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LINSERIMENTO SCOLASTICO DEL BAMBINO CON


PROBLEMI NEUROLOGICI O PSICOCOMPORTAMENTALI
Linee guida per una reale integrazione

TITOLO DEL PROGETTO E SOGGETTO PROPONENTE

Titolo del Progetto


LINSERIMENTO
SCOLASTICO
DEL
BAMBINO
CON
PROBLEMI
PSICOCOMPORTAMENTALI. LINEE GUIDA PER UNA REALE INTEGRAZIONE.

NEUROLOGICI

Area di intervento
Integrazione scolastica del bambino con problemi neurologici o psicocomportamentali.
Soggetto Proponente
ASSOCIAZIONE UNITI PER CRESCERE O.N.L.U.S.
Indirizzo
Associazione U niti per Crescere O.N .L.U .S.
Via Giustiniani 2
Tel. 049 8218094 Fax 049 8215430
E-mail: associazione@unitipercrescere.net
Codice Fiscale 92214630284

Presidente dellAssociazione
Responsabili e Rappresentanti Legali del progetto
Cognome e Nome: Prof. Giorgio Perilongo
Qualifica Professionale: Professore universitario, Direttore del Dipartimento Salute della
Donna e del Bambino di Padova
Telefono e E-mail: 049 8213517 ; perilongo@pediatria.unipd.it
Cognome e Nome: Prof.ssa Paola Drigo
Telefono e E-mail: 049 8211405 ; paola.drigo@unipd.it

Soggetti Consulenti e Referenti del Progetto


Dr.ssa Bacci Barbara bacci.barbara@libero.it
Dr.ssa Colella Maria

rcolella66@gmail.com

Dr.ssa Poledri Sara

sara.poledri@virgilio.it

DESCRIZIONE DEL PROGETTO


BACK-GROUND GENERALE DEL TERRITORIO DI RIFERIMENTO
E DEGLI ELEMENTI DI FORZA DEL PROGETTO RISPETTO AI BISOGNI DELLA COMUNIT LOCALE

L 'art. 12 della legge quadro 104/92, diritto all'educazione e all'istruzione,


sancisce il diritto all'educazione e all'istruzione per tutti i disabili a prescindere dalle
compromissioni fisiche e psichiche derivanti dalla disabilit, garantendo l'inserimento
nelle scuole di ogni ordine e grado, stabilendo l'obiettivo comune dell'integrazione
scolastica. Con lemanazione delle norme in materia di decentramento amministrativo
(Leggi Bassanini), sono state trasferite numerose funzioni dallo Stato alle Regioni e
agli Enti locali. Ma unintegrazione scolastica di qualit, affinch non rimanga solo una
bella idea sulla carta, ha bisogno della sinergia di pi competenze a vari livelli e del
coinvolgimento di svariati ambiti professionali e umani. Le politiche scolastiche, le
istituzioni, gli enti locali, i docenti, gli alunni, le famiglie, gli operatori sociali e
sanitari, le culture e gli approcci metodologici nelleducazione e nella didattica, le
realt associative e culturali di un territorio devono trovare il modo di cooperare per il
benessere del bambino. Al processo dintegrazione, quindi, partecipano, in linea
teorica, tutte queste figure, ma nella pratica lazione complessiva risulta per carente
e poco funzionale per la mancanza di scambi veloci ed efficienti, relegando spesso le
conoscenze al proprio ambito dintervento. La scuola chiamata a rispondere ai
bisogni di ogni alunno con piani programmatici, mirati, differenziati e personalizzati
impegnandosi per tutti, ma in particolar modo per i bambini in situazione di minore
abilit, valorizzandone le attitudini e dando loro sicurezza sul piano psicologico e
sociale. La conoscenza dei punti forza e debolezza del bambino fondamentale per il
benessere psico-fisico dellindividuo e per il suo successo scolastico. Ci significa che
tutti gli alunni, a prescindere dalla loro disabilit, possono frequentare la scuola,
beneficiando di sostegni e servizi specifici, divenendo parte integrante del gruppo
classe e della comunit scolastica. Impegno della scuola quindi la realizzazione di
unorganizzazione educativo-didattica personalizzata per lindividuo da integrare. Ma
la disabilit comporta una serie di complicanze sia sul piano fisico che psichico di cui
la scuola deve essere chiaramente resa consapevole per poter fornire ad ogni alunno
gli strumenti di cui ha bisogno e consentire a ciascuno di procedere secondo i suoi
ritmi ed i suoi stili di apprendimento, valorizzando e promuovendo le capacit di ogni
singolo individuo.
Da un punto di vista pi strettamente operativo il processo di integrazione/inclusione
scolastica degli alunni in situazione di svantaggio o di difficolt, postula un livello di
consapevolezza, collaborazione e coordinamento tra tutte le componenti scolastiche: il
Dirigente Scolastico, gli insegnanti e gli operatori dei servizi, oltre agli alunni e alle
loro famiglie. Tutto ci richiede un flusso continuo di informazioni e aggiornamenti
sulla salute e sui progressi del bambino ma purtroppo spesso manca un punto di
riferimento costante per le famiglie e la scuola che possa fornire in modo chiaro e in
tempi utili le informazioni necessarie per unadeguata integrazione scolastica.

Al fine di rispondere a questa esigenza nato nel 2011 un progetto pilota che ha
sperimentato e definito un modello di riferimento per ottimizzare l'impiego delle
risorse esistenti e per favorire una reale conoscenza del bambino e del suo problema al
fine di ottenere un pi efficace coordinamento degli attori coinvolti e di raggiungere
una vera integrazione scolastica dellalunno.
METTERE A FUOCO IL PROBLEMA: IL BAMBINO NEUROLOGICO

In et evolutiva la disabilit pu essere legata ad una vasta gamma di patologie


neurologiche: epilessia, varie forme di ritardo dello sviluppo motorio e cognitivo,
paralisi cerebrali, malattie del metabolismo, neurodegenerative e demielinizzanti,
infezioni e del sistema nervoso centrale e periferico , malattie neuro-muscolari,
sindromi neuro cutanee ecc... Si tratta di patologie croniche, con decorso eterogeneo
,talora con disturbo del comportamento, che richiedono frequenti controlli clinici,
strumentali, modifiche terapeutiche con lintervanto di svariate professionalit. Non
possibile pensare un bambino con qualsiasi di queste patologie, inserito nel contesto
scolastico, sociale, familiare senza che siano fornite adeguate ed aggiornate
informazioni alla famiglia e alla scuola. Una convinzione consolidata che non si d
vita ad una scuola inclusiva se al suo interno non si avvera una corresponsabilit
educativa diffusa e se non si possiede una competenza didattica adeguata ad
impostare una fruttuosa relazione educativa con gli alunni con disabilit neurologica e
di questi con i compagni di classe.
DESCRIZIONE DELLE LINEE GUIDA DEL PROGETTO, DEGLI ELEMENTI DI FORZA RISPETTO AI
BISOGNI DELLA COMUNIT LOCALE E DELLA SUA EFFICACIA

Tema strategico per dare senso allintegrazione il lavoro sinergico tra scuolafamiglia-struttura socio-sanitaria che ha in carico il bambino (quindi lequipe composta
dal medico specialista, dal pediatra del bambino, dallo psicologo, dal terapeuta della
riabilitazione). A scuola si sperimenta la capacit di socializzazione e di
apprendimento del bambino: essa quindi il luogo di eccellenza dove permettergli di
sperimentare le sue potenzialit nel contesto classe e gruppo dei pari. Quindi proprio
presso la struttura scolastica che devono avere luogo lo scambio di informazioni e i
momenti di discussione sul bambino.
OBIETTIVI GENERALI
1. Dare un supporto e unoccasione di coordinamento agli insegnanti ed operatori
che prenderanno in carico il bambino;
2. Promuovere lo scambio di informazioni e comunicazioni tra la famiglia, la
scuola, i professionisti e gli enti che a vario titolo hanno a che fare con il
bambino;

3. Costruire un circuito dinformazione efficace e rapido che porti ad


unintegrazione reciproca e al superamento della logica che vede ogni struttura
come autosufficiente;
4. Aggregare in momenti appositi di scambio tutte le risorse che ruotano attorno
al bambino;
5. Formare e aggiornare gli insegnanti con la raccolta, lorganizzazione, la
produzione di materiale documentario, con mirati ed efficaci incontri
multidisciplinari, per aggiornarsi, documentarsi, programmare, progettare
lintervento sul bambino;
6. Informare e rispondere in modo rapido ai bisogni rilevati dagli insegnanti e
dalla famiglia;
7. Offrire uno spazio nel quale condividere ed elaborare insieme difficolt,
frustrazioni ma anche successi ottenuti nel lavoro quotidiano con il bambino;
8. Raccolta sistematica delle difficolt e delle soluzioni sperimentate in campo
scolastico ed extrascolastico per farne tema di un programma sistematico
sullintegrazione dei bambini con problemi neurologici;
9. Promuovere ladesione di genitori ed insegnanti allassociazione Uniti per
Crescere;
10. Sensibilizzare lopinione pubblica e diffondere la cultura dellintegrazione.
OBIETTIVI SPECIFICI
1. Favorire linserimento e laccoglienza di bambini con disabilit seguiti presso il
Dipartimento di Pediatria dellUniversit di Padova, in due scuole della
provincia di Padova, partendo da procedure condivise;
2. Favorire la diffusione delle nozioni relative alla patologia del bambino ai fini di
un migliore inserimento scolastico;
3. Favorire la conoscenza e la condivisione del funzionamento di quel bambino;
4. Favorire linserimento del bambino e prevenire la discriminazione con
unadeguata informazione rivolta ai compagni e alle famiglie dei bambini della
classe in cui verr inserito il bambino;
5. Creare le basi perch ogni bambino con problemi neurologici /psichici /
psichiatrici possa avvalersi di un simile progetto di integrazione tramite le
Associazioni, i Centri di riabilitazione, le ASL e i Provveditorati.
AZIONI SPECIFICHE
Il progetto si articoler nelle seguenti azioni:

Azione 1. Identificazione di bambini con disabilit da danno neurologico


seguiti presso la Clinica Pediatrica di Padova, frequentanti scuole di Padova e/o
provincia con il consenso dei genitori alla partecipazione al progetto.
Azione 2. Adozione, in ogni scuola aderente al progetto, di un protocollo di
integrazione dellalunno disabile. Il protocollo di integrazione, condiviso
dallintero collegio docenti del bambino, prevede laccettazione di procedure e

modalit relative allinformazione, formazione e condivisione del percorso


scolastico del bambino;

Azione 3. Un incontro prima dellinizio dellanno scolastico tra insegnanti e


lintera equipe medica (pediatra di base, specialista di riferimento, psicologi,
terapista della riabilitazione) dove verranno fornite tutte le informazioni sulla
patologia del bambino e sul bambino stesso, previo consenso dei genitori.
Azione 4. Realizzazione e distribuzione di materiale che linsegnante utilizzer
per spiegare ai compagni del bambino che cosa ha quel compagno speciale
Azione 5. Incontro con i compagni di classe e i loro genitori per spiegare le
caratteristiche della patologia del bambino
Azione 6. Discussione, progettazione e condivisione di laboratori tali da far
emergere i punti forza del bambino e nei quali coinvolgere la classe.
Azione 7. Coordinamento, monitoraggio e verifica tramite questionari di
soddisfazione agli insegnanti, alle famiglie e ai bambini (quando possibile) in
vari momenti dellanno scolastico, per verificare landamento dellinserimento
ed il raggiungimento dei risultati condivisi;
Azione 8. Utilizzo dei risultati raggiunti per migliorare il progetto.

METODOLOGIA:
FASI PROGETTUALI, STRUMENTI DI VALUTAZIONE PER LA MISURAZIONE
DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI E DELLEFFICACIA DEL
PROGETTO
FASE DI PREPARAZIONE: DIVULGAZIONE E AVVIO DEL PROGETTO
Il progetto verr presentato alle strutture interessate tramite:
1. Lettera di presentazione al Provveditorato e richiesta censimento
2. Lettera di presentazione ai dirigenti scolastici delle scuole frequentate dai
bambini inseriti nel progetto
3. Lettera di presentazione e incontro con le singole famiglie
4. Consenso formale delle famiglie e autorizzazione alla diffusione dei dati medici
indispensabili per un adeguato inserimento
5. Quando possibile , informazione e consenso del bambino
FASE DI PREPARAZIONE: PRIMA DELLENTRATA A SCUOLA
Questa fase prevede tre passaggi:

1.
2.
3.
4.
5.

Identificazione di bambini con disabilit frequentanti scuole di


Padova e/o provincia e consenso dei genitori alla partecipazione al
progetto.
Un primo incontro preliminare con il Dirigente scolastico, lo
psicopedagogista della scuola e il referente per la disabilit, in cui
verranno presentati il progetto, gli obiettivi e richiesta ladesione
formale della scuola.
Un incontro di circa tre ore tra gli insegnanti assegnati alla classe
del bambino, il pediatra di base e lequipe medica. A questo
incontro si aggiunger nellultima mezzora la famiglia. In
questoccasione:
verranno presentati la patologia del bambino, gli aspetti medici,
cognitivi e comportamentali
verranno discusse e condivise metodologie di intervento possibili
tenendo conto delle risorse della scuola (spazi, materiali, ecc)
verr presentata la famiglia e il bambino
verr fornito materiale utile allinsegnante per la presentazione del
bambino alla classe
verr programmato un incontro serale con i genitori dei compagni
di classe del bambino

Esempi di argomenti che potrebbero essere trattati nel secondo incontro:

Come ci si approccia ad un bambino con questa patologia?

Come si pu aiutare il bambino ad affrontare questa nuova esperienza


scolastica?

Come comunicare con un bambino con questa patologia?

Come gestire ligiene personale?

Come affrontare lalimentazione?

FASE OPERATIVA: INIZIO DELLA SCUOLA


Prevede 3 momenti fondamentali:
1. Nei primi giorni l insegnante che ha accettato lincarico, presenter ai bambini
nelle modalit concordate con lequipe, il loro compagno speciale nel rispetto
della privacy. Accoglier le domande dei bambini e fornir spiegazioni e risposte
adeguate al livello di comprensione della fascia scolastica.
2. Incontro serale entro il mese di settembre 2012 con le famiglie dei compagni di
classe del bambino a cui parteciperanno gli insegnanti della classe, la famiglia
del bambino, il medico specialista e lo psicologo dellquipe . In questoccasione

verranno fornite informazioni sulla patologia del bambino e adeguate modalit


per rispondere alle eventuali domande dei compagni, nel rispetto della privacy
del bambino e della sua famiglia.
3. Durante lanno scolastico sar attivo un numero telefonico SOS
INTEGRAZIONEa cui linsegnante o il genitore pu rivolgersi in caso di
difficolt o necessit di confronto con il medico e/o lo psicologo. La domanda
verr registrata, fatta pervenire allo specialista e linsegnate o il genitore sar
ricontattato nelle modalit da lui indicate (mail, telefonata in determinata
fascia oraria, consulenza individuale).
4. Entro fine ottobre verr fatto un incontro di tre ore tra insegnanti del bambino,
genitori, psicologo e terapista della riabilitazione per definire insieme gli
obiettivi didattici e le modalit di intervento. In questoccasione si proporranno
dei Laboratori (didattici, ludici, creativi), ne verr valutata la fattibilit e si
proceder alla messa in atto di quanto deciso con formalizzazione del
Laboratorio (progetto presentato alla Direzione Scolastica).

5. Sar inoltre attiva una pagina sul sito dellAssociazione Uniti per Crescere
in cui sar possibile inserire e scaricare materiale utile ed inserire i Laboratori
avviati.

FASE FINALE: DIVULGAZIONE


Sulla base dellesperienza maturata e di quanto emerso da un convegno pubblico
organizzato dallAssociazione, con presentazione dei dati del progetto e dei pi attuali
orientamenti sullintegrazione scolastica, verranno contattate le diverse Associazioni
genitori di bambini con problemi neurologici per diffondere il progetto e favorire
ladesione delle stesse.
STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Questionari di soddisfazione da somministrare allinsegnante, al genitore del
bambino, alle famiglie dei compagni di classe e al dirigente scolastico a tre,
cinque e nove mesi dallinizio dellanno scolastico (novembre, febbraio, giugno). I
dati rilevati a tre mesi costituiranno la linea base che verr poi confrontata con
i risultati dei questionari intermedi e finali, al fine di evidenziare punti forza e
debolezza del progetto.
Questionario sulla Qualit della Vita e scala di valutazione del
comportamento infantile Child Behavior Checklist (CBCL; Achenbach) da

somministrare ai genitori del bambino a tre, cinque e nove mesi dallinizio


dellanno scolastico (novembre, febbraio, giugno).
RISULTATI ATTESI
Estendere ad un numero sempre pi ampio di bambini con disabilit la
possibilit di un adeguato inserimento a scuola .
Migliorare la collaborazione e la comunicazione tra scuola-famiglia e strutture
socio-sanitarie
Ridurre le preoccupazioni e le tensioni a carico della famiglia e della scuola a
causa dello scollegamento tra le figure che si occupano del bambino
Fornire puntuali e rapide risposte alle esigenze che la scuola e la famiglia
possono incontrare ogni giorno

DESTINATARI DEL PROGETTO


Bambini con disabilit da danno neurologico seguiti dal Dipartimento di Pediatria di
Padova, le famiglie degli stessi e le scuole di afferenza.

DURATA, NUMERO PARTECIPANTI E COSTI


Periodo di riferimento: anno 2012/2013
Scadenze:
maggio 2012:

presentazione del progetto ai dirigenti scolastici e


provveditorato

settembre 2012:
primo incontro insegnanti-famiglia-equipe medica
presentazione del bambino ai compagni
incontro con scuola-famiglia-genitori dei compagni del bambino
e specialista
Attivazione pagina WEB
ottobre 2012:
Incontro didattico e progettazione Laboratori

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aprile 2013:

Presentazione del progetto e dei risultati alle diverse


Associazioni di famiglie con bambini con problemi neurologici
per un futuro coinvolgimento nel progetto.

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PERSONALE COINVOLTO NELLA ORGANIZZAZIONE, REALIZZAZIONE E VALUTAZIONE DEL


PROGETTO

Operatori con ruolo funzionale diretto nella gestione del progetto


Nome e Cognome

Qualifica

Ruolo nel Progetto

Maria Colella

Vicepresidente
associazione

supervisione e coordinamento progetto

Elena Oteri

Insegnante

supervisione e coordinamento progetto

Clementina Boniver Neuropsichiatra

Referente per gli aspetti medico-sanitari

Paola Drigo

Neuropsichiatra

Referente per gli aspetti medico-sanitari

Anna Maria Laverda Neuropsichiatra

Referente per gli aspetti medico-sanitari

Marilena Vecchi

Neuropsichiatra

Referente per gli aspetti medico-sanitari

Barbara Bacci

Neuropsicologa

Referente per gli aspetti cognitivi e di


apprendimento

Sara Poledri

Neuropsicologa

Referente per gli aspetti cognitivi e di


apprendimento

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Collaboratori esterni
Qualifica

Ruolo nel Progetto

Pediatra

Intervento tecnico per gli aspetti legati alla malattia e allassistenza

Terapista della
riabilitazione

Intervento tecnico per gli aspetti legati alla programmazione


didattica, uso di ausili, ecc.

Volontari e
tirocinanti

Gestione telefono SOS INTEGRAZIONE

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PREVENTIVO DI SPESE
PER LATTIVAZIONE E LA CONDUZIONE DI UN GRUPPO DI INFORMAZIONE E SOSTEGNO

Il progetto richiede un costo totale di 11.000,00 euro cos ripartiti:


VOCI DI SPESA

TOTALE

A) BENI DI CONSUMO
1. cancelleria
2. telefono/fax
3. materiale illustrativo per insegnanti (CD,cartelle)
4. materiale per diffusione
TOTALE

1.000,00
500,00
1.000,00
500,00
3.000,00

B) RISORSE UMANE
1. compenso psicologi

5.000,00

2. compenso medici

2.000,00

3. rimborso viaggi

1.000,00

TOTALE

8.000,00

TOTALE

11.000,00