Sei sulla pagina 1di 440

LINCOM Textbooks in Linguistics

full text research


abstracts of all titles
monthly updates

LINCOM webshop
www.lincom-europa.com

Manuale
di pronuncia
Italiana, inglese, francese, tedesca,
spagnola, portoghese, russa, araba,
hindi, cinese, giapponese, esperanta

Luciano Canepari
Universit di Venezia

Dedicato a chi aveva capto


che i millenni cominciano con 1,
non collanno zero (2000)
La precisione non un optional.

2007
LINCOM

Copyright by LINCOM GmbH,


Gmunder Str. 35, D-81379 Mnchen
Prima edizione: 2003
Seconda edizione: 2005
Terza edizione: 2007

LINCOM.EUROPA@t-online.de
http://home.t-online.de/home/LINCOM.EUROPA
www.lincom-europa.com
webshop: lincom.at

Copyright 2007 by LINCOM GmbH. Tutti i diritti sono


riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione pu
esser fotocopiata, riprodotta, archiviata, memorizzata
o trasmessa in qualsiasi forma o mezzo elettronico,
meccanico, reprografico, digitale.

Stampato a Biessenhofen.

Die Deutsche Bibliothek CIP Cataloguing-inPublication-Data


A catalogue record for this publication is available
from Die Deutsche Bibliothek (http://www.ddb.de)

Indice
p.

Prefazione

Manuale di pronuncia
Italiana, inglese, francese, tedesca,
spagnola, portoghese, russa, araba,
hindi, cinese, giapponese, esperanta
1

1
16
20
22
27
34
35
35
37
39

1. Preludio
Sintesi di fonetica e tonetica "naturale&
Le trascrizioni
Il contenuto del MaP (e dell'FTN/MaF)
Osservazioni sulla terminologia fonetica
Guida alle gure
Guida ai tipi di trascrizione
Trascrivere a mano
Simboli generici
La tabella uciale dell'IPA
Simboli canIPA e corrispondenti uIPA

44

2. Italiano

70

3. Inglese (americano, britannico e altri accenti)

145

4. Francese (neutro e altri accenti)

179

5. Tedesco (neutro e altri accenti)

224

6. Spagnolo (iberico e americano)

249

7. Portoghese (brasiliano e lusitano)

277

8. Russo

308

9. Arabo

324

10. Hindi

338

11. Cinese (mandarino)

362

12. Giapponese

384

13. Esperanto

410
422
425

Bibliograa utilizzabile
Indice analitico
Indice delle lingue

1. Preludio
Sintesi di fonetica e di tonetica "naturale&
1.1.1. Aiutandoci con alcuni, indispensabili, diagrammi (perlopi tratti dall'FTN/MaF, ma con semplicazioni e alcune modiche), diamo l'essenziale per utilizzare adeguatamente le ricche potenzialit della Fonetica, per quanto riguarda le
12 lingue trattate in questo volume: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo,
portoghese, russo, arabo, hindi, cinese, giapponese, esperanto.
Dobbiamo, soprattutto, considerare la sonorit, le vocali, le consonanti e l'intonazione (compresi i toni). Per approfondimenti, bisogna rinviare all'FTN/MaF.
1.1.2. La f 1.1 mostra la glottide (cio lo spazio fra le pliche vocali) e le posizioni assunte per i tipi di fonazione che c'interessano. Oltre al respiro, abbiamo l'occlusione ((), che, tecnicamente, non pu essere n sonora, n non-sonora, ma ha
pi anit con quest'ultimo tipo, e schematicamente rappresentiamo con ), poi
la non-sonorit ((f), ) e la sonorit ((v), ).
Inoltre, troviamo la non-sonorit e la sonorit leni (o lenite, rispettivamente (,
v), , ), e la fonazione mista (o semi-sonorit, (), con tre icone schematiche, che
ora vedremo), in cui met del fono interessato sonora, l'altra met non-sonora.
Generalmente, la "scelta& fra le tre dipende dalla posizione, cio dal contef 1.1. pi di fonazione e posizioni della glottide.

. respiro

. occlusione

(){}

(, P)

(f, s, )

(, s, h, ), A)

. sonorit

(v, z, , m, a)

. non-sonorit lene

. non-sonorit

+
+

. sonorit lene

(v, z, H, ")

. fonazione mista

. cricchiato

(Ca)

(, , , ) {1 (pbX ), 2
(bpX b), 3 (bpX )}: 1 (|'a, ap'a)
2 (&aa'a) 3 (a'pa, 'a|)

. falsetto

(ma)

manuale di pronuncia

sto: dopo una pausa (o silenzio), o una C non-sonora, anche la prima met non-sonora; mentre, la seconda, in contatto con foni sonori, sonora: ( ), come in tedesco: Bett /'bEt/ ('Et). Invece, davanti a pausa, o a C non-sonora, abbiamo lo
scambio delle due met: ( ), come in inglese: bed /'bEd/ ('b;). D'altra parte, all'interno di parola o frase, tra foni sonori, la met non-sonora quella centrale,
mentre i due margini, ciascuno per un quarto della durata totale, sono sonori: ( ),
come nell'italiano napoletano: dato /'dato/ ('dA;&). Abbiamo messo pi particolari, nella f 1.1, dove troviamo pure due tipi di fonazione peculiari: il cricchiato ( )
e il falsetto ( ), utili, rispettivamente, per cinese e hindi.
Nei 4.1.7-12 del M F, si spiega come vericare e controllare la presenza o meno della "voce&, a seconda delle vibrazioni delle pliche vocali, durante la produzione di certi foni. Nella f 1.2, si mostra l'applicazione dei vari tipi di fonazione, limitatamente alle 12 lingue "mpiche&.
f 1.2. Diversi tipi fonatri illustrati da alcune lingue: italiano (con due varianti regionali:
Npoli e Roma); inglese, americano e britannico (con varianti britanniche mediatiche);
francese; portoghese (lusitano); tedesco; cinese (mandarino); hindi; giapponese.


('fa:va)
fava

(u'gwan:to)

(&ukan'tan:te)

un guanto

('sud:H, -d:) ('Es:th, -t)

un cantante

sud

(sa'pe:te)
sapete

est

(ital.)


(&ilkap'pOt:to)

(&ilkp'pOt:o)

il cappotto

il cappotto (~)

(&ugn'dan:de)

un cantante (~)

(s'e;Ie)
sapete (~)

(sa'be:de)
sapete () (reg.)

('pha;)

('spa;)

('ba;)

('b;)

('phl;I)

('h;&Sp)

pie

spy

buy

bib

play

headship (ingl. {amer./brit.})

/ /

('kT, 'T) ('wks, 'ws)


actor

('Eka) ('wks)
(ingl. brit.)

wicks

actor

wicks (ingl. brit. mediatico)

('pe) ('p#) ('pi) ('p) ('ppa) ('pis)) ('tX)

('Atu)

pied

alto (port. lus.)

poids

puis

plat

peuple

prisme

quatre (fran.)


('phaen) ('aen)

('li:pI)

('a:b)

('ap&Ilt)

('Ek&f)

Pein

Bein

lieblich

aber

Abbild

Bergdorf

(5pa)

(pha[U)

(5t,2bu[tUU)

(4pa)

(a7qa)

(7pa3b)

pai

paishu

tingbudng

bi

bici

bba (cinese)

(ted.)

('kaan) ('khaan)

('gaan)

('gHaan)

('m21)

(3i'i)

kaan

gaan

ghaan

mq? (hindi)

chichi (giap.)

khaan

1. preludio

1.1.3. Per quanto riguarda le vocali, ricordiamo che, foneticamente, pi conveniente usare il termine (maschile) vocoidi, e riservare il termine pi tradizionale ai fonemi e ai grafemi, oltre che per esposizioni pi generali, come all'inizio dell'FTN/MaF.
Le f 1.3-5 aiuteranno a "ricostruire& le modalit tipiche per la produzione e l'identicazione dei vocoidi, o foni vocalici, per i quali ci sono tre componenti fondamentali, che ricordando sinteticamente sono: l'avanzamento e l'elevazione del
dorso della lingua (col contributo dell'apertura mascellare) e la posizione delle labbra, giacch l'arrotondamento raddoppia il numero di vocoidi.
f 1.3. Orogrammi coi punti estremi per l'articolazione dei vocoidi.

f 1.4. Vocogramma coi punti estremi per l'articolazione dei vocoidi (e labiogrammi relativi).
u
i

an
te
r
an iori
te
r
ce oce
nt nt
ra ra
po li li
ste
po roc
ste en
r tr
an ior ali
te i
ro
an -lab
te
ro iat
ce cen i
nt
r tro
po o-la -lab
ste bia .
t
po roce i
ste nt
ro ro
-la -la
bi b.
at
i

f 1.5. Classicazione dei vocoidi (coi labiogrammi di quelli alti).

M [*]
[]
X []
x []

A
3

Y y
Y
[]
[] #
[]
[]
5

%
T
+

u
U
o

alti ()


semi-alti ()
medio-alti ()
medio-bassi ()

Y{%}

semi-bassi ()
y{%}u
bassi ()

= +

i
I
e

Inoltre, la f 1.6 completa la panoramica, fornendo tutti i vocoidi possibili, in orogrammi che contengono dei vocogrammi in miniatura, proprio per aiutare a vedere meglio le sfumature e le dierenze.
Per i vocoidi, la sonorit la norma, tant' vero che l'eventuale non-sonorit
considerata marcata. Anche l'eventuale aggiunta della nasalizzazione marcata (
f 1.7; nel 11.17 dell'FTN/MaF, si spiega come vericare e controllare l'esatta produzione dei vocoidi nasalizzati).

manuale di pronuncia

f 1.6. Orogrammi dei vocoidi.

non-arrotondati

{{*}}

{{}}

{{}}

{{}}

arrotondati

{{}}

{{}}

{{}}

{{}}

1. preludio

Per gli otto vocoidi che appaiono in orogrammi senza sfondo grigio, e coi simboli tra parentesi doppie, non sono stati trovati ancora idiomi che li usino sistematicamente. La f 1.8 mostra le varie posizioni delle labbra, tramite labiogrammi.
f 1.7. Vocoidi orali (o normali) e vocoidi nasalizzati.

f 1.8. Labiogrammi per i vari vocoidi.


distese
(o stese)

neutre
(o normali)

semi-arrotondate

arrotondate
verticalm.

arrotondate
(o tonde)

M {{*}}

{ W}

Y {% }

y {% } u

{{}}

{ : w}

{T }

Y {T } U

X {{}}

{ , }

{{}} {+ P}

{+ P} o

x {{}}

{ }

{{}} { }

# { }

{ ,}

{{}} {@ }

{@ } O

aA

{ a}

{{}} { }

{ }

1.1.4. Anche per le consonanti, abbiamo una terminologia pi scientica, che


denisce contoidi (masc.) i foni consonantici, e riserva il termine consonanti ai fonemi e ai grafemi, oltre che per esposizioni pi generali.
Le tre componenti fondamentali, per la produzione e l'identicazione dei contoidi, sono: il modo e il punto d'articolazione, e il tipo di fonazione, che estremamente utile, per i contoidi, dato che la presenza o meno di sonorit ne raddoppia
il numero, a scopi distintivi, fonem(at)ici, come avviene, spesso, per (t, d c, G f,
v), che formano coppie difoniche, che si distinguono solo per il diverso tipo di fonazione.
I modi d'articolazione fondamentali sono sette: nasale, occlusivo, occlu-costrittivo, costrittivo, approssimante, vibrante, laterale. Tradizionalmente (e nonostante
un'evidente dicolt oggettiva, invece dei pi chiari termini articolatri, che usiamo qui), sono ancora piuttosto diusi alcuni d'origine uditiva, come "aricato&,

manuale di pronuncia

per occlu-costrittivo, e "fricativo&, per costrittivo.


A seconda delle lingue, si possono avere alcune suddivisioni interne, come quella fra costrittivi (e anche occlu-costrittivi) solcati, che sono marcati rispetto a quelli semplici, dai quali si possono distinguere per l'aggiunta d'un solco sulla parte
longitudinale della lingua; sono solcati, per esempio, (s, z S, Z q, Q c, G).
Un'altra suddivisione importante riguarda i vibranti, come (r, K), con due battiti (rispettivamente dell'apice della lingua o dell'uvula), e i vibrati (in inglese tap),
come (R, ), con un solo battito; ci sono anche i vibratili (in inglese ap), come ([,
), che producono un rapido contatto, tramite un movimento di passaggio da dietro in avanti, come si vede dall'illustrazione (f 1.14.3).
Le f 1.9-15 presentano, secondo i sette modi (con suddivisioni interne), le articolazioni consonantiche trattate per le 12 lingue descritte nei m 2-13, comprese le varianti indicate; per questo, chiamiamo le sinossi d'orogrammi "contoidi mpici&:
per ricordare sia la completezza del MaP (in s), sia che queste articolazioni consonantiche non sono tutte quelle esistenti.
Anzi, essendo "solo& quasi 200, rispetto alle 464 dell'FTN/MaF sono meno della
met (ovviamente, sempre come "articolazioni&, giacch, potenzialmente, ognuna
pu produrre una coppia difonica, con due elementi distinti per la sonorit; raddoppiando, quasi, il numero eettivo dei foni, che sono 283, nel MaP, ma 774, nell'FTN/MaF]
f 1.9.1. Contoidi nasali.

)/m

/[

/m

/M

/M

/"

/M

/n

/n

/N

/n

/n

/N

/n

/~

/N

/\

/m

/,

1. preludio

Gli orogrammi che, nelle f 1.9-15, sono segnati con un asterisco, a otto punte,
indicano le poche articolazioni che corrispondono a quelle canoniche e uciali;
quelli segnati da "& hanno, vicino, un altro orogramma con articolazione leggermente diversa, che si rappresenta, per, con lo stesso simbolo. In queste sinossi,
diamo i simboli pi precisi, proprio per abbinare l'articolazione al simbolo, anche
se, poi, per alcuni di questi, si possono usare simboli pi comuni (come si pu vedere nei 10.2-8 dell'FTN/MaF]
Inoltre, le f 1.16-7, coi loro labiogrammi, dorsogrammi e palatogrammi, sono
l'aiuto necessario, per distinguere e osservare bene tutte le sfumature, che contribuiscono a dierenziare i contoidi dati.

/M

/n

f 1.9.2. Contoidi semi-nasali.


/

p/b

(/{

Q/

p/b

]/7

t/d

t/d

4/7

T/D

B/

T/D

t/d

+/_

/8

k/g

$/

f 1.10. Contoidi occlusivi.

p/

./

k/

%/

w/

k/

f 1.11.1..
Contoidi occlu-costrittivi (non-solcati).

manuale di pronuncia

f 1.11.1.. Contoidi occlu-costrittivi solcati.

q/Q

q/Q

/"

C/

c/G

&/1

C/G

c/g

v/

f 1.11.2. Contoidi occlu-semi-costrittivi (solcati e no).

/6

f/v

5/

f/v

w/W

/D

Q/z

/J

x/

/)

X/

f 1.12.1.. Contoidi costrittivi (non-solcati).

h/

s/z

s/z

S/Z

X/5

x/

./

//\

S/q

/=

/B

f 1.12.1.. Contoidi costrittivi solcati.

1. preludio

f 1.12.2. Contoidi semi-costrittivi (solcati e no).

/d

/,

/y

/m

f 1.13.1. Contoidi approssimanti.

F/B

/V

/j

/V

W/w

x/

/H

f 1.13.2. Contoidi semi-approssimanti.


/b

/d

/%

/F

/=

/j

f 1.13.3. Contoidi approssimanti lateralizzati: semiapprossim. , , approssim. semilaterali.

/S

/>

+
/

+
+

/<

+
/<

10

manuale di pronuncia

/5

/r

'/K

/R

/R

/5

{/D

f 1.14.1. Contoidi vibranti


({, } sono anche costrittivi).

/e

/R

f 1.14.2. Contoidi vibrati.


[/

3/r

f 1.14.3. Contoidi vibratili.

+
/[

r/m

{V}/e

f 1.15.1. Contoidi (bi)laterali (e due semilaterali (, ))).

/R

/l

/$

/L

+
/

/l

/L

+
/

/)

f 1.15.2. Contoidi unilaterali.

f 1.15.3. Contoidi laterali vibrati.

+
/

+
+

/]

a/l

+
/

I punti d'articolazione sono, ovviamente, di pi, anche se ci limitiamo a quelli


necessari per le nostre 12 lingue, per ognuna delle quali, nel capitolo relativo, c'
una tabella, che comprende tutti i contoidi necessari, per la pronuncia neutra d'ognuna di quelle lingue, con le denizioni.

1. preludio

11

=+

f 1.16.1. Labiogrammi consonantici (due prospettive).

m, p b

M, f v

S Z, c G

[, ( {

+
+

w, u

, & 1

, C

j, i

f 1.16.2. Altri labiogrammi consonantici (solo frontali).


s z, q Q

td

n, T D

N,

k g, , x

B,

f 1.16.3. Orogrammi consonantici con diverse posizioni labiali.

SZ

f 1.17. Dorsogrammi e palatogrammi consonantici.


costr. solcato

costr. non-solc.

approssiman.

laterale (appr.)

unilat. (appr.)

(uni)later. costr.

s, z , S, Z

, , J x,

, j, w

l, {L}

!,

q, Q

c, G

s, z

S, Z

T, D

!,

Comunque, la tabella della f 1.18 d questi contoidi (tranne 7 coarticolazioni


complesse, presenti negli orogrammi), per un utile confronto, anche sinottico.
Le f 1.19 f 1.20 mostrano i meccanismi di tre tipi particolari d'esplosione: laterale, nasale e inudibile, rispettivamente, d'un occlusivo seguto da un contoide omorganico laterale, o nasale; oppure da un altro occlusivo diverso, con una fase intermedia, costituita da un'articolazione con due occlusioni simultanee.

12

manuale di pronuncia

F
B
b

> fv 5

M
>)
m[ mMM
p ( p
]
F >
7
@ b { b

&

S
" n
t 4
>d 7
>

q q
QQ

f w
v W
>
> sz sz
> d

>
d

l R

> n N n
t T
B
d D

> "

>

>

[n] N

>

Q
D z

R
V
e

l $
]

|
[5] [5] r

[R] [R] R

[
r
m
a
[] l

n
[T] [t]
[D] [d]

Cc & C cv
G 1Gg

~
+
_

> {D

> [

>

S X x . / S
> Z 5 \ q = B

>

n
N
\m ,
k

>

g
k%
w
k
>

>


>J
,

> j 3
% F

<
x
> )
ym

W
V w
=
j

> x H hH

<
'
K

3
r

f 1.18. Tabella dei contoidi "mpici&. (@ indicano modi d'articolazione "intermedi& non presenti qui, m 10 dell'FTN/MaF]

bilabiali
bilabio-labiati
bilabio-palatali
bilabio-uvulari
bilabio-labiodentali
labiodentali
labiodento-labiati
labiodento-postalveo-lab.
labiodento-palatali
labiodento-uvulari
prodentali
dentali
dentalveolari
dento-velari
dento-uvulari
alveolari
alveobilabiali
alveo-labiodentali
alveo-semilabiali
alveo-semi-labio-palatali
alveo-velari
alveo-velo-labiati
alveo-uvulari
postalveolari
postalveo-labiati
postalveo-velari
postalveo-palatali (p. bas.)
postalveo-palato-prolab.
postalveo-palato-iperlab.
postalveo-palatali (p. alta)
postalveo-palato-prolab.
postalveo-palato-iperlab.
postalveo-prevelari
postalveo-prevelo-prolab.
postalveo-velo-prolabiati
prepalatali
prepalato-bilabiati
prepalato-labiodentali
palatali
pospalatali
pospalato-labiati
prevelari
prevelo-postalveo-labiati
provelari
provelo-labiati
velari
velo-labiati
velo-labiodentali
velobilabiali
veloalveolari
velo-uvulo-postalveo-lab.
uvulari
uvulo-faringali
faringali
laringali
laringo-labiati

&

1. preludio

13

f 1.19.
Esplosione laterale ()
e nasale ().
f 1.20.
Esplosione non udibile.

() tl, t, t
((Tl, T, T))

() tn, t
((Tn, T))

pt ((pT))

kt ((kT))

1.1.5. L'intonazione l'aspetto pi sfuggente delle lingue e (forse anche per


questo), di solito, trattato molto male e senza concretezza, quando non sia
completamente ignorato (e, a volte, meglio cos: piuttosto di far danni o di confondere e basta).
In questa sintesi, le f 1.21-3 ci aiutano a presentare l'intonazione, senza inutili
complicazioni assurde, dannose e scoraggianti. Infatti, senza spaventare (ma anche senza confondere e deviare), la f 1.21 mostra, in modo molto intuitivo, i movimenti tonetici normali, in pronuncia italiana neutra, per le quattro tonie della nostra lingua, oltre alle due protonie pi comuni (fra le quattro complessive).
L'intonia comprende un certo numero di sillabe (formate da foni/fonemi; quindi, sono fono-sillabe), raggruppate in modo da costituire delle ritmie (o gruppi accentuali), formate dalle parole contenute in un particolare enunciato. A sua volta, l'intonia pi normale e pi frequente composta di due parti: la protonia e la tonia.
La protona, ovviamente, precede la tona, che riguarda l'ultimo accento forte
dell'intonia. Ci sono tre tonie marcate: conclusiva /./, interrogativa /?/, e sospensiva
//, e una non-marcata, continuativa /,/. Le prime due, come ci mostrano i primi
due esempi della f 1.21, s'impiegano, rispettivamente, per aermare e interrogare;
la seconda si denisce domanda totale, perch la risposta che riguarda tutta quanta la domanda, nella sua totalit dev'essere S oppure No (o Forse Non so ]
f 1.21.
Esempi "icono-tono-graci&.
1

[Se non] ci vediamo do

Ci ve dia mo do me nica.
2

Ci ve d ia mo do me ni c

[Per ch non] ci ve dia mo do me ni


ca?

a?

me ni c

a [perdiamo tut
t

o.]

[Se non] ci vediamo do me nica [non im porta.]

1.1.6. Il terzo esempio una domanda parziale, perch chiede informazioni sul
perch (dando per scontato, o noto, il resto) e la risposta non pu essere un semplice S o No. Quindi c' solo una parte di domanda: quella contraddistinta dalla parola interrogativa (come anche: chi, come, quanto, quando, dove, che cosa ]\ Perch non ci vediamo domenica?
Come si vede dai movimenti del terzo esempio, la tonia che si deve usare, nelle
domande parziali, non aatto quella interrogativa (come, per, ci vuole far credere la scuola, con le sue grammatiche, e perno le registrazioni dei corsi didattici di

14

manuale di pronuncia

lingue!); , invece, conclusiva, mentre davvero interrogativa la protonia. Per, ci


pare sorprendente notare che perno un gran numero di "generativi& (linguisti generativisti) si comporti come i "parlanti ingenui&, usando /?/ in domande parziali, nel loro parlato spontaneo; mentre, da parte loro, ci s'aspetterebbe un controllo linguistico assoluto (secondo le loro intenzioni dichiarate). Ma si sa, l'esecuzione concreta del livello superciale, in fondo, gl'interessa poco e questo li espone all'accusa corrente (scherzosa o no) di "degenerativismo&.
Infatti, un'aermazione come Perch non ci vediamo domenica (in risposta a una
possibile domanda quale Come mai non prepari tutto? o Come mai non guardi gli
orari dei treni?] distinguibile dalla domanda data sopra, n dall'inizio, proprio
perch usa, regolarmente, la protonia normale, diversa da quella interrogativa (e
c' pure qualche dierenza nella forza accentuale: maggiore su Perch? che su
Perch). Pragmalinguisticamente, un'altra possibilit concreta per l'aermazione
(e per la domanda 3, nella g. 1.21) sarebbe senz'altro con un inciso per domenica
(se il fatto fosse gi noto), per cui la tonia conclusiva sarebbe su vediamo.
La protonia interrogativa comincia con / / ( ), mentre quella normale non ha
nessun simbolo particolare. (Lo spazio posto dopo il simbolo, qui, aiuta a identicare la protonia, anche se, poi, negli esempi, non lo si mette pi.)
Gli ultimi due esempi illustrano la tonia sospensiva, //, che s'impiega per richiamare l'attenzione su ci che si sta per dire (o che si tace), in una sorta di suspense,
e quella continuativa, /,/, che, invece, non produce questo risultato, servendo semplicemente a dividere l'enunciato (per continuare, appunto), sia per non avere
stringhe troppo lunghe, sia per suddividerlo in blocchi, che presentino coesione
semantica fra gli elementi d'un gruppo, rispetto a quelli d'un altro gruppo.
f 1.22. Le quattro tonie italiane neutre.

conclusiva
/./ (2 ' 2 3)

interrogativa
/?/ (2 ' 2 1)

f 1.23. Due protonie italiane neutre.


normale
//()

sospensiva
// (2 5 1 2)

continuativa
/,/ (2 ' 2)

interrogativa
/ / ( )

1.1.7. Ora si possono vedere, o rivedere, con attenzione, i tonogrammi delle tonie e delle protonie, dati nella f 1.22-3; questo serve anche per fare delle prove, per
vericare quanto ci avviciniamo, oppure no, secondo la nostra pronuncia spontanea che, molto probabilmente, sar pi o meno regionale. facile che le dierenze maggiori siano reperibili soprattutto per la tonia sospensiva, che la pi varia
e "fantasiosa&.
Nei m 2-13, si danno sempre anche le protonie imperativa, / /, ed enfatica, / /,
che, rispettivamente, s'impiegano, soprattutto, per dare ordini, imprecare oppure per esclamare, declamare
Inne, osserviamo che la tonia continuativa pu sostituire quella conclusiva,

1. preludio

15

quando si voglia attenuare l'impatto di quest'ultima, per essere meno categorici,


o pi gentili, come avviene anche in domande parziali, come Che ora ? o Come ti
chiami/si chiama? rivolte a estranei.
Per tante altre cose, come pure per la parafonica (che riguarda stati d'animo, atteggiamenti), si rimanda, necessariamente, all'FTN/MaF, o al MaPI. Aggiungiamo solo la f 1.24, che mostra le modiche tonali degl'incisi (bassi e medi, e delle
citazioni), che ricorrono nel testo La tramontana e il sole, usato per le trascrizioni
alla ne d'ogni capitolo.
f 1.24. Tonogrammi degl'incisi e della citazione.

inciso basso: ( ) / /

inciso medio: ( ) / /

citazione: (^ ) /^ /

1.1.8. La f 1.25 ci aiuta a capire quale sia il rapporto delle lingue a ton(em)i coll'intonazione: infatti, i vari toni (che realizzano i tonemi, per esempio, del cinese),
ovviamente, hanno le loro proprie caratteristiche, come si pu vedere dalla f 1.26.
Perci, l'intonazione s'aggiunge ai toni, modicandoli nelle protonie, secondo
quanto mostrato nella f 1.25, nei cui tonogrammi, le parti grigie indicano come
le protonie deformino, leggermente, le tonalit lessicali (delimitando gli mbiti
disponibili). Rispetto alla protonia enfatica, / /, quella normale, / /, pi compressa verso il centro, quella interrogativa, / /, sollevata, mentre quella imperativa,
/ /, discendente.
Ovviamente, anche nelle tonie, ci sono delle modiche (pure maggiori, f
13.19 dell'FTN/MaF] che sono indicate dai rispettivi tonogrammi, per il cinese e
il giapponese (m 11-2; oppure, nelle fonosintesi del MaF, per le varie lingue tonali
date).
Quanto presentato qui, per l'intonazione, naturalmente, vale per le varie lingue
trattate, con le dovute dierenze, a livello tonetico, indicate da eventuali osservazioni e dai tonogrammi relativi, in paragra che potrebbero sembrare troppo brevi e sintetici, ma che, in realt, forniscono tutto ci che serve, quando si conosca
bene il metodo tonetico, che fa parte integrante e necessaria del metodo fonetico
(all'interno della fonetica naturale).
f 1.25. Le quattro protonie per lingue tonali.
/ / ( ) (( ))

/ / ( ) (( ))

/ / ( ) (( ))

/ /( ) (( ))

f 1.26. I quattro ton(em)i basici del cinese (mandarino).

1 /5/ (5) >1

2 // (4) >Q

3 // ([) >5

4 /6/ (7) >Z

16

manuale di pronuncia

I simboli tonemici, / . ? ,/, valgono per tutte le lingue, giacch le funzioni


intonative sono comuni, anche se sono diversissime le manifestazioni tonetiche
concrete, come si vede nei singoli tonogrammi dati.
Le trascrizioni
1.2.1. Quando si tratta d'analizzare la pronuncia d'una lingua, per l'apprendimento e l'insegnamento, necessario usare due tipi fondamentali di trascrizione:
quella fonetica e quella fonemica (o fonologica).
bene che entrambe partano, pi che da considerazioni intralinguistiche, da
vere e proprie strategie interlinguistiche. Infatti, una trascrizione intralinguistica nalizzata esclusivamente all'impiego d'una sola lingua e soprattutto per
parlanti nativi. Perci, si limita a ci che meramente fonemico, senza preoccupazioni per confronti con altre lingue.
Tutto ci , comunque, legittimo se non s'aspira a nessun collegamento con altre lingue. In questo caso, si possono usare simboli anche molto generici, purch ogni fonema ne abbia uno diverso da quelli di tutti gli altri fonemi.
In teoria, potrebbe bastare indicare dittonghi italiani quali (ai, au) come "/aj,
aw/& e magari, invece, le sequenze (ja, wa), come "/i, u/&.
Oppure, in inglese, si potrebbero trascrivere i dittonghi (Ii, I, a, , a, /,
u/Uu) (le varianti dopo la barra sono americane), semplicemente come "/i:, e:, ai,
oi, au, o: u:/& (se non addirittura come "/ij, ej, aj, oj, aw, ow, uw/&). In questa "logica&, anche i dittonghi tedeschi ((ae, ao, OY)) potrebbero andar "bene& se indicati come "/aj, aw, oj/&.
1.2.2. Per, appare sbito evidente che trattandosi di descrizioni e d'insegnamento indicazioni come "/aj, aw/& sono decisamente poco fedeli e alquanto fuorvianti, per realt diverse come l'italiano (ai, au) (con secondi elementi decisamente
alti), l'inglese (a, a) (con secondi elementi molto pi bassi e centralizzati) e il tedesco (ae, ao) (con secondi elementi, ugualmente, non-alti, ma periferici).
Per "/oj/& tedesco, poi, s'ignorerebbe (o si nasconderebbe) completamente il fatto che anche il secondo elemento nella pronuncia neutra arrotondato (oltre
che non completamente alto, n completamente anteriore): (OY). Per l'inglese, si
vorrebbe sperare una volta per tutte che non si continuasse a celare il fatto evidente che, non solo, (I, /) sono dei dittonghi, ma che lo sono anche (Ii,
u/Uu).
Le trascrizioni interfonemiche, invece, vogliono tenere nel giusto conto le
caratteristiche delle singole lingue, pur all'interno d'un inventario di simboli meno ricco e meno preciso, che sfrutti meglio, per, le somiglianze e le dierenze fra
le varie lingue.
Perci, in italiano, avremo /ai, au/; ma, in inglese, /aE, aO/; e, in tedesco, /ae, ao/
(l'attenta analisi dei vocogrammi dei m 3 5 far capire meglio il perch della dierenza notazionale fra inglese e tedesco). Inoltre, per completare le serie date sopra,
abbiamo: inglese, /Ii, EI, OE, OU, Uu/; tedesco, /OY/.

1. preludio

17

1.2.3. Le trascrizioni fonetiche pi ecaci sono quelle tassofoniche, che ricorrono a tutti i simboli utili (fra quelli disponibili dei vari foni: vocoidi e contoidi)
e tutti gli elementi prosodici pi precisi, in modo da arrivare a indicare le sfumature necessarie. Solo cos si possono fare dei veri confronti validi, fra pronunce dierenti (di lingue diverse; o di regioni diverse, per una stessa lingua); altrimenti tutto approssimativo e decisamente meno utile, giacch si pu credere di fare un buon
lavoro, ma di solito una mera illusione.
Anche semplicare troppo le cose, per "venire incontro& agli studenti, non la
soluzione pi adatta, per insegnareapprendere davvero bene la pronuncia. Quando, per esempio, i fonetisti inglesi continuano a usare () anche in trascrizioni pi
precise (magari con diacritici), per tutte le ricorrenze di // (e di "/U/&), perdono
l'occasione d'indicare la realt, come in to go the man further resi come "(t'gU,
'mn, 'f:) (o ('f:))&, in pronuncia britannica, invece degli eettivi (T'g;,
'm;n, 'f;) (come succede per i pi volte segnalati casi di "(i:, u:)& per (Ii,
u/Uu)).
1.2.4. Perci, per chi maneggia pi lingue, ma anche per chi utilizza una sola
lingua straniera, le trascrizioni fonemiche pi consigliabili sono quelle interfonemiche, perch usano i simboli in modo meno arbitrario. Infatti, non appiattiscono la realt, mostrando solo le funzionalit, ma mantengono molto meglio le relazioni fra lingue diverse, insistendo sulle somiglianze e anche sulle dierenze.
In giapponese senz'altro meglio usare /M/ piuttosto di "/u/&, anche se non c'
la possibilit di confonderli, giacch questa lingua non ha /u/; per, l'impiego di
/M/ mostra bene le dierenze con altre lingue che hanno /u/.
importante, pure, il tipo di trascrizione diafonemica (sempre di base interfonemica; anche se possibile ricorrere pure a una base intrafonemica, per, con tutti i difetti che ci implica).
Il diafonema fondamentale per trascrivere simultaneamente accenti parzialmente diversi d'una stessa lingua, perch ricorda che ci sono delle dierenze e permette d'indicare, in un solo tipo di trascrizione, e in meno spazio, le variazioni sistematiche (senza dover ripetere le stesse parole, per cambiare solo i simboli delle
parti che dieriscono).
In questo modo, per esempio, /Uu, OU/ rappresentano (e riconducono a) (u,
) (britannico) e (Uu, ) (americano): two /'tUu/ ('Th;u, 'ThU;u), go /'gOU/ ('g;,
'g;).
Ugualmente, abbiamo: /;/ per (A:) (br.) e per () (am.): last /'l;st/ ('lA;sT, 'lsT);
oppure, /;/ per () (br.) e per (O:) (am.): lost /'l;st/ ('lsT, 'lO;sT); o ancora, /, / in
/'lE/ per ('lT) (br.) o per ('lm) (am.).
1.2.5. Qualunque sia la trascrizione fonemica usata, per passare a quella fonetica (e, quindi, a una pronuncia adeguata), bisogna considerare ognuno degli elementi distintivi ogni fonema come uno d'un certo numero di punti determinati
dello spazio fonemico, vocalico o consonantico, d'una determinata lingua.
Ognuno di questi punti, o elementi, necessariamente diverso da tutti gli altri
per funzione, e anche diverso da una "ricorrenza zero&; cio /a/, per esempio, di-

18

manuale di pronuncia

verso da /i/, o da /o/, , ma anche diverso da /`/. Infatti, fa /fa/ dierisce da la


/la/, ma pure da a/ha /a/ (o /`a/, per mostrarne la relazione).
Anche il processo inverso, la decodicazione d'un messaggio orale, s'esegue secondo questi princpi. Ogni fono d'un determinato enunciato pure in base al signicato globale e al sistema fonico del parlante va assegnato a un determinato
fonema (come sua realizzazione) e questo va collocato, come s' detto, in un determinato spazio fonemico.
1.2.6. importante ricordare la dierenza che c' tra fonema, fono e suono. Il
fonema ha valore distintivo, all'interno d'una data lingua, perch riesce a cambiare il signicato delle parole, come in italiano: (le) fosse /'fOsse/ e (se) fosse /'fosse/, o
dire /'dire/ e dare /'dare/, oppure fare /'fare/ e dare /'dare/.
Il fonema, come s' detto, ha la funzione di distinguersi da tutti gli altri fonemi
d'una data lingua, d'esser diverso da tutti gli altri, cio di non essere ci che sono
gli altri: pura forma.
Il fono, invece, ha valore identicativo, in una lingua o in pi lingue, perch
contribuisce a caratterizzarne la pronuncia, tramite segmenti pi o meno tipici e
riconoscibili, al di l delle semplici rappresentazioni fonemiche. In una lingua, o
in accento, si pu avere, per il fonema /s/, un'articolazione dentale, (s) (come in italiano neutro o in spagnolo sudamericano), oppure alveolare, () (come, spesso,
nell'italiano settentrionale, e come nello spagnolo castigliano, del centro-nord della Spagna).
In inglese, e francese, /s/ realizzato, pi spesso, tramite un'articolazione dentalveolare, intermedia fra (s) e (), rappresentabile sempre con (s); ma, se lo si ritiene
opportuno, si pu ricorrere al simbolo pi specico, (s), almeno per mostrare, nelle prime fasi dell'apprendimento, la dierenza (per avvertire che c', anche se non
cos facilmente percepibile; tanto pi che non pochi parlanti nativi di queste lingue usano, invece, proprio il tipo dentale).
La funzione del fono quella di mantenere una costante coerenza fra gli elementi d'una data pronuncia: sostanza.
1.2.7. Il suono, d'altra parte, ha un valore puramente trasmissivo, con la funzione di rendere possibile la comunicazione umana tramite onde sonore. Quindi, un
suono un'emissione unica, praticamente irripetibile nello stesso identico modo,
anche per la stessa persona; e pu oscillare molto, con realizzazioni, non raramente, abbastanza diverse: materia.
Come si pu vedere nel 2.4 dell'FTN/MaF, si pu cercare d'alludere al fatto
che i singoli suoni sono parzialmente sempre diversi fra di loro, rappresentandoli, per esempio con caratteri (font) dierenti: o, o, o, o
Perci, molti suoni diversi, ma simili, in denitiva, costituiscono dei foni. E vari foni, parzialmente diversi (ma secondo determinate regole sistematiche, che si
possono/ devono ricavare ed esporre compiutamente), all'interno d'un idioma particolare, vengono a costituire i fonemi di quella lingua, con tutti i loro eventuali
tassofoni (o foni combinatri, o "allofoni& {con termine pi vago e meno consigliabile, perch, di per s, non indica necessariamente la modica per combinazione,

1. preludio

19

ma semplicemente una qualche dierenza, con motivazioni diverse e magari pure occasionali, non sistematiche}).
Per stabilire l'inventario dei foni, che realizzano i fonemi d'una data lingua, durante l'analisi dei materiali registrati, a volte, si deve operare anche qualche eliminazione, che si rende necessaria, a causa dell'eccessiva dierenza occasionale nell'escursione possibile, da parte dei singoli parlanti. Lo scopo quello di considerare soprattutto ci che pi tipico e pi frequente.
1.2.8. Quindi, i suoni sono praticamente inniti; e, sarebbe decisamente complicato far fonetica e fonologia, se non si potesse contare sulla sistematicit dei foni, che costituiscono gi una classicazione e strutturazione (all'interno dell'irripetibilit d'uno stesso suono), al livello di tipi riconoscibili e rappresentabili, tramite simboli fonetici precisi e particolari, indipendentemente dalle singole lingue.
Ci che ricorre di simile, nelle varie lingue e nei dialetti, si concretizza tramite
i foni e i loro simboli, che rendono confrontabili i diversi idiomi (e, perci, descrivibili e apprendibili).
La rappresentazione fonemica di singoli idiomi, poi, necessariamente, si serve
d'una scelta di simboli (fonemici), con funzioni e scopi distintivi, anche se, ovviamente, spesso, si hanno simboli comuni, ma con valori fonetici abbastanza diversi.
Perci, i semplici simboli fonemici (che, generalmente, sono scelti fra i pi generici, come quelli dell'IPA uciale, International Phonetic Alphabet, o uIPA) non
rappresentano esattamente la pronuncia, ma semplicemente la relazione che intercorre fra i fonemi di quella lingua; e sono utili, pi che altro, per tenere separato
il livello della scrittura corrente dal livello fonico.
Quindi, le trascrizioni fonemiche riescono a far evitare le interferenze determinate dalla non-conoscenza delle "regole& ortograche o dalla non-coerenza di tali regole.
Per, l'esatta pronuncia, da apprendere e insegnare, si pu indicare solo con le
trascrizioni accurate, coerenti e sistematiche (perch normalizzate) d'un alfabeto
fonetico come il canIPA.
1.2.9. Generalmente, nei pochi libri che non la trascurino completamente, si
tratta l'intonazione dopo le vocali, le consonanti e l'accento (e altre caratteristiche
prosodiche, come la durata), proprio a causa delle maggiori dicolt oerte dall'intonazione stessa. Per, ovviamente, non la si deve trascurare, o relegare per ultima nell'insegnamento, perch inseparabile nella lingua eettiva dagli altri aspetti.
Perci, la trascrizione fonetica, in senso stretto, un po' una forzatura della realt, che viene resa solo parzialmente; o, meglio, come se s'indicasse, sempre, una
tonia continuativa: ('tan:to2), ('tEm:po2), (a'ko:Ra2). (Il punto d'altezza media indica, appunto, la presenza anche dell'intonazione, pur se di tipo non-marcato, cio
quella continuativa {e pure della durata}.)
D'altra parte, in trascrizioni tonetiche e fonotonetiche, una notazione come (')
indica decisamente anche tono medio, sia per l'intonazione, sia per i toni, in contrapposizione ad altri segni come (5), (), (6), (), .

20

manuale di pronuncia

Gli esempi forniti, anche nei capitoli delle 12 lingue, sono di tipo fonetico, con
eventuali durate, ma senza l'intonazione.
Per esempio, in francese, a una trascrizione come (p'i) /pa'Ki/ Paris bisogner aggiungere una tonalit adatta, come se fosse, poniamo, in tonia conclusiva; perci, invece, dovremmo avere (pi) (perlomeno; essendoci anche un'altra piccola dierenza, 4.3.5).
Per, siccome la tonalit bassa, su (i), dipende dal fatto di trovarsi nella sillaba accentata della tonia conclusiva, in realt, bisognerebbe arrivare a una trascrizione come (pi3 3), dalla quale riceviamo un'informazione intonativa, che s'aggiunge quando serve (come, appunto, in tonia conclusiva), purch si sappia gi quali
sono le caratteristiche dell'intonazione della lingua.
1.2.10. Quindi, non certo male avere anche, n dall'inizio dello studio della
pronuncia d'un idioma, almeno l'idea dei movimenti tonetici di quella lingua, e
di saperli (ri)produrre adeguatamente e d'esser anche in grado di ritrovarne i tonogrammi, nel libro, ogni volta che servano (al di l della pigrizia e anche dell'illusione di non averne bisogno).
Per, l'indicazione della tonalit nelle trascrizioni di singole parole, per lingue
non-tonali (cio "senza ton(em)i&, non certo "senz'intonazione&!), potrebbe far
credere che tutte le sillabe accentate del francese siano di tonalit bassa; ma, nelle
altre tonie, e nelle protonie, in francese, non cos.
Perci, la soluzione equa al problema, in conclusione, stabilisce che, per tutte
le lingue non-tonali, si segna l'intonazione solo nelle frasi presentate come esempi
d'enunciati eettivi; mentre, per quelle tonali (pur non indicando, ugualmente,
l'intonazione), necessario segnare, invece, tutti i ton(em)i, giacch fanno parte
del sistema fonologico, distintivo, non dell'intonazione (pur servendosi sempre
della tonalit).
Infatti, i tonemi sono ugualmente dei fonemi (non a livello segmentale, ma sovrasegmentale), come si pu vedere dagli esempi collegati alla f 1.26: (5ma) /5ma/
ma "madre&, (4ma) /ma/ m "canapa&, ([maa) /ma/ m "cavallo&, (7ma) /6ma/ m
"inveire& (Nel m 11, si vedr che il cinese mandarino ha anche un tonema "zero&,
con tassotoni molto importanti.)
Il contenuto del MAP (e dell'FTN/MAF)
1.3.1. Si tratta di fonetica applicata, che d (come s' gi detto al 1.1.1) la descrizione accurata, e piuttosto estesa, di 12 lingue (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo, arabo, hindi, cinese, giapponese ed esperanto),
utilizzando compiutamente quanto esposto nell'FTN/MaF, compresa l'indispensabile componente fonologica, costituita dalla fonetica funzionale, che si manifesta
tramite la trascrizione fonemica, che s'aggiunge alla trascrizione fonetica, per mostrare le relazioni fra i fonemi e i foni.
A questi due tipi di notazione fonica, s'aanca la graa uciale d'ogni lingua
(oppure la traslitterazione, per le quattro lingue asiatiche trattate); posta, per, per

1. preludio

21

ultima, per inuenzare il meno possibile l'ecacia del metodo fonetico, tramite trascrizioni (arrivando alla scrittura solo dopo aver ssato le strutture foniche, per
evitare l'interferenza graca). Come si vedr, si danno anche varianti di pronuncia, che sono utili per lo studio.
Il modo migliore per approfondire concretamente le ricche potenzialit della fonetica naturale, che una scienza artistica, dopo le necessarie premesse fondamentali, quello d'applicare le conoscenze e le tecniche a lingue per le quali c' grande richiesta d'insegnamentoapprendimento. Infatti, si pu insegnare ad altri, o si
pu imparare per s stessi (anche se, per poter insegnare adeguatamente, bisogna
aver prima imparato bene).
Perci, conviene avviare l'analisi fonetica, cominciando dalla propria lingua, anche perch senz'altro se ne conosce una variante regionale, pi o meno marcata; quindi, capire come funziona la pronuncia neutra (o "standard&) della propria
lingua, in contrapposizione alla propria pronuncia regionale, aiuta a costruire la
consapevolezza delle proprie abitudini, confrontandole con quelle della pronuncia neutra, che ogni lingua di cultura ha, anche se i parlanti e la societ stessa
non ne hanno, di solito, un'idea precisa e netta n opinioni concordanti.
1.3.2. In ogni societ, soprattutto in quelle con una lingua scritta e con produzione letteraria, esiste quindi la pronuncia neutra, che quella che usano i professionisti della dizione (in particolare: attori, presentatori e annunciatori seri). Il linguista danese Otto Jespersen diceva che parla la "miglior& lingua chi lascia capire
il pi tardi possibile la propria provenienza regionale e sociale. La pronuncia neutra attua questo "miracolo&, anche no a rendere completamente impossibile l'identicazione geosociale.
I "fautori& delle pronunce regionali, quelli che dicono che bene che la pronuncia individuale mantenga le caratteristiche "genuine& (anche nel caso di persone
con professioni "pubbliche&), in realt, mentono (anche a s stessi), a causa degl'insuccessi nei tentativi di migliorarsi (che richiederebbero impegno e costanza).
Oppure, non sanno comprendere l'importanza della possibilit di liberarsi d'un
gravoso fardello (spesso, decisamente indesiderato, a livello inconscio), senza che
questo signichi rinunciare alle proprie origini, o alla propria identit. Infatti, tutto ci si mostra molto meglio, ricorrendo (in modo competente e, soprattutto, per
scelta volontaria) al proprio dialetto o alla vera lingua nazionale, alternando volutamente, non usando un ibrido, che non n una cosa n l'altra (e che non si riesce a dominare), essendone semplicemente prigionieri!
Negli altri 12 capitoli del MaP, quindi, s'applica il metodo fonetico, che consiste
nel confronto attento e rigoroso dei fonemi, dei foni e dell'intonazione delle lingue, ricorrendo, oltre che a buone registrazioni, ai due tipi di trascrizione (-tica e
-mica), alle gure fonetiche e all'impegno personale. Ovviamente, anche quest'ultimo indispensabile, ch non basta la semplice voglia di sapere: ci vuole anche la
costanza d'apprendere, secondo un metodo adeguato.
1.3.3. molto importante raggiungere una grande precisione nell'individuazione e indicazione e perci nella notazione tramite trascrizione delle vere realizza-

22

manuale di pronuncia

zioni dei vari fonemi, grazie a un inventario sucientemente ricco di tassofoni,


che possano rappresentare adeguatamente la realt vera, non quella presunta.
Implicitamente, in questo modo, s'ingloba anche la "base articolatoria&, cio
l'insieme delle abitudini fono-tonetiche di ciascuna lingua, pur senza fare altri
complicati sforzi (pi mirati e pi gravosi, ma di solito con risultati meno soddisfacenti).
Fra l'altro, non servir trascrivere sistematicamente la parziale nasalizzazione in
casi come cantando (kan'tan:do), ((kn'tn:do)), a meno che non divenga pi evidente, come sarebbe in (kn'tn:do); ugualmente, in casi come mamma ('mam:ma), (('mm:ma)), se diverso da ('mm:ma). Baster far osservare una volta per tutte il fatto che una leggera nasalizzazione , praticamente, inevitabile.
Anche per l'intonazione, le macchine mescolano le varie componenti (pur potendo arrivare a estrarre, o misurare, singole caratteristiche, in fasi separate), ma
senza potersi sostituire alla percezione esperta che, di nuovo, si libera del superuo
per concentrarsi su ci che davvero conta.
Per questo, impossibile accettare i risultati acustici grezzi delle curve melodiche, a meno che non ci si metta a ltrarli in imitazione dell'orecchio umano, che
riesce benissimo a compensare i tanti dislivelli, sia oggettivi che accidentali, e a
normalizzare il tutto, in tonogrammi, che risultino dalle medie di svariate esecuzioni.
Osservazioni sulla terminologia fonetica
1.3.4. Dato che anche per la terminologia, il rigore scientico d'aiuto (contrariamente alla vaghezza e all'approssimazione di certe tradizioni sorpassate e con
poche basi scientiche), in tutte le pagine del MaP usiamo i termini, i concetti e
il metodo esposti nell'FTN/MaF. Per esempio, tonico si deve riferire solo a tono e
non ad accento.
Un dittongo deve contenere solo elementi vocalici, come ('ai), non consonantici e vocalici, come ('ja), altrimenti, anche ('la, 'ma, 'sa) sarebbero dei dittonghi; infatti, mentre (a, i, u) sono elementi vocalici, (j, l, m, s, t, r, h) non sono che consonanti; ma, al contrario dell'opinione diusa dai grammatici, un vero dittongo
anche ('ia) ( il 5.2-3 dell'FTN/MaF).
Pure il concetto di sillaba fonetica ancora troppo soggetto all'inusso della
scrittura e della tradizione grammaticale e metrica. inevitabile che libri di linguistica o dialettologia trattino anche dell'aspetto fonico e usino trascrizioni; per, ci
vorrebbe un minimo di rigore, perch rischiano di diondere e di far sedimentare veri errori, che compromettono e scoraggiano la conoscenza eettiva.
Tra l'altro, nel terzo millennio avviato, si pubblicano ancora libri che forniscono la tabella IPA provvisoria (del 1993) con tanto d'abbagli (corretti nel 1996),
mentre sarebbe suciente scaricare, o riprendere, dal sito uciale, quella per il
momento denitiva. Ovviamente, non s'otterrebbe nulla di pi della posizione
uciale, tutt'altro che soddisfacente, ma almeno s'eviterebbero grossolani errori
X (cio, il monogramma
C', poi, anche chi arriva a produrre prodezze come "/c/&
con in pi l'"ombrello&, per il normale /c/, o per l'eventuale "/tXS/&).

1. preludio

23

1.3.5. Bisogna tener sempre ben presente che fare fonetica signica dare un simbolo a un suono. Ma la cosa non cos banale come potrebbe pensare l'uomo della strada, e magari anche il fonetista acustico e pure il fonologo teorico. Infatti, dare un simbolo a un suono presuppone alcune fasi successive e concatenate, che
attivano l'udito, la mimesi, la cinestesia, il confronto, l'aggiustamento e l'archiviazione mnemonica.
Prima di tutto, necessario essere in grado di percepire sucientemente quel
suono, no a ricondurlo a un fono ben preciso, che lo possa rappresentare adeguatamente.
Sbito dopo, bisogna esser in grado di riprodurre quel suono, tramite il fono
adeguato, soprattutto grazie all'imitazione, anche immediata, cio dopo averlo sentito.
In terzo luogo, indispensabile riuscire a produrre quel fono, sulla base della
cinestesa (o consapevolezza dei movimenti articolatri e fonatri necessari), anche in assenza dello stimolo uditivo immediato; guidandosi, per, con la memoria uditiva: particolare di quel suono d'una lingua precisa, o generale, determinata
dal confronto coi foni simili, sulla base dell'esperienza d'ascolto e produzione di
foni di molte lingue.
In questo modo, possibile produrre un fono pure dopo giorni, mesi, anni (e
anche con buone probabilit per una lingua non ancora sentita). Il segreto d'una buona notazione d'essere realistica e, quindi, davvero utile.
Infatti, il quarto punto fondamentale e denitivo proprio quello, come si
diceva, di riuscire a simboleggiare quel fono particolare, trovando il simbolo pi
adatto, fra qualche centinaio (non solo qualche decina) d'elementi. Se poi, a ragion veduta, nessuno dei simboli disponibili in grado di rappresentare degnamente un fono particolare, bisogna riuscire a identicarne la posizione, rispetto a
tutti gli altri noti, in modo da capire se davvero costituisce un altro fono, per il
quale servir un simbolo adeguato, da escogitare secondo i criteri generali della
necessit, della distinguibilit e della disponibilit (come emerge dall'FTN/MaF]
1.3.6. Quindi, fare fonetica signica riuscire a entrare davvero nel sistema fonico d'una o pi lingue, anche grazie alla ricchezza dei simboli impiegati. Quelli dell'IPA uciale (uIPA = u!/ua! 7.4 dell'FTN/MaF) non sono aatto sucienti e fanno illudere di riuscire a fare fonetica, mentre, al massimo, si fa un po'
di fonologia; troppo spesso, senza la minima consapevolezza di che cosa sia la struttura fonetica.
Chiaramente, la fonologia che fa parte della fonetica ( 1.9 e, soprattutto,
3.1.3 dell'FTN/MaF] non il contrario, come si crede, a volte. Infatti, all'interno dell'analisi e descrizione fonetica, c' la componente funzionale. Perci, la fonetica funzionale (o fonologia) una parte indispensabile, ma solo una parte.
Si farebbe ben poco solo con la fonologia, come si fa poco solo con l'acustica.
Invece, ci vuole una visione globale: articolatoria, uditiva, funzionale, descrittiva
e contrastiva (con veriche acustiche).
A questo proposito, interessante notare che i dati fonotonetici dell'FTN/MaF,
e del MaP, sono stati confrontati con un buon numero di dati acustici di corpora

24

manuale di pronuncia

diversi, o a volte d'uno stesso corpus, d'autori diversi: praticamente c' una piena corrispondenza, non solo nel caso di corpora uguali, ma anche quando si trattava di registrazioni diverse, ma con analisi acustiche accurate e normalizzate, cio
frutto della media di vari parlanti e di molte ricorrenze in svariati contesti, con
considerazioni fonologiche e l'esclusione di campioni non adeguati.
Anche le "scoperte& della sociolinguistica vanno, necessariamente, normalizzate; altrimenti, si rischia, irrimediabilmente, di confondere le idee, pur con dati
"scientici&, com' stato dimostrato, responsabilmente, in alcuni lavori recenti,
che non indichiamo (come "esempi da seguire&), perch questo dovrebbe essere il
modo normale di procedere, non quello "allarmistico& o "scoopistico& di n troppe pubblicazioni.
1.3.7. Secondo quest'impostazione globale, ogni sistema fonico un organismo
a s; completo e autonomo. Ha i suoi fonemi, con tutti i tassofoni, e ha i prosodemi, con le realizzazioni particolari (per durata, accento, toni e intonazione). Per
fare un semplice esempio, un elemento vocalico d'un idioma, per quanto simile a
quello d'un altro idioma, dev'essere in relazione solo con gli altri elementi vocalici (ma anche consonantici e prosodici) del proprio sistema fonico, nel proprio spazio fonemico ( 1.5 dell'FTN/MaF]
Perci, se si deve codicare (: pronunciare, o trascrivere), ma anche decodicare
(: ascoltare, o tras-leggere), bisogna fare sempre riferimento costante solo a ci che
fa parte del sistema specico della lingua che si vuole usare. Il termine tras-leggere
va preso molto sul serio, giacch indica "lggere una trascrizione in modo adeguato&, ricorrendo ai veri foni (nonch toni e intonazione) che appartengono alla lingua trascritta. Non signica, al contrario, "leggere una trascrizione alla buona&,
semplicemente coi foni del proprio accento personale.
1.3.8. Quindi, nella pronuncia d'una lingua particolare, si deve far molta attenzione a usare solo i foni e gli elementi prosodici di quella lingua. Non si devono utilizzare, infatti, quelli della propria lingua materna, aggiungendone qualcuno dell'altro idioma, quando siano inesistenti nella propria. Certo, il principio grezzo
quello di completare l'inventario, per quanto riguarda ci che manca; ma, in realt, bisogna operare esclusivamente all'interno d'un unico sistema, anche per le parti che contengono elementi simili nelle due lingue.
In eetti, per quanto simili, gli elementi d'una lingua non saranno mai esattamente come quelli dell'altra; se non altro, per i rapporti diversi che intercorrono
con gli altri elementi. Per esempio, l'/i/ italiano simile a quello dello spagnolo, o
del portoghese (brasiliano o lusitano), o del francese; per, l'/i/ spagnolo s'oppone solo ad altri quattro fonemi vocalici (/e, a, o, u/), quello brasiliano s'oppone ad
altri sei (/e, E, a, O, o, u/), quello lusitano ad altri otto (/e, E, a, A, O, o, u, e/, che, in
un sistema non diafonemico, ma esclusivamente lusitano, si presenterebbero come /e, E, a, , O, o, u, /, sempre oltre a /i/).
A prima vista, il sistema brasiliano potrebbe sembrare esattamente uguale a quello italiano, con /i, e, E, a, O, o, u/; invece, i due sistemi sono diversi, almeno perch in brasiliano (e anche in lusitano, ma con ulteriori dierenze) sono previste

1. preludio

25

pure realizzazioni nasalizzate ((i, e/, 4, 9/, u), e segute da (), cio da un elemento consonantico nasale), senza le quali la pronuncia non sarebbe genuina.
Per quanto riguarda il francese, poi, l'/i/ s'oppone ad altri quattordici fonemi
vocalici (/e, E, a, O, o, u, y, , , , , ^/ e //, cio "//& della tradizione), compresi i quattro nasalizzati (/, , , ^/), che sono veri e propri fonemi, in francese,
non semplici tassofoni.
Oltre a tutto ci, l'eettive realizzazioni fonetiche non sono esattamente le stesse, anche se usiamo lo stesso fono (i), come si pu vedere, confrontando i vocogrammi (o quadrilateri vocalici) di queste lingue, nei capitoli relativi (m 2-13). Lo
stesso vale per gli altri elementi "corrispondenti&.
1.3.9. Se, poi, consideriamo il tedesco e l'inglese, anche senza scendere in troppi particolari (che si potranno trovare, ovviamente, nei loro capitoli), sbito dobbiamo fare i conti con la durata fonemica; mentre, nelle lingue romanze viste, la
durata praticamente solo fonetica (ma gi con dierenze notevoli, a seconda
delle lingue, ritrovabili sempre nei capitoli specici o, per un'osservazione pi immediata, nelle trascrizioni alla ne dei capitoli stessi).
In tedesco e in inglese, l'"/i/& ("i breve&) decisamente pi aperta che nelle lingue romanze, rispettivamente: (I) (ted.), () (ing.); ma ci che interessa ancora di
pi il sistema fonico che, nelle lingue germaniche, pertinente (cio: fonemica, distintiva) anche l'opposizione di durata: tedesco /I, i:/ (Schi schief /'SIf, 'Si:f/
('SIf, 'Si:f)); inglese /I, Ii/ (bit beat /'bIt, 'bIit/ ('bT, 'bIiT); come abbiamo osservato in
pi punti, noi preferiamo una notazione meno astratta, rispetto a quella che ancora predomina e che meno utilmente continua a dare, per esempio, "/i:/& anche
per l'inglese, ).
Questo la dice lunga su quelle grammatiche e quei corsi didattici che "descrivono& l'/i/ tedesco o, peggio ancora, inglese dicendo: "i breve, come in tto&; se
poi si pensa che parecchie pronunce regionali italiane non hanno aatto un'i breve, anche in parole come tto, l'assurdo glottodidattico palese! Spesso, il silenzio
d'oro
1.3.10. Gli accenti stranieri e quelli regionali, in fondo, altro non sono che pronunciare una lingua nazionale secondo il sistema fono-tonetico d'una zona ( d'un
gruppo sociale) particolare, localizzabile e riconoscibile. Perci, si dovrebbe cominciare in modo sistematico a esaminare la propria pronuncia, per puntare a quella cui si mira. Bisogna imparare ad analizzare i suoni che s'emettono, per identicarli in foni precisi (trascrivendoli con simboli adeguati), che naturalmente rientrano in particolari fonemi.
Poi, si deve avere a disposizione una descrizione attendibile e accurata del sistema della lingua che si vuole apprendere, per iniziare a fare tutti i confronti necessari, in modo oggettivo e sistematico. Ovviamente, non si pu prescindere da un
congruo numero d'esercitazioni, mirate e controllate, ascoltando buone registrazioni e registrandosi per veriche "impietose&, senza barare, altrimenti tutto inutile.
Gl'italiani, per la diagnosi iniziale della propria situazione fonica, per sapere
quanto regionale sia la loro pronuncia, possono contare su sette capitoli del MaPI

26

manuale di pronuncia

(che trattano delle pronunce regionali). Per (cercare d') arrivare alla pronuncia
neutra italiana, gl'italiani (e pure gli stranieri) hanno a disposizione il resto del
MaPI (comprese le due audiocassette allegate) e anche il DiPI. Queste due sigle si
riferiscono a due opere del presente autore (Manuale di pronuncia italiana e
Dizionario di pronuncia italiana, come si ricava dalla bibliograa).
1.3.11. In questo manuale, proponiamo anche d'usare l'esperanto ( m 13: la lingua internazionale pianicata e ausiliaria, cio adatta per essere la seconda lingua di
tutti {certo, non l'unica lingua, che sarebbe un assurdo}), per procedere all'applicazione del metodo fonetico. Si tratta d'arrivare a produrre i suoni e l'intonazione
dell'esperanto, che, rispetto a quelli d'altre lingue, sono senz'altro pi semplici.
(Il confronto, ovviamente, vale e pi ancra anche per gli aspetti morfo-sintattici e semantico-lessicali. Infatti, il confronto strutturale, a tutti i livelli, fra esperanto e lingue di studio, compresa la propria lingua nazionale, molto rivelatorio e, soprattutto, prepara meglio ai grossi problemi dell'interferenza, aiutando
a vederli in concreto e sistematicamente, non solo come scomodi incidenti occasionali. La glottodidattica dovrebbe recepire, e utilizzare in modo adeguato, quest'opportunit.)
un'esercitazione doppiamente utile, perch richiede un impegno contenuto
che, per, pur sempre un cmpito da assolvere bene. Inoltre, piuttosto dicile aver potuto sentire, prima, la pronuncia neutra dell'esperanto, perch, anche se
s' gi ascoltato qualcuno parlare questa lingua, senz'altro si saranno sentite delle
pronunce individuali, o regionali, o etniche, o nazionali. Perci, si deve arrivare
ad avvicinarsi alla pronuncia neutra dell'esperanto, solo in base alle descrizioni, alle gure e alle spiegazioni fornite qui (m 13).
Ci potr essere, allora, il dilemma dell'autovalutazione: come si potr esser sicuri d'aver raggiunto la vera meta, cio la pronuncia esperanta neutra? Anche questo fa parte del metodo fonetico, nel quale la sola imitazione (con tutti i suoi problemi di fedelt e di genuinit) non aatto lo scopo principale, pur se, ovviamente, resta sempre fondamentale, per le lingue naturali, avere un sicuro modello sonoro da seguire. Del resto, sappiamo bene che anche le trascrizioni sono dei modelli attendibili, quanto (e, a volte, pi d') una registrazione, purch fedeli e serie,
specie se dotate pure d'intonazione, notata in modo oggettivo e concreto.
Per, la vera forza del metodo fonetico sta proprio nella consapevolezza di ci
che si deve fare, per arrivare alla pronuncia (molto meglio se neutra) d'una certa
lingua, o di pi lingue. cos, perch, ormai, non siamo pi nelle condizioni del
bambino, felicemente adatte a un completo apprendimento fonotone(ma)tico
nonch parafonico comprese certe peculiarit regionali, di cui faremmo volentieri a meno; ma quello il "metodo biologico&!
Quindi, la consapevolezza, a guardar bene, ha anche quest'altro vantaggio: di permettere di scegliere, fra le varie possibilit, quelle che si ritengano pi consigliabili.

1. preludio

27

Guida alle gure


1.4.1. Gli orogrammi del MaP (come quelli dell'FTN/MaF) hanno dei segni convenzionali, che aiutano a comprenderli (e a distinguerli fra loro). Perci, importante conoscerli bene, per utilizzare al meglio il ricco apparato iconograco fornito. Non riusciamo proprio a comprendere quei libri di "fonetica& che riportano
solo poche illustrazioni, o magari nessuna. pur vero che, piuttosto di dare illustrazioni approssimative (o, addirittura, errate), meglio non darne aatto. Meglio
ancora sarebbe non produrre proprio certi libri
Negli orogrammi vocalici ( f 1.7), importantissimo osservare attentamente
dov' collocato il segnale che indica il centro del dorso della lingua. Ancora pi importante osservare la posizione precisa nel vocogramma bianco (o trasparente)
in miniatura, al centro della cavit buccale (rispetto ai vocogrammi normali, pi
grandi) e la forma assunta da tutto il dorso, al ne di confrontare i vari orogrammi vocalici fra di loro (o una parte di loro, come per esempio quelli riguardanti una data lingua).
Ugualmente importanti, perch connessi fra loro, sono pure l'osservazione della posizione delle labbra (soprattutto per i vocoidi arrotondati) e dell'apertura mandibolare, che ricavabile dallo spazio visibile fra gl'incisivi superiori e inferiori.
Tutto questo deve portare alla vera conoscenza delle articolazioni vocoidali e dei
vari movimenti che contribuiscono a determinarle, al ne d'averne una panoramica attiva e non semplicemente passiva. Le conoscenze passive e puramente mnemoniche, in fonetica, non servono a gran che: solo a confondere e a scoraggiare!
Ovviamente, la vera analisi e descrizione dei vocoidi d'una data lingua avviene
tramite i vocogrammi veri e propri che riescono a mostrare le sfumature in modo
molto accurato (come si pu vedere nei m 2-13, e anche dalle fonosintesi dei m 1623 dell'FTN/MaF e dal MaPI con tutte le pronunce regionali date).
1.4.2. Perci, ora, consideriamo ci che si pu "trovare& nei vocogrammi, che vanno osservati con molta calma, analizzandoli e scrutandoli, in tutte le loro sfumature, che sono ricchissime di particolari, senza i quali non si riesce minimamente
ad avvicinarsi allo "spirito& d'una lingua, che si manifesta, soprattutto, tramite i vocoidi, poi la tonalit e, inne, i contoidi. Anche un semplice millimetro fa la sua bella dierenza s'un vocogramma (come s'un orogramma o s'un tonogramma).
Questa la "magia& della fonetica; infatti, chi non riesce a provarla, inevitabilmente, taccia la fonetica d'esser fredda, arida, incomprensibile, dicile e anche
inutile Invece, utilissima fondamentale e, perno, divertente!
I vocogrammi sono divisi in 30 caselle, dove si collocano i segnali adeguati, a seconda della forma data alle labbra. Quindi, i segnali rotondi indicano labbra arrotondate (come per (u, o, O)), e quelli quadrati, labbra neutre (o stese, comunque,
non-arrotondate, come per (i, e, E, a)), f 1.4, f 1.7-8. pur vero che, anche negli orogrammi vocalici (con vocogrammi piccoli), i segnali sono rotondi o quadrati, in corrispondenza alle labbra, ma si vedono, decisamente, meglio quelli dei vocogrammi (grandi), dove fondamentale usarli adeguatamente ( f 1.27).
Si possono trovare anche dei segnali "quadrotati& (: quadrati e rotati di 45: $),

28

manuale di pronuncia

per indicare posizioni labiali semi-arrotondate, intermedie fra rotonde e neutre (come per (), 8.10 dell'FTN/MaF]
Oltre alla forma dei segnali, molto importante la loro colorazione: quella bianca
indica vocoidi non-accentati (o anche, a seconda degl'idiomi, semi-accentati, ma non
completamente accentati), come quelli rappresentati da >o in: poich grido (pi'ke,
'gri:d); quella nera indica vocoidi sempre accentati, come in: no ('nO) ( f 1.27).
Ovviamente, ci sono anche vocoidi che possono ricorrere accentati o non-accentati; per questi, i segnali sono nero-bianchi, cio neri col centro bianco, come avviene in italiano per (i, e, a, o, u): lidi rete casa solo cultu(ra) ('li:di, 're:te, 'ka:za, 'so:lo, kul'tu:{Ra}).
f 1.27. Segnali diversi.
semi-arrotondato (), o coincidente (, %)
non-arrotondati:
accentato o non-accentato (e)
non-accentato ()
accentato (E)

arrotondati:
accentato o non-accentato (o)
non-accentato ()
accentato (O)

f 1.28. Segnali per varianti.

accentato o non-accentato (e)


non-accentato ()
accentato (E)

accentato o non-accentato (o)


non-accentato ()
accentato (O)

1.4.3. La colorazione pu anche essere grigia, per indicare varianti (contestuali {: i fondamentali tassofoni, che si realizzino tramite foni peculiari}, oppure possibili, come quelle degli accenti regionali {: i geofoni}, o di gradazioni sociali, pi o
meno marcate {: i sociofoni}).
In italiano neutro, i tassofoni rientrano nei 9 foni ((i, e, , E, a, O, , o, u)), che
realizzano i 7 fonemi vocalici (/i, e, E, a, O, o, u/). In inglese, invece, ci sono non
pochi tassofoni, specie se seguti da (), come per esempio in feel ('fi;) (ma feeling
('fIil)), che non pi possibile continuare a ignorare nei vocogrammi e nelle trascrizioni fonetiche.
pici geofoni italiani possono essere diverse realizzazioni regionali, per esempio, del fonema /a/ (a), fra cui: (, A, , , , , ), che possono rappresentare anche dei sociofoni, in quanto pi tipiche degli accenti (pi) marcati, rispetto a quelli meno marcati (come si pu vedere dal MaPI, per entrambi i casi). Anche i segnali
grigi possono avere il centro bianco, se si riferiscono a vocoidi che ricorrano anche non-accentati.
A volte, pu esser necessario escogitare qualche dierenza iconica, o cromatica,
per poter indicare alcune realizzazioni tipiche (senza dover aggiungere vocogrammi supplementari), in dipendenza dalla posizione nella parola, rispetto ai conni,

1. preludio

29

o all'accento, o alla struttura sillabica, o alla minore frequenza d'uso, come la semplice possibilit di ricorrere (cio, senz'obbligo d'applicazione), che saranno chiare, osservando i contesti indicati (attorno al vocogramma), o spiegate verbalmente (nel testo). La soluzione pi frequente l'impiego di bordi tratteggiati, soprattutto per "vocoidi bianchi&, non-accentati.
Si vedano, per esempio, i vocogrammi dell'accento francese "internazionale&
( 4.4.1) o di quello francese meridionale ( 4.4.3), o quelli di tedesco (e degli accenti presentati, m 5), o di portoghese brasiliano, di russo, o d'arabo ( m 710, o d'alcuni idiomi nelle fonosintesi dei m 16-21 dell'FTN/MaF]
1.4.4. Ma passiamo all'indicazione dei dittonghi (ovviamente formati da due
vocoidi tautosillabici {cio: nella stessa sillaba}, 5.2-3 dell'FTN/MaF), che si
mostrano tramite il segnale adeguato per il punto di partenza, che viene fatto proseguire, no alla posizione esatta del secondo elemento del dittongo, ottenuto seguendo la linea nera continua ( f 1.29-31).
Se il punto d'arrivo un vocoide non-arrotondato, suciente la linea; se, invece, un vocoide arrotondato, s'aggiunge, alla ne, un pallino piccolo. Se il punto
d'arrivo d'un dittongo semi-arrotondato, il segnale piccolo da usare "quadrotato& ($), come lo sarebbe pure l'eventuale segnale grande del primo elemento, con
analoga posizione labiale.
D'altra parte, attorno al vocogramma, si collocano le trascrizioni fonemiche e
fonetiche, che completano le informazioni.
f 1.29. Dittonghi (accentati e no).
esteso (ai)
ristretto (a)

esteso, con 2 elemento


arrotondato (au)
ristretto, con 2 elemento
arrotondato (a)
monotimbrico (aa)

1.4.5. I dittonghi possono essere estesi, quando hanno una linea abbastanza lunga, oppure ristretti, quando la linea piuttosto corta. Oltre a questi dittonghi ditimbrici, con vocoidi diversi all'inizio e alla ne, ce ne possono essere di monotimbrici, con secondo elemento uguale a quello iniziale, ma collocato in un punto diverso della rispettiva casella.
Questi ultimi sono senz'altro parecchio ristretti e, spesso, la linea brevissima,
tanto che, soprattutto nel caso di dittonghi monotimbrici, che corrispondano quasi a dei fonemi vocalici lunghi, la linea tratteggiata si pu, benissimo, ridurre a un
breve segmento, o al semplice pallino, se il secondo elemento arrotondato.
Per completare la panoramica, dobbiamo aggiungere anche la geminazione vocalica, o sdoppiamento vocoidale, quando si tratti di vocoidi non brevi, ma nemmeno di dittonghi monotimbrici; quindi, lo stesso vocoide ripetuto, nella fonosillaba, ma senza il bench minimo spostamento all'interno della casella del vocogramma: (aa) ( f 1.30).

30

manuale di pronuncia

Quando un dittongo ha il primo elemento uguale a quello d'un monottongo,


presente nello stesso vocogramma, s'indicano simultaneamente il monottongo e
il dittongo, grazie all'impiego d'una linea tratteggiata, invece che continua (che
indicherebbe semplicemente un dittongo).
Eventuali varianti di dittonghi, inoltre, sono indicate con un segnale grigio e
con la linea continua (oppure, se si tratta d'una variante non-accentata, il segnale
sar bianco col bordo nero tratteggiato, come la linea).
f 1.30. Monottonghi (brevi o lunghi) e dittonghi con primo elemento uguale (qui, tutti accentati).
monottongo (breve o
monottongo (breve o lungo)
lungo) e dittongo
e dittongo (esteso) con 2
(esteso) (a, a:, ai)
elemento arrotondato (a, a:, au)
monottongo (breve o lungo) e ditmonottongo (breve o
tongo (ristretto) con 2 elemento
lungo) e dittongo
arrotondato (a, a:, a)
(ristretto) (a, a:, a)
monottongo (breve o lungo) e dittongo monotimbrico (a, a:, aa)

1.4.6. Inoltre, a seconda della direzione presa, i dittonghi si possono classicare in tre tipi: d'apertura (quando il secondo elemento pi basso), di chiusura (col
secondo elemento pi alto), e di centratura (quando si passa a (), o a ()). Nella f
1.31 (in cui tutti i segnali sono non-arrotondati, per pura semplicit) i dittonghi
con la linea con tre segmenti, presenti nel primo e terzo vocogramma, (a), o nel
secondo e terzo, (), possono esser considerati di chiusura/apertura, oppure di
centratura, a seconda dell'interpretazione fonologica e anche se lo stesso idioma
presenta, o no, dittonghi simili in altre posizioni del vocogramma.
Per esempio, se (a) accompagnato pure da (, ) (oppure () da (ie, uo)),
anche (a) sar di chiusura, o () d'apertura. D'altra parte, sempre in base a considerazioni strutturali, anche dittonghi con secondo elemento non proprio centrale medio: (, , X, x , #, P, ) (e (, , , , Y, T, , @, )) potrebbero esser considerati, vantaggiosamente, di centratura.
Per esempio, in inglese britannico, fanno parte dello stesso gruppo, sia hearing
/'hI<I/ ('h>), beers /'bIz/ ('b;) e bear(s) /'bE{z}/ ('b;{}) che beer /'bI/
('b;); anche negli accenti che abbiano (, a) per //. Perci, le scelte pi adeguate, normalmente, si fanno considerando sia la trascrizione fonemica che quella fonetica.
f 1.31. Dittonghi diversi.

di chiusura

d'apertura

di centratura

1. preludio

31

1.4.7. Negli orogrammi vocalici (e nel vocogramma) delle f 1.3-4, mostriamo le


posizioni estreme del vocogramma, proprio per delimitare meglio l'mbito dello
spazio buccale dedicato ai vocoidi. Invece, gli orogrammi della f 1.6 danno posizioni pi correnti e leggermente meno periferiche, come avviene nella maggior parte delle lingue.
Infatti, sono davvero strani certi trapezi (o addirittura "triangoli vocalici&) che
mostrano i segnali tutti perfettamente allineati sui bordi ("inlzati& sulle linee {come perle, essendo anche tutti di forma rotonda}, tanto da sporgere al di fuori dei
margini), quando la realt oggettiva dei vocogrammi ben diversa.
1.4.8. Per gli orogrammi consonantici, abbiamo alcune convenzioni, pi o meno intuibili. Per esempio, per i nasali, suciente che il velo sia abbassato, come
si pu vedere in tutti i casi della f 1.9.1-2, ma anche nel caso d'articolazioni
nasalizzate, come i vocoidi (f 1.7, in basso). C' anche l'esplosione nasale (f 1.19, a
destra).
Per gli occlusivi, il velo sollevato e, come pure per i nasali, c' un contatto tra
due (o pi) articolatri (f 1.10).
Gli orogrammi dei costrittivi, esibiscono un avvicinamento consistente tra due
(o pi) articolatri (f 1.12.1-2 f 1.32; e f 1.1, , per ()), oltre a un'utile convenzione (anche se meno oggettiva, o meno palese), che consiste in una riga nera orizzontale, sbito sopra la base degli orogrammi, che allude, in qualche modo, alla
costrittivit (in questo caso, al rumore di frizione prodotta dall'aria, nel punto di
massimo restringimento).
Se la riga non continua, ma divisa in tre segmenti (come per (,)), abbiamo un
contoide semi-costrittivo (intermedio fra costrittivo e approssimante).
Per i costrittivi solcati ( f 1.32 f 1.12.1. {e il 9.13 dell'FTN/MaF}), c' anche un tratto curvo posto sulla lamina della lingua, che vuole ricordare, appunto,
il solco longitudinale, tipico di questi contoidi.
f 1.32. Costrittivi non-solcati, (), e solcati, (s).

non-solcato

solcato

Nel caso dei semi-costrittivi, anche il tratto del solco segmentato. Ovviamente,
queste indicazioni appaiono anche negli orogrammi degli occlu-costrittivi.
Per gli approssimanti, c' visibilmente pi spazio fra gli articolatri e manca
la riga orizzontale (dei costrittivi); ci pu, per, essere una freccia nera, leggermente pi piccola di quella dei laterali, per indicare la contrazione laterale, o lateralizzazione aggiuntiva, che accompagna e caratterizza alcuni degli approssimanti (f
1.13.3). I semi-approssimanti hanno una riga punteggiata orizzontale (f 1.13.2).
I contoidi vibranti, vibrati e vibratili (f 1.14.1-3), sono caratterizzati da un pallino scuro posto sull'articolatore mobile (apice, uvula). Inoltre, per i vibranti, s'aggiunge un tratteggio semplice, e, per i vibratili, uno duplice (f 1.33). Abbiamo messo, nella stessa gura, anche la "composizione articolatoria sequenziale&, che mo-

32

manuale di pronuncia

stra, per (r), due bttiti (seguti da due posizioni "aperte&, con sfondo bianco).
Per il vibrato, (R), c' un solo contatto, per un solo battito; mentre, il vibratile,
([), formato da tre fasi ben diverse (e veloci): dapprima, l'apice si porta dietro gli
alveoli; poi, spostandosi in avanti, tocca gli alveoli (e questa la vera articolazione pertinente); inne, la terza fase corrisponde allo stacco d'ogni battito, come i
due bianchi in (r).
f 1.33. cbranti, (r), vibrati, (R), e vibratili, ([).

I laterali si riconoscono dalla freccia sulla parte della lingua che costituisce il
punto d'articolazione fondamentale. Se la freccia nera, si tratta di contoidi bilaterali (f 1.15.1); se bianca, d'unilaterali (f 1.15.2). Se, invece, sono laterali vibrati,
appare anche un pallino vuoto (f 1.15.3). (Molto di pi, su altri tipi di laterali, con
aggiunte diverse, si trova nell'FTN/MaF]
f 1.34.
Articolazioni (bi)laterali,
(l), e unilaterali, ().

+
l

1.4.9. Gli orogrammi degli occlu-costrittivi presentano una piccola parte nera,
che rappresenta il momento occlusivo di questi contoidi, che (come si vede dalle
f 1.11.1-2) omorganico al punto d'articolazione del momento costrittivo, che lo
segue immediatamente, formando la seconda parte di questi foni unitari, anche se
composti (con durata globale corrispondente a quella d'altri contoidi, occlusivi o
costrittivi, non a quella di sequenze di due foni).
Ovviamente, hanno anche la riga nera vicino alla base della gura. Inoltre, gli
occlu-costrittivi solcati, presentano pure il tratto curvo (per il solco, f 1.11.1.). Gli
occlu-semi-costrittivi hanno la riga nera orizzontale tripartita. (Qui, ci limitiamo
agli occlu-costrittivi che ricorrono nelle 12 lingue trattate. Altre lingue presentano anche altri tipi, trattati nell'FTN/MaF.)
1.4.10. Nei palatogrammi (f 1.17, in basso), la parte grigia indica il contatto durante l'articolazione di determinati contoidi; il ricorso ai palatogrammi possibile anche per la verica dei vocoidi, in particolare non-posteriori; ma, descrittivamente e didatticamente, i vocogrammi e gli orogrammi sono molto pi utili. L'eventuali parti pi scure indicano il punto di contatto completo, della fase occlusi-

1. preludio

33

va dei contoidi occlu-costrittivi, mentre, ovviamente, quelle grigie si riferiscono


alla fase (omorganica) costrittiva, che quella caratterizzante. Se si confrontano i
palatogrammi dei costrittivi (, s, S) e quelli degli occlu-costrittivi corrispondenti,
(, q, c), questa peculiarit sbito chiara. utile vedere bene anche (nell'ultima parte d'ogni blocco di diagrammi, nella f 1.17) i palatogrammi e i dorsogrammi che mostrano la dierenza, per l'articolazione alveolare sonora, fra occlusivi,
(D), e (bi)laterali, (l), nonch unilaterali, (), e anche costrittivi, () (sebbene questi non ricorrano nelle 12 lingue del MaP]
1.4.11. I dorsogrammi (come nella f 1.17, in alto) presentano un'altra prospettiva, non pi longitudinale, ma trasversale, e servono soprattutto per mostrare la
dierenza fra lingua piatta (posizione non-marcata, giacch richiede un minor numero di tratti) e lingua o solcata oppure contratta lateralmente (o lateralizzata), che
costituiscono le due posizioni marcate, rispetto all'altra.
Nei labiogrammi di prolo (come nelle f 1.5 f 1.16), l'eventuali frecce indicano la direzione dei movimenti tipici, attivati da determinati muscoli facciali. I labiogrammi frontali ( f 1.8 e quelle appena indicate) si spiegano da soli, anche
per quanto riguarda lo spazio verticale, progressivamente maggiore, in dipendenza dall'apertura mascellare. Osservando bene la f 1.16, si considerino attentamente le dierenze labiali per (, S, ) (tenendo presente quanto detto al 4.2.4 dell'FTN/MaF a proposito dell'individuazione delle posizioni labiali negli orogrammi). Ricordiamo, comunque, che (S) prolabiato, in quanto ha protensione, o protrusione labiale vera e propria ( f 1.16.1), non arrotondamento.
Altri diagrammi utili sono i laringogrammi (come nella f 1.1), che sar bene analizzare con attenzione. Ovviamente, si tratta di laringogrammi ottici (e ssi in un
particolare istante, oltre che schematici), come si possono vedere con un laringoscopio, o specchietto da otorino(laringoiatra); non dei laringogrammi acustici, che
misurano le vibrazioni delle pliche vocali.
1.4.12. Ora, passiamo ai tonogrammi, che sono divisi in tre fasce sovrapposte (di
tonalit alta, media e bassa {non assoluta, ma relativa alla voce d'ogni singolo parlante}). Sia nelle protonie che nelle tonie ( 1.1.5-8 f 1.21-3 {e, nell'FTN/MaF
i 6.4.5.1-4 13.8-34}), come pure per i toni ( f 1.26 {e, sempre nel MaF 6.4.4 12.17-18}), le linee, collocate ad altezze (e con direzioni) diverse, indicano fono-sillabe accentate; mentre, i punti indicano fono-sillabe non-accentate (linee intermedie, come grandezza, ovviamente, indicano fono-sillabe semi-accentate, con accento secondario, ma con la tonalit indicata dalla collocazione nel tonogramma).
Nelle trascrizioni fonotonetiche, gli accenti secondari sono indicati da due puntini vicini (e pi piccoli del punto isolato), con direzioni diverse, secondo le necessit tonetiche; l'accento secondario di tonalit media, per esigenze di perspicuit
(per non confonderlo con un trattino di separazione sillabica) segnato con (&). In
fondo, anche l'accento primario, per gli stessi motivi, segnato (').
Fonosillabe "senz'accento& (o meglio con accento debole, cio pi debole del
secondario) non hanno nessun segno, mentre le fonosillabe con tono medio, ma
con accento debole, sono indicate con un punto d'altezza media (2).

34

manuale di pronuncia

Guida ai tipi di trascrizione


1.5.1. Nel MaP, i simboli usati sono tanti, non c' dubbio; per, non sono superui, se si vuole fare fonetica utile (e non solo fonetica "facile& e, inevitabilmente, superciale). Pochi simboli condannano al pressappochismo, mentre molti simboli aprono la via verso la vera conoscenza e la "degustazione& dei fatti di pronuncia.
Ovviamente (anche se il proprio studio stato graduato e meditato, nonch basato su esercitazioni), a volte, sar necessario ricontrollare sia il valore, sia la natura, sia le relazioni di certi simboli (o anche concetti) meno frequenti. Il modo migliore per farlo consiste nel cercare nel posto giusto, o nei posti giusti. Infatti, sia
cercando nell'indice generale o in quello analitico, sia sfogliando i capitoli e le sezioni, sia osservando le tabelle, le liste di simboli e i gruppi di gure, si trovano le
risposte, le veriche, i collegamenti, comprese nuove prospettive.
I grossi raggruppamenti sono, ovviamente, le vocali, le consonanti, l'intonazione le altre caratteristiche prosodiche (accento, tono, durata) e quelle parafoniche.
Sarebbe complicato e, probabilmente, inutile riproporre le stesse cose in una
sintesi generale, magari troppo compressa e complessa; perci, qui ci limitiamo a
invitare a seguire le indicazioni ora fornite.
Ribadiamo solo il valore delle diverse "parentesi& usate per racchiudere i simboli. Le barre oblique / / indicano solo i fonemi, con valore teorico e astratto; mentre, le parentesi quadre ( ) indicano solo i foni (o tassofoni), cio i valori pratici
e concreti, pur con utilissime generalizzazioni e normalizzazioni, senza le quali ci
si troverebbe a dover trattare solo di singole realizzazioni occasionali, irripetibili e
peculiari di singoli individui. Per esempio: dire /'dire/ ('di:R).
1.5.2. La reduplicazione delle "parentesi&, invece, indica un grado pi elevato
della natura stessa del valore suggerito dalle "parentesi& singole, o normali. Perci,
le barre doppie // // alludono a un livello ancora pi astratto o teorico di caratteristiche fonologiche, come in tedesco wiederhaben //'vi:dKha:bn// rispetto a /'vi:dha:b/, o a ('vi:d&ha;b); mentre, le parentesi doppie (( )) si riferiscono a simboli pi specici, come quando si vuole insistere su sfumature, quali l'articolazione con la punta alta della lingua ((s, x)) invece che bassa (s, S) considerata pi
normale.
Lo stesso si potr fare nel caso della nasalizzazione parziale, o anche consistente, segnalata sopra ( 1.3.3): cantando mamma ((kn'tn:do, 'mm:ma)) (l'IPA uciale non ha modo di segnare la nasalizzazione leggera o automatica, tant' vero
che, in modo arbitrario e fuorviante, con "()& indica un particolare tipo di fonazione, il cricchiato, cio il nostro (a)).
Inne, le parentesi angolari > racchiudono elementi parafonici, se si tratta
di simboli, o di diacritici, come per @; oppure, elementi grafemici, se si tratta di
segni ortograci, come per >a. Simboli non racchiusi tra parentesi quadre, o fra
barre oblique, come nei diagrammi dati nora, rappresentano foni, per trattazioni di fonetica generale.
Invece, nelle tabelle consonantiche (dei m 2-13 e delle fonosintesi, nei m 16-23

1. preludio

35

dell'FTN/MaF] i simboli, anche se non racchiusi tra barre oblique, indicano fonemi, pur se rappresentati con simboli piuttosto specici (per non sacricare la precisione, ma senza appesantire l'eetto visivo, tanto pi che indicano anche i foni).
D'altra parte, per indicare i fonemi, nelle trascrizioni fonologiche che accompagnano quelle fonetiche, si possono utilizzare simboli pi generici, com' stato fatto
nei m 2-13 (avendo indicato le corrispondenze, pure nelle tabelle consonantiche).
Trascrivere a mano
1.5.3. Un'ultima, ma fondamentale, osservazione va fatta sulle trascrizioni eseguite a mano. Bisogna cominciare, n dall'inizio, a tracciare ogni simbolo e ogni
diacritico esattamente come lo si trova a stampa, in questo manuale (in cui usiamo il bel carattere Garamond Simoncini nella nostra versione imonani] necessario fare molta attenzione a non confondere un simbolo con un altro simile,
ma ovviamente diverso e con valore dierente.
Per primissima cosa, le trascrizioni vanno eseguite non in corsivo (nei due sensi
comuni): infatti, contrariamente alla scrittura corrente, non si devono legare i simboli fra loro, che vanno, invece, tenuti ben separati, come a stampa; n bisogna
semplicare la forma di certi simboli, confondendo, per esempio, n con u, o m con
; o l con oppure con a; ancora, non si devono omettere i puntini, per cui non
si deve scrivere per i, oppure per j.
N si devono fare aggiunte o modiche "stilistiche&, giacch d deve rimanere
diverso da o da ; come dierisce dal grafema g, e h da ; lo stesso vale in casi
come: z diverso da Z o . Inoltre, anche (L, r, R, ) sono ben diversi da (/H, , [, y),
. Ovviamente, non si deve nemmeno scrivere a stampatello, giacch (, , , I, G,
, ,, , K) sono simboli dierenti da (a/A, b, e/E, i/, g, l, n, p, r).
Quindi, bisogna accantonare qualsiasi pratica abituale, che porterebbe a confondere un simbolo con altri. La strategia migliore, per raggiungere questo scopo essenziale, di cominciare a osservare ogni simbolo, con molta attenzione, "con occhio
tipograco&: badando bene a tutti i particolari, come la grandezza e l'orientamento
d'un tratto ((t, T, , ), (B, 6)), o d'un simbolo ((e, , ), (K, , , ), (A, a, ), (,
E, ), (X, x v, , O), (r, <, ), (h, H, ), (f, j, 3 J, , , )), la presenza o meno d'una certa grazia, o il tipo stesso di grazia, come per esempio in (i, I, u, , U o, , ).
A tale scopo, saranno utili le osservazioni fatte ai m 8-9 dell'FTN/MaF, per guardare non solo vedere i vari simboli di tutto il volume. In questo modo, fra l'altro, s'arriva ad "accettare& prima e meglio il fatto che (g) abbia sempre il valore
di ghiro /'giro/, non quello di giro /'Giro/, .
Simboli generici (per categorie foniche)
1.5.4. Siccome possono servire, prima o poi, anche dei simboli non direttamente segmentali, ma per indicare categorie foniche, magari in formule fonetico-fonologiche (o ai margini dei vocogrammi, o delle tabelle), di sguito, diamo una lista

36

manuale di pronuncia

di tali simboli (nell'FTN/MaF ce ne sono di pi). Nelle denizioni, sottintendiamo variazioni morfologiche come sonori/e fonici/he
La f 1.35 mostra, schematicamente, i sette modi d'articolazione fondamentali,
per i contoidi, con raggruppamenti e suddivisioni utili, no alla distinzione fra ostruenti e sonanti (per, senza includere i modi d'articolazione misti, tipici degli
approssimanti, ma soprattutto dei vibranti e dei laterali).
Rientrano nei contoidi ostruenti gli occlusivi (ma non i nasali, anche se, a rigore, si potrebbero considerare degli occlusivi con nasalizzazione {e sono primi, nelle nostre tabelle}), gli occlu-costrittivi, i costrittivi (compresi i vibranti costrittivi e
i laterali costrittivi) e gli approssimanti (periferici); rientrano, invece, nei sonanti
(o sonoranti) gli approssimanti (centrali o lateralizzati), i nasali, i vibranti (compresi i vibrati e i vibratili] e i laterali (compresi gli unilaterali e i laterali vibrati).
Tranne che per i vibranti (e i vibrat{il}i), per tutti gli altri modi d'articolazione
sono possibili, in varie lingue, articolazioni foneticamente semi- (: meno tese
senza un contatto pieno, pure per i nasali, occlusivi, occlu-costrittivi e laterali).
f 1.35. Raggruppamenti dei modi d'articolazione fondamentali.
0
F !


` _

vocoidi/vocali
V ridotti (per la durata; = )
V accorciati
V nasalizzati
V desonorizzati
V V sonori len(it)i
V non-sonori len(it)i
V semi-nasalizzati
V arrotondati
5 V avanzati
V arretrati
V abbassati
V sollevati
V normali o con altra convenzione
V cricchiati (o laringalizzati)
0 contoidi/consonanti
0 C ridotti (per la durata; = )
C accorciati
C non-sonori glottalizzati, con un ()
simultaneo
C intensi ("sillabici&)
C desonorizzati
C non-sonori len(it)i o con altra
convenzione, specie diafonemica
C C sonori len(it)i
= C non-sonori

%
#

C sonori
C arrotondati
C palatalizzati
C velarizzati/uvularizzati
C avanzati
C arretrati
C pi tesi/stretti
C meno tesi/stretti
C sonori cricchiati/laringalizzati
C laterali
C laterali costrittivi
C laterali non-sonori
C laterali vibrati
C unilaterali
C laterali vibra(n)ti
C laterali vibra(n)ti intensi ("sillabici&)
C laterali vibra(n)ti non-sonori
C nasali
C nasali intensi ("sillabici&)
C nasali non-sonori
C sonanti (o sonoranti)
C sonanti intensi ("sillabici&)
C sonanti non-sonori
C vibranti (o vibranti vibrati)
C vibranti (o vibranti vibrati) non-sonori

1. preludio
C vibranti costrittivi
C vibrati
C vibrati lateralizzati
C vibratili
C vibratili lateralizzati
C approssimanti
C semi-approssimanti
C approssimanti lateralizzati
F C occlusivi
C costrittivi (non-solcati)
C semi-costrittivi (non-solcati)
_ C costrittivi solcati
` C semi-costrittivi solcati
` C occlu-costrittivi (non-solcati)
@ C occlu-semi-costrittivi (non-solcati)
C semi-occlu-costrittivi (non-solcati)
C occlu-costrittivi solcati
& C occlu-semi-costrittivi solcati
I C semi-occlu-costrittivi solcati
fono-sillaba
i fono-sillaba ridotta
fono-sillaba "leggera&
9 fono-sillaba "pesante&
` fono/fonema "zero&
0$ C con esplosione udibile
0 C con esplosione non udib.
05= /=/ /=h/
0= // /h/
' V accentati (con acc. forte/primario)
& V semi-accentati (con acc.
medio/secondario)
V non-accentati (con acc. debole)
V de-accentati (con acc. ridotto, anche
no a debole)
" V iper-accentati (con acc. extraforte)
: V lunghi
; V semi-lunghi
V meno di lunghi
V meno di semi-lunghi
| V nali d'enunciato
| V dopo pausa/silenzio
V nali di parola
V iniziali di parola
V nali di sillaba

37
-- V interni di parola
| pausa
\ pausa potenziale
|| pausa pi lunga
inciso
inciso "alto&
^ citazione
. tonia -emica conclusiva
? tonia -emica interrogativa
tonia -emica sospensiva
, tonia -emica continuativa
protonia normale (nessun segno)
protonia interrogativa
protonia imperativa
protonia enfatica
& protonia interrogativa supplementare (in
francese)
5 ( ' toni) con acc. forte, 12.17 dell'FTN/MaF
(& toni) con acc. medio, 12.17 dell'FTN/MaF
1 (2 3 toni) con acc. debole, 12.17 dell'FTN/MaF
8 ( " toni) con acc. extraforte, 12.17
dell'FTN/MaF
9 (6 0 ) toni discendenti, 12.18 dell'FTN/MaF
( ` ) toni ascendenti, 12.18 dell'FTN/MaF
akusento giapponese abbassamento tonale
distintivo, 12.3.2.1-4
# (@ /) diacritici di spostamento (
8.11 9.5 del MaF)
@ elementi parafonici ( 14.3-5 dell'FTN/
MaF), o grafemi
( ) trascrizioni fonetiche
/ / trascrizioni fonemiche
(( )) trascrizioni iperfonetiche
// // trascrizioni iperfonemiche
( ) simboli/fon(em)i che possono
mancare/cadere
(( ))simboli/fon(em)i potenziali, che
potrebbero esser usati, come nelle f 1.7-8.

La tabella uciale dell'IPA


1.6. Per dovere d'informazione, riportiamo anche la tabella IPA uciale (f 1.36),
sebbene ci serva pi che altro a evidenziarne i difetti e le carenze globali.

38

manuale di pronuncia

f 1.36. Tabella dell'IPA uciale (2005).

~ ~~~
(uciale, 1993, corretto nel 1996 e aggiornato nel 2005)
~~~ (~~)
Occlusive

Bilabiali Labiodent. Dentali Alveolari Postalveol. Retroessi Palatali

Velari

Uvulari

Nasali
Polivibranti
Monovibr.
Fricative
Fric. later.

(Traduz. realizzaz. )

b
m

t
M

B f

d
n
r
R
s z
!
<
l

S Z

k g

G
,
K

Faringali Glottali

h H

V
>
j

Approssim.
$
L

Appr. later.
Nelle coppie, la consonante sulla destra sonora. Le zone in grigio indicano articolazioni considerate impossibili.

Avulsive/Clicks

Implosive sonore Eiettive

Bilabiale
| Dentale
! (Post)alveolare
Palatoalveolare
~ Laterale alveol.

Bilabiale
Dentale/alveol.
Palatale
Velare
Uvulare

come in:
p Bilabiale
t Dentale/alveol.
k Velare
s Fricativa alveol.

Anteriori

i y
I Y
Semichiuse
e
Semiaperte
Aperte

'
w

Fric. labiovelare sorda


Appr. labiovelare sonora
Appr. labiopalat. sonora
Fric. epiglottale sorda
Fric. epiglottale sonora
Occlusiva epiglottale

Fric. alveopalatale sorda


Fric. alveopalatale sonora
Monovibr. laterale alveol.
= S e x simultaneamente

Le aricate e le articolazioni
doppie si possono indicare
con legature, se necessario

~ ~

Chiuse

~~~ (~~-~~)

Centrali

Posteriori

M u
U
o
O
A

Nelle coppie, la vocale sulla destra (e U) arrotondata.

0
`

>1
1
1
1
<1

~
Extra-alto
Alto
Medio
Basso
Extra-basso

Sollevamento (relativo)
Abbassamento (relativo)

(possono esser posti sopra i simboli che scendano sotto il rigo, per es. )
= Desonorizzato
) Mormorato
Y Dentale
b "
U P
Sonorizzato
Cricchiato
Apicale



y

Aspirato
Linguolabiale
Laminale
u
p

t5
d5
5
g Pi arrotondato o
Labializzato t d
Nasalizzato e
G Meno arrotond. O
J Palatalizzato tJ dJ
Rilascio nasale d
Avanzato
%
t d
Velarizzato
Rilascio laterale d
! Arretrato
Faringalizzato
m
t/
d/
/
Ril. non udibile d
Velarizzato
o
faringalizzato

t
7 Centralizzato

l
(

=
fricativa
labiovelare sonora)
Innalzato
Z Centripeto
c Sillabico
f Abbassato

L ( = approssimante velare sorda)
W Non-sillabico k
Radice della lingua avanzata

&
A&
Rotacizzato
Radice della lingua arretrata
&

1
1
21
"1
4[1

Ascendente
Discendente
Alto ascend.
Basso ascend.
Ascend.-discend.

8
3

Sollevamento globale
Abbassamento globale

'
&
:
;
z
.

Accento primario
Accento secondario:

&fone'tista

Lunga
a:
Semilunga a;
Brevissima q
Divisione sillabica:

Si.are

Gruppo minore
(gruppo ritmico)
Gruppo maggiore
(gruppo intonativo)
Legato (mancanza
d'interruzione)

1. preludio

39

La prima sezione d le consonanti pneumoniche, nel numero di 58 (con la piccola


aggiunta di dieci elementi, dati in "altri simboli&).
Nella seconda sezioncina, si danno cinque deiettivi (o "consonanti avulsive/clicks&),
cinque iniettivi ("consonanti implosive&, compreso il teorico uvulare), si nisce con
quattro esempi d'eiettivi.
Segue il quadrilatero uciale per cercare di render conto dei vocoidi; si tratta di 28
elementi, in dodici coppie (per la posizione delle labbra: distese oppure arrotondate),
pi quattro elementi isolati. La collocazione di (, , ) alquanto infelice.
La striminzita sezione sui toni e sugli accenti di parola non riesce a indicare che si
tratta solo d'esempi, fuorviando non poco. S'indicano, poi, segni sovrasegmentali.
Per nire, c' la sezione dei diacritici, resasi necessaria, per non rischiare d'essere
completamente vaghi e ambigui. Infatti, giacch i simboli segmentali disponibili sono davvero molto pochi, si deve ricorrere a qualche diacritico uciale (anche due o
tre per un solo simbolo), che permetta d'illudersi d'alludere, in qualche modo, a importanti dierenze articolatorie.
Purtroppo, questa "sistemazione& viene anche a tradire uno dei princpi fondamentali, che distinguevano l'IPA da tutti gli altri alfabeti fonetici, proprio per il netto riuto d'usare segni diacritici, semplicemente per mostrare caratteristiche articolatorie.
Invece, adesso, imperversano i diacritici da mettere sopra, sotto, o in esponente, dopo il simbolo generico.
Manca completamente qualcosa per indicare l'intonazione. N pu sperare di servire allo scopo il ToBI (anche se qualcuno ha detto che potrebbe diventare proprio la
componente intonativa dell'IPA uciale), giacch mescola l'intonazione con la casualit e con la parafonica.
Simboli CANIPA del MAP e i loro corrispondenti UIPA
1.7. Per tutte le articolazioni (coi loro simboli unitari), s' pensato utile aggiungere le corrispondenti "trascrizioni& in uIPA (date fra " &), per far vedere la loro "composizione& (quasi come in formule chimiche o algebriche).
Ci servir sia a far capire le combinazioni dei pochi simboli basilari con tanti diacritici (anche se non abbiamo messo tutti quelli che sarebbero necessari, per una precisione eettiva), sia a evidenziare che impensabile di fare "trascrizioni diacritiche&,
alla stregua di tutti gli altri alfabeti fonetici. , comunque, necessario usare un'interlinea maggiore, proprio per evitare che i troppi diacritici si sovrappongano fra righe diverse.
Infatti, l'IPA originario aveva fra i criteri fondamentali anche quello d'evitare diacritici per sfumature articolatorie. I casi in cui c' coincidenza, fra i due sistemi IPA, sono indicati da (=); la coincidenza parziale, da (=); le dierenze, senza diacritici, da ().
Ricordiamo che fondamentale osservare attentamente gli orogrammi, confrontandoli costantemente, e trovare le somiglianze anche fra i simboli, a partire da quelli uciali, dai quali gli altri sono derivati (pur con qualche utile modica e qualche
necessaria sostituzione).
Anch nessuno si spaventi per questi eccessi di diacritici, ricordiamo, ancora
una volta, che la nostra ferma posizione , invece, per un uso migliore dei simboli
unitari, anche per evitare che ci siano simboli (e, quindi, foni) di seconda (o terza)
classe, perch accompagnati da diacritici (tutt'altro che facili da combinare).
Comunque, qui, non si sono messi tutti i diacritici necessari (o possibili), anche

40

manuale di pronuncia

se, spesso, coloro che usano l'uIPA ne mettono meno ma, allora, rendono tutto
approssimativo e impreciso.
Vocoidi
Non-arrotondati
(i)
(I)
(e)
()
(E)
()

"(i)& (=)
"(I)& (=)
"(e)& (=)
"(ef ) o (EF )&
"(E)& (=)
"(a)& ()

()
()
()
()
()
()

"(i&), (i]) o ()&


"(I&) o (I7)&
"(e& ), (e7 ) o ( )&
"(EZ ) o (eZ )&
"(aZ ) o (E7 ), (E& )&
"(a7 ) o (a& )&

()
()
()
()
()
(a)

"()& (=)
"(f) o (HF )&
"() o (F )&
"()& (=)
"()& (=)
"(a7& ) o (f )&

(M)
()
(X)
(x)
()
(A)

"(M
7 ) o (M
)&
"(M
Z ), (M
f ), (M
7f ) o (7F )&
"() o (7)&
"(Z ), (7F ) o (Z), (7f )&
"() o (7 )&
"(A ) o (A7 )&

(*)
()
()
()
()
()

"(M)& ()
"(M
f ) o (f)&
"()& ()
"(f) o (F )&
"()& ()
"(A)& ()

Arrotondati
(Y)
()

"(y)& ()
"(Y)& ()

()
()
()
()
(y)
(Y)
()
(#)
()
()

"()& ()
"(f ) o (F )&
"()& ()
"()& ()
"(y7 ) o (y. )&
"(Y7 ) o (Y& )&
"(7 ) o (& )&
"(Z ), (7F ) o (Z ), (7f )&
"(7 ) o (& )&
"(7 ) o (& )&

(%)
(T)
(+)
()
(@)
()

"(%)& (=)
"(%f ) o (+F )&
"(+)& (=)
"()& (=)
"(f )& ()
"(7& )& ()

()
()
(P)
()
()
()

"(u7 ) o (u )&
"(U7 ) o (U )&
"(o7 ) o (o )&
"(OZ ), (OF ) o (oZ ), (of )&
"(O7 ) o (O )&
"(7 ) o ( )&

(u)
(U)
(o)
()
(O)
()

"(u)& (=)
"(U)& (=)
"(o)& (=)
"(OF ) o (of )&
"(O)& (=)
"()& (=)

Semi-arrotondati
() "(ig ) o (yG)&
() "(g ) o (%G )&
(W) "(M
g ) o (uG )&
()
(:)
(w)

"(Ig ) o (YG )&


"(I.g ) o (Y.G )&
"(M
hg ) o (UG )&

()

"(eg ) o (G )&

1. preludio
(,)
()

"(e.g ), (e7g ) o (g )&


"(g) o (oG )&

()
()
()

"(ehg ) o (EHg )&


"(g ) o (G )&
"(Zg ), (7g@ ) o (OZG ), (O7@G )&

()
()
(,)

"(Eg ) o (G )&
"(aZg ) o (
.G )&
"(g ), (g7 ) o (OG ), (O7G )&

()
()
(a)

"(aHg ) o (HG )&


"(a:7g ) o (hg ) o (7:G )&
"(Ag ), (A7g ) o (G ), (7G )&

Contoidi
Nasali
({)}, m)
(/, [)
(/, m)
(/, M)
((/, ))
(/, M)
(/, )
(/, ")
((/, ))
((/, n))
(/, N)
((/, ))
((/, ))
({}, n)
((/, ))
(/, n)
(/, n)
(/, N)
((/, n))
(/, ~)
((/, ))
(/, N)
((/, ))
((/, ))
(/, )
(/, \)

"(m= , m)& (, =)
"(m)&
"(mJ)&
"(m)&
"(M)&
"(M)& (=)
"(MJ)&
"(M)&
"(nY ) o (n )&
"(n& )&
"(n )& o "(nXm)&
"(n )&
"(n fJ )&
"(n , n )& (, =)
"(n )&
"(n )&
"(n &)&
"(N )& (=)
"(n. )&
"(n J)&
"(n J)&
"(N)& (=)
"(N. )&
"( )&
"()& (=)
"(Xm)&

41
((/, ))
(/, m)
(/, ,)

"()&
"(Xn )&
"(,)& (=)

Semi-nasali
((/, M))
((/, ))
((/, ))
((/, n))
((/, ))

"(m
f )&
"(nh )&
"(Nh )&
"(Nh )&
"(
h )&

Occlusivi
(p, b)
((, {)
(p, b)
((], 7))
(t, d)
(t, d)
((4, 7))
(T, D)
(, )
((T, D))
((t, d))
(+, _)
(, )
((, 8))
((, ))
(k, g)
(, /)
()

"(p, b)& (=)


"(p, b)&
"(pJ, bJ)&
"(p, b)&
"(tY , dY )&
"(t!, d!)&
"(t:Y , d:Y )&
"(t, d )&
"(, )& (=)
"(t: J, d: J)&
"(t: J, d: J)&
"(tJ, d J)&
"(, )& (=)
"(& , .)&
"(k , g )&
"(k, g)& (=)
"()& (=)
"()& (=)

Occlu-costrittivi
(p, /)
(, /)
(, )
(., )
(k, )
(%, /)
((, ))
(w, )
(, W)
(k, K)

"(pXF)&
"(pXf)&
"(tx, dx)&
"(t=H#x< , dx<#H )&
"(X, X)&
"(X: )&
"(kxx , gX)&
"(kxx, gX)&
"(XX, Gx)&
"(HH=XK , GxKH#)&

42
(q, Q)
((q, Q))
(, )
(, ")
(C, )
(c, G)
(&, 1)
((C, G))
((c, g))
((v, ))
(, )
(, )

manuale di pronuncia
"(tXsY , dXzY )&
"(tXs:Y , dXzY:)&
"(tXs , dXz )&
"(X, X)&
"(tXSJ, d XZJ)&
"(tXS, d XZ)&
"(tXS g, d XZg)&
"(:tXSJ, d: XZJ)&
"(:tXS, d: XZ )&
"(:tXSg, d: XZg)&
"(tXs J, dXz J)&
"(tXs J, dXz J)&

Occlu-semi-costrittivi
(, )
(, )
(, )

"(Xh , hX )&
"(kXxf , ghX)&
"(ftX , dfX)&

(, )
((X, 5))
((x, ))
((, ))
(., )
(/, \)
(S, q)
(, =)
(, B)

"(Sg , Zg )&
"(S:J , Z:J)&
"(S:, Z:)&
"(S:g , Z:g )&
"(S: , Z: )&
"(S:, Z:)&
"(S:, Z: )&
"(s J, z J)&
"(s J, z J)&

Semi-costrittivi
(, )
(/, , )
(/, y)
(/, m)

"(ff , vf )&
"( )&
"(h)&
"(h)&

(, d)
(, )

"(shY , zYh )&


"(ShJ, ZhJ)&

Costrittivi

Approssimanti

(, 6)
(f, v)
(5, )
(f, v)
((w, W))
(, )
(/, D)
(Q, z)
(P, p)
(, J)
((, /))
((, ))
(x, )
(X, )
(h)
()

"(F, B)& ()
"(f, v)& (=)
"(f, v)&
"(fJ, vJ)&
"(, )&
"(, )& (=)
"(& )&
"(H<F, <FH )&
"(H=># , >#H )&
"(, )& (=, )
"(. )&
"(x , )&
"(x, )& (=, =)
"(X, )& (=)
"()& ()
"(h)& ()

(F, B)
(/, V)
(/, )
(/, )
(, )
(/, )
(, j)
(/, )
(, j)
(/, )
(/, )
(, V)
(W, w)
(, )
(x, )
(/, H)

(s, z)
((s, z))
(, )
(, )
(, )
()
(, )
(S, Z)

"(sY , zY )&
"(s& , z& )&
"(s& , z&)&
"(s , z )&
"(, )& (=)
"()&
"(SJ, ZJ)&
"(S, Z)&

"(F , Bf)&
"(V)& (=)
"(V)&
"(V& )&
"(:f , :f )&
"(h )&
"(h) o (), (j)& (, =)
"(. )&
"(:], :]j) o (
]+ ,
7 )&
"(
)&
"(w
)&
"(
= , )& ()
"(', w)& (, =)
"(Xh , f )&
"(Xh /, f /)&
"(Hf )&

Semi-approssimanti
(/, )
(/, %)
(/, F)
(/, =)
(/, j)

"(j)&
"(f. )&
"(j:]f) o (
]f )&
"(
h )&
"(w
f )&

1. preludio

43

Approssimanti laringali

cbranti costrittivi

(h, H)
(/, )
(+)
()
()
(=)
()

(, )

"(hf , Hf )&
"(Hf )&
"(h J)&
"(h )&
"('
)&
"(h )&
"(h )&

Approssimanti lateralizzati
(/, S)
(/, )
(/, )
(/, )
(/, >)
(/, )
(/, <)
(/, <)
(/, )

"(VX< &)&
"( &)&
"(< &)&
"(<< &)&
"(<< &)&
"(<< &)&
"(X < &)&
"(<X &< )&
"(X
h < &)&

cbranti
(/, r)
(/, 5)*
(/, 5)
({{}, D)
({'}, K)

"(r )&
"(r )&
"(r &)&
"(r+ J, r J)&
"(K= , K)& (, =)

cbrati
({5}, R)
(/, R)*
(/, R)
(/, e)
({[}, )
({3}, r)

"(K#=H , K#H )&

cbratili lateralizzati
(r, m)
( , )

"(R: &, R:&)&


"((R: &, R:&)&

(Bi)laterali
((/, l))
((/, ))
((/, R))
({a}, l)
({}, )
({}, ])
(/, )
((/, l))
(/, $)
((L))
({}, )
(/, L)
(/, )

"(lY)&
"(lY) o (Y)&
"(lY:)&
"(l , l )&
"(l), (l ) o (), ()&
"(lf), (l) o (), (f)&
"(l ) o ( )&
"(l <) o (: )&
"($)& (=)
"(l: J)&
"(l J, l J)&
"(L)& (=)
"()& ()

Unilaterali
(/, )
(/, |)
(/, )

"(l@ )&
"(l@ )&
"(l@ )&

Laterali vibrati
"(R+ , R )&
"(R )&
"(R < )&
"(#)& ()
"(R+ J, R J)&
"(KW+ , KW )&

cbratili
({}, [) "(, R )&
({V}, e)* "(, R )&
(/, )
"(# )&

(/, )
(/, )

"()& ()
"(:)&

Semilaterali
(/, )
(/, )
(/, )

"(lf)&
"(f)&
"(f )&

0. Prefazione
0.1. Lo scopo del MaP d'applicare l'eettivo metodo fonetico ( 1.1.8,
1.3.1-2, 1.3.11 { 3.2.1-10 dell'FTN/MaF}) ad alcune delle lingue pi parlate
studiate del mondo. Ovviamente, si comincia dall'italiano, giacch, per quanto riguarda la pronuncia, anche gl'italiani se la devono "studiare&, imparando a riconsiderarla nella nuova ottica del metodo fonetico. Questo consiste, essenzialmente,
nel dimenticare tutte le assurdit trasmesse dall'insegnamento tradizionale e nell'aprire la mente a un "nuovo& modo di pensare alla lingua, in particolare per quanto riguarda la pronuncia e l'intonazione. Infatti, l'insegnamento tradizionale ha il
grosso difetto di non considerare assolutamente l'aspetto fondamentale del sistema di comunicazione pi tipico dell'Uomo (certo, non senza la Donna), rispetto
all'Animale.
Le lingue umane sono, prima di tutto, oralit. La maggior parte delle lingue,
che ancora rimangono, non hanno una codicazione graca. Eppure, sono lingue
a tutti i diritti, in quanto soddisfano pienamente tutte le esigenze comunicative.
Gli eventuali limiti non sono delle lingue, ma dei parlanti, che possiedono e maneggiano male, o solo parzialmente, tali strumenti complessi e aascinanti, che costituiscono la vera dierenza tra le razze umane e le razze animali. Le razze umane
sono riuscite a sviluppare un codice comunicativo altamente sosticato per "parlare& non solo di cose concrete, ma anche di cose astratte, teoriche e, addirittura,
immaginarie, o inventate.
In questo codice generale di base, che unica mirabilmente l'aspetto semantico
(: il signicato) e quello fonico (: il signicante) anche tramite complesse regole,
sociali (o sociolinguistiche] e strategiche (o pragmalinguistiche), d'impiego del vocabolario e della morfosintassi l'aspetto della scrittura (: graa) decisamente secondario: derivato, ancillare.
L'ortograa principale argomento che "impegna& prevalentemente l'insegnamento scolastico solo un (pratico) espediente per ssare ci che viene detto
(nonch riprodurlo e trasmetterlo nel tempo e nello spazio, tramite la stampa, o
la semplice scrittura manuale, o anche usando Internet). La comunicazione orale
costituisce la stragrande maggioranza di tutto ci che quotidianamente viene prodotto linguisticamente, compresi i cellulari, nonostante i vari "messaggini& quotidiani; la comunicazione scritta, di conseguenza, estremamente limitata, nonostante tutto ci che quotidianamente viene prodotto dai vari giornalisti di questo
mondo e i tantissimi messaggi elettronici.
0.2. Ci che viene detto, ogni giorno, nelle tante lingue e nei tanti dialetti di
tutto il mondo, resta un'occasione unica, anche se ripetibile e ripetitiva (e, troppo
spesso, banale e inconsistente), giacch non viene scritto, sia che esista un codice
graco, o no. Spesso, meglio cos: che non ne resti traccia! E sarebbe molto me

0. prefazione

vii

glio che fosse cos anche per molta produzione stampata, a cominciare dai giornali, per nire con molti troppi libri.
D'altra parte, molte delle "cose importanti& vengono salvate e trasmesse grazie
alla scrittura, e alla stampa. Le "lingue di cultura& cio quelle con un loro codice graco si distinguono dalle altre (non certo "senza cultura&, ma solo senza l'esigenza d'un tal codice), perch, anche in questo modo, si possono aermare e
diondere molto meglio.
Comunque, dal punto di vista scientico (: linguistico e antropologico), ogni
lingua e ogni dialetto hanno la caratteristica peculiare della duplice articolazione
del linguaggio\ il poter comunicare (tra tutti coloro che condividono lo stesso codice linguistico) pensieri, concetti, signicati: tramite l'impiego d'un peculiare inventario di suoni e modulazioni (e di loro combinazioni).
Per, ci che viene, di solito, (pi) trascurato per una deformata visione della
realt proprio l'aspetto pi tipico: quello percepibile, con tutte le sue peculiarit, che permettono d'identicare ogni singolo sistema linguistico ogni lingua o
dialetto. Perno nell'insegnamento del 2000 (e del 3 millennio dell'era cristiana,
che ha avuto il suo inizio solo nel 2001 {nonostante le maree di giornalisti, politici, intellettuali, , che non l'avevano capto!}), si continua a credere che la graa
sia il vero aspetto, la vera manifestazione d'ogni singola lingua
Certo, gli alfabeti e le convenzioni grache permettono spesso d'identicare le
varie lingue, con tradizioni scrittorie; ma la semplice scrittura sta alla ricchezza,
bellezza e peculiarit d'una lingua, come una lucida e liscia fotograa in bianco e
nero sta a un dipinto originale, coi suoi colori e coi suoi peculiari tratti, percepibili anche al tatto.
0.3. Ci che manca, quindi, nel vero insegnamentoapprendimento delle lingue (anche nelle universit!) la consapevolezza che ognuna ha un suo e riconoscibile sistema fonologico, che non dipende aatto dalla graa (ma questa, in qualche modo, cerca di rappresentarlo, spesso, senza troppo successo), e che va esplorato e conosciuto, con metodi e strumenti adatti e specici; senza indebite interferenze dalla scrittura e, soprattutto, senza interferenze da parte dei sistemi fonologici
delle altre lingue.
Ogni singolo parlante parte da una situazione fonica "personale&, che rientra, a
sua volta, pi o meno sistematicamente, in una realt "geo-socio-linguistica& pi
generale. Ci signica che, ognuno, anche per il proprio repertorio linguistico personale (cio per la lingua che utilizza {o pi lingue, di cui spesso una un dialetto}), collocabile in modo pi o meno ampio o ristretto in una certa area geograca, d'un territorio, e in un certo ambiente sociale, d'una particolare comunit.
Facendo il caso concreto dei cittadini italiani, anche di cultura medio-superiore
(ma ci vale, pi in generale, per qualsiasi parlante del mondo), si vede/sente ben
presto che, pur condividendo la "stessa lingua& (soprattutto tramite l'"istruzione& scolastica), ognuno la pronuncia con un accento particolare, determinato dalla propria "storia linguistica& personale, cio: dove si nasce e dove si cresce, senza
trascurare gl'inussi dei componenti della famiglia (a loro volta, ognuno con una
propria storia linguistica personale). Si pu, comunque, parlare (anche con docu-

viii

manuale di pronuncia

mentazioni e descrizioni scientiche) di vari accenti regionali per ogni lingua, con
varianti pi o meno marcate e tipiche (come risulta, per esempio, dal nostro Manuale di pronuncia italiana, 2004, il MaPI /'mapi/).
Per ogni parlante, esiste una specie di "scheda fonica& personale che, con un po'
di pratica, si pu ricavare, anche da soli, tramite il metodo fonetico, basato sulla cinestesa, cio tramite l'introspezione dei movimenti articolatri, che abitualmente compiamo per produrre i suoni che ci servono per la nostra "personale lingua&,
che rientra, pi o meno adeguatamente, in ci che si chiama la "lingua italiana&
(a parte il caso dell'impiego volontario e consapevole, o no d'un vero e proprio
dialetto o d'un'altra lingua).
Quindi, anche "parlando l'italiano (comune)&, ognuno di noi produce suoni
individuabili e rappresentabili tramite simboli fonetici particolari. Tali suoni costituiscono un impiego personale d'un sistema fonologico particolare, quello dell'italiano attuale, che condiviso da tutti i parlanti linguisticamente competenti, purch ne abbiano una padronanza pi che soddisfacente (e ci vale sia per italiani
che per stranieri).
0.4. Qual il modo migliore per "possedere& il sistema fonologico d'una data
lingua? quello di sentire e di "vedere& bene le sue componenti, soprattutto tramite simboli fonetici che, per, vanno tenuti ben separati dai simboli graci dell'ortograa corrente.
Non essendoci, purtroppo, una vera abitudine a considerare (l'aspetto signicante del)la lingua, se non tramite la scrittura tradizionale, per evidenti carenze e
lacune della scuola e della societ, dapprincipio la cosa pu non esser tanto facile
e immediata. Infatti, anche agli "addetti ai lavori&, in particolare insegnanti (di
scuola e d'universit, perno del settore specico!), giornalisti, scrittori e intellettuali in genere (che usano la lingua, e ne abusano, pure), manca questa semplice ed
elementare consapevolezza della necessaria separazione del livello fonico da quello graco.
Generalmente (quanto assurdamente), si crede che i segni graci (: grafmi)
coincidano coi suoni. Ma, da una scuola e una societ attente solo alla scrittura,
non ci si potrebbe aspettare altro. Invece, l'impiego (oltre che della graa uciale) anche di trascrizioni con simboli fonetici e fonemici necessario, sia per imparare a percepire e riconoscere determinati suoni (specie se nuovi o diversi dai
propri), sia per riprodurli e dierenziarli.
Perci, in attesa che Scuola e Societ si rendano conto della situazione, i volonterosi dovranno compensare da soli (tramite l'impiego del metodo fonetico, messo a
punto da chi li ha preceduti in quest'avvincente avventura esplorativa), per sviluppare tutta la cinestesa necessaria per fare la "fotograa& della propria situazione
linguistica. Si tratta, in realt, d'una vera e propria "fonograa&, assolutamente necessaria (oltre che divertente e rivelatrice), anche solo per pensare di prendere in
considerazione la pronuncia della propria lingua, o d'una lingua straniera.
Senza ci, i risultati sarebbero solo parziali, ma soprattutto non realistici, n adabili; s'avrebbe solo un'idea vaga e approssimativa dei suoni che produciamo e
che "sentiamo&, giacch ogni valutazione sarebbe basata su impressioni altamen-

0. prefazione

ix

te soggettive e su false certezze, mai vericate adeguatamente. Ci porterebbe, inevitabilmente, ai soliti falsi convincimenti, su cui impossibile costruire qualcosa
di buono e utile.
0.5. Oltre a una cinestesa molto sviluppata, per poter attuare la separazione dei
due livelli sul piano del signicante (quello fonico "vero e genuino&, e quello graco "secondario e ancillare&), necessario far ricorso a un buon inventario di
"simboli fonici& (: fonetici e fonemici), sucientemente completo e soddisfacente; altrimenti, i vantaggi sarebbero solo limitati o, addirittura, apparenti (dato che
ci vuole concretezza e precisione, non la solita astrattezza e grossolane approssimazioni).
L'unico modo serio per arrivare a ci consiste nel cominciare dai fatti fonici per
arrivare a quelli graci, e non viceversa o, peggio, limitarsi solo a questi ultimi. In
quest'ultimo caso, si procederebbe (ancra) credendo di fare osservazioni e riessioni al livello fonico, ma restando "ancorati&, invece, a quello graco, con grossolane deduzioni e false giusticazioni: "l'ncora fuorva ancra&.
In termini concreti, qualsiasi suono (della nostra lingua, o d'un'altra) deve rientrare in un determinato fonema specico di tale lingua. Non pu essere un qualcosa d'approssimativo, o a cavallo tra due diversi fonemi. Uno, e solo uno: scegliendo all'interno dell'inventario d'un particolare sistema fonologico.
La caratteristica d'ogni fonema di non essere nessuno degli altri nello stesso sistema: uno particolare e nessuno degli altri. Una stimolante eccezione (ma solo
apparente) a questo principio data dai diafonmi ( 1.2.4) che possono esser convenienti, in certi sistemi fonologici, per render conto in modo (pi) economico
e fruttuoso di certe oscillazioni possibili all'interno d'un accento, o tra accenti
diversi della stessa lingua.
Quindi, ci che si fa normalmente nello studio tradizionale delle lingue esattamente l'opposto del metodo fonetico, che nello sviluppo naturale del proprio
sistema fonologico associa, necessariamente, ogni suono a un particolare fonema
(della stessa lingua). Sarebbe un'operazione alquanto innaturale e infruttuosa
(probabilmente anche nociva, pure psicologicamente) continuare a procedere nel
modo approssimativo tipico dello studioinsegnamento tradizionale. Una vera operazione criminale, perpetrata impunemente (ma, per fortuna, {almeno} inconsapevolmente), ogni singolo giorno di "normale& attivit didattica. Se, davvero,
ci fosse l'Inferno, i colpevoli di "fonocdio& dovrebbero essere tra i pi tormentati
In mancanza d'un insegnamento adatto e responsabile (che sappia correggere e
guidare), se non c' una suciente cinestesa, pi che comprensibile che il principiante "rimedi& ricorrendo ai suoi propri suoni eettivi, ltrati tramite il personale impiego del sistema fonologico della propria lingua di partenza. Questo vale anche per la "lingua italiana (nazionale o comune)&, che viene, appunto, pronunciata coi fon(em)i "individuali&: quelli d'ogni individuo (pur all'interno di coin particolari). E, normalmente, nessuno s'accorge delle ("strane&) dierenze che infestano le proprie emissioni foniche; al massimo, ci s'accorge (in modo critico, ma decisamente di parte e non molto oggettivo) di quelle degli altri

manuale di pronuncia

Prima di (provare a) riprodurre nuovi suoni, indispensabile riuscire a distinguerli, e con sicurezza, dopo averli ascoltati bene, magari tramite apposite registrazioni fonodidattiche. Come s' detto, l'impiego d'adeguati simboli fone(ma)tici
aiuta molto in quest'abilit, senza la quale tutto sarebbe solo approssimativo e abborracciato, quindi inutile e insoddisfacente.
0.6. Per esempio, cosa utile cominciare con le tre realizzazioni per e (e altre tre
per o) dell'italiano neutro: (fi'nEs:tRa, 'fi:n, fi'neq:qa, &fines'trEl:la) /fi'nEstra, 'fine,
fi'neqqa, fines'trElla/ nestra ne nezza nestrella (fi'nOk:kjo, 'fi:n, fi'no:Ra, &finok'kjEl:la) /fi'nOkkjo, 'fino, fi'nora, finok'kjElla/ nocchio no nora, nocchiella
pure molto importante riconoscere, e riprodurre adeguatamente, l'esatta qualit di (I, U) /I, U/ del tedesco, che sono, rispettivamente, "intermedi& tra (i, e) /i,
e/ e (u, o) /u, o/ dell'italiano, o tra (i{:}, e{:}) /i{:}, e{:}/ e (u{:}, o{:}) /u{:}, o{:}/ del
tedesco stesso (m 5). D'altra parte, per l'inglese, fondamentale riconoscere anche
le collocazioni esatte di (i, ) /i, I/ (nonch di (, ) /u, U/), che sono diverse dalle
corrispondenti italiane e tedesche (m 3).
Ugualmente importante rendersi conto che in inglese (Ii, iI) /Ii, Ii/ (e anche
(Uua, ub, uU) /Uu, Uu/ a = americano, b = britannico) sono dei veri dittonghi,
da almeno un secolo (e non pi dei monottonghi, come le trascrizioni {e perno
le collocazioni sul vocogramma, o quadrilatero vocalico}, anche da parte dei fonetisti britannici e americani, tendono ancora a far credere)!
In spagnolo, e e o accentate sono generalmente simili a () /e, E/, () /o, O/ italiani di (b'ke, 'fi:n pi'ke, 'fi:n) /bEn'ke*, 'fine pOi'ke*, 'fino/ bench ne poich
no (m 6). Sono simili anche () /E/, (:) /O:/ dell'inglese (britannico e internazionale, mentre in americano (O:) /O:/ pi aperto, tranne quando sia seguto da (<)
/</: (:<) /O:</, sempre: m 3).
In francese neutro moderno, (i, e, , E) /i, e, E/ sono pi chiusi e avanzati di (i,
e, , E) /i, e, E/ italiani; ma, soprattutto, (, P, , ) /u, o, O/ e () /a/ sono pi avanzati (e, tranne l'ultimo, pi chiusi) di (u, o, , O) /u, o, O/ e (a) /a/ italiani (m 4).
Anche in tedesco (i{:}, e{:}, E, : {/E:}) /i{:}, e{:}, E, E:/, e (O, o{:}, u{:}) /O, o{:}, u{:}/
sono pi chiusi di quelli italiani (mentre () /E/ e () /O/, non-accentati, sono meno chiusi dei corrispondenti italiani, () /e, E/ e () /o, O/, sempre: m 4).
Inoltre (con l'ulteriore convenzione: i = inglese internazionale, 3.4.1.1-5
3.5.2.3), l'inglese ha () //, (A:) /A:/, (a, b:i) //, (Aa, b:i) //, e il primo elemento dei dittonghi (a) /ae/, (aa:b, ai) /aO/, mentre in italiano neutro c' un solo
segmento per tutta la zona bassa del vocogramma, (a) /a/. D'altra parte, nelle pronunce regionali dell'italiano, /a/ si realizza in vari modi diversi, che importante
cogliere adeguatamente: da (, a, A) a (, , ), no a (, ) (comprese combinazioni dittongate e gradazioni intermedie, MaPI).
0.7. Le gure date nei m 2-13 (e anche nelle fonosintesi, dei m 16-22 dell'FTN/
MaF) mostrano le "fonograe& di particolari lingue e dialetti, che vanno confrontate con quelle dell'italiano neutro (f 2.1-3, oltre alle spiegazioni e alle trascrizioni), per vederne le somiglianze e, soprattutto, le dierenze. Meglio ancora, ogni italiano dovrebbe partire dai quadrilateri che illustrano le varie pronunce regiona-

0. prefazione

xi

li, tra le quali, con molta probabilit ( una quasi certezza), si troveranno le articolazioni d'ognuno.
Nel MaPI sono descritte, oltre al neutro, anche le 22 coin regionali italiane (con
suddivisioni interne) tipiche d'ogni nativo che non abbia raggiunto una pronuncia neutra o che, al contrario, utilizzi una pronuncia "composita&, mescolando varie caratteristiche regionali e individuali.
Si pu benissimo ricorrere anche alle fonosintesi di lingue, varianti e dialetti,
per rendersi meglio conto delle diverse realt, da cui partire, o con cui confrontarsi. I diagrammi dei m 3-13 (nonch le fonosintesi dei m 17-21 dell'FTN/MaF] potranno essere un buon punto di partenza, per svariati stranieri (e anche per chi conosca davvero, fonicamente, alcune delle lingue date).
0.8. La fonetica non va "studiata& controvoglia, e nemmeno mnemonicamente, come se fosse un'ingrata fatica inutile. Invece, va "scoperta&, divertendosi e giocando coi suoni (e con le parole, le frasi e i testi).
Anche se non ce ne rendiamo bene conto, la fonetica sempre con noi: in noi.
Infatti, come la chimica e la sica esistevano gi, indipendentemente dalla consapevolezza e dalla volont dell'uomo; cos, la fonetica naturalmente inevitabile,
quando si parla. Se impariamo a utilizzare le categorie e i princpi della fonetica,
riusciamo con spontanea naturalezza a riconoscere i vari suoni della nostra lingua, comprese le sfumature; e, in sguito, possiamo riconoscere anche i suoni delle altre lingue e dei dialetti.
Poi, saremo in grado di riconoscere e di riprodurre, oltre ai suoni della nostra
variante linguistica, anche quelli delle altre lingue. E questo avverr tanto pi facilmente, quanto meglio sapremo applicare ci che la fonetica ci ore liberamente, senza bisogno di costose e complicate apparecchiature, e senza doti particolari:
suciente (ma necessario) cominciare ad "ascoltare& davvero i suoni, non basta
"sentirli& solamente.
Un validissimo aiuto, in quest'analisi dei suoni, fornito dall'uso dei simboli fonetici, che permettono di "vedere& i suoni e, quindi, di confrontarli tra di loro, riettendo sulle somiglianze e sulle dierenze.
Un altro modo di "vedere& i suoni l'impiego di gure articolatorie adeguate
che, oltre a facilitare il confronto reciproco, attivano anche la riessione sui movimenti, che eseguiamo all'interno della bocca, quando appunto produciamo un
determinato suono. Una volta cominciato, sorprendente constatare che, a determinati movimenti (anche piccoli), corrispondono determinate sfumature di suono. E, allora, ci si meraviglia senz'altro di non aver capto prima una cosa tanto
semplice e naturale. L'importante, per, l'esserci arrivati, anche se un po' tardi.
In eetti, la pronuncia non una perda invenzione di qualche fanatico di fonetica, ma a guardar bene la prima manifestazione delle lingue, che non sono solo scrittura, grammatica e vocabolario
A guardar bene, secondo la fonetica naturale, "impadronirsi& davvero d'un'altra lingua un'operazione comunicativa molto pervasiva. Infatti, inevitabile che,
oltre a entrare con sicurezza nel sistema fonico, se ne assumano anche l'espressioni facciali tipiche della nuova lingua (e pure i gesti diventano pi consoni).

xii

manuale di pronuncia

0.9. Questo Manuale di pronuncia (MaP) applica, come s' detto, tutto ci che
esposto nel volume parallelo, pi generale, Fonetica e tonetica naturali (FTN che
l'edizione completamente rivista, emendata e aggiornata del Manuale di fonetica
MaF, con aggiunte e sostituzioni, d'or in avanti indicato come FTN/MaF). Si fa fonetica utile perch naturale, cio articolatoria, uditiva e funzionale, con tutte le spiegazioni necessarie tramite gure articolatorie per le consonanti: orogrammi ( f
1.18) di tutte le articolazioni trattate nel volume (e alcuni palatogrammi e linguogrammi); per le vocali: vocogrammi (o quadrilateri vocalici) e labiogrammi (alcuni di questi ultimi anche per le consonanti); inoltre, gure uditive per l'intonazione e per i toni: tonogrammi. Quando necessario e utile, s'usano anche altri tipi di
gure: il supporto iconograco necessario.
Si tratta di fonetica naturale, perch, per metterla in pratica, non serve nulla al
di fuori delle proprie personali capacit e dell'interesse per i suoni degl'idiomi del
mondo: lingue e dialetti.
L'unico strumento "esterno& tecnologico che si rende utile un buon registratore, con buone cue, dotato d'un pulsante di pausa rapida e netta, cio meccanica, che permette d'interrompere la registrazione (e di farla ripartire sbito), arrivando con la pratica a segmentare ogni suono, anche breve, in due o tre parti,
evitando i problemi di trascinamento dei tasti di pausa elettronica, che deformano e nascondono intere sillabe. Un registratore cos, per questo scopo, decisamente superiore al videoregistratore e al lettore per cd, anche (e soprattutto) se questi
sono collegati a un computer (coi lenti e macchinosi comandi elettronici).
D'altra parte, tutti noi abbiamo appreso perfettamente la nostra lingua materna (: dialetto o variante regionale), senza bisogno nemmeno del registratore,
perch avevamo l'et ideale e le motivazioni indispensabili per costruirci la lingua,
con lo scopo di poter comunicare con chi ci stava attorno; giacch, se non avessimo una lingua da usare, avremmo terribili limiti pratici, concettuali, sociali e comportamentali. Dopo la prima infanzia, l'apprendimento d'un'altra lingua, o di pi
lingue, diventa pi complicato, anche perch le nuove strutture coincidono ben
poco con quelle della prima lingua, e le interferenze sono sempre in agguato, anche (e soprattutto) tra lingue simili.
0.10. In realt, ogni capitolo del MaP sarebbe potuto diventare un volume a s:
autonomo. Sarebbe bastato riprendere, ogni volta, la parte generale, aumentando
il numero degli esempi e mettendoli in bella vista, collocandoli sempre a capo e ricorrendo a molte interlinee, mettendo tutti gli orogrammi nei punti in cui sono
trattate le singole consonanti, dando vocogrammi separati per ogni fonema (o, eventualmente, per coppie di fonemi "paralleli&), riprendendo ed estendendo pure,
in ogni singolo volume, la parte sull'intonazione data nell'FTN/MaF con svariati
esempi e con molti tonogrammi. In questo modo, sarebbe stato necessario molto
pi spazio, per moltissime pagine. La lettura e la consultazione, vero, sarebbero
state un po' pi semplici, ma i costi sarebbero, necessariamente, saliti, e non di poco.
Avvertenza importante: va senz'altro tenuto presente il fatto che, se la pronuncia
di qualche nativo non sembra coincidere con quanto dato nei 12 capitoli delle lin-

0. prefazione

xiii

gue trattate, l'ipotesi pi probabile che quel nativo non usi eettivamente la pronuncia indicata, cio quella neutra, anche se crede di pronunciare in modo "normale&, pure se, magari, si tratta d'un(')insegnante, e proprio di lingua. L'esperienza
c'insegna che gli autogiudizi linguistici (e di pronuncia, in particolare) sono veramente soggettivi e troppo ottimistici, e che anche la conoscenza di che cosa sia davvero la pronuncia neutra estremamente personale e, spesso, indenibile.
0.11. importante tener presente che, quando si critica la fonologia pura o la
fonetica acustica, non s'intende dire che si tratti di cose inutili. Ognuno libero
di fare ci che vuole (o ci che pu). Per, importante che i lettori giovani, e magari impreparati, non siano portati a credere che fare fonetica descrittiva sia qualcosa di retrogrado, superato, o non-scientico.
Al contrario, spesso fondamentale e legittimissimo ribellarsi a ci che le
"lobby culturali& vogliono far credere su tante cose, mentre cercano d'eliminare
qualsiasi tendenza diversa da ci che loro vogliono imporre. La vera libert non
schiava delle correnti e delle mode, nemmeno e soprattutto per quanto riguarda la scienza.
D'altra parte, ancora pi sacrosanto ribellarsi a certe "descrizioni& fonetiche condotte in modo generico e inutile, con termini e simboli approssimativi e ambigui.
Comunque, chi fa solo fonologia o fonetica acustica si limita a pensare ai suoni o a
vederli, semplicemente; giacch s'autolimita, impedendosi di sentire veramente i suoni eettivi. E, in fondo, il suono suono!
0.12. Molte, ovviamente, sono le persone che hanno facilitato la realizzazione
del MaP. In particolare, si ringraziano: lippo Tassetto, oltre a Paola Barberis, oral Molina e Daniele ctali. Inoltre: Valerio Alberizzi, Magali Boureux, Rosie Buttigieg, Alessandro Carnevali, avio Coradazzi, Lidia Costamagna, Osvaldo Croci, Mara Magdalena De Raedemaeker, Samuele Dovico, Reda Hammad, Clara Janovic, Ulrike Kindl, Renzo Miotti, Riccardo Mura, Rossana Perino, Emanuele
Sau, Matteo Santiplo, Renato Seibezzi, Ghanshyam Sharma, Maria A. Simionato, Yaching Tsai, Alberto Venturi, Yvonne Weichsel. Non si ringraziano, invece (ma
senza farne i nomi), quanti non hanno mantenuto le loro allettanti promesse di
procurare buone registrazioni
Gracamente, il MaP ha moltissime trascrizioni (anche estese, comprese le 75
del brano esopico Il vento di tramontana e il sole), oltre che parecchie gure: s' fatto tutto il possibile, per evitare errori e refusi; perci, si conta sull'amabilit dei
"25 lettori& di manzoniana memoria, per eventuali segnalazioni
Inoltre, la punteggiatura impiegata in questo libro, con tutte le sue virgole e punti e virgola osservando attentamente, si vede che di tipo ortologico; serve, cio,
a indicare non tanto pause eettive, quanto dierenze di tonalit e tonie varie, che
sono ben presenti in un'esposizione, che miri a superare la monotonia e aiuti, anche, meglio a suddividere le parti degli enunciati.
I capitoli delle 12 lingue trattate (m 2-13) sono organizzati in quattro parti successive: vocali, consonanti, strutture e testo, con varie suddivisioni interne, spesso
moltissime. I primi hanno, inoltre, anche appendci su altri accenti. Perci, per

xiv

manuale di pronuncia

non appesantire l'indice, oltre misura, s' preferito renderlo in modo essenziale,
completato dagl'indici nali.
0.13. Terminiamo con un invito rivolto a tutti coloro che siano interessati ai
cinque loni di studio fonetico (indicati nell'FTN/MaF) a mettersi in contatto
con lo scrivente. Qui, in particolare, ricordiamo il lone della descrizione d'accenti socio-regionali (nativi di tutto il mondo) per inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, nederlandese {olandese e ammingo}, greco (e, magari, altre
lingue, come, russo, turco, arabo, hindi, cinese, giapponese), per cui sarebbe molto utile la collaborazione di chi possa registrare informanti tipici, per permetterci
di farne un'accurata descrizione. Per lo spagnolo, poi, ci sono anche gli accenti neutri di tutte le nazioni centro-sud-americane
E non sarebbe aatto male procedere alla preparazione di dizionari di pronuncia in IPA (: trascrizioni fonemiche, ma con adeguate indicazioni anche fonetiche,
in canIPA, con vocogrammi, orogrammi, tonogrammi, ) a cominciare da spagnolo, portoghese, greco, russo, arabo, turco, hindi, cinese, giapponese, vietnamita,
indonesiano, . Qualche nativo, interessato alla fonetica e alla pronuncia neutra
della propria lingua, sarebbe pi che suciente per avviare l'"impresa&, guidato
da noi, per proseguire anche da solo. L'importante che s'inizi a darsi da fare; evitando, per, le inutili e confusionarie "trascrizioni ortograche& anche se integrate
da qualche diacritico o segno particolare, perch camuano la realt fonica e riescono a fuorviare perno i nativi

canepari@unive.it
Universit di Venezia, Dipartimento di Scienze del linguaggio
terza edizione 2007
La Fonetica naturale / Natural phonetics trattata nel nostro sito web per aggiornamenti, riessioni, anticipazioni e per diondere l'importanza della fonetica articolatoria, uditiva e funzionale, cio naturale. Servir anche per "dialogare& coi
lettori interessati, tramite e-mail, pure per l'invito del 0.13 (anche per curiosit,
refusi e altro): http://venus.unive.it/canipa/ (per il canIPA).

2. Italiano
2.0.1. In questo capitolo trattiamo la pronuncia italiana neutra moderna, tenendola separata da quella tradizionale, che indichiamo dopo, proprio per insistere
sulla dierenza, ormai accettata e condivisa. Non cos, per, per dizionari e grammatiche, ma la cosa non meraviglia aatto, vista l'inerzia e la scarsissima dinamicit mostrata dalla scuola e, ovviamente, da grammatiche e dizionari, che continuano a perpetuare le "convinzioni convenzionali&, ereditate da grammatiche e dizionari dell'800, senza nemmeno avere il minimo sospetto che le cose possano esser
cambiate nel frattempo
un continuo copiarsi l'un l'altro, con pochissime vere novit, soprattutto per
quanto riguarda le indicazioni ortoepiche (: di pronuncia), tant' vero che continuano a dare solo "csa& per casa, cio /'kasa/ (pronuncia tradizionale; mentre la
moderna /'kaza/). Questo chiaramente un segno di scarsa attenzione per l'aspetto fonico della lingua. anche vero che una notazione simile sfugge, quasi sistematicamente, ai consultatori non attenti, che, quindi, possono esser convinti
che il dizionario, con >-s-, suggerisca /z/. Poco male, in questo caso, giacch coincide proprio con la pronuncia moderna; ma che avverrebbe per -asi di qualsiasi?
Chi scrive ha messo, nello Zingarelli (nell'edizione "millesimata& del 1997), la
duplice variante, indicata come c{a (= /'kaza, -sa/), e tantissime altre parole, ampliando molto anche le duplici possibilit per /e, E o, O q, Q/, pur senza arrivare alla ricchezza delle pronunce messe nel DiPI, con le sue varianti moderna, tradizionale, accettabile, tollerata, tra&urata, intenzionale e ulica (spiegate anche nel MaPI).
Comunque, prima ancora d'occuparci di queste "sottigliezze&, ci dobbiamo impegnare per sfatare un bel po' di credenze che fanno parte della "cultura comune&,
soprattutto degl'insegnanti (anche di lingua, pure all'estero), perpetuate da una
societ e da una scuola degne del primo millennio della nostra era
Prima s'accennava ai dizionari e alle grammatiche che, per quanto riguarda la
pronuncia, invece di presentare la realt eettiva, come la si pu cogliere facendo
un po' d'attenzione "a orecchie aperte&, pi "comodamente& s'accontentano di riprendere, e riproporre all'innito, le cose che si trovano gi stampate, senza vericare se siano ancora attuali.
Purtroppo, lo stesso succede anche nei vari manualetti di dizione e pronuncia,
che continuano a prolicare, incuranti dei cambiamenti oggettivi (che, per, bisognerebbe saper cogliere e, soprattutto, voler cogliere). Anche in libri di linguistica, glottologia, dialettologia, e in grammatiche storiche, o didattiche, o perno
descrittive, si continua a perpetuare, come se fosse reale, ci che non pi proponibile, sia per le vocali e le consonanti, sia per l'accentazione e la cogeminazione
2.0.2. E veniamo ai punti dolenti. La scrittura (erroneamente) considerata
l'indicazione fedele della pronuncia; sempre che di pronuncia ci si occupi, nell'in[[

2. italiano

45

segnamento. Ma, pi spesso, ci si occupa d'ortograa, relegando la pronuncia a un


fatto estremamente secondario e, addirittura, scomodo. Infatti, ben pochi sono in
grado d'avere un'idea reale di che cosa sia eettivamente la pronuncia dell'italiano (come di qualsiasi altra lingua). L'opinione pi diusa, proprio fra gli "addetti ai lavori di lingua&, cio gl'insegnanti di lingua e di lingue, che occuparsi di
pronuncia esuli dai loro veri compiti, come se fosse qualcosa d'estraneo o, al massimo, di qualcosa d'aggiunto solo per complicargli il lavoro.
Invece, la prima manifestazione della lingua proprio tramite i suoi suoni, quindi, tramite la pronuncia. Solo la telepatia potrebbe eventualmente rendere davvero superua la pronuncia. Per, per tutto il terzo millennio, dovremo senz'altro
arontare ancora questo "problema&, volenti o nolenti Perci, converrebbe cominciare, nalmente, in modo adeguato; senza continuare ad accantonare il problema, accampando scuse d'ogni tipo.
Ci che manca, in eetti, semplicemente un approccio "amichevole& e non
fuorviante. csto che la pronuncia inevitabile, almeno per i comuni mortali, dobbiamo imparare ad accettarla per quello che : la manifestazione oggettiva e percepibile della lingua. Non , quindi, un'invenzione infernale, n un'impresa simile
alla "fatica di Sisifo&; solo un cmpito che fa parte dell'insegnamentoapprendimento d'ogni lingua. In certe lingue l'ortograa (ancora) abbastanza vicina alla pronuncia, in altre se n' allontanata, in modo pi o meno considerevole, a causa della naturale evoluzione linguistica, che inarrestabile, mentre la scrittura resta sempre indietro, come un'eterna scontta, che non arriva mai per prima.
Tuttavia, la scuola e la societ la considerano, invece, come se fosse la vera indicazione della pronuncia, mentre solo un modo "grezzo e povero& di rendere la
pronuncia. Infatti, il suo scopo, non sarebbe quello d'indicare la pronuncia, bens pi modestamente quello di permettere di conservare dei documenti, scritti,
indipendentemente dalla pronuncia, col solo scopo di mettere in grado, se si conosce la lingua, di ritrovare i contenuti, ssati tramite la scrittura.
2.0.3. Perci, il fatto di confondere l'ortograa con la pronuncia, inevitabilmente, conduce a interpretazioni e deduzioni che, spesso, hanno poco a che fare con la
pronuncia. Ma veniamo ai fatti "concreti&. Quando, a chi non abbia mai fatto nessuna lettura adeguata per la pronuncia, si chiede quanti siano i fonemi vocalici dell'italiano, la risposta , inevitabilmente (dai maestri stessi in avanti), cinque: a e i o
u. Il risultato, errato, deriva dall'esame dell'oggetto sbagliato. Infatti, per l'italiano,
l'operazione eettuata la seguente: si parte dall'alfabeto e s'escludono i segni consonantici, per cui, ovviamente, rimangono solo le cinque lettere: a e i o u.
Chiaramente, il risultato errato, perch il calcolo eseguito su entit che non
hanno molto a che fare con la pronuncia. Le lettere non sono suoni! Infatti, nell'italiano neutro, le lettere e e o indicano, ognuna, due fonemi, cio, rispettivamente: /e, E/ e /o, O/, vale a dire: e e o "chiusa& e "aperta&, come in (se) corresse (pi veloce) con /e/ ("&), diverso da (lei) corresse (i cmpiti), con /E/ ("&), oppure in (se)
fosse (vero) con /o/ ("&), diverso da (le) fosse (&avate), con /O/ ("&). Perci, i fonemi vocalici italiani sono sette: /i, e, E, a, O, o, u/.
Ma continuiamo nella "scoperta& del numero dei fonemi, passando a quelli con-

46

manuale di pronuncia

sonantici. La risposta automatica (sempre di chi abbia solamente subto la normale


scuola, senza letture e riessioni adeguate) sedici: b c d f g h l m n p q r s,
t v z. L'ordine stesso d'esposizione, inevitabilmente, tradisce il fatto che si sia arrivati all'incredibile cifra di 16, tramite un'operazione aritmetica, basata sull'alfabeto, invece che sui suoni eettivi. Per cui, partendo dall'alfabeto "latino&, tolte le
cinque "vocali italiane&, e le cinque "consonanti non-italiane& [j k w x y),
sembrerebbe pi che logico arrivare alla "triste& lista data sopra.
Per, il conteggio dei fonemi d'una lingua, invece, non si fa ricorrendo all'ortograa, bens ai suoni distintivi di quella lingua. Tanto per cominciare, la lista data contiene due lettere che non hanno nulla a che fare coi suoni italiani: q praticamente inutile; e h solo un diacritico, che serve per distinguere ha da a, ho da
o, hanno da anno, e anche /ki*/ da ci /ci/, ro /'giro/ da giro /'Giro/; c' anche una dierenza vocalica tra ho /O*/ e o /o*/.
Fra parentesi, non possiamo che disapprovare il "metodo& usato da quegl'insegnanti che, preoccupandosi solo ed esclusivamente dell'ortograa (e non comprendendo veramente nulla della pronuncia della lingua!), dettano ai discepoli cose come */has'kritto, hannostu'djato/.
Il misero risultato (egoistico e disonesto) di riuscire a ottenere scritti in classe
"corretti&, per poterli mostrare senza vergogna, invece, ingenera il ben peggiore
(e assurdo) errore di far credere agli scolari che, soprattutto, in situazioni formali,
si debbano davvero dire "oscenit& come */hOs'kritto/ ho &ritto, invece dell'unica
cosa possibile e ammissibile: /Os'kritto/.
2.0.4. Per ora diciamo che i fonemi consonantici dell'italiano sono 23, e che s'espongono, non certo, secondo un ordine alfabetico, ma secondo un ordine fonico, per modi e punti d'articolazione e per tipo di fonazione, dopo averli "scoperti&, non per deduzioni grache, ma cercando opposizioni di coppie minime, che
contengano due parole simili, ma con un fonema diverso, che fa cambiare il signicato alle due parole, come abbiamo gi visto per /ki*, ci/ e /'giro, 'Giro/ (rispettivamente, e ci ro e giro).
Inoltre, nel conteggio dei fonemi, va tenuto presente che i due grafemi s e z hanno, ognuno (come pure e o), due valori fonemici diversi, come in presento [una
persona, /pre'zEnto/, da presentare) e presento [un avvenimento, /pre'sEnto/, da presentire cio pre-sentire) ugualmente, abbiamo la razza (pesce: /'raQQa/ {o anche
"raggiera&} e la razza (umana: /'raqqa/ {o canina, })
Non bisogna dimenticare altri "problemi& graci derivati dal fatto che l'italiano rappresenta la trasformazione e l'evoluzione del latino, che aveva un certo numero di fonemi (ovviamente, diverso da quello dell'italiano, sia fonicamente che
numericamente, come si pu vedere dalle fonosintesi dell'FTN/MaF, 22.1-4, o dal
m 18 del MaPI {dal 1999}).
Infatti, il latino classico non aveva /c, G/, che l'italiano continua a esprimere
con ci gi (perch /ki, gi/ latini si sono trasformati, nel tempo, attraverso le realizzazioni palatali (i, i) del latino imperiale, no a (ci, Gi) del latino medievale {nonch ecclesiastico e accademico, italiani}). Per, l'italiano deve, allora, rendere /ki,
gi/ tramite .

2. italiano

47

Ugualmente, il latino non aveva /S, N, L/ e nemmeno /q, Q/, infatti, in latino,
amicitia era /ami:'kitia/ (&mi'kItI) non /ami'ciqqja/ come in italiano e come nel
latino ecclesiastico/accademico italiano (mentre nel latino {ecclesiastico/accademico} delle altre nazioni, ovviamente, la resa fonica dipende dalla pronuncia delle loro lingue nazionali); perci, l'ortograa italiana ricorre a &(i) (i), e a z per
/q, Q/, trattandosi di nuovi fonemi italiani, estranei al latino classico.
Inoltre, non si deve credere a tutto ci che purtroppo viene pubblicato; infatti, l'italiano neutro non ha nemmeno in sillaba non-accentata vocali ridotte a
schwa, () (o (, ), 11.19 dell'FTN/MaF ma nemmeno a (, , , , , P, ),
che sarebbero tutte pronunce molto regionali), n assimilazioni come "/ss/& in
realt, (s) per /st/ (in casi come questo] e /00/ per /r0/ [giorno] che sono, ugualmente, regionali; n /0wj/ come "(0j)& [continuiamo] che non nemmeno italiano (sebbene qualcuno avrebbe cercato di spacciarlo per tale). Ovviamente, nel
parlato spontaneo, ci possono essere inceppamenti o attenuazioni, ma non s'arriva certo a (, ), ; le uniche possibilit eettive di "riduzione& neutra dei vocoidi
sono spiegate dalla f 10.11 del MaF (giacch, in pronuncia neutra, non s'arriva a
un () pieno, nemmeno in casi come /'sum, 'frak/ sum (lat.), frac (fr.), che sono
('frak:$, 'sum:$), in cui ($) vale, tutt'al pi, (); mentre, il massimo della coarticolazione per /wj/ pu consistere in ((3)) (: approssimanti provelo-labiale + pospalatale, invece dei canonici velo-labiale + palatale, (wj)).
Vocali
2.1.1. Come s' detto nel 2.0.3, per i cinque grafemi a e i o u l'italiano neutro ha sette fonemi vocalici, /i, e, E, a, O, o, u/, realizzati, per, tramite nove tassofoni, (i, e, , E, a, O, , o, u), come si vede dalla f 2.1. Prima di passare agli esempi,
trattiamo i due tassofoni apparentemente estranei all'"armonia& dei sette fonemi,
cio: (, ).
La cosa pi "intrigante& che si tratta della realizzazione, secondo princpi diversi, sia di /E, O/ che di /e, o/.
Nel primo caso, abbiamo un fenomeno di semiusura, infatti, partendo da /E,
O/, s'arriva a (, ), quando non hanno pi l'accento primario, o forte, come avviene nei primi elementi di parole composte da lessemi indipendenti: (&pRndi'so:le)
/prEndi'sole/ prendisole, (b'ke) /bEn'ke*/ ben>, (&kpRi'lEt:to) /kOpri'lEtto/ copriletto, (pi'ke) /pOi'ke*/ poi>.
L'altro caso riguarda un fenomeno di semiapertura perch si parte da /e, o/ e
s'arriva di nuovo a (, ). Questo succede per /e, o/ nali postaccentuali, quando la vocale accentata sia /i, u/, come in: ('vi:v, 'vi:v) /'vive, 'vivo/ vive vivo, ('ku:c, 'ku:c) /'kuce, 'kuco/ cuce cucio. Inoltre, in tonia, si pu avere lo stesso anche
per /'e-o/: ('ve:do, -d) /'vedo/ vedo (ma non per /'o-e/: ('do:ve) /'dove/ dove).
Resta da aggiungere, com' intuibile (e le conferme sono sempre preziose), che
questo succede anche nel caso di C nali: ('ri:dR, 'ri:dn) /'rider/ rider(e) ridon(o),
('ip:siln, 'su:tR) /'ipsilon, 'sutor/ ipsilon, sutor (lat.). Per, ci sono altri casi meno
regolari, per cui dobbiamo rinviare al 2.3 del MaPI.

48

manuale di pronuncia

Vediamo, quindi, degli esempi, per i sette fonemi vocalici: ('vi:ni) /'vini/ vini
('se:te) /'sete/ sete ('sEt:te) /'sEtte/ sette ('ra:na) /'rana/ rana ('Ot:to) /'Otto/ otto ('sot:to) /'sotto/ sotto (kul'tu:Ra) /kul'tura/ cultura.
chiaro /j, w/ non sono vocali, ma consonanti (approssimanti), come in: ('pju)
/'pju*/ pi ('kjE:do) /'kjEdo/ edo ('kwa) /'kwa*/ qua ('bwO:no) /'bwOno/ buono.
altrettanto vero che /ju, jE, wa, wO/ non sono aatto dei "dittonghi& (
2.1.2), ma semplici sequenze di CV, come /su, tE, va, nO/, .
f 2.1. I monottonghi italiani.
/i/ (i)
/e/ (e), ({'i/'u))
/E/ (E), ({'})

/u/ (u)
/o/ (o), ({'i/'u))
/O/ (O), ({'})

/a/ (a)

Dittonghi
2.1.2. Le grammatiche italiane dedicano molto impegno nel complicare ci che
semplice. Infatti, invece di tre comunissime strutture, come il vero dittongo ((',
&, )), l'iato ((', &)) e la sequenza eterofonica ((0), come appunto, (j),
(w), e simili), continuano a considerarne solo due: "dittongo& (con la "sineresi&,
nella parola, e la "sinalefe&, tra parole) e "iato& (con la "dieresi& e la "dialefe&, rispettivamente), per, con forzature di retaggio medievale, di tipo graco-grammaticale e graco-metrico non esistono "semi-vocali& o "semi-consonanti&: sono solo un "riuscitissimo& gioco di prestigio!
Infatti (se non si spera di fare la "maga& di far fonetica secondo categorie graco-grammaticali), foneticamente assurdo parlare di "dittongo& per (j, w)
(('pjE:no) /'pjEno/ pieno ('gwan:to) /'gwanto/ guanto] dato che solo (i, u)
(('fai) /'fai/ fai ('pa;uza) /'pauza/ pausa] sono veri dittonghi, come qualsiasi sequenza (', &, ) (('a;uto) /'auto/ auto (au'tEn:tiko) /au'tEntiko/ autentico]
Ma altrettanto assurdo parlare di "iato& per ('i, 'u), dato che solo (i', u')
sono veri iati, come qualsiasi altra sequenza (', &) ((pa'u:Ra) /pa'ura/ paura] rispetto a (pau'ro:zo) /pau'rozo/ pauroso vero dittongo. Non ci si pu, quindi, dare di trattazioni che usano due sole categorie (: dittongo e iato) e, per di pi, le mescolano pericolosamente, no a includere nei "dittonghi& le sequenze eterofoniche (/j, w/), e negli "iati& il vero dittongo (come in ('ma;i, 'ca;o, 'bO;a) /'mai,
'cao, 'bOa/ mai ciao boa 1.4.4).
2.1.3. Perci, in lingue come l'italiano, i dittonghi sono sequenze vocaliche, pi
o meno occasionali, formate dalla combinazione dei sette fonemi vocalici e dei nove tassofoni (/i, e, E, a, O, o, u/ (i, e, , E, a, O, , o, u)), che la graa ripropone ordinatamente, senza i problemi presentati per esempio dalle lingue germaniche.
Queste hanno davvero dei dittonghi monofonematici, perch, nei vari accenti, o-

2. italiano

49

scillano come realizzazioni, indipendentemente dai monottonghi (e molto pi di


quanto ttuino i monottonghi), e anche perch hanno svariate grae storiche.
Quindi, per l'italiano, ci pare abbastanza inutile fare, in questo capitolo, liste di
dittonghi di frequenza molto diversa; sar bene, comunque, vedere il 8.26 dell'FTN/MaF (nonch i 5.1.2-3 del MaPI).
La grammatica e la metrica, forzando (e violentando) la realt, continuano a
chiamare "dittonghi ascendenti& soprattutto /jE, wO/, perch derivano da /E, O/ latini (, ), e si trovano costrette a dover "inventare& (come i migliori avvocati dei
peggiori criminali) realt ttizie, come le "semiconsonanti& e le "semivocali&.
Sembrano quasi degli eetti speciali cinematograci, che fanno credere d'esser
di fronte a qualcosa di reale, ma che, invece, completamente inventato! Infatti,
se non si vuole fare fantafonetica, o fonetica virtuale, sequenze come (j, w) fanno, naturalmente, parte di gruppi /{0}0/, come in /'fjanko, 'franko 'gwado, 'grado 'twOno, 'trOno 'gjande, 'grande, 'glande/ anco franco guado grado tuono
trono ande grande ande. Paradigmaticamente, /j, w/ sono in opposizione
con /0/, non certo con //, e non possono proprio appartenere a gruppi vocalici.
Anche le "semivocali& sono una vera forzatura della realt, e sono inventate per
cercare di spiegare (ma illudono, solo, di riuscire a spiegare) ci che non ha bisogno di spiegazioni. Infatti, normalissimi dittonghi, come /ai, au/, che bisogno hanno di cercarsi degli alibi, per difendersi dai fanatismi grammaticali e metrici, allo
scopo di dimostrare che costituiscono una sola sillaba, e non due: ('ma;i, 'ka;u{to})
/'mai, 'kau{to}/ mai cau(to)?
Anche /ia/ un dittongo, monosillabico, come in ('mi;a) /'mia/ mia. lapalissiano, come che la terra rotonda e che ruota attorno al sole; eppure, non stato aatto facile farlo accettare! La faccenda di dittongo, iato e sequenza-/CV/ molto pi
semplice: non serve essere scienziati; basta osservare e riettere (usando le orecchie)!
Eppur non si smuove! Ma, rinviamo duciosamente anche ai 5.1.2-3 del MaPI.
Consonanti
2.2.0. La f 2.2 d la tabella delle articolazioni consonantiche dell'italiano neutro, compresi i tassofoni ((M, ~, R )), che sono necessari per una pronuncia soddisfacente.
Le f 1.9-15 danno, invece, gli orogrammi, raggruppati per modi d'articolazione, di tutti i contoidi dati nei capitoli di questo volume, anche come varianti secondarie, occasionali, o regionali, per le 12 lingue trattate.
Nasali
2.2.1. Ci sono tre fonemi nasali, /m, n, N/ (m, n, N), e quattro tassofoni, per /n/,
che si possono rendere con tre simboli supplementari (M, ~, ) (un quarto simbolo, (()), davanti a /t, d q, Q s/, pu servire per richiamare l'attenzione sull'assimilazione, da alveolare a dentale, anche se la dierenza, pur reale, meno importante che negli altri casi): ('mam:ma) /'mamma/ mamma ('ma:ma) /'mama/ m'ama

50

N
c G

velo-labiati

(~)

velari

palatali

dentali

(n)
t d
qQ

postalveo-palatali

(M)

alveolari

m
F pb

labiodentali

bilabiali

f 2.2. Tabella delle consonanti italiane.

postalveo-palato-prolabiati

manuale di pronuncia

()
k g

f v
s z
(l)

S {Z}
r|(R)
l

j
()

('nOn:no) /'nOnno/ nonno ('nO:no) /'nOno/ nono ('baN:No) /'baNNo/ bao (peR'NOk:ki) /per'NOkki/ per oc ('toM:fo) /'tonfo/ tonfo ('dEn:te) /'dEnte/ dente ('fra~:Ga) /'franGa/ frangia ('fa:go) /'fango/ fango. In italiano neutro, /N/ autogeminante ( 2.3.1.5): ('soN:No, loN'NO:mo) /'soNNo, loN'NOmo/ soo lo omo.
Osserviamo che l'autogeminante /N/ s'oppone alle geminate, come in ('soN:No) /'soNNo/ soo e ('son:no) /'sonno/ sonno, non alle semplici (('so:no) /'sono/ sono); la coppia minima fra i primi due esempi, non col terzo.
Per approfondire il fenomeno dell'assimilazione nasale in italiano neutro, si potrebbe mostrare tutta una serie di nomi (inizianti con tutte le C possibili, 3.4
del MaPI), preceduti da (kon) /kon/ con, ma ci limitiamo a (kom'mar:ko) /kom'marko/ con Marco e all'improbabile (koN'NE;o) /koN'NEo/ con eeo.
Sempre nel MaPI, sono indicati i vari problemi (non solo consonantici, ma anche vocalici e intonativi) derivanti dalle varie pronunce regionali.
Qui, possiamo accennare, brevemente, solo al fatto che, molto spesso, nel Nord
d'Italia, le sequenze di /n0/ non sono omorganiche per assimilazione, ma hanno
un'articolazione velare, (), o semi-provelare (senza contatto completo), (), come
in (&uba'bi:n, &uba'bi:n) (concentrandoci, qui, solo sui nasali, perch le dierenze regionali eettive riguardano, senz'altro, anche altre C, le V, il tipo di fonazione, la struttura sillabica e l'intonazione), per il neutro (&umbam'bi:n) /umbam'bino/ un bambino.
Ugualmente, al Nord, molto spesso, /N/ non autogeminante: ('sO:No, 'so:No lo'NO:mo); ma, generalmente, /N, nj/ si confondono in qualcosa d'intermedio che,
qui, rendiamo abbastanza genericamente: (ka'pa;~ja, ka-) che vale per /kam'panja/ Campania e per /kam'paNNa/ campaa. In zone del Centro, /nj/ conuisce
in (N) (in questo caso, per, non autogeminante): (an'tO:No) /an'tOnjo/ Antonio
(aN'NEn:to) /an'njEnto/ anniento
Occlusivi
2.2.2. L'italiano ha tre coppie difoniche d'occlusivi, /p, b t, d k, g/ (p, b t, d k,
g): (peR'bE:ne) /per'bEne/ per bene (ti'dO) /ti'dO*/ ti do (ko'gwaL:Lo) /kon'gwaLLo/

2. italiano

51

conguao. pur vero che, davanti a V anteriori e a /j/, /k, g/ si realizzano come prevelari, ma non necessario usare sistematicamente i simboli speciali ((, )): (&kjakkje'ra:Re) /kjakkje'rare/ acerare ('kik:k) /'kikko/ cco ('gE:ga) /'gEnga/ !enga.
Il maggiore problema regionale degli occlusivi fornito dalla "gorgia toscana&
e dalla "sonorizzazione centro-meridionale&, che esponiamo a tratti generali (anche perch ci sono dierenze da zona a zona; ma, per particolari pi precisi, si possono consultare vari capitoli del MaPI). Perci, diamo, in modo abbastanza generico: (&ihaFi'a:ni) /ikapi'tani/ i capitani e ('ciwe im'un:) /'cinkwe im'punto/
cinque in punto
Occlu-costrittivi
2.2.3. Ci sono due coppie difoniche, dentale e postalveo-palato-prolabiata, /q,
Q c, G/ (q, Q c, G): ('dan:qa, 'pjaq:qa) /'danqa, 'pjaqqa/ danza piazza ('QO:na,
aQ'QO:to) /'QOna, aQ'QOto/ zona azoto ('ce:na, 'fac:co) /'cena, 'facco/ cena, faccio ('GEn:te, 'OG:Gi) /'GEnte, 'OGGi/ gente oggi.
I principali problemi regionali sono costituiti, per il Nord, da realizzazioni sequenziali di /q, Q/, come: ('datsa, -a, -a, 'da- 'pja{t}tsa, -a, -a d'zO:na, d'-, d'- ad'zO:to, ad'-, ad'-) (o, negli accenti pi marcati, semplicemente come costrittivi: ('dasa, -a, -a, 'da- 'pjassa -a, -a 'zO:na, '-, '- a'zO:to, a'-, a'-)), invece che come
veri foni occlu-costrittivi, (q, Q). Per quasi tutto il Centro e molte parti del Sud,
sempre senza scendere in particolari precisi, la caratteristica pi evidente data dal
passaggio di /c/ al costrittivo corrispondente, (S): ('pe:Se) /'pece/ pece (&diSe'Si:lja) /dice'cilja/ di Cecilia ('ka:So) /'kaco/ cacio. In Toscana si ha lo stesso anche
per /G/ = (Z): ('a:Zile, la'Zak:ka) /'aGile, la'Gakka/ agile la giacca.
importante richiamare l'attenzione sul fatto che si tratta di /c, G/ semplici posvocalici (e quindi, in questo caso, anche intervocalici), per evitare imitazioni ridicole, purtroppo nite anche fra gli esempi riportati in libri di linguistica, dialettologia, glottocronistoria, glottodidattica e, a volte, perno di fonetica e fonologia!
Perci, si potr legittimamente fare l'esempio (la'Zi:a) /la'Gita/ la gita (sebbene il simbolo uciale () non sia il pi consigliabile), ma non semplicemente *('Zi:a) /'Gita/ gita, perch, dopo silenzio o dopo C, rimane (G), ('Gi:a), come, ovviamente, anche in (aG'Gi:na) /aG'Gina/ a Gina (a causa della co-geminazione,
2.3.2.1-3; certamente, non *(aZ'Zi:na)). Lo stesso vale, naturalmente, per (la'Se:na)
/la'cena/ la cena mentre si ha solo: (peR'ce:na, ac'ce:na) /per'cena, ac'cena/ per cena a cena (certo, non *(peR'Se:na, aS'Se:na))!
A parte la Toscana (e parti settentrionali dell'Umbria e delle Marche), nel Centro-Sud (sempre generalizzando, come zone, ma anche come precisione trascrittoria), si ha /G/ = (GG): ('aGGile, laG'Gi:a)
Costrittivi
2.2.4. L'italiano neutro ha due coppie difoniche di costrittivi, /f, v s, z/ (f, v
s, z), oltre a un postalveo-palato-prolabiato non-sonoro /S/ (S) autogeminante (

52

manuale di pronuncia

2.3.1.5), col corrispondente sonoro, ma ageminante ( l'inizio dello stesso paragrafo), in parole straniere, soprattutto francesi: ('fa:va) /'fava/ fava ('sO:zja) /'sOzja/
sosia ('peS:Se, loS'Sa:me, {laS}'SE:na) /'peSSe, loS'Same, {laS}'SEna/ pe&e, lo ame, (la)
&ena (&aba'Zu:r, &aZi'go) /aba'Zur, aZi'go/ abat-jour gigot
Davanti a qualsiasi C sonora, in italiano si ha sempre /z/: (biz'bE:tiko, zve'ni:R,
zle'ga:Re, zden'ta:to) /biz'bEtiko, zve'nire, zle'gare, zden'tato/ bisbetico svenire slegare sdentato ( (sten'ta:to) /sten'tato/ stentato]
Per quanto riguarda VsV la pronuncia neutra moderna risolve il problema di
quella tradizionale ( 2.3.5.2); infatti, ogni -s- posvocalica intralessemica (cio,
in parole semplici, non composte) sonora, /z/ (z): ('ka:za, 'ri:z, 'pre:za, ci'ne:ze, Ge'lo:zo) /'kaza, 'rizo, 'preza, ci'neze, Ge'lozo/ casa riso presa cinese geloso Solo in
composizione, l'-s- iniziale di lessema, o di grammema, /s/ (s): (&pRndi'so:le, &sotto&segRe'ta:Rjo, &pResa'la:Rjo, kwal'si;asi, Ri'sal:to) /prEndi'sole, sottosegre'tarjo, presa'larjo, kwal'siasi, ri'salto/ prendisole sottosegretario presalario qualsiasi risalto L'ultimo esempio signica "salto di nuovo&; mentre, nel senso di "spiccare, emergere& abbiamo (Ri'zal:to) /ri'zalto/ In forme come prosieguo, per le quali la composizione ormai sentita in modo meno sicuro, c' oscillazione: (pRo'sjE:gwo, -z-)
/pro'sjEgwo, -z-/.
Per /s, z/, al Nord, frequente un'articolazione alveolare, invece che dentale:
('O:ja) /'sOzja/ sosia (bisogna avvertire che, troppo spesso, l'articolazione italiana
neutra, che dentale {a punta bassa}, viene denita "alveolare&, perno in libri di
fonetica!).
Nelle pronunce regionali del Centro-Sud (tranne che in Toscana), per VsV (anche se con approssimante inserito dopo s] non si ha /z/, ma /s/: ('rO:se, 'a:sja) /'rOze,
'azja/ rose Asia. Per, il prestigio della pronuncia sonora, con /z/, tale, che molti parlanti cercano di passare da (s) a (z); ma, partendo da una situazione regionale senza /z/ (e senz'alcun aiuto da parte della scrittura), lo sforzo sostitutivo fa, spesso, generalizzare (z) (o ()), anche fra parole, come in: *(&laza'lu:t, &laa-) /lasa'lute/ la salute, cio (&lasa'lu:t).
pico del Centro (tranne renze e Prato) il passaggio /s/ = (q) dopo /n, r, l/:
/'pEnso, 'pErso, 'falso/ ('pEn:qo, 'pEr:qo, 'fal:qo) penso, perso, falso. Lo stesso avviene
nel cino e in Lombardia settentrionale e orientale. molto frequente anche in
zone del Sud, compresa la sonorizzazione parziale o totale: (, Q) ( MaPI). Per,
chi ha un tipo d'"r moscia& produce sempliecente ('pEV:so, 'pE:so, 'pEK:so)
Soprattutto al Centro-Sud, ci sono zone in cui /s, z/ preconsonantici si realizzano come prepalatali, (, =): ('vi:ta, ='bat:to) /'vista, z'batto/ vista sbatto (: nell'Italia
mediana sudorientale; nella Sicilia occidentale, nella Calabria e nel Salento meridionali; oltre che in Lombardia settentrionale). In Campania, /s0, z0/ si realizzano, tipicamente, come postalveo-palato-prolabiati, (S, Z), ma solo davanti a C non-apicali; quindi: (S'pA;R, Z'gar:R) /s'paro, z'garro/ sparo sgarro. Non possiamo non
rilevare che troppi "imitatori& da strapazzo (perno in libri!) esibiscono pronunce assurde, per esempio in napoletano, come: *(S'ta:Re) /s'tare/ stare per (s'tA;R).
Al Nord, spesso, /S/ senza protensione labiale; ma, soprattutto, non autogeminante: ('pe:e, lo'a:me, {la}'e:na) pe&e lo ame la scena; sicch, il primo e il
terzo esempio s'avvicinano alla pronuncia centromeridionale di ('pe:Se, la'Se:na)

2. italiano

53

/'pece, la'cena/ pece la cena!


Osserviamo che l'autogeminante /S/ s'oppone alle geminate, come in ('faS:Se) /'faSSe/ fa&e e ('fac:ce) /'facce/ facce, non alle semplici, come in ('fa:ce) /'face/ face (letter.), che, in pronuncia centrale (e, spessissimo, in quella meridionale), ('fa:Se);
comunque, la coppia minima fra i primi due esempi, non col terzo.
Approssimanti
2.2.5. I due approssimanti italiani sono /j, w/ (j, w): ('jE:Ri) /'jEri/ ieri (gjac'ca:jo) /gjac'cajo/ acciaio ('wO:vo) /'wOvo/ uovo (kwa'lu:kw) /kwa'lunkwe/ qualunque
In pronuncia centromeridionale, a volte, troviamo /j/ = (jj): ('paj:jo, 'pa;jjo) per
('pa:jo) /'pajo/ paio Al Sud, spesso, abbiamo anche, semplicando: (i'e:Ri, u'o:v)
per /'jEri, 'wOvo/ ieri uovo.
Vibranti
2.2.6. C' un solo fonema vibrante, /r/, con due importanti tassofoni, (r, R), che
dipendono dalla forza accentuale delle sillabe; in sillaba accentata, prima o dopo
il nucleo sillabico, si ha il vibrante, (r) (allungato, (r:), nel caso di sillaba caudata
in tonia); mentre, in sillaba non-accentata (o semi-accentata), si ha il vibrato: ('ra:Ro) /'raro/ raro ('pOr:ta) /'pOrta/ porta (Ri'prE:ndeRe) /ri'prEndere/ riprendere (&pRepa'rar:si) /prepa'rarsi/ prepararsi ('kar:Ro) /'karro/ carro (aR'ri:v) /ar'rivo/ arrivo
(&aRRi'va:Re) /arri'vare/ arrivare Come si vede, anche per /rr/, la scelta fra (r, R) dipende dalla posizione dell'accento.
Ci sono vari tipi d'"erre moscia&, in italiano, che vanno dai tipi uvulari, come
(K, , , r), a quelli labiodentali (con o senza uvularizzazione), (V, ).
Per le pronunce regionali (come emerge dal MaPI), diciamo che possiamo avere una generalizzazione di (R) oppure di (r), indipendentemente dall'accento; si
pu avere anche l'uvularizzazione, (5, R); oppure, a Venezia, (, , ).
In particolare, parliamo del "tipo siciliano& (nonch calabrese e salentino meridionali) per /r, rr, tr, dr, str, sdr/; infatti, semplicando un po' (anche le trascrizioni), per /r, rr/, abbiamo il costrittivo alveolare non-solcato sonoro, (z), autogeminante se posvocalico: ({laz}'za:djo) /{la}'radjo/ (la) radio ('kaz:z) /'karro/ carro
Non certo il fono vibrante postalveolare ((#), "cacuminale&, "&), che si continua
a "raccontare&, da generazioni, senza veriche.
Legata a questo, abbiamo anche la "fantasiosa& coppia "=, &, che s'ostinano a
rendere con "(#, #)&, senza preoccuparsi d'ascoltare direttamente; infatti, l'articolazione pi normale data, semplicemente, dagli occlu-costrittivi corrispondenti a (z),
cio (., ) (alveolari non-solcati): ('.a:v) /'trave/ trave ('a:g) /'drago/ drago
Inne, la sequenza (lessicalmente abbastanza frequente) /str/, pi spesso, si rende col costrittivo postalveo-prevelare non-sonoro (autogeminante, se posvocalico),
(.): ('na.:.) /'nastro/ nastro ({la.}'.a:da) /las'trada/ (la) strada; invece, la sequenza

54

manuale di pronuncia

(meno frequente) /zdr/, pi spesso, si rende con la sequenza alveolare (solcata +


non-solcata) sonora, (): ({la}'a:j) /{la}z'drajo/ (la) sdraio (molto pi raramente con (la{}'a:j)).
Terminiamo coll'indicazione dell'assimilazione di /r0/, pi tipica della Sicilia
orientale: ('pat:t) /'parto/ parto.
Laterali
2.2.7. L'italiano ha due fonemi laterali, /l, L/, alveolare e palatale (questo abbastanza raro, nelle lingue del mondo, e in italiano neutro anche autogeminante):
('la:la) /'lala/ l'ala ('lal:la) /'lalla/ Lalla ('dir:Li) /'dirLi/ dir ('fOL:La) /'fOLLa/ foa.
Osserviamo che l'autogeminante /L/ s'oppone alle geminate, come in ('paL:La)
/'paLLa/ paa e ('pal:la) /'palla/ palla, non alle semplici (('pa:la) /'pala/ pala); la coppia minima fra i primi due esempi, non col terzo.
In zone del Centro, /L/ conuisce in /j/, oppure /lj/ in (L) (in questo caso non
autogeminante): ('paj:ja, 'pa;jja) /'paLLa/ paa ('O:Lo) /'Oljo/ olio (&paLLa'ti:v)
/pallja'tivo/ palliativo Invece, generalmente, al Nord, si confondono /L, lj/ in qualcosa d'intermedio che, qui, rendiamo in modo generico: (li'ta;ja) che vale per /li'talja/ l'Italia e per /li'taLLa/ li taa. Il neutro ha /l/ = () + /c, G, S/: ('a:ce) alce.
Strutture
2.3. Ora, tratteremo le caratteristiche al di l dei semplici segmenti: quelle con
rilevanza sillabica, quantitativa, accentuale e intonativa.
Per i vocoidi intermedi, (, ), s' detto al 2.1.1; per le assimilazioni e per i tassofoni consonantici, ugualmente, nei paragra rispettivi, si sono esposte le caratteristiche rilevanti, comprese le maggiori peculiarit regionali.
Abbiamo gi detto che, in italiano, i dittonghi sono bifonematici e che si formano esattamente accostando due fonemi/foni vocalici, con le loro tipiche realizzazioni normali, senza nessuna modica, in particolare del secondo elemento, che resta sempre distinto, anche nel caso di /ai, au/ (ai, au), contrariamente a quanto
fanno molte lingue, soprattutto germaniche ( i 8.26-8 dell'FTN/MaF).
Tassofonica
2.3.1.1. necessario e utile spendere alcune parole contro la dilagante prassi, guidata da giornalisti e da editori poco ranati, di cedere alla pigrizia delle forme invariate, per quanto riguarda la graa di grammemi come la una della, -re
(degl'inniti), come e ricordiamo la convenzione linguistica, che premette un asterisco (*) a forme sconsigliabili, che denunciano un uso decisamente meno accurato in: *la esattezza, *una opportunista, *della universit, *voltare pagina per
i pi normali e, decisamente, pi armoniosi: (&lezat'teq:qa, &unop&poRtu'nis:ta, del-

2. italiano

55

&luni&veRsi'ta, &voltaR'pa:Gina) /lezat'teqqa, unopportu'nista, delluniversi'ta*, voltar'paGina/ l'esattezza, un'opportunista, dell'universit, voltar pagina
Infatti, l'italiano veramente lingua nativa solo al Centro (dove i dialetti locali presentano, sostanzialmente, la stessa struttura della lingua italiana, solo con
dierenze di registro); cio in: Toscana, Umbria, Marche e Lazio (pur con conni
linguistici non esattamente coincidenti con quelli amministrativi, bens un poco
meno estesi, per le quattro regioni, ma soprattutto per le Marche, giacch anche
l'intera provincia di Pesaro e Urbino non rientra nel "Centro linguistico&).
Nel Centro, la caduta di grammemi desinenziali [-i -e -a -o {in chiaro ordine
fonico}), anche per sostantivi, aggettivi, congiunzioni, avverbi e verbi, un fatto
normale e naturale, come avviene in: ancor indietro sempr'avanti er'andato quant'altri mai cinqu'anni or'ott'e trenta (o&Rttet'tren:ta), Dant'Alieri .
Nell'incontro di parole nella frase (se non ci sono motivi particolari, come rilievo, o enfasi, che non possano proprio mancare, comunicativamente, pena l'inespressivit), la pronuncia neutra prevede l'elisione, cio l'unicazione di due V uguali in una sola (oltre che la caduta delle V nali degli articoli e di certi pronomi
{contemplata dalla grammatica, davanti a V anche diverse}): (lat'te:za, &unat&tivi'ta,
le&zeRcitaq'qjo:ni, aL&Lita'lja:ni, su&naRgo'men:to la'mi:ka, u'nal:tRa, u'nal:tRo, lin'seN:No) /lat'teza, unattivi'ta*, lezercitaq'qjoni, aLLita'ljani, sunargo'mento la'mika, u'naltra, lin'seNNo/ l'attesa un'attivit l'esercitazioni a'italiani s'un argomento l'amica un'altra l'inseo ("li insegno&).
Se non si inuenzati dalla graa senz'elisione, e se si , allo stesso tempo, esenti
da abitudini foniche non-centrali, e non-neutre, si pu facilmente vedere che la pronuncia normale eettiva non , certamente, qualcosa come: *(laat'te:za, &unaat&tivi'ta,
le&ezeRcitaq'qjo:ni, &aLLi&ita'lja:ni, su&unaRgo'men:to laa'mi:ka, &una'al:tRa, liin'seN:No),
anche per grae come: le esercitazioni a italiani su un argomento li inseo.
Per questo motivo, pi consigliabile usare una scrittura che tenga accuratamente conto di questi fenomeni, mostrando esplicitamente lo stretto legame che
c' fra la pronuncia genuina e l'elisione graca (indicata coll'apostrofo; mentre, si
denisce troncamento, se l'apostrofo non c'). E non aatto un controesempio il
caso di: (sa'peres 'kri:veR) /sa'peres 'krivere/ sapere &rivere, senza scomparsa vocalica, giacch rientra perfettamente sempre nella struttura dell'italiano genuino,
di base centrale, che tollera a stento cose come (sa'pers 'kri:veR) /sa'pers 'krivere/
saper &rivere, preferendo, piuttosto: (&sapes'kri:v{eR}) /sapes'krive{re}/ sap &rive(re), che sono d'impiego locale/dialettale.
2.3.1.2. Rientra, purtroppo, nelle cattive abitudini che, spesso, s'accompagnano a quanto abbiamo appena visto, in quanto diusa proprio dalla scuola, quella
d'un impiego (avvilentemente meccanico: senza il minimo ragionamento, per un
dannoso riesso condizionato) della famigerata "d eufonica& che d'eufonico ha,
per, solo il roboante nome come in: *ad Emilia, *ed an>e, *od altro (per non
parlare di: *ed educazione, *ad Adele, *od odore!).
Di nuovo, la parlata centrale, non rovinata dalla scuola e dal giornalismo, spontaneamente e giustamente, presenta: (ae'mi:lja, e'a:ke, o'al:tRo) /ae'milja, e'anke,
o'altro/ a Emilia, e an>e, o altro e pure: e educazione, a Adele, o odore (per non ag-

56

manuale di pronuncia

giungere una vera "d cacofonica&, e formare sequenze "/dd/&).


La lingua neutra, preferisce, d'altra parte, casi come: (&ada'ko:na, e&deve'li:na, &odol'fat:to) /adan'kona, edeve'lina, odol'fatto/ ad Ancona ed Evelina od olfatto. Per, ovviamente, si ha: (e'E:va, o'Ot:to) /e'Eva, o'Otto/ e Eva o otto, giacch le V in
questi casi, non sono aatto uguali (fonicamente)!
Ovviamente sono diversi i casi di da e dei pronomi una (e pure uno) seguti da
aggettivo, che non si devono mai elidere (o troncare, per uno), giacch servono a
mantenere l'importante distinzione con di e con gli articoli: (dan'da:Re) /dan'dare/
d'andare solo "di andare&, non "da andare&; ugualmente, sono sostantivi (u&nita'ljana, &unan'ti:k) /unita'ljana, unan'tiko/ un'italiana un antico; diversi, quindi,
da: (&una&ita'ljana, &unoan'ti:k) /unaita'ljana, unoan'tiko/ una italiana uno antico,
come in: ne cerco... (per esempio: canzone, mobile).
Un'ultima considerazione, legata sempre alla scrittura e alle malefatte della scuola, va ribadita per quanto riguarda l'assurda complicazione di voler istituire l'"eccezione alla regola&, per la quale il pronome s ha l'accento graco, per distinguersi
da se (congiunzione e anche alltropo, o variante, di s davanti ad altri pronomi
deboli o a ne): (&sevveR'ra;i, &sela'ri:d, &sene'va) /sevver'rai, sela'ride, sene'va*/ se verrai se la ride se ne va
Non aatto "chiaro& perch, una volta formulata la regola ortograca, per distinguere s dagli altri se, ci si debba scervellare per escogitare l'"eccezione& a s stesso s medesimo che alcuni grammatici e molti pedanti vorrebbero farci scrivere *se stesso e *se medesimo, senza nessun buon motivo. Infatti, non escluso che
ci si possa imbattere (anche in ambigua posizione iniziale) in frasi, come: Se stessi
male, non potrei venire, diverso da: S stessi malediranno azzeccagarbu della
grammatica oppure: Se medesime compae di gioco perdono, vengono e&luse, diverso da: S medesime comparano a tutte le altre.
Perci, togliere l'accento a s non solo completamente inutile, ma causa scomode ambiguit, oltre a indebite analogie che portano molti a scrivere *a se stante invece dell'unica forma possibile: a s stante.
Telegracamente, richiamiamo anche l'attenzione sull'uso "improprio& (decisamente errato guidato, con apparente orgoglio, da non pochi "intellettuali&) di *e
non *o non, come in: *italiani e non. Per, in italiano, la negazione non dev'essere, necessariamente, seguta dal termine che vuol negare, come in: giallo, non verde; cotto, non crudo; un lo, non due (li); coa, non petto; essere, o non essere?
Invece, la negazione assoluta (e quindi nale d'enunciato) solo no (anche se non
s'esprime, o non si ripete, il termine previsto). Quindi, logicamente, dobbiamo avere anche: italiani e no. Ma, ce l'immaginiamo un Amleto italico che dicesse *Essere, o non? oppure, *Io ti amo, ma tu non!?
Sillabazione e durata
2.3.1.3. Distintivamente, in italiano, la durata (o quantit) riguarda solo le consonanti, non le vocali. Prima di tutto, bisogna ribadire, con fermezza, che si tratta
di vera geminazione, non di lunghezza, o allungamento; perci, l'unico modo a-

2. italiano

57

deguato, per mostrare la durata delle C italiane, consiste anche fonologicamente


nella geminazione (o reduplicazione) del simbolo in questione: (af'fat:to) /af'fatto/
aatto (&koRReG'Ges:se) /korreG'Gesse/ correggesse; non certo: *(a'f:at:o, kor:e'G:es:e)
*/a'f:at:o, kor:e'G:es:e/ (perno */kor:e'd:Zes:e/!), che non hanno nessun vantaggio,
n giusticazione (nemmeno teorica, o acustica), e pongono, anzi, problemi per la
vera sillabazione, che : (af-'fat:-to, &koR-ReG-'Ges:-se) /af-'fat-to, kor-reG-'Ges-se/.
Sempre per la sillabazione, a parte le insoddisfacenti "mode fonologiche moderne&, bisogna ricordare che anche la tradizione grammaticale non delle pi oggettive, anzi! Oltre all'assurdit della divisione sillabica graca di -sC- (che, nonostante
le sue evidenti pecche, adata anche al computer, purtroppo, senza speranze di
poterla cambiare, ormai), dal punto di vista fonico, l'unica divisione vera (e naturale: basterebbe ascoltarla!), per /s0/, avviene dopo l'/s/, non prima (come per le altre sequenze /00/, che siano eterosillabiche; diverse, quindi, da /0j, 0w, 0r, 0l/,
che sono tautosillabiche, in italiano neutro): ('pas:-ta) /'pas-ta/ pasta >pa-sta! ('par:te) /'par-te/ parte >par-te ('al:to) /'al-to/ alto >al-to ('pas:-so) /'pas-so/ passo >pas-so
(ma: ('ma:-Rjo) /'ma-rjo/ Mario >Ma-rio ('a:-kwi-la) /'a-kwi-la/ aquila >a-qui-la ('a:pRo) /'a-pro/ apro >a-pro ('du:-pli-c) /'du-pli-ce/ duplice >du-pli-ce.
pur vero, che nell'italiano settentrionale, specie negli accenti regionali pi tipici e marcati, le strutture /0j, 0w, 0r, 0l/, dopo V accentata, molto spesso, sono
eterosillabiche: ('a;k-wi-la) per ('a:-kwi-la) /'a-kwi-la/ aquila ('a;p-Ro) per ('a:-pRo) /'apro/ apro ('ma;R-jo) per ('ma:-Rjo) /'ma-rjo/ Mario ('du;p-li-c) per ('du:-pli-c) /'dupli-ce/ duplice.
Quest'aspetto pu essere dicile da cogliere, specie se non si fa ricorso a trascrizioni accurate (e, ovviamente, ad ascolti adeguati); perci, non infrequente come problema, anche per non pochi attori, doppiatori e presentatori, d'origine settentrionale, che quindi, come "professionisti della voce& sono alquanto lacunosi: piuttosto dei "semi-professionisti&, purtroppo
Come s' visto, fonicamente, abbiamo (bas-'ta:-Re) /'bas-ta-re/ bastare, ma anche
(las-'tO:-Rja) /las-'tO-rja/ la storia perci, abbiamo pure (s'tO:-Rja) /s'tO:rja/ storia con
(s't) /s't/, giacch, quando c' una V davanti, la fono-sillabazione (s-'t) /s-'t/, come
nel secondo esempio [la storia] Anche i dati acustici confermano il fatto che (|s't)
/|s't/ (dopo pausa, o "silenzio&) fanno parte della stessa sillaba (un po' particolare, se vogliamo, per la scala di sillabicit, ma niente di veramente sorprendente);
mentre, ovviamente, (s't) /s't/ costituiscono due fono-sillabe col conne fra
le due C ( 12.2-6 dell'FTN/MaF).
2.3.1.4. Dal punto di vista fonetico, l'italiano neutro, in tonia, ha un allungamento dell'ultimo elemento della fono-sillaba (con la sola eccezione che vedremo
sbito): ('fa:-Re) /'fa-re/ fare (de-'ci:-z) /de-'ci-zo/ deciso (Ri-'pE:-te-Re) /ri-'pE-te-re/ ripetere (&Ri-ka-&pi-to-'la:-Re) /ri-ka-pi-to-'la-re/ ricapitolare ('kan:-to) /'kan-to/ canto
('mol:-to) /'mol-to/ molto ('ver:-de) /'ver-de/ verde ('pos:-to) /'pos-to/ posto (>po-sto!),
(&i-kon-'tran:-do) /in-kon-'tran-do/ incontrando (aR-&Ri-ve-'der:-ci) /ar-ri-ve-'der-ci/
arrivederci.
Bisogna far attenzione a non fraintendere il signicato di "in tonia&, che si deve intendere come in posizione prominente nell'enunciato; ci non signica solo

58

manuale di pronuncia

"alla ne della frase&, ma "ogni volta che c' una tonia& an>e all'interno delle frasi sintattiche, che in denitiva hanno ben poco a che vedere con le frasi foniche,
che sono decisamente pi ricche e pi variabili di quelle della grammatica tradizionale (ma anche di quelle della "grammatica generativa&).
L'eccezione (alla regola della durata fonetica) costituita da V semplice accentata nale, che sempre breve (tranne che per eventuali motivi enfatici o comunicativi): (ko'zi) /ko'zi*/ cos (kaf'fE) /kaf'fE*/ ca per: (poR'ta;i) /por'tai/ portai (&paRa'ti;a) /para'tia/ paratia, come anche all'interno di parola: ('ka;uza) /'kauza/ causa
(in'trO;ito) /in'trOito/ introito.
Un'eccezione parziale costituita dalla sequenza /r/ nale accentata, in tonia:
('fa:r{e}) /'far{e}/ far(e) (&Rive'de:r{e}) /rive'der{e}/ riveder(e) in altri contesti, non
cos: (pe'Ro:Ra, peR'di:R) /pe'rora, per'dire/ per ora per dire Le altre C nali, in tonia, s'allungano come nelle sillabe caudate accentate, all'interno di parola: (peR'don: peR'do:no) /per'don{o}/ perdon(o) (ka'nal: ka'na:le) /ka'nal{e}/ canal(e).
Anche le C geminate, in tonia, hanno un allungamento del primo elemento:
('sas:so) /'sasso/ sasso ('vet:ta) /'vetta/ vetta ('son:no) /'sonno/ sonno ('brac:co)
/'bracco/ braccio ('daq:qjo) /'daqqjo/ dazio ('peS:Se) /'peSSe/ pe&e In qualsiasi altra posizione, come prima dell'accento, non c' l'allungamento supplementare:
(sas'set:to, vet'to:Re, son'nam:bulo, &peSSo'li:n) /sas'setto, vet'tore, son'nambulo, peSSo'lino/ sassetto vettore sonnambulo peolino, oppure in protonia: ('sasso pe'zan:te, 'vetta ele'va:ta, 'sonno pRo'fon:do, 'bracco 'lu:g, 'daqqjo ob&bliga'tO:Rjo, 'peSSe
'frit:t) /'sasso pe'zante, 'vetta ele'vata, 'sonno pro'fondo, 'bracco 'lungo, 'daqqjo
obbliga'tOrjo, 'peSSe 'fritto/ sasso pesante vetta elevata sonno profondo braccio lungo dazio obbligatorio pe&e fritto
In posizione diversa dalla tonia, come anche in protonia, pure le durate vocaliche si ridimensionano, perdendo il semicrono ((;)): (kau'za:Re) /kau'zare/ causare
('kauze &natu'ra:li) /'kauze natu'rali/ cause naturali ( ('ka;uza) /'kauza/ causa).
2.3.1.5. In italiano neutro, per, non tutte le C sono geminabili; infatti, sono
sempre semplici /z, j, w/ (ageminabili, come anche lo xenofonema /Z/, integrato
nel sistema fonologico italiano, ormai da secoli): ('pO:za) /'pOza/ posa ('kwO:jo)
/'kwOjo/ cuoio (a'Zu:r) /a'Zur/ jour Comunque, foneticamente, nei contesti adeguati, abbiamo l'allungamento di /z/: ('riz:ma) /'rizma/ risma.
Ci sono anche cinque C autogeminanti (/N, S, L q, Q/), che, in posizione posvocalica, sono necessariamente geminate; per, senza possibilit d'opposizione fonologica con la C semplice: ('baN:No) /'baNNo/ bao ('laS:So) /'laSSo/ lao ('vOL:Lo)
/'vOLLo/ voo ('viq:qi) /'viqqi/ vizi ('viq:qj) /'viqqjo/ vizio (oQ'QO:no) /oQ'QOno/ ozono Il motivo di questo fatto sta nel latino; infatti, questi cinque fonemi
non c'erano in quella lingua, e derivano, in genere, da due o pi C (o da altre lingue); perci, per assimilazione, il risultato una C geminata ( i 5.6.1-7 del
MaPI il 1.6 del DiPI).
Osserviamo che (solo) la fonetica pu fornire la spiegazione alla regola grammaticale ("scomoda& per stranieri e anche per gl'italiani settentrionali), per la quale
si devono impiegare gli articoli (&uno, lo, Li) /&uno, lo, Li/ uno lo in casi come:
(&unoS'Se:m, loQ'Qa;ino, LiQ'Qi;i, LiN'NOk:ki) /unoS'Semo, loQ'Qaino, LiQ'Qii, LiN-

2. italiano

59

'NOkki/ uno &emo lo zaino zii oc (come pure (&unos'trac:co, los'kOp:pjo, Lis'kOL:Li) /unos'tracco, los'kOppjo, Lis'kOLLi/ uno straccio lo &oppio &o).
Si tratta, infatti, di due consonanti, eterosillabiche, per cui, la struttura dell'italiano neutro tollererebbe male sequenze pi complesse, che appesantirebbero troppo la realizzazione delle sillabe.
Le rimanenti 15 C, /m, n p, b, t, d, k, g c, G f, v, s r l/, in posizione posvocalica, possono essere semplici o geminate, distintivamente, come mostrano gli esempi scelti: ('va:no) /'vano/ vano e ('van:no) /'vanno/ vanno ('fa:to) /'fato/ fato e
('fat:to) /'fatto/ fatto ('mO:Go) /'mOGo/ mogio e ('mOG:Go) /'mOGGo/ moggio ('be:ve) /'beve/ beve e ('bev:ve) /'bevve/ bevve ('ka:Ro) /'karo/ caro e ('kar:Ro) /'karro/ carro ('pa:la) /'pala/ pala e ('pal:la) /'palla/ palla Osserviamo che non costituiscono
coppia minima ('ka:za) /'kaza/ casa e ('kas:sa) /'kassa/ cassa, nella pronuncia neutra
moderna (ma solo in quella tradizionale oppure gracamente).
2.3.1.6. Regionalmente, in tutt'Italia, piuttosto frequente, in sillaba caudata
in tonia, che la durata sia spostata sull'elemento vocalico, invece che su quello consonantico: ('pa;sso, 'paasso) /'passo/ passo ('pa;sta, 'paasta) /'pasta/ pasta ('ka;nto,
'ka;to, 'ka;to, 'kaa-) /'kanto/ canto ('di;rti, 'diirti) /'dirti/ dirti ('mo;lto, 'moolto)
/'molto/ molto per il neutro ('pas:so, 'pas:ta, 'kan:to, 'dir:ti, 'mol:to).
Soprattutto al Sud, tipico il dittongamento, o lo sdoppiamento, del vocoide (anche
in sillaba caudata e pure in protonia), ma soprattutto in sillaba non-caudata (che qui
rendiamo genericamente; per, si possono vedere i m 9-15 del MaPI e anche le fonosintesi dialettali del m 16 dell'FTN/MaF): ('pa;ane, 'pa;ne) /'pane/ pane ('ve;Ido, 've;edo)
/'vedo/ vedo ('do;Uve, 'do;ove) /'dove/ dove per il neutro ('pa:ne, 've:do, 'do:ve)
Al Nord, spesso, le geminate non hanno una durata suciente, anche dove quella vocalica non presenti l'allungamento visto all'inizio di questo paragrafo: (af'fatto, af'fa;tto) /af'fatto/ aatto.
Al Centro-Sud, ci possono essere altre consonanti autogeminanti ( 2.3.1.5);
pi diusamente, ci avviene per /b, G/; in parti del Centro anche per /j/: ('rOb:ba,
'rO;bba) /'rOba/ roba (lab'bar:ka, lab'ba;rka) /la'barka/ la barca ('viG:Gil, 'vi;GGil) /'viGile/ vigile (laG'Gak:ka, laG'Ga;kka) /la'Gakka/ la giacca ('nOj:ja, 'nO;jja)
/'nOja/ noia (daj'jE:Ri) /da'jEri/ da ieri per il neutro ('rO:ba, la'bar:ka, 'vi:Gil, la'Gak:ka, 'nO:ja, da'jE:Ri).
A Roma (e in altre zone del Centro), invece, c' la degeminazione di /r/, negli
accenti marcati e tipici: ('ko:ReRe) /'korrere/ correre (e'ro:Re) /er'rore/ errore (a'ro:ma) /ar'roma/ a Roma (con co-geminazione, 2.3.2.1), per il neutro ('kor:ReRe,
eR'ro:Re, aR'ro:ma).
Co-geminazione
2.3.2.1. Brevemente, introduciamo un fenomeno di geminazione consonantica interlessicale, scegliendo tra altri tipi simili, ricorrenti in italiano neutro, il pi
signicativo. tradizionalmente (pi) noto come "raorzamento sintattico& o
"raddoppiamento fonosintattico&, ma denito meglio come co-geminazione,
il fenomeno per cui, in pronuncia neutra, abbiamo: (ak'ka:za) /ak'kaza/ a casa (faf-

60

manuale di pronuncia

'fred:do) /faf'freddo/ fa freddo (v've:Ro) /Ev'vero/ vero.


Per spiegare il fatto, conviene considerare, prima, esempi come (Gak'ke, tRep'pjE:de) /Gak'ke*, trep'pjEde/ giac> treppiede, che non pongono problemi, poich la pronuncia e la graa corrispondono.
Per, troviamo pure casi come (Gak'kjEs:to, tRep'pjE:di) /Gak'kjEsto, trep'pjEdi/
gi esto tre piedi. Inoltre, abbiamo pure: (am'met:to) /am'metto/ ammetto e anche (am'me) /am'me*/ a me, che derivano entrambi dalla sequenza latina /dm/ admitto ad me dando /mm/, per assimilazione, che operava all'interno di parola e
pure tra parole.
Quindi, una o pi consonanti nali s'assimilavano a una consonante iniziale della parola seguente, come c'era l'assimilazione di certe consonanti diverse interne
di parola; infatti, anche septem e octo hanno dato, in italiano, sette e otto (/pt, kt/
= /tt/). Perci, come abbiamo avuto /am'me*/ da ad me, cos /trek'kapre/ deriva da
tres capr. Anche /E*/ (da est] causa la cogeminazione, come in vero visto sopra.
Isolatamente, in trascrizione fonemica, queste parole sono indicate, come s' appena visto, con /*/: /'tre*, E*/ (qui, tre ha l'accento fonico segnato, perch, generalmente accentato, come in (&sono'tre) /sono'tre*/ sono tre, a meno che non preceda immediatamente un altro accento, come, appunto, in tre capre mentre viene
dato senza /'/, perch, di solito, non accentato, nelle frasi.
Non tutti i monosillabi italiani hanno questa caratteristica; per esempio, la preposizione di non cogemina (e non ha accento), /di/, mentre il sostantivo d cogemina, /'di*/; d'altra parte, l'imperativo di' pu cogeminare, come seconda scelta
/'di, 'di*/: (di'kwes:ta) /di'kwesta/ di questa, ('dik kwa'lu:kw) /'dik kwa'lunkwe/
(un) d qualunque, ('di kwal'kO:za, 'dik k-) /'di kwal'kOza, 'dik k-/ di' qualcosa.
2.3.2.2. Tra i monosillabi cogeminanti (attivanti) pi frequenti, troviamo a /a*/
/E*/ e /e*/ n /ne*/ se (cong.) /se*/ gi /Ga*/ pi /pju*/ l /la*/ l /li*/ qua
/kwa*/ qui /kwi*/ /ki*/ >e /ke*/ tre /tre*/: /ammi'lano/ a Milano /Ek'kjaro/
aro, /ep'pOi/ e poi, /net'tun nel'lui/ n tu n lui, /sep'parti/ se parti, /Gad'detto/
gi detto, /pjut'tEmpo/ pi tempo, /las'sopra/ l sopra, /kwikkon'lEi/ qui con lei,
/kikko'noSSi/ cono, /kettene'pare/ >e te ne pare, /'trep pun'tini/ tre puntini.
La preposizione da non cogemina nella pronuncia moderna: /dafi'rEnqe/ da renze (contrariamente a quella tradizionale {e toscana}: /daffi'rEnqe/).
Cogeminano pure d do fa fu ha ho pu sa so sta sto va: /midarra'Gone/
mi d ragione, /fam'male/ fa male, /Oppa'ura/ ho paura, /pwOssa'lire/ pu salire, /sat'tutto/ sa tutto, /stOvve'nEndo/ sto venendo, /vas'solo/ va solo.
Tra i monosillabi ageminanti (inattivanti) bisogna includere senz'altro di /di/,
de' /de/, i /i/, la /la/, le /le/, li /li/, lo /lo/, /{*}Li/, e /{*}Le/, mi/me /mi,
me/, ti/te /ti, te/, si/se /si, se/, ci/ce /ci, ce/ vi/ve /vi, ve/, ne /ne/, 'sta /sta/, 'sto
/sto/, 'ste /ste/, 'sti /sti/, oltre ai monosillabi latini (a de pro quo si tu v): /di'nOtte/ di notte, /de'mEdici/ de' Medici, /i'gatti/ i gatti, /la'lana/ la lana, /le'reti/ le
reti, /li'prEndo/ li prendo, /losa'pevo/ lo sapevo, /Lirak'konta/ racconta, /cisene'rEnde 'konto/ ci se ne rende conto, /sta'sera/ 'sta sera /kwO'vadis/ quo vadis /vE'viktis/ v victis.
I polisillabi ultimali (cio accentati sull'ultima sillaba, o "tronchi&) cogemina-

2. italiano

61

no, anche se possono perdere l'accento (per motivi ritmici): (kaf'fEk kolom'bja:no,
sa&Rappar'ti:t, &toRnt'tar:di) /kaf'fEk kolom'bjano, sarappar'tito, tornOt'tardi/ ca
colombiano sar partito torn tardi.
L'esposizione sistematica del fenomeno (e d'altri simili, connessi, ma diversi,
spesso confusi con la co-geminazione, in moltissime trattazioni precedenti {oppure in tutte quelle che perpetuano acriticamente lo stato ipotetico delle cose}) data nei 5.6-9 (e 4.8.1) del MaPI e anche lemma per lemma nel DiPI).
2.3.2.3. La co-geminazione fa parte della pronuncia neutra, esattamente come
la geminazione lessicale, che viene segnata nell'ortograa, come in: ('Ot:to) /'Otto/
otto. Tuttavia, al Nord non c' (nativamente, tranne che in qualche espressione frequente e ssa, come vero ha detto, da parte di giovani allevati con massiccia esposizione alla televisione) e viene erroneamente considerata alla stregua d'una caratteristica regionale del Centro-Sud.
Quest'opinione, ma soprattutto il fatto che la cogeminazione non sia resa nella
scrittura (se non nel caso di forme cristallizzate, come giac>, davvero, soprattutto), spesso, fa credere anche ai centro-meridionali che si tratti di qualcosa da evitare; ma allora si dovrebbe considerare abnorme e sconveniente anche la normale
geminazione lessicale (che distintiva, 2.3.1.5).
Ovviamente, al Centro-Sud, ci sono dierenze regionali, anche contrarie all'uso neutro. In particolare, l'impiego pi sistematico e massiccio riscontrabile in
Toscana (che, comunque, non del tutto omogenea), seguta da Roma; vengono
dopo le altre zone del Centro-Sud, sempre con dierenze locali, pi o meno forti.
Il tipo di co-geminazione pi normale, nella pronuncia neutra moderna, rappresenta, in generale, una specie di compromesso, o di media, basato pi sull'uso romano (compresi i casi di de-geminazione d'articoli e pronomi, costituiti da /l/:
la lo le li l'] con ulteriori semplicazioni. Il tipo di co-geminazione pi simile
a quello della pronuncia tradizionale ( 2.3.5.3), si rif all'uso toscano.
Qui, ci limitiamo a fornire qualche altro esempio, compreso uno di de-geminazione (dato per ultimo): (pjuf'fOr:te) /pjuf'fOrte/ pi forte (cit&takkos'tjE:Ra) /cittakkos'tjEra/ citt costiera (&tRenta'trek koRRi'do:Ri) /trenta'trek korri'dori/ trentatr corridori (l'la:na) /El'lana/ lana (&los'tes:so) /Elos'tesso/ lo stesso.
Nella pronuncia neutra moderna, co-geminante anche come (appositivo e comparativo con nomi e pronomi): (&komek'ka:ni, &komev've;Ri 'ka:ni, &komet'te) /komek'kani, komev'veri 'kani, komet'te*/ come cani come veri cani come te
Accento
2.3.3.1. In italiano, generalmente, l'accento viene assegnato alle ritmie, secondo gli accenti di parola (lessicali). Le ritmie sono gruppi accentuali ( 3.2.7,
6.4.2, 12.1, 13.2-3 dell'FTN/MaF) costituiti da una sillaba con accento forte, o primario, e altre con accenti deboli oppure secondari, come in: (&peRfetta'men:te) /perfetta'mente/ perfettamente (in'trE:no) /in'trEno/ in treno (&peRil'ka:ne) /peril'kane/
per il cane (&vRsola&finedel'me:ze, &vRsola'fi;ne del'me:ze) /vErsolafinedel'meze, vEr-

62

manuale di pronuncia

sola'fine del'meze/ verso la ne del mese


L'ultimo esempio mostra che, a seconda delle prominenze date a certe parti dell'enunciato, il numero delle ritmie pu cambiare, come anche in (un&nwvo'li:bR)
/unnwOvo'libro/ un nuovo libro rispetto a (un'nwO;vo 'li:bR) /un'nwOvo 'libro/,
gracamente sempre uguale [un nuovo libro] ma con una diversa prominenza, in
corrispondenza d'una sfumatura semantica, per cui, nel secondo caso, nuovo acquista un'importanza maggiore.
Ancora maggiore pu essere l'importanza comunicativa data a nuovo, in un enunciato che, gracamente, resta ancora una volta uguale (date le notevoli carenze della scrittura corrente): (un'nwO:vo2 'li:bR23) /un'nwOvo, 'libro./.
Qui, stato necessario introdurre la (pos)tonia continuativa ((2) /,/) e quella conclusiva ((23) /./), perch la nuova maggiore prominenza data, in questo caso, dalla presenza di due tonie, per un unico enunciato (si noti anche la presenza del crono pieno, pure nella prima ritmia, con tonia continuativa, (O:)).
Usando, d'altra parte, una tonia conclusiva, anche per la prima ritmia, la prominenza comunicativa aumenterebbe ancora: (un'nwO:vo23 'li:bR23) /un'nwOvo. 'libro./.
2.3.3.2. Ritornando agli esempi di ritmie dati sopra, osserviamo che le sillabe
non-accentate (o, meglio, con accento debole) e quelle semi-accentate (con accento medio, o secondario), s'alternano, in modo da avere una o due fono-sillabe deboli fra altre con accento secondario (o primario). Gli accenti secondari sono assegnati ritmicamente, tenendo presenti per quanto possibile le posizioni degli accenti delle forme originarie (quelle fondamentali, da cui sono derivate {non certo
in senso evolutivo, dal latino}), come avviene nei composti lessicali: (&pRtasa'po:ne)
/pOrtasa'pone/ portasapone (pu&liSSis'kar:pe) /puliSSis'karpe/ puli&arpe.
Nei derivati, invece, l'origine conta meno dei motivi ritmici, anche se, in caso
di duplice possibilit (ritmica oppure originaria), l'accento della forma originaria
pu esercitare un inusso decisivo: (&pata'ti:n) /pata'tine/ patatine (nonostante
(pa'ta:ta) /pa'tata/ patata), (&atten'qjo:ne) /atten'qjone/ attenzione (nonostante (at'tEn:to) /at'tEnto/ attento]
Per le sillabe che seguono quella accentata d'una parola, inoltre, si comportano
come segue: ('fab:bRo) fabbro, ('fab:bRika) fabbrica, ('fab:bRika&no, 'fab:bRika&mi) fabbricano fabbricami, ('fab:bRikame&lo) fabbricamelo (aggiungiamo pure un improbabile ('fab:bRika&mice&lo) fabbricamicelo la ne del 6.4.2 dell'FTN/MaF]
2.3.3.3. Per quanto riguarda le sillabe della parola, che precedono quella accentata, si viene a formare, spontaneamente, un'alternanza ritmica di sillabe deboli e
semiforti, risalendo verso l'inizio della parola, a partire dalla sillaba forte, del tipo:
({&}&&'). Dato, per, che le parole polisillabiche sono generalmente derivate o composte, c' una chiara e determinante tendenza a collocare gli accenti secondari sulle stesse sillabe su cui le forme semplici del lessema hanno in origine
l'accento di parola.
L'unica eccezione, per cos dire, costituita dalla tendenza ritmica che interrompe sia sequenze troppo lunghe di sillabe deboli, introducendo qualche accento secondario, sia sequenze di sillabe accentate (forti e semiforti), sopprimendo qualche

2. italiano

63

accento secondario, o spostandolo d'una sillaba o due.


Ecco degli esempi: (&soce'ta) societ, (ka&paci'ta) capacit, (pRo&babili'ta) probabilit, (be&ati'tu:din) beatitudine, (&Raqqjo&naliQ&Qabili'ta) razionalizzabilit, (aR&tifi&cali'ta) articialit, (u&tilita&Ristika'men:te) utilitaristicamente, (e&zeRcita'to:Re) esercitatore, (aR&tikolaq'qjo:ne) articolazione, (as&socaq'qjo:ne) associazione, (o&ceano'gra:fiko)
oceanograco, (ka&RatteRiQ'Qa:bile) caratterizzabile, (in&telliGen'tis:sima) intelligentissima, (oS&Sillo'gram:ma) ollogramma, (ef&feRveSSen'tis:sim) eerve&entissimo
Altri esempi: (do&loRo&zissima'men:te) dolorosissimamente, (as&tuta'men:te) astutamente, (im&maGinaq'qjo:ne) immaginazione, (mo&difikaq'qjo:ne) modicazione,
(kom&poziq'qjo:ne) composizione, (ak&kjappafaR'fal:le) acappafarfalle, (e~&cfalo'gram:ma) encefalogramma, (&ultRakon&seRva'to:Re) ultraconservatore, (&inteRkon&tinen'ta:le, -&konti-) intercontinentale, (&pRemedi&tata'men:te, pRe&me-) premeditatamente,
(pRe&kce'men:te, &pReko-) precocemente.
2.3.3.4. A considerare le parole isolate, l'accentazione secondaria normale (neutra, spontanea) risponde alle regole di composizione e derivazione lessicale. Per,
ovviamente, ci sono anche dierenze nella distribuzione degli accenti secondari,
dovute al contesto ritmico in cui le varie parole si vengono a trovare di volta in
volta. Perci, se isolatamente una forma come partitocrazia (paR&titokRaq'qi;a)
mentre (&paRti%tokRaq'qi;a) una "stonatura&, derivante dalla mancata analisi compositiva nelle frasi eettive c' una certa alternanza: (&lapaR&titokRaq'qi;a, la&paRti&tokRaq'qi;a) la partitocrazia ('molto as&tuta'men:te) molto astutamente, (pRo'cE;deRe &astuta'men:te) procedere astutamente ('vEgo &mRkole'di) vengo mercoled
(can'drOm meR&kole'di) ci andr mercoled
Non entriamo nel merito d'accentazioni lessicali duplici, come: /dia'triba di'atriba/ diatriba /skle'rOzi s'klErozi/ &lerosi /te'zEo 'tEzeo/ Teseo /e'dipo 'Edipo/
Edipo; dobbiamo rimandare alla consultazione del DiPI.
2.3.3.5. L'italiano neutro non accetta aatto accenti forti su due sillabe contigue (nell'intonia), ma attenua il primo, pure spostandolo o, eventualmente, lo sposta (anche senz'attenuazione), come nelle terze (e quarte) varianti date, che sono
possibili, per meno correnti: /fa'rOk 'kwesto = farOk'kwesto/ (&faRk'kwes:to), (fa&Rk'kwes:to), ('faRk 'kwes:to), ('fa;Rk 'kwes:to) far questo, /skoper'kjO il'tetto =
skoperkjOil'tetto/ (s&kopeRkjil'tet:to), (s&kopeR&kjil'tet:to), (s'kopeRkj il'tet:to),
(s'ko;peRkj il'tet:to) &oper il tetto, /nonnepo'tep 'pju* = nonnepotep'pju*/ (&nonne&potep'pju), (&nonnepo&tep'pju), (&nonne'potep 'pju), (&nonne'po;tep 'pju) non ne
pot pi, /bEn'kek k'reda = bEnkek'kreda/ (&bkek'kre:da), (b&kek'kre:da), ('bEkek 'kre:da) ben> creda, /me'tad 'dOze = metad'dOze/ (&metad'dO:ze), (me&tad'dO:ze),
('metad 'dO:ze), ('me;tad 'dO:ze) met dose
Un aspetto dell'attenuazione, dovuta sempre a motivi ritmici, pu riguardare
anche la posticipazione dell'accento ridotto, come si vede negli esempi seguenti:
/'vEngo 'dopo di'te* = 'vEngo dopodi'te*/ ('vEgo &dopodi'te), ('vEgo do&podi'te) vengo dopo di te /'karo pa'pa* = karopa'pa*/ ('ka;Ro pa'pa), (&kaRopa'pa), (ka&Ropa'pa) caro pap /lo'facco 'anke per'te* = lo'facco ankeper'te*/ (lo'facco &akepeR'te), (lo'faccoa&kepeR'te) lo faccio an>e per te /si'kjama 'forse ko'zi = si'kjama forseko'zi*/
(si'kja;ma &foRseko'zi), (si'kja;ma foR&seko'zi) si ama forse cos?

64

manuale di pronuncia

2.3.3.6. Nel caso di sintagmi come //fuG'Gi z'vElto// /fuGGiz'vElto/ (&fuGGiz'vEl:to, &fuGGiz'vEl:to fuG&Giz'vEl:to) fugg svelto, rispetto ad altri simili come
//'fuGGi z'vElto// /'fuGGiz 'vElto/ ('fuGGiz 'vEl:to) fuggi svelto, ci sono delle lievi
dierenze fonetiche e prosodiche, che per, da sole, non sono sempre in grado di
mantenere la distinzione, dato che anche nel caso di fuggi svelto, ci pu essere attenuazione del primo accento, soprattutto in pronuncia veloce (&fuGGiz'vEl:to).
Non c' cogeminazione con /_0/, giacch la sillabazione /_0/.
Nel caso di //fuG'Gis 'subito// /fuGGis'subito/ (&fuGGis'su:bit fuG&Gis'su:bit)
fugg sbito, rispetto a /'fuGGi 'subito/ ('fuGGi 'su:bit) fuggi sbito, la co-geminazione contribuisce, invece, a distinguere meglio, nella pronuncia neutra, come
anche in: //pa'gOt 'tutto// /pagOt'tutto/ (&pagt'tut:t, 'pagt 'tut:t, 'pa;gt 'tut:t
pa&gt'tut:t) pag tutto /'pago 'tutto/ ('pa;go 'tut:t, &pago'tut:t) pago tutto //losen'tim 'male// /losentim'male/ (lo&sentim'ma:le, lo'sentim 'ma:le &losen&tim'ma:le) lo
sent male /lo'sEnti 'male, losEnti'male/ (lo'sEnti 'ma:le, lo&snti'ma:le) lo senti male
Inne: //lostrap'pOv 'via// /lostrappOv'via/ (los&tRappv'vi;a, los'trappv 'vi;a &lostRap&pv'vi;a) lo strapp via /los'trappo 'via, lostrappo'via/ (los'trappo 'vi;a, los&tRappo'vi;a) lo strappo via
Intonazione
2.3.4. La f 2.3 mostra le protonie e le tonie dell'italiano neutro (sia moderno
che tradizionale), che illustriamo con semplici esempi:
/./: (Ri'partono 'tutti 'sa:bato23) /ri'partono 'tutti 'sabato./ Ripartono tutti sabato.
/?/: (Ri'partono 'tutti 'sa:bato21) /ri'partono 'tutti 'sabato?/ Ripartono tutti sabato?
//: (&seRRi'partono 'tutti 5sa:bato12| &mene'va;do a'ki;23) /serri'partono 'tutti 'sabato mene'vado an'kio./ Se ripartono tutti sabato, me ne vado an>'io.
L'intonazione regionale ha, al Nord, movimenti consistenti e molto vari; al Sud,
sono piuttosto ripetitivi; mentre, al Centro, sono pi contenuti (e, generalmente,
pi simili a quelli neutri). Le dierenze maggiori si riscontrano per la tonia sospensiva, //, come si pu vedere anche dalle fonosintesi del m 16 dell'FTN/MaF (e dai
m 10-15 del MaPI]
f 2.3. Le protonie e le tonie italiane.
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 5 1 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

2. italiano

65

Pronuncia neutra tradizionale


2.3.5.1. Come s' gi avuto modo di dire (al 2.0.1), la "pronuncia neutra tradizionale& quella che si rif massicciamente all'uso toscano, in particolare orentino, e risale a ben vedere all'unicazione d'Italia; quindi, a circa un secolo e mezzo fa, come veniva riportata nei dizionari che, all'epoca, si denivano di "lingua
toscana&, pi spesso che "italiana&. Le peculiarit della pronuncia tradizionale,
perci, sono pi rigide di quelle della pronuncia moderna (avendo meno varianti
{e, qui, riportiamo soprattutto le pi "strane&}, e allo stesso tempo pi "capricciose&), anche se le varianti segute da * appaiono solo in certi repertori.
Per quanto riguarda i fonemi vocalici /e, E o, O/, riportiamo qualche esempio
di parole e desinenze. Segn(i)amo, coi semplici accenti graci ("ortofonici&), le
forme pi curiose: Ase annsso aurra* Bertldo* co ccca (estremit, tacca), colltta conntto crsima enrme esso flla Girgio gtta grppo lttera
mccolo nsso nrma* rgano* rcca (latoio), Rmolo sgmino site strpio
strnna t&hio inoltre le desinenze: amarolo sttti stttero
Per la distribuzione di /q, Q/, la caratteristica tradizionale maggiore riguarda
/q/ iniziale per molte parole, come: zampa zio zoppo zuc>ero zucca e, invece,
/Q/ interno, in casi come: aguzzino amazzone brezza ribizzo intirizzito lazzi lezzo olezzo pettegolezzo ribrezzo rubizzo &orza arzo* sozzo*
2.3.5.2. La dierenza maggiore, comunque, riguarda l'impiego di /s/ semplice,
interna di parola, fra V (anche se con /j, w/ davanti alla seconda). I casi pi signicativi (compresi i derivati) sono: asino casa esi uso cosa cos desidero desiderio (il) fuso mese naso peso Pisa posa raso riposo riso, e le desinenze aggettivali -ese -oso e verbali -esi -osi\ /in'glese/ inese (ma /fran'ceze/ francese!) /cinese'ria/
cineseria (ma /borge'zia/ bor!esia!), /go'loso/ goloso /cellu'losa/ cellulosa /kurjosi'ta*/ curiosit /'presi, -sero, -so/ presi presero preso (ma /'lezi, -zero, -zo/ lesi lesero
leso!), /impre'sarjo/ impresario /'rosi, -sero, -so/ rosi rosero roso /ris'posi, -sero/ risposi risposero /ro'sikkjo/ rosico (ma /ero'zjone/ erosione!).
Per, anche in pronuncia tradizionale, si ha /z/ in casi come: bisoo caso esa muso paese quasi sposa viso misi misero (io) fusi fusero (ho) fuso incisi incisero inciso
2.3.5.3. La co-geminazione tradizionale pi sistematica e pi estesa di quella
moderna; infatti, ha un numero maggiore di forme attivanti (come da\ da Milano
/dammi'lano/; per la moderna: /dami'lano/), e non prevede de-geminazioni (come
in la mia /Ella'mia/; moderna: /Ela'mia/), perdipi, sono sempre cogeminanti anche come dove qual>e sopra (purch non usati come sostantivi): come si fa? dove
vai? qual>e volta sopra quel tavolo /komessi'fa, dovev'vai, kwalkev'vOlta, soprakkwel'tavolo/ (ma: il sopra del tavolo /il'sopra del'tavolo/); moderna: /komesi'fa*, dove'vai, kwalke'vOlta, soprakwel'tavolo/).
Per quanto riguarda l'accentazione, non ci sono peculiarit particolari; le dierenze eventuali sono dovute al fatto che passata qualche generazione e, si sa, le
accentazioni di termini e nomi dotti sono soggette a ondate di preferenze, pi o

66

manuale di pronuncia

meno condivisibili, ma non discutibili: sono solo documentabili ( ne 2.3.3.4).


L'intonazione non cambia, salvo per l'eventuale possibile adozione (da parte
d'alcuni) delle protonie di tipo toscano ( le fonosintesi relative, nel m 16).
2.3.5.4. Tutte le caratteristiche della pronuncia tradizionale sono, comunque,
reperibili, nel MaPI e nel DiPI; questo segna le varianti del Centro (linguisticamente; ma, l'Abruzzo appartiene all'Alto-Sud) per quanto riguarda la distribuzione di
/e, E o, O s, z q, Q/ (compresa qualche accentazione peculiare), indicando la Toscana, l'Umbria, le Marche, il Lazio e Roma, rispettivamente, con: , , , ,
(fra parentesi quadre).
Le pronunce tradizionali sono identicate, nel DiPI, per il fatto che appaiono
dopo un punto, che le separa da quelle moderne, date per prime (se diverse, altrimenti coincidono), come, per esempio: "lettera /'lettera. -Et-/ { E, e}&, cio
/'lEttera/ in Toscana, e /'lettera/ nel resto del Centro.
A volte ci sono varianti pi intricate, per esempio: "storpio /s'torpjo. -O-/ { O/o,
o/O, o}&. Per, tutto il Centro concorda nell'avere solo: "bene /'bEne/&
Testo
2.4.0. Il brano in trascrizione, Il vento di tramontana e il sole (d'Esopo, 2.4.1),
viene dato nell'accento neutro moderno ( 2.4.2), poi in quello neutro tradizionale
( 2.4.3); seguono due versioni mediati>e (: radio-televisione): settentrionale/milanese ( 2.4.4) e centrale/romana ( 2.4.5), che sono meno marcate, per aspetti segmentali e intonativi, di quelle presentate con vocogrammi e tonogrammi nei m
10 12 del MaPI (nel quale ci sono 23 versioni regionali, nei m 10-14).
Una prima indicazione utile pu venire anche dalle relative fonosintesi (dialettali) nel m 16 dell'FTN/MaF (guardando il milanese, 16.5, e il romano, 16.42).
Nel mediatico settentrionale, frequentemente gli occlu-costrittivi (anche /c, G/)
si realizzano come sequenze: (ts, dz TS, DZ) (meglio coi simboli speciali: ((tS, dZ))).
Inne, si fornisce anche l'accento manierato (snobistico, 2.4.6), con l'"r moscia& (generalmente un approssimante, labiodentale, (V), o uvulare, (), o labiodentale uvularizzato, (), che scegliamo come tipo rappresentativo, dotato d'entrambe le componenti), e altre caratteristiche legate a quel tipo di pronuncia, come V pi "tese&, ma anche pi "detese&, allo stesso tempo ( f 2.4).
Infatti, sono realizzate tendenzialmente tramite vocoidi pi alti e pi avanzati
del normale, che, in sillaba accentata (anche in protonia), sono dittongati, per,
con secondi elementi piuttosto centrali nelle proprie caselle del vocogramma, terminando, quindi, in modo diverso opposto rispetto a quello iniziale.
Inoltre, /c, G S, {Z}/ sono postalveo-palato-iperlabiati, (&, 1, , {}); ci sono anche "strascicamenti& e sdoppiamenti delle sillabe toniche nel vero senso tonetico e postoniche (a volte pure di quelle precedenti), in particolare davanti a pausa, e soprattutto per tonie diverse da quella conclusiva.
Inne, notiamo un'estensione tonale maggiore (che rendiamo, parafonicamente, con ()@, all'inizio d'ogni capoverso) e il cricchiato in tonia (: tonica e postoni-

2. italiano

67

che), che rappresentiamo col diacritico specico: ().


Nei capitoli successivi (3-13), forniamo sempre anche la pronuncia italiana delle lingue date, nonch una o pi pronunce straniere dell'italiano; infatti, sono parte essenziale del metodo fonetico ( 3.2 dell'FTN/MaF).
f 2.4. Realizzazioni manierate delle vocali italiane.
/i/ (i[i])
/e/ (e[e]),
({'ii/'uu))
/E/ (EE), ({'})

/u/ (u[u])
/o/ (o[o]),
({'ii/'uu))
/O/ (OO), ({'})

/a/ (a[a])

Testo grafemico
2.4.1. Si bisticciavano un giorno il vento di tramontana e il sole, l'uno pretendendo d'esser pi forte dell'altro, quando videro un viaggiatore, >e veniva innanzi, avvolto nel mantello. I due litiganti decisero allora >e sarebbe stato pi forte fosse
riuto a levare il mantello al viaggiatore.
Il vento di tramontana cominci a soare con violenza; ma, pi soava, pi il
viaggiatore si stringeva nel mantello; tanto >e alla ne il povero vento dovette desistere dal suo proposito. Il sole allora si mostr nel cielo, e poco dopo il viaggiatore, >e
sentiva caldo, si tolse il mantello. E la tramontana fu costretta cos a ricono&ere >e
il sole era pi forte di lei.
T' piaciuta la storiella? La voamo ripetere?
Pronuncia neutra moderna
2.4.2. (si&bistic'ca:va&no2 u~'Gor:no2| il'vEnto di&tRamon'ta:na2| eil'so:le23 'lu:n2
&pReten'dEndo &dsseRpjuf'fOr:te2 del'lal:tRo23 &kwando'vi;de&Ro uMvi&aGGa'to:Re23 &kevve'ni;va in'nan:qi2 av'vOlto &nelman'tEl:lo23|| i&dueliti5gan:ti12 de'ci:zeR2 al'lo:Ra2 &kessa&Rbbes'ta;to pjuf5fOr:te12| kif&fosseRiuS'Si:t2 alle'va;Re ilman'tEl:lo2 alvi&aGGa'to:Re23||
il'vEnto di&tRamon'ta:na2 &komi~'cO assof'fja:Re23 &koMvio'lEn:qa23| map'pjus sof5fja:va12| &pjuilvi&aGGa'to:Re2 &sistRi~'Ge;va &nelman'tEl:lo23\ 'tan:to2 ke&alla5fi:n12 il'pO;veRo
'vEn:to2 do'vette de'zis:teR23 dal&suopRo'pO:zito23|| il'so:le2 al'lo:Ra2 &simos'trOn ne'cE:lo23|
ep&pko'do:po2 ilvi&aGGa5to:Re12 &kessen'ti;va 'kal:do2 si'tOl:se23 ilman'tEl:lo23| &ela&tRamon5ta:na12 &fukkos'tret:ta2 ko'zi2| aR&Riko5noS:SeRe12| keil'so:le2\ &Rapjuf'fOr:te23 di'lE;i23||
&tppja'cu:ta21 &lasto'rjEl:la2| &lavoL'La;mo Ri'pE:teRe21|||)

68

manuale di pronuncia

Pronuncia neutra tradizionale


2.4.3. (si&bistic'ca:va&no2 u~'Gor:no2| il'vEnto di&tRamon'ta:na2| eil'so:le23 'lu:n2
&pReten'dEndo &dsseRpjuf'fOr:te2 del'lal:tRo23 &kwando'vi;de&Ro uMvi&aGGa'to:Re23 &kevve'ni;va in'nan:qi2 av'vOlto &nelman'tEl:lo23|| i&dueliti5gan:ti12 de'ci:zeR2 al'lo:Ra2 &kessa&Rbbes'ta;to pjuf5fOr:te12| kif&fosseRiuS'Si:t2 alle'va;Re ilman'tEl:lo2 alvi&aGGa'to:Re23||
il'vEnto di&tRamon'ta:na2 &komi~'cO assof'fja:Re23 &koMvio'lEn:qa23| map'pjus sof5fja:va12| &pjuilvi&aGGa'to:Re2 &sistRi~'Ge;va &nelman'tEl:lo23\ 'tan:to2 ke&alla5fi:n12 il'pO;veRo
'vEn:to2 do'vEtte de'sis:teR23 dal&suopRo'pO:zito23|| il'so:le2 al'lo:Ra2 &simos'trOn ne'cE:lo23|
ep&pko'do:po2 ilvi&aGGa5to:Re12 &kessen'ti;va 'kal:do2 si'tOl:se23 ilman'tEl:lo23| &ella&tRamon5ta:na12 &fukkos'tret:ta2 ko'si2| aR&Riko5noS:SeRe12| keil'so:le2\ &Rapjuf'fOr:te23 di'lE;i23||
&tppja'cu:ta21 &lasto'rjEl:la2| &lavoL'La;mo Ri'pE:teRe21|||)
Pronuncia mediatica settentrionale (milanese)
2.4.4. (i&bitit'tSa:vano2 ud'Zo;Rno2| ilveto di&tRamo'ta:na2| eilo:le3 3 'lu:no2
&pRetededo &djeRpju'fO;Rte2 della;ltRo3 3 &kwadovi;deRo u&vjaddZato:Re3 3 &keveni;va in'na;tsi2 avvO;lto &nlmatE;llo3 3|| i&duelitiga;ti32 det'Si:eRo2 al'lo:Ra2 &kea&Rbbe'ta;to pjufO;Rte32| ki&foeRiu'Si:to2 ale'va;Re ilma'tE;llo2 al&vjadZato:Re3 3||
ilveto di&tRamo'ta:na2 &komi'tSO aoffja:Re3 3 &kovjole;tsa3 3| ma'pju offja:va32|
&pjuilvjaddZa'to:Re2 &itRidZe;va &nlmatE;llo3 3\ 'ta;to2 ke&allafi:ne32 ilpO;veRo
've;to2 dovEtte dei;teRe3 3 dal&uopRopO:ito3 3|| il'o:le2 al'lo:Ra2 &imo'tRO ntSe:lo3 3| e&pko'dO:po2 il&vjaddZato:Re32 &keeti;va 'ka;ldo2 itO;le3 3 ilmatE;llo3 3| &ela&tRamota:na32 &fuko'tRE;tta2 ko'i;2| a&Rikono:SeRe32| keil'o:le2\ &eRapjufO;Rte3 3 dilE;i3 3||
&tjpjatSu:ta21 &lato'RjE;lla2| &lavoja;mo Ripe:teRe21|||)
Pronuncia mediatica centrale (romana)
2.4.5. (sib&bistic'ca:vano2 u~'Go;rno2| il'vEnto di&Ramon'ta:na2| eil'qo:le23 'lu:no2
&Reen'dEndo &dsseRpuf'fO;rte2 de'la;ltRo2 &wando'vi;de&Ro uMvi&aGGa'o:Re23 &evve'ni;va in'na;nqi2 av'vOlto &nelman'tE;llo23|| i&duelii5ga;nti2 2 de'Si:seRo2 al'lo:Ra2 &essa&Rebbes'ta;op puf5fO;rte2 2| kif&fosseRiuS'Si:o2 alle'va;Re ilman'tE;llo2 alvi&aGGa'o:Re23||
il'vEnto di&Ramon'ta:na2 &omi~'cO assof'fa:Re23 &oMvio'lE;nqa23| map'pus sof5fa:va2 2| &puilvi&aGGa'o:Re2 &sistRi~'Ge;va &nelman'tE;llo23\ 'ta;nto2 e&ala5fi:ne2 2 il'pO;veRo
'vE;nto2 do'vette de'si;steRe23 dal&quoRo'O:sio23|| il'qo:le2 al'lo:Ra2 &simos'trO ne'cE:lo23|
ep&po'dO:o2 ilvi&aGGa5o:Re22 &essen'ti;va 'a;ldo2 si'tO;lqe23 ilman'tE;llo23| &ela&Ramon5ta:na22 &fukkos'tre;tta2 o'si;2| a&Rio5noS:SeRe22| eil'qo:le2\ &Rappuf'fO;rte23 di'lE;i23||
&tppa'Su:a21 &lasto'rE;lla2| &lavoj'ja;mo Ri'E:eRe21|||)

2. italiano

69

Pronuncia manierata ( 2.4.0)


2.4.6. ()@ (si&bisti&'&a;aa&co2 u~'1oocoo2| il'vEnto di&tamon'ta;acaa2| eil'so;oVe23 'lu;uc2 &peten'dEEndo &dssepjuf'fOOte2 del'laaVto23 &kwando'vi;ide&o uMvi&a11a'to;oe23 &kevve'ni;iva in'naacqi2 av'vOOlto &nelman'tEEVVo23|| i&dueliti5gaacti12 de'&i;ie2 al'lo;oa2 &kessa&bbes'taato pjuf5fOOtee12| kif&fosseiu'i;it2 alle'va;ae
ilman'tEEVVo2 alvi&a11a'to;oe23||
()@ il'vEEnto di&tamon'ta;aca2 &komi~'&OO assof'fja;ae23 &koMvio'lEEcqa23| map'pjus sof5fja;aaa12| &pjuilvi&a11a'to;oe2 &sisti~'1e;eva &nelman'tEEVVo23\ 'taacto2 ke&alla5fi;ic12 il'pOOveo 'vEEcto2 do'veette de'ziiste23 dal&suopo'pO;Oito23|| il'so;oVe2
al'lo;oa2 &simos'tOOn ne'&E;EVo23| ep&pko'do;opo2 ilvi&a11a5to;oe12 &kessen'ti;iva
'kaaVo2 si'tOOVse23 ilman'tEEVVo23| &ela&tamon5ta;aca12 &fukkos'teetta2 ko'zii2| a&iko5nooeee12| keil'so;oVe2\ &apjuf'fOOte23 di'lEEi23||
()@ &tppja'&u;uta21 &lasto'jEEVVaa2| &lavoL'La;amo i'pE;Eteee21|||)
Dizionari e grammatiche d'italiano e la (non) cura per la pronuncia
2.5.0. Si deve vedere come i dizionari indicano la pronuncia e se sono accurati
nel darla; e bisogna considerare se forniscono varianti o no. Oltre a questo, un indizio sicuro per accertare se curano l'aspetto della pronuncia oppure l'adano a frettolosi incompetenti (che seguono criteri diversi non si preoccupano di vericare ci che fanno) consiste nel cercare il lemma gliommero /'LOmmero/. Ci sono tre
tipi di dizionari: quelli che non mettono la parola o non si preoccupano di distinguere fra /L/ e /gli/, come in glioma /gli'Oma/; poi vengono quelli che per false deduzioni lologiche o etimologiche "inventano& */gli'Ommero/, o lo scopiazzano
da qualche sciagurato predecessore; inne, vengono quelli che adano l'ortoepia
ai veri esperti che ovviamente danno /'LOmmero/. In napoletano, il "gomitolo&
glimmero /'LOmmr/, anche se deriva da glomerum, con /gl/, come d'altra parte "ghiandola& glinnola /'Lannla/, pur venendo da glandulam.
N si deve dar troppa ducia alla maggior parte delle grammatiche: basta sfogliarle con attento occhio critico. E il giudizio non dev'essere aatto inuenzato
dal fatto che siano molto diuse e note, magari anche all'estero. Ma, se trattano di
fonologia e fonetica solo "per dovere&, purtroppo non ci si pu aspettare molto di
buono, come quando "inventano& anche delle possibilit inesistenti e francamente
assurde, quali distinzioni per alleviamo o spariamo, che sono perfettamente uguali pur trattandosi di verbi diversi: allevare e alleviare, sparare e sparire, cio sempre
e solo /alle'vjamo, spa'rjamo/ (mentre vorrebbero farci credere che, per i secondi
d'ogni coppia, si abbia */allevi'amo, spari'amo/).
Ugualmente assurdo sarebbe seguire coloro che ipotizzano pronunce diverse per
i numerali sei, sette, otto, rispetto a (tu) sei, (le) sette (religiose), Otto

3. Inglese
3.0. In questo capitolo, diamo gli accenti "neutri& americano e britannico, nonch una proposta didattica per un accento "internazionale& dell'inglese, utilizzabile procuamente in manuali e dizionari di pronuncia (e anche "normali&), come
pure nell'insegnamento corrente. Si procede tramite la trascrizione diafonemica,
elaborata espressamente a tale scopo, con le relative trascrizioni fonetiche e fonotonetiche. Alla ne, sono considerati anche gli accenti "mediatici& (: della televisione) che, ormai, si sentono frequentemente come quelli neutri, sia nei notiziari, sia
nei lm, sia nelle canzoni.
Vocali
3.1.1. csto l'alto numero di fonemi vocalici dell'inglese, conviene senz'altro
procedere per gruppi, piuttosto che mettere tutto insieme (anche per facilitare il
confronto coll'italiano ed evitare possibili confusioni).
L'essenza dei fonemi vocalici inglesi : monottonghi (brevi e lunghi) /I, E, , A:,
, , O:, U, :, / e dittonghi /Ii, EI, aE, OE, aO, OU, Uu/; ci sono, inoltre, /i, u/ non-accentati e i diafonemi /;, A;, ;, O;, ;, / (e qualche altro meno importante
3.6.7 per un confronto con altri sistemi). Ma, nel volume English Pronunciation
usiamo /ii, uu X, [:, ], r:, : /, pi convenienti di /Ii, Uu ;, A;, ;, O;, ; /.
Monottonghi americani
3.1.2.1. Tenendo sempre presente il vocogramma italiano, coi suoi nove foni e
sette fonemi (f 2.1), consideriamo ora il vocogramma americano (f 3.1, sbito dopo viene anche quello britannico, f 3.2), cominciando dagli otto segnali neri che
indicano le realizzazioni dei corrispondenti otto fonemi vocalici (in sillaba accentata o no): () /I/, () /E/, () //, (A:) /A:/, (A) //, () //, (O:) /O:/, () /U/.
Sebbene, nell'accento "mediatico& ( 3.4.2.2), /A:/ e // siano neutralizzati,
realizzandosi (A[:]); nel neutro americano, li manteniamo separati, per tre buoni
motivi: sono eettivamente diversi, anche se solo per la durata, soprattutto; inoltre, per mantenere il legame diafonemico col neutro britannico; inne, per evidenziare le caratteristiche d'altri accenti, partendo da basi confrontabili, anche se condivise soltanto da una minoranza di parlanti. Ribadiamo, infatti, che la pronuncia neutra viene sempre appresa volontariamente.
Esemplichiamo, ora, i fonemi della f 3.1 (ricordiamo che le trascrizioni, anche
fonemiche, hanno l'accento, pure sui monosillabi, a meno che non si tratti di parole che, normalmente, ricorrano senz'accento, nella frase, come la preposizione in
]

3. inglese

71

/In/ (n), rispetto all'avverbio in /'In/ ('n:), o al sostantivo inn /'In/ ('n:) "locanda&): ('hT) /'hIt/ hit, ('js) /'jEs/ yes, ('m;n) /'mn/ man, ('fA;) /'fA:/ fa`er, ('lAT)
/'lt/ lot, ('<n:) /'<n/ run, ('lO:n) /'lO:n/ lYn, ('phT) /'pUt/ put.
Per la precisione descrittiva, sebbene generalmente le variazioni non richiedano un altro simbolo, bene notare i tassofoni di /I, E, , , U/; richiamiamo
l'attenzione sui due che cambiano anche il simbolo, rispetto a (, ): ('bE:, 'h,:)
/'bE, 'h/ bell hull.
f 3.1. Monottonghi americani.

/[]/ (, ), /</ (<), /;/ ([:])

/u/ ()
/U[]/ (, ), /U/ (U), /U</ (<)
/:, :<, ;</ (:), // (), /</ (<, )
/[]/ (, ,)
/O:/ (O:), /O:</ (O:<), /O:/ (:<), /O;/ (O: A)
// (A), /;/ (O: A), /;</ (O:< A<)
/A:/ (A:), /A;/ (A:)
F

/i, i/ (i)
/I[]/ (, ), /I/ (I), /I</ (<)
// = //, // (, *, |)
/E[]/ (, E), /E/ (), /E</ (<)

3.1.2.2. Inoltre, i segnali grigi indicano anche le tre varianti di /I, U, O:/ (I, U, :)
(normalmente (, , O:)), che ricorrono in sillaba caudata in // (accentata o no):
(I) /I/, ([j]U) /[j]U/, (:<) /O:/; non ci sono dierenze per l'elemento nucleare
in () /E/, (A:<) /A:/ (ci si rif, quindi, ai segnali neri, gi visti), mentre per /:/
la tipica realizzazione americana ricorre a un contoide intenso ("sillabico&), invece che a un vocoide (come in pronuncia britannica) (:) /:/.
Esempi: ('hI;) /'hI/ here, ('phjU;) /'pjU/ pure, ('D:<) /'dO:/ door, (';) /'E/
`ere, ('fA:<) /'fA:/ far, ('f:) /'f:/ fur Un'eventuale pronuncia (, ) (invece di (I,
U), per /I, U/} non suona strana, sebbene non sia la pi diusa in americano.
Per /O:</ (davanti a V\ /O:</), la realizzazione (O:<) (diversa da /O:/ (:<), che
indicato col segnale grigio): ('bO;<)a (->-)b /'bO:<I/ bori In americano, le trascrizioni diafonemiche /I<, E<, U</ (s'osservi la dierenza rispetto a /I, E, U/,
considerate poco sopra) corrispondono a /I<, E<, U</, con le tipiche articolazioni
dei segnali neri: ('h<)a ('h>)b /'hI<I/ heari, ('b<)a ('b>)b /'bE<I/
beari, ('D<)a ('Dj>)b /'dU<I/ duri
Si deve notare che, in pronuncia americana, la sequenza fonemica /jU/ ha la
variante /j:/ (pi tipicamente mediatica): ('phjU; 'phj:) pure (anche per /U</
abbiamo questa variante /[j]:</): ('khj<is 'khj;is) curious, (n'D<ns -'D;ns)
endurance, ('D< 'D;) duri e ci vale anche per altre consonanti con componente "palatale&: ('SU; 'S:) /'SU 'S:/ sure ma ('phU;, -:<) /'pU, -O:/ poor.
La dierenza ormai solo tradizionale americana tra ('mO;<n) /'mO:nI/
morni e ('mon, 'mo;<nI) mourni (questo si potrebbe rendere con "/'mOnI, 'mo:nI/&) non pi neutra, n moderna, ma regionale; infatti, ormai sono
entrambi ('m;<n) (('m;n)b) /'mO:nI/.
3.1.2.3. I quattro segnali bianchi indicano le realizzazioni, sempre solo non-accentate, degli altri fonemi rimanenti: (i) /i/, () /u/, (, ) //. Ricorrono nei seguenti contesti /i/ nale di lessema: ('lIDi[]) /'lEIdi[z]/ lady ladies, ('ni&) /'Eni-

72

manuale di pronuncia

I/ aJ`i, e davanti a vocale: (<i'kT) /<i'kt/ react /u/ soprattutto davanti a


vocale: (&sc'ISn) /sIcu'EISn/ situation (Th'Gi) /tu'Gi/ to Algy Ci sono alcune parole in -ue [value atue virtue iue tiue], che possono avere una variante
ridotta, particolarmente in protonia, che si potrebbe utilmente rappresentare col
diafonema /u/: ('vlj[u], 'sTc[u]) /'vlju, 'stcu/ value atue
Inne, // il fonema vocalico non-accentato pi frequente dell'inglese (in particolare americano, "oceaniano& e sudafricano): (f'ThAg<f) /f'tg<f/ #otogra#er. In parole come ('sf)a ('sf)b /'sOUf/ sofa vediamo che //, nale di ritma in tona (: cio nale di parola, o di gruppo ritmico, e davanti a pausa, anche
breve) si realizza come se fosse il fonema //; ma, se non c' pausa, ci non avviene.
3.1.2.4. In certi tipi di trascrizione interfonemica, potrebbe esser senz'altro conveniente usare proprio questa notazione.
Comunque, probabilmente meglio chiarire sbito il fenomeno, con esempi adeguati in trascrizione fonetica e (dia)fonemica, evitando l'involontario insorgere
di fraintendimenti. Al plurale, abbiamo: ('sf)a ('sf)b /'sOUfz/ sofas come
pure non in tona: (h'f wz';, -f w-)a (h'sf wz';, -f w-)b
/h'sOUf wz'OUd/ her sofa was old ( 3.1.3.4).
D'altra parte, introducendo anche una semplice tona continuativa, con breve
pausa, abbiamo: (pwz[h]'f2\ pwz')a (pwz[h]'sf2\ pwz';)b /Itwz[h]'sOUf,\ twz'OUd/ it was her sofa `at was old.
Quindi, per /./, /?/, //, /,/ (: con tonie e pause di qualsiasi durata), c' questa caratteristica; lo stesso vale, ma solo nell'accento britannico, per /./, /?/,
//, /,/: ('D;)b /'dI/ dear, ('snD)b /'sEnd/ sender per, per /E/, la pronuncia neutra d'oggi ha (): ('kh;)b /'kE/ care una generazione fa, era ('kh;)b;
mentre, prima era ('khE;)b; prima ancora, ('khE;)b; e prima d'allora ('kh;)b ma
chiudiamo questa digressione micro-diacronica.
Il secondo tassofono di //, (), ricorre in contatto con /k, g, w, / (che hanno
articolazione, o almeno una componente, velare): ('bk 'gn: -;In) /'bk 'gE[I]n/
ba$ again, (khn'Th;In) /kn'tEIn/ contain, (Th'g;)a (-;)b /t'gOU/ to go, ('s 'sO:, 'sA;)a (-;)b /'s 's;/ si a so, ('wn:) /'wInd/ `e wind, ('I~G,
-G) /'EInG, -G/ ael
Come si vede dai vocogrammi, () sostanzialmente () senz'arrotondamento
(il simbolo stesso piuttosto evidente), comunque, in questi casi, si potrebbe anche usare (), senza grossi problemi, come possono fare alcuni nativi stessi; d'altra
parte, l'esatta articolazione pu venire spontanea anche allo straniero che sia arrivato a riprodurre adeguatamente tutti gli altri foni, che realizzano i fonemi inglesi.
Monottonghi britannici (e dittonghi di centratura)
3.1.3.1. Consideriamo, ora, il corrispondente vocogramma per l'accento britannico (f 3.2). Qui troviamo nove segnali neri (per nove fonemi, accentati o no): ()
/I/, () /E/, () //, (A:) /A:/, () //, () //, (:) /O:/, () /U/, (:) /:/. Abbiamo:
('hT) /'hIt/ hit, ('js) /'jEs/ yes, ('m;n) /'mn/ man, ('fA;) /'fA:/ fa`er, ('fA:)

3. inglese

73

/'fA:/ far, ('lT) /'lt/ lot, ('>n:) /'<n/ run, ('l:n) /'lO:n/ lYn, ('D:) /'dO:/ door,
('phT) /'pUt/ put e ('w:) /'w:d/ word che, per l'americano, ovviamente, era nel
gruppo di //, visto sopra.
Se consideriamo far`er /'fA:/, vediamo che in britannico si pronuncia esattamente come fa`er ('fA;) (con // non pronunciato), mentre in americano si
realizzano entrambe le r //, ('fA;<). Per una pronuncia americana come ('fA;),
per far`er e per altre parole, si veda pi avanti: dissimilazione ( 3.3.3.5).
Osserviamo, rapidamente, anche che, per (:) /O:/, come in ('w:[]) /'wO:[z]/
war(s) sono ormai antiquate (o regionali) pronunce del tipo ('w;, 'w;).
Per /I, E, , , U/ abbiamo delle modiche, con cambiamento eettivo di
simbolo solo per due: (';, 'h:) /', 'h/ Al hull (rispetto a (, )).
f 3.2. Monottonghi britannici.

/i, i/ (i)
/I/ (), /I/ ()
// = /I/ ()
f

/E[]/ (, )
/[]/ (, )
/[]/ (, ), /;/ (A:)

/u/ ()
/U[]/ (, )

/[]/ (, *, |)
/O:/ (:), /O;/ (:, )
/:</ (:>), /:/ (:), /;</ (:>)
// (), /;/ ()
/A:/ (A:), /A;/ ()

3.1.3.2. Per la pronuncia britannica /I, E, U/ sono dati nella f 3.3: ('h;)
/'hI/ here, ('phj;) /'pjU/ pure, (';) /'E/ `ere S' gi visto che in britannico c' un vocoide, senz'alcun contoide, in casi come ('f:) /'f:/ fur Si deve osservare che, in questo tipo di pronuncia, la sequenza fonemica /[j]U/ ormai quasi esclusivamente sostituita dalla variante /[j]O:/: ('phj: 'phj;) pure, ('ph: 'ph;)
poor, ('S: 'S;) sure
curioso notare che, nella pronuncia britannica degli anni '60, ci fu una forte
tendenza a questa stessa caratteristica che, per, ben presto, rientr: ('phj:, 'khj;>is, n'Dj;>ns, 'Dj;>, 'S:) pure curious endurance during sure (all'epoca, ovviamente, c'era () "/I/& per il moderno (i) /i/: ('khj;>s) curious).
Un'altra curiosit che, nella prima met del '900, la stessa pronuncia (j:) /j:/
(oggi non pi ricorrente, se non come forma antiquata) era una variante di /I,
I</: ('D; 'Dj:) dear ('h; 'hj:) here (sn's; -'sj:) sincere ('khl>ns 'khlj;>ns)
clearance per, resta ancora una variante, secondaria, in ('j; 'j:) year
3.1.3.3. Anche nell'accento britannico, i quattro segnali bianchi indicano le realizzazioni, sempre solo non-accentate, degli altri fonemi rimanenti: (i) /i/, () /u/,
(, ) //. Ricorrono negli stessi contesti /i/ nale di lessema: ('lIDi[]) /'lEIdi[z]/
lady ladies, ('ni&) /'EniI/ aJ`i, e davanti a vocale: (>i'kT) /<i'kt/ react
/u/ soprattutto davanti a vocale: (&sc'IS) /sIcu'EISn/ situation (Th'Gi) /tu'Gi/ to Algy La possibilit ( 3.1.2.3) d'avere /'vlju/ value meno comune in
britannico.
Inne, // il fonema vocalico non-accentato pi frequente dell'inglese (anche
britannico, pure per via della "vocalizzazione& di /, :/): (f'Thg>f) /f'tg-

74

manuale di pronuncia

<fz/ #otogra#ers ((f'ThAg<f)a) ('>c) /'<Icd/ Ri>ard (('<c)a), (Th'g;) /t'gOU/ to go ((Th'g;)a).
Ovviamente, c' pure (|) /, / (davanti a pausa): ('sf) /'sOUf/ sofa {('sf)a}, ('A;fT) /';ft/ after {('[;]fT)a}.
3.1.3.4. Nella pronuncia britannica, per, // ha un altro tassofono, abbastanza
importante, (), corrispondente (ma breve) all'articolazione di /:/ (:). Ricorre per
// seguto dai grammemi /z, d/, e per // non davanti a pausa (mentre, nali
e davanti a pausa, tutti questi hanno ()).
Quindi, abbiamo: ('fA;) {('fA;)a} fa`ers e fa`er's ('A;ns) {('[;]ns)a} an~ered e ('phlZz&man ->- 'ma;n) {(-- -z- 'm-)a} `e pleasure is mine ('n 'g;) {(- 'g:, 'g;)a} ano`er girl
Oltre che per //, ci accade anche per // non-prepausale (questo pure per
l'americano, di solito solo no a (), senza bisogno d'usare (), quindi): ('phk
'khT) {(- 'khT)a} alpaca coat quindi, come si vede, c' () anche vicino a /k/
, invece di (), (a'phk 'khT) {('khT)a} I'll pa$ a coat] ma: ('phk|) {('phk|)a} alpaca Comunque, anche questo tassofono pu esser reso
con la "normale& realizzazione di //, (), come fanno parecchi nativi, visto che rispetto a (), quest'altro pu esser meno importante e limitato quasi esclusivamente all'accento britannico.
Sia in americano che in britannico, ma con una connotazione tradizionale o regionale, /i, u/ si possono realizzare come se fossero /I, U/: ('lID[]), ('n&), (<'kT)a (>'kT)b, (&sc'ISn)a (-S)b (Th'G)a (--)b. Un compromesso possibile (I) per /i/: (-DI[], 'nI-, <I-a/>I-b, -GI). D'altra parte, in americano piuttosto
frequente pure /u/ = /w/ (&sc'ISn, &sc'wISn), ('v, 'vjw) (('vj)b) /'vljuI/ valui, e anche /OU/ = /w/: ('fAl, 'fAlw) (('fl)b)
/'flOUI/ followi, ('SDi, -Dwi) ((-Di)b) /'SdOUi/ adowy
3.1.3.5. Ricordiamo, qui, ma ci vale anche per i casi precedenti di //, che,
nella pronuncia britannica (neutra, nonch "oceaniana& e sudafricana), la realizzazione "normale& di // (): (ph'f;mns) /p'fO:mns/ performance (&s'Th;In) /s'tEIn/ ascertain (h'hzbn) /h'hzbnd/ her husband ovviamente,
tranne che se nale assoluto davanti a pausa, (|), oppure nale di ritmia, o coi
grammemi /z, d/, (, , ): ('h>) /'hI<I/ heari ('h; w'j;u) /'hI
wI'jUu/ here wi` you, ('b;) /'bIz/ beers, ('h;> n';) /'hI n{d}'E/ here
and `ere
La pronuncia britannica moderna di /E/ non varia pi a seconda del contesto,
ma sempre () (con marcata tendenza al monottongo lungo, tramite (), no
a "(:) /E:/&, com' gi avvenuto, da alcune generazioni, per il precedente "/O/&):
('b;[]) /'bE[z]/ bear(s) Per /A:, :, O:/, come s' visto, c' semplicemente la perdita di //, che si realizza tramite il fono "zero&, (`): ('khA:[]) /'kA:[z]/ car(s), ('f:[])
/'f:[z]/ fur(s), ('D:[]) /'dO:[z]/ door(s).
nali assoluti e davanti a pausa, abbiamo: ('b;|) /'bI|/ beer, ('khj;|) (e (-j:|))
/'kjU|/ cure e (f'Thg>f|) /f'tg<f|/ #otogra#er Per, nali di ritma, abbiamo: ('b; f'mI;i) {('bI; f'mI;i)a} /'bI f'mIi/ a beer for me, (&k'khj;> 'z

3. inglese

75

'g;, -j:> 'z-) {(&k'khjU; 'z 'g;, -j: 'z-)a} /t'kjU 'Izt 'gUd/ `at cure isn't
good, (f'Thg>f 'DDT) ((f'ThAg<f 'DDT)a) /f'tg<f 'dIdIt/ `e #otogra#er did it.
f 3.3. Dittonghi britannici del tipo //.
/I, I, I</ (>, z, D, |)
/E, E</ ()
/aE, aE, aE</ (a, a|)
+ "/a/& (a>, az, aD, a|)

/[j/]U, -U, -U</ ([j]>, [j]z,


[j]D, [j]|) (+ /[j]O:, -</}
/aO, aO</ (a, a|)
+ "/a/& (a>, az, aD, a|)
{+ "/A/& (A>, Az, AD, A|)}

Dittonghi
3.1.4.1. Passiamo, ora, ai sette fonemi dittongali dell'americano, che hanno dieci realizzazioni, necessarie per una buona pronuncia (f 3.4). I segnali neri danno i
sette fonemi, mentre i tre grigi indicano varianti contestuali.
Vediamo, intanto: (Ii) /Ii/, (I) /EI/, (a) /aE/, () /OE/, (a) /aO/, () /OU/, (Uu)
/Uu/: ('ThI;i) /'tIi/ tea, ('D;I) /'dEI/ dZ, ('ha;) /'haE/ high, ('b;) /'bOE/ boy, ('na;)
/'naO/ now, ('g;) /'gOU/ go, ('hU;u) /'hUu/ who Servono, inoltre: (iI) /Ii/, (ju)
/jUu/, (Uu, u) /Uu/, ([j]uU) /[j]Uu/: ('fi;I, 'fiI) /'fIi/ feel, ('ju) /'jUu/ you`,
('nU;u, 'n;u) /'nUu/ n[, ('ju;U, 'juU) /'jUu/ yule, ('khu;U, 'khuU) /'kUu/ cool
Gli altri dittonghi, anche se seguti da //, non variano molto le loro componenti, tranne quelli con secondo elemento anteriore; inoltre (tranne /OU/, che ha solo
//, in pronuncia neutra), oscillano liberamente tra // e // (con la realizzazione
possibile di // come // ()): ('s;, 's, -) /'sEI/ sail, ('fa;, 'fa, -) /'faE/
le, ('b;, 'b, -) /'bOE/ boil, ('fa;, 'fa, -) /'faO/ fowl ma solo ('s;)
/'sOU/ soul.
f 3.4. Dittonghi americani.
/Ii/ (iI)
/Ii/ (Ii)

/jUu/ (ju, jUu)


/[]Uu/ (Uu, u), /[j/]Uu/ ([j/`]uU)

/EI[]/ (I, )

/OU[]/ ([])
/OE[]/ (, )

/aO[]/ (a[])

/aE[]/ (a, a)

3.1.4.2. Per i corrispondenti dittonghi britannici, abbiamo sette tipi fondamentali, pi sei varianti contestuali. La pronuncia moderna s' allontanata solo leggermente da quella pi tradizionale (e, quindi, c' poca dierenza con quella americana neutra) per /Ii, EI, aE, OE, aO/ e anche per /Ii/, come si vede meglio da un attento confronto dei vocogrammi britannico (f 3.5) e americano (f 3.4); mentre c'

76

manuale di pronuncia

maggiore dierenza per /Uu, OU/ e /Uu, OU/.


Infatti, abbiamo: ('ThI;i) /'tIi/ tea, ('D;I) /'dEI/ dZ, ('ha;) /'haE/ high, ('b;) /'bOE/
boy, ('na;) /'naO/ now, e anche ('fi;I, 'fiI) /'fIi/ feel, ('s;, 's) /'sEI/ sail, ('fa;,
'fa) /'faE/ le, ('b;, 'b) /'bOE/ boil, ma solo ('fa;) /'faO/ fowl, ('ju;U) /'jUu/
yule, ('khu;U) /'kUu/ cool, mentre troviamo ('s;) /'sOU/ soul e soprattutto
('s;) /'sOU/ so, oltre a ('ju) /'jUu/ you`, ('nj;u) /'nUu/ n[, ('h;u) /'hUu/ who
(sempre con la possibilit che // si realizzino come // ()).
Come si vede, il pi peculiare /OU/ (), non seguto da (): ('n;3 3 'G;2 5w
'g;3 3) /'nOU. 'GOU, 'wOUnt 'gOU./ No, Joe won't go\ il primo elemento di /OU/ centrale e non-arrotondato, (), mentre in americano posteriore e arrotondato,
(): ('n;23 'G;2 'w 'g;23)a.
(Nell'accento britannico, all'inizio del '900 prevaleva senz'altro (o) e, no agli
anni '40, (P), sempre con arrotondamento labiale; mentre, all'epoca, (, ) sonavano decisamente aettati e erano anche decisamente avversati e ridicolizzati.)
f 3.5. Dittonghi britannici.
/Ii/ (iI)
/Ii/ (Ii)
/EI[]/ (I, )
/aE[]/ (a, a)

/[j/]Uu/ ([j]u)
/[j/]Uu/ ([j]uU)
/OE[]/ (, )
/OU[]/ (, )
/aO[]/ (a[])

3.1.4.3. Nel vocogramma che mostra /I, E, [j]U/ (f 3.3), troviamo anche
/aE, aO/, giacch, in pronuncia tipicamente britannica (oltre che rimanere tali, come in americano), si possono frequentemente ridurre, entrambi, a "/a/&
(a;) (e (a;|)): ('fa, 'fa|) e ('fa;, 'fa;|) /'faE[z]/ re(s); oppure /aO/ pu passare a "/A:/& (A;) (e (A;|)), no a coincidere con /A:[]/: ('Tha, 'Tha|), ('Tha;,
'Tha;|) (anche ('ThA;, 'ThA;|), oltre che ('ThA:[])) /'taO[z]/ tower(s).
Sempre in questo tipo di pronuncia (che si pu denire con "smoothing&), anche i pi rari /EI, OE, OU/ si possono attenuare, rispettivamente, in "/E:, O:,
:/& "/E:/& (no a coincidere con /E/): ('lI, 'lI|), ('l;, 'l;|), ('l;[]) (e
anche ('l;[], 'l:[])) /'lEI[z]/ lZer(s); "/O:/& (no ad arrivare a coincidere col
vecchio "/O/&): (m'phl, -|), (-;[], -;|), /Im'plOE[z]/ employer(s) inoltre, "/:/& (no a coincidere con /:/): ('m, 'm|), ('m;, 'm;|), ('m:[])
/'mOU[z]/ mower(s) ( ('fa[], 'Tha[], 'lI[], m'phl[], 'm[])a).
3.1.4.4. Nella pronuncia neutra, sia americana che britannica, /</ resta tale:
('m<i)a ('m>i)b /'m<i/ marry diverso da ('m<i)a ('m>i)b /'mE<i/ merry Inoltre,
abbiamo: ('sTA;<i)a ('sTA;>i)b /'stA:<i/ arry ('sA<i 'sO;<i)a ('s>i)b /'s<i/ sorry ('sTO;<i)a
('sT;>i)b /'stO:<i/ or(e)y
La dierenza ormai solo tradizionale americana tra ('O;<) /'O:</ aural e ('o;<)
"/'O</& (a volte, resa come "/'o:</& o, addirittura, col fuorviante "/'OU</&) oral
non pi neutra, n moderna: si ha ('O;<) per entrambi; al massimo, a volte, si pu

3. inglese

77

ricorrere a /'</ per oral al ne d'evitare ambiguit, nei due accenti (ma, per questo motivo, non raramente, si dice anche ('a<) /'aO</ aural]
Diafonemi vocalici
3.1.5.1. C' una dierenza, soprattutto britannica, tra ('f;i)a ('f;>i)b /'f:<i/ furry
e ('h;i)a ('h>i)b /'h;<i/ hurry, che ricorre in pochissime parole; nella trascrizione
diafonemica, viene (convenientemente) resa, come s' visto, mediante /:</ /;</.
Dobbiamo introdurre, ora, anche il diafonema /</, che ricorre nel contesto /</, soprattutto nella serie /I<, E<, U</ (corrispondente a /I, E, U/), e pi
raramente anche in /aE<, aO<, OE</.
picamente, in americano, // cade, si realizza come "zero&, per cui abbiamo:
('m<i)a ('m>i)b /'mE<i/ Mary (quindi, in americano, uguale a merry {e, in pronuncia corrente, ma non neutra, anche a marry}), ('khl<)a ('khl>)b /'klI<I/
cleari, ('khl<T)a ('khl>T)b /'klI<It/ clear it, ('D<)a ('Dj>)b /'dU<I/ duri spesso abbiamo ('D;)a /'d:<I/ e ('Dj;>)b /'djO:<I/ (l'esempio mostra anche l'applicazione del diafonema //).
Perci, in americano, ('sp<T, -T) vale sia per /'spI<It/ spirit {('sp<T, -T) ('sp>T)b),
che per /'spI<It/ spear it {('sp<T, -T) ('sp>T)b); d'altra parte, c' chi pu distinguere, avendo: ('sp<T, -T) /'spI<It/ e ('spIT, -T) /'spI<It/. Inoltre: ('hI; n';)a ('h;>
n';)b /'hI< n[d]'E/ here and `ere
3.1.5.2. Quando // preceduto da consonante, pu cadere (con maggiore frequenza in britannico): (&l'mn[[]<i, -nT<i)a (&l'mN>i)b /El'mEnt<i/ elementary
in questo tipo di sussi, in americano, si mantiene un accento secondario, quando siano preceduti da una sillaba non-accentata: ('DkS&<i, -&n<i)a ('DkS>i, -ni)b /'dIkS<i/ dictionary ('khsT&m<i)a ('khsTm>i, -mi)b /'kstm<i/ cuomary
(A;<'Thkjl&T<i)a (A;'Thkjl>i)b /A:'tIkjltK:<i/ articulatory
Quindi, pu esser conveniente (e pure molto economico, per il notevole risparmio di spazio dedicato alle trascrizioni, specie in dizionari, senza sacricare informazioni preziose) usare anche i diafonemi /, K:/; per l'ultimo esempio dato, c'
una variante, prevalentemente britannica: (A;&Tkj'lI>i)b /A:tIkj'lEIt<i/).
Soprattutto per il britannico, pu esser utile usare il diafonema //, per mostrare
l'oscillazione tra /j/ e /jU/ (j, j) (non-accentati): ('>gjl, -gj-) /'<Egjl/ regular /A:'tIkjltK:<i A:tIkj'lEIt<i/ (-kj-, -kj-), ('khmj&nz, -mj-); in americano, prevale decisamente /j/.
Inoltre, possono servire i pratici diafonemi /ju, u/, per indicare l'oscillazione tra
(jUu'naT, j-)a (ju-, j-)b /ju'naEt/ unite, ('sTcUu, -)a (-u, -)b /'stcu/ atue
L'impiego del diafonema // conveniente, anche in altri contesti: (v'lAs[i,
-sTi)a (v'lsTi, -sTi)b /v'lsi/ veloci, ('nAvlsT, -vsT)a ('n-)b ((-vK-)) /'nvlIst/ noveli, ('gvn, -vn, -vn)a ('gv, -vn)b /'gvn/ governor .
3.1.5.3. Altri diafonemi, pi importanti per la distinzione fra accento neutro
moderno americano e britannico, sono: /;, ;/.

78

manuale di pronuncia

Il primo, /;/, indica la dierenza tra //a (spesso, per, si comporta come un
monottongo lungo "/:/&) e /A:/b (soprattutto davanti a /f, , s/ e a /0/), come
in: ('g<[;]sp)a ('g>A;sp)b /'g<;sp/ grasp ('l[;]sT)a ('lA;sT)b /'l;st/ la ('ph[;]s)a
('phA;s)b /'p;s/ pa ('h[;]f)a ('hA;f)b /'h;f/ half ('[;]fT)a ('A;fT)b /';ft/ after
('ph[;])a ('phA;)b /'p;/ pa`
Ancora: ('D[;]ns)a ('DA;ns)b /'d;ns/ dance ('phl[;]nT)a ('phlA;nT)b /'pl;nt/ plant
('kh[;]nT)a ('khA;nT)b /'k;nt/ can't (g'z[;]mp)a (g'zA;mp)b /Ig'z;mp/ example
(kh'm:n, -;-)a (-A:n)b /k'm;nd/ command ('[;]nT)a ('A;nT)b /';nt/ aunt
('<[;])a ('>A;)b /'<;/ ra`er (m'<;)a (-'>A:)b /m'<;/ morale, (b'n[;]n)a
(b'nA;n)b /b'n;n/ banana.
Per, ci sono, anche in britannico, forme con //: ('sp) /'sp/ asp ('phnT)
/'pnt/ pant , oltre, ovviamente, a ('b;nD) /'bnd/ band ('m;n) /'mn/ man
('ms) /'ms/ ma`s .
3.1.5.4. Il secondo diafonema, /;/, indica la dierenza /O:/a (ma c' anche //a)
//b (in particolare davanti a /f, , s, , g/ e a /</), come in: ('O;f, 'Af)a ('f)b /';f/
o ('khlO;, -A)a ('khl)b /'kl;/ clo` ('lO;s, 'lAs)a ('ls)b /'l;s/ lo ('lO;sT, 'lAsT)a
('lsT)b /'l;st/ lo ('sO:, 'sA;)a ('s;)b /'s;/ so ('DO:, 'DA;)a ('D;)b /'d;g/ dog
('hO;<b, 'hA-)a ('h>b)b /'h;<b/ horrible ('O;<Gn, 'A-)a ('>Gn)b /';<Gn/
origin ('flO;<D, 'flA-)a ('fl>D)b /'fl;<d/ orida ('khwO;<, 'khwA-)a ('khw>)b
/'kw;</ quarrel ('gO:n, 'gA;n)a ('g;n)b /'g;n/ gone
Per, per /;/, ci sono pure casi come //a (ma /O:/a preferibile) //b, come in:
('sA<i 'sO;<i)a ('s>i)b /'s<i/ sorry (Th'mA< -'mO;-)a (Th'm>)b /t'm;<OU/ tomorrow ('wAc 'wO;c)a ('wc)b /'w;c/ wab ('f<A; 'f<O:)a ('f>;)b /'f<;g/ frog
('chAklT 'chO;-)a ('chklT)b /'c;klt/ >ocolate ('DA; 'DO:)a e ('DAli 'DO;li)a ('D;
'Dli)b /'d;, 'd;li/ doll(y) ('wAnT, 'wO;nT)a ('wnT)b /'w;nt/ want
Si noti la curiosit di ('wO;m, 'wAm)a ('w;T)b /'wO;/ water In Inghilterra, ('wT) non neutro, e si pu trovare soprattutto nei territori che comprendono Oxford
e Reading. In alcune parole con /;f, ;, ;s, ;ft, ;st/, anche in britannico si pu
avere una pronuncia minoritaria con /O:/, oltre a quella, preferibile, con //; sono: o
cough trough bro` fro` cro lo to soft croft co fro lo oft often soften
3.1.5.5. C' un'altra coppia di diafonemi, /A;, O;/, relativamente meno signicativi, giacch /A;/ riguarda soprattutto parole d'origine straniera, scritte con a\
('phA;sT)a ('phsT)b /'pA;st/ paa, (&vIiT'nA:m, -'-)a (-'n;m)b /vIiEt'nA;m/ Vietnam Mentre /O;/ si riferisce in particolare a parole scritte con ausC aunC alC\ (O;'sTI;, A-)a (;'sT;, -)b /O;'stI/ auere, ('hO;nT, 'hAnT)a ('h;nT)b /'hO;nt/ haunt
('sO;T, 'sAT)a ('s;T 'sT)b /'sO;t/ salt Come si vede dagli esempi, /O;/ riguarda, soprattutto, l'americano; d'altra parte, /A;/ pu presentare duplici possibilit nei due
accenti, a seconda delle parole e anche dei parlanti.
Il (socio-)diafonema //
3.1.6.1. L'ultimo diafonema vocalico, che dobbiamo considerare, // = /, I/,
che si riferisce all'alternanza delle realizzazioni di //: tra // e /I/; c' un netto preva-

3. inglese

79

lere di // () per l'accento americano e di /I/ () per quello britannico, anche se le


cose sono leggermente pi complesse.
Infatti, anche in americano, non mancano casi di // = /I/, specie nella parlata
pi ranata e pi conservativa, come non mancano, in britannico, casi di // = //,
specie nella parlata meno ranata e pi innovativa, sicch c' una maggiore convergenza ai livelli pi correnti e pi moderni.
Ma vediamo alcuni esempi: (s'vI;)a (s'v;)b /s'vI/ severe, ('ksGnT, 'gz-)a
(-G-)b /'EksGnt, 'Egz-/ exigent, (&khAmp<'h~Sn)a (&khmp>'h~S)b /kmp<'hEnSn/ comprehension
3.1.6.2. csto che circolano ancora (specie in dizionari bilingui) trascrizioni alquanto datate e antiquate, non sar male fare il punto della situazione di certi sussi e pressi (veri o apparenti).
La pronuncia neutra moderna, anche britannica, ha ormai // (mentre /I/ suona piuttosto pomposo) in: -ace ('phls) /'pls/ palace -ate ('chAklT)a ('chklT)b
/'cklt/ >ocolate -iI ('hpli) /'hpli/ happiI -i ('khwAn[[][i)a ('khwnTTi)b
/'kwni/ quanti
Quando /-i/ preceduto da /s/, pu spesso diventare /-sti/, e quindi, la notazione /-si/ ingloba le due possibilit (escludendo, per, che i due diafonemi /, / operino insieme, per incompatibilit contestuali, nel senso che, se // cade, // passa automaticamente a /t/, essendo preceduto da /s/): necei universi veloci
/n'sEsi, jUun'v:si, v'lsi/.
Inoltre, -le ('hpls)a ('hpls)b /'hOUpls/ hopele -ne ('gDns) /'gUdns/
goodne Per -e prevale /s/, soprattutto in americano, mentre in britannico si
pu avere anche /Is/ (actre waitre) e, incerti casi, pure /Es/ (du>e); per prince
poi, abbiamo: ('ph<nss, -s)a (p>n'ss, 'ph>nss)b; -let ('b<IslT)a ('b>-)b /'b<EIslt/
bracelet -ret ('skA;<lT)a ('skA;lT)b /'skA:lt/ scarlet
3.1.6.3. Si ha // (quindi, prevalentemente // in americano, ma /I/ in britannico] per: -ed ('wI[)a ('wIT)b /'wEId/ waited -es ('h;<)a ('h;s)b /'hO:sz/
horses -e ('bgsT)a ('bgsT)b /'bIgIst/ bigge -et ('ThkT)a (-T)b /'tIkt/ ti$et
('vEvT)a ('vvT)b /'vEvt/ velvet (ma ('nT<sT, 'n[[]&<sT)a ('n>sT, 'nT&>sT)b /'Int<st, 'In<Est/ intere] -ite ('ApzT, -s-)a ('pzT, -s-)b /'pzt, -s-/ opposite
Ancora: -ice ('Afs, 'O;-)a ('fs)b /';fs/ oce -ine (g'zmn)a (-n)b /Ig'zmn/
examine -i ('v<&fa)a ('v>&fa)b /'vE<faE/ veri
Inoltre, be- (b'khm:)a (b'khm:)b /b'km/ become de- (D'm:n, -;n)a (D'mA:n)b /d'm;nd/ demand (ma "de-& /dIi-/: (DIi'nIc)a (-c)b /dIi'nEIc/ denature] pre- (ph<'Thn:)a (ph>-)b /p<'tEnd/ pretend re- (<'Tha)a (>'Tha)b /<'taE/ retire (ma "re-& /<Ii-/: (<Ii'g;In)a (>Ii-)b /<Ii'gEIn/ regain]
Per parole come become demand pretend retire eleven si potrebbe aggiungere
che // ha la variante possibile /i/ (o anche /Ii/), che, normalmente, appartiene alla pronuncia formale in americano; mentre, in britannico, all'estremo opposto.
Quindi, pi sicuro attenersi a quanto abbiamo appena detto. Naturalmente,
ognuno decider per conto suo, soprattutto tramite la consultazione (sistematica)
d'un attendibile dizionario di pronuncia (ma molto meglio se se ne consulta pi

80

manuale di pronuncia

d'uno, regolarmente).
Inne, per la maggior parte di -e- -i- interne, in sillaba non-caudata, abbiamo
perlopi // (cio tendenzialmente // in americano e /I/ in britannico): ('lmnT)a
('lmnT)b /'Elmnt/ element (&nsT'ThUuSn)a (&nsT'ThjuS)b /Inst'tUuSn/ initution
3.1.6.4. Abbiamo, invece, sistematicamente /I/ in: -ic(s) (f'n[k[s])a (-Tk[s])b
/f'nEIk[s]/ #onetic(s) -ical (s'Th<k)a (->-)b /s'tI<Ik/ sarical -i ('sTnD)
/'stndI/ andi -ip ('f<~Sp)a ('f>-)b /'f<EndSIp/ friendip -ive (n'Thns)
/In'tEnsIv/ intensive
Appartengono a questo gruppo (sebbene in certe pronunce americane possano avere sia /I/ che //) anche: -age ('vl) /'vIlIG/ village -i ('glS) /'IglIS/ Eli -i
('lgwsT) /'lIgwIst/ liui e- e i- (iniziali di parola, in sillaba non-caudata) ('lvn)
/I'lEvn/ eleven ('Thjn) /I'tljn/ Italian im- e in- (in sillaba caudata) (m'ph;<TT,
-<T)a (-;T- -T)b /Im'pO:tt/ important (n'sT;) /In'stEd/ inead
Per //, il comportamento dell'inglese "oceaniano& e sudafricano pi simile a
quello americano.
Di solito, // non-accentato, essendo la V debole per antonomasia; per, ci sono due forme che, molto spesso, si sentono anche accentate (tranne che in pronuncia formale): ('chD<n, 'ch-, 'ch-, 'ch-)a (->-)b /'cId<n, 'c-, 'cU-/ >ildren ('DzT, 'DT, -) /'dzt, 'd-/ doesn't (questo dato anche in un esempio del
3.3.6.4). Si consideri anche la possibilit di "riaccentazione& per enfasi: Oh, I
didn't buy it: it wasn't the ('I;i, ') dress, it was just a (';I, ') dress.
Consonanti
3.2.0. Cominciamo questa sezione, dando la tabella delle articolazioni consonantiche dell'inglese neutro americano e britannico: f 3.6. bene riferircisi sistematicamente, per comprendere a fondo il consonantismo.

F pb

(M)
f v

(n)
n
(t d) T D

k g

cG

laringali

velo-labiati

velari

palatali
prevelo-{postalveo}-labiati

(~)
( )b


s z ( )a
([|m)a
l

prepalatali

postalveopalatoprolabiati

postalveo-labiati

postalveolari

alveo-velari

alveolari

dentali

labiodentali

bilabiali

f 3.6. Tabella delle consonanti inglesi neutre.

()

S Z
j

(>)b

<a

()

// ([a, ma, Tb), //l// /l, / (l, -lj, -j, 0, ), /</ (<a, >b)

h (H)

3. inglese

81

Le f 1.9-15 danno, invece, gli orogrammi, raggruppati per modi d'articolazione, di tutti i contoidi dati nei capitoli di questo volume, anche come varianti secondarie, occasionali, o regionali, per le 12 lingue trattate.
Nasali
3.2.1.1. L'inglese ha tre fonemi nasali\ /m, n, /. L'unico problematico quello velare, giacch in italiano ricorre solo come tassofono di /n/ davanti a /k, g/:
('tE:go) /'tEngo/ tengo L'articolazione di () velare; in inglese, ricorre anche tra
V e davanti a C eterorganica: ('b;) /'b/ ba, (b'khm)a (b'khm)b /b'kmI/ becomi, ('s) /'sII/ sii, ('lO: 'g;, 'lA;)a ('l; 'g;)b /'l;
'gOU/ lo ago, ('sT<[k])a ('s>-)b /'st<EI/ re`eni
fondamentale non dare una soluzione udibile ai nasali nali: ('g;Im) /'gEIm/
game, ('n:) /'In/ `in, (':) /'I/ `i, non qualcosa come *('gEim:, 'tin:, 'ti:g).
In sillaba non-accentata, dopo /t, d , s, z/, c' la tipica realizzazione intensa
("sillabica&) di /n/ {() //}, che conviene, decisamente, usare anche nelle trascrizioni (dia)fonemiche (anche se l'origine , chiaramente, /n/): ('khAT, 'khA)a
('khT)b /'kt/ cotton, ('wD) /'wUd/ wooden, ('m:< 'T)a ('m:)b /'mO: n't/ more `an `at, ('f[;]s)a ('fA;s)b /'f;s/ faen, ('chz)a ('chz)b /'cOUz/ >osen Dopo /0t, 0d/, si preferisce /n/: ('wnsTn) /'wInstn/ Winon ('hDn)a ('h-)b /'hOUdn/ Holden
Inoltre, si ha /n/ (= (n)a ()b) dopo /S, Z/: (ph<&nnsi'ISn)a (--, -S)b /p<nnsi'EISn/ pronunciation (ph'<Zn)a (->zin, -Z)b /p'<IZn, -zj-/ Parisian In protona, (n) pu facilmente passare a (), specie dopo /S, Z c, G/.
Dopo le altre consonanti, pi normale /n/ (n, n): ('l~cn)a ('l-)b /'lncn/
lun>eon (<'lGn)a (>-)b /<'lIGn/ religion ('<bn)a ('>bn)b /'<Ibn/ ribbon,
('~jn)a ('~jn)b /'njn/ onion, ('ThIkn) /'tEIkn/ taken
Aumentando la velocit, e soprattutto in protona, si pu arrivare a (c, G
p, b k, g): ('l~cn, -c)a ('l-)b (<'lGn, -G)a (>-)b ('pn, -p)a
('-)b /'OUpn/ open ('<bn, -b)a ('>-)b ('ThIkn, -k), (';<gn, -g)a (';g-)b
/'O:gn/ organ D'altra parte, riducendo la velocit, o per enfasi, // pu facilmente passare a (n): ('ls, -sn) /'lIs/ lien
Sistematicamente, abbiamo: (n[D]n) /n[d]n/: ('lnn) /'lEnn/ Lennon, ('lnDn)a ('ln-)b /'lndn/ London per, ('wAnT, -n, -nTn, 'wO;n-)a ('wnTn -n)b
/'w;ntn/ wanton
3.2.1.2. Per quanto riguarda l'importante fenomeno dell'assimilazione (che non
si deve assolutamente trascurare nella descrizione, come pure nell'insegnamentoapprendimento), osserviamo che, dei tre fonemi nasali dell'inglese, i due marcati, /m, /, resistono bene, mentre quello non-marcato, /n/, soggetto a vari tipi di
trasformazioni, contrariamente a quanto fanno credere le trascrizioni fonemiche.
Ma, procedendo con ordine, abbiamo: ('D<I;im)a ('>-)b /'d<Iimd/ dreamed,
('D<mT)a ('>-)b /'d<Emt/ dreamt, ('sm&Tham)a ('sm-)b /'smtaEmz/ sometimes,

82

manuale di pronuncia

('s;Im 'kha;n) /'sEIm 'kaEnd/ same kind, (sm'Gli) /sm'GEli/ some jelI ('s;IM
'vs, -m '6s) /'sEIm 'vOEs/ same voice, ('s;IM 'fkT, -M] 'f-, -m 'kT) /'sEIm 'fkt/
same fact, ('khMfT, -M]f-, -m-)a ('khMfT, -M]f-, -m-)b /'kmft/ comfort (come si vede, solo coi labiodentali, /m/ mostra un leggero cedimento, diventando
labiodentale, (Mf M]f), in casi poco importanti dal punto di vista lessical-semantico; altrimenti, sono /f, v/ che possono cedere, diventando (costrittivi) bilabiali: (m, m6)).
Gli esempi mostrano anche la possibilit, molto frequente nel parlato corrente
(ma da non imitare eccessivamente), d'inserire un occlusivo omorganico (labiodentale) all'interno della sequenza (mf) (solo col non-sonoro). Pure in altre sequenze,
si pu avere l'inserimento omorganico: ('w;<m, -mp)a ('w;m-)b /'wO:m/
warm`, ('mTi, 'mpTi) /'Emti/ emp, ('sms, 'smps) /'sIms/ Sim(p)son.
Anche // resiste bene: ('<O:, '<A;)a ('>;)b /'<;d/ wroed, ('w&bk)
/'wIbk/ wiba$ solo per il susso -i () /I/ (e a un livello non-neutro, da
non seguire), si pu avere /In, n, /: ('sl -n -n) /'sElI/ selli. Si possono
sentire anche: ('l, -k) /'lE/ le` ('khsTn, -ks-, -z-, -T) /'kInstn/ Kiston ('za[i, g-)a (-Ti)b /'zaEi/ anxie, ('Ss, 'k-) /'Ss/ anxious.
3.2.1.3. Invece, /n/, tranne che nel parlato molto (n troppo!) attento, regolarmente s'assimila ai contoidi che lo seguono: (m'blk) /Im'blk/ in bla$ (M'vaT)
/In'vaEt/ invite (M'fkT M]-) /In'fEkt/ infect ('bAks, -)a (-ks)b /In'bks/ in `e box ('Th -t) /'tEn/ ten` ('Thns -ts) /'tEns/ tense ('phns,
-ts)a (-)b /'pIns/ pincer (per (()) v tra poco).
Per /nz/, s' avuta, da tempo, la semplicazione (sempre con la possibilit di
recuperare anche /ndz/, della graa): ('wnz, -ndz)a (-)b /'wInz/ Windsor ('lnzi, -dzi) /'lInzi/ Linds\ Anche per /nz/, si pu sentire l'epentesi: ('khln:, -n:d)
/'klEnz/ cleanse ('khlnz, -ndz) /'klEnzI/ cleansi; sempre meno consigliabile,
specie coi grammemi: ('Th-jn -nd -) /I'tljnz, -/ Italians ('GA;n -nd)a
('G;-)b /'Gnz/ John's
Ancora, troviamo (~) (postalveopalatale, ((n))) in casi come: ('~c) /'Inc/ in>
(~'chan)a (-)b /In'caEn/ in ina ('I~G) /'EInG/ ael ('Th~Sn -~cn
-~+Sn)a (-~S -~c -~+S)b attention ma, troviamo (~) (prepalatale) davanti a /j/
(se eterosillabico): (khm'ph~jn) /km'pnjn/ companion ('~jn)a ('-)b
/'njn/ onion
Inoltre: ('hn<i)a ('hN>i)b /'hEn<i/ Henry (n'Th<nsk)a (N'h>-)b /In't<InsIk/ intrinsic ('Th 'g:, -;)a (-:)b /'tEn 'g:z/ ten girls ; si noti anche: (m'wn[m])a (-nT)b /In'wIn/ in winter
Una trascrizione migliore di (~c, ~G, ~+S) sarebbe ((nc, nG, ntS)), con ((n)) "postalveo-palato-prolabiati& e anche "((t))& (per un occlusivo postalveopalatale). Poco
sopra, si sar notato pure (()), dentale, che si pu anche rendere con (n), specie nel
caso di (n), giacch il semplice fatto che in /n/ ci sia () (dentale), ci permette di
ricavare che, per assimilazione, siamo di fronte a (()).
Invece, il simbolo speciale sarebbe pi importante in (()), per indicare che non
(nn) (alveolare, ma dentale, provenendo da (()) /n/), come, per esempio, in
(n'n;&Tha;m)a (-;-)b /In'nOUtaEm/ in no time. D'altra parte, per certi parlanti,

3. inglese

83

una pronuncia con assimilazione meno completa d proprio (nn), uditivamente


poco diverso, per cui si pu anche rinunciare ai simboli pi precisi, senz'inconvenienti.
Nella composizione lessicale, come anche per il presso negativo un-, in pronuncia lenta attenta, si cerca di mantenere (n), mentre correntemente si ha l'assimilazione al punto d'articolazione del C che segue.
Come compromesso eettivo, qui mostriamo che si pu avere anche un'articolazione che mantiene il contatto apicale, ma che aggiunge una coarticolazione secondaria (senza contatto pieno) bilabiale, (); labiodentale, (); velare, (n); un altro
tipo di coarticolazione parziale (col semplice avvicinamento agli alveoli) rappresentato dal contatto bilabiale, (M), o velare, (): (&mb'lIivb, &M-, &-)a (&mb-,
&M-, &-)b /nb'lIivb/ unbelievable (M'f<nDli, -)a (M'f>-, -)b /n'f<Endli/
unfriendI ('g<ITf, -, n-, -f)a ('g>-, -, n-, -f)b /n'g<EItf/ urateful.
Negli altri casi, con coarticolazioni meno diverse, l'assimilazione (spesso, giudicata meno raccomandabile, su pure basi grache e morfologiche) sfugge maggiormente e, quindi, viene applicata in modo spontaneo, anche se inconsapevole.
Inne, si pu avere anche la semplicazione (ma meno frequentemente d'un
tempo), in casi come: ('snts -ns) /'sEnts/ cen_ ('pha;nd -n) /'paOndz/ pounds
('l~c -~S)a ('l-)b /'lnc/ lun> ('l~cn -~Sn)a ('l-)b /'lncn/ lun>eon (<'v~: -~:)a (>-)b /<'vEnG/ revee ('I~G -~Z -G, -Z) /'EInG -G/ ael
Occlusivi
3.2.2.1. Ci sono tre coppie difoniche d'occlusivi\ /p, b t, d k, g/, e bisogna tener ben presente che /t, d/ sono alveolari (T, D): (Th'D;I) /t'dEI/ todZ, ('DsT&TUuT)a ('DsT&TjuT)b /'dEsttUut/ deitute Per, davanti a /, s, z/, /t, d/ diventano dentali (t, d): ('It) /'EIt/ eigh`, ('w) /'wId/ wid`, ('hts) /'hts/ ha_,
('h;d) /'hEdz/ heads
Invece, davanti a /</ (>)b, in accento britannico, diventano postalveolari, sempre per assimilazione: ('Th<a;)a ('h>a;)b /'t<aE/ try, ('khnT<i)a ('khN>i)b /'knt<i/
country, ('D<k)a ('>k)b /'d<Ik/ drink
Per /t<, d</, comunque, sono possibili varie pronunce, perlopi con realizzazione occlu-costrittiva per /t, d/: in americano ([h]<, < C[h]<, < c[h]<, G<)a; in
britannico ([h]>, > [h]>, "> C[h]>, > c[h]>, G>)b. Inoltre, possibile avere
la realizzazione costrittiva (omorganica) per /</, perci (rispettivamente, alveolare
e postalveolare labiata, (, )): (T[h], D)a ([h], )b. Quindi: ('Th<a;, 'h<-, 'Ch<-,
'ch<-, 'Th-)a ('h>a;, 'h>-, 'h>-, 'Ch>-, 'ch>-, 'h-)b /'t<aE/ try, ('khnT<i, -<i, -C<i,
-c<i, -Ti)a ('khN>i, ->i, ->i, -C>i, -c>i, -i)b /'knt<i/ country, ('D<k, '<-, '<-,
'G<-, 'D-)a ('>k, '>-, '">-, '>-, 'G>-, '-)b /'d<Ik/ drink
Tutte queste pronunce sono ammissibili come neutre, sebbene la graa inuenzi le opinioni della gente, lasciando credere che quelle con minore corrispondenza siano errate; d'altra parte, strutturalmente, /c<, G</ costituirebbero un conveniente parallelismo con /S</, come in ('S<k)a ('S>-)b /'S<Ik/ rink

84

manuale di pronuncia

3.2.2.2. Molto pi signicative sono certe altre trasformazioni di /t, d/; infatti,
anche se, per uno straniero, (T, D) possono sembrare pi "marcati&, in realt, nel
sistema fonologico dei nativi, /t, d/ sono la coppia difonica d'occlusivi non-marcata
(come avviene per /n/ rispetto a /m, /); quindi, articolatoriamente, /t, d/ sono
soggetti all'assimilazione, non per "complicare& le cose, bens proprio per semplicarle.
Perci, /t, d/, davanti a /p, b, m, w/, generalmente, diventano (p, b): (&p'm;n) /t'mn/ `at man (&p'b;) /t'bOE/ `at boy ('nAp 'wn:)a ('np
'wn:)b /'nt 'wn/ not one; davanti a /k, g/, diventano (k, g): ('wAk k~j'DU;u,
'w-)a ('wk k~j'D;u)b /'wt knj'dUu/ what can you do? (&k'g:, -;)a (-:)b
/t'g:/ `at girl
Anche le rare sequenze /pf, bv/ presentano fenomeni d'assimilazione (in una direzione o nell'altra): ('khp, -]f)a ('kh-)b /'kpfU/ cupful, ('Ab6is, 'A7v-)a
('-)b /'bvis/ obvious
Non necessario segnare appositamente le articolazioni prevelari (automatiche,
per coarticolazione): ('k, 'gT) {((', 'T))} /'IkI, 'gEt/ `inki get
3.2.2.3. Un fatto fondamentale, che non si deve trascurare nello studioapprendimento (e gi visto in esempi precedenti), che /p, t, k/, iniziali di sillaba accentata (quindi non preceduti da /s/ nella stessa sillaba e nello stesso lessema) e anche
dopo silenzio (anche se in sillaba non-accentata), sono "aspirati& (0h) /0/:
(Th'D;I) /t'dEI/ todZ, ('phIik) /'pIik/ peak (ma ('spIik) /'spIik/ speak] ('ThIk) /'tEIk/
take (ma ('sTIk) /'stEIk/ ake] ('kh;)a ('kh;)b /'kE/ care (ma ('sk;)a ('sk;)b
/'skE/ scare] si noti, per: (ms'ph<n[[])a (ms'ph>nT)b /mIs'p<Ind/ misprinted (con fonosillabe diverse e morfemi diversi).
La t americana // ([, m).
3.2.3.1. Un'importante caratteristica dell'accento neutro americano (ma che,
in quello britannico, non neutra, pur essendo abbastanza diusa) riguarda /t/
che, in determinati contesti, si realizza come vibratile alveolare sonoro, ([) (anche
lateralizzato, (m), davanti a ()).
Ma vediamo, prima, quando resta occlusivo (non-sonoro), in certi casi anche laringale, ().
In sillaba accentata (anche "non-aspirata&) o semiaccentata: ('Thn:) /'tEn/ ten,
('sTm:) /'stEm/ em, (A;<'Thkjl&T<i)a (A;'Thkjl>i)b /A:'tIkjltK:<i/ articulatory
(+ (A;&Tkj'lI>i)b /A:tIkj'lEIt<i/}, ('<Uum&Tz)a ('>u-)b /'<UumtIz/ rheumatism
Dopo pausa o dopo C (diversa da /n, , /): (Th'ThIk) /t'tEIk/ to take, ('kT)a
(-)b /'kt/ actor, ('[;]fT)a ('A;fT)b /';ft/ after, ('m[p]Ti) /'Em[p]ti/ emp
Davanti a C\ ('chTni, -ni)a ('chTni, -ni)b /'ctni/ utn\, ('phT<i)a
('ph>i)b /'pOUt<i/ poetry, ('lITli, -li) /'lEItli/ lateI, (T'ln[[]k, 'l-)a (T'lnTk,
'l-)b /t'lnIk/ Atlantic.
Rimane (T) anche in parole in -Vtic (pur senz'accento secondario): ('lUunTk)a

3. inglese

85

('lu-)b /'lUuntIk/ lunatic, ('phAlTk)a ('ph-)b /'pltIk/ politic, ('<mTk)a ('>-)b /'<ImtIk/ ari`metic e anche tra /, / e //: ('n;<T, -<)a ('n;T)b /'nO:t/ Norton, ('hT, -)a ('hT)b /'hIt/ Hilton inoltre, abbiamo: ('khlnTn,
-nT, -n)a ('khlnTn -n)b /'klIntn, -nt/ Clinton
3.2.3.2. Ora vediamo i contesti in cui, nel parlato normale (non lento, n particolarmente attento), c' il passaggio /t/ (T) = // ([, m).
Tra V accentata (o no) e V o (, ): ('b[i)a ('bTi)b /'bEi/ Bet, ('vIi[)a ('vIiT)b /'vIiOU/ veto, (&vz'bl[i)a (-Ti)b /vIz'bIli/ visibili, (&['msTk)a (&T-)b
/'mIstIk/ atomiic, ('lm)a ('lT)b /'lE/ letter, ('l[)a ('lT)b /'lI/ little
Tra /n, , / e V o (, ) (come si vede dagli esempi, in /n/, spesso, ([, m) pu cadere dopo /n/, (n[[], n[m])): ('bn[[]m)a ('bnTm)b /'bnm/ bantam, ('wn[m])a
('wnT)b /'wIn/ winter (che pu diventare uguale a winner ('wn)a ('wn)b
/'wIn/), ('mn[[])a ('mnT)b /'mn/ mantel, (';[i)a (';Ti)b /':i/ `ir,
('phA;<[i)a ('phA;Ti)b /'pA:i/ par, ('SEm, -T)a ('ST)b /'SE/ elter
Pure davanti a V accentata (purch eterosillabica): (ph'ThI[, ph['I[)a
(ph'ThIT)b /p'tEIOU p'EIOU/ potato, (['O:)a ('Th:)b /'O:, 'tO:/ at all (si
noti la dierenza, tra i due accenti, per at all]
Per /n, , /, ci possono essere anche realizzazioni "fuse&, (, m, e): ('phI)a
/'pEInI/ painti, ('phA;mi)a /'pA:i/ par, ('fO;ei)a /'fO:i/ faul.
Va, comunque, detto che, in americano, se si rallenta l'enunciazione, o si fa pi
attenzione, // ([) passa a /t/ (T): ('lm, 'lT) /'lE/ letter ('wn[m], -nT) /'wIn/
winter Lo stesso vale, anche parlando normalmente, per //: ('SEm, -T) /'SE/
elter, ('O;m, -T, 'A-) /'O;/ alter e anche per parole meno comuni, come:
('vIi[, -T) /'vIiOU/ veto, ('phlI[, -T) /'plEIOU Plato/ (d'fIi[&z, -&Tz) /dI'fIitIz/ defeatism.
Si ha // ([, m) anche negli accenti australiano, neozelandese, sudafricano e nelle
citt gallesi e irlandesi; invece, quello scozzese noto per // = (), anche tra V e
davanti a () //, e pure davanti a (R) //, come negli accenti popolari dell'Inghilterra, in particolare, di Londra, Birmingham, .
L'inesplosione
3.2.4.1. Un altro aspetto notevole degli occlusivi dell'inglese, sia sonori che no,
che, soprattutto dopo /[m, n, , , ]/, davanti a pausa o a C sono, generalmente, inesplosi, cio con la terza fase (: lo stacco) inudibile, incompleta. Foneticamente, si pu mostrare questo fenomeno tramite il diacritico () (da usare soprattutto
nelle prime fasi e, ovviamente, dove se ne parla, come qui).
Quindi, dopo vocale (accentata o no), che pu essere seguta da N omorganico
(/mp, mb nt, nd k, g/) o da /, /, gli occlusivi, sonori o no, sono inesplosi,
tranne che in pronuncia molto lenta o attenta.
Ecco degli esempi (ovviamente, dicendo le singole parole isolate, davanti a pausa, pi normale produrre, e far sentire, lo stacco, indicato da ($)): ('bA;)a
('b;)b /'bb/ Bob ('khp)a ('khp)b /'kp/ cup ('khmp) /'kmp/ camp ('hT)

86

manuale di pronuncia

/'ht/ hat ('h;n) /'hnd/ hand ('<;)a ('>;)b /'<Ed/ red ('S;<T)a ('S;T)b /'SO:t/
ort ('fO;T, 'fAT)a ('f;T, 'fT)b /'fO;t/ fault ('blk) /'blk/ bla$ ('bk)
/'bk/ bank ('D;) /'dIg/ dig.
Se isolati, come esempi, davanti a pausa, sono esplosi\ ('bA;$)a ('b;$)b
('h;n$) ('S;<T$)a ('S;T$)b ('bk$), .
Davanti a C sono inesplosi: ('kT) /'kt/ act ('kT)a (-)b /'kt/ actor ('<;b)a
('>;b)b /'<bd/ rubbed, ('Tkns, 'kk-) /'tkIns/ Atkinson, ('b;g) /'bEgd/
begged ('sTApT)a ('sTpT)b /'stpt/ opped, ('hAT&dA, -O;, --)a ('hT&D, --)b /'htd;g/ hotdog ('sTAp 'DUu)a ('sTp 'Du)b /'stp 'dUuI/ op doi
Ancora: ('Gk 'phi;I, -iI) /'Gk 'pIi/ Ja$ Peel, ('bA;b 'g;)a ('b;b 'g;)b
/'bb 'gOUz/ Bob goes ('skATln)a ('skT-)b /'sktlnd/ Scotland (p'bats T'b-) /It'baEts/ it bites (T'ThIks, 'Th-) /It'tEIks/ it takes (k'kh<i T'kh-)a (->-)b /It'k<iz/
it carries
Ci possono essere coarticolazioni intermedie fra le due estreme, soprattutto
quando si fa pi attenzione a come si parla (ma ci non deve far pensare che si tratti di pronunce necessariamente "migliori&); infatti, per /t, d/ (+ /p, b k, g/, oltre
a (pp, pb p, bb kk, kg k, gg)), possiamo avere anche il mantenimento del punto alveolare, con la coarticolazione bilabiale, (B, ), o velare, (, ); oppure, articolazione gi bilabiale, o velare, con l'aggiunta della coarticolazione alveolare: rispettivamente (Q, ) o ($, ).
3.2.4.2. Possono rientrare in questa categoria, inoltre, le cosiddette "esplosioni
nasale e laterale&. fondamentale che la transizione tra /t, d/ e /n, l, / sia diretta, senza uno stacco simile all'"aspirazione&, e senza l'inserimento di vocoidi.
Quindi, abbiamo: ('phTni) (non *('pithn[e]i)} /'pItni/ Pitn\, ('wD) (*('[v]u:dn, -n)} /'wUd/ wooden, (khm'phlIiTli, -li) (*(kom'pli:tli, -ithli)} /km'plIitli/
completeI, ('l[)a ('lT)b (*('lit:tel, -tl, -tol, -th)} /'lI/ little, ('swnD) (*('swin:del, -dl, -dol)} /'swInd/ ~indle.
L'italiano ha anche il problema dei suoni nali di parola (o di sillaba davanti a
C] che non devono esser seguti da nulla: ('blk) /'blk/ (non *('blEk:)} bla$
('g;) /'gIv/ (*('giv:)} give ('s:) /'sI/ (*('si:g)} si ('wE:)a ('w:)b /'wE/
(*('wEl:)} well Come abbiamo gi rilevato, una forma come "(s'tOp:)& ha molte
probabilit d'esser interpretata, dai nativi, pi come ('sTAp)a ('sTp)b /'stp/
opper, che come ('sTAp)a ('sTp)b /'stp/ op
L'occlusivo laringale ()
3.2.5.1. Bisogna, ora, parlare dell'occlusivo laringale (o glottale) (), che bene
includere nell'inventario dei simboli del sistema fonologico inglese, anche se, a rigore, non ci sarebbero le classiche coppie minime, per decretarne lo status fonemico. Fatto sta che, descrittivamente e didatticamente, importante avere anche ().
Nella pronuncia neutra (americana e britannica) () usato, in caso d'enfasi,
davanti a V (soprattutto accentate): (ts'O;f)a (-';-)b /Its'[]O:f/ it's Yful! In pronuncia britannica, lo si pu usare anche per evitare d'inserire un /</ non etimolo-

3. inglese

87

gico ("intrusivo&, 3.2.9.4, alla ne): ('l: n';D) /'lO: n[d]'O:d/ lY and order
invece del frequente ('l:> n';D) (('lO: n';<D)a).
3.2.5.2. Inoltre, anche in pronuncia neutra, davanti a C, spesso, abbiamo /t/ =
() (adattando esempi appena visti): ('skAlnd)a ('sk-)b ('bats) ('ThIks)
('kh<i)a (->-)b.
Pi sistematicamente, procedendo per gruppi, ci si verica per le V (soprattutto, ma non necessariamente, accentate; e anche se con sonanti intercalate, /m, n,
, , /), davanti a /m, n, l, < j, w/: ('naT&m;, -p-, --)a (-;)b /'naEtmE/ nightmare, ('nAT 'na;, -)a ('n-)b /'nt 'naO/ not now, ('nAT 'jT, 'nA)a ('n-)b /'nt 'jEt/ not
yet (e anche (&nAc'T, n-, -)a (&nc'T, n-, -)b), ('lITli, -li) /'lEItli/ lateI
Davanti a /t, d c, G/: ('gT 'Da;n, -) /'gEt 'daOn/ get down, ('g<IT 'Gk, -)a ('g>-,
-k)b /'g<EIt 'GOUk/ great joke anche davanti a /p, b k, g f, v , s, z S, Z/: ('fp&bO;, --, -T-)a (-:)b /'fUtbO:/ football, ('khk&gT, --, -T-)a (--)b /'ktgt/ catgut ('at
';, -)a (-;)b /'aOt 'E/ out `ere, ('nT&SE, --)a ('nT&S, --)b /'ntSE/ nutell
Si notino anche: (a'kh[;]nT {'DUuT}, -n, -n {-T, -, -})a (-A;n- {-uT, -})b /aE'k;nt {'dUuIt}/ I can't [do it] (wi'wnT {'DUuT}, -n, -n {--, -})a (-n- {-uT, -})b
/wi'wOUnt {'dUuIt}/ we won't [do it] In posizione nale assoluta, non si ha (), tranne che per /It, t/, e solo nel parlato informale: (wi'wAnT, -O;nT)a (-nT)b /wi'w;nt/
we want (wi'wAn[[]T, -T, -)a (-nTT, -)b /wi'w;nIt/ we want it ('ThkT, -)a
(-T, -)b /'tIkt/ ti$et.
Per, il passaggio /t/ = () pi raro davanti a /h/: ('IT 'hts -) /'EIt 'hts/ eight
ha_ a volte, ricorre in /t/: ('khAT, -)a ('khT -)b /'kt/ cotton gi pi
frequente in /nt/ (e solo possibile con /, /): ('sk<nT, -, -[[]n)a ('sk>nTn
-)b /'sk<ntn/ Scranton ('khlnT, -, -Tn)a ('khlnTn -)b /'klIntn/ Clinton
('ET, -, -[n)a ('T, -Tn -)b /'Etn/ Elton
Non neutro davanti a /, , /: ('b[i)a ('bTi)b /'bEi/ Bet, ('bm)a ('bT)b
/'bE/ better, ('l[)a ('lT)b /'lI/ little (('bi), ('b)a, ('b)b, ('l)). Per,
pu ricorrere in /t'/: (&nAT'Iivn, &nA['-, &nA'-)a ('n-)b /nt'Iivn/ not even ammesso anche per it davanti a pausa: ('ThIkT, -) /'tEIkIt/ take it
, invece, pi che possibile, per /p/, (solo) davanti a /p, b/, e per /k/, (solo) davanti a /k, g/ (altrimenti, non neutro): ('sp 'phaD, -)a ('s-, -D)b /'sOUp 'paOd/ soap powder, ('bk&khIs, -&kh-) /'bUkkEIs/ bookcase, ('bk 'gA;<D, -)a ('gA;D)b
/'bk 'gA:d/ ba$ garden
La glottalizzazione britannica
3.2.6.1. Per quanto riguarda la pronuncia britannica va segnalato il fenomeno
della "glottalizzazione& di /p, t, k/ davanti a pausa o a C che, alla ne dell'800 era solo occasionale, ma ora diusissima, spesso, anche tra i "bemparlanti& neutri.
Ovviamente, ci sono gradazioni, sia d'intensit che di frequenza, per cui non assolutamente necessario introdurla nella propria pronuncia; sebbene, il non usarla,
per, possa far pensare ai nativi che si voglia esibire una lingua "troppo accurata&.
Comunque, se si decide d'impiegarla, conviene fermarsi al primo livello: quel-

88

manuale di pronuncia

lo della glottalizzazione simultanea, o vera e propria (o "singlottalizzazione&).


Quindi, s'articola la C, (0), e, allo stesso tempo, si produce un occlusivo laringale
(o glottale), (), che non s'aggiunge alla (0), allungandone la durata, ma, semplicemente, coarticolato con quella, che avr, quindi, in pi, solo questa seconda occlusione, () (non troppo "invadente&): (P, T, ).
Qualche esempio, nale: ('phIip, 'phIiP) /'pIip/ peep, ('hT, 'hT) /'ht/ hot, ('bk,
'b) /'bk/ ba$. Inoltre, davanti a C: ('kT, 'T) /'kt/ act ('kT, 'T) /'kt/
actor, ('Tkns, 'Tk-, 'kk-, 'k-) /'tkIns/ Atkinson, ('hT&D, --, 'hT-)
/'htd;g/ hotdog ('sTp 'Du, 'sTP) /'stp 'dUuI/ op doi
Ancora: ('Gk 'phi;I, 'G, -iI) /'Gk 'pIi/ Ja$ Peel (p'bats, P-, - T- T-,
-ts) /It'baEts/ it bites (T'ThIks, T-, -, -s) /It'tEIks/ it takes (k'kh>i, - T-
T-) /It'k<iz/ it carries ('skTln, 'skT-) /'sktlnd/ Scotland ('Thp&msT, -P&m-)
/'tpmOUst/ topmo ('phTni, -Tni) /'ptni/ Putn\
Altri esempi: ('ph>, ->-) /'pEt</ petrol ('Iikw, -w-) /'Iikw/ equal ('phpjl,
-Pj-) /'ppjl/ popular (k'saT, -) /Ik'saEd/ excited ('bts, -ts) /'bEts/ be_
('bts, -ts) /'bEts/ bel_ ('bnts, -ts) /'bEnts/ ben_ ('wks, -s) /'wIks/ wi$s ('wks,
-s) /'wIks/ Wilkes ('wks, -s) /'wIks/ winks
3.2.6.2. Il grado pi avanzato di glottalizzazione il "rinforzo&, cio far precedere /p, t, k/ da (): (p, T, k) (quindi, "preglottalizzazione&). Questo pi evidente (e "ingombrante&), giacch si tratta di due segmenti, anche se l'occlusivo laringale inesploso, mentre, in questi casi, /p, t, k/ sono eettivamente esplosi: ((p$,
T$, k$)) davanti a pausa (ma non davanti a C nella frase).
Rivediamo gli esempi (in progressione): ('phIip, 'phIiP, 'phIip) /'pIip/ peep,
('hT, 'hT, 'hT) /'ht/ hot, ('bk, 'b, 'bk) /'bk/ ba$.
Davanti a C: ('kT, 'T, 'kT) /'kt/ act ('kT, 'T, 'kT) /'kt/ actor,
('Tkns, 'kk-, 'Tk-, 'k-, 'Tk-, 'kk-) /'tkIns/ Atkinson, ('hT&D, --,
'hT-, 'hT-) /'htd;g/ hotdog ('sTp 'Du, 'sTP, 'sTp) /'stp 'dUuI/ op doi
Inne: ('Gk 'phi;I, 'G, 'Gk, -iI) /'Gk 'pIi/ Ja$ Peel (p'bats, P-, p-
T- T-, T-, -ts -ts) /It'baEts/ it bites (T'ThIks, T-, -, -s -ks) /It'tEIks/ it takes
(k'kh>i, -, k- T- T-T-) /It'k<iz/ it carries ('skTln, 'skT-, 'skT-) /'sktlnd/ Scotland ('Thp&msT, -P&m-, -p&m-) /'tpmOUst/ topmo ('phTni, -Tni,
-Tni) /'ptni/ Putn\
Ancora: ('ph>, ->-, ->-) /'pEt</ petrol ('Iikw, -w-, -kw-) /'Iikw/ equal
('phpjl, -Pj-, -pj-) /'ppjl/ popular (k'saT, -, k-) /Ik'saEd/ excited
('bts, -ts, -ts) /'bEts/ be_ ('bts, -ts, -ts) /'bEts/ bel_ ('bnts, -ts, -ts) /'bEnts/
ben_ ('wks, -s, -ks) /'wIks/ wi$s ('wks, -s, -ks) /'wIks/ Wilkes ('wks, -s,
-ks) /'wIks/ winks Per la "sostituzione& di /t/ con () 3.2.5.2.
Lenizioni
3.2.6.3. Nel parlato rapido informale, in pronuncia britannica, /p, b t, d k, g/
semplici, non all'inizio di sillaba accentata (quindi, anche nali), si possono lenire, diventando costrittivi abbastanza tesi, (, 6 Q, z x, ): ('phIp, 'phI) /'pEI-

3. inglese

89

pz/ papers, ('>b, '>6) /'<b/ rubber, ('lT, 'lQ, 'l) /'lE/ letter, ('fID, 'fIz, 'fI) /'fEIdI/ fadi, ('bIk, 'bIx) /'bEIk/ baker, ('Dg, 'D) /'dIgI/
diggi.
In pronuncia americana, l'eventuale lenizione si manifesta pi come parziale sonorizzazione di /p, k/, (p, k, ): ('phIp, -p, -) /'pEIpz/ papers, ('bIk,
-k, -) /'bEIk/ baker un'ulteriore variazione di /t/ = // = ([, m), pu essere verso
(A, b, r) (parzialmente o completamente desonorizzato): ('bTi, -[i, -Ai, -i) /'bEi/
Bet ('lT, -m, -b, -r) /'lE/ letter
In americano, abbastanza frequente anche il passaggio /d/ = ([, m): ('lD 'lm)
/'ld/ ladder ( ('lm) /'l/ latter che pu avere una leggerissima dierenza
di durata, (), inferiore al semicrono, (;)), ('<aD '<am) /'<aEd/ rider ( ('<am)
/'<aE/ writer] ('bDi 'b[i) /'bEdi/ beddy ( ('b[i) /'bEi/ Bet] per, tale pronuncia non considerabile neutra, ma solo mediatica.
Un altro modo (neutro), per mantenere una dierenza, recupera la non-sonorit
di //, parzialmente: ('lb '<ab 'bAi), o meglio ancora totalmente: ('lr '<ar 'bi) (come gi detto e mostrato poco fa), senz'alcun allungamento vocalico
nel caso di /d/ ([, m).
In pronuncia britannica informale, per /t/, possibile che, soprattutto in monosillabi di scarso valore semantico, si realizzi /t/ come ([): (Th&gT'ph>zT, -&g[-) /tgE'p<Ezt/ to get a present (&gT'mc, &g[-) /g'mc/ got a mab
(&khwaT&bT'h>fk, &khwa[&b[-) /kwaEbIv't<fIk/ quite a bit of trac (T'kh;Tmi, [-) /It'k:tmi/ it occurred to me ('wT 'phTi, 'w[ -) /w'pIi/
what a pi ('nT nli's, 'n[ n-) /nOUnli'Is/ not onI `is (bT';s 'T,
b['-) /b'O:sOU 't/ but also `at (bTa'D;u, b[a-) /baE'dUu/ but I do.
Occlu-costrittivi
3.2.7.1. C' una sola coppia (difonica) d'occlu-costrittivi, (c, G) /c, G/, sui quali basta dire che /c/, in sillaba accentata (o, dopo pausa, anche nei rari casi di sillaba non-accentata, come aucerian), "aspirato&, come /p, t, k/ (sebbene la maggior parte dei fonetisti nativi non lo dicano aatto): ('chmni) /'cImni/ >imn\.
Normalmente hanno protensione labiale, e sono articolati, pi spesso, a punta
alta, ma pu esser pi conveniente non usare i simboli speciali ((c, g)).
Inoltre, /G/ (come gli altri fonemi sonori in coppia difonica) si desonorizza davanti a pausa o a C non-sonora: ('G;)a ('G;)b /'GG/ judge.
Un'osservazione importante, per una buona pronuncia, che contrariamente
agli occlusivi inglesi, /c, G/ non devono mai essere inesplosi, nemmeno davanti a
C e, soprattutto davanti a "s stessi& (solo qui segn(i)amo l'esplosione, (0$)):
('wAc$ 'khfi 'wO;c$)a ('wc$ 'khfi)b /'w;c 'kEfli/ wab carefulI ('wc$
'chI;i 'Wc$ 'hw-) /'wIc 'cIiz/ whi> >eese ('lA:<$ 'ch;c)a ('lA:$ 'ch;c)b /'lA:G 'c:c/ a large >ur>.
L'unico "sconto& ammesso consiste nella possibilit di ridurre il primo di due
occlu-costrittivi al costrittivo corrispondente (S, Z): ('wS 'chI;i 'WS 'hw-), ('lA:<
'ch;c)a ('lA: 'ch;c)b Questo pu succedere anche per /nG, nc/ davanti a /c, G/

90

manuale di pronuncia

(giacch /nG, nc/ hanno la variante, meno frequente, /nZ, nS/): ('O;<~G 'GUus,
-~Z, 'A<-)a ('>~G 'Gus, -~Z)b /';<nG 'GUus/ orae juice
Per il britannico, va aggiunto che /c/, come /p, t, k/, pu avere i due tipi di glottalizzazione visti ( 3.2.6.1-2), con la stessa frequenza e "consigliabilit&, per, ricorre anche davanti a V\ ('fc, 'f, 'fc) /'fEc/ feb, ('b~c, -~, -~c) /'bEnc/
ben>, ('s;cT, -T, -cT) /'s:ct/ sear>ed, ('s;cmi, -mi, -cmi) /'s:cmi/ sear> me,
('fcT, -T, -cT) /'fEcIt/ feb it, ('Thic, -, -c) /'tIic/ tea>er.
Inne, soprattutto in britannico, davanti a pausa o C si pu avere anche /c/ =
(S): ('fS, 'b~S, 's;ST, 's;Smi) (esempi gi visti) e ('khc 'khS) /'kc/ cab
(5wc 'bk3 3 5wS 'bk3 3) /'wIc 'bUk/ whi> book?
Costrittivi
3.2.8.1. Ci sono quattro coppie (difoniche), /f, v , s, z S, Z/ (f, v , s, z
S, Z). Per /f, v/ si veda quanto detto a proposito di /pf, bv/ ( 3.2.2.2). Qui, aggiungiamo alcuni esempi che mostrano la frequente riduzione o caduta di /v/: (a'kh[;]m b'lI;iv&T, -iV&-, -i&-)a (-A;m b-)b /aE'k;n b'lIivt/ I can't believe `at
('gvmi 'fa;, 'gVmi, 'gmi) /'gIvmi 'faEv/ give me ve! (a'S;<TDT, aV-, a-)a
(-;T-)b /aEv'SO:tdt/ I've ortened it (nonostante la perdita d'informazione rispetto a I ortened it), ('la;vz 'Th<b, -Vz, -z, -)a (-, 'Th>-)b /E'laEvz 'tE<b/ `eir lives are terrible (nonostante l'ambiguit con `eir lies are terrible),
('f:2 'fa;2 'sks2 'sv2 'IT2 'fa;V2 'sk2 'sb2 'fa;2 'sk2 's2)a ('f:2)b /'fO: 'faEv 'sIks
'sEv 'EIt/ four, ve, six, seven, eight S'osservi, inoltre: ('G 'phT, 'fa;6 'bts)
/'GEf 'pIt, 'faEv 'bIts/ Je Pit ve bits.
/, / sono dentali non-solcati (in americano, si pu avere, forse pi spesso, un'articolazione "prodentale& o "interdentale&, che si pu trascrivere con ((w, W));
per, visto che l'impressione uditiva non molto diversa, possono bastare i simboli uciali, (, ); importante apprendere bene l'articolazione non-solcata):
('k) /'Ik/ `ink, ('s) /'Is/ `is, ('w;) /'wI/ wi`. Cominciando una frase
con I `ink pi o meno pleonastico, generalmente, si ha // semi-costrittivo: (&k)a (-)b; lo stesso pu avvenire per // () dei grammemi `e `is
In parlata informale, normale l'assimilazione di // in forme come `e `at
`is bo`\ ('wts z'Tha;m, 'wAts)a ('wts)b /'wts 'taEm/ what's `e time?, ('wts
'zT, 'wAts)a ('wts)b /'wts 't/ what's `at?, ('bs 'sa;d)a ('bs)b /'bOU 'saEdz/
bo` sides (hiz'wIm, hiz-, hizz-)a (-T)b /hiz'wIt/ he's `e waiter ('m;<n, -, -)a (-;n-)b /In'mO:nI/ in `e morni ('O: 'Tha;m, 'O:-, 'O:l-)a (':)b /'O: 'taEm/ all `e time
3.2.8.2. /s, z/ sono dentali solcati (generalmente a punta alta, o dentalveolari,
per cui si potrebbero trascrivere con (s, z), soprattutto a ni contrastivi, per evidenziare la dierenza con l'articolazione a punta bassa; per, visto che i nativi stessi
possono presentare entrambe le caratteristiche, magari oscillando, si possono usare, abbastanza tranquillamente, i simboli pi normali): ('s;Im) /'sEIm/ same, ('<z)a ('>z)b /'<OUzz/ roses, ('sz)a ('sz)b /'sIzz/ sciors

3. inglese

91

fondamentale sapere che, in sm- sn- sl- (contrariamente all'italiano, che ha /z/
(z), anche per sr-), abbiamo /s/ (s): ('smO:)a ('sm:)b /'smO:/ small ('snIk) /'snEIk/
snake, ('slIip) /'slIip/ sleep
Per dis- seguto da occlusivo sonoro, abbiamo varie possibilit, fonetiche e fonemiche: (&Dsb'lI;i, -s-) /dIsb'lIiv/ disbelieve (Ds'D;In, -s'-, -'D-, -z'D-, -'sT-) /dIs'dEIn, -z'd-, -s't-/ disdain (Ds'gsT, -s'-, -'g-, -z'g-, -'sk-)a (-sT)b /dIs'gst, -z'g-, -'sk-/ disgu (Ds'ga;, -s'-, -'g-, -z'g-, -'sk-) /dIs'gaEz, -z'g-, -'sk-/ disguise
Osserviamo (ma solo qui), che /s, z/ preceduti da una o pi C, generalmente,
sono articolati come approssimanti (dentali/dentalveolari), (, d), pi che come costrittivi: (('SAp))a (('Sp))b /'Sps/ ops (('k)) /'ks/ `anks (('bE:D))a (('b:D))b
/'bEz/ bells (('hn:dD)) /'hndz/ hands; ma suciente trascrivere: ('SAps)a ('Sps)b,
('ks, 'bE:, 'hn:d)a ('b:)b.
Nell'inglese americano, le sequenze /s, z/ si pronunciano con (, ) alveolari:
('f;T) /'f:st/ r ('ph;) /'p:s/ purse (h'k;T) /h'sk:t/ her skirt (f'mO: 'phIip) /f'smO: 'pIip/ for small people ('D:<) /'dO:z/ doors ('f:) /'f:z/ furs In britannico, /s<, z</ di solito diventano (>, >): ('nju&>iI) /'nUuz<Ii/ n[sreel.
/S Z/ sono pi spesso articolati a punta alta, "apico-postalveo-palato-prolabiati&,
per cui simboli pi adatti, contrastivamente, potrebbero essere ((x, )), ma, visto che
anche dei nativi usano l'articolazione a punta bassa, basteranno (S, Z); la cosa pi
importante da tener presente che hanno anche protensione labiale ("-prolabiati&,
infatti), come nell'italiano neutro: ('Sp) /'SIp/ ip, ('phlZ)a (-)b /'plEZ/ pleasure
Pure per /s, z/, l'assimilazione piuttosto importante, per una buona pronuncia;
infatti, /s, z/ = /S, Z/ (S, Z) davanti a /S c, G j/: (S'SAp)a (-p)b /Is'Sp/ `is op,
(S'GA:<)a (-A:)b /Is'GA:/ `is jar, (S'jI;)a (-;)b /Is'jI/ `is year, (Ii'SU;u)a
(-;u)b /Iiz'SUuz/ `ese oes, ('hSi, 'hSSi) /'hzSi/ has e? possibile anche /sc/
= (Sc): ('khwscn, -Sc-) /'kwEscn/ queion
Con you your generalmente si ha fusione completa: (a'mS, -)a (a'mS -)b
/aE'mIsju/ I mi you, (hi'nIiD Z'hEp, -G - -U-)a (Z'hp, -G - -;-)b /hi'nIidz jK:'hEp/ he needs your help, (Z's;I, - &-, --) /zju'sEI/ as you sZ; si veda anche ('ZT -) /z'jEt/ as yet. (Il ricorso ai diafonemi /, K:/ pu aiutare a contenere lo spazio della trascrizione fonemica, specie in un dizionario.)
Approssimanti
3.2.9.0. Per rendere pi semplice l'esposizione degl'importanti componenti di
questo modo d'articolazione, la suddividiamo per categorie speciche.
L'r inglese /</ (<)a (>)b ( //)
3.2.9.1. Completamente diverso da quello italiano (e di tante altre lingue) il
fonema "/r/&, rappresentato, quindi, e a ragion veduta, con un simbolo pi adeguato, anche al livello fonemico: /</.
L'americano e il britannico, poi, hanno due articolazioni completamente diver-

92

manuale di pronuncia

se, anche se, a dir il vero, l'impressione uditiva dei due tipi abbastanza simile (pure se ci sono dierenze percepibili: basti dire che il tipo americano ha, uditivamente, un timbro relativamente pi "acuto& di quello britannico che, quindi, relativamente pi "grave&).
Comunque, la cosa pi importante denire l'esatta articolazione dei due tipi
d'approssimanti, entrambi sonori. Purtroppo, bisogna dire che anche tra i fonetisti nativi, sia americani che britannici, tranne pochi casi, circolano ancora "strane& idee, troppo "tradizionali&, sull'esatta natura e articolazione di /</, fondate
non sull'analisi vera dei suoni, tramite la cinestesa, ma ereditate acriticamente da
epoche precedenti. vero che l'r americana pi arretrata di quella britannica,
ma l'arretramento riguarda il dorso, non l'apice della lingua.
3.2.9.2. Innegabilmente, l'/</ americano neutro prevelare, (<), con un leggerissimo e (quasi) ininuente sollevamento della punta della lingua verso i postalveoli. Invece, quello britannico decisamente postalveolare, (>).
Sar bene osservarne attentamente i due orogrammi (f 1.13.3), tenendo presente
pure che, entrambe le articolazioni, hanno in pi una certa contrazione laterale,
proprio come i laterali veri e propri, pur se non c' contatto alla volta palatale (come, invece, per i laterali); semplicemente, la mancanza di tale contrazione laterale priverebbe l'articolazione del proprio caratteristico timbro, che (nei due tipi)
cos simile, pur essendo relativamente molto diversa l'articolazione eettiva.
Oltre a questa contrazione laterale, c' pure un certo arrotondamento delle labbra (pi consistente in sillaba accentata), che tendendo a incupire il loro timbro
contribuisce a renderli meno diversi uditivamente, pur restando produttivamente
diversi.
3.2.9.3. csta l'esatta articolazione, si capisce perch, per /t<, d</, la pronuncia
britannica presenti l'assimilazione (>, >); d'altra parte, il fatto che l'impressione
uditiva sia cos simile, per i due tipi, spiega come mai, anche in pronuncia americana, ci possa essere il tipo (>, >), oltre al pi normale (T<, D<).
Certo, davvero strano che la maggior parte dei fonetisti (ripetiamo, pure nativi) continuino a ricorrere al simbolo (>) proprio per alludere al tipo americano,
che ha ben poco di postalveolare, termine che corrisponde a quello pittoresco e
uciale "retroesso&, che d'altra parte dovrebbe, meglio ancora, far capire l'esatta corrispondenza tra simbolo e articolazione. Ma, si sa, le capacit cinestesiche
non sono di tutti
Gli esempi di /</ (<)a (>)b sono stati numerosi, nora, e non ne mancano in sguito, perci, qui, non ne facciamo altri. Ricordiamo solo che la trascrizione diafonemica distingue rigorosamente /</, che si pronuncia nei due accenti, da //, che
si pronuncia, come tale, solo in americano; invece, in britannico, corrisponde a
"zero&, giacch r si pronuncia solo davanti a V\ ('<I;)a ('>;)b /'<I/ rear ('<;)a
('>;)b /'<E/ rare ('<:<)a ('>:)b /'<O:/ roar.
Nella pronuncia americana, //, preceduto da V o C, si realizza (); cos anche
per /</ (e, tendenzialmente, pure per /</); /:, :<, ;</ si realizzano come (:):
('m;D)a ('m;D)b /'m:d/ murder ('m;D<, -D)a ('m;D>, ->)b /'m:d<,

3. inglese

93

-d</ murderer (Comunque, sono accettabili, pur se meno frequenti, anche (<,
:<)a, per (, :)a.)
3.2.9.4. Tuttavia, quando un // nale di ritma si trova davanti a una V iniziale della ritma seguente, e non c' nessuna pausa, nemmeno breve, anche in britannico si pronuncia, "legando& le due parole, e diventa /</ (>): ('khA:< '<a;v)a
('khA:> '>a;v)b /'kA:< '<aEvd/ `e car arrived, ('ThIk 'kh; vj'Ef, -jU-)a
('ThIk 'kh;> vj;'sf, -j-)b /'tEIk 'kE< vjK:'sEf/ take care of yourself
D'altra parte, per analogia coi casi di /, I, E, U, O:, A:/, nali di parola,
molto frequente che anche /, I, U, O:, A:/, nali, siano realizzati come i precedenti, anche se non c' nessun'r etimologica nella graa: (ia'D[]vT ->vT)
/iaE'dIvIt/ `e idea of it ('laz 'ls -z> 'ls) /'laEz 'ElIs/ Eliza Ellis ('GI;i&bIi
'S: 'A;s[k]T -:>) /'GIibIi 'SO: ';skt/ G. B. Y asked.
Si tratta d'una prassi diusissima, soprattutto con //, ma che non da imitare, sebbene ci sia chi l'accetti come neutra. L'italiano far bene a limitarsi a riconoscere prontamente il fatto, per una comprensione adeguata.
Nell'accento marcato neozelandese, /</ (), invece del normale (>), dell'accento meno marcato. Come l'americano (tranne che negli accenti tipici del Sud,
dell'Est e dei Neri) e il canadese, anche l'irlandese (di tutta l'isola) ha // = /</; lo
stesso vale per una zona dell'isola meridionale della Nuova Zelanda e per il Sud-Ovest dell'Inghilterra (come altre zone, pi limitate, al Nord); mentre l'accento
tipico scozzese ha generalmente /<, / = (R).
Un difetto di pronuncia per /</ ha una realizzazione labiodentale (V), che talmente diusa, soprattutto in Gran Bretagna, al punto che c' chi la considera normale (tanto pi che frequente anche nell'accento mediatico britannico).
Gli altri approssimanti
3.2.9.5. L'approssimante palatale, sonoro, /j/ (j), non presenta peculiarit degne di nota (tranne per chi, eventualmente, non ce l'avesse nella propria lingua).
Perci, pi interessante parlare del diafonema //, che ha la caratteristica limitandoci ai due accenti neutri di distinguere l'americano dal britannico, perch, dopo /n, t, d/ e davanti a /Uu, U/, in sillaba "non-debole& (quindi con accento primario o secondario), in americano non si pronuncia.
Ci signica che, in americano, /nU[u], tU[u], dU[u]/ corrispondono a /tU[u],
dU[u], nU[u]/, mentre, in britannico, si ha, /njU[u], tjU[u], djU[u]/, come in: ('nU;u)a
('nj;u)b n[, ('ThU;u)a ('Thj;u)b /'tUub/ tube, ('DUuk)a ('Djuk)b /'dUuk/ duke.
pur vero che, in americano si pu trovare sia ('nj;u, 'Thj;u, 'Djuk) che anche il compromesso ('n;u, 'Th;u, 'Duk), ma la pronuncia con (Uu) la pi normale (e pi che suciente), pur se ci comporta che ('DU;u) corrisponda sia a /'dUu/
do che a /'dUu/ due .
Per l'assimilazione di /j/ in you e derivati, con /t, d/ precedenti, sono notevoli espressioni come: ('D~c, -)a ('D~c -)b /'dOUncu, -/ don't you?, ('wDc,
-)a (- -)b /'wUdcu, -/ wouldn't you?, ('khG, -)a (- -)b /'kUGu, -/ could

94

manuale di pronuncia

you?, ('DG 'b< 'g;, -GU)a ('DG; 'b> 'g; -G)b /'dIGU 'b< 'gOU/
did your bro`er go? Per l'assimilazione con /s, z/ precedenti, v sopra, 3.2.4.
Potranno sembrare "curiose& agl'Italiani forme come: ('jp) /'jIp/ yip ('jIisT)
/'jIist/ yea, ma la fonotassi inglese va rispettata. (Davanti a /Ii/, /j/ si pu realizzare
come semi-costrittivo, pi energico: ((',IisT)); mentre, in sillaba non-accentata, si
pu attenuare, no al semi-approssimante: (('nb-ls)) /'nEbjls/ nebulous.)
3.2.9.6. L'approssimante velo-labiale, (w) /w/, a parte rare "curiosit& come:
('w;) /'wUd/ wood ('wUunD)a ('wunD)b /'wUundd/ wounded, ha poche peculiarit. (Davanti a /Uu/, /w/ si pu realizzare come semi-costrittivo: (('mUu-))a
(('mu-))b; mentre, in sillaba non-accentata, si pu attenuare, no al semi-approssimante: ((j'aT)) /wI'aOt/ wi`out.) Ricordiamo la forza assimilatoria della sua
componente labiale per /n, t, d/ che lo precedano: ('khp&wO;k, --, -T-)a (-w;k)b
/'ktwO:k/ caalk ('kh;<mwO;, -n-)a ('kh;mw;, -n-)b /'kO:nwO:/ Cornwall.
Anche se d'importanza ormai secondaria, trattiamo, comunque, pure il diafonema // nella sequenza /w/ (w, W, hw), che permette, almeno teoricamente, di
distinguere le parole che cominciano per wh- da quelle in w- semplice.
Va sbito detto, che tale distinzione non pi neutra, e che si pu trovare ancora, o come sforzo volontario, o, soprattutto, in pronunce americane non cittadine e britanniche settentrionali: ('wc) /'wIc/ wib ('wc 'Wc 'hwc) /'wIc/
whi> ('wT) /'wEt/ wet ('wT WT 'hwT) /'wEt/ whet
Tale distinzione pi stabile in Scozia, Irlanda (con l'Ulster) e Nuova Zelanda.
Per /hj/, si pu avere (j, ): ('hj;u, 'j-, '-) /'hjUuG/ huge; mentre (j) accettabile solo in americano.
3.2.9.7. L'ultimo approssimante dell'inglese (sebbene troppi fonetisti {anche
nativi!} s'ostinino a classicarlo come costrittivo) (h) /h/; ricorre davanti a V e,
tra suoni sonori, si pu sonorizzare: ('hT) /'ht/ hat ('hU;u)a ('h;u)b /'hUu/ who
(ph'hps, ph'Hps)a (ph-)b /p'hps/ perhaps (b'ha;n, -H-)a (b-)b /b'haEnd/
behind.
In pronuncia popolare britannica (nel senso di "inglese&, e anche gallese e australiana), tipicamente /h/ tende a "zero&: "/'`t, '`Uu/&, hat who, . Va, invece, ricordato (e con insistenza) che sono normalissime forme, non enfatiche, come: ('Thlm) /'tElIm/ tell him, ('ThIk)a ('ThIk)b /'tEIk/ take her (ben diverse da ('ThE:
"hm:)a ('Th-)b /'tE "hIm/ tell !, ('ThIk "h:)a ('ThIk "h:)b /'tEIk "h:/ take !]
Ricordiamo, altres, l'importanza dell'"aspirazione& per /p, t, k, c/, all'inizio assoluto di sillaba accentata (o, anche non-accentata, dopo pausa) compresi i secondi elementi di composti, come in: (Th'ThIk) /t'tEIk/ to take ('ThE&Th)a ('Th-)b
/'tEtEI/ tell-tale (ma ('sTIk) /'stEIk/ ake).
Laterali
3.2.10.1. L'unico fonema laterale dell'inglese ha due tassofoni, o varianti contestuali, fondamentali //l// (l, ) (con altre coarticolazioni, come vedremo sbito). In

3. inglese

95

eetti, vista la loro importanza, descrittiva e didattica, la trascrizione diafonemica ricorre proprio a /l, / (invece d'un pi astratto /&/ decisamente meno "interfonemico& per il secondo). D'altra parte, in pronuncia quasi neutra, certi parlanti
possono presentare opposizione in casi come: ('khADl)a ('kh-)b /'kdlI/ codli
e ('khAD])a ('kh-)b, oltre a (-D, -Dl, -D), compreso (-Dl) /'kdlI/ coddli, con unicazione della pronuncia.
Le trascrizioni tradizionali mascherano eccessivamente molte caratteristiche,
compresa la dierenza fra (, ), e il fatto che, davanti a /j/ (eterosillabico), non solo non si abbia (), come davanti a tutte le altre C ma che sia anche prepalatale,
(), ('m-jn), invece di alveolare, (l), che possiamo avere in: ('lUusaT)a ('lu-,
'lju-)b /'lUusaEt, 'l-/ leucite Davanti a V anche dopo V breve accentata, che si sillaba assieme a /l/, in pronuncia neutra, si ha (l) (non ()), anche nella frase: ('fAl-i)a
('fl-i)b /'fli/ folI ('fAl-)a ('fl-)b /'flOU/ follow ('Thl-m) /'tElIm/ tell him ('fIilT) /'fIilIt/ feel it, ('fO:l 'aT)a ('f:l)b /'fO:l 'aOt/ fall out ('bl 'vn) /'bIl 'Evnz/ Bill
Evans.
3.2.10.2. La loro distribuzione abbastanza semplice, una volta esposta chiaramente. Come s' detto, in trascrizione diafonemica bene usare i due simboli primari, /l, /; sebbene (per la precisione) sarebbe conveniente usare almeno quattro
simboli, (l, , ], ) (oltre a () per il britannico, davanti a /<, t<, d</) e la "sillabicit& per tre, (, , ) (intensi). Inoltre, almeno nella descrizione specica, andrebbero indicati i tassofoni con contatto dentale, ((l, )), e quelli con arrotondamento labiale per tutti, dopo V oppure C con componente labiale): ((t, , 3, , , )). La coarticolazione di labializzazione soprattutto automatica; perci, la si segna solo
dove viene esposta, per richiamare l'attenzione sul fenomeno.
Davanti a V si ha regolarmente /l/ (l): ('lI;i) /'lIiv/ leave, ('l[;]sT)a ('lA;sT)b /'l;st/
la, ('lk) /'lUk/ look, ('l;n) /'lOEn/ loin. A rigore, anche davanti a V arrotondate,
per coarticolazione, si ha l'arrotondamento labiale: (('tk, 't;n)); per, non necessario ricorrere al simbolo speciale, ((t)), perch assolutamente inevitabile predisporre le labbra come per i vocoidi arrotondati che seguono, nella stessa sillaba.
Infatti, un'articolazione di /l/ senz'arrotondamento, ((l)), verrebbe, in qualche
modo, percepita come qualcosa di "strano&, esattamente come succede per /k, g/
segute da V anteriori o da /j/, oppure da V arrotondate o da /w/: l'articolazione
((, )) e ((k, g)), rispettivamente, naturale e automatica: (('hT)) ('khT) /'kIt/ kit,
(('T)) ('gT) /'gEt/ get, (('j;u)) ('khj;u) /'kjUub/ cube, (('kW:<))a ('kh:<) (-:)b
/'kO:/ core, (('gUus))a (('gus))b ('g-) /'gUus/ goose, (('kWaT)) ('kwaT) /'kwaEt/ quite.
Quindi, in particolare per //, una pronuncia "oggettiva&, ottenuta giustapponendo /p/ e //, per esempio, darebbe un eetto che pu lasciare un po' perplessi
i nativi. A rigore, infatti, (p) avrebbe qualcosa in meno rispetto al genuino ((p)),
come in (('phIip)) ('phIip) /'pIip/ people.
3.2.10.3. importante notare che, per l posvocalica e tautosillabica, dopo V arrotondate, c' ugualmente la coarticolazione labiale, nelle varie lingue; quindi,
non necessario segnarla, come facciamo qui, invece. Davanti a /j/ eterosillabico,
si ha () (e (())): ('mjn) /'mIljn/ million, (('bjn)) ('b-) /'bUljn/ bullion davan-

96

manuale di pronuncia

ti a /, ts, dz/, si ha ((, )), (): (('fi)) ('fi) /'fIi/ l`y (('O: 'Tha;m))a
((':))b ('O: 'Tha;m)a (':)b /'O: 'taEm/ all `e time, (('bEts))a (('bts))b ('bEts)a
('bts)b /'bEts/ bel_, (('fO;ts))a (('f;ts))b (-ts) /'fO:ts/ faul_. Con /, / + /l/, si ha
((l)) (dentale, ma non velarizzato): (('m 'lIT))a (('m-))b (-n 'lIT) /'mn 'lEIt/
a mon` late, ((w'l;))a (-;)b (w'l-) /wI'lv/ wi` love. In britannico, davanti
a /<, t<, d</, si ha il postalveolare ((, )): ('chD<n)a ('ch>n)b ('ch-)b /'cId<n/
>ildren, ((O;'<Di))a ((;'>Di))b (O;-)a (;-)b /O:'<Edi/ already.
Davanti a pausa, o alle altre C, si ha ((, )), (): ('b:) /'bI/ bill, ('bT) /'bIt/ built,
(('h,:))a ('h:)b /'h/ hull, (('fO:))a (('f:))b (-) /'fO:/ fall, (('fO;k))a (('f;k))b (-k)
/'fO:k/ Falk. Nel caso di parole con //, generalmente, si ha nasalizzazione:
(('kh:n)) ('kh:n) /'kIn/ kiln (('E:m))a ((':m))b (-:m) /'Em/ elm.
Negl'incontri di // e di V iniziale di parola senza pausa, si ha ((l, t)): ('fIilT) /'fIilIt/ feel it, (('O:t 'v)a (':l 'v)b (O:)a (':)b /'O: 'OUv/ all over.
Per quanto riguarda l intenso ("sillabico&), ////, abbiamo l'arrotondamento dopo C con componente labiale, /m, p, b f, v c, G S, Z <, w/. Inoltre, davanti a V
nella parola, ((, K)): ('khAD)a ('khD-)b /'kdI/ coddli ( quanto detto all'inizio del 3.2.10.1), (('Th<mbK))a ('h>-)b (-b) /'t<mbI/ trumbli; per, davanti a V della parola successiva, si ha l'articolazione alveo-semivelare ((, )) (anche
davanti a V anteriori): (('l[ '[li))a (('lT 'Tli))b ('l[)a ('lT)b /'lI 'Ili/ Little ItaI,
(('phIip 'Ii[))a ((-T))b ('phIip) /'pIip 'IiI/ people eati. Inne, davanti a pausa
o a C abbiamo ((, )): ('l[)a ('lT)b /'lI/ little, ('k)a ('-)b /'k/ uncle, (('ThIb))
(-b) /'tEIb/ table, (('O;f))a (';-)b (-f) /'O:f/ Yful. Dopo /, /, si ha contatto dentale: (('b%)) ('bn) /'bEn/ ben`al.
Spesso, le trascrizioni presentano sequenze di /l/, perch si tratta della pronuncia lenta o attenta: ('nAvlsT)a ('n-)b /'nvlIst/ noveli (b'lI;i) /b'lIiv/ believe
(ph'lIis) /p'lIis/ police (kh'lZn)a (-Z)b /k'lIZn/ collision per, pi correntemente, si ha il passaggio a: (('nAvKsT))a ('n-)b, ((bK'I;i)), ((phK'Iis)), ((kh'Zn))a (-Z)b.
Si confrontino le forme seguenti, che generalmente mantengono una leggera dierenza di struttura sillabica, rispetto ai casi precedenti: ('blIic) /'blIic/ blea>
('phlI;i) /'plIiz/ please.
3.2.10.4. Segnaliamo, ma comunque senza consigliarlo, il frequente inserimento d'un occlusivo omorganico davanti a /, s, S/ (non /f/) preceduti da //: ('fi
-ti) ((-ti)) /'fIi/ l`y ('fO;s -ts, 'fA-)a ('f;s -ts, 'f-)b ((-ts)) /'fO;s/ false
('wES -TS, -c)a ('wS -TS, -c)b /'wES/ Wel pi raramente, anche con /z/:
('bE: -:d)a ('b: -:d)b /'bEz/ bells ('fi;I -d, 'fiI-) /'fIiz/ feels D'altra parte, si pu avere anche la semplicazione opposta, come in: ('fi;Id -, 'fiI-) ((-))
/'fIidz/ elds ('bEts, -s)a ('bts, -s)b ((-s)) /'bEts/ bel_. Soprattutto quando ci siano possibili ambiguit, e grammemi >-s -'s, si tende a seguire meglio la graa.
In pronuncia non-neutra americana, si pu avere (]) (a volte anche ()) davanti
a V e /j/, come pu capitare in Nuova Zelanda, nel Galles settentrionale e, soprattutto, in Scozia; d'altronde, in Irlanda, in Sudafrica e nel Galles meridionale, di solito, si pu avere (l), anche davanti a C o a pausa.

3. inglese

97

Altre dierenze meno sistematiche


3.2.11.1. Ecco, inne, delle parole, pi o meno isolate, che dieriscono nei due
accenti neutri; ce ne sono altre che, abbastanza spesso, mostrano entrambe le pronunce. Molto spesso, in americano, troviamo sillabe iniziali piene: /vEI'kEISn/a
/v-/b vacation /nOU'vEmb/a /n-/b november anche l'articolo a (che suona piuttosto formale): /z'gUd '<Iiz, -zEI-/a /-z-/b `ere's a good reason
Inoltre, i verbi bisillabici in -ate pi frequentemente in americano, hanno l'accento iniziale: /'dIktEIt, -'tEIt/a /-'tEIt/b dictate, /'vaEb<EIt/a /-'b<EIt/b vibrate. Il susso
-ile /- -aE/a /-aE/b: /'hstA/ ('hAsT, -a)a ('hsTa)b hoile (e cos mobile]
/'f:A/ ('f;[ -a)a ('f;Ta)b fertile /'mIsA/ ('ms)a ('msa)b miile (e reptile
erile] per abbiamo: /'ds -aE/a /'dOUsaE, 'dsaE/b docile e /'GUuvn, -naE/a
/-naE, -n/b juvenile. Ancora, troviamo: /'p<-/a /'p<OU-/b pro-: /'p<sEsI, --/a
/'p<OU-, 'p<-/b procei, /'p<g<Es, -s/a /'p<OU-, 'p<-/b progre (ma: /'p<OUg<m/
programa, -mmeb).
Inne, vediamo: /sIvl'zEISn -laE-/a /-laE-, -l-/b civilization, nonch /'kpl<i/a
/k'pIl<i/b capillary, /'kO:<l<i, 'k-/a /k'<l<i/b corollary, /'lb<tK:<i/a /l'b<t<i/b laboratory, /'nOUbdi, -b-, -b-/a ('n&bDi, -&bADi, -bDi)a /--, --/b ('n&bDi, -bDi)b nobody (e aJ- every- some-] e (l'apparentemente "curioso&) "/'aEn/&a
('an, 'a;<n)a "/'aEn/&b ('an)b iron
3.2.11.2. Ma ecco un campionario d'oltre 100 casi interessanti (per i quali diamo, eccezionalmente, prima la graa), in lista alfabetica; bisogna avvertire, comunque, che ci sono, non raramente, parlanti d'un accento che usano pronunce indicate per l'altro accento; per singole parole, questo abbastanza ovvio:
addre (an) /'d<Es, 'd<Es/a /'d-/b
advertisement /dv'taEzmnt, '-,
d'v:smnt, -z-/a /d'v:-/b
agave /'gA:vi/a /'gEIvi, -A:-, 'gEIv/b
albino /'baEnOU/a /-'bIi-/b
American ('m<kn, 'm;-)a
('m>kn)b
anti- /&naE-, -i-/a /-i-/b
apparatus /p'<s/a /-t-, -EIt-/b
artisan /'A:z/a /A:'zn, 'A:zn/b
ate /'EIt/a /'Et, 'EIt/b
ballet /b'lEI/a /'blEI/b
because /b'kz, -;z/a /-z/b
Berkire /'b:kSI, -S/a /'bA:kS,
-I/b
beta /'bEI/a /'bIi/b
cabaret /kb'<EI/a /'kb<EI/b
cadre /'kd<i, 'kA:-, -EI/a /'kA:d, -d<,

'kEI-/b
centenary /sn'tEn<i, 'sEnn<i/a /-'tIin<i, -'tE-/b
>arade /S'<EId/a /-A:d/b
>ais /'Ssi, 'c-, -ss/a /'Ssi/b
>irrup /'c:<p, 'cI<-/a /'cI<-/b
cigarette /'sIg<Et, -'<Et/a /-'<Et/b
circumstances /'s:kmstnsz, -t-/a
/-t-, -t-, -tA:-/b
clerk /'kl:k/a /'klA:k/b
comrade /'km<d, -d/a /-EId, -d,
'km-/b
consomm /kns'mEI, 'knsmEI/a
/kn'smEI, 'kns-/b
controver /'knt<v:si/a /'kn-,
kn't<vsi/b
cordial /'kO:G/a /-dj-/b
coup /kUu'pEI/a /'kUupEI/b
creek /'k<Iik, 'k<Ik/a /'k<Iik/b

98

manuale di pronuncia

cu$oo /'kUukUu, 'kU-/a /'kUkUu/b


data /'dEI, --, -A:-/a /-EI-, -A:-/b
dmod /dEImOU'dEI/a /dEI'mOUdEI/b
derby /'d:bi/a /'dA:bi/b
deterrent /d't:<nt, -E<-/a /-E<-/b
doctrinal /'dkt<n/a /dk't<aE-,
'dk-/b
drama /'d<A:m, 'd<-/a /'d<A:-/b
dynas /'daEnsti/a /'dI-, 'daE-/b
ei`er /'Ii 'aE-/a /'aE-, 'Ii-/b
erase /I'<EIs/a /-z/b
gure /'fIgj/a /'fIg/b
nancier /faEnn'sI, -nn-, f'nnsi, faE-/a /faE'nn-, f-/b (unica accentazione)
fracas /'f<ks, 'f<EI-/a /'f<kA:/b
from /'f<m, 'f<m/a /'f<m/b
garage /g'<A:Z, -G/a /'g<A:Z, -G, -IG/b
hara /h'<s, 'h<s/a /'h-, h-/b
herb /'h:b ':b/a /'h-/b
hero /'hI<OU, 'hIi<-/a /'hI<-/b
humble /'[h]mb/a /'h-/b
humo[u]r /'hjUum 'j-/a /'hj-/b
idea /aE'dIi/a /aE'dI/b
idyll /'aEd/a /'aE-, 'I-/b
inquiry /'Ikw<i, -'kwaE-/a /-'kwaE-/b
isolate /'aEslEIt 'I-/a /'aE-/b
khaki /'kA:ki, 'k-/a /'kA:-/b
lao /'lsOU, -Uu, l'sUu/a /l'sUu, l-,
'lsOU/b
leisure /'lIiZ, 'lE-/a /'lE-/b
lever /'lEv, 'lIi-/a /'lIi-/b
lieutenent /lUu'tEnnt/a /lEf't-, lf't-/b
margarine /'mA:G<n, -<Iin/a
/mA:G'<Iin, 'mA:G<In, -g-/b
maage /m'sA:Z, -G/a /'msA:Z, -G/b
melan>oI /'mElkli/a /-li, -li/b
migraine /'maEg<EIn/a /'maE-, 'mI-,
'mIi-/b
miscellaJ /mIs'lEIni/a /m'sEl-,
mIs'lEI-/b
multi- /&mlaE-, -i-/a /-i-/b
musta>e [mou-] /'mstS, m'st-/a
/m'stA:S, mU-/b
nei`er /'nIi 'naE-/a /'naE-, 'nIi-/b

nougat /'nUugt/a /'nUugA:, 'ngt/b


of /'v, 'v/a /'v/b
omega /OU'mEg, -EI-, -Ii-/a /'OUmIg/b
omicron /'mIk<n, 'OU-/a /OU'maEk<n, -n, 'mIk<n/b
on /n, O:n/a /n/b
patriot /'pEIt<it/a /'pEI-, 'p-/b
plateau /pl'tOU/a /'pltOU/b
premier /p<'mI, 'p<Ii-, 'p<E-/a /'p<E-,
'p<Ii-/b
prince /'p<InsEs, -s/a /p<In'sEs, 'p<InsEs/b
privacy /'p<aEvsi/a /'p<I-, 'p<aE-/b
puma /'pUum, 'pjUu-/a /'pjUu-/b
quinine /'kwaEnaEn, -nIn/a /kwI'nIin,
'kwInIin/b
ra`er /'<; '<-/a ('<[;], '<-)a
/'<;-/b ('<A;)b
ration /'<Sn, -EI-/a /'<-/b
record (a) /'<Ekd/a /'<EkO;d/b
reveille /'<Evli/a /<'v-, -'vE-/b
(edule /'skEG/a /'SEGUu, 'sk-/b
semi- /&sEmaE-, -i-/a /-i-/b
one /'SOUn/a /'Sn/b
simultaneous /saEm'tEInis/a /'sIm-/b
sojourn /'sOUGn/a /'sG[:]n, 's-/b
solder /'sd, 'sO:-/a /'sOU-, 's-/b
spina> /'spInIc/a /-G, -c/b
squirrel /'skw:< -I<-/a /-I<-/b
st[arde /'stUuds/a /'st-, -'dEs/b
stirrup /'st:<p -I<-/a /-I<-/b
stratum /'st<EIm, -;-/ ('sT<I[m,
--)a ('s>A;Tm, -I-)b
subaltern /s'bO;n/a /'sb-/b
suggest /s'GEst, sg'G-/a /s'G-/b
rup /'s:<p, 'sI<-/a /'sI<-/b
tomato /t'mEIOU/a /-A:-/b
tourniquet /'tUnkt, -:-/a /'tUnkEI, -O:-/b
tra>ea /'t<EIki/a /'t<EI-, t<'kIi/b
trait /'t<EIt/a /'t<EI, -t/b
upon /'pn, -n, -O:n/a /-n/b
vase /'vEIs, -z/a /'vA:z/b
water /'wO:, 'w-/a /'wO:-/b
what /'wt, 'wt 'hw-/a /'wt 'hw-/b

3. inglese

wigwam /'wIgwm, -O:m/a /-m/b


wra` /'</a /'<, '<O:/b
xerox /'zI<ks, 'zIi<-/a /'zI<-, 'zE<-/b
yogurt, -ourt -gh- /'jOUgt/a /'j-, 'jOU-,
-Ut/b

99

Z /'zIi/a /'zEd/b
zebra /'zIib</a /'zE-, 'zIi-/b
zeni` /'zIin 'zE-/a /'zE-/b
zero /'zI<OU, 'zIi<-/a /'zI<-/b.

Aggiungiamo una breve lista di parole che, in americano, spesso, hanno anche
/O:/ (O:)a, oltre al pi normale // (A)a ()b: >ocolate doll dolI dol#in god golf
gone mo$ on resolve revolver rolf solvate solve omp ~amp
Strutture
3.3.0. Comprendiamo, in questa sezione, vari aspetti macrosegmentali, no all'intonazione.
Sillabe non-accentate e "forme ridotte&
3.3.1.1. C' un'importante osservazione da fare sulle sillabe non-accentate dell'inglese. Come si pu vedere dalle varie trascrizioni, quasi sempre, queste sillabe
contengono /, , I/: (m'nA[ns)a (-'nT-)b /m'nns/ monotonous, (ph<'vn[[])a (ph>'vnT)b /p<'vnd/ prevented, ('Dm)a (-T)b /'Edz/ editors,
('mnsT)a (-sT)b /'mInst/ minier Pare strano, ma molti (anche insegnanti italiani d'inglese) non s'accorgono che non si dice: *(mo'nO:tonus, pRe'vEn:ted, 'E:ditoRs, mi'nis:tR).
Inoltre, spesso, molte vocali (e consonanti) possono sparire completamente, come in: ('khMf[b, -fT-, -f- -mT-)a (-MfT-, -fT-, -f- -mT-)b /'knfb, -mf-/
comfortable, ('mA;<g<T, -T)a ('mA;g>T, -T)b /'mA:g<t/ Margaret, (&jun'v;[i,
-Ti)a (-'v;sTi, -sTi)b /jUun'v:si/ universi
Non si deve, comunque, pensare che tutte le sillabe non-accentate presentino riduzione o scomparsa del vocoide: ('khAmnT)a ('kh-)b /'kmEnt/ comment, ('sfO;T, -A;T)a /'sfO:t, -A:t/ (-T, -;T)b /'sft, -O:t/ as#alt, ('khUupAn 'khj-)a
('khupn)b /'kUupn/ coupon
Solo la consultazione costante d'un dizionario di pronuncia (o pi d'uno: per
avere una panoramica pi completa) pu dare l'esatta struttura fonica delle parole, e frasi, inglesi (ma cos per tutte lingue, compresa la propria!).
Nelle frasi inglesi, importantissimo rispettare l'attenuazione di molti grammemi (o parole funzionali): articoli, preposizioni, congiunzioni, verbi ausiliari e modali, certi pronomi e qualche altra forma. Queste forme ridotte (termine pi chiaro del tradizionale "forme deboli&) non sono molte, numericamente (un'ottantina); ma sono le pi frequenti. Di sguito, le forniamo, in ordine alfabetico, per facilitarne il reperimento.
3.3.1.2. Gli esempi illustrano vari elementi simultaneamente. Vale la pena d'osservarli molto attentamente, considerando tutte le varianti indicate (solo in trascri-

100

manuale di pronuncia

zione fonetica, per ovvi motivi di spazio). Le varianti sono indicate in modo piuttosto "economico& e solo le dierenze tra i due accenti sono indicate esplicitamente, tutto il resto va recuperato, dedotto, da ci che precede, nelle trascrizioni (tranne qualche caso di ripetizione, fatta per scrupolo). un modo pi utile, che aiuta
a riettere e a confrontare (mentre, trascrizioni sempre estese, anche per le varianti, sarebbero pi monotone e non riuscirebbero a mostrare le stesse cose con precisione):
a\ ('lm)a (-T)b a letter ('m;n) a man ('ga;) a guy (n'wa;) in a while
('junT)a (-T)b a unit ('n;Im) a name
am\ (am'wE:)a (-:)b I'm well (aM'fa;n) I'm ne (am'gl;, aM-, a-) I'm
glad (ma'<O:, -A;, -)a (-'>;)b am I wro?
an\ (n'p) an apple ('gA[ n'as&kh<Iim, -T'-)a ('gT-, ->-)b got an ice cream? (n'A:<m)a (n'A:m)b an arm (n';Im) an aim
and\ (n'n:, -) and `en ('b<D 'bm)a ('b>D 'bT)b bread and butter
('bA;b 'khIT)a ('b;b)b Bob and Kate ('j;u n'a;, nD'-) you and I
aJ\ (z'ni 'b<;, --)a (->-, 'b>-, --)b is `ere aJ bread? ('hv~c 'gA[
ni'm:<, ni-, -T i, -T ni, - i, - ni, -c)a ('gT, -)b haven't you got aJ more?
are\ ('I;iz 'jU;, 'j:<)a ('j: 'j;)b `ese are yours (A<j'wE:, j-, j-
&A;<j-)a (Aj'w:, j-, j- &A;j-)b are you well? ma si noti how are you? (&ha'A;<j) (-'A;j) (giacch ('ha; 'j;u) ('-) sarebbe contrastivo).
as\ (z'mm 'fkT, -, *'f-, 'f-)a (-'mT>-, ->-)b as a matter of fact (Si's;,
SSi-) as e said ('GsT z'g;, GsT-)a ('G-)b ju as good ('nAt s'laT z'lks, s-, -at s-, -T'l-)a ('nt s-)b not so light as it looks
at\ (t'ThIb, -) at `e table ('lIisT, T'l-) at lea (k'khl;I, 'k-) at ClZ
(p'w;k, 'w-, T'w-)a (-;k)b at work
be\ (bi'g;) be good! ('l[p bi'mI;i, - -T)a ('lT-)b let it be me (a'wm[p] bi'lO:, -, -A;)a (--, -, -;)b I won't be lo
been\ (abbn'w;I, -bn- -bn-, aD- a- ah-)a (-bn-, -bIin-)b I had been
YZ [I'd]
but\ (bt'n:, b-) but `en (bk'g;, b-)a (-;)b but go (bp'bli, b-) but
BilI
by\ (ba'O:&mIin, b-, b-)a (-:, b-, b-)b by all means ('s;D ba'pha;n,
b-, b-)a ('s;-, b-, b-)b sold by `e pound
can\ (khna'hvT, -) can I have it? (wik'plh;I, -km-) we can plZ (jk'g;, -k-, j-)a (-;)b you can go
could\ ('k kD'DU;u, -, -T)a (-;u)b `at could do (wikb'mIkT, -D'm-) we
could make it
did\ (DDi'sT;I 'lO;g, DDi-, -A-)a (-g)b did he Z loer? ('wn DDi'khm:,
DDi-, Di-)a (-m:)b when did he come? ('ha; D'SI;i&n, D-, S-)a (-)b how did
e know? ('ha; DDk'g;, DD-, D-, D-, -'g-, -T'g-)a (-;)b how did it go?
('ha; DdI'lakT, D-, dd-, d-) how did `\ like it? ('w; DG'g;, --,
-Dj-, DG-, G-)a ('w;, -;)b where did you go?
do\ (G'nT, G-, Dj-)a (--)b do you know it? [d'you] ('w; G'khIipT, G-,
Dj- Dj-)a ('w;)b where do you keep it? [d'you] ('s; D'wI;i, D-)a ('s;)b so do

3. inglese

101

we ('w; DI'l;, D-)a ('w;)b where do `\ live? ('wT Dj'wAnT, -j-, Dj-,
Dj-, Dij-, 'wA-, -, -O;nT)a ('wnT)b what do you want? (&DA;<'chD< 'g;)a
(&DA;'ch> 'g;)b do our >ildren go?
does\ (Dzp'w;k, -'w-, -T'w-)a (-'w;k)b does it work? ('wTDzi 'mI;in, -tdi, -tsi-,
--, 'wA-)a ('w-)b what does he mean? [what's] ('wn DSi'DUuT, 'w~ i-)a
(-'DuT)b when does e do it? [when's] ('ha; Dz'lk, dz-, z, -T'lk) how does
it look? [how's]
for\ ('lkfT, -f<T)a (-f>T, -fT -f>T)b look for it ('sT;I f'wIik, -f<-)a (-f>-,
-f-, -f>-)b Z for a week (tsf'j;u)a (tsf'j;u, -f'j-, -f'j-)b it's for you
from\ (f<m'sku;U)a (f>m-)b from (ool (f<';)a (f>';)b from `ere ('w;
'A;<j&f<m, -Am -j-, &w<)a ('w> 'A;j&f>m, -j-, &w>-)b where are you from?
had\ (hDa'sIinT, h-) had I seen it (ID'Da;, ID- -IhD-) `\ had died
[`\'d] ([bbn'Dn:, -Db-, -n- -n- Th-)a (T-, -n-, -Iin-, -n:)b it had been
done [it'd] ('m;n g'gO:n, D-, -A;n)a (-;n)b `e man had gone (Si'h T'sT;I, -T) /Si'hd t'stEI/ e had to Z (+ (-[ -)a (-T -)b /- -/);
has\ (hzi'gO:n, h-, -A;n)a (-;n)b has he gone? (Siz'Dn:, Siz- Sihz-)a (-n:)b e
has done [e's] (ts'bn:, [z- thz-)a (ts-, -I;in, -n:, Tz-)b it has been [it's]
('G:<G 'khm:, s- - h-)a ('G:G, -m:)b George has come (hi'h T'sT;I,
-s) he has to Z
have\ (hvj'sIinT, h-, -j-) have you seen it? (Iv'gO:n, -A;n I- -h-)a (-;n)b
`\ have gone [`\'ve] (wi'khm:, -f'k- wi- wih-)a (-m:)b we have come
[we've] (wi'h T'sT;I, -f) /wi'hv t'stEI/ we have to Z (j'SD, j-, -,
-&h) you ould have (j'SD 'Dn:, -*, -v, j-)a (-n:)b you ould have done
[ould 've] + (-'kh-, -'w-, -'msT-a/--b, -'mI-, -'ma[-a/-T-b) could would mu
mZ might
he\ (hi'wnT) he went ('wni 'sO;T, w-, w-)a ('s;T)b when he sY it ('hzi) has
he?
her\ (h'a;)a (h>'-)b her \es ('Thl)a (-)b tell her ('gv 'hT)a (->-, - h-)b
give her her hat (Th'm, Thh-, Thw-)a (Thh'm, Th-, Th-, Thw-)b to
her mo`er
him\ (a'sO;m -m)a (-;m)b I sY him ('l[m 'n: -m -)a ('lT-)b let him in
his\ (h'phn:) his pen (hi'Thk z'bk) he took his book (hZ'ju) his you`
I\ (a'sI;i, -)a (a-, -)b I see (a'ThIk, ,- -- -- -w-)a (a-, - -- --
-w-)b I will take [I'll] ('ha; kDa'sT;I, -- --)a (-a-, -- --)b how could I Z?
if\ (fa'm;I, f-, -) if I mZ (fj's;I&s, f-, -, --)a (-)b if you sZ so (f'nA
f'j;u, f-, -, -T)a (-n f'-)b if not for you
in\ (n'lnDn)a (--)b in London (m'ph<s)a (->s)b in Paris ('khnD)a
(-)b in Canada (hi's[ n'ch;, -, nn -T - -T n-)a (-T, -;)b he
sat in `e >air ('b<Ik[ n'ThU;u -T -)a ('b>-, -T, -;u)b break it in o (amn'h;i, - -mn- am-)a (->i, -)b I am in a hurry [I'm]
is\ (z'j;u, -T'j- -) is it you? (ts'mI;i [z-)a (ts- Tz-)b it is me [it's] ('khm
'hI; -m -)a ('h;)b Kim is here [Kim's] ('s z'fa;n 'D;I, 's '- 's s'-) `is
is a ne dZ, ('<;z z'nas 'wmn, '<;z '-, '<;z z'-)a ('>;z)b Rose is a nice
woman, (s'DS z'waT, '-, s'-, s-) `is di is white
it\ (z'Th<U;u, z-, -, -T'T-)a (-'h>;u, -'-)b is it true? (ts'O: '<aT, ts'-, s'- [z-)a (-:

102

manuale di pronuncia

'>- Tz-)b it is all right [it's] ('js ['; j'sT;)a (T'; j'sT;)b yes it is ('ThIkT,
-T)a (-T)b take it ([bi'g; ':, T- pw- Tw-)a (T-, )b it will be a good
`i [it'll] ([bbi'nas, Tw-, -Db- pw- Tw-)a (T-)b it would be nice [it'd]
i_\ (ts'Th;) i_ tail (T'h;D ts'ThIi 'b<kn, ts-)a ('b>-)b it had i_ tee`
broken
ju\ (avGs[T]'sIinm, -Gs-) (-G-, -G-)b I have ju seen him [I've] (Siz'GsgO:n
'w;I, -s-, -A;n)a (--, --, -;n)b e has ju gone YZ [e's] (Gs'lak 'sn:,
Gs-, -T'l-)a (Gs-, -n:)b ju like his son
maJ\ ('mni 'b;) maJ boys ('ha; mni'm:<, mni-, mni-)a (-:)b how maJ
more?
mZ\ (jmI'[;]sk, j- -mi-)a (-A;sk)b you mZ ask her (wimI'g; -m-)a
(-;)b we mZ go (SimI'sT;I -m-) e mZ Z
me\ (hi'khO;bmi, -Dmi)a (-;-)b he called me ('Smi 'w;I)a ('Smi)b ow
me `e wZ
mu\ (ams'g;, -m#-, -)a (-, -;)b I mu go (pmsbi'Dn:, -)a (-n:)b it
mu be done (Sims'ph;I) e mu pZ
my\ (ma'h;, m-, m-)a (m-, m-)b my head ('nAT Tma'nAl, --, --, --
-- -i-, -)a ('n-, --, --)b not to my knowledge
no\ (n'm:< D'a; n-)a (n'm: n-)b no more do I (n' '<Iiz n-)a
(n' '>- n-)b no o`er reason (tsn'g; -n-)a (-- -n-)b it's no good
nor\ (&nIi'fS n;<'flS, n- &na-)a (&na-, n;-, n- &nIi-)b nei`er nor e
(&nIi'hI;i n'a;, nO;<- &na-)a (&na-, n>-, n;>- &nIi-)b nei`er he nor I
not, -n't\ (['zT)a (T'-)b it isn't (a'wnT, -)a (-, -nT)b I won't (hi'DzT,
-'D-)a (--, -'D-)b he doesn't (wi'Dm 'phl;I)a (--)b we don't plZ (['z 'g;)a
(T'-)b it isn't good ('zi, -Ti) isn't he? ('z, -T) isn't it? (hi'jus&T) he used
not to
of\ ('ff v'm;I, *'m-) `e f` of MZ ('khp 'ThI;i, -'T-, -'T-)a (-p)b a cup
of tea ('f;sT v'O:, *'-)a ('f;-, -:)b r of all
on (la forma pi ridotta ricorre solo in casi in cui non c' possibilit d'ambiguit
con in]\ (&pO;n'bAks, -An- -n-, -nn-)a (&p-, -ks)b up on `e box (&tsO;mma'sa;, -Am-, -m- -m- [z-)a (-m-, -m- Tz-)b it is on my side [it's]
('w[n ';, 'wA-, -O;n, -An)a ('wTn ';, -n)b what on ear`!
once\ (wns'm:<, wn-)a (wns'm:, wn-)b once more (= again] (&wns'm:<)a
(&wns'm:)b once more (= one more time]
one(s) (la forma senza /w/ pu esser percepita come dialettale o regionale): ('b;g&wn, -wn -n)a (-w-)b a big one (&ts'g;b&wn, -wn, -D- -Dn -D
&[z-)a (-w- &Tz-)b `at is a good one [`at's] (wn'O;w 'hps, w-,
-, -I, -O;w-)a (wn';w 'hps, -, I-, -;w-)b one alwZs hopes (&z'nas&wn, -wn -sn)a (&z-, -w- -sn)b `ose are nice ones
or\ (Th'D;I T'mAO;<, ;<T- -mA<-)a (T-, ;T-, ->)b todZ or tomorrow ('ThU;u
'<I;i 'pha;nd ;<-)a ('Th;u ;-, '-, ->-)b o or `ree pounds ('Es)a (>'s)b
or else
our\ (A;<'sku;U)a (A;-)b our (ool (&IizA;<'phn:)a (-z>A;-)b `ese are our pens
per\ ('ffTi p'snT)a (p-)b f per cent ('fa; p'smp p'nm, -m, -nT)a (p's-,
p>'-)b ve per cent per annum

3. inglese

103

all (in americano una scelta stilistica): (&Sla'ThIkT, --)a (Sla'ThIkT,


Sa-, --, --)b ((SKa))b all I take it? (aS'DU;u, a-, ,-)a (-;u, -)b I all do
(Swi'g;, Swi-, Swi-)a (-;)b all we go?
e\ (Si'wnT) e went (Si'hT, -sT) e has to ('hzSi, -TSi) hasn't e?
ould\ (SDi'khm:)a (-m:)b ould he come (jSD'DU;uT, j-)a (-'DuT)b you
ould do it (aSg'g;&na, -Sg-, -D'g-, -)a (-;-, -)b I ould go now (aS'k&s, -St'-, -)a (-, -)b I ould `ink so ([iS'khm 'aT, -'-, -iS'kh-)a
(-Ti-, --)b `at he ould come out
sir\ ('jss, -s-)a (-)b yes, sir ('ns)a ('ns)b no, sir (s'GA;n)a (s'G;n)b Sir
John (s'f<)a (s>'f>)b Sir Alfred (s'chA:<, -A;<)a (s'chA:, s-, #-)b
Sir arles
so\ ('nAt s'g;D zp'w;, s'-, -A;, -p-, -T'-)a ('nt s-, -;, s'-)b not so good as
it was (ts'nAt s'fa;n T'd;I, s-, ts-, s- [z-)a (-t s- Tz-)b it is not so ne
todZ [it's] ('nAt s'; s-)a ('nt s'; s-)b not so old ('v s'mni,
s-)a (- s-)b /'Ev sOU'mEni/ ever so maJ
some (partit.): (wG'lak s'ThI;i, sm-) would you like some tea? (Dj'wAn s'm:<, sm-, Dj-, -'wO;-)a (-w-, -:)b do you want some more? (a'h&sm)a
(-m)b I have some
St, Saint\ (sIm'phIim, -mp'ph-)a (s'phIiT, sm-, sIm-)b St. Peter (sI'khl;,
-k'kh-)a (s'khl;, s-, sI-)b St Clair (sIn[[]'nni, -T-)a (sT'nTni, sn-,
sIn-, --)b St An`oJ
su>\ (sc'ph;s s-)a (sc'ph;s s-)b su> a person (sc': s-)a (s-
s-)b su> a `i
`an\ ('m:< 'T)a ('m:)b more `an `at (Si'fan 'm<i, Sis- Si-)a (-n,
->i)b e is ner `an Mary [e's] (ts'ls nn'~c, n, ts- [z-)a ( Tz-)b it
is le `an an in> [it's] (&ts'm:< na'h; n- &[z-)a (-: -:> n- &Tz-)b `at is more `an I have [`at's]
`at ("che&): ('nAt [p'mm, 'nA, -'m-, -T'm-)a ('n-, T-, -T)b not `at it
matters ('sI;in c'n&T, TS, Tj-, j-, --) seen `at you know `at
('D;I {p}wi'mT) `e dZ (`at) we met
`e\ ('bk) `e book ('m;n) `e man ('jE:, 'j-, i'j-)a (-:)b `e yell (i'n:) `e end (i' 'D;I)a (i')b `e o`er dZ ('hIiT -) `e heat ('wts
'Tha;m, z-, 'wA- -[z-)a ('w- -Tz-)b what is `e time? [what's], (&z'kht
';, &zz- &z-, -)a (-;)b is `e cat `ere?, (n'has, -, nn-) in `e house
('w;I f<m's[i, -'s-)a (f>-, -Ti)b /'wEI f<m'sIi/ YZ from `e ci
`eir\ (I'bO;t 'bT -)a (-;t 'bT, - -)b `\ bought `eir boat ('has v<';n --, *-, -)a (->';n ->'-)b a house of `eir own
`em\ (wi'sO;m, -, -O;m)a (-'s;-, -;m)b we sY `em ('gvm, -, -vm,
-v) give `em
`en\ ('sUup 'f;sT ~'chkn, -)a ('sup 'f;-, -kn)b soup r `en >i$en (a'mak&g\ bn'gn:\ a'ma 'nAT, -n-, -, -T&g-, -T 'n-)a (-\, -T)b I might
go but `en again I might not (n'[;]fT 'Tha;m, n-)a (-'A;ft> -, -> 'Th-)b
`en after a time
`ere (avv. ind.): (<'mni, <-, , <-)a (>-, >-, >-, >-)b `ere are
maJ (z'lAT, -)a (z'lT, -, -)b `ere is a lot ('hv, -)a (-)b

104

manuale di pronuncia

haven't `ere?
`\\ ([]';)a (';)b `\ are `ere (&wnI'wnT - -) when `\
went ([I]'s;I []- -w-) `\ will sZ [`\'ll]
`is\ (s'Iivn, s'-, 's-) `is eveni (s'phn: s-) `is pen (ns'w;I, nn- n- -s-) in `is wZ (&O;ns'ThIb, -nn-, &A- -s-)a (&-)b on `is table ('wts
's, -s, -s, 'zs, 'sIs, 'wA- -[z)a ('w- -Tz)b what is `is? [what's]
till\ ('wIT Tli'khm:, Ti-)a (-m:)b wait till he comes (Th'ThUuzDI, Th-, -i)a
(-'Thju-)b till tuesdZ
time(s)\ ('f;s&Tham a'wnt&, -sTm, -sTm, -sTm, -n&-, -n&-)a (-;s-, -am,
-m, -m, -m)b `e r time I went `ere ('<I;i&Tham 'f:< 'ThwE:, -T-,
-T-, -T-, -:)a ('>-, 'f:> -, --, --, --)b `ree times four are elve
to\ (Th'lnDn)a (--)b to London (Th'sku;U) to (ool (Th'gln, 'Thw-) to
Eland (Th'j;u, Th'j-, Thi'j-) to you (Th';n) to Ann ('khmTT, -TwT)a
('khm-)b come to it (j'hT, -fT, j-) you have to (Th'g;) to give (Th'wn:, Th-) to win (Th'IiT Th-)a ( Th'-)b to eat (Th'O;f, -'A- Th-)a ( Th'f)b to oer per to davanti a C (, ) possono esser molto brevi; e, davanti a
C non-sonora, spesso sono desonorizzati: ('Thn T'fa;) ten to ve;
up\ ('mIkp j'ma;n, jU- -p-)a (-pj-, -j;- -p-)b make up your mind (z'wn p'; p- z-)a (z'wn p'; p- >z-)b `ere is one up `ere
[`ere's]
upon\ ('wn &pO;n'n, &pA-, &p-, p-)a ('wn &pn'n, p-)b one upon
ano`er ('la;n pO;n'la;n, -pA-, -p-, -p-)a (-p-, -p-)b line upon line
us\ ('Thls) tell us (lts'g;, ls-, ls-)a (-;)b let's go! ma: ('l[s 'g;)a ('lTs
'g;)b let us go
was\ (awz'<O:, -A;)a (-'>;)b I was wro (hiw'f<n:)a (->-)b he was a
friend
we\ (wi'm;I) we mZ ('A;<nTwi, -mpwi, -mwi)a ('A;n-, 'A;m-)b aren't we?
were\ (Iw':)a (-w>-)b `\ were ill (wj';, -j-)a (w-, -;)b were you
`ere?
what\ ('sI;i wTjv'Dn:, wA-, w-, -TS-, -c-, -v- hw- W- -j- jh-)a (w-, w-,
)b see what you have done! [you've] (hi'nU;u w[i'wAn[[], wA-, w-, -'wO;n-
hw- W-)a (-'nj;u wTi'wnT, w-, )b he kn[ what he wanted (&wmj'sI,
-j, &wA-, w- hw- W- -;)a (&wT-, )b what are you sZi? [what're] (&wTDj 's;I, -TG, -TS, -c, -G, -, &wA-, w- hw- W-)a (&w-, )b what do you sZ?
[d'you] (&wTDj'DU;u, -TG, -TS, -c, -G, &wDj-, &wDj, -, &wA-, w- hw-
W-)a (&w-, )b what do you do? [d'you]
when (non interr.): (mwna'sO;T, w-, -n'-)a (-;-)b and when I sY it
(&sw~j'g ';, -w-, -T-)a (&s-, -;)b so when you get `ere
where (non interr.): ('phlIs wiw'fa;n, w-)a (w>i-, w>i-)b `e place
where he was found ('khnT<i w'phIip 's:, w-)a (-N>i w-, w-)b a country where people si
who\ ('m;n 'DDT, h-) `e man who did it
will\ ('[ 'DU;u 'pw -Tw)a (-T 'D;u, )b `at will do [`at'll] (j'sI;i, j-,
ju- j jw) you will see [you'll] (wlp'w;k, -'w-, -T'w- wl-)a (-;k)b will
it work? ([bi'mI;i pw- Tw-)a (T-)b it will be me [it'll] ('GA;m wbi'hI;,

3. inglese

105

-n bi-)a ('G;-, -;)b John will be here [ John'll] ('ch;c [w]bi'f:, w-)a
(-;c)b `e >ur> will be full
would\ (wDpbi'g;, -b-, -Tb-) would it be good? (ID'DU;u ID- -wD-)a
(-;u)b `\ would do [`\'d] (hi'khm:, -'k- hi hi- hiw-)a (-m:)b he
would come [he'd] ([bbi'nas, -Db- pw- Tw-)a (T-)b it would be nice
[it'd], ('GI;im wd's;I&s, -n d-)a (-)b Jean would sZ so
you\ (fj'DU;u, -j-)a (-;u)b if you do (a'Thj, -j, ,- a- aw-)a (-j,
-)b I will tell you [I'll] ('kj, -j)a (-j)b `ank you ('A;<~c, -)a ('A;~c)b
aren't you? ('DDc 'sI;i, -c, -TS-) didn't you see? ('DDc 'khwT, -, -TS-, -
j-) didn't you quit?
your\ (j'phlIs, jU-, j;<-)a (j-, j;-)b your place (&wTS'n;Im, -U-, -;<-, -tsS-, -tsj-,
&wA- -[Z- -[zj-)a (&w-, -'n-, -;'n- -TZ- -Tzj-)b what is your name? [what's]
3.3.1.3. Quando le preposizioni diventano "posposizioni& hanno una vocale
piena: ('hU;u j'wI[&f;<, -j-)a (j-, -T&f;)b who are you waiti for? ('w; j'khm&f<m, -Am, -j-)a ('w;> j'khm&f>m)b where are you comi from?
('wt si'lk&T, 'w[ zi-, 'wA-)a ('wt si-, -T zi-)b what is he looki at?
E, quando la preposizione seguita da un pronome non-accentato, ci sono due
possibilit, a seconda del ritmo e della velocit di pronuncia: (hi'wI[fj, -j,
-&f;<j)a (hi'wITfj, -&f;j)b he waited for you (wI'lkm, -&-)a (w'lkT, -&T)b we're looki at her.
Naturalmente, se c' enfasi, le cose cambiano: (wI'lk T"h:| 'nA[ T"hm:)a
(w'lk T"h:| 'nT T"hm:)b we're looki at her not at him, (a"DU;u&n)a (a"D;u&n)b I do know
Le forme che cominciano per h- dopo pausa, non perdono mai /h/: (hi'n;)a
(-;)b he knows (hvj'sI;in, h-, -j-)a (-)b have you seen her? (h'A;<j, -j)a
(-'A;j)b who are you? .
3.3.1.4. Diamo anche degli esempi di composti il cui secondo elemento ridotto, soprattutto in britannico: ('sT<O:&b<i)a ('s>;bi, -b>i)b rYberry /-b<i/ (in particolare con radice monosillabica, 3.3.3.5), ('khb)a ('khb)b cupboard,
('wEkm)a ('w-)b welcome, ('snDI, -Di)a ('sn-)b sunday (spesso /-dEI/ in tonia,
ma /-di/ in protonia, "/-dE/&);
('phIim&b)a (-Tb, -b>)b Peterborough /-b<K/, ('Dm&b)a (-mb>, -b)b
Edinburgh /-b</, ('nU;u&b<i)a ('njubi, -b>i)b N[bury /-b<i/ (soprattutto con
radice monosillabica, 3.3.3.5), ('lsT)a ('lsT)b Leicester, ('wsT)a ('wsT)b
Worcester, ('n;<fk)a ('n;fk)b Norfolk, ('Aksf)a ('ksf)b Oxford;
('khsm) Casham, ('D;m)a ('D>m)b Durham /;</ e ('khn&hm)a ('khnm)b Cunniham /-m/, ('glnD) Eland, ('phsmn)a ('phs-)b poman,
('Gn[[]mn)a (-nT-)b gentlemen, ('s<&mni)a ('s>mni)b ceremony /-mKni/,
('phlm) PImou$;
('sO;s&phn)a ('s;spn)b saucepan /-pn/, ('nAnsns, -sns)a ('nnsns)b nonsense
/-sns/, ('j;<kSI, -S)a ('j;kS, -S)b Yorkshire /-SE/, ('hnsm) handsome, ('hnDsn)a (-D-)b Henderson, ('fksTn, -&sTn)a ('fksTn)b Folkestone /-stKn/.
Ricordiamo pure: ('la&b<<i, -b<<i, -bi, -b<i)a ('lab>>i, -b>i, bi, -b>i)b library

106

manuale di pronuncia

('khsT&m<i)a ('khsTm>i, -mi, -m>i)b cuomary (D'<kT<i, -Ti, -T<i, Da-)a


(D'>kT>i, -i, ->i, Da-)b directory ('D;<m&T<i)a ('D;m>i, -T>i)b dormitory.
Tassofonica
3.3.2.1. Dagli esempi, si sar gi visto, e abbastanza chiaramente, l'impiego della durata fonetica per i vari segmenti inglesi. Qui, vediamo di riassumerne le caratteristiche. In sillaba accentata, le vocali lunghe (/A:, O:, :/, e l'eventuali lunghe dei
diafonemi /A;, ;, ;, O;, ;/) e i dittonghi (/Ii, EI, aE, OE, aO, OU, Uu/) subiscono un
semi-accorciamento da (:, ;) a (;, ) quando sono seguti, nella stessa parola, o nella stessa ritma, da almeno uno dei seguenti tre elementi: (1) una C non-sonora, o (2) una V non-accentata (che li trasforma in dittongo o trittongo: (,
)), o (3) un'intera sillaba non-accentata. I secondi elementi di composti hanno
sillabe semi-accentate; quindi, non inuiscono sulla durata.
Quindi, abbiamo: ('phl;I) /'plEI/ plZ, ('phl;I) /'plEIz/ plZs, ('phl;I) /'plEId/
plZed, ('phl;I&bk) /'plEIbk/ plZba$, ma ('phlI) (o, in caso, ('phl;))
/'plEII/ plZi, ('phlI)a (-)b /'plEI/ plZer, ('phlIb) /'plEIb/ plZable, e
('phlIT) /'plEIt/ plate, ('phlIts) /'plEIts/ plates, ('phlI[)a (-T)b /'plEId/ plated,
('phlI[)a (-T)b /'plEII/ plati, ('phInT) /'pEInt/ paint
Ugualmente: ('khA:<)a (-A:)b /'kA:/ car, ('khA:<)a (-A:)b /'kA:z/ cars, ('khA:<)a
(-A:)b /'kA:d/ card, ('khA:<D&b;<, -[b]&b-)a ('khA:D&b;, -b&b-)b /'kA:dbO:d/ cardboard, ma: ('khA;<T)a (-A;T)b /'kA:t/ cart, ('khA;<bn)a (-A;b-)b /'kA:bn/ carbon,
('khA;<D)a (-A;D-)b /'kA:dI/ cardi, ('kh[;]nT)a (-A;nT)b /'k;nt/ can't
Inoltre, c' accorciamento anche in sillaba non-accentata e semi-accentata, come s' visto dall'esempio di cardboard (vero composto, rispetto a cupboard /'kbd/, ormai cristallizzato, tanto che una graa pi "adeguata& lo renderebbe, meglio, come "cubbard&]\ (phA;<'ThspnT)a (anche (ph-)a) (-A;'Ths-)b /pA:'tIspnt/
participant (phA;<'Ths&pIT)a (anche (ph-)a) (-A;'Ths-)b /pA:'tIspEIt/ participate
('m;I&DI) /'mEIdEI/ MZdZ e ('wIspIp&b[;]skT)a (-&bA;skT)b /'wEIstpEIp-b;skt/ waepaper basket
Queste durate valgono sia in tonia che in protonia.
3.3.2.2. Per le V brevi, accentate (/I, E, , , , U/), c' un altro interessante fenomeno, per la durata fonetica in inglese; infatti, nelle sillabe accentate nali, caudate in C sonora di coppia difonica (e cio /b, d, g, G v, , z, Z/), c' un semi-allungamento, da () a (;): ('l;) /'lId/ lid (ma ('lT) /'lIt/ lit], ('m;) /'md/ mad (ma
('mT) /'mt/ mat] ('b;)a ('b;)b /'bz/ buzz (ma ('bs)a ('bs)b /'bs/ bus] Anche
queste durate valgono sia in tonia che in protonia.
Invece, quando la sillaba caudata in C sonora, non di coppia difonica (e cio
/m, n, /), al posto del vocoide, s'allunga il contoide (ma solo in tonia davanti
a pausa): ('Thn:) /'tEn/ ten, ('j:)a ('j:)b /'j/ you, ('b:) /'bU/ bull (ma ('b&h;<n)a (-;n)b /'bUhO:n/ bullhorn ('b '<;n)a ('>-)b /'bU '<n/ `e bull ran).
In entrambi gli accenti, per, c' l'eccezione all'eccezione, per cui /, /, si semi-allungano (anche in protonia), invece di far allungare la C\ ('GA;n)a ('G;n)b

3. inglese

107

/'Gn/ John, ('b;) /'b/ ba, ('h;n) /'hnd/ hand


Nelle sequenze /I, E, U/, c' il semi-allungamento di /I, E, U/, in tonia e anche in protonia (se nale di ritma, pure davanti a V]\ ('hI;)a ('h;)b /'hI/ here,
(';)a (';)b /'E/ `ere, ('phjU;, 'phj:)a ('phj;, 'phj:)b /'pjU/ pure ('hI; n';)a ('h;> n';)b /'hI< n[d]'E/ here and `ere
Va ricordato che, in americano, /I, E, U/ seguti da V all'interno di parola
o di ritma, diventano "/I<, E<, U</&: ('sp<T) sia per /'spI<It/ ('sp>T)b spear it che
per /'spI<It/ ('sp>T)b spirit ('h<)a ('h>)b /'hI<I/ heari
3.3.2.3. Anche per quanto riguarda la desonorizzazione gli esempi visti nora
avranno gi presentato una panoramica abbastanza chiara; per, meglio riassumere tutto, giacch ci sono anche delle osservazioni particolari che facciamo, qui,
anche se, nelle trascrizioni, non si segnano tutte.
Molto importante la desonorizzazione delle sonore difoniche (/b, d, g G v,
, z, Z/) davanti a pausa o a C non-sonora ("posdesonorizzazione&): ('bA;)a ('b;)b
/'bb/ Bob ('D;) /'dd/ dad ('G;)a ('G;)b /'GG/ judge ('v:)a ('v:)b
/'v:v/ verve ('bA; 's;)a ('b;-)b /'bb 'sEz/ Bob sZs ('D; 'ThkT) /'dd 'tUkIt/ dad
took it.
, invece, meno importante la loro desonorizzazione, generalmente pi attenuata, dopo pausa o C non-sonora ("predesonorizzazione&); per certi parlanti forte come la posdesonorizzazione, per, di solito, meno evidente e non serve segnarla nelle trascrizioni.
La cosa veramente importante che queste C non siano, in questo contesto,
"troppo& sonore (magari con allungamenti, o con brevi pre-appendici nasali, o vocaliche: (b) non (b:, b, b), ); comunque, se si volesse usare una trascrizione pi
"completa&, si potrebbe ricorrere al puntino sottoscritto (b, a) (o sovrascritto (g,
Z)): ('bA;)a ('b;)b /'bb/ Bob, .
Si potrebbe usare il punto anche dopo /p, t, k, c/ "aspirati&, che segn(i)amo solo
qui, giacch suciente (h): (('ph&;I)) /'plEI/ plZ (('khwaT)) /'kwaEt/ quite e cos anche per gli altri non-sonori (sebbene la desonorizzazione sia solo leggera e, di solito,
non serva segnarla): (('f;u)) /'fjUu/ f[ (('T))a (('>-))b /'<Et/ `reat (('s2:<))a (('s2:))b
/'snO:/ snore
Semplicazioni del parlato normale
3.3.3.1. Nel parlato normale, non lento, sono naturalissime certe semplicazioni articolatorie; in particolare, /t, d/, tra C cadono facilmente: ('msli)a ('m-)b
/'mOUstli/ moI ('hnsm) /'hndsm/ handsome ('phsmn)a (--)b /'pOUstmn/ poman ('ph;fkli)a (-;f-)b /'p:fIktli/ perfectI ('nks 'D;I) /'nEkst 'dEI/ next
dZ ('f; ':)a ('f;s)b /'f:st 'I/ r `i ('mS p'ThI[)a (-T)b /'mSt p'tEIOUz/ maed potatoes
La semplicazione avviene anche per /sts/: ('phsts, -ss, -ss)a ('ph-)b /'pOUsts/
pos ('Thsts, -ss, -ss) /'tEsts/ tes ('Thkst s'lkSn, -ks s-, s'-)a (-S)b /'tEkst s'lEkSn/ text selection.

108

manuale di pronuncia

Ancora: ('mU;uv 'bk)a ('m;uv)b /'mUuvd 'bk/ moved ba$ ('lk 'lak) /'lUkt
'laEk/ looked like ('<Iicmi)a ('>-)b /'<Iictmi/ rea>ed me ('Th; 'bA;)a ('Th;
'b;)b /'tOUd 'bb/ told Bob ('khp 'khwaT) /'kEpt 'kwaEt/ kept quiet
Oltre alle semplicazioni, ci sono anche assimilazioni: ('h;m 'm;I, -n 'm-)
/'hnd 'mEId/ hand-made ('khl; 'SAp, -)a (-; 'Sp)b /'klOUzd 'Sp/ closed op
('kh[;] 'g;, -n)a (-A; 'g;)b /'k;nt 'gOU/ can't go
Anche per le V ci sono frequenti semplicazioni: ('g[ 'O:, -A;)a ('gT ';)b /'gE
'l;/ get alo ('[;]fT <'wa;)a ('A;f >-)b /';ft 'waE/ after a while (T'<fk)a
(T'>-)b /t'<IfIk/ terric (ab'lI;i) /aEb'lIiv/ I believe (p'lIis) /p'lIis/ `e police
E ci sono pure combinazioni: ('lT<li, -[<-)a ('l>li, -T>-)b /'lI<li/ literalI
(ph'Thkjlli, -kjli, -kli)a (ph-, -kjl- -kjl-)b /p'tIkjlli/ particularI ('ph<Abli, -bb-, -bb-, &ph<Ali)a ('ph>-)b /'p<bbli/ probabI
3.3.3.2. Negl'incontri vocalici, in parole o in frasi, si possono avere semplicazioni varie: ('s;, 'sI) /'sEII/ sZi ('S;, 'S)a (-;, -)b /'SOUI/ owi ('si;, 'sIi) /'sIiI/ seei ('n;, -) /'nOEI/ annoyi
Inoltre: ('d<a;T, -aT)a ('>-)b /'d<aEIt/ dry it ('IiT, I'IiT) /EI'Iit/ `\ eat ('s;T,
'sIT) /'sEIIt/ sZ it ('na: n'n:, 'na;) /'naO n[d]'En/ now and `en ('b; 'g:,
-;)a (-:)b /'bOE n[d]'g:/ boy and girl ('g; 'w;I, 'g:)a ('g;, 'g:)b /'gOU 'wEI/
go YZ ('g; 'A;n, 'g:, 'O:n)a ('g; ';n, 'g:)b /'gOU ';n/ go on
Ecco altri casi frequenti, che bene conoscere: ('kcli, 'kSli, -Sli &kSi) /'kcli/ actualI ('s;li, -T-, &si)a ('s;-)b /'s:tli/ certainI (D'<kTli, 'D<kli)a (D'>-,
'>-)b /d'<Ektli/ directI ('Iizi, 'Iizli) /'Iizli/ easiI (g'zkTli, 'gzkli) /Ig'zktli/ exactI (v<i'g;, vi-)a (v>i-, vi-)b /'vE<i 'gUd/ very good ('[k]s vi'mc)a (vi'mc)b /'ks vE<i'mc/ `anks very mu> ('kj, -j, 'h-, 'kj, 'kj)
{(('kj))} /'kju/ `ank you
Altri: (b&k, p&k-, &kh-, -'kh; b'kh; -O: -A;)a (-'kh; -;)b /b'k;z/ because ('Th:, n-)a (n-)b /n'tI/ until ('ls, n-)a (n-)b /n'lEs/ unle ('nf,
'-)a ('nf, '-)b /'nf/ enough (&js'DI;i) /'jEs n'dIid/ yes indeed ('kh;<, f'- f&-,
&k-)a (-;s)b /v'kO:s/ of course (Z'uZ, '-, -Zw, Z'j-, 'j-) /z'jUuZw/ as usual (ph'hps, -&H-, &ph<-, ph-)a (ph-, &ph>-)b /p'hps/ perhaps
3.3.3.3. Altri ancora: (w, w, w {,'Thj&wT, -})a ({-, --})b /wE, w,
w/ well, [I'll tell you what] (&nli'kh;, -ni-)a (--, -'-)b /IfOUnliaE'kUd/ if onI
I could ('skjuzmi, k'-) /Ik'skjUuzmi/ excuse me! (ba'ba;, b-, b-, &ba'ba;)a
(b-)b /baE'baE/ bye-bye (gb'ba;, gb-, g'-, g'- -D'b-, 'ba;) /gUd'baE/ goodbye
(gb'm;<n, gb-, g'-, g'- -D'm-, 'm;<n)a (-;n-, 'm;n-)b /gUd'mO:nI/ good
morni
Inoltre: ('js, 'jhs, 'jh, 'js, 'j, 'j, j, js), e ('j, 'j, 'ja:, 'jA:)a (-)b, ('j,
'jp, 'jp, 'j, j)a (-p, -, -)b /'jEs 'jE 'jEp 'jp/ yes! ('n;, 'n, 'np)a ('n-)b
/'nOU/ no! (&O;'<aT, O;'-, -)a (&;-, ;-)b /O:'<aEt/ all right (khm'A;n, -'O:n)a (-';n)b
/km';n/ come on! (khm'n:) /km'In/ come in! (khm'I;, -'H-)a (-;)b /km'hI/
come here!
Ancora: (s'Da;n, s-, sT-) /sIt'daOn/ sit down (D';, aD'n;)a (D';,
aD'n;)b /aEdOUn[t]'nOU/ I don't know (D';, a&DD';)a (D';, a&DD-

3. inglese

109

';)b /aEdId[t]'nOU/ I didn't know ('spk&s, ak-)a ('spk&s)b /aEIk'spEktsOU/ I expect so (a'sp, s-)a (-, s-)b /aEs'pOUz/ I suppose ('k j'<aT,
-)a (-, j'>-)b /aE'Ik j'<aEt/ I `ink you're right
Inne: (agn'DUuT, - -&gn-, --, -O;-, -A-, -T)a (-, -uT -&gn-, --,
-;-, --)b /aEmgn'dUuIt -gOUn- -'gOUIt-/ I'm goi to do it [gonna do it] (hizgn'DT -&gn-, --, -O;-, -A-, -T)a (-&gn-, --, -;-, --)b /hizgnu'dIt -OU-
-gOUIt-/ he's goi to add it (wi&wAn's;I, -wO;-, -nT-, -n-)a (-w-)b /wiw;n'sEI/
we want to sZ [wanna] (wi&wAn'IiT, -wO;-, -nT-)a (-nT-)b /wiw;nu'Iit/ we want to
eat ('sm 'Df<nT, 'smp)a ('sm-, ->nT, 'smp)b /'smI 'dIf<nt/ some`i
dierent (f'f:, f'-, f'-, f'-) /fU'fI/ fulll (M'va<nmnT, -mm-, -m-, -a<m-, -, -)a (->nm-, ->mm-, ->m-, -am-, -am-, -, -)b /In'vaE<nmnt, E-, -/
environment ('gvnmnT, -vm-, -vm-, -v-, -vm- -b- -mm-)a ('gvnm-, -vmm-,
-vm-, -v-, -vm- -b- -mm-)b /'gvnmnt/ government.
In americano abbiamo pure: ('khnD&DIT, 'khn-, -DT) /'knddEIt, -dt/ candidate (nT'A;<kTk, n['-, n'-, -'A;<Tk) /n'A:ktIk/ antarctic
3.3.3.4. importante sapere che, in inglese, la fonosillabazione rispetta molto
la divisione morfemica e, quindi, permette di mantenere certe piccole dierenze
che le lingue romanze, invece, di solito, perdono: ('n;Im) /'nEIm/ a name (n';Im) /n'EIm/ an aim ('n< 'sa;n)a (->)b /'n<OU 'saEn/ a narrow sign (n'< 'sa;n)a (->)b /n'<OU 'saEn/ an arrow sign
Inoltre, osserviamo bene: ('wa; 'chU;u)a (-;u)b /'waE 'cUuz/ why >oose ('waT
'SU;u, -)a (-;u)b /'waEt 'SUuz/ white oes (ma'Th<;In)a (-'h>-)b /maE't<EIn/ my
train ('maT '<;In, -)a ('>-)b /'maEt '<EIn/ might rain ('blk 'Tha;) /'blk 'taE/ a
bla$ tie ('blkT 'a;) /'blkt 'aE/ a bla$ed \e
Possono sembrare un po' curiose forme come (ms'spE:)a (-:)b /mIs'spE/ misspell e (ms'sm) /mIs'smI/ Mi Smi` comunque, come cadono altre C cos,
nel parlato non lento, si ha anche (m'spE:, m'sm)a (-:)b.
Forniamo anche i seguenti esempi, per il britannico: (s'b;g 'm;n, s-)b
/sOU'bIg 'mn/ so big a man ('bg 'm;n)b /'bIg 'mn/ a bigger man ('laT 'fa)b /'laEt 'faE/ light a re ('laT 'fa)b /'laEt 'faE/ a lighter re (tsz'w
T'wIT)b /Itsz'wE t'wEIt/ it's as well to wait (hiz'wT&wIT)b /hiz'wEtwEIt/
he's a welter-weight
Aggiungiamo un'importante osservazione sulla struttura sillabica riguardante
/'0/, con /I, E, , , , U/, pure con /j, w, <, l/ inseriti tra C e V o con /, / nali. Anche se non la segn(i)amo sistematicamente, ma solo qui, giacch sarebbe un
appesantimento (quasi inutile) della trascrizione, bisogna sapere che la C fa sillaba con la V breve accentata che la precede: ('lm-)a ('lT-)b /'lI/ litter ('bg-)a
('bg-)b /'bEg/ beggar ('phk-)a ('phk-)b /'pk/ pa$er ('khm-)a ('khT-)b
/'k/ cutter ('hAm-)a ('hT-)b /'h/ hotter ('lk-)a ('lk-)b /'lUk/ looker ('sl)a ('sl-)b /'sEl/ seller ('kh<-i)a ('kh>-i)b /'kh<i/ carrier ('skn-)a ('skn)b /'skn/ scanner
Ancora: ('<n-)a ('>n-)b /'<nI/ runni ('lv-)a ('lv-)b /'lvI/ lovi
('mT-, 'm-)a ('mT- 'm-)b /'mt/ mutton ('khAT-, 'khA-)a ('khT-
'kh-)b /'kt/ cotton ('ls-) /'lIs/ lien ('mD-) /'mId/ middle ('m[-)a ('mT-

110

manuale di pronuncia

)b /'mE/ metal ('Dv-) /'dEv/ devil ('mT-<k)a ('m->k)b /'mEt<Ik/ metric ('kj<T)a ('k-j>T)b /'kj<t/ accurate ('<Ak-w)a ('>k-w)b /'<kw/ Ro$well ('<Akli)a ('>k-li)b /'<kli/ Ro$l\ ('<p-li)a ('>p-li)b /'<Ipli/ Ripl\
Con V lunghe e con dittonghi la sillabazione avviene prima della C\ ('nO;-[i)a
('n;-Ti)b /'nO:i/ naugh ('nUu-T, 'nUu-)a ('nju-T 'nju-)b /'nUut/ N[ton
('lI-m)a ('lI-T)b /'lEI/ later ('bI-k) /'bEIkI/ baki ('Ii-kw) /'Iikw/ equal
('nUu-T<)a ('nju->)b /'nUut</ neutral ('<a-pli)a ('>a-pli)b /'<aEpli/ ripeI
Dissimilazione americana di r
3.3.3.5. Per semplicare l'articolazione di parole e ritmie con due //, la pronuncia americana ha pure una variante, con /`/ per il primo //, pur se non molto frequente, anche in sillaba accentata: ('fA;<, 'fA;) /'fA:/ far`er ('f;, 'f;)
/'f:/ fur`er (';<D, ';D) /'O:d/ order ('m;D, 'm;D) /'m;d/ murder
('kh;<n, 'kh;n) /'kO:n/ corner ('mAmm, '-) /'mm/ `ermometer
('f;<wD, 'f;wD) /'fO:wd/ forward ('f;<&w;D, 'f;&w;D) /'fO:w:d/ for[ord (s'ph<a;, s'-) /s'p<aEz/ surprise ('gvn, -vn, -vn) /'gvn/ governor (ph'Thkjl, ph'-) /p'tIkjl/ particular
Anche: ('khn[m]&b<i, -&b-) {('khnTbi, -b>i, -&b>i)b} /'knb<i/ Canterbury
('wO;m&b<i, -[-, 'wA-) {('w;Tbi, -b>i, -&b>i)b} /'wO;b<i/ Waterbury ('Am&b;n, 'A[-) /'b:n/ Otterburn ('b;n, 'b;-, b'nA:<, b-) /'b:nd, b'nA:d/ Bernard
('khm&pl, -[-) /'kpIl/ caterpillar ('ED'b<i, -D&-) {('D&b>i, -bi, -b>i)b}
/'Edb<i/ elderberry ('<z&vwA;<, -z&- -&vw;<) /'<EzvwA:/ reservoir ('n;<<p,
'n;-) /'nO:<p/ Nor`rup ('sn, 'sn) /'sn/ Sou`erner ('m;D<, -D,
'm;D-) /'m:d</ murderer ('n;<n, 'n;<n, 'n;n) /'nO:n/ Nor`erner
Meno sistematicamente, si pu avere la dissimilazione anche in ritmie: (h'hA;<T,
h'-) /h'hA:t/ her heart (j'm;i, j'-) /j'm:si/ your mercy (A;<'ph;<c, A;'-) /A:'pO:c/ our por> ('f:m, '-, '-, '-) /E'f:mz/ `eir rms ('D;[i, '-,
'-, '-) /E'd:i/ `\'re dir (f'w:, f'-) /f'w:d/ for word (;<'hI;, ;'-, '-,
'-, -'H-) /O:'hI, '-/ or here
Gli esempi che seguono mostrano la dissimilazione anche per /</ (pure in pronuncia britannica, per una sorta di semplicazione, anche analogica): ('la&b<<i,
-b<<i, -bi, -b<i, -&b-, -b-)a ('lab>>i, -b>i, bi, -b>i, -b>i)b /'laEb<<i/ library ('fb<&<i, -b<<i, -bj-, -bj-)a ('fb>>i, ->>i, -b>i, bi, -b>i, -bj>i, -bj-)b /'fEb<u<i,
-bju-/ February ('sk<&T<i, -k-)a ('sk>>i, -&T>i, -k-)b /'sEk<t<i/ secretary.
Inoltre: (sT'nAg<f -g-)a (-g>- -g-)b /st'ng<f/ enogra#er (f'ThAg<f -g-)a (-g>f -g-)b /f'tg<f/ #otogra#er (ph<'fs ph- ph-)a (ph>'fs ph-)b /p<'fEs/ profeor (ph<&nnsi'ISn ph- ph-)a (ph>&nnsi'IS
ph-)b /p<nnsi'EISn/ pronunciation (ph<'ph<&T<i ph- 'ph<p-, 'ph<p<-)a
(ph>'ph>>i, ph>- ph-)b /p<'p<tK<i 'p<Ep<tK:<i/ preparatory
Complessivamente, si vede che la dissimilazione c', per la maggior parte, con: (';<)
/'O:/, in sillaba accentata, di solito; qui, anche levando //, la parola non diventa ambigua, perch il timbro vocalico, da solo, distintivo ( gli esempi dati); e con () //
in sillaba non-accentata: surprise particular caterpillar governor `ermometer

3. inglese

111

Osservazione morfonologica
3.3.3.6. Vediamo, ora, di risolvere, grazie alla trascrizione (che non maschera
la realt, come fa, invece, la scrittura) un problema diuso per gli stranieri: sapere qual la pronuncia dei grammemi >-ed -(e)s -'s, -s'.
Semplicemente, si ha:
/d/ (D) dopo fonemi sonori (: V VV C sonore, tranne la stessa /d/): /'plEId/ plZed,
/'h;<id/ hurried, /'bA:d/ barred, /'<bd/ rubbed, /'GGd/ judged, /'plnd/ planned
/t/ (T) dopo C non-sonore (tranne la stessa /t/): /'stpt/ opped, /'w;St/ waed,
/'swIct/ ~ibed, /'l;ft/ laughed
/d/ (D)a (D)b dopo /t, d/, per poterle pronunciare: /'wEId/ waited, /'nIidd/
needed, /'stA:d/ arted
Inne, si ha:
/z/ (z) dopo fonemi sonori (: V VV C sonore, tranne le solcate /z, Z, G/): /'gOUz/
goes, /'flaEz/ ies, /'dEIz/ dZs, /'lEIdiz/ ladies, /'<bz/ rubs, /'wEIvz/ waves, /'plnz/
plans, /'Gnz/ John's, /'<Icdz/ Ri>ard's
/s/ (s) dopo C non-sonore (tranne le solcate /s, S, c/): /'tps/ tops, /'<aEts/ writes,
/'b<Es/ brea`s, /'GEfs/ Je's, /maE'pE<nts/ my paren_'
/z/ (z)a (z)b dopo /s, z S, Z c, G/, per poterle pronunciare: /'kIsz/ kies, /'<OUzz/ roses, /'dISz/ dies, /'swIcz/ ~ibes, /'ksz/ axes, /'cA:zz/ arles's
Accento
3.3.4.1. Sappiamo che (la sede del)l'accento pu aver funzione distintiva in inglese: ('mp;<T)a (-;T)b import (sost., agg.), (m'ph;<T)a (-;T)b import (vb.); ('ph<zT)a (->-)b present (sost., agg.), (p<'znT)a (p>-)b present (vb.).
Le frasi inglesi, normalmente, mostrano gli accenti delle parole che le compongono, mantenendo bene gli accenti primari anche dei monosillabi lessicali, mentre i monosillabi grammaticali ne sono privi (come, in generale, le sillabe non-accentate dei polisillabi): ('smz 'bO;t '<I;i 'nU;u 'smO: 'blk 'khts)a ('b;t '>I;i 'nj;u
'sm:)b Sam has bought `ree n[ small bla$ ca_ per, abbiamo: (w'lA:<
'kh<a;D *'phIip)a (-w'lA:)b and `ere was a large crowd of people, (b[&ts*'g<I[sT m'ph;<Ts, -s)a (bT&-, -'g>IT-, -;-)b but it's of `e greate importance
Comunque, nelle parole lunghe (e nelle frasi), molte sillabe con V piena, soprattutto se vicine a sillabe non-accentate e ridotte, ricevono, generalmente, un accento secondario (anche pi che in italiano): (&v'sT&mIT)a (&v'>sT-)b overeimate, (&vz'bl[i)a (-Ti)b visibili, (&ph;pn&Dkj'l<[i)a (&ph;-, ->Ti)b perpendiculari, ('<kg&na)a ('>-)b recognize, ('mks&k)a (-)b Mexico ( l'italiano:
('mEs:siko)).
Nei composti, troviamo pi spesso la struttura ('&) (pi raramente (&'): (&ff'ThI;in) fteen), a volte anche (''), come le "collocazioni& (o composti occasionali,
o liberi e, quindi, modicabili): ('blk&b;)a (-;)b bla$bird "merlo& (ma ('blk

112

manuale di pronuncia

'b:)a ('b:)b bla$ bird "uccello nero&), ('b&DA, -O;)a (-)b bulldog
importante osservare con attenzione, soprattutto per composti bisillabici, come questi, che la pronuncia inglese ben diversa da quella all'italiana ((blk'bEr:d,
bul'dOg:)), ma anche da quella italiana "studiata& (('blEk:bRd, 'bul:dg)).
Si confrontino anche: ('glS&ThIic)a (-)b Eli tea>er "insegnante d'inglese&
e ('glS 'ThIic)a (-)b Eli tea>er "insegnante (che ) inglese&.
3.3.4.2. Consideriamo, ora i composti r cla (sostantivo e avverbio) e r-cla (aggettivo) e la collocazione r cla in una frase come `at was `e r cla
to be considered ebbene, foneticamente, sono uguali, ('f;[T] 'khl[;]s)a ('f;s[T]
'khlA;s)b; per, fonologicamente, per motivi didattici o lessicograci, potrebbe esser vantaggioso distinguerli come: /'f:st'kl;s/ (i composti: "/''/&) e /'f:st 'kl;s/
(la collocazione: "/' '/&).
Va, poi, ricordata la essibilit (strutturata) degli schemi; infatti, abbiamo: (&ff'ThI;in) fteen e ('ph;I ff'ThI;in) page fteen ma ('ff&ThIim 'ph;IG)a (-)b fteen pages ('b<;n[D] 'nU;u)a ('nj;u)b brand-n[ ma ('b<;n[D]&nUu km'phjum)a
(-&nju, -T)b a brand-n[ computer
Inoltre: ('skn[D] 'h;n) second-hand ma ('skn&hn 'khl;[])a (-;[])b
second-hand clo`es e ([]'O: &skn'h;n)a (>':)b `\'re all second-hand anche (&fT'nU;un)a (&A;fT'n;un)b afternoon e (&gDfT'nU;un, gD&-, gD&-)a (&gDA;fT'n;un, gD&-, gD&-)b good afternoon ma ('fT&nU;un 'ThI;i)a ('A;fT&n;un 'ThI;i)b afternoon tea
Aggiungiamo, poi, alcuni casi che possono variare a seconda della velocit d'emissione, ma anche della posizione in tonia o in protonia, nonch di scelte individuali. Qui, utilizziamo anche delle gradazioni d'accento intermedio, che (senza
quello enfatico, (")) sono, in scala decrescente: ('), (), (&), (), ( ).
S'osservino attentamente le sfumature: (&Dmn'sT<ISn 'ks&saz, 'Dmn&s-,
-'sT<ISnks&saz)a (-'sT>IS 'ks&saz)b demonration exercises ('l&vIm 'Ap&Im, 'l&vImAp&Im, 'lvIm&ApIm)a (-T> 'p&>IT)b elevator operator ('laT&has 'khIip, 'laT&haskhIip, 'laThas&khIip)a (-)b ligh`ouse keeper si noti:
('laT 'has&khIip)a (-)b light housekeeper
3.3.4.3. In fondo, per sapere l'accentazione dei composti, bisogna ricorrere a dizionari attendibili; ma non sempre quelli di pronuncia (che vanno, comunque,
senz'altro consultati) sono i migliori, per quest'aspetto.
Segnaliamo volentieri i dizionari della Random House che, per l'accentazione
secondaria, sono quasi perfetti; ovviamente l'accentazione fornita americana, ma
pu andar bene, in generale, anche per la pronuncia britannica, che, nel frattempo, pu aver aggiunto, mantenuto, qualche altra variante possibile (generalmente, pi da "collocazione& che da "composto& e, quindi, meno utile: weekend icecream N[ York N[ Zealand N[ Hampire).
Inoltre, i dizionari "Advanced& della Oxford indicano i casi "marcati& (e piuttosto imprevedibili, per uno straniero) dell'accentazione primaria di parecchie collocazioni lessicali.
In una trascrizione (dia)fonemica, come la nostra, i composti pi tipici e nume-

3. inglese

113

rosi sono indicati con un solo accento primario /'/; quello secondario si ricava
facilmente, in quanto il secondo lessema ha il suo accento secondario.
Invece, nella maggior parte dei dizionari stampati in America, si segnano pure
gli accenti secondari, "/'&/&; ma, generalmente, le trascrizioni non-IPA segnano
gli accenti dopo la sillaba accentata, purtroppo, non davanti e tramite una semplice dierenza di spessore (che non evidente, a volte, nemmeno con entrambi in
prsentia); per cui troviamo, per es., "in scrib& invece che /In'sk<aEb/ inscribe e
"viz bil te& per /vIz'bIli/ (&vz'bl[i)a (-Ti)b visibility Ma certi dizionari americani sono fuorvianti, perch segnano accenti secondari per la maggior parte delle sillabe non-accentate che presentino V non attenuate.
Purtroppo, soprattutto i dizionari (anche di pronuncia), pubblicati in Gran Bretagna, utilizzano piuttosto male l'accento secondario; infatti, una collocazione come ('snT< 'hIi[)a (-N>-, -T)b /'sEnt< 'hIiI/ central heati , di solito, resa come */&sentrl 'hi:tI/, proprio come (&snT<'lsTk)a (-N>-)b /sEnt<'lIstIk/ centraliic
(per loro */&sentr'lIstIk/).
Comunque, pi si segna (purch giusto e accurato!), meglio , anche quando
sia prevedibile; per cui, le trascrizioni didattiche, specie se iniziali, dovrebbero mostrare pi peculiarit (senza l'assurdo, e infondato, timore che confondano), giacch meno utile e, a volte, fuorviante, una trascrizione troppo limitata.
3.3.4.4. Nei composti con sussoidi, rispetto alla trascrizione diafonemica,
necessario e suciente sapere quali sussoidi sono sempre non-(semi)accentabili
("//&) e quali sono prosodicamente (semi)-accentabili ("/%/&) giacch gli altri,
con V piena, sono sempre (semi)-accentati ("/&/&). Sono sempre non-accentati, oltre a quelli con /, , /, i seguenti: /-Ik, -Iks, -I, -IS, -Ist, -Iv, -fI/ -ic -ics -i -i
-i -ive -#il\ /'<<Ik, 'pltIks, 'lIg<I, 'jElOUIS, 'nvlIst, d'sk<IptIv, 'glfI/
rhetoric politics lieri yellowi noveli descriptive alo#il (per -#ile abbiamo /-&faE, -fI/).
Sono, invece, semi-accentati (se preceduti da sillaba non-accentata), ma non-accentati (se preceduti da sillaba accentata): /-hUd, -Izm, -aEt, -aEz, -SIp, -jUu/ -hood
-ism -ite -ize [-ise] -ip -ule\ /'wUmn(&)hUd/ womanhood ( /'caE[d]hUd/ >ildhood] /'tE<(&)<Izm/ terrorism ( /'bUdIzm, 'bUu-/ Buddhism] /'t<tski(&)aEt/ Trotskyite ( /'sfaEt/ sulte] /'k<I(&)saEz/ criticize (ma /'bptaEz/ baptize oltre a /bp'taEz/] /'skl(&)SIp/ (olarip ( /'f<En[d]SIp/ friendip] /'ml(&)kjUu/ molecule
( /'glbjUu/ globule]
Intonazione
3.3.5. Per quanto riguarda l'intonazione, ci limitiamo a fornire le protone e le
tone fondamentali (f 3.7-8), dei due accenti, giacch come si sa bene queste
strutture sono sottoposte all'ortologa e alla semantica, che producono eetti particolari, per, sempre all'interno delle strutture intonative primarie, che sono essibili, ma rigorose, con la "complicazione&, ulteriore, della parafonica:

114

manuale di pronuncia

/./: (av'Gs[p] 'bO;[ 'nU;u 'DkS&<i23)a (av5Gs[p] 'b;T 'nj;u 'DkS>i3 3)b /aEv'Gst 'bO:t 'nUu 'dIkS<i./ I've ju bought a n[ dictionary
/?/: (Dj'spIik 'glS wE:21, G-)a (Dj5spIik 'glS 'w:21, G-)b /dj'spIik 'IglIS
'wE?/ Do you speak Eli well?
//: (jkn'h; 6sT<O:&b<iz2 2 'blU;u&b<i23)a (jkn5h; 's>;biz32 ;'blubi3 3)b
/jukn'hv 'st<O:b<iz K:'blUub<iz./ You can have rYberries or blueberries
f 3.7. Intonazione americana.
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 6 2 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

/ / (2 2 5 1 1 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 3 3)

/ / ( 2 2 5 1 1 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 5 1 1 ' 2 2 ' 2)

// (2 ' 3 2)

/ / ( 2 2 5 1 1 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

f 3.8. Intonazione britannica.

3.3.6. Le "appendci interrogative& inglesi [queion tags, o tag queions] sono


pi varie e numerose che nelle altre lingue (infatti, in italiano, di solito, si ha vero? o non vero? o, semplicemente, no?] Quelle inglesi sono determinate morfologicamente, con la ripresa d'ausiliari e modali (con modica positiva/negativa).
Hanno due funzioni diverse: di conferma alle supposizioni (con tonia conclusiva
/./), o d'eettiva domanda, per chiedere davvero qualcosa, giacch non si ha nessuna certezza.
Vediamo alcuni esempi: It's cold todZ, isn't it? o You're American, aren't you? o
\ aren't well, are `\? Per conferma, abbiamo: /Its'kOUd t'dEI. 'Is{}t./, /j<'mE<kn. 'A:ntjUu./, /EI'A:nt 'wE. 'A:EI./; while, for information: /Its'kOUd t'dEI. 'Is{t}t?/, /j<'mE<kn. 'A:ntjUu?/, /EI'A:nt 'wE. 'A:EI?/.

3. inglese

115

Altri accenti
3.4.0. Questa sezione si potr rivelare molto importante per scopi descrittivi e
comunicativi, giacch fornisce indicazioni che vanno oltre la pronuncia neutra,
sia americana che britannica.
L'accento neutro "internazionale&
3.4.1.1. Come applicazione didattica, sembra opportuna e conveniente la proposta d'un accento "internazionale&, che ha senz'altro dei vantaggi rispetto al risultato (d'un apprendimento "selvaggio& e senza metodo) piuttosto ibrido e con continue e capricciose oscillazioni tra i due tipi (e, indubbiamente, anche con altre interferenze, non ultime quelle grafemiche o d'accenti regionali).
Quando, poi, ci sar nalmente un dizionario con la trascrizione diafonemica,
le cose saranno ancora pi semplici e dirette. Infatti, quest'accento "internazionale& basato sulla pronuncia della ~~, che copre l'intero globo; e, pur essendo leggermente pi americano il pi diuso e il meno lontano dalla graa, non cos smaccatamente americano. Naturalmente, ci riferiamo ai "mezzibusti& in studio, non ai vari corrispondenti locali, che, spesso, parlano l'inglese anche come seconda lingua.
In eetti, quest'accento semplica le complessit reali degli accenti eettivi, soprattutto di quello britannico, eliminando distinzioni "superue& (non corrispondenti, fra l'altro, alla graa), per portare a una situazione pi organica e generalizzabile, sempre a partire da pronunce eettive, che, per di pi, non hanno connotazioni facilmente localizzabili. Molti cantanti e attori l'usano.
Quindi, intermedio fra i due accenti neutri americano e britannico; inoltre,
non suona "strano& a nessun nativo, semplicemente pi "organizzato&, ma senza forzature indebite.
f 3.9. Monottonghi internazionali.
/i+/ (i) /i/ (i)
/I/ ()
// = //, // (, +|)
/E/ ()
// ()
// (), /;/ ()

/u/ (u)
/U/ ()
/:<, ;</ (:<), /</ (<), // (q), /:/ (:q)
/O:, O;/ (:)
/, ;/ ()
/A:, A;/ (A:)

3.4.1.2. A partire dalla trascrizione diafonemica, lo s'ottiene riconducendo soprattutto i diafonemi /;, A; ;, O; ;, / alle loro "matrici& pi "naturali& (/, A:
, O: :, / (, A: , : :, )), cio pi tradizionali e pi diuse, nonch, come s'
gi detto, meno lontane dalla graa; cos, si semplica, il compito, assai arduo, degli stranieri che sono costretti a procedere ancora dalla scrittura, purtroppo, visto
lo stato pietoso dell'insegnamento delle lingue, che trascura a volte completamente la fonetica e, quindi, la pronuncia.

116

manuale di pronuncia

Le f 3.9-10 danno le articolazioni vocaliche dell'accento "internazionale&. Perci,


avremo: ('lsT)i ('l[;]sT)a ('lA;sT)b /'l;st/ la, ('phA;sT)i ('phA;sT)a ('phsT)b /'pA;st/ paa, ('s<i)i ('sA<i 's;-)a ('s>i)b /'s<i/ sorry, ('lsT)i ('lO;sT, 'lA-)a ('lsT)b /'l;st/
lo, ('f;s)i (vedi sotto per ()) ('fO;s, 'fA-)a ('f;s, 'f-)b /'fO;s/ false, ('DS)i ('DS)a ('DS)b /'dISz/ dies, ('wnT)i ('wAn[[], 'wO;-)a ('wnT)b /'w;nd/ wanted, ('h;<i)i ('h;i)a ('h>i)b /'h;<i/ hurry
3.4.1.3. Per quanto riguarda sillabe non-accentate con possibili timbri pieni, la
pronuncia internazionale ha, invece, le meno prominenti, anche se non estreme
(() semi-approssimante, f 1.13.3): ('<gjl)i /'<Egjl/ regular ('DkSn<i)i /'dIkSn<i/ dictionary ('D;mc<i)i /'dO:mtK:<i/ dormitory ('kh~c<i)i /'knt<i/ country. Quindi, per /t, d/ + /{}</, preferibile "/c<, G</&.
Nella f 3.9 si vede che i fonemi "internazionali& /, , O:, u/ sono (, , :, u):
('hT)i ('hT)a ('hT)b /'ht/ hut, ('hT)i ('hAT)a ('hT)b /'ht/ hot, ('s:)i ('sO:)a ('s:)b
/'sO:/ sY, (&scu'Sn)i (&sc'ISn)a (&sc'IS)b /sIcu'EISn/ situation
Per /:/ si ha (:): ('w:)i ('w:)a ('w:)b /'w:d/ word per /:<, ;</ (:<): ('h;<i)i ('h;i)a ('h>i)b /'h;<i/ hurry per //, in sillaba non-accentata, abbiamo ():
('b<[])i (-[])a (-, -)b /'b<[z]/ bro`er[s]
Poi, per /I, E, U/ si ha (;): ('h;)i ('hI;)a ('h;)b /'hI/ hear, (';)i
(';)a (';)b /'E/ `ere, ('ph;)i ('phU;)a ('ph;)b /'pU/ poor e per /I<, E<,
U</ abbiamo (<, <, <): ('h<)i ('h<)a ('h>)b /'hI<I/ heari, ('m<i)i
('m<i)a ('m>i)b /'mE<i/ Mary, ('Dj<)i ('D<, 'D;-)a ('Dj>, 'Dj;>-)b /'dU<I/
duri
3.4.1.4. Per i dittonghi, basta notare: /Ii, Uu, OU/ (ii, uu, ) (si noti che sono
dittonghi, anche se ristretti): ('Thi;i)i ('ThI;i)a:b /'tIi/ tea, ('fjU;u)i ('fj;u)a:b /'fjUu/ f[,
('ThU;u)i ('ThU;u)a ('Th;u)b /'tUu/ o, ('n;)i ('n;)a ('n;)b /'nOU/ no; inoltre, per
/aE, OE/ basta senz'altro un secondo elemento come () ( f 3.10, senza dover introdurre/apprendere un altro vocoide, tanto pi che la pronuncia con () decisamente molto meglio di quella all'"italiana& *(ai, Oi), e vicina a quella nativa):
('ga;)i ('ga;)a:b /'gaE/ guy, ('b;)i ('b;)a:b /'bOE/ boy C' poco da dire anche per
/EI, aO/: ('D;)i ('D;I)a:b /'dEI/ dZ, ('na;)i (na;)a:b /'naO/ now
Non sono necessari n il tassofono () di // vicino a velari, n altri tassofoni di /I,
E, , U , Ii, Uu EI, aE, OE/ + /, /, ma il loro impiego pu rendere la pronuncia ancora pi "autentica&, sebbene questo modello "internazionale& sia gi molto pi realistico di quelli proposti da tanti testi pure prodotti da fonetisti anglofoni (che, fra
l'altro, continuano a suggerire /i:, u:/ (i:, u:) in ogni caso). Quindi, tassofoni come (
#, #, #, # @, iI, uU a, ) (ma (I, )) trasformano la pronuncia da semplice
"internazionale& (per stranieri) in "internazionale da nativi&. Invece, l'uso di (i:, u:)
propina una pronuncia non "da nativi&, oppure regionale o sociale inadeguata.
Per /, /, pi consigliabile usare (, ) (semilaterali, f 1.15.1), che, articolatoriamente, sono infatti pi semplici di (, ) (eventualmente anche semilaterali velari
(), ), che, uditivamente, sono sempre meglio di (l, )).
Per le consonanti, baster dire che per /t/ ammessa la sostituzione con () (nei
casi previsti al 2.2.4) e che, per //, pu andar bene la realizzazione ([), soprattutto dopo V mentre dopo /n, , / pi consigliabile (T): ('bTi, -[i)i ('b[i)a ('bTi)b

3. inglese

117

/'bEi/ Bet, ('ThwnTi)i ('Thwn[[]i)a ('ThwnTi)b /'twEni/ en


Per r abbiamo: /</ (<), // (). Inoltre, /w/ corrisponde semplicemente a /w/:
('wn:)i /'wEn/ when, e // a /j/: ('Thju;un)i /'tUun/ tune, ('Dju;un)i /'dUun/ dune,
('nju;u)i /'nUu/ n[
f 3.10. Dittonghi internazionali.
/j/Uu/ (juu)

/EI/ ()

/OU/ (), /OE/ ()

/aE/ (a)

/aO/ (a)

/Ii/ (ii)

L'intonazione "internazionale&, come si vede dalla f 3.11, ha un andamento pi


contenuto e pi generale (anche se la prima protonica potrebbe benissimo essere
semi-alta, (), invece che semplicemente media sollevata).
f 3.11. Intonazione internazionale.
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 ' 2 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

3.4.1.5. Sia il modello "& ( 3.4.3.1) che quello americano presentano alcuni problemi di accettabilit sociale. L'"&, per quanto tutt'ora molto utilizzato,
sia nei notiziari della bbc che in certi tipi di sit-com e lm britannici, ha sempre avuto una potente connotazione d'articiosit, che lo rende sgradevole all'orecchio
di molti nativi. In primo luogo, la posizione sociale del parlante "& dovrebbe essere adeguatamente elevata (per es., membro dell'aristocrazia, o del clero superiore, o alto uciale, o parlamentare Tory, o professore universitario d'ateneo prestigioso, ), e la sua et dovrebbe essere d'almeno 50 anni. Addirittura l'abbigliamento dovrebbe essere sucientemente formale, per esser adatto all'accento "&. In
assenza di queste condizioni, cio per un nativo "comune&, l'accento britannico
neutro potrebbe risultare decisamente inappropriato.
Va precisato che, paradossalmente, perno un'imitazione, anche solo parzialmente riuscita, dell'"& (soprattutto di certe variet "&) ha la possibilit d'ingenerare
sentimenti negativi nell'ascoltatore britannico di classe media o bassa, in quanto
conterrebbe sporadici tratti fonetici snob, marcati e riconoscibilissimi, anche quando commisti a tratti stranieri, soprattutto se i parlanti sono persone (pi) giovani.
A fronte di queste dicolt (riscontrate empiricamente), potrebbe sembrare pi

118

manuale di pronuncia

opportuna la scelta dell'accento americano neutro. Quest'ultimo senza dubbio


consigliabile ai discenti che si trovino in ambiente nordamericano; ma non nelle
isole britanniche, dove i pi, oesi nel proprio sentimento nazionalistico, lo giudicherebbero inopportuno.
Riteniamo che il dilemma possa essere arontato, con praticit e un po' di diplomazia, puntando all'acquisizione d'un accento "internazionale&, che pur potendo sembrare l'"accento di nessuno& non avrebbe le connotazioni negative degli accenti mediatici (che tratteremo sbito), n quelle dei due accenti neutri nazionali.
Accenti "mediatici&
3.4.2.0. Oltre ai due accenti neutri, americano e britannico, e a quello internazionale, si ritiene importante mostrare anche quali siano i due tipi d'accento (rispettivamente, americano e britannico) eettivamente pi usati dai parlanti nativi; non
scendiamo nei particolari di tutti gli accenti locali del mondo anglofono nativo del
Nord America, delle Isole Britanniche, dell'Australia, della Nuova Zelanda e del
Sudafrica (che sono oggetto d'indagine da parte di chi scrive, da una trentina d'anni, tramite registrazioni; ne risulter una monograa specica bibliograa).
Si tratta, quindi, delle pronunce spesso usate, rispettivamente, dai nordamericani del centro-ovest e dagl'inglesi del sud-est, nonch, ovviamente, dalla maggior
parte dell'emittenti televisive e radiofoniche (che non usino n le forme neutre,
n altre pi localizzabili). Li possiamo denire accenti "mediatici&, vista la grande
diusione, "ucializzata& dalla televisione (e dalla radio).
Si analizzino, perci, e bene, le f 3.12-18 (che "parlano da sole&), confrontandole
con quelle neutre, per cogliere le dierenze, a volte, non piccole! Nell'opinione
della gente comune, soprattutto se si tratta della propria pronuncia, questi accenti sono "meno peculiari& di quelli neutri.
D'altra parte, si sa, la pronuncia neutra , in percentuale, una delle meno usate
dai nativi; ma quella cui, pi spesso, s'avvicinano gli stranieri che abbiano imparato bene la lingua, a parte le interferenze pi o meno frequenti, soprattutto dalla
lingua materna, e l'eventuali caratteristiche individuali.
Per questo, non esitiamo, minimamente, a indicare anche queste realt oggettive, pur senza consigliarne l'impiego attivo da parte degli stranieri; ma, senz'altro,
quello passivo, al ne d'arrivare a capire davvero i nativi quando parlano "come
possono& (non , forse, cos, in tutto il mondo, vista la scarsa cura data alla pronuncia da parte della scuola e della societ?).
Comunque, essendo queste pronunce davvero molto diuse e, spesso, percepite
come "quasi& neutre (o, se non altro, meno ricercate e meno articiose, del vero
neutro), molti sarebbero pronti a dichiararle davvero neutre, in opposizione, da
una parte, a pronunce pi riconoscibili come locali e, dall'altra, a un "impalpabile& neutro Non raro, per, che certi parlanti "mediatici&, magari per certe parole, oscillino verso il neutro (o se n'allontanino).
Qui, brevemente, richiamiamo l'attenzione su alcuni particolari, riportando, rispettivamente, solo le varianti americane o britanniche, per un confronto diretto,

3. inglese

119

"interno&. Dopo quanto visto nora, non sar dicile trovare le corrispondenti
forme neutre dell'altro accento, anzi sar un esercizio molto utile.
Il "mediatico& americano
3.4.2.1. Tradizionalmente chiamato "General American accent&, nel senso
che si distingue dagli stereotipi degli accenti di New York City, o del New England, come da quello dei Great Lakes (: Ontario, Erie, Huron, Michigan, Superior), o del Sud (sia del "Deep South& con le sue varianti, o delle montagne: Appalachia, Ozarks), o da quella dei Neri/Blacks.
3.4.2.2. Come si vede dalla f 3.12, /I, U, E/ sono (, P, E): ('hT)m;a ('hT)a /'hIt/
hit, ('phPT)m;a ('phT)a /'pUt/ put (']E;)m;a ('l;)a /'lEg/ leg (si notino anche ('f:)m;a
('f:)a /'fI/ ll, ('fP:)m;a ('f:)a /'fU/ full] mentre, /I, U, O:/ sono (>, >, :):
('h;>)m;a ('hI;)a /'hI/ here ('ph;>)m;a ('phU;)a /'pU/ poor ('w:)m;a ('wO:)a
/'wO:/ wall ('s:)m;a ('sO:)a /'sO:/ sY (invece, /O:, O:</ un po' pi sollevato). Ugualmente, in /I/ si ha, (pi) spesso, (I) (a volte, anche (i), f 3.14): ('sII 'sii)m;a
('s)a /'sII/ sii
Inoltre, /u/ (%): (&sc%'IS'n)m;a (&sc'ISn)a /sIcu'EISn/ situation // pi avanzato e sollevato, (x) (e in // arrotondato, ()): ('hxT)m;a ('h,T)a /'ht/ hut
('h:)m;a ('h,:)a /'h/ hull Ci sono altri piccoli spostamenti che, per, non implicano il cambiamento dei simboli fonetici.
Invece, /;/ dittongato, (): ('phsT)m;a ('ph[;]sT)a /'p;st/ pa, come pure
// () (che notevolmente sollevato e nasalizzato): ('m;n)m;a ('m;n)a /'mn/
man ('n'm)m;a ('nm)a /'nm/ animal (fn'ThsTk)m;a (fn'ThsTk)a
/fn'tstIk/ fantaic ('kj%, -jx)m;a ('kj, -j)a /'kj, -j/ `ank you
Abbiamo la neutralizzazione d'alcuni fonemi, che portano all'unicazione in
('m<i) per /'mE<i, 'mE<i, 'm<i/ merry Mary marry Inoltre, /;/ conuisce in //
o in /O:/, generalmente come nel neutro americano: ('sA;<i)m;a ('sA<i)a /'s<i/ sorry
('s:)m;a ('sO:)a /'s;/ so
C' anche la neutralizzazione di /A:/ e // in (A[:]), anche per /A:<, A:/, con una
durata fonetica oscillante: (A:, A;, A); generalmente, nei monosillabi (o in parole
ultimali), si ha (A:), se nale o se seguta da C sonora: ('bA:, 'n:, 'spA:, 'b<A:,
'fA:<, 'khA:<)m;a per ('bA;, 'nA; 'spA:, 'b<A:, 'fA:<, 'khA:<)a /'bb, 'nd 'spA:, 'b<A:,
'fA:, 'kA:d/ Bob nod spa bra far card per, si ha (A), se seguta da C non-sonora: ('sTAp, 'hAT, 'SAk)m;a ('sTAp, 'hAT, 'SAk)a /'stp, 'ht, 'Sk/ op, hot, o$
Nei bisillabi (o in parole penultimali) si ha (A;) in tonia, ma (A) in protonia:
('fA;<>, 'fA;>, 'bA;>, 'hA;m> 'mA;]i, 'khA;, 'phA;pi, 'DA;gm)m;a ('fA;<, 'fA; 'bA,
'hAm, 'mAli, 'khA, 'phApi, 'DAgm)a /'fA:, 'fA: 'b, 'h, 'mli, 'ppi,
'dgm/ far`er fa`er bo`er hotter MolI cotton poppy dogma; ('hAm> n'hA;m>)m;a ('hAm n'hAm)a /'h< n[d]'h/ hotter and hotter ('hA<D> n'hA;<D>)m;a
('hA;<D n'hA;<D)a /'hA:d< n[d]'hA:d/ harder and harder
Mentre, nei plurisillabi (o in parole terzultimali) si ha (A): ('DAkj'm'nT, 'phA]Tks, 'DAgm'TsT, 'khA<Dgn)m;a ('DAkjmnT, 'phAlTks, 'DAgmTsT 'khA;<D-

120

manuale di pronuncia

gn)a /'dkjmnt, 'pltIks, 'dgmtIst 'kA:dIgn/ document politics dogmati


cardigan
Come si vede dalla f 3.12, l'articolazione di (:) e di (A:) si distingue, soprattutto,
per la labializzazione (leggera: visto che sono due vocoidi bassi); perci, molti parlanti arrivano, pi o meno, a unicarli (ma, produttivamente percettivamente,
le cose sono piuttosto complesse e oscillanti), ottenendo, quindi, anche ('sA;<i,
's:)m;a (('sA<i)a /'s<i/ sorry ('sO:)a /'s;/ so), tanto pi che non sono rare, per
/O:/, articolazioni "intermedie& tra /O:/ e /A:/: (A), come in ('s:, 's;)m;a /'s;/
so e ('s:, 's;A)m;a /'sO:/ sY
Si ha // (x)m;a ("//&), non solo se nale davanti a pausa, ma pure iniziale dopo
pausa, anche se vicino a C velari(zzate), dove nell'accento neutro si ha ()a: (x'ph];) /'plaE/ appI (x's;) /'saEd/ aside (x'ThmpT) /'tEmpt/ attempt (x'Th;In) /b'tEIn/ obtain (x'];sn) /'lOUn/ alone (x'g;) /'gOU/ ago (x'w;I) /'wEI/
YZ (x'<;n) /'<aOnd/ around (x'kh>:) /'k:/ occur
f 3.12. Monottonghi del mediatico americano.
/i, i/ (i), /[']I/ (I)
/I[]/ (, ), /I/ (>), /I</ (<)
/[]/ ()

/E[]/ (E, E), /E/ (E>) /E<, </ (E<)

/[]/ (, ), /;/ ()

/u/ (%)
/U[]/ (, P), /U/ (>), /U</ (P<)
/, / (, *, x|, |x)
/:, :</ ('>:), // (>), /</ (<, >)
/[]/ (x, )
/O:/ (:, A:), /O:/ (:<), /O:</ (:<, :<)
/A:, / (A:), /;/ (:, A:),
/;</ (A:<, :<, :<)

3.4.2.3. La f 3.13 d i dittonghi, per i quali vanno osservate le dierenze per /Ii,
aE, aO, OU, [j]Uu, Uu/ (i, , , , [j]%, )m;a (Ii, a, a, , Uu, ju, Uu)a:
('b;i)m;a ('bI;i)a /'bIi/ bee ('g;)m;a ('ga;)a /'gaE/ guy ('D;n)m;a ('Da;n)a /'daOn/
down inoltre: ('n;s)m;a ('n;)a /'nOU/ no ('Th%;)m;a ('ThU;u)a /'tUu/ o ('n;*)m;a
('nU;u)a /'nUu/ n[ ('fj;)m;a ('fj;u)a /'fjUu/ fuel
f 3.13. Dittonghi del mediatico americano.
/Ii[]/ (i, i)
( /I/}
/EI[]/ (I, )
/aO[]/ ([])

/jUu/ (j%), /[]Uu/ (%)


/[j/]Uu/ ([j/`]) ( /U/}
/OU[]/ ([]), /OE[]/ (, )
/aE[]/ (, )

3.4.2.4. Per le V inne, dobbiamo richiamare l'attenzione su frequenti neutralizzazioni (+ //), che si possono, comunque, produrre con oscillazioni per i parlanti e per
le parole; nei casi estremi, nient'aatto rari, possiamo avere: ('f;)m;a per ('f:)a /'fI/
ll e per ('fi;I, 'fiI)a /'fIi/ feel ('w;)m;a per ('wE:)a /'wE/ well e per ('w;, 'w)a
/'wEI/ wale ('v;)m;a per ('v;)a /'v/ Val e per ('va;, 'va)a /'vaO/ vowel anche ('fP;)m;a per ('f:)a /'fU/ full e per ('fu;U, 'fuU)a /'fUu/ fool e anche ('g;)m;a

3. inglese

121

per ('g,:)a /'g/ gull e per ('g;)a /'gOU/ goal Sono abbastanza frequenti pure le
due varianti aggiunte, che producono: /I/ (i), /A:=, A:0/ (A<): ('khi:, 'sii)m;a
per ('kh:, 's)a /'kI, 'sII/ ki sii, ('phA<k, 'khA<m>, 'DA<]i)m;a per
('phA;<k, 'khA;<m, 'DA;<l)a /'pA:k, 'kA:, 'dA:lI/ park carter, darli.
f 3.14. Neutralizzazioni del mediatico americano (e altre due varianti possibili).
/[']I/ (i)
/I, ii/ (;)

/U, uu/ (;)

/E, EI/ (;)

/, OU/ (;)

/, aO/ (;)

/A:/+/0, =/ = "//& (A<)

3.4.2.5. Per quanto riguarda le C ricordando che queste osservazioni sono generali (e non completamente "obbligatorie& per tutti i parlanti per tutte le parole)
e che le trascrizioni sono "normalizzate&, diciamo che per /l[j]/ abbiamo (][j]):
(']T)m;a ('lT)a /'lIt/ lilt (']:)m;a ('l,:)a /'l/ lull ('mK]j'n)m;a ('mjn)a /'mIljn/
million ('nvsT)m;a ('nAvsT)a /'nvst/ noveli Invece di (]), si pu avere anche
(), velare (che ha un eetto uditivo simile): ('T, ':, 'mKj'n, 'nvsT)m;a.
Inoltre, /</ ha un'articolazione velo-uvulo-{postalveo}-labiata, pi cupa (o pi "dura&): ('<;>)m;a ('<I;)a /'<I/ rear ('<:<)m;a ('<:<)a /'<O:</ roar ('wn)m;a ('wn)a /'wIn/ winner si noti che, generalmente, (<) ha su // lo stesso eetto d'arretramento e
sollevamento di /k, g, , w/ (e (], )): (Th'<;In)m;a (Th'<;In)a /t'<EIn/ to rain.
Come s' visto, le N nasalizzano sia le V seguenti sia, spesso (e noi le segn{i}amo), pure le precedenti, e anche le C intense in contatto.
Per // c' lo stesso comportamento del neutro americano, che, per, spesso s'estende anche a /d/, per cui (']m>)m;a pu valere sia per ('lm)a /'l/ latter che per
('lD)a /'ld/ ladder (&n'T;n, &nm>-)m;a (&nD'T;n)a /nd'stnd/ underand Lo stesso vale per // = (`), come s' visto in n[ e si pu, eventualmente,
avere anche /w/: ('wn:, 'W-, 'hw-)m;a ('wn: 'W- 'hw-)a /'wEn/ when
C' una tendenza ad accorciare un po' le V e dittonghi accentati nali, che segn(i)amo solo qui, perch c' oscillazione (indicando /O:, A:/ come sdoppiamenti, ()m;a,
per (;)a): ('si) /'sIi/ see ('Th%) /'tUu/ o ('DI) /'dEI/ dZ ('g) /'gOU/ go ('h)
f 3.15. Intonazione del mediatico americano.
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 2 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

122

manuale di pronuncia

/'haE/ high ('n) /'naO/ now ('b) /'bOE/ boy ('spAA) /'spA:/ spa ('s) /'sO:/ sY (anche ('sA, 'sAA)).
Il "mediatico& britannico
3.4.3.1. Di recente, stato giornalisticamente chiamato "Estuary English&, in
riferimento all'estuario del Tamigi, ma non limitato a quello, giacch dalle coste
sud-orientali arriva senz'altro anche no a Cambridge, Oxford e Southampton.
Certo l'inusso diretto di Londra eettivo, specie con le varie "new towns& (come Milton Keynes /'mIt 'kIinz/, nel Buckinghamshire settentrionale, 1967), costruite, a partire dal 1946, come unit autosucienti (per abitazione, commercio,
industria, ), al ne di decentrare masse di popolazione, soprattutto da Londra.
Comunque, in generale, il Sud-Est ha sempre condiviso, pi o meno consistentemente, le caratteristiche di pronuncia del tipo londinese; quindi, pi che del
"diondersi& di tale accento, si tratta del suo massiccio "emergere&, col riconoscimento eettivo della sua esistenza.
Molti trovano quest'accento pi genuino e autentico, rispetto al tradizionale
"rp& ("Received Pronunciation&, delle prestigiose e costose e privatissime "Public Schools&, come Eton, Harrow e nchester). L'"& /'A: 'pIi/ noto anche
come "bbc English&, perch usato dalla bbc n dagl'inizi (1927 {e televisione,
1932}), ma oggi, prevalentemente solo nelle emissioni internazionali del "bbc
World Service& radiofonico, e del "bbc World& televisivo, giacch alla maggior
parte degl'inglesi che non l'usano suona troppo ricercato ed elitario.
Il mediatico britannico , quindi, un accento che dev'essere familiare anche allo straniero, ma senza un vero bisogno d'impiego attivo. Comunque, spesso, le valutazioni dei nativi sono soggettive e contrastanti, per quanto riguarda quest'accento; infatti, se, da una parte, lo possono ritenere neutro, o quasi, in riferimento
a persone "comuni&, quando si tratta di persone "pubbliche& come i politici la
stessa pronuncia pu venir denita "cockney&, cio molto dialettale (e poco adatta). Ma, si sa, i giudizi linguistici sono molto pittoreschi e soggettivi; spesso, completamente contrastanti.
3.4.3.2. Come si vede dalla f 3.16, /, , O:/ sono pi alti, (E, O, oo); quest'ultimo sdoppiato (movendosi leggermente verso l'alto), oppure dittongato (verso il
basso) se nale di lessema, pure seguto dai grammemi /z, d/, (o[/]); anche
/E/ pi alto, pur restando nei limiti della propria casella, () (per distinguersi
meglio da // (E)): ('[h]E)m;b ('hT)b /'ht/ hat ('<Ok)m;b ('>k)b /'<k/ ro$
('lo;on)m;b ('l:n)b /'lO:n/ lYn ('lo;)m;b ('l:)b /'lO:/ lY ('mo;)m;b ('m:)b /'mO:/
more ('lo;)m;b ('l:)b /'lO:z/ lYs ('pho;)m;b ('ph:)b /'pO:d/ pored Nel vocogramma, sono segnati, in grigio, i dittongamenti per la vocalizzazione di //: /I,
E, , , U/; si noti il cambio di simboli: ('b;P[])m;b ('b:)b /'bI/ bill ('b;P[])m;b
('b:)b /'bE/ bell (';P[])m;b (';)b /'/ Al ('khP[])m;b ('khT)b /'kt/ cult,
('bU;P[])m;b ('b:)b /'bU/ bull.
Una realizzazione sistematicamente come () per // fa parte d'una strategia di
reazione alla chiusura mediatica (e Cockney), in (E), ma non rientra nella pronun-

3. inglese

123

cia neutra; e causa confusione con //, non neutralizzazione (come qualcuno sostiene), giacch si tratta di parlanti diversi, non degli stessi, pur in medesime localit.
Inoltre, /u/ pi avanzato, (%): (&sc%'ISn)m;b (&sc'IS)b /sIcu'EISn/ situation; /, []|/ sono pi bassi (e avanzati), (a): ('baa)m;b ('bT)b /'b/ butter
('b;a)m;b ('b;)b /'bI/ beer; mentre /:, A:/ sono dittongati, (, A): ('f;[])m;b
('f:[])b /'f:[z]/ fur[s] ('khA;[])m;b ('khA:[])b /'kA:[z]/ car[s]
f 3.16. Monottonghi del mediatico britannico.
/i/ = /Ii/ (I)
/i/ (i), /I[]/ (, P[])
// (, *, a|)
// = //, /:/ ()
/E[]/ (, P[])
/[]/ (E, P[])

/u/ (%), /U[]/ (, UP[])


/[j]U, [j]U</ = /[j]O:, -</
([j]oo0, -oo<, [j]o[/])
/O:/ (oo0, o[/])
// (O)
/, |/ (a), // (P)
/A:/ (A)

3.4.3.3. La f 3.17 ci d le posizioni di /I, I< E, E</; abbiamo appena visto


/I|/ (beer] invece, per /I</ (e /I<, I/ non davanti a pausa) abbiamo pi spesso
(:): ('[h];<n, --)m;b ('h>)b /'hI<I/ heari ('[h]:< n':, --, -;)m;b ('h;> n';)b /'hI< n[d]'E/ here and `ere ('[h]: 'khamz 'san:, '[h];, &[h];'-, &[h]'-)m;b
('h; 'khmz 'sn:, &h'-)b /'hI 'kmz 'sn/ here comes `e sun; va notato che anche /E<, E/ pi spesso sono dei monottonghi lunghi che dittonghi ristretti: ('m;<I, 'm-)m;b ('m>i)b /'mE<i/ Mary (oltre a `ere, appena visto); praticamente,
/U/ passa a /O:/: ('pho;)m;b ('ph:, 'ph;)b /'pU/ poor
Generalmente, in quest'accento, per le sequenze // abbiamo (, a|):
('sIa)m;b ('sIi)b /'sIi/ seer (e anche (A'DIa)m;b (a'D;)b /aE'dI/ idea), ('DT%a)m;b
('Du)b /'dUu/ doer inoltre, ('phlIa)m;b ('phlI)b /'plEI/ plZer ('fAa)m;b
('fa)b /'faE/ re ('hPa)m;b ('Tha)b /'taO/ tower e anche: ('gxa)m;b ('g)b
/'gOU/ goer (m'phloa)m;b (m'phl)b /Im'plOE/ employer (per tutti /-z/
(-)). Per ('fA;)m;b ('fA:)b /'fA:/ far ('khA;)m;b ('khA:)b /'kA:z/ cars si pu avere
anche "/'fA:, 'kA:z/& ('fAa, 'khA)m;b.
f 3.17. Dittonghi // del mediatico britannico.
/I, I</ (, :[], a|, :<)
/I[z/d]/ = /Ii/ (i, ia|)
/E, E</ (:[<], [<])

/[j]U, -U</
= /[j]O:, -</ ([j]oo0, -o[/])

/aE/ (A, Aa|), /aO/ (P, Pa|), /EI/ (I, Ia|), /OU/ (x, xa|), /OE/ (o, oa|),
/Ii/ (I, Ia|, I<), /Uu/ (T%, T%a|, T%<), /A:/ (A) + "/A:/& (A, Aa|), /</ ([]<)

3.4.3.4. La f 3.18 mostra che c' un primo elemento pi arretrato per /Ii, aE/,
cio (I, I, A): ('b;I)m;b ('bI;i)b /'bIi/ bee ('hA;m)m;b ('Tha;m)b /'taEm/ time il

124

manuale di pronuncia

primo elemento pi basso e arretrato per /EI, OU/ (quest'ultimo, similmente al


neutro britannico, anche non-arrotondato; ma arrotondato + //), (I, x):
('D;I)m;b ('D;I)b /'dEI/ dZ ('gx;)m;b ('g;)b /'gOU/ go (('gO;U[])m;b ('g;)b /'gOU/
goal] Il primo elemento pi avanzato per /aO, Uu/, (P, T%) (inoltre, /Uu/
(u[])): ('h;Pn)m;b ('Tha;n)b /'taOn/ town ('hT;%)m;b ('Th;u)b /'tUu/ o
('chT;%)m;b ('Thj;u)b /'tUub/ tube ('fj;u[])m;b ('fju;U)b /'fjUu/ fuel Mentre,
pi alto per /OE/ (o): ('bo;)m;b ('b;)b /'bOE/ boy
Per i dittonghi con secondo elemento anteriore, sono notevoli, poi, i trittongamenti derivati dalla vocalizzazione di // (e realizzati con o senza ()); /Ii, EI, aE, OE/
(IP[], P[], AP[], oP[]): ('[h]IP[])m;b ('hi;I, 'hiI)b /'hIi/ heel ('<IP[])m;b ('>;,
'>)b /'<EI/ rail ('fAP[])m;b ('fa;, 'fa)b /'faE/ le ('oP[])m;b (';, ')b /'OE/ oil.
In [n]ei`er pi frequente la pronuncia "all'americana&: ('[n]Ia -A-)m;b
('[n]a -Ii-)b. Generalmente /i/ si realizza come se fosse /Ii/ (e cos anche /0I-/ dei
pressi): (<I'Ek)m;b (>i'kT)b /<i'kt/ react ('sI)m;b ('sTi)b /'sIi/ ci (<I'gA;)m;b (>'gA:)b /<'gA:d/ regard Per /[0]/ pi frequente () (c', quindi un'estensione di quanto avviene nel neutro per /[z/d]/): ('lp)m;b ('lp)b /'lEpd/ leopard
csto che i fonetisti nativi continuano a trascurare i particolari fonetici, noi (attingendo dai nostri archivi per la descrizione degli accenti regionali e, per ora, senza ulteriori gure, e limitatamente ai sette dittonghi pi tipici) aggiungiamo alcune varianti sociolinguistiche per un certo numero di fonemi. Rispetto a quanto
dato sopra, forniamo anche la trascrizione delle varianti pi marcate (pi "broad&,
"()&), e meno marcate (pi "rened&, cio pi sorvegliate, "()&): /Ii/ (I, i, i),
/EI/ (I, , EI), /aE/ (A, , I), /aO/ (P, P), /OE/ (o, ), /OU/ (x, ,
T), /Uu/ (T%, %, ). Gl'interessati veri non avranno molte dicolt a fare i
confronti, anche in assenza di vocogrammi specici (reperibili in English Pronunciation*]
f 3.18. Dittonghi del mediatico britannico.
/Ii[]/ (I, IP[])

/[j]Uu[]/ ([j]T%, [j]u[])

/EI[]/ (I, P[])

/OE[]/ (o, oP[])


/OU[]/ (x, OU[])

/aO[]/ (P[])

/aE[]/ (A, AP[])

3.4.3.5. Anche per il "mediatico& britannico, sono frequenti le neutralizzazioni


davanti a // (mai, per, quanto in Cockney, la parlata tipica e popolare di Londra); infatti, troviamo frequentemente ('f;P[])m;b per ('f:)b /'fI/ ll e per ('fi;I)b
/'fIi/ feel inoltre, ('[h]a;P[])m;b per ('h;)b /'h/ Hal per ('h;)b /'hEI/ hail e per
('ha;)b /'haO/ howl e anche per ('h:)b /'h/ Hull Ancora, troviamo ('DO;U[])m;b
per ('D;)b /'d/ doll e per ('D;)b /'dOU/ dole e ('f;U[])m;b per ('f:)b /'fU/ full
e per ('fu;U)b /'fUu/ fool (quest'ultimo possibile anche per ('fo;U[])m;b ('f:)b
/'fO:/ fall] (Di () si dir fra poco.)

3. inglese

125

f 3.19. Neutralizzazioni del mediatico britannico.


/I[i]/ (P[])
/-, -/ (P[])
/, EI, aO, / (aP[])

/[j]U[u]/ ([j]U[]) { /[j]O:/ ([j]oU[])}


/O:/ (oU[])
/, OU/ (OU[]), /OUl/ (xl)
{in derivati, anche (OUl)}

3.4.3.6. Per le consonanti, va sbito ricordata la forte preglottalizzazione di /p,


k, c/ che, in pratica, avviene in tutti i casi indicati in 3.2.6.1-2 3.2.7.1; e, inoltre, la massiccia sostituzione di /t/ con (), in tutti i casi dati al 3.2.5.2; mentre si
pu dire che, generalmente, () sostituisce (T) /t, / del neutro. Perci: ('D<Op)m;b
('>p)b /'d<p/ drop ('D<Op)m;b ('>pT)b /'d<pt/ dropped ('phEk)m;b ('phk)b
/'pk/ pa$ ('phEk)m;b ('phkT)b /'pkt/ pa$ed ('<Ic, -S)m;b ('>Iic, -S)b /'<Iic/
rea> ('<Ic, -S)m;b ('>IicT, -ST)b /'<Iict/ rea>ed ('<Aa)m;b ('>aT)b /'<aE/
writer ('f&boU[])m;b ('fp&b;, --, -T-)b /'fUtbO:/ football ('g 'D;Pn)m;b ('gT
'Da;n, -)b /'gEt 'daOn/ get down ('lIlI)m;b ('lITli, -li)b /'lEItli/ lateI ('hA)m;b
('ThA;T)b /'tA:t/ tart ('hsa, -a)m;b ('ThsT)b /'tEst/ teer
Si ha preglottalizzazione di /p, t, k/ (oltre che per /c/, come nel neutro) anche tra
V all'interno di parola o di frase: ('phpa)m;b ('php)b /'pEp/ pepper ('ba)m;b
('bT)b /'bE/ better ('bIka)m;b ('bIk)b /'bEIk/ baker ('l, -)m;b ('lTT,
-)b /'lEIt/ let it Nelle sequenze /st, sc/, c' la variante possibile /s/ () (con ulteriore
assimilazione al contoide che segue, tipica dell'accento pi marcato): ('sOp,
'-)m;b ('sTp)b /'stp/ op ('s<;I~, '<-, '>-)m;b ('s>;I~)b /'st<EInG/ rae
('khwscn, -c-, -cn, -Scn)m;b ('khwsc, -Sc)b /'kwEscn, -Sc-/ question
possibile anche la realizzazione ([) per //: ('ph<I, 'ph<[I 'hwnI, -n[I)m;b ('ph>Ti, 'ThwnTi)b /'p<Ii, 'twEni/ pret en Anche () (oltre a (n, -)): ('khln, 'P[], 'b)m;b ('khlnT, 'T, 'b;T)b /'klIntn, 'Etn,
'b:tn/ Clinton Elton Burton
Inoltre, troviamo (n) per il grammema >-i: ('<xln, '<OU-)m;b ('>l)b /'<OUlI/ rolli quest'esempio mostra anche l'oscillazione per /OU/ davanti a /l/, per
inusso di /OU/ (OU[])m;b ()b, mentre nei non-derivati c' la realizzazione normale: ('phxla)m;b ('phl)b /'pOUl/ polar Si pu avere /k/ in: ('samk, 'nI&k)m;b ('sm, 'ni&)b /'smI, 'EniI/ some`i aJ`i.
Dagli esempi, si sar gi visto che la realizzazione pi frequente per /</ non postalveo-labiata ((>), come nel neutro), ma prevelo(-postalveo)-labiata ((<), corrispondente a quella americana neutra), ma ci sono anche altre quattro varianti piuttosto frequenti: labiodentale, (V), e combinazioni con altre articolazioni, labiodento-labiata, (), labiodento-velare, (), nonch labiodento-postalveolare, (S). Ma ecco alcuni esempi: (<I'<;I~, VI'V-, I'-, I'-, SI'S-)m;b (>i'>;I~)b /<i'<EInG/ rearrae nel caso di /t<, d</ si pu avere anche una realizzazione "corrispondente& al neutro: ('h<;In, -V-, --, --, -S-, 'h>-)m;b ('h>;In)b /'t<EIn/ train
('D<k, -V-, --, --, -S-, '">-)m;b ('>k)b /'d<Ik/ drink
frequentissima l'inserzione d'un // non etimologico: (A'so<)m;b (a-

126

manuale di pronuncia

's;T)b /aE'sO:It/ I sY it, anche in casi come: (A&xv<';, -'h;)m;b (a&v'h:)b /aEOUv'h:d/ I overheard.
3.4.3.7. Gli esempi hanno gi mostrato che una delle caratteristiche pi evidenti, in quanto stigmatizzata socialmente, la realizzazione come "zero& di /h/ (=
(`)): ('[h]A;)m;b ('ha;)b /'haE/ high di conseguenza, sono frequenti pure gl'ipercorrettismi, come avviene per il nome della lettera h (non senza una certa logica "interna&): ('[h]Ic)m;b ('Ic)b /'EIc/. D'altra parte, meno frequente la forma ridotta di him\ ('hP[]hm)m;b ('Thlm)b /'tElIm/ tell him ugualmente per quella di
a\ (I'mE;n)m;b ('m;n)b /'mn/ a man Anche per /0n/, pi frequente la forma meno ridotta: (ph<&nansi'ISn, 'GEksn)m;b (ph>&nnsi'IS, 'Gks)b /p<nnsi'EISn, 'Gksn/ pronunciation Ja$son
Le sequenze /t, d, n/ hanno un comportamento peculiare, in quanto, tipicamente, corrispondono a /c, G/ e (~): ('chT;%n)m;b ('Thj;un)b /'tUun/ tune
('GT;%n)m;b ('Dj;un)b /'dUun/ dune ('~T;%)m;b ('nj;u)b /'nUu/ n[ (in Cockney
proprio ('n;%) = /'nUu/). Occasionalmente, /, / possono passare, rispettivamente,
a /f/ e /d, v/ (tipica pronuncia Cockney, che si pu cogliere anche ai conni della
zona in questione {nonch in altre zone, soprattutto metropolitane, inuenzate da
quest'accento}): ('<;I, 'f<-)m;b ('>I;i)b /'<Ii/ `ree ('s, 'D-)m;b ('s)b /'Is/ `is
('maa, -va)m;b ('m)b /'m/ mo`er.
3.4.3.8. Per quanto riguarda /l/ non c' nulla da dire, mentre per //, come si sar gi visto in molti esempi (in particolare quelli delle neutralizzazioni davanti a
//), tipica la "vocalizzazione& di (, ) in (P) (f 3.19), dopo V e dopo C L'approssimante velo-labiato lateralizzato (), posto fra parentesi, indica una pronuncia meno marcata, nella quale, alla vocalizzazione, (P), s'aggiunge il contoide lateralizzato, per cercare d'attenuare questa caratteristica, spesso stigmatizzata socialmente;
un compromesso intermedio ricorre a (), senz'arrotondamento labiale.
Ecco degli esempi, per completare la panoramica: ('lP[])m;b ('lT)b /'lIt/ little ('phIpP[])m;b ('phIip)b /'pIip/ people ('DvP[])m;b ('Dv)b /'dEvz/ devils
('mP[]k)m;b ('mk)b /'mIk/ milk ('woP[]a)m;b ('w;T)b /'wO:/ Walter
('GnP[]mn)m;b ('GnTmn)b /'GEnmn/ gentleman inne, (&akPl'b,
-P'h-)m;b (&k'h;bT)b /'k 'h:bt/ uncle Herbert in cui vediamo il normale tipo di l prevocalico ((l)), e anche quello intenso, sempre prevocalico: ('nOvs,
-)m;b ('nvsT)b /'nvIst/ noveli
3.4.3.9. Spesso, ci sono accenti secondari in casi come: ('DkS&n<I, 'sm&<I,
'Doom&o<I)m;b ('DkS>i, 'sm>i, 'D;m>i)b /'dIkSn<i, 'sEmt<i, 'dO:mtO:<i/
dictionary cemetery dormitory.
Per l'intonazione, va detto che la tonalit della prima protonica e delle intertoniche contigue meno alta che nel neutro, come si vede dalla f 3.20; la tonia sospensiva pi simile a quella americana; e, spesso, la tonia interrogativa, oltre che come nel neutro, pu essere ascendente-discendente (sempre f 3.20, nella quale diamo solo il tipo diverso): (GspIk 'glS 'w;P[]12)m;b (Dj5spIik 'glS 'w:21,
G-)b Do you speak Eli well?

3. inglese

127

f 3.20. Intonazione del mediatico britannico.


/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 1 2)

/ / ( 2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 2 2)

/ / ( 2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

Testo
3.5.0. La storiella Il vento di tramontana e il sole viene qui riportata in sette versioni diverse. Sono tutte "normalizzate&, nel senso che presentano, sistematicamente e coerentemente, le caratteristiche pi tipiche, riconosciute come peculiari. Si comincia con quelle in italiano, nella pronuncia americana e poi britannica,
giacch, nel metodo fonetico, costituiscono il primo passo per accostarsi all'insegnamentoapprendimento della pronuncia genuina delle lingue straniere (il testo
scritto dato al 2.4.1); ci si basa sui neutri, poich servono anche come riferimento generale. Segue la traduzione inglese, nelle due versioni neutre; dopo c'
quella "internazionale& e, poi, le due "mediatiche&.
Alla ne, come sempre, c' anche la versione che d la pronuncia italiana dell'inglese, da parte dell'italofono neutro, uente in inglese (per lungo apprendimento in immersione fra nativi, ma senza il metodo fonetico), che abbia appreso adeguatamente le prominenze relative, ma che usi, per il resto, gli elementi segmentali e sovrasegmentali tipici dell'italiano neutro. Ovviamente, lo stesso principio vale per le pronunce straniere dell'italiano, date per prime.
Pronuncia americana (dell'italiano)
3.5.1.1. (s&bIisT'chA;v&n2 Uu~'G;<n2| 'vn[T] D&T<mO;n'ThA;n2| 'slI23 'lUun2 &p<ITn'DnD &Ds'phj;u 'f;<TI2 D'lA;T<23 &kwA;nD'vIiD&< UuMvi&G'ThO;<I23 &kIv'nIiv 'nA;ntsi2 'vO;T &nmn'Thl23| Ii&DUuIl[6gA;n[T]i22 D'chIiz<2 'lO;<2 &kIs&<bI'sTA;[ &pju6f;<TI22| khIi&fO;sI<iUu'SIi[2
&l'vA;<I &mn'Thl2 &,vi&G'ThO;<I23||
'vn[T] D&T<mO;n'ThA;n2 &kO;m~'ch; s'fjA;<I23 &kO;Mvi'lnts23| m'phju s6fjA;v22| 'phj;u vi&G'ThO;<I2 &sIisT<~'GIv &nmn'Thl23\ 'ThA;n[T]2
kI&l6fIinI22 'phO;v< 'vnT2 D'v[I D'zsT&<I23 D,&sUup<'phO;z[&23||
'slI2 'lO;<2 &sIimO;'sT<; n'chl23| I&pk'Dp2 &vi&G6ThO;<I2 2
&khIsn'ThIiv 'khA;D2 s'ThO;sI23 &mn'Thl23| &Il&T<mO;n6ThA;n2 2 &fUukO;-

128

manuale di pronuncia

'sT<[2 k'zI;i2| &<Iik6nS&<I22 kh'slI2\ &<'phj;u 'f;<TI23 D'l;I23||


&ThpjchUu[21 &lsT<i'l2| &lvli'A;m <ph[&<I21|||)
Pronuncia britannica (dell'italiano)
3.5.1.2. (s&bIisT5chA;v&n2 u~'G;n2| 5vnT D&>mn'ThA;n2| 'slI3 3 5lun2 &p>ITn'DnD &Ds'phj;u 'f;TI2 D'lA;>23 &kwA;nD5vIiD&>
uMvi&G'Th;>I23 &kIv5nIiv 'nA;ntsi2 5vT &nmn'Thl23| Ii&DuIlT'gA;nTi32
D'chIiz>2 'l;>2 &kIs&>bI5sTA;T &pju'f;TI32| khIi&fsI>iu'SIiT2 &l5vA;>I
&mn'Thl2 &vi&G'Th;>I3 3||
5vnT D&>mn'ThA;n2 &km~5ch; s'fjA;>I3 3 &kMvi'lnts3 3| m5phju
s'fjA;v32| 'phj;u vi&G'Th;>I2 &sIis>~5GIv &nmn'Thl23\ 'ThA;nT2 kI&l'fIinI32 5phv> 'vnT2 D5vTI D'zsT&>I23 D&sup>'phz&T3 3|| 'slI2
'l;>2 &sIim5s>; n'chl3 3| I&pk'Dp2 &vi&G'Th;>I32 &khIsn5ThIiv
'khA;D2 s'ThsI3 3 &mn'Thl3 3| &Il&>mn'ThA;n32 &fuk's>T2 k'zI;i2| &>Iik'nS&>I32 kh'slI2\ &>'phj;u 'f;TI3 3 D'l;I3 3||
&Thpj'chuT21 &lsT>i'l2| &lvli5A;m >'phT&>I21|||)
Testo inglese
3.5.2.0. e Nor` Wind and `e Sun were disputi whi> was `e roer, when
a travel(l)er came alo wrapped in a warm cloak. \ agreed `at `e one who r
succeeded in maki `e travel(l)er take his cloak o ould be considered roer
`an `e o`er.
en `e Nor` Wind bl[ as hard as he could, but `e more he bl[ `e more closeI did `e travel(l)er fold his cloak around him; and at la `e Nor` Wind gave up
`e attempt. en `e Sun one out warmI, and immediateI `e travel(l)er took
o his cloak. And so `e Nor` Wind was obliged to confe `at `e Sun was `e
roer of `e o.
Did you like `e ory? Do you want to hear it again?
Pronuncia americana neutra
3.5.2.1. ('n;< 'wn:D2 n'sn:2 wD'spju[ 'wc wz'sT<O;g23| 'wn 'Th<vl2 'kh;Im 'lO;2 '<pT n'w:<m 'khlk23| I'g<I;iD2\ t'wn 'f;s sk'sIiDD2 m'mIk 'Th<vl2 'ThIk 'khlk 6O;f2 2| &Sbbikn'sD "sT<O;g ni'23||
'n:2 'n;< 'wm:2 'blU;u2 'hA:<D2 zi'kh;23| bt'm:< i6blU;u22| 'm:< 'khlsli2 &Dd'Th<vl2\ 'f;D 'khlk '<anDm23| n[D]'lsT2\ 'n;< 'w:2 'g;Iv 'p
i'ThmpT23|| 'n:2 'sn 'S;n 'aT23 'w;<mli23| n'mIiDiTli2\ 'Th<vl 'Thk 'O;f23

3. inglese

129

'khlk23|| 's;2 'n;< 'wn:D2\ wz'bla; TkM'fs2| t'sn:23 w'sT<O;g23 v'ThU;u23||


&DGlak21 'sT;<i2| Dj'wAn [[]'h<[ gn:21|||)
Pronuncia britannica neutra
3.5.2.2. (5n; 'wn:D2 n'sn:2 wD5spjuT 'wc wz's>g3 3| 5wn 'h>vl2 5kh;Im 'l2 5>pT n'w:m 'khlk3 3| I'g>I;iD2\ t5wn 'f;s
sk'sIiDD2 m5mIk 'h>vl2 5ThIk 'khlk 'f32| &Sbbikn5sD "s>g
ni'3 3||
'n:2 5n; 'wm:2 5bl;u2 'hA:D2 zi'kh;3 3| bt5m:> i'bl;u32| 5m: 'khlsli2 &Dd'h>vl2\ 5f;D 'khlk '>anDm3 3| n[D]'lA;sT2\ 5n; 'w:2 5g;Iv
'p i'ThmpT3 3|| 'n:2 5sn 'Sn 'aT3 3 'w;mli3 3| n'mIiDiTli2\ 5h>vl 'Thk
'f3 3 'khlk3 3|| 's;2 5n; 'wn:D2 wz5bla; TkM'fs2| t'sn:3 3 w's>g>3 3 v'Th;u3 3||
&DG'lak21 'sT;>i2| Dj5wn T'h>T 'gn:21|||)
Pronuncia inglese "internazionale&
3.5.2.3. ('n; 'wn:D2 n'sn:2 wD'spjuuT 'wc wz'sc<g23| 'wn 'ch<vl2 'kh;m 'l;2 '<pT n'w:m 'khlk23| 'g<i;iD2\ t'wn u'f;s
sk'siiDD2 m'mk 'ch<vl2 'Thk 'khlk 'f2 2| &Sbbikn'sD "sc<g
ni'23||
'n:2 'n; 'wm:2 'blu;u2 'hA:D2 zi'kh;23| bt'm:< i'blu;u22| 'm: 'khlsli2 &Dd'ch<vl2\ 'f;D 'khlk '<anDm23| n[D]'lsT2\ 'n; 'w:2 'g;v
'p i'ThmpT23|| 'n:2 'sn 'S;n 'aT23 'w;mli23| n'miiDiTli2\ 'ch<vl 'Thk
'f23 'khlk23|| 's;2 'n; 'wn:D2 wz'bla; TkM'fs2| t'sn:23 w'sc<g<23 v'Thu;u23||
&DG'lak21 'sT;<i2| Dju'wn T'h<T 'gn:21|||)
Pronuncia americana "mediatica&
3.5.2.4. (''n9;< 'wn:D2 'n'sn:2 w>D'spj%[I 'wc wz'sT<;g>23| 'wn ''Th<v]>2 'kh;Im '];2 '<pT n'w:<m 'kh]k23| I'g<;iD2\ t'wn %'f>;s
sk'si[D2 m'mIkI 'Th<v]>2 'ThIk 'kh]k ;f2 2| &SPbbikn'sm> "sT<;g>
'ni'x>23||
'n:2 ''n9;< 'wm:2 'b]%;2 'hA:<D2 zi'kh;23| bt''m9:< ib]%;22| ''m9:< 'kh]s-

130

manuale di pronuncia

]i2 &Dd'Th<v]>2\ 'f;D 'kh]k '<nDm23| 'n[D]']sT2\ ''n9;< 'wI:2 'g;Iv


'xp i'ThmpT23|| 'n:2 'sn 'S;sn 'T23 'w;<m]i23| 'n'mi[iT]i2\ 'Th<v]> 'Thk
';f23 'kh]k23|| 's;2 ''n9;< 'wn:D2 wz'b]; TkM'fEs2| t'sn:23 w'sT<;g>23 v'Th%;23||
&DG]k21 'sT;<i2| Dj'wn ''h<[ gn:21|||)
Pronuncia britannica "mediatica&
3.5.2.5. (noo 'wn:D2 n'san:2 wDspjT% 'wc wz'<Oga3 3| wn
'h<Evl2 kh;Im 'lO2 <Ep n'wo;om 'khlxk3 3| I'g<;ID2\ wan %'fs sk'sIDD2 mmIk 'h<Evl2 hIk 'khlxk 'Of32| &SbbiknsD
"<Og ni'aa3 3||
'n:2 noo 'wm:2 blT;%2 '[h]A;D2 zi'kh;3 3| bmo;< i'blT;%32| mo;
'khlxslI2 &Dd'h<Evla2\ fO;UD 'khlxk '<PnDm3 3| n[D]'lA2\ noo
'w:2 g;Iv 'ap i'hmp3 3|| 'n:2 san 'SOn 'P3 3 'woomlI3 3| n'mIGlI2\
h<Evl 'hk 'Of3 3 h'khlxk3 3|| 'sx;2 noo 'wn:D2 wzblA; kM'fs2| 'san:3 3 w'<Og<3 3 v'hT;%3 3||
&DG'lAk12 'oo<I2| G%wOn 'h;< 'gn:12|||)
Pronuncia italiana dell'inglese
3.5.3. (&denR'twin dende'san:$2 &weRdis'pju:tig$2 wic'wOz des'trO:geR23| 'wE na'trE:velleR2 &kima5lO:g$12| 'rEp$ti na'wOr:m 'klOk:$23| &deja'grid:$2 dtdi'wa nu'fErs[t] sak'si:dd$2 im'mEikin de'trE:velleR2 'tEi kisklOk5kOf:$12| Sud'bi kon'si:deRd$2 s'trOgeR 'dEndi
'a:deR23||
'dEn:2 denR'twin:d$ 'blu2 'zar dezi'kud:$23| 'bat$ de'mO:Ri 5blu12| de'mO:r2 'klOz:li2 'did
de'trE:velleR2 'fOl dis'klOk:2 ka'raundim$23| &ndt5las:t$12| &denR'twin:d$2| ge'vap$ djat'tEmp$t$23| 'dEn de'san:2 So'na;ut$2 'wOr:m$li23| &ndim'mi:djat$li2 de'trE:velleR2 tu'kOf fis'klOk:$23| end$'sO2 denR'twin:d$2 &wzo'blaiG$d$ &tukoM'fEs:2 'dEtde 'san$ wozdes'trOge
&Rvde'tu23|
'di;dju 'laik$21 des'tO:Ri2| &duju'wOn tu'i;Ri ta'gEn:$21|||)
Appendce: ulteriori accenti
3.6.0. Sinteticamente, ora, forniamo le fonosintesi di sei accenti. La pratica fatta coi cinque accenti precedenti (i due neutri e i due mediatici americano e britannico e l'internazionale) permetter, senz'altro d'identicare le peculiarit, partendo dalle trascrizioni diafonemiche, per vedere come si realizzano, in concreto, nel-

3. inglese

131

le zone indicate.
Ovviamente, se non venissero sbito in mente gli esempi adeguati, sempre
possibile riprenderli dall'intero capitolo, a seconda delle sezioni. Chi ha gi nell'orecchio questi altri accenti, chiaramente, trover pi facilmente e spontaneamente sia esempi che valori fonici (nonch collegamenti e analogie). Una trattazione
pi sistematica sar fatta in Eli Pronunciation* (in bibliograa); ma l'attento
esame dei vocogrammi forniti qui dar gi moltissime informazioni dettagliate.
Canadese
3.6.1. Colpiscono, soprattutto, le V coll'unicazione di /O:, O;, , ;/ in (:) e di
/O:, O:<, <, ;</ in (:<) (('s;<i) /'s<i/ sorry), e, in particolare, i dittonghi, per i tassofoni ristretti di /EI, OU/ (eI, oU), e di quelli di /aE, aO/ seguti da C non-sonora nella parola, (, ): ('nT, 'T) /'naEt, 'aOt/ night out. Ci sono tassofoni neutri e non-neutri per molte V e dittonghi + //; quelli neutri che cambiano fono sono: /,
, U Ii, EI, aE, OE, Uu/; gli altri sono /I, E/ e // con altre tre varianti; oltre
alla possibilit d'inserire () prima di (). Come distribuzione fonemica, certe parole si pronunciano con elementi vocalici "britannici& altre con quelli "americani&. Per le C la situazione pi simile a quella americana, che non a quella britannica.
Nella pronuncia corrente e mediatica (del secondo vocogramma), c' l'ipercor/u/ (), /U/ (U)
/U</ (U<), /U[]/ (, U)
// = //, // (, *, |)
// (), /</ (<, ), /:, :</ (':)
/[]/ (, )
/O:, O:<, <, ;</ (:<)
/O:, O;, , ;/ (:)
/jUu/ (ju), /Uu/ (Uu)
/Uu/ (ju, Uu)
/[j/]Uu/ ([j/`]uU)
/OU/ (oU)
/OE[]/ (, )

/i, i/ (i), /I/ (I) >-ing


/I/ (I), /I</ (I<), /I[]/ (, )
/E[]/ (, ),
/E/ ()

/E</ (<),
/[]/ (, ), /</ (<), /;/ ()
/A:/ (A:), /A:<, A:/ (A:<)
/Ii[]/ (Ii, iI)
/EI[]/ (eI, e)
/aE[]/ (a, a, =, =)

/aO/ (a, =)
/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 ' 2 2)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

132

manuale di pronuncia

Varianti correnti e mediatiche


/i|/ ([I]i), /I[]/ ([])
/I/ (In) >-ing
/E<, E</ (e<), /E/ (e;)
/[]/ (), /E[]/ (E, )
// (E) { (;))
/[]/ (, a)

/U[]/ (P[])
/O:/ (o:<, O:<)
/O:<, <, ;</ (o;<, O;<)
// (, , x)
/O:, O;, , ;/ (A:, A) { (:)}
/Uu/ (%, u) { (Uu)}
/Uu/ (u) { (Uu)}

/aE=/ (i)
/EI[]/ (e, )
/aO/ (, ), /aO=/ (x)

/OE[]/ (o, o)
/OU/ (P)
/Ii, EI, aE, aO, OE, OU, Uu/ + // = //

rettismo che pu produrre /jUu/ per /Uu/ [noon too do), legato al fatto che, per
/Uu/, si ha la pronuncia attenta che preferisce /jUu/, dopo /n, t, d/. Inoltre, c' nasalizzazione di /, / (, ), anche in // (soprattutto per //); inne,
per /l/, si ha (]), in questi tipi di pronuncia.
Australiano
3.6.2. Presentiamo, separatamente, quattro accenti diversi: il neutro ("cultivated&, primi tre vocogrammi, come tutti i neutri, usato da una percentuale ridotta
di parlanti, che l'hanno appreso volontariamente).
L'accento mediatico ("general&, seconda serie di tre vocogrammi, dei mezzi di
comunicazione di massa e di molti parlanti), il marcato ("broad&, terza serie di tre
vocogrammi, tipico delle classi pi popolari, che ha anche una forte nasalizzazione), e anche il manierato ("modied&, quarta serie di tre vocogrammi, usato da una ristretta lite di parlanti, che puntano a imitare la pronuncia britannica tradizionale o manierata, ma che ritenuto aettato e inaccettabile).
Per ogni accento, si procede dai monottonghi (del primo vocogramma), passando ai dittonghi e, inne, ai dittonghi di centratura (del terzo vocogramma; si noter, a quest'ultimo proposito, la peculiarit dell'accento marcato). Per //, si ha regolarmente //, tranne che nella pronuncia manierata.
La caratteristica pi tipica (simile a quella del britannico mediatico e del Cockney) consiste nella pronuncia pi estesa dei dittonghi /Ii, EI, aE, OE, aO, OU, Uu/, come si vede dai rispettivi vocogrammi (oltre a (I, e) per /I, E/, giacch, solo in pronuncia manierata, si pu avere () per /E/). Il diafonema // ha comportamento
"britannico& (anche se non pochi giovani australiani, soprattutto femmine, che
vivono all'estero, presentano un oscillante uso di (>), non-neutro). Si vedano bene
i vari tassofoni + //.
Si ha, sistematicamente, "/OUl/& (mentre in Cockney e nel mediatico britanni-

3. inglese

133

co ci sono coppie minime con "/Ul/& "/OUl/&, come polar] Occasionalmente, si pu avere "/O:/&, per /O:/ (sia "/Or/&, sia "/or/&). Tranne che nel neutro, per
i dittonghi /Ii, EI, aE, OE/, si ha (, ); inoltre, /{}/ ({}, {}), senza
vocalizzazioni (con (, ), dopo foni con componente labiale).
Accento neutro/"Cultivated Australian E.&
/i/ (i)

/u/ ()
/U/ (U)
/:/ (:), // (, *, |)
/O:/ (o:) {/O:|/ (o), /O:0/ (oo)}

/I[]/ (I, )

/E[]/ (e, )
/[]/ (E, )
/[]/ (, ), /A:/ (a:)
/Ii[]/
(i, i)
/EI[]/
(I, )
/aE[]/
(, )

/[]/ (, )

/Uu[]/
(, Uu)
/OE[]/
(o, o)
/OU[/l]/ (T,
OU, OUl)
/aO/ ()

/I[],
I</
(I[|])

/[j/]U[],
-U</
([j]U[|])
{ /[j]O:/}

/E,
E</
([|])

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 ' 3 2)

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

Accento mediatico/"General Australian E.&


/i/ ()
/I[]/ (I, )

/U/ (U)
/:/ (:) // (, *, |)
/O:/ (o:)

/E[]/ (e, )
/[]/ (E, )

/[]/ (O, )

/[]/ (, ) /A:/ (a:)


/i/ (, )
/Ii[]/ (, )
/EI[]/ (, )
/aO/ ()

/Uu[]/ (T%,
, T, u)
/OE[]/
(o, o)
/OU[/l]/
(T, OU, OUl)
/aE[]/ (A, A)

/I[],
I</
(I[|])
/E,
E</
(e[|])

/[j/]U[],
-U</
([j]U[|])
{ /[j/]O:/}

134

manuale di pronuncia

Il diafonema // ha ([), come in americano. Per /0, 0/, il neutro ha (0,


0). Il neutro ha, quindi, (l), senza vocalizzazioni (presenti, per, in pronunce
marcate). possibile avere la pronuncia non-neutra /l/ (]), per -l + -y -ie -i -er
(grammemi {o anche pseudogrammemi} aggiunti a //).
Accento marcato/"Broad Australian E.&
/i/ ()
/I[]/ (I, )
/E[]/ (e, )

/u/ ()
/U/ (U)
/O:/ (o:)
/:/ (:), // (, *, |)

/[]/ (E, )

/[]/ (O, )

/[]/ (, ), /A:/ (:)


/I[], I</
/Uu[]/
=
/Ii/ ()+
(%, )
(>, 0, |)
/OE[]/
/E, E</
(o, o)
(e:[|])
/OU[/l]/
(T, OU, OUl)
/aE[]/ (, )

/i/ (, )
/Ii[]/ (, )
/aO/ (E)
/EI[]/ (, )

/U[, -<]/
=/Uu/ (%)
+(>, 0, |)
{ /O:[]/}

Accento manierato/"Modied Australian E.&


/u/ (u), /U/ (U)
/U/ (U), /:/ (:), // (, *, |)

/i/ (i)
/I[]/ (I, )

f :0, o0)
/O:/ (: :,

/[]/ (, )
/A:/ (a:)
/Ii[]/
(Ii, iI)
/EI[]/
(EI, E)
/aO/ (ax)

/Uu[]/
(u, Uu)
/OU[/l]/ (T,
U, Ul)
/OE[]/
(, )
/aE[]/ (a, a)

/[]/ (, )
/[]/ (, )
f

/E[]/ (, )

/I[], I</
(I>, I0, I|)
/E, E</
(>,
0, |)

/[j]U[]/
([j]P>,
P0, P|)
{ /[j]O:/}

Neozelandese
3.6.3. Oltre all'accento neutro, con tre vocogrammi (i primi), presentiamo
quello mediatico (per il quale i dittonghi di centratura corrispondono a quelli neutri {quarto e quinto vocogramma}) e quello marcato (per il quale {dato nel sesto

3. inglese

135

e settimo vocogramma} i monottonghi corrispondono a quelli mediatici, mentre


i dittonghi di centratura sono peculiari, compresa l'unicazione di /E, E</ con
/I, I</, e la possibile unicazione di /U, U</ con /O:, O:</). Quindi, per /E</
(e>, e;>, e>) (anche in parlata meno neutra, il timbro sempre (e): (e>, e)). Per
/I</ abbiamo (> >, ); mentre, per /I</, (I>, iI); per idea\ /aE'dIi/.
sempre distinto /</ (E> >) (in tutti gli accenti). Occasionalmente, si pu avere "/O:/&, per /O:/ (sia "/Or/&, sia "/or/&). I trittonghi non s'attenuano in dittonghi. Anche nel neutro, si ha /I/ () (non "(, )&). In Nuova Zelanda, /;, A;/
= /A:/, /;, O;/ = //, // = /, I/ (: /I/ solo una scelta volontaria); ni /'fInIS/ ('fnS 'fnS), visit /'vIzt/ ('vzT, 'vzT).
La caratteristica pi tipica consiste in (, e) per /I, E/, nel neutro (ma (, ), negli altri accenti), oltre alla pronuncia dei dittonghi /Ii, EI, aE, OE, aO, OU, Uu/ (simile a quella dell'australiano, del britannico mediatico e del Cockney), come si
vede dai rispettivi vocogrammi. Inoltre, /:<, :/ arrotondato, (:) (oppure solo
parzialmente, (+, +|), negli altri tipi di pronuncia).
Il diafonema // ha comportamento "britannico& (anche se tipica la caratteristica regionale della parte sud e rustica dell'isola meridionale, per cui // si comporta all'"americana&). D'altra parte, in parole in -r specie nei monosillabi, la pronuncia non-neutra pu far sentire l'// anche in altre zone della Nuova Zelanda.
Il neutro ha /</ (>) (il non-neutro anche ()), e pu avere, come in britannico,
/t<, d</ ([h]>, ">), oltre ai normali ([h]>, >) (negli altri accenti, anche (c[h]>, G>)
/i/ (i)

/u/ ()
/U[]/ (, U)
/O:/ (o:)

/I[], I/ (, , )
/E[]/ (e, )

/:/ (:), // (, *, |)
/[]/ (, )
/[]/ (O, )

/[]/ (E, )
/A:/ (a:)
/Ii[]/
(Ii, iI)
/EI[]/
(EI, E)
/aO/ (aP)

/Uu[]/
(, uu)
/OE[]/ (I, )
/OU[/l]/ (,
U, Ul)
/aE[]/ (a, a)

/I, I</
(I, I|)

/U, U</
(U, U|)
/O:, O:</
(o, o|)

/E, E</
(e, e|)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 3 3)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 2 2)

/ / (2 2 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

136

manuale di pronuncia

Varianti dell'accento mediatico


/i/ (Ii) { /Ii/ (i, i)}
/I[]/ (, )
/E[]/ (, []0, )
/:/ (+, +|)
/[]/ (, []0, )
/A:/ (a)
/Ii[]/ (i, i)

/u/ (%)
/U[]/ (w, U)
// (, *, | )
/O:[]/ (o, oU)
/[]/ (O,
O)
#
/[]/ (, , )

/Uu[]/ (T%, Uu)


/OE[]/ (o, o)

/EI[]/ (I, )
/aO/ ()

/OU[/l]/ (@T, OU, OUl)


/aE[]/ (A, A)

Varianti dell'accento marcato


/Ii[]/ (i, i)

/Uu[]/ (%, u)
/OE[]/ (PI, P)
/OU[]/ (x%, U, Ul)

/aO/ (Ex)
/EI[]/ (a, a)
/I, I</
/E, E</ (iI, iI|)
{ /I, I</
/E, E</}

/aE[]/ (, )
/U, U</ (uU, uU|)
{ /U, U</
/O:, O:</ "/O/&
(o;, o;|)}

e (c[h], G), compreso /st</ (Sc>, Sc)). Nella pronuncia non-neutra, spesso /t, d/
= (c, G).
Il neutro pu avere /hw/ (W), ancora abbastanza diusamente, anche come pronuncia corrente; inoltre, ha (l); mentre, la pronuncia non-neutra ha (]) e anche (, , ). Tranne che nel neutro, per i dittonghi /Ii, EI, aE, OE/, si ha
/, /; a meno che non ci sia vocalizzazione in (). Per /0, 0/, il neutro ha ((0, , 0)); gli altri accenti, (0, 0, 0 0P): milk /'mIk/ ('mk
'mk 'mk 'mk).
Si ha, sistematicamente, "/OUl/& (mentre in Cockney e nel mediatico britannico ci sono coppie minime con "/Ul/& "/OUl/&, come polar). S'osservino attentamente i numerosi tassofoni + //, neutri e non-neutri.
Inoltre, in pronuncia non-neutra, sono pi o meno regolari neutralizzazioni
fusioni vocaliche (con le realizzazioni date nei vocogrammi; quelle date fra parentesi tonde hanno ricorrenza minore): abituali /Ii, I/ = /I/ {/Ii/} /Ii, I/ = /iI/

3. inglese

137

{/I/} /OU{0/} {0/}/ = /OU/ {//}; frequenti /I, E/ = /Ii/ {/I, E/} /I<,
E</ = /Ii</ {/I<, E</} /E<, E</ = /E</ /El, l E, / = /E /; /, aO/ = /, aO/
/, / = // {/OU/} /U, Uu/ = /U/ {/Uu/} /O:, U/ = /O:/.
Sono occasionali\ /{j}U, :/ = /:/, /I, U/ = /U/ /I, / = // /aO, A:/ = /A:/.
Inoltre, la pronuncia non-neutra pu avere, per -own "/OUn/& e il dittongamento di /E, /, particolarmente frequente per /{0}/. Correntemente, women si pu
pronunciare come il singolare: /'wUmn/.
Per /t, / (e /p, k, c/) si ha comportamento all'americana (senza glottalizzazione; ma, tra V si pu averne uno alla britannica, con deocclusione di /p, t, k/). Con
//, la pronuncia neutra "lega& regolarmente, ma evita di farlo se non c' nella graa; mentre, gli altri accenti usano molto anche la legatura non etimologica.
In generale, le forme ridotte sono meno frequenti e meno sistematiche. Tendenzialmente, non c' riduzione completa per you her been (anche non-accentato) ,
pi spesso, pieno: /bIin/. In casi come aect eect e allusion illusion soprattutto
in pronuncia meno neutra, per a- si ha // (); per i- e- /I, , /, si ha (/). frequente (/) anche per l'articolo a
Per -ary -ery , spesso, si ha accentazione all'americana, ma il neutro preferisce quella britannica.
Britannico tradizionale
3.6.4. la classica pronuncia conosciuta col nome di (Received Pronunciation), unica ammessa dalla no a una o due generazioni fa, con /Ii, EI, OU, Uu/
ristretti (Ii, eI, P, Uu), e /aE, aO, OE/ con primi elementi ben dierenziati, (,
AP, O) (e all'opposto di quelli mediatici, (A, P, o)), senza glottalizzazione di
/p, t, k, c/ (: n (0), n (), con la sola ricorrenza possibile di () per /t/, davanti
a sonanti: ('skTln, 'skln) Scotland). S'osservino i tassofoni di V brevi e di
dittonghi con primo elemento anteriore davanti a //.
Inoltre, ha /</ solo se graco-etimologico (eventualmente, piuttosto, ha (),
tranne che, a volte, nel parlato informale o colloquiale); alta frequenza di "/tj, dj,
sj, zj, j/&, come in ('khwsTjn, -scn 'sjUup, 'sUu-), queion super (con (S Z, Sj Zj)
solo in pronuncia colloquiale o informale, per /'kwEscn, 'sUup/ ('khwscn,
'sup)); /;f, -, -s, -ft, -st/ = /O:/ (O:) (come in ('O;f, 'lO;sT) o lo per /';f, 'l;st/ ('f,
'lsT)); /</ (>, 'R, R, R, pR, bR, kR, gR).
Presenta, invariabilmente, (-) /-I/ ha (h, `) per /h/ hotel, e (`) in forme ridotte con h e in -ham; /w/ (w), ('wn:) when; inoltre, my non-accentato /m,
mI, m/ ancora, /EI, OU/ (, P) prima di ('): vacation november, e /-OU/ (P) nale del primo lessema in un composto (anche se separato): window sill. Per ar possibile "/A/& (A;); anche "/O/& per /O:/ per /<, </ si ha (>), e per /i,
i/, (): ('khA:, 'khA; 'mO; 'mE>, -R) /'kA:, 'mO:, 'mE<i/ car more Mary.
frequentissima l'attenuazione dei trittonghi (ma meno che in pronuncia manierata, o in Cockney), anche fra parole, pure per /I/: ('f;, 'f: ~'GOT, ~-)
/'faE, aEIn'GOEIt/ re I enjoy it. Le strutture intonative sono, sostanzialmente, quelle del neutro; con le tonie conclusiva e sospensiva, molto frequente il tipo di fonazione cricchiato.

138

manuale di pronuncia

/I[], i, i/ (, )
/E[]/ (, )

/[]/ (, )
/Ii[]/ (Ii, iI)

/U[], u/ (, U)
// () {anche desin.)
// (, *, |), /:/ (:)
/[]/ (, ), /O:/ (O:)
/A:/ (A:), // ()
/[j]Uu[]/ ([j]Uu, [j]uU)

/EI[]/ (eI, e)

/OU[]/ (P, oU)

/aE[]/ (, )

/OE[]/ (O, O)
/aO/ (AP)

/I[], I</ (, |)

/E, E</ (E, E|)

/[j]U[], -U</ ([j], [j]|)


{ ([j]P, [j]P|) /[j]O:/
"/[j]O/&)
"/O[], O</& (O, O|)
( /O:/ (O:, O:|)}

/Ii/ {(Ii, Ii|) ) (I:, I:|) ( /I/}

/Uu/ {(u, u|) ) (U:, U:|)


( /U/, non /O:, O/!}

/EI/ {(eI, eI|) ) (e, e|) ( /E/}

/OU/ {(P, P|) ) (P, P|)

/aE/ {(, |) ) (, |)

/OE/ {(O, O|) ) (O, O|)


/aO/ (A, A|) ( (AP, P|)}
( /A:/ (A:, A:|)}

Britannico manierato
3.6.5. Pu esser esibito da aristocratici e persone con posizioni molto importanti nelle istituzioni sociali, religiose e culturali; ma, generalmente, valutato come
troppo aettato. caratterizzato da /I, U/ pi periferici, (I, U) (invece di (, )); ma
pi centralizzati in /I, I< E, E< U, U</ (x, | x, | Px, P|); ha /</
(x>) e per /i|/, (): ('mx>) Mary.
Il fonema /I/ completamente non-accentato (), come pure /i/ (invece di (i)),
e, davanti a pausa, si ha addirittura (): (&vz'blT, -T); ha /-I/ (-n, ) anche
// (), e cos pure molti //.
Inoltre, /E, / sono pi chiusi (e, E); /I, E, /, nali in sillaba accentata caudata
in C sonora davanti a pausa, si dittongano in (I, e, E): ('bI, 'we, 'bE) big
web bad.
Sono pi posteriori /:, :< A:/ (x:, , :) (e quest'ultimo ha una ricorrenza
maggiore che in pronuncia neutra); per ar possibile "/A/& (;). I dittonghi so-

3. inglese

139

/I[], i/ (I[|], , I), /I/ ()


/i/ (, |)
/E[]/ (e[|], )
/[]/ (E[|], )

/EI[]/
(, )
/aE[]/
(, )
/Ii/
(i:x, i:|)
( /I/
(Ix, I|)}
/EI/
(, |)
( /E/}
/aE/
(:, )

/[j]Uu[]/
/I[], I</
([j]uu,
(x, |)
[j]uu)
( (jx:)
/OU+/ (P)
= /j:/}
/OU[]/ (+, P)
/E, E</
/OE[]/
(, |)
(@, @)
/aO/ (Ax)
f

F
f

/Ii[]/
(ii, ii)

f
/U[], u/ (U, U)
/O:/ (o:)
// (, *, |), /:/ (x:)
/zd/ (, x|), // (, |), // ()
/[]/ (, )
/A:/ (:), // ()

/Uu/ (u:x,
u:|) ( /U/,
non /O:/!
(Ux, U|)}
/aO/
(A:, A)

/U/ (,
|)+/:/

/[j]U[], -U</
([j]Px, [j]P|)
( /[j]O:/
(jx:) = /j:/}
/O:zd|/
= /O:[]/
(o:|, o:|,
o:[x]zD|)

/OE/
(@x, @|)

no parecchio ristretti e con timbri particolari, specialmente /Ii, Uu/ (ii, uu) e /aO,
OE, OU/ (Ax, @, +) (e (P), per (Ii, u, a, , ) e ()). Per V brevi e dittonghi col primo elemento anteriore ci sono tassofoni che richiedono simboli diversi.
senza glottalizzazione di /p, t, k, c/ (: n (0), n (), con la sola ricorrenza
possibile di () per /t/, davanti a sonanti: ('skTln, 'skln) Scotland] ha una
certa frequenza di "/tj, dj, sj, zj, j/&, come in ('khwesTjn, -scn 'sjuup, 'suu-),
queion super (con (S Z, Sj Zj) solo in pronuncia colloquiale o informale, per /'kwEscn, 'sUup/ ('khwscn, 'sup)); /;f, -, -s, -ft, -st/ = /O:/ (o:), oltre a // () in
certe parole, oggi, ma o resta con /O:/.
/</ (>, 'R, R, R, pR, bR, kR, gR) (anche ('V), e pure ('e, '=) in alcune parole frequenti: very terrible sorry tomorrow); frequente /</ non graco-etimologico. L'"aspirazione& di /p, t, k, c/, spesso, debolissima (in opposizione al Cockney). Inoltre, ha (`) per /h/ hotel /w/ (w), ('wen) when my non-accentato
/mI, m/ /-OU/ (P) nale del primo lessema d'un composto (anche se separato):
window sill.
frequentissima l'attenuazione dei trittonghi (come in Cockney), anche fra parole, pure per /I/: ('f;, 'f: ~'G@T, ~-) /'faE, aEIn'GOEIt/ re I enjoy it.
Le strutture intonative sono, sostanzialmente, quelle del neutro; con le tonie conclusiva e sospensiva, molto frequente il tipo di fonazione cricchiato; parafonicamente, c' espansione tonale e, in tonia, ci sono allungamenti sillabici.

140

manuale di pronuncia

Cockney (Londra)
3.6.6. Pi tipicamente, la parlata della parte popolare orientale di Londra [`e
Ea End] che comprende il porto. Le caratteristiche vocaliche maggiori sono costituite dai dittonghi, che presentiamo, nella forma pi tipica, nel secondo vocogramma, mentre aggiungiamo, nel terzo, le varianti meno marcate (, sette) e pi marcate
(*, due {con bordi grigi}). I parlanti possono oscillare, frequentemente, fra questi tre
tipi: /Ii/ (, i), /EI/ (, ), /aE/ (, ), /aO/ (EX, X, *) (quest'ultima variante, generalmente "descritta& come "(:, a:)&, il dittongo pi ristretto di tutti), /OE/
(o, o), /OU/ (P, @+, X*), /Uu/ (%, %). Generalmente, il diafonema // /I/ ().
Per i monottonghi, le caratteristiche pi evidenti oltre a certi timbri sono i
dittongamenti contestuali; infatti, nell'accento pi tipico e marcato, /E, , / in
monosillabi accentati (bi)caudati cio con /0, 00/ sono pronunciati (, E,
O); per i primi due fonemi, il fatto particolarmente evidente con /n, nd, t, d ,
k, ks, g/ (anche se /t/ = ()) e con altre C sonore (ma anche non-sonore), come in:
('E) /'dd/ dad (per ('D;).
Un fenomeno simile avviene per /O:{}/, che (sebbene, in pronuncia non-marcata, sia (o:)), pi tipicamente, (oU), come in: ('lo;Un, 'woU, 'oU>) /'lO:n, 'wO;, 'stO:<i/ lYn water ory (per ('l:n, 'w;T, 'sT;>i)); nell'accento medio e in
quello meno marcato, in tutte le posizioni, si ha sempre (o:, oU), rispettivamente;
invece, nell'accento pi tipico e marcato, se nale di parola davanti a pausa, si ha
(oU).
Per, in posizione nale, all'interno di frase, oppure coi grammemi /z, d/, si ha
(oU): ('phoU) pY pore pour poor (per ('ph:) /'pO:, 'pO:/, e ('ph:, -;) /'pU,
-O:</ per l'ultimo {secondo l'ordine fonemico pi internazionale}); ('phoU) pYs
pores pours poor's (per ('ph:) /'pO:z, 'pO:z/, e ('ph:, -;) /'pUz, -O:<z/).
Come distribuzione, /O:/ pi frequente (come anche in pronuncia tradizionale e manierata) che nell'accento neutro, specialmente per /;/: ('oUf, 'whloUf,
'wh>oUs) /';f, 'kl;, 'k<;s/ o clo` cro. Si pu dittongare anche /:/ (:, ;), e
sono notevoli pure i timbri di /A:, / (anche per /{}|/): ('wh:, -:* 'f;v, 'f-)
/'kA:, 'f:/ car fur`er Le V segute da N (e, spesso, anche quelle precedute) si
nasalizzano (compreso il dittongo /aO/, indipendentemente dal contesto); per il
grammema /I/ si hanno (In, n, ), e, per -`i frequente (-fk): ('m3n,
'samfk, 'saM-, 'n'I&fk) /'maEn, 'smI, 'EniI/ mine some`i aJ`i.
Il quarto e il quinto vocogramma danno le realizzazioni di /I, I< E, E<
{j}U, -< aE, aE< aO, aO</ (per /{j}U-/ si ha, spesso, il passaggio a /{j}O:-/); invece, il sesto e il settimo danno le varianti pi marcate, mentre l'ottavo no al decimo danno quelle meno marcate.
Inoltre, abbiamo: /EI, -</ ( , |)* (, | A, |), /OU, -</ (, |
P, P|)* (@+, @+|), /OE, -</ (o, o|)* (o, o|) (o, o|), /Ii, -</ (,
| , |)* (i, i|), /Uu, -</ (, | %, %|), /I, -</ (, :, |, ;>),
/E, -</ (, :, |, ;>), /U, -</ (o, o:, o|, o;>) (quindi, come /{j}O:, -</).
Ma vediamo, nell'ultimo vocogramma, le molte (e tipiche) neutralizzazioni di
/{}/ + // che si vocalizza in (P) (in pronuncia pi marcata, (U), e in quella meno marcata, (PU), che non segn{i}amo): /I, I, Ii, Ii/ (P), /E, E, :/ (P),

3. inglese

141
/u/ (%), /U[]/ (, UP, )
// (, *, |)
/O:/ (oU) {(o:)} {(oU +
z/D, oU|, oU>) = /U/}

/i/ (i), /i|/ = /Ii/ ()


/I[]/ (, P, ), // ()
/E[]/ ([0], P) {()}
/:/ (:) ()
/[]/ (E[0], P) {(E)}
/[]/ (, aP)

// (O[0]) {(O)}
/A:/ (:) {(:)*]

/[j]Uu[]/
([j]%, [j]P) /Ii/ (i)
/OE[]/
/EI/ ()
(o, oP)
/OU/ (@+)
/OU/ (P)
{(X)*}
/aE[]/
/aO/ (X)
(, P)
{()*]
/[j]U/
([j]U, -U:, -U|)
/[j]U</
([j]U:>) /[j]O:/

/Ii[]/
(, P)

/aO/ (EX)
/EI[]/
(, P)
/I/
(I, I:, I|)
/I</ (I:>)
/E/
(e, e:, e|)
/E</ (e:>)

/aO/ (E, E|)

/I/ (I, I,
I|, I>)*
/E/ (e, e,
e|, e:>)*

/[j]Uu/
([j]%,
[j]T%)
/OE/ (o)

/aE/ ()

/aE/
(, |)
(, |)
/aE</ (>)

/[j]U/ ([j]oU,
-oU, -oU|,
-oU>)* = /[j]O:/
/aO/ (:)*
(, |)*

/aO/
(X, X|)
(, |)

/aE/
(, |)*

/aE/
(, |)
(, |)
/I/
(, :, |, :>)
/E/
(, :, |, :>)

/[j]U/
([j]o, [j]o:, [j]o|,
[j]o:>) = /[j]O:/

il dittongo pu
/EI, , aO, aO/ (P), // (aP, P*) (nell'accento pi marcato,
coincidere con /OUl/ (Pl), interno di lessema), /A:, aE, aE/ (P), /, OU/

142

manuale di pronuncia

/I[], Ii[]/ (P)


/E[], :/ (P)
/, EI[], aO[]/ (P)

/[j]U[], -Uu[], -O:/ ([j]ou)


{/[j]U[], -Uu[]/ ([j]Uu)}
/-[], -/ (P) ( (PU), (U)*}
/OU/ (OP) /OUl/ (Pl)
{in deriv. + (OPl)}
// (aP) {(OP)*}, // (OP)
/A:, aE[]/ (P)

(OP) (in derivati di /OU/ si ha (OPl), invece di (Pl), proprio come nella pronuncia mediatica), /{j}U, -U, -Uu, -Uu, -O:/ ({j}ou) (per /{j}U, -U, -Uu, -Uu/, c'
anche la realizzazione ({j}Uu), meno marcata).
Per /OE, OE/, abbiamo (oP) (anche nell'accento meno marcato); per /-, -,
-/ si ha (P) (e (U)*, (PU)); -el -al e 'll dopo V possono avere una durata un po'
maggiore (P;, PU) (come per /-, -/). Per /-, -, -/, abbiamo (Pl, Ul*),
uncle Herbert ["'Erbert&] (&kPl'b{}).
Nei primi due vocogrammi, sono segnati, in grigio, anche cinque V e cinque
VV che, davanti a //, possano non subire la tipica neutralizzazione dell'ultimo vocogramma (dato di sguito).
Per le C la caratteristica pi tipica riguarda /p, t, k, c/, che sono tipicamente
pre-glottidalizzati, (=), anche (), in tutti i casi in cui possibile la sin-glottalizzazione nell'accento britannico ( 3.2.6.1-2, 3.2.7.1), o in cui c' la pre-glottalizzazione nel britannico mediatico ( 3.4.3.6). Anche per le realizzazioni fonetiche ci sono delle dierenze; infatti, per la pronuncia pi tipica e marcata, c' il passaggio di /p, t, k/ agli occlu-costrittivi corrispondenti: (p, , w), pure "aspirati&
(nei normali contesti previsti anche per la pronuncia neutra): (ph, h, wh) (che
possono dare l'impressione d'un'"aspirazione& maggiore). Ma, l'elemento pi tipico e marcato la sostituzione di /t, / con () in tutti i casi visti al 3.2.5.2, ma con
ulteriori contesti caratterizzanti (: tranne che davanti a un nucleo tautosillabico
accentato, o dopo pausa, o dopo /s/, ('h, |h, 's, s)).
Esempi: ('b) /'b</ butter ('woU) /'wO;/ water ('whO) /'kt/ cotton
('s) /'sIt/ sitti ('bO) /'bm/ bottom ('b) /'b:t/ Burton ('P) /'Et/ Elton ('whln) /'klIntn/ Clinton ('lP) /'lI/ little ('ph;na, -;-) /'pA:tn/ partner ('sp>l) /'sEp<tli/ separateI ('lOs) /'lts/ lo_
Altri esempi: ('phan, -n,, -n, -n[, -n) /'pEIn/ painter ('phan,
-n,, -n, -n[, -n) /'pEInt/ paint it ('woU) /'wO:/ Walter ('oU, -,,
-[, -) /'hO:t/ halt it (';, -,, -[, -) /'stA:t/ art it (', ',, '[,
') /'hIt/ hit it ('lP 'b 'b) /'lI 'bI v'b/ a little bit of butter
('ph 'p) /'pU 'p/ put up ('ph 'p) /'pU 'p/ put it up
In pronuncia meno marcata, si pu avere anche un'occlusione incompleta, attenuata, (,), meno "invadente&; possibile anche la laringalizzazione del vocoide
che precede (), mentre questo pu passare a "zero&, soprattutto davanti ad altro
vocoide (aggiungendo, per, il tipo di fonazione cricchiato), ( = , = , =
): ('lP 'b 'b); generalmente, resta una dierenza fra forme come lill ('lP)
/'lI/ e little ('lP, 'lP;, 'lPU) /'lI/, anche se pronunciata in questo modo; infatti,
oltre al cricchiato, spesso, c' pure un allungamento per // (almeno in tonia).
Davanti a V (pure derivante da //, e anche tra parole), si ha pure la variante

3. inglese

143

meno marcata ([) (o addirittura () del parlare "elegante&, che non segn{i}amo);
c' pure la possibilit che (n[) passi a (n); riportiamo gli esempi pertinenti senza
graa, nell'ordine in cui appaiono sopra (compresi water e Walter): ('b[, 'woU[,
's[n, 'b[m, 'l[P), ('phan[, -n 'phan[, -n), ('woU[, 'oU[, ';[, '[,
'l[P 'b[ 'b[, 'ph[ 'p, 'ph[[ 'p).
Il passaggio a (), possibile anche per altre C soprattutto /p, k/: ('O) /'stpI/ oppi ('fl 'l) /'fIlIp 'laEktIt/ Philip liked it ('whOn) /'kkni/ Co$n\ In un esempio precedente, s' visto che, tipicamente, /d/ passa a occlu-costrittivo, (); inoltre, correntemente, /d/ si realizza (), quand' nale di parola seguto da C o V e anche nella sequenza grammemica >-dn't /-dt/: ('b> 'b) /'b<Ed 'b/ bread and butter ('g 'bo;) /'gUd 'bOE/ good boy ('{})
/aE'dIdt/ I didn't
Per /st, st<, sc/, la pronuncia marcata ha (, >, Sc): (';) /'stEI/ Z ('>O;)
/'st<;/ ro ('wwhScn, -c) /'kwEscn/ queion Per /, /, nella pronuncia
marcata, si ha il passaggio a /f, v/; per, ci sono molte gradazioni intermedie, compresa la pronuncia normale: (f, v , , , , ); per //, si hanno, pi spesso, anche le realizzazioni (`, , d, D): (s'EXs z'm3n, s-, ds-, Ds-) /Is'haOs Iz'maEn/ `is house is mine come s' visto, la tipica realizzazione di /h/ (`), che
stigmatizzata e, quindi, porta all'ipercorrettismo: ('h{}) /'Iit/ eat per /n, t, d/,
la tipica pronuncia cockney senza //, ma, in pronuncia meno marcata, si hanno
anche esiti di tipo mediatico: ('n;%, 'n;%, '~;%, '~T;%) /'nUu/ n[ ('h';n,
'hK;n, 'hK;n, 'h;n, 'chK;n, 'ch;n) /'tUun/ tune ('%w, '%w, '%k,
'T%k, 'G%k, 'GT%k) /'dUuk/ duke.
frequentissima l'attenuazione dei trittonghi, pure fra parole e anche per
/I/: ('f;, 'f; ~'GoT, ~-) /'faE, aEIn'GOEIt/ re I enjoy it. Le strutture
intonative sono, sostanzialmente, quelle del neutro. Per [n]ei`er si ha, prevalentemente, /Ii/.
Confronto tra i simboli diafonemici e quelli correnti
3.6.7. Sar utile dare una lista di corrispondenze fra i simboli diafonemici usati
qui e quelli dei tre recenti dizionari di pronuncia inglese (Longman, Cambridge,
Oxford). Pur se non concordano fra di loro, per certi aspetti, li diamo (fra " &) dopo i diafonemi, aggiungendo esempi.
Vocali
/i/ "/i, I/& lady /'lEIdi/ ('lIDi)
/I/ "/I/& bit /'bIt/ ('bT)
/E/ "/e, E/& let /'lEt/ ('lT)
// "/, a/& hat /'ht/ ('hT)
// "/, /& hut /'ht/ ('hT)a ('hT)b
// "/O, A:, A/& hot /'ht/ ('hAT)a ('hT)b
/U/ "/U/& book /'bUk/ ('bk)
/u/ "/u, U/& inuenza /Influ'Enz/ (&Mfl'nz)a (-)b
// "//& ano`er /'n/ ('n)a ('n)b contain /kn'tEIn/ (khn'Th;In)

/A:/ "/A:, A/& spa /'spA:/ ('spA:)


/O:/ "/O:, O/& law /'lO:/ ('lO:)a ('l:)b
/Ii/ "/i:, i/& see /'sIi/ ('sI;i)
/EI/ "/eI/& dZ /'dEI/ ('D;I)
/aE/ "/aI, I/& y /'flaE/ ('fla;)
/OE/ "/OI/& boy /'bOE/ ('b;)
/aO/ "/aU/& cow /'kaO/ ('kha;)
/OU/ "/U, oU/& go /'gOU/ ('g;)a ('g;)b
/Uu/ "/u:, u/& who /'hUu/ ('hU;u)a ('h;u)b
// "/I, , , /& wies /'wISz/ ('wS)a
('wS)b

144
/;/ "/, A:/& last /'l;st/ ('lsT)a ('lA;sT)b
/A;/ "/A:, /& pasta /'pA;st/ ('phA;sT)a
('phsT)b
/;/ "/, O:/& so /'s;/ ('sO:)a ('s;)b
/O;/ "/O:, /& false /'fO;s/ ('fO;s, 'fAs)a
('f;s, 'fs)b
/;/ "/r, !:, :r, r, /& hurry /'h;<i/ ('h;i)a
('h>i)b
/:</ "/:r, :r, r, !:/& furry /'f:<i/ ('f;i)a
('f;>i)b
/:/ "/:, :, :r, r, !:/& fur /'f:/ ('f:)a
('f:)b
/A:/"/A:, A:r/& car /'kA:/ ('khA:<)a ('khA:)b
/O:/ "/O:, O:r/& door /'dO:/ ('D:<)a ('D:)b
// "/r, , r, r, /& wonder /'wnd/
('wnD)a ('wnD)b
/i/ "/i, I, ir, Ir, I, i, ir, i/& happier /'hpi/ ('hpi)a ('hpi)b
/I/ "/I, Ir, Ir, I, Ir, I/& here /'hI/
('hI;)a ('h;)b
/E/ "/e, E:, er, Er, e, er, E/& `ere
/'E/ (';)a (';)b
/U/ "/U, Ur, Ur, U, Ur, U/& moor
/'mU/ ('mU;)a ('m;)b (con altre
pron.)
/u/ "/u, U, ur, Ur, u, u, U, ur,
u:/& rescuer /'<Eskju/ ('<skj)a
('<skj)b
/Ii/ "/i:, i:r, i:, i:, i:r, i:/& seer
/'sIi/ ('sIi)a ('sIi)b
/EI/ "/eI, eIr, eI, eI, eIr, eI/& plZer /'plEI/ ('phlI)a ('phlI)b
/aE/ "/aI, I, aIr, aI, aI, aIr, aI/&
liar /'laE/ ('la)a ('la)b
/OE/ "/OI, OIr, OI, OI, OIr, OI/& employer /Im'plOE/ (m'phl)a
(m'phl)b
/aO/ "/aU, aUr, aU, aU, aUr, aU/&
tower /'taO/ ('Tha)a ('Tha)b
/OU/ "/U, oUr, oU, oU, oUr/& slower /'slOU/ ('sl)a ('sl)b
/Uu/ "/u:, u:r, u:, u:, u:r/& doer
/'dUu/ ('DUu)a ('Du)b
/</ "/r, r, r, /& wonderi /'wnd<I/
('wnD<, -D<)a ('wnD>, -N>)b
/I</ "/Ir, Ir, Ir/& heari /'hI<I/
('h<)a ('h>)b
/E</ "/er, er, Er, E:r/& cari /'kE<I/
('kh<)a ('kh>)b

manuale di pronuncia
/U</ "/Ur, Ur, Ur/& curi /'kjU<I/
('khj<)a ('khj>)b (con altre pron.)
// "/, e, E/& dictionary /'dIkSn<i/ ('DkS&<i)a ('DkS>i)b
/K:/ "/, O:/& repertory /'<EptK:<i/
('<p&T<i)a ('>pT>i, ->i)b
// "/U, , T, /& regular /'<Egjl/ ('<gjl)a ('>gjl, -gj-)b
Consonanti
/m/ "/m/& some /'sm/ ('sm:)a ('sm:)b
/n/ "/n/& sun /'sn/ ('sn:)a ('sn:)b
// "//& su /'s/ ('s:)a ('s:)b
// "/m, m, m/& rhy`m /'<I/ ('<)a
('>-)b
// "/n, n, n/& cotton /'kt/ ('khAT)a
('kh-)b
/p/ "/p/& pa$ /'pk/ ('phk)
/b/ "/b/& ba$ /'bk/ ('bk)
/t/ "/t/& o /'tUu/ ('ThU;u)a ('Th;u)b
/d/ "/d/& do /'dUu/ ('DU;u)a ('D;u)b
/k/ "/k/& came /'kEIm/ ('kh;Im)
/g/ "/g/& game /'gEIm/ ('g;Im)
/c/ "/tS/& >ain /'cEIn/ ('ch;In)
/G/ "/dZ/& Jane /'GEIn/ ('G;In)
/f/ "/f/& f[ /'fjUu/ ('fj;u)
/v/ "/v/& vi[ /'vjUu/ ('vj;u)
// "//& wreath /'<Ii/ ('<Ii)a ('>Ii)b
// "//& wreathe /'<Ii/ ('<I;i)a ('>I;i)b
/s/ "/s/& ice /'aEs/ ('as)
/z/ "/z/& \es /'aEz/ ('a;)
/S/ "/S/& dilution /d'lUuSn/ (D'lUuSn)a
(D'luS)b
/Z/ "/Z/& delusion /d'lUuZn/ (D'lUuZn)a
(D'luZ)b
/</ "/r/& rate /'<EIt/ ('<IT)a ('>IT)b
/j/ "/j/& yate /'jEIt/ ('jIT)
/w/ "/w/& wait /'wEIt/ ('wIT)
/h/ "/h/& hate /'hEIt/ ('hIT)
/l/ "/l/& late /'lEIt/ ('lIT)
// "/t, /& ci /'sIi/ ('s[i)a ('sTi)b
// "/, r/& car /'kA:/ ('khA:<)a ('khA:)b
// "/j, /& n[ /'nUu/ ('nU;u)a ('nj;u)b
// "/h, /& when /'wEn/ ('wn: 'hwn:
'Wn:)
// "/l/& lull /'l/ ('l,:)a ('l:)b
// "/l/& little /'lI/ ('l[)a ('lT)b

4. Francese
4.0. Oltre all'accento "neutro moderno&, diamo anche quello "internazionale&,
come proposta didattica alternativa.
Alla ne, consideriamo pure quello "mediatico& (: della televisione), basato sul
parigino corrente, e due tipi d'accento ben diversi da questi, in quanto pi lontani strutturalmente: il marsigliese, in rappresentanza della pronuncia meridionale,
del Midi, e quello canadese, del Qubec.
Vocali
4.1.1.1. Le vocali francesi, anche quelle rappresentate gracamente da "dittonghi&, fonicamente sono tutte monottonghi brevi (o lunghi, in certi contesti). bene evitare, n dall'inizio, l'errore che fanno molti (anche autori di grammatiche),
di confondere la scrittura con la struttura fonica della lingua: cose molto diverse.
Contrariamente a un'opinione molto diusa, quanto errata, sono i suoni la vera
essenza della lingua, non i banali segni graci usati per ssarla nello scritto.
Prima di vederne le qualit, esponiamo sbito i meccanismi per le durate: in tona s'allungano le vocali segute da /v, z, Z K, vK/ (nali), come pure le V nasalizzate segute da almeno una C fonica (: pronunciata non solo scrittea); inne, s'allungano anche /, o/ seguti da una o pi C foniche. In protonia, in tutti questi
casi, si ha un semplice semi-allungamento. Non facciamo, qui, esempi specici,
ch non mancheranno in sguito: s'invita, quindi, ad analizzare ogni caso, alla luce di quanto ora detto.
Nella pronuncia "tradizionale& e nel parigino (e "mediatico&) c' anche /A/, che
rientra in quest'ultima categoria, ma con molte eccezioni e oscillazioni, nonch
forme analogiche, che rendono impossibili tutti i tentativi di stabilirne liste complete e attendibili; comunque, i dizionari segnano ancora (ovviamente senza concordare) le parole con /A/, come fa Fouch (1959); d'altra parte, Lerond (1980) le
aggiunge coll'etichetta "vieilli Paris&.
Se assurdo volerle cercare per un neutro tradizionale, oggi decisamente superato, pu esser interessante farlo per l'accento parigino/mediatico (con alcune dierenze per la banlieue). Nell'accento "mediatico& d'impiego professionale, giustamente, ci pu essere la tendenza alla riduzione dell'uso di /A/, per, non c' ancora la sostituzione totale.
4.1.1.2. La f 4.1 mostra le articolazioni vocaliche del francese, che vanno confrontate con quelle dell'italiano neutro (f 2.1), (o, meglio ancora, con quelle delle
22 coin regionali, date nel MaPI] per vederne le somiglianze e, soprattutto, le
dierenze. Nelle nostre trascrizioni, usiamo ventitr elementi (pi un altro, meno
[

146

manuale di pronuncia

importante). La serie anteriore presenta cinque vocoidi: (i, I, e, , E), per tre fonemi: /i, e, E/.
Questi tre, e anche (), pur avendo gli stessi simboli dell'italiano, dieriscono
un po', essendo soprattutto pi chiusi, come si vede dal confronto delle due gure: (mi'_i) /mi'di/ midi (e'te) /e'te/ t ('fEt) /'fEt/ fte ('E) /'E/ e si notino: (s'm) /sE'mwa/ c'e moi (v'+) /vEK'ty/ vertu (_I'lP) /diK'lo/ dirlo (con /E/ non-accentato, e con /i/ non-accentato in sillaba caudata in /K/). L'/a/ francese decisamente pi anteriore di quello italiano: (b':\) /ba'gaZ/ bagage ('m) /'am/ me
(tradizionale ('A:m), mediatico/parigino (':m)); c' anche: (p'+i:) /paK'tiK/ partir (&p+i') /paKti'K/ partirons (p'l) /paK'la/ par l
S' accennato al fonema /A/ della pronuncia neutra tradizionale, che non pi
attuale; perci non appare nella f 4.1 (comunque, la sua posizione linguale un
po' pi anteriore rispetto a quella di // (), nel vocogramma dell'accento "internazionale&, 4.4.1).
La serie "posteriore& (e arrotondata; in realt, postero-centrale, come si vede bene dalla f 4.1) decisamente diversa da quella italiana, sebbene i simboli fonemici siano gli stessi ((, , P, , ) per tre fonemi /u, o, O/): (t'\:) /tu'ZuK/ toujours
(dP'dP) /do'do/ dodo ('km) /'kOm/ comme si notino: (k'md) /kO'mOd/ commode (\'li) /ZO'li/ joli (k'se) /kuK'sje/ coursier (p'v) /puK'vu/ pour vo (con /O/
non-accentato, e con /u/ non-accentato in sillaba caudata in /K/).
f 4.1. Elementi vocalici del francese neutro moderno.
/i/ (i[:], I)
/y/ (y[:], Y)
/e/ (e), // ([:])
// (#)
/E/ (E[:], E[:]/, ), // ([:], 3)
// ([:], [:]/, #), /^/ (^/[:], }/)
/a/ ([:], )

/u/ ([:], )
/o/ (P[:]), // ([:])
/O/ ([:], [:]/, )
// ([:])

Vocali anteriori arrotondate


4.1.1.3. completamente "nuova& per l'italiano, ma non per certi dialetti italiani (soprattutto del nordovest, che possono avere qualche articolazione simile), la
serie "anteriore& arrotondata (in realt, antero-centrale, f 4.1) (y, Y, , #, ) per
tre fonemi /y, , /, oltre allo "schwa& o, meglio, "e instabile& (male rappresentato con //, e male denito come "e muet&), che si realizza (#), come // (non-accentato) e che rappresentiamo con // (#): (fy'+y:) /fy'tyK/ futur (') /'K/ hSrSx (':) /'K/ hSre ('sl) /'sl/ sSl si notino: (#'te) /*K'te/ hSrt (s#l'm)
/sl'm/ sSlement (&pYpy') /pyKpy'K/ purpurin (sY'ps) /syK'plas/ sur place
(l#'pi) /l'pKi/ le prix (m#'s) /m'sj/ monsiSr
In eetti, per quanto riguarda l'"e instabile&, si potrebbero adottare strategie e
trascrizioni fonemiche diverse. Per esempio, invece dell'ancora prevalente // fonemico, si potrebbe ricorrere semplicemente a //, per, teoricamente, si verrebbe
quasi a perdere la possibilit di distinguere adeguatamente fra djSner (&de\#'ne)

4. francese

147

e djeter (&de\#'te, d/'te), o jSdi (\'_i) e je d (\#'_i, \'_i), dato che s'avrebbe /deZ'ne/ e /deZ'te/ o /deZ'te/ per djeter ma /Z'di/ e /Z'di/ o /Z'di/ per je d.
La vera dierenza sta nel fatto che, normalmente, le forme con "e instabile& si
realizzano con un fono "zero& ed eventuali assimilazioni di sonorit, come si vede
dalle seconde trascrizioni. La soluzione del fonema "zero& potrebbe lasciare in dubbio, per parole pi rare, anche i nativi, che, d'altra parte, non raramente sono incerti, anche gracamente, fra /, / e S pur se // S non pu cadere e non dovrebbe dar adito a confusioni. Per ora, evitate le "soluzioni& poco realistiche, come //, ma anche /, +/, gi meno improbabili diafonemicamente, per prudenza,
adottiamo // (#), in attesa di trasformarlo denitivamente in //, con la possibilit d'indicarne la presenza o l'assenza tramite /[]/, oppure // in contrapposizione a un "e stabile&, reso con //.
Quando // si trova a esser accentato, come in d-le le "e& in realt diventa il
fonema // (rinforzando, ulteriormente, quanto appena detto): (_i'l) /di'l/, (l#')
/l'/ ( la graa che fa i capricci, non la struttura fonica). In sillaba accentata caudata in /K/, l'articolazione di /E, , O/ pu essere pi o meno arretrata e abbassata
(((E/, /, /)), ma si trascrivono allo stesso modo): ('mE:) /'mEK/ mre ('s:) /'sK/
sur ('f:) /'fOK/ fort
4.1.1.4. Il neutro moderno mantiene l'opposizione /'e/ >- -e -er -ez V /'E/
>-s -et -Pe -a -P(en)t, che, per, piuttosto faticosa, strutturalmente, dato che
le altre si sono neutralizzate: infatti, non c' (pi) dierenza tra p e pot entrambi sono ('pP) /'po/, n tra pS e pSx\ ('p) /'p/, e, ormai, nemmeno tra bat e b\
('b) /'ba/. Abbiamo, per esempio: ('ke) /'kle/ cl V ('kE) /'klE/ clPe ('pe) /'pKe/ pr
V ('pE) /'pKE/ prs ('fe) /'fe/ fe V ('fE) /'fE/ fPt (v'le) /va'le/ valle V (v'lE) /va'lE/
vallet (p'le) /paK'le/ parler V (p'lE) /paK'lE/ parla (s've) /sa've/ savez V (s'vE)
/sa'vE/ savPt
prevalentemente tramite la scuola e la graa che tale opposizione perdura, essendo utile soprattutto per distinguere certe forme verbali: (&\#p'le, /p-) /ZpaK'le,
Sp-/ je parlP (passato: "parlai&) V (&\#p'lE, /p-) /ZpaK'lE, Sp-/ je parla (imperfetto: "parlavo&) e (\#&pl#'e, /&p-) /ZpaKl'Ke, Sp-/ je parlerP (futuro: "parler&) V
(\#&pl#'E, /&p-) /ZpaKl'KE, Sp-/ je parlera (condizionale: "parlerei&).
Per quanto riguarda -P abbiamo: ('\e) /'Ze/ j'P (ma ('\E) /'ZE/ j'Pe] ('e, 'E) /'ge,
'gE/ gP ('e, 'E) /'ke, 'kE/ quP ('bE -e) /'bE -e/ bP ('mE -e) /'mE -e/ mP ('vE -e)
/'vKE -e/ vrP inoltre, troviamo ('mE) /'mE/ ma (con (m, me) /mE, me/ in protonia), come pure per ('E) /'E/ tu [il e] ('fE) /'fE/ je fa [il fPt] ('sE) /'sE/ je/tu sa
[il sPt] ('vE) /'vE/ je va con (, e f, fe s, se v, ve) /-E, -e/ in protonia: (&il'l,
-e-) /ilE'la, -e/ il e l (m's2 'l:2) {(me-)} /mE'sa, a'lOK,/ {/me-/} ma a, alors!
Vocali nasalizzate
4.1.1.5. Ovviamente, restano le quattro V "nasali& (che pi rigoroso denire
nasalizzate), con le loro 6 realizzazioni (o tassofoni), (', 3) //, ('^, }) /^/, () //,
() //: (&3s't) /sEK't/ incertPn (}'b^) /^'bK^/ un brun (p'd) /p'd/ pen-

148

manuale di pronuncia

dant (m'n) /m'n/ mon nom accentati e in sillaba caudata, abbiamo: ('p:dX)
/'pdK/ pRndre ('^:ba) /'^bl/ humble ('l:p) /'lp/ lampe ('n:bX) /'nbK/ nombre
Un esempio "curioso&: (}'b 'v 'bl) /^'b 'v 'bl/ un bon vin blanc Questi fonemi possono anche esser seguti da N: ('~i) /'ni/ ennui (n'nEtX) /n'nEtK/
non-tre (m'ne) /m'ne/ emmener.
Va osservato che, nei vari dizionari e manuali, s'usano solo quattro simboli (uguali, sia che se ne faccia un impiego fonemico, oppure fonetico): "/, ^, , /&;
di questi, per la pronuncia neutra moderna, solo /^/ pu andare; gli altri rispecchiano una pronuncia vecchia d'oltre un secolo (quando, appunto, nacque l'Associazione Fonetica Internazionale), durata no agli anni '950, come neutro.
Oggi che il neutro cambiato, la si ritrova in varie pronunce regionali, anche
se, come vedremo, "/, ^, , /& possono esser utili come rappresentanti d'una
pronuncia "internazionale&, meno legata a Parigi e al neutro d'origine parigina (
4.2). Certi testi (e alcuni dizionari), per i primi tre, usano addirittura "/e, J, /&.
Nelle trascrizioni del Dizionario di francese (di R. Boch: Zanichelli, 1995), chi
scrive ha messo /, ^, , /, come qui. Nei libri che usano un solo tipo di trascrizione (spesso un ibrido fra fonetico e fonemico), probabilmente, pi conveniente
dare "/, ^, , /&.
La pronuncia neutra moderna mantiene saldamente questi quattro fonemi vocalici nasalizzati, come del resto la maggior parte delle pronunce regionali (anche
se con timbri diversi, pi tradizionali). Invece, per Parigi (col Centro e l'Ovest)
/^/ conuisce in //, perci, l, /'bK/ vale per brin e anche per brun (nel neutro,
rispettivamente, ('b, 'b^)). Ovviamente, anche l'accento "mediatico& perde un
fonema, unicando queste forme, e altre simili. Per tutto ci si veda pi avanti (
4.4.2.1-2 4.5.2.3).
Altre peculiarit delle vocali francesi
4.1.2.1. Per quanto riguarda le V non-accentate, sar bene dare alcune indicazioni cui attenersi, per produrre il risultato pi conveniente. Infatti, le trascrizioni dei dizionari e dei manuali non concordano che parzialmente, perch ci sono
vari fattori in gioco. Per rendere pi semplice l'esposizione, diciamo che indipendentemente dalla graa e dalle trascrizioni dei dizionari ci sono i seguenti
"adeguamenti vocalici&: per /E/ (cio l'arcifonema di /e, E/), si ha (e) /e/, in pretonica non-caudata, se seguta da una V (pi) "chiusa& (: /i, y, u e, , o /}: (e'te)
/e'te/ t (me'z) /me'z/ maon (le'z,) /le'zj/ l ySx (&epe'te) /Kepe'te/ rpter
Si ha, invece, () /E/, in pretonica non-caudata, quando sia seguta da una V (pi)
"aperta& (: /E, , O a , ^, /) e anche in sillaba caudata (indipendentemente dal
contesto): ('tE) /E'tE/ ta ('t) /E't/ tant (l'zm) /lE'zOm/ l homm (&ep'tE)
/KepE'tE/ rpta e (&evn'm) /evEn'm/ vnement (mt's) /mEt's/ mdecin
(p'te) /pEl'te/ pelleter (p'_y) /pEK'dy/ perdu (d'mi) /Ed'mi/ et demi (t'p:)
/tEK'pOK/ t reports (s's) /sE's/ s leons (&lsp'tka) /lEspEk'takl/ l spectacl
(dp'n) /dEp'n/ d pne Per ex- C- (iniziali) c' una forte tendenza ad avere
/e/: ('z:pa, e-) /Eg'zpl, e-/ exemple (&s',e, &e-) /Eska'lje, e-/ caliers

4. francese

149

Gli esempi di sillabe caudate, mostrano (volutamente), nei due casi visti, che il
timbro della V che segue non ha importanza (essendo, qui, proprio l'opposto). Si
ricordi sempre che l'ortograa (non essendo aatto una trascrizione fedele della
struttura fonica) pu giocare brutti scherzi Per -err- si ha /EK/, ma ci pu essere
anche l'adeguamento: (t'iba, te-) /tE'Kibl, te-/ terrible (s'e, se-) /sE'Ke, se-/ serrer
ma (&p'E) /pEKO'kE/ perroquet inoltre, (&Pp#&m, 't:\) /opK'mjE KE'taZ/ au
premier tage (&}l'\ '~i) /^lE'ZE K'ni/ un lger ennui (nonostante (p#'m,e,
le'\e) /pK'mje, le'Ze/ premier lger] Ci sono oscillazioni possibili per -er + V- e per
la graa (verso /e/): (&}le'\e '~i, &Pp#&m,e e't:\) e, per P Z (verso /E/): (pe'zi:, p-) /ple'ziK/ plair
4.1.2.2. D'altra parte, le forme isolate inuiscono spesso su quelle contestualizzate,
pure in sillaba caudata, come in (&\evizi'tl n'vi:, -tel) /Zevizi'tEl na'viK, -tel/ j'P vit le navire anche per -ez\ (&vl'v k'ny) /vula'vEK kO'ny, -eK/ vo l'avez reconnu,
nonch per i monosillabi proclitici in -\ (t'p:, te-) /tEK'pOK, teK-/ t reports
(s's, se-) /sEl's, sel-/ s leons (&lsp'tka, les-) /lEspEk'takl, les-/ l spectacl
(dp'n, dep-) /dEp'n, dep-/ d pne anche (d'mi, ed-) /Ed'mi, ed-/ et demi
Inne, osserviamo che l'eetto dell'adeguamento vocalico, in sillaba non-caudata, pu risalire anche oltre la pretonica, purch non intervengano sillabe con V
di timbri diversi: (&epe'te) /Kepe'te/ rpt (&p't) /KEpE'ta/ rpta (&bee',e) /bege'je/ bgZer (&b'm) /bEgE'm/ bgPement
Anche per // (da non confondere con (`), "zero&), in sillaba non-caudata [fonicamente ovvio; e, sempre, indipendentemente dalle trascrizioni che si trovano in giro), abbiamo () // + V (pi) "chiusa& e (#) // + V (pi) "aperta&: (p#'v:) /pl'vwaK/ plSvoir (p'e) /pl'Ke/ plSrer; mentre per /O/, in sillaba
non-caudata, si ha generalmente () /O/, tranne quando sia seguto immediatamente da /z/, o da sillaba con /o/, o non derivi da /o/ e in -otion\ (&mn'tn) /mOnO'tOn/
monotone (&sl'pEt) /salO'pEt/ salopette (b'se) /bO'se/ bosser ma (\P'zEf) /Zo'zEf/ Jos#e (bP'bP) /bo'bo/ bobo (P'ze) /Ko'ze/ rose (&gPs'te) /gKosjEK'te/ grossiret (&emP's) /emo'sj/ motion
Anche per le grae au (non-accentate), pi spesso c' /O/: (&pi'tl) /Opi'tal/ hpital (':) /O'KOK/ aurore (m'is) /mO'Kis/ Maurice ('v:) /OK'vwaK/ au revoir In aujourd'hui la preposizione articolata tiene bene; invece, la seconda sillaba che cede di pi, anche a causa di /uK/: (&P\'_i, -\-) /oZuK'di, -OK-/; ma si
pu sentire anche (&\-, &\-) "/OZOK-, uZuK-/&.
Per bcoup [b + coup] si ha, ovviamente, (bP'k) /bo'ku/, ma la tendenza
ad avere /O/ talmente forte che, siccome sarebbe abbastanza assurdo un */bO'ku/,
si nisce coll'avere, spessissimo, (b'k) "/bu'ku/&. Anche surtout e au fur et mesure presentano la frequente pronuncia colloquiale (s'tU, P&f#m'zy:), per (sY'tU, P&fyem'zy:) /syK'tu, ofyKeam[]'zyK/.
Pure per /, /, la forma base conta abbastanza: (d'z,Em) /d'zjEm/ dSxime
(b#'e) /b'Ke/ bSrrer In sillaba caudata, troviamo, in entrambi i casi, (#) //, ()
/O/: (s#l'm) /sl'm/ sSlement (ps'te) /pOs'te/ poer
Per /^, /, e per /iK, yK, uK/, s' gi detto sopra ( 4.1.1: si rivedano gli
esempi). In tutti gli altri casi, nella pronuncia neutra moderna, in sillaba non-accentata, si ha (i, y, , ) /i, y, u a , /.

150

manuale di pronuncia

4.1.2.3. Un'altra peculiarit interessante del francese neutro moderno la tendenza alla desonorizzazione, in certi contesti, di /i, y, u/; questa tendenza ancora pi consistente per le C come si vedr sotto.
Quindi, tra C non-sonore, o tra queste e una pausa successiva, pi o meno frequentemente troviamo (i, , U): (&pfi'te) /pKOfi'te/ proter (p&+iy',e) /paKtiky'lje/ particuliers (m'si) /mEK'si/ merci (t'pi) /t'pi/ tant p (p't#) /py'twa/ puto (&kUs'+i) /akus'tik/ acouique (p'tU) /paK'tu/ partout nonch il pittoresco
('i, ', ') /'wi/ ("/'wih/&) oui! ('2 '\Em 5b,1 1 f's#; %z'_2) /'wi, 'ZEm 'bj
fK'swa zaK'di,/ oui, j'Pme bien Franoe Hardy
Davanti a pausa, la desonorizzazione pu avvenire anche dopo C sonora, ma solo parzialmente, (, , ): (m'_) /maK'di/ mardi (&t'_) /t'dy/ entendu (d#'b) /d'bu/ debout Anche tra C non-sonora e una sonora, /i, y, u/, frequentemente, si desonorizzano: (&l#p'+ d[#]) /lpaK'ti d[]/ le Parti de (&+vi'te) /aktivi'te/ activit (&kf'z,) /kfy'zj/ confion (&dek'p:\) /deku'paZ/ dcoupage
Pi raramente, tra C non-sonore e pausa, anche /e, , o/ possono esser desonorizzati: (&k'tE) /Kak'te/ racont (le'd) /le'd/ l dSx (p't) /pal'to/ paletot
Consonanti
4.2.0. La tabella della f 4.2 d le articolazioni consonantiche del francese, che
sono necessarie per una pronuncia adeguata di tale lingua.
Le f 1.9-15 danno, invece, gli orogrammi, raggruppati per modi d'articolazione, di tutti i contoidi dati nei capitoli di questo volume, anche come varianti secondarie, occasionali, o regionali, per le 12 lingue trattate. Quest'esposizione rende pi immediati i necessari confronti fra idiomi diversi.

n
()
m
F pb
t d (T D)

f v
_
s z

(l)
l

(n)

(~)
N
(+ _) ( )
(,)

uvulari

velari

provelo-labiati

pospalato-labiati

palatali

prepalatali

postalveo-prevelo-prolabiati

alveo-velari

alveolari

dentali

labiodentali

bilabiali

f 4.2. Tabella delle consonanti francesi.

{}
kg
(X )

/ \
() /j/
()

()
/K/

4. francese

151

Nasali
4.2.1. In francese ci sono tre fonemi tradizionali: /m, n, N/. bene mantenere
anche l'ultimo, sebbene abbia, ormai, quasi perso la sua fonematicit, conuendo
in /nj/ (come, da tempo, ha fatto /L/, che non c' pi, in francese, conuito in /j/):
(m'm) /ma'm/ maman (n'n) /na'n/ nanan (p'~,e) /pa'nje/ panier ('NP, '~,P) /a'No/ agn (&sN'm -~,#-) /sEN'm/ ensRgnement (m'tN -~,) /m'taN/ montagne Il passaggio a /nj/ pi frequente (e per molti, ormai, normale) davanti a V
Se /N/ sta perdendo piede, c' uno xenofonema (inglese) che si sta facendo posto (e, teoricamente almeno, vstane la distribuzione limitata l'equilibrio del sistema fonologico si potrebbe ristabilire, con la sostituzione tra questi due N] comunque, al momento, la realizzazione di -ing inglese, come in camping oscilla parecchio; la pronuncia considerata pi consigliabile velare, (-i) (all'inglese), o prevelare, (-i) (per assimilazione parziale): (k'pi, -); o anche palatale, (-iN) (soprattutto per anziani); troviamo anche (-ig, -i, -iN) (come resa pi autoctona).
Per /nj, n/ (tautosillabici), abbiamo (~,, ~): (p'~,e) /pa'nje/ panier (y'~,l)
/y'njOl/ une yole ('~i) /'ni/ ennui. (Popolarmente, troviamo che /nj/ e /N/ tendono a confondersi in (N): (m'~,E:) /ma'njEK/ manire diviene (m'NE:, m-), ma
ci non va imitato.)
Normalmente, /n/ non s'assimila a una C eterosillabica seguente (come avviene,
invece, nella maggior parte delle lingue), per cui abbiamo (compreso ((yn$-)), quasi (&yn#-), con stacco piuttosto evidente): (yn'pm) /yn'pOm/ une pomme (yn'b:)
/yn'bk/ une banque (yn'mE:) /yn'mEK/ une mre (&ynp'sn p's:t) /ynpEK'sOn
pa'sjt/ une personne patiente (yn'fi,) /yn'fij/ une lle (&ynv'li:z) /ynva'liz/ une vale (yn'/E:z) /yn'SEz/ une >ae (yn'No:l) /yn'Nol/ une gnle (mn') /man'k/
mannequin (&yn'Es) /ynka'KEs/ une carse (yn'gt) /yn'gut/ une goutte e (&yn+y'lip) /ynty'lip/ une tulipe (yn&_,g'nl) /yndjagO'nal/ une diagonale (&yne'p:s)
/ynKe'ps/ une rponse.
Solo in pronuncia spesso valutata come non-neutra, o quasi, si possono avere
delle coarticolazioni per /n/ davanti a C dorsali: (~) (a punta alta) + (N, , ) e (n)
+ (k, g , ): (y~'No:l, m8', &y8'Es, yn'gt, &yne'p:s).
ccino a C non-sonora, come gi visto in alcuni esempi, le N si desonorizzano,
no all'assordimento completo davanti a pausa: (}p'n) /^p'n/ un pnS ('pis))
/'pKism/ prme
Occlusivi
4.2.2. I fonemi sono tre coppie (difoniche): /p, b t, d k, g/, con importanti
coppie di tassofoni: prepalatale, /t, d/ (+, _), davanti a /i, y j, / (e, meno sistematicamente, anche davanti a /e, /); un'altra, alveolare (meno importante), per /t, d/
(T, D), davanti a /S, Z/ (mentre, davanti a /s, z/, restano dentali); e una palatale o,
meglio, pospalatale, per /k, g/ (, ) (simboli pi adatti sono ((, 8)), ma non proprio necessario usarli), davanti a V anteriori (compresi /a, /), davanti a /j, / e an-

152

manuale di pronuncia

che in ne di sillaba o di ritmia, davanti a pausa. Negli altri casi, l'articolazione


"velare&, (k, g), pu essere anche prevelare, ((, )), ma non ugualmente necessario usare simboli speciali.
Ma vediamo degli esempi: (p'pe) /pu'pe/ poupe (be'be) /be'be/ bb ('tt) /'tut/
toute (d'dn) /du'dun/ doudoune (+y'_i) /ty'di/ tu d ('+) /'tj/ tiens (k'_i:)
/k'diK/ conduire (e'te e'+e) /e'te/ t ('d '_) /'d/ dSx (T'/U) /kaut'Su/ caout>ouc (&D\'+if) /adZEk'tif/ adjectif (&s3m'its) /smO'Kits/ SPnt-Moritz (pid'z)
/pid'za/ pizza (pi'ni) /pik'nik/ pique-nique ('k) /'kOk/ coq (') /ga'ga/ gaga
('l:) /'lg/ langue ('gP) /'gKo/ gros ('gi) /'gKi/ gr ('k) /'klak/ clac! Davanti a
C tautosillabica, restano (k, g) ({pro}velari), come si vede da alcuni di questi esempi.
C' l'assimilazione completa di sonorit, al secondo elemento (se difonico), in
casi come: (&n'dt) /anEk'dOt/ anecdote (&T/P'se) /KEdSo'se/ rez-de->ase (mt's) /mEd's/ mdecin (&ps'ly) /absO'ly/ absolu (&sd'dm) /sEt'dam/ cette dame
('kb d#/'pN) /'kup dS'paN/ coupe de >ampagne (/g'\:) /Sak'ZuK/ >aque
jour (&v'v) /avEk'vu/ avec vo.
In questi casi, un rallentamento della pronuncia pu portare a un'assimilazione
solo parziale: (&n'dt, &/P'se, m's, &s'ly, &s'dm, 'k d#/'pN, &v'v). per questo che, nelle trascrizioni fonemiche, manteniamo i fonemi etimologici, mentre per le V indichiamo senz'altro i timbri eettivi, visto che utilizziamo
simboli pi precisi (nonostante le trascrizioni dei dizionari anche di pronuncia
che, per, non considerano articolazioni intermedie!).
Invece, se il secondo segmento non difonico (compreso /j/), non c' l'assimilazione di sonorit appena considerata: (&v'n) /avEk'nu/ avec no (&v'1i) /avEk'li/ avec lui
Costrittivi
4.2.3.1. Ci sono tre coppie (difoniche), /f, v s, z S, Z/, oltre a due fonemi sonori
isolati, /j, K/ (invece dei pi "legittimi& simboli "/J, /&), che vedremo in sguito.
Osserviamo che /s, z/, di solito, sono articolati con la punta (della lingua) alta, per
cui, volendo evidenziare questo fatto, a ni contrastivi e didattici, si potrebbe ricorrere ai simboli supplementari ((s, z)); ma, la caratteristica maggiore riguarda /S,
Z/, che, generalmente, sono postalveo-prevelo-prolabiati, (/, \) (con un timbro pi
cupo, dovuto all'abbassamento del dorso della lingua fra le due strette articolatorie, postalveolare e prevelare). Esempi: ('fE:) /'fEK/ fPre ('vif) /'vif/ vif ('s) /'s/
cent ('v:z) /'vaz/ ve ('/) /'Sa/ >at ('p:\) /'paZ/ page
L'assimilazione di sonorit (al secondo elemento) riguarda anche le coppie difoniche di costrittivi: (nv'z) /nuf'z/ no faons ('P;s pfy'me) /'Koz paKfy'me/
rose parfume ('v\ 'v,E,) /'vaS 'vjEj/ va>e viRlle (/'sE) /Z'sE/ je sa per, abbiamo
(/f) /Sv/: (/'fl) /S'val/ >eval (/'fe) /aS've/ a>ev Rallentando, anche qui, possiamo
avere (n'z, 'P; pfy'me, 'v? 'v,E,, ?'sE /'l, /'e). D'altra parte, parlando velocemente, abbiamo casi come: (/'p) /Z{n}sE'pa/ je (ne) sa p.
Per /j/, va sbito detto che, pi che un vero costrittivo, un "semi-costrittivo&,

4. francese

153

(,), infatti si colloca a met strada fra l'approssimante, (j), e il costrittivo (sonoro)
vero e proprio, (J) (decisamente pi raro nelle lingue del mondo): (',E:, i',E:) /'jEK,
i'[j]EK/ hier (',e) /ka'je/ cahier ('pe) /'pje/ pied (,P',P) /jo'jo/ yo-yo (&t#',e) /at'lje/ atelier (f'mi,) /fa'mij/ famille (s'lE,) /sO'lEj/ solRl (f#'t) /fj't/ fSilleton
Davanti a pausa, spesso si ha (): (f'mi, s'lE). La fonotassi francese, contrariamente a quella italiana, ha anche /Sj, Zj/: ('/) >ien (e'\,) rgion
Sequenze come //0Ki', 0li'// sono realizzate con (i',), e quindi anche la trascrizione fonemica pi conveniente e pi moderna d /i'j/: (pi',e) prier (pi',:)
priSr (pi',) plia (&sbli',e) sablier Perci, (bi',) indica sia brillant che Briand
ma eventualmente si pu avere (bi') /bKi'/ per Briand in pronuncia controllata. Inoltre, abbiamo: (pe'i, pe',i) /pe'[j]i/ pZs (&be'i, -e',i) /abe'[j]i/ abbZe
4.2.3.2. Per quanto riguarda /K/, la pronuncia neutra ha due tassfoni (con desonorizzazioni, e altre possibilit, che indicheremo): il costrittivo uvulare sonoro,
(), davanti a V accentata, dopo consonante (tauto- o etero-sillabica) e dopo pausa; e l'approssimante uvulare (sonoro), (), davanti a V non-accentata, davanti a
consonante (eterosillabica) e davanti a pausa.
Esempi del costrittivo: ('_,P) /Ka'djo/ radio ('y) /'Ky/ rue (p'i) /pa'Ki/ Par
('tE) /'tKE/ trs (&pevi'z,) /pKevi'zj/ prvions (&pli'n:\) /pElKi'naZ/ plerinage
('tX) /'katK/ quatre ('sfX) /'sufK/ soufre (#'p:dX) /K'pKdK/ reprendre gli esempi mostrano le desonorizzazioni tipiche e anche l'assordimento completo, in
(X), tra C (pure sonora) e pausa. Rallentando, o precisando la pronuncia, tra C sonora e pausa, si pu avere anche (): ('li:vX, -v) /'livK/ livre Esempi dell'approssimante: (&i've) /aKi've/ arriver (&l'_,P) /laKa'djo/ la radio (p'+i:) /paK'tiK/
partir ('v:) /OK'vwaK/ au revoir
Va, sbito, aggiunto che una variante frequente di () il vibrante uvulare sonoro, (K) (e questo pu spiegare perch usiamo /K/, che, genericamente, indica il punto d'articolazione uvulare, per aiutare a evitare realizzazioni straniere): ('Ky, p'Ki,
'tE, &pevi'z,, &plKi'n:\, 't', K#'p:d', 'li:v', -K); ci frequente dopo C tautosillabica, soprattutto /p, t, k/, ('k:) /'kKwaK/ croire mentre dopo /b, d, g/ si
ha anche il vibrato uvulare (sonoro): ('b^ 'br- 'bK-) /'bK^/ brun (d'pP dr- dK-)
/dKa'po/ drap ('g 'gr- 'gK-) /'gK/ grand Per enfasi, (, K) possono sostituire
anche (): ('fE: - -K) /'fEK/ fPre A volte, si pu avere anche il vibrante, o vibrato, costrittivo uvulare, (, ) (e il non-sonoro ()), specie dopo /p, t, k/: ('g, 'g,
'tE, 't). D'altra parte, si pu trovare anche un semi-costrittivo velare sonoro
(col costrittivo velare non-sonoro, nel contesto di desonorizzazione): ('gy, 't@E,
'tx).
Approssimanti
4.2.4. A parte il tassofono () di /K/ (appena trattato, coi costrittivi), abbiamo
due fonemi approssimanti centrali, () // (pospalato-labiato) e () /w/ (provelo-labiato, per il quale si potrebbe usare, abbastanza tranquillamente, il simbolo (w)
del velo-labiato, come in altre variet di pronuncia, trattate alla ne del capitolo;

154

manuale di pronuncia

ma si perderebbe l'occasione di mostrare una sfumatura non trascurabile): ('si)


/'si/ su ('~i) /'ni/ nuit ('i) /'li/ lui ('li) /'lwi/ Lou ('m) /'mwa/ mo
('p#) /'pwa/ po ('s#:) /'swaK/ soir Gli esempi mostrano pure assimilazioni di
sonorit (e di punto d'articolazione), oltre al fatto importante che // e /w/ sono
due fonemi diversi, anche da /j/. Nel caso di /lw/, si pu avere, per assimilazione,
(]), con /l/ realizzato come semi-velare. Le sequenze di /0K, 0l/ + /y, u/ restano
tali, senza l'inserimento d'approssimanti (contrariamente a quanto avviene per
//'i, i'//, che normalmente passano a /'ji, i'j/, 4.2.3): (&psty'e) obruer (gly') gluant (k'e) cloue (t') trouant
Laterali
4.2.5. C' un solo fonema laterale (oggi, 4.2.1), (l) /l/, che s'assimila per la
sonorit (e, davanti a /j/, per il punto d'articolazione): ('lyn) /'lyn/ lune ('p#l)
/'pwal/ poil ('le) /a'le/ aller ('bl) /'bl/ blS ('ke) /'kle/ clef ('fy) /'fly/ ux ('p) /al'p/ alpin ('z:pa) /Eg'zpl/ exemple (':ka) /'kl/ oncle (':ga) /'gl/ ongle
('sfa) /'sufl/ soue Rallentando o precisando la pronuncia, tra C sonora e pausa,
si pu avere anche (l): (':ga -l). A volte, si pu sentire qualcosa a met strada,
con (): ('k, ':g). In /lj, l/ si ha l'articolazione prepalatale: (s',e) /su'lje/ soulier (',) /'lj/ liS ('i) /'li/ lui. Spesso, in pronuncia non-neutra, /lj/ e /j/ tendono a confondersi in /j/: (mi', mi',) million (mi', mi',) miliS per cui
(s',e) soulier e (&fyzi',e) filier possono corrispondere a (s',e) souiller (&fyzi',e)
filler
Strutture
4.3.0. Fra i segmenti, i problemi maggiori sono dati dal fonema vocalico non-accentato, gracamente reso con e (tranne in qualche caso eccezionale, come
monsiSr faons); mentre, al livello della fona o del parlato connesso tipico
il fenomeno della liaon ( 4.3.3.1-3).
Il fonema // (instabile)
4.3.1.1. Nella pronuncia neutra moderna, // s'articola come // non-accentato: (#) (f 4.1). Ci sono vari termini, pi o meno impropri, per indicarlo, come:
"schwa, e caduc, e muet&. Il suo uso e la sua distribuzione costituiscono una delle
caratteristiche principali del sistema fonologico del francese, anche se il suo status
fonemico pu esser discutibile. Il pi delle volte, sembra che // (#) sia introdotto, nella pronuncia, per evitare lunghe sequenze di C dicili da pronunciare; perci, da una trascrizione fonemica come //msj, dd, at'lje//, , si potrebbero ottenere gli eettivi: (m#'s, d#'d, &t#',e) monsiSr dedans atelier come forme isolate; nella catena parlata, poi, le forme pi normali sono, per esempio: (}'s)

4. francese

155

/^m'sj/ un monsiSr (ld'd) /lad'd/ l dedans mentre atelier resta invariato.


Oppure, si potrebbe partire da una forma "piena&, o "isolata&, che conserva tutte queste inabili (che la pi comune nella lettura tradizionale dei versi e, pi
spinta ancora, nelle parlate del Sud della Francia, il Midi] dalla quale si farebbero cadere tutte le // possibili, senza complicare la pronuncia con gruppi dicili
o impossibili: //bOn'tKi// bonnetrie //ZtlK'di// je te le red per i normali
(bn'ti, &/t#l#'_i &\#t#'_i). Generalmente, si conservano, nelle trascrizioni fonemiche dei dizionari, gli // che non cadono nella pronuncia delle forme isolate,
tralasciando gli altri; perci, ora vedremo quando possono cadere anche quelli normalmente segnati.
4.3.1.2. Praticamente, la caduta d'uno o pi // pu avvenire se i gruppi consonantici, che vengono in contatto, possono ricorrere gi all'interno di parola, per
esempio: /lst, ksj, kskl, kspK, ksplw, Kkw, Ks, KstK, Kmn/, , come in: (ss'tis)
/sOls'tis/ solice (&z's) /Egzak'sj/ exaction (&ksk'me) /Ekskla'me/ exclamer
(&kspi'me) /EkspKi'me/ exprimer (ks'p) /Eks'plwa/ exploit (p'k#) /puK'kwa/ pourquoi (p'sit) /puK'sit/ poursuite (&syps't) /sypEKs'tKa/ superrat
(&ipmne'zi) /ipEKmne'zi/ hypermnsie.
Generalmente, si pu aumentare il numero dei C in contatto, se la caduta di
// comporta l'aggiunta prima o dopo di costrittivi, approssimanti, laterali e
nasali (ma anche d'occlusivi): (is'sE;t 's &is#'s-) qui se sert de a? (\#n&l#_i'p,
\&n#l#-) je ne le red p (&ynp+it'fi,) une petite lle (&+yns'p) tu ne ser p ([&i],&bPkd'm:d) il y a bcoup de monde (&np'lE #t's) on ne parlPt que de a
(&s#&\#s'vE, z&\#-) e-ce que je le sava? (\m'fi/) je m'en >e!
Inoltre: (/&k'b,) je cro bien (s&np'sy:) ce n'e p sr (s&i[]t#'fP, sit'fP)
ce qu'il te faut (s&t3'l) ce trPn l (/&sik'td l'v:) je su content de la voir [de
l'avoir] (/t#ld'm:d, /&t#ld#'m-) je te le demande (&s\#n&t#ldv'p, -d#v-, s/&t#l)
c'e que je ne te le deva p (lve'v, &l#-) levez-vo! (m&nem'l, m#&ne-) menez-moi l! (\'_i kem'+iv dl'fn sp'b, -+if) je d que l motifs de l'enfant ne sont
p bons (&sYl#'b, syl-) sur le banc (si&\#nt#l_i'p, &si/t#l-) si je ne te le d p
(il&m#ldmt'p, in&m-, &inm#l&d#-) il ne me le demande p.
All'interno di parola, troviamo: (bn'ti) bonneterie (s'l) cserole (m'ne)
amener ('pe) appeler (\'e) jouerP (pn'm) plRnement ma: (&gl#'tE:) Angleterre (&mk#'_i) mercredi (&pl#'m) parlement (&ft#'m) fortement (&p#'m) amplement Per parle-m'en, si ha pi spesso (pl'm), che si pu sentire
pure per parlement in discorso veloce, o no.
4.3.1.3. Per gl'italiani importante tener presente la dierenza che c' col francese, per sequenze di /0/ + /m, n, K, l/ + /j/, che sarebbero troppo pesanti, per cui c'
un // stabile: (&sm#',e) sommelier (&ns#'m,) no semions (&st#'~,e) centenier
(&vt#'~,e) vo teniez (&ns#',) no serions (&v/t#',e) vo >anteriez (&i/#',) Ri>eliS (&nzp#',) no appelions ma (s'pe) cse-pieds (st'pEs) cette
pice (bn'+e) bonnetier (/'+e) >arretier (p'+e) pelletier Lo stesso avviene per
/, w/: (/e&s#i'si) >ez celui-ci (}&bd#'l) un bout de loi anche se non raro sentire: (&/esi'si) >ez celui-ci (&}b'dl), (&l#\'dl) le jS de l'oie e simili.

156

manuale di pronuncia

Generalmente, non c' caduta di // nella prima sillaba di nomi propri: ('li #'nP) /'lwi K'no/ Lou Renault (&#'n:) /aK'naK/ Renard nemmeno per de\
(&d#l'i:v) /dla'Kiv/ De la Rive (m#&sd#'gP:l) /msjd'gol/ M. De Gaulle ma,
se possibile semplicare, spesso lo si fa, anche alla radio e televisione, pure se un
po' stigmatizzato, come in: de De Gaulle che quasi sempre (d#d'gP:l). Di solito, i
cognomi, resistono meglio dei nomi, infatti, Renaud e Den, spesso, nei contesti adeguati, sono: ('nP, d'ni).
Per, regolarmente, si ha: (}'n:) /^K'naK/ un renard (sn'l2 &v,d'gP:l)
{(s#n-)} /sn'la, vjd'gol/ ce nom-l vient de "Gaule& (\&nepd'gP:l) /Znepad'gol/
je n'P p de gaul (in senso proprio o gurato), (P&bdl'i:v) /obOKdla'Kiv/ au
bord de la rive ma: (i/'lE) /KiS'lE/ Ri>elet (ovviamente, il caso di (&i/#',) /KiS'lj/ Ri>eliS diverso). Lo stesso avviene davanti a /*/ (: V iniziale "disgiuntiva&, rappresentata, di solito, dalla cosiddetta h "aspirata& e dai nomi dei numeri):
(l#e'P) /le'Ko/ le hro (l#':z) /l'z/ le onze
Tassofonica
4.3.2.1. Nella frase, il comportamento di //, per il suo mantenimento o inserimento o caduta, ha delle peculiarit, rispetto alla posizione interna di parola. Senz'altro, in questi casi, la pronuncia subisce anche l'inusso della graa, con le sue
e interne; mentre quelle nali di parola, che di solito non si pronunciano, nelle
forme isolate, possono spingere a (credere di doverne) preferire la caduta anche nei
sintagmi, nei composti e nelle frasi comuni.
In certe parole, // non cade, anche se il risultato della caduta darebbe un gruppo consonantico piuttosto semplice: (&np#'z) no pons ma (nv'z) no
faons (&l#'El) la querelle ma (&}p't) un peloton (&def#'mEl) d femell ma
(lf'nEtX) l fentr Inoltre, a causa dell'h disgiuntiva, (&ynsy'+y:) une sculpture
ma (&yn#':t) une honte (&stsp'd:) cette splendSr ma (&st#'_,Es) cette hardise (si pu avere anche (&st-'_,Es)).
Ci sono anche casi come (d'bEs 'i:z) d bell cer (&d#n#v'ni; #'s#:)
de ne revenir que le soir d'altra parte, la graa senza -e porta a ritenere superiori
pronunce come: ('p d'p:s, 'p) Parc d Princ (' d#ti',:f, ') arc de
triom#e (&z'bl) ours blanc ('fil pl'nE) lm polona (+i'/D '\P:n) T-shirt
jaune invece delle pi naturali ('p# d'p:s, '# &d#ti',:f, 's# 'bl, 'film#
&pl'nE, +i'/T# '\P:n), spesso considerate, quindi, meno buone, a causa della graa, mentre, soprattutto ('s# 'bl), per motivi anche ritmici, pi che legittimo;
('#t ti',:f) (con -C Ce (0#0)) viene, a volte, addirittura stigmatizzato, come
popolare o incolto. Normalmente, casi come i seguenti si hanno in pronuncia lenta e attenta; altrimenti, in pronuncia veloce, prevale la caduta: ('pst s't:t, -t#
-) /'pOst KEs'tt/ poe reante ('p i'+im, -p# m-) /'alp maKi'tim/ Alp Maritim ('/l d#'gP:l, -l# d#-) /'SaKl d'gol/ arl de Gaulle
Si considerino, inoltre, esempi (dovuti a motivi ritmici) come: (&pttP,
-t#m-) /pOKt[]m'to/ porte-mant (&ptke',, -t#k-) /pOKt[]kKe'j/ porte-crZon con /[]/, ma (&pt#'pym) /pOKt'plym/ porte-plume e, quindi, anche

4. francese

157

(&t#'d:) /kaKt'dOK/ carte d'or e non certo *(kaR'dO:r) (anche) della pubblicit italiana, per Carte d'Or (che sarebbe, in francese, car d'or (&'d:)}; per, si
pu dire anche (&d'd:).
Sono in aumento i casi in cui, davanti a pausa, si pronuncia un // non etimologico, non presente nella graa, soprattutto dopo C sonore, in particolare le sonanti: (P'tEl, -l#, -) /o'tEl, O-/ htel (s'vi:, -#) /sEK'viK/ servir (b'\:, -#) /b'ZuK/
bonjour!
4.3.2.2. Quando, nella catena parlata, una parola che nisce con /0K, 0l/ e
seguta, a sua volta, da un'altra che comincia con /0/, in pronuncia lenta e sorvegliata, s'inserisce //; ma, normalmente, si fa cadere anche /K, l/: ('t 'fm 't#)
/'katK 'fam/ quatre femm (&ynPt'f# y&nPt#-) /ynotK'fwa/ une autre fo (&mddP'tEl 'mEt# d-) /mEtKdo'tEl/ matre d'htel (l#'pP;v b'nm, 'p- l#'pP;v#) /l'povK bO'nOm/ le pauvre bonhomme (i's;p #'n &ilm#'s;bl#) /ilm'sbl k'n/
il me semble que non (&3p'sib d#'fE: -ibl#) /pO'sibl dl'fEK/ impossible de le fPre
('pb _it'li l#'pp#) /l'ppl dita'li/ le pSple d'Italie
In casi come /vOtKp'n/ votre pnS oltre a un lento e sorvegliato (&vt#p'n),
abbiamo anche (vp'n, -t'n, vtp'n), e (&vtp#'n), ritenuto piuttosto popolare, per la solita dierenza con la graa. Decisamente popolare (e intenzionalmente scherzoso) (&s#'pE, -e) per (ks'pE) exprs mentre (s'pE, -e) piuttosto colloquiale veloce.
S' visto (al paragrafo precedente) che, all'interno di parola, dobbiamo avere
/0j/ (// indica sonanti: /m, n, K, l/), per ci non valido nella frase: (sl'm,)
c'e le mien (&i[]fPl'~,e, fP-) il faut le nier (&i[l]z'+En ',) ils en tiennent liS (in'vl ',, &iln#-) ils ne valent rien
Per, si pu senz'altro avere anche: (&d#n#', 'fE:) de ne rien fPre (&\#nd#'m;d# ',) je ne demande rien e pure: (&sl#'m,), (&i[]fPl#'~,e, fP-), (&i[l]z'+En# ',),
(in'vl# ',, &iln#-). Si considerino anche: (&bnpt#'m '/P) bon appartement
>aud (&bn'pt '/P, -t#) Bonaparte man>ot In assenza d'ambiguit contestuale, si pu benissimo avere bon appartement >aud (&bnpt'm '/P).
4.3.2.3. Per sequenze di monosillabi con // [le je me te se ce de ne] ci sono spesso delle chiare preferenze generali, ma non assolute, come: (\#n \n#) je ne
(\#m, \m#) je me (\#l, \l#) je le (d#l) de le (d#n) de ne (d#m) de me (d#t) de te
(d#s) de se (d#s, ts#) de ce (#l) que le (#n) que ne (#m) que me (#s) que se/ce
(#t) que te (s#) ce que\ (&d#n#v'ni; #'s#:) de ne revenir que le soir (&m\#n&s#d'_i:) moi je ne sa que te dire (&\#ns',t s#ty'k) je ne sa rien de ce
truc l
Per /Z/ in je me le demande troviamo (&\#ml#d'm:d) e (\&m#ld#'m:d) quest'ultimo, a volte, valutato come meno consigliabile; ugualmente per le seconde forme in: (\l#'v, \#l'v) je le vSx (\#'+, \m#-) je me tiens (/&tv'_id v#'ni;, -'_i
d#v'ni:) je t'ava dit de venir (la graa inuisce sulla "scelta& di mantenere preferibilmente // interni di parola).
Pure "popolari& sono, perci, le seconde forme in: (/'k #/'k) je cro
(\m'fU &#\-) je m'en fo (l'mE d#l'y, l'mE #dl'y) l mecs de la rue (&dek-

158

manuale di pronuncia

'vi; l#'m:d, &dek'vi; #l'm:d) dcouvrir le monde ('pd l#me'tP, 'p d[]#l-)
prendre le mtro (i'mEt #'pi, i'mEt []#'pi) y mettre le prix (se c' rischio d'ambiguit con ils mettent le prix (i'mEt #'pi), l'/K/ non cade), (i[]'/E/ s#i[l]'v, i[]'/E/#s i[l]'v) il >er>e ce qu'il vSt in realt, spesso le seconde forme sono pi "naturali&, ma ahim diverse dalla graa!
Nel caso di forme come (&b'm) aboiement (\n't#) je nettoie (i[l]'v) ils
voient (/pe'e) je pZerP [pPerP] (i[]'s#) qu'ils soient (&#+y'E, #'+E, #'tE) que
tu P sono senz'altro "popolari& forme come: (&b,'m, \n't#,, i[l]'v,,
/p,'e, i[]'s#,) e (&#+y'E,, #'+E,, #'tE,).
4.3.2.4. In alcuni casi, in francese, si hanno C geminate all'interno di parole derivate: (&tzm'm) troimement (nt'te) nettet (&ek', &-) clPrera ( (&ek', &-) clPra] nel futuro e condizionale di courir mourir qurir (e pressati,
ma non altri verbi con -rr-): (/k'E) je courra ( l'imperfetto (/k'E) je coura
e anche (/p'E) je pourra] inoltre, in casi come: (ld'd) l-dedans ( (l'd) la
dent], (+ym'm) tu me mens ( (+y'm) tu mens (&+ynm'p) tu ne mens p], (&ll'_i) elle l'a dit ( (&l'_i) elle a dit] ovviamente, anche: (&p#+it'tba) petite table
(&p#+it'blP) petit tabl Inne, abbiamo la geminazione (o l'allungamento) per
enfasi: (1sppfE3 3, 1sp:-) c'e parfPt!
La geminazione possibile, se si vuole mantenere la distinzione, nel caso dell'imperfetto indicativo e del presente congiuntivo, rispetto al presente indicativo: (&nk,',) no croyions (&vk,',e) vo croyiez ( (&nk',) no croyons (&vk',e) vo croyez] per evitare l'ambiguit in casi come: (&lssi'i) l'Assyrie (&lsi'i) la Syrie per insistere s'un presso (specie negativo): (&illi'ziba) illible La troviamo perno dove non ce n' bisogno, per delle geminate grache, in parole libresche (ma la pronuncia spontanea e non articiosa evita accuratamente tale geminazione): (vi'l, -l'l) villa (g'mE:, -m'm-) grammPre (&_i's, &d_i-) addition (i'lystX, il'l-) illure ugualmente indebita, ma di livello popolare, la geminazione del pronome l' (che la pronuncia neutra, ovviamente, evita) in casi come:
(&\#lle'vy, &+yll'_i, nl&lv's), per: (\le'vy) je l'P vu (&+yl'_i) tu l' dit (n&lv's)
no l'avons su
4.3.2.5. Il francese ha sequenze consonantiche con punti d'articolazione diversi,
che presentano problemi non indierenti per gl'italiani; qui utile l'esempio appena visto di (&_i's, &d_i-) addition oltre a (&n'dt) anecdote (&+ivi'te) activit
(/'k) je cro e tanti esempi precedenti e seguenti.
Un fatto notevole e tipico l'assimilazione degli occlusivi sonori, tra V (orale o
nasalizzata) e C che diventano N (tranne che in pronuncia molto sorvegliata, troppo succube della graa): (}n&mii'lP) /^dmiki'lo/ un demi kilo (n'm) /ad'm/
demPn (tn'mEm) /tud'mEm/ tout de mme (&t3nm'\e) /tKdm'ZE/ en trPn
de manger (yn'g;n me'z) /yn'gKd me'z/ une grande maon (ln'm) /ld'm/
lendemPn (d'g;n 'dm) /dE'gKd 'dam/ d grand dam (l'/;m d'mi)
/la'Sb[K] da'mi/ la >ambre d'am (k'm,) /k'bj/ combien (&int;'p, &it-,
il&n#-) /ilntb'pa/ il ne tombe p (l'l; m'dEn) /lE'lg mO'dEKn/ l langu
modern (yn'l; 'E:) /yn'lg 'gEK/ une longue guerre

4. francese

159

Per gli occlusivi non-sonori, abbiamo ugualmente l'assimilazione di modo d'articolazione, mentre possiamo avere sonorit, desonorizzazione, o non-sonorit, per
il tipo di fonazione (sempre oltre a una possibilit pi lenta o sorvegliata, corrispondente alla trascrizione fonemica): (&}+i'k, &})-) /^pti'ku/ un petit coup
(m3n'n, -n'n, -'n, m3'n) /mt'n/ mPntenant (v3n'd, -n'd, -'d) /vt'd/
vingt-dSx ('b;~ pe&ife'i, -) p-) /'bk peKife'Kik/ banque pri#rique (\#n&m#tm'p, -'p, -)'p) /ZnmtKp'pa/ je ne me trompe p
Inne, quest'assimilazione pu avvenire anche davanti a V\ (p'n) /p'd/ pendant (tl&mn'l) /tulmdE'la/ tout le monde e l come pure davanti a pausa:
(tl'mn) /tul'md/ tout le monde (m'l:) /ma'lg/ ma langue La si pu trovare
anche tra V non-nasalizzata e N\ (&mnm'zEl) /madmwa'zEl/ mademoelle
(&mnm'zEl) /mEdmwa'zEl/ mdemoell (&#nm'de) /Kdm'de/ redemander
(&nmi'e) /admi'Ke/ admirer (&_,Nns'+i, -n-) /djagnOs'tik/ diagnoic (&\m'm) /Zb'm/ enjambement e -ment avverbiale: (fn'm) /fKwad'm/ froidement (v'm) /vag'm/ vaguement (&kpn'm, -n'm, -'m) /kplEt'm/ compltement
Si notino anche casi come (li'Em p'/, -mp p-) /lwi'kEnd pKO'S/ le week-end pro>Pn
4.3.2.6. Nel parlare corrente, familiare, ci sono determinate riduzioni (anche
accentuali), che semplicano l'enunciazione, senza compromettere la comunicazione; invece, rallentando l'enunciazione, la pronuncia pu corrispondere alla trascrizione fonemica: (s'tm) /sE'tOm/ cet homme (st#'fm) /sEt'fam/ cette femme (s't:) /asE'tK/ cette hSre (st'_i:) /sEta'diK/ c'e--dire ({m}p&tt, -tX) /{mE}p'tEtK/ [ma] pSt-tre (&:) /a'vwaK/ avoir ('l, v'l) /vwa'la/ voil (vlPT'/P:z,
&l-) /vwalaotK'Soz/ voil autre >ose (&s, )'s-, p's-) /m'sj/ monsiSr (&kte'm) /ekute'mwa/ coutez-moi (syz'm) /Ekskyze'mwa/ excez-moi (s&pE)
/silvu'plE/ s'il vo plat
In protonia, /swa'st/ soixante si riduce, correntemente, a ('s#;t), specie nei composti: (s#t'sis, &s#d_iz'nf, -n_-) 66 79
Inoltre: (ps'#, &ps#, &ps, &s, s#, s, sk) /paKs[]k/ parce que (&s#, s#)
/Esk, sk/ e-ce que {(p'k#s #&+y_i's) pourquoi e-ce que tu d a?] (si'si)
/sli'si/ celui-ci (&pi) /'pi/ pu (&pis#, -s, -sk) /'pisk/ puque ([]'b) "/[E]'b/&
[eh] bien (meglio sarebbe: bin bi'n] ('p) /'ply/ pl (eventualmente: p'] (m&f)
/mE'f/ ma enn [m'enn] (m&l;) /mEa'lOK/ ma alors [m'alors] (&b) "/'b/&
bon! (meglio sarebbe: ban!] (&n) "/'n/& non! (meglio: nan!] (', -E, -e, -) /*'wE,
-e/ oua! (&k;) /'kOK/ encore (st#&m, /t#-) /Zyst'm/ juement
Altri esempi: (dm&~,E;, t-) /dtutma'njEK/ de toute manire (tf&s) /dtutfa's/ de toute faon (&k#) /puK'kwa/ pourquoi (+yl&m) /natyKEl'm/ naturellement (s&) /sl'm/ sSlement (D&\:) /tu'ZuK/ toujours (s&p, &p) /nEs'pa/ n'e-ce p? (D&\) /de'Za/ dj (D\'ne) /deZ'ne/ djSner (s&pi's, s&p-) /Eksplika'sj/ explication (\'s) /ZEs'tj/ geion (&t) /'katK/ quatre ('f#) /kElk'fwa/
quelquefo ('/P:z) /kElk'Soz/ quelque >ose (t'kU) /tuta'ku/ tout coup (t'l:) /tuta'lK/ tout l'hSre (tP'py[s]) /tuto'ply[s]/ tout au pl ('v) /avEk'vu/ avec vo

160

manuale di pronuncia

E ancora: (/i'l, /si-, //i-) /Zsi'la/ je su l (\ie'_i \,e-) /Zlie'di/ je lui P


dit (&te'z) /tyaKe'z, ta-/ tu raon (t'f, te-) /tyE'fu, tE-/ tu fou (t&s) /ty'sE/ tu sa (&+yv'_i, &+-, &t-) /tyavE'di, ta-, ta-/ tu ava dit (l'b,) /ilE'bj/ il e
bien (v&zve'vy) /vuzave'vy/ vo avez vu (v*&ze'te) /vuvuzaKe'te/ vo vo arrtez? (n&zn'l) /nunuzna'l/ no no en allons (&is'b) /ils'b/ ils sont bons
(&iz'pi) /ilz'pKi/ ils ont pr (,) /ilja, ja/ il y a (&,n'vE) /ilina'vE, ilj-, j-/ il y en
avPt (popolarmente anche (&,n'vE)). Nel parlato non lento, y si ni tu ou, o
davanti a V spesso e normalmente, hanno le varianti consonantiche (non raramente condannate dalla scuola, solo a causa della graa mascheratrice): (sil'v, s-)
/siEl'v, sjE-/ si elle vSt (ni'n, ~,-) /nia'nu, nja-/ ni no (',, -) /ua'lj,
wa-/ ou Lyon ('tEl, -) /uE'tEl, wE-/ o-e-elle? (i[]&fPi'le, -P,-, -P+-) /ilfoia'le,
-oja-, -ot-/ il faut y aller
Nel parlato rapido, tra V nasalizzate, le C continue si possono nasalizzare un po',
ma non il caso di trascrivere questo fenomeno, che quasi impercepibile: (&m\'b) /mZ'b/ mon jambon ('v) /'v/ en vPn; lo stesso avviene per le V orali
precedute e segute da N: (n'nEt) /nO'nEt/ nonnette (y&nnimi'te) /ynanimi'te/ unanimit D'altra parte, in altre lingue, come l'italiano, la nasalizzazione di V tra
N pi evidente, ma ugualmente non il caso di segnarla, trattandosi d'un
fatto automatico.
Si pu aver un semi-laterale alveolare, /l/ (), per i grammemi (articoli o pronomi)
le la les lui (non-nale) preceduti dai grammemi par pour sur vers: (&plf'nEtX,
-- &pi'_i:, -i- &sYl'tba, -- &vl#'s:, -#-) /paKlef'nEtK, puKli'diK,
syKla'tabl, vEKl'swaK/ par les fentres pour lui dire sur la table vers le soir
La "liaison&
4.3.3.1. Per l'importante fenomeno della liaon bisogna dire che riguarda, in
misura diversa, tutti i tipi di pronuncia: da un minimo di legamenti della parlata
familiare, a un massimo che ritroviamo nella lettura dei versi classici (lingua decisamente pi elaborata). Nel mezzo, grosso modo, troviamo la conversazione corrente
(la lingua vera).
La liaon avviene solo all'interno delle ritme, tra parole legate dal punto di vista morfosintattico e semantico. Alcune sono obbligatorie, altre impossibili, altre
ancora facoltative, dipendendo dallo stile di dizione e dalle scelte del parlante.
Le legature pi normali e frequenti sono con /z/ [s x z] /t/ [t d] /n/ [n]\ (&lez'mi) l am ( m t s d c] (&d'z:) dSx hSr (&+il'le) e-il all? (&}g'tm) un grand homme (&pet'tE:) pied--terre (&ne'te) en t (&mn'mi) mon
ami ( ton son un tempo era neutro (&mn-), oggi non lo pi, pur essendo una
pronuncia ancora molto diusa), (&n't) on attend (&}nP'tEl) un htel ( aucun
htel] (&,3n'fE:) rien fPre (&b,3n'se) bien sez
Altre forme con V nasalizzate non legano, tranne bon e gli aggettivi come plRn
vPn ancien certPn pro>Pn soudPn vilPn (ma perdono la nasalit): (&bn'mi) bon ami (&p'nE:) en plRn Pr (l#&m,'n:\) le Moyen-ge
Non c' mai liaon dopo et n davanti ai nomi dei numeri e all'h "disgiuntivo&

4. francese

161

(o "aspirato&, perch pronunciato secoli fa!) e, generalmente, davanti a w y\ (e'l:) et alors (ie'El) lui et elle (&is':z) ils sont onze (l#'^) le un (l#'it) le huit
(dee'P) d hros ('P) en haut (&}is'i) un whky (}',P:t, }',t, }',) un ya>t
anche: (}'i) un oui
Sono obbligatrie, anche nella conversazione corrente, le legature tra un sostantivo e i "determinanti& che lo precedono: (le'zm) l homm (&sez'zP) c
ox (te'z,) t ySx (le&zPt#'zm, &lezPd'zm) l autr homm (&l#z'mi)
lSrs ami (&dz'mi) dSx am (&deg'zm) d grands homm (}&gt'mi) un
grand ami
Si legano i pronomi soggetto e i verbi: (&nz'v) no avons (&vz'le) vo allez (il'zEm, i'zEm) ils Pment ( (i'lEm) il Pme] (&n'vE) on avPt (\&nep'le) j'en
P parl (&+ilv#'ny, &+iv'ny) e-il venu? (&+il'vy, &+i'vy) ont-ils vu? (p't) pSt-on?
4.3.3.2. bene ricordare il caso in cui la pronuncia inuisce sulla graa, come
per quasi tutti gl'imperativi, isolatamente senza -s, ma con /z/ per i pronomi y e en:
v-y (v'zi), pens-y (&ps#'zi), mang-en (&m\#'z)
Accanto a forme come va-t'en!, poi (con t' forma elisa del pronome te] troviamo
delle t analogiche "eufoniche& nelle domande con inversione del soggetto: e-il?
ma Pme-t-on? viendra-t-elle? convPnc-t-il?
Ugualmente, si legano gli avverbi trs tout bien con gli aggettivi (o avverbi) da
questi modicati: (&tzy'+il) trs utile (&tt'+e) tout entier (b,3&nt'+if) bien attentif
Invece, p pl moins trop fort sez jama possono legare o no; ma, nella
conversazione normale, di solito, non legano: (&p[z]'k:) p encore (&tPett', t&pe-) trop troitement Ovviamente, nelle formule sse, legano; per esempio, pl come in (&pyz'm) pl ou moins che sempre cos.
Si legano, alle forme che le seguono, le preposizioni o congiunzioni (monosillabiche): (&ni'vE:) en hiver (&dz}'m) dans un mo (s'zEl) sans elle (/e'z)
>ez Sx (/e&z}n'mi) >ez un ami (k&+ilv'ny) quand il e venu (per, la legatura solo possibile coll'avv. interr., come in (k&[t]silv'ny) quand e-ce qu'il e venu? e non avviene aatto in ('k +ilv#'ny, +iv'ny) quand e-il venu? per evitare
/tt/). Se le preposizioni e le congiunzioni sono polisillabiche, la liaon , ugualmente, solo possibile: (&p&v/'te, &pz&v/'te) aprs avoir >ant (d#&vynme'z, -+y-) devant une maon Legano anche dont en\ (l#/'fl d+i&lp'le)
le >eval dont il a parl e hanno una "pr-liaison& en y\ (&p#n'z) prenons-en
(&nzi'sm) no y somm
Con gli ausiliari e i semiausiliari, la liaon sempre pi rara nella conversazione
corrente, anche se possibile. La si fa quasi sempre tra e (e spesso sont ont] e aggettivo o participio passato seguente, specie con all\ (s&t3p'siba) c'e impossible (i[]&st'le) ils sont alls (&i[l]l'+) ils l'ont S (e ils l'ont tu). Ci sono, poi, dell'espressioni
sse in cui ci vuole la legatura: (le&/zeli'ze) l amps-lys (&leze&tzy'ni) l tats-Un (&viz'vi) v--v (d#&tz't) de temps en temps
4.3.3.3. Al livello popolare la liaon ha dei comportamenti particolari, in quanto meno frequente, ma con estensioni analogiche non-neutre; inoltre, perlopi

162

manuale di pronuncia

marca del plurale. Quindi, legano i monosillabi in /z/: (le'z,) l ySx (tanto che
ySx "normalmente& ('z,), anche isolato), (&iz'i:v) ils arrivent dei verbi ausiliari monosillabici non legano ont sont mentre su e e lo fanno facoltativamente:
(&iz'y) ils ont S ([]&s'le) ell sont all (i&li've, -t-) il e arriv (/ie'te,
-ize-) je su t (di livello popolare, per j'P t ma (/i&by'+i) je su abruti] lega
l'aggettivo e il nome: (&bz'mi) bons am ma pu non legare sans\ (s'v:, &sz-) sans avoir legano tout e on mon ton son\ (&tt'b,) tout e bien ('n) on a
(&mn'mi) mon ami
Ci sono, poi, i casi indebiti analogici, come: *(&pza'p) /pa'p/ pS pS *(i&vte'v,) /ilvae'vj/ il va et vient *(&ifP&dt'le) /ilfodKaa'le/ il faudra aller *(le&zi'kP) /leaKi'ko/ l haricots *(&st't) /sE't/ c'e hontSx *(/i&te3'te) /ZsieK'te/ je su rRnt *(tl'm zmy'z) /tEl'm amy'z/ tellement amant *('v
'zm) /'v 'tOm/ vingt homm *('d zfi'se) /'katK Ofi'sje/ quatre ociers *('s
'zf) /'s 't/ cent ufs
Riessioni sull'accento
4.3.4.1. Soltanto teoricamente, in francese c' solo un accento primario alla ne d'ogni ritmia. Gli esempi precedenti hanno mostrato, abbastanza compiutamente, l'impiego dell'accento secondario nelle ritmie francesi; generalmente,
s'alternano, risalendo dall'accento primario.
Ora, consideriamo qualche altro esempio e alcune dierenze strutturali. Normalmente, troviamo: (&m\e'k:) mangez encore (yn&p#+it'fi,) une petite lle (&lmit'pE:) l'ami de Pierre a meno che non s'abbiano due ritmie (per insistere maggiormente sulla prima parte, per qualche scopo particolare): (m'\e 'k:, &ynp#'+it
'fi,, l'mi d#'pE:). Si notino pure casi come: (&lm'sy:) la morsure (l&m'sy:,
l'm; 'sy:) la mort sre (&sde'gt) on s'en dgote ('s de'gt) on sent d
goutt (&lk'l:) la coulSr (&_yv3':\) du vin rouge (&lk'l; _yv3':\) la
coulSr du vin rouge (\v'dE _y'v ':\) je voudra du vin rouge
L'insegnamento tradizionale descrive l'accento francese nelle ritmie come segue: in mancanza d'enfasi, c' un accento primario sull'ultima sillaba, e, per il resto della ritmia, i lessemi riducono il loro accento a secondario, mentre i grammemi lo perdono completamente.
Ai parlanti nativi, questa distribuzione suona un po' troppo "precisa&, "da libro
stampato&; , infatti, una specie di via di mezzo tra i due tipi di trascrizione per
gli esempi, visti sopra, rispettivamente con una o con pi tonie: (m&\e'k:, ynp#&+it'fi,, l&mit'pE:). In realt, come abbiamo, visto, ci sono determinate esigenze di ritmo, per cui l'impiego degli accenti secondari ben diverso.
4.3.4.2. L'accento enfatico, poi, si manifesta tramite l'aggiunta (pi che lo
"spostamento&) d'un accento forte sulla prima sillaba della parola (diversa da quella accentata) e la geminazione (o l'allungamento, specie se tra V] della C che l'inizia; anche se gracamente la parola comincia con V la C c' lo stesso, in quanto
abbiamo V ().

4. francese

163

Tradizionalmente si parla d'"accent d'insistance aective& (cio con protonia


imperativa e prima protonica semi-alta): (1sff%midba3 3, 1sf:-) c'e formidable! (m:%Nifi3 3, 1mm-) magnique! (1stt_,3 3, 1s_,3 3, -t:-, -:-)
c'e odiSx! (1k:et3 3 -kk-) quel crtin! e d'"accent d'insistance intellectuelle& (cio con protonia enfatica): (yn'Ega2\ ':p%sly3 3) une rgle absolue! (s#&sip'pf%t#"m %kEkt3 3, -'p:-) ceci e parfPtement correct!
In casi come c'e odiSx! si sente anche (1st-), soprattutto come assurdo "vezzo& tipico di chi lavora nei media.
Intonazione
4.3.5. La f 4.3 d le protonie e le quattro tonie del francese neutro. Si noter
che, rispetto alle altre lingue (e varianti stesse del francese), invece di quattro protonie, ne abbiamo cinque; infatti, per le domande parziali, oltre alla normale anticipazione (a eco) dell'ascesa interrogativa, troviamo un movimento generale discendente, dal semi-alto (simile a quello della protonia imperativa, tranne che per l'ovvia e doverosa dierenza dell'anticipazione a eco).
Una soluzione pi "strutturata&, piuttosto d'aggiungere una quinta protonia, avrebbe preferito uno sdoppiamento in due (qualcosa come "//& e "//&, oppure
anche "//& e "//&, o "//&, o "//&), lasciando all'osservazione, a spiegazioni, il
compito di chiarire la "stranezza&. S' preferita una maggiore concretezza ( 11.9).
Un attento esame di tutte le protonie (e tonie), nonch dei simboli, rivelatore.
Si far bene a osservare la collocazione della pretonica delle tonie conclusiva e
continuativa: pur non arrivando a esser veramente alta, signicativamente sollevata, e anche l'eetto uditivo notevole (pur se non immediato), tanto da contribuire a dare agli enunciati una sorta di prominenza, (troppo) spesso scambiata per
un accento.
Come vedremo, per l'accento "mediatico&, tale prominenza aumentata dal semi-allungamento della V della pretonica (sempre senza nessun'accentazione particolare).
f 4.3. Protonie e tonie del francese neutro moderno.
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (% 3 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 1 1)

/& / (& 1 1 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 5 1 1)

/ / ( 1 1 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (% ' 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

164

manuale di pronuncia

Forniamo solo esempi per le tre tonie marcate (rimandando al 4.3.4 per le protonie imperativa ed enfatica). Come si vede nelle trascrizioni del testo ( 4.5), c'
anche l'inciso "medio& ( 13.24 dell'FTN/MaF):
/./: (\v'le Psi%nem3 3) /Zva'le osine'ma./ Je vSx aller au cinma.
/?/: ([&s#]v&p%le'b, fsE1 1) /[Esk]vupaKle'bj fK'sE?/ [E-ce que] vo parlez bien frana? (p&le%v'b, fsE1 1) /paKlevu'bj fK'sE?/ Parlez-vo bien
frana? (&1km tlev3 3) /&kO'm tale'vu./ Comment allez-vo?
//: (&pi%'le v5+y:1 1 %'pe3 3) {(-%,-, %-)} /pia'le vwa'tyK ua'pje./ On
pSt y aller en voiture, ou pied.
Altri accenti
4.4.0. Sar interessante confrontare quanto abbiamo detto nora, sulla pronuncia neutra, con altre che presentano caratteristiche pi o meno diverse.
L'accento "internazionale&
4.4.1.1. Didatticamente, l'accento "internazionale& pu essere ancora pi adatto di quello neutro, visto nora, in quanto decisamente meno inuenzato da Parigi e, quindi, senz'altro pi vicino a molte delle altre variet di pronuncia, una
volta epurate da peculiarit marcate.
Quindi, una pronuncia "internazionale& potrebbe essere addirittura pi consigliabile (e, generalmente, pi facile da acquisire e dominare), dando risultati indiscutibilmente apprezzabili, purch ci sia coerenza interna fra tutti gli elementi e
non improvvisazione o oscillazione tra tipi diversi (compresa la solita interferenza, non solo fonologica, ma anche per motivi graci).
/u/ (u[:])

/i/ (i[:]), /y/ (y[:])


/e/ (e), // ([:])
// (#)
/E, / (E[:], [:]) {(, )}
/, ^/ ([:], ^[:]) {(#, })}
/a/ (a[:])

/o, / (o[:], [:])


/O/ (O[:]) {/O/ ()}
// ([:])
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 3 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 5 1 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

4. francese

165

Il vocogramma di questa sezione d le articolazioni vocaliche "internazionali&


che, come si vedr sbito dal confronto con la f 4.1, sono meno marcate; ci vale,
in particolare, per (u, o, O) che sono posteriori e non posterocentrali; anche (a)
meno peculiare, giacch centrale, anche se avanzata. Le vocali nasalizzate restano quattro, (, ^, , ). Nella gura, ci sono due segnali grigi, per /E, , O/ (non-accentati, un terzo sarebbe per /, ^/, che coincide, per, con //); ma si potrebbero togliere, per semplicare la struttura.
Infatti, ci sono due soluzioni pratiche soddisfacenti, giacch, data la mancanza
d'accento, o s'ottiene gi, abbastanza spontaneamente, il timbro medio-basso ((,
, #, }, ), che noi preferiamo usare); oppure, pu essere accettabile, quello semi-basso ((E, , , ^, O)), se indebolito. A maggior ragione, non s'introducono i tassofoni meno importanti, conservando (i, y, u, a) nel contesto /K/: (&oZu'di) aujourd'hui evitando anche le desonorizzazioni.
E vediamo degli esempi, solo per i casi in cui ci sia dierenza fonetica col neutro (dato tra parentesi tonde): ('lu) {('l)n} loup ('o) {('P)n} ('nOt) {('nt)n} note ('la) {('l)n} l (d#'d) {(d#'d)n} dedans ('bj) {('b,)n} bien (bj'to) {(b,3'tP)n}
bientt (pa'ti) {(p'+i)n} parti
4.4.1.2. Anche per le consonanti, l'accento "internazionale& presenta delle semplicazioni pi generali e naturali; infatti, i nasali preconsonantici possono essere
omorganici, e possono mancare tutti i tassofoni peculiari, come quelli degli occlusivi; inoltre, /j, K/ potranno essere sempre approssimanti, (j, ) (oppure, eventualmente, anche (K); meno bene andr l'uso consistente di ()); /w/ velo-labiato,
(w). Anche per /S, Z/, sono sucienti (S, Z) (invece di (/, \)). Non serviranno nemmeno le frequenti desonorizzazioni dei sonanti, mentre per quelle delle coppie difoniche potr bastare una via di mezzo: (yM'fam) {(yn'fm)n} une femme (&yka'vat) {(&ynk'vt)n} une cravate (ty'di) {(+y'_i)n} tu d (kaut'Su) {(T'/U)n} caout>ouc ('kOk) {('k)n} coq ('gid) {('id)n} guide ('pje) {('pe)n} pied ('kij) {('i,)n}
quille ('a: 'Ka:K) {(':)n} rare ('tu, 'tKu) {('t)n} trou ('mwa) {('m)n} mo
(m's, &an'dOt) {(mt's, &n'dt)n} mdecin anecdote
La durata vocalica e consonantica corrisponde a quella neutra, ma pu essere
pi attenuata, puntando soprattutto a evitare le dierenze di durata dovute a interferenze dalla lingua materna. Le liaisons possono esser meno frequenti e l'intonazione, meno peculiare, data nel tonogramma riportato.
L'accento "mediatico&
4.4.2.1. Quest'accento quello diuso dalla televisione e dalla radio. Si basa sull'accento parigino, e condivide col neutro moderno parecchie caratteristiche,
pur mostrando ulteriori evoluzioni, che l'allontanano maggiormente dall'accento
"internazionale& ( 4.4.1).
Presenta anche delle oscillazioni, sia verso il neutro, sia lontano da quello; per, lo presentiamo nella sua forma pi tipica, indicando anche alcune dierenze
interne, come d'un livello (pi) popolare o periferico (peculiarit della banliSe
parigina).

166

manuale di pronuncia

In questa sezione, si d il vocogramma delle vocali, per le quali ci sono senz'altro sfumature (confrontandolo con la f 4.1, del neutro); qui richiamiamo l'attenzione sulle dierenze maggiori. evidente l'avanzamento di /u, O/ (%, @) (e /O/
(), non-accentato); altrettanto evidente la rotazione (antioraria) di /, , / (a,
_, ), (e // ()), come pure l'assenza di /^/ che conuisce in // (a), oppure oscilla tra i due, pure con la realizzazione intermedia (non mostrata esplicitamente nel
vocogramma) (8), con arrotondamento leggero. (Nelle oscillazioni verso il neutro,
si ha anche () o (), con cui indichiamo un leggero dearrotondamento.)
Le sequenze /EK, K, OK/ molto spesso slittano indietro d'una casella: ([:],
@[:], [:] ). Inoltre, si notino, nel vocogramma, i valori per a\ generalmente si mantiene (anche se con oscillazioni individuali) la distinzione tra /a/ e
/A/, che il neutro tradizionale aveva adottato. Per i timbri (parigini e) dell'accento
"mediatico& sono: /a/ (), ma () per /aK[0], wa/, e /'A[0]/ (), ma /A/ (A) (nella
banliSe abbiamo /wa/ (A, '), spesso /aK/ (:) ar(C) spessissimo /aj/ (:,),
ma (s) per /Asj/ -ation del neutro tradizionale).
Ma ecco degli esempi (in cui t indica il neutro tradizionale): ('t) {('tU)n} tout
('n@t) {('nt)n} note (b'n@:) {(b'n:)n} bonhSr (&P\T'_i, --) {(&P\'_i)n}
aujourd'hui ('b,a) {('b,)n} bien (\'t_) {(\'t)n} j'entend ('b) {('b)n} bon (P'a,
-8) {(P'^)n} aucun
Altri: ('p:) {('pE:)n} pre ('p@:) {('p:)n} pSr ('p:) {('p:)n} port ('p@
's:) {('p 's:)n} Paul sort (p'i) {(p'i)n} Par (p'+i:) {(p'+i:)n} partir
(v'l) {(v'l)n} voil ('s#:) {('s#:)n} soir (':) {(':)n} car Ancora: (p'p) {(p'p)n} papa (pA's:\) {(p's:\)n} psage ('g) {('g)n, ('gA)t} gr
('g:s) {('gs)n, ('gA:s)t} grse ('_,:ba) {('_,ba)n, ('_,A:ba)t} diable
Per l'accento della banliSe\ (vA'l) {(v'l)n} voil ('s#A:) {('s#:)n} soir
/i/ (i[:], I)
/u/ (%[:], T) (+/OK/)
/y/ (y[:], Y)
/e/ (e), // ([:])
/o/ (P@[:]), // (#[:])
/, / (#)
/O/ (@[:], ) {/OK/+([:], )}
/E/ (E[:], ) {/EK/+([:], )}
// (_@[:], @)
// ([:], #) {/K/+(@[:], )}
/A/ ([:0], A)
/aK{0}, wa/ ([:]), /a/ ([:]), /, ^/ (a[:])
/E/ (E, e), -ai (vb.) (e, , E)
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (% 3 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/& / (& 1 1 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 5 2 2)

/ / ( 1 1 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (% ' 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

4. francese

167

('k:) {(':)n} car ('p:,) {('p,)n} pPlle (t'v:,) {(t'v,)n, (-A:,)t} travPl (p&ns's) {(p&ns's)n, (-sA-)t} prononciation
C' una forte tendenza a unicare /e, E/ in /e/ (ma con molte oscillazioni ipercorrettistiche e d'incertezza; c' anche chi usa il timbro intermedio, (), sempre o
soprattutto per -P): (p%'le) /pu'lE/ poulet
4.4.2.2. Per le C oltre a /K/ (gi visto in alcuni esempi), che tipicamente (),
ma pu essere (oltre che come nel neutro), anche (), specie per enfasi: ('y) {('y)n}
rue ('t%) {('t)n} trou ('tx) {('tX)n} quatre va aggiunto che, a un livello popolare, la "palatalizzazione& di /t, d k, g/ molto pi consistente, passando le articolazioni da occlusive a occlu-costrittive, (, , k): (y'i) {(+y'_i)n} tu d
('mEk) {('mE)n} mec ('id) {('id)n} guide; /w/ provelo-labiato, (): ('m)
/'mwa/ mo.
La durata, nell'accento mediatico, oltre a quanto gi detto per il neutro, presenta un tipico semiallungamento del vocoide della sillaba pretonica non-caudata,
cio: la sillaba che precede quella accentata in tonia (spesso, questo fenomeno prosodico descritto, male, come spostamento d'accento dalla posizione ultimale a
quella penultimale nella ritmia): (%p;'i) {(%p'i)n} Par (&p%i;'z,a) {(&p%i'z,)n}
parien (in questi esempi, anche per il neutro, segn(i)amo esplicitamente l'altezza marcata della pretonica, che quasi semi-alta nei due accenti, ma in quello "mediatico& c' anche il semiallungamento). Il tonogramma d l'intonazione dell'accento "mediatico&: si facciano tutte le considerazioni necessarie, con un (bel) po'
d'attenzione.
L'accento meridionale (Marsiglia)
4.4.3.1. Vediamo, ora, uno degli accenti pi diversi da quello neutro (ma anche dall'"internazionale& e dal "mediatico&): il marsigliese, in rappresentanza della pronuncia del Midi Come si vede dal vocogramma, le V sono poche: sette, pi
//. Non c' opposizione fonematica tra /e, E , o, O/; n, tanto meno, tra /a,
A/. Per /E, , O/ abbiamo sempre (e, , o) (anche in sillaba non-accentata), tranne che in sillaba accentata seguita da C (con o senza //), dove troviamo (, #, ).
Per /a/ c' un timbro centrale, (a). L'articolazione di // centrale non-arrotondata, (), tranne che in contatto con /K/, dove c' l'arrotondamento, (+); corrisponde a ogni e graco (tranne che per Ve\ amie = ami (a'mi)}, e spesso appare anche
tra C.
Inoltre, le V nasalizzate, /, ^, , /, non sono che una sequenza di vocale orale e un contoide nasale omorganico alla C seguente (ma, davanti a pausa, troviamo
il semi-provelare, (); il timbro delle vocali "nasalizzate& : (e, , o, ) in sillaba
non-accentata, (, #, , a) in sillaba accentata, ma (e, #, o, a) in sillaba (accentata) nale assoluta.
L'unico allungamento normale, a parte l'enfasi, il semiallungamento, in tonia,
della V (seguta da una C con o senza //), e il dittongamento delle "nasalizzate&
in posizione nale assoluta davanti a pausa. In pronuncia meno marcata, le dura-

168

manuale di pronuncia

te possono avvicinarsi a quelle del neutro (come pure i timbri e le distribuzioni di


/'E, ', 'O E0, 0, O0/}.
Ecco gli esempi interessanti: ('tu) {('tU)n} tout ('tre) {('tE)n} trs (te're) {(t')n} terrPn (sl'ma) {(s#l'm)n} sSlement (&prom'nad) {(pm'nd)n} promenade ('ve) {('v)n} vin (&bjene'me) {(&b,3ne'me)n} bien-Pm ('mns) {('m:s)n}
mince (o'k#) {(P'^)n} aucun (ln'di) {(l}'_i)n} lundi ('#mbl) {('^:ba)n} humble (mo'no) {(m'n)n} mon nom ('nmbr+) {('n:bX)n} nombre (n'ta)
{(\'t)n} j'entend ('lamp) {('l:p)n} lampe ('di;r) {('_i:)n} dire ('vwa;r)
{('v:)n} voir (p'n) {(p'n)n} pnS (&t&ld'mand) {(/&t#ld#'m:d)n} je te le
demande (&n&tl+&r+d'mand 'pa) {(\#n&t#l#d&mn'p)n} je ne te le redemande
p
L'accento meno marcato pu avere delle V parzialmente nasalizzate in sillaba accentata: ('mens) {('m:s)n} mince (i'e) {('/)n} >ien ('#Jmbl) {('^:ba)n} humble ('br#J) {('b^)n} brun ('laAmp) {('l:p)n} lampe ('baA) {('b)n} banc
('nmbr+) {('n:bX)n} nombre ('b) {('b)n} bon.
/i/ (i), /y/ (y)

/u/ (u)

/e, E/ (e, 0, 0, e)
/, / (, #0, #0, )
// (0, e, e)
/^/ (#0, #, )
/a/ (a)

/o, O/ (o, 0, 0, o)
// (, r+, +r)
// (0, o, o)
// (a0, a, )
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 3 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 2 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

4.4.3.2. Per le consonanti, osserviamo che non ci sono tutti i tassofoni del neutro; inoltre: /n/+/0/ (m, M, n, ~, N, ), /nm, nK/ (m, r), /S, Z/ (, ), /j/ (j), /w/
(), /N, nj/ (~j), /Ni/ (ni), /lj, l/ (j, ), /'[0]/+/j, , w/ ([0])+(i', y', u'), /K/
(r) (anche (), specie non prevocalico; e, nell'accento meno marcato, pure (K, )}:
(M'v;r) {('vE:)n} envers ('bak) {('b:)n} banque ('ri) {('i)n} Henri ('r) {(\#'/E/)n} je >er>e (&trava'je) {(&tv',e)n} travPller L'accento della banlieu ha /t, d/ (+, _) + /i, j, y, /, e /K/ tendenzialmente non-sonoro (3) (e (x, ', )).
Inoltre: (mon'ta~j) {(m'tN)n} montagne (&ma~je'rizm) {(&m~,e'is))n} manirme (je'zo) {(,e'z)n} liaon (ki'zi;n) {(i'zin)n} cuine (&sy'i) {(\#'si, /'si)n} je su (ly'i) {('i)n} lui (lu'i) {('li)n} Lou (bi'e) {('b,)n} bien ('ra;r+, 'a;+) {(':)n} rare Quindi, (j) si mantiene bene solo davanti a V non nale;

4. francese

169

infatti, generalmente, abbiamo: ('pi) {('pE,)n} pZe (pe'i) {(pe',i)n} pZs


I gruppi consonantici vengono semplicati, come in: (di'r;k) {(_i'Ekt)n} direct
(di'r;t) {(_i'Ekt)n} directe (os'ky;r) {(p'sy:)n} obscur (&aek'ti;f) {(&D\'+if)n}
adjectif (se'tambr+) {(sp't:bX)n} septembre (a've) {('vE)n} avec ma: (s) in parole come: dix six alors lors gens Sx cSx cours vers jad av moins Roux
Poux iers Arno
Non ci sono desonorizzazioni, come si pu vedere dagli esempi dati, n per le
V n per le C La liaon rara, infatti, avviene praticamente solo con /z/ degli articoli, pronomi e aggettivi plurali maschili; per, non c' il concetto di "h disgiuntiva&, per cui si fanno legature ed elisioni, per esempio: (le'z;m) {(l'zm)n} l
homm (&meza'mi) {(&mez'mi)n} m am (&noza'mi) {(&nPz'mi)n} nos am (&lrza'f;r+) {(&l#z'fE:)n} lSrs aPr (&vuzi're) {(&vzi'e)n} vo irez (&i[l]za've) {(&i[l]z'vE)n} ils avPent (&diza'mi) {(&_iz'mi)n} dix ami
Ancora: ('gro zani'mo) {('gP zni'mP)n} gros animaux ('gran zM'fa) {('g
z'f)n} grands enfants (i[l]&nuzm'parl) {(i[l]&nz'pl)n} il no en parlent anche: (le&zari'ko) {(&lei'kP)n} l haricots (&ne'ro) {(}e'P)n} un hro
Nelle frasi, l'identit dei lessemi resta distinta, senza risillabicarsi, contrariamente a quanto succede coi grammemi: (m'bl wa'zo) {(}'bE l'zP)n} un bel ois ('b ape'ti) {('b npe'+i)n} bon apptit (&-wa'zo) {(&}-n'zP)n} un ois
(&lay're) {(&l\y'e)n} elle a jur Il tonogramma d l'intonazione dell'accento
marsigliese.
L'accento canadese (Qubec)
4.4.4.1. L'accento che descriviamo quello normale, o "neutro canadese&. Ci
sono non poche altre varianti (che riempiono due ulteriori vocogrammi, dati al
4.6.3), sia pi marcate (e anche decisamente pi marcate, o popolari), sia meno
marcate, che puntano piuttosto al neutro europeo, o all'internazionale; ci sarebbero tante cose (e abbastanza diverse) da aggiungere, ma ci parso meglio semplicare e presentare omogeneamente quest'accento, come s' fatto per altri.
Faranno, comunque, parte d'una monograa specica di pronuncia francese.
Prima di vedere bene i timbri delle vocali, bisogna dire che in Canada ci sono ancora sia /A/ che /E:/ e, addirittura, troviamo anche /e:/. Per /A/, oltre ai casi tradizionali (ancora trascritti nei dizionari), come: ('pt) {('pt)n, ('pA:t)t} pte ('t/)
{('t/)n, ('tA:/)t} t>e ('ml) {('ml)n, ('mA:l)t} mle, rispetto a ('pt) {('pt)n} patte
('t/) {('t/)n} ta>e ('ml) {('ml)n} malle (&pqi'se) {(&p+i'se)n, (&pA-)t} ptsier abbiamo anche un'espansione della sua frequenza, praticamente, a tutti i casi di /a|, wa|,
av|, az|, as|, aZ|, aj|, a|, aK|, aK/ (con possibili oscillazioni, specie per /av|, az|/ e
-ation che hanno sia /A/ che /a/). C' anche neutralizzazione eettiva, come per: ('k)
che vale sia per (') {('kA)t} c che per (') {(')t} k per, la distribuzione contestuale con "/A/& in tonia porta a situazioni come: ('s '\E 's) a j'Pme a
C' oscillazione tra (w|) e (w|) (quest'ultimo , generalmente, valutato come
pi popolare), no a (w), decisamente dialettale: ('mw 'mw 'mw) moi salda la "vecchia& opposizione tra /E/ e /E:/, abbiamo, per esempio: ('mEt5) /'mEtK/

170

manuale di pronuncia

mettre ('mEt5) /'mEtK/ {/'mE:tK/t} matre ('fEt) /'fEt/ fPte ('fEt) /'fEt/ {/'fE:t/t} fte
('sEn) /'sEn/ sPne ('sEn) /'sEn/ {/'sE:n/t} scne (ormai, nel neutro europeo solo:
('mEtX, 'fEt, 'sEn)n); mentre, per questa "nuova& opposizione, costituita da "/e:/&,
abbiamo esempi come: ('neI\) "/'ne:Z/& nRge ('bReI) "/'bKe:k/& brque (o brake]
(/'nEZ, 'bKEk/n ('nE:\, 'bE)n).
/i/ (i, I, Ii), /y/ (y, Y, Yy)

/u/ (u, U, Uu)

/e/ (e, eI), // (, Y)


// ('e, e', ), // (+)
/E/ (E, E, )
// (, #, #), /^/ ('}J, }J', })
/a/ (, ), // ('A, A', )

/o/ (o, oU)


/O/ (O,
@ @O, )
@
// ('/9, 9'
/ , )
/
/A/ (, )

/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 3 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 2 2)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

4.4.4.2. In sillaba accentata caudata in /v, z, Z, K, vK/, tutte le V che ricorrono


si realizzano come dittonghi (diamo solo alcuni esempi): ('lIiv5) /'livK/ livre ('pYyR)
/'pyK/ pur ('RUu\) /'KuZ/ rouge ('R\, 'R\) /'KaZ/ rage (('li:vX, 'py:, ':\, ':\)n).
Lo stesso avviene per /E:, e, , o, A/ in tonia per qualsiasi sillaba caudata (senza ripetizioni d'esempi): ('fYt5) /'ftK/ fStre ('\oUn) /'Zon/ jaune (('f:tX, '\P:n)n), e anche in pretonia per sillaba non-caudata (sempre senza ripetizioni): (&Re'te) /aKe'te/
arrter (neI'\e) /ne'Ze/ nRger (fY'te) /f'tKe/ fStr (\oU'nt5) /Zo'natK/ jauntre (f'/e) /fa'Se/ f> ((&e'te, ne'\e, f'te, \P'ntX, f'/e)n).
Nell'accento pi marcato, o popolare, c' anche una fusione di queste due caratteristiche, per cui, in sillaba pretonica non-caudata, le V spesso si dittongano se segute da /v, z, Z, K, v K/ (il primo vocogramma del 4.6.3 mostra (e', #', o')):
(&qIi'Re) /ati'Ke/ attirer (\Yy\'mA) /ZyZ'm/ jugement (&epUu'ze) /epu'ze/ poe
(te'Re) /tE'K/ terrPn (b#'Re) "/b'Ke/& bSrre (Y'R) /'K/ hSrSx (&Rlo'\ER) /OKlO'ZEK/ horlogre (&ek'ze, --) /ekKa'ze/ cr o se sono /e, , o/ (anche
senza rapporti di derivazione, e in sintagmi): (leI'pe) /le'pje/ l pieds (dY'me)
/d'm/ dSx mPns (soU'f) /so'fa/ sofa
Le V nasalizzate si dittongano in tonia (cio in sillaba tonica e pretonica), ma
sono brevi in protonia: ('fe) /'f/ n (se'qYyR) /s'tyK/ cRnture (o'}J) /o'k^/ aucun (}J'\UuR) /^'ZuK/ un jour (m9'n9) /m'n/ mon nom (\A'tA) /Z't/ j'entends (&fi'ni) /fi'ni/ inni (&}n'mi) /^na'mi/ un ami (&mn'mi) /mna'mi/ mon
amie (&ntA'dA) /nt'd/ en entendant (('f, s3'+y:, P'^, }'\:, m'n, \'t
&3fi'ni, &}n'mi, &mn'mi, &nt'd)n).

4. francese

171

4.4.4.3. Altra peculiarit notevole che /i, y, u/ in sillaba caudata (accentata o


no), sono semi-alti: ('vIf) /'vif/ vif ('lYn) /'lyn/ lune ('tUt) /'tut/ toute {('vif, 'lyn,
'tt)n), come pure nella prima sillaba non-caudata di parola o di ritmia: (fI'lIp) /fi'lip/ Philippe (Y'nI) /y'nik/ unique (kU'zIn) /ku'zin/ coine e anche in altre sillabe non-caudate successive, in parole o ritmie che terminano in sillaba caudata:
(&pImI'qIiv, pI'q-) /pKimi'tiv/ primitive (&\YRI'QI, \YR'Q-) /ZyKi'dik/ juridique
altri esempi: (&mInIs'tER, mIns-) /minis'tEK/ minire (&k.s'qI) /akus'tik/ acouique {(fi'lip, y'ni, k'zin &pimi'+i:v, &\yi'_i &minis'tE:, &ks'+i)n). L'accento meno marcato pu limitare la ricorrenza di (I, Y, U) alle sole sillabe caudate, o anche
solamente alle caudate accentate; l'accento decisamente meno marcato, e pi sorvegliato, pu non avere aatto (I, Y, U).
Sempre /i, y, u/ presentano anche altre due peculiarit (tranne che in parlata lenta o sorvegliata); infatti, non-accentate, si desonorizzano tra C non-sonore, in sillaba caudata o no: (&kfN'qYyR) /kfi'tyK/ conture (&qNs'qI) /aKtis'tik/ artiique
(&QIsp'te) /dispy'te/ dput (&deku'p\) /deku'paZ/ dcoupage {(&kfi'+y:, &+is'+i,
&_ispy'te, &dek'p:\)n).
Possono cadere tra costrittiva o sonante e altra C o tra occlusiva e non-occlusiva
(anche altre V soprattutto /e/): (&pfe's#R, pf's-) /pKOfE'sK/ profsSr (&Ynivsi'te, &Ynvs'te) /ynivEKsi'te/ universit (&bili'te, &bI'te) /abili'te/ habilit (&mNI'fI, m'-, mJ'-, m9'-) /maNi'fik/ magnique (bI'zR, b'z-) /bi'zaK/ bizarre (p&pyl's9, &pp-) /pOpyla'sj/ population (e&pyR's9, &ep-) /epyKa'sj/ puration (&buj'ne, bj-) /bujO'ne/ bouillonner (&pin'je, pn-) /pina'je/ pinPller (&Re'je, R'je) /OKe'je/ orRller (&lk'mOd, l'Od) la commode {(&pf's:, &yni&vsi'te, &bili'te, &mNi'fi, bi'z:, p&pyl's, e&py's, &b,'ne, &pin',e, &e',e, &lk'md)n). Anche // cade pi spesso che in francese europeo: ('lY s+p'mEn, 'lYks
p-) Luc se promne {('ly s#p'mEn)n}, e presenta pure distribuzioni che, nell'europeo, spesso, sono considerate popolari, come: ('fER+ 'f) fPre le fou {('fE; l#'fU)n}. Inoltre, generalmente, non c' nessun adeguamento vocalico: ('me, 'mE)
accento pi marcato (e-) {(e'me, 'mE)n} Pm Pma
4.4.4.4. Per le C oltre agli esempi gi dati, osserviamo che /nj, n/ sono (~j, ~)
(al livello marcato, popolare /nj/ passa a /N/): (p'~je) /pa'nje/ panier (A'~i) /'ni/ ennui {(p'~,e, '~i)n); /N/ oscilla tra (N) e (J): (m9'tN, -'tJ) /m'taN/
montagne (&sN'mA, &sJ'-) /sEN'm/ ensRgnement {(m'tN, &sN'm)n). Inoltre,
/w/ (w): ('mw) /'mwa/ mo
Tra le occlusive, /t, d/ presentano la tipica realizzazione occlu-costrittiva, (q, Q),
davanti a /i, y j, /: ('qIp) /'tip/ type ('QYyR) /'dyK/ dur ('qe) /'tj/ tiens (k9'QIiR) /k'diK/ conduire {('+ip, '_y:, '+, k'_i:)n) quest'articolazione pu non
estendersi oltre la ritmia o la parola: (s'tIl, s'qIl) /sE'til/ Sept-l ( ('sE 'tIl) /'sE 'til/
sept l] (dI'm\, QI-, -\) /di'maZ/ d'imag ( ('Qi 'm\, -\) /'di 'maZ/ dix
mag] Al livello popolare si possono avere anche (+, _) davanti a /e, E, a, , /: (d'te, _'+e) dater {(d'te)n), e pure (, ) davanti a /j, /: ('e, k9'IiR).
Anche in canadese, troviamo /k, g/ (, ) (con (k, ) a livello popolare) davanti a V anteriori (no /, /) e davanti a pausa: ('l) /'gl/ guSle ('kO) /'kOk/ coq
Davanti a pausa, le occlusive possono essere inesplose: ('p, -p) /'kap/ cap ('dt,

172

manuale di pronuncia

-t) /'dat/ date ('RO, -) /'KOk/ roque ('lA, -) /'lg/ langue ('RYd, -d) /'Kyd/ rude
A volte, /p, t, k/ possono essere "aspirate&, dopo pausa o iniziali di sillaba accentata (che segn{i}amo, solo qui, con (0)): (p'pIt5) /py'pitK/ pupitre (t&tli'te, &tt'te) /tOtali'te/ totalit (&kR'kOl) /kaKa'kOl/ caracole {(py'pitX, t&tli'te, &'kl)n). Anche nelle molte parole inglesi, correnti nel francese canadese,
/tS, dZ/ restano sequenze (T/, D\): (T'/Iip, T'/Ip) /t'Sip/ >eap (D'\Iin, D'\In) /d'Zin/
jeans le seconde varianti sono pi assimilate, come avviene anche per: ('qIim,
'qIm) /'tim/ team
In canadese, /j/ approssimante; /K/ tipicamente vibrato alveolare, (R): ('RR)
/'KaK/ rare, che costituisce la pronuncia canadese tradizionale e neutra; ma, spesso, uvulare (approssimante, vibrante o costrittivo, (, K, ), specie in pronuncia
meno marcata, o mediatica, o anche tendenzialmente moderna, con epicentro nella citt di Qubec).
In parole inglesi, spesso troviamo l'approssimante velo-uvulare (o quello prevelare entrambi anche con leggera postalveolarizzazione e labializzazione, come nelle pronunce inglesi canadesi), (<, <): (<i'd#<, '<Iid+<) /Ki'dK/ reader (qi'/<t, qI-)
/ti'SKt/ T-shirt Popolarmente, per -Vr /K/ (fr.), troviamo questa stessa (<), o la vocalizzazione con complessi dittonghi e trittonghi di svariati timbri (che diamo, al
4.6.3, anche in forma "ammassata&, per ora). Per l'h "disgiuntiva/aspirata&, si pu
avere (h) /h/, soprattutto nell'accento pi marcato: (A'ho) en haut {('P)n).
4.4.4.5. I gruppi di C nali si semplicano spesso, soprattutto nella lingua meno sorvegliata, anche nel caso di /0K, 0l/ (pure davanti a pausa): ('wEs) /'wEst/ oue
(&/i'tE) /aKSi'tEkt/ ar>itecte (&ss'lis) /sOsja'lism, -ist/ socialme -ie ('mYs)
/'myskl/ mcle ('9, '9) /':gl/ ongle ('Es) /OK'kEstK/ or>ere ('9b, '9m)
/'bK/ ombre d'altra parte, soprattutto al livello popolare, si pu avere /`/ = /t/:
(\i'jEt, \I-) /Zi'jE/ juillet (qi'Et, qI-) /ti'kE/ ticket (d+'bUt) /d'bu/ debout
('pEt) /'pKE/ prt ('~It) /'ni/ nuit ('lIt) /'li/ lit (k9'pEt) /k'plE/ complet (bRy'nEt) /bKy'nE/ Brunet (&mRi'sEt) /mOKi'sE/ Morset (tl'bOt) /tal'bo/ Talbot Casi come (p'qi t'mi) /p'ti ta'mi/ petit ami e (p'qI t'mi, p'qIt 'mi) /p'ti ta'mi/ petite
amie mantengono la distinzione della V in sillaba caudata (di petite].
Il tonogramma d l'intonazione del francese canadese.
Testo
4.5. La storiella Il vento di tramontana e il sole viene qui riportata in otto versioni diverse, "normalizzate&. Si comincia con quelle in italiano, nella pronuncia
francese neutra e poi meridionale (marsigliese), primo passo del metodo fonetico
(il testo scritto dato al 2.4.1). Segue la traduzione francese, nella versione neutra; dopo c' quella "internazionale&, poi, la "mediatica/parigina& e, inne, la marsigliese e quella canadese.
Alla ne, come sempre, c' anche la versione che d la pronuncia italiana del
francese, da parte dell'italofono neutro, uente in francese (per lungo apprendimento in immersione fra nativi, ma senza il metodo fonetico), che abbia appreso

4. francese

173

adeguatamente le prominenze relative, ma che usi, per il resto, gli elementi segmentali e sovrasegmentali tipici dell'italiano neutro. Ovviamente, lo stesso principio vale per le pronunce straniere dell'italiano, date per prime.
Pronuncia francese (dell'italiano)
4.5.1.1. (si&bis%ti[T]'/;vnP2 %n[D]'\nP2| il'vntP _i&t%mn't;n2| %isP;le3 3 'l;nP2 &pet3n'dndP d&s%p'fte2 %dltP2 &k#ndP'videP n&v,[D]%\tP;e3 3
&eve'niv %i'nn[t]si2 'vtP &nl%mntE;lP3 3| i&deli+i5gn+i1 1 %de[T]'/i;zeP2 %'lP;2 &es&bes'ttP p5fte1 1| i&fse%i'/i;tP2 &le've &il%mn'tE;lP2 l&v,[D]%\tP;e3 3||
il'vntP _i&t%mn't;n2 &kmin[T]'/P %sf;e3 3 &kn%v,ln[t]s3 3| m&ps5f;v1 1 &pil&v,[D]%\'tP;e2 &sistin[D]'\ev &nl%mntE;lP3 3\ 'tntP2 e&l5fi;ne1 1 i'pveP 'vntP2 d'vEte %dezistee3 3 d&s#P%pp;zitP3 3|| %i'sP;le2 %'lP;2 &sims'tP %n[T]/e;lP3 3| e&p%kP'd;pP2 il&v,[D]\5tP;e1 1 &es3n'+iv 'ldP2 %sitse3 3 &il%mntE;lP3 3| &el&tmn5t;n1 1 &fks'tE;t2 %k'zi2| &i%k5n;/ee1 1| %i'sP;le2\ &e&pfte3 3 %_ilEi3 3||
&tep[T]/;t1 1 &ls%t',E;l2| &lv',mP ipE;tee1 1|||)
Pronuncia marsigliese (dell'italiano)
4.5.1.2. (si&bisti[T]'a;vano2 un[D]'rno2| il'vnto di&tramon'ta;na2| eil's;le3 3 'lu;no2
&preten'dndo de&srpju'frte2 de'laltro2 &kwando'videro uM&vja[D]a't;re3 3 &keve'niva i'nan[t]si2 a'vlto &nelmn't;lo3 3| i&duelitiganti2 2 de[T]'i;zero2 a'l;ra2 &kesa&rbes'tato pjufrte2 2| ki&fseriu'i;to2 &ale'vare &ilmn't;lo2 al&vja[D]a't;re3 3||
il'vnto di&tramon'ta;na2 &komin[T]'o aso'fja;re3 3 &koMvjo'ln[t]sa3 3| ma&pjusofja;va2 2 &pjuil&vj[D]a't;re2 &sistrin[D]'va &nelmn't;lo3 3\ 'tanto2 ke&alafi;ne2 2 il'pvero
'vnto2 do'vte de'zistere3 3 dal&swopro'p;zito3 3|| il's;le2 a'l;ra2 &simos'tro nel[T]'e;lo3 3| e&pko'd;po2 il&vja[D]at;re2 2 &kesen'tiv 'kaldo2 si'tlse3 3 &ilmn't;lo3 3| &ela&tramonta;na2 2 &fukos'tr;ta2 ko'zi2| a&rikon;ere2 2| keil's;le2\ &era&pju'frte3 3 di'li3 3||
&tepja[T]'u;ta21 &lasto'rj;la2| &lavo'jamo ri'p;tere21|||)
Testo francese
4.5.2. La be et le solRl se dputPent un jour, prtendant l'un comme l'Qtre tre
le pl fort, lorsqu'ils virent s'avancer un voyagSr, envelopp dans son mant. L
dSx adversPr dcidrent, alors, que serPt dclar vPnquSr celui qui, le premier,
parviendrPt le lui fPre ter.
La be se mit, alors, souer de tout s forc; ma, pl elle souPt, pl le

174

manuale di pronuncia

voyagSr se serrPt dans son mant, tant et si bien, qu' la n, la pQvre be dut
renoncer s intentions. Le solRl se montra, alors, dans le ciel, et le voyagSr, qui Q
bout d'un moment commenPt avoir >Qd, retira son mant. C'e Pnsi que la
be dut reconnatre que le solRl tPt le pl fort d dSx.
Tu Pm cette hioire? Tu vSx la rentendre?
Pronuncia francese neutra
4.5.2.1. (l'bi; z%s'lE,2\ s#&_ispy'tE2 }'\:2| &pe%t'd2 'l^ km'lP:tX2| &t#%pyf:3 3| &lsi[l]'vi; &s%v'se2 }&v%,\:3 3| &v%l'pe d&s%mtP3 3|| le&dzd%v'sE:2 &de%si'dE:3 3 t'l:2| #s&de%k'e v35:1 1| s#'i2 i%p#'m,e2 p%v,3'dE l[#]&if%Pte3 3||
l'bi:z2 s#mi3 3 'l:2\ %s'ft2 tt%sefs3 3| m&pys5fE1 1| 'pyl v%,'\:2 s#s'E d&s%mtP3 3|| &ttesi5b,1 1| &%l'f2 &l%pP;v'bi:z2\ &_Y%n'se se&z3%ts3 3|| &l#%s'lE,2 s#m't2 'l:2\ %dsEl3 3| l&v%,'\:2 iP&bd}%m'm2 &km'sE []v5/P1 1| &#%+i3 3 s%mtP3 3|| &st3'si k'bi:z2\ &_Yk'nEt #%s'lE,2 &tpyf:3 3
ded3 3||
+eme1 1 s%+is't#:2| +y&vlet:dX1 1|||)
Pronuncia francese "internazionale&
4.5.2.2. (la'bi; zls'lEj2\ s#&dispy'tE2 }'Zu:2| &pet'd2 'l^ km'lo:t2| &tl#plyfO:3 3| &lski[l]'vi; &sav'se2 }&vwajaZ:3 3| &vl'pe d&smto3 3|| le&dzadv'sE:2
&desi'dE:3 3 [t]a'lO:2| k#s&dekla'e v5k:1 1| s#'li2 kilp#'mje2 pavj'dE al[#]&lifote3 3||
la'bi:z2 s#mi3 3 a'lO:2\ asu'fl2 tutsefOs3 3| m&plylsu5flE1 1| 'plyl vwaja'Z:2 s#s'E
d&smto3 3|| &t[t]esi5bj1 1| &kala'f2 &lapov[#]'bi:z2\ &dyn'se ase&ztsj3 3|| &l#s'lEj2
s#m'ta2 a'lO:2\ dlsjEl3 3| l&vwaja'Z:2 kio&budm'm2 &km'sE a[a]vwa5So1 1|
&#tia3 3 smto3 3|| &st'si kla'bi:z2\ &dYk'nEt[#] k#ls'lEj2 &tlplyfO:3 3 ded3 3||
tae'me21 stis'twa:2| ty&vlae't:d21|||)
Pronuncia francese "mediatica&, parigina
4.5.2.3. (l'bi; z%s;'lE,2\ s#&_is%py;'te2 %a;'\%:2| &pe%t;'d_2 'la %km'lP:tx2| &t#%py;f:3 3| &lsi[l]'vi; &s%v;'se2 a&v%,;\@:3 3| &vl'pe d&s%m;tP3 3|| le&dzd%v's:2 &de%si;'dE:3 3 %t;'l:2| #s&dek'e %va;5@:2 2| %s#;'i2 i%p#;'m,e2 pv,a'de l&if%P;te3 3||
%l;'bi:z2 %s#;mi3 3 %;'l:2\ %s%;'ft2 t%t%se;fs3 3| m&pys%;5fe2 2| 'pyl v%,;'\@:2

4. francese

175

s#s'e d&s%m;tP3 3|| &ttesi;5b,a2 2| &%l;'fa2 &l%pP;v'bi:z2\ &_Y%n'se se&za%t;s3 3||


&l#%s;'lE,2 s#%m;'t2 %;'l:2\ %dsEl3 3| l&v%,;'\@:2 iP&b%da%m;'m_2 &km'se
[]v5/P2 2| &#%+i;3 3 s%m;tP3 3|| &sta'si %k;'bi:z2\ &_Yk'nEt #%s;'lE,2 &t%py;f:3 3 %de;d3 3||
+e;'me21 s%+is't#:2| +y&vle;'t_:dx21|||)
Pronuncia meridionale: marsigliese
4.5.2.4. (la'bi; zelso'l;j2\ s&dispy'te2 ~'u;r2| &pretn'da2 'l# kom'l;tr+2|
&t[r+]lply'f;r3 3| &lorski[l]'vi;r+ &savn'se2 M&vwaja'#;r3 3| &aMvlo'pe dn&somn'to3 3||
le&d[z]adver's;r+2 &desi'd;r3 3 ta'l;r[s]2| ks+&redekla're vek#;r2 2| s'li2 ki&lpr+'mje2 parvjen'dre al&lifro'te3 3||
la'bi;z2 s'mi3 3 a'l;r[s]2\ 2asu'fle2 d&tutse'frs3 3| &meply&lsufle2 2| 'ply lvwaja'#;r2 sse're dn&somn'to3 3|| &tntesibje2 2| &kala'fen2 la&pvr+'bi;z2\ dy&r+non'se
ase&zentn'sjo3 3|| &lso'l;j2 smon'tra3 3 a'l;r[s]2\ &dnl'sjl3 3| el&vwaja'#;r2 kio&budemo'ma2 &komn'se a[a]vwaro2 2| &r+ti'ra3 3 somn'to3 3|| &seten'si kla'bi;z2\ &dyr+ko'nEt[r+] k&lso'l;j2 e&telply'f;r3 3 ded3 3||
tae'me21 stis'twa;r+2| ty&vlaren'tandr+21|||)
Pronuncia canadese
4.5.2.5. (l'bIi zs'lEj2\ s+&QIsp'tE2 }J'\UuR2| &petA'dA2 'l}J km'loUt52| &t+p'fOR3 3| &lsi'vIi &svA'se2 }&vwj'\#R3 3| &vl'pe d&smA'to3 3|| le&dzdv'sER2
&desi'dER2 t'lOR2| +s&dek'Re ve#R2 2| s+'i2 Ip+'mje2 pRvje'dRE l[+]&ifRoU'te3 3||
l'bIiz2 s+'mi3 3 'lOR2\ s'ft2 t.tse'fOs3 3| m&pysfE2 2| 'pYl vwj'\#R2 s+s'RE
d&smA'to3 3|| &t[t]esibje2 2| &l'fe2 &lpoUv'bIiz2\ &QYRn9'se se&ztA's93 3|| &l+s'lEj2 s+m9't3 3 'lOR2\ d'sEl3 3| l&vwj'\#R2 io&budJm'mA2 &kmA'sE []vw/o2 2| &R+qi'R3 3 smA'to3 3|| &ste'si k'bIiz2\ &QYk'nEt +s'lEj2 &tp'fOR3 3
dedY3 3||
qe'me21 sqNs'tR2| qy&vlReA'tAd521|||)
Pronuncia italiana del francese
4.5.3. (la'bi zelso'lEi2 se&dispju'tE2 ~'Zu:r2 pRetan'dan:$2 'lE km'lOt:R$2 'EtR$ leplju'fO:r23| &lRskil'vi:r2 savan'se M&vwaja'ZE:r2 aM&velop'pe dan&somman'to23| le'de [z]adveR'sE:r2 desi'dE; ra5lO:r12| &kese'rE dekla're2 ve5kE:r12| se'lwi ki&lepRe'mje2 paRvjen'drE2 ale'lwi
fRo'te23|

176

manuale di pronuncia

la'biz se'mi a'lO:r2 asuf'fle de'tut$ se'fOr:s$23| 'mE2 'plju lsuf5flE12| 'plju le&vwaja'ZE:r2 seseR'rE dan&somman'to23| &tanesi'bjE:2 kala'fEn:2 la'pOvR$ 'biz:2 'dju Renon'se ase&zntan'sjOn:23| leso'lE;i2 semon'tra2 a'lO:r2 &danle'sjEl:23| &ele&vwaja'ZE:r2 kio'bu dmmo'ma2 koman'sE aavwaR5So12| &Reti'ra somman'to23| &sten'si2 kela'biz:2 dju&Rekon'nEtR$ ke&leso'lEi2
e&tleplju'fO:r23 de'de23||
tjuae'me21 sttis'twa:r2| tju've laRean'tan:dR$21|||)
Appendce: ulteriori accenti
4.6.0. Aggiungiamo alcune informazioni ulteriori: sull'accento parigino manierato, in forma di fonosintesi; e sulle varianti parigine delle banliS, rispetto al
parigino mediatico ( 4.4.2.1-2 4.5.2.3); inne, su varianti canadesi (
4.4.4.1-5 4.5.2.5). Si possono vedere anche le fonosintesi nell'FTN/MaF per
quanto riguarda il francese acadiano (acadien Canada orientale, 21.10) e il cadien cajun (della Louisiana, 21.16).
Parigino manierato
4.6.1. Si tratta dell'accento che si pu sentire da rappresentanti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia, ma che non ha grande apprezzamento, di solito. Diamo le
realizzazioni vocaliche e intonative, che vanno confrontate, attentamente, con
quelle neutre (e, magari, anche con le altre).
In generale, l'articolazione ha minore tensione del normale, soprattutto in pro/i/ (i{:}, I)
/y/ (y{:}, Y)
/e/ (e), // ({:})

/u/ (u{:}, U)
// ({:}), /o/ (o{:})
/O/ (O{:}, )
// ({:})
( ('a, a, a, wa))

/E/ (E{:}, ), /, ^/ ({:})


// ({:}, #), // (#)
/a/ ('A, 'A0, a', )
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 2)

/./ (% 2 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 2)

/?/ (2 2 1)

/& / (& 1 1 5 2 2 2 2 ' 2)

// (2 5 1 1)

/ / ( 1 1 5 1 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (% ' 2)

/ / ( 2 2 ' 2 1 ' 2 1 2)

4. francese

177

tonia, che ha pure una velocit superiore alla media, di solito, contrariamente a
quanto avviene in tonia, che presenta anche un allungamento del contoide iniziale della sillaba tonica (cio: accentata in tona), ('0:), e pure per le V spesso, si ha
uno sdoppiamento, in tonia, che s'aggiunge all'eventuale durata normale: (, ;,
:) = (, ;, :); l'intonazione ha le caratteristiche date nei tonogrammi; l'enunciazione parecchio enfatica, con espansioni parafoniche.
In generale, le V sono un po' pi arretrate di quelle neutre (specie le anteriori e
le posteriori, come anche l'approssimante /w/ (w), invece del neutro ()), e si pu
mantenere /E:/ della pronuncia tradizionale; inoltre, per /a/, si ha ('A, 'A0, a', )
(ma spesso si ha (a) pure in ('a, a, a, wa)); /, ^/ sono (); /K/ () (e (), per
(, , X)), spesso /t, d/ = (4, 7) e /l/ = (). In sillaba non-accentata, per /p, t, k f, s,
S/ abbiamo (p, , k , s, S); si mantengono /N, j/ (N, ,); non si hanno (+, _ , ), ma
(4, 7 , ).

Varianti del parigino delle "banlieues&


4.6.2. Rispetto al parigino mediatico, le dierenze vocaliche maggiori riguardano: / ^, , / ( , ); /O/ (,, ); /EK, K, OK/ con timbro intermedio, anche in sillaba accentata, (, #, ); /a/ (), in tutti i contesti, e /A/ (, ), compresi
i passaggi /wa/ (, ), spesso anche /aK/ (:) >ar[C], molto spesso /aj/ (:,),
ma ('s) -ation L'allungamento della V pretonica meno marcato o meno sistematico: (%') (o anche (%')), invece di (%;').
/i/ (i[:], I)
/y/ (y[:], Y)
/e/ (e), // ()
/E/ (E, , [:])
// (), // (@, , [:])
/a/ ([:])
/, ^/ ([:])

/u/ (%[:], T)
/o/ (P), // ([:])
// ([:], [:])
/O/ (,[:], , [:])
/A/ ([:], )

Varianti del canadese


4.6.3. Oltre a quanto abbiamo gi dato ai 4.4.4.1-5 4.5.2.5, aggiungiamo
delle varianti, sia pi marcate (, , ) che meno marcate (): /e, , o, A/ (ee',
', PP', AA'); /wA/ (w, w, w) ("dialettale& (w)}; pure "dialettale&
/EK0/ = /aK0/; /u/ (, , , P, P), /O/ (, , ). Osserviamo l'impiego di (, T, ) (notevolmente centralizzati), indipendente dal moderato avanzamento sistematico dei fonemi posteriori (di tipo "&). Indichiamo anche la resa
velo-uvulo-postalveo-labiata di /K/ (= (<)) e la sua "vocalizzazione& tramite (, +,
P , , ) (come ultimo elemento, alla ne dei dittonghi e trittonghi dati), in
/iK, yK, uK EK, K, OK aK/, nel primo vocogramma (che saranno trattate ed esemplicate nel volume in elaborazione, indicato nella bibliograa). Naturalmente, i

178

manuale di pronuncia

vocogrammi saranno meno aastellati e pi numerosi, per mostrare meglio le varie peculiarit (qui non stato possibile collocare la variante (OP) di /O(:)0/).
Negli accenti rurali, e soprattutto per parlanti meno giovani, /S, Z/ (/, \) hanno diverse realizzazioni peculiari e marcate, oltre a (S, Z): (, S, q , ', h, ', H).
Popolarmente, davanti a V arrotondate, /f/ = (). I francesi possono avere dicolt a capire il francese canadese, specie se l'accento molto marcato e popolare.
/i(:)K/ (Ii<, Ii), /i/ ()
/y(:)K/ (Yy<, Yy+), /y/ (T)
/E:0/ (), /E'/+/v, z, Z, [v]K/ (e)
/E(:)K/ (R, <, )
/(:)0/ (#), /'/+/v, z, Z, [v]K/ (#)
/(:)K/ (R, #<, #)
/a/ (a), /a(:)K/ (<, )

/u(:)K/ (Uu<, UuP), /u/ ()


/O(:)0/ (0),
/O'/+/v, z, Z, [v]K/ (o)
/O(:)K/ (R, <, )
/A/ (A, A0, )
/A(:)K/ (<, )
/u/ (, , , P, P)

// (, / a3), /^/ (^})


/E/ (), /E:0/ (, a)
/a(:)0/ ()
// (, , As0, _, )

// (9)
/O/ (, , +, , )
/O(:)0/ ()
/A(:)0/ (, , )

5. Tedesco
5.0. Presentiamo il tedesco neutro moderno di Germania. In sguito ( 5.4.1),
daremo sinteticamente anche l'accento "mediatico& (: radiotelevisivo) della Germania nordorientale (cio l'ex Germania Est, ex ), che dierisce solo per alcune sfumature; daremo pure l'austriaco ( 5.4.2), lo svizzero ( 5.4.3) e quello altoatesino ( 5.4.4), anche con alcune indicazioni decisamente non-neutre, scelte
(per la loro frequenza e diusione) tra quelle che faranno parte d'una monograa
specica, che tratter pi dettagliatamente anche i vari accenti regionali del territorio tedescofono.
Vocali
5.1.1. La f 5.1 d le articolazioni vocaliche del tedesco neutro moderno, che presenta sette coppie in opposizione di durata fonemica in sillaba accentata, coll'aggiunta importante d'una dierenza anche timbrica (tranne che per /a, a:/, per le
quali la dierenza timbrica , ormai, regionale). Come si vede anche dalla f 5.1, le
vocali lunghe sono realizzate da vocoidi pi chiusi, e la trascrizione fonemica moderna tiene, ovviamente, conto di questa caratteristica: /i:, I e:, E a:, a/, /y:, Y :,
/, /u:, U o:, O/. Rispetto a /e, o/ dell'italiano, /e:, o:/ tedeschi sono senz'altro pi
chiusi e, a volte, per questo motivo, possono essere scambiati addirittura per /i, u/
italiani.
A questi, va aggiunto un altro "scomodo& fonema lungo, /E:/, che s'oppone sia
a /e:/ (per il timbro), sia a /E/ (per la sola durata); frequentemente si confonde con
/e:/, soprattutto al Nord, ma non una pronuncia consigliabile come neutra, tanto pi che la graa l'indica per bene; per una pronuncia neutra moderna, la realizzazione pi indicata quella intermedia, (:), infatti, nella f 5.1, le altre varianti
sono date separate.
f 5.1. Monottonghi tedeschi.
/i:, i/ (i:, i), /y:, y/ (y:, y)
/I/ (I), /Y/ (Y)
/e:, e/ (e:, e), /:, / (:, )
/E:/ (:, ;) {(E: e: e;)}
/E/ (E, ), // (, #)

/u:, u/ (u:, u)
/U/ (U)
/o:, o/ (o:, o)
// (, , , )
/O/ (O, )
// () { ()}

/a/ (a), /a:/ (a:)

C' poi il tipico fonema non-accentato, // (), che, vicino a /K/, ha un'altra realizzazione: () (/K, K/ (, ), tranne che per /K/ () nale di parola), e in sil]

180

manuale di pronuncia

laba caudata in /K/ (come si vedr, sbito dopo gli esempi), dove abbiamo, in realt, // (); anche se proviene da //K//).
Vediamo, allora, alcuni esempi: ('mi:t) /'mi:t/ Mte ('mIt) /'mIt/ Mitte
('ve:k) /'ve:k/ Weg ('vEk) /'vEk/ weg ('Sta:t) /'Sta:t/ Staat ('Stat) /'Stat/ Stadt ('hy:t)
/'hy:t/ Hte ('hYt) /'hYt/ Htte ('h:l) /'h:l/ Hhle ('hl) /'hl/ Hlle Inoltre, (': 'E:-) /'E:K/ hre ('e:) /'e:K/ Ehre e ('th:l 'thE:-) /'tE:l/ Tler ('thEl)
/'tEl/ Teller e, inne, ('zOn) /'zOn/ Sonne ('thUk) /g'tKUk/ getrunken
('a:d) /g'Ka:d/ gerade ('Unz) /'UnzK/ unsere ('Unz) /'UnzK/ unserer
L'ultimo esempio (come anche uno precedente: Tler] mostra () // -er che pi
tradizionalmente fonemizzato come //K// (e perno //r//); ma // pi conveniente, giacch la realizzazione pi normale e pi frequente tramite l'approssimante uvulo-faringale intenso ("sillabico&) (); pur vero che si pu avere anche
la "vocalizzazione& () (simbolo senz'altro pi adatto di "()&, che pur si trova in
varie pubblicazioni), mostrata con un segnale bianco tratteggiato (f 5.1); ma non
ricorre sistematicamente, giacch, pi spesso, si ha (), o anche (1, &); eventualmente, anche qualcosa come ((, , )), cio un vocoide postero-centrale con
tracce del contoide indicato, pi che un puro e semplice vocoide.
5.1.2. Aggiungiamo che, in sillabe non-accentate, /E, , O/ si realizzano pi chiuse (, #, ) ( f 5.1): (nt'SUldIgU,) /Ent'SUldIgU/ Enuldigu (k'tho:b)
/Ok'to:b/ Oktober ('phk#lt) /'pKklt/ Prklt Inoltre, le trascrizioni, anche
fonemiche, in sillabe non-accentate, comprendono pure /i, e y, u, o/: (&miko'fo:n) /mikKo'fo:n/ Mikro#on (&eali'th:t -E:t) /Keali'tE:t/ Realitt (&yna'mi:t) /dyna'mi:t/ Dynamit (&kolo'gi:) /kolo'gi:/ kolog (&uni&vzi'th:t -E:t) /univEKzi'tE:t/ Universitt (&fonolo'gi:) /fonolo'gi:/ Phonolog va sbito detto che, in pronuncia corrente o familiare, /i, e y, u, o/ non-accentati passano facilmente a /I,
E Y, U, O/ (I, Y, # U, ) (tranne che se nali di parola): (&mIk'fo:n, &alI'th:t {-E:t}, &Yna'mi:t, &#kl'gi:, &UnI&vzI'th:t {-E:t}, &fnl'gi:), e (nt'SUldI&gU,, n-), ma: ('Umi) /'gUmi/ Gummi ('zi:mi&le, -I-) /'zi:mile/ Simile ('pha:ty)
/'pla:ty/ Platy ('qhe:bu) /'qe:bu/ Zebu ('mEksi&ko, -I-) /'mEksiko/ Mexiko
Per /a, a:/ non-accentate, il neutro moderno non ha problemi, perch c' sempre (a): (a'ga:v) /a'ga:v/ Agave (a'me:i&ka, -I-) /a'me:Kika/ Amerika ('a:fi&ka,
-I-) /'a:fKika/ Afrika (&afi'kha:t, -I-) /afKi'ka:t/ Arikate invece, in certe trascrizioni del neutro tradizionale, si possono incontrare degli "/A/&, in qualche modo
corrispondenti a "/A:/&, ma senza troppa uniformit tra dizionari diversi: (a'ga:v,
A'gA:- a'me:i&ka, A'me:i&kA, -I- 'a:fi&ka, 'A:fi&kA, -I- &afi'kha:t, -A:t) (tranne
che per alcune forme straniere, il d, sistematicamente, /A/ per le grafosillabe non-caudate {"strano& criterio, a dire il vero}, mentre i Langenscheidt, che ancora usano /A:/, mettono /a/).
5.1.3. La f 5.2 mostra i dittonghi del tedesco neutro: tre basilari e due secondari
(in grigio, usati in parole inglesi entrate in tedesco). La loro durata neutra, sia in
sillaba accentata che non-accentata, sempre intermedia tra quella breve (('al)
/'al/ alle) e quella lunga (('a:l) /'a:l/ Ahle); i tre genuini sono (ae, ao, OY) /ae, ao,
OY/ (spesso, male rappresentati come "/ai, au, oyoi/&): ('aen) /'baen/ BRn ('ae-

5. tedesco

181

l) /'ael/ Eile ('mae) /'mae/ MP ('aom) /'baom/ BQm ('aog) /'aog/ Auge
('thao) /'tao/ TQ ('lOYt) /'lOYt/ lTten ('OYl) /'OYl/ Eule ('nOY) /'nOY/ nS i due
aggiuntivi, in grigio, nella pronuncia pi spontanea, conuiscono in /e:, o:/ (ma
dipende anche dalle parole e dai parlanti): ('le:di, 'lIdi) /'leIdi/ Lady ('e:, 'I)
/'geI/ gay (&no:'hao, &nU'hao) /noU'hao/ Know-how ('So:, 'SU) /'SoU/ Show
In bianco tratteggiato, sono dati anche due dittonghi possibili, per /ae, ao/, nelle forme ridotte ( 5.3.1), (e, o), come in: (en) /aen/ Rn (os) /aos/ Qs (anche (Y) /OY/: (Y) /OY/ S>). Il segnale per () vale anche per forme ridotte con
/a/, come variante possibile: (s) /das/ das stato collocato, appositamente, non
nel vocogramma dei monottonghi (f 5.1), anche per non creare confusione con l'uso, abbastanza diuso, ma a dire il vero poco consigliabile, di "()& per indicare i nostri (, ) (o, eventualmente, (), per cui si veda la f 5.1 e la prima parte del
5.1, nonch la seconda del 5.2).
f 5.2. Dittonghi tedeschi.

/eI/ (e:, I)

/ae/ (ae) {(e)}

/oU/ (o:, U)
/OY/ (OY) {(Y)}
{/a/ ()}
/ao/ (ao) {(o)}

5.1.4. In parole d'origine francese in uso in tedesco, con V nasali, pi normalmente si hanno i timbri regolari (secondo l'accento) di /E, , a, O/, seguti da //:
('thE) /'tE/ TRnt (pha'f) /paK'f/ Parfum (a'sab) /a'sab/ Ensemble
('bO) /bO'bO/ Bonbon (e si pu avere anche assimilazione, come in (an'samb, m'bO)); in pronuncia pi attenta, i vocoidi sono anche nasalizzati: ('th,
pha'f^, 'sb, 9'b).
E, in pronuncia ancora pi attenta, ma meno frequente, si possono avere delle
V nasali, lunghe (o semilunghe) se accentate, brevi se non-accentate, senza nessuna N\ ('th:, pha'f^:, 's:b, 9'b:); per parole in -on e -an frequente anche la
pronuncia completamente germanizzata, con /o:n, a:n/: (al'khO, -o:n - -:)
/bal'kO, -o:n/ Balkon (e'kha, -a:n - -:) /e'kKa, -a:n/ Ekran. Le parole con
/a/, possono avere timbri pi vicini a quelli francesi, quando c' la nasalizzazione:
('s:b, 's:b, 'sb, 'sb), ('Sans[], -a-, --, --, -:-, -:-) /'Sas[]/
ance (in parole come questa, // pu cadere).
Consonanti
5.2. La f 5.3 mostra le articolazioni consonantiche necessarie per una buona pronuncia tedesca, comprese le varianti tassofoniche. Gli esempi mostreranno anche
la desonorizzazione (che, qui, segnaliamo semplicemente) degli occlusivi sonori,
dopo pausa o dopo C non-sonora, e dei costrittivi sonori, solo dopo C non-sonora.

182

manuale di pronuncia

Le f 1.9-15 danno, invece, gli orogrammi, raggruppati per modi d'articolazione, di tutti i contoidi dati nei capitoli di questo volume, anche come varianti secondarie, occasionali, o regionali, per le 12 lingue trattate.

(n) n
m (M)
F pb
47
q
c

(6) f v
_
s z
S Z

([)

(R) l

(~)

()

kg
(,) /x/
/j/

laringali

uvulo-faring.

uvulari

velari

palatali

prepalatali

postalveo-palato-prolabiati

alveolari

dentalveolari

dentali

labiodentali

bilabiali

f 5.3. Tabella delle consonanti tedesche.

(,)
()
(X )
() h

/K/
()
+(, , n) /, / (, , , , , ? :, !, , , , /, , |, ) ( f 1.9.1)

Nasali
5.2.1.1. Ci sono tre fonemi per questo modo d'articolazione, /m, n, /, con un
certo numero di tassofoni per assimilazione ((m) e (m, M, n, n, ~, , ,) e (, ,)):
('man) /'man/ Mann ('hEmt) /'hEmt/ Hemd ('ve:m) /'ve:m/ wem ('naen) /'naen/
nRn (k'ni:) /k'ni:/ Kn ('qhe:n) /'qe:n/ zehn ('thIk) /'tKIk/ trinken ('am&bi;t) /'anbi:d/ anbten ('fYMf) /'fYnf/ fnf ('Uns) /'Uns/ uns (a rigore (('Us)), ma
basta (n)), (i'thant) /di'tant/ d Tante (a rigore ((i'4han4))), ('vYnS) /'vYnS/
wn(en, (khn'a:d) /kOn'Ka:d/ Konrade, ('mY~) /'mYn/ Mn>en ('an)
/'an/ aeln ('lEst) /'lEst/ l ('lE) /'lE/ ler ('zI) /'zI/ sien
('qhU) /'qU/ Zue ('dIU,) /b'dIU/ Bediu ('qhaetU,) /'qaetU/ ZRtu ('qhaetU,?) /'qaetU/ ZRtuen (Per /U, U/ abbiamo (U,, U,?).)
Si noti, inoltre, che la sequenza /nj/ come pure /lj/ ha due realizzazioni diverse (in sillaba accentata), a seconda che gli elementi siano tautosillabici (dopo /:/)
o eterosillabici (dopo //): ('li:n,) /'li:nj/ Lin (Sam'pha~,) {((-a~-,))} /Sam'panj/ ampagner.
Nella composizione lessicale, come anche per il presso negativo un-, in pronuncia lenta attenta, si cerca di mantenere (n), mentre correntemente si ha l'assimilazione al punto d'articolazione del C che segue.
Come compromesso eettivo, qui mostriamo che si pu avere anche un'articolazione che mantiene il contatto apicale, ma che aggiunge una coarticolazione secondaria (senza contatto pieno), che : bilabiale, (), labiodentale, (), velare, (n):
('Um&bndI, 'U-) /'UnbEndI/ unbndig ('UM&vIkI, 'U-) /'UnvIKklI/ unwirkli> ('Ug&e;gt, 'Un-) /'UngKe:gt/ ueregelt Ritroveremo un paio di questi fo-

5. tedesco

183

ni anche come intensi, (/, ), fra poco.


Negli altri casi, con coarticolazioni meno diverse, l'assimilazione (spesso, giudicata meno raccomandabile, su pure basi grache e morfologiche) sfugge maggiormente e, quindi, viene applicata in modo spontaneo, anche se inconsapevole.
5.2.1.2. Considerando anche due fonemi nasali intensi, /, / (invece di //m,
n//), arriviamo a cinque, sempre con tassofoni vari (() per //, e (, , , , ,
?) per //) ('a:t) /'a:t/ Atem ('zi:b) /'zi:b/ sben ('ne:m) /'ne:m/ nehmen
('Saf) /'SaKf/ (arfen ('hOs) /'hOs/ Hoens ('khaq) /'kaq/ Kaen
('u:d) /'du:d/ Duden (a rigore (('u:7~))), ('phanc) /'panc/ panen ('ap&En) /'apbKEn/ abbrennen ('m:+ 'mE:+-) /'mE:t/ Md>en ('fi:g) /'fli:g/
gen ('za:g) /'za:g/ sagen ('qhaetU,?) /'qaetU/ ZRtuen ('I) /'bKI/
brien ('vI?, -, -I,, -In) /'vIK/ wirren ('qha:l) /'qa:l/ zahlen ('e:) /'ge:/
gehen
Si noti, per, che ci sono dei casi nei quali i nasali intensi sono meno favoriti, come risulta da forme quali ('Inddn) /'bInddn/ bindenden (con sequenze teoriche
di (M), ('Indd), possibili nel parlato pi veloce ma, soprattutto, non in tonia).
Come si vede, pi conveniente distinguere tra /M/ e //; basta sapere che, se
la pronuncia si fa pi lenta o pi sorvegliata, si passa facilmente a (), e a (n): da
('zi:b, 'za:g) a ('zi:b, 'za:g) e ('zi:bn, 'za:gn), e da ('qha:l, 'e:) a ('qha:ln,
'e:n). Generalmente, per, tranne che in tonia, forme come gehen spesso, divengono anche ('e:n).
5.2.1.3. Nel paragrafo precedente, abbiamo indicato ben sei tassofoni per i due
fonemi nasali intensi, /, /. A prima vista, potrebbero sembrare eccessivi; per,
considerando concretamente la realt fonetica, si vede che solo in trascrizioni abbastanza approssimative vi si potrebbe rinunciare. E, non certo per complicare "inutilmente& le cose, a rigore, ne potrebbero servire almeno altri nove\ (:, !, , ,
, /, , |, ). (Sempre, oltre al dentalveolare ((~)), per il quale, l'uso del semplice
(), non fuorviante, come in (&aen'gu:t 'thak) ((&aen'gu:4~ '4hak)) /aen'gu:t 'tak/ Rnen guten Tank.)
Ma visto che, in questo caso, sono esempi reperibili esclusivamente in brani continui, di frasi eettive, ne mostreremo solo qui i simboli (e fra parentesi quadre
doppie, che indicano una precisione, oggettiva, ma forse meno pressante). Si
tratta di sequenze in cui /, /, oltre alla C tautosillabica che li precede, /0M/,
determinano il loro punto d'articolazione esatto, (, , , , , ?), proprio come
negli esempi visti sopra; e c' anche l'inusso della C iniziale della sillaba seguente, per il fenomeno di coarticolazione, che (in modo pi o meno evidente, a seconda dei punti d'articolazione interessati) c' ogni volta che due foni vengono in contatto fra di loro, sempre per rendere la pronuncia pi uente e naturale (non, certo, per complicare la vita ulteriormente!).
Dei casi tassofonicamente eettivi del tedesco, dopo avere sperimentato tutte
le possibilit, emerso che i seguenti meritano menzione ed esemplicazione, in
quanto, se non venissero applicati, il risultato sarebbe davvero una forzatura articolatoria.

184

manuale di pronuncia

5.2.1.4. Per ragioni pratiche, cominciamo da /0/ (0), vediamo che, quando
i fonemi che seguono sono labiodentali (/, f, v/), la coarticolazione di () e (,
f, v) fa produrre un nasale intenso bilabiale labiodentalizzato ((:)): (('zi:b: 'he:7)) /'zi:b 'e:Kd/ sben Pferde (('zi:b: 'fE4)) /'zi:b 'fEt/ sben Vetter (('zi:b: 'va:g)) /'zi:b 'va:g/ sben Wagen
Quando /0/ (0) seguto da C laminali, /t, d, q, z, n, l/, abbiamo il bilabiodentalveolare ((!)): (('zi:b! '4ha:g)) /'zi:b 'ta:g/ sben Tage (('zi:b! '7e:&mak))
/'zi:b 'de:maKk/ sben DM (('zi:b! 'qhIm)) /'zi:b 'qIm/ sben Zimmer (('zi:b!
'nE4)) /'zi:b 'nEt/ sben N>te (('zi:b! 'lEn7)) /'zi:b 'lEnd/ sben Lnder
Inne, per /0/ (0) + /k, g, K/, troviamo il nasale intenso bilabiale velarizzato (()): (('zi:b 'khaq)) /'zi:b 'kaq/ sben Kaen (('zi:b 'gE)) /'zi:b 'gE/ sben Ge (('zi:b ':7 'E:-)) /'zi:b 'KE:d/ sben Rder
5.2.1.5. Per quanto riguarda il caso di /0/ (0) -em (che non derivato per
assimilazione, ma originario, per //0m//), ci sono tre gruppi che richiedono un
po' d'attenzione; infatti, per /0/ (0) + /, f, v/, troviamo il labiodentale ():
(mIt&i;z'he:t) /mItdi:s'e:Kt/ mit dsem Pferd (In&di;z'valt) /Indi:z'valt/
in dsem Wald
Per /0/ (0) + /t, d, q, z, n, l/, ancora una volta, c' il bilabiodentalveolare
((!)): ((qhu&7aen!'qhIm)) /qudaen'qIm/ zu dRnem Zimmer ((bae&7i;z!'lIt))
/baedi:z'lIt/ bR dsem Li>t Per /0/ (0) + /k, g, K/, c' il velobilabiale
(()): ((fo&maen'khO)) /fo:Kmaen'kO/ vor mRnem Ko ((mI4&aen'I))
/mItdaen'KI/ mit dRnem Ri
5.2.1.6. Per /0/ (0) + /p, b, m/, abbiamo, per la terza volta, il bilabiodentalveolare ((!)): (('u:4! 'phaes)) /'gu:t 'pKaes/ guten PrRs (('u:4! 'bal)) /'gu:t 'bal/
guten Ball (('u:4! 'mOg)) /'gu:t 'mOKg/ guten Morgen
Per /0/ + /, f, v/, abbiamo l'alveolare labiodentalizzato ((/)): (('u:4/ 'hle:g)) /'gu:t 'le:g/ guten Peger (('u:4/ 'fa)) /'gu:t 'fa/ guten Fa (('u:4/
'vaen)) /'gu:t 'vaen/ guten WRn Per /0/ + /k, g, K/, troviamo l'alveolare velarizzato (()): (('u:4 'khEl)) /'gu:t 'kEl/ guten Keller (('u:4 'gas4)) /'gu:t 'gast/ guten Ga (('u:4 'o:4&aen)) /'gu:t 'Ko:tvaen/ guten RotwRn
Inoltre, per /0/ (0) + /p, b, m/, abbiamo, di nuovo, il velobilabiale (()):
((&e;g'pho:l)) /ge:g'po:l/ gegen Polen ((&e;g'bElg,, -j)) /ge:g'bElgj/ gegen
Belgn ((&e;g'mEksi&ko)) /ge:g'mEksiko/ gegen Mexiko
Per /0/ (0) + /, f, v/, troviamo il velare labiodentalizzato ((|)): ((&e;g|'han4)) /ge:g'ant/ gegen Pfand ((&e;g|'fak&ae)) /ge:g'fKakKae/ gegen
FrankrR> (('e:g|&va4)) /'ge:gvaKt/ Gegenwart
Per /0/ (0) + /t, d, q, z, n, l/, abbiamo il velare dentalveolarizzato (()): (('e:g&4hael)) /'ge:gtael/ GegentRl ((&e;g'7ae)) /ge:g'dKae/ gegen drR ((&e;g'qhae)) /ge:g'qvae/ gegen zwR ((&e;g'zEks)) /ge:g'zEks/ gegen se7 ((&e;g'nOYn)) /ge:g'nOYn/ gegen nSn (('e:g&laes4U,)) /'ge:glaestU/ GegenlRu
5.2.1.7. Nel caso di /0/ (0) + /, f, v/, ovviamente, le cose non cambiano:
(mt'Saf 'fo:tos) /mIt'SaKf 'fo:tos/ mit (arfen Fotos ugualmente, per /0/ (0)

5. tedesco

185

+ /t, d, q, z, n, l/: (mt'Saf 'qh:n 'qhE:-) /mIt'SaKf 'qE:n/ mit (arfen Zhnen
Invece, per /0/ (0) + /k, g, K/, abbiamo il labiodentale velarizzato (()):
((mt'Saf 'khI)) /mIt'SaKf 'klI/ mit (arfen Klien
Per /0/ (0) + /p, b, m/, troviamo, per la quarta volta, il bilabiodentalveolare
((!)): (('m:+!&pnz,o&na;4, -a-, --, --, -s,- 'mE:+-)) /'mE:tpenzjona:t, -a-, -sj-/ Md>enpensionat inoltre, + /, f, v/, abbiamo l'alveolare labiodentalizzato ((/)): (('m:+/&fOYntI 'mE:+-)) /'mE:tfKOYntlI/ md>enfrSndli> poi, + /k, g/, abbiamo
l'alveolare velarizzato (()): (('m:+&khas 'mE:+-)) /'mE:tklas/ Md>enklasse
Per /0/ (0?) + /p, b, m/, abbiamo, per la terza volta, il velobilabiale (()):
(('qhae4U &publi'qhi:?, -, -,, -n)) /'qaetU publi'qi:K/ ZRtuen publizren
Per /0/ (0?) + /, f, v/, troviamo ancora il velare babiodentalizzato ((|)):
(('qhae4U| f'khaof)) /'qaetU f'kaof/ ZRtuen verkQfen
Inne, per /0/ (0?) + /t, d, q, z, n, l/, ricorre, un'altra volta, il velare dentalveolarizzato (()): (('qhae4U 'le:z)) /'qaetU 'le:z/ ZRtuen lesen
In grammemi (e lessemi frequenti), come in Rn von ins uns dann (on
Montag, nel parlato corrente, non aatto raro che /n/ + /[0], [0]/ passi a (n,
n, ) (con nasalizzazione progressivamente maggiore, no alla scomparsa di /n/):
(Ins'khi:no, Is-) /Ins'ki:no/ ins Kino
Occlusivi
5.2.2.1. Ci sono tre coppie difoniche, /p, b t, d k, g/, con la peculiarit che, in
posizione nale di parola (e posnucleare, ma con alcune "curiosit& che vedremo),
ricorre solo l'elemento non-sonoro; inoltre, /p, t, k/, dopo pausa e in sillaba accentata (non preceduta da /s, S/ appartenente allo stesso lessema), sono "aspirati&. Inoltre, /t, d/ sono dentalveolari (a rigore, i simboli pi adatti sarebbero ((4, 7)), ma
suciente l'impiego di (t, d), a meno che non si voglia insistere particolarmente sulla sfumatura).
Ecco degli esempi: (pha'phi:) /pa'pi:K/ Papr ('phaq) /'plaq/ Pla ('SpE)
/'SpKE/ spre>en ('halp) /'halp/ halb ('apt) /'apt/ Abt (I'phak) /I'paKk/ i>
parke ('Unt) /'Unt/ und ('lu:p) /'lu:p/ Lupe ('Eb) /'Eb/ Ebbe ('It) /'bIt/ bitte
('tho:t) /'to:t/ Tod ('the:t) /'tKe:t/ treten ('Sta:s) /'StKa:s/ Strae ('laet) /'laet/
LRd (s'thIkt) /s'tKIkt/ es trinkt ('laed) /'laed/ lRder ('ak) /'dak/ danken ('khInt) /'kInt/ Kind ('khaes) /'kKaes/ KrRs (s'khi:no) /das'ki:no/ das Kino
({ae}k'nal) /{aen}k'nal/ (Rn) Knall ('bIg) /g'bIKg/ Gebirge ('I) /'gI/ gi
5.2.2.2. Ci che troppo spesso viene descritto come "aspirazione& degli occlusivi davanti a pausa, in realt, altro non che l'"esplosione& dei foni (che mostriamo solo qui, con ($)), non un'"aspirazione&, che cosa diversa: ('skalp$) /'skalp/
Skalp ('tha:t$) /'ta:t/ Tat ('khEk$) /'kEk/ ke$ C' chi arriva anche a indicare qualcosa come "('thaphth, 'Ythl)&, per ('thapt) /'tapt/ tappte ('Yt) /'KYtl/ rttle intendendo semplicemente alludere al fatto che la transizione da un occlusivo a un
altro, o a qualsiasi altro fono, pu essere udibile, cio "esplosa&, (('4hap$4$, 'Y4$));
ma non , certo, il caso di segnare tali cose.

186

manuale di pronuncia

Per assimilazione, in /pf, pv/, abbiamo (]) + /f, v/: ('a]&fal) /'apfal/ Abfall (diverso da () //) ('a]&e;t) /'apve:Kt/ abwerten Inoltre, come s' visto per /n/ (
5.2.1), anche /t, d/ s'assimilano alla C seguente: ('mIk&Ift) /'mItgIft/ Mitgi ('mIk&km) /'mItkOm/ mitkommen ('mIp&I) /'mItbKI/ mitbrien ('mIp&nS)
/'mItmEnS/ Mitmen( ('o:k&khaof) /'bKo:tkaof/ Brot kQfen ('o:p&I)
/'bKo:tbKI/ Brot brien abbiamo (+) in: ('m:+ 'mE:+-) /'mE:t/ Md>en
5.2.2.3. Inoltre, consideriamo: ('ap&aot) /'aplaot/ AblQt ('apa&ti;f) /'aplati:f/
Ablativ ('ap&u;f) /'apKu:f/ Abruf (at'Ep) /at'vEKp/ Adverb (&ati'a:l) /atmi'Ka:l/ Admiral ('Sto:f&aen) /'Sto:flaen/ StovlRn ('li:p&o;s) /'li:plo:s/ lblos ('e:k&o;s)
/'Ke:klo:s/ reglos ('m:kI) /'m:klI/ mgli> ('ni:tI) /'ni:tlI/ ndli> ('hantU,)
/'hantlU/ Handlu ('y:pI) /'y:plI/ bli> ('va:knIs) /'va:knIs/ Wagnis ma:
('laebnIq) /'laebnIq/ LRbniz ('e:dn) /'Ke:dn/ Redner ('e:gn) /'ge:gn/ Gegner
('va:gn) /'va:gn/ Wagner ('a:dl) /'a:dl/ Adler ('a:dlI) /'a:dlI/ adlig ('a:dlIg)
/'a:dlIg/ Adlige ('OdnU,) /'OKdnU/ Ordnu ('e:gl) /'Ke:gl/ Regler (zIg'na:l)
/zIg'na:l/ Signal (&zIgna'thu:) /zIgna'tu:K/ Signatur ('e:bn) /'e:bn/ ebne ('y:bI)
/'y:bKI/ brig
In eetti, in questo secondo gruppo di forme, le sequenze consonantiche sono
sonore perch appartengono allo stesso lessema (con eventuale caduta diacronica di
// -e-]\ reden gegen Wagen Adel Regel Orden eben ber mentre, nel primo gruppo, abbiamo combinazioni (evidenti oppure opache) con grammemi (pressi o
sussi), per cui consideriamo solo tre casi: Ab-[lQt] [b]-li> da ben e [Wag]-nis
Le parole d'origine dotta e straniera mantengono, generalmente, l'occlusivo sonoro davanti a sonanti: /bl/ Double moblren Problem publik Republik sublim
Tablett Variable /bK/ Algebra Fabrik Kabrio Kobra Libretti Soubrette Vibration Zebra per /bK, pK/ Abrasion Abrasit e /pK, bK/ abrupt /dK/ Adresse Hydrant Madrider Madrigal Melodrama Quadrant
Altri casi: /gm/ Dagmar Dogma Egmont Fragment Magma Paradigma Phlegma Pigment Pragmatik Pygme Segment Sigma Stigma /gn/ Agnoiker Diagnose ignorren indignrt kognitiv Magnat Magnol Magnus Physiognom
prgnant Stagnation e /gn, n/ inkognito Magnesit Magnesium magneti( Signal signikant /gl/ eglomisren Hrogly#e Iglu Neglig e /l/ eli( Jli
lli( e // Sile /gK/ agrari( Agronom Allegro Diagramm Emigrant
Migrne Regress Saria Telegraf
Per, abbiamo: /tm/ Admiral Kadmium Inoltre: /p, b/ Abort [= Abtritt] aboral abortren e /kn, gn/ ErRgnis nonostante /kn/ Befugnis Wagnis ZSgnis
5.2.2.4. Dagli esempi forniti, s' visto che in tedesco c' anche l'occlusivo "glottale& (oppure, "colpo di glottide&; ma meglio: occlusivo laringale), (): (&yb'al,
&Y-) /y[:]b'al/ berall ('Ok) /g'OKk/ Georg (pi frequentemente, ('e:k)
/'ge:OKk/), ('ael) /b'ael/ beRlen (the'a:t) /te'at/ Theater (f'aen) /f'aen/
VerRn ('vael []I'aos&abaet) /'vael I'aosaKbaet/ wRl i> QsarbRte ('Is 'aoX
&aen[]'a) /'Is 'aox aen'a/ iss Q> Rnen Ael
Questo fono precede ogni V iniziale di sillaba (quindi, senz'alcuna C davanti,
sempre nella stessa sillaba), accentata o no, in lessemi o grammemi, anche nella

5. tedesco

187

frase; pi notevole dopo pausa e in sillaba accentata; se la pronuncia si fa pi rilassata, pu mancare solo in sillaba completamente non-accentata (qui indicato con
([])), purch la composizione non sia evidente.
Come si vede, ricorre, inoltre, anche all'interno dei lessemi, nel contesto /'/
('), ma non pi se l'accento manca: ('af) /'af/ Ae ('ap&a;t) /'apa:Kt/ Abart
(f'aXt) /f'axt/ vera>ten ('aXt) /b'axt/ bea>ten (ds&avu'i:?, -, -n,
-,) /dEsavu'i:K/ desavouren (e'EMfazIs) /de'EmfazIs/ Deem#asis (ant'a:qidUm) /ant'a:qidUm/ Antacidum (&ant[]a'qhi:t) /anta'qi:t/ Antacid ('aos&le;z)
/'aosle:z/ Qserlesen ('mUnt&a;t) /'mUnta:Kt/ Mundarten abbiamo, quindi,
(thea'tha:lIS) /tea'tKa:lIS/ theatrali( ma (&thea-) solo in pronuncia un po' teatrale
Inoltre, si trova () pure se la V "profonda& o assimilata, come in () //, per
//K//, purch si tratti di nucleo sillabico iniziale: ({qhu}'fa:?, -, -n, -,)
/{qu}'fa:K/ [zu] erfahren
Per, abbiamo: (ae'nand) /ae'nand/ Rnander con sillabazione non morfemica, riconosciuta anche dalla nuova ortograa.
Altri esempi utili: (&'a&baet) /K'aKbaet/ erarbRten ('aof&Ste;U,) /'aofKSte:U/ Auferehu ('vi:d&o;b,, -n) /'vi:dKo:bn/ wdererobern ('lat&aes)
/'glataes/ GlattRs (la'ne:z&aes) /la'ne:zaes/ LaneseRs ('a&a;t) /'gaa:Kt/
Gaart ('qhOl&h;U,) /'qOlh:U/ Zollerhhu (khlo'a:k) /klo'a:k/ Kloake
(&ide'a:l) /ide'a:l/ ideal
5.2.2.5. L'esistenza di coppie come (f'aez) /f'aez/ verRsen (f'aez) /f'Kaez/ verrRsen potrebbe far pensare che () sia un fonema, //; ma non cos, anche perch pu esser omesso, come avviene generalmente in Svizzera, Alto Adige,
Austria e Baviera.
Pure nella parlata familiare neutra, si mantiene meglio in sillaba pienamente accentata: (i[]'gEnqU,) /di'gEnqU/ d Ergnzu ('StUm []Un'da, []n-, -'-)
/'StUKm Unt'dKa/ Sturm und Dra (&I[]'a&baet) /I'aKbaet/ i> erarbRte
Comunque, normalmente, non c' mai () davanti ai pronomi posverbali: ([I]'vaess) /I'vaess/ i> wR es ('le:zI, --) /'le:z[]I/ les' i> D'altra parte, in sillaba
semi-accentata nale, dopo V si pu avere, senz'altro: ('mIa&l, -&e;l).
assolutamente da evitare il banale errore (anche d'autori e redattori) di non
considerare () un "suono&, per il semplice fatto che non corrisponde a nessun grafema! Per fare bene fonetica, ci vogliono idee chiare, e soprattutto usare l'orecchio,
non l'occhio Perci, non si deve parlare d'"attacco vocalico&, per (), in opposizione all'"attacco aspirato&, (h), come, per esempio, in: (f'alt) /f'alt/ veralten (f'halt) /f'halt/ verhalten
Foneticamente, non sono diversi da (f'fal) /f'fal/ verfallen\ sono tutti (0),
anche se la trascrizione fonemica stessa non impiega "//&, ma solo per semplicit. In eetti, a scopi didattici, potrebbe essere pi utile, se gi per principio non
le s'aancasse la trascrizione fonetica. Per, se s'impiega un solo tipo di trascrizione, decisamente pi consigliabile segnare anche () o //, soprattutto nei casi pi
importanti.
Una variante possibile di ({:/0}, ) (, :, , 0): (&I'a&baet, &I'-),
(&I0'a&baet, &I'a-) /IK'aKbaet/ i> erarbRte (I'ant&t), (I'act-) /I'ant-

188

manuale di pronuncia

vOKt/ i> antworte (&ide'a:l) /ide'a:l/ ideal Abbiamo, quindi, () che si fonde coi
segmenti sonori della sillaba, realizzandoli come cricchiati; questo tipo di fonazione, per i parlanti nativi, assomiglia alle sequenze viste.
(In danese, succede una cosa simile, anche se in direzione opposta: lo @d {
17.36 dell'FTN/MaF} comporta un cricchiato distintivo per fonemi sonori, (, );
per, certi parlanti trasformano questi foni in sequenze, (, 0), con () al secondo posto.)
5.2.2.6. C' anche un'interessante comparsa di (), in sostituzione soprattutto di
/t/ (ma anche di /d, p, k/), preceduto seguto da /, M/; ci sono anche varianti
con segmenti nasali intensi cricchiati ((, =, )), che rappresentano una frequente
via di mezzo, come si vedr. Lo spunto e buona parte degli esempi sono tratti da
Kohler (1994), con integrazioni e modiche, sia per le trascrizioni sia per i contesti
in cui il fenomeno ricorre: ('aeMf&Stand, -nn=, -n) /'aenfKStand/ Rnveranden ('fo:&hand, -nn=, -n) /'fo:Rhand/ vorhanden ('StUnd, -nn=, -n) /'StUnd/
Stunden ('End, -nn=, -n) /'End/ Enden ('Ent, -n, -nn=) /'Ent/ Enten
('khnt, -n, -nn=) /'knt/ knnten ('ak, -, -~) /'dak/ danken
Altri esempi: ('lOYp&pUkt, -t, -, -~) /'lOYtpUkt/ LS>tpunkten
('qhEntn, -nn) /'qEntn/ Zentner ('khlEmpn, -mn) /'klEmpn/ Klempner
('thaozp 'e;t, - '-, - 'm-) /'taoztme:t/ tQsend Meter ('amt, -mpt,
-m, -m) /b'amt/ Beamten (non per ('amt, -mpt) /b'amt/ Beamte]
Ancora: (&Inaen'nOYs 'amt 'aeM&fy;?, -ampt, -amp, -, -,, -n) /Inaen'nOYs 'amt 'aenfy:K/ in Rn mSes Amt Rnfhren ('phUkt, -t, -, -~)
/'pUkt/ Punkten ('lOYtnant, -n-) /'lOYtnant/ LStnant (mIp'Indsts, mI-)
/mIt'mIndsts/ mit mindeens ('hInt, -n, -nn=) /'hInt/ hinten (&mItn,
-n) /&mItn/ mit 'nem ('aX&qhe;nt, -, -n=, -&qen-, -qn-, -qn-, -q-) /'axqe:nt/ a>ehnten
5.2.2.7. Inoltre: ('khOmt aeM'fOYnt&It, -mp&It, -m&-) /'kOmt daen'fKOYntmIt/ kommt dRn FrSnd mit? (e'khOmt 'nIt, -m, '-, '-) /e:K'kOmt 'nIt/ er
kommt ni>t (&zIntaen'Su: 'hi:, -mp-, -m-) /zIntmaen'Su: 'hi:K/ sind mRne
S>uhe hr? (&vIzt'nu: 'qhae, -'n-) /vIKzInt'nu:K 'qvae/ wir sind nur zwR
Aggiungiamo, quindi, il contesto di /t/ non preceduto da /n/, ma da altro fonema sonoro (e anche non-sonoro): ('hat, -) /'hat/ hatten ('It, -) /'bIt/ bitten ('i:t, -) /'bi:t/ bten ('vat, -) /'vaKt/ warten ('vOlt, -l) /'vOlt/
wollten ('vUst, -) /'vUst/ wusen ('lYft) /'lYft, -/ len
Nell'incontro di (=), si pu avere il passaggio a (): (Unt&IlUsta'qho:n,
Un&I-) /UntIlUstKa'qjo:n/ und Illurationen ('fae&tha;k 'a:bt, -a; 'a:-) /'fKaeta:k 'a:bt/ FrRtag abend (mIt&Int'sIti, mI&In-) /mItInt'sIti/ mit Intercity (mIt&i,'Elt,, mI&-) /mIt'i:K 'Eltn/ mit ihren Eltern
Occlu-costrittivi
5.2.3.1. In tedesco ci sono tre occlu-costrittivi, tutti non-sonori, (, q, c) /, q,
c/. Descrittivamente e didatticamente, non bene escluderli dall'inventario dei fo-

5. tedesco

189

nemi per considerarli delle sequenze (di fonemi) come "/pf, ts, tS/&, anche perch
tali sequenze esistono nella lingua (come si vedr)! Pi spesso, /q/ articolato a punta bassa, ma /c/ a punta alta (per, non necessario usare il simbolo speciale (c)).
Tutti e tre sono "aspirati& dopo pausa e in sillaba accentata, tranne che dopo /s/ tautomorfemico: ('hEf) /'Ef/ Pfeer ('hanq) /'lanq/ Panze ('SIM) /'SIm/ (imen ('khO) /'kO/ Ko ('qhaet) /'qaet/ ZRt (na'qho:n) /na'qjo:n/
Nation ('nIq) /'nIq/ ni>_ ('sqe:n) /'sqe:n/ Szene ('chE) /'cE/ T(e>e
('chElo 'SE-) /'cElo 'SE-/ Cello ('OYc) /'dOYc/ dS ('phac) /'pac/ Pae
Vediamo, ora, dei casi di /pf, tS/ (]f, tS): ('a]f&la) /'apfla/ abverlaen
(nt'SpIn, n-) /Ent'SpIn/ en_pinnen (nt'SUs, n-) /Ent'SlUs/ Enluss Per,
in pronuncia veloce, possono passare a (, c): ('a&la, nc'pIn, n-, nc'Us, n-) (generalmente, senz'"aspirazione& degli occlu-costrittivi, o degli occlusivi seguenti, come anche in: (nt'SUldIgU,, -n'cU-, n-) /Ent'SUldIgU/ Enuldigu anche 5.3.2.5).
Invece, non c' "/G/&, ma /tZ/, che ricorre in prestiti: (t'i:ns) /t'Zi:ns/ Jeans (&khilimant'a:o) /kilimant'Za:Ko/ Kilimanaro ([Im]t'U) /[Im]t'ZU/ [im]
D(uel specie in pronuncia corrente, (t) /tZ/ pu oscillare con /tS, c/.
Costrittivi
5.2.4.1. Ci sono cinque coppie difoniche: (f, v s, z S, Z , , , X). Pi spesso,
/s, z/ sono articolati a punta bassa, ma /S, Z/ a punta alta (per, non necessario usare i simboli speciali (x, )). A rigore, () potrebbe non esser considerato fonema
(con la "semplice& introduzione d'un "fonema di giuntura&, come vedremo sbito); inoltre, a rigore, (,) un "semi-costrittivo& (anche se, eventualmente, lo s'indicasse con (J)); d'altra parte, funzionalmente, () appartiene alla categoria particolare dei sonanti, gruppo dei "vibra(n)ti&; in eetti, una delle realizzazioni possibili proprio (K) /K/.
L'importante conoscere chiaramente le connessioni tra i vari elementi costrittivi. Perci, non dicile in questo caso, grazie pure alla graa vedere che (,
X) sono in distribuzione (quasi) complementare; d'altra parte, anche (,) ha dei rapporti stretti (soprattutto nelle parlate settentrionali) con () e anche con (X, k) (come pure con (g, ), che l realizzano /g/ assieme a (,), che appartiene pure al fonema /j/).
Ma vediamo degli esempi: ('fYMf) /'fYnf/ fnf ('vas) /'vas/ was ('aes) /'Kaes/
rRen ('aez) /'Kaez/ rRsen ('zo:n) /'zo:n/ Sohn ('S:n) /'S:n/ (n ('Staen)
/'Staen/ StRn ('thIS) /'tIS/ ( (Ze'ni:) /Ze'ni:/ Gen (e'tha:Z) /e'ta:Z/ Etage ('u:X)
/'bu:x/ Bu> ('y:) /'by:/ B>er ('aX) /'bax/ Ba> ('E) /'bE/ B>e ('u:I)
/'Ku:I/ ruhig ('aoIs) /'KaoKIs/ RQris
5.2.4.2. Ci sono tre altri tassofoni approssimanti per i costrittivi non-solcati,
che ricorrono davanti a /s, S/, ma segn(i)amo anche con la variante "impegnata&
(pi faticosa), perch non sono veramente necessari, anche se molto frequenti e
"tipizzanti&; non sarebbe male acquisirli, per una pronuncia pi sciolta: (&, , )
/f, , x/: ('ao&&Sib, 'aof&Sib) /'aofSi:b/ Qf(ben ('h:st, 'h:st, -t) /'h:st/

190

manuale di pronuncia

h> ('aoX&Spk, 'ao&Spk) /'KaoxSpEk/ RQ7pe$


In posizioni protoniche (cio non in tonia), forme come Qf i> mi> di>
si> -ig -i> -li> -zig S> Q> do> no> nella parlata corrente, hanno spesso (&, , ) /f, , x/, indipendentemente dal contesto appena visto.
Giustamente, i dizionari di pronuncia tedesca indicano, chiaramente, sia () //,
sia (X) /x/: bisogna dare indicazioni precise, non misteriose formule algebriche. Infatti, in nessun modo, se non tramite un'adeguata conoscenza morfonologica, si
potrebbe ricavare la dierenza tra ('thao) /'tao/ TQ>en [->en] "cordicella& e
('thaoX?) /'taox/ tQ>en "immergersi&, oppure ('khu:) /'ku:/ Kuh>en [->en]
"mucchina& e ('khu:X?) /'ku:x/ Ku>en "torta&.
5.2.4.3. Il susso -ig (I) /I/, anche se seguto da C (tranne che di susso contenente ()): ('kh:nI) /'k:nI/ Knig ('aenIst, -st, -t) /'aenIst/ Rnig (f'aenIt) /f'aenIt/ verRnigt ('qhanqIst, -st, -t) /'qvanqIst/ zwanzige ma:
('kh:nIkI) /'k:nIklI/ knigli> ('kh:nIk&ae) /'k:nIkKae/ KnigrR> ('kh:nIgIn) /'k:nIgIn/ Knigin
Ma si pu avere anche ('kh:nI&ae), come pure abbastanza sistematicamente (Ik) /Ik/: ('kh:nIk, 'aenIkst, f'aenIkt, 'qhanqIkst), che l'unica pronuncia
accettata nel sud della Germania, in Austria e in Svizzera, anche in posizione iniziale: ('e:mIS, 'k[h]-) >emi( ('i:na, 'k[h]-) ina
Alla sequenza graca 7 corrispondono due strutture foniche: all'interno di lessema c' (ks) /ks/: ('vEksn) /'vEksn/ we7eln ('vaeks) /'vaeks/ WR7el ('Oks)
/'Oks/ O7e ('zEks) /'zEks/ se7 ('fUks) /'fUks/ Fu7 ('daks) /d'daks/ der Da7
"il tasso (zool.)& mentre abbiamo (Xs) e (s, s, ) /xs, s/, quando l's un grammema: (s'aXs) /ds'daxs/ des Da7 "del tetto&, (s'phEs, -s, -) /ds'pEs/ des
Pe7 "della pece&.
Perlopi, /s, z/ sono articolati con punta bassa, per, per /s/ si ha (): ('I)
/'bIs/ bis(en e, per /sS, sZ/, tranne che parlando lentamente, si ha (SS, S): ('aeS&Sak) /'aesSKak/ Eis(rank ([I]US'SnEl 'vEk) /ImUs'SnEl 'vEk/ i> muss (nell
weg (&aSe'ni:) /dasZe'ni:/ das Gen; /S, Z/ sono a punta alta (((x, ))).
Inoltre, nelle sequenze /kv, qv, Sv/, /v/ si realizza pi spesso come bilabiale, (6):
('khac) /'kvac/ Qua ('qhae) /'qvae/ zwR ('SEst) /'SvEst/ S>weer Nel tedesco neutro, /j/ semi-costrittivo, in tutti contesti: (',a:) /'ja:K/ Jahr (&ma,o'n:z
-E:-) /majo'nE:z/ Majonse/MayonnPse (In&tona'qho:n) /Intona'qjo:n/ Intonation
5.2.4.4. Per /K/, dobbiamo aggiungere senz'altro delle osservazioni, sia sulla notazione, sia sull'interpretazione fonologica. Il simbolo fonemico "generico& ci pare utile per indicare il punto d'articolazione pi normale (e pi consigliabile didatticamente), quello uvulare. Per quanto riguarda il modo d'articolazione, il pi normale (e pi consigliabile) quello costrittivo sonoro: ().
Per enfasi, o per peculiarit individuali, si pu senz'altro avere il vibrante uvulare (sonoro): (K); mentre, in sillabe deboli, non raro l'approssimante uvulare sonoro: (). D'altra parte, fra i nativi, non raro neppure il vibrato, (R), o il vibrante,
(r), alveolari sonori (soprattutto al Sud e in Austria e Svizzera). Comunque, davanti a V accentata o no, trascriviamo solo () /K/: ('aoIs) /'KaoKIs/ RQris ('I)
/'bKI/ brien.

5. tedesco

191

Dopo V tautosillabica, invece, trascriviamo sempre () (approssimante uvulo-faringale sonoro) per /K/, intenso dopo C o dopo dittongo, () //: ('vi:) /'vi:K/
wir ('vI) /'vIK/ wirr ('mae) /'mae/ MRr (uguali a MRer Meyer] ('Es) /'bEs/
besser (h'fo:) /h'fo:K/ hervor.
Tradizionalmente stato considerato //K//, soprattutto in parallelo con //n,
m, l//, che noi preferiamo trascrivere e interpretare come (, , ) /, , /, pur
sapendo bene che, in pronuncia pi lenta o pi enfatica, possiamo avere (n, m,
l), e anche ( K ) e perno "(R)&, o meglio (R, R) (in Svizzera) e (, ,
) (in Austria).
Contrariamente a quanto facciamo noi, e pure Kohler (1977, 1995) e altri, c'
anche chi distingue tra () e (:) (cio, "/r/& e "/:/&, soprattutto nei testi didattici), ma non ci pare la proposta migliore, anche perch pi complessa e lungi
dall'essere la pi diusa ( pure 5.1.1).
Per i pressi er- her- ver- zer- notiamo ({0}) /{0}/, dato che la pronuncia
pi normale e consigliabile, sebbene nei dizionari (tranne il ) si dia ancora
"/{0}Er, {0}E/&; la pronuncia lenta, attenta, o enfatica, con ({0}) /{0}EK/, si pu
dedurre, tranquillamente, anche dalla nostra notazione; eventualmente, si potrebbe ricorrere a /{0}/, diafonemicamente.
Approssimanti
5.2.5. Il pi importante, di questo modo d'articolazione, senz'altro (h) /h/,
che spesso ha la variante sonora, in sillabe pi deboli (specie con accento pi debole del primario), tra foni sonori: ('haos) /'haos/ HQs ('haem) /g'haem/ gehRm
('da:&ha;b/vI, -H-) /'da:ha:bvi:K/ da haben wir ('Un&hael, -H-) /'Unhael/ UnhRl
('vIlhlm, -H-) /'vIlhElm/ Wilhelm si notino, per, casi come: ('e:) /'ge:/ gehen
('u:I) /'Ku:I/ ruhig ('za:) /'za:/ sah
Gracamente, h un espediente usato spesso per indicare la lunghezza della V
precedente, soprattutto davanti a m n l r (il cosiddetto "Dehnungs-h&): ('ne:m)
/'ne:m/ nehmen
Oltre alla variante di /v/, (6), nelle sequenze /kv, qv, Sv/ ( 5.2.4.3), accenniamo
alla possibilit d'altre varianti approssimanti per /0j, y, u', o'a/: ('fe:,, -j)
/'fe:Kj/ Fern (na'qho:n, -'qho:n, -qi'o:n) /na'qjo:n/ Nation (qhya'no:z, qha-)
/qya'no:z/ Zyanose (&manu'El, -u'El, -'njEl, -'nwEl) /manu'El/ manuell (thoa'lEt,
thja-, thwa-) /toa'lEt/ Toilette
Laterali
5.2.6. Nella pronuncia neutra troviamo solo (l) /l/ (coll'intenso corrispondente,
() //) e la variante (), davanti a (, ,) (quest'ultimo, eterosillabico): ('lant) /'lant/
Land ('fOl) /'fOl/ voll (fa'mi:l,) /fa'mi:lj/ Famil (va'nI,) {((-nI-,)) e (-Il)} /va'nIl[j]/ Vanille ('mI) /'mIl/ Mil> ('hElt) /'hElt/ Held ('e:z) /'e:z/ Esel ('u:dn)
/'du:dn/ dudeln

192

manuale di pronuncia

Strutture
5.3.0. In questa sezione, facciamo le osservazioni necessarie per la pronuncia
delle parole inserite in frasi. Trattiamo, quindi, fenomeni d'assimilazione, di riduzione, d'accento e d'intonazione.
Forme ridotte
5.3.1.1. Nella lingua spontanea, i grammemi (come articoli, pronomi personali,
aggettivi possessivi, particelle, assi, preposizioni, congiunzioni e avverbi brevi,
ausiliari e modali e qualche altra forma simile, come geworden spazren e saluti), oltre a ridurre gradualmente l'accento, possono attenuare pure il timbro vocalico e perdere qualche consonante, o sillaba.
Di sguito, diamo alcuni esempi, traendoli perlopi da Kohler (1977, 1995,
6.3.2), modicando e completando sia l'inventario e le varianti, sia le trascrizioni
(che, nell'originale, sono limitate ai segmenti in questione, adeguandole anche al
nostro stile). Gli esempi servono a mostrare i meccanismi e le possibilit, pi che
una necessit assoluta.
(&mI[t]'hUnt) mit dem Hund
('gu:t 'gast) den guten Ga
(&In'gat) in dem Garten
(&Ist#'vIkI) i es wirkli>?
(&hass'ze:) ha du's gesehen?
(&hatdI'qhaetU g'Saot) er hat in d ZRtu ge(Qt
(&zld'fa:t&u;f) er soll den Vater rufen
('man []ndI'fao) der Mann und d FrQ
([I]'as 'e:d) i> lass ihn reden
([I]&[h]ab g'ze:, amg-) i> hab' ihn gesehen
([I]'phakm&ma;l) i> pa$ ihn mir mal
('las ',U,? &dX'e:d) lass den Juen do> reden
('i:p 'khIndn&dX vsqU'Es) gib den Kindern do> was zu essen
('phak 'khIndn&dX vsqU'Es&aen) pa$ den Kindern do> was zu essen Rn
([I]&kan nI[t]'se:, -'-) i> kann ihn ni>t sehen
(Is'albn, -,) er i albern ("Is 'albn, -,) er albern
(Is&nIIn'la:g) er i ni>t in der Lage (Is"nI[t ]In'la:g) er i n>t in der
Lage
(vs&[h]as[t]g'za:kt) was ha du gesagt?
(&h[t]'le: g'SpOX?) hat der Lehrer gespro>en?
(zI'vo:nt &In[d]'Stat) s wohnt in der Stadt
(&vIz&In[d]I'Stat&fa;?, -, -n, -,) wir sind in d Stadt gefahren
(&vIz&aof[]'Sta:s) wir sind Qf der Strae
('mo:ni&kas 'khOm) Monika i gekommen
('phe:ts 'khOm) Peter i gekommen

5. tedesco

193

(&s'khOm) er i gekommen
('khUtIs 'khOm, -t#) Kurt i gekommen
('haenIIs 'khOm, -#) HRnri> i gekommen
(zo;&hatg'SpOX?) so hat er gespro>en (zo;&hatg'SpOX?) so hatte er gespro>en
(zo;&ha;ptg'za:kt) so habt ihr gesagt (zo;&hatIg'za:kt) so hat er ihr gesagt
(&haptM&vas'h:t) habt ihr denn was gehrt?
(&has&Id&vas'ge:b) ha du ihr denn was gegeben?
(&has&dg'ze:) ha du ihn denn gesehen?
(&hasdM&vas'ge:b) ha du ihm denn was gegeben?
('ve: ht&dg'ze:) wer hat ihn denn gesehen?
(&vas'Olz&dn, &vas'Olz) was wllen S denn? (&vas'Ol 'zi:&dn) was wollen
Se denn?
(&vas'Olzdn&da;, &vas'Olz&da;) was wllen S denn da? (vs&l'zi:d&da;, vs&l'zi:n&da;) was wollen Se denn da?
(vs'aX 'phe:t) was ma>t denn Peter? (vs'aX[p] 'phe:t&dn) was ma>t
Peter denn?
(vs'Oltm d'ge:b) was wollt ihr ihm denn geben?
(vs'sOlII d'ge:b, vs'OlI 'ge:b, -s'-, -'s-) was soll i> ihr denn geben?
(&has'maXt) er hat das gema>t
(zI&has'maXt) s hat das gema>t
(&hat&as'maXt) hat er das gema>t?
(&hats&as'maXt) hat s das gema>t?
('le: &hats'hOYt 'nIq 'aof&ge;b) der Lehrer hat uns hSte ni>_ Qfgegeben
('thIS 'StElvI IndI'Ek2| 'Sak dI'and3 3) den ( ellen wir in d
E$e, den S>rank in d andere
('thIS dI'Ek&Ste;t) der (, der in d E$e eht
('thIS MvIdI'Ek g'StElt&ha) den (, den wir in d E$e geellt haben
(vs'aX?&didn&da;) was ma>en d denn da?
(s'Use;&zaen, &asUs'e:&zaen) das muss der sRn
(I&hapt'So: g'tha:n) ihr habt (on getan
('ha;pt &das'maXt) habt ihr das gema>t?
([I]&apIds'ge:b, [I]&ap-) i> hab' ihr das gegeben
([I]&abI'fo:g&Stlt) i> hab' ihn ihr vorgeellt
(zI&hatI'khaet&vaS) s hat ihr KlRd gewa(en
('h:?vIns 'Og 'fy:, 'h:v-, -s) hren wir uns morgen frh
('vOlzi [z]I'thEf) wollen S si> treen?
(vi'ge:ts, -q) w geht's? [-t es?]
(&[]IstInd'khEl&ae~g&dU,?, &s[]I-) er i in den Keller Redruen
(&[]IstIn'khEl&ae~g&dU,?, &s[]I-, --) er i in Rnen Keller Redruen
(&ha&,a;g'za:kt2 s'khOmt) er hat dir ja gesagt, dass er kommt

194

manuale di pronuncia

(s&hatg'thOYmt) das hat er getrTmt


(&a;h&apa'a:t&Staekt) da hat der Apparat gerRkt
(a&hapt&vas'zOYmt) da habt ihr was versTmt
('thy:n 'tho:) Tr und Tor
('le:b 'tho:t, -) Leben und Tod
('vaen g'za) WRn und Gesa
(s'ha:p 'gu:t) das Hab und Gut
('E 'bIn) el und Birnen
(aen'thISn []aem'bEt, -Un) Rn ( und Rn Bett
('fYMfn 'qhanqI, -Mv, -m) fnfundzwanzig
('nOYnn 'qhanqI, -n) nSnundzwanzig
('zi:bm 'qhanqI, -m) sbenundzwanzig
('qhae HUn'qhanqI, n-) zwRhunderwanzig
(&vns5e:gnt1 1 M'fa:vI2 &mI'ba:n3 3) (vns-) wenn es regnet, dann fahren
wir mit der Bahn
5.3.1.2. Ecco una lista di forme ridotte, piuttosto completa, che potr sembrare n troppo analitica; per, fondamentale esaminare attentamente le varie modiche, proprio per entrare nell'essenza del meccanismo.
ovvio che le forme pi "normali&, nella lista, non siano le prime date, bens
alcune delle successive, in condizioni adeguate.
aber ('a:b, &a;b, &ab, &ab, &a6)
also ('alzo, &alzo, &alzo, &azo)
an ('an, &an, an, n), (-m, -M, -~, -,
-,)
am an dem ('and, &and, &ad,
'a, 'am, &am, am, m)
ans an's an das ('ands, &ands, &ands, 'ans, &ans, ans, ns)
an'n an den ('and, &and, &and,
'an, &an, &an, a, an:, n:)
an'r an der ('and, &and, &and,
'an, &an, &an)
an die ('andi, &a-, &a-, -ani, -I, -)
auf ('aof, &aof, &aof, aof, of)
aufs -f's -f das ('aofas, 'aofs,
&aofs, &aof#, &aofs, &aofs, aofs, aofs,
ofs)
aufm auf'm -f dem ('aof, 'aof,
&aof, &aof)
aufn auf'n -f den ('aof, 'aof,
&aof, &aof)
auf der -f'r ('aof, 'aof, &aof,
&aof)
auf die -f'ie ('aofi, -fi, &ao-, &ao-, -I,

-)
auf Wiedersehen! (aof'i:d&ze;, -&ze;n,
-zen, of-, 'id-, 'id-, 'i-)
aus ('aos, &aos, &aos, aos, os)
ausm -s'm -s dem ('aos, 'aos,
&aos, &aos)
ausn -s'n -s den ('aos, 'aos, &aos, &aos)
aus der -s'r ('aos, 'aos, &aos,
&aos)
bR ('ae, &ae, ae, e), (b-)
bRm -i dem ('aed, &aed, 'ae,
'aem, &ae, &aem, aem, em),
(b-)
bR'n -i den ('aed, &aed, &ae,
&aen, ae, &aen, aen, en), (b-,
-m, -M, -~, -, -,)
bR'r -i der ('aed, &aed, 'ae,
&ae, ae, e, ), (b-)
bin ('In, &In, In, n, ), (b-)
bist ('Ist, &Ist, Is, s, #, 6Is, 6s,
6#), (b-)
da ('a:, &a;, &a, a, ), (d-)
da- (a-, -, -), ('a:&-, 'da:&-), (d-)

5. tedesco

[-bR -na> -von -vor -zu )


(a'-, '-, '-), ('a:&-, 'da:&-), (d-)
[-ran -rauf -raus -rin -rum )
dann ('an, &an, an, n, n), (d-,
-m, -M, -~, -, -,)
das 's ('as, &as, as, s, s, s, #, s),
(d-), ([-) (solo dopo V]
das (rel.) ('as, &as, as, s, s), (d-)
das (dim.) ('as, &as, as), (d-)
dass ('as, &as, as, s), (d-)
dRn ('aen, &aen, aen, en), (d-,
-m, -M, -~, -, -,)
dRne ('aen, &aen, &en, &n),
(d-)
dRnem dR'm ('aen, &aen, &aem, &en, &em, &n,
&m, aem:, em), (d-)
dRnen dR'n ('aen, &aen, aen:,
aen, en), (d- -m, -M, -~, -, -,)
dRner ('aen, &aen, &en, &n,
&n, &), (d-)
dRnes ('aens, &aens, &ens, &ns,
&ns, &s), (d-)
dem 'm ('e:m, &e;m, &em, em,
m, m, , , ), (d-), ([-) (solo dopo V]
dem (rel.) ('e:m, &e;m, &em, em,
m, m, ), (d-)
dem (dim.) ('e:m, &e;m, &em, em),
(d-)
den 'n ('e:n, &e;n, &en, en, n,
n, , , ), (d-, -m, -M, -~, -, -,),
([-) (solo dopo V]
den (rel.) ('e:n, &e;n, &en, en, n,
n, ), (d-, -m, -M, -~, -, -,)
den (dim.) ('e:n, &e;n, &en, en), (d-,
-m, -M, -~, -, -,)
denen ('e:n, &e;n, &en, en:, en,
n, n), (d- -m, -M, -~, -, -,)
denn ('En, &n, n, n, , , n),
(d- m, M, ~, , ,) (le forme pi ridotte non s'usano se precedute da parole in N mentre, in posizione nale, s'usano, se ricorrono dopo pronome non-accentato; in posizione non-nale invece, anche dopo pronome

195

accentato)
der 'r ('e:, &e;, &e, e, , ),
(d-), ([-) (solo dopo V]
der (rel.) ('e:, &e;, &e, e, ),
(d-)
der (dim.) ('e:, &e;, &e, e), (d-)
deren ('e:?, &e;?, &e?, -, e,,
,, -n, ,, n), (d-, -m, -M, -n,
-~, -)
des 's ('Es, &s, s, s, #, s, #, s),
(d-), ([-) (solo dopo V]
des (rel.) ('Es, &s, s, s), (d-)
des (dim.) ('Es, &s, s), (d-)
dessen ('Es, &s, &s), (d-)
desto ('Esto, &sto, &so), (d-)
di> ('I, &I, I, I), (d-), ([-) (solo
dopo V]
die ('i:, &i;, &i, i, I, ), (d-), ([-)
(solo dopo V]
die (rel.) ('i:, &i;, &i, i, I), (d-)
die (dim.) ('i:, &i;, &i, i), (d-)
diese ('i:z, &i;z, &iz, &Iz), (d-)
diesem ('i:z, &i;z, &iz, &Iz),
(d-)
diesen ('i:z, &i;z, &iz, &Iz), (d)
dieser ('i:z, &i;z, &iz, &Iz), (d-)
dieses ('i:zs, &i;zs, &izs, &Izs), (d-)
dir ('i:, &i;, &i, I, ), (d-), ([-)
(solo dopo V le forme pi ridotte
non ricorrono in posizione nale)
do> ('OX, &X, X, X), (d-)
du ('u:, &u;, &u, u, U, ), (d-), ([-)
(solo dopo V le forme pi ridotte
non ricorrono in posizione nale)
dur> ('U, &U, U), (d-)
dur>s -h das ('Us, 'Us,
'U#, 'Us, &Us, Us, -, -s),
(d-)
dur>'n -h den ('U, &U,
'U, &U), (d-)
dur> die ('Ui, &-, -I, -), (d-)
eben ('e:b, &e;b, &eb, e, em,
em)
Rn 'n ('aen, &aen, aen, n, ), (-m,
-M, -~, -, -,)
Rne 'ne ('aen, &aen, &aen, &n, &n,

196

, n)
Rnem R'm 'nem ('aen, &aen, &aen, &aem, &n, &m, aem:,
aem:, aem, em, m, nm, m, )
Rnen R'n 'nen ('aen, &aen, &aen,
aen:, aen, aen, en, n, nn, n, ),
(-m, -M, -~, -, -,)
Rner 'ner ('aen, &aen, &aen, &en,
&n, &n, , n)
Rnes 'nes ('aens, &aens, &aens, &ens, &ns, &ns, s, ns)
Rnmal ('aen&ma;l, &aenmal, -l, -,
-mm-, &m-, &m-)
ent- (nt-, nt-, nt-, t-) [-wi$eln -gegen )
er ('e:, &e;, &e, e, , ) (() solo
se non preceduto da (, , ) /, K, /
le forme pi ridotte non ricorrono in
posizione nale)
er- ('-, '-, '-) [-arbRten -brigen )
('-, '-, '-) [-klren -saufen )
es 's ('Es, &s, s, s, s, #, s) (le forme
pi ridotte ricorrono anche in posizione nale, in molti casi)
eu> ('OY, &Y, Y, Y, Y,
Y, Y)
euer ('OY, &Y, Y, Y, Y)
eure ('OY, &Y, Y, Y, Y)
eurem ('OY, &Y-, &Ym, Y-,
Y, Y-, Y-)
euren ('OY?, -, &Y-, &Y,, -n,
Y-, Y-, Y-)
eurer ('OY, &Y-, Y, Y, Y)
eures ('OYs, &Y-, &Ys, Ys, Y-,
Y-)
fr ('fy:, &fy;, &fy, fY, fY, f)
frs -r's -r das ('fy:ds, 'fy:ds,
'fy:d#, 'fy:s, &fy;s, &fys, fYs, fYs,
fs)
fr den -r'n ('fy:d, 'fy:?, 'fy:,,
&fy;,, &fy,, fY,, f,, fYn), (-m, -M,
-n, -~, -)
fr die ('fy:di, &fy;-, &fy-, &fY-, -I, -)
gar ('a:, &a;, &a, a, a, ), (g-)
gegen ('e:g, -g, &ge;-, &ge-, e), (g-)

manuale di pronuncia

gegens -n's -n das ('e:gds, 'e:gds,


'e:gs, -gs, &ge;-, &ge-, es), (g-)
gegen die ('e:gdi, -n-, --, &ge;-, &ge-,
-I, -), (g-)
geworden
('vOd,
&vd,
&v,), (g- -m, -M, -n, -~, -)
guten Abend! ('u:t 'a:bt, &u;t'-,
&ut-, &Ut-, &Ud-, Un'-, '-, '-,
'-, [-]'a:mt, [-]'amt), (g-)
guten Morgen! ('u:t 'mOg, &u;t'm-, &ut-, &Ut-, &Ud-, -'m-, Un'm-,
-m'm-, 'm-, 'm-, 'm-, 'm-, 'm-,
[-]'mO,, [-]'mO,), (g-)
guten Tag! ('u:t 'tha:k, &u;t'tha:k,
&ut-, &Ut-, &Ud-, Un'th-, 'th-, 'th-,
'th-, 'th-, -ak, -a), (g-)
habe -b' ('ha:b, &ha;b, &hab, &ha6,
hab, hb, &a6, ab, b) (le forme con
/h/ = (`) non ricorrono in posizione
iniziale di ritmia)
haben ('ha:b, &ha;b, &hab, ha,
ham, am, m, , m) (le forme con
/h/ = (`) non ricorrono in posizione
iniziale di ritmia; le ultime, pi ridotte, ricorrono dopo wir]
habt ('ha:pt, &ha;pt, &hapt, hapt, hpt,
apt, pt) (le forme con /h/ = (`) non
ricorrono in posizione iniziale di ritmia)
hast ('hast, &hast, hast, has, ast, as, st,
s) (le forme con /h/ = (`) non ricorrono in posizione iniziale di ritmia)
hat ('hat, &hat, hat, ht, at, t, t) (le
forme con /h/ = (`) non ricorrono in
posizione iniziale di ritmia; l'ultima,
pi ridotta, ricorre dopo er]
her- (h'-, h'-) [-an -auf -aus -Rn
-ber -unter )
(h'-, h'-) [-bR -na> -vor -zu )
Herren mRne Damen und (&maen'da:m Unt'hE?, -, men-, mn-, n'hE,, -n)
hin- (hI'n-, h'n-) [-an -auf -aus -Rn
-ber -unter )
('hIn&-) [-arbRten )
(hIn'-, hn-') [-zu ) (-M'-) [-weg )

5. tedesco

('hIn&-) [-rR>en ) (-m&-) [-passen


) (-&-) [-kommen )
hier- (hi'-), ('hi:&-) [-an -auf -aus -in
-ber -unter )
(hi'-), ('hi:&-) [-bR -dur> -her -mit
-vor -zu )
hier ('hi:, &hi;, &hi, &hI, hi, hI)
hinter ('hInt, &hInt)
hinterm -r dem ('hIntd, 'hInt,
'hIntm, &hIntm)
hintern -r den ('hIntd, 'hInt?,
'hInt,, &hInt,), (-m, -M, -~, -)
hinters -r das ('hIntds, 'hIntds,
'hIntd#, 'hInts, &hInts)
hinter die ('hIntdi, -I, -)
-hundert (-&hUndt, -hUnt, -HUnt,
-HUnt, -Unt)
-hundert- (-&hUndt-, -hUnt-, -HUnt-,
-HUn-, -Un-, -n-, -n-, -n-)
i> ('I, &I, I, ) (() + verbo: i>
wR; verbo + (I): wR i>)
ihm ('i:m, &i;m, &im, im, Im, m, )
(le forme pi ridotte non ricorrono
in posizione nale)
ihn ('i:n, &i;n, &in, in, In, n, ), (-m,
-M, -~, -, -,) (le forme pi ridotte
non ricorrono in posizione nale)
ihnen I- ('i:n, &i;n, &in, in:, in,
in, In), (-m, -M, -~, -, -,)
ihr ('i:, &i;, &i, I, ) (() solo se
non preceduto da (, , ) /, K, /;
inoltre, () solo se enclitico immediatamente dopo un verbo; le forme
pi ridotte non ricorrono in ritmie
in tonia, nella pronuncia neutra)
ihr (poss.) ('i:, &i;, &i, I)
ihre ('i:, &i;, &i, &I)
ihrem ('i:, &i;, &i, &I,
im, Im)
ihren ('i:?, &i;?, &i?, &I?, -,
i,, i,, I,, -n), (-m, -M, -~, -)
ihrer I- ('i:, &i;, &i, &I)
ihres ('i:s, &i;s, &is, &Is)
in ('In, &In, In, n, ), (-m, -M, -~, -)
im in dem ('Ind, &Ind, &In,
&Im, 'I, 'Im, &Im, Im, m, )

197

ins in das ('Inds, 'Inds, 'Ins,


'Ins, 'In#, 'Ins, &Ins, Ins, ns, s)
in den in'n ('Ind, &Ind, &Ind,
'In, &In, &In, I, In:, n, ), (-m,
-M, -~, -, -,)
in der in'r ('Ind, &Ind, &Ind, 'In,
&In, &In, I, )
in die ('Indi, &I-, &I-, &Inni, &Ini, -I, -, I)
ist ('Ist, &Ist, Ist, Ist, Is, s, #, s) (solo
V o C intensa + (s))
ja (',a:, &,a;, ,a, ja, j)
jedo> (,e'dOX, ,-, ,-, j-)
jet (',Eqt, &,qt, ,q, ,q, j-)
mal ('ma:l, &ma;l, &mal, mal, ml, ma,
m)
-mal (-ma;l, -mal, -ml, -ma, -m)
mehr ('me:, &me;, &me, m)
mRn ('maen, &maen, maen, men),
(-m, -M, -~, -, -,)
mRne ('maen, &maen, &men, &mn)
mRnem mR'm ('maen, &maen,
&maem, &men, &mem, &mn,
&mm, maem:, mem)
mRnen mR'n ('maen, &maen, maen:,
maen, men), (-m, -M, -~, -, -,)
mRner ('maen, &maen, &men, &mn, &mn, &m)
mRnes ('maens, &maens, &mens,
&mns, &mns, &ms)
mi> ('mI, &mI, mI, mI)
mir ('mi:, &mi;, &mi, mI, m) (le
forme pi ridotte non ricorrono in
una ritmia in tonia, nella pronuncia
neutra, nemmeno enclitiche dopo
verbo)
mit ('mIt, &mIt, mIt, mt)
mit dem -t'm ('mIt, 'mIt, &mIt,
&mI, &mId, &mI[, &mIp, &mI, &mIb, mI, mIm)
mit den -t'n ('mIt, 'mIt, &mIt,
&mI, &mId, &mI[, mI, mIn), (-m,
-M, -~, -, -,)
mit der -t'r ('mIt, 'mIt, &mIt,
&mI, &mId, &mI[, mI, mI)
musste ('mUst, &mUst, &mUs)
na> ('na:X, &na;X, &naX, naX, nX)

198

na> dem -h'm ('na:X, 'na:X, &na;X, &naX)


na> den -h'n ('na:X, 'na:X?, &na;X?,
&naX?)
na> der -h'r ('na:X, 'na:X, &na;X,
&naX)
neben ('ne:b, &ne;b, &neb, &ne,
nem)
nebens -n's -n das ('ne:bds, 'ne:bds, 'ne:bd#, 'ne:bs, &ne;bs, &nebs, &nes, nems)
neben dem -n'm ('ne:bd, 'ne:bb, 'ne:b, 'ne:bm, &ne;bm,
&nebm, &nem, ne, nem)
neben den -n'n ('ne:bd, 'ne:b,
'ne:bn, &ne;bn, &nebn, &nen,
nem, ne, nem), (-m, -M, -~, -,
-,)
neben der -n'r ('ne:bd, 'ne:b,
&ne;b, &neb, &ne, &nem)
neben die ('ne:bdi, &ne;bdI, &nebI,
&neI, &nemI, -)
nRn ('naen, &naen, naen, nen), (-m,
-M, -~, -, -,)
ni>t ('nIt, &nIt, nI)
ni>_ ('nIq, &nIq, &nIs) (il familiare
nix ('nIks) /'nIks/ un allotropo, non
una forma ridotta di ni>_)
nie ('ni:, &ni;, &ni, ni, nI)
nun ('nu:n, &nu;n, &nun, nun, nUn, nn,
nU), (-m, -M, -~, -, -,)
nur ('nu:, &nu;, &nu, nu, nU)
oder ('o:d, &o;d, &od, &od, &d,
&d, -[)
ohne ('o:n, &o;n, &on, &on)
(on ('So:n, &So;n, &Son, Son, Sn, Sn,
S), (-m, -M, -~, -, -,)
sRd ('zaet, &zaet, zaet, zet)
sRn ('zaen, &zaen, zaen, zen), (-m, -M,
-~, -, -,)
sRne ('zaen, &zaen, &zen, &zn)
sRnem sR'm ('zaen, &zaen, &zaem, &zen, &zem, &zn, &zm,
zaem:, zaem, zem)
sRnen sR'n ('zaen, &zaen, zaen:,
zaen, zen), (-m, -M, -~, -, -,)

manuale di pronuncia

sRner ('zaen, &zaen, &zen, &zn, &zn, &z)


sRnes ('zaens, &zaens, &zens, &zns,
&zns, &zs)
sRt ('zaet, &zaet, zaet, zet)
si> ('zI, &zI, zI, zI, I, I) (le ultime
due dopo sie/Sie]
sie S- ('zi:, &zi;, &zi, zI, z)
sind ('zInt, &zInt, zIn, zn, z), (-m, -M,
-~, -, -,)
so ('zo:, &zo;, &zo, zo, z, z)
soll ('zOl, &zl, zl, z)
sonst ('zOnst, &znst, zns, zns)
-tgigen (-&th;gIg, -tg-, -gg-, -gg,
-g) [zwR- drR- )
ber (non-accentato) (&yb-, &Y-, -6-)
berm -r'm -r dem ('y:bd, &y;bd, 'y:b, 'y:bm, &y;bm, &ybm, &Ybm, -6m)
bern -r'n -r den ('y:bd, &y;bd,
'y:b?, 'y:b,, &y;b,, &yb,, &Yb,, -6,), (-m, -M, -n, -~, -)
bers -r's -r das ('y:bds, 'y:bds,
'y:bd#, 'y:bs, &y;bs, &ybs, &Ybs,
-6s)
ber die ('y:bdi, -I, -, &y;-, &y-, &Y-,
-6-)
um ('Um, &Um, Um)
ums um's um das ('Umds, 'Umds,
'Umd#, 'Ums, &Ums, Ums)
um'n um den ('Umd, 'Um, &Um, U, Um:, Um)
um die ('Umdi, &U-, U-, -I, -)
und ('Unt, &Unt, &Un, Un, n, ), (-m,
-M, -~, -, -,)
-und- (-&Unt-, -&Un-, -Unt-, -Un-, -n-,
--), (-m-, -M-, -~-, --, -,-)
uns ('Uns, &Uns, &Uns, ns, s, ns) (le
forme pi ridotte non ricorrono in
una ritmia in tonia, nella pronuncia
neutra)
unser ('Unz, &U-, &U-)
unsere ('Unz, &U-, &U-, -z)
unserem ('Unz, &U-, &U-, -z-, -m,
-z)
unseren ('Unz?, -, &U-, &U-, -z-,

5. tedesco

-,, -z)
unserer ('Unz, &U-, &U-, -z, -)
unseres ('Unzs, &U-, &U-, -zs, -zs)
unter ('Unt, &Unt, &Unt)
untern -r den ('Untd, 'Unt,, &Unt,, &Unt,), (-m, -M, -n, -~, -)
unterm -r'm -r dem ('Untd, 'Untm, &Untm, &Untm)
unters -r's -r das ('Untds, 'Untds,
'Untd#, 'Unts, &Unts, &Unts)
ver- (f'-, f'-) [-Rsen -arbRten )
(f'-, f'-) [-rRsen -lassen )
von ('fOn, &fn, fn, fn, f), (-m, -M,
-~, -, -,)
vom -n dem ('fOnd, 'fOn, 'fOm,
'fOm, &fm, fm, fm, f)
von'n -n den ('fOnd, 'fOn, &fn, f,
fn:,), (-m, -M, -~, -, -,)
von'r -n der ('fOnd, 'fOn, &fn)
vor ('fo:, &fo;, &fo, fo, f, f)
vorn -r den ('fo:d, 'fo:,, &fo;,,
&fo,, fo,, f,, f,), (-m, -M, -n,
-~, -) ( avv. ('fOn, &fn)}
vors -r das ('fo:ds, 'fo:ds, 'fo:d#,
'fo:s, &fo;s, &fos, fos, fs, fs)
vor'm -rm -r dem ('fo:d, 'fo:n,
'fo:m, 'fo:m, &fo;m, &fom, fom,
fm, fm)
vor'r -r der ('fo:d, 'fo:, &fo;, &fo,
fo, f)
vor die ('fo:di, &fo;-, &fo-, -I, -)
vor- (fo'-) [-an -auf -aus -in -ber
)
(fo'-) [-ab -Rnst -arbRten -Rlig )
(fo'-) [-bR -weg )
(fo'-), ('fo:&-) [-her -hin -zu )
whrend ('v:?t, &v;-, -t, 'v:,t,
-nt, &v;-, v- 'vE:-)
was (non interrogativo) ('vas, &vas, vas,
vs)
wegen ('ve:g, &ve;g, &veg, ve)
wRl ('vael, &vael, vael, vel, vl)
wem ('ve:m, &ve;m, &vem, vem, vm)
wen ('ve:n, &ve;n, &ven, ven, vn), (-m,
-M, -~, -, -,)
wenn ('vEn, &vn, vn, vn), (-m, -M,

199

-~, -, -,)
wer ('ve:, &ve;, &ve, ve, v)
werden ('ve:d, &ve;d, &ved, &ve:n,
ven, vn, -,), (-m, -M, -n, -~, -)
werde ('ve:d, &ve;-, &ve-, vet)
werdet ('ve:dt, &ve;-, &ve-)
wider ('vi:d, &vi;d, &vid, &vId)
wider- (non-accentato) (&vid-, &vId-)
wie ('vi:, &vi;, &vi, vi, vI)
wie viel ('vi:fil, vi'fi:l, &vifIl, vI&fil, &vif)
wieder ('vi:d, &vi;d, &vid, &vId)
wieder- (non-accentato) (&vid-, &vId-)
will ('vIl, &vIl, vIl, vI)
wir ('vi:, &vi;, &vi, vI, v, v, v)
(le forme pi ridotte non ricorrono
in una ritmia in tonia, nella pronuncia neutra, nemmeno enclitiche dopo verbo)
wird ('vIt, &vIt, vIt, vt, vt, vt)
wirst ('vIst, &vIst, vIst, vst, vst,
vst, -s)
wo ('vo:, &vo;, &vo, vo, v)
wo- (vo'-, v'-, v'-) [-bR -her -hin -vor
-zu )
(vo'-, v'-, v'-), ('vo:&-) [-ran -rauf
-raus -rber -runter )
worden ('vOd, &vd, vn, -,),
(-m, -M, -~, -)
wurden ('vUd, &vUn, vUn, -,),
(-m, -M, -~, -)
wurde ('vUd, &vU-, &v-)
wurdest ('vUdst, &vU-, &v-, -s)
wurdet ('vUdt, &vU-, &v-)
wrden ('vYd, &vYn, vYn, vTn,
-,), (-m, -M, -~, -)
wrde ('vYd, &vY-, vYt, vTt)
wrdest ('vYdst, &vY-, -s)
wrdet ('vYdt, &vY-)
-zehn (-qe:n, -qe;n, -qen, -qn, -qn,
-q), (-m, -M, -~, -)
-zehnte (-qe:nt, -qe;n-, -qen-, -qn-,
-qn-, -q-)
zer- (q-, q-) [-fahren -rinnen )
zu ('qhu:, &qu;, qu;, qu, qU, q)
zum zu dem ('qhu:d, &qu;d, &qud, &qU, 'qhUm, &qUm, qUm, qm,

200

q)
zur zu der ('qhu:d, &qu;d, &qud,
'qhu:, &qu;, qu;, qu, qU, qw,
q)
zu'n zu den ('qhu:d, 'qu;d, 'qud,
'qhu:, 'qhu:n, &qu;n, qu;n, qun,
qUn, qn, q), (-m, -M, -~, -, -,)
-zu- (-qu-, -qU-, -q-) [abholen )

manuale di pronuncia

zusammen (qhu'zam, qu-, qU-, q-)


zwar ('qha:, &qa;, &qa, qa,
qa, q)
-ren -r'n (dopo V accentata, breve o
lunga, in cui /K/ (?, ) passa a
/Kn/ (,), attraverso "/n/&) (-'[:]?,
-'[:], -'[:],, -'[:]n), (-m, -M, -~,
-).

Tassofonica
5.3.2.1. Ci sono varie altre forme di semplicazione delle parole, e soprattutto
delle frasi, che rendono il parlato pi uente e scorrevole, ma meno "chiaro& agli
stranieri. Bisogna, perci, conoscere i meccanismi che entrano in gioco, sia per capire meglio, sia per avvicinarsi di pi alla pronuncia genuina dei nativi, e esser capti meglio; partendo da Kohler (1977, 1995, 6.3.1), diamo vari casi, integrandoli e completandoli adeguatamente.
Abbiamo gi visto che sequenze di (MM) /MM/ sono possibili, nel parlato veloce, solo in protonia: (I'apS&nIt 'o:z) d abge(nittenen Rosen ma: ('nIm
dI'apS&nItn) nimm d abge(nittenen
5.3.2.2. L'-e () // della prima persona singolare del presente cade spesso, purch ci non causi un (M): ([I]'aX) /I'max[]/ i> ma>' ('maXI) /'max[]I/
ma>' i> ([I]'habs 'ze:, --) /I'hab[] sg'ze:/ i> hab' es gesehen ('ha:bI,
-I) /'ha:b[]I/ hab' i> ('le:zI, -I) /'le:z[]I/ les' i> e ('fnI) /'fn[]I/ n'
i>, ('a:tI) /'a:tm[]I/ atm' i> ma: ([I]'fn) /I'fn/ i> ne, ([I]'a:t)
/I'a:tm/ i> atme; al passato, -e () // pu cadere, davanti a i> enclitico, purch
il verbo non nisca in -ete (t) /t/: ('maXtI) /'maxt[]I/ ma>t' i> ('UftI)
/'dUKft[]I/ dur' i> ma: ('fnt&I) /'fntI/ nete i> ('a&baett&I) /'aKbaettI/ arbRtete i> Anche l'-e () // di forme sostantivali pu cadere spesso e
avere ugualmente il tipo di fonazione sonoro o semi-sonoro per la C: ('li:bUn 'laet,
--) /'li:b[] Unt'laet/ Lb' und LRd
Per l'assimilazione di punto d'articolazione alla C seguente, in particolare per
/t, d, n, , s/, s' gi visto ai 5.2.1-2 5.2.4; anche per alternanze, specie per approssimanti e per /K/, s' accennato nei 5.2.4-5.
5.3.2.3. Come s' visto, un // s'assimila alla C precedente; ma /n/ resta invariato, quando ci sia la caduta d'un -e- // () (e la C sonora nale di sillaba, ma interna di lessema, non passa a non-sonora): ('khOm) /'kOm/ kommen ('le:bt) /'le:bt/ lebend ('e:b) /'e:b/ eben (ma: ('e:bn) /'e:bn/ ebne invariato); ('fa) /'fa/ faen (',u:gt) /'ju:gt/ Jugend (f'lo:g) /f'lo:g/ verlogen (ma: (f'lo:gn)
/f'lo:gn/ verlogne invariato). C' anche assimilazione duplice (ma non in tonia):
(aof'e:b 'Sta:s) /aof'e:bn 'StKa:s/ Qf ebenen Straen (I'aeg&Sa:g 've:g) /di'aegeSla:gn/ d Re(lagenen Wege

5. tedesco

201

Anche dopo nasale (intenso oppure no), /t, d/ si possono assimilare, se inesplosi:
('hEmt, -mp) /'hEmt/ Hemd ('hEmd, -mb) /'hEmd/ Hemden (I',u:gt 'aM&fOYn, I',u:gk) /di'ju:gt 'anfOYn/ d Jugend anfSern (I'ge:gt 'an&ze:, I'ge:gk) /di'ge:gt 'anze:/ d Gegend ansehen (I'ge:gd 'an&ze:, I'ge:gg) /di'ge:gdn 'anze:/ d Gegenden ansehen ('amt, -mp) /be'amt/ Beamten ('haopt, -pp, -p) /b'haopt/ behQpten (I'le:bd 'laed, -bb) /di'le:bdn 'laed/ d Lebenden lRden
5.3.2.4. Anche la sequenza /gn/ s'assimila frequentemente (e pure /bn, dn/, anche se preceduti da N con conseguente riduzione): (#'e:gnt, #'e:nt) /s'Ke:gnt/
es regnet ('agns, 'ans) /'agnEs/ Agnes (mag&nifi'qhEnq, ma&n-, -IfI-) /magnifi'qEnq/ Magnizenz (zIg'na:l, zI'na:l) /zIg'na:l/ Signal, ('va:gn, 'va:n) /'va:gn/
Wagner ('e:bn, 'e:mn) /'e:bn/ ebne ('le:bt, -mt) /'le:bt/ lebend ('e:dn, 'e:nn) /'Ke:dn/ Redner ('ve:d, -n) /'ve:Kd/ werden ('fInd, 'fIn) /'fInd/ nden
('hEmd, -mb, -m) /'hEmd/ Hemden ( poco sopra).
Pure le sequenze di N + occlusivo sonoro si possono assimilare per la nasalit:
(no'vEmb, -mm) /no'vEmb/ November ('Umb&halt, 'Umm-) /'Umbhalt/
umbehalten (qhUm'bae&Spi;l, -m'm-) /qUm'baeSpi:l/ zum BRspl ('Unds&ak,
'Unns-) /'bUndsbak/ Bundesbank ('vand, 'vann-) /'vandK/ Wanderer
('vUnd&ba; 'vUnn-) /'vUndba:K/ wunderbar (qhU'mIndst, -Innst) /qu'mIndst/
zuminde ('Ug&vIs, 'U-) /'UngvIs/ uewiss ('ag&ge;b, 'a-) /'agge:b/ aegeben ('a&ge;b, 'a&e;-) /'age:b/ aeben ('Uga, 'Ua) /'UgaK/ Uar
5.3.2.5. Quando /t/ tra C nel parlato non lento, generalmente cade: ('EsI)
/'KEstlI/ reli> ('SIfI) /'SKIftlI/ (rili> ('EI) /'KEtlI/ re>tli> ('aXI) /b'axtlI/ bea>tli> ('EnlI) /'EntlI/ endli> ('vEl&khu;g) /'vEltku:g/ Weltkugel (ma: ('halp&khu;g) /'halpku:g/ Halbkugel ('halp&qhaet) /'halpqaet/ HalbzRt]
('vItSaf Mfi'nanq) /'vIKtSaft Untfi'nanq/ Wira und nanzen ('EM&vUf)
/'EntvUKf/ Entwurf ('aens 'StIt, -nS 'S-, -n 'S-) /'aenst 'StKIt/ Rn ritten (qhU'mInds 'qhae) /qu'mIndst 'qvae/ zuminde zwR (',Eq qU'haoz) /'jEqt qu'haoz/ jet
zu HQse ('EtIt, -I) /b'KEtIt/ bere>tigte In posizione non-accentata,
abbiamo frequentemente forme ridotte ( 5.3.1.2), senza /t/, per i ni>t und
Anche /q/, dopo C si pu ridurre a (s): ('glanq, -ns) /'glanq/ Glanz ('hElqt,
-lst) /'hElqt/ erhlt ('sqe:n, 'sse:-, s'se:-) /'sqe:n/ Szene (qhU'mInds 'sae) /qu'mIndst 'qvae/ zuminde zwR (',Eq sU'haoz) /'jEqt qu'haoz/ jet zu HQse (&asqU'StEndIg, &assU-) /dasqU'StEndIg/ das zundige ('h:st qU'fi:d, -s sU-)
/'h:st qu'fKi:d/ h> zufrden
Il caso pi frequente dopo //, per occlusivi e occlu-costrittivi: ('hEltst, -lqt,
-lst) /'hEltst/ erhlt e, ancora: ('khaM, -M]f, -Mf) /'kam/ Kam ('glanq, -nts,
-ns) /'glanq/ Glanz ('ganq, -nts, -ns) /'ganq/ ganz (M'ha, M]'fa-, M'fa-)
/Em'a/ emaen ('thEnc, -nS) /'tKEnc/ Tren> e: ('mUmps, -ms) /'mUmps/
Mumps ('phOmpt, -mt) /'pKOmpt/ prompt (nt'SUldIg, n'S-) /Ent'SUldIg/ enuldigen ( anche 5.2.3.1), ('sfIks, -s) /'sfIks/ S#inx ('phUkt, -t) /'pUkt/
Punkt

202

manuale di pronuncia

5.3.2.6. Parlando velocemente, tra vocali e in sillaba non-accentata, /b, g/ si possono realizzare come (6, ): ('ha:b, -6) /'ha:b/ habe ('le:g, -) /'le:g/ lege eventualmente, /t/ pu passare a ([): ('It, 'I[) /'bIt/ bitte nelle stesse condizioni, gli
occlusivi e costrittivi non-sonori possono avere il tipo di fonazione intermedio o
anche pienamente sonoro: (s&hat'dOX 'maXt, --, -d-) /dashat'dOx g'maxt/ das
hat er do> gema>t (S'Sa:fI 'OX&nIt, --, -v-, 'S-) /das'SafI 'dOxnIt/ das (a'
i> do> ni>t (s&UsI'aX?, --, -z-) /dasmUsI'max/ das muss i> ma>en
(s'aXI 'OX&nIt, --, --) /das'maxI 'dOxnIt/ das ma>' i> do> ni>t (ovviamente, se c' ambiguit, per i nativi {che non coincide, per, coll'ambiguit per
gli stranieri!} non si ricorre a questa neutralizzazione, tipica del parlato veloce).
Dopo pausa i fonemi costrittivi sonori restano tali; mentre, dopo C non-sonora,
diventano semi-sonori (per, /z/, pi spesso, passa a non-sonoro): ('vi:n) /'vi:n/
Wn (s'as) /das'vas/ das Wasser ('qhanqI) /'qvanqI/ zwanzig ('zi:b) /'zi:b/ sben ('a:t&sa;m, -t'-) /'Ka:tza:m/ ra_am (&ZUna'lIst) /ZUKna'lIst/ Journali
(t'U) /t'ZU/ D(uel (',a:) /'ja:/ ja (s'a:) /das'ja:K/ das Jahr ('o:t) /'Ko:t/
rot ('Sak) /'SKak/ 6rank dopo occlusivi non-sonori, /K/ pu passare a (X) (pur
restando fonotatticamente /FK/): ('phaes, 'phXaes) /'pKaes/ PrRs ('the:t, 'thXe:t) /'tKe:t/ treten ('khaes, 'khXaes) /'kKaes/ KrRs
Gli occlusivi sonori si realizzano come semi-sonori sia dopo pausa che dopo C
non-sonora: ('Uk) /'bUKk/ Burg ('mEs&a;) /'mEsba:K/ messbar ('e:nU,) /'de:nU/
Dehnu (&asu'Et) /dasdu'Et/ das Duett ('u:t) /'gu:t/ gut ('aos&e:) /'aosge:/
Qsgehen
5.3.2.7. Le geminate, sia normali che con elemento intenso, si possono semplicare. Le N, in posizione nale: ('khOm, -m:, -m) /'kOm/ kommen ('e:b, -m,
-m:, -m) /'e:b/ eben ('nEn, -n:, -n) /'nEn/ nennen ('hE, -:, -) /'hE/ hen
('le:g, -, -:, -) /'le:g/ legen (tanto che kommen e nennen possono diventare uguali a komm! e nenn! per, in caso d'ambiguit, ovviamente, le forme sono distinte).
Quelle derivate da assimilazione si possono ridurre se sono tra sillaba accentata e
sillaba debole: ('li:bs&e;t, -m-, --, -m-) /'li:bsve:Kt/ lbenswert ('UndsinIs&te;,Um, -nn-, -n-, -mI-) /'bUndsminIste:KjUm/ Bundesminierium ('ands, -nn-,
-n-) /'ands/ anders ('ag&ge;b, --, --) /'angge:b/ aegeben Oltre a ('Sto:&m) /'StKo:mE/ Strohmee possiamo avere anche ('Sto:m&m, -&m-) /'StKo:mmE/
Strommee con possibile riduzione; per, in caso d'ambiguit, non si riduce.
Le occlusive geminate si possono ridurre al secondo elemento, se sono molto simili: ('ap&Ilt, 'a&Ilt) /'apbIlt/ Abbild ('a:t&aM, 'a:&-) /'Ka:tdam/ Raddamer ('mIt&thael, 'mI&th-) /'mIttael/ mittRlen ('mIt&qh;l, 'mI&qh-) /'mItqE:l/
mihlen ('vEk&khm, 'vE&kh-) /'vEkkOm/ wegkommen ('vEk&e:, 'vE&-) /'vEkge:/ weggehen Lo stesso vale per i costrittivi solcati: (s'sElb, s'-, 's-) /das'zElb/ dasselbe (s'SIf, S'S-, 'S-) /das'SIf/ das 6i ('aes&Sak, -S&S-, -&S-) /'aesSKak/ Eis(rank Invece, la sequenza /s/, come s' gi visto, ha un paio di varianti
possibili: ('h:st, -st, -t) /'h:st/ h> mentre /s/ si modica solo leggermente: ('I) /'bIs/ bis(en
5.3.2.8. Da quanto visto, la dierenza di tipo di fonazione pu diventare quasi
funzionale in tre modi: ('ap&Ilt, 'a&Ilt) /'apbIlt/ Abbild rispetto a ('a:p) /'a:p/

5. tedesco

203

Apel e ('a:b) /'a:b/ Abel Si considerino anche: ('mEnd&zo;n) /'mEndzo:n/ Mendelsohn ('mEnds&so;n, -s&-, -&s-) /'mEndszo:n/ Mendelssohn
Se le geminate derivano da assimilazione di luogo d'articolazione, si possono ridurre (purch la sillaba del primo elemento non sia accentata): (&Immu'ze:, &Imu-) /Immu'ze:/ in Museen (mIk'khal, mI'kh-) /mIt'kaKl/ mit Karl (&magnifi'qhEnq, &man-, &ma-, &ma-, -IfI-) /magnifi'qEnq/ Magnizenz (qhUm'bae&Spi;l,
-m'm-, -'m-) /qUm'baeSpi:l/ zum BRspl (qhu&mInds'as&a;, -Inn-, -In-) /qu'mIndst
'dasda:/ zuminde das da
Ma abbiamo: ('am&mld) /'anmEld/ anmelden ('mIk&khm) /'mItkOm/
mitkommen ('o:k&khaof) /'bKo:tkaof/ Brot kQfen ('a:k&fa:?, -, -&fa;,,
-n) /'Ka:tgfa:K/ Rad gefahren ('am&bInd, 'am&m-) /'anbInd/ anbinden ('agns, -n-, --) /'agnEs/ Agnes ('a&ge;b, 'a&-, -e;m, -e;, -e;m) /'ange:b/
aeben ('Unds, -nn-) /'bUnds/ Bundes ('vand, -nn-) /'vandK/ Wanderer
5.3.2.9. Nelle sequenze di /n, l/ + costrittivo non-sonoro, si possono inserire degli
occlusivi omorganici (e omo-fonici; questa caratteristica denota una pronuncia meno attenta e, perci, non va seguta): ('amt, -mpt) /'amt/ Amt ('ams, -mps) /'gams/
Gams ('amS, -mpS) /'KamS/ Ram( ('zEMf, -M]f) /'zEnf/ Senf ('ans, -nts, -nq)
/'gans/ Gans, ('i:nst, -ntst, -nqt) /'di:nst/ Dn ('mEnS, -ntS, -nc) /'mEnS/ Men(
('ma~, -~+, -~k) /'man/ man> ('hEt, -kt) /'hEt/ ht ('hEst, -kst) /'hEst/
He ('hElst, -ltst, -lqt) /'hElst/ erhell Anche per /nz, lz/, questo succede frequentemente: ('Unz, -ndz, -nQ) /'Unz/ unser ('alzo, -dzo, -Qo) /'alzo/ also
5.3.2.10. Le trascrizioni, viste nora, avranno senz'altro aiutato a separare, convenientemente, la scrittura dalla struttura fonica del tedesco, che potr sembrare,
allo straniero, parecchio strana; ma la realt cos. Ecco altri esempi per la riessione: ('ap&aez) AbrRse ('th:kI 'thE:k-) tgli> ('mUnt&at) Mundarten ('Un&aofItI, -f&I-) unQfri>tig (f'ap&e;dU,) Verabredu ('a:p, -t) beatmen Per essere pi utili, esemplichiamo anche le deformazioni all'italiana:
*(a'bra;ize, 'tE:-gliS, mun'dar:ten, &u-nau'fRiS:tig, &fe-Ra'brE:dug, be'at:men); confrontando le trascrizioni, con quelle date sopra, la dierenza lampante anche per un
non-udente.
, poi, evidente che in tedesco, le sequenze consonantiche sono molto complesse; qui, facciamo solo un esempio: ('hEps[t]&lt) Herbbltter Si noti anche, per
sh /sh/: ('lands&haoshalt) /'landshaoshalt/ LandeshQshalt
Accento
5.3.3.1. Nelle parole lunghe e nelle frasi, ci sono delle sillabe non-accentate che
s'alternano a quelle accentate e semi-accentate. Anche le ritmie seguono lo stesso
criterio; e tutto ci si vede gi dalle trascrizioni date.
Le parole composte del tedesco hanno degli schemi particolari. Quello pi diuso e normale mostra l'accento primario sulla sillaba prominente del primo lessema e accenti ridotti sulle sillabe ex-prominenti dei lessemi successivi.

204

manuale di pronuncia

Ecco degli esempi di composti con due lessemi: ('SIf&fa;t) 6ifahrt ('aM&SIf)
Dam(i ('a:n&ho;f) Bahnhof ('aez&ba;n) Eisenbahn ('ho:X&OYc) Ho>dS
('fy:&StYk) Frh$ ('aoto&ba;n) Autobahn (fa'mi:l,&na;m) Familnname ('mUntha&mo;ni&ka) Mundharmonika ('Su:&maX) 6uma>er
Non superuo osservare che le trascrizioni fonologiche, che non segnano gli
accenti secondari, sottintendono tale realt. Perci, sono pronunce da straniero
quelle che, soprattutto per composti bisillabici, usano il solo accento primario, come in (dove diamo anche i segmenti italiani): *('Sif:faRt, 'dam:Sif, 'ba:nof, 'Ok:dic).
Non possiamo non nire con un'osservazione sul cognome 6uma>er che divenendo sempre pi noto, passato da un *(Su'ma:keR) all'italiana, a un brutto ibrido, che non pi n italiano, n tedesco: *('Su:maxeR).
5.3.3.2. Si considerino anche: (e'mi:&fa;z) emfaser (e'mi:&vk) emwerk (':t&Insti&thu;t) GoethRnitut ('fa:&pha;n) Fahrplan ('an&Stalt) Analt
('mIt&tha;k) Mittag ('fa:t&lant) Vaterland ('fElt&aSal) Feldmar(all (e, spesso,
('fElta&Sal, &fElt'aSal) per motivi ritmici).
Con tre lessemi (l'accento che qui segn{i}amo con () pi debole di (&) e, normalmente, non si segna, anche perch si pu ridurre completamente, pur se la sillaba mantiene le caratteristiche di durata, timbro vocalico e consistenza consonantica, compresa l'eventuale "aspirazione&): (e'mi:fa;z&vk) emfaserwerk ('mIttha;ks&qhaet) MittagszRt ('fa:tlants&li;b, -nq-) Vaterlandslbe
Ancora: ('vIltSaes&kh) Wild(wRnsko ('SIm&anStalt) 6wimmanalt
('na:X&Ittha;k) Na>mittag ('alt&ho;XOYc) Altho>dS ('haopt&aofa;b)
HQptQfgabe ('StOY&aenne;m) StSerRnnehmer ('vElt&anSaoU,) Weltan(Qu ('Elt&anla;g) Geldanlage ('na:X&abaet) na>arbRten
5.3.3.3. Per, il ritmo spesso apporta delle modiche, soprattutto in tonia; per
cui sono, in realt, pi frequenti accentazioni come le seguenti, anche se non sempre sono clte (e accolte): ('SIman&Stalt, 'na:XIt&tha;k, 'altho:X&OYc, 'haoptaof&a;b, 'StOYaen&ne;m, 'vEltan&SaoU,, 'Eltan&la;g, 'na:Xa&baet), e anche (&vIlt'Sae&kh).
Con quattro lessemi, possiamo avere: ('aezba;M&fa;pha;n) Eisenbahnfahrplan ('na:XIttha;ks&qhaet) Na>mittagszRt ma, spesso, il ritmo fa preferire:
('na;XIt&tha;ksqhaet), o anche (na;X'Ittha;ks&qhaet).
Con cinque oppure sei: ('khaft&fa;&qhOYk 'haft&hItf&zIU,) KrafahrzSghapi>tversi>eru ('Spi:l&va;? 'aos&hands&zlSaft) SplwarenQenhandelsgesell(a ('ho:X&akuUm 'lIt&o;g&Slqo;f) Ho>vakuum-Li>tbogen-6melzofen generalmente attenuano l'inizio, passando a: (&khaftfa;'-, &Spi;lva;?'-, &ho;XakuUm'-).
5.3.3.4. Ci sono dei casi in cui l'accento secondario a determinare il signicato
d'un dato composto: ('aMSIf&fa;t) Dam(ifahrt "viaggio in piroscafo&,
('aM&SIffa;t) Dam(ifahrt "navigazione a vapore&; in questi casi, l'oscillazione ritmica , chiaramente, meno frequente, anche se il contesto pu/deve aiutare
molto.

5. tedesco

205

Troviamo anche dei composti che non hanno l'accento principale sul primo
lessema, come: (&,a;'qhe:nt) Jahrzehnt (&o;st'mo:n&ta;k) Oermontag (&Saq'aes)
(warzwR (&o;t'khOYq&Sst) RotkrSz(weer (&za;'bYk) Saarbr$en e
altri che hanno pi d'un accento primario: ('lao 'gy:n) blQ-grn, ('Um 'StOlq)
dumm-olz ('Se:sI 'hOlStaen) 6leswig-HolRn che, per, possono passare a
(&lao'gy:n, &Um'StOlq, &Se;sI'hOlStaen), specie in protonia.
Osserviamo: ('lao 'gy:n) blQ-grn "verdebl, verde-blu (: due colori accostati,
come in una bandiera o maglietta sportiva)& e ('lao&gy:n) blQgrn "verde e blu,
verdazzurro, verde acqua (: due colori, fusi assieme, come fanno i pittori)&.
5.3.3.5. Pi si parla veloce, pi si possono ridurre cancellare accenti non-primari, specie in protonia; al contrario, rallentando, possono riemergere. In particolare, in tonia, l'ultimo accento non-forte si pu, spesso, rinforzare (noi lo segn{i}amo,
solo qui, tramite ()): ('aotoba;n 'anStalt 'alt&ho;XOYc 'haopt&aofa;b) anche
('aezba;M&fa;pha;n, -fa;pha;n &Spi;l&va;?'aos&hands&zlSaft, -zlSaft
&ho;X&akuUm'lIt&o;g&Slqo;f, -Slqo;f).
Ci sono frequenti casi di composti (omogra) con un grammema pressale accentato oppure no, che (nella forma unita, non essa) costituisce il maggior elemento di dierenziazione semantica: berseen ('y:b&zq) "traghettare&, (&yb'zEq, &Y-) "tradurre&, umfahren ('UM&fa;?, -, -a;,, -a;n) "travolgere&,
(UM'fa:?, -, -a:,, -a:n) "girar attorno&.
I composti con un grammema sussale monosillabico non-accentato generalmente hanno /I, , , , , /, e non hanno nemmeno accenti secondari (tranne
che per motivi ritmici quando ci siano varie sillabe non-accentate in sequenza, come avviene anche per (-laen) -lRn (-U,) -u]\ ('vtI) w>entli> (('vt&I, -I) w>entli>en].
5.3.3.6. Altri sussi monosillabici non-accentati hanno sempre un accento secondario: [(-&ba;) -bar (-&haft) -ha (-&haet) -hRt (-&kaet) -kRt (-&la) -la (-&lI)
-li (-&lo;s) -los (-&ma;l) -mal (-&za;l) -sal (-&za;m) -sam (-&Saft) -(a (-&tu;m) -tum
(-&fl) -voll (-&vq) -wr_] per esempio: ('aen&haet) RRnhRt ('Ent&o;s) endlos
Consideriamo, inoltre (e notiamo che non hanno "aspirazione& i grammemi
non completamente accentati): (-I&kaet) -igkRt (-&haftIkaet) -haigkRt (-&lo;zIkaet) -losigkRt e altre oscillazioni ritmiche: ('am&mkU,?, 'amm&kU,?) Anmerkuen ('a&baet&In, 'abaet&-) ArbRterinnen soprattutto con un-\ ('Un&anStndI, 'Unan&StndI) unanndig ('UM&fozItI, 'UMfo&zItI) unvorsi>tig come per unQfri>tig (ne 3.2), per i quali l'enfasi o l'emozione, spesso, producono: (&Unan'StndI, &Unaof'ItI, &UMfo'zItI).
Ricordiamo, inne, che le parole tedesche non sono tutte accentate sulla prima
sillaba (come, sbrigativamente, "si racconta& spesso nei libri), soprattutto per forme pressate o prestiti, anche se d'antica data: (zo'fOt) sofort ('nao) genQ ('fUnd) gefunden (mo'mEnt) Moment (ma'Si:n) Ma(ine (pho'fEso) Professor
(col plurale "scomodo& (&phof'so:?, -, -,, -n) Professoren] Inoltre, ci sono
forme come: (a'bae) dabR (hI'naos) hinQs (vo'he:) woher che per enfasi diventano: ('a&bae, 'hI&naos, 'vo&he;).

206

manuale di pronuncia

5.3.3.7. Un'altra caratteristica dell'accentazione tedesca la "deaccentazione&


nale di forme verbali, soprattutto ausiliari e modali (e simili), inniti e participi
passati. Infatti, invece della "prevedibile& accentazione, che normalmente si pu
trovare, nelle varie lingue, alla ne d'un'intonia, abbiamo questa "deaccentazione& secondo la tipologia seguente.
Con le forme verbali compoe (quindi, anche futuro, condizionale, passivo, modali con inniti dipendenti): das 'dre 'ri>tig &sRn s 'mag 'Re>t &haben s 'soll
&sehr 't>tig &sRn i> &habe 'Cola be&ellt er i '(lafen ge&gaen i> &habe es 'ni>t
ge&wollt i> &bin na> 'Rom ge&fahren er wird 'wohl zu 'HQse &sRn er &i ver'haet
&worden
Anche: er &hat ihn 'fahren &lassen s &hatten mir den 'Brf '(rRben &helfen das
'Auto &wird bis 'morgen repa&rrt i> muss 'jet na> 'HQse &gehen i> &wrde 'gern
'Rot&wRn &trinken i> &habe ihn 'fahren ge&lehrt &will du ins 'Kino &gehen?
Naturalmente l'eetto "strano& della deaccentazione aumenta se le forme innite sono pi d'una: 'Karin hat den 'Brf &(rRben &mssen s &htten 'ni>t &kommen
&sollen i> &habe um '3 &Uhr '(lafen &gehen &mssen
5.3.3.8. Sono interessanti anche casi come: 'ma>en S d 'Re>nu &fertig 'halten s d 'Psse be&rRt in cui la parte non coniugata del verbo un aggettivo indeclinato; la vecchia ortograa dava: fertigma>en berRthalten invece di: fertig
ma>en berRt halten
Per le frasi secondar abbiamo le forme coniugate in ultima posizione, le innitive con um zu: s 'kann 'ni>t &kommen, &wRl s 'morgen &sehr 'frh 'Qf&ehen
&muss (salvo che gl'inniti dipendenti siano due: s i &sehr 'mde, &wRl s, 'hSte
'Morgen, 'sehr &frh hat 'Qf&ehen &mssen i> 'hoe, &dass er d 'Re>nu &hat be'zahlen &knnen i> 'hoe, &dass s &Rne 'nSe 'Wohnu hat 'nden &knnen] i> 'fr>te,
&dass er 'Re>t &hat der 'Arzt &wollte 'wissen, &ob er 'ber ge&habt &habe s 'sagt, dass &ihre 'Kinder im 'Garten &splten i> 'glQbe, &dass s 'ni>t 'hr &i i> 'wR, dass er
vor &zwR 'Jahren &ope'rrt &worden &i i> 'brQ>e 'ni>t zu &antworten es i 'immer
'besser, 'pnktli> &anzu&kommen um 'pnktli> &anzu&kommen, &mssen wir d 'U&Bahn &nehmen Si noti anche la costruzione con modali e verbo all'innito in ultima posizione: du 'sollte zum 'Arzt &gehen
Coi verbi separabili essi, la particella posposta ha generalmente un accento primario ((')); per, spesso pi debole, no al secondario; perci, qui, l'indichiamo
con (): s 'kommt 'morgen {an i> 'lege es {bR du 'ruf {an er 'gab den 'Kam {Qf
das 'Da> 'sprit {ber
Forniamo altri esempi emblematici, perch il concetto espresso da qualche parola, per motivi comunicativi, pu/deve emergere: 'Anna darf 'ni>t &mitkommen der
'Brf &wurde von 'mir ge&(rben. Ancora: &kann man 'hr 's>wimmen? (due concetti), per: 'knnen S Kla'vr &splen? come "pianettare&; 'morgen &muss i> 'gen i> muss 'morgen &gen [gen gi noto).
In assenza di complementi e predicati, la deaccentazione senz'altro non avviene,
come nelle frasi che seguono, in cui il verbo preceduto solo da parole (e concetti) che recano scarsa informazione: 'kann i> 'mal telefo'nren? er 'fuhr in d 'Fern, um &si> zu er'holen er 'l das ReQ'rant, 'ohne zu be'zahlen 'bitte, 'blRben

5. tedesco

207

S &do> 'sien Inoltre, si considerino i seguenti esempi: das i be'immt 'unab&si>tli> ge&(ehen er hat ge'sagt, dass es 'unab&si>tli> ge&(ehen &i er hat ge'sagt,
dass es 'unab&si>tli> ge&ma>t &worden &i er hat ge'sagt, dass es 'unab&si>tli> ge&ma>t &worden sRn &kann er hat ge'sagt, dass es 'unab&si>tli> ge&ma>t &worden sRn
&knnte Qui la particolare struttura sintattica delle secondarie tedesche, con il
gruppo verbale a ne frase, fa s che l'ultimo accento primario d'un enunciato possa essere seguto da un notevole numero di sillabe.
Intonazione
5.3.4. La f 5.4 d l'intonazione del tedesco neutro; tutti i tonogrammi vanno analizzati con molta attenzione. Qui forniamo, semplicemente, esempi per le tre
tonie marcate. Nel 5.3.1.1, il terzo e quarto enunciato, del secondo blocco d'esempi, prima della lista delle forme ridotte, mostrano l'inciso medio ( 13.24
dell'FTN/MaF), tipico del tedesco e del francese; eccone un altro: und, &wenn es
'mgli> zu 'ma>en &wre, ; altri sono nelle trascrizioni del testo ( 5.5):
/./: (I'su:X aem'm:bg&Sft3 3) /I'zu:x aen'm:bgSEft./ I> su>e Rn Mbelge(.
/?/: ('khOmzi aos':st&ae1 1) /'kOmzi aos':stKae?/ Kommen S Qs errR>?
//: ('fa:?zi naX5Ys&df1 1| {&o;d'mak&bUk3 3}) /'fa:Kzi na:x'dYsdOKf {o:d'makdbUKk.}/ Fahren S na> Dsseldorf oder Magdeburg?
f 5.4. Protonie e tonie tedesche.
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 3 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 1 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 5 1 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

Altri accenti
5.4.0. Come gi anticipato, riteniamo importante presentare, oltre alla pronuncia neutra, almeno qualche accento, non solo per utili confronti, ma anche per esser pronti a cogliere le caratteristiche di pronuncia del tedesco fuori dall'ex Germania occidentale, a partire dall'ex (ex Germania orientale, cio il nordest
dell'attuale Germania riunicata), no all'Austria, alla Svizzera e all'Alto Adige (o
rolo meridionale), per capire pi prontamente accenti diversi.
Queste osservazioni potrebbero servire anche per assumere un accento pi tipico fra questi tre ultimi, soprattutto per chi volesse/dovesse avere contatti preferen-

208

manuale di pronuncia

ziali coi loro abitanti, pi che coi tedeschi di Germania. Si possono vedere anche
le fonosintesi nell'FTN/MaF per quanto riguarda il tedesco della Pennsylvania
(Pennsylvania German o "Penns. Dub& 21.12) e vari dialetti germanici d'Italia, Svizzera, Austria e Germania, 17.20-2 (zurighese, alsaziano e lussemburghese), 17.27-8 (bavarese di Monaco e viennese).
Tedesco della Germania nordorientale
5.4.1.1. Il primo vocogramma d le vocali dell'accento mediatico (e neutro) dell'ex ; non , per, la pronuncia locale di Berlino, o quella della Sassonia. Come
si vedr sbito, confrontandola con la f 5.1, le V lunghe accentate, sono, in realt,
dei dittonghi monotimbrici, o sdoppiamenti, con un leggero movimento verso
l'alto; inoltre, /E, E:, , O/ sono leggermente pi chiusi, quanto basta per usare simboli fonetici diversi: (, , #, ).
Diamo solo alcuni esempi, per mostrare direttamente la dierenza, grazie alle trascrizioni fonetiche: ('fi;il) /'fi:l/ vl ('ze;e) /'ze:/ sehen ('Sp;t) /'SpE:t/ spt e: ('a;an)
/'ba:n/ Bahn ('zo;o) /'zo:/ so ('u;ut) /'gu:t/ gut ('thy;y) /'ty:K/ Tr ('S;n) /'S:n/ (n
Le due realizzazioni di // sono leggermente pi basse: ('Unz, -ndz-, -nQ-)
/'UnzK/ unsere mentre, l'eventuale vocalizzazione di /K, / pi alta: ('vas, -x,
-x, -x, -x) /'vas/ Wasser
/u:, u/ (u;u, u)
/U/ (U)
/o:, o/ (o;o, o)
// (, , , )
/O/ (, )
// () { (x)}

/i:, i/ (i;i, i), /y:, y/ (y;y, y)


/I/ (I), /Y/ (Y)
/e:, e/ (e;e, e), /:, / (;, )
/E/ (, ), // (#, #) /E:/ (;, ;)
/a/ (a), /a:/ (a;a)

/oU/* (o;o, U)
/OY/ (+) {(+)}
{/a/ ()}
/ao/ (aP) {(P)}

/eI/* (e;e, I)
/ae/ (a) {()}
/ / (2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

// (2 5 2 1)

/ / ( 2 2 ' 2 2 ' 2 2 ' 2)

/,/ (2 ' 2)

5. tedesco

209

5.4.1.2. Per i dittonghi, confrontando il vocogramma dato, si vedr che il secondo elemento di /ae, ao, OY/ pi centrale (e anche pi basso per /OY/): (a, aP, +);
inoltre, soprattutto, il primo elemento di /ao/ un po' pi arretrato e il primo di
/OY/ leggermente pi alto, sconnando nella casella superiore: ('as) /'aes/ Eis
('laP) /'blao/ blQ ('n+) /'nOY/ nS C' poca dierenza per i due xenofonemi /eI,
oU/; inoltre, coincidono, per (), anche i possibili /ae, ao, a/ di forme ridotte,
compreso /OY/.
Per le C aggiungiamo che piuttosto frequente il passaggio dei costrittivi non-sonori (e /z/), dopo /n, l/, a sequenze omorganiche d'occlusivo + costrittivo, o a veri occlu-costrittivi, 5.3.2.9. Inne, /k/, davanti a pausa, si pu realizzare come
occlu-costrittivo (pre)velare, (w, ): ('khi;ik, -w, -) /'kKi:k/ Krg ('tha;ak, -w,
-) /'ta:k/ Tag ('qhu;uk, -w, -) /'qu:k/ Zug Si tratta, comunque, per tutte, di realizzazioni non tanto consigliabili.
Il tonogramma d l'intonazione, che risulta un po' meno peculiare di quella
neutra "occidentale&, pi verso qualcosa d'"internazionale&.
Tedesco austriaco
5.4.2.1. Quest'accento il "mediatico&, che prevale alla radio e televisione;
una via di mezzo tra il meno e il pi marcato, attingendo da un nostro fono-archivio in continua espansione (senza fare espliciti riferimenti regionali, in questa sede); qua e l faremo, per, qualche cenno a fenomeni pi particolari, decisamente non-neutri.
Osserviamo i monottonghi; quelli "lunghi& sono, invece, sdoppiati, o geminati,
e di durata inferiore, anche la geminazione d un'impressione di maggior corposit, che quasi eguaglia la lunghezza vera: non (:), ma ().
Sbito si coglie anche il fatto che le articolazioni corrispondenti a /I, Y, U E[:], ,
O/ sono pi chiuse che in tedesco neutro, tanto che si rappresentano coi simboli (i,
y, u [], #, ) (nell'accento meno marcato troviamo (I, Y, U E[E], , O), con le
varianti non-accentate (, #, ), leggermente pi chiuse nella pronuncia pi neutra):
('fiS) /'fIS/ ( ('fyMf) /'fYnf/ fnf ('hunt) /'hUnt/ Hund ('lf) /'Elf/ elf ('Spt) /'SpE:t/
spt ('q6#lf) /'qvlf/ zwlf ('ft) /'Oft/ o Certe parole hanno /e:/ (ee) per /E:/.
5.4.2.2. Sia /a/ che /a:/ sono postero-centrali: ('StAt) /'Stat/ Stadt ('StAAt) /'Stat/
Staat (nell'accento meno marcato si ha (a, aA) (e, in quello ricercato, (, )), mentre in quello pi marcato abbiamo (, ) e anche (, ) (che non mancano di
colpire sbito). I dialetti austriaci hanno generalmente opposizione fonematica tra
un a posteriore e uno pi anteriore, sia brevi che lunghi; tale distinzione timbrica, la si pu ritrovare anche in lingua, dove il timbro posteriore usato nelle parole tradizionali, mentre quello anteriore viene usato per prestiti e neologismi, come, per esempio, avviene per Bank\ /'bAk/ ('Ak) "panca, banco di lavoro&,
/'bak/ ('ak) "banca, banco da gioco&.
L'accento molto marcato ha /e:, :, o:/ (e, #, o): ('vee, 've) /'ve:/ weh (',
'#) /'b:/ B ('soo, 'so) /'zo:/ so

210

manuale di pronuncia

5.4.2.3. Le realizzazioni di // sono: (, ), coll'eventuale vocalizzazione di /K,


/ (anche con le appendci consonantiche) (); quindi abbiamo: ('uns) /'UnzK/
unsere e ('vAs, -, -, -, -) /'vas/ Wasser Il simbolo () corrisponde a quello correntemente impiegato, con meno rigore, anche in tedesco neutro, per (), che ,
invece, adatto per l'accento austriaco meno marcato, che ha () (e anche (x)),
mentre, quello pi marcato presenta (a[]). S'osservi che () // antero-centrale,
notevolmente pi avanzato che in tedesco neutro; l'accento pi ricercato pu arrivare a (, ) per /K, / (penultimo vocogramma).
Passiamo ai dittonghi. Mentre /OY/ solo pi alto per il primo elemento, /ae,
ao/ sono decisamente diversi, (, ): ('s) /'aes/ Eis ('l) /'blao/ blQ ('nY)
/'nOY/ nS l'accento meno marcato ha, rispettivamente, (, A, O) e, quello pi
marcato, (E, , Y) (come a cenna, anche con (, , ); pure (O,), come
compromesso e perno (@, )). Gli xenofonemi sono leggermente pi chiusi
che in tedesco neutro: /eI, oU/ (ee, i oo, u).
5.4.2.4. Nel secondo vocogramma, sono evidenti altri due dittonghi tipici (anche se segnati in grigio, perch ricorrono solo in cognomi e toponimi locali), (i,
u) /i, u/: ('iks, 'iiks) Dx ('uq, 'uuq) Rue Non si danno varianti di
/ae, ao, OY/ in forme ridotte, giacch tendono a rimanere come indicato; per,
segnata la collocazione di /a/ (), che possibile nelle forme ridotte.
Rispetto al tedesco neutro, ci sono anche delle dierenze di durata fonemica, come in: ('Alt&tum) /'alttu:m/ Altertum ('Spiil&a) /'Spi:lba:K/ splbar ('hAq) /'ha:Kq/
Harz ('AS) /'ba:KS/ Bar( ('Sust) /'Su:st/ 6uer ('Sloos) /g'SlOs/ Ge(loss/-o
I due ultimi vocogrammi mostrano sia realizzazioni vocaliche meno marcate
(()), no ad alcune ricercate (()), sia, al contrario, realizzazioni pi marcate (()).
5.4.2.5. Per le C troviamo che, spesso, /, 0/ passano a /k, k0/ (ma non
sono consigliabili): ('qtu, -k) /'qaetU/ ZRtu (comunque, anche senza (k),
l'articolazione del nasale sempre velare, non uvulare, pure per /K/: (SpA'qii,
-ii, -iin)).
L'articolazione di /t, d/ pi dentale che dentalveolare: (e'tkto) /de'tEktoK/
Detektor spesso /k, kl, gl/ possono essere prevelari o palatali arretrati (e /k/ pu
esser anche occlu-costrittivo, ma meglio evitare queste varianti): ('tAAk, -, -,
-, -k) /'ta:k/ Tag ('ukl, -l-, -N-) /'dUkl/ dunkler ('eel, -"l-, -l-) /'Ke:gl/
Regler
Gli occlusivi non-sonori, e gli occlu-costrittivi, non sono "aspirati& (tranne che
in pronuncia meno marcata), come s' appena visto per /q/: ('pool) /'po:l/ Pol ('toon)
/'to:n/ Ton ('kint) /'kInt/ Kind ('unt) /'Unt/ Pfund ('cAko) /'cako/ T(ako
Gli occlusivi sonori sono semi-sonori, (, , ); ma anche (b, d, g), tra foni sonori, come sempre, nell'accento meno marcato; per, in quello pi marcato, troviamo generalmente i non-sonori, (p, t, k): ('uu, -6) /'bu:b/ Bube (spesso abbiamo (6) /b/), ('uu) /'du:d/ Duden ('ee) /'ge:g/ gegen.
D'altra parte, all'interno di parola, b d g segute da /n, l/ eterosillabiche, possono essere /b, d, g/ (invece di /p, t, k/, come nella pronuncia tedesca neutra, che ha
la neutralizzazione): ('nu) /'OKdnU/ Ordnu ('mli) /'m:klI/ mgli>.

5. tedesco

211

Non c' l'occlusivo laringale, tranne che nell'accento meno marcato: (i's) /I'Es/
i> esse (te'AAt) /te'a:t/ Theater
/u:, u/ (uu, u)
/U/ (u)
f
/o:, o/ (oo, o)
// (, , , )
/O/ (, )
// () { ()}
/a/ (A), /a:/ (AA)

/i:, i/ (ii, i), /y:, y/ (yy, y)


f
/I/ (i), /Y/ (y)
/e:, e/ (ee, e), /:, / (, )
/E/ (, ), // (#, #), /E:/ (, ;)

/u/* (u)

/i/* (i)

/oU/* (oo, u)
/OY/ (Y)
{/a/ ()}
/ao/ ()

/eI/* (ee, i)
/ae/ ()

/i:, i/ (ii, i), /y:, y/ (yy, y)


/I/ (I), /Y/ (Y)
/e:, e/ (ee, e), /:, / (, )
/E/ (E, ), // (, #)
/E:/ (EE, ;)

/e:/ (e, ee), /:/ (#)


/ae/ (, E, )
// (, x, a)

/ / (2 2 2 2 2 2 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

/?/ (2 1 2)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

// (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

/,/ (2 ' 2)
/u:, u/ (uu, u)
/U/ (U)
/o:, o/ (oo, o)
// (, , , )
/O/ (O, )
// {() ) ()
/a/ (a), /a:/ (aA)

/K-/ (-)
/o:/ (o)
/OY/ (O, O,, Y, , @, )
/ao/ (A, , )
/a[:]/ ([], [], [])

5.4.2.6. Per i costrittivi, c' pi variazione (che in tedesco neutro) per v specie
iniziale: ('vs, 'f-) /'fEKs/ Vers ('fiip, 'v-) /'vi:p/ Viper /z/ normalmente /s/ (s)
(mentre, troviamo (, z) solo nell'accento meno marcato e pi facilmente dopo

212

manuale di pronuncia

C]\ ('sAAg) /'za:g/ sagen ('Also) /'alzo/ also ('s) /'Kaez/ rRsen (uguale, quindi, a ('s) /'Kaes/ rRen] In parole come Stil Strateg contrariamente al tedesco neutro, si preferisce /st/ a /St/: ('stiil) /'Sti:l/ (&stAte'gii) /StKate'gi:/ (pur essendo
usati entrambi, nei due accenti).
Inoltre, /j/ approssimante (j): ('jAA) /'ja:/ ja; generalmente, /x/ velare (x):
('nAAx) /'na:x/ na>; per /K/ si ha /Kx/: ('ux) /'dUK/ dur>; per /-I/ si ha /-Ik/:
('q6Anqik) /'qvanqI/ zwanzig per // si ha /k/: ('kiinA) /'i:na/ ina ma: (me&lA~o'lii) /melako'li:/ Melan>ol Spesso si realizza come pospalatale, (), specie
a cenna.
L'articolazione pi diusa per /K/ costrittiva uvulare, con la possibilit di vocalizzazione posnucleare (vista nella prima parte del presente paragrafo), che convive anche con un abbastanza diuso vibrante, o vibrato, alveolare, (R, r) (anche con
velarizzazione, (R, 5)), caratteristica soprattutto non-urbana (ma anche viennese,
pur se in oscillazione con (, K)), che meglio evitare, anche se non colpisce molto: ('AA 'RAAR, 'rAAr, -AA) /'Ka:K/ rar
Pur non facendo parte della pronuncia neutra, ovviamente, ricordiamo che la
tipica l viennese un unilaterale alveo-velare, (), che pu ricorrere in tutte le posizioni, anche se alterna, normalmente, con (l), pure nei parlanti pi marcati e tipici. Nell'accento marcato (come in dialetto, la fonosintesi del viennese, 17.28
dell'FTN/MaF), nelle sequenze /kl, gl k, g/, si ha (, ), velare. In pronuncia viennese, oltre a () (e ()), si ha spesso la vocalizzazione in (,) (come in dialetto): ('Spii, -,, 'ees, -s,) /'Spi:g, 'e:z/ Spgel Esel.
5.4.2.7. In pronuncia non-neutra, all'interno di parola, le /0/ semplici non-sonore intersillabiche, dopo V (brevi) accentate, si realizzano con una geminazione
contenuta (ma evidente), che indichiamo coll'esponente del primo elemento, nella variante segnata solo qui, (00): ('Stp 'Stpp) /'StOp/ oppen ('vt 'vtt)
/'vEt/ Wetter ('tA 'tA) /'ta/ taer ('siq 'siqq) /'zIq/ sien ('vAs
'vAss) /'vas/ Wasser ('vAS 'vASS) /'vaS/ wa(en ('si 'si) /'zI/ si>er ('mAx 'mAxx) /'max/ ma>en
possibile, ma non veramente diuso, il fenomeno dell'inserimento d'un occlusivo omorganico tra /n, l/ e i costrittivi non-sonori o /z/ ( 5.3.2).
Ci sono dierenze d'accentazione: (kA'fee) /'kafe ka'fe:/ Kaee ('lAA, lA'oo) /la'bo:K/ Labor (tA'Ak) /'ta[:]bak ta'bak/ Tabak (p'tii, p'tjee) /pOK'tje:/ Portr Motor ('moot, mo'too) /'mo:to:, mo'to:/
L'intonazione austriaca si riconosce, presto, per le protoniche semi-basse un po' ascendenti e intertoniche medie discendenti; anche la tonia interrogativa, soprattutto, e la sospensiva hanno dei movimenti piuttosto peculiari: si veda bene la gura.
Tedesco svizzero
5.4.3.1. Anche per quest'accento, aggiungiamo, quand' il caso, ma senza gure ulteriori, altre peculiarit non-neutre, tratte dal nostro fono-archivio. Si tratta
dell'accento mediatico: una via di mezzo tra quelli pi locali e una forma non-marcata, neutralizzata, appresa appositamente.

5. tedesco

213

Il primo vocogramma d i "monottonghi& brevi e lunghi; in realt, in quest'accento, quelli "lunghi& sono dei dittonghi con brevi spostamenti: ('fiil) /'fi:l/ vl
('f5yy) /'fKy:/ frh ('uut) /'gu:t/ gut ('eet) /'be:t/ Beet ('l) /':l/ l ('oo) /'vo:/
wo ('SpEEt) /'SpE:t/ spt (che molto stabile e tipico) ('StaAt) /'Sta:t/ Staat Questi due
ultimi hanno le varianti marcate, non-neutre: (E) e () (nonch (A), tipico di
Berna, e (), di Zurigo). (Si vedano, nella fonosintesi del 17.20 dell'FTN/MaF,
le caratteristiche dello 6wyzert di Zurigo, parlata alemannica, con realizzazioni pi diverse ancora.)
Per le V brevi, ci sono timbri chiusi per /I, Y, U/ (i, y, u): ('fiS) /'fIS/ ( ('fyMf)
/'fYnf/ fnf ('hun) /'hUnt/ Hund e relativamente aperti per /E, , O/: ('Elf) /'Elf/
elf ('q6lf) /'qvlf/ zwlf ('Oft) /'Oft/ o (con le varianti non-accentate (, #, ));
per la graa c' anche la realizzazione marcata, non-neutra, (): ('fElt, 'flt)
/'fElt/ fllt /a/ posterocentrale, (A) (in pronuncia marcata, anche arrotondato,
(), o posteriore pieno, ()): ('StAt) /'Stat/ Stadt
/i:, i/ (ii, i), /I/ (i)
/y:, y/ (yy, y), /Y/ (y)

/u:, u/ (uu, u), /U/ (u)


/o:, o/ (oo, o)

/e:, e/ (ee, e), /:, / (, )


// (, R, R), // (R)
/E/ (E, ), // (, #), /E:/ (EE, ;)

/O/ (O, )
/a:/ (aA), /a/ (A)
/u/ (u)

/i/ (i), /y/ (y)


/eI/* (ee, ei)

/oU/* (oo, ou)


/OY/ (OI) {(I)}
{/a/ ()}
/ao/ (Ao) {(o)}

/ae/ (a) {()}

/I/ (I), /Y/ (Y)


/E/ (), // (#)
/ae/ (EI, I, i)
/E:, E/ > (E, )

/ / (2 2 2 2 2 2 2)

/./ (2 2 3)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

/?/ (2 1 2)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

// (2 2 2)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

/,/ (2 ' 2)

/U/ (U)
/OY/ (i, i, I, o)
/O/ ()
/ao/ (U, , o, U)
/a:/ (, , A)
/a/ (, )

214

manuale di pronuncia

5.4.3.2. Per // abbiamo (), in tutti i contesti, giacch /K/ non uvulare: ('5aA) /g'Ka:d/ gerade ('unsR) /'UnzK/ unsere ('unsR) /'Unz/ unser Inoltre,
generalmente, si ha (-n, -m, -l) per /, , /: ('faARn) /'fa:K/ fahren ('loom)
/'lo:z/ losem ('eel) /'e:z/ Esel Solo in pronuncia molto attenta si pu avere (,
, ), come pure (, , , ), anche da parte di chi non abbia /K/ ().
I dittonghi svizzeri neutri sono /ae, ao, OY/ (a, Ao, OI): ('a) /'aes/ Eis ('lAo)
/'blao/ blQ ('nOI) /'nOY/ nS nell'accento pi marcato abbiamo /ae/ (EI, I), /ao/
(U, U), /OY/ (I, o). Gli xenofonemi sono decisamente pi chiusi che in tedesco
neutro: /eI, oU/ (ee, ei oo, ou).
Sempre nel secondo vocogramma, sono evidenti (anche se segnati in grigio, perch ricorrono solo in cognomi e toponimi locali) altri tre dittonghi tipici, (i, y, u)
/i, y, u/: ('it) Dth ('5y) Regg ('hup) Huep Spesso, tranne che in pronuncia
meno marcata, o ricercata, /y:, y, y/ passano a /i:, i, i/. Nella stessa gura, sono segnate le possibili realizzazioni, in forme ridotte, di /ae, ao, OY, a/ (, ao, , ).
Rispetto al tedesco neutro, ci sono delle parole con V brevi, come in: ('A5t) /'a:Kt/
Art ('flOs) /'flo:s/ o [oss\ in Svizzera non s'usa ] ('jA) /'ja:kt/ Jagd ('nun)
/'nu:n/ nun ('E5) /'e:Kt/ Pferd ('fO5) /'fo:K/ vor ('E5n) /'ve:Kd/ werden ('E5) /'e:Kd/ Erde ('uks) /'vu:ks/ Wu7 ('qE5tliX, -) /'qhE:tlI/ zrtli>
L'ultimo vocogramma mostra realizzazioni marcate di /E, E:, a, a: ae, ao, OY/ (e
meno marcate di /I, Y, U/).
5.4.3.3. Per le C va detto che l'articolazione /t, d/ decisamente dentale: (e'tEktoR) /de'tEktoK/ Detektor mentre, /k/ (k, w, , k): ('kin, 'w, '-, 'k-) /'kInt/
Kind ('sAk, -w, -, -k) /'zak/ Sa$; si noti che, nella trascrizione del 5.5.2.4 (e
5.5.1.2), segn(i)amo (), per insistere su questa realizzazione tipica (anche se in
pronuncia neutra si cerca d'evitarla, magari ricorrendo all'occlu-semi-costrittivo
velare, (), che una via di mezzo tra (k) e gli altri occlu-costrittivi indicati).
Non c' "aspirazione& di /p, t, k , q, c/ (a meno che non sia usata volontariamente): ('pool) /'po:l/ Pol ('toon) /'to:n/ Ton ('kuu, 'w, '-, 'k-) /'ku:/ Kuh ('un)
/'Unt/ Pfund ('qeen) /'qe:n/ zehn ('cAkko) /'cako/ T(ako.
Inoltre, manca (), tranne che nell'accento meno marcato e meno tipico: (te'aAtR) /te'a:t/ Theater (iX'Ess, i-) /I'Es/ i> esse come si vede, i conni dei lessemi e dei grammemi vengono, per, rispettati; solo in pronuncia molto marcata si
pu avere risillabicazione: (i'XEss, i'-).
Le C sonore delle coppie difoniche sono, in realt, semisonore, (, , , , ),
anche davanti a pausa o nali di sillaba (dove, in tedesco neutro, si ha neutralizzazione con passaggio a /p, t, k f, s, S/). Per, si ha generalmente /s/ per /z/, dopo pausa o C\ ('uu) /'bu:b/ Bube ('uu) /'bu:p/ Bub ('uu) /'du:/ du ('un) /'Unt/
und ('5een) /'Ke:d/ reden ('oon) /'bo:g/ Bogen ('taA) /'ta:k/ Tag ('in)
/g'vIn/ Gewinn ('leen) /'le:z/ lesen ('saAn) /'za:g/ sagen ('ins) /'bInz/ Binse ('paA) /'pa:Z/ Page
5.4.3.4. Spesso, si ha /f/ per /v/ del neutro: (no'fEmR) /no'vEmb/ November
(fn'tiil) /vEn'ti:l/ Ventil (ful'kaAn, -w, --, -k-) /vUl'ka:n/ Vulkan
Per sp interni o nali si ha /sp, st/, ma nell'accento marcato /Sp, St/: (k'nOsp,

5. tedesco

215

-Sp) /k'nOsp/ Knospe (ist, -iSt) /bIst/ bi ('EstRn, -St-) /'gEstn/ geern generalmente, per /S/ interno (dopo V accentata breve, come per le altre C] si ha (SS):
('muSSl) /'mUS/ Mu(el per 7 /ks/, in pronuncia marcata si pu avere abbastanza
spesso "/xs/&: ('fuks, -Xs, -s) /'fUks/ Fu7
Solo nel parlato meno marcato, si pu avere // (ma, articolato come pospalatale
(), o prevelare ()); mentre, normalmente, si ha /x/ (X, ): ('milX, - -, --)
/'mIl/ Mil> ('AoX, -) /'aox/ Q> per -ig si ha, regolarmente, /Ik/ (cio "/Ig/&;
mentre /I/ decisamente raro e d'impiego volontario): ('q6Anqi) /'qvanqI/
zwanzig e // , normalmente, /k/: ('kiinA, 'w-, '-, 'k-) /'i:na/ ina /j/ approssimante, /j/: ('jaA) /'ja:/ ja
5.4.3.5. L'articolazione tipica di /K/ alveo-uvulare, vibrante in sillaba accentata,
(5), e vibrato in sillaba non-accentata, (R), in tutti i contesti, anche dopo V\ ('5aA5)
/'Ka:K/ rar (Re'Akto[o]R) /Ke'akto:K/ Reaktor in pronuncia regionale (o, al contrario,
volontaria, per inusso del neutro), si possono avere realizzazioni uvulari: (, K, ).
L'articolazione di /l/ neutra sempre alveolare, mentre in pronuncia non-neutra
spesso (], ), davanti a pausa o a C\ ('All) /'al/ alle ('leen) /'le:b/ leben ('Olf)
/'vOlf/ Wolf ('hEl) /'hEl/ hell
5.4.3.6. All'interno di parola, nella pronuncia neutra svizzera, le /0/ semplici
intersillabiche, dopo V brevi accentate (sia non-sonore che sonore e geminate nella scrittura >pp bb tt dd gg ss mm nn rr ll, o rappresentate da digrammi
>$ > o tri/quadri-grammi >( ), si realizzano con una geminazione contenuta, ma percepibile, che indichiamo coll'esponente del secondo elemento, (00), quindi: ('immR) /'Im/ immer ('innn) /'In/ innen ('huR) /'hU/
Huer e ('StOppn) /'StOp/ oppen ('k5A) /'kKab/ Krabbe ('EttR) /'vEt/ Wetter ('iR) /'vId/ Widder ('5On) /'KOg/ Roggen ('sOkkn, --, -ww-, --,
-kk-) /'zOk/ So$en ('tAR) /'ta/ taer ('siqqn) /'zIq/ sien ('5Eccn)
/'gKEc/ gren ('Aff) /'af/ Ae ('AssR) /'vas/ Wasser ('ASSn) /'vaS/ wa(en ('siXXR) /'zI/ si>er ('mAXXn) /'max/ ma>en ('hA5R) /'haK/ harren
('k6Ell) /'kvEl/ Quelle
Per l'accentazione, abbiamo casi come: ('AotooR, Ao'too5) /'aoto:K/ Autor ('lAoo, lA'oo) /la'bo:K/ Labor ('mootR, mo'too5) /'mo:to:, mo'to:/ Motor ('ufft, uf'fEt) /bY'fe:/ Buet ('hOttl, ho'tEl) /ho'tEl/ Hotel (nOI'jaA5) /'nOYja:K/ NSjahr
Inoltre, sono interessanti parole come: (A&nn'mEnt) /abOn'ma, -:/ Abonnement
L'intonazione svizzera si riconosce, prestissimo, per le protoniche basse un po'
ascendenti e le intertoniche medie che continuano il movimento (almeno nella
protonia normale); anche le tre tonie marcate hanno dei movimenti piuttosto peculiari: si veda bene la gura.
Tedesco altoatesino
5.4.4.1. Il primo vocogramma mostra i monottonghi brevi e lunghi della pronuncia mediatica altoatesina. Anche per quest'accento, si coglie sbito il fatto che

216

manuale di pronuncia

le articolazioni corrispondenti a /I, Y, U E[:], , O/ sono pi chiuse che in tedesco


neutro, tanto che si rappresentano coi simboli (i, y, u [:], #, ) (nell'accento meno marcato troviamo (I, Y, U E[:], , O), con le varianti non-accentate (, #,
), un po' pi chiuse nella pronuncia pi neutra): ('fiS) /'fIS/ ( ('fyMf) /'fYnf/
fnf ('hunt) /'hUnt/ Hund ('lf) /'Elf/ elf ('Sp:t) /'SpE:t/ spt ('qV#lf) /'qvlf/ zwlf
('ft) /'Oft/ o
5.4.4.2. Si vede che /a:/ dittongata: ('Stat) /'Stat/ Stadt ('StaAt) /'Stat/ Staat (nell'accento meno marcato /a, a:/ sono pi simili tra di loro: (a, a:); mentre in un accento pi marcato, vicino al dialetto, possiamo avere anche (, :) (che non mancano di colpire sbito; il 16.15 dell'FTN/MaF, che d la fonosintesi del dialetto
{sud}tirolese dell'Alto Adige).
I dialetti tirolesi di solito hanno opposizione fonematica tra un a non-anteriore e
uno posteriore arrotondato, sia brevi che lunghi; tale distinzione timbrica, la si pu
ritrovare anche in lingua, dove il timbro posteriore usato nelle parole tradizionali,
mentre quello non-anteriore viene usato prevalentemente per prestiti e neologismi,
come, per esempio, avviene per Ball\ /'pl/ ('pl, 'pAl) "palla&, /'pal/ ('pal) "ballo&.
L'accento molto marcato ha /e:, o:/ (eI, oU) (come in dialetto): ('ve:, 'veI) /'ve:/
weh ('soo, 'soU) /'zo:/ so (a questi s'aggiunge /:/ (Y): ('p, 'pY) /'b:/ B che
non fa parte del dialetto genuino (che storicamente ha unicato la serie antero-centro-labiata con quella anteriore); mentre il dialetto borghese di Bolzano ha reintrodotto, per inusso del tedesco, /y:, Y, :, , OY/ (y:, y, :, #, Y), compreso /y/
(y, i), per analogia strutturale).
5.4.4.3. Le realizzazioni di // sono: (, ), con la vocalizzazione di /K, / (anche
con le appendci consonantiche) (), e, in pronuncia pi marcata, pure (), come
in dialetto ( la fonosintesi); quindi abbiamo: ('uns) /'UnzK/ unsere e ('vas,
-, -, -, - 'vss, -, -, -) /'vas/ Wasser S'osservi che (, ) //, nell'accento meno marcato, dato nell'ultimo vocogramma, hanno realizzazioni un po' diverse (come anche altre V] pur essendo rappresentate con gli stessi simboli. L'-e (non
solo nei verbi) e la prima in -ere(C) tendono a cadere (tranne che in Val Pusteria),
soprattutto in pronuncia non sorvegliata: ('ty:p, 'ty:p) /'ty:p/ Type (che pu venire, quindi, a coincidere con ('ty:p) /'ty:p/ Typ]
Il secondo vocogramma mostra i dittonghi del tedesco altoatesino. Mentre /OY/,
rispetto al tedesco neutro, dierisce soprattutto per il secondo elemento, che non
arrotondato, (O); /ae, ao/ sono decisamente meno estesi, (a, aP): ('as) /'aes/ Eis
('plaP) /'blao/ blQ ('nO) /'nOY/ nS in dialetto, per /ae, ao/, abbiamo (a, AP), ma
anche (aP), che sono ancora meno estesi; e, solo per Bolzano, pure /OY/ (); mentre, in sudtirolese, conuito in /ae/ (a), o rappresentato da /ui, oi/: ('nui) /'nui/
nui {= nS}, ('foiR) /'foiK) foir {= FSer}. Gli xenofonemi sono usati piuttosto raramente (e, eventualmente, in modo del tutto intenzionale): /eI, oU/ (e:, ei o:, ou).
5.4.4.4. Nel secondo vocogramma, sono evidenti altri due dittonghi tipici (anche
se segnati in grigio, perch ricorrono in lingua solo in cognomi e toponimi locali),
(i, uX) /i, u/: ('tit, 'iit) Dtl ('wuXns, 'ku:ns) Kuens Nella stessa gura, sono

5. tedesco

217

segnate le possibili realizzazioni, in forme ridotte, di /ae, ao, OY, a/ (, P, , ).


Come si diceva, l'ultimo vocogramma mostra le realizzazioni vocaliche meno
marcate (()), parecchio simili a quelle del tedesco neutro; per, la pronuncia resta pur sempre identicabile, giacch le caratteristiche prosodiche hanno delle
dierenze tipiche. Ci sono anche distribuzioni diverse, come, per esempio, /E/ in
('st, 'E- 'St) /'e:Kst/ er ('t, 'E- 't) /'e:Kt/ Pferd (in tedesco neutro con
/e:/: ('e:st, 'he:t)).
ff
/i:, i/ (i:, i), /I/ (i)
/y:, y/ (y:, y), /Y/ (y)

/u:, u/ (u:, u), /U/ (u)


f

/e:, e/ (e:, e), /:, / (:, )

/o:, o/ (o:, o)
/O/ (, )
// () {//K// ()}
/a/ (a), /a:/ (aA)

/E/ (, ), // (#, #), /E:/ (:, ;)


// (, , -, -)

/u/* (uX)

/i/* (i)
/eI/* (e: ei)

/oU/* (o: ou)

{/a/ ()}

/OY/ (O) {()}

/ae/ (a) {()}

/ao/ (aP) {(P)}

/i:, i/ (i:, i), /y:, y/ (y:, y)


/I/ (I), /Y/ (Y)
/e:, e/ (e:, e), /:, / (:, )
/E/ (E, ), // (, #)
/E:/ (E:, ;)
/a/ (a)
/a:/ (a:)

/ / (2 2 2 2 2 2 2)

/./ (2 ' 2 3)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

/?/ (2 ' 2 1)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

// (2 ' 2 2)

/ / ( 2 2 2 2 2 2 2)

/,/ (2 ' 2)
/u:, u/ (u:, u)
/U/ (U)
/o:, o/ (o:, o)
// (, , -, -)
/O/ (O, )
// () { (, )}

5.4.4.5. Per le C troviamo che, generalmente, // interno passa a /g/ (ma non
cos nell'accento meno marcato): ('pin, 'I) /'bKI/ brien (comunque, anche senza (g), come in pronuncia meno marcata, l'articolazione del nasale
sempre velare, non uvulare). Soprattutto in sillaba caudata in N (specie in posizione accentata), le V si nasalizzano, in pronuncia marcata: ('vi:n, 'vi:n) /'vi:n/ Wn
('fa, 'f) /'fa/ Fa

218

manuale di pronuncia

L'articolazione di /t, d/ dentale: (te'tkto) /de'tEktoK/ Detektor spesso /k, k,


k/ sono occlu-costrittivi, o anche occlu-semi-costrittivi, velari (o pospalatali, vicino a V anteriori): ('km, 'w-, '-) /'kOm/ kommen ('sk, 'swn, --) /'zOk/
So$en ('tik, -w, -, -k, -%) /'dIk/ di$
Gli occlusivi non-sonori, e gli occlu-costrittivi, non sono "aspirati& (generalmente anche in pronuncia meno marcata), come s' appena visto per /k/: ('po:l) /'po:l/
Pol ('to:n) /'to:n/ Ton ('kint, 'w-, 'k-) /'kInt/ Kind ('unt) /'Unt/ Pfund ('cako)
/'cako/ T(ako
Gli occlusivi fonologicamente sonori sono non-sonori nella pronuncia tipica,
ma semi-sonori, (, , ), nella pronuncia meno marcata; per, tra foni sonori, sono semi-sonori, (, , ) (tranne che, di solito, in dialetto, che ha, perlopi, (p, t,
k/w), come nell'accento pi marcato; oppure, nell'accento meno marcato, sono
sonori, (b, d, g)): ('pu:, -b) /'bu:b/ Bube Si possono avere i semi-sonori anche
davanti a /n, l/ interne: ('Onu, 'm:li) /'OKdnU, 'm:klI/ Ordnu mgli>.
(A Bolzano, possiamo avere (B, , ) /b, d, g/: ('u:B).)
Non c' l'occlusivo laringale, tranne che nell'accento meno marcato, dove, comunque, meno evidente che in tedesco neutro (e potremmo, eventualmente, segnarlo ricorrendo al simbolo speciale (,)): (i's, ,I',Es) /I'Es/ i> esse (te'a;At,
te',a:-) /te'a:t/ Theater
5.4.4.6. Per i costrittivi, si deve osservare che /z/ normalmente /s/ (s) (generalmente, anche nell'accento meno marcato, pure a Bolzano): ('sa;A) /'za:g/ sagen
('also) /'alzo/ also ('as) /'Kaez/ rRsen (che diventa uguale a ('as) /'Kaes/ rRen] Iniziale, davanti a C praticamente non c' mai /s/ (ma /S/); e, per quanto riguarda /st/ interni e nali, nell'accento marcato, come in dialetto, troviamo tipicamente /St/: ('li:pst, -St) /'li:pst/ lben ('snst, -nSt) /'zOnst/ son per, nel caso in cui siano eterolessemici, abbiamo /st/: ('sams&taAw) /'zamsta:k/ Samag (come in dialetto: ('sams&tiw, 'sms&tik) /'samstik/ samig]
Per /0v/ (tautosillabiche), c' (0V): ('SVst) /'SvEst/ 6weer ('qVa) /'qvae/
zwR ('kVl) /'kvEl/ Quell per /f/, si pu avere /v/, oltre che in forme come Vize
(che, pure in tedesco, possono avere la variante, per minoritaria, con /v/), anche
per v contro le regole fonologiche, in casi come positiv\ ('vi:q, &posi'ti). Inoltre,
/j/ approssimante (j): ('ja;A) /'ja:/ ja; generalmente, /x/ velare (x): ('na;Ax) /'na:x/
na>; si mantiene // (anche davanti a /K/, contrariamente a quanto avviene in Austria): ('tu) /'dUK/ dur>; ma, per /-I/ si ha /-Ik/ (tranne che in pronuncia meno
marcata) ('qVanqik, -w, -k) /'qvanqI/ zwanzig per // si ha sistematicamente
/k/: ('ki:na, 'w-, 'k-) /'i:na/ ina Per, in dialetto, tranne che a Bolzano, non c'
aatto () //.
L'articolazione pi diusa per /K/ costrittiva uvulare, che convive anche con
un abbastanza diuso vibrante uvulare, (K), con la possibilit di vocalizzazione posnucleare, che, come abbiamo gi visto, posterocentrale () (o posteriore, (), in
dialetto e nell'accento pi marcato). In posizione nale assoluta, dopo V accentata, in dialetto e nell'accento pi marcato, si ha (R): ('a;A -a;A -a;AR -:R) /'Ka:K/
rar ('hi: 'hi: 'hi:R) /'hi:K/ hr

5. tedesco

219

5.4.4.7. Nella pronuncia non-neutra altoatesina, all'interno di parola, le /0/


semplici (non-sonore, nasali e laterale) intersillabiche, dopo V (brevi) accentate, si
realizzano con una geminazione contenuta (ma abbastanza evidente), che indichiamo coll'esponente del primo elemento, nella variante segnata solo qui, (00): ('im
'imm) /'Im/ immer ('Stp 'Stpp) /'StOp/ oppen ('vt 'vtt) /'vEt/ Wetter
('ta 'ta) /'ta/ taer ('siq 'siqq) /'zIq/ sien ('vas 'vass) /'vas/ Wasser ('vaS 'vaSS) /'vaS/ wa(en ('si 'si) /'zI/ si>er ('max 'maxx) /'max/ ma>en ('kVl 'kVll) /'kvEl/ Quelle
possibile, ma non veramente diuso, il fenomeno dell'inserimento d'un occlusivo omorganico tra /n, l/ e i costrittivi non-sonori o /z/ ( 5.3.2).
In parole dotte o straniere, frequente l'inusso di strutture italiane: /gn/ = /nj/:
(po~'jo:s) /pKog'no:z/ Prognose (si~'ja;Al) /zIg'na:l/ Signal (&esi~'ji:, -,
-'ji:n, -n) /KezIg'ni:K/ resignren /t/ = /q/: (ti&ploma'qi:) /diploma'ti:/ Diplomat (&kaan'qi:) /gaKan'ti:/ Garant /q/ = /c/: (m'ce:s) /mEK'qe:dEs/ Mercedes
(&pace'lo:na) /baKqe'lo:na/ Barcelona /S/ = /sk/: ('ske:ma) /'Se:ma/ S>ema (&skiqo'fe:n) /Siqo'fKe:n, si-/ S>izo#ren /Z/ = /dZ/: (&tuna'list) /ZUKna'lIst/ Journali
/kv/ = /kw/ (kj) (oltre a (kV)): (kja'tt) /kvaK'tEt/ Quartett per le V troviamo:
/y/ = /u/: (pu&oka'qi:) /byKokKa'ti:/ Brokrat /Oy/ = /eu/: (eu'o:pa) /OY'Ko:pa/
Europa (neu'ta;Al) /nOY'tKa:l/ nStral
L'intonazione altoatesina si riconosce, facilmente, per le protoniche semi-basse,
tranne la prima, che semi-alta; pure la tonia interrogativa, soprattutto, e la sospensiva hanno movimenti peculiari, dati nel tonogramma.

Testo
5.5.0. Il vento di tramontana e il sole qui riportato in diverse versioni, sempre
"normalizzate&. Prima c' quella in italiano ( 2.4.1) con accento tedesco neutro, come primo accostamento metodologico (e in italiano con accento svizzero e
altoatesino, per confronti utili); poi c' la traduzione tedesca, in pronuncia neutra, seguta dall'accento nordorientale, da quelli austriaco, svizzero e, inne, altoatesino. Le trascrizioni sarebbero state (visivamente) pi diverse, l'una dall'altra,
se avessimo usato per i tedeschi di Germania anche i simboli "speciali& ((4, 7, ))
(dentalveolari) e, al posto di (, ) (per /K, /), rispettivamente: () (neutro), (x)
(nordorientale), (, a) (austriaco), (5, R) (svizzero), (, ) (altoatesino).
Alla ne, come sempre, c' anche la versione che d la pronuncia italiana del tedesco, da parte dell'italofono neutro, uente in tedesco (per lungo apprendimento in immersione fra nativi, ma senza il metodo fonetico), che abbia appreso adeguatamente le prominenze relative, ma che usi, per il resto, gli elementi segmentali e sovrasegmentali tipici dell'italiano neutro. Ovviamente, lo stesso principio vale per le pronunce straniere dell'italiano, date per prime.

220

manuale di pronuncia

Pronuncia tedesca (dell'italiano)


5.5.1.1. (zi&bIstI'cha:vano2 Unt'Ono2 Il'fEnto dI&tamn'tha:na2| eIl'zo:l3 3 'lu:no2 &petn'dEndo di'Es piu'fOt2 dl'alto3 3 'khando 'fi:do &UMfi&ata'tho:3 3
kf'ni:va I'nanqi2 a'fOlto &nlman'thElo3 3| i&duliti5ganti1 1 d'chi:zo2 a'lo:a2 &keza&b'sta:to piu5fOt1 1| khi&fsiu'Si:to2 &al'fa: &Ilman'thElo2 &alfi&ata'tho:3 3||
Il'fEnto dI&tamn'tha:na2 &komIn'cho: a&zfi'a:3 3 &kMfio'lEnqa3 3| &mapi'u zfi5a:va1 1| phi'u Ilfi&ata'tho:2 &zIstInt'e:va &nlman'thElo3 3\ 'thanto2 k&ala5fi:n1 1
Il'pho:vo 'fEnto2 do'fEt d'zIst3 3 dal&zuopo'pho:zito3 3|| Il'zo:l2 a'lo:a2 &zims'to: nl'che:lo3 3| e&po;ko'do:po2 &Ilfi&ata5tho:1 1 &kezn'thi:va 'khaldo2 zi'thOlz3 3 &Ilman'thElo3 3| &ela&tamn5tha:na1 1 &fUk'stEta2 ko'zi:2| a&iko5no:S1 1| kheIl'zo:l2\ &eapiu'fOt3 3 di'li3 3||
thi&epia'chu:ta1 1 la&stoi'Ela2| &lafo'lja:mo i'phe:t1 1|||)
Pronuncia austriaca (dell'italiano)
5.5.1.2. (si&isti'cAAvno2 unt'no2 ilfnto i&tAmn'tAAn2| il'sool23 'luuno2 &petnno is piu'ft2 l'Alto23 k6Ano fiio &uMfi&At'too23
kfniiv i'nAnqi2 flto &nlmn'tlo23| i&uliti'Anti21 'ciiso2 'loo2 &kes&stAAto piu'ft21| ki&fsiu'Siito2 &AlfAA &ilmn'tlo2 &Alfi&At'too23||
ilfnto i&tAmn'tAAn2 &komincoo &sfi'AA23 &kMfio'lnq23| &mApiu sfi'AAv21| piu ilfi&At'too2 &sistinteev &nlmn'tlo23\ 'tAnto2 k&Al'fiin21 ilpoovo 'fnto2 oft 'sist23 l&suopo'poosito23|| il'sool2 'loo2 &simstoo
nl'ceelo23| e&pooko'oopo2 &ilfi&At'too21 &kesntiiv 'kAlo2 si'tls23 &ilmn'tlo23|
&el&tAmn'tAAn21 &fuk'stt2 ko'sii2| &iko'nooS21| kil'sool2\ &epiu'ft23
i'li23||
ti&epicuut12 l&stoi'l2| &lAfoljAAmo ipeet12|||)
Pronuncia svizzera (dell'italiano)
5.5.1.3. (si&istic'caAvAno2 unt'O5no2 ilfEnto i&tRAmn'taAnA2| eilsool23 'luuno2 &pRetnEno iEssR piu'fO5t2 llAltRo23 6Ano fiiRo &uMfi&AttA'tooR23
fniivA i'nnAnqi2 AffOlto &nlmAntEllo23| i&ulitiAnti2 2 'ciiRo2 Al'looRA2
&eA&RstaAto piufO5t2 2| i&fssRiu'Siito2 &AlfaAR &ilmAn'tEllo2 &Alfi&AttAtooR23||
ilfEnto i&tRAmn'taAnA2 &omincoo A&ffiaAR23 &MfiolEnqA23| &mApiu
ffiaAvA2 2| piu ilfi&AttA'tooR2 &istRinteevA &nlmAntEllo23\ 'tAnto2 &AllAfiin2 2 ilpoovRo 'fEnto2 ofEtt istR23 Al&suopRopooito23|| il'sool2 Al'looRA2
&imst5oo nlceelo23| e&pooo'oopo2 &ilfi&AttAtooR2 2 &entiivA 'Alo2 i-

5. tedesco

221

tOls23 &ilmAntEllo23| &elA&tRAmntaAnA2 2 &fu'st5EttA2 o'ii2| A&RionooSR2 2|


eil'sool2\ &eRApiufO5t23 ili23||
ti&epiAcuutA12 lA&stoRi'EllA2| &lAfoljaAmo RipeetR12|||)
Pronuncia altoatesina (dell'italiano)
5.5.1.4. Per quanto strano possa sembrare, nell'italiano tipico e marcato degli
altoatesini, si ritrovano anche dei foni che raramente ricorrono nel loro tedesco
corrente, ma che possono far parte delle scelte stilistiche per una pronuncia tedesca meno marcata. Ci sono, inoltre, altre dierenze, rispetto all'italiano e al tedesco, che risultano da un'elaborazione locale.
5.5.1.5. (sI&istIc'cha;Vn2 [,]U~'on2| [,]IlVento I&tmon'ta;n2| [,]eIl'so;Ul23 'lu;n2 &petneno &jsspjU'fOt2 l'lalt23 &kVanoVio [,]UM&Vja'to;U23 &keVniV In'nanqi2 [,]vvOlto &nelmn'tEll23| [,]I&ulItI'anti2 2 'chi;2 [,]l'lo;U2 &kes&stat pjU'fOt2 2| kI&fossIU'Si;t2 [&,]lVa
[&,]Ilmn'tEll2 [,]l&Vja'to;U23||
[,]IlVento I&tmon'ta;n2 &womI~'chO [,]sof'fja;23 &woMVjo'lenq23| mpju
sof'fja;V2 2| pjUIl&Vj'to;U2 &sistI~eIV &nelmn'tEll23\ 'tant2 k&[,]all'fi;n2 2 [,]IlpoUV 'Vent2 oVett 'ist23 l&suopo'pO;It23|| [,]Il'so;Ul2 l'lo;U2 &simostO n'che;Il23| [,]&pko'O;p2 [,]Il&Vja'to;U2 2 &kesntiV
'wal2 sI'tOls23 [&,]Ilmn'tEll23| &[,]el&tamon'ta;n2 2 &fuwos'tett2 wo'i2| [,]&iwo'no;US2 2| keIl'so;Ul2\ &[,]epjU'fOt23 I'lE;I23||
tI&[,]pj'chu;t12 &lasto'jEll2| &laVoLamo I'pe;It12|||)
Testo tedesco
5.5.2.0. Ein ritten si> Nordwind und Sonne, wer von ihnen bRden wohl der
Strkere wre, als Rn Wanderer, der in Rnen warmen Mantel gehllt war, des Weges
daherkam. S wurden Rnig, dass derjenige fr den Strkeren gelten sollte, der den
Wanderer zwien wrde, sRnen Mantel abzunehmen.
Der Nordwind bls mit aller Ma>t, aber je mehr er bls, deo feer hllte si>
der Wanderer in sRnen Mantel Rn. Endli> gab der Nordwind den Kam Qf. Nun
erwrmte d Sonne d Lu mit ihren frSndli>en Strahlen, und (on na> wenigen Augenbli$en zog der Wanderer sRnen Mantel Qs. Da muse der Nordwind zugeben, dass d Sonne von ihnen bRden der Strkere war.
Hat dir d Ge(i>te gefallen? Wollen wir s wderholen?
Pronuncia tedesca neutra
5.5.2.1. ('aenS2 'StItzI 'nOt&Int2 Un'zOn2| &vefni!'baed/&vo;l d'StEk&v;3 3| &alseM'vand2 &deInaen/'vam 'mant g'hYlt&a;2 s'e:gs2 'he:-

222

manuale di pronuncia

&kha;m3 3|| zI&vUd'aenI2| as'e:&,e;nIg2 &fY[]d'StEk 'gElt&zlt2 &ded/'vand 'qhI|&vYd2 &zaen!'mant 'apq&ne;m3 3||
'nOt&Imp 'li:s2\ mIt'al2 'maXt3 3|| &ab,e'me: 5bli:s1 1| &sto'fEst2 'hYltzI
d'vand2 In&zaen!'mant 'aen3 3|| 'EntI2 'a:p 'nOt&In2 'khaM 'aof3 3||
'nu:n2\ 'vEmt dI'zOn2 dI'lUft2| mItiM'fOYntI2 'Sta:l3 3|| Un'So:n2 na;X'e:nIg
'aog&blIk2| 'qho:k3 3 'vand2 &zaen!'mant 'aos3 3|| 'a:2\ &mUstd'nOt&In2
'qhu:&ge;b2\ &dasI'zOn2| &fni!'baed2| 'StEk&va;3 3||
hat&IdIg'SIt2 g'fal1 1| 'vOl/vI zI'vi:d&ho;l1 1|||)
Pronuncia tedesca nord-orientale neutra
5.5.2.2. ('anS2 'StItzI 'nt&Int2 Un'zn2| &vefni!'bad/&vool d'Stk&v23| &alsM'vand2 &deInan/'vam 'mant g'hYlt&aa2 s'e;egs2 'he;e&khaam23|| zI&vUd'anI2| as'e;e&,eenIg2 &fY[]d'Stk 'glt&zlt2
&ded/'vand 'qhI|&vYd2 &zan!'mant 'apq&neem23||
'nt&Imp 'li;is2\ mIt'al2 'maXt23|| &ab,e'me;e 5bli;is21| &sto'fst2 'hYltzI d'vand2 In&zan!'mant 'an23|| 'ntI2 'a;ap 'nt&In2 'khaM
'aPf23|| 'nu;un2\ 'vmt dI'zn2 dI'lUft2| mItiM'f+ntI2 'Sta;al23|| Un'So;on2
naaX'e;enIg 'aPg&blIk2| 'qho;ok23 'vand2 &zan!'mant 'aPs23|| 'a;a2\
&mUstd'nt&In2 'qhu;u&geeb2\ &dasI'zn2| &fni!'bad2| 'Stk&vaa23||
hat&IdIg'SIt2 g'fal21| 'vl/vI zI'vi;id&hool21|||)
Pronuncia austriaca neutra
5.5.2.3. ('nS2 Stitsi 'nt&vint2 un'sn2| &vefni!'/&vool 'Stk&v23| &AlsM'vAn2 &einn/vAm mAnt 'hylt&vAA2 s'vees2 'hee&kAAm23|| si&vu'nik2| As'ee&jeeni2 &fy[]Stk 'lt&slt2 &e/vAn 'q6i|&vy2 &sn!mAnt 'Apq&neem23||
nt&vimp 'liis2\ mit'Al2 'mAxt23|| &Ajemee 'liis21| &sto'fst2 hyltsi
'vAn2 in&sn!'mAnt 'n23|| 'ntli2 AAp 'nt&vin2 'kAM 'f23||
'nuun2\ vmt i'sn2 i'luft2| mitiM'fYntli2 'StAAl23|| un'Soon2 nAAxveeni '&lik2| 'qook23 'vAn2 &sn!'mAnt 's23|| 'AA2\ &must'nt&vin2 'quu&ee2\ &Asi'sn2| &fni!'2| 'Stk&vAA23||
hAt&ii'Sit2 fAl12| vl/vi sivii&hool12|||)
Pronuncia svizzera neutra
5.5.2.4. ('anS2 St5ittsiX 'nO5t&vint2 un'sOnn2| &veRfni!'a/&vool RStE5R&vR23| &AlsM'vAnRR2 &eRinan/vA5m mAnt 'hylt&vaAR2 s'vees2 -

5. tedesco

223

hee5&aAm23|| si&vuR'ani2| As'ee5&jeeni2 &fyRStE5R 'Elt&slt2 &eR/vAnRR 'q6i|&vyR2 &an!mAnt Apq&neem23||


RnO5t&vimp 'liis2\ mit'AllR2 mAXt23|| &ARjemee5 Rliis2 2| &sto'fEstR2 hyltiX R'vAnRR2 in&san!mAnt 'an23|| 'EntliX2 aAp R'nO5t&vin2 AM
'Aof23|| 'nun2\ RvE5mt i'Onn2 i'luft2| mitiRM'f5OIntliX?2 St5aAl23|| un'Soon2 naAXveeni 'Ao&li?2| qoo23 R'vAnRR2 &san!mAnt 'Aos23|| 'aA2\ &mustR'nO5t&vin2 'quu&ee2\ &Asi'Onn2| &fni!'a2| RStE5R&vaAR23||
hAt&iRi'SiXt2 fAll12| vOll/viR siviiR&hool12|||)
Pronuncia altoatesina neutra
5.5.2.5. ('anS2 'Stitsi 'nt&vint2 un'sn2| &vefni!'a/&vo;l 'Stw&v;3 3| &alsM'van2 &einan/'vam 'mant 'hylt&vaA2 ts've:s2 t'he:&waAm3 3|| si&vu'anik2| tas'te:&je;ni2 &fy[]'Stw 'lt&slt2 &e/'van 'qVi|&vy2 &san!'mant 'apq&ne;m3 3||
t'nt&vimp 'pli:s2\ mit'al2 'maxt3 3|| &a,e'me: 5li:s1 1| &tsto'fst2 'hyltsi 'van2 in&san!'mant 'an3 3|| 'ntli2 'wa;Ap t'nt&vin2 t'waM 'aPf3 3|| 'nu:n2\
'vmt i'sn2 i'luft2| mitiM'fYntli2 'Sta;Al3 3|| un'So:n2 naAx've:ni 'aP&lik2| 'qo:w3 3 t'van2 &san!'mant 'aPs3 3|| 'ta;A2\ &must'nt&vin2 'qu:&e;2\ &asti'sn2| &fni!'a2| t'Stw&vaA3 3||
hat&tii'Sit2 'fal1 1| 'vl/vi si'vi:&ho;l1 1|||)
Pronuncia italiana del tedesco
5.5.3. ('ainst$ s'tritten 'siS nRd'vin:d$ und$'sOn:ne23 'vEr fo'ni;nem 'ba;iden 'vOl:2
deRs'tErkeRe 'vE:Re23 'al saiM'vandeReR2 'dERi 'naineM 'varmem 'man:tel2 ge'jult$ 'va:r2
dz'vE:ges daeR'kam:$23| si'vurde 'na;inig$2 &dazde'rjE:nige2 &fjuRdens'tErkeRen 'gElten
'sOl:te12| 'dEr deM'vandeReR2 Q'vigen 'vjurde2 &sainem'man:tel2 &abQu'nE:men$23|
&deRnRd'vin:d$2 'blis:2 mit'talleR 'mak:$t$23| 'a:beR2 je'mE; ReR5blis:12| &dsto'fEs:teR2 'julte
'siS:2 deR'van:deReR2 in&sainem'mantel 'la;in$23|| 'En:dliS2 'gab:$2 deRnRd'vin:d$2 de'kamp$
'fa;uf23|| &nuneR'vErm$te di'sOnne di'luf:t$2| mit'ti;ReM 'frOindliSSen s'tra:len$23| und'SOn:
nak'vE;nige &naugem'blik:ken2 'QOg:$ deR'van:deReR2 sainem'mantel 'la;us23| 'da2 'muste
&deRnRd'vin:d$2 Qu5gE:ben$12| &dazdi'sOn:ne2 fo&ninem'ba;iden2 deRs'tErkeRe 'va:r23||
at'dir digeS'SiS:te2 ge'fal:len$21| &vlleM'vir si&vide'rO:len$21|||)

6. Spagnolo
6.0. L'accento di spagnolo che tratteremo quello neutro nella versione iberica e in quella (centro-sud-) americana. Le dierenze, all'interno della pronuncia
neutra, sono davvero poche; non serve, quindi, una trascrizione diafonemica (come, invece, per il portoghese e l'inglese); semplicemente, la variante americana ha
due fonemi in meno: /, L/, che conuiscono in /s, J/. I primi due simboli, comunque, hanno un impiego diafonemico, visto che distinguono i due accenti.
Se si volesse ricorrere a simboli con una qualche indicazione, per rammentare
meglio la situazione, si potrebbe ricorrere a /, L/, o propendendo per una trascrizione di tipo pi internazionale a /s, J/. D'altra parte, sempre per aiutare gl'italiani (oppure gli stranieri in genere), bene indicare con /b, , g/ i fonemi /b, d,
g/, nei contesti in cui si realizzano come (B, , ). Non aatto un buon uso quello (d'alcuni testi e di dizionari con trascrizione) di mettere /B, , /: perch non
sono fonemi, e perch nella essione del lemma le cose non restano sempre costanti.
Per quanto ci sia, anche per lo spagnolo, un numero di parlanti decisamente pi
consistente per l'accento "americano&, che non per quello iberico, preferiamo considerare "primario& quest'ultimo accento, perch pi vicino alla scrittura; perci, pi consigliabile, anche didatticamente, pure per una graa pi coerente,
che, d'altra parte, fa da guida pi sicura alla pronuncia.
Ovviamente, pure l'accento americano ha tante varianti interne, che qui consideriamo non-neutre, sebbene, spesso, siano pi diuse della pronuncia neutra, che
(come avviene in ogni lingua) decisamente minoritaria.
Generalmente, queste varianti non hanno la stigmatizzazione delle pronunce
pi facilmente localizzabili, n connotazioni negative, giacch, per ogni nazione,
in eetti, si tratta d'accenti "nazionali& in aggiunta alle varianti regionali. In un
lavoro pi ampio sulla pronuncia dello spagnolo, infatti, si daranno delle macro-coin (almeno sette per l'America), da considerare "neutre&, oltre alle varianti regionali, pi speciche.
D'altronde, le caratteristiche non-neutre dello spagnolo sono condivise dalla
maggior parte delle nazioni ispanofone, sia in America che in Europa, da rendere
gli accenti non-neutri meno dissimili fra di loro, anche se individuabili. Per questo, per lo spagnolo, non si presenteranno altri accenti, oltre i due neutri (come
s' fatto, invece, per il tedesco, che ha accenti ben pi distinti, soprattutto in Svizzera e in Austria).
Si stanno, comunque, raccogliendo registrazioni per una descrizione sistematica degli accenti eettivi dello spagnolo. Intanto si potr vedere la fonosintesi dell'andaluso orientale (nel 17.9 dell'FTN/MaF]

6. spagnolo

225

Vocali
6.1.1.1. Lo spagnolo ha solo cinque fonemi vocalici, realizzati come nel primo
vocogramma della f 6.1, (i ', e a ', o u) /i, e, a, o, u/. Per e o nell'accento neutro ibero-americano, in sillaba accentata, sono normali (, ), ma, in sillaba non-accentata, (e, o).
Abbiamo, quindi, esempi come: ('i)i ('si)a /'si/ s ('kRi;i)i (-sis)a /'kRisis/ cr
('mil) /'mil/ mil (eR'nR)i (s-)a /eR'neR/ cerner (pa'pl) /pa'pel/ papel ('tjRr:a) /'tjeRr:a/ tierra ('i)i ('sis)a /'seis/ se ('r:to)i ('r:s-)a /'r:esto/ rto ('t;Xa)i (-xa)a /'texa/ teja (de'XaR)i (-x-)a /e'xaR/ dejar ('jmpRe)i ('s-)a /'sjempRe/ siempre (a'tnto)
/a'tento/ atento (u't)i (us-)a /us'te/ ted ('p)i (-s)a /'pe/ pez ('de)i (-z-)a
/'ese/ dde ('k;o)i (-so)a /'keso/ o
E: ('p;Co) /'peco/ pe>o (kom'pR) /kom'pRe/ compr ('anda) /'anda/ anda (pa'ta;ta) /pa'tata/ patata ('gRr:a) /'goRr:a/ gorra ('i) /'oi/ hoy ('r:;a)i (-sa)a /'r:osa/
rosa (';Xa)i (-xa)a /'oxa/ hoja (mo'XaR)i (-x-)a /mo'xaR/ mojar (fa'BR) /fa'boR/ favor ('l)i ('s-)a /'sol/ sol (r:a'n)i (-s-)a /r:a'on/ razn ('glpe) /'golpe/ golpe ('p;Lo)i (-,o)a /'poLo/ poo (La'm)i (,a-)a /La'mo/ am (de'k;Ro) /e'koRo/ decoro
('tu;Bo) /'tubo/ tuvo (r:u'mR) /r:u'moR/ rumor
6.1.1.2. Descrizioni pi "sosticate&, come quelle di Navarro Toms sono in
realt eccessive; infatti, perno i dati acustici (che, spesso, indicano dierenze non
utilizzate dall'orecchio umano {nemmeno da quello dei nativi}), generalmente,
concordano nel segnalare solo cinque realizzazioni. In epoca prefonematica, Navarro Toms rappresentava con simboli diversi i vocoidi accentati e quelli non-accentati, comprese sfumature dipendenti dalla loro collocazione in sillaba caudata
o no, o per inusso contestuale, pur riconducendoli tutti a cinque soli elementi.
Normalmente, comunque, le sfumature iperdierenziate rientrano nei foni accentati (i, , a, , u) e in quelli non-accentati (i, e, a, o, u) ( sempre la f 6.1, sinistra).
f 6.1. Vocali spagnole (v testo per il secondo vocogramma).
/i/ (i)
/i/ (i)
/u/ (u)
{((I))}
/e/
(, , e)
/a/ (a)

/o/
(, , o)

/e/ ()
{((e, E))}
/a/ (a)
{((a, q ))}

/u/ (u)
{((u))}
/o/ ()
{((o, O))}
/we/ (w, w,
w, j, we,
w, w, j+, +)

Ricorrendo a simboli speciali ( f 8.12 dell'FTN/MaF] che indicano sfumature intermedie fra i nostri vocoidi fondamentali, per, si potrebbero utilmente recuperare importanti indicazioni, non solo in riferimento al secondo vocogramma dato (per il quale sarebbero senz'altro pi utili), ma anche per (i, u) ((I, u)) e per (a@,
a# a) ((a, q )) (dato che sarebbe eccessivo usare (I, U , A ), e, per quelli dati di
sguito, (e, E o, O)).
Per l'articolazione di e o accentati nella pronuncia, c' parecchia oscillazione

226

manuale di pronuncia

(per parlanti parole; il secondo vocogramma della f 6.1); infatti, a volte, si trovano (E O) ((E, O)), specie in sillaba caudata, o nelle sequenze /ei, oi r:e, r:o ex,
ox/; oppure, (/e) ((e)), (/o) ((o)), soprattutto in sillaba non-caudata; e anche
per /e/ in sillaba caudata in /m, n d , s/. Ma non necessario segnarli, dato che
il timbro regolare, in posizione accentata, (, ), normale e sicuro, da veri nativi (nonostante le oscillazioni). In sillaba non-accentata, negli stessi contesti, al posto di ((E, O)), ovviamente, appaiono (, ).
Per curiosit, e solo qui, riportiamo i casi pertinenti degli esempi appena visti,
adattati: ((R'nER)) /eR'neR/ cerner ((pa'pEl)) /pa'pel/ papel (('tjERr:a)) /'tjeRr:a/ tierra
(('Ei))i (('sEis))a /'seis/ se (('r:Eto))i (('r:Es-))a /'r:esto/ rto (('tE;Xa))i (-xa)a /'texa/ teja
((d'XaR))i (-x-)a /e'xaR/ dejar (('jempRe))i ('s-)a /'sjempRe/ siempre ((a'tento)) /a'tento/ atento ((u'te[]))i (us-)a /us'te/ ted (('pe))i (-s)a /'pe/ pez (('dee))i (-z-)a
/'ese/ dde (('ke;o))i (-so)a /'keso/ o
E: (('pe;Co)) /'peco/ pe>o ((kOm'pRe)) /kom'pRe/ compr (('gORr:a)) /'goRr:a/ gorra
(('Oi)) /'oi/ hoy (('r:O;a))i (-sa)a /'r:osa/ rosa (('O;Xa))i (-xa)a /'oxa/ hoja (m'XaR)i (-x-)a
/mo'xaR/ mojar ((fa'BOR)) /fa'boR/ favor (('Ol))i ('s-)a /'sol/ sol ((r:a'On))i (-s-)a /r:a'on/
razn (('gOlpe)) /'golpe/ golpe (('po;Lo))i (-,o)a /'poLo/ poo ((La'mo))i (,a-)a /La'mo/
am ((de'ko;Ro)) /e'koRo/ decoro ((r:u'mOR)) /r:u'moR/ rumor
Anche per /i, a, u/: ((en'tIR)) (en'tiR)i (s-)a /sen'tiR/ sentir, ((&aI'naR)) (&ai'naR)i
(-s-)a /asig'naR/ ignar, (('I;Xo)) ('i;Xo)i (-xo)a /'ixo/ hijo, (('mIRr:)) ('miRr:a) /'miRr:a/
mirra, (('r:I;ko)) ('r:i;ko) /'r:iko/ rico; (('ka;N)) ('ka;Na) /'kaNa/ caa, (('ma;Co)) ('ma;Co)
/'maco/ ma>o, (('ma;,o)) ('ma;,o) /'maJo/ mayo, (('ka;Le)) ('ka;Le)i (-,e)a /'kaLe/ cae,
(('baile)) ('baile) /'baile/ baile; (('qlto)) ('alto) /'alto/ alto, (('mq;X)) ('ma;Xa)i (-xa)a
/'maxa/ maja, ((kq'XOn)) (ka'Xn) /ka'xon/ cajn, (('kqu)) ('kaua)i (-sa)a /'kausa/
caa, ((q'un)) (a'un) /a'un/ an, ((bIl'Bqo)) (bil'Bao) /bil'bao/ Bilbao, ((q'O;R)) (a';Ra)
/a'oRa/ ahora; (('tuRko)) ('tuRko) /'tuRko/ turco, (('Xunt)) ('Xunta)i ('x-)a /'xunta/ junta, (('lu;Xo)) ('lu;Xo)i (-xo)a /'luxo/ lujo, ((tuR'r:On)) (tuR'r:n) /tuR'r:on/ turrn, ((r:u'mOR)) (r:u'mR) /r:u'moR/ rumor.
6.1.1.3. Dopo /'i, 'u/, /e|, o|/ restano (e, o), anche se, a volte, si possono trovare
(, ) (pure nella pronuncia neutra): (fe'li;e)i (-ses)a /fe'lies/ felic ('r:i;ko) /'r:iko/ rico Anche in sillaba non-accentata, soprattutto vicino a /x, r:/, si possono avere i timbri (, ), ma, per una pronuncia neutra, (e, o) sono regolari e sucienti:
(&Xela'ti;na)i (&x-)a /xela'tina/ gelatina (koR'r:o) /koR'r:eo/ correo.
Indichiamo anche una pronuncia che si pu sentire, soprattutto in parole d'uso frequente, nella pronuncia non lenta, la sequenza /we/ si pu pronunciare (w)
(realizzando un vocoide antero-centrale); mentre, in pronuncia pi veloce o meno curata, la sequenza si pu ridurre a un solo vocoide (centro-labiato ()), attraverso spostamenti progressivi: ('pw;Blo, 'pw;- 'pw;- 'pj;- 'p;-) /'pweblo/ pueblo ('nw;Be, 'nw;- 'nw;- 'nj;- 'n;-) /'nwebe/ nueve (&ata'lw;o, -w;- -w;-
-j;- -;-)i (&as-)a /asta'lwego/ hta luego (kwe'tjn, -w- -w- -j+- -+-)i (-s-)a
/kwes'tjon/ cuestin Non , comunque, il caso di cercare d'assumerla attivamente,
questa particolare pronuncia (indicata nella parte centrale del secondo vocogramma della f 6.1).

6. spagnolo

227

Dittonghi
6.1.2.1. I vari dittonghi possibili sono sequenze bifonematiche, con realizzazioni fonetiche corrispondenti a quelle dei monottonghi, combinati assieme, come
in italiano: ('li) /'lei/ ley (pei'na;o) /pei'nao/ peinado ('io) /'oigo/ oigo (&boiko'to) /boiko'teo/ boicoteo ('baile) /'baile/ baile ('aula) /'aula/ aula (au'a)i (-s)a /au'a/ audaz ('dua) /'eua/ deuda (eu'X;njo)i (-x-)a /eu'xenjo/ Eugenio ('bu)
/'bou/ bou compresi (di'Ria) /i'Ria/ dira (na'Bio)i (-s)a /na'bios/ navos (&konti'nuo) /konti'nuo/ contino
A proposito dei dittonghi, dobbiamo insistere parecchio perch (per quanto strano possa sembrare, nel terzo millennio), sono incredibilmente radicate convinzioni
errate, che si trascinano da secoli, e sono particolarmente "accreditate& perno dai
fonetisti ispanici. Si fa(rebbe), per, presto a vedere come stanno eettivamente le
cose, semplicemente considerando ci che fonetico esclusivamente in termini di
fonetica.
Invece, imperversano ancora misture dell'onnipresente (e invadente) graa e di
considerazioni grammaticali (e diacroniche), nonch metriche, col solo risultato
di creare il caos in una materia che si distingue(rebbe) per la chiarezza oggettiva e
oggettuale.
6.1.2.2. Come si diceva, le trattazioni ispaniche (non che siano le uniche purtroppo!) dedicano molto impegno nel complicare ci che semplice. Infatti, invece di tre comunissime strutture, come il vero dittongo ((', &, )), l'iato ((',
&)) e la sequenza eterofonica ((0), come appunto, (j), (w), e simili), continuano a considerarne solo due, "dittongo& ("sineresi&, nella parola, e "sinalefe&, tra
parole) e "iato& ("dieresi& e "dialefe&, rispettivamente), per, con forzature medievali, di tipo graco-grammaticale e graco-metrico.
Infatti (a meno che non si pretenda di fare la "maga& di far fonetica secondo
categorie graco-grammaticali), in termini fonetici, assurdo parlare di "dittongo& nel caso di (j, w) (('bjn) /'bjen/ bien ('gwa;pa) /'gwapa/ %apa].
Infatti, solamente (i, u) (('aiRe) /'aiRe/ aire ('kaua)i (-sa)a /'kausa/ caa] sono veri dittonghi, come qualsiasi sequenza (', &, ) (('auto) /'auto/ auto (&auto'Bu)i (-s)a /auto'bus/ autobs (au'tntiko) /au'tentiko/ autntico] e altrettanto
assurdo parlare di "iato& per ('i, 'u), dato che solo (i', u') sono veri iati, come
qualsiasi altra sequenza (', &) ((pa'i)i (-s)a /pa'is/ pas] rispetto a (pai'a;no)i
(-s-)a /pai'sano/ paano vero dittongo. Non ci si pu, quindi, dare di trattazioni
che usano due sole categorie (: dittongo e iato) e, per di pi, le mescolano pericolosamente, no a includere le sequenze eterofoniche in "dittongo&, e il vero
dittongo in "iato&
Ovviamente, i trittonghi (veri) sono sequenze di tre vocoidi (') (con prominenza sul primo), non certo (', '), n tanto meno ('j, 'w), o (j, w), che ricorrono, invece, in ('bwi) /'bwei/ buey (&paRa'wai) /paRa'gwai/ Para%ay

228

manuale di pronuncia

Consonanti
6.2.0. La f 6.2 d le articolazioni consonantiche, dei due accenti neutri, necessarie per rendere adeguatamente la pronuncia spagnola.
Le f 1.9-15 danno, invece, gli orogrammi, raggruppati per modi d'articolazione, di tutti i contoidi dati nei capitoli di questo volume, anche come varianti secondarie, occasionali, o regionali, per le 12 lingue trattate.

C {}

i ()i
sa (z)a ()i ()i
()
R|r:
(l)
l

()
k g

()
/J/|(,)

uvulari

velo-labiati

velari

(~)

prevelari

alveolari

palatali

(n)
t d

postalveopalatali

m (M)
F pb

f
_
(B)

dentali

labiodentali

bilabiali

f 6.2. Tabella delle consonanti spagnole.

(,)i

xa ()

(X)i

()
j|()
()

(F)

w|(j)

Li

+ (N, M, M, , ) testo

Nasali
6.2.1.1. Ci sono tre fonemi nasali, /m, n, N/, con vari tassofoni per /n/ (m, M,
n, ~, N, , , ,) (f 1.9.1-2; () semi-provelare, senza contatto pieno; si potrebbe
aggiungere (()), dentale, davanti a /t, d /, per il quale, per, suciente (n); pi
sotto, aggiungiamo altri cinque tassofoni, (N, M, , M, ), per sequenze eterorganiche di N]\ ('ma;no) /'mano/ mano ('ni;No) /'niNo/ nio (um'pRr:o) /um'peRr:o/
un perro (im'bjRno) /im'bjeRno/ invierno (iM'fjl) /in'fjel/ inel (&konten'dR) ((-te-)) /konten'deR/ contender (kon'to) ((-'-))i (-s-) ((-'s-))a /kon'ebto/ concepto
(kon';Xo)i (-s;xo) ((-'s-))a /kon'sexo/ consejo ('nr:a) /'onr:a/ honra ('a~Co) ((-nC-))
/'anco/ an>o ('kNuXe)i (-xe)a /'konJuxe/ cnyuge (uN'uke) /un'Junke/ un
yune (&koNLe'BaR)i (-N-, -NJ-)a /konLe'baR/ conevar (u'w;Bo) /un'webo/ un
huevo ('bako) /'banko/ banco ('tgo) /'tengo/ tengo ('fRa,Xa)i (-xa)a /'fRanxa/
franja
L'articolazione di /N/ palatale, come in italiano, ma breve (non auto-geminante, come in italiano neutro; anche se, a volte, pu essere un po' geminata (NN), dopo V accentata, che, allora, breve): ('ba;No 'baNNo) /'baNo/ bao ( l'italiano
('baN:No) /'baNNo/ bagno]
Come per /nw/, anche nei pressi cons- ins- trans- l'articolazione pi normale e consigliabile con (): (&kotRu'jn)i (-stRu'sj-)a /konstRug'jon/ construccin (i'tante)i (-s-)a /ins'tante/ instante (&tRafoR'maR)i (-s-)a /tRansfoR'maR/ transformar rientrano in questo caso, ovviamente, anche forme come: (&iRku'tanja)i (&siRkus'tansja)a /iRkuns'tanja/ circunstancia.

6. spagnolo

229

Per quanto riguarda i primi elementi delle sequenze /mn, nm/, abbiamo vari altri tassofoni, con articolazioni doppie ((N), bilabio-alveolare, nella pronuncia pi
precisa, mentre sarebbe estremamente pedantesca, "&, un'esecuzione corrispondente alla struttura fonemica), oppure con coarticolazioni ((M, ), rispettivamente
bilabio-semi-alveolare e alveo-semi-bilabiale) o con semi-articolazioni ((M, )), in
pronuncia pi spontanea e meno controllata (f 1.9.1-2): ('iNno, 'iMno, 'iMno 'imno) /'imno/ himno (koN'mi;o, koM-, ko-, ko- kon-) /kon'migo/ conmigo
Per /n/, la pronuncia neutra ha (n), sebbene sia molto diusa, soprattutto in America, la realizzazione velare, che resta non-neutra; per la graa -m si pu trovare anche (N, M, M, , ) (la labializzazione a causa della scrittura), sebbene (n) sia
neutro e valutato pi tradizionale: (a'jn)i (-sj-)a /ag'jon/ accin ('alBun, -uN,
-uM, -uM, -u, -u) /'albun/ lbum Piuttosto, importante notare che, davanti a
pausa, la vibrazione delle pliche vocali cessa simultaneamente allo stacco dell'apice dagli alveoli (perci, non aatto accettabile qualcosa come (-n, -n, -nO)).
Occlusivi
6.2.2.1. Lo spagnolo ha tre coppie difoniche d'occlusivi, (p, b t, d k, g) /p, b
t, d k, g/: ('pa;o)i (-so)a /'paso/ po ('b;o)i (-so)a /'beso/ bo (um'b;o)i (-so)a
/um'beso/ un bo (tu'to) /tu'teo/ tuteo (do'lR) /o'loR/ dolor (&kondo'lR) /kondo'loR/ con dolor ('kaldo) /'kaldo/ caldo ('k;Ce) /'koce/ co>e (go'Ri;la) /go'Rila/ gorila (&ugo'Ri;la) /ungo'Rila/ un gorila
Gli occlusivi sonori, per, si realizzano come tali solo dopo pausa, dopo nasale
e nella sequenza (omorganica) /ld/, come mostrano gli esempi precedenti. Infatti,
negli altri contesti, la realizzazione "normale& approssimante, (B, ) /b, d/, o costrittiva, () /g/ (a meno che non si parli lentamente, con precisione o con enfasi):
('l;Bo) /'lobo/ lobo (e&ta'Bjn)i (es-)a /es'ta 'bjen/ t bien ('bRBo) /'beRbo/ verbo
('alBa) /'alba/ alba ('p;BRe) /'pobRe/ pobre (&ao'lu;to)i (-s-)a /abso'luto/ absoluto
(u'Bli;me)i (s-)a /su'blime/ sublime (&uB-le'BaR)i (&s-)a /sub-le'baR/ sublevar (in quest'esempio, il presso sentito ancora come qualcosa di separato), (o'taR) /ob'taR/
optar (sia b che v sono sempre /b/ (b, B): lo spagnolo non ha "/v/&).
Ancora: ('t;o) /'too/ todo (peR'R) /peR'eR/ perder ('ma;Re) /ma'Re/ madre
('de)i (-z-)a /'ese/ dde (lo';o)i (loz';os)a /los'eos/ los dedos (&ami'RaR) /ami'RaR/ admirar (a'mfeRa)i (-s-)a /a'mosfeRa/ atmsfera (&aXe'ti;Bo)i
(&axe-)a /axe'tibo/ adjetivo ('i;o) /'igo/ higo (la'Rr:a) /la'geRr:a/ la %erra ('a;wa) /'agwa/ a%a (el'lpe) /el'golpe/ el golpe ('kaRo) /'kaRgo/ cargo ('i;lo)i ('s-)a
/'si-glo/ siglo ('dino, 'dino) /'ig-no/ digno ('tnika, -n-) /'tegnika/ tcnica (per
/gn, kn/, possibile anche (-n-)), (a'tR) /ag'toR/ actor (&dijo'na;Rjo)i (-s-)a /igjo'naRjo/ diccionario
Davanti a V anteriori e a /j/, /k, g, g/ si realizzano come prevelari, per normale assimilazione, ma non necessario usare sistematicamente i simboli speciali ((, , )):
(ki'taR) /ki'tar/ itar ('kj;Ro) /'kjeRo/ iero ('gia) /'gia/ %a ('a;ila) /'agila/ %ila In posizione eettivamente intervocalica, correntemente si ha un'articolazione semicostrittiva, ((y)) (e ((g))): ('a;o) (('a;yo)) /'ago/ hago (e ('a;ila) ((-gi-)) /'agila/ %ila]

230

manuale di pronuncia

6.2.2.2. In posizione nale di parola, () // indebolito (cio articolato con


minore tensione, ((d)), oltre che desonorizzato, ((D)), a meno che non sia seguto da
foni sonori): (')i ('s-)a /'se/ sed (a'Bla) /a'bla/ hablad spesso cade in: (u't[])i
(us-)a /us'te[]/ ted (ma'Ri[]) /ma'Ri[]/ Madrid, e in sostantivi in // (non
monosillabici): (beR'a[]) /beR'a/ verdad (biR'tu[]) /biR'tu/ virtud
Inoltre, nella desinenza maschile -ado(s) l'articolazione ugualmente pi attenuata (no a (`), "zero&, in pronuncia familiare, soprattutto iberica, ma non sistematicamente; in quella americana, generalmente, la caduta considerata non-neutra): (Le'a[;]o)i (,e'a;o)a /Le'gao/ egado (ol'da[;]o)i (sol'da;os)a /sol'daos/ soldados
Come s' visto, davanti a C non-sonora (e davanti a eventuale pausa), /b, , g/
sono desonorizzati: (o'taR, &aXe'ti;Bo, a'tR) (ripresi dal paragrafo precedente).
Per eccessivo inusso della scrittura, soprattutto nell'accento americano, c' chi
articola come (p, b t, d k, g) (con sonorit secondo la graa) i /b, , g/ davanti a
C eterosillabiche (che, invece, rappresentano una normalissima neutralizzazione):
(o'taR, op-), (&uB-le'BaR, -b-)i (&s-)a, (&ami'RaR, &ad-), (a'mfeRa, at-)i (-s-)a, (&aXe'ti;Bo, &ad-)i (-xe-)a ('dino, 'dig-), (a'tR, ak-).
Sempre per lo stesso motivo, con un ulteriore (e pi grave) allontanamento dalla vera struttura fonica, per indebito inusso dell'ortograa (o a causa d'accenti regionali, come il valenziano, (v), e il paraguaiano, (V)), specie in pronuncia americana, c' chi introduce il "fonema /v/& in spagnolo, che non l'ha pi da secoli: (&embi'aR &eMvi'aR) /embi'aR/ enviar
evidente che l'uso che facciamo di /b, , g/ non diafonemico giacch i due
accenti coincidono sostanzialmente; , piuttosto, interfonemico, perch si preoccupa di mostrare dove la loro realizzazione non occlusiva, per avviare lo straniero
a un impiego adeguato, senza deduzioni forzate (e, spesso, errate e, quindi, fonte di problemi inutili).
Occlu-costrittivi
6.2.3. C' un solo fonema occlu-costrittivo, postalveo-palatale non-sonoro, (C)
/c/ (che, rispetto a (c) /c/ postalveo-palato-prolabiato, dell'italiano neutro, non
ha la protensione labiale): ('l;Ce) /'lece/ le>e (mu'Ca;Co) /mu'caco/ mu>a>o
(&CaCa'Ca) /caca'ca/ >a->a-> Il passaggio regionale di /c/ a () tipico andaluso e caraibico.
Foneticamente, c' un altro occlu-costrittivo, palatale sonoro, (), realizzazione
del fonema costrittivo /J/, che ricorre solo dopo pausa o dopo /n, l/: ([koN]'Rr:o)
/[kon]'JeRr:o/ (con] hierro (&iN'jn)i (-sjn)a /inJeg'jon/ inyeccin ([eL]'uke) /[el]'Junke/ (el) yune Spesso, in pronuncia familiare (pure neutra), dopo pausa si ha anche (J) (vero costrittivo), oppure un semi-occlu-costrittivo, (W), o anche
un occlu-semi-costrittivo, (): ('JRr:o, 'Juke 'W-, '-); lo stesso pu succedere, nell'ordine (, , W, J), dopo /n, l/: (koN'Rr:o, koN'-, koN'W-, koN'J-), (&iN'jn,
&iN-, &iNW-, &iNJ-)i (-sjn)a, (eL'uke, eL'Ju-).

6. spagnolo

231

Costrittivi
6.2.4.1. I fonemi costrittivi sono cinque; quattro non-sonori: (f) /f/, (i, sa) //,
(i, sa) /s/ e (Xi, xa) /x/; mentre (,) /J/ (palatale) sonoro e, a dire il vero, solo semi-costrittivo, essendo a met strada fra l'approssimante, (j), e il vero costrittivo ((J);
ma pi raro, nelle varie lingue).
Non pone problemi (f) /f/, anche se, spesso, parlanti americani ed iberici lo realizzano come bilabiale (costrittivo, (), o approssimante, (F)): ([&uM]fa'BR [&um]a- [&um]Fa-) /[un]fa'boR/ (un) favor
6.2.4.2. Per gli altri, c' bisogno di qualche spiegazione. Infatti, () //i neutro solo nell'accento iberico, mentre in quello americano conuisce in /s/: (a'pa;to)i (sa-)a /a'pato/ zapato ('j;lo)i ('sj-)a /'jelo/ cielo ('di;e)i (-se)a /'ie/ dice
('lu)i ('lus)a /'lu/ luz Partendo da una trascrizione di tipo americano, o internazionale, potrebbe esser pi conveniente usare il diafonema /s/: /sa'pato, 'sjelo, 'ise, 'lus/. Davanti a C sonore, l'articolazione diventa sonora: (Xu'aR)i (xuz'aR)a
/xu'gaR/ juzgar ('lu o'Ra;a)i ('luz)a /'lu o'Raa/ luz dorada naturalmente, davanti a sonanti, nell'accento americano, si preferisce (s) (come per /s/; il paragrafo successivo): ('djmo)i (-smo)a /'jemo/ diezmo
6.2.4.3. Per /s/, cambia il punto d'articolazione, da un accento all'altro, giacch
/s/ (apico)alveolare in iberico, ()i, ma (lamino)dentale in americano, (s)a: (e'ta;o)i (es'ta;os)a /es'taos/ tados ('l)i ('s-)a /'sol/ sol ('pi;o)i (-so)a /'piso/ po
(Dopo V accentata, oltre al normale e pi consigliabile (';)i (';s)a, si pu avere anche (')i ('ss)a: ('pio)i ('pisso)a.) Davanti a C sonore difoniche eterosillabiche (/b, d, g/), /s/ diventa sonora, ()i (z)a: (lo'BuRr:o)i (loz'BuRr:os)a /los'buRr:os/ los burros ('de)i ('dze)a /'ese/ dde (di'uto)i (-z'us-)a /is'gusto/ dgto Nelle sequenze /st, s/, nella pronuncia neutra iberica, si mantiene (, ), come si vede dagli esempi dati; l'articolazione dentalveolare (dentale a punta alta, ((s,
z))) solo possibile, mentre necessaria nella pronuncia (sempre iberica) della
sequenza /s/: (es';na) /es'ena/ cena (che, in pronuncia americana, (e's;na)
/e'sena/, da //es'sena//).
Per, davanti a C eterosillabiche non-difoniche (/m, n, N J w l, L/; per /s/ + /r:/,
si veda alla ne di questo paragrafo), abbiamo un comportamento diverso, anche
se complementare: nell'accento iberico prevale la sonorizzazione, (, , ); mentre,
in quello americano, prevale la non-sonorizzazione, (s, , z) (anche se noi segn{i}amo solo la prima realizzazione per ciascun accento): ('mimo)i (-s-)a /'mismo/
mmo ('ila)i (-s-)a /'isla/ la (lo'w;o)i (-s'w;sos, -'sw-)a /los'wesos/ los huos
('d ',Rr:o)i ('d)a /'os 'JeRr:os/ dos hierros L'ultimo esempio mostra la normale
articolazione di tipo postalveo-palatale, ()i ()a, davanti a /J/, come pure davanti a
/L, N/: (la'Lu;Bja)i (la',u;Bjas)a /las'Lubjas/ l uvi (lo'N;No)i (lo-, -os)a /los'NoNos/ los oos.
Se le C sonore che seguono sono tautosillabiche (cio, quando fanno parte della stessa sillaba), /s/ resta non-sonoro, come pure davanti a V /s/ (essendo iniziale
di fonosillaba): ('jta)i ('sjs-)a /'sjesta/ sita ('w;lo)i ('s-)a /'swelo/ suelo (&loa-

232

manuale di pronuncia

'mi;o)i (-sa'mi;os)a /losa'migos/ los amigos (&mieR'ma;no)i (-seR'ma;nos)a /miseR'manos/ m hermanos (I catalani sonorizzano, invece, anche in spagnolo, dicendo (&loa'mi;o, &mieR'ma;no).)
Per /sr:/ (anche /sr:/) le articolazioni pi normali sono (r:, Rr:, r:, r:, :, R:)
(comunque, trascriviamo solo (r:), ma /sr:/, anche se un'eettiva pronuncia con
(i, sa) decisamente eccessiva, pi da "stranieri& {sia non-ispanici che ispanici}):
(la'r:w;a)i (-s)a /las'r:weas/ l rued (&ir:a'l) /isr:a'el/ Israel
Nella trascrizione fonemica, usiamo /s/, giacch, parlando in modo lento o enfatico, per (i, za), la pronuncia eettiva pu senz'altro essere non-sonora anche in
pronuncia iberica.
6.2.4.4. Il criterio adottato qui considera solo due tipi di pronuncia neutra; ma,
descrivendo le pronunce delle singole nazioni, sar inevitabile allargare i criteri,
no a inglobare, adeguatamente, le caratteristiche d'ogni singola nazione (pur con
tutte le varianti non-neutre che, ovviamente, ogni zona presenta). Perci, accenniamo a una variante, non-neutra, per /s/ (americana, canaria e andalusa), molto attenuata: l'approssimante laringale (non-sonoro, (h), e sonoro, (H), davanti a foni
sonori), che, generalmente, s'accompagna a ci che, tradizionalmente (ma inesattamente), denito "aspirazione& di /s/ (che, da un punto di vista fonetico rigoroso, signicherebbe (sh), come (th)), davanti a pausa, o a C, o anche davanti a
V Si realizza, cio, come se fosse "/h/&. Per esempio: (lah'kwhtah) /las'kwestas/ l
cut ('dHe) /'ese/ dde ('ihlah, 'iH-) /'islas/ l (&loha'mi;oh) /losa'migos/
los amigos (in pronuncia neutra: (la'kwta)i (las'kwstas)a, ('de)i (-z-)a, ('ila)i
('islas)a, (&loa'mi;o)i (-sa'mi;os)a] Tale pronuncia pu arrivare anche a trasformare (h, H) in (`), "zero&.
6.2.4.5. Sempre in pronunce non-neutre ci possono essere anche "colorature&
di (h) (non-sonoro), a seconda del timbro vocalico precedente. Ci accade, spesso, in argentino (dove il fenomeno si verica normalmente; e, solo nella parlata
pi formale, si riesce a evitarlo; ma, davanti a pausa, sentito come molto popolare e, quindi, evitato con pi attenzione): ('lita) (palatale) /'lista/ lta ('kwhta)
(laringale) /'kwesta/ cuta ('pata) (velare) /'pasta/ pta ('tta) (laringo-labiato)
/'tosta/ tosta ('guWta) (velo-labiato) /'gusta/ %sta ('iHla, 'dHe, 'aHma, 'Hmosis,
tuH'jntes) /'isla, 'ese, 'asma, 'osmosis, tus'jentes/ la dde ma smos t
dient In pronuncia neutra, abbiamo: ('lita, 'kwta, 'pata, 'tta, 'guta)i (-s-)a e
('ila, 'de, 'ama, 'moi, tu'jnte)i ('is-)a
In pronuncia argentina neutra, /s/, nei contesti /s, s/, comunque, solo di rado
pienamente (s, z), bens semi-costrittivo solcato, dentale, (, d): ('dde, lo'pRr:o)
/'ese, los'peRr:os/ dde los perros. (Le due pronunce neutre, trattate qui, hanno (,
)i (z, s)a. Una pronuncia argentina meno neutra, ma curata, ha () per (, d) f 1.918.)
Un'altra caratteristica, ancora pi marcata, tipica soprattutto di parti dell'Andalusia e dell'America (in particolare, delle zone caraibica e meridionale), fonde /s/
in (=): (miz';os miH';oh mi+';oh mi'- mi'- -o) /mis'eos/ m dedos (&tRez'Bailes &tReH'Baileh &tRe='Bai- &tRe'ai- &tRe'Fai-) /'tRes 'bailes/ tr bail (laz-

6. spagnolo

233

'B;tas laH'B;tah la'B- la'- la'F- -a) /las'botas/ l bot (loz'a;,os loH'a;,oh lo'a- lo'xa- lo'a- -o) /los'gaJos/ los gaos (tuz'a;tos tuH'a;toh tu'a-
tu'xa- tu'a- -o) /tus'gatos/ t gatos ((=) e derivati hanno il tipo di fonazione intermedio tra (h) e (H)). La pronuncia neutra : (mi';o, &tRe'Baile, la'B;ta,
lo'a;,o, tu'a;to)i (-z-, -s)a
Oppure, coi son(or)anti (/m, n l r:/), pu cambiare anche in (0, =0): ('mizmo, 'mi-, 'mis- 'miH-, 'mi+- 'mi-, 'mi)-) /'mismo/ mmo ('azno, 'a-, 'as- 'aH-,
'a- 'an- 'a-) /'asno/ no ('izla 'i-, 'is- 'iH- 'i+- 'i- 'ia-) /'isla/ la (&ir:a'l, &i-5) /isr:a'el/ Israel La pronuncia neutra : ('mimo, 'ano, 'ila)i (-s-)a (&ir:a'l)
6.2.4.6. Il semi-costrittivo palatale sonoro, (,) /J/ (gi introdotto nel 6.2.4.1;
anche 6.2.4.3), ricorre tra V nella parola o nella frase (cio nei contesti diversi
da quelli "forti& del 6.2.3, ma, come s' gi detto l, possibile pure in quelli):
('ba;,a) /'baJa/ vaya (';,e) /'oJe/ oye
Per /J/, c' una pronuncia che pu forse rientrare nel neutro (dal tipo familiare,
no a quello energico), molto frequente, in entrambi gli accenti: (); articolatoriamente, corrisponde a (C) /c/, che viene a formare una coppia difonica, quindi, rendendo pi naturale e coerente il sistema consonantico. Pur non essendo ancora
completamente neutra, la si potrebbe usare in una specie d'accento "internazionale&, pi semplice e pi funzionale (anche con (s, ,) /s, J/ per /, L/; indicati, quindi, coi diafonemi /s, J/, 6.0); questa pronuncia sarebbe giusticata e sorretta
dall'uso eettivo di tanti parlanti iberici (tra cui i madrileni) e americani: ('ba;a,
';e).
Nell'ottica di questo capitolo, il passaggio di /J/ a (, ) senz'altro regionale (e
tipico, per esempio, dell'argentino, il cui neutro locale ha, per, () per /J, L/).
Sempre in americano e andaluso, soprattutto, /J/ si pu realizzare spesso come
un approssimante, (j), ma tale pronuncia stenta a rientrare nel neutro (per quanto piccola sia la dierenza, giacch (,) solo un semi-costrittivo); un uso sistematico di (j) regionale, o straniero.
6.2.4.7. Anche per /x/, cambia il punto d'articolazione, da un accento all'altro
(pure all'interno del neutro), giacch /x/ , rispettivamente, uvulare, (X)i, e velare,
(x)a: (Xa'mn)i (xa-)a /xa'mon/ jamn (Xe'miR)i (xe-)a /xe'miR/ gemir ('di;Xe)i (-xe)a
/'ixe/ dije nale pi debole, passando ad approssimante dello stesso punto d'articolazione, o anche laringale: ('b, -h)i ('b, -h)a /'box/ boj correntemente si
perde in: (r:e'l[], -[h])i (r:e'l[], -[h])a /r:e'lox/ reloj
Nei due accenti, per /x/, si possono avere delle varianti, che rientrano ancora nel
neutro: rispettivamente, un'articolazione pi energica (()i, vibrante costrittivo uvulare non-sonoro), o meno energica (()a, approssimante velare non-sonoro), che
segnaliamo solo qui. Invece, il passaggio a (h) (laringale), molto diuso in America
e in Andalusia, non pu esser considerato neutro, secondo i criteri adottati qui.

234

manuale di pronuncia

Approssimanti
6.2.5.1. I fonemi approssimanti spagnoli sono /j, w/: ('j;lo)i ('sj-)a /'jelo/ cielo ('w;Bo) /'webo/ huevo (&awe'kaR) /awe'kaR/ ahuecar sono dialettali (o straniere)
realizzazioni desonorizzate dopo C non-sonore: ('tj;ne 't-) /'tjene/ tiene ('kwa;tRo
'k-) /'kwatRo/ cuatro Generalmente, /j/ ricorre solo dopo C tautosillabica, come
negli esempi ora visti, e in ('r:j;o) /'r:jego/ riego. Invece, in posizione iniziale di sillaba, abbiamo esclusivamente /J/ ( 6.2.4.6, 6.2.4.1, 6.2.3), tranne che in zone dell'America, come l'Argentina, dove lo troviamo per hiV-: (';lo, ',-)i ('-, ',- 'j-)a /'Jelo/
hielo ('RBa, ',-)i ('-, ',- 'j-)a /'JeRba/ hierba contro ('RBa, ',-)i ('-, ',-)a /'JeRba/
yerba (indipendentemente dalla riduzione, non-neutra, di /J/ a (j), in certe zone).
Per /[]bw, []gw/, in pronuncia familiare, si pu avere una semplicazione,
tramite un approssimante bilabio-velare, (), per il primo caso; o un costrittivo,
()) (o (), 9.14 dell'FTN/MaF), oppure un semi-costrittivo, (m), no all'approssimante (w), velo-labiati: (a'Bw;lo, a'm-, a'-, a'w-) /a'bwelo/ abuelo (la'Bwlta, la'm-, la'-, la'w-) /la'bwelta/ la vuelta ('a;wa, 'a;)a, 'a;ma, 'a;wa) /'agwa/
a%a (la&wape't;na, la&)a-, la&ma-, la&wa-) /lagwape'tona/ la %apetona
Invece, per /w, w/, in pronuncia familiare, frequente una realizzazione pi
energica (rispetto alla trascrizione fonemica): (');Bo, 'm-, '-) /'webo/, (&a)e'kaR,
&ame-, &ae-) /awe'kaR/. Anche nella combinazione /nw/ ( 6.2.1.1), si pu avere
quest'articolazione pi energica: (u'w;Bo, u')-, u'm-, u'-) /un'webo/ un
huevo In tutti questi casi, si sentono anche realizzazioni scomposte sintagmaticamente, (w, Bw) (e anche (gw, mbw), per l'ultimo caso), ma senz'altro meglio
evitarle.
6.2.5.2. Oltre a (j, w) e (B, ) (/j, w/, /b, /), ci sono altri tre (tasso)foni approssimanti, che realizzano, nel parlato spontaneo normale, e nient'aatto trascurato
/e, o, a/, nelle sequenze /0e, 0o, 0a/; abbiamo, quindi, /e/ () (semi-palatale),
/o/ (j) (semi-velo-labiato) e /a/ (F) (semi-prevelare): ('pR) /pe'oR/ peor ('ta;tRo) /te'atRo/ teatro ('pj;ta) /po'eta/ poeta (&kjau'laR) /koagu'laR/ coa%lar (u'nF;Xa)i
(-xa)a /una'oxa/ una hoja ('lF;tRa pa'Ra;a) /la'otRa pa'Raa/ la otra parada In parlata pi lenta o solenne, abbiamo senz'altro (pe'R, te'a;tRo, po';ta, &koau'laR, &una';Xa, la';tRa pa'Ra;a)i (-xa)a, come indica la trascrizione fonemica.
Sono, invece, pronunce correntemente considerate popolari: ('pjR, 'tja;tRo,
'pw;ta, &kwau'laR); la dierenza c', e pi che suciente per distinguere le tre
realizzazioni diverse, anche se potrebbe sembrare irrisoria quella tra (, j) e (j, w)
(non solo agli stranieri, ma pure a nativi che scrivono articoli e libri, limitandosi
alle due sole possibilit estreme, anche per mancanza di simboli adeguati).
Vibranti
6.2.6.1. Lo spagnolo ha un vibrante alveolare /r:/ (r:), con tre battiti dell'apice
contro gli alveoli (per cui sarebbe suciente usare (r;), ma l'esperienza fa preferire (r:)), e un vibrato /R/ (R), con un solo battito alveolare: ('r:a;Ro) /'r:aRo/ raro im-

6. spagnolo

235

portante, in trascrizioni interfonemiche (che riguardano pi lingue), segnare anche il crono/cronema, perch altrimenti se ne maschererebbe la natura, rischiando di farlo passare per un semplice vibrante (a due battiti, come in italiano, in sillaba accentata: ('ra:Ro)it /'raro/ raro]
I due tipi spagnoli ((R, r:)) si combinano anche, tra di loro, dando, per esempio:
('tjRr:a) /'tjeRr:a/ tierra ( l'italiano ('tEr:Ra) /'tErra/ terra] (laR'r:a;jo) /laR'r:ajo/ la
radio ( l'italiano (la'ra:djo)it /la'radjo/ la radio] Inoltre, in spagnolo, i due tipi sono distintivi (anche se con dierenze di durata, pure vocaliche), tra V\ ('ka;Ro) /'kaRo/ caro ('kaRr:o) /'kaRr:o/ carro ('p;Ro) /'peRo/ pero ('pRr:o) /'peRr:o/ perro (&ene'RaR)i (-s-)a /ene'RaR/ encerar (&eneR'r:aR)i (-s-)a /eneR'r:aR/ encerrar
Nella nostra analisi fone(ma)tica, (Rr:) /Rr:/ sono sequenze eterosillabiche, costituite da (R) /R/ (nale di sillaba) e (R) /R/ (nale di parola) + (r:) /r:/, con un battito
+ tre (o quattro, per enfasi); non segmenti semplici come "/R, r/& (nella tradizione
ispanica "r r&).
6.2.6.2. Ora, vediamo (sistematicamente), le distribuzioni dei due tipi. Oltre
che nel contesto intervocalico, appena visto, con (Rr:) /Rr:/, in cui l'uso fonemico, troviamo (r:) anche dopo pausa e dopo C eterosillabiche (/n, l, s/): (r:a'tn) /r:a'ton/ ratn ('nr:a) /'onr:a/ honra (un'r:a;mo) /un'r:amo/ un ramo (al&r:ee'R) /alr:ee'oR/ alrededor (el'r:i) /el'r:ei/ el rey (&ir:ae'li;ta) /isr:ae'lita/ raelita (mi'r:;pa)i (-s)a /mis'r:opas/ m rop
Negli altri contesti, normale (R), anche davanti a pausa, dove la vibrazione delle pliche vocali cessa simultaneamente allo stacco dell'apice dagli alveoli (perci,
non aatto accettabile qualcosa come (-R, -R, -RO)): ('mi;Ra) /'miRa/ mira ('miRlo)
/'miRlo/ mirlo ('Ren) /'oRen/ orden ('tRn) /'tRen/ tren (a'BRiR) /a'bRiR/ abrir (&ofRe'R)i (-sR)a /ofRe'eR/ ofrecer (peR'R) /peR'eR/ perder (&poRfa'BR) /poRfa'boR/
por favor ('iR po'Ra;wa) /'iR po'Ragwa/ ir por a%a
In tutti i casi, (R) /R/ pu esser indebolito, nella pronuncia familiare, sostituendolo con (): ('mi;a, 'milo, 'en, 'tn, a'Bi, &ofe')i (-s)a, (pe', &pofa'B, 'i po'a;wa). Invece, in pronuncia pi energica o enfatica, per /R, R/, si pu
avere anche un raorzamento, in (r): ('mirlo, 'ren, a'BRir, &ofRe'r)i (-sr)a, (per'r, &porfa'Br, 'ir po'Ra;wa). Per, nessuno di questi due foni indispensabile per
una pronuncia "genuina&.
Laterali
6.2.7. Ci sono due fonemi laterali nello spagnolo neutro iberico, (l, L)i /l, L/;
mentre, nel neutro americano, il secondo conuisce in /J/ (l, ,)a /l, L/; inoltre, /l/
ha dei tassofoni che vanno usati adeguatamente, (, L) (non serve segnare esplicitamente ((l)), purch l'articolazione sia dentale): ('la;o) /'lao/ lado (ka'lR) /ka'loR/
calor (kol'aR) /kol'gaR/ colgar ('alto) {((-lto))} /'alto/ alto (el'i;ne)i {((el'-))} (el'si;ne)a {((el's-))} /el'ine/ el cine (ko'Cn) ((-L'C-)) /kol'con/ col>n (eL'N;No) /el'NoNo/ el oo (eL'uke, eL'J-) /el'Junke/ el yunke ('kla;e)i (-se)a /'klase/ cle ('d;Ble) /'oble/ doble (e'la;wa) /e'lagwa/ el a%a (La'maR)i (,a-)a /La'maR/ amar ('ba;-

236

manuale di pronuncia

Le)i (-,e)a /'baLe/ vae (&koNLe'Bando)i (-N-, NJ-)a /konLe'bando/ conevando Foneticamente, anche l'accento americano ha (L), davanti a palatali, pur non avendo
il fonema /L/, e /J/ s'articola come vero costrittivo, (J), oltre che come occlu-costrittivo, ().
Davanti a pausa, anche per /l/ (come per /n, R/, e pure //), la vibrazione delle
pliche vocali cessa simultaneamente allo stacco dell'apice dagli alveoli (perci, non
aatto accettabile qualcosa come (-l, -l, -lO)): ('l)i ('s-)a /'sol/ sol (lau'Rl) /lau'Rel/ laurel
Strutture
6.3. Tratteremo le caratteristiche degl'incontri di parole nella frase e, poi, soprattutto, l'accento di frase (giacch la graa spagnola parecchio esplicita, per
quest'aspetto, anche se non proprio esente da dubbi e incertezze, comprese oscillazioni possibili).
Tassofonica
6.3.1.1. Per quanto riguarda le assimilazioni consonantiche, s' detto nei singoli paragra delle rispettive parti. Qui tratteremo, soprattutto, degl'incontri vocalici nelle parole e tra parole nelle frasi.
All'interno di parola due V uguali tendono a ridursi a una sola, tranne che nel
parlare formale, lento o accurato: (&alBa'a;ka, al'Ba;ka) /alba'aka/ albahaca (aa'aR,
-'aR)i (-s-)a /aa'aR/ azahar (&akRee';Re, &akRe'-) /akRee'oRes/ acreedor (bee'mnja, be'-)i (-sja)a /bee'menja/ vehemencia (nii'lita, ni'-) /nii'lista/ nihilta (&alko'l, al'kl) /alko'ol/ alcohol (&koope'RaR, ko&o-, &kope-) /koope'RaR/ cooperar (&oolo'Xia, &olo-)i (&so-, -'xia)a /oolo'xia/ zoologa
Per, certe parole, che altrimenti non verrebbero facilmente riconosciute, non
si riducono: (kRe'nja)i (-sja)a /kRe'enja/ creencia (mo';o)i (-so)a /mo'oso/ mohoso (lo'R) /lo'oR/ loor altre parole si possono ridurre tranne che in tona: (le'R,
'lR) /le'eR/ leer ('le, 'l) /'lee/ lee (kRe', 'kR) /kRe'e/ cre (pae';mo, pa';-, pa';-)
/pase'emos/ peemos
Con V diverse, abbiamo: (ko&au'la;o, &kja-) /koagu'lao/ coa%lado (aR'Xnteo,
-to)i (-x-)a /aR'xenteo/ argnteo (leo'paRo, lo-) /leo'paRo/ leopardo
6.3.1.2. Al contrario, nel parlare pi formale, lento o accurato, (j, w, j) possono passare ai vocoidi (i, e u, o): ('bja;Xe bi'a-)i (-xe)a /'bjaxe/ viaje ('wa;Be u'a-)i
('swa-)a /'swabe/ suave ('bju;a bi'u-) /'bjua/ viuda ('r:wi;o r:u'i-) /'r:wio/ ruido
(al'da;no &alde'a-) /alde'ano/ aldeano (lal'ta leal-) /leal'ta/ lealtad ('li;na -nea)
/'linea/ lnea ('tja;La to'a-)i (-,a)a /to'aLa/ toaa (&kjau'laR ko&a- &koa-) /koagu'laR/
coa%lar ('r:al r:e'al) /r:e'al/ real
Si ricorda che c' dierenza tra la normale pronuncia (non lenta): ('ta;tRo, &empo'RaR, 'pj;ta, &kjau'laR) {/te'atRo, empeo'RaR, po'eta, koagu'laR/ teatro empeorar
poeta coa%lar] e quella "popolare&: ('tja;tRo, &empjo'RaR, 'pw;ta, &kwau'laR), oltre

6. spagnolo

237

che rispetto a quella lenta: (te'a;tRo, &empeo'RaR, po';ta, &koau'laR, ko&a-).


Salvo che in casi particolari, per motivi ritmici (come si vedr fra poco), decisamente popolare (anche se molto diusa, specie in America latina) la pronuncia
con dittonghi "abusivi&: (pa'i, 'pai)i (-s)a /pa'is/ pas (ma'i, 'mai)i (-s)a /ma'i/
maz (ba'ul, 'baul) /ba'ul/ bal Ugualmente popolare il passaggio di /ae, ao/ a
/ai, au/: ('kaen 'kain) /'kaen/ caen (tRae'Ran tRai-) /tRae'Ran/ traern (bil'Bao -au
-aU) /bil'bao/ Bilbao (&baka'lao -au -aU) /baka'lao/ bacalao in casi come (&e[]tRa&oRi'na;Rjo, e[]&tRaoR-)i (-s-)a /e[k]stRaoRi'naRjo/ extraordinario abbiamo anche
la possibilit di: (&e[]tRFoR-, e[]&tRFoR-)i (-s-)a.
6.3.1.3. Non si ricava automaticamente il valore vocalico (/i, u/) o consonantico
(/j, w/) di i u nelle sequenze CiV CuV /i, u/ sono decisamente pi probabili vicino all'accento e alla ne della parola: (r:e'fRio)i (-s-)a /r:es'fRio/ rfro (&r:efRi'aR)i
(-s-)a /r:esfRi'aR/ rfriar ma: (&eMfRja'mnto) /enfRja'mento/ enfriamento (e anche:
(r:e'fRja;o)i (-s-)a /r:es'fRjao/ rfriado] (flu'tuo) /fluk'tuo/ ucto (&flutu'aR)
/fluktu'aR/ uctuar (e anche: (&flutu';o)i (-so)a /fluktu'oso/ uctuoso oltre a (flu'tw;o)i (-so)a /fluk'twoso/, come suntuoso virtuoso che hanno solo (-'tw;o)i
(-so)a /-'twoso/) ma: (&flutwa'jn)i (-'sj-)a /fluktwa'jon/ uctuacin
Gl'inniti con /i, u/ (prevalentemente corti e i loro derivati, anche quando non
ci sia pi la forma semplice originaria) sono: (re-, mal-)criar ar rfriar enfriar
liar (ex-)piar (-, -)triar %iar (d)viar enviar reenviar puar ruar uctuar
concluir excluir incluir ocluir recluir (a-, in-, re-)uir diluir (re)huir ()muir
(re)construir instruir tatuir (re)constituir dtituir instituir rtituir stituir intuir Per ui frequente anche la pronuncia con /'wi/.
Altri casi di /i, u/ appaiono per forme corte o composte: (&aBi'n) /abi'on/ avin
(bi';njo) /bi'enjo/ bienio (biu'ni;Boko) /biu'niboko/ biunvoco (tRi';njo) /tRi'enjo/
trienio (tRi'agulo) /tRi'angulo/ trin%lo (&djei';Co, &dj-)i (-si-)a /jei'oco/ diecio>o (&beinti';Co, &bi-) /beinti'oco/ veintio>o (gi'n) /gi'on/ %in (i'a;to) /i'ato/ hiato (pRi'R) /pRi'oR/ prior (kRi'ana)i (-sa)a /kRi'ana/ crianza (fi'ana)i (-sa)a
/fi'ana/ anza (fi'a;o) /fi'ao/ ado (fi'ambRe) /fi'ambRe/ ambre (pi'a;no) /pi'ano/ piano ma: (&tRjagu'laR) /tRjangu'laR/ trian%lar (kRja'tu;Ra) /kRja'tuRa/ criatura
(fja'R) /fja'oR/ ador (koM'fjana)i (-sa)a /kon'fjana/ conanza (fjam'bR;Ra)
/fjam'bReRa/ ambrera (pja'nita)i (-sta)a /pja'nista/ pianta Si noti, inoltre, logicamente: ('Cja;pa)i (-s)a /'cjapas/ iap (senz'alcuna perdita di /j/ dopo /c/).
Abbiamo ancora: (u'i;a) /u'ia/ huida (come huir] (di'uRno, 'dju-) /i'uRno,
'ju-/ diurno (ma: (dju'tuRno) /ju'tuRno/ diuturno] (Xu'i;jo, 'Xwi-)i (xu'i;sjo,
'xwi-)a /xu'ijo, 'xwi-/ juicio (ma: (Xwi'j;o, 'Xw)i (xwi'sj;so, 'xws)a /xwi'joso,
'xwe/ juicioso juez] (tRi'uMfo) /tRi'unfo/ triunfo (tRiuM'fal, tRju-) /tRiun'fal, tRju-/
triunfal Per muy si ha, normalmente, ('mwi) /'mwi/, ma anche ('mui) /'mui/ frequente (anche se, spesso, ritenuto dialettale).
Hanno preferibilmente /'wi/, ma comune anche la pronuncia con /u'i/, parole come le seguenti: circuito fortuito gratuito suizo cuta ruido ruin ruina arruino
Comunque, nel parlato veloce, le forme con /u', i'/ passano facilmente a /'w,
'j/: (&detRu'iR, de'tRwiR)i (-s-)a /estRu'iR/ dtruir (&kotRu'i;o, ko'tRwi;o)i (-s-)a
/konstRu'io/ construido (fi'a;mo, 'fja;mo)i (-s)a /fi'amos/ amos (&atu'aR, a'twaR)

238

manuale di pronuncia

/agtu'aR/ actuar (&kaRi'a~Co, ka'Rja~Co) /kaRi'anco/ carian>o (&beinti'u ;no, bein'tju;no) /beinti'uno/ veintiuno
6.3.1.4. Tra parole gl'incontri di V sono pi vari e pi numerosi, ma i criteri
sono gli stessi. Con V uguali, la riduzione molto favorita: (laaR'r:;lo, lFaR-, laR-)
/laaR'r:eglo/ la arreglo (lee[]'pli;ko, le-, le-)i (-s-)a /lee[k]s'pliko/ le explico (&loolBi', &ljo-, &lo-) /loolbi'e/ lo olvid ('agulo o'tuo) /'angulo ob'tuso/ n%lo obto (&impla'ka;Ble e'k;no, &impla'ka; Ble-) /impla'kable en'kono/ implacable encono (la'pR;a 'a;e u'na~CoR r:e'mano, la'pR; 'a;e)i (-sa, -se, -so)a /la'pResa 'ae u'nancoR r:e'manso/ la pra hace un an>o remanso (e'laiRe 'entRa il'Bando, e'lai
'Ren-)i (sil-)a /e'laiRe 'entRa sil'bando/ el aire entra silbando (&ma'B2 'kwa;tRo ';Xo2
ke', &kwa'tR;-)i (&maz-, -xos, -s)a /mas'ben 'kwatRo 'oxos ke'os/ ms ven cuatro
ojos e dos
Se le V sono diverse, abbiamo: (loaR'r:;lo, ljaR-) /loaR'r:eglo/ lo arreglo (la&oeR'B, &lFo-)i (-s-)a /laobseR'be/ la observ (loe[]'pli;ko, lje-)i (-s-)a /loe[k]s'pliko/ lo
explico (lae[]'pli;ko, lFe-)i (-s-)a /lae[k]s'pliko/ la explico (loim'pli;ko, ljim-)
/loim'pliko/ lo implico (laim'pli;ko, lFim-) /laim'pliko/ la implico ('t;o a'k;Lo,
't; ja-)i (-,o)a /'too a'keLo/ todo aeo ('tRite o'ka;o, 'tRi to-)i (-is-, -so)a /'tRiste
o'kaso/ trte oco (&entReilu'j;ne, &entRi-)i (-sj;nes)a /entReilu'sjones/ entre ilion ('pu;o auen'taRe, 'pu; jau-)i (-sen'taRse)a /'puo ausen'taRse/ pudo aentarse (';Roe iNmoR'tal, ';Rje, i-, i-, '; Rji-) /'eRoe inmoR'tal/ hroe inmortal (pa'la;jo au'uto, pa'la; jjau-)i (-sjo, -sto)a /pa'lajo au'gusto/ palacio au%sto (e'un e&ano'ta;o, ano-)i (s-, s-)a /se'gun seano'tao/ segn se ha notado (de'ambo
'm;o, 'dam-)i (-s)a /e'ambos 'moos/ de ambos modos
Ovviamente, conta anche la funzione degli elementi vocalici che vengono in
contatto. Nel parlato veloce, la V nale d'un grammema risulta piuttosto ridondante; perci, pu dileguarsi completamente, anche dove la sua funzione morfologica potrebbe sembrare importante (per, ci sono tutti gli altri elementi, che compensano adeguatamente).
Quindi, si pu arrivare, tranquillamente, pure allo "zero&, anche con V diverse:
(la&aBRi'R, &lFa-, &laB-) /laabRi'Re/ la abrir (lo';jo, 'lj;-, 'l;-) /lo'ojo/ lo odio (mi'i;Xo, 'mi;-, 'mi;-)i (-xo)a /mi'ixo/ mi hijo (lae'p;a, lFe-, le-)i (-s'p;sa)a /laes'posa/
la posa (la';Ra, 'lF;-, 'l;-) /la'oRa/ la hora (lai'Xi;ta, lFi-, li-)i (-x-)a /lai'xita/ la hijita (lo'u;niko, 'lju;-, 'lu;-) /lo'uniko/ lo nico (lou'nj;Ron, lju-, lu-) /lou'njeRon/ lo
unieron (me'i;Ba, 'mi;-, 'mi;-) /me'iba/ me iba (me&ima'Xi;no, &mei-, &mi-, &mi-)i (-x-)a
/meima'xino/ me imagino
6.3.1.5. Anche gl'incontri di varie V sono frequenti in questi esempi (tratti da
Navarro Toms, ma ritrascritti e completati): (&eka'l;Ra aR'r:i;Ba, -'l; RaR'r:i-)i (&eska-)a /eska'leRa aR'r:iba/ calera arriba (a'ma;a e'p;a, a'ma; Fe-, e-)i (-s-)a /a'maa es'posa/ amada posa (o'fRta i,'Xuta, o'fR tFi,-, -ti,-)i (-'x-)a /o'feRta in'xusta/ oferta injta (pa'la;BRa o'a;a, pa'la; BRFo-, BRo-)i (-s-)a /pa'labRa o'saa/ palabra
osada ('ka;a u'milde, 'ka; Fu-, u-)i (-s-)a /'kasa u'milde/ ca humilde ('kj;Re a'BlaR,
'kj; Ra-, -Ra-) /'kjeRe a'blaR/ iere hablar ('pw;e ekRi'BiR, 'pw; e-, e-)i (-s-)a
/'pwee eskRi'biR/ puede cribir

6. spagnolo

239

Anche: ('nmbRe i'lutRe, 'nm bRi-, bRi-) /'nombRe i'lustRe/ nombre iltre ('tj;ne oR'u;Lo, 'tj; no-, no-)i (-,o)a /'tjene or'guLo/ tiene or%o ('Xnte u'milde, 'Xn
tu- tu-)i ('x-)a /'xente u'milde/ gente humilde ('ka;i apa'a;o, 'ka; ja-)i (-si, sj-)a
/'kasi apa'gao/ ci apagado (mi&epe'Rana, &mie-, &mje-)i (-es-, -sa)a /miespe'Rana/ mi peranza ('ka;i impo'i;Ble, 'ka; im-)i (-si, si-)a /'kasi impo'sible/ ci imposible (mio&Blia'jn, mjo-)i (-'sj-)a /miobliga'jon/ mi obligacin (&niuna'B, ni&u-,
&nju-)i (-s)a /niuna'be/ ni una vez
Ancora: ('gRi;to a'u;o, 'gRi; tja-) /'gRito a'guo/ grito a%do ('p;ko e'fwRo,
'p; kje- ke-)i (es-, -so)a /'poko es'fweRo/ poco fuerzo ('n;Ro iM'fjRno, 'n;
RjiM-, RiM-) /'negRo in'fjeRno/ negro inerno ('kwaRto o'ku;Ro, 'kwaR tjo-, to-)i
(-s-)a /'kwarto os'kuRo/ cuarto oscuro (e'ga;No u'ma;no, e'ga; Nju-, Nu-) /en'gaNo
u'mano/ engao humano (&uami'ta, &wa-)i (&s-, &s-)a /suamis'ta/ su amtad ('impetu &epan't;o, -&tu e-, -pe &twe-)i (-es-, -so)a /'impetu espan'toso/ mpetu pantoso ('tRi;Bu i'gRa;ta, 'tRi; Bwi-) /'tRibu in'gRata/ tribu ingrata (&poRuo'nR, -wo-)i
(-s-)a /poRsuo'noR/ por su honor (e'pi;Ritu u'ma;no, -Ri tu-)i (-s-)a /es'piRitu u'mano/
pritu humano ('L;a aao'RaR, 'L;a ao-, 'L; ao-)i (',-)a /'Lega aao'RaR/ ega
a adorar ('i;Ba aenen'dR, 'i;Ba en-)i (-s-)a /'iba aenen'deR/ iba a encender
Altri: (be'gana ai'Ra;a, -an Fai-, -an ai-)i (-sa, s-)a /ben'gana ai'Raa/ venganza airada (e'ta;Ba ao'a;a, -e'ta; BFao-, Bao-)i (es-)a /es'taba ao'gaa/ taba ahogada
(r:o'a;a au'R;Ra, r:o'a; Fau-, au-)i (-s-)a /r:o'saa au'RoRa/ rosada aurora ('kulta eu'R;pa, 'kul tFeu-, teu-) /'kulta eu'Ropa/ culta Europa (a'pRnde aa'BlaR, a'pRn daa-,
da-) /a'pRende aa'blaR/ aprende a hablar ('auRea e'pa;a, 'auRa, &au RFe'pa;a)i (-s-)a
/'auRea es'paa/ urea pada ('mwRte ai'Ra;a, 'mwR tai-, tai-) /'mweRte ai'Raa/
muerte airada (pRe'u;me aon'daR, pRe'u; maon-)i (-s-)a /pRe'sume aon'daR/ prume
ahondar ('fRnte au'uta, 'fRn tau-, tau-)i (-s-)a /'fRente au'gusta/ frente au%sta
(biR'Xi;neo e'kanto, -njo, -no)i (-x-)a /biR'xineo en'kanto/ virgneo encanto
6.3.1.6. Continuano gli esempi d'incontri vocalici nella frase: (no'ti;ja a'l;Re,
no'ti; ja'l-)i (-s-)a /no'tija a'legRe/ noticia alegre ('r:Xja e'tiRpe, 'r:; XjFe-, Xje-)i
(-x-, -s-)a /'r:exja es'tiRpe/ regia tirpe ('gl;Rja iNmoR'tal, i-, i-, 'gl; RFi-) /'gloRja
inmoR'tal/ gloria inmortal (e'tanja o'kulta, e'tan jFo-, jo-)i (es-, -sja)a /es'tanja
o'kulta/ tancia oculta (Xu'ti;ja u'ma;na, Xu'ti; jFu-, ju-)i (xus'ti;s-)a /xus'tija
u'mana/ jticia humana ('na;je a'ku;e, 'na; ja-) /'naje a'kue/ nadie acude ('X;njo a'tu;to, 'X; njja-)i ('x-, -s-)a /'xenjo as'tuto/ genio tuto (i'lnjo elo'kwnte,
i'ln jje-)i (si-, -sjo)a /si'lenjo elo'kwente/ silencio elocuente (';jo i'nu;til, ';
jji-)i (-sjo)a /'ojo i'nutil/ ocio intil
Anche: ('n;jo oR'u;Lo, 'n; jjoR-, 'joR-)i (-sj-, -,o)a /'nejo oR'guLo/ necio or%o
('i;tjo um'bR;o, 'i; tjjum'-)i ('si-, -so)a /'sitjo um'bRoso/ sitio umbroso ('bwlBo aa'taRlo, -Bo a't-, 'bwl Bja't) /'bwelbo aa'taRlo/ vuelvo a atarlo ('bgo aempe'aR, 'b
gjaem-, gjFem-, gjem-)i (-saR)a /'bengo aempe'aR/ vengo a empezar ('kwRpo ai'R;o, 'kwR pjFi-, pjai-) /'kweRpo ai'Roso/ cuerpo airoso (di'pwto ao&Bee'R, di'pw tjFo-, tjao-)i (-s'pws-, -sR)a /is'pwesto aobee'eR/ dputo a obedecer ('fauto au'pi;jo, 'fau tjFu-, tjau-)i (-st-, -s'pi;sjo)a /'fausto aus'pijo/ fato apicio
Ancora: (an'ti;wa alti'B, an'ti; wal-)i (-s)a /an'tigwa alti'be/ anti%a altivez
('lgwa e[]'tRa;Na, 'l gwFe-)i (-s-)a /'lengwa e[k]s'tRaNa/ len%a extraa (e'ta;twa

240

manuale di pronuncia

iN'm;Bil, i-, i-, e'ta; 'twFi-)i (es-)a /es'tatwa in'mobil/ tatua inmvil ('a;wa olo'R;a, 'a; wFo-) /'agwa olo'Rosa/ a%a olorosa ('fa;twa u&mani'a, 'fa; twFu-) /'fatwa umani'a/ fatua humanidad ('mu;two a'mR, 'mu; twja-) /'mutwo a'moR/ mutuo amor ('aRwo em'p;No, 'aR wjem-) /'aRdwo em'peNo/ arduo empeo (peR'p;two im'p;Rjo, peR'p; twjim-) /peR'petwo im'peRjo/ perpetuo imperio (kon'ti;nwo e'l;Xjo, kon'ti; nwje-)i (-xjo)a /kon'tinwo e'loxjo/ continuo elogio
Inne: ('fa;two oR'u;Lo, 'fa; twjoR-, twoR-)i (-,o)a /'fatwo oR'guLo/ fatuo or%o
('mntRwo u'ma;no, 'mn tRwju-, tRwu-)i (-s-)a /'monstRwo u'mano/ monstruo humano ('r:;Xja au&toRi'a, 'r:; XjFu-, Xjau-)i (-x-)a /'r:exja autoRi'a/ regia autoridad
(koR'r:j aepe'RaRlo, Fe-, e-)i (-s-)a /koR'r:jo aespe'RaRlo/ corri a perarlo (pa'la;jo
au'uto, pa'la; jjau-, jjFu-)i (-sjo, -us-)a /pa'lajo au'gusto/ palacio au%sto (i'ni;kwo au'u;Rjo, i'ni; kwjau-, kwjFu-) /i'nikwo au'guRjo/ inicuo au%rio (em'bi;jo
aeu';Bjo, em'bi; jjaeu-, jaeu-, jFeu-, jjeu-)i (-s-)a /em'bijo aeu'sebjo/ envidio
a Eebio
6.3.1.7. Le congiunzioni y o (e le varianti e u], tra V di parole diverse (anche
se con /w/), normalmente si realizzano come (j, w) /j, w/ (ma anche con (, j)):
('ka;a 'jwRta, 'w-)i (-sa)a /'kasa 'jwerta/ ca y huerta ('a;wa 'jaiRe, 'a-) /'agwa 'jaiRe/ a%a y aire (a'gRjnta 'ja~Ca, 'a-) /san'gRjenta 'janca/ sangrienta y an>a (a'pa;a jen'jnde, e-)i (-sj-)a /a'paga jen'jende/ apaga y enciende ('ka;Le je'ku;Ce,
e-)i (-,e jes-, e-)a /'kaLe jes'kuce/ cae y cu>e (o'BRi;na 'ji;Xa, 'i-)i (so-, -xa)a /so'bRina 'jixa/ sobrina e hija (r:i'k;a jin'dutRja, in-)i (-sa, -st-)a /r:i'kea jin'dustRja/
rieza e indtria ('ta wa'k;La, ja-)i ('s-, -,a)a /'esta wa'keLa/ ta o aea
('blaka wa'ul, ja-)i (-sul)a /'blanka oa'ul/ blanca o azul ('j;te 'w;Co, 'j-)i
('sj-)a /'sjete u'oco/ siete u o>o ('u;no 'w;tRo, 'j-) /'uno u'otRo/ uno u otro
La lingua vera (quella parlata) mostra che la grammatica complica inutilmente
le cose, visto che la pronuncia normale per le quattro forme grache [y e o u] la
stessa (per e c' anche ()). Naturalmente, poi, la scuola ha rinforzato la "necessit&
della distinzione, forzandola anche nella pronuncia; quindi, rallentando l'emissione, o facendo attenzione (alla graa), o per chiarezza possono riemergere /i, e o, u/.
6.3.1.8. Regolarmente (tranne che nel parlare lento), una C nale, seguta da una V iniziale, in parole senza pause, si risillabica: (e'l;Ro) /e'loRo/ el oro (u'nmbRe) /u'nombRe/ un hombre ('muCo o'n;Re)i (so-, -es)a /'muco so'noRes/ mu>os
honor ('lu ama'Ri;La)i (sa-, -,a)a /'lu ama'RiLa/ luz amaria
Perci, non c' dierenza tra: helado e el hado (e'la;o) /e'lao/, elegido e el ejido
(&ele'Xi;o)i (-x-)a /ele'xio/, hele>o e el he>o (e'l;Co) /e'leco/, heleno e el heno (e'l;no) /e'leno/, la sab e l av (la'a;Be)i (la'sa;Bes)a /la'sabes/, ena% e en a% (e'na;wa)i (-s)a /e'nagwas/, enojo e en ojo (e'n;Xo)i (-xo)a /e'noxo/
In pronuncia enfatica, o energica, o nel canto, dopo V accentata, le C non-difoniche continue (sonore: /m, n, N l, L/, e non-sonore: /f, , s, x/ ma non /R, Rr:/,
per le quali la durata essenziale), invece della struttura normale, con (';0), spesso, hanno ('00): ('u ;mo, "ummo) /'umo/ humo ('a;na, "anna) /'ana/ Ana ('ba;le,
"balle) /'bale/ vale ('X;fe, "Xffe)i (x-)a /'xefe/ jefe ('di;e, "die)i (-se, -sse)a /'ie/
dice ('ka;a, "kaa)i (-sa, -ssa)a /'kasa/ ca ('i;Xo, "iXXo)i (-xo, -xxo)a /'ixo/ hijo

6. spagnolo

241

6.3.1.9. Due C uguali, foneticamente, si realizzano come una geminazione contenuta, /00/ (00): (i&nnume'Ra;Ble) /innume'Rable/ innumerable (&inne&ei'a)i
(&sinne&se-)a /sinneesi'a/ sin necidad ('BBjo) /'obbjo/ obvio (&uBBen'jn)i
(&su-, -'sj-)a /subben'jon/ subvencin (e'a i'C;a)i (-sa)a /e'a i'cosa/ edad di>osa (&XuBen'tu o'Ra;a)i (xu-)a /xuben'tu o'Raa/ juventud dorada (koR'l li'X;Ro)i (-'sl li'x-)a /koR'el li'xeRo/ corcel ligero (el'l;Bo) /el'lobo/ el lobo ('lu eni'tal)i (-s s-)a /'lu eni'tal/ luz cenital ('dj i'aRr:o)i (-s s-, -os)a /'je i'gaRr:os/
diez cigarros (&lo e'N;Re)i (-s s-, -es)a /losse'NoRes/ los seor ('d o'BRi;no)i (-s
s-, -os)a /'os so'bRinos/ dos sobrinos
La dierenza tra (0) e (00) pi che suciente (e necessaria), per distinguere
casi come: (&uno'Bi;Lo)i (-,o)a /uno'biLo/ un ovio e (&unno'Bi;Lo)i (-,o)a /unno'biLo/
un novio (o'nmbRe)i (s-, -s)a /so'nombRes/ son hombr e (on'nmbRe)i (s-, -s)a
/son'nombRes/ son nombr (a&k'l;Ro) /a'ke 'loRo/ ael oro e (a&kl'l;Ro) /a'kel 'loRo/ ael loro ('ma ';BRan)i ('s-)a /'ma 'sobRan/ ms obran e ('ma ';BRan)i (-s 's-)a
/'mas 'sobRan/ ms sobran
Il presso /sub/ sub- davanti a /r:/, ovviamente, eterosillabico: (&uB-r:a',aR)
/sub-r:a'JaR/ subrayar lo stesso avviene, con altre C quando l'asso sia chiaramente
percepito: (&uB-limi'nal)i (&s-)a /sub-limi'nal/ subliminal
Per -dl- la sillabazione /-l/: (mi'Ra-lo) /mi'Ralo/ miradlo per -tl- prevale "/tl/i& (cio /-l/i) e /-tl/a: ('ala)i ('a;tlas)a /'alas, 'atlas/ atl (a'l;ta)i (a'tl;ta)a /a'leta, a'tle-/ atleta
6.3.1.10. Come s' gi detto, la pronuncia spontanea e normale, per le occlusive
eterosillabiche (sonore o no) ha la realizzazione non-occlusiva, sonora davanti a C
sonore; e semi-sonora, desonorizzata, davanti a C non-sonore: ('ato) /'abto, -pt-/
apto (do'tR) /og'toR, -k't-/ doctor (&ote'nR) /obte'neR/ obtener (&aki'RiR) /aki'RiR/ adirir (&aBi'kaR) /abi'kaR/ abdicar (&aBeR'tiR) /abeR'tiR/ advertir (&ekli'aR)i (-s-)a /eklib'saR, -p's-/ eclipsar (&kone'jn)i (-se'sjn)a /koneb'jon, -p'-/
concepcin (&uB-,u'aR)i (s-)a /subJu'gaR/ subyugar (&a-,a'nte)i (-s-)a /aJa'ente/
adyacente (a'jn)i (-s-)a /ag'jon, ak-/ accin (e'a;men)i (-s-)a /eg'samen, ek-/ examen (aB&nea'jn)i (-sjn)a /abnega'jon/ abnegacin (a'mfeRa)i (-s-)a /a'mosfeRa, at'm-/ atmsfera (&ami'Ra;Ble) /ami'Rable/ admirable ('tnika, -n-) /'tegnika, -kn-/ tcnica ('dino, -no) /'igno/ digno (&uBma'Ri;no) /subma'Rino/ submarino la realizzazione occlusiva tipica dell'enfasi e dell'attenzione (alla graa).
Vediamo, inne, alcuni casi di gruppi consonantici complessi: (o'ta;kulo)i
(-s-)a /obs'takulo/ obstculo (a'kRi;to)i (-s-)a /as'kRito/ adscrito (ko'tante)i (-s-)a
/kons'tante/ constante
Accento
6.3.2.1. Per l'indicazione dell'accento di parola l'ortograa spagnola piuttosto
soddisfacente; restano, comunque, alcuni dubbi, per incontri di VV grache, specie con i u ci sono, inoltre, oscillazioni possibili, e anche dierenze coll'italiano.
La posizione dell'accento distintiva (e troviamo pure triplette fonemiche, le

242

manuale di pronuncia

prime delle quali sono sostantivi, sempre indicate gracamente), come in: ('a;nimo) /'animo/ nimo (a'ni;mo) /a'nimo/ animo e (&ani'm) /ani'mo/ anim; (kon'ti;nwo) /kon'tinwo/ continuo (&konti'nuo) /konti'nuo/ contino e (&konti'nw) /konti'nwo/ continu; ('li;mite) /'limite/ lmite (li'mi;te) /li'mite/ limite (&limi't) /limi'te/ limit (de'p;ito)i (-s-)a /e'posito/ depsito (&depo'i;to)i (-s-)a /epo'sito/ deposito (de&poi't)i (-s-)a /eposi'to/ deposit
Per le oscillazioni d'accento, forniamo qualche esempio: acn acne aerstato
aerostato ambrosa ambrosia atmsfera atmosfera atriaco atraco balatre balastre cartomancia cartomanca (ma solo farmacia] cclope ciclope conclave cnclave dinamo dnamo elixir elxir etope etiope (ma solo miope] gladolo gladiolo bero ibero mil msil olimpiada olimpada orga orgia smos
osmos pelcano pelicano pensil pnsil pentagrama pentgrama perodo periodo policromo polcromo polgloto poligloto radar rdar reptil rptil reuma
rema termostato termstato utopa utopia varic vric
6.3.2.2. I composti lessicali e gli avverbi in -mente mantengono un'accentazione
piuttosto evidente anche sul primo elemento (secondo la scala: ('), (), (&)): (kRta'Bla)i (-sas)a /'koRta'bolsas/ cortabols ( (&koRta';Ra) /koRta'oRa/ cortadora),
(ika'pj) /'inka'pje/ hincapi (entRe')i (-s)a /'entRe'os/ entreds ( (&entRe'
mu'Ca;Co)i (-os)a /entRe'os mu'cacos/ entre dos mu>a>os), (r:e&al'mnte) /r:e'al'mente/ realmente (&beRaRa'mnte) /beRa'eRa'mente/ verdaderamente (fail'mnte)i (-s-)a /'fail'mente/ fcilmente Anche: (ta'Bia) /'toa'bia/ todava (a&i'mimo)i (a&si'mis-)a /a'si'mismo/ immo (come si vede dall'ultimo esempio, se un
primo /'/ seguto immediatamente da un altro /'/, diventa (&); d'altra parte, invece, se la forma fosse con un solo /'/, "/asi'mismo/&, dovremmo avere "(&ai'mimo)i
(&asi'mis-)a&).
Per avviare al riconoscimento d'accentazioni diverse, rispetto all