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IL FOGLIO

Redazione e Amministrazione: L.go Corsia Dei Servi 3 - 20122 Milano. Tel 02/771295.1

ANNO XI NUMERO 37

Delitti
Il povero invasato di Trabzon, la triste
bambina di Verbania: due sedicenni
e due morti ammazzati
Un sacerdote di Priverno (Latina), don
Andrea Santoro, 58 anni, stato ucciso a
Trabzon (Trebisonda), in Turchia, domenica 5 febbraio. Finita la messa nella chiesa
di Santa Maria, sfollati i fedeli, apparso
allimprovviso un ragazzo di 16 anni, magro,
giacca a righe, che gli ha esploso parecchi
colpi di pistola alla schiena. Il padre, che
stava pregando in ginocchio e non s accorto di niente, morto subito. Lassassino,
arrestato poche ore dopo, si chiama
Ohuzhan Akdil, ha detto di ammirare Al
Agca e di non perdonare ai cristiani la pubblicazione su quel giornale danese delle vignette irridenti Maometto. Ha confessato di
aver portato con s, perch vedesse il delitto e capisse, anche il fratellino pi piccolo di dieci anni. Nonostante la confessione, lassassinio potrebbe anche avere un
movente diverso. Don Santoro, un instancabile tessitore di dialogo tra le varie confessioni, stava tentando di evitare una guerra tra bande, provocata dallarrivo in
Turchia di tante donne, aspiranti prostitute, provenienti da Ucraina e Moldava. La
polizia pensa che Akdil sia stato accompagnato in chiesa da uno studente universitario di nome Husein, che avrebbe conosciuto nel Caf Aktif, lInternet Caf pi frequentato di Trabzon. Secondo il quotidiano
Vatan, lidea del delitto sarebbe maturata
a casa di un amico di Akdil che accusava
don Andrea di fare proselitismo. Il ragazzo
avrebbe deto a questi suoi amici pi grandi: Io lo posso uccidere. Ma lavvocatessa
che lo difende - e che i giornali definiscono
una bella bionda - nega ogni collegamento con gruppi politici organizzati e ricorda che Akdim era in cura psichiatrica
da due anni. I poliziotti riferiscono che
adesso lassassino dice di essere andato in
chiesa solo per spaventare don Santoro e
di aver deciso di ammazzarlo solo allultimo momento e temendo che lui, se fosse rimasto vivo, lo avrebbe denunciato alla polizia. La madre di don Santoro fa sapere di
aver perdonato con tutto il cuore lassassino del figlio.
Quella notte alle tre i carabinieri bussarono alla porta di via Montegrappa, e lei and
ad aprire, ed era cos piccola che spariva
sotto gli spruzzi di luce delle sirene che venivano dalle Alfette parcheggiate diagonalmente rispetto alla casa, fra le sagome nere
che si muovevano a passi silenziosi attorno
alla sua paura. Ed era stata sempre lei, questo corpo esile e questo viso minuto come di
una bambina, a chiamarli: Venite, hanno
ucciso mia madre. I carabinieri salirono i
tre gradini dalla strada, entrarono e lei li
port nel soggiorno senza dire una parola e
si sedette vicino al padre. Erano tutti l, il
babbo su un divano infossato, il volto smagrito senza capelli e lo sguardo perso, i due
figli pi piccoli accanto, e Vincenza, che si
stropicciava gli occhi come se avesse sonno
e lavessero risvegliata. Cera il televisore
acceso. Lei disse: di l. Dalla camera da
letto, subito attraversato il corridoio, veniva un odore terribile di sangue e di morte,
anche se il resto della famiglia restava incredibilmente immobile, come paralizzato
davanti alla tv, l, nellaltra stanza.
Silvia Dragna, la mamma, era sdraiata
in una pozza di sangue, con il coltello ancora piantato nel ventre. I carabinieri tornarono da loro e gli chiesero cosera successo.
Il pap non rispondeva mai, nemmeno una
volta disse qualcosa. Vincenza ha 16 anni,
ma ne dimostra 12. Per sembrava lei la
donna di casa. Raccont che dormiva e
chera stata svegliata due volte, la prima
perch cera il volume troppo alto della televisione e allora aveva chiesto di abbassarlo, e la seconda quando aveva sentito il
rumore di un corpo che cadeva in camera
da letto. Poi aveva udito le urla strazianti
della sua sorellina di 6 anni, e allora era andata a vedere. Cera sua mamma morta, uccisa a coltellate. Suo padre era sul bordo
del letto, Ma non poteva essere stato lui, disse. Aveva la faccia stranita, come di uno che
si era appena svegliato (Pierangelo
Sapegno, La Stampa 8/2). Risult poi che
Antonino Sidoti aveva fatto il muratore e in
Svizzera era rimasto menomato in testa da
un incidente. La moglie non lavorava, la famiglia tirava avanti con la pensione di lei,
che di continuo voleva che lui fosse ricoverato e si togliesse dai piedi. La figlia
Vincenza, che faceva da madre ai due fratellini accudendoli e portandoli a scuola, allora si impuntava e, piena di foga, difendeva il padre. In questi litigi la madre era capace di dire. E allora arrangiatevi, non vi
faccio pi da mangiare. Una lite cos era
stata sentita dai vicini la notte del delitto.
Ma i carabinieri, su chi avesse ammazzato,
non avevano certezze. Il padre, che venne
subito portato in carcere, non rispondeva a
nessuna domanda e solo alla cinquantesima volta si decise a dire: Non sono stato
io. Vincenza pure, dopo aver risposto cento volte No ai carabinieri che chiedevano
Sei stata tu? oppure E stato tuo padre?,
quando un milite spazientito se ne usc con
Ma se non sei stata tu e non stato tuo padre, sar stato lo Spirito santo, esclam:
Magari, cos sarebbe tutto risolto. Venne
portata in cella con laccusa di concorso in
omicidio. I coltelli risultarono poi due e
uno stava in cucina ripulito. Crusinallo di
Omegna (Torino), via Montegrappa. Venerd
3 febbraio. Notte.

quotidiano

Poste Italiane Sped. in Abbonamento Postale - DL 353/2003 Conv. L.46/2004 Art. 1, c. 1, DBC MILANO

LUNED 13 FEBBRAIO 2006 - 1

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

I troppi partiti che fanno il 51 di Prodi


Catalogo delle navi del centrosinistra. Cio dei transatlantici, delle barchette, dei gommoni e delle scialuppe di salvataggio
La XIV legislatura si conclusa. [1]
Quanto alla prossima, un sondaggio
Abacus (uno a caso) realizzato tra il 7 e l8
febbraio dice che se si votasse adesso vincerebbero Prodi & C. col 51 per cento dei
voti (contro il 46,5 della Casa delle
Libert). [2] Per cominciare, lUnione ha
presentato il programma. Jena sulla
Stampa: Serviranno almeno due legislature per attuarlo. La prima solo per leggerlo. [3]
Democratici di sinistra (al 24,5 per cento
secondo il sondaggio di cui sopra). La regola (con eccezioni) secondo cui chi ha gi
fatto due legislature questa volta non sar
ricandidato ha suscitato molti malumori.
Tra quelli che resteranno fuori Passigli,
Bogi, Ayala, Debenedetti. Bersani, Turco e
Visco si salveranno in quanto ex ministri.
[4] Alla Camera si parla di 80 non ricandidati su 136. Franco Grillini (che oltre a essere noto per le sue battaglie a favore dei
gay anche un bravo psicologo): Ho visto
un mio collega piangere sul banco dellaula. Per lui era lultima seduta alla quale avrebbe preso parte [...] questo Palazzo
[...] come un utero materno: ti accoglie, ti
protegge, ti permette tanti privilegi.... [5]
Da giorni si parla del caso di Anna
Serafini in Fassino, che rischia di non essere ricandidata, e della difesa appassionata di tante compagne di partito e amiche (Livia Turco, Anna Finocchiaro, Linda
Lanzillotta in Bassanini, Sandra Lonardo
in Mastella). La Velina rossa, nota politica
di Pasquale Laurito spesso vicina al pensiero di DAlema: intollerabile che sia
nata addirittura una gara di clamorosi interventi di parlamentari per sollecitare la
candidatura dellonorevole Serafini... Uno
spettacolo deprimente che ricorda soltanto soluzioni vecchie non del fu Partito
Comunista Italiano, ma di quei regimi di
Oltrecortina, come quello romeno, dove i
leader erano sempre accompagnati dalle
mogli-ministro. [6]
Italia dei Valori (1%). Il problema di Di
Pietro (di Mastella, della Sbarbati) che i
suoi voti non bastano per superare lo sbarramento. Soluzione: trovare qualche formazione pi grande che lo ospiti. Fassino
aveva chiesto a Bertinotti di aprire le sue
liste a questi mini-partiti: Voi godete pi
di tutti degli effetti della nuova legge elettorale: passerete da 13 a pi di 60 parlamentari. Noi invece abbiamo questo problema dei piccoli. Ecco, potreste riservare
dei posti anche a loro. Bertinotti: Niente
da fare, non se ne parla proprio. Noi ci
presentiamo da soli proprio per dare una
connotazione forte alle nostre liste. E poi,
come faccio a rimettere in discussione le
candidature, a dire a uno dei miei mettiti da parte che devo fare posto a
Mastella?. [7] Fassino ci ha provato anche con la Margherita, invitandola ad un
atto di generosit. Marini: La generosit
in politica, evocata poi da professionisti
della politica come i Ds, una categoria
che io non ho mai incontrato. Figuriamoci.
Qui appena uno si distrae un attimo, ti azzannano una mano. [8]
Margherita (9,5%). La settimana scorsa
ha fatto discutere limminente candidatura di Paola Binetti, presidente del
Comitato Scienza e Vita, docente e direttore di dipartimento al Campus
Biomedico dellOpus Dei, braccio armato
della Cei che abbatt il referendum sulla
fecondazione, ultracattolica che voleva
lindagine conoscitiva sulla 194. [9] In
questo modo, si dice, Rutelli mette nellangolo quei cattolici democratici

(Ardig, Benadusi, Morcellini, Treu) che a


giugno si sono battuti perch i credenti
andassero a votare. [10] Antonio
Maccanico che al referendum di giugno
era contro la Binetti: Siamo ormai al gioco dei contrappesi, questo dosaggio di cariche e incarichi non mappassiona. Ugo
Intini, socialista-radicale: la mutazione genetica dun partito nato laico e diventato confessionale. Sergio Lo Giudice,
Arcigay: La Margherita si sta vendendo
lanima ai vescovi. La Binetti: Mi chiedo
se poi la provocazione siamo noi...
Luxuria (vedi la sua intervista in ultima ndr.) una delle provocazioni pi pesanti
che Rifondazione potesse fare. Bisogna rispondere con posizioni altrettanto chiare
e forti. Viviamo in un Paese profondamente moderato, aperto e tollerante. Ma
dialogare con alleati del genere non sar
difficile: sar stradifficile. [11] Altro
scontro con Rifondazione riguardo allidea di requisire le terze case per darle
agli sfrattati: chiudendo la Festa sulla neve del partito, il leader della Margherita
ha parlato di scempiaggini, Bertinotti
ha replicato che Rutelli sembra non vedere i problemi drammatici del paese e si
mostra pi attento alle paure dei ceti possidenti che alle ragioni dei ceti bisognosi. [12]
Partito dei Comunisti Italiani (2,5%). Il
partito guidato da Diliberto spinge per il
ritiro immediato dallIraq. Tra gli alleati
c accordo: il Parlamento affronter subito il problema e il rientro avverr nei
tempi tecnici. [13] Altra idea del segretario: Visto che laltro giorno Prodi ha proposto la scala mobile per i pensionati, riproponiamola per tutti (nessuno lha preso sul serio). [14] Di certo la convivenza
con i Radicali non sar facile: Io sono rimasto comunista dopo l89 e dunque sono
ottimista per definizione. Certo che una
volta che la Bonino ha rotto sul programma, per diventare ministro degli Esteri
deve passare sul mio cadavere. [15]
Partito dei Pensionati (lAbacus li mette
negli Altri, che tutti insieme stanno
all1,5%). Il leader Carlo Fatuzzo, che dal
1987 guida un partito che conta 2.000
iscritti e 20.000 simpatizzanti, ha lasciato
la Casa della Libert ed passato
allUnione. Europarlamentare di Forza
Italia, ora ce lha con Berlusconi: Gli sono stato fedele per dieci anni e non si
mai accorto di me, ora ho perso la pazienza. E poi: Soltanto ora che lho lasciato
Berlusconi scopre che ci sono, ma troppo tardi. Perch tanto disamore quando
il premier ha alzato la pensione minima a
500 euro? Macch, laumento lhanno
preso pochissimi, gli 8 milioni di pensionati sociali sono rimasti a meno di 400.
Lavessi fatto io, mavrebbero dato del
truffatore. Il presidente del Consiglio ha
promesso che, dopo il voto, ci saranno 800
euro al mese per tutti: Non ci credo. Ora
la minima 477,5. Dovrebbe aumentare di
330 a testa. Servirebbero oltre 30 miliardi
di euro, mi dice dove li trova?. [16]
Partito della societ civile (?). Quelle che
chiamano truppe prodiane (trecento intellettuali, da Dario Fo a Francesco Pardi
a Margherita Hack) hanno pubblicato
sullUnit un appello con il quale viene
chiesto al leader e ai partiti della coalizione di apparentare le liste che tenteranno di avvicinare i cittadini alla politica. Rutelli: Siamo gi nove partiti, non
ne occorre un decimo. La rete coordina
circa 400 liste in tutta Italia e un migliaio
di amministratori locali, tra consiglieri e

assessori comunali, provinciali e regionali. Non bastasse ha il sostegno dei No


Tav (Piemonte) e dei No Ponte (Sicilia).
Il coordinatore nazionale Roberto Alagna
(che punta al milione di voti): Ormai la
macchina in moto. Abbiamo deciso di
presentare comunque le nostre liste alla
Camera, anche se i partiti del centrosinistra dovessero insistere con il loro no alla
nostra proposta di intesa elettorale. Il
professor Pardi, leader dei girotondini:
Con una scelta miope i leader sono disposti a rifiutare laiuto di chi in grado
di recuperare lelettorato che non si riconosce nei partiti, non si rendono conto che
cos facendo si rischia la sconfitta. [17]
Repubblicani europei (Altri). Il segretario Luciana Sbarbati sabato non s presentata alla firma del programma. [18] Gi
gioved aveva fatto loffesa (non la mettono tra i fondatori dellUlivo) e non aveva
partecipato alla riunione per la stesura
del programma. [14] La cosa pi importante, comunque, trovare qualcuno che
la ospiti in lista (vedi Idv). [7]
Rifondazione Comunista (7,0). Tanto per
cominciare ha modificato il simbolo: sale
Rifondazione (corpo pi grande che finisce nella parte alta del contrassegno),
scende Partito comunista (rimpicciolito e
fatto slittare sotto la bandiera con la falce
e il martello). Il nuovo logo comparir su
schede e manifesti elettorali, ma sulle
bandiere e nelle altre occasioni resta il
vecchio. [19] La settimana scorsa il sindaco di Torino ha invitato Bertinotti a tenere sotto briglia il movimento anti-Tav almeno in questi giorni delle Olimpiadi. Il
leader di Rifondazione ha risposto che
non pu fare niente: Chiamparino ha una
vecchia idea, per cui la politica comanda
e le masse obbediscono. Si dice: i radicali e gli irresponsabili sono pochi, mentre
la maggioranza dei cittadini sono disponibili al dialogo. Lucia Annunziata: uno
schema con cui la sinistra moderata si trova particolarmente a suo agio: in fondo
lo stesso con cui ha analizzato nel passato
i movimenti degli Anni Settanta, e con cui
ha saputo, appunto, organizzare, nei suoi
molti anni di governo, una sorta di collateralismo caldo con lestremismo, integrandolo alle politiche ufficiali. Su queste
dinamiche del resto sono cresciute le fortune dello stesso Bertinotti, che da tempo
fa da stantuffo delle tensioni sociali dentro lUlivo, dandogli volta a volta regola e
sfogo. [20] Francesco Caruso, leader di
punta del movimento no-global che
Rifondazione vuol portare alla Camera, ha
intanto fatto sapere che Prodi pu evitare anche di rivolgermi la parola e di sedersi al mio stesso tavolo, nun me ne p
freg de meno. [21] Il transgender
Vladimir Luxuria, anche lui (lei) in lista:
Mi squadreranno come fanno gli osservatori con un reperto archeologico. Ma
non sanno che in questo caso sar il reperto a scrutare gli osservatori. [22]
Rosa nel Pugno (2,0). Sabato non s presentata alla firma del programma (ma c
tempo fino al 24). Il segretario Daniele
Capezzone: Il ceto politico ragiona come
se esistessero soltanto gli 11 segretari di
partito da mettere daccordo. E poi, a
Diliberto che gli ha dato della rogna da
grattare: Diliberto uomo di buone letture, veste di buon taglio ma resta un comunista violento. Non dimentico il suo
viaggetto a Cuba e la solidariet nei giorni successivi alle fucilazioni dei dissidenti e neppure il viaggetto dagli Hezbollah
siriani. [23] Saputo della Binetti, era sbottato: Fantastico! Lopa ruiniana-rutelliana ufficialmente lanciata. Come nelle

vecchie pubblicit: Ruini comanda e


Rutelli fa!. [9] Emma Bonino gioved
uscendo dal vertice per la stesura del programma: Di tutte le proposte che abbiamo fatto, nessuna stata accolta, in particolare labolizione del finanziamento delle scuole private cattoliche e i Pacs. [13]
Da un corsivo sul Corriere della Sera di
venerd: Verso i radicali, e in particolare
nei confronti della nuova creatura rappresentata dalla Rosa nel pugno, si percepisce nel centrosinistra un eccesso di fastidio, una reattivit che a volte diventa
vera e propria suscettibilit morbosa.
Perch protestare teatralmente, come ha
fatto Clemente Mastella abbandonando il
vertice dellUnione, per la presenza di
Emma Bonino? E perch tanta acredine
nei confronti di Enrico Boselli e dello Sdi,
prima considerati alleati affidabili e, dopo lalleanza con Pannella, guardati in cagnesco? [...] anche se i perplessi
dellUnione dicono di temere un di pi di
anticlericalismo che metterebbe la coalizione in difficolt con il mondo cattolico,
il sospetto che i radicali portino nel centrosinistra quel surplus di liberalismo (la
chiamano lagenda Giavazzi) di cui lattuale opposizione ha vitale bisogno: il che
spiegherebbe il perch di tanta, virulenta,
ostilit. [24] Quanto a Boselli, gli hanno
chiesto se vorrebbe DAlema al Quirinale:
Chi?. [25]
Socialisti (Altri). Bobo Craxi & C hanno
presentato il nuovo simbolo (Lo hanno disegnato gli stessi che hanno disegnato
quello dellUlivo): sfondo rosso, il garofano (simbolo delle lotte operaie) al centro su due righe, la scritta I socialisti e,
sotto, in caratteri pi grandi, lo storico cognome: Craxi. Il figlio di Bettino ha annunciato che il simbolo sar presentato al
Senato, alla Camera con alleanze politicotecniche che non sono ancora state decise
(accordo politico con chi pi affine,
tecnico con chi ha tradizioni pi lontane
tipo Mastella). [26] Discorso chiuso con la
Rosa nel pugno? Ci hanno offerto i saldi
di fine stagione. E mancano le condizioni
politiche per unalleanza con la Rosa. Lo
Sdi stato fagocitato dai radicali, sono loro a dettare la linea, lidentit socialista
smarrita. [27]
Udeur (1%). Il partito, si sa, contrario a
qualsiasi forma di unione extra-matrimonio. [13] Mastella: Se non faccio cos i nostri voti se li prende lUdc. [14]
Intervenendo a margine di un convegno a
Roma, il leader dellUdeur ha poi detto di
aver capito quale sar il suo posto nel centrosinistra qualora dovessero vincere le
elezioni: Ministro della Pubblica istruzione. Spiegazione: La Bonino ha dichiarato che mai ci dovr essere un ministro della Pubblica istruzione amico di
Ruini. Io sono amico e rispettoso dei principi che esprime, dal punto di vista pastorale, la Chiesa italiana, pur senza confondermi sul piano della mia laicit. [28]
Verdi (2%). Paolo Cento: Noi Verdi garantiamo lealt, siamo per Prodi e solo
per Prodi, ma un vincolo troppo forte pu
essere controproducente. Sul programma
c la sintesi ma noi di anno in anno porremo nuove questioni. Saremo leali ma
competitivi. [29] Il partito di Pecoraro
Scanio chiede ricerca sul nucleare pulito
di nuova generazione e spinge per una riduzione degli armamenti da discutere in
sede europea. [13] E ha pure strappato la
promessa del riconoscimento giuridico
per le medicine non convenzionali, tra cui
lomeopatia. [30]

Che ci posso fare se il nostro Napoleone IV mi seduce?


L

improntitudine del nostro Napoleone


IV continua a sedurmi, non ci posso fare niente. Ha fallito? E chi non ha fallito,
prima di lui? Il governo di questo paese, se
per governo si intenda la guida dello stato,
una chimera per gonzi. Hanno fallito lo
scopo la destra storica, la sinistra, il trasformismo, Crispi, il giolittismo, il fascismo,
Craxi finito in esilio, lUlivo ha fatto il
compitino delleuro sotto la sorveglianza di
Goldman Sachs e poi ci ha messo di buon
umore con tante chiacchiere e la lotteria
dei premier. Solo la Dc riuscita, perch
non governava, mediava rinviava e accontentava, il che altra cosa. Sono riusciti
Togliatti e la Chiesa, i connubi e i concordati, il sindacalismo e le corporazioni, le
galassie finanziarie e le coop, il parlamentarismo e i poteri in tocco e toga (anche
Consorte & Sacchetti non hanno fatto una
cattiva riuscita). LItalia per non fallisce
mai, si protrae, si dilunga, si poggia sui gomiti e sul culo, si sdraia su se stessa e si alimenta del suo famoso opulento declino.
Uno che azzecca la politica estera, entra

in Iraq e ne esce, riforma la Costituzione e


la scuola pubblica, le pensioni e lordinamento giudiziario, imponendo a magistrati
svogliati e promossi per anzianit una formidabile derrata di concorsi; uno che decuplica gli investimenti in opere pubbliche,
ti toglie i punti dalla patente e riduce gli incidenti mortali, riesce a imporre il divieto
di fumo nei locali pubblici (ma io quando
posso mi sottraggo, eludo, trasgredisco);
uno che ti consente di difenderti in casa
tua o nella tua tabaccheria, uno che sradica il terrorismo domestico brigatista e combatte quello internazionale con le bastonate e con le lusinghe, uno che fa la grande
sanatoria per gli immigrati ma regola lassalto clandestino, uno che porta la disoccupazione al livello minimo da ventiquattro
anni, che mette la mobilit e la flessibilit
del lavoro al servizio di chi non trovava da
anni alcun tipo di lavoro; uno che resta incollato alla sedia di governo per cinque anni tondi, riesce a non litigare in modo devastante con poteri neutri e parrucconi che
lo osteggiano, a fare nomime che lo dan-

neggiano, leggi che lo difendono e che


spuntano le armi dei suoi avversari, e che
tiene insieme con la colla la vischiosa alleanza sociale e politica uscita per il rotto
della cuffia dallordalia che mise fine alla
Repubblica dei partiti del Cnl: uno cos meriterebbe una medaglia appuntata sul gilet
e il secondo mandato che chiede in nome
di un contratto onorato in quattro punti su
cinque (lo dice un sociologo di sinistra della severa Torino, Luca Ricolfi).
I suoi errori politici non si contano, sono
tutti inescusabili, era stato gentilmente
preavvisato, e probabilmente ne pagher
le conseguenze. Doveva ridurre drasticamente le tasse, e subito; doveva litigare con
lUnione europea stagnante e governare in
deficit; doveva convincere i mercati che
avrebbe compensato la finanza allegra con
una quota pazzesca di liberalizzazioni
competitive, lanciando il paese nellavventura della deregolamentazione pi selvaggia, incitando gli investimenti nel paese
pi pigro e risparmiatore del mondo, facendo lamericano come aveva promesso;

doveva costruire la controcultura del politicamente scorretto, invece di dichiararsi


infine un liberale di sinistra, un clintoniano, uno che vuole dialogare, dialogare,
dialogare; doveva fare un po di sano fallacismo, capire i funerali di Giovanni
Paolo II e lelezione di Joseph Ratzinger,
stimolare la presa di coscienza della decomposizione delloccidente e del suo significato, scompaginare con le malizie dellintelligenza, e non con i decreti bulgari, il
convenzionalismo de sinistra di televisionisti e cinematografari.
Ma che cosa me ne importa dei suoi errori pubblici? Quando il Cav. sorride e fa la
controscena, quando cazzeggia e fa il barzellettaro, quando commendatizio e monello, quando Masaniello e rintuzza i prepotenti, quando quel che , cio un uomo
privato al vertice dello stato, una cuoca al
governo come sognava Lenin, uno che arriva
in tv e ti porta un foulard in un pacchetto,
quando Babbo Natale anche
di Carnevale, il Cav. mi seduce e non posso farci niente.

NOTE

Mattina, La Stampa 27/1; [8] Umberto Rosso, la


Repubblica 4/2; [9] Francesco Battistini,
Corriere della Sera 10/2; [10] Marco Politi, la
Repubblica 10/2; [11] Francesco Battistini,
Corriere della Sera 10/2; [12] Maria Grazia
Bruzzone, La Stampa 7/2; [13] Goffredo De
Marchis, la Repubblica 10/2; [14] Maria Teresa

Meli, Corriere della Sera 10/2; [15] G. Fre.,


Corriere della Sera 11/2; [16] Giovanna Cavalli,
Corriere della Sera 9/2; [17] Carmelo Lopapa,
la Repubblica 3/2; [18] Lorenzo Salvia,
Corriere della Sera 11/2; [19] Corriere della
Sera, 10/2; [20] Lucia Annunziata, La Stampa
8/2; [21] Flavia Amabile, La Stampa 8/2; [22]

Antonello Caporale, la Repubblica 27/1; [23]


La Stampa 11/2; [24] Corriere della Sera 10/2;
[25] Riccardo Barenghi, La Stampa 6/2; [26] la
Repubblica 8/2; [27] g. d. m., la Repubblica 4/2;
[28] La Stampa 7/2; [29] Fabio Martini, La
Stampa 7/2; [30] Goffredo De Marchis, la
Repubblica 9/2.

[1] Luigi La Spina, La Stampa 11/2; [2] la


Repubblica, 9/2; [3] Jena, La Stampa 11/2; [4]
Goffredo De Marchis, la Repubblica 2/2; [5] a.
cap., la Repubblica 11/2; [6] Fabrizio Roncone,
Corriere della Sera 10/2; [7] Amedeo La

Amori
Perch vorremmo piombare
allimprovviso in casa di Michelle
Hunziker. Il traffico di Padova
MICHELLE
Michelle Hunziker gira per casa completamente nuda almeno dieci minuti al giorno (Candida Morvillo, Vanity Fair 16/2/2006).
MASAKO
Nella famiglia imperiale giapponese non
nasce un maschio da quarantanni. Lattuale
imperatore Akihito ha tre figli. I maschi:
Naruhito, primogenito ed erede, sposato
con la principessa Masako; Akishino, 41 anni, secondogenito, sposato con la principessa Kiko (40); e una terza figlia femmina,
Sayako (37 anni, sposa di Yoshiki Kuroda,
41). Lerede Naruhito, 45 anni, e sua moglie
Masako, 42, hanno una figlia di 4 anni, di nome Aiko. Laltro figlio Akishino ha due figlie
di nome Mako, 14 anni, e Kako, 11. In tutta
la storia del Giappone non ci sono state che
otto imperatrici, ditribuite tra lVIII e il
XVIII secolo, salite al trono in circostanze
eccezionali ed impedite in ogni caso dal trasmettere limpero ai figli. Le norme sulla
casa imperiale, varate nel 1947, vietano tuttora che al trono salgano femmine. Il premier Junichiro Koizumi aveva promesso
durante la recente campagna elettorale di
cambiare la legge, ammettendo che anche
una donna pu diventare imperatrice e trasmettere lo scettro ai figli. Contro questa
legge si mobilitata la vasta lobby che fa
capo, per interessi o consanguineit, ai parenti dellimperatore. Tra questi, il pi deciso apparso il principe Tomohito Mikasa,
quinto nellordine di successione, che ha
scritto un articolo sul mensile Bungei
Shunju intitolato Il peso del sangue.
Perch sono contrario a una linea di imperatrici. In questo articolo, il principe suggerisce di restaurare la tradizione delle
concubine dellimperatore, garanzia assoluta che, al momento della successione,
un erede maschio ci sar. Scrive anche il
principe: Sarebbe un problema prendere
una decisione come questa (ammettere le
donne al trono, ndr.) soltanto perch la principessina Aiko adorabile o perch cos la
principessa Masako sarebbe finalmente libera dalla pressione di dare un erede maschio. Lidea delle concubine, immediatamente ripresa dai giornali, ha fatto diffondere come un lampo la voce che Masako,
trovandosi una concubina per rivale, chiederebbe il divorzio. Lo scrittore tradizionalista Hideki Nagane ha detto: Cambiare le
regole della successione significa cambiare
la faccia del Giappone. E in fin dei conti,
anche cambiare la sua storia. Lo scorso 7
febbraio il secondogenito Akishino ha annunciato che sua moglie Kiko aspetta un
bambino. Non si sa di che sesso sia, ma potrebbe essere maschio. Il premier Koizumi
si quindi affrettato ad accantonare la
riforma della legge salica e ha annunciato
al Parlamento: Sono sovrastato dalla gioia.
Vorrei unirmi al popolo giapponese nellestendere i pi calorosi e sentiti complimenti per una notizia che assicura la prosperit
della Casa Imperiale. Gli esperti dicono
che il primo ministro, avendo gi riformato
il sistema postale (spina dorsale del risparmio e delleconomia famigliare di 123
milioni di giapponesi) non in grado di affrontare unaltra lotta epocale, quella per
cambiare le norme sulla successione
(Renata Pisu, la Repubblica 5/2; Paolo
Salom, Corriere della Sera 11/2).
PADOVA
Tra le dieci di sera e le 5 del mattino possono entrare in via Confalonieri (Padova,
quartiere Fiera) solo i residenti. Dalle finestre delle case si affacciano notte e giorno
donne che si offrono a chi passa, questo
provoca continui assembramenti, ingorghi
e schiamazzi e ha indotto i resident esasperati a chiedere al Comune di intervenire. Il
Comune alla fine intervenuto. Nella zona,
intanto, i prezzi delle case crollano, astuti
speculatori le comprano e le rivendono o affittano alle stesse ragazze che fanno la vita,
quasi tutte giovani extracomunitarie.
Marisa Fumagalli, sul Corriere della Sera,
esorta a non credere che si tratti di un quartiere tipo Amsterdam: Quello di Padova
un quartiere a luci rosse in versione vorreima-non-posso. Le signore che esercitano la
professione non stanno in vetrina, si adattano, casomai, occhieggiando dalla finestra
del tinello, al piano rialzato; o dal balconcino della camera da letto, se non fa troppo
freddo (Marisa Fumagalli, Corriere della
Sera 10/2).
VENTICINQUE CENTIMETRI
Il pornodivo Rocco Siffredi, che in uno
spot in onda adesso dichiara di amare la
patata, gi stato impiegato in Francia in
una pubblicit a doppio senso: la donna che
era a letto con lui mormorava fissando la telecamera: Mi soddisfano di pi 25 centimetri di cioccolata.
PAGARE
Secondo una ricerca dellImperial
College di Londra, il numero degli uomini
che paga per fare sesso raddoppiato negli
ultimi 10 anni. Il 9 per cento degli intervistati ammette di aver avuto almeno un rapporto a pagamento durante la sua vita, il 4
per cento ha pagato per fare sesso negli ultimi 5 anni, l1,3 per cento dichiara di averlo fatto lo scorso anno. Lo studio stato
pubblicato sulla rivista Sexually Transmitted Diseases (Macchina del Tempo, marzo).

ANNO XI NUMERO 37 - PAG 2


TACCUINO

IL MORTO A GENOVA necessario,


indispensabile! Conviene! Conviene!
Conviene ai giovani smaniosi
e ai vecchi malvissuti,
ai frustrati e ai lanciati,
ai debuttanti e ai revenants!
Di destra e di sinistra,
di sopra e di sotto,
con storie e provenienze
diversissime, ma accomunati
dallavidit del presenzialismo
e del tafferuglio, dal rumore
delle botte, dallodore
della MORTE live! a caldo! sul campo!
in tempo reale! in presa diretta!
Hemingway lha sempre spiegato
abbondantemente, alle corride
e in guerra. (E lasciamo perdere
DAnnunzio). Del resto, milioni
e milioni se la godono, in trip
ai film sul Cannibale, su Auschwitz,
sul Titanic, su Pearl Harbor,
sentendosi poi pi appagati
e contenti. La cosiddetta
piccola catarsi. (Se non ci sono vittime,
non si fa la fila, non si paga il biglietto).
VOGLIAMO IL MORTO A GENOVA!
E lo vogliamo per una costante
profonda, eterna, dellanimo umano,
che vuole il morto ovunque, si appassiona
al morto, adora il morto, si soddisfa
sul morto antropologicamente lo divora.
Poi lo mitizza, scrive sui muri, in nero:
sarai vendicato!. e lo venera, lo onora,
con file di statisti e corone di fiori,
in qualit di Milite Ignoto.
il SACRIFICIO UMANO,
studiato nelle pi brillanti
Facolt di Scienze Umane,
quale carattere importantissimo
e antichissimo, che si tramanda [morr.
fin dalle origini dellumanit e mai
Celebratissimo, con appositi miti
ed elaborati riti, con intensa
e appassionata partecipazione
di un vasto numero di fans,
di ogni genere ed et. Sempre entusiasti,
sempre eccitati, e su di giri, migranti
fra gli eventi di morte, anche sobbarcandosi
disagi notevoli Viva la Muerte!
era uno slogan del 37, in Spagna.
E i baldi giovani si chiamavano
Los Novios de la Muerte, i fidanzati
della Morte. Come gi gli Arditi
fiumani, dellAmba Alagi, eccetera
Molti, dunque, sanno gi benissimo
come sar il MORTO DI GENOVA. Si prevede
la faccia, la pettinatura, labbigliamento,
il curriculum. Tutti conoscono gi - e si ri[petono let, i precedenti, le frasi, le canzoni,
le predilezioni, gli affetti, gli effetti,
e su che ritmo stava
ballando in quel momento.
Un Cast Director Globale ha gi
predisposto tutto, dalla sceneggiatura
ai fabbisogni. Tutto/previsto, tutto sotto
controllo, come un dopo-partita
da scudetto: sullidentikit
si pu fare sia un requiem
sia un rap. Il compact
avr un record di vendite
per tutta lestate. La foto-logo
sulle copertine e sulle magliette
conquister il mercato globale,
anche nei paesi poveri.
Con la sua fama, incrementer la vendita
di vernici spray, come la vittoria
della Roma, per scrivere
QUEL NOME ossessivamente
su tutte le facciate
restaurate coi fondi
del Giubileo, e lodate
dai critici darte che sono stati
nel Bronx da giovani.
E fra venti o trentanni,
nel come eravamo fra reduci
e le interviste
di successo
io cero, ero proprio l, vicinissimo
al MORTO DI GENOVA!
Volere il MORTO A GENOVA, per,
non uno sport estremo.
un trip di routine dellanimo umano
pi normale che vuole, e gusta,
le vittime sacrificali.
Ed contento soprattutto quando
SI SCOPRE UN DOLORE.
Anche nei libri e al cinema.
Dolori e dispiaceri
di figli e genitori
o di chi ne fa le veci,
con disturbi e disgrazie e inconvenienti
per i vicini, i cugini
e tutti gli altri parenti
Questo, desidera lacquirente!
Figuratevi allora un MORTO
- mentre tutta lItalia guarda A GENOVA!
Con questo caldo! Ma poi, e poi, chiss
quanti, e per quanti anni, l in gruppo,
e a frotte, a mangiargli
addosso, e a guadagnarci sopra
QUEL POVERO MORTO DI GENOVA!

LUNED 13 FEBBRAIO 2006

EDITORIALI

di Arbasino

(Arbasino ci prega di ripubblicare, nella sua


rubrica, questa sua poesia del 14 luglio 2001,
vigilia dei fatti di Genova, uscita in Rap!, Feltrinelli. Consiglia al lettore di sostituire la parola Genova con la parola Torino).
Un morto a Genova
Tutti i pi impegnati e pi correct
del momento/si aspettano e si augurano
ALMENO UN MORTO A GENOVA!
Anche i pi civici, e i pi cinici,
i pi assatanati, i pi cattolici,
i pi etici:/laspettativa grande
per IL MORTO A GENOVA!
Altro che le canzoni di Tenco,
di Lauzi, di De Andr! Altro che
il noir di Paolo Villaggio,
o i ghigni del Gabibbo!
Un morto che dia un vero senso
alle pulsioni profonde
e alla vanitas superficiale,
al desiderio di ostentare virt varie, [serci!
alla brama del presenzialismo e delles Altro che le stupide kermesse dellestate,
in Sardegna, magari con arresti
di faccendieri e gangster in festa!
avvenuto a un metro, a tre metri,
a dieci metri, e per fortuna noi
eravamo intensamente l!
Abbiamo visto il SANGUEEE!
Abbiamo guardato, fotografato,
bacchettato, fustigato, strigliato,
ripresooo! Anche i raccapriccianti dettagli,
le giuste rabbie, le indignazioni pi RA[VE! WOW!.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

Fiat

Se alle schede bianche corrispondessero tanti seggi vuoti


I cittadini italiani se ne stanno gi accorgendo, ma il 9 aprile sar chiaro a tutti: nella storia della Repubblica il potere dei partiti non mai stato cos forte
La Stampa, marted 7 febbraio
cittadini italiani se ne stanno gi accorgendo, ma il 9 aprile sar chiaro a tutti:
nellintera storia della nostra Repubblica,
il potere dei partiti non mai stato cos forte. La prossima scheda elettorale lo dimostrer clamorosamente, perch non solo
non conterr alcun nome, tranne quello dei
leader inglobato nei simboli delle forze politiche, ma non ci saranno neanche gli spazi per aggiungerlo, come avveniva, una volta, per le preferenze. La lotta contro la cosiddetta partitocrazia, cominciata circa 20
anni, si conclusa con una disfatta disastrosa, ancorch paradossale. Gli iscritti ai
partiti diminuiscono, le sezioni chiudono, i
legami ideologici si allentano, ma lo strapotere delle oligarchie che li governano
ormai assoluto. Con una sola eccezione, per
di pi peggiorativa, quella proprietaria e
monarchica costituita dal partito di Berlusconi.
Se lItalia, agli inizi del nuovo millennio,
si delinea come un modello di societ feudalmente divisa in corporazioni, ferrignamente impegnate a difendere i loro privilegi, la politica ne rappresenta, con assoluta
coerenza, il simbolo, quello pi importante
ed estremizzato. Quello a cui corrisponde il
massimo del potere e il minimo di responsabilit. La cooptazione nella classe dirigente politica, ormai, basata solo sulla fedelt alla nomenclatura, poich la nuova
legge elettorale rende ininfluente qualsia-

si altro criterio, dal legame col territorio ai


risultati dellimpegno parlamentare. Cos,
le segreterie dei partiti, di fatto, stanno stabilendo al 90 per cento limmagine del prossimo Parlamento che, nella sostanza, non
offrir alcuna sorpresa rispetto alle previsioni. Insomma, la campagna elettorale servir solo a stabilire il verdetto tra Berlusconi e Prodi.
Non si capisce, a questo punto, perch si
parli di candidati, invece che di nominati. Non si capisce perch debbano spendere soldi, sprecare fatica, elargire promesse e favori coloro che sono gi sicuri di
entrare alle Camere o di esserne esclusi,
cio il 90 per cento di quelli iscritti nelle liste. Simuliamo un caso concreto: se un partito, in una circoscrizione, in genere porta a
Roma 5 deputati, si impegneranno nella
campagna coloro che sono tra il quarto e, al
massimo, il settimo posto. Gli altri potranno dormire sogni tranquilli o rassegnati. Le
conseguenze di tale meccanismo accentuano i difetti dei partiti, quali il mancato ricambio generazionale, la selezione antimeritocratica, il continuo abbassamento delle
competenze professionali.
La risposta che i leader politici sempre
forniscono a chi osa, sfidando laccusa di
qualunquismo e demagogia, esprimere
queste osservazioni , allapparenza, efficace: noi dipendiamo dal voto degli elettori e la nostra sorte determinata dalla legittimazione popolare. Ma questa replica

meno solida di quanto sembri, perch il paragone con le altre corporazioni della nostra societ non regge. Se la clientela di un
medico si affretta troppo numerosa al cimitero o quella di un avvocato affolla costantemente le patrie galere, il mercato dei malati e quello degli imputati reagisce, disertando i loro studi. Se i consumatori di automobili o di scarpe non sono soddisfatti dei
prodotti italiani si rivolgono allestero. Ora,
i cittadini italiani non solo non possono decidere di farsi governare dalla Merkel o da
Blair, ma sono costretti a scegliere in un
mercato determinato sostanzialmente dallofferta e non dalla domanda.
Per confermare tale anomalia basterebbe un esempio, la regola elettorale per cui
i posti in Parlamento si spartiscono solo
sui voti validi, non sul totale dei votanti. Se
alcuni scranni vuoti alle Camere documentassero la proporzione degli astenuti,
si avrebbe una riduzione del potere di
quelle forze politiche pi colpite dalla disaffezione dei loro sostenitori. La sanzione
elettorale, poi, non ha molto effetto sul destino degli attuali leader politici. Berlusconi e Rutelli, per parlare solo dei candidati a Palazzo Chigi sconfitti nelle due ultime legislature, hanno brillantemente
continuato la loro carriera politica e, in generale, i capipartito devono guardarsi dalle congiure di palazzo, non dagli scrutini
delle schede.
Poich i partiti sono il fondamento della

democrazia e la qualit della classe politica


determinante per lo sviluppo di un Paese,
il vero problema , perci, quello di avviare
un processo di miglioramento della selezione partitica. Le proposte che, da varie parti,
si fanno a questo proposito si concentrano
fondamentalmente su due esigenze: trasparenza e democrazia interna. I criteri del finanziamento pubblico devono essere rivisti,
a partire da due norme davvero inaccettabili. Quella che ammette il contributo anonimo fino a 50 mila euro e quella che esclude gli amministratori dalla responsabilit
personale nella gestione dei fondi a loro affidati. Un limite allo strapotere dei ras nazionali, inoltre, assolutamente necessario.
Non si capisce perch lesperienza delle
primarie, che ha avuto recentemente un
successo cos clamoroso per i candidati del
centrosinistra, non possa costituire un modello a cui ispirarsi per assicurare una maggiore democrazia interna ai partiti. Se i leader dovessero fare i conti prima di tutto con
il consenso dei loro simpatizzanti, invece
che con la loro capacit manovriera allinterno delle loro formazioni, la democrazia
italiana potrebbe vantare, molto probabilmente, una classe politica migliore.
vero che le speranze di unautoriforma
sono davvero flebili, ma lesperienza di questa campagna elettorale potrebbe essere
talmente insopportabile da indurre perfino
a qualche ripensamento.
Luigi La Spina

Dei nostri leader sappiamo solo: se credono in Dio e se hanno fumato spinelli
Che differenza con Angela Merkel e con Bush: che dicono ai loro Paesi quali sono le priorit giuste e perci trovano subito le risorse
Il Sole-24 Ore, mercoled 8 febbraio
curioso. Da mesi siamo martellati con
interviste, faccia a faccia, inchieste, ricerche darchivio sui leader politici che ci
vogliono governare. Ne abbiamo ricavato
due informazioni: a) se credono in Dio; b) se
hanno mai fumato uno spinello. Aspetti importanti, certo, ma che poco dicono su come ci governerebbero e su chi sia meglio
attrezzato a farlo.
Non va meglio sul fronte dei partiti: chi
si avventuri sulla Rete a visitarne i siti, difficilmente vi trover il minimo spazio dedicato ai rispettivi programmi. Intendendo
per programmi non enciclopedici e generici elenchi di buone intenzioni (comunque
mancano anche quelli); ma una decina di
punti chiari sui quali fare leva per migliorare lItalia. Sar il retaggio della debolezza di una autentica cultura riformista, della sfiducia nel gradualismo, della fuga dallempirismo, del peso dellideologismo. Fatto sta che in una campagna elettorale gi al
calor bianco prima ancora di iniziare ufficialmente, di analisi precise, di proposte

puntuali e di impegni realizzabili se ne


continuano a sentire pochi. Non nostalgia
del programmismo. Semplicemente, curiosit di sapere che Italia si ha in mente,
che Paese si vuole, che agenda si propone.
Una curiosit che sembra destinata a durare a lungo, come conferma, da ultimo, lo
scontro di luned scorso tra Rutelli e Bertinotti sul programma che dovrebbe essere
comune.
Diamo unocchiata oltre confine; e oltre
lAtlantico. In Germania, pochi giorni fa, il
cancelliere Angela Merkel (formidabile:
adesso si spiega come sia potuta andare al
potere senza le quote rosa), ha lanciato un
programma ambizioso di formazione superiore deccellenza, al quale hanno aderito,
con congrui finanziamenti, i maggiori gruppi industriali e finanziari del Paese: segno,
tra laltro, che quando si individuano le
priorit giuste, le risorse si trovano. Succederebbe lo stesso anche in Italia. Pochi
giorni prima, negli Stati Uniti, il presidente
George W. Bush ha tenuto lannuale discorso sullo stato dellUnione: considerato que-

stanno sulla difensiva, se non decisamente


sotto tono. Ma, tra le poche cose veramente
originali, una spiccava: la forte difesa della
competitivit del suo Paese con vari interventi, tra i quali, prioritari, quello per continuare a guidare il mondo nel talento umano e nella creativit e quello per dare ai
nostri ragazzi solide fondamenta in matematica e scienza. significativo che i leader, la prima a inizio mandato, il secondo
quasi a fine corsa, dei due Paesi rispettivamente locomotive delleconomia europea e
mondiale, puntino con tanta enfasi e concretezza sugli aspetti legati allistruzione e
allinnovazione. Essi danno cos contenuto
concreto a un tema, quello della competitivit, sul quale anche in Italia, da parte della politica, si moltiplicano le presenze ai
convegni ma latitano impegni e progetti.
Partecipando, proprio nella sede del Sole-24 Ore, a un dibattito organizzato da Vitale & Associati, Fausto Bertinotti, reduce
luned dalla sua lite con Rutelli, ha difeso a
spada tratta il sistema imprenditoriale italiano, rifiutandosi di considerarlo al capo-

linea e riconoscendolo tra gli artefici pi


importanti della trasformazione del Paese.
Bene. Peccato per che per difendere il sistema produttivo del Paese e la sua carica
innovativa, egli abbia poi indicato quale
strategia possibile un rinnovato interventismo statale e un non meglio identificato (ma
gi sentito) nuovo modo di produrre.
inutile sottolineare quanto sia illusorio pensare di poter raggiungere con queste ricette gli obiettivi dellagenda di Lisbona, soprattutto quando i nostri partner (o molti di
essi) sanno stabilire le priorit che contano
per tutelare la competitivit: flessibilit,
competizione, nuovo welfare, innovazione.
Credano o meno nel Signore, abbiano o meno qualche scheletro di fumo nellarmadio,
dai nostri leader si vorrebbe sapere cosa
pensino al riguardo: con la stessa, esemplare, chiarezza di Bertinotti. Ricordando che
realismo e concretezza non sono la negazione della politica, ma lespressione di un
riformismo autentico, che dovrebbe essere
patrimonio di entrambi gli schieramenti.
Salvatore Carrubba

La tendenza degli ultimi tempi:creare enti che decidano in modo da non decidere niente
Per esempio: la mania delle Authority, che allungano la filiera decisionale creando sovrapposizioni, dilatazioni e alla fine (per forza) contenziosi
Il Sole-24 Ore, gioved 9 febbraio
uando la politica non riesce ad interQ
pretare il significato delle istituzioni,
quando le istituzioni non sono pi capaci di
reinterpretare se stesse, allora il destino
uno solo: la proliferazione insensata delle
sedi decisionali e il loro progressivo sfarinamento. Ogni istituzione infatti, se correttamente interpretata, introduce nella
realt una certa dose di ordine, di misura,
di semplificazione della dinamica sociale;
stabilisce infatti alcune possibilit ed insieme ne esclude molte altre. Ma se questo
non accade, se le possibilit restano non
decifrate, allora vincono la dismisura e il
disordine.
quanto avvenuto in questi ultimi anni in Italia, dove abbiamo assistito ad una
proliferazione illogica di sedi istituzionali
di pura parcellizzazione del potere, figlia
della diffusa astensione interpretativa; una
proliferazione che, non mettendo fine alla
crisi, ne crea un ulteriore non secondario
effetto, cio lo sfarinamento inconcludente
delle responsabilit decisionali. Il fenomeno avvenuto dappertutto e a tutti i livelli,
perch lipertrofia statale non ha risparmiato governo centrale n enti locali, non
ha risparmiato settori n politiche. Si
trattato di una vera e propria (non) logica
dominante e trasversale. Nellambito dellamministrazione centrale si sono moltiplicati i dipartimenti e le direzioni generali, gli uffici speciali, gli enti strumentali (come le agenzie), le societ per azioni a par-

tecipazione maggioritaria del Tesoro, nonch istituti e comitati con compiti e corrispondenti risorse che dovrebbero coprire
la gestione di materie o settori una volta
proprie della gestione amministrativa ordinaria. La logica della disperata proliferazione ha coinvolto persino il settore delle Authorities, pure vocato ad introdurre
anche nella societ italiana un poco pi di
ordine nella competizione reale, plurale, e
regolata. La specie stata fatta moltiplicare (undici autorit gi esistenti e tredici gi
previste in leggi entrate in vigore) con competenze alcune volte inspiegabilmente concentrate, altre volte altrettanto inspiegabilmente disperse o disfunzionalmente
contrapposte.
Per non parlare poi della proliferazione
che sta avvenendo a livello periferico, dove
ogni regione, ogni provincia, ogni comune
di una plausibile dimensione hanno promosso la costituzione di enti, agenzie, comitati, consorzi, organi comunitari di ogni
tipo, con la pi o meno orgogliosa occupazione di competenze in una vastissima porzione delle politiche pubbliche; e con una
altrettanto compiacente tendenza a fare
outsourcing (in strutture pi o meno controllate) di funzioni amministrative. In sintesi, i processi decisionali centrali e periferici si sono fatti ancora pi incerti, confusi, a volte contradditori, a causa di duplicazioni di competenze, sovrapposizioni di
funzioni, interferenze nei rispettivi ruoli.
Sono aumentati i soggetti, almeno in parte

autonomi e paritetici, che fanno la loro


comparsa lungo gli iter decisionali, potendo o dovendo esprimere pareri, concessioni, nulla osta, assensi; mentre fatalmente
diminuisce il potere di sintesi, di controllo
e di coordinamento.
La prevalenza del soggetto sul processo
finisce per produrre uno sfibrante allungamento delle filiere decisionali, e della loro
concreta attuazione. La proliferazione delle istituzioni porta cos il suo frutto avvelenato, lo sfarinamento e la caduta del loro
prestigio sociale. Abbiamo allora di fronte:
1. la costante instabilit del quadro di riferimento di strutture e di funzioni, con un
generale disorientamento dei cittadini e
delle imprese (con sorrisi diffusi sugli sportelli unici, sulle cabine di regia, sulle conferenze di servizio, ecc.);
2. il rigonfiamento degli apparati, la cui
rafforzata ridondanza contraddice la logica
della minuta semplificazione cui dovrebbe obbedire ogni sistema istituzionale;
3. la crescita dei poteri di interferenza e
interdizione, che ritardano i processi decisionali, impaludano i progetti e gli interventi, contribuendo alla generale difficolt
nel dare risposte efficaci in tempi rapidi ai
bisogni del sistema sociale ed economico;
4. il mancato raccordo tra i terminali periferici del potere centrale ed il sistema
delle autonomie territoriali, titolari - concorrenti o esclusivi - di competenze e responsabilit in una vastissima porzione
delle politiche pubbliche;

5. la crescita del contenzioso istituzionale e amministrativo, poich la conflittualit


diviene intrinseca e strutturale ai processi
decisionali, con il conseguente sovraccarico degli apparati della giustizia amministrativa, contabile, finanche costituzionale,
chiamati a dirimere le controversie (si pensi al ritmo di crescita delle vertenze al TAR
ed al Consiglio di Stato).
Proprio questa conflittualit, portata ben
oltre il livello frizionale del contenzioso
proprio di un sistema policentrico (a diversi livelli di governo, sia in senso verticale
che in senso orizzontale), una delle conseguenze pi gravi generate da quellaspetto cruciale della crisi istituzionale dello Stato che abbiamo definito astensione
dalla interpretazione; linterpretazione
fatta ex post in termini di giurisdizione, con
una ulteriore caduta del prestigio delle istituzioni in campo.
Lo sfarinamento in atto induce allora a
non considerare esagerato il dire che lo
Stato non c pi, nel senso che esso non
pi la matrice istituzionale ed istituzionalizzante dei rapporti tra sistema politico e
contesto sociale. Forse continuer a sopravvivere come mito pubblico o come
protettore dei dipendenti suoi, ma il suo
peso nella guida o anche soltanto nella
rappresentazione dello scenario socio-politico non sembra destinato a reggere per
molto.
Giuseppe De Rita
Luca Diotallevi

Per vincere la sua scommessa lazienda


deve arrivare a valere
diciotto miliardi dai quattro attuali
Corriere della Sera, domenica 5 febbraio
entusiasmo che ha accolto in Italia il
ritorno al profitto della Fiat pari alL
lo spavento che si diffuse nel 2002 quando
venne a galla il disastro. Ma se la svolta
innegabile, altrettanto certo che il successo rimane da conseguire e consolidare,
e sar comunque interessante domandarsi
di quale successo si tratti anche alla luce
del giudizio che la Consob si accinge a dare sul modo con cui lIfil ha ricostruito la
sua posizione di comando nellazionariato
Fiat.
Il 2005 si concluso con un utile netto
consolidato di 1,4 miliardi su un fatturato
di 46,5 contro la perdita di 1,6 miliardi registrata nel 2004. Come avverte la stessa
Fiat, il risultato positivo frutto per intero
delle partite straordinarie. In particolare,
giovano il guadagno netto di 857 milioni derivante dalla transazione con General Motors e il risparmio di 858 milioni ottenuto
imponendo alle banche la conversione in
azioni Fiat ad alto prezzo del prestito convertendo concesso tre anni prima per evitare un default che avrebbe s travolto gli
Agnelli, ma anche mezzo sistema bancario
italiano. Si tratta di due successi assai rilevanti di Marchionne.
Sul piano patrimoniale, lindebitamento
calato da 32,2 a 25,7 miliardi. Detratta la
liquidit, passa da 25,4 a 18,5 miliardi. Stabile nei servizi finanziari, lesposizione netta si riduce nelle attivit industriali da 9,4
a 3,2 miliardi per effetto della conversione
del convertendo (3 miliardi), della cessione
di Italenergia Bis (1,8 miliardi) e dell incasso da General Motors al netto delle attivit Powertrain non consolidate in precedenza (1,1 miliardi). Per quanto la riduzione del debito dipenda da operazioni una
tantum, il risparmio di oneri finanziari si
prospetta ripetibile nella misura di circa
360 milioni lanno, parte dei quali gi acquisiti nel 2005.
Questanno, il gruppo Fiat si prefigge un
margine operativo lordo (trading profit) di
1,6-1,8 miliardi contro quello di un miliardo ottenuto nel 2005. Allinterno di questo
obiettivo generale va menzionato quello di
100 milioni assegnato a Fiat Auto, che lanno scorso aveva registrato un margine negativo per 281 milioni. E qui arriviamo al
punto che, nel tempo, potr suscitare riflessioni nellazionariato stabile di Fiat.
Nel Novecento lauto ha reso potenti e
ricchi gli Agnelli, ma allalba del nuovo secolo questo investimento ha avuto esiti negativi. Nel 2000, Daimler Chrysler si era offerta di comprare Fiat Auto per 12 miliardi. Giovanni Agnelli non accett per salvare il ruolo nazionale della Fiat. Fu come
se, da quel momento, la Fiat avesse scommesso 12 miliardi su un settore gi in perdita dal 1998. Se si considera il costo finanziario teorico del mancato incasso e i mezzi freschi versati nel 2003, il capitale rischiato arriva a 18 miliardi. E Fiat Auto,
secondo le banche daffari, ne vale quattro:
una bella cifra, se si pensa che un anno fa
lazienda aveva un valore negativo per 3
miliardi, ma anche una cifra che mostra
quanto sia ancora lunga la strada del riequilibrio. Non a caso il titolo Fiat un titolo pi da hedge fund che da investitori istituzionali.
Dopo il gran rifiuto dellAvvocato, tener
duro si rivelata una scelta obbligata per
mancanza di alternative concrete. Ma alla
scelta hanno collaborato uomini che la
Borsa apprezza. Ed stata cos conservata
alleconomia italiana una leva di sviluppo
tuttora molto importante. Questo rappresenta un successo, soprattutto per gli altri
stakeholders, diversi dai soci stabili: un
successo tutto da consolidare certo, ma, visti i risultati della Smart, con i tedeschi
non era garantito che sarebbe andata molto meglio.
Massimo Mucchetti

Storia di Truman Capote, che per scrivere un libro rest attaccato dieci a
la Repubblica, domenica 5 febbraio
ome sembrano lontani i tempi di gloria
C
di Truman Capote (mi hanno avvertito
che si pronuncia Capdi), e non solo perch
negli anni Sessanta uno scrittore poteva diventare una star ricca e popolare (nella
caf society ma anche tra i camionisti),
quanto oggi un ignoto dellIsola dei Famosi, ma perch pareva giusto che qualcuno
dedicasse cinque anni a un reportage, a
uninchiesta, quando adesso cinque ore
sembrano gi uno spreco.
Certo il giornalismo attraversava il suo
periodo aureo, e negli Stati Uniti Tom Wolfe e Norman Mailer trascinavano i lettori
nei labirinti affascinanti del New Journalism, mentre il minuscolo, mondano, inquieto, infelice Capote inventava, con A sangue
freddo, la non-fiction novel, il romanzo verit, il giornalismo costruito con le tecniche
del racconto, la cronaca attentamente do-

cumentata ma reinventata dalla scrittura


letteraria.
Capote morto pi di vent anni fa, il 25
agosto 1984, un mese prima di compiere
sessant anni, nella casa di unamica a Los
Angeles, distrutto dallalcol, dalle droghe,
dallinfelicit; al suo biografo Gerard
Clarke aveva detto: Nessuno sapr quanto
A sangue freddo mi sia costato. Mi ha scarnificato sino al midollo delle ossa. Mi ha
quasi ucciso. Credo che in un certo senso
mi abbia ucciso davvero. Prima di cominciarlo ero una persona stabile, almeno relativamente. Dopo mi accaduto qualcosa.
Non posso dimenticare, particolarmente
limpiccagione, alla fine. Orribile!. Di quei
cinque anni di attesa snervante, di quella
fatica, di quello strazio, racconta il film Capote, diretto da Bennett Miller, che esce in
Italia il 18 febbraio con un titolo pi esplicativo, Truman Capote: A sangue freddo. E

contemporaneamente leditore Frassinelli


ripubblica la ricca biografia di Clarke, cui
il film si ispira, che del 1988.
stata una scelta cinematografica temeraria, da parte del regista e dello sceneggiatore Dan Futterman, quella di limitare
la storia al tempo della stesura di un libro
con i tormenti del caso, che di solito risultano noiosissimi e prevedibili con lautore
che si prende la testa tra le mani, cammina
in su e in gi e strappa dalla macchina da
scrivere i fogli, li appallottola e li getta nel
cestino (il dramma creativo con computer
non stato ancora artisticamente affrontato). Invece i risultati sono affascinanti, emozionanti e la critica americana ha osannato
il film per laustera bellezza, la grazia poetica, la profondit etica, e quei colori foschi, quasi in bianco e nero, come era il bel
film che nel 1967 Richard Brooks trasse da
A sangue freddo. La N. Y. Review of Books

ha definito meravigliosa linterpretazione del protagonista Philip Seymour Hoffman, finora grandissimo caratterista in ruoli sciagurati, come in Happiness, Il grande
Lebowsky, Magnolia. Ha vinto il Golden Globe come miglior attore, candidato allOscar, come lo sono il film, il regista, lo sceneggiatore e lattrice non protagonista
Katherine Keeler, (lamica Nelle).
Truman Capote aveva 35 anni quando
lesse sul New York Times un trafiletto che
raccontava di un orribile delitto avvenuto a
Holcomb, una cittadina del Kansas: unintera famiglia di agiati agricoltori, i Clutter,
padre, madre, due figli adolescenti, erano
stati brutalmente assassinati in casa loro,
forse per rapina. Era il 16 novembre 1959 e
lo scrittore, dopo il successo di Colazione da
Tiffany, era ormai una celebrit: era piccolo, gonfio, smorto, con questa voluminosa
testa da feto imbarazzante, (tante volte de-

scritta anche con malanimo), e quella vocetta agra che passava dallaggressivo al perentorio secondo lambiente sociale, come
lo descrive Alberto Arbasino nella raccolta mondadoriana di romanzi e racconti di
Capote. Viaggiava ovunque, specie in Italia,
era circondato dalle pi belle donne della
societ mondana, che lui chiamava i miei
cigni e con cui divideva la gioia del pettegolezzo, era ricevuto dai Kennedy alla Casa
Bianca, dai Guinness, dagli Agnelli, dai Paley, pranzava da Cecil Beaton, a Londra,
con la regina madre o la principessa Margaret molto noiosa. Viveva con un suo
compagno vecchiotto e snobbato dalla
Beautiful People, lo scrittore e ballerino
Jack Dunphy.
Capote part per il Kansas con unamica
dinfanzia, Nelle Harper Lee, che avrebbe
vinto il premio Pulitzer con il romanzo e poi
film Il buio oltre la siepe, e lidea era di scri-

ANNO XI NUMERO 37 - PAG 3

IL FOGLIO QUOTIDIANO LUNED 13 FEBBRAIO 2006

ABSTRACTS

SCIENZA

Shakespeare con lorecchino

Ultimi calcoli sulla biomassa. Quante specie stanno davvero sparendo?

Baldassar Castiglione, le regole del bon ton e lo star seduto di Gassman

Un chilo delefante, mille chili di formiche

Ritratti. Lunica immagine veritiera di


Shakespeare sarebbe un uomo sui 40 anni
con un orecchino doro, cos come si vede
nel cosiddetto ritratto di Chandos, dipinto
quando Shakespeare era ancora vivo. Questo ritratto ed altri cinque sono stati sottoposti a lunghe analisi dalla National Portrait Gallery di Londra (Corriere della Sera 6/2 che ha ripreso il Sunday Times).

molto liberi, per cui io ho scelto la mia strada. Certo loro stavano attenti a vedere un
attimo dove sarei arrivata, quello che avrei
fatto. Per fondamentalmente avevo scelto
per me, mi hanno lasciato scegliere: io ho
iniziato a lavorare da piccolina a 16 anni
nei fotoromanzi... (trasmissione Dammi il
tempo, Raitre). (Aldo Grasso, Corriere della
Sera 5/2).

Cortesie. Nel 1506, giusto cinquecentanni fa, papa Giulio II, ridotta Bologna
alla obbediezna della sede apostolica,
sost a Urbino; e, quando part, alcuni gentiluomini del seguito, incantati dalla dolcezza della compagnia, si trattennero ancora per qualche tempo nella citt marchigiana, alla corte di GuidUbaldo da Montefeltro. Fu durante quella piacevole protrazione che, secondo Baldassar Castiglione,
ebbe luogo il fluviale talk show, pi tardi
defluito nei quattro libri del Cortegiano. Tema di tanto ragionare: Le condicioni e
particolar qualit che si richieggono a chi
merita nome, appunto, di cortigiano (cio
uomo di corte, gentiluomo), e dunque la
messa a punto di un modello umano e del
suo codice di comportamento, fondato su
una regola universalissima: Fuggir
quanto pi si pu e come un asperrimo e
pericoloso scoglio, la affettazione e, per dir
forse una nova parola, usar in ogni caso
una certa sprezzatura, che nasconda larte
e dimostri ci che si fa o dice venir fatto
senza fatica e quasi senza pensarci (Giovanni Mariotti, Corriere della Sera 8/2).

Baci. Le persone che piegano il capo a


destra quando stanno per dare o ricevere
un bacio sono il doppio di quelle che si voltano a sinistra, come ha provato Onur
Gntrkn appostandosi ai giardinetti in
varie citt di Stati Uniti, Germania e Turchia. Egli ha anche calcolato le percentuali: 64,5 volte su cento le persone baciano inclinando il capo a destra, 35,5 volte su cento piegandolo a sinistra. Lo studio stato
poi reso noto dalla Ruhr University di Bochum (Germania) in cui Gntrkn impiegato come ricercatore (Macchina del
Tempo, marzo).
Muscoli. Muscoli facciali che si muovono
durante un bacio: 25 (Grazia 7/2)
Cibo. Anoressiche in Germania tra i 15 e
i 25 anni: centomila. Bulimiche in Germania tra i 25 e i 35: 600.000 (Eleonora Barbieri, il Giornale 31/1).
Adolescenti. Secondo il Wall Strett Journal, gli adolescenti abituati ad ipod e pc
non sanno pi leggere lora se non su un display digitale (Grazia 7/2).

Automobile. La signora che si siede dietro non deve scorrere per far sedere luomo: lui che fa il giro e entra dallaltra portiera (Lina Sotis, Il nuovo bon ton, Rizzoli).

Giovani. Deputati del centro-sinistra che


hanno meno di 39 anni: 8 (Vittorio Zincone,
Magazine, 2/2).

Schife. Precetti di Monsignor Della Casa:


astenersi in societ dal fare cose laide o
fetide o schife o stomachevoli e anche dal
nominarle... non cantare, soprattutto se si
ha voce discordata o difforme... evitare
gli sbadigli rumorosi e il parlare sbadigliando... non grattarsi sedendo a tavola...
non prendere il cibo s ingordamente che
perci si generi singhiozzo o altro spiacevole atto, ecc. (Mariotti, cit.)

Candidati. Perch dovrebbero offrirmi


una candidatura? Il fatto che uno sappia
scrivere un libro non significa che sappia
dirigere un ministero. Vanto amplissime
incompetenze in tutti i problemi gestionali. Non vedo perch dovrei danneggiare il
mio Paese. E poi, lintellettuale non un
grillo parlante che deve pronunciarsi su
tutto, anzi spesso ha lobbligo di tacere, soprattutto delle cose che non sa (Eco, cit).

Rap. Fanculo te, fanculo te, fanculo


questo posto, non mi ancora chiaro il motivo perch sono qua insieme a tutti questi
stronzi che non conosco. Rap Dentro la
scatola di Gianmarco Marcello, detto Mondo Marcio, eseguito a Top of the pops sabato
4 febbraio e molto applaudito dal pubblico
(Massimo Bertarelli, il Giornale 6/2).

Timidezza. Gabriel Garca Mrquez e lagorafobia: Devo avere una specie di agorafobia, come la Nobel austriaca Elfriede
Jelinek. Chiacchiero volentieri a tu per tu,
ma inorridisco allidea di dover affrontare
una platea. La mia timidezza? Adesso vado
meglio solo perch ho un vantaggio: sono
gli altri ad arrivare da me intimiditi (Xavi
Ayn, La Stampa 29/1, tratto da La Vanguardia Magazine).

Modi. A te conviene temperare e ordinare i tuoi modi non secondo il tuo arbitrio, ma secondo il piacer di coloro co quali tu usi (Monsignor Della Casa) (Mariotti,
cit.)
Malevolentia. Giraudo mi piace perch
veramente cattivo. Ammiro la sua captatio malevolentiae (Evelina Christillin) (Luigi Garlando, La Gazzetta dello Sport 9/2).
Comici. Forse, quando ministro uno
come Calderoli evidente che allopposizione non possono esserci che dei comici
(Umberto Eco a Dino Messina, Corriere
della Sera 5/2).
Auto blu. Fanno una gran simpatia
quelli che si siedono davanti, un po di antipatia quelli che si siedono dietro (Sotis,
cit.)
Sedersi. Una preghiera: quando sar
morto, impagliatemi, sedetemi su una poltrona e ogni tanto rivolgetemi la parola come se fossi presente. Non aspettatevi risposte, ma tanto non le aspettate mai (Vittorio Gassman, rivolgendosi ad amici e parenti che stavano con lui in una casa al mare) (Maurizio Costanzo, Chi 15/2).
Chi eri? Alla domanda di Ambra: Ma tu
chi eri prima di essere la signora Bonolis?, Sonia Bruganelli, 30 anni, moglie di
Paolo Bonolis ha risposto cos: Io, niente,
studiavo, ho studiato Scienze delle comunicazioni, per cui mi sempre piaciuto il
mondo della televisione, lavoravo in televisione, diciamo un po in maniera marginale perch facevo le telepromozioni, facevo i fotoromanzi, queste cose cos un po
pi piccole. Per cui il mio obiettivo ai tempi pensavo fosse arrivare a fare il tuo lavoro... Ho avuto due genitori che per motivi
diversi sono stati molto tra virgolette non
dico vessati ma hanno dovuto subire quelle che potevano essere le scelte dei miei
nonni cio dei loro genitori, per cui con me
e con mio fratello ci hanno lasciati sempre

Tirchi. Palmiro Togliatti era piuttosto


tirchio e ci ironizzava su. Rifiut persino di
girare con una Mercedes che gli aveva regalato dopo lattentato il leader ceko Slanski, perch gli appariva troppo vistosa" (Jacopo Iacoboni, La Stampa 5/2).
America. Isabel Allende dice che lAmerica cos profondamente isolazionista che
met degli eletti al Congresso non ha passaporto perch non ritiene importante
spostarsi, le notizie sui media si concentrano solo sui paesi attaccati, prima cera lAfghanistan, oggi nessuno se ne ricorda pi e
si parla solo di Iraq. La maggior parte degli
americani non sa posizionarsi su una cartina geografica. Dopo le elezioni nel mio
paese mi chiesero se il Cile era in Cina, dal
momento che la pronuncia era simile
(Terry Marocco, La Stampa 5/2).
Militanti. Claudio Bisio militava in Avanguardia Operaia, Alba Parietti era trotzkista, di lei si ricorda il leader dei trotzkisti
italiani Marco Ferrando, era a una nostra
riunione del gruppo torinese legato a Maita, nel 1980. Era splendida. Anche Anna La
Rosa mi ha confidato un passato trotzkista
(Valeria Braghieri, Vanity Fair 2/2; Aldo
Cazzullo, Corriere della Sera 24/1).
Berlusconi. Di persona Berlusconi
molto meglio che in tv. Pi complesso, pi
preparato, pi profondo. Nel 96 perse le
elezioni per colpa mia. Pilo calcol che la
Fiamma tricolore, presentandosi da sola,
aveva fatto perdere al centrodestra 39 collegi. A Roma mia figlia Isabella correva
contro Veltroni e Mancuso: prese il 7%, Veltroni vinse grazie a lei, e me ne ha sempre
dato atto. Scoprii poi che nelle regioni rosse la sinistra aveva raccolto le firme per le
nostre liste (Pino Rauti a Aldo Cazzullo,
Corriere della Sera 25/1).
Governi. Un governo un male necessario (Napoleone).

La Stampa, sabato 31 gennaio


ultimo allarme riguarda gli orsi bianL
chi. Linquinamento li rende ermafroditi, leffetto serra li manda alla deriva sui
grandi iceberg generati dalla fusione della
calotta polare. Intanto le baleniere giapponesi fanno strage di cetacei. C pure la beffa: la caccia giustificata come ricerca
scientifica. Leccidio di foche neonate a colpi di bastone per farne pellicce uno spettacolo ricorrente. Nature annuncia unestinzione di massa degli anfibi, attaccati da
un fungo favorito dalleffetto serra. Foto da
satellite mostrano il tappeto verde della foresta amazzonica tagliato in due e ormai
pieno di strappi. Era lambiente pi ricco
di vita del pianeta.
Qualche giorno fa, in una intervista su Le
Monde, Michel Loreau, professore di ecologia allUniversit Mac-Gill di Montral,
ha parlato di ci che sta accadendo come
della pi grande estinzione di tutti i tempi:
Il ritmo di scomparsa di animali vertebrati e di piante gi cento volte pi veloce di
quello normalmente osservato nelle ere
geologiche. Ma in atto una accelerazione.
Entro pochi decenni potrebbe diventare
diecimila volte pi rapido del ritmo di
estinzione naturale. Uno studio diretto in
Inghilterra da Chris Thomas, basandosi sulle proiezioni climatiche del Gruppo di
esperti intergovernativo che vigila sulleffetto serra, calcola che entro il 2050 la Terra potrebbe perdere due terzi delle specie
oggi viventi.
Quella a cui stiamo assistendo la sesta
estinzione di massa. Le precedenti avvennero alla fine dellOrdoviciano, 450 milioni
di anni fa; nel tardo Devoniano, 364 milioni
di anni fa; alla fine del Permiano e del
Triassico, rispettivamente 245 e 206 milioni
di anni fa. Lultima estinzione documentata
dai paleontologi, la quinta, vide 65 milioni
di anni fa la scomparsa dei dinosauri. In
quelle catastrofi, forse causate dallimpatto di asteroidi e da conseguenti mutazioni
climatiche, scomparvero milioni di specie.
Ma lestinzione in corso sembra ancora pi
grave perch sta raggiungendo una velocit
mai vista. Di questo passo, il XXI secolo
sar ricordato come quello del naufragio
dellArca di No. E la differenza non sta solo nella velocit. Per la prima volta la causa della distruzione una singola specie:
Homo sapiens. James Lovelock, 85 anni, padre della teoria di Gaia che vede la Terra
intera come un unico essere vivente, dichiara che soltanto il suicidio dellumanit
pu salvare questa super-creatura fatta dallequilibrio di milioni di specie.
Il primo allarme veramente drammatico
risale al 1979, quando Norman Myers stim
che il ritmo di sparizione delle specie fosse
di 40 mila ogni anno, cio 109 al giorno. Il
rapporto americano sullambiente Global
2000 ha ripreso questo dato con il conforto
di Edward O. Wilson, famoso biologo dellUniversit di Harvard, fondatore della sociobiologia: secondo Wilson scompaiono
ogni anno da 27 mila a centomila specie.
A complicare tutto c il fatto che non
sappiamo neppure quante specie abitino la

Terra. Quelle classificate sono un po meno


di due milioni (1,75). Gli insetti, con 950 mila specie, costituiscono la grande maggioranza, 280 mila sono le specie di piante, 72
mila funghi e licheni (simbiosi tra alghe e
funghi). Le specie di uccelli sono poco meno di diecimila; quelle di mammiferi 4.800.
I biologi per sono convinti che la maggior
parte delle specie sia ancora da scoprire e
classificare. La fascia pi alta delle foreste
pluviali, tra i 10 metri di altezza e la cima
delle piante, ricchissima di vita e quasi
inesplorata. Altrettanto vale per il sottobosco e il primo strato del sottosuolo. Le stime oscillano ampiamente. C chi dice che
le specie esistenti siano dieci milioni, chi
parla di 30 (forse il dato pi probabile), chi
si spinge fino a 100 milioni. Unincertezza
che esprime tutta la nostra ignoranza.
sicuro, invece, che il 97 per cento della
biomassa, cio della materia vivente sul nostro pianeta, appartiene al mondo vegetale
e soltanto il 3 per cento al mondo animale.
Di questo misero 3 per cento, gli insetti rappresentano pi della met. La massa umana, bench in questi giorni la popolazione
mondiale stia raggiungendo i 6,5 miliardi di
persone, irrisoria: 0,01. Le proiezioni dicono che ci stabilizzeremo intorno ai 12 miliardi alla fine di questo secolo. Anche il
quel caso, lumanit sar una percentuale
irrisoria della biomassa. sconcertante

che una specie quantitativamente trascurabile sia diventata una minaccia mortale
per tutte le altre.
Ma ci sono anche altre campane. Bjorn
Lomborg, professore di
statistica in una Universit danese, autore
del best seller mondiale Lecologo scettico, sostiene che lestinzione
attuale molto sovrastimata. Stabilito che
mai la Terra ha conosciuto una biodiversit
grande come quella attuale (cosa probabilmente vera), secondo i
suoi dati nei prossimi
anni scomparir non il
25-75 per cento delle
specie ma un modesto
0,7 per cento. A questa
cifra arriva guardando
al passato recente: negli ultimi quattro secoli si sono estinte 113
specie di uccelli e 83 di
mammiferi. Tutte le
specie sono destinate a
estinguersi e a essere sostituite da altre pi
adatte allambiente: la legge dellevolu-

Gli americani non sanno pi lalgebra


La Stampa, luned 6 Febbraio 2006
el 2003 la contea di Los Angeles ha stabilito che un corso di algebra elementare fosse
condizione necessaria per ricevere il diploma di scuola superiore; lanno dopo la legN
ge stata estesa a tutto lo Stato della California. Niente di eccezionale: si arriva alle equazioni di secondo grado. Ma era un tentativo di riqualificare la preparazione degli studenti,
in quello che a detta degli esperti sta diventando un Paese dominato dagli analfabeti. Prima, infatti, mentre alcuni studiavano le materie richieste dalle universit (e lalgebra fra
queste), molti altri, che alluniversit non intendevano andare, si diplomavano studiando
come riparare unautomobile o giocare a pallavolo.
passato un paio danni e si cominciano a valutare i risultati. Che sono disastrosi. Nel
primo semestre del 2004, dei 48 mila studenti iscritti in algebra a Los Angeles, 44% sono
stati bocciati. Si tratta quindi di ripetere il corso, ma spesso neanche la seconda volta arriva il sospirato D (equivalente al nostro 6 striminzito). O la terza; ci sono studenti che prendono algebra fino a sei volte, vengono sempre bocciati e alla fine abbandonano la scuola.
Senza diploma, possono aspirare a un posto al locale McDonalds, alla paga minima oraria.
Le scuole le inventano tutte per rimediare alla situazione: corsi supplementari di sera, nel
fine settimana, destate, classi pi piccole, corsi per i genitori che vogliono aiutare i propri figli. Ma allorizzonte non si profilano miglioramenti.
La diagnosi? Il rigore non si improvvisa con astratte decisioni prese nelle stanze del potere. Nella realt quotidiana delleducazione californiana (e in generale statunitense) ci sono ragazzi delle superiori che contano ancora sulle dita, che non sanno le tabelline, che
non riescono a capire che x unincognita e non una lettera dellalfabeto. In classe, questi ragazzi (quando ci vanno) disegnano, chiacchierano, si fanno foto con il telefonino. Se
decidessero di prestare maggior attenzione a quel che viene loro proposto, probabile che
non servirebbe molto: si ritiene che pi del 20% degli insegnanti di matematica delle superiori sia impreparato.
Lignoranza americana non un caso; fa parte di un sistema in cui un popolo sempre pi
privo di strumenti intellettuali sempre pi facilmente manipolabile. Tanto, devono pensare i politici raffinati che dirigono il Paese tra continui tagli al budget dei servizi pubblici e assurdi editti, i tecnici e gli ingegneri di cui abbiamo bisogno possiamo sempre importarli dallestero. E cos faranno, finch il modello di mercato non avr avuto il trionfo
planetario che ci si auspica, ci saranno telefonini per tutti anche in Cina e in India e lignoranza regner sovrana ovunque.
Ermanno Bencivenga

zione. La vita media di una specie oscilla


tra uno e dieci milioni di anni, e si stima
che il tasso di estinzione normale di due
specie ogni anno. Da
questo punto di vista,
dovremmo stare tranquilli: la Terra non sta
per diventare un cimitero.
La visione di Lomborg
molto contestata. I
suoi calcoli si riferiscono ad animali di grandi
dimensioni: uccelli e
mammiferi. Ma il numero delle specie inversamente proporzionale alle dimensioni: si
dice che per ogni chilogrammo di elefanti ci
sia una tonnellata di
microbi, e, come abbiamo visto, gli insetti da
soli costituiscono oltre
la met della massa vivente. Poco o niente
sappiamo di quante
specie di piccole dimensioni stiano estinguendosi. Certo moltissime in quegli ambienti che luomo sta modificando: dove la foresta pluviale scompare sostituita da strade e regioni semidesertiche; nelle acque inquinate di mari, laghi
e fiumi; nelle vaste aree influenzate dalle
megalopoli; nelle terre con coltivazioni
estensive delle poche piante essenziali per
la nutrizione umana (il riso sfama una persona su due).
Lomborg controbatte che non ci sono
prove convincenti di queste estinzioni: lunico caso documentato riguarderebbe le
Ande dellEcuador. La realt che in ambienti come la foresta pluviale non sapremo mai quante specie scompaiono semplicemente perch non le conosciamo, i biologi non sono ancora riusciti a registrarle. In
ogni caso lo stesso Lomborg ammette che
anche il tasso di estinzione da lui calcolato
dello 0,7 per cento su 50 anni preoccupante. Lo ancora di pi se si osserva che
la maggior parte delle estinzioni ufficiali
di uccelli e mammiferi avvenuta negli ultimi 150 anni, mentre Lomborg ricava la
sua media sugli ultimi 400. Insomma: laccelerazione c, ed questo il fenomeno pi
preoccupante.
Il meccanismo ecologico fatto di equilibri delicati. Rompere un equilibrio porta
a danni totali e irreparabili. La scomparsa
di molte specie in Australia e in Nuova Zelanda si deve allarrivo del coniglio, che
risultato vincente sugli erbivori locali. Le
volpi, introdotte per limitare la popolazione dei conigli, hanno avuto solo leffetto di
sterminare i piccoli marsupiali. Restando
in Piemonte, lo scoiattolo locale sta per essere eliminato da scoiattoli americani sfuggiti dalle loro gabbie una cinquantina di
anni fa. In natura non si pu toccare qualcosa senza cambiare tutto.
Piero Bianucci

La polvere di Luna sappiccica e odora di polvere da sparo


Una sostanza che un mistero assoluto: quando arriva sulla Terra non sa pi di niente. Febbre extraterrestre da fieno
TuttoScienze, mercoled 1 febbraio
neve. Ma tremenda, non si
stacca mai. Che puzza: sa di polveSembra
re da sparo. E a me ha fatto venire lallergia. Sono lunico al mondo.
Chiacchiere di astronauti, tutti sorpresi
e a volte divertiti. Come Jack Schmitt, dellApollo 17, il primo (e solo) a essersi preso
la febbre extraterrestre da fieno come si
ripete scherzosamente a Houston. Il naso
gli si gonfi, cominci a starnutire e per alcune ore la polvere di Luna non gli diede
pace. Poi si riprese e quello rimase il ricordo pi bizzarro della missione del dicembre 1972.
Nei laboratori della Nasa la moondust viene studiata ossessivamente, come
fa ogni giorno uno degli scienziati di punta del team polvere, Mian Abbas: continua a scoprire stranezze e curiosit e le
sue osservazioni diventano sempre pi
preziose, ora che lente spaziale Usa progetta di tornare sul nostro satellite, di colonizzarlo, di sfruttarlo come trampolino
per altre esplorazioni e soprattutto per
sbarcare su Marte, dove la polvere peggiore. Se quella della Luna pu gonfiare

gli alveoli del naso, quella del Pianeta


Rosso - si sospetta - altamente velenosa.
Gli unici ET che dobbiamo tenere fuori
dal guscio terrestre, al momento, sono
proprio quei minuscoli frammenti che si
attaccano a tutto e rifiutano di dissolversi con un gesto, come fa la polvere terrestre.
Gli astronauti delle missioni Apollo ne
conservano un ricordo indelebile: sebbene
si sforzassero di pulirsi, appena entrati nel
Lem scoprivano ogni volta di essere ancora
sporchi e di aver imbrattato le superfici del
modulo di atterraggio. Tolto il casco e sfilati i guanti, lhanno toccata tante volte, respirata e a volte perfino assaggiata. Che
odore incredibile, ricorda Charlie Duke,
dellApollo 16, e il suo successore Geen
Cernan grid: Houston, qui come se
qualcuno avesse sparato un colpo di carabina. Incredibile.
Oggi sappiamo che, in realt, luna e
laltra sono diverse: nitrocellulosa e nitroglicerina compongono una (la polvere
da sparo) e lanidride silicica creata dai
meteoriti che hanno bombardato la Luna
la sostanza della seconda (la moondu-

st). Gli impatti, ripetuti per miliardi di


anni, hanno vetrificato il suolo e lhanno
successivamente frammentato e nei laboratori sono stati individuati anche ferro,
calcio e magnesio, legati in minerali come lolivina e il piroxene. Di polvere da
sparo neanche lombra, nonostante le
sensazioni pungenti registrate dagli astronauti.
E allora chi sa spiegare il mistero? Nessuno, al momento, ha la risposta definitiva.
Solo ipotesi, come quella che alla Nasa ha
offerto Don Pettit con unimmagine: Siamo in un deserto sulla Terra. Non si sente
nulla, finch cade qualche goccia di pioggia: di colpo laria si riempe di fragranze
forti e dolciastre. Lacqua che evapora
strappa molecole che erano rimaste intrappolate nel suolo per mesi e arrivano ai
nostri sensi. probabile - dice - che un fenomeno simile avvenga sulla Luna. In
quel mondo secco di 4 miliardi di anni - aggiunge - non appena qualche particella
viene in contatto con laria umida di unabitacolo si scatena leffetto pioggia. Ecco
perch gli astronauti hanno provato sensazioni tanto forti.

Schmitt, invece, ha unidea diversa. Forse - spiega - le mie reazioni sono la prova di
unattivit chimica. Se la superficie lunare stata colpita e sminuzzata, le molecole
spaccate hanno legami sospesi, vale a dire connessioni incomplete che hanno bisogno di stabilizzarsi a livello atomico. Non
appena si respira la polvere, quei legami
trovano i loro partner nelle membrane del
naso: ti congestionano e senti i famosi odori. Poi, quando tutto si normalizza, leffetto
svanisce.
A complicare il mistero c i fatto che sulla Terra non si sente nulla. possibile - sottolinea un altro ricercatore, Gary Logfren che si sia pacificata: La polvere, e anche
le rocce, stata a contatto con lossigeno e
le reazioni chimiche sono terminate da
tempo. La colpa proprio della moondust, che - si scoperto - ha lesionato i sigilli
dei thermos che contenevano i campioni
lunari e ha fatto penetrare aria e vapore acqueo durante i tre giorni del ritorno alla
Terra. Cos per sapere tutta la verit non
resta che tornare lass. Appuntamento nel
2018.
Gabriele Beccaria

nni a due assassini e poi si rovin raccontando i vizi segreti dellalta societ americana
vere un articolo per il New Yorker sulle
reazioni di una piccola comunit colpita da
un delitto cos atroce. Gli assassini furono
identificati e catturati alla fine di dicembre,
ed erano due giovani ex carcerati, il biondo
Dick Hickock dal viso sfigurato da un incidente dauto, e il bruno Perry Smith dalle
gambe deformate da una quasi mortale caduta dalla moto. Il processo inizi il 22 marzo 1960, il 29 si concluse con la condanna a
morte, lesecuzione fu fissata per il 13 maggio. Il film dedica poche scene a quei cinque mesi di cronaca, cinque mesi che passarono veloci anche nella vita di Capote,
che se ne era andato con Jack in Spagna
sulla Costa Brava. La sua personale tragedia cominci subito dopo, con la prima sospensione della sentenza: Scrivere il libro
non stato difficile, quanto viverci sempre.
Tutta la dannata faccenda, un giorno dopo
laltro. stato semplicemente straziante,

tanto angosciante, debilitante, e triste. Il


film si snoda nel crescere di questa ansia,
di questa disperazione, ad ogni sospensione
della sentenza, anno dopo anno, appunto
per cinque anni: sino alle prime ore del 14
aprile del 1965, quando nel penitenziario di
Lansing, prima Dick, poi Perry, lui presente, furono impiccati. Finalmente, con quelle quattro gambe penzolanti sopra la botola, A sangue freddo poteva concludersi ed essere pubblicato e diventare, come lautore
prevedeva e pretendeva, il best seller che
lavrebbe reso ancora pi famoso e ricco.
Finalmente? Come raccontano sia la biografia che il film, in quei lunghi anni di nevrotica attesa, lo scrittore era andato a visitare i due condannati, rinchiusi in celle separate nel raggio della morte: aveva trovato loro nuovi avvocati, mandato regali,
scambiato lettere, soprattutto aveva cercato di farli parlare, con una certa spietata

dolcezza, a sangue freddo, per il suo libro


ancora incompiuto. In qualche modo gli
sembrava di specchiarsi in Perry. Racconta Clarke: La statura bassa era solo una
delle molte analogie sconvolgenti. Entrambi avevano avuto la madre alcolizzata, il padre assente e le famiglie dadozione. Perry
era stato bersaglio di scherno perch era
mezzo indiano e bagnava il letto, Truman
era stato preso in giro perch effeminato.
Era come se, dice lo scrittore nel film,
fossimo nati nella stessa casa e io fossi
uscito dalla porta principale, e lui da quella di servizio. Eppure quei due assassini
dovevano morire, per soddisfare le sue ambizioni letterarie: senza la loro morte, la
morte dolorosa di due uomini che aveva
aiutato, consigliato, il libro non poteva uscire. Il dilemma era insolubile ma quando
la Corte suprema respinse lultimo appello
dei condannati, gelidamente, crudelmente

Capote scrisse a unamica. Sono rimasto


deluso tante volte che oso a stento sperare.
Ma incrocia le dita.
Il film dai lunghi silenzi si addentra lentamente nei comportamenti e nei pensieri
di Capote per esplorare un profondo quesito morale e letterario: che non riguarda la
liceit della pena di morte (lo scrittore era
contrario, ma non lo fu in questo caso), ma
sino a dove pu spingersi il rapporto tra lo
scrittore e il suo soggetto. Nel caso di Capote, sino allestrema crudelt che lo accomuna agli assassini, di volere a tutti i costi
la loro morte e di negarsi sino allultimo
momento, per poi assistere allesecuzione.
Non c niente che avrei potuto fare per
salvarli, dice alla fine, piangendo. E Nellie gli risponde: Forse no, ma la verit
che non hai voluto.
Nel 1966, quando il libro fu pubblicato,
Capote era ormai invecchiato, ingrassato,

alcolizzato, e non riusc pi a completare


un altro libro. Sognava di diventare il Proust americano, ma quella che avrebbe dovuto diventare la sua Recherche, Preghiere
esaudite, si aren a qualche capitolo. Quello intitolato La Cte basque (un celebre ristorante di New York) fu pubblicato nel novembre del 1975 su Esquire, e fu linizio
della sua rovinosa caduta. Raccontava con
lo stile di una tragedia tutti i pettegolezzi
pi sordidi del bel mondo che lo aveva accolto e viziato, corna, uxoricidi, alcolismi,
ricatti, volgarit, gaffe, brutture: con nomi
fittizi ma perfettamente riconoscibili. Fu
uno scandalo amaro e subito il piccolo adulato genio eccentrico nellaspetto e nei modi divenne un reietto, un sudicio rospetto. La rivista New York pubblic in copertina una vignetta che rappresentava un barboncino francese con la facciotta rotonda e
gli occhiali di Capote che azzanna gli invi-

tati di una festa con la scritta Capote morde le mani che lhanno nutrito. Tutte le
porte delle grandi magioni, anche di quelle italiane dove era sempre stato molto invitato, gli furono sbattute in faccia. Pure il
suo grande amico Cecil Beaton lo radi.
Ann Woodward, a cui nel racconto, col nome di Ann Hopkins, viene attribuito lassassinio del marito, si suicid con i barbiturici. In Musica per camaleonti, uno dei personaggi, TC, grida. Sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale.
Sono un genio.
In fondo, quei ricchi che lo abbandonavano, che un tempo gli avevano suscitato
soggezione e invidia, lui li aveva sempre disprezzati. Qualcuno tent di dissuaderlo a
pubblicare un testo che avrebbe indignato
gente amica e lui rispose: No, sono troppo
stupidi, non capiranno chi sono.
Natalia Aspesi

ANNO XI NUMERO 37 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

LUNED 13 FEBBRAIO 2006

BUSTE PAGA

Lultima speculazione a Gaza: le bandiere danesi


BANDIERE Il commerciante di Gaza Ahmed Abu Dayya ha fatto buoni affari comprando quando, avendo sentito per la prima volta delle vignette irridenti Maometto,
ha comprato su internet duecento bandiere danesi Ha poi rivenduto queste bandiere a caro prezzo ai fondamentalisti che le
volevano bruciare in piazza (Anais Ginori,
la Repubblica 9/2).
ISABELLA Lucyna Turyk-Wawrynowicz,
polacca che ha saccheggiato le ville di Hollywood in cui entrava come cameriera, non
ha per mai rubato niente a Isabella Rossellini dato che (come ha spiegato al giudice) Isabella Rossellini troppo buona e
come si potrebbe rubarle qualcosa?. De
Niro, Candice Bergen e gli altri la maltrattavano. Solo Isabella no (la Repubblica
10/2).
CENE Alan Greenspan ha incassato 250
mila dollari da Lehman Brothers per partecipare alla prima cena (con discorso) da

privato cittadino. Quando era governatore


alla Fed guadagnava 160 mila dollari lanno (Il Sole-24 Ore 10/2).
RIMBORSI Rimborsi ottenuti dai risparmiatori italiani che avevano investito nellamericana Ahold, le cui azioni crollarono
del 60% per presunte false dichiarazioni:
1,1 miliardi di dollari. Rimborsi ottenuti
dai risparmiatori italiani che hanno investito in azioni Cirio: 0. Perch questa differenza? Perch in America esiste una legge sulla class action (lazione collettiva),
mentre in Italia no. Insomma in America la
normativa permette, una volta che il Tribunale si esprime, di risarcire tutti gli investitori che hanno subto un danno. In tutti i
Paesi. per questo che sui giornali italiani
in questi giorni apparso un avviso a pagamento della Corte degli Stati Uniti destinato agli sfortunati investitori in titoli Ahold,
per avvisarli su come richiedere il risarcimento. In Italia tutto questo non esiste. Il
Parlamento ha tentato di varare una legge

sulla class action allitaliana, ma questo


tentativo si arenato nei meandri della legislatura che ora volge al termine. Morale:
per gli italiani i maxi-risarcimenti arrivano
solo grazie alla legge Usa. Per la gioia loro
e degli avvocato. Ovviamente americani
(My L., Il Sole-24 Ore 8/2).
MARITI Ronald O. Perelmann, trentaquattresimo nella lista degli uomini pi ricchi del mondo, alla fine di gennaio ha annunciato il divorzio dalla quarta moglie,
lattrice Ellen Barkin, col versamento di 40
milioni di dollari, come da accordo prematrimoniale. Perelmann ha gi pagato otto,
ottanta e trenta milioni di dollari rispettivamente alle mogli numero 1, 2 e 3 (Kate
Zernike, la Repubblica-New York Times
6/2).
FUORI CASA Italiani che mangiano fuori casa nel corso di un anno: 18 milioni.
Spesa sostenuta da costoro nel 2005: 58,1
miliardi (+2,6% sul 2004). Cos suddivisi: Ri-

storanti e pizzerie 31,3 miliardi (+2,5%), bar


(limitatamente ai piccoli pasti) 20 miliardi
(+2,5%), mense 6,2 miliardi (+3%). Variazione dei prezzi di ristoranti, pizzerie, mense
e bar: +4,5%. Variazione nel numero di consumatori: -2,5%. Spesa prevista nel 2008:
65,2 miliardi (+12% rispetto a oggi). Negli ultimni cinque anni i ristoranti sono aumentati, da 101 a 103 mila, pi di un terzo dei
quali composto da trattorie e pizzerie. Dal
1998 a oggi sono invece calati i bar (da 143
mila a 130 mila del 2005) (indagine AC Nielsen commissionata da Rimini Fiera) (B.Cav,
Il Sole-24 Ore 5/2/2006)
MONETE La moneta doro pi antica
messa in circolazione da un sovrano inglese un pezzo del IX secolo, che raffigura il
re sassone Coewulf (sul trono dal 796
all821). Costui regn sulla parte meridionale del paese. La moneta pesa 4,25 grammi e l'ha comprata il British Museum per
357.832 sterline (522 mila euro) (La Stampa
10/2).

Mi chiamo Vladimr Luxuria e potrei anche diventare papa


Lespresso, gioved 9 febbraio
di Montecitorio, che forse nella vita credevano di averle viste tutte, tra
Iuncommessi
po di settimane dovranno aprire i portoni ortonati del palazzo a un onorevole
drag queen transgender e buddhista che si
prostituito per dieci anni sulla Casilina.
Ma Vladimiro Guadagno detto Viadimir
Luxuria, 40 anni, attore, capolista di Rifondazione a Roma, non una qualsiasi Cicciolina tracimata in politica per amor di
avanspettacolo: attivista dei diritti omosessuali, editorialista di Liberazione e di Radio Capital, appassionato di Shakespeare e
laureato in Letteratura straniera (110 e lode, con una tesi su Joseph Conrad), assicura
la massima seriet nel nuovo ruolo, promette che alla Camera non molester nessun collega (Sono tutti cos brutti) e ambisce a una poltrona in commissione Cultura.
Senza rniiegare nulla dei suo passato turbolento e della sua vita da fata ignorante
nei vicoli underground dei Pigneto, a Roma.
Chi Vladimir Luxuria?
Sono nato a Foggia, in un quartiere popolare. Mamma aveva 18 anni, rimasta incinta e ha fatto un matrimonio riparatore.
Pap era un camionista, nostalgico del Duce ed elettore di Almirante. A 12 anni ho
capito che mi piacevano i ragazzi, allora sono diventato chierichetto e ho deciso che
da grande avrei fatto il prete..
Scusi, non vedo il nesso.
Lambiente n cui sono cresciuto considerava inaccettabile lomosessualit. Cos
quando io ho scoperto la mia, ho cercato di
reprimerla diventando prete..

Quant durato il tentativo?


Qualche anno. Pi che altro mi piaceva
mettermi quelle vesti lunghe e nere, piene
di pizzi ... ..
E poi?
Un giorno ero in sacrestia con un ragazzo un po pi grande di me a sistemare i paramenti. Nellarmadietto del prete abbiamo trovato una damigiana di vino per la Comunione, ce lo siamo bevuto e ci siamo
sbronzati. arrivata cos la mia iniziazione
sessuale. Parrocchia di Santa Lucia, a Foggia.
Fine della sua carrera ecclesiastica.
S, mi sentivo terribilmente in colpa e
mi sembrava ipocrita continuare a servire
messa. Ma ho tenuto il segreto a lungo. Anni dopo ho saputo che a Foggia cera una
piccola comunit omosessuale che si ritrovava vicino alla stazione e ho iniziato a frequentarla, senza dire niente a pap e mamma. La sera uscivo da casa con i trucchi e i
vestiti da donna nascosti in un sacchetto di
plastica. Mi chiudevo in una cabina telefonica e mi cambiavo, poi andavo dagli amici
della stazione. Gente che aveva soprannomi tipo la Sfossata o la Minorenne ... .
Poi andato a vivere a Roma.
S, per luniversit. Qui era gi tutto diverso, non cera la cultura omofobica della
provincia. Mi sono avvicinato alla politica,
vedevo che a sinistra cera pi tolleranza
verso i gay. Ho guadagnato i primi soldi con
qualche supplenza, ma volevo fare lartista.
Com andata?
Allinizio stata molto dura, non avevo
una lira. cos che ho iniziato a prosti-

tuirmi. Ma non che lo facessi tutte le sere. Andavo sul marciapiede quando avevo
bisogno di soldi, una o due volte la settimana.
Una cosa traumatica?
No, i primi tempi mi piaceva. Non tanto
latto in s, quanto lidea che ci fosse gente
disposta a pagare per fare sesso con me.
Gay, certo, ma anche molti padri di famiglia
che dopo il rapporto mi raccontavano dei
loro problemi con la moglie. Con alcuni
siamo rimasti amici, ci sentiamo ancora
adesso. In ogni caso, ho smesso di prostituirmi quando non ne ho avuto pi bisogno.
Oggi con il teatro e le sue varie collaborazioni guadagna abbastanza bene?
Sui tre o quattromila euro al mese, dipende dalle stagioni .
Che cosa le ha lasciato lesperienza dei
marciapiede?
Una grande sensibilit verso quel mondo. In Parlamento far una proposta di legge a favore delle prostitute e dei loro clienti, stupidamente demonizzati. Bisogna creare in ogni citt un parco, unarea attrezzata
e protetta, dove siano distribuiti preservativi e girino dei poliziotti a garantire la sicurezza di tutti, professioniste e clienti .
il suo programma elettorale?
Non solo, naturalmente. Mi batter prima di tutto per i Pacs, una tappa fondamentale per lemancipazione dei gay. E poi
per la legalizzazione delle droghe: liberalizzando quelle leggere e garantendo la distribuzione controllata dallo Stato di quelle pesanti.
Lei ha preso droghe?

Si, certo: acidi , cocaina, pasticche. Tutto trannie leroina. Ma adesso sono anni
che non mi faccio pi nemmeno una canna.
Sar il primo deputato transessuale.
Transgender, prego. 1 transessuali hanno cambiato sesso, io non mi sono mai operato. Transgender significa essere solo al di
l dei due generi sessuali tradizionali .
Che cosa pensa di Ratzinger?
Mi sembra molto oscurantista e pericoloso. Da quando c lui, lingerenza della
Chiesa diventata spudorata, dalla fecondazlone artificiale alla legge 194, fino agli
stessi Pacs. Per fortuna ci sono tanti cattoiici che non la pensano in quel modo.
La sua candidatura ha fatto venire ii mal
di pancia ai moderati dellUnione. Mastella
lha definita una ridicola Cicciolina...
Veramente Cicciolina era una pornostar, mentre io non mi sono mai spogliato in
pubblico in tutta la mia vita. Quanto al resto, secondo me ridicolo chi fa politica solo per se stesso, senza pensare a migliorare
lesistenza della gente.
Lei credente?
Da tempo mi sono avvicinato al buddhismo. Pratico qui a Roma, nel tempio che c
in fondo alla via Nomentana. E faccio parte deflArcobalena, unassociazione di gay
e transessuali buddhisti.
Adesso che con ogni probabilit diventer
onorevote, i suoi genitori che le dicono?
Ah, sono molto contenti. Mio padre mi
ha promesso che non voter pi a destra. E
mamma mi ha chiesto se tra un po mi faranno pure papa ... .
Alessandro Gilioli

Firme
ARBASINO Alberto. 75 anni, di Voghera.
Scrive su Repubblica. Autore di fama, ha
esordito nel 1959 con Lanonimo lombardo, cui
sono seguiti, tra i tanti, Parigi o cara (1960),
Fratelli dItalia (1963), Super-Eliogabalo (1969),
Specchio delle mie brame (1975), Un paese senza (1980 e 1990).
ASPESI Natalia. Milanese, giornalista per
la Repubblica, dove stata assunta prima
della nascita del giornale. Impiegata in unazienda di macchinari per la lavorazione dei
formaggi, ha iniziato per caso a 26 anni, su
consiglio di un amico, collaborando con La
Notte. Poi passata al Il Giorno. Tra i libri:
La donna immobile, Vivere in tre, Lui visto da lei,
Il lusso e lautarchia (storia della moda nel fascismo), Questioni di cuore. Ha un compagno da
molti anni, ama la casa e la cucina, si diverte
a confezionare pomodori in scatola.
BECCARIA Gabriele. 43 anni, di Torino.
Dopo la laurea in Lettere, nell88 ha fatto un
master in giornalismo alla Boston University.
Dal giugno 89 alla Stampa, dove ora dirige
TuttoScienze. Nel tempo libero legge (soprattutto saggi di archeologia e di storia americana) e scia.
BENCIVENGA Ermanno. 56 anni, di Reggio Calabria, docente di Filosofia allUniversit della California, collabora con La Stampa. Autore di numerosi saggi di logica, estetica, filosofia del linguaggio, storia della filosofia. Tra gli ultimi libri: Una rivoluzione senza
futuro. Perch la sinistra non pu (pi) dirsi
marxista (Garzanti, 2003), Teoria del linguaggio
e della mente (Bollati Boringhieri, 2001), I passi falsi della scienza (Garzanti, 2001), Giocare per
forza. Critica della societ del divertimento (Mondadori, 2001). Una logica dei termini singolari
(Boringhieri, 80). Sposato, tre figli: Sara, Tommaso e Giulia. Qualche volta gioca a carte.
BIANUCCI Piero. 62 anni, torinese, sposato con Elena, ha un gatto che si chiama BB
in onore di Brigitte Bardot. Per 14 anni ha
lavorato alla Gazzetta del Popolo come critico letterario. Poi passato a La Stampa. Ha
scritto una trentina di libri ed affascinato
dallastronomia. LUnione Astronomica Internazionale ha chiamato con il suo nome
uno dei tanti asteroidi sparsi nelluniverso:
una piccola soddisfazione. Il tempo libero lo
passa in una garonniere con due grandi telescopi: Sono una finestra che guarda sulluniverso.
CARRUBBA Salvatore. Catanese, 55 anni,
laureato in Giurisprudenza. Ha cominciato
allOpinione (allora giornale dei liberali). Direttore Responsabile di Mondo Economico e
de Il Sole-24 Ore. Dal 1997 al 2005 assessore
(indipendente) alla Cultura e alle Relazioni
Internazionali di Milano. Attualmente Direttore per le Strategie Editoriali del Gruppo
Sole-24 Ore. Sposato (sempre con la stessa
moglie), due figlie, una gatta. Quando pu
sciicchia, passeggia, legge, ascolta musica. Di
recente ha pubblicato da Mondadori: LArte
della libert (con Flavio Caroli).
DE RITA Giuseppe. 74 anni, laureato in
Giurisprudenza. Funzionario SVIMEZ dal
1955 al 1963. Responsabile della sezione sociologica della SVIMEZ dal 1958 al 1963. Con-

sigliere delegato del CENSIS dal 1964 al 1974.


Segretario generale della Fondazione CENSIS dal 1974 ad oggi. Presidente del Consiglio
Nazionale dell'Economia e del Lavoro
(CNEL) dal maggio 1989 al maggio 2000. Presidente di Le Monnier dal 1995.
DIOTALLEVI Luca. 56 anni, docente di sociologia presso lUniversit di Roma Tre. Gi
Senior Fellow presso la Divinity School Harvard University. Collaboratore Censis.
GILIOLI Alessandro, nato a Milano nel
1962, laureato in filosofia. Ha lavorato alla
Domenica del Corriere, a Sette, al Giornale,
allEuropeo. stato direttore di Class, Gulliver e Happyweb. Ha pubblicato: Forza Italia:
la storia, gli uomini e i misteri (1994).
LA SPINA Luigi. Milanese, laureato in Storia delle dottrine politiche. Ha cominciato
lattivit giornalistica alla Gazzetta del Popolo. Dopo aver lavorato al Corriere della sera,
prima a Milano e poi alla redazione romana
Dal 1981 a La Stampa, di cui stato anche
condirettore. Oggi editorialista e inviato.
MUCCHETTI Massimo. 52 anni, di Brescia.
Da gennaio 2004 scrive di economia per il
Corriere della Sera, dov vicedirettore. Laureato in Filosofia, ha cominciato nel 1981 scrivendo per il quotidiano in cooperativa Brescia Oggi, poi passato a Mondo economico,
settimanale del Sole-24
Ore. Nell86 arrivato
allEspresso come capo della redazione milanese. Sposato, una figlia: Marta. Va in bicicletta e dipinge. Un libro: Licenziare i padroni
(Feltrinelli, 2003).
Lapertura di prima pagina
stata realizzata da Massimo Parrini

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