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Politecnico di Milano - Scuola di Ingegneria Industriale e dellInformazione

Insegnamento di Analisi Matematica I - prof. Maurizio Verri

Appunti di lezione (B)

Dai razionali ai reali

1.1

Q un campo ordinato

Linsieme Q dei razionali, con le usuali denizioni di somma, prodotto e


ordinamento di frazioni, verica le seguenti propriet algebriche (x; y; z
denotano arbitrari numeri razionali):
1. propriet commutative: x + y = y + x;

xy = yx

2. propriet associative1 :

(x + y) + z = x + (y + z);

3. propriet distributiva:

x (y + z) = xy + xz

4. esistenza degli elementi neutri:

x + 0 = x;

(xy) z = x (yz)

x1 = x

5. esistenza degli elementi inversi2 :


(elemento opposto) x + ( x) = 0;
(elemento reciproco) yy 1 = 1 se y 6= 0
6. propriet transitiva dellordinamento:

x < y ^ y < z =) x < z

7. propriet di tricotomia:
8x 8y vera una e una sola delle seguenti: x < y, x = y, x > y
0

Aggiornamento: 20 ottobre 2014


Si pu quindi scrivere x + y + z e xyz senza ambiguit di interpretazione nellordine
con cui si eseguono le somme e i prodotti, rispettivamente.
x
2
Si pone x y := x + ( y) (denizione di sottrazione) e, per y 6= 0,
:= xy 1
y
(denizione di quoziente o rapporto).
1

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8. compatibilit della somma rispetto allordinamento:


x < y =) x + z < y + z
9. compatibilit del prodotto rispetto allordinamento:
x < y ^ z > 0 =) xz < yz
Le propriet 1-5 vengono sintetizzate dicendo che linsieme Q un campo e
le propriet 6-7 dicendo che Q un insieme ordinato. Inne, le strutture
di campo e di insieme ordinato sono compatibili in virt delle propriet 8-9
e si riassume ci dicendo che Q un campo ordinato.
In generale, ogni insieme K di elementi vericanti gli assiomi 1-5 (oppure
1-9) detto campo (oppure campo ordinato). interessante notare che tutte
le familiari regole di calcolo algebrico si possono dedurre a partire dagli
assiomi e quindi sono valide per qualsiasi campo (non solo in Q). Vediamo
alcuni esempi.
Esempi. Sia K un campo. Allora
a. lelemento neutro della somma unico
b. 8x 2 K

c. 8x 2 K

0x = 0
8y 2 K

( x) y = x ( y) =

(xy)

d. (legge di annullamento del prodotto):


xy = 0 =) x = 0 _ y = 0
Sia K un campo ordinato. Allora3
e. 8x 2 K

x>0

=)

x<0

x2 > 0

f. 8x 2 Kn f0g
(1)

(a)

Soluzioni. Le notazioni = oppure = signicano che si usata la propriet


(1) o lesempio (a), ecc.
a. Per assurdo, esistano due elementi neutri 0 e 00 , cio x + 0 =
x + 00 = x per ogni x 2 K. Allora
(1)

00 = 00 + 0 = 0 + 00 = 0
b.
(5)

(4)

(3)

0 = 0x + [ (0x)] = (0 + 0) x + [ (0x)] = [0x + 0x] + [ (0x)]


(2)

(5)

(4)

= 0x + [0x + [ (0x)]] = 0x + 0 = 0x

Ovviamente la potenza xn denita come il prodotto di x per se stesso n volte.

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c.
(3)

(5)

(b)

xy + ( x) y = [x + ( x)] y = 0y = 0
Per lunicit dellelemento opposto (vedi il punto 1 del successivo
Ex.) si deduce (xy) = ( x) y.
Con passaggi analoghi si verica che x ( y) = (xy). In conclusione, si pu usare senza ambiguit la notazione semplicata xy
al posto di ( x) y, x ( y) e (xy).
d. Per assurdo, sia xy = 0 e x 6= 0 e y 6= 0. Allora esistono gli inversi
x 1 e y 1 per cui
(4)

(5)

1 = 1 1 = x 1x

yy

(2)

=x

(xy) y

= x 1 0y

1 (b)

=0

che assurdo (vedi il successivo Ex. 2).


e.
(8)

(4)

(5)

x = 0 + ( x) < x + ( x) = 0
f. Per x > 0 si ha
(9)

(b)

x2 > 0x = 0
(9)

Se invece x < 0 si ha

x > 0 per lEs. (e), quindi ( x) x <

(b)

( x) 0 = 0 e
(8)

(4)

x2 + ( x) x < x2 + 0 = x2
da cui inne
(b)

(5)

(3)

0 = 0x = [x + ( x)] x = x2 + ( x) x < x2
Ex. Sia K un campo. Mostrare che:
1. lelemento neutro del prodotto e gli elementi inversi sono unici;
2. 1 6= 0
3.

0=0e1

=1

4. ( 1) = 1
5. 8x 2 K
6. 8x 2 K

7. 8x 2 Kn f0g

x = ( 1) x
( x) = x
(x 1 )

=x

Sia K un campo ordinato. Mostrare che:

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8. 1 > 0
9. 8x 2 K
x2 + 1 > 0
(questo risultato importante perch ci dice che in un campo
ordinato lequazione x2 + 1 = 0 impossibile)
Osservazione. Un campo nito4 (cio composto da un numero nito di
elementi) si dice campo di Galois e il numero q 2 dei suoi elementi
si dice ordine del campo. Un campo di Galois di ordine q si denota con
GF (q). Si dimostra che GF (q) esiste se e solo se q la potenza di un
numero primo p, cio q = pn per qualche intero naturale n. Unaltra
propriet interessante che 8x 2 GF (q) si ha xq = x. Si noti che il
campo GF (q) non pu essere ordinato: se lo fosse, detti x1 <
< xq i
suoi q elementi con xq elemento massimo, allora xq + 1 dovrebbe essere
un elemento del campo e perci si avrebbe xq + 1 xq ; ma da 1 > 0
segue xq + 1 > xq + 0 = xq , il che una contraddizione.
Esempio. GF (3) = f0; 1; ag con le seguenti denizioni di somma (+) e di
prodotto ( ):
+
0
1
a

0 1 a
0 1 a
1 a 0
a 0 1

0
1
a

0 1 a
0 0 0
0 1 a
0 a 1

Esempio. GF (4) = f0; 1; a; bg con le seguenti denizioni di somma (+) e di


prodotto ( ):
+
0
1
a
b

0 1 a b
0 1 a b
1 0 b a
a b 0 1
b a 1 0

0
1
a
b

0 1 a b
0 0 0 0
0 1 a b
0 a b 1
0 b 1 a

Ex. Vericare che GF (3) e GF (4) soddisfano alle propriet di campo con
elementi neutri 0 (somma) ed 1 (prodotto). Vericare inoltre che 8x 2
GF (3) x3 = x e che 8x 2 GF (4) x4 = x.
Ex. Risolvere lequazione x5 = x + 1 nellincognita x 2 GF (4).
4

I campi niti trovano unimportante applicazione in Crittograa.

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1.2

R un campo ordinato completo

Per gli sviluppi della matematica linsieme numerico Q si rivela inadeguato


perch ha linconveniente di presentare, per cos dire, delle lacune. Per
capirlo, necessario premettere queste due denizioni generali:
si dice che due sottoinsiemi (non vuoti e non uguali) A e B di un campo
ordinato K formano una coppia di classi separate (in K) se
8a 2 A 8b 2 B

cio se tutti gli elementi di uno dei due insiemi sono minori (o uguali)
a tutti gli elementi dellaltro insieme;
data una coppia A e B di classi separate in K, ogni elemento s 2 K
(ammesso che esista) tale che
8a 2 A 8b 2 B

detto elemento separatore di A e B. Nel caso in cui lelemento


separatore sia unico le due classi A e B si dicono contigue.
Ci si convince subito che in Q ci sono coppie di classi separate che ammettono
(uno o pi) elementi separatori e altre coppie che non ne ammettono alcuno.
Ad es., la coppia
A = fa 2 Q : a
separata (perch a
s 2 Q tali che 0 s

0g ;

B = fb 2 Q : b > 1g

0 < 1 < b) e sono elementi separatori tutti i numeri


1, mentre la coppia

A = fa 2 Q : a

0g ;

B = fb 2 Q : b > 0g

separata (perch a 0 < b) ma lelemento separatore solo il numero s = 0


(quindi le due classi sono contigue). Un esempio, inne, di coppia separata
ma che non ammette alcun elemento separatore (in Q) il seguente
A = a 2 Q : a > 0 ^ a2 < 2 ;

B = b 2 Q : b > 0 ^ b2 > 2

(1)

Proviamo lultima aermazione. Anzitutto da a2 < 2 < b2 segue5


a < b. Quindi le due classi (1) sono separate. Dimostriamo ora per
assurdo che esse non ammettono elemento separatore in Q, cio che
5

Se infatti fosse b
a, moltiplicando tale disuguaglianza prima per a > 0 e poi per
b > 0 e confrontando i risultati si otterrebbe lassurdo b2 a2 .

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non esiste s 2 Q tale che a


s
b per ogni a e b. Infatti, se tale s
esistesse, per la propriet di tricotomia dovrebbe essere vera una delle
tre seguenti: s2 < 2, s2 = 2, s2 > 2. La seconda , come gi sappiamo,
falsa; dimostriamo che falsa anche la prima: a tale scopo, sia s2 < 2
e consideriamo il numero s + 1=k dove k un intero positivo (k 1).
Allora
2
1
1
1
1
= s2 +
2s +
s2 + (2s + 1)
s+
k
k
k
k
2s + 1
perch 1=k 1. Se allora scegliamo k tale che k >
si ha
2 s2
k>

2s + 1
2 s2

=)

s2 >

1
(2s + 1)
k

=)

s2 +

1
(2s + 1) < 2
k

e quindi il numero s + 1=k appartiene ad A (perch il suo quadrato


minore di 2). Ma ci comporta che s + 1=k s, ovvero k 0, assurdo.
Con unargomentazione analoga (si costruisce un numero della forma
s 1=k il cui quadrato maggiore di 2, ecc.) si dimostra che falsa
anche la disuguaglianza s2 > 2, e ci completa la dimostrazione.
Il fatto che in Q esistano classi separate, ma senza elementi separatori,
esattamente quello che si intendeva allinizio con laermazione che in Q
sono presenti delle lacune6 . Per ovviare a tale inconveniente necessario
ampliare linsieme dei numeri razionali introducendo il concetto di numero
reale. Si denisce insieme R dei numeri reali un campo ordinato (cio un
insieme nel quale sono denite due operazioni e un ordinamento che vericano
gli assiomi 1-9), per il quale valga in pi il seguente
10. assioma di completezza: ogni coppia A e B di classi separate in R
ammette un elemento separatore in R.
Questa per una denizione astratta di R: perch la teoria sia pienamente
soddisfacente occorre costruire un modello (o rappresentazione) di R, cio un
insieme concreto di elementi vericanti gli assiomi 1-10. Il pi noto di questi
modelli quello basato sulla rappresentazione decimale: infatti, considerando
linsieme degli allineamenti decimali propri, possibile denire una somma,
un prodotto e un ordinamento tra allineamenti in modo che gli assiomi 1-10
siano vericati. Si vedano, a tale proposito, i paragra da 2.1 a 2.4 del Cap.
2 del Pagani-Salsa.
Ex. Provare che le due classi (1) p
sono contigue in R (e lunico elemento
separatore , per denizione, 2.)
6

e nellesempio (1) la lacuna corrisponde, com noto, al numero irrazionale

2.

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Estremo superiore, estremo inferiore

Un maggiorante7 di un sottoinsieme A di R un numero reale k tale che


8x x 2 A ) x

A parole, si dice maggiorante di A ogni numero maggiore o uguale a tutti


gli elementi di A. Un insieme A pu non ammettere alcun maggiorante (ad
esempio A = N), ma evidentemente, se ne ha uno, allora ne ha inniti (tutti
i numeri k 0 maggiori di un maggiorante k sono a loro volta maggioranti).
Sia C linsieme dei maggioranti di A: se C = ? si usa dire che A non
superiormente limitato 8 e in tal caso si scrive convenzionalmente sup A = +1
(da leggersi: lestremo superiore di A uguale a pi innito). Se invece
C 6= ?, allora A e C sono classi separate in R perch, per denizione di
maggiorante di A, si ha
8a 2 A 8k 2 C

Inoltre per la completezza di R esiste un elemento separatore


coppia di insiemi A e C
8a 2 A 8k 2 C

2 R della

Tale numero appartiene a C (perch maggiore o uguale a tutti gli elementi


di A) e dunque il pi piccolo dei maggioranti di A, ossia il minimo9 di C.
Esso viene detto estremo superiore di A e denotato con il simbolo sup A.
Il sup A coincide con il max A quando questultimo esiste (in tale caso A
e B non sono disgiunti e la loro intersezione costituita dallunico numero
max A). In conclusione, si pu dire che A e linsieme C dei suoi maggioranti
sono classi contigue lunico elemento separatore =: sup A caratterizzato
dalle due propriet
7

La denizione di minorante di A R analoga: un numero reale k minorante di


A se minore o uguale a tutti gli elementi di A:
8x
8

x2A)k

Analogamente, se linsieme B dei minoranti di A vuoto, si dice che A non inferiormente limitato e si scrive inf A = 1 (lestremo inferiore di A uguale a meno
innito).
9
In generale, il minimo m di un sottoinsieme C di R, denotato con il simbolo min C,
il pi piccolo elemento di C, ossia quel numero m 2 R tale che: 1) m 2 C; 2) 8x
x 2 C ) m
x. Un insieme C pu ammettere al pi un minimo. La denizione di
massimo di un insieme B (denotato con max B) analoga: il massimo M di B quel
numero M 2 R tale che: 1) M 2 B; 2) 8x x 2 B ) x M .

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1. 8a 2 A a

(cio:

2. 8" > 0 9 a 2 A
maggioranti)

un maggiorante)
" < a

(cio:

il pi piccolo dei

Analogamente, se linsieme B dei minoranti di un dato insieme A


R
non vuoto, allora B ammette massimo. Tale massimo chiamato estremo
inferiore di A e viene indicato con il simbolo inf A. Linf A coincide con il
min A quando questultimo esiste. Quindi: A e linsieme B dei suoi minoranti
sono classi contigue lunico elemento separatore =: inf A caratterizzato
dalle due propriet
1. 8a 2 A

a (cio:

2. 8" > 0 9 a 2 A

un minorante)
a < + " (cio:

il pi grande dei minoranti)

Esempio. Per A = [0; 1] i minoranti sono tutti i numeri x


0 e i maggioranti sono tutti i numeri x
1 e perci inf A = min A = 0,
sup A = max A = 1.
Esempio. Per A = (0; 1) i minoranti sono tutti i numeri x 0 e i maggioranti sono tutti i numeri x 1 e perci inf A = 0, sup A = 1. Si noti
che min A e max A non esistono.
Esempio. Per A = fx 2 R : x > 0, x2 < 2g linsieme dei maggioranti B =
fx 2 R : x > 0; x2 2g, quindi per lassioma di completezza esiste il
sup A ed evidentemente
lunico elemento di B il cui quadrato 2.
p
Quindi sup A = 2 (per denizione di radice quadrata).
Esempio. sup N = +1, inf N = min N = 0; sup Z = +1, inf Z =

1.

Il campo complesso

Come vedremo, il campo dei numeri reali un ambiente numerico su cientemente ricco per gli sviluppi del calcolo dierenziale ed integrale. Invece
esso si dimostra ancora inadeguato per quanto riguarda altre questioni come,
ad esempio, il problema della risolubilit delle equazioni algebriche: si pensi allequazione x2 + 1 = 0 che non ammette, come abbiamo detto, radici
reali perch R un campo ordinato. Di qui nasce lesigenza di estendere
ulteriormente il concetto di numero. Si denisce insieme C dei numeri
complessi un campo (cio un insieme nel quale sono denite due operazioni
che vericano gli assiomi 1-5), per il quale valga in pi il seguente assioma:

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(N) lequazione x2 + 1 = 0 ammette radici in C.


possibile introdurre in C un ordinamento, in modo da rendere C
un insieme ordinato; tuttavia questa struttura di scarso interesse
perch lassioma (N) impedisce a C di essere un campo ordinato, cio
lordinamento non pu mai essere compatibile con la somma e con il
prodotto. Ad esempio, se consideriamo la cosiddetta rappresentazione
cartesiana dei numeri complessi (che illustreremo fra poco) e deniamo
il seguente ordinamento lessicograco
(a; b) < (c; d)

se a < c

oppure

se a = c; b < d

immediato provare che esso incompatibile con il prodotto. Infatti


con tale ordinamento si ha (0; 1) > (0; 0) (cio i > 0) e, se valesse la
compatibilit con il prodotto, se ne dedurrebbe i2 > 0 i, cio 1 > 0,
il che falso perch ( 1; 0) < (0; 0). In conclusione, non essendo
un campo ordinato, ma solo un campo, in C non si considera alcun
ordinamento: uno scrittura come x > 0 da considerarsi priva di
signicato se x 2 C.
Ex. Vericare che lordinamento lessicograco soddisfa alle propriet di transitivit e di tricotomia.
Un modello concreto10 di C si ottiene considerando linsieme R2 delle
coppie ordinate di numeri reali (piano cartesiano) e introducendo in esso le
seguenti operazioni di somma e di prodotto:
(somma)
(a; b) + (c; d) = (a + c; b + d)
(prodotto)
(a; b) (c; d) = (ac

bd; ad + bc)

Si pu facilmente vericare che R2 con queste due operazioni un campo. In


particolare gli elementi neutri sono (0; 0) per la somma e (1; 0) per il prodotto,
mentre lopposto di un elemento (a; b) ( a; b) e, nel caso (a; b) 6= (0; 0),
b
a
; 2
. Resta da vericare lassioma (N), cio
il suo reciproco
2
2
a + b a + b2
lesistenza di un elemento (a; b) 2 R2 tale che
(a; b) (a; b) + (1; 0) = (0; 0)
10

Un altro modello di C presentato in Appendice.

(2)

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10

Eseguendo le operazioni si trova luguaglianza (a2 b2 + 1; 2ab) = (0; 0), che


equivale al seguente sistema di due equazioni nelle incognite reali a e b
a2

b2 + 1 = 0
2ab = 0

Le soluzioni sono le due coppie a = 0, b = 1 e quindi lequazione (2) ha


due soluzioni. In conclusione il piano cartesiano, strutturato come campo nel
modo descritto, un modello del campo dei numeri complessi e come tale
viene anche chiamato piano complesso (o di Gauss).

3.1

Linclusione di R in C

Vediamo ora in che senso i numeri complessi sono unestensione dei numeri
reali. Il seguente sottoinsieme del piano complesso
X := f(x; 0) : x 2 Rg
un sottocampo di C perch esso stabile rispetto alle operazioni, cio il
risultato di somme e prodotti di elementi di X sempre un elemento di X:
(x; 0) + (y; 0) = (x + y; 0) ;

(x; 0) (y; 0) = (xy; 0)

Inoltre, identicando il numero reale x con il numero complesso (x; 0), si vede
che le operazioni in R e in C agiscono allo stesso modo. Si riassume questo
fatto dicendo che il campo R isomorfo al sottocampo X di C. Ci autorizza
a non distinguere pi le notazioni (cio a scrivere x al posto di (x; 0)) e quindi
a identicare11 R con X. In questo senso vanno intese sia linclusione R C
sia lespressione i numeri complessi sono unestensione dei numeri reali.

3.2

Forma cartesiana e forma polare dei complessi

Unimportante conseguenza del fatto che R


(a; b) 2 C si pu scrivere

z = (a; b) = (a; 0) + (0; 1) (b; 0)


| {z } | {z } | {z }
a

11

C la seguente: per ogni z =

Lisomorsmo una identicazione tra campi e non una semplice identicazione tra
insiemi, cio pi di una corrispondenza biunivoca. Ad esempio, R e Y := f(0; y) : y 2 Rg
sono in corrispondenza biunivoca ma non sono isomor perch Y non un campo.

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11

dove i := (0; 1) detta unit immaginaria12 . Quindi ogni numero complesso si pu anche rappresentare nella cosiddetta forma cartesiana (o
algebrica)
z = a + ib
Tale forma comoda perch i calcoli tra numeri complessi scritti in forma cartesiana seguono tutte le regole formali valide per i numeri reali con
laggiunta della regola
i2 = 1
Infatti si ha
i2 = (0; 1) (0; 1) = ( 1; 0) =

1;

(a; b) + (c; d) = a + ib + c + id
= (a + c) + i (b + d) = (a + c; b + d) ;
(a; b) (c; d) = (a + ib) (c + id)
= ac + iad + ibc + i2 bd
= (ac bd) + i (ad + bc) = (ac

bd; ad + bc)

Esempio.
3

2i + (4 + 3i) (5

4i) = 3 2i + 20
= 35 3i

16i + 15i

12i2

Se z = a + ib, i numeri reali a e b si dicono rispettivamente parte reale


e parte immaginaria di z e si scrive13
a = Re (z) ,

b = Im (z)

Un numero della forma ib chiamato immaginario puro.


Quando si usano i numeri complessi risulta spesso comodo visualizzare
z = (a; b) = a + ib come il vettore del piano complesso che ha la punta in
(a; b) e la coda nellorigine (0; 0).
12

Segnaliamo che nelle scienze applicate (ad esempio, in elettrotecnica) lunit


immaginaria viene denotata con la lettera j.
13
Altra notazione usata:
a = R (z) ,
b = I (z)

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Im(z)

sz

12

= (a; b)

#
O

La lunghezza

Re(z)

a2 + b2 di tale vettore detta modulo di z


p
jzj = a2 + b2

e langolo compreso tra lasse reale14 ed il vettore chiamato argomento


di z. Siccome tale angolo determinato a meno di multipli di 2 , si pu
restringerne la variabilit a un dato intervallo di ampiezza 2 (ad esempio
lintervallo tra
e ) e si parla in questo caso di argomento principale
di z
< arg (z)
Si noti che modulo e argomento principale rappresentano le coordinate del
punto z in un sistema di riferimento polare con polo nellorigine e asse polare
coincidente con lasse reale. Se allora poniamo, per comodit di scrittura,
= jzj ,

# = arg (z)

dalla trigonometria segue


z = a + ib = (cos # + i sin #)
Questultima viene detta forma polare (o trigonometrica) del numero z.
Esempio.

14

p
,
1 + i 3 = 2 cos + i sin
3
3
h
p
1 i 3 = 2 cos
+ i sin
3

i = 1 cos + i sin
2
2
i
,
3 = 3 (cos + i sin )

Nel piano complesso gli assi delle ascisse e delle ordinate sono detti, rispettivamente,
asse reale ed asse immaginario.

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13

Sussiste poi la cosiddetta formula di De Moivre del prodotto: il


prodotto di due numeri complessi z e w il numero complesso che ha per
modulo il prodotto dei moduli di z e di w e per argomento la somma degli
argomenti di z e di w. In formula
z = (cos # + i sin #) ;
w = r (cos ' + i sin ')
=)
zw = r [cos (# + ') + i sin (# + ')]
Da tale risultato segue inne la formula della potenza (n = 2; 3; :::):
z = (cos # + i sin #)

zn =

=)

(cos n# + i sin n#)

Ex. Dimostrare la formula di De Moivre del prodotto.


Ex. Dimostrare per induzione la formula della potenza.

3.3

Coniugazione

Si dice complesso coniugato di z 2 C il numero complesso15 z tale che


Re (z) = Re (z) ,

Im (z) =

Im (z)

Quindi
z = a + ib

z=a

=)

ib

e
z = (cos # + i sin #)

=)

Im(z)
b

sz

z = [cos ( #) + i sin ( #)]

= (a; b)

#
OA

15

a
A #
A
A
A
A
AUsz

= (a; b)

Unaltra notazione usata al posto di z z .

Re(z)

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14

Loperazione di coniugazione verica le seguenti propriet:


1. z = z
2. z + w = z + w;
3. z = z

()

zw = z w
z2R

4. z z = jzj2
La quarta propriet pu essere vista come una sorta di prodotto notevole
perch, posto z = a + ib, essa equivale a16
(a + ib) (a

ib) = a2 + b2

Tale propriet utile per calcolare il quoziente di due numeri complessi:


infatti se ne deduce la seguente formula di trasformazione del quoziente
in prodotto
zw
1
z
=
=
zw
w
ww
jwj2
Esempio.
2 5i
(2 5i) (4 3i)
= ::: =
=
4 + 3i
j4 + 3ij2

7
25

26
i
25

Ex. Dimostrare le quattro propriet della coniugazione.


Ex. Usando la formula di trasformazione del quoziente in prodotto e la formula di De Moivre del prodotto, provare la seguente formula di De
Moivre del quoziente: il quoziente di due numeri complessi z e
w 6= 0 il numero complesso che ha per modulo il quoziente dei moduli
di z e di w e per argomento la dierenza degli argomenti di z e di w.
In formula
z = (cos # + i sin #) ;
w = r (cos ' + i sin ') 6= 0
z
= [cos (# ') + i sin (# ')]
=)
w
r
Ex. Provare che (n = 1; 2; 3; :::)
z = (cos # + i sin #)
16

=)

da confrontarsi con il noto prodotto notevole in R:


(a + b) (a

b) = a2

b2

[cos ( n#) + i sin ( n#)]

M. Verri - Analisi Matematica I - Appunti di lezione

3.4

15

Radice n-esima complessa

Ogni eventuale soluzione z dellequazione ( 2 C, assegnato)


zn =
detta radice n-esima
di e linsieme di tutte le radici n-esime di
p
n
indica con il simbolo
.
Per calcolare le radici n-esime, scriviamo z e in forma polare
z = (cos # + i sin #) ,
Allora lequazione z n =

si

= r (cos ' + i sin ')

equivale al sistema
n

=r
n# = ' + 2k ,
nelle incognite reali

k2Z

e #. Le soluzioni del sistema sono


=

p
n

r,

#=

2
'
+k ,
n
n

k2Z

e queste rappresentano modulo e argomenti17 di n numeri complessi


zk =

p
n

r cos

2
'
+k
n
n

In conclusione si ha

+ i sin
p
n

2
'
+k
n
n

k = 0; 1; :::; n

= fz0 ; z1 ; :::; zn 1 g

cio: le radici n-esime del numero complesso = r (cos ' + i sin ') sono n
numeri complessi aventi tutti modulo uguale alla radice (reale) n-esima di r;
uno di questi (z0 ) ha argomento uguale a '=n e ciascuno dei successivi ha un
argomento incrementato di 2 =n rispetto al precedente. Geometricamente
tali radici p
sono i vertici di un poligono regolare di n lati inscritto nel cerchio
n
di raggio r e centro nellorigine del piano complesso.
Esempio.
p

17

p
1 (cos + i sin )
n
= cos
+ k + i sin
+k
2
2

1 =

o
: k = 0; 1 =

Gli angoli # distinti corrispondono a n valori consecutivi di k (ad esempio, quelli


compresi tra 0 ed n 1).

M. Verri - Analisi Matematica I - Appunti di lezione


Esempio.
r
q
p
4
1 + i 3 = 4 2 cos
p
4

16

+ i sin

2 cos

3
k
+
12
2

+ i sin

12

k
2

: k = 0; 1; 2; 3

Im(z)

-2

Re(z)

-2

Le quattro radici complesse di

p
4

p
1 + i 3 (i vettori in blu) formano un
quadrato.

Ex. Calcolare le radici cubiche complesse di 8, 1 + i, 1


q
q
q
3 6
6 6
6
Ex. Calcolare (1 + i) , (1 + i) , (1 + i)12 .

3.5

i.

Teorema fondamentale dellAlgebra

Dato un polinomio algebrico di grado n a coe cienti a0 ; :::; an complessi,


an 6= 0,
n
X
P (z) :=
ak z k = a0 + a1 z + a2 z 2 + ::: + an z n
k=0

il Teorema fondamentale dellAlgebra aerma che esso ammette esattamente n radici (non necessariamente distinte) cio che esistono n numeri
complessi z1 ; :::; zn tali
P (z) = an

n
Y

k=1

(z

zk ) = an (z

z1 ) ::: (z

zn )

M. Verri - Analisi Matematica I - Appunti di lezione

17

Esempio.
P (z) = 3z 5 21z 3
= 3 (z + 3) (z
Le radici sono cinque:

3z 4 + 33z 2 24z + 36
2)2 (z i) (z + i)

3, 2 (doppia),

i.

Di conseguenza, ogni equazione algebrica di grado n a coe cienti complessi


ammette esattamente n soluzioni complesse.
Due casi particolari, e importanti, sono lequazione z n = (che abbiamo gi risolto) e lequazione di secondo grado ( ; ; 2 C,
6= 0)
z2 + z + = 0
che ha le due soluzioni
+

z1 ; z2 =

(la radice va intesa in senso complesso e, quindi, d luogo a due valori).


Se P (z) un polinomio algebrico di grado n a coe cienti reali e un
numero z una radice di P (z), P
anche il suo coniugato z una radice
di P (z). Infatti, posto P (z) = nk=0 ak z k con ak 2 R (cio ak = ak ),
si ha
n
n
n
X
X
X
k
k
P (z) =
ak z =
ak z k = P (z)
ak z =
k=0

k=0

k=0

e quindi P (z) = 0 se e solo se P (z) = 0. Di conseguenza, ogni


equazione algebrica di grado n a coe cienti reali ammette esattamente
n soluzioni che o sono reali oppure si presentano a coppie complesse
coniugate.

3.6

Trasformazioni nel piano complesso

Geometricamente le operazioni tra numeri complessi possono essere interpretate come trasformazioni piane. Vediamo qualche esempio.
Traslazione. Sommare a z il numero w signica comporre il vettore z con
il vettore w (regola del parallelogramma) e quindi traslare z in z + w.
Rotazione. Moltiplicare z per un numero complesso w di modulo 1 (detto
fattore di fase) signica ruotare il vettore z di un angolo pari ad arg (w).

M. Verri - Analisi Matematica I - Appunti di lezione

18

Omotetia. Moltiplicare z per un numero reale positivo (detto fattore di


scala) signica eseguire unomotetia sul vettore z (cio lasciarne invariata la direzione e moltiplicarne il modulo per il fattore di scala).
Roto-omotetia. Moltiplicare z per un numero complesso w signica eseguire sul vettore z unomotetia con fattore di scala jwj e poi una
rotazione di unangolo arg (w), o viceversa.
Riessione rispetto allasse reale. Fare il complesso coniugato di z signica riettere il vettore z rispetto allasse reale.
Ex. A quali operazioni sui numeri complessi corrispondono la riessione
rispetto allasse immaginario e la simmetria rispetto allorigine?

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19

APPENDICE
A

Un altro modello del campo complesso

Si consideri linsieme M delle matrici reali 2

2 della forma (a; b 2 R)

a b
b a
e si introducano in esso le usuali operazioni di somma e di prodotto righe per
colonne tra matrici:
(somma)
a b
b a

c d
d c

a+c
b+d
(b + d) a + c

(prodotto)
a b
b a

c d
d c

ac bd
ad + bc
(ad + bc) ac bd

Si pu facilmente vericare che R2 con queste due operazioni un campo. In


0 0
particolare gli elementi neutri sono la matrice nulla
per la somma e
0 0
1 0
la matrice identit
per il prodotto, mentre lopposto di un elemento
0 1
a b
a
b

e, nel caso a 6= 0 e b 6= 0, il suo reciproco


b a
b
a
1
0
b
a
B a2 + b 2 a2 + b 2 C
A. Resta da vericare lassioma (N), cio lesistenza di
@
b
a
a2 + b 2 a2 + b 2
a b
un elemento
di M tale che
b a
a b
b a

a b
b a

1 0
0 1

0 0
0 0

Eseguendo le operazioni si trova luguaglianza


a2

b2 + 1
2ab
2
2ab
a
b2 + 1

0 0
0 0

(A.1)

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20

che equivale al seguente sistema di due equazioni nelle incognite reali a e b


a2

b2 + 1 = 0
2ab = 0

0 1
e quindi lequazione (A.1)
1 0
ha due soluzioni. Si conclude che M un modello del campo dei numeri
complessi.
Le soluzioni sono le due matrici

Osservazione. Gli insiemi M ed R2 , strutturati come campi nei modi descritti, sono isomor tramite la corrispondenza biunivoca
a b
b a

=a

1 0
0 1

+b

0 1
1 0

! a + ib

e in particolare R isomorfo al sottocampo di M formato dalle matrici


multiple dellidentit
a 0
0 a

=a

1 0
0 1

!a