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PROGETTO DI UN INTERVENTO DI COMPACTION GROUTING PER LA


MITIGAZIONE DEL RISCHIO DI LIQUEFAZIONE DEI TERRENI IN UNAREA
DELLEMILIA INVESTITA DAL SISMA DEL 2012

Asioli C.*, Fanti F.*, Del Monte D*, Zuffi P.*

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Trevi S.p.A.

SOMMARIO
Per ridurre il rischio di liquefazione prassi comune intervenire modificando le caratteristiche meccaniche dei terreni
naturali presenti in sito mediante interventi di tipo attivo. Fra le varie tecnologie esistenti, il Compaction Grouting una
fra le maggiormente applicate in quanto generalmente restituisce ottimi risultati in termini di costi/benefici.
Nellarticolo sono descritti i criteri progettuali adottati per la definizione dellintervento di consolidamento del terreno
da realizzare in unarea dellEmilia investita dal sisma del Maggio 2012, su cui verr costruita una nuova scuola
primaria e dellinfanzia. In analogia allindice di potenziale liquefazione (IPL) che definisce il grado di pericolosit,
vengono proposti due nuovi indici (IMT e IAT) che forniscono una indicazione sul grado di miglioramento e di
addensamento del terreno che bisogna ottenere, e che possono essere utilizzati anche per valutare lefficacia
dellintervento realizzato. Sono infine descritte le indagini geognostiche programmate sia per la verifica dei risultati del
campo prova preliminare, necessario per validare le analisi teoriche di progetto, che per i controlli finali di collaudo.
Parole chiave: liquefazione, compaction grouting, consolidamento terreno, IMT, campo prova.

INTRODUZIONE

Lintervento di compaction grouting descritto nel


seguito relativo al consolidamento del terreno di
fondazione di una nuova scuola primaria e dellinfanzia da
realizzare nel Comune di Cento (FE) in localit Dodici
Morelli. Tale consolidamento si reso necessario al fine
di mitigare il potenziale rischio di liquefazione emerso
dalle evidenze registrate in aree limitrofe e dalle analisi
effettuate dalla Regione Emilia Romagna a seguito degli
eventi sismici del Maggio 2012.
Lintervento di progettazione ed esecuzione dei lavori,
oggetto di procedura negoziata indetta dal Comune di
Cento nellAgosto 2013, stato acquisito dalla Trevi
S.p.A. nellOttobre 2013 e sar realizzato nei primi mesi
del 2014.
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avviene in maniera lenta e controllata, solitamente per


fasi, contemporaneamente allestrazione del rivestimento.
Il meccanismo ideale di iniezione prevede lo
spostamento del terreno in situ senza permeazione o
fratturazione al fine di ottenere un addensamento del
terreno naturale nellintorno della verticale di iniezione,
con conseguente aumento della sua resistenza al taglio.
Per ottenere questo risultato si utilizza una malta o un
calcestruzzo caratterizzato da una elevata consistenza
(Classe S1 con slump 45 cm) e da una resistenza a
compressione semplice pari a 24 MPa.

MODALIT ESECUTIVE DEL COMPACTION


GROUTING

La tecnologia del compaction grouting consta


nellinserimento nel terreno, mediante perforazione a
rotazione o infissione, di un rivestimento metallico
attraverso il quale, raggiunta la quota di progetto, viene
iniettata una malta o un calcestruzzo. Tale iniezione

Figura 1 Fasi esecutive del compaction grouting

Le fasi di iniezione sono inoltre assistite da una


strumentazione elettronica che in tempo reale misura,
controlla e registra i seguenti parametri:
- pressione di iniezione;
- portata di iniezione;
- volume della malta pompata per ogni fase di iniezione.
Il software della strumentazione inoltre predisposto
per arrestare in automatico liniezione al raggiungimento
del valore massimo di volume e/o pressione impostato.
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CRITERI PROGETTUALI ADOTTATI

La progettazione delle colonne di consolidamento di


compaction grouting stata condotta sulla base del knowhow acquisito dal Gruppo Trevi in analoghi interventi
realizzati allestero.
Partendo dallanalisi di liquefazione del sito, che indica
la presenza di uno strato potenzialmente liquefacibile,
stato valutato il livello di resistenza minima del terreno da
ottenere per garantire un fattore di sicurezza nei confronti
della liquefazione maggiore di 1.25, nonch un indice del
potenziale di liquefazione IPL, in accordo al metodo di
Iwasaki et al. (1982), inferiore a 2.0 che definisce un
grado di rischio basso (Sonmez H., 2003).
Il fattore di sicurezza stato scelto in accordo alle
indicazioni fornite dallEurocodice 8 (UNI EN 1998-5,
2005) in quanto lattuale normativa italiana (D.M.
14.1.2008) non fornisce alcun riferimento al riguardo, ma
lascia tale scelta al progettista.
Il livello di resistenza da raggiungere stato definito
per mezzo della resistenza alla punta del penetrometro
statico qc; in particolare stato definito un andamento di
resistenza alla punta che rappresenta lobiettivo minimo
da ottenere per assicurare il raggiungimento del grado di
addensamento richiesto dal progetto.
Le verifiche analitiche sono state condotte mediante
lausilio di semplici software sviluppati dallufficio
progetti Trevi sulla base di note teorie e pubblicazioni
internazionali sullargomento.
Come in genere previsto per tutti gli interventi di
consolidamento del terreno, ed esplicitamente richiesto
dalla Determinazione n. 12418 della Regione Emilia
Romagna (2012), per validare sia le assunzioni progettuali
che i parametri tecnologico-esecutivi ipotizzati, stato
previsto un campo prova preliminare il quale sar
realizzato direttamente in opera.
Il controllo del risultato atteso sar effettuato per mezzo
di prove penetrometriche statiche e dinamiche, eseguite
pre e post trattamento, misurando lincremento di resistenza ottenuto nel terreno.

n 1 sondaggio geognostico a carotaggio continuo che


ha raggiunto la profondit di 20 m dal p.c..
- n 1 Prospezione Sismica Passiva con registrazione dei
microtremori realizzata mediante strumentazione
HVSR.
La stratigrafia del sito, che dovr essere confermata
dalle indagini integrative da realizzare prima del campo
prova, risulta costituita da una alternanza di materiali a
grana fine e grana grossa tipica dei depositi alluvionali
della pianura padana. I valori della resistenza alla punta
registrati nelle tre prove penetrometriche statiche
disponibili sono riportati nella figura 2.
Il livello statico della falda stato localizzato alla
profondit di 1.8 m da piano campagna.

Figura 2 Resistenza alla punta da prove CPTU e CPT

La stratigrafia ed i relativi parametri geotecnici


utilizzati per le verifiche di liquefazione e per il progetto
del consolidamento sono sintetizzati nella tabella I.
La velocit equivalente di propagazione delle onde di
taglio entro i primi 30 m di profondit, ricavata dalla
prova di prospezione sismica, risulta pari a 224 m/sec, per
cui il terreno di fondazione ricade nella categoria di
sottosuolo tipo C.

Tabella I. Stratigrafia e parametri geotecnici di progetto


Unit

Prof.

Dr

Cu

(m)

(kN/m3)

(%)

()

(kPa)

(MPa)

7.0

17.5

30

32

---

12

20.0

17.0

---

---

1637

26

27.0

18.0

45

34

---

25

35.0

19.0

---

---

70

INQUADRAMENTO GEOTECNICO DEL SITO

Linquadramento geotecnico del sito stato effettuato


in base alle seguenti indagini geognostiche messe a
disposizione dalla stazione appaltante:
- n 2 prove penetrometriche statiche tipo CPTU spinte
sino alla profondit 15 e 34.7 m da p.c..
- n 1 prova penetrometrica statica con punta meccanica
tipo Begeman spinta fino a 15 m dal p.c..

AZIONE SISMICA DI RIFERIMENTO

In base alla vigente normativa (D.M. 14.1.2008), per la


definizione dellevento sismico di riferimento stata
assunta una vita nominale dellopera pari a 50 anni (opere
ordinarie o di importanza normale) ed una classe duso IV
(costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche
importanti) a cui viene associato un coefficiente duso CU
= 2.0; quindi il periodo di riferimento per lazione sismica
risulta pari a:
V R = V N CU = 50 2 = 100 anni

(1)

Considerando lo Stato Limite di salvaguardia della Vita


(SLV), con tempo di ritorno dellevento sismico TR = 949
anni, si ha un valore dellaccelerazione orizzontale
massima attesa, in condizioni di campo libero su suolo di
riferimento rigido, pari ad: ag = 0.204 g.
Tenendo conto della categoria di sottosuolo di tipo C a
cui corrisponde un coefficiente di amplificazione
stratigrafico del suolo di fondazione SS = 1.389 ed
essendo larea pianeggiante (amplificazione topografica
ST = 1.0), la massima accelerazione sismica orizzontale
attesa al suolo vale:
a max = S S ST a g = 1.389 1.0 0.204 g = 0.284 g

(2)

Tale valore, assunto per il progetto, superiore alla


accelerazione massima misurata nel sito in esame durante
levento sismico del 29 Maggio 2012, che risulta pari a
0.216g.
Larea in esame ubicata allinterno della zona sismogenetica 912 della zonizzazione ZS9, a cui corrisponde
una magnitudo M = 6.14. Tale valore, assunto come
valore di progetto, di poco superiore alla massima
magnitudo registrata durante il sisma (M = 5.9).
6

VERIFICHE DI LIQUEFAZIONE

(3)

Il rapporto di sollecitazione ciclica CSRM che si


sviluppa durante levento sismico, stato valutato in
accordo alla nota formula valida per magnitudo 7.5 (Seed
H.B. e Idriss I.M., 1971), e ricondotto al carico sismico di
progetto mediante il fattore di scala della magnitudo MSF
proposto da Idriss I.M. (1995):
CSR M =

av

a
r
= 0.65 max v' d
v'
g v MSF

q
q c1N = C CQ
pa

(5)

n
p n
pa
a

se

' 1.7
' v
v
CQ =
n

pa

1
.
7
se

' > 1.7


v

(6)

Il valore dellesponente n dellequazione (6)


determinato con una procedura iterativa in cui viene
introdotto lindice di comportamento del terreno IC, il
quale consente di comprendere se si in presenza di un
terreno a comportamento di tipo coesivo o granulare:

I C = (3.47 log Q ) + (1.22 + log F )

2 0.5

(7)

Le variabili Q ed F rappresentano rispettivamente la


resistenza alla punta normalizzata ed il rapporto di
frizione normalizzato. Il metodo prevede che la resistenza
alla punta normalizzata qc1N venga poi ricondotta ad un
valore equivalente per sabbia pulita attraverso
lespressione seguente:

(qc1N )CS

= qc1N k c

(8)

Con kc = 1 se IC risulta minore o uguale ad 1.64,


altrimenti:
k c = 0.403 I C4 + 5.581 I C3 21.63 I C2 + 33.75 I C 17.88 (9)

Il fattore di sicurezza nei confronti di fenomeni di


liquefazione stato valutato utilizzando il metodo
semplificato illustrato da Youd T.L. e Idriss I.M. (2001),
che sintetizza i lavori dei workshops 1996 NCEER e 1998
NCEER/NSF e che consente di stimare la resistenza
ciclica del terreno a partire dai risultati di prove CPT con
punta elettrica.
FS = CRR / CSR M > 1.25

terreno CRR, tra le varie procedure di calcolo disponibili


in letteratura, si fatto riferimento al metodo proposto da
Robertson P.K. e Wride C.E. (1998).
Il primo passo di questo metodo prevede di
normalizzare la resistenza alla punta rispetto alla pressione
atmosferica pa = 1atm :

(4)

Per quanto riguarda il rapporto di resistenza ciclica del

In questa maniera si tiene in conto che i terreni con un


pi elevato tenore di fine offrono una maggiore resistenza
nei confronti della liquefazione.
La resistenza ciclica del terreno viene quindi definita in
accordo alle seguente espressione:

(q c1N )CS
se (q c1N )CS < 50
0.05 + 0.833

1000

(10)
CRR =
3
(q c1N )CS

se 50 (q c1N )CS < 160


0.08 + 93 1000

Per tutti i terreni con indice di comportamento IC > 2.6,


a comportamento coesivo e quindi non liquefacibili, il
fattore di sicurezza stato posto pari a 5.
Nella successiva figura 3 viene mostrato che lo strato di
sabbia limosa satura, localizzato tra 1.8 m (livello della
falda) e 7.0 m di profondit da p.c., ha un fattore di
sicurezza mediamente pari a 0.75 e quindi risulta
potenzialmente liquefacibile.

Figura 3 Fattore di sicurezza nei riguardi della liquefazione

A partire dal fattore di sicurezza, stato infine valutato


lindice di potenziale liquefazione IPL in accordo al
metodo di Iwasaki et al. (1982), tenendo conto delle
modifiche del fattore F(z) proposte da Sonmez H. (2003).

IPL =

20m

0m

F ( z ) w( z) dz

F ( z ) = 2 106 e 18.427FS
1 FS

(11)

se FS 1.25
se 0.95 FS < 1.25

(12)

se FS < 0.95

w( z) =10 0.5 z

(13)

ne ciclica atteso CSRM viene amplificato del fattore di


sicurezza adottato, in modo da ottenere il valore minimo
della resistenza ciclica CRRMIN che il terreno deve avere
per scongiurare il fenomeno della liquefazione.
A questo punto, invertendo semplicemente le formule
utilizzate per la verifica di liquefazione, dapprima si
ricava a ritroso la resistenza alla punta normalizzata a
sabbia pulita (qc1N)CS,MIN e, mantenendo fisso lindice di
comportamento del terreno IC, si determina landamento
della resistenza alla punta normalizzata alla pressione
atmosferica qc1N,MIN ed infine la resistenza alla punta
minima qc,MIN che si deve misurare in sito.
Vale la pena precisare che oltre allindice di comportamento, anche gli altri coefficienti dipendenti solo dalla
granulometria del terreno non devono essere variati, in
quanto il consolidamento migliora le caratteristiche
meccaniche del terreno senza alterarne la natura.
A partire dalla resistenza alla punta minima inoltre
possibile stimare il grado di addensamento Drf da
raggiungere per ottenere, punto per punto, il fattore di
sicurezza richiesto.
Tale stima pu essere effettuata impiegando la nota
relazione di Jamiolkowski et al. (1985):

q
Dr f = 68 log10 c , MIN
p '

a
v

(14)

A titolo di esempio, per la prova penetrometrica


CPTU1, nella figura 4 mostrato landamento della
resistenza ciclica, della resistenza alla punta del
penetrometro e della densit relativa minima da ottenere.

Per le tre prove disponibili lindice IPL, che fornisce


una valutazione integrale degli effetti della liquefazione,
risultato variabile da 4.0 a 9.9, a cui corrisponde un
rischio di liquefazione da moderato ad alto.
7

PROGETTO DEL CONSOLIDAMENTO

La progettazione dellintervento di consolidamento pu


essere suddivisa in due fasi distinte:
- valutazione della resistenza del terreno (o del grado di
addensamento) minima che bisogna ottenere nello
strato potenzialmente liquefacibile per garantire il
fattore di sicurezza richiesto;
- definizione della geometria delle colonne (maglia,
diametro e interasse) da adottare per raggiungere il
grado di addensamento necessario.
7.1

Valutazione della resistenza minima da ottenere

Per la definizione della resistenza minima da ottenere


stata sviluppata una procedura di calcolo che, partendo
dalla sollecitazione ciclica di progetto CSRM, consente di
determinare il profilo minimo della resistenza alla punta
del penetrometro statico che bisogna ottenere in sito per
poter garantire il raggiungimento del fattore di sicurezza
richiesto in corrispondenza dello strato liquefacibile.
In particolare landamento del rapporto di sollecitazio-

Figura 4 Resistenza e densit relativa minima da ottenere

Per il tratto potenzialmente liquefacibile, localizzato tra


1.8 m e 6.8 m da p.c., facendo il rapporto tra lintegrale
dei valori minimi richiesti e lintegrale dei valori misurati
in sito, possibile ricavare una indicazione di quanto
bisogna migliorare le caratteristiche del terreno, sia in
termini di resistenza alla punta del penetrometro statico
che in termini di addensamento dello stesso.
In questo caso il valore dellIndice di Miglioramento

del Terreno (IMT), definito come rapporto delle resistenze


alla punta, risulta pari a 1.50, ed il corrispondente Indice
di Addensamento del Terreno (IAT), definito come
rapporto tra le densit relative, vale 1.26.
In altri termini, nel tratto da consolidare, la resistenza
alla punta deve incrementarsi di almeno il 50%, passando
da un valore medio pre trattamento di circa 3.7 MPa ad un
valore medio post trattamento superiore a 5.6 MPa.
Analogamente la densit relativa dello strato
liquefacibile deve passare da un valore medio attuale del
47% ad un valore medio maggiore del 60%.
Lindice IMT, che attraverso un unico numero
definisce il valore minimo del miglioramento medio che
bisogna ottenere nel terreno, pu essere utilizzato anche
come parametro rappresentativo per controllare lefficacia
del consolidamento realizzato in sito, in quanto pu essere
confrontato direttamente con il rapporto tra linviluppo
della resistenza alla punta misurata nelle prove
penetrometriche post e pre trattamento.
Lindice di addensamento IAT pu invece essere
utilizzato come parametro di controllo indiretto quando
sono disponibili indagini geognostiche diverse dalle prove
CPT.
7.2

(emax, emin), non essendo stati determinati nella campagna


dindagine messa a disposizione a base di gara, sono stati
ricavati a partire da un set di valori tipici riportati da
Lambe T.W. e Whitman R.V. (1979), considerando i
seguenti valori medi: emax = 0.965, emin = 0.336.
Adottando un interasse delle colonne di compaction
grouting pari a 1.75 m, per tutti i punti delle tre verticali
disponibili, stato calcolato il diametro del trattamento
necessario per ottenere il fattore di sicurezza richiesto.
Essendo la resistenza del terreno variabile con la
profondit, anche il diametro delle colonne strettamente
necessario per soddisfare le verifiche risulta variabile da
punto a punto, come mostrato nella figura 5.
Il diametro che soddisfa le verifiche in ogni punto del
tratto liquefacibile pari a 600 mm.

Definizione della geometria delle colonne

Una volta definito il valore della densit relativa


minima da raggiungere, la geometria delle colonne di
consolidamento pu essere definita per mezzo della
relazione proposta da Mitchell J.K. (1981), che si basa
sulle seguenti due ipotesi:
- il volume del materiale iniettato sposta il terreno
inducendo una riduzione del volume dei vuoti pari al
volume iniettato;
- lo spostamento del terreno avviene solo in direzione
radiale, per cui non si deve avere sollevamento del
piano di campagna.
In particolare, fissando la geometria della maglia
(quadrata o triangolare equilatera) e linterasse S delle
colonne, per mezzo della espressione (15) possibile
calcolare il diametro minimo da utilizzare.

Figura 5 Diametro minimo da calcolo

7.3
2 S

d MIN =
C

e0 = emax

e f = emax

(1 + e0 )

(15)

e0 e f

Dri
(emax emin )
100
Dr f
100

(emax emin )

(16)

(17)

In cui e0 rappresenta lindice dei vuoti iniziale, valutato


in funzione della densit relativa attuale, ed ef rappresenta
il valore finale, valutato in base alla densit relativa
minima da ottenere.
Il parametro di forma C, rappresentativo della maglia
del trattamento, pari ad 1.0 per maglia quadrata e pari a
1.075 per maglia a quinconce.
I valori dellindice dei vuoti massimo e minimo

Soluzione adottata

Sulla base delle analisi precedentemente illustrate


stato quindi definito il trattamento da realizzare che risulta
costituito da colonne di compaction grouting disposte su
di una maglia quadrata con lato 1.75 m ed aventi un
diametro equivalente di 600 mm (corrispondente ad un
volume di malta di 0.28 m3/m).
Il trattamento antiliquefazione si estender per circa un
metro al di fuori dellimpronta della soletta di fondazione.
In totale sono previste 871 colonne da realizzare su di
una superficie di circa 2700 m2 per cui la percentuale di
trattamento sar pari a circa il 9% dellarea.
Tenendo conto dello spessore dello strato di sabbia
limosa potenzialmente liquefacibile (unit 1), che stato
individuato dalle indagini disponibili e che dovr essere
confermato dalle indagini integrative che saranno
realizzate prima dellinizio delle lavorazioni, la lunghezza
utile delle colonne proposte risulta variabile da 4.50 m a
5.50 m a partire dalla profondit di 1.80 m da p.c.

Per confronto, riportato anche il fattore di sicurezza


che si sarebbe ottenuto utilizzando colonne di compaction
grouting con un diametro di 500 mm.
Si pu notare che in questultimo caso, pur avendo in
diversi punti un fattore di sicurezza inferiore allunit,
lindice di potenziale liquefazione risulta minore di 1.0 per
cui il rischio di liquefazione comunque basso.
8

Figura 6 Pianta dellintervento

Figura 7 Sezione tipo del consolidamento

Dato che il diametro delle colonne sar costante su tutta


laltezza dello strato da consolidare, il fattore di sicurezza
medio che si otterr, qualora siano soddisfatte le due
ipotesi indicate da Mitchell J.K. (1981), sar decisamente
superiore al valore minimo richiesto (FSMIN =1.25) e,
conseguentemente, lindice di potenziale liquefazione in
corrispondenza dellaltezza trattata sar sicuramente
uguale a zero.
Nella figura 8 mostrato landamento del fattore di
sicurezza ottenuto per le colonne del diametro adottato
(600 mm), il cui valore medio, nel tratto consolidato,
superiore a 2.0.

La validit delle assunzioni progettuali fatte e lidoneit


delle attrezzature e dei parametri tecnologico-esecutivi da
utilizzare, saranno verificate per mezzo di un campo prova
preliminare in cui si prevede di controllare il grado di
addensamento del terreno che si otterr con tre differenti
interassi delle colonne: 1.75 m (interasse di progetto), 1.50
m e 2.00 m.
Il campo prova, che per ottimizzare i tempi di
cantierizzazione sar realizzato in opera in corrispondenza
dellangolo sud-ovest del fabbricato, costituito da 16
colonne per ogni interasse da testare, in modo da poter
tenere in giusta considerazione leffetto di addensamento
indotto dal gruppo di colonne.
Qualora i consolidamenti afferenti alle maglie pi
larghe non raggiungano il grado di addensamento previsto
dal progetto, saranno integrati con altre colonne, in modo
tale da ottenere una percentuale di trattamento pari o
superiore a quella della maglia approvata.
Il campo prova sar condotto in accordo alle seguenti
fasi operative:
- indagini geognostiche pre-consolidamento;
- realizzazione delle colonne e monitoraggio;
- indagini geognostiche post-consolidamento.
8.1

Indagini geognostiche pre-consolidamento

Per individuare correttamente le condizioni iniziali del


terreno in corrispondenza dellarea del campo prova e
verificare le condizioni stratigrafiche adottate per il
progetto, sono state programmate le seguenti indagini in
sito:
- 1 prova penetrometrica statica equipaggiata con
piezocono e cono sismico con doppio geofono
(CPTUS), profonda 30 m;
- 2 prove penetrometriche statiche con piezocono
(CPTU), profonde 8 m;
- 3 prove penetrometriche dinamiche leggere (DPL),
profonde 8 m;
- 1 catena piezometrica ubicata ad una distanza di 5 m
dal bordo delle colonne di prova che hanno linterasse
minore, equipaggiata con 3 celle piezoelettriche poste
alla profondit di 4, 8 e 12 m da piano campagna.
8.2

Figura 8 Fattore di sicurezza ottenuto

CAMPO PROVA

Realizzazione delle colonne e monitoraggio

Successivamente alle indagini preliminari, verranno


realizzate le 48 colonne di consolidamento di prova.
Durante lesecuzione delle colonne verr eseguito un
monitoraggio topografico del piano campagna per
controllare se lipotesi di addensamento per mezzo di soli
spostamenti laterali, che alla base della proposta di
Mitchell, soddisfatta o meno.

La notevole estensione del campo prova consentir


inoltre di correlare gli eventuali sollevamenti del piano
campagna alleffettivo grado di addensamento ottenuto
dalle colonne di compaction grouting.
Le celle piezometriche, che saranno mantenute attive
per tutta la durata del campo prova, daranno modo di
controllare lentit ed il tempo di smaltimento delle
eventuali sovrappressioni interstiziali che si possono
generare durante lesecuzione delle colonne di
consolidamento, sia nello strato sabbioso liquefacibile
(unit 1) che nel sottostante strato argilloso (unit 2).
8.3

R POST qC , POST ( z ) dz
=
IMT
RPRE
qC ,PRE ( z ) dz

(18)

Indagini geognostiche post-consolidamento

Per verificare il grado di addensamento del terreno


indotto dalle colonne di compaction grouting saranno
eseguite le seguenti indagini geognostiche di controllo:
- 9 prove penetrometriche statiche con piezocono
(CPTU), profonde 8 m;
- 6 prove penetrometriche dinamiche leggere (DPL),
profonde 8 m.
Come mostrato nella figura 9, le nuove indagini
saranno realizzate in prossimit di quelle eseguite prima
del consolidamento, e saranno ubicate in diverse posizioni
rispetto alla griglia delle colonne, in modo da controllare
laddensamento ottenuto in punti localizzati a diversa
distanza dalle colonne.
Onde evitare variazioni legate alla taratura degli
strumenti, le attrezzature di prova dovranno essere le
stesse utilizzate per le indagini preliminari.

Figura 9 Ubicazione indagini nel campo prova

Sulla base dei risultati ottenuti dalle indagini di verifica


del campo prova verr quindi scelta la maglia di
trattamento che meglio garantir il soddisfacimento delle
verifiche di liquefazione.
9

consolidato si indica con RPOST lintegrale della resistenza


alla punta misurata nelle prove penetrometriche eseguite
dopo il consolidamento e con RPRE lanalogo integrale per
le prove eseguite inizialmente, possibile valutare
leffettivo incremento della resistenza ottenuto in sito che
dovr risultare maggiore di quello minimo di progetto che
rappresentato dellindice di miglioramento del terreno
(IMT).

CONTROLLO DEI RISULTATI

Analogamente a quanto previsto allinterno dellarea


destinata a campo prova, anche nella restante area del
fabbricato sono state programmate numerose indagini
geotecniche, da realizzare prima e dopo alla esecuzione
delle colonne di compaction grouting, per poter validare e
collaudare tutto lintervento di consolidamento.
Seguendo infatti il criterio di verifica illustrato
precedentemente, se in corrispondenza dello strato

Nel caso di prove dinamiche, il controllo avverr per


via indiretta confrontando il rapporto tra la densit relativa
post e pre consolidamento con lindice di addensamento
del terreno (IAT)
DR , POST
DR , PRE

10

IAT

(19)

CONCLUSIONI / DISCUSSIONI

Nellarticolo presentato il criterio di calcolo utilizzato


per il dimensionamento delle colonne di compaction
grouting da realizzare come opera di mitigazione del
rischio di liquefazione in unarea dellEmilia investita dal
sisma del 2012.
Tale criterio, oltre alle verifiche analitiche della
soluzione progettuale adottata, si pone lobiettivo di
individuare i possibili parametri necessari per validare e
collaudare lintervento di consolidamento realizzato,
definendo due indici, IMT ed IAT, facilmente misurabili
in cantiere, che rappresentano il valore minimo della
resistenza da ottenere.
La procedura, estremamente semplice da applicare, pu
essere estesa anche ad altre tecnologie di consolidamento
(vibrocompattazione, compattazione dinamica, ecc,) che si
basano sullo stesso principio di addensamento dei terreni
granulari a comportamento incoerente.
Lesecuzione del campo prova, che partir nei primi
mesi del 2014, consentir di verificare lefficacia della
procedura proposta.
Uno spunto di riflessione e di possibile discussione,
anche a livello Normativo, che si vuole rimarcare, la
definizione del parametro di riferimento della sicurezza
minima da ottenere che, a nostro avviso, dovrebbe essere
riferito allindice di potenziale liquefazione (IPL) anzich
al fattore si sicurezza che, puntualmente o per strati di
spessore ridotto, potrebbe essere accettabile anche se
risulta inferiore allunit.
BIBLIOGRAFIA
Determinazione n. 12418 del 2/10/2012. Approvazione
degli
elaborati
cartografici
concernenti
la
delimitazione delle aree nelle quali si sono manifestati
gravi effetti di liquefazione a seguito degli eventi
sismici del 20 e 29 maggio 2012 e degli indirizzi per
interventi di consolidamento dei terreni. Atto

Amministrativo - Giunta Regionale - Regione Emilia


Romagna
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RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia lAmministrazione del Comune di Cento
per aver autorizzato la pubblicazione dellintervento di
consolidamento proposto dalla Trevi S.p.A. in sede di
gara.

ABSTRACT
COMPACTION
GROUTING
INTERVENTION
DESIGN FOR THE MITIGATION OF SOILS
LIQUEFACTION RISK WITHIN THE EARTHQUAKESTRICKEN AREA OF EMILIA IN 2012
Keywords: liquefaction, compaction grouting, soil
consolidation, soil improvement index, test field.
In order to reduce the liquefaction risk, it is common
practice to modify the mechanical features of natural soils
by means of active interventions.
Compaction Grouting is one of the most widely used
technologies, since it generally achieves very good results
in terms of costs/advantages.
The paper describes the design criteria employed for
setting out a soil consolidation intervention to be
accomplished within the earthquake-stricken area of
Emilia (May 2012); upon said area a new primary school
and kindergarten will be built.
In addition to the liquefaction analyses which were
carried out according to the simplified method proposed
by NCEER and which show the presence of a potentiallyliquefiable layer of saturated silty sand between 1.8 m and
7.0 m from ground level the paper also illustrates the
calculation procedure developed for the compaction
grouting columns design.
In particular, the text focuses on the two phases into
which the design can be divided: assessment of the
minimum soil strength to be obtained in the liquefiable
layer in order to guarantee the safety factor required;
setting out of columns geometry (pattern, diameter and
spacing) to be adopted in order to reach the requested
density degree.
Similarly to the liquefaction potential index (LPI)
defining the degree of risk, two new indexes (IMT and
IAT) are proposed. They both provide directions on the
soil improvement and density degree that needs to be
obtained.
Moreover, said indexes can be employed also to assess
the effectiveness of the accomplished intervention.
Finally, the paper describes the additional planned soil
investigations, both for the assessment of the preliminary
test fields results which is necessary to validate the
design theoretical analyses and for the final control
tests.