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CASE IN FONDAMENTA RIZZI

La storia

L e case in Fondamenta Rizzi rappresentano l’unico esempio di casa

doppia del XVII secolo all’interno di questo studio. Come le Case d’Anna, la fabbrica venne edifcata sui terreni di recente bonifca nella parte più occidentale della città e le vicende che interessarono la piccola isola su cui sorge, compresa tra i rii di Santa Maria Maggiore e della Cazziola, furono molteplici. Alla fne del XVI secolo, i terreni dell’isola appartenevano quasi totalmente alla famiglia dei Balbi, che vi aveva eretto strutture lavorative e produttive. Successivamente la proprietà passò ai Battifogo, che in breve tempo sostituirono gran parte delle “chiovere”[1] con abitazioni piccole e modeste destinate a essere rivendute. Queste costruzioni ebbero vita breve, poiché nella seconda metà del XVII secolo la famiglia Rizzi, appena iscritta nel registro delle famiglie notabili, iniziò ad acquistare lotti non solo in Terra Ferma, ma anche dai Battifogo, fno a possedere tutto il terreno lungo la fondamenta. Non vi sono notizie note relative alla costruzione della fabbrica in Fondamenta Rizzi, se non che nel 1711 una schiera di dieci case aveva ormai rimpiazzato quattro vecchie casupole e che il suo primo afftto risaliva al 1697. Questo complesso è formato da una casa in linea, con due piani nobili sovrapposti

e mezzanino di sottotetto equamente diviso, e

dal modulo tripartito che si ripete in facciata per cinque volte. Come d’uso, ognuna delle dieci case possedeva un ingresso privato nel quale,

a cavallo del muro di spina, erano inserite le

vere da pozzo che, pur servendo due abitazioni, attingevano a un’unica cisterna interna. Al piano superiore, sopra gli ingressi affancati di due case, è situato il portego, che però non viene diviso dal muro centrale come al pian terreno, ma si arresta sul vano scale a rampe incrociate che collega i piani di ciascuna abitazione. La facciata, che mantiene la ritmicità tradizionale, si discosta dal disegno classico

per l’uso di fnestre architravate in ogni piano — quindi non solo in quelli di servizio — e per l’apertura a serliana che identifca il portego sul fronte che costeggia il rio. Invece della

classica trifora, è stata infatti utilizzata un’ampia apertura ad arco centrale, a cui è stato aggiunto

il poggiolo e, lievemente distanziate, si trovano

due fnestre rettangolari secondo uno schema che iniziò a diffondersi a partire dalla fne del

secolo. Il retro della fabbrica, caratterizzato come sempre della presenza del fogher aggettante, si affaccia su una serie di grandi orti privati in cui

è stata mantenuta la modularità delle case. In

corrispondenza delle scale è tuttora visibile un corpo sopraelevato rispetto alla falda del tetto, che evidenzia l’arrivo della rampa nella sofftta, formata da due stanze, la quale spartisce le fnestre che danno sugli orti con la casa a fanco. Una particolarità di queste case è la presenza di un tetto alla lombarda e non di false capriate com’era solito nelle costruzioni del secolo precedente. La fabbrica annovera

un’orditura principale, le cui travi viaggiano parallelamente alla facciata poggiandosi sui muri di spiana, che giungono fno alla sofftta, e

una secondaria ad essa ortogonale. Attualmente la divisione in case indipendenti non è più presente. Al contrario, anche le zone destinate ai magazzini sono divenute appartamenti, aumentando il numero di famiglie che risiedono nella fabbrica, così come quello degli ingressi sulle fondamenta, dei comignoli e delle fnestre.

Il rilevo laser scanner

L’inaccessibilità dei giardini retrostanti ha consentito di effettuare un solo rilievo relativo alla fabbrica, in corrispondenza del fronte su Fondamenta Rizzi. È dunque impossibile stabilire, anche dopo approfondite elaborazioni dei dati ricavati da xxx[ specifcare] scansioni, se il comportamento scatolare sia venuto meno a causa della presenza di un tetto alla lombarda o dell’unione con altri edifci. Risulta invece possibile conoscere il quadro deformativo della struttura e come questa sia stata intaccata dagli interventi sopravvenuti nel tempo.

Il rilievo tramite fotomodellazione

Anche nel rilievo eseguito con fotomodellazione non è stato possibile accedere ai giardini posteriori. Da Fondamenta delle Procuratie si sono acquisite 36 foto a diverse altezze. L’illuminazione, per quanto non ottimale a causa delle ombre degli aggetti, non ha creato diffcoltà nella restituzione dell’elaborato. I risultati

I risultati

La sola analisi della mappa degli spostamenti non consente una chiara interpretazione delle cause che generano il dissesto. Per avanzare un’ipotesi più approfondita sono stati quindi analizzati sia il degrado dell’area interessata sia il comportamento dell’edifcio sul prospetto opposto. Osservando sia l’ortofotopiano che il risultato delle elaborazioni, appare evidente che nel prospetto preso in esame non sono presenti gravi problematiche. Tali risultati, analizzati nel dettaglio nei paragraf a seguire, sono emersi sia dalla mappa degli spostamenti laser scanner sia da quella desunta della fotomodellazione. Per un’analisi più precisa si è deciso di fare riferimento alla prima.

PROSPETTO SU FONDAZIONI RIZZI

PROSPETTO SU FONDAZIONI RIZZI

30+

25

20

15

10

5

0

-5

-10

-15

-20

-25

-30+

N on si registrano ampi fronti di spostamento. I problemi principali,

comunque di lieve entità, si riscontrano in corrispondenza della linea di gronda e del solaio del primo piano.

In entrambi i casi, i fenomeni di

spostamento sono generati dalla presenza di acqua nella muratura. Per quanto concerne il

solaio, l’umidità di risalita è arrivata a intaccare gli elementi metallici, andando ad aumentare il volume degli stessi per ossidazione e causando

la perdita di ammortamento tra muro e solaio.

A livello della gronda, invece, le infltrazioni

coinvolgono le teste delle capriate, che tendono

a marcire e spingono verso l’esterno la parte

sommitale della muratura. Il mancato raffronto con la mappa degli spostamenti del prospetto posteriore non permette di valutare con precisione le cause che hanno generato lati fuoripiombo danno modo di individuare possibili lievi spostamenti.