di l a due giorni. Tornai a
casa e lo dissi a mia madre, mio padre e Caroline.
Corsero lacrime, naturalmente, e recriminazioni e implorazioni perch
restassi, ma io fui incrollabile e, dopo che ebbi dato la mia notizia, Caroline
se ne and disperata. Aveva bisogno di pensare, disse, e dallaia di casa la
guardammo partire al galoppo, alla volta della sua famiglia, dove avrebbe
quantomeno riferito a Emmett Scott, il quale avrebbe dunque appreso che
stavo mantenendo la mia parte dellaccordo. Io potevo solo sperare, o se
vogliamo era ci che speravo in quel momento, che lui facesse altrettanto
per parte sua.
Seduto qui a parlare con te, dopo che sono passati tutti questi anni, devo
pur dire che non so se labbia fatto. Ma lo sapr. Tra non molto lo sapr. E
allora sar giorno di resa dei conti
Ma non allora. Allora ero giovane, stupido, arrogante e vanaglorioso. Ero
cos vanaglorioso che appena Caroline si fu allontanata, tornai nelle taverne
e ritrovai forse qualcosa della mia vivacit di un tempo nel raccontare con
immenso piacere a tutti coloro che avessero voglia di ascoltarmi che stavo
per prendere il mare; che il signore e la signora Kenway sarebbero presto
diventati ricchi grazie alle mie imprese. Me ne vantai, compiaciuto delle
loro espressioni irridenti, delle loro prese in giro, dei loro giudizi secondo
cui ero tutto fumo e niente arrosto e non avevo abbastanza carattere per un
mestiere come quello; secondo cui presto sarei riapparso con la coda tra le
gambe e avrei fatto fare una figuraccia a mio padre.
Mai per un solo istante io smisi di mostrar loro il mio sorriso. Il mio
sorriso beffardo. Il mio sorriso che diceva: Vedrete.
Ma nonostante la birra che avevo in corpo e la partenza ormai
imminente, a poco pi di un giorno di distanza, o forse proprio per questo,
non ignorai le loro parole. Mi chiesi dunque se avessi dentro di me tempra
sufficiente da sopravvivere alla vita del corsaro, o se invece sarei tornato a

casa con la coda tra le gambe. E poi, s, avrei potuto lasciarci le penne.
Inoltre su un altro punto avevano ragione: stavo deludendo mio padre.
Avevo visto la tristezza nei suoi occhi nel momento in cui gli avevo dato la
notizia e da quando era comparsa, non era pi andata via. Era forse la
tristezza di vedere che il suo sogno di condurre la fattoria insieme, per
quanto gi in declino, veniva spazzato via per sempre. Io non mi limitavo
ad affrontare una vita nuova, ma stavo rinnegando quella di prima, la vita
che lui aveva costruito per s e per mia madre e per me. La stavo
sconfessando. Avevo concluso di esserne superiore.
Probabilmente non avevo mai riflettuto sul serio sulleffetto che tutto
questo avrebbe potuto avere sui rapporti di Caroline con i miei genitori, ma
ripensandoci ora trovo ridicolo che mi fossi aspettato che restasse alla
fattoria.
La sera dopo, tornato a casa, la trovai vestita di tutto punto.
Dove vai? chiesi con una certa difficolt dopo aver passato quasi tutta
la serata in una taverna.
Non ebbe la forza di guardarmi negli occhi. Ai suoi piedi cera un fagotto
fatto con un lenzuolo, abbastanza in contrasto con il suo abbigliamento,
che, notai guardandola meglio, era pi elegante del solito.
No, io Finalmente i suoi occhi trovarono i miei. I miei genitori mi
hanno chiesto di andare a vivere con loro. Mi piacerebbe.
Come sarebbe a dire vivere con loro? Tu abiti qui. Con me.
Mi rispose che non avrei dovuto smettere di lavorare con mio padre.
Avrei dovuto essere felice di ci che avevo.
Avrei dovuto essere felice con lei.
Nella nebbia della birra cercai di spiegarle che io ero felice con lei. Che
tutto quello che stavo facendo lo facevo per lei. Lei naturalmente aveva
parlato con i suoi genitori mentre era stata via, e sebbene mi fossi aspettato
che suo padre cominciasse a mettermela contro, quel verme schifoso, non
avevo previsto che cominciasse cos presto.
Un reddito decoroso? tuonai. Quel lavoro era poco meglio di una
rapina. Vuoi restare sposata per tutta la vita a un contadino?
Avevo parlato a voce troppo alta. Ci scambiammo uno sguardo e io

tremai al pensiero che mio padre avesse sentito. Dopodich se ne and.


Con me che la chiamavo indietro cercando ancora di convincerla a restare.
Niente da fare e la mattina dopo, quando da sobrio tornai a quanto era
accaduto la sera prima, fu sotto lo sguardo carico di rimpRovero dei miei
genitori. Non solo avevano voluto bene a Caroline, ma potrei spingermi a
dire lavevano amata, perch molti anni prima mia madre aveva perso una
figlia e quindi vedeva in lei la figlia che non aveva potuto avere, ma era
stata anche un aiuto prezioso alla fattoria e lo aveva fatto per una paga
minima. Per dare una mano, diceva lei
Magari finch arriva il bambino? diceva mia madre e rispondeva al
sogghigno di mio padre con una gomitata, al che Caroline arrossiva fino
alla radice dei capelli e rispondeva: Forse.
Be, ci stavamo provando. E naturalmente tutto sarebbe finito quando io
fossi stato in viaggio. E oltre a essere ben accetta e un aiuto alla famiglia,
unaltra femmina in giro per casa, aveva anche aiutato mia madre con la
contabilit.
Ora era andata via, non cera pi per colpa della mia insoddisfazione
verso la mia famiglia. Era andata via perch io ero a caccia di avventure.
Perch le bevute non bastavano pi a scacciare la noia.
Perch non potevo essere felice con lei? aveva domandato. Ma io ero
felice con lei. Perch non potevo essere felice della mia vita? aveva chiesto
ancora. No, non ero felice della mia vita.
Andai a trovarla, cercai di persuaderla a cambiare idea. Dal mio punto di
vista era ancora mia moglie, io ero ancora suo marito, e quello che stavo
facendo era per il bene del matrimonio, per il bene di entrambi, non solo
mio.
(E credo che stessi cercando di illudere me stesso. E forse in una certa
misura cera anche della verit, per sapevo, e probabilmente lo sapeva
anche lei, che se certamente volevo garantirle una vita pi signorile, volevo
anche vedere il mondo fuori di Bristol.)
Non ci fu nulla da fare. Mi disse di aver paura che mi succedesse
qualcosa di brutto. Le risposi che sarei stato accorto, che sarei tornato con
del denaro o che glielo avrei spedito. Le dissi che avevo bisogno della sua

fiducia ma le sue orecchie rimasero sorde ai miei appelli.


Era il giorno in cui dovevo partire e li lasciai e feci i miei bagagli, li
appesi al mio cavallo e partii, sotto quegli stessi sguardi di rimpRovero che
mi trafiggevano la schiena come frecce. E scesi al porto al calare della sera
con un cuore pesante e trovai il molo a cui era attraccato lEmperor. Ma
invece dellanimazione che mi ero aspettato visto che il vascello doveva
salpare quella notte, lo trovai quasi deserto. Cerano solo sei uomini,
presumibilmente marinai di coperta, a giocare a dadi con fiasche di cuoio
piene di rum a portata di mano, botticelle su cui sedersi e una cassa a far da
tavolo per i dadi.
Osservai meglio lEmperor. Era un mercantile riconvertito, la cui murata
sinnalzava imponente dallacqua. I ponti erano deserti, non una lampada
accesa, e i parapetti brillavano nella luce della luna. Era un gigante
addormentato e nonostante mi lasciasse perplesso lassoluta mancanza di
attivit, provai lo stesso suggestione al cospetto di un vascello tanto
altezzoso. Su quei ponti avrei servito. Nelle amache sottocoperta avrei
dormito. Quelli erano gli alberi su cui mi sarei arrampicato. Stavo
contemplando la mia nuova casa.
Uno degli uomini mi osserv con attenzione.
Cosa posso fare per te? chiese.
Deglutii a vuoto sentendomi improvvisamente molto giovane e
inesperto e allimprovviso mi domandai tragicamente se tutto quello che
avevano detto su di me il padre di Caroline, i bevitori alla taverna e persino
Caroline stessa, non fosse per caso vero. Che non fossi in realt tagliato per
la vita di mare.
Sono qui per imbarcarmi, risposi, mandato qui da Dylan Wallace.
I marinai sghignazzarono e ciascuno di loro mi studi poi con interesse
ancor maggiore. Dylan Wallace, il reclutatore, eh? disse il primo. Ce ne
ha gi mandati uno o due. Tu cosa sai fare, ragazzo?
Il signor Wallace ha ritenuto che potrei essere adatto a servire, dissi
sperando di sembrare pi sicuro di me di quel che ero e pi in gamba di
come mi sentivo.
Come vai a vista? mi domand uno di loro.

Vedo benissimo.
Hai testa per le altezze?
A quel punto capii che cosa avevano in mente, visto che stavano
indicando il punto pi alto del sartiame dellEmperor, la coffa, che era il
punto di vedetta.
Credo che il signor Wallace avesse piuttosto in mente di usarmi come
marinaio di coperta.
Lui per la verit aveva parlato dei gradi di ufficiale, ma non avevo
intenzione di andare a raccontarlo a loro. Ero giovane e nervoso. Non
stupido.
Be, sai cucire, giovanotto? mi rimbeccarono.
Mi stavano prendendo in giro, poco ma sicuro. E cosa centra il saper
cucire con la corsa? chiesi io, sentendomi un po sfacciato a dispetto delle
circostanze.
I marinai di coperta devono saper cucire, figliolo, mi disse uno degli
altri. Come i suoi compagni aveva un codino impeciato e tatuaggi che gli
strisciavano fuori delle maniche e del colletto della camicia. E devessere
anche abile con i nodi. Tu sei abile con i nodi, ragazzo?
Sono cose che posso imparare, dichiarai.
Io guardai la nave con le sue vele arrotolate, il sartiame che penzolava
dagli alberi in fasci ordinati e lo scafo nella cui fiancata spuntavano le
bocche dei cannoni dottone del ponte di batteria. Mi vidi nei panni degli
uomini seduti davanti a me sulle cassette, con quella pelle coriacea della
faccia abbronzata dalle giornate trascorse in mare, con quegli occhi che
brillavano di minacce e avventure. I custodi della nave.
Dovrai abituarti a molte altre cose, disse uno di loro, a grattare
conchiglie dallo scafo, a calafatare le assi con il catrame.
Hai le tue gambe da mare, figliolo? minterpell un altro. Adesso
ridevano di me. Sai tenerti lo stomaco quando la nave balla nei cavalloni
sferzata dai venti di tempesta?
Credo di s, risposi. In ogni caso, aggiunsi sentendo montare dentro
di me una collera impetuosa, non per questo che il signor Wallace ha
pensato che potessi essere un buon marinaio.

Si scambiarono uno sguardo. Latmosfera cambi leggermente.


Ah s? mi apostrof uno di loro girandosi dalla mia parte. Indossava
pantaloni di tela, tutti macchiati. E per quale motivo lufficiale reclutatore
ha pensato che tu potessi essere un buon marinaio, dunque?
Dopo avermi visto in azione ha pensato che potessi essere utile in
battaglia.
Si alz. Un lottatore, eh?
Infatti.
Avrai ampie occasioni di dar prova delle tue capacit da quel punto di
vista, ragazzo, a partire da domani. Magari mi prenoto per un assaggio, che
ne dici?
Come sarebbe a dire domani?
Torn a sedersi e riprese la sua partita. Domani, quando salperemo.
A me era stato detto che si partiva stanotte.
Si parte domani, ragazzo. Non c nemmeno il capitano. Si parte di
buonora.
Li lasciai pensando che mi ero probabilmente fatto i miei primi nemici a
bordo; tuttavia avevo un po di tempo, del tempo per raddrizzare le cose.
Tornai al mio cavallo. E ripartii verso casa.

13
GALOPPAI verso Hatherton, verso casa mia. Perch tornavo indietro? Forse
per chiedere loro scusa. Forse per spiegare che cosa mi passava per la testa.
Ero il loro figlio, del resto, forse mio padre avrebbe riconosciuto in me
qualche vestigia di se stesso. E allora, forse mi avrebbe perdonato.
Perch mentre tornavo indietro, ci di cui mi resi conto meglio di
qualsiasi altra cosa era che volevo che mi perdonasse. Che mi perdonassero
entrambi.
C da meravigliarsi se ero distratto, se avevo la guardia abbassata?
Ero vicino a casa, dove gli alberi restringevano la via, quando avvertii un
movimento nel sottobosco. Mi fermai e tesi lorecchio. Quando si vive in
campagna si avvertono i mutamenti e in quel momento qualcosa era
diverso. Dallalto giunse un sibilo che poteva essere soltanto un fischio di
avvertimento e contemporaneamente scorsi dei movimenti davanti a me,
solo che provenivano dallaia della nostra fattoria.
Con il cuore che mi martellava nel petto spronai il cavallo e galoppai
verso casa. Contemporaneamente vidi un bagliore che poteva essere solo
quello di una torcia. Non una lanterna, ma proprio una torcia. Il genere di
torcia che si userebbe per incendiare qualcosa. E vidi ombre che correvano
e nella luce della torcia vidi che erano uomini incappucciati.
Ehi! urlai pi per svegliare mio padre e mia madre che per mettere in
fuga gli aggressori.
Ehi! urlai di nuovo.
Una torcia disegn un arco nellaria rotolando su se stessa e lasciando
una scia arancione nel cielo notturno prima di piombare in unaureola di
scintille sulla paglia della nostra casa. Era paglia secca, inaridita. Destate
cercavamo di tenerla umida per lalto rischio che prendesse fuoco, ma cera
sempre qualcosa di pi importante da fare e a occhio e croce era almeno
una settimana che non la si bagnava, perch sincendi con un umpf
immediato.
Vidi altre figure. Tre, forse quattro. E nel momento in cui piombai

nellaia strattonando le redini, unombra mi aggred dal fianco, mi afferr e


mi disarcion.
Cadendo pesantemente per terra, lurto mi tolse il fiato. Poco distante da
me cerano le pietre per costruire un muretto. Armi. Poi sopra di me unaltra
ombra nascose la luna, incappucciata come le altre. Prima che potessi
reagire si chin e vidi per un attimo la stoffa del cappuccio pulsare davanti
alla sua bocca mossa dal suo respiro affannoso, poi un pugno mi schiant
la faccia. Mi spostai e il secondo colpo mi fin sul collo. Accanto a lui
apparve una seconda figura e vidi scintillare dellacciaio, mi resi conto di
essere del tutto impotente e mi preparai a morire. Ma il primo uomo ferm
il nuovo arrivato con un semplice: No, e fui salvato almeno dalla lama,
ma non dal pestaggio, o dallo stivale che mi pieg in due prendendomi alla
bocca dello stomaco.
Quello stivale. Lo riconobbi.
E ancora calci mi arrivarono, uno via laltro, finch il mio aggressore si
stanc e mi abbandon dovero. Con le mani premute sul ventre a pezzi, mi
girai sulla schiena e tossii in un gorgo di tenebra che minacciava di
affossarmi. Magari glielavrei lasciato fare. Lidea di sprofondare nelloblio
mi tentava. Che lincoscienza si portasse via il dolore. Mi consegnasse al
futuro.
Il rumore dei piedi in corsa dei miei aggressori che fuggivano. Delle
grida incomprensibili. I belati delle pecore impaurite.
Ma no. Ero ancora vivo, giusto? Nel momento in cui stavo per ricevere
una coltellata mi era stata concessa una seconda occasione ed era un dono
troppo grande per rifiutarlo. Cerano i miei genitori da salvare. E gi in quel
momento sapevo che quella gente avrebbe pagato. I proprietari di quegli
stivali avrebbero rimpianto di non avermi ucciso quando avrebbero potuto
farlo. Di questo ero pi che certo.
Mi alzai. Il fumo invadeva laia come un banco di nebbia. Uno degli ovili
era gi in fiamme e anche la casa. Dovevo svegliarli, dovevo svegliare pap
e mamma.
Il terreno intorno a me era inondato del riverbero arancione del rogo.
Sentii uno scalpiccio di zoccoli e mi girai in tempo per vedere alcuni

cavalieri battere in ritirata: se ne andavano dalla fattoria a lavoro compiuto.


Raccolsi una delle pietre e considerai se scagliarla su uno di loro, ma
cerano cose pi importanti di cui occuparmi, cos, con un grugnito che era
in parte lo sforzo e in parte il dolore, lo lanciai invece su una delle finestre
del piano superiore della fattoria.
La mia mira fu buona e sperai che bastasse a svegliare i miei genitori.
Intanto laia era ormai densa di fumo e il ruggito delle fiamme sembrava un
coro di urla che salivano dallinferno. Le pecore negli ovili strillavano
bruciando vive.
Apparvero alla porta, mio padre che lottava contro le fiamme tenendo in
braccio mia madre. Aveva le mascelle serrate, gli occhi fissi nel vuoto. Una
sola cosa riempiva la sua mente, portare in salvo sua moglie. E dopo aver
trasportato mia madre dove le fiamme non potevano pi raggiungerla e
averla adagiata con delicatezza nellaia vicino a dove mi trovavo io, si
raddrizz e come me contempl impotente a bocca aperta la nostra casa
consumata dal fuoco. Corremmo insieme allovile dove non si sentivano pi
gridare le pecore. Del bestiame di mio padre, le sue greggi, non cera pi
nulla. Allora, con la faccia che gli riluceva riarsa nella luce dellincendio,
mio padre fece una cosa che non avevo mai visto. Si mise a piangere.
Padre Allungai la mano verso di lui e lui ritrasse la spalla con una
scrollata rabbiosa e quando si gir verso di me mostrandomi la faccia
annerita dal fumo e rigata dalle lacrime, lo vidi vibrare di furia trattenuta,
come se stesse usando fino in fondo tutto il suo autocontrollo per impedirsi
di aggredirmi.
Veleno. Ecco cosa sei, mi disse a denti stretti. Veleno. La rovina della
nostra vita.
Padre
Vattene da qui, ringhi. Vai via. Non voglio rivederti mai pi.
Mia madre si mosse come se fosse intenzionata a protestare, e io,
piuttosto che dover affrontare altra disperazione, piuttosto di essere la
causa di altra disperazione, montai sul mio cavallo e andai via.
Sarebbe stata lultima volta che li vedevo entrambi.

14
VOLAI nella notte avendo per compagni un cuore spezzato e una furia cieca
e giunto in citt mi fermai allAuld Shillelagh dove tutto aveva avuto inizio.
Entrai barcollante con un braccio ancora premuto sulle costole dolenti e la
faccia che mi pulsava per le botte ricevute.
Le conversazioni morirono allistante. Avevo lattenzione di tutti i
presenti.
Sto cercando Tom Cobleigh e quel viscido individuo di suo figlio,
biascicai ansimante, guardandoli con occhi di sfida da sotto le sopracciglia
aggrottate. Sono stati qui?
Schiene voltate. Teste incassate nelle spalle.
Non vogliamo guai qui dentro, disse da dietro il bar Jack, il
proprietario. Tu ce ne hai portati qui abbastanza per una vita intera, grazie
tante, Edward Kenway. Pronunci quel grazie tante come fosse stata una
parola sola. Grazietante.
Conoscerai il vero significato di guai se copri i Cobleigh, lo ammonii e
andai verso il banco da dietro il quale lui stava gi prendendo qualcosa di
cui ero al corrente, una spada appesa a un chiodo nascosto. Arrivai prima
io, mi allungai con un movimento che mi fece partire una fitta di dolore
allo stomaco, ma afferrai limpugnatura e sfilai la lama dalla guaina in
meno di un secondo.
Avvenne tutto troppo velocemente perch Jack avesse il tempo di reagire.
Non aveva ancora formulato del tutto lintenzione di prendere quella spada
che si ritrov con la sua stessa lama alla gola, grazietante.
Lilluminazione nella taverna era flebile. Le fiammelle stentate che
guizzavano nella graticola proiettavano ombre danzanti sulle pareti intorno
ai bevitori che mi osservavano con vigile diffidenza.
Ora dimmi, chiesi sfiorando la gola di Jack con il taglio della lama, i
Cobleigh sono stati qui stasera?
Jack fece una smorfia. Ma non dovevi partire stanotte sullEmperor?
Ma non era stato lui a parlare. La voce era di un individuo seminascosto

nella penombra. Non la riconobbi.


S, ma ho cambiato programma ed stata una fortuna, perch
altrimenti mio padre e mia madre sarebbero bruciati vivi nei loro letti.
Aumentai il volume della mia voce. quello che desideravate tutti voi?
Perch quello che sarebbe successo. Lo sapevate?
Si sarebbe potuto sentir cadere uno spillo. Dalle ombre mi osservavano
ed erano gli occhi di uomini con cui avevo bevuto e scazzottato, donne che
avevo portato a letto. Custodivano gelosamente i loro segreti. Avrebbero
continuato a custodirli gelosamente.
Da fuori giunse lo sferragliare di un carretto in arrivo. Lo sentirono tutti.
La tensione nella taverna parve mutare. Potevano essere i Cobleigh. Venuti
a farsi un alibi, forse. Sempre con la spada alla sua gola, trascinai Jack fuori
da dietro il banco e lo portai con me allingresso della taverna.
Nessuno apra bocca, ammonii, nessuno dica una sola parola e la gola
di Jack rester chiusa. Lunica persona che merita di farsi male qui stasera
colui che ha appiccato il fuoco alla fattoria di mio padre.
Ora si udirono delle voci allesterno. Riconobbi Tom Cobleigh. Mi
appostai dietro luscio nel momento in cui sapriva, con Jack a farmi da
scudo e la punta della spada che gli premeva il collo. Il silenzio era mortale
e percepibile allistante da tre uomini che si resero conto con una frazione
di secondo di ritardo che cera qualcosa che non andava.
Ci che udii io mentre entravano fu la risatina gutturale di Cobleigh che
gli moriva sulle labbra e ci che vidi fu un paio di stivali che riconobbi, gli
stivali di Julian. Cos uscii da dietro la porta e lo trapassai con la spada.
Avresti dovuto uccidermi quando ne avevi loccasione. Me lo sarei fatto
incidere sulla tomba.
Immobilizzato nel riquadro della porta a bocca spalancata e occhi
sgranati, Julian abbass prima lo sguardo sulla spada che aveva affondata
nel petto, quindi li alz su di me. Lultima cosa che vide fu il suo assassino.
Il suo ultimo insulto furono le goccioline di sangue che mi toss in faccia
mentre moriva. Non lultimo uomo che avrei ucciso. Tuttaltro. Il primo
per s.
Tom! Kenway! grid qualcuno da dentro la taverna, ma non era

assolutamente necessario, nemmeno per un idiota come Tom Cobleigh.


Con la luce che si andava spegnendo negli occhi diventati vitrei, Julian
scivol via dalla mia spada e si accasci sulla soglia come un ubriaco
sporco di sangue. Dietro di lui cerano Tom Cobleigh e suo figlio Seth,
entrambi a bocca aperta come se avessero visto un fantasma. Poi
scordarono ogni velleit di vanagloriose spacconate davanti a boccali di
birra rinfrescante, girarono sui tacchi e se la diedero a gambe.
La porta era ostruita dal cadavere di Julian e i due guadagnarono secondi
preziosi mentre io lo scavalcavo e uscivo nel buio della via. Seth era
inciampato e si stava rialzando in quel momento mentre Tom, che per nulla
al mondo aveva indugiato per aiutare il figlio, era gi dallaltra parte della
strada, diretto alla fattoria di fronte. In pochi istanti fui su Seth con la spada
striata di sangue ancora in mano e mi pass per la mente di fare di lui il
mio secondo ucciso. Avevo il sangue agli occhi e dopotutto si dice che il pi
difficile il primo. E non avrei reso un servizio al mondo intero
liberandolo dalla presenza di Seth Cobleigh?
Invece no. La piet ebbe la meglio. Ed era una piet dettata dal dubbio.
La possibilit, infinitesimale, ma pur sempre una possibilit, che Seth non
fosse stato presente.
Dunque passando, calai con forza lelsa della spada sulla sua nuca e fui
gratificato da uno straziato grido di dolore e dal tonfo della sua caduta
rovinosa, sperabilmente priva di sensi, mentre io proseguivo di slancio e
attraversavo la strada allinseguimento di Tom.
So che cosa stai pensando, che non avevo neppure la prova che fosse
stato presente Tom. Ma quella era una cosa che semplicemente sapevo.
Sapevo che cera e basta.
Sul lato opposto della via, arrischi una rapida occhiata dietro di s
prima di piantare entrambe le mani sul muretto di pietra e issarsi.
Vedendomi, si lasci sfuggire un piccolo guaito spaventato e io ebbi tempo
di riflettere che sebbene fosse svelto per un uomo della sua et e in questo
era senzaltro aiutato dalla fifa, stava guadagnando terreno. Mi passai la
spada da una mano allaltra per superare il muretto con un volteggio,
atterrai dallaltra parte su entrambi i piedi e ripartii di corsa.

Gli ero abbastanza vicino da sentire il suo cattivo odore, ma Tom


raggiunse una baracca e scomparve dietro di essa. Udii lo sfregare di uno
stivale su un fondo di pietra, come se nelle vicinanze ci fosse anche una
terza persona e mi chiesi se non potesse essere Seth. O magari il padrone di
quella fattoria. Forse anche uno dei bevitori dellAuld Shillelagh. Preso
comero a cercare Tom Cobleigh, non mi diedi pensiero.
A ridosso della baracca mi accovacciai in ascolto. Dovunque fosse,
Cobleigh aveva smesso di muoversi. Io guardai a destra e a sinistra, vidi
solo altri annessi, rettangoli neri contro il grigio della notte, udii solo
loccasionale belato di una capra e il ronzio degli insetti. Sullaltro lato della
strada la finestra era illuminata, ma per tutto il resto la taverna era immersa
nel silenzio.
Poi, in quella quiete quasi oppressiva, sentii uno scricchiolio di ghiaia
dietro la baracca. Era l, mi aspettava, attendeva che uscissi incautamente
correndo da dietro langolo.
Riflettei sulle nostre rispettive posizioni. Lui mi aspettava da una parte.
Cos, molto lentamente e il pi silenziosamente possibile, mi spostai in
punta di piedi nella direzione opposta. Feci una smorfia sentendo i miei
stivali smuovere il pietrisco e sperai che il rumore non giungesse sullaltro
lato. Scivolai silenzioso lungo la parete della baracca e mi fermai solo
quando arrivai in fondo. Tesi lorecchio. Se avevo visto giusto, Tom
Cobleigh sarebbe stato in agguato in fondo dallaltra parte. Se mi ero
sbagliato, mi sarei preso una coltellata nel ventre.
Trattenni il fiato e arrischiai una sbirciata oltre langolo.
Avevo visto giusto. Cobleigh era in fondo dietro langolo opposto. Mi
offriva la schiena e nella mano sollevata impugnava un coltello. Aspettando
di veder comparire me, era un bersaglio sicuro. Avrei potuto raggiungerlo
in non pi di tre passi e trafiggergli la spina dorsale prima che avesse il
tempo di mollare una scoreggia.
Invece no. Lo volevo vivo. Volevo sapere chi erano stati i suoi complici.
Chi era quelluomo alto con lanello che aveva impedito a Julian di
uccidermi.
Cos mi limitai a disarmarlo. Letteralmente. Spiccai un balzo e gli

amputai un braccio.
O almeno tale fu la mia intenzione. Data la fin troppo evidente
inesperienza che avevo come spadaccino, o forse perch la lama non era
abbastanza affilata, fatto sta che quando calai con forza la spada
sullavambraccio di Tom Cobleigh stringendola in entrambe le mani, gli
tagliai la manica e glielaffondai nelle carni, ma non gli segai il braccio. Ci
fu di buono che moll comunque il coltello. Url ritraendosi. Si afferr il
braccio ferito che spruzzava sangue sul muro esterno della baracca e sul
terreno. Nello stesso istante scorsi un movimento nel buio e ricordai il
rumore che avevo udito, quello di una possibile altra presenza. Troppo
tardi. Dalle ombre si materializz una figura umana rischiarata dalla luce
della luna e io vidi occhi di pietra sotto un cappuccio, abiti da lavoro e
stivali che erano un po troppo puliti.
Povero Tom Cobleigh. Non si avvide mai di ci che stava per accadere e
indietreggi infilzandosi praticamente da solo sulla spada dello
sconosciuto, la cui lama gli penetr nella schiena e gli spunt dal torace
gocciolante di sangue. Tom la guard e come ultima esternazione in questo
mondo emise un breve grugnito prima che lo sconosciuto imprimesse un
movimento laterale alla sua spada e scalzasse il suo cadavere che piomb
pesantemente al suolo.
Esiste un detto, non vero? Il nemico del mio nemico mio amico.
Qualcosa del genere. Ma c sempre uneccezione a dimostrazione della
regola e nel mio caso era un uomo incappucciato con una spada
insanguinata. Il marchio del suo anello mi faceva ancora male al collo. La
mia faccia pulsava ancora dei suoi pugni. Perch avesse ucciso Tom
Cobleigh non ne avevo idea e non mimportava; con un urlo da guerriero
mi lanciai allattacco e nel silenzio della notte lo scontro delle nostre lame
risuon come uno scampanio.
Par agevolmente. Una volta. Due. Il mio slancio iniziale fu subito
rintuzzato e gi venivo respinto, costretto a difendermi goffamente e con
scarsa efficacia. Spadaccino inesperto? Ma non ero uno spadaccino proprio
per niente. Per tutta la mia abilit nel maneggiare una lama, meglio sarebbe
stato se avessi brandito una mazza o un randello. Lui men un colpo di

punta, un gesto rapidissimo che mi apr uno squarcio nel braccio e allinizio
sentii il calore del sangue che mi scorreva dal bicipite e minzuppava la
manica, poi sentii il mio braccio armato perdere le forze. Non stavamo
combattendo. Non pi. Giocava con me. Giocava prima di uccidermi.
Mostrami il volto, gracchiai, ma lui non rispose. La sola, minima
reazione, fu il principio di unespressione divertita negli occhi sotto il
cappuccio. Il movimento della sua spada mingann e fui troppo lento, e
non solo un po troppo lento, ma molto troppo lento, per evitare che mi
aprisse una seconda ferita nel braccio.
E colp di nuovo. E di nuovo. Solo in seguito mi sarei reso conto che mi
incideva con la precisione di un medico, abbastanza da farmi male ma non
da invalidarmi per sempre. Sicuramente abbastanza da disarmarmi. E alla
fine non sentii la spada che mi scivolava via dalle dita. La sentii urtare il
terreno e quando abbassai lo sguardo la vidi al suolo, rossa del sangue delle
mie ferite che gocciolavano sulla lama.
Forse mi ero aspettato che si togliesse il cappuccio. Ma non lo fece. Mi
appoggi invece la punta della spada sotto il mento e con laltra mano mi
segnal di inginocchiarmi.
Non mi conoscete abbastanza bene se pensate che andr incontro alla
mia fine in ginocchio, amico, gli dissi sentendomi stranamente molto
calmo al cospetto della sconfitta e della morte. Se per voi lo stesso,
rester in piedi.
Lui mi parl con una voce profonda e piatta, probabilmente dissimulata.
Non andrai incontro alla tua fine stanotte, Edward Kenway.
Disgraziatamente. Ma ti dir una cosa. Se domani non salperai
sullEmperor, questa notte sar solo linizio per tutti coloro che portano il
nome dei Kenway. Parti alle prime luci e non sar pi torto un capello a tua
madre e tuo padre. Ma se quella nave salpa senza di te, soffriranno. Voi
tutti soffrirete. Sono stato chiaro?
E avr lonore di conoscere lidentit dei miei graziosi nemici?
domandai.
No. Sappi solo, Edward Kenway, che in questo mondo ci sono forze pi
potenti di quanto tu potresti mai comprendere. Questa notte le hai viste in

azione. Tu hai sofferto per loro mano. Chiudiamola qui. Non tornare mai
pi su queste coste. E ora, Edward Kenway, tinginocchierai.
La sua spada si alz e lelsa mi colp alla tempia.
Quando mi svegliai, ero sullEmperor.

15
IO almeno credevo di essere sullEmperor. Comunque lo speravo. E con la
testa rotta, mi alzai dalla mia amaca, posai i piedi sul pavimento e fui
catapultato via.
La mia caduta fu interrotta dalla mia faccia. Restai per un momento a
mugolare lungo e disteso sullassito domandandomi perch mi sentissi cos
ubriaco quando non ricordavo di aver bevuto niente. Solo che
naturalmente ubriaco non ero.
E allora perch il pavimento ballava? Sinclinava da una parte e poi
dallaltra e io aspettai un momento o due che si fermasse prima di rendermi
conto che il rollio era costante. Non si sarebbe fermato.
Mi raddrizzai su gambe insicure che scivolavano e danzavano nella
segatura con le braccia spalancate come un equilibrista che cerca di
camminare in bilico su unasse. Ero ancora tutto indolenzito dalle botte che
avevo preso, ma andavo migliorando, le ammaccature erano gi vecchie di
uno o due giorni.
A colpirmi a quel punto fu lodore che saturava laria. No, non un odore.
Un puzzo.
Oh, mamma mia, che fetore. Un misto di merda, piscio, sudore e acqua
di mare. Avrei avuto modo di imparare che quellodore era tipico dei ponti
inferiori di una nave. A far paura era la velocit con cui ci si abituava.
Lodore era di uomini e sullEmperor ce nerano centocinquanta dei pi
canaglieschi, che quando non erano comandati nelle loro posizioni, appesi
al sartiame o ai posti di manovra, dormivano rannicchiati sotto i cannoni
sul ponte di batteria, o nelle amache come quella in cui mi ero svegliato io.
Sentii in quel momento uno dellequipaggio che sghignazzava
nelloscurit a un beccheggio della nave che mi scaravent contro un
supporto di legno e subito dopo, con altrettanta violenza, mi mandava a
cozzare contro un montante opposto. Gambe da mare. Cos le chiamavano.
Dovevo farmi le mie gambe da mare.
Questo lEmperor? chiesi al buio.

Lo scricchiolio dello scafo. Come lodore e le gambe da mare era


qualcosa a cui mi sarei abituato.
S, sei sullEmperor, mi rispose qualcuno.
Sono nuovo a bordo, dissi io aggrappandomi a tutto quello che
trovavo.
Ci fu uno sghignazzare roco. Ma non dirmi.
Quanto distiamo da terra?
Un giorno. Sei stato caricato addormentato o svenuto. Troppa birra,
direi.
Qualcosa del genere, risposi io, sempre abbarbicato da qualche parte
come una patella impaurita. La mia mente and agli avvenimenti del
giorno prima ma era come tormentare una ferita aperta. Troppo presto,
troppo doloroso. Avrei avuto bisogno di cercare di dare un senso a quello
che era successo. Avrei avuto bisogno di affrontare il senso di colpa e avrei
avuto lettere da scrivere. (Lettere che non sarei stato capace di scrivere
senza la guida di Caroline, ricordai a me stesso con una rinnovata fitta di
rimpianto.) Tutto per avrebbe dovuto attendere un momento pi adatto.
Da dietro mi giunse un possente cigolio. Ruotai su me stesso e cercai di
vedere qualcosa in quella mezza luce e quando i miei occhi si furono
abituati alla penombra vidi un argano. Da sopra mi giunse il rumore di
piedi e le voci concitate degli uomini al lavoro sul ponte sovrastante.
Largano scricchiolava e cigolava girando.
Issa, grid una voce da sopra. Issa. E nonostante tutto mi ritrovai
con gli occhi sgranati di un bambino.
Mi guardai intorno. Da una parte e dallaltra cerano le sagome
cilindriche dei cannoni. Le canne riflettevano una luce opaca. Allaltra
estremit del ponte cera una scala di corda che scendeva da un riquadro di
luce diurna. Mi diressi da quella parte e salii nel sovrastante casseretto.
Scoprii allora come i miei compagni di bordo si erano guadagnati le loro
gambe da mare. Non solo indossavano vestiti diversi da quelli degli uomini
a terra, giacche corte, camicie a scacchi, lunghi pantaloni di tela, ma
avevano anche un altro modo di camminare. Sembrava che tutto il loro
corpo si muovesse insieme con la nave, qualcosa che si verificava

assolutamente distinto. Io trascorsi i miei primi giorni a bordo


scaraventato da uno stipite allaltro al gonfiarsi di ogni onda e dovetti
abituarmi alle risa che scoppiavano tutte le volte che mi ritrovavo lungo e
disteso sul ponte. Presto per, proprio come mi abituai allodore che
regnava nei ponti inferiori, al costante scricchiolio dello scafo e alla
sensazione che tutto quanto il mare fosse tenuto a bada da poche miserabili
assi di legno e spennellate di pece, cos imparai a muovermi con il
movimento delle acque, a muovermi con lEmperor. Di l a non molto presi
a camminare anchio come tutti gli altri marinai.
I miei compagni di bordo erano del colore delle noci, dal primo
allultimo. Molti portavano un fazzoletto con un nodo allentato intorno al
collo, avevano tatuaggi, barba lunga e orecchini doro. Cerano marinai
anziani con la faccia scura e segnata come una ragnatela, ma la maggior
parte aveva una decina danni pi di me. Arrivavano da tutte le parti,
scoprii presto: Londra, Scozia, Galles, la West Country. Molti erano neri,
circa un terzo, alcuni dei quali schiavi fuggiti dai loro padroni che avevano
trovato la libert sui mari, trattati alla pari dai loro capitani e compagni, o
eventualmente trattati allo stesso livello di feccia dai loro capitani e
compagni. Cerano anche uomini che arrivavano dalle colonie americane,
da Boston, Charleston, Newport, New York e Salem. Sembrava che quasi
tutti girassero sempre armati: sciabole, pugnali, pistole a pietra focaia.
Sempre pi di una sola pistola, mi parve, per via del pericolo, come scoprii,
che la prima facesse cilecca per colpa della polvere bagnata.
Gli piaceva bere rum, erano quasi sempre incredibilmente volgari nel
parlare e nellesprimere i loro apprezzamenti sulle donne e sopra ogni altra
cosa provavano gusto a litigare a gran voce. Ma a legarli tutti luno allaltro
erano i precetti del capitano.
Era uno scozzese. Il capitano Alexander Dolzell. Un omone che
sorrideva di rado. Gli piaceva che i suoi precetti fossero rispettati con rigore
e nulla gli piaceva di pi che ricordarceli. Dritto sul castello di poppa, con
le mani sul parapetto davanti allequipaggio riunito sul cassero di poppa,
sulla tolda e sul castello di prua, ci ricordava che chiunque si fosse
addormentato in servizio sarebbe stato ricoperto di pece e piume.

Qualunque uomo fosse stato trovato in compagnia di un altro uomo


sarebbe stato punito con la castrazione. Proibito fumare sui ponti inferiori.
Che nessuno pisciasse nel cassone di zavorra. (E, come gi ti ho detto,
questo particolare precetto lo facevo rispettare anchio ai miei subalterni.)
Io per ero fresco dimbarco e nuovo a bordo. In quella fase della mia
carriera non credo che mi sarebbe mai venuto in mente di contravvenire
alle regole.
Mi sintonizzai velocemente sul ritmo di quella vita. Trovai le mie gambe
da mare, imparai a scegliere quale fosse il lato della nave da usare a seconda
del vento e a mangiare con i gomiti sul tavolo per impedire al mio piatto di
scivolarsene via. Passavo le mie giornate di vedetta, o di guardia. Imparai a
fare scandagli nelle acque basse e appresi i fondamenti della navigazione. E
accumulai nozioni ascoltando gli uomini dellequipaggio che, quando non
gonfiavano le loro storie di battaglie con gli spagnoli, amavano dispensare
perle di saggezza nautica: Rosso di sera buon tempo si spera, rosso di
mattina maltempo si avvicina.
Il tempo. I venti. Quanto ne eravamo schiavi. Quando era brutto
latmosfera solitamente gioviale era rimpiazzata da unaria di plumbea
solerzia nella quotidiana fatica di mantenere a galla la nave in venti di
tempesta, quando si mangiava quasi furtivamente un boccone tra le urgenti
incombenze di rinforzare le vele, rappezzare lo scafo e pompare fuori
lacqua. Era una semplice questione di sopravvivenza e tutto veniva fatto
con la muta e concentrata disperazione di uomini che si adoperavano per
salvarsi la vita.
Erano momenti spossanti, che mettevano a dura prova le tue forze
fisiche. Si restava svegli, cera da arrampicarsi su per le sartie o scendere a
dare una mano a pompare lacqua dalle stive e il poco sonno era quello che
riuscivi a rubare sotto coperta, raggomitolato contro una paratia.
E poi il brutto tempo passava e si tornava a vivere. Guardavo le attivit
dei marinai anziani, il modo in cui bevevano, giocavano dazzardo e
parlavano di donne, e allora mi rendevo conto di quanto relativamente
innocenti fossero state le mie gesta di Bristol. Se alcuni di quelli che
incontravo solitamente nelle taverne della West Country e si credevano

gran bevitori e attaccabrighe fossero stati l con me a vedere in azione i miei


compagni di bordo Scoppiavano risse per un nonnulla. Di punto in
bianco. Comparivano coltelli. Scorreva sangue. Sentii scricchiolare ossa nel
mio primo mese di mare pi che nei precedenti diciassette anni della mia
vita. E non dimenticate che io ero cresciuto a Swansea e a Bristol.
E tuttavia, tanta violenza, per quanto irruente fosse, si dissipava in un
lampo cos come era scoppiata e gli uomini che un attimo prima si
puntavano lame alla gola chiudevano la questione con degli abbracci cos
possenti da sembrare quasi dolorosi quanto lo scontro di poco prima, ma
ottenevano apparentemente leffetto desiderato. I precetti stabilivano che
tutte le divergenze dovessero essere risolte a terra in un duello alla spada o
alla pistola. Naturalmente nessuno voleva che finisse cos. Un litigio era
una cosa, la possibilit di morire unaltra. Cos i diverbi si esaurivano
tendenzialmente in pochi attimi. Gli animi si incendiavano e subito dopo si
spegnevano.
Per questo motivo erano rari i casi di ruggine vera a bordo. Perci ci
voleva giusto la mia fortuna perch dovesse capitare proprio a me.
Me ne resi conto per la prima volta durante il mio secondo o terzo
giorno a bordo, perch nel girarmi sollecitato dalla sensazione di uno
sguardo penetrante, mi ritrovai a sorridere a un marinaio. Un sorriso
amichevole, o cos parve a me. Ma il sorriso che pu essere amichevole da
un punto di vista, un sogghigno sfrontato da un altro, e limpressione fu
che lo avessi infuriato ancora di pi. Il suo sguardo divent torvo.
Il giorno dopo, mentre mi trovavo sul cassero di poppa, fui colpito da
una gomitata cos forte da farmi cadere in ginocchio e quando alzai lo
sguardo aspettandomi di vedere una faccia contenta e sentirmi dire un
beccato! trovai solo il sogghigno poco amichevole dello stesso individuo
che mi passava accanto diretto alla sua postazione. Era un uomo robusto.
Non di quelli che ti vorresti trovare contro.
Pi tardi parlai a Venerd, un marinaio di coperta nero che spesso
dormiva nellamaca accanto alla mia. Quando gli descrissi luomo che mi
aveva sgomitato, ritenne daver capito di chi gli stavo parlando.
Devessere Blaney.

Blaney. Cos lo avrei sentito chiamare da tutti. E purtroppo, con il che


intendo dire purtroppo per me, Blaney mi odiava. Mi odiava con tutto il
cuore.
Probabilmente una ragione cera. Siccome non ci eravamo mai parlati
non poteva essere particolarmente valida; ma la cosa importante era che
quella ragione esisteva nella testa di Blaney, e alla resa dei conti tanto
bastava e avanzava. Nonch il fatto che Blaney era grande e grosso e,
secondo Venerd, abile con la spada.
Blaney, il quale, come probabilmente avrai ormai intuito, era uno di quei
simpaticoni che avevo conosciuto la sera in cui ero arrivato in anticipo a
imbarcarmi sullEmperor. S, so bene che cosa stai pensando, che si trattasse
di quello con cui avevo scambiato qualche parola, quello che era pi che
pronto a impartirmi una lezioncina o due per la mia impudenza.
Ebbene no, se cos che hai pensato, ti sei sbagliata. Blaney era uno degli
altri seduti intorno alla cassa su cui giocavano ai dadi. Un bruto con poco
cervello, una fronte che si potrebbe definire sporgente, sopracciglia folte
perennemente corrugate come se fosse sempre confuso nella testa. Quella
sera non mi ero praticamente accorto della sua presenza e a ripensarci ora
forse questo che non gli andava gi, forse era da l che aveva avuto origine
il suo rancore, si era sentito ignorato da me e questo lo aveva contrariato
abbastanza da nutrire quellastio nei miei confronti.
Perch dovrebbe prendersela con me? chiesi, al che Venerd pot solo
rispondere con unalzata delle spalle borbottando un ignoralo, per poi
chiudere gli occhi con cui comunicarmi che la nostra conversazione era
finita.
Cos feci. Lo ignorai.
Questo, come ovvio, infuri ancora di pi Blaney. A Blaney non
piaceva essere ignorato. A Blaney piaceva che ci si accorgesse di lui. Voleva
essere temuto. Il fatto che io non mi sentissi impaurito da lui, be, ebbene s,
alimentava il suo odio verso di me.

16
FRATTANTO cera altro su cui meditare. Una voce per esempio che circolava
nellequipaggio secondo cui il capitano si considerava ingiustamente
escluso dai bottini. Da due mesi non cerano saccheggi, noi non avevamo
guadagnato nemmeno mezzo penny e cerano brontolii di scontento,
provenienti soprattutto dalla sua cabina. Si giunse alla conclusione
unanime che il nostro capitano ritenesse di rispettare le competenze del suo
contratto, ottenendo per troppo poco in cambio.
Quale contratto, chiederai? Be, in quanto corsari, noi assicuravamo una
presenza per conto di sua maest; era come se fossimo soldati non
ufficialmente arruolati nella sua guerra contro gli spagnoli. In cambio
naturalmente ci era consentito razziare impunemente le navi spagnole, nel
senso che potevamo farne quel che volevamo, depredandone quante ne
volevamo, e a memoria duomo era esattamente quello che si era fatto.
Solo che cerano sempre meno navi spagnole. Alla fonda avevamo
cominciato a sentir insinuare che forse la guerra stesse per finire, che presto
si sarebbe firmato un trattato.
Il capitano Dolzell, per, gli sia riconosciuto, era uomo lungimirante e
sapeva prevedere da che parte avrebbe spirato il vento, e visto che da cos
tanto tempo i suoi uomini non si dividevano bottini di guerra, decise di
intraprendere unazione che varcava i limiti della nostra lettera di corsa.
Trafford, il comandante in seconda, si piazz di fianco al capitano, che si
tolse il tricorno e si asciug il sudore dalla fronte prima di calzarlo
nuovamente e parlare a tutti noi.
Questa scorreria ci far ricchi, ragazzi, vi si sfonderanno le tasche. Ma
vi devo avvertire, e verrei meno ai miei doveri di vostro capitano se non lo
facessi, che si tratta di un azzardo veramente rischioso.
Rischioso. Gi. Il rischio di cattura, castigo e morte appesi alla forca del
boia.
Le viscere di un impiccato si rilasciano, mi avevano detto. Si legavano
alle caviglie i calzoni di un pirata per impedire alla merda di cascare fuori.

Era quella lindegnit di cui avevo pi paura. Non era cos che volevo che
Caroline mi ricordasse, appeso a una corda, puzzolente di merda.
Non avevo lasciato Bristol per diventare un fuorilegge in fuga, un pirata.
E se fossi rimasto a bordo di quella nave e avessi seguito il capitano nel suo
progetto, ci che sarei diventato. Ci saremmo tirati addosso le forze
congiunte delle guardie della Compagnia delle Indie Orientali e senza
dubbio quelle della marina di sua maest.
Se mai fossi tornato, non potevo farlo senza il becco dun quattrino in
tasca. Avevo unidea mia per cui se fossi tornato ricco avrei potuto pagare la
taglia che cera sulla mia testa e con questo i miei nemici sarebbero stati
soddisfatti.
Per no, non mi ero imbarcato per diventare un pirata. I soldi che avessi
guadagnato, dovevano essere guadagnati legalmente.
E ti prego di smettere di sghignazzare. So quanto ti sembri eccentrico in
questo momento. Ma in quei frangenti avevo ancora fervore nel ventre e
sogni nella testa. Cos, quando il capitano fece la sua offerta, quando disse
di sapere che non tutti gli uomini a bordo avrebbero voluto partecipare a
un atto illecito e che questi erano invitati a dirlo subito o mai pi, perch
avesse modo di organizzare il loro abbandono della nave, io fui sul punto di
farmi avanti.
Venerd mi ferm con una mano furtiva. Senza guardarmi. Mi imped
semplicemente di muovermi continuando a guardare diritto davanti a s.
Aspetta, mi disse dallangolo della bocca e io non dovetti aspettare molto
per sapere perch mi avesse trattenuto. In cinque si erano fatti avanti,
uomini perbene che non volevano macchiarsi di atti di pirateria. A un
ordine del capitano, il comandante in seconda li fece buttare in mare.
Decisi seduta stante di cucirmi la bocca. E il mio piano fu quanto segue:
avrei seguito il capitano, ma solo fino a un certo punto. Lo avrei seguito,
avrei incassato la parte dei quattrini che mi spettava e solo a quel punto
avrei abbandonato la nave. Quindi, mi sarei unito ad altri corsari ormai
del resto ero un marinaio esperto negando daver mai messo piede
sullEmperor, la cui ciurma si era macchiata di quel crimine cos orribile.
Come piano non era particolarmente sofisticato. Aveva i suoi lati deboli,

dovevo ammetterlo, ma anche vero che una volta ancora mi ritrovavo tra
lincudine e il martello senza che alcuna delle due alternative fosse
particolarmente attraente.
Mentre dietro di noi si spegnevano in lontananza le invocazioni degli
uomini buttati in mare, il capitano ci illustr meglio quale pirateria avesse
in mente. Non arriv a suggerire di attaccare la marina reale, quello sarebbe
stato un suicidio; conosceva invece un bersaglio lungo la costa occidentale
dellAfrica. Dunque fu l che, nel gennaio 1713, fece rotta lEmperor.

17
Gennaio 1713
NAVIGANDO tra le isole, gettavamo lancora in una baia riparata o
nellestuario di un fiume e alcuni uomini venivano mandati a terra a cercare
provviste: legna, acqua, birra, vino, rum. Si restava fermi per giorni e
passavamo il tempo catturando tartarughe da mangiare o tirando agli
uccelli o, se possibile, dando la caccia a bovini, capre o maiali.
Una volta dovemmo carenare lEmperor, e questo volle dire far uso dei
paranchi per rovesciarlo. Usammo le torce per bruciare le alghe e le
incrostazioni, sostituimmo le assi marcite e lo calafatammo, il tutto sotto la
direzione del carpentiere della nave, che aspettava sempre con ansia
momenti come quello. Nulla di cui meravigliarsi, in effetti, perch
coglievamo loccasione per riparare anche alberi e pennoni, cosicch si
toglieva il piacere di dispensare ordini al quartiermastro, nonch al primo e
al secondo ufficiale, che altro non potevano fare che tenere la bocca chiusa
e ubbidire.
Furono giorni felici di pesca e caccia, e anche di divertimento nel veder
cos a disagio i nostri superiori. Fu quasi una delusione dover sciogliere
nuovamente le vele. Ma cos fummo costretti a fare.
La nave che cercavamo era un mercantile della Compagnia delle Indie
Orientali e la incrociammo al largo della costa africana. Molto e
ripetutamente si era discusso sotto coperta dellopportunit di
quellimpresa. Sapevamo che attaccando un vascello cos prestigioso
saremmo diventati dei banditi ricercati. Ma il capitano aveva detto che
cerano solo tre navi da guerra e due corvette militari a pattugliare tutto il
Mar dei Caraibi e che si diceva che lAmazon Galley, il mercantile della
Compagnia delle Indie Orientali, trasportasse un tesoro, e che, posto che lo
fermassimo in mare aperto non visti da terra, avremmo potuto
saccheggiarlo a piacimento e scappare senza incidenti.
Ma lequipaggio del Galley non ci avrebbe identificato, chiesi io a voce

alta. Non avrebbero avvertito la marina militare che erano stati attaccati
dallEmperor? Venerd mi aveva guardato in silenzio. Uno sguardo che non
mi era piaciuto per niente.
Trovammo il mercantile il terzo giorno di caccia.
Velaho! giunse il grido dalla coffa. Eravamo abituati a sentire questi
avvistamenti, perci non ci lasciammo prendere troppo dallentusiasmo.
Guardammo invece il capitano che conferiva con il quartiermastro. Poco
dopo confermarono che era il Galley e spiegammo le vele per raggiungerlo.
Quando fummo pi vicini, innalzammo un vessillo rosso, la bandiera
britannica, e naturalmente il Galley rimase dovera, pensando che ad
accostarlo fosse una corsara inglese.
Ed era anche vero. In teoria.
Gli uomini prepararono le loro pistole e verificarono il filo delle loro
sciabole. Furono portati in coperta i rampini per larrembaggio e i
cannonieri si disposero alle loro postazioni. Quando affiancammo il
mercantile, lequipaggio del Galley vide che eravamo in assetto da battaglia
e data la vicinanza noi potemmo vedere in cambio lo sbigottimento che si
disegnava sui loro volti e il panico che attraversava la nave al galoppo come
un cavallo atterrito.
La costringemmo a ridurre la velocit. Gli uomini si schierarono lungo
le frisate, dove attesero pronti a entrare in azione, con le pistole in pugno,
con i cannoni girevoli puntati o con sciabole e denti in vista. Io non avevo
pistola e la mia sciabola era un vecchio ferro arrugginito che il
quartiermastro aveva trovato in fondo a un baule, ma era sempre meglio
che niente. Schiacciato tra uomini due volte pi vecchi di me ma dieci volte
pi feroci, feci del mio meglio per emulare la spietatezza che mostravano
negli occhi. Per sembrare altrettanto malvagio e implacabile.
I cannoni del ponte di batteria erano puntati sul mercantile. Una parola e
avrebbero sparato una bordata sufficiente a spezzare il vascello in due e
spedire tutti quanti in fondo al mare. Su ciascuna delle loro facce era
disegnata la stessa espressione di malessere e terrore. Lespressione di
uomini colti di sorpresa che ora dovevano affrontare conseguenze terribili.
Che il vostro capitano si identifichi, grid il nostro primo ufficiale da

un vascello allaltro. Piant con forza sul parapetto una clessidra. Fate
venir fuori il vostro capitano prima che la sabbia si esaurisca o apriremo il
fuoco.
Ci volle quasi tutto il tempo che avevamo concesso loro, ma finalmente
comparve in coperta, vestito di tutto punto, a contemplarci con quella che
sperava fosse unespressione di sfida, ma che per non poteva nascondere
lansia che cera nei suoi occhi.
Fece come gli fu ordinato. Segu le istruzioni, ordin che calassero in
mare una lancia e vi sal a bordo per farsi portare a remi da noi. In segreto
non potei non provare compassione per lui. Si era messo alla nostra merc
per proteggere il suo equipaggio ed era un gesto ammirevole e tenne la
testa alta quando, nel salire la biscaglina dalla sua scialuppa, fu bersagliato
dai lazzi ai cannoni del ponte di batteria e quindi malamente afferrato per
le spalle e issato oltre il parapetto del cassero di poppa.
Appena fu rimesso in piedi respinse le mani che lo trattenevano, squadr
le spalle e, dopo essersi risistemato giacca e polsini, chiese di vedere il
nostro comandante.
Sono qui, si present Dolzell, scendendo dal castello di poppa seguito
da Trafford. Sotto il tricorno portava una bandana legata intorno alla testa
e impugnava la sua sciabola dabbordaggio.
E come vi chiamate voi, capitano? chiese.
Il mio nome capitano Benjamin Pritchard, rispose con asprezza il
comandante del mercantile, ed esigo di sapere il significato di
questazione.
Si eresse ai limiti della sua statura ma non poteva gareggiare con Dolzell.
Pochi erano in grado di farlo.
Il significato di questazione, ripet Dolzell. Aveva un sorriso sottile
sulle labbra ed era forse la prima volta che lo vedevo sorridere. Pass in
rassegna con lo sguardo gli uomini raccolti sul ponte e dalle fila del nostro
equipaggio si alz un risolino crudele.
S, ribad con puntiglio il capitano Pritchard. Parlava con un accento
aristocratico. Mi ricord stranamente Caroline. esattamente ci che
intendo. Saprete bene, devo supporre, che la mia nave di propriet della

Compagnia delle Indie Orientali e che opera sotto la sua bandiera e nella
piena protezione della marina di sua maest.
E noi altrettanto, rispose Dolzell. Contemporaneamente indic il
vessillo rosso che fluttuava in cima al pennone.
Io ho piuttosto limpressione che abbiate rinunciato a quel privilegio nel
momento in cui ci avete ordinato di fermarci sotto la minaccia delle armi.
A meno che naturalmente abbiate una ragione eccellente per averlo fatto.
Ce lho.
Io allungai lo sguardo sullequipaggio del Galley inchiodato dai nostri
cannoni puntati, ma ansiosamente interessato non meno di noi a ci che
stava avvenendo sulla nostra nave. Si sarebbe sentita volare una mosca.
Lunico rumore era lo sciacquio delle onde sugli scafi dei vascelli e i bisbigli
della brezza che attraversava il sartiame.
Il capitano Pritchard era stupito. Avete una buona ragione?
Ce lho.
Capisco. Allora forse dovremmo sentirla.
S, capitano Pritchard. Ho costretto il vostro vascello a fermarsi perch i
miei uomini possano saccheggiarne tutto il carico prezioso. Vedete, da
molto tempo i mari sono stati molto avari con noi. I miei uomini
cominciano ad agitarsi parecchio. Si chiedono in che modo verranno pagati
per questo viaggio.
Voi siete un corsaro, signore, ribatt il capitano Pritchard. Se
insisterete in questo vostro proposito, diventerete un pirata, un ricercato.
Si rivolse allequipaggio intero. Tutti voi sarete dei ricercati. La marina di
sua maest vi dar la caccia e vi arrester. Verrete appesi alla forca del molo
delle impiccagioni, poi i vostri corpi scompariranno in catene nelle acque
di Wapping. Siete sicuri che questo che volete?
Pisciandovi addosso mentre morite, conclusi io, precipitando nellaldil
puzzolenti di merda.
Da quel che ho sentito sua maest sul punto di firmare trattati con gli
spagnoli e i portoghesi. I miei servigi di corsaro non saranno pi richiesti.
Dunque secondo voi che cosaltro dovrei fare?
Il capitano Pritchard deglut a vuoto, perch non cera una vera risposta a

quella domanda. E allora, per la prima volta, vidi il capitano Dolzell


sorridere sul serio, tanto da mettere in mostra una bocca di denti rotti e
anneriti, peggio di un cimitero razziato. Ora, signore, cosa ne dite se ci
ritiriamo per discutere di dove si trovi il tesoro che presumibilmente
trasportate sul vostro veliero?
Il capitano Pritchard fu sul punto di protestare, ma Trafford si era gi
mosso per afferrarlo e spingerlo su per gli scalini in cabina navigazione. Gli
uomini intanto mantennero la loro attenzione sullequipaggio del
mercantile e su entrambe le navi cal uno scomodo silenzio minaccioso.
Fu allora che cominciammo a sentire delle grida.
Io sussultai e i miei occhi andarono alla porta della cabina da cui le
avevamo sentite arrivare. Azzardando unocchiata a Venerd, vidi che anche
lui stava fissando la porta della cabina di navigazione, con unespressione
illeggibile sul volto.
Che succede? chiesi.
Zitto. Abbassa la voce. Cosa credi stia succedendo?
Lo torturano?
Alz gli occhi al cielo. Che cosa ti aspettavi? Rum e sottaceti?
Le grida continuarono. Sullaltra nave lespressione degli uomini era
cambiata. Un attimo prima ci guardavano con rancore, con ferocia, come se
aspettassero il momento giusto per lanciare un astuto contrattacco. Come
se noi fossimo un branco di farabutti e furfanti in procinto di essere
spazzati via, da quei cani rognosi che eravamo. Ora invece nei loro occhi
cera puro terrore: che dopo il capitano toccasse anche a loro.
Era strano. Quello che stava avvenendo mi faceva provare insieme
vergogna e baldanza. Avevo lasciato dietro di me una scia di sofferenze e
terribili dispiaceri, ma non ero mai arrivato a giustificare la crudelt fine a
se stessa. Non fine a se stessa, mi avrebbe corretto Dolzell, ma per
scoprire dov nascosto il tesoro, dicendo per solo una mezza verit.
Perch in effetti appena i nostri uomini avessero invaso il mercantile non
avrebbero impiegato molto a scoprire che bottino cera da portar via. No, se
il capitano veniva torturato era per far cambiare lo spirito degli uomini che
avevamo davanti a noi. Era per inculcare terrore nel suo equipaggio.

Poi, non so quanto tempo dopo, forse un quarto dora o gi di l, quando


le grida avevano raggiunto il culmine, quando il maligno sghignazzare dei
marinai si era consumato del tutto e persino i pi impietosi avevano
cominciato a chiedersi se forse non fosse stato inflitto dolore a sufficienza,
la porta della cabina di navigazione si spalanc. E apparvero Dolzell e
Trafford.
Con unespressione di truce soddisfazione il capitano contempl i propri
uomini, spostando poi lo sguardo sui volti apprensivi dellaltro equipaggio.
Quindi alz un dito, Tu, ragazzo, disse.
Stava indicando me.
Ss signore, balbettai.
In quella cabina, ragazzo, sorveglia il capitano mentre noi vediamo se le
informazioni che ci ha dato sono esatte. Anche tu. Stava indicando
qualcun altro. Io non vidi chi mentre mi affrettavo ad andare verso la
cabina ponendo resistenza al trambusto degli uomini che si assiepavano
lungo il parapetto preparandosi a invadere il mercantile.
Ed entrando nella cabina, nel vedere il capitano Pritchard, ebbi il primo
di due choc.
Il grande tavolo da pranzo era stato spostato su un lato. Altrettanto era
stato fatto con il tavolo del quartiermastro, su cui cerano gli strumenti di
navigazione e le mappe.
Al centro sedeva il capitano Pritchard legato a una seggiola, con le mani
dietro la schiena. Sospeso nellaria cera un odore nerastro che non seppi
decifrare.
Il capitano Pritchard aveva la testa piegata con il mento contro il petto.
Al rumore della porta la sollev e fiss su di me occhi annebbiati e dolenti.
Le mie mani, gemette. Coshanno fatto alle mie mani? Prima che
potessi scoprirlo, ebbi la mia seconda sorpresa, quando nella cabina entr il
marinaio che mi era stato assegnato per compagno e altri non era che
Blaney.
Oh, merda. Chiuse la porta dietro di s. I suoi occhi andarono da me al
capitano Pritchard ferito e tornarono su di me.
Dallesterno ci giunsero le urla del nostro equipaggio che si preparava a

saccheggiare il mercantile, ma la mia sensazione era che noi fossimo


altrove, distanti, come se quello che stava avvenendo fuori della cabina
riguardasse persone a noi sconosciute. Io tenni docchio Blaney mentre
giravo intorno alla seggiola a guardare le mani che il capitano aveva legate
dietro la schiena. E allora capii che cosera lodore che avevo sentito. Era
lodore di carne bruciata.

18
PER farlo parlare, Dolzell e Trafford avevano infilato tra le dita del capitano
Pritchard delle micce accese. Per terra ce nerano alcune sparse intorno a
una brocca. Quando ne annusai il contenuto, mi parve di capire che era
salamoia, che avevano usato per bagnargli le ferite e rendergliele pi
dolorose.
Aveva le mani tutte scorticate, bruciacchiate in qualche punto, lacerate e
sanguinanti in altri, come bistecche passate sotto il pestacarne.
Mi guardai intorno in cerca di acqua, sempre tenendo docchio Blaney e
domandandomi perch non si fosse mosso. Perch non avesse aperto
bocca.
Soddisfece la mia curiosit. Bene, bene, bene, comment parlando dal
fondo della gola, ci ritroviamo.
S, risposi io asciutto, che bel colpo di fortuna, vero?
Avevo visto una caraffa dacqua sul tavolo lungo.
Lui ignor il mio sarcasmo. E che cosa avresti in mente, di grazia?
Di prendere dellacqua da versare sulle ferite di questuomo.
Il capitano non ha parlato di medicare le ferite del prigioniero.
Sta soffrendo, non lo vedi da te?
Non parlarmi con quel tono, marmocchio, sbott Blaney con una
ferocia che mi fece gelare il sangue nelle vene. Ciononostante non glielo
avrei lasciato capire. Il solito spaccone, io. Sempre faccia di bronzo,
allesterno.
Ho come la sensazione che ti stia preparando a fare a botte, Blaney.
Sperai di esser sembrato pi sicuro di me di come mi sentivo.
E magari non sbagli.
Aveva una coppia di pistoloni nella cintura e una sciabola appesa alla
vita, ma il ferro che sembr comparirgli nella mano dal nulla era un
pugnale a lama ricurva.
Deglutii.
E che cosa avresti in mente di fare, Blaney, con lequipaggio che sta per

lanciare un attacco e noi incaricati di far guardia a questo capitano. Non so


che coshai contro di me, perch tanto rancore nei miei confronti, ma in
ogni caso la questione dovr essere sistemata in un altro momento, mi sa, a
meno che tu abbia unidea migliore.
Quando sorrise, fece balenare un dente doro. Oh, altre idee ce le ho,
ragazzo. Per esempio lidea che il capitano qui presente ha cercato di
scappare e cos facendo disgraziatamente ti ha fatto fuori. Oppure hai
voglia di sentire unaltra idea? Lidea che sei stato tu ad aiutare il capitano.
Che hai slegato il prigioniero e allora sono stato io a fermarti, facendo fuori
tutti e due. Anzi, questa seconda idea mi piace anche di pi. Che ne dici?
Era serio, lo vedevo. Aveva tenuto duro aspettando. Senza dubbio aveva
voluto risparmiarsi le frustate che avrebbe ricevuto per avermi pestato. Ma
adesso mi aveva tutto per s.
Poi accadde qualcosa che mi guid. Mi ero inginocchiato per assistere il
capitano e qualcosa cattur il mio sguardo. Lanello che portava. Un grosso
anello con sigillo su cui cera un simbolo che riconobbi.
Il giorno che mi ero risvegliato sullEmperor, avevo trovato uno specchio
e mi ero ispezionato le ferite. Avevo tagli, lividi e graffi. Avevo laspetto di
quello che ero: uno che si era preso una pestata. Una delle ecchimosi era
nel punto dove avevo ricevuto il pugno dalluomo incappucciato. Il suo
anello mi era rimasto impresso nella pelle. Il simbolo di una croce.
Era lo stesso simbolo che avevo davanti agli occhi in quel momento,
sullanello del capitano Pritchard.
Nonostante le miserabili condizioni in cui versava il poveretto, non potei
esimermi. Cos questo? chiesi.
Il mio tono di voce, un po troppo brusco e un po troppo forte, bast a
sollevare i sospetti di Blaney, che stacc la schiena dalla porta chiusa della
cabina e venne avanti a vedere di che cosa si trattava.
Cos cosa? stava domandando Pritchard, ma ormai Blaney ci aveva
raggiunti. E anche lui aveva visto lanello, solo che il suo interesse non era
tanto per il suo significato, quanto per il suo valore, e senza un attimo di
esitazione e incurante del dolore di Pritchard, glielo strapp via,
staccandogli contemporaneamente un lembo di pelle bruciacchiata.

Le urla del capitano impiegarono del tempo prima di spegnersi e quando


finalmente cessarono, la sua testa ricadde in avanti e sul pavimento della
cabina gocciol un lungo filo di saliva.
Ridammelo, dissi a Blaney.
Perch?
Andiamo, Blaney cominciai io. E a quel punto udimmo un
richiamo. Un grido proveniente dallesterno: Velaho!
Non che la nostra faida fosse scordata, ma diciamo che fu messa
momentaneamente da parte. Aspetta qui, disse Blaney e, puntando su di
me il suo pugnale, usc per vedere che cosa era successo.
Nel riquadro della porta aperta scorsi una scena di panico improvviso. A
un rollio della nave, la porta si richiuse con un tonfo. Io mi girai a guardare
il capitano Pritchard che gemeva ancora di dolore. Non avevo mai voluto
fare il pirata. Ero un allevatore di pecore di Bristol. Un uomo in cerca di
avventure, questo vero. Ma con mezzi leali, non da fuorilegge. Io non ero
un criminale, un bandito. Non avevo mai voluto aver parte nelle torture
inferte a uomini innocenti.
Liberami, mi esort il capitano con la voce contratta dal dolore. Io ti
posso aiutare. Ti posso garantire un perdono.
Se mi dite dellanello.
Il capitano Pritchard muoveva lentamente la testa da una parte e
dallaltra come per scuotere via il dolore. Lanello, quale anello? stava
mormorando confuso cercando di capire perch mai quel giovane marinaio
volesse essere informato su una cosa di cos scarsa rilevanza.
Un uomo misterioso che considero mio nemico portava un anello
come il vostro. Ho bisogno di conoscerne il significato.
Si fece forza. Parl con la voce di chi non ha pi saliva in bocca, ma in
tono pacato. Il suo significato di grande potere, amico mio, un potere
grande che pu essere usato per aiutarti.
E se quel potere grande fosse stato usato contro di me?
Anche questo si pu sistemare.
Io credo che sia gi stato usato contro di me.
Liberami e potr usare la mia influenza per scoprirlo. Qualunque torto

ti sia stato fatto, posso intervenire perch venga corretto.


Riguarda la donna che amo. Certi uomini potenti.
Le sue parole successive mi rammentarono qualcosa che mi aveva detto
luomo incappucciato quella notte alla fattoria.
Ci sono uomini potenti e uomini potenti. Giuro sulla Bibbia, ragazzo,
che ci che ti angustia pu essere risolto. A qualunque torto tu abbia subito
si pu porre rimedio.
Le mie dita armeggiavano con i suoi nodi e le corde cominciavano a
sciogliersi e scivolare sul pavimento della cabina, quando si spalanc la
porta. Sulla soglia apparve il capitano Dolzell. Aveva gli occhi spiritati. La
spada sguainata. Dietro di lui cera il caos.
Gli uomini che poco prima si preparavano a invadere lAmazon Galley,
ordinati in reparti dattacco quanto possano esserlo dei corsari, erano
improvvisamente allo sbando.
Il capitano Dolzell disse una parola ma fu sufficiente.
La parola era: Corsari.

19
SIGNORE? dissi.
E per fortuna Dolzell era troppo occupato dai nuovi sviluppi per
chiedersi che cosa facessi io dietro la seggiola del capitano Pritchard.
Arrivano i corsari, esclam.
Io trasferii il mio sguardo atterrito da Dolzell alle mani del prigioniero
che avevo appena liberato.
Pritchard si rianim. Sebbene avendo la presenza di spirito di tenere le
mani dietro la schiena, non seppe resistere alla tentazione di provocare
Dolzell. Edward Thatch che viene in nostro soccorso, disse. Meglio
che fuggiate, capitano, perch diversamente da voi Edward Thatch un
corsaro leale alla Corona e quando gli avr riferito che cosa avvenuto
qui
In due lunghe falcate Dolzell gli fu davanti e gli affond la spada nel
ventre. Impalato dalla lama, il corpo di Pritchard sirrigid sulla sedia. La
sua testa sbalz allindietro e i suoi occhi rovesciati si fissarono per un
secondo nei miei prima che il suo corpo si accasciasse contro lo schienale.
Tu amico non riferirai un bel niente, latr Dolzell ritirando la spada.
Le mani di Pritchard ricaddero inerti ai suoi fianchi.
Le sue mani non sono legate. Dolzell mi piant in faccia uno sguardo
daccusa.
La vostra lama, signore, maffrettai io, ha tagliato la corda. Dolzell
sembr soddisfatto della mia spiegazione, si gir e usc a grandi passi dalla
cabina. In quel preciso istante lEmperor trem e pi tardi venni a sapere
che era stato lurto della nave di Thatch. Ci furono alcuni che dissero che il
capitano era corso nella mischia e che limpatto con il vascello corsaro lo
avesse fatto precipitare oltre il parapetto. Ci furono altri che dissero che,
con le immagini del molo delle impiccagioni nella mente, il nostro capitano
si fosse tuffato di sua sponte per sfuggire alla cattura.
Dalla cabina di navigazione io presi una sciabola e una pistola che
minfilai nel cinturone prima di uscire correndo in coperta.

Ci che trovai fu una nave in battaglia. I corsari ci avevano attaccati da


tribordo, mentre a babordo, sul fianco sinistro, lequipaggio dellAmazon
Galley ne aveva approfittato per contrattaccare. Eravamo in fatale
inferiorit numerica e gi mentre mi avventavo menando fendenti con la
mia sciabola, vedevo che era una causa persa. Un fiume di sangue aveva
inondato la tolda rendendola scivolosa e dovunque girassi lo sguardo
scorgevo uomini con i quali avevo servito morti e riversi sulle frisate, i
corpi dilaniati da ferite sanguinanti. Alcuni combattevano ancora. Cera un
frastuono di colpi di moschetto e pistola, di incessanti rintocchi metallici
dellincrociarsi delle lame, delle grida straziate dei morenti, delle urla di
guerra dei bucanieri allattacco.
Eppure, anche cos, mi ritrovai stranamente allesterno della battaglia.
Non avevo mai avuto problemi di vigliaccheria, ma non sono sicuro daver
scambiato pi di uno o due colpi di sciabola con uno dei nemici prima che
lo scontro fosse finito. Molti dei nostri erano morti. Gli altri cominciarono
a buttarsi in ginocchio e a lasciar cadere le armi senza dubbio nella
speranza di clemenza da parte dei nostri avversari. Cerano ancora alcuni
che lottavano, fra i quali Trafford, affiancato da un uomo che non
conoscevo, uno che mi pareva si chiamasse Melling. Sotto i miei occhi, due
dei bucanieri aggressori gli piombarono addosso insieme calando le loro
lame con una furia a cui nessun talento da spadaccino avrebbe potuto
contrapporsi. Il malcapitato fu spinto contro il parapetto e, mentre lanciava
strilli disperati, prima gli fu affettata la faccia, e poi trapassato il ventre.
Cera anche Blaney. E, non distante, cera il capitano, un uomo che io
avrei conosciuto sotto il nome di Edward Thatch e che, con il passare degli
anni, il mondo intero avrebbe conosciuto come Barbanera. Era proprio
come la leggenda lo avrebbe ricordato, sebbene a quei tempi la sua barba
non fosse cos lunga: un uomo alto e magro con folti capelli scuri. Aveva
partecipato alla battaglia, aveva gli abiti inzaccherati di sangue e la lama
della sua spada gocciolava ancora. Venne avanti con uno dei suoi e mi
ritrovai faccia a faccia con lui, in compagnia di due del mio equipaggio,
Trafford e Blaney.
Blaney. Giusto lui doveva essere.

E adesso la battaglia era conclusa. Vidi Blaney guardare prima me, poi
Trafford e infine Thatch. Aveva escogitato un piano. Signore, proruppe
allimprovviso, volete che li finisca per voi? E cos dicendo si gir
puntando la sua sciabola contro me e Trafford. A me riserv un sorriso
particolarmente malevolo.
Lo fissammo entrambi assolutamente increduli. Come poteva fare una
cosa simile?
Tu! url Trafford indignato. Lurido bastardo leccasentine, e si
avvent su Blaney agitando la sua sciabola spinto pi da speranza che da
vera aspettativa, a meno che la sua aspettativa fosse di morire, come
appunto accadde.
Blaney si spost di lato senza difficolt e men un fendente che
attravers il petto di Trafford. La camicia del primo ufficiale si lacer e il
sangue gli inond il petto. Gemette di dolore e sorpresa, ma la ferita non
bast a impedirgli un secondo attacco, per sua sfortuna ancor pi
maldestro, per il quale Blaney lo pun, calando ripetutamente la sua lama e
infierendo sullavversario con nuove ferite al volto e al petto, anche dopo
che Trafford aveva lasciato andare la propria spada, era caduto in ginocchio
e con un lamentoso singulto e il sangue che gli schiumava sulle labbra
precipit in avanti e giacque immobile.
Tutti i presenti si erano ammutoliti, tutti i sopravvissuti a guardare ora
dove ci trovavamo noi vicino allingresso della cabina del comandante, io e
Blaney ultimi rimasti tra la porta e gli invasori. Era come se i vivi rimasti
fossimo solo noi due.
Devo finirlo, signore? chiese Blaney. Balzai in avanti, la spada
sguainata, ma prima che potessi reagire, mi ritrovai sulla gola la punta della
sua sciabola. Di nuovo quel sogghigno.
Quando Edward Thatch avanz di un passo, fu come se la corona di
uomini che lo cingeva si aprisse.
Dimmi un po, chiese facendo oscillare sotto gli occhi di Blaney la sua
sciabola che ancora gocciolava del sangue del nostro equipaggio, perch
mi chiami signore, marinaio?
La punta della sciabola di Blaney mi solleticava la gola. Spero di unirmi

a voi, signore, rispose, e di darvi prova della mia lealt.


Thatch rivolse la sua attenzione su di me. E tu, giovanotto, che cosa
avevi in mente oltre a morire per mano del tuo compagno? Vuoi unirti alla
mia ciurma come corsaro o morire da pirata o per mano del suo compagno
o tornato a casa, in Inghilterra?
Mai ho voluto essere un pirata, signore, maffrettai a rispondere.
(Piantala di sogghignare.) Io volevo solo guadagnare un po di soldi per
mia moglie, signore, soldi onesti da riportare a Bristol.
Una Bristol dalla quale ero stato bandito e una moglie che mi era
impedito di vedere. Ma decisi di non tediare Thatch con questi insulsi
dettagli.
Aye, rise Thatch e con il braccio disteso mi indic la massa di uomini
catturati che aveva alle spalle. E immagino che lo stesso si possa dire per
ciascuno dei tuoi compagni ancora vivi. Ognuno di loro giurer di non aver
mai avuto intenzione di fare la carriera del pirata. Diranno che cos era
stato ordinato loro dal capitano. Diranno di essere stati costretti contro la
loro volont.
Governava con un guanto di ferro, signore, dissi. Chiunque vi
risponderebbe in quel modo, vi direbbe solo la pura verit.
E com riuscito il tuo capitano a persuadervi a questo atto di pirateria,
di grazia? volle sapere Thatch.
Dicendoci che saremmo presto diventati pirati comunque, signore,
quando fosse stato firmato un trattato.
Be aveva probabilmente ragione, sospir pensieroso Thatch, non lo
si pu negare. Ma non una giustificazione, aggiunse sorridendo, non
quando io continuo a essere il corsaro che ero, rispettoso del mio
giuramento di proteggere e assistere la marina di sua maest, che
comprende lobbligo di soccorrere navi come lAmazon Galley. Dunque, tu
non sei uno spadaccino, vero, ragazzo?
Scossi la testa.
Thatch ridacchi. Mi sembra evidente. Ci non ti ha impedito di
lanciarti su questuomo, giusto? Sapendo di andare incontro alla tua fine
sulla punta della sua spada. Perch?

Mi si drizzarono i peli. Blaney diventato un traditore, signore, ho visto


rosso.
Thatch conficc la punta della sua sciabola nelle assi della tolda, pos
entrambe le mani sullelsa e contempl me e Blaney, il quale con la sua
solita espressione di rabbioso ritardato mentale aveva aggiunto un che di
circospetto. Sapevo che cosa provava. Era impossibile capire dal suo
comportamento per chi protendessero le simpatie di Thatch. Si limitava a
guardare ora luno ora laltro, prima me e poi Blaney, Blaney e me.
Ho unidea, esclam a un tratto e tutti i presenti parvero rilassarsi
allistante. Risolviamo la questione con un duello. Cosa ne dite, ragazzi?
Come i piatti di una bilancia, lo spirito degli uomini dellequipaggio
sinnalz mentre il mio sprofondava. Io non avevo praticamente mai
maneggiato una lama. Per parte sua, Blaney era un provetto spadaccino.
Per lui la questione si sarebbe risolta in un batter di ciglia.
Thatch stava ridacchiando di nuovo. Ah, ma non con le spade, ragazzi,
disse, perch gi abbiamo visto che costui ci sa certamente fare. No,
propongo una lotta a mani nude. Niente armi, nemmeno coltelli, ti sta
bene, ragazzo?
Annuii, pensando che quello che mi sarebbe stato veramente bene era di
non combattere per niente, ma uno scontro a mani nude era il meglio a cui
potessi aspirare.
Bene. Thatch batt le mani e la sua spada trem conficcata nei legni.
Cominciamo allora. Coraggio, voialtri, formate un cerchio, lasciamo che
questi due signori se le diano.
Correva lanno 1713 e io, ne ero pi che certo, stavo per morire.
Ripensandoci fu dodici anni fa, giusto? Sarebbe perci lanno in cui
nascesti tu.

20
ALLORA possiamo cominciare, ordin Thatch.
Molti si erano arrampicati sulle sartie e si erano appesi agli alberi.
Cerano uomini sulle griselle, sui parapetti e sui ponti superiori di tutti e tre
i vascelli, tutti i marinai a cercare un posto da cui vedere meglio. Tanto per
dare spettacolo, Blaney si tolse la camicia e rimase a torso nudo. Pur
consapevole della gracilit del mio torace, feci lo stesso anchio. Poi
abbassammo i gomiti, alzammo i pugni, ci studiammo lun laltro.
Dietro gli avambracci il mio avversario sogghign. Aveva pugni grossi
come prosciutti e due volte pi solidi. Le sue nocche erano come nasi di
statue. No, probabilmente non era quellincrocio di lame che avrebbe
desiderato, ma un incontro di pugilato gli andava perfettamente a genio lo
stesso. Unoccasione di polverizzarmi con il consenso del capitano. Di
pestarmi a morte senza dover assaggiare il gatto a nove code.
Dai ponti e dalle sartie giunsero gli incitamenti degli equipaggi
desiderosi di assistere a una bella scazzottata. Con il che intendo una
scazzottata sanguinosa. Era difficile dagli schiamazzi capire se ci fosse un
preferito, ma misi me stesso nella loro posizione: se fossi stato in loro, che
cosa avrei voluto vedere? Avrei voluto vedere impegno.
Diamoglielo, allora. Alzai bene i pugni e pensai a come Blaney fosse
stato il mio personale mal di fondoschiena dallistante stesso in cui avevo
messo piede a bordo. Nessun altro. Solo lui. Quel cretino con una
sputacchiera al posto della testa. Non avevo fatto altro che industriarmi di
evitarlo e chiedermi perch ce lavesse con me, visto che a bordo non mi ero
presentato da spocchioso arrogante, non come facevo quandero a casa.
Quel lato del mio carattere era stato smussato dalla vita di bordo. Diciamo
pure che ero un po cresciuto. Quello che sto cercando di dire che non
aveva nessun vero motivo di odiarmi.
E fu proprio in quel momento che mi sovvenne quale fosse la sua
ragione. Mi odiava perch s. Semplicemente perch mi odiava. E se non ci
fossi stato io da odiare, si sarebbe trovato qualcun altro da prendere di mira

al posto mio. Uno dei mozzi, per esempio, o uno dei neri. A lui
semplicemente piaceva odiare.
E per questo io ricambiavo il suo odio e incanalai quel sentimento,
quellodio. La perplessit che aveva originato in me la sua ostilit? La
trasformai in odio. Girargli alla larga giorno dopo giorno? Lo trasformai in
odio. Dover vedere giorno dopo giorno quella sua faccia da imbecille?
Trasformato in odio.
E per questo il primo colpo fu mio. Mi feci sotto e fu come se esplodesse
da dentro di me, usando la mia velocit e la mia taglia minore per infilarmi
sotto la guardia dei suoi pugni e colpirlo al plesso solare. Lui mand un
uufff barcollando allindietro e abbassando la guardia pi per la sorpresa
che per il dolore, ma abbastanza perch io mi spostassi con un rapido passo
di danza e lasciassi partire il mio sinistro, che trov un punto di contatto
appena sopra il suo occhio destro. Per un delizioso secondo pensai di poter
essere stato abbastanza bravo da averlo finito al primo colpo.
Un boato di approvazione e sete di sangue dagli spettatori. Era stato un
buon cazzotto. Abbastanza potente da aprirgli un taglio che cominci a
inondargli la faccia di sangue. Ma no, non abbastanza da fermarlo del tutto.
Lespressione di rabbiosa incomprensione che aveva sempre sul volto
divent ancor pi confusa. Anche pi rabbiosa. Io avevo messo a segno due
pugni, lui precisamente neanche uno. Non si era nemmeno spostato da
dove si trovava.
Io saltellai allindietro. Non ero mai stato abile nel lavoro di piedi, ma a
confronto di Blaney ero agile come un ballerino. Inoltre ero in vantaggio.
Ero stato io a far scorrere il primo sangue e avevo la folla dalla mia. Davide
contro Golia.
Avanti, fatti sotto, lurida palla di lardo, lo provocai. Avanti, quello
che volevi fin dal momento in cui sono salito a bordo. Vediamo di che
stoffa sei fatto, Blaney.
Lequipaggio mi aveva sentito e manifest a gran voce la sua
approvazione, forse per la mia grinta. Con la coda dellocchio vidi Thatch
rovesciare la testa allindietro e mettersi a ridere con una mano sulla
pancia. Per salvare la faccia, era costretto a reagire. Era giusto rendergliene

atto. Reag.
Venerd mi aveva detto che Blaney era abile di coltello e che era un
membro fondamentale delle truppe dassalto dellEmperor. Non mi aveva
detto per che Blaney era abile con le mani. Aveva tralasciato questo
particolare. E io, non so perch, non avevo mai presunto che avesse qualche
capacit nellesercizio del pugilato. Una delle perle di saggezza nautica che
avevo avuto la fortuna di apprendere era di non presumere mai, ma
almeno in quelloccasione la ignorai. Ancora una volta larroganza mi aveva
messo nei pasticci.
Ed incredibile la velocit con cui la folla si schier con Blaney appena
attacc. Mai cadere in una rissa. lunica regola aurea. In una rissa non
bisogna mai cadere. Ma io non ebbi scelta quando mi arriv addosso il suo
primo pugno e mi piegai carponi con le orecchie che fischiavano e sputai
denti in un fiotto di sangue e catarro. Mi si annebbi la vista. Ero gi stato
colpito in passato, naturalmente, molte volte, ma mai, e ribadisco mai, cos
forte.
Nel gorgo del mio dolore e nel chiasso degli spettatori che chiedevano
sangue, cosa per cui Blaney si accingeva ad accontentarli con grande
piacere, si chin su di me e mi piant la faccia abbastanza vicino da farmi
sentire il suo alito rancido che gli sgorgava dalla bocca come nebbia
passando tra denti marci e anneriti.
Palla di lardo, eh? disse e risucchi dalla gola una scatarrata. Sentii il
fiotto viscido colpirmi la faccia come uno schiaffo. Una cosa si pu ben dire
dellepiteto di palla di lardo. Li fa sempre scatenare.
Poi si rialz e io mi ritrovai con il suo stivale cos vicino alla faccia da
vedere distintamente la ragnatela di screpolature del cuoio e, mentre ancora
cercavo di scuotermi dal dolore, sollevai pateticamente una mano come per
schermirmi dallinevitabile calcio.
Il calcio tuttavia, quando arriv, non fu diretto alla mia faccia ma al
ventre, cos forte da sollevarmi nellaria e depositarmi sul ponte. Con la
coda dellocchio vidi Thatch e forse mi ero illuso di credere che tifasse per
me, mentre invece stava ridendo di cuore per la botta che avevo ricevuto
quanto poco prima aveva fatto quando ero stato io a colpire Blaney. Rotolai

debolmente su un fianco mentre Blaney mi attaccava di nuovo. Adesso gli


uomini ammassati sui ponti chiedevano sangue a gran voce. Blaney sollev
il piede per pestarmi e si gir verso Thatch. Signore? gli chiese.
Al diavolo. Io non sarei stato l ad aspettare. Con un grugnito gli afferrai
il piede, glielo torsi e lo feci ruzzolare per terra. Il pubblico fremette di
rinnovato interesse. Fischi e versacci. Incitamenti e insulti.
Non importava loro chi avrebbe vinto. Volevano solo lo spettacolo. Ma
adesso Blaney era a terra e io, con rinnovato slancio, mi tuffai su di lui e
cominciai a tempestarlo di pugni mentre contemporaneamente gli
affondavo ginocchiate allinguine e nel ventre, attaccandolo come un
bambino piccolo in una crisi di nervi nellingenua speranza di portare a
segno almeno un colpo fortunato.
Cos non fu. Niente colpi fortunati quel giorno. Blaney mi serr i polsi,
mi torse spingendomi di lato, mi piant una mano in faccia e mi catapult
via. Sentii lo scricchiolio del mio naso che si rompeva e il caldo di un
nuovo flusso di sangue sul labbro superiore. Vidi incombere su di me
Blaney e questa volta non avrebbe aspettato lautorizzazione di Thatch.
Questa volta era l per farla finita. Nel pugno gli scintillava una lama
Ci fu una detonazione e nella sua fronte si apr un foro. Spalanc la
bocca, cadde in ginocchio ferito e subito dopo stramazz morto.
Quando riuscii a vedere di nuovo abbastanza bene, vidi Thatch che mi
aiutava a rimettermi in piedi con una mano. Nellaltra impugnava una
pistola ancora calda.
Ho un posto libero nel mio equipaggio, ragazzo, disse. Lo vuoi
prendere tu?
Io feci cenno di s mentre mi rialzavo e guardavo il corpo di Blaney. Dal
foro insanguinato che aveva nella fronte saliva un filo di fumo. Avresti
dovuto uccidermi quando ne avevi avuto loccasione, pensai.

21
Marzo 1713
MOLTO distante da noi, in un posto che non avevo mai visitato e mai avrei
visto, anche se in fondo non si pu mai dire, si erano riuniti i
rappresentanti di Inghilterra, Spagna, Francia, Portogallo e Olanda a
redigere una serie di trattati che avrebbero finito per cambiare la vita a tutti
noi, a spingerci a imboccare vie nuove, a veder svanire i nostri sogni.
Ma tutto questo doveva ancora avvenire. Innanzitutto mi trovai a
prendere dimestichezza con una vita nuova, una vita che mi piaceva
moltissimo.
Suppongo desser stato fortunato per esser stato preso da Edward Thatch.
Un attaccabrighe, mi chiamava lui. E credo che gli piacesse avermi vicino.
Soleva dire che in me aveva un braccio destro fidato e aveva ragione, era
vero, perch Edward Thatch mi aveva salvato dallintraprendere una vita di
crimini sotto il capitano Dolzell be, o quello o finire in mezzo al mare
come quegli altri poveri disgraziati. Era stato grazie al suo intervento e
grazie allessere stato accolto sotto la sua ala protettrice che avevo potuto
tirar fuori qualcosa da me stesso, tornare a Bristol e a Caroline da uomo di
qualit, a testa alta.
Ma s, solo perch tu e io sappiamo che non cos che andata, non per
questo quello che dico meno vero.
La vita di mare era pressoch la stessa di prima, ma con alcune attraenti
differenze. Naturalmente non cera Blaney. Lultima volta che avevo visto
quellodioso foruncolo della mia vita fu quando era scivolato in mare come
una balena morta. E non cera pi il capitano Alexander Dolzell. Nel 1715
sarebbe stato condannato a morte dagli inglesi. Senza quei due la vita a
bordo aveva goduto di un immediato miglioramento. Era la vita di un
corsaro. Perci quando si poteva, ingaggiavamo battaglie con gli spagnoli e
i portoghesi e, quando ce nerano, razziavamo bottini, e insieme con le
tecniche del marinaio, cominciai ad affinare anche quelle del combattente.

Era Thatch a farmi da maestro. Da lui imparai a tirare meglio di spada e a


usare le pistole.
Sempre da Edward Thatch imparai una certa filosofia sulla vita, una
filosofia che lui a sua volta aveva imparato da un altro bucaniere pi
anziano, un uomo sotto cui aveva servito e che sarebbe stato anche mio
mentore. Un uomo di nome Benjamin Hornigold.
E dove mai avrei potuto incontrare Benjamin se non a Nassau?
Il porto di Nassau sullisola di New Providence. Non credo che lo
considerassimo nostro, perch non era quello il nostro modo di vederla.
Ma per noi era una specie di rifugio, con le ripide scogliere su un lato, il
lungo pendio della spiaggia fino alle acque basse del mare, troppo basse per
i manofwar di sua maest, il pontile dove scaricavamo i nostri bottini e
caricavamo le provviste, la sua fortezza in collina a dominare una
disordinata accozzaglia di baracche, capanne e sgangherate terrazze di
legno. E naturalmente cera un porto fantastico, un luogo dove i nostri
vascelli erano al riparo dagli elementi e dai nemici. A rendere un attacco
ancor pi difficile era il cimitero delle navi dove gli scheletri di scafi
bruciati e arenati scoraggiavano i temerari. Cerano palme, aria che sapeva
di salmastro, taverne e rum in abbondanza. E cera Edward Thatch e cera
Benjamin Hornigold.
Benjamin mi piaceva, ovviamente. Era stato il mentore di Barbanera
come Barbanera era il mio e non era mai esistito navigatore migliore di lui.
E anche se pensi che stia dicendo queste cose per via di quanto sarebbe
accaduto in seguito, devi credermi quando ti giuro che vero. Ho sempre
pensato che in lui ci fosse qualcosa di speciale. Non solo aveva un
portamento pi militaresco, con quel naso adunco come un ferreo generale
inglese, ma in quel suo modo leggermente diverso di vestire cera pi del
soldato che del bucaniere.
Per a me piaceva lo stesso e se non mi piaceva tanto quanto mi piaceva
Edward, be, lo rispettavo comunque altrettanto, se non di pi. Del resto era
stato Benjamin a contribuire alla fondazione di Nassau. Se non altro mi
piaceva per quello.
Navigavo con Edward nel luglio 1713 quando il quartiermastro rimase

ucciso durante una discesa a terra. Due settimane dopo ricevemmo un


messaggio e io fui chiamato a rapporto dal comandante.
Sai leggere, figliolo?
S, signore, risposi e pensai per un attimo a mia moglie a casa.
Edward sedeva al tavolo di navigazione, su un lato invece che al solito
posto. Aveva le gambe incrociate e indossava lunghi stivali neri, una fascia
rossa alla vita e quattro pistole in una spessa bandoliera di cuoio. Cerano
mappe e grafici dispiegati sul tavolo, ma qualcosa mi diceva che non erano
quelli che desiderava gli leggessi.
Ho bisogno di un nuovo quartiermastro, disse.
Oh, signore, io non credo
Scoppi a ridere, si batt le mani sulle cosce. No, figliolo, non credo
nemmeno io. Sei troppo giovane e non hai lesperienza che serve.
Io mi guardai gli stivali.
Vieni qui, mi richiam, leggi questo.
Feci come mi era stato chiesto e lessi a voce alta una breve
comunicazione sul trattato tra inglesi, spagnoli, portoghesi
Ma vuol dire? domandai quandebbi finito.
Vuol dire, Edward, annu lui (ed era la prima volta che mi chiamava
per nome invece di figliolo o giovanotto. Anzi, credo che da allora in poi
non mi abbia mai pi chiamato cos). Vuol dire che il tuo capitano
Alexander Dolzell aveva ragione e che i giorni della corsa sono finiti. Far
pi tardi il mio annuncio allequipaggio. Tu mi seguirai?
Io lo avrei seguito in capo al mondo, ma non glielo dissi. Mi limitai a fare
un cenno affermativo come se avessi a disposizione un sacco di alternative.
Mi guard. Tutti quei peli neri, capelli e barba, conferivano ai suoi occhi
una luce particolarmente penetrante. Sarai un pirata, Edward, un
ricercato. Sei sicuro di volerlo?
A dir la verit non ero sicuro, ma che cosa potevo fare? Non potevo
tornare a Bristol. Non osavo presentarmi senza una borsa di denari e
lunico modo che avevo per procurarmeli era diventare pirata.
Faremo vela per Nassau, disse Thatch. Fosse andata cos, eravamo
daccordo di vederci con Benjamin. Prevedo che uniremo le nostre forze,

perch entrambi perderemo molti uomini sulla scia di questo annuncio.


Mi piacerebbe averti al mio fianco, Edward. Tu hai coraggio e cuore e
abilit di combattente, e un uomo che sa leggere e scrivere mi torna sempre
comodo.
Io annuii lusingato.
Quando tornai alla mia amaca, per, e fui solo, chiusi gli occhi per paura
che ne schizzassero fuori delle lacrime. Non avevo preso la via del mare per
diventare pirata. Oh, naturalmente vedevo bene di non avere altra scelta
che abbracciare quel destino. Altri lo facevano, Edward Thatch compreso.
Ma anche cos non era quello che avevo desiderato per me. Mai avevo
voluto diventare un fuorilegge.
Come ho detto, tuttavia, non mi sembrava di avere molta scelta. E da
quel momento in poi abbandonai i miei progetti di tornare a Bristol da
uomo di qualit. Il meglio che potevo sperare era di tornare a Bristol da
uomo di mezzi. Da quel momento in poi la mia missione divent quella di
accumulare ricchezze.
Da quel momento in poi diventai pirata.

PARTE SECONDA

22
Giugno 1715
NON c niente di cos assordante come la detonazione di un cannone su
affusto mobile. Specialmente quando ti deflagra nellorecchio.
come essere investiti da nulla. Un nulla che sembra voglia schiacciarti.
E tu non sai se unillusione della tua vista, rintronata com dallesplosione,
o se il mondo sta veramente traballando. Probabilmente non ha molta
importanza. Probabilmente sono le due cose insieme. In ogni caso traballa.
Il proiettile arriva da qualche parte. Schizzano schegge di legno. Uomini
con braccia e gambe strappate via e uomini che si guardano e nei pochi
secondi che hanno prima di morire si rendono conto di aver perso met del
proprio corpo, cominciano a urlare. Tutto ci che senti nei momenti
immediatamente successivi sono lo stridio dello scafo danneggiato e le
grida di morti e morenti.
Non sosterr che ci si riesca ad abituare, alla deflagrazione del cannone
sulle ruote, allo squarcio che si apre nel tuo mondo, ma il trucco sta nel
riprendersi velocemente. Il trucco sta nel riprendersi pi velocemente del
tuo nemico. cos che resti vivo.
Quando gli inglesi ci avevano attaccato eravamo al largo del capo di
Buena Vista di Cuba. Noi a bordo del brigantino li chiamavano inglesi,
anche se il grosso del nostro equipaggio era inglese ed ero inglese io stesso
per nascita, inglese nel cuore. Ma da pirata non contava niente. Noi
eravamo nemici di sua maest (alla regina Anna era succeduto re Giorgio),
nemici della Corona. Il che ci rendeva nemici della marina di sua maest.
Cos, quando allorizzonte vedemmo il vessillo rosso e al grido di: Vela
ho! avvistammo la scia bianca della fregata che attraversava loceano
puntando su di noi, con gli uomini che correvano di qua e di l sui ponti,
quello che si disse era: Gli inglesi ci attaccano! Gli inglesi ci attaccano!
senza badar troppo allirrilevante contraddizione riguardo alla nostra
nazionalit.

E questa ci stava arrivando addosso di gran carriera. Cercavamo di


virare e prendere le distanze dai suoi pezzi da sei libbre, ma quella ci
piombava addosso tagliandoci la via, cos vicina che vedevamo il bianco
negli occhi della ciurma, lo scintillio dei loro denti doro, i lampi della luce
del sole sullacciaio delle loro lame.
La prima bordata tuon sprigionando fiammate dalla murata. Laria fu
squarciata dalle palle dacciaio. I proiettili trovarono il loro bersaglio e il
nostro scafo trem e scricchiol. Era un giorno pieno di pioggia. Il fumo
della polvere da sparo lo trasform in una notte piena di pioggia. Ci riemp
i polmoni e ci fece tossire e sputacchiare, mezzo soffocati, gettandoci in un
disordine e un panico ancor peggiore. E poi quella sensazione del mondo
che ti schiaccia, quello stordimento, e quei momenti in cui ti chiedi se sei
stato colpito e se forse sei morto, e forse cos che ci si sente in paradiso. O
pi probabilmente, almeno nel mio caso, allinferno. Come devessere per
forza, perch linferno appunto fumo e fuoco e dolore e urla. Perci, da un
punto di vista pratico, che fossi morto o no non faceva differenza. Sempre
allinferno eri.
Al primo schianto avevo alzato le braccia per proteggermi. Per fortuna.
Sentii che mi si conficcavano nelle carni schegge di legno che altrimenti mi
avrebbero trafitto faccia e occhi, e limpatto fu abbastanza potente da
spingermi allindietro, farmi inciampare e cadere.
Usavano palle doppie unite da una sbarra. Grossi proiettili che
sfondavano praticamente qualsiasi cosa basta che fossero tirati a distanza
ravvicinata. In questo caso, avevano fatto il loro lavoro. Gli inglesi non
avevano interesse ad abbordarci. Noi, in quanto pirati, infliggevamo il
minor danno possibile al nostro bersaglio. Il nostro scopo era di salire a
bordo e saccheggiare, anche per periodi di alcuni giorni se necessario. Era
difficile saccheggiare una nave che stava affondando. Gli inglesi invece, o
quella fregata in particolare, sapevano che non avevamo tesori a bordo o
non gliene importava niente, volevano solo distruggerci. E ci stavano
riuscendo splendidamente.
Mi issai faticosamente in piedi, sentii qualcosa di caldo che mi scorreva
lungo il braccio e vidi il sangue che colava sul ponte dalla ferita di una

scheggia. Afferrai il pezzo di legno e con una smorfia lo estrassi e lo lasciai


cadere per terra, conscio solo distrattamente del dolore mentre sforzavo la
vista per vedere qualcosa nel fumo della polvere da sparo e nelle sferzate
della pioggia.
In un coro di urla di giubilo dellequipaggio della fregata inglese che ci
affiancava a tribordo, part una scarica di colpi di pistola e moschetto. Ci
piovvero addosso pentole di zolfo e granate che esplosero in coperta
moltiplicando il caos, i danni e il fumo soffocante che ci copr tutti quanti
come un sudario funebre. Le pentole in particolare diffondevano un
pernicioso gas sulfureo che prostrava chi ne era investito, rendendo laria
cos nera e densa da impedire di vedere bene, di giudicare a dovere le
distanze.
Anche cos tuttavia io lo vidi, luomo incappucciato sul castello di prora.
Era a braccia conserte, immobile ed eretto nella sua tunica, in un
atteggiamento di totale distacco da quanto si andava svolgendo sotto i suoi
occhi. Tanto potei stabilire dalla postura e dal luccichio degli occhi sotto il
cappuccio di quella veste. Occhi che per un secondo si fissarono su di me.
Poi i nostri attaccanti furono ingoiati dal fumo. Una nave fantasma
avvolta in una nuvola di fumo di cannonate, pioggia sfrigolante e soffocanti
esalazioni di zolfo.
Da tutte le parti mi giungevano gli schianti delle palle che andavano a
segno e le urla degli uomini colpiti. Cerano morti dappertutto, disseminati
sulle assi sfondate e inondate del loro sangue. Attraverso uno squarcio nel
ponte principale vidi lacqua che riempiva quelli sottostanti e da sopra udii
gli scricchiolii dei legni e i rumori degli strappi che si aprivano nelle vele e
quando alzai lo sguardo vidi il nostro albero maestro semidistrutto dal tiro
di palle incatenate. Appesa per i piedi dalla coffa penzolava una vedetta
morta con quasi tutta la testa staccata dal busto e cerano uomini che gi si
arrampicavano per le sartie per cercare di liberare lalbero spezzato, ma era
gi troppo tardi. La nave si stava inclinando, voltolando nellacqua come
una donna grassa che fa il bagno.
Finalmente il fumo si dirad abbastanza perch vedessi la fregata
britannica compiere unampia virata per poter usare i suoi cannoni di

tribordo. A quel punto per la fortuna le gir le spalle. Prima che potesse
sistemarsi, lo stesso vento che aveva disperso il fumo cadde e le sue vele
prima gonfie si appiattirono e la fregata rallent la corsa. Ci era offerta una
seconda occasione.
Ai cannoni! urlai.
Quelli dei nostri che ancora si reggevano in piedi si precipitarono alle
nostre bocche da fuoco. Io stesso mi misi a un cannone girevole e insieme
scaricammo sulla fregata una bordata dalla quale non pot in alcun modo
difendersi e che le procur danni quasi altrettanto gravi quanto quelli subiti
da noi. Fu allora il nostro turno di levare urla di giubilo. La sconfitta era
stata ribaltata, se non proprio in una vittoria, almeno in un pareggio. Forse
cerano fra di noi coloro che si stavano persino domandando quali tesori
potessero esserci a bordo del vascello britannico, e vidi uno o due dei nostri
uomini, i pi ottimisti, armarsi di ganci dabbordaggio, asce e arpioni,
pronti ad agganciare la fregata e ingaggiare la battaglia corpo a corpo.
Ma ogni buona intenzione fu spazzata via da quanto accadde in quel
momento.
La santabarbara, grid qualcuno.
Salta in aria.
La notizia fu seguita da grida e strepiti e dalla mia postazione al cannone
girevole che si trovava a prua, vidi le fiamme salire dalla linea di
galleggiamento. Da poppa giunsero le grida del nostro capitano Bramah,
mentre sul ponte di poppa della nave opposta luomo in tunica balz in
azione. Letteralmente. Disincroci le braccia e con un breve balzo fu sul
parapetto e da l, nellattimo seguente, era in volo da una nave allaltra.
Per un momento limpressione che ebbi di lui librato nellaria fu di
unaquila, con la veste che si apriva alle sue spalle e le braccia distese come
ali.
Poi vidi il capitano cadere. Curvo su di lui luomo incappucciato spost il
braccio allindietro e da dentro la manica scatt una lama nascosta.
Quella lama. Per un secondo ne fui ipnotizzato. Le fiamme del ponte la
resero viva. Poi luomo incappucciato laffond nel corpo di Bramah.
Guardai la scena immobilizzato dallo stupore, con la mia sciabola in

mano. Quasi non sentivo pi le urla dellequipaggio che alle mie spalle
cercava invano di arrestare lincendio che si propagava alla santabarbara.
Salter in aria, pensai distrattamente. La santabarbara esploder.
Pensando ai barili di polvere da sparo accatastati in quella stiva. Alla nave
inglese, abbastanza vicino da subire senza dubbio gli effetti dellesplosione
che avrebbe aperto una falla in entrambi gli scafi. Tutto questo sapevo, ma
solo nella forma di pensieri distaccati. Ero stregato dalluomo
incappucciato al lavoro. Ero vittima dellincantesimo di quellagente di
morte che aveva ignorato il massacro che lo circondava prendendo tempo e
aspettando il momento giusto per colpire.
Missione compiuta, il capitano Bramah era morto. Lassassino alz lo
sguardo dal corpo inerte del comandante e di nuovo i nostri occhi
sincontrarono, solo che questa volta qualcosa balen nei suoi lineamenti e
in un istante era in piedi e con un unico, agile slancio che lo trasport al di
l del cadavere, piomb verso di me.
Ero morto, lo sapevo. Alzai la mia sciabola deciso a non farmi spedire
senza combattere nel grande ignoto. E in quel momento da poppa, o per la
precisione dalla santabarbara dove i nostri uomini evidentemente non
erano riusciti a soffocare le fiamme le cui propaggini avevano trovato le
scorte di polvere da sparo, giunse una grande esplosione.
In quel boato io fui scalzato dal ponte e nel descrivere un grande arco
nellaria trovai un momento di pace perfetta, durante il quale non seppi dire
se fossi vivo o morto, se fossi ancora in possesso di tutte le mie membra o
no, per nulla turbato da questa mia ignoranza. N sapevo dove avrei chiuso
la mia partita terrena, se spezzandomi la schiena nellurto con il ponte di
una nave o impalato sul residuo appuntito di un albero o scagliato nel rogo
sprigionatosi dalla santabarbara.
O l dove in effetti finii, cio tuffato in mare.
Forse vivo, forse morto, forse cosciente, forse no. Quale che fosse il mio
stato, non scesi troppo sotto la superficie e guardai il mare sopra di me, un
caleidoscopio cangiante di neri, grigi e guizzante arancione di navi in
fiamme. Intorno a me si inabissavano cadaveri con gli occhi spalancati,
come sorpresi. Coloravano lacqua in cui sprofondavano, trascinandosi

dietro budella e tendini sfilacciati come tentacoli. Vidi rotolare nellacqua


un pezzo di albero di mezzana, corpi rimasti impigliati nel sartiame che
venivano trascinati negli abissi.
Pensai a Caroline. A mio padre. Poi alle mie avventure sullEmperor.
Pensai a Nassau, dove imperava una sola legge, la legge della pirateria. E
naturalmente pensai a come da corsaro fossi stato avviato alla carriera di
pirata da Edward. Edward Thatch.

23
TUTTO questo pensavo mentre colavo a picco, con gli occhi aperti, cosciente
di tutto quello che avveniva intorno a me, i cadaveri, i rottami e i relitti del
naufragio Consapevole, ma disinteressato. Come se stesse accadendo a
qualcun altro. Con il senno di poi so cosa accadde in quel breve, brevissimo
momento, mentre affondavo nellacqua. Avevo perso la volont di vivere.
Del resto Edward mi aveva sconsigliato di partecipare a quella
spedizione. Mi aveva detto di non andarci. Il capitano Bramah un uomo
pericoloso. Segnati le mie parole.
E aveva ragione. E avrei pagato con la vita per la mia avidit e stupidit.
Poi la ritrovai, la voglia di andare avanti. La trovai. Lafferrai. La scossi.
La tenni stretta al petto e da quel momento non la lasciai pi andar via.
Scalciai, remai, e risalii verso la superficie, riaffiorai e mentre boccheggiavo
risucchiando ossigeno, contemplai sgomento i resti del massacro e quel che
restava della fregata inglese che scompariva ancora in fiamme sotto il pelo
dellacqua. Tutto loceano era disseminato di piccoli focolai che presto
lacqua avrebbe spento, relitti e naturalmente superstiti ancora vivi.
Poi, proprio come avevo temuto, cominciarono gli attacchi degli squali e
quindi le urla: dapprima grida di terrore e poi, quando gli squali dopo un
primo giro di avanscoperta iniziarono a indagare pi a fondo, grida di
angoscia, che si intensificarono quando i predatori si ammassarono per
cominciare ad azzannare le loro vittime. Le urla che avevo sentito durante
la battaglia, per quanto agghiaccianti, nulla erano a confronto di quelle che
lacerarono quel pomeriggio pieno di fumo e fuliggine.
Io fui uno dei fortunati le cui ferite non erano abbastanza sanguinanti da
attirare la loro attenzione e partii a nuoto verso la riva. A un certo punto fui
urtato da uno squalo di passaggio, per fortuna troppo occupato a
raggiungere il luogo della mattanza. Toccai con un piede qualcosa che mi
sembr una pinna e pregai che il sangue che perdevo non fosse abbastanza
da distogliere lo squalo dallassai pi invitante pastura che cera pi avanti.
Crudele ironia che dovessero essere i feriti pi gravi i primi a essere

attaccati.
Tu sai cosa intendo. Furono mangiati. Divorati. Quanti fossero i
superstiti della battaglia non saprei. Tutto quello che posso dire che vidi la
maggior parte dei sopravvissuti diventare cibo per gli squali. Quanto a me,
mi misi in salvo raggiungendo la spiaggia di Buena Vista, dove crollai di
sollievo e sfinimento, e se la terraferma non fosse stata quasi interamente
fatta di sabbia probabilmente lavrei baciata.
Cos, dopo aver ringraziato per un po la mia buona stella e aver
aspettato di sentire le voci di qualche altro superstite, udendo solo urla
indebolite dalla lontananza, mi girai sulla schiena. Poi sentii qualcosa alla
mia sinistra.
Era un gemito. Quando guardai da quella parte, vidi che proveniva
dallassassino in tunica. Si era accasciato poco distante da me ed era stato
molto, ma molto fortunato a non essere sbranato dagli squali, perch
quando si rivolt sulla schiena lasci al suo posto una macchia di sabbia
rossa. E mentre il suo petto si alzava e abbassava in un respiro sussultorio e
affannato, le sue mani andarono al ventre. Dove evidentemente era stato
ferito.
Ti sei divertito anche tu? gli chiesi ridendo. Cera qualcosa nella
situazione che trovavo spassoso. Anche dopo tanti anni trascorsi in mare,
in me sopravviveva ancora qualcosa dellattaccabrighe di Bristol, quello che
non poteva fare a meno di scherzare anche sul momento pi tragico. Lui mi
ignor. O ignor comunque la provocazione.
AllAvana, gemette, devo arrivare allAvana.
Questo mi strapp un altro sorriso. Be, dammi tempo di costruire
unaltra nave, risposi.
Posso pagarti, disse lui attraverso i denti. Non sono queste le parole
che amate di pi voi pirati? Mille scudi.
Trovai la proposta interessante. Continua a parlare.
Ci stai o non ci stai? volle sapere lui.
Uno di noi era gravemente ferito e non ero io. Mi alzai per guardarlo da
sopra e studiai le pieghe di quella sua strana veste nella quale
presumibilmente si celava la sua lama segreta. Mi era piaciuta quella lama

nascosta. Avevo limpressione che chi fosse in possesso di quella lama


speciale potesse andare lontano. Specialmente uno che esercitava la mia
professione. Non dimentichiamoci che subito prima che saltasse in aria la
santabarbara della mia nave, quelluomo stava per usare la sua lama
nascosta su di me. Mi considererai insensibile. Penserai di me che io sia
crudele e spietato. Ma io ti invito a tener conto che in situazioni come
quella un uomo deve fare quanto necessario per sopravvivere e una buona
lezione da imparare, se ti trovi sul ponte di una nave in fiamme in procinto
di uccidere : finisci il lavoro.
Lezione numero due: se non riesci a finire il lavoro, meglio che non ti
aspetti aiuto da quello che doveva essere il tuo bersaglio.
E lezione numero tre: se comunque vuoi chiedere aiuto al tuo mancato
bersaglio, probabile che non convenga cominciare arrabbiandoti con lui.
Per tutte queste ragioni ti chiedo di non giudicarmi. Ti chiedo di
comprendere perch lo guardavo dallalto con cos poca compassione.
Non hai quelloro qui con te, vero?
Lui mi guard e i suoi occhi silluminarono e un istante dopo, pi
velocemente di quanto avessi potuto prevedere, o anche solo immaginare,
mi premeva nello stomaco la canna di una pistola tascabile. Fu pi lo
sbigottimento che la pressione dellarma a farmi vacillare allindietro e
cadere seduto a pochi passi da lui. Con una mano stretta sulla ferita e
tenendomi con laltra sotto mira con la pistola, si alz in piedi.
Maledetti pirati, ringhi a denti stretti.
Vidi il suo dito diventare bianco sul grilletto. Sentii lo schiocco del cane
della pistola e chiusi gli occhi aspettando la detonazione.
Non ci fu. Comera ovvio. Cera sicuramente qualcosa di sovrumano in
quelluomo, i movimenti sinuosi, la rapidit, labbigliamento, linusitato
arsenale, ma era pur sempre un uomo e nessun uomo pu avere il
sopravvento sul mare. Nemmeno lui aveva potuto impedire che la polvere
della sua pistola si bagnasse.
Lezione numero quattro: se hai intenzione di ignorare le lezioni uno, due
e tre, probabilmente meglio non spianare una pistola piena di polvere
bagnata.

Sfumato il vantaggio, lassassino si volt e sincammin verso la linea


degli alberi, con una mano sempre premuta sulla ferita al ventre e laltra ad
aprirsi un varco nel sottobosco scomparendo alla mia vista. Per qualche
momento io rimasi semplicemente dovero, incapace di credere alla mia
fortuna: fossi stato un gatto, allora avevo consumato almeno tre delle mie
sette vite, e tutte in un giorno solo.
Poi, senza pensarci, o forse pensandoci per un singolo secondo, perch
daltra parte lo avevo visto in azione e ferita o no quellindividuo era
pericoloso, mi lanciai allinseguimento. Possedeva qualcosa che volevo.
Quella lama nascosta.
Sentivo i fruscii del suo passaggio nella vegetazione e mi diressi dalla
parte da cui proveniva il rumore, insensibile ai rami che mi
schiaffeggiavano la faccia e scavalcando le radici affioranti. Alzai
tempestivamente un avambraccio per evitare di essere frustato in faccia da
unenorme foglia verde larga come la cassa di un banjo e vidi che sopra vi
era stampata una manata di sangue. Bene, ero sulla pista giusta. Quando
udii il rumore degli uccelli spaventati che si levavano in volo dalle fronde
degli alberi davanti a me conclusi che era inutile che stessi a preoccuparmi
di perderlo: tutta la giungla echeggiava del fracasso della sua fuga
maldestra. A quanto pareva, aveva perso tutta la sua grazia nellaccanita
lotta per la sopravvivenza.
Seguimi e ti ammazzo, mi disse da dietro lo schermo della
vegetazione.
Ne dubitavo. Da quel che avevo visto, non avrebbe ammazzato pi
nessuno.
E ne ebbi conferma. Sbucai nella radura in cui si era fermato, curvo sulla
sua dolorosa ferita. Stava cercando di decidere da che parte proseguire, ma
il rumore del mio arrivo tra i cespugli del sottobosco lo aveva indotto a
girarsi per fronteggiarmi. Una manovra lenta e dolente, come quella di un
vecchio menomato dal mal di pancia.
Riaffior qualcosa della sua antica fierezza e negli occhi gli si accese una
debole luce battagliera mentre udivo un fruscio leggerissimo e dalla manica
destra spunt la lama che scintill nella penombra della radura.

Intuivo che quel pugnale dovesse aver ispirato paura nei suoi nemici e
quando susciti il terrore nel tuo nemico la battaglia per met vinta. Fa in
modo che il tuo avversario abbia paura di te, questa la chiave. Purtroppo
per lui, come gi non aveva pi la forza di uccidere nessuno, cos non aveva
pi nemmeno la forza di incutere terrore nei suoi nemici. La sua tunica, il
cappuccio, e persino la lama. Su un uomo sfiancato e piegato in due dal
dolore ridiventavano quello che erano, ammennicoli. Non provai piacere
nellucciderlo e forse nemmeno lo meritava. Il nostro capitano era stato un
uomo crudele e spietato, un patito della frusta. Al punto che spesso
impugnava lui stesso il gatto a nove code e somministrava personalmente i
castighi. E provava gusto in quello che chiamava dare a un uomo la
possibilit di governare la propria isola, che significava abbandonarlo su
unisola deserta. A piangere la sua dipartita sarebbe stata solo sua madre.
Da ogni punto di vista luomo in tunica ci aveva reso un favore.
Ma quello stesso uomo aveva cercato di uccidere anche me. E la prima
lezione era che se devi uccidere qualcuno meglio che tu finisca il lavoro.
Lo sapeva anche lui, ne sono sicuro, mentre moriva.
Poi frugai nelle sue cose. E, s, il suo corpo era ancora caldo. E, no, non
ne vado fiero, ma ti prego di non scordare che ero un pirata. Anzi, sono un
pirata. Dunque frugai nelle sue cose. Trovai un sacchetto in mezzo alle
pieghe della sua veste.
Mmm, pensai. Un tesoro segreto.
Ma quando ne rovesciai il contenuto per terra perch il sole lo
asciugasse, ci che vidi fu be, non un tesoro. Uno strano cubo di cristallo
con unapertura su un lato, forse un ornamento? (Naturalmente in
seguito scoprii che cosera, e allora risi di me stesso per aver anche solo
pensato che fosse un banale ornamento.) E delle mappe che misi da parte
insieme con una lettera con il sigillo rotto che, come scoprii quando
cominciai a leggerla, conteneva la chiave di tutto ci che volevo da quel
misterioso assassino
Seor Duncan Walpole,
accetto la vostra generosa offerta e attendo con ansia il vostro arrivo.

Se siete veramente in possesso delle informazioni che desideriamo, abbiamo i mezzi per
ricompensarvi profusamente.
Non vi conosco di vista, ma credo di potervi riconoscere dallabbigliamento reso
tristemente famoso dal vostro Ordine segreto.
Venite dunque allAvana al pi presto. E siate certo che sarete accolto come un fratello.
Potervi finalmente incontrare di persona sar un grande onore, seor; far corrispondere
un volto al vostro nome e stringervi la mano chiamandovi amico. Il vostro appoggio al
nostro segreto e alla nostra nobilissima causa ci conforta.
Vostro umilissimo servo,
governatore Laureano Torres y Ayala

Lessi la lettera due volte. Poi anche una terza per sicurezza.
Governatore Torres dellAvana, eh? pensai.
Ricompensarvi profusamente, eh?
Nella mia mente stava cominciando a prendere forma un piano. Seppellii
il seor Duncan Walpole. Era il minimo che gli dovessi. Se ne and da
questo mondo nel modo in cui ci era arrivato, nudo, perch avevo bisogno
dei suoi vestiti per mettere in pratica il mio inganno e, mi sia consentito
dirlo, mi andavano a pennello. Ero elegante con la sua veste addosso.
Apparivo adatto alla parte.
Interpretarla, tuttavia, sarebbe stata questione assai diversa. Che uomo
dovevo impersonare? Be, ti ho gi detto della strana atmosfera che lo
circondava. Quando mi fui fissato la lama allavambraccio e tentai di farla
scattare come faceva lui, be, non successe un bel niente. Tornai nella
memoria alle immagini che avevo colto di quando la usava e cercai di
imitarlo. Un colpetto del polso. Qualcosa di particolare, ovviamente, per
impedire che la lama scattasse casualmente. Flettei il polso. Torsi il braccio.
Sfarfallai le dita. Tutto inutile. Il pugnale se ne stava cocciutamente dentro
la sua guaina. Allaspetto era bellissimo e minaccioso, ma se non veniva
fuori non sarebbe servito a niente e a nessuno.
Che cosa dovevo fare? Tenermelo addosso e continuare a provare? Nella
speranza di imbroccare per caso il suo segreto? Qualcosa mi diceva di no.
Qualcosa mi diceva che legata a quella lama cera una misteriosa sapienza
arcana. Se me lavessero trovata addosso, avrebbe potuto tradirmi.
Con una stretta al cuore me ne sbarazzai, quindi mi rivolsi alla tomba

che avevo preparato per la mia vittima.


Signor Walpole dissi, andiamo a incassare la vostra ricompensa.

24
MI imbattei in loro lindomani mattina sulla spiaggia del capo di Buena
Vista: una goletta ancorata al porto, barche a riva e casse che erano state
scaricate e accatastate sulla sabbia, forse dagli uomini dallaria dimessa che
sedevano con le mani legate, o forse dai soldati inglesi dallaria scocciata
che li sorvegliavano. Io arrivai nel momento in cui giungeva a terra una
terza barca con altri soldati che andarono a loro volta a tener docchio i
prigionieri.
Perch quegli uomini fossero legati non riuscivo a immaginare. Di certo
non mi sembravano pirati. Avrei detto mercanti, piuttosto. Lavrei scoperto
comunque allarrivo di unaltra barca a remi.
Il commodoro andato avanti a Kingston, annunci uno dei soldati.
Come gli altri indossava un tricorno e un panciotto ed era armato di
moschetto. Noi dobbiamo sequestrare la nave di questo zoticone e
seguirlo.
Dunque gli inglesi volevano prendersi la loro nave. Erano peggio dei
pirati.
Ai mercanti piace mangiare quasi tanto quanto piace loro bere. Perci
tendevano al robusto. Cera tuttavia tra gli altri un prigioniero pi florido e
rotondo dei suoi compagni. Era lo zoticone di cui parlavano gli inglesi,
un uomo che io avrei poi conosciuto come Stede Bonnet. Alludire la parola
Kingston era sembrato rianimarsi e aveva alzato la testa, che fino a quel
momento teneva abbassata in contemplazione della sabbia con lespressione
di un uomo che si sta ancora chiedendo come si fosse cacciato in quel guaio
e come avrebbe potuto venirne fuori.
No, no, stava dicendo in quel momento, la nostra destinazione
lAvana. Io sono un semplice mercante
Zitto tu, sporco pirata! gli rispose in malo modo un soldato
sparandogli sabbia in faccia con la punta dello stivale.
Signore, gemette, io e il mio equipaggio abbiamo gettato lancora solo
per fare rifornimento di acqua e viveri.

A quel punto, per qualche ragione nota solo a loro, i compagni di Stede
Bonnet decisero di scappare. O di provarci. Con le mani sempre legate, si
alzarono in piedi e si lanciarono verso gli alberi dietro i quali ero nascosto
io a osservare la scena. I soldati, vedendoli in fuga, alzarono i moschetti.
Intorno a me cominciarono a volare le pallottole e vidi uno dei mercanti
crollare in uno spruzzo di sangue e materia grigia. Un altro piomb
pesantemente a terra lanciando un grido. Frattanto uno dei soldati aveva
puntato il fucile alla testa di Bonnet.
Dammi una buona ragione per farti prendere aria al cranio, latr.
Povero vecchio Bonnet, accusato dessere un pirata, sul punto di perdere
la nave e ora a pochi secondi dal buscarsi una palla dacciaio nel cervello.
Fece la sola cosa che un uomo nella sua posizione poteva fare. Balbett.
Sputacchi. Forse se la fece addosso.
Um um
Allora io estrassi la sciabola e uscii da dietro gli alberi con il sole alle
spalle. Il soldato rimase interdetto. Che effetto facessi sbucando in unaura
di luce con la mia veste svolazzante e agitando la sciabola non so, ma bast
a impietrire per un momento il militare. Un momento di esitazione. Un
momento che gli cost la vita.
Lo infilzai dal basso verso lalto aprendogli il panciotto e facendogli
cascare le budella nella sabbia. Contemporaneamente ruotai su me stesso e
feci passare la mia lama attraverso la gola del soldato che gli era accanto.
Due morti in un batter di ciglia e un terzo che solo un istante dopo
trapassavo con la mia lama e da essa scivolava per morire contorcendosi
sulla spiaggia. Con laltra mano mi sfilai il pugnale dalla cintura e lo
conficcai nellocchio di un quarto soldato, che cadde allindietro con un
urlo di sorpresa e il sangue che gli sgorgava dalla faccia intorno
allimpugnatura macchiandogli i denti della bocca urlante.
Tutti i soldati avevano scaricato le loro armi da fuoco sui mercanti in
fuga e sebbene non fossero lenti nel ricaricare, non potevano comunque
tener testa a uno spadaccino. Questo era il guaio con i soldati della Corona.
Si affidavano troppo ai loro moschetti, che andavano bene per spaventare le
indigene, ma non erano molto efficaci con un attaccabrighe che aveva

imparato a lottare nelle taverne di Bristol.


Il soldato successivo stava ancora manovrando il moschetto per puntarlo
su di me quando lo spedii allaltro mondo con due colpi definitivi. Lultimo
fu il primo a far partire un secondo colpo. Me lo sentii fischiare di fianco al
naso e reagii con un moto inconsulto prendendogli a sciabolate il braccio
finch il poveretto non lasci cadere il moschetto e, in ginocchio, implor
che lo risparmiassi con laltra mano alzata e io lo zittii affondandogli la
punta della sciabola nella gola. Si accasci con un gorgoglio nel sangue che
inzuppava la sabbia intorno al suo corpo. Io finalmente potei riprendere
fiato e sostai l dovero ansimante, accaldato in quella veste troppo pesante,
ma soddisfatto dessermi ben comportato. E quando Bonnet mi ringrazi
dicendo: Per la grazia di Dio, signore, voi mi avete salvato. Accogliete la
mia infinita gratitudine! non era Edward Kenway, il pecoraio di Bristol,
luomo che stava ringraziando. Io ero rinato a nuova vita. Ora ero Duncan
Walpole.
Stede Bonnet si rivel non solo privato di un equipaggio, ma anche privo
di talento di navigatore. Io avevo impedito che la sua nave fosse sequestrata
dagli inglesi, ma in cambio la sequestrai io stesso. In comune avevamo
almeno una cosa. Eravamo diretti entrambi allAvana e la sua imbarcazione
era veloce. Bonnet era un po troppo loquace, ma di buona compagnia, cos
ripartimmo insieme in una condizione di reciproco vantaggio. Per il
momento.
Piazzatomi al timone gli chiesi qualcosa di s. Mi si rivel ricco ma
nervoso, evidentemente attratto da tecniche pi, diciamo, discutibili per
fare ancora pi soldi. Tanto per cominciare non faceva che pormi domande
sui pirati.
Battono per lo pi il Canale Sopravento tra Cuba e Hispaniola, gli dissi
sopprimendo un sorriso mentre pilotavo la sua goletta.
Non credo di dovermi preoccupare dei pirati, aggiunse. La mia nave
piccola e non trasporto niente di eccessivo valore. Canne da zucchero e i
suoi derivati. Melassa, rum, questo genere di cose.
Io risi pensando alla mia ciurma. Non esiste pirata al mondo che

trascurerebbe una botte di rum.


LAvana era circondata da una foresta verdeggiante e da alti palmizi, le
cui lussureggianti fronde ondeggiavano dolcemente nella brezza come
invitando la nostra goletta a entrare nel porto. I bianchi edifici di pietra con
le tegole rosse della cittadina brulicante di attivit erano cadenti, scoloriti
dal sole ed erosi dal vento.
Attraccammo e Bonnet si dedic subito al suo lavoro, che era quello di
mantenere rapporti amichevoli con i nostri ex nemici spagnoli, cosa che
faceva ricorrendo alla pi antica della diplomazia: vendere loro la sua
merce.
Mi diede limpressione di conoscere la citt, cos invece di
avventurarmici da solo, aspettai che completasse la sua missione
diplomatica e accettai quindi di accompagnarlo a una taverna. Mentre
camminavamo riflettei che luomo che ero stato in passato, Edward
Kenway, sarebbe stato ansioso di arrivarci. Avrebbe avuto gi una gran sete.
Invece io non avevo un forte desiderio di mettermi a bere e su questo
meditai mentre percorrevamo le vie dellAvana, serpeggiando in mezzo alla
gente che le affollava, osservati con sospetto dai vecchi seduti nellombra
degli androni. Io mi ero limitato ad assumere un nome diverso e indossare
vestiti diversi, ma era come se mi fosse stata data una seconda occasione di
diventare be un uomo. Come se Edward Kenway fosse una prova
generale dai cui errori trarre profitto. Mentre Duncan Walpole fosse luomo
che avevo sempre desiderato essere.
Arrivammo a destinazione e laddove le taverne del passato di Edward
erano luoghi bui con il soffitto basso e le ombre che guizzavano e
danzavano sulle pareti, posti dove gli uomini parlavano dallangolo della
bocca curvi sui loro boccali, sotto il cielo cubano scintillava un locale
allaperto gremito di marinai con la pelle coriacea e i muscoli tonici dei
lunghi mesi trascorsi in mare, corpulenti mercanti, tutti ovviamente amici
di Bonnet, e gente del luogo: uomini e bambini con ceste di frutta da
vendere, donne che cercavano di vendere se stesse.
Un marinaio sporco e brillo mi guard storto quando mi misi a sedere

mentre Bonnet scompariva in cerca del suo contatto. Forse per quel
marinaio non avevo una faccia simpatica, erano situazioni a cui mi ero
abituato dopo quello che mi era successo con Blaney; o forse era un
moralista a cui non era piaciuto che avessi fregato la birra a un ubriaco
addormentato.
Posso aiutarti, amico? chiesi da sopra lorlo del mio boccale.
Il marinaio schiocc le labbra. Guarda guarda, un gallese in terra di
Spagna, biascic. Io sono inglese, qui ad ammazzare il tempo in attesa
dessere richiamato in servizio allo scoppio della prossima guerra.
Io arricciai il labbro superiore. Bel colpo di fortuna per il buon re
Giorgio, eh? Ad avere una spugna come te a sventolare la sua bandiera.
Questa non gli and gi. Oi, avanzo di galera, disse. Vidi la saliva
luccicargli sulle labbra quando si sporse verso di me e mi soffi in faccia
lodore rancido di birra vecchia di una settimana. Ho ben gi visto la tua
faccia, giusto? Tu eri con quei pirati gi a Nassau, vero?
Immobile, controllai velocemente con lo sguardo Bonnet, che sedeva
lontano da me girato dallaltra parte, poi il resto dei presenti. Non sembrava
che nessun altro avesse sentito. Ignorai il marinaio ubriaco accanto a me.
Il mio interlocutore si protese ancor di pi in avanti invadendo
maggiormente la mia faccia. Sei tu, vero? Sei
La sua voce cominci a salire di volume. Un paio di marinai al tavolo
accanto si girarono a guardarci.
S che sei tu, vero? Quasi gridando adesso.
Mi alzai, lo sollevai di peso e lo schiaffai contro il muro.
Chiudi il becco prima che te lo riempia di piombo. Mi hai sentito?
Lui mi guard imbambolato. Se aveva udito le mie parole, aveva
evidentemente scelto di ignorarle. Socchiuse gli occhi, mi mise a fuoco e
disse: Edward, giusto?
Merda.
Il modo pi efficace di zittire un marinaio dalla lingua troppo lunga in
una taverna dellAvana sgozzarlo. Tra i sistemi alternativi cerano una
ginocchiata tra le gambe e quello che misi in pratica io. La testata.
Lo legnai in faccia con la fronte e le sue parole successive morirono su

un letto di denti sbriciolati mentre scivolava sul pavimento senza pi


muoversi.
Bastardo, sentii dire dietro di me e quando mi girai mi trovai faccia a
faccia con un secondo marinaio paonazzo. Spalancai le braccia. Ehi, non
vado in cerca di guai.
Ma non bast a scongiurare il destro che mi arriv al volto. Dopodich
mi ritrovai a cercare di tener docchio altri due marinai in arrivo attraverso
una spessa cortina rossa di dolore. Tirai a vuoto e trovai un bersaglio,
guadagnando secondi preziosi per recuperare. Esumai in quel momento
lEdward Kenway rimasto sepolto dentro di me. Perch in qualunque
angolo del mondo ti trovi, sia Bristol o lAvana, una rissa da osteria una
rissa da osteria. Dicono che la pratica rende perfetti e sebbene non arrivi a
sostenere di essere perfetto, le tecniche di combattimento che avevo messo
a punto durante la mia malvissuta giovent ebbero la meglio e in pochi
attimi i tre marinai erano ammassati in un mucchio di braccia e gambe e
mobili fracassati e buoni per il focolare.
Mi stavo ancora spolverando quando sentii il grido: Soldati! E nel
momento successivo mi ritrovai a fare due cose: una fu correre a perdifiato
per le strade dellAvana nel tentativo di sottrarmi a uomini dal volto livido,
armati di moschetto; la seconda fu cercare di non perdermi.
Riuscii in entrambi miei intenti e pi tardi ritrovai Bonnet alla taverna,
solo per scoprire che non solo i soldati si erano presi il suo zucchero, ma
anche la borsa che avevo sottratto a Duncan Walpole. La borsa che stavo
portando a Torres. Merda.
Perch la perdita dello zucchero di Bonnet, la potevo accettare. Ma
quella della borsa no.

25
LAVANA uno di quei posti dove puoi oziare senza dare troppo nellocchio.
E questo intendo in un giorno normale. In un giorno in cui impiccano dei
pirati, in particolare nella piazza dove avvengono le esecuzioni non solo
oziare previsto, ma addirittura incoraggiato. Lalleanza tra inglesi e
spagnoli era forse instabile, ma cerano alcune questioni sulle quali
entrambi i Paesi concordavano pienamente. Per esempio nellodio che
avevano nei confronti dei pirati. E a entrambi piaceva vederli appesi.
Dunque sul patibolo davanti a noi cerano tre bucanieri con le mani
legate, il cappio al collo e gli occhi dilatati dalla paura.
Con loro cera lo spagnolo che chiamavano El Tiburn, lo squalo, un
omone barbuto con occhi da oltretomba. Un uomo che non parlava mai
perch non poteva: era muto. Io spostai lo sguardo da lui sui condannati.
Scoprii allora di non poterli osservare a lungo, mentre pensavo: per
grazia dIddio se non sono lass anchio
Noi comunque non eravamo l per loro. Io e Bonnet ce ne stavamo con
la schiena appoggiata a uno scalcinato muro di pietra nel tipico
atteggiamento di chi non ha niente di meglio da fare che contemplare
distrattamente la folla in attesa dellesecuzione, per niente interessato ai
pettegolezzi che si scambiavano sottovoce i soldati spagnoli l vicino. Oh,
no, assolutamente.
Sei sempre dellidea di andare a dare unocchiata al carico che abbiamo
confiscato ieri sera? Mi hanno detto che ci sono anche delle casse di
zucchero inglese.
Aye, prese al mercante delle Barbados.
Duncan, bisbigli Bonnet parlandomi dallangolo della bocca, stanno
parlando del mio zucchero.
Io risposi con unocchiata e un cenno del capo ringraziandolo della
traduzione.
Poi i soldati si misero a parlare della rissa avvenuta la sera prima alla
taverna. Intanto dal palco un ufficiale spagnolo annunciava lesecuzione del

primo malcapitato, declamando i suoi crimini e finendo con: Sei quindi


condannato a essere impiccato per il collo finch sopraggiunga la morte.
A un suo segnale El Tiburn abbass una leva, la botola si apr, il
condannato precipit nel vuoto e la folla esclam: Ooh.
Io mi costrinsi a guardare fino in fondo la cerimonia dellesecuzione e,
nellosservare i tre corpi dondolanti, mi ritrovai a trattenere il fiato nel caso
che quella storia delle viscere rilasciate fosse stata vera. I corpi sarebbero
stati messi in mostra in giro per la citt. Era una scena in cui io e Bonnet ci
eravamo gi imbattuti nei nostri viaggi. Da quelle parti non cera molta
tolleranza per i pirati e si voleva che tutto il mondo lo sapesse.
Io avevo caldo nella mia veste, ma in quel momento fui felice di quel
mascheramento.
La nostra spedizione alla forca ci aveva fornito linformazione che ci
serviva, perci ce ne andammo. Il carico era al Castillo. Dunque era quella
la nostra meta.

26
IL grigio muro di pietra che sinnalzava davanti a noi era imponente.
Oscurava veramente il sole o era solo unillusione? Fatto sta che nella sua
ombra ci sentivamo sperduti e intirizziti come due bambini abbandonati.
Sia detto a onore dei cubani, o degli spagnoli, o di chiunque fosse il
responsabile della costruzione del grandioso Castillo de los Tres Reyes del
Morro, che sapevano come edificare una fortezza da brividi. Vecchio di
centocinquantanni, era stato costruito per durare e tutto lasciava pensare
che sarebbe stato ancora l dopo altri centocinquantanni. Mi girai a
guardare il mare e lo immaginai bombardato dalle bordate di un manof
war. Che effetto avrebbero potuto avere le palle dacciaio dei cannoni su
quei bastioni? mi chiesi. Non molto.
Io comunque non avevo a disposizione un manofwar. Io avevo un
mercante di zucchero. Dunque mi serviva qualcosa di pi ingegnoso per
garantirmi un ingresso. A mio vantaggio cera il fatto che nessuno con un
po di buonsenso avrebbe voluto essere allinterno di quelle mura arcigne,
perch quello era il posto dove i soldati spagnoli strappavano con la tortura
le confessioni ai loro prigionieri e forse eseguivano anche esecuzioni
sommarie. Solo uno sciocco avrebbe voluto entrare l dentro, dove non
arrivava la luce del sole, dove nessuno poteva sentirti urlare di dolore.
Detto questo, lo stesso non che si potesse entrarci come se nulla fosse.
Oi, amico, sai indicarci dov la stanza dove hanno messo il bottino? Ho
perso una borsa piena di documenti importanti e un cristallo dallaspetto
strano.
Che Dio ringrazi dunque le prostitute. Non perch mi sentissi eccitato,
ma perch avevo visto un modo per entrare entrare nella fortezza,
intendo. Quelle belle di notte, che sedevano su una fortuna, be, loro
avevano buoni motivi per essere dallaltra parte di quelle mura, dunque chi
meglio di loro per farci entrare?
Hai bisogno di unamica, gringo? Hai bisogno di una donna? mi chiese
una di loro, scivolandomi incontro in unondeggiare di seno e fianchi,

labbra rosse rubino e occhi tenebrosi pieni di promesse.


Io laccompagnai qualche passo pi in l allontanandomi dalle mura del
castello.
Come ti chiami? domandai.
Seor?
Parli inglese?
No, no inglese.
Sorrisi. Ma loro una lingua universale, vero?
S, risult che Ruth, questo era il suo nome, lo parlava benissimo.
Altrettanto dicasi per la sua amica Jacqueline.
Bonnet si aggirava nei nostri paraggi con aria furtiva. Mi incaricai delle
presentazioni e pochi minuti dopo ci presentavamo con non poca audacia
al portone principale del castello.
L giunti mi voltai a guardare linvisibile linea di confine che separava la
vivace e calorosa animazione dellAvana dalla mole della fortezza, quasi che
il suo spirito vitale fosse tenuto a bada dalle mura e dalle alte torri del
Castillo, che irradiava unatmosfera di malvagit, come i mitici mostri che
secondo i racconti dei marinai vivevano negli abissi inesplorati degli oceani
pi profondi, mastodontici e mortali. Smettila, dissi a me stesso. Mi stavo
facendo prendere dalla tremarella. Avevamo un piano. Era ora di vedere se
eravamo capaci di metterlo in pratica.
Nel ruolo di rozza guardia del corpo, bussai alla porticina e aspettammo
che qualcuno ci aprisse. Uscirono due soldati spagnoli con le baionette
montate sui moschetti e ci osservarono a lungo dallalto in basso, prima me
e Bonnet, poi, con espressioni particolarmente lascive, Ruth e Jacqueline.
Io recitai la mia parte. Feci il duro. Ruth e Jacqueline recitarono la loro
parte. Fecero le donnine sensuali. A Bonnet toccava il ruolo dellinterprete
per rivolgersi ai soldati nella loro lingua, che io non capivo molto bene, cos
che solo in seguito fui messo a conoscenza della conversazione nella sua
interezza.
Salve, esord, temo che nessuna delle mie due amiche parli spagnolo,
perci mi stato chiesto di parlare per loro e il mio collega, aggiunse
indicando me, qui per garantire la loro sicurezza.

Bugia! Trattenni il fiato con la brutta sensazione che sulla nostra testa ci
fosse uninsegna che proclamava la nostra disonest. Bugia!
I soldati guardarono le ragazze che, corroborate dai quattrini ricevuti per
non parlare di qualche bicchiere di rum, si esibirono in moine sensuali in
maniera cos professionale che chiunque avrebbe pensato che lo facessero
per mestiere. Non fu per sufficiente a convincere le guardie, che stavano
per scacciarci e ritirarsi nel ventre del grigio bestione di pietra, quando
Bonnet pronunci il nome magico: El Tiburn. Le ragazze erano state
chiamate da El Tiburn, il boia in persona, spieg, al che le guardie
impallidirono scambiandosi unocchiatina nervosa.
Lo avevamo visto allopera poche ore prima, se ben ricordi. Non ci vuole
molto a manovrare una leva, ma richiede un certo come vogliamo
chiamarlo? Lato oscuro dellanima? Insomma, una dose di coscienza buia
per abbassare la leva che apre la botola attraverso la quale tre uomini
precipitano verso la loro morte. Era per questo che bastava il solo nome di
El Tiburn per incutere paura nella gente.
Con una strizzata docchio Bonnet aggiunse che al boia piacevano le
ragazze portoghesi. E Ruth e Jacqueline, continuando nella loro parte,
fecero risolini e spedirono bacetti e si aggiustarono i seni in maniera
provocante.
El Tiburn il braccio destro del governatore, il suo braccio della
legge, disse sospettoso uno dei soldati. Che cosa vi fa pensare che sia al
Castillo?
Io deglutii a vuoto. Mi sentii il cuore premere contro le costole e rivolsi a
Bonnet unocchiata non del tutto amichevole. Belle informazioni aveva
raccolto.
Mio buon soldato, disse lui sorridendo, pensi davvero che questa
richiesta avrebbe lapprovazione del governatore Torres? Se il governatore
dovesse scoprire che frequenta le prostitute, El Tiburn dovrebbe cercarsi
un nuovo impiego. Quanto poi a farlo in luoghi di propriet governativa
A quel punto Bonnet guard da una parte e dallaltra e i due soldati si
protesero verso di lui per ascoltare nuovi segreti.
inutile che vi dica, signori, riprese Bonnet, che essere in possesso di

questa informazione vi mette in una posizione, come dire, pi che mai


delicata. Daltra parte ora voi siete a conoscenza di certe circostanze
riguardo El Tiburn, che non dimentichiamo luomo pi pericoloso
dellAvana, per proteggere le quali sarebbe disposto a pagare, se non
addirittura e qui fece una pausa per dar pi peso alle sue ultime parole
forse a uccidere. Come deciderete di regolarvi a proposito
dellinformazione di cui ora siete in possesso determiner senza dubbio il
livello della gratitudine di El Tiburn. Sono stato chiaro, signori?
A me sembrava di sentire un cialtrone che sparava fesserie, per parve
che le sue fandonie avessero effetto sulle due sentinelle, che alla fine si
fecero da parte e ci lasciarono entrare.
E noi entrammo.
Il refettorio, disse una delle guardie indicandoci i camminamenti che
si affacciavano sul cortile in cui ci trovammo appena varcata la soglia. Dite
loro che state cercando El Tiburn e vi indicheranno come raggiungerlo. E
dite a queste signore di comportarsi bene per non rischiare di rivelare
involontariamente il vero scopo della loro presenza qui.
Bonnet li gratific del suo miglior sorriso untuoso, salutandoli con un
inchino e rivolgendo un cenno di capo a me mentre sincamminava. Ci
allontanammo lasciandoci alle spalle due guardie abbindolate. La mia
prima fermata era nella stanza dove avevano trasportato il bottino, cos
lasciai gli altri e salii le scale nella speranza di dare limpressione dessere un
lecito inquilino della fortezza. Per fortuna era tutto molto tranquillo, a
parte le sentinelle cerano pochi militari in giro. Per la maggior parte erano
riuniti al refettorio.
Io procedetti direttamente alla stanza del bottino dove mi lasciai quasi
andare a unesclamazione di gioia nel trovare intatta la borsa con tutti i
documenti e il cristallo. La intascai e mi guardai intorno. Che diamine! Per
essere una stanza del bottino era dannatamente vuota. A parte un sacchetto
con poche monete doro (che finirono nella mia tasca) cerano le casse di
zucchero di Bonnet. Ma non era previsto che le recuperassimo. Spiacente,
Bonnet, ma le casse avrebbero dovuto aspettare.
Pochi minuti dopo ero di nuovo da loro: avevano deciso di non

arrischiarsi a entrare nel refettorio ed erano rimasti invece ad aspettarmi in


ansia sul camminamento. Bonnet fu troppo felice di vedermi riapparire per
chiedermi dello zucchero, un piacere che sarebbe stato rimandato a tempi
migliori, e asciugandosi nervosamente sudore dalla fronte ci precedette gi
per i gradini, tornando nel cortile dove le nostre amiche guardie si
scambiarono unocchiata perplessa nel vederci arrivare.
Ah, di ritorno molto presto
Bonnet si strinse nelle spalle. Abbiamo chiesto al refettorio, ma nessuno
ha visto El Tiburn. Pu darsi che ci sia stato un errore. Forse i suoi
desideri sono stati soddisfatti altrove
Diremo dunque a El Tiburn che siete stati qui, dichiar una delle
guardie.
Bonnet annu. S, per favore. Ma ricordate, siate discreti.
Le due guardie promisero di rispettare il suo ammonimento e una delle
due si tocc persino la guancia di fianco al naso. Con loro il nostro segreto
sarebbe stato al sicuro.
Pi tardi, al porto, non lontano dalla nave di Bonnet, gli consegnai le
monete doro che avevo preso al Castillo. Mi sembr doveroso, per
ricompensarlo dello zucchero che aveva perduto. Non ero tutto mascalzone
dalla testa ai piedi, sai?
Oh, non stata una perdita cos grave, disse lui, che per accett la
borsa.
Ti tratterrai a lungo? gli chiesi.
Qualche settimana, s. Poi di nuovo alle Barbados, al tedio della
quotidianit.
Non ti rassegnare al tedio, ribattei, punta su Nassau. Vivi la vita per
cui ti senti tagliato.
A quel punto era gi salito sulla passerella e il nuovo equipaggio che
aveva raccolto si preparava a issare le vele.
Non ho sentito forse dire in giro che Nassau brulica di pirati? mi
apostrof ridendo. Mi sembra un posto assai rozzo.
Io ci pensai su. Pensai a Nassau.

No, rozzo no, risposi. Liberato.


Sorrise. Oh, mio Dio, questa s che sarebbe unavventura. Per no, no.
Sono un padre e un marito, ho delle responsabilit. La vita non pu essere
tutta piaceri e distrazioni, Duncan.
Io mi dimenticai per un momento la nuova identit che avevo assunto e
provai un brivido di senso di colpa. Bonnet non aveva fatto altro che
aiutarmi. Non so che cosa mi prese in quel momento. Il rimorso, forse.
Fatto sta che glielo rivelai.
Ehi, Bonnet. Il nome vero Edward. Duncan solo di comodo.
Ah fece lui sorridendo. Un nome segreto per il tuo abboccamento
segreto con il governatore
S, il governatore, confermai. Giusto. Credo di averlo fatto aspettare
abbastanza.

27
ANDAI direttamente alla residenza del governatore Torres, un grande
palazzo protetto da mura a strapiombo e cancelli di ferro, ben lontano dalla
baraonda dellAvana. Buongiorno, dissi alle sentinelle. Il signor Duncan
Walpole dInghilterra in visita al governatore. Credo che mi stia
aspettando.
S, signor Walpole, entrate prego.
Pi facile di cos
I battenti del cancello cigolarono, un rumore da torrida giornata estiva, e
io entrai e per la prima volta ebbi il piacere di vedere come viveva laltra
met. Dappertutto cerano palme e statue e nellaria risuonava il gorgoglio
di acqua corrente, un netto contrasto con la fortezza, opulenza laddove cera
austero rigore, accoglienza laddove cera minaccia.
Durante il breve tragitto a piedi le due sentinelle mi seguirono a
rispettosa ma vigile distanza e con il mio scarso spagnolo riuscii a cogliere
qualche frammento dei loro bisbigli: apparentemente ero in ritardo di un
paio di giorni; apparentemente ero un asesino, un assassino, e cera qualcosa
di strano nel modo in cui pronunciavano quella parola. Nel modo in cui la
rimarcavano.
Io camminai con le spalle squadrate, il mento ben alto, pensando che
avrei avuto bisogno di ricorrere al mio sotterfugio ancora per poco. Mi era
piaciuto essere Duncan Walpole, avevo goduto di un senso di liberazione
nel lasciarmi Edward Kenway alle spalle e cerano stati persino momenti in
cui avevo meditato di dargli il benservito per sempre. Cerano senza dubbio
certi aspetti di Duncan che avrei voluto conservare, dei souvenir, dei
ricordini, tanto per cominciare la sua tunica, e anche la sua tecnica di
combattimento. Il suo portamento.
In quel momento tuttavia ci che desideravo soprattutto era la sua
ricompensa.
Arrivammo in un cortile che ricordava vagamente quello della fortezza,
solo che se al Castillo era un tetro piazzale di pietra dominato da bui

camminamenti, quello era unoasi di sculture e piante rigogliose, e le


gallerie dai fregi pregiati incorniciavano un cielo di un blu intenso in cui
brillava il sole in lontananza.
L cerano gi due uomini, entrambi ben vestiti, uomini di classe e
distinzione, notai immediatamente. Pi difficili da ingannare. Vicino a loro
cera unesposizione di armi. Uno dei due stava puntando una pistola a un
bersaglio. Laltro stava pulendo la sua.
Quello che stava per sparare si gir verso di noi sentendoci arrivare, l
per l contrariato dallinterruzione, ma subito ricomposto con una lieve
scossa delle spalle. Socchiuse un occhio in linea con il mirino della pistola e
premette il grilletto.
Lo sparo echeggi in tutta la corte. Giunsero applausi dagli uccelli
sorpresi. Dal centro preciso del bersaglio, che aveva tremato leggermente
sul suo treppiede, sal un filo di fumo. Luomo rivolse al suo compagno un
sorriso sornione e ricevette in risposta un ammirato inarcarsi delle
sopracciglia, nel vocabolario in uso tra i facoltosi. Dopodich rivolsero
entrambi la loro attenzione su di me.
Tu sei Duncan Walpole, dissi a me stesso e cercai di non lasciarmi
intimorire dai loro sguardi penetranti. Tu sei Duncan Walpole. Un uomo
pericoloso. Un loro pari. Qui dietro invito del governatore.
Buongiorno, signore! Luomo che stava pulendo la pistola mi rivolse
un sorriso amichevole. Aveva lunghi capelli ingrigiti e legati dietro la nuca
e sul volto i segni di molte ore di esposizione alle brezze marine. Sarei nel
giusto se pensassi che siete Duncan Walpole?
Ricordai il modo in cui parlava Walpole. Da persona istruita.
Lo sareste senzaltro, risposi e la mia voce suon cos falsa alle mie
stesse orecchie che maspettai che spianasse l per l la pistola su di me
ordinando alle guardie di arrestarmi seduta stante.
Come avevo immaginato, disse invece e, sempre con quel sorriso
raggiante sulle labbra, venne avanti offrendomi una mano robusta come
una quercia. Woodes Rogers. Lusingato.
Woodes Rogers. Avevo sentito parlare di lui e il pirata che era in me
impallid, perch Woodes Rogers era il flagello di quelli come me. Ex

corsaro, aveva dichiarato il suo odio per tutti coloro che si erano dati alla
pirateria e aveva giurato di guidare spedizioni allo scopo di annientarli. Un
pirata come Edward Kenway gli sarebbe piaciuto solo appeso a una forca.
Ma tu sei Duncan Walpole, ricordai a me stesso, e lo guardai dritto negli
occhi mentre gli stringevo con fermezza la mano. Non un pirata, oh, no.
Non sia mai. Un suo pari. L giunto dietro invito del governatore.
Quel pensiero per quanto confortante mi si avvizz nella mente nel
vederlo fissarmi con una certa perplessit. Il suo sorriso si affievol
assumendo una piega vagamente interrogativa, come se avesse avuto un
pensiero ma non fosse sicuro se fosse il caso di esternarlo.
Devo dire che mia moglie proprio un disastro nel dare descrizioni,
comment, cedendo evidentemente alla curiosit.
Prego?
Mia moglie. Lavete conosciuta anni fa al ballo mascherato di Percy.
Ah, certo
Vi aveva definito diabolicamente fascinoso. Ovviamente una bugia per
ingelosirmi.
Io risi come se fosse stata una battuta divertente. Dovevo sentirmi offeso
per il fatto che non mi riteneva diabolicamente fascinoso? O dovevo essere
contento che la conversazione fosse stata sviata su altri argomenti?
Con gli occhi sulla sua pistola, propendetti per la seconda opzione.
Fui allora presentato al secondo uomo, un francese dallaria riservata e
dai modi diffidenti di nome Julien DuCasse, che mi chiamava ospite
donore e parl di non so quale Ordine a cui avrei dovuto aderire. Di
nuovo fece riferimento a un assassino. E di nuovo con una strana enfasi
che non riuscii a decodificare.
Asesino Assassino.
Mi stava interrogando sulla sincerit della mia conversione allOrdine
e la mia mente torn a quella frase della lettera di Walpole: Il vostro
appoggio al nostro segreto e alla nostra nobilissima causa ci conforta.
Di che segreto e nobile causa si stava parlando, dunque?
Non sono venuto a deludervi, risposi con qualche titubanza. La verit
era che non avevo la pi pallida idea di che cosa stesse farneticando. Io

volevo solo consegnare la borsa con una mano e ricevere un sacchetto


rigonfio doro nellaltra.
In caso contrario, volevo prendere il largo, perch avevo la netta
sensazione che la mia frode stesse per essere smascherata da un momento
allaltro. Alla fine fu un sollievo quando sul volto di Woodes Rogers
riapparve il sorriso, senza dubbio lo stesso che gli distendeva le labbra al
pensiero di nodi scorsoi intorno al collo di un pirata. Mi cal una manata
sulla schiena e volle assolutamente che partecipassi al tiro a segno.
Felice di accontentarlo. Qualunque cosa pur di distogliere i loro pensieri
da me, mentre contemporaneamente li intrattenevo in conversazione.
Come sta vostra moglie, capitano Rogers? Si trova qui allAvana?
Trattenni il fiato preparandomi al brutto colpo della sua possibile
risposta: Oh, s! Anzi, eccola che arriva! Tesoro, ti ricordi di Duncan
Walpole, vero?
Oh, no, disse invece. Sono due anni che siamo separati.
Mi spiace sentirvelo dire, commentai io pensando che avevo appena
ricevuto uneccellente notizia.
Confido che stia bene, continu lui, con una punta di nostalgia nella
voce che riaccese per un attimo una scintilla di ricordo del mio perduto
amore, ma non saprei con sicurezza. Sono stato per quattordici mesi in
Madagascar a dare la caccia ai pirati.
Cos avevo udito. Intendete Libertalia, la citt pirata?
Secondo la leggenda, il capitano William Kidd vi si era fermato nel 1697
ed era ripartito con solo la met del suo equipaggio, perch gli altri suoi
uomini erano stati sedotti dal richiamo di unutopia piratesca il cui motto
era per Dio e per la libert, con laccento su libert. Avrebbero
risparmiato la vita ai prigionieri, ridotto le uccisioni al minimo, diviso
equamente tutte le spoglie senza privilegi di rango o grado.
Sembrava troppo bello per essere vero ed erano molti quelli che
pensavano che fosse un posto di fantasia, ma a me avevano assicurato che
esisteva davvero.
Rogers stava ridendo. Quello che ho visto in Madagascar era poco pi
degli strascichi di una triste orgia. Un miserabile covo di ruffiani. Persino i

cani randagi se ne vergognavano. Quanto alla trentina di uomini che ci


vivevano, non saprei dire se erano degli straccioni, visto che per la maggior
parte non avevano abiti addosso. Erano inselvatichiti, come si suol dire
Pensai a Nassau, dove comportamenti cos abbietti non sarebbero stati
tollerati almeno non prima del calar delle tenebre.
E che cosa avete fatto di costoro? chiesi con convincente candore.
Molto semplice. I pirati sono in genere ignoranti come scimmie. Mi
sono limitato a offrire loro una scelta, accettare un perdono e tornare in
Inghilterra senza un soldo ma liberi, o essere appesi per il collo fino al
sopraggiungere della morte. Si dovuto lavorare un po per sradicare i
criminali da quel posto, ma alla fine ce labbiamo fatta. In futuro spero di
utilizzare la stessa tattica in tutte le Indie Occidentali.
Ah, ribattei, immagino che la vostra prossima meta sia Nassau.
Molto perspicace, Duncan. Complimenti. In effetti appena torner in
Inghilterra ho intenzione di presentare a re Giorgio la richiesta di diventare
suo emissario alle Bahamas. Come governatore, nientemeno.
Dunque cos era. Nassau era veramente la sua prossima mossa. Il luogo
che avevo cominciato a considerare come mia dimora spirituale era sotto
minaccia. Forse di una batteria di cannoni, forse di palle di moschetto, o
forse solo della punta di una penna. Ma sempre minaccia era.
Riuscii a far bella figura di me al tiro a segno e mi sentii alquanto
soddisfatto di come me lero cavata. Cos i miei pensieri tornarono alla
ricompensa. Appena avessi avuto i miei soldi sarei tornato a Nassau e l
giunto avrei avvertito Edward e Benjamin che al famigerato Woodes Rogers
era venuta la fissa della nostra piccola repubblica pirata. E stava venendo ad
attaccarci.
E fu allora che aprirono una scatola e sentii Rogers dire: Fantastico.
Siete un ottimo tiratore, Duncan, abile con la pistola quanto lo siete con la
vostra lama nascosta nel polso, immagino.
Lama nascosta nel polso, pensai distrattamente io. Lama nascosta nel
polso?
Se solo ne avesse una, mormor DuCasse mentre io esaminavo una
collezione di lame segrete dentro la scatola scoperchiata, lame in tutto e per

tutto uguali a quelle che avevo con tanta riluttanza lasciato sulla spiaggia di
Buena Vista. Duncan, dove sono le vostre lame? Non ho mai visto un
Assassino cos mal attrezzato.
Ecco di nuovo quella parola.
Ah, danneggiate, purtroppo, irrecuperabili, mi giustificai.
DuCasse mi indic quelle dentro la scatola. Sceglietevene di nuove,
allora, mi invit con ospitale generosit. Ed era colpa del suo forte accento
francese o aveva volutamente fatto in modo che il tono suonasse pi come
di minaccia che offerta?
Mi domandai da dove provenissero quelle lame. Da altri assassini,
ovviamente. (Ma quanto pareva cera assassino e Assassino.) Walpole era
stato un Assassino, ma con lintenzione di convertirsi. Un traditore? E che
cosera questo Ordine al quale aveva in animo di aderire?
Ecco dei souvenir, stava dicendo Julien.
Pugnali di uomini morti. Presi una delle lame. Mand un lampo di luce e
i suoi lacci mi scivolarono lungo il braccio. Fu allora che capii. Volevano
che la usassi. Volevano vedermi in azione. Che fosse per mettermi alla
prova o solo per divertimento non aveva importanza. In ogni caso
desideravano una dimostrazione di efficienza nelluso di unarma che mi
era totalmente sconosciuta.
Passai immediatamente dallessermi congratulato con me stesso per
essermi sbarazzato di quellarma gocciolante di sangue (mi avrebbe
tradito!) a maledirmi per non averla tenuta (avrei potuto esercitarmi e a
quellora avrei saputo usarla con la giusta competenza!)
Squadrai le spalle sotto la veste di Duncan Walpole. Un impostore. Ora
dovevo essere lui. Dovevo diventare lui in tutto e per tutto.
Mi guardarono legarmi la lama allavambraccio. Una fievole battutina
sulla mancanza di esercizio ottenne per risposta risatine educate ma per
nulla divertite. Lasciai che la manica mi scivolasse sulla mano e, mentre
camminavamo,
cominciai
a
flettere
le
dita,
muovendo
contemporaneamente il polso in cerca del meccanismo che faceva scattare
la lama.
Il giorno in cui avevamo combattuto, la lama di Walpole era bagnata.

Chiss, forse era veramente danneggiata. Quella che mi ero agganciato al


polso, ben lubrificata e lucida, sarebbe stata sicuramente pi arrendevole,
no?
Era quello che pregavo. Immaginavo la faccia che avrebbero fatto se non
fossi stato capace di farla funzionare.
Siete sicuro di essere quello che dite di essere?
Guardie!
Mi ritrovai a cercare distinto la via di fuga pi vicina. E non solo quello:
rimpiangevo anche di non aver lasciato quella dannata borsa di documenti
dove lavevo trovata, rimpiangevo di non aver lasciato perdere Walpole. Che
cosa cera che non mi andava nella vita di Edward Kenway? Ero povero, ma
almeno ero vivo. Al momento sarei potuto essere a Nassau a progettare
arrembaggi con Edward e a lustrarmi gli occhi guardando Anne Bonny, la
barista dellOld Avery.
Edward mi aveva sconsigliato di mettermi con il capitano Bramah.
Appena gliene avevo accennato, subito mi aveva avvertito che Bramah era
fonte di guai. Perch diavolo non gli avevo dato retta?
La voce di Julien DuCasse interruppe i miei pensieri.
Duncan, disse con pronuncia strascicata, volete farci omaggio di una
dimostrazione della vostra tecnica?
Mi stavano mettendo alla prova. Ogni loro domanda, ogni loro
provocazione era un modo per indurmi a dar prova del mio coraggio. Fino
a quel momento mi ero tirato indietro. Non con grande onore, ma mi ero
tirato indietro.
Intanto eravamo usciti dal cortile e ci trovavamo in quella che sembrava
una zona di esercitazioni di nuova costruzione, con alte palme a
fiancheggiare un viale erboso, in fondo al quale cerano dei bersagli davanti
a quello che appariva da lontano come un laghetto ornamentale,
scintillante come un vassoio azzurro.
Vidi muoversi delle ombre dietro i tronchi squamosi delle palme. Altre
guardie, nel caso avessi tentato la fuga.
Abbiamo allestito un piccolo percorso di guerra in previsione del vostro
arrivo, spieg Rogers.

Io deglutii a vuoto.
I miei compagni si misero in disparte, in attesa. Rogers aveva ancora con
s la pistola, distrattamente impugnata nella mano, ma con il dito sul
grilletto, e Julien aveva posato la destra altrettanto distrattamente
sullimpugnatura della sua spada. Dietro gli alberi le guardie erano
immobili. Mi sembr che persino il ronzio degli insetti e il cinguettio degli
uccelli si fossero spenti.
Sarebbe un peccato andarcene da qui senza avervi visto in azione.
Woodes Rogers sorrise ma i suoi occhi erano gelidi.
E la mia fortuna sfacciata mi aveva messo a disposizione lunica arma
che non sapevo usare.
Non fa niente, mi dissi. Sono capace di farli fuori comunque.
Per il vecchio attaccabrighe bristoliano che cera in me quei due non
erano nientaltro che un qualsiasi paio di meschine donnicciole davanti a
una taverna. Pensai a quando avevo guardato combattere Walpole, con
perfetta cognizione di tutto ci che gli era intorno. Pensai a come avrei
potuto neutralizzare quei due e avventarmi sulle guardie pi vicine prima
che avessero il tempo anche solo di alzare il moschetto. S, lo potevo fare,
coglierli di sorpresa
Ora era il momento, pensai. Ora.
Assunsi la posizione giusta e spostai il braccio allindietro per far partire
il primo pugno.
E la lama scatt.

28
GRAN bel colpo, Duncan, si compliment Rogers battendo le mani. Io
guardai lui e poi DuCasse, prima di abbassare gli occhi sullombra che
proiettavo nellerba. Avevo assunto una posa molto teatrale nel far scattare
la lama. Ma soprattutto credevo daver capito come avevo fatto. Una
tensione dei muscoli che coinvolgeva insieme braccio superiore e
avambraccio
Sensazionale, comment DuCasse. Mi si avvicin, mi prese il braccio e
con una mano azion un meccanismo, poi, con grande attenzione, la pos
aperta sulla lama respingendola dolcemente nel suo alloggiamento.
Mostratecelo di nuovo, minvit.
Senza staccare gli occhi da lui, indietreggiai di un passo e assunsi
nuovamente la posa di poco prima. Questa volta non ebbi bisogno di essere
assistito dalla fortuna e anche se non sapevo bene che cosa stavo facendo
ero pi che certo che avrebbe funzionato. Non chiedermi come lo sapessi.
Cos era e basta. E infatti: snick. La lama schizz fuori e scintill micidiale
nel sole pomeridiano.
Un po di rumore, mi scusai sorridendo, mentre ritrovavo un po della
mia impertinenza. Idealmente non bisognerebbe sentire nulla. Per il resto
vanno benissimo.
Lesame fu interminabile ma alla fine mi ritrovai a esibirmi pi per il mio
piacere personale che per rassicurare loro. La prova si concluse, le guardie
scomparvero da dietro gli alberi e persino DuCasse, che indossava la sua
diffidenza come una vecchia giacca prediletta, mi diede limpressione
dessersi rilassato. Usciti finalmente dalla zona di giardino allestita per le
esercitazioni, prese a parlarmi come a un vecchio amico.
Gli Assassini vi hanno preparato bene, Duncan, disse.
Gli Assassini, pensai. Dunque cos che si chiama questo gruppo.
Walpole ne aveva fatto parte ma intendeva tradire i suoi fratelli, da quello
sporco leccasentine che evidentemente era stato.
Ma tradirli per cosa? Questo era linterrogativo.

Avete scelto il momento perfetto per staccarvi da loro.


Correndo un notevole rischio, intervenne Rogers. Tradire gli
Assassini non mai salutare.
Be, dissi io con una certa spocchia, nemmeno bere rum, eppure un
pericolo al cui richiamo non so resistere.
Lui rise mentre io mi rivolgevo a DuCasse.
E voi come mai vi trovate qui, signore? Siete una nuova acquisizione
dellentourage del governatore? O un conoscente come me?
Ah, per la verit sono come vogliamo metterla? Un commerciante
darmi. Tratto armamenti catturati.
Una specie di contrabbandiere, precis Rogers.
Armi da fuoco, da taglio, granate. Qualunque cosa possa uccidere un
uomo, io ce lho e sono pronto a vendere, spieg il francese.
Intanto avevamo raggiunto la terrazza dove posai per la prima volta lo
sguardo sul governatore Torres.
Era sulla settantina, ma non grasso come sono solitamente i ricchi. Tolto
il pizzetto ben spuntato la pelle della sua faccia era scura e rugosa, sotto
radi capelli bianchi pettinati in avanti. Con una mano sul fornello di una
pipa dal lungo cannello, esaminava attraverso un paio di occhialetti rotondi
la corrispondenza che reggeva nellaltra mano.
Non alz la testa, non subito. A sorvegliare i dintorni cera un uomo
barbuto, grande e grosso, che attendeva paziente alla sua destra a braccia
conserte, immobile come una delle statue che cerano in giardino e dieci
volte pi solido.
Naturalmente lo riconobbi subito. Il giorno prima lo avevo visto
mandare a morte tre pirati e per giunta quella sera avevo finto di
procurargli un paio di prostitute. Era El Tiburn, lo spagnolo, e per quanto
dovessi essermi ormai abituato a essere messo sotto meticoloso esame da
chi mi ospitava, mi sentii trapassare da parte a parte dai suoi occhi.
Sottoposto al suo penetrante scrutinio, mi sentii maledettamente certo che
non solo avesse parlato alle guardie del Castillo, ma che avesse da loro
ottenuto una mia descrizione particolareggiata e che quindi da un
momento allaltro avrebbe alzato un dito tremante, me lo avrebbe puntato

addosso e avrebbe preteso di sapere per quale ragione fossi salito alla
fortezza.
Gran maestro Torres.
Era stato Rogers a rompere il silenzio.
arrivato il signor Duncan Walpole.
Torres gir la testa e mi guard da sopra gli occhialetti. Annu, quindi
pass la sua lettera a El Tiburn, e io ringraziai Dio che lo avesse fatto,
perch almeno cos El Tiburn stacc gli occhi da me.
Eravate atteso la settimana scorsa, disse Torres, ma non
particolarmente irritato.
Le mie scuse, governatore, risposi. La mia nave stata trattenuta dai
pirati ed stata affondata. Sono arrivato solo ieri.
Lui mosse la testa, pensieroso. Sono dispiaciuto per voi. Ma avete
potuto salvare dai pirati gli articoli che mi avete promesso?
Annuii. Una mano vi consegna la borsa, pensai, laltra prende il denaro, e
intanto mi tolsi da sotto la veste la piccola bisaccia da caccia, mi chinai e la
lasciai cadere su un tavolino allaltezza delle ginocchia di Torres. Lui tir
una boccata dalla sua pipa, poi apr la borsa e ne tolse le mappe. Io
naturalmente le avevo viste, ma non ci avevo capito niente. N per me
aveva alcun senso il cristallo. Le une e laltro ne avevano invece per Torres.
Non cera alcun dubbio.
Incredibile, mormor tra il meravigliato e lammirato. Questi
Assassini hanno pi risorse di quanto avessi immaginato
Prese quindi il cristallo osservandolo dagli occhi socchiusi dietro le lenti
mentre se lo rigirava tra le dita. Quellornamento o qualunque cosa fosse
be, non era certo un ornamento per lui.
Ripose carte e cristallo nella borsa e richiam con un gesto El Tiburn,
che saffrett a prenderla dalle sue mani. Dopodich il governatore mi offr
la destra e strinse la mia pompandola con energia mentre parlava.
un gran piacere potervi finalmente conoscere, Duncan, dichiar.
Siete pi che benvenuto. Venite, signori. Richiam anche gli altri.
Abbiamo molto di cui discutere. Andiamo
Cincamminammo, un gruppo di amici in buona compagnia.

Ancora nessun accenno a quella dannata ricompensa. Merda. Mi stavo


compromettendo sempre di pi sempre pi a fondo in qualcosa con cui
non volevo aver niente a che fare.

29
ERAVAMO in piedi intorno a un grande tavolo in una stanza privata del
palazzo: io, Torres, El Tiburn, DuCasse e Rogers.
El Tiburn, che rimaneva accanto al suo padrone, aveva in mano un
astuccio lungo e sottile simile a una scatola da sigari. Era la mia
immaginazione, o avevo i suoi occhi sempre addosso? Aveva forse intuito
qualcosa o qualcuno gli aveva messo una pulce nellorecchio? Signore,
qualche ora fa venuto alla fortezza uno strano individuo in tunica a
cercarvi.
Ma mi sembrava improbabile. A parte lui, tutti gli altri erano rilassati, e
chiacchierarono amabilmente mentre accettavano i bicchieri che Torres
distribuiva ai suoi ospiti. Da buon padrone di casa, il governatore si
preoccup dapprima che tutti gli invitati fossero stati serviti, ma io mi
domandai perch non ci fosse della servit a occuparsi di loro, ma poi
credetti daver capito: era per via della natura della ragione per cui eravamo
l. Latmosfera era di serenit, almeno per il momento, ciononostante Torres
non aveva trascurato di piazzare una sentinella prima di chiudere la porta
con un gesto che mi parve volesse dire: Qualunque cosa sar detto in
questa stanza sar solo per le nostre orecchie, il tipo di gesto che mi stava
facendo sentire sempre pi a disagio, rincrescendomi di non aver soppesato
abbastanza bene quella frase nella lettera che parlava del mio sostegno alla
loro nobilissima causa.
Sar meglio che me lo ricordi la prossima volta che mi vien voglia di fare
limpostore, mi rimpRoverai: tieniti alla larga dalle nobili cause.
Specialmente se nobili e segrete.
Intanto per avevamo ricevuto tutti i nostri bicchieri ed era arrivato il
momento del brindisi. Finalmente convenuti, disse Torres. E in una cos
continentale assemblea Inghilterra, Francia, Spagna cittadini di imperi
tristi e corrotti.
A un segnale di Torres, El Tiburn si avvicin, apr lastuccio che reggeva
e lo pos sul tavolo. Vidi una fodera di velluto rosso e uno scintillio

metallico. Qualunque cosa fosse, doveva essere di grande importanza e cos


si dimostr nel momento in cui, spentosi il sorriso che aveva sulle labbra e
affiorata nei suoi occhi una luce pi sinistra di quella che fino a poco prima
aveva addolcito la sua espressione, Torres diede inizio a un cerimoniale
evidentemente meritevole della massima seriet.
Ma ora siete Templari, stava dicendo. I veri e segreti legislatori del
mondo. Le vostre mani, prego.
Latmosfera conviviale divent improvvisamente solenne. Tutti posarono
i bicchieri. Io maffrettai a spostarmi di un passo vedendo che gli altri si
erano disposti a intervalli regolari intorno al tavolo. Dopodich feci come
mi era stato richiesto, protendendo la mano. Templari, pensavo intanto,
ecco cosa sono.
E anche se adesso sembra strano, mi rilassai. Mi sentii pi tranquillo
nella convinzione che la loro congrega non fosse niente di pi sinistro di
una qualsiasi societ segreta. Uno stupido circolo come tanti altri stupidi
circoli, pieni di sciocchi illusi e presuntuosi, i cui grandiosi obiettivi (i veri
e segreti legislatori del mondo ma sentili!) erano aria fritta, una scusa
per bisticciare di titoli e inezie privi di significato.
Quali potevano essere i loro puerili interessi? Conclusi che non
mimportava. Perch avrei dovuto occuparmene? Come pirata avevo
rinunciato a tutte le leggi eccetto quelle della pirateria. La mia libert era
assoluta. Ero governato da delle regole, naturalmente s, ma erano le regole
del mare e rispettarle era una questione di necessit, di sopravvivenza, e
non di conquista di rilevanza sociale ed esibizione di fronzoli e fusciacche.
Mi chiesi quali potessero essere i loro attriti con gli Assassini, e conclusi che
anche di quello non mimportava un fico secco.
Dunque cos , mi rilassai. Non li presi sul serio.
Torres infil al dito di DuCasse il primo anello. Segnati e ricorda il
nostro proposito. Guidare tutte le anime traviate verso la retta via.
Un secondo anello fu infilato al dito di Rogers. Disciplinare tutti i
desideri traviati finch i cuori tumultuosi saranno placati.
Aria fritta, pensai. Nientaltro che banali declamazioni prive di
significato. Nessun altro proposito che riconoscere al loro portavoce

unautorit immeritata. Ma guardali a pendere dalle sue labbra come se le


sue parole esprimessero concetti ponderati. Uomini stupidi, cos rintronati
dallallucinazione della propria importanza da non rendersi conto che non
andava pi in l delle mura di quel palazzo.
Non importa niente a nessuno, amici miei. A nessuno importa della
vostra societ segreta.
A quel punto Torres si rivolse a me e minfil al dito il terzo anello.
Guidare tutte le menti indocili a pensieri giusti e sobri, disse.
Sobri, pensai io. Era proprio tutta da ridere.
E allora guardai lanello che mi aveva messo al dito e allimprovviso mi
pass la voglia di ridere. Allimprovviso non vedevo pi in quei Templari
una stupida societ segreta senza alcuna influenza al di fuori delle mura
delle loro dimore, perch al mio dito cera lo stesso anello che portava
Benjamin Pritchard, il capitano della nave della Compagnia delle Indie
Orientali; lo stesso anello che portava luomo incappucciato, alla testa degli
uomini che avevano incendiato la fattoria di mio padre; due individui che
entrambi mi avevano avvertito dellattiva presenza di poteri grandi e
terribili. E allimprovviso stavo pensando che quali che fossero gli attriti che
quelle persone avevano avuto allora con gli Assassini, io stavo dalla parte
degli Assassini.
Al momento tuttavia avrei preso tempo.
Alla luce della consapevolezza, annunci Torres, che il nostro lavoro
abbia inizio. Molti decenni fa il consiglio mi affid il compito di localizzare
nelle Indie Occidentali un luogo dimenticato che i nostri precursori
chiamavano un tempo Osservatorio. Guardate qui
Sul tavolo aveva dispiegato i documenti che El Tiburn aveva preso dalla
borsa.
Guardate queste immagini e stampatevele nella memoria, continu
Torres. Raccontano una storia assai antica e importante. Da due decenni
ormai mi sforzo di trovare questo Osservatorio Il luogo dove si dice sia
custodito uno strumento di incredibili utilit e potere. Diciamo che ospita
una specie di sfera armillare, se preferite. Uno strumento che ci
garantirebbe la capacit di individuare e monitorare ogni uomo e donna

sulla faccia della terra, dovunque si trovi.


Cercate di immaginare che cosa significherebbe essere in possesso di
un simile potere. Con questo strumento non ci sarebbero pi segreti fra gli
uomini. Nessuna bugia. Nessun inganno. Solo giustizia. Pura giustizia.
questo che promette lOsservatorio. E noi dobbiamo impadronirci della sua
promessa.
Fu dunque allora che venni a sapere per la prima volta dellOsservatorio.
Sappiamo dove si trova? chiese Rogers.
Lo sapremo presto, ripose Torres. Perch abbiamo in custodia lunica
persona che lo sa. Un uomo di nome Roberts. Una volta chiamato Saggio.
DuCasse emise una risatina derisoria. Sono passati quarantacinque
anni dallultima volta che si visto un vero Saggio. Possiamo essere sicuri
che sia autentico?
Noi riteniamo che lo sia, dichiar Torres.
Verranno senzaltro gli Assassini a cercarlo, comment Rogers.
Io guardai i documenti sul tavolo. Disegni di quelli che sembravano
individui di unantica razza intenti a costruire qualcosa, presumibilmente
lOsservatorio. Schiavi che spaccavano rocce e trasportavano enormi
blocchi di pietra. Sembravano esseri umani, ma non umani del tutto.
Una cosa sapevo: si andava formando un piano. QuellOsservatorio che
tanta importanza aveva per i Templari. Quanto poteva valere? O meglio
ancora: che valore poteva avere per un uomo che progettava di vendicarsi
delle persone che avevano raso al suolo la casa in cui era nato e cresciuto?
Sul tavolo cera ancora il piccolo cubo di cristallo. Come gi avevo fatto
sulla spiaggia di Buena Vista mi soffermai a chiedermi cosa potesse essere.
Poi guardai Torres che lo raccoglieva mentre contemporaneamente
rispondeva a Rogers.
prevedibile che gli Assassini vengano a cercarci, ma grazie a Duncan
e alle informazioni che ci ha riferito gli Assassini non saranno un problema
ancora per molto. Tutto sar chiarito domani, signori, quando conoscerete
voi stessi il Saggio. Fino ad allora beviamo.
Il governatore ci indic un altro tavolo su cui erano disposti dei bicchieri
e mentre erano tutti girati dallaltra parte, io mi feci sparire velocemente in

tasca una pagina sottratta ai documenti, quella su cui cera un disegno


dellOsservatorio.
Giusto in tempo prima che Torres si girasse a offrirci i bicchieri pieni.
Che possiamo trovare insieme lOsservatorio, perch grazie al suo
potere, cadranno sovrani, singinocchieranno i prelati e i cuori e le menti
del mondo saranno alla nostra merc.
Bevemmo.
Bevemmo insieme, anche se sono sicuro che bevemmo in omaggio a
propositi molto diversi.

30
PER il giorno dopo mi era stato chiesto di incontrarmi con i miei fratelli
Templari al Porto Nord della citt, dove si diceva che sarebbe arrivata la
flotta del tesoro con la mia ricompensa, dopodich avremmo ripreso la
discussione sui progetti per il futuro.
Annuii, desideroso di dare limpressione di essere un membro
volenteroso, pronto a complottare con i miei nuovi, ardimentosi amici
quello che i Templari erano intenti a complottare, ovvero linezia dessere in
grado di influenzare ogni uomo e donna sulla faccia della terra. Per la
verit, quello che avevo in mente di fare io, resti tra te e me, era intascare i
quattrini, porgere le mie scuse e andarmene. Ero ansioso di spendere i miei
soldi e condividere le informazioni che avevo raccolto con i miei
confederati di Nassau, per poi trovare lOsservatorio, razziare tutto quello
che cera da razziare e contribuire allannientamento di quei Templari.
Prima per dovevo incassare i miei soldi.
Buongiorno, Duncan, mi sentii salutare da Woodes Rogers al porto.
AllAvana era una mattina fresca, a unora in cui il sole non aveva ancora
raggiunto la sua piena temperatura e dal Golfo del Messico soffiava una
brezza leggera.
Io mi avvicinai a Rogers, ma in quel mentre udii una voce gridare:
Edward! Ciao, Edward!
Per un secondo pensai che si trattasse di un caso di errore di persona, al
punto che mi ritrovai a girare la testa per vedere chi fosse questo Edward.
Poi rammentai. Edward ero io. Lo stupido Edward che, spinto da un
irragionevole senso di colpa, aveva confessato il suo segreto al pi grande
pettegolo dellAvana a nome Stede Bonnet.
Ho trovato chi disposto a comprare lo zucchero che mi rimasto, mi
grid Bonnet. Un gran bel colpo di fortuna, devo dire.
Io risposi con un cenno della mano che voleva dire eccellente notizia,
sentendomi addosso gli occhi di Rogers.
Vi ha appena chiamato Edward, comment il mio compagno. Sulle sue

labbra era riapparso il sorriso incuriosito che gli avevo visto il giorno
prima.
Oh, quello il mercante che mi ha portato qui, spiegai io con un
cospiratoria strizzatina dellocchio. Per prudenza gli ho dato un nome
falso.
Ah ben fatto, comment Rogers.
Ma per niente convinto.
Fui ben contento di uscire dallarea principale del porto e poco dopo io e
Rogers fummo raggiunti dallo stesso gruppo di Templari con cui ci
eravamo riuniti il giorno prima al palazzo di Torres. Ci scambiammo
strette di mano nel luccichio degli anelli della nostra fratellanza ancora
freschi sulle nostre dita e incrociammo cenni dintesa con la testa. Fratelli.
Fratelli uniti in una societ segreta.
Dopodich Torres ci guid a una fila di piccole baracche di pescatori
davanti alle quali erano ormeggiate delle barche a remi. Non cera ancora in
giro nessuno. Avevamo quella piccola zona del porto tutta per noi, come
era evidentemente nelle intenzioni di Torres, che ci condusse alla baracca
in fondo alla fila, guardata a vista da due sentinelle. Dentro, seduto su una
cassa rovesciata, con la barba lunga e gli abiti a brandelli e unespressione
derelitta ma fiera negli occhi, cera il Saggio.
Guardai i miei compagni cambiare atteggiamento. Come sul volto del
Saggio sembravano coesistere in conflitto sconfitta e bellicosit, cos mi
sembr di vedere i Templari dibattuti tra piet e soggezione.
Eccolo qui, disse Torres a bassa voce, quasi con riverenza, che se ne
fosse accorto o no. Un uomo a cui per pi di dieci anni hanno dato la
caccia Templari e Assassini insieme.
Si rivolse al Saggio.
Mi dicono che il vostro cognome Roberts. cos?
Roberts, o il Saggio, o comunque si chiamasse, non disse niente. Fiss
Torres con astio e tacque.
Senza distogliere gli occhi dal Saggio, Torres alz una mano a livello
della spalla. In essa El Tiburn pos il cubo di cristallo preso dalla mia
borsa. Di nuovo quel cubo di cristallo. Chiss che cosera. Ma stavo per

scoprirlo.
Riconoscete questo, credo, disse Torres al Saggio.
Non una parola dalla bocca di Roberts. Il Saggio non diceva niente.
Forse sapeva che cosa laspettava. Intanto Torres fece un altro gesto e gli fu
portata una seconda cassa rovesciata sulla quale si sedette davanti al Saggio,
da uomo a uomo, solo che uno dei due era il governatore dellAvana e laltro
era un prigioniero vestito di stracci e con le mani legate.
Fu verso quelle mani legate che Torres si protese, applicando il cubo di
cristallo a un pollice del Saggio.
I due uomini si fissarono per un momento. Vidi le dita di Torres
armeggiare sul pollice del saggio e poco dopo vidi affiorare dal dito del
prigioniero una gocciolina di sangue che cadde a riempire il cubo.
Non ero ben sicuro di che cosa stesse accadendo. Il Saggio non diede
limpressione di provare dolore, mentre i suoi occhi passarono in rassegna i
presenti, uno a uno, me compreso, fissandoci con tanta ferocia che dovetti
resistere alla tentazione di fare un passo indietro.
Perch mai avevano bisogno del sangue di quel poveretto? Che cosa
aveva a che fare con lOsservatorio?
Secondo la tradizione che ci stata tramandata, per entrare
nellOsservatorio c bisogno del sangue di un Saggio, mi bisbigli
DuCasse come se mi avesse letto nel pensiero.
Loperazione era terminata e Torres si rialz, un po scosso, mostrando a
tutti noi il piccolo contenitore di cristallo. Colpito dalla luce, il cubo pieno
di sangue nella sua mano emise un bagliore rossastro.
Abbiamo la chiave, annunci. Ora ci serve conoscerne lubicazione.
Forse il signor Roberts vorr fornircela.
Richiam le guardie.
Traducetelo a palazzo.
Linquietante procedura si era conclusa e io fui ben felice di lasciarmi alle
spalle quella scena cos poco rassicurante per tornare nella zona principale
del porto, dove era arrivato un veliero. Quello che trasportava il tesoro,
speravo. Con avida trepidazione, lo speravo.
Tante fatiche per scovare un solo uomo, commentai rivolgendomi a

Torres in un tono che mi sforzai di rendere il pi neutrale possibile. Ma


davvero lOsservatorio un cos grande trofeo?
Senzaltro, rispose lui. LOsservatorio uno strumento costruito dai
precursori. Il suo valore incommensurabile.
Pensai agli antichi che avevo visto nelle figure sui documenti. I
precursori di Torres?
Vorrei poter restare ad assistere al successo della nostra missione, disse
Rogers, ma devo assolutamente approfittare di questi venti e salpare per
lInghilterra.
Torres annu. Gli era riapparso negli occhi il luccichio di sempre.
Decisamente, capitano. Che il viaggio sia spedito e la fortuna vi
accompagni.
I due uomini si scambiarono una stretta di mano. Fratelli. Fratelli uniti
in una societ segreta. Poi lo stesso facemmo io e Rogers, prima che il
leggendario cacciatore di pirati si girasse e sincamminasse a continuare a
essere il flagello di tutti i bucanieri del mondo. Ci saremmo incontrati di
nuovo, lo sapevo. Anche se speravo che quel giorno arrivasse il pi tardi
possibile.
Intanto era arrivato uno dei marinai del veliero a consegnare a Torres
qualcosa che avrebbe potuto anche essere un sacchetto contenente i miei
quattrini. Non che fosse cos voluminoso come mi ero augurato.
Considero questo il primo pagamento di un investimento a lungo
termine, disse Torres allungandomi un sacchetto sospettosamente leggero.
Grazie.
Lo presi con circospezione sapendo dal peso che altro ancora era in
attesa, e con altro in attesa intendo non solo altri soldi, ma anche altre sfide
da affrontare.
Mi piacerebbe che domani foste presente allinterrogatorio. Presentatevi
verso mezzogiorno, mi raccomand Torres.
Dunque era chiaro. Per poter ricevere il resto del mio onorario era
necessario che vedessi di nuovo Torres terrorizzare il Saggio.
Il governatore se ne and e io mi trattenni per un momento al porto,
immerso nei miei pensieri, prima di incamminarmi per fare i miei

preparativi. Avevo preso una decisione. Avrei salvato la vita al Saggio.


E mi domando perch mai avessi deciso di salvare il Saggio. Voglio dire:
perch non ho semplicemente preso il denaro che mi era stato regalato, non
avevo mostrato un paio di tacchi lucidati di fresco e non avevo accettato un
passaggio a vele spiegate per Nassau? Perch non ero tornato da Edward,
Benjamin e godere dei piaceri dellOld Avery.
Mi piacerebbe dire che fu il nobile desiderio di liberare il Saggio, ma
cera qualcosa di pi. Il fatto che avrebbe potuto aiutarmi a trovare
lOsservatorio, quellinvenzione con cui governare sulla popolazione del
mondo. E quanto poteva valere una cosa come quella? Venduta alla
persona giusta, sarei diventato ricco sfondato, il pirata pi ricco di tutte le
Indie Occidentali. Sarei tornato da Caroline da uomo pi che facoltoso.
Dunque forse era stata soprattutto lavidit a farmi decidere di salvarlo. Ma
guardando indietro, forse cera stato anche il desiderio di portare a
compimento la missione che mi ero privatamente preposto.
In ogni caso fu una decisione che presto avrei rimpianto.

31
NOTTE. Le mura del palazzo di Torres formavano un contorno nero sotto
un cielo grigio senza stelle. Il frinire degli insetti era al colmo e soffocava
quasi del tutto lo sciacquio dellacqua corrente e il sommesso stormire delle
palme.
Con una rapida occhiata a destra e a sinistra, giunto a destinazione
allora giusta perch non ci fossero sentinelle presenti, flettei le dita e spiccai
il salto atterrando in cima al muro, dove rimasi accovacciato per un
secondo a controllare la respirazione e aspettare di sentire scalpiccio di
passi in corsa, grida di ehi! o il fruscio di spade che venivano sguainate
Poi, quando nulla accadde, quando nulla sentii oltre agli insetti,
allacqua, al bisbigliare del vento notturno tra gli alberi, mi lasciai cadere
allinterno dei giardini della residenza del governatore dellAvana.
Come un fantasma entrai nelledificio principale, dove procedetti rasente
i muri lungo il perimetro del cortile. Sullavambraccio destro avvertivo la
presenza rassicurante della mia lama nascosta e fissate al petto avevo le mie
pistole. Sotto la tunica avevo una corta sciabola appesa alla cintura e il
cappuccio mi copriva la testa e parte del volto. Mi sentivo invisibile. Mi
sentivo letale. Mi sentivo come se stessi per infliggere un duro colpo ai
Templari e arrivavo addirittura a pensare che, no, liberare il Saggio non
pareggiava i conti con il male che i loro fratelli mi avevano fatto, mai avrei
potuto trovare soddisfazione in cos poco, dunque era solo linizio. Una
prima rappresaglia.
Ma soprattutto avrei saputo dove si trovava lOsservatorio e ci sarei
arrivato prima di loro. E quello sarebbe stato un colpo molto, ma molto pi
duro. Quello avrebbe fatto male in profondit. Avrei pensato a quanto
aveva fatto male mentre avrei contato i miei soldi.
Avevo dovuto farmi guidare dalla logica per indovinare dove il
governatore tenesse i suoi prigionieri politici, ma posso compiacermi di
dire daverci preso. Era una piccola costruzione separata dal palazzo, dove
trovai un alto muro e

Che strano Come mai la porta aperta?


Entrai. Le torce infilate nelle loro staffe lungo i muri illuminavano la
scena di un massacro. Cerano quattro o cinque soldati riversi al suolo, con
la gola squarciata, con il rosso delle carni scoperto nei petti sfondati.
Dove fosse stato tenuto prigioniero il Saggio, non avevo idea. Una cosa
per era sicura: non si trovava pi l.
Sentii un rumore dietro di me troppo tardi per fermare il colpo ma in
tempo per evitare che andasse a segno e mi tuffai in avanti, cadendo
malamente al suolo, ma con la presenza di spirito di rotolare
contemporaneamente su me stesso. Lasta di una picca and a conficcarsi
nel pavimento nel punto dove mi trovavo io un istante prima. Alla sua altra
estremit cera un soldato sorpreso. Mi rialzai di scatto, lo afferrai per le
spalle e lo girai. Contemporaneamente spezzai lasta con un calcio e sullo
spezzone rimasto infilzai il mio aggressore.
Si dibatt come un pesce fuor dacqua, impalato, ma io non mi trattenni
ad ammirare gli spasmi della sua agonia. Mi si era gi lanciato addosso il
secondo soldato, traboccante della collera che ti riempie quando vedi
morire il tuo commilitone.
Ora, pensai, vediamo se questo aggeggio funziona tutte le volte che glielo
ordino.
Snick.
La lama segreta schizz fuori e incontrai lacciaio della sua con lacciaio
della mia, facendogli saltare la spada dalla mano e aprendogli la gola nella
sbracciata di ritorno. Estrassi la mia sciabola in tempo per parare il terzo
attaccante. Dietro di lui cerano due soldati armati di moschetto. Poco
distante cera anche El Tiburn, con la spada sguainata ma tenuta allaltezza
del fianco. Faceva da semplice spettatore. Vidi uno dei soldati fare una
smorfia e fu unespressione che riconobbi per averla gi vista sul volto degli
uomini saliti in coperta di una nave abbordata dalla mia.
Fece fuoco mentre affondavo la mia sciabola e la lama segreta nel corpo
del soldato che avevo davanti, inchiodandolo sulle lame e ruotandolo allo
stesso tempo. Il suo corpo gi morto sussult colpito dalla palla del
moschetto.

Lasciai andare il mio scudo umano, estrassi il pugnale che portavo


infilato sotto la cintura e pregai che la mia mira fosse buona come era
sempre stata dopo le innumerevoli ore in cui, ancora a casa, avevo
tormentato i tronchi degli alberi vicini lanciando coltelli.
Lo fu. Abbattei non gi il primo fuciliere, che gi tentava goffamente di
ricaricare in preda al panico, bens il secondo, che croll con limpugnatura
del pugnale che gli sporgeva dal petto.
In un lampo fui sul suo collega e lo colpii allo stomaco con il pugno della
mano da cui spuntava la mia lama nascosta, cosicch toss e mor su di essa.
Mentre estraevo la lama in uno spruzzo di gocce di sangue che descrissero
un arco nella notte, ruotai su me stesso per parare lattacco di El Tiburn.
Ma non ci fu attacco.
El Tiburn spezz il ritmo dello scontro e invece di lanciare subito il suo
attacco rimase tranquillo a passarsi languidamente la spada da una mano
allaltra prima di puntarla su di me.
Benissimo. Almeno non si sarebbero sprecate troppe parole durante il
nostro corpo a corpo.
Ringhiai e mi feci sotto, disegnando semicerchi nellaria con la sciabola
nella speranza di confonderlo, disorientarlo. La sua espressione non cambi
quasi per nulla e sostenne agevolmente il mio attacco con rapidi movimenti
di gomito e avambraccio. Era concentrato sulla mia mano sinistra, quella in
cui impugnavo larma, e prima che me ne rendessi conto, mi scalz larma
dalle dita insanguinate e potei solo guardare la mia sciabola roteare nellaria
prima di cascare per terra.
La mia lama allora. Si concentr su di essa sapendo che non ne avevo
dimestichezza. Alle sue spalle si erano raccolte altre guardie e sebbene non
capissi che cosa stavano dicendo, il senso dei loro commenti era ovvio: che
non ero in grado di affrontare El Tiburn, che la mia fine era questione di
secondi.
E cos fu. Lultimo dei suoi affondi termin con un colpo violento della
sua elsa sul mio mento e sentii i denti che mi si staccavano dalla bocca e
caddi in ginocchio con la testa che mi girava prima di piombare al suolo a
faccia in gi. Sentii sotto la veste il sangue che mi bagnava i fianchi come

sudore e quel po di energia combattiva che ancora mi era rimasta fu


consumata dal dolore.
El Tiburn mi piant uno stivale sulla lama bloccandomi il braccio e io
mi chiesi debolmente se fosse provvista di una fibbia a sganciamento
rapido, anche se a poco mi sarebbe servito, visto che la punta della sua
spada mi incideva il collo pronta al colpo di grazia
Basta cos, ordin qualcuno in tono autorevole. Sbirciando attraverso
una cortina di sangue vidi le guardie farsi da parte per cedere il passo a
Torres, seguito da presso da DuCasse. I due Templari spinsero via El
Tiburn con una spallata e il carnefice indietreggi con un quasi
impercettibile lampo di irritazione negli occhi, la stizza del cacciatore a cui
negata luccisione della sua preda. Sar sincero. Non ho provato tristezza
nel vederlo andar via.
Ansimando, prendendo roche boccate daria. Avevo la bocca piena di
sangue e dovetti sputare mentre Torres e DuCasse si accosciavano per
studiarmi come due medici che esaminano un paziente. Quando il francese
allung la mano verso il mio avambraccio pensai che volesse provarmi le
pulsazioni, mentre invece sganci la lama, sciolse i lacci con dita esperte e
la lasci cadere poco distante. Torres mi osserv e io mi domandai se fosse
veramente deluso come mi diceva la sua espressione, o se il suo
atteggiamento fosse una messinscena. Mi prese laltra mano, mi sfil
lanello dei Templari e se lo mise in tasca.
Qual il tuo vero nome, canaglia? mi chiese.
Ora che ero disarmato, mi concessero di alzarmi a sedere. Ehm, sono
be, il capitano Fottiti.
Sputai di nuovo, a un centimetro dalla scarpa di DuCasse, il quale
guard il fiotto di sangue e catarro e poi me. Nientaltro che un lurido
contadino, comment con disprezzo, e fece per colpirmi, ma Torres lo
trattenne. Si guardava intorno come cercando di contare i cadaveri sparsi
per il cortile.
Dov il Saggio? mi chiese. Sei stato tu a liberarlo?
Io non ho niente a che fare con quello che successo qui, per quanto
possa dispiacermene, riuscii a rispondere.

Per quel che ne sapevo il Saggio poteva essere stato liberato dai suoi
amici Assassini, o essere riuscito a evadere per conto proprio. In ogni caso
non cera pi, era lontano da l e in possesso dellunico segreto che tutti noi
volevamo: lubicazione dellOsservatorio. E la mia sortita era andata
sprecata.
Torres mi guard e lesse forse la verit nei miei occhi. La sua affiliazione
ai Templari ne faceva un mio nemico, ma cera qualcosa nel vecchio che mi
andava a genio, o che comunque rispettavo. Forse vide qualcosa in me,
forse ebbe la sensazione che non fossimo poi tanto diversi. Una cosa
certa: se la decisione fosse stata lasciata nelle mani di DuCasse, mi sarei
ritrovato a guardare le mie budella scivolare sul pavimento di quel cortile,
mentre invece Torres si alz e si rivolse ai suoi uomini.
Portatelo al porto. Mandatelo a Siviglia con la flotta del tesoro.
A Siviglia? si meravigli DuCasse.
S, rispose Torres.
Ma potremmo interrogarlo noi stessi, obiett DuCasse. Sentii nella
voce tutta la crudelt che cera nel suo sorriso. Sarebbe sicuramente un
piacere.
Ed proprio questo il motivo per cui intendo affidare questo compito
ai nostri colleghi in Spagna, dichiar con fermezza Torres. Spero che per
te non sia un problema, Julien?
Sebbene annebbiato dal dolore, percepii lirritazione che cera nella voce
del francese.
Non, monsieur, rispose.
Si tolse tuttavia il sommo piacere di farmi perdere i sensi con un calcio.

32
QUANDO mi svegliai ero sul pavimento di quello che doveva essere una stiva
di un galeone. Una nave grande, di quelle che si usavano per trasportare
gente. Ero bloccato da ceppi di ferro, grossi anelli inamovibili, di cui era
disseminato tutto il ponte, alcuni abbandonati sullassito, alcuni occupati.
Nella penombra intravedevo altri corpi poco distanti da me. Altri
uomini, a occhio e croce una decina, anchessi incatenati, ma in quali
condizioni mi era difficile capire giudicando solo dai lamenti e mugolii che
mi giungevano allorecchio. In fondo al ponte erano ammucchiati quelli che
pensai fossero gli effetti personali dei prigionieri: indumenti, stivali,
cappelli, cinturoni, bisacce e casse. In mezzo mi sembr di scorgere la mia
veste, ancora sporca e insanguinata dopo lo scontro nella palazzina della
prigione.
Ricordi quando ti dissi che i ponti inferiori hanno un odore proprio?
Ebbene, quella stiva ne aveva uno tutto suo. Odore di sconforto. Odore di
paura.
Sbrigati a mangiare, disse una voce e davanti ai miei piedi scalzi cadde
con un tonfo sordo una scodella di legno prima che gli stivali neri di una
guardia si allontanassero e vedessi la luce del sole penetrare da un
boccaporto mentre sentivo il rumore di qualcuno che saliva una scala di
legno.
Nella scodella cerano una galletta e qualche cucchiaiata di zuppa
davena. Non lontano sedeva un nero che, come me, stava osservando
dubbioso il contenuto della ciotola.
Hai fame? gli chiesi.
Lui non disse niente, non si mosse per prendere la zuppa. Si chin invece
e cominci a lavorare ai ceppi con unespressione di totale concentrazione.
Sulle prime pensai che stesse sprecando il suo tempo, ma mentre le sue
dita si muovevano, infilandosi tra piede e ferro, i suoi occhi si alzarono su
di me e, sebbene non avesse detto niente, mi parve di vederci la luce di una
sofferente esperienza. Si port le mani alla bocca e per un momento mi

sembr un gatto che si pulisce, ma poi immerse una mano nella zuppa
mescolandovi della saliva, che us quindi per lubrificare il piede stretto nel
ceppo.
A quel punto avevo capito che cosa stava facendo e osservai con
ammirazione e speranza la sua manovra guardandolo spalmarsi la zuppa
sul piede fino a renderlo abbastanza scivoloso da
Coraggio. Mi guard zittendo qualunque mio incoraggiamento prima
che mazzardassi a pronunciarlo, poi torse e contemporaneamente tir.
Se non fosse stato cos concentrato a fare silenzio, avrebbe urlato di
dolore, e il suo piede, quando fu liberato dal ferro, era coperto di un
nauseante miscuglio di sangue, saliva e zuppa davena. Ma era libero. E
comunque nessuno di noi due aveva voglia di mangiare la zuppa.
Alz brevemente lo sguardo in direzione della scala e aspettammo
entrambi con il cuore in gola di veder apparire una guardia, poi, quando
non accadde nulla, si mise a lavorare sullaltro piede e presto liber anche
quello. Piegato in due e con la testa inclinata su un lato, ascolt il rumore di
passi che sopra di noi sembravano avvicinarsi al boccaporto. Ma, grazie al
cielo, i passi proseguirono allontanandosi.
Ci fu un momento in cui temetti che mi avrebbe semplicemente lasciato
l. In fondo eravamo sconosciuti luno allaltro e lui non mi doveva niente.
Perch avrebbe dovuto sprecare tempo e rischiare la sua occasione di fuga
per aiutare me?
Ma io ero stato sul punto di lasciargli mangiare il mio rancio ed
evidentemente il mio gesto contava qualcosa, perch dopo un momento di
esitazione, forse domandandosi fino a che punto fosse saggio aiutarmi, mi
si avvicin carponi, controll che tipo di ceppi avevo ai piedi, poi
scomparve velocemente in una zona del ponte immersa nel buio e
riapparve con un mazzo di chiavi.
Mentre mi liberava mi disse di chiamarsi Adewal. Io lo ringraziai
sottovoce e mi massaggiai le caviglie. Qual il tuo piano, amico? gli
chiesi bisbigliando.
Rubare una nave, rispose semplicemente lui.
Lidea mi piacque. Prima per recuperai la mia tunica e le mie armi

segrete, aggiungendovi un paio di bretelle e una giacca di pelle.


Intanto il mio amico Adewal usava le chiavi per liberare i prigionieri. Io
ne staccai un altro mazzo da un chiodo appeso alla paratia e lo raggiunsi.
C una condizione per questo favore, dissi al primo uomo a cui tolsi i
ceppi. Navigherai con me.
Sono pronto a seguirti anche allinferno per questo, amico
Ora erano pi gli uomini liberati da quelli ancora in catene e forse sopra
di noi avevano sentito qualcosa perch allimprovviso il boccaporto si
spalanc e una prima guardia scese precipitosamente con la sciabola in
pugno.
Ehi! esclam, ma ehi fu lultima parola che usc dalle sue labbra. Io
mi ero gi allacciato la lama nascosta (e nel farlo avevo brevemente
riflettuto che, sebbene la indossassi da cos poco tempo, gi mi era
familiare, quasi che lavessi usata per anni) e con una flessione
dellavambraccio feci scattare il pugnale e avanzai di un passo e lo feci
assaggiare alla guardia, affondandoglielo nello sterno.
Non fu propriamente una mossa furtiva o raffinata. E lo pugnalai con
tanta forza che la doppia lama lo inchiod ai gradini uscendogli dalla
schiena finch non ebbi ritirato il braccio. Vidi allora gli stivali di un
secondo soldato e la punta della sua spada che arrivava in soccorso del
compagno. Questa volta non persi tempo e con un colpo orizzontale gli
aprii uno squarcio sotto le ginocchia. Il soldato url e precipit, perdendo
lequilibrio, perdendo la spada, con losso delle gambe esposto nella ferita da
cui il sangue sgorgava a fiotti.
Intanto lammutinamento aveva preso lo slancio definitivo e gli uomini
liberati corsero a recuperare i loro effetti personali, rivestendosi, armandosi
di sciabole e pistole, infilandosi gli stivali. Vidi scoppiare dei litigi, di gi,
ahim, su che cosa fosse di chi, ma non era il momento di fare da arbitro.
Bast un colpo di nocche a un orecchio e subito la nostra nuova milizia fu
pronta a entrare in azione. Sopra di noi sentimmo piedi in corsa e le grida
di panico in spagnolo delle guardie che si preparavano ad affrontarci.
Proprio in quellistante avvenne qualcosa di nuovo. La nave sussult
allimprovviso, investita da una spinta in cui riconobbi una folata di vento.

Incrociai lo sguardo con Adewal, che formul una parola con i movimenti
della bocca: Uragano.
Di nuovo la nave oscill colpita da una seconda raffica di vento. Dunque
dovevamo lottare contro il tempo, era indispensabile che la battaglia fosse
vinta in fretta, dovevamo impossessarci della nostra nave perch quei venti,
per quanto furiosi, non erano niente, assolutamente niente, in confronto
alla forza di un uragano vero e proprio.
Potevi calcolare quanto mancava al suo arrivo contando gli intervalli tra
le prime folate. Da che direzione stava sopraggiungendo, era possibile
vederlo a occhio nudo. E se eri un navigatore esperto, come ormai ero
diventato io, allora potevi sfruttare un uragano a tuo vantaggio. Dunque se
avessimo potuto direzionare al pi presto le vele, avremmo seminato
qualunque inseguitore.
Ed proprio cos che and: la paura delluragano era stata sostituita dalla
consapevolezza di poterlo usare a nostro beneficio. Sfruttare luragano e
seminare gli spagnoli. Poche parole allorecchio di Adewal e il mio nuovo
amico annu e cominci a informare gli altri del nostro piano.
Si aspettavano di certo di vederci emergere dal boccaporto principale. Si
aspettavano sicuramente un attacco disordinato e sguaiato attraverso il
boccaporto del cassero di poppa.
Che paghino dunque per averci sottovalutati.
Ordinai ad alcuni degli uomini di rimanere ai piedi delle scale a fare
rumore come se stessero preparando lattacco, quindi guidai gli altri a
poppa, dove facemmo irruzione nellinfermeria e salimmo nascostamente
la scala che portava in cambusa.
Pochi attimi dopo ci riversammo in coperta e, come previsto, cogliemmo
i soldati spagnoli impreparati, tutti girati dallaltra parte con i moschetti
puntati sul boccaporto del cassero di poppa.
Idioti. Poveri idioti inetti, che non solo ci offrivano la schiena, ma si
erano presentati armati di moschetto in una battaglia allarma bianca e per
questo pagarono trafitti nel ventre e sgozzati, e per qualche momento il
cassero di poppa fu un campo di battaglia nel quale approfittammo
spietatamente del vantaggio della sorpresa fino a quando, mentre

riprendevamo fiato e guardavamo i pochi superstiti buttarsi in mare in


preda al panico, ai nostri piedi giacquero solo spagnoli morti o morenti.
Anche a vele ammainate, unaltra raffica di vento fece dondolare
pericolosamente lo scafo. Luragano era alle porte. Vedemmo che sulle altre
navi ormeggiate appartenenti alla flotta del tesoro i soldati stavano
distribuendo picche e moschetti preparandosi a resistere al nostro attacco.
Noi avevamo bisogno di una nave pi veloce di quella su cui ci
trovavamo e Adewal ne aveva scorta una adatta ed era gi sulla passerella
per scendere sul molo alla testa di un gruppo dei nostri. I soldati che si
trovavano a terra furono annientati. Ci fu una salva di moschetti e alcuni
dei nostri uomini caddero, ma ormai stavamo gi correndo tutti verso il
galeone ormeggiato accanto al nostro, una gran bella nave, quella che
presto sarebbe stata mia.
E in pochi istanti fummo a bordo, proprio mentre il cielo si anneriva in
uno sfondo perfetto per una battaglia e si trasformava in un tenebroso
presagio di ci che sarebbe avvenuto.
Fummo sferzati dal vento, sempre pi forte, martellante. I soldati
spagnoli erano allo sbando, terrorizzati tanto dalla tempesta in arrivo
quanto dai prigionieri liberati, incapaci di sottrarsi allassalto di entrambi.
La battaglia fu sanguinosa e crudele, ma fin velocemente e il galeone fu
conquistato. Mi chiesi per un momento se Adewal non avrebbe preteso di
assumerne il comando, per il quale aveva ogni buon diritto: non solo
quelluomo mi aveva liberato, ma aveva guidato la carica grazie alla quale ci
eravamo impossessati di quella nave. E se avesse deciso di comandarla,
avrei dovuto rispettare il suo desiderio e trovarne unaltra per me
separandomi da lui.
Non and cos. Adewal voleva navigare con me come quartiermastro e
io gliene fui pi che grato, non solo per la fiducia che mi mostrava
accettando di servirmi, ma per non aver scelto di mettere in pratica altrove
i suoi talenti. Con Adewal mi assicuravo un fidato quartiermastro, un
uomo che non mi si sarebbe mai rivoltato contro finch mi fossi
comportato da capitano giusto e leale.
Lo capii gi allora, allinizio della nostra amicizia, quanto ne sono certo

ora dopo tanti anni passati insieme.


Ah, lOsservatorio. Certo, ci fu lOsservatorio a mettersi tra noi.
Salpammo appena furono sciolte le vele, su cui si avventarono le prime
propaggini della tempesta in arrivo. Mentre lasciavamo il porto folate
giunte di traverso ci sbatacchiarono e dal mio posto al timone vidi le altre
navi della flotta del tesoro che venivano aggredite da vento e pioggia. Da
principio i loro alberi oscillarono allimpazzata come pendoli fuori
controllo, poi, allintensificarsi del vento, cominciarono a urtarsi a vicenda.
Non avendo vele pronte da sciogliere, erano in balia degli elementi e mi
rincuor vederle fracassarsi luna contro laltra sotto i colpi di maglio
delluragano.
Intanto intorno a noi laria diventava sempre pi fredda. Vidi le nuvole
ammassarsi nel cielo a grande velocit e spegnere la luce del sole. Subito
dopo fummo investiti da vento, pioggia e schizzi di acqua di mare. Intorno
a noi le onde presero a gonfiarsi a vista docchio, montagne dacqua con le
cime schiumose, ciascuna in grado di annegarci se ci fosse piombata
addosso mentre scivolavamo da una profonda gola allaltra in mezzo ai
flutti imbizzarriti.
Il pollame fu spazzato via e fin in mare. Vidi uomini aggrappati a porte
e strutture. Udii le urla degli sventurati che venivano strappati dal vento e
scagliati nelle onde. Furono spenti tutti i fuochi della cambusa. Furono
applicate le serrette alle porte delle cabine e ai boccaporti. Solo i pi
coraggiosi e i pi esperti sazzardarono ad arrampicarsi sulle sartie per
cercare di governare le tele.
Lalbero di trinchetto si spezz e io temetti per il maestro e quello di
mezzana, che per ressero, per bont di Dio, e io rivolsi una muta lode a
quello scafo veloce e ardito che il fato aveva consegnato a noi.
Il cielo era una trapunta di nuvole nere attraverso le quali di tanto in
tanto passava un raggio di sole, quasi che il sole fosse un prigioniero dietro
sbarre di vapore acqueo, quasi che le intemperie volessero provocarci. Ma
noi viaggiavamo lo stesso, con tre uomini al timone e altri uomini appesi
alle sartie come per cercare di far volare un enorme, mostruoso aquilone,
nel disperato tentativo di continuare a precedere luragano. Rallentare

sarebbe stato come arrendersi. Arrendersi voleva dire morire.


Ma non morimmo, non quel giorno. Dietro di noi, al porto, il resto della
flotta del tesoro fu distrutto, eccetto che per una nave, solo una nave con un
equipaggio di prigionieri liberati, un equipaggio ridotto al minimo,
ununica nave che era riuscita a prendere il mare, governata da uomini che
avevano giurato la loro fedelt a me e ad Adewal e avevano accettato la
mia proposta di fare immediatamente rotta su Nassau. Finalmente tornavo
a Nassau, a rivedere Edward e Benjamin, a ridiventare cittadino della
repubblica dei pirati di cui sentivo tanta nostalgia.
Non vedevo lora di mostrare loro la mia nave. La mia nuova nave.
Lavevo battezzata Jackdaw.

33
Settembre 1715
HAI dato al tuo nuovo brigantino il nome di uno schifo di uccellaccio?
Fosse stato chiunque altro, avrei estratto la pistola o forse fatto scattare la
mia lama nascosta e gli avrei fatto rimangiare quelle parole. Ma era Edward
Thatch. Non ancora Barbanera, questo no. Doveva ancora farsi crescere in
faccia tutto quel pelo che gli avrebbe valso il suo pi famoso soprannome,
ma aveva tutta la prosopopea che era il suo marchio di fabbrica non meno
della barba a trecce e le micce che ci infilava dentro.
Era presente anche Benjamin. Sedeva con Edward sotto la vela che faceva
da telone davanti allingresso dellOld Avery, la taverna sulla collina
affacciata sul porto che era uno dei posti da me pi amati e la prima mia
tappa appena giunto a Nassau. Era stato con grande piacere che avevo visto
che Nassau non era minimamente cambiata: la fascia di oceano di un blu
purissimo a riempire il porto, le navi catturate lungo la costa con le
bandiere inglesi a sventolare in cima agli alberi, le palme, le baracche, il
possente Fort Nassau sopra di noi, la sua funerea bandiera che fluttuava
nella brezza proveniente da est. Sto mentendo. Era cambiata. Cera molta
pi gente di prima. Eravamo ormai in novecento fra uomini e donne,
scoprii, settecento dei quali pirati. Edward e Benjamin progettavano
saccheggi e bevevano, un bottino per ogni boccale.
Cera anche un altro pirata di mia conoscenza, James Kidd, di cui si
diceva che fosse figlio di William Kidd. Se ne stava per conto proprio, ma al
momento la mia attenzione era tutta dedicata ai vecchi amici e compagni di
scorrerie, che entrambi si erano alzati per salutarmi. L non cerano
formalit da rispettare, niente di quegli orpelli di educazione e decoro che
imbrigliano il resto della societ. A me era stato riservato un tipico
benvenuto piratesco, stretto in energici abbracci da Benjamin ed Edward, i
flagelli delle Bahamas, abbracci per che erano stati colmi di affetto, con
lacrime di gratitudine negli occhi nel rivedere un vecchio amico.

Perdio se non sei acqua dolce per occhi che bruciano di salmastro!
aveva esclamato Benjamin. Siediti, bevi con noi.
Edward stava studiando Adewal. Salve Kenway. Chi costui?
Adewal, il quartiermastro del Jackdaw.
Era stato quello il momento in cui Edward mi aveva preso in giro per il
nome che avevo dato alla mia nave, Jackdaw, che un uccellino nero della
famiglia dei corvi. Nessuno dei due aveva ancora detto niente della tunica
che indossavo, ma forse era un piacere che non mi sarebbe stato negato. Di
sicuro cera stato un momento, dopo i saluti, in cui entrambi mi avevano
osservato a lungo e cera da chiedersi se tanto meravigliato interesse fosse
per il mio abbigliamento o per quanto ero cambiato, perch in verit ero
comparso nella loro vita ancora ragazzo, ma da quelladolescente
irresponsabile e spaccone, figlio sciagurato, marito malato damore ma
inaffidabile mi ero trasformato in qualcosa di molto diverso, un uomo
pieno di cicatrici e temprato dalle battaglie, che non era pi cos
sconsiderato nei suoi sentimenti, cos prodigo con le sue emozioni, bens
per molti aspetti un uomo freddo, un uomo che teneva nascoste nel cuore
le sue passioni pi autentiche.
Forse era questo che vedevano i miei due vecchi amici. Forse stavano
prendendo nota della scorza che aveva fatto un uomo del ragazzino di un
tempo.
Stavo cercando marinai da prendere a bordo, dissi loro.
Ce ne sono a decine, mi rispose Edward, ma sii prudente. Un paio di
settimane fa arrivato un naviglio di soldati del re che hanno provocato un
bel po di confusione girando per le strade di Nassau come se ne fossero i
proprietari.
Questa notizia non mi piacque molto. Era di Woodes Rogers? Aveva
mandato unavanguardia a fare da testa di ponte? O cera unaltra
spiegazione? I Templari. Venuti a cercarmi, forse? O a cercare qualcosaltro.
Ora la posta in gioco era alta. Lo sapevo bene io. Avevo contributo non
poco a innalzarla.
Fatto sta che, nel reclutare altri uomini per il mio equipaggio, venni a
sapere qualcosa di pi della presenza degli inglesi alle Bahamas. Io e

Adewal parlammo con alcuni dei nostri compagni pirati che ci


raccontarono di aver visto i soldati fare i gradassi in giro per la citt con le
insegne del re. Gli inglesi volevano che ce ne andassimo, e questo era
pacifico, eravamo una spina dolorosa nel fianco di sua maest, una grande
e brutta macchia sul rosso vessillo. Ma la sensazione era che gli inglesi
stessero manifestando nei nostri confronti un interesse addirittura
maggiore di prima. Fu cos, che quando mincontrai di nuovo con Edward e
Ben, questa volta con laggiunta di James Kidd, allOld Avery, maccertai di
parlare lontano da orecchie indiscrete, pi attento che mai alla presenza di
volti a me sconosciuti.
Avete mai sentito parlare di un posto che chiamano lOsservatorio?
domandai loro.
Ci avevo pensato parecchio. Alludire quel nome, vidi un guizzo negli
occhi di James Kidd. Gli spedii unocchiata. Era giovane, sui diciannove o
ventanni, avrei detto, dunque un po pi giovane di me e, come me, una
testa calda. Cos, mentre Thatch e Hornigold scuotevano la testa, fu lui a
prendere la parola.
Aye, disse, ho sentito parlare dellOsservatorio. Una leggenda antica,
come quella dellEldorado e della Fonte dellEterna Giovinezza.
Li condussi a un tavolo dove, dopo aver guardato a destra e a sinistra ed
essermi assicurato di non vedere nei paraggi nessuna delle spie del re, posai
il foglio con il disegno che avevo trafugato dal palazzo di Torres. Sebbene
un po stropicciata, davanti a noi apparve limmagine dellOsservatorio, che
tutti e tre esaminarono con interesse, alcuni con pi interesse di altri.
Alcuni fingendo di essere meno interessati di quanto fossero in realt.
Coshai sentito? chiesi a James.
Pare che sia un tempio o un sepolcro. Che nasconde un non meglio
precisato tesoro.
Oh, andiamo, tuon Edward. Preferisci forse le favole alloro
sonante?
Edward, comera naturale: lui a cercare lOsservatorio non ci si sarebbe
mai messo. Era una cosa che sapevo fin dallinizio. Diavolo, lo sapevo
prima ancora di aver aperto bocca al riguardo. A lui interessavano tesori

che si potessero pesare su una bilancia, forzieri pieni di pezzi da otto,


arrugginiti dal sangue dei loro precedenti proprietari.
Vale molto di pi delloro, Thatch. Diecimila volte quanto potremmo
ricavare da una qualunque nave spagnola.
Anche Ben sembrava dubbioso, anzi, a volerla dir tutta il solo orecchio
che mi veniva prestato con attenzione era quello di James Kidd.
Rapinare il re per distribuire i suoi soldi ai suoi poveri il modo in cui
ci guadagniamo da vivere qui, ragazzo mio, lo ammon Ben. Batt un dito
sporco e incartapecorito sullillustrazione che avevo rubato al governatore.
Questa non una ricchezza, una fantasia.
Ma il suo valore potrebbe sistemarci per la vita intera.
I miei due vecchi compagni di scorribande erano sale della terra, gli
uomini migliori con cui avessi mai navigato, ma io maledissi la loro miopia.
Loro parlavano di due o tre arrembaggi che ci avrebbero garantito mesi di
bella vita, mentre io avevo in mente qualcosa che ci avrebbe resi ricchi per
sempre! Oltre a fare di me un gentiluomo, uomo facoltoso e persona
ambita.
Ti struggi ancora per quella sgualdrinella di Bristol? mi schern Ben
quando menzionai Caroline. Dio del cielo, lasciala perdere, figliolo.
Nassau il posto per te, non lInghilterra.
E per un po cercai di convincermi che fosse vero e che avessero ragione
loro, che dovessi concentrare la mia attenzione su tesori pi tangibili. Nei
giorni trascorsi a bere e a progettare saccheggi, mettendo in pratica quei
saccheggi e bevendo al loro successo e progettando altri saccheggi ancora,
ebbi tutto il tempo di riflettere sullironia della sorte, su come seduto a quel
tavolo con i miei amici Templari li avevo giudicati illusi e sciocchi,
provando nostalgia per i miei compagni pirati e per la loro invidiabile
libert di parola e pensiero. E adesso, a Nassau, mi ritrovavo in compagnia
di uomini dalla mente ristretta, al contrario delle apparenze, al contrario di
quel che dicevano e in contrasto persino con il significato della bandiera
nera, che mi fu spiegato in un pomeriggio di sole cocente.
Noi non issiamo colori qui, ma ne lodiamo la mancanza, disse Ed
mentre contemplavamo il Jackdaw, dove Adewal aspettava accanto al

pennone. Che dunque la bandiera nera altro non segnali che la nostra
fedelt alle libert naturali delluomo. Quella la tua. Falla sventolare con
orgoglio.
Il nuovo vessillo issato sul pennone fluttu dolcemente nel vento e io ne
fui orgoglioso. Ero veramente orgoglioso. Orgoglioso di ci che
rappresentava e della parte che avevo io nelladerire a quei valori. Avevo
contribuito a costruire qualcosa di prezioso, avevo messo a segno un colpo
in favore della libert, la libert vera. Eppure cera ancora un vuoto nel mio
cuore quando pensavo a Caroline e al torto che avevo subito. Vedi, mia
cara, ero tornato a Nassau molto cambiato. Quelle passioni nascoste nel
profondo? Aspettavo il giorno di agire nel loro nome.
Nel frattempo cerano altre cose a cui pensare, soprattutto la minaccia
che incombeva sul nostro stile di vita. Una notte ci trov seduti intorno a
un fuoco sulla spiaggia non distanti dalle nostre navi ormeggiate, il
Benjamin e il Jackdaw.
Alla repubblica dei pirati, amici, disse Thatch. Siamo prosperi e liberi
e irraggiungibili dal clero del re e dai suoi esattori.
Sono quasi cinquecento gli uomini che hanno giurato fedelt ai fratelli
della costa di Nassau. Un numero pi che discreto, comment James Kidd.
Mi indirizz unocchiatina che finsi di non notare.
Vero, borbott Thatch mentre ruttava, ma ci mancano per solide
strutture difensive. Se il re attaccasse la citt, verremmo schiacciati.
Afferrai la bottiglia di rum che mi porgeva, lalzai in controluce davanti
allo spicchio di luna per vedere se cera dentro qualche sedimento e,
soddisfatto di non trovarne, bevvi un sorso.
Allora andiamo a cercare lOsservatorio, proposi. Se possiede il
potere che sostengono che abbia i Templari, saremo invincibili.
Edward allung la mano alla bottiglia e sospir. Erano parole che
avevano gi sentito tutti spesso e sovente. Non di nuovo questa fandonia,
Kenway. Questa una storiella per scolaretti. Io parlo di difese vere.
Sequestrare un galeone, spostare tutti i cannoni sulla stessa mura. Sarebbe
un bellornamento per uno dei nostri porti.
Non sar facile impossessarsi di un galeone spagnolo, intervenne a

quel punto Adewal parlando lentamente e a chiare lettere in un tono


pensieroso. Ne avete qualcuno in mente?
Io s, rispose Thatch ormai brillo. Una vacca di nave, grassa e lenta.
Cos fu che lanciammo un attacco al galeone spagnolo. Non che allora
potessi saperlo, naturalmente, ma stavo per imbattermi nuovamente nei
miei vecchi amici Templari.

34
Marzo 1716
FACEMMO rotta a sudest o gi di l. Edward aveva detto daver visto quel
galeone incrociare nelle acque al di sotto delle Bahamas. Partimmo con il
Jackdaw e mentre navigavamo ci ritrovammo a chiacchierare con James
Kidd e a interrogarlo sulla sua parentela.
Il figlio bastardo del defunto William Kidd, eh? lo apostrof con
evidente sollazzo Ed Thatch. vera questa storia che vai smerciando?
Eravamo tutti e tre a poppa a passarci lun laltro un cannocchiale come
fosse un boccale di cuoio pieno di rum, sforzandoci di vedere qualcosa
attraverso un muro di nebbia salita cos fitta nelle prime ore della sera che
era come cercare di vedere attraverso del latte.
Cos mi ha detto mia madre, rispose compassato Kidd. Io sono il
risultato di una notte di passione prima che William partisse per
Londra
Dal tono della voce era difficile capire se la domanda lo avesse
infastidito. Da questo punto di vista era un tipo particolare. Edward
Thatch, per esempio, era uno che parlava con il cuore in mano. Rabbioso
un secondo prima, affettuoso e amichevole un secondo dopo. Che ti stesse
prendendo a cazzotti o che ti stesse incrinando le costole in un abbraccio
appassionato nei fumi dellebbrezza, con lui sapevi sempre con chi avevi a
che fare.
Kidd era diverso. Quali che fossero le carte che aveva in mano, le teneva
strette al petto. Ricordavo una conversazione che avevamo avuto tempo
prima. Hai rubato quel bel vestito a un damerino dellAvana? mi aveva
chiesto.
Certo che no, gli avevo risposto io. Lo indossava un cadavere uno
che solo pochi istanti prima si reggeva in piedi e mi sputava stronzate in
faccia.
Ah aveva commentato lui e qualcosa era passato sul suo viso,

qualcosa che mi fu impossibile decifrare


Non gli fu tuttavia possibile nascondere lentusiasmo quando scorgemmo
finalmente il galeone che stavamo cercando.
Quella nave un mostro, guardate che dimensioni, disse Kidd mentre
Edward si lustrava le unghie come a dire: Ve lavevo detto io.
Aye, ci ammon, e non possiamo reggere a lungo standole a ridosso.
Mi hai sentito, Kenway? Tieniti a distanza e colpiremo quando ci arrider la
fortuna.
Con il favore delle tenebre, direi, azzardai io guardandola con il
cannocchiale allocchio. Thatch aveva ragione. Era bellissima. Senzaltro
uno splendido ornamento per il nostro porto e un imponete bastione
difensivo in s.
Lasciammo che il galeone proseguisse verso uninterruzione sulla linea
dellorizzonte che pensai dovesse essere unisola. Lisola di Inagua, se
ricordavo bene quel che avevo visto sulle carte nautiche, dove cera una
baietta perfetta per ospitare i nostri vascelli e cerano flora e fauna in
abbondanza con cui fare rifornimento.
Edward me lo conferm. Conosco quel posto. Un caposaldo naturale
usato da un capitano francese di nome DuCasse.
Julien DuCasse? sbottai incapace di trattenere la sorpresa. Il
Templare?
Il nome quello giusto, mi rispose distrattamente Edward. Ma non
sapevo che avesse un titolo.
Lo conosco, dissi allora io con scarso entusiasmo. E se vedr la mia
nave, la riconoscer dai tempi dellAvana nel senso che potrebbe chiedersi
chi la comandi ora. un rischio che non posso correre.
E io non voglio perdere quel galeone, ribatt Edward. Pensiamoci e
magari aspettiamo finch faccia pi buio prima di abbordarlo.
Pi tardi ritenni opportuno tenere un discorsetto ai miei uomini e mi
arrampicai su un sartia a guardarli dallalto, riuniti in coperta. Con loro
cerano anche Edward Thatch e James Kidd. Appollaiato lass in attesa che
facessero silenzio, mi domandai se Edward provasse orgoglio nel guardare

il suo giovane protetto, un uomo che aveva addestrato alla pirateria. Sperai
di s.
Signori! Com costume tra noi, non ci lanciamo a testa bassa nella
follia agli ordini di un solo pazzo, ma in concordia con la nostra pazzia
collettiva!
Un echeggiare di sonore risate.
Il nostro obiettivo un galeone a vele quadre e ci serve per rinforzare le
nostre difese di Nassau. Dunque lo metter ai voti: tutti coloro che sono
favorevoli a gettarsi in questa mischia e catturare la nave, batta un piede e
gridi: aye!
Gli uomini manifestarono con un ruggito la loro adesione, non una sola
voce di dissenso a guastare la grande gioia che prov il mio cuore.
E coloro che si oppongono belino: nay!
Non si ud un solo nay.
Mai il consiglio del re fu cos unanime! tuonai e gli uomini gridarono
con me e io guardai James Kidd e soprattutto Edward Thatch e li vidi
entrambi raggianti di soddisfazione.
Non molto tempo dopo, mentre entravamo nellinsenatura, mi venne
unidea: avevo bisogno di neutralizzare Julien DuCasse. Se avesse visto il
Jackdaw e peggio ancora se avesse visto me e fosse riuscito a fuggire,
avrebbe potuto riferire dove mi trovavo ai suoi soci Templari e questo non
doveva succedere. Non se volevo preservare la speranza di trovare
lOsservatorio, cosa che, nonostante le ritrosie dei miei amici, avevo ancora
intenzione di fare. Riflettei valutando varie alternative e alla fine decisi di
accettare linevitabile: tuffarmi dalla mia nave.
Daccordo, non lo feci proprio subito. Prima misi Edward e James a parte
del mio piano e solo dopo aver rivelato ai miei amici che intendevo
precedere lattacco principale e cogliere DuCasse di sorpresa, saltai in
acqua.
Nuotai fino a riva, dove mi mossi nella notte come uno spettro pensando
intanto a Duncan Walpole e tornando nella memoria alla sera in cui ero
penetrato nel palazzo di Torres: mi auguravo con tutto il cuore che non
finisse anche questa volta alla stessa maniera.

Passai rasente capannelli di guardie di DuCasse e interpretando gli


scampoli di conversazione che colsi con laiuto del mio limitato spagnolo,
capii che si lamentavano di dover andare a caccia di provviste per le stive
della loro nave. Giunsi a un accampamento quando era ormai notte e mi
accovacciai nel sottobosco da dove origliare alcune persone che parlavano
sotto il telo di un riparo provvisorio. Riconobbi subito una voce: Julien
DuCasse.
Gi sapevo che sullisola aveva una casa fortificata dove senza dubbio gli
piaceva rilassarsi di ritorno dalle spedizioni con cui manteneva il controllo
sul mondo. Il fatto che non vi si fosse ritirato questa volta stava a significare
che si trattava di una visita veloce solo per fare rifornimento.
Restava un problema: sotto quel telo il mio ex fratello Templare era
circondato dalle guardie. Erano brutti ceffi di guardie, probabilmente poco
inclini a collaborare, contrariati di dover faticare per rifornire la nave, per
non parlare dei trattamenti che sicuramente dovevano subire dalla lingua
tagliente di Julien DuCasse. Ma erano pur sempre guardie. Studiai la
situazione. Sullaltro lato dellaccampamento cera un fuoco ridotto ormai
agli ultimi tizzoni. Vicino a me cerano casse e barili e calcolando a che
distanza si trovavano dal fuoco conclusi che fossero stati sistemati
volontariamente cos lontano. Infatti, quando strisciando mi avvicinai per
vedere meglio, trovai che i barili erano di polvere da sparo. Mi sfilai da
dietro la schiena la pistola che avevo riposto al sicuro perch non si
bagnasse. Naturalmente era bagnata la mia scorta di polvere, ma trovarne
di asciutta non era pi un problema.
Al centro dellaccampamento cerano tre soldati in piedi. Sentinelle,
immaginai, ma in effetti al momento intente a borbottare qualcosa che da
cos lontano non potevo capire. Epiteti poco simpatici diretti a DuCasse,
probabilmente. Cerano poi altri soldati che andavano e venivano portando
nuove provviste al cumulo che si andava formando: legna da ardere,
principalmente, ciocchi e fascine, nonch secchi in cui sentivo lo sciacquio
dellacqua presa da una pozza che cera nelle vicinanze. Non proprio la
gustosa carne di cinghiale e lacqua fresca di sorgente che sicuramente
aveva sperato DuCasse.

Rimasi nascosto nelloscurit e, con un occhio sui movimenti della


truppa, mi avvicinai di soppiatto ai barili, praticai sul fondo di uno di essi
un foro grande abbastanza da riempirmi le mani di polvere e lasciai sfilare
sul terreno una sottile traccia mentre mi avvicinavo nascostamente il pi
possibile al fuoco. Disegnai cos con la polvere da sparo un semicerchio che
andava da dove mi ero raccolto in me stesso ai barili da cui lavevo
prelevata. Dallaltra parte del cerchio cera il riparo dove sedeva Julien
DuCasse a bere e a sognare i grandiosi progetti di presa del mondo intero
da parte dei Templari nonch a sferzare con parole offensive i suoi
recalcitranti soldati.
Bene. Avevo del fuoco. Avevo un filo di polvere da sparo che dal fuoco
passava nel sottobosco e arrivava ai barili. Avevo uomini in attesa di saltare
in aria e avevo Julien DuCasse in attesa della nostra resa dei conti. Ora
dovevo solo fare attenzione affinch nessuno di quei soldati indaffarati si
accorgesse della mia miccia di fortuna prima che facessi scoppiare i barili.
Curvo su me stesso, mi avvicinai al fuoco, prelevai un tizzone e lo lanciai
sulla polvere da sparo che avevo seminato sul terreno. Allo sfrigolio che
fece e che nella notte mi sembr assordante mi si irrigidirono tutti i
muscoli del corpo e ringraziai il cielo che i soldati fossero cos rumorosi.
Poi, mentre vedevo la polvere consumarsi allontanandosi da me, sperai di
non aver inavvertitamente interrotto la continuit della mia miccia; sperai
di non aver accidentalmente versato della polvere su qualcosa di bagnato;
sperai che nessuno dei soldati tornasse proprio nel momento in cui
E fu allora che uno di loro lo fece. Veniva con una cesta piena di non so
cosa. Frutta forse. Ma o lodore o lo sfrigolio lo mise in allarme e si avvicin
ai margini della radura a guardare per terra proprio nel momento in cui le
scintille della polvere che si andava consumando gli passavano davanti ai
piedi.
Rialz la testa e la sua bocca si apr in una O per avvertire i compagni.
Allora mi sfilai il pugnale dalla cintola e lanciai. E benedetti tutti quei
pomeriggi sprecati a vandalizzare gli alberi intorno a casa. Per buona sorte
il coltello lo infilz appena sopra la clavicola, non un colpo particolarmente
preciso, ma comunque efficace, cosicch invece di lanciare lallarme, emise

un verso strozzato e cadde in ginocchio armeggiando con le mani intorno


alla gola.
Gli uomini presenti nella radura sentirono il tonfo del suo corpo che
cadeva e quello della cesta che rovesciava per terra la frutta e si girarono da
quella parte. Tutta un tratto erano allerta ma poco importava, perch
mentre si affrettavano a imbracciare i moschetti ancora non avevano idea
di che cosa stesse per accadere.
Non credo che capirono che cosa li avesse colpiti. Io mi ero girato
dallaltra parte, mi ero schiacciato le mani sulle orecchie e mi ero
raggomitolato. Lesplosione fece tremare la radura da unestremit allaltra.
Qualcosa mi colp alla schiena. Qualcosa di molle e bagnato a cui non
avevo una gran voglia di pensare. Sentii delle grida provenire da lontano e
capii che da un momento allaltro sarebbero piombati nella radura dei
rinforzi, cos mi voltai e mi lanciai in corsa passando tra corpi dilaniati e
variamente mutilati e smembrati, quasi tutti morti, eccetto uno che
invocava che qualcuno lo finisse, e sparii nel denso fumo nero in cui
fluttuavano tizzoni e lapilli.
Da sotto la tenda emerse DuCasse imprecando in francese e urlando che
qualcuno, chiunque, spegnesse lincendio. Sputacchiando e tossendo,
cercava di vedere in quella nebbia scura agitando una mano davanti alla
faccia per scacciare il fumo e i bruscoli di fuliggine ardente.
E si ritrov faccia a faccia con me.
E so che mi riconobbe, perch me lo disse lui stesso. Tu, fu la sola
parola che pronunci prima che lo trapassassi con la mia lama.
La mia lama non aveva fatto rumore.
Ricordi il regalo che mi hai fatto? Produsse un piccolo schiocco
quando gliela sfilai dal petto. Allora sappi che funziona proprio bene.
Figlio di puttana, toss e uno spruzzo di sangue gli punteggi la faccia.
Intorno a noi piovevano frammenti fiammeggianti come una grandine
satanica.
Temerario come un toro ma non certo astuto come una volpe, riusc
ad apostrofarmi mentre la vita lo abbandonava.
Spiacente, amico. Ma non posso correre il rischio che tu vada a

raccontare ai tuoi amici Templari che sono ancora vivo e vegeto.


Mi fai piet, bucaniere. Dopo tutto quello che hai visto, dopo tutto
quello che ti abbiamo mostrato del nostro Ordine, sposi ancora la vita
senza scopo di una canaglia ignorante.
Vidi che portava al collo un oggetto che non gli avevo visto prima. Una
chiave appesa a una catena. Gliela strappai via senza difficolt.
Depredare i morti misura lampiezza delle tue ambizioni? mi accus.
Non hai abbastanza intelligenza da comprendere la grandiosit delle
nostre? Labolizione di tutti gli imperi della terra! Un mondo libero e aperto
dove non c spazio per i parassiti come te.
Chiuse gli occhi morendo. Le sue ultime parole furono: Che linferno
che tRoverai sia a tua misura.
Sentii dietro di me gli uomini nella radura. Era ora di andarmene. In
lontananza udii altre grida e i rumori di una battaglia e capii che i miei
compagni erano arrivati e che presto limpresa di quella notte sarebbe
terminata e lintera cala e il galeone sarebbero stati nostri. E mentre
scomparivo nella vegetazione pensai alle ultime parole di DuCasse: Che
linferno che tRoverai sia a tua misura.
Restava da vedersi, pensai. Restava da vedersi.

PARTE TERZA

35
Maggio 1716
ERANO passati due mesi e mi trovavo a Tulum, sulla costa orientale della
penisola dello Yucatn. La mia ragione per trovarmi l? Il misteriosissimo
James Kidd e ci che mi aveva mostrato a Inagua.
Stava aspettando, mi rendo conto ora. Aspettava il momento giusto per
poter conferire con me a quattrocchi. Dopo la morte di DuCasse, la cattura
del suo galeone e be, diciamo la liquidazione del resto delle truppe del
francese, unoperazione che si riduceva a o ti unisci a noi e diventi un
pirata, o goditi una bella nuotata, Thatch era ripartito alla volta di Nassau
sulla nave spagnola, portando con s il grosso degli uomini.
Io, Adewal e Kidd eravamo rimasti, desiderosi di utilizzare in qualche
modo quellinsenatura. Io naturalmente pensavo di prendermela comoda
sulle sue spiagge a bere finch non avessimo finito le scorte di rum, per poi
rientrare a Nassau. Oh, hai fortificato il porto senza di me. Ma che peccato
che abbia perso loccasione di aiutarti. Qualcosa del genere.
Che cosa avesse in mente Kidd be, chi poteva dirlo? Quantomeno fino
a quando quel giorno venne da me, mi disse di avere qualcosa da
mostrarmi e mi condusse ai ruderi maya.
Interessanti, no? disse.
Non si sbagliava. Da lontano sembravano un cumulo di macerie, ma da
vicino erano una formazione architettata con precisione di blocchi di pietra
con strane incisioni.
Questi sarebbero resti maya? domandai osservando la singolare
catasta. O sono resti di aztechi?
Mi guard. La sua espressione era quella penetrante e interrogativa che
assumeva sempre quando ci parlavamo. Mi metteva a disagio, devo
ammetterlo. Perch mi dava sempre limpressione che avesse qualcosa da
dire, qualcosa da rivelarmi? Sempre quelle carte che teneva strette al petto:
cerano momenti in cui avrei voluto strappargliele dalle mani per vedere da

me che coserano.
Un istinto tuttavia mi aveva preannunciato che a suo tempo avrei saputo
tutto. E quellistinto si rivel veritiero.
Sei bravo con gli indovinelli, Edward? mi chiese. Enigmi e sciarade e
cose del genere?
N meglio n peggio di chiunque, risposi con circospezione. Perch?
Io credo che tu abbia un dono naturale nel risolverli. una cosa che ho
compreso da tempo vedendo il modo in cui lavori e pensi. Il modo in cui
hai cognizione del mondo.
Ci stavamo arrivando. Io non ne sarei tanto sicuro. Adesso sei tu che
stai parlando per indovinelli e non capisco una parola.
Lui annu. Qualunque cosa avesse da dirmi, non sarebbe emersa tutta in
una volta. Saliamo in cima a questo cumulo, vuoi? C una cosa che vorrei
che mi aiutassi a risolvere.
Ci arrampicammo insieme e, giunti in cima, ci accosciammo, e quando
James mi pos una mano sulla gamba io la guardai e la vidi abbronzata e
coriacea come quella di tutti i pirati, con lo stesso reticolo di sottili tagli e
cicatrici di chi fa una vita di mare. Ma era una mano pi piccola del solito,
con le dita leggermente affusolate, e mi domandai che cosa ci facesse l.
Se Ma no. Mai pi.
E a quel punto si mise a parlare e mi sembr pi serio che mai, come un
santuomo in contemplazione.
Concentrati e focalizza tutti i tuoi sensi. Guarda oltre lombra e il suono,
nel profondo della materia, fino a vedere e udire una specie di luccichio.
Che storia era mai quella? Mi strinse con pi forza la gamba. Mi incitava
a concentrarmi. E in effetti la pressione della sua mano, tutto quanto il suo
modo di fare, scongiurava lo scetticismo, bandiva la mia riluttanza, ogni
mia resistenza
E allora allora lo vidi. No, non che lo vedessi. Come faccio a
spiegartelo? Lo sentii lo sentii con gli occhi.
Luccichio, mormorai. Era nellaria intorno a me, tuttintorno, una
versione pi intensa di qualcosa che avevo gi provato quando, seduto
nellaia di casa mia a Hatherton, a tarda notte, lasciando libera la mente in

un sogno a occhi aperti, era come se il mondo fosse diventato


improvvisamente un po pi luminoso e pi nitido. Quella volta avevo
udito suoni con chiarezza straordinaria, avevo visto cose che mai avevo
potuto scorgere prima e soprattutto, ecco qui la cosa veramente strana: era
come se dentro di me esistesse un enorme forziere, un vasto deposito di
conoscenza che aspettava solo che vi accedessi e che per aprire il quale
avevo solo bisogno della chiave giusta.
Ed eccola l, davanti a me, con la mano di Kidd che mi stringeva la
gamba.
Era come se avessi trovato la chiave.
Sapevo perch tanti anni prima mi ero sentito diverso.
Capisci? sussurr Kidd.
Credo di s. una cosa che avevo gi visto prima. Una luce, come
chiaro di luna sulloceano. come usare contemporaneamente tutti i sensi
per vedere suoni e udire forme. Una sensazione unica.
Tutti gli uomini e le donne di questa terra nascondono dentro di s una
sorta di intuito, mi stava spiegando mentre io mi guardavo intorno come
un uomo improvvisamente trasportato in un altro mondo. Un cieco che
improvvisamente vedeva.
una sensazione che ho avuto quasi da sempre, gli risposi, solo che
pensavo che avesse a che fare con le mie fantasticherie, i miei sogni.
I pi non lo trovano mai, continu Kidd, altri impiegano anni per
farlo emergere. Ma per pochissimi una facolt naturale come respirare.
Quella che hai percepito la luce della vita. Di tutti gli esseri viventi passati
e presenti. I residui della vitalit nata e spirata. Esercizio. Intuito. Tutti i
sensi possono essere sviluppati ben al di l dei limiti in cui sono definiti al
momento della nostra nascita. Se ci si impegna.
Dopo quella volta ci separammo, ripromettendoci di ritrovarci a Tulum,
motivo per il quale mi trovavo ora ad abbrustolire sotto il sole mentre
cercavo di parlare con unindigena vicino a quella che sembrava una stia
piena di piccioni.
Tieni questi volatili come animali domestici? chiesi scrutato dai suoi
occhi sospettosi.

Sono messaggeri, mi rispose lei in un inglese zoppicante. cos che


comunichiamo tra queste isole. Ci scambiamo informazioni e contratti.
Contratti? chiesi io mentre pensavo: Assassini. Contratti di Assassini?
Mi disse che Kidd mi aspettava al tempio e proseguii. Come faceva a
saperlo? E come mai, mi domandavo mentre camminavo, avevo la
sensazione che avessero prescienza del mio arrivo? Perch, mentre
attraversavo un villaggio di piccole capanne mi sembrava che tutti gli
abitanti parlassero di me e mi fissassero con espressioni di pietra tutte le
volte che li guardavo? Alcuni indossavano fluenti vesti variopinte e gioielli
e portavano lance o bastoni. Alcuni erano a torso nudo, indossavano un
perizoma, avevano la pelle ricoperta di disegni colorati e portavano strani
ornamenti, braccialetti doro e dargento e collane di perline con ossa a fare
da pendaglio.
Chiss se erano come la gente del mio mondo, organizzati in ranghi e
classi sociali. Allora era possibile che, come nella mia Inghilterra, dove un
gentiluomo dellaristocrazia si riconosceva dal taglio dei suoi indumenti e
dalla qualit del suo bastone da passeggio, l le personalit e i dignitari
indossavano semplicemente tessuti pi pregiati, gioielli pi vistosi ed
esibivano sul corpo disegni pi complessi.
Forse Nassau era veramente il solo posto a essere veramente libero. O
forse stavo illudendo me stesso.
Poi fu come se la giungla si ritirasse e davanti a me, in una gigantesca
forma a piramide, sinnalz un grande tempio maya a gradoni, con
unampia scalinata al centro.
Fermo a bocca aperta nella vegetazione, notai davanti a me un varco
aperto di recente, un sentiero che imboccai e percorsi fino a una porta ai
piedi del tempio.
L dentro? S. L dentro.
Passai le dita lungo i bordi della pietra, quindi, non senza fatica, riuscii a
spingerla lateralmente fino ad aprire uno stretto passaggio in cui infilarmi
in quella che mi sembr una specie di anticamera, ma che non era buia
come mi ero aspettato. Come se qualcuno lavesse illuminata
Capitano Kenway, disse una voce proveniente dalle tenebre. Era una

voce che non riconobbi e in un attimo avevo la pistola in pugno e ruotavo


su me stesso cercando di scorgere qualcosa in quelloscurit assoluta. I miei
nemici per avevano il vantaggio della sorpresa e allimprovviso un colpo
mi fece saltar via la pistola dalla mano mentre contemporaneamente venivo
agguantato e bloccato da dietro. Nella fioca luce delle torce vidi figure
incappucciate che mi tenevano prigioniero mentre davanti a me dal buio
erano emersi due uomini. Uno era James Kidd. Laltro un indigeno,
incappucciato come gli altri, con il volto nascosto. Per un secondo rimase
semplicemente immobile a fissarmi. Continu a fissarmi finch non ebbi
smesso di divincolarmi e di maledire James Kidd. Solo dopo che mi fui
calmato chiese: Dov lAssassino Duncan Walpole?
Io lanciai uno sguardo a Kidd. Con gli occhi mi assicur che era tutto
sotto controllo, che non ero in pericolo. Perch mi fidassi di lui, non te lo
saprei spiegare. Del resto era stato lui ad attirarmi in quel tranello. Eppure
mi rilassai lo stesso.
Morto e sepolto, risposi di Walpole e avvertii pi che vedere lindigeno
davanti a me irrigidirsi di collera. Dopo che aveva cercato di uccidermi,
mi affrettai ad aggiungere.
Lindigeno fece un breve cenno con il capo. Non ci dispiace che se ne sia
andato. Voi per avete portato a compimento il suo tradimento. Perch?
Per soldi e per nessunaltra ragione, dichiarai senza vergogna.
Mi si avvicin permettendomi cos di vederlo meglio. Un indigeno con i
capelli scuri e occhi gravi e penetranti in una faccia bruna e rugosa
adornata di pitture. Era anche molto adirato.
Soldi? mi apostrof a denti stretti. Dovreste trovare consolazione in
questo?
Ha il senso, mentore, intervenne James.
Il senso. Fin l ci arrivavo. Ma poi cera quel mentore. Come poteva
quel capo indigeno fare da mentore a James?
Lessermi stato riconosciuto il possesso del senso parve calmare il capo
indigeno, luomo che avrei poi conosciuto come Ah Tabai.
James mi dice che allAvana avete incontrato i Templari, disse. Avete
visto luomo che chiamano il Saggio?

Annuii.
Lo riconoscereste se lo vedeste di nuovo?
Credo di s.
Riflett, quindi parve giungere a una decisione.
Devo esserne certo, afferm e con questo scomparve nelloscurit con i
suoi uomini, lasciandomi solo con James che, prima che potessi dare sfogo
alle mie rimostranze, mi fulmin con unocchiata e alz un dito per farmi
tacere.
Prese una torcia manifestando con una smorfia il suo disappunto per la
luce scarsa e vacillante che forniva e si chin per infilarsi in uno stretto
passaggio che penetrava nel ventre del tempio. Il soffitto era cos basso che
procedemmo piegati in due, entrambi preoccupati di ci che poteva
attenderci in agguato in quella costruzione vecchia di migliaia di anni, per
ci che poteva coglierci in ogni momento di sorpresa. Se nella stanza
precedente le nostre parole avevano avuto uneco, ora i muri tra i quali
camminavamo le soffocavano risucchiandole in quella pietra umida che
sembrava assediarci.
Mi hai attirato in questo guaio tenendomi alloscuro e cogliendomi alle
spalle, Kidd! Chi diavolo era quel pagliaccio?
Ah Tabai, mi rispose parlandomi da sopra la spalla. Un Assassino e il
mio mentore.
Dunque fate tutti parte di qualche bislacca religione?
Siamo Assassini e rispettiamo un Credo. Che per non ci ordina di
agire o sottomettere solo di essere saggi.
Usc dalla bassa galleria in un altro passaggio dove almeno si poteva
camminare eretti.
Un Credo, ripetei io continuando a seguirlo. Racconta, dai, sono
tutto orecchi.
Nulla reale, tutto lecito. Questa la sola certezza che esista al
mondo.
Tutto lecito? Mi piace. Suona bene. Pensare quel che mi va e agire
come pi mi piace
Tu ripeti le parole come un pappagallo, Edward, ma non le capisci.

Feci una risatina. Non parlarmi dallalto in basso, Kidd. Io ti ho seguito


da amico e tu mi hai ingannato.
Portandoti qui ti ho salvato la pellaccia, caro mio. Questi uomini ti
volevano morto per esserti messo in combutta con i Templari. Sono stato io
a dissuaderli.
Oh, evviva.
Aye, evviva.
Dunque a voi che i Templari danno la caccia, giusto?
James Kidd ridacchi. Finch non sei arrivato tu a combinare pasticci,
eravamo noi a dare la caccia a loro. Li avevamo messi in fuga. Ma adesso
sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico.
Ah
Mentre percorrevamo una galleria dopo laltra cominciai a sentire
rumori strani.
C qualcun altro con noi?
possibile. Siamo degli intrusi.
Qualcuno ci spia?
Non ne dubito.
Le parole cascavano come sassi echeggiando lungo le pareti del tempio.
Possibile che Kidd fosse gi stato l dentro? Non me lo disse, ma mi
sembrava che sapesse come azionare le porte che incontravamo, che
conoscesse le scale e le passerelle per le quali cominciammo a salire e salire
fino a raggiungere unultima porta.
Dio voglia che quel che c alla fine di questo percorso valga tutto il
tempo che mi hai fatto sprecare, commentai seccato.
Dipende da te, rispose lui, enigmatico.
Dopodich le pietre sotto i nostri piedi si divisero e precipitammo
nellacqua sottostante.

36
LA via era bloccata da delle macerie, costringendoci a unaltra impresa, cos
nuotammo sottacqua finch, proprio quando cominciavo a chiedermi
quanto ancora sarei riuscito a trattenere il fiato, emergemmo in una pozza a
unestremit di unaltra grande stanza.
Proseguimmo da quella stanza in quella successiva, dove mi ritrovai al
cospetto di un busto e una faccia. Una faccia che riconobbi.
Ges, esclamai. lui, il Saggio. Ma questa statua devessere vecchia di
centinaia danni.
Molto di pi, ribatt Kidd. Sei sicuro che sia lui? chiese poi.
Aye, sono gli occhi a distinguerlo.
I Templari hanno detto perch lo volevano?
Ricordai con dispiacere la scena a cui avevo assistito. Spillarono qualche
goccia del suo sangue che raccolsero in un piccolo cubo di vetro.
Il cubo che gli hai dato tu, ricordai a me stesso, ma senza rimorsi. Perch
avrei dovuto averne?
Come questo? mi stava domandando Kidd. Nella sua mano era
apparso un altro piccolo cubo.
S. Volevano anche chiedergli non so cosa dellOsservatorio, ma
scapp.
Il cubo era gi scomparso nuovamente nella bisaccia di Kidd. Parve
meditare prima di distogliere definitivamente lattenzione dal busto del
Saggio.
Qui abbiamo finito.
Tornammo indietro trovando un altro itinerario con cui attraversare le
viscere del tempio. Quando si apr lultima porta che ci si par davanti in
fondo alla nostra camminata, vidi la luce del sole per la prima volta da ore e
pochi istanti dopo respiravo a pieni polmoni aria fresca e invece di
maledire come al solito il calore del sole, dopo lappiccicoso gelo che avevo
patito allinterno del tempio, lo accettai con gratitudine.
Pochi passi davanti a me Kidd si era fermato ed era in ascolto. Si gir a

guardarmi e mi indic di non fare rumore e non farmi vedere. Cosa stesse
accadendo, non lo compresi, ma feci come mi aveva ordinato e gli tenni
dietro. Lentamente e in punta di piedi arrivammo in un punto da dove
scorgemmo Ah Tabai rannicchiato dietro una roccia: rannicchiato e
nascosto perch ci giunsero da lontano gli inconfondibili ragli cockney di
soldati inglesi al lavoro.
Aspettammo in silenzio dietro la roccia. Ah Tabai si gir a fissarmi con
quei suoi occhi cos penetranti. La statua nel tempio, sussurr. lo
stesso uomo che avete visto allAvana?
La somiglianza assoluta, aye, risposi sottovoce.
Ah Tabai torn a sorvegliare i soldati da dietro la roccia.
E a quanto pare hanno trovato un altro Saggio, comment parlando a
se stesso. La corsa allOsservatorio ricomincia dallinizio.
Era sbagliato che a quelle parole avvertissi un fremito? Ormai
partecipavo anchio a quella gara.
per questo che bisbigliamo? chiesi.
Questa opera vostra, capitano Kenway, sussurr Ah Tabai. Le
mappe che avete venduto ai Templari li hanno portati diritti da noi. E ora
gli agenti di due imperi sanno esattamente dove siamo.
Kidd stava per uscire a dare battaglia. Si sentiva certamente pi a suo
agio a uccidere soldati inglesi che indigeni, ma Ah Tabai lo stava gi
trattenendo. Mentre lo fermava prendendolo per un braccio, si gir verso di
me.
Hanno preso anche lequipaggio di Edward, disse. Trasalii. Non
lequipaggio! Non Adewal e i miei uomini! Ma, con unultima occhiata di
rimpRovero, Ah Tabai scivol via. Aveva per lasciato quella che era senza
dubbio una cerbottana e che Kidd raccolse.
Prendi questa, mi disse porgendomela. Non sarai individuato ed
eviterai di fare una strage. E mentre mi impartiva qualche istruzione su
come usarla, io mi chiesi se mi stessero sottoponendo di nuovo a una
prova. O era qualcosa di nuovo? Mi stavano addestrando? Valutando?
Che ci provassero, pensai con rabbia. Io non sono schiavo di nessuno,
rispondo solo a me stesso e alla mia coscienza. Regole, norme e precetti?

Non per me, grazie.


Per conto mio potevano ficcarsi il loro Credo l dove non batte il sole. E
poi perch se lerano presa proprio con me? Forse per via di quel senso? La
mia abilit di combattente?
Non a buon mercato, signori miei, pensai mentre giungevo ai margini
di una radura dove erano stati lasciati gli uomini del mio equipaggio seduti
schiena contro schiena con le mani legate. Bravi ragazzi che stavano dando
agli inglesi tutto il filo da torcere che meritavano: Liberami le mani, testa
di legno, e affrontami da soldato!
Se solo sapessi che cosa taspetta credo che te la daresti a gambe.
Io infilai nella cerbottana il primo dei miei dardi. Vedevo che cosa cera
da fare: liquidare i soldati inglesi uno alla volta per cercare di ridurre il pi
possibile il loro soprannumero. Uno sventurato indigeno mi offr il
diversivo che mi serviva. Si alz barcollante in piedi sbraitando e cerc di
fuggire. Su di lui convogliarono gli occhi dei soldati lieti di
quellopportunit di svagarsi un po. Si portarono allegramente i moschetti
alla spalla e fecero fuoco. Crack. Crack. Come rami che si spezzano. Risero
quando il poveraccio stramazz in un ventaglio di schizzi cremisi, ma non
si accorsero di quello che tra loro si ripieg in silenzio su se stesso
accasciandosi al suolo mentre si portava una mano al dardo che gli
spuntava dal collo.
Quando il drappello torn nella radura, io attraversai il sentiero alle loro
spalle e piazzai un secondo dardo nel collo dellultimo soldato della fila.
Lestamente lo afferrai prima che cascasse e mentre lo trascinavo tra i
cespugli ringraziai Dio per lesuberanza dei miei uomini. Non avevano idea
che fossi l, ma con il baccano che facevano non avrebbero potuto essermi
pi daiuto che se fossi stato io a incitarli.
Un soldato si volt. Ehi, disse al compagno che non cera pi. Dove
sei, Thompson?
Nascosto nella vegetazione infilai un dardo nella cerbottana e me la
portai alle labbra. Presi rapidamente fiato e gonfiai le guance come mi
aveva mostrato Kidd. Il dardo lo trafisse subito sotto il mento e
probabilmente il soldato pens di essere stato punto da una zanzara fino

allistante in cui perse conoscenza.


Ormai ceravamo. Nascosto tra i cespugli ricapitolai la situazione. Tre
uomini erano morti, ce nerano ancora sei vivi, e se fossi riuscito a
neutralizzarne un altro paio prima che le altre guardie si rendessero conto
che venivano decimate, pensavo di poter finire lopera da me. Io e la mia
lama nascosta.
Questo faceva ora di me un Assassino? Ora che mi comportavo e
pensavo come uno di loro? Daltra parte avevo giurato di combattere contro
i Templari per vendicare Hatherton, no?
Il nemico del mio nemico mio amico.
No. Io sono un indipendente. Non rispondo a nessun altro che a me. Per
me non c nessun Credo. Per anni avevo desiderato liberarmi dalle
convenzioni. Non ci avrei rinunciato adesso.
Intanto i soldati avevano cominciato a guardarsi intorno. Avevano
cominciato a chiedersi che fine avessero fatto i loro commilitoni. E io mi
resi conto di non potermi concedere il lusso di abbatterne un altro con la
mia cerbottana. Adesso dovevo intervenire di persona.
Sei contro uno. Ma avevo il vantaggio della sorpresa e mentre sbucavo
con un balzo dal sottobosco mi assicurai per prima cosa di tranciare con un
colpo di lama le corde con cui era legato Adewal. Oltrepassandolo, lo
sentii affannarsi nella ricerca di unarma da usare. Nella destra avevo la mia
lama, nella sinistra impugnavo la pistola. Piazzatomi tra due soldati a
braccia distese, premetti il grilletto e contemporaneamente menai un
fendente, quindi mi incrociai subito le braccia davanti al petto. Un uomo
mor con una palla di piombo nel petto, laltro con uno squarcio nella gola.
Lasciai cadere la pistola scarica, ruotai su me stesso, ne estrassi unaltra
dalla cintura e contemporaneamente rispalancai le braccia. Due nuovi
bersagli, e questa volta la mia lama sfrecci allindietro aprendo in due il
petto di un soldato, mentre un quarto moriva con una pallottola in bocca.
Parai un colpo di spada con le mie lame, rintuzzando lattacco di un soldato
che mi era piombato addosso a denti scoperti senza darmi il tempo di
impugnare la mia terza pistola. Per un momento lottai con lui e con
disappunto scoprii che era pi abile di quanto mi fossi aspettato, cosicch,

mentre io perdevo secondi preziosi a tenerlo a bada, il suo compagno mi


prendeva di mira con il suo moschetto preparandosi a premere il grilletto.
Piombai a terra su un ginocchio e sferrai un colpo dal basso verso lalto
squarciando il fianco del mio avversario.
Mossa sporca. Mossa proditoria.
Ci fu persino qualcosa dellindignato senso dellonore britannico nel
modo in cui si accasci in preda al dolore e quindi piomb a terra agitando
inutilmente la spada senza poter evitare che la mia lama lo infilzasse sotto
la gola e gli uscisse attraverso il palato.
Non solo era una mossa scorretta. Era anche stupida. Adesso mi
ritrovavo a terra (mai cadere in un corpo a corpo) con larma incastrata nel
mio avversario. Impotente, in balia del nemico. Armeggiai concitatamente
nel tentativo di sfoderare la mia terza pistola ma se quel moschetto non
avesse fatto cilecca ero fritto.
Guardai il soldato, lo vidi assumere lespressione tipica di chi sta per fare
fuoco.
In quel momento dal suo petto sbuc la punta di una lama. Quella con
cui Adewal lo aveva trapassato da parte a parte.
Emisi un sospiro di sollievo mentre il mio amico mi aiutava a rialzarmi.
Sapevo che quella volta ci ero andato vicino, dannatamente vicino
Grazie, Ad.
Lui sorrise, declin i miei ringraziamenti con un gesto della mano e ci
girammo insieme a guardare il soldato caduto. Il suo corpo sussult negli
ultimi rantoli e una mano si contrasse prima di abbandonarsi immobile sul
terreno, mentre noi due ci interrogavamo sui misteri del fato.

37
NON molto tempo dopo gli uomini furono liberi e io e James sostavamo a
scrutare il mare dalla spiaggia di Tulum, ora strappata a soldati o schiavi e
tornata in possesso degli indigeni. James mi pass il suo cannocchiale con
unimprecazione.
Chi hai visto? chiesi. Quasi allorizzonte incrociava un grande galeone
che la distanza rimpiccioliva al passare dei secondi. In coperta scorsi gli
uomini al lavoro e tra di loro uno in particolare che sembrava dispensare
ordini agli altri.
Vedi quel vecchio ruffiano? mi disse James. un negriero olandese.
Si chiama Laurens Prins. Ora vive in Giamaica come un re. Da anni un
nostro bersaglio, quel farabutto. E, porca miseria, per poco non lavevamo
in pugno!
Kidd aveva ragione. Il mercante di schiavi era stato a Tulum, ma ormai
era praticamente in salvo. Considerava senza dubbio la sua missione un
fiasco, ma aveva almeno salvato la sua pelle.
Un altro Assassino non molto contento era Ah Tabai, che ci raggiunse
con un muso cos lungo che non potei fare a meno di riderne.
Santa pace, ma voialtri Assassini siete davvero unallegra brigata, eh?
Tutti bronci e facce corrucciate.
Lui mi guard storto. Capitano Kenway. Siete dotato di notevole
talento.
Ah, grazie, amico. Ce lho di natura.
Lui compresse le labbra. Ma siete rozzo e arrogante e vi pavoneggiate in
ununiforme che non vi siete guadagnato.
Tutto lecito, risposi io ridendo. Non dice cos il vostro motto?
Quelluomo sar stato anche anziano, ma era forte e muscoloso e si
muoveva come una persona molto pi giovane. La sua faccia per
sembrava scolpita nel legno e nei suoi occhi cera qualcosa di veramente
tenebroso, qualcosa che era insieme antico e senza et. Provai un profondo
senso di soggezione quando mi gratific di tutta la potenza del suo sguardo

e per un momento pensai che non intendesse parlare ma semplicemente


sciogliermi con il puro calore del suo sdegno.
Poi ruppe quello scomodo silenzio. Io vi assolvo dagli errori commessi
allAvana e altrove, sentenzi, ma qui non siete il benvenuto.
Ci detto se ne and e allora prese la parola James.
Spiacente, amico, avrei preferito altrimenti, disse per poi lasciarmi
solo a meditare.
Dannati Assassini, pensai io. Gentaglia anche loro come tutti gli altri.
Con quel loro moralismo pomposo e ipocrita. Noi siamo cos, noi siamo
cos. Come i preti di casa mia che si piazzavano davanti alle taverne e ti
maledicevano perch eri un peccatore e ti ordinavano di pentirti. I preti che
volevano che passassi la vita a vergognarti di te stesso.
Ma gli Assassini non hanno bruciato la fattoria di tuo padre, pensai.
Sono stati i Templari a farlo.
E sono stati gli Assassini a mostrarti come si usa il senso.
Sospirai mentre giungevo alla decisione di voler spianare i miei contrasti
con Kidd. Va bene, avevo detto di non essere interessato alla via che mi
aveva sollecitato a imboccare. Per me lo aveva chiesto, mi aveva
considerato allaltezza. Questo almeno glielo dovevo riconoscere.
Lo trovai vicino alla stessa colombaia dove la prima volta avevo
incontrato lindigena. Lo sorpresi a giocherellare con la sua lama segreta.
Tutta gente assai gioviale, i tuoi amici, lo apostrofai.
Nonostante la fronte aggrottata, una luce nei suoi occhi trad il suo
piacere nel rivedermi.
Meritavi il disprezzo, Edward, disse ciononostante, ad andartene in
giro vantandoti di essere uno di noi e portando disonore alla nostra causa.
E quale sarebbe la vostra causa?
Lui continu a collaudare la sua doppia lama, dentro e fuori, dentro e
fuori, prima di girare lo sguardo su di me.
Per dirla in parole povere, noi uccidiamo. I Templari e quelli che sono a
loro fedeli. Gente a cui piace lidea di controllare tutti gli imperi della terra,
sostenendo di farlo nel nome della pace e dellOrdine.
S, avevo gi conosciuto tipi cos. Cera gente che si arrogava il diritto di

giurisdizione su tutti gli abitanti della terra. Ci avevo spezzato il pane.


Mi sembra di risentire le ultime parole di DuCasse, commentai.
Visto? In realt si tratta di potere. Quello di governare il prossimo. E
quello di derubarci della libert.
E quella cosa l, la libert, a me stava molto, ma molto a cuore.
Da quanto tempo sei un Assassino? gli chiesi.
Da un paio danni. Conobbi Ah Tabai a Spanish Town e cera qualcosa
in lui che guadagn la mia fiducia, una saggezza di un genere speciale.
E questa sarebbe unidea sua? Quella del clan?
Kidd ridacchi. Oh, no, Assassini e Templari sono in guerra gli uni
contro gli altri da migliaia di anni in tutte le parti del mondo. I nativi di
questo nuovo mondo hanno da sempre avuto filosofie simili. E quando
sono arrivati gli europei, il nostro gruppo ha trovato, come dire, unaffinit
spirituale. Le culture, le religioni e le lingue dividono i popoli ma c
qualcosa nel Credo degli Assassini che valica tutte le frontiere. Lamore per
la vita e la libert.
Ci trovo uneco di Nassau, non vero?
Abbastanza. Ma non del tutto.
Quando ci lasciammo sapevo che non era lultima volta che avrei visto
Kidd.

38
Luglio 1716
MENTRE i pirati di Nassau finivano di travolgere le guardie di Porto
Guarico, io entrai nella stanza del tesoro del forte e alle mie spalle si
smorzarono in lontananza i tintinnii di spade e sciabole, i crepitii dei
moschetti e le grida di feriti e moribondi.
Agitai la mia lama per liberarla dal sangue e nel varcare la soglia godetti
dellespressione stupita sul volto del principale occupante della stanza del
tesoro.
Quellimportante personalit era il governatore Laureano Torres.
Era come lo ricordavo: occhialetti appollaiati sul naso, barbetta ben
spuntata e lustra, occhi intelligenti che si ripresero in fretta dallo choc di
vedermi.
E dietro di lui, i soldi. Proprio come erano stati promessi da Charles
Vane
Il piano era nato due giorni prima. Mi trovavo allOld Avery. Cerano
naturalmente altre taverne a Nassau, e cerano anche altri bordelli, e
mentirei se sostenessi che non mi avvalevo degli uni e degli altri, ma era
allOld Avery che facevo sempre ritorno, dove Anne Bonny serviva da bere
(e non ce nera una pi graziosa di Anne Bonny a chinarsi su una botte con
un boccale in mano), dove trascorrevo tante ore felici in ammirazione di
quello squisito posteriore ridendo di cuore con Edward e Benjamin, dove
per tutte le ore che ci passavamo a bere era come se il mondo non potesse
sfiorarci, e dove, dal mio ritorno a Nassau da Tulum, avevo riscoperto la
mia sete.
Eh, gi. Come ai vecchi tempi a Bristol, pi ero insoddisfatto, pi mi
veniva sete. Non che me ne fossi reso conto allora, naturalmente, poco
propenso a fare due pi due tanto quanto avrei dovuto. No, io bevevo
invece per sedare quella sete e me ne facevo venire una ancor pi grande

rimuginando sullOsservatorio e su come inserirlo nei miei progetti per


diventare ricco e colpire i Templari; rimuginando su James Kidd e Caroline.
E quel giorno in particolare dovevo aver avuto laria di essere immerso in
una tetra elucubrazione, visto che la prima cosa che mi disse il pirata che
conoscevo come Calico Jack Rackham era stata: Oi tu, perch quella faccia
lunga? Ti stai innamorando?
Lo avevo guardato con gli occhi annebbiati dal rum. Ero abbastanza
ubriaco da aver voglia di fare a botte con lui; troppo ubriaco per fare
qualsiasi cosa. E in ogni caso con lui cera Charles Vane, arrivato da poco
con Calico Jack a Nassau, entrambi preceduti dalle rispettive reputazioni.
Erano passate sulle labbra di tutti i pirati transitati da l. Charles Vane era il
capitano del Ranger e Calico Jack era il suo quartiermastro. Jack era inglese
ma era cresciuto a Cuba, cos aveva quel tanto di sudamericano nella pelle
olivastra. Oltre ai vivaci indumenti in calic da cui dipendeva il suo
soprannome, portava grandi anelli appesi alle orecchie e una bandana che
sembrava mettere in risalto la fronte alta. Sar stato anche un caso del bue
che d del cornuto allasino, ma era uno che beveva in continuazione.
Aveva sempre un alito pestilenziale e gli occhi scuri sonnolenti sotto le
palpebre appesantite.
Era Vane il pi svelto dei due, di mente e di lingua, se non nellaspetto.
Aveva capelli lunghi e disordinati, portava la barba ed era sempre
trasandato. Erano entrambi armati di sciabola e pistole in bandoliere
incrociate sul petto, e puzzavano entrambi dei molti mesi trascorsi in mare.
Nessuno dei due era tipo a cui consegnare disinvoltamente la propria
fiducia: Calico Jack ancor pi svitato che sbronzo; Vane sul filo di un
rasoio, come se davanti a lui fossi sempre in pericolo di subire la sua
improvvisa violenza alla prima parola di troppo che ti lasciavi scappare. Un
individuo che non disdegnava di passare per le armi anche uomini del suo
equipaggio.
Comunque erano pirati, tutti e due. Dei nostri.
Siate i benvenuti a Nassau, signori, li avevo salutati. Lo sono tutti
coloro che danno il loro giusto contributo.
Ora, se c una cosa che bisogna dire di Nassau, in particolare sul

mantenimento di Nassau, che quanto a gestori eravamo ottimi pirati.


Del resto c abbastanza da fare quando si in mare, quando tenere la
propria nave perfettamente a puntino una questione di immediata
sopravvivenza. Cos in terraferma, dove non questione di sopravvivenza,
comunque non immediata, la manutenzione diventa piuttosto quella cosa
che senti che dovresti fare Quello che sto cercando di dire che la nostra
citt era un porcile: il nostro grandioso forte era in rovina con enormi
crepe nei muri; le nostre casette cadevano a pezzi; le nostre scorte erano
trascurate e conservate in una maniera caotica, e quanto alle nostre
latrine be, so di non averti proprio risparmiato i particolari pi nauseanti
della mia vita, ma qui dove traccio una linea da non oltrepassare.
La cosa peggiore per era lodore. No, non quello delle nostre latrine,
anche se quello era gi abbastanza insopportabile, lasciatelo dire, ma quello
che pesava su tutta Nassau salendo dai cumuli di pelli danimale lasciate a
imputridire dai pirati lungo la costa. Quando il vento soffiava dalla parte
giusta o mamma mia!
Dunque non si pu biasimare Charles Vane quando si era guardato
intorno e, sebbene fossero parole che uscivano dalla bocca di un uomo che
puzzava esattamente per ci che era, cio un navigatore che aveva passato
quellultimo mese in mare, aveva detto: Dunque questa la nuova
Libertalia? Puzza come tutti gli immondezzai che ho saccheggiato in
questultimo anno.
Una cosa offendere la propria dimora, ma quando lo fa qualcun altro
un altro paio di maniche. Ti senti subito in dovere di difendere casa tua.
Anche cos, gliela lasciai passare.
Siamo stati indotti a credere che Nassau fosse un posto dove gli uomini
possono fare quello che vogliono, aveva brontolato Calico Jack. Ma prima
che potessi rispondere, la salvezza mi aveva raggiunto nelle sembianze di
Edward Thatch, che con un urlo che poteva essere di benvenuto ma
altrettanto un grido di guerra, era apparso in cima alle scale e aveva fatto
irruzione in terrazza come se lOld Avery fosse il bersaglio di una delle sue
scorribande.
Ed era anche un Edward Thatch molto diverso, perch alla sua gi

chioma impressionante aveva aggiunto unenorme barba nera.


Plateale come sempre, si era piazzato davanti a noi a braccia aperte.
Fermi l. Poi mi aveva strizzato locchio ed era avanzato al centro della
terrazza assumendone il comando senza nemmeno provarci. (Ed buffo,
quando ci pensi, perch alla faccia di tutte le nostre vanterie dessere una
repubblica, il luogo della libert definitiva, ci conformavamo lo stesso alle
nostre forme di gerarchia e quando cera Barbanera nelle vicinanze, non
cera il minimo dubbio su chi fosse il pi alto in grado.)
Vane aveva sorriso. Insieme erano scomparse la sua espressione
accigliata e la tensione che regnava sulla terrazza. Capitano Thatch,
quant vero che vivo e respiro. E cos mai quel magnifico cespuglio che
avete coltivato?
Si era passato la mano sulla propria barba guardando Barbanera
gongolarsi della propria.
Perch sventolare una bandiera nera quando si ha a disposizione una
barba nera? aveva scherzato ridendo Thatch.
Era stato quello in effetti il momento in cui nacque la sua leggenda. Il
momento in cui assunse il soprannome di Barbanera. In seguito se la
sarebbe intrecciata. Quando andava allarrembaggio sinfilava pezzi di
miccia accesi nella barba terrorizzando tutti quelli che lo vedevano. Anche
per questo sarebbe diventato il pi famigerato dei pirati, non solo alle
Bahamas e non solo nei Caraibi, ma nel mondo intero.
Non fu mai un uomo crudele, Edward, nonostante la cattiva reputazione.
Ma come gli Assassini, con le loro tuniche e micidiali lame che spuntavano
da posti segreti; come i Templari e i loro sinistri simboli e le loro costanti
allusioni a forze misteriose, Edward Thatch, noto da allora in poi come
Barbanera, conosceva bene limportanza di far s che il tuo nemico se la
faccia nelle brache.
Era stato a quel punto che si era scoperto che il rum, la protezione del
porto amico e la buona compagnia non erano le sole ragioni per cui ci era
dato lonore della presenza di Charles Vane e Calico Jack.
Corre voce che il governatore di Cuba in persona stia organizzando
larrivo di un carico doro da un forte vicino, aveva riferito Vane, dopo che

ci fummo tutti riforniti di boccali e che avemmo acceso le nostre pipe.


Fino ad allora rester dov desideroso desser preso.
Ed cos che ci eravamo trovati a porre lassedio a Porto Guarico
La battaglia era stata sanguinosa ma breve. Con gli uomini armati fino ai
denti e le nostre nere bandiere al vento eravamo entrati nella baia con
quattro galeoni e avevamo martellato di cannonate il forte giusto per far
saper loro del nostro arrivo.
Poi avevamo gettato lancora e lanciato schiamazzi, avevamo guadato le
acque basse sbraitando grida di battaglia e mostrando i denti. Io avevo
avuto loccasione di vedere per la prima volta Barbanera nel pieno della
battaglia ed era davvero uno spettacolo terrificante. Per loccasione si era
vestito completamente di nero e le micce che aveva nella barba
sputacchiavano, cos che sembrava che avesse dei serpenti intrecciati nei
peli e la testa incorniciata da una nebbia diabolica.
Non erano molti i soldati che non si sarebbero dati alla fuga alla vista di
un simile essere che sopraggiungeva risalendo la spiaggia verso di loro e in
effetti cos molti fecero. I coraggiosi che erano rimasti a lottare per la vita o
la morte, avevano lottato per la morte.
Io avevo raccolto la mia giusta razione di vite umane, con la lama nella
destra, ormai divenute parte di me come supplemento alle mie dita, la
pistola che faceva fuoco nella sinistra. Dopo aver scaricato le pistole,
estraevo la sciabola. Cerano alcuni dei nostri uomini che non mi avevano
mai visto in azione e mi perdonerai se confesso che cera qualcosa di
scenografico nel mio modo di combattere, nella coreografia dei miei balzi
da un uomo allaltro, affettando guardie con una mano mentre sparavo a
unaltra dallaltra parte, abbattendo due, talvolta tre avversari in un colpo
solo, spinto non dalla ferocia o dalla sete di sangue, questo no, non sono un
bruto, non cera perfidia o crudelt in quello che facevo, ma solo da abilit,
grazia e destrezza. Cera qualcosa di artistico nel mio modo di uccidere.
E poi, conquistato il forte, entrai nella stanza dove Laureano Torres
sedeva a fumare la sua pipa soprintendendo alla conta dei soldi, protetto da
due soldati.

Fu questione di un momento perch i due soldati diventassero due


soldati morti. Sotto il suo sguardo di disprezzo e disgusto per la mia veste
da Assassino, adesso un po malridotta ma pur sempre di grande effetto,
ritirai le mie lame nel loro alloggiamento facendole scomparire sotto il
pugno della mano destra. E dalla manica gocciol il sangue delle sue
guardie.
Salve, eccellenza, lo salutai, avevo sentito che forse vi avrei trovato
qui.
Lui ridacchi. Conosco la tua faccia, pirata. Ma lultima volta che ci
siamo parlati il nome che mi hai dato era preso a prestito.
Duncan Walpole.
Intanto era arrivato Adewal e quando spost lo sguardo dai cadaveri dei
soldati su Torres, i suoi occhi si indurirono, forse ricordando di essere stato
incatenato nella stiva di uno dei vascelli del governatore.
Allora, continuai io, come mai un Gran Maestro dei Templari si trova
cos lontano dal suo Castillo?
Torres assunse unespressione altezzosa. Preferirei tenerlo per me.
E io preferirei non tagliarvi le labbra e farvele ingoiare, ribattei in tono
gioviale.
Funzion. Alz gli occhi al soffitto ma gran parte della sua spavalderia si
spense dincanto. Dopo la sua fuga dallAvana offrimmo una ricompensa
per la cattura del Saggio. Oggi qualcuno ha detto di averlo trovato.
Questoro la sua ricompensa.
Chi lha trovato? chiesi.
Torres esit. Adewal pos la mano sullimpugnatura della spada e
guard il Templare con occhi ardenti di odio.
Un mercante di schiavi di nome Laurens Prins, rispose con un sospiro
Torres. Vive a Kingston.
Annuii. La vostra storia ci piace, Torres. E vogliamo aiutarvi a finirla.
Ma lo faremo a modo nostro. Usando voi e il vostro oro.
Non aveva scelta e lo sapeva. La nostra prossima tappa era Kingston.

39
COS fu che qualche giorno dopo io e Adewal ci ritrovammo ad arrostire
nella canicola di Kingston mentre pedinavamo il governatore diretto al suo
appuntamento con Prins.
Si diceva che a Kingston Prins avesse una piantagione di canne da
zucchero. Il Saggio lavorava per lui, ma poi Prins aveva saputo della taglia e
aveva pensato di incassarla.
Assalire la piantagione, allora? No. Troppe guardie. Troppo alto il rischio
di allertare il Saggio. Del resto non eravamo nemmeno sicuri che fosse l.
Pensammo viceversa di servirci di Torres per comprarcelo: il
governatore si sarebbe visto con Prins e gli avrebbe dato met delloro,
offrendogli laltra met al momento della consegna del Saggio. Io e Adewal
saremmo intervenuti, avremmo rapito il Saggio per poi estorcergli le
informazioni sullOsservatorio di cui avevamo bisogno. Dopodich
saremmo stati ricchi.
Semplice, no? Che cosa poteva andare storto in un piano cos ben
congegnato?
La risposta, quando giunse, si present nelle sembianze del mio vecchio
amico James Kidd.
Al porto Torres sincontr con Prins, che era anziano e corpulento e
sudava sotto il sole, e sincammin con lui chiacchierando, preceduto e
seguito da due coppie di guardie del corpo.
Torres avrebbe dato lallarme? Forse. E in tal caso Prins aveva a
disposizione abbastanza uomini da sopraffarci. Ma Torres sapeva che, se
fosse successo, il mio primo colpo di sciabola sarebbe stato alla sua gola. E,
se fosse successo, nessuno di noi avrebbe mai pi visto il Saggio.
La cosa singolare che io non lo vidi. Non subito. Diciamo piuttosto che
ne avvertii la presenza, oppure che ne diventai conscio. Mi ritrovai a
guardarmi intorno, come si farebbe sentendo odore di bruciato quando
non dovrebbe essercene. Cos questodore? Da dove viene?
Solo allora lo vidi. Un individuo che oziava in mezzo alla gente allaltra

estremit della banchina, un invisibile elemento della scenografia che per


me era pi che visibile. Un individuo che, quando si volt dalla mia parte,
riconobbi. James Kidd. Non certo l a prendere una boccata daria e a
godersi il panorama, a giudicare dallatteggiamento. Bens l per una
missione da Assassino. L a uccidere chi? Prins? Torres?
Ges. Guidai verso di lui Adewal camminando rasente il muro del
porto, afferrai Kidd e lo trascinai in uno stretto vicolo fra due baracche di
pescatori.
Edward, che diavolo ci fai qui? Si divincol inutilmente, perch
riuscivo a immobilizzarlo con insolita facilit. (E a ripensarci, mi era stato
un po troppo facile inchiodarlo contro il muro di quella baracca.)
Sto pedinando questi uomini che mi porteranno al Saggio, gli dissi.
Puoi aspettare finch non sar comparso?
Kidd sgran gli occhi. Il Saggio qui?
Aye, amico, qui, e Prins ci sta portando direttamente da lui.
Signore. Fece una smorfia di frustrazione ma io non gli stavo offrendo
alternative. Tratterr la mia lama per qualche tempo ma non a lungo.
Frattanto Torres e Prins si erano allontanati e noi fummo costretti ad
allungare il passo. Io lasciai che Kidd ci precedesse, da bravo Assassino
neofita che si addestra nellarte dellinvisibilit. E funzionava. Come un
sogno. Rimanendo a debita distanza mantenemmo il contatto senza essere
visti ma in grado di intercettare brani della loro conversazione, come per
esempio le lamentele di Torres che accusava Prins di tergiversare.
Sono stufo di questa camminata, Prins, stava dicendo, ormai
dovremmo essere vicini.
E in effetti lo eravamo. Ma vicini a cosa? Non certo alla piantagione.
Poco pi avanti cera lo steccato sconnesso e lo strano e incongruo ingresso
ad arco di quello che sembrava un cimitero.
S, ci siamo, gli rispose Prins. indispensabile che siamo alla pari, voi
e io, no? Perch temo di non fidarmi dei Templari pi di quanto voi vi
fidiate di me.
Loro entrarono e noi ci fermammo fuori.
Se avessi saputo che eravate cos ritroso, Prins, vi avrei portato un

mazzo di fiori, comment Torres con forzato umorismo e, dopo unultima


occhiata in giro, varc la soglia del cimitero.
Ah, rise Prins, chiss poi perch mi prendo tanto disturbo Per i
soldi, suppongo. Uningente somma di denaro E poi la sua voce si
spense in lontananza. Noi ci scambiammo un cenno del capo ed entrammo
a nostra volta, furtivi, camminando abbassati e usando le lapidi pi o meno
storte come copertura, senza perdere docchio Torres, Prins e i loro quattro
custodi che si erano fermati al centro.
il momento, disse Kidd.
No, obiettai io con fermezza. Non prima daver visto il Saggio.
Nel frattempo il Templare e il mercante di schiavi stavano concludendo
la loro trattativa. Da un borsello che portava appeso alla vita, Torres
estrasse un sacchetto tintinnante che lasci cadere nella mano protesa di
Prins. Lubrificandogliela non con dellargento, ma con delloro. Prins lo
soppes senza staccare gli occhi da Torres.
Questa solo una rata del compenso, disse il governatore. Un tremito
che gli mosse le labbra fu il solo indizio di un nervosismo che non gli era
abituale. Il resto gi pronto.
Intanto lolandese aveva aperto il sacchetto. Mi addolora vendere uno
della mia stessa razza per trarne un profitto, signor Torres. Ditemi di
nuovo che cosa vi ha fatto questo Roberts per contrariarvi tanto?
Cos questa, una forma di misericordia protestante che non mi
familiare?
Un altro giorno forse, comment Prins. Poi, inaspettatamente, restitu
il sacchetto a Torres, che lo acchiapp al volo.
Cosa?
Ma Prins si stava gi allontanando. Si rivolse a Torres mentre faceva
cenno alle guardie di seguirlo. La prossima volta, gli disse, vedete di non
farvi pedinare!
Quindi, parlando ai suoi: A voi, ordin.
Ma non fu su Torres che si lanciarono le sue guardie. Fu su di noi.
Io feci scattare la mia lama nascosta e uscii da dietro la mia lapide,
affrontando il primo aggressore con un rapido colpo dal basso verso lalto

che gli apr uno squarcio nel fianco. Bast a fermarlo sui suoi passi e io
ruotai su me stesso e lo trafissi nel collo sullaltro lato, tranciandogli la
carotide e colorando il giorno di rosso.
Si accasci e mor. Io mi ripulii la faccia dal suo sangue, roteai su me
stesso e accoltellai il suo compagno in pieno petto. Mandai a vuoto il terzo
assalitore riparandomi con un balzo dietro una lapide. Poi gli feci pagare
per il suo errore con un fendente dacciaio. La pistola di Adewal crepit e il
quarto uomo cadde a terra stecchito e lassalto fin. Ma Kidd era gi partito
allinseguimento di Prins. Lanciando unultima occhiata a Torres, immobile
e frastornato e incapace di dare senso allimprovviso colpo di scena,
chiamai Adewal e mi lanciai allinseguimento a mia volta.
Hai perso la tua occasione, Kenway, mi grid Kidd mentre correvamo
entrambi per le strade assolate della citt. Io mi prendo Prins.
No, Kidd. Aspetta, possiamo metterci daccordo.
Hai avuto la tua opportunit.
Frattanto Prins aveva ricostruito la situazione: i suoi quattro uomini, le
sue guardie del corpo migliori, erano morti e giacevano molto
opportunamente in un cimitero, e lui era solo, inseguito per le vie di
Kingston da un Assassino.
Mai lo avrebbe potuto immaginare, ma la sua sola speranza di salvezza
in quel momento ero io. Cera da provare compassione per lui. Nessuna
persona di buonsenso avrebbe scelto Edward Kenway.
Poi io raggiunsi Kidd, lo ghermii per la cintola e lo feci cadere per terra.
E giuro davanti a Dio che non lo sto dicendo per quello che sarebbe
accaduto dopo, ma l per l mi meravigliai di trovarlo cos leggero, mi
meravigliai di quanto sottile fosse la vita che avevo stretto nel braccio.
Non posso permetterti di ucciderlo, Kidd, ansimai. Non prima di
aver trovato il Saggio.
una settimana che sto dietro a quel porco, ringhi Kidd, una
settimana che spio i suoi movimenti, e ora che trovo a mia disposizione
non uno, ma due dei miei bersagli, tu me li neghi entrambi.
Le nostre facce erano cos vicine che mi sentivo addosso lardore della
sua collera.

Pazienza, lo esortai, e otterrai la soddisfazione che cerchi.


A quel punto lui si liber da me con uno strattone furioso. E va bene,
concesse. Ma quando avremo trovato il Saggio, tu mi aiuterai a prendere
Prins. Capito?
Sputammo e ci scambiammo una stretta di mano. Dopo leruzione,
sembrava che il vulcano si fosse placato e insieme ci avviammo alla
piantagione di Prins. Dunque alla fine saremmo stati costretti a fare
irruzione. Quando si dice essere costretti a rimangiarsi le proprie parole
In cima a un poggio trovammo una piazzuola dove potemmo sederci a
osservare il lavoro nella piantagione di canne da zucchero. Intonando tristi
melodie, gli schiavi maschi tagliavano le canne in un fruscio costante che
sembrava fluttuare sulle ali della brezza, mentre le donne si avvicendavano
passando curve sotto il peso delle ceste piene.
Adewal mi aveva raccontato qualcosa della vita alle piantagioni, di
come, quando le canne venivano tagliate e raccolte, le si facevano passare
attraverso due rulli di metallo e di come non fosse raro che nei rulli venisse
risucchiato un braccio. E quando accadeva, lunico modo per separare il
malcapitato dal suo strazio era di troncargli il braccio. E per ricavare lo
zucchero bisognava far bollire il succo estratto dalle canne e lo zucchero
bollente ti si appiccicava addosso come vischio e bruciando ti lasciava una
terribile cicatrice. Ho avuto amici che hanno perso gli occhi, mi aveva
raccontato, e dita e braccia. E in quanto schiavi, mai abbiamo sentito una
parola di elogio, mai una parola di scusa.
Pensai a qualcosaltro che mi aveva detto. Con questa pelle e con questa
voce, dove mai posso trovare un posto nel mondo dove sentirmi a mio
agio?
Erano gli uomini come Prins gli architetti delle sventure della sua gente,
propugnatori di unideologia che era lopposto di tutto ci in cui credevo io
e di tutto ci che costituiva lessenza stessa di Nassau. Noi credevamo nella
vita e nella libert. Non quella prevaricazione. Quella tortura. Quella
morte lenta.
Serrai i pugni.
Kidd si tolse di tasca una pipa e fum un po mentre osservavamo

landirivieni sotto di noi.


Ci sono guardie che pattugliano la piantagione da un capo allaltro,
disse. Se ho visto bene, usano delle campane per dare lallarme. Vedi?
Laggi.
Dovremo neutralizzarle prima di procedere, commentai io.
Con la coda dellocchio notai qualcosa di strano. Kidd che si passava la
lingua su un pollice e lo premeva quindi nel fornello della pipa per
spegnerla. Be, non era quello a essere bizzarro, ma ci che segu. Calc e
rigir il pollice nel fornello e poi si pass cenere sulle palpebre.
Con tutti quegli uomini non possiamo affidarci solo allelemento
sorpresa, disse, perci far quel che posso per distrarli e attirare la loro
attenzione, dandoti una migliore occasione per eliminarli.
Domandandomi cosa diavolo stesse combinando, lo vidi incidersi un
dito con un piccolo coltellino da tasca e spremerne una goccia di sangue
che si strofin sulle labbra. Si tolse quindi il tricorno. Tir il laccio che gli
legava i capelli e si arruff la chioma facendosela ricadere sulla faccia. Si
lecc un pollice e si ripul il viso lavandosi come un gatto. Sinfil quindi le
dita in bocca e si tolse pezzi bagnati di stoppaccio con cui si era gonfiato le
guance e li lasci cadere per terra.
Si estrasse quindi la camicia dalle brache e cominci a slacciarsi un
corsetto che si sfil da sotto e gett via. E quando si sbotton parte della
camicia e si apr il colletto mise in mostra quelle che erano
indiscutibilmente un paio di tette.
Ebbi un capogiro. Tette sul torace di un uomo? Ma figuriamoci! Infatti,
quando finalmente distolsi lo sguardo dal suo seno per guardarlo in faccia,
o diciamo meglio guardarla in faccia, vidi bene che quelluomo non era
affatto un uomo.
Il tuo nome non James, vero? chiesi, abbastanza inutilmente.
Lei sorrise. Non sempre. Andiamo.
E quando si alz, il suo modo di camminare era completamente
cambiato, cos che se prima aveva dato limpressione di muoversi come un
uomo, adesso non cera alcun dubbio: era chiaro come le tette che aveva sul
petto che quella era una donna.

Cominci a scendere verso il recinto della piantagione e io maffrettai a


inseguirla scivolando sul pendio.
Ma dannazione, imprecai, come sarebbe che sei una donna?
Buon Dio, Edward, qualcosa che richiede una spiegazione? Adesso mi
trovo qui per compiere una missione. Ti divertir a tempo debito.
Alla fine per io non trovai nulla di cui divertirmi. In verit era
perfettamente logico che si fosse rassegnata a vestirsi da uomo. I marinai
detestavano avere delle donne a bordo. Erano superstiziosi al riguardo. Se
una donna del mistero desiderava la vita di un uomo di mare, cos doveva
diventare: un uomo di mare.
E quando ci pensai bene, rimasi costernato davanti al fegato che aveva
messo in mostra. Davanti al coraggio che doveva aver avuto per esporsi ai
rischi di quellinganno. E lasciati dire, amore mio, che ho conosciuto molte
persone straordinarie. Alcune buone, alcune cattive, soprattutto un misto
di buono e cattivo insieme, perch cos che la maggior parte della gente.
Ma di tutte, lesempio che soprattutto mi piacerebbe che seguissi il suo. Il
suo nome era Mary Read. So che non lo dimenticherai. La donna pi
coraggiosa che abbia mai conosciuto, nessuna esclusa.

40
MENTRE attendevo Mary davanti al cancello ascoltai le chiacchiere delle
guardie. Dunque Torres era riuscito a far perdere le sue tracce. Interessante.
E Prins era rintanato nella sua piantagione per paura di essere ucciso. Bene.
Sperai che la paura gli strizzasse lo stomaco con mani di ghiaccio. Sperai
che il terrore lo tenesse sveglio di notte. Ero ansioso di leggerglielo negli
occhi quando lo avrei ucciso.
Prima per dovevo riuscire a entrare. E per quello avevo bisogno
Eccola. E bisogna riconoscerle che era unattrice superba. Perdio solo sa
quanto tempo aveva convinto tutti noi dessere un uomo e ora era in un
ruolo nuovo, non tanto nellaver cambiato sesso, quanto nel persuadere le
guardie di stare poco bene. E, s, riuscendoci magistralmente.
Altol! ordin un soldato al cancello.
Aiuto, mi hanno sparato, balbett lei, soccorretemi.
Mio Dio, Phillips, guardala. ferita.
Il pi sensibile dei due soldati si fece avanti e il cancello della piantagione
si apr davanti a lei.
Signore, mormor lei con un filo di voce, sto male e sto per svenire.
Il soldato premuroso le offr il braccio per aiutarla a entrare.
Che Dio vi benedica, ragazzi, sospir lei nel varcare la soglia
zoppicando. Il cancello si richiuse alle sue spalle e io, da dove mi trovavo,
non potei vedere nulla, ma di sicuro tutto udii: il sibilo di una lama, il
suono sordo del ferro che penetra nelle carni, il gemito sommesso
dellultimo alito di vita e il tonfo dei loro corpi che cadevano al suolo.
Poi fummo entrambi allinterno della tenuta e ci lanciammo di corsa
verso la casa padronale. Probabilmente alcuni degli schiavi ci videro, ma
confidavamo che non avrebbero dato lallarme e le nostre preghiere furono
ascoltate perch pochi istanti dopo entravamo di soppiatto nella casa
padronale scambiandoci segnali con le mani per addentrarci senza rumore
nelle stanze, finch non lo trovammo in un gazebo nel giardino dietro la
magione. Accovacciati ai due lati di una porta ad arco lo spiammo girato

dallaltra parte con le mani giunte davanti al ventre a contemplare la sua


propriet, soddisfatto dei suoi averi, un grasso negriero che aveva costruito
la sua fortuna sulle sofferenze altrui. Ricordi quando ti ho detto che avevo
conosciuto alcuni che erano cattivi fino in fondo? Laurens Prins era in
cima a quella lista.
Ci scambiammo unocchiata. Spettava a lei ucciderlo e tuttavia per
qualche ragione (forse perch avevano in mente di reclutarmi?) lei mi fece
cenno di andare avanti e prosegu verso sinistra a perlustrare la tenuta. Mi
alzai, attraversai il giardino, entrai nel gazebo e mi fermai alle spalle di
Laurens Prins.
E feci scattare la lama.
Se una cosa si pu dire a credito dei pirati che per quanto poco siano
civilizzati, niente affatto inclini a ordine e igiene come stavano a
testimoniare le condizioni di Nassau, non mancavano mai di prendersi la
massima cura delle loro armi. La stessa filosofia che vigeva nella
manutenzione delle navi. Una questione di necessit. Una questione di
sopravvivenza.
Lo stesso valeva per la mia lama. Quando si bagnava, la asciugavo
meticolosamente e la tenevo sempre perfettamente lubrificata, e cos era in
quei giorni, quando non emetteva il minimo rumore allo scatto del
meccanismo. Era cos silenziosa, in realt, che Prins non la sent.
Imprecai e allora finalmente si volt stupito, aspettandosi forse di vedere
una delle sue guardie e preparandosi a stigmatizzarla per la maleducazione
dessergli apparso furtivamente alle spalle in quel modo. Io invece gli
conficcai la lama nel corpo e i suoi occhi si sbarrarono esterrefatti,
rimanendo come congelati mentre io lo accompagnavo ad accasciarsi sul
pavimento, e intanto il sangue che sgorgava dentro di lui intorno al mio
acciaio gli riempiva i polmoni e la vita cominciava ad abbandonarlo.
Perch incombermi addosso come un corvo maligno? toss. Per
godere della vista di un vecchio che soffre?
Voi stesso siete il responsabile di sofferenze ben pi grandi, signor
Prins, gli dissi io imperterrito. Questa una punizione, suppongo.
Voi assurdi tagliagole e la vostra pretenziosa filosofia, mi apostrof lui

con lo sdegno patetico di un uomo moribondo. Voi vivete nel mondo ma


non potete farlo muovere.
Io lo contemplai sorridendo. Voi fraintendete il mio movente, vecchio.
A me interessano solo i quattrini.
Come fu anche per me, figliolo, disse lui. Come fu anche
Mor.
Uscii dal gazebo lasciandomi il suo corpo alle spalle e in quel momento
udii dei rumori sopra di me. Alzato lo sguardo scorsi su un balcone il
Saggio, ritrovandolo esattamente come lo ricordavo. Aveva preso in
ostaggio Mary e le puntava alla tempia una pistola a pietra focaia, mentre
contemporaneamente, quella volpe, la tratteneva per la vita per impedirle
di far scattare la sua lama.
Ho trovato il nostro uomo, mi grid lei per nulla intimorita dalla
pistola che il Saggio le puntava alla testa. E che senzaltro avrebbe usato, me
lo diceva la luce sinistra che gli brillava negli occhi. O che per meglio dire
glieli infiammava. Ti ricordi di me, amico? pensai. Quello che era presente
con gli altri nel momento in cui ti hanno prelevato il sangue?
Si ricordava. Il Templare dellAvana, disse annuendo.
Non sono un Templare, mio caro, gli risposi. Quello era solo uno
stratagemma. Noi siamo venuti qui per salvarvi le penne.
Con il che naturalmente intendevo dire: Torturarti finch con ci avrai
detto dov lOsservatorio.
Salvarmi? Io lavoro per il signor Prins.
Allora non sapete fino a che punto avete sbagliato affidandovi a lui.
Aveva intenzione di vendervi ai Templari.
Il Saggio alz gli occhi al cielo. Non ci si pu proprio fidare di
nessuno.
Forse si rilass, perch Mary scelse quel momento per fare la sua mossa.
Con il tacco dello stivale gli tir un calcio in pieno stinco strappandogli un
grido di dolore e contemporaneamente si rigir su un fianco sgusciando
dalla sua presa. Cerc di afferrargli il braccio armato, ma lui la respinse,
punt la pistola, spar e manc il bersaglio. Allora lei si ritrov in bilico e
lui vide la sua occasione, piroett sulla balaustra del balcone e la colp con

entrambi i piedi. Con un grido Mary cadde oltre il bordo e io gi mi stavo


lanciando per prenderla al volo, quando lei atterr con un colpo di reni sul
balcone sottostante.
Intanto il Saggio aveva estratto unaltra pistola, ma stavano
sopraggiungendo le guardie allertate dallo sparo.
Roberts! urlai, ma lui punt la pistola in una direzione inaspettata e
spar un colpo alla campana pi vicina.
Clang.
Non poteva sbagliare e leffetto fu quello che si era prefissato: mentre
Mary si lasciava cadere agilmente dal secondo balcone al suolo, facendo
contemporaneamente scattare la sua lama nascosta, un drappello di guardie
fece irruzione nel giardino. Schiena contro schiena non ci fu il tempo di
valutare con precisione la consistenza dei nostri avversari: stavano gi
apparendo moschetti e pistole e cera bisogno di contrattaccare al pi
presto.
Credo che la conta fosse di sei a testa. Dodici uomini che morirono
mettendo in mostra vari gradi di coraggio e abilit, e almeno un caso di
dubbia idoneit a qualunque tipo di combattimento. Fu per il modo in cui
muoveva gli occhi e frignava nel tuffarsi nella battaglia.
Sentimmo i passi in corsa di altri uomini in arrivo e capimmo che era il
momento di alzare i tacchi. Abbandonammo il giardino e riattraversammo
la piantagione e mentre passavamo correndo incitammo gli schiavi
scappa, scappa a liberarsi una volta per tutte. E se non avessimo avuto
decine di soldati alle calcagna, ci saremmo fermati costringendoli ad
andarsene. Purtroppo non ho modo di sapere se seppero approfittare fino
in fondo del vantaggio che avevamo loro donato.
Ci fermammo invece molto pi tardi, e quandebbi finito di imprecare
sulla malasorte che mi aveva impedito di mettere le mani su Roberts, le
chiesi quale fosse il suo vero nome.
Mary Read mi ha chiamata mia madre, mi rispose e
contemporaneamente avvertii una pressione allinguine e quando abbassai
lo sguardo, vidi che era la punta della sua doppia lama nascosta.

Ma Mary sorrideva, per bont di Dio.


Non una parola a nessuno, per, mi ammon. O faccio smettere di
essere un uomo anche a te. E mai io lo dissi a nessuno. Dopo tutto quella
era una donna che pisciava in piedi. Non mi sarei mai permesso di
sottovalutarla.

41
Gennaio 1718
CARO Edward,
ti scrivo con tristi notizie di tuo padre, che ci ha lasciati un mese fa, portato via
dalla pleurite. Il suo trapasso non stato doloroso e, per misericordia di Dio, morto
tra le mie braccia. Quindi siamo stati almeno insieme fino alla fine.
Al momento del suo decesso eravamo poveri e cos ho preso un lavoro a una
taverna locale dove puoi raggiungermi se desideri corrispondere. Le notizie delle tue
imprese sono giunte alle mie orecchie. Dicono che tu sia un pirata famoso per
scelleratezza. Vorrei tanto che tu potessi scrivermi e fugare i miei timori al riguardo.
Mi spiace doverti dire che non ho pi visto Caroline da quando sei partito e che perci
non sono in grado di riferirti alcun particolare sulla sua salute.
Tua madre

Guardai lindirizzo che mi aveva spedito. Non sapevo se piangere o


ridere.

42
BENE, so che nei primi mesi del 1718 ero a Nassau, e del resto dove sarei
dovuto essere, visto che quella era casa mia, ma onestamente ne ricordo
ben poco. Perch? Questa una domanda che devi rivolgere a quello che c
qui dentro. Quello con la vocina che ti dice che hai bisogno di un altro
bicchiere quando sai benissimo di averne bevuti abbastanza. Quello che
cominci a dare in escandescenze e a non lasciarmi passare davanti allOld
Avery senza fare un salto dentro ad ammazzare la giornata, per poi
svegliarmi quella dopo abbruttito, sapendo che lunica cosa che poteva
farmi star meglio era il liquido che serviva Anne Bonny. Dopodich, cosa
vuoi, il circolo ricominciava, il circolo vizioso riprendeva dallinizio.
S, in seguito ho capito che bevevo per annegare la mia infelicit, ma
proprio qui che sta il punto del bere, il pi delle volte al momento non sai
perch lo fai. Non ti rendi conto che bere un sintomo e non una cura.
Cos me ne stavo l a guardare Nassau andare in rovina. E ubriaco comero
mi dimenticavo di esserne disgustato. Passavo invece giorno dopo giorno
sempre allo stesso tavolo allOld Avery, o a contemplare il disegno
dellOsservatorio che avevo rubato al governatore, o a cercare di metter gi
una lettera da spedire a mia madre o a Caroline. A pensare a mio padre. A
chiedermi se lincendio della fattoria avesse accelerato la sua morte. A
chiedermi se dovessi ritenermi colpevole anche di quello e sapendo che la
risposta era la ragione per cui le mie lettere a mia madre finivano in fogli
accartocciati sul pavimento della terrazza.
Intendiamoci, non ero cos asfissiato dai miei problemi da dimenticarmi
di occhieggiare il delizioso didietro di Anne Bonny, anche se era tab
(ufficialmente, sia ben inteso. Perch ad Anne, diciamo, piaceva la
compagnia dei pirati, se mi capisci).
Anne era arrivata a Nassau con il marito James, un bucaniere e un
bastardo fortunato per averla sposata. Detto questo, aveva quel suo modo
di fare, Anne, nel senso che non aveva paura di fare gli occhi dolci a un
cliente, al che veniva da chiedersi se il vecchio James Bonny la tenesse

veramente sotto controllo. Io ero pronto a scommettere che servire birre


allOld Avery non fosse unidea di suo marito.
C ben poco in questa citt oltre a piscia e insetti, soleva brontolare,
soffiandosi ciocche di capelli via dalla faccia. Aveva ragione, eppure lei
restava, rintuzzando le avance di molti, accettando le avance di pochi
fortunati.
Fu appunto in quei giorni in cui nuotavo nel mio personale sconforto,
giorni passati a smaltire i postumi di una sbornia e lavorare a quella
successiva, che sentimmo parlare per la prima volta del perdono del re.
Tutte balle!
Era stato Charles Vane a dire cos. Le sue parole erano penetrate nella
foschia alcolica di met mattina alla quale mi stavo dedicando.
Cosa?
un tranello, tuon Vane. Per tenerci buoni prima di attaccare
Nassau! Vedrete. Segnatevi le mie parole.
Cosa era un tranello?
Non un tranello, Vane, obiett Barbanera in un tono di voce
insolitamente serio. Lho saputo direttamente dalla bocca di quelluntuoso
capitano delle Bermuda. C un perdono per ogni pirata che lo voglia.
Un perdono. Assimilai con calma quelle parole.
Cera anche Hornigold. Tranello o no, a me sembra evidente che gli
inglesi potrebbero tornare a Nassau, disse. Senza dubbio armati. In
mancanza di idee pi chiare, io dico che ci conviene starcene tranquilli.
Niente atti di pirateria e niente violenze. Per il momento non facciamo
niente che possa indispettire il re.
La buona pace del re non cosa di mia competenza, Ben, lo apostrof
Barbanera.
Lo sar quando mander i suoi soldati a ripulire questisola fino
allultimo residuo della nostra presenza, ribatt Benjamin. Guardati
intorno. Vale la pena morire per questa cloaca?
Naturalmente aveva ragione. Puzzava orribilmente e ogni giorno di pi,
un vomitevole misto di merda e acque di sentina e carcasse putrescenti.
Ma anche cos, per quanto ti possa essere difficile crederlo, era il nostro

vomitevole misto di merda e acque di sentina e carcasse putrescenti, e noi


eravamo sempre pronti a combattere per difenderlo. E poi da ubriaco
lodore non era pi cos cattivo.
Aye, questa la nostra repubblica. la nostra idea, dichiar
Barbanera. Una terra libera per uomini liberi, ricordate? Dunque forse a
guardarla fa schifo, ma non pur sempre unidea per cui vale la pena
combattere?
Benjamin evit i suoi occhi. Aveva gi deciso? Aveva gi fatto la sua
scelta?
Io non posso sentirmi sicuro, disse. Perch quando guardo i frutti di
anni del nostro lavoro, tutto quello che vedo sono malattie indolenza
idiozia.
Ricordi cosa ti avevo detto di Benjamin? Quel suo modo di vestirsi cos
personale, quel suo portamento militaresco? Guardando indietro adesso
credo che non avesse mai voluto diventare pirata, che le sue ambizioni
fossero sullaltro versante, quello della marina di sua maest. Non era mai
particolarmente ansioso di attaccare una nave, tanto per cominciare, cosa
assai rara tra noi. Barbanera ci raccont la storia di quando un vascello
sotto il suo comando avesse messo sotto assedio una corvetta solo perch
Benjamin voleva impossessarsi dei cappelli dei passeggeri. Nientaltro, solo i
cappelli. S, tu potresti pensare che fosse perch era un vecchio bonaccione
e non voleva terrorizzare troppo la gente e forse hai anche ragione. Ma la
verit che, fra tutti noi, Benjamin Hornigold era il meno pirata, quasi
come se non volesse accettare di esserlo. Alla luce di tutte queste
considerazioni, immagino che non avrei dovuto meravigliarmi di quello
che accadde dopo.

43
Luglio 1718
MIA adorata Caroline stavo scrivendo.
E l in quella particolare occasione (luogo: lOld Avery, come se tu avessi
bisogno di sentirtelo dire) fu dove mi fermai.
Stai dando forma ai tuoi sentimenti? Cera Anne in piedi davanti a me,
bruna e splendida. Una benedizione per gli occhi.
Solo due righe da mandare a casa. Credo che comunque non si ricordi
pi di me.
Appallottolai la lettera e la gettai via.
Ah, che cuore duro che hai, comment Anne tornando dietro il
bancone. Dovresti ammorbidirlo.
Aye, pensai. Hai ragione, bella mia. E quel cuore morbido si andava
sciogliendo. Nei mesi trascorsi da quando avevamo sentito del perdono del
re, Nassau si era divisa tra coloro che lo avevano accettato, coloro che
intendevano accettarlo (dopo unultima scorribanda), e coloro che erano
recisamente contrari e maledicevano tutti gli altri, guidati questi ultimi da
Charles Vane, e
Barbanera? Il mio vecchio amico manteneva le sue polveri asciutte, ma
ripensandoci credo che avesse gi deciso che la vita del pirata non faceva
pi per lui. Era lontano in cerca di navi da saccheggiare. A noi giungevano
notizie di grossi colpi messi a segno e strane alleanze. Io cominciai a
pensare che quando aveva lasciato Nassau Barbanera non aveva mai avuto
intenzione di tornarvi. (E, per quel che ne so, mai ci torn.)
E io? Ebbene, da una parte mi preoccupava il fatto che fossi amico di
Vane. Dallaltra io non volevo accettare il perdono e questo faceva di me un
amico di Vane che mi piacesse o no. Vane aspettava rinforzi dei giacobiti,
fautori degli Stuart, che non erano mai arrivati. Cominci allora a
progettare di abbandonare Nassau e fondare forse altrove unaltra
repubblica pirata. Io sarei partito con lui sul mio Jackdaw. Che altra scelta

avevo?
Venne poi quella mattina, pochi giorni prima della data fissata per la
partenza, quando mi ritrovai sulla terrazza dellOld Avery a cercare di
scrivere la mia lettera a Caroline e ad ammazzare il tempo con Anne Bonny
quando udii delle cannonate provenire dal porto. Una salva da undici pezzi.
E capimmo subito che cosa stava succedendo, ci avevano avvertito.
Sarebbero arrivati gli inglesi a prendere il controllo dellisola.
Ed eccoli l. Un blocco che tappava entrambi gli ingressi al porto. A fare
la voce grossa erano la Milford e la Rose, due navi da guerra di sua maest a
scorta di una flotta di altri cinque vascelli che trasportavano soldati,
artigiani, provviste, materiali da costruzione, unintera colonia venuta a
spazzar via i pirati, ribaltare Nassau come un calzino e restituirlo alla
rispettabilit.
A guidare le operazioni era la Delicia, la nave ammiraglia da cui si
staccarono le lance a remi che passarono in mezzo al cimitero delle navi e
approdarono alla nostra spiaggia. Quando arrivammo noi insieme con tutti
gli altri marinai presenti a Nassau, gli occupanti delle lance stavano giusto
sbarcando. Nientemeno che il mio vecchio amico Woodes Rogers. Lo
aiutarono a scendere dalla sua barca tutto abbronzato e azzimato come
sempre, ma con unaria un po pi stanca. Ricordi la sua promessa al
governatore dellAvana? Laveva mantenuta. Ricordi che mi aveva detto che
aveva intenzione di sradicare i pirati da Nassau? Sembrava che avrebbe
mantenuto anche quella.
Mai sentii cos forte la nostalgia di Barbanera. Una cosa di cui ero sicuro
del mio vecchio amico che Edward Thatch avrebbe saputo cosa fare.
Istinto e astuzia lo avrebbero guidato alla scelta giusta.
Be, che mi si strozzi il gargarozzo, brontol Calico Jack accanto a me
(non provocare il fato, Jack), re Giorgio devessersi scocciato delle nostre
birbonate. Chi quel tipo con la faccia scura?
Quello il capitano Woodes Rogers, gli risposi e siccome non avevo
particolare fretta di farmi rivedere da lui, retrocessi in mezzo agli altri,
restando comunque abbastanza vicino da sentirlo quando, dopo aver
consultato una pergamena che gli era stata consegnata, disse: Desideriamo

conferire con gli uomini che si sono autoproclamati governatori di


questisola. Charles Vane, Ben Hornigold, Edward Thatch. Vengano avanti,
per favore.
Benjamin avanz di un passo.
Vile straccione, lo insult Jack e mai definizione fu pi azzeccata.
Perch se ci fu un momento in cui Nassau giunse alla sua fine e i nostri
sogni di repubblica furono affossati, fu quello.

44
Novembre 1718
SOLO quando lo trovai mi resi conto di quanto mi era mancato. Purtroppo
non sapevo che presto lo avrei perso per sempre.
Ero su una spiaggia del North Carolina, Ocracoke Bay, poco prima
dellalba, e lui stava facendo festa, naturalmente, ed era rimasto in piedi
tutta la notte. Naturalmente.
Cerano fuochi accesi su tutta la spiaggia, uomini che ballavano al suono
di un violino, altri uomini che si passavano un boccale di rum e ridevano
sguaiati. Cera un cinghiale ad abbrustolire su uno spiedo e il suo
succulento profumo faceva fare salti di gioia al mio stomaco affamato.
Forse allOcracoke Bay, Barbanera aveva fondato la sua personale
repubblica dei pirati. Forse non gli interessava per niente tornare a Nassau
a raddrizzare la situazione.
Charles Vane era gi l e quando io mi avvicinai affondando i piedi nella
sabbia e pregustando gi il sapore del liquore sulle labbra e quello del
cinghiale nella pancia, aveva appena concluso la sua conversazione con
Barbanera.
Che delusione che mi dai, Thatch! tuon Charles indignato. Dice
daver gi deciso di restare qui, aggiunse poi vedendomi arrivare. Allora
che se ne vada allinferno e con lui tutti quelli che hanno seguito questo
lurido bastardo.
Chiunque altro che non fosse stato Vane gli avrebbe tagliato la gola per
aver tradito la causa. Ma lui non lo fece, perch si trattava di Barbanera.
Chiunque altro avrebbe fatto mettere in catene Vane per la sua insolenza.
Ma Barbanera non lo fece. Perch? Forse per un senso di colpa, forse
perch aveva girato le spalle alla pirateria. Forse perch, per tutto il male
che si potesse pensare di Charles, non si poteva non ammirare il suo
coraggio, la sua dedizione alla causa. Nessuno aveva combattuto con pi
tenacia di lui contro il perdono. Nessuno pi di lui aveva reso la vita

difficile a Rogers. Aveva lanciato un brulotto contro il blocco navale ed era


scappato per poi continuare a orchestrare attacchi a New Providence,
facendo di tutto per abbattere il governato di Rogers mentre aspettava
larrivo dei rinforzi. I particolari rinforzi a cui si era affidato issavano in
battaglia la bandiera nera e andavano sotto il nome di Barbanera. Ma nel
momento in cui arrivai io sulla spiaggia nellaria tiepida di quella bella
mattina, mi sembr che le ultime speranze di Charles Vane fossero state
appena calpestate.
Se ne and sollevando la sabbia a pesanti falcate rabbiose, scuotendo la
testa furibondo.
Lo guardammo allontanarsi. Io abbassai gli occhi su Barbanera. Aveva i
cinturoni slacciati, la giacca sbottonata e il ventre ingrossato gli tendeva la
camicia. Non disse niente, si limit a invitarmi con una mano a sedermi
sulla sabbia accanto a lui, mi porse una bottiglia di vino e aspett che avessi
bevuto.
Quelluomo un imbecille, disse un po sbronzo agitando una mano
nella direzione in cui era scomparso Charles Vane.
Ah, pensai io, ma per ironia della sorte il tuo vecchio compare Edward
Kenway vuole la stessa cosa di quellimbecille.
Vane era forse devoto alla causa, ma non aveva la fede delladepto.
Crudele da sempre, negli ultimi tempi era diventato ancor pi selvaggio e
spietato. Mi avevano riferito che il suo nuovo trucco era quello di torturare
i prigionieri legandoli al bompresso, infilando loro fiammiferi sotto le
palpebre e accendendoli. Persino gli uomini che si trovavano sotto il suo
comando cominciavano ad avere dubbi su di lui. Forse anche Vane sapeva
bene quanto me che Nassau aveva bisogno di un condottiero capace di
ispirare gli uomini. Nassau aveva bisogno di Barbanera.
Il quale in quel momento si alz, quando ormai Charles Vane era un
punto allorizzonte, e mi fece segno di seguirlo.
So che sei venuto per richiamarmi a casa, Kenway. Sembr commosso.
La tua fede in me lusinghiera. Ma ora che Nassau presa, io mi sento
finito.
Parlavo con il cuore in mano quando gli dissi: Io non la penso allo

stesso modo, amico mio. Non ti serber rancore per il modo in cui la vedi
tu.
Lui annu. Ges, Edward. Vivere in questo modo come vivere con un
grande buco nel ventre e ogni volta che le budella ti scivolano per terra sei
obbligato a raccoglierle e rischiaffartele dentro. Quando io e Ben ci
stabilimmo a Nassau, sottovalutai la necessit che persone di forte
personalit modellino e guidino la sua edificazione al raggiungimento della
sua realizzazione finale. Ma non mi sbagliavo sulla corruzione che ne
deriva.
Per qualche momento camminammo ascoltando la risacca sulla sabbia,
il dolce accorrere e recedere del mare. Forse anche lui come me, pensando
alla corruzione, stava pensando a Benjamin.
Una volta che un uomo ha assaggiato il sapore del comando, difficile
che non si chieda perch non abbia il governo del mondo intero.
Allung una mano a indicare dietro di s. So che questi uomini mi
ritengono un bravo capitano, ma un sapore il cui gusto aborrisco. Io sono
un uomo arrogante. Mi manca lequilibrio necessario per governare da
dietro la folla.
Credetti daver capito che cosa voleva dire. Credetti di saperlo. Ma non
mi piaceva, non mi andava che Barbanera ci stesse abbandonando.
Camminammo.
Stai ancora cercando quel Saggio? mi domand. Gli risposi di s, ma
non gli confessai che la mia ricerca del Saggio era consistita soprattutto
nello starmene seduto allOld Avery a bere e a pensare a Caroline.
Ah, bene, durante una razzia, un mese fa, ho sentito dire che un certo
Roberts era al comando di una nave negriera di nome Princess. Magari ti
interessa?
Dunque il carpentiere con gli occhi defunti, luomo con la sapienza
senza et, era passato dalle piantagioni alla tratta degli schiavi. Abbastanza
logico.
La Princess. Salute, Thatch.

45
GLI inglesi venivano ovviamente a cercare Barbanera. Venni a sapere in
seguito che era un contingente guidato dal tenente Maynard della HMS
Pearl. Il governatore della Virginia aveva posto una taglia sulla testa di
Barbanera dopo che i mercanti si erano lamentati dellabitudine che aveva
di salpare dallOcracoke Bay per attaccare ogni tanto le loro navi. Il
governatore temeva che Ocracoke potesse presto diventare una nuova
Nassau. Non gli piaceva avere nel cortile dietro casa il pi famigerato pirata
del mondo. Cos aveva posto una taglia sulla sua testa. E cos erano arrivati
gli inglesi.
La prima cosa che sentimmo fu un allarme solo bisbigliato. Stanno
arrivando gli inglesi. Stanno arrivando gli inglesi. Guardando dai portelli
dei cannoni dellAdventure, la corvetta di Barbanera, vedemmo che avevano
calato in mare una piccola barca e che cercavano di coglierci di sorpresa. Li
avremmo completamente annientati, naturalmente, non fosse stato per una
sola cosa. Una cosa cruciale. Ricordi la festa di cui ti avevo detto? Il vino e il
cinghiale? Era andata avanti. E avanti.
Eravamo in preda ai postumi di una sbornia colossale, postumi
catastrofici.
Cos la sola reazione che riuscimmo a rimediare fu cercare di spaventare
la barca a remi con qualche cannonata.
Quella mattina eravamo molto pochi a bordo della nave di Barbanera,
forse venti al massimo. Ma io ero tra loro e mai avrei immaginato di
partecipare allatto conclusivo del pi famoso pirata del mondo.
E bisogna rendere atto a Barbanera che, per quanto fosse in preda ai
postumi della sbornia come tutti noi, conosceva bene le acque intorno
allOcracoke Bay, e cos partimmo immediatamente salpando lancora e
facendo frettolosamente rotta verso il canale duscita.
Dietro di noi gli uomini di Maynard si lanciarono allinseguimento.
Issarono il vessillo rosso e fugarono ogni nostro dubbio sulle loro

intenzioni. Io lo lessi negli occhi di Barbanera, il mio vecchio amico


Edward Thatch. Tutti coloro che quel giorno si trovavano a bordo
dellAdventure sapevano che gli inglesi avevano preso di mira lui e lui solo.
Nella dichiarazione del governatore della Virginia era apparso il nome di
un solo pirata, e quel pirata era Edward Thatch.
Credo che tutti noi sapessimo che quei cocciuti inglesi non avevano il
minimo interesse per noi e che il loro unico obiettivo era Barbanera.
Ciononostante nessuno di noi si arrese o si gett fuori bordo. Non cera tra
noi un solo uomo che non fosse pronto a morire per lui, tale era la
devozione e la lealt che ispirava. Se solo avesse potuto usare quelle doti al
servizio di Nassau.
Il mare era calmo, non cera vento a gonfiare le nostre vele e fummo
costretti a procedere a remi. Vedevamo il bianco negli occhi dei nostri
inseguitori e loro lo vedevano nei nostri. Barbanera corse a poppa, dove si
sporse dalla frisata e sped una voce a Maynard nellaria ferma del canale.
Maledetti ribaldi, chi siete mai? E da dove venite?
Gli uomini sulla nave dietro di noi non risposero, ci fissarono a bocca
chiusa. Probabilmente per innervosirci.
Vedete dai nostri colori che non siamo pirati! tuon Barbanera
agitando una mano e la sua voce produsse uno strano effetto eco
rimbalzando sulle ripide sponde sabbiose dello stretto canale. Mandateci
una barca e vedrete che non lo siamo.
Non ho una lancia da mandarvi, rispose finalmente Maynard. Ci fu
una pausa. Vi abborder tra poco con la mia corvetta.
Barbanera bestemmi e brind al suo avversario alzando un bicchiere di
rum. Bevo alla dannazione vostra e dei vostri uomini, che sono cuccioli
tremanti di fifa! Non dar e non accetter quartiere.
E in cambio io non mi aspetto quartiere da voi, Edward Thatch, n ve
ne dar io.
Le due corvette sotto il comando di Maynard si fecero sotto e per la
prima volta vidi lamico Edward Thatch indeciso sul da farsi. Per la prima
volta mi parve di leggere paura nei suoi occhi.
Edward tentai di dire con lintenzione di prenderlo in disparte, con

lintenzione di mettermi seduto con lui come tante volte avevamo fatto
allOld Avery, a complottare e progettare e architettare, ma non una
scorribanda, questa volta, eh no. A stendere un piano per sfuggire agli
inglesi. Per salvarci. Intorno a noi lequipaggio lavorava in uno stato di
stordimento dovuto allalcol. Lo stesso Barbanera continuava a sorseggiare
rum e il volume della sua voce saliva di pari passo con la sua ebbrezza. E
naturalmente pi si ubriacava, meno spazio lasciava alla ragionevolezza e
pi avventate e precipitose erano le sue azioni, come quando ordin di
preparare i cannoni e, siccome non avevamo palle, di riempirli di chiodi e
pezzi di ferro vecchio.
Edward, non
Cercai di fermarlo sapendo che doveva esserci un modo migliore e pi
efficace di sottrarci agli inglesi. Sapendo che sparare loro addosso sarebbe
stato come firmare la nostra condanna a morte. Eravamo in difetto di
numero e in difetto di bocche da fuoco. Gli inglesi non erano ubriachi e
non lo erano stati la notte precedente e avevano negli occhi il fuoco ardente
del fanatismo. Volevano una sola cosa e quella cosa era Barbanera,
lubriaco, furente e probabilmente in segreto terrorizzato Barbanera.
Bum.
I proiettili sparati dai nostri cannoni si aprirono in un ampio ventaglio
ma noi non vedemmo niente attraverso il sipario di fumo e sabbia che
oscur il campo di battaglia. A lungo aspettammo con il fiato sospeso di
sapere quali danni avessimo inflitto con la nostra bordata e durante lattesa
sentimmo grida e scricchiolii di strutture di legno che cedevano. Sembr a
tutti che i nostri colpi avessero avuto un notevole effetto e al diradarsi della
nebbia vedemmo che una delle navi inseguitrici aveva sbandato e si era
arenata, mentre sembrava che anche laltra fosse stata colpita, con una parte
dello scafo sfondato e limprovvisa assenza di uomini dellequipaggio. Dalla
nostra ciurma si levarono deboli ma appassionate grida di giubilo e tutti
cominciammo a chiederci se forse non tutto fosse perduto.
Barbanera si gir verso di me e mi strizz locchio.
Guarda che laltra sta per attaccare, Edward, lo avvertii io.
Risponderanno al fuoco.

Cos fu. Lanciarono palle incatenate che distrussero la nostra alberatura


e le grida vittoriose di poco prima si trasformarono in un lampo in urla
disperate nel vedere la nostra nave che non stava pi a galla e si inclinava
rapidamente su un lato del canale graffiando le ripide sponde con gli
spezzoni rimasti degli alberi. E pochi attimi dopo, mentre dondolavamo
inerti in balia delle onde, la corvetta inseguitrice si avvicin da tribordo
mettendoci nelle condizioni di poter giudicare quanta potenza fosse loro
rimasta. Assai poca, mi sembr. Cera un uomo al timone e accanto a lui
cera Maynard che gridava: Accosta, accosta
Fu quello il momento in cui Edward decise che la miglior difesa era
lattacco. Diede ordine ai suoi uomini di armarsi e prepararsi
allabbordaggio e aspettammo con le pistole pronte e le sciabole sguainate,
un ultimo baluardo di resistenza in un remoto canale dacqua di mare nelle
Indie Occidentali.
Fummo avvolti dal fumo delle polveri, strati densi librati nellaria come
amache. Ci fece bruciare gli occhi e confer alla scena un che di misterioso,
come se la corvetta inglese fosse una nave fantasma sbucata dalle pieghe di
una nebbia spettrale. Leffetto era reso ancora pi inquietante dal fatto che i
suoi ponti rimanevano deserti. Solo Maynard e luomo al timone, con
Maynard che gridava: Accosta, accosta, stralunando gli occhi di qua e di
l come un pazzo. Il suo aspetto, per non parlare dello stato della sua nave,
ci diedero speranza che fossero in condizioni anche peggiori di quanto ci
fosse sembrato allinizio, che quella non fosse dopo tutto la nostra ultima
difesa, che forse saremmo sopravvissuti per combattere un altro giorno.
Ma fu falsa speranza.
Tutto era silenzio, rotto solo dalle grida sempre pi isteriche del tenente.
Noi eravamo nascosti sotto il parapetto. Impossibile sapere quanti uomini
fossero ancora vivi sulla corvetta inglese, ma almeno uno fra noi era
fiducioso.
Li abbiamo fatti fuori tutti, sbrait Barbanera. Ne saranno rimasti s e
no tre o quattro. Notai che indossava il cappello nero e si era acceso i pezzi
di miccia nella barba, avvolto in una nuvola di fumo, non pi brillo, ma
ardente come un demone sbucato dallinferno. Saltiamo a bordo e

facciamoli a pezzi.
Solo tre o quattro? Non mi sembra molto probabile che ne siano rimasti
cos pochi
Ma intanto i due scafi si erano urtati e, lanciando un urlo di guerra,
Barbanera salt per primo dallAdventure sulla nave inglese, seguito dal suo
equipaggio lanciatosi su Maynard e il suo primo ufficiale al timone.
Ma Maynard era un attore sopraffino come la mia amica Mary Read.
Perch appena la nostra decina di pirati fu a bordo della corvetta inglese,
dal suo volto scomparve lespressione spiritata di poco prima e dalla sua
bocca usc lordine del contrattacco: Ora, uomini, ora! Si spalanc un
boccaporto del cassero di poppa e la trappola scatt.
Si erano tenuti nascosti fingendosi morti per attirarci a bordo. Adesso
venivano fuori come topi che scappano dallacqua di sentina, una ventina di
loro contro la nostra misera decina e in un attimo laria si riemp dei
rintocchi delle lame, del crepitare delle pistole e delle grida di feriti e
moribondi.
Un soldato inglese mi si avvent addosso. Gli sferrai un pugno in faccia
e contemporaneamente feci scattare la mia lama e mi spostai per schivare il
getto di sangue e muco che gli sgorg dal naso. Avevo la pistola nellaltra
mano, ma sentii Barbanera che mi chiamava: Kenway!
Era a terra a difendersi con la sciabola con una gamba che gli sanguinava
abbondantemente e mi chiedeva una pistola. Gliela lanciai e lui lafferr al
volo abbattendo luomo che stava per trafiggerlo con la sua sciabola.
Era un uomo morto. Lo sapevamo entrambi. Lo sapevamo tutti.
In un mondo senza oro, saremmo potuti essere eroi! tuon mentre i
nemici gli si assiepavano sopra.
Era Maynard a condurre un rinnovato attacco e Barbanera, vedendo da
vicino la sua nemesi, scopr i denti e mulin la sciabola. Maynard lanci
uno strillo nel vedere il getto di sangue che gli schizzava dalla mano. Si
ritrasse lasciando cadere la sciabola con limpugnatura spezzata. Si sfil la
pistola dalla cintura e fece fuoco ferendo Edward a una spalla e
rispedendolo in ginocchio sul ponte, da dove alz la sua sciabola con un
mugolio di dolore cercando di proteggersi dallassalto finale.

Intorno a me vedevo altri uomini cadere. Estrassi la mia seconda pistola,


feci fuoco e aprii un terzo occhio in uno dei miei avversari, ma ormai mi
erano addosso in numero soverchiante. Ne uccisi degli altri. Li finii senza
piet. E la consapevolezza che il prossimo che ci avrebbe provato avrebbe
fatto la fine di quello precedente ne tenne alcuni a bada, dandomi la
possibilit di allungare lo sguardo e vedere Edward morire per le mille
ferite ricevute, ancora in ginocchio e ancora combattendo, circondato da
avvoltoi che lo facevano a pezzi a colpi di sciabola.
Con un urlo di frustrazione e collera io distesi le braccia in un saettante
gesto circolare formando con le mie lame un perimetro di morte che
respinse precipitosamente i miei aggressori. Afferrai liniziativa buttandomi
in avanti e atterrando un uomo con un calcio in modo da usarne petto e
faccia come un trampolino da cui spezzare lassedio degli uomini che mi
circondavano. Le mie lame lampeggiarono nellaria e due uomini si
accasciarono con le vene squarciate, rovesciando sul ponte il loro sangue
con uno scroscio rumoroso. Atterrai e spiccai un secondo balzo per
soccorrere il mio amico.
Ma non ce la feci. Da sinistra apparve un marinaio che interruppe il mio
slancio, un bruto grande e grosso che mi invest, e la somma delle velocit
di entrambi non pot essere assorbita dai nostri corpi, cosicch
piombammo insieme nellacqua oltre il parapetto.
Una cosa vidi prima di cadere. Vidi aprirsi la gola del mio amico e il
sangue inondargli il petto. Vidi gli occhi rovesciarsi nella faccia di
Barbanera che crollava sul ponte per lultima volta.

46
Dicembre 1718
NON puoi dire daver sentito sul serio un uomo urlare di dolore finch non
hai sentito il grido di qualcuno a cui stata appena fatta saltare la rotula di
un ginocchio.
Quello fu il castigo impartito da Charles Vane al capitano della nave
negriera inglese che avevamo abbordato. Quella stessa che aveva
praticamente affondato il vascello di Vane, cos eravamo stati costretti ad
accostarlo con il Jackdaw e a caricare a bordo i suoi uomini. Vane aveva
dato fuori di matto, ma per quanto grave la sua perdita non era una scusa
per perdere le staffe in quel modo. In fondo la spedizione era stata unidea
sua.
Aveva concepito il suo piano subito dopo la morte di Edward.
Dunque Thatch stato sconfitto? disse mentre ci trovavamo insieme
nellalloggio del comandante a bordo del Jackdaw, con Calico Jack che
dormiva ubriaco poco distante, seduto in poltrona con le gambe distese in
un modo che sembrava sfidare la legge di gravit. Era un altro di quelli che
avevano rifiutato il perdono del re, cos ce lo eravamo ritrovati sul gobbo
noi.
Era in inferiorit numerica, spiegai a proposito di Barbanera.
Limmagine che mi si form nella mente fu una delle pi sgradevoli. Non
ce lho fatta a raggiungerlo.
Ricordai desser piombato nellacqua, daverlo visto morire, ricordai il
sangue che gli schizzava dalla gola, lo rividi sgozzato come un cane
idrofobo. Bevvi un altro lungo sorso di rum per scacciare quei ricordi.
Mi avevano detto che avevano appeso la sua testa al bompresso come un
trofeo.
E poi davano della gentaglia a noi.
Diavolo di un uomo, comment Charles. Era un duro, ma il suo
cuore era diviso. Parlava mentre scolpiva il mio tavolo con la punta del

coltello. A qualsiasi altro ospite avrei intimato di smetterla, ma non a


Charles Vane. Un Charles Vane sconfitto da Woodes Rogers. Un Charles
Vane che piangeva la morte di Barbanera. Soprattutto un Charles Vane con
un coltello in mano.
Ma aveva ragione, per. Barbanera aveva quasi certamente abbandonato
la vita di un tempo. Mettersi alla testa di tutti noi e riportarci allordine e
allefficienza non era una missione che potesse entusiasmare Edward
Thatch.
Rimanemmo in silenzio. Forse pensavamo entrambi a Nassau e a come
ormai appartenesse al passato. O forse ci interrogavamo tutti e due sul
futuro, perch dopo qualche momento Vane trasse un profondo respiro e,
come se si fosse ripreso da una breve divagazione, si batt i pugni sulle
cosce.
Allora, Kenway, esord, ho meditato sul tuo piano questa cosa
dellOsservatorio di cui vai parlando. Come facciamo a sapere che esiste?
Gli lanciai unocchiata per accertarmi che non mi stesse prendendo in
giro. Non sarebbe stato certamente il primo. Ero stato deriso alquanto per
le mie storie sullOsservatorio e non ero in vena di essere canzonato di
nuovo, almeno non in quel momento. Ma era dannatamente serio, proteso
dalla sua sedia in attesa della mia risposta. Calico Jack intanto dormiva
sonoramente.
Dobbiamo trovare una nave negriera che si chiama Princess. A bordo
dovrebbe esserci un certo Roberts. lui che ci pu condurre
allOsservatorio.
Charles riflett. Tutte quelle negriere lavorano per la Compagnia Reale
Africana. Troviamone una e cominciamo a fare qualche domanda.
Ma purtroppo per tutti noi, la prima nave della Compagnia Reale
Africana che incontrammo apr falle nel Ranger, il vascello di Vane,
cosicch fu necessario salvarne lequipaggio. Alla fine di tutta questa storia,
avevamo dunque abbordato la nave negriera e i nostri uomini avevano gi
neutralizzato il suo equipaggio. Dopodich avevamo trovato il capitano.
Questo capitano sostiene che la Princess parte da Kingston ogni pochi
mesi, avevo riferito a Vane.

Va bene, aveva risposto lui, allora sappiamo come regolarci. E fu


presa la decisione di fare rotta su Kingston. Senza dubbio il capitano
sarebbe stato lasciato in pace se non gli fosse venuto in mente di sbottare
con rabbia: Mi avete sfasciato vele e sartiame, pezzi di somari che non
siete altro! Mi dovete un risarcimento.
Chiunque dei presenti che conoscesse Charles Vane avrebbe saputo dirvi
che cosa sarebbe successo. Non di preciso, ma in generale: terribile
violenza, senza remore. Dunque fu quello il momento in cui si gir,
estrasse la pistola e si avvent sul capitano in un unico movimento rapido e
furioso. Applic la canna della pistola a un ginocchio facendosi scudo con
laltra mano per non sporcarsi di sangue e schiacci il grilletto.
Avvenne in un lampo. Come se nulla fosse. Dopodich Charles Vane se
ne and.
Ma porca miseria, Vane! esclamai quando mi pass accanto.
Oh, Charles, che diavolo malvagio che sei, disse Calico Jack e fu quello
uno dei suoi rari momenti di sobriet, una condizione che era quasi
sconvolgente quanto le urla straziate del capitano, ma derivato
probabilmente dalla decisione che aveva preso proprio quel giorno il
vecchio ubriacone di sfidare Charles Vane.
Vane si volt verso il suo quartiermastro. Non rompermi lanima, Jack.
Romperti lanima esattamente la mia intenzione, Charles, rispose
Calico Jack, di solito ubriaco fradicio, ma questa volta apparentemente in
vena di non riconoscere lautorit di Vane. Ragazzi! esclam e dincanto,
come se avessero aspettato quel momento, alcuni uomini a lui fedeli si
fecero avanti con le armi spianate. Eravamo in inferiorit numerica, ma
questo non bast a trattenere Adewal dal cercare di sguainare la sciabola,
solo per accartocciarsi sotto il colpo violento di unelsa in piena faccia.
Io, quando mi mossi per intervenire, mi ritrovai con non so quante
canne di pistola puntate al volto.
Vedi, io e i ragazzi ci siamo fatti due chiacchiere mentre voi stavate qui
a buttar via il vostro tempo con questa gente, disse Calico Jack indicando
lequipaggio della nave catturata. E i ragazzi hanno deciso che come
capitano sono molto pi adatto io di voialtri cani scervellati.

Io mi sentii salire il sangue agli occhi quando lo vidi indicare Adewal.


Questo credo di poterlo piazzare a Kingston per dieci sterline, disse. Ma
con voi due non voglio correre rischi.
Io, Charles e i nostri uomini non potevamo fare niente, circondati
comeravamo. Io rimuginavo invano domandandomi dove fosse cominciato
ad andare tutto storto. Fino a quel punto avremmo avuto bisogno di
Barbanera? Tanto dipendevamo dalla sua guida, che appena scomparso lui
accadevano cose cos terribili? Cos sembrava.
Rimpiangerai questo giorno, Rackham, sibilai.
Ne rimpiango gi parecchi, sospir lammutinato Calico Jack. La sua
colorita camicia indiana fu lultima cosa che vidi prima che mi si
avvicinasse uno dei suoi a infilarmi sulla testa un sacco nero.

47
E FU cos che ci ritrovammo naufraghi a Providencia. Questo dopo un mese
alla deriva sul Ranger ridotto a un relitto.
Jack ci aveva lasciati senza cibo e senza armi ma non avevamo nemmeno
i mezzi per governare la nave o manovrare le vele, perci trascorremmo
quel mese in mare nel vano tentativo di riparare il sartiame e gli alberi
fracassati e dedicando quasi tutta la giornata a pompare fuori lacqua per
rimanere a galla; un mese durante il quale fui costretto ad ascoltare giorno
e notte le incessanti farneticazioni di Vane. Sbraitava agitando il pugno. Ti
prender Jack Rackham! Ti aprir la pancia! Ti sfiler le budella e ne far
corde per il mio liuto.
Il Natale del 1718 lo trascorremmo sul Ranger sballottati nelle onde
come una bottiglia di rum svuotata e gettata in mare, pregando che il
tempo avesse piet di noi. Eravamo solo io e lui. E naturalmente non
avevamo calendari o niente del genere, perci ci fu impossibile sapere
quando cadde Natale o in quale giorno il 1718 divent il 1719, ma sono
pronto a scommettere che trascorsi entrambi quei giorni ad ascoltare
Charles Vane imprecare contro il mare, il cielo, me, e specialmente il suo
vecchio braccio destro Calico Jack Rackham.
Ti prender! Vedrai se non ti prender lurido bastardo!
E quando io cercai di protestare insinuando che forse quel suo costante
sbraitare facesse pi male che bene al nostro morale, se la prese con me.
Sentilo, sentilo, il nostro Edward Kenway, terrore dei sette mari!
berci. Vi prego, capitano, diteci voi come uscire da questa incresciosa
situazione e diteci con quale colpo di genio sapreste far viaggiare un veliero
senza vele e senza timone.
Come and che durante quel mese non ci ammazzammo a vicenda, non
lo sapr mai, ma Dio sa quanto fummo felici di vedere una terra emersa.
Lanciammo grida di giubilo, ci abbracciamo a vicenda, saltellammo sulla
tolda. Ammarammo una lancia e al calare delle tenebre raggiungemmo a
remi la riva e ci abbandonammo sulla spiaggia, esausti ma felici di aver

finalmente trovato terra dopo un mese alla deriva in mare.


Lindomani mattina, quando ci svegliammo, trovammo che il Ranger era
naufragato incagliandosi sulla spiaggia e ci maledicemmo lun laltro per
non aver gettato lancora.
Dopodich maledicemmo la nostra sorte quando ci rendemmo conto di
quanto piccola fosse lisola su cui ora eravamo finiti.
Si chiamava Providencia, un isolotto con la sua discreta scorta di storia.
Gran brutta storia, per la precisione. Per quasi un secolo intero i coloni
inglesi, i pirati e gli spagnoli non avevano fatto altro che combattersi per
quel francobollo di terra emersa. Quarantanni prima vi aveva posto la sua
sede il grande pirata capitano Henry Morgan, dopo averla ricatturata agli
spagnoli.
Quando vi mettemmo piede io e Vane, era patria di pochi coloni, schiavi
e galeotti fuggitivi e dei pochi indiani mosquito che ne erano gli abitanti
indigeni. Si poteva esplorare il forte abbandonato, ma non era rimasto
molto. Niente comunque che si potesse mangiare o bere. E si poteva
raggiungere a nuoto Santa Catalina, che per era unisola ancora pi
piccola. Cos passavamo le giornate soprattutto a pescare e a raccogliere
ostriche nelle pozze dacqua e litigando con gruppi di nativi di passaggio,
cenciosi coloni o pescatori di tartarughe. I coloni in particolare avevano
sempre un modo di fare tra lo spaventato e il bizzoso, come se non fossero
sicuri se attaccare o scappare e potessero fare indifferentemente luna o
laltra cosa. Avevano occhi che sembravano potersi orientare nelle orbite
contemporaneamente in direzioni diverse e torcevano le labbra screpolate
dal sole in strani movimenti spasmodici.
Una volta, dopo uno di questi bizzarri incontri, mi girai verso Charles
Vane sul punto di fare un commento e vidi che anche lui aveva
unespressione stralunata, e sembrava che i suoi occhi ruotassero nelle
orbite e le sue labbra inaridite facevano strani movimenti spasmodici.
Finch venne il giorno in cui il fragile spago che lo teneva insieme si
spezz e Charles Vane si appart per dare vita a una nuova trib. Una trib
di una persona sola. Avrei dovuto cercare di dissuaderlo. Charles,
dobbiamo assolutamente restare insieme. Ma non ne potevo pi di lui e in

ogni caso non che persi le sue tracce. Tanto per cominciare prese a
rubarmi le mie ostriche, uscendo di soppiatto dalla giungla tutto capelli e
barba, con gli abiti a brandelli e gli occhi di un matto. Si prendeva le
ostriche che avevo appena raccolto, mi dava del bastardo e sgattaiolava nel
sottobosco dal quale mi copriva di insulti per unultima volta. Passavo le
mie giornate sulla spiaggia a pescare o a scrutare lorizzonte nella speranza
di vedere una vela, sempre ben cosciente dessere da lui spiato da dietro lo
schermo della vegetazione.
Una volta cercai di protestare. Non vuoi parlare con me, Vane? Sei
proprio fissato su questa follia?
Follia? mi rispose. Non c niente di folle in un uomo per combattere
per sopravvivere, ti pare?
Non voglio farti alcun male, scemo. Risolviamo questa cosa da
gentiluomini.
Ah, Dio, sapessi che mal di testa mi fanno venire le tue chiacchiere.
Stattene al posto tuo e lasciami vivere in pace!
Lo farei se tu la smettessi di rubarmi il cibo che raccolgo e lacqua che
trovo.
Io non smetter un bel niente finch non mi avrai ripagato in sangue.
Sei tu che mi hai spinto ad andare a caccia di negriere. Sei tu la ragione per
cui Jack Rackham mi ha portato via la mia nave!
Capisci con che cosa avevo a che fare? Stava perdendo il lume della
ragione. Incolpava me per disavventure che erano evidentemente dipese
solo da lui. Era stato lui a suggerire di andare a cercare lOsservatorio. Era
stato lui a precipitarci in quella brutta situazione per aver ucciso il capitano
della nave negriera. Io avevo ragione di odiare lui quanto lui ne aveva di
disprezzare me. La differenza tra noi era che io non avevo perso la testa.
Non ancora, quantomeno. E a quel che sembrava lui stava facendo del suo
meglio per porre rimedio alla mia riluttanza a impazzire. Diventando dal
canto suo sempre pi pazzo.
Siete stati tu e le tue fandonie a ficcarci in questo pasticcio, Kenway!
Viveva nella foresta come un roditore nascosto nei cespugli,
raggomitolato tra le radici degli alberi, abbarbicato ai tronchi, accovacciato

nel proprio cattivo odore a spiarmi covando codardi pensieri. Cominciai a


chiedermi se non avrebbe cercato di uccidermi. Tenevo pulite le mie lame e
anche se non me le allacciavo, abituato ormai comero ad avere addosso il
minimo indispensabile, le tenevo a portata di mano.
Prima che me ne rendessi conto, Vane smise di limitarsi a fare il pazzo
insultandomi da dietro i cespugli e cominci a fare il pazzo che mi tendeva
trappole.
Finch un giorno decisi che ne avevo abbastanza. Dovevo uccidere
Charles Vane.
La mattina che decisi di passare alle vie di fatto mi sentii il cuore pesante.
Mi domandavo se fosse meglio avere un pazzo per compagno che non
averne neanche uno. Ma Vane era un pazzo che mi odiava e che
probabilmente desiderava farmi fuori. O lui o me, dunque.
Lo trovai sulla sponda di una pozza, accosciato con le mani tra le gambe
a cercare di accendere un fuoco cantando sottovoce una canzoncina senza
senso.
Mi dava di schiena, un bersaglio pi che facile, e, mentre mi avvicinavo
senza far rumore e attivavo la mia lama, cercavo di convincere me stesso
che liberarlo dalle sue miserie sarebbe stato solo un atto di umanit.
Ma non potei farne a meno: esitai. E in quel momento lui fece scattare la
sua trappola, sventagliando un braccio e gettandomi ceneri ardenti in
faccia. Mentre indietreggiavo barcollando balz in piedi con la sciabola in
mano e mi si avvent addosso.
Attacco. Parata. Attacco. Usai la mia lama come una spada incrociando il
suo acciaio e replicando con il mio.
E intanto mi chiedevo: dal suo punto di vista lo stavo tradendo?
Probabilmente s. Il suo odio gli infuse energie e per qualche momento non
fu pi il patetico troglodita in cui si era trasformato e i suoi occhi brillarono
di orgoglio, ma non serv, perch le settimane passate a vivere rannicchiato
nel sottobosco cibandosi di quello che riusciva a rubarmi lo avevano
indebolito, cosicch disarmarlo mi fu facile. Ma invece di ucciderlo, mi
liberai della mia lama, slacciandola e gettandola lontano, quindi mi strappai

via la camicia e lottai con lui a mani e torso nudi.


Poi, quando lo ebbi atterrato e riempito di botte, mi fermai. Mi rialzai
ansimante e con le nocche gocciolanti di sangue. Sotto di me, per terra,
Charles Vane. Quelleremita sudicio e scarmigliato Naturalmente
puzzavo anchio, ma non tanto quanto lui. Mi giunse alle narici la zaffata
della merda che gli vidi coagulata sulle cosce quando rotol per met su se
stesso e sput un dente appeso a una lunga bava di saliva, ridacchiando
sommessamente. Ridacchiando sommessamente come ridacchia un pazzo.
Donnicciola, mi apostrof, hai lasciato il lavoro a met.
Io scossi la testa. questa la mia ricompensa per pensare il meglio degli
uomini? Per pensare che anche un topo di sentina come te riesce a usare un
briciolo di buonsenso almeno di tanto in tanto? Forse aveva ragione
Hornigold. Forse il mondo ha veramente bisogno di uomini ambiziosi,
uomini che impediscano a quelli come te di incasinare tutto quanto.
Charles rise. O forse tu non hai abbastanza palle da vivere senza
rimpianti.
Sputai per terra. Non tenermi un posto allinferno, canaglia, non ci
arriver tanto presto.
E l lo lasciai e quando pi tardi riuscii a farmi dare una barca da un
pescatore mi domandai se dovessi tornare indietro a prenderlo, ma alla fine
decisi di non farlo.
Dio mi perdoni, ma di quel disgraziato di Charles Vane avevo fatto il
pieno.

48
Maggio 1719
ARRIVAI a casa a Inagua dopo unassenza di mesi, felice di essere vivo e felice
di vedere la mia ciurma. Ancor pi quando constatai il piacere che
provavano loro nel rivedere me. vivo! Il capitano vivo! Festeggiarono
per giorni, prosciugando tutto lalcol della baia, e se non fu un toccasana
per il mio cuore.
Cera anche Mary, vestita per da James Kidd, cos bandii dalla mente
ogni pensiero del suo seno, la chiamai James alla presenza di altri, persino
quando cera solo Adewal, che dal momento stesso del mio ritorno
raramente si allontan dal mio fianco come se non volesse perdermi di
vista.
Mary intanto mi portava notizie dei miei soci: si diceva che Stede
Bonnet fosse stato impiccato a White Point.
Povero vecchio Stede. Il mio amico mercante che evidentemente aveva
cambiato idea sul conto dei pirati, al punto da abbracciarne i principi. Il
pirata gentiluomo, lo avevano chiamato. Indossava una vestaglia e per
qualche tempo aveva incrociato le rotte pi a nord prima di imbattersi in
Barbanera. Si erano messi insieme, ma poich Bonnet era scarso come
capitano dei pirati quanto lo era come navigatore, il suo equipaggio si era
ammutinato per mettersi con Barbanera. Per Bonnet linsulto finale fu di
essere accettato sulla Queen Annes Revenge, la nave di Thatch, solo come
ospite. Be, non fu proprio quello il suo insulto finale. Linsulto finale fu
essere catturato e impiccato.
Frattanto a Nassau, la povera, morente Nassau, James Bonny faceva la
spia per Woodes Rogers svergognando Anne pi di quanto gli sguardi
invitanti di lei avessero svergognato lui. Rogers aveva inferto ai pirati un
colpo mortale. In una dimostrazione di forza aveva ordinato che otto di
loro fossero impiccati al porto di Nassau, dopodich ogni resistenza era
crollata. Anche una congiura per ucciderlo era stata condotta con cos

scarsa grinta che fu immediatamente debellata.


E, gioia delle gioie, Calico Jack era stato catturato e il Jackdaw
recuperato. Era stato lalcol ad avere la meglio su di lui. Alcuni corsari
mandati dal governatore della Giamaica avevano intercettato Jack a sud di
Cuba. Jack e i suoi uomini erano scesi a terra e, allarrivo dei corsari, erano
nelle loro tende a smaltire lalcol della notte precedente, cos erano fuggiti
nella giungla e il Jackdaw era stato ripreso. Dopodich quella canaglia era
tornato di nascosto a Nassau dove aveva persuaso Rogers a concedergli il
perdono e si aggirava per le taverne a vendere orologi e calzettoni rubati.
E adesso? mi chiese Mary quandebbe finito di riferirmi le sue nuove.
Sempre a caccia della tua sfuggente fortuna?
Aye, e ci sono vicino. Ho sentito che il Saggio salpa da Kingston su una
nave che si chiama Princess.
Mary si era alzata e si era incamminata in direzione del porto. Metti a
miglior uso la tua ambizione, Kenway, trova il Saggio con noi.
Naturalmente intendeva gli Assassini. Riflettei per qualche attimo in
silenzio. Non sono tagliato per i vostri riti esoterici, Mary, dissi poi. Io
voglio assaggiare la bella vita. La vita facile.
Lei se ne and scuotendo la testa. Nessuna persona onesta ha una vita
facile, Edward, mi rispose da sopra la spalla. struggersi nellambizione
di averla a provocare il dolore pi grande.
Se la Princess salpava da Kingston, allora era a Kingston che dovevo
essere.
E Dio mio, quantera bella Kingston. Da campo di profughi si era
trasformata nella pi grande citt della Giamaica, il che non vuol dire che
fosse una citt particolarmente grande, ma solo la pi grande della
Giamaica, con edifici nuovi che sembravano gi fatiscenti, protetti da
colline rivestite da una splendida vegetazione e accarezzati dalla fresca
brezza di mare che saliva da Port Royal stemperando i raggi pi cocenti del
sole, giusto un pochino, intendiamoci, solo quel tanto. Ladoravo. A
Kingston mi guardavo intorno e mi chiedevo se, avendocela messa tutta,
saremmo riusciti a far diventare cos anche Nassau. Se non ci fossimo

lasciati corrompere cos facilmente.


Il mare era dellazzurro pi limpido e scintillante e cullava le navi
ancorate nella baia. Per un momento, mentre ammiravo a bocca aperta la
bellezza del mare e ricordavo i tesori che custodiva, ripensai a Bristol. Le
volte che sostavo al porto a contemplare loceano sognando avventure e
ricchezze. Lavventura, lavevo trovata. E le ricchezze? Be, durante il mio
soggiorno a Providencia il Jackdaw non era rimasto del tutto inerte.
Avevano saccheggiato qualche nave. Aggiungendo i nuovi bottini a quanto
gi avevo nei miei forzieri, non ero esattamente ricco, ma nemmeno
povero. Forse ero finalmente un uomo di mezzi.
Ma se solo riuscissi a trovare lOsservatorio
Lavidit, vedi, mia cara, la rovina di molti uomini.
Ormeggiate alla banchina cerano barche a vela, barche a remi e lance,
ma non erano quelle a interessarmi. Mi fermai a scrutare lorizzonte
attraverso il binocolo in cerca di una nave che trasportava schiavi, la
Princess. Mi soffermai a compiacermi della gloriosa bellezza del Jackdaw, e
proseguii. Cerano cittadini e mercanti, merce in vendita. E cerano soldati.
Spagnoli con le loro giacche e tricorni blu e il moschetto in spalla. Ne
passarono due evidentemente annoiati, chiacchierando sbadatamente.
Cos tutta questa concitazione, oggi? Sembra che girino tutti con un
bastone infilato su per il sedere.
Aye, siamo tutti allerta per via di uno spagnolo in visita. Toreador o
Torres o qualcosa del genere.
Dunque era l. Lui e Rogers. Sapevano anche loro del Saggio sulla
Princess?
E poi qualcosa che mi fece letteralmente drizzare le orecchie, quando
udii un soldato dire: Sai cosho sentito? Che il governatore Rogers e il
capitano Hornigold appartengono a una societ segreta. Un ordine segreto
di francesi, spagnoli e italiani e persino qualche turco.
Templari, pensai subito, mentre proprio in quel momento scorsi Ad che
mi faceva dei cenni. Era in compagnia di un marinaio sudato e sulle spine
che mi fu presentato come un dipendente della Compagnia Reale Africana.
Un marinaio persuaso a parlare dalla punta di un pugnale che gli

solleticava nascostamente le costole.


Ripeti quello che hai detto me, lo incalz Ad.
Il poveretto era in grande disagio. Come lo sarebbe stato chiunque,
immagino. Non vedo la Princess da otto settimane o pi, disse. Il che
significa che dovrebbe riapparire tra poco.
Lo lasciammo libero e io meditai sulla notizia. La Princess non cera
ancora. Potevamo trattenerci, conclusi. Far venire a terra gli uomini
facendo loro promettere di comportarsi bene e di non attirare troppa
attenzione
Adewal mi trasse in disparte. Io mi sono stancato di correr dietro a
queste tue fantasie, Edward. E anche il resto dellequipaggio.
Giusto di quello ho bisogno. Scontento nella ciurma.
Tieni duro, lo incitai. Ormai siamo vicini.
Frattanto mi era venuta unidea. Trovare Rogers e Benjamin
Rimanendo nei paraggi del porto li intercettai e cominciai a pedinarli
ricordando che cosa mi aveva insegnato Mary. Restare invisibile e usare il
senso per ascoltare le loro conversazioni.
Avete allertato gli uomini? stava chiedendo Woodes Rogers. Il tempo
non fa sconti.
Aye, rispose Hornigold. Ci saranno due soldati ad attenderci
allincrocio.
Molto bene.
Ah, guardie del corpo. Dove saranno?
Per non essere colto alla sprovvista mi guardai intorno. Ma intanto
Hornigold aveva ripreso la parola. Se non vi spiace se ve lo chiedo,
signore, potereste dirmi che cosa c dietro questi campioni di sangue che
stiamo prelevando?
Torres mi dice che perch lOsservatorio funzioni questo sangue
necessario.
In che senso, signore?
Se si desidera usare lOsservatorio per, diciamo spiare re Giorgio,
necessario avere a disposizione una goccia del sangue del re. In altre parole

un piccolo campione di sangue ci d accesso alla vita quotidiana della


persona a cui stato prelevato.
L per l pensai a sciocche superstizioni, ma poi lo avrei rimpianto.
E Torres ha intenzione di spiare me? stava domandando Benjamin.
Perch gli ho appena dato un campione del mio sangue.
Stessa cosa ho fatto anchio, capitano Hornigold. Come tutti i Templari.
Una forma di assicurazione.
E di fiducia, suppongo.
S, ma non abbiate paura. Torres ha inviato i nostri campioni a una casa
sicura dei Templari a Rio de Janeiro. Non saremo noi i primi soggetti a
essere spiati tramite lOsservatorio, credetemi.
Aye, signore. Immagino che sia un piccolo prezzo da pagare per quello
che i Templari mi hanno donato in cambio.
Precisamente
E quello fu il momento in cui incontrai le guardie del corpo:
chiamiamole bruto numero uno e bruto numero due.
E cosa possiamo fare per voi?
Ah, pensai, dunque questi sono i due soldati di cui stavate parlando.

49
IL bruto numero uno mancino ma vuole farmi credere di essere destro. Il
bruto numero due non combatte in maniera altrettanto incisiva. Troppo
rilassato. Pensa di potermi battere facilmente.
Dove pensereste di andare? mi chiese il numero uno. Perch io e il
mio amico vi abbiamo tenuto docchio e, vogliate perdonarmi, capo, ma
abbiamo avuto la netta sensazione che steste pedinando il signor Rogers e il
signor Hornigold e ascoltando le loro conversazioni.
I signori Rogers e Hornigold in questione erano ignari del lavoro che le
loro guardie stavano svolgendo per loro conto. Questo andava bene. Non
andava altrettanto bene che si stessero allontanando, quando io avevo
ancora molto da sapere.
Allora sbarazziamoci di questi due.
Il vantaggio di cui disponevo era la mia lama nascosta. Allacciata al
polso destro. Da quella parte avevo anche la sciabola, che quindi avrei
impugnato con la sinistra. Il grosso bruto numero uno era uno spadaccino
esperto. Lo vedevo da come aveva portato un piede leggermente davanti
allaltro e girato il corpo di tre quarti (e tuttavia, quando fosse venuto il
momento, avrebbe velocemente scambiato i piedi fingendo di attaccarmi da
unangolazione diversa: anche questo sapevo) e quella manovra mi indicava
che il grosso bruto numero uno si aspettava che estraessi la sciabola con la
mano sinistra. Nessuno dei due sapeva della lama nascosta, che sarebbe
spuntata dal mio polso destro.
Cos ci guardammo. Soprattutto io e il grosso bruto numero uno. Poi io
feci la mia mossa. Tesi la mano destra come per proteggermi, ma scatto
della lama e affondo! Quando gli trafissi il collo, il bruto numero due stava
ancora cominciando a sguainare la spada. Contemporaneamente mi sfilai
la sciabola dalla cintura con la mano sinistra e parai il primo attacco del
grosso bruto numero uno incrociando lacciaio con il suo con tutta la forza
del primo impatto.
Il grosso bruto numero due boccheggi e mor in un gorgoglio di sangue

che gli usciva a fiotti ritmici tra le dita premute sulla gola. A quel punto lo
scontro era diventato alla pari. Rivolsi sul grosso bruto numero uno le mie
armi, doppia lama da una parte e sciabola dallaltra, e vidi che lespressione
che aveva sul volto poco prima, di sicurezza in s per non dire arroganza,
era stata sostituita da una smorfia di paura.
Meglio avrebbe fatto a darsela a gambe. Probabilmente lo avrei
raggiunto, ma sarebbe dovuto scappare in ogni caso. Avrebbe dovuto
cercare di avvertire i suoi signori e padroni che cera un uomo che li stava
braccando. Un uomo pericoloso. Un uomo con le doti di un Assassino.
Ma non scapp. Rimase dovera e accett lo scontro e sebbene fosse un
abile combattente e lottasse con intelligenza e ardimento superiori alla
media, fu quellorgoglio, per le vie di Kingston sotto gli occhi di una folla di
curiosi, un orgoglio che non ebbe la forza di sacrificare, a decretare infine
la sua sconfitta. E quando giunse la fine, come inevitabile, ma solo dopo un
accanito confronto, mi assicurai che fosse veloce e che la sua sofferenza
fosse ridotta al minimo.
Mentre i curiosi si affrettavano a prendere le distanze, io mi lanciai
lungo il fronte del porto, oltrepassando una banchina dopo laltra nella
speranza di ritrovare Rogers e Hornigold. Ci riuscii arrivando allaltezza di
uno dei moli e accovacciandomi contro un muro accanto a due ubriachi. Li
vidi incontrarsi sul molo con una terza persona, Laureano Torres. Si
salutarono con cenni del capo. Squisitamente consci della propria
importanza. Quando Torres guardandosi intorno si gir dalla mia parte,
abbassai subito la testa: che dolore, ho bevuto troppo Dopodich Rogers
diede la sua notizia.
La Princess stata catturata dai pirati sei settimane fa, disse. E per
quel che ne sappiamo, il Saggio Roberts era ancora a bordo.
Imprecai dentro di me. Se solo gli uomini avessero saputo quanto erano
stati vicini a godere di una breve vacanza a Kingston. Ora invece avremmo
dovuto dare la caccia a dei pirati.
Sincamminarono e io mi rialzai e mi mescolai alla gente seguendoli
senza che mi potessero vedere. Usando il senso. Sentendo tutto quello che
dicevano. Cosa si sa del Saggio? Sappiamo dove si trova? chiese Torres.

In Africa, eccellenza, rispose Rogers.


Africa Santo cielo, non abbiamo venti favorevoli per arrivarci.
Ne convengo, Gran Maestro. Avrei dovuto andarci io stesso. Una delle
mie negriere avrebbe potuto compiere il viaggio in pochi giorni.
Negriere? sbott Torres contrariato. Capitano, vi avevo chiesto di
dismettere quella ignobile attivit.
Mi sfugge la differenza tra fare schiavi pochi uomini o tutti gli uomini,
ribatt Rogers. Il nostro obiettivo dare un nuovo indirizzo allintero
corso della civilt, se non sbaglio.
Un corpo schiavizzato induce la mente alla ribellione, sentenzi
asciutto Torres. Ma rendendo schiava la mente di un uomo, il suo corpo vi
si adeguer con naturalezza.
Pi che vero, Gran Maestro, gli concesse Rogers.
Avevano raggiunto il perimetro del porto dove si fermarono allingresso
di un magazzino mezzo diroccato osservando attraverso la porta aperta le
attivit che si svolgevano allinterno. Cerano degli uomini che stavano
spostando dei cadaveri, o portandoli fuori o ammonticchiandoli su un lato,
forse con lintenzione di caricarli su un carro o una nave. O pi
probabilmente di scaricarli direttamente in mare.
Torres fece la domanda di cui anchio desideravo conoscere la risposta.
Cos successo qui?
Rogers fece un sorrisetto a labbra chiuse. Questi sono gli uomini che
hanno resistito alla nostra generosa richiesta di qualche goccia di sangue.
Soprattutto pirati e corsari.
Torres annu. Capisco.
A quelle parole serrai i denti sussultando, mentre guardavo i corpi di
quei malcapitati, braccia e gambe spezzate, occhi spalancati nel nulla.
Uomini non diversi da me.
Ho usato il mio perdono del re come scusa per raccogliere campioni da
quanti pi uomini mi stato possibile, spieg Rogers, e quando
rifiutavano, li ho fatti impiccare. Tutto entro i termini del mio mandato,
naturalmente.
Bene. Se non possiamo tenere sotto controllo tutti i malviventi del

mondo, che siano allora i flutti ad accoglierli per sempre.


Sincamminarono di nuovo diretti alla passerella di una nave ormeggiata
poco distante. Io li seguii guadagnando in pochi rapidi passi la copertura di
una catasta di casse, da cui ascoltare cosa dicevano.
Fatemi memoria, disse Torres. Di che zona di Africa stiamo
parlando?
Princip, signore, rispose Hornigold. Una piccola isola.
Torres e Rogers salirono sulla passerella ma Hornigold rimase sul
pontile. Perch? Perch si attardava? E poi capii. Socchiudendo gli occhi si
era messo a scandagliare lorizzonte con lo sguardo addestrato del lupo di
mare e studiava le navi alla fonda come sentinelle nel luccichio delloceano
e la sua attenzione si arrest su un vascello in particolare. Fu allora che
trasalendo mi resi conto di dove ci trovavamo in vista del Jackdaw.
Hornigold sirrigid portando la mano allelsa della spada mentre si
voltava adagio. Stava cercando me, lo sapevo, perch se al porto cera il
Jackdaw, allora io non potevo essere molto distante.
Edward Kenway! esclam spaziando con lo sguardo sulle banchine del
porto. Ma che sorpresa vedere il tuo Jackdaw ancorato qui. Hai sentito
tutto quello che ci siamo detti? Ora correrai a salvare dalle nostre avide
grinfie il povero Saggio?
Con il senno di poi giudicherei un po avventato ci che feci subito dopo.
Ma in quel momento non seppi pensare ad altro che al fatto che Benjamin
era stato uno di noi. Uno dei miei mentori. Un amico di Edward Thatch. E
adesso tramava per distruggerci. Tutto questo ribollire di cattivi sentimenti
esplose in una rabbia che mi catapult fuori dal mio nascondiglio dietro le
casse.
Che peste e corna ti soffochino, traditore! Tu ci hai venduti!
Perch ho trovato una via migliore, disse Hornigold. Invece di estrarre
la sciabola lanci un segnale con la mano. Dal magazzino sentii giungere il
suono di spade che venivano sguainate.
I Templari conoscono ordine, disciplina, struttura, continu
Hornigold. Tutte sottigliezze che tu non sei mai stato capace di
immaginare. Addio vecchio amico! Una volta sei stato soldato. Quando

combattevi per qualcosa di reale. Qualcosa di pi grande di te!


Se ne and quasi correndo. Dal magazzino si riversarono fuori i suoi
rinforzi che serrarono le fila dietro di lui disponendosi a semicerchio
davanti a me.
Cogliendoli in contropiede, io mi lanciai in avanti, afferrai un marinaio
che brandiva la sua spada con scarsa abilit, lo feci girare come una trottola
e me ne servii da scudo, spingendolo in avanti e facendogli stridere gli
stivali sul fondo di pietra.
Udii un colpo di pistola e il mio scudo umano si busc la palla di
moschetto destinata a me. Lo scaraventai morto contro i suoi compagni ed
estrassi con la sinistra la mia prima pistola. Sparai in bocca a un corpulento
soldato, mi ficcai larma scarica nel cinturone ed estrassi la seconda pistola
mentre contemporaneamente facevo scattare la lama e squarciavo il petto a
un terzo uomo. Scaricai la pistola. Il colpo non ben diretto serv comunque
ad arrestare un uomo armato di sciabola, che croll a terra con le mani sul
ventre.
Mi chinai e ruotai su me stesso segando le gambe a un altro soldato e
finendolo con una rapida e violenta coltellata al petto. Scattai in piedi e gli
ultimi due se la diedero a gambe terrorizzati, poco propensi a fare la fine
dei loro commilitoni, morti o riversi al suolo in una pozza di sangue. Allora
io saltai nella mia barca e partii alla volta del Jackdaw.
Mentre tornavo remando alla mia nave immaginai la conversazione con
il mio quartiermastro, che sicuramente mi avrebbe ricordato quanto la
ciurma disapprovasse la missione che mi ero prefissato.
Avrebbe approvato per quando avessimo trovato lOsservatorio.
Quando avessimo trovato il Saggio. E mi ci volle un mese, ma ci riuscii.

50
Luglio 1719
LO trovai sullisola di Princip un pomeriggio in un campo pieno di
cadaveri.
Dunque, senti un po cosa venni a sapere del Saggio Bartholomew
Roberts, in parte da lui raccontatomi in seguito, in parte da altri.
Per prima cosa avevamo qualcosa in comune: eravamo entrambi gallesi,
io di Swansea, lui di Casnewydd Bach; e che aveva cambiato il nome da
John a Bartholomew; e che aveva preso il mare a tredici anni, come
carpentiere, prima di diventare oggetto di interesse degli appartenenti a
una societ segreta noti come Templari.
Agli inizi del 1719, con i Templari e anche gli Assassini alle calcagna, il
Saggio si era trovato a servire sulla Princess, precisamente come mi era
stato riferito, agli ordini del capitano Abraham Plumb.
Come avevo saputo a Kingston, ai primi di giugno la Princess era stata
attaccata dai pirati della Royal Rover e della Royal James, comandate dal
capitano Howell Davis. Da quella vecchia volpe che era, Roberts aveva fatto
in modo di entrare nelle grazie del capitano Howell Davis. Aveva convinto
il capitano pirata, gallese come lui, di essere uno straordinario navigatore,
cosa che poteva anche essere vera, ma aveva potuto anche conferire con il
capitano Davis in gallese, riuscendo cos a stringere con lui legami ancora
pi forti.
Si diceva che sulle prime Bart Roberts non fosse molto dellidea di
diventare pirata. Ma come vedrai si cal nei suoi nuovi panni come se gli
fossero stati tagliati addosso.
Dopodich erano sbarcati su Princip. Dalla Royal Rover, per la
precisione, poich la Royal James era stata abbandonata con lo scafo
gravemente danneggiato dai tarli. Dunque solo la Royal Rover aveva fatto
rotta su Princip, e issando i colori inglesi aveva potuto attraccare al porto
dellisola dove gli uomini dellequipaggio recitarono la parte di soldati

inglesi in visita.
Ora, in base a quello che avevo sentito, il capitano Davis aveva
architettato un piano. Lidea era di invitare a bordo della Rover il
governatore di Princip con il pretesto di ospitarlo a pranzo, per prenderlo
in ostaggio appena avesse messo piede a bordo chiedendo unenorme
somma di riscatto per il suo rilascio.
Perfetto. Non poteva fallire.
Ma quando Davis era andato con alcuni dei suoi allappuntamento con il
governatore, era caduto in unimboscata lungo la via.
Ed a questo punto che entrai in scena io.
Mintrodussi di nascosto nel campo, la scena ormai deserta
dellimboscata, dove il fuoco era ridotto a tizzoni rossi e cera un uomo
riverso al suolo, il cui corpo andava lentamente arrosto. Altri cadaveri
erano disseminati intorno a lui. Alcuni erano soldati, alcuni pirati.
Capitano Kenway? mi chiam una voce e quando mi voltai mi trovai
faccia a faccia con il Saggio. Forse sarei stato contento di vederlo; forse
avrei pensato che il mio viaggio era giunto al termine. Se non mi stesse
puntando una pistola addosso.
Allinsistenza della canna di quella pistola alzai in alto le mani.
Unaltra situazione incresciosa, Roberts. Dobbiamo smettere di vederci
cos.
Lui mi rivolse un sorriso tetro. Mi sembrava impossibile che potesse
avercela con me. In fondo non aveva idea di quali fossero i miei progetti.
Mi sovvenne il folle dubbio che sapesse leggere nel pensiero, cosa che
irrazionalmente non mi avrebbe sorpreso.
Smettetela di seguirmi e il vostro desiderio si avverer, dichiar.
Non c bisogno di questo. Sapete bene che tengo fede alla mia parola.
La giungla intorno a noi era immersa nel silenzio. Bartholomew Roberts
parve riflettere. Era strano, mi venne da pensare. Nessuno di noi aveva
veramente cognizione dellaltro. Nessuno dei due sapeva veramente che
cosa voleva laltro. Io naturalmente sapevo che cosa volevo da lui. Ma lui?
Cosa voleva? Intuivo che qualsiasi cosa fosse, sarebbe stato pi oscuro e pi
misterioso di quanto avrei potuto immaginare. Sapevo con certezza solo

che Bart Roberts lasciava dietro di s una scia di morte e non mi sentivo
pronto a morire. Non ancora.
Parl lui. Oggi il nostro capitano Howell stato ucciso in unimboscata
tesagli dai portoghesi. Quellimbecille. Lo avevo avvertito di non scendere a
terra.
Si avvicin cos dicendo al corpo del suo capitano deceduto da poche
ore. Ripose la pistola avendo evidentemente concluso che non
rappresentavo una minaccia.
E naturalmente, lattacco. Credevo di sapere chi cera dietro.
Unimboscata orchestrata dai Templari, gli dissi, gli stessi che vi
avevano catturato allAvana.
Vidi i suoi lunghi capelli muoversi in sintonia con i cenni affermativi che
faceva con la testa. Mi sembra di capire che non c modo di sottrarsi alle
attenzioni dei Templari, comment poi in tono pensieroso. Devo
dedurne che venuta lora di controbattere?
Adesso s che si ragiona, pensai io.
Mentre parlavamo, lo guardai togliersi i suoi stracci da marinaio e
indossare prima le brache del capitano defunto, quindi la sua camicia. La
camicia era sporca di sangue, cos cambi idea, se la tolse, reindoss la sua
e inser di forza le spalle nella giacca del capitano. Si sciolse i capelli e si
calz sulla testa il tricorno del comandante morto e la piuma sventol
nellaria quando si gir verso di me. Mi trovai al cospetto di un
Bartholomew Roberts diverso. La vita a bordo aveva restituito salute alle
sue guance. I suoi riccioli bruni splendevano nel sole come splendeva lui
stesso in giacca e calzoni rossi e calze bianche, con un cappello intonato
agli abiti. Era il bucaniere fatto e finito. Era in tutto e per tutto un capitano
pirata.
Ora dobbiamo andarcene prima che arrivino i rinforzi portoghesi,
disse. Dobbiamo tornare alla Rover. Ho un annuncio da fare a bordo e
vorrei che ne foste testimone.
Credetti di sapere di che cosa si trattava e in un certo senso ero sorpreso,
giacch quelluomo era in fondo un ufficiale di basso rango, ma me ne
meravigliavo di meno ricordandomi che era Roberts. Il Saggio. E i trucchi

che nascondeva erano innumerevoli. Occhio, Kenway. pericoloso. Fu cos


dunque che quando fummo a bordo della Rover, dove gli uomini
attendevano nervosi notizie della spedizione, salt su una cassa
sollecitando lattenzione di tutti i presenti. E lequipaggio lo guard
strabiliato: un modesto marinaio di coperta, un nuovo arrivato a bordo per
giunta, ora splendente nei vestiti del capitano.
Nel servizio onesto ci sono pasti frugali, paghe basse e duro lavoro.
Come capitani di ventura al contrario godiamo di lussi in quantit,
piacevolezze e vita facile, libert e potere Dunque perch mai un uomo
di buonsenso sceglierebbe come vita la prima quando lunico pericolo che
corriamo noi pirati desser guardati con invidia da coloro che non hanno
potere e gloria?
Io sono con voi da sei settimane e in questo lasso di tempo ho adottato
come mia la vostra filosofia e con tanto fervore che potrebbe spaventarvi
vedere le vostre passioni riflesse in me in una luce cos abbagliante. Ma
se un capitano che vedete in me ora, allora aye, il vostro dannato capitano
sar!
Un discorso di quelli che infiammano, dovevo rendergliene atto. In
poche brevi frasi con le quali aveva proclamato la sua fratellanza, aveva
conquistato il cuore di quegli uomini. Mentre lequipaggio si disperdeva, io
mi feci avanti, avendo deciso che fosse giunto il momento di fare la mia
mossa.
Sto cercando lOsservatorio, gli rivelai. Mi dicono che voi siate il solo
che possa trovarlo.
Vi hanno detto bene.
Mi guard dalla testa ai piedi come a cercare conferma della sua
impressione. Nonostante lavversione che provo per la vostra impazienza,
vedo in voi un certo quantitativo di genialit ancora da collaudare. Mi
porse la mano perch gliela stringessi. Io sono Bartholomew Roberts.
Edward.
Non ho segreti da confidarti ora, mi disse.
Io lo fissai incredulo. Mi avrebbe fatto aspettare.

51
Settembre 1719
MALEDETTO quelluomo. Maledetto Roberts.
Voleva che aspettassi due mesi. Due interi mesi. Per poi incontrarmi con
lui a ovest delle isole di Sottovento, a est di Puerto Rico. Costretto a fidarmi
della sua parola, io riportai il Jackdaw a Inagua. L feci riposare un po la
mia ciurma e ripulimmo qualche nave quando ce ne fu data loccasione e i
miei forzieri si riempirono e fu durante quel periodo, credo, che tagliai via
il naso al cuoco di bordo.
E quando non stavamo ripulendo navi e quando non stavo tagliando
nasi, mi struggevo nella nostalgia di casa. Scrivevo lettere a Caroline
assicurandole che presto sarei tornato da uomo ricco e mi crucciavo
nellansia di trovare lOsservatorio, sapendo fin troppo bene che l riponevo
tutte le mie speranze di far fortuna. Fondate su nientaltro che una
promessa avuta da Bartholomew Roberts.
Per ottenere cosa? Nella mia mente a senso unico lOsservatorio era un
luogo di ipotetica enorme ricchezza. Ma anche se lo avessi trovato, anche se
Bart Roberts avesse fatto onore alla parola data, la sua ricchezza rimaneva
solo ipotetica. Era stato Thatch a restituire al misterioso Osservatorio le sue
giuste dimensioni. Preferisci forse le favole alloro sonante? aveva detto.
Forse aveva ragione. Anche se avessi trovato quella straordinaria macchina,
in che modo avrei potuto trasformarla nella ricchezza su cui speravo di
mettere le mani? E del resto, se cera da ricavarne quattrini sonanti, allora
perch Roberts non ne aveva approfittato?
Perch lui aveva altre mire.
E pensavo ai miei genitori. La mia mente tornava allincendio della
nostra fattoria e rinasceva in me il desiderio prepotente di infliggere un
colpo mortale ai Templari, la societ segreta che usava la sua influenza e il
suo potere per schiacciare chiunque fosse loro inviso; per sfogare i rancori
personali dei suoi membri. Ancora non avevo unidea chiara di chi ci fosse

veramente dietro lincendio della mia fattoria. O perch fosse stata


distrutta. Era un rancore rivolto verso di me per aver sposato Caroline e
umiliato Matthew Hague? O la vittima era stata mio padre, una mera
questione di rivalit in affari? Sospettavo che avessero avuto peso entrambi.
Forse qualcuno aveva ritenuto che i Kenway, questi forestieri giunti dal
Galles che li avevano umiliati, meritassero di essere ricacciati indietro di un
gradino o due.
Ma avrei scoperto tutto, mi ripromettevo. Un giorno sarei tornato a
Bristol e mi sarei vendicato.
E anche su questo rimuginai. Fino al giorno di settembre in cui raccolsi
lequipaggio e preparammo il Jackdaw, calafatato, con alberi e sartiame
riparati e tele rammendate e cambusa rifornita e santabarbara piena ai
limiti della sua capacit, e salpammo per il nostro appuntamento con
Bartholomew Roberts.
Come ho detto, credo di non aver mai saputo veramente che cosa avesse
in testa. Aveva i suoi progetti personali e non intendeva metterne al
corrente me. Quello che invece gli piaceva fare era obbligarmi a continuare
ad azzardare ipotesi, tenermi in sospeso. Quando ci eravamo lasciati mi
aveva detto che aveva una questione da chiudere e in seguito scoprii che si
trattava di tornare a Princip con il proprio equipaggio e vendicare sulla
popolazione dellisola la morte del capitano Howell Davis.
Avevano attaccato di notte, passando per le armi tutti gli uomini che
avevano trovato ed erano ripartiti non solo con tutti i beni che erano
riusciti a caricare a bordo, ma con i primi vagiti della nascita di quella che
sarebbe stata la fama di terrore di Black Bart: inconoscibile, coraggioso e
spietato, e capace di temerarie sortite. Quella che avevamo in animo di
intraprendere noi, per esempio. Quella che cominci con la pretesa di
Roberts che il Jackdaw si unisse a lui in unescursione lungo la costa del
Brasile fino alla baia di Todos los Santos.
Non impiegammo molto a capire perch. Una flotta di non meno di
quarantadue mercantili portoghesi. Ma soprattutto senza scorta di navi da
guerra. Roberts non perse tempo nel catturare uno dei vascelli ai margini
della formazione per conferire con il comandante. Io non ne feci parte,

ma dal malconcio ufficiale portoghese venne a sapere che lammiraglia


trasportava un forziere che, mi rifer, conteneva fiale di cristallo piene di
sangue. Forse ti ricordano qualcosa.
Fiale di sangue. Come avrei potuto dimenticare?
Feci gettare lancora al mio equipaggio e con Adewal e pochi uomini mi
unii a Roberts a bordo del vascello portoghese sequestrato. Fino a quel
momento ci eravamo mantenuti lungo il perimetro esterno della flotta, ma
quando parve disperdersi, non ci lasciammo sfuggire loccasione.
Lammiraglia a cui miravamo stava collaudando i cannoni.
Noi assistemmo alla scena ancorati a qualche distanza.
Sei capace di muoverti senza farti vedere, Edward Kenway? mi chiese
Bartholomew.
Pi che mai, gli risposi.
Il galeone portoghese era ancorato non lontano dalla terraferma e la
maggior parte dellequipaggio era sul ponte di batteria a tirare verso terra.
Mai ci sarebbe stato dato un momento pi opportuno per salire a bordo di
nascosto, cos, approfittando dellesercitazione, a un cenno di Bart Roberts
io mi tuffai dalla nostra nave e raggiunsi a nuoto il galeone in una missione
di morte.
Arrampicatomi per una biscaglina mi ritrovai in coperta, dove risalii
senza rumore fino alle spalle del primo uomo, feci scattare la mia lama e gli
tagliai la gola, sorreggendolo mentre lo colpivo, per poi depositarlo
sullassito e tenergli una mano sulla bocca mentre moriva.
Contemporaneamente scrutai il sartiame e la coffa sopra di me.
Eliminai una seconda sentinella nello stesso modo, poi cominciai a salire
verso la cima dellalbero maestro. Nella coffa cera unaltra vedetta a
controllare lorizzonte. Muovendo il cannocchiale da sinistra a destra,
super la nave di Roberts e torn subito indietro.
Studi pi attentamente il vascello di Roberts e io mi chiesi se sentisse
crescere dentro di s un sospetto. Forse s. Forse si stava domandando
perch gli uomini a bordo di quella nave non sembravano mercanti
portoghesi. Parve prendere una decisione. Abbass il cannocchiale e vidi il

suo petto gonfiarsi come se stesse per lanciare un grido. Fu allora che mi
lanciai nella coffa, gli afferrai il braccio e gli conficcai la lama nellascella.
Gli serrai il collo con laltro braccio per zittirlo mentre la sua ascella
finiva di spruzzare sangue. Quando esal lultimo respiro, lasciai che si
accasciasse sul fondo della coffa.
A quel punto la nave di Bart accost e mentre io scendevo dalle sartie, i
due scafi si urtarono e i suoi uomini cominciarono larrembaggio.
I portoghesi che apparvero da un boccaporto spalancatosi nel cassero di
poppa non ebbero alcuna possibilit. I loro corpi sgozzati furono gettati in
mare. Nel giro di pochi momenti sanguinosi il galeone cadde nelle mani
degli uomini di Bart Roberts. A ben poco era servita la loro esercitazione di
artiglieria.
Tutto quello che si pot depredare fu depredato. Il marinaio che trascin
in coperta il forziere e sorrise al suo capitano nella speranza di una parola
di elogio, non ottenne niente: Roberts lo ignor e diede ordine che il
forziere fosse caricato sulla nave che aveva sequestrato.
Poi, allimprovviso, giunse lallarme da una delle nostre sentinelle: Vela
ho! e in pochi attimi ci precipitammo tutti di nuovo a bordo della nave
rubata, con tanta concitazione che, quando si stacc dallammiraglia
gonfiando le vele, alcuni degli uomini pi lenti cascarono in acqua. Su di
noi stavano puntando due navi da guerra portoghesi.
Risuonarono alcuni colpi di moschetto, ma i tiratori erano troppo
distanti per poter arrecare qualche danno. Per fortuna ci trovavamo a
bordo di una nave portoghese e i comandanti delle navi inseguitrici non se
la sentivano almeno per il momento di scaricarci addosso le loro bordate.
Forse non avevano ancora ben chiara la situazione. Probabilmente si
stavano ancora chiedendo cosa diavolo stesse succedendo.
Attraversammo la baia con le vele al vento, mentre i cannonieri si
affrettavano a scendere sul ponte di batteria a preparare le bocche da fuoco.
Davanti a noi cera il Jackdaw allancora e io pregai che Adewal avesse
ordinato ad alcuni uomini di montare di guardia e ringraziai Iddio che il
mio quartiermastro fosse un tipo come lui e non un Calico Jack, perch
almeno potevo star sicuro che avesse disposto delle vedette. E pregai che

quelle stesse vedette stessero riferendo in quel preciso istante che il vascello
di Roberts stava sopraggiungendo di gran carriera inseguito da navi della
marina portoghese e che perci Adewal stesse dando lordine di
precipitarsi ai posti di manovra e salpare lancora.
Cos fu.
Sebbene fossimo inseguiti ebbi lo stesso il tempo di ammirare quello che
per i miei occhi uno degli spettacoli di mare pi straordinari. Il Jackdaw,
con gli uomini arrampicati sulle sartie, le vele che si dispiegavano con
grazia, venivano assicurate e si gonfiavano con un sordo schiocco che potei
udire persino da cos lontano comero.
Grazie al nostro slancio lo raggiungemmo comunque in pochi istanti,
quando il Jackdaw stava ancora prendendo velocit, e, dopo aver scambiato
qualche rapida parola con Roberts, montai sul ponte di poppa e mentre
dalla nave sequestrata da Roberts saltavo sul Jackdaw tornai con la mente a
Duncan Walpole, colui che aveva dato inizio a quel viaggio.
Ah, non c niente di meglio dei venti roventi dellinferno che ti soffiano
in faccia! sentii gridare Roberts mentre, ancora accovacciato al termine
del mio salto, guardavo i nostri due scafi distanziarsi. Diedi ordine che sul
ponte di batteria venissero armati i cannoni di poppa. La riluttanza dei
portoghesi ad aprire il fuoco si era esaurita, ma la loro titubanza cost loro
un caro prezzo, perch fu il Jackdaw a spillare sangue per primo.
Sentii il rimbombo dei nostri cannoni di poppa e poi il rumore del loro
rinculo sul ponte sotto i miei piedi. Vidi il metallo incandescente sfrecciare
sulla superficie delloceano e piantarsi nella prima delle due navi
inseguitrici, vidi le schegge di legno volare dagli squarci aperti nella prua e
lungo un fianco, uomini e brani di uomini cadere tra i detriti che gi
galleggiavano nel mare. La falla a prua ingoi ali di schiuma abbassandosi
sotto il pelo dellacqua e io immaginai la scena nelle stive con gli uomini
che correvano alle pompe di un vascello che gi stava imbarcando troppa
acqua e presto
La nave si mise di traverso, si inclin su un fianco, le sue vele si
appiattirono. I miei uomini lanciarono grida di giubilo, ma da dietro
spunt la seconda nave e fu in quel momento che Bartholomew Roberts

decise di collaudare i cannoni del veliero che aveva sequestrato.


La sua bordata trov il bersaglio non peggio della mia e ancora una volta
ci fu offerto lappagante spettacolo di un vascello portoghese che sinclinava
in avanti immergendo nellacqua il bompresso e la prua, con la fiancata
semidistrutta da squarci che sembravano i morsi di uno squalo gigantesco.
Pochi attimi ancora e potemmo giudicare entrambe le navi ormai fuori
combattimento, la seconda ben pi danneggiata della prima. Furono calate
in acqua le scialuppe e altri uomini ancora assaltavano direttamente in
mare e, almeno per qualche tempo, nessuno dei due equipaggi portoghesi
bad pi a noi.
Ci allontanammo a vele spiegate festeggiando per qualche ora finch
Roberts non ordin a entrambi i vascelli di gettare lancora. Io attesi vigile
sul cassero di poppa chiedendomi cosaltro si fosse inventato.
Avevo caricato le pistole e le mie lame erano pronte e tramite Adewal
avevo fatto sapere alla ciurma che se ci fosse stato qualche segno di
tradimento, tutti dovevano lottare per salvarsi la vita senza arrendersi a
Roberts per nessun motivo. Avevo visto con i miei occhi come trattava
quelli che considerava suoi nemici. Avevo visto come trattava i prigionieri.
Ora, tuttavia, mi chiam a bordo dellaltra nave, facendomi lanciare una
cima dai suoi uomini perch potessimo scavalcare i parapetti, prima io e
poi Adewal. Quando mi ritrovai di fronte a lui, laria si caric di una
tensione cos forte che la si poteva quasi assaporare, perch se Roberts
aveva in mente di tradirci, quello era il momento buono. La mia mano
fletteva sul meccanismo della doppia lama.
Ma quale che fosse il piano di Roberts, e si poteva star certi che qualcosa
avesse progettato, non era per quel momento. A un suo comando due dei
suoi uomini vennero avanti con il forziere prelevato dallammiraglia
portoghese.
Ecco il mio bottino, disse guardandomi dritto negli occhi. Era un
forziere pieno di sangue. Tanto aveva promesso. Non certo le grandi
ricchezze a cui ambivo io. Ma era tutta da vedere. Tutta da vedere.
I due marinai posarono il forziere e lo aprirono. Mentre il resto
dellequipaggio si avvicinava, ricordai il giorno in cui avevo combattuto

contro Blaney sul ponte del galeone di Edward Thatch. Con tutto
lequipaggio intorno a guardarci. Lo stesso fece ora. Alcuni marinai si
arrampicarono sulle sartie e sullalbero maestro e montarono sulle frisate
per allungare meglio il collo mentre il loro capitano prelevava dal forziere
una delle fiale e la esaminava in controluce.
Un mormorio di disappunto pass come unonda fra gli spettatori.
Niente oro per voi, ragazzi. Niente pezzi dargento da otto. Spiacente. Solo
fiale che allocchio inesperto sarebbero sembrate forse piene di vino, mentre
io sapevo che contenevano sangue.
Sordo al disappunto del suo equipaggio e senza dubbio del tutto
indifferente al suo scontento, Roberts si era messo a esaminare le fiale una a
una.
Ah, vedo che i Templari si sono dati da fare Ne ripose una con dita
agili che sembravano danzare sui cristalli scintillanti e ne prelev unaltra,
lalz in controluce e la studi con attenzione. Intorno a noi, sconsolati da
quello spettacolo per loro cos demoralizzante, gli uomini cominciarono a
ridiscendere dalle sartie e a saltar gi dalle frisate per tornare alle loro
faccende.
Roberts osserv un altro cristallo socchiudendo gli occhi.
Il sangue di Laurens Prins, mi disse, gettandomi la fiala. Inutile
ormai.
Io esaminai la fiala mentre Roberts passava rapidamente in rassegna il
contenuto della cassa enunciando una serie di nomi: Woodes Rogers. Ben
Hornigold. Persino Torres. Piccoli quantitativi conservati per uno scopo
speciale.
Qualcosa a che fare con lOsservatorio, ma cosa? Basta provocarmi con
insulse promesse, pensai. Sentii che mi stava saltando la mosca al naso.
Gran parte dei suoi uomini erano tornati al lavoro e con lui erano rimasti il
quartiermastro e il primo ufficiale, ma io avevo con me Adewal. Forse,
solo forse, era ora di mostrare a Bartholomew Roberts fino a che punto
facevo sul serio. Forse era ora di mostrargli che ero stufo marcio dessere
menato in giro come un cane nellaia. Forse era ora di usare le mie lame per
insistere perch mi dicesse quello che volevo sapere.

Devi portarmi allOsservatorio, Roberts, dichiarai con fermezza. Ho


bisogno di sapere che cos.
A Roberts scintillarono gli occhi. A che pro? Hai intenzione di
vendertelo sotto il mio naso? O preferisci lavorare con me e usarlo per
incrementare i nostri guadagni?
Qualunque cosa aumenti le mie ricchezze in vita, risposi io con
cautela.
Lui richiuse il forziere con un tonfo e pos entrambe le mani sul
coperchio ricurvo. Ridicolo. Una vita gioiosa e una vita breve, questo il
mio motto. tutto lottimismo di cui sono capace.
Parve riflettere. Io trattenni di nuovo il fiato chiedendomi cosaltro stesse
architettando la fucina della sua mente, poi alz gli occhi su di me e in essi
non trovai traccia dello sguardo malizioso di poco prima. Questa volta il
suo fu uno sguardo diretto. Daccordo, capitano Kenway. Ti sei meritato
unocchiatina.
Sorrisi.
Finalmente.

52
LO senti, Adewal? domandai mentre navigavamo sulla scia della Rover
lungo la costa brasiliana. Siamo a poche ore dal pi grande trofeo che sia
mai esistito.
Io sento solo vento caldo nelle orecchie, capitano, rispose lui
enigmatico, faccia alla brezza, come a volerla respirare.
Lo guardai. Per lennesima volta mi sentii quasi soverchiato
dallammirazione che provavo per lui. Quelluomo mi aveva probabilmente
salvato la vita pi di cento volte e lo aveva fatto sicuramente in almeno tre
occasioni. Avevo davanti a me il quartiermastro pi leale, devoto e in
gamba che un capitano possa avere; un uomo sfuggito alla schiavit e
doveva tuttavia subire gli scherni di meschini ammutinati come Calico
Jack, che si credevano superiori a lui per via del colore della sua pelle. Era
un uomo che era sopravvissuto a testa alta a tutta la feccia che la vita gli
aveva rovesciato addosso, ed era tantissima, di quella che solo un uomo
venduto come schiavo pu aver conosciuto. Era un uomo che giorno dopo
giorno era rimasto al mio fianco sul Jackdaw senza pretendere mai grandi
ricompense, senza esigere grandi ricchezze, chiedendo in cambio
soprattutto il rispetto che meritava, quanto bastava per mantenersi, un
posto dove posare la testa e un pasto cucinato da un cuoco senza naso.
E come lo avevo ripagato io?
Asfissiandolo con le mie teorie sullOsservatorio.
E ancora non avevo smesso.
Abbi fiducia, insistei ancora. Quando avremo messo le mani su
questo tesoro, ci saremo sistemati per la vita. Tutti noi. Abbastanza per
dieci vite da signore.
Annu. Come dici tu.
Intanto il Jackdaw si era avvicinato di molto alla Rover e io allungai lo
sguardo per vedere il suo capitano proprio come stava facendo lui per
vedere me.
Ahoy, Roberts! gridai. Caliamo lancora e vediamoci a terra.

Ti hanno seguito, capitano Kenway. Da quanto tempo, mi chiedo.


Strappai il cannocchiale dalle mani di Adewal, marrampicai per le
griselle, spostai con una spallata luomo di vedetta in coffa e scrutai il mare.
Secondo te cos, ragazzo? sbraitai alla vedetta.
Era un giovane, quanto lo ero stato io ai tempi in cui ero un novellino a
bordo dellEmperor. una nave, signore, ma ci sono molti vascelli in
queste acque e non mi sembrato che fosse abbastanza vicino da dare
lallarme.
Io richiusi furioso il cannocchiale e lo incenerii con uno sguardo di
rimpRovero. Non ti sembrato, eh? Quella nave laggi non una nave
qualsiasi, figliolo. il Benjamin.
Il ragazzo impallid.
Aye, proprio cos, il Benjamin capitanato da un certo Benjamin
Hornigold. Se non ci hanno raggiunti solo perch ancora non vogliono.
Cominciai a ridiscendere.
Dai lallarme, figliolo, gridai alla vedetta. Anche se in ritardo, dai
questo benedetto allarme!
Velaho!
Avevamo a dritta la costa cubana e il Benjamin a poppa. Ma a quel punto
mi misi io al timone e virai. I tiranti della timoneria protestarono, gli
uomini si affrettarono ad aggrapparsi dovunque potevano mentre i nostri
alberi oscillavano e la murata di sinistra scendeva a lambire lacqua finch,
al completamento dellinversione di rotta, la nave si raddrizz e, ripiegate le
vele, gli uomini furono costretti a mettersi ai remi, imprecando e gemendo
per lo sforzo. Lentamente cominciammo a muoverci andando incontro al
Benjamin.
Questa non te laspettavi, vero, Benjamin?
Capitano, mi ammon Adewal, bada a quello che hai in mente.
Cosa c che non va, Adewal? vero o no che Ben Hornigold ha
intenzione di ucciderci tutti?
Aye, e quel traditore merita di morire. Ma poi? Sei veramente sicuro di
meritare lOsservatorio pi di lui e i suoi Templari?
No che non lo sono. E non mimporta niente. Ma se hai unidea

migliore, sputa il rospo.


Lascia perdere Roberts, disse allora lui con un improvviso slancio di
passione che raramente avevo visto scaturire da una persona cos pacata.
Rivolgiti agli Assassini. Falli venire qui e che siano loro a proteggere
lOsservatorio.
Li faccio venire qui, ma certo, solo se per sono disposti a pagarmi una
congrua sommetta.
Lui fece un verso di disgusto e se ne and.
Davanti a noi il Benjamin aveva invertito la rotta: a quanto pareva
Hornigold non aveva il fegato di affrontarci. Vedemmo gli uomini
arrampicarsi ad arrotolare le vele, apparvero i remi che presto
cominciarono a schiaffeggiare lacqua ed ebbe inizio una regata. Per molto
tempo, guardando dalla prua del Jackdaw Hornigold che sostava a poppa
del Benjamin, udii solo i comandi delluomo messo a dare il ritmo ai
rematori, gli scricchiolii della nave, gli sciabordii dei remi che
simmergevano nellacqua.
Mentre gareggiavamo, il sole scese sotto lorizzonte in un ultimo palpito
di luce arancione e il calare delle tenebre port con s un vento da
nordovest che trascin nebbia lungo la costa. Il Benjamin anticip meglio
di noi il sopraggiungere del vento. In un battibaleno la vedemmo sciogliere
le vele e distanziarsi velocemente.
Un quarto dora dopo era buio e la nebbia, a cui la luna conferiva un
bagliore spettrale, si andava addensando lungo quel tratto della costa
cubana che chiamano El Espinazo del Diablo, una serie di dirupi che
sembrano la spina dorsale di un colosso.
Sar battaglia difficile se Hornigold ci attira dentro quella nebbia, mi
avvert Ad.
In effetti quello era proprio il piano di Hornigold, ma aveva commesso
un errore, di quelli gravi per un marinaio esperto come lui. Si ritrov
investito dal vento. Sopraggiungeva dal mare aperto, si scagliava di sbieco
contro la costa e trasformava i contrafforti dellEspinazo del Diablo in
unimpenetrabile cortina di nebbia e sabbia.
I venti la sballottano come un giocattolo, disse Adewal.

Io mi coprii la testa con il cappuccio della mia tunica per proteggermi


dal vento freddo che avevamo cominciato a incrociare anche noi.
Possiamo approfittarne per farci sotto.
Adewal mi guard. Se non verremo fatti a pezzi anche noi.
Ora avevamo ripiegato nuovamente le vele, ma sul Benjamin non erano
stati altrettanto veloci e sotto le folate la nave beccheggiava e rollava. Vidi
gli uomini affannarsi invano per ripiegare le vele in quelle condizioni
avverse. Le raffiche del vento ci portarono lurlo di uno di loro che
precipitava in mare.
Il Benjamin era in grande difficolt. Dondolava pericolosamente nelle
onde sempre pi aggressive, battuto dal vento che ne strappava le redini,
sospinto a dritta e a manca. Vir improvvisamente avvicinandosi alla
scogliera. Vedemmo gli uomini correre di qua e di l in coperta. Un altro
marinaio fu risucchiato via dalla forza del vento. Avevano perso il controllo
dello scafo. Ormai erano alla merc degli elementi.
Fermo sul cassero di prua, tenendomi con una mano e protendendo
laltra, sentivo il vento scorrermi sulle dita. Avvertivo la pressione della
lama nascosta contro lavambraccio e sapevo che prima che la notte fosse
invecchiata avrebbe assaggiato il sangue di Hornigold.
Ne sarai capace? Ne avrai la forza? chiese Ad.
Benjamin Hornigold, che tanto mi aveva insegnato della vita di mare.
Benjamin Hornigold, che aveva forgiato la tempra di Edward Thatch, il mio
pi grande amico e a sua volta mio mentore. In verit non ero sicuro di
potercela fare.
In verit speravo che se lo ingoiasse il mare, che fosse loceano a
togliermi dallimpaccio. Ma se cos non sar, gli risposi, far ci che
devo.
Il mio quartiermastro. Dio benedica il mio quartiermastro. Conosceva il
destino del Benjamin prima ancora che il destino stesso conoscesse il
destino del Benjamin. E quando si schiant contro un alto sperone di roccia
scagliato da una folata che lo sollev dal mare in una nuvola di sabbia e
nebbia, noi lo accostammo.
Scorgemmo nelloscurit le sagome indistinte dei marinai che rotolavano

per i ponti. Io montai sul parapetto del cassero di prua afferrandomi a una
sartia e usai il senso, come mi aveva insegnato James Kidd. E tra i corpi
degli uomini che scivolavano dalla tolda del vascello e cadevano nel
pantano delle secche e da l nellacqua, riconobbi le sembianze di Benjamin
Hornigold. Torner, dissi dietro di me.
E saltai.

53
ALLE mie spalle cominciarono a crepitare i moschetti dei miei uomini
dando inizio a una battaglia unilaterale tra la mia nave e lequipaggio del
Benjamin ora naufragato. I miei sensi erano di nuovo normali, ma
Hornigold mi stava favorendo con le urla di incitamento e le imprecazioni
che lanciava ai suoi uomini.
Bel modo indecente di navigare! Se sopravviveremo a questo giorno,
quant vero Iddio vi scortico la schiena a tutti quanti, dal primo allultimo.
Mantenete la posizione e siate pronti a tutto.
A quel punto apparvi io uscendo dalla nebbia su una secca e Hornigold,
invece di dar seguito alle proprie parole, diede seguito ai propri tacchi,
arrampicandosi su per il dirupo.
Intanto per i miei uomini avevano cominciato a tirare colpi di mortaio
sullequipaggio del Benjamin in fuga e io mi trovai in pericolo perch le loro
granate mi piovevano vicino. Solo una esplose vicino a Benjamin e lo vidi
scomparire alla mia vista dietro una cresta di roccia in una sventagliata di
sangue e sabbia.
Io maffannai ad arrampicarmi a mia volta, spinto dal desiderio di vedere
che fine avesse fatto, e pagai la mia imprudenza con un fendente al braccio
che apr una ferita sanguinante. Fulmineo, ruotai su me stesso facendo
scattare la lama e parando lattacco successivo in uno sprizzar di scintille
dallincontro dei metalli. Quando ruzzolai gi per il pendio investito
dallimpeto del suo assalto, si lanci su di me brandendo la sciabola. Io lo
bloccai con i piedi sollevati nellaria e lo respinsi scalciando ed evitando
cos la punta della sua lama che affett laria davanti al mio naso. Rotolai su
me stesso, balzai in piedi e corsi verso di lui e le nostre lame sincrociarono
di nuovo. Ci scambiammo alcuni colpi durante i quali presi atto della sua
bravura, ma lui era ferito e io ero pi giovane e io ero anche animato dal
fuoco della vendetta, cos lo raggiunsi al braccio, al gomito, alla spalla
finch non riusc a reggersi pi in piedi o ad alzare la sua sciabola e allora
lo finii.

Avresti potuto essere un uomo al servizio di qualcosa di autentico,


disse mentre moriva. Muoveva lentamente le labbra per scandire bene le
parole. Aveva i denti rossi di sangue. Ora invece hai il cuore di un
criminale.
Be, di gran lunga pi bello a vedersi di quello che ti ritrovi tu, Ben,
gli risposi. Il cuore di un traditore, che si considera migliore dei suoi pari.
Aye, e che ha dimostrato di esserlo. Coshai fatto tu dopo la caduta di
Nassau? Nientaltro che omicidi e massacri.
A quel punto persi la pazienza. Tu ti sei messo con gli stessi che fino ad
allora avevamo odiato! lo investii.
No, disse lui. Allung una mano verso di me per dare enfasi alle sue
parole afferrandomi, ma io la respinsi con uno schiaffo. Questi Templari
sono diversi. Quanto vorrei che lo vedessi anche tu. Ma se perseveri sulla
strada che hai imboccato, presto scoprirai di essere lunico a percorrerla.
Con una forca alla fine.
Pu anche darsi, gli concessi, ma ora nel mondo c una serpe in
meno. E tanto mi basta.
Ma non mi ud. Era gi morto.

54
IL cacciatore di pirati morto? sinform Bartholomew Roberts.
Lo guardai: Bartholomew Roberts, lo sconosciuto, un saggio, un
carpentiere che si era dato alla pirateria. Era la prima volta che andava
allOsservatorio? Perch voleva che ci fossi anchio? Quanti interrogativi,
domande alle quali sapevo che non avrei mai avuto risposta.
Eravamo a Long Bay, sulla costa settentrionale della Giamaica. Quando
ero arrivato, stava caricando le sue pistole. Poi mi aveva posto la domanda
alla quale risposi: Aye, per mia mano.
Annu e riprese a pulire le pistole. Io mi sentii prendere da un moto di
collera. Perch solo tu sei in grado di trovare una cosa che sono in tanti a
desiderare?
Ridacchi. Sono nato in possesso di ricordi di questo posto. Ricordi
appartenenti interamente a unaltra epoca, credo. Come come unaltra
vita che ho gi vissuto.
Io scossi la testa domandandomi quando mai mi sarei liberato di queste
sciocchezze.
Ti prenda un accidente e vedi di dirmi cose che hanno senso.
Non oggi.
N oggi n mai, pensai io stizzito, ma prima che potessi ribattere
sentimmo un rumore provenire dalla giungla.
Indigeni? Forse erano stati richiamati dal fragore della battaglia tra il
Jackdaw e il Benjamin. I pochi rimasti dellequipaggio di Hornigold
venivano presi a bordo del Jackdaw, dove, prima di recarmi al mio
appuntamento a quattrocchi con Bartholomew Roberts, avevo ordinato ai
miei uomini di occuparsene durante la mia breve assenza.
Roberts mi richiam con un gesto. Dopo di te, capitano. Il sentiero
pericoloso.
Protetti da una decina dei suoi uomini ci addentrammo nella giungla e
cominciammo a salire in mezzo alla vegetazione. Io mi domandavo se
ormai non avremmo dovuto scorgere qualcosa dellOsservatorio. Non

dovevo aspettarmi una struttura di grandi dimensioni costruita su unalta


vetta? Le alture intorno a noi ondeggiavano di un verde compatto e
uniforme, cespugli e palme, niente che fosse opera delluomo fin dove
giungeva lo sguardo, a meno di contare le nostre navi nella baia.
Avevamo percorso solo poche centinaia di metri quando udimmo un
fruscio nei cespugli e qualcosa sfrecci accanto a noi e uno degli uomini di
Roberts cadde con uno squarcio pieno di luccicante materia grigia appena
sotto la nuca. Non ebbi certo difficolt a riconoscere un colpo di mazza, ma
colui che lo aveva inferto era scomparso quasi ancor prima di apparire.
Nella concitazione dettata da una paura improvvisa, gli uomini
sguainarono le sciabole, imbracciarono i moschetti e si sfilarono le pistole
dalla cintura. Si accovacciarono. Pronti.
I nativi di questo territorio ci combatteranno, Edward, disse sottovoce
Roberts scrutando attentamente il sottobosco che era silenzioso, geloso
custode dei suoi segreti.
Sei disposto a contrattaccare se necessario? A uccidere se ce n
bisogno?
Io armai la mia lama nascosta.
Avrai presto mie notizie.
Cos detto, rotolai per terra sotto un cespuglio e divenni parte della
giungla.

55
GLI indigeni conoscevano bene il loro territorio, ma io stavo facendo
qualcosa che proprio non si aspettavano, ero io a dare battaglia a loro. Fu
cos che il primo uomo in cui mi imbattei si stup nel vedermi e ci gli fu
fatale. Indossava solo un perizoma, con i capelli neri legati dietro la nuca, e
stringeva ancora nella mano la mazza luccicante del sangue di un bucaniere
e mi fissava con gli occhi sgranati. Gli indigeni stavano solo proteggendo
ci che apparteneva a loro. Non mi diede alcun piacere conficcargli la lama
tra le costole e sperai che la sua fine fosse rapida, ma lo feci comunque e
proseguii. La giungla cominci a risuonare di grida e spari, mentre io
trovavo altri indigeni e dispensavo altra morte finch non li ebbi sterminati
e potei ricongiungermi con il mio gruppo.
Otto erano rimasti uccisi in battaglia. La maggior parte degli indigeni
era caduta sotto le mie lame.
Sono i guardiani dellOsservatorio, mi disse Bartholomew Roberts
quando mi vide riapparire.
Da quanto tempo sono qui? gli chiesi.
Oh saranno anche pi di mille anni. Uomini molto devoti. Uomini
micidiali.
Io mi girai a guardare quel che restava della sua scorta, pochi uomini
terrorizzati e traumatizzati, che avevano visto i loro compagni abbattuti
uno a uno. Riprendemmo la marcia, continuando a salire, sempre pi su,
finch giungemmo alla nostra meta, grigie mura di pietra in netto
contrasto con i vibranti colori della giungla, un monolito che si ergeva
imponente davanti a noi.
LOsservatorio.
Com possibile che non fosse visibile finora? chiesi a me stesso. Come ha
fatto a restare invisibile?
questo, dunque?
Aye, un luogo che possiamo quasi definire sacro. C solo bisogno di
una goccia del mio sangue

Gli comparve nella mano uno stiletto e, senza mai staccare gli occhi dai
miei, se ne serv per pungersi il pollice e applicare quindi il dito gocciolante
di sangue in una minuscola nicchia di fianco alla porta. Che cominci ad
aprirsi.
In cinque eravamo e tutti ci guardammo lun laltro. Solo Bart Roberts
sembrava provare piacere in quel che stava accadendo.
E la porta si apre, proclam in tono teatrale, dopo quasi ottantamila
anni.
Si fece da parte per far passare i suoi uomini. I quali si scambiarono
sguardi pieni di ansia e finalmente ubbidirono allordine del loro capitano e
si avvicinarono allingresso
E allora, per qualche ragione nota solo a lui, Roberts li uccise, tutti e
quattro. Affond lo stiletto in un occhio del primo e mentre spingeva via il
suo corpo estrasse la pistola e spar in faccia al secondo. Gli ultimi due non
ebbero il tempo di reagire: Black Bart estrasse la seconda pistola e spar in
pieno petto al terzo prima di sguainare la sciabola e finire il superstite.
Era lo stesso uomo che aveva portato in coperta il forziere e aveva
sperato in un elogio di Roberts. Emise uno strano verso strozzato e Roberts
lo sostenne per un secondo prima di affondare la lama nel suo corpo fino
allelsa e ruotarla. Il corpo del poveraccio sirrigid trapassato da parte a
parte e i suoi occhi guardarono il suo capitano increduli e imploranti,
finch le sue membra si accasciarono e il malcapitato scivol per terra
sfilandosi dalla lama e cadendo con un tonfo. Il suo petto si alz ancora
una volta, due, poi rimase immobile.
Quanta morte. Troppa morte.
Mio Dio, Roberts, ma sei impazzito?
Lui scroll il sangue dalla sciabola, per poi mettersi a pulirla con
pignoleria passandoci un fazzoletto.
Al contrario, Edward. Sarebbero stati questi meschini a impazzire
quando avessero visto cosa c oltre questa soglia. Tu invece ho idea che sia
fatto di altra stoffa ben pi resistente. Ora prendi quella cassa e portala
dentro.
Feci come mi aveva chiesto, pur sapendo che seguire Roberts era una

pessima idea. Una terribile idea da mentecatti. Ma incapace di impedirmi di


farlo. Al punto dovero arrivato non potevo pi tornare indietro.
Entrammo in un ambiente simile a un tempio antico. Sporco e
decrepito, comment Roberts, non come lo ricordavo. Ma sono passati
pi di ottanta millenni.
Io gli scoccai unocchiata diffidente. E piantala, porca miseria, non
possibile.
Lo sguardo con cui ricambi il mio fu insondabile. Cammina come se
fossi su ghiaccio sottile, capitano.
Scendemmo per gradini di pietra al centro dellOsservatorio, sbucando
in una grande stanza di transito. Mi guardai intorno sorpreso dalla vastit
della stanza con tutti i sensi allerta.
Bello, vero? sussurr Roberts.
S, risposi io e mi ritrovai a bisbigliare come lui. Sembra un posto da
fiaba, o di una di quelle poesie antiche.
Si sono raccontate molte storie su questo posto. Storie divenute folclore
e infine leggende. Linevitabile processo per cui i fatti diventano finzione
prima di dissolversi completamente.
Da l passammo in unaltra stanza, che potrei descrivere solo come una
stanza darchivio, uno spazio enorme con dei bassi ripiani sui quali erano
disposte centinaia di piccole fiale di sangue come quelle del forziere. Come
quella che avevo visto Torres usare con Bartholomew Roberts.
Altre boccette di sangue.
S. Questi cubi contengono il sangue di un popolo molto antico. Una
razza straordinaria nella sua epoca.
Pi parli, ringhiai io fuori di me, meno ti capisco.
Ricorda solo questo: il sangue che c in queste fiale non vale pi un
soldo per nessuno. Forse un giorno torner a essere prezioso. Ma non in
questepoca.
Eravamo ormai nelle viscere della terra e attraversati gli archivi
entrammo in quello che era il teatro principale dellOsservatorio. Anche
quella sala era vastissima e per un secondo sostammo a guardare con fatica
da unestremit allaltra.

Sotto unenorme cupola, su un lato cera quella che sembrava una fossa,
da cui giungeva un suono di sciacquio a indicare che conteneva dellacqua,
mentre al centro cera un palco di pietra con delle complicate incisioni.
Quando posai il forziere come mi aveva chiesto Roberts, ebbe inizio un
suono sommesso. Un mormorio ovattato, dapprima appena percettibile,
ma poi sempre pi evidente
Cos? Mi sembrava di dover gridare per potermi far sentire, anche se
invece parlavo a voce bassissima.
Ah, s, disse Roberts. Una misura di sicurezza. Un momento.
Le pareti intorno a noi avevano cominciato ad accendersi emettendo una
luce bianca e pulsante che era insieme bellissima e inquietante. Il Saggio
and alla piattaforma al centro della sala e pos la mano in un incavo. Il
suono si spense allistante e intorno a noi cal nuovamente il silenzio,
anche se le pareti continuarono a rilucere.
Cos dunque questo posto? domandai a Roberts.
Immaginalo come un grande cannocchiale. Uno strumento capace di
vedere a grandi distanze.
Il bagliore delle pareti. Il sangue. Lo strumento. Cominciava a girarmi
la testa e altro non potevo fare che restare a bocca aperta a guardare
Roberts che con mani esperte prendeva dal forziere una fiala come se
avesse ripetuto quel gesto decine di volte e la teneva alzata in controluce,
come aveva fatto il giorno in cui se ne era impadronito.
Soddisfatto, si chin davanti al palco e vi inser il cubo di cristallo. Allora
accadde qualcosa, una cosa che ancora non mi riesce di credere: il bagliore
delle pareti sincresp come una nebbia e lentamente si fuse non in un velo
uniforme, bens in una serie di immagini, figure opache, come se stessi
guardando attraverso una finestra e stessi vedendo qualcosa, stessi
vedendo

56
CALICO Jack Rackham, quant vero che son vivo e respiro.
Ma non stavo vedendo lui. No. Stavo vedendo come se fossi lui. Come se
vedessi attraverso i suoi occhi. Per la verit se sapevo che era Calico Jack
era solo grazie al tessuto indiano della manica della sua giacca.
Stava salendo i gradini dellOld Avery. Provai un batticuore nel vedere la
vecchia taverna, pi trasandata e fatiscente che mai
Il che significava che non era unimmagine del passato. Non era
unimmagine che appartenesse ai miei ricordi personali, perch non avevo
mai visto lOld Avery nellattuale stato di trascuratezza. Quando aveva avuto
inizio la sua vera decadenza, non avevo mai pi messo piede a Nassau.
Eppure eppure la stavo vedendo.
Tutti questi trucchi da stregone, ringhiai sottovoce.
No. veramente Calico Jack Rackham da qualche parte nel mondo
in questo momento.
A Nassau, dissi io, rispondendo a lui ma parlando pi che altro a me
stesso. E questo sta avvenendo ora? Stiamo vedendo attraverso i suoi
occhi?
Aye, conferm Roberts.
Non fu come se riportassi la mia attenzione sullimmagine. Quella era
semplicemente l, davanti a me. Come se io ne facessi parte, ci fossi dentro.
E da un certo punto di vista cos era, perch quando Calico Jack girava la
testa, limmagine si spostava con lui. Lo guardai posare lo sguardo su Anne
Bonny e James Kidd, seduti a uno dei tavoli.
Uno sguardo prolungato su Anne Bonny. Su certe parti di Anne Bonny.
Sporco bastardo. Ma poi, o mio Dio, lei si gir dal tavolo a cui sedeva con
James Kidd e ricambi il suo sguardo. E sto parlando di uno sguardo di
quelli belli carichi, lascivo. Ti avevo ben detto di quel suo modo voluttuoso
di guardare gli uomini. Al vecchio Calico Jack ne stava esibendo tutta la sua
forza invitante.
Che il diavolo mi porti. Quei due se la intendono.

Nonostante tutto, a dispetto delle meraviglie dellOsservatorio, mi


ritrovai a reprimere una risatina divertita al pensiero di James Bonny, quel
proditorio voltagabbana, con un paio di corna in testa. Calico Jack? Be, non
era forse il cane rognoso che mi aveva abbandonato in mezzo al mare?
Dunque non avevo buoni sentimenti da sprecare con lui. Ci aveva per
messo a disposizione armi, munizioni e qualcosa da mangiare e per giunta
si faceva scaldare il letto da Anne, dunque qualche attenuante la meritava.
Intanto Calico Jack stava ascoltando le chiacchiere di Anne e James.
Non saprei, Jim, stava dicendo Anne, non ho la pi pallida idea di
come si faccia a pilotare una nave. Non roba da donne.
Cosa diavolo stavano tramando quei due?
Bubbole. Ho visto decine di donne terzarolare una vela e manovrare un
verricello con assoluta destrezza.
E mi insegnerai tu a combattere? Con una sciabola? E magari mi
mostrerai come si maneggia una pistola?
Tutto questo e altro ancora. Ma necessario che sia tu a volerlo. E che ci
metti dellimpegno. Non c spazio per le titubanze sulla via del successo in
unimpresa.
E a quel punto Calico Jack conferm ci che pensavo. La sua voce
incorporea giunse alle mie orecchie come uneco deviato dalla pietra. Oi,
bellimbusto, la mia ragazza quella che stai corteggiando. Gi le mani o
taffetto.
Prenditelo in quel posto, Rackham. Non potevi scegliere peggior epiteto
di bellimbusto rivolgendoti a me
Ah, s? pensai io. James Kidd stava per rivelarsi?
James si stava infilando una mano nella camicia, mentre davanti a lui/lei
Calico Jack si andava scaldando: Ma davvero bellimbusto?
Roberts tolse il cubo dallOsservatorio e limmagine svan.
Io mi morsicai il labbro e pensai al Jackdaw. Ad non amava lattuale
situazione. Sicuramente moriva dalla voglia di sciogliere le vele.
Ma non lo avrebbe fatto senza di me, vero?
Non lo avrebbe fatto, vero?
In quel mentre la luce diffusa nella sala si trasform in qualcosaltro

ancora e quando Roberts propose di provare con un altro campione di


sangue, dimenticai subito ogni preoccupazione sulle intenzioni del mio
quartiermastro.
Proviamo con il governatore Woodes Rogers, disse Roberts posando
nellincavo dellOsservatorio un altro cubo di cristallo, in virt del quale
subito si sprigionarono nuove immagini.
Stavamo vedendo attraverso gli occhi di Woodes Rogers. Con lui cerano
Torres ed El Tiburn. A un tratto limmagine che si form davanti a noi fu
quella di Rogers che teneva in alto una fiala di sangue per esaminarla.
Stava parlando. La vostra unidea ardita. Ma devo pensarci
attentamente.
LOsservatorio risuon della risposta di Torres.
Ai Comuni vi baster suggerire un semplice voto di lealt. Un
giuramento, un gesto rituale e un semplice prelievo cerimoniale di sangue
da un dito. Nientaltro.
Dannazione. Di qualunque cosa stessero confabulando Anne e Mary,
nulla era al confronto di ci a cui stavo assistendo. Sempre a cercare di
mettere sotto controllo il dannato mondo intero, dove dannato la
parola chiave. E come? Attraverso il parlamento inglese.
Poi parl Rogers. I ministri potrebbero darmi qualche problema, ma
convincere la Casa dei Lord dovrebbe essere abbastanza facile. Quelli
hanno un debole per la pompa magna.
Infatti. Dite loro che una dimostrazione di sudditanza a beneficio del
re. Contro quei giacobiti rivoltosi.
S, giusto, convenne Rogers.
Il dettaglio cruciale il sangue. Dovete ottenerne un campione da
ciascuno di loro. Quando tRoveremo lOsservatorio, dovremo essere
pronti.
Sono daccordo.
Roberts ritir il cubo e mi guard con una luce di trionfo negli occhi.
Ora sapevamo che cosa stavano complottando i Templari. Non solo, ma
eravamo anche un passo avanti di loro.
Le immagini erano scomparse, lo strano bagliore era rientrato nelle

pareti e io ero l a chiedermi se mi fossi immaginato tutto quanto. Intanto


Roberts prese qualcosa da quella specie di altare che cera al centro della
sala e allora vidi in che cosa aveva inserito le fiale di sangue: un teschio.
Uno strumento prezioso, visto?
Tutta stregoneria, ecco cos, dichiarai io.
Nientaffatto. Tutti i meccanismi che danno a questo congegno la sua
luce sono autentici e fisici. Antichi s, ma niente di soprannaturale o
alieno.
Io avevo i miei dubbi e pensavo che fosse solo vittima delle proprie
fantasticherie. Ma decisi di tenerlo per me.
Con questo saremo padroni delloceano, dissi io e mi colse la voglia di
avere quel teschio tra le mani, che allungai verso di lui, sentendomi
sopraffare dal desiderio di avvertirne il peso tra le dita. Provai un fremito
quando venne verso di me con la mano protesa. Poi, invece di consegnarmi
il teschio, se ne serv per colpirmi duramente in faccia e mandarmi a
gambe levate sul pavimento della sala, per poi spingermi sullorlo della
fossa.
Caddi, urtando le pareti di pietra mentre precipitavo, sferzato dalla
vegetazione che ricopriva la roccia ma senza trovare alcun appiglio con cui
arrestare la mia caduta. Avvertii un dolore terribile al fianco e poco dopo
mi ritrovai nellacqua che cera sul fondo, ringraziando il cielo di aver avuto
la presenza di spirito di rigirarmi mentre precipitavo trasformando
limpatto finale in una sembianza di tuffo. Considerata laltezza del salto,
probabilmente quellistinto mi aveva salvato la vita.
Anche cos il mio ingresso nellacqua fu disastroso. Vi cozzai contro e
minabissai bevendo mentre cercavo di dominare il dolore al fianco per
impedire che mi trascinasse sul fondo. Quando riemersi boccheggiando,
guardai su e vidi Roberts che mi osservava dallalto.
Nella mia deontologia non c la parola lealt, giovanotto, mi apostrof
con sarcasmo dalla cima del pozzo. Hai svolto il tuo ruolo, ma il nostro
consorzio si scioglie adesso.
Sei un uomo morto, Roberts, ruggii dal fondo, anche se il mio non fu
proprio un ruggito. La mia voce era debole e in ogni caso lui se nera gi

andato e io ero troppo occupato a tenere a bada il dolore cocente al fianco e


a issarmi fuori da quella voragine.
Quando mi fui ripreso, trovai un ramo che mi sporgeva da una ferita al
fianco che stava colorando di rosso le pieghe della mia veste. Me lo strappai
via con un urlo e, dopo averlo gettato, premetti a denti stretti una mano
sulla ferita sentendo il sangue che mi scivolava tra le dita. Bastardo di un
Roberts. Maledetto bastardo!
Nonostante il dolore, riuscii non so come ad arrampicarmi fino in cima
al pozzo, uscii dallOsservatorio e tornai sui miei passi zoppicando,
attraverso la stanza di transito oltre i cadaveri ammassati allingresso,
sudando a fiumi per le fitte al fianco. E quando sbucai dallerba alta sulla
spiaggia ci che vidi mi riemp di angoscia. Il Jackdaw, il mio amato
Jackdaw, se nera andato. Ora alla fonda cera solo la Rover.
E laggi, dove le onde lambivano la sabbia, cera una lancia con rematori
e timoniere a sorvegliarla in attesa del loro capitano: il capitano
Bartholomew Roberts, che in quel momento si trovava di fronte a me
allentrata della spiaggia.
Si raccolse su se stesso. I suoi occhi lampeggiarono e le sue labbra si
distesero in quel suo particolare sorriso glaciale. Oh il tuo Jackdaw ha
preso il largo, Edward, eh? il bello della democrazia, i molti mettono in
minoranza il singolo. Aye, potresti venire via con me, ma con il
caratteraccio che ti ritrovi ho paura che ci ridurresti in ceneri. Per fortuna
so che il re ha posto sulla tua testa una taglia davvero allettante. E intendo
incassarla.
Il dolore era eccessivo. Non resistevo pi e sentii che stavo perdendo i
sensi. Lultima cosa che udii mentre precipitavo nelle tenebre furono le
parole con cui Bartholomew Roberts mi scherniva amabilmente:
Hai mai visto linterno di una prigione giamaicana, ragazzo?

PARTE QUARTA

57
Novembre 1720
MOLTO pu accadere in sei mesi. Ma nei sei mesi che portarono al
novembre 1720, accadde tutto agli altri. Io ero ad ammuffire in una cella
della galera di Kingston. Mentre Bartholomew Roberts diventava il pi
temuto pirata dei Caraibi al comando di una squadra di quattro vascelli agli
ordini della sua ammiraglia Royal Fortune, io cercavo invano di dormire su
una stuoia stesa sul pavimento di una cella cos angusta che non riuscivo ad
allungarmi del tutto. Ripulivo il mio cibo dalle larve di mosca e mi turavo il
naso per mandarlo gi. Bevevo acqua sporca e pregavo che non mi
uccidesse. Guardavo la luce grigia attraverso le sbarre della porta e
ascoltavo i rumori della prigione: le imprecazioni, le urla notturne, uno
sferragliare costante da farti ammattire come se qualcuno da qualche parte
passasse giorno e notte a far scorrere una tazza sulle sbarre; e certe volte
ascoltavo la mia stessa voce, giusto per ricordare a me stesso di essere
ancora vivo, e allora maledicevo la mia malasorte, maledicevo Roberts,
maledicevo i Templari, maledicevo la mia ciurma
Ero stato tradito, naturalmente da Roberts, ma questo non mi
meravigliava, per anche dal Jackdaw. La galera mi diede il tempo
necessario a rendermi conto di quanto la mia ossessione per lOsservatorio
mi avesse reso cieco ai bisogni dei miei uomini, cosicch smisi di
prendermela con loro per avermi abbandonato a Long Bay. Avevo concluso
che se avessi avuto la fortuna di rivederli li avrei salutati come fratelli, avrei
detto loro che non li biasimavo per la loro decisione e avrei offerto loro le
mie scuse. Ma anche cos limmagine del Jackdaw che salpava senza di me
mi bruciava nel cervello come un ferro rovente.
Ma non ancora per molto. Si andava avvicinando il momento del mio
processo, anche se non ne avevo ancora avuto notizia. E dopo il processo
sarei stato impiccato.
Ce nera stata una il giorno prima. Limpiccagione di alcuni pirati,

intendo. Il processo era stato tenuto a Spanish Town e cinque dei


condannati erano saliti sulla forca il giorno dopo a Gallows Point. Altri sei
furono impiccati il giorno seguente a Kingston.
Uno di quelli a cui avevano tirato il collo il giorno prima era il capitano
John Rackham, luomo che tutti conoscevamo come Calico Jack.
Povero vecchio Jack. Non un bravuomo ma nemmeno uno
particolarmente cattivo. E chi potrebbe darne un giudizio pi equo? Mi
augurai che prima che lo facessero salire sulla forca fosse riuscito a ingerire
liquore a sufficienza. Che lo tenesse al caldo per il suo viaggio nellaldil.
Calico Jack aveva per un paio di luogotenenti, il cui processo era fissato
proprio per quel giorno. E io sarei stato trasferito in tribunale perch a
quanto sembrava si pensava che potessi servire da testimone, sebbene non
mi avessero detto se avrei dovuto testimoniare per laccusa o per la difesa.
I due luogotenenti, vedi, erano Anne Bonny e Mary Read.
E qui c una storia da raccontare. Io lavevo vista nascere nelle immagini
a cui avevo assistito allOsservatorio: Calico Jack e Anne Bonny erano
amanti. Jack aveva messo a frutto il suo fascino, aveva strappato Anne a
James (quel ratto appestato) e laveva portata via con s.
A bordo vestiva da uomo. E non era la sola. Con lei cera anche Mary
Read, vestita da James Kidd, e a parte dellinganno erano tutti e tre, Anne e
Mary e anche Calico Jack. Le due donne indossavano giacche da uomo,
calzoni lunghi e fazzoletti intorno al collo. Portavano pistole e sciabole e
mettevano soggezione come veri uomini: pi pericolose, per, avendo pi
da dimostrare.
Per qualche tempo avevano incrociato nelle vicinanze terrorizzando i
mercantili finch qualche mese prima si erano fermati a New Providence.
L il 22 agosto, anno di Nostro Signore 1720, Rackham e una squadra dei
suoi, tra cui Anne e Mary, avevano trafugato una corvetta di nome William
dal porto di Nassau.
Ovviamente Rogers sapeva benissimo chi era stato. Spicc un mandato e
sped una corvetta carica di soldati a catturare Calico Jack e la sua ciurma.
Ma il vecchio Calico Jack navigava, come dire, sulla cresta delle onde, e,
mentre gozzovigliava allegramente, attacc alcuni pescherecci, un

mercantile e una goletta.


A Rogers non piacque. Gli sped contro un secondo vascello.
Il vecchio Calico Jack non si lasci intimorire e continu a pirateggiare a
ovest fino alla punta occidentale della Giamaica, dove simbatt in un
corsaro di nome Barnet, che vide loccasione di guadagnare un po di soldi
vendendo la sua pelle.
Jack fu abbordato e il suo equipaggio si arrese, tutti salvo Mary e Anne.
Da quel che mi era stato riferito, Jack e i suoi uomini avevano fatto
bisboccia fino a rimbambirsi e quando erano stati attaccati dagli uomini di
Barnet erano ubriachi o addirittura privi di sensi. Maledicendo la ciurma,
Mary e Anne avevano lottato come indemoniate con pistole e sciabole, ma
erano state sopraffatte. Dopodich tutti quanti erano stati trasferiti
attraverso lisola e rinchiusi nella prigione di Spanish Town.
E non mi dispiace aggiungere che avevano gi processato e impiccato
Jack.
Ora toccava ad Anne e Mary.
Grazie a Dio io non avevo visto molte aule di tribunale in vita mia, ma
anche cos mai ne avevo visto una tanto affollata. Le mie guardie mi fecero
salire per una scala di pietra fino a una porta a sbarre, laprirono, mi
spinsero in una galleria e mi ordinarono di sedermi. Io ero perplesso. Cosa
sta succedendo? domandai loro con lo sguardo, ma le guardie mi
ignorarono e si piazzarono spalle al muro, con i moschetti a portata di
mano nel caso avessi tentato la fuga.
Ma quale fuga? Ero ammanettato su quella balconata piena zeppa di
gente, spettatori e testimoni, tutti a fissare le due famigerate piratesse Anne
Bonny e Mary Read.
Erano al cospetto del giudice, che le contempl con disprezzo e batt il
martelletto.
Le imputazioni, signore, voglio sentirle di nuovo, dichiar
rivolgendosi allufficiale giudiziario, che si alz e si schiar la voce.
La Corte di sua maest contesta alle imputate Mary Read e Anne Bonny
di aver praticato la pirateria, delittuosamente, e di aver attaccato in maniera
ostile, sopraffatto e preso sette pescherecci.

Nel breve trambusto che segu sentii che dietro di me si stava sedendo
qualcuno. Due persone, per la precisione. Ma non ci feci molto caso.
In secondo luogo, continu lufficiale, questa Corte contesta alle
imputate dessersi appostate in alto mare e di aver attaccato a colpi di
cannone e conquistato due mercantili, mettendo a repentaglio la vita dei
loro capitani ed equipaggi.
E le questioni giudiziarie scivolarono in secondo piano quando uno dei
due seduti alle mie spalle si sporse in avanti e parl.
Edward James Kenway Riconobbi la voce di Woodes Rogers. Nato
a Swansea da padre inglese e madre gallese. Sposato a diciotto anni con la
signorina Caroline Scott, ora ripudiata.
Io sollevai i piedi in catene e mi girai. Nessuna delle mie guardie armate
di moschetto si era mossa, ma mi sorvegliavano con attenzione. Di fianco a
Rogers, in tutto e per tutto notabile di rango, aveva preso posto Laureano
Torres, azzimato e composto nel tepore del tribunale. Ma non erano l a
caccia di pirati. Erano l in missione da Templari.
Mi dicono che sia una donna molto bella, mormor Torres
salutandomi con un cenno del capo.
Se osate toccarla, bastardi che non siete altro ringhiai io.
Quando Rogers si protese verso di me, avvertii una pressione sulla
camicia e abbassando lo sguardo vidi che mi schiacciava sul fianco la canna
di una pistola. Nel periodo trascorso dalla mia caduta nella fossa
dellOsservatorio avevo per non so quale miracolo evitato infezione o
cancrena, ma quella ferita non si era mai rimarginata del tutto. Lui
naturalmente non ne sapeva niente, non aveva modo di esserne a
conoscenza, e tuttavia era riuscito a tormentarmela con la canna della
pistola strappandomi una smorfia.
Se sai dov lOsservatorio, diccelo e sarai fuori di qui in un
battibaleno, disse Rogers.
Ma certo. Era per quello che ancora non avevo sentito intorno al collo il
bruciore del cappio del boia.
Rogers pu tenere a bada per un po questi cani inglesi, disse Torres,
ma se non collabori, il tuo destino sar quello che vedi l sotto. Intanto

mi indicava laula sottostante, dove il giudice stava parlando e dove i


testimoni elencavano le terribili gesta di Anne e Mary.
Finito di recapitare il loro avvertimento, Torres e Rogers si alzarono nel
momento in cui una testimone cominciava a descrivere in trepidanti
dettagli come fosse stata aggredita dalle due piratesse. Aveva capito che
erano donne, disse, dal volume dei loro seni, e questo alla corte piacque.
Risero tutti finch le risa non furono zittite dai colpi del martelletto del
giudice, rintocchi che nascosero il tonfo della porta che si chiudeva dietro
Rogers e Torres.
Frattanto Anne e Mary non avevano detto una sola parola. Che vi
prende? Il gatto vi ha mangiato la lingua? Mai le avevo viste a corto di
parole, e invece erano l, mute come pesci. Venivano raccontate storie sulle
loro famigerate imprese e non una volta erano intervenute per correggere
qualche esagerazione, non emisero nemmeno un pigolio quando la corte le
giudic colpevoli. Anche quando fu loro chiesto se avessero qualche
ragione da esibire per cui non meritassero la sentenza di morte. Niente.
Cos il giudice che non conosceva le due donne e aveva forse concluso
che erano reticenti, emise il suo verdetto: morte per impiccagione.
E allora, ma solo allora, aprirono la bocca.
Milord, ci appelliamo alla Corte nel nome dei nostri grembi, disse
Mary Read rompendo il silenzio che aveva osservato fino ad allora.
Cosa? gracchi il giudice impallidendo.
Siamo incinte, disse Anne Bonny.
In aula scoppi un putiferio.
Mi venne da domandarmi se entrambi i marmocchi fossero di Calico
Jack, quel vecchio demonio.
Non si pu impiccare una donna in attesa di un figlio, no? grid Anne
nel chiasso generale.
Si era scatenato il caos. Come ad anticipare i miei pensieri, una delle
guardie dietro di me mi tocc con la canna del moschetto. Toglitelo dalla
testa.
Silenzio! Silenzio! tuonava il giudice. Se ci che sostenete vero, la
vostra esecuzione sar sospesa, ma solo fino alla conclusione della vostra

gravidanza.
E la prossima volta che verrai a cercarmi mi tRoverai tra le tue
chiappe! grid Anne.
Questa la Anne che ricordavo, con la faccia di un angelo e la lingua del
pi rozzo dei marinai. E le sue parole scatenarono un altro pandemonio e la
seduta si chiuse nella confusione pi totale con il giudice che, rosso in
faccia, picchiava il suo martelletto ordinando che le due condannate fossero
portate via.

58
EDWARD Kenway. Ricordi che una volta minacciasti di tagliarmi le labbra e
farmele mangiare?
Nella semioscurit oltre la porta della mia cella emerse la faccia di
Laureano Torres incorniciata dalla finestrella e affettata dalle sbarre.
Per poi non lho fatto, gli rammentai con una voce resa roca dal
disuso.
Ma lo avresti fatto.
Vero.
Ma non lho fatto.
Sorrise. Tipica tattica terroristica da pirata, rozza e sfacciata. Tu che ne
dici, Rogers?
Cera anche lui l dietro. Woodes Rogers, il grande cacciatore di pirati.
Vicino alla porta della mia cella.
per questo che non mi fate portare cibo e acqua? gracchiai.
Oh, rise Torres, ma c ancora molto, molto da sistemare. Abbiamo la
questioncella di dove si trovi esattamente lOsservatorio. Abbiamo la
questioncella di quello che hai fatto a Hornigold. Ora ti facciamo vedere
che cosaltro abbiamo in serbo per te. Guardie!
Arrivarono due uomini, la stessa coppia di tirapiedi dei Templari che mi
avevano scortato in tribunale. Torres e Rogers se ne andavano mentre io
venivo ammanettato e mi venivano messi i ceppi alle caviglie. Poi con i miei
stivali che stridevano sul pavimento di pietra, mi trascinarono fuori della
cella e lungo un corridoio da cui sbucammo nel cortile della prigione.
Mentre io battevo le palpebre accecato dal sole e prendevo per la prima
volta da settimane una boccata daria fresca, con mio totale stupore, fui
trasportato fuori dellingresso principale.
Dove mi state portando? balbettai. La luce del sole era troppo forte,
non riuscivo a tenere gli occhi aperti, mi sembrava che mi si fossero
incollate le palpebre.
Non mi risposero. Sentivo i rumori di Kingston. Vita quotidiana nel suo

scorrere normale.
Quanto vi pagano? cercai di chiedere. Raddoppio qualunque somma
se mi lasciate andare.
Si fermarono.
Bravo, tu s che sei un bravuomo, biascicai io. Posso farti ricco. Basta
che mi
Il pugno che mi arriv in faccia mi spacc il labbro e qualcosa nel naso
cominci a sprizzare sangue. Tossii e gemetti. Quando riuscii a rimettere la
testa in equilibrio sul collo, trovai una faccia a ridosso della mia.
Chiudi. Il. Becco.
Socchiusi gli occhi cercando di metterlo a fuoco, cercando di ricordarmi
la sua faccia.
Me la pagherai per questo, mormorai. Mi colava qualcosa di liquido
dalla bocca, sangue o saliva. Ricorda le mie parole.
Chiudi quel becco o la prossima volta sar la punta della mia spada.
Ridacchiai. Sei pieno di merda, sai? Il tuo padrone mi vuole vivo.
Uccidimi e andrai a prendere il mio posto in quella cella. Se non peggio.
Attraverso un velo di dolore, sangue e accecante luce solare vidi la sua
espressione rabbuiarsi. Vedremo, latr. Vedremo.
Poi il viaggio riprese, e io zoppicai sputando sangue e cercando senza
successo di schiarirmi le idee finch arrivammo ai piedi di una scala a pioli.
Sentii in sottofondo le voci di Torres e Rogers e poi un cigolio giungere da
sopra e quando alzai la testa per guardare, ci che vidi fu una gabbia. Uno
degli scagnozzi era salito ad aprirla e i cardini del cancelletto avevano
mandato il loro gemito di metallo arrugginito. Io mi sentivo gi scorticare
dal sole.
Cercai di dire qualcosa, di spiegare che ero disidratato e che sotto quel
sole sarei potuto morire. E se fossi morto, non avrebbero mai scoperto
dovera lOsservatorio. Solo Black Bart lo avrebbe saputo, e che terribile
pensiero era quello di Black Bart in possesso di tutto quel potere.
Lo sta usando proprio adesso, non vero? per quello che ha tanto
successo.
Ma non ebbi mai la possibilit di parlare perch intanto mi avevano

chiuso nella gabbia. Chiuso l dentro a lasciare che il sole facesse il suo
lavoro. Che mi cuocesse vivo lentamente.

59
AL tramonto i miei due amici vennero a prendermi e mi riportarono in
cella. In cambio dellessere sopravvissuto ebbi dellacqua, una scodella sul
pavimento della mia cella, giusto quanto serviva a inumidirmi le labbra,
tenermi in vita, medicare in qualche modo le vesciche e le bolle che mi
aveva procurato lesposizione al sole.
Vennero Rogers e Torres. Dov? Dov lOsservatorio?
Io sorrisi loro con le mie povere labbra screpolate e disseccate e non dissi
niente.
Vi sta spogliando di tutte le vostre ricchezze, vero? Dico di Roberts. Sta
mandando allaria tutti i vostri piani.
Hai voglia di tornare nella gabbia anche domani?
Come no, mormorai. Come no. Un po daria fresca mi far bene.
Non era cos tutti i giorni. Cerano quelli in cui restavo nella mia cella.
Cerano quelli in cui mi appendevano solo per qualche ora.
Dov? Dov lOsservatorio?
Certe volte mi lasciavano fin ben oltre il calare della notte. Ma non era
poi cos terribile dopo che il sole era tramontato. Ero sempre anchilosato
nella gabbia come un uomo incastrato in una latrina, con tutti i muscoli e le
ossa che urlavano di dolore; stavo sempre morendo di fame e sete con la
pelle che bruciava ustionata. Eppure non era cos terribile. Almeno il sole
non cera.
Dov? Dov lOsservatorio?
Per ogni giorno che io sono appeso lass lui diventa una grana ancor pi
insopportabile, non vero? Ogni giorno sprecato un nuovo trionfo di Black
Bart sui Templari. Mi resta almeno questa soddisfazione.
Vuoi tornare lass domani?
Come no.
Non ero sicuro di reggere un altro giorno. Forse, irrazionalmente,
confidavo che non mi avrebbero ucciso. Confidavo in una tenacia
personale pi grande della loro. Confidavo nella mia forza interiore.

Ma fui appeso l fuori per un giorno ancora, rannicchiato e anchilosato


nella gabbia. E di nuovo scese la notte e sentii le guardie che mi
provocavano e li sentii vantarsi di Calico Jack e di come fosse stato
arrestato Charles Vane.
Charles Vane, pensai. Charles Vane mi ricordavo di lui. Aveva cercato
di uccidermi. O ero stato io ad aver cercato di uccidere lui?
Poi i rumori di un veloce conflitto, tonfi di corpi che cadevano, lamenti
soffocati.
E infine una voce.
Buongiorno, capitano Kenway. Ho un regalo per voi.
Lentamente, lentissimamente, aprii gli occhi. Sotto di me, grigi nella luce
spenta del giorno, cerano due cadaveri. I miei due amici, i tirapiedi dei
Templari. Tutti e due con la gola squarciata. Due identici sorrisi rossi a
ornare il collo di entrambi.
E, chino su di loro a frugare nelle giacche in cerca della chiave della
gabbia, cera lAssassino Ah Tabai.
Avevo creduto di non rivederlo mai pi. Del resto lAssassino Ah Tabai
non era il pi grande sostenitore di Edward Kenway. Probabile che per lui
sarebbe stato del tutto indifferente se tagliare la gola anche a me o liberarmi
dalla prigione.
Per mia fortuna aveva deciso di liberarmi.
Ma Non fraintendete le mie intenzioni, mi ammon mentre saliva,
trovava nel mazzo la chiave giusta per la serratura ed era tanto svelto da
acchiapparmi quando per poco non precipitai dalla gabbia. Aveva con s
una fiasca di pelle gonfia dacqua e me la avvicin alle labbra. Io bevvi
avidamente mentre mi scorrevano per le guance lacrime di sollievo e
gratitudine.
Sono venuto per Anne e Mary, mi stava dicendo lui mentre mi aiutava
a scendere per i pioli della scala. Voi non mi dovete niente per questo. Ma
se mi accorderete il vostro aiuto, posso promettervi di portarvi sano e salvo
via da qui.
Io mi ero accasciato al suolo e Ah Tabai mi diede il tempo di
riprendermi, porgendomi di nuovo la fiasca.

Ho bisogno di armi, dissi io dopo qualche minuto.


Con un sorriso, lui mi allung una lama nascosta. Non era poca cosa per
un Assassino consegnare una di quelle lame a un intruso. Mentre me
lallacciavo, presi atto dellonore che mi stava tributando. Quel pensiero mi
restitu le forze.
Mi rialzai, feci scattare la lama per collaudare il meccanismo e la richiusi.
Era ora. Era tempo di andare a salvare Anne e Mary.

60
AVEVA da mettere in moto certi diversivi, disse. Cos intanto io avrei dovuto
cercare le donne. Benissimo. Sapevo dove le tenevano e non molto tempo
dopo, quando la prima delle sue esplosioni dirott altrove lattenzione
generale, rientrai nascostamente nel recinto della prigione e mi diressi
verso le loro celle.
Quando fui pi vicino udii delle grida e la voce inconfondibile di Anne
Bonny. Aiutatela, per lamor di Dio! Chiamate qualcuno. Mary sta male.
Qualcuno, vi supplico!
In risposta udii i soldati che cercavano di farla star zitta picchiando sulle
sbarre con il calcio dei loro moschetti.
Per nulla intimorita, Anne alz ulteriormente la voce. Sta male, per
favore, sta male! si mise a strillare. Sta morendo.
Un pirata che muore, sai che roba, comment uno dei carcerieri.
Allora io corsi con il cuore in gola e, cercando di ignorare le fitte di
dolore al fianco, sbucai da dietro langolo del corridoio appoggiandomi con
una mano alla fredda pietra per mantenere lequilibrio, mentre con laltra
armavo la lama.
Le guardie erano assordate dalle esplosioni di Ah Tabai e dagli strilli di
Anne. La prima si volt e cerc di spianare il moschetto, ma io affondai la
mia doppia lama nel suo torace e spinsi verso lalto, afferrandolo per i
capelli mentre gli spaccavo il cuore. Il suo compagno sent il tonfo del
corpo che cadeva per terra e, voltatosi dalla mia parte, strabuzz gli occhi.
Cerc di estrarre la pistola, ma io gli fui sopra prima che le sue dita si
chiudessero sullimpugnatura e con un urlo colpii dallalto verso il basso
trafiggendo anche lui.
Mossa da idiota. Non ero nelle condizioni di compiere unazione di quel
genere.
Avvertii subito un dolore accecante al fianco. Un dolore come una
vampata che part dalla ferita e mi si diffuse su e gi per tutto il corpo.
Caddi rovinosamente sbracciandomi e gesticolando, con la lama ancora

affondata nella guardia, ma riuscii a sfilarla mentre rotolavo su me stesso


per ricevere lassalto dellultimo carceriere
Bont di Dio: alla mia destra apparve Ah Tabai con la lama gi estratta e
pochi secondi dopo sulla pietra della prigione giaceva anche lultima delle
guardie.
Gli rivolsi unocchiata piena di gratitudine, dopodich ci dedicammo alle
celle e alle grida.
Erano una accanto allaltra. Anne era in piedi con la faccia
disperatamente schiacciata contro le sbarre.
Mary, ci supplic, occupatevi di Mary.
Non ebbi bisogno che me lo ripetesse. Staccai il mazzo di chiavi appeso
al cinturone di una delle guardie uccise, trovai quella giusta e aprii
precipitosamente la cella di Mary. Era distesa su una sudicia branda con la
testa appoggiata alle mani a farle da guanciale. Il movimento ritmico del
suo petto era debolissimo e sebbene avesse gli occhi aperti, fissava il muro
senza vederlo.
Mary, dissi chinandomi su di lei e parlandole a bassa voce. Sono io.
Edward.
I suoi respiri erano regolari ma affannati. I suoi occhi continuarono a
fissare il muro, muoveva le palpebre, ma non metteva a fuoco niente.
Indossava una veste, ma nella cella faceva freddo e non aveva coperte con
cui proteggersi. Niente acqua con cui inumidirle le labbra rinsecchite.
Aveva la fronte lucida di sudore e, quando gliela toccai, bollente di febbre.
Dov il bambino? chiesi.
Lhanno preso, rispose Anne dalla porta. Quei bastardi. Serrai i pugni.
una femmina, aggiunse Anne, non ho idea di dove sia. Poi lanci
improvvisamente un grido di dolore anche lei.
Ges. Giusto di questo avevamo bisogno.
Bene, andiamo.
Con tutta la delicatezza del caso alzai Mary a sedere, poi le feci passare
un braccio intorno alle mie spalle e mi raddrizzai. La mia ferita protest,
ma il dolore che Mary espresse nel suo gemito doveva essere ben peggiore
del mio. Dopo il parto aveva bisogno di riposare. Il suo corpo aveva

bisogno di tempo per riprendersi.


Appoggiati a me, Mary, le dissi. Andiamo.
Udimmo le voci concitate di soldati in arrivo. I diversivi di Ah Tabai
avevano avuto il loro effetto concedendoci il tempo di cui avevamo
bisogno, ma ora le truppe si erano riavute dalla sorpresa.
Perquisite tutte le celle! sentii ordinare.
Ci avviammo faticosamente per il corridoio che portava al cortile, prima
Ah Tabai, poi Anne e infine io.
Ma Mary era pesante e io ero indebolito dai giorni e le notti trascorse
appeso nella gabbia e la ferita al fianco Cristo, che male! Doveva essersi
riaperta perch il dolore era lancinante e sentivo il sangue caldo che mi
inzuppava la cintola delle brache.
Mary, ti prego, aiutami anche tu, la scongiurai, ma sentivo il suo corpo
diventare sempre pi inerte, fiaccato dalla febbre troppo alta.
Fermati, ti prego mormorava. Ora la sua respirazione era diventata
irregolare. Non riusciva pi a reggere la testa che le dondolava da una parte
allaltra. Le cedettero le ginocchia e si accasci sul fondo di pietra del
corridoio. Davanti a noi Ah Tabai stava cercando di aiutare Anne che
camminava premendosi le mani sul ventre. Si girarono entrambi a
incalzarci mentre le grida dei soldati alle nostre spalle aumentavano di
intensit e di numero.
Qui non c nessuno! url uno di loro. Dunque avevano scoperto
levasione. Altri passi in corsa.
Ah Tabai e Anne raggiunsero la porta affacciata sul cortile. Un riquadro
nero divent grigio e nel corridoio irruppe laria della notte.
Dietro di noi le guardie si erano lanciate allinseguimento. Davanti a me
Ah Tabai e Anne avevano gi attraversato il cortile e al portone principale
lAssassino sorprese una guardia che scivol morente contro il muro di
cinta. Ora Anne era in preda alle doglie e Ah Tabai dovette sorreggerla per
uscire dalla porticina nella notte rischiarata dalla luce arancione delle
esplosioni da lui provocate.
Ma Mary non ce la faceva pi a camminare. Con una smorfia mi chinai
per raccoglierla da terra e avvertii un altro strappo al fianco come se la

ferita, sebbene vecchia di un anno, non ce lavesse semplicemente fatta a


sopportare il peso ulteriore.
Mary
Non ero pi in grado di trasportarla e dovetti adagiarla sulle pietre del
cortile. Sentivo arrivare da tutte le parti lo scalpiccio dei soldati in corsa e i
loro richiami.
Bene, pensai. Vengano pure. Qui dove opporr la mia ultima
resistenza. Un posto buono come un altro dove morire.
Lei alz gli occhi su di me e riusc a sorridere prima che una nuova
ondata di dolore le attanagliasse il corpo. Non morire per me, riusc a
sussurrare. Vai.
Io cercai di rispondere di no.
Ma aveva ragione.
Cercai di sistemarla nella posizione pi comoda possibile su quelle lastre
di pietra. Quando parlai, sentii gli occhi umidi di pianto. Maledizione.
Saresti dovuta essere tu a sopravvivere a me.
Il sorriso che mi rivolse fu spettrale. Io ho fatto la mia parte. Tu farai la
tua?
La sua immagine si sdoppi come se la vedessi attraverso dei diamanti e
mi asciugai gli occhi con le mani. Se tu venissi con me potrei, la esortai.
Lei non disse niente.
No, ti prego. Non andare. Non tu.
Mary?
Stava cercando di dirmi qualcosa. Avvicinai un orecchio alle sue labbra.
Sar con te, Kenway, bisbigli. Il suo ultimo respiro mi riscald
lorecchio. Ci sar.
Mor.
Mi rialzai e la contemplai da sopra, sapendo che pi tardi avrei avuto
tempo di piangerla, quando lavrei ricordata da quella persona eccezionale
che era stata, forse la pi straordinaria che avessi mai conosciuto. Ma in
quel momento pensai a come i soldati inglesi avessero lasciato che quella
donna coraggiosa mettesse alla luce una bimba, per poi strappargliela e
abbandonarla ferita e ammalata in una cella di prigione. Senza una coperta.

Senza acqua per le labbra.


Sentii dietro di me i primi soldati che uscivano nel cortile. Giusto in
tempo per prendermi una piccola vendetta prima di dileguarmi.
Feci scattare la lama e mi girai ad affrontarli.

61
CREDO che si possa dire che dopo mi concessi una bevutina. E nel delirio
vidi della gente, personaggi del passato: Caroline, Woodes Rogers,
Bartholomew Roberts.
E anche fantasmi: Calico Jack, Charles Vane, Benjamin Hornigold,
Edward Thatch.
E Mary Read.
Alla fine, dopo una sbornia che dur Dio solo sa quanto, la salvezza mi
arriv nelle sembianze di Adewal. Mi si present sulla spiaggia di
Kingston e sulle prime pensai che fosse un fantasma anche lui, unaltra
figura delle mie visioni. Venuto a tormentarmi. Venuto a ricordarmi i miei
errori.
Sembri un budino andato a male.
Una delle mie visioni. Un fantasma. Uno scherzo che mi sta giocando la
mia mente annegata nellalcol. Gi, a proposito, giusto che siamo in
argomento, dov finita la mia bottiglia?
Finch, quando allung la mano verso di me e io feci altrettanto con lui
aspettandomi che le sue dita fossero fatte di fumo e svanissero nel nulla, le
sentii invece concrete. Dure come legno e altrettanto affidabili. E reali.
Mi alzai a sedere. Cristo, ho una testa come una palla
Adewal mi tir su. In piedi.
Io mi massaggiai la mia povera testa dolente. Mi hai messo in un guaio,
Adewal. Dopo che mi hai abbandonato a Roberts, dovrei avercela con te
adesso che ti ritrovo qui. Lo guardai bene in faccia. Ma pi che altro sono
dannatamente contento di vederti.
Anchio, fratello, e sarai ancora pi contento di sapere che il tuo
Jackdaw ancora tuttintero.
Mi afferr una spalla e punt il dito verso il mare e forse fu la sbornia ad
avermi reso particolarmente emotivo, ma nel rivedere il Jackdaw gli occhi
mi si riempirono di lacrime. Cerano gli uomini al parapetto e li vidi sulle
sartie e vidi i loro volti spuntare dai boccaporti dei cannoni di poppa, tutti i

marinai a guardare verso la spiaggia, l dove sostavamo io e Adewal. Sono


venuti, pensai, e mi asciugai una lacrima che mi rotolava sulla guancia con
la manica della mia tunica (un regalo daddio di Ah Tabai, che io per
avevo fatto ben poco per onorare).
Partiamo? chiesi ad Adewal, che nel frattempo si era gi
incamminato verso lentroterra. Te ne vai? gli gridai allora.
Aye, Edward. Perch sono chiamato altrove.
Ma
Quando il tuo cuore e la tua testa saranno pronti, vai a trovare gli
Assassini. Credo che allora capirai.
Seguii dunque il suo consiglio. Tornato a bordo del Jackdaw, feci vela per
Tulum, tornando l dove avevo scoperto il mio senso e conosciuto Ah
Tabai. Giunto a destinazione, lasciai lequipaggio a bordo e andai in cerca
del vecchio, solo per arrivare allindomani di un assalto e aggirarmi tra le
rovine fumanti di un villaggio di Assassini, dove ritrovai anche Adewal.
Dunque era l che stava andando.
Ges, Adewal, ma cos successo qui?
Sei successo tu qui, Edward. Il danno da te provocato sei anni fa non
stato riparato.
Feci una smorfia. Dunque gli Assassini pativano ancora le conseguenze
di quelle mappe che avevo venduto ai Templari.
Non sono uomo da poter chiamare facilmente amico, vero? gli dissi.
per questo che sei qui?
Combattere al fianco di una persona cos consumata dal desiderio di
glorie e ricchezze cosa dura, Edward. E io sono arrivato alla conclusione
che gli Assassini, e il Credo, siano una vocazione pi onorevole.
Dunque le stesse parole di Mary Read e Ah Tabai che con me erano
andate sprecate, avevano ottenuto la conversione di Adewal. Rimpiansi di
non aver messo maggior impegno nel fare lo stesso.
Ti ho giudicato ingiustamente? mi domand.
Scossi la testa. Sono anni che corro di qua e di l prendendo quello che
mi aggrada senza la minima compassione per le persone a cui faccio del

male. Eppure sono qui ricco e famoso, ma non un briciolo pi saggio di


quando ho lasciato casa mia. Ma quando mi giro a guardare il cammino
che ho compiuto non trovo accanto a me un solo uomo o una sola donna
per cui provi affetto.
Si intromise unaltra voce. Ah Tabai. C un tempo per fare ammenda,
capitano Kenway.
Lo guardai. Mary Prima di morire mi ha chiesto di fare del bene in
suo nome. Di riparare ai pasticci che ho combinato. Puoi aiutarmi tu?
Ah Tabai annu. Sincammin con Adewal verso il villaggio e io mi
affiancai a loro.
Mary aveva del tenero per voi, Edward, ricord Ah Tabai. Vedeva in
voi qualcosa che le dava la speranza che un giorno avreste combattuto con
noi. Fece una pausa. Cosa pensate del nostro Credo? mi chiese.
Sapevano entrambi che sei anni prima, anzi, no, mio Dio, un solo anno
prima, ne avrei riso dicendo che era una sciocchezza. Questa volta invece la
mia risposta fu diversa.
Difficile a dirsi. Perch se nulla reale, allora perch credere in
qualcosa? E se tutto lecito perch non soddisfare qualunque desiderio?
Gi, perch? mi rispose enigmatico Ah Tabai con un sorriso.
Mi si aggrovigliarono pensieri nella testa, il mio cervello risuon di
nuove possibilit.
Potrebbe darsi che questa idea sia solo linizio della saggezza e non la
sua forma finale, osservai.
Questo un bel passo in avanti rispetto allEdward che conobbi molti
anni fa, comment Ah Tabai annuendo soddisfatto. Edward, qui siete il
benvenuto.
Io lo ringraziai. Poi chiesi: Come sta il figlio di Anne?
Allora lui scosse la testa e abbass gli occhi. Un gesto da cui capii ogni
cosa. una donna forte, ma non invincibile.
Me la figurai sul ponte della William a dare dei vigliacchi agli uomini del
suo equipaggio. Si diceva che avesse preso a pistolettate gli uomini che,
ubriachi, cercavano riparo nelle stive. Ero pronto a crederlo. Potevo ben
immaginare quanto terribile e stupenda fosse stata quel giorno.

La raggiunsi e mi sedetti con lei a contemplare il mare oltre la cima degli


alberi. Stringendosi le gambe al petto, gir verso di me la faccia pallida con
un sorriso.
Edward, disse in segno di saluto.
Mi spiace per la tua perdita, risposi.
Sapevo una cosuccia o due sulle persone care che si perdono. Ne
imparavo di nuove giorno dopo giorno.
Se fossi rimasta in prigione me lo avrebbero portato via, sospir
offrendo il volto alla brezza. E adesso sarebbe vivo. Potrebbe essere il
modo in cui Dio mi dice che non sono adatta a fare la mamma
continuando a vivere in questo modo, bestemmiando e bevendo e
combattendo.
Perch sei una combattente, aye. In prigione ho sentito i racconti delle
famigerate Anne Bonny e Mary Read che tenevano in scacco insieme la
marina del re. Voi due da sole.
Lei emise una risatina che era in parte un sospiro. tutto vero. E quel
giorno avremmo vinto se Jack e i suoi ragazzi non fossero stati tutti
ubriachi. Ah Edward non rimasto pi nessuno, vero? Mary.
Rackham. Thatch. E tutti gli altri. Quanto mi mancano, quel branco di
gaglioffi. Non hai nostalgia anche tu? Non ti senti un grande vuoto
dentro?
S, confessai. Che il diavolo mi porti, ma lo sento eccome.
Ricordai la volta in cui Mary mi aveva posato la mano sul ginocchio e
feci ora lo stesso con Anne. Lei la guard per un momento, sapendo che era
insieme un invito e un gesto di consolazione. Allora pos la sua mano sulla
mia, mi appoggi la testa al petto e cos restammo per un po.
Nessuno dei due disse niente. Non ce nera bisogno.

62
Aprile 1721
ERA venuto il momento di cominciare ad aggiustare le cose. Il momento di
chiudere le questioni in sospeso, darsi da fare. Era il momento di dare
libero sfogo alla mia vendetta: Rogers, Torres, Roberts. Tutti loro dovevano
morire.
Ero sul ponte di comando del Jackdaw con Adewal e Ah Tabai.
Conosco abbastanza bene di vista i miei bersagli. Ma come li trovo?
Abbiamo spie e informatori in tutte le citt, mi rispose Ah Tabai.
Rivolgetevi ai nostri uffici locali e saranno gli Assassini a darvi le
indicazioni giuste.
Questo pu andare con Torres e Rogers, obiettai, ma Bartholomew
Roberts non sar nei pressi di nessuna citt. Potrebbero volerci mesi per
trovarlo.
O anni, convenne Ah Tabai, ma voi siete uomo di talento e qualit,
capitano Kenway. Sono sicuro che lo tRoverete.
E se dovessi trovarti in difficolt, intervenne Adewal sorridendo,
non aver paura di chiedere aiuto al tuo quartiermastro.
Li ringraziai con un cenno del capo e salii sul cassero di poppa, mentre
Ah Tabai e Adewal scendevano per una biscaglina nella barca a remi che
dondolava a ridosso del nostro scafo.
Quartiermastro! chiamai. Qual la nostra rotta attuale?
Si gir verso di me. Irresistibile nella sua tenuta da pirata.
A est, capitano, se sempre a Kingston che siamo diretti.
Kingston sia, signorina Bonny. Alla via cos, dunque!
Salpare lancora e sciogliere le vele, ragazzi! grid lei raggiante. Si va
in Giamaica!
Torres, allora. Alla filiale di Kingston mi dissero dove trovarlo: proprio
quella sera avrebbe presenziato a una funzione politica in citt. Quanto ai

suoi movimenti successivi, nessuno era in grado di prevederli, pertanto che


mi piacesse o no avrei dovuto agire quella sera stessa.
Decisi che avrei assunto lidentit di un diplomatico in visita, Ruggiero
Ferraro, e prima di congedarmi mi tolsi da dentro la veste una lettera che
consegnai al capo della filiale, una lettera per Caroline Scott Kenway di
Hawkins Lane, Bristol. In essa chiedevo notizie su di lei: Sei al sicuro? Stai
bene? Una lettera piena di speranza ma carica di preoccupazione.
Qualche ora dopo trovai luomo che cercavo, Ruggiero Ferraro. Senza
perdere altro tempo lo uccisi, presi i suoi vestiti e mi accodai agli altri che
andavano al ricevimento, dove fui accolto con gli onori del caso.
Trovarmi l mi riport nella memoria a quando avevo impersonato
Duncan Walpole, quando ero stato per la prima volta al palazzo di Torres.
Quella sensazione di inadeguatezza, quel sentirmi un pesce fuor dacqua,
allinseguimento di unidea troppo confusa di ricchezza, in cerca del modo
pi rapido di guadagnare soldi facili.
Ero di nuovo l in cerca di qualcosa. Cercavo Woodes Rogers. Ma la
ricchezza non era pi il mio obiettivo principale. Ora ero un Assassino.
Voi siete il signor Ferraro, giusto? mi chiese una graziosa ospite. Sono
incantata dalla squisitezza del vostro abbigliamento. Quanta colorita
eleganza.
Grazie, signora, grazie. Minchinai a fondo come speravo avrebbe fatto
un italiano. Sar stata anche avvenente, ma avevo gi abbastanza donne
nella mia vita. Cera Caroline che mi aspettava a casa e non erano
trascurabili certi sentimenti che provavo per Anne.
E poi, proprio mentre mi rendevo conto che grazie era la sola parola che
conoscevo in italiano, Woodes Rogers diede inizio al suo discorso.
Signore e signori, un brindisi al mio breve mandato come governatore
delle Bahamas! Giacch con il mio patrocinio non meno di trecento pirati
confessi hanno accettato il perdono del re e giurato sudditanza alla
Corona.
La sua faccia si contrasse in un sogghigno maligno e sarcastico.
E come riconoscimento per tutti questi miei successi, sua maest ha
pensato bene di scaricarmi e richiamarmi in Inghilterra. Fantastico!

Era un finale rabbioso e vibrante di risentimento, che mise in evidente


imbarazzo i suoi ospiti. Durante il suo soggiorno a Nassau aveva fatto
distribuire volantini religiosi con i quali cercava di persuadere gli allegri
bucanieri di New Providence ad affrancarsi dai loro eccessi nel bere e le
loro frequentazioni di prostitute, dunque forse non era abituato allalcol e
prese ad aggirarsi barcollando tra gli invitati al suo ricevimento assordando
con le sue farneticazioni chiunque avesse avuto la sventura di trovarsi a
tiro.
Urr, urr per gli ignobili e ignoranti bacchettoni che governano il
mondo con un bastone su per il culo. Urr!
Da uno a un altro ospite da angosciare con le sue lagnanze. Ho guarito
dai loro vizi quegli energumeni di Nassau, Dio del cielo! E questo il
ringraziamento che ricevo. Incredibile!
Lo seguii in giro per la sala, mantenendomi ad adeguata distanza e
scambiando saluti con gli altri invitati. Mi sar inchinato cento volte, per
cento volte avr mormorato grazie. Finch finalmente Rogers esaur
lindulgenza dei suoi amici e nel compiere un altro giro del salone trov un
numero crescente di schiene girate. A un certo punto si arrest in mezzo
alla sala, insicuro sulle gambe, a guardarsi intorno, rimasto solo tra gli ex
amici occupati in conversazioni assai pi avvincenti. Per un attimo, quando
si ricompose, squadr le spalle, lev il mento e decise di andare a prendere
una boccata daria, rividi il Woodes Rogers di un tempo. Sapevo dove stava
andando, probabilmente prima ancora di lui, perci mi fu facile precederlo
sul balcone e attendere il suo arrivo. Poi, quando mi fu a tiro, gli affondai la
lama nella spalla, mentre con laltra mano sulla bocca gli impedivo di
gridare, lo adagiavo sul pavimento e gli appoggiavo la schiena alla
balaustrata.
Era accaduto tutto troppo velocemente per lui. Troppo velocemente
perch potesse reagire. Troppo velocemente persino perch si sorprendesse,
e cerc di mettermi a fuoco con occhi indeboliti dallalcol e dal dolore.
Una volta tu fosti un corsaro, gli dissi. Perch dunque provi cos poco
rispetto per dei marinai che cercano solo di vivere una vita dignitosa?
Lui guard la lama ancora conficcata tra spalla e collo. Era il mio acciaio

a tenerlo vivo, perch appena lavessi sfilato, la sua arteria sarebbe rimasta
aperta, il balcone sarebbe stato inondato dal suo sangue e lui sarebbe morto
nel giro di un minuto.
Non potresti mai capire le mie ragioni, rispose con un sorriso
sprezzante. Tu che hai passato la vita intera a distruggere tutto quello che
rende splendente la nostra civilt.
Invece capisco bene, obiettai. Ho visto lOsservatorio e ne conosco il
potere. Tu lhai usato per spiare. Voi Templari usereste quello strumento
per spiare e ricattare e sabotare.
Annu, ma il movimento gli provoc una fitta di dolore e un fiotto di
sangue gli inzupp giacca e camicia. S, ma sarebbe per uno scopo pi
alto. Per affermare la giustizia. Per spazzar via le menzogne e aspirare alla
verit.
Non c nessun uomo al mondo che abbia bisogno di quel potere.
Eppure tu tolleri quel fuorilegge di Roberts per potertene servire
Scossi la testa perch tenevo a che su quel punto si ravvedesse. No. Sto
restituendo quel potere a chi di dovere. E se tu mi dici dov Roberts, lo
fermer.
Africa, disse lui. E io sfilai la mia lama.
Il sangue flu denso dal suo collo e il suo corpo si accasci contro la
balaustrata in una morte senza dignit. Quanta differenza dalluomo che
anni prima avevo incontrato al palazzo di Torres, un uomo ambizioso con
una stretta di mano salda come la sua risolutezza. E ora la sua vita finiva
non solo tramite la mia lama, ma nel marasma interiore dellebbrezza, in un
pantano di rancore e sogni spezzati. vero che aveva sradicato i pirati da
Nassau, ma non gli era stato dato il sostegno di cui aveva bisogno per
portare a termine il lavoro. Gli inglesi gli avevano voltato le spalle. Le sue
speranze di ricostruire Nassau erano andate in fumo.
Mossi i piedi per evitare la pozza di sangue che si andava formando
davanti a me. Vidi il suo torace alzarsi e ricadere lentamente. Aveva le
palpebre abbassate per met e negli ultimi momenti di vita il suo respiro
divent irregolare.
Poi da dietro si alz un grido e quando mi girai sorpreso, vidi una donna

che, in un atteggiamento che contrastava con la raffinatezza dellabito che


indossava, mi guardava con gli occhi sbarrati dallorrore e una mano sulla
bocca. Ci fu un momento di confusione generale e molti altri si
precipitarono sul balcone. Nessuno ebbe il coraggio di affrontarmi, ma
nessuno si tir indietro. Tutti a guardare e basta.
Imprecai, mi rialzai di scatto e saltai sul parapetto. Alla mia sinistra il
balcone si affoll di ospiti.
Grazie, dissi a tutti quanti, poi spalancai le braccia e spiccai il volo.

63
Febbraio 1722
AFRICA, dunque, dove Black Bart, ora il pi temuto e famigerato pirata dei
Caraibi, continuava a sfuggire agli inglesi. Io naturalmente sapevo come
faceva, perch sapevo che era in possesso del teschio dellOsservatorio e lo
stava usando: lo usava per anticipare ogni mossa contro di lui.
Quando mi lanciai allinseguimento con il Jackdaw, Roberts sequestrava
navi francesi e le conduceva bordeggiando in Sierra Leone. Alla testa della
sua flotta cera ancora la Royal Fortune, sulla quale veleggiava su una rotta
di sudest lungo la costa africana, predando e razziando lungo il tragitto,
apportando costantemente migliorie ai suoi vascelli e incrementando ogni
giorno il suo arsenale, diventando cos ancor pi potente e temuto.
Ci eravamo imbattuti nella raccapricciante testimonianza della sua
campagna di terrore in gennaio, quando eravamo sopraggiunti
allindomani di non gi una battaglia, bens un massacro: sulla sua Royal
Fortune, Roberts aveva attaccato dodici navi che si trovavano allancora a
Ouidah. Tutti gli equipaggi si erano arresi, eccetto quelli della Porcupine,
una negriera inglese, e al loro rifiuto di cedere le armi Roberts, furibondo,
aveva ordinato di abbordare la nave e incendiarla.
I suoi uomini avevano inondato i ponti di catrame e avevano appiccato
fuoco alla Porcupine quando gli schiavi erano ancora nelle stive incatenati a
due a due. Quelli che saltarono in mare per scampare alle fiamme erano
stati sbranati dagli squali, gli altri erano morti bruciati vivi o annegati. Una
morte peggio che spaventosa.
Al nostro arrivo trovammo il mare disseminato di relitti. Tutta la zona
era invasa da un puzzolente fumo nero e nelle acque delloceano,
carbonizzata fin quasi alla linea di galleggiamento, dondolava lo scafo della
Porcupine.
Nauseati da quello che avevamo visto, seguimmo Roberts a sud fino a
Princip, dove aveva gettato lancora nella baia ed era sceso con una

squadra dei suoi a porre il campo e raccogliere provviste.


Aspettammo. Al calare delle tenebre, diedi ordine agli uomini del
Jackdaw di attendere unora prima di attaccare la Royal Fortune. Dopodich
scesi a terra su una barca a remi, mi calai sul volto il cappuccio della tunica
e mi addentrai su un sentiero guidato dalle grida e i canti che udivo in
lontananza. Pi avanti, quando fui pi vicino, mi giunse alle narici lodore
del fuoco del loro bivacco. Accovacciato poco distante scorsi il suo debole
bagliore attraverso il reticolo degli arbusti.
Non ero in vena di fare prigionieri, cos usai le granate. Tanto quanto il
loro capitano era famoso nel non concedere quartiere, altrettanto non ne
concedevo io e, mentre laccampamento veniva devastato dalle esplosioni e
in una soffocante nuvola di fumo nero si alzavano le grida dei marinai,
uscii allo scoperto brandendo lama e pistola.
La battaglia fu breve perch fui spietato. Non ebbi alcun riguardo per
quelli che ancora dormivano, alcuni nudi e quasi tutti disarmati. Forse fra
quelli che morirono passati dalla mia lama cerano anche quelli che avevano
versato catrami sui ponti della Porcupine. Io in ogni caso lo speravo.
Roberts non mi affront. Afferr una torcia e se la diede a gambe. Io mi
lasciai alle spalle le urla del mio eccidio e, abbandonati i suoi uomini alla
loro morte, mi lanciai allinseguimento, braccandolo per un sentiero che
portava a una torre di guardia su un promontorio.
Chi mi d la caccia ora? grid. uno spettro venuto a tormentarmi?
O sono le spoglie macilente di un uomo che ho spedito allinferno, che ora
riemergono per vendicarsi?
No, Black Bart Roberts! gli risposi. Sono io, Edward Kenway, venuto
a porre fine al tuo regno del terrore!
Entr di corsa nella torre di guardia e sal le scale. Io minerpicai dietro
di lui emergendo nella notte in cima alla torre, dove trovai Roberts sullorlo
della terrazza, in bilico sul precipizio. Mi fermai subito. Se fosse saltato gi,
avrei perso il teschio. Non potevo permettergli di lanciarsi nel vuoto.
Agit la torcia che stringeva nella mano. Stava mandando un segnale, ma
a chi?
Non combatter finch sarai in vantaggio su di me, ragazzo, disse

ansimando.
Pos la torcia.
Stava per saltare.
Mi tuffai per cercare di bloccarlo, ma lui era gi scomparso, e cos io
strisciai fin sullorlo a guardare gi e solo allora vidi quello che finora mi
era rimasto celato, ci di cui Black Bart era a conoscenza, il motivo per cui
aveva lanciato i suoi segnali. Era la Royal Fortune e nella luce delle sue
lanterne vidi che Roberts era caduto sul ponte e si stava gi spazzolando
mentre guardava la mia testa sporta dalla cima della torre sopra la parete di
roccia. Lo circondavano alcuni dei suoi uomini e io fui lesto a ritrarmi oltre
il ciglio prima che cominciassero a echeggiare i colpi di moschetto e a
rimbalzare le palle sulle pietre della torre.
E in quel momento, non lontano, vidi il Jackdaw. Giusto in tempo. Bravi
ragazzi. Raccolsi la torcia e lanciai loro dei segnali e poco dopo furono
abbastanza vicini perch scorgessi Anne al timone con i capelli al vento.
Era lei che stava portando la mia nave verso la scogliera, abbastanza vicino
perch potessi
Saltare.
E la caccia riprese.
Lo braccammo attraverso gli stretti passaggi lungo la costa, tirando
bordate tutte le volte che potevamo. I suoi uomini rispondevano con colpi
di mortaio e i miei li rimbeccavano con scariche di moschetti e granate
tutte le volte che erano a tiro.
Poi Velaho! apparve la HMS Swallow, la nave da guerra inglese, e
con un sussulto di costernazione mi resi conto che era anchessa
allinseguimento di Roberts. Il comandate di quel veliero dalle
innumerevoli bocche da fuoco era evidentemente non meno disgustato di
noi dai racconti delle sue imprese.
Lasciarlo a lui? No. Non potevo permettere che fossero loro ad affondare
la Fortune. Roberts aveva con s il teschio dellOsservatorio. Non potevo
rischiare che si inabissasse sul fondo dellOceano per non essere mai pi
ritrovato.
C a bordo uno strumento che necessario recuperare, dissi ad Anne.

Dovr salire a bordo io stesso.


Risuonarono i colpi di cannone delle tre navi ora ingaggiate
contemporaneamente, Jackdaw e Swallow contro un nemico comune, senza
essere per alleati. Ci trovammo sotto un fuoco che arrivava da tutte le
parti e quando i colpi inglesi presero a martellare le nostre frisate e a
scuotere le nostre vele, ordinai ad Anne di battere velocemente in ritirata.
Io invece mi sarei fatto una bella nuotata.
Non facile nuotare da una nave allaltra, soprattutto quando sono
impegnate entrambe in un combattimento. Daltra parte non sono molti gli
uomini dotati della mia determinatezza. Avevo dalla mia la luce scadente,
nonch il fatto che gli uomini a bordo della Fortune avevano gi abbastanza
di cui occuparsi. Quando mi arrampicai a bordo trovai una nave nel caos.
Una nave sulla quale ero in condizioni di muovermi praticamente
indisturbato.
Misi insieme un discreto mazzo di scalpi durante la mia traversata e
tagliai la gola al primo ufficiale e uccisi il quartiermastro prima di trovare
Black Bart, che si gir verso di me con la sciabola in pugno. Notai quasi
divertito che aveva cambiato abbigliamento. Per affrontare gli inglesi si era
agghindato a festa: panciotto e brache rosse, cappello con una piuma rossa,
un paio di pistole in bandoliere di seta sulle spalle. A non essere cambiati
erano gli occhi, quegli occhi scuri che erano sicuramente il riflesso di
unanima nera e corrosa.
Combattemmo, ma non fu una lotta di alcun pregio. Black Bart Roberts
era un uomo crudele, un uomo astuto, un uomo saggio, se pu esserci
saggezza in un uomo cos privo di umanit. Ma non era uno spadaccino
provetto.
Per Giove, esclam mentre combattevamo. Edward Kenway. Perch
non sono colpito dallattenzione che mi riservi?
Gli rifiutai la cortesia di una risposta. Combattei con foga, fidando non
nella mia abilit, perch cos sarei stato lEdward Kenway arrogante di un
tempo, bens nella certezza di uscirne vincitore. Come in effetti fu. E
finalmente cadde sul ponte trafitto dalla mia lama, trascinandomi con s.
Sorrise mentre cercava con le dita la lama che gli sporgeva dal petto.

Una vita gioiosa e una vita breve, come promesso, disse. Come mi
conosco bene. Sogghign debolmente. Affond lo sguardo nei miei occhi.
E tu, Edward? Hai trovato la pace che cerchi?
Non miro cos in alto, gli risposi, perch cos mai la pace se non una
confusione tra due guerre?
Sembr momentaneamente sorpreso, come se non fossi capace daltro
che di brontolare e agognare ricchezze terrene o scolare boccali. Che
piacere provai nel vedere che nei suoi ultimi istanti Bartholomew Roberts
era testimone della mia trasformazione, prendeva atto che la sua morte per
mano mia non era ispirata dallavidit bens da qualcosa di pi nobile.
Sei diventato filosofo, dunque, rise. Forse mi sono sbagliato sul tuo
conto. Avresti potuto esserle utile, dopo tutto.
Esserle? sbottai io confuso. Di chi stai parlando?
Oh di colei che in attesa. Sepolta. Avevo sperato di trovarla, di
rivederla. Di aprire la porta del sepolcro e sentirla pronunciare ancora una
volta il mio nome. Aita
Altre dannate superstizioni.
Parla chiaro, gli intimai.
Sono nato troppo presto, come tanti altri prima di me.
Dov lo strumento, Roberts? gli chiesi, ora stanco, stufo degli
indovinelli che non smetteva di rifilarmi nemmeno in punto di morte.
Da sotto la giacca si tolse il teschio e me lo offr con le dita tremanti.
Distruggi questo corpo, Edward, disse mentre io prendevo il teschio e
lui esalava gli ultimi respiri. I Templari se mi trovano
E spir. E non fu per lui, n per la pace della sua anima, che gettai il suo
corpo in mare consegnandolo agli abissi. Lo feci perch i Templari non
potessero averlo. Chiunque, qualunque cosa, fosse stato quel Saggio, il
luogo pi sicuro per la sua salma era il fondo del mare.
E ora, Gran Maestro Torres, vengo da te.

64
QUANDO ero arrivato allAvana qualche giorno prima avevo trovato la citt
in uno stato di massima allerta. A quanto pareva Torres era stato avvertito
del mio arrivo imminente e aveva preso le sue precauzioni: cerano molti
soldati a pattugliare le strade, a perquisire i cittadini e costringerli a
mostrare la faccia, mentre Torres era nascosto da qualche parte,
accompagnato naturalmente dal suo fidato El Tiburn.
Io avevo usato il teschio dellOsservatorio. Sotto lo sguardo attento di
Rhona Dinsmore, capo della filiale degli Assassini, mi ero preparato con la
fiala del sangue di Torres in una mano e il teschio nellaltra. Mentre lei mi
guardava, mi domandavo che effetto potessi farle. Cosa vedeva in me, un
pazzo? Un mago? Un uomo intento a usare una scienza antica?
Tramite il sangue del governatore possiamo vedere attraverso i suoi
occhi, le avevo spiegato. Lavevo vista non meno dubbiosa che incuriosita.
E non ero molto sicuro io stesso di quel che stavo facendo. Avevo visto il
fenomeno avverarsi allOsservatorio, ma in immagini evocate da Roberts in
una delle sue stanze. L stavo tentando qualcosa di nuovo.
I miei timori erano infondati. Il rosso del sangue contenuto nel cubo
invase linterno del cranio e le orbite bruciarono color della fiamma mentre
il teschio intero silluminava e mostrava immagini sulla sua lucida volta.
Stavamo vedendo attraverso gli occhi del governatore Laureano Torres, che
stava guardando
vicino alla chiesa, aveva esclamato lei sbalordita.
Pochi momenti dopo ero allinseguimento e avevo raggiunto Torres al
forte, dove era scattata la trappola. A un certo punto qualcuno gli si era
sostituito e al posto di Torres la mia lama uccise uno dei suoi soldati
travestiti, dopodich ad aspettarmi davanti alle mura del forte, implacabile,
silenzioso come sempre, trovai El Tiburn.
Avresti dovuto uccidermi quando ne hai avuto loccasione, pensai.
Perch quellultima volta in cui aveva avuto la meglio su di me, aveva avuto

a che fare con un Edward Kenway diverso. Da allora molte cose erano
cambiate, ero cambiato io, e avevo molto con cui dargliene prova
Perci se aveva pensato di potermi sopraffare altrettanto facilmente,
lattendeva una delusione. Si fece avanti con una finta, poi pass la sciabola
da una mano allaltra, ma io anticipai la sua mossa, mi difesi con tempismo
e lo colpii dincontro aprendogli una piccola ferita sulla guancia.
Nessun grugnito di dolore, non dalla bocca di El Tiburn. Ma in quegli
occhi foschi vidi brillare una luce nuova, una minuscola scintilla di
qualcosa che lultima volta che ci eravamo battuti non avevo visto. Paura.
E questo mi caric pi di un bicchiere di rum e mi feci sotto di nuovo
facendo balenare la mia lama. Lui fu costretto a inclinarsi sulla gamba
posteriore, difendendosi a destra e a sinistra, alla vana ricerca di uno
spiraglio nella mia guardia. Dove sono i suoi uomini? Non li aveva chiamati
convinti di potermi far fuori senza fatica.
Ma si sbagliato della grossa, pensai mentre rinnovavo i miei attacchi,
schivavo il suo affondo sulla sinistra e colpivo di rovescio con la mia lama
squarciandogli la tunica e aprendogli nello stomaco una ferita profonda da
cui cominci a sgorgare il sangue.
La ferita lo rallent. Lo indebol. Gli consentii di farsi avanti di nuovo,
contento di vedere che i fendenti della sua sciabola erano sempre meno
accurati. I miei contrattacchi al contrario erano costanti, piccoli colpi, ma
tutti andati a segno. Per fiaccarlo.
Lento comera, fu spinto dal dolore a diventare sbadato. Allora entrai
nuovamente nella sua guardia con un colpo di sciabola e gli affondai nel
ventre la mia lama nascosta, ruotandogliela nelle carni. Un colpo mortale,
no?
Aveva gli abiti stracciati e bagnati di sangue. Il sangue che gli sgorgava
dal ventre cadeva rumorosamente per terra. Ottenebrato dalla fatica e dalle
ferite, barcoll, guardandomi con gli occhi colmi di tutto il dolore della
sconfitta.
Allora finalmente lo depositai al suolo e l giacque a svuotarsi del
prezioso sangue portatore di vita mentre moriva lentamente sotto il feroce
sole dellAvana. Io mi accosciai e gli puntai la lama alla gola pronto a

spingergliela sotto il collo fin dentro il cervello. Una fine rapida.


Tu mi hai umiliato una volta e io ho incassato quella dura lezione e ne
ho fatto tesoro per migliorare me stesso gli dissi. Muori sapendo che a
dispetto di tutti i nostri conflitti, hai contribuito a fare di un delinquente un
soldato.
Lo finii ascoltando il flaccido suono liquido della mia lama che lo
trafiggeva.
Lascia questa vita per una pace duratura, laggi tra i defunti, dissi al
suo cadavere e me ne andai.

65
TORRES era fuggito disperato. Con un ultimo lancio dei dadi aveva deciso di
cercare da s lOsservatorio.
Io lo inseguii con il Jackdaw, con il cuore sempre pi stretto dallangoscia
quando con il trascorrere delle ore ci avvicinammo sempre di pi a Tulum
senza avvistarlo. Avrebbe trovato lOsservatorio? Sapeva gi dovera? Aveva
trovato qualche altro sventurato da torturare? Un Assassino?
Poi, sbucando da dietro una lingua di terra lungo la costa di Tulum,
ritrovammo il suo galeone allancora, affiancato da alcuni vascelli pi
piccoli di scorta. Vedemmo scintillare i cannocchiali e io ordinai una virata
stretta a sinistra. Pochi istanti dopo finestrelle nere si aprirono nello scafo
del galeone spagnolo e le canne dei pezzi dartiglieria rifletterono opachi i
raggi del sole prima che si udisse un tonfo sordo e in una nuvola di fumo e
fiammate le palle cominciarono a cadere su di noi e nellacqua poco
distante.
La battaglia sarebbe continuata, ma senza il suo capitano e anche, visto
quanto aveva insistito per accompagnarmi, senza il suo quartiermastro. Io e
Anne ci tuffammo insieme nei limpidi flutti azzurri e raggiungemmo la
riva a nuoto, dove imboccammo il sentiero che portava allOsservatorio.
Non pass molto prima che trovassimo i primi cadaveri.
Come gli uomini a bordo del galeone lottavano per la propria vita contro
lassalto del Jackdaw, cos avevano fatto gli uomini di Torres a terra. Erano
caduti nellimboscata degli indigeni, i guardiani dellOsservatorio, e pi
avanti si udiva ancora unaltra scaramuccia in corso, grida disperate degli
uomini della retroguardia che cercavano invano di respingere lattacco.
Questa terra sotto la protezione di re Filippo. Ordinate ai vostri
uomini di disperdersi o morirete!
Ma sarebbero stati loro a morire. Passando nella vegetazione a breve
distanza da loro, osservai i loro volti attoniti contemplare increduli il
possente edificio dellOsservatorio, senza riuscire ad accettare che fosse
apparso improvvisamente davanti a loro dove un attimo prima cera solo

erba alta. E cos sarebbero morti: terrorizzati e confusi.


Allingresso dellOsservatorio cerano altri cadaveri, ma la porta era
aperta e qualcuno evidentemente era gi entrato. Anne mi esort a entrare
a mia volta, lei sarebbe rimasta fuori di guardia. Cos penetrai per la
seconda volta in quel luogo alieno e sacro, quellenorme tempio.
Varcando la soglia ricordai lultima volta, quando piuttosto che lasciare
che i suoi uomini perdessero la testa di fronte a ci che vi si trovava
allinterno, Roberts aveva preferito assassinarli. E infatti, mentre io
giungevo furtivo nella grande sala dellingresso, fui incrociato da alcuni
soldati spagnoli che fuggivano lanciando grida di terrore, con gli occhi
spenti come se nei loro corpi la vita si fosse gi estinta. Come se fossero
cadaveri in corsa.
Mi ignorarono e li lasciai andare. Bene. Avrebbero distratto i guardiani
dellOsservatorio che cerano allesterno. Io invece proseguii, salii i gradini di
pietra, attraversai la camera di transito incontrando altri soldati atterriti, e
mi avvicinai alla sala principale.
Ero ancora a met strada quando lOsservatorio cominci a ronzare. Lo
stesso suono penetrante e insopportabile che avevo patito nella mia prima
visita. Mi misi a correre, passando accanto ad altri soldati alla frenetica
ricerca della via duscita e irruppi nel salone dove i muri di pietra si
andavano sgretolando in una vibrazione che si era diffusa in tutto
lOsservatorio accompagnata da quel ronzio assordante.
Davanti al palco cera Torres che, in quel rumoroso sottofondo, cercava
di farsi sentire dalle guardie che o non erano pi vicino a lui o cercavano di
scappare evitando i pezzi di pietra che piovevano da tutte le parti.
Perquisite le stanze, trovate il modo di fermare questo frastuono,
strepitava con le mani sulle orecchie. Quando si gir e mi vide, trasal.
qui, url puntandomi un dito addosso, uccidetelo! Dalla sua bocca
vol saliva. Nei suoi occhi cera qualcosa di cui non avrei mai creduto che
fosse capace: panico.
Uccidetelo! Solo due dei suoi uomini coraggiosi ma avventati
accettarono la sfida e mentre tutta la sala tremava come a volersi disfare
intorno a noi, me ne sbarazzai in pochi istanti. Finch restammo solo io e

Torres.
Allora il Gran Maestro Templare si guard intorno, indugi con lo
sguardo sui corpi dei suoi uomini uccisi e finalmente lo alz su di me. Ora
il panico era scomparso. Davanti a me cera di nuovo il Torres che ricordavo
e sul suo viso non cerano n sconfitta n paura, nemmeno tristezza per la
sua morte imminente. Cera invece fervore.
Avremmo potuto lavorare insieme, Edward, dichiar in un tono di
rammarico protendendo le mani verso di me. Avremmo potuto prenderci
il potere e costringere in ginocchio questi miserabili imperi.
Scosse la testa come se si sentisse deluso di me, come se io fossi un figlio
che ha smarrito la retta via.
(Invece ti sbagli, amico mio, perch non sono pi un figlio smarrito.)
Ci sono ancora tante virt da sfruttare dentro di te, Edward, insist lui,
c ancora tanto che ancora non hai realizzato. Ci sono cose che io potrei
mostrarti, misteri che vanno molto al di l di quanto tu potresti
immaginare.
No. Lui e quelli della sua congrega altro non avevano fatto per me che
tentare di limitare la mia libert e prendersi la vita dei miei amici. A
cominciare dalla notte a Bristol in cui era stata lanciata una torcia sul tetto
di una fattoria, i suoi complici e compari altro non mi avevano inflitto che
sofferenze.
Affondai la lama nel suo corpo e Torres grugn di dolore mentre la bocca
gli si inondava di sangue che gli tracim dalle labbra.
Il mio omicidio ti appaga? mi domand con un filo di voce.
No, per niente.
Sto solo completando un lavoro, Torres, come avresti fatto tu con me.
Come abbiamo fatto, credo, riusc ancora a balbettare. Tu non hai pi
una famiglia, non hai pi amici, non hai futuro. Le tue perdite sono assai
pi grandi delle nostre.
Pu essere, ma uccidere te ripara a un torto ben pi grave di quelli
commessi da me.
Ne sei sinceramente convinto?
Voi avreste voluto chiudere il genere umano in una prigione di lusso, al

sicuro da peccati e tentazioni, ma ridotta a una vita opaca oltre la


sopportazione e privata di ogni spirito. Quindi, aye, dopo tutto quello che
ho visto e imparato in questi ultimi anni, lo credo fermamente.
Indossi bene le tue convinzioni, mi apostrof lui. Ti vanno a
pennello
Era come se fossi in una trance. Il ronzio dellOsservatorio, il fragore
delle pietre che mi cadevano intorno, le grida dei soldati in fuga: mentre
parlavo a Torres tutto questo era un sottofondo lontano e ne ridiventai
consapevole solo quando gli si spense sulle labbra lultimo respiro e la sua
testa cadde ciondoloni contro la pietra. Da lontano mi giunsero i rumori di
una battaglia, soldati che venivano abbattuti senza piet, prima che nel
salone facessero irruzione Anne, Adewal e Ah Tabai. Tutti con le sciabole
in pugno, grondanti di sangue. Tutti con le pistole fumanti.
Torres ha risvegliato qualcosa di minaccioso nellOsservatorio, dissi ad
Ah Tabai. Siamo al sicuro?
Riportando lo strumento al suo posto, credo di s, rispose lui
indicando il teschio.
Anne si stava guardando intorno a bocca aperta. Anche se parzialmente
distrutta dalla caduta delle pietre delle pareti, la sala era ancora uno
spettacolo portentoso. Come chiamate questo posto? chiese sbigottita.
La follia del capitano Kenway, le rispose Adewal indirizzandomi un
sorriso.
Sigilleremo questo posto e butteremo via la chiave, annunci Ah
Tabai. Finch non far la sua comparsa un altro Saggio, questa porta
rester sprangata.
Lultima volta che sono stato qui cerano delle fiale, gli dissi.
Contenevano il sangue di uomini antichi, mi aveva detto Roberts. Ma
adesso non ci sono pi.
Allora spetta a noi recuperarle, concluse con un sospiro Ah Tabai,
prima che i Templari abbiano sentore di quel che successo qui. Potete
unirvi alla nostra causa.
Potrei. Potrei. Ma
Solo dopo che avr rimediato ai disastri che ho combinato a casa.

Lanziano Assassino annu, poi dando limpressione di ricordarsene solo


in quel momento si sfil da dentro la veste una lettera e me la consegn.
arrivata la settimana scorsa.
Mi lasciarono solo a leggerla.
E credo che tu sappia che notizie mi portava, non vero, amore mio?

66
Ottobre 1722
AVEVAMO unottima ragione per festeggiare. Perci lo facemmo. Io per,
dopo tutto quello che di nuovo avevo assimilato, avevo perso in gran parte
interesse per le ubriacature, perci lasciai lesuberanza nelle mani del mio
equipaggio, che accese fuochi e arrost maiali e ball e cant fino
allesaurimento delle forze fisiche, quando tutti quanti crollarono
semplicemente a dormire l dove si trovavano, per rialzarsi in piedi dopo
un breve riposo, metter mano alla fiasca pi vicina e ricominciare.
Quanto a me, sedevo sulla terrazza della mia abitazione in compagnia di
Adewal e Ah Tabai.
Come vi trovate qui, signori? chiesi loro.
Avevo loro offerto la mia casa.
Possiamo starci benissimo, mi rispose Ah Tabai, ma la nostra
missione a lungo termine di disperderci. Vivere e lavorare in mezzo alla
gente che proteggiamo, secondo quanto consigliatoci a suo tempo da Altar
IbnLaAhad.
Certo, ma fino ad allora la mia casa la vostra.
Edward
Io mi ero appena alzato per andare a cercare Anne e mi girai verso
Adewal.
S?
Il capitano Woodes Rogers sopravvissuto alle sue ferite, mi disse.
Imprecai ricordando lintempestiva interruzione. tornato in Inghilterra.
In disgrazia e pieno di debiti, ma pur sempre una minaccia.
Finir il lavoro quando torner in patria. Hai la mia parola.
Lui annu e ci abbracciammo prima che io mi staccassi da lui per
raggiungere Anne.
Allinizio ascoltammo in silenzio le canzoni sorridendo, finch ritenni
che fosse il momento di parlare. Fra pochi mesi salper per Londra, le

dissi. Sarei un uomo animato da rosee speranze se tu fossi al mio fianco.


Rise. LInghilterra il posto sbagliato del globo per una figlia
dIrlanda.
Annuii. Forse era meglio cos. Resterai con gli Assassini? le domandai.
Lei fece cenno di no. Non ho quel genere di convinzione nel cuore. E
tu?
A suo tempo, aye, quando la mia mente si sar calmata e il mio sangue
si sar raffreddato.
Fu allora che udimmo un grido giungere da lontano, vedemmo una nave
entrare nella cala. Ci guardammo sapendo che cosa significava larrivo di
quella nave: una nuova vita per me, una nuova vita per lei. Lamavo a modo
mio e credo che lei amasse me, ma era venuto il momento di separarci e lo
facemmo con un bacio.
Sei una brava persona, Edward, disse Anne con gli occhi lucidi. E se
imparerai a trattenerti nello stesso posto per pi di una settimana, sarai
anche un ottimo padre.
La lasciai e scesi in spiaggia dove il grande vascello stava attraccando. Fu
calata la passerella e apparve il capitano tenendo per mano una bambina:
una bellissima bimba che risplendeva pi lucente della speranza, di soli
nove anni det.
E pensai che eri limmagine sputata di tua madre.

67
UNA piccola visione, fosti. Jennifer Kenway, una figlia che neppure sapevo
di avere. Imbarcata per un viaggio a cui era contrario tuo nonno ma con la
benedizione di tua nonna, avevi attraversato il mare per venire a cercare me
e portarmi la notizia.
La mia adorata era morta.
Su quel molo di Inagua ti chiedesti forse perch non piangevo? Anchio,
Jenny. Anchio.
E durante il viaggio di ritorno a casa ebbi modo di conoscerti. E cerano
tuttavia ancora cose che dovevo nasconderti, perch cerano ancora tanti
conti da regolare. Prima ti ho parlato di questioni in sospeso da sistemare,
cose da fare. Ebbene, cerano ancora questioni in sospeso da sistemare.
Cose che dovevo fare.
Portai a Bristol un equipaggio ridotto al minimo, pochi dei miei uomini
pi fidati. Attraversammo lAtlantico, un viaggio difficile in acque
tempestose, reso sopportabile da uno scalo nelle Azzorre, per poi
continuare fino alle isole Britanniche e a Bristol. A casa, a un posto che non
vedevo da quasi dieci anni. Un posto dove mi era stato proibito di fare
ritorno.
Entrando nel Canale di Bristol, ammainammo la bandiera nera del
Jackdaw, che fu ripiegata e riposta con cura in un baule nella mia cabina. Al
suo posto innalzammo il vessillo rosso. Ci sarebbe servito per poter almeno
attraccare e prima che le autorit portuali si rendessero conto che il
Jackdaw non era un vascello della marina britannica, io sarei stato a terra e
la mia nave alla fonda.
E poi lo vidi per la prima volta dopo tanto tempo, il porto di Bristol e mi
manc il fiato. Avevo amato Kingston, lAvana e soprattutto Nassau. Ma a
dispetto di tutto quello che era accaduto, o forse proprio per quello, questa
era ancora casa mia.
Molte teste si girarono nella mia direzione quando attraversai il porto,

un individuo misterioso, che non vestiva da pirata ma da qualcosaltro.


Forse alcuni dei pi anziani si ricordavano di me, mercanti con cui avevo
fatto commercio quando ero un allevatore di pecore, uomini con cui avevo
bevuto nelle taverne quando mi facevo bello delle mie intenzioni
dimbarcarmi. E le lingue si sarebbero messe in moto e la notizia si sarebbe
diffusa. Fin dove, mi chiedevo. Fino a Matthew Hague e Wilson? Fino a
Emmett Scott? Avrebbero saputo che Edward Kenway era tornato, pi forte
e pi potente di prima, e che aveva dei conti da saldare?
Trovai una locanda dove alloggiare e vi trascorsi la notte. Il mattino
seguente noleggiai cavallo e sella e partii alla volta di Hatherton, dove mi
fermai alla vecchia fattoria di mio padre.
Perch andai l, non sono sicuro. Credo che avessi solo voglia di vederla.
Ed cos che feci per qualche lungo momento. Sostai davanti al cancello
allombra di un albero e contemplai la mia vecchia dimora. Era stata
ricostruita, ovviamente, e solo parzialmente era riconoscibile nella
struttura la casa in cui ero cresciuto. Ma una cosa che era rimasta uguale a
prima era lannesso: la casupola dove aveva avuto inizio la mia vita
matrimoniale con Caroline; la casupola in cui fosti concepita tu, Jennifer.
Ripartii e a met strada tra Hatherton e Bristol, una via che conoscevo
fin troppo bene, mi fermai in un posto che conoscevo altrettanto bene.
LAuld Shillelagh. Legai la mia giumenta, massicurai che avesse da bere,
quindi entrai per trovarmi in un ambiente che era quasi esattamente come
lo ricordavo: soffitti bassi a pesare su una penombra che sembrava filtrare
dalle pareti. Lultima volta che ero stato l avevo ucciso un uomo. Il primo.
Dopo dallora molti altri erano caduti sotto la mia lama.
Altri ancora sarebbero caduti in futuro.
Al banco cera una donna sulla cinquantina. Alz la testa stanca
guardandomi andarle incontro.
Buongiorno, madre, dissi.

68
MI condusse a un tavolino appartato, lontano dagli occhi interessati dei
pochi bevitori presenti.
Dunque proprio vero? mi chiese. Cerano screziature grigie nei suoi
lunghi capelli. La sua faccia era tirata e stanca. Erano passati solo (solo?)
dieci anni dallultima volta che lavevo vista ma era come se fosse
invecchiata di venti, trenta, pi ancora.
Tutta colpa mia.
Cosa vero, madre? domandai con circospezione.
Che sei un pirata.
No, madre, non sono un pirata. Non pi. Ho aderito a un ordine.
Sei un monaco? abbass un attimo gli occhi sulla mia tunica.
No, madre, non sono un monaco. Qualcosaltro.
Sospir senza reagire. Al banco il proprietario asciugava caraffe
guardandoci con un occhio da rapace. Era seccato del tempo che mia
madre sottraeva al lavoro, ma non avrebbe osato dire niente. Non al
cospetto del pirata Edward Kenway.
E hai deciso di tornare, vero? mi stava domandando lei. Avevo sentito
del tuo ritorno. Mi avevano detto di averti visto entrare in porto ieri, di
essere sbarcato da un sontuoso galeone come una specie di re. Edward
Kenway, il ragazzo che voleva cavalcare il mondo. quello che avevi
sempre desiderato, vero?
Madre
di questo che parlavi sempre, no? Partire e fare fortuna, conquistarti
gloria e rispetto, diventare un uomo di qualit. E per riuscirci dovevi
diventare un pirata, no? Fece una smorfia di scherno. Non credo daver
mai visto mia madre con quellespressione. Buon per te che non ti abbiano
impiccato.
Non ancora detto che non succeda, se mi prendono.
Non pi cos. Sono venuto a mettere le cose a posto.
Questa volta la sua smorfia fu come se avesse assaggiato qualcosa dal

sapore cattivo. Unaltra espressione che non le avevo mai visto. Ah s? E


come?
Feci riferimento alla taverna con un gesto della mano. Tanto per
cominciare non facendoti pi lavorare qui.
Io lavorer dove mi pare, giovanotto, mi rintuzz lei. Togliti dalla
testa di riscattarmi con delloro rubato. Oro che apparteneva ad altri prima
che tu li costringessi a consegnartelo sotto la minaccia della tua spada. Eh?
cos?
Non cos, madre, mormorai, sentendomi allimprovviso molto
piccolo. Niente affatto il temuto pirata Edward Kenway. Non stava andando
come mi ero immaginato. Lacrime, abbracci, scuse, promesse. Niente di
tutto questo.
Non voglio che sia cos, madre, dissi allora.
Lei sogghign. sempre stato il tuo guaio, non vero, Edward? Mai
contento di quello che hai.
No cominciai io esasperato. Volevo dire
So cosa volevi dire. Volevi dire che hai fatto un disastro e poi te ne sei
andato per rimediare al tuo disastro e adesso che hai addosso qualche
vestito di miglior fattura e in tasca qualche spicciolo pensi di poter venire a
riscattarmi. Non sei meglio di Hague e Scott e i loro compari.
No, no, non cos.
Ho sentito che ti sei portato dietro una bambina. Tua figlia?
S.
Compresse le labbra e annu e nei suoi occhi affior un barlume di
compassione. stata lei a dirti di Caroline, vero?
Serrai involontariamente i pugni. S.
Ti ha detto che Caroline si ammalata di vaiolo e che suo padre le ha
rifiutato le medicine e che alla fine morta in quella casa di Hawkins Lane.
Questo ti ha detto, vero?
Questo, madre, s.
Si gratt la testa e stacc gli occhi da me. Ho voluto bene a quella
ragazza. Caroline. Le ho voluto bene con tutto il cuore. Per me stata come
una figlia fino a quando andata via. Mi scocc unocchiata piena di

rimprovero. Fu per colpa tua. Sono andata al funerale per renderle i miei
omaggi, fermandomi allingresso, ma cera Scott con tutti i suoi amici,
Matthew Hague e quel Wilson. Mi hanno scacciata. Hanno detto che non
ero benvenuta.
Pagheranno per questo, madre, dichiarai a denti stretti. Pagheranno
per quello che hanno fatto.
Lei torn subito a incrociare i suoi occhi con i miei. Ah s? E come
pagheranno, Edward? Spiegamelo. Li ammazzerai? Con la tua spada? Le
tue pistole? Si dice in giro che si siano nascosti, gli uomini che cerchi.
Madre
Quanti uomini sono morti per tua mano, eh? mi apostrof.
La guardai in silenzio. La risposta era naturalmente un numero
incalcolabile.
Mi accorsi che stava tremando. Di collera.
Tu pensi che sia questo a fare di te un uomo, vero? riprese e capii che
le sue parole mi avrebbero ferito pi di qualsiasi lama. Ma sai quanti
uomini ha ucciso tuo padre, Edward? Nessuno. Non uno. E lui stato due
volte luomo che sei tu.
Chinai la testa ferito. Non parlare cos. So che avrei potuto
comportarmi diversamente. Vorrei essermi comportato diversamente. Ma
ora sono tornato, sono qui per rimediare alle conseguenze degli errori che
ho commesso.
Lei stava scuotendo la testa. No, Edward, no, tu non capisci. Quelle
conseguenze non ci sono pi. Quelle conseguenze andavano riparate
quando sei partito. Quelle conseguenze andavano riparate quando tuo
padre e io abbiamo recuperato quel poco che restava della nostra casa e
tentato di ricominciare da zero. Era invecchiato di dieci anni in un colpo
solo, tuo padre. Dieci anni. Le conseguenze andavano riparate quando
nessuno voleva pi fare affari con noi. Non una lettera da te. Non una
parola. nata tua figlia, morto tuo padre e non un segno dal grande
esploratore.
Non capisci. Mi avevano minacciato. Avevano minacciato voi. Avevano
detto che se fossi tornato avrebbero fatto del male a voi.

Mi punt il dito addosso. Tu hai fatto pi male di quanto avrebbero


potuto mai fare loro, figlio mio. E adesso sei qui a seminare altra zizzania,
vero?
Ci sono cose che vanno aggiustate.
Si alz. Non nel mio nome, questo non te lo consento. Io non ho niente
a che vedere con te.
Alz la voce per farsi sentire da tutti i presenti. Erano pochi quelli che
lavrebbero ascoltata, ma la notizia si sarebbe sparsa. Avete sentito?
esclam. Io lo ripudio. Il grande e famoso pirata Edward Kenway non ha
niente a che fare con me.
Calc le mani sul tavolo, si sporse in avanti e sibil: E ora fuori, tu che
non sei pi mio figlio. Fuori di qui prima che dica ai soldati dov il pirata
Edward Kenway.
Me ne andai e quando nel tragitto di ritorno alla mia locanda di Bristol
mi resi conto di avere le guance bagnate, permisi a me stesso di piangere,
grato di una cosa. Grato che non ci fosse in giro nessuno a vedere le mie
lacrime o a sentire i miei lamenti straziati.

69
DUNQUE si erano dati alla macchia, i colpevoli. E, s, quella notte cerano
stati anche altri, i Cobleigh tanto per cominciare. Ma non era nelle mie
intenzioni giustiziarli tutti, non avevo particolare interesse a prendere la
vita di uomini che avevano ubbidito a ordini ricevuti.
Quelli che volevo io erano gli uomini che avevano impartito quegli
ordini: Hague, Scott e naturalmente luomo che mi aveva lasciato in faccia il
marchio dei Templari: Wilson.
Uomini che si erano nascosti. La cui colpa era confermata dal fatto che si
nascondevano a me. Bene. Che si nascondessero. Che tremassero di paura.
Sapevano che ero venuto per loro. E cos era, per loro ero l. Quella sera,
se tutto fosse andato per il verso giusto, Scott, Wilson e Hague sarebbero
morti.
Ma sapevano che ero in arrivo, perci avrei dovuto condurre le mie
indagini con un po pi di discrezione. Lindomani mattina, quando lasciai
la mia locanda, lo feci in modo da eludere gli occhi attenti delle spie dei
Templari. Minfilai in una taverna che conoscevo dalla mia vita passata,
sicuramente pi di quanto la conoscessero i miei sorveglianti, e ringraziai
la mia buona stella nel farmi ritrovare quella latrina sul retro che ricordavo
da allora.
A ridosso delluscio posteriore trattenni il fiato nel tanfo insopportabile
e, sfilatami la veste, indossai velocemente gli abiti che avevo portato con me
dal Jackdaw, abiti che avevo vestito per lultima volta molte, molte lune
prima: il mio lungo panciotto con i bottoni, le brache alla zuava, le calze
bianche e, naturalmente, il mio ormai frusto tricorno marrone. E cos
abbigliato lasciai la taverna uscendo in una via diversa, diverso io stesso.
Uno dei tanti mercanti che andava al mercato.
La trovai esattamene dove mi ero aspettato e diedi un colpetto alla cesta
che reggeva con un braccio perch sapesse che ero dietro di lei. Ho
ricevuto il tuo messaggio, sussurrai.
Bene, disse Rose senza girare la testa e chinandosi a esaminare alcuni

dei fiori del suo canestro. Con una rapida occhiata a destra e a sinistra, si
sfil di tasca un fazzoletto e se lo leg sulla testa.
Seguitemi.
Un momento dopo sostavamo vicino a delle stalle semidiroccate in un
angolo deserto del mercato. Io diedi una prima occhiata alla struttura, e poi
sussultai guardandola di nuovo. Era l che lasciavo il mio cavallo molti anni
prima. Allepoca era una stalla nuova e comoda per chi si recava al mercato,
ma nel corso degli anni la disposizione dei comparti allinterno era stata
modificata, gli ingressi erano stati spostati, e la scuderia era caduta in
disuso, adatta ormai solo come posto dove appartarsi a oziare o a tenere
convegni clandestini come stavamo facendo noi.
Avete conosciuto la piccola Jennifer, vero? mi chiese.
Si pass la cesta da un braccio allaltro. Quando lavevo vista la prima
volta allAuld Shillelagh era ancora poco pi che una bambina. Dieci anni
dopo era ancora giovane, ma aveva perso quella scintilla, quella vena ribelle
che laveva fatta scappare di casa quella prima volta. Dieci anni di duro
lavoro da serva lavevano spenta.
E tuttavia, come i tizzoni sotto le ceneri di un fuoco che va morendo,
qualcosa era rimasto del suo antico carattere, perch mi aveva inviato una
lettera chiedendomi di incontrarmi ed eccola l, con certe cose da riferirmi.
Fra le altre, speravo, dove si era rintanato il suo padrone con i suoi amici.
S, le risposi. Ho conosciuto mia figlia. al sicuro sulla mia nave.
Ha i vostri occhi.
Annuii. Ha la bellezza di sua madre.
una bella bambina. Le eravamo tutti molto affezionati.
Ma una bambina anche caparbia, vero?
Rose sorrise. Ah, s. Quando lanno scorso la signora Caroline ci ha
lasciati, si messa in testa di dovervi assolutamente vedere.
Mi sorprende che Emmett labbia consentito.
Rose emise una risatina amara. Infatti, signore. stata la padrona di
casa a organizzare tutto, il viaggio stato concepito in segreto da lei e dalla
signorina Jennifer. Il padrone se ne accorto solo la mattina che,
svegliandosi, ha trovato che la signorina Jennifer non cera pi. Non lha

presa bene. Non lha presa affatto bene, signore.


Riunioni, dissi io. Ce ne sono state?
Alz gli occhi su di me. Direi di s, signore.
Chi venuto a trovarlo, Rose?
Il signorino Hague
E Wilson?
Annu.
Tutti i cospiratori.
E dove sono adesso?
Di preciso non lo so, signore.
Sospirai. Allora perch invitarmi qui se non hai niente da dirmi?
Mi fiss con orgoglio. Intendevo dire che non so dove si nascondono,
signore, precis, ma so dove sar questa sera il signor Scott, perch mi
stato chiesto di portargli in ufficio degli abiti puliti.
Al magazzino?
S, signore. Ha da ritirare certe cose e vuole esserci personalmente. Mi
stato chiesto di andarci io stessa appena far buio.
Io la fissai nel profondo degli occhi. Perch, Rose? chiesi. Perch mi
stai aiutando?
Lei guard di qua e di l. Perch una volta voi mi avete salvata da un
destino peggiore della morte. Perch la signora Caroline vi amava. E
perch
Cosa?
Perch quelluomo lha guardata morire. Non ha voluto che le venisse
data la medicina di cui aveva bisogno, n a lei n alla signora Scott, che
erano malate entrambe. La signora Scott si salvata, ma la signora Kenway
no.
Mi colse di sorpresa sentir chiamare Caroline signora Kenway. Era
passato tanto tempo da quando avevo udito per lultima volta
quellappellativo formale.
Perch ha negato loro la medicina?
Per orgoglio, signore. Era stato lui ad ammalarsi per primo di vaiolo,
ma era guarito. Credeva che sarebbero riuscite a superarlo anche la signora

Scott e la signora Kenway. Ma lei cominci ad avere quelle terrificanti


pustole su tutta la faccia, signore. Oh, signore, non avete mai visto niente di
simile
Alzai una mano perch non volevo sentire altro, volevo conservare
limmagine di Caroline che mi era rimasta nella memoria.
A Londra c stata unepidemia e pensiamo che il signor Scott sia stato
contagiato in citt. Persino la famigliare reale ne era impaurita.
E tu non ti sei ammalata?
Mi rivolse uno sguardo colpevole. La servit stata vaccinata, signore.
Ci ha pensato il capo maggiordomo. Facendoci giurare di non dirlo a
nessuno.
Sospirai. Buon per lui. Vi ha sicuramente risparmiato molte
sofferenze.
Signore.
Stasera, dunque?
Stasera, signore, s.

70
E PER forza sarebbe dovuto essere per quella sera.
Siete Edward Kenway? mi aveva chiesto.
La padrona della locanda dove alloggiavo. Edith, di nome. Aveva bussato
alla mia porta ed era rimasta al di l della soglia non azzardandosi ad
avventurarsi dentro la mia camera. Il suo viso era esangue, le tremava la
voce e tormentava tra le dita lorlo del grembiule.
Edward Kenway? avevo risposto sorridendole. Perch mai mi dite
cos, Edith?
Si era schiarita la voce. Dicono che arrivato un uomo in barca. Un
uomo vestito pi o meno come voi, signore. E che quelluomo Edward
Kenway, che una volta chiamava Bristol casa sua.
Ora le era tornato il colorito nelle guance e continuando era arrossita. E
ci sono altri che dicono che Edward Kenway tornato a casa a saldare certi
conti in sospeso e che le persone per cui porta rancore si sono nascoste, ma
siccome sono uomini potenti hanno chiamato rinforzi contro di voi cio,
di lui.
Capisco, avevo commentato senza sbilanciarmi. E che genere di
rinforzi sarebbero?
Soldati in arrivo da Bristol, signore, attesi per questa sera.
Capisco. E sicuramente diretti a dove questo Edward Kenway ha preso
alloggio, per cui Edward Kenway sarebbe costretto a difendersi e
scoppierebbe certamente una battaglia sanguinosa con molte vite perse e
molti danni provocati.
Aveva deglutito. S, signore.
Allora potete stare tranquilla, Edith, che nulla di cos sconveniente
avverr qui questa sera. Perch sono sicuro che Edward Kenway eviter che
accada. E una cosa dovete sapere di lui, Edith. vero che in passato stato
un pirata e si macchiato di non pochi atti deplorevoli, ma ormai ha scelto
unaltra via. Sa che per vedere in maniera diversa bisogna pensare in
maniera diversa. E ha cambiato il suo modo di pensare.

Mi aveva ascoltato immobile davanti a me. Molto bene, signore.


E ora dovr congedarmi, aggiunsi. Senza dubbio per non fare pi
ritorno.
Molto bene, signore.
Sul letto cera il fagotto dei miei effetti personali, che a quel punto, mi ero
caricato sulla spalla. Poi per ci avevo ripensato e ne avevo tolto invece ci
che mi serviva: il teschio e un sacchetto di monete che aprii per prelevare
delloro che avevo schiacciato nella mano di Edith.
Oh, signore, troppo generoso.
Voi siete stata molto cara, Edith, mi ero giustificato.
Edith si era fatta in disparte. C una porta di servizio, signore, mi
aveva informato.
Andai passando per una taverna dove sapevo che avrei trovato il
timoniere del Jackdaw ad aspettare i miei ordini.
Birtwistle.
S, signore.
Quando far buio attraccherai al porto, gli dissi. Ce ne andiamo.
S, signore.
Mi recai quindi nel quartiere dei magazzini passando per vie secondarie
e tetti. Viaggiai tenendomi basso e giovandomi delle ombre.
Oh, Mary, pensavo, se solo mi vedessi adesso.
Il magazzino di Scott era uno dei tanti lungo le banchine del porto, oltre
i cui tetti spuntavano gli alberi delle navi ormeggiate. Quasi tutti i
magazzini erano deserti, sprangati per la notte. Solo nel suo cerano segni di
vita: torce accese che diffondevano una fluttuante luce arancione in una
piccola area di carico, alcuni carri vuoti e, ai lati della porta chiusa, una
coppia di guardie. Non soldati, che forse ancora non erano arrivati in citt,
ma brutti ceffi del posto che se ne stavano l a battersi randelli nel palmo
della mano, pensando probabilmente di dover smaltire unincombenza di
poco conto prima di andare in qualche taverna a farsi una birra.
Io rimasi dovero, unombra nelle tenebre, a sorvegliare la porta. Era gi
dentro? Mi stavo dibattendo sul da farsi, quando fece la sua comparsa Rose.

Indossava lo stesso fazzoletto di qualche ora prima e ora nella cesta


trasportava gli abiti per Emmett Scott, il suo odiato signore e padrone.
I due energumeni alla porta si scambiarono uno sguardo lascivo
andandole incontro. Camminando rasente il fianco del magazzino accanto
mi avvicinai per ascoltare.
Il signor Scott qui? chiese Rose.
Ah, rispose uno dei due brutti ceffi sogghignando. Dipende da chi lo
chiede, giusto, bella mia?
Ho dei vestiti per lui.
Sei la cameriera, vero?
Infatti.
Be, qui, quindi meglio che entri.
Io ero abbastanza vicino da vederla alzare gli occhi al cielo quando i due
indietreggiarono per farla passare.
Benissimo. Dunque Scott nel suo magazzino.
Al buio collaudai la mia lama. Non dovevo essere troppo frettoloso,
raccomandai a me stesso. Non dovevo ucciderlo. Era necessario che Scott
parlasse almeno per qualche minuto prima di andarsene allaltro mondo.
Girai intorno al magazzino portandomi a pochi passi dai due
energumeni. Era solo questione di aspettare il momento giusto per
Qualcuno allinterno strill. Rose. E non fu pi questione di aspettare il
momento giusto. Fu questione di intervenire con speditezza. Uscii allo
scoperto, coprii con un salto la distanza che mi divideva dalle sentinelle,
feci scattare la lama e ne sgozzai una prima ancora che il grido di Rose si
fosse spento del tutto. La seconda imprec e alz il suo randello, ma io gli
afferrai il braccio, glielo battei contro il muro e lo finii con una coltellata
alla schiena. Stava ancora scivolando per terra mentre io mi chinavo per
aprire con una spinta la porticina nel portone del magazzino.
Salutato da una palla di moschetto che mi sibil poco sopra la testa
mentre mi tuffavo dentro rotolai sul pavimento e presi velocemente nota
della situazione: un ampio spazio con cataste di casse piene di t e
unincastellatura con gli uffici sul fondo.
Cerano tre individui sullincastellatura, uno dei quali sulla ringhiera

come se pensasse di spiccare il salto dei sei o sette metri che lo separavano
dal suolo.
Io fermai la mia corsa al riparo di una catasta, sbirciai da dietro e
maffrettai a ritrarmi mentre unaltra palla di moschetto andava a
conficcarsi nei legni a pochi centimetri dalla mia testa facendomi piovere
addosso una manciata di schegge. Ma la rapida occhiata mi aveva
confermato che, s, sopra di me cerano tre persone. Avevo riconosciuto
Wilson, che teneva una pistola puntata sulle casse dietro le quali ero
rintanato. Di fianco a lui cera Emmett Scott, sudato e tremante, intento a
cercare maldestramente di ricaricare unaltra pistola da passare a Wilson.
E con loro cera Rose, che barcollava in precario equilibrio sulla
ringhiera, atterrita. Le sanguinava la bocca. La punizione per il suo grido di
avvertimento, senza dubbio. Aveva le mani legate e un cappio intorno al
collo. A impedirle di cadere nel vuoto da quella specie di forca era Wilson,
che la tratteneva con laltra mano.
Se lavesse lasciata andare, Rose sarebbe caduta.
Fermo l, Kenway! grid Wilson mentre la polvere sollevata dalla sua
pallottola si andava posando, o avrai sulla coscienza la morte della
cameriera.
Mi avevano disarmato. Avrebbero ucciso me e poi impiccato Rose per il
suo tradimento.
Mai sarei stato io a consentirlo.
Mi sfilai la pistola dalla cintura e controllai palla e polvere. Eri tu quella
notte, non vero, Wilson? A guidare lattentato? Eri tu quello con il
cappuccio.
Dovevo saperlo. Dovevo essere sicuro.
Aye, ero io. E fosse stato per me quella notte sareste morti tutti quanti.
Per poco non sorrisi. Hai mancato la tua occasione.
Sulla ringhiera Rose piagnucolava, ma riusciva a trattenersi.
Adesso getta via la lama nascosta, Kenway, non posso reggerla per
sempre, mi ammon Wilson.
E tu, Emmett? gridai io. Tu doveri?
Io non cero, rispose lui, trepidante di paura.

Avresti festeggiato la mia morte per?


Sei stato una costante seccatura, Kenway.
Il tuo orgoglio stato la tua rovina, Scott. Il tuo orgoglio stato la
rovina di tutti noi.
Tu non sai niente.
So che hai lasciato morire la mia amata.
Le ho voluto bene anchio.
Un tipo di amore che non riesco a riconoscere, Scott.
Non puoi capire.
Io capisco che la tua ambizione e la tua sete di potere ha portato alla
morte di molte persone. Capisco che ora pagherai.
Mi tolsi da sotto la veste un coltello da lancio e lo soppesai nella mano.
Un po diverso questa volta da quando usavo come bersaglio gli alberi per
esercitarmi.
Mi alzai in piedi e mi avvicinai adagio al margine della catasta
respirando lentamente e a fondo.
Pronto?
Pronto.
Vieni fuori, Kenway, mincalz Wilson, non abbiamo tutto il tem
Uscii rotolando dal mio nascondiglio, balzai in piedi, trovai il mio
bersaglio e feci fuoco con la pistola mentre contemporaneamente scagliavo
il coltello.
Pallottola e lama trovarono entrambi la loro destinazione. Emmett Scott
fu catapultato allindietro con un foro in fronte e la sua pistola cadde
inutilizzata sulle assi della passerella, mentre Wilson aveva risposto al fuoco
prima che il mio coltello trovasse la sua spalla. Indietreggi vacillando e,
lanciando un urlo, rovin contro la parete dellufficio armeggiando invano
a caccia della sua seconda pistola con il sangue che gli sprizzava come una
fontana intorno alla lama conficcata nella ferita.
La sua palla era andata a segno. Lavevo sentita penetrarmi nella spalla,
ma non potevo permettere che mi fermasse. Nemmeno che mi rallentasse.
Perch Wilson aveva lasciato andare Rose e Rose stava cadendo, la bocca
spalancata in un grido che non udii nelleco degli spari e nellesplosione di

dolore che avvertii nella testa.


Cadde. E la corda si srotol dietro di lei. E io vidi la scena di un
fallimento, con la corda che si tendeva e il suo corpo che sirrigidiva in uno
spasmo e il suo collo che si spezzava.
No.
Piombai a precipizio su una cassa, vi salii in cima correndo e mi tuffai
nel vuoto. Ruotai su me stesso, feci scattare la lama e con un urlo per lo
sforzo tranciai la corda, agguantai Rose per la vita e precipitai con lei
pesantemente e dolorosamente sul pavimento di pietra del magazzino.
Vivi per.
Sentii Wilson che imprecava sopra di noi. Estrassi dalla cintura la
seconda pistola e sbirciai nelle fessure tra le assi sopra di me e nel momento
in cui vidi unombra sovrapporsi al filo di luce feci fuoco. Dallincastellatura
si lev un altro grido, seguito dallo schianto di Wilson che finiva contro la
paratia di uno degli uffici.
Mi rialzai. Il dolore della ferita era intenso e aveva ripreso a farmi male
anche quellaltra pi vecchia, al fianco, costringendomi a zoppicare per
salire sulla passerella a cercare Wilson. Irruppi nellufficio in cui scorsi
dallaltra parte una porta aperta e i primi gradini di una scala e, quando
arrivai in cima, mappoggiai a un parapetto a riprendere fiato mentre
scrutavo i tetti degli altri magazzini.
Nessun segno. Solo gli sciabordii e scricchiolii lontani delle navi
ormeggiate e i versi dei gabbiani. Mi concentrai usando il senso e udii
qualcosa. Ma non Wilson. Ci che udii fu il rumore di passi in marcia che
si avvicinavano alla zona del porto.
Stanno arrivando. Arrivano i soldati.
Imprecai e rientrai zoppicando a vedere come stava Rose. Se la sarebbe
cavata. Allora tornai indietro di corsa per seguire la scia di sangue lasciata
da Wilson.

71
TU eri al sicuro nella mia cabina. Dormivi, cos mi hanno detto. Cos sei
rimasta estranea a ci che avvenne dopo. E di questo sono grato.
Arrivato al porto scoprii che Wilson era morto per la strada. Il suo corpo
giaceva in fondo ai gradini. Stava andando a una nave che riconobbi. Una
nave che, lultima volta che lavevo vista, si chiamava Caroline, ma che dopo
dallora era stata ribattezzata in ricordo della donna che Matthew Hague
aveva in seguito sposato. Si chiamava Charlotte.
A bordo cera lui, Hague. Un uomo in attesa della morte, anche se ancora
non lo sapeva. Nella bruma grigia della sera vedevo figure indistinte
muoversi dietro la frisata di poppa. Guardie.
Ma non me ne diedi pensiero. Niente mi avrebbe impedito di salire a
bordo di quel vascello.
Se le guardie avevano visto o sentito Wilson cadere, probabilmente
avevano pensato che fosse un ubriaco. E se avessero scorto me chino sul
suo corpo, avevano probabilmente pensato che fossi un ubriaco anchio.
Non se ne curarono. Non ancora.
Ne contai quattro mentre procedevo ratto lungo il muro del porto e
raggiungevo la banchina dove da non molto aveva attraccato il Jackdaw. Tra
le due navi cera un barcone a vela, assicurato con una sola cima. Io ne
sciolsi il nodo e allontanai limbarcazione con una spinta prima di tornare
di corsa alla mia nave.
Hanley, dissi rivolgendomi al quartiermastro.
S, signore?
Prepara i cannoni.
Sedeva con i piedi appoggiati al tavolo da carteggio, ma fu lesto nel
ritirarli. Cosa? Perch, signore? E, che il diavolo mi porti, cosa vi
successo, signore?
Palla di moschetto nella spalla.
Avete trovato gli uomini che cercavate?
Due di loro.

Chiamo il dott
Lascia stare, Hanley, ringhiai. La ferita pu aspettare. Guarda l, a
tribordo. C un vascello che si chiama Charlotte. A bordo c il terzo uomo
che sto cercando. Fa preparare i cannoni di tribordo e se il mio piano
fallisce, schianta quella nave.
Corsi alla porta della cabina, poi mi fermai per girarmi nuovamente
verso di lui contraendo i muscoli del volto per trattenere un gemito di
dolore. Hanley?
S, signore. Si era alzato con unespressione di viva preoccupazione.
meglio che tu faccia preparare anche i cannoni di poppa. E assicurati
che lequipaggio sia armato. Stanno arrivando dei soldati.
Signore?
Io gli rivolsi un moto di scuse.
Su con il morale, Hanley. Se tutto va bene, saremo presto fuori da
questo impiccio.
Non mi parve tranquillizzato. Mi sembr ancora pi in ansia. Gli rivolsi
quello che speravo fosse un sorriso fiducioso, poi me ne andai sfilando una
zeppa da sotto la porta della cabina.
La barca a vela prendeva il largo nella corrente. I primi uomini che la
videro dal ponte della Charlotte lanciarono delle grida. Poi cominciarono a
ridere. Imbecilli. Avevano visto il lato comico, non il pericolo. Io saltai gi
dal mio veliero, piombai in piedi sulla banchina di pietra e in poche e veloci
falcate raggiunsi la poppa della Charlotte.
Sono Wilson! gridai mentre mi arrampicavo a bordo imitando quanto
meglio mi era possibile la voce di quel giannizzero. Una faccia si sporse dal
parapetto per accogliermi e io gli piantai un cazzotto, trascinai il marinaio
oltre la frisata e lo scaraventai sulla banchina sottostante. Le sue grida
allertarono un secondo uomo che arriv correndo su quella che presumeva
fosse la scena di un incidente finch vide me e la lama, che scintill per
un attimo nella luce della luna prima che gliela facessi sfilare di traverso
sulla gola.
Non persi tempo con le ultime due sentinelle e corsi alla cabina del
capitano, ed ebbi il piacere di vedere Matthew Hague, in una versione pi

vecchia, questa volta, e maledettamente sulle spine, in piedi accanto a un


tavolo. Con lui cera il suo segretario.
Controllai con unocchiata veloce le due sentinelle che venivano verso di
me e aprii la porta della cabina.
Tu! dissi allo scrivano.
Hague lasci cadere il calice che aveva nella mano. Entrambi mi
fissarono con gli occhi sgranati.
Io arrischiai unaltra occhiata alle sentinelle. Imprecai, richiusi la porta,
la bloccai con la zeppa e mi girai ad affrontarle.
Avevano avuto la loro possibilit di scappare, dissi a me stesso mentre
morivano. Erano state loro a scegliere di aggredirmi. Alla mia sinistra vidi
aprirsi i boccaporti del ponte di batteria del Jackdaw e apparire le bocche da
fuoco. Bravi ragazzi. Vidi in coperta i miei uomini brandire moschetti e
sciabole. Qualcuno grid: Bisogno di una mano, capitano?
No, non ne avevo bisogno. Mi chinai, estrassi la zeppa da sotto la porta e
la spalancai. Allora, ordinai allo scrivano, la tua ultima possibilit. E lo
guardai tuffarsi praticamente su di me.
Archer, lo implor Hague, ma nessuno di noi due lo stava ascoltando,
mentre estraevo di peso Archer dalla cabina e ne bloccavo di nuovo la
porta imprigionandovi dentro Hague.
Abbandona questa nave, abbaiai ad Archer, che si precipit a poppa
senza farselo ripetere due volte.
Udii allora i passi marziali dei soldati che si avvicinavano al muro del
porto.
Catrame! urlai al mio equipaggio. Barili di catrame! E siate veloci!
Dalla tolda del Jackdaw mi lanciarono un primo barile, che io maffrettai
ad aprire per versarne il contenuto davanti alla porta della cabina.
No sentii gemere Hague dallaltra parte. Tempestava di pugni la
porta bloccata dalla zeppa. No ti prego
Ma fui sordo alle sue parole. I soldati in marcia erano vicini. Scalpiccio
di cavalli. Rimbombo di ruote di carro. Lanciai uno sguardo in direzione
del muro aspettandomi di vedere le punte delle loro baionette e intanto
svuotai sul ponte un secondo barile di catrame.

Sarebbe bastato? Dovevo augurarmelo.


E finalmente li vidi. I moschetti dei soldati in fila indiana in cima al
muro del porto. Contemporaneamente loro videro me e imbracciarono i
fucili prendendo la mira. Al mio fianco lo stesso fecero gli uomini del
Jackdaw mentre io staccavo una torcia da una paratia e marrampicavo
velocemente su per le griselle, raggiungendo un punto da dove avrei potuto
lasciar cadere la torcia e tuffarmi dalle sartie evitando le fiamme.
Se non fossi stato prima impallinato dai moschetti, naturalmente.
E in quel momento giunse lordine.
Non sparate!

72
LORDINE era partito da una carrozza che si era fermata al porto e il cui
sportello si era spalancato prima ancora che le ruote avessero finito di
girare.
Ne uscirono due uomini, il primo vestito da valletto, che saffrett a
sistemare una scaletta per il secondo, un gentiluomo alto e snello in abiti
eleganti.
Solo in un secondo tempo apparve un terzo uomo, un signore
corpulento con una lunga parrucca bianca, raffinate brache e giacca di raso
e camicia con gale increspate. Un uomo che dava lidea daver gustato
parecchi pranzi in vita sua e parecchi bicchieri di porto e brandy a
conclusione di quei parecchi pranzi.
Rendendosi conto di tutte le armi puntate nella loro direzione, il valletto
e luomo alto trasalirono. Per caso o volont del fato erano finiti in mezzo: i
fucili dei soldati da una parte, i cannoni e i moschetti del Jackdaw dallaltra,
e io appeso alle sartie, pronto a lasciar cadere sul ponte della Charlotte una
torcia accesa.
Il gentiluomo grasso mosse le labbra come per esercitarle in
preparazione di un discorso. Sintrecci le dita sullo stomaco, dondol
avanti e indietro su punte e tacchi e alz la faccia verso di me. Ho il
piacere di rivolgermi al capitano Edward Kenway? chiese.
E voi chi sareste? lo rimbeccai.
Questo innesc un sommovimento divertito tra i soldati schierati sul
muraglione.
Il grassone sorrise. Siete stato via per molto tempo, capitano Kenway.
S, aveva ragione.
Schiocc le labbra e le ridistese in un sorriso. Dunque non una
mancanza di riguardo da parte vostra se non sapete chi sono. Credo
tuttavia che conosciate il mio nome. Mi chiamo Walpole. Sir Robert
Walpole. Sono il Primo Lord del Tesoro, Cancelliere dello Scacchiere e
Presidente della Casa dei Comuni.

E io stavo gi pensando quanto impressionante fosse quel titolo e quanto


potente dovesse essere quelluomo, quando Walpole. Non poteva essere.
Ma lui stava annuendo. S, proprio cos, capitano Kenway. Duncan
Walpole, luomo a cui toglieste la vita e della cui identit vi impossessaste
era mio cugino.
La mia tensione crebbe. A che gioco stava giocando? E chi era luomo
alto che lo accompagnava? Notai allora una certa somiglianza con Matthew
Hague. Possibile che fosse suo padre, sir Aubrey Hague?
Walpole mi stava rassicurando con dei gesti della mano. tutto a posto.
Non solo mio cugino era immischiato in faccende dalle quali mi tengo a
distanza, ma era anche un uomo infido. Un uomo, temo, di assai pochi
principi. Un uomo pronto a vendere al pi alto offerente i segreti delle
persone che avevano riposto fiducia in lui. Mi vergognavo che portasse il
cognome della mia famiglia. Credo dunque che per molti versi voi abbiate
reso alla mia famiglia un buon servizio.
Capisco, risposi dallalto della sartia su cui ero appollaiato. Ed per
questo che siete qui? Per ringraziarmi daver ucciso vostro cugino?
Oh, no, nientaffatto.
Allora a che cosa devo il piacere di questa visita? Come potete ben
vedere, ho altro di cui occuparmi.
Agitai in un gesto eloquente la torcia che rispose con un brontolio. Dalla
cabina della Charlotte arrivavano i tonfi di Hague che tentava
disperatamente di liberarsi. Per il resto regnava un silenzio teso, nel quale
soldati e marinai si sorvegliavano lungo le canne delle loro armi, in attesa
di ordini.
Ecco, capitano Kenway, appunto questo a darci pensiero, temo,
rispose Walpole. Perch non vi posso permettere di continuare in ci che
state facendo. Anzi, per la precisione, vi sto chiedendo di gettare in mare
quella torcia e scendere immediatamente da lass. Altrimenti, ahim, vi
far sparare dai miei uomini.
Risi. Voi sparate a me e i miei uomini risponderanno al fuoco, sir
Robert. Ho paura che nel fuoco incrociato ci andrete di mezzo pure voi. E
anche il vostro amico sir Aubrey Hague, se non sbaglio.

Non sbagliate, signore, disse luomo alto avanzando di un passo. Sono


venuto a implorare clemenza per mio figlio.
Il quale figlio era stato per lui una grande delusione, come leggevo nel
suo atteggiamento.
Fatemi vedere le vostre dita, gli ordinai.
Hague alz le mani. Io vidi scintillare un anello dei Templari. Il mio
cuore sindur.
E anche voi sir Robert.
Le sue mani rimasero al loro posto, con le dita intrecciate sullo stomaco.
Non vedrete anelli su di me, capitano Kenway.
Perch lidea vi solletica? Da quel che ho visto i Templari hanno un
debole per ranghi e titoli. Come faccio a sapere che non mi sto rivolgendo
al loro Gran Maestro?
Sorrise di nuovo. Perch nessun potere assoluto, capitano Kenway, e il
mio compito qui non agire da ambasciatore per una parte o laltra. Il mio
compito scongiurare un atto di barbarie.
Sbuffai. Barbarie? Non mi era sembrato che laborrissero mentre
bruciavano la casa dei miei genitori. Dovera allora sir Robert Walpole? A
sorseggiare porto con i suoi amici Templari, per esempio? A congratularsi
con se stesso per essersi astenuto dai loro complotti. Certo, lui poteva
permetterselo. Lui aveva gi messo al sicuro potere e ricchezze.
Prigioniero nella sua cabina, Matthew Hague balbettava e piagnucolava.
Siete tornato su queste sponde spinto dalla sete di vendetta, dico bene?
chiese Walpole.
Ci sono persone con cui ho dei conti da saldare, s.
Walpole annu. C anche Woodes Rogers tra loro?
Io mi lasciai sfuggire una risatina sorpresa. S. Ci sarebbe anche lui.
Farebbe differenza se vi dicessi che attualmente Rogers langue nella
prigione dei debitori? Che le ferite che gli avete inflitto lo hanno ridotto in
condizioni di salute disperate? Che il suo Ordine lo ha ripudiato? Per le sue
intemperanze, per non aver rinunciato alla tratta degli schiavi. un uomo
distrutto, capitano Kenway. Mi domando allora se forse non vorrete
considerare i vostri conti saldati.

Aveva ragione. Quale altra punizione avrebbe potuto infliggere a Rogers


la mia lama, oltre ad affrancarlo dalle sue attuali sofferenze?
Non di mio immediato interesse, dichiarai. Questo un onore che
appartiene alluomo dentro quella cabina.
Walpole mi rivolse un sorriso triste. Un ragazzo sciocco e vacuo,
suggestionato da altri. Dovete credermi, capitano Kenway, se vi dico che i
principali malfattori in quel particolare episodio sono gi morti per mano
vostra. State tranquillo che il disonore da cui attualmente colpito Matthew
un castigo sufficiente per le sue malefatte.
Io trassi un respiro profondo. Pensai a mia madre che mi chiedeva
quanti uomini avessi ucciso. Pensai alla crudelt di Black Bart. Pensai allo
spirito di Mary Read e al coraggio di Adewal e alla generosit di
Barbanera.
E pensai a te. Perch Torres si era sbagliato quando aveva detto che io
non avevo nessuno. Qualcuno avevo. Avevo te. Tu che splendevi di
speranza.
Oggi desidero farvi unofferta, capitano Kenway, continu Walpole.
Unofferta che spero tRoverete favorevole, che possa far scendere
finalmente un sipario su tutta questa triste storia.
Mi illustr le sue proposte. Ascoltai. E quandebbe finito, diedi la mia
risposta e lasciai cadere la torcia.

73
SENNONCH naturalmente la lasciai cadere in mare.
Perch aveva offerto il perdono a me e ai miei uomini e io avevo visto le
loro facce che mi guardavano trepidanti, ciascuno di loro un ricercato di
fronte alloccasione di veder ripulita la propria fedina. Stava offrendo a tutti
noi, dal primo allultimo marinaio, la possibilit di una nuova vita.
E Walpole aveva offerto molto altro ancora. Una casa in propriet. La
possibilit di guadagnare prestigio tramite certi contatti daffari a Londra.
Quando finalmente scesi dalle sartie, i soldati avevano abbassato i
moschetti e lequipaggio del Jackdaw aveva tirato il fiato. Poi Matthew
Hague era stato liberato ed era corso da suo padre e mi aveva rivolto scuse
lacrimose, mentre Walpole mi prendeva per un braccio e in disparte mi
spiegava a chi sarei stato presentato a Londra: la famiglia Stephenson
Oakley, un avvocato, un assistente di nome Birch che mi aiutasse nelle mie
nuove trattative commerciali.
Mi promise che la mia misericordia sarebbe stata lautamente
ricompensata. In cambio si sarebbe adoperato perch diventassi luomo che
avevo sempre desiderato essere: un uomo di qualit.
Naturalmente da allora avevo alzato la posta che mi ero prefisso. Tuttavia
soldi, affari e una casa a Londra sarebbero stati buone fondamenta su cui
costruire una nuova vita pi agiata. Davvero ottime fondamenta.
Un posto da cui occuparmi dei miei altri affari. I miei affari da Assassino.
Vogliamo andare, mia cara? Vogliamo salpare per Londra?

Personaggi
Adewal: ex schiavo e in seguito quartiermastro e Assassino
Ah Tabai: Assassino
Blaney: marinaio
Anne Bonny: barista allOld Avery e poi pirata
Calico Jack Rackham: pirata
Seth Cobleigh: figlio di Tom Cobleigh
Tom Cobleigh: padre di Seth Cobleigh
Alexander Dolzell: primo capitano di Edward
Julien DuCasse: Templare
El Tiburn: boia e guardia del corpo di Torres
Matthew Hague: corteggiatore respinto di Caroline Scott, figlio di sir
Aubrey Hague
Benjamin Hornigold: pirata fondatore di Nassau
Julian: amico dei Cobleigh
Bernard Kenway: padre di Edward
Caroline Kenway, nata Scott: moglie di Edward
Edward Kenway: Assassino
Jennifer (Jenny) Kenway: figlia di Edward e Caroline
Linette Kenway: madre di Edward
James Kidd: pirata
Laurens Prins: negriero olandese
Mary Read: vera identit di James Kidd, Assassino
Bartholomew Roberts alias Black Bart: Saggio e pirata
Woodes Rogers: Templare cacciatore di pirati, in seguito governatore
delle Bahamas
Rose: cameriera in casa Scott
Emmett Scott: padre di Caroline, mercante di t a Bristol
Signora Scott: madre di Caroline
Edward Thatch alias Barbanera: corsaro divenuto pirata
Laureano Torres: Templare governatore dellAvana
Charles Vane: pirata

Dylan Wallace: reclutatore


Duncan Walpole: Templare
Wilson: guardaspalle di Matthew Hague

Ringraziamenti
Un grazie speciale a
Yves Guillemot
Julien Cuny
Aymar Azaizia
Jean Guesdon
Darby McDevitt
e anche a
Alain Corre
Laurent Detoc
Sbastien Puel
Geoffroy Sardin
Xavier Guilbert
Tommy Franois
Cecile Russeil
Joshua Meyer
Ufficio legale Ubisoft
Chris Marcus
Etienne Allonier
Antoine Ceszynski
Maxime Desmettre
Two Dots
Julien Delalande
Damien Guillotin
Gwenn Berhault
Alex Clarke
Hana Osman
Andrew Holmes
Virginie Sergent
Clmence Deleuze

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Traduzione di Tullio Dobner a cura di Selida Grafica Editoriale
Assassins Creed - Black Flag
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Assassins Creed, Ubisoft, Ubi.com and the Ubisoft logo
are trademarks of Ubisoft Entertainment in the U.S. and/or other countries.
All artworks are the property of Ubisoft.
First published in Great Britain in the English language by Penguin Books Ltd.
2013 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.
Ebook ISBN 9788873399520
COPERTINA || ART DIRECTOR: FRANCESCO MARANGON | GRAPHIC DESIGNER: CARLO MASCHERONI

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