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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.

08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Ordine degli Ingegneri della


Provincia di Barletta, Andria, Trani
Andria, 19 giugno 2010
La progettazione strutturale secondo il
d.m. 14.01.08 e circolare applicativa
Illustrazione di progetto di impalcato
da ponte in c.a.
Luca Giordano Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica
Politecnico di Torino

Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica


Luca Giordano luca.giordano@polito.it

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

INTRODUZIONE
SOLUZIONE TIPICA DI IMPALCATO FERROVIARIO

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

CARATTERISTICHE

Ottima velocit di esecuzione

Semplicit di calcolo
(struttura isostatica)

Soluzione ampiamente
collaudata in termini di
sicurezza del traffico
ferroviario e di comfort dei
passeggeri

Necessit di accesso dal basso


al sito di costruzione (in caso
contrario utilizzo di carri di varo
di grandi dimensioni e costi)

Numero di appoggi e giunti


elevato (relativi problemi di
durabilit e sostituzione)

Pile e capitelli di grande


larghezza per ospitare due
allineamenti di appoggi(3.0 m,
4.1 m)

Distribuzione degli sforzi non


ottimale con snellezza L/h15

Praticamente nessun
problema di interazione
binario struttura

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PONTE SUL TANARO AD ASTI


UN PO DI STORIA

Lalluvione del Piemonte nel 1994 interessa principalmente il


tronco fluviale del Tanaro con portate ad Alessandria di circa
3800 m3/s

Il ponte di corso Savona ad Asti formato da un impalcato


stradale a via superiore realizzato con 4 travi in cemento
armato precompresso e soletta collaborante di luce circa 20 m
e da un impalcato ferroviario a via inferiore in acciaio

Entrambi gli impalcati sono appoggiati su pile in muratura di


grande larghezza con conseguente una distanza libera fra i fili
pila limitata

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Durante lalluvione il ponte manifesta:


franco idraulico insufficiente con il fluido che arriva ad una quota
superiore allintradosso dellimpalcato in cap
violenti urti del materiale trasportato sulla trave di monte (e suo
conseguente danneggiamento)
Accumulo di materiale in corrispondenza delle pile con
conseguente effetto diga
Nellambito dei lavori di risistemazione del Tanaro nel post-alluvione,
lalveo in corrispondenza del ponte viene allargato e si presenta
la necessit di ricostruire i due impalcati (stradale e ferroviario)

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VINCOLI PROGETTUALI

Campate di luce tale da interferire in modo marginale con il fiume


e soprattutto con il trasporto solido presente in condizioni di
portate con lunghi periodi di ritorno

Impossibilit di variazione significativa della livelletta (stazione a


breve distanza)

Possibilit di ri-utilizzo futuro dellimpalcato ferroviario come


impalcato stradale in vista di una paventata modifica del tracciato
e conseguente spostamento della stazione

Sezione trasversale simile per impalcati soggetti a carichi


estremamente diversi (impalcato stradale e impalcato ferroviario)

Metodo costruttivo in grado di garantire la sicurezza (della


struttura e del personale) durante le fasi transitorie
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SOLUZIONE
Impalcato stradale e ferroviario in cemento armato precompresso
composto da 5 campate, di luce pari a 29.70 m quelle di estremit e
33.20 m quelle centrali costruito a spinta, di altezza complessiva pari
a 165 cm (L/h20), poggianti su pile a setto di spessore 150 cm
Simboli appoggi: multidirezionale =
fisso =

6.85

unidirezionale longitudinale =
unidirezionale trasversale =

2.5

1.20

(SP1)

29.70 m

33.20 m

(P1)

33.20 m

(P2)

33.20 m

(P3)

29.70 m

(P4)

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1.20

(SP2)

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COSTRUZIONE A SPINTA

Costruzione di una campata (33 m) in dieci giorni

Durata della spinta: 3 ore


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a) Metodo costruttivo
cantilever classico bilanciato
(Rhine Bridge)
b) Metodo costruttivo
cantilever con cavi ausiliari
(Lahntal Bridge)
c) Metodo costruttivo
cantilever con carro di varo
(Siegtal Bridge)
d) Metodo costruttivo con
varo della trave
(Krahnenberg Bridge)
e) Metodo a varo
incrementale a spinta
(Taubertal Bridge)
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Limitazioni
geometriche:
piano e rettilineo o
circolare
circolare (vert.) e
rettilineo
circolare in un piano
inclinato e piano
circolare in profilo
altimetrico e
planimetrico

a) Sollevamento

c) Abbassamento

b) Spinta

d) Ritorno

Negli ultimi due casi le


proiezioni in pianta
sono archi di ellisse

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

DIMENSIONAMENTO DELLAVAMBECCO (NOSE)


Si pu assumere
Ln 0,65 L
Ln= lunghezza avambecco
L = luce tipica del ponte (temporanea o definitiva)
qn = k Ln
qn = peso proprio avambecco
k = 0,012 0,020 per ponti stradali
0,018 0,030 per ponti ferroviari
Il rapporto dei pesi propri di avambecco ed impalcato pu essere
assunto in prima approssimazione
qn/q = 0,10
Occorre quindi valutare leffetto della rigidezza flessionale relativa
EnIn/EI sulla riduzione delle variazioni di tensione che insorgono
durante le diverse fasi di spinta.

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

A scopo esemplificativo si pu studiare come primo approccio uno schema


statico semplificato di trave continua di infinite campate e di
precompressione baricentrica, in modo di evitare la presa in conto di
momenti iperstatici di precompressione variabili per ogni posizione del
ponte.

Si analizzano le sollecitazioni di varo in funzione del parametro = x/L


con:
Avambecco a sbalzo
0 1-Ln/L
Avambecco sulla pila
1-Ln/L 1

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento di MB durante
il varo per Ln/L = 0,80 e
qn/q = 0,10 in relazione
alle relative rigidezze
flessionali, EnIn/EI

Andamento di MB durante
il varo per Ln/L = 0,50 e
qn/q = 0,10 in relazione
alle relative rigidezze
flessionali, EnIn/EI

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Con qn/q = 0,10 il


momento per lo sbalzo al
contatto uguale a EOL
per Ln/L = 0,65

Andamento di MB per
Ln/L = 0,65 e EnIn/EI = 0,20
in funzione del rapporto
qn/q.

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SOLLECITAZIONI IN FASE DI SPINTA - FLESSIONE

Schema statico:

Vincolo definitivo
Vincolo provvisorio

Azioni:
Peso proprio
Variazioni di temperatura a farfalla 5
Cedimento differenziale massimo fra due vincoli successivi
pari a 5 mm

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Fase 95

Mg

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

-1200.0
-1100.0
-1000.0
-900.0
-800.0
-700.0
-600.0
-500.0
-400.0
-300.0
-200.0
-100.0 0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

0.0
100.0
200.0
300.0
400.0
500.0
600.0
700.0

(valori in t m)
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Fase 20

Mg

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

Fase 30

-1200.0

-1200.0

-1100.0

-1100.0

-1000.0

-1000.0

-900.0

-900.0

-800.0

-800.0

-700.0

-700.0

-600.0

-600.0

-500.0

-500.0

-400.0

-400.0

-300.0

-300.0

-200.0
-100.0 0.0

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

-200.0
20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

-100.0 0.0

0.0

0.0

100.0

100.0

200.0

200.0

300.0

300.0

400.0

400.0

500.0

500.0

600.0

600.0

700.0

700.0

Fase 40

Mg

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

-1200.0

-1100.0

-1100.0

-1000.0

-1000.0

-900.0

-900.0

-800.0

-800.0

-700.0

-700.0

-600.0

-600.0

-500.0

-500.0

-400.0

-400.0

-300.0

-300.0

-200.0

20.0

Fase 50

-1200.0

-100.0 0.0

Mg

40.0

Mg

60.0

Mced

80.0

M temp

100.0

M+

120.0

M-

140.0

Mtot+

160.0

Mtot-

-200.0
20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

-100.0 0.0

0.0

0.0

100.0

100.0

200.0

200.0

300.0

300.0

400.0

400.0

500.0

500.0

600.0

600.0

700.0

700.0

20.0

40.0

60.0

80.0

Politecnico di Torino - Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica


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100.0

120.0

140.0

160.0

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Fase 60

Mg

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

Fase 70

-1200.0

-1200.0

-1100.0

-1100.0

-1000.0

-1000.0

-900.0

-900.0

-800.0

-800.0

-700.0

-700.0

-600.0

-600.0

-500.0

-500.0

-400.0

-400.0

-300.0

-300.0

-200.0
-100.0 0.0

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

-200.0
20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

-100.0 0.0

0.0

0.0

100.0

100.0

200.0

200.0

300.0

300.0

400.0

400.0

500.0

500.0

600.0

600.0

700.0

700.0

Fase 80

Mg

Mced

M temp

M+

M-

Mtot+

Mtot-

-1200.0

-1100.0

-1100.0

-1000.0

-1000.0

-900.0

-900.0

-800.0

-800.0

-700.0

-700.0

-600.0

-600.0

-500.0

-500.0

-400.0

-400.0

-300.0

-300.0

-200.0

20.0

Fase 90

-1200.0

-100.0 0.0

Mg

40.0

Mg

60.0

Mced

80.0

M temp

100.0

M+

120.0

M-

140.0

Mtot+

160.0

Mtot-

-200.0
20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

-100.0 0.0

0.0

0.0

100.0

100.0

200.0

200.0

300.0

300.0

400.0

400.0

500.0

500.0

600.0

600.0

700.0

700.0

20.0

40.0

60.0

80.0

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100.0

120.0

140.0

160.0

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

PRECOMPRESSIONE BARICENTRICA IN FASE DI SPINTA

Sezioneringrossata
A[m2]
7.897

Wsx,sup [m3] Wdx,sup [m3] Wsx,inf [m3] Wdx,inf [m3]


2.828
2.631
2.171
2.237

Sezionecorrente
A[m2]
6.458

Wsx,sup [m3] Wdx,sup [m3] Wsx,inf [m3] Wdx,inf [m3]


2.498
2.290
1.590
1.629

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

supM+[MPa]

infM+[MPa]

supM [MPa]

infM [MPa]

(supM+)+prec

(infM+)+prec

(supM)+prec

(infM)+prec

6.00
4.00
2.00

[MPa]

0.00
2.00
4.00
6.00
8.00
10.00
12.00
14.00
0.00

20.00

40.00

60.00

80.00

100.00

120.00

140.00

160.00

180.00

x[m]
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

SOLLECITAZIONI IN FASE DI SPINTA - TAGLIO

Fase 95

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

-300.0

-250.0

-200.0

-150.0

-100.0

-50.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

0.0

50.0

100.0

150.0

200.0

(valori in t)
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Fase 20

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

Fase 30

-300.0

-300.0

-250.0

-250.0

-200.0

-200.0

-150.0

-150.0

-100.0

-100.0

-50.0

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

-50.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

0.0

0.0

0.0

50.0

50.0

100.0

100.0

150.0

150.0

200.0

200.0

Fase 40

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

Fase 50

-300.0

-300.0

-250.0

-250.0

-200.0

-200.0

-150.0

-150.0

-100.0

-100.0

-50.0

20.0

40.0

Vg

60.0

Vced

80.0

V temp

100.0

V+

120.0

V-

140.0

Vtot+

160.0

Vtot-

-50.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

0.0

0.0

0.0

50.0

50.0

100.0

100.0

150.0

150.0

200.0

200.0

20.0

40.0

60.0

80.0

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100.0

120.0

140.0

160.0

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Fase 60

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

Fase 70

-300.0

-300.0

-250.0

-250.0

-200.0

-200.0

-150.0

-150.0

-100.0

-100.0

-50.0

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

-50.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

0.0

0.0

0.0

50.0

50.0

100.0

100.0

150.0

150.0

200.0

200.0

Fase 80

Vg

Vced

V temp

V+

V-

Vtot+

Vtot-

Fase 90

-300.0

-300.0

-250.0

-250.0

-200.0

-200.0

-150.0

-150.0

-100.0

-100.0

-50.0

20.0

40.0

Vg

60.0

Vced

80.0

V temp

100.0

V+

120.0

V-

140.0

Vtot+

160.0

Vtot-

-50.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

0.0

0.0

0.0

50.0

50.0

100.0

100.0

150.0

150.0

200.0

200.0

20.0

40.0

60.0

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80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

28

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

VERIFICHE IN ESERCIZIO

Schema statico:

Azioni:
Peso proprio
Precompressione (considerando il rientro ancoraggi e lattrito)
Cadute di precompressione
Permanenti portati
Variazioni di temperatura a farfalla 5

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29

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

SOLLECITAZIONI
PRECOMPRESSIONE

DOVUTE

ALLA

METODO DEI CARICHI EQUIVALENTI


La precompressione sostituita da un sistema di forze ad essa
equivalente e globalmente equilibrato; tali forze sono applicate
alla struttura sia in corrispondenza degli ancoraggi e degli eventuali
deviatori (forze concentrate) sia lungo il percorso curvilineo dei cavi
(forze distribuite). Nelle strutture isostatiche non vengono generate
reazioni vincolari, invece in generale esse insorgono sulle strutture
iperstatiche (reazioni iperstatiche di precompressione) pur
costituendo un sistema globalmente in equilibrio.

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30

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Consideriamo lequilibrio di un tratto

pds

infinitesimo di cavo a percorso

P-dP

curvilineo. La variazione di forza assiale


dP allatto della messa in tensione

dovuta allattrito tra cavo e guaina. La


forza che la struttura trasmette al cavo
(uguale ed opposta a quella che riceve
dal cavo) vale:

pds = p rd

P
p=
r

Trascurando lattrito si ha:


Per tracciato parabolico
si ha

8 f P
p=
l2

ds

1 d 2 y 8 f
2 = 2
r dx
l

l/2

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P-dP

l/2
31

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

8Pf 2

8Pf 1

8Pf 3

l22

l12

l32

f1

l1

f2

l2

f3

l3

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32

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Se si vuole tener conto in modo corretto delle perdite e cadute di


tensione, pi comodo far riferimento ad un concio di trave finito.
In tal caso si applicano al singolo concio le azioni di estremit P1 e P2
ed carichi necessari a mantenerlo in equilibrio.
Trave

P1

Attenzione ai segni di
e1, e2, 1 e 2!!!

Linea dasse

V
C

e1
1

e2

H + P1 cos 1 P2 cos 2 = 0

x/2

x/2

P2

V P1 sin 1 + P2 sin 2 = 0
x
C + ( P1 cos 1 ) e1 + ( P2 cos 2 ) e2 ( P1 sin 1 + P2 sin 2 )
=0
2
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33

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Si noti che le azioni di estremit si annullano in tutte le sezioni eccetto


quelle di ancoraggio.

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34

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Se la struttura isostatica le sollecitazioni si possono calcolare


semplicemente a partire dal valore della forza nel cavo, della sua
inclinazione e della sua eccentricit:
Trave

Linea dasse

N = P cos

V = P sin
e

(*)

M = Ne

Cavo

Se la struttura iperstatica le sollecitazioni dovute alla precompressione possono essere pensate come somma della componente
isostatica (equazioni *) e della componente iperstatica (dovuta alle
reazioni iperstatiche).
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35

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

PERDITE E CADUTE DI TENSIONE

Perdite di tensione: variazioni nella forza di precompressione


che intervengono al tempo t=0 (fase di messa in tensione):
9 effetto mutuo
9 attrito
9 rientro ancoraggi

Cadute di tensione: variazioni di tensione che intervengono


per tempi t>0:
9 ritiro
9 fluage
9 rilassamento
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36

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Perdite per effettuo mutuo


Le tesature dei cavi in pi fasi successive comportano un ulteriore
accorciamento elastico della trave rispetto a quello intervenuto
nelle fasi precedenti di precompressione con conseguente
diminuzione del tiro dei cavi gi messi in tensione. In via
approssimata tale perdita pu essere valutata con la seguente
espressione

CAVO

E sp
1
= c
2
Ec

con c variazione di tensione indotta nel calcestruzzo dalla


successiva tesatura. La formula, nel caso di n cavi, dovr essere
applicata n-i volte se ci si riferisce al cavo i-esimo.
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37

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Perdite per attrito


Si verifica in caso di post-tensione o pre-tensione con deviatori ed
dovuta allattrito tra cavo e guaina o tra cavo e deviatore.
Poich la forza di attrito
proporzionale alla forza di contatto
tramite il coefficiente di attrito , si
ottiene, supponendo dT<<P(s)

dT (s ) = dN

P(s)

dN

d
dT

P(s+ds)

dN P(s ) d

dT (s ) = P(s ) d

P(s)

P(s + ds ) = P(s ) + dP(s ) P(s ) + dT (s )

dN
s

dT

dP(s ) = - P(s ) d

dP
= d
P

P(s+ds)
s+ds

log P = + log C

P = C e

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38

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Per s=0 =0 ( corrisponde alla deviazione angolare che subisce il


cavo passando da s=0 a s) e quindi (P0 tiro iniziale)

P = P0 e
Per tener conto di inevitabili errori costruttivi si considera una
deviazione angolare non intenzionale

i = k s

P = P0 e ( + k s )

In definitiva
+ k s )

P = P0 P ( s ) = P0 1 e (

ATTENZIONE: il rientro degli ancoraggi pu mutare


significativamente i tratti terminali dellandamento delle tensioni.

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39

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Tesatura da un lato

P
A

p
a

l2

l1

b = a e ( + k s )
1

l3

c = a e ( + k s )
1

(
d = a e (

+ 2 ) + k sd

d
x

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40

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Tesatura da due lati


P

l1

l2

l3

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41

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Perdite per rientro ancoraggi


la perdita di tensione dovuta al rientro del cavo allinterno del cuneo
di ancoraggio. Tale perdita ha in genere effetto confinato nelle zone
terminali del cavo, grazie allintervento, questa volta benefico,
dellattrito, che impedisce che leffetto del rientro si risenta in un tratto
troppo esteso di trave. Pu per accadere che, per particolari tracciati
caratterizzati da attrito ridotto e per travi di lunghezza limitata, leffetto
del rientro degli ancoraggi possa interessare una zona di estensione
non trascurabile.
Indicando con a lentit del rientro (dellordine di 26 mm e
comunque indicato dal produttore di ancoraggi) e con lp il tratto
caratterizzato dalla diminuzione di tensione si ha:

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42

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

a =

lp
0

( x ) = 1 ( x ) 2 ( x )

(x)

1,0

lp
1
( x ) dx =
( x ) dx (**)
Esp 0

1 ( x ) = 1,0 e ( + k x )

2
2,0
x

lp

2 ( x ) = 2,0 + 2,0 1 e ( + k x ) = 2,0 2 e ( + k x )


( x ) = 1,0 e ( + k x ) 2,0 2 e ( + k x )
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43

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Per x=lp risulta ovviamente (x)=0 e quindi

1,0 e (

LP + k l p

= 2,0 2 e

LP + k l p

2,0 =


1,0 e (

2e

LP + k l p

LP + k l p

( *)

La (*) pu essere risolta per un lp di tentativo, la cui correttezza


pu essere controllata verificando la (**)

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44

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento delle tensioni per tesatura da due lati a


rilascio trefoli avvenuto (lp<l/2)

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45

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento delle tensioni per tesatura da due lati a


rilascio trefoli avvenuto (lp>l/2) parte 1

Curva 4

Curva 1

Curva 3
Curva 1

Curva 4
Curva 2

Curva 2
Curva 2

Curva 3
x

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46

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento delle tensioni per tesatura da due lati a


rilascio trefoli avvenuto (lp>l/2) parte 2

Curva 4

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47

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Cadute per ritiro fluage rilassamento


Siano:
c,c

deformazione per fluage del calcestruzzo

c,sh deformazione per ritiro del calcestruzzo


r

variazione di tensione nellacciaio dovuta al rilassamento

A seguito dellintervento del fluage risulta:

c ,c =

c0
Ec

(t , t0 )

dove c0 rappresenta la tensione iniziale (a perdite scontate) del


calcestruzzo al livello del cavo. In realt i tre termini della caduta
interagiscono e la tensione nel calcestruzzo al livello del cavo non
costante nel tempo in quanto varia la forza di precompressione.

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48

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

In ogni caso essa pu essere espressa in funzione della variazione di


deformazione nel calcestruzzo al livello del cavo, tenuto altres conto
delleffetto del ritiro nonch tramite lapplicazione del metodo AAEM e
lintroduzione del coefficiente di invecchiamento :

c = c ,sh + c 0

(t , t 0 )
Ec

1
(t , t 0 )
+ c +

E
E
c

con c funzione della variazione di precompressione nel cavo P+s+r


ovvero, con zcp distanza fra cavo ed baricentro della sezione

p =

P + s + r
Ap

c =

p A p
Ac

p A p z cp
Jc

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z cp

49

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

p = c E s + ril si ha, con =Es/Ec:

Essendo

p = Es c , sh + c 0 ( t , t0 )
p Ap p Ap zcp2
Es
+
A
Jc
c

1
( t , t0 )
+
+ ril
Ec
Ec

E quindi risolvendo per p si ha:

p =

E s c , sh + c 0 (t , t 0 ) + ril

Ap
Ac z cp2
(1 + (t , t 0 ))
1+
1 +
Ac
J c
In questa equazione ril funzione di p; occorre quindi
instaurare un ciclo iterativo per valutare p; in genere 34 iterazioni
sono sufficienti per raggiungere la convergenza

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50

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Cavo C1 Tracciato e andamento tensioni


1500.0

3.000

1400.0
2.500

y
attrito
rientro
cadute

2.000

1300.0

1200.0

1100.0

1.500

1000.0
1.000
900.0
0.500
800.0

0.000
-10.0

700.0
0.0

10.0

20.0

30.0

40.0

50.0

60.0

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70.0

80.0

51

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

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53

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento sollecitazioni
Pesoproprio
Permanentiportati

Precompressione
Gradiente

Caduteprecompressione

25000
20000
15000
10000

M[kNm]

5000
0
5000
10000
15000
20000
25000
30000
35000
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

180.0

x[m]
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54

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento sollecitazioni e tensioni


PRECOMPRESSIONE DEFINITIVA
N[kN]

sup[MPa]

inf[MPa]
0.0

70000

2.0

60000

4.0

50000

6.0

40000

8.0

30000

10.0

20000

12.0

10000

14.0

16.0

10000

18.0

20000

20.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

Tensioni [MPa]

M[kNm],N[kN]

M[kNm]
80000

160.0

x[m]
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55

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento sollecitazioni e tensioni


S.L.E. IN ASSENZA DI PERMANENTI PORTATI (t=)
N

sup[MPa]

inf[MPa]
0.0

50000

2.0

40000

4.0

30000

6.0

20000

8.0

10000

10.0

12.0

10000

14.0

20000

16.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

Tensioni [MPa]

M[kNm],N[kN]

M
60000

160.0

x[m]
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56

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento sollecitazioni e tensioni


S.L.E. - COMBINAZIONE QUASI PERMANENTE (t=)
N
supM [MPa]

M
infM [MPa]

supM+[MPa]

60000

0.0

50000

2.0

40000

4.0

30000

6.0

20000

8.0

10000

10.0

12.0

10000

14.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

Tensioni [MPa]

M[kNm],N[kN]

M+
infM+[MPa]

160.0

x[m]
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57

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento sollecitazioni e tensioni


S.L.E. - COMBINAZIONE RARA (t=)
N
supM [MPa]

M
infM [MPa]

supM+[MPa]

60000

0.0

50000

2.0

40000

4.0

30000

6.0

20000

8.0

10000

10.0

12.0

10000

14.0

20000

16.0
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

Tensioni [MPa]

M[kNm],N[kN]

M+
infM+[MPa]

160.0

x[m]
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58

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

VERIFICHE ULTIME
Da un punto di vista generale, nella combinazione delle azioni allo
stato limite ultimo si prevede lapplicazione al valor medio della forza
di precompressione del coefficiente p, pari a 0.9 o 1.2 a seconda che
la stessa presenti un effetto favorevole o sfavorevole nella verifica
considerata.
Peraltro nella maggior parte dei casi che vengono a presentarsi, p
pu essere assunto pari ad 1 se entrambe le seguenti condizioni
vengono rispettate:
non pi del 25% dellarmatura di precompressione si trova
allinterno della zona della sezione che risulta compressa allo stato
limite ultimo ;
la tensione nellacciaio da precompressione pi prossimo al
lembo teso allo stato limite ultimo superiore a fp0.1k / m
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59

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Determinata la forza di calcolo di ogni armatura Pd (funzione del tempo


in cui si sta effettuando la verifica e della sezione di verifica), si pu
calcolare la predeformazione

Pd
=
E p Ap

per la pre-tensione (aderenza acciaio-cls prima

Pd
=
+ cp
E p Ap

per la post-tensione (aderenza acciaio-cls solo dopo

dellintroduzione dei carichi permanenti)

lintroduzione del peso proprio e, in molti casi, di


una quota dei carichi permanenti), dove cp la
deformazione del calcestruzzo adiacente al cavo
dovuta a tutte le azioni (precompressione
compresa) introdotte prima delliniezione della
guaina

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60

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Stato limite ultimo per sollecitazioni normali


Occorre innanzitutto distingue fra effetto agente ed effetto
resistente della precompressione:
effetto agente: legato alla predeformazione

precedente-

mente definita. Si noti come leffetto agente dipende solo dalla


forza del cavo e dalla sua posizione ed inclinazione. Su struttura
isostatica si ha

N p = EAp cos

M p = Ne

effetto resistente: legato alle ulteriori risorse disponibili al di l


di quelle impegnate nella messa in tensione e successiva
caduta (ovvero delleffetto agente)

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61

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

p
fpd
Effetto resistente

p(t)

Effetto agente

fpd/Esp

ud

La verifica di resistenza alle azioni normali pu essere fatta


attraverso due diverse modalit:

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62

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

1. la precompressione vista in parte come effetto agente ed in


parte come effetto resistente. L effetto agente (cio fino alla
predeformazione

= p ( t ) Esp ) introdotto lato sollecitazione:

NSd = GNG + PNP + Q(NQ,1+i 0,iNQ,i)


MSd = GMG + PMP + Q(MQ,1+i 0,iMQ,i)
In genere Np = Np,iso + Np,iper e Mp = Mp,iso + Mp,iper sono di segno
opposto rispetto alle sollecitazioni dovute alle azioni permanenti e
alle azioni variabili, e quindi leffetto agente riduce le sollecitazioni.

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63

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Leffetto resistente legato alle ulteriori risorse resistenti


disponibili al di l di quelle impegnate nella messa in tensione e
successiva caduta. Ci equivale a considerare, nella valutazione del
momento resistente, larmatura da precompressione come armatura
ordinaria con legge costitutiva ottenuta da quella dellacciaio di
precompressione traslando lorigine degli assi in corrispondenza del
punto di coordinate

, p (t )

La verifica di sicurezza soddisfatta se per


NRd=NSd si ha |MRd| | MSd|
Si consideri, a titolo esemplificativo, la sezione rettangolare in figura
soggetta ad una flessione semplice; assunta una deformazione di
stato limite ultimo di tentativo (s=10, c=-3.5) le caratteristiche
resistenti sono:
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64

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

3.5
Apn
Apn-1

fcd

0.85fcd

00

pn

n-1

n-1

pn-1

As

2
1

Ap2
Ap1

2
1

fyd

100 00

p2
p1

c2=2 cu2=3.5

s
fyd

ud

N Rd = 0.85 f cd 1 bx + p ,i Ap ,i + f yd As
i =1

pi

M Rd = 0.85 f cd 1 xb 2 x +
2

i =1

p ,i

Ap ,i yi + f yd As ys
i

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65

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

2. la precompressione vista interamente come effetto resistente:


la verifica formalmente uguale allequivalente verifica per le sezioni
non precompresse, a patto di prendere in considerazione la
predeformazione a livello dei cavi di precompressione. Anche qui
per NRd=NSd si deve avere |MRd| |MSd| con
NSd = GNG + PNP,iperst + Q(NQ,1+i 0,iNQ,i)
MSd = GMG + PMP,iperst + Q(MQ,1+i 0,iMQ,i).
Si noti come in NSd ed MSd compaia il solo effetto iperstatico della
precompressione per cui queste risultino maggiori rispetto a quelle
calcolate con il metodo precedente. Leffetto isostatico della
precompressione compare lato resistenza, nella cui valutazione,
come gi detto si tiene conto della

, e quindi anche la resistenza

risulta superiore rispetto a quella calcolata con il metodo precedente.


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66

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

0.85fcd

3.50 00
Apn
Apn-1

sp,n

n-1

sp,n-1

2
1

sp,2
sp,1

spi

As

Ap2
Ap1
y

100

00

fyd

N Rd = 0.85 f cd 1 xb + p ,i Ap ,i + f yd As
i =1

M Rd = 0.85 f cd 1 xb 2 x +
2

n
h

+ p ,i Ap ,i yi + f yd As ys
2

i =1

ATTENZIONE:
la sp,i relativa alla
deformazione totale del
cavo i-esimo data dalla
somma di quella impressa
e di quella relativa alla
planarit della sezione

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Stato limite ultimo per taglio e torsione


La verifica ultima a taglio di elementi precompressi, pu risultare
notevolmente complessa per via della necessit di tenere conto delle
sollecitazioni concomitanti (campo di compressione dovuti al taglio e
alla precompressione). LEN1992 semplifica notevolmente
lapproccio, portando ad una formulazione che risulta, in genere, a
favore di sicurezza. In pratica il taglio agente viene ridotto della
sollecitazione tagliante dovuta alla precompressione (che nel caso di
struttura isostatica coincide con la componente verticale della forza di
precompressione). Il limite di resistenza degli elementi per i quali non
previsto il calcolo delle armature a taglio (VRd1) incrementato per
tener conto delleffetto arco-tirante.
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68

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

La resistenza dei campi di compressione danima (VRd2) modificata


per prendere in considerazione linterazione fra compressioni
longitudinali ed inclinate:
VRd1 = [CRd,ck(100 l fck)1/3 + k1 cp] bwd
VRd2 = cw bw z 1 fcd/(cot + tan )
1 = 0,6
1 = 0,9 fck /200 > 0,5
cw =1
cw = (1 + cp/fcd)
cw = 1,25
cw =2,5 (1 - cp/fcd)

per fck 60 MPa


per fck 60 MPa
per strutture non precompresse
per 0 < cp 0,25 fcd
per 0,25 fcd < cp 0,5 fcd
per 0,5 fcd < cp < 1,0 fcd

Infine larmatura di precompressione pu essere utilizzata per


lassorbimento dellincremento di tiro nel corrente teso.
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Andamento sollecitazioni
(escluse sollecitazioni isostatiche precompressione)
S.L.U. - COMBINAZIONE UII (t=)
Msd[kNm]

Mrd[kNm]

80000
60000

M[kNm],N[kN]

40000
20000
0
20000
40000
60000
80000
100000
0.0

20.0

40.0

60.0

80.0

100.0

120.0

140.0

160.0

x[m]
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

TRASFERIMENTO DELLA
PRECOMPRESSIONE
POST-TENSIONE
Azioni concentrate in corrispondenza degli ancoraggi di estremit
e/o di eventuali deviatori.
Zona di ancoraggio: parte di struttura compresa fra la faccia
terminale di applicazione della forza di precompressione e la
sezione in cui si raggiunge una distribuzione lineare delle
deformazioni.
Insorgono trazioni trasversali (bursting, spalling)

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

y/p

y/p

SPALLING
STRESSES (II)

II

0.1
0.2
0.3

p
a0
0.4

I
BURSTING
STRESSES (I)

0.45

Spalling cracks

p
Bursting
cracks

Possible concrete failure


In compression

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Landamento delle tensioni dipende da:


eccentricit del cavo

tipo di ancoraggio

inclinazione del cavo

armatura trasversale

area della piastra di ancoraggio

armatura longitudinale

(rispetto alle dimensioni

resistenza del calcestruzzo

trasversali della struttura)

effetti di ritiro e fluage

presenza di forze trasversali

spessore dellanima
presenza di pi livelli di cavi

esterne (reazioni vincolari)

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

VALUTAZIONE ELASTICA DELLE TENSIONI

y
P/bh

a0

a0/h=0

0.4

0.2

0.10
0.25

0.50
0.75
0.90
h/2

Andamento delle tensioni di bursting secondo Guyon

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Pi complessa la determinazione delle tensioni di spalling (che


raggiungono il massimo valore in corrispondenza della superficie
caricata e diminuiscono rapidamente allontanandosi da essa), in
quanto fortemente influenzata dal tipo di ancoraggio. In particolare,
se vi sono pi cavi, le tensioni di spalling possono notevolmente
aumentare, come si pu osservare da una serie di prove
fotoelastiche realizzate da Sargious; in essa, oltre alle tensioni
trasversali di bursting, sono evidenti tensioni di spalling fra le zone
direttamente caricate, con valori massimi prossimi al 90% della
tensione uniforme di compressione, e pi del doppio della massima
tensione di bursting

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

0.15d

1
12 d

6.7

5
12 d

0.73
3.3

5
z1=0.12 P

z2=0.07 P

z3=0.21 P
5
12 d

1
12 d

0.88
1
a=15
d

z4=0.08 P
P
z5=0.093 P

xA =61 d

A=0.3 P
0.43 d

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

ATTENZIONE: calcestruzzo materiale non resistente a trazione


con comportamento non lineare per tensioni superiori a 0.4fck
ANALISI ELASTICA PURAMENTE INDICATIVA STRUTS & TIES
Un ruolo molto importante nella definizione della risposta ricoperto
dallarmatura trasversale presente, non solo nella zona di bursting,
ma soprattutto nelle immediate vicinanze dellancoraggio.
Unarmatura ben disposta pu, infatti, operare un effetto cerchiante,
ed elevare sostanzialmente la soglia di fessurazione, nonch la
resistenza a compressione del calcestruzzo. Lincremento di capacit
portante e del carico di fessurazione possono essere osservati
sperimentalmente, come riportato in figura, in funzione dei diversi tipi
di armatura.
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

INCREMENTO CARICO DI FESSURAZIONE


RISPETTO ALL'ASSENZA DI ARMATURE

INCREMENTO CARICO DI ROTTURA


RISPETTO ALL'ASSENZA DI ARMATURE
250

200

CAVO DRITTO
ARMATURA A SPIRALE

CAVO DRITTO
ARMATURA A SPIRALE

150

150

100

200

CAVO DRITTO
ARMATURA ORTOGONALE

100
CAVO DRITTO
ARMATURA ORTOGONALE

30

50

CAVO CURVO (=30)


ARMATURA A SPIRALE

10
0

2500

5000

7500
Asfy (KN)

2500

5000

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7500
Asfy (KN)

78

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Nelle pagina successiva sono riportati alcuni meccanismi resistenti


classici, sia nel piano verticale che in quello orizzontale. Il flusso delle
forze influenzato principalmente da:
inclinazione del cavo
valore della forza P rispetto alla reazione A
stato di tensione (fessurato, non fessurato), sia in prossimit che,
soprattutto lontano dalla zona disturbata.
Nelle strutture da ponte a sezione scatolare si ha sovente la necessit di
ancorare i cavi in sezioni intermedie. Si creano allora degli alloggiamenti
allinterno del cassone (lesene); in tal modo si hanno deviazioni sia nel
piano verticale che in quello orizzontale, con conseguenti trazioni in ogni
piano. Un classico traliccio, con le relative soluzioni in termini di
armature, riportato in successione.
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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

A/P=0.25

0.375h P

A/P=1.0

TIRANTI
PUNTONI

30
30

0.625h

0.125h

0.375h P

0.125h A

30
30

0.625h

0.25h
0.375h P

0.25h

30
30

0.625h
0.5h A

0.35h

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80

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Sezione orizzontale
Anima

5a

z6

3a
a
P

z5

e
2a

z4

z3

z2
z1
z2

Sezione verticale
nella zona di ancoraggio
z7

1.5a

P
4a

z3

12.5a

Vista frontale nella


zona di ancoraggio

2a

z7

z7

8a

3a

Disposizione dell'armatura
As3

As1

As6

As10

As7

As2

As5

As4

As8

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81

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

CALCOLO ARMATURA DI BURSTING (metodo del prisma


equivalente, MC90)

bbs

=
hbs

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hbs
=

hbs

=
=

hbs

La larghezza e laltezza del prisma dipendono dalla dimensione della


piastra di ancoraggio (post-tensione) o dalla disposizione dei trefoli
(pre-tensione). Nel caso di presenza di pi piastre di ancoraggio
deve essere considerata la situazione pi sfavorevole fra la singola
piastra o gruppi di piastre.

82

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

La lunghezza del prisma vale:


per post-tensione

lbs = hbs

per pre-tensione

l bs = h

2
bs

+ (0.6 l )

Braccio di leva delle forze di bursting

bpt

l bpt

z bs = 0.5 l bs

Individuata la sezione A-A in corrispondenza del baricentro del


prisma, la forza di bursting pu essere determinata scrivendo
unequazione di equilibrio alla rotazione del semiprisma in presenza:

ad unestremit delle forze concentrate dovute ai trefoli e/o ai cavi


allaltra estremit delle tensioni nel calcestruzzo (dovute alle
stesse forze) supposte uniformemente distribuite sullarea del
prisma

delle forze di bursting.


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83

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

N bs =

1
2

(n1 + n2 ) t 2 n1 t1
z bs

1 Fsd

N bs
=
f syd

Asbs

(Armatura da disporre fra lbs/3 e lbs)


h

t1 distanza fra il baricentro dei trefoli contenuti


nel semiprisma e il baricentro del prisma

n1
n2

hbs

lbs

t2 distanza fra il baricentro delle tensioni nel


cls del semiprisma ed il baricentro del prisma

y
A

n1 ed n2 numero di trefoli sopra e sotto la


sezione A-A rispettivamente
Fsd tiro di progetto dei singoli trefoli
1 = 1.1 (coefficiente di sicurezza parziale che
tiene conto di un eventuale sovratensione)

zbs
t2

t1

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Nbs

lbs
84

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

CALCOLO ARMATURA DI SPALLING (metodo del prisma


equivalente, MC90)

M
B

y Nsl
B

B
lsl

Lunghezza prisma

zsl

l sl = h

+ (0.6 l )

Braccio di leva delle forze di spalling

bpt

l bpt

z sl = 0.5 l sl

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85

LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Forza di spalling e relativa armatura:

M
N sl =
z sl

N sl
Assl =
f syd

dove M il momento dato dalle tensioni nel calcestruzzo, con


distribuzione alla Bernoulli-Navier, rispetto alla sezione B-B, che
deve essere scelta in modo tale che lungo tale sezione non vi siano
tensioni di taglio. Armatura da disporre in corrispondenza della
faccia terminale della trave

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

Spalling sulla superficie terminale


p

If we apply a pressure p on the


0.4 d2

pr

anchorage plate, assumed as a


circular area A1 of diameter d1 , we
get a radial pressure normal to the
direction of p given by

r
pr
r

p d 2 d1
pr =
d1
10
Where d2 is twice the distance of
the anchorage axis from the free
edge and generally 2d1 < d2 < 4d1

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LA PROGETTAZIONE STRUTTURALE SECONDO IL D.M. 14.01.08 E CIRCOLARE APPLICATIVA

and 0.4 d2 is the depth of the transverse tension splitting region.

The spalling force and the subsequent reinforcement is then:

N snef = p r d 1 0.4 d 2

A sn ef =

N sn ef
f syd

The reinforcement should be placed in the thickness 0.4 d2.

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