Sei sulla pagina 1di 22

BIOLOGIA MARINA

(cap.1-2)
La biologia marina lo studio della vita in mare nei suoi molteplici aspetti. Gli
elementi fondamentali sono la biologia funzionale , che studia le funzioni
dellorganismo ; e lecologia che studia le interazioni dellorganismo con
lambiente e con gli altri organismi. La biologia marina quel ramo
delloceanografia che studia la morfologia, la fisiologia, levoluzione e la
distribuzione degli organismi animali e vegetali che popolano il mare, lasciando
alloceanografia fisica il compito di studiare i parametri chimico-fisici e
geologici dellambiente marino.
LA PATELLA FERRUGINEA
Gmelin, 1791 PHYLUM: mollusca CLASSE: Gastropoda
ORDINE: Docoglossa FAMIGLIA: Patellidae
La patella ferruginea, gasteropode caratterizzato morfologicamente da coste molto
pronunciate, una specie intertidale, erbivora, che vive attaccata al substrato come i
rappresentanti di tutta la famiglia, prediligendo le zone con forti correnti. ritenuta un
invertebrato marino fra i pi minacciati del Mediterraneo, attualmente reperibile sulle
isole del Mediterraneo occidentale, sulle coste della Spagna, Nord Africa e Mar Egeo.
-LATITUDINE: la distanza angolare di un punto dallEquatore, misurata in gradi
-LONGITUDINE: la distanza angolare di un punto dal meridiano fondamentale di
Greenwich, misurata in gradi.
Per calcolare il valore della latitudine necessario misurare, con il SESTANTE , la
massima altezza del sole, dove stiamo navigando. Il sestante un goniometro molto
preciso che permette di apprezzare, i decimi di primo. Ci serve per misurare un
angolo, quello formato tra un astro e lorizzonte cio ALTEZZA DELLASTRO
-MISURA LATITUDINE
h= col + dec dove h= altezza del sole rispetto
allorizzonte; col= colatitudine ( col =90 -latitudine) dec= declinazione del sole, cio
la sua distanza angolare rispetto allequatore, positiva destate, negativa dinverno.
ECLITTICA: il percorso apparente che il sole compie in un anno rispetto allo sfondo
della sfera celeste
VELOCITA DEL VENTO proporzionale alla forza del gradiente barico.
Moti convettivi nellatmosfera si formano : zone di Bassa pressione costituita da massa
daria convergenti (aree cicloniche) e zone alla Alta Pressione costituita da massa
daria divergente (aree anticicloniche).
Monsone invernale
mawsim che significa stagione linversione dei venti che
avveniva ogni sei mesi
Monsone estivo
esistono due monsoni che si alternano ciclicamente. Questa
alternanza scandiva i commerci per mare al tempo in cui le navi erano condizionate dal
vento per poter viaggiare.
Il monsone invernale che spira da nord e da nord-est e quello estivo umido che spira
da sud e da ovest.
Monsone estivo sud-sud ovest :aria umida dalloceano verso la terra ferma (molto

(cap3)
Lacqua un componente chimico di formula molecolare HO. il punto di
fusione a 0 C, mentre quello di ebollizione a 100 C. Lacqua un
costituente normale delle comete e viaggia con esse nello spazio. La terra
lunico pianeta del sistema solare nel quale lacqua si ritrova nei 3 stati liquido,

solido e gassoso. La presenza di acqua liquida sulla terra una condizione


essenziale per lo sviluppo e il sostentamento della vita come la conosciamo. La
terra presenta tali condizioni favorevoli poich si trova in quella che gli
astronomi definiscono zona abitabile del sistema solare. La ZONA ABITABILE,
ovvero una stretta fascia orbitale in cui lirraggiamento da parte del sole tale
da mantenere lacqua allo stato liquido: infatti, se solo il nostro pianeta fosse
stato pi lontano o pi vicino al sole, le condizioni in grado di mantenere
simultaneamente i tre stati fisici dellacqua avrebbero avuto minore possibilit
di verificarsi. Perch possa ospitare condizioni favorevoli alla presenza di acqua
liquida, un pianeta deve possedere una gravit superficiale in grado di
trattenere un cospicuo involucro atmosferico; essa non deve essere troppo
grande , ma neanche troppo piccola. La presenza poi di vapore acque e CO
nellatmosfera causa un effetto serra che consente di mantenere stabile la
temperatura superficiale.
Diverse sono le teorie in merito allorigine dellacqua sulla terra. Le
due ipotesi pi accreditate ritengono che lacqua o sia giunta sulla terra a
seguito degli impatti con le comete, molto frequentemente agli albori del
sistema solare, oppure a seguito della grande attivit vulcanica della terra
primordiale, che avrebbero rilasciato nellatmosfera grandi quantit di vapore
acqueo che poi sarebbe precipitato al suolo sotto forma di fenomeni
idrometeorici. La teoria classica assume unorigine interne, cio endogene,
dellacqua sul nostro pianeta. Secondo questa ipotesi il raffreddamento del
nostro pianeta caus la condensazione dellacqua atmosferica che precipit al
suolo assieme allanidride carbonica. Qui la prima diede origine agli oceani
mentre la seconda contribu alla formazione di rocce carbonate. La teoria
dellapporto esogeno: la cometa Hale-Bopp, qui fotografata dal telescopio
spaziale Hubble nel settembre del 1995 quando ancora era visibile solo la
chioma. Il materiale prodotto forma una struttura a spirale. L'immagine ha
catturato il distacco di un frammento di crosta ghiacciata provocato
probabilmente sia dall'evaporazione tumultuosa dovuta al calore del Sole, che
dalla rotazione del nucleo. Oggi noi sappiamo che i nuclei delle comete sono
ricchissimi di acqua; per avere unidea del fenomeno basti pensare che una
cometa come la famosissima Hale-Bopp (che raggiunse il massimo splendore
durante la primavera del 1997) pu contenere migliaia di miliardi di tonnellate
dacqua. Sarebbero quindi sufficienti 14.000 impatti con altrettante comete
come la Hale-Bopp per portare sulla Terra met dellacqua presente negli
oceani. Non tutti concordano con queste teorie poich stato osservato che la
composizione dellacqua presente nel nucleo della Hale-Bopp diversa da
quella dellacqua presente negli oceani terrestri. Al contrario, a sostegno
dellipotesi dellorigine esogena di una percentuale di acqua terrestre vi una
scoperta del satellite artificiale Polar (1996 - 2008). Il Polar ha scoperto che
piccoli corpi ghiacciati, con masse comprese fra 20 e 40 tonnellate,
attraversano continuamente latmosfera terrestre dove si disintegrano ad
altezze comprese fra 26.000 e 8.000 chilometri riversando in atmosfera enormi

nubi di vapore dacqua che cadrebbero sulla Terra sotto forma di pioggia. Gli
impatti di questo tipo sono milioni ogni anno e , secondo alcuni geologi,
questacqua che proviene continuamente dallo spazio potrebbe compensare
quella che affonda nel mantello terrestre e che non riesce a ritornare in
superficie attraverso i vulcani. Le comete hanno un nucleo di piccole
dimensioni, composta da ghiaccio e polveri, facilmente disgregabile.
Unimportante caratteristica dellacqua data dalla polarit della sua molecola.
La molecola dellacqua forma un angolo di 104.5 , con latomo di ossigeno al
vertice e i due atomi di idrogeno alle due estremit. Dato che lossigeno ha una
elettronegativit maggiore, il vertice della molecola ospita una parziale carica
elettrica negativa (-), mentre lstremit recano una parziale carica elettrica
positiva (+). Una molecola che presenta questo squilibrio di cariche elettriche
detto essere un dipolo elettrico. La molecola dellacqua non simmetrica e,
proprio per la sua asimmetria, forma un dipolo (+/-) con un momento dipolare
costante. LEGAME IDROGENO tra molecole di acqua spiega molto delle
propriet fisiche tipiche dellacqua. Ogni molecola dacqua interagisce con altre
4 molecole secondo le direzioni dei vertici di un tetraedro. I legami idrogeno
sono rappresentati da linee tratteggiate. Questa struttura fissa a reticolo
tetraedrico si riferisce a quella del ghiaccio, stato solido dellacqua. Nel
ghiaccio i legami idrogeno sono fissati e lo stesso numero di molecole
occupano pi spazio. Il ghiaccio risulta essere MENO DENSO dellacqua allo
stato liquido. Perci galleggia. Quindi Il legame idrogeno spiega anche l'insolito
comportamento dell'acqua quando questa congela: a causa di questo legame,
quando la temperatura si abbassa fino al punto di congelamento, le molecole di
acqua si organizzano in una struttura cristallina dalla simmetria esagonale
tipica del ghiaccio, che risulta essere meno densa dell'acqua liquida. Una
caratteristica peculiare del legame idrogeno quella di mantenere le molecole
interessate pi distanti fra loro rispetto agli altri tipi di legame: per questo
che il ghiaccio meno denso dell'acqua. Inoltre durante il processo di
congelamento
si
ha
un
notevole
aumento
di
volume.
L'acqua una delle poche sostanze esistenti in cui il processo di solidificazione
avviene con un aumento di volume specifico. Lacqua che si insinua tra le
rocce, se congela provoca la loro frattura, a causa dellaumento di volume
quando solidifica. E la diminuzione densit porta ad un aumento di volume. La
densit dellacqua infatti massima a 4 C, temperatura alla quale lacqua
liquida. Il fenomeno dellespansione dellacqua a bassa temperatura costituisce
un vantaggio per tutte le creature che vivono in ambiente di acqua dolce
dinverno. Se lacqua non avesse questa particolarit, i laghi ghiaccerebbero
interamente, e di conseguenza tutte le forme di vita presenti morirebbero. La
situazione nelle acque salate differente: il sale contenuto nell'acqua
abbassa infatti sia il punto di congelamento dell'acqua sia la temperatura a cui
l'acqua raggiunge la sua massima densit. A 2C lacqua salata comincia a
congelare: il sale rimane nellacqua non congelata e la concentrazione quindi
aumenta. Il congelamento non procede finch la temperatura non si abbassa
ulteriormente (es.-4C):allora altra acqua congela aumentando ancora la
concentrazione salina nel residuo che non pu congelare se la temperatura non
scende ancora (es. a -6C). Alle normali condizioni di salinit dell'acqua di
mare, l'acqua congela a circa 1,9 C. Il ghiaccio che si forma
sostanzialmente privo di sale. Questo ghiaccio galleggia sulla superficie,
mentre il sale che ne stato "espulso" aumenta la salinit e la densit

dell'acqua circostante, la quale scende per convezione verso il fondo. Quindi:


L'acqua salata gela ma come tutte le soluzioni , ad una temperatura diversa da
quella del solvente puro. L'acqua salata con cloruro di sodio NaCl in realt
una soluzione contenente ioni Na+ e Cl - essendo il cloruro un elettrolita forte e
quindi completamente dissociato. La presenza di tali ioni fa abbassare il punto
di congelamento ( abbassamento crioscopico ) secondo una legge chimica
abbastanza esatta. Per circolazione termoalina si intende la circolazione
globale oceanica causata dalla variazione di densit delle masse d'acqua. La
densit determinata dalla temperatura (termo-) e dalla salinit (-alina) delle
acque. Alle alte latitudini (sud-est della Groenlandia e pressi dell'Islanda)
l'acqua sprofonda, sia per la bassa temperatura, sia per l'elevata salinit
causata dalla formazione della banchisa. Muovendosi verso l'equatore l'acqua
di fondo diminuisce la sua densit interagendo con le altre acque e tende a
risalire, in particolare a sud dell'oceano indiano. La risalita di acque profonde
(upwelling) favorisce la produttivit biologica in quanto provoca la risalita di
nutrienti minerali. I moti nelloceano presentano una grande variet di scale
sia temporali che spaziali. Gli esempi estremi sono rappresentati dalla
micro turbolenza e dalla circolazione a grande scala, che percorre i bacini
oceanici e che evolve con scale dei tempi comparabili con quelli associati alle
vari.
- Le correnti di acqua fredda che si formano ad elevate latitudini si muovono
lungo il fondo delloceano, per poi eventualmente salire in superficie nelle zone
pi calde ed infine ritornare nelle zone di convezione profonda. Tale ciclo, la
circolazione Termoalina, per completarsi richiede dalle diverse centinaia fino
alle migliaia di anni. Le masse d'acqua coinvolte in questa circolazione
trasportano sia energia (sotto forma di calore) che materiali (sostanze disciolte,
gas e particelle insolute) con la conseguenza di influenzare significativamente
sia il clima terrestre che la biologia marina.
- Sono molteplici i meccanismi che mettono in moto le masse dacqua:
La forza gravitazionale esercitata dal Sole e dalla Luna
Le differenze di pressione al livello del mare
La convezione prodotta a seguito del raffreddamento atmosferico e
levaporazione
Lo sforzo esercitato dal vento sulla superficie delloceano.
- Lo sforzo esercitato dal vento sulla superficie delloceano rappresenta
lazione che, in modo predominante, produce una circolazione a scala di
bacino nella parte superiore degli oceani. - Le acque degli oceani rispondo alla
sollecitazione prodotta dai venti sia per la loro bassa resistenza allo sforzo
del vento sulla superficie (ovvero per la loro bassa viscosit), sia per la relativa
regolarit con cui i venti soffiano sulla superficie degli oceani.
- Gli Alisei che sono venti che soffiano da est verso ovest in prossimit dei
tropici, sono cos regolari che le imbarcazioni, sin dai tempi di Colombo ed
anche in seguito, attraversavano lintero oceano Atlantico grazie a loro.
- I venti alle medie latitudini sono diretti da ovest verso est, anche se
sono meno regolari e meno estesi degli alisei.
- La combinazione di questi due sistemi di venti produce una circolazione
significativa allinterno dei bacini di media latitudine come:
costanti che spirano nella regione tropicali con direzione da N-E a S-O
ALISEI:
Nord e sono
Sud venti
Atlantico
boreale; da S-E a N-O nellemisfero australe; appartengono alla cella di
nellemisfero
Nord e Sud Pacifico
Hadley
Oceanocio
Indiano
alla cella di circolazione atmosferica posta nella fascia intertropicale. Sono
causati dal gradiente barico orizzontale, cio dalla regolare alternanza delle fasce di alta
pressione (ovvero quella tropicale) e quella di bassa pressione (zona equatoriale) e
vengono deviate verso ovest dalla forza di coriolis, ovvero per effetto della rotazione
terrestre e della scarsa viscosit atmosferica. Lo stesso meccanismo, per

La colonna dacqua in oceano pu essere divisa in quattro zone: lo strato di


mescolamento, il termoclino stagionale, il termoclino principale e lo strato
abissale. Sempre al legame idrogeno da attribuire l'elevata capacit termica
specifica. La presenza del legame idrogeno spiega anche i valori relativamente
alti del punto di fusione e del punto di ebollizione dell'acqua. La capacit
termica dell'acqua influenzi la quantit di energia richiesta per aumentare la
temperatura dell'acqua e il suo stato. La forza di coesione tra le molecole
d'acqua si riduce progressivamente all'aumentare della temperatura fino alla
loro evaporazione. La quantit di energia necessaria per lo scioglimento del
ghiaccio detta calore latente di fusione.
Lacqua ha anche un alto calore di vaporizzazione, e ci significa che ci vuole
anche in questo caso una grande quantit di energia per far passare lacqua da
liquida a gas. Nel movimento da regioni calde a regioni fredde, essa torna allo
stato liquido e precipita come pioggia. Per la sua elevata capacit termica
l'acqua tende a minimizzare le fluttuazioni di temperatura, perch pu cedere o
immagazzinare grandi quantit di calore con modeste escursioni termiche. Il
fenomeno particolarmente vantaggioso per gli organismi acquatici che
vengono cos sottratti alle brusche variazioni di temperatura, stagionali e
giornaliere. Lacqua ha un alta capacit di calore specifico. Ci significa che
necessaria molta energia per aumentarne la sua TC. Gli oceani hanno quindi
importanza nella regolazione climatica. La viscosit una propriet dei fluidi
che indica la resistenza allo scorrimento. Il valore della viscosit dellacqua
notevolmente elevato. Il comportamento di solvente dellacqua determinato
dalla polarit della sua molecola.
ADATTAMENTO ALLA VITA PLANCTONICA
Gli organismi del plancton hanno un peso specifico superiore a quello
dellacqua di mare. Avendo una densit maggiore di quella dellacqua di mare,
tendono ad affondare naturalmente per gravit in acqua calma. Questo pu
essere pericoloso sia per il fito che per lo zooplancton. Il fitoplancton potrebbe
affondare sotto la zona luminosa del mare, dove non pu svolgere la
fotosintesi; lo zooplancton potrebbe affondare al di sotto dellarea dove
presente il fitoplancton, il suo cibo. Gli organismi del plancton hanno adottato
una serie di meccanismi per ridurre la loro velocit di affondamento quali: 1
densit del corpo minore rispetto lacqua di mare; 2 forma del corpo che
aumenta la galleggiabilit e riduce la velocit di affondamento; 3 il moto; 4 lo
sfruttamento dei movimenti delle acque. Pi piccolo lorganismo pi grande
la sua superficie in rapporto al volume. Per piccoli organismi la resistenza

dipende dalla superficie del corpo: pi alta la superficie, pi alta la


resistenza dellacqua pi lentamente lorganismo affonda. Gli organismi del
plancton hanno cosi evoluto forme del corpo appiattite e vere e proprie
strutture di galleggiamento, strutture che permettono di ridurre la velocit di
affondamento aumentando la superficie del corpo rispetto al volume corporeo
tende, infatti ad avere una maggiore resistenza ed una minore velocit di
affondamento. Molti organismi hanno sviluppato spine ad espansione del corpo
per galleggiare.
-La VELELLA ha unapposita struttura specializzata per il galleggiamento sopra
la superficie dellacqua che agisce da vera e propria vela sotto la spinta del
vento. La base allargata di questa vela funge da stabilizzatore quando il vento
agisce su questa vela ( physalia physalis).
-Il mollusco JANTHINA secerne una serie di bolle sulla superficie dellacqua che
permette allanimale di galleggiare, capovolto, sotto la superficie stessa. Un
altro mollusco, il nudibranco pelagico GLAUCUS, galleggia appeso ad una bolle
daria.
-La DIATOMEE hanno cavit e vacuoli ripieni di aria. Laccumulo di olii o grassi
nellorganismo un altro metodo per diminuire la densit del corpo, oltre che
un metodo per accumulare riserve per lorganismo. I lipidi, infatti, essendo
meno densi dellacqua, tendono a galleggiare. Le diatomee accumulano gocce
dolio e bolle di anidride carbonica nel citoplasma.
-Gli PTEROPODI sono dei molluschi doplactonici che nuotano per mezzo di
espansioni laterali del piede modificato. Rimanendo piccoli, gli organismi del
plancton, presentano una superficie pi ampia e quindi una resistenza
maggiore allaffondamento, per unit di volume, di organismi pi grandi.
-Propriet riguardanti i Sali disciolti: Salinit ;Clorinit; Clorosit; rapporto
ionico.
Lalta salinit delle acque oceaniche effetto dellelevata costante dielettrica,
in grado di dissociare la maggior parte delle molecole formate da elementi
chimici agli estremi della tavola periodica contenenti legami jonici. La costanza
dei rapporti ionici sottolinea lesistenza di una relazione stechiometrica fissa e
costante fra i componenti chimici dellacqua di mare, indipendente dalla
concentrazione, temperatura e luogo di campionamento. La salinit
rappresenta il quantitativo di 'sal' contenuto in un campione d acqua. La
definizione di salinit stata per molto tempo un problema molto dibattuto. In
base alla II Conferenza dell'ICES (1902) venne data la seguente definizione:
la salinit il peso totale in grammi di sostanza solida disciolta in
1000 g di acqua di mare .

(Cap 5)

TURBOLENZA: propriet dei fluidi reali che manifesta quando la velocit di


scorrimento supera un determinato valore critico. Pu definirsi come un
complesso di movimenti di varia natura che fa interagire le particelle del fluido
in movimento facendo si che i parametri del moto stesso siano pi o meno
variabili nello spazio e nel tempo. Il moto turbolento consta di variazioni nello
spazio e nel tempo della velocit delle particelle liquide.
(cap6) I MOVIMENTI DEL MARE
LE CORRENTI MARINE
-Correnti geostrofiche: causate dal moto di rotazione terrestre e legate alla
legge di Coriolis

-Correnti di deriva: causate dal trascinamento dei venti e controbilanciate in


parte dallattrito
-Correnti termoaline: causate dalle differenze di salinit e temperatura esistenti
fra due masse dacqua
MOVIMENTI DEL MARE: Onde; Correnti; Maree
CORRENTI: Orizzontalidi superficie e profonde
Verticali Downwelling: dalla superficie al fondo
Upwelling: dal fondo alla superficie
Le correnti di superficie
1-Correnti di superficie Circolazione superficiale comprese entro i primi
400metri di profondit
2-Correnti profonde Circolazione termoalina. Il loro moto causato da forze
legate alle differenze di densit e allintervento della gravit.
La differenza nella densit funzione delle differenze della temperatura e della
salinit. Le acque pi dense affondano nei bacini oceanici alle alte altitudini

dove le temperature sono sufficientemente basse da causare un aumento delle


densit. Il vento la causa primaria dei movimenti del mare. Soffiando sulla
superficie liquida esso esercita una forza che trasferisce momento dallaria
allacqua. Le correnti oceaniche sono sottoposte a 2 tipi di forze: primarie e
secondarie.
Le forze primarie generano le correnti e si riassumono nelle seguenti: 1 la
radiazione solare 2 i venti 3 la gravit 4 leffetto di Coriolis (ossia
l'accelerazione causata dalla rotazione terrestre che agisce su ogni oggetto in
moto sulla terra e forma un angolo retto con la direzione del moto [a destra
nell'emisfero settentrionale]. Se una piastrella senza attrito posta in moto
verso nord da un impulso, l'effetto di Coriolis la muove secondo un cerchio). Le
forze secondarie determinano il percorso delle correnti e la loro variabilit.
La spirale di Ekman: una massa d'acqua pu essere pensata come una serie
di piastrelle di cui quella in alto spinta dal vento e ognuna delle quali spinge
per attrito quella sottostante. Ad ogni stadio la velocit del flusso diminuisce e
nell'emisfero nord viene deviata verso destra. Il suo flusso medio ad angolo
retto rispetto al vento che lo provoca.
- I venti occidentali Spirano da Ovest ad Est sui 45lat
- Alisei o Trade winds sono i venti di ritorno della cerllula di Hadley spiranti
dallEquatore in direzione dei tropici
Vortici oceanici sono i responsabili del trasferimento del carbonio nelle
profondit dellOceano del Sud. Loceano infatti frena limpatto del
cambiamento climatico contribuendo ad assorbire le emissioni di anidride
carbonica.
La Corrente del Golfo, insieme alla Corrente nord-atlantica, sua estensione in
Europa, una potente corrente oceanica calda. Nasce nel golfo del Messico ed
di vitale importanza per la mitigazione del clima dei paesi europei che si
affacciano sull'oceano Atlantico: Portogallo, Spagna, Francia, Islanda, Irlanda e
Gran Bretagna; la sua influenza si estende fino alla Scandinavia e oltre. Il
nastro trasportatore un'enorme corrente che trasporta l'acqua calda del golfo
del Messico attraverso l'Atlantico; essa poi, quando si raffredda in prossimit

del circolo polare artico, si inabissa.


(Cap7)
LE CORRENTI OCEANICHE. Lirraggiamento solare dilata la massa delle
acque e ne causa lespansione. In prossimit dellequatore il livello del mare
super di >8cm quello delle latitudini temperate e questo dislivello causa una
lenta discesa delle acque dalla quota superiore a quella pi bassa. I venti che
spirano sulla massa oceanica trascinano per attrito lacqua sottostante.
Lacqua si accumula nella direzione del vento. La gravit spinge la colonna
dacqua verso il fondo secondo un gradiente di pressione. La forza legata
alleffetto di Coriolis spinge la massa dacqua profonda spostandola verso la
destra nellemisfero nord e in direzione opposta nellemisfero sud.
Il vento la causa primaria dei movimenti del mare. Soffiando sulla superficie
liquida esso esercita una forza che trasferisce momento dallaria allacqua.
Cos come il vento spinge la massa oceanica, estraendo energia dal vento
lacqua agisce sullatmosfera come una forza trainante con leffetto di
rallentare la velocit delle masse daria. Queste rallentano a loro volta il moto
dellaria alle quote pi elevate. Leffetto diretto del trascinamento superficiale
nellatmosfera raggiunge laltezza di un km, ma molto inferiore con venti
leggeri. In molte circostanze il profilo orizzontale della velocit del vento
mostra un andamento logaritmico. Dato che la velocit del vento sullo strato
limite(boundary layer) indipendente dal substrato di base, la ripidit del
logaritmo naturale dipende dalla scabrosit della superficie sottostante e
dalla turbolenza dellatmosfera presso la superficie.
SCABROSITA O RUGOSITA: rapporto o differenza di estensione fra la
superficie darrito e una superficie piana ideale sulla quale si proietta la
velocit di attrito.
LA spirale di ekman pu essere pensata come una serie di piastrelle, di cui
quella in alto spinta dal vento e ognuna delle quali spinge per attrito quella
sottostante. A ogni stadio la velocit del flusso diminuisce e ( nellemisfero
nord) viene deviata verso destra. Questa spirale di ekman si comporta come le
piastrelle senza attrito delle figure precedenti. Il suo flusso medio ad angolo
retto rispetto al vento che lo provoca.
(CAP9) LOCEANO
Salinit e ciclo sedimentario
- 1 fase: corrosione delle rocce ignee e metamorfiche.(Rocce silicatiche +
acque piovane --> acque di ruscellamento + detrito solido)
- 2 fase :bilanciamento nellOceano. (Caolinite + acqua di mare --> argille
illitiche degli alti fondali)
- 3 fase : metamorfosi delle argille profonde.( Argille + acque interstiziali -->
graniti + gas vulcanici + rocce quarzifere + pirofillite)
- 4 fase : Residuo minerale in soluzione nellOceano. (Na+ + Cl-)
La salinit un parametro che esprime il contenuto in Sali di un corpo idrico.
Le acque di mare sono quelle delloceano e vengono chiamate anche MARI
EUALINI, ed hanno una percentuale di salinit che va dal 30 al 35%. I MARI
SALMASTRI vanno dal 0.5 al 29% di salinit e i MARI METAALINI vanno dal
36 al 40%. Tutte queste acque sono considerate talassiche in quanto la loro
salinit deriva dalloceano e omoioaline se la loro salinit non varia molto in

funzione del tempo. Esistono ambienti poichiloalini nei quali la variazione di


salinit biologicamente significativa. Le acque altamente saline, nelle quali il
sale cristallizza o prossima a cristallizzare, sono definite SALAMOIE. La
salinit un fattore ecologico di considerevole importanza, in grado di
influenzare la tipologia di organismi che vivono in un corpo idrico.
(CAP 10) FORMAZIONE DEL MEDITERRANEO
Il mediterraneo diviso in due parti principali:
-il mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da
ampie piane abissali;
-il mediterraneo orientale, molto pi accidentato e dominato dal sistema della
dorsale mediterraneo.
Il Bacino del Mediterraneo composto da un complesso sistema di strutture
generate dallinterazione tra la Placca euroasiatica e la Placca africana.
Secondo la teoria della tettonica delle placche, queste due placche si sono
avvicinate, con un movimento rotatorio. Le zone intermedie tra le due placche
sono deformate, scivolando e ruotando tra di loro, sovrapponendosi e lasciando
spazio per lapertura di nuovi bacini interni. Il sistema del Mediterraneo
normalmente viene suddiviso in tre aree principali: il sistema del Mediterraneo
occidentale, del Mediterraneo centrale e del Mediterraneo orientale. Il mar
Mediterraneo un bacino semichiuso con una forte evaporazione e un ridotto
apporto di acque dolci fluviali. Levaporazione e il ridotto apporto di acque
fluviali fanno si che il Mediterraneo sia in costante deficit idrico. Questo viene
compensato dalloceano Atlantico che annualmente riversa nel Mediterraneo,
attraverso lo Stretto di Gibilterra, molto acqua. Tutto ci provoca forti correnti
durante tutto lanno, favorendo la pulizia dei bassi fondali dello Stretto che,
diversamente, nel corso dei millenni si sarebbe inevitabilmente chiuso.
Le correnti superficiali mediterranee originano tutte dallafflusso di acqua
atlantica e seguono in prevalenza degli andamenti di tipo ciclonico, cio
antiorario.
La corrente intermedia lo strato dacqua compreso fra i 200 e i 600 metri
interessato da un movimento in senso opposto a quello delle correnti
superficiale.
Le correnti di profondit interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure
provenzale e lo Ionio. In entrambi i casi le correnti originano nella stagione
invernale in seguito a un rapido raffreddamento delle acque provocato dal
vento.
(CAP 10) TETTONICA DELLE PLACCHE
1) Sviluppo storico del concetto
-Prima di Wegener
-La teoria della deriva dei continenti di Wegener
-Dopo Wegener
2) Prove a sostegno della teoria
-Let dei fondali oceanici
-Paleomagnetismo
- Vulcanismo
3) Caratteristiche e localizzazione dei limiti di placca
- Margini divergenti
- Margini convergenti
- Margini trasformi

4) Teorie alternative alla tettonica delle placche


- La teoria della Terra in espansione
La Teoria della Deriva dei continenti di Alfred Wegener
Alfred Wegener (1880-1930) inizi ad interessarsi allipotesi sulle
somiglianze paleontologiche tra le due sponde dellAtlantico nel 1911.
Allepoca la scienza ortodossa spiegava tali somiglianze con la formazione di
ponti effimeri tra i continenti. Egli, colpito dalla concomitanza delle evidenze
paleontologiche e della coincidenza tra le linee di costa, si form lidea della
fondamentale correttezza dellipotesi che i continenti fossero un tempo uniti e
si dedic alla ricerca di ulteriori prove. Nel 1915 pubblic lopera fondamentale
The origin of continents and oceans. In questopera egli formula
compiutamente la teoria conosciuta in seguito con il nome di Deriva dei
Continenti.
Deriva dei Continenti
Circa 300 milioni di anni fa i continenti formavano una singola massa, chiamata
Pangea. La Pangea si era successivamente frammentata, a partire da 200
milioni di anni fa circa, ed i singoli frammenti da allora si allontanano luno
dallaltro. Bench Wegener non fosse stato il primo a sostenere unipotesi del
genere egli fu il primo a presentare numerose prove a favore della stessa,
provenienti da campi di studio disparati.
Prove formulate prima di Wegener
-Conformit delle linee costiere
-Somiglianze paleontologiche
Nuove prove formulate da Wegener
a. Argomenti geologici e litologici
b. Argomenti paleontologici
c. Argomenti paleoclimatici
Wegener propose inoltre per la prima volta un meccanismo che potesse
spiegare il movimento dei continenti. Egli ipotizz che la rotazione della Terra
generasse forze centrifughe e di marea in grado di far scivolare i continenti
sulla crosta oceanica.
Wegener inoltre propose una teoria orogenetica alternativa a quella allora in
voga della contrazione terrestre. Secondo Wegener lattrito causato dallo
scorrere dei continenti sulla crosta oceanica provocava corrugamenti sul fronte
avanzante dei continenti (catene tipo Ande o Montagne Rocciose) e la collisione
tra due continenti dava luogo a corrugamenti pi intensi (catene tipo Alpi e
Himalaya). La reazione alla teoria di Wegener fu quasi uniformemente ostile.
Il problema principale consisteva nel meccanismo in grado di muovere i
continenti. Le forze centrifughe e di marea sono troppo deboli per muovere i
continenti, inoltre lattrito causato dallo scorrimento sulla crosta oceanica
darebbe luogo a deformazioni molto pi accentuate di quelle osservate.
La teoria dellespansione dei fondali oceanici di Arthur Hess
Il geologo americano Arthur Hess (1906-1969), propose nel 1962 una nuova
ipotesi per spiegare la topografia dei fondali oceanici, che prese spunto della
teoria di Wegener.
Egli fu colpito dalla presenza di rilievi sottomarini, noti come seamounts e
soprattutto di rilievi isolati dalla cima piatta, che chiam guyot. La cima piatta,
che ora si trovava a diverse centinaia o migliaia di metri di profondit,
sembrava indicare erosione subaerea di questi rilievi.Hess continu i rilievi dei

fondali oceanici e scopr numerose dorsali oceaniche, tali da costituire una


rete continua che si estende in tutti gli oceani. In seguito alla scoperta nel 1953
che queste dorsali erano spesso dotate di una rift valley centrale, interessata
da intensa attivit vulcanica, Hess cominci a formulare una nuova teoria che
potesse spiegare queste nuove scoperte.
In una pubblicazione del 1962 Hess inser tutte le nuove scoperte in una nuova
teoria, che egli stesso chiam dellespansione dei fondali oceanici.
Ipotizz che le rift valley fossero zone di risalita di magma e di formazione di
nuova crosta oceanica. Ci avverrebbe in corrispondenza delle zone ascendenti
delle celle convettive del mantello e provocherebbe lallontanamento dei due
settori di crosta oceanica adiacenti alla rift valley. Hess inoltre propose che la
crosta oceanica si sarebbe poi inabissata in corrispondenza delle fosse
oceaniche poste in prossimit dei margini continentali e che i continenti
avrebbero giocato un ruolo passivo trasportati come parte integrante di grandi

placche litosferiche soprastanti la zona convettiva del mantello


La teoria dellespansione dei fondali oceanici spiega:
-la giovane et dei fondali oceanici -la presenza di archi insulari -la presenza di
profonde fosse oceaniche -la presenza dei guyot e dei seamounts -la presenza
delle dorsali oceaniche -la presenza della rift valley e lattivit vulcanica ad
essa associata La teoria di Hess fu accolta con favore negli ambienti scientifici
e provoc un ulteriore fermento di ricerche che, in pochi anni, port alla
formulazione da parte di Tuzo Wilson (1963-1965) della teoria della
tettonica delle placche; essa nasce come sintesi globale dei diversi
contributi fino ad allora apportati, con particolare riferimento alle teorie di
Wegener e Hess.
La teoria della tettonica delle placche
Nella formulazione di Wilson la teoria prevede la suddivisione della Terra in 12
placche litosferiche. La crosta di ogni placca pu essere solo oceanica o in
parte oceanica ed in parte continentale. Il movimento delle placche dovuto al
meccanismo proposto da Hess di convezione del materiale metellico
dellastenosfera. Wilson apport due contributi maggiori alla teoria:
- spieg la presenza di catene vulcaniche allinterno delle placche (ad
es. la catena delle isole Hawaii) con il concetto di hot spot, ovvero della
presenza di punti caldi con radici sottostanti il mantello litosferico: questi punti
ancorati in profondit lasciano sulla placca che gli scorre sopra una striscia di
vulcani di et crescente allontanandosi dallhot spot
- risolse i problemi prettamente geometrici e dinamici del movimento relativo
tra placche introducendo il concetto di margini trasformi che andava ad
aggiungersi a quelli gi proposti da Hess di margini attivi e passivi.
Lattivita vulcanica dovuta ad una sorgente profonda; la placca litosferica
muovendosi al di sopra della sorgente trascina i vulcani attivi lontano dalla
zona di alimentazione, finch essi non vengono pi riforniti di magma e
diventano inattivi. Lhot spot produce inoltre un rigonfiamento termico della
litosfera, per cui i vulcani inattivi allontanandosi dallhot spot tendono a
sprofondare dando luogo prima ad isole pi piccole e poi a seamounts o guyot
Prove a sostegno della teoria della tettonica delle placche
1) Let dei fondali oceanici
2) Paleomagnetismo

- B. Bruhnens (1906) e, pi tardi, in modo pi accurato M. Matuyama (1920)


classificarono le rocce magnetizzate in due classi, rispettivamente a polarit
normale, ovvero analoga a quella attuale terrestre, e a polarit inversa,
ovvero opposta a quella attuale terrestre - negli anni 40 si scopr che rocce
della stessa et hanno sempre lo stesso tipo di magnetizzazione e si attribu
questo fenomeno a periodiche ma irregolari inversioni di polarit del
campo magnetico terrestre; si ricostru, basandosi su migliaia di misure
paleomagnetiche, una scala cronologica delle inversioni di polarit negli ultimi
25 milioni di anni .- negli anni 50 si cominciarono ad effettuare misure del
campo magnetico sugli oceani da aerei con luso di magnetometri sviluppati
durante la guerra per la rilevazione di sottomarini; esse evidenziarono la
presenza di anomalie magnetiche positive e negative, attribuite alleffetto
della magnetizzazione residua delle rocce dei fondali oceanici (basalti) che pu
sommarsi al campo terrestre annuale se le rocce possiedono una polarit
normale, dando luogo ad unanomalia positiva, o sottrarsi se le rocce
possiedono polarit inversa, dando luogo ad unanomalia negativa - la
distribuzione delle anomalie in bande alternate, parallele alle dorsali oceaniche,
con sequenza analoga a quella della scala geocronologica ricostruita per gli
ultimi 25 milioni di anni, conferm definitivamente la giovanissima et
dei fondali oceanici e la loro et crescente allontanandosi dalle dorsali
3) Vulcanismo
-Vine e Matthews proposero nel 1963 un modello che spiegasse la
formazione delle bande magnetiche alternate disposte parallelamente alle
dorsali oceaniche. Essi ipotizzarono che lattivit lavica in corrispondenza della
rift valley producesse colate basaltiche. Durante il raffreddamento si ha la
formazione di cristalli di magnetite (abbondante nelle rocce basaltiche), i quali
si dispongono parallelamente allorientazione del campo magnetico terrestre.
Quando la temperatura della roccia scende al di sotto del punto di Curie (580
C per la magnetite e 680 C per lematite) la magnetizzazione acquisita
dovuta allisoorientamento dei cristalli ferromagnetici diviene stabile
(magnetizzazione termorimanente) e pu essere persa solo per successivo
riscaldamento al di sopra del punto di Curie. - Vine e Matthews proposero che
le lave magnetizzate fossero trasportate sulla litosfera oceanica lontano dalle
dorsali; ad ogni inversione di polarit del campo magnetico terrestre
corrisponde uninversione della polarit residua delle lave basaltiche - nel 1979
ulteriori prove dellattivit vulcanica in corrispondenza delle dorsali oceaniche
furono acquisite tramite lesplorazione diretta con il batiscafo Alvin, che misur
forti anomalie termiche associate a black smokers e fu in grado anche di
filmare eruzioni sottomarine.
Caratteristiche e localizzazione dei limiti di placca
Le zone di contatto tra le placche litosferiche costituiscono regioni dove si
concentrano i fenomeni geologici (magmatismo, sismicit, tettonica,
vulcanismo, plutonismo ecc.), a causa del movimento relativo di placche
semirigide su una superficie sferica.
I limiti di placca vengono classificati in funzione del movimento relativo delle
due placche a contatto
Margine divergente: la componente prevalente del movimento relativo
divergente
Margine convergente: la componente prevalente del movimento relativo
convergente, i poli rotazionali sono coincidenti o vicini

Margine trasforme: la componente prevalente di movimento parallela al


margine.
Margini divergenti
Le placche litosferiche si allontanano le une dalle altre e si accrescono
attraverso la formazione di nuova litosfera. Si possono distinguere due tipi di
margini divergenti:
1) Margini intracontinentali
- assottigliamento della litosfera - tettonica distensiva - rift valley accentuata,
spesso parzialmente occupata da laghi - vulcanismo prevalentemente esplosivo
- magmatismico alcalino per decompressione anidra profonda del mantello
astenosferico ed interazione con la crosta continentale - sismicit accentuata
da intermedia a superficiale - lesempio migliore la Rift Valley nellAfrica
orientale - il Mar Rosso costituisce un margine divergente in fase di incipiente
oceanizzazione, nel settore meridionale si gi formata crosta oceanica che
manca ancora nel settore settentrionale.
2) Margini intraoceanici
- assottigliamento estremo della litosfera - formazione di una dorsale oceanica rift valley assiale pi o meno accentuata - tettonica distensiva - vulcanismo
effusivo - intensa attivit idrotermale - esempi estremi sono la dorsale medioatlantica e la dorsale pacifica orientale
Margini convergenti
Le placche litosferiche tendono ad avvicinarsi finch una si immerge sotto
laltra lungo un piano inclinato (detto piano di benioff) - presenza di una
profonda fossa oceanica in corrispondenza della zona in cui la placca subdotta
si flette - presenza di archi vulcanici a magmatismo prevalentemente
calcalcalino - sismicit elevata da superficiale a profonda lungo il piano di
Benioff
Margini convergenti di subduzione
1) Convergenza oceano-oceano (Isole Marianne, Tonga)
- la fossa oceanica molto profonda a causa dello scarso apporto di sedimenti
in assenza di un continente il magmatismo, inizialmente tholeiitico, si modifica
presto in calcalcalino, assente linterazione dei magmi con la crosta
continentale - il piano di Benioff presenta inclinazioni elevate - presenza di una
fossa oceanica e un arco vulcanico insulare
2) Convergenza oceano-continente (Giappone, Indonesia, Ande)
- la fossa oceanica relativamente meno profonda a causa dellelevato apporto
di sedimenti dal continente - il magmatismo calcalcalino e pu evolvere verso
condizioni alcaline in stadi senili. Si pu avere la formazione di un arco
vulcanico separato dal continente da un bacino di retroarco. In tal caso larco
vulcanico molto sviluppato, complesso e con vulcanismo fortemente
esplosivo. In alternativa larco magmatico pu impostarsi direttamente sul
continente con vulcani inseriti nella catena orogenetica. - il piano di Benioff
presenta inclinazioni basse - presenza di una fossa oceanica e un arco
magmatico continentale
Margini convergenti collisionali
3) Convergenza continente-continente (Himalaia, Alpi, Urali)
- la bassa densit delle rocce della crosta continentale rispetto a quelle del
mantello impedisce la loro subduzione, per cui quando crosta continentale
giunge sulla placca subdotta in corrispondenza della fossa va a collidere con la

crosta continentale della placca antistante generando complesse strutture


orogeniche
- la sisimicit elevata, di solito superficiale - il magmatismo
prevalentemente alcalino con forte interazione con materiale di crosta
continentale ed anche fusione di porzioni di crosta continentale (anatessi) - il
vulcanismo distribuito in modo disomogeneo ed fortemente esplosivo - la
costituzione di un orogene a falde di ricoprimento, con complesse strutture
tettoniche a pieghe e faglie d luogo a sollevamenti che generano estese ed
elevate catene montuose - il piano di Benioff assente, o nelle fasi iniziali della
collisione, permane come lembo residuo sottostante lorogene - nella collisione
possono rimanere pinzati lembi di crosta continentale che, negli orogeni antichi
costituiscono lunica testimonianza della crosta continentale pre-giurassica.
3) Convergenza continente-oceano (Taiwan) - la placca sovrastante
costituita da litosfera oceanica mentre quella in sotto scorrimento
rappresentata da litosfera continentale, il sistema si caratterizza per la
formazione di una zona di notevole raccorciamento.
Margini trasformi
1) Margini trasformi intraoceanici
- connettono due margini divergenti - zone di faglia che dislocano le dorsali
oceaniche per permettere loro di adattarsi alla geometria sferica della
superficie terrestre - sismicit intensa e superficiale (terremoti devastanti) attivit magmatica molto ridotta
2) Margini trasformi intracontinentali (faglia di San Andreas, faglia del
Mar Morto)
- possono connettere margini di qualsiasi tipo - estesi sistemi di faglia che
dislocano crosta continentale fino a grande profondit - sismicit intensa e
superficiale (terremoti devastanti) - attivit magmatica molto ridotta o assente
- possono generare localmente zone compressive con pieghe o distensive con
bacini.
La teoria della Terra in espansione
Una teoria globale dei fenomeni geologici, basata sullidea fondamentale di una
Terra in espansione andata sviluppandosi contemporaneamente allaffermarsi
della teoria della tettonica delle placche, senza comunque mai acquistare
sufficiente credito da poter realmente competere con essa. Carey propone che
la Terra sia costituita da 8 poligoni di primo ordine analoghi alle placche
litosferiche. Egli ritiene che il tasso di formazione di nuova litosfera in
corrispondenza delle dorsali oceaniche sia di gran lunga superiore a qualsiasi
tasso di consunzione delle stesse si possa ragionevolmente ipotizzare per le
zone di subduzione, ne consegue che la superficie totale della Terra in
aumento. Egli inoltre ritiene che le zone di subduzione siano in realt aree in
estensione.
In definitiva si sostiene che la teoria universalmente accettata debba essere
quella che meglio spieghi o approssimi linsieme di tutte le osservazioni
disponibili. Cos seppure la teoria della Terra in espansione possa fornire alcune
spiegazioni alternative essa sembra oggi spiegare meno bene della teoria della
tettonica delle placche linsieme dei fenomeni osservati.
(CAP 11) OCEANI

Le acque marine rappresentano il 97% di tutta lacqua dellidrosfera, coprono


circa il 71% della superficie terrestre, e danno vita a tre grandi oceani: lOceano
Pacifico, l Oceano Atlantico e l Oceano Indiano.
Il termine oceano, viene anche utilizzato in senso figurato, per indicare una
vasta distesa, una enorme quantit oppure qualcosa di profondo e di oscuro.
Secondo la definizione del 1953 vi un oceano diviso in tre bacini: Oceano
Pacifico, Oceano Atlantico, Oceano Indiano.
In questi si possono individuare mari mediterranei e mari marginali.
La geologia marina (quella branca della geologia che studia forma e struttura
del paesaggio sottomarino) propone una distinzione pi rigorosa tra mare e
oceano, prendendo in considerazione il tipo di rocce che ne formano il
pavimento. Il fondo oceanico vero e proprio formato, infatti, da quella che
viene detta crosta oceanica e che costituita da rocce di tipo basaltico, mentre
quello marino costituto da rocce di tipo granitico, cio da crosta continentale.
Si fa una distinzione anche tra mari interni o semplicemente mediterranei e
mari adiacenti o marginali. I primi sono separati dagli oceani tramite degli
stretti come il Mar Mediterraneo, il Mar Nero, il Mar Baltico, i secondi
comunicano ampiamente con gli oceani (Mare del Nord) oppure sono separati
da questi tramite isole e arcipelaghi (Mar dei Caraibi, Mar Cinese meridionale).
Un mare mediterraneo un mare completamente circondato da terre emerse.
Il concetto si contrappone a quello di mare marginale.
definito mare marginale un mare individuato solo da rientranze costiere:
Mare arabico, Mar del Nord, Mar dei coralli, Mar del Labrador, Mar di Scotia, Mar
di Davis.
Il mare una vasta distesa di acqua salata a ridosso dei continenti e connessa
con un oceano. Lo stesso termine alle volte usato per indicare laghi,
normalmente salati, che non hanno sbocchi sull'oceano: esempi sono il Mar
Caspio, il Mar Morto ed il Mar di Galilea. Il termine mare usato anche come
sinonimo di oceano quando esprime un concetto generico, per esempio quando
si parla dei mari tropicali o dell'acqua marina riferendosi a quella oceanica in
generale. Mari senza sbocco sull'oceano: Lago d'Aral, Mar Caspio, Mar Morto,
Mar di Galilea.

Oceano Pacifico

L'oceano Pacifico, il pi grande oceano della Terra, occupa circa un terzo della
sua superficie. Si allunga da nord a sud per circa 15.500 chilometri, partendo e
comprendendo il mar di Bering nell'Artico fino ai margini ghiacciati del mare di
Ross nell'Antartide. La maggior larghezza in senso est-ovest viene raggiunta a
circa 5 gradi di latitudine nord, con una distanza di 19.800 chilometri
dall'Indonesia alle coste della Colombia. Il luogo pi profondo della superficie
terrestre si trova nel Pacifico, presso la fossa delle Marianne.
lOceano Pacifico: pi grande e pi profondo rispetto alla media degli altri
oceani di circa 200 m; caratterizzato dalla presenza di molti mari marginali,
mari separati dalloceano da una serie di isole legate a strutture di archi, che
isolano loceano dallapporto di sedimenti continentali. La sedimentazione nel
Pacifico quindi prevalentemente di tipo pelagico.
Ferdinando Magellano chiam loceano pacifico cosi a causa del mare molto
calmo che trov durante la sua traversata dallo stretto di Magellano fino alle
Filippine. Ma l'oceano non sempre fedele al suo nome. Molti tifoni ed uragani
tormentano le isole del pacifico, e le terre che lo circondano sono piene di
vulcani e spesso scosse da terremoti. Gli tsunami, causati da terremoti

sottomarini, hanno devastato molte isole e cancellato intere citt.Lungo i bordi


del Pacifico si trovano molti mari. I pi grandi sono:
a ovest: mar Cinese orientale; Mar Cinese meridionale; mar del Giappone; mare
di Sulu; Mare di Celebes; mar di Tasmania; mar Giallo;
a nord: mare di Bering.

Il fondale oceanico

Il fondo oceanico del bacino centrale del Pacifico relativamente uniforme, con
una profondit media di 4.270 metri. Le irregolarit pi grandi consistono in
genere in montagne sottomarine estremamente ripide, con una cima piatta
(guyot). La parte occidentale del fondale oceanico presenta "archi vulcanici"
che emergono dalla superficie dell'acqua come raggruppamenti di isole (per
es., le isole Salomone, le Hawaii e la Nuova Zelanda), lunghi anche 3.000 km; i
rilievi che le compongono si elevano anche per un'altezza di 3.000 m rispetto al
fondale oceanico adiacente.
Poich il bacino idrografico del Pacifico
relativamente piccolo, e a causa dell'immensit di questo oceano, la maggior
parte dei sedimenti sono di origine autogenica o pelagica. I sedimenti terrigeni,
originatisi dall'erosione delle masse terrestri, sono confinati in zone limitate
vicine alla terraferma, dove possono per raggiungere spessori notevoli, anche
di migliaia di metri.

Caratteristiche dell'acqua

La temperatura dell'acqua dell'oceano Pacifico varia da poco pi del punto di


congelamento nelle zone polari fino a circa 29 C vicino all'equatore. Anche la
salinit varia con la latitudine. L'acqua vicina all'equatore meno salata di
quella alle medie latitudini, a causa delle abbondanti precipitazioni equatoriali
durante tutto l'anno. Pi a nord delle latitudini temperate la salinit torna a
scendere.

Oceano atlantico

L'oceano Atlantico il secondo oceano della Terra, di cui ricopre circa il 20%
della superficie. Il nome dell'oceano, derivato dalla mitologia greca, significa
"mare di Atlante".
La sua superficie comprensiva anche dei suoi mari dipendenti, che ne
occupano circa un quarto: il Mar Glaciale Artico, il mar Mediterraneo, il mar dei
Caraibi, il golfo del Messico, il Mare del Nord e il mar Baltico. L'equatore lo
divide in due sezioni: Atlantico settentrionale e Atlantico meridionale.
L'Atlantico pu essere definito come un immenso canale a forma di "S" che si
estende, in direzione nord-sud, dal Mare Glaciale Artico fino all'Antartide, e, in
direzione est-ovest, dalla costa orientale del continente americano alle coste
dell'Europa e dell'Africa.
I confini
Il confine tra Atlantico settentrionale e Mar Glaciale Artico convenzionalmente
fissato lungo un sistema di dorsali sottomarine che si estende dall'isola di
Baffin alla Groenlandia, e che termina in Scozia; pi chiaramente definito il
confine con il Mediterraneo, costituito dallo stretto di Gibilterra, e con il mare
dei Caraibi, rappresentato dall'arco insulare delle Antille. L'Atlantico
meridionale invece separato convenzionalmente dall'oceano Indiano dal 20
di longitudine est e dall'oceano Pacifico dalle dorsali oceaniche che si
estendono da capo Horn alla penisola antartica.

TEMPERATURE

L'Atlantico pu essere descritto come un grande bacino d'acqua fredda,


inferiore ai 9 C, con un nucleo centrale di acque pi calde, con temperature

che superano i 9 C. La circolazione pi attiva si trova nello strato superiore


d'acqua calda: al di sotto di questo, la circolazione diviene via via pi lenta con
il diminuire della temperatura. La media delle temperature in superficie va da 0
C, nelle vicinanze dei Poli, a 27 C nella fascia equatoriale. Alla profondit di
2000 m la temperatura di 2 C; nelle acque pi profonde, sotto ai 4000 m, la
temperatura di 1 C.
OCEANO ATLANTICO
LOceano Atlantico, largo ~ 5000 km, presenta la maggiore estensione in senso
nord-sud; ha una bassissima profondit media, circa 200 m in meno rispetto
agli altri oceani. Al centro si trova una dorsale medio-oceanica che, proprio in
Atlantico, raggiunge la maggiore estensione in latitudine.

Struttura dei fondali marini: le Dorsali Medio-Oceaniche

Al centro di ogni oceano, a profondit variabili tra i 2000 e i 4000 metri


presente una lunghissima catena montuosa sottomarina alta in media 2000
metri ma con i fianchi poco ripidi, che attraversa tutto loceano in senso
longitudinale ed detta Dorsale Medio Oceanica. La Dorsale in realt un
lunghissimo vulcano sottomarino che emette lave basaltiche provenienti dallo
strato sottostante la crosta terreste (mantello) da spaccature presenti al centro
della dorsale. La Dorsale (e tutto il fondo oceanico) sono formati dalle rocce
(basalti) che si formano quando queste lave si raffreddano.

Struttura dei fondali marini: le fosse oceaniche


La Fossa oceanica una depressione lunga e profonda [fino agli 11000 metri della
Fossa delle Marianne] situata ai margini di due zolle di Litosfera. La Fossa si forma
quando due placche di Litosfera si scontrano, spinte dai movimenti del materiale del
Mantello sottostante, e la zolla di Litosfera pi pesante [quella oceanica] si immerge
sotto la zolla pi leggera. Sotto la Fossa la Crosta Oceanica viene consumata perch si
fonde nel Mantello.

Le zone di fratture

La dorsale medio-oceanica interessata da numerose zone di frattura; tali


fratture sono costituite dalle faglie trasformi, che nascono con la dorsale e si
evolvono con essa. Le faglie trasformi separano zone con rilievi di altezze
differenti legati a densit diverse: infatti, le porzioni pi vicine alla dorsale
hanno unelevazione maggiore rispetto a quelle pi lontane, pi fredde e quindi
pi compatte. Le zone di frattura assicurano una certa continuit alla dorsale
medio-oceanica, la cui dislocazione pu essere anche di centinaia di km.

Oceano Indiano

L'oceano Indiano, il terzo oceano pi grande del mondo, occupa circa il 20%
della superficie della Terra. delimitato a nord dall'Asia meridionale; ad ovest
dalla Penisola arabica includendo i seguenti mari minori: Mar Rosso, Golfo
Persico, Mar Arabico, Golfo del Bengala, Mare delle Andamane, Golfo di Aden,
Golfo di Oman, Canale del Mozambico, Stretto di Malacca e altri mari minori.
L'importanza di questo oceano come rotta di transito tra Asia e Africa lo ha reso
sede di numerosi conflitti. La sua importanza strategica maggiore del valore
economico dei suoi minerali e della vita marina. Il clima a nord dell'equatore
influenzato da un sistema di venti monsonici. Forti venti da nordest soffiano da
ottobre ad aprile. Da maggio ad ottobre prevalgono venti da sudovest. Nel Mar
Arabico, i violenti monsoni portano pioggia al subcontinente indiano.
Nell'emisfero sud i venti sono generalmente pi calmi, ma le tempeste estive
nei dintorni di Mauritius possono essere forti. Quando i venti monsonici

cambiano, a volte si formano dei cicloni che colpiscono le coste del Mare
Arabico e della Golfo del Bengala. Gli oceani sono anche enormi serbatoi di
calore che assorbono l'energia irradiata dal Sole e la rilasciano lentamente. Per
questo motivo sono il pi importante fattore di controllo del clima sulla Terra: la
loro presenza attenua gli sbalzi di temperatura diurni e stagionali, mantenendo
le temperature dell'aria entro valori tollerabili per gli organismi viventi.
Possiamo considerarli il nostro termostato planetario. Dagli oceani l'acqua
evapora e sale nell'atmosfera per poi cadere a terra sotto forma di
precipitazioni, infine torna agli oceani attraverso i fiumi.

-Evoluzione della Pangea

In paleogeografia, Pangea il nome del super continente che si ritiene


includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il Mesozoico.
Il nome "Pangea" fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener , in seguito alla
formulazione della teoria della deriva dei continenti. Il vasto oceano (o super
oceano") che circondava il super continente viene chiamato Panthalassa ("tutto
il mare"), mentre l'ampia insenatura che separava parzialmente la parte
settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide.La
Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, a causa del processo
della tettonica a zolle, dando luogo ad altri due super continenti: la Laurasia
(super continente del nord) e la Gondwana (super continente del sud).
Dall'ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero
gli attuali continenti.
Alfred Lothar Wegener (Berlino, 1 novembre 1880 Groenlandia, o 3
novembre 1930)
Wegener elabor la teoria della deriva dei continenti. Si svilupp a partire
dall'osservazione della straordinaria concordanza delle coste dei continenti
affacciati attorno all'Oceano Atlantico.
La teoria sulla Pangea oggi largamente accettata, e viene detta teoria della
Deriva dei continenti.
CROSTA: parte pi esterna composta da silicio e alluminio (SIAL) MANTELLO:
parte centrale,composta da silicio e magnesio (SIMA) NUCLEO: diviso a sua
volta da nucleo interno e da nucleo esterno, composti da nichel e ferro(NIFE).
-TEORIA DELLA TETTONICA DELLE PLACCHE
Lidea di una Terra mobile nasce nel 1910 ad opera di Wegener. Egli osserv
la concordanza delle coste atlantichee matur ldea di una deriva dei
continenti.
-Le zattere galleggianti Wegener riteneva che le aree continentali fossero
come delle zattere che galleggiavano sulle aree sottostanti. Per la precisione
definiva sial le aree continentali (da Si e Al, elementi pi presenti nelle rocce
continentali) e sima il materiale sottostante (Si e Mg) che affiorava nei fondali
oceanici e che a suo parere costituiva un involucro continuo .
-Il meccanismo della deriva Secondo Wegener la deriva sarebbe stata causata
dal moto di rotazione della Terra. La rotazione terrestre avrebbe quindi causato
lo scorrimento del sial sul sima -Le scoperte degli anni sessanta Grazie alla
comparsa di nuovi strumenti e di pi avanzate tecniche dindagine fu possibile
studiare in maniera innovativa i fondali oceanici. Ci si accorse che il fondo degli

oceani non stabile ma in continua evoluzione. La crosta oceanica, cio, si


forma e si distrugge in continuazione.
-Due importanti strutture La formazione della nuova crosta permessa dalla
presenza delle dorsali oceaniche (oltre 60.000 Km). La sua distruzione, invece,
dalle fosse di subduzione. Il meccanismo che tali strutture permettono detto
Espansione dei fondali oceanici.
-La dorsale medio- atlantica: la dorsale medio-atlantica che si erge fino a
2000 metri al di sopra del fondale.
-La struttura delle dorsali oceaniche: Le dorsali non sono come le catene
montuose continentali. Sono invece unampia fascia di crosta oceani larga dai
1000 ai 4000 Km che si inarca verso lalto. Pu raggiungere i 2000-3000 m di
altezza. quasi ovunque segnata da un solco longitudinale largo qualche
decina di Km e profondo 2000-3000 m, tale solco detto rift valley. Esse sono
anche unattiva fascia sismica ( ovvero sede di terremoti).
-Espansioni dei fondali Hess osserv che nei rift si forma nuovo fondale
oceanico con magma che risale dai livelli pi profondi. Osserv inoltre che il
fondo oceanico si muove lateralmente allontanandosi dalla dorsale.
Contemporaneamente Robert Dietz proponeva un modello per la deriva dei
continenti chiamato espansione dei fondali oceanici il quale presupponeva
che la superficie scorrevole fosse alla base della litosfera, non alla base della
crosta (come aveva proposto Wegener).
-Il fondale ha varie et Gli studi sulle dorsali hanno rivelato che lo strato di
sedimenti che ricopre il fondo oceanico aumenta gradualmente di spessore
allontanandosi dalla dorsale. Questo dato suggerisce che il fondo oceanico sia
pi vecchio ai margini (dove si accumula pi materiale sedimentario) e pi
giovane al centro.
-Una prova inconfutabile Gli ultimi dubbi sulla correttezza del meccanismo
di espansione dei fondali oceanici come base per spiegare la dinamica delle
placche fu apportate dal paleomagnetismo. Studiando il campo magnetico
generato da rocce sui fondali degli oceani sono state rilevate anomalie positive
e negative. Una volta mappate, le anomalie producono una figura a strisce di
bande parallele.
-La prova indipendente La lava eruttata in differenti periodi lungo il rift e la
cresta delle dorsali medio atlantiche conservava differenti anomalie
magnetiche ossia quelle relative al periodo durante il quale avvenuta
leruzione. Se il campo magnetico terrestre si invertito nell'intervallo di tempo
intercorso tra due eruzioni, i flussi di lava avranno conservato un set di bande
parallele con propriet magnetiche differenti. Riscontrare quindi bande
parallele ai due lati del rift con differenti propriet magnetiche indica che il
fondale si indiscutibilmente formato (e si sta ancora formando) in tempi
diversi. Tutto ci noto come prova indipendente.
-Le fosse di subduzione nella fossa il fondale oceanico tende a sprofondare(
movimento di subduzione) cosa che ne causa la sua rifusione a causa
dellaumento di pressione e temperatura.
-Come avviene la subduzione dove avvien la subduzione, dunque, si creano
in profondit condizioni che favoriscono la formazione di magma. Questo risale
provocando eruzioni prevalentemente di tipo esplosivo.

-I margini di subduzione Il lembo della crosta terrestre adiacente alla fossa


di subduzione detto margine di subduzione. La crosta oceanica viene quindi
continuamente distrutta a livello dei margini di subduzione e continuamente
formata ai lati delle dorsali. Questo il motivo per il quale la crosta oceanica
molto pi recente di quella continentale.
-Piano di Benioff il piano di subduzione prende il nome di piano di Benioff
esso un intero pezzo di litosfera che si immerge ed ha un proprio spessore.
-Conseguenze del processo di subduzione La subduzione implica
importanti conseguenze:
-Sismicit: il sotto scorrimento di una placca in unaltra causa enormi attriti
che determinano terremoti (le regioni vicine alle fosse di subduzione sono
altamente sismiche);
-Vulcanesimo: il materiale in fusione risale sotto forma di magma e ci
provoca la comparsa di archi vulcanici o isole vulcaniche.
ARCHI VULCANICI: Se la fossa fiancheggia il margine di un continente lungo
questo margine si innalza una catena di vulcani che individua un arco vulcanico
(es Ande parallele alla fossa del Per-Cile).
ISOLE VULCANICHE: Se la fossa si sviluppa in pieno oceano si forma,
parallelamente, una arco di isole vulcaniche (es. isole Marianne lungo
lomonima fossa).
-Il sistema arco-fossa : Poich, quindi, le fosse di subduzione sono
accompagnati da archi vulcanici si parla di sistema arco-fossa.
I moti convettivi del mantello Queste ed altre scoperte portarono ad
ipotizzare lesistenza di profondi moti convettivi che trasportano in superficie,
in corrispondenza delle dorsali medio-oceaniche, materiale roccioso fuso. Il
magma tende a salire verso la superficie spostando verso il basso il materiale
meno caldo e formando in questo modo grandi correnti convettive organizzate
in celle cilindriche. Quando una corrente convettiva urta la crosta, la solleva. La
crosta sollevata si assottiglia fino a fessurarsi lasciando fluire verso l'esterno il
magma. Il magma che giunge all'esterno si raffredda e consolidandosi chiude la
fessura.
-Le celle convettive Lintero meccanismo si deve, quindi, a masse rocciose
fuse che, a livello delle dorsali, si solidificano una volta giunte sui fondali
marini, migrano su di essi, sprofondano nelle fosse di subduzione, tornano a
fondersi e riemergono a livello delle dorsali. Per fare spazio alla continua
aggiunta di nuova crosta le placche che si trovano sui due versanti vengono
lentamente ma continuamente allontanate.
-Le faglie Lungo le dorsali oceaniche il magma non fuoriesce nello stesso
tempo ed alla stessa velocit. Questo determina che mentre in una certa zona
della dorsale esso causa la formazione di nuova crosta oceanica in unaltra si
ha un periodo di stasi .Per accomodare gli sforzi generati da diseguali velocit
di espansione dei fondali si formano, lungo la dorsale e trasversalmente ad
essa, delle fratture dette faglie trasformi (famosa quella di S. Andrea dove la
zolla pacifica scivola lungo la zolla americana alla velocit di circa 5 cm
allanno).
-La tettonica delle placche Alla fine degli anni Sessanta si quindi giunti
alla elaborazione della teoria globale della Tettonica delle Placche. Si parla di
teoria globale perch tramite essa si d spiegazione di gran parte degli eventi

che riguardano la litosfera: deriva dei continenti, espansione dei fondali


oceanici, vulcanesimo, terremoti, processi orogenetici.
-Le placche La presenza di dorsali oceaniche, fosse di subduzione e faglie
trasformi delineano unimmensa rete su tutta la litosfera dividendola in placche
(circa 20 delle quali 6 molto grandi). I margini delle singole placche possono
essere suddivisi in:
Margini costruttivi (o divergenti)
Margini distruttivi (o convergenti)
Margini conservativi.
Attivit lungo i margini Margini costruttivi: sono rappresentati dalle
dorsali oceaniche; qui si forma nuova litosfera oceanica che si allontana dalla
dorsale. Si osserva sismicit e vulcanesimo effusivo.
Margini distruttivi: sono rappresentati dalle fosse di subduzione dove la
litosfera divenuta pi fredda e pesante tende a sprofondare. Le placche
interessate da margini convergenti possono essere entrambe oceaniche,
entrambe continentali oppure una oceanica ed una continentale. Si osserva
grande attivit sismica e vulcanesimo esplosivo.
Margini conservativi: sono rappresentati da grandi faglie trasformi dove la
litosfera si muove trasversalmente ma senza variazioni di volume. Si osserva
forte sismicit e fenomeni di metamorfismo.
-Le placche tettoniche I continenti non devono essere pensati erranti
attraverso la crosta oceanica, ma si devono considerare come parte di placche
che si muovono sulla soffice e plastica astenosfera. Le placche sono mosse
dalle correnti convettive del mantello, che costituiscono una sorta di forza
motrice. Tutta la crosta terrestre quindi divisa in un certo numero di placche o
zolle semirigide.
-Processi orogenetici Quando le due placche che entrano in contatto sono
entrambe continentali non si verifica la subduzione perch la crosta
continentale ha densit inferiore a quella dell'astenosfera e quindi le placche
non possono "affondare" in essa. Il marine di collisione tra due placche
continentali detto di collisione. Ci alla base dei processi orogenetici che
portano alla formazione dei rilievi montuosi. LHimalaia ad esempio si
formato a seguito dello scontro tra la placca indo-australiana e quella asiatica.